Elena Mariotti – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 02 Jul 2024 11:10:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Elena Mariotti – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 A pranzo da Villa Crespi, ristorante tristellato sul Lago d’Orta /a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/ /a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/#comments Wed, 16 Nov 2022 06:00:33 +0000 /?p=48732 Siamo stati a pranzo da Villa Crespi, ristorante tre stelle Michelin dello chef Antonino Cannavacciuolo, e qui vi raccontiamo com'è!

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Molti forse conosceranno lo chef Antonino Cannavacciuolo principalmente per la sua simpatia, i suoi programmi televisivi e le sue forti pacche sulla spalla, tuttavia, i suoi meriti nascono ovviamente prima di tutto dietro ai fornelli. Noi eravamo curiosissimi di sperimentare la sua cucina a Villa Crespi e quindi, di recente e poco prima della consacrazione nell’Olimpo dei ristoranti italiani con tre stelle Michelin, ci siamo recati sul bellissimo Lago d’Orta (perfetto per una gita fuori porta) per un pranzo davvero speciale. A nostro parere è stato un riuscitissimo connubio tra alta cucina e contesto mozzafiato: ecco com’è andata!

Abbiamo provato Villa Crespi e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI VILLA CRESPI: un abbraccio tra Campania e Piemonte

Come spesso accade nei ristoranti stellati, anche a Villa Crespi la scelta consiste nel menu alla carta e nel menu degustazione di tre tipologie, due da sette portate e uno da otto. Inutile dire che il percorso degustazione in questi casi è spesso conveniente, oltre che il modo migliore per comprendere a tutto tondo il tipo di cucina proposta. È un po’ come guardare l’autoritratto di un pittore, e sulla tela dello chef Cannavacciuolo si vede sia la terra d’origine, la Campania, che la terra che lo ha visto crescere professionalmente, il Piemonte.

Tra i tre menu degustazione noi abbiamo scelto Traccia, che prevede un benvenuto dello chef, due antipasti, un primo, un secondo, il pre dessert e il dessert.

COME SI MANGIA DA VILLA CRESPI: be, divinamente

Uno dei piatti simbolo dello chef che non vedevamo l’ora di assaggiare è il tonno vitellato, una chiara rivisitazione “al contrario” del classico vitello tonnato, con fettine di tonno marinate in salsa di soia e accompagnato da fondo di vitello. Abbiamo apprezzato molto anche l’idea di accompagnarlo a un assaggio di vitello tonnato verace in stile finger food, che si è rivelato assolutamente delizioso.

Ma è il primo piatto, riso Carnaroli, bottarga, midollo e ostrica, che ci ha fatto sentire le campane del paradiso. Un chiaro spostamento dal Piemonte verso la Campania con l’introduzione del mare. Il ricco risotto, sia come sapore che consistenza, è da abbinare boccone dopo boccone alle fredde ostriche servite a parte: un’esplosione armoniosa di sugo, burro e salsedine. Un piatto davvero eccezionale, che fatichiamo a spiegare a parole.

Il nostro secondo classificato del menu è stato il piatto completamente vegetale a base di sedano rapa, frutto della passione e aglio nero. Un abbinamento decisamente insolito tra aglio nero, molto più dolce e ‘leggero’ di quello bianco, e la delicatezza del sedano rapa.

Anche il rombo chiodato, conchigliacei, alghe marine, taccole ci è piaciuto molto, soprattutto per il contrasto ben riuscito tra la morbidezza e il sapore di mare del pesce e la croccantezza delle taccole. Per concludere, una morbida mela verde con gelato al cocco e fondo di caffè: contrariamente alle aspettative, un dessert bilanciato sull’acido della mela, l’amaro del caffè e il delicato sapore del cocco.

La bellezza di tutti questi piatti che abbiamo assaggiato è che sono arrivati dritti al cuore e… torneremmo domani stesso per mangiarli di nuovo.

L’ATMOSFERA DI VILLA CRESPI: raffinata e speciale

Come in tutte le cose, anche l’occhio vuole la sua parte, ed è innegabile che il contesto in cui si trova Villa Crespi sia fiabesco. La costruzione della villa iniziò nel 1879 per mano di Cristoforo Benigno Crespi, industriale del settore cotoniero, e durò trent’anni. Di ispirazione chiaramente mediorientale, è un delizioso ricamo arabeggiante con facciate ricche di colonne e intarsi che ricordano un minareto. Saranno lo chef Cannavacciuolo e sua moglie a ristrutturarla e, dal 1999, a renderla una destinazione speciale a tutto tondo grazie sia al ristorante che alle camere lussuose a disposizione per il pernottamento. La magia continua anche all’interno della villa: il ristorante, infatti, si snoda tra le sale di raffinata opulenza al pianterreno, fino alla veranda con vista sul giardino estivo.

Il team in sala è in armonia con l’ambiente circostante: è formale e attento, ma allo stesso tempo riesce a incantarti con racconti sulla storia della villa e sui piatti del menu. L’insieme risulta davvero in sintonia e assolutamente coerente con l’alto livello che ci si aspetta da un ristorante stellato. Lo chef, che è quasi sempre presente, saluta tutti gli ospiti una volta terminato il pasto (che per essere uno chef stellato non è ormai cosa scontata).

I PREZZI DI VILLA CRESPI: proporzionati al contesto

Villa Crespi Cannavacciuolo
Dolcetti con il caffè | © Elena Mariotti

I piatti alla carta si aggirano attorno ai 60-70 euro, mentre il prezzo del menu degustazione va dai 190 euro a testa per il Traccia, ai 210 euro per il Degustazione itinerario dal sud al nord Italia – entrambi con sette portate -, fino ai 240 euro per il Mettici l’anima – otto portate (bevande escluse). I menu si possono integrare con il percorso di abbinamento vino. Considerando la qualità superba del cibo e del servizio, nonché la location da sogno, riteniamo che i prezzi siano assolutamente corretti.

VILLA CRESPI
Via Fava 18, Orta San Giulio
 0322 911902
Aperto tutti i giorni (12:30-15:00 e 19:00-23:30, martedì e mercoledì solo a cena) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI VILLA CRESPI: i sapori italiani più autentici in chiave stellata, alla carta o a scelta tra tre menu degustazione

IL PREZZO DI VILLA CRESPI: circa 150€ alla carta per due portate, da 190 a 240€ per i menu degustazione, bevande escluse

L’AMBIENTE DI VILLA CRESPI: fiabesco, elegante, romantico

COME PRENOTARE DA VILLA CRESPI: attraverso il form sul sito

COME ARRIVARE DA VILLA CRESPI: in macchina o in treno, molto comodo anche in giornata da Milano per una gita fuori porta

Conoscevate già il ristorante Villa Crespi? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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Road trip in Scozia: 10 castelli da vedere assolutamente /road-trip-in-scozia-10-castelli-da-vedere-assolutamente/ /road-trip-in-scozia-10-castelli-da-vedere-assolutamente/#respond Wed, 28 Sep 2022 06:00:14 +0000 /?p=43262 Avete in programma un road trip in Scozia? Qui trovate tantissimi consigli per il vostro itinerario tra i suoi castelli fiabeschi!

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La Scozia è un paese magico popolato da oltre duemila castelli: se state pianificando un viaggio in questa terra, in questo articolo vi raccontiamo del nostro tour tra i castelli scozzesi più famosi e fiabeschi. Noi siamo partiti da Edimburgo facendo un viaggio ad anello in senso antiorario tra paesaggi mozzafiato e natura incontaminata: ecco tutti i dettagli del nostro road trip di una settimana in Scozia!

UNA SETTIMANA IN SCOZIA: 10 CASTELLI DA NON PERDERE

I CASTELLI DI EDIMBURGO E STIRLING

Edimburgo è la capitale della Scozia e anche il nostro punto di partenza per questo road trip. La storia della città risale al Medioevo, quando era inizialmente una fortezza posizionata su Castle Rock, antico vulcano estinto. Visitando il Castello di Edimburgo, si nota come la sua posizione (è il più alto dell’odierna città!) fosse perfetta per dominare la vallata e fornire protezione agli abitanti. La visita al castello vale davvero la pena, qui, infatti, potrete ammirare una vista mozzafiato e anche i gioielli della Corona scozzese che sono conservati al suo interno. Vi consigliamo di andare la mattina presto per evitare le ore di punta. Noi per questa tappa abbiamo alloggiato nello storico The Scotsman Hotel, proprio nel centro città.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Edimburgo | © Getty Images

Dopo la visita al castello, percorrete di nuovo il Royal Mile, la strada che lo collega al centro città, ed esplorate Edimburgo a piedi. Se siete amanti dei libri, passate da Armchair Books, adorabile negozio dove libri usati e vintage si mescolano in un labirinto di scaffali, creando un ambiente caldo e raccolto. Vi accorgerete subito del perché è così visitato e instagrammato!

Dirigetevi poi verso il bucolico Dean Village che si snoda lungo il fiume Water of Leigh, nella zona nord-ovest della città. Storicamente il quartiere era un importante centro industriale di produzione di farina, che utilizzava l’acqua del fiume per fornire energia ai suoi numerosissimi mulini. Il punto migliore per ammirarlo è Water of Leith Walkway, all’entrata del quartiere, dove vedrete anche Well Court, l’edificio simbolo delle abitazione operaie e risalente al 1880. Nelle vicinanze potrete anche visitare la Dean Gallery e la Scottish National Gallery of Modern Art.

Per mangiare un boccone a pranzo ci siamo fermati da Dishoom, ottimo ristorante indiano che ha numerosi punti anche Londra. Noi ci siamo divisi alcuni piatti tipici come i samosas, i tikka di verdure o carne e il naan all’aglio che davvero non basterebbe mai.

Road trip di una settimana in Scozia
Dean Village | © Elena Mariotti

Una volta conclusa la visita del centro città, eccoci al secondo castello del tour: il Castello di Stirling, che si trova a circa un’ora di macchina da Edimburgo. Uno dei più grandi e famosi della Scozia, lo vedrete ergersi maestoso su una roccia di origine vulcanica che si affaccia sul fiume Forth, offrendo una vista strepitosa sulla verde campagna scozzese. Storicamente è stato sia residenza della famiglia reale scozzese, sia una vera e propria fortezza. Le sue prime tracce risalgono al XII secolo e durante la sua storia ha avuto innumerevoli proprietari (otto di loro solo durante i cinquant’anni delle Guerre di Indipendenza). La Great Hall, ampia sala adibita a banchetti e ricevimenti, è la più grande mai costruita in tutta Scozia e una delle stanze più belle.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Stirling | © Wikimedia

Per vivere un’autentica esperienza scozzese ci siamo fermati nel paesino di Pitlochry, al Pine Trees Hotel Pitlochry. Questa stupenda casa di campagna tradizionale, completamente ristrutturata, è immersa nel verde. Noi abbiamo cenato al Garden restaurant, interno all’hotel, che serve piatti di cucina inglese e locale. Concludete la serata con un bel bicchiere di Scotch Whisky seduti vicino al caminetto, in vero spirito scozzese!

I CASTELLI DI BLAIR, BRAEMAR E BALMORAL

Iniziamo ad addentrarci nel Cairngorms National Park, poco distante da Pitlochry, per visitare il Castello di Blair.
Il castello nasce nel 1269 e rimane proprietà della famiglia Atholl per sette secoli, subendo espansioni e cambiamenti. Le ben 19 generazioni che si sono susseguite, sono state testimoni di innumerevoli avvenimenti storico-politici durante il periodo medioevale (476–1492), l’Epoca georgiana (1714–1837) e vittoriana (1837–1901). Al suo interno ci sono 30 stanze arredate con mobili, dipinti e cimeli che le generazioni Atholl hanno collezionato e che ci permettono oggi di immergerci nelle loro vite passate.

