Navigli&Porta Genova – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 01 Oct 2024 08:14:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Navigli&Porta Genova – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Due passi nel quartiere Barona: cosa vedere e mangiare in zona /guida-barona-e-san-cristoforo-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /guida-barona-e-san-cristoforo-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#comments Tue, 02 Apr 2024 07:13:57 +0000 /?p=65686 Parchi, locali e circoli sportivi: ecco cosa vedere, dove mangiare e fare acquisti nel quartiere Barona a Milano!

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Per una nuova puntata sulle guide di quartiere ci siamo spinti a sud ovest di Milano, una delle zone della città con più carattere, in pieno rinnovamento e dall’immenso potenziale. Dopo molte valutazioni e scambi con chi abita qui, abbiamo evidenziato l’area più interessante, stretta tra Famagosta, i due Navigli e Romolo, così da puntare un faro sul meglio del quartiere Barona, ma inglobando anche una parte di San Cristoforo, perché certi confini contano fino a un certo punto se le anime dei luoghi che più amiamo convivono perfettamente. Curiosi di scoprirne di più? Ecco la guida definitiva con tutti i nostri consigli su cosa vedere, dove mangiare e cosa fare in zona!

QUARTIERE BARONA A MILANO: COSA VEDERE E COSA FARE

  • PARCO ANDREA CAMPAGNA. Ex Parco Teramo Barona, il Parco Andrea Campagna (intitolato ad Andrea Campagna nel 2012) è una grande area verde di circa 20 ettari realizzata dal Comune di Milano intorno agli anni 80. Il parco ospita gli orti urbani, numerose cascine raggiungibili in bicicletta o a piedi (tra cui la storica Cascina Battivacco) e diverse aree attrezzate per bambini, amici a quattro zampe e per lo sport all’aperto. Qui, infatti, c’è l’imbarazzo della scelta tra campi da calcio e calcetto, tennis corto, basket, pallavolo, bocce e frisbee.
  • SANTUARIO DI SANTA RITA DA CASCIA. In Via Santa Rita da Cascia, all’incrocio con Via Ettore Ponti, si trova il maestoso santuario di Santa Rita da Cascia progettato dall’ingegnere Giuseppe Invitti. Oltre all’imponenza della chiesa, due dettagli non passano inosservati: il grande portone in bronzo che raffigura la vita di Santa Rita prima di entrare in Monastero e i bellissimi mosaici di scene evangeliche all’interno del santuario.
  • FORNACE CURTI. A pochi passi dal Santuario di Santa Rita da Cascia si trova la storica Fornace Curti: una bottega nata nel 1400 in zona Colonne di San Lorenzo stabilitasi poi, dopo numerose vicissitudini, in Via Walter Tobagi al civico 8. La location è suggestiva e ricorda una domus romana tra cortili, loggiati e portici che ben si prestano ad accogliere eventi di artigianato e laboratori di ceramica. I tantissimi oggetti in terracotta disseminati qua e là testimoniano la lunga tradizione secolare del cotto lombardo e raccontano storie. Tra i vari servizi offerti dalla fornace vi attenzioniamo la sala Hobby: un grande spazio a disposizione degli hobbysti con strumenti e materiali per creare e vari forni per le cotture.
  • IL BARRIO’S. Da ormai quasi 30 anni, il teatro Barrio’s è un punto di riferimento per i giovani della Barona: un centro sociale attivo dal 1997 che organizza e promuove numerose iniziative per la comunità. Spettacoli teatrali, proiezioni di film, percorsi di alfabetizzazione, supporto scolastico e sostegno al lavoro. Il Barrio’s è un mezzo di crescita e inserimento sociale in questo quartiere non sempre facile e non esattamente centrale. Se siete in zona e volete fermarvi a mangiare qualcosa passate dal Barrio’s Live, una birreria con cucina e musica dal vivo ideale per una serata tra amici.
  • PIAZZA DONNE PARTIGIANE. Di fronte al Barrio’s si trova Piazza Donne Partigiane: il primo spazio in Italia dedicato alle donne partigiane che ricordata l’impegno femminile nella Seconda guerra mondiale. Sui murales di dieci metri sono disegnati i volti delle donne della Resistenza. Un’opera che fa riflettere sul passato e sui temi, quanto più attuali, di diritto e libertà. Durante la bella stagione, la piazza ospita serate di cinema all’aperto, concerti, tornei di Basket e skaters che si sfidano a colpi di flip sullo skateboard.
  • SAN GIOVANNI BONO. Dall’insolita forma a tenda, la chiesa di San Giovanni Bono è stata progettata dall’architetto Arrigo Arrighetti negli anni 60. Oltre all’architettura, anche le pareti sono state pensate in modo originale: interamente in calcestruzzo con tante piccole finestre colorate che illuminano gli interni. Certamente non passa inosservata!
La Fornace Curti
La Fornace Curti | © Elena Bifolchi
  • COLLEGIO DI MILANO. Tra le strutture di prestigio, Barona vanta (anche) il Collegio di Milano: un collegio di merito interuniversitario progettato dall’architetto Marco Zanuso e inaugurato nel 2003. Immerso in un esteso parco, accoglie ogni anno professori e studenti da tutto il mondo, promuove numerose attività formative e culturali e offre un servizio di tutoring per facilitare l’inserimento degli universitari nel mondo del lavoro.
  • FONDAZIONE RODOLFO FERRARI ETS. Nata in memoria del visionario farmacologo Rodolfo Ferrari (che produsse una delle prime penicilline italiane nel 1947), la Fondazione Rodolfo Ferrari è impegnata oggi in progetti e iniziative benefiche per il sociale. Nella sede della fondazione in Via Biella 6, l’ex laboratorio di ricerca è stato trasformato in uno spazio museo destinato ad eventi, tra cui il Fuorisalone.
  • MILANO GREEN WAY. Milano Green Way è un giardino comunitario gestito dalla cooperativa Opera in Fiore. Quest’area verde ospita una piccola fattoria didattica con diversi animali da cortile, gli orti sociali, le arnie delle api e la casetta blu dedicata alle feste per bambini e agli eventi, tra cui i corsi di yoga.
  • CHIESA DI SAN CRISTOFORO. Affacciata sull’Alzaia Naviglio Grande, in un angolo romantico che ricorda un borgo d’altri tempi, si trova la chiesa di San Cristoforo. Costruita nel XIII secolo in stile gotico è oggi meta di corridori e ciclisti che dopo gli allenamenti lungo il Naviglio si fermano a rifocillarsi e meriggiare sulle panchine all’ombra degli alberi nella piazzetta antistante.
  • EX RICHARD GINORI. Imboccando Via Morimondo, una strada laterale al Naviglio, vi ritroverete a passeggiare nella zona dell’ex fabbrica Richard Ginori costruita nel 1830 e oggi sede di varie agenzie di marketing, comunicazione e pubblicità. Ampi spazi per il coworking, giardini, impianti a vista fanno sì che il contesto ricordi un headquarter londinese e vi sembrerà, per un attimo, di non essere a Milano. Tra i vari servizi non mancano anche un ristorante, un supermercato e la farmacia. È sempre bello vedere come un ambiente storico possa tornare a vivere nel presente!
  • GIARDINO NASCOSTO. Il Giardino Nascosto è uno spazio verde comune tra i quartieri di San Cristoforo e Barona riqualificato dal Comitato Ponti. Da ex discarica abusiva, il giardino sotto al cavalcavia di viale Cassala è oggi uno spazio pubblico condiviso e gestito dalla collettività ideale per organizzare eventi e attività di formazione per grandi e piccoli.
  • La zona di San Cristoforo vanta anche di vari club di canottaggio, sport praticato tutto l’anno sulle acque del Naviglio. Tra i nomi noti: Canottieri San Cristoforo, nata nel 2009, che offre la possibilità di svolgere (anche) attività di canoa, sup e voga alla veneta; Canottieri Olona 1894, un club sportivo con palestre, campi da tennis, piscina coperta e scoperta ma anche strutture per il benessere, un ristorante, il giardino e sale meeting; infine, Canottieri Milano, un centro polisportivo storico dove si pratica anche sport agonistico ad alto livello.

