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]]>L'articolo Cucine dal mondo: 10 ristoranti a Milano con deliziose opzioni vegane sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Ristorante giapponese |
Porta Romana
€€


Iniziamo il nostro tour con Nori Way, locale che propone sushi 100% plant based in zona Porta Romana. Tra futomaki, nigiri, gunkan, uramaki, si ha davvero l’imbarazzo della scelta: la somiglianza con il pesce è notevole, e lo stupore vi accompagnerà fino all’ultimo boccone.
Ciò che amiamo soprattutto di questo locale è la capacità di riprodurre alla perfezione il sapore e le consistenze del pesce crudo con ingredienti vegetali, senza limitarsi però a una semplice imitazione dei piatti. Tra i nostri preferiti vi segnaliamo i crispy Hana, fiori di zucca in tempura avvolti da salmone e tonno vegan su base di salsa ponzu e i midnight Oshizushi, barchette di riso pressate ricoperte di melanzane al miso.
Considerando l’unicità della proposta e la cura di ogni aspetto, servizio compreso, i prezzi di Nori Way sono davvero onesti: si spendono circa 40€ a testa. Piccola nota a margine: di giorno lo spazioso locale non propone sushi ma i piatti di Radice Tonda, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo sulle gastronomie vegane a Milano.
Ristorante cinese |
Porta Ticinese
€


Spostiamoci in Porta Ticinese per andare a ritrovare dei vecchi amici di Paolo Sarpi. Stiamo parlando del team di Jin Yong, ristorante cinese che da circa un anno si è trasferito a pochi passi dalle colonne di San Lorenzo. La trasformazione ha modificato verso l’alto i prezzi e l’ambiente, che ha volutamente abbandonato quell’atmosfera da trattoria alla buona a cui la clientela era abituata.
Ovviamente il menu prevede moltissime opzioni vegetali, ma il personale è disponibile anche a togliere ingredienti di origine animale su richiesta. Il piatto forte sono gli spaghetti fatti a mano, sia nella versione saltata che nella zuppa agropiccante. Consigliata anche le scodella di fuoco piccante con verza o funghi cardoncelli e il tofu essiccato con erba cipollina. Mettete in conto una spesa di circa 30€ a testa.
Cucina eritrea |
Porta Venezia
€


In zona Porta Venezia sono presenti diversi locali in ccui poter mangiare piatti eritrei, ma noi torniamo spesso in uno dei nostri posti preferiti: Warsà. Qui si mangia con le mani servendosi del pane injera, una sorta di piadina spugnosa che si utilizza per “pescare” i vari ingredienti dello zighinì.
Nella sua versione vegan troviamo un tripudio di verdure tra cui patate, carote, cavoli insieme a deliziose creme di legumi a base di ceci al pomodoro e lenticchie speziate, che garantiscono il giusto apporto proteico. La location suggestiva si presta per una divertente cena con gli amici. La spesa è di circa 30€ a testa.
Ristorante georgiano |
Sant’Ambrogio
€€


DedasPuri è un ristorante che propone piatti della tradizione georgiana di cui vi avevamo già parlato qui. Le opzioni vegane sono ben segnalate nel menu, e spaziano dalle melanzane fritte ripiene di noci e coriandolo ai khinkali, i tipici ravioli ripieni di patate.
Se volete optare per un piatto unico non perdetevi il sokoiani, ovvero una saporitissima focaccia ripiena di funghi tritati. Se invece non sapete da dove iniziare, potete ordinare il percorso degustazione vegano a 30€ (allo stesso prezzo trovate anche quello vegetariano e di carne). I sapori sono eccellenti e, inoltre, la selezione di vini tipici è curatissima.
Passando alla location, è ampia ma piuttosto spartana: si presta per un pranzo nel weekend o per una cena tra amici. In totale, preparatevi a spendere circa 45€ a testa, non pochissimi ma valevoli per la particolarità della proposta.
Hot pot cinese |
Porta Venezia
€


Di recente abbiamo provato Yuan Zi e siamo rimasti piacevolmente soddisfatti dalle opzioni vegetali di questo hot pot. All’ingresso del locale troverete un ampio buffet con salsine e ingredienti, tra cui tantissime tipologie di spaghetti, ravioli, gnocchi, verdure e funghi. Tutto molto buono, anche se l’alimento che ci ha più convinto è sicuramente il tofu, sia nella versione frozen che fritta.
Anche il conto ci ha stupito: il costo è di 28€ a pranzo e 32€ a cena, quindi decisamente conveniente. La location curata e l’esperienza divertente si prestano benissimo per una cena tra amici o per un date poco convenzionale.
cucina indiana |
Arco della Pace
€€


Continuiamo il nostro giro del mondo con la cucina indiana di Tara, a pochi passi dall’Arco della Pace, dove da ben oltre un decennio torniamo sempre volentieri. L’ultima volta abbiamo iniziato col mix di antipasti a base di pakora, delle frittelle a base di ceci con verdure, e i samosa, involtini fritti ripieni di patate. A seguire abbiamo ordinato il baigan bharta (una polpa di melanzana affumicata e speziata, ceci e patate piccanti), accompagnato dall’immancabile pane roti (l’unico vegano della lista) e da del riso basmati cotto con curcuma, mandorle e cardamomo, necessario a stemperare le fiamme nel palato.
La location è coloratissima, mentre il servizio è un po’ sbrigativo. Per quanto riguarda il prezzo, siamo nella media milanese: si spendono circa 40€ a testa senza bevande; consigliamo però di fare sempre un check su The Fork.
cucina libanese |
Lodi
€€


La cucina libanese è senza dubbio tra le nostre preferite, nonché tra quelle più ricche di proposte vegetali. Tra i locali che la propongono c’è Beirut, che abbiamo provato di recente. Qui, di vegano, il menu propone un piatto misto a 21€ composto da una selezione di mezzeh vegetali calde e fredde, di cui abbiamo particolarmente apprezzato la mousaka di melanzane con pomodoro, ceci e spezie, il saccottino di spinaci e cipolla e l’assaggio di insalata libanese con melograno, perfetta per sgrassare le portate più oleose. A parte, abbiamo ordinato anche una porzione incredibile di makdous, ovvero melanzane sott’olio ripiene di peperoni e noci.
A differenza di altri ristoranti libanesi più noti, qui la location è piuttosto asettica: tavoli neri, poca illuminazione, pareti verdine. I prezzi sono nella media: per una cena senza bevande si spendono circa 35€.
trattoria vietnamita |
Sarpi
€


