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]]>L'articolo Una cena divertente (e buona) da Veranda, ristorante russo in Cinque Giornate sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Veranda è abbastanza lungo e si basa sui cavalli di battaglia gastronomici dell’Europa orientale (principalmente russi e ucraini), da accompagnare rigorosamente a shottini di vodka. In carta troverete tutti i grandi classici, comprese le zuppe (per esempio, il borsh), il vitello alla Stroganoff e il goulash.
Arriviamo qui con grandi speranze e una tavolata assortita, motivo per cui iniziamo a condividere gli antipasti più tradizionali: l’Olivier (cioè l’insalata russa) – ovviamente -, ma anche e soprattutto l’ottimo Shuba (pasticcio di aringa con barbabietole e verdure), l’aringa in salamoia servita con patate, crauti e cetrioli in salamoia, e i bliny, crêpes tradizionali proposte in diverse versioni, tra cui quella con uova di salmone e panna acida e quella con patate e funghi.


Gli ingredienti ci sembrano davvero buoni, e le preparazioni, pur nella loro semplicità, sono convincenti e per nulla pesanti, come invece qualcuno (a torto) potrebbe aspettarsi.

Continuiamo ordinando un piatto principale a testa. Così, arrivano sul nostro tavolo i golubzi, involtini di cavolo bianco riempiti con carne mista, carote, cipolle e riso, e i vareniki, ravioli ucraini ripieni di patate, funghi e cipolle, serviti con panna acida e burro fuso.


Ma anche i pel’meni, ravioli siberiani ripieni di carne mista. Il piatto che vince la serata, per noi, è stato però lo shashlyk, carne di maiale marinata 12 ore con spezie georgiane e cipolle. Delicata e saporita, allo stesso tempo, la carne è morbidissima e viene accompagnata con purè di patate o un’insalatina fresca. Pazzesca.

Chiudiamo con i dolci, non il piatto forte dell’offerta – potete a nostro avviso tranquillamente tralasciarli, e concentrarvi piuttosto sulle portate salate. Li proviamo comunque tutti: la torta russa Napoleone, quella ucraina al miele (Medovik) e le syrniki, frittelle di ricotta e marmellata.


A quel punto, comunque, i plurimi bicchierini di vodka hanno fatto effetto, e ci sembra tutto ottimo. Nel caso non foste amanti dei superalcolici, potete accompagnare la cena tranquillamente con vino, birra o kvas, la celebre bevanda a base di pane di segale.

Veranda nasce come tavola calda e non tradisce le sue intenzioni originali nell’aspetto: si presenta, infatti, tutt’oggi come un’unica sala, in zona Cinque Giornate, arredata in maniera piuttosto spartana, con i tavoli ravvicinati e qualche elemento kitsch a ravvivare l’ambiente. Ma qui non si viene tanto per gli arredi, quanto per l’atmosfera che si respira: e quella non delude. Tre quarti del locale la fa Lilia, l’estroversa proprietaria che durante la serata, non temete, proporrà diversi brindisi e vi farà sentire davvero come a casa. Se siete fortunati, come lo siamo stati noi, la cena potrebbe chiudersi intonando la celeberrima canzone “Kalinka, malinka”. Se vi piace divertirvi, non potrete non uscire ridendo, dopo aver trascorso una bella serata.

Da Veranda, dovreste uscire con una spesa a testa di una trentina di euro, e con la pancia piena (e la testa leggera). Tenete conto che i prezzi degli antipasti variano tra gli 8 e i 12 euro, mentre i piatti principali si assestano tra gli 8 e i 15 euro. Un conto moderato, che ci ha fatto venire voglia di tornare al più presto per un’altra cantata in compagnia e una serata simpatica, come a Milano ormai ne restano poco. Vi lasciamo con un’esclamazione a cui, siamo certi, non potrete non abbandonarvi anche voi: na zdorovie!
VERANDA
Via Bezzecca 6, Milano
02 39980378
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23:30, mar mer solo a cena) tranne lunedì
INFORMAZIONI UTILI:
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]]>L'articolo A pranzo da Avo Brothers, nuovo locale in Corso XXII Marzo a tutto avocado [CHIUSO] sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Lo sforzo di Avo Brothers è quello di proporre sì l’avocado, ma in tanti piatti diversi e con ricette non scontate. Qui, infatti, potete trovare bowls e tacos, ma anche burger e pizza. E anche l’avocado toast non è banale: lo potete creare a vostro piacimento scegliendo la base e gli accompagnamenti. Il nostro aveva una base di patate dolci ed era servito con un uovo pochè e un hummus di barbabietola: coloratissimo e buonissimo.

