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]]>L'articolo A pranzo da Tipografia Alimentare sulla Martesana a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Tipografia Alimentare cambia quasi ogni giorno e, a seconda della stagionalità, porta in tavola sia a pranzo che a cena dei piatti all’apparenza semplici ma super gustosi, e molto adatti anche a chi è vegetariano o vegano.

La carta è particolarmente stringata, con una selezione mirata di insalate (tra cui quella con spinaci, fave e piselli freschi, acciughe e menta) e una lista di poco più lunga battezzata “verdure e carboidrati“, in cui trovare portate più semplici come gli asparagi con tuorlo d’uovo marinato e parmigiano reggiano o anche più complesse come il fungo shiitake con tsatsiki e shiso.

Noi abbiamo iniziato con uno dei piatti simbolo di questo locale, le carote con sommacco (spezia siciliana con proprietà antiossidanti) e peperoncino, piccanti il giusto, croccantine e anche super belle da vedersi. Sempre a mo’ di antipasto, anche se una netta differenza qui non esiste, e potete fare un po’ come vi pare, abbiamo scelto di condividere (ah, che bello condividere i piatti!) un meraviglioso radicchio con nocciole e pancetta.


A seguire, ci siamo deliziati con i due piatti forse migliori di tutto il pranzo: il pakchoi (un giorno scriveremo un’ode per questa verdura) con tahina di sesamo di Ispica e rosa canina, e la fregola con ragù di maiale. Epici entrambi, delicatissimi e allo stesso tempo sorprendenti.
Le verdure, oltre ad arrivare da agricoltori biologici, sono cotte benissimo e insaporite da altri ingredienti che, insieme, danno al piatto una caratterizzazione unica.

A Milano vi sfidiamo a trovare un posto così romantico all’aperto: i tavolini, posizionati sotto alcuni ombrelloni lungo la Martesana, danno direttamente sul Naviglio e, specie con la bella stagione, la vista è incantevole. Nel caso invece capitaste da queste parti in inverno, non temete perché anche l’interno è curato e si sta bene. Servizio molto ondivago – cordialissimo o super respingente – a seconda delle persona che vi seguirà.

Per un pranzo completo, incluso un bicchiere di vino, tenete conto di circa 25 euro a persona: considerate che il costo sia delle insalate che delle altre portate varia tra gli 8 e i 12 euro. Una spesa tutto sommato onesta, e un pranzo sicuramente da ricordare.
TIPOGRAFIA ALIMENTARE
Via Dolomiti 1, Milano
02 83537868
Aperto tutti i giorni (9-22) tranne martedì
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]]>L'articolo A cena da Manna, ristorante incredibile in zona Turro sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Dietro ai fornelli c’è Matteo Fronduti, uno chef all’apparenza burbero, che ha lasciato le cucine di ristoranti blasonati (come il D’O) per provare a fare da sé. A fine cena, l’ottimismo non ha solo superato la solita asticella, ma si è trasformato in puro godimento, esaltazione, felicità, cosa che non so a voi, ma a me accade ormai di rado uscendo da un ristorante. Qui vi spiego perché.
Il menu del ristorante Manna è accattivante, sia nei nomi scelti per le portate (Batticuore, Azdora, Frittofrittofritto) che negli ingredienti usati, alcuni dei quali non così comuni, come il cefalo affumicato o le cozze crude.
Ogni portata è comunque ben spiegata nel sottotitolo, piccola attenzione che solleva il cliente dall’imbarazzo di dover chiedere lumi su ogni nome. La carta è stringata, con 4 scelte per ciascuna categoria che variano di stagione in stagione-: antipasti, primi, secondi e dessert. A incuriosirci, pietanze come l’uovo affogato con purea di patate ratte e vino rosso, il riso con caciocavallo, milza, marsala e pane tostato e la seppia nera con sugo d’arrosto, finocchietto, alloro e lattughe cotte.

Scegliamo di iniziare dividendo due antipasti che già segnano la via verso l’appagamento più totale: optiamo per il “Batticuore“, battuta di cuore di bue, nocciole, erba ostrica e senape e per il bucolico “A mezzanotte torna“, una zucca gialla di cenerentoliana memoria, servita con gamberi rossi crudi, mandorle e mostarda di zucca. Incredibili entrambi.

