€€€ – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 13 Feb 2024 08:15:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png €€€ – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Dove mangiare un buon risotto a Milano: 10 ristoranti e trattorie tipiche /dove-mangiare-un-buon-risotto-a-milano-10-ristoranti-trattorie/ /dove-mangiare-un-buon-risotto-a-milano-10-ristoranti-trattorie/#comments Tue, 13 Feb 2024 06:00:00 +0000 /?p=68040 Dove mangiare un buon risotto a Milano? Abbiamo selezionato 10 ristoranti e trattorie tipiche a Milano da non perdere!

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Nonostante sia il piatto simbolo della nostra città, sappiamo tutti quanto possa essere difficile trovare un buon risotto a Milano, tra mantecature senza amore, cotture mal riuscite e sapori poco avvincenti. E quindi, ci siamo presi a cuore la missione di trovare il risotto perfetto (o quasi) a Milano: ecco la nostra lista di indirizzi di ristoranti e trattorie per mangiare un buon piatto di risotto a Milano!

10 RISTORANTI DOVE MANGIARE UN BUON RISOTTO A MILANO

TRATTORIA DA ABELE

Il primo locale di cui vi parliamo è Trattoria Da Abele Temperanza, dal nome della via che lo ospita proprio nel bel mezzo del quartiere di Nolo. Qui basta dare un’occhiata al menu per capire che il grande protagonista è proprio il risotto: una carta stagionale che cambia di giorno in giorno, ma che prevede sempre alcuni antipasti (chiamati, appunto, “aspettando il risotto“), un paio di piatti di verdure pensati come contorno (ma non solo), quattro risotti e altrettanti secondi. Nel caso in cui non riusciste proprio a scegliere, è prevista l’opzione bis/tris di risotti (riso giallo escluso), o il piatto unico di riso alla milanese servito con cotoletta. Le porzioni sono davvero abbondanti, il servizio puntuale e gentile, l’ambiente quello di una tipica trattoria di quartiere, e il conto assolutamente allineato con la qualità (un piatto di risotto viene servito a 14€).

TRATTORIA DA ABELE. Via Temperanza 5, Milano. 022613855. Aperto tutti i giorni (20-00) tranne il lunedì.

RISOELATTE

Varcando la soglia di questo piccolo locale in zona Cordusio, preparatevi a un vero e proprio tuffo negli anni 60. Dal jukebox posto all’ingresso, all’arredamento casalingo e alle stoviglie in pieno stile “casa della nonna”, qui tutto è stato studiato nel dettaglio, ma l’effetto è naturale e molto piacevole. Da Risoelatte il protagonista è, appunto, il riso cotto nel latte, secondo la tradizione di una volta. Il risultato è un risotto molto cremoso dal chicco morbido, proposto in numerosi varianti, dal classico risotto alla milanese con zafferano dell’Aquila (17€), a versioni più creative con zucca e zola, o con speck, scamorza affumicata, crema di barbabietola e nocciole di Cortemilia. Presente anche la versione al salto, e con il classico ossobuco di vitello con gremolada (32€). Per l’esperienza completa, provate anche il loro dolce, riso cotto nel latte, zuccherato e aromatizzato alla vaniglia. Seconda sede attiva in zona Ticinese.

RISOELATTE. Via Manfredo Camperio 6, Milano. 327 0547262. Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-23:30).
Viale Gian Galeazzo 8, Milano. 375 5718263. Aperto tutti i giorni (19-23:30, sabato e domenica a pranzo 12-14:30) tranne domenica sera e lunedì.

TRATTORIA MASUELLI SAN MARCO

Ve lo avevamo già detto, Masuelli è il posto che consiglieremmo ad amici e parenti per mangiare il risotto con l’ossobuco a Milano. Qui si sta sempre bene, complice l’ambiente curato, ampio, e ben strutturato su più sale; un servizio preciso, cordiale, mai impettito e sempre disponibile a dispensare consigli; e un menu, in cui trovare eccellenze del territorio piemontese e lombardo, con un paio di piatti interessanti di quinto quarto e frattaglie (cervella di vitello fritta e trippa alla milanese). Qui il risotto alla milanese è proposto in purezza (18€) o servito con l’ossobuco di vitello come secondo piatto (32€). Le porzioni sono decisamente abbondanti, ma cercate di tenervi un piccolo spazio per la selezione di formaggi piemontesi, o per la meravigliosa torta di mele renette: ne sarà valsa decisamente la pena.

TRATTORIA MASUELLI SAN MARCO. Viale Umbria 80, Milano. 0255184138. Aperto tutti i giorni (12:30-14:15 e 19:30-22:30) tranne domenica, lunedì e martedì a pranzo.

PREMIATA TRATTORIA ARLATI

Abbiamo scoperto la Premiata Trattoria Arlati in occasione di una delle nostre cene di redazione, e siamo rimasti incantati innanzitutto dalla sua atmosfera, molto caratteristica e dai toni incredibilmente e adorabilmente kitsch. La cucina è tipica lombarda, e nel menu piuttosto ampio troverete un po’ di tutto, dai mondeghili, ai tortelloni in umido o cotoletta alla milanese (quest’ultima, a nostro avviso, non davvero imperdibile). Ma veniamo al risotto: qui viene servito esclusivamente al salto, sia come primo piatto (14€), sia come piatto unico, accompagnato con ossobuco (27€) oppure con spezzatino di manzo con funghi e vino rosso, o ancora con luganega in umido e funghi chiodini. Il locale è molto ampio e sviluppato su diverse sale e livelli, e ben si presta sia a cene intime ad alto tasso di romanticismo, sia per cene in gruppi più numerosi.

PREMIATA TRATTORIA ARLATI. Via Alberto Nota 47, Milano. 02 6433327. Aperto tutti i giorni (12-14 e 19-22) tranne sabato a pranzo e domenica.

TRATTORIA SAN FILIPPO NERI

Ci troviamo in zona Precotto, in un locale che (per fortuna) è riuscito a cambiare davvero poco con il passare degi anni: stiamo parlando della Trattoria San Filippo Neri, in cui noi torniamo spesso e volentieri, che sia per una colazione, uno spritz da sorseggiare nel cortile interno (soprattutto durante la bella stagione), per un bel pranzo domenicale o per un più fugace pranzo settimanale. Preparatevi ad essere serviti in meno di una decina di minuti dal personale forse un po’ caotico e confusionario, ma sempre puntualissimo e gentile; a ricevere piatti semplici e dal sapore casalingo, ma soprattutto a spendere ancora una cifra assolutamente ragionevole per un pasto (un punto, quest’ultimo, purtroppo incredibile per Milano). La carta cambia giornalmente, ma quasi sicuramente vi troverete un risotto tra i primi piatti (8€), e l’immancabile piatto unico di risotto alla milanese accompagnato da goulash piccante di manzo (12€).

TRATTORIA SAN FILIPPO NERI. Viale Monza 220, Milano. 02 84344847. Aperto tutti i giorni (4-22, giovedì fino a mezzanotte) tranne lunedì.

LA BETTOLA DI PIERO

La Bettola di Piero è una bella trattoria storica in Via Orti, in zona Porta Romana, da cui si viene attratti sin dall’ingresso, con tanto di rassicurante font anni 60 e tendina a quadretti ad oscurarne gli interni. Si ritrova la stessa impressione varcata la soglia, dove ad accogliervi troverete un ambiente caldo e piuttosto intimo. La carta cambia spesso, per cui potreste non trovare il risotto pera, taleggio e nocciole che ha conquistato noi, ma di sicuro potrete consolarvi con il risotto con l’ossobuco (28€) o la costoletta alla milanese. Prezzi tutto sommato corretti, anche considerata la zona.

LA BETTOLA DI PIERO. Via Orti 17, Milano. 02 55184947. Aperto tutti i giorni (12:15-14 e 20-23:30) tranne domenica.

MANNA

Che sia un’occasione speciale o una spensierata cena tra amici a portarvi in Piazzale Governo Provvisorio, sarà impossibile per voi uscire delusi da Manna! Sono passati ormai tanti anni dalla sua apertura nel 2008, ma i suoi interni sono stati completamente rinnovati di recente. Passando al menu, cambia costantemente per seguire la stagionalità e l’estro del suo chef, il buon Matteo Fronduti, ma una delle nostre certezze è la bontà del suo riso, zafferano in pistilli e midollo di bue crudo (18€), che vi verrà servito pressato, quasi fosse una banalissima e succulenta sottiletta. Vi abbiamo già raccontato dei punti forti di questo ristorante, ma vi consigliamo di farci un salto per dare un’occhiata ai nuovi ambienti, se possibile ancora più eleganti e accoglienti di prima, pur mantenendo sempre quel tono informale che a noi tanto piace. E, perché no, per provare anche gli ottimi cocktail della nuova zona bar.

MANNA. Piazzale Governo Provvisorio 6, Milano. 02 26809153. Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 20-22) tranne domenica.

RISTORANTE DA BERTI

Sempre a proposito di restyling degli interni, anche questo ristorante in zona Isola si è di recente rifatto il look, e noi non ci siamo fatti sfuggire l’occasione per provarlo. Da Berti troverete in carta la buona cucina tradizionale milanese, con una vasta scelta in fatto di risotti. Tra i primi piatti, il classico risotto alla milanese con pistilli di zafferano (18€), ma anche risotto del sottobosco con funghi e riso al salto. Anche qui vi sono diverse versioni di piatti unici serviti con risotto alla milanese, accompagnato con rognone di vitello trifolato o ossobuco di vitello alla gremolada (38€).

RISTORANTE DA BERTI. Via Timavo 8, Milano. 02 6694627. Aperto tutti i giorni (12:30-15:30 e 10:30-00:30) tranne la domenica sera e il lunedì.

ANTICA TRATTORIA DELLA PESA

Antica Trattoria Della Pesa è uno dei locali storici di Milano, che dal 1880 trova casa in Viale Pasubio. È un grande classico delle osterie milanesi, con il suo pavimento di granigliato rosso, vecchi quadri e stampe dell’epoca alle pareti, boiserie in legno e una vecchia pesa in bella mostra a giustificare il nome del locale. Anche in carta ritroverete la tradizione. Tra i numerosi primi piatti, viene proposto il risotto alla milanese con pistilli di zafferano (20€), anche nella sua versione al salto; tra i secondi piatti, potrete scegliere sua maestà l’ossobuco con risotto alla milanese (40€), o gli involtini di verza, serviti sempre con risotto alla milanese (34€), che vi consigliamo di prendere come piatti unici considerate le porzioni abbondanti (e i prezzi davvero importanti). Abbiamo trovato il servizio leggermente sbrigativo – anche considerato il conto finale – e talvolta non all’altezza dell’ambiente raffinato, ma qui il risotto è davvero buono, e vi consigliamo di non perdervi neppure lo zabaione caldo, servito in ciotole da caffellatte fumanti.

ANTICA TRATTORIA DELLA PESA. Viale Pasubio 10, Milano. 026555741. Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-23) tranne domenica.

