L'articolo Due passi nel quartiere Lazzaretto a Milano: cosa vedere e dove mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.
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]]>Il menu, incentrato principalmente su piatti a base di verdure e legumi, ha stimolato fin da subito la nostra curiosità. Dopo una prima lettura, si capisce immediatamente una delle accezioni del nome “Osé”, per via di ingredienti ricercati probabilmente sconosciuti a chi non è familiare con la cucina orientale.
Il concept si conferma quello di un ristorante dove i piatti non sono pensati per la condivisione, ma più per un percorso culinario individuale. Si può scegliere se mangiare alla carta o fidarsi della degustazione alla cieca di 4 o 8 portate (in aggiunta entrambi prevedono due piatti a sorpresa fuori menu). Noi abbiamo optato per il menu degustazione Decadent – quattro corse e due sorprese, e siamo usciti più che sazi, per merito delle porzioni giuste.
Aggiunge di sicuro un tocco molto personale il fatto che lo chef porti ogni piatto al tavolo spieghi in modo affascinante gli ingredienti e gli accostamenti proposti.
“Dalla terra nasciamo e alla fine vi ritorniamo. Quindi è proprio da sotto terra che parte la degustazione”, lo chef sancisce così l’inizio del nostro percorso che parte dai vegetali.
Si inizia – in ordine di assaggio – con una spremuta di melograno che ci risveglia il palato e ci prepara ad un trittico vegetale che accosta ingredienti tradizionali a condimenti stranieri: purè con riduzione “come quello della nonna”, cremoso e ricco da finire facendo la scarpetta; patata dolce, coriandolo e crosta di semi e insalata di tuberi, yogurt greco e salsa verde aromatica: entrambi deliziosi.
Abbinamento vino: Spergola “Defratelli” Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero– Cà de Noci, Emilia IGT, 2016



Proseguendo con la degustazione, rimaniamo sul vegetale, ma ci spostiamo in Oriente con cavolfiore al masala, salsa verde e ayran che nel nostro percorso simboleggia la nascita (chi di voi si ricorda il libro per bambini “Nata sotto un cavolo”? Noi sì!), e ci conquista con la sua morbidezza e speziatura.
Abbinamento vino: Clai, Ottocento Bijeli, Croazia, 2016
Arriviamo poi alla radice di loto brasata, croccante di riso alla barbabietola, aiolì e gel al mandarino, “che porta alla salvezza dell’anima. Nel nostro quotidiano πάντα ῥεῖ (Panta rei, tutto scorre) e il piatto ci àncora e dà equilibrio. E nel piatto il Loto è l’ingrediente che unisce gli altri ”. Piatto incredibile, la radice ha la consistenza di un tubero ammorbidito, sapore delicato e a contrasto il croccante di riso e le salsine speziate: uno dei nostri preferiti.
Abbinamento vino: Bencze,Pinot Noir, Ungheria, 2019


Per passare dalla terra alla carne, ecco l’unico piatto in condivisione del menu che mostra ancora una volta la vena “Osé” del locale: una mozzarella campana con peperoncino e salsa alla ‘nduja da mangiare con le mani, imboccandosi l’un l’altro. Un’esplosione di contrasti, oltre che ice-breaker di un appuntamento romantico (della serie, “o la va o la spacca”).

Le portate di carne e pesce sono i ravioli alle tre carni e il tonno marinato, cioccolato bianco, wasabi e lava al nero di seppia. L’abbinamento per noi più interessante e riuscito è infatti il tonno + wasabi + cioccolato bianco che ha reso questo piatto il nostro preferito.
Abbinamento vino: Paglione, Perazzelle – Cacc’e Mmitte Doc di Lucera, Foggia, 2018


Una deliziosa frozen custard, ribes, pan di Spagna, croccante di semi aromatico conclude dolcemente la nostra cena, o almeno così pensiamo noi!
Abbinamento vino: Terre a Mano, Rosso Toscano Vendemmia Tardiva IGT “Pian de’ Sorbi”, Toscana, 2011
Subito dopo arriva un éclaire, craquellin, Sicilia piccante che “conclude la cena di oggi e inizia quella della prossima volta”, ed è infatti ripiena di ricotta, ‘nduja, dragoncello con glassa al cioccolato bianco e banana… da intingere in salsa ponzu.


