Flop – Conosco un posto https://godsgift.cyou Wed, 28 Feb 2024 11:10:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Flop – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 I 3 flop di ottobre per Conosco un posto /ristoranti-flop-milano-ottobre-2019/ /ristoranti-flop-milano-ottobre-2019/#comments Sun, 20 Oct 2019 07:00:40 +0000 /?p=17781 Eccoci di nuovo qui a parlare dei ristoranti che, purtroppo, ci hanno proprio deluso di recente. Ecco i 3 flop di ottobre per Conosco Un Posto!

L'articolo I 3 flop di ottobre per Conosco un posto sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Nell’ultimo mese non sono mancate le delusioni culinarie: ecco 3 ristoranti a Milano che ultimamente non mi hanno proprio convinta!

I 3 FLOP DI OTTOBRE PER CONOSCO UN POSTO

LOCANDA CARMELINA

Come vi avevamo accennato qui, alla famiglia di Pizzium, Marghe, Gelsomina e Giolina si è aggiunta da qualche mese Locanda Carmelina, trattoria napoletana in zona Cadore. Le aspettative erano altissime. E le premesse c’erano tutte: un locale ben arredato (sì, ci sono anche qui le famose ceramiche presenti negli altri locali), la mise en place con la tovaglia (yay!), i tavoli ben distanziati e l’ingresso con la cucina a vista. Un menu super invitante che si divide tra sfizioserie, primi, secondi e la famosa pizza. Cosa manca, vi starete chiedendo. Il locale risulta un po’ artefatto, troppa apparenza e poca sostanza. Noi abbiamo provato tutte le sfizioserie presenti nel menù, tra cui il crocchè di patate con provola affumicata d’Agerola, la frittata di pasta con bucatini, ragù bianco, piselli e besciamella e la mozzarella in carrozza. A parer nostro, l’unica che si salva è la montanara fritta con pomodoro San Marzano e Parmigiano Reggiano. Un po’ delusi, speriamo di rifarci con i primi, gli spaghetti alla Nerano e gli gnocchi alla Sorrentina. Ma anche qui, a nostro sindacabilissimo parere, nulla di che. La pasta risulta al limite dello scotto, il sapore delle zucchine fritte con il provolone del Monaco non è particolarmente deciso ma anzi, rimane piatto. Stessa impressione per gli gnocchi. Insomma, non abbiamo gridato al miracolo di San Gennaro, anzi… Ritorneremo però per dare una chance alla pizza!

MOON (chiuso)

Moon Ristorante Milano
Il vitello tonnato di Moon | © Tommaso Prada

Avevamo già parlato di Moon manifestando molte aspettative che purtroppo sono state disattese quando finalmente lo abbiamo provato prima delle vacanze estive. A parte un piatto palesemente sbagliato (il salmone marinato agli agrumi, accompagnato da pezzi di avocado ancora troppo acerbo e una quantità di panna acida al cocco troppo esigua, il cui sapore purtroppo si perdeva completamente nel piatto) non possiamo certo dire che gli altri piatti che abbiamo assaggiato non fossero buoni (con una particolare menzione per il vitello tonnato, questo sì davvero azzeccato con una sorprendente spuma di salsa tonnata); nessuno, però, aveva quella spinta o quel picco di sapore necessari a non renderli noiosi dopo poche forchettate Con molto rammarico quindi dobbiamo ammettere che, nonostante la gentilezza del personale, l’ambiente curato e i prezzi tutto sommato corretti, per ora il giudizio su Moon non è totalmente positivo, soprattutto viste le potenzialità secondo noi molto alte.

COMBO

Ostello, giardino, spazio per eventi, coworking e anche ristorante. Combo, catena di ostelli a Milano, Venezia e presto anche a Torino, ha inaugurato poco tempo fa all’ombra della Madonnina, zona Porta Genova. Noi ci siamo stati a cena, impressionati soprattutto dalla bellezza dell’ambiente. All’atmosfera, infatti, non si può proprio dire niente: l’interno del locale è arioso, curato e davvero piacevole, e l’esterno è, se possibile, ancora meglio, con i suoi tavolini tra le case di ringhiera e molto verde. La nota dolente, però, risiede proprio nella cucina. La formula, seppur non dichiarata, è quella vista e stravista (e per carità, apprezzata) dei piatti da condividere. Nessuno di quelli ordinati (hummus di ceci e zucca, spiedini di polpette, spiedini di gambero e costolette di manzo), fatta eccezione per la tostada di branzino, ci ha entusiasmato. Male anche il servizio, davvero improvvisato; conto nella media milanese, ma c’è ancora davvero molto da rodare.

E per voi quali sono state le delusioni dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto! Tutti gli altri nostri flop li trovate qui!

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I 3 flop di maggio per Conosco un posto /ristoranti-flop-milano-maggio-2019/ /ristoranti-flop-milano-maggio-2019/#respond Thu, 23 May 2019 07:00:17 +0000 /?p=15902 Eccoci di nuovo qui a parlare dei ristoranti che, purtroppo, ci hanno proprio deluso di recente. Ecco i 3 flop di maggio per Conosco Un Posto!

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Nell’ultimo mese non sono mancate le delusioni culinarie: ecco 3 ristoranti a Milano che ultimamente non mi hanno proprio convinta!

I 3 FLOP DI MAGGIO PER CONOSCO UN POSTO

TSURU – SUSHI ALL’OSTERIA

Tsuru Sushi All'Osteria Milano Ristoranti
Un mix di sushi e sashimi di Tsuru | © Caterina Zanzi

Sul menu di Tsuru, ristorante sui Navigli, si legge che qui “si può assaporare il gusto dell’autentica cucina giapponese”. Niente di più sbagliato, e ringrazio il mio viaggio in Giappone per darmi modo di dissociarmi con cognizione di causa. Maki decisamente troppo grossi, impiattamenti non autentici (mai viste insalate e melograno in Giappone), qualità delle materie prime ben poco al di sopra di un all you can eat, e spesa finale comunque non inferiore ai 25-30 euro. L’atmosfera confusionaria e i tavoli vicinissimi fanno il resto. Mai più.