Proseguiamo ordinando forse il piatto più rassicurante di tutta la carta, l’Ajo e Ojo: Fronduti la esegue cuocendo magistralmente gli spaghettoni e condendoli con aglio, olio, peperoncino e scampo crudo. Se dovessi scegliere il mio ultimo pasto su questa terra, non avrei dubbi. Le porzioni che vedete in foto – perché già so che ve lo domanderete – sono delle mezze porzioni (abbiamo la sanissima abitudine di dividere tutto ciò che ordiniamo, tra vere amiche).

Proseguiamo dividendo un secondo, e questa volta osiamo: sulla nostra tavola arriva uno squaletto mantecato, con erbe amare e limone bruciato. Delicatissimo ma allo stesso tempo con grande personalità; rimaniamo sorpresi da come gli ingredienti così diversi sappiano ‘parlare’ tra di loro, dando vita a un piatto sicuramente speciale.

Concludiamo in dolcezza, alla fine di una dura scelta che ci chiamava a decidere tra piatti come la tarte tatin e vaniglia e la tequila ghiacciata con succo di lime e agrumi freschi. Alla fine, optiamo per “Loacker“, un wafer di cioccolato e frutta secca con caramello salato. Come nello slogan che dà il titolo al piatto, è il caso di urlare a gran voce: “Che bontà!“.

Abbiamo accompagnato il tutto con una bottiglia di Franciacorta Brut di Bosio, scelto da una ben fornita lista di vini, non solo a prezzi folli (cosa sempre apprezzata da chi magari desidera ordinare un piatto in più piuttosto che esagerare col bere).

Nonostante le vetrine esterne non rendano giustizia al locale, e non corrispondano né agli interni né al tipo di cucina, una volta superata l’empasse che può cogliere all’ingresso, si dischiude un mondo fatto di cura e ricercatezza non arrogante. Il ristorante è diviso tra una prima sala con qualche tavolo e un bancone, e una seconda sala, forse più intima. I tavoli sono ben distanziati, ben apparecchiati (ah, la tovaglia di carta) e il servizio è gentile e preparato senza trascendere nell’ossequio. Al tavolo arriva a darsi da fare lo chef in the person, una attitudine che apprezziamo sempre. Consiglio una visita alla toilette, super divertente, per smorzare subito l’eleganza.


Per la cena sopra descritta, bere incluso, abbiamo speso una sessantina di euro. In generale, tolta la bottiglia di vino che sceglierete, dovreste uscire con una spesa media di 50 euro: tenete conto che il costo degli antipasti e dei primi si attesta sui 15€, mentre i secondi sono praticamente tutti calmierati a 22; i dessert, infine, vengono 9€. Il conto, alla fine, lo si paga quasi con felicità: ce ne fossero di più, a Milano, di posti come il ristorante Manna.
MANNA
Piazzale Governo Provvisorio 6, Milano
02 26809153
Aperto tutti i giorni (12-15 e 20-23) tranne domenica
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]]>IL CINEMINO

Il Cinemino è un (nuovo) cinema di quartiere ma dal respiro internazionale, nel cuore di Porta Romana, che organizza spesso anche incontri con autori e registi, piccoli concerti oltre che interessantissime proiezioni.
IL CINEMINO. Via Seneca 6, Milano. 02 35948722.
WANTED CINECLAN

Proiezioni di film di nicchia e spazio dedicato a incontri, dibattiti e seminari: tutto questo è Wanted Cineclan, una piccola grande perla, anch’essa nel cuore di Porta Romana.
WANTED CINECLAN. Via Atto Vannucci 13, Milano. 338 5660374.
CINEMA BELTRADE
Un cinema “come una volta”, dall’atmosfera familiare, che si amalgama perfettamente con il quartiere dove si trova, NoLo, e che riesce sempre a stupire lo spettatore per la sua programmazione originale e ricercata, spesso anche in lingua originale.
CINEMA BELTRADE. Via Oxilia 10, Milano. 02 26820592 | [email protected]
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA
Con le sue 10 sale potrebbe all’apparenza sembrare il classico multisala, ma così non è. Accanto alla programmazione più commerciale, infatti, al Palazzo del Cinema dell’Anteo, in zona Moscova, è possibile trovare anche film più ricercati, in lingua originale e tante rassegne dai temi originalissimi.
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA. Piazza XXV Aprile 8, Milano. 02 6597732
AUDITORIUM SAN FEDELE

