Internazionale – Conosco un posto https://godsgift.cyou Wed, 20 Nov 2024 08:56:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Internazionale – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Cucine dal mondo: 10 ristoranti a Milano con deliziose opzioni vegane /cucine-dal-mondo-10-ristoranti-a-milano-con-deliziose-opzioni-vegane/ /cucine-dal-mondo-10-ristoranti-a-milano-con-deliziose-opzioni-vegane/#respond Sat, 16 Nov 2024 07:17:00 +0000 /?p=82037 Dall'India al Giappone, passando dal Venezuela: ecco un giro del mondo vegetale senza lasciare la città!

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In questo articolo vi portiamo alla scoperta delle migliori opzioni vegane nei ristoranti internazionali di Milano. Vi invitiamo quindi a un viaggio culinario intorno al mondo senza lasciare la città: dal sushi al saporito zighinì eritreo, fino alle gustose arepaz del Venezuela, siete pronti a viaggiare con le papille gustative? Si parte: ecco 10 cucine dal mondo a Milano con deliziose opzioni vegane per un giro vegetale all’insegna di sapori anche particolari!

10 cucine dal mondo a Milano con opzioni vegane

Nori Way

Ristorante giapponese |📍Porta Romana
💰€€

Iniziamo il nostro tour con Nori Way, locale che propone sushi 100% plant based in zona Porta Romana. Tra futomaki, nigiri, gunkan, uramaki, si ha davvero l’imbarazzo della scelta: la somiglianza con il pesce è notevole, e lo stupore vi accompagnerà fino all’ultimo boccone. 

Ciò che amiamo soprattutto di questo locale è la capacità di riprodurre alla perfezione il sapore e le consistenze del pesce crudo con ingredienti vegetali, senza limitarsi però a una semplice imitazione dei piatti. Tra i nostri preferiti vi segnaliamo i crispy Hana, fiori di zucca in tempura avvolti da salmone e tonno vegan su base di salsa ponzu e i midnight Oshizushi, barchette di riso pressate ricoperte di melanzane al miso. 

Considerando l’unicità della proposta e la cura di ogni aspetto, servizio compreso, i prezzi di Nori Way sono davvero onesti: si spendono circa 40€ a testa. Piccola nota a margine: di giorno lo spazioso locale non propone sushi ma i piatti di Radice Tonda, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo sulle gastronomie vegane a Milano.

Jin Yong

Ristorante cinese |📍Porta Ticinese
💰

Spostiamoci in Porta Ticinese per andare a ritrovare dei vecchi amici di Paolo Sarpi. Stiamo parlando del team di Jin Yong, ristorante cinese che da circa un anno si è trasferito a pochi passi dalle colonne di San Lorenzo. La trasformazione ha modificato verso l’alto i prezzi e l’ambiente, che ha volutamente abbandonato quell’atmosfera da trattoria alla buona a cui la clientela era abituata.

Ovviamente il menu prevede moltissime opzioni vegetali, ma il personale è disponibile anche a togliere ingredienti di origine animale su richiesta. Il piatto forte sono gli spaghetti fatti a mano, sia nella versione saltata che nella zuppa agropiccante. Consigliata anche le scodella di fuoco piccante con verza o funghi cardoncelli e il tofu essiccato con erba cipollina. Mettete in conto una spesa di circa 30€ a testa.

Warsa

Cucina eritrea |📍Porta Venezia
💰

In zona Porta Venezia sono presenti diversi locali in ccui poter mangiare piatti eritrei, ma noi torniamo spesso in uno dei nostri posti preferiti: Warsà. Qui si mangia con le mani servendosi del pane injera, una sorta di piadina spugnosa che si utilizza per “pescare” i vari ingredienti dello zighinì.

Nella sua versione vegan troviamo un tripudio di verdure tra cui patate, carote, cavoli insieme a deliziose creme di legumi a base di ceci al pomodoro e lenticchie speziate, che garantiscono il giusto apporto proteico. La location suggestiva si presta per una divertente cena con gli amici. La spesa è di circa 30€ a testa.

DedasPuri

Ristorante georgiano |📍Sant’Ambrogio
💰€€

DedasPuri è un ristorante che propone piatti della tradizione georgiana di cui vi avevamo già parlato qui. Le opzioni vegane sono ben segnalate nel menu, e spaziano dalle melanzane fritte ripiene di noci e coriandolo ai khinkali, i tipici ravioli ripieni di patate.

Se volete optare per un piatto unico non perdetevi il sokoiani, ovvero una saporitissima focaccia ripiena di funghi tritati. Se invece non sapete da dove iniziare, potete ordinare il percorso degustazione vegano a 30€ (allo stesso prezzo trovate anche quello vegetariano e di carne). I sapori sono eccellenti e, inoltre, la selezione di vini tipici è curatissima.

Passando alla location, è ampia ma piuttosto spartana: si presta per un pranzo nel weekend o per una cena tra amici. In totale, preparatevi a spendere circa 45€ a testa, non pochissimi ma valevoli per la particolarità della proposta.

Yuan Zi

Hot pot cinese |📍Porta Venezia
💰

Di recente abbiamo provato Yuan Zi e siamo rimasti piacevolmente soddisfatti dalle opzioni vegetali di questo hot pot. All’ingresso del locale troverete un ampio buffet con salsine e ingredienti, tra cui tantissime tipologie di spaghetti, ravioli, gnocchi, verdure e funghi. Tutto molto buono, anche se l’alimento che ci ha più convinto è sicuramente il tofu, sia nella versione frozen che fritta. 

Anche il conto ci ha stupito: il costo è di 28€ a pranzo e 32€ a cena, quindi decisamente conveniente. La location curata e l’esperienza divertente si prestano benissimo per una cena tra amici o per un date poco convenzionale.

Tara

cucina indiana |📍Arco della Pace
💰€€

Continuiamo il nostro giro del mondo con la cucina indiana di Tara, a pochi passi dall’Arco della Pace, dove da ben oltre un decennio torniamo sempre volentieri. L’ultima volta abbiamo iniziato col mix di antipasti a base di pakora, delle frittelle a base di ceci con verdure, e i samosa, involtini fritti ripieni di patate. A seguire abbiamo ordinato il baigan bharta (una polpa di melanzana affumicata e speziata, ceci e patate piccanti), accompagnato dall’immancabile pane roti (l’unico vegano della lista) e da del riso basmati cotto con curcuma, mandorle e cardamomo, necessario a stemperare le fiamme nel palato.

La location è coloratissima, mentre il servizio è un po’ sbrigativo. Per quanto riguarda il prezzo, siamo nella media milanese: si spendono circa 40€ a testa senza bevande; consigliamo però di fare sempre un check su The Fork.

Beirut

cucina libanese |📍Lodi
💰€€

La cucina libanese è senza dubbio tra le nostre preferite, nonché tra quelle più ricche di proposte vegetali. Tra i locali che la propongono c’è Beirut, che abbiamo provato di recente. Qui, di vegano, il menu propone un piatto misto a 21€ composto da una selezione di mezzeh vegetali calde e fredde, di cui abbiamo particolarmente apprezzato la mousaka di melanzane con pomodoro, ceci e spezie, il saccottino di spinaci e cipolla e l’assaggio di insalata libanese con melograno, perfetta per sgrassare le portate più oleose. A parte, abbiamo ordinato anche una porzione incredibile di makdous, ovvero melanzane sott’olio ripiene di peperoni e noci. 

A differenza di altri ristoranti libanesi più noti, qui la location è piuttosto asettica: tavoli neri, poca illuminazione, pareti verdine. I prezzi sono nella media: per una cena senza bevande si spendono circa 35€. 

Hanoi

trattoria vietnamita |📍Sarpi
💰

In piazzale Baiamonti, a pochi passi dall’inizio di Sarpi, siamo tornati da Hanoi, piccolo ristorante vietnamita che passa inosservato ma che regala sorprese per chi è curioso di mangiare vegetale. La sezione del menu vegan è ben segnalata, quindi permette una scelta veloce senza dover chiedere conferma per ogni piatto: noi abbiamo provato gli spaghetti di riso con verdure, i ravioli e il brodo con tagliatelle di riso e tofu, accompagnato da un piattino con coriandolo e lime da dosare a piacimento.

Non gridiamo al miracolo, ma le porzioni abbondanti e i sapori confortanti non hanno disatteso le nostre aspettative. Per una cena abbiamo speso circa 25€ a testa, ma segnaliamo che in settimana con la formula pranzo (comprensiva di un piatto più involtini) si spendono 12€.

Riad Majorelle

ristorante marocchino |📍Repubblica
💰

Riad Majorelle è un ristorante marocchino a gestione familiare in zona Repubblica. Il nome deriva dalla particolare tonalità blu Majorelle del famoso giardino di Marrakech di cui Yves Saint Laurent rimase folgorato (e di cui vi abbiamo parlato nel nostro articolo sulle cose da fare a Marrakech). L’arredo è curato e originale, con l’accostamento di oggetti tradizionali marocchini a pouf e decorazioni parietali moderne.