In piazzale Baiamonti, a pochi passi dall’inizio di Sarpi, siamo tornati da Hanoi, piccolo ristorante vietnamita che passa inosservato ma che regala sorprese per chi è curioso di mangiare vegetale. La sezione del menu vegan è ben segnalata, quindi permette una scelta veloce senza dover chiedere conferma per ogni piatto: noi abbiamo provato gli spaghetti di riso con verdure, i ravioli e il brodo con tagliatelle di riso e tofu, accompagnato da un piattino con coriandolo e lime da dosare a piacimento.
Non gridiamo al miracolo, ma le porzioni abbondanti e i sapori confortanti non hanno disatteso le nostre aspettative. Per una cena abbiamo speso circa 25€ a testa, ma segnaliamo che in settimana con la formula pranzo (comprensiva di un piatto più involtini) si spendono 12€.
ristorante marocchino |
Repubblica
€


Riad Majorelle è un ristorante marocchino a gestione familiare in zona Repubblica. Il nome deriva dalla particolare tonalità blu Majorelle del famoso giardino di Marrakech di cui Yves Saint Laurent rimase folgorato (e di cui vi abbiamo parlato nel nostro articolo sulle cose da fare a Marrakech). L’arredo è curato e originale, con l’accostamento di oggetti tradizionali marocchini a pouf e decorazioni parietali moderne.
Per iniziare abbiamo preso l’hummus e delle croccantissime mini falafel. Come piatti principali, invece, un burger con falafel, buono ma non indimenticabile; e il cuscus Dfaia che ci ha conquistati per l’equilibrio tra il dolce delle cipolle caramellate e la nota calda e speziata della cannella. Per un pasto completo, bevande escluse, abbiamo speso circa 25€, compreso un dolcino finale. Considerando la zona centrale, si tratta davvero di un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Street food venezuelano |
Navigli
€


Concludiamo il nostro tour in zona Navigli, dove abbiamo provato la cucina venezuelana di Arepa’z, situato in una posizione piuttosto infelice – di fronte al ponte delle milizie – , compensata però da una gioviale atmosfera interna. Il nome riprende il piatto principale della cucina sudamericana, le arepaz, panini a base di farina di mais, acqua e sale, naturalmente senza glutine, quindi adatti anche agli amici celiaci.
Qui abbiamo provato un’arepaz dal ripieno davvero abbondante, con avocado, fagioli neri e platano dolce di mais; delle bruschette di platano con avocado e pomodorini; e l’hallaca, un saporitissimo fagotto di mais avvolto nella foglia di platano con ripieno di seitan, cipolla e uva passa.
L’ampia location dai colori accesi si presta bene a combriccole rumorose, mentre il servizio è rustico ma efficiente. In definitiva, Arepa’z è un locale senza troppe pretese dal prezzo contenuto: difficile spendere più di 20€, bevande incluse.
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]]>L'articolo Due passi nel quartiere Anfossi a Milano: cosa vedere e mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.
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]]>L'articolo A cena da Mesté, enoteca con cucina in zona Bocconi sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Essenzialità è l’aggettivo che più si avvicina al menu di Mesté, dove troverete pochi piatti, ben eseguiti e con ingredienti di qualità. Piatti che seguono la stagionalità degli ingredienti reperiti da fornitori di un certo livello, come Davide Longoni per il pane, solo per citarne uno.
Al momento di ordinare ci troviamo in difficoltà, siamo davvero tentati da tutto ma decidiamo di iniziare con tre piatti, il tonno del Chianti con giardiniera, il crostone burrata, acciughe e pomodorini e la caponata. Le porzioni sembrano giuste (alleluja!) e alla vista siamo già soddisfatti, ma anche all’assaggio non rimaniamo affatto delusi. Tutto è davvero squisito, in particolare il tonno del Chianti (non fatevi confondere dal nome, si tratta di carne di maiale!), che si scioglie in bocca. La caponata è da standing ovation, dal sapore deciso ma equilibrato. In carta anche la battuta di fassona al coltello, la trippa alla romana e il crostone con cicoriella ripassata.

Proseguiamo poi con un solo piatto: siamo indecisi tra le trecce piacentine con burro di Bordier, salvia e lodigiano e le tagliatelle con coda alla vaccinara, ma optiamo per le ultime, una scelta che si rivela super azzeccata. In carta, vista anche la stagione, vengono proposte zuppe e creme, così come una coscia di pollo a bassa temperatura e chips di patate marasciuoli e un ganascino di vitello e polenta grigliata.

Terminiamo la cena con un dolce fuori menu, una pazzesca torta di pane e cioccolato della pasticceria Caminadella.

Anche l’atmosfera di Mesté è essenziale, ma non per questo necessariamente fredda. Al contrario, i pochi coperti, l’arredamento caratterizzato da legno, mattoni e bottiglie di vino rendono il locale piacevole. C’è un’unica sala con la cucina a vista, organizzata in una serie di tavoli e in un bancone che affaccia direttamente sugli chef, dove abbiamo avuto il piacere di cenare. Mesté è un locale tranquillo e informale in cui si sta davvero bene, atmosfera difficile da trovare ultimamente nelle nuove aperture.

