L'articolo Una cena giapponese nel nuovo Ichi Station in Repubblica sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Lo sapete: siamo degli amanti del Sol Levante piuttosto intransigenti. Ma per l’estro del menu di Ichi Station ci sentiamo di fare un’eccezione. La creatività, qui, è scevra di salse spesso insensate e ‘coprenti’, e si traduce semplicemente in accostamenti bizzarri, colorati e, in definitiva, ben riusciti.
La carta si svolge tra ispirazioni italiane (come gli uramaki cacio e pepe o quelli con la tartare di manzo), scommesse pure e semplici (come il sushi donut, una ciambella di riso ‘riempita’ di pesce crudo) e ricette più tradizionali, come nigiri, sashimi, tartare e poke.
Noi iniziamo da una selezione di uramaki, tutti ben riusciti e con una giusta proporzione tra riso e altri ingredienti, e proviamo anche i gunkan di patate peruviane e tartare di salmone.


A seguire, non possiamo che provare il mosaic sushi, un’esplosione di colori in variante mix, con salmone, tonno, ricciola, tamako yaki (frittata di uova), branzino, capesante, gambero cotto, avocado, cetriolo e mango.

Proseguiamo con una ceviche di ricciola che definire spaziale è riduttivo e con il piatto che alla fine definiremo il migliore della serata, un tataki di ventresca di tonno davvero unico.


Decidiamo, ancora, di farci tentare anche dall’unaghi, il nigiri all’anguilla giapponese, e da quello al manzo e foie gras.

Chiudiamo con i dessert, che però non abbiamo più neanche le forze di fotografare: arrivano sulla nostra tavola il matchamisù, un ottimo tiramisù al tè matcha, e gli immancabili mochi giapponesi. Anche questi, promossi a pieni voti!

L’ambiente di Ichi Station in Repubblica è decisamente più arioso rispetto a quello di Col di Lana, con 35 posti a sedere che convivono in unico spazio essenziale, ma scaldato da qualche tocco di Giappone qua e là, come le cartoline di viaggio appese ai muri e le tovagliette che ricordano la stoffa dei kimoni. Nota di merito al personale, molto cortese.

Per una cena di tutto rispetto da Ichi Station dovreste prevedere circa 35 euro a testa, una cifra che riteniamo perfettamente consona al tipo di esperienza e alla qualità degli ingredienti. Per chi vuole, infine, a mezzogiorno c’è anche la possibilità di ordinare agili e comodissime lunch box per la propria pausa pranzo!
ICHI STATION
Via Fara 33, Milano
02 39288436
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 18:30-22:30) tranne domenica
INFORMAZIONI UTILI:
Conoscevate già il ristorante Ichi Station? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!
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]]>L'articolo Una visita al Memoriale della Shoah di Milano, per non dimenticare sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Può essere che, nonostante i tanti treni presi, non vi sia capitato di vederlo: per raggiungerlo basta costeggiare piazza Luigi di Savoia e raggiungere Ferrante Aporti; una posizione un po’ nascosta e defilata, che all’epoca ha permesso di far passare in sordina le deportazioni, all’ora del coprifuoco. Furono 2mila ebrei, tra cui Liliana Segre, e altrettanti oppositori politici, a partire da qui; molti di loro non fecero mai più ritorno.


Entrare al Memoriale della Shoah è un’esperienza forte, di quelle che lasciano il segno. Ancora ricordo la mia visita ad Auschwitz come uno dei momenti più tristi, e insieme ‘formativi’. Ragione per cui consiglio una visita anche a questo museo, visto che abbiamo la fortuna di averlo in città; e di farlo tramite una delle visite guidate che organizza il Memoriale, per essere sicuri di non perdere alcun dettaglio e cogliere appieno il senso di questi spazi aperti e desolati, cupi e silenziosi. In alternativa, vi potrete far spiegare le cose da un’audioguida, anche se non credo sarà lo stesso.

