Alice Caprotti – Conosco un posto https://godsgift.cyou Wed, 26 Nov 2025 14:30:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Alice Caprotti – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant (anche la sera) /50-ristoranti-a-milano-che-accettano-ticket-restaurant-anche-la-sera/ /50-ristoranti-a-milano-che-accettano-ticket-restaurant-anche-la-sera/#comments Tue, 11 Nov 2025 08:00:00 +0000 /?p=88995 Dove usare buoni pasto a Milano? Ecco ben 50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant (alcuni anche alla sera!)

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Spesso ci avete chiesto dove poter usare i buoni pasto a Milano ed ecco che, finalmente abbiamo raccolto per voi, attingendo dai nostri preferiti una lista di locali, divisi per categoria, in cui potete utilizzare i ticket restaurant a pranzo nei giorni feriali (e in alcuni casi anche a cena). Scommettiamo che qualche nome vi sorprenderà: ecco ben 50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant e buoni pasto! Un solo consiglio: verificate sempre che accettino la vostra tipologia di buono pasto.

50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant e buoni pasto

Pizzerie a Milano che accettano ticket restaurant

  • MEUCCI (Cairoli). Una pizza al tegamino servita in pieno centro a Milano, in un ristorante storico e piccolissimo, perfetta per essere condivisa. L’highlight? La pizza con occhio di bue! Tante anche le opzioni vegetariane. Per saperne di più, guardate il nostro reel. Prezzo medio: €.
  • SPIB (Dergano). Una delle nostre pizze sottili preferite di Milano: grandissima, croccante e leggera, cotta in forno a legna e con la giusta farcitura. Amiamo tutto di questa pizzeria di quartiere, a partire dai suoi arredi accoglienti e adorabilmente retrò. Consigliatissima! Prezzo medio: €.
  • COCCIUTO (sedi varie). Quattro sedi sparse per la città in cui si serve una pizza napoletana, soffice e con cornicione alto, sormontata da ingredienti piuttosto ricercati e abbinamenti creativi. Prezzo medio: €.
  • MARGHE (sedi varie). Anche qui l’attenzione verso ingredienti di prima qualità è massima e, nonostante l’attesa per un tavolo sia spesso lunga, potrebbe valerne la pena. Prezzo medio: 20€.

Altre pizzerie a Milano che accettano ticket restaurant:

Ristoranti italiani a Milano che accettano ticket restaurant

  • SUGO (Duomo). Mangiare bene a due passi dal Duomo è tutt’altro che scontato, ma da Sugo siete sicuri di non sbagliare. Si definisce trattoria contemporanea, con una cucina classica ma un ambiente ricercato. A pranzo non c’è un menu fisso ma proposte del giorno a prezzi ridotti. Squisita la pappa al pomodoro che portano per ingannare l’attesa! Prezzo medio: €.
  • RADICETONDA (sedi varie). Tra i migliori ristoranti che propongono cucina vegana e vegetariana. A parte le proposte di street food sempre disponibili (burger, hot dog, club sandwich), il resto del menu cambia giornalmente. Accettano i buoni pasto a pranzo anche il sabato! Prezzo medio: €.
  • IL MANNARINO (sedi varie). Macelleria con cucina ormai celeberrima a Milano: il menu è, prevedibilmente, un tripudio di carne (imperdibili le bombette pugliesi) con qualche primo piatto di pasta e contorni di accompagnamento. Accettano solo 1 ticket restaurant a persona a pranzo. Prezzo medio: €.
  • FUORIMANO OTBP (Bicocca). Questo locale in Bicocca è probabilmente uno dei più citati di tutto il blog: perché è indubbiamente uno dei più versatili. Perfetto per un’uscita con gli amici o un brunch, per una serata all’insegna dei giochi in scatola o una festa (di laurea, per esempio) ma anche come spazio per lavorare in smartworking. Prezzo medio: €.
  • TRATTORIA AURORA (Porta Genova). Questa storica trattoria milanese è uno dei nostri posti del cuore quando abbiamo voglia di un risotto con ossobuco preparato come si deve o di un buon bollito con salsa verde. Splendido il dehors interno. In pausa pranzo trovate un menu diverso da quello della sera, con prezzi ridotti, e la possibilità di pagare con i ticket restaurant. Prezzo medio: €€.
  • AL MERCATO STEAKS & BURGERS (Missori). Nella lista dei nostri hamburger preferiti di Milano da tempi davvero immemori, Al Mercato è ancora uni dei posti migliori per mangiare carne in città, dai burger gourmet a bistecche con tagli pregiati. A pranzo c’è l’opzione Business Lunch (18-20€) con incluso un piatto (a scelta tra una selezione), caffè, acqua e coperto. Prezzo medio: €€.
  • CICIARÀ (Duomo). Un ristorante dall’atmosfera calda e accogliente, pensato per ciciarare (chiacchierare, in dialetto) mangiando piatti della tradizione con un’attenzione particolare alla stagionalità e alla provenienza degli ingredienti. Prezzo medio: €€.
  • LINFA (Porta Genova). Linfa è un concept restaurant 100% plant-based e gluten-free: un posto dove provare una cucina vegetale semplice ma saporita, con ingredienti eccellenti e accostamenti inaspettati. Dal lunedì al venerdì propone un Business Lunch da 2 portate (19€) o 3 portate (24€) con acqua e coperto inclusi. Prezzo medio: €€.
  • BEL BELÉ (Farini). Un’altra trattoria, ma stavolta dall’anima moderna: Bel Belè si trova proprio di fronte allo Scalo Farini e propone piatti semplici della tradizione lombarda (come nervetti o risotto giallo) in un ambiente curato e che strizza l’occhio agli anni ’80. Prezzo medio: €€.
  • MERCATO ISOLA (ALBA PASTA BAR, KATSUSANDERIA, GIANNASI 1967, SALVADERI). Il nuovo mercato rionale dell’Isola ha tante insegne interessanti: tra queste, diverse accettano i buoni pasto a pranzo. Prezzo medio: €.

Altri ristoranti italiani a Milano che accettano ticket restaurant:

Ristoranti di cucina internazionale a Milano che accettano ticket restaurant

  • CASANORI (Isola). La specialità di Casanori sono gli handroll, una sorta di temaki aperto dove l’alga nori è farcita con riso, pesce e condimenti vari e viene portata alla bocca rigorosamente con le mani. Qui potete leggere la nostra recensione completa! Il Business Lunch qui va dai 12€ ai 16€, e include un piatto a scelta tra sushi, handroll o piatto del giorno accompagnato da un piccolo antipasto, un’insalata, e udon in brodo o zuppa di miso. Prezzo medio: €€.
  • ZAZÀ RAMEN (Moscova). Anche Zaza Ramen è stato un locale pionieristico a Milano, ma per quanto riguarda il ramen. Situato nella tranquilla Via Solferino, ha un’atmosfera minimal e rilassata. In settimana il menu del giorno da 17,50€ include un piccolo antipasto, il ramen del giorno e acqua in caraffa. Prezzo medio: €€.
  • LON FON (Lazzaretto). È una tappa fissa quando siamo in zona Lazzaretto e abbiamo voglia di ravioli al vapore davvero buoni (la signora Rita li fa a mano dal 1978!). L’atmosfera è rimasta informale e ‘spartana‘, come piace a noi. A pranzo propongono un menu fisso a 14,5€ che include un antipasto, un primo e un secondo (bevande escluse). Prezzo medio: €.
  • SHIRO POPOROYA (Porta Venezia). Il ristorante Shiro è la ‘costola’ del più famoso Poporoya, che nel 1989 fu il primo sushi bar ad aprire a Milano. Il posto giusto per provare l’esperienza di un vero pasto giapponese tradizionale. A pranzo accettano i ticket restaurant anche nel weekend e propongono un menu in cui potete scegliere tra diversi piatti (dai 17€ ai 35€) accompagnati da piccoli assaggi e con incluso anche il caffè e il gelato al té verde o al sesamo nero. Prezzo medio: €€.
  • GASTRONOMIA YAMAMOTO (Missori). Un altro posto imperdibile per gli amanti della vera cucina giapponese è Gastronomia Yamamoto (ma niente sushi!). A pranzo propongono un menu (dai 19€ ai 24€), che in giapponese si chiama teishoku, composto da un piatto principale, contorni del giorno (e zuppa di miso e riso in mancanza di brodi/noodles). Una composizione non casuale: è proprio così che mangia quotidianamente la maggior parte dei giapponesi! Prezzo medio: €€.
  • NUN (Porta Venezia). Per chi ama il kebab non troppo verace, quello di Nun è davvero delizioso: e, cosa tutt’altro che scontata, servito in un ambiente luminoso e curato, con un servizio simpatico e velocissimo. In più, accettano i buoni pasto a pranzo anche nel weekend! Prezzo medio: €.

Altri ristoranti di cucina internazionale a Milano che accettano ticket restaurant:

Ristoranti che accettano ticket restaurant anche a cena

  • VIA STAMPA (Missori). Non potremo mai dimenticare la cottura perfetta del risotto alla milanese di Via Stampa. Col tempo, la cucina si è spostata da quella più classica lombarda e piemontese, a una contemporanea che segue la stagionalità degli ingredienti. Prezzi altini, ma la location è davvero stupenda, nascosta tra le vie del centro. Accetta i buoni pasto anche a cena solo nei giorni feriali. Prezzo medio: €€€.
  • BISCA MANFREDI (Isola). Locale piccolo e gradevole per un aperitivo informale. La drink list è in continua evoluzione e trovate piattini da condividere come hummus, pan tomate o focacce farcite. Prezzo medio: €.
  • GOVINDA (Duomo). Nella stupenda cornice di Palazzo dei Grifi, si trova questo ristorante vegano e vegetariano gestito da monaci Hare Krishna (c’è anche un tempio al piano inferiore): per scoprirne di più guardate il nostro reel! Prezzo medio: €.

Altri ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant la sera:

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Viaggio in Sri Lanka: itinerario di due settimane tra cultura, natura e mare /sri-lanka-viaggio-due-settimane-cultura-natura-mare/ /sri-lanka-viaggio-due-settimane-cultura-natura-mare/#comments Thu, 10 Apr 2025 16:26:05 +0000 /?p=85442 State pensando a un viaggio in Sri Lanka? Qui trovate il nostro itinerario con tutte le tappe imperdibili e ristoranti da provare!

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Dopo la Corea del Sud, abbiamo deciso di tornare in Asia a visitare un Paese ancora relativamente poco conosciuto, ma da cui siamo rimasti profondamente affascinati: lo Sri Lanka. Abbiamo organizzato un itinerario ad anello di due settimane, ad agosto, attraverso siti archeologici, templi, spiagge, piantagioni di té e montagne – aggiungendo alla fine una terza settimana solo di mare alle Maldive. Se anche voi state programmando un viaggio del genere, ecco cosa vedere e dove mangiare in un itinerario di due settimane!

Due settimane in Sri Lanka: cosa visitare

Safari e spiagge nel Sud

  • GALLE. Iniziamo il nostro itinerario da questa antica città portuale, oggi patrimonio Unesco. L’attrazione principale è il forte, costruito dai portoghesi alla fine del 1500 e ampliato poi dagli olandesi nel secolo successivo. Visitabile gratuitamente, vi consigliamo di farlo al tramonto: la passeggiata sui bastioni affacciati sul mare è molto suggestiva. Molto carino anche il centro storico di questa cittadella fortificata, con edifici coloniali, chiese, moschee e tanti negozietti interessanti (soprattutto di gemme).
  • DINTORNI DI GALLE (UNAWATUNA, MIRISSA, AHANGAMA). Anche se indubbiamente Galle è il punto di interesse più significativo, ci siamo fermati qualche giorno anche per goderci il mare e fare qualche giro nei dintorni. Unawatuna è una graziosa cittadina che si presta soprattutto a qualche nuotata con snorkeling e a godersi degli eccellenti massaggi ayurvedici alla Sanctuary SPA. Ahangama (insieme a Midigama) è probabilmente la zona migliore per praticare surf in tutto il paese: troverete moltissime scuole per chi vuole provare questa disciplina e in generale attività e locali a tema. Come potete immaginare, se le onde sono perfette per surfare, lo sono meno per fare dei tranquilli bagni, ma le spiagge sono ugualmente molto belle. Provate a fare una passeggiata al tramonto a Kabalana Beach e ne avrete la prova.

Mirissa è un altro paradiso per i surfisti, e per chi vuole divertirsi un po’ la sera. Noi ci siamo goduti soprattutto le sue spiagge infinite costeggiate da palme. Potete salire sulla cima di Parrot Rock quando c’é la bassa marea per ammirare la spiaggia, o spingervi fino a Coconut Hill, un promontorio molto poetico di terra rossa a strapiombo sull’oceano. Se cercate un po’ di tranquillità, fermate un tuk tuk (un taxi a tre ruote, simile a un risciò motorizzato) e fatevi portare a Secret Beach: è una minuscola mezzaluna di sabbia lontana dalla folla con un bar per sorseggiare un cocktail in assoluta pace. Un’ultima tappa interessante è la Japanese Pagoda a Rumassala: potete venire durante il giorno per unirvi alle meditazioni o al tramonto per una vista eccezionale.

  • UDA WALAWE NATIONAL PARK. Forse non l’avreste mai detto, ma in Sri Lanka è possibile fare un safari! Ci sono diversi parchi nel Paese, noi per comodità abbiamo scelto l’Uda Walawe National Park, il migliore per osservare gli elefanti, affidandoci a un tour locale (ce ne sono, prevedibilmente, moltissimi). I momenti migliori per vedere gli animali sono al mattino presto o al tramonto. Il costo dipende oltre che dalla durata (potete fare anche una giornata intera o più giorni), dalla grandezza della macchina e da quanti compagni di viaggio scegliete di avere.
  • BUDURUWAGALA. Questo sito archeologico nel mezzo del nulla è ciò che resta di un tempio buddista del X secolo d.C. Noi ci siamo fermati per spezzare il viaggio dal sud al centro.
  • DIYALUMA FALLS. Non capita tutti i giorni di poter fare il bagno in una piscina a sfioro naturale a strapiombo su una valle: per questo vi consigliamo di non perdervi un’escursione alle Diyaluma Falls. Arrivati qui, vi suggeriamo di prendere un tuk tuk che vi porti il più vicino possibile alla cima, a circa 20 minuti di cammino. Il sentiero non è indicato, ma non ci sono troppe deviazioni, quindi dovreste arrivare alla meta senza problemi. Una volta arrivati, troverete diverse pozze d’acqua dove fare il bagno – sia verso la valle che più nascoste. Vi segnaliamo che non ci sono barriere di sicurezza di alcun tipo, quindi massima attenzione. Mancano anche strutture di qualunque tipo, dunque attrezzatevi di conseguenza con acqua e cibo.

Natura e templi nella Hill Country centrale

  • ELLA. In questa ridente e verdissima cittadina si viene soprattutto per passeggiare. La prima escursione che vi consigliamo è la più facile, ed è quella che porta al Little Adams Peak. Meno di mezz’ora di ripidi gradini di pietra vi separano dalla cima, ma ne varrà la pena – specialmente al tramonto. La seconda è più impegnativa, ma anche più spettacolare, e porta a Ella Rock. Se non volete rischiare, chiedete al vostro albergo di procurarvi una guida. Altrimenti, potete tentare in solitaria come noi: passeggiate lungo i binari del treno finché non vedete un piccolo tempietto buddista blu sotto un albero. Deviate a sinistra e scendete nei campi: da qui, salite tenendo la destra. Arrivati a una giunzione con quattro strade, diventa più facile: dopo aver imboccato quella a sinistra, inizierete a incontrare qualche cartello e in generale il sentiero si farà più definito.

Qualche chiosco di acqua e bibite lungo la strada si trova, ma a prezzi irragionevoli quindi vi consigliamo, se potete, di partire attrezzati. In un paio d’ore arriverete in cima e ne sarà valsa la pena: la vista è splendida. Mi raccomando, non fermatevi al primo punto panoramico: ce n’è un secondo più avanti che è ancora più bello! L’unica attrazione di Ella a parte i suoi sentieri, è il Nine Arch Bridge, un ponte viadotto costruito negli anni 20 durante l’epoca coloniale inglese. Molto spettacolare, molto turistico: se volete beccare il momento in cui passa il treno, non fidatevi degli orari che trovate online, ma chiedete a qualcuno del posto (e non vi aspettate sia puntuale).

Nine Arch Bridge | © Alice Caprotti
  • NUWARA ELIYA. Ci avevano detto che era soprannominata “la piccola Inghilterra” e non appena abbiamo visto il cielo plumbeo e sentito l’aria frizzantina abbiamo capito perché. Qui il meteo è molto diverso dal resto dello Sri Lanka, quindi ricordatevi di mettere in valigia qualcosa di più pesante. Il soprannome è dovuto anche alle immense piantagioni di té che coprono tutti le colline circostanti. Per visitarle abbiamo trovato un driver che ci ha accompagnato, raccontandoci tante curiosità sulla coltivazione di questa pianta.