QUARTIERE BARONA A MILANO: DOVE MANGIARE E DOVE BERE

  • UN SACCO DI GRANI. Iniziamo con uno dei nostri posti preferiti per la colazione a Milano: Un Sacco di Grani. Si tratta di un piccolo panificio di quartiere attento all’origine biologica dei prodotti, ideale per una colazione vegana o per acquistare delle pagnotte di farine di grani antichi macinati a pietra. Da provare gli gnocchetti al timo se passate per la pausa pranzo. Una realtà che ci fa ben sperare in un futuro più green e sostenibile.
  • FORNO AMBROSIANO. Se cercate un panificio/pasticceria con prodotti di ottima qualità, segnatevi il Forno Ambrosiano! Il pane è sempre fresco e profumato e i dolci sono golosissimi. I loro cavalli di battaglia sono senza dubbio le focacce, declinate in più versioni, e le pizzette. L’ottima qualità dei prodotti e delle materie prime giustifica i prezzi un po’ più alti della media e il personale sempre gentile è il quid in più che conferma il Forno Ambrosiano tra i migliori panifici di Barona! Preparatevi alle lunghe attese nelle ore di punta.
  • STORICO FORNO DELLA BARONA. Siete team spuntino di mezzanotte? Lo Storico Forno della Barona aperto h24 è una tappa imperdibile per chi passa da Via Lago di Nemi 25 in tarda serata o all’alba dopo un concerto o una serata tra amici. Brioche calde, calzoni ripieni, focacce e la rinomata “lingua di pizza”.
  • MENAMÈ. A lato di Piazza Guglielmo Miani, c’è una piccola gastronomia salentina: Menamè. Il locale è aperto da relativamente poco ma vanta già di tanti affezionati clienti vista l’ottima offerta gastronomica e la gentilezza dei proprietari. Sul banco frigo non mancano mai gli evergreen della tradizione salentina come pasticciotti, rustici, panzerotti e pucce farcite. Trovate, poi, anche piatti più elaborati come il purè di fave e cime di rapa o le purpette a lu sugo da consumare da asporto o seduti all’interno. Senza alcun dubbio ve lo consigliamo!
  • GELATERIA BINDA. Per un buon gelato artigianale in Barona c’è la Gelateria Binda! Il locale è luminoso e accogliente e il gelato è di tutto rispetto. Dai gusti classici a quelli più particolari la costante è l’ottima qualità delle materie prime e il sapore avvolgente del gelato. Da provare anche le granite (irrinunciabile quella alle mandorle) e le torte!
  • RIBALTA BARONA. Nella compilation delle 10 birrerie artigianali a Milano vi avevamo già parlato della Ribalta Barona. Qui è possibile degustare dell’ottima birra alla spina o in lattina (alcune anche gluten free), la kombucha e del buon cibo in un ambiente dallo stile industriale accogliente e luminoso. Nella bella stagione è possibile rilassarsi all’aperto nel giardino esterno che ben si presta anche a eventi e spettacoli di musica dal vivo.
  • 10 GRADI NORD. 10 Gradi Nord ama definirsi laboratorio alimentare e punto di ristoro. L’ambiente ha un’anima industriale e i protagonisti, qui, sono il cibo e la birra. Ai piatti sfiziosi (da consumare in loco o da asporto), infatti, vengono abbinate le birre artigianali che più ne esaltano i sapori. In alcune serate potrete godere anche di musica dal vivo
  • MONTALCINO CAFFÈ. Nella piazzetta antistante la chiesa di San Cristoforo non perdetevi Montalcino Caffè, di cui vi avevamo già parlato qui: un piccolo bistrot raffinato aperto dalla colazione alla cena (fino alle 22), perfetto per una pausa caffè e maritozzo, una merenda, un aperitivo, un pranzo o una cena. Ce n’è per tutti i gusti: dai crostini toscani alla tartare di chianina, dal croque madame agli gnocchi di pecorino e tartufo. Insomma, a qualsiasi ora del giorno capitiate di lì potrete godere di ottimo cibo e, se la giornata lo permette, di qualche raggio di sole che bacia i tavolini all’esterno. È il posto ideale anche per un primo date!
  • BONTÀ SENZA GLUTINE. Da Bontà Senza Glutine, un piccolo locale un po’ nascosto in Via Ettore Ponti 53, tutti i prodotti sono senza glutine: dalle brioche per la colazione ai biscotti, dalle torte alle focacce ripiene. È senza dubbio un punto di riferimento del quartiere per chi ha una dieta senza glutine!
  • TESTAMI. Se siete curiosi di provare i sapori della tradizione lunigiana passate da Testami, un ristorante sul Naviglio fondato da Marco Vitolo. Tra le proposte non mancano mai i testaroli fatti in casa conditi in svariati modi e lo sgabeo, una sorta di frittella lievitata tipica della Lunigiana accompagnata solitamente da salumi. Da provare!
  • OSTERIA DEL SOGNATORE. Aperta dal lontano 2005, l’Osteria del Sognatore all’angolo Lodovico Il Moro è un locale accogliente. Tra le varie proposte culinarie trovate diversi piatti della tradizione (sia di carne che di pesce) e una selezione ben fornita di vini italiani di limitata produzione. Un’ottima soluzione per un pranzo di lavoro veloce o una cena sul Naviglio Grande.
  • ZOTTO RISTORANTE ARGENTINO. In via Watt 5 c’è un ristorante in cui si respira il vero spirito argentino, Zotto Ristorante Argentino. Gli interni in mattoncini a vista e le tante fotografie appese alle pareti donano alla sala un’atmosfera intima e caliente. Dalla cucina escono piatti profumati e invitanti: empanadas fritte a puntino, fagottini speziati ripieni, carne alla griglia e tenere tagliate di angus. Anche il dessert al dulce de leche è da leccarsi i baffi! Nelle serate organizzate (dopo la cena) come da tradizione argentina ci si mette a ballare il tango e vi sembrerà di essere in un barrio di Buenos Aires.
  • ALEGRE. Conosciamo già il fine dining, ma avete mai sentito parlare di Fun Dining? Da Alegre il Fun Dining trova la sua perfetta declinazione: cucina divertente, piatti salutari internazionali realizzati con ingredienti locali e menù stagionali ideati dallo chef Matteo Gritti che si lascia ispirare dai suoi viaggi per il mondo. Dall’atmosfera ai piatti tutto è curato nei minimi dettagli. Per chi volesse fermarsi a fare colazione o a sorseggiare un cocktail c’è anche l’Alegre Cafè, un club privato dove rilassarsi ascoltando musica e condividendo piccole tapas.
  • CROTTO QUARTINO. Per degustare la cucina montanara non serve per forza uscire da Milano! Al Crotto Quartino, in Via Dionigi Bussola 9, si possono assaporare i piatti della tradizione della Valchiavenna. Gli evergreen? Certamente la polenta taragna, i pizzoccheri, gli sciatt e gli affettati.
  • LARS. In Via Pestalozzi 4 si trova Lars: un locale molto accogliente dove potersi fermare per un caffè o a mangiare. L’interno è suddiviso in più salette con tavolini e piccoli divani che danno la sensazione di trovarsi in un soggiorno di casa mentre le luci soffuse creano un’atmosfera piacevole. Nel menu non manco burger, club sandwich e wrap ma anche insalate e piatti più elaborati. Un plus è sicuramente l’ampia scelta di piatti vegetariani!
  • TURBO. Turbo è un cocktail bar con cucina dall’atmosfera vaporwave. Qui servono brunch, pizza al padellino e piatti della tradizione rivisitati; ma il fiore all’occhiello sono i cocktail davvero sensazionali! Turbo, vi avevamo già avvisati, è proprio da primo appuntamento.
  • LA GELATERIA DELLA MUSICA. Gli amanti del gelato non possono non conoscere la Gelateria della Musica! Il locale è piccolo ed è occupato per la gran parte dal bancone del gelato che fa venire l’acquolina al solo guardarlo da fuori. Il gelato è artigianale e si sente: consistenza corposa e ingredienti di primissima qualità. Tanti gusti, come si può intuire dal nome della gelateria, sono dedicati a cantanti ed è divertente ritrovarsi a scegliere tra un Biagio Antonacci, un Tiziano Ferro o un Colapesce Dimartino. I nostri preferiti? Il pistacchio salato e il pane, burro e marmellata. Per noi, tra le migliori gelaterie di Milano.
  • WOODSTOCK DAL 1969. A pochi passi dal Naviglio trovate lo storico locale Woodstock. La lista delle cose da bere spazia dalle birre in bottiglia a quelle alla spina, dai sidri ai vini, dai cocktail agli analcolici. Se avete voglia di mangiare qualcosa al volo vi suggeriamo la loro pizza al trancio buonissima in tutte le versioni: margherita, abruzzese, plant based, marinara (ideale anche per un aperitivo vegano!).

QUARTIERE BARONA A MILANO: DOVE FARE SHOPPING

  • LA MONDADORI BOOK STORE. Se state cercando un posto per acquistare un libro e godervi un tè o un caffè in relax, la Mondadori Book Store all’interno del Villaggio Barona è un pit stop obbligatorio (ecco altri 15 caffè letterari!). La gestione è molto familiare, il personale è preparato e disponibile e l’ambiente è accogliente (ideale per lo smartworking). La libreria è ben fornita sia per adulti che per bambini e all’esterno ospita un piccolo book crossing per tutti i lettori interessati.
  • TENNIS CALCETTO BARONA. Avete voglia di fare sport? Il centro sportivo TCBarona fa al caso vostro. Nato a metà degli anni 80, vanta un’area con ampi spazi verdi e tante attività come il tennis, il padel, il functional training e il calcio. Che aspettate? Andate a provarlo (e qui ne trovate altri 10).
  • L’ERBORISTERIA DELLA BARONA. Da più di 30 anni l’Erboristeria della Barona è un punto di riferimento per tutto il quartiere. Rossella, la proprietaria, diplomata in erboristeria è un drago nel consigliare e spiegare i vari prodotti in vendita. In questo piccolo spazio trovate di tutto: dalle caramelle propoli ai prodotti dell’Erbolario, dagli oli essenziali alle creme corpo. Con una dispensa di circa 100 erbe (e la possibilità di ordinarne alcune specifiche) possono preparare tisane personalizzate a seconda delle esigenze del cliente. Tra i vari articoli trovate anche segnalibri e mandala crochet realizzati a mano da Rossella.
  • LA STAZIONE DELLE BICICLETTE. Appassionati di biciclette questo indirizzo è imperdibile! Dentro al Villaggio Barona, in Via Ettore Ponti 21, trovate la Stazione delle Biciclette, uno spazio dedicato alla vendita di bici, alla riparazione e alla realizzazione di biciclette artigianali su misura. Qui sono specializzati in biciclette cargo e gravel da viaggio ma hanno anche tanti accessori come portapacchi, borse, lucchetti, seggiolini, carrellini portabimbi e mezzi a noleggio (per un giorno, un weekend o per il fine settimana).
  • CASCINA BATTIVACCO. Immersa nel verde delle risaie la Cascina Battivacco è il simbolo della tradizione rurale di Milano. Nella bottega della cascina potete fare una ricca spesa di prodotti freschi e a km0 tra cui riso di tante varietà, tagli di carne di vitello, latticini, uova, vini e prodotti da forno. Ogni giorno trovate anche frutta e verdura di stagione.
  • MOUNTAIN LAB MILANO. In Via Franco Tosi 9, dentro una corte un po’ appartata, trovate Milano Mountain Lab: un laboratorio di risuolatura di calzature da montagna e da arrampicata nato dalla passione di tre amici per l’alta quota. Da più di dieci anni con tecniche artigianali e professionali prolungano la vita di tantissime calzature (anche quelle malmesse)!
  • LA BOTTEGA DI GRETA. Per un pranzo veloce o una spesa gastronomica di qualità, la Bottega di Greta è una garanzia. Formaggi, salumi, pasta fresca, conserve e tanto altro. Questa piccola bottega di quartiere è una chicca da non perdere!
  • AGO FILO E FANTASIA. Appassionati di cucito segnatevi questa! Ago Filo e Fantasia è il posto dove potete trovare tutto ciò che fa al caso vostro. Bottoni, lane, cotoni, broderie; ma anche bigiotteria, decorazioni domestiche e vari articoli da regalo. Lo trovate in Via Ambrogio Binda 16.
  • MV% CERAMICS DESIGN. MV% Ceramics Design è un piccolo negozio con laboratorio (utilizzato solamente dai proprietari) tappezzato di oggetti unici realizzati a mano in ceramica. A portare avanti questo progetto sono Mariavera e il fratello Carlo, due artisti appassionati e gentilissimi che hanno aperto l’attività nel 2002 e, oggi, vendono le loro creazioni in tutto il mondo. Tra i masterpeace ci sono le tazzine “Oggi sono felice” e i piattini “Buonumore”. MV% Ceramics è un faro di luce sul Naviglio anche nelle giornate più grigie, e ve ne avevamo già parlato in questo bellissimo articolo su 20 meravigliosi marchi di ceramiche!
  • ZOTTO TANGO ACCADEMY. Volete mettervi alla prova? In Via Giacomo Watt 5 potete studiare tango alla Zotto Tango Accademy: l’Accademia Internazionale di Tango Argentino diretta da Miguel Angel Zotto, icona tra i tangueros e uno tra i massimi rappresentanti del tango argentino, e Daiana Guspero, ballerina professionista e insegnante di tango argentino di fama internazionale. L’accademia offre corsi per ogni livello e spesso ospita un’orchestra dal vivo per ballare tutti insieme a ritmo di milonga!
  • BLACKSHIP. Blackship è un barber shop uomo e donna e negozio vintage (per lo più anni 80 e 90) in Via Pestalozzi 4. Dopo un taglio o una piega potete provare occhiali, stivali e giacche in pelle e uscire dal negozio con un look completamente nuovo dalla testa ai piedi!
  • HOBBY GARDEN. Amanti delle piante e pollici verdi state a sentire! In Via Cassala 15, ormai da 30 anni è aperto Hobby Garden: vivaio immenso con una selezione di più di 100mila piante. Piante da interno, fiorite, grasse, terrari coloratissimi, alghe marimo. La scelta è vastissima e con i consigli della proprietaria, molto preparata sul mondo botanico, saprete scovare quella che più fa al caso vostro. Potete trovare anche concimi e terricci, vasi di tutte le forme e dimensioni, piante artificiali, cibo per animali, mobili e oggettistica. Un labirinto in cui è piacevole perdersi!
  • SETTANTAVENTIDUE. Settantaventidue è un cultural hub e uno spazio di progettazione per architetti e designer focalizzato sul mondo dell’arte contemporanea visiva e sonora. All’interno dell’ambiente, completamente ristrutturato, coesistono diverse realtà: uno studio bibliografico, uno spazio nero per la video art e uno per performance di music art, un laboratorio per la creazione di prototipi e stampe, una zona espositiva di arte contemporanea e un negozio di libri e dischi. Le esposizioni cambiano periodicamente e il negozio è una vera chicca per gli appassionati di dischi!
  • CASA AMAR. Casa Amar è il perfetto connubio tra artigianalità, arte e sostenibilità. Varcando la soglia del piccolo negozio in Via Pestalozzi, tra vasi in argilla, olii profumati e tappeti coloratissimi, vi sembrerà di trovarvi in Marocco. I proprietari sono due cultori della tradizione tessile dei tappeti e scovano sempre pezzi unici da vendere nel loro piccolo spazio. Se state cercando un tappeto per il vostro salotto o ne volete uno personalizzato, passate a trovarli!
  • ENCADRER. Volete darci un taglio? Da Encadrer, salone di hairstylist, siamo certi vi possano accontentare! L’ambiente è accogliente e lo staff è molto professionale. Studiando l’immagine del cliente creano sempre tagli e colori su misura e di tendenza.
  • VERDE PISELLO. Verde Pisello è un negozio di abbigliamento sportivo frequentato da tantissimi milanesi. Tra calzature, indumenti di vario genere, integratori, barrette energetiche e proteiche e tute da triathlon non faticherete a trovare ciò che fa al caso vostro!