Bisogna ammettere che questa conclusione salata può destabilizzare non poco gli amanti dei dolci, ma a noi è piaciuta! Finiamo questa splendida cena felici che le nostre aspettative non siano state disattese: i piatti originali, le materie prime freschissime e ricercate e gli abbinamenti accattivanti, ci rendono solo curiosi di vedere come cambierà il menu stagione dopo stagione.


L’ambiente rimarca la netta distinzione dal sister-restaurant bistrot: i decori sono minimali, le pareti hanno qualche opera d’arte ma l’atmosfera potrebbe essere scaldata un po’ più per riflettere il mood dello staff e la personalità dei piatti. I grandi tappeti posizionati in alcune aree della sala danno un bel tocco che sa di casa. Il team in sala è molto preparato, sempre piacevole e coinvolgente.
Il prezzo dei menu degustazione va dai 65€ per il Decadent – quattro corse e due sorprese -, ai 95€ per il F*cking Decadent – otto corse e tre sorprese (bevande escluse). I piatti alla carta invece si aggirano attorno ai 20€. Noi abbiamo speso ulteriori 45€ a testa per il pairing di 6 vini. A nostro parere i prezzi sono in linea con la zona tenendo conto della qualità del servizio, del cibo e del vino. Acqua, pane con burro di acciughe (buonissimo) e coperto sono inclusi.
IMMORALE OSÉ
Via Tadino 43, Milano
02 52518831
Aperto dal lunedì al sabato (19-01)
Conoscevate già il ristorante Immorale Osé? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!
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Progettata nei primi anni 30 dall’architetto Piero Portaluppi su incarico delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gigina, noti esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda, Villa Necchi Campiglio si presenta come una grande villa circondata da un ampio giardino con campo da tennis e piscina. Appena entrati, godetevi qualche momento di relax nel verde,


Vi consigliamo di fare un tour anche all’interno della villa, magnifica e arredata in stile déco: perdetevi tra oggetti d’uso dell’epoca e opere d’arte che ne impreziosiscono gli ambienti: troverete capolavori di Tiepolo e Canaletto, Sironi, De Chirico, Martini e Wildt.


Dal novembre 2017, inoltre, la villa si è arricchita della Collezione Guido Sforni, 21 opere su carta di grandi artisti del Novecento come Picasso, Fontana, Modigliani e Matisse.

Tra montavivande, citofoni interni, porte blindate scorrevoli e caveau murati, non potrete non amare ambienti speciali come la veranda, il guardaroba con oggetti d’epoca, ma anche la zona lettura, la magnificente sala da pranzo e le immense sale da bagno.


All’interno della villa potete trovare anche una caffetteria, per un pranzo o una merenda in totale relax.


In occasione di questa nostra visita a Villa Necchi Campiglio, ho indossato un completo di Kocca – brand italiano che dagli anni 90 propone collezioni dallo stile dinamico e sempre aggiornato ai trend di stagione -, composto da una giacca lunga doppiopetto e da un paio di pantaloni a fondo ampio.

Sul sito del FAI, potete trovare tutte le indicazioni per visitare il giardino, la villa e il giardino, sia in autonomia che tramite una delle visite guidate.
VILLA NECCHI CAMPIGLIO
Via Mozart 14, Milano
02 76340121 | [email protected]
Aperto da mercoledì a domenica 10-18 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Ingresso gratuito per gli iscritti FAI, intero 14€ , studenti fino ai 25 anni 9€ , ridotto 6€
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]]>L'articolo A pranzo da Røst, sorprendente bistrot a Milano, in Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
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I piatti di Røst sono pensati per essere condivisi, quindi il menu si presenta come una lista di portate non divise in antipasti, primi o secondi. La formula, a noi, piace sempre, perché ci permette di sperimentare un po’ di tutto, e infatti così facciamo. Gli ingredienti sono stagionali, poveri, e ben calibrati tra proposte a base di carne, pesce e verdure.
Immaginando di iniziare, comunque, almeno idealmente con degli antipasti, chiediamo di cominciare da tre piatti: la pancetta di Anselmo Bocchi (paradisiaca, specie se accompagnata dall’ottimo pane che viene portato al tavolo), i mondeghili (classiche polpettine milanesi che qui non fanno gridare al miracolo), e un baccalà mantecato per cui invece, al miracolo, si grida a chiare lettere.