Per la cena sopra descritta abbiamo speso una sessantina di euro in due, compresa una bottiglia di vino. In generale, gli antipasti (se così possiamo definirli) vanno dai 7 ai 13 euro, i primi tra i 9 e i 12 euro e i secondi si assestano sui 15 euro. Per quanto riguarda invece il discorso vino, il prezzo di un calice è di 6 euro, mentre quello delle bottiglie parte dai 22 euro. Insomma, una spesa più che corretta e che ci ha fatto uscire sazi e felici dal locale!
MESTÉ
Via Corrado II il Salico 12, Milano
02 49707130
Aperto da martedì a sabato (12-14:30 e 18:30-00, sabato solo a cena)
INFORMAZIONI UTILI:
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]]>L'articolo A cena da Ichikawa, nuovo ristorante giapponese speciale a Porta Romana sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La proposta di Ichikawa è omakase, che in giapponese significa “avere fiducia, “mettersi nelle mani dello chef”. Così, per il momento non c’è scelta (anche se, ci hanno assicurato, arriverà anche una menu alla carta): il viaggio consiste in un percorso da 6 portate, cui si aggiunge un piatto di frutta finale, a seconda della disponibilità e dell’estro dello chef.
Per iniziare, arriva in tavola il nimono, uno stufato di verdure in brodo dashi kombu composto da patate taro, carote, zucchine, germogli di bambù, zucca , funghi cardoncelli, daikon e spaghetti shirataki. In un attimo, mi sembra di essere di nuovo in Giappone.

Si prosegue con un piatto di antipasti misti, che comprende edamame, uno spiedino di calamaro stufato in soia mirin sake e zenzero, un onigiri con salmone e cipollotto avvolto katsuobushi, fasolari con gambero, calamaro, alghe wakame e salsa yuzu miso , una spettacolare moeca in tempura e, per finire, del salmone nam bam, ovvero fritto e marinato in aceto di riso.

Continuiamo con un piatto di sashimi, in cui spicca la freschezza del pesce, e con i goma somen, spaghetti di farina di semi di sesamo con brodo dashi, polvere di yuzu alghe nori tostate, scampo avvolto in shiso in tempura e wasabi. Indimenticabile anche questo piatto.


Ma la vera sorpresa, nonché piatto che per noi è valso l’intera cena, arriva con l’involtino di wagyu con gambero, tartufo, sale con carbone vegetale, germogli di wasabi marinati, capasanta con maionese alla yuzu kosho e tempura di patata.


L’ultimo piatto che viene servito è il sushi misto. Credo che la foto parli da sola, in questo caso.

Ormai davvero sazi, chiudiamo con un piatto di frutta.

Il ristorante ha aperto da poco, e l’atmosfera è probabilmente ancora da ‘scaldare’ un po’. In generale, l’ambiente è parecchio essenziale, al confine con lo scarno. Una prima saletta lascia spazio a un secondo locale, dove si staglia il bancone dietro cui è possibile vedere lo chef al lavoro. Servizio gentile.

Al momento, la proposta di Ichikawa consiste nel menu omakase da 6 portate, che ha un prezzo di 90 euro a persona, bevande escluse. Un costo sicuramente importante, ampiamente corrisposto dalla qualità dell’esperienza, e che in ogni caso lo pone sul livello di altri ristoranti di questo genere (Iyo, per esempio, ma anche il vicino Yuzu). Una destinazione perfetta per una cena speciale, in famiglia, di lavoro o con la propria dolce metà.
ICHIKAWA
Via Lazzaro Papi 18, Milano
02 47750431
Aperto tutti i giorni (19-23) tranne lunedì
INFORMAZIONI UTILI:
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Chiunque passi da Corso Venezia non può non notare i vassoi di pasta fresca nella vetrina de Il Nuovo Principe, storica insegna Milanese a due passi da Piazza San Babila. Entrando sarete accolti da due banconi: da uno potete scegliere i piatti del giorno della tradizione meneghina (ma non solo), dall’altro una selezione di salumi, formaggi e conserve. Potete anche gustare i vostri piatti direttamente lì, la sala è accogliente e luminosa, perfetta per una pausa pranzo veloce e gustosa.
IL NUOVO PRINCIPE. Corso Venezia ang. via Senato, 2. 02 76000265. Aperto dal lunedì al sabato (11:30-19).

Ricordate Leoni in Corso Venezia? Era una delle più famose gastronomie di Milano, che dopo aver chiuso i battenti qualche anno fa ha dato vita a uno spin-off: Leoncino, nuovo locale in zona Porta Romana, precisamente in via Bergamo. Qui lasagne, parmigiana e polpette sono i piatti forti: potete portarli via o consumarli sul posto.
ROSTICCERIA LEONCINO. Via Bergamo 12/A. 02 551 0775. Aperto lunedì (9-14:30) da martedì a sabato (9-19.30).

Pochi posti a sedere e un bancone con diversi piatti del giorno: così si presenta Cucineria Pascone, che da qualche anno occupa un piccolo locale all’inizio di via Anfossi. Primi da forno, secondi di carne e pesce, contorni e insalate sfiziose. La lavagnetta all’esterno promette anche un ottimo panino col pastrami. Tutto cucinato in famiglia.
CUCINERIA PASCONE. Via Anfossi, 2. 02 551 0533. Aperto da lunedì a venerdì (8-20:30), sabato (8-15:30).

Da Palazzi, la prima cosa che si nota è il sorriso e la cortesia dei ragazzi che lavorano dietro al bancone. Il menu cambia spesso, anche se alcuni piatti sono sempre presenti, come la loro parmigiana monoporzione o le patate saltate con le cipolle. Buona anche la pizza al trancio, quella alta e soffice tipica di Milano. E poi la focaccia: ve la regalano sempre.
ROSTICCERIA PALAZZI. Via Plinio, 9. 02 204 7374. Aperto da martedì a venerdì (10:30-14:30 e 17-20:30) sabato e domenica (10:30-14 e 17-20:30).

Col Salumaio di Montenapoleone si racconta una storia lunga più di 60 anni. La gastronomia è accanto al ristorante che porta lo stesso nome, in pieno Quadrilatero della moda. I piatti sono cucinati sapientemente, i salumi e i formaggi super selezionati, la location è ineguagliabile. I prezzi, di conseguenza, potete immaginarli da voi. Ma vale la pena anche solo farci un giro.
IL SALUMAIO DI MONTENAPOLEONE. Via Santo Spirito, 10. 02 76 00 1123. Aperto da lunedì a sabato (8:30-22).
Siamo in via Battistotti Sassi, dove Ghignoni è un punto di riferimento per le sciure del quartiere, quello di viale Corsica (ma non solo). Due botteghe comunicanti, da una parte macelleria, dall’altra salumeria e gastronomia. Un tripudio di salumi, formaggi, tartine, insalate di mare, pesce fritto, polpette, verdure ripiene, brasati e tanto altro. Tutto condito con la professionalità e la simpatia del personale.
GHIGNONI. Via Luisa Battistotti Sassi, 24. 02 70 12 3037. Aperto lunedì (8-13) da martedì a sabato (8-13 e 15:30-19:30).
Prodotti stagionali e a filiera corta, acquistati da un consorzio di cascine: questo il minimo comune denominatore di tutti i piatti del menu di La Mia GastronoMia, che cambia ogni giorno. Torte salate, riso, cereali, e dolci fatti in casa non mancano mai. Ci sono pochi posti a sedere, ma vale la pena anche per una pausa pranzo veloce.
LA MIA GASTRONOMIA. Via Andrea Solari, 15. 02 4970 1334. Aperto dal lunedì al venerdì (11:30-15 e 18-21) sabato (11:30-15).