Per iniziare abbiamo preso l’hummus e delle croccantissime mini falafel. Come piatti principali, invece, un burger con falafel, buono ma non indimenticabile; e il cuscus Dfaia che ci ha conquistati per l’equilibrio tra il dolce delle cipolle caramellate e la nota calda e speziata della cannella. Per un pasto completo, bevande escluse, abbiamo speso circa 25€, compreso un dolcino finale. Considerando la zona centrale, si tratta davvero di un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Arepa’z

Street food venezuelano |📍Navigli
💰

Concludiamo il nostro tour in zona Navigli, dove abbiamo provato la cucina venezuelana di Arepa’z, situato in una posizione piuttosto infelice – di fronte al ponte delle milizie – , compensata però da una gioviale atmosfera interna. Il nome riprende il piatto principale della cucina sudamericana, le arepaz, panini a base di farina di mais, acqua e sale, naturalmente senza glutine, quindi adatti anche agli amici celiaci.

Qui abbiamo provato un’arepaz dal ripieno davvero abbondante, con avocado, fagioli neri e platano dolce di mais; delle bruschette di platano con avocado e pomodorini; e l’hallaca, un saporitissimo fagotto di mais avvolto nella foglia di platano con ripieno di seitan, cipolla e uva passa.  

L’ampia location dai colori accesi si presta bene a combriccole rumorose, mentre il servizio è rustico ma efficiente. In definitiva, Arepa’z è un locale senza troppe pretese dal prezzo contenuto: difficile spendere più di 20€, bevande incluse.

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A cena da Ronin Robata, palazzo mai visto prima a Milano /ronin-robata-milano-ristorante/ /ronin-robata-milano-ristorante/#respond Tue, 01 Mar 2022 07:00:16 +0000 /?p=42189 Siamo stati a cena da Ronin Robata, la grande novità di questo 2022 a Milano: ecco come si mangia e quanto si spende nel ristorante più chiacchierato del momento!

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Quando si viaggia all’estero, esistono quei posti da cui si esce pensando: “Questo servirebbe proprio a Milano“. Penso ad alcune brasserie in cui abbiamo mangiato a New York, o a tanti dei ristoranti di Tokyo, o anche ad alcuni locali parigini o londinesi. Quando sono uscita da Ronin ho pensato che era bello che uno di quei posti così (così come? ci proviamo a definirlo, in questo articolo) fosse arrivato nel pieno centro della nostra città, nel cuore di Paolo Sarpi.

Abbiamo provato Ronin Robata e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI RONIN: Giappone, Italia, Francia…

Ronin è un palazzo di 4 piani che ha aperto da circa due mesi in via Alfieri, all’angolo con via Canonica e nel cuore di uno dei nostri quartieri preferiti, Chinatown. È ispirato al Giappone, sia negli arredi che nella carta. Al pianterreno c’è Piccolo Ronin, in stile izakaya, il posto giusto per spuntini e drink veloci a prezzi abbordabili, mentre al primo piano ha casa Ronin Robata, un ristorante a tutti gli effetti, i cui fornelli sono capeggiati dallo chef Luigi Nastri. Al piano 2, invece, spazio al cocktail bar Madame Cheng e a qualche sala privata per il karaoke (su prenotazione), oltre che a un ristorante omakase di prossima apertura. Quarto e ultimo piano: members club only, anche questo in via d’apertura.

Noi abbiamo scelto di trascorrere la serata, per la nostra cena di compleanno, da Ronin Robata, il cui menu si articola in proposte al confine tra Italia, Francia e Giappone, con la robata – la griglia giapponese – a fare da protagonista a molti piatti. Personalmente, avrei ordinato tutto: i gyoza di agnello e rūtsudashi, il tenpura di razza e kurozu, gli udon con curry giapponese e vongole e lo shabu shabu, fumante hot pot di verdure e carne che ha allietato i nostri vicini di tavolo e che sembrava imperdibile. Prossima volta.

COME SI MANGIA DA RONIN: a tratti molto bene, a tratti meno bene

Dopo un piccolo benvenuto della casa, decidiamo di iniziare il nostro percorso da due piatti che dettano un po’ le nostre impressioni ‘ondivaghe’ di tutta la cena: uno è molto buono, l’altro è meno buono. Nella prima categoria ricadono le ostriche in tenpura e vitello, servite con una parmentier di patate epica: il piatto è meravigliosamente riuscito. Lo è meno il sashimi di salmone con sunomono di cetrioli e ikura, complice una schiumetta che proprio non ci ha entusiasmato e il fatto che gli ingredienti legassero ben poco gli uni con gli altri.

Proseguiamo con due piatti ‘main’, in questo caso entrambi molto buoni. Ottimo il risotto con anguilla laccata alla robata e mandarino: cremoso al punto da mangiarlo col cucchiaio, cosa che apprezziamo sempre molto, e con l’anguilla laccata davvero capace di un twist degno di nota (leggermente smorzato dal mandarino, abbinamento insolito ma molto riuscito). Il piatto della serata, probabilmente, è però il ramen (asciutto) con aglio nero, anemoni e cenere di porro. Delizioso.

Chiudiamo la nostra cena provando la cottura sulla robata, e optando tra le varie proposte, per il manzo di razza romagnola, buono senza esagerare, forse un pochino troppo cotto per i nostri gusti, forse un pelino meno caldo di quanto doveva. Anche considerato il suo costo, non ci ha fatto emozionare. Molto buone invece le due ciotoline che abbiamo scelto per contorno: sensazionali le patate fritte con salsa takoyaki e togarashi, buonissimi anche i cetrioli con miso, edamame e sesamo.

Non troviamo spazio per il dolce, ahimè, perché possiamo dirci completamente sazi dopo questa bella porzione di carne. Ci alziamo soddisfatti, più convinti di alcuni piatti rispetto ad altri, ma nel complesso molto felici.

L’ATMOSFERA DI RONIN: il vero piatto forte

Il vero piatto forte di Ronin, è inutile nasconderlo, è l’atmosfera che vi si respira. Super trendy, neanche a dirlo, ma davvero piacevole anche se le cose ‘alla moda’ faticano a emozionarci. Tutto è nuovo, bellissimo, patinato, mega curato e iper dettagliato – bagno incluso, ovviamente. Il servizio è particolarmente gentile, ci si sente coccolati e ‘presi in cura’ senza troppi vezzi, ma con le giuste attenzioni. La colonna sonora è pura meraviglia, e il posto ci è sembrato perfetto un po’ per ogni occasione: da una cena di lavoro a una serata con amici, da un rendez-vous in famiglia fino al più romantico dei tête-à-tête.

I PREZZI DI RONIN: belli carichi

Per la cena che vi abbiamo appena descritto, che abbiamo accompagnato da una bottiglia di Sauvignon delle meno care (circa 35€), il conto finale per due persone è stato di circa 150€. Entrate nell’ottica, pur non esagerando, di spendere almeno una cinquantina di euro a testa, bere a parte. Ci sta? Chiaramente dipende da quello che ognuno cerca. Noi siamo stati bene, abbiamo passato una bella serata (poi continuata al piano due, con un cocktail volante da Madame Cheng, intimo e perfetto per un date) come non accadeva da un po’, ci siamo divertiti e abbiamo sicuramente avuto un’esperienza diversa dalle solite. Torneremo con piacere (sempre che si riesca a prenotare, è un vero e proprio patema) per assaggiare la cucina più easy del Piccolo Ronin e per una bella cantata al karaoke.

HOUSE OF RONIN
Via Vittorio Alfieri 17, Milano
02 8936 7101
Aperto tutti i giorni (19-1) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI RONIN: un innesto tra Italia, Francia e Giappone; qualche sporadico piatto adatto anche ai vegetariani

IL PREZZO DI RONIN: sui 50€ a testa bere a parte

L’AMBIENTE DI RONIN: super posh e curato in ogni dettaglio; posto perfetto un po’ per ogni occasione, dalla cena con le amiche a una serata in famiglia fino a un tête-à-tête

COME PRENOTARE DA RONIN: tramite il sito web

COME ARRIVARE DA RONIN: tram 1 e 10; bus 43 e 57

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A cena da Bentoteca a Milano, il mio posto dell’anno /bentoteca-milano-ristorante/ /bentoteca-milano-ristorante/#comments Mon, 28 Jun 2021 05:00:23 +0000 /?p=33967 Siamo stati diverse volte da Bentoteca, ristorante in zona Sant'Agostino a Milano, e possiamo affermare serenamente che è *il* posto dell'anno. Ecco il nostro racconto su questo posto speciale!