L’incipit è dei migliori, e decidiamo di proseguire il nostro pranzo con una proposta vegetale che ci incuriosiva parecchio: le carote di Polignano con yogurt e sedano. Dolci, morbide ma croccanti, arrostite alla perfezione e, soprattutto, accompagnate (al punto giusto) da una salsa per cui immaginiamo sviluppare una dipendenza sia parecchio facile.

Proseguiamo sul coté vegetale con il sedano rapa alla vaccinara, buono, ma è con le carni che il pranzo prende davvero il volo. La salsiccia con cicoria e fiore sardo è una visione perfettamente bilanciata, e lo stesso possiamo dire della bavetta con patata della Sila, senape in grani e fondo vegetale.


Tenete in conto almeno un paio se non tre piatti a testa da condividere per uscire sazi come abbiamo fatto noi. Sazi, e appagati.

Segnaliamo una cantina vini (orientata, come da ‘moda’, su quelli naturali) decisamente pazzesca: abbiamo accompagnato il nostro pranzo con due etichette incredibili (per iniziare, ma perfetto anche per pasteggiare, un moscato Rifol di Cerruti e a seguire un Barbera del Monferrato Auriel), che hanno sicuramente contribuito a fare la differenza.

A curare gli ambienti di Røst ci ha pensato uno studio piuttosto quotato, e si vede. L’atmosfera è quella tanto in voga in città in questo momento: sedie e divanetti in velluto, tavoli (rigorosamente ‘stovagliati‘) in marmo, piatti alle pareti. Il locale è costituito da due sale, una più ampia (per modo di dire) all’ingresso, con un bancone, e un’altra più piccolina a seguire. Gli spazi, di conseguenza, risultano decisamente sovraffollati (avremmo apprezzato un paio di tavoli in meno) e l’impressione finale è quella di un ambiente intimo, forse un po’ troppo. Servizio cortese e preparato.
Accompagnando il vostro pasto con una buona bottiglia, e anche tenute presente le dimensioni non pantagrueliche dei piatti, tenete in conto una spesa finale per persona di 40-50 euro, un conto medio-alto giustificato, crediamo, dalla bontà di quello che proverete.
RØST
Via Melzo 3, Milano
[email protected] | 344 0538044
Aperto tutti i giorni (12:30-18)
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]]>L'articolo A cena da Kanpai, ristorante giapponese (tradizionale) a Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Kanpai non è eccessivamente lungo, e si concentra principalmente sugli ingredienti tipici della tradizione giapponese, pur rivisitandone con creatività le ricette. Non esiste divisione tra antipasti, primi o secondi, e tutte le portate si ben prestano a essere condivise. Siamo tentati dall’ordinare diverse pietanze, tra cui lo sgombro marinato in aceto di riso, il sashimi, la frittura di coscette di pollo e il tonkatsu.

Alla fine, però, optiamo per iniziare da delle incredibili alghe somiglianti agli spaghettini (si chiamano mozuku) sotto aceto sanbaizu e dai bao, panini al vapore gustosissimi farciti con gambero fritto.

Proseguiamo con i piatti caldi: ordiniamo gli udon Kansai Style, cioè serviti in brodo di pesce, con coscia di pollo, yuzukosho, spezie varie, funghi, cipollotti e tenkasu. Una vera coccola.

Chiudiamo con la guancia di pesce del giorno (il nostro era coda di rospo), marinata e cotta al forno, servita con daikon marinato all’umeboshi. Deliziosa e super morbida, ne avremmo voluto il doppio, complice la porzione non esattamente abbondante.

Chiudiamo la nostra cena con due dessert davvero degni di nota, entrambi preparati dallo chef Masaki Okada, ex Iyo, Tomoyoshi e Sol Levante.

Il primo, mochi fritti con crema di zucca, è sublime, ma a farci perdere la testa è la cheese cake al matcha, servita con (tanta) panna come piace a noi.

Noi abbiamo accompagnato la nostra cena con una bottiglia di vino (naturale), ma vi ricordiamo che potrete attingere anche da una lista ben assortita di originali cocktail a base di gin e whisky giapponesi, e di sakè. Noi torneremo sicuramente presto per provare altre specialità di Kanpai, come l’okonomiyaki, i vari noodles e i nigiri di Wagyu!

L’atmosfera di Kanpai è piuttosto piacevole, con un bancone all’ingresso dove è possibile trascorrere l’aperitivo o il dopocena, e una seconda sala, più raccolta, dove cenare. Segnaliamo anche un servizio parecchio cortese.

