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]]>La carta di Bentoteca non è esageratamente lunga, ed è idealmente suddivisa tra piatti da condividere (insalata di polpo, katsusando, polpette, gyoza, piccione marinato nel sake…) e piatti ‘singoli’ tra cui spiccano diverse bontà (wagyu, pollo teriyaki, salmone marinato…) da accompagnare o sotto forma di bento (letto di riso) o di udon (tipica pasta giapponese).
La cucina è giapponese, dunque, ma con un twist dato dalla fantasia dello chef, ovviamente, e anche dall’accostamento con ingredienti più spiccatamente mediterranei, come i funghi porcini, il piccione o il bue nero di Salamanca.
La carta è notevolmente sbilanciata a favore di carne o pesce, dunque al momento non ci sentiamo di consigliarlo a persone vegetariane o vegane.

Come si mangia, quindi? Divinamente. Tutto, qui, è pensato nei minimi dettagli: dalle preparazioni alle cotture, dagli accostamenti fino all’impiattamento e al racconto delle portate, nulla è lasciato al caso. Noi scegliamo di iniziare il nostro percorso con due assaggi da condividere. Uno è l’insalata di patate in stile giapponese, sormontata da gamberetti rosa fritti. Commovente.

L’altro, decisamente più particolare e comunque indimenticabile, è il midollo cotto alla brace con calamari fermentati in stile giapponese e shokupan, un pane al latte giapponese fatto da loro. La carne si scioglie in bocca e l’accostamento terra-mare è da urlo, così come il pane di accompagnamento, perfettamente tostato. Consigliamo questo piatto ai carnivori convinti o semplicemente a chi ha voglia di sperimentare: nonostante si tratti di midollo, il retrogusto è quasi dolce e i sapori per nulla invadenti.

Come piatto principale, scegliamo di dividere (quella che vedete in foto è la metà di una porzione) una bento di chutoro, la parte più pregiata del tonno, ovvero la ventresca, che qui è adagiata su del riso e accompagnata da una frittatina e uova di trota deliziose. Uno dei migliori tonni mai assaggiati, per certo a Milano, e quasi in lotta con quello, indimenticabile, provato a Nara, in Giappone.

Chiudiamo con una cheesecake con base di azuki, molto buona e carinamente presentata. Ad accompagnare, uno dei vini naturali di cui è ben rifornita la cantina di Bentoteca, e nello specifico un ottimo catarratto. Usciamo da qui con la convinzione, ancora una volta, di aver mangiato divinamente.

Come dicevamo, Bentoteca è sorta sulle colonne di Tokuyoshi, uno stellato Michelin che era tra l’altro appena stato rinnovato. Per questo motivo, l’atmosfera qui è forse ancora più elegante di come potrebbe essere, con meravigliose sedute in velluto, un bel bancone da cui è possibile ammirare la brigata al lavoro e un ambiente nel complesso piuttosto raffinato. Ma non ingessato, merito anche del servizio giovane, sorridente e puntuale, svolto da persone che hanno tutta l’aria di chi si sta divertendo e sa il fatto suo.
Per una cena completa dovreste mettere in conto una spesa tra i 50 e i 60 euro, vini inclusi: considerate un costo tra i 12 e i 25 euro per gli assaggi da condividere (la spesa cambia parecchio a seconda di ciò che sceglierete) e tra i 18 e i 40 euro per le bento e gli udon (anche in questo caso, molto dipenderà dal taglio di pesce o carne per cui opterete). Riteniamo questo conto assolutamente in linea con la qualità della proposta e la piacevolezza dell’esperienza. E quindi niente, vi abbiamo appena parlato di uno dei posti più esaltanti al momento aperti a Milano secondo noi. Fateci sapere se andate!
BENTOTECA
Via S. Calocero 3, Milano
340 8357453
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23, mar mer solo a cena) tranne lunedì
Conoscevate già il ristorante Bentoteca a Milano? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!
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]]>L'articolo A cena da Tannico Wine Bar, nuovissima enoteca con cucina in zona Tortona sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L’app di Tannico ci ha abituato a disporre di una scelta sterminata e non ci stupisce che questa varietà si ritrovi anche nel menu del wine bar, che conta su tantissimi vini al calice e centinaia di bottiglie italiane e internazionali. Quello che non ci aspettavamo, invece, è una parte food che differenzia Tannico dalla maggior parte delle enoteche, in cui solitamente si trova solo qualche piatto non particolarmente ricercato: questo è un vero e proprio ristorante e tutti i piatti presenti in lista ci incuriosiscono fin dalla prima lettura. Dal foie gras agli gnudi, dal piccione al pastrami d’anatra, non c’è una portata che non vorremmo provare.
Il menu è formato da una ventina di proposte senza distinzione tra antipasti, primi e secondi: teoricamente le porzioni dovrebbero essere ridotte per favorire la condivisione e l’assaggio di molti piatti ma, spoiler alert, durante la cena constatiamo che gran parte dei piatti può rientrare nei canoni di una portata standard.
A dimostrazione del fatto che ci sono vini davvero da tutto il mondo, decidiamo di provare una etichetta che difficilmente troveremmo altrove, e optiamo per un Chenin Blanc del Sudafrica che si rivela eccezionale; insieme al vino, in attesa dei piatti principali, ci vengono portati degli stuzzichini (olive, nocciole tostate e pane abbrustolito) invero un po’ troppo basic rispetto al livello del resto della proposta.
Livello che si dimostra subito altissimo con un vitello tonnato la cui carne si scioglie in bocca e con una salsa gustosa e piena.