COEDO

Coedo Milano Ristorante Flop
Il katsu-don di Coedo | © Caterina Zanzi

Nutrivo grandi aspettative per quest’altro ristorante giapponese, di recente apertura in zona Crocetta, che però non si è dimostrato all’altezza. Nella piccola stanza non troppo abbellita, un servizio impacciato serve pochi capisaldi della cucina ‘calda’ nipponica: nel menu campeggiano takoyaki e okonomiyaki, gyoza e katsu-sand, udon e ramen. Ma gli ingredienti non sembrano eccelsi, e tante portate ci sembrano riscaldate all’ultimo momento. Si salvano un buon pollo karaage di antipasto e il katsu-don, mentre il resto (ramen e takoyaki, soprattutto), è tutto dimenticabile. Prezzo attorno ai 25-30 euro, bere escluso.

GESTO – NAVIGLI (chiuso)

Gesto Milano Ristorante Flop
Alcuni piatti di Gesto | © Caterina Zanzi

Gesto in Porta Venezia ci piace sempre tanto. Dispiace non poter dire lo stesso del nuovo locale, questa volta sui Navigli, che ricalca il solito format – piatti da condividere, ordini da scrivere sulla lavagnetta -, ma con delle evidenti pecche. Qui, l’atmosfera è se possibile ancora più caotica del solito (tanto che chiacchierare col vicino è impresa ardua), il servizio è altrettanto confusionario e i piatti non sono assolutamente all’altezza di quelli a cui siamo abituati nell’altra location. Peccato.

E per voi quali sono state le delusioni dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto! Tutti gli altri nostri flop li trovate qui!

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I 3 flop di febbraio per Conosco un posto /flop-milano-febbraio-2019/ /flop-milano-febbraio-2019/#respond Wed, 13 Feb 2019 07:00:12 +0000 /?p=14301 Nell'ultimo mese non sono mancate le delusioni culinarie: ecco 3 ristoranti a Milano che ultimamente non ci hanno proprio convinti!

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Nell’ultimo mese non sono mancate le delusioni culinarie: ecco 3 ristoranti a Milano che ultimamente non mi hanno proprio convinta!

I 3 FLOP DI FEBBRAIO PER CONOSCO UN POSTO

RATANÀ 

Milano Ristoranti Flop Ratanà
Risotto con ossobuco al Ratanà | © Caterina Zanzi

A un certo punto non si può più rimandare, e arriva il momento di provare ristoranti preceduti da un certo tipo di nomea: così, una sera di gennaio, arrivo ai bordi dell’Isola per provare uno dei locali milanesi storici per eccellenza, il Ratanà. Ma l’impressione non è delle miglior da subito: il servizio è disattento, la platea di clienti quasi esclusivamente straniera (i cui discorsi arrivano comunque forte e chiari a causa di una certa vicinanza tra i tavoli), i piatti proposti sono privi di inventiva ma nemmeno così aderenti alla tradizione (dov’è la cotoletta? E da quando il risotto con l’ossobuco è servito – senza peraltro precisarlo nel menu – con dei funghi?). Il conto, poi, è ultra salato: la delusione, insomma, è servita su tutti i livelli.

PASTA FRESCA DEMOCRATICA

Milano Ristoranti Flop Pasta Fresca Democratica
Due piatti di pasta da Pasta Fresca Democratica | © Caterina Zanzi

Cosa ti fa uscire di casa, percorrere tutta la città, arrivare fino ai bordi di Milano e spendere 9 euro per un piatto di pasta e una bottiglia d’acqua? Personalmente, ben poche cose: la pasta è il classico piatto che si cucina anche a casa, senza troppi vezzi. E nonostante gli intenti di Pasta Fresca Democratica, nuovo format in zona Greco dei ragazzi del Fuorimano, siano dei migliori (pasta fresca, con farine e uova bio), la riuscita del tutto non è encomiabile. Soprattutto per una certa noia nei sughi d’accompagnamento (burro e salvia; pesto senza aglio; una norma senza melanzane). Il conto è basso, ma alto considerato il tutto, tavoli condivisi e servizio inesistente compresi.

LE API OSTERIA (chiuso)

Milano Ristoranti Flop Le Api Osteria
Pasta fresca al ragà d’anatra da Le Api Osteria | © Caterina Zanzi

Capita che si esca da un ristorante con la convinzione di aver mangiato bene – anche a fronte di un conto oneroso – e di volere farci ritorno; capita anche che, invece, si pensi “Prima e ultima volta”. In quest’ultima categoria rientra Le Api Osteria, la cui buona cucina dello chef ex Oldani non va, purtroppo, di pari passi con tutto il resto. I tavoli sono angusti, l’ambiente dimesso, il servizio freddo se non inesistente, e i prezzi elevati per un ristorante che nel nome deve inserire a tutti i costi l’abusato termine “Osteria”, ma che di osteria ha solo l’altrettanto abusato tovagliato in carta. Peccato: il risotto era davvero buono, ma non basterà a farmi tornare.

E per voi quali sono state le delusioni dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto! Tutti gli altri nostri flop li trovate qui!

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I 3 flop di gennaio per Conosco un posto /flop-milano-gennaio-2019/ /flop-milano-gennaio-2019/#respond Sun, 20 Jan 2019 07:00:39 +0000 /?p=13437 Inizia un nuovo anno, ma non per questo diventiamo più buoni: ecco 3 ristoranti a Milano che ultimamente proprio non ci hanno convinti!

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Inizia un nuovo anno, ma non per questo diventiamo più buoni: ecco 3 ristoranti a Milano che ultimamente proprio non ci hanno convinti! E i vostri quali sono?

I 3 FLOP DI GENNAIO PER CONOSCO UN POSTO

CARMEL

Flop Ristoranti Milano
Un piatto di Carmel | © Caterina Zanzi

Amanti come siamo della cucina mediorientale, ci siamo decisi a provare Carmel, ristorante kosher nella zona ebraica di Milano, in via San Gimignano, nei pressi di Bande Nere. L’esperienza, però, è stata davvero deludente. Al di là dell’atmosfera poco curata e del servizio un po’ sbrigativo, a deluderci davvero sono stati i piatti, presentati male ed eseguiti peggio. I sapori di hummus e baba ghannouj – probabilmente maldestramente riscaldati al microonde – sono talmente simili da confondersi, il pane arabo è di dubbia consistenza e anche con il dolce non va meglio. Il prezzo per uscire poco sazi e, soprattutto, poco felici, è di 25 euro a testa: mai più.