Il Castello di Braemar si trova invece nell’Aberdeenshire, sempre all’interno del Cairngorms National Park. Costruito nel 1628 dal Conte di Mar come casa di famiglia e fortezza, dal 2007 è gestito dalla piccola comunità locale. Nonostante le apparenti dimensioni contenute, al suo interno ospita una grande sala da pranzo, una sala per dipingere, una sala per la colazione e bagni di epoca vittoriana, per un totale di 12 stanze visitabili. Dal 2021 è iniziato il suo graduale restauro e noi siamo riusciti a visitarlo prima dell’attuale chiusura temporanea, dettata dai lavori della facciata esterna. Sembra che la riapertura sia prevista per luglio 2023.

Prima di proseguire con il road trip, ci siamo fermati per pranzo nell’omonima cittadina di Braemar per pranzare al The Flying Stag, il pub del bellissimo hotel di lusso Fire Arms. Il menu serve tutti piatti di cucina tradizionale, dal fish and chips, ai burger di carne scozzese ma anche qualche piatto vegetariano.

Non si può certo non fermarsi al Castello di Balmoral, dimora estiva (e la preferita) della appena scomparsa Regina Elisabetta II di Inghilterra. Il castello che vediamo oggi risale al 1856 e sostituisce una versione precedente di dimensioni più piccole. Per un totale di 50mila acri e di 150 stanze, incarna uno dei luoghi più frequentati non solo dalla Regina, ma da tutta la famiglia reale. Al momento rimane chiuso al pubblico per lutto nazionale ma appena riapre vale davvero la pena visitarlo!

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Balmoral | © Visit Scotland Page

Abbiamo poi concluso la giornata portandoci sulla costa nord-orientale e fermandoci a Stonehaven. Questa cittadina, originariamente un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una meta turistica e balneare molto frequentata. Fate due passi per le vie del centro fino al porto pittoresco, dove troverete ampia scelta di bar e ristoranti per la cena. Noi abbiamo scelto lo storico The Ship Inn per un delizioso fish and chips. Abbiamo anche provato l’haggis: tipico pudding scozzese fatto con un mix di interiora di pecora, all’interno dello stomaco della pecora stessa. Lo sappiamo, un po’ hardcore ma che, se ve la sentite, vale la pena provare. Per la notte ci siamo fermati in questo cottage con vista porticciolo.

Road trip di una settimana in Scozia
Stonehaven | © The Ship Inn

I CASTELLI DI DUNNOTTAR E CAWDOR

Abbiamo iniziato la giornata seguente visitando il Castello di Dunnottar, nonché uno dei nostri preferiti, situato su una roccia che affaccia sulle fredde acque del Mare del Nord. L’impatto visivo delle rovine è fiabesco e a dir poco affascinante. Quello che ne rimane infatti, sono solo i resti delle stanze risalenti al XV-XVI secolo, ma possiamo collocare all’inizio del Medioevo il periodo originale di costruzione. Ci si arriva percorrendo un breve sentiero a piedi dove si riesce ad ammirare non solo la bellezza del castello, ma anche la natura circostante.

Prima di proseguire con le tappe del viaggio, abbiamo fatto un pit-stop ad Aberdeen, famosa per la pietra di granito di estrazione locale utilizzata per costruire tanti edifici storici londinesi, come le Houses of Parliament. Per pranzo siamo stati al Moonfish Cafe, dove abbiamo preso delle buonissime cozze e alcuni piatti di pesce, che sono il loro forte. Anche la carta delle bevande è molto interessante, oltre alla classica sezione “vino”, hanno una carta dedicata al “gin”. Se siete amanti di un bel Gin Tonic, qui potrete sbizzarrirvi.

Risalendo lungo la costa per un paio d’ore circa, siamo arrivati al Castello di Cawdor, a dieci minuti dal villaggio marittimo di Nairn. Secondo la leggenda, fu costruito nel 1372 attorno ad un albero di agrifoglio ancora visibile nella zona delle prigioni. Il suo fascino romantico è accentuato dalla presenza di tre bellissimi giardini visitabili: il Flower Garden, risalente al 1710; il Walled Garden, l’originale giardino utilizzato per le piante aromatiche e il più antico che ospita ad oggi un labirinto di circa 1200 piante di agrifoglio; e infine il Wild Garden, un giardino più nascosto che ospita alcune rare specie tibetane. La peculiarità del Castello di Cawdor, è che la famiglia Cawdor ne è proprietaria da oltre 600 anni. Durante i mesi invernali, quando viene chiuso al pubblico, lo abitano tuttora.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Cawdor | © Elena Mariotti

Una volta terminata la visita, ci siamo diretti a Nairn, un altro villaggio di pescatori che affaccia sul Mare del Nord, vicino alla baia di Inverness. Dicono sia uno dei posti più soleggiati di Scozia, noi chiaramente abbiamo trovato nuvoloso!
La lunga spiaggia è perfetta per una passeggiata in riva al mare, ma l’acqua però è decisamente fredda per poter fare il bagno. Dopo aver fatte due passi lungo il porticciolo e la costa, ci siamo concessi qualche ora rilassante nel centro termale del nostro hotel. Il Golf View Hotel & Spa ha una posizione imbattibile vista mare e al suo interno uno dei migliori ristoranti della zona, il ristorante Hickory. Per concludere la giornata abbiamo cenato nella sua veranda sul mare a base di piatti tipici scozzesi: un succulento burger di carne scozzese e un trancio di salmone.

Road trip di una settimana in Scozia
La spiaggia di Nairn | © Elena Mariotti

I CASTELLI DI INVERNESS, URQUHART E EILEAN DONAN

Inverness è la città più famosa delle Scottish Highlands, catena montuosa che ricopre l’area nord-occidentale della Scozia. Ci troviamo sulla foce del fiume Ness, dove si incontra con la baia di Moray Firth. Proprio lungo il fiume si trova il Castello di Inverness, in cima a Castle Hill, unico rispetto agli altri nel suo colore rossastro dato dalla pietra arenaria.
Lo stile vittoriano attuale risale al 1836 per mano dell’architetto William Burn, ma le prime versioni dell’edificio risalgono all’XI secolo. Del periodo medioevale rimane solo una ridotta parte della cinta muraria. Il castello fino al 2020 è stato utilizzato come sede del Tribunale e i servizi annessi, ad oggi però non è ancora visitabile; un corposo progetto di sviluppo lo renderà tale in futuro, ma potrete godere di una bellissima vista panoramica a 360 gradi sulla città dal Castle Viewpoint.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Inverness | © Elena Mariotti

Proseguendo con il tour, ci siamo diretti verso il celebre Loch Ness, il lago lungo ben 37km che, secondo la leggenda, ospita il mostro Nessie. Costeggiandolo ci sono molti punti panoramici dover potersi fermare e ammirare le sue acque scure e profonde. Il Castello di Urquhart, o meglio le sue rovine, che si affaccia sul lago, era uno dei castelli più grandi di Scozia. Purtroppo è stato fatto esplodere dalle truppe governative durante la Rivolta Giacobita, ed oggi si possono soltanto immaginare le sue stanze maestose. Per raggiungerlo basta continuare lungo la strada della valle Great Glen, famosa per i suoi panorami e che arriva fino a Fort William.

Per pranzo ci siamo fermati proprio a Fort William, in uno storico ristorante di pesce costruito su un pontile con vista Loch Linnhe, il lago locale. Crannog prende il nome da antichi insediamenti dei Celti in Scozia e Irlanda, che affacciavano sui laghi e gli abitanti vivevano di pesca. Il menu è interamente di pesce, avrete solo l’imbarazzo della scelta, noi però vi consiglia il Cullen Skink, una cremosa zuppa di patate, cipolle e eglefino (pesce simile al merluzzo).

L’ultimo castello che abbiamo visto ci ha portati nella parte occidentale delle Highlands scozzesi. Il Castello di Eilean Donan si trova su una piccola isola, nel punto in cui confluiscono tre laghi: Loch Duich, Loch Long e Loch Alsh. A dir poco stupendo, e uno dei più visitati di Scozia, la sua costruzione risale alla metà del XIII secolo ma durante la sua storia ha subito alterazioni e danneggiamenti, soprattutto durante l’ascesa dei Giacobiti nel 1719. Lo stato attuale del castello si deve alla famiglia MacRae, che acquistò l’isola nel 1911 e dopo un lungo restauro aprì al pubblico nel 1932.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Eilean Donan | © Elena Mariotti

Per concludere la giornata, abbiamo raggiunto l’inizio della valle di Glencoe, dove ci siamo fermati per la notte al The Ballachulish Hotel. Nella zona c’è un’ampio numero di pub e ristoranti, noi abbiamo scelto il Glencoe Gathering dove abbiamo mangiato un buonissimo burger di carne scozzese (eh sì ancora) e bevuto birra a volontà.

LA VALLE DI GLENCOE

Sulla via del ritorno per Edimburgo, abbiamo percorso la strada A82 che attraversa tutta la zona di Glencoe, una delle strade panoramiche più belle di Scozia. Il percorso si snoda tra cime e vallate, perfetto per lunghe camminate o sciate nei mesi invernali. Il luogo è ricordato per il massacro di Glencoe nel 1692, quando 30 membri del clan dei MacDonald furono uccisi dal Governo scozzese. Oggi si possono ammirare ghiacciai, laghi, la Buachaille Etive Mor e tantissimi punti panoramici. I più visitati sono: Loch Tulla, Etive Beag e Three Sisters. Numerosi sono anche i percorsi di trekking quindi se voleste dedicare una giornata in più per farne qualcuno, consigliamo di organizzarvi con abbigliamento e scarpe adatte.

Road trip di una settimana in Scozia
Glencoe | © Elena Mariotti

Disclaimer sempre necessario: controllate bene in fase di pianificazione quali castelli sono aperti e se è necessaria la prenotazione. Non tutti i castelli sono aperti/permettono visite tutto l’anno, complice il clima freddo e spesso piovoso.

E voi siete avete mai fatto un road trip in Scozia? Avete altri consigli da darci? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Qui trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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Una settimana a Pantelleria: cosa vedere e dove mangiare in quest’isola stupenda /una-settimana-a-pantelleria-cosa-vedere-e-dove-mangiare-sicilia/ /una-settimana-a-pantelleria-cosa-vedere-e-dove-mangiare-sicilia/#comments Thu, 08 Sep 2022 06:00:51 +0000 /?p=45553 State organizzando un viaggio in Sicilia? Ecco il nostro reportage di una settimana a Pantelleria: cosa vedere e dove mangiare su quest’isola stupenda!

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Pantelleria, conosciuta anche come la “perla nera” del Mediterraneo, è un’isola di origine vulcanica situata tra l’Africa e l’Italia. Senz’altro famosa per la sua natura incontaminata, i panorami mozzafiato e le delizie culinarie locali, ci ha decisamente incantato, anche grazie al suo animo selvaggio: non ci sono spiagge sabbiose, noleggiare una macchina o un motorino è essenziale per spostarsi e il telefono prende molto poco. I vostri migliori amici saranno la crema solare, le scarpe da scoglio (e ginnastica) e un cappello per ripararsi dal sole. Ma sappiamo bene che le cose belle non sono mai facili, e con un po’ di spirito di adattamento si riesce ad andare oltre il carattere ruvido dell’isola e a coglierne la straordinaria bellezza. Se state programmando una settimana su quest’isola, ecco tutti i nostri consigli su Pantelleria: cosa vedere e dove mangiare!