ALTATTO

Ristoranti Milano Risotto Al Tatto
Il risotto di Altatto | © Caterina Zanzi

Vi avevamo raccontato della nostra prima cena da Altatto sin dalla sua apertura, ma è sempre un piacere tornare in questo bistrot in zona Greco, dove vera protagonista è la cucina vegetariana e vegana. I menu degustazione cambiano molto spesso (4 portate a 50€ e 6 portate a 65€), ma un grande classico che ritroviamo spesso è la loro versione di risotto “Milano” in chiave vegetale, con riso Carnaroli Riserva San Massimo, zafferano, fondo bruno di sedano rapa e gremolada. Il locale è molto contenuto nelle dimensioni, sono presenti soltanto quattro tavoli, per cui prenotate con un po’ di anticipo e preparatevi a un’esperienza intima e molto amichevole!

ALTATTO. Via Comune Antico 15, Milano. 328 6641670. Aperto tutti i giorni (19-23) tranne sabato e domenica.

Altri ristoranti dove mangiare un buon risotto a Milano:

Voi avete mai provato uno di questi ristoranti a Milano? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questo articolo vi è piaciuto? Qui trovate tantissimi altri ristoranti a Milano che abbiamo provato, e qui la nostra lista di ristoranti a Milano dove mangiare piatti tipici !

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A cena da Hiša Franko, tre stelle Michelin di Ana Roš in Slovenia /a-cena-da-hisa-franko-tre-stelle-michelin-di-ana-ros-in-slovenia/ /a-cena-da-hisa-franko-tre-stelle-michelin-di-ana-ros-in-slovenia/#comments Thu, 21 Sep 2023 06:00:00 +0000 /?p=60634 Siamo stati da Hiša Franko, ristorante della 50 Best e tre stelle Michelin in Slovenia e vi raccontiamo tutto del menu pensato dalla chef Ana Roš.

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Durante il nostro road trip che ha toccato Friuli, Slovenia e Croazia, ci siamo fermati a cena e a dormire da Hiša Franko, il ristorante in Slovenia tre stelle Michelin e parte della 50 Best di Ana Roš. Ana Roš che voleva fare la diplomatica, ma alla fine diventa cuoca. Che non studia cucina ma sette lingue, e ai fornelli invece fa da sola. Che usa solo ingredienti sloveni, o al massimo di confine, austriaci, croati, italiani. Che solleva questioni importanti come quella sulle poche donne chef o sui ritmi di lavoro usuranti nelle cucine. E che, in un sol colpo, si prende un posto nell’Olimpo del fine dining.

Abbiamo provato Hiša Franko e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI HIŠA FRANKO: 50 sfumature di vita

Per festeggiare i 50 anni di Hiša Franko e i 50 anni di Ana Roś, che cadono entrambi in questo 2023, il menu degustazione proposto porta il poco originale nome di “50 sfumature di vita“. Se la fantasia per questa scelta è stata forse un po’ striminzita, lo stesso non si può dire del numero delle portate di questo percorso: 18.

Descrivere questo viaggio che porta in palmo di mano gli ingredienti del territorio (carni e pesci locali, tantissimi formaggi e prodotti caseari, erbe degli orti), selezionati con cura e maneggiati con maestria, non è un compito facile, anche visto il numero dei piatti che accompagnano il cliente, dal benvenuto della chef – un muschio da accarezzare! – sino al post-dessert. In estrema sintesi, la nostra impressione è che se quattro o cinque piatti potevano essere bypassati (qualche esempio? Le fragole con fave, latte di mandorle e alloro, oppure la granita di foglie di fico), altri raccontano il mondo e la filosofia di Ana Roś in maniera convincente e generosa.

COME SI MANGIA DA HIŠA FRANKO: come se “local” fosse il mondo

Si inizia con albicocca, mandorla e calendula, con uno sfiziosissimo taco di semi, purè di topinanbur nero, pere e silene vulgaris e da cozze, alghe e acqua di pomodoro lattofermentata. Quando diciamo che alcuni piatti potevano essere bypassati, oltre ad averci convinto meno è per una ragione di porzioni, tutte giustamente ridotte all’osso per permettere di arrivare alla fine sazi ma non satolli. C’è un però: un piatto molto interessante come le cozze (anzi, più correttamente, la cozza) appena descritte purtroppo risultano a nostro avviso poco comprensibili in un solo, minimo, boccone.

Fatte queste premesse, si giunge a due classici di Hiśa Franko, forse le due portate più convincenti di tutta la degustazione: un bignet di mais, ricotta fermentata, uova di trota affumicate ed erba cipollina selvatica; e la patata cotta in crosta di fieno estivo, panna acida e caviale. Due piatti davvero impressionanti, sia a livello di tecnica che di presentazione, che di gusto (specie la patata, a cui continueremo a pensare ancora a lungo).

È il momento di una piccola pausa vegetale piacevole ma non indimenticabile, con le fragole di cui vi dicevamo e la “festa d’inizio estate”, un’insalata di fave con crema di lievito arrostito e nasturzio.

Decisamente più convincenti, invece, tutti i piatti ‘principali’ che arrivano a seguire: indimenticabili i tagliolini tagliati a mano con coniglio di montagna, cacao e tartufo nero, ma anche e soprattutto la trota stagionata due giorni e cotta all’Hibatchi, salsa di pesce al burro bruno e rafano, probabilmente uno dei migliori piatti che abbiamo mai assaggiato.

Arrivano anche un fuori menuorzo con funghi -, il capriolo con ostrica, kiwi, barbabietole e foglie della fattoria, e la frittella di lenticchie fermentate con capretto, yogurt salato, foglie di curry e crescione selvatico. Chiude questa sequela di piatti importanti, la Pasta Ana.

I dessert per noi, team salato, si sono rivelati forse la parte meno interessante della cena, con la suddetta granita di foglie di fico, la brioche al miele, fonduta di cera d’api vergine, mela e camomilla; i frutti di bosco estivi con Zemljanka e orzo; il melone; e delle caramelle al grano saraceno e ricotta da portare a casa o mangiare al tavolo.

Quando si arriva al termine della cena, dopo circa tre ore, ci si rende conto che – tra alti e bassi soggettivi – si è come assistito a uno spettacolo, con ritmi e quantità perfette.

Ad accompagnare il cibo, potete scegliere il wine pairing, il funky pairing (vino+cocktail, divertentissimo), il juicy pairing (cocktail e bevande analcooliche) oppure, come nel nostro caso, un vino alla carta, con un ottimo rapporto qualità prezzo per il posto e in relazione alla carta dei vini (86€), e un accompagnamento azzeccato con tutti i piatti: un Sauvignon sloveno, il Bodonci 2018 di Marof.

L’ATMOSFERA DI HIŠA FRANKO: curata ma mai affettata

Quello che ci è piaciuto forse di più di tutta l’esperienza è il posto e l’atmosfera che si respira. Su questo giudizio incidono sicuramente il bel verde in cui è immerso Hiša Franko – siamo a Kobarid, Caporetto, a poca distanza dal confine italiano, profonda e lussureggiante campagna -, gli arredi e i colori con personalità ma mai invadenti e un servizio giovane, sia in sala che in brigata, che si muove all’unisono, come un unico e collaudatissimo ectoplasma, senza mai una sbavatura, né in ‘sovrabbondanza’ né in mancanza, davvero impressionante.

I PREZZI DI HIŠA FRANKO: adeguati al posto

Sia a pranzo che a cena troverete un unico menu degustazione con un prezzo di 255€ a persona, bevande escluse. L’abbinamento vini o cocktail&vini (funky) costa 150€, mentre l’abbinamento analcolico (juicy) ha un costo di 100€. La carta dei vini è super assortita e spazia tra vini con prezzi anche molto diversi. Da ultimo, vi segnaliamo che da Hiša Franko si può anche soggiornare in una delle camere al piano superiore rispetto al ristorante, abbastanza spartane e con prezzi diversi dal ristorante, con inclusa una colazione curata nel minimo dettaglio il giorno dopo.

HIŠA FRANKO
 Staro selo 1, Kobarid, Slovenia
 +386 5 389 41 20
Aperto tutti i giorni (12-16 e 19-23) tranne lunedì e martedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI HIŠA FRANKO: un inno alle materie prime; diverse opzioni di carne e pesce in menu, meno quelle vegetali, molti latticini

IL PREZZO DI HIŠA FRANKO: menu degustazione 255€ bevande escluse; abbinamento vini o cocktail&vini (funky) + 150€; abbinamento analcolico (juicy) + 100€; carta dei vini con diverse possibilità e prezzi.

L’AMBIENTE DI HIŠA FRANKO: perfetto per un’occasione importante

COME PRENOTARE DA HIŠA FRANKO: tramite il form Superb

COME ARRIVARE DA HIŠA FRANKO: in auto, appena varcato il confine sloveno

Conoscevate già il ristorante Hiša Franko? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

State cercando un posto per una occasione speciale? Date un’occhiata alla nostra sezione dedicata!

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A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano /horto-milano-ristorante/ /horto-milano-ristorante/#comments Wed, 01 Feb 2023 06:00:14 +0000 /?p=55408 Siamo stati da Horto, nuovo ristorante nel cuore di Milano, e qui vi raccontiamo tutti i dettagli di questa esperienza. Ecco cosa si mangia e quanto si spende!

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Da qualche mese la nostra città può contare su Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano che, non abbiamo dubbi, diventerà uno dei nomi di punta del fine dining milanese. Merito del menu e della cucina su cui aleggia Norbert Niederkofler, chef altoatesino che ha meritato ben tre stelle Michelin e che sovraintende sulla brigata e sul notevole servizio di sala. E della location, unica nel suo genere, con un affaccio a 360 gradi su tutta la città, proprio nel cuore di Milano. Noi, per una occasione speciale, abbiamo cenato da Horto e qui vi raccontiamo tutti i dettagli di questa esperienza!

Abbiamo provato Horto e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI HORTO: degustazione o alla carta

Cominciamo col dire che Horto cerca di portare a Milano la filosofia che Niederkofler ha sposato e proposto fin dagli inizi sulle Dolomiti: stagionalità, sostenibilità, etica. Parole troppo spesso abusate, cui difficilmente c’è una corrispondenza nei fatti e che invece qui, ci spiegano, provano a dare la propria prova tramite un menu studiato su una rete di fornitori entro un’ora da Milano. Quindi sì, c’è il pak choi, che però arriva da Pavia, così come il riso, le carni sono di piccoli allevatori nei paraggi e il formaggio di caseifici sempre in zona. Piccolo appunto: avremmo apprezzato una scelta più estesa di piatti vegetariani o vegani, proprio in nome di quella ‘etica’.

Questa filosofia si struttura in un menu tuttosommato breve, a cui viene dato risalto tramite due menu degustazione rispettivamente da 5 o 7 portate. Chi volesse invece ordinare alla carta, può scegliere come comporre il proprio percorso attingendo da entrambi i menu, con le portate che preferisce. A pranzo, invece, la formula (e i prezzi) sono più agili, e noi non vediamo l’ora di sfruttare la meravigliosa terrazza per un aperitivo nella bella stagione.

COME SI MANGIA DA HORTO: sapori di montagna a bassa quota

Nonostante i menu degustazione ci invogliassero parecchio, decidiamo di ordinare alla carta per sperimentare i piatti di entrambi menu (che, come accade di sovente, devono essere però ordinati per tutti i commensali). I richiami alla montagna sono chiari, e non c’è una grande concessione a cucine troppo lontane da quella italiana.

La nostra cena è anticipata da diversi finger food di benvenuto tra cui delle paradisiache sfoglie di polenta con mousse di Strachitunt, una tartelletta alle alghe con trippa alla curcuma, bieta e bitto e delle chips di topinambur con tartare di manzo e caviale. Diciamo che siamo già predisposti bene.