Per esempio, che vivono per ben 90 anni, e che molte sono ancora quelle importate dagli inglesi! Per scoprire di più sul processo produttivo, abbiamo fatto una visita guidata alla Damro Factory, che vi permetterà anche di fare una degustazione. La città non ha un vero e proprio centro, ma vi consigliamo di fare un giro nella zona vecchia e ammirare il Post Office, il Victoria Park e qualche edificio coloniale. Per noi è stata una bella occasione per spezzare il viaggio in treno, ma potrebbe essere sacrificabile in mancanza di tempo. 

  • KANDY. Qui si trova quella che è considerata la reliquia buddhista più preziosa dello Sri Lanka: un dente del Buddha. Non è visibile, ma potete ammirare lo scrigno che la conserva all’interno del celebre Tempio del Sacro Dente: visitatelo durante le cerimonie del mattino o della sera, quando l’atmosfera è più viva. L’altro punto di interesse in città sono gli sterminati Botanical Gardens. Purtroppo non siamo riusciti a trovare una guida, che sarebbe stata decisamente utile, ma anche solo passeggiare tra piante e fiori è stato molto rilassante.
  • Per immergervi un po’ nella vita locale, vi consigliamo un giretto a piedi tra la Clock Tower e Columbus Street, una sorta di mercato all’aperto con negozi di ogni tipo. Molto carina anche una passeggiata serale intorno al Kandy Lake. Se avete mezza giornata che vi avanza, nei dintorni di Kandy c’è un itinerario con tre templi molto piacevole. Il primo è Embekka Devale, un tempio hindu, di cui abbiamo apprezzato la bellissima l’aula all’aperto con le colonne di legno finemente intagliate. Il secondo, il più spettacolare, è il Lankatilake Temple, imponente, costruito su uno spuntone di roccia scura. È diviso tra una parte buddhista, la principale, e una parte induista, più nascosta (una sorta di tempio dentro al tempio). L’ultimo, il Gadaladeniya Temple è forse il meno notevole dei tre, ma sicuramente averlo trovato in corso di ristrutturazione non ha aiutato.

Antichi regni e siti sacri a Nord

  • I TEMPLI DI MATALE E NALANDA GEDIGE. Per spezzare il viaggio da Kandy a Sigiriya, ci siamo fermati nella trafficata Matale, a visitare il Muthumariamman Temple, un tempio induista dai colori sgargianti. Sebbene la parte più bella sia sicuramente l’esterno, fate un giro anche all’interno per respirare un po’ di spiritualità. Nalanda Gedige si trova esattamente nel centro dello Sri Lanka, ed è uno dei primi edifici in pietra del Paese e uno dei templi più antichi rimasti in piedi. Incantevole la posizione, immerso nella natura e nella quiete più assoluta. Curiosità: è uno dei pochissimi templi nel Paese ad avere decorazioni tantriche.
  • DAMBULLA. I templi rupestri di Dambulla sono una delle località più visitate del Paese, e c’è un perché. Il complesso è già stupendo visto da fuori, con la sua lunga facciata di un bianco candido incastonata nella montagna. È composto da 5 grotte separate, che contengono più di 150 immagini e statue raffiguranti il Buddha. Non solo: vista la sua posizione sopraelevata, dalle grotte si gode di una splendida vista sulla campagna circostante.
  • SIGIRIYA. Una delle tappe che più ci è piaciuta di questo viaggio, Sigiriya è una formazione rocciosa e un sito archeologico davvero unico nel suo genere. Per evitare il caldo (e la folla), vi consigliamo di andarci il prima possibile al mattino. È molto turistico e lo noterete anche dal prezzo di ingresso (circa 30 dollari), molto diverso da quelli pagati finora. Nella parte bassa potete visitare il museo, che con i suoi plastici vecchio stile vi aiuterà ad capire com’è organizzato il sito, e i giardini d’acqua. Una volta arrivati alle famose zampe del leone, inizia la salita verso la cima. Due avvertenze: le scale sono molto ripide ed esposte, quindi se soffrite di vertigini potreste avere difficoltà. Inoltre, noterete diversi nidi di vespe sulla parete rocciosa: in caso di allergia, dovrete stare molto attenti.
Itinerario Sri Lanka
La vista da Pidurangala | © Alice Caprotti

I resti del palazzo reale che troverete sulla sommità non sono indimenticabili, ma lo è invece la vista a 360° di cui godrete. Uno dei motivi per cui ci è piaciuta tanto è in realtà la sua roccia gemella, Pidurangala, dove siamo saliti al tramonto. La passeggiata è molto semplice, ad eccezione di un breve tratto finale tra le rocce che potrebbe mettervi alla prova. La vista che avrete una volta saliti è davvero impagabile, con Sigiriya che si staglia all’orizzonte. Munitevi di torcia perché l’illuminazione serale è alquanto carente.

  • POLONNARUWA. A meno che non siate amanti sfegatati di siti archeologici, una giornata sarà più che sufficiente per visitare le antiche rovine di Polonnaruwa. Noi abbiamo fatto l’errore di girarlo tutto a piedi, e per quanto fattibile, con le temperature estive non ve lo consigliamo: affidatevi a un tuk tuk o a un noleggio bici! Decisamente vetusto il museo archeologico: le zone su cui vi consigliamo di concentrare le energie solo il Royal Palace, il Quadrilatero e il gruppo del Gal Vihara.
  • ANURADHAPURA. Fondata nel IV a.C., Anuradhapura fu capitale dell’isola e centro buddhista per più di 1000 anni: è ancora un importante meta di pellegrinaggio e per questo molto più viva e vissuta di Polonnaruwa. Oltre che decisamente più estesa: noi abbiamo noleggiato fin da subito due bici da Sun Cycles a un prezzo irrisorio. Mi raccomando, tenete sotto mano i biglietti d’ingresso perché ve li chiederanno di continuo.

Maldive

Le Maldive si trovano a circa un’ora di volo da Colombo: se avete la possibilità di allungare di qualche giorno il viaggio, sono senza dubbio una tappa che definire imperdibile è un eufemismo. Pressoché ogni atollo corrisponde a un hotel, quindi la vostra esperienza ruoterà intorno a questa scelta. Noi abbiamo optato per l’Embudu Village Resort, che si trova a meno di mezz’ora di barca da Malé, la capitale.

Per scegliere il posto giusto vi consigliamo di consultare i siti online che mostrano lo stato della barriera corallina e la sua vicinanza alla spiaggia. Secondo noi la possibilità di vedere la barriera in autonomia ogni volta che volete è impareggiabile, e ovviamente dalla ricchezza della barriera dipenderà molto della fauna marina che riuscirete a vedere! Non perdetevi la spiegazione su quali sono le zone più adatte per lo snorkeling e in generale come godervi il mare in sicurezza.

Due settimane in Sri Lanka: dove mangiare

  • CHARLIE’S BAR & BISTRO (Galle). Un aperitivo vista oceano a Galle è imprescindibile: la terrazza di Charlie’s è favolosa, e compensa il menu non particolarmente originale e i prezzi decisamente europei.
  • DOUBLE HAPPY CHINESE RESTAURANT (Galle). Se volete prendervi una pausa dalla cucina locale, questo piccolo ristorante cinese nascosto nel forte di Galle è delizioso: non perdetevi i ravioli.
  • LIGHTHOUSE (Ahangama). Il posto per godersi il tramonto ad Ahangama: questo boutique hotel ha un rooftop bar in cui prepara ottimi cocktail e una serie di piattini da condividere per un aperitivo pressoché ineccepibile.
  • CASA TIKIRI (Ahangama). Il ristorante di questo boutique hotel dove abbiamo alloggiato è aperto anche a chi non alloggia qui: oltre ai piatti italiani ed europei buonissimi (ancora sogniamo il loro avocado toast), è anche il posto giusto per gustare un tradizionalissimo rice&curry.
  • VERTIGO (Ahangama). Questa pizzeria aperta da una coppia di giovani ragazzi italiani è il posto giusto se vi sentite già nostalgici di casa.
  • CHILL CAFE (Ella). Un tranquillo ristorante in centro a Ella con un lungo menu grazie a cui spaziare tra piatti tradizionali e internazionali, con porzioni molto generose.
  • THE WHITE RABBIT (Ella). Un altro locale nel centro di Ella con un grazioso giardino, propone cucina locale con qualche incursione esterna: buonissimi i gamberi con panatura di panko e il pollo con verdure.
  • HIDEOUT LOUNGE (Kandy). Locale molto curato in una posizione strategica a due passi dal Kandy Lake con un bel patio: ottimo il black pumpkin curry.
  • THE SANCTUARY (Anuradhapura). Questo ristorante è ospitato all’interno di un hotel di lusso di ispirazione coloniale: la location è molto bella (se potete arrivate in anticipo e sorseggiate un aperitivo nel patio). Nel menu trovate piatti tradizionali rivisitati in una chiave più internazionale.

Altre info utili sul viaggio in Sri Lanka

  • ITINERARIO&ALLOGGI. Noi abbiamo optato per un itinerario ad anello in senso antiorario da Colombo. Nella capitale ci siamo fermati solo per necessità e abbiamo scelto il Granbell Hotel sulla costa. Davvero stupenda la piscina a sfioro sul rooftop, ottimi i trattamenti SPA, e meravigliosa anche la vista dalle camere. Non altrettanto di livello, purtroppo, la cena alla carta. Vi abbiamo già parlato di Casa Tikiri ad Ahangama: sicuramente l’albergo più bello della vacanza. La location è una vera oasi di pace curata nei minimi dettagli: da poco, oltre alla struttura principale, hanno aperto anche un paddy lodge tra le risaie con piscina privata e aggiunto all’offerta lezioni di yoga e retreat tematici. Stefano e Alice, i proprietari, saranno felici di darvi un sacco di consigli per godervi al meglio il vostro tempo qui.

Come appoggio per la giornata di safari, abbiamo alloggiato alla Mansala Safari House, vicinissima all’ingresso del parco: proprietari estremamente gentili, cena a buffet e un costo complessivo davvero irrisorio. A Ella vi consigliamo caldamente la Ella Mount View Guest Inn: assicuratevi di prendere la camera col balcone e vi promettiamo che vedrete una delle notti stellate più belle della vostra vita! Peccato solo per il servizio non eccellente. A Nuwara Eliya abbiamo optato per Oliphant Boutique Villa, immersa nel verde e dallo stile coloniale, bellissima anche se un po’ fuori dal centro. L’ultimo hotel che vi consigliamo è il Ceylon Breeze a Sigiriya: le stanze sono enormi, e ha una bella piscina all’aperto e una terrazza dove poter cenare – sarete solo un po’ più lontani dai siti, ma anche immersi nella quiete più assoluta.

  • RISTORANTI&CUCINA. Al di fuori delle città, vi capiterà spesso di mangiare in hotel per comodità quindi considerate anche questo aspetto nella scelta. In generale, in Sri Lanka si mangia molta carne (il pesce l’abbiamo trovato solo a sud): opzioni vegetariane si trovano senza troppi problemi, per quelle vegane invece non possiamo garantire.
  • MEZZI DI TRASPORTO. Tutti gli spostamenti sono stati effettuati con driver o tuk tuk trovati sul posto, sempre diversi. Gli unici tratti percorsi con mezzi pubblici sono da Ella a Nuwara Eliya, e da qui a Kandy, dove abbiamo utilizzato il treno, che vi consigliamo assolutamente di provare perché è un’esperienza unica! Se siete già sicuri di giorni e orari, potete acquistare i biglietti online sul sito delle ferrovie, ma dovrete comunque passare a ritirare la versione cartacea prima di partire.
  • Se preferite non pianificare (o non trovate posto online), ci sono sempre posti liberi non numerati in terza classe, basta andare il giorno stesso il stazione come abbiamo fatto noi. L’unico treno puntuale è il primo, ma d’altra parte lentezza e pazienza sono le caratteristiche principali del viaggio: il treno è lentissimo ma promettiamo che non vi annoierete. Assicuratevi un posto finestrino e godetevi il paesaggio! Nel caso ve lo chiedeste, Uber funziona solo a Kandy e Colombo, altrimenti, se avete deciso di fare una SIM locale, potete scaricare l’app “Pick me”. Vista la facilità estrema con cui si trovano tuk tuk in ogni dove, ce la si può cavare egregiamente senza.
  • INTERNET. Potete acquistare una sim card del posto all’aeroporto, noi abbiamo scelto la sim virtuale di Airalo e la ricezione è sempre stata ottima.
  • ABBIGLIAMENTO. L’unica indicazione che vi diamo è relativa a templi e luoghi sacri. Qui si entra sempre senza scarpe: considerato che d’estate il pavimento è quasi sempre ustionante, vi consigliamo di attrezzarvi con dei calzini. Inoltre bisogna avere spalle e gambe coperte (fin sotto il ginocchio).
  • SOLDI. Hotel e ristoranti strutturati accettano carte di credito senza problemi, ma per essere più flessibili vi consigliamo di avere un sempre a disposizione contanti (soprattutto per spostamenti, pasti veloci e monumenti meno famosi). Vi consigliamo di fare il cambio in aeroporto appena arrivate.

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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15 ristoranti a Milano con sale private per le vostre occasioni speciali /15-ristoranti-a-milano-con-sale-private/ /15-ristoranti-a-milano-con-sale-private/#comments Fri, 07 Mar 2025 15:27:28 +0000 /?p=85256 State cercando un posto dove organizzare una festa o una cena privata? Ecco una selezione di ristoranti a Milano con sale private!

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Feste di compleanno, appuntamenti di lavoro o semplicemente un’occasione speciale: i motivi per voler organizzare una cena fuori con un po’ più di privacy del solito possono essere diversi. Noi vi veniamo in aiuto con ben 15 ristoranti con sale private a Milano che vi danno la possibilità di prenotare uno spazio intimo e riservato tutto per voi. Se invece foste in un po’ di più e il motivo fosse squisitamente business, date un’occhiata a questo articolo sui ristoranti per una serata aziendale con i colleghi. Buona lettura!

15 RISTORANTI A MILANO CON SALE PRIVATE

FRADES

📍Missori
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La saletta privata di Frades è sicuramente una delle più incredibili di questa lista. Si chiama Sala dei Murales, in onore dei dipinti di Costantino Nivola che decorano la bellissima parete di pietra: una dichiarazione d’amore per la Sardegna, come del resto tutto in questo spazio. Separata dal resto del locale da eleganti pareti di vetro fumé, la sala si affaccia anche sulla cantina dei vini rossi. Al suo interno ha un tavolo unico che può ospitare dalle 12 alle 14 persone al massimo: con un certo importo di consumazione la saletta è inclusa, altrimenti è possibile affittarla con un supplemento. Per i gruppi sopra le 8 persone è possibile anche concordare dei menu dedicati totalmente personalizzati. La piccola cucina presente nella sala, inoltre, consente di organizzare piccoli showcooking. Se volete più dettagli sulla cucina, potete leggere il nostro racconto qui!

GESTO

📍Porta Venezia
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La sala privata di Gesto | ©IG Gesto

Da quando abbiamo scoperto Gesto nel lontano 2016, il locale ha cambiato veste: da semplice tapas bar è diventato ristorante, cocktail e listening bar. Nella sede di Porta Venezia potete riservare una saletta privata che ospita 15 persone sedute o 20 in piedi: c’è un piccolo costo di affitto della sala a cui si aggiunge quello della consumazione, che dipende dal registro che desiderate dare alla vostra serata. Aperitivo, cena completa o solo drink: qui c’è massima flessibilità. E, se volete aggiungere del divertimento extra, c’è la possibilità anche di organizzare un karaoke. Il personale è davvero gentile e disponibile: per prenotare basta mandare una mail, ma fatelo con almeno due settimane di anticipo perché è molto gettonata.

NISHIKI

📍Corso Lodi
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Nishiki ristoranti salette private
Una delle sale privata di Nishiki | © IG Nishiki

Se state cercando una saletta davvero intima, Nishiki potrebbe fare al caso vostro. Nato come uno dei primi fusion milanesi nel 2005, questo ristorante in corso Lodi negli anni ha mantenuto fede alla sua anima con un menu che, oltre al sushi più classico, propone tante pietanze d’ispirazione orientale con tocchi insoliti e contaminazioni creative. Qui ci sono diverse sale private, che possono ospitare dalle 2 alle 4 persone. La particolarità è che vi si accede senza scarpe e ci si siede per terra, a gambe incrociate o stese. Il menu è lo stesso del ristorante e l’unica differenza di prezzo è il coperto da 10€. Potete riservare il vostro posto direttamente dal sito: le salette private sono disponibili tutte le sere!

