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]]>L'articolo A cena da Ronin Robata, palazzo mai visto prima a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Ronin è un palazzo di 4 piani che ha aperto da circa due mesi in via Alfieri, all’angolo con via Canonica e nel cuore di uno dei nostri quartieri preferiti, Chinatown. È ispirato al Giappone, sia negli arredi che nella carta. Al pianterreno c’è Piccolo Ronin, in stile izakaya, il posto giusto per spuntini e drink veloci a prezzi abbordabili, mentre al primo piano ha casa Ronin Robata, un ristorante a tutti gli effetti, i cui fornelli sono capeggiati dallo chef Luigi Nastri. Al piano 2, invece, spazio al cocktail bar Madame Cheng e a qualche sala privata per il karaoke (su prenotazione), oltre che a un ristorante omakase di prossima apertura. Quarto e ultimo piano: members club only, anche questo in via d’apertura.
Noi abbiamo scelto di trascorrere la serata, per la nostra cena di compleanno, da Ronin Robata, il cui menu si articola in proposte al confine tra Italia, Francia e Giappone, con la robata – la griglia giapponese – a fare da protagonista a molti piatti. Personalmente, avrei ordinato tutto: i gyoza di agnello e rūtsudashi, il tenpura di razza e kurozu, gli udon con curry giapponese e vongole e lo shabu shabu, fumante hot pot di verdure e carne che ha allietato i nostri vicini di tavolo e che sembrava imperdibile. Prossima volta.
Dopo un piccolo benvenuto della casa, decidiamo di iniziare il nostro percorso da due piatti che dettano un po’ le nostre impressioni ‘ondivaghe’ di tutta la cena: uno è molto buono, l’altro è meno buono. Nella prima categoria ricadono le ostriche in tenpura e vitello, servite con una parmentier di patate epica: il piatto è meravigliosamente riuscito. Lo è meno il sashimi di salmone con sunomono di cetrioli e ikura, complice una schiumetta che proprio non ci ha entusiasmato e il fatto che gli ingredienti legassero ben poco gli uni con gli altri.


Proseguiamo con due piatti ‘main’, in questo caso entrambi molto buoni. Ottimo il risotto con anguilla laccata alla robata e mandarino: cremoso al punto da mangiarlo col cucchiaio, cosa che apprezziamo sempre molto, e con l’anguilla laccata davvero capace di un twist degno di nota (leggermente smorzato dal mandarino, abbinamento insolito ma molto riuscito). Il piatto della serata, probabilmente, è però il ramen (asciutto) con aglio nero, anemoni e cenere di porro. Delizioso.


Chiudiamo la nostra cena provando la cottura sulla robata, e optando tra le varie proposte, per il manzo di razza romagnola, buono senza esagerare, forse un pochino troppo cotto per i nostri gusti, forse un pelino meno caldo di quanto doveva. Anche considerato il suo costo, non ci ha fatto emozionare. Molto buone invece le due ciotoline che abbiamo scelto per contorno: sensazionali le patate fritte con salsa takoyaki e togarashi, buonissimi anche i cetrioli con miso, edamame e sesamo.


Non troviamo spazio per il dolce, ahimè, perché possiamo dirci completamente sazi dopo questa bella porzione di carne. Ci alziamo soddisfatti, più convinti di alcuni piatti rispetto ad altri, ma nel complesso molto felici.


Il vero piatto forte di Ronin, è inutile nasconderlo, è l’atmosfera che vi si respira. Super trendy, neanche a dirlo, ma davvero piacevole anche se le cose ‘alla moda’ faticano a emozionarci. Tutto è nuovo, bellissimo, patinato, mega curato e iper dettagliato – bagno incluso, ovviamente. Il servizio è particolarmente gentile, ci si sente coccolati e ‘presi in cura’ senza troppi vezzi, ma con le giuste attenzioni. La colonna sonora è pura meraviglia, e il posto ci è sembrato perfetto un po’ per ogni occasione: da una cena di lavoro a una serata con amici, da un rendez-vous in famiglia fino al più romantico dei tête-à-tête.


Per la cena che vi abbiamo appena descritto, che abbiamo accompagnato da una bottiglia di Sauvignon delle meno care (circa 35€), il conto finale per due persone è stato di circa 150€. Entrate nell’ottica, pur non esagerando, di spendere almeno una cinquantina di euro a testa, bere a parte. Ci sta? Chiaramente dipende da quello che ognuno cerca. Noi siamo stati bene, abbiamo passato una bella serata (poi continuata al piano due, con un cocktail volante da Madame Cheng, intimo e perfetto per un date) come non accadeva da un po’, ci siamo divertiti e abbiamo sicuramente avuto un’esperienza diversa dalle solite. Torneremo con piacere (sempre che si riesca a prenotare, è un vero e proprio patema) per assaggiare la cucina più easy del Piccolo Ronin e per una bella cantata al karaoke.
HOUSE OF RONIN
Via Vittorio Alfieri 17, Milano
02 8936 7101
Aperto tutti i giorni (19-1) tranne domenica
Conoscevate già il ristorante Ronin Robata? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!
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]]>IL CINEMINO

Il Cinemino è un (nuovo) cinema di quartiere ma dal respiro internazionale, nel cuore di Porta Romana, che organizza spesso anche incontri con autori e registi, piccoli concerti oltre che interessantissime proiezioni.
IL CINEMINO. Via Seneca 6, Milano. 02 35948722.
WANTED CINECLAN