E voi siete mai stati nei quartieri Barona e San Cristoforo a Milano? Avete altri consigli da darci su queste zone? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Vi piace andare alle scoperte dei quartieri? Qui trovate le nostre guide dedicate!

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Una cena kaiseki da Hazama, ristorante giapponese in zona Tortona /hazama-milano-ristorante-kaiseki/ /hazama-milano-ristorante-kaiseki/#comments Wed, 21 Jul 2021 07:00:00 +0000 /?p=34485 Avete mai provato la cucina kaiseki? Vi consigliamo spassionatamente di farlo da Hazama, ristorante giapponese in zona Navigli a Milano, per una cena davvero speciale!

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Un anno fa, in un momento esattamente non fortunato, ha aperto Hazama, un ristorante giapponese in zona Tortona che propone cucina kaiseki, ovvero la più alta espressione della cucina del Sol Levante. Per ovvie ragioni, questa novità è passata più in sordina di quanto dovrebbe: questo, infatti, è l’unico ristorante giapponese a Milano in cui si possa degustare la cucina kaiseki, nonché uno dei migliori in cui abbia mai mangiato. Lo chef, Satoshi Hazama, ha iniziato questo percorso personale dopo aver lavorato nelle cucine di locali d’eccellenza come, tra gli altri, Yoshinobu, Sol Levante e niente meno che Enoteca Pinchiorri, tre stelle Michelin. La sua cucina è un percorso delicato e poetico, raffinato e dolce, che vi condurrà in posti dove, probabilmente, non siete mai stati.

Abbiamo provato Hazama e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI HAZAMA: cucina kaiseki allo stato puro

A pranzo, il menu di Hazama è alla carta, notevolmente più agile e con prezzi abbordabili: tra le proposte, trovate la classica insalata di patate, le alette di pollo fritto giapponese, il pesce in carpione, i soba e piatti principali tra cui manzo giapponese e filetti di anguilla. Questa proposta più ‘semplice’ noi l’abbiamo provata, con estrema gioia, in formato delivery, mentre invece, per la nostra prima (e speriamo non ultima) volta qui, abbiamo scelto di andare la sera, quando il menu è unicamente kaiseki, con una degustazione di 8 portate che variano in base alla stagione e all’estro dello chef. Si tratta di una esperienza unica e in qualche modo preziosa, che appunto riguarda gli ingredienti scelti, le preparazioni e persino le stoviglie utilizzate durante il pasto.

COME SI MANGIA DA HAZAMA: divinamente

La nostra degustazione kaiseki inizia con un piccolo antipasto che ci fa entrare nel mondo della tradizione kaiseki: dei calamari fiammeggiati con piccoli filetti di melanzana alla griglia e shiso fresco, il tutto avvolto da salsa tosazu (salsa di soia con aceto di riso e dashi), che dona una nota acida al piatto. Scagliette di katsuobushi sormontano il piatto come una nuvola, per donare umami e raggiungere così un equilibrio armonico. Se questo è l’inizio…

Proseguiamo con zuppa ottenuta con la cottura del dentice, il cui filetto cotto a vapore è servito all’interno del brodo, accompagnato da fiammiferi di carote arancioni e viola, e asparagi croccantissimi. Alla scorza di limone quasi invisibile, invece, è affidata la nota aromatica.

Sashimi
Il sashimi | © Caterina Zanzi

Arriva il momento del sashimi di tonno rosso, tataki di tonnetto e ombrina boccadoro, servito con verdure finissime in abbinamento e due salse: la zukurijou (salsa di soia, mirin sfumato e alghe kombu) e la salsa ponzu (salsa di soia, aceto di riso, succo di yusu, katsuobushi e alghe kombu). Il pesce è tagliato con maestria e di una qualità eccelsa.

Il fine dello chef Hazama è quello di far sperimentare ai commensali tutti i tipi di cottura: quindi dopo la fiamma, la cottura a vapore e il crudo, arriva il momento di altri due capisaldi della cucina kaiseki. Il primo è la polpetta di tofu, funghi Donko e pescato bianco del giorno, dorata in una frittura leggerissima e poi lessata in salsa Misorenì. Marinata e soffice, ha la sua massima espressione abbinata con lamine di peperone rossi e gialli, friggitelli e mazzancolle lessate. Il secondo caposaldo, invece, ovviamente il tempura: qui lo troviamo di filetti di scorfano e zucca trombetta, in abbinamento con salsa tendashi fumante. Croccante e incredibilmente saporito.

Ristorante Kaiseki Milano
La visione dell’estate da parte dello chef | © Caterina Zanzi

Proseguiamo con Hassun, una composizione in cui si palesa la visione dello chef della stagione in corso, in questo caso l’estate. Il piatto è complesso e costituito da ben 5 portate diverse: un aspik di okura e datterini in gelatina di dashi, un tataki di filetto di cavallo, un filetto di morone alla griglia, uno scrigno di zucchina tonda e un kakuni di costine di maiale brasate. I gusti, pur nelle loro differenze, si amalgamano alla perfezione, in quello che per noi è stato il piatto della serata.

A seguire, arrivano una zuppa di miso diversa da qualsiasi altra zuppa di miso abbiamo mai assaggiato e un riso cotto al vapore profumato con mirin e salsa di soia; per concludere, infine, un gelato al té d’orzo con chicchi di riso integrale tostato e soffiato in casa e polvere di Mugicha.

Usciamo travolti da questa degustazione (8 piatti, per un totale di almeno tre orette a cena), accompagnata da un meraviglioso sakè consigliato dallo chef, e con l’impressione di aver trascorso davvero una serata speciale, o meglio, una vera e propria esperienza da ricordare per lungo tempo.

L’ATMOSFERA DI HAZAMA: raffinata

Hazama Milano Ristorante
L’esterno di Hazama | © Caterina Zanzi

L’atmosfera di Hazama, che ha preso il posto di un altro giapponese, Kido-ism, è piuttosto raffinata, per quanto essenziale negli arredi. Da fuori, il locale non è esattamente valorizzato, ma al suo interno è sobrio e adatto a cene romantiche o di lavoro. Il servizio è molto gentile e competente.

I PREZZI DI HAZAMA: da degustazione o alla carta

Ristorante Kaiseki Milano
Il gelato al tè d’orzo | © Caterina Zanzi

Il menu degustazione serale, che vi abbiamo appena descritto, ha un costo di 90 euro, bevande escluse. A pranzo, invece, si può scegliere da un menu alla carta, e il prezzo medio dovrebbe attestarsi sui 35-40 euro.

HAZAMA
Via Savona 41, Milano
02 87178763
Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-23) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI HAZAMA : kaseiki (8 portate) la sera, alla carta a pranzo

IL PREZZO DI HAZAMA: 90€ la sera, 35€ circa a pranzo

L’AMBIENTE DI HAZAMA: raffinato e sobrio

COME PRENOTARE DA HAZAMA: telefonicamente o su The Fork

COME ARRIVARE DA HAZAMA: con la metro verde (Porta Genova), bus 90-91, tram14

Conoscevate già il ristorante Hazama? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Vi piacciono i ristoranti etnici a Milano? Qui trovate la nostra categoria dedicata!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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A cena da Tannico Wine Bar, nuovissima enoteca con cucina in zona Tortona /tannico-wine-bar-milano/ /tannico-wine-bar-milano/#comments Sun, 04 Oct 2020 07:43:24 +0000 /?p=22609 Siamo stati da Tannico Wine Bar, la nuova enoteca con cucina del celebre e-shop di vini, che ha di recente aperto in zona Tortona a Milano, e ce ne siamo innamorati. Ecco il nostro racconto!

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Tannico Wine Bar: questo nome vi dice forse qualcosa? Durante il triste periodo del lockdown sono stati tanti i servizi che, tra un discorso di Conte e una fila al supermercato per accaparrarsi l’ultima bustina di lievito, ci hanno aiutato a organizzare le cene di quelle difficili giornate. Tra questi c’è stato sicuramente Tannico, l’enoteca online che ormai da anni è un punto di riferimento per gli amanti del buon vino. Da pochissimo, Tannico è passato dal mondo virtuale a quello reale aprendo il proprio wine bar in via Tortona a Milano: noi l’abbiamo provato per una cena ed è stata una piacevolissima sorpresa.

Abbiamo provato Tannico Wine Bar e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI TANNICO WINE BAR: intrigante

L’app di Tannico ci ha abituato a disporre di una scelta sterminata e non ci stupisce che questa varietà si ritrovi anche nel menu del wine bar, che conta su tantissimi vini al calice e centinaia di bottiglie italiane e internazionali. Quello che non ci aspettavamo, invece, è una parte food che differenzia Tannico dalla maggior parte delle enoteche, in cui solitamente si trova solo qualche piatto non particolarmente ricercato: questo è un vero e proprio ristorante e tutti i piatti presenti in lista ci incuriosiscono fin dalla prima lettura. Dal foie gras agli gnudi, dal piccione al pastrami d’anatra, non c’è una portata che non vorremmo provare.