In questo centro culturale a due passi dal Duomo, trovano casa due sale per le proiezioni e diverse iniziative di ogni genere, tra cui segnaliamo un bellissimo cineforum da 30 appuntamenti settimanali perfetto per i più appassionati.
AUDITORIUM SAN FEDELE. Piazza San Fedele 4, Milano. 02 863521.
CINEMA MEXICO
Un luogo prezioso e storico in città, nel quartiere Tortona, dove trovare film indipendenti, di nicchia e in lingua originale o anche solo per andare a divertirsi e scatenarsi il venerdì sera per il celeberrimo Rocky Horror Picture Show.
CINEMA MEXICO. Via Savona 57, Milano. 02 48951802.
CINEMA FONDAZIONE PRADA

Una vera e propria sala cinematografica all’interno della Fondazione Prada dove la scelta delle proiezioni segue tre filoni: il venerdì “Soggettiva“, film scelti da grandi personalità del mondo dell’arte per aver segnato la loro crescita culturale; il sabato “Indagine“, prime visioni e film non ancora distribuiti in Italia; la domenica “Origine“, pellicole del passato riproposte per la loro importanza ed attualità.
CINEMA FONDAZIONE PRADA. Largo Isarco 2, Milano. 02 56662636.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA
L’Ariosto, storico cinema in zona Conciliazione, vanta un’unica sala dall’aria (solo apparentemente) “parrocchiale”: qui, infatti, la scelta delle pellicole, delle rassegne e dei documentari è tra le più attente in città.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA. Via Ludovico Ariosto 16, Milano. 02 87085730.
SPAZIO OBERDAN
Lo Spazio Oberdan è uno spazio dedicato alla cultura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Milano, in zona Porta Venezia. Al suo interno un auditorium da 200 posti ospita rassegne cinematografiche e incontri, organizzati in collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana, oltre che incontri musicali e conferenze.
SPAZIO OBERDAN. Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan, Milano. 02 83982421.
CINEMA PALESTRINA
Storico cinema del quartiere Loreto, il Palestrina ha conservato una gestione familiare e un fedele pubblico che lo frequenta non solo per la sua interessante programmazione sia di film di qualità, di rassegne e retrospettive (molte dedicate all’animazione giapponese), sia per gli spettacoli teatrali del vicino oratorio.
CINEMA PALESTRINA. Via Giovanni Pierluigi da Palestrina 7, Milano. 02 87241925 | [email protected]
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]]>L'articolo A cena da Basilio, ristorante di pesce in zona Martesana (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Basta entrare da Basilio e trovarsi davanti alla vetrina del pesce per capire cosa offrirà il menu. Nella carta si trovano tante gustose proposte di antipasti crudi e cotti, una vasta selezione di primi di mare (dalla più classica fregola con vongole e bottarga fino agli gnocchi con scampi e mascarpone), e tra i secondi non manca la scelta di pesce fresco, nelle cotture più disparate. Noi ci siamo fidati del padrone di casa e abbiamo assaggiato un misto crudo composto da salmone, tonno, scampi di Mazara e ostriche, oltre a un inaspettato quanto buonissimo carpaccio di spada affumicato con composta di frutti di bosco ed emulsione balsamica. Gli antipasti sono uno dei piatti forti dello chef, quindi abbiamo continuato con una selezione di quelli cotti: gamberi al ghiaccio aromatizzati con menta e lime, scampi saltati con sedano e bottarga di Cabras, capesante al gratin ai profumi di Reggiano e infine un calamaro saltato con confettura di pomodorini del Piennolo su letto di patate allo zafferano. Il livello di tutto è alto, grazie alla materia prima freschissima e agli azzeccatissimi accostamenti.

Abbiamo proseguito con un assaggio di due primi: dei ravioli (fatti in casa) ripieni di branzino con tonno, basilico a coriandolo e pomodorino del Piennolo e dei paccheri con gamberi di Mazara, pachino e burratina, entrambi ottimi per sapore e cottura.