Quello che proviamo dopo è probabilmente l’highlight della serata, la cotoletta di funghi di stagione, funghi pickled e blu di pecora. I colori e i profumi ci ricordano un bosco in una giornata di ottobre e il sapore piacevolmente amaro dei funghi si fonde con la sapidità del formaggio per rendere il piatto praticamente perfetto.

A seguire, scegliamo gli gnudi alle erbe trovate con crudo di gamberi e beurre blanc, un altro piatto vincente soprattutto per il riuscito equilibrio tra le diverse consistenze.

Assaggiamo poi la tartare di bue e funghi: carne e funghi sono davvero ottimi, ma alla fine il piatto risulta un po’ troppo elementare rispetto agli altri assaggiati e forse avremmo gradito una spuma o una salsa per rendere i sapori più vari.

Potrebbe essere il momento del dolce, ma decidiamo di concederci un altro piatto salato e facciamo benissimo perché la zucca hokkaido con dragoncello, pecorino croccante e pesto di semi è tanto bella a vedersi quanto gustosa al palato. Ci permettiamo un suggerimento: perché non mettere le palline di pecorino nell’aperitivo iniziale? Noi ne avremmo mangiate a decine!

Ora il dessert lo prendiamo veramente, però.

Scegliamo la spuma di mascarpone con crumble e composta di fragole e sambuco che è certamente buonissima, ma in fondo con il mascarpone si può davvero sbagliare un dolce?

Le eleganti pareti verde petrolio delle due sale, i pavimenti in legno, i bellissimi tavoli ben distanziati e persino la musica scelta come sottofondo (tre canzoni dei Massive Attack in meno di due ore sono decisamente un plus) contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente ed elegante a cui si aggiunge la gentilezza e la preparazione di un servizio che non ha mostrato cedimenti anche a locale pieno. Durante la nostra cena abbiamo avuto l’impressione che tutti si sentissero a proprio agio, dalle coppie di fidanzati ai ragazzi che festeggiavano una laurea, fino alle signore distintissime nel tavolo accanto a noi che sono partite da un piattino e un calice per poi finire con il tavolo pieno di cibo e di bicchieri vuoti.

Con una carta di vini così vasta, il conto finale è fortemente influenzato dalla scelta della bottiglia (da 20 euro in su) o dal calice (da 6 euro in su) che prenderete; i piatti invece vanno da 7 a 18 euro, i dolci costano 6 euro e coperto e acqua non si pagano, cosa che apprezziamo sempre moltissimo. Per la cena descritta qui sopra (compresa la bottiglia di vino da 21 euro) abbiamo speso 85 euro in due, un prezzo che consideriamo davvero ottimo per un posto che sicuramente frequenteremo spesso, nella speranza di non dover tornare ai tempi in cui Tannico era solo la app che ci faceva compagnia mentre ridevamo dei meme su Mattarella.
TANNICO WINE BAR
Via Savona 17, Milano
02 09946657
Aperto tutti i giorni (18-00) tranne lunedì
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]]>L'articolo A cena da Tokuyoshi, ristorante incredibile in zona Sant’Agostino a Milano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La proposta di Tokuyoshi si snoda tra un menu omakase, in giapponese “lascio fare a te“, che affida all’estro della brigata e alla stagionalità dei prodotti un percorso da otto piatti; e un menu alla carta, piuttosto stringato, composto quattro antipasti, altrettanti primi e cinque secondi. Gli ingredienti utilizzati sono principalmente occidentali, ma si notano diverse influenze orientali, come la carne wagyu di Kyoto o il miso di loro produzione.
Noi abbiamo deciso di lasciarci completamente nelle (sapienti) mani dello chef, iniziando il nostro ‘viaggio’ da un piatto chiamato ‘Pizza delivery‘, un senbei giapponese – ovvero un cracker preparato con l’impasto della polenta e servito in un cartone della pizza, a ricordare una capricciosa, e quindi arricchito con mortadella, salsa di pomodoro, carciofi fritti, fhunghi, capperi e origano. Divertente, ma il bello deve ancora arrivare.

Le successive due portate ci iniziano già a commuovere: arrivano un sashimi bianco di calamaro, lardo, pecorino, scorza di limone e rafano: un trionfo di delicatezza e bontà, con accostamenti di sapori impensati che eppure si sposano alla perfezione. Stesso giudizio per un’altra scommessa, almeno sulla carta parecchio ardita, ovvero quella del tonno marinato, servito con prosciutto di Parma e un brodo di capperi.


Proseguiamo con una tartelletta con crema di cavolfiore e cavolfiori fritti, che anticipa il vero piatto re della serata, che credo ricorderemo a lungo: uno spaghetto mantecato con la salsa francese beurre blanc, con timo, alloro, pompelmo e ricci di mare. Un trionfo di sapori che faticheremo a scordare.


Proseguiamo con ben due secondi piatti, entrambi notevoli: l’anguilla, da un lato, e il germano. Anche in questo caso, il risultato è di una raffinatezza estrema, nonostante i sapori forti degli ingredienti protagonisti delle portate. L’impiattamento? Incredibile.


Arrivati a questo punto saremmo anche sazi e felici, ma lo chef decide che devono ancora arrivare gli incredibili tortellini in brodo “via Emilia”, pasta fresca con ripieno e brodo di cappone, sormontato da una grattugiata di tartufo nero. Eccellente.