Il menu è formato da una ventina di proposte senza distinzione tra antipasti, primi e secondi: teoricamente le porzioni dovrebbero essere ridotte per favorire la condivisione e l’assaggio di molti piatti ma, spoiler alert, durante la cena constatiamo che gran parte dei piatti può rientrare nei canoni di una portata standard.

COME SI MANGIA DA TANNICO WINE BAR: sapori decisi e accostamenti azzeccati

A dimostrazione del fatto che ci sono vini davvero da tutto il mondo, decidiamo di provare una etichetta che difficilmente troveremmo altrove, e optiamo per un Chenin Blanc del Sudafrica che si rivela eccezionale; insieme al vino, in attesa dei piatti principali, ci vengono portati degli stuzzichini (olive, nocciole tostate e pane abbrustolito) invero un po’ troppo basic rispetto al livello del resto della proposta.
Livello che si dimostra subito altissimo con un vitello tonnato la cui carne si scioglie in bocca e con una salsa gustosa e piena.

Tannico Ristorante Milano
Il vitello tonnato | © Tommaso Prada

Quello che proviamo dopo è probabilmente l’highlight della serata, la cotoletta di funghi di stagione, funghi pickled e blu di pecora. I colori e i profumi ci ricordano un bosco in una giornata di ottobre e il sapore piacevolmente amaro dei funghi si fonde con la sapidità del formaggio per rendere il piatto praticamente perfetto.

Tannico Ristorante Milano
La cotoletta di funghi | © Tommaso Prada

A seguire, scegliamo gli gnudi alle erbe trovate con crudo di gamberi e beurre blanc, un altro piatto vincente soprattutto per il riuscito equilibrio tra le diverse consistenze.

Tannico Ristorante Milano
Gli gnudi con crudo di gamberi | © Tommaso Prada

Assaggiamo poi la tartare di bue e funghi: carne e funghi sono davvero ottimi, ma alla fine il piatto risulta un po’ troppo elementare rispetto agli altri assaggiati e forse avremmo gradito una spuma o una salsa per rendere i sapori più vari.

Tannico Ristorante Milano
La tartare di bue | © Tommaso Prada

Potrebbe essere il momento del dolce, ma decidiamo di concederci un altro piatto salato e facciamo benissimo perché la zucca hokkaido con dragoncello, pecorino croccante e pesto di semi è tanto bella a vedersi quanto gustosa al palato. Ci permettiamo un suggerimento: perché non mettere le palline di pecorino nell’aperitivo iniziale? Noi ne avremmo mangiate a decine!

Tannico Ristorante Milano
La zucca hokkaido | © Tommaso Prada

Ora il dessert lo prendiamo veramente, però.

Tannico Ristorante Milano
La spuma di mascarpone | © Tommaso Prada

Scegliamo la spuma di mascarpone con crumble e composta di fragole e sambuco che è certamente buonissima, ma in fondo con il mascarpone si può davvero sbagliare un dolce?   

L’ATMOSFERA DI TANNICO WINE BAR: curata e piacevole

Tannico Ristorante Milano
L’ambiente | © Tommaso Prada

Le eleganti pareti verde petrolio delle due sale, i pavimenti in legno, i bellissimi tavoli ben distanziati e persino la musica scelta come sottofondo (tre canzoni dei Massive Attack in meno di due ore sono decisamente un plus) contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente ed elegante a cui si aggiunge la gentilezza e la preparazione di un servizio che non ha mostrato cedimenti anche a locale pieno. Durante la nostra cena abbiamo avuto l’impressione che tutti si sentissero a proprio agio, dalle coppie di fidanzati ai ragazzi che festeggiavano una laurea, fino alle signore distintissime nel tavolo accanto a noi che sono partite da un piattino e un calice per poi finire con il tavolo pieno di cibo e di bicchieri vuoti.

I PREZZI DI TANNICO WINE BAR: più che corretti

Tannico Ristorante Milano
Un angolo di Tannico Wine Bar | © Tommaso Prada

Con una carta di vini così vasta, il conto finale è fortemente influenzato dalla scelta della bottiglia (da 20 euro in su) o dal calice (da 6 euro in su) che prenderete; i piatti invece vanno da 7 a 18 euro, i dolci costano 6 euro e coperto e acqua non si pagano, cosa che apprezziamo sempre moltissimo. Per la cena descritta qui sopra (compresa la bottiglia di vino da 21 euro) abbiamo speso 85 euro in due, un prezzo che consideriamo davvero ottimo per un posto che sicuramente frequenteremo spesso, nella speranza di non dover tornare ai tempi in cui Tannico era solo la app che ci faceva compagnia mentre ridevamo dei meme su Mattarella.

TANNICO WINE BAR
Via Savona 17, Milano
02 09946657
Aperto tutti i giorni (18-00) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI TANNICO WINE BAR : menu con piatti di carne e pesce ma anche adatto a vegetariani

IL PREZZO DI TANNICO WINE BAR: sui 30 euro a persona, bevande escluse

L’AMBIENTE DI TANNICO WINE BAR: informale ma elegante

COME PRENOTARE DA TANNICO WINE BAR: telefonicamente o con Open Table

COME ARRIVARE DA TANNICO WINE BAR: metro verde (Porta Genova), tram 2-9-10-12

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Il comfort food di Dersett, ristorante spettacolare a Milano, in zona Navigli /dersett-ristorante-milano-navigli/ /dersett-ristorante-milano-navigli/#comments Wed, 08 Jul 2020 07:00:24 +0000 /?p=19912 Se siete alla ricerca di un buon posto dove mangiare italiano sui Navigli, abbiamo quel che fa per voi: ecco il racconto di una buonissima cena da Dersett!

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(IL FORMAT DEL RISTORANTE È CAMBIATO RISPETTO ALLA PUBBLICAZIONE DI QUESTO ARTICOLO)

Se i racconti di Conosco Un Posto fossero sotto forma di haiku (non male come idea, tra l’altro), quello di Dersett, ristorante a Milano in zona Navigli, sarebbe questo: Perché / Non siamo venuti qui / Prima? Ci rendiamo conto però che vorreste uno sforzo maggiore da parte nostra per spiegarvi come mai questo posto aperto da poco più di due anni ci abbia colpito così tanto. Ecco quindi il racconto della nostra fantastica cena.

Abbiamo provato Dersett e qui ve lo raccontiamo!

IL MENU DI DERSETT: comfort food con un tocco di creatività

Dersett vuol dire “diciassette” in dialetto milanese ed è proprio al 17 di viale Gian Galeazzo che ha sede questo bellissimo locale voluto dall’imprenditore Riccardo Danesi che, dopo un’esperienza ventennale in Francia sempre nel campo della ristorazione (con tanto di conquista di una stella Michelin), ha deciso di tornare a Milano per proporre la sua idea di comfort food. Nel menu trovano spazio piatti e ingredienti tutto sommato semplici (polpette, tartare, carciofi, uova, agnello, vitello, costine, polpo), rielaborati però con innovazione e creatività per formare una ventina di preparazioni non racchiuse nella classica divisione tra antipasti, primi e secondi (c’è solo un generico e tutto sommato trascurabile “prima” e “dopo”); ognuno può quindi liberamente comporre il proprio percorso alla ricerca di quella felicità (il comfort appunto) che, tolti gli orpelli inutili, è lo scopo ultimo di qualsiasi ‘banchetto’. La condivisione è un altro dei pilastri su cui si basa la filosofia di Dersett: infatti, tutte le ordinazioni possono essere divise in due mezze porzioni per permettere di gustare più sapori ed è questa l’opzione che scegliamo per tutte le nostre portate (nelle foto vedrete dunque delle mezze porzioni).

COME SI MANGIA DA DERSETT: in modo sorprendente e appagante

Un po’ distratti dalla presenza di Ettore Messina (leggendario allenatore di basket e attuale coach dell’Olimpia MIlano) nel tavolo dietro al nostro, scegliamo i protagonisti della nostra cena: la selezione è davvero difficile e purtroppo dobbiamo rinunciare ad alcuni piatti (come i mondeghili con salsa tartara e friggitelli, le costine di maiale con patate al cren o il vitello con crema speziata di verdure e porro fritto) per i quali saremo costretti a tornare, tutt’altro che a malincuore.

Il primo piatto che assaggiamo sono le crocchette cacio e pepe, di cui avevamo già sentito parlare con toni entusiasti: la fama è ampiamente giustificata perché il sapore del classico piatto romano è ricreato perfettamente in questi piccoli bocconcini che vorremmo non finissero mai.

Dersett Ristorante Milano
Le crocchette cacio e pepe | © Tommaso Prada

È poi il turno dei carciofi in oliocottura, crema di zucca e topinambur e briciole di pane: anche questo piatto ci convince, soprattutto per la buonissima crema con cui fare una soddisfacente scarpetta e la cottura del carciofo che però, per i nostri gusti, risulta leggermente troppo duro. Superflua invece la presenza delle briciole di pane che danno pochissimo valore aggiunto a un piatto comunque ottimo.

Dersett Ristorante Milano
Il carciofo con crema di zucca e topinambur | © Tommaso Prada

Il nostro percorso continua con la tartare di manzo, emulsione all’uovo, spuma di grana al tartufo nero e nocciole, forse il piatto più sorprendente della nostra cena: al di là della qualità indiscussa della carne, quello che ci ha incantati è stata la spuma che concorre a regalare ai sapori una rotondità e una coesione che davvero si avvicina al nostro concetto di felicità.

Dersett Ristorante Milano
La tartare con spuma di grana e nocciole | © Tommaso Prada

Abbiamo ancora le pupille gustative a cuoricino per la tartare, quando arrivano i paccheri “alla carbonara” ripieni di ricotta, pecorino, pepe, crema all’uovo e guanciale piccante: l’estroso impiattamento è tanto bello quanto funzionale per permettere di gustare in ogni boccone l’esplosione di gusti che sprigionano tutti gli ingredienti.

Dersett Ristorante Milano
I paccheri alla carbonara | © Tommaso Prada

Non ci facciamo mancare un piatto di carne e la scelta ricade sulla spalla di agnello, fondo al mirto, patate schiacciate e broccoletto fritto: la carne si scioglie in bocca, prova di una cottura impeccabile, ma è l’alternanza delle consistenze (la morbidezza della carne, la croccantezza del broccolo, la cremosità delle patate) la chiave vincente di questa ricetta; forse avremmo aggiunto un pizzico di sale alle patate, ma la corretta sapidità viene ristabilita dal sapore spinto del fondo al mirto.

Dersett Ristorante Milano
La spalla di agnello con patate schiacciate, broccoletto fritto e fondo al mirto | © Tommaso Prada

Degna conclusione di una cena davvero impeccabile è il dessert.