Abbiamo proseguito con i frida tacos, tre piccoli tacos di mais blu ripieni di frijoles di fagioli rossi, avocado, cavolo e maionese vegana alla paprica (un piatto molto gustoso da condividere) e con la Avo Pizza, con lievito madre e farcita con avocado, burrata, pomodoro ciliegino con riduzione di aceto balsamico e miele. L’impasto era leggerissimo e ben lievitato e l’unione degli ingredienti della farcitura decisamente ben riuscito. La quarta e ultima portata è stata la vera sorpresa di questo pranzo: un burger vegetariano che sul menu risponde al nome di Pink Burger ed è farcito con lattuga, avocado, barbabietola, maionese vegana alla paprica e accompagnato da patatine dolci fritte. A rendere speciale questo panino è la polpetta: dimenticate tutti i veg burger che avete mangiato finora perché quando assaggerete questo vi sembrerà di mangiare della carne. Il Beyond Burger, questo il nome della polpetta vegetariana inventata dall’azienda Beyond Meat, ha alla base le proteine di pisello isolate e ricrea per sapore, colore e consistenza i burger di carne bovina. Per quanto ci riguarda, il veg burger più gustoso mai mangiato.


Per chiudere non ci siamo fatti mancare un assaggino di dolci: il brownie gluten free non ci ha particolarmente esaltato ma in compenso la cheesecake al matcha era molto buona.

Appena varcata la soglia di Avo Brothers l’impressione è quella di ritrovarsi all’interno di una Instagram opportunity in 3D. I colori, i quadri alle pareti, gli avocado che spuntano dai muri: tutto è curato nei minimi dettagli e molto piacevole alla vista. Due note non particolarmente positive: la vicinanza tra i tavoli, ma d’altronde il locale è piccolo, e l’acustica: se il ristorante è pieno il chiasso è poco sopportabile.
Gli avocado toast partono da una base di 5 euro a cui aggiungere gli accompagnamenti, i burger vengono attorno ai 13 euro, mentre le bowls grandi circa 11 euro, cosi come la Avo Pizza. Ci sono poi una serie di piattini che vanno dai 3 agli 8 euro. Considerando il costo della materia prima possiamo dire di trovarci davanti a prezzi abbastanza onesti.
AVO BROTHERS
Corso 22 Marzo 25, Milano
02 49502504
Aperto tutti i giorni (lun-mar 10-18:30; mer-dom 10-22)
INFORMAZIONI UTILI:
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]]>L'articolo Come si mangia da Sine, nuovo ristorante ‘gastrocratico’ a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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“In che senso gastrocratico?” – so già che, giustamente, ve lo starete chiedendo. Il sottotitolo è strettamente legato al nome del locale, Sine, dal latino “senza”. L’idea (di stile, ma anche un po’ di marketing), qui, è di mettere al centro i piatti ed eliminare il superfluo. Cosa sia il superfluo non è ben chiaro: il locale è posh e piacevole come tutti quelli di nuova generazione a Milano, con i neon alle pareti, la carta da parati effetto tropical, e un’apparecchiatura minimal che non prevede né una tovaglia e né un runner. I piatti sono ‘al centro’ come lo sono, o dovrebbero esserlo, in ogni ristorante. E il menu alla carta ha i prezzi decisamente in linea con gli standard milanesi.
Al di là delle osservazioni sulla concezione del superfluo, comunque, ci avventuriamo fino a quest’angolo di viale Umbria per provare un menu ben immaginato, dal qual ordineremmo tutto.
Il menu di Sine, a una prima occhiata, è gourmet a tutti gli effetti. E anche parecchio invitante: non c’è un solo piatto che non ordineremmo, grazie soprattutto alla commistione tra ingredienti fortemente mediterranei e preparazioni orientali. Tra gli antipasti mi colpiscono i gamberi rossi, burro d’arachide e mela verde e la tartare di fassona, lenticchie beluga. Ma anche l’uovo poché, cremoso di patate, tartufo e misticanza novella. Tra i primi, il risotto Milano/Napoli, che accosta zafferano e frutti di mare, ma anche i fusilloni al ragù di polipetti, peperone crusco e pistacchio e gli spaghetti alla colatura d’alici, salsa di pane e tartare di tonno. Nei secondi, noto il coniglio all’ischitana e l’astice arrosto.