UNA SETTIMANA A PANTELLERIA: COSA VEDERE

  • ARCO DELL’ELEFANTE. Ci troviamo sul versante orientale dell’isola, precisamente nell’insenatura di Cala Levante. Questo bellissimo arco naturale roccioso ricorda, appunto, un maestoso elefante che con la proboscide si disseta nelle acque cristalline del mare. È un luogo molto frequentato dai turisti, quindi conviene arrivare alla mattina presto, e si può facilmente raggiungere in macchina seguendo le indicazioni per Cala Levante. I grandi scogli della costa saranno il vostro punto di appoggio per fare un tuffo nel mare e arrivare sotto l’arco a nuoto. L’acqua è splendida e pulitissima, ma attenzione alle correnti. Il ristorante Le Cale, nei pressi della vicina Cala Levante, è il pit-stop culinario ideale per chi rimane in zona tutta la giornata.
  • LAGO DI VENERE. Il Lago di Venere è un pittoresco specchio d’acqua di origine vulcanica che si presenta come una sgargiante pennellata di turchese, nascosta tra la vegetazione selvaggia del Parco Nazionale di Pantelleria. L’acqua di questo cratere naturale è alimentata dalle piogge e dalle sorgenti termali concentrate specialmente sul suo versante meridionale. Qui, infatti, si concentrano correnti calde sulfuree che raggiungono i 40-50 gradi e rivelano un fondale ricco di fango scuro, perfetto per un trattamento benessere espresso. Come funziona? Immergetevi nei punti più caldi e rimanete un po’ in ammollo, poi raccogliete il fango dal fondale e spalmatevelo sul corpo. Per ottenere pelle liscia come seta dovete aspettare che il fango si asciughi completamente, e solo quando vi sentirete simili a statue di creta, allora potrete sciacquarvi. Risultato garantito! Per una pausa pranzo gustosa e non impegnativa, concedetevi panelle e pane cunzato da MaRai.
  • LAGHETTO DELLE ONDINE. Tra Punta Spadillo e Cala Cinque Denti, a nord-est dell’isola, rimarrete ammaliati da questa piscina naturale di acqua salata. Durante le forti mareggiate, il laghetto viene riempito dalle onde che si infrangono sugli scogli, in uno spettacolo di schizzi che, se vi capita, consigliamo di non perdere assolutamente. L’acqua cristallina, abbracciata dalle calde rocce scure, raggiunge temperature ben più alte del mare adiacente e non essendo profondo, è adatto anche a chi teme il mare aperto. Tuttavia, trovandosi vicino al mare, è un buon compromesso anche per chi preferisce dedicarsi a immersioni e nuotate più al largo. Fate attenzione però alle correnti molto forti che spesso caratterizzano l’isola! Per accedervi ci sono due alternative: via mare e via terra. Via terra basta seguire le indicazioni da Punta Spadillo, oppure seguendo un percorso di trekking tra le rocce da Cala Cinque Denti (sempre sotto il sole cocente quindi consigliato a chi ha voglia e fiato). Come nella maggior parte dell’isola, ci sono ben poche zone d’ombra quindi evitate le ore più calde per non rischiare di rovinarvi l’esperienza.
  • CALA GADIR. Sul tratto della costa nord-orientale dell’isola troverete il villaggio di Gadir, dall’arabo “conca d’acqua”, che disposto a semicerchio incornicia il suo incantevole porticciolo. È facilmente raggiungibile via terra percorrendo la strada perimetrale e seguendo le indicazioni, oppure via mare noleggiando una barca che si può poi ormeggiare facilmente. La peculiarità di questo luogo sono le calde acque termali, concentrate in vasche naturali dove la roccia si avvicina al mare. L’accesso inoltre, è molto più facile rispetto ad altre zone dell’isola, con comode piattaforme di cemento dove potersi appoggiare e acque placide senza correnti pericolose.
  • BALATA DEI TURCHI. Questa stupenda piattaforma di roccia lavica, dall’arabo “Balat” – lastra di pietra, è uno dei paradisi naturali più incontaminati dell’isola. Uno dei motivi è l’accesso piuttosto difficile, una strada di circa 4 km sterrata e angusta, consigliata se si possiede un fuoristrada. La Balata si protende verso il mare, in un’insenatura stupenda circondata da scogliere, che arrivano fino ai 300 metri di altezza. Nonostante la roccia piatta renda l’accesso in acqua più semplice rispetto ad altre zone, consigliamo sempre di utilizzare scarpe da scoglio o di gomma e di munirvi di maschera per poter fare il bagno ammirando il fondale. Un altro modo per ammirare questo paesaggio mozzafiato è avvicinarsi all’insenatura con la barca e gettare l’ancora proprio in sua prossimità.
  • UN GIRO IN BARCA. Un modo alternativo e rilassante per ammirare la costa di Pantelleria è noleggiare un gommone al porto della città. Nonostante l’offerta sia molto ampia, in alta stagione consigliamo di prenotare con dovuto anticipo! Vedendo l’isola dal mare potrete ammirarne la maestosa costa di roccia scura, che a noi è sembrato un mix tra l’isola di Jurassic Park e un paesaggio lunare. Le innumerevoli cale, archi naturali e acque cristalline vi faranno passare una splendida giornata tra tuffi e immersioni. Inoltre, se vi affiderete ad uno skipper, riuscirete a circumnavigarla tutta in una sola giornata scegliendo, a seconda delle correnti e del vento, le tappe della vostra avventura. Se decidete di noleggiare una barca senza skipper, informatevi sempre sulle condizioni meteo e sulla direzione del vento.
  • MONTAGNA GRANDE. Il bello di Pantelleria è che accontenta un po’ tutti: oltre al mare e al lago, potete trovare anche la montagna. La Montagna Grande, che raggiune gli 836 metri di altezza, si trova nell’entroterra dell’isola e offre agli appassionati di trekking innumerevoli percorsi che si snodano all’interno della macchia mediterranea, ricchi di panorami mozzafiato. Per arrivarci, dovrete percorrere una strada putroppo parecchio dissestata a causa delle radici degli alberi che hanno fatto breccia nell’asfalto (anche qui è consigliato un fuoristrada!).

UNA SETTIMANA A PANTELLERIA: DOVE MANGIARE

Una cosa va detta subito: a Pantelleria si mangia molto bene e la tradizione locale è ricca di prelibatezze che vale la pena assaggiare. Ecco le tre specialità più famose:

PASSITO DI PANTELLERIA. Con l’uva Moscato di Alessandria, qui chiamata Zibibbo, viene prodotto un vino dolce dal colore ambrato che profuma di albicocca, fichi essiccati, marmellata e mandorle. A causa dei forti venti e del sole cocente che caratterizzano l’isola, le viti sono allevate ad alberello, vicine al terreno per proteggerne i grappoli. Sono presenti in quasi tutta l’isola e disposte su terrazze, alcune a strapiombo sul mare. La sua unicità ha reso la vite ad alberello patrimonio dell’UNESCO nel 2014. Un’altra peculiarità del passito è il metodo produttivo: i grappoli di Zibibbo, prima di essere utilizzati, vengono essiccati al sole per 3/4 settimane. Nonostante la sua dolcezza, è un vino estremamente bilanciato, rendendolo perfetto da sorseggiare da solo o come accompagnamento al tipico bacio pantesco.

Ecco alcune cantine che vi consigliamo di visitare per un giro tra i vigneti e una splendida degustazione di Zibibbo in tutte le sue declinazioni: Donnafugata, Marco De Bartoli, Cantina Basile e Coste Ghirlanda.

CAPPERI. Capperi piccoli, medi, grandi (alcuni quanto mandorle!). Ce ne sono per tutti i gusti e, un po’ come per lo Zibibbo, le piante di cappero sono in ogni dove sull’isola. Dal sapore particolarmente intenso, insaporiscono tanti piatti della tradizione pantesca, a partire dall’Insalata Pantesca. Se come noi siete incuriositi dalla loro storia e volete farne una bella scorta da portare in valigia, visitate la Cooperativa Produttori Capperi di Pantelleria. Oltre ai capperi, potrete acquistare i cucunci (frutti del cappero) e il delizioso miele di Zibibbo.

BACIO PANTESCO. Deliziosa crema di ricotta racchiusa in due frittelle a forma di fiore, mentiremmo se dicessimo che non abbiamo ordinato il bacio in ogni locale dove abbiamo mangiato! Da provare assolutamente per scoprire le diverse interpretazioni e variazioni della ricetta originale. Il nostro preferito è quello con le gocce di cioccolato.

Ecco invece dove fare aperitivo e cenare (prenotate con abbondante anticipo!):

  • L’OFFICINA – COSTE GHIRLANDA. Un posto davvero speciale situato nella Piana di Ghirlanda, considerata il giardino di Pantelleria. Immerso nella macchia profumata tra gli ulivi e vigneti troverete questo angolo di paradiso. La zona dedicata all’aperitivo è sotto le stelle, vista vigneti e offre una pace e intimità unici. Per arrivarci percorrerete un breve tratto a piedi per ammirare la vegetazione della tenuta. I vini di loro produzione, principalmente a base Zibibbo per il bianco e Grenache per il rosso, accompagnano taglieri di prelibatezze locali. Noi ci siamo fermati anche a cena, conto non economico ma abbiamo mangiato divinamente. Prezzo medio a testa: 80 a testa (incluso aperitivo iniziale).
  • SESIVENTI. La ricetta per un aperitivo perfetto? Tramonto, bella musica, un cocktail in mano, il tutto seduti sui tetti dei dammusi del Parco dei Sesi. Un posto davvero originale per immergersi nella bellezza del tramonto di Pantelleria, in cui si possono anche ordinare tapas gourmet e sushi come accompagnamento all’aperitivo; se invece volete qualcosa di più sostanzioso, al piano inferiore è presente un ristorante. Tip: quando prenotate, specificate la zona dammuso! Prezzo medio a testa: €25 (drink + una tapas).
  • LA NICCHIA. Pesce freschissimo, cucina locale e atmosfera curata. Con casa nella zona di Scauri, a sud-ovest dell’isola, La Nicchia ci ha particolarmente sorpreso: noi abbiamo iniziato con un crudo misto di mare e una tartare di orata, per poi tuffarci negli strepitosi spaghetti “saporiti” alla pantesca. Oltre alla cucina tradizionale, il menu offre anche l’alternativa pizza. Prezzo medio a testa: €50.
  • DISPENSA PANTESCA. Nello spazio esterno adiacente al ristorante La Nicchia si trova il suo sister restaurant, una enobistronomia gourmet ideale sia per cena che aperitivo, con tante morbide sedute su “bean bag” e luce soffusa. L’ambiente è informale, giovane e molto curato e anche qui il menu è ricco di piatti a base di ricette pantesche e pesce freschissimo. Prezzo medio a testa: €50.
  • MARAI. Lungo la sponda meridionale del Lago di Venere trovate questo angolo di ristoro a conduzione familiare, i cui tavolini e sdraio all’ombra vi daranno tregua dal sole cocente del lago. Il chiosco offre numerose varianti del tipico “pane cunzato”, panelle e fresche insalate. Gli ingredienti sono eccellenti e provengono dalla loro omonima azienda agricola. Noi abbiamo assaggiato il pane cunzato con panelle, pomodori, origano e primo sale e un’insalata pantesca. Ottime anche le granite. Consigliatissimo! Prezzo medio a testa: €10-15.

Altri ristoranti e bar di cui ci hanno parlato bene ma che non abbiamo fatto in tempo a provare (confidiamo in voi!):

UNA SETTIMANA A PANTELLERIA: DOVE DORMIRE

Due sono le opzioni principali per dormire sull’isola: soggiornare in hotel oppure affittare un dammuso, la tipica casa pantesca con tetto a cupola, di influenza arabeggiante. Per un’esperienza autentica, noi consigliamo di cuore la seconda, ancora meglio se con piscina: i tetti dei dammusi, di sera, si trasformano in un terrazzo perfetto per godersi un aperitivo al tramonto.

Troverete tantissime opzioni, alcune più spartane di altre, alcune affittate da privati o strutture di dammusi diffusi.
Ecco una lista per tutti i gusti e necessità, tutti stupendi!