VALHALLA (chiuso)

Ristoranti Milano Flop
Un panino di Valhalla | © Tommaso Prada

Tra le aperture sulla carta più interessanti di dicembre, vi avevamo segnalato Valhalla, nuovo ristorante di cucina vichinga in zona Navigli. Dopo averlo provato per una cena, possiamo però dirvi che l’esperienza non ci ha convinto in pieno. I piatti, frutto di una ricerca storica sulle abitudini alimentari di questo antico popolo nordico, sono indubbiamente molto buoni: la carne (di cavallo, cervo, cinghiale, manzo) è saporita, cotta bene (alla brace o a bassa temperatura) e abbinata a ingredienti non banali (zucca, cavolo viola, ginepro), e anche i dolci sono ottimi (un plauso al cremoso di ricotta di capra con idromele e pere cotte). Tuttavia, benché di impatto scenico iniziale, l’atmosfera rustica creata attraverso spade, scudi e pelli appese alle pareti mal si abbina alla presentazione quasi gourmet dei piatti: questa incoerenza ci ha fatto vivere un’esperienza contraddittoria che ci ha lasciato perplessi. Anche il servizio è quantomeno distratto (non ci è stato portato il pane e abbiamo atteso quasi mezzora per i dolci), le porzioni sono davvero piccole – tutt’altro che da vichinghi! – e i prezzi sono alti. Insomma, per ora l’invasione vichinga a Milano è riuscita solo a metà.

MATER BISTROT

Mater Ristorante Milano
Calamaro, salsa di zucca e cavolo viola all’aceto. | @ Carlotta Coppo

Vi avevamo segnalato Mater Bistrot, in zona Cinque Giornate, come una delle aperture apparentemente più interessanti di gennaio ma dopo averlo provato non siamo rimasti soddisfatti come speravamo.
L’atmosfera del locale, molto piccolo e minimale, risulta piacevole con le sue luci soffuse e la cucina a vista, anche se la musica, diffusa a un volume troppo alto per i nostri gusti, la compromette un po’, riempiendo l’ambiente in modo eccessivo.
Il menu, molto invitante sulla carta, delude però le aspettative soprattutto in rapporto ai prezzi. A eccezione di un primo lodevole, perfettamente bilanciato e abbondante – gli spaghetti con arselle, estratto di prezzemolo, briciole e lime – tutto il resto ci ha lasciati un po’ perplessi, soprattutto a livello di porzioni, decisamente scarse. Il prezzo del calamaro cotto a bassa temperatura con salsa di zucca e cavolo viola all’aceto (18 €) ci è sembrato davvero esagerato per un secondo piatto che sazia quanto un antipasto. Servizio gentile ma acerbo, mise en place inesistente. Sicuramente c’è margine per aggiustare il tiro ma per adesso non riteniamo Mater un posto da consigliare.

E per voi quali sono state le delusioni dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto! Tutti gli altri nostri flop li trovate qui!

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I 5 flop di novembre per Conosco un posto /flop-milano-novembre-2018/ /flop-milano-novembre-2018/#respond Tue, 20 Nov 2018 07:00:44 +0000 /?p=11313 Eccoci qui per lamentarci dei posti che ultimamente proprio non ci hanno convinti. Questi sono i nostri 5 posti flop a Milano di novembre, e i vostri?

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Eccoci di nuovo qui, per lamentarci un po’ dei posti che ultimamente proprio non ci hanno convinti. I cinque locali a Milano che per noi di recente sono stati un flop sono questi, e i vostri quali sono?

FIVE GUYS

Ristoranti Milano Flop Five Guys

Il cheeseburger di Five Guys | © Caterina Zanzi

L’approdo a Milano di Five Guys, nota catena fast food statunitense, è stata da molti salutata con entusiasmo. Entusiasmo che, a nostro avviso, è doveroso frenare. In piazza San Babila, le patatine sono da bocciare (unte, mollicce e un filo bruciate), ma lo è a maggior ragione il cheeseburger che abbiamo assaggiato: se la carne (servita in doppia fetta anche nella versione ‘standard’) passa la sufficienza, lo stesso non si può dire del pane (molle) e del formaggio (freddo di frigorifero e affatto amalgamato). Si salvano le salse e la possibilità di fare refill infinito delle bevande, di cui c’è un’ampia scelta. Ultima nota dolente a nostro avviso, il conto: per un burger, delle patatine e una bibita si spendono 16 euro. Mal spesi. 

M24

Ristoranti Milano Flop M24

Un piatto di M24 | © Caterina Zanzi

Mi aspettavo molto da questo nuovo ristorante cinese in via Melzo, zona Porta Venezia. Sono stata per cena di recente e, a parte lo scontrino da 20 euro, non c’è stato molto altro a lasciarmi contenta. Le materie prime non eccelse e i condimenti parecchio unti della scodella di gamberoni con verdure sul fuoco e delle melanzane al tegamino con agropiccante hanno penalizzato sicuramente l’esperienza: e anche i ravioli misti colorati non erano incredibili. Peccato.

YUZU

Ristoranti Milano Flop Yuzu

Un piatto di uramaki di Yuzu | © Caterina Zanzi

So che mettere Yuzu nei flop sarà considerato un’eresia da qualcuno. Ma a me, di questo locale minimalista, un po’ freddo e fintamente ‘di lusso’ in Porta Romana, è piaciuto davvero poco. Prima cosa, non lo definirei un giapponese, quanto più un fusion. La cucina è creativa, ok, ma questo non significa che si debbano annegare i roll in salse che in Giappone non hanno mai visto, utilizzare la maionese un po’ dappertutto e mettere in menu il ceviche, piatto che non mi risulta arrivi dal Sol Levante. Il pesce è di qualità e ben tagliato, e infatti tra i piatti scelti si salva solo il cirashi. A convincere meno di tutto è il conto, davvero spropositato. Quando sono uscita, il primo desiderio è stato quello di prenotare un altro viaggio a Oriente.