Alla fine, decidiamo di optare per il menu degustazione, sia per una ragione di convenienza economica sia per provare più piatti possibili. Il menu dev’essere ordinato da tutto il tavolo (consuetudine purtroppo sempre più in voga) e conta 5 portate, la maggioranza delle quali fuori menu.
Iniziamo con un piccolo benvenuto della casa: sul nostro tavolo arrivano delle praline di branzino con salsa di pomodoro ai frutti di mare e un consommè di funghi, servito in una deliziosa tazzina da tè.

Un’idea della cucina, però, l’abbiamo solo con l’antipasto, tre piccole capesante sovrastate da pezzettini di salame piccante e servite insieme a una crema di peperoni arrostiti. Un esperimento fuori dai soliti stilemi, che si rivela piuttosto riuscito: mare e terra dialogano bene, anche se il tocco migliore è quello della crema. Qualche capasanta in più non ci avrebbe disturbato.

Proseguiamo con un’ostrica Kys con burro bianco (quest’ultimo presumibilmente troppo salato), al cui lato è servita una tazzina con una granita al gin tonic. Chiediamo lumi su come dovremmo approcciare il piatto, ma non è ben chiaro nemmeno ai ragazzi in sala. Decidiamo di assaggiare prima l’ostrica e poi il gin tonic: il risultato è una commistione di sapori strana in bocca, che ammazza il sapore del mollusco e ci lascia confusi.

Segue il piatto principale, e quello meglio riuscito di tutta la cena: i fusilloni con rana pescatrice e “schiuma come acqua del mare”. La pasta è cotta alla perfezione e il sugo ne è la benedizione.

Come ultimo piatto, ci viene servita la pluma iberica, un taglio di carne di maiale accompagnata da un (paradisiaco) tempura di friariello e da una (normale) composta di mele e zenzero. La porzione, in questo caso, è davvero risicata, ma la carne si scioglie letteralmente in bocca.

A chiudere, arriva un tiramisù con una netta prevalenza di crema: io apprezzo, il mio accompagnatore – amante del tiramisù tradizionale e meglio bilanciato -, molto meno.

Usciamo dal locale un po’ confusi, ripercorrendo alcuni alti (o altissimi) dei piatti, e anche alcune scivolate. Dal menu degustazione si esce sazi ma non troppo, e senza troppi ricordi indelebili. Il servizio acerbo e il conto comunque non basso ci frenano dalla voglia di tornare, anche se in verità saremmo curiosi di provare i piatti alla carta.

L’ambiente del locale è molto piacevole: superato l’ingresso, in cui troneggia un bancone, si arriva nella prima sala, ben arredata e con la cucina a vista, da cui osservare la brigata al lavoro (volendo, si può anche prenotare un tavolo direttamente in cucina). La seconda sala, più piccola, è un po’ spoglia rispetto al resto del locale, e i tavoli da due sono davvero ravvicinati. Il servizio è acerbo, e ancora in fase di evidente rodaggio: i piatti vengono spiegati in maniera sbrigativa e solo su richiesta, e non mancano inceppi di vario tipo nel servizio al tavolo.