Piena Porta Venezia, esattamente in Via Lecco: La Madia è un piccolo locale con una ventina di posti a sedere dove poter gustare le tante proposte che fanno bella mostra di sé sul bancone. Qui i primi piatti sono i protagonisti ma troverete anche diverse proposte di carne e pesce. Anche la pasta fresca ripiena fatta in casa vale un assaggio!
LA MADIA. Via Lecco, 5. 02 2951 2457. Aperto dal lunedì al venerdì (7:30-20) sabato (7:30-17).
Civelli e il suo paté di fegato d’oca sono un’istituzione da quasi 60 anni in Missori. Tra salumi, formaggi, piatti caldi e freddi, panini e tramezzini (buonissimi!) le proposte sono davvero tante: sappiate solo che scaricando il menu del giorno dal loro sito vi ritroverete davanti a un Excel di almeno 150 righe. Insomma, piatti per tutti i gusti, da portare via o da mangiare sul posto.
CIVELLI. Corso Italia 16. 02 805 6487. Aperto dal lunedì al venerdì (8-19:30) sabato (8-15:30).

Giacomo Bulleri era un’icona della ristorazione milanese. La sua Rosticceria, aperta un paio di anni fa in quella via Sottocorno che è ormai diventata il suo quartier generale, è una piccola villetta con giardino e arredi dal sapore antico. I piatti, da portare via o da mangiare lì (anche nel giardino nella bella stagione), sono tipici piatti da bancone gastronomico tra cui lasagne, pappa al pomodoro, pollo allo spiedo, vitello tonnato e tanti contorni. I prezzi? Da rosticceria, ma pur sempre “di Giacomo”.
GIACOMO ROSTICCERIA. Via Pasquale Sottocorno, 6. Aperto tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte.
Salumi, formaggi, macelleria, gastronomia e cantina: così si presenta Zoppi e Gallotti, presente in città da più di trent’anni. Qui la priorità è data alla stagionalità, dalla carne al pesce, dai sughi ai contorni la tendenza è quella di utilizzare ingredienti giunti alla loro naturale maturazione. Una chicca di questa gastronomia è la linea Slim: pietanze cotte e conservate sottovuoto da preparare a casa in pochi minuti.
ZOPPI & GALLOTTI. Via Privata cesare Battisti, 2. 02 551 2898. Aperto dal lunedì al venerdì (8-14 e 16-19:30) sabato (8-13:45 e 15:45-19:30)

Probabilmente la più famosa gastronomia in città, un punto di riferimento per generazioni di milanesi. Nel flagship store di via Spadari troverete un’infinita proposta di piatti pronti ma anche tante sfiziosità da drogheria di lusso. Ma da qualche tempo Peck non è più solo lì sotto il Duomo: dopo l’apertura in Citylife a dicembre 2018, ha pensato bene di triplicare qualche mese fa con un piccolo negozio in Via Tommaso Salvini, zona Porta Venezia.
PECK. Sedi varie e orari sul sito.
Indirizzo numero uno per tutte le ‘sciure di corso Vercelli’, Campagnoli è la rosticceria più famosa in zona Conciliazione, e non senza un motivo. Qui trovate sia prodotti per tutti i giorni, dai salumi ai formaggi, passando per i piatti pronti, ma anche quelli ‘delle grandi occasioni’: imperdibili i patè di vitello e, su tutti, il formaggio al salmone affumicato. Prezzi alti, adeguati alla qualità.
SALUMERIA CAMPAGNOLI. Corso Vercelli, 14. 02 4800 5361.
Un paradiso per vegetariani e vegani: amaranto, tofu, seitan, legumi e verdure a perdita d’occhio. Da Alhambra si paga al chilo: vi riempiono il vassoio con quello che volete e lo pesano. E potete mangiare lì, oppure portare a casa. Se andate nell’ora di punta vi consigliamo l’asporto: i posti a sedere sono pochi ed è sempre pieno.
ALHAMBRA. Via San Gregorio, 17. 02 3943 2750. Aperto dal lunedì al sabato (12-14:30 e 19:30-22:30) domenica (19:30-22:30).

Da Tathagata, la qualità degli ingredienti è la priorità. Questa gastronomia vegana in via Tortona propone piatti cucinati con prodotti bio certificati provenienti da piccoli produttori accuratamente selezionati. Il menu cambia ogni giorno ed è possibile prenotare al mattino e poi passare a ritirare. Cibo ottimo, zero sbatti.
TATHAGATA. Via Tortona, 20. 02 839 5380. da lunedì al venerdì (9:30-18:30)
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]]>L'articolo Siamo stati da Chemona, nuovo japanese pub incredibile in zona Bocconi (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu (molto carino, scritto a mano e con alcune interessanti note che spiegano meglio gli ingredienti) comprende alcuni classici dello street food nipponico (chips di pasta di riso, edamame, takoyaki, yakitori), ma anche piatti più elaborati come il tataki di tonno, la pasta (a scelta tra udon e soba) e i donburi (grandi ciotole di riso accompagnate dagli ingredienti più vari). Sono presenti anche 3 tipi di uramaki, 4 hamburger (con katsu-curry, salmone, burger di ceci e pulled pork), 3 insalate (con salmone, tofu piastrato e pollo teriyaki) e 3 dolci (cheesecake al matcha, mochi e gelato).