OSTERIA LAGRANDISSIMA

📍Crescenzago
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Lagrandissima ristoranti salette private
Un dettaglio della sala privata | ©IG Lagrandissima

Questa osteria ‘quasi in campagna’, vicinissima alla Martesana, ci aveva rubato fin da subito il cuore con la sua atmosfera conviviale e i suoi (pochi) piatti curati ma senza fronzoli. Affacciata sul giardino che si trova nel retro del locale, la loro sala privata ha al centro un unico tavolo di legno che può ospitare fino a 18 persone sedute (se si vuole stare un po’ meno comodi anche qualcuna in più!). Nessun costo extra per riservare la sala, si paga solo la consumazione: il suggerimento è quello di decidere insieme un menu fisso (variabile dai 35€ ai 45€). Un plus niente male: la saletta dispone anche di uno stereo privato, così potrete scegliere in autonomia la colonna sonora della serata. Ultima informazione di servizio: la sala si prenota solo telefonicamente.

MOTELOMBROSO

📍Navigli
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Ormai lo sapete, Motelombroso è uno dei nostri posti del cuore a Milano, un ristorante speciale sul Naviglio Pavese dalla location notevole e dal menu sempre diverso, ma all’insegna di ingredienti di prima qualità. Se cercate una saletta privata molto intima, la loro Motel Room è l’ideale: una stanza privata per 5 persone al massimo, con un menu creato su misura dallo chef e una persona di sala dedicata. Per scoprire tutti i percorsi di degustazione e i prezzi, potete visitare la pagina ad hoc.

HOUSE OF RONIN

📍Sarpi
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Finora vi abbiamo parlato di Ronin soprattutto per il suo lato culinario. Ma questo palazzo di 4 piani in zona Sarpi ha al proprio interno anche un cocktail bar, Madame Cheng’s, con 4 stanze private in cui si può sia cenare che cantare. Ogni stanza ha un tema diverso per ‘ricreare lo spirito di perdersi a tarda notte nelle strade di Shinjuku’ e una volta affittata è a uso esclusivo. Ciascuna ha una capienza diversa, ma superate le 17 persone occorre riservare anche il cocktail bar accanto. Il punto forte qui sono i drink, ma si può anche cenare con bento box e finger food giapponese. Le stanze sono disponibili tutti i giorni in fasce orarie diverse: per sapere il dettaglio dei prezzi e prenotare, potete andare sulla pagina dedicata.

PAPER MOON GIARDINO

📍San Babila
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Il parlour | ©Paper Moon Giardino

Se state cercando un posto unico e avete a disposizione un budget importante, Paper Moon Giardino potrebbe offrirvi un’esperienza indimenticabile. Il ristorante si trova in una location meravigliosa in pieno centro, un palazzo nobiliare che offre uno stupendo dehors esterno ed eleganti sale affrescate. Le sale a disposizione per eventi privati sono quattro, tutte con un’anima diversa: la capienza va dalle 14 alle 30 persone. I servizi disponibili su richiesta sono svariati: dal dj set ad allestimenti personalizzati, dal guardaroba all’intrattenimento o addirittura a un servizio auto/navetta. Potete scegliere tra 10 menu diversi, tutti personalizzabili e con fasce di prezzo variabili (dai 60€ ai 120€).

SHANGRI-LA

📍Porta Venezia
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Se cercate l’atmosfera di un ristorante cinese classicissimo e accogliente, Shangri-La è la scelta giusta – anche perché qui si mangiano alcuni dei migliori ravioli cinesi della città. Il ristorante è dotato di una saletta privata al piano superiore con una capienza massima di 40 persone sedute. Non c’è un costo di affitto della sala, ma è richiesta una spesa minima per le consumazioni di almeno 1200€ tra cibo e bevande.

INCIPIT23 BISTROT

📍Casoretto
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Novità Gennaio 2022 Incipit 23
© FB Incipit 23 Caffè Letterario

Per gli amanti dei libri, quale miglior posto di una libreria per organizzare un evento? Incipit23 fa al caso vostro perché è anche bistrot ed enoteca. La sala privata che potete riservare si trova al piano superiore e ospita 14 persone sedute o 20-25 persone in piedi (anche se ci è stato comunicato che sono in corso lavori per aumentare la capienza fino ad almeno 30). Oltre al costo delle consumazioni, è previsto un costo fisso di affitto della stanza da concordare con i proprietari in base all’evento. Per rendere l’occasione ancora più speciale, su richiesta è possibile avere un dj o organizzare un karaoke.

TRATTORIA AURORA

📍Tortona
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Questa trattoria in via Savona è il classico locale a cui da fuori non si darebbe troppa fiducia, sbagliando e di molto: gli interni anni 30 con arredi originali e il giardino segreto sono davvero originali, così come è ottima la sua eccellente cucina piemontese. Ci sono due sale che è possibile riservare: una più capiente da 25-30 persone e una più intima con divanetti da 12-14 persone. Nessun costo extra, qui pagate solo quello che consumate: superate le 20 persone, è obbligatorio optare per un menu fisso che si può concordare insieme alla cucina.

EL PORTEÑO

📍Brera
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El Porteno privè
La saletta privata | ©Sito El Porteño

Il Porteño, ormai, non ha bisogno di presentazioni: pavimenti in maiolica, tovaglie bianche, atmosfera argentina che si respira negli spazi quanto sul menu, dove la carne alla griglia è protagonista. Nella sede in Brera per eventi privati o occasioni speciali avete due scelte: riservare una delle salette del ristorante, con lo stesso menu à la carte, oppure optare per il privè, completamente separato dal resto del locale. Qui il menu è fisso a 120€, bevande escluse.

TRATTORIA LA RAVA E LA FAVA

📍Cenisio
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Da tempi immemori nella nostra lista di posti buoni ed economici, questa piccola trattoria piemontese gestita dalla gentilissima Clarissa mette a vostra disposizione tre diverse sale private: una da 12 persone, una da 25 e una da 30 (o in alternativa si può riservare l’intero ristorante che ne ospita fino a 55). Nessun costo fisso per riservarle: potete concordare insieme un menu completo o un aperitivo, in base anche alla stagionalità degli ingredienti, con prezzi che vanno dai 24€ ai 60€, bevande incluse.

RIBOT BORGHETTO

📍Greco
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Ribot Borghetto ristoranti salette private
L’interno del ristorante | ©IG Ribot Borghetto

Scenario di una delle ultime cene di redazione, Ribot Borghetto in zona Greco unisce il fascino della vecchia Milano a un’eleganza calda e accogliente.. Per eventi e cene private, dispone di due ampie sale, una verandata (da 40-45 persone) e una interna (da 50-60 persone). Per gruppi più intimi, è disponibile anche la sala col camino che ospita al massimo 12 persone. Le proposte di menu, aggiornate stagionalmente, vanno dai 75€ ai 90€, e includono acqua, vino, caffè e un bis di primi e secondi; il vino può essere scelto al momento o escluso, con una riduzione di 5€. Potete prenotare sia via mail che telefonicamente, l’importante è che lo facciate con sufficiente anticipo.

RAMEN SHIFU

📍Navigli
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Ramen Shifu sala karoke
La sala privata | ©Ramen Shifu

Questo coloratissimo e scenografico Ramen Bar, nella sua sede sui Navigli, ha una sala privata al piano interrato con impianto karaoke (e bagno privato). Può ospitare dalle 15 alle 20 persone ed è normalmente disponibile dalle 19 alle 23, ma con un sovrapprezzo potete prolungare fino alle 2. Oltre a un costo fisso (200€) che vi consente di riservare tutto il piano inferiore e di avere un cameriere dedicato, dovete ovviamente aggiungere il costo della cena e dei drink.

MU DIMSUM

📍Repubblica
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L’atmosfera di Mu DimSum | ©IG Mu Dimsum

Chiudiamo questa compilation di ristoranti con sale private a Milano con Mu Dimsum, elegante ristorante cinese in zona Repubblica specializzato in cucina cantonese e con un’interessante lista selezione di tè. Dettagli in legno intagliato, porcellane fatte a mano, luci soffuse: la loro sala privata è molto intima e ricercata e può ospitare fino a 12 persone. Il menu è identico a quello del ristorante: per l’utilizzo della sala viene richiesta una spesa minima di 100€ a persona.

Altri posti che ci hanno segnalato che hanno la possibilità di affittare salette private o addirittura l’intero ristorante:

Ci sono altri ristoranti con sale private a Milano che hai provato e ci consigli? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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L'articolo 15 ristoranti a Milano con sale private per le vostre occasioni speciali sembra essere il primo su Conosco un posto.

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25 attività ed esperienze originali da fare a Milano /25-attivita-esperienze-originali-da-fare-a-milano/ /25-attivita-esperienze-originali-da-fare-a-milano/#respond Mon, 21 Oct 2024 06:00:00 +0000 /?p=80985 Arrampicata in palestra, corso per creare uramaki, workshop di uncinetto, aperitivi con pittura, modellazione dell'argilla e chi più ne ha ne metta!

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Uscire a cena rimane sempre la nostra attività preferita, lo sapete: ma ogni tanto la voglia di fare qualcosa di alternativo ci galvanizza altrettanto. Siamo quindi andati per voi alla scoperta di attività ed esperienze originali e creative a Milano, valide per sperimentare nuovi modi di divertirsi con i propri amici o da soli per conoscere nuove persone. Ecco di seguito i nostri consigli!

25 ATTIVITÀ ORIGINALI DA FARE A MILANO

Cloud shop

📍Sarpi
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Siamo appena stati in Paolo Sarpi per preparare l’omonima Bibbia di quartiere ed è così che abbiamo scoperto questi due shop, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro in via Bramante. Sono dei laboratori in cui potete dilettarvi in diverse attività, tra cui la creazione di cover personalizzate direttamente sul posto. A questo link trovate più dettagli sui prezzi e su tutti gli oggetti che potete personalizzare, ma non è finita qui: da Cloud Shop potete divertirvi anche con la realizzazione di candele su misura o sperimentando il tufting, una tecnica di realizzazione di morbidissimi… tappeti. Le attività non hanno orari prestabiliti ma è sempre consigliata la prenotazione chiamando o mandando un DM su Instagram.

Yam lab

📍Loreto
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Se il tufting vi ha incuriositi, vi consigliamo di provare uno dei workshop di Yam, il primo laboratorio in Italia specializzato in questa tecnica. Sebbene in teoria possa essere eseguita anche manualmente, oggi si utilizza una pistola che “spara” un ago nel tessuto ad alta velocità per creare qualunque tipo di disegno. L’attività è completa: prima si monta la tela, poi si ricalca il disegno che avete preparato (ma volendo si può andare anche a mano libera), si scelgono i colori e poi si inizia a filare il tappeto. L’ultimo step consiste nel rivestimento del retro e nella rifinitura, prima di poterlo portare finalmente a casa. Il prezzo varia a seconda delle dimensioni del tappeto da un minimo di 60€ a un massimo di 175€.

Studio and

📍Tortona
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Spesso le persone fanno arte ma non se ne accorgono“: questa è la citazione che campeggia sulla serranda gialla di Studio and che racconta già molto dello spirito con cui è nato questo spazio. Studio and nasce innanzitutto come laboratorio d’arte libero, senza vincoli di corsi strutturati, pensato soprattutto per chi in casa non ha lo spazio, il tempo o l’ispirazione adeguata per dedicarsi alla creatività. Sai già cosa vorresti creare? In questo spazio troverai tutto il necessario per realizzarlo. Se invece ti mancano le idee, i proprietari sono pronti ad aiutarti. Si paga il singolo ingresso (da 34€), senza vincoli, e i materiali sono ovviamente compresi: qui trovate tutti i dettagli sui costi. Non manca un fitto calendario di attività e workshop artistici, come una sessione di disegno dal vero, una lezione di gyotaku o un workshop di pittura materica.

Timeleft

📍Varie location
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“Qual è il tuo segno zodiacale?”, “Ti piace discutere di notizie e politica?”: sono solo un paio delle domande che vi farà l’algoritmo di TimeLeft per matcharvi con 5 sconosciuti. Il passo successivo è fissare data e ora della cena, che si svolge sempre di mercoledì in un ristorante a sorpresa: non proprio un’attività in senso stretto ma sicuramente un modo diverso dal solito per conoscere persone nuove e potenzialmente molto affini.

Scifé

📍Varie location
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Chiara, Vittoria e Sofia sono tre giovani architette che hanno deciso di dare spazio alla loro passione per l’arte e l’artigianato creando Scifè. Il loro cavallo di battaglia sono indubbiamente i workshop di uncinetto (a partire da 50€), un’attività più rilassante di quanto potete immaginare. Ma la creatività non si ferma qui: trovate anche workshop di ricamo e ceramica e in futuro ce ne saranno di nuovi, come quello dedicato al macramé). La location non è fissa: una volta al mese sono da Mare Culturale Urbano, mentre per gli altri appuntamenti vi consigliamo di seguirle su Instagram!

Club joy

📍Varie location
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Se siete sempre alla ricerca di nuove attività, Club Joy vi aiuterà parecchio: è una nuova piattaforma che raccoglie esperienze creative diverse ogni settimana. Dalla lezione per creare fiori di carta agli aperitivi con pittura, dai workshop sui kokedama alle decorazioni in ceramica, la varietà indubbiamente non manca.

Even numbers

📍Varie location
💰€€

Come Club Joy, anche Even Numbers ha un’offerta di attività diverse ogni mese, che nascono tutte dalla creatività della fondatrice Kayla Jagusch, newyorchese trapiantata a Milano. L’ultima novità? Art over Apps: serate di speed dating artistici durante le quali provare a trovare l’anima gemella mentre si modella la ceramica.

Japanese food academy

📍Washington
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ll ristorante giapponese Basara ha inaugurato la Japanese food academy: una scuola di cucina con corsi amatoriali brevi (2 ore e mezza a 98€), perfetti per chi si vuole avvicinare a questa cucina così complessa imparando basi del sushi. Il corso, che solitamente si svolge nel weekend in mattinata, è infatti dedicato alla preparazione di uramaki e hosomaki, da gustare ovviamente a fine lezione e da replicare al più presto a casa!

Manga climbing

📍Villa San Giovanni
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Attività Milano
La parete di allenamento | ©Alice Caprotti

Ci siamo divertiti davvero moltissimo a fare una lezione di prova da Manga Climbing, una delle palestre di arrampicata più grandi di Milano. Quello che la rende ancora più speciale è l’opzione Happy Hour al costo di 20€: dopo un’ora in cui tenterete di arrivare in cima alla parete di 6 metri, potrete sedervi al bar interno con i vostri compagni di lezione a fare conoscenza. Il tutto accompagnato da birra (o cocktail) e stuzzichini vari. L’aperitivo si svolge quasi tutte le sere in settimana alle 20: per conoscere le date precise e prenotare vi basterà chiamare in sede.

Ceramica

MANI MILANO LAB 📍Porta Ticinese | 💰
ODA 📍Porta Venezia | 💰€€
EKADEA CERAMICA 📍Città Studi | 💰
CONCA LAB 📍Navigli | 💰€€
CUPS CERAMICA BAR 📍Navigli e Sarpi | 💰

Se cercate un’attività meditativa e artistica allo stesso tempo, la modellazione dell’argilla potrebbe essere quello che fa per voi. Soprattutto se abbinata a un’esperienza gastronomica: da Mani Milano Lab ogni settimana potete scegliere tra brunch (55€), solo nel weekend, o aperitivo (40€) anche durante la settimana. Le attività brevi però non finiscono qui: ci sono altri workshop o addirittura corsi che si svolgono in una sola giornata. Un altro posto che organizza attività simili è Oda: non solo colazioni, ma anche aperitivi in pigiama il sabato sera (forse un sogno?) a 65€.

Per un’esperienza più classica, Ekadea organizza spesso esperienze brevi di un solo incontro (a partire da 65€) per creare il proprio set di sushi in stile wabi-sabi o set da colazione con tazza e piattino. Anche Conca Lab organizza ogni mese laboratori tematici di poche ore per principianti, dove concentrarsi su un’attività facile come la creazione di una tazza personalizzata con timbri o pattern.

Se la parte della modellazione non vi intriga, ma quella di decorazione sì, da Cups Ceramica Bar potete scegliere pezzi in ceramica o porcellana già pronti (da 25€ in su) e dedicarvi solo alla pittura. Nel prezzo è incluso anche il processo di smaltatura e la cottura. Come dice il nome, c’è anche un bar interno per fare una meritata pausa caffè tra una decorazione e l’altra. Qui potete prenotare direttamente il vostro slot: ogni turno dura 2.45h.

The candle cluub

📍Varie location
💰€€

Guidati da Ornella, una ragazza dolcissima che ha trasformato la sua passione per le candele in un’esperienza di condivisione, i laboratori di Candle Cluub sono l’occasione per dedicarsi a una creazione artigianale particolare ma anche per conoscere persone nuove con gusti affini. Tutti i materiali utilizzati per la creazione delle candele sono naturali: gli oli essenziali a vostra scelta per la profumazione, lo stoppino in cotone e la cera, di soia o cocco. Ci sono diversi modi di partecipare ai suoi laboratori: a casa sua, abbinato a un aperitivo girls only (da 54€), altrimenti ogni mese ci sono appuntamenti in locali diversi della città. Trovate tutti gli aggiornamenti sulla sua pagina Instagram.