La ‘gastrocrazia’ dovrebbe riguardare anche e soprattutto il conto finale. L’idea di Di Pinto, come più volte ribadito nelle interviste che hanno anteceduto l’apertura del locale, è quella di “rivolgersi a tutti, non solo a una ristretta élite”. Un concetto un po’ forte, considerato che gli antipasti in carta oscillano tra i 14 e i 16 euro, i primi partono da un minimo di 16 e arrivano a 22, e i secondi variano tra i 17 di un parmigiana ai 30 dell’astice. Alla carta, un rapido conto permette di stimare che non si riescano a spendere meno di 50-60 euro, bere a parte. Più interessante il menu degustazione da 5 portate – quello che abbiamo scelto noi -, che viene 45 euro. Con due calici del giorno a 5 euro ciascuno, siamo usciti dal locale spendendo 60 euro a testa. Un conto abbastanza importante, sicuramente sopra le righe per potersi debitamente definire “per tutti”.
SINE RISTORANTE GASTROCRATICO
Corso Ventidue Marzo 126, Milano (angolo con viale Umbria)
02 36594613 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19:30-23:30) tranne domenica
Conoscevate già Sine? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!
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Il nostro brunch da Tel Chi | © Caterina Zanzi
Tutte le domeniche, dalle 11 alle 16, da Tel Chi si trova una formula brunch appetitosa, abbondante e a prezzi interessanti. L’acqua e il succo d’arancia sono a refill illimitato, mentre i piatti ‘fissi’ sono pane burro e marmellata, yogurt greco con miele e macedonia di frutta.
A completamento, si possono scegliere in aggiunta un piatto salato e uno dolce. Tra i primi, campeggiano le uova strapazzate, quelle al tegamino, la quiche dello chef (con robiola e zucchine) e l’avocado toast. Ciascun piatto può essere accompagnato da un contorno (bacon e fagioli, patate arrosto, salmone affumicato e guacamole e quartirolo lombardo, pomodoro e basilico).
I piatti dolci, invece, sono il pancake, il french toast, il plumcake alla banana e il brownie al cioccolato serviti, a piacere, con gelato alla vaniglia, panna, sciroppo d’acero o burro di noccioline e banana.
In più, si può avere una bevanda calda a scelta tra caffè americano, espresso, latte macchiato, cappuccino e tè caldo. Il risultato è un pasto super completo, senza troppi voli pindarici e a prezzo contenuto. A piacermi di più sono state la spremuta (fatta al momento e non ‘imbottigliata’ come in tanti altri posti) e le uova strapazzate. Migliorabili i dolci. Nel complesso: super approvato!

Un dettaglio del locale | © Caterina Zanzi
Tel Chi ha casa tra Porta Romana e Cinque Giornate, una zona forse non facilissima da raggiungere con i mezzi se non si è già vicini, ma in cui il parcheggio – almeno nel weekend – non è un affare impossibile.

Il locale| © Caterina Zanzi
L’atmosfera che si respira da Tel Chi è nel complesso piacevole: il locale è costituito da un’unica sala ben arredata, con una parete giardino, i tavolini in legno e le decorazioni di Sironi ai muri. Quando si riempie potrebbe diventare un po’ rumoroso. Il consiglio, dunque, è rifuggire dalle ore di punta per godersi un po’ di pace, e di prenotare, visto che i coperti sono davvero pochi.

L’ingresso di Tel Chi | © Caterina Zanzi
Rispetto alla media dei brunch a Milano, il prezzo di Tel Chi è davvero competitivo: la formula brunch viene, nel complesso, 18 euro. A questo punto, siamo curiosi di ritornare a pranzo o a cena, quando il menu si divide tra una solida proposta di piatti principali (pasta, carne e pesce), panini, insalate e altre ricette molto interessanti. Che dite, voi lo proverete?
TEL CHI
Via Silio Italico 1, Milano
02 83635673
Aperto tutti i giorni (lun-gio 8-22; ven 8-00, sab e dom 11-16)
L'articolo Il brunch di Tel Chi, nuovo locale a Milano con qualità prezzo imbattibile (CHIUSO) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Una stradina meravigliosa: via Lincoln e le sue casette colorate sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi
Meglio così: è più facile godersela in santa pace. Un po’ Burano, un po’ Portobello Road, un po’ borgo ligure, questa stradina è composta da villette multicolore che faranno la gioia dei vostri occhi (e, probabilmente, del vostro Instagram).

Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi

Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi
La storia di questa strada parte da lontano: a fine 800 una cooperativa operaia progettò qui un Quartiere Giardino composto da piccole abitazioni a prezzi accessibili (che ora credo siano purtroppo lievitati), destinate ai lavoratori della zona di Porta Vittoria. Negli anni, gli abitanti hanno iniziato ad abbellire l’area, dando vita ad una specie di sfida a chi trovava il colore più allegro e brillante per la propria facciata. Il risultato è un effetto arcobaleno, reso ancora più speciale dagli alberi in fiore durante la primavera.

Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi

Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi
Le villette hanno tutte dei cortili privati, alcuni più curati, altri meno, e l’impressione generale è quella di non essere a Milano. Silenzio, pace e soprattutto tantissimi colori: dal rosa al verde, dal lilla all’azzurro, troverete un po’ tutte le sfumature.

Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi

Alcune immagini di via Lincoln | © Caterina Zanzi
Se siete in zona, dopo una passeggiata qui fate una sosta golosa da Sissi o alla Pasticceria Giacomo o in uno degli altri nostri ristoranti preferiti nel quartiere. Non perdetevi per nessuna ragione al mondo anche una breve visita da Ikebana Fleurs, uno dei miei fioristi ‘artificiali’ preferiti e al Mercatino Penelope!
E se siete stanchi del grigio e invece siete appassionati delle architetture bizzarre, non mancate un giro alle case igloo del quartiere Maggiolina!
L'articolo Una stradina meravigliosa: via Lincoln e le sue casette colorate sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Gli arredi pazzi di Mercatino Penelope in zona Indipendenza sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Alcune immagini del Mercatino Penelope | © Caterina Zanzi
Da sette anni, infatti, questa insegna è arrivata a Milano per rivendere soprattutto arredi vintage, con oggetti in ottone e vetro degli anni 40, 50 e 60, ma anche mobili di modernariato (anni 50-70), e pezzi di ricerca più contemporanei: largo quindi alle radio Brionvega, alle lampade Artemide, alle credenze ‘della nonna’ (ma sempre con un tocco chic) e alle scatole in latta colorate. Il focus è tutto sul design, anche se è possibile trovare anche qualche abito e accessorio.

Alcune immagini del Mercatino Penelope | © Caterina Zanzi
I prezzi? Parecchio alti, secondo me. Qualche esempio? Il pouf rosa in velluto viene 450 euro, alcune lampade superano i 300, e i prezzi lievitano per pezzi più importanti come mobili e sedute). Insomma, anche probabilmente non troverete vere e proprie occasioni – o comunque sarete costretti ad alleggerire un po’ troppo il portafogli -, vale comunque la pena fare un giro …chissà che non sarete fortunati!

Alcune immagini del Mercatino Penelope | © Caterina Zanzi
E se a vostra volta aveste qualche pezzo di design interessante da rivendere oppure voleste svuotare un soppalco, potete portare qui i vostri oggetti, che verranno visionati e, eventualmente, prezzati, per poi essere esposti in conto vendita. Al momento dell’acquisto, verrete rimborsati con il 50% del prezzo (sotto i 100 euro) o con il 65% (sopra i 100).

Alcune immagini del Mercatino Penelope | © Caterina Zanzi

Alcune immagini del Mercatino Penelope | © Caterina Zanzi

Alcune immagini del Mercatino Penelope | © Caterina Zanzi
Vi consigliamo di approfittare di un giretto in zona, una volta usciti da Mercatino Penelope. A pochi passi di distanza c’è Ikebana Fleurs, uno dei miei fiorai ‘artificiali’ preferiti a Milano e se vi spingete fino a via Lincoln potete fare una passeggiata tra le casette colorate e incantevoli del cosiddetto Quartiere Giardino. E se avete bisogno di una pausa gustosa, proprio vicino c’è il Marotin, oltre che un bel po’ dei nostri ristoranti preferiti.
Che dite, fate un salto?
MERCATINO PENELOPE
Via Macedonio Melloni 6, Milano
02 39680588
Aperto tutti i giorni (mar-sab 10-19:30; dom 15-19:30) tranne lunedì
L'articolo Gli arredi pazzi di Mercatino Penelope in zona Indipendenza sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 10 aperitivi a Milano per bere e mangiare bene sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Sangria e tapas miste | © Lucia Brusco
Ajo Blanco è un locale molto accogliente dall’arredamento rustico ma curato che per l’ora dell’aperitivo propone ottimi cocktail e ricercate etichette di vino spagnolo da accompagnare con una ricca lista di tapas buonissime, dalla classica tortilla spagnola al chorizo piccante. Approfittate della promozione: ogni 4 tapas ordinate avrete un litro di sangria in omaggio!
AJO BLANCO. Via Thaon di Revel 9/a, Milano. 02 6686577. Aperto da martedì a domenica (18-2). 6/9 euro il bere, dai 4 ai 9 euro le tapas.