Proiezioni di film di nicchia e spazio dedicato a incontri, dibattiti e seminari: tutto questo è Wanted Cineclan, una piccola grande perla, anch’essa nel cuore di Porta Romana.
WANTED CINECLAN. Via Atto Vannucci 13, Milano. 338 5660374.
CINEMA BELTRADE
Un cinema “come una volta”, dall’atmosfera familiare, che si amalgama perfettamente con il quartiere dove si trova, NoLo, e che riesce sempre a stupire lo spettatore per la sua programmazione originale e ricercata, spesso anche in lingua originale.
CINEMA BELTRADE. Via Oxilia 10, Milano. 02 26820592 | [email protected]
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA
Con le sue 10 sale potrebbe all’apparenza sembrare il classico multisala, ma così non è. Accanto alla programmazione più commerciale, infatti, al Palazzo del Cinema dell’Anteo, in zona Moscova, è possibile trovare anche film più ricercati, in lingua originale e tante rassegne dai temi originalissimi.
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA. Piazza XXV Aprile 8, Milano. 02 6597732
AUDITORIUM SAN FEDELE

In questo centro culturale a due passi dal Duomo, trovano casa due sale per le proiezioni e diverse iniziative di ogni genere, tra cui segnaliamo un bellissimo cineforum da 30 appuntamenti settimanali perfetto per i più appassionati.
AUDITORIUM SAN FEDELE. Piazza San Fedele 4, Milano. 02 863521.
CINEMA MEXICO
Un luogo prezioso e storico in città, nel quartiere Tortona, dove trovare film indipendenti, di nicchia e in lingua originale o anche solo per andare a divertirsi e scatenarsi il venerdì sera per il celeberrimo Rocky Horror Picture Show.
CINEMA MEXICO. Via Savona 57, Milano. 02 48951802.
CINEMA FONDAZIONE PRADA

Una vera e propria sala cinematografica all’interno della Fondazione Prada dove la scelta delle proiezioni segue tre filoni: il venerdì “Soggettiva“, film scelti da grandi personalità del mondo dell’arte per aver segnato la loro crescita culturale; il sabato “Indagine“, prime visioni e film non ancora distribuiti in Italia; la domenica “Origine“, pellicole del passato riproposte per la loro importanza ed attualità.
CINEMA FONDAZIONE PRADA. Largo Isarco 2, Milano. 02 56662636.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA
L’Ariosto, storico cinema in zona Conciliazione, vanta un’unica sala dall’aria (solo apparentemente) “parrocchiale”: qui, infatti, la scelta delle pellicole, delle rassegne e dei documentari è tra le più attente in città.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA. Via Ludovico Ariosto 16, Milano. 02 87085730.
SPAZIO OBERDAN
Lo Spazio Oberdan è uno spazio dedicato alla cultura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Milano, in zona Porta Venezia. Al suo interno un auditorium da 200 posti ospita rassegne cinematografiche e incontri, organizzati in collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana, oltre che incontri musicali e conferenze.
SPAZIO OBERDAN. Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan, Milano. 02 83982421.
CINEMA PALESTRINA
Storico cinema del quartiere Loreto, il Palestrina ha conservato una gestione familiare e un fedele pubblico che lo frequenta non solo per la sua interessante programmazione sia di film di qualità, di rassegne e retrospettive (molte dedicate all’animazione giapponese), sia per gli spettacoli teatrali del vicino oratorio.
CINEMA PALESTRINA. Via Giovanni Pierluigi da Palestrina 7, Milano. 02 87241925 | [email protected]
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]]>L'articolo La guida definitiva: i migliori ristoranti, negozi e locali a zona Paolo Sarpi a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Più volte abbiamo espresso il nostro amore per Paolo Sarpi, da sempre ‘Chinatown‘ per i milanesi, ma oggi molto di più. Questo quartiere sta vivendo, negli ultimi anni, una fase di esplosione e vitalità senza precedenti, e noi lo adoriamo. Qui vi avevamo già dato qualche spunto, ma adesso è arrivato il momento di una vera e propria guida. Abbiamo raccolto i migliori ristoranti, locali e posti carini dove fare shopping, sport o rilassarsi: ecco tutti i nostri posti del cuore in zona!

Un’immagine di via Paolo Sarpi| © Caterina Zanzi
* HUA CHENG. Questa piccola e spartana trattoria rimane uno dei nostri ristoranti preferiti in città. Qui veniamo soprattutto per la pasta fresca, con verdure e gamberetti, e gli xiao mai, ravioli di carne e gamberetti al vapore. Spesa media: 20€.

Alcuni dei piatti di Hua Cheng | © Elisabetta De Candia
* PIZZIUM. Una delle nostre pizzerie del cuore a Milano (qui trovate tutte le nostre preferite) è Pizzium, che oltre a proporre pizze classiche, in carta ha anche quelle regionali, preparate con i migliori prodotti locali di ciascuna regione. Le nostre preferite sono la Abruzzo (con pomodoro, fior di latte, pecorino e guanciale) e la Toscana (con fior di latte, crudo e confettura di fichi), ma ce sono davvero per tutti i gusti. Spesa media: 15€.
* MIMI GOURMET. Cercate del pesce fresco ad un prezzo onesto? Il chiosco di Mimì farà sicuramente per voi. In carta molte proposte che cambiano ogni giorno, oltre a piatti fissi come le tartare e i carpacci, il plateau di crudi e alcuni primi di mare. Nonostante si tratti di un vero e proprio chiosco, perfetto per mangiare all’aperto, d’inverno è dotato di funghi riscaldanti. Spesa media: 20-30€.
* WANG JIAO. Quando abbiamo voglia della “pentola di fuoco” corriamo da Wang Jiao, dove questa pentolona (spesso piccantissima) piena di ingredienti come gamberetti, manzo, calamari, accompagnata da verdure è la specialità della casa. Il menu, però, è molto vario e potete trovare più o meno qualsiasi piatto cinese. Spesa media: 20€.
Una pentola di fuoco al Wang Jiao | © Caterina Zanzi
* LITTLE LAMB. Se non avete mai sentito parlare dell’hot pot vedete di rimediare al più presto. Questo ristorante cinese fa di una pentola di brodo fumante posta al centro del tavolo la sua portata principale. Dentro vi si può immergere qualsiasi tipo ingrediente, dalla carne, al pesce, ma anche verdure, ravioli e spaghetti, che una volta cotti vanno insaporiti con salsine varie. Provare per credere! Spesa media: 20€.
L’hot pot di Little Lamb | © Caterina Zanzi
* PIZZERIA DA GIULIANO. Ancora pizza, ma quella al trancio di Giuliano è un’istituzione nella zona (e non solo!). Disponibile sia nella versione mezza porzione che trancio normale, potete prenderla da asporto oppure gustarla all’interno del locale un po’ vecchio stile. A pranzo (martedì-venerdì) l’offerta a 9 euro che comprende il trancio di margherita, l’acqua e il caffè. Spesa media: 10€.
* LA RAVIOLERIA SARPI. Non un vero e proprio ristorante, bensì il take away per eccellenza dove acquistare i ravioli fatti a mano al momento sotto i vostri occhi, da mangiare subito al vapore oppure da portare a casa per cucinarli. Il ripieno? Maiale, manzo o verdure. Via ai ravioli, ma non lasciatevi scappare la crêpe cinese! Spesa media: 5-10€.