E voi siete mai stati a Pantelleria? Avete altri consigli da darci sull’isola? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Nella nostra sezione Trip trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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A cena da Osteria Francescana, ristorante tristellato a Modena /a-cena-da-osteria-francescana-ristorante-tristellato-a-modena/ /a-cena-da-osteria-francescana-ristorante-tristellato-a-modena/#comments Wed, 25 May 2022 06:00:07 +0000 /?p=44981 Siamo stati a cena da Osteria Francescana, ristorante tristellato a Modena dello chef Massimo Bottura, e qui vi raccontiamo cosa aspettarvi!

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Non servono troppe introduzioni quando si parla di Massimo Bottura, uno dei più grandi chef contemporanei al mondo, capace di reinventare la cucina tradizionale italiana mescolando tecnica, arte e fantasia. Originario di Modena, proprio qui Bottura rileva, nel 1995, Osteria Francescana, una trattoria storica nel cuore della città. La fama di questo ristorante – che vanta ben tre stelle Michelin – ha letteralmente fatto il giro del globo, tanto da aggiudicarsi il primo posto nel 2016 e nel 2018 nella classifica The World’s 50 Best Restaurants. Mangiare in questo ristorante rappresentava un sogno nel cassetto da sempre e finalmente ci siamo riusciti: ecco com’è andata!

Abbiamo provato Osteria Francescana e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI OSTERIA FRANCESCANA: un viaggio in Italia pieno di ricordi

Come viene definito dallo stesso team di Osteria Francescana, il tipo di cucina è “del territorio, ma visto da dieci chilometri di distanza”. I sapori classici della tradizione diventano infatti un racconto legato ai ricordi d’infanzia e agli innumerevoli prodotti tipici del territorio italiano. Le protagoniste assolute sono le materie prime che, come dimostrano le portate del menu, vengono esaltate nella loro purezza. I piatti, visivamente eleganti ed essenziali, lasciano ai sapori il compito di farci da guida. Infatti, sia il menu degustazione che il menu alla carta, elencano soltanto i nomi dei piatti poiché la cucina “non è una lista di ingredienti o una dimostrazione di abilità tecniche”.

Noi abbiamo scelto il menu degustazione da 12 portate Vieni in Italia con me, un percorso che varia a seconda della stagionalità e che punta ad “abbattere le barriere tra nord, centro e sud Italia”. Ci siamo anche affidati all’abbinamento vini proposto dal Sommelier con 9 diversi abbinamenti.

COME SI MANGIA DA OSTERIA FRANCESCANA: un percorso sorprendente

Proprio perché gli ingredienti non sono presenti nel menu, ogni piatto è sapientemente descritto e spiegato dal personale di sala, e si rivela un climax ascendente di stupore. Non vogliamo raccontarvelo proprio tutto, altrimenti rischieremmo di rovinarvi parte dell’esperienza, quindi abbiamo pensato di proporvi una selezione, entrando nel merito dei nostri piatti preferiti, sia per la bontà che per la sorpresa che ci hanno suscitato.

Il panettone di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Iniziamo dallo straordinario caldo panettone, lenticchie e cotechino (anche il 15 di agosto). Il piatto ci ha subito catapultati nel nord Italia, con questo riuscitissimo equilibrio tra il salato delle lenticchie e cotechino, e il dolce del panettone.

La piadina, squacquerone & alice è stato qualcosa di incredibile: in un solo boccone lo chef ha brillantemente ricreato un morso di piadina romagnola. La tostatura del pane sulla piastra, la sapidità dell’alice, l’amaro della rucola e l’acqua acidula dello squacquerone che cola morso dopo morso, il tutto con un impiattamento e presentazione essenziale che, della piadina che conosciamo, non aveva niente di riconoscibile alla vista.

Osteria Francescana Modena
La piadina di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Uno s-t-r-e-p-i-t-o-s-o risotto come una parmigiana di melanzane ci lascia assolutamente estasiati e lo rende il nostro piatto preferito del menu. Anche qui ritroviamo tutti i sapori che associamo alla classica parmigiana: il risotto con provola e melanzane viene cotto nell’acqua di pomodoro. Una chips croccante di parmigiano, con polvere di melanzane affumicate e di pomodoro, incorona il piatto.

La rivisitazione più originale e inaspettata, invece, è stata la fiorentina e i suoi contorni. Ci viene infatti presentata una lattuga alla brace su gelatina di pomodoro affumicato, acciughe ed erbe aromatiche, fagioli mantecati nel Sassicaia e riduzione di fiorentina. Non credevamo ai nostri occhi, eppure, questo mix di sapori uniti all’affumicatura e consistenza fibrosa della lattuga…hanno ricreato davvero la Fiorentina!

Osteria Francescana Modena
La parmigiana di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Quando giunge il momento del quasi uno spaghetto al pomodoro, viste le sorprese precedenti, non sappiamo cosa immaginarci. Invece, ci portano proprio degli spaghetti in rosso: questa volta è il gusto a spiazzarci, poiché si rivelano spaghetti dolci di ciliegia e peperoni rossi, con mandorla grattugiata, capperi e latte di mandorla.

Infine, quella che in genere viene servita come antipasto, diventa il dessert di questa cena indescrivibile. Oops! Ho dimenticato la caprese è un pomodoro di cioccolato bianco, con al suo interno un cremoso di pomodoro con ribes, vaniglia e anice stellato. Alla base acqua di pomodoro, acqua di bufala e olio al basilico sono, non solo parte integrante dei sapori del piatto, ma completano visivamente quella che, a tutti gli effetti, è un’opera d’arte.

Osteria Francescana Modena
Spaghetto al pomodoro di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Abbiamo concluso la cena sazi, felici e stregati dalla genialità della creazione e realizzazione di questo menu. La sensazione più forte che ci ha lasciato questa cena è la consapevolezza che anche a tavola tutto può essere messo in discussione e assumere diverse splendide forme che non ci si aspetta.

L’ATMOSFERA DI OSTERIA FRANCESCANA: intima e accogliente

Osteria Francescana Modena
Gli interni di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

L’interno di Osteria Francescana si divide in tre salette per un totale di 12 tavoli, elegantemente apparecchiati con tovaglie bianche. L’arte contemporanea, che per lo chef Bottura, è “ispirazione, guida e musa” si manifesta non solo in ogni suo piatto, ma anche nell’arredamento (ovviamente) molto curato del ristorante. L’atmosfera rimane essenziale ma calda allo stesso tempo, grazie anche alla moquette floreale che rende l’ambiente accogliente e quasi casalingo. C’è anche una “sala vip”, dove si può mangiare circondati dalle bottiglie di vino della cantina del ristorante. Dimenticatevi la rigidità che ci si può aspettare, e molte volte si trova, nei ristoranti stellati. Il servizio, assolutamente impeccabile e attento ci ha messi subito a nostro agio grazie a interazioni piacevoli e spontanee.

I PREZZI DI OSTERIA FRANCESCANA: adeguati alla qualità dell’esperienza

Osteria Francescana Modena
Gli interni di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Il menu degustazione da 12 portate costa 320 euro, a cui aggiungere 210 euro se si sceglie l’abbinamento vini da 9 calici. Il menu alla carta, invece, comprende antipasti, primi, secondi e dolci tutti tra gli 80 e i 150 euro. La lista dei vini è corposa e prevede una ampia scelta di bottiglie (da circa 60 euro a salire) e calici (da circa 30 euro). Il costo è, insomma, quanto ci si può aspettare da un tre stelle Michelin nonché da uno dei migliori ristoranti al mondo.

OSTERIA FRANCESCANA
Via Stella 22, Modena
059 223912
Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI OSTERIA FRANCESCANA: decisamente audace, sorprendente e ricco di ingredienti di ogni tipo (si possono segnalare intolleranze alimentari o allergie entro tre giorni prima della visita)

IL PREZZO DI OSTERIA FRANCESCANA: sui €200 a testa (bevande escluse) ordinando alla carta oppure prezzo del menu degustazione €320

L’AMBIENTE DI OSTERIA FRANCESCANA: raffinato ed elegante, perfetto per cene romantiche o di lavoro

COME PRENOTARE DA OSTERIA FRANCESCANA: dal sito con sei mesi di anticipo (qui tutte le FAQ)

COME ARRIVARE DA OSTERIA FRANCESCANA: in treno o in macchina (il ristorante si trova in zona ZTL, il parcheggio più vicino è in viale Vittorio Veneto)

Conoscevate già il ristorante Osteria Francescana? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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Aperitivo in hotel a Milano: 10 indirizzi da non perdere /aperitivo-in-hotel-a-milano-10-indirizzi-da-non-perdere/ /aperitivo-in-hotel-a-milano-10-indirizzi-da-non-perdere/#respond Mon, 16 May 2022 06:00:42 +0000 /?p=42614 Cocktail ricercati, tartine gourmet e atmosfera rilassante: ecco la nostra selezione di 10 hotel per fare aperitivo a Milano!

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Milano è un mosaico di locali dove bere bene, per tutti i gusti e tutte le tasche, e vi abbiamo recentemente parlato qui di molti indirizzi che servono cocktail indimenticabili. Ma se vogliamo davvero considerare tutte le opzioni che la città ha da offrire, specialmente in stupendi locali all’aperto, non dobbiamo dimenticarci i bar degli hotel! Se siete alla ricerca di un posto elegante per una serata speciale, se volete fare aperitivo in un rilassante giardino a Milano o semplicemente volete qualcosa di diverso dai posti più casual in circolazione, ecco a voi 10 indirizzi per un aperitivo in hotel a Milano!

10 INDIRIZZI PER L’APERITIVO IN HOTEL A MILANO

STILLA – FOUR SEASONS

Due drink di Stilla Bar | © Elena Mariotti

Il primo hotel di cui vi parliamo si trova nel cuore del Quadrilatero della moda, a due passi da Montenapoleone. Lo Stilla bar si trova al piano terra del prestigioso Four Seasons, in un ambiente elegante e giovane in cui accomodarsi sia al bancone che ai tavolini. La lista cocktail propone un’ampia scelta tra signature cocktails e alternative pensate per essere condivise in gruppo. I nostri preferiti sono stati il Rosalia con Pisco Barsol, Italicus, Cordiale di Shiso, Noilly Prat e Perrier e il Red Velvet con Vodka Belvedere, Stilla aperitivo alla fragola e bitter Fusetti. Ad accompagnare, canapes deliziose che, insieme alla classica triade patatine-olive-noccioline, sono perfette per non rovinarsi la cena. Il menu si estende poi ad altre tapas da stuzzicare come il pane tostato alle noci, burro e alici del Cantabrico o i calamari e gamberi croccanti con maionese al wasabi. Curato, accogliente e non pretenzioso, Stilla è aperto tutto il giorno e in orario aperitivo la serata è accompagnata da un dj set. Plauso al personale preparato, simpatico e coinvolgente. Con la bella stagione c’è anche la versione all’aperto – Stilla Giardino – e non vediamo l’ora di andarci!

Il migliore per: rapporto qualità-prezzo. Considerando location centrale, ambiente e qualità, è il nostro preferito.

STILLA. Via Gesù 6/8, Milano. 02 77081477. Aperto tutti i giorni (8-1). Costo medio di un cocktail: 24€.