Potrete camminare vicino al binario e al treno (più simile a un carro bestiame), nella sala delle testimonianze e vicino al Muro dei Nomi, che riporta l’identità di tutte le persone che sono state deportate da questa stazione.

Un luogo per non dimenticare, da visitare per tutti (e non solo dai ragazzi delle scuole), e da cui uscire con la consapevolezza di come l’indifferenza possa, in molti casi, uccidere.
FONDAZIONE MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO
Piazza Edmond Jacob Safra 1, Milano
02 2820975 | [email protected]
Orari di ingresso e modalità di prenotazione sul sito
Siete appassionati di cultura? Date un’occhiata alla nostra sezione dedicata per ispirarvi!
Siete in zona Stazione Centrale e avete bisogno di altri spunti? Ecco tutti i posti nel quartiere!
E non dimenticate: nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!
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]]>L'articolo A pranzo da Pasticceria Gelsomina, bel locale che porta a Milano i sapori del sud sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Pasticceria Gelsomina è conciso e si presenta come un piccolo viaggio tra Sicilia, Campania e Puglia, che vi farà assaporare la cucina del sud Italia. Una serie di sfizi proposti come antipasto fanno da apertura a tre proposte di primi e due di secondi, cui si affiancano una selezione di insalate e, ovviamente, un’ampia proposta di dolci, che potete scegliere dal menu e anche dalla vetrina.

Panelle con crema di avocado e limone | © Dario Cosentino
Noi abbiamo iniziato con un piatto di panelle con crema di avocado e limone e una panzanella con frisella campana, bufala campana Dop, cipolla caramellata, datterini gialli e olive taggiasche. Il connubio inaspettato tra le panelle siciliane e l’esotico avocado si è rivelato una piacevole sorpresa e la panzanella, la cui ricetta toscana è stata rivisitata con ingredienti del Sud, era squisita.

La panzanella | © Dario Cosentino
Abbiamo proseguito con un piatto di orecchiette con broccoletti e peperoncino e un baccalà fritto con salsa mediterranea: ottima la materia prima e anche le cotture si sono rivelate perfette.

Il baccalà fritto con salsa mediterranea | © Dario Cosentino
A questo punto siamo andati a curiosare davanti alla vetrina dei dolci dove fanno bella mostra di sé tante proposte del pasticciere Marco Spera, che arriva dal ristorante di Filippo La Mantia.

Due dolci dalla selezione di Pasticceria Gelsomina | © Dario Cosentino
Abbiamo scelto, non senza difficoltà, un cannolo siciliano allo zenzero e una tartelletta di pasta frolla con crema pasticciera e fichi freschi, entrambi buonissimi. Non vediamo l’ora di tornare per provare altri piatti del menu come gli arancini con funghi porcini con parmentier di patate e porro, le polpette di manzo con pomodoro San Marzano e ricotta salata e tutti gli altri dolci della vetrina!

L’esterno del locale | © Dario Cosentino
Pasticceria Gelsomina ha aperto in Via Carlo Tenca, traversa di Viale Tunisia, che nell’ultimo anno si è rivelata una zona di grande fermento per quanto riguarda le nuove aperture. Prendete la metro gialla per arrivarci, la fermata Repubblica è proprio dietro l’angolo!

L’interno del locale | © Dario Cosentino
Rilassante. Questo il primo aggettivo che ci viene in mente pensando al tempo trascorso da Pasticceria Gelsomina. Il locale è curato nei minimi dettagli: dal pavimento che mixa cemento a piastrelle di ceramica di Vietri dipinte a mano fino ai tavoli e alle sedie prodotti artigianalmente da un fabbro di Orvieto, dalle stoviglie recuperate da mercatini e collezionisti fino ai bellissimi vasi con fichi d’India, tutto concorre a creare un ambiente caldo, accogliente e familiare.