Due calici di vino e un tagliere | © Marta Bizioli
In questo locale, che ha aperto da poco in viale Bligny, potete sperimentare il taglieritivo. Potete infatti scegliere un cocktail o uno dei vini delle diverse cantine proposte, che vi verrà servito accompagnato da un tagliere con una selezione di formaggi e salumi affettati al momento. Se poi avete una fame extra, potete sempre dividervi uno dei loro buonissimi panini!
OFFICINE PANINO. Viale Bligny 19/a, Milano. 392 9468114. Aperto tutti i giorni (11-22), venerdì e sabato (11-23), tranne la domenica. 6/8 euro il bere, tagliere incluso.

La sala principale di Fioraio Bianchi caffè | © Lucia Brusco
Uno storico e rinomato negozio di fiori che da qualche anno è diventato un bistrò in stile bohémienne. Da Fioraio Bianchi Caffè si respira un’atmosfera tipicamente francese: sarà per via dei muri scrostati ad arte, per i soffitti con i mattoni a vista, per l’insegna vagamente retrò oppure per le composizioni floreali sparse qua e là (che si possono anche acquistare). Per l’ora dell’aperitivo è possibile ordinare un cocktail o un calice di vino e accompagnarlo con un buffet, curato e ricco, con verdurine, polpettine e altre piccoli sfizi sfornati al momento.
FIORAIO BIANCHI CAFFE’. Via Montebello 7, Milano. 02 29014390. Aperto tutti i giorni (8-00), tranne la domenica. 8/10 euro il bere, buffet incluso.

Due calici di vino e due piatti di mare | © Lucia Brusco
Piccolo bistrò-enoteca siciliano, accogliente e caldo, aperto a pranzo e a cena e con una ‘bottega’: tutto quello che si consuma può essere comprato e portato a casa. Da Muddica per l’aperitivo si può optare per un calice di vino (rigorosamente siciliano) e accompagnarlo con un vassoio di ottimi (e abbondanti) assaggi compresi nel prezzo, a scelta tra pesce, carne oppure vegetariani. E dopo il salato, si passa al dolce: siamo sicuri che il cannolo siciliano scomposto vi conquisterà!
MUDDICA. Viale Monte Nero 27, Milano. 02 54090164. Aperto tutti i giorni (18:30-1), tranne il lunedì. 8 euro a calice, vassoio incluso.

Uno scorcio del bancone bar | © The Meatball Family fb page
Locale arredato in stile industriale newyorkese, accogliente e dinamico, interamente votato alla celeberrima polpetta di carne che qui si può gustare in tantissime varianti. Per l’aperitivo si può ordinare un cocktail (in promo 2×1 a 8 euro) che viene servito assieme a un miniburger con polpetta di fassona, a una piccola (ma sufficiente) porzione di ottima tempura di verdure e alle classiche crudité di verdure.
THE MEATBALL FAMILY. Via Vigevano 20, Milano. 02 45471809. Aperto tutti i giorni (12-00). 8/10 euro il bere, assaggi inclusi.

Tre drink per l’aperitivo da Babouche | © Babouche fb page
Babouche è un locale fuori dal comune: pasticceria di prima vocazione ma anche locale sofisticato e trendy per l’aperitivo. I cocktail sono davvero ottimi (soprattutto i pestati alla frutta) e vengono accompagnati da una serie di stuzzichini di qualità: taglieri di salumi dop, pan nanetti (paninetti al latte farciti), piccole brioches salate ripiene, olive nere pugliesi giganti e le classiche patatine.
BABOUCHE. Via Maestri Campionesi 16/a, Milano. 02 54019383. Aperto tutti i giorni (7-23) tranne il lunedì. 8/10 euro il bere, assaggi inclusi.

Una scorcio della sala da Riad Food Garden | © Lucia Brusco
Negozio di piante e fiori con uso cucina e bar di ispirazione marocchina e orientaleggiante. Riad Food Garden è un locale dove rilassarsi, circondati da meravigliosi cactus e dal black&white dell’arredamento e fare due chiacchiere in pace all’ora dell’aperitivo. Un buon drink o un calice di vino accompagnato da qualche piccolo (e ottimo) assaggio a cui i più affamati possono aggiungere anche uno dei piatti-tapas presenti sul menu, come il classico cous cous o una porzione di humus con la pita.
RIAD FOOD GARDEN. Viale Piave 17, Milano. 02 76340504. Aperto tutti i giorni (8-22), domenica (10-17:30), chiuso il sabato. 6/8 euro il bere, dai 3 ai 5 euro i piatti-tapas.