MANDARIN BAR E BISTROT – MANDARIN ORIENTAL

Due drink del Mandarin Bar e Bistrot | © Elena Mariotti

Rimaniamo sempre nella zona di Montenapoleone, con il lussuoso Mandarin Bar e Bistrot del Mandarin Oriental dall’atmosfera elegante, moderna e minimale. Insieme ad alcuni dei più grandi classici, come il Breakfast Martini di Salvatore Calabrese o il French 75 di Harry MacElhone, c’è la sezione Mandarin Oriental Legacy che riflette l’anima asiatica dell’hotel, proponendo i cocktail più iconici dei bar firmati Mandarin Oriental a Singapore, Hong Kong e Bangkok. Tra quelli che abbiamo assaggiato, ci sono piaciuti molto l’Elixir Singapore a base Tanqueray London dry gin con Kafir lime, sciroppo di Pandan e Calamondino, Bitter al Lime e Cardamomo e il Pandan Flower con Casamigos Mezcal, Chartreuse Verde, sciroppo di Pandan, succo di lime. Noccioline, olive, patatine e deliziose tartine gourmet vengono servite come aperitivo. Se volete anche mangiare qualcosa in più, continuando sulla scia “orientaleggiante”, potete ordinare la selezione di dim sum o gli involtini primavera. Il locale si divide in una zona lounge e bar bistrot all’interno e il cortile esterno ideale per bere all’aperto in uno splendido contesto di luci soffuse e musica lounge. La clientela è piacevolmente internazionale, in completa sintonia con la firma Mandarin. Anche qui è consigliata la prenotazione.

Il migliore per: un twist asiatico.

MANDARIN BAR E BISTROT. Via Andegari 9, Milano. 02 87318898. Aperto tutti i giorni (7-1). Costo medio di un cocktail: 30€.

BAMBOO BAR – ARMANI HOTEL

Due drink del Bamboo Bar | © Elena Mariotti

Al Bamboo Bar tutto ha l’impronta di Armani: dall’eleganza e lusso dell’arredamento, agli ingredienti dei cocktail che rimandano alla città e alla personalità dello stilista. Ancora una volta nel cuore di Montenapoleone, in Via Manzoni, il bar si trova al settimo piano con una vista molto bella sulla città. La proposta cocktail si articola in due sezioni davvero interessanti, che rappresentano perfettamente l’anima Armani. La “Skyline Collection”, dedicata a Milano, ha i drink che portano i nomi dei suoi simboli architettonici più famosi, tra cui la Torre Velasca, il Castello Sforzesco, City Life e il Bosco Verticale. Una seconda parte è invece la “Cocktail Capsule Collection” che richiama alcune fonti di ispirazione del mondo della label, tra cui l’isola di Pantelleria. Noi ne abbiamo provati diversi e ci sono piaciuti davvero tutti, in particolare il Pantelleria con Mezcal “Vida” del Maguey, succo di pomodoro, capperi di Pantelleria, Bloody Mary mix, e il Privè con Gin Mare, lime fresco, sciroppo al basilico, ginger beer e spray di assenzio. L’accompagnamento invece è molto essenziale, nessuna tartina ma soltanto le classiche patatine e olive. Ideale non solo per prendere qualcosa da bere, ma anche per un pranzo di lavoro, per una versione all’aperto c’è Emporio Armani Giardino, all’esterno dell’hotel.

Il migliore per: un inizio e/o fine serata di classe.

BAMBOO BAR. Via Alessandro Manzoni 31, Milano. 02 88838822. Aperto tutti i giorni (11-24) tranne il lunedì. Costo medio di un cocktail: 25€.

BULGARI BAR – BVLGARI HOTEL

Due drink del Bulgari Bar | © Elena Mariotti

Prenotare è un’impresa epica, ma ne vale assolutamente la pena! Gettonatissimo ritrovo della movida milanese, il Bulgari Bar ha un sapore molto intimo, complici le luci soffuse e il bancone in resina nera attorno al quale si snodano i tavoli. La grande vetrata si affaccia sul bellissimo giardino che, nei mesi estivi, diventa un’estensione del bar dover poter fare aperitivo all’aperto – che per noi è il vero punto di forza del locale. L’atmosfera è giovane e modaiola e la clientela molto ‘tirata’, cosa che può non piacere a tutti. Tra i loro cocktail campagna il Bvlgari Cocktail con gin, Aperol, spremuta d’arancia, succo d’ananas e succo di lime, che rappresenta l’ideale alternativa ai più classici spritz Aperol/Campari ma con un tocco originale. La lista poi comprende i cocktail più tradizionali e una divertente sezione con i sei cocktail I Milanesi che sono “ispirati ai personaggi chiave del dialetto milanese”: noi abbiamo assaggiato il Bel Fieul a base Rye whiskey con Dutch cacao, dry Curaçao, sciroppo di zenzero, Farmily aromatic bitter, e Il Cumenda con Pisco, Roots divino analcolico, spicy mix, limone chiarificato, bitter Fusetti, spuma di zafferano. Il tris patatine (che decretiamo le migliori tra quelle di questa top 10), mandorle salate e olive precede il loro tagliere aperitivo con tartine assolutamente da volare via. È anche possibile ordinare i piatti del ristorante stellato di Niko Romito che vengono serviti in modo più informale. Super approvato!

Il migliore per: qualità aperitivo e mood modaiolo.

BULGARI BAR. Via Privata Fratelli Gabba 7B, Milano. 02 8058051. Aperto tutti i giorni (7-1). Costo medio di un cocktail: 25€.

CAFFÉ PARIGI BAR E BISTROT – PALAZZO PARIGI

Il fascino della scalinata di Palazzo Parigi che accoglie i visitatori all’entrata è unico: i pavimenti in marmo, i grandi lampadari e ogni pezzo dell’arredamento sono studiati per far sentire gli ospiti a casa. Lo stile classico è senza dubbio quel che rende questo hotel diverso dagli altri, per lo più moderni. In questa cornice ha casa Caffé Parigi, lounge bar che si trova al piano terra e precede il ristorante che si estende nella sala interna e nella veranda. D’estate la veranda si apre sul bellissimo giardino interno che diventa Palazzo Parigi Private Garden, dove poter pranzare o bere qualcosa all’aperto. I classici cocktail a base Gin o Negroni sono affiancati da sei drink che accontentano un po’ tutti i gusti. Noi abbiamo iniziato con un Parigi Mule con vodka, succo di limone, purea di lamponi, menta fresca e ginger beer, ottima rivisitazione del classico Moscow Mule, per poi proseguire con il decisamente più robusto My Boulevardier con bitter Campari, Le Vaglie bitter, whiskey e gocce di bitter truth chocolate. Anche loro si aggiudicano il bonus tartine (anche se sono letteralmente due di numero), servite insieme agli immancabili snack da aperitivo. L’unico appunto che abbiamo è sulla gestione delle prenotazioni e sul servizio, disattento e parecchio frettoloso, decisamente poco in armonia con la tipologia di posto.

Il migliore per: aperitivo chic.

CAFFÉ PARIGI BAR E BISTROT. Corso di Porta Nuova 1, Milano. 02 62562167. Aperto tutti i giorni (7-1). Costo medio di un cocktail: 22€.

TERRAZZA GALLIA – EXCELSIOR HOTEL GALLIA

Aperitivo alla Terrazza Gallia | © Elena Mariotti

Una delle nostre terrazze preferite a Milano, la Terrazza Gallia, si trova al settimo piano del bellissimo Excelsior Hotel Gallia, con un affaccio pittoresco sulla Stazione Centrale. All’interno il design è moderno, con divanetti e poltroncine in pelle calate in un contesto che ricorda un po’ troppo una lounge di lavoro; la parte esterna invece è piacevolmente più casual e mondana. Con sei cocktail, si tratta della lista più essenziale tra gli aperitivi in questa selezione anche se, come sempre, si possono ordinare anche i grandi classici fuori carta. Qui abbiamo provato il 7th Floor Spritz con Absolut Vodka, Solerno, limone, arancia, sciroppo di Champagne, Prosecco, il Baboom Fizz con Sailor’s Jerry Rum, liquore al chinotto, pepe di sychouan, soda al pompelmo rosa, e infine il 1932 con Campari, Amaro Ramazzotti, Brancamenta e soda. Gli accostamenti dei drink non erano esattamente nelle nostre corde e, anche in questo caso, abbiamo trovato l’aperitivo un po’ troppo essenziale (niente più che taralli, olive e mandorle). Il menu però propone una selezione di tapas molto gustose che noi abbiamo ordinato come accompagnamento, in particolare pizza, focaccia e crocchette.

Il migliore per: vista sulla pittoresca Stazione Centrale.

TERRAZZA GALLIA. Piazza Duca d’Aosta 9, Milano. 02 67853514. Aperto tutti i giorni (12:30-00:30, sab-dom dalle 11). Costo medio di un cocktail: 19€.

LIQUIDAMBAR – MAGNA PARS

Due drink di Liquidambar | © Elena Mariotti

Ci spostiamo in zona Porta Genova con il modernissimo hotel Magna Pars, che ha la peculiare caratteristica di essere un “Hotel à Parfum”. Che cosa significa? Che tutto, al suo interno, è incentrato nel proporre agli ospiti un’esperienza sensoriale olfattiva indimenticabile, che inizia con un’inebriante ondata di profumo non appena se ne varca la soglia. All’interno, ha casa il Liquidambar, il cocktail bar dell’hotel, che si trova al piano terra con affaccio su un luminoso giardino perfetto per un aperitivo o cena all’aperto. Entrando sulla sinistra, c’è anche una bellissima cantina vini a vista, con un grande tavolo in legno che si può prenotare per eventi aziendali o degustazioni private. L’atmosfera in generale è rilassante, si tratta di un contesto moderno ma sofisticato. Anche l’aperitivo è “olfattivo”, con una selezione di cocktail studiati per conquistare non solo il gusto ma anche l’olfatto. Noi abbiamo provato Polline con Gin, liquore di castagne, sciroppo d’Agave, polline e miele, Bergamotto con Campari, Vermouth, rosolio di Bergamotto, olio essenziale di Bergamotto, e Cassis con Grappa Berta, Creme de Cassis, granatina, lime e olio essenziale di Cassis. Oltre a essere davvero buoni e originali, i drink sono anche molto belli da vedere! In più, sono accompagnati da una selezione di tartine molto ben riuscite, oltre che patatine, noccioline e peschiole a profusione. A noi è piaciuto davvero tanto e non vediamo l’ora di tornarci!

Il migliore per: cocktail originali ed esperienza multisensoriale.

LIQUIDAMBAR. Via Forcella 6, Milano. 02 8378111. Costo medio di un cocktail: 16€.

TERRAZZA VIU – HOTEL VIU

Una terrazza con piscina e vista su Milano è il contesto mozzafiato di Terrazza Viu, in zona Cimitero Monumentale. Il susseguirsi di divanetti e tavolini dove potersi fermare per l’aperitivo si snodano di fronte alla piscina e attorno alla porzione del bar che rimane all’interno. Atmosfera sofisticata, casual-chic che ci fa sognare le calde serate estive tra amici con un cocktail ghiacciato a bordo piscina e un bel dj set di sottofondo. I cocktail sono una decina e tutti con una nota fruttata come fil rouge (che ci piace molto!). Avendo un debole per il St. Germain, non potevamo non assaggiare Spritz with a Viu a base St. Germain, Aperol, pompelmo rosa, Prosecco, una fresca e dolce rivisitazione dei canonici spritz. Anche Basil Twist a base gin Tanqueray, miele, lime, spremuta pompelmo e basilico ci è piaciuto molto. Nessun accompagnamento oltre alle classiche olive, patatine e mix di noccioline piccanti, ma il menu “per stuzzicare” è ricco e goloso, e spazia da taglieri con salumi e formaggi a mini burger. La prossima volta ne proveremo qualcuno!

Il migliore per: una splendida vista sulla città in una romantica sera d’estate.

TERRAZZA VIU. Via Fioravanti 6, Milano. 02 80010910. Aperto tutti i giorni (18:30-22). Costo medio di un cocktail: 17€.