Iniziamo con la tartare di salmerino marinato, cui viene aggiunta una salsa d’orzo parecchio corposa, che però non va a sovrastare il sapore, ben definito, del pesce d’acqua dolce. Sempre come antipasto, arriva anche la cagliata di latte vaccino al fieno, funghi e tartufo nero, impiattata in maniera davvero convincente e molto delicata nonostante i funghi e il tartufo.

Proseguiamo con un piatto che ci ha davvero conquistati: il risotto mantecato con fondo di trota e crème fraîche, un’esplosione di sapori a cui concorrono anche delle deliziose uova di pesce che lo sormontano. Proviamo anche il tortello di patate e abete con fondo di selvaggina, un piatto tipicamente montanaro che però rende anche a bassa quota, con un bilanciamento di sapori studiato alla perfezione e il fondo davvero indimenticabile, tanto da richiedere una tanto grezza quanto necessaria scarpetta.

Tra i secondi, scegliamo il cervo con zucca al rosmarino e asparagi pungitopo in agrodolce e l’anguilla con kiwi fermentato. Il primo è forse il piatto meglio riuscito di tutto il percorso, grazie soprattutto a una cottura eccelsa della carne di cervo. L’anguilla con kiwi invece ci sorprende, con questo inusuale accostamento di sapori che, se sulle prime ci destabilizza, finisce per conquistarci. Il pesce, poi, si scioglie letteralmente in bocca.

Concludiamo il nostro percorso con un sorbetto al cioccolato fondente con pera speziata e salsa brulè, seguito da una piccola pasticceria offerta dalla casa con Mou al Varzese con cioccolato fondente, financier al lampone e gelatina all’abete. Eccellenti e anche molto belli alla vista.

Abbiamo accompagnato la nostra cena con dell’ottimo Rosé Nature Trento Doc Lona Ester e, per iniziare, ci siamo concessi anche un piccolo cocktail analcolico, una fenomenale Kombucha allo zafferano.

L’ATMOSFERA DI HORTO: raffinata e spettacolare

Horto ha casa nel nuovo complesso del The Medelan, l’ex palazzo del Credito Italiano nella centralissima piazza Cordusio, dove sovrasta uffici e banche con una terrazza a ferro di cavallo da cui ammirare tutta Milano, da Citylife al Bosco Verticale, con la Madonnina che pare a portata di mano. Una volta che capite da che parte entrare (magari eravamo solo stanchi!), l’ambiente è pulito e lineare, con diversi tavoli inseriti all’interno di nicchie, dettaglio che verrà apprezzato da chi ama la privacy, e uno chef’s table da cui ammirare il lavoro della brigata. Il servizio pare un’orchestra che suona all’unisono, grazie a un team giovane, genuinamente gentile e ben affiatato che ci ha fatto vivere un’esperienza perfetta sotto tutti gli aspetti.

I PREZZI DI HORTO: in linea col posto

I prezzi di Horto ci sono sembrati completamente in linea con i piatti assaggiati, la posizione e l’atmosfera. Il menu da 7 portate ha un costo di 185€ (wine pairing a 80€), quello da 5 viene 155€ (wine pairing a 65€). Per chi preferisse ordinare à la carte, selezionando le portate dai menu degustazione i costi sono 90€ per due portate, 120€ per tre, 150€ per quattro.

HORTO
Via S. Protaso 5, Milano
02 36517496
Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 19:30-21:30) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI HORTO: stagionale e ancorato alla montagna; pochi piatti vegetariani o vegani

IL PREZZO DI HORTO: due menu degustazione (185€ e 155€); à la carte 90€ (due portate), 120€ (tre portate), 150€ (quattro portate)

L’AMBIENTE DI HORTO: perfetto per una cena di lavoro, un rendez-vous romantico o un momento speciale in famiglia

COME PRENOTARE DA HORTO: tramite il sito internet

COME ARRIVARE DA HORTO: con la metro rossa fermata Cordusio; tram 14, 24, 3; bus 58, 73

Conoscevate già il ristorante Horto? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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A pranzo da Villa Crespi, ristorante tristellato sul Lago d’Orta /a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/ /a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/#comments Wed, 16 Nov 2022 06:00:33 +0000 /?p=48732 Siamo stati a pranzo da Villa Crespi, ristorante tre stelle Michelin dello chef Antonino Cannavacciuolo, e qui vi raccontiamo com'è!

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Molti forse conosceranno lo chef Antonino Cannavacciuolo principalmente per la sua simpatia, i suoi programmi televisivi e le sue forti pacche sulla spalla, tuttavia, i suoi meriti nascono ovviamente prima di tutto dietro ai fornelli. Noi eravamo curiosissimi di sperimentare la sua cucina a Villa Crespi e quindi, di recente e poco prima della consacrazione nell’Olimpo dei ristoranti italiani con tre stelle Michelin, ci siamo recati sul bellissimo Lago d’Orta (perfetto per una gita fuori porta) per un pranzo davvero speciale. A nostro parere è stato un riuscitissimo connubio tra alta cucina e contesto mozzafiato: ecco com’è andata!

Abbiamo provato Villa Crespi e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI VILLA CRESPI: un abbraccio tra Campania e Piemonte

Come spesso accade nei ristoranti stellati, anche a Villa Crespi la scelta consiste nel menu alla carta e nel menu degustazione di tre tipologie, due da sette portate e uno da otto. Inutile dire che il percorso degustazione in questi casi è spesso conveniente, oltre che il modo migliore per comprendere a tutto tondo il tipo di cucina proposta. È un po’ come guardare l’autoritratto di un pittore, e sulla tela dello chef Cannavacciuolo si vede sia la terra d’origine, la Campania, che la terra che lo ha visto crescere professionalmente, il Piemonte.

Tra i tre menu degustazione noi abbiamo scelto Traccia, che prevede un benvenuto dello chef, due antipasti, un primo, un secondo, il pre dessert e il dessert.

COME SI MANGIA DA VILLA CRESPI: be, divinamente

Uno dei piatti simbolo dello chef che non vedevamo l’ora di assaggiare è il tonno vitellato, una chiara rivisitazione “al contrario” del classico vitello tonnato, con fettine di tonno marinate in salsa di soia e accompagnato da fondo di vitello. Abbiamo apprezzato molto anche l’idea di accompagnarlo a un assaggio di vitello tonnato verace in stile finger food, che si è rivelato assolutamente delizioso.

Ma è il primo piatto, riso Carnaroli, bottarga, midollo e ostrica, che ci ha fatto sentire le campane del paradiso. Un chiaro spostamento dal Piemonte verso la Campania con l’introduzione del mare. Il ricco risotto, sia come sapore che consistenza, è da abbinare boccone dopo boccone alle fredde ostriche servite a parte: un’esplosione armoniosa di sugo, burro e salsedine. Un piatto davvero eccezionale, che fatichiamo a spiegare a parole.

Il nostro secondo classificato del menu è stato il piatto completamente vegetale a base di sedano rapa, frutto della passione e aglio nero. Un abbinamento decisamente insolito tra aglio nero, molto più dolce e ‘leggero’ di quello bianco, e la delicatezza del sedano rapa.

Anche il rombo chiodato, conchigliacei, alghe marine, taccole ci è piaciuto molto, soprattutto per il contrasto ben riuscito tra la morbidezza e il sapore di mare del pesce e la croccantezza delle taccole. Per concludere, una morbida mela verde con gelato al cocco e fondo di caffè: contrariamente alle aspettative, un dessert bilanciato sull’acido della mela, l’amaro del caffè e il delicato sapore del cocco.

La bellezza di tutti questi piatti che abbiamo assaggiato è che sono arrivati dritti al cuore e… torneremmo domani stesso per mangiarli di nuovo.

L’ATMOSFERA DI VILLA CRESPI: raffinata e speciale

Come in tutte le cose, anche l’occhio vuole la sua parte, ed è innegabile che il contesto in cui si trova Villa Crespi sia fiabesco. La costruzione della villa iniziò nel 1879 per mano di Cristoforo Benigno Crespi, industriale del settore cotoniero, e durò trent’anni. Di ispirazione chiaramente mediorientale, è un delizioso ricamo arabeggiante con facciate ricche di colonne e intarsi che ricordano un minareto. Saranno lo chef Cannavacciuolo e sua moglie a ristrutturarla e, dal 1999, a renderla una destinazione speciale a tutto tondo grazie sia al ristorante che alle camere lussuose a disposizione per il pernottamento. La magia continua anche all’interno della villa: il ristorante, infatti, si snoda tra le sale di raffinata opulenza al pianterreno, fino alla veranda con vista sul giardino estivo.

Il team in sala è in armonia con l’ambiente circostante: è formale e attento, ma allo stesso tempo riesce a incantarti con racconti sulla storia della villa e sui piatti del menu. L’insieme risulta davvero in sintonia e assolutamente coerente con l’alto livello che ci si aspetta da un ristorante stellato. Lo chef, che è quasi sempre presente, saluta tutti gli ospiti una volta terminato il pasto (che per essere uno chef stellato non è ormai cosa scontata).

I PREZZI DI VILLA CRESPI: proporzionati al contesto

Villa Crespi Cannavacciuolo
Dolcetti con il caffè | © Elena Mariotti

I piatti alla carta si aggirano attorno ai 60-70 euro, mentre il prezzo del menu degustazione va dai 190 euro a testa per il Traccia, ai 210 euro per il Degustazione itinerario dal sud al nord Italia – entrambi con sette portate -, fino ai 240 euro per il Mettici l’anima – otto portate (bevande escluse). I menu si possono integrare con il percorso di abbinamento vino. Considerando la qualità superba del cibo e del servizio, nonché la location da sogno, riteniamo che i prezzi siano assolutamente corretti.

VILLA CRESPI
Via Fava 18, Orta San Giulio
 0322 911902
Aperto tutti i giorni (12:30-15:00 e 19:00-23:30, martedì e mercoledì solo a cena) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI VILLA CRESPI: i sapori italiani più autentici in chiave stellata, alla carta o a scelta tra tre menu degustazione

IL PREZZO DI VILLA CRESPI: circa 150€ alla carta per due portate, da 190 a 240€ per i menu degustazione, bevande escluse

L’AMBIENTE DI VILLA CRESPI: fiabesco, elegante, romantico

COME PRENOTARE DA VILLA CRESPI: attraverso il form sul sito

COME ARRIVARE DA VILLA CRESPI: in macchina o in treno, molto comodo anche in giornata da Milano per una gita fuori porta

Conoscevate già il ristorante Villa Crespi? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Cercate altri posti per un’occasione speciale? Date un’occhiata alla nostra sezione dedicata!

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A cena da Osteria Francescana, ristorante tristellato a Modena /a-cena-da-osteria-francescana-ristorante-tristellato-a-modena/ /a-cena-da-osteria-francescana-ristorante-tristellato-a-modena/#comments Wed, 25 May 2022 06:00:07 +0000 /?p=44981 Siamo stati a cena da Osteria Francescana, ristorante tristellato a Modena dello chef Massimo Bottura, e qui vi raccontiamo cosa aspettarvi!