Pittura

APPENNELLO 📍Varie location | 💰
PAINT ‘N SIP 📍Varie location | 💰
THE HOMEMADE CREATIVE EXPERIENCE 📍Location segreta | 💰
NEON BRUSH
 📍Porta Genova | 💰
3GANESHA STUDIO 📍Varie location | 💰

La combo tra cibo e arte continua con serate che uniscono la creatività della pittura al piacere dell’aperitivo. Come quelle di Appennello, che organizza eventi in tutta Italia: ogni serata ruota intorno a un dipinto più o meno famoso da riprodurre, con l’aiuto di artender esperti. Nel prezzo (35€) è incluso ovviamente tutto il materiale necessario (pennelli, tele…) mentre cibo e bevande si acquistano separatamente nei diversi locali ospitanti. Una formula molto simile è quella di Paint ‘n Sip, con lezioni di 2h per tutti i livelli, in questo caso con dipinto a tema libero. Nel costo di iscrizione (55€) è incluso non solo il materiale, ma anche stuzzichini e vino illimitato. Per un’esperienza ancora più peculiare, da Neon Brush potete dipingere al buio con pittura fluorescente.

Un po’ diversa, invece, la proposta di Homemade Creative Experience: l’artista Nicola Padovani organizza serate intime nella sua casa-studio con gruppi di 10 persone. L’obiettivo è farvi creare un quadro in una sera, mentre conoscete gente nuova, gustando un ottimo aperitivo homemade. La location è misteriosa: si scopre solo dove aver inoltrato la richiesta di partecipazione qui.

Se oltre alla pittura siete appassionati di tarocchi, potrebbero interessarvi le esperienze organizzate da 3Ganesha Studio, nome d’arte di Giulia Festa. tarologa umanistica, massaggiatrice ayurvedica e naturopata. Ogni mese organizza laboratori di pittura e tarocchi: per conoscere le prossime date seguite la sua pagina IG!

Dialogo nel buio

📍Porta Monforte
💰

© Fondazione Istituto dei Ciechi website

Torniamo a parlarvi ancora una volta di Dialogo nel Buio perché è un’esperienza che merita davvero. Anzi, di esperienza, qui, ce n’è più di una da fare: la più classica è un percorso nel quale si sperimentano situazioni simulate di vita quotidiana (una strada trafficata, un bar) ma in assenza totale di luce, accompagnati da guide non vedenti o ipovedenti. E che ne direste di mangiare nell’oscurità? Qui si organizzano anche aperitivi, degustazioni e cene al buio. Ci sono anche cacce al tesoro, escape room e serate teatrali. Tutte occasioni uniche per esercitare i propri sensi e stimolare le capacità di adattamento, comunicazione ed empatia.

Kookie

📍Varie location
💰€€

Avete presente quei piattini in eco resina bellissimi che avete sicuramente visto su Instagram e vorreste sul vostro comodino? Ecco, con Kookie potrete crearli da soli! Il laboratorio si tiene da Cascina Nascosta la domenica: in un paio d’ore potrete realizzare due piccoli oggetti per la casa (non solo piattini ma anche piccoli vassoi, portapenne…) del colore che preferite. Qui trovate tutte le info e il link per prenotare.

Beyond studio

📍Sant’Agostino
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Attività Milano
L’ingresso di Beyond | ©Alice Caprotti

Beyond potrebbe sembrare l’ennesimo studio di yoga milanese molto curato e instagrammabile, ma oltre alla scritta al neon c’è di più. In aggiunta alle lezioni di yoga e barre (anche a lume di candela!), propone ogni mese laboratori brevi di meditazione, mindfulness o lezioni di approfindimento su temi come i chakra o le pietre. Un altro studio che ogni tanto organizza esperienze diverse dalla classica lezione di yoga o pilates è anche The Garden, in zona Guastalla.

Piantallaria

📍Varie location
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Chiamati anche “bonsai volanti”, Kokedama è un’antica tecnica giapponese che consente di coltivare piante in poetiche sfere di terra e muschio (molto comode se vi manca un terrazzo, eventualità molto probabile a Milano). Se volete imparare come creare una di queste speciali composizioni verde, Cristina è la persona giusta: ogni mese organizza laboratori brevi sia di Kokedama che di Terrarium, veri e propri ecosistemi in miniatura.

Ci sono altre attività che hai provato e ci consigli? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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10 rifugi in Lombardia per passeggiate indimenticabili /rifugi-lombardia-passeggiate-indimenticabili/ /rifugi-lombardia-passeggiate-indimenticabili/#comments Wed, 12 Jun 2024 07:02:00 +0000 /?p=78605 L’estate è alle porte, quale migliore occasione per una gita nella natura? Ecco 10 rifugi in Lombardia per delle passeggiate indimenticabili!

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Con l’arrivo dell’estate, la voglia di fuggire da Milano ritorna come ogni anno puntuale, insieme al desiderio di immergersi nella natura. Vi veniamo in soccorso con una lista di rifugi in Lombardia che non sono solo il punto di arrivo (o partenza) di passeggiate stupende, ma anche luoghi perfetti per assaggiare piatti tipici eccezionali.

Qualche consiglio in generale: spesso i rifugi non hanno il POS o se ce l’hanno potrebbero avere problemi di linea, quindi partite muniti di contanti! Le gite fuori porta ormai sono un must per tanti quindi, soprattutto in alta stagione, vi conviene provare a prenotare. Infine, pressoché in tutti i rifugi c’è la possibilità di dormire, con più o meno comodità. Se potete allungare la vostra gita, dormire in un rifugio è un’esperienza assolutamente da fare almeno una volta nella vita! Panorami mozzafiato vi aspettano: ecco 10 rifugi in Lombardia per passeggiate indimenticabili.

10 RIFUGI IN LOMBARDIA PER PASSEGGIATE INDIMENTICABILI

RIFUGIO ROSALBA

📍Grignetta (Lecco)
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Se cercate un panorama spettacolare e avete un discreto allenamento, non possiamo che consigliarvi lo storico Rifugio Rosalba (1730m). Si trova sulla Cresta occidentale della Grigna Meridionale (la Grignetta).

Il punto di partenza è ai Piani dei Resinelli. Potete parcheggiare al piazzale Daniele Chiappa o arrischiarvi all’inizio del sentiero, verso via del Ram. Da qui seguite le indicazioni per il rifugio.

Il sentiero delle Foppe vi porterà su in circa 2 ore, se riuscirete a superare i quasi 600 metri di dislivello con una certa agilità. Il primo tratto nel bosco di faggi è piacevole, ma il vero spettacolo inizia una volta usciti, quando si iniziano a intravedere le cime più alte, fino alla sagoma color rosa del Rifugio Rosalba.

Da qui, la vista della Grignetta, alla base della famosa Cresta Segantini, del Lago di Lecco e del Grignone è semplicemente impareggiabile. Godetevela ancora di più gustando alcuni dei piatti tipici del rifugio come la pasta radicchio e gorgonzola, la polenta concia e lo spezzatino di cervo.

RIFUGIO RIVA

📍Alpe Piattedo (Lecco)
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Se cercate un rifugio in Lombardia che offra una passeggiata rilassante e a solo un’ora da Milano, ecco il Rifugio Riva. Lasciate l’auto a Baiedo, frazione di Pasturo, e incamminatevi lungo Via Rocca. Superate la casa con l’affresco della Valsassina sulla destra e troverete subito le indicazioni per il rifugio. Dopo un primo tratto più boscoso, raggiungerete i bellissimi Piani di Nava, una distesa di prati rigogliosi con una meravigliosa visuale della Grigna. In un’ora e mezza al massimo giungerete a destinazione, a circa 1020m di altezza.

Da qui potete ovviamente proseguire per altre escursioni più impegnative, come quella verso la Chiesa di San Calimero, oppure rilassarvi sull’ampio prato davanti al rifugio o su uno dei tanti tavoli all’aperto, godendovi il panorama della Valsassina e delle sue cime. Non fatevi mancare i pizzoccheri, i tagliolini con ragù e soprattutto lo stinco con polenta.

RIFUGIO LUNA NASCENTE

📍Val di Mello (Sondrio)
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Della Val di Mello vi abbiamo già parlato: perla della Val Masino, con i suo prati verdeggianti interrotti da qualche casetta in legno e pietra, il torrente che la attraversa, le alte pareti di roccia che la circondano e il Monte Disgrazia sullo sfondo. Noi vi consigliamo di raggiungere l’ingresso della valle a piedi dal paesino di San Martino Valmasino (circa 25 minuti). Altrimenti potete spingervi più avanti con la macchina ma sappiate, che l’accesso alla “Via Val di Mello” è consentito ad un massimo di 40 macchine al giorno e dopo aver acquistato un pass al parcometro del paese.

Una volta arrivati qui, vi resta solo da decidere se volete fare una passeggiata tranquilla in pianura, arrivando fino alla località di Rasica in circa 2 ore, o se volete invece salire fino all’Alpe Pioda (circa 1560m di altezza). Ci sono diversi rifugi nella valle, ma il nostro preferito è il Luna Nascente. Qui il menu propone diversi piatti tipici valtellinesi e regionali: imperdibili i pizzoccheri e la polenta con spezzatino. Trovate anche una nutrita carta dei vini tra cui scegliere qualche bottiglia locale. I prezzi si sono alzati nel tempo e questo rifugio è sicuramente uno dei più cari di questa lista.

RIFUGIO TARTAGLIONE

📍Val Sissone (Sondrio)
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Siamo particolarmente affezionati alla Valmalenco (e ne sapete qualcosa). Stavolta vi proponiamo una passeggiata facile che porta in uno dei nostri rifugi preferiti in Lombardia, il Tartaglione (1800mt).

Il punto di partenza è il piccolo paesino di Chiareggio, a circa mezz’ora da Chiesa in Valmalenco. Superate il centro abitato e lasciate la macchina in uno dei numerosi parcheggi (che d’estate sono, purtroppo, a pagamento). Da qui vedrete subito le indicazioni per il Rifugio Tartaglione e in meno di un’ora sarete arrivati.

Lungo la strada c’è un pianoro che con la bella stagione diventa una distesa fiorita dove stendersi. Se cercate una salita più sfidante, sempre da Chiareggio potete invece andare verso l’Alpe Vezzeda e poi deviare per il Tartaglione.

La posizione del rifugio è davvero fiabesca, con il rumore del torrente in sottofondo e l’imponenza del Monte Disgrazia proprio davanti. Qualunque cosa sceglierete dal menu sarà buonissima, come le tagliatelle fatte in casa con ragù di cervo o i classici pizzoccheri. Una menzione d’onore va fatta alla tagliata di cervo, vera specialità del posto insieme alle leggendarie frittelle che si preparano tutti i pomeriggi come merenda.

RIFUGIO ALMICI

📍Monte Guglielmo (Brescia)
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Cambiamo zona e spostiamoci nel bresciano. Il Rifugio Almici si trova a 1865mt e ha una vista incredibile sul Lago d’Iseo che vi toglierà il fiato! Se siete allenati, vi consigliamo di salire partendo dal parcheggio del Rifugio Croce di Marone: il dislivello è di quasi 800 metri ma la passeggiata è panoramica e vi godrete molto di più la salita. Altrimenti, un sentiero più facile è quello che parte dal Passo Passabocche. Il dislivello è di “solo” 600 metri e dovreste impiegarci circa due ore.

Una volta arrivati in cima, se avete ancora un po’ di forza, potete spingervi poco più avanti fino al Monumento al Redentore che vi regalerà una vista ulteriormente magnifica. Altrimenti, potete fermarvi a degustare alcuni piatti della tradizione culinaria bresciana al rifugio: non fatevi mancare i casoncelli (eccelsi!) ma anche la bistecca di cavallo e la trippa.

RIFUGIO SANDRO OCCHI ALL’AVIOLO

📍Parco dell’Adamello (Brescia)
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Questo rifugio sorge a 1930 metri di altezza nella Conca del Baitone, nel cuore del Parco dell’Adamello, in uno scenario a dir poco favoloso, con il lago montano dell’Aviolo circondato dalle cime innevate. Il sentiero più facile e veloce per arrivarci è quello che parte dal paese di Vezza d’Oglio.

Più precisamente, potete lasciare la macchina nel piazzale della teleferica, che si trova poco più avanti del Rifugio Cascata. Da qui, solo 400 metri di dislivello, un bosco e due torrenti vi separano da un paesaggio da cartolina: in un’oretta e mezza dovreste riuscire ad arrivare a destinazione.

Se volete arrivare ancora più in alto, potete proseguire per circa un’ora fino al Bivacco Festa. Oppure, potete fermarvi su uno dei numerosi tavoli all’aperto del Rifugio Sandro Occhi a gustare le prelibatezze del loro menu. Consigliatissima la polenta con formaggio o spezzatino, ma anche i taglieri della casa. E a fine pasto, potete riposarvi in uno dei prati pieni di fiori o in riva al lago oppure sfruttare il campo da bocce del rifugio per una partita “anziana”.

RIFUGIO SHAMBALA

📍Alpe Giumello (Lecco)
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“Shambala” in sanscrito vuol dire “paradiso”: questo nome così particolare nasce dalla passione di Flavio, proprietario del rifugio, per l’Himalaya e la cultura tibetana. Questo rifugio si trova sulle pendici del Monte Muggio, in Alta Valsassina, ed è particolarmente comodo visto che dista solo un’ora e mezza da Milano e ci si può arrivare direttamente in macchina.

Costruito nel 2008, non ha il consueto fascino dei rifugi storici ma in compenso ha forse la cucina più curata della lista e una vista incantevole sul Lago di Como. Il menu, oltre a una selezione di piatti tipici come pizzoccheri o polenta con formaggi, propone diversi ‘piatti della memoria‘: ricette tradizionali delle valli, piatti poveri e semplici ma gustosissimi come i taròz valtellinesi, con patate, fagiolini, formaggio e burro, o il fugascin, polenta alla griglia con formaggio.

Dal rifugio partono diversi sentieri: noi vi consigliamo il giro ad anello del Monte Muggio, che in 2 ore circa (quasi interamente in piano!) vi permetterà di scoprire tutti e quattro i versanti del Monte, ognuno con dei panorami davvero unici. Se invece cercate solo una passeggiata breve, andate verso il pianoro che si vede dal parcheggio e camminate per una ventina di minuti fino a trovarvi davanti lo spettacolo del Legnone, Legnoncino e la Grigna.

RIFUGIO TAVECCHIA

📍Valsassina (Lecco)
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Rifugi Lombardia
Il Rifugio Tavecchia | ©Alice Caprotti

Il Rifugio Tavecchia è stato ricostruito nel dopoguerra su ben 3 piani. Si trova in una valle laterale della Valsassina, la poco conosciuta Val Biandino, a quasi 1500 metri di altezza. Per arrivarci avete due scelte: la prima è quella di lasciare la macchina a Introbio e farvi una bella passeggiata lungo la “Via del Bitto” (circa 900 metri di dislivello), alternando qualche strappo più impegnativo ad altri tratti decisamente più agili. Oppure, potete mettervi d’accordo con i proprietari del rifugio per farvi venire a prendere in jeep al parcheggio! Il weekend trovate un menu pranzo a 23€ molto allettante con primo, secondo, formaggi, dolce e caffè: le porzioni sono tutt’altro che modeste!

RIFUGIO GRASSI

📍Pizzo Tre Signori (Lecco)
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Pochi rifugi godono di una posizione così strategica e suggestiva come il Grassi. Si trova a 2mila metri di altezza, sotto al Pizzo dei Tre Signori, al confine tra le Orobie lecchesi, le Orobie bergamasche e le Orobie valtellinesi.

Sono tanti percorsi diversi per raggiungere il rifugio. Specialmente d’estate, vi consigliamo di partire da Barzio, dove si prende l’ovovia per i Piani di Bobbio (1600m). Una volta arrivati in cima, dovrete seguire le indicazioni per il Sentiero 101: sono circa 2 ore e mezza di camminata per 400 metri di dislivello. A parte un breve tratto iniziale nella vegetazione, il resto del sentiero è aperto e vi permetterà di godervi il paesaggio.

L’ultimo tratto è il più ripido ma inizierete a intravedere da lontano le caratteristiche imposte azzurre e bianche del rifugio. “La” Grassi, come viene chiamata dai lecchesi, è raggiungibile solo a piedi e i rifornimenti per la cucina arrivano a spalla (o in elicottero). Sul menu ci sono tutti i grandi classici della cucina di montagna, che potete innaffiare con dell’eccellente birra artigianale Herba Monstrum. Noi vi consigliamo la pasta con taleggio e radicchio, il tagliere con formaggi d’alpeggio e soprattutto le torte, davvero notevoli.