La preparazione dei ravioli cinesi | © Elisabetta De Candia
* GAM BISTROT (chiuso). Continuando sulla scia dei ristoranti orientali, in questa zona ha casa uno dei nostri coreani preferiti. Da Gam Bistrot vi consigliamo di iniziare con il piatto cardine di questa cucina, ossia il bibimbap, un mix di riso, verdure e carne con l’aggiunta di salse, tra cui la soia. In carta tanti altri piatti, tra i quali i kimbap, rotolini simili ai maki giapponesi e la frittella coreana. Spesa media: 25-30€.
Il bulgoghi bibimbap | © Caterina Zanzi
* ROSTICCERIA MEIFU. Per gli stomaci forti che non temono i cibi estremi, non poteva mancare quella che riteniamo sia la miglior rosticceria cinese in Chinatown. In questo minuscolo locale troverete trippa, testa e zampe di anatra, anguilla secca, lingua di maiale, tendini di manzo e tanto altro ancora. Buon appetito! Spesa media: 5-10€.
* OTTO. Di Otto vi abbiamo parlato in lungo e in largo, ma questo locale non smette mai di stufarci: che sia per colazione, un pranzo con gli immancabili “quadrotti” o un aperitivo da accompagnare a dei taglieri componibili secondo i propri gusti, è sempre il momento giusto per frequentarlo.

Un aperitivo da Otto | © Caterina Zanzi
* CANTINE ISOLA. Come non conoscere le Cantine Isola? Si tratta di un locale storico in cui vengono serviti calici o bottiglie di buon vino in accompagnamento a stuzzichini. L’atmosfera è “caotica”, i posti a sedere, sia dentro che fuori, sono pochi, ma qui si va soprattutto per il vino, appunto, e la compagnia, motivo per cui è tra i nostri wine bar del cuore in città.

Uno degli scaffali dei vini | © Elisabetta De Candia
* LA BUTTIGA BEER ROOM. Per chi al vino preferisce la birra, nessun problema perché questo pub, diventato ormai un punto di riferimento in zona, conta su 12 birre alla spina di produzione propria, che variano di tanto in tanto. E in accompagnamento trovate la fantastica pinsa, taglieri di salumi o nachos. Un plauso ai ragazzi al banco, molto carini e disponibili nel dispensare consigli a chi di birra ne sa poco o niente.
Il bancone de La Buttiga | © Giorgia Ferrais
* LIBROSTERIA. Una chicca che coniuga ai libri usati (circa 4mila titoli!) una proposta culinaria semplice ma ben fornita, che va dalla colazione alla cena. Un luogo adatto a tutte le occasioni, in cui si respira un’atmosfera allegra.
* QQTEA. Poteva forse mancare il nostro posto preferito per gustare il bubble tea? In questi ultimi anni abbiamo assistito al boom, specialmente in Chinatown, ma anche in altre zone di Milano, di questa buonissima bevanda. Noi però rimaniamo fedeli a QQ Tea, uno dei primi in assoluto. Qui potete trovare diversi tipi di tè (nero, verde, al latte), il gusto della base (aromatizzato al mango, allo zenzero o alla fragola, per esempio) e delle perle, come la tapioca.
* PASTICCERIA MARTESANA. Pasticceria artigianale di alta qualità, ma anche bar per una colazione o una merenda. Le specialità al banco sono davvero tante e per tutti i gusti, non resta che provarle tutte!
* VASA VASA GELATERIA SICILIANA (chiuso). Decisamente una delle migliori gelaterie in zona, qui veniamo soprattutto per le granite (quella alla mandorla si aggiudica il primo posto), ma anche per i gusti cassata, zenzero e gianduja. Dispone di tavoli, sia all’interno che all’esterno, e di un bancone bar con qualche pasticcino.
* IL CIRCOLO DEGLI EX COMBATTENTI E REDUCI AI BASTIONI DI PORTA VOLTA. Un pezzo della Vecchia Milano, addirittura risalente al 1918. Al suo interno troverete abili giocatori di burraco, bocce o biliardo intenti a sfidarsi; se non volete unirvi nei giochi, qui potrete bere un buon caffè, un aperitivo, ma anche cenare (il tutto senza troppe pretese). Nelle sere d’estate diventa un’ottima fuga dal caos della città, grazie al delizioso giardino posto sul retro.

La sala del biliardo | © Elisabetta De Candia
* CERESIO 7. Cosa c’è di più bello che contemplare Milano al tramonto da una terrazza super trendy, magari sorseggiando un ottimo cocktail accompagnato da qualche finger food? Qui è possibile, e la vista impagabile.

* CAPPELLERIA MELEGARI. Una vera pietra miliare per l’acquisto di cappelli di alta qualità che vanta sia la produzione propria che grandi firme italiane e internazionali, tra le tante, Borsalino. Un posto perfetto per un regalo al papà o al fidanzato!