SAGAMI

Ristoranti Milano Flop

Il curry udon di Sagami| © Caterina Zanzi

Avevo grosse aspettative dall’avamposto italiano di Sagami, catena giapponese super famosa, che a novembre ha aperto le porte del suo primo locale italiano, nella già non felicissima cornice di Piazza Duca D’Aosta, a fianco alla Stazione Centrale. Aspettative che, però, sono state deluse sotto tutti i punti di vista: il locale si presenta all’insegna del minimalismo, che in questo caso però sembra più il frutto di disattenzioni e di scarse idee che di ricerca. E anche il cibo non rivela molto carattere in più: i brodi in cui sono immersi soba e udon hanno sapori poco distinguibili e anche gli ingredienti non sembrano eccelsi. Il prezzo? Nella media, con un’impennata delle bevande: una birra media vi costerà 7 euro. Decisamente rimandato.

EAST MARKET SHOP

East Market Shop Milano Flop

Un angolo dell’East Market Shop | © Caterina Zanzi

Oltre ai ristoranti, c’è un altro posto a Milano che ci ha lasciato con un po’ d’amaro in bocca. Si tratta di un negozio, quello dell’East Market, che da pochissimi giorni ha aperto una sede permanente in zona Porta Venezia, in aggiunta al mercatino vintage che si tiene ogni mese e che di recente si è trasferito in via Mecenate. Nel suo ‘avamposto retail’, si trova una limitata selezione di capi e accessori vintage e second hand, oltre a qualche oggetto per la casa, poster e vinili. L’impressione, però, è che oltre a un contenitore carino – l’arredamento è in pieno stile hipster e sicuramente l’ambiente è meno caotico rispetto al canonico mercatino -, ci sia ben poco: i capi sono davvero pochi e non molto originali, e i prezzi piuttosto alti per quella che è l’offerta.

E per voi quali sono stati i flop dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto! Tutti gli altri flop per la nostra redazione li trovate qui!

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Ristoranti a Milano: 10 locali più belli che buoni /ristoranti-piu-belli-che-buoni-milano/ /ristoranti-piu-belli-che-buoni-milano/#comments Fri, 05 Oct 2018 07:00:31 +0000 http://godsgift.cyou/?p=10440 Bella location, piatti nella media, prezzi alti e servizio disattento: quante volte capita a Milano? Ecco 10 ristoranti che per noi sono più belli che buoni!

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Posti bellissimi. Locali in cui l’atmosfera è incantata. Ristoranti dove l’ambiente è super curato. Ma a cui, purtroppo, viene aggiunto ppoco altro. Un trend molto milanese, che abbiamo voluto riassumere in questo articolo sui 10 ristoranti più belli che buoni a Milano (non perdetevi invece i 5 ristoranti più buoni che belli a Milano). E a voi capita mai di andare in alcuni (bei) posti e pensare che non sfruttino al meglio la splendida location in cui si trovano? Intanto ecco, secondo noi, quali sono.

10 RISTORANTI PIÙ BELLI CHE BUONI A MILANO

CASCINA CUCCAGNA – UN POSTO A MILANO

Ristoranti Milano Più belli che buoni

Un’immagine della Cascina Cuccagna | © Caterina Zanzi

Una vecchia cascina del ‘700 nel cuore di Porta Romana, a poca distanza dalla Fondazione Prada, che regala l’impressione di essere lontanissimi da Milano, in un cortile verde e con tanto di orto, lucine e tavoli esterni. Il servizio di ristorazione è suddiviso tra ristorante (con servizio al tavolo e in una parte riservata della struttura) e bar (self service). Entrambi risultano troppo cari per la proposta offerta, soprattutto il ristorante, considerate le materie prime dei piatti in carta solitamente di facile reperibilità. Il bar, oltre a non prendere prenotazioni (un peccato considerato l’ampio spazio esterno, adatto ad aperitivi tra amici e/o colleghi) risulta essere in linea con (l’alta) media milanese: 5€ per uno spritz, servito senza alcun accompagnamento, pare eccessivo nel contesto informale in cui è inserito. Da ultimo, il servizio è quasi sempre approssimativo, disorganizzato e spesso addirittura sgarbato.

UN POSTO A MILANO. Via Cuccagna 2, Milano. 02 5457785. Aperto tutti i giorni dalle 10 a tarda sera.

LÙBAR

LuBar Milano Conosco un Posto

La sala interna di LùBar| © Lucia Brusco

Location incantevole, situata all’interno della Gam, la Galleria d’Arte Moderna alle porte del parco Indro Montanelli. L’ambiente interno e il menu di LùBar richiamano la terra siciliana: tavoli in ceramica, ambienti luminosissimi e piante ad ogni angolo. I servizi offerti vanno dalla colazione (ottime le brioche con crema al pistacchio), al pranzo, all’aperitivo e alla cena, dove potrete degustare le cosiddette “scutedde“, dei piattini di modeste dimensioni da condividere. Purtroppo il servizio risulta essere ogni volta mediocre, superficiale, e molto molto lento. Lo spazio esterno anche qui non è prenotabile, e dato l’esiguo numero di posti (poco più di una ventina in tutto) si deve quindi mettere in conto un’attesa assicurata. Assolutamente migliorabile, infine, anche e soprattutto nel rapporto quantità-prezzo.

LÙBAR. Via Palestro 16, Milano. 02 83527769. Aperto dal martedì alla domenica, dalle 8 alle 24.

A CASA EATARY (chiuso)

Ristoranti Milano Più belli che buoni

Un’immagine di A Casa Eatery | © A Casa Eatery Fb

Entrando in questo locale in zona Darsena, vi sentirete davvero a casa: gli interni sono divisi in più salette diverse, gli arredamenti richiamano le case milanesi di una volta, senza lasciare nulla al caso. Se alla sua apertura (risalente ormai ad un paio di anni fa) poteva lasciar piacevolmente sorpresi i clienti, purtroppo ora a Milano questa tipologia di locale è molto frequente e impone che almeno il cibo sappia distinguersi. Da Casa Eatery, però, alcuni piatti ci sono stati serviti incompleti, e altri hanno presentato evidenti errori di cottura. Il personale gentile e premuroso non basta a promuoverlo, complice anche un rapporto qualità-prezzo non particolarmente esaltante.

A CASA EATARY. Via Conca del Naviglio 37, Milano. 02 3674 3350. Aperto tutti i giorni (12:30-15, 19:30-23).