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Non servono troppe introduzioni quando si parla di Massimo Bottura, uno dei più grandi chef contemporanei al mondo, capace di reinventare la cucina tradizionale italiana mescolando tecnica, arte e fantasia. Originario di Modena, proprio qui Bottura rileva, nel 1995, Osteria Francescana, una trattoria storica nel cuore della città. La fama di questo ristorante – che vanta ben tre stelle Michelin – ha letteralmente fatto il giro del globo, tanto da aggiudicarsi il primo posto nel 2016 e nel 2018 nella classifica The World’s 50 Best Restaurants. Mangiare in questo ristorante rappresentava un sogno nel cassetto da sempre e finalmente ci siamo riusciti: ecco com’è andata!

Abbiamo provato Osteria Francescana e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI OSTERIA FRANCESCANA: un viaggio in Italia pieno di ricordi

Come viene definito dallo stesso team di Osteria Francescana, il tipo di cucina è “del territorio, ma visto da dieci chilometri di distanza”. I sapori classici della tradizione diventano infatti un racconto legato ai ricordi d’infanzia e agli innumerevoli prodotti tipici del territorio italiano. Le protagoniste assolute sono le materie prime che, come dimostrano le portate del menu, vengono esaltate nella loro purezza. I piatti, visivamente eleganti ed essenziali, lasciano ai sapori il compito di farci da guida. Infatti, sia il menu degustazione che il menu alla carta, elencano soltanto i nomi dei piatti poiché la cucina “non è una lista di ingredienti o una dimostrazione di abilità tecniche”.

Noi abbiamo scelto il menu degustazione da 12 portate Vieni in Italia con me, un percorso che varia a seconda della stagionalità e che punta ad “abbattere le barriere tra nord, centro e sud Italia”. Ci siamo anche affidati all’abbinamento vini proposto dal Sommelier con 9 diversi abbinamenti.

COME SI MANGIA DA OSTERIA FRANCESCANA: un percorso sorprendente

Proprio perché gli ingredienti non sono presenti nel menu, ogni piatto è sapientemente descritto e spiegato dal personale di sala, e si rivela un climax ascendente di stupore. Non vogliamo raccontarvelo proprio tutto, altrimenti rischieremmo di rovinarvi parte dell’esperienza, quindi abbiamo pensato di proporvi una selezione, entrando nel merito dei nostri piatti preferiti, sia per la bontà che per la sorpresa che ci hanno suscitato.

Il panettone di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Iniziamo dallo straordinario caldo panettone, lenticchie e cotechino (anche il 15 di agosto). Il piatto ci ha subito catapultati nel nord Italia, con questo riuscitissimo equilibrio tra il salato delle lenticchie e cotechino, e il dolce del panettone.

La piadina, squacquerone & alice è stato qualcosa di incredibile: in un solo boccone lo chef ha brillantemente ricreato un morso di piadina romagnola. La tostatura del pane sulla piastra, la sapidità dell’alice, l’amaro della rucola e l’acqua acidula dello squacquerone che cola morso dopo morso, il tutto con un impiattamento e presentazione essenziale che, della piadina che conosciamo, non aveva niente di riconoscibile alla vista.

Osteria Francescana Modena
La piadina di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Uno s-t-r-e-p-i-t-o-s-o risotto come una parmigiana di melanzane ci lascia assolutamente estasiati e lo rende il nostro piatto preferito del menu. Anche qui ritroviamo tutti i sapori che associamo alla classica parmigiana: il risotto con provola e melanzane viene cotto nell’acqua di pomodoro. Una chips croccante di parmigiano, con polvere di melanzane affumicate e di pomodoro, incorona il piatto.

La rivisitazione più originale e inaspettata, invece, è stata la fiorentina e i suoi contorni. Ci viene infatti presentata una lattuga alla brace su gelatina di pomodoro affumicato, acciughe ed erbe aromatiche, fagioli mantecati nel Sassicaia e riduzione di fiorentina. Non credevamo ai nostri occhi, eppure, questo mix di sapori uniti all’affumicatura e consistenza fibrosa della lattuga…hanno ricreato davvero la Fiorentina!

Osteria Francescana Modena
La parmigiana di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Quando giunge il momento del quasi uno spaghetto al pomodoro, viste le sorprese precedenti, non sappiamo cosa immaginarci. Invece, ci portano proprio degli spaghetti in rosso: questa volta è il gusto a spiazzarci, poiché si rivelano spaghetti dolci di ciliegia e peperoni rossi, con mandorla grattugiata, capperi e latte di mandorla.

Infine, quella che in genere viene servita come antipasto, diventa il dessert di questa cena indescrivibile. Oops! Ho dimenticato la caprese è un pomodoro di cioccolato bianco, con al suo interno un cremoso di pomodoro con ribes, vaniglia e anice stellato. Alla base acqua di pomodoro, acqua di bufala e olio al basilico sono, non solo parte integrante dei sapori del piatto, ma completano visivamente quella che, a tutti gli effetti, è un’opera d’arte.

Osteria Francescana Modena
Spaghetto al pomodoro di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Abbiamo concluso la cena sazi, felici e stregati dalla genialità della creazione e realizzazione di questo menu. La sensazione più forte che ci ha lasciato questa cena è la consapevolezza che anche a tavola tutto può essere messo in discussione e assumere diverse splendide forme che non ci si aspetta.

L’ATMOSFERA DI OSTERIA FRANCESCANA: intima e accogliente

Osteria Francescana Modena
Gli interni di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

L’interno di Osteria Francescana si divide in tre salette per un totale di 12 tavoli, elegantemente apparecchiati con tovaglie bianche. L’arte contemporanea, che per lo chef Bottura, è “ispirazione, guida e musa” si manifesta non solo in ogni suo piatto, ma anche nell’arredamento (ovviamente) molto curato del ristorante. L’atmosfera rimane essenziale ma calda allo stesso tempo, grazie anche alla moquette floreale che rende l’ambiente accogliente e quasi casalingo. C’è anche una “sala vip”, dove si può mangiare circondati dalle bottiglie di vino della cantina del ristorante. Dimenticatevi la rigidità che ci si può aspettare, e molte volte si trova, nei ristoranti stellati. Il servizio, assolutamente impeccabile e attento ci ha messi subito a nostro agio grazie a interazioni piacevoli e spontanee.

I PREZZI DI OSTERIA FRANCESCANA: adeguati alla qualità dell’esperienza

Osteria Francescana Modena
Gli interni di Osteria Francescana | © Elena Mariotti

Il menu degustazione da 12 portate costa 320 euro, a cui aggiungere 210 euro se si sceglie l’abbinamento vini da 9 calici. Il menu alla carta, invece, comprende antipasti, primi, secondi e dolci tutti tra gli 80 e i 150 euro. La lista dei vini è corposa e prevede una ampia scelta di bottiglie (da circa 60 euro a salire) e calici (da circa 30 euro). Il costo è, insomma, quanto ci si può aspettare da un tre stelle Michelin nonché da uno dei migliori ristoranti al mondo.

OSTERIA FRANCESCANA
Via Stella 22, Modena
059 223912
Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI OSTERIA FRANCESCANA: decisamente audace, sorprendente e ricco di ingredienti di ogni tipo (si possono segnalare intolleranze alimentari o allergie entro tre giorni prima della visita)

IL PREZZO DI OSTERIA FRANCESCANA: sui €200 a testa (bevande escluse) ordinando alla carta oppure prezzo del menu degustazione €320

L’AMBIENTE DI OSTERIA FRANCESCANA: raffinato ed elegante, perfetto per cene romantiche o di lavoro

COME PRENOTARE DA OSTERIA FRANCESCANA: dal sito con sei mesi di anticipo (qui tutte le FAQ)

COME ARRIVARE DA OSTERIA FRANCESCANA: in treno o in macchina (il ristorante si trova in zona ZTL, il parcheggio più vicino è in viale Vittorio Veneto)

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Aperitivo in hotel a Milano: 10 indirizzi da non perdere /aperitivo-in-hotel-a-milano-10-indirizzi-da-non-perdere/ /aperitivo-in-hotel-a-milano-10-indirizzi-da-non-perdere/#respond Mon, 16 May 2022 06:00:42 +0000 /?p=42614 Cocktail ricercati, tartine gourmet e atmosfera rilassante: ecco la nostra selezione di 10 hotel per fare aperitivo a Milano!

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Milano è un mosaico di locali dove bere bene, per tutti i gusti e tutte le tasche, e vi abbiamo recentemente parlato qui di molti indirizzi che servono cocktail indimenticabili. Ma se vogliamo davvero considerare tutte le opzioni che la città ha da offrire, specialmente in stupendi locali all’aperto, non dobbiamo dimenticarci i bar degli hotel! Se siete alla ricerca di un posto elegante per una serata speciale, se volete fare aperitivo in un rilassante giardino a Milano o semplicemente volete qualcosa di diverso dai posti più casual in circolazione, ecco a voi 10 indirizzi per un aperitivo in hotel a Milano!

10 INDIRIZZI PER L’APERITIVO IN HOTEL A MILANO

STILLA – FOUR SEASONS

Due drink di Stilla Bar | © Elena Mariotti

Il primo hotel di cui vi parliamo si trova nel cuore del Quadrilatero della moda, a due passi da Montenapoleone. Lo Stilla bar si trova al piano terra del prestigioso Four Seasons, in un ambiente elegante e giovane in cui accomodarsi sia al bancone che ai tavolini. La lista cocktail propone un’ampia scelta tra signature cocktails e alternative pensate per essere condivise in gruppo. I nostri preferiti sono stati il Rosalia con Pisco Barsol, Italicus, Cordiale di Shiso, Noilly Prat e Perrier e il Red Velvet con Vodka Belvedere, Stilla aperitivo alla fragola e bitter Fusetti. Ad accompagnare, canapes deliziose che, insieme alla classica triade patatine-olive-noccioline, sono perfette per non rovinarsi la cena. Il menu si estende poi ad altre tapas da stuzzicare come il pane tostato alle noci, burro e alici del Cantabrico o i calamari e gamberi croccanti con maionese al wasabi. Curato, accogliente e non pretenzioso, Stilla è aperto tutto il giorno e in orario aperitivo la serata è accompagnata da un dj set. Plauso al personale preparato, simpatico e coinvolgente. Con la bella stagione c’è anche la versione all’aperto – Stilla Giardino – e non vediamo l’ora di andarci!

Il migliore per: rapporto qualità-prezzo. Considerando location centrale, ambiente e qualità, è il nostro preferito.

STILLA. Via Gesù 6/8, Milano. 02 77081477. Aperto tutti i giorni (8-1). Costo medio di un cocktail: 24€.

MANDARIN BAR E BISTROT – MANDARIN ORIENTAL

Due drink del Mandarin Bar e Bistrot | © Elena Mariotti

Rimaniamo sempre nella zona di Montenapoleone, con il lussuoso Mandarin Bar e Bistrot del Mandarin Oriental dall’atmosfera elegante, moderna e minimale. Insieme ad alcuni dei più grandi classici, come il Breakfast Martini di Salvatore Calabrese o il French 75 di Harry MacElhone, c’è la sezione Mandarin Oriental Legacy che riflette l’anima asiatica dell’hotel, proponendo i cocktail più iconici dei bar firmati Mandarin Oriental a Singapore, Hong Kong e Bangkok. Tra quelli che abbiamo assaggiato, ci sono piaciuti molto l’Elixir Singapore a base Tanqueray London dry gin con Kafir lime, sciroppo di Pandan e Calamondino, Bitter al Lime e Cardamomo e il Pandan Flower con Casamigos Mezcal, Chartreuse Verde, sciroppo di Pandan, succo di lime. Noccioline, olive, patatine e deliziose tartine gourmet vengono servite come aperitivo. Se volete anche mangiare qualcosa in più, continuando sulla scia “orientaleggiante”, potete ordinare la selezione di dim sum o gli involtini primavera. Il locale si divide in una zona lounge e bar bistrot all’interno e il cortile esterno ideale per bere all’aperto in uno splendido contesto di luci soffuse e musica lounge. La clientela è piacevolmente internazionale, in completa sintonia con la firma Mandarin. Anche qui è consigliata la prenotazione.