Abbiamo chiuso con una tagliata di tonno pinne gialle con verdure grigliate: semplice e allo stesso tempo molto gustoso.

Soddisfatti? Decisamente sì, ma non vediamo di tornare per provare altri piatti dal menu come gli scialatielli con fondente di pomodoro, i broccoletti e salmone e la tempura di gamberi agli agrumi.
Da Basilio è tutto semplice, nell’accezione migliore del termine: tre sale appena rinnovate, tavoli ben distanziati, apparecchiatura minimale, servizio gentile e preciso. Alle pareti fanno bella mostra di sé i quadri della collezione privata di Basilio, e qua e là nelle sale troverete delle bellissime macchine da cucire Singer d’epoca.

Se decidete di venire da Basilio per cena, vi consigliamo di arrivare in macchina: non avrete nessun problema a trovare parcheggio nella via del ristorante. Se invece sarete da queste parti di giorno, dopo pranzo fate una bella passeggiata sul Naviglio della Martesana che inizia proprio a due passi dal locale!
Da Basilio gli antipasti vanno dai 12 ai 18 euro, i primi dai 12 ai 15 e i secondi dai 18 ai 25. Per una cena con vino spenderete tra i 45 e i 60 euro, prezzo assolutamente giusto per una cena di pesce qualitativamente molto soddisfacente.
BASILIO
Via della Giustizia 5, Milano
3428004204
Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 19-23:30 ) tranne Domenica
INFORMAZIONI UTILI:
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State cercando altre idee per mangiare del buon pesce a Milano? Date un’occhiata qui!
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]]>L'articolo Impressione Chongqing, ristorante cinese ‘hardcore’ in Buenos Aires sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La cucina di Impressione Chongqing arriva direttamente dal Sichuan ed è quindi, per la maggior parte dei piatti, davvero piccante (vi ricordate, per esempio, Le Nove Scodelle? Ecco, forse di più). Se ve la sentite, ordinate le pietanze di carne, anche se probabilmente non saranno simili a quelle a cui siete abituati in Italia. Noi abbiamo osato ordinando il collo d’anatra piccante (buono), il manzo lesso e il pollo con verdure (molto pieno di ossa) e, ad essere onesti, nessuna di queste portate ci è rimasta nel cuore.

Il pollo | © Caterina Zanzi

Il manzo | © Caterina Zanzi
Con i piatti più tradizionali, e con le verdure, la cena si è però ripresa. Le portate che ci hanno convinto maggiormente sono state i ravioli al vapore, davvero ottimi, e i piatti a base di verdure: su tutte, segnalo le melanzane (pazzesche), il melone cinese e i fagiolini (super piccanti).

I ravioli | © Caterina Zanzi

Le melanzane | © Caterina Zanzi

Il melone amaro | © Caterina Zanzi

I fagiolini | © Caterina Zanzi
Se siete a un livello davvero ‘pro’ con la cucina cinese, potrete avventurarvi ordinando portate più spinte, come le interiora, la trippa, l’orecchia di maiale lessa e via dicendo!
Impressione Chongqing ha casa a pochi passi dalla fermata della metro rossa Lima e nei pressi di corso Buenos Aires (qui trovate i nostri posti del cuore in zona). Approfittate della metro o di uno dei tanti mezzi di superficie per arrivare, anche se in macchina dovreste non avere troppi problemi a parcheggiare.

L’esterno di Impressione Chongqing | © Caterina Zanzi
Il locale è molto essenziale e spartano, ma pulito a una prima occhiata. I tavoli non sono molto distanziati, e il rumore in certi momenti potrebbe sovrastarvi. I commensali saranno principalmente cinesi e, vi avverto, interloquire con le ragazze in sala sarà decisamente complesso a causa della lingua. Ma non vi spaventate, alla fine ci si capirà!
Alla fine della cena dovreste spendere al massimo, birra inclusa, una ventina di euro, una cifra ridicola anche in considerazione delle portate davvero notevoli. Consiglio di prenotare – sempre che per telefono riusciate a farvi capire – perché il locale non è grandissimo ed è sempre pieno!
IMPRESSIONE CHONGQING
Via Benedetto Marcello 34, Milano
Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-22:30)
02 2941 1023
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Un’immagine scattata sulla Martesana | © Caterina Zanzi