SIXIÈME BISTRO (chiuso)

Ristoranti più belli che buoni Milano Sixieme Bistro

Un’immagine di Sixiéme Bistrò | © Caterina Zanzi

Fascino esotico e dettagli moderni convivono da Sixième Bistro, spazio aperto di recente che al proprio interno ospita sia un bar-ristorante che una galleria di design. Ottime premesse, anche tenuto conto dell’atmosfera da oasi di pace pur nel cuore di Milano, a pochi passi dalla Darsena. Ma il servizio è distratto, i costi spropositati, la qualità dell’offerta tendente al basso. Purtroppo, non basteranno tante piante e delle belle sedie a farci tornare.

SIXIÈME BISTRO. Via Scaldasole 7, Milano. 02 3651 9910. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-00) tranne domenica.

FONDERIE MILANESI

Fonderie Milanesi Conosco un posto Cortile

Il cortile delle Fonderie Milanesi |© Caterina Zanzi

Il cortile di Via Giovenale rimane uno dei posti più belli e affascinanti di Milano, soprattutto d’estate. L’aperitivo delle Fonderie (di cui vi abbiamo già parlato qui) è il momento più frequentato: i prezzi dei cocktail sono in linea con la zona, e ad attendervi troverete un buffet, alquanto sommario e di scarsa qualità. Un altro problema persistente è la prenotazione: il numero di telefono risulta spesso irraggiungibile e riuscire a parlare con qualcuno, per noi, si è rivelato sempre praticamente impossibile. Ogni domenica la proposta delle Fonderie si arricchisce della formula brunch: 20€ per un piatto alla carta, più un buffet da cui attingere. Se il prezzo è assolutamente competitivo, non altrettanto si può dire della qualità del cibo.

FONDERIE MILANESI. Via Giovenale 7, Milano. 02 3652 7913. Aperto dal martedì alla domenica (19-02), domenica anche a pranzo (12:30-15:30).

OSTERIA MILANO (chiuso)

Ristoranti più belli che buoni Milano Osteria Milano

Un’immagine di Osteria Milano | © Caterina Zanzi

Arredi d’altri tempi, ambientazione tutta da fotografare, un unicum in questo senso nella landa pressoché desolata della zona, Lambrate. Ma oltre a questo, non c’è molto. Mix di specialità toscane e piemontesi senza troppa anima, servizio davvero scarso, prezzi ben oltre la media. L’aperitivo? Un calice di vino a 12 euro senza nemmeno due noccioline o olive in accompagnamento. Peccato.

OSTERIA MILANO. Via Gaetano Sbodio 30, Milano. 02 215 4362. Aperto tutti i giorni (lun-ven 18-2 e sab-dom 10-2)

BAR LUCE

Ristoranti Milano

Colazione da Bar Luce | © Caterina Zanzi

Sin dalla sua apertura nel 2015, il Bar Luce di Fondazione Prada è stata una meta obbligata per tutti gli instragrammer milanesi (e non solo): grazie anche all’ispirazione di Wes Anderson, una volta entrati qui si viene immediatamente catapultati in uno (splendido) bar anni 50-60, con tanto di poltroncine pastello, flipper e juke box, tavolini in formica e lampadari tondi. Situato proprio all’ingresso dell’edificio principale della Fondazione, sulla carta il Bar Luce è il posto perfetto per uno stop tra una mostra e l’altra. Peccato per i pochi posti a sedere disponibili, che durante il fine settimana diventano un miraggio a qualsiasi ora, e anche per i prezzi proposti (10€ per un cocktail più 3€ di coperto, con qualche nocciolina ad accompagnare). Servizio disattento, nonostante il nome altisonante.

GUD CITYLIFE

Ristoranti Milano Più belli che buoni

Gud a Citylife | © Caterina Zanzi

Un meraviglioso chiringuito incastonato tra il verde e i grattacieli di Citylife, che vale una visita fosse anche solo per l’atmosfera. Questo è Gud a Citylife, una delle novità dell’estate e costola ‘all’aperto’ di un nuovo locale in via Eustachi. Che oltre all’atmosfera, però, ci mette ben  poco. L’abbiamo provato per l’aperitivo, molto scarno: hummus, due verdure crude e qualche pezzetto di salame vengono servite a otto euro in accompagnamento a una birra. In alternativa, potete ordinare delle focacce, a caro prezzo. In cassa, poi, c’è sempre coda e lo staff sembra colto alla sprovvista. 

GUD CITYLIFE. Piazzale Arduino 1, Milano. 3519393770. Aperto tutti i giorni (12-22:30).

SAN PIETRO CAFÈ (chiuso)

Ristoranti Milano Più belli che buoni

L’esterno del San Pietro Cafè | © Caterina Zanzi

Questo bel locale a due passi da Porta Venezia è cafè, bistrot ed enoteca e assomiglia a una bella cornice senza quadro. Il locale è molto carino, sia all’interno che nel piccolo quanto delizioso dehors, ma su tutto il resto non ci siamo. Il menu è sempre identico a se stesso, il servizio un po’ disorganizzato e i prezzi decisamente oltre la media, soprattutto se considerata la qualità non eccelsa, ad essere gentili.

SAN PIETRO CAFÈ. Corso Buenos Aires 6, Milano. 02 7862 2210. Aperto tutti i giorni (7-00).

AL CORTILE

Ristoranti Milano Più belli che buoni

Un’immagine di Al Cortile | © Al Cortile Fb

Forse è il cortile di via Giovenale a essere un po’ sfortunato, perché oltre alle Fonderie Milanesi anche Al Cortile si trova qui ed è un ulteriore perfetto esempio di location stupenda a prezzi alti e qualità nella media. Il drink meno caro qui, costa 16 euro e dura pochi sorsi, mentre la bottiglia di vino più economica viene sui 30/35 euro. Se volete (addirittura) cenare, preparatevi a veder lievitare notevolmente il conto. Nota finale dolente, anche in questo caso il servizio è poco attento.

AL CORTILE. Via Giovenale 7, Milano. 02 89093079. Aperto tutti i giorni (19-2) tranne domenica.