RIFUGIO CARLO MEDICI AI CASSINELLI

📍Pizzo della Presolana (Bergamo)
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Restiamo sulle Orobie, ma solo quelle bergamasche. La Baita Cassinelli si trova per la precisione a 1568 metri di altezza nella natura incontaminata dell’Alta Val Seriana, sul versante sud del Pizzo della Presolana. Ci sono due sentieri diversi che arrivano qui, entrambi della durata di circa 1 ora. Il primo è parte dall’Albergo Spampatti, il secondo, decisamente più poetico, è invece immerso nel bosco e parte dal Bar Neve.

Il menu ha incursioni nella cucina bergamasca, come i casoncelli, e qualche piatto diverso dal solito come i fusilli alla boscaiola, con funghi, pancetta e panna vegetale, lo spezzatino alla Guinness o la polenta con cervo al cumino. Intorno al rifugio non mancano i prati dove rilassarsi al sole ammirando il massiccio della Presolana, ma potete anche rimettervi in cammino verso la Grotta dei Pagani, con una passeggiata di circa un’ora e mezza.

Ci sono altri rifugi in Lombardia che hai provato e ci consigli? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Qui trovi altri 10 percorsi di trekking in Lombardia. A questi link, invece, altre idee per gite fuori portaweekend e vacanze indimenticabili!

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20 bellissimi murales a Milano da visitare /murales-stupendi-milano/ /murales-stupendi-milano/#comments Thu, 23 May 2024 06:00:00 +0000 /?p=76672 Siete in cerca d’ispirazione per una passeggiata… artistica? Ecco 20 murales stupendi in giro per Milano!

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Non può (ancora) rivaleggiare con capitali mondiali della street art come New York o Londra, ma Milano negli ultimi anni sta diventando sempre di più un museo a cielo aperto. Qui vi proponiamo 20 murales in giro per la città che ci hanno colpito particolarmente, per la loro bellezza ma anche per il loro significato: ecco quali sono!

20 MURALES BELLISSIMI A MILANO

MUTEVOLE

Elisabetta Mastro |📍Bovisa

Murales Milano
 Mutevole | © Alice Caprotti

Iniziamo con un progetto di riqualificazione urbana di Elisabetta Mastro, artista e performer, che in 7 mesi ha dipinto quasi 400 mq di muro in zona Bovisa. 23 riquadri, dove corpi in movimento rappresentano un diverso stato d’animo (per scoprire quale, basta guardare il titolo in basso a destra). Mi raccomando, percorrete tutta la via dall’inizio alla fine: ci sono anche altri murales iper colorati da scoprire!

ALLE DONNE DEL 900

Orticanoodles |📍Ortica

Murales Milano
Alle donne del 900 | © Alice Caprotti

Orticanoodles è un collettivo di artisti ormai abbastanza famoso che, grazie al supporto dell’associazione Or.Me – Ortica Memoria, ha riempito il quartiere Ortica di murales, trasformandolo in un vero e proprio museo a cielo aperto. Uno dei nostri preferiti è quello dedicato alle donne del 900, scelte dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto Pasolini di Milano: tra i tanti volti potete trovare Alda Merini, Antonia Pozzi, e Liliana Segre. Per scoprire tutti gli altri murales del quartiere, vi rimandiamo alla nostra guida!

MUSIC IS A NEVERENDING JOURNEY

Orticanoodles |📍Navigli

Murales Milano
Music is a neverending journey | © Alice Caprotti

Un’altra opera stupenda degli Orticanoodles è quella dedicata alla musica, che si trova proprio di fronte all’Osteria Democratica: un gigantesco cuore pulsante circondato da costellazioni e pianeti che rappresentano (quasi) tutti i generi e gli strumenti musicali esistenti. È l’unico murale di Milano che vi consigliamo di andare a vedere la sera, visto che è dipinto con particolari vernici fluorecenti: pazzesco!

LO SQUALO

Marco Teatro |📍Navigli

Nascosto sotto un ponte del Naviglio pavese si trova Lo squalo di Marco Teatro, forse il murale più instagrammabile di Milano, grazie alla sua illusione ottica: se provate a scendere le scale sembrerà che lo squalo vi stia per mangiare. Ma non perdetevi anche gli esterni del ponte, che ospitano opere di altri street artist come Pao, e soprattutto le vie intorno, dove ci sono tanti altri murales molto rappresentativi dello spirito del quartiere.

INCONTRO ALLA NATURA

Cristian Sonda |📍Dergano

Cristian Sonda ha disseminato diverse sue opere nel quartiere Dergano. Noi abbiamo scelto Incontro alla natura, opera dipinta sul lunghissimo muro esterno dell’associazione L’amico Charly. Il murale, realizzato con la collaborazione dei ragazzi delle scuole medie locali, raffigura diverse persone che sradicano grattacieli per piantare alberi. Anche se è stato realizzato nel 2013, il messaggio ci sembra quanto mai attuale. Se proseguite lungo la via, vi troverete sulla destra un altro suo murale, proprio all’ingresso del Municipio 9, e vi consigliamo di spingervi anche fino a Viale Jenner per ammirare il suo Tango d’Amore.

LOST AND FOUND

Millo |📍Anfossi

Guida quartiere anfossi giardino delle culture
Giardino delle Culture | © Carlotta Coppo

Le opere di Millo, nome d’arte dello street artist Francesco Camillo Giorgino, sono tutte in bianco e nero con solo un dettaglio a colori: Lost and Found, dipinta sui muri del Giardino delle Culture, nel quartiere Anfossi, non fa eccezioni. Nato dalla collaborazione tra tre associazioni di quartiere della Zona 4 sostenute dal Comune di Milano, il Giardino è uno spazio pubblico di aggregazione dove si svolgono anche attività culturali e ricreative.

DONNE COMBATTENTI

Martina Luna Rubini, Dayana Dada Salaris, Viperhaze, Chiara Loca, Ivan, Frode, Tawa |📍Barona

guida Barona e San Cristoforo
I murales di Piazza Donne Partigiane | © Elena Bifolchi

Piazza Donne Partigiane, nel quartiere Barona, è il primo spazio in Italia dedicato alle donne partigiane: quale miglior modo di abbellirlo se non con alcuni maestosi murales che celebrano la resistenza femminile, e non solo quella della Seconda Guerra Mondiale. L’opera è stata realizzata da 7 artisti diversi, e raffigura quattro volti di altrettante donne: la partigiana Gina Galeotti Bianchi detta Lia, l’attivista del movimento afroamericano statunitense Angela Davis, la militare e attivista curda Asia Ramazan Antar e infine l’attivista brasiliana Marielle Franco.

ANTHROPOCEANO

Iena Cruz |📍Lambrate

Guida quartiere Lambrate
Anthropoceano  | © Tommaso Prada

A pochi passi dalla stazione ferroviara di Lambrate, si trova uno dei murales più speciali di Milano: Anthropoceano non solo racconta l’impatto disastroso dell’uomo sul mare, ma grazie alla speciale vernice con cui è stato realizzato riduce la presenza di biossido di azoto nell’aria.

I MURALES DI VIA PONTANO

Artisti vari |📍Turro

Continuando a scendere lungo i binari della ferrovia, fino al quartiere Turro, si incontra Via Pontano, collegamento tra Viale Monza e Via Padova. Grazie all’iniziativa “Muri Liberi”, con cui il Comune di Milano ha messo a disposizione degli street artist alcuni spazi dove dipingere liberamente, questa via è diventata negli anni una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. I murales si susseguono fittissimi, uno più espressivo e fantasioso dell’altro. Nel percorrerla non perdetevi anche le gallerie laterali sotto i binari, anch’esse ricchissime di opere imperdibili.

IPPODROMO SAN SIRO

Artisti vari |📍San Siro

A rivaleggiare con Via Pontano per la quantità (e la varietà) delle opere, è la recinzione dell’Ippodromo di San Siro. I murales qui non sono mai mancati, ma una spinta decisiva è arrivata nel 2019, quando l’Ippodromo ha deciso di mettere a disposizione di 500 writer e street artist i 5 km perimetrali della sua struttura per festeggiare i 500 anni dalla nascita di Leonardo da Vinci. L’associazione Street Players ha quindi organizzato una delle ‘graffiti jam session’ italiane più grandi di sempre e il risultato è davvero notevole.

MURI D’ARTISTA

Artisti vari |📍Niguarda

Murales Milano
Alcuni murales intorno alla Cittadella | © Alice Caprotti

Un altro stupendo esempio di murales che circondano interamente una struttura sono quelli della Cittadella degli Archivi di Milano. Merito del progetto “Muri d’Artista”, che in cinque edizioni ha dato un volto completamente nuovo a questo complesso comunale. Ogni edizione ha avuto un tema leggermente diverso, sempre collegato in qualche modo alla storia della città e ai documenti custoditi nell’immenso archivio.

CHAINED

Edoardo Tresoldi, Gonzalo Borondo |📍Bicocca

Murales Milano
 Chained | © Alice Caprotti

L’artista Gonzalo Borondo e lo scultore Edoardo Tresoldi hanno unito le forze per realizzare quest’opera a tecnica mista, dove un gruppo di uomini si abbraccia mentre un altro sembra fuggire, scavalcando il muro. Il colore scelto, identico a quello degli edifici dell’Università, fonde perfettamente l’opera con l’architettura circostante. Una volta arrivati qui, vi consigliamo di passare anche dai binari della stazione ferroviara di Greco Pirelli, dove si susseguono una miriade di coloratissimi murales.

MILANO STREET HI-STORY

Acme 107, Encs, Gatto Nero, Gatto Max, Gep, Gianbattista Leoni, Kasy 23, Luca Zammarchi, Mr. Blob, Neve, 750ml |📍Ticinese

Il tempo (e l’ignoranza), purtroppo, non è stato gentile con questo bellissimo murales, incastonato tra Piazza Vetra e le Colonne di San Lorenzo. Peccato, perché era uno dei più significativi della città. L’obiettivo, infatti, era quello di ripercorrere la storia di Milano attraverso alcuni dei suoi personaggi più celebri, attraversando duemila anni: 40 metri in cui si succedono Sant’Ambrogio, Attila, Manzoni, Giuseppe Verdi, Napoleone e molti altri – fino alla Madonna stessa raffigurata in una maniera davvero… originale.

SIAMO TUTTI SULLO STESSO RAMO

Pao |📍Quarto Oggiaro

Murales Milano
Siamo tutti sullo stesso ramo | © Alice Caprotti

Si tratta di uno dei murales di Milano più recenti di questa raccolta: un ramo fiorito, su cui sono posati alcuni bizzarri uccellini dai colori vivaci, si staglia in tutta la sua bellezza sulla facciata di uno stabile alle porte di Quarto Oggiaro. Realizzato con il supporto dell’imprenditore Cristian Trio e dell’Ufficio Arte negli Spazi Pubblici, l’opera si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione urbana del quartiere.

IL SOTTOPASSO DI PORTA GARIBALDI

Artisti vari |📍Isola

Se parliamo di riqualificazione urbana, non possiamo non parlare del sottopasso della Stazione Porta Garibaldi, per la precisione di quella parte che porta ai binari dal 14 al 20 e anche all’uscita secondaria su Via Pepe, nel quartiere Isola. Questo anonimo corridoio ha preso vita nel 2011 grazie al progetto EscoAdIsola.it, nato dalla collaborazione tra i volontari di Nuova Acropoli e le Ferrovie dello Stato. Una volta usciti, potrete ammirare anche il murales di Isola Pepe Verde, il giardino condiviso del quartiere, e quelli sul Cavalcavia Bussa.

LEONCAVALLO E DINTORNI

Artisti vari |📍Greco

Nonostante alcune opere siano andate distrutte negli ultimi anni, ancora molte per fortuna sopravvivono, sia all’interno del Leoncavallo, sia sui muri esterni e nelle vie circostanti. Nato nel 1975 come centro sociale occupato, e diventato nel 2001 Spazio Pubblico Autogestito, il Leoncavallo oggi ospita numerose iniziative da concerti mostre, a presentazioni di librirassegne cinematografiche e laboratori di teatro.

DIABOLIK

We Run The Streets |📍San Cristoforo

Il celebre personaggio inventato dalla milanese Angela Giussani nel 1962 si è meritato una serie di murales, proprio dietro la chiesetta di San Cristoforo sul Naviglio Grande. E non finisce qui: appena girato l’angolo, troverete tutta un’altra via dedicata a Valentina, il personaggio creato da Guido Crepax. Se siete appassionati di fumetti, è una tappa speciale!

RESISTI!

Sfiggy, Ale Puro |📍Ponte Seveso

Murales Milano
Resisti!  | © Alice Caprotti

Forse il murales più poetico di Milano, quello dedicato a Liliana Benvenuti, detta Angela, staffetta partigiana fiorentina che portava messaggi segreti nascosti in un fiore tra i capelli. In quel fiore ci nascondevo il mondo è infatti la frase che potete leggere su questo muro, un po’ nascosto in un passaggio pedonale di Via Sammartini.

VICOLO DEL FONTANILE

Artisti vari |📍Cassina de Pomm

Fino al 2019 questa piccola via chiusa dietro la Martesana non aveva nemmeno un nome. Ora non solo ne ha uno, legato alla roggia che passava da qui, ma è stata anche trasformata in una galleria d’arte grazie all’evento Zuartday.

VIA CALIMERO

Ivan Tresoldi, Pao, Orticanoodles |📍Quadronno

Concludiamo questo tour tra i murales più belli della città con quelli di Via Calimero. Subito dopo l’omonima Chiesa, troverete il primo (che è anche il nostro preferito!), dipinto sui muri della canonica. Ivan Tresoldi lavora sempre con le parole e anche stavolta non fa eccezione: la parete sembra uscita da un antico codice miniato, con le sue parole in nero e rosso. Proseguendo, troverete poi i murales degli Orticanoodles con i ritratti di 12 milanesi celebri. Infine, quelli astratti e coloratissimi di Pao sul perimetro dell’Istituto Gaetano Pini.

Conoscevi alcuni di questi murales a Milano? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Bisogno di ispirazione? Dai un’occhiata alla nostra mappa!

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10 indirizzi dove vendere vestiti usati a Milano /10-negozi-dove-vendere-vestiti-usati-a-milano/ /10-negozi-dove-vendere-vestiti-usati-a-milano/#comments Wed, 13 Mar 2024 06:00:00 +0000 /?p=70503 State cercando un modo per liberare l'armadio e guadagnare qualcosa? Ecco 10 indirizzi per vendere vestiti usati a Milano!

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Della nostra passione per il vintage e il second hand, ormai sapete già, e vi avevamo anche già parlato di 20 associazioni a cui donare semplicemente quello che non vi mettete più. Se invece desiderare guadagnarci qualcosa, specie se si tratta di capi o accessori di lusso o vintage, abbiamo raccolto 10 posti per vendere vestiti usati a Milano: ecco quali sono!

10 NEGOZI DOVE VENDERE VESTITI USATI A MILANO

BIVIO

Partiamo da un negozio diventato ormai parecchio famoso a Milano, come testimoniano le sue tre diverse sedi, ovvero Bivio. A differenza della maggior parte dei negozi in questa lista, che offre conto vendita, Bivio compra direttamente: vi pagheranno in contanti il 30% del prezzo al quale rivenderanno il capo (IVA esclusa), oppure potete scegliere di ricevere un buono spesa del valore del 50% (sempre IVA esclusa) da usare nei loro negozi, valido per un anno. Il motto di Bivio è: “Per chi ha stile da vendere”. Questo vi dà già un’idea dei loro gusti: vestiti firmati, anche non per forza di lusso, soprattutto contemporanei ma senza disdegnare il vintage, e con personalità. La comodità è che potete fissare un appuntamento direttamente online. Qui trovate ancora più dettagli sulle tipologie di vestiti usati che accettano.

BIVIO MILANO. Sedi Ticinese: Via Gian Giacomo Mora 4, Milano (donna) e Via Gian Giacomo Mora 14, Milano (uomo). 025810869. Sede P.ta Venezia: Via Lambro 12, Milano. Aperti tutti i giorni (11-19.30).

AMBROEUS

Vi abbiamo già parlato di Ambroeus perché è uno dei nostri posti del cuore dell’Isola: beh, sta andando così bene da aver da poco aperto una nuova sede anche sui Navigli. Qui lo stile è molto preciso e ve ne accorgerete guardando il profilo Instagram su cui ogni giorno vengono condivisi outfit originali: niente fast fashion e predilezione per i capi sartoriali dall’ottima fattura e soprattutto con carattere e dettagli originali.

Per vendere i vostri vestiti usati il primo passo è chiamare il negozioi: vi daranno un numero a cui mandare le foto della vostra selezione, così da fare una prima ‘scrematura’ dei pezzi a cui potrebbero essere interessati. Dopodiché, potete prendere appuntamento nella sede all’Isola per la valutazione di persona: questa viene effettuata solo nella fascia 14-18 e i giorni variano di settimana in settimana. Come Bivio, anche Ambroeus non fa conto vendita ma acquista i capi, con condizioni molto simili: 30% del prezzo di vendita in contanti o 50% in voucher.