Il migliore per: un twist asiatico.

MANDARIN BAR E BISTROT. Via Andegari 9, Milano. 02 87318898. Aperto tutti i giorni (7-1). Costo medio di un cocktail: 30€.

BAMBOO BAR – ARMANI HOTEL

Due drink del Bamboo Bar | © Elena Mariotti

Al Bamboo Bar tutto ha l’impronta di Armani: dall’eleganza e lusso dell’arredamento, agli ingredienti dei cocktail che rimandano alla città e alla personalità dello stilista. Ancora una volta nel cuore di Montenapoleone, in Via Manzoni, il bar si trova al settimo piano con una vista molto bella sulla città. La proposta cocktail si articola in due sezioni davvero interessanti, che rappresentano perfettamente l’anima Armani. La “Skyline Collection”, dedicata a Milano, ha i drink che portano i nomi dei suoi simboli architettonici più famosi, tra cui la Torre Velasca, il Castello Sforzesco, City Life e il Bosco Verticale. Una seconda parte è invece la “Cocktail Capsule Collection” che richiama alcune fonti di ispirazione del mondo della label, tra cui l’isola di Pantelleria. Noi ne abbiamo provati diversi e ci sono piaciuti davvero tutti, in particolare il Pantelleria con Mezcal “Vida” del Maguey, succo di pomodoro, capperi di Pantelleria, Bloody Mary mix, e il Privè con Gin Mare, lime fresco, sciroppo al basilico, ginger beer e spray di assenzio. L’accompagnamento invece è molto essenziale, nessuna tartina ma soltanto le classiche patatine e olive. Ideale non solo per prendere qualcosa da bere, ma anche per un pranzo di lavoro, per una versione all’aperto c’è Emporio Armani Giardino, all’esterno dell’hotel.

Il migliore per: un inizio e/o fine serata di classe.

BAMBOO BAR. Via Alessandro Manzoni 31, Milano. 02 88838822. Aperto tutti i giorni (11-24) tranne il lunedì. Costo medio di un cocktail: 25€.

BULGARI BAR – BVLGARI HOTEL

Due drink del Bulgari Bar | © Elena Mariotti

Prenotare è un’impresa epica, ma ne vale assolutamente la pena! Gettonatissimo ritrovo della movida milanese, il Bulgari Bar ha un sapore molto intimo, complici le luci soffuse e il bancone in resina nera attorno al quale si snodano i tavoli. La grande vetrata si affaccia sul bellissimo giardino che, nei mesi estivi, diventa un’estensione del bar dover poter fare aperitivo all’aperto – che per noi è il vero punto di forza del locale. L’atmosfera è giovane e modaiola e la clientela molto ‘tirata’, cosa che può non piacere a tutti. Tra i loro cocktail campagna il Bvlgari Cocktail con gin, Aperol, spremuta d’arancia, succo d’ananas e succo di lime, che rappresenta l’ideale alternativa ai più classici spritz Aperol/Campari ma con un tocco originale. La lista poi comprende i cocktail più tradizionali e una divertente sezione con i sei cocktail I Milanesi che sono “ispirati ai personaggi chiave del dialetto milanese”: noi abbiamo assaggiato il Bel Fieul a base Rye whiskey con Dutch cacao, dry Curaçao, sciroppo di zenzero, Farmily aromatic bitter, e Il Cumenda con Pisco, Roots divino analcolico, spicy mix, limone chiarificato, bitter Fusetti, spuma di zafferano. Il tris patatine (che decretiamo le migliori tra quelle di questa top 10), mandorle salate e olive precede il loro tagliere aperitivo con tartine assolutamente da volare via. È anche possibile ordinare i piatti del ristorante stellato di Niko Romito che vengono serviti in modo più informale. Super approvato!

Il migliore per: qualità aperitivo e mood modaiolo.

BULGARI BAR. Via Privata Fratelli Gabba 7B, Milano. 02 8058051. Aperto tutti i giorni (7-1). Costo medio di un cocktail: 25€.

CAFFÉ PARIGI BAR E BISTROT – PALAZZO PARIGI

Il fascino della scalinata di Palazzo Parigi che accoglie i visitatori all’entrata è unico: i pavimenti in marmo, i grandi lampadari e ogni pezzo dell’arredamento sono studiati per far sentire gli ospiti a casa. Lo stile classico è senza dubbio quel che rende questo hotel diverso dagli altri, per lo più moderni. In questa cornice ha casa Caffé Parigi, lounge bar che si trova al piano terra e precede il ristorante che si estende nella sala interna e nella veranda. D’estate la veranda si apre sul bellissimo giardino interno che diventa Palazzo Parigi Private Garden, dove poter pranzare o bere qualcosa all’aperto. I classici cocktail a base Gin o Negroni sono affiancati da sei drink che accontentano un po’ tutti i gusti. Noi abbiamo iniziato con un Parigi Mule con vodka, succo di limone, purea di lamponi, menta fresca e ginger beer, ottima rivisitazione del classico Moscow Mule, per poi proseguire con il decisamente più robusto My Boulevardier con bitter Campari, Le Vaglie bitter, whiskey e gocce di bitter truth chocolate. Anche loro si aggiudicano il bonus tartine (anche se sono letteralmente due di numero), servite insieme agli immancabili snack da aperitivo. L’unico appunto che abbiamo è sulla gestione delle prenotazioni e sul servizio, disattento e parecchio frettoloso, decisamente poco in armonia con la tipologia di posto.

Il migliore per: aperitivo chic.

CAFFÉ PARIGI BAR E BISTROT. Corso di Porta Nuova 1, Milano. 02 62562167. Aperto tutti i giorni (7-1). Costo medio di un cocktail: 22€.

TERRAZZA GALLIA – EXCELSIOR HOTEL GALLIA

Aperitivo alla Terrazza Gallia | © Elena Mariotti

Una delle nostre terrazze preferite a Milano, la Terrazza Gallia, si trova al settimo piano del bellissimo Excelsior Hotel Gallia, con un affaccio pittoresco sulla Stazione Centrale. All’interno il design è moderno, con divanetti e poltroncine in pelle calate in un contesto che ricorda un po’ troppo una lounge di lavoro; la parte esterna invece è piacevolmente più casual e mondana. Con sei cocktail, si tratta della lista più essenziale tra gli aperitivi in questa selezione anche se, come sempre, si possono ordinare anche i grandi classici fuori carta. Qui abbiamo provato il 7th Floor Spritz con Absolut Vodka, Solerno, limone, arancia, sciroppo di Champagne, Prosecco, il Baboom Fizz con Sailor’s Jerry Rum, liquore al chinotto, pepe di sychouan, soda al pompelmo rosa, e infine il 1932 con Campari, Amaro Ramazzotti, Brancamenta e soda. Gli accostamenti dei drink non erano esattamente nelle nostre corde e, anche in questo caso, abbiamo trovato l’aperitivo un po’ troppo essenziale (niente più che taralli, olive e mandorle). Il menu però propone una selezione di tapas molto gustose che noi abbiamo ordinato come accompagnamento, in particolare pizza, focaccia e crocchette.

Il migliore per: vista sulla pittoresca Stazione Centrale.

TERRAZZA GALLIA. Piazza Duca d’Aosta 9, Milano. 02 67853514. Aperto tutti i giorni (12:30-00:30, sab-dom dalle 11). Costo medio di un cocktail: 19€.

LIQUIDAMBAR – MAGNA PARS

Due drink di Liquidambar | © Elena Mariotti

Ci spostiamo in zona Porta Genova con il modernissimo hotel Magna Pars, che ha la peculiare caratteristica di essere un “Hotel à Parfum”. Che cosa significa? Che tutto, al suo interno, è incentrato nel proporre agli ospiti un’esperienza sensoriale olfattiva indimenticabile, che inizia con un’inebriante ondata di profumo non appena se ne varca la soglia. All’interno, ha casa il Liquidambar, il cocktail bar dell’hotel, che si trova al piano terra con affaccio su un luminoso giardino perfetto per un aperitivo o cena all’aperto. Entrando sulla sinistra, c’è anche una bellissima cantina vini a vista, con un grande tavolo in legno che si può prenotare per eventi aziendali o degustazioni private. L’atmosfera in generale è rilassante, si tratta di un contesto moderno ma sofisticato. Anche l’aperitivo è “olfattivo”, con una selezione di cocktail studiati per conquistare non solo il gusto ma anche l’olfatto. Noi abbiamo provato Polline con Gin, liquore di castagne, sciroppo d’Agave, polline e miele, Bergamotto con Campari, Vermouth, rosolio di Bergamotto, olio essenziale di Bergamotto, e Cassis con Grappa Berta, Creme de Cassis, granatina, lime e olio essenziale di Cassis. Oltre a essere davvero buoni e originali, i drink sono anche molto belli da vedere! In più, sono accompagnati da una selezione di tartine molto ben riuscite, oltre che patatine, noccioline e peschiole a profusione. A noi è piaciuto davvero tanto e non vediamo l’ora di tornarci!

Il migliore per: cocktail originali ed esperienza multisensoriale.

LIQUIDAMBAR. Via Forcella 6, Milano. 02 8378111. Costo medio di un cocktail: 16€.

TERRAZZA VIU – HOTEL VIU

Una terrazza con piscina e vista su Milano è il contesto mozzafiato di Terrazza Viu, in zona Cimitero Monumentale. Il susseguirsi di divanetti e tavolini dove potersi fermare per l’aperitivo si snodano di fronte alla piscina e attorno alla porzione del bar che rimane all’interno. Atmosfera sofisticata, casual-chic che ci fa sognare le calde serate estive tra amici con un cocktail ghiacciato a bordo piscina e un bel dj set di sottofondo. I cocktail sono una decina e tutti con una nota fruttata come fil rouge (che ci piace molto!). Avendo un debole per il St. Germain, non potevamo non assaggiare Spritz with a Viu a base St. Germain, Aperol, pompelmo rosa, Prosecco, una fresca e dolce rivisitazione dei canonici spritz. Anche Basil Twist a base gin Tanqueray, miele, lime, spremuta pompelmo e basilico ci è piaciuto molto. Nessun accompagnamento oltre alle classiche olive, patatine e mix di noccioline piccanti, ma il menu “per stuzzicare” è ricco e goloso, e spazia da taglieri con salumi e formaggi a mini burger. La prossima volta ne proveremo qualcuno!

Il migliore per: una splendida vista sulla città in una romantica sera d’estate.

TERRAZZA VIU. Via Fioravanti 6, Milano. 02 80010910. Aperto tutti i giorni (18:30-22). Costo medio di un cocktail: 17€.