Un angolo di Pasticceria Gelsomina | © Dario Cosentino
Gli sfizi vanno dai 6 ai 12 euro, i primi vengono attorno ai 10 euro, mentre i secondi tra i 12 e i 14. I dolci, infine, si attestano tra i 5 e i 7 euro. Prezzi che ci sono sembrati giusti per la qualità offerta, la location molto curata e il servizio attento, gentile e sorridente.
PASTICCERIA GELSOMINA
Via Carlo Tenca 5
02 66713696
Aperto tutti i giorni (8-20) tranne martedì
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]]>L'articolo A cena da Fan Wu, nuovo ristorante cinese in Porta Venezia a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Fan Wu è parecchio vasto e spazia da carni particolari (fegato, rane, frattaglie e via dicendo) a piatti più tradizionali come il pollo kung pao, il pesce saltato, gli spaghetti e le zuppe. Largo spazio lo hanno anche le verdure, tra cui spiccano melanzane, asparagi e cavolo cinese.
Noi abbiamo scelto di provare i ravioli (quelli di gamberi, al vapore, non super convincenti e quelli cinesi alla salsa piccante, ottimi e davvero spicy).

I ravioli al vapore | © Caterina Zanzi

I ravioli in salsa piccante | © Caterina Zanzi
Per continuare, abbiamo provato il buonissimo sedano saltato con radice di giglio (molto delicata e simile alla radice di loto) e poi ci siamo concessi due piatti ‘forti’, quelli che abbiamo preferito: il pollo alla salsa di Sichuan (piccante) e i gamberi al gusto di litchi, pazzeschi e super consigliati se vi piace l’agrodolce.

Le verdure | © Caterina Zanzi

Il pollo | © Caterina Zanzi

I gamberi | © Caterina Zanzi
Ad accompagnare il tutto, una bottiglia di vino bianco. Le porzioni sono generose e quindi ci siamo fermati, ma non mancheremo di tornare per provare tanti altri piatti che ci incuriosiscono, come le costine di maiale in agrodolce condite con prugne, i noodles saltati e il pesce bollito in brodo agropiccante!

L’esterno di Fan Wu | © Caterina Zanzi
Fan Wu ha casa in viale Tunisia, all’angolo con via Lazzaretto. La zona è ben servita dai mezzi, e il ristorante si trova a una piacevole camminata dalla fermata della metropolitana rossa Porta Venezia o della gialla Repubblica.

Un angolo di Fan Wu | © Caterina Zanzi
Niente a che vedere con alcune ‘bettole’ in giro per la città: Fan Wu conta su un’atmosfera davvero carina (simile a quella de Le Nove Scodelle, ad esempio): arredi in legno, piante ornamentali, tavolini ben divisi e un piccolo soppalco perfetto per le cene o i pranzi ‘di gruppo’. Servizio celere e gentile. Unico appunto: può diventare un po’ caotico.

Un angolo di Fan Wu | © Caterina Zanzi
Per la cena sopra descritta, bere incluso, abbiamo speso 25 euro a testa (e si può spendere ancora di meno). Una cifra tutto sommato ridicola considerata la bontà dei piatti e l’abbondanza delle porzioni. Un motivo in più per farci ritorno più spesso!
FAN WU
Viale Tunisia 30 (angolo via Lazzaretto), Milano
02 49690934
Aperto tutti i giorni (11-15 e 19-23:30) tranne lunedì)
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]]>L'articolo Dove mangiare il burrito a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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I burrito di Piedra Del Sol | © Andrea Cenetiempo
Continua la mia collaborazione con Foodora come ambassador per il progetto Good Food Tour, un percorso tra alcuni dei migliori ristoranti della città. Questa volta siamo andati alla ricerca del ‘burrito perfetto’ (qui lo scorso tour, dedicato ai ravioli cinesi) e ci siamo abbuffate e divertite. La prova? Questo video!