Tagliere di pizze e focacce e due calici di vino | © Lucia Brusco
Un panificio con caffetteria in un ambiente rustico, moderno e molto accogliente dove i prodotti da forno, sia dolci che salati, sono tra i migliori della città. All’ora dell’aperitivo qui potrete gustarvi un calice di ottimo vino da accompagnare a taglieri di pizza, focaccia, salumi oppure piccoli assaggi di gastronomia .
PANIFICIO DAVIDE LONGONI. Via Gerolamo Tiraboschi 19, Milano. 02 91638069. Aperto dal martedì al sabato (7:30-22), lunedì (7:30-15), domenica (8:30-13:30). 6 euro per il calice, dai 2,50 ai 5 euro per i taglieri.

Uno scorcio del bancone | © Type fb page
Un locale dallo spirito hipster, gay friendly e internazionale, ispirato al mondo della tipografia e con un look da Europa del Nord, Type vi accoglierà dalla mattina fino alla sera tardi. Spesso ospita eventi e mostre ma per l’aperitivo propone sempre la formula vincente drink e birra e buffet, però nella versione healthy, semi-vegetariana che ci piace tanto.
TYPE. Via Pietro Borsieri 34, Milano. 02 36534735. Aperto tutti i giorni (7-2), domenica (8-00), chiuso il lunedì. 6/8 euro il bere, buffet incluso.

Il meraviglioso buffet da Panbrioche Ravizza | © Panbrioche Ravizza fb page
Nello storico negozio Ravizza, conosciuto a Milano da tutti gli appassionati di caccia e pesca, nasce questo locale specializzato in pasticceria salata mignon che porta in città la squisita cordialità e gli ottimi sapori della Sicilia. All’ora dell’aperitivo tutti i meravigliosi stuzzichini in vetrina vanno a comporre un buffet da leccarsi i baffi, da accompagnare con drink o vino.
PANBRIOCHE RAVIZZA. Via Ulrico Hoepli 3, Milano. 02 87072630. Aperto tutti i giorno (7:30-23). 10 euro il bere, buffet incluso.
Naturalmente non dimentichiamoci dei nostri amatissimi Lacerba, Deus, Le Biciclette, Mag Cafè, Elita Bar ed Elettrauto di cui vi abbiamo già parlato più e più volte e che rimangono protagonisti indiscussi dell’happy hour milanese!
L'articolo 10 aperitivi a Milano per bere e mangiare bene sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo La cucina giapponese oltre il sushi da WellKome in Cinque Giornate (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>In carta, come dicevo, non troverete né gli uramaki né il sushi. In compenso, per gli amanti del pesce crudo, si può comunque optare per un buon sashimi oppure, come nel mio caso, per un salmon ikura don, una gustossima bowl di riso con salmone e uova di salmone, accompagnata dalla zuppa di miso.

Il salmon ikura don| © Caterina Zanzi
Ma il consiglio è di provare quelle pietanze calde in cui altrove a Milano è difficile incappare. Un esempio? Il katsu curry (ovvero la classica cotoletta giapponese con cipolle, riso e curry), le omelette giapponesi, gli onigiri oppure il pollo karaage.

Il curry katsudon | © Caterina Zanzi

Le capesante con asparagi e patate| © Caterina Zanzi
Ma anche i takoyaki (deliziose polpettine di polpo), gli spiedini fritti o alla piastra e le capesante scottate con asparagi e patate.

I takoyaki| © Caterina Zanzi
In carta, trovate anche tanti udon diversi, il tori ten don (tempura di pollo su letto di riso) e il dashimaki (frittata giapponese)! Ogni occasione per tornare sarebbe buona!
WellKome ha casa in via Bezzecca, vicino a Piazza Cinque Giornate e dietro a Corso XXII Marzo, a pochi passi dal bellissimo Giardino delle Culture con la sua street art, alla pasticceria Knam e al ristorante russo che vorrei provare da tempo, Veranda.