Arriva il momento del dessert, servito in un triplice trionfo di piatti, divisi tra predessert, dolce vero e proprio (gelato al topinambur, sormontato da una meringa dolce al carbone), e piccola pasticceria finale.



Usciamo da Tokuyoshi con la netta sensazione di aver fatto una delle cene migliori della nostra vita. Pensate vi possa bastare come reference?


I locali di Tokuyoshi, come anticipato, sono stati recentemente rinnovati per il quinto compleanno del ristorante. Qui troverete un ambiente elegante e rilassante, con tavoli in legno, pareti verdi, sedie e divanetti in velluto. Nell’unica sala dove si può pranzare o cenare, trovano spazio una trentina di coperti suddivisi tra tavoli ‘classici’, tavolo conviviale per gruppi fino a 8 persone, e chef’s table, per ammirare da vicino lo chef all’opera. Accanto, troverete un altro (nuovo) ambiente, battezzato “salotto”, in cui poter prendere un aperitivo o godersi il dessert in totale relax. Completano il tutto un servizio giovane e competente, col sorriso di chi non solo ti vuole felice, ma è felice.


Nel caso decideste di optare per il menu alla carta, tenete conto che il prezzo medio degli antipasti è di 25 euro, quello dei primi 30-35, quello dei secondi 30-45; nel caso vi buttaste (e dovreste) sul menu omakase, il suo costo è di 135 euro, con 85 euro aggiuntivi per l’abbinamento vini e 55 per l’abbinamento tè. Un prezzo in linea con i ristoranti di questa categoria e che riteniamo super ben speso a fronte dell’atmosfera, del servizio e, soprattutto, dei piatti assaggiati.
RISTORANTE TOKUYOSHI
Via S. Calocero 3, Milano
0284254626
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23:30, mar mer solo a cena) tranne lunedì
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Chiunque passi da Corso Venezia non può non notare i vassoi di pasta fresca nella vetrina de Il Nuovo Principe, storica insegna Milanese a due passi da Piazza San Babila. Entrando sarete accolti da due banconi: da uno potete scegliere i piatti del giorno della tradizione meneghina (ma non solo), dall’altro una selezione di salumi, formaggi e conserve. Potete anche gustare i vostri piatti direttamente lì, la sala è accogliente e luminosa, perfetta per una pausa pranzo veloce e gustosa.
IL NUOVO PRINCIPE. Corso Venezia ang. via Senato, 2. 02 76000265. Aperto dal lunedì al sabato (11:30-19).

Ricordate Leoni in Corso Venezia? Era una delle più famose gastronomie di Milano, che dopo aver chiuso i battenti qualche anno fa ha dato vita a uno spin-off: Leoncino, nuovo locale in zona Porta Romana, precisamente in via Bergamo. Qui lasagne, parmigiana e polpette sono i piatti forti: potete portarli via o consumarli sul posto.
ROSTICCERIA LEONCINO. Via Bergamo 12/A. 02 551 0775. Aperto lunedì (9-14:30) da martedì a sabato (9-19.30).

Pochi posti a sedere e un bancone con diversi piatti del giorno: così si presenta Cucineria Pascone, che da qualche anno occupa un piccolo locale all’inizio di via Anfossi. Primi da forno, secondi di carne e pesce, contorni e insalate sfiziose. La lavagnetta all’esterno promette anche un ottimo panino col pastrami. Tutto cucinato in famiglia.
CUCINERIA PASCONE. Via Anfossi, 2. 02 551 0533. Aperto da lunedì a venerdì (8-20:30), sabato (8-15:30).

Da Palazzi, la prima cosa che si nota è il sorriso e la cortesia dei ragazzi che lavorano dietro al bancone. Il menu cambia spesso, anche se alcuni piatti sono sempre presenti, come la loro parmigiana monoporzione o le patate saltate con le cipolle. Buona anche la pizza al trancio, quella alta e soffice tipica di Milano. E poi la focaccia: ve la regalano sempre.
ROSTICCERIA PALAZZI. Via Plinio, 9. 02 204 7374. Aperto da martedì a venerdì (10:30-14:30 e 17-20:30) sabato e domenica (10:30-14 e 17-20:30).

Col Salumaio di Montenapoleone si racconta una storia lunga più di 60 anni. La gastronomia è accanto al ristorante che porta lo stesso nome, in pieno Quadrilatero della moda. I piatti sono cucinati sapientemente, i salumi e i formaggi super selezionati, la location è ineguagliabile. I prezzi, di conseguenza, potete immaginarli da voi. Ma vale la pena anche solo farci un giro.
IL SALUMAIO DI MONTENAPOLEONE. Via Santo Spirito, 10. 02 76 00 1123. Aperto da lunedì a sabato (8:30-22).
Siamo in via Battistotti Sassi, dove Ghignoni è un punto di riferimento per le sciure del quartiere, quello di viale Corsica (ma non solo). Due botteghe comunicanti, da una parte macelleria, dall’altra salumeria e gastronomia. Un tripudio di salumi, formaggi, tartine, insalate di mare, pesce fritto, polpette, verdure ripiene, brasati e tanto altro. Tutto condito con la professionalità e la simpatia del personale.
GHIGNONI. Via Luisa Battistotti Sassi, 24. 02 70 12 3037. Aperto lunedì (8-13) da martedì a sabato (8-13 e 15:30-19:30).
Prodotti stagionali e a filiera corta, acquistati da un consorzio di cascine: questo il minimo comune denominatore di tutti i piatti del menu di La Mia GastronoMia, che cambia ogni giorno. Torte salate, riso, cereali, e dolci fatti in casa non mancano mai. Ci sono pochi posti a sedere, ma vale la pena anche per una pausa pranzo veloce.
LA MIA GASTRONOMIA. Via Andrea Solari, 15. 02 4970 1334. Aperto dal lunedì al venerdì (11:30-15 e 18-21) sabato (11:30-15).