Il laboratorio della cappelleria Melegari | © Elisabetta De Candia
* FIORI DI NICOLA LEUCI. Piccolo baracchino situato all’angolo tra via Sarpi e via Bramante con una proposta di fiori e piante molto varia e prezzi competitivi.
Il chiosco dei fiori | © Giorgia Ferrais
* PROFUMERIA LORENZI. Per chi alle grandi catene preferisce le profumerie di quartiere, in questo negozio troverete i classici brand, ma anche prodotti di nicchia e una vasta scelta per la cura dell’uomo.
* NINFEE BOUTIQUE. Multibrand di abbigliamento femminile che al proprio interno vende marchi come Elisabetta Franchi, Twinset e Patrizia Pepe. Al primo piano potete trovare abbigliamento in saldo.
* GIANNI ITALIA. Per l’uomo, invece, in questa boutique potete trovare un vasto assortimento di abbigliamento e accessori. Tra le tante marche, Tagliatore, Xacus e Roy Rogers.
* CITTÀ DEL SOLE. Cercate un regalo per i più piccoli? A venirvi in soccorso ci pensa questa celebre catena che propone un’ampia offerta di giocattoli per bambini e ragazzi da 0 a 14 anni.
* JOHNNY FIX. In zona di certo non mancano negozi per riparare smartphone e computer, ma Johnny è ormai una garanzia. Veloce, conveniente e (quasi) sempre aperto.
* MOOD MARKET. Nuovissimo alimentari etnico “di lusso” in cui acquistare, oltre agli innumerevoli classici prodotti, come pasta, zuppe, alghe, mochi e bevande giapponesi, anche piatti take away. Menzione d’onore ai ravioli fatti a mano e cotti al vapore!
Noodles | © Caterina Zanzi
* MACELLERIA WALTER SIRTORI. Negozio storico che offre una vasta scelta di prodotti di ottima qualità a partire dalla carne, ma anche uova, formaggi, riso e molto altro ancora. Per chi è sempre di fretta, o semplicemente non sa cucinare, ricette già pronte come arrosti e cotolette.
La vetrina della macelleria Sirtori | © Giorgia Ferrais
* ALL’ORTOLANO. In questa bottega a conduzione familiare, trovate una grande varietà di frutta e verdura di stagione, ma anche prodotti esotici, spezie ed erbe aromatiche.
* SILINI BAKERY. Panetteria/pasticceria di recente apertura perfetta per qualsiasi occasione, dalla colazione all’aperitivo. Basta un’occhiata al bancone per essere invogliati ad entrare.
* KATHAY. Nel più grande supermercato etnico d’Italia troverete tutto ciò che vi serve per la creazione di piatti orientali. Nei vari reparti, suddivisi in alimentari e drogheria, frutta e verdura esotica, bottiglieria, prodotti biologici, spezie e tè, la scelta è davvero vasta.
* MERCATO DI VIA FAUCHÉ. Uno dei mercati milanesi più gettonati si trova proprio a poca distanza da Chinatown. Qui, il martedì (7:30-14) e il sabato (fino alle 18) troverete davvero di tutto: bancarelle di frutta e verdura, fiori e piante, prodotti per la casa e la cura personale e abbigliamento.
* 20 HOURS // TONIC // ROMANS CLUB // CERESIO 7 GIM& SPA. Qualunque sia il vostro budget, in questo quartiere non sarà di certo difficile trovare una palestra adatta alle vostre esigenze. Armatevi di pazienza e passatele al setaccio tutte per trovare quella che fa per voi!
* STUDIO PILATES SARPI (chiuso). Pilates, pilates e ancora pilates. Che sia svolto con gli attrezzi o a corpo libero, qui i corsi sono davvero tanti e soddisfano qualsiasi tipo di esigenza. Inoltre, potete trovare corsi professionali ed amatoriali di danza moderna, classica e tip-tap, dal livello principiante al più avanzato.
* PARCO SEMPIONE. Un’ottima alternativa alla palestra per la bella stagione dove poter correre – sia all’interno che lungo il perimetro esterno – ma anche dove fare esercizi sulle panchine o portandosi da casa il tappetino e qualche attrezzo.
* YOGAMILAN. In un ambiente molto curato troverete vari tipi di corsi di yoga e pilates, differenziati oltre che per stile anche per livello di intensità e difficoltà. Tra i tanti, lo Yoga Dinamico, il Restorative Yoga e l’Ashtanga Yoga.
* VISA BEAUTY. Situato all’interno di un cortile di un palazzo storico, questo centro situato in Paolo Sarpi offre servizi di beauty, hair style, make-up e unghie. Consigliatissima la pulizia del viso.
* TONG TONGNAIL. Dire che in zona spopolano i saloni per mani e unghie gestiti da ragazze cinesi è poco. Noi ci siamo trovate bene in questa catena che ha una delle sedi proprio in via Lomazzo.
* ESTETICA DORIAN GREY. Qui troverete ogni tipo di trattamento per viso e corpo, così come il solarium. Molto carino l’ambiente e professionali le ragazze.
* KTV. Con 10 euro di ingresso (inclusa una consumazione), entrerete in uno dei karaoke più famosi di Milano. Ambiente che ricorda quello di una discoteca cinese anni 80 e varie sale in cui sfidare i vostri amici, vecchi o nuovi che siano. Divertimento assicurato!
Un’immagine del Ktv Sarpi 33 | © Ktv Fb[/caption]
* LA CHIESETTA. Non lasciatevi spaventare dalla mole di gente fuori da questo locale, perchè una volta entrati in questa chiesetta sconsacrata in stile gotico ne rimarrete stupiti. Ottime le birre artigianali e i chupiti, molto carina la selezione musicale.
L'articolo La guida definitiva: i migliori ristoranti, negozi e locali a zona Paolo Sarpi a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo La spesa da Mood Market, nuovo alimentari etnico in Paolo Sarpi sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Rispetto agli altri market etnici del quartiere e, in generale, di Milano, Mood Market si contraddistingue per un ambiente molto più ordinato e curato, che mi ha ricordato un po’ quello degli alimentari ‘di lusso’ Oltreoceano. Gli ambienti completamente in legno sono luoghi davvero piacevoli in cui sostare senza fretta, e ogni prodotto è descritto in lingua italiana da un cartellino apposito – cosa che non capita spesso altrove.