E voi cosa ne pensate? Avete altri posti ‘più belli che buoni’ da segnalarci? Ditecelo qui sotto nei commenti oppure commentando sui social usando l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Ristoranti a Milano: 10 locali più belli che buoni sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Ristoranti a Milano: 5 flop per Conosco un posto /ristoranti-milano-flop-2/ /ristoranti-milano-flop-2/#comments Fri, 29 Jun 2018 07:00:30 +0000 http://godsgift.cyou/?p=10336 Torna dopo un periodo di assenza in cui fortunatamente ci siamo trovati bene in tanti posti, una delle vostre rubriche preferite: i flop! Ecco 5 ristoranti che negli ultimi mesi ci hanno deluso. Anche a voi è capitato qualcosa di simile di recente?

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Torna dopo un periodo di assenza in cui fortunatamente ci siamo trovati bene in tanti posti, una delle vostre rubriche preferite: i flop! Ecco 5 ristoranti che negli ultimi mesi ci hanno deluso. Anche a voi è capitato qualcosa di simile di recente?

LEE’S KOREAN RESTAURANT NAGRIN

Flop Ristoranti Milano Lee's Korean

Il bulgogi di Lee’s Korean Restaurant Nagrin | © Caterina Zanzi

La mia passione per i ristoranti coreani ormai vi è nota, ed è per questa ragione che ero molto curiosa di provare anche questo locale in zona Gioia. Ma l’esperienza è stata davvero deludente: ingredienti poco convincenti, ambiente del locale nella media, presentazione dei piatti non curatissima. E il conto finale (35 euro a testa) non è giustificabile. Peccato. Se siete anche voi fan della cucina coreana, piuttosto, date un’occhiata qui, qui e qui!

LA POSTERIA BISTRÒ

Flop Ristoranti Milano La Posteria Bistrò

I nervetti de La Posteria Bistrò | © Caterina Zanzi

Vorrei, ma non posso. Riassumerei così l’impressione che ho avuto di questo locale relativamente nuovo a De Angeli. La Posteria Bistrò porta in tavola una cucina prettamente lombarda, senza troppi tocchi creativi e con qualche disattenzione. Nervetti senza carattere, pane delle bruschette più simile a una fetta biscottata, tartare di carne un po’ insapore. Si salvano la cotoletta alla milanese e le buone intenzioni dei gestori. Servizio sbadato, conto medio-alto per quanto si mangia, ridimensionato solo grazie allo sconto con The Fork. Rimandato a settembre.

SIXIÈME BISTRÒ

Ristoranti Milano Sixieme Bistro Flop

Un’immagine di Sixième Bistro | © Caterina Zanzi

Bell’atmosfera, niente di più. Questa la mia impressione dopo essere uscita da un aperitivo da Sixième Bistro, locale con galleria d’arte annessa che in un’atmosfera senza dubbio da oasi di pace, sbaglia un po’ tutto. A partire dal servizio, davvero acerbo, passando per i prezzi (costo medio per un normalissmo cocktail: 15 euro) e dalla formula dell’aperitivo: due olive e due patatine per quel conto finale. Un’esperienza che, ad oggi, non mi fa venir voglia di tornare per pranzo o cena. E leggendo le recensioni online, mi sento in buona compagnia.

OKJA

Milano Ristoranti Okja Coreano Flop

I kimbab di Okja | © Caterina Zanzi

Purtroppo questo giro di flop va male per i ristoranti coreani in città: oltre a Lee’s ce n’è un altro, di recentissima apertura, che mi ha deluso. Questo nuovo locale in zona Darsena si presenta benissimo sui social, ma nella realtà è ben diverso: è sì tutto rosa come si vede dal profilo Instagram, ma non così curato. Il servizio è deludente, i tavolini sono ammassati e microscopici e anche i piatti – soprattutto quelli freddi e classici, come i kimbab e il bulgogi – non sono di livello. Se ci andate ordinate il pollo fritto e i ravioli, le uniche due portate valide.

JUICEBAR

Milano Ristoranti Juicebar Flop

Un piatto di Juicebar | © Caterina Zanzi

Porzioni piccole, prezzi altissimi, atmosfera confusionaria e servizio tutt’altro che cordiale. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui Juicebar, locale a due passi dal Duomo in cui spesso chi lavora in zona fa pausa pranzo, è finito nei nostri flop. Nonostante i piatti siano salutari (insalatone, macedonie, frullati e tante proposte vegane o vegetariane) non mi sento assolutamente di consigliare uno stop qui.

E per voi quali sono stati i flop dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto!

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Ristoranti a Milano: 5 flop per Conosco un posto /flop-ristoranti-milano/ /flop-ristoranti-milano/#comments Thu, 22 Mar 2018 07:00:37 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8699 Facile parlare bene di un posto, più difficile segnalarne i limiti. Noi ci abbiamo provato: ecco 5 ristoranti a Milano che non ci sono piaciuti di recente!

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Facile parlare bene di un posto, più difficile segnalarne i limiti. La rubrica ‘Flop‘ è il luogo dove ci proviamo: ecco 5 ristoranti a Milano che non ci sono piaciuti di recente! I vostri quali sono?

PIZZERIA LEONE

Leone pizzeria Milano ristoranti flop

Una pizza di Leone| © Caterina Zanzi

Locale chiassoso ed estremamente caldo, servizio discretamente invadente e scoordinato. Pizza un po’ troppo bruciacchiata e non leggerissima. Ah, dimenticavo: si uscirà facilmente con una spesa attorno ai 25 euro. Offrono antipastini e amari della casa, ma per noi non basta a promuovere questa pizzeria in via Ravizza.

ANCHE TRATTORIA

Anche Trattoria Milano Flop

La cotoletta di Anche | © Caterina Zanzi

Un grande peccato. Così abbiamo pensato alla fine del nostro pranzo di redazione, per cui abbiamo scelto di provare la trattoria di Anche in zona Porta Vittoria, nuova succursale del locale a Isola tutta dedicata  alla cucina milanese. Peccato perché l’atmosfera è deliziosa, e l’idea del menu fisso a 25 euro, una buona idea. Ma se tutto ruota intorno alla cotoletta, e poi questa non è all’altezza, c’è un problema. La carne è bassissima e risulta un po’ secca, non arriva super calda come dovrebbe e in generale, il piatto è davvero sotto la sufficienza (patatine molli incluse). Peccato.