WellKome| © WellKome Fb
WellKome è un ristorante nel complesso spartano, con dei tavoli ‘alla buona’ e la cucina a vista dietro a una porta a vetri. Nel complesso, consiglierei questo posto sia a una tavolata tra amici che a una cena romantica, pur senza pretese. Il servizio, nota finale, è gentile e puntuale.
Complice il fatto che le porzioni sono davvero abbondanti (so che la tentazione sarebbe quella di ordinare tutto e subito, ma il consiglio è di andare per gradi), alla fine non si dovrebbe spendere più di 30 euro a testa per cena, bere a parte. Una cifra assolutamente abbordabile e proporzionata alla zona e alla qualità degli ingredienti. Non vedo l’ora di tornare, magari in inverno, per provare qualcuna delle tante zuppe!
WELLKOME
Via Bezzecca 1, Milano
02 36572402
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 19-22) tranne domenica e lunedì sera
L'articolo La cucina giapponese oltre il sushi da WellKome in Cinque Giornate (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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]]>La cucina di Cocotte apre già a colazione per un classico caffè con croissant, una fetta di torta oppure un caffè goloso, servito con panna montata e l’aggiunta di tutto ciò che può venirvi in mente: zenzero, cannella, muesli, meringhe, gelato, rum o cocco!
Nel menu del brunch c’è una buona impronta francese, dai croque monsier e croque madame ai claufoutis di prosciutto, formaggio e zucchine. Molto più vario è, invece, il menu kitchen suddiviso tra cocotte salate, cocotte fresche e cocotte dolci. Qui potrete sbizzarrirvi tra cous-cous mediterraneo, filetto di pesce in coulis di verdure, insalata di farro, sedano, fagiolini, zucchine e menta o sfoglie di mango, papaya e ananas. Ma non solo, trovate anche piadine e sandwich, come il pastrami o il panino con petto d’oca affumicato.
Noi scegliamo la tartare di pesce al profumo di agrumi e frutta (non eccezionale, dobbiamo ammetterlo) e un invece ottimo pollo speziato con patate, mele e lamponi, che ci viene servito con del riso bianco. Proviamo anche le uova affogate in cocotte al formaggio caprino e menta: nonostante non si senta molto il sapore della menta, ci ritroviamo a fare la scarpetta alla cocotte per non lasciarne nemmeno un po’.

La tartare e le uova affogate | © Martina Milani

Pollo speziato con patate, mele e lamponi | © Martina Milani
Concludiamo il nostro pranzo da Cocotte con un buon tortino di cioccolato col cuore ripieno, davvero delizioso!

Il tortino di cioccolato| © Martina Milani
Tutto è servito in piccole cocotte, che creano l’effetto sorpresa nel momento in cui le si deve aprire. Benché siano presentate come monoporzioni, la quantità è sufficiente per saziarvi con sole due cocotte. E non dimenticatevi che, oltre ad una delle birre in lista o un calice di vino, c’è anche la possibilità di scegliere direttamente la bottiglia che, se non riuscite a terminare durante il pasto, potete tranquillamente portare a casa!

Un piatto di Cocotte | © Martina Milani
Cocotte si trova in zona piazza Cinque giornate (di cui abbiamo già parlato qui), precisamente in via Benvenuto Cellini, una traversa di Corso XXII Marzo. Non avrete quindi problemi ad arrivare in zona con uno dei numerosi mezzi pubblici che passano da qui (tram 9, 12, 23, 27 oppure bus 60, 73, N6, N27).

Il locale | © Cocotte Milano
Il colore predominante (anche nel piccolo dehor) da Cocotte è il bianco, ma nella sala interna spicca una parete con dipinti giganti fiori di peonia. Credenze, quadri e suppellettili dal gusto antico fanno il resto, ricreando una tranquilla ed accogliente atmosfera casalinga, che riporta indietro nel tempo e fa sentire un po’ in Francia e un po’ a casa della nonna. Il personale di sala è molto cordiale, ma ci fa attendere un po’ troppo nel servire i piatti.

Un piatto di Cocotte | © Cocotte Fb
Il costo delle piccole cocotte va dai 6 ai 10 euro. Insomma, per un pranzo, compreso il bere, potete benissimo cavarvela con soli 15/20 euro a testa. Il brunch, proposto il sabato e la domenica dalle 10 alle 16 al costo di 17 euro, è composto da una cocotte a scelta, accompagnata da succo d’arancia o centrifuga, un bicchiere di bollicine, dolce e caffè. Ma se siete con i bambini, fino ai due anni i più piccoli non pagano e fino ai 10 pagano solo 10 euro. Lo provate anche voi?
COCOTTE MILANO
via Benvenuto Cellini 1, Milano
02 55189509
Aperto tutti i giorni (7-21, dom 7-16)
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