Il posizionamento più ‘alto’ di Mood Market si percepisce già dall’ingresso, con le tre vetrate super luminose che affacciano direttamente su via Paolo Sarpi. Entrando, si trova immediatamente un bancone pieno di deliziosi piatti perfetti per il take away, tutti provenienti dalle cucine di Mao Hunan: largo, quindi, agli spaghetti di soia e riso, e soprattutto ai favolosi ravioli fatti a mano e cotti al vapore.


Al piano terra, un’ampia sala è dedicata a ogni sorta di pasta (dai vermicelli agli udon, dai soba fino agli spaghetti di grano saraceno bio), ai preparati per zuppe pronte, basi per hot pot e fondute, e soprattutto, a salse di ogni tipo. Qui rimarrete a bocca aperta davanti a tanti prodotti che, ci scommetto, non avete mai visto, comprese spezie, condimenti, alghe e verdure essiccate. Non mancheranno anche il kimchi, il tofu, conserve di ogni tipo (di bambù, funghi, cavolo cinese…), e aceti di ogni sorta. Un banco per surgelati vi farà inoltre trovare pronti tanti tipi di ravioli diversi ma anche verdure ignote ai più.
Non manca anche il reparto dolci, con i classicissimi mochi e daifuku, ma anche piccoli snack, biscotti al matcha, budini cinesi (ai fagioli rossi!) e frutta sciroppata.


Salendo al piano superiore, largo spazio è consacrato agli snack giapponesi, tra cui spiccano castagne tostate, germogli piccanti di bambù, patatine dai packaging irresistibili (ce ne sono alcune, addirittura, di banana) e gallette di riso al wasabi. Un reparto è tutto dedicato a delle adorabili caramelle giapponesi (una su tutte, quelle all’uva), che finora avevo visto solo nei konbini di Tokyo.
Un’area del negozio, infine, è dedicata alle stoviglie in latta e in ceramica (tutte adorabili) e alla cosmetica giapponese: fenomenali, su tutti, la crema di cocco e l’olio per capelli firmato Oshima.


Tornando verso l’ingresso, accanto a una piccola sezione dedicata al fresco (in cui ho intravisto cipollotti cinesi, coriandolo, funghi enoki e daikon), gli amanti dei distillati giapponesi e delle bevande pazze, troveranno pane per i loro denti nella parete piena zeppa di sake (anche leggeri, per l’aperitivo, come il sake frizzante di mela), umeshu (vino di prugna giapponese) e birre artigianali giapponesi.
Anche gli intolleranti non rimarranno delusi, grazie alla selezione di prodotti organici e senza glutine.

I prezzi? Assolutamente concorrenziali e, soprattutto, ben diversificati: da Mood Market trovate sia prodotti di fascia media che di alta gamma, adatti a tutte le tasche.
Prima di uscire, non vi dimenticate di passare dal bar per un bubble tea o un cocktail a base di prodotti orientali!

Nei prossimi mesi, da Mood Market ci sarà anche la possibilità di pranzare o cenare in loco, e di fermarsi anche per un aperitivo, una degustazione o una lezione!
MOOD MARKET. Via Paolo Sarpi 41, Milano. 331 357 2321. Aperto tutti i giorni (9:30-22).
Siete in vena di shopping? Qui trovate tutti gli altri nostri consigli in tema!
Avete bisogno di altri consigli su Paolo Sarpi? Eccoli qui!
Questo post è stato offerto da Mood Market.
L'articolo La spesa da Mood Market, nuovo alimentari etnico in Paolo Sarpi sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 5 ristoranti e rosticcerie per mangiare cibi estremi in Paolo Sarpi a Milano (CHIUSO) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Le zampe d’anatra della rosticceria Bolin | © Tommaso Prada
Iniziamo il tour all’angolo tra via Rosmini e via Bruno, a poca distanza da uno dei nostri ristoranti cinesi preferiti, Hua Cheng. Il posto non è dei più invitanti: si presenta trasandato e piuttosto sporco, praticamente perfetto per una puntata speciale di “Operazione NAS” di 3 ore; il personale non parla una parola di italiano e probabilmente siamo i primi occidentali che vedono entrare nel 2018. Il bancone propone alcuni classici come bao o bocconcini di pollo, ma la nostra attenzione viene catturata dai recipienti contenenti viscere di maiale, tendine di vitello, lingue di anatra, ventriglio di pollo e zampe di anatra. Decidiamo di prendere una vaschetta di queste ultime (4 euro) e ci “accomodiamo” in uno dei due tavolini malfermi accostati al muro. Tutti ci guardano incuriositi e non escludiamo che abbiano girato un video durante il nostro pasto: le zampette sono fredde e gommose, praticamente si mangia solo la pelle e si succhiano le ossa; il gusto è quello di una specie di marinatura dal sapore di salsa di soia, aceto e qualcosa di indefinito che non siamo sicuri di voler scoprire.
ROSTICCERIA BOLIN. Via Rosmini 8, Milano. 0233103424. Aperto tutti i giorni (08 – 21) tranne il venerdì.