Grande attenzione è riservata anche ai cocktail, divisi tra signature (ideali per l’aperitivo e per il dopocena) e long drink (più adatti ad accompagnare i pasti), tutti con ingredienti giapponesi come shochu (un distillato di orzo e riso), whisky Nikka, sake, yuzu (un frutto simile al mandarino), shiso (una specie di basilico asiatico), te matcha, salsa di soia e wasabi. Da sottolineare anche la bellezza dei nomi, come Komorebi (l’effetto della luce solare quando passa attraverso le foglie degli alberi), Ikigai (la ragione di essere, la cosa che ci dà la forza di svegliarci la mattina) e Aware (la sensazione dolceamara che si ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza che si sa effimero e destinato a esaurirsi velocemente).
Non mancano una decina di versioni di sakè, dai più secchi ai più dolci e fruttati e alcune birre alla spina (la giapponese Asahi, purtroppo l’unica giapponese in menu e alcune artigianali europee).

Come avrete capito, avevamo davvero l’imbarazzo della scelta, ma alla fine abbiamo assaggiato gli edamame affumicati con yuzu e chili (buonissimi, una ventata di novità in un piatto che, già provato in decine di altri posti, sembrava non avere più niente da dirci), gli yakitori di capesante e bacon (con un azzeccato contrasto tra la morbidezza del pesce e la croccantezza del bacon) e i takoyaki con salmone e gamberi (buoni, ma forse il piatto che ci ha convinto meno).


La nostra cena è proseguita con una strepitosa pasta con calamaretti (cotti alla perfezione e non gommosi), verdure, katsuboshi e salsa ponzu e il donburi con uovo marinato alla soia, zenzero, alga nori, peperoncino e maionese al wasabi, dove il rischio di un’accozzaglia di sapori troppo dominanti è scongiurato da un equilibrio di gusto perfetto.

“Per un uomo è vergognoso rifiutare una donna che prova a sedurlo”, un gioco di parole che può essere reso con “per un uomo è vergognoso rifiutare il cibo che gli viene servito”: è questa la traduzione dell’enorme scritta al neon che domina l’unica grandissima sala di Chemona che, compreso il soppalco che contorna tutto il locale, porta la capienza ad un centinaio di posti totali. L’arredamento è molto semplice, con grandi tavoloni rustici la cui distribuzione ben distanziata evita però di generare la tipica confusione e la rumorosità dei pub tradizionali e che permette quindi ai gentilissimi ragazzi che gestiscono la sala di riservarci tutte le attenzioni necessarie e di spiegarci dettagliatamente i piatti e i cocktail. Per chi fosse interessato, è bene sapere che la gestione del locale è la medesima di uno dei pub più famosi di Milano, il Pogue Mahone’s di Porta Romana.

Tra i piatti che vi abbiamo nominato, gli edamame costano 5 euro, gli yakitori dai 6 agli 11 e i takoyaki 8. La pasta costa tra i 13 e i 15 euro, i donburi dai 12 ai 16, gli uramaki 12 euro e gli hamburger 14. I dolci costano dai 5 ai 7 euro, i cocktail circa 10 euro e i sakè tra 7 e 9. Chemona è il classico posto da cui si può uscire con una spesa di 15 euro per un aperitivo ‘rinforzato’ così come di 50, per una cena in cui non farsi mancare nulla. Noi, per quanto descritto, abbiamo speso 66 euro in due, un prezzo che può forse sembrare un po’ troppo elevato considerando che Chemona è tutto sommato un pub, ma che si rivela corretto se valutiamo la qualità degli ingredienti e la raffinatezza di alcune preparazioni, che non vi faranno certo pentire della vostra spesa. D’altra parte, non vorrete certo essere ricoperti di vergogna per aver rifiutato del cibo, vero?
CHEMONA
Viale Bligny 21, Milano
02 45397940
Aperto tutti i giorni (19-2) tranne domenica
INFORMAZIONI UTILI:
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]]>IL CINEMINO

Il Cinemino è un (nuovo) cinema di quartiere ma dal respiro internazionale, nel cuore di Porta Romana, che organizza spesso anche incontri con autori e registi, piccoli concerti oltre che interessantissime proiezioni.
IL CINEMINO. Via Seneca 6, Milano. 02 35948722.
WANTED CINECLAN

Proiezioni di film di nicchia e spazio dedicato a incontri, dibattiti e seminari: tutto questo è Wanted Cineclan, una piccola grande perla, anch’essa nel cuore di Porta Romana.
WANTED CINECLAN. Via Atto Vannucci 13, Milano. 338 5660374.
CINEMA BELTRADE
Un cinema “come una volta”, dall’atmosfera familiare, che si amalgama perfettamente con il quartiere dove si trova, NoLo, e che riesce sempre a stupire lo spettatore per la sua programmazione originale e ricercata, spesso anche in lingua originale.
CINEMA BELTRADE. Via Oxilia 10, Milano. 02 26820592 | [email protected]
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA
Con le sue 10 sale potrebbe all’apparenza sembrare il classico multisala, ma così non è. Accanto alla programmazione più commerciale, infatti, al Palazzo del Cinema dell’Anteo, in zona Moscova, è possibile trovare anche film più ricercati, in lingua originale e tante rassegne dai temi originalissimi.
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA. Piazza XXV Aprile 8, Milano. 02 6597732
AUDITORIUM SAN FEDELE

In questo centro culturale a due passi dal Duomo, trovano casa due sale per le proiezioni e diverse iniziative di ogni genere, tra cui segnaliamo un bellissimo cineforum da 30 appuntamenti settimanali perfetto per i più appassionati.
AUDITORIUM SAN FEDELE. Piazza San Fedele 4, Milano. 02 863521.
CINEMA MEXICO
Un luogo prezioso e storico in città, nel quartiere Tortona, dove trovare film indipendenti, di nicchia e in lingua originale o anche solo per andare a divertirsi e scatenarsi il venerdì sera per il celeberrimo Rocky Horror Picture Show.
CINEMA MEXICO. Via Savona 57, Milano. 02 48951802.
CINEMA FONDAZIONE PRADA