Piena Porta Venezia, esattamente in Via Lecco: La Madia è un piccolo locale con una ventina di posti a sedere dove poter gustare le tante proposte che fanno bella mostra di sé sul bancone. Qui i primi piatti sono i protagonisti ma troverete anche diverse proposte di carne e pesce. Anche la pasta fresca ripiena fatta in casa vale un assaggio!
LA MADIA. Via Lecco, 5. 02 2951 2457. Aperto dal lunedì al venerdì (7:30-20) sabato (7:30-17).
Civelli e il suo paté di fegato d’oca sono un’istituzione da quasi 60 anni in Missori. Tra salumi, formaggi, piatti caldi e freddi, panini e tramezzini (buonissimi!) le proposte sono davvero tante: sappiate solo che scaricando il menu del giorno dal loro sito vi ritroverete davanti a un Excel di almeno 150 righe. Insomma, piatti per tutti i gusti, da portare via o da mangiare sul posto.
CIVELLI. Corso Italia 16. 02 805 6487. Aperto dal lunedì al venerdì (8-19:30) sabato (8-15:30).

Giacomo Bulleri era un’icona della ristorazione milanese. La sua Rosticceria, aperta un paio di anni fa in quella via Sottocorno che è ormai diventata il suo quartier generale, è una piccola villetta con giardino e arredi dal sapore antico. I piatti, da portare via o da mangiare lì (anche nel giardino nella bella stagione), sono tipici piatti da bancone gastronomico tra cui lasagne, pappa al pomodoro, pollo allo spiedo, vitello tonnato e tanti contorni. I prezzi? Da rosticceria, ma pur sempre “di Giacomo”.
GIACOMO ROSTICCERIA. Via Pasquale Sottocorno, 6. Aperto tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte.
Salumi, formaggi, macelleria, gastronomia e cantina: così si presenta Zoppi e Gallotti, presente in città da più di trent’anni. Qui la priorità è data alla stagionalità, dalla carne al pesce, dai sughi ai contorni la tendenza è quella di utilizzare ingredienti giunti alla loro naturale maturazione. Una chicca di questa gastronomia è la linea Slim: pietanze cotte e conservate sottovuoto da preparare a casa in pochi minuti.
ZOPPI & GALLOTTI. Via Privata cesare Battisti, 2. 02 551 2898. Aperto dal lunedì al venerdì (8-14 e 16-19:30) sabato (8-13:45 e 15:45-19:30)

Probabilmente la più famosa gastronomia in città, un punto di riferimento per generazioni di milanesi. Nel flagship store di via Spadari troverete un’infinita proposta di piatti pronti ma anche tante sfiziosità da drogheria di lusso. Ma da qualche tempo Peck non è più solo lì sotto il Duomo: dopo l’apertura in Citylife a dicembre 2018, ha pensato bene di triplicare qualche mese fa con un piccolo negozio in Via Tommaso Salvini, zona Porta Venezia.
PECK. Sedi varie e orari sul sito.
Indirizzo numero uno per tutte le ‘sciure di corso Vercelli’, Campagnoli è la rosticceria più famosa in zona Conciliazione, e non senza un motivo. Qui trovate sia prodotti per tutti i giorni, dai salumi ai formaggi, passando per i piatti pronti, ma anche quelli ‘delle grandi occasioni’: imperdibili i patè di vitello e, su tutti, il formaggio al salmone affumicato. Prezzi alti, adeguati alla qualità.
SALUMERIA CAMPAGNOLI. Corso Vercelli, 14. 02 4800 5361.
Un paradiso per vegetariani e vegani: amaranto, tofu, seitan, legumi e verdure a perdita d’occhio. Da Alhambra si paga al chilo: vi riempiono il vassoio con quello che volete e lo pesano. E potete mangiare lì, oppure portare a casa. Se andate nell’ora di punta vi consigliamo l’asporto: i posti a sedere sono pochi ed è sempre pieno.
ALHAMBRA. Via San Gregorio, 17. 02 3943 2750. Aperto dal lunedì al sabato (12-14:30 e 19:30-22:30) domenica (19:30-22:30).

Da Tathagata, la qualità degli ingredienti è la priorità. Questa gastronomia vegana in via Tortona propone piatti cucinati con prodotti bio certificati provenienti da piccoli produttori accuratamente selezionati. Il menu cambia ogni giorno ed è possibile prenotare al mattino e poi passare a ritirare. Cibo ottimo, zero sbatti.
TATHAGATA. Via Tortona, 20. 02 839 5380. da lunedì al venerdì (9:30-18:30)
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]]>L'articolo 10 cinema d’essai a Milano con una programmazione super interessante sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>IL CINEMINO

Il Cinemino è un (nuovo) cinema di quartiere ma dal respiro internazionale, nel cuore di Porta Romana, che organizza spesso anche incontri con autori e registi, piccoli concerti oltre che interessantissime proiezioni.
IL CINEMINO. Via Seneca 6, Milano. 02 35948722.
WANTED CINECLAN