MILLEMISTURE

Millemisture Milano ristoranti flop

Il piatto dei crudi del giorno | © Lucia Brusco

Nuovo locale ad Isola che cavalca la moda del foraging proponendo una carta di drink e piatti decisamente originali, con l’aggiunta di spezie, fermentazioni ed erbe selvatiche. I sapori, fin troppo arditi, non ci hanno convinti ma, a prescindere dai gusti soggettivi, abbiamo trovato i piatti poco curati nell’impiattamento e scarsi nelle porzioni, a dispetto dei prezzi mediamente alti. Peccato anche per l’atmosfera, poco accogliente e cheap, con tavoli e sedie di plastica e luci fredde.

NIKKEI BRASILIAN SUSHI&GRILL

Nikkei Milano ristoranti flop

Una porzione di uramaki crispy gambero | © Lucia Brusco

Una delusione a tutto tondo sia per quanto riguarda il servizio, scortese e molto poco attento, sia per quanto riguarda il cibo di qualità mediocre e a prezzi (ingiustificatamente) altissimi. Le nostre alte aspettative su questo ristorante in zona Citylife sono state decisamente disattese; unica nota positiva la diamo al locale che, in generale, risulta accogliente e ben arredato.

MINT GARDEN CAFÉ

Mint Garden Cafè Flop Milano

Un’immagine di Mint Garden Cafè | © Caterina Zanzi

Questo locale in Porta Venezia ha un’atmosfera unica, essendo un innesto tra un fioraio e un ristorante: le piante, tutte molto curate, le troverete un po’ ad ogni angolo, e sarà carino. Ma i lati positivi di Mint Garden Cafè, per noi, finiscono qui. Siamo stati per l’aperitivo: per un calice di vino accompagnato da una manciata di olive e noccioline pagherete 8 euro. Niente birre alla spina e anche i mini appetizers di salumi e formaggi da pagare separatamente sono una delusione (tre fettine di pane secco sormontate da una fettina di prosciutto). A un certo punto la musica parte sparata senza un motivo ben preciso, e il servizio diventa ancora più lento e confusionario. Diciamo che la voglia di tornare a cena è immediatamente sfumata.

E per voi quali sono stati i flop dell’ultimo periodo in città? Commentate qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #conoscounposto!

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Ristoranti a Milano: 5 flop per Conosco un posto /ristorant-milano-flop/ /ristorant-milano-flop/#comments Thu, 14 Dec 2017 07:00:41 +0000 http://godsgift.cyou/?p=7938 Facile parlare bene di un posto, più difficile segnalarne i limiti. Noi ci abbiamo provato: ecco 5 ristoranti a Milano che non mi sono piaciuti di recente!

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Facile parlare bene di un posto, più difficile segnalarne i limiti. La rubrica ‘Flop‘ è il luogo dove ci provo: ecco 5 ristoranti a Milano che non mi sono piaciuti di recente! I vostri quali sono?

GARAGE ITALIA

Milano Ristoranti Flop Garage Italia

Il soffitto di Garage Italia| © Caterina Zanzi

Le buone premesse c’erano tutte, la spinta mediatica anche. Quando si mettono insieme tre personalità come Lapo Elkann, Carlo Cracco e Michele De Lucchi le aspettative sono giustamente alte. Ed è forse più facile che queste aspettative vengano disattese. Da Garage Italia, nuovo bar-ristorante nella landa desolata di Piazzale Accursio, nato sulle ceneri dell’ex distributore Agip, sono stata per l’aperitivo un sabato sera di novembre, a poche settimane dall’apertura. Locale ben studiato ma poco caldo (la parte più bella, per me, è il bagno), pochi tavoli, un servizio molto gentile ma completamente disorganizzato, clientela che ho definito ‘aspirazionale’ per cercare di essere politically correct. Veniamo al sodo: due spritz annacquati, accompagnati da una crocchetta non meglio identificata e un mini crostino ricoperto da salmone affumicato. Costo di questo ‘aperitivo’: 10 euro a testa. Toccherà riprovarlo per cena, anche se viste le premesse, la voglia scarseggia.

KITCHEN SOCIETY

Milano Ristoranti Flop Kitchen Society

Un piatto di Kitchen Society | © Caterina Zanzi

Vorrei, ma non posso. Questo è, in estrema sintesi, il mio giudizio su questo ristorante in una stradina privata che taglia via Piero della Francesca, zona Sempione. L’idea di fondo è simpatica: coniugare ingredienti italiani e giapponesi, fondendo il meglio delle due cucine. Nel menu, infatti, campeggiano tartare, gunkan, maki, risotti (e, inspiegabilmente, anche del pata negra), preparati anche con ingredienti tra cui il foie gras e il tartufo. La riuscita non è delle migliori, a livello di gusto, soprattutto per via delle salse che coprono il sapore del pesce. Il locale è carino, ma le tovagliette sono in plastica e il servizio imbarazzante. La nota più dolente? Il conto è da fuori di testa (110 euro in due, uscendo con ancora una discreta fame) sia a causa dei prezzi dei piatti sia di una carta dei vini con ricarichi estremi. Stra sopravvalutato.

BEIRUT

Milano Ristoranti Flop Beirut

La tavola da Beirut | © Caterina Zanzi

Tra tutti i ristoranti libanesi provati negli ultimi mesi, Beirut è quello che mi è piaciuto meno. Le buonissime pietanze di questa cucina in questo ristorante in zona Lodi, rispetto agli altri posti (Fairouz su tutti), sembrano avere un po’ tutte lo stesso sapore e sono anche piuttosto unte. Il locale è molto spartano, ma il servizio condotto dai due proprietari, padre e figlio, è gentile e disponibile. In sintesi, per me l’esperienza non è stata nulla per cui valesse la pena attraversare la città, ve lo consiglio solo se siete in zona.

WOODING BAR (chiuso)

Milano Ristoranti Flop Wooding Bar

L’aperitivo da Wooding Bar | © Caterina Zanzi

Un altro aperitivo parecchio deludente fatto a dicembre è stato quello da Wooding Bar, locale neonato a Isola e mostruosamente spinto al momento dell’apertura. Scemato l’hype, sono stata qui un sabato sera, in un contesto parecchio minimal e, soprattutto, artico (fuori di metafora: un freddo boia). L’idea è buona: creare cocktail (e piatti) con mix di erbe presenti in natura. Lo chiamano foraging. Purtroppo, all’idea buona non è corrisposta un altrettanto buona riuscita. Cocktail buoni senza essere strepitosi, serviti in bicchierini per metà occupati dal ghiaccio, alla modica cifra di 12 euro. Insieme ai drink non arrivano nemmeno due noccioline. Siete avvisati!