Una vera e propria sala cinematografica all’interno della Fondazione Prada dove la scelta delle proiezioni segue tre filoni: il venerdì “Soggettiva“, film scelti da grandi personalità del mondo dell’arte per aver segnato la loro crescita culturale; il sabato “Indagine“, prime visioni e film non ancora distribuiti in Italia; la domenica “Origine“, pellicole del passato riproposte per la loro importanza ed attualità.
CINEMA FONDAZIONE PRADA. Largo Isarco 2, Milano. 02 56662636.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA
L’Ariosto, storico cinema in zona Conciliazione, vanta un’unica sala dall’aria (solo apparentemente) “parrocchiale”: qui, infatti, la scelta delle pellicole, delle rassegne e dei documentari è tra le più attente in città.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA. Via Ludovico Ariosto 16, Milano. 02 87085730.
SPAZIO OBERDAN
Lo Spazio Oberdan è uno spazio dedicato alla cultura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Milano, in zona Porta Venezia. Al suo interno un auditorium da 200 posti ospita rassegne cinematografiche e incontri, organizzati in collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana, oltre che incontri musicali e conferenze.
SPAZIO OBERDAN. Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan, Milano. 02 83982421.
CINEMA PALESTRINA
Storico cinema del quartiere Loreto, il Palestrina ha conservato una gestione familiare e un fedele pubblico che lo frequenta non solo per la sua interessante programmazione sia di film di qualità, di rassegne e retrospettive (molte dedicate all’animazione giapponese), sia per gli spettacoli teatrali del vicino oratorio.
CINEMA PALESTRINA. Via Giovanni Pierluigi da Palestrina 7, Milano. 02 87241925 | [email protected]
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]]>L'articolo La guida definitiva: i migliori ristoranti, negozi e locali in Porta Romana a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>* LA CUCINA DE’ MIBABBO. Ottimo ristorante toscano dall’atmosfera calda, accogliente e molto curata. Da non perdere i taglieri misti (di salumi, bruschette o formaggi), la pasta fatta in casa e trafilata al bronzo e la fiorentina, davvero squisita! Spesa media: 40-50€.
*GIULIO PANE E OJO. Un’istituzione non solo nella zona ma in tutta Milano per chi vuole sentirsi a Roma pur restando a Milano. I piatti sono quelli della tradizione: spaghetti cacio e pepe, alla carbonara, alla gricia, abbacchio con carciofi, saltinbocca e così via. Una nota di merito alla cortesia e alla simpatia del personale. Spesa media: 40-50€; a pranzo menu fisso a 12€ a persona (primo, secondo, acqua, ¼ di vino e caffè).
*BARMARE. Se siete in zona e avete voglia di mangiare pesce Barmare è assolutamente il posto giusto. Un locale moderno ed elegante ma non “pettinato” che propone una cucina creativa dai sapori tradizionali e ricercati. Qui trovate il nostro racconto! Spesa media: 40-50€.

Il polpo | © Caterina Zanzi
*DONGIÒ. Andiamo da Dongiò tutte le volte che ci viene voglia di cucina casereccia e dei sapori del sud italia. I piatti proposti sono quelli della tradizione calabrese, ma non solo. In ogni caso, preparatevi a sapori piuttosto piccanti! Atmosfera un po’ caotica ma caratteristica: qui trovate il nostro racconto! Spesa media: 30€.
*TAPA. Ristorante spagnolo molto frequentato nel quartiere, dove la sangria è una certezza, assieme all’ottima paella. Qui troverete tutte le tapas iberiche più famose, accanto ad altre più particolari, per un ricco aperitivo o per una cena all’insegna della varietà. Spesa media: 25-30€ (aperitivo 8€ il drink incluse 4 tapas).
*CUEVA MAYA. Atmosfera spartana, tavoli in legno, musica latino-americana, ottimi cocktail a base di frutta fresca ma, soprattutto, squisiti tacos, enchiladas, burritos e quesadillas e qualsiasi altro piatto tex-mex vi venga in mente: questo è quello che troverete da Cueva Maya! Spesa media: 30€.
*DABASS. Dabass, come suggerisce il nome, è il bistrot sotto casa, quello dove incontrare gli amici anche senza essersi dati appuntamento, sprofondare in comode poltrone vintage, farsi cullare dalle luci soffuse e dalla musica di sottofondo e, perché no, gustare una cena a base di ottimi cocktail e piatti sempre diversi. Qui trovate il nostro racconto! Spesa media: 40€.

L’uovo pochè con crema di zafferano | © Elisabetta De Candia
*PANIFICIO DAVIDE LONGONI. Non solo uno dei panifici più famosi in città, ma anche un locale perfetto sia per una ricca colazione come una volta, a base di pane, burro e marmellata o di fragranti brioche, che per una merenda golosa o per un aperitivo con un calice di vino e un tagliere di pizza e focaccia appena sfornate. Da sogno il dehors esterno per i mesi più caldi, illuminato da mille piccole lucine.

Tagliere di pizze e focacce e due calici di vino | © Lucia Brusco
*MARLÀ PASTICCERIA. Aperta da pochissimo, questa pasticceria e caffetteria si è già imposta come una delle migliori in zona (e forse anche in città!). Uno spazio elegante e curato con una ventina di posti a sedere, aperto dalla mattina alla sera. Perfetto per una pausa dolce a base di squisiti mignon, torte colorate e brioche appena sfornate oppure a pranzo, con alcune proposte salate.