Proiezioni di film di nicchia e spazio dedicato a incontri, dibattiti e seminari: tutto questo è Wanted Cineclan, una piccola grande perla, anch’essa nel cuore di Porta Romana.
WANTED CINECLAN. Via Atto Vannucci 13, Milano. 338 5660374.
CINEMA BELTRADE
Un cinema “come una volta”, dall’atmosfera familiare, che si amalgama perfettamente con il quartiere dove si trova, NoLo, e che riesce sempre a stupire lo spettatore per la sua programmazione originale e ricercata, spesso anche in lingua originale.
CINEMA BELTRADE. Via Oxilia 10, Milano. 02 26820592 | [email protected]
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA
Con le sue 10 sale potrebbe all’apparenza sembrare il classico multisala, ma così non è. Accanto alla programmazione più commerciale, infatti, al Palazzo del Cinema dell’Anteo, in zona Moscova, è possibile trovare anche film più ricercati, in lingua originale e tante rassegne dai temi originalissimi.
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA. Piazza XXV Aprile 8, Milano. 02 6597732
AUDITORIUM SAN FEDELE

In questo centro culturale a due passi dal Duomo, trovano casa due sale per le proiezioni e diverse iniziative di ogni genere, tra cui segnaliamo un bellissimo cineforum da 30 appuntamenti settimanali perfetto per i più appassionati.
AUDITORIUM SAN FEDELE. Piazza San Fedele 4, Milano. 02 863521.
CINEMA MEXICO
Un luogo prezioso e storico in città, nel quartiere Tortona, dove trovare film indipendenti, di nicchia e in lingua originale o anche solo per andare a divertirsi e scatenarsi il venerdì sera per il celeberrimo Rocky Horror Picture Show.
CINEMA MEXICO. Via Savona 57, Milano. 02 48951802.
CINEMA FONDAZIONE PRADA

Una vera e propria sala cinematografica all’interno della Fondazione Prada dove la scelta delle proiezioni segue tre filoni: il venerdì “Soggettiva“, film scelti da grandi personalità del mondo dell’arte per aver segnato la loro crescita culturale; il sabato “Indagine“, prime visioni e film non ancora distribuiti in Italia; la domenica “Origine“, pellicole del passato riproposte per la loro importanza ed attualità.
CINEMA FONDAZIONE PRADA. Largo Isarco 2, Milano. 02 56662636.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA
L’Ariosto, storico cinema in zona Conciliazione, vanta un’unica sala dall’aria (solo apparentemente) “parrocchiale”: qui, infatti, la scelta delle pellicole, delle rassegne e dei documentari è tra le più attente in città.
ARIOSTO SPAZIOCINEMA. Via Ludovico Ariosto 16, Milano. 02 87085730.
SPAZIO OBERDAN
Lo Spazio Oberdan è uno spazio dedicato alla cultura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Milano, in zona Porta Venezia. Al suo interno un auditorium da 200 posti ospita rassegne cinematografiche e incontri, organizzati in collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana, oltre che incontri musicali e conferenze.
SPAZIO OBERDAN. Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan, Milano. 02 83982421.
CINEMA PALESTRINA
Storico cinema del quartiere Loreto, il Palestrina ha conservato una gestione familiare e un fedele pubblico che lo frequenta non solo per la sua interessante programmazione sia di film di qualità, di rassegne e retrospettive (molte dedicate all’animazione giapponese), sia per gli spettacoli teatrali del vicino oratorio.
CINEMA PALESTRINA. Via Giovanni Pierluigi da Palestrina 7, Milano. 02 87241925 | [email protected]
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]]>L'articolo A cena da Orma Bruna, il nuovo ristorante di cucina marchigiana e abruzzese in zona Solari (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Appena seduti al nostro tavolo (un po’ piccolo a dire il vero) ci chiediamo a cosa servano le due ciotoline davanti a noi; la risposta arriva presto, quando il gentilissimo cameriere le riempie con un delizioso olio da degustare con il pane a inizio pasto. Su consiglio dello stesso cameriere scegliamo anche il vino – il Cococciola – un buonissimo bianco abruzzese dolce e fruttato con un retrogusto di mandorla.
Il menu è essenziale, come piace a noi: pochi piatti che senza giri di parole (o di ingredienti…) toccano le corde della tradizione marchigiana e abruzzese. Tra gli antipasti troviamo le pallotte cacio e ova, una selezione di salumi e formaggi con mostarde e un piatto chiamato “a tutto fritto” che cattura immediatamente la nostra attenzione e che non ci lasciamo scappare. Comprende delle meravigliose olive all’ascolana classiche e con tartufo, carciofi, zucchine e una spettacolare caciotta fritta.

I primi piatti ci mettono in difficoltà perché tra il risotto con cime di rapa, caciocavallo podolico e limone, le fettuccine al tartufo marchigiano e le fettuccine al ragù di agnello, melanzana alla brace e pecorino la scelta è davvero difficile. Alla fine decidiamo di dividerci una porzione di quest’ultimo piatto e non ne rimaniamo certo delusi: la pasta è ruvida, cotta perfettamente e dal gusto equilibrato grazie alla crema di melanzane che bilancia alla perfezione il sapore deciso dell’agnello.

L’attesa viene presto soddisfatta quando arrivano l’uovo di montagna con pecorino, tarallo e tartufo e la pancia di maialino con cicoria e purea di mele del piceno. L’uovo è piacevolmente cremoso, si amalgama benissimo con la consistenza del tarallo e l’abbinamento con il tartufo è un classico che non ha certo bisogno di ulteriori commenti. La pancia di maialino invece si scioglie in bocca e insieme alla pelle croccante, alle cicorie amare e alla purea dolce crea un insieme di sensazioni davvero riuscito.