DIANA GARDEN – SHERATON DIANA MAJESTIC

Stavolta siamo in zona Porta Venezia, nello stupendo giardino dello Sheraton Diana Majestic: una piccola oasi di pace con tavolini disposti lungo tutto il cortile e attorno a una bellissima fontana incorniciata da piante curate. C’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i cocktail e anzi, forse è anche troppa! Noi ci siamo fatti invogliare dal Pepe Sour con Grey Goose vodka, succo fresco di limone, zucchero, liquore St. Germain, e dall’Hugo St. Germain, che come si deduce dal nome è a base dell’omonimo liquore, prosecco e soda. Questo rimane uno dei nostri spritz preferiti in assoluto! In accompagnamento ai drink vengono proposte patatine e stuzzichini in vassoi monoporzione, idea carina e originale. Possiamo dire che l’arancino, l’insalata di riso e altri piccoli assaggi hanno decretato quello del Diana Garden l’aperitivo più sostanzioso di tutti. Per non farci mancare nulla, però, abbiamo anche ordinato un tagliere, rivelatosi molto abbondante, di salumi e formaggi per trasformare l’aperitivo in una quasi cena. L’atmosfera qui non è pretenziosa ma chic e rilassata, perfetta per una serata estiva grazie alle luci soffuse.

Il migliore per: serata di chiacchiere all’aperto con amici/amiche.

DIANA GARDEN. Viale Piave 42, Milano. 02 20582081. Aperto tutti i giorni (10:30-22). Costo medio di un cocktail: 15€.

RADIO ROOFTOP MILAN – ME MILAN IL DUCA

Con casa in zona Repubblica, il Radio Rooftop è il bar all’ultimo piano dell’hotel ME Milan Il Duca, ed è l’unico di questo articolo che non accetta prenotazioni. Moderno, curato e vivace, il suo punto di forza sta nei divanetti disposti nel patio esterno e nel fatto che non ci sia una netta separazione tra esterno e interno, facendo sì che tutti si possano godere l’aria aperta. L’offerta cocktail è ricca e variegata con accostamenti interessanti tra dolce e amaro, come il Have you seen Coco? con Grey Goose Vodka infusa al carbone, lavanda, fragola, cordiale di lime, pastis e acqua al limone, e il Medusa con Portobello Road 171 Gin, Italicus infuso al peperoncino, Cordiale di zafferano e arancia, bitter all’oliva. Con ogni drink viene servito un tris di bocconcini fritti (da cui ci aspettavamo qualcosina in più), patatine e taralli in abbondanza. Il menu poi offre molta scelta per stuzzicare piatti freddi o caldi e per cenare in modo informale.

Il migliore per: un’altra bellissima vista sulla città.

RADIO ROOFTOP MILAN. Via Marco Polo 18, Milano. 02 84220108. Aperto tutti i giorni (7-1, gio-sab fino alle 2 e dom fino alle 24). Costo medio di un cocktail: 18€.

* Disclaimer: proprio per la loro stagionalità e ricercatezza, le liste cocktail possono aver subito delle variazioni rispetto a quelle che vi raccontiamo qui sopra.

Voi avete mai fatto aperitivo in hotel a Milano? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questa compilation vi è piaciuta? Qui trovate tantissimi altri ristoranti a Milano che abbiamo provato!

Bisogno di ispirazione? Date un’occhiata alla nostra mappa sempre aggiornata!

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Weekend lungo a Londra: cosa vedere e dove mangiare /weekend-lungo-a-londra-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /weekend-lungo-a-londra-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#comments Thu, 17 Mar 2022 07:00:36 +0000 /?p=42072 Se state programmando un weekend a Londra, ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa bellissima capitale!

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State progettando un weekend lungo a Londra e siete alla ricerca di consigli su cosa vedere e dove mangiare? Noi abbiamo visitato (e anche vissuto) in questa fantastica capitale e in questo articolo condividiamo con voi tutti i nostri suggerimenti!

WEEKEND A LONDRA: COSA VISITARE

Saremo sicuramente di parte ma Londra è una delle nostre città preferite al mondo e oltre alla pioggia… c’è molto di più! Abbiamo infatti raggruppato i must-see in macroaree per aiutarvi nella pianificazione delle vostre giornate. Non fatevi ingannare dalla mappa della città: le distanze sono considerevoli, quindi consigliamo di dedicare un giorno intero a zona, per non perdere troppo tempo sui mezzi di trasporto.

Consiglio: la metro è indubbiamente il modo più economico e veloce per spostarsi; non serve fare il biglietto ma basta pagare con una carta contactless. In caso di bel tempo, come in ogni altra città, la cosa migliore è inforcare un paio di scarpe comode e camminare!

CENTRAL LONDON

  • COVENT GARDEN. Bellissimo quartiere in cui le bancarelle artigianali della piazza centrale sostituiscono quello che storicamente era il mercato della frutta e della verdura. Qui troverete tantissimi negozi dedicati al beauty, all’abbigliamento, ma anche ristoranti e café che fanno da cornice ad alcuni dei teatri più famosi: the Royal Opera House, Lyceum Theatre (dove vedere il musical The Lion King) e Novello Theatre (sede del musical Mamma Mia). Vista la numerosa presenza dei teatri, in questo quartiere i ristoranti propongono sempre anche menu cena “pre-teatro”, che servono già dal primo pomeriggio. Consigliamo spassionatamente di vedere un musical e, una volta finito, fare due passi per visitare Covent Garden anche in veste notturna. Alcuni dei musical più belli che abbiamo visto sono: The Lion King, The Phantom of the Opera, Mamma Mia, Aladdin e Wicked.
Due scorci di Covent Garden | © Elena Mariotti
  • TRAFALGAR SQUARE E THE NATIONAL GALLERY. Trafalgar Square si trova geograficamente nel punto centrale della città: una piazza di respiro e grande impatto circondata da musei, gallerie d’arte ed edifici storici. Al centro il monumento all’Ammiraglio Horatio Nelson, eretto per commemorare la vittoria della battaglia di Trafalgar (1805), mentre sullo sfondo c’è la maestosa National Gallery, un’esposizione mozzafiato di dipinti che spaziano tra 700 anni di storia (qui i pezzi imperdibili che troverete al suo interno). L’entrata è gratuita, ma è necessario prenotare.
Trafalgar Square | © Elena Mariotti
  • PICCADILLY CIRCUS. Un’altra famosissima piazza da visitare è Piccadilly Circus, che vi ricorderà vagamente la Times Square di New York con i suoi grandi schermi pubblicitari che catturano l’attenzione di giorno e illuminano la piazza di notte. È una zona molto vivace e trafficata, che collega Piccadilly con Regent Street e alcune delle vie commerciali più rinomate. Da qui, infatti, potete percorrere Regent Street fino all’intersezione con Oxford Street, per poi proseguire in direzione Marble Arch o Tottenham Court Road: in entrambi i casi, l’occasione per fare shopping non mancherà. In una traversa di Regent Street, un grande magazzino che non potete assolutamente perdervi è Liberty London: fondato nel 1875, con la sua facciata iconica in stile Tudor è uno dei più antichi e rappresentativi della città. Se volete invece fare due passi tra le grandi firme del lusso, Old Bond Street è la via che fa per voi! Le vetrine dei negozi sono tra le più fotografate di tutto il mondo, sempre stupende. Nelle vicinanze inoltre trovate i bellissimi magazzini Fortnum & Mason, simbolo per eccellenza non solo del tè aristocratico inglese, ma anche di generi alimentari di lusso (caviale, aragoste, foie gras) e articoli pregiati per la casa. Un posto che ci piace particolarmente, sempre in questa zona, per il suo essere allo stesso tempo una libreria di lusso e un cocktail bar è Maison Assouline, che forse conoscerete come la casa editrice dei libri di design e life-style che tante persone hanno sui loro coffee table.
Piccadilly Circus e Regent Street | © Elena Mariotti
  • SOHO E CARNABY STREET. Tra Covent Garden e Piccadilly Circus, trovate la vibrante zona di Carnaby Street e Soho. Centro della comunità LGBTQ+, è sempre decorata a festa, piena di locali non impegnativi dove bere un drink e ristoranti per tutti i gusti. Qui troverete molti negozi di brand di nicchia e indipendenti – incluso un numero considerevole di sex shop – in un’atmosfera decisamente distintiva e non pettinata. È anche un ritrovo importante per le arti creative e l’intrattenimento grazie ai suoi numerosi teatri e club musicali. Se volete fermarvi per mangiare un boccone al volo mentre passeggiate, dirigetevi alla Kingly Court, delizioso cortile all’aperto pieno di bar e ristoranti.
Scorci di Soho e Carnaby Street | © Elena Mariotti
  • BIG BEN E ABBAZIA DI WESTMINSTER. Il Big Ben è certo tra gli orologi più famosi al mondo, anche grazie al suo fascino e imponenza. Potete finalmente vederlo totalmente restaurato e senza le impalcature che erano state installate per il rinnovo del complesso di Westminster negli ultimi anni. L’orologio, situato sulla Elizabeth Tower, è parte integrante del Palazzo di Westminster, nonché sede del Parlamento inglese. Mozzafiato è inoltre l’Abbazia di Westminster, adiacente al Palazzo, che ha celebrato le nozze di William e Kate e che ospita i resti e i memoriali di personaggi che hanno fatto la storia del Paese (come Sir Isaac Newton e Jane Austen).
  • BUCKINGHAM PALACE. Non servono introduzioni per il palazzo della Regina, situato nel bellissimo St James’s Park. C’è la possibilità di visitare alcune delle stanze nei mesi estivo-autunnali (quest’anno dal 22 luglio al 2 ottobre), e si accede solo su prenotazione. Molto caratteristica è anche la cerimonia del cambio della guardia che si ripete quotidianamente alle 10:45 e dura mezz’ora. Adiacenti al palazzo, quasi come una continuazione visiva di St James’s Park, troverete altri due parchi molto famosi che potrete visitare passeggiando: Green Park e Hyde Park.
  • THE ROYAL COURTS OF JUSTICE. Non tutti sanno che la Royal Courts of Justice (Palazzo di Giustizia) sembra un’ala del castello di Hogwarts ed è anche possibile visitarla. Si trova a due passi da Covent Garden e il suo stile inconfondibile spicca tra gli edifici che lo circondano. Esattamente di fronte, potete ammirare (ma anche prendere una buona pinta di birra) lo storicissimo pub The George che ha conservato la sua facciata in stile Tudor. Chi ve lo sta raccontando ha vissuto qualche tempo proprio sopra al pub e vi assicura che non potete sbagliare!
The Royal Courts of Justice e il pub storico The George | © Elena Mariotti
  • ST. PAUL’S CATHEDRAL. A nostro parere la cattedrale più bella di Londra, è anche l’edificio religioso più grande della Gran Bretagna (qui è stato celebrato il matrimonio di Carlo a Diana nel 1981!). Se programmate la vostra visita nel pomeriggio, potete poi fermarvi a bere un drink al Madison: la sua terrazza vi offrirà un’impagabile vista della cattedrale illuminata.
St. Paul’s Cathedral | © Elena Mariotti

SOUTH LONDON

  • UNA PASSEGGIATA LUNGO IL TAMIGI. Il lungofiume che va dal London Eye al Tower Bridge vi regalerà una passeggiata meravigliosa. Vi imbatterete infatti in un susseguirsi di attrazioni imperdibili: il London Eye, il teatro Globe di Shakespeare, il museo di arte contemporanea Tate Modern, per arrivare infine allo stupendo Tower Bridge. La camminata non è per nulla impegnativa e dura circa 45 minuti, senza considerare i pit stop per visitare le singole attrazioni.
Lungotamigi e Tower Bridge | © Elena Mariotti
  • THE SHARD. Orgoglio italiano firmato Renzo Piano, lo Shard è uno dei grattacieli più famosi di Londra. Con i suoi 72 piani, ospita sia uffici (i primi 26 piani), che l’hotel Shangri-La con i ristoranti e cocktail bar ai piani più alti. Potete salire in cima al grattacielo per una vista a 360 gradi della città, comprando i biglietti qui. Anche il ristorante cinese Hutong (33esimo piano) e i cocktail bar Oblix e Aqua Shard, rispettivamente al 32esimo e 31esimo piano, godono di una vista eccellente. Proprio ai piedi dello Shard, non perdetevi una passeggiata lungo Bermondsey Street, specie il sabato pomeriggio, vietta piena di ristoranti e negozi alternativi.
The Shard e il parco di Bermondsey Street | © Elena Mariotti