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Appena prima della pandemia, eravamo stati da Tokuyoshi, ristorante una stella Michelin in zona Sant’Agostino che ci aveva fatto sperimentare una cena da sogno. Con i lockdown e le varie zone rosse lo chef, Yoji Tokuyoshi, ha provato a ripensare il proprio locale, a partire dal nome, Bentoteca, che ci ha deliziato in questi mesi sia nei suoi spazi che con la delivery (per ora, invece, sospesa). Ogni volta che siamo stati qui a pranzo o a cena, abbiamo avuto l’impressione di ripetere l’esperienza che tanto ci era piaciuta con lo stellato, nello stesso bellissimo ambiente ma a prezzi più modici e con un menu meno impegnativo. Io non ho dubbi: è il “mio” posto dell’anno e qui ve lo provo a raccontare.

Abbiamo provato Bentoteca a Milano e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI BENTOTECA: giapponese, con un twist

La carta di Bentoteca non è esageratamente lunga, ed è idealmente suddivisa tra piatti da condividere (insalata di polpo, katsusando, polpette, gyoza, piccione marinato nel sake…) e piatti ‘singoli’ tra cui spiccano diverse bontà (wagyu, pollo teriyaki, salmone marinato…) da accompagnare o sotto forma di bento (letto di riso) o di udon (tipica pasta giapponese).

La cucina è giapponese, dunque, ma con un twist dato dalla fantasia dello chef, ovviamente, e anche dall’accostamento con ingredienti più spiccatamente mediterranei, come i funghi porcini, il piccione o il bue nero di Salamanca.

La carta è notevolmente sbilanciata a favore di carne o pesce, dunque al momento non ci sentiamo di consigliarlo a persone vegetariane o vegane.

COME SI MANGIA DA BENTOTECA: in modo sublime

Bentoteca Milano
L’insalata di patate | © Caterina Zanzi

Come si mangia, quindi? Divinamente. Tutto, qui, è pensato nei minimi dettagli: dalle preparazioni alle cotture, dagli accostamenti fino all’impiattamento e al racconto delle portate, nulla è lasciato al caso. Noi scegliamo di iniziare il nostro percorso con due assaggi da condividere. Uno è l’insalata di patate in stile giapponese, sormontata da gamberetti rosa fritti. Commovente.

Bentoteca Milano
Il midollo | © Caterina Zanzi

L’altro, decisamente più particolare e comunque indimenticabile, è il midollo cotto alla brace con calamari fermentati in stile giapponese e shokupan, un pane al latte giapponese fatto da loro. La carne si scioglie in bocca e l’accostamento terra-mare è da urlo, così come il pane di accompagnamento, perfettamente tostato. Consigliamo questo piatto ai carnivori convinti o semplicemente a chi ha voglia di sperimentare: nonostante si tratti di midollo, il retrogusto è quasi dolce e i sapori per nulla invadenti.

Bento
La bento | © Caterina Zanzi

Come piatto principale, scegliamo di dividere (quella che vedete in foto è la metà di una porzione) una bento di chutoro, la parte più pregiata del tonno, ovvero la ventresca, che qui è adagiata su del riso e accompagnata da una frittatina e uova di trota deliziose. Uno dei migliori tonni mai assaggiati, per certo a Milano, e quasi in lotta con quello, indimenticabile, provato a Nara, in Giappone.

Dessert
La cheesecake | © Caterina Zanzi

Chiudiamo con una cheesecake con base di azuki, molto buona e carinamente presentata. Ad accompagnare, uno dei vini naturali di cui è ben rifornita la cantina di Bentoteca, e nello specifico un ottimo catarratto. Usciamo da qui con la convinzione, ancora una volta, di aver mangiato divinamente.

L’ATMOSFERA DI BENTOTECA: raffinata

Ristorante Milano
Un’immagine di Bentoteca | © Bentoteca Fb

Come dicevamo, Bentoteca è sorta sulle colonne di Tokuyoshi, uno stellato Michelin che era tra l’altro appena stato rinnovato. Per questo motivo, l’atmosfera qui è forse ancora più elegante di come potrebbe essere, con meravigliose sedute in velluto, un bel bancone da cui è possibile ammirare la brigata al lavoro e un ambiente nel complesso piuttosto raffinato. Ma non ingessato, merito anche del servizio giovane, sorridente e puntuale, svolto da persone che hanno tutta l’aria di chi si sta divertendo e sa il fatto suo.

I PREZZI DI BENTOTECA A MILANO: giusti

Per una cena completa dovreste mettere in conto una spesa tra i 50 e i 60 euro, vini inclusi: considerate un costo tra i 12 e i 25 euro per gli assaggi da condividere (la spesa cambia parecchio a seconda di ciò che sceglierete) e tra i 18 e i 40 euro per le bento e gli udon (anche in questo caso, molto dipenderà dal taglio di pesce o carne per cui opterete). Riteniamo questo conto assolutamente in linea con la qualità della proposta e la piacevolezza dell’esperienza. E quindi niente, vi abbiamo appena parlato di uno dei posti più esaltanti al momento aperti a Milano secondo noi. Fateci sapere se andate!

BENTOTECA
Via S. Calocero 3, Milano
340 8357453
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23, mar mer solo a cena) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI BENTOTECA : ingredienti particolari e poco adatti a vegetariani

IL PREZZO DI BENTOTECA: sui 50€ a testa

L’AMBIENTE DI BENTOTECA: raffinato ma non ingessato, perfetto per cene romantiche o di lavoro

COME PRENOTARE DA BENTOTECA: telefonicamente o qui

COME ARRIVARE DA BENTOTECA: con la metro verde (Sant’Agostino), bus 94, tram 2 e 14

Conoscevate già il ristorante Bentoteca a Milano? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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Dove mangiare kebab a Milano: 5 posti da provare /kebab-milano/ /kebab-milano/#comments Tue, 20 Oct 2020 04:00:01 +0000 /?p=22923 Mangiare kebab a Milano equivale a un pasto di scarsa qualità? Niente di più falso. Ecco 5 posti dove mangiarne uno buonissimo!

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Mangiare kebab a Milano, ingiustamente, è spesso associato all’idea di pasto di bassa qualità. Ma siamo qui per sfatare questo mito: siamo andati alla scoperta di 5 (più uno di bonus) posti pazzeschi in città per mangiare un buon kebab.

Speriamo di farvi ricredere sul fatto che questa incredibile specialità cotta sul tipico spiedo verticale rotante possa essere solo il termine di una serata o l’alternativa al frigo vuoto quando facciamo tardi! Ecco 5 luoghi perfetti per cambiare idea!

5 KEBAB A MILANO BUONISSIMI CHE ABBIAMO PROVATO DI RECENTE

MEKAN

Migliori Kebab Milano
Il kebab di Mekan | © Tommaso Prada

Da sempre considerato uno dei migliori kebab della città, questo locale storico (è aperto dal 2001) a due passi da Piazza Napoli non poteva che essere la prima tappa del nostro viaggio. Dotato di due grandi sale distribuite su due piani, il locale è pulitissimo e gli arredi chiari lo rendono quasi asettico. Ordiniamo al bancone il nostro panino e dopo pochi minuti ci viene servito al tavolo: ci colpisce subito il bilanciamento tra il sapore molto fresco (forse con un sentore di menta?) delle verdure e quello più saporito delle salse e della carne che, seppur buonissima, avremmo però gradito un po’ più arrostita. Anche la prova della digeribilità (uno dei parametri fondamentali per giudicare un kebab) è superata a pieni voti e l’unico ricordo sgradito che vi lascerà Mekan è l’odore sulle mani (e sui vestiti) che purtroppo vi perseguiterà per molte ore come un odoroso fantasma (#conoscounlavaggio: con noi per le mani ha funzionato il sapone per i piatti).

MEKAN. Viale Carlo Troya 10. 3804725905. Aperto tutti i giorni (dom-gio 11-00, ven-sab 11-01). Prezzo menu 6 euro, solo panino 4 euro.

MEYDAN

Migliori Kebab Milano
La vetrina di Meydan | © Tommaso Prada

Sembra una catena di montaggio questo affollato locale su due piani che ben si adatta alla frenesia della zona in cui si trova, cioè Corso Buenos Aires (via Pergolesi, per la precisione); i ragazzi che dietro al bancone si affaccendano nelle preparazioni confezionano un kebab tanto buono quanto classico, con un pane tra i migliori provati nel nostro tour (fragrante e saporito), carne cotta perfettamente (con quel punto di croccantezza che piace a noi) e gusto ottimamente bilanciato tra la piccantezza della salsa e la dolcezza delle cipolle rosse (e non bianche come nella maggior parte dei panini); manca però un guizzo o una variazione per rendere i morsi meno monotoni. Digeribilità perfetta e odore su mani e vestiti inesistente completano un giudizio senz’altro positivo. Il menu è molto vasto e troverete anche moltissime sfiziosità e dei dolci dall’aspetto talmente invitante da spingerci a tornare il prima possibile.

MEYDAN. Via Pergolesi 3. 3478178629. Aperto tutti i giorni (11-00). Prezzo menu 6 euro, solo panino 4 euro.