Tra gli altri secondi segnaliamo le costolette di agnello con cavolo cappuccio e maionese all’aglio e il baccalà con crema di patate, peperone dolce e pesto di basilico.
Siamo decisamente sazi anche perché le porzioni sono tutt’altro che esigue, ma non possiamo non provare almeno un dolce: sembrano tutti buonissimi (tra gli altri, crema fritta all’ascolana, crostata all’amarena e crema di ricotta di pecora e un interessante “caffè del marinaio”, aromatizzato con liquore all’anice e rum), ma alla fine ci decidiamo per la buonissima millefoglie con zafferano aquilano (“sarei pazza a fare il risotto con lo zafferano a Milano, così lo uso in altri piatti” ci dice Olga), vaniglia e lampone.

Mentre sorseggiamo un’anisetta (un liquore tipico marchigiano a base di anice), Olga ci ricorda che Orma Bruna è anche una bottega in cui è possibile comprare molti dei prodotti che abbiamo assaggiato durante la cena e che all’ora dell’aperitivo è prevista una formula con calice di vino e tagliere di salumi e formaggi a prezzo speciale.

Se il cibo non fosse così buono, quasi passerebbe in secondo piano rispetto all’atmosfera che si respira da Orma Bruna dove tutti gli elementi concorrono a costruire una sensazione di benessere che dura per tutta la cena: l’ambiente luminoso con arredi semplici ma ricercati, il personale di sala disponibile e professionale, ma soprattutto Olga, una padrona di casa esemplare che a ogni parola trasmette la passione e l’entusiasmo che la guidano in questa avventura: tra un piatto e l’altro ci spiega la ricetta perfetta delle olive all’ascolana (rigorosamente snocciolate a mano a spirale!), ci racconta di come raccoglie personalmente i tartufi con i suoi cani e ci parla del suo impegno per cercare di aiutare i giovani imprenditori della sua terra.

Gli antipasti costano dai 9 ai 16 euro, i primi dai 13 ai 16, per i secondi spenderete tra i 16 e i 21 euro e per i dolci tra i 6 e i 7. La carta dei vini – molto fornita – comprende bottiglie per tutte le tasche e i calici costano 4 euro.
Noi – in due – abbiamo speso 84 euro, ridotti a 67 grazie allo sconto di The Fork. Anche senza sconto, il prezzo è ampiamente giustificato dalla qualità altissima del cibo e dal servizio e l’atmosfera assolutamente da ricordare che ci hanno dimostrato come sia possibile innamorarsi di un ristorante a prima vista.
ORMA BRUNA
Via Montevideo 4, Milano
389 607 8866 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (12-15; 19-23) tranne domenica
Conoscevate già Orma Bruna? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!
L'articolo A cena da Orma Bruna, il nuovo ristorante di cucina marchigiana e abruzzese in zona Solari (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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L’esterno di Pescaria in Via Solari | © Elisabetta De Candia

La sala interna di Pescaria | © Elisabetta De Candia
Il locale si trova al civico 12 di Via Solari, e va così ad aggiungersi ai tanti ristoranti in zona, ideali soprattutto per la pausa pranzo. La prima novità è che nel nuovo Pescaria si può prenotare. I posti disponibili sono all’incirca una trentina, divisi tra due sale, quindi decisamente di più rispetto a quelli del locale in zona Corso Como. Vi consigliamo di scegliere la seconda sala, più lontana dall’ingresso e dalle inevitabili code che si formeranno per i clienti dell’asporto.

Menu di Pescaria | © Elisabetta De Candia
Il menu prevede diverse varianti di cruditè, tartare e insalate, ma anche primi piatti, pesce cotto, fritture e gli ormai famosissimi panini di mare. Inoltre, vi sono dei fuori menu diversi ogni giorno e annotati su una lavagnetta. Noi abbiamo optato per un panino con tartare di tonno, burrata, pomodoro fresco, pesto al basilico e olio al cappero, un panino con polpo fritto, cime di rapa, ricotta al limone e olio alle alici, e un fritto di paranza e alici, con chips di patate (fritte). I prezzi sono piuttosto democratici (i panini oscillano tra gli 8 e i 12 euro, le tartare tra i 12 e i 17), e le porzioni molto abbondanti. Inoltre, la qualità del pesce è freschissima e innegabile, la frittura davvero ben fatta e leggera (anche se il polpo è risultato un po’ troppo duro e pesante da finire).