I prezzi di Kanpai sono in media con i ristoranti di questo tipo a Milano, forse un pochino più alti del normale a fronte delle porzioni non troppo generose. Tenete presente che il costo degli antipasti si attesta sui 5 euro di media, i noodles viaggiano attorno ai 10 euro, mentre per i piatti più complessi a base di carne o pesce il prezzo sale fino ai 22 euro. In generale, per una cena soddisfacente, bere a parte, dovreste tenere in conto all’incirca 35 euro a testa.
KANPAI
Via Melzo 12, Milano
02 38269862
Aperto tutti i giorni (19-1) tranne domenica
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]]>L'articolo Come si mangia da Immorale, nuovo (super) ristorante a Porta Venezia [CHIUSO] sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Immorale è interessante fin da una prima lettura. La scelta da parte dei proprietari è quella di non dividerlo nei canonici ‘antipasti’, ‘primi’ e ‘secondi’, ma di lasciare al cliente la possibilità di ordinare cose diverse, anche e soprattutto nell’ottica di condivisione. Niente ‘tapas’, però: qui, le porzioni sono giuste, e il rischio di uscire affamati è inesistente.
Ci attira davvero tutto, e vorremmo provare ogni piatto, dalla crescia di Urbino con crescenza, pecorino stagionato e verza alla bruschetta di pane, uova strapazzate, e tartufo bianco; dalle ortiche con rucola, kale, albicocche secche, nocciole e pepe sancho alla zuppa di fagioli, fino al baccalà e alla tartare di cinghiale.

Siamo in cinque e decidiamo di assaggiare tutti quelli che ci sembrano antipasti: arrivano un clamoroso ciauscolo di Re Norcino, il salame lardellato, la lonza, e due formaggi entrambi da standing ovation, il taleggio del Caseificio Carene a lo strachitunt, un formaggio blu del Caseificio Sant’Antonio. Non avremmo potuto iniziare meglio. Da condividere al centro prendiamo anche la ‘scarpetta col ragù dell’aia‘, uno strepitoso ragù da raccogliere con l'(ottimo) pane, in cui vorremmo letteralmente annegare.

Proseguiamo con dei primi piatti, tra cui gli gnocchi tostati con formaggio della fossa degli amanti e gli spaghetti alla poraccia. Quest’ultimo, per noi, è il piatto da scegliere: spaghetti quadri cotti alla perfezione e immersi in un sugo di cipolle e timo. Incredibile, davvero.

Proseguiamo con qualche portata ‘veggie’, tra cui il carciofo brasato, marmellata di clementine e liquirizia (forse in questo caso ci sarebbe potuta stare una porzione un po’ più abbondante) e il radicchio di Verona, servito con un ristretto di mosto di Lacrima e mirtilli selvaggi.


Chiudiamo, sempre in condivisione, con le costine di cinghiale selvatico ai pepi e patata schiacciata al burro. Anche questo piatto finisce per soddisfarci.

Saremmo sazi, ma la gola è un peccato: quindi, tra i dessert scegliamo una fedelissima chiffon cake al tè hoji con crema di zucca alla sambuca e panna e una pavlova con crema di mascarpone alla vaniglia e mela cotogna.

Neanche sui dolci riusciamo a trovare un difetto o nemmeno un piccolo sbavo. Usciamo dal ristorante col sorriso, tutti e cinque.


Ad esserci piaciuta è anche l’atmosfera che si respira da Immorale, raccolta senza risultare impettita, piacevole tanto da renderlo un posto perfetto per qualsiasi tipo di pranzo o cena, che sia col fidanzato, con la famiglia, per lavoro o con un gruppo di amici. Abbiamo amato il fatto che fossero presenti tovaglia e tavaglioli in tessuto, così come dei mini asciugamani in bagno. Servizio molto professionale e gentile. I posti a sedere non sono tantissimi, quindi il consiglio è quello di prenotare.