WEST LONDON

  • HARRODS. Ci troviamo nel quartiere di Knightsbridge, chiamato anche “Little Arabia” perché zona prediletta della popolazione mediorientale benestante della città. Questi grandi magazzini che sono definiti “i più famosi al mondo”, si trovano in un palazzo che risale al 1800 e rappresentano l’emblema del lusso e dell’opulenza. All’interno, oltre alle grandi firme di abbigliamento e arredamento, potete trovare anche numerosi ristoranti, café e sale da tè. Fun fact: fino al 2018, al piano terra c’era una statua in bronzo della Principessa Diana e di Dodi Fayed, che il padre di Dodi – precedente proprietario di Harrods – aveva fatto installare come tributo.
  • NOTTING HILL. Come tutti (o quasi) sappiamo, questo è il quartiere dove hanno ambientato l’omonimo film con Julia Roberts e Hugh Grant ma, vi deludiamo già anticipandovi che la famosa porta blu della casa di William Thacker non è niente di che (se però volete fare “tick the box”, la troverete al 280 di Westbourne Park Road). Portobello Road, invece, con il suo fornitissimo mercatino dell’antiquariato, vale proprio un salto. Vi basterà prendere la metro Central (la “rossa” di Londra) fino a Notting Hill Gate e percorrere tutta la via in una pittoresca passeggiata tra le bancarelle e le case inglesi con i muri arcobaleno. Potrete anche fermarvi per pranzo in uno dei tanti food truck in cui vi imbatterete. Se vi rimane un po’ di tempo per perdervi tra le vie parallele a Portobello Road, potrete ammirare le case signorili del quartiere che si schierano in riga, imponenti e a dir poco pazzesche. Molto carina è anche l’area attorno alla via Westbourne Grove dove troverete dei bei negozi e caffé per il brunch. Attenzione perché i mercatini di Portobello ci sono solo il sabato dalle 9 alle 19.
Le case di Notting Hill | © Elena Mariotti
Londra cosa vedere dove mangiare
  • LITTLE VENICE. Questa serie di pittoreschi canali d’acqua si snoda attorno alla fermata della metro Warwick Avenue (sulla linea Bakerloo, la “marrone”) e si può dire che ricordi ‘vagamente’ i canali della nostra amata Venezia (di cui trovate il racconto del nostro weekend qui). Barchette e battelli si susseguono ancorati alle sponde dei canali ma ben poche sono realmente utilizzate per la navigazione: alcune sono vere e proprie abitazioni su acqua, altre sono state riconvertite in ristorantini un po’ bizzarri… o addirittura in negozi galleggianti. Potete però noleggiare un battello (o una canoa per i più coraggiosi) ed esplorare i canali arrivando fino alla zona di Camden Town.
Londra cosa vedere dove mangiare
Uno dei canali di Little Venice
  • BELGRAVIA, SOUTH KENSINGTON, CHELSEA. La triade Belgravia – South Kensington – Chelsea incarna una delle zone residenziali più ‘in’ di tutta Londra ed è anche l’area dove avrete l’occasione di imbattervi nel maggior numero di nostri connazionali. Prendete la metro District o Circle (la “verde” o la “gialla”) fino alla fermata di Sloane Square per una lunga passeggiata tra i negozi di King’s Road. Potete poi fermarvi a visitare la Saatchi Gallery, galleria di arte contemporanea con mostre temporanee dedicate ad artisti emergenti. Proseguendo il giro tra i negozi e ristoranti della zona arriverete poi a Chelsea che, insieme a South Kensington (la zona subito sopra), vanta di alcune delle case più belle della città. Se siete fan delle scienze e dei fenomeni naturali, visitate il Natural History Museum, che trovate vicino alla fermata metro di South Kensington. Queste zone inoltre sono perfette qualora aveste nostalgia di casa e voleste mangiare italiano.

NORTH LONDON

  • ABBEY ROAD. Fan dei Beatles, qui potrete attraversare anche voi le famose strisce pedonali di Abbey Road e imitare l’iconica cover dell’omonimo album. Dirigetevi alla fermata della metro di St. John’s Wood sulla linea Jubilee (la “grigia”) e dirigetevi lungo la strada che vedrete dall’altra parte dell’entrata della metro. Girate a destra e vedrete questo famoso attraversamento pedonale. In ogni caso non preoccupatevi, ci sono sempre sciami di turisti che vi indicheranno la direzione giusta.
  • REGENT’S PARK. Se volete fare una passeggiata nella natura, a Regent’s Park non mancano certo le cose da vedere. Se siete amanti dei fiori non potete perdervi il Queen Mary’s Garden, detto il giardino delle rose, che è popolato da oltre 12mila rose di 85 tipologie diverse. Lo consigliamo anche solo per sentire il profumo inebriante che sprigionano quando sono in fioritura (durante le prime due settimane di giugno). Invece, se volete dedicarvi a un passatempo alternativo, fate un giro in pedalò nel Boating Lake situato vicino al Hanover Gate. Infine, per godervi una vista romantica e mozzafiato, salite fino a Primrose Hill, collina a circa 60 metri sul livello del mare e leggermente separata dal parco che offre sei diversi punti di osservazione su tutta la città.
  • CAMDEN TOWN. Uno dei quartieri più alternativi e artistici che attrae moltissimi turisti e curiosi. Camden High Street, la via principale, esprime appieno lo spirito ribelle, libero e originale delle persone che vi abitano e che lo frequentano. Le facciate dei negozi sono un susseguirsi di colori e decorazioni enormi che assomigliano alle installazioni dei carri di carnevale. Nei negozi troverete oggetti ed abiti degli stili più disparati, con allestimenti che a volte lasciano perplessi. La carrellata di negozi di musica, abbigliamento e tatuatori si immette nella vera attrazione per cui Camden è conosciuta, ovvero il Camden Market. Tramite un ponticello, infatti, avrete accesso a un canale (dove si può arrivare in battello da Little Venice) e una piazzetta dove poter mangiare e bere un drink all’aperto. Questa zona vi ricorderà immediatamente Amsterdam, con i suoi canali e i battelli che navigano le acque placide. Proseguendo, arriverete finalmente all’entrata del mercato, che si sviluppa su più piani in un labirinto di negozietti e bancarelle dove potrete trovare qualsiasi tipo di souvenir. Vale davvero la pena visitare questa parte così caratteristica e unica nel suo genere!
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Le facciate dei negozi di Camden Town | © jax10289/Depositphotos.com
  • KING’S CROSS ST. PANCRAS. Stazione metropolitana e ferroviaria che opera sul suolo nazionale e internazionale, da qui arrivano e partono i comodissimi treni Eurostar per Parigi, Bruxelles e Amsterdam. Se siete fan di Harry Potter, dirigetevi verso i binari 9 e 10 per trovare il famosissimo Platform 9 ¾ dove potrete fare una foto ricordo con il carrello di Harry incassato nel muro. Stupendo anche l’Hotel St. Pancras Renaissance, dalle sembianze sia interne che esterne di un castello d’altri tempi.

EAST LONDON

  • SHOREDITCH. Quartiere giovane, creativo e alla moda dove trovare ristoranti non scontati, cocktail bar innovativi, negozi di brand emergenti e nightclub per fare un po’ di festa. Ci sono tantissimi spazi dedicati al vintage e al design che si alternano a scorci con la migliore street art di Londra. Dirigetevi dunque a Brick Lane e godetevi una passeggiata tra arte e design per poi provare lo street food a Ely’s Yard.
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Street art a Shoreditch | © Tea Time in Wonderland
  • CANARY WHARF. Il cuore pulsante della finanza londinese e occupata per la maggior parte da uffici, Canary Wharf è una zona molto viva e affollata durante la settimana, dove i ristoranti o bar per rilassarsi dopo lavoro non mancano. C’è anche un centro commerciale molto fornito che, come il resto delle attività commerciali della zona, è quasi deserto durante il weekend.

WEEKEND A LONDRA: DOVE MANGIARE

Diciamocelo, a eccezione di alcuni piatti, la cucina inglese non è nulla di speciale… questo, però, è un plus perché fa sì che Londra sia un puzzle di ristoranti di ogni tipo, e qui qualsiasi cucina vogliate provare la troverete (e anche buona!). Scegliere quindi è davvero difficile, ma abbiamo stilato per voi una lista di 10 posti che accontentano un po’ tutti i gusti e le occasioni, la maggior parte dei quali offrono anche piatti vegetariani.

* Disclaimer che vale per tutti i ristoranti, specialmente per cena o brunch: bisogna sempre prenotare con largo anticipo! *