AMBROEUS. Sede Isola: Via Pastrengo 15, Milano. Aperto tutti i giorni (10.30-19.30). Sede Navigli: Viale Gorizia 34, Milano. Aperto da martedì a domenica (10.30-13.30 e 14.30-19.30). Telefono per entrambe: 0236592537.

IL NUOVO GUARDAROBA

Il Nuovo Guardaroba, vicino a Piazza Piemonte (qui trovate la nostra guida di De Angeli!), è un negozio di second-hand di lusso esteso su oltre 300mq. Oltre a vendere, Il Nuovo Guardaroba ritira anche in conto vendita, con una serie di condizioni: innanzitutto, accettano abbigliamento, borse e accessori solo se firmati e ‘contemporanei’ (niente vintage, quindi) e in ottime condizioni. Per quanto riguarda le scarpe, devono essere nuove o indossate davvero pochissimo, mentre non accettano intimo, abbigliamento per bambini o sportivo.

I capi vengono anche ritirati in base alla stagione: dunque, da febbraio a maggio capi estivi, mentre da settembre a novembre quelli più invernali. A fare eccezione al conto vendita sono solo le borse di lusso: se avete una Chanel, per esempio, c’è la possibilità che venga acquistata direttamente. Prima di andare, ricordatevi di prendere appuntamento chiamando in negozio.

IL NUOVO GUARDAROBA. Via Privata Asti 5/a, Milano. 0248001678.

IL GIROTONDO

Conosciamo già da molti anni Il Girotondo, negozio storico in zona Solari nato nel 1997 per vendere abbigliamento usato solo per bambini e bambine. Negli anni, ha allargato i propri orizzonti e ha iniziato a includere abbigliamento e accessori sia da donna che da uomo, che oggi vanno per la maggiore. Il sistema utilizzato è, anche qui, il conto vendita: basta chiamare in negozio per prendere appuntamento e presentarsi con i vostri capi o accessori e un documento di identità. La valutazione dipende da diversi fattori come marca, modello, anno e usura.

Per l’abbigliamento estivo, potete presentarvi da marzo in avanti, mentre per l’invernale si va da settembre in poi: sappiate che hanno una predilezione per le borse, i capispalla e la maglieria, ma solo se in cashmere o lana. Se volete farvi un’idea preliminare sul tipo di prodotti in vendita, per capire se i vostri capi sono in linea, vi consigliamo di fare un giro sul loro shop online!

IL GIROTONDO. Via Dugnani 6, Milano. 0245485531. Aperto dal lunedì al sabato (10-13 e 15-19, martedì e sabato orario continuato).

GINGILLA

Anche Gingilla, come Il Girotondo, nasce soprattutto come negozio di acquisto e vendita di vestiti usati per bambini ma si è poi aperto anche all’abbigliamento femminile, che oggi è diventato predominante. Qui non serve che i vostri vestiti usati siano firmati o di lusso: l’unica cosa importante è che siano in buone condizioni! La modalità è sempre quella del conto vendita, e il ritiro viene effettuato solo su appuntamento.

GINGILLA. Via Ettore Ponti 21, Milano. 02 3966 7185. Aperto da lunedì a sabato (9-13 e 15-19).

GIVE AND TAKE

Give and Take, in zona Pagano, è un negozio luminoso ed elegante, come si addice alla zona. Se avete da vendere abbigliamento femminile firmato, capi con un buon taglio o grandi classici, e borse di lusso, questo è il posto che fa per voi. Anche qui, si ragiona seguendo la stagionalità: potete recarvi in negozio tra febbraio e marzo per le collezioni estive, e tra settembre e ottobre per le invernali – rigorosamente su appuntamento! Tutti gli articoli vengono ritirati in conto vendita e, se venduti, avrete diritto al 50% del prezzo di vendita (che avrete ovviamente concordato al momento della valutazione).

GIVE AND TAKE. Via Mario Pagano 54, Milano0236632863. Aperto tutti i giorni (10-19) tranne sabato e domenica.

MERCATINO FRANCHISING

Il Mercatino Franchising, come lascia intuire il nome, è ormai un vero e proprio colosso dell’acquisto e vendita di vestiti e accessori usati, a Milano ma non solo, considerato i 200 punti vendita presenti in tutta Italia. É l’unico di questa lista ad andare oltre il semplice abbigliamento: qui potete vendere davvero di tutto, dall’arredamento agli articoli da giardinaggio, dai libri agli strumenti musicali. Qui trovate tutti i dettagli del conto vendita!

MERCATINO FRANCHISING. Varie sedi in giro per Milano: qui i dettagli.

MELA VINTAGE

Mela Vintage | ©Sito web

In Porta Romana si trova invece Mela Vintage, un delizioso negozio con un bellissimo soffitto affrescato. La specialità, qui, è la bigiotteria vintage: se avete anelli, collane, orecchini o spille prodotti dal 1930 al 1980 (con alcune eccezioni per gli anni 90!), questo è il posto giusto per voi. Non importa che sia firmata, ma solo che sia in buone condizioni. Per le borse, invece, ci sono meno vincoli ‘storici’ – anzi le borse contemporanee sono la maggioranza -, purché siano di lusso. Viste le dimensioni ridotte dello spazio, questi sono gli unici articoli accettati, salvo alcuni soprabiti o cappotti di pregio. Mi raccomando, prendete appuntamento: sul sito trovate già l’accesso alla chat Whatsapp!

MELA VINTAGE. Viale Monte Nero 31, Milano. 3428716084. Aperto da martedì a sabato (10-13 e 15-19).

MY CLOSET MILANO

MyCloset nasce nel 2012 con “Svuotalarmadio”, un evento durante il quale venivano messi in vendita capi di abbigliamento e accessori firmati, provenienti da guardaroba di privati. Visto il successo, nel tempo l’evento si è trasformato in un e-commerce (di cui vi avevamo già parlato qui) che vende e acquista borsepiccola pelletteriabijoux occhiali firmati. Ci sono due modalità di vendita: conto vendita, la più frequente, con una commissione dal 30 al 40% sul prezzo finale, o acquisto diretto, nel caso in cui abbiate 3 o più borse da vendere. Per tutti i dettagli, potete visitare il sito.

MY CLOSET MILANO. Viale Gian Galeazzo 31, Milano. 3311548602.

CASTA DIVA MILANO

Castadiva | © Pagina FB

Concludiamo questo tour tra i negozi n cui vendere vestiti usati a Milano con Casta Diva, un negozio in zona Porta Nuova che si definisce “il migliore second hand fashion store di Milano”. Propone sia la formula dell’acquisto diretto che quella del conto vendita: l’acquisto riguarda quasi esclusivamente borse ed accessori di alcuni brand ben precisi (che trovate qui), mentre il conto vendita include anche abbigliamente e scarpe, solo se firmate. Potete prendere un appuntamento per fare la valutazione di persona o in alternativa compilare il loro form online.

CASTA DIVA MILANO. Via Giuseppe Parini, 9, 20121 Milano MI. 0294151837.

Conoscevate già questi negozi dove vendere vestiti usati? Ne avete altri da segnalare? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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Qui invece trovate la sezione dedicata al green e al sociale!

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Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto /oman-viaggio-di-una-settimana-itinerario/ /oman-viaggio-di-una-settimana-itinerario/#comments Tue, 05 Mar 2024 07:00:00 +0000 /?p=68674 State programmando il vostro viaggio in Oman? Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare per un itinerario di una settimana!

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Il Medio Oriente è una delle zone che ci affascina di più: dopo Giordania, Turchia e Israele stavolta è il turno dell’Oman, una meta ancora non troppo frequentata e che ci ha fatto innamorare. Abbiamo deciso di iniziare a esplorarla con un itinerario ad anello di una settimana attraverso città, catene montuose, canyon, deserto e mare cristallino. Se anche voi state programmando un viaggio in questo paese, è il momento giusto per prendere appunti: ecco cosa vedere e dove mangiare in un road trip di una settimana!

La Grande Moschea a Muscat | ©Alice Caprotti

UNA SETTIMANA IN OMAN: COSA VISITARE

MUSCAT, LA CAPITALE DELL’OMAN

  • Tappa iniziale e finale di questo itinerario ad anello, Muscat si visita tranquillamente in una giornata. Se avete visitato altre città della penisola araba, come Dubai, noterete subito che la capitale dell’Oman appare diversa: secondo una legge locale, nessuna costruzione può superare l’altezza del minareto di Muscat (90m). Per questo il panorama urbano ha ben pochi grattacieli e un aspetto più peculiare. Vi consigliamo di partire a esplorare la città dalla Grande Moschea, visto che è aperta solo dalle 8 alle 11 del mattino. Costruita recentemente, nel 1992, è davvero magnifica: la sala di preghiera principale ospita il secondo tappeto persiano più grande del mondo ed è tanto bella quanto solenne. Se arrivate presto la mattina, la troverete anche vuota – e sarà ancora più affascinante. Viene richiesto un abbigliamento “consono” per visitare la moschea: donne e bambine sopra i 7 anni devono avere capo, braccia e gambe coperte, e nessuna scollatura. Se arrivate impreparate, non vi preoccupate: potete noleggiare vesti e scialli all’ingresso a pagamento. È l’unica moschea del paese aperta ai turisti quindi vi consigliamo di non perdervela.

Dopo aver esplorato la magnifica Moschea, vi suggeriamo di dirigervi verso la Città Vecchia di Muscat, cinta da imponenti mura e caratterizzata da suggestivi panorami sulle montagne che la circondano. Qui vi consigliamo di visitare gli esterni del palazzo del sultano; una casa antica tipica e interamente restaurata, chiamata Bait Al Zubair; e il forte Al Jalali nei pressi del porto.

Vi suggeriamo anche di dedicare un po’ di tempo al vivace quartiere di Mutrah, con il mercato del pesce (se volete svegliarvi all’alba…) e il Suq, in parte dedicato allo smercio dell’oro. Il momento giusto per visitarlo è nel tardo pomeriggio, quando si anima di persone in cerca di affari. Se avete la possibilità, infine, concedetevi una rilassante passeggiata lungo lungo la corniche (lungomare) di Mutrah, con le sue fontane di discutibile gusto ma affacci mozzafiato sul mare. Questo è uno dei momenti che abbiamo apprezzato di più durante la nostra visita.

  • ISOLE DAYMANYIAT. Acque cristalline, pesci tropicali, tartarughe e colori paradisiaci: potrebbe essere riassunta così la nostra escursione alle Isole Daymanyiat, che si visitano tranquillamente in giornata da Muscat. Noi ci siamo affidati ad Al Muhajer Marina e ci siamo trovati benissimo (il costo è di circa 70€ per mezza giornata, 95€ per la giornata intera). il punto di ritrovo è la Marina di Muscat, un quartiere molto lussuoso con residenze, negozi e un suo porto. Le barche sono spartane ma comode. Le isole si raggiungono in meno di un’ora e durante l’escursione avrete la possibilità di fare snorkeling in due aree diverse. Il bagno con le tartarughe marine da solo vale la vacanza!
Uno scorcio delle isole Daymanyiat | ©Alice Caprotti

LA ZONA DEI MONTI HAJAR

  • TANUF e AL HAMRA. Da Muscat, ci siamo spostati lentamente verso la zona interna dei monti Hajar. Tanuf non meriterebbe una deviazione a sé ma, dal momento che è lungo la strada per arrivare a Jebel Shams, potete fermarvi a dare un’occhiata al vecchio villaggio abbandonato negli anni 50 e a osservare uno dei caratteristici sistemi di irrigazione aflaj, una peculiarità dell’Oman che è anche diventata Patrimonio UNESCO. Lo stesso discorso vale per Al Hamra, un altro minuscolo villaggio per metà abbandonato, dove si possono osservare alcune abitazioni tradizionali e fare una passeggiata tra i palmeti. Il vero motivo per fermarsi è, però, il punto panoramico da cui potete vedere le piantagioni di palme da dattero e parte del villaggio in primo piano, con dietro le imponenti montagne di Jebel Shams.
  • JEBEL SHAMS. Questa è la montagna più alta dell’Oman (3009m) ma la vera attrazione è il Wadi Ghul sottostante, un canyon profondo oltre 1000 metri. Se avete più tempo a disposizione (e un abbigliamento adeguato), da qui potete fare un trekking di circa 10km (ritorno compreso) lungo la magnifica Balcony Walk. La strada per Jebel Shams è in parte sterrata e in parte molto ripida. Se avete una 4×4 potete cavarvela ma se avete scelto un ‘semplice’ SUV vi consigliamo di fermarvi nel primo punto comodo e quasi sicuramente comparirà una guida pronta ad accompagnarvi in vetta.
Jebel Shams | ©Alice Caprotti
  • MISFAT AL ABRIYYIN. Chiamato spesso semplicemente Misfah, questo paesino di montagna ha un fascino speciale. Se potete, dormite come abbiamo fatto noi in una delle guesthouse tradizionali. Incredibilmente suggestivo il percorso ad anello (lo potete trovare come Plantation Circuit Trail) che si può effettuare scendendo progressivamente verso il fondo di una gola, passando attraverso palmeti e coltivazioni a terrazze con rigogliosi alberi da frutto, seguendo il corso degli aflaj. Intorno a voi vedrete le montagne e Misfah in lontananza, e vi sentirete in un piccolo angolo di paradiso.
  • FORTE DI BAHLA e FORTE DI JABRIN. A breve distanza l’uno dall’altro si trovano questi due forti, entrambi imperdibili per motivi diversi. Il Forte di Bahla è uno dei più grandi del paese, e si vede: la sua imponenza è notevole, come il panorama che si gode dai bastioni. Gli interni invece sono più spogli. Se volete allungare un po’ la permanenza a Bahla, c’è un piccolo suq tradizionale e alcune botteghe di ceramisti. Il Forte di Jabrin, invece, è meno maestoso dall’esterno ma ha numerose stanze ben conservate con arredi e decorazioni e dei bei giardini interni.
  • NIZWA. Dopo paesini e villaggi, con Nizwa tornerete in un contesto decisamente più cittadino. Qui si trova uno dei suq più antichi dell’Oman, diviso in edifici separati a seconda che si venda carne e pesce (aperti non tutti i giorni), frutta e verdura oppure spezie o artigianato. Se volete portarvi a casa dei souvenir, questo potrebbe essere il posto giusto dove cercarli. Qui noi abbiamo fatto incetta di datteri di tipi diversi, egualmente pazzeschi.

L’attrazione principale, a ragione, è il forte: costruito nel XVII secolo, è famoso per la sua immensa torre a pianta circolare alta ben 40 metri. Se potete, andate a visitarlo al tramonto. Dalla cima della torre avrete una vista pazzesca sulle piantagioni di datteri circostanti e sulla vicina moschea col suo minareto illuminato.

  • JEBEL AKHDAR. Per esplorare la zona montuosa di Jebel Akhdar, siamo partiti dal paesino di Birkat Al Mawz. A differenza di Jebel Shams, qui una 4×4 non è suggerita ma obbligatoria, visto che c’è un check point di controllo all’inizio della salita. Noi ci siamo affidati a un driver trovato a Birkat al Mawz e vi suggeriamo di fare lo stesso: i prezzi si aggirano intorno ai 70€ per 4 persone. Di punti panoramici ce ne sono a bizzeffe, ma senza dubbio il più famoso è quello dedicato alla principessa Diana, proprio sul bordo dello strapiombo. Irrinunciabile, secondo noi, fare un trekking lungo le montagne, attraverso i villaggi: mi raccomando, scarpe comode!
Jebel Akhdar | ©Alice Caprotti

LA COSTA ORIENTALE

  • IBRA. Questa ridente cittadina è la tappa ideale per fare una pausa prima di giungere nel deserto. Sappiamo che è una coincidenza difficile da organizzare, ma se potete passateci il mercoledì mattina: è l’unico momento della settimana in cui il suq ospita unicamente mercanti (e acquirenti) di sesso femminile, spesso provenienti da regioni lontane. La presenza maschile non è particolarmente gradita, come potete facilmente immaginare.
  • SHARQIYA SANDS. L’Oman racchiude tra i suoi confini ben 3 diversi deserti. Se visiterete come noi la costa nord, il deserto di Sharqiya Sands (o Wahiba, dal nome dei beduini che lo abitano) è il più comodo da raggiungere. Una volta scelto l’accampamento in cui dormire, sarà lo staff a venirvi a recuperare ai margini del deserto, solitamente a una stazione di servizio dove potrete lasciare la vostra macchina. Volendo potete anche arrivare al campo da soli: la strada non è difficile come può sembrare, ciò che ci ha fatto desistere è stata più che altro la mancanza totale di indicazioni. Arrivati in loco le attività da fare sono diverse, come il giro in cammello o in quad, oppure escursioni di 2 giorni passando la notte in tenda. Noi abbiamo scelto di fare dune bashing al tramonto ed è stato indimenticabile. Potete anche salire in autonomia sulle dune, cosa che abbiamo fatto all’alba del giorno successivo, arrampicandoci con una corda gentilmente fornita al campo: semplicemente stupendo!
  • WADI BANI KHALID. I wadi sono dei canyon scavati nella roccia dai fiumi, più o meno ricchi d’acqua e vegetazione. Ogni wadi è diverso dall’altro e l’Oman ne è pieno. Il Wadi Bani Khalid, dove ci siamo recati, è uno dei più famosi. Proprio per questo, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per evitare le orde di turisti. Non seguite Google per arrivarci perché vi porterà fuori strada. La camminata è facile e alla portata di tutti e il bagno rinfrescante nel wadi sarà un vero toccasana. Ricordatevi però che qui i bikini qui sono vietati.
  • SUR. Nonostante non abbia particolari attrazioni da visitare, Sur è una città davvero gradevole dove fermarsi tra uno spostamento e l’altro. Un tempo era celebre per i cantieri dei dhow, le tradizionali imbarcazioni omanite. Potete ancora incontrarne qualcuno passeggiando sul lungomare, che offre peraltro degli scorci incantevoli.
Lungomare di Sur | ©Alice Caprotti
  • WADI SHAB. L’ultima tappa di questa vacanza, e anche una delle più affascinanti. Dopo essere arrivati al parcheggio (sempre di buon ora, fidatevi di noi), pagherete pochi rial per attraversare una piccola laguna che vi separa dall’inizio del sentiero vero e proprio. Il paesaggio cambia di continuo, tra le sfumature gialle delle rocce e quelle turchesi delle pozze d’acqua: la camminanta è tutta in piano, ma se avete delle scarpe da trekking, meglio. In circa un’ora arriverete a destinazione, ma non ci sono strutture di alcun tipo quindi munitevi di asciugamani e provviste.