Per due piatti a testa, una bottiglia di vino e alcuni dolci condivisi, abbiamo speso una trentina di euro a testa. Un costo a nostro parere davvero irrisorio, considerata la qualità degli ingredienti, la ricercatezza di alcuni piatti e la buona riuscita di tutte le portate. Al prezzo super competitivo concorre la scelta, davvero onesta e apprezzata visti i tempi, di non far pagare coperto e acqua.
IMMORALE
Via Lecco 15, Milano
02 21067364
Aperto tutti i giorni (11:30-15 :30 e 18:30-1) tranne domenica sera
INFORMAZIONI UTILI:
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Chiunque passi da Corso Venezia non può non notare i vassoi di pasta fresca nella vetrina de Il Nuovo Principe, storica insegna Milanese a due passi da Piazza San Babila. Entrando sarete accolti da due banconi: da uno potete scegliere i piatti del giorno della tradizione meneghina (ma non solo), dall’altro una selezione di salumi, formaggi e conserve. Potete anche gustare i vostri piatti direttamente lì, la sala è accogliente e luminosa, perfetta per una pausa pranzo veloce e gustosa.
IL NUOVO PRINCIPE. Corso Venezia ang. via Senato, 2. 02 76000265. Aperto dal lunedì al sabato (11:30-19).

Ricordate Leoni in Corso Venezia? Era una delle più famose gastronomie di Milano, che dopo aver chiuso i battenti qualche anno fa ha dato vita a uno spin-off: Leoncino, nuovo locale in zona Porta Romana, precisamente in via Bergamo. Qui lasagne, parmigiana e polpette sono i piatti forti: potete portarli via o consumarli sul posto.
ROSTICCERIA LEONCINO. Via Bergamo 12/A. 02 551 0775. Aperto lunedì (9-14:30) da martedì a sabato (9-19.30).

Pochi posti a sedere e un bancone con diversi piatti del giorno: così si presenta Cucineria Pascone, che da qualche anno occupa un piccolo locale all’inizio di via Anfossi. Primi da forno, secondi di carne e pesce, contorni e insalate sfiziose. La lavagnetta all’esterno promette anche un ottimo panino col pastrami. Tutto cucinato in famiglia.
CUCINERIA PASCONE. Via Anfossi, 2. 02 551 0533. Aperto da lunedì a venerdì (8-20:30), sabato (8-15:30).

Da Palazzi, la prima cosa che si nota è il sorriso e la cortesia dei ragazzi che lavorano dietro al bancone. Il menu cambia spesso, anche se alcuni piatti sono sempre presenti, come la loro parmigiana monoporzione o le patate saltate con le cipolle. Buona anche la pizza al trancio, quella alta e soffice tipica di Milano. E poi la focaccia: ve la regalano sempre.
ROSTICCERIA PALAZZI. Via Plinio, 9. 02 204 7374. Aperto da martedì a venerdì (10:30-14:30 e 17-20:30) sabato e domenica (10:30-14 e 17-20:30).

Col Salumaio di Montenapoleone si racconta una storia lunga più di 60 anni. La gastronomia è accanto al ristorante che porta lo stesso nome, in pieno Quadrilatero della moda. I piatti sono cucinati sapientemente, i salumi e i formaggi super selezionati, la location è ineguagliabile. I prezzi, di conseguenza, potete immaginarli da voi. Ma vale la pena anche solo farci un giro.
IL SALUMAIO DI MONTENAPOLEONE. Via Santo Spirito, 10. 02 76 00 1123. Aperto da lunedì a sabato (8:30-22).
Siamo in via Battistotti Sassi, dove Ghignoni è un punto di riferimento per le sciure del quartiere, quello di viale Corsica (ma non solo). Due botteghe comunicanti, da una parte macelleria, dall’altra salumeria e gastronomia. Un tripudio di salumi, formaggi, tartine, insalate di mare, pesce fritto, polpette, verdure ripiene, brasati e tanto altro. Tutto condito con la professionalità e la simpatia del personale.
GHIGNONI. Via Luisa Battistotti Sassi, 24. 02 70 12 3037. Aperto lunedì (8-13) da martedì a sabato (8-13 e 15:30-19:30).
Prodotti stagionali e a filiera corta, acquistati da un consorzio di cascine: questo il minimo comune denominatore di tutti i piatti del menu di La Mia GastronoMia, che cambia ogni giorno. Torte salate, riso, cereali, e dolci fatti in casa non mancano mai. Ci sono pochi posti a sedere, ma vale la pena anche per una pausa pranzo veloce.
LA MIA GASTRONOMIA. Via Andrea Solari, 15. 02 4970 1334. Aperto dal lunedì al venerdì (11:30-15 e 18-21) sabato (11:30-15).