Dersett Ristorante Milano
La cheesecake con coulis di lamponi | © Tommaso Prada

Il piatto dalla presentazione meno curata degli altri ma non per questo meno buono, è una cheesecake con coulis ai lamponi cremosa e saporita.

L’ATMOSFERA DI DERSETT: raffinata ma non patinata

Dersett Ristorante Milano
L’interno di Dersett | © Tommaso Prada

Riccardo, da vero padrone di casa, veglia attentamente sulla cinquantina di coperti dell’unica grande sala e aiuta il resto del giovane staff (preparato e gentile) servendo ai tavoli, prendendo le ordinazioni e gestendo la cassa. I tavoli ben separati (con la tovaglia!) e l’ambiente arredato con gusto e raffinatezza rendono l’atmosfera elegante ma assolutamente non ingessata.

I PREZZI DI DERSETT: corretti

Dersett Ristorante Milano
L’esterno di Dersett | © Tommaso Prada

I prezzi dei piatti oscillano tra i 6 e i 20 euro: per darvi qualche esempio, le crocchette cacio e pepe costano 9 euro, la tartare e i paccheri 14, l’agnello 19 e i dolci 6. Per la nostra cena abbiamo quindi speso 90 euro in due, compresi di acqua e due calici di vino, un prezzo assolutamente corretto se pensiamo alla qualità altissima sia dei piatti che del servizio e dell’atmosfera. Interessantissima l’opportunità di usare qui i punti Yums accumulati con le prenotazioni su The Fork, ulteriore elemento che ci ha trasformato in poeti giapponesi: Perché / Non siamo venuti qui / Prima?

Dersett
Viale Gian Galeazzo 17, Milano
02 84084787
Aperto tutti i giorni (lun – gio 12:30-14:30 e 19:30-22, ven 12:30-14:30 e 19:30-22:30, sab 19:30-22:30) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI DERSETT: menu alla carta con piatti di carne, pesce e vegetariani

IL PREZZO DI DERSETT: 40 euro, bere a parte

L’AMBIENTE DI DERSETT: elegante ma non troppo formale

COME PRENOTARE DA DERSETT: telefonicamente o con The Fork

COME ARRIVARE DA DERSETT: metro verde (Porta Genova), tram 3-9-10

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Siete alla ricerca di altri posti notevoli sui Navigli? Date un’occhiata alla categoria che li racchiude tutti!

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Negozi di sneakers a Milano: 5 indirizzi per comprarne di particolari /negozi-di-sneakers-milano/ /negozi-di-sneakers-milano/#comments Wed, 17 Jun 2020 07:00:14 +0000 /?p=20107 Sneakers addicted, questa è per voi: abbiamo raccolto per voi 5 bellissimi negozi di sneakers a Milano per comprarne un paio davvero speciali!

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Sneakers addicted, questo è l’articolo che fa per voi: abbiamo raccolto 5 bellissimi negozi di sneakers a Milano per comprarne un paio davvero speciali. Ecco una guida per orientarvi nel fitto mondo dello streetstyle!

5 BELLISSIMI NEGOZI DI SNEAKERS A MILANO

ONE BLOCK DOWN

negozi sneakers Milano
One Block Down | © Dario Cosentino

Il tempio delle sneakers è a due passi da Piazza Duomo. Un’imponente parete espositiva che vi avvolgerà completamente ospita innumerevoli modelli di sneakers divisi per brand (tra gli altri, Nike, Puma, Adidas, Converse e Vans). Trovate anche una selezione di abbigliamento (soprattutto felpe, t-shirt e capispalla) e di accessori, come marsupi e berretti da baseball. I prezzi? Nella media, tranne che per i marchi più ricercati. E se volete fare una pausa, c’è anche un angolo dedicato al cibo: bowl, avocado toast e zuppe, ma anche piccoli snack e bevande da prendere direttamente dal banco frigo.

ONE BLOCK DOWN. Piazza Diaz, Milano. 02 84542491. Aperto tutti i giorni (12-19).

SPACE23

negozi sneakers Milano
L’angolo dedicato al basket da Space23 | © Dario Cosentino

Entrare da Space23, negozio di sneakers in corso Garibaldi, vi farà sentire come se foste in un campo da gioco sospeso al centro dell’universo. Il pavimento ricorda una pista di atletica e attorno a voi avrete solo scarpe, perfettamente allineate su espositori illuminati che vi proietteranno in un’altra dimensione. Qui, trovate le sneakers più classiche ma anche collezioni esclusive, spesso frutto di collaborazioni, sempre più frequenti nel mondo della moda. Il piano interrato è dedicato allo sportswear, con un occhio di riguardo al mondo del basket: imponente, per esempio, il settore dedicato al mondo Air Jordan, che farà scalpitare il campione di Nba che è in voi. I prezzi sono quelli di un negozio che propone i grandi brandi dello sport, ma potrebbero salire in caso di limited edition e capsule collection.

SPACE23. Corso Garibaldi 104, Milano. 02 50041679. Aperto tutti i giorni (lun-ven 14:30 – 19:30, sab 11-13 e 14:30 – 19:30, dom 14:30-19:00)

SLAM JAM

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Slam Jam | © Dario Cosentino

Slam Jam non è propriamente un negozio di sneakers, ma è sicuramente un punto di riferimento per tutti gli appassionati di moda street, e non solo a Milano. A darvi il benvenuto in questo store a Lanza c’è una statua della Madonna, a cui potrete affidare la preghiera di diventare ricchissimi per potervi permettere alcuni pezzi esclusivi proposti dal negozio, non sempre alla portata di tutte le tasche. Le sneakers (di Nike, Reebok, Adidas ma anche di brand meno mainstream come Salomon) fanno bella mostra di sé sulla parete delle scale che vi portano al piano superiore, dove troverete anche la famosa Rocking Machine, la scultura a forma di pene di Arancia Meccanica. Imperdibile.

SLAM JAM. Via Lanza 1, Milano. 02 89093965. Aperto tutti i giorni (dom-lun 15:30-19:30, mar-sab 11:30-19:30).

PAR 5

negozi sneakers Milano
Par 5 | © Dario Cosentino

Par 5 è un piccolo negozio in Ticinese (con una storia lunga 16 anni) quasi interamente ricoperto di erba sintetica, su cui sono esposti centinaia di modelli di sneakers dei brand più importanti, con un ampio focus su Reebok, marchio di cui qui troverete senza dubbio l’offerta più vasta in città. Oltre a scegliere le vostre scarpe, con una spesa a partire da trenta euro potrete farle personalizzare con borchie e grafiche per renderle davvero uniche. E ancora, da Par5 si pratica il re-sell: se cercate limited edition o scarpe vintage in negozio potrete comprare quelle messe a disposizione da collezionisti oppure vendere le vostre, se avete a casa dei pezzi introvabili. Il deal è servito!

PAR 5. Corso di Porta Ticinese 16, Milano. 02 58103812. Aperto tutti i giorni (11-20)

SPECTRUM

negozi sneakers Milano
Spectrum | © Dario Cosentino

Spectrum è un piccolo concept store votato al mondo dei graffiti: la grande parete fitta di bombolette spray dice tutto sull’identità del negozio, che è annoverato tra gli shop di writing più forniti d’Europa. Le sneakers proposte sono quelle dei marchi più popolari, ma spesso si trovano diverse limited edition, talvolta create direttamente dal team di Spectrum in collaborazione con le aziende produttrici, come nel caso delle Adidas ZX Flux Nylon “Spectrum”. Tra i marchi di abbigliamento e accessori proposti, si va da Octopus a Iuter, passando per Patagonia e Kappa, e spesso la proposta è di ispirazione vintage. I prezzi sono nella media e in periodo di saldi si fanno ottimi affari.   

SPECTRUM. Via Felice Casati 29, Milano. 02 67071408. Aperto tutti i giorni (lun 13-20:30; mar-sab (10-20:30) tranne domenica.

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Un’ottima cena italiana da Distreat, bel ristorante in zona Navigli a Milano /distreat-milano-ristorante-navigli/ /distreat-milano-ristorante-navigli/#comments Sun, 02 Feb 2020 07:00:18 +0000 /?p=19427 Siamo stati da Distreat, nuovo ristorante italiano in zona Navigli e non solo abbiamo mangiato bene, ma ci siamo anche coccolati in un bellissimo ambiente. Ecco il nostro racconto!

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In uno spaziosissimo cortile in zona Navigli, all’interno di una palazzina di due piani rimasta in disuso per un po’, ha aperto da un anno un locale multiforme, aperto da colazione fino a dopo cena. Il ristorante in questione si chiama Distreat, alla cui guida sono tre giovani (due chef e un caposala) con alle spalle un esperienza condivisa al Ratanà di Cesare Battisti, e decisi a mantenere fede ai principi trasmessigli dal loro maestro, proponendo una cucina senza fronzoli ed estremamente attenta alle materie prime.

Abbiamo provato Distreat e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI DISTREAT: una gioia per il palato

Il menu – che potete trovare sul sito, così come la carta dei vini – conta poco più di una decina di piatti (che cambiano stagionalmente), cui si aggiungono 5 “irriducibili”: baccalà mantecato con polenta, risotto alla milanese (con e senza ragù di ossobuco), trippa di manzo e tartare di fassona. Interessante l’opzione – disponibile per quasi tutte le portate – della porzione ridotta, che consente di assaggiare più piatti. Vi è inoltre la possibilità di scegliere un percorso di 5 portate proposte dagli chef Federico Sordo e Andrea Tirelli, con o senza abbinamento di vini. 

Noi, per quanto attirati dal menu degustazione, decidiamo di scegliere autonomamente le nostre portate, non senza difficoltà, sentendoci attratti praticamente da ogni singola voce della carta! 

Per fortuna, essendo in quattro, abbiamo comunque la possibilità di scegliere diversi piatti da testare, apprezzando l’assaggio di olio che ci viene offerto per ingannare l’attesa. Tra gli antipasti ordiniamo topinambour arrosto, emulsione di acciughe, cachi e trota leggermente marinata, cipolla rossa, broccolo romanesco, gochugaru (una delicata varietà di peperoncino), prezzemolo. Mentre il primo ci soddisfa appieno, consideriamo la trota il piatto meno interessante della serata, senza alcun reale difetto, ma al contempo privo di quel tocco che rende così speciale il resto delle proposte. 

A lasciarci senza fiato ci pensano i primi: coi loro sapori intensi e le porzioni generose sia il raviolo di coda di fassona stufata, cime di rapa, sugo di arrosto, lodigiano tipico, sia il maccheroncino con ragù di rigaglie di pollo, zenzero, napatella ci conquistano!  

Ristorante Milano
Guancia di fassona con declinazione di carote | © Carlotta Coppo

Anche i secondi, però, non sono da meno. Un plauso, in particolare, alla guancia di fassona stufata con declinazione di carote di polignano (arancioni per la crema, gialle marinate, viola arrosto): un piatto saporitissimo e perfettamente bilanciato.  