Il panino con tartare di tonno e burrata | © Elisabetta De Candia

Il panino con il polpo fritto | © Elisabetta De Candia
Passiamo ora ai punti critici, perché l’impressione è di un’inaugurazione non completamente riuscita: la linea telefonica è per il momento assente (anche se la promessa è quella di ripristinarla nei prossimi giorni), il pos non funzionante, il servizio un po’ confusionario e intermittente, le attese al tavolo e per l’asporto abbastanza lunghe. Una disorganizzazione che, purtroppo, avevamo constatato anche nel primo locale. Detto ciò, i ragazzi in sala sanno come farsi perdonare (nello specifico, ci hanno offerto una tartare di tonno e una di salmone – buonissime – oltre a prodigarsi in sorrisi difficilmente reperibili a Milano), i piatti sono buoni e freschi. Il consiglio, forse, è quello di aspettare qualche settimana di rodaggio prima di fargli visita.
PESCARIA
Via Solari 12, Milano
02 3668 5383
Aperto tutti i giorni (dalle 12 a mezzanotte)
L'articolo Com’è il nuovo Pescaria che ha aperto in Via Solari sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Sangria e tapas miste | © Lucia Brusco
Ajo Blanco è un locale molto accogliente dall’arredamento rustico ma curato che per l’ora dell’aperitivo propone ottimi cocktail e ricercate etichette di vino spagnolo da accompagnare con una ricca lista di tapas buonissime, dalla classica tortilla spagnola al chorizo piccante. Approfittate della promozione: ogni 4 tapas ordinate avrete un litro di sangria in omaggio!
AJO BLANCO. Via Thaon di Revel 9/a, Milano. 02 6686577. Aperto da martedì a domenica (18-2). 6/9 euro il bere, dai 4 ai 9 euro le tapas.

Due calici di vino e un tagliere | © Marta Bizioli
In questo locale, che ha aperto da poco in viale Bligny, potete sperimentare il taglieritivo. Potete infatti scegliere un cocktail o uno dei vini delle diverse cantine proposte, che vi verrà servito accompagnato da un tagliere con una selezione di formaggi e salumi affettati al momento. Se poi avete una fame extra, potete sempre dividervi uno dei loro buonissimi panini!
OFFICINE PANINO. Viale Bligny 19/a, Milano. 392 9468114. Aperto tutti i giorni (11-22), venerdì e sabato (11-23), tranne la domenica. 6/8 euro il bere, tagliere incluso.

La sala principale di Fioraio Bianchi caffè | © Lucia Brusco
Uno storico e rinomato negozio di fiori che da qualche anno è diventato un bistrò in stile bohémienne. Da Fioraio Bianchi Caffè si respira un’atmosfera tipicamente francese: sarà per via dei muri scrostati ad arte, per i soffitti con i mattoni a vista, per l’insegna vagamente retrò oppure per le composizioni floreali sparse qua e là (che si possono anche acquistare). Per l’ora dell’aperitivo è possibile ordinare un cocktail o un calice di vino e accompagnarlo con un buffet, curato e ricco, con verdurine, polpettine e altre piccoli sfizi sfornati al momento.
FIORAIO BIANCHI CAFFE’. Via Montebello 7, Milano. 02 29014390. Aperto tutti i giorni (8-00), tranne la domenica. 8/10 euro il bere, buffet incluso.

Due calici di vino e due piatti di mare | © Lucia Brusco
Piccolo bistrò-enoteca siciliano, accogliente e caldo, aperto a pranzo e a cena e con una ‘bottega’: tutto quello che si consuma può essere comprato e portato a casa. Da Muddica per l’aperitivo si può optare per un calice di vino (rigorosamente siciliano) e accompagnarlo con un vassoio di ottimi (e abbondanti) assaggi compresi nel prezzo, a scelta tra pesce, carne oppure vegetariani. E dopo il salato, si passa al dolce: siamo sicuri che il cannolo siciliano scomposto vi conquisterà!
MUDDICA. Viale Monte Nero 27, Milano. 02 54090164. Aperto tutti i giorni (18:30-1), tranne il lunedì. 8 euro a calice, vassoio incluso.

Uno scorcio del bancone bar | © The Meatball Family fb page
Locale arredato in stile industriale newyorkese, accogliente e dinamico, interamente votato alla celeberrima polpetta di carne che qui si può gustare in tantissime varianti. Per l’aperitivo si può ordinare un cocktail (in promo 2×1 a 8 euro) che viene servito assieme a un miniburger con polpetta di fassona, a una piccola (ma sufficiente) porzione di ottima tempura di verdure e alle classiche crudité di verdure.
THE MEATBALL FAMILY. Via Vigevano 20, Milano. 02 45471809. Aperto tutti i giorni (12-00). 8/10 euro il bere, assaggi inclusi.

Tre drink per l’aperitivo da Babouche | © Babouche fb page
Babouche è un locale fuori dal comune: pasticceria di prima vocazione ma anche locale sofisticato e trendy per l’aperitivo. I cocktail sono davvero ottimi (soprattutto i pestati alla frutta) e vengono accompagnati da una serie di stuzzichini di qualità: taglieri di salumi dop, pan nanetti (paninetti al latte farciti), piccole brioches salate ripiene, olive nere pugliesi giganti e le classiche patatine.
BABOUCHE. Via Maestri Campionesi 16/a, Milano. 02 54019383. Aperto tutti i giorni (7-23) tranne il lunedì. 8/10 euro il bere, assaggi inclusi.

Una scorcio della sala da Riad Food Garden | © Lucia Brusco
Negozio di piante e fiori con uso cucina e bar di ispirazione marocchina e orientaleggiante. Riad Food Garden è un locale dove rilassarsi, circondati da meravigliosi cactus e dal black&white dell’arredamento e fare due chiacchiere in pace all’ora dell’aperitivo. Un buon drink o un calice di vino accompagnato da qualche piccolo (e ottimo) assaggio a cui i più affamati possono aggiungere anche uno dei piatti-tapas presenti sul menu, come il classico cous cous o una porzione di humus con la pita.
RIAD FOOD GARDEN. Viale Piave 17, Milano. 02 76340504. Aperto tutti i giorni (8-22), domenica (10-17:30), chiuso il sabato. 6/8 euro il bere, dai 3 ai 5 euro i piatti-tapas.