Piena Porta Venezia, esattamente in Via Lecco: La Madia è un piccolo locale con una ventina di posti a sedere dove poter gustare le tante proposte che fanno bella mostra di sé sul bancone. Qui i primi piatti sono i protagonisti ma troverete anche diverse proposte di carne e pesce. Anche la pasta fresca ripiena fatta in casa vale un assaggio!
LA MADIA. Via Lecco, 5. 02 2951 2457. Aperto dal lunedì al venerdì (7:30-20) sabato (7:30-17).
Civelli e il suo paté di fegato d’oca sono un’istituzione da quasi 60 anni in Missori. Tra salumi, formaggi, piatti caldi e freddi, panini e tramezzini (buonissimi!) le proposte sono davvero tante: sappiate solo che scaricando il menu del giorno dal loro sito vi ritroverete davanti a un Excel di almeno 150 righe. Insomma, piatti per tutti i gusti, da portare via o da mangiare sul posto.
CIVELLI. Corso Italia 16. 02 805 6487. Aperto dal lunedì al venerdì (8-19:30) sabato (8-15:30).

Giacomo Bulleri era un’icona della ristorazione milanese. La sua Rosticceria, aperta un paio di anni fa in quella via Sottocorno che è ormai diventata il suo quartier generale, è una piccola villetta con giardino e arredi dal sapore antico. I piatti, da portare via o da mangiare lì (anche nel giardino nella bella stagione), sono tipici piatti da bancone gastronomico tra cui lasagne, pappa al pomodoro, pollo allo spiedo, vitello tonnato e tanti contorni. I prezzi? Da rosticceria, ma pur sempre “di Giacomo”.
GIACOMO ROSTICCERIA. Via Pasquale Sottocorno, 6. Aperto tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte.
Salumi, formaggi, macelleria, gastronomia e cantina: così si presenta Zoppi e Gallotti, presente in città da più di trent’anni. Qui la priorità è data alla stagionalità, dalla carne al pesce, dai sughi ai contorni la tendenza è quella di utilizzare ingredienti giunti alla loro naturale maturazione. Una chicca di questa gastronomia è la linea Slim: pietanze cotte e conservate sottovuoto da preparare a casa in pochi minuti.
ZOPPI & GALLOTTI. Via Privata cesare Battisti, 2. 02 551 2898. Aperto dal lunedì al venerdì (8-14 e 16-19:30) sabato (8-13:45 e 15:45-19:30)

Probabilmente la più famosa gastronomia in città, un punto di riferimento per generazioni di milanesi. Nel flagship store di via Spadari troverete un’infinita proposta di piatti pronti ma anche tante sfiziosità da drogheria di lusso. Ma da qualche tempo Peck non è più solo lì sotto il Duomo: dopo l’apertura in Citylife a dicembre 2018, ha pensato bene di triplicare qualche mese fa con un piccolo negozio in Via Tommaso Salvini, zona Porta Venezia.
PECK. Sedi varie e orari sul sito.
Indirizzo numero uno per tutte le ‘sciure di corso Vercelli’, Campagnoli è la rosticceria più famosa in zona Conciliazione, e non senza un motivo. Qui trovate sia prodotti per tutti i giorni, dai salumi ai formaggi, passando per i piatti pronti, ma anche quelli ‘delle grandi occasioni’: imperdibili i patè di vitello e, su tutti, il formaggio al salmone affumicato. Prezzi alti, adeguati alla qualità.
SALUMERIA CAMPAGNOLI. Corso Vercelli, 14. 02 4800 5361.
Un paradiso per vegetariani e vegani: amaranto, tofu, seitan, legumi e verdure a perdita d’occhio. Da Alhambra si paga al chilo: vi riempiono il vassoio con quello che volete e lo pesano. E potete mangiare lì, oppure portare a casa. Se andate nell’ora di punta vi consigliamo l’asporto: i posti a sedere sono pochi ed è sempre pieno.
ALHAMBRA. Via San Gregorio, 17. 02 3943 2750. Aperto dal lunedì al sabato (12-14:30 e 19:30-22:30) domenica (19:30-22:30).

Da Tathagata, la qualità degli ingredienti è la priorità. Questa gastronomia vegana in via Tortona propone piatti cucinati con prodotti bio certificati provenienti da piccoli produttori accuratamente selezionati. Il menu cambia ogni giorno ed è possibile prenotare al mattino e poi passare a ritirare. Cibo ottimo, zero sbatti.
TATHAGATA. Via Tortona, 20. 02 839 5380. da lunedì al venerdì (9:30-18:30)
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]]>L'articolo Un pomeriggio di relax al parco di Villa Reale a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Iniziamo col dire che il parco è l’affaccio della Villa Reale, dimora napoleonica durante il Regno d’Italia, poi ceduta ai Savoia dopo l’unità d’Italia. La Villa ospita al proprio interno due musei fiore all’occhiello della cultura milanese, il Padiglione di Arte Contemporanea e la Galleria di Arte Moderna.