DIANA GARDEN – SHERATON DIANA MAJESTIC

Stavolta siamo in zona Porta Venezia, nello stupendo giardino dello Sheraton Diana Majestic: una piccola oasi di pace con tavolini disposti lungo tutto il cortile e attorno a una bellissima fontana incorniciata da piante curate. C’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i cocktail e anzi, forse è anche troppa! Noi ci siamo fatti invogliare dal Pepe Sour con Grey Goose vodka, succo fresco di limone, zucchero, liquore St. Germain, e dall’Hugo St. Germain, che come si deduce dal nome è a base dell’omonimo liquore, prosecco e soda. Questo rimane uno dei nostri spritz preferiti in assoluto! In accompagnamento ai drink vengono proposte patatine e stuzzichini in vassoi monoporzione, idea carina e originale. Possiamo dire che l’arancino, l’insalata di riso e altri piccoli assaggi hanno decretato quello del Diana Garden l’aperitivo più sostanzioso di tutti. Per non farci mancare nulla, però, abbiamo anche ordinato un tagliere, rivelatosi molto abbondante, di salumi e formaggi per trasformare l’aperitivo in una quasi cena. L’atmosfera qui non è pretenziosa ma chic e rilassata, perfetta per una serata estiva grazie alle luci soffuse.

Il migliore per: serata di chiacchiere all’aperto con amici/amiche.

DIANA GARDEN. Viale Piave 42, Milano. 02 20582081. Aperto tutti i giorni (10:30-22). Costo medio di un cocktail: 15€.

RADIO ROOFTOP MILAN – ME MILAN IL DUCA

Con casa in zona Repubblica, il Radio Rooftop è il bar all’ultimo piano dell’hotel ME Milan Il Duca, ed è l’unico di questo articolo che non accetta prenotazioni. Moderno, curato e vivace, il suo punto di forza sta nei divanetti disposti nel patio esterno e nel fatto che non ci sia una netta separazione tra esterno e interno, facendo sì che tutti si possano godere l’aria aperta. L’offerta cocktail è ricca e variegata con accostamenti interessanti tra dolce e amaro, come il Have you seen Coco? con Grey Goose Vodka infusa al carbone, lavanda, fragola, cordiale di lime, pastis e acqua al limone, e il Medusa con Portobello Road 171 Gin, Italicus infuso al peperoncino, Cordiale di zafferano e arancia, bitter all’oliva. Con ogni drink viene servito un tris di bocconcini fritti (da cui ci aspettavamo qualcosina in più), patatine e taralli in abbondanza. Il menu poi offre molta scelta per stuzzicare piatti freddi o caldi e per cenare in modo informale.

Il migliore per: un’altra bellissima vista sulla città.

RADIO ROOFTOP MILAN. Via Marco Polo 18, Milano. 02 84220108. Aperto tutti i giorni (7-1, gio-sab fino alle 2 e dom fino alle 24). Costo medio di un cocktail: 18€.

* Disclaimer: proprio per la loro stagionalità e ricercatezza, le liste cocktail possono aver subito delle variazioni rispetto a quelle che vi raccontiamo qui sopra.

Voi avete mai fatto aperitivo in hotel a Milano? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questa compilation vi è piaciuta? Qui trovate tantissimi altri ristoranti a Milano che abbiamo provato!

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A cena da Immorale Osé, ristorante audace a Porta Venezia (chiuso) /a-cena-da-immorale-ose-ristorante-audace-a-porta-venezia/ /a-cena-da-immorale-ose-ristorante-audace-a-porta-venezia/#comments Wed, 16 Feb 2022 07:00:48 +0000 /?p=41173 Siamo stati a cena da Immorale Osé, ristorante audace in zona Porta Venezia che porta in tavola piatti originali e abbinamenti accattivanti tra Oriente e Occidente. Ecco il nostro racconto!

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Lo scorso novembre, in zona Porta Venezia, ha aperto Immorale Osé, proprio a pochi passi dalla sua versione bistrot che ci aveva già conquistati prima della pandemia. Le aspettative, insomma, erano altissime. Nel team in sala si riconoscono i volti della squadra del bistrot, ma il talento ai fornelli è del noto chef milanese Misha Sukyas. Con i suoi piatti, proposti esclusivamente utilizzando prodotti stagionali, ci ha fatto fare un giro per il mondo a colpi di spezie, passione e filosofia. È stata un’esperienza basata sulla scoperta di ingredienti, alcuni che non avevamo mai provato, consistenze e cotture sapientemente abbinati per lasciare il segno. Anche la scelta dei vini è altrettanto ricercata, con focus su vini naturali. Decisamente ristorante, molto Osé, tremendamente buono.

Abbiamo provato Immorale Osé a Milano e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI IMMORALE OSÉ: ricercato e stimolante

Il menu, incentrato principalmente su piatti a base di verdure e legumi, ha stimolato fin da subito la nostra curiosità. Dopo una prima lettura, si capisce immediatamente una delle accezioni del nome “Osé”, per via di ingredienti ricercati probabilmente sconosciuti a chi non è familiare con la cucina orientale.

Il concept si conferma quello di un ristorante dove i piatti non sono pensati per la condivisione, ma più per un percorso culinario individuale. Si può scegliere se mangiare alla carta o fidarsi della degustazione alla cieca di 4 o 8 portate (in aggiunta entrambi prevedono due piatti a sorpresa fuori menu). Noi abbiamo optato per il menu degustazione Decadent – quattro corse e due sorprese, e siamo usciti più che sazi, per merito delle porzioni giuste.

Aggiunge di sicuro un tocco molto personale il fatto che lo chef porti ogni piatto al tavolo spieghi in modo affascinante gli ingredienti e gli accostamenti proposti.

COME SI MANGIA DA IMMORALE OSÉ: un connubio Oriente – Occidente

Dalla terra nasciamo e alla fine vi ritorniamo. Quindi è proprio da sotto terra che parte la degustazione”, lo chef sancisce così l’inizio del nostro percorso che parte dai vegetali.

Si inizia – in ordine di assaggio – con una spremuta di melograno che ci risveglia il palato e ci prepara ad un trittico vegetale che accosta ingredienti tradizionali a condimenti stranieri: purè con riduzione “come quello della nonna”, cremoso e ricco da finire facendo la scarpetta; patata dolce, coriandolo e crosta di semi e insalata di tuberi, yogurt greco e salsa verde aromatica: entrambi deliziosi.

Abbinamento vino: Spergola “Defratelli” Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero– Cà de Noci, Emilia IGT, 2016

Proseguendo con la degustazione, rimaniamo sul vegetale, ma ci spostiamo in Oriente con cavolfiore al masala, salsa verde e ayran che nel nostro percorso simboleggia la nascita (chi di voi si ricorda il libro per bambini “Nata sotto un cavolo”? Noi sì!), e ci conquista con la sua morbidezza e speziatura.

Abbinamento vino: Clai, Ottocento Bijeli, Croazia, 2016

Arriviamo poi alla radice di loto brasata, croccante di riso alla barbabietola, aiolì e gel al mandarino, “che porta alla salvezza dell’anima. Nel nostro quotidiano πάντα ῥεῖ (Panta rei, tutto scorre) e il piatto ci àncora e dà equilibrio. E nel piatto il Loto è l’ingrediente che unisce gli altri ”. Piatto incredibile, la radice ha la consistenza di un tubero ammorbidito, sapore delicato e a contrasto il croccante di riso e le salsine speziate: uno dei nostri preferiti.

Abbinamento vino: Bencze,Pinot Noir, Ungheria, 2019

Per passare dalla terra alla carne, ecco l’unico piatto in condivisione del menu che mostra ancora una volta la vena “Osé” del locale: una mozzarella campana con peperoncino e salsa alla ‘nduja da mangiare con le mani, imboccandosi l’un l’altro. Un’esplosione di contrasti, oltre che ice-breaker di un appuntamento romantico (della serie, “o la va o la spacca”).

Immorale Osé Milano
Mozzarella campana con peperoncino e salsa alla ‘nduja | © Elena Mariotti

Le portate di carne e pesce sono i ravioli alle tre carni e il tonno marinato, cioccolato bianco, wasabi e lava al nero di seppia. L’abbinamento per noi più interessante e riuscito è infatti il tonno + wasabi + cioccolato bianco che ha reso questo piatto il nostro preferito.

Abbinamento vino: Paglione, Perazzelle – Cacc’e Mmitte Doc di Lucera, Foggia, 2018

Una deliziosa frozen custard, ribes, pan di Spagna, croccante di semi aromatico conclude dolcemente la nostra cena, o almeno così pensiamo noi!

Abbinamento vino: Terre a Mano, Rosso Toscano Vendemmia Tardiva IGT “Pian de’ Sorbi”, Toscana, 2011

Subito dopo arriva un éclaire, craquellin, Sicilia piccante che “conclude la cena di oggi e inizia quella della prossima volta”, ed è infatti ripiena di ricotta, ‘nduja, dragoncello con glassa al cioccolato bianco e banana… da intingere in salsa ponzu.

Bisogna ammettere che questa conclusione salata può destabilizzare non poco gli amanti dei dolci, ma a noi è piaciuta! Finiamo questa splendida cena felici che le nostre aspettative non siano state disattese: i piatti originali, le materie prime freschissime e ricercate e gli abbinamenti accattivanti, ci rendono solo curiosi di vedere come cambierà il menu stagione dopo stagione.

L’ATMOSFERA DI IMMORALE OSÉ: curata e minimale

L’ambiente rimarca la netta distinzione dal sister-restaurant bistrot: i decori sono minimali, le pareti hanno qualche opera d’arte ma l’atmosfera potrebbe essere scaldata un po’ più per riflettere il mood dello staff e la personalità dei piatti. I grandi tappeti posizionati in alcune aree della sala danno un bel tocco che sa di casa. Il team in sala è molto preparato, sempre piacevole e coinvolgente.

I PREZZI DI IMMORALE OSÉ: corretti

Il prezzo dei menu degustazione va dai 65€ per il Decadent – quattro corse e due sorprese -, ai 95€ per il F*cking Decadent – otto corse e tre sorprese (bevande escluse). I piatti alla carta invece si aggirano attorno ai 20€. Noi abbiamo speso ulteriori 45€ a testa per il pairing di 6 vini. A nostro parere i prezzi sono in linea con la zona tenendo conto della qualità del servizio, del cibo e del vino. Acqua, pane con burro di acciughe (buonissimo) e coperto sono inclusi.

IMMORALE OSÉ
Via Tadino 43, Milano
02 52518831
Aperto dal lunedì al sabato (19-01)

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI IMMORALE OSÉ: ingredienti particolari con opzioni adatte un po’ a tutti (vegetariani e/o carnivori)

IL PREZZO DI IMMORALE OSÉ: sui 60€ a testa (bevande escluse) ordinando alla carta, oppure prezzo del menu degustazione 65€ o 95€ (bevande escluse)

MOOD DI IMMORALE OSÉ: audace e coinvolgente, adatto per cena tra amici o per appuntamento romantico (anche first date per rompere il ghiaccio!)