Tagliere di pizze e focacce e due calici di vino | © Lucia Brusco
Un panificio con caffetteria in un ambiente rustico, moderno e molto accogliente dove i prodotti da forno, sia dolci che salati, sono tra i migliori della città. All’ora dell’aperitivo qui potrete gustarvi un calice di ottimo vino da accompagnare a taglieri di pizza, focaccia, salumi oppure piccoli assaggi di gastronomia .
PANIFICIO DAVIDE LONGONI. Via Gerolamo Tiraboschi 19, Milano. 02 91638069. Aperto dal martedì al sabato (7:30-22), lunedì (7:30-15), domenica (8:30-13:30). 6 euro per il calice, dai 2,50 ai 5 euro per i taglieri.

Uno scorcio del bancone | © Type fb page
Un locale dallo spirito hipster, gay friendly e internazionale, ispirato al mondo della tipografia e con un look da Europa del Nord, Type vi accoglierà dalla mattina fino alla sera tardi. Spesso ospita eventi e mostre ma per l’aperitivo propone sempre la formula vincente drink e birra e buffet, però nella versione healthy, semi-vegetariana che ci piace tanto.
TYPE. Via Pietro Borsieri 34, Milano. 02 36534735. Aperto tutti i giorni (7-2), domenica (8-00), chiuso il lunedì. 6/8 euro il bere, buffet incluso.

Il meraviglioso buffet da Panbrioche Ravizza | © Panbrioche Ravizza fb page
Nello storico negozio Ravizza, conosciuto a Milano da tutti gli appassionati di caccia e pesca, nasce questo locale specializzato in pasticceria salata mignon che porta in città la squisita cordialità e gli ottimi sapori della Sicilia. All’ora dell’aperitivo tutti i meravigliosi stuzzichini in vetrina vanno a comporre un buffet da leccarsi i baffi, da accompagnare con drink o vino.
PANBRIOCHE RAVIZZA. Via Ulrico Hoepli 3, Milano. 02 87072630. Aperto tutti i giorno (7:30-23). 10 euro il bere, buffet incluso.
Naturalmente non dimentichiamoci dei nostri amatissimi Lacerba, Deus, Le Biciclette, Mag Cafè, Elita Bar ed Elettrauto di cui vi abbiamo già parlato più e più volte e che rimangono protagonisti indiscussi dell’happy hour milanese!
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]]>L'articolo Ho cenato da Yum, ristorante filippino in zona Solari a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Quindi ho provato questo nuovo locale in zona Solari, precisamente in viale Coni Zugna: ecco come si mangia e cosa porta in tavola questa incredibile cucina dell’Est! Non perdetevi gli articoli dei nostri ristoranti etnici preferiti qui e qui.
Il menu per cena prevede diverse portate, suddivise tra le bowl (scodelle di riso guarnite di ogni bontà), pansit (i noodles filippini), piatti di carne e portate a base di verdure. Noi non abbiamo saputo assolutamente resistere alla tentazione delle scodelle di riso: ne ordiniamo una con gamberi scottati, mango, scaglie di cocco e sesamo, guarnito con salsa al latte di cocco e una con salmone crudo a pezzetti, mango, avocado, rapaneli e zucchine, guarnito con salsa barbeque.

La bowl con il salmone| © Caterina Zanzi
Entrambe sono deliziose: in un piatto si mischiano mille sapori diversi, senza però che nessuno prevarichi sugli altri, e il gusto finale è incredibilmente ‘fresco’, perfetto anche per le sere d’estate. Queste bowl filippine mi ricordano molto il poke assaggiato al Botanical Club, una delle esperienze gastronomiche più esaltanti degli ultimi tempi.

La bowl con i gamberi| © Caterina Zanzi
Decidiamo di provare anche i pansit di riso all’atsuete delle Filippine con gamberi, calamari e pesce affumicato, davvero ottimo, e una portata di verdure racchiuse in un’adorabile ‘saccottino’: un mix esplosivo di carote, crauti, patate dolci e germogli di soia con trito di maiale, avvolto in un foglio di riso con aggiunta di salsa di arachidi.

Pansit | © Caterina Zanzi

Il fagottino di verdure | © Caterina Zanzi
Tutte le portate sono leggere, equilibrate e, nel complesso, ben presentate. Non vedo l’ora di tornare per provare qualche altra delizia. Un esempio? Nel menu campeggiano altre versione dei pansit (quella all’uovo in brodo di carne insaporito con aglio saltato e salsa di pesce mi attira tantissimo), risi saltati e piatti di carne molto sfiziosi come la capra stufata in salsa di pomodoro o il trito di guanciale arrostito con cipolla e zenzero.

La cheesecake | © Caterina Zanzi
Per concludere, ci concediamo una cheesecake con patate viola in glassa di mango: un’esperienza sensoriale, oltre che un dolce super divertente da vedere!

Yum| © Caterina Zanzi
Yum ha casa in una delle mie zone preferite di Milano, appena prima (o dopo) il parco Solari e a due passi dal cinema Orfeo. Siamo in viale Coni Zugna, fermata della verde Sant’Agostino e molto comodo anche con il tram 14 o con il 10, che passano proprio a fianco al ristorante.

L’esterno di Yum| © Caterina Zanzi
Il locale è piccolino, con una decina di tavoli al massimo e un design decisamente minimal. Tutto si può dire fuorché i tavoli siano ben separati e l’acustica sia incredibile; eppure, tutto sommato, l’ambiente è