Ma cos’ha di speciale questo giardino, oltre a essere un luogo di vera pace che si estende su quasi 20mila metri quadrati? Innanzitutto la vegetazione è rigogliosa e davvero differente rispetto a quella degli altri parchi a Milano.


Passeggiando tra piccoli sentieri e ponticelli che ricordano quasi un giardino all’orientale (in realtà, si tratta del primo giardino all’inglese realizzato a Milano), vi imbatterete in laghetti con papere, ma anche in piccoli templi classici, statue e opere d’arte, tra cui “I sette savi” di Fausto Melotti.

Scortata dal figlio di una mia amica, prezioso alleato per visitare questo giardino, ho passato un bellissimo pomeriggio in questo parco. In questa occasione ho indossato un meraviglioso maglioncino in cashmere di Falconeri, super adatto anche per una visita al parco, grazie alla sua comodità e versatilità. Perché lo adoro? Perché è senza tempo e realizzato con un filato pregiato, come tutti quelli della linea Falconeri Superior Cashmere.


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Questo post è stato offerto da Falconeri Superior Cashmere.
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]]>IL CINEMINO

Il Cinemino è un (nuovo) cinema di quartiere ma dal respiro internazionale, nel cuore di Porta Romana, che organizza spesso anche incontri con autori e registi, piccoli concerti oltre che interessantissime proiezioni.
IL CINEMINO. Via Seneca 6, Milano. 02 35948722.
WANTED CINECLAN

Proiezioni di film di nicchia e spazio dedicato a incontri, dibattiti e seminari: tutto questo è Wanted Cineclan, una piccola grande perla, anch’essa nel cuore di Porta Romana.
WANTED CINECLAN. Via Atto Vannucci 13, Milano. 338 5660374.
CINEMA BELTRADE
Un cinema “come una volta”, dall’atmosfera familiare, che si amalgama perfettamente con il quartiere dove si trova, NoLo, e che riesce sempre a stupire lo spettatore per la sua programmazione originale e ricercata, spesso anche in lingua originale.
CINEMA BELTRADE. Via Oxilia 10, Milano. 02 26820592 | [email protected]
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA
Con le sue 10 sale potrebbe all’apparenza sembrare il classico multisala, ma così non è. Accanto alla programmazione più commerciale, infatti, al Palazzo del Cinema dell’Anteo, in zona Moscova, è possibile trovare anche film più ricercati, in lingua originale e tante rassegne dai temi originalissimi.
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA. Piazza XXV Aprile 8, Milano. 02 6597732
AUDITORIUM SAN FEDELE

In questo centro culturale a due passi dal Duomo, trovano casa due sale per le proiezioni e diverse iniziative di ogni genere, tra cui segnaliamo un bellissimo cineforum da 30 appuntamenti settimanali perfetto per i più appassionati.
AUDITORIUM SAN FEDELE. Piazza San Fedele 4, Milano. 02 863521.
CINEMA MEXICO
Un luogo prezioso e storico in città, nel quartiere Tortona, dove trovare film indipendenti, di nicchia e in lingua originale o anche solo per andare a divertirsi e scatenarsi il venerdì sera per il celeberrimo Rocky Horror Picture Show.
CINEMA MEXICO. Via Savona 57, Milano. 02 48951802.
CINEMA FONDAZIONE PRADA