NUN – Taste of Middle East

Migliori Kebab Milano
Il kebab di NUN | © Tommaso Prada

Non si può dire che il kebab di Nun non sia buonissimo e infatti ve ne avevamo già parlato: la qualità degli ingredienti è molto alta e concorre a rendere il panino gustoso, fresco e leggero, con un’amalgama tra gli ingredienti perfetta (soprattutto nel kebab con l’hummus, davvero sorprendente); tutto questo in un ambiente luminoso, curato e con un servizio simpatico e velocissimo. Siamo però rimasti un po’ delusi per la sola presenza del pollo tra le scelte di carne, le dimensioni ridotte (per lo meno in confronto agli altri kebab che abbiamo provato) e per un sapore che non spinge come avremmo voluto, anche quando nel panino è presente quella che dovrebbe essere la salsa piccante (l’harissa). Il giudizio finale tuttavia non può che essere positivo, soprattutto se siete alla ricerca di un kebab più equilibrato e delicato.

NUN. Via Spallanzani 36. 0291637315. Aperto tutti i giorni (lun-mer 12.30-15 e 18.30-22.30, gio-dom 12.30-15 e 18.30-23). Viale Gian Galeazzo 2. 0284115003. Aperto tutti i giorni (lun-mer 12.30-15 e 19-22.30, gio-dom 12.30-15 e 19-23). Prezzo menu da 8,40 euro, solo panino da 5,40 euro.

AKSARAY

Migliori Kebab Milano
I felafel e il kebab di Aksaray | © Tommaso Prada

Il nostro tour ci porta in corso Lodi per provare il kebab di Aksaray, un ampio locale a due passi dalla fermata Brenta della metro gialla; come sempre prendiamo il menu completo con bibita e patatine (più due felafel squisiti) e già al primo morso il kebab ci convince pienamente: il pane è sottile e croccante e contrasta piacevolmente con la morbidezza della carne all’interno; inoltre, questa croccantezza evita quell’effetto spugna che talvolta ammoscia il pane impregnandosi di salse che qui invece condiscono esclusivamente il ripieno del kebab rendendo quindi ogni morso “pieno” e soddisfacente. Anche la digeribilità è perfetta e l’unica conseguenza spiacevole è l’odore sui vestiti (ma non sulle mani!) che ci ha accompagnato sulla via del ritorno verso casa.

AKSARAY. Corso Lodi 84. 3420498439. Aperto tutti i giorni (11-00) tranne lunedì. Prezzo menu 7 euro, solo panino 4,50 euro.

STAR ZAGROS KEBABBAR

Migliori Kebab Milano
Il Kebab e i cocktail di Star Zagros | © Tommaso Prada

Da tempo volevamo capire se i giudizi unanimemente entusiasti su Star Zagros fossero fondati e dopo averlo provato possiamo dirlo con cognizione di causa: questo è uno dei migliori kebab della città! Situato in corso Ventidue Marzo, il piccolo locale si caratterizza per un’offerta che propone signature cocktail da abbinare ai panini in un connubio ben sintetizzato nel neologismo Kebabbar. Non pensate però che gli ingredienti raffinati dei drink e i bicchieri a coppa siano sinonimo di un kebab snob e poco zozzo, perché qui vi sporcherete le mani come in ogni kebabbaro che si rispetti. I panini sono riccamente farciti con carne morbida e gustosa e salse ben equilibrate, ma il vero punto di forza è il pane fatto in casa, semplicemente buonissimo. Anche le ottime patatine fritte, i cocktail ricercati e le sfiziosità da condividere (provate i pop corn di pollo fritti!) sono un contributo fondamentale per un’esperienza completamente appagante. Da segnalare anche uno staff gentilissimo e il rispetto ossequioso per le regole anti Covid, con tavoli ben distanziati soprattutto nella sala interna.

STAR ZAGROS KEBABBAR. Corso Ventidue Marzo 38. 0249460150. Aperto tutti i giorni (12-15.30 e 17.30-02) tranne lunedì. Prezzo menu da 8,50 euro, solo panino da 5 euro.

UN KEBAB A DUE EURO IN VIA PADOVA

Migliori Kebab Milano
Il kebab economico di via Padova | © Tommaso Prada

Col suo confuso groviglio di culture, sapori e profumi via Padova è secondo noi una delle strade più affascinanti di Milano. Andando verso la periferia, non è raro incontrare locali che propongono kebab a pochissimo prezzo e ci siamo sempre chiesti quale sia la differenza rispetto ai panini che costano anche più del doppio. Essendo ormai super esperti degli impianti di areazione dei kebabbari, sappiamo che in questi posti è meglio venire con vestiti di cui ci si vuole disfare ed è quindi con un outfit degno di Derelicte che entriamo nel locale prescelto in zona Cimiano. Prendiamo il menu con patatine e bibita a 4 euro (2 euro se volete solo il panino) e dopo pochi minuti ci viene servito il cibo: il kebab è farcito con meno carne rispetto agli altri che abbiamo provato, mentre pomodori e cipolle abbondano, così come le salse pronte a colare generosamente su mani e vestiti. Il pane scialbo e moscio poiché scaldato al microonde, gli strani pezzettini verdi non meglio identificati al suo interno (prezzemolo forse?) e le patatine fritte flosce danno quel tocco di mistero e ignoranza ad un pasto che tutto sommato non è stato poi così male. Il sapore è gradevole, abbiamo digerito tutto senza problemi e va quindi benissimo quando avete voglia di cibo zozzo o quando volete liberarvi di alcuni vestiti, che probabilmente non userete mai più una volta usciti di qui!  

Voi avete uno di questi ristoranti? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure commentate sui social utilizzando l’hashtag #ConoscoUnPosto!

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I 10 ristoranti etnici a Milano che più amiamo /migliori-ristoranti-etnici-milano/ /migliori-ristoranti-etnici-milano/#comments Tue, 13 Oct 2020 12:31:21 +0000 /?p=21656 Vi piace sperimentare le cucine da tutto il mondo? Abbiamo selezionato per voi 10 buonissimi ristoranti etnici a Milano!

L'articolo I 10 ristoranti etnici a Milano che più amiamo sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Lo confessiamo: abbiamo una vera e propria passione per i ristoranti etnici a Milano (qui trovate la nostra precedente classifica), e così ci siamo messi all’opera, dopo anni a passare in rassegna più o meno tutte le cucine straniere che siamo riusciti a trovare in città. Dalle popolarissime specialità messicane e indiane, a quelle ancora poco conosciute, come l’eritrea e l’uzbeka, passando per le libanesi e filippine, ce n’è davvero per tutti i gusti e preferenza geografica. Ecco i nostri 10 ristoranti etnici preferiti di Milano!

10 RISTORANTI ETNICI A MILANO CHE AMIAMO

CUCINA RUSSA E UCRAINA: VERANDA

Ristoranti etnici Milano
Lo shashlyk | © Caterina Zanzi

Complici l’atmosfera spartana e i fiumi di vodka, da Veranda abbiamo trascorso una delle cene di redazione più divertenti in assoluto, assaggiando deliziose specialità russe e ucraine (qui trovate il nostro racconto completo). In carta troverete tutti i grandi classici, dagli antipasti più tradizionali alle zuppe (per esempio, il borsh), il vitello alla Stroganoff e il goulash, ma anche specialità meno note come i vareniki, ravioli ucraini ripieni di patate, funghi e cipolle, serviti con panna acida e burro fuso. Il piatto che vince la serata, per noi, è stato però lo shashlyk, carne di maiale marinata 12 ore con spezie georgiane e cipolle. 

VERANDA. Via Bezzecca 6, Milano. 02 39980378. Aperto da martedì a domenica (12:30-15 e 19-23).  

CUCINA LIBANESE: DAWALI

Ristoranti etnici Milano
La nostra tavola da Dawali| © Caterina Zanzi

La carta di questo ristorante libanese (di cui vi abbiamo già parlato qui) è molto lunga ma, se volete fare come noi, potete scegliere un menu degustazione in modo da provare un po’ di tutto, in particolare le mezzeh, una selezione di antipasti fretti e caldi pressoché infinita; ne trovate anche uno vegano e uno vegetariano. I piatti sono tutti ben presentati e davvero abbondanti, l’atmosfera semplice, adatta per una cena a due o tra amici. In alcune serate, c’è anche uno spettacolo di danza del ventre! E se vi piace la cucina medio-orientale, vi suggeriamo anche di provare Fairouz, ristorante libanese vegetariano in zona Wagner.

DAWALI. Via Corrado II il Salico 10, Milano. 02 84895668. Aperto da lunedì a sabato (12:30-14:30 e 19-23), sabato solo cena.

CUCINA ERITREA: WARSÀ

Ristoranti etnici Milano
Un piatto di Warsà | © Warsà

Questo ristorante eritreo in zona Porta Venezia è per tutti coloro che soffrono di ‘mal d’Africa’, ma anche per coloro che vogliono avventurarsi in una cucina ancora poco conosciuta. Bel locale, musica africana in sottofondo, odore di spezie nell’aria. In menu c’è un solo piatto, lo zhighinì, con verdure e cous cous, declinato in tre varianti: vegetariano, di pesce e di carne (manzo o pollo). Un avvertimento: arrivate con le mani pulite, qui le posate non esistono, in pieno stile eritreo!