  • CASSE-CROÛTE. Uno dei nostri posti del cuore, provato e riprovato, che non ci ha mai deluso. Questo delizioso bistrot francese in zona London Bridge/Bermondsey Street serve uno dei migliori filetti alla Wellington mai assaggiati. Il menu varia a seconda dei prodotti stagionali ed è rigorosamente in lingua francese. Adatto per cena, pranzo e brunch domenicale, qui i dolci sono superlativi. Il posto è piccino quindi consigliamo di prenotare in anticipo. Siamo un po’ gelosi di condividere questa chicca, quindi non fatevela scappare. Conto medio sui £50 a testa.
Il beef Wellington e un dessert di Casse-Croûte | © Elena Mariotti
  • MAGGIE JONES’S. Delizioso ristorante che vi farà entrare in un universo parallelo, quasi in un cartone animato. I tavoli e le panche sono in legno scuro, le candele sui tavoli illuminano l’ambiente in modo delicato e oggetti vintage scendono dal soffitto; il tutto accompagnato da musica degli anni 50. La cucina serve i classici della cucina casalinga inglese, tra cui la loro signature fish pie: ricca e burrosa. Conto medio sui £40 a testa.
L’interno e la fish pie di Maggie Jones’s | © Elena Mariotti
  • NOBLE ROT. Il più famoso wine bar di Londra che ha aperto da poco una seconda sede in zona Soho. Luci soffuse, tavoli in legno, personale accogliente e preparato. Ideale sia per aperitivo che per cena se si vogliono mangiare piatti saporiti e davvero ben eseguiti di stampo francese o taglieri di affettati, il tutto accompagnato da vini sbalorditivi (a profusione!). Conto medio sui £30 a testa.
Antipasti e petto d’anatra di Noble Rot | © Elena Mariotti
  • PETERSHAM NURSERIES CAFÉ. Questo bellissimo ristorante prende il nome dal vivaio Petersham Nurseries, fondato dalla famiglia Boglione nel 2004. Ci troviamo vicino al parco di Richmond, che vale la pena visitare anche solo per un incontro ravvicinato con cervi e cerbiatti che vivono liberi nel parco. Il vivaio è ancora presente ed è affiancato da una selezione stupenda di mobili e complementi di arredo di design e antiquariato. Il ristorante e café si sviluppa all’interno di una serra di vetro creando un’atmosfera rustico-chic indimenticabile. La cucina è italiana, con un twist ricercato e internazionale. Recentemente si sono anche espansi a Covent Garden, con l’apertura di due ristoranti: Petersham Nurseries e La Goccia. Conto medio sui £60 a testa.
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Il negozio di antiquariato e l’interno di Petersham Nurseries Café | © Elena Mariotti
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  • YAUATCHA. Se avete voglia di cinese segnatevi assolutamente questo nome a cui noi siamo affezionati e che abbiamo provato per la prima volta nel 2012. La sua nuova location, a Liverpool Street, ci piace particolarmente con la sua vista sulla piazzetta dei ristoranti di Broadgate Circle. Si può scegliere tra diversi menu degustazione o alla carta, ma a prescindere il concept prevede la condivisione dei piatti. Tra i nostri immancabili ci sono: Prawn and Bean Curd Cheung Fun, Venison Puff, Crispy Aromatic Duck (a scelta ¼ o metà anatra) e Lobster Dumpling. Anche i dessert meritano l’assaggio. Questo ristorante fa parte della famiglia di Hakkasan, ristorante cinese da una stella Michelin, ma i prezzi sono decisamente più abbordabili. Conto medio sui £70 a testa.
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I Venison Puff e i Prawn and Bean Curd Cheung Fun di Yauatcha | © Elena Mariotti
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  • ON THE BAB. Ristorante di street food coreano perfetto per un pranzo al volo senza rinunciare al gusto. I piatti spaziano dai bibimbab (riso con la carne e le verdure) ai bun con pollo fritto e salsa piccante – decisamente da provare. L’ambiente è minimale e pulito. Conto medio sui £15 a testa.
  • BAO. Questo locale prende il nome dal baozi (detto anche “Bao”), il soffice panino lievitato a vapore tipico delle cucine asiatiche di cui poco si sapeva nel 2015, quando hanno aperto le porte del loro primo ristorante taiwanese. Infatti, il menu ne offre ben sei deliziose opzioni, insieme ad altri piatti. Il concept è molto originale, vi basta dare un’occhiata al loro sito per capire la vibe giovane e ricercata. I piatti forti sono praticamente tutti, ma i nostri preferiti sono il Classic Bao e il Fried Chicken Bao. La sede di Soho – quella originale – è in formato esclusivamente walk-in; quella a Borough, invece, accetta prenotazioni. Conto medio sui £30 a testa.
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I Classic Bao e Fried Chicken Bao di Bao | © Elena Mariotti
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  • THE MAYFAIR CHIPPY. Non si può certo venire a Londra e non provare il fishchips! Questo posto si trova nel quartiere di Mayfair e la sua specialità è proprio questo gustoso tripudio di fritto. Il menu offre anche altre opzioni a base di pesce, dalle ostriche ai crostacei e un ottimo Shrimp Burger. Conto medio sui £25 a testa.
  • THE IVY CHELSEA GARDEN. Il brunch domenicale per eccellenza e la prima storica location di questo brand che ora è presente in tutta Londra. L’ambiente è un po’ posh ma non intimidatorio; perfetto per togliersi qualche sfizio come chiusura del weekend e concedersi un cocktail (buonissimo il loro The Ivy Special G&T), mentre aspettate delle ottime uova alla Benedict con patate fritte. E perché no, magari ingannando l’attesa con le loro fantastiche zucchine fritte e arancini al tartufo. Conto medio sui £50 a testa.
  • BOROUGH MARKET. Questo mercato c’è dal lunedì al sabato ma il giorno migliore per visitarlo è il sabato. Qui troverete food truck di ogni tipo per un pranzo al volo, da gustare mentre fate un giro per gli stand enogastronomici e artigianali del mercato. Troverete qualsiasi tipo di verdura, frutta, carne e pesce che possiate immaginare. È senza dubbio uno dei mercati più caratteristici di tutta Londra. Conto medio sulle £15 a testa.
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Un food truck e un negozio di spezie al Borough Market | © Elena Mariotti
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Ecco altri suggerimenti che abbiamo provato personalmente e che consigliamo spassionatamente:

WEEKEND A LONDRA: DOVE DORMIRE

Per chi visita Londra per la prima volta, consigliamo di scegliere un hotel o Airbnb in zona centrale, in modo da essere facilitati negli spostamenti in tutte le direzioni. Soggiornare negli hotel ha generalmente un costo piuttosto elevato; se non avete problemi di budget, eccone alcuni di molto belli (altrimenti, appunto, Airbnb è quasi sempre una buona idea):

E voi siete mai stati a Londra? Avete altri posti da suggerirci? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Nella nostra sezione Trip trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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A cena da Immorale Osé, ristorante audace a Porta Venezia (chiuso) /a-cena-da-immorale-ose-ristorante-audace-a-porta-venezia/ /a-cena-da-immorale-ose-ristorante-audace-a-porta-venezia/#comments Wed, 16 Feb 2022 07:00:48 +0000 /?p=41173 Siamo stati a cena da Immorale Osé, ristorante audace in zona Porta Venezia che porta in tavola piatti originali e abbinamenti accattivanti tra Oriente e Occidente. Ecco il nostro racconto!

L'articolo A cena da Immorale Osé, ristorante audace a Porta Venezia (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Lo scorso novembre, in zona Porta Venezia, ha aperto Immorale Osé, proprio a pochi passi dalla sua versione bistrot che ci aveva già conquistati prima della pandemia. Le aspettative, insomma, erano altissime. Nel team in sala si riconoscono i volti della squadra del bistrot, ma il talento ai fornelli è del noto chef milanese Misha Sukyas. Con i suoi piatti, proposti esclusivamente utilizzando prodotti stagionali, ci ha fatto fare un giro per il mondo a colpi di spezie, passione e filosofia. È stata un’esperienza basata sulla scoperta di ingredienti, alcuni che non avevamo mai provato, consistenze e cotture sapientemente abbinati per lasciare il segno. Anche la scelta dei vini è altrettanto ricercata, con focus su vini naturali. Decisamente ristorante, molto Osé, tremendamente buono.

Abbiamo provato Immorale Osé a Milano e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI IMMORALE OSÉ: ricercato e stimolante

Il menu, incentrato principalmente su piatti a base di verdure e legumi, ha stimolato fin da subito la nostra curiosità. Dopo una prima lettura, si capisce immediatamente una delle accezioni del nome “Osé”, per via di ingredienti ricercati probabilmente sconosciuti a chi non è familiare con la cucina orientale.

Il concept si conferma quello di un ristorante dove i piatti non sono pensati per la condivisione, ma più per un percorso culinario individuale. Si può scegliere se mangiare alla carta o fidarsi della degustazione alla cieca di 4 o 8 portate (in aggiunta entrambi prevedono due piatti a sorpresa fuori menu). Noi abbiamo optato per il menu degustazione Decadent – quattro corse e due sorprese, e siamo usciti più che sazi, per merito delle porzioni giuste.

Aggiunge di sicuro un tocco molto personale il fatto che lo chef porti ogni piatto al tavolo spieghi in modo affascinante gli ingredienti e gli accostamenti proposti.

COME SI MANGIA DA IMMORALE OSÉ: un connubio Oriente – Occidente

Dalla terra nasciamo e alla fine vi ritorniamo. Quindi è proprio da sotto terra che parte la degustazione”, lo chef sancisce così l’inizio del nostro percorso che parte dai vegetali.

Si inizia – in ordine di assaggio – con una spremuta di melograno che ci risveglia il palato e ci prepara ad un trittico vegetale che accosta ingredienti tradizionali a condimenti stranieri: purè con riduzione “come quello della nonna”, cremoso e ricco da finire facendo la scarpetta; patata dolce, coriandolo e crosta di semi e insalata di tuberi, yogurt greco e salsa verde aromatica: entrambi deliziosi.

Abbinamento vino: Spergola “Defratelli” Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero– Cà de Noci, Emilia IGT, 2016

Proseguendo con la degustazione, rimaniamo sul vegetale, ma ci spostiamo in Oriente con cavolfiore al masala, salsa verde e ayran che nel nostro percorso simboleggia la nascita (chi di voi si ricorda il libro per bambini “Nata sotto un cavolo”? Noi sì!), e ci conquista con la sua morbidezza e speziatura.

Abbinamento vino: Clai, Ottocento Bijeli, Croazia, 2016

Arriviamo poi alla radice di loto brasata, croccante di riso alla barbabietola, aiolì e gel al mandarino, “che porta alla salvezza dell’anima. Nel nostro quotidiano πάντα ῥεῖ (Panta rei, tutto scorre) e il piatto ci àncora e dà equilibrio. E nel piatto il Loto è l’ingrediente che unisce gli altri ”. Piatto incredibile, la radice ha la consistenza di un tubero ammorbidito, sapore delicato e a contrasto il croccante di riso e le salsine speziate: uno dei nostri preferiti.

Abbinamento vino: Bencze,Pinot Noir, Ungheria, 2019

Per passare dalla terra alla carne, ecco l’unico piatto in condivisione del menu che mostra ancora una volta la vena “Osé” del locale: una mozzarella campana con peperoncino e salsa alla ‘nduja da mangiare con le mani, imboccandosi l’un l’altro. Un’esplosione di contrasti, oltre che ice-breaker di un appuntamento romantico (della serie, “o la va o la spacca”).

Immorale Osé Milano
Mozzarella campana con peperoncino e salsa alla ‘nduja | © Elena Mariotti

Le portate di carne e pesce sono i ravioli alle tre carni e il tonno marinato, cioccolato bianco, wasabi e lava al nero di seppia. L’abbinamento per noi più interessante e riuscito è infatti il tonno + wasabi + cioccolato bianco che ha reso questo piatto il nostro preferito.

Abbinamento vino: Paglione, Perazzelle – Cacc’e Mmitte Doc di Lucera, Foggia, 2018

Una deliziosa frozen custard, ribes, pan di Spagna, croccante di semi aromatico conclude dolcemente la nostra cena, o almeno così pensiamo noi!

Abbinamento vino: Terre a Mano, Rosso Toscano Vendemmia Tardiva IGT “Pian de’ Sorbi”, Toscana, 2011

Subito dopo arriva un éclaire, craquellin, Sicilia piccante che “conclude la cena di oggi e inizia quella della prossima volta”, ed è infatti ripiena di ricotta, ‘nduja, dragoncello con glassa al cioccolato bianco e banana… da intingere in salsa ponzu.

Bisogna ammettere che questa conclusione salata può destabilizzare non poco gli amanti dei dolci, ma a noi è piaciuta! Finiamo questa splendida cena felici che le nostre aspettative non siano state disattese: i piatti originali, le materie prime freschissime e ricercate e gli abbinamenti accattivanti, ci rendono solo curiosi di vedere come cambierà il menu stagione dopo stagione.

L’ATMOSFERA DI IMMORALE OSÉ: curata e minimale

L’ambiente rimarca la netta distinzione dal sister-restaurant bistrot: i decori sono minimali, le pareti hanno qualche opera d’arte ma l’atmosfera potrebbe essere scaldata un po’ più per riflettere il mood dello staff e la personalità dei piatti. I grandi tappeti posizionati in alcune aree della sala danno un bel tocco che sa di casa. Il team in sala è molto preparato, sempre piacevole e coinvolgente.

I PREZZI DI IMMORALE OSÉ: corretti

Il prezzo dei menu degustazione va dai 65€ per il Decadent – quattro corse e due sorprese -, ai 95€ per il F*cking Decadent – otto corse e tre sorprese (bevande escluse). I piatti alla carta invece si aggirano attorno ai 20€. Noi abbiamo speso ulteriori 45€ a testa per il pairing di 6 vini. A nostro parere i prezzi sono in linea con la zona tenendo conto della qualità del servizio, del cibo e del vino. Acqua, pane con burro di acciughe (buonissimo) e coperto sono inclusi.

IMMORALE OSÉ
Via Tadino 43, Milano
02 52518831
Aperto dal lunedì al sabato (19-01)

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI IMMORALE OSÉ: ingredienti particolari con opzioni adatte un po’ a tutti (vegetariani e/o carnivori)

IL PREZZO DI IMMORALE OSÉ: sui 60€ a testa (bevande escluse) ordinando alla carta, oppure prezzo del menu degustazione 65€ o 95€ (bevande escluse)

MOOD DI IMMORALE OSÉ: audace e coinvolgente, adatto per cena tra amici o per appuntamento romantico (anche first date per rompere il ghiaccio!)

COME PRENOTARE DA IMMORALE OSÉ: telefonicamente

COME ARRIVARE DA IMMORALE OSÉ: con la metro rossa, fermata Lima

Conoscevate già il ristorante Immorale Osé? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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