Ristoranti Milano
Anatra arrosto | © Carlotta Coppo

Dell’anatra (arrostita alla perfezione) abbiamo apprezzato specialmente il riuscito connubio con la purea di pastinaca, perfetta per spezzarne il sapore. Il premio golosità se lo aggiudica però il baccalà mantecato con polenta fritta e prezzemolo…semplicemente de-li-zio-so!

Ristorante Milano
Baccalà mantecato con polenta fritta | © Carlotta Coppo

Pienamente soddisfatti da quanto assaporato, decidiamo di concludere la nostra cena sulle note salate, rinunciando al dolce.

L’ATMOSFERA DI DISTREAT: rilassata

Ristorante Milano
Il cortile | © Carlotta Coppo

L’ambiente di Distreat, come si diceva, è poliedrico, composto da diversi spazi: il grande cortile perfetto per giornate primaverili e le serate più calde; il bar, collocato in una piccola casetta presente nel cortile; la cucina al piano inferiore della palazzina che ospita il ristorante, una prima sala con un solo grande tavolo e una seconda sala – al piano superiore – con il resto dei tavoli. L’arredo industriale è ‘riempito’ solo da qualche bel quadro alle pareti. L’atmosfera viene per lo più dettata dalla ben studiata illuminazione serale. Di giorno il locale dev’essere molto luminoso, date le grandi vetrate che affacciano sul Naviglio Pavese. Il servizio, tanto preparato e attento quanto sorridente e disponibile, mette il cliente perfettamente a proprio agio.

I PREZZI DI DISTREAT: giusti

Ristorante Milano
La facciata esterna | © Carlotta Coppo

Considerata la qualità delle materie prime – provenienti da piccoli fornitori selezionati – e delle preparazioni, nonché l’abbondanza delle porzioni, riteniamo che i prezzi di Distreat possano senza dubbio essere considerati corretti: tenete in conto una quarantina di euro a testa per uscire sazi. Sicuramente noi torneremo più di una volta, e con altrettanta certezza, riteniamo ci siano alte probabilità di cedere al menu da 5 portate!

DISTREAT
Alzaia Naviglio Pavese 78/3, Milano
3396778204 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (orari sul sito) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: italiano, con piatti di carne, pesce e vegetariani
  • Prezzo: sui 40€ escluse bevande, 45€ per percorso 5 portate, 65€ con abbinamento vini
  • Mood: rilassato e poliedrico, adatto dalla colazione alla cena
  • Come prenotare: thefork, telefonicamente, via e-mail
  • Come arrivare: in metro (Romolo), autobus 90/91, tram 3

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15 ottime gastronomie e rosticcerie a Milano /15-ottime-gastronomie-rosticcerie-milano/ /15-ottime-gastronomie-rosticcerie-milano/#comments Mon, 04 Nov 2019 07:00:16 +0000 /?p=17602 Benvenuti nel favoloso mondo delle gastronomie e delle rosticcerie a Milano: eccone 15 ottime e per tutti i gusti!

L'articolo 15 ottime gastronomie e rosticcerie a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Benvenuti nel favoloso mondo delle gastronomie a Milano: se non avete voglia di cucinare, se volete una pausa pranzo veloce ma di qualità, se avete ospiti a cena ma non sapete nemmeno da dove cominciare, questo è l’articolo che fa per voi. Ne abbiamo selezionate quindici, – tra nomi storici e più recenti – per tutti i gusti (e anche per i veggie)!

15 GASTRONOMIE E ROSTICCERIE A MILANO

IL NUOVO PRINCIPE

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Il Nuovo Principe | © Sito Il Nuovo Principe

Chiunque passi da Corso Venezia non può non notare i vassoi di pasta fresca nella vetrina de Il Nuovo Principe, storica insegna Milanese a due passi da Piazza San Babila. Entrando sarete accolti da due banconi: da uno potete scegliere i piatti del giorno della tradizione meneghina (ma non solo), dall’altro una selezione di salumi, formaggi e conserve. Potete anche gustare i vostri piatti direttamente lì, la sala è accogliente e luminosa, perfetta per una pausa pranzo veloce e gustosa.

IL NUOVO PRINCIPE. Corso Venezia ang. via Senato, 2. 02 76000265. Aperto dal lunedì al sabato (11:30-19).

ROSTICCERIA LEONCINO

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Leoncino | © Dario Cosentino

Ricordate Leoni in Corso Venezia? Era una delle più famose gastronomie di Milano, che dopo aver chiuso i battenti qualche anno fa ha dato vita a uno spin-off: Leoncino, nuovo locale in zona Porta Romana, precisamente in via Bergamo. Qui lasagne, parmigiana e polpette sono i piatti forti: potete portarli via o consumarli sul posto.

ROSTICCERIA LEONCINO. Via Bergamo 12/A. 02 551 0775. Aperto lunedì (9-14:30) da martedì a sabato (9-19.30).

CUCINERIA PASCONE

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Cucineria Pascone | © Dario Cosentino

Pochi posti a sedere e un bancone con diversi piatti del giorno: così si presenta Cucineria Pascone, che da qualche anno occupa un piccolo locale all’inizio di via Anfossi. Primi da forno, secondi di carne e pesce, contorni e insalate sfiziose. La lavagnetta all’esterno promette anche un ottimo panino col pastrami. Tutto cucinato in famiglia.

CUCINERIA PASCONE. Via Anfossi, 2. 02 551 0533. Aperto da lunedì a venerdì (8-20:30), sabato (8-15:30).

ROSTICCERIA PALAZZI

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Il bancone di Palazzi | © Dario Cosentino

Da Palazzi, la prima cosa che si nota è il sorriso e la cortesia dei ragazzi che lavorano dietro al bancone. Il menu cambia spesso, anche se alcuni piatti sono sempre presenti, come la loro parmigiana monoporzione o le patate saltate con le cipolle. Buona anche la pizza al trancio, quella alta e soffice tipica di Milano. E poi la focaccia: ve la regalano sempre. 

ROSTICCERIA PALAZZI. Via Plinio, 9. 02 204 7374. Aperto da martedì a venerdì (10:30-14:30 e 17-20:30) sabato e domenica (10:30-14 e 17-20:30).

IL SALUMAIO DI MONTENAPOLEONE

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Il Salumaio di Montenapoleone | © Facebook Il Salumaio di Montenapoleone

Col Salumaio di Montenapoleone si racconta una storia lunga più di 60 anni. La gastronomia è accanto al ristorante che porta lo stesso nome, in pieno Quadrilatero della moda. I piatti sono cucinati sapientemente, i salumi e i formaggi super selezionati, la location è ineguagliabile. I prezzi, di conseguenza, potete immaginarli da voi. Ma vale la pena anche solo farci un giro.

IL SALUMAIO DI MONTENAPOLEONE. Via Santo Spirito, 10. 02 76 00 1123. Aperto da lunedì a sabato (8:30-22).

GHIGNONI

Siamo in via Battistotti Sassi, dove Ghignoni è un punto di riferimento per le sciure del quartiere, quello di viale Corsica (ma non solo). Due botteghe comunicanti, da una parte macelleria, dall’altra salumeria e gastronomia. Un tripudio di salumi, formaggi, tartine, insalate di mare, pesce fritto, polpette, verdure ripiene, brasati e tanto altro. Tutto condito con la professionalità e la simpatia del personale.

GHIGNONI. Via Luisa Battistotti Sassi, 24. 02 70 12 3037. Aperto lunedì (8-13) da martedì a sabato (8-13 e 15:30-19:30).

LA MIA GASTRONOMIA

Prodotti stagionali e a filiera corta, acquistati da un consorzio di cascine: questo il minimo comune denominatore di tutti i piatti del menu di La Mia GastronoMia, che cambia ogni giorno. Torte salate, riso, cereali, e dolci fatti in casa non mancano mai. Ci sono pochi posti a sedere, ma vale la pena anche per una pausa pranzo veloce.

LA MIA GASTRONOMIA. Via Andrea Solari, 15. 02 4970 1334. Aperto dal lunedì al venerdì (11:30-15 e 18-21) sabato (11:30-15).

LA MADIA

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La Madia | © Facebook La Madia Pastificio

Piena Porta Venezia, esattamente in Via Lecco: La Madia è un piccolo locale con una ventina di posti a sedere dove poter gustare le tante proposte che fanno bella mostra di sé sul bancone. Qui i primi piatti sono i protagonisti ma troverete anche diverse proposte di carne e pesce. Anche la pasta fresca ripiena fatta in casa vale un assaggio!

LA MADIA. Via Lecco, 5. 02 2951 2457. Aperto dal lunedì al venerdì (7:30-20) sabato (7:30-17).

CIVELLI

Civelli e il suo paté di fegato d’oca sono un’istituzione da quasi 60 anni in Missori. Tra salumi, formaggi, piatti caldi e freddi, panini e tramezzini (buonissimi!) le proposte sono davvero tante: sappiate solo che scaricando il menu del giorno dal loro sito vi ritroverete davanti a un Excel di almeno 150 righe. Insomma, piatti per tutti i gusti, da portare via o da mangiare sul posto.

CIVELLI. Corso Italia 16. 02 805 6487. Aperto dal lunedì al venerdì (8-19:30) sabato (8-15:30).

GIACOMO ROSTICCERIA

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Giacomo Rosticceria | © Facebook Giacomo Milano

Giacomo Bulleri era un’icona della ristorazione milanese. La sua Rosticceria, aperta un paio di anni fa in quella via Sottocorno che è ormai diventata il suo quartier generale, è una piccola villetta con giardino e arredi dal sapore antico. I piatti, da portare via o da mangiare lì (anche nel giardino nella bella stagione), sono tipici piatti da bancone gastronomico tra cui lasagne, pappa al pomodoro, pollo allo spiedo, vitello tonnato e tanti contorni. I prezzi? Da rosticceria, ma pur sempre “di Giacomo”. 

GIACOMO ROSTICCERIA. Via Pasquale Sottocorno, 6. Aperto tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte.

ZOPPI & GALLOTTI

Salumi, formaggi, macelleria, gastronomia e cantina: così si presenta Zoppi e Gallotti, presente in città da più di trent’anni. Qui la priorità è data alla stagionalità, dalla carne al pesce, dai sughi ai contorni la tendenza è quella di utilizzare ingredienti giunti alla loro naturale maturazione. Una chicca di questa gastronomia è la linea Slim: pietanze cotte e conservate sottovuoto da preparare a casa in pochi minuti.

ZOPPI & GALLOTTI. Via Privata cesare Battisti, 2. 02 551 2898. Aperto dal lunedì al venerdì (8-14 e 16-19:30) sabato (8-13:45 e 15:45-19:30)

PECK

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Il nuovo Pack in via Salvini | © Facebook Peck

Probabilmente la più famosa gastronomia in città, un punto di riferimento per generazioni di milanesi. Nel flagship store di via Spadari troverete un’infinita proposta di piatti pronti ma anche tante sfiziosità da drogheria di lusso. Ma da qualche tempo Peck non è più solo lì sotto il Duomo: dopo l’apertura in Citylife a dicembre 2018, ha pensato bene di triplicare qualche mese fa con un piccolo negozio in Via Tommaso Salvini, zona Porta Venezia. 