Un’immagine scattata sulla Martesana | © Caterina Zanzi
Il mio consiglio è quello di vestirvi comodi per una passeggiata o di inforcare la bicicletta nel caso abbiate tutta la giornata. Ci sono diversi itinerari: quello che consiglio in questo articolo parte dall’inizio del Naviglio, alla fine di via Melchiorre Gioia, passa per Gorla, e volendo arriva addirittura a Trezzo d’Adda!
* Iniziate facendo colazione alla Pasticceria Martesana, una delle più famose a Milano, che di recente ha aperto una seconda sede anche in via Paolo Sarpi. Qui tutto quello che è dolce, è un ‘piatto forte’: dai croissant ai pasticcini, fino alle monoporzioni e alle torte. In alternativa, sempre in zona, potrete optare per il Cafè Martesana o, se arrivate tardi, per un brunch (solo di sabato) da Dulcis in fundo.

Un’immagine scattata sulla Martesana | © Caterina Zanzi
* Potete ora cominciare la vostra camminata con il pieno di energie. Nel caso voleste fare un giro in bicicletta, e non aveste la vostra, potete prenderne una alla fermata del BikeMi proprio all’ingresso del Naviglio oppure, dalle parti della fermata della metro Turro, c’è un negozio in cui potete affittare delle più comode (e leggere) mountain bike: per 3 ore, il prezzo è di 10 euro.

Un’immagine scattata sulla Martesana | © Caterina Zanzi
* Appena iniziate il vostro percorso, troverete sulla destra Tranvai, un nuovo locale all’interno dello storico tram 1522 con un ampio dehors. Potete passarci un po’ a qualsiasi ora, perché è aperto dalle 10.30 del mattino fino a mezzanotte. Il momento di maggior brio è quello dell’aperitivo, quando il locale si affolla per un drink accompagnato da panini, burger o taglieri.

Tranvai | © Caterina Zanzi
* Per il pranzo avrete l’imbarazzo della scelta: nel tratto che incrocia viale Monza hanno casa la Taverna Greca Mykonos, uno dei ristoranti ellenici più quotati in città e Seven Casa Dei Ciliegi, per un buon piatto di carne sotto al pergolato.

Taverna Greca Mykonos | © Caterina Zanzi
* Sempre in zona, ho scovato Ketty Agnesani, una deliziosa bottega di calligrafia in cui vendono carte da lettera e su appuntamento preparano bigliettini per matrimoni, partecipazioni, e piccole opere d’arte!

Un’immagine scattata sulla Martesana | © Caterina Zanzi
* Poco più avanti, invece, troverete Tipografia Alimentare, uno dei locali di cui si è parlato di più recentemente. E a ragione: lo spazio è una piccola perla nel quartiere, molto carino come atmosfera e dalle valide proposte gastronomiche. Lo consiglio per un aperitivo, o anche per un pranzo più strutturato, perché i prodotti sono davvero buoni. Noi ci siamo fermati per una merenda flash, a base di tè freddo fatto in casa e focaccia ripiena di mortadella. Prezzi un po’ altini, servizio molto cordiale. Vale la pena fare un salto!

Tipografia Alimentare | © Caterina Zanzi
* Se siete sportivi, e soprattutto siete in bici, potete approfittarne per una giornata all’insegna del movimento, e pedalare lungo tutta la strada che arriva fino a Trezzo sull’Adda: sono meno di 40 chilometri pianeggianti o in leggerissima salita, che dovreste riuscire a percorre in poco più di due ore. Una volta arrivati qui non avrete che l’imbarazzo della scelta: vi consiglio di continuare a pedalare lungo tutto il percorso della Centrale Idroelettrica Taccani, davvero suggestiva e al Castello Visconteo. Se a quel punto aveste di nuovo un certo languorino, vi consiglio il Ristorante Enoteca La Cantina!