La vetrina dei dolci di Marlà © Lucia Brusco
*OPEN MORE THAN BOOKS. Definire Open un semplice locale è decisamente riduttivo perché, in realtà, è uno spazio multifunzionale composto da una fornita libreria, da una caffetteria che propone anche piatti veloci per pranzo e da uno spazio di coworking sia in condivisione che in forma di piccole stanze private. Un paradiso per tutti i freelancer della zona!
*IL VINAIO DI FURIO. Una piccola enoteca di quartiere, un angolo di Toscana a Milano, senza troppe pretese, ma dal calore e dall’accoglienza unici. Perfetta per chi desidera gustare un buon calice di vino prima di cena accompagnato da un tagliere di ottimi salumi, formaggi e crostoni con ragù di chianina o fegatini. Molto belli i tavolini all’aperto per quando fa più caldo. Spesa media: 15€.
*UN POSTO A MILANO. Vi piacerebbe sentirvi in campagna pur restando nel cuore di Porta Romana? Vi basterà varcare il portone della Cascina Cuccagna e per ritrovarvi immersi in una stupenda corte con un bel giardino e un sacco di tavolini che vi faranno dimenticare lo smog e il frastuono cittadino. Dalla colazione alla cena, passando per golose merende, pranzi veloci e rilassanti aperitivi, Un Posto a Milano, il bistrot della Cascina, vi saprà offrire sempre ciò che desiderate.
*GIANNASI. Il chiosco di Giannasi, e in particolare il suo pollo allo spiedo, sono una leggenda in città per cui vale la pena anche attraversare Milano. Figurarsi se avete la fortuna di averlo a due passi da casa o dall’ufficio! Una rosticceria fornitissima (e sempre presa d’assalto) che vi regalerà squisite pause pranzo e vi salverà la cena quando sarete troppo stanchi per cucinare. Non ci sono tavolini ma, proprio nel piccolo spiazzo verde accanto, se la stagione lo permette, potete trovare numerose panchine.
*GELATERIA PORTA ROMANA. Se siete in cerca di un buon gelato in zona il posto dove andare è questa gelateria in Corso di Porta Romana, oltre alla bontà dei gusti più tradizionali, ha sempre qualche proposta speciale, spesso vegan e un vasto assortimento di torte gelato e biscotti gelato buonissimi.
*THE SPIRIT. Vicino di casa di Dabass, in Via Piacenza troviamo il The Spirit: un portone spesso, un oblò, e una lanterna accesa a segnalarne l’apertura. All’interno il locale è molto elegante, vi si trovano moltissimi distillati esclusivi, insieme ad altri più comuni. Una particolarità? Si può diventarne soci (alla cifra di 300 euro annuali) e scegliere di acquistare bottiglie pregiate e conservarle nel vostro personalissimo armadietto.
*TANABATA. Questo piccolo negozietto in via Adige è una vera perla per tutti gli appassionati del Giappone. All’interno troverete un ricco assortimento di ceramiche, bacchette, oggettistica, abbigliamento pregiato, libri e stampe tanto che scegliere sarà difficile. Tanabata vende anche online, ma noi vi consigliamo di andarci di persona per conoscere il proprietario, un simpatico anziano, che saprà guidarvi nella scelta e vi racconterà un sacco di curiosità sull’arte e sulla cultura del Sol Levante.
*BEZPEN LABORATORY. Bezpen è un negozio di abbigliamento accogliente come una casa, con i mobili di famiglia, tanti specchi dalle cornici dorate, comode poltroncine in velluto e Mia, un dolcissimo labrador accucciato vicino alla porta d’ingresso. Qui troverete abiti, scarpe, borse e accessori ricercati e di tendenza ma anche un laboratorio serale dove principianti e più esperte possono imparare o perfezionare la tecnica dell’uncinetto chiacchierando tra amiche.
*LAGO STORE. Sicuramente Lago è uno dei marchi di design più noti e ha il suo showroom proprio nel cuore di Porta Romana. I prezzi, si sa, sono altini ma entrare è una gioia per gli occhi anche solo per sognare un po’!
*50 ML. Una vera e proprio boutique olfattiva, un luogo dedicato alla profumeria di nicchia e alla cura del corpo dove verrete guidati nella ricerca della fragranza perfetta, cucita su misura per voi.
*MERCATO AGRICOLO DELLA CUCCAGNA. Un bellissimo progetto si ripete un pomeriggio a settimana all’interno della Cascina Cuccagna che, per l’occasione, si riempie di bancarelle e chioschi dove è possibile fare la spesa. Tanti prodotti a km 0, di stagione, biologici e al giusto prezzo per aiutare i contadini della zona attingendo alla filiera corta. Ogni martedì, dalle 15.30 alle 20.
*MERCATO DI COLDIRETTI LOMBARDIA. Di recentissima apertura all’interno di una ex officina meccanica, il nuovo mercato di Coldiretti in via Friuli è il più grande mercato coperto della Lombardia, dove potrete trovare frutta e verdura di stagione ma anche vino e birra artigianali, carni e salumi biologici, latticini e formaggi. Merc-sab: 8-14.

Alcuni banchi all’interno del mercato di Coldiretti Lombardia in Porta Romana |© Lucia Brusco
*GAGHE. Di questo piccolo negozietto di prodotti asiatici vi avevamo già parlato e rimane, senza dubbio, un punto di riferimento nella zona per chiunque cerchi ingredienti o piatti pronti (anche surgelati) della cucina orientale. Aperto tutti i giorni: 9.30-20.

Uno scaffale di Gaghe| © Caterina Zanzi
*LE MELE. Un fruttivendolo di quartiere “come una volta” dove la frutta e la verdura sono scelte con cura dai proprietari, sempre gentili e disponibili. Una nota positiva per chi abita in zona: fa anche delivery! Aperto tutti i giorni, tranne la domenica: 7.30-13.15/16-20.

L’ingresso del fruttivendolo Le Mele | © Lucia Brusco
*PANIFICIO SPAGNOLO. Senza dubbio la migliore panetteria/pasticceria della zona dove potrete fermarvi anche per un pranzo veloce o uno spuntino dolce approfittando di qualche comodo posto a sedere. Aperto tutti i giorni, tranne la domenica: 7.30-19.45.
*MERCATO RIONALE. Ogni venerdì mattina fino alle 14 circa per via Crema, via Piacenza e via Giulio Romano potrete acquistare generi alimentari, abbigliamento e biancheria per la casa.
*VINI DI ALBERTO NESPOLI. Una piccola bottega di fronte alla Cascina Cuccagna dove acquistare vini sfusi ed in bottiglia di qualità, selezionati con cura dal proprietario che saprà consigliarvi al meglio nella scelta. Aperto tutti i giorni, tranne la domenica: lun 16-20, da mart a sab 10-13.30/15.30-20.
*GETFIT. La prima storica Getfit della città è proprio questa di via Piacenza. Un’ampia sala macchine su due livelli, tre sale per i corsi di cui una solo per yoga e pilates, una grande piscina per nuoto libero e corsi in acqua e un bel centro termale dove rilassarsi a fine allenamento tra sauna, bagno turco e idromassaggio.