L’intestino di maiale di Yuebinlou | © Tommaso Prada
È un classicissimo ristorante cinese con i ventagli giganti e i quadri del monte Fuji (che però è in Giappone) appesi alle pareti, uno di quei locali che era uguale anche nel 1986. Tradizionale anche il menu, con piatti che trovate in tutti i ristoranti cinesi del mondo; leggendo bene però si trovano delle vere e proprie perle nascoste che ci convincono che qui siamo in uno dei posti che stiamo cercando: teste di pesce, intestino e orecchie di maiale, teste di anatra. La scelta ricade sull’intestino di maiale saltato con erba cipollina (6 euro) e al momento dell’ordinazione la gentile cameriera ci chiede se vogliamo accompagnarlo anche con il sanguinaccio; la tentazione è veramente forte, ma decidiamo di declinare per non minare la nostra già precaria tenuta digestiva. Dopo pochissimi minuti arriva il piatto: l’odore è decisamente sgradevole ma il sapore è sorprendente, quasi dolciastro e davvero piacevole, la consistenza è quella gommosa classica delle frattaglie, ma la carne si ammorbidisce a contatto con la salsa di condimento. In definitiva il piatto è davvero riuscito e quasi ci viene il rimpianto di non aver provato anche il sanguinaccio.
YUEBINLOU. Via Sarpi 42, Milano. 0236504611. Aperto tutti i giorni (12 – 00).

Il panino con la lingua d’asino di Donhot | © Tommaso Prada
A pochi passi di distanza c’è DonHot, un piccolo fastfood specializzato in carne di asino; la maggior parte dei piatti nel menu, infatti, è costituita da panini farciti di questa carne, a cui si aggiungono qualche zuppa e altri piatti di pollo e manzo. Ordiniamo un panino con lingua d’asino agro piccante (5 euro) e aspettiamo quasi 20 minuti prima di vederci servire un minuscolo panino tristemente avvolto nella carta stagnola, senza piatto, senza posate, senza tovaglioli. Il sapore non è male, la carne è un po’ filacciosa ma tenera, ricorda il cinghiale e ha un gusto delicato e non piccante quanto ci saremmo aspettati; anche il pane è discreto, croccante e friabile. Però è davvero troppo piccolo e per 5 euro ci saremmo aspettati molto di più.
DONHOT. Via Aleardi 4, Milano. 3335399899. Aperto tutti i giorni (10 – 22.30).

Le teste d’anatra della rosticceria senza nome | © Tommaso Prada
L’insegna, sotto ad un’ignota scritta in ideogrammi che non ci può far identificare chiaramente il locale, recita “Il miglior cibo dalla Cina”: chiedendoci quale giuria abbia dato questo giudizio, ci dirigiamo verso la vetrina per scoprire quali delizie ci regala questo posto senza nome. Avete presente il detto “del maiale non si butta via niente”? Evidentemente in Cina questo motto vale anche per l’anatra, perché qui potete mangiare praticamente qualsiasi parte di questi simpatici animali: collo, ali, testa, zampe, costine, trippa, lingua; in più, zampe di pollo, tofu di pesce, radice di loto, funghi cinesi e fagioli di soia. Siamo molto indecisi sulla scelta perché inaspettatamente il profumo che arriva dai cibi è davvero buono, ma alla fine decidiamo di provare una testa di anatra (2,5 euro); un plauso va sicuramente alla cura del servizio: le gentilissime ragazze servono i clienti, ovviamente tutti cinesi, con guanti, cuffie e mascherine e il cibo viene ben confezionato in una bustina di plastica trasparente e poi inserito in un sacchetto di carta. Il locale non ha posti a sedere, quindi ci dirigiamo su una panchina poco distante: il metodo di degustazione è simile a quello delle zampe, cioè si mangia la pelle e si rosicchiano le ossa; il sapore è speziato e leggermente piccante e c’è una parte davvero gustosa e morbida che ci soddisfa davvero. Se pensiamo che questa parte è molto probabilmente il cervello abbiamo un moto di repulsione, ma ci facciamo forza e finiamo di mangiare, avanzando però gli occhi, quelli proprio non ce la siamo sentita.
IL MIGLIOR CIBO DALLA CINA (?). Via Sarpi 46, Milano.

La lingua di maiale della rosticceria Meifu | © Tommaso Prada
Passando per via Morazzone (a poca distanza da Kathay, uno dei nostri negozi preferiti in zona) e sbirciando all’interno, capiamo subito che questa rosticceria può fare al caso nostro e infatti, entrando, le nostre aspettative non vengono deluse: ci si presenta un locale minuscolo e spartano dove l’unico tavolino disponibile è occupato da una bambina che sta facendo i compiti. La vetrina propone i grandi classici a cui ormai siamo abituati: trippa, testa e zampe di anatra, tendini di manzo, zampe di maiale, ma anche qualche piatto che non avevamo ancora visto come l’anguilla secca e la lingua di maiale: è proprio questa che decidiamo di assaggiare, ma il problema linguistico (scusateci per il gioco di parole) risulta inizialmente insormontabile, visto che la signora dietro al bancone ci sorride felice, ma non comprende nulla di quello che diciamo e dobbiamo aspettare l’arrivo di un ragazzo dal retro per riuscire a comunicare. La lingua si presenta inizialmente come un grosso pezzo di carne che la signora sorridente inizia a tagliare abilmente con un grosso coltello; capiamo che non è il caso di farla arrabbiare con altre richieste che non capirebbe, quindi paghiamo i nostri 4 euro e usciamo. Ci sediamo sulla nostra solita panchina e apriamo la vaschetta: la lingua è bollita e tagliata a piccoli pezzettini molto teneri. Procediamo all’assaggio e subito siamo convinti dal buon sapore della lingua, simile al classico bollito che potete trovare nelle trattorie piemontesi. Come accompagnamento ci hanno dato una salsa a base di aceto che non ci è piaciuta molto: sarebbe perfetto avere una salsa verde, ma purtroppo non siamo a Pinerolo.
ROSTICCERIA MEIFU. Via Morazzone 8, Milano.
L'articolo 5 ristoranti e rosticcerie per mangiare cibi estremi in Paolo Sarpi a Milano (CHIUSO) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Uzbek, ristorante perfetto per provare la cucina dell’Est a Isola sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Uzbek è piuttosto lungo e la prima tentazione è quella di voler provare tutto. Aiutata dal mio viaggio in Russia, conoscevo gran parte dei piatti, ma i ragazzi in sala sapranno certamente aiutare anche chi è alla prima esperienza. Tra gli antipasti ci sono diverse insalate e due torte particolari: una di aringa (con verdure cotte e maionese) e una con tonno ricoperto di verdure cotte, che mi riservo di provare la prossima volta.