WARSÀ. Via Melzo 16, Milano. 02 201673. Aperto tutti i giorni 12-15 e 19-23 tranne il mercoledì.  

CUCINA FILIPPINA: YUM

Yum Milano Ristorante Filippino
La bowl con il salmone| © Caterina Zanzi

Vale la pena provare la cucina filippina, di cui esistono pochissimi esempi a Milano, e farlo in questo locale piccolo locale molto minimal in zona Solari. Il menu per cena prevede diverse portate, suddivise tra le bowl (scodelle di riso guarnite di ogni bontà), pansit (i noodles filippini), piatti di carne e portate a base di verdure. Consigliatissime le prime: in un piatto si mischiano mille sapori diversi, senza però che nessuno prevarichi  sugli altri, e il gusto finale è incredibilmente fresco, perfetto anche per le sere d’estate. Da provare anche la cheesecake con patate viola in glassa di mango. E se volete saperne di più, qui potete leggere il racconto della nostra cena da Yum.

YUM. Viale Coni Zugna 44, Milano. 328 0952704. Aperto da martedì a domenica 10-15:30 e 17-22:30. 

CUCINA INDIANA: TARA

Tara Ristorante indiano Milano Conosco un posto
Una porzione di chicken curry |© Caterina Zanzi

Astenersi contrari al piccante e alle spezie. La cucina indiana, si sa, è fatta per palati abituati agli eccessi. In una via a pochi passi dall’Arco della Pace, Tara è una garanzia, e ve lo diciamo sin dal 2015, quando scrivemmo questo articolo. Piatto forte è il tandoori, una modalità di cottura nell’omonimo forno d’argilla che rende carne e pesce, marinati in precedenza nelle spezie, morbidissimi e profumati. Se siete vegetariani (o celiaci), nessun problema: diverse le specialità veggie in carta, oltre a quelle gluten free. Per accompagnare le bontà, ordinate qualche porzione di pane naan liscio e con il formaggio (una vera delizia), da ‘pucciare’ nelle salsine allo yogurt e menta e in quelle più piccanti. 

TARA. Via Cirillo 16, Milano. 02 3451635.  Aperto da martedì a domenica 12-14,30 e 17-23. 

CUCINA COREANA: HANA

Ristorante coreano Milano Hana Conosco Un Posto
Frittata di kimchi | © Caterina Zanzi

A due passi dal Duomo, Hana è sicuramente uno dei ristoranti coreani più eleganti della città. Apprezziamo particolarmente la possibilità di ordinare anche alla sera i ‘menu‘,  che permettono di assaggiare una vasta selezione di specialità della casa. Noi abbiamo provato il menu spicyfrittata di kimchi (cavolo cinese fermentato con polvere di peperoncino), pollo piccante e bibimbab,  riso mescolato con calamari servito in una ciotola in pietra bollente, e quello degustazione, con spaghetti di soia, ravioli della casa e il classico bulgogi. Tra le bevande, non perdetevi il tè aromatizzato al miele e cedro e, se volete osare di più, un sorprendente vino di prugne verdi.

HANA. Via Mazzini 12, Milano. 02 36513597. Aperto tutti i giorni (12:15-15 e 18:30-22:30) tranne la domenica e lunedì a pranzo.

CUCINA PERUVIANA: INKANTO (chiuso)

Inkanto Milano Conosco un Posto
Il ceviche misto | © Lucia Brusco

La cucina peruviana è una tra le più saporite e variegate dell’America Latina e noi vi consigliamo di provarla qui, da Inkanto (di cui vi avevamo già parlato in questo articololungo il Naviglio Pavese. Oltre al ceviche, punto di forza di tutto il menu, potrete fare un viaggio gastronomico in Perù dagli antipasti al Quinotto, un originale risotto di quinoa bianca con funghi o gamberi e il Lomo saltado, antico piatto della cucina peruviana a base di carne di manzo, cipolle e peperoni. Le porzioni sono abbondanti e l’atmosfera del locale calda e accogliente. 

INKANTO. Via Emilio Gola 4, Milano. 02 83631695. Aperto da lunedì a venerdì 12-14:30 e 19-23, sabato 19-23.

CUCINA THAILANDESE: KOMENN THAI

Ristoranti Etnici Milano
Uno dei piatti di Komenn Thai | © sito Komenn Thai

Se i piatti thailandesi sono la vostra passione non perdetevi questo ristorante in Porta Romana, che può vantare anche un ottimo rapporto qualità-prezzo rispetto agli altri ristoranti thailandesi di Milano, notoriamente parecchio pricey. Il Pad Thai qui è uno dei migliori in città, ma in generale tutte le pietanze della tradizione, come la zuppa di gamberi o le puntine di maiale alla griglia con salsa sriracha, sono preparate e presentate con cura. L’atmosfera è rilassata, anche nel giardino coperto sul retro a cui si accede attraversando un caratteristico ponticello.

KOMENN THAI. Via Lazzaro Papi 5, Milano. 02 5501 2092. Aperto tutti i giorni 12-14:30 e 19-24, lunedì solo alla sera.

CUCINA UZBEKA E GEORGIANA: UZBEK

Ristoranti etnici Milano
Il plov | © Caterina Zanzi

Se vi piace sperimentare le cucine del mondo, anche quelle meno conosciute, e amate i posti in cui sentirvi come a casa, questo è il ristorante che può fare per voi: si trova alle porte dell’Isola e propone la cucina uzbeka, con qualche incursione anche in quella russa  e georgiana, all’insegna dei sapori genuini e di ingredienti freschissimi. Il servizio cortese e il prezzo giusto fanno il resto. Il nostro consiglio è quello di pasteggiare a vodka, perché qui servono degli shottini di marche particolarissime, introvabili in Italia e che si sposano perfettamente con i piatti in carta. Non perdetevi qui il racconto della serata!

UZBEK. Via Farini 38, Milano. 327 7454584. Aperto da martedì a domenica 19-24.

CUCINA MESSICANA: PIEDRA DEL SOL

Ristoranti Etnici Milano
I tacos di Piedra Del Sol | © IG @piedradelsolmilano

In zona Repubblica, Piedra Del Sol è uno dei ristoranti messicani storici a Milano, nonché uno dei più autentici, considerata la media di Milano. In questo locale si mangiano fajitastortillasenchiladafrijoles e ovviamente i burrito: li abbiamo assaggiati con il manzo,il pollo e in versione vegetariana, tutti e tre serviti con pico de gallo, sour cream, fagioli e riso e accompagnati da salse di ogni sorta, come il delizioso guacamole,  a base di avocado. Noi abbiamo pasteggiato con il margarita, anche se in carta ci sono tantissime altre bevande tipiche come la tequila e il mexcal. Ne uscirete sazi e sorridenti! 

PIEDRA DEL SOL. Via Cornalia 2, Milano. 02 6691901. Aperto tutti i giorni 12-15 e 19:30-24 (sab-dom solo a cena).

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Un pranzo da Attila, nuovo ristorante ungherese in Darsena (chiuso) /attila-ristorante-ungherese-milano/ /attila-ristorante-ungherese-milano/#respond Fri, 25 Oct 2019 07:00:53 +0000 /?p=18067 Siamo stati da Attila, nuovo ristorante ungherese in Piazza XXIV Maggio e ne siamo rimasti molto contenti. Curiosi di sapere cosa si mangia? Ecco il nostro racconto!

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Milano è sicuramente famosa per dare voce a una moltitudine di cucine diverse, ma i ristoranti ungheresi non sembrano per niente rappresentati, e anche le ricerche in rete non producono risultati soddisfacenti. A colmare questa mancanza di gulasch, paprika e panna acida ci ha pensato il ristorante Da Attila, che da poche settimane occupa i locali sotto i portici di Piazza XXIV Maggio, zona Navigli, che fino a qualche mese fa ospitavano un negozio di articoli sportivi e prima ancora un Milan Store (il cui declino è una perfetta rappresentazione dell’andamento della squadra rossonera negli ultimi anni). Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per capire se questa invasione unna ha le potenzialità per conquistare Milano, quindi qualche giorno fa abbiamo provato Da Attila a pranzo.

Abbiamo provato Da Attila e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI ATTILA: sapori decisi ed equilibrati

Veniamo accolti da una gentile signora ungherese che ci conduce in una sala inaspettatamente grande al primo piano e ci consegna il menu (sinceramente bruttino e scritto con un font particolarmente difficile da leggere), che presenta le portate scritte in ungherese con relativa spiegazione in italiano. Pur non conoscendo la maggior parte dei piatti, ci sembra tutto buonissimo e, sgranocchiando la piccola tartina gentilmente offerta come entrée, passiamo in rassegna i taglieri di affettati e formaggi ungheresi proposti tra gli antipasti, le zuppe di gulasch e verdure che costituiscono i primi e i piatti di maiale, crauti, salsicce e manzo che compongono la scelta dei secondi. Ci sono anche i dolci, ma questi sono senza traduzione e ci dobbiamo affidare a Google (e successivamente al personale in sala) per capire cosa siano.