Una vera e propria sala cinematografica all’interno della Fondazione Prada dove la scelta delle proiezioni segue tre filoni: il venerdì “Soggettiva“, film scelti da grandi personalità del mondo dell’arte per aver segnato la loro crescita culturale; il sabato “Indagine“, prime visioni e film non ancora distribuiti in Italia; la domenica “Origine“, pellicole del passato riproposte per la loro importanza ed attualità.
CINEMA FONDAZIONE PRADA. Largo Isarco 2, Milano. 02 56662636.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA
L’Ariosto, storico cinema in zona Conciliazione, vanta un’unica sala dall’aria (solo apparentemente) “parrocchiale”: qui, infatti, la scelta delle pellicole, delle rassegne e dei documentari è tra le più attente in città.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA. Via Ludovico Ariosto 16, Milano. 02 87085730.
SPAZIO OBERDAN
Lo Spazio Oberdan è uno spazio dedicato alla cultura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Milano, in zona Porta Venezia. Al suo interno un auditorium da 200 posti ospita rassegne cinematografiche e incontri, organizzati in collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana, oltre che incontri musicali e conferenze.
SPAZIO OBERDAN. Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan, Milano. 02 83982421.
CINEMA PALESTRINA
Storico cinema del quartiere Loreto, il Palestrina ha conservato una gestione familiare e un fedele pubblico che lo frequenta non solo per la sua interessante programmazione sia di film di qualità, di rassegne e retrospettive (molte dedicate all’animazione giapponese), sia per gli spettacoli teatrali del vicino oratorio.
CINEMA PALESTRINA. Via Giovanni Pierluigi da Palestrina 7, Milano. 02 87241925 | [email protected]
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]]>Il menu di Pasticceria Gelsomina è conciso e si presenta come un piccolo viaggio tra Sicilia, Campania e Puglia, che vi farà assaporare la cucina del sud Italia. Una serie di sfizi proposti come antipasto fanno da apertura a tre proposte di primi e due di secondi, cui si affiancano una selezione di insalate e, ovviamente, un’ampia proposta di dolci, che potete scegliere dal menu e anche dalla vetrina.

Panelle con crema di avocado e limone | © Dario Cosentino
Noi abbiamo iniziato con un piatto di panelle con crema di avocado e limone e una panzanella con frisella campana, bufala campana Dop, cipolla caramellata, datterini gialli e olive taggiasche. Il connubio inaspettato tra le panelle siciliane e l’esotico avocado si è rivelato una piacevole sorpresa e la panzanella, la cui ricetta toscana è stata rivisitata con ingredienti del Sud, era squisita.

La panzanella | © Dario Cosentino
Abbiamo proseguito con un piatto di orecchiette con broccoletti e peperoncino e un baccalà fritto con salsa mediterranea: ottima la materia prima e anche le cotture si sono rivelate perfette.

Il baccalà fritto con salsa mediterranea | © Dario Cosentino
A questo punto siamo andati a curiosare davanti alla vetrina dei dolci dove fanno bella mostra di sé tante proposte del pasticciere Marco Spera, che arriva dal ristorante di Filippo La Mantia.

Due dolci dalla selezione di Pasticceria Gelsomina | © Dario Cosentino
Abbiamo scelto, non senza difficoltà, un cannolo siciliano allo zenzero e una tartelletta di pasta frolla con crema pasticciera e fichi freschi, entrambi buonissimi. Non vediamo l’ora di tornare per provare altri piatti del menu come gli arancini con funghi porcini con parmentier di patate e porro, le polpette di manzo con pomodoro San Marzano e ricotta salata e tutti gli altri dolci della vetrina!

L’esterno del locale | © Dario Cosentino
Pasticceria Gelsomina ha aperto in Via Carlo Tenca, traversa di Viale Tunisia, che nell’ultimo anno si è rivelata una zona di grande fermento per quanto riguarda le nuove aperture. Prendete la metro gialla per arrivarci, la fermata Repubblica è proprio dietro l’angolo!

L’interno del locale | © Dario Cosentino
Rilassante. Questo il primo aggettivo che ci viene in mente pensando al tempo trascorso da Pasticceria Gelsomina. Il locale è curato nei minimi dettagli: dal pavimento che mixa cemento a piastrelle di ceramica di Vietri dipinte a mano fino ai tavoli e alle sedie prodotti artigianalmente da un fabbro di Orvieto, dalle stoviglie recuperate da mercatini e collezionisti fino ai bellissimi vasi con fichi d’India, tutto concorre a creare un ambiente caldo, accogliente e familiare.

Un angolo di Pasticceria Gelsomina | © Dario Cosentino
Gli sfizi vanno dai 6 ai 12 euro, i primi vengono attorno ai 10 euro, mentre i secondi tra i 12 e i 14. I dolci, infine, si attestano tra i 5 e i 7 euro. Prezzi che ci sono sembrati giusti per la qualità offerta, la location molto curata e il servizio attento, gentile e sorridente.
PASTICCERIA GELSOMINA
Via Carlo Tenca 5
02 66713696
Aperto tutti i giorni (8-20) tranne martedì
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