La nostra tavola da Uzbek | © Caterina Zanzi
Io ho scelto di iniziare con una deliziosa aringa con patate lesse e cipolle e da un piatto di peperoni dolci farciti con carne tritata di manzo: entrambi i piatti erano buonissimi!

Le aringhe | © Caterina Zanzi

I peperoni | © Caterina Zanzi
Impossibile per me non ordinare una delle pietanze che mi aveva folgorato durante il mio viaggio a Mosca e San Pietroburgo, il khachapuri con formaggio. Si tratta di un delizioso pane con feormaggio tipico della Georgia che vi consiglio assolutamente di non perdervi.

Il khachapuri | © Caterina Zanzi
A seguire, ordiniamo del lagman, una zuppa tipica uzbeka con pasta di riso, verdure e spezie (soprattutto anice stellato) e il plov, risotto uzbeko con carne, carote, cipolle e spezie…una bontà!

Il lagman | © Caterina Zanzi

Il plov | © Caterina Zanzi
Purtroppo non ci resta spazio per i dolci (la prossima volta contiamo di ordinare la torta Napoleone), ma è una buona scusa per tornare. La prossima volta non mancherò di provare anche i pelmeni, tipici ravioli russi ripieni di carne, il gulasch con patate, il borsch e le crepes al caviale rosso!
Da bere, c’è una stringata selezione di birra e vini, ma il mio consiglio è quello di pasteggiare a vodka. Avete capito bene: la particolarità, qui, è quella di servire degli shottini di marche particolarissime, introvabili in Italia e che si sposano perfettamente con i piatti in carta.

Alcune bottiglie di vodka | © Caterina Zanzi
Noi abbiamo provato la vodka russa con acqua di lago e quella con acqua di ghiacciaio aromatizzata alla pigna…inutile dire che siamo usciti da Uzbek molto felici!

Un’immagine di Uzbek | © Caterina Zanzi
Uzbek ha casa in via Farini, alle porte del quartiere Isola e proprio dietro al Cimitero Monumentale. I locali in zona sono tanti, anche per bere qualcosa prima o dopo: date uno sguardo qui! Per arrivare, potete scegliere uno dei mezzi di superficie, la metropolitana (farmata della gialla Zara oppure della lilla Isola), oppure utilizzare la macchina: il parcheggio in zona non dovrebbe essere impossibile!

Un’immagine di Uzbek | © Caterina Zanzi
L’ambiente di Uzbek è folcloristico, ma curato e intimo. Da segnalare, le tovaglie in stoffa pulite e stirate (cosa ben più unica che rara ormai a Milano), le belle stoviglie, i tavoli ben distanziati e il servizio super gentile. I proprietari sono molto disponibili a spiegare ogni piatto, e sembra di stare un po’ a casa. Ce ne fossero di più di posti così!

Un’immagine di Uzbek | © Caterina Zanzi
Per quanto elencato in questo articolo la spesa complessiva è stata di una sessantina di euro in due. Complici anche le porzioni abbondanti, dovreste riuscire a spendere circa 30 euro a testa per una cena completa e sostanziosa. Un prezzo a mio avviso giusto e proporzionato al servizio e alle materie prime di qualità. A pranzo, il conto dovrebbe risultare ancora inferiore (le portate sono più limitate), e la spesa finale dovrebbe assestarsi attorno ai 15 euro. Da provare e riprovare!
UZBEK
Via Farini 38, Milano
327 7454584
Aperto tutti i giorni (12-15:30 e 19:30-00) tranne lunedì, e sabato e domenica a pranzo
L'articolo Uzbek, ristorante perfetto per provare la cucina dell’Est a Isola sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Hua Cheng, uno dei ristoranti cinesi a Milano più spartani (e onesti) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Hua Cheng spazia tra tantissime specialità: si va dagli involtini primavera alle carni in mille salse, ai gamberi, alle zuppe fino al pesce alla griglia. Se siete disposti a tentare la sorte, in carta trovano spazio anche intestini, sanguinacci, rane, lumachine e cannolicchi. Chiedete cosa c’è di fresco, comunque, e cadrete in piedi.
Tra i piatti più insoliti, per iniziare, abbiamo chiesto la medusa, che avevo già assaggiato altre volte e mi piace sempre molto: di per sé non ha un gran gusto, ma è sempre condita con salse buonissime e sì, la consistenza è un po’ gommosa, per cui deve piacere il genere.

La medusa di Hua Cheng | © Caterina Zanzi
Per il resto abbiamo scelto, essendo la prima volta, di iniziare in maniera più ‘soft’ con alcuni dei piatti forte del locale: gli xiao mai, ravioli al vapore di carne e gamberi e dagli xiaolongbao, fagottini ripieni di carne davvero davvero ottimi.

Gli xiaolongbao | © Caterina Zanzi

Gli xiao mai | © Caterina Zanzi
Un altro dei piatti che più ci ha soddisfatti è stata la pasta fresca (giurano, fatta da loro a mano) con verdure e gamberetti: splendidamente cotta e straordinariamente gustosa.

La pasta fresca | © Caterina Zanzi
Abbiamo proseguito con l’anatra con verdure, un po’ stopposa e ‘forte’ per i nostri gusti e con i più delicati gamberoni sale e pepe. In accompagnamento, abbiamo chiesto delle ‘verdure senza cuore‘, una specialità asiatica che consiste in una sorta di spinaci, a cui viene tagliata la foglia verde e rimane solo il gambo.