Alla fine facciamo la nostra scelta iniziando con la Csirkés Pite, una specie di tortino di patate freddo con all’interno insalata russa e pollo, che prendiamo come antipasto. Fin dal primo boccone si rivela una piacevolissima e buonissima sorpresa che non fa che aumentare l’attesa e la curiosità per le portate principali.

Attila Ristorante Milano
La Csirkés Pite | © Tommaso Prada

Arrivano poi i primi e se già la vellutata di verdure (Zoldség Leves) servita in una pagnotta ci ha convinto con il suo sapore delicato ma deciso e la sua consistenza densa (che aumenta man mano la mollica della pagnotta si scioglie nella vellutata), è la zuppa di gulasch (Gulyàs Leves) a soddisfarci completamente.

Attila Ristorante Ungherese Milano
La Zoldség Leves | © Tommaso Prada

Scenograficamente servita in un paiolo da cui attingere con un mestolo per riempire il piatto (attenti a non sporcarvi, ma soprattutto a non scottarvi!), è composta da una carne talmente morbida da sciogliersi in bocca e da un brodo davvero saporitissimo.

Attila Ristorante Milano
La zuppa di gulasch | © Tommaso Prada

Anche i secondi non deludono, il Rakott Krumpli (casseruola di patate, salsiccia ungherese, uova e panna acida) è davvero un’esplosione di sapori che ci colpisce come un flagello (non di Dio, ma di paprika).

Attila Ristorante Ungherese Milano
Il Rakott Krumpli | © Tommaso Prada

Le Toltott Kàposzta (polpette di riso e maiale con crauti e panna acida), seppur più delicate, ci appagano del tutto con il loro equilibrio di sapori tra cui prevarica solo leggermente quello dei crauti.

Attila Ristorante Milano
Le Toltott Kàposzta | © Tommaso Prada

Mentre finiamo i nostri calici di vino (un Pinot Grigio, o meglio Szurkebarat) riflettiamo sul fatto che, malgrado la ristrettezza del numero di ingredienti usati, e di conseguenza ricorrenti in molte preparazioni (la panna acida, la paprika, le patate, ecc), questi sono talmente ben dosati da rendere i piatti mai monotoni e in grado di soddisfare tutti i palati.

Viste le porzioni tutt’altro che esigue, siamo decisamente sazi, ma non possiamo non prendere uno dei dolci che speravamo di assaggiare fin da quando abbiamo saputo dell’apertura di un ristorante ungherese: stiamo parlando del Kurtoskalacs, un cilindro cavo di pasta brioche semplicemente cosparso di zucchero o variamente farcito, che tante volte abbiamo gustato a Budapest.

Attila Ristorante Milano
Il Kurtoskalacs | © Tommaso Prada

La speranza non viene disattesa perché il Kurtoskalacs è presente nel menu ed è davvero buonissimo, se chiudiamo gli occhi ci sembra quasi di essere tornati sulle sponde del Danubio!

L’ATMOSFERA DI ATTILA: work in progress

Attila Ristorante Milano
Un particolare dell’interno | © Tommaso Prada

La grande sala al primo piano è ancora piuttosto spoglia e asettica e le uniche decorazioni sono rappresentate da una libreria con alcuni volumi sulla storia dell’Ungheria e da un poster gigante del meraviglioso parlamento di Budapest. Siamo sicuri che un po’ di musica in sottofondo e qualche decorazione in più renderanno presto l’atmosfera molto più accogliente, anche perché la bella vista sulla Darsena e i tavoli ben separati sono già un ottimo punto di partenza.

Tutto il personale è stato gentile e disponibile (soprattutto nello spiegare nel dettaglio alcuni piatti e ad impartire lezioni di ungherese ai clienti), anche se il servizio un po’ distratto e le attese tra le portate più lunghe del dovuto sono testimonianza di un rodaggio iniziale sicuramente destinato a scomparire col tempo.

I PREZZI DI ATTILA: medio-bassi

Attila Ristorante Milano
L’esterno di Attila | © Tommaso Prada

Gli antipasti vanno dai 7 ai 9 euro, così come le zuppe, i secondi costano dai 12 ai 15 euro e i dolci 5 euro; la lista dei vini comprende una decina di etichette ungheresi che potete assaggiare al calice spendendo da 3 a 9 euro o in bottiglia da 18 a 45. Il nostro pranzo per due persone è costato esattamente 60 euro che sono diventati 30 usufruendo dello sconto su The Fork, un prezzo talmente basso che quasi ci ha fatto sentire dei saccheggiatori come il mitico Attila.

DA ATTILA
Corso Luigi Manusardi 3, Milano
3346377072
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 19-24)

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: ungherese, non particolarmente adatto ai vegetariani
  • Prezzo: sui 25 euro, bere escluso
  • Mood: informale, adatto ad una cena tra amici ma anche in coppia
  • Come prenotare: telefonicamente o con The Fork
  • Come arrivare: metro verde (Porta Genova), tram 3-9-10

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A cena da Shiki, nuovo ristorante giapponese in Garibaldi (chiuso) /shiki-milano-ristorante/ /shiki-milano-ristorante/#comments Fri, 27 Sep 2019 07:00:07 +0000 /?p=17552 Siamo stati da Shiki, nuovo ristorante giapponese in Garibaldi, degli stessi proprietari di Yoji. Ecco come si mangia e quanto si spende!

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Vi ricordate di quando ero stata da Yoji, che nell’hinterland milanese (Sesto San Giovanni, per la precisione) porta in tavola uno dei migliori sushi della città? Bene. Adesso avete un’ottima alternativa, e più centrale, per provare la sua cucina: ha aperto da pochissimo Shiki, nuovo ristorante giapponese in zona Garibaldi, che serve ottimi roll, sushi e piatti caldi della tradizione nipponica.

Abbiamo provato Shiki e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI SHIKI: piatti davvero giapponesi

Il menu di Shiki è abbastanza ricco, pur rimanendo essenziale sia nelle preparazioni che nelle tipologie di piatti. Ci sono le tartare (impossibile non provare quella di capasanta), piatti assortiti di sushi e sashimi, uramaki di ogni sorta – il vero punto di forza di tutta la carta, a nostro avviso – gunkan, temaki e vari piatti caldi (come donburi, pollo teriyaki, curry chicken katsu, soba, ramen, okonomiyaki e udon). La proposta è completata da diversi piatti del giorno che campeggiano sulle lavagnette del locale.

Shiki ristorante giapponese Milano
Le melanzane | © Caterina Zanzi

Noi abbiamo iniziato con un fuori menu, delle deliziose melanzane al miso, servite con un topping di katsuobushi, scaglie di tonno essiccato.

Shiki ristorante giapponese Milano
Gli special roll | © Caterina Zanzi

Abbiamo poi proseguito provando un uramaki sempre dal fuori menu (con salmone, erba cipollina, avocado e gambero crudo), e un cristal roll (gambero, branzino scottato, ikura, cipollotto e salsa ponzu). Superbi.

Shiki ristorante giapponese Milano
I Cristal roll | © Caterina Zanzi

Per concludere, non ci siamo fatti mancare un delizioso gunkan con polpo e wasabi, e un gunkan con capesante e uova di salmone: entrambi incredibili.

Torneremo sicuramente per provare tutti gli altri uramaki che ci mancano, oltre ai piatti caldi. Il giudizio complessivo, per questa prima esperienza, è sicuramente molto positivo. Toccherà aggiornare senza dubbio la lista dei nostri ristoranti giapponesi preferiti a Milano!

L’ATMOSFERA DI SHIKI: un po’ fredda

Shiki ristorante giapponese Milano
Un’immagine di Shiki | © Caterina Zanzi

La cosa che mi ha convinto meno di Shiki è stato l’ambiente, anche se, ci hanno assicurato i gestori, il locale è ancora ‘ongoing’, e verrà ‘scaldato’ già dalle prossime settimane. Al momento, l’atmosfera è decisamente minimal tendente al freddo. Il servizio è molto gentile.

I PREZZI DI SHIKI: giusti

Shiki ristorante giapponese Milano
Un’immagine di Shiki | © Caterina Zanzi

Per la cena descritta sopra, accompagnata da una bottiglia di vino bianco, abbiamo speso 35 euro a testa. In generale, considerate che le entrée vengono all’incirca 7-8 euro, gli uramaki ‘speciali’ si attestano sui 18 euro, e i piatti caldi variano tra i 10 e i 17 euro. Per una cena completa non dovreste superare i 40/50 euro, una cifra che sia per la zona che per la qualità degli ingredienti e delle preparazioni ritengo assolutamente proporzionata.