UNA SETTIMANA IN OMAN: DOVE MANGIARE

  • BAIT AL LUBAN (Muscat). Ospitato in una vecchia guesthouse, Bait al Luban è il posto giusto dove sperimentare la cucina tradizionale omanita. Vi consigliamo l’Arsiya, riso e carne a cottura lenta serviti con salsa di datteri, e il Qabouli Laham, riso cotto in brodo di carne con una speciale miscela di spezie. Molto buone anche tutte le zuppe, soprattutto quella di lenticchie. Grazie ai piatti, ma anche all’atmosfera, qui siamo tornati due volte, eventualità che nei viaggi ci capita di rado. Prezzo medio: 25€.
  • AL ZUHLY RESTAURANT (Nizwa). Locale molto spartano con i tavolini sul marciapiede, che offrono però una vista da lontano del forte e della moschea. Propone prevalentemente kebab o piatti di riso con carne, con porzioni enormi. Prezzo medio: 5€.
  • AL AQR (Nizwa). Nascosto tra i vicoli della città, il punto forte di questo ristorante è senza dubbio la terrazza panoramica. Il menu è abbastanza sintetico, prevalentemente composto di piatti di carne o kebab, e il servizio un po’ troppo lento. Prezzo medio: 10€.
  • REEM ALYEMEN (Birkat al Mouz). Ristorante molto informale dove ci siamo fermati prima della nostra escursione a Jebel Akhdar, serve piatti semplici e un po’ da fast food. Prezzo medio: 5€.
  • SUR SEA RESTAURANT (Sur). Come avrete intuito, la carne regna sovrana nella cucina omanita. Per questo vi consigliamo di approfittare della sosta a Sur per variare e provare qualche piatto di pesce. In questo ristorante, con dehors esterno, ci siamo trovati ben. Ha anche una buona scelta di piatti vegetariani in alternativa. Prezzo medio: 10€.

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO IN OMAN

  • ITINERARIO E ALLOGGI. Noi abbiamo optato per un itinerario ad anello in senso antiorario da Muscat, ma potete benissimo effettuare lo stesso in senso orario, se preferite passare prima dalla costa. Con una settimana a disposizione, abbiamo trascorso una sola notte in ogni tappa, ad esclusione di Muscat. Qui abbiamo scelto di alloggiare la prima notte nel quartiere di Mutrah, al Naseem Hotel, e l’ultima al Fraser Suites Muscat, comodo per l’aeroporto. Il Naseem è più semplice, ma con un’ottima colazione inclusa, mentre il Fraser è molto più lussuoso (abbiamo approfittato di una promozione). A Misfah vi consigliamo la Misfah Old House, comodissima per la passeggiata che vi abbiamo raccontato e con una bella terrazza. A Nizwa, invece, abbiamo optato per il Nizwa Inn: c’è sicuramente di meglio sia in città che nei dintorni ma le camere davvero ampie e la posizione comoda ci hanno comunque lasciati soddisfatti. Nel deserto, poi, abbiamo scelto come accampamento il Sama Al Wasil Desert Camp (se potete, optate per la tenda invece dello chalet, molto più caratteristica). A Sur, infine, abbiamo alloggiato al Sur Grand Hotel, molto accogliente e con una bella vista sul mare.
  • RISTORANTI&CUCINA. In Oman si mangia tanta carne. Un’opzione vegetariana è quasi sempre presente ma si tratta perlopiù di riso con verdure e spezie. Fuori da Muscat i ristoranti di un certo livello sono rari, quindi preparatevi a mangiare in locali tendenzialmente spartani (ma non per questo meno buoni) oltre che molto economici. Tenete conto che in diverse tappe sarà facile che mangerete in hotel. Essendo un paese musulmano, non troverete alcolici in nessun ristorante.
  • INTERNET. Come ovunque, ormai, potete acquistare una Sim card del posto già all’aeroporto. Noi abbiamo provato la Sim virtuale di Holafly e ci siamo trovati bene. Deserto a parte, la ricezione è sempre stata ottima.
  • MEZZI DI TRASPORTO. Qui la macchina regna sovrana quindi non pensate di riuscire a muovervi utilizzando mezzi pubblici. Noi abbiamo noleggiato una macchina tramite la compagnia di autonoleggi Dollar all’aeroporto e ci siamo trovati bene. Se potete, prendete una 4×4 così da avere più autonomia possibile, anche nelle escursioni in montagna. Guidare è molto semplice: le strade sono nuove e molto ampie, il traffico inesistente e così pure i semafori. I costi si mantengono bassi perché non ci sono caselli e la benzina costa poco (circa 50 centesimi al litro). Unica cosa da tenere a mente: qui la pulizia dell’auto è un culto (c’è addirittura una multa per chi circola con una macchina troppo sporca), quindi ricordatevi di riportarla immacolata al noleggio. Se doveste avere bisogno di un taxi, noi abbiamo anche testato l’app Otaxi e ci siamo trovati bene!
  • ABBIGLIAMENTO. L’Oman è un paese musulmano quindi il nostro consiglio è, al di là dei posti che richiedono esplicitamente un abbigliamento modesto, di non indossare abiti troppo corti o scollati in generale.
  • SOLDI. Abbiamo pagato quasi ovunque con la carta di credito, ma per sicurezza cambiate comunque un gruzzoletto in contanti (non in aeroporto, mi raccomando), soprattutto per pagare le escursioni coi driver o per piccoli acquisti.

E voi siete mai stati in Oman? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

L'articolo Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto sembra essere il primo su Conosco un posto.

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10 gite fuori porta da Milano perfette per l’inverno /gite-fuori-porta-da-milano-perfette-inverno/ /gite-fuori-porta-da-milano-perfette-inverno/#respond Thu, 23 Nov 2023 06:00:00 +0000 /?p=63370 Se siete alla ricerca di idee per le vostre gite fuori porta in inverno, ecco 10 meravigliosi spunti per voi!

L'articolo 10 gite fuori porta da Milano perfette per l’inverno sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Chi l’ha detto che si possono fare delle belle gite fuori porta solo d’estate? La stagione invernale offre occasioni uniche per scoprire i dintorni di Milano sotto una luce diversa. Abbiamo quindi raccolto per voi 10 gite fuori ideali per l’inverno che uniscono arte e culturanatura e passeggiate, senza dimenticarci di un po’ di relax!

10 GITE FUORI PORTA DA MILANO PERFETTE PER L’INVERNO

MERCATINI DI NATALE

Gite fuori porta inverno
Mercatino a Bressanone | © Alice Caprotti

Non potevamo che partire da una delle gite invernali per antonomasia, quella ai mercatini di Natale. Noi siamo particolarmente affezionati a quelli in Trentino e Alto Adige, anche se ammettiamo che riuscire a organizzare una gita in giornata è sfidante.

Partiamo subito dal mercatino di Bressanone, in Alto Adige, ospitato nella suggestiva piazza del Duomo, che quest’anno sarà aperto tutti i giorni fino al 6 gennaio, escluso il giorno di Natale. Tra specialità gastronomiche, presepi, sculture in legno, decorazioni artigianali di ogni tipo sarà difficile tornare a casa a mani vuote. In alternativa, vi consigliamo il mercatino di Trento, dove gli espositori si dividono tra piazza Fiera e piazza Mostra. Se avete la possibilità di fermarvi per il weekend, potete approfittarne per visitare la Cattedrale di San Vigilio e il Castello del Buonconsiglio.

Se invece volete stare più vicini, vi consigliamo Como. Qui i mercatini sono distribuiti tra Piazza Perretta e la stupenda Piazza medievale di San Fedele, dove peraltro potrete trovare il negozio di Vincenzo Dascanio, famoso flower designer, ricchissimo di decorazioni natalizie. Difficile risalire agli orari precisi di apertura, ma nel weekend fino all’8 gennaio siete sicuri di trovare le bancarelle aperte. Per di più, dal 2 dicembre potrete assistere anche alle tradizionali proiezioni luminose, per cui Como è famosa, in Piazza Verdi e Porta Torre.

CIASPOLATE NELLA NEVE

Gite fuori porta inverno
La vista salendo dai Piani di Artavaggio | © Alice Caprotti

Se cercate qualcosa di diverso dalle ‘solite’ passeggiate o sciate per godervi la neve, è il momento di scoprire il piacere di ciaspole e racchette, perfette anche per chi non è un abituale frequentatore della montagna!

Partiamo subito dai Piani di Artavaggio, sopra Lecco, a un’ora di macchina da Milano. Arrivati in loco, prendete la funivia da Moggio, noleggiate le ciaspole e salite fino al Rifugio Nicola! Coi suoi 300 metri di dislivello, questa è davvero una ciaspolata alla portata di tutti!

ciaspolare lombardia
Una vista del Rifugio Lecco | © Lucia Brusco

A breve distanza, ci sono anche i Piani di Bobbio, tre le località di montagna e sci più popolari della Lombardia. Una volta arrivati, prenderete la funivia e percorrete il sentiero incantevole fino all’ex Albergo Pequeno, per poi ritornare a valle con la nuova funivia dell’Orscellera e rifocillarvi al Rifugio Lecco.

Per chi ha più tempo, invece, suggeriamo di andare in Val di Mello, la “La Yosemite italiana”. Lasciate l’auto a San Martino, nel parcheggio accanto al campo sportivo, e incamminatevi nella cosiddetta “valle dei climber”. Scommettiamo che vi innamorerete subito del paesaggio! Potrete fare una ciaspolata quasi ad anello e trovare ristoro al Rifugio Mello o al Rifugio Luna Nascente.

Per completezza, qui trovate il nostro articolo con 20 bellissime ciaspolate da fare in Lombardia.

ESCURSIONI SU SLITTA

Gite fuori porta inverno
| © Facebook Husky Village

Se pensate di dover andare fino in Lapponia per correre su una slitta trainata da husky, siamo qui per farvi ricredere! Tra Bormio e Livigno, in Alta Valtellina, si trova l’Husky Village, uno dei più grandi centri di addestramento husky in Lombardia (ed Europa).

Qui avrete la possibilità di guidare una slitta trainata da husky per 5km, lungo la Decauville di Arnoga, che collega Arnoga alle Torri di Fraele e ai laghi di Cancano, tra boschi innevati e paesaggi da favola. Si può prenotare comodamente l’esperienza direttamente dal loro sito, optando anche per un voucher regalo con data aperta. Un’alternativa più vicina? Maniva Sleddog, sopra il Lago d’Idro.

CASTELLO DI GROPPARELLO

Arroccato su un dirupo scosceso, il castello di Gropparello gode di una posizione unica: ve ne accorgerete quando farete il giro dei camminamenti e lo vedrete dal basso in tutta la sua maestosità! Si tratta di una fortificazione medievale ben conservata, passata di mano in mano fino al 1974, quando è stata acquisita dalla famiglia Gibelli.

Durante la nostra visita, siamo stati accompagnati proprio da un membro della famiglia, che ci ha raccontato del fitto calendario di eventi al castello. Ci sono cene con delitto per grandi e bambini, visite guidate notturne, corsi di cucina medievale, combo cena o aperitivo con visita e molto altro. Una menzione speciale va al Parco delle Fiabe, allestito nell’enorme giardino del castello, dove si organizzano tantissimi eventi per bambini. Trovate in questa pagina il calendario aggiornato con la possibilità di prenotare direttamente dal sito.

Qui trovate altri 10 meravigliosi castelli da visitare in Lombardia.

ALPYLAND

Tra le gite fuori porta in inverno che abbiamo fatto più di recente, c’è sicuramente quella sulla cima del Mottarone per un giro panoramico su Alpyland, un bob su rotaia lungo 1200 metri, molto simile a delle montagne russe. Vi divertirete con curve, dossi e cambi di pendenza, grazie a un dislivello di 100 metri. Il tutto con sullo sfondo un panorama mozzafiato, con una vista sulle Alpi e i laghi circostanti. Gli slittini sono biposto e ogni passeggero può regolare la velocità come preferisce. Dai 4 anni in su, anche i bambini possono effettuare la corsa. Potete acquistare il biglietto preventivamente online, per una o più corse.

Alpyland non è l’unico bob su rotaia aperto anche in inverno: vicino a Livigno potete correre sul Family Bob di Cimapiazzi, 600 metri di discesa tra curve paraboliche immerse nel bosco. C’è anche la possibilità di acquistare un biglietto unico scontato che include il viaggio in cabinovia A/R, una corsa sul Family Bob e il pranzo al rifugio Conca Bianca.

Preferite la Valle d’Aosta? Nessun problema: potete scegliere l’Alpine Coaster vicino a Bardonecchia.

UN TREKKING IN MONTAGNA

Gite fuori porta inverno
La vista dal rifugio Antonietta | © Alice Caprotti

Le passeggiate non si fermano con la stagione invernale, anzi! Un trekking facile che vi consigliamo è quello che porta al Rifugio Antonietta al Pialeral, sulla Grigna Settentrionale. A seconda del vostro livello di preparazione e del tempo che avete, potete scegliere da dove partire.

Da Balisio la strada diventa subito molto ripida, ma il tempo di salita si riduce di molto (circa 1.30h). Se volete prendervela con più calma potete partire invece da Pasturo (come abbiamo fatto noi!). Arrivati in cima dopo circa 2 ore mezza, potete riposarvi gustando degli eccellenti pizzoccheri o polenta con funghi al Rifugio Antonietta, con una vista pazzesca sulla Valsassina!

Gite fuori porta inverno
La vista da San Grato | © Alice Caprotti

Un altro itinerario che vi consigliamo è quello da Vendrogno a Camaggiore, lungo i monti della Valsassina! Una volta arrivati a Vendrogo, lasciate la macchina nel piazzale accanto al Santuario di Santa Maria della Neve. Da qui seguite le indicazioni per la mulattiera “Via per Noceno”, e iniziate lentamente a salire. In circa un’ora, attraverso il bosco, arriverete alla piccola chiesa di San Grato, da cui si gode già di una vista spettacolare sul Lago di Como.

Potete anche fermarvi, altrimenti si continua passando da Noceno fino a Camaggiore, di cui il punto panoramico migliore è senza dubbio quello della chiesa di San Girolamo. Ci sono comunque diversi sentieri alla portata di tutti: per le indicazioni nel dettaglio vi consigliamo di guardare qui.

Il consiglio è di programmare la passeggiata di prima mattina, così da poter rientrare a Vendrogno in tempo per pranzo e fermarvi all’Agriturismo La Madonnina. Noi abbiamo mangiato un eccellente capretto al forno ai funghi porcini con polenta e una saporitissima tagliatella con crema di zafferano finferli e pancetta: il menu completo costa solo 29€!

Se cercate ancora altre idee, qui trovate altri 10 trekking in Lombardia adatti a tutti.

CITTÀ D’ARTE

Quale momento migliore dell’inverno per fare un giro in una città d’arte? Brescia si trova a un’ora da Milano e ha tantissime cose da vedere, a cominciare dallo splendido Museo di Santa Giulia, un complesso monastico di origine longobarda che oltre a una collezione d’arte, vi permetterà di visitare anche il meraviglioso Coro delle monache, la Chiesa di Santa Maria in Solario e la basilica longobarda di San Salvatore. Assolutamente imperdibile!