PECK. Sedi varie e orari sul sito.

SALUMERIA CAMPAGNOLI

Indirizzo numero uno per tutte le ‘sciure di corso Vercelli’, Campagnoli è la rosticceria più famosa in zona Conciliazione, e non senza un motivo. Qui trovate sia prodotti per tutti i giorni, dai salumi ai formaggi, passando per i piatti pronti, ma anche quelli ‘delle grandi occasioni’: imperdibili i patè di vitello e, su tutti, il formaggio al salmone affumicato. Prezzi alti, adeguati alla qualità.

SALUMERIA CAMPAGNOLI. Corso Vercelli, 14. 02 4800 5361.

ALHAMBRA

Un paradiso per vegetariani e vegani: amaranto, tofu, seitan, legumi e verdure a perdita d’occhio. Da Alhambra si paga al chilo: vi riempiono il vassoio con quello che volete e lo pesano. E potete mangiare lì, oppure portare a casa. Se andate nell’ora di punta vi consigliamo l’asporto: i posti a sedere sono pochi ed è sempre pieno. 

ALHAMBRA. Via San Gregorio, 17. 02 3943 2750. Aperto dal lunedì al sabato (12-14:30 e 19:30-22:30) domenica (19:30-22:30).

TATHAGATA

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Il bancone di Tathagata | © Sito Gastronomia Tathagata

Da Tathagata, la qualità degli ingredienti è la priorità. Questa gastronomia vegana in via Tortona propone piatti cucinati con prodotti bio certificati provenienti da piccoli produttori accuratamente selezionati. Il menu cambia ogni giorno ed è possibile prenotare al mattino e poi passare a ritirare. Cibo ottimo, zero sbatti.

TATHAGATA. Via Tortona, 20. 02 839 5380. da lunedì al venerdì (9:30-18:30)

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Un pranzo da Attila, nuovo ristorante ungherese in Darsena (chiuso) /attila-ristorante-ungherese-milano/ /attila-ristorante-ungherese-milano/#respond Fri, 25 Oct 2019 07:00:53 +0000 /?p=18067 Siamo stati da Attila, nuovo ristorante ungherese in Piazza XXIV Maggio e ne siamo rimasti molto contenti. Curiosi di sapere cosa si mangia? Ecco il nostro racconto!

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Milano è sicuramente famosa per dare voce a una moltitudine di cucine diverse, ma i ristoranti ungheresi non sembrano per niente rappresentati, e anche le ricerche in rete non producono risultati soddisfacenti. A colmare questa mancanza di gulasch, paprika e panna acida ci ha pensato il ristorante Da Attila, che da poche settimane occupa i locali sotto i portici di Piazza XXIV Maggio, zona Navigli, che fino a qualche mese fa ospitavano un negozio di articoli sportivi e prima ancora un Milan Store (il cui declino è una perfetta rappresentazione dell’andamento della squadra rossonera negli ultimi anni). Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per capire se questa invasione unna ha le potenzialità per conquistare Milano, quindi qualche giorno fa abbiamo provato Da Attila a pranzo.

Abbiamo provato Da Attila e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI ATTILA: sapori decisi ed equilibrati

Veniamo accolti da una gentile signora ungherese che ci conduce in una sala inaspettatamente grande al primo piano e ci consegna il menu (sinceramente bruttino e scritto con un font particolarmente difficile da leggere), che presenta le portate scritte in ungherese con relativa spiegazione in italiano. Pur non conoscendo la maggior parte dei piatti, ci sembra tutto buonissimo e, sgranocchiando la piccola tartina gentilmente offerta come entrée, passiamo in rassegna i taglieri di affettati e formaggi ungheresi proposti tra gli antipasti, le zuppe di gulasch e verdure che costituiscono i primi e i piatti di maiale, crauti, salsicce e manzo che compongono la scelta dei secondi. Ci sono anche i dolci, ma questi sono senza traduzione e ci dobbiamo affidare a Google (e successivamente al personale in sala) per capire cosa siano.

Alla fine facciamo la nostra scelta iniziando con la Csirkés Pite, una specie di tortino di patate freddo con all’interno insalata russa e pollo, che prendiamo come antipasto. Fin dal primo boccone si rivela una piacevolissima e buonissima sorpresa che non fa che aumentare l’attesa e la curiosità per le portate principali.

Attila Ristorante Milano
La Csirkés Pite | © Tommaso Prada

Arrivano poi i primi e se già la vellutata di verdure (Zoldség Leves) servita in una pagnotta ci ha convinto con il suo sapore delicato ma deciso e la sua consistenza densa (che aumenta man mano la mollica della pagnotta si scioglie nella vellutata), è la zuppa di gulasch (Gulyàs Leves) a soddisfarci completamente.

Attila Ristorante Ungherese Milano
La Zoldség Leves | © Tommaso Prada

Scenograficamente servita in un paiolo da cui attingere con un mestolo per riempire il piatto (attenti a non sporcarvi, ma soprattutto a non scottarvi!), è composta da una carne talmente morbida da sciogliersi in bocca e da un brodo davvero saporitissimo.

Attila Ristorante Milano
La zuppa di gulasch | © Tommaso Prada

Anche i secondi non deludono, il Rakott Krumpli (casseruola di patate, salsiccia ungherese, uova e panna acida) è davvero un’esplosione di sapori che ci colpisce come un flagello (non di Dio, ma di paprika).

Attila Ristorante Ungherese Milano
Il Rakott Krumpli | © Tommaso Prada

Le Toltott Kàposzta (polpette di riso e maiale con crauti e panna acida), seppur più delicate, ci appagano del tutto con il loro equilibrio di sapori tra cui prevarica solo leggermente quello dei crauti.

Attila Ristorante Milano
Le Toltott Kàposzta | © Tommaso Prada

Mentre finiamo i nostri calici di vino (un Pinot Grigio, o meglio Szurkebarat) riflettiamo sul fatto che, malgrado la ristrettezza del numero di ingredienti usati, e di conseguenza ricorrenti in molte preparazioni (la panna acida, la paprika, le patate, ecc), questi sono talmente ben dosati da rendere i piatti mai monotoni e in grado di soddisfare tutti i palati.

Viste le porzioni tutt’altro che esigue, siamo decisamente sazi, ma non possiamo non prendere uno dei dolci che speravamo di assaggiare fin da quando abbiamo saputo dell’apertura di un ristorante ungherese: stiamo parlando del Kurtoskalacs, un cilindro cavo di pasta brioche semplicemente cosparso di zucchero o variamente farcito, che tante volte abbiamo gustato a Budapest.

Attila Ristorante Milano
Il Kurtoskalacs | © Tommaso Prada

La speranza non viene disattesa perché il Kurtoskalacs è presente nel menu ed è davvero buonissimo, se chiudiamo gli occhi ci sembra quasi di essere tornati sulle sponde del Danubio!

L’ATMOSFERA DI ATTILA: work in progress

Attila Ristorante Milano
Un particolare dell’interno | © Tommaso Prada

La grande sala al primo piano è ancora piuttosto spoglia e asettica e le uniche decorazioni sono rappresentate da una libreria con alcuni volumi sulla storia dell’Ungheria e da un poster gigante del meraviglioso parlamento di Budapest. Siamo sicuri che un po’ di musica in sottofondo e qualche decorazione in più renderanno presto l’atmosfera molto più accogliente, anche perché la bella vista sulla Darsena e i tavoli ben separati sono già un ottimo punto di partenza.

Tutto il personale è stato gentile e disponibile (soprattutto nello spiegare nel dettaglio alcuni piatti e ad impartire lezioni di ungherese ai clienti), anche se il servizio un po’ distratto e le attese tra le portate più lunghe del dovuto sono testimonianza di un rodaggio iniziale sicuramente destinato a scomparire col tempo.

I PREZZI DI ATTILA: medio-bassi

Attila Ristorante Milano
L’esterno di Attila | © Tommaso Prada

Gli antipasti vanno dai 7 ai 9 euro, così come le zuppe, i secondi costano dai 12 ai 15 euro e i dolci 5 euro; la lista dei vini comprende una decina di etichette ungheresi che potete assaggiare al calice spendendo da 3 a 9 euro o in bottiglia da 18 a 45. Il nostro pranzo per due persone è costato esattamente 60 euro che sono diventati 30 usufruendo dello sconto su The Fork, un prezzo talmente basso che quasi ci ha fatto sentire dei saccheggiatori come il mitico Attila.

DA ATTILA
Corso Luigi Manusardi 3, Milano
3346377072
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 19-24)

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: ungherese, non particolarmente adatto ai vegetariani
  • Prezzo: sui 25 euro, bere escluso
  • Mood: informale, adatto ad una cena tra amici ma anche in coppia
  • Come prenotare: telefonicamente o con The Fork
  • Come arrivare: metro verde (Porta Genova), tram 3-9-10

Conoscevate già il ristorante Da Attila? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

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A cena da 142 Restaurant, il nuovo locale di Sandra Ciciriello a Porta Genova /142-restaurant-milano/ /142-restaurant-milano/#comments Thu, 24 Oct 2019 13:23:54 +0000 /?p=18147 Abbiamo provato 142 Restaurant, il nuovo locale di Sandra Ciciriello a Porta Genova: ecco come si mangia e quanto si spende!

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Il nome di questo nuovissimo ristorante in Porta Genova, 142 Restaurant, ricorda un po’ quello di una formazione calcistica; invece, è solo un tentativo di trasmettere la sua poliedricità in diversi momenti della giornata (qui, potete venire dalla colazione fino a cena). Si tratta della nuova avventura di Sandra Ciciriello, ex Alice (ora Viva, in cui è rimasta solo Viviana Varese) che, insieme a tre soci (tutti in cucina) si è lanciata in questa nuova sfida.

Abbiamo provato 142 Restaurant e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI 142 RESTAURANT: accattivante

Il menu di 142 Restaurant evita la divisione canonica tra antipasti, primi e secondi e mixa, seppur con senso, le proposte della cucina, una ventina in totale. La carta è accattivante e trovano spazio sia piatti ‘semplici’ (pane tostato, burro e acciughe del Cantabrico, per esempio, o il capocolllo con fichi sciroppati a freddo) sia pietanze decisamente più elaborate, come i culurgiones con pesto di menta, spuma di pecorino e noci, la genovese, e il risotto con crema di topinanbur, gel di arancia e olio di nocciola.

Noi decidiamo di iniziare con l’ostrica (due, per la precisione), servita con un troppo aspro centrifugato di kiwi e sedano, che copre parecchio il sapore del mollusco, e con l’incredibile pecorino in camicia, un formaggio semistagionato con mostarda di anguria bianca e senape à l’ancienne.

142 Restaurant Milano
L’ostrica | © Caterina Zanzi
142 Restaurant Milano
Pecorino in camicia | © Caterina Zanzi

Proseguiamo con le sfere di cime di rapa, stracciatella, panure alle olive e peperoncino, buone ma non stupefacenti.