L’anatra | © Caterina Zanzi

I gamberoni sale e pepe | © Caterina Zanzi
Buonissima e dall’assicurato effetto ‘sgrassante’, anche se a dirla tutta la cucina non ci è apparsa affatto unta, al contrario di quella di tanti ristoranti cinesi in città, né piccante: qui i piatti sono quelli di Wenzhou che, al contrario di quelli di Pechino, sono tutto fuorché infuocati.
Hua Cheng ha casa in via Giordano Bruno, non distante da un altro ristorante davvero particolare e a pochi passi da Paolo Sarpi, quartiere che ci piace tantissimo e di cui potete leggere alcuni nostri consigli qui. Approfittate per un giro pre-cena qui, partendo dall’incantevole Fondazione Feltrinelli, sorseggiando un bubble tea e facendo un po’ di spesa etnica da Kathay o da Chineat. Il quartiere è a pochi passi da Moscova ed è uno dei nostri preferiti a Milano! Arrivateci usando uno dei tanti mezzi di superficie, oppure con la metro verde: parcheggiare, al contrario, sarà un po’ difficile.
Ambiente sobrio? Di più! Hua Cheng è la classica bettola, un ristorante cinese di quelli super ruspanti e popolari, un tempo frequentato da soli cinesi ma adesso celebre anche tra gli italiani, complice qualche articolo uscito negli ultimi tempi. Servizio un po’ ostico, in linea con il resto.
Oserei definire ‘ridicolo’ il conto di Hua Cheng perché noi, per esempio, siamo usciti rotolando (le porzioni sono parecchio abbondanti) con una spesa di 36 euro in due. In due, avete capito bene. Tenetelo presente, insomma se state attraversando un periodo di spending review o, semplicemente, volete staccare un po’ dai ristoranti fighetti e ultracari.
HUA CHENG
Via Giordano Bruno 13, Milano
02 3451613
Aperto tutti i giorni (11-00)
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]]>L'articolo L’hot pot di Little Lamb a Sarpi, una cena che ricorderete per molto tempo sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Conoscete l‘hot pot? Altrimenti chiamato fondue cinese, l’hot pot è un piatto tipicamente invernale che consiste in una pentola piena di brodo fumante posta al centro della tavola in cui cuocerete i diversi ingredienti. Da Little Lamb è la portata principale, e quello che vi suggerisco assolutamente di ordinare.
Potete sceglierete tra diversi tipi di brodo (io ho chiesto la pentola con due diversi brodi, uno al peperoncino e uno di manzo e pollo) in cui poi intingere di tutto: dalla carne (di qualsiasi tipo, quindi pancetta, manzo, vitello, agnello, pecora, pollo, trippa o biancostato) alle verdure (su tutti, daikon, cavolo cinese, radice di loto e funghi), ravioli, ma anche pesce (buonissima la tartare di gambero che, cotta, diventa polpetta) e spaghetti. Una volta cotti, gli ingredienti vengono poi immersi in una delle tante salsine – da quella piccante a quella al sesamo fino a quella più hard core all’aglio o alla classica salsa di soia. Una goduria!

L’hot pot di Little Lamb | © Caterina Zanzi
Altrimenti, potete scegliere di ordinare alcune specialità bbq, che vi arrivano al tavolo già cotte, anche se ovviamente vi consiglio di concentrarvi sull’hot pot. A farvi divertire sarà, al di là della qualità della carne – che rimane comunque discreta – proprio il tipo di esperienza, che purtroppo a Milano non è ancora semplice trovare. Riderete, (probabilmente) vi macchierete, ma sarà bello.

L’hot pot di Little Lamb | © Caterina Zanzi
Little Lamb ha casa nello stesso cortile di uno dei miei bar preferiti, Otto, in zona Paolo Sarpi. Il tour perfetto nei dintorni potrebbe essere un giro tra i libri della magnifica Fondazione Feltrinelli, la merenda a base di bubble tea, un po’ di spesa nel mall etnico più grande di Milano, Kathay, e un aperitivo da Otto. Arrivate o con la metro verde (Moscova o Garibaldi) o lilla (Monumentale) oppure con uno dei tanti mezzi di superficie, tra cui il bus 94.

Un angolo di Little Lamb | © Caterina Zanzi
Quando sono stata io a cena, eravamo gli unici occidentali insieme a un altro tavolo. Il resto del ristorante era completamente popolato da persone asiatiche, il che mi ha fatto pensare che si tratti di un’esperienza molto aderente con quella originale. Da fuori non gli dareste due lire, anzi, ma dentro Little Lamb è tutto sommato carino, e l’atmosfera davvero verace: siate pronti a sentirvi un po’ ad Est, e a chiudere un occhio se uscirete con addosso lo stesso odore del pentolone e i capelli crespi di umidità (in compenso, sarà come aver fatto una pulizia del viso). La promessa è quella di trascorrere una serata diversa dalle altre, ma se vi piacciono i posti ‘pettinati’ e siete un po’ schizzinosi, allora andate altrove.
Da Little Lamb dovreste uscire (mega sazi) senza spendere più di 20, massimo 30 euro a testa. Un conto decisamente medio-basso, considerata anche la quantità delle porzioni. Il servizio è un po’ sbrigativo, ma nel complesso gentile e condotto in perfetto italiano. Se ne rimarrete soddisfatti, il mio consiglio è di provare un altro cinese ‘verace’ aperto da poco tempo, Maoji a Loreto.
LITTLE LAMB
Via Paolo Sarpi 8, Milano
327 2981339
Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-23)
L'articolo L’hot pot di Little Lamb a Sarpi, una cena che ricorderete per molto tempo sembra essere il primo su Conosco un posto.
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