SHIKI
Via Privata Nino Bonnet (ang. Via Tito Speri) 11/A, Milano
02 82784726
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-23:30) tranne domenica e lunedì a cena

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: giapponese
  • Prezzo: sui 40 euro a testa
  • Mood: ristorante adatto a cene di coppia, in famiglia o con amici
  • Come prenotare: Telefonicamente o tramite Dish
  • Come arrivare: con la metro (stazione Garibaldi, linea verde), bus 94, tram 10

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Siamo stati da Chemona, nuovo japanese pub incredibile in zona Bocconi (chiuso) /chemona-milano-japanese-pub/ /chemona-milano-japanese-pub/#comments Fri, 05 Jul 2019 07:00:51 +0000 /?p=16655 Ha aperto Chemona, nuovo japanese pub a Milano che porta in tavola sakè, birre, cocktail e una miriade di ottimi piatti tipici. Ecco tutti i dettagli!

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Chemona, malgrado il nome, non è un insulto da rivolgere ai vostri amici veneti, ma il nuovo ‘japanese pub’ a Milano aperto da pochissimo in zona Bocconi e di cui vi avevamo già parlato qualche settimana fa tra le novità più interessanti. Questo intrigante mix che unisce atmosfera da pub tradizionale, cocktail ricercati e cibo adatto sia per un aperitivo che per una vera e propria cena ci ha subito incuriositi e, dopo averlo già provato più volte, ora possiamo dirvi com’è!

Abbiamo provato Chemona e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI CHEMONA: sake, birre, cocktail e piatti giapponesi

Il menu (molto carino, scritto a mano e con alcune interessanti note che spiegano meglio gli ingredienti) comprende alcuni classici dello street food nipponico (chips di pasta di riso, edamame, takoyaki, yakitori), ma anche piatti più elaborati come il tataki di tonno, la pasta (a scelta tra udon e soba) e i donburi (grandi ciotole di riso accompagnate dagli ingredienti più vari). Sono presenti anche 3 tipi di uramaki, 4 hamburger (con katsu-curry, salmone, burger di ceci e pulled pork), 3 insalate (con salmone, tofu piastrato e pollo teriyaki) e 3 dolci (cheesecake al matcha, mochi e gelato).

Chemona Ristorante Milano
Gli yakitori di capesante e bacon e gli edamame affumicati | © Tommaso Prada

Grande attenzione è riservata anche ai cocktail, divisi tra signature (ideali per l’aperitivo e per il dopocena) e long drink (più adatti ad accompagnare i pasti), tutti con ingredienti giapponesi come shochu (un distillato di orzo e riso), whisky Nikka, sake, yuzu (un frutto simile al mandarino), shiso (una specie di basilico asiatico), te matcha, salsa di soia e wasabi. Da sottolineare anche la bellezza dei nomi, come Komorebi (l’effetto della luce solare quando passa attraverso le foglie degli alberi), Ikigai (la ragione di essere, la cosa che ci dà la forza di svegliarci la mattina) e Aware (la sensazione dolceamara che si ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza che si sa effimero e destinato a esaurirsi velocemente).

Non mancano una decina di versioni di sakè, dai più secchi ai più dolci e fruttati e alcune birre alla spina (la giapponese Asahi, purtroppo l’unica giapponese in menu e alcune artigianali europee).

Chemona Ristorante Milano
I cocktail giapponesi e i takoyaki | © Tommaso Prada

Come avrete capito, avevamo davvero l’imbarazzo della scelta, ma alla fine abbiamo assaggiato gli edamame affumicati con yuzu e chili (buonissimi, una ventata di novità in un piatto che, già provato in decine di altri posti, sembrava non avere più niente da dirci), gli yakitori di capesante e bacon (con un azzeccato contrasto tra la morbidezza del pesce e la croccantezza del bacon) e i takoyaki con salmone e gamberi (buoni, ma forse il piatto che ci ha convinto meno).

La nostra cena è proseguita con una strepitosa pasta con calamaretti (cotti alla perfezione e non gommosi), verdure, katsuboshi e salsa ponzu e il donburi con uovo marinato alla soia, zenzero, alga nori, peperoncino e maionese al wasabi, dove il rischio di un’accozzaglia di sapori troppo dominanti è scongiurato da un equilibrio di gusto perfetto.

L’ATMOSFERA DI CHEMONA: informale e curata

Chemona Ristorante Milano
L’interno di Chemona | © Tommaso Prada

“Per un uomo è vergognoso rifiutare una donna che prova a sedurlo”, un gioco di parole che può essere reso con “per un uomo è vergognoso rifiutare il cibo che gli viene servito”: è questa la traduzione dell’enorme scritta al neon che domina l’unica grandissima sala di Chemona che, compreso il soppalco che contorna tutto il locale, porta la capienza ad un centinaio di posti totali. L’arredamento è molto semplice, con grandi tavoloni rustici la cui distribuzione ben distanziata evita però di generare la tipica confusione e la rumorosità dei pub tradizionali e che permette quindi ai gentilissimi ragazzi che gestiscono la sala di riservarci tutte le attenzioni necessarie e di spiegarci dettagliatamente i piatti e i cocktail. Per chi fosse interessato, è bene sapere che la gestione del locale è la medesima di uno dei pub più famosi di Milano, il Pogue Mahone’s di Porta Romana.

I PREZZI DI CHEMONA: corretti

Chemona Ristorante Milano
L’interno di Chemona visto dal soppalco | © Tommaso Prada

Tra i piatti che vi abbiamo nominato, gli edamame costano 5 euro, gli yakitori dai 6 agli 11 e i takoyaki 8. La pasta costa tra i 13 e i 15 euro, i donburi dai 12 ai 16, gli uramaki 12 euro e gli hamburger 14. I dolci costano dai 5 ai 7 euro, i cocktail circa 10 euro e i sakè tra 7 e 9. Chemona è il classico posto da cui si può uscire con una spesa di 15 euro per un aperitivo ‘rinforzato’ così come di 50, per una cena in cui non farsi mancare nulla. Noi, per quanto descritto, abbiamo speso 66 euro in due, un prezzo che può forse sembrare un po’ troppo elevato considerando che Chemona è tutto sommato un pub, ma che si rivela corretto se valutiamo la qualità degli ingredienti e la raffinatezza di alcune preparazioni, che non vi faranno certo pentire della vostra spesa. D’altra parte, non vorrete certo essere ricoperti di vergogna per aver rifiutato del cibo, vero?

CHEMONA
Viale Bligny 21, Milano
02 45397940
Aperto tutti i giorni (19-2) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: piatti e cocktail giapponesi a base di carne e pesce, ma adatto anche a vegetariani
  • Prezzo: per una cena sui 30 euro a testa, bere escluso
  • Mood: informale, adatto ad una cena tra amici, per un aperitivo o per un drink dopo cena
  • Come prenotare: telefonicamente o via mail ([email protected])
  • Come arrivare: tram linee 9/15/24

Conoscevate già Chemona? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Siete amanti dei ristoranti etnici? Date un’occhiata alla nostra categoria dedicata!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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7 ristoranti a Milano per ordinare bao e ravioli a domicilio /ristoranti-milano-bao-ravioli-a-domicilio/ /ristoranti-milano-bao-ravioli-a-domicilio/#respond Wed, 12 Jun 2019 19:00:53 +0000 /?p=16332 Cucina cinese mon amour! Ecco 7 ristoranti buonissimi a Milano da cui ordinare ravioli, bao e baozi!

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Ravioli, bao, baozi: le preparazioni e i ripieni di questi capisaldi della cucina cinese possono variare da regione a regione, ma hanno un minimo comune denominatore…la bontà! E Milano tiene il passo: in città, infatti, stanno spopolando i ristoranti in cui ordinare questi piatti pazzeschi.

Noi ci siamo talmente appassionati che, qualche giorno fa, insieme a Just Eat abbiamo addirittura imparato a prepararli!

Alcune immagini dell’evento organizzato da Just Eat | © Carlotta Coppo

E siccome non riusciamo più a farne a meno – e cerchiamo di provarne il più possibile, sia fuori che a casa – qui vi elenchiamo 7 ristoranti a Milano da cui ordinarne di buonissimi con Just Eat, che ha di recente introdotto la nuova categoria Bao&Ravioli dedicata unicamente a queste specialità!

7 RISTORANTI A MILANO PER ORDINARE BAO E RAVIOLI A DOMICILIO

MINI MAOJI E MAOJI STREET FOOD

Di Mini Maoji e Maoji Street Food vi abbiamo già parlato più volte, visto che si tratta di due dei nostri posti preferiti in città dove provare la cucina cinese. Il primo è un locale sui Navigli, da cui potete farvi arrivare i bao, deliziosi panini al vapore ripieni di ogni bontà (noi vi consigliamo quelli con manzo sfilacciato, semi di sesamo e salse alle erbe e quello con le melanzane…incredibili entrambi!). Il secondo, ristorante super caratteristico in zona Loreto, conta in menu tante proposte, tra cui spiccano anche i baozi (pane cinese con ripieno di maiale) e dei ravioli al vapore da fine del mondo. Provare (anzi, ordinare) per credere!