142 Restaurant Milano
Stracciatella e cima di rapa | © Caterina Zanzi

Continuiamo con il “crudo fai-da-te“, una ciotola corredata addirittura dalle sue istruzioni per essere composta. Forse un po’ teatrale, come scelta, visto che si tratta semplicemente di versare una (scarna) dadolata di pesce crudo, nel nostro caso orata, con delle verdurine trite e della salsa al cocco. Considerati i poke e, in generale, le bowl che spesso siamo abituati ad assaggiare in città, ci manca decisamente l’entusiasmo.

142 Restaurant Milano
La nostra cena | © Caterina Zanzi

Ottimi i tortelli ripieni di coniglio, salsa di grana, polvere di pomodoro e piperna; anche qui, le porzioni appaiono un po’ risicate (contiamo, in tutto, sei tortelli).

142 Restaurant Milano
I tortelli | © Caterina Zanzi

Più convincenti i secondi: ottime le costine di maiale con salsa al limone, così come il sedano rapa con salsa thai alle noci.

Menzione d’onore al piatto “ten-ta-co-li”, un polpo arrosto al thé nero affumicato, maionese di acqua di polpo e crema di patate. Cotto divinamente, anche in questo caso avremmo desiderato mangiarne un po’ di più.

142 Restaurant Milano
Ten-taco-li | © Caterina Zanzi

Siamo comunque decisamente sazi, visto il numero di portate ordinate, ma decidiamo di chiudere, più per curiosità che per fame reale, con degli scenografici pop corn caramellati e sovrastati da tre bon bon con crema di mais, gianduja e mou. Dolci dolcissimi.

142 Restaurant Milano
Pop corn | © Caterina Zanzi

In carta, tra i dessert, trovate anche una macedonia, una caprese dolce, dell’ananas e una variazione del classico tiramisù.

L’ATMOSFERA DI 142 RESTAURANT: bella ma non balla

142 Restaurant Milano
La sala principale di 142 Restaurant | © Caterina Zanzi

I locali di 142 sono molto belli, non credo si possa affermare il contrario. Soprattutto la sala principale (quella più piccola verso il retro, dove eravamo seduti noi, è decisamente più angusta e meno curata), che comunica da una grande vetrata con la cucina. Bellezza talvolta non fa però rima con calore, ed è forse questo il caso. La tovaglia, poi, è come ormai sempre più spesso accade a Milano, la grande assente. Il servizio delle due ragazze in sala ci è sembrato un po’ spento e poco incisivo, anche solo per contrasto con l’esuberanza, la passione e la professionalità della padrona Ciciriello, che durante qualche apparizione al tavolo arriva a ricordare come ci si dovrebbe muovere tra i tavoli.

I PREZZI DI 142 RESTAURANT: alti

Per la cena sopra descritta, accompagnata da una bottiglia di ottimo (ottimo!) vino da 35 euro (per gli appassionati del genere, si tratta del rosato Sant’Isidoro di Maria Pia Castelli), tre calici (27 euro) e due amari (6), abbiamo pagato 207 euro. In generale, pur senza esagerare con gli alcoolici, dubito riuscirete ad uscire da una cena qui senza aver speso una cinquantina di euro a testa; considerate, in generale, che ogni piatto, di media, ha un prezzo di 15 euro. In alternativa, potete optare per un più conveniente “menu piccolo” (7 portate a 42 euro) o per un “menu grande” (65 euro). A pranzo, invece, trovate un menu fisso a 28 euro con tre piatti, acqua e un bicchiere di vino o una bibita compresi.

L’impressione finale, per giocare sulla metafora calcistica che mi evoca il nome del ristorante, è che si giochino 90 minuti in attacco e con le migliori intenzioni, senza però riuscire a segnare mai. Confidiamo nel goal non appena terminato il (naturale) periodo di rodaggio.

142 RESTAURANT
Corso Cristoforo Colombo 6, Milano
02 4775 8490
Aperto tutti i giorni (7-23) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: cucina italiana, con una minoranza di piatti adatti anche ai vegetariani
  • Prezzo: sui 50 euro a testa
  • Mood: bel locale adatto a cene in famiglia, di coppia, di lavoro, o con amici
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: metro verde, fermata Porta Genova; tram 10

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Se siete sui Navigli e avete bisogno di altri consigli, qui trovate tutti i posti in zona!

Cercate altri ristoranti italiani a Milano? Date un’occhiata qui!

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A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese /motelombroso-milano-ristorante/ /motelombroso-milano-ristorante/#comments Wed, 09 Oct 2019 07:00:40 +0000 /?p=17600 Se state cercando un ristorante speciale sul Naviglio, il nuovo Motelombroso potrebbe fare per voi: qui troverete un'atmosfera particolare e ottimi piatti!

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Motelombroso: un nome misterioso per un nuovo ristorante a Milano ancora poco conosciuto ma assolutamente da scoprire! Alessandra e Matteo, coppia che ha dato vita al progetto, arrivano da una precedente esperienza da Al Cortile (uno dei nostri posti preferiti dove mangiare all’aperto) e, innamoratisi di questa casa cantoniera rosa pallido al 256 dell’Alzaia Naviglio Pavese, hanno deciso di restaurarla – scoprendone, tra le altre sorprese, anche antichi affreschi – per viverci, lavorarci e far star bene i propri ospiti, proseguendo così il percorso eno-gastronomico precedentemente intrapreso. Cibo, vino e otium, la descrizione che ne danno in tre parole, riassume alla perfezione l’esperienza offerta dal loro rifugio ai limiti della città, che ci è sembrato molto più di un semplice ristorante

Abbiamo provato Motelombroso e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI MOTELOMBROSO: prodotti d’eccezione

Il menu si fonda sui prodotti d’eccezione selezionati da piccoli produttori che rispettano la terra e gli animali, attorno ai quali vengono create ricette ad hoc che possano esaltarli al meglio. La carne arriva infatti da allevamenti allo stato semi-brado e le verdure dalla cascina Fraschina, il cui raccolto comprende anche le erbe spontanee. Interessante il fatto che i piatti non siano frutto di una singola mente, ma il risultato di un gioco di squadra che comprende i due chef, Matteo e Alessandra. La proposta culinaria è varia e golosa e si suddivide nelle seguenti categorie: salumi e formaggi; conserve; maritozzi; entree; main e ovviamente dessert, per un totale di una ventina di piatti. La carta dei vini, orgoglio e passione di Matteo, è invece assai più ricca, con le sue 300 etichette fra cui sarà felice di orientarvi, raccontandovene metodi di produzione e caratteristiche. 

Noi, incuriositi da una serie di piatti, abbiamo chiesto di poterne assaggiare vari, come si trattasse di una degustazione, e siamo stati accontentati con porzioni ridotte rispetto a quelle canoniche. Dopo il tipico benvenuto – che consiste in una cialda croccante con cipolla bruciata, pomodori e polvere di kale – da condividere rompendola e facendo briciole per spezzare in qualche modo l’apparente pretenziosità dell’atmosfera, siamo passati ai maritozzi…una vera delizia! Proviamo quello con pulled pecora e cavolo cappuccio – superlativo! – e quello con la parmigiana di melanzane scomposta

Abbiamo proseguito con l’assaggio di croccanti e sfiziosi popcorn di lumache accompagnati da un tris di salsine e con quello che, non abbiamo dubbi, diventerà “il famoso Maialtonné di Motelomberoso”, preparato con la coppa di Mora Romagnola e accompagnato sia da un salsa che da un pallina di gelato al gusto tonné. 

Un’altra entrée davvero speciale è il Comodino, un ragù che si scioglie in bocca grazie alle svariate ore di cottura. Non vi diremo però di cosa è fatto: provatelo e non ve ne pentirete! Fra i main proviamo invece lo storione fumé con crema di nocciole, fico e piccole sfere di tartufo nero gelificato: davvero un ottimo accostamento

Ristorante Milano Motelombroso
Doppio zabaione | © Carlotta Coppo

Per finire, un doppio zabaione con nocciole, omaggio alle origini piemontesi di uno dei due ospiti, che ci è piaciuto pur senza esaltarci come il resto delle portate. 

L’ATMOSFERA DI MOTELOMBROSO: tra il bucolico e il razionalista

Ristorante Milano Motelombroso
L’esterno | © Carlotta Coppo

Una casa cantoniera rustica, ristrutturata e con arredi moderni, ma in un contesto d’altri tempi, circondata da un bel giardino in cui si è rigorosamente deciso di non mettere tavoli perché destinato al famoso ozio, al godimento del verde, ai pomeriggi e alle serate in cui vengono organizzati concerti o semplicemente al riposo, sdraiati su uno dei blocchi di pietra o direttamente sul prato, sfogliando una delle riviste d’arte esposte. L’atmosfera che si respira è di serenità, dunque, anche se entrando nel locale – elegante nel suo minimalismo e freddezza – ci si può sentire un po’ in soggezione. Sbagliato! I proprietari sono meravigliosi ospiti molto alla mano, che hanno tutte le intenzioni di accogliervi, non certo di allontanarvi. Quindi, entrate a godervi tanto l’esterno quanto l”‘interno”, ossia la teca di vetro che funge da sala ristorante. Nel weekend sappiate inoltre che Motelombroso rimane aperto senza pause da mezzogiorno all’una di notte, offrendo la possibilità di mangiare e bere qualcosa a tutte le ore. Al piano di sopra si trova invece una piccola e deliziosa saletta-cantina che potrà essere affittata a ore per una cena privata, piccoli eventi e degustazioni speciali (questo il motivo per cui è stato chiamato motel).

I PREZZI DI MOTELOMBROSO: giusti

Motelombroso non è un ristorante a buon mercato. È un ristorante che, come ci ha detto Matteo, “qualche pretesa ce l’ha” (e giustamente, aggiungiamo noi, visti i prodotti utilizzati). Le materie prime sono eccellenti; lo studio presente dietro al menu e alla carta dei vini approfondito; il servizio ineccepibile; la location frutto di un investimento sicuramente importante e ogni minimo dettaglio, a tavola, risulta curato ma non affettato. I prezzi oscillano tra i 9€ di media di conserve e dessert e i 20€ di media per il resto delle portate. Difficilmente spenderete meno di 50/55€ per un pasto da tre portate escluse bevande, a meno che non decidiate di optare per un aperitivo. La carta dei vini è ricca e varia, con anche degli altissimi picchi, ça va sans dire. Un posto da tenere presente per un’occasione speciale o una cena romantica ma da non perdere di vista in ogni caso, perché avrà sicuramente molto da offrire, anche al di là della cucina.   

MOTELOMBROSO
Alzaia Naviglio Pavese 256, Milano
393 781 4956
Aperto tutti i giorni (mar-ven 19.00-1.00; sab-dom 12-1) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: italiano
  • Prezzo: sui 50 euro a testa
  • Mood: occasioni speciali; cene romantiche ma anche pomeriggi rilassati
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: in auto o col bus 79

Conoscevate già il ristorante Motelombroso? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

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