COME PRENOTARE DA IMMORALE OSÉ: telefonicamente

COME ARRIVARE DA IMMORALE OSÉ: con la metro rossa, fermata Lima

Conoscevate già il ristorante Immorale Osé? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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10 buonissimi ristoranti romantici a Milano /10-buonissimi-ristoranti-romantici-a-milano/ /10-buonissimi-ristoranti-romantici-a-milano/#comments Sat, 29 Jan 2022 07:00:00 +0000 /?p=21664 Siete alla ricerca di un posto speciale dove andare per un'occasione importante, ma anche per una semplice cena in un'atmosfera elegante e raffinata? Ecco 10 buonissimi ristoranti romantici a Milano perfetti per un tête-à-tête!

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Siete alla ricerca di un posto speciale dove andare per un’occasione importante, ma anche per una semplice cena in un’atmosfera elegante e raffinata? Abbiamo raccolto per voi 10 buonissimi ristoranti romantici a Milano perfetti per un tête-à-tête: ecco quali sono!

10 RISTORANTI ROMANTICI A MILANO

IYO AALTO

Il primo etnico stellato d’Italia, Iyo in zona Sempione, ha un’altra elegantissima insegna tra i grattacieli di Porta Nuova di cui vi avevamo parlato qui. Da Iyo Aalto si uniscono ricerca, materie prime di livello e un ambiente difficile da trovare altrove a Milano. Oltre al menu alla carta, potete anche scegliere fra due menu degustazione da 8 e 5 portate, oppure la formula omakase, con tanti assaggi uno più sorprendente dell’altro, seduti al banco ammirando i sushi master all’opera. L’atmosfera è esclusiva, raffinata ed elegante.

IYO AALTO. Piazza Alvar Aalto, Torre Solaria, Milano. 02 25062888. Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-22:30) tranne lunedì a pranzo e domenica.

SPAZIO

Spazio Milano Ristorante
Una sala di Spazio | © Caterina Zanzi

Per un pranzo o una cena speciale con vista direttamente sul Duomo, il bistrot dello chef stellato Niko Romito propone piatti del territorio in chiave gourmet, bontà senza fronzoli in un ambiente elegante senza risultare “impettito” (qui trovate il resoconto della nostra cena). Cercate di riservare un tavolo nell’ultima sala con affaccio sul Duomo: se cenerete qui non potrete non conquistare il cuore di chi vi siederà davanti!

SPAZIO. Piazza Duomo, quarto piano de Il Mercato del Duomo, Milano. 02 878400. Aperto tutti i giorni (12:30-14.30 e 19:30-22).

POTAFIORI

Potafiori Milano
La sarda affumicata di Potafiori | © Vittoria Magenes

Con casa in zona Bocconi, Potafiori (di cui vi avevamo già parlato in questo articolo nel 2017) non è solo un ristorante romantico, ma anche una fioreria dove cenare – o pranzare, o fare colazione – in un’atmosfera bucolico-chic tra alberi, fiori e composizioni vegetali, l’ideale per una serata in coppia ma anche per un’uscita tra amiche e amici. Il menu sembra una poesia e la cucina ci è davvero piaciuta: piatti presentati con cura e attenzione, tutti deliziosi, e porzioni abbondanti.

POTAFIORI. Via Salasco 17, Milano. 02 87065930. Aperto dal mercoledì alla domenica (12-15:30 e 19-22).

AL GARGHET

Al Garghet Milano Conosco un posto
L’orecchia di elefante | © Caterina Zanzi

La cucina milanese in campagna! Al Garghet ha casa un bel po’ fuori dal centro, dove ancora cresce l’erba, e propone i veri classici, tra cui mondeghilinervittrisotti, immancabili ossibuchicassoeula e una cotoletta davvero enorme. Il tutto in un’atmosfera romantica, con pianista che suona tutta la sera, luci soffuse e candele. In estate si può stare in veranda o sotto il pergolato. Qui potete leggere il nostro racconto della serata.

AL GARGHET. Via Selvanesco 36, Milano. 02 534698. Aperto tutti i giorni (19-22, sab e dom anche 12-16) tranne il lunedì.

EL PORTEÑO

Ristoranti romantici San Valentino Milano
Uno scorcio della sala da El Porteno | © FB El Porteno

Questo ristorante argentino è un’istituzione a Milano quando si parla di carne, ma vogliamo consigliarvelo anche per l’eleganza degli arredi e per l’atmosfera caratteristica e super romantica che si respira non appena si varca la sua porta d’ingresso. Pavimento di maiolica, tavoli in legno apparecchiati con raffinate tovaglie bianche e tango argentino in sottofondo faranno da cornice al vostro tête-à-tête, e l’ottimo asado sarà la ciliegina sulla torta! In città ci sono altri tre ristoranti con la stessa insegna, tutti ugualmente validi.

EL PORTEÑO. Tutte le location con orari e numero di telefono sul sito.

BELÈ 

Belè, di cui trovate l’articolo completo qui, è l’indirizzo perfetto per una cena romantica a pochi passi dal Naviglio Grande: un ambiente elegante e magistralmente illuminato, una perfetta selezione musicale, un servizio tanto professionale quanto cordiale e sopratutto una favolosa cucina tradizionale che cerca sempre di aggiungere una spinta innovativa e sorprendente (come negli imperdibili spaghettoni al sugo di pomodoro fresco) renderanno la vostra serata indimenticabile.

BELÈ. Via Fumagalli 3, Milano. 02 36642933. Aperto tutti i giorni (19-23, sab-dom 12:30-15:30 e 19-00) tranne lunedì.

BENTOTECA

Sicuramente uno dei nostri posti preferiti dell’ultimo periodo (qui il racconto della nostra cena pazzesca), l’elegante e raffinato ristorante dello chef Yoji Tokuyoshi ci sorprende a ogni visita. Il piccione marinato nel sake, il katsusando di lingua e il midollo con calamari sono solo esempi di una cucina incredibile che parte dalla tradizione nipponica per sperimentare senza paura anche con ingredienti più estremi. Bentoteca è sorta sulle colonne di Tokuyoshi, uno stellato Michelin che era tra l’altro appena stato rinnovato. Per questo motivo, l’atmosfera qui è forse ancora più elegante, con meravigliose sedute in velluto, un bel bancone da cui è possibile ammirare la brigata al lavoro e un ambiente nel complesso piuttosto raffinato. Ma non ingessato, merito anche del servizio giovane, sorridente e puntuale, svolto da persone che hanno tutta l’aria di chi si sta divertendo e sa il fatto suo.

BENTOTECA. Via S. Calocero 3, Milano. 340 8357453. Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23, mar mer solo a cena) tranne lunedì.

VASILIKI KOUZINA

Di Vasiliki Kouzina ve ne avevamo parlato nel lontano 2017 in questo articolo e più recentemente qui. Se amate la cucina greca e siete curiosi di scoprire cosa c’è oltre il solito gyros pita e i tavoli di legno con le tovaglie a quadretti bianchi e azzurri, fatevi guidare da Vasiliki, originaria del Peloponneso, in un viaggio tra i piatti della sua terra. Scoprirete sapori delicati ma allo stesso tempo intensi e decisi in un ambiente elegante e accogliente con luci soffuse e sottofondo musicale tipico ellenico, perfetto per una cena romantica. Consigliamo una entrèe mista, a base di piccoli antipastini tra cui tzatzikipitaskordalia (insalata di patate) e taramosalata. Proseguite con uno dei primi piatti di puro godimento, tra cui polpo al mielecous cous di calamari e cozzeguance di maiale con piselli e carciofi al limone. Nota di merito al servizio cortese, ai vini greci incredibili e al liquore finale da volare via, la mastika.

VASILIKI KOUZINA. Via Clusone 6, Milano. 02 94381405. Aperto tutti i giorni (19-00, sab anche a pranzo) tranne domenica e lunedì.

INSIEME

In zona Pagano ha casa Insieme, uno dei nostri ristoranti romantici preferiti (di cui potete trovare l’articolo completo qui). La proposta di due ragazzi, coppia nel lavoro e nella vita, è una carta a base di ingredienti italiani a cui si sovrappongono preparazioni e ricette internazionali, per un risultato davvero notevole. Il menu di Insieme è stringato e chiaro come piace a noi: in carta si trovano 9 piatti, cui si aggiungono due dessert, tutti ben spiegati. Nella grande sala con bellissimi arredi, cucina a vista e tavoli ben distanziati, troverete il luogo ideale per una serata tranquilla e romantica.

INSIEME. Via Rasori 12, Milano. 391 7182416. Aperto tutti i giorni (19:30-22:30) tranne domenica

RUBACUORI

Ristorante Rubacuori Milano Romantico San Valentino Conosco Un Posto
Una sala del Ristorante Rubacuori a Milano | © FB Chateau Monfort

Splendido ristorante all’interno dello Château Monfort, zona Corso Indipendenza, il Rubacuori è il posto giusto per sentirsi principi o principesse. Come in una fiaba, si inizia varcando la soglia della Sala del dolce risveglio, con teiere luminose invece delle lampade, stoviglie con chiavi al posto dei manici e oggetti a forma di coniglietto sparsi per la stanza. Poi c’è la sala del Rubacuori, con tavolini specchiati e sedute a forma di cuore, e altre stanze tutte da scoprire. Addirittura, in una di queste c’è un tavolo lunghissimo per sole due persone: come in un film!

RUBACUORI. Corso Concordia 1, Milano. 02 776761. Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19-21:30).

Voi avete mai provato uno di questi ristoranti romantici a Milano? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sul nostro profilo Instagram!

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A pranzo da D’O, ristorante di Oldani a Cornaredo una stella Michelin /d-o-davide-oldani-ristorante-cornaredo/ /d-o-davide-oldani-ristorante-cornaredo/#comments Wed, 12 Feb 2020 07:00:18 +0000 /?p=19581 Siamo stati a pranzo da D'O, il ristorante di Davide Oldani una stella Michelin, a Cornaredo. Curiosi di saperne di più? Ecco il nostro racconto!

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Dopo averne molto sentito parlare, finalmente, per un pranzo di compleanno debitamente prenotato in anticipo (di un paio di mesi), siamo riusciti a provare D’O, il ristorante stellato Michelin di Davide Oldani a Cornaredo, a una mezz’oretta di macchina da Milano. La cucina è semplice pur con un twist, i prezzi in linea (tendenti verso il basso) con un posto di questo livello. L’entusiasmo finale? Minore di quello che ci aspettavamo.

Abbiamo provato D’O e qui ve lo raccontiamo

IL MENU DI D’O: snello

Il menu di D’O è diviso tra due menu degustazione (Esattezza, da 6 portate a 8o euro, e Armonia, 9 portate a 110 euro) e un menu alla carta, stringato e composto da 9 piatti in tutto.

A un primo sguardo, le ricette sembrano piuttosto ‘base’ (uovo barzotto, primi abbastanza classici, secondi di carne o pesce), con l’utilizzo di qualche ingrediente più particolare come il corallo soffiato o la lingua.

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
Il benvenuto | © Caterina Zanzi

Noi abbiamo optato per un menu degustazione ‘Esattezza’, da intendersi per tutto il tavolo, e anticipato da un benvenuto dello chef, composto da un disco di pane cotto al vapore da farcire con olio di mandorla, da alcuni anelli di manioca su salsa di zucca agrodolce e da una sfera impanata e fritta con all’interno un brodo di pesce liquido e, alla base, una riduzione di civet.