I burrito di Piedra Del Sol | © Andrea Cenetiempo

I burrito di Piedra Del Sol | © Andrea Cenetiempo
Siamo in zona Repubblica, in via Cornalia, dove ha casa uno dei ristoranti messicani storici a Milano, Piedra Del Sol. In questo locale davvero tipico – tavoli di legno, quadretti caratteristici e sombreri alle pareti – si mangiano diverse specialità della cucina messicana. Fajitas, tortillas, enchilada, frijoles e ovviamente i burrito! Li abbiamo assaggiati con il manzo (i miei preferiti), il pollo e in versione vegetariana, tutti e tre serviti con pico de gallo, sour cream, fagioli e riso. Ovviamente erano accompagnati da salse di ogni sorta, come il delizioso guacamole, a base di avocado. Noi abbiamo pasteggiato con il margarita, anche se in carta ci sono tantissime altre bevande tipiche come la tequila e il mexcal! Ne uscirete sazi e sorridenti!
PIEDRA DEL SOL. Via Cornalia 2, Milano. 02 6691901. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19:30-23:30, sabato e domenica solo a cena).

I burrito di Bomaki | © Andrea Cenetiempo

I burrito di Bomaki | © Caterina Zanzi
Da Bomaki, nei locali di Largo La Foppa in zona Moscova, siamo andati per provare la pazzesca variante di pesce dei burrito. In questo ristorante, che ormai a Milano è diventata una catena, si sperimentano gli innesti tra cucina del Sol Levante e sapori del Sud America. Come i frullati di frutta tropicale e i corrispettivi più ‘strong’ e come i ‘burrito jap-style’: certo non seguono fedelmente la ricetta tradizionale, ma vale la pena provarli! Invece della tortilla di farina, l’involucro è preparato con una leggerissima crêpes di soia, farcita di riso, gambero fritto o tartare di pesci vari. Un po’ simili ai maki, ma gustosissimi! Anche qui, accompagnate i piatti con degli ottimi cocktail come il mojito sake!
BOMAKI. Corso Sempione 10 | Largo La Foppa 1 | Via Raffaello Sanzio 24. Orari di apertura e numero di telefono sul sito a seconda dei locali.
Questo post è stato offerto da Foodora. Se volete ricevere a domicilio i piatti di questi ristoranti visitate il loro sito o la app!
L'articolo Dove mangiare il burrito a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo La cucina cinese di Ta Hua in Centrale a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Cosa sono i dim sum? A Hong Kong sono il tipico pranzo della domenica: ravioli e antipastini vari a base di carne, pesce, crostacei e verdure, tutti allo stesso modo sfiziosi e adatti a essere condivisi tra i commensali. E allora, tra i piatti forti, ecco 9 tipi di ravioli (con pesce, granchio, verdure e carne), ma anche spaghettini con curry e gamberi, gamberi sale e pepe e pollo croccante.

Gamberetti asparagi e zenzero| © Caterina Zanzi

Un involtino e un piatto di carne| © Caterina Zanzi

Una zuppa| © Caterina Zanzi
Io ho ordinato degli ottimi gamberetti con zenzero e asparagi, un “panino morbido” Ta Hua (una sorta di raviolo gigante), un incandescente quanto delizioso maiale in salsa piccante e una poco notevole zuppa agropiccante. Il consiglio è di ordinare più piatti possibili da dividere con i vostri amici: meritano tutti una chance!
Ta Hua si trova esattamente a metà tra Gioia e Centrale, e quindi iper facilmente raggiungibile con la metro gialla o con la verde. Senza contare che in zona non è facilissimo trovare parcheggio, quindi venite pure con i mezzi!

Il ristorante| © Antonio Shou
L’arredamento è in stile moderno, direi sulla scia dei ristoranti cinesi curati di Milano. L’atmosfera non è caldissima o super personale, quindi, ma comunque è curata e semplice. Il personale è cordiale e sorridente e mixa tante nazionalità diverse – i miei preferiti sono i ragazzi credo indiani che ti sorridono qualsiasi cosa succeda. Tempi giusti, non come altrove dove si rischia di aspettare ore.