La sala macchina di Getfit via Piacenza | © Getfit website
*O.P.I. GYM BOXING CLUB. Una delle più famose palestre in città specializzata in Boxe, Kickboxe e Thaiboxe che fa corsi adatti a tutte le età e a tutti i livelli.
*THE ART OF PILATES. In questo centro viene insegnato il metodo originale pilates ad allievi di tutte le età (anche adolescenti e pre adolescenti) e ad aspiranti insegnanti, tramite lezioni di gruppo oppure individuali, interamente a corpo libero o con l’utilizzo degli attrezzi.
*MILANIMAL. Questa palestra in Via Muratori è ideologicamente divisa in due parti, una dedicata all’esercizio e all’insegnamento del Jiu-Jitsu brasiliano e una alla pratica del Crossfit.
*QC TERME. Un centro benessere nel cuore della città, racchiuso all’interno delle mura romane che creano un’atmosfera davvero suggestiva. Oltre ai classici comfort dei centri termali, quali saune, bagni turchi e percorso kneipp, qui trovate anche tre grandi piscine all’aperto con acqua calda e una zona comune dove rilassarsi su comodi divani gustandosi i buffet del pranzo e dell’aperitivo. Qui trovate il nostro racconto!

Il giardino di Qc Terme | © Qc Terme website
*LO STUDIO BIANCO. Un centro specializzato in trattamenti Ayurvedici e Phyl e rituali di bellezza effettuati esclusivamente con prodotti biologici che propone, oltre ai classici trattamenti, veri e propri percorsi per il benessere ad ogni livello. Qui la cura del corpo e il relax della mente si fondono per regalare un’esperienza unica e ritrovare equilibrio e armonia.
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]]>L'articolo A cena da Ça va sans dire, nuovo ristorante per tartare e piattini da condividere (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Ça va sans dire spazia dai capisaldi della cucina italiana a piatti dal tono decisamente più internazionale, e la formula permette di assaggiarne diversi: in carta, infatti, trovate una ventina di piccoli piatti da condividere, le cosiddette mise en bouche (qualche esempio? La frisella, le verdure in saor e la pappa al pomodoro), oltre a nove tipi di tartare sia in versione normale che small, alcune zuppe e tre classici come il vitello tonnato e il roast-beef all’inglese.

Crème brûlée di cipolle e cipolline | © Giorgia Ferrais
Noi abbiamo scelto di iniziare con alcune mise en bouche, tra cui il crostino con stracciatella di bufala e acciughe del Cantabrico, la salciccia cruda col pane caldo e il trittico di polpettine con salsa allo yogurt. In tutti e tre i piatti abbiamo riscontrato una forte attenzione per gli ingredienti, anche se la medaglia d’oro, per noi, va alla crème brûlée di cipolle, semplicemente sublime nel suo accostamento tra dolce e salato.

Il crostino e la salciccia cruda col pane caldo | © Giorgia Ferrais
Abbiamo poi proseguito con la zuppa Thai con latte di cocco, ginger, peperoncino, lime, funghi champignon, coriandolo e gamberi e con una tartare classica (capperi, acciughe, cipolline, senape, tabasco, salsa Worcestershire, cetriolini e tuorlo d’uovo). La zuppa, molto cremosa, si rivela un’esplosione di sapori e anche il coriandolo, aggiunta non sempre facile, riesce a non coprire il sapore degli altri ingredienti. Anche la tartare ci lascia davvero convinti.

La zuppa thai e la tartare classica | © Giorgia Ferrais
Per concludere in bellezza, anche se tentati dal semifreddo al lime e zenzero e la torta di mele, abbiamo optato per un semifreddo all’amaretto e un budino arancia e cannella. Anche i dolci, rigorosamente fatti in casa, ci conquistano.

I dessert | © Giorgia Ferrais
La prossima volta non ci lasceremo scappare le altre tartare, come quella con guacamole, peperoncino, menta e lime o quella più classica ispirata alle Langhe, con olio tartufato, aglietto e scaglie di parmigiano!

L’esterno del locale | © Giorgia Ferrais
Ça va sans dire ha aperto i battenti in via Giulio Romano, a qualche centinaio di metri dalla fermata della metro gialla di Porta Romana. Numerosi anche i mezzi di superficie, tra i quali il tram numero 24 e il numero 9. Proprio per questo vi consigliamo di sfruttare i mezzi, dato che parcheggiare in zona non sempre risulta facile.

L’interno del locale | © Giorgia Ferrais
Il locale si presenta curato in ogni minimo dettaglio, senza però strafare o risultare troppo “artificiale”. Dominato dai colori del nero, oro e azzurro Tiffany, conta anche su di un soppalco. L’apparecchiatura della tavola è parecchio minimal (per gli amanti della mise-en-place attenzione, qui non troverete né tovaglia né tovagliette), ma l’atmosfera accogliente, e anche la scelta musicale in sottofondo molto azzeccata rendono Ça va sans dire un luogo piacevole.

L’interno del locale | © Giorgia Ferrais
A livello di prezzo, le mise en bouche variano dai 6 ai 12 euro, le zuppe si assestano sugli 8 euro e i dolci sui 6 euro. Il prezzo delle tartare invece dipende dalle dimensioni, 22 euro per la versione normal e 12 euro per quella small. In generale, dovreste riuscire a stare sotto i 40 euro a testa, bere escluso, e il conto potrebbe ridimensionarsi grazie anche alle promozioni con The Fork. Lo scontrino finale, per noi, viene comunque ripagato dalla location molto curata, il servizio impeccabile – menzione d’onore per il proprietario – e la materia prima degli ingredienti. Per chi andasse a pranzo, qui viene proposta una interessante formula a 22 euro che comprende due piattini a scelta tra le mise en bouche, tartare, acqua, caffè e coperto.
ÇA VA SANS DIRE
Via Giulio Romano 1, Milano
02 2318 2848
Aperto da lunedì a sabato (12-14:30/19:30-22:30), no sabato a pranzo
L'articolo A cena da Ça va sans dire, nuovo ristorante per tartare e piattini da condividere (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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