COME SI MANGIA DA D’O: classico con un twist

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
La cipolla caramellata | © Caterina Zanzi

Il menu degustazione si apre con la cipolla caramellata, il piatto per eccellenza di Davide Oldani, servita con un gelato di Grana Padano. Di questo piatto avevamo sentito racconti entusiasti da amici e conoscenti che tornano qui almeno una volta all’anno per poterlo riprovare: forse le aspettative erano talmente alte che alla fine sono andate deluse. La proporzione tra pasta e cipolla è completamente a sfavore di quest’ultima, di cui a malapena si riesce a ritrovare il sapore, e per questo motivo abbiamo fatto fatica a terminarla, nonostante fosse il piatto iniziale.

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
Il baccalà mantecato | © Caterina Zanzi

Segue il baccalà mantecato con salsa di mais morado e cardo gobbo, bello da vedersi e appetitoso.

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
Il riso con radicchio | © Caterina Zanzi

Arriva un altro piatto per cui lo chef Oldani è celebre: il riso, qui servito con radicchio, sfere di taleggio ghiacciate e polvere di prosciutto. Anche in questo caso, a nostro avviso la salsa copre un po’ tutti i sapori.

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
A fuoco lento | © Caterina Zanzi

I secondi piatti sono senza dubbio quelli che ci hanno convinto di più: sia quello di mare, battezzato “a fuoco lento”, ovvero una zuppa di pesce e aglio fermentato, sia quello di terra, la cassoeula di filetto di maiale arrostito. Entrambe le portate ci sono sembrate equilibrate e decisamente meglio riuscite rispetto alle precedenti.

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
La cassoeula | © Caterina Zanzi

In chiusura, arriva il ‘caffè bianco‘, ovvero una génoise di cacao con mousse ai chicchi di caffè infusi e crema di mascarpone, sormontati da una chip alle fave di cacao. Buono senza trascendere nello spettacolare.

D'O Oldani Ristorante Cornaredo
Il caffè bianco | © Caterina Zanzi
D'O Oldani Ristorante Cornaredo
La piccola pasticceria| © Caterina Zanzi

Come in ogni ristorante di questo tipo, il pranzo è chiuso da una selezione di piccola pasticceria, questa davvero di rilievo, con una sfera di cacao, marmallow arrostiti, yogurt al miele e madeleine abbrustolite.

L’ATMOSFERA DI D’O: essenzialmente chic

L’ambiente di D’O è ricercato e chic, ma senza esagerare, in pieno stile minimalista. Gli arredi sono essenzialmente caratterizzati da tavoli e sedie in legno (niente tovaglia di stoffa, ahimè, a coprire i deschi disegnati dall’architetto Piero Lissoni), ben distanziati gli uni dagli altri e suddivisi in quattro ambienti diversi, uno dei quali dominato dalla cucina a vista. Il servizio è composto da un personale piuttosto nutrito e gentile, ma ben poco caloroso. Lo chef passa velocemente tra i tavoli senza intrattenersi troppo, probabilmente richiamato dal suo habitat naturale. Le vetrate di tre delle quatto sale danno sull’amabile piazzetta di Cornaredo, facilmente raggiungibile dal centro di Milano in una mezz’ora di macchina.

I PREZZI DI D’O: volendo, piuttosto pop

Come spiegato, i due menu degustazione di D’O variano dagli 80 euro (per 6 portate, con un percorso di 5 calici abbinati a 45 euro) ai 110 euro (per 9 portate, con un percorso di 8 calici abbinati a 70 euro); i menu vanno intesi tassativamente per tutto il tavolo, cosa che al solito comprendiamo ma poco apprezziamo. Alla carta, i prezzi a pranzo oscillano tra i 16 euro di un antipasto ai 23 euro di un secondo: ordinando in questo modo, potreste riuscire addirittura a stare sui 50 euro, bere a parte, un prezzo decisamente ‘pop’, come ama definire la sua cucina lo stesso Oldani (nonostante un tempo fosse ancora più pop, con menu degustazione a meno di 40 euro). Rimanendo sulle metafore musicali, dell’esperienza al D’O potremmo concludere: “Bello, ma non balla“.

D’O
Piazza della Chiesa 14, San Pietro all’Olmo, Cornaredo (Milano)
02 9362209
Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 19:30-21:30) tranne domenica e lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI D’O : 2 menu degustazione e un menu alla carta

IL PREZZO DI D’O: tra i 50 euro alla carta e i 110 euro del menu degustazione, bere a parte

L’AMBIENTE DI D’O: chic ma senza esagerare

COME PRENOTARE DA D’O: telefonicamente (con un discreto anticipo) dalle 10 alle 14 (mar-ven) e dalle 11 alle 13 il sabato. 

COME ARRIVARE DA D’O: in macchina (mezz’oretta da Milano)

Conoscevate già il ristorante D’O di Davide Oldani? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

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E se vi sentite romantici, qui trovate un sacco di spunti per una cena a due!

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Una cena speciale da Iyo Aalto, nuovo ristorante giapponese a Porta Nuova /iyo-aalto-ristorante-giapponese-milano/ /iyo-aalto-ristorante-giapponese-milano/#comments Wed, 22 Jan 2020 07:00:50 +0000 /?p=18977 Siamo stati da Iyo Aalto, nuovo ristorante giapponese in zona Porta Nuova e ne siamo rimasti conquistati: ecco il nostro racconto di una cena davvero da ricordare!

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Se vi piace la cucina giapponese, il nome Iyo non solo vi dirà qualcosa, ma vi ricorderà certamente una buona cena giapponese in zona Sempione. Il fondatore di questo ristorante, il primo etnico in Italia ad aver ricevuto la stella Michelin, ha di recente scelto di raddoppiare con un nuovo progetto, ancora più di alto profilo, questa volta tra i grattacieli di Porta Nuova. Iyo Aalto, questo il nome della nuova scommessa di Claudio Liu, propone un’esperienza omakase al banco o una più canonica (ma pur sempre speciale) cena tra i tavoli che affacciano sulla città. Con una ricerca incredibile, materie prime di livello e un ambiente difficile da trovare altrove a Milano.

Abbiamo provato Iyo Aalto e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI IYO AALTO: un salto in Giappone

Se sceglierete di pranzare o cenare tra i tavoli di Iyo Aalto, potrete lasciarvi ispirare da una carta piuttosto ristretta in cui campeggiano piatti elaborati come l’anguilla, i gyoza di vitello, parmigiano e composta di cipolla e il filetto di Wagyu con melanzane, aglio nero e yuzukosho. In alternativa, potrete scoprire la cucina dello chef tramite uno dei tre menu degustazione da 8, 10 o 13 piatti.

Noi abbiamo scelto, complice un’occasione speciale, l’esperienza al banco, più raccolta (i posti al bancone sono soltanto otto) e di ispirazione: in questa modalità, infatti, è possibile osservare i due sushi master, Masashi Suzuki (ex Sol Levante) e Luciano Yamashita, all’opera. La formula è omakase: in sostanza, il percorso, che si sviluppa attraverso ben 14 assaggi, è scelto dallo chef in base alla stagione, all’estro del momento e ai prodotti disponibili.

Iyo Aalto milano ristoranti
L’entrée | © Caterina Zanzi

In generale, però, dopo un piccolo benvenuto e una entrée (nel nostro caso, un meraviglioso ‘tris’ composto, specialmente, da un cestino di lime con purè di patate, polpo cotto a bassa temperatura con mentaiko e alga, accompagnato da una frittata giapponese con anguilla e foie gras) vi potete aspettare una carrellata di nigiri e un piatto di sashimi, inframmezzati da un paio di zuppe e chiusi da due portate più elaborate.

Iyo Aalto Ristorante Milano
Nigiri | © Caterina Zanzi

Tra i tanti nigiri che abbiamo assaggiato (dieci in tutto), a rimanerci più impressi, oltre a quello con la melanzana, quello con pagello, lime giapponese grattugiiato e caviale, quello con la pezzonia flambè e peperoncino e il nigiri di canocchia.

Il pesce, nemmeno a dirlo, è morbidissimo, e vederlo assemblato al riso da davanti il bancone è un vero e proprio privilegio. Tra i nigiri da menzionare, anche quello di ricciola e buccia di yuzu marinatto sotto sale, e quello con tartare di scampo e gambero rosso.

A stupirci, però, sono anche le zuppe che vengono servite di tanto in tanto per spezzare la cena, e in particolare quella con brodo di tonno e cannolicchi, servita con una deliziosa polpetta di gamberi, spinacino, shitake e rapa bianca. Incredibile, così come quella con miso rosso, brodo di cernia e pagello, alghe e tofu.

Iyo Aalto Ristorante Milano
La zuppa | © Caterina Zanzi

A sembrarci unici sono anche il sashimi (quello di ventresca l’ho assaggiato così buono soltanto in Giappone),e il black cod, merluzzo nero marinato sotto miso con fagioli neri.

Nonostante a questo punto si arrivi già piuttosto sazi, viene il momento della portata principale, che nel nostro caso è un mirabolante manzo Wagyu shabu shabu ‘nascosto’ da un involtino di pasta di grano saraceno e servito su un brodo di tonno e salsa di soia. Indimenticabile.

Iyo Aalto Ristorante Milano
La portata principale | © Caterina Zanzi

Giunti a questo punto, preghi che non portino più nulla, e invece arriva il momento del dessert.

Iyo Aalto Ristorante Milano
Tè matcha | © Caterina Zanzi

Chiude la cena l’ottimo tè matcha, servito con qualche dolcetto a lato. Gli chef ringraziano, ma alla fine sei tu a ringraziare loro: questa serata verrà ricordata davvero a lungo.

L’ATMOSFERA DI IYO AALTO: raffinata ed elegante

L’ambiente di Iyo Aalto è sicuramente esclusivo, con sedute in pelle, tavoli in legno, luci soffuse e affaccio su Porta Nuova, grazie alle vetrate poste al primo piano della Torre Solaria. Tutto sembra (ed è, nei fatti) curato nel minimo dettaglio, e l’atmosfera raffinata viene accompagnata da un servizio solerte che non diventa mai invadente. Oltre alla piccola sala in cui campeggia il bancone dell’omakase, troverete un’altra ben più spaziosa sala, un piccolo ingresso, un corridoio con una cantina vini impressionante (1600, in tutto, le etichette), un’ampia cucina a vetri su cui sbirciare e un bagno forse troppo scuro in cui confonderete porte e specchi.

I PREZZI DI IYO AALTO: elevati

I prezzi di Iyo Aalto sono quelli di una serata speciale, che sia romantica, in famiglia o per affari. Considerate oltre 100 euro alla carta; il mio consiglio spassionato, però, è quello di optare per uno dei tre menu degustazione disponibili ai tavoli oppure, ancora meglio, per il percorso omakase, che dubito potrà lasciarvi delusi e vi farà pensare che ogni centesimo sarà stato ben speso.

IYO AALTO
Piazza Alvar Aalto, Milano
02 25062888 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 19:30-22) tranne lunedì a pranzo e domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: giapponese (omakase al banco, alla carta negli altri tavoli)
  • Prezzo: sui 120 euro alla carta; 3 menu degustazione da 120, 135 e 150€; menu omakase al banco 150€
  • Mood: elegante, adatto a cene romantiche, di lavoro o in famiglia
  • Come prenotare: telefonicamente, via mail o direttamente sul sito
  • Come arrivare: in metro (fermata della verde Garibaldi o Gioia)

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