ODOROKI

Milano Ristoranti Flop Odoroki

Un piatto a domicilio di Odoroki | © Caterina Zanzi

Ho provato questo ristorante al Portello con la consegna a domicilio. Il risultato? Non mangiavo così male ‘cinese-fusion’ da tempo immemore. Ho ordinato un bao la cui pasta era spugnosa all’inverosimile, un poke che chiamare poke ho trovato un’eresia (salmone affumicato invece che crudo, gamberettini minuscoli palesemente congelati, riso dalla consistenza dubbia) e un pad thai che, davvero, non era un pad thai quanto più un’amalgama mal riuscita di ingredienti non eccellenti. Costo basso, ma qualità pessima. Da evitare.

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Ristoranti a Milano: altri 5 flop per Conosco un posto /ristoranti-a-milano-altri-5-flop-per-conosco-un-posto/ /ristoranti-a-milano-altri-5-flop-per-conosco-un-posto/#comments Mon, 11 Sep 2017 08:07:08 +0000 http://godsgift.cyou/?p=6489 Capita che un pranzo o una cena non piacciano, ed è giusto parlarne: ecco 5 ristoranti a Milano che proprio non mi hanno entusiasmato negli ultimi mesi!

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Capita che un pranzo o una cena non piacciano, ed è giusto parlarne. Grazie al cielo non succede spessissimo, ma a volte si esce da un posto scontenti per vari motivi. Ecco 5 ristoranti a Milano che, purtroppo, proprio non mi hanno entusiasmato negli ultimi mesi! E a questo link potete trovate tutti i posti che nel tempo non mi hanno convinto. I vostri quali sono?

SAKA BAR (chiuso)

Saka Bar Milano Flop

Un piatto di Saka Bar | © Caterina Zanzi

Riponevo in questo nuovissimo ristorante giapponese in via Marghera grosse aspettative. Sia perché avere un etnico di livello a due passi da casa non mi sarebbe dispiaciuto, sia perché è sempre un piacere quando a Milano sorgono locali diversi dai soliti sushi, con in carta piatti introvabili altrove. Purtroppo, però, Saka Bar – almeno per cena – si è rivelato un buco nell’acqua. Locale buio e poco curato, incomunicabilità con il personale di sala a causa di evidenti problemi linguistici, piatti più o meno riusciti comunque serviti in porzioni che definirei ridicole. Per uscirne sazi ci vorrebbero cento euro (a testimonianza di ciò dirò solo che il costo di tre nigiri è di 15 euro: alla fine, quindi, si torna a casa con lo stomaco vuoto e una generale sensazione di incompiutezza. Sarà che dietro a questa nuova avventura c’è un pizzaiolo che anche con un la pizza poco mi aveva convinta? 

AROMANDO BISTROT (chiuso)

Aromando Bistrot Milano Flop

Un angolo di Aromando Bistrot | © Caterina Zanzi

Aromando Bistrot, ristorantino delizioso dietro Paolo Sarpi, è il classico esempio di posto “più bello che buono”. Il locale, infatti, è uno dei più curati, confortevoli, amorosi in cui io sia mai stata. Arredi come a casa, tavole curate nei minimi dettagli, fiori e piante ovunque e un’atmosfera davvero difficile da respirare altrove a Milano. Eppure, a una tale bellezza dell’ambiente non corrisponde, purtroppo, un’altrettanta cura nei piatti proposti. Tante le salsine che spesso coprono i sapori, cotture sbagliate (il mio polpo rasentava l’immangiabile), accostamenti più simili ad azzardi che a matrimoni riusciti. Il servizio è discreto, il conto alla fine esagerato per quanto offerto (tenete in considerazione una quarantina di euro bere a parte). Un ‘peccato’ grosso come una casa. 

ACHAR

Achar Milano Ristorante Flop

Un piatto di Achar | © Caterina Zanzi

A provare la cucina nepalese di Achar volevo andare da tantissimo tempo, più o meno da quando, soltanto qualche mese fa, ha aperto questo nuovo locale ‘tradizionale’ in via Piero della Francesca, proprio dietro a Sempione. Ma il ‘buona la prima’, questa volta, non c’è stato. In carta i momo (ravioli misti), pasta fresca all’uovo variamente condita, e tanta carne. La mia esperienza? Ravioli poco convincenti, sapori nient’affatto definiti o distinguibili, nessun motivo particolare per gridare al miracolo, all’infuori di un pollo marinato con spezie fresche e limone, davvero buono. Peccato perché il posto è abbastanza carino e il servizio davvero gentile.

IDEAL (chiuso)

Ideal Milano Cocktail Flop

Una immagine di Ideal | © Pagina Fb Botanical Club

Non è un ristorante, ma un cocktail bar, aperto pochissimo tempo fa dai ragazzi del Botanical Club. Spiace dire che quanto mi piace quest’ultimo (specie per i gin e i pokè), tanto non mi è piaciuto l’Ideal. Ed è un peccato: perché la zona (siamo dietro via Washington e vicino a Conciliazione) è povera di bei posti dove bere un buon cocktail, perché – egoisticamente – è vicino casa e sarebbe potuto diventare tappa fissa e perché, almeno negli intenti, ci poteva stare. Ma quel che ne esce è un locale asfittico con tre posti al bancone e sei in totale appollaiati su dei tavolini che assomigliano più a isole nell’oceano e cocktail nella norma a più di 10 euro l’uno. L’aperitivo? Una dozzina di mandorle e qualche oliva. Next, please!

LÙBAR

LuBar Milano Conosco un Posto

La sala interna di LùBar| © Lucia Brusco

All’inizio, alla sola idea che esistesse anche solo per un caffè in pausa pranzo, ero entusiasta di LùBar, bellissimo locale proprio davanti alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Ma andandoci un paio di volte, mi sono dovuta ricredere: al di là della bellissima atmosfera, c’è ben poco. Il servizio è lento, i prezzi sono elevati, la gestione dei tavoli è mal pensata. E, cosa ben più grave, anche il cibo è sotto la sufficienza. La formula dell’aperitivo (due cucchiaini di hummus e 4 olive), poi, è davvero ridicola.

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