KUNGFU BAO

Ristoranti Milano Ravioli cinesi bao baozi
Un’immagine di Kung Fu Bao | © Just Eat

Questo locale in Pasteur è, come dice il nome stesso, specializzato in ravioli e bao, declinati in tantissime varianti. Dai ravioli con carne a quelli con verdure, da quelli con funghi e salsiccia a quelli con il taro. Ma la fantasia si scatena soprattutto quando si parla di bao e baozi. I nostri preferiti? I Porco Bao, che oltre che buoni sono anche belli, raffigurando un simpatico maialino!

BAO HOUSE

Per questo ristorante vicino a Città Studi sicuramente non vi mancherà l’ispirazione: anche in questo caso, infatti, tra ravioli e bao non c’è che l’imbarazzo della scelta. Qui i ravioli potete trovarli sia asciutti che in brodo, di carne o vegetariani, mentre i bao sono farciti con ingredienti anche più particolari come la pancetta brasata, il tofu fermentato e l’arrosto di anatra. L’unica certezza? Che sono fatti in casa!

RAVIOLERIA HUI HUI

Ristoranti Milano Ravioli cinesi bao baozi
Un’immagine di Ravioleria Hui Hui | © Just Eat

In zona Colonne, Ravioleria Hui Hui fa arrivare direttamente in Porta Ticinese i sapori cinesi. Dal suo menu potete scegliere tra bao vegetariani e di carne, ravioli di ogni sorta (ottimi quelli al nero di seppia, con calamari, merluzzo e gamberi), ma anche tra tantissime altre invitanti proposte. Uno tirerà l’altro, ne siamo certi!

GHE SEM

Ristoranti Milano Ravioli cinesi bao baozi
Un’immagine di Ghe Sem | © Just Eat

Da Ghe Sem, che a Milano ha ben due sedi (una in zona Cadorna, l’altra a Isola), l’idea di base è quella di unire ispirazioni cinesi a ingredienti italiani. Quindi i ravioli, oltre che in veste classica con gambericarne e verdure li trovate soprattutto rivisitati alla luce della tradizione mediterranea: tra i nostri preferiti i ‘trevisani‘ e, ovviamente, quelli con la carbonara o la cacio e pepe!

MAO HUNAN

Ristoranti Milano Ravioli cinesi bao baozi
Un’immagine di Mao Hunan | © Just Eat

In questo locale parecchio folkloristico in zona Loreto, tra i nostri ristoranti cinesi ‘semplici ma buoni’ del cuore a Milano, potrete gustare tante bontà, anche se i ravioli, di verdure, di carne, di pesce sono davvero speciali, sia in versione al vapore che in quella alla griglia! Una volta che li ordini, probabilmente non torni più indietro!

OLO OLO RAVIOLERIA

Ristoranti Milano Ravioli cinesi bao baozi
Un’immagine di Olo Olo Ravioleria | © Just Eat

In questo mini locale a Isola, perfetto per la delivery, tutto dice ravioli cinesi: ci sono quelli alle verdure miste cotti nel sugo di spinaci, ma anche quelli con la coppa di maiale con sugo di carote. E qui trovate anche i baozi di carne e quelli vegetariani, di cui potete ordinare un buonissimo mix!


Questo post è stato offerto da Just Eat. Se volete ricevere a domicilio i piatti di questi ristoranti visitate il loro sito o la app!  

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Una cena divertente (e buona) da Veranda, ristorante russo in Cinque Giornate /veranda-milano-ristorante-russo/ /veranda-milano-ristorante-russo/#comments Wed, 15 May 2019 07:00:56 +0000 /?p=15305 Siamo stati da Veranda, ristorante russo in zona Cinque Giornate e non solo abbiamo mangiato bene, ma ci siamo anche molto divertiti. Ecco cosa vi dovete aspettare!

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Veranda era sulla nostra lista da tempo immemore. Di questo ristorante russo in zona Cinque Giornate, infatti, ne abbiamo sempre sentito parlare bene, e dopo il nostro viaggio in Russia ci era rimasta voglia di quella cucina (qui e qui i nostri ristoranti etnici preferiti). La consacrazione di Borghese a 4 Ristoranti ci ha dato la spinta finale, e così, ad aprile, abbiamo organizzato una bella cena di redazione. Il responso? Vi basti sapere che stiamo già pensando a quando ritornare.

Abbiamo provato Veranda e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI VERANDA: specialità russe e ucraine e fiumi di vodka

Il menu di Veranda è abbastanza lungo e si basa sui cavalli di battaglia gastronomici dell’Europa orientale (principalmente russi e ucraini), da accompagnare rigorosamente a shottini di vodka. In carta troverete tutti i grandi classici, comprese le zuppe (per esempio, il borsh), il vitello alla Stroganoff e il goulash.

Arriviamo qui con grandi speranze e una tavolata assortita, motivo per cui iniziamo a condividere gli antipasti più tradizionali: l’Olivier (cioè l’insalata russa) – ovviamente -, ma anche e soprattutto l’ottimo Shuba (pasticcio di aringa con barbabietole e verdure), l’aringa in salamoia servita con patate, crauti e cetrioli in salamoia, e i bliny, crêpes tradizionali proposte in diverse versioni, tra cui quella con uova di salmone e panna acida e quella con patate e funghi.

Gli ingredienti ci sembrano davvero buoni, e le preparazioni, pur nella loro semplicità, sono convincenti e per nulla pesanti, come invece qualcuno (a torto) potrebbe aspettarsi.

Veranda Milano Ristorante Russo
L’aringa | © Elisabetta De Candia

Continuiamo ordinando un piatto principale a testa. Così, arrivano sul nostro tavolo i golubzi, involtini di cavolo bianco riempiti con carne mista, carote, cipolle e riso, e i vareniki, ravioli ucraini ripieni di patate, funghi e cipolle, serviti con panna acida e burro fuso.

Ma anche i pel’meni, ravioli siberiani ripieni di carne mista. Il piatto che vince la serata, per noi, è stato però lo shashlyk, carne di maiale marinata 12 ore con spezie georgiane e cipolle. Delicata e saporita, allo stesso tempo, la carne è morbidissima e viene accompagnata con purè di patate o un’insalatina fresca. Pazzesca.

Veranda Milano Ristorante Russo
Lo shashlyk | © Caterina Zanzi

Chiudiamo con i dolci, non il piatto forte dell’offerta – potete a nostro avviso tranquillamente tralasciarli, e concentrarvi piuttosto sulle portate salate. Li proviamo comunque tutti: la torta russa Napoleone, quella ucraina al miele (Medovik) e le syrniki, frittelle di ricotta e marmellata.

A quel punto, comunque, i plurimi bicchierini di vodka hanno fatto effetto, e ci sembra tutto ottimo. Nel caso non foste amanti dei superalcolici, potete accompagnare la cena tranquillamente con vino, birra o kvas, la celebre bevanda a base di pane di segale.

L’ATMOSFERA DI VERANDA: spartana e divertente

Veranda Milano Ristorante Russo
Un tavolo di Veranda | © Carlotta Coppo

Veranda nasce come tavola calda e non tradisce le sue intenzioni originali nell’aspetto: si presenta, infatti, tutt’oggi come un’unica sala, in zona Cinque Giornate, arredata in maniera piuttosto spartana, con i tavoli ravvicinati e qualche elemento kitsch a ravvivare l’ambiente. Ma qui non si viene tanto per gli arredi, quanto per l’atmosfera che si respira: e quella non delude. Tre quarti del locale la fa Lilia, l’estroversa proprietaria che durante la serata, non temete, proporrà diversi brindisi e vi farà sentire davvero come a casa. Se siete fortunati, come lo siamo stati noi, la cena potrebbe chiudersi intonando la celeberrima canzone “Kalinka, malinka”. Se vi piace divertirvi, non potrete non uscire ridendo, dopo aver trascorso una bella serata.

I PREZZI DI VERANDA: moderati

Veranda Milano Ristorante Russo
Un tavolo di Veranda | © Carlotta Coppo

Da Veranda, dovreste uscire con una spesa a testa di una trentina di euro, e con la pancia piena (e la testa leggera). Tenete conto che i prezzi degli antipasti variano tra gli 8 e i 12 euro, mentre i piatti principali si assestano tra gli 8 e i 15 euro. Un conto moderato, che ci ha fatto venire voglia di tornare al più presto per un’altra cantata in compagnia e una serata simpatica, come a Milano ormai ne restano poco. Vi lasciamo con un’esclamazione a cui, siamo certi, non potrete non abbandonarvi anche voi: na zdorovie!

VERANDA
Via Bezzecca 6, Milano
02 39980378
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23:30, mar mer solo a cena) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: ristorante con menu russo, con alcuni piatti adatti ai vegetariani e vegani
  • Prezzo: sui 30 euro a testa
  • Mood: adatto a cene di ogni tipo, da quelle in famiglia a serate tra amici. Queste ultime molto divertenti.
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: bus 60, 73; tram 9, 12, 27

Conoscevate già il ristorante Veranda? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

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Avete un debole per la cucina dell’Est Europa? Anche Uzbek a Isola potrebbe essere una buona idea!

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