La Centrale Taccani a Trezzo sull’Adda | © Caterina Zanzi
* Siete in cerca di altre idee in zona? Per esempio, potete fare un salto a visitare le case igloo del quartiere Maggiolina oppure fare un salto per una mostra all’Hangar Bicocca!
* Per altre gite fuori porta, invece, potete dare un’occhiata qui!
L'articolo Una domenica bucolica sulla Martesana a Milano tra nuovi locali e natura sembra essere il primo su Conosco un posto.
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La nostra tavola | © Caterina Zanzi
I piatti, e quindi le scodelle, sono appunto nove (numero sacro dell’imperatore della Cina) e sono principalmente a base di carne. Il giudizio a fine cena sarà ottimo, e gran parte del merito lo hanno gli ingredienti, tutti di prima scelta. Le verdure sono bio, le carni arrivano dalla macelleria di Walter Sirtori, le farine sono delle Cascine Orsine, e si sente.
Noi decidiamo di provare il piatto forte – e probabilmente quello più piccante esistente sull’intero globo terrestre: il manzo con verdure di stagione in salsa piccante con zenzero, erba cipollina, pepe di Sichuan e peperoncino. Letteralmente infuocato, ordinatelo solo se davvero reggete le fiamme in bocca. Per darvi un parametro, in confronto la ‘pentola di fuoco’ di Wang Jiao è nulla a confronto.
Proseguiamo con le più delicate (ed eccezionali) melanzane stufate con erba cipollina e zenzero fresco, in salsa agrodolce di soia fermentata. Equilibrate, gustosissime, cotte a puntino. In una parola, superbe.

Le melanzane | © Caterina Zanzi
Come ultimo piatto da dividere optiamo per i ravioli di carne di maiale, lessati in acqua e accompagnati con la salsa dolce-piccante: una garanzia, considerato che sono gli stessi della Ravioleria Sarpi, anche se qui sono proposti in un’inedita versione agro-piccante.

I ravioli de Le Nove Scodelle| © Caterina Zanzi
Torneremo sicuramente a provare le altre sei scodelle. In carta c’è il filetto di carpa con verdure e peperoncino in salamoia, cotto in brodo aromatizzato con coriandolo, sesamo ed erba cipollina e il pollo kongpao in salsa agrodolce con anacardi. E ancora, le puntine di maiale infarinate e servite su un letto di zucca e la dadolata di coniglio saltata in padella con porri, peperoncino e pepe di Sichuan. E perché no, il pollo stracciato e gli spaghetti freschi tirati a mano.
Il piccante è sicuramente l’elemento caratterizzante della cucina de Le Nove Scodelle, così come le spezie, lo zenzero, e i sapori aciduli della fermentazione in salamoia fatta in casa. Lasciando perdere i tecnicismi, ad ogni modo, a me è piaciuta davvero tanto e non vedo l’ora di tornare.

L’esterno del ristorante | © Caterina Zanzi
Le Nove Scodelle ha casa all’inizio di viale Monza, praticamente a due passi dalla fermata della metro rossa e verde Loreto (qui trovate i miei posti del cuore in zona). Vi consiglio di venire in metro perché è davvero molto comodo, ma in alternativa non dovreste avere troppi problemi a parcheggiare in zona. Un ultimo consiglio: prenotate perché nonostante il ristorante sia nuovo è sempre pienissimo.

Un tavolo de Le Nove Scodelle| © Caterina Zanzi
Il locale è moderno, arredato in stile minimalista e nel complesso piacevole alla vista. Si compone di una stanza principale che affaccia sulla strada e di un piccolo ‘privé’ sul retro con un tavolo rotondo adatto a gruppi più numerosi. Il servizio è gentile e piuttosto solerte. L’unica pecca sono i tavolini a ridottissima distanza l’uno dall’altro e gli ormai sdoganati sgabelli al posto delle sedie, che non rendono l’esperienza super comoda, almeno a mio parere.

Il ‘privè’ de Le Nove Scodelle| © Caterina Zanzi
Per una cena completa dovreste spendere attorno ai 25 euro. Il prezzo medio di ogni scodella è di 12 euro e con una scodella e mezzo dovreste riuscire a saziarvi, date le porzioni super abbondanti. In alternativa, potete optare per una composizione di 6 scodelle (dalla dimensione ridotta) a un prezzo di 48 euro: lo consiglio per due persone super affamate o, meglio, per tre.
LE NOVE SCODELLE
Viale Monza 4, Milano
331 8001116
Aperto tutti i giorni (10:30-23:30) tranne lunedì
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