Un’altra città di cui siamo innamorati e che si trova a solo un’ora da Milano è Bergamo. Potrebbe essere l’occasione giusta per visitare l’Accademia Carrara, una delle principali pinacoteche d’Italia, o il magnifico Palazzo Moroni, bene FAI, con i suoi interni sontuosi. Se avete più tempo a disposizione, potete spingervi fino a Mantova: la Camera dei Giganti all’interno di Palazzo Te vale da sola la gita!

RELAX ALLE TERME

Tra le gite fuori porta per l’inverno non è affatto da escludere una giornata per rigenerarvi alle terme. A un’ora da Milano vi consigliamo Monticello Spa, a Monticello Brianza: 5.000 metri quadri dedicati al benessere, con 7 vasche (quella esterna è davvero super!) e 17 ambienti sensoriali tra saune, bagni di vapore e ‘ambienti emozionali’. In più, tutti i giorni si svolgono 15 diverse Cerimonie di Benessere e ci sono massaggi e trattamenti corpo per chi vuole regalarsi una coccola in più.

Spostandoci verso Brescia e dintorni, le Terme di Boario sono un’ottima alternativa. Nate come casa di cura alla fine del Settecento, nel 2008 sono state completamente ristrutturate e oggi offrono un percorso benessere che include due piscine con acqua termale, una piscina esterna con idromassaggio, sauna finlandese, bagno turco e tanto altro.

Una delle piscine all’aperto a Bormio | © Qc Terme

Se avete la possibilità di aggiungere una notte fuori, allora vi consigliamo CÁNOSTRA, un magico B&B in Val Camonica con un’area wellness e SPA (aperta comunque anche ai clienti esterni). A vostra disposizione troverete una tinozza riscaldata con stufa a legno, dotata di idromassaggio e cromoterapia, situata in giardino e circondata da un paesaggio da favola. Poi, una sauna finlandese artigianale a botte, sempre con vetro panoramico, e una zona relax con amache dove sorseggiare una tisana calda o un bicchieere di vino. L’ingresso per esterni dura 2 ore e 30 e potete scegliere se abbinarci una merenda dolce o un aperitivo con vino e tagliere di salumi e formaggi locali.

Infine, QC Terme è sempre una garanzia: noi vi consigliamo soprattutto quelle di San Pellegrino, con la sua splendida struttura liberty, e Bormio, per la magia della montagna.

VOLO IN FUNE

Chi l’ha detto che l’emozione di volare a 400 metri d’altezza si possa provare solo in estate? Fly Emotion, in Valtellina, è aperto anche durante la stagione invernale (seppure con orari ridotti). Vi avevamo già raccontato nel dettaglio la nostra esperienza e torniamo a consigliarvela: secondo noi è impagabile! Potete scegliere se volari da soli o in coppia, e sono ammessi anche i bambini. Il volo si può prenotare comodamente online e anche regalare con data aperta. La Valtellina vi dà la possibilità di unire al volo anche altre attività, come una passeggiata nella Riserva naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola o la vista del panorama suggestivo dal vicino Ponte nel Cielo tibetano.

Un’alternativa, con aperture ancora più ridotte, è la Zipline sul Lago Maggiore: 1850 metri di distanza dal Pian d’Arla all’Alpe Segletta, che potrete percorrere a 120 km/h in meno di un minuto! Qui trovate altri dettagli.

PARCO AVVENTURA SUL LAGO D’ORTA

Gite fuori porta inverno
| © Pagina Fb Adventure Park Le Pigne

La maggior parte dei parchi avventura chiude durante la stagione invernale, ma non Adventure Park Le Pigne, che da ottobre a marzo resta aperto nei weekend e festivi. Situato in una radura nella Valle dell’Agogna, in provincia di Novara, l’Adventure Park Le Pigne è totalmente immerso nella natura e costruito nel rispetto dell’ecosistema di cui fa parte. È stato realizzato con legname proveniente da utilizzazione forestale del territorio e interamente plastic free. Ci sono ben 7 percorsi diversi in cui potete dilettarvi, con difficolta crescenti, alcuni aperti anche a bambini e ragazzi. Tra ponti sospesi e tyrolienne (la traversata in teleferica), il divertimento è assicurato!

Conoscete altre gite fuori porta per l’inverno? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Volete rimanere aggiornati in tema di gite fuori porta? Qui trovate la nostra rubrica, con tutte le destinazioni più interessanti!

Bisogno di ispirazione? Date un’occhiata alla nostra mappa sempre aggiornata!

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Due passi nel quartiere Farini a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /quartiere-farini-milano-cosa-vedere-mangiare/ /quartiere-farini-milano-cosa-vedere-mangiare/#comments Tue, 07 Nov 2023 06:00:00 +0000 /?p=62204 Cercate spunti per visitare il quartiere Farini? Ecco i nostri consigli su cosa fare e vedere, dove mangiare e dove fare shopping in zona!

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Stretto tra Cenisio, Dergano e Isola, il quartiere Farini sta diventando sempre più interessante. Con la futura (speriamo vicina) riqualificazione di Scalo Farini, si candida a diventare una delle zone più vivaci ed animate di Milano Nord, condividendo le sorti della vicina Isola. Non poteva mancare, dunque, tra le nostre guide di quartiere! Venite con noi a scoprire cosa fare e vedere, oltre a dove mangiare e fare shopping, nel quartiere Farini? Andiamo!

QUARTIERE FARINI A MILANO: COSA FARE E VEDERE

Nilufar Depot | ©Alice Caprotti
  • NILUFAR DEPOT. Una delle gallerie di design imperdibili di Milano, secondo noi, durante la Design Week ma non solo. Nata come ‘costola’ della più famosa Nilufar Gallery, situata in Via Spiga, è stata inaugurata nel 2015. Un tempo sede di una fabbrica di argenteria, è stata rinnovata dall’architetto Masimiliano Locatelli ispirandosi al Teatro alla Scala. Lo spazio di 1500 mq è disposto su 3 livelli intorno all’atrio centrale, prestandosi ad allestimenti davvero scenografici.
  • LAMPO. Difficile descrivere LAMPO in una sola frase: iniziamo dicendo che è un progetto innovativo di riqualificazione urbana nato attraverso il recupero di una superficie di 40mila mq all’interno dell’ex scalo ferroviario Farini. Nei suoi spazi immensi trovano casa uffici e coworking, il Martas Nature Bar, super easy, e il più chic Maka Loft, oltre a diversi spazi espositivi destinati a mostre o attività culturali.
  • DOA TATTOO FACTORY. Se doveste decidere di farvi un tatuaggio, questo è uno dei 10 studi milanesi che vi consiglieremmo: fondato da Mirko (ex Satatttvision), ha una selezione di resident molto variegata e di assoluto livello.
  • FONDERIA NAPOLEONICA EUGENIA. Al confine col quartiere Isola, vicina al santuario di Santa Maria alla Fontana, si trova questa prestigiosa fonderia di bronzo. Fondata nel 1806 dai fratelli Manfredini, viene chiamata così in onore di Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d’Italia. Questi antichi spazi ospitano oggi un museo dedicato alla storia dell’arte fusoria e periodicamente accolgono mostre, eventi o manifestazioni culturali che vi danno la straordinaria possibilità di scoprire questo luogo dall’atmosfera unica. L’unico altro modo per visitarla, in alternativa, è prenotare una visita guidata.
Spazio Serra | ©Alice Caprotti
  • SPAZIO SERRA. Un luogo espositivo unico nel suo genere: una struttura ottagonale, a vetri, collocata sotto i due grandi lucernari della stazione del passante ferroviario di Lancetti. Uno spazio in costante fruizione, pensato per un pubblico volutamente casuale e non necessariamente del settore, che ospita mostre temporanee di artisti italiani e stranieri. Da scoprire.
  • PRIMO MARELLA GALLERY. Progettata dal famoso architetto Claudio Silvestrin, questa galleria fondata nel 1992 oggi ha una sede anche a Lugano, e si impegna da sempre nella promozione e documentazione di artisti emergenti e movimenti extra europei.
  • BOTTEGA IMMAGINE. Nato nel 2007 come studio fotografico, oggi è diventato sede di numerosi corsi e workshop ma anche di mostre fotografiche e incontri culturali.
  • MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE. Una vera rarità questo piccolo museo, nato nel 2006 dalla passione di un collezionista, Umberto di Donato, pronto ad accogliervi e a farvi fare un viaggio indietro nel tempo. In esposizione più di 1800 macchine da scrivere, con alcuni modelli introvabili, come l’Olympia risalente alla Seconda Guerra Mondiale con un apposito tasto per il carattere delle SS. Insomma, non perdetevelo!

QUARTIERE FARINI A MILANO: DOVE MANGIARE

  • UZBEK. Iniziamo da uno dei nostri posti preferiti del quartiere, nonché l’unico ristorante uzbeko di Milano. Si è recentemente rinnovato, diventando molto elegante e raffinato, ma a noi manca l’atmosfera verace e un po’ folcloristica che c’era prima. Il personale per fortuna è rimasto sempre lo stesso, adorabile e gentilissimo. Sarà difficile scegliere tra le tantissime proposte del menu, ma cercate di non perdervi il khachapuri con formaggio, i pelmeni e ovviamente il plov, tipico risotto uzbeko con carne, carote, cipolle e spezie varie. Ah, e ovviamente la degustazione di vodka a fine cena!
  • CHEF J. La Manciuria è una regione nord-orientale della Cina caratterizzata da rigidi inverni, le cui specialità culinarie sono meno conosciute rispetto a quelle di altre regioni (come il Sichuan) ma altrettanto gustose, con saporti decisi e anche caratterizzate dall’uso generoso di cipollotto fresco e aglio. Se volete gustarle senza prendere l’aereo, questo ristorante un po’ dimesso in Via Farini fa per voi. Noi vi consigliamo il maiale croccante in salsa agrodolce, le melanzane fritte in salsa piccante Gong Bao e i funghi fritti saltati alla salsa dello chef e le verdure miste saltate della manciuria. Attenti che le porzioni sono belle abbondanti.
  • CASTELLO D’ORO. Se cercate invece una cucina cinese più classica, andate sul sicuro da Castello d’Oro, ristorante storico del quartiere dal 1982. Gli interni sono decisamente più curati e il servizio un po’ più attento (certo, anche i prezzi vanno al rialzo). Il menu è lungo e ricco di proposte variegate: noi non ci facciamo mai mancare i ravoli di carne alla griglia e il riso Castello d’Oro, condito con un mix di uovo, zafferano, gamberi, verdure e funghi shiitake.
  • LITTLE LAMB BERNINA. Sede ‘secondaria’ del più famoso Little Lamb di Sarpi, qui si viene per mangiare hot pot fumante, potendo scegliere tra diversi tipi di brodo e numerose salse.
  • CENTEVOT. Prima era un food truck ma dal 2020 ha trovato casa in un piccolo locale nella tranquilla via Bellinzaghi. Raviolificio artigianale ma anche laboratorio di pasta fresca, gastronomia e anche ristorante, aperto per ora solo a pranzo in settimana.
  • TRATTORIA BEL BELÉ. Per un pranzo (o una cena) milanese ‘come si deve’, venite a provare Bel Belé. Non fatevi ingannare dal nome: anche se l’anima è tradizionale, l’aspetto è quello di una ‘trattoria moderna’, con un ambiente molto curato e un’estetica che unisce la tradizione più classica agli anni ’80, tra scritte al neon e pubblicità del Fernet Branca. Il menu cambia spesso in base alla stagionalità, ma alcuni piatti classici come cotoletta e risotto non mancano mai e per fortuna: vi consigliamo di prenderli entrambi, se potete. Doveste trovarli sul menu, non perdetevi neppure i nervetti tiepidi in insalata agrodolce, resi speciali dal pepe di Timut, e lo strabiliante filetto di manzetta scozzese marmorizzato alle erbe fini.
  • TAVERNA GUYOT. Un altro posto dove gustare piatti tipici milanesi è questa taverna, un po’ nascosta in una traversa di via Farini. I soffitti con travi a vista, le pareti in cotto fiorentino e i lunghi scaffali di vino sulle pareti creano un ambiente molto intimo e caldo. Il piatto forte qui sono i risotti, soprattutto quello con l’ossobuco. Prezzi più importanti, per fortuna le porzioni lo sono altrettanto.
  • TRATTORIA PICCOLO FUMINO. Piccola e accogliente, la Trattoria Piccolo Fumino propone una cucina di pesce abbastanza tradizionale e rassicurante con eccellenti materie prime e un servizio attento e cordiale.
  • CALAFURIA. Usciti dall’Alcatraz a tarda notte volete mangiarvi una pizza, e pure di qualità? Calafuria è il posto che fa per voi. Dagli anni Novanta questo locale offre ristoro a chi vuole cenare tardi, e grazie all’ambiente semplice ma accogliente, è un piacere fermarsi qui ancora qualche momento in compagnia prima di rincasare.
  • FUORI LUOGO BISTROT. Al confine col quartiere Isola (di cui trovate qui la nostra guida), questa recente apertura si trova in una piccola oasi di tranquillità, affacciata com’è su una minuscola piazzetta a metà tra aree verdi, il parco pubblico Bruno Munari e il giardino pubblico della chiesa di Santa Maria alla Fontana. Qui potete venire a fare ricche colazioni salate, ma anche pranzi e aperitivi gourmet con tante proposte veg.
  • L’ANGOLO DI NAPOLI. Pizzeria (ma anche ristorante) napoletano con poche pretese che prepara una buona pizza, con tantissime proposte senza glutine.

QUARTIERE FARINI A MILANO: DOVE BERE

  • EDIT. Questo birrificio urbano si autodefinisce “pub all’italiana” per la sua scelta di unire all’offerta di birre artigianali anche una caffetteria, un cocktail bar e un ristorante: il suo nome, non a caso, è acronimo di Eat Drink Innovate Together. Atmosfera molto curata, con i grandi tubi di acciaio al soffitto a richiamare un mood industrial. Nota interessante: tutte le settimane ospita musica dal vivo, dj set e anche serate di stand up comedy.
  • SCALO FARINI. In una posizione strategica (anche se non particolarmente bella), all’inizio delle due arterie principali del quartiere, Via Valtellina e Via Farini, lo Scalo è il posto giusto per bersi uno spritz senza pretese. Da poco hanno inaugurato anche le serate di stand up comedy!
  • OPERA 33. Il nome “Drogheria delle spezie” sull’insegna lascia intendere l’anima di questo locale storico, aperto dal 1997, ovvero cocktail unici creati con erbe, piante aromatiche e spezie. Famose anche le serate a tema con travestimenti annessi, che durano fino a tarda notte.
  • ALCATRAZ. Non ha bisogno di lunghe presentazioni questo locale iconico, che dal 1998 ospita concerti ma è anche una discoteca con spazi enormi e tante serate a tema.
  • MAKA LOFT. All’interno dello spazio polifunzionale di LAMPO si trova questo ristorante e cocktail bar che merita una visita anche solo per i suoi interni maestosi. Soffitti altissimi, sostenuti da colonne imponenti, tavoli e sedie dal design nordico e uno scenografico bancone centrale sono la cornice perfetta per sorseggiare un drink ricercato. Se volete venire anche a cena, il menu propone una cucina asiatica fusion a prezzi altini.
  • ISOLA DELLA BIRRA. Per vedere le partite davanti a una buona pinta di birra, non c’è posto migliore nel quartiere. Le vivaci pareti arancioni e i semplici tavoli di legno rendono l’atmosfera particolarmente informale, per usare un eufemismo. Sul menu trovate una selezione di birre artigianali a “quasi km 0” e la varietà è garantita grazie alla rotazione settimanale di 6 birre alla spina sempre nuove.

QUARTIERE FARINI A MILANO: DOVE FARE SHOPPING

  • LIBRERIA I BAFFI. Scommettiamo che vi innamorerete subito di questa libreria di quartiere, aperta nella prima metà del 2023. La proprietaria, Celia, è gentilissima e pronta a dispensare consigli di lettura di ogni tipo: c’è anche una sezione di libri per bambini molto ben fornita! Periodicamente organizza anche eventi, come serate di preparazione e degustazione di tè.
  • TIBET SHOP. Piccolo negozietto strapieno di oggettistica e vestiti tibetani. Qui potete trovare davvero di tutto, dagli incensi alle coperte per yoga o meditazione, dai gioielli alle campane tibetane.
  • CASA DEL CACCIATORE E PESCATORE. Abbastanza unico nel suo genere, soprattutto a Milano, questo negozio dedicato solamente all’attrezzatura per caccia e pesca.
  • ATELIER BELLINZONA. Un punto di riferimento per l’arredamento vintage, con oggetti sempre di gran gusto, selezionati dal competentissimo proprietario, che non vi risparmierà consigli e storie legate ai pezzi in vendita.
  • SVINTAGE. Un altro negozio di arredamento vintage, disponibile per la vendita ma anche per il noleggio.

E voi siete mai stati nel quartiere Farini a Milano? Avete altri consigli da darci sulla zona? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

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