Il ristorante| © Antonio Shou
A seconda di ciò che si ordina (e che si beve), il conto alla fine dovrebbe attestarsi tra i 30 e i 40 euro: una cifra proporzionata, secondo me, alla qualità del cibo e alle porzioni piuttosto generose. Consiglio la prenotazione perché Ta Hua è davvero sempre pieno!
TA HUA
Via Fara 15, Milano
02 66987042
Aperto tutti i giorni (12-14:45 e 18-23)
L'articolo La cucina cinese di Ta Hua in Centrale a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo L’astice a Milano è da Lovster (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La carta del ristorante non è lunghissima: sette piatti, tutti a base di astice a parte il filetto di manzo pensato per quanti non apprezzano il pesce. Essendo la prima volta al Lovster, ho scelto le proposte più classiche. Impossibile resistere al richiamo della linguina Lovster, 150 grammi di linguine di Gragnano in salsa di astice e ciliegini freschi: gustosa e cotta a puntino, senza considerare che l’astice è intero. Avete mai mangiato un astice intero? Bè, io non lo avevo mai fatto – il rischio, in questi casi, è che servano la pasta soltanto con qualche pezzettino di pesce qua e là – e vi assicuro che ci vuole molta fame e tanta dedizione soprattutto per spolparlo. Ma dedicarcisi è anche la parte più divertente, con un bel bavagliolo davanti che mette al riparo da patacche e brutte figure.

Linguine all’astice|© Caterina Zanzi
Impossibile non provare un altro cavallo di battaglia, la catalana: un astice intero, anche in questo caso, marinato e servito con pomodoro, cipolla, sedano bianco e cetriolo.

La catalana|© Caterina Zanzi
Premetto che il mio parametro di catalana è altissimo, essendoci cresciuta nelle sere d’estate sarde. Ma nonostante la lontananza dal mare, devo dire che la prova è stata comunque superata. Forse avrei abbondato con la cipolla e aggiunto del limone, ma il gusto di spolpare un astice intero anche in questo caso è unico.

Il dessert|© Caterina Zanzi
Avrei voluto provare anche le altre portate, come l’astice al gratin o il tempura, ma sarebbe stato impossibile viste le porzioni. Alla fine, ho concluso degnamente con una fetta di torta di mele, giusto per gola!

Lovster|© Caterina Zanzi
Nonostante non sia una delle zone più belle di Milano, via Vittor Pisani è a due passi dalla Stazione Centrale e da tantissimi uffici che hanno sede nel quartiere. Comodo da raggiungere con i mezzi, il consiglio in più per arrivare qui senza intoppi è lasciare la macchina al parcheggio convenzionato col Comune a 50 metri dall’ingresso del locale! Se capitate in zona all’ora di pranzo, ci sono diverse proposte per una pausa veloce (a mezzogiorno, metà astice viene 15 euro), e da pochissimo c’è anche l’aperitivo: cocktail, vini o birre accompagnati da un piatto di assaggi a base di astice!

Lovster|© Caterina Zanzi
Pollici in alto anche per l’atmosfera che si respira all’interno di questo ristorante, che mi ricorda tanto le brasserie newyorchesi. Luci calde, mattoni alle pareti e un mix di informalità ed eleganza che mette subito a proprio agio. I ragazzi in sala sono disponibili e sorridenti e salutano l’arrivo con un bicchiere di prosecco che non guasta mai!

Lovster|© Caterina Zanzi
Diciamocelo, quando di mezzo c’è l’astice la tentazione dei ristoratori di solito è fartelo pagare caro. Motivo per cui, soprattutto quando è un piatto ‘fuori carta’, evito di ordinarlo per non farmi spennare. Ma in questo caso, il rapporto qualità prezzo è giustissimo. Tutte le portate – tranne il lovster roll – vengono 25 euro, e il rischio di sbagliare è davvero basso!
LOVSTER & CO
Via Aminto Caretto 4, Milano
02 91676747
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 20:00-00:00) tranne la domenica.
L'articolo L’astice a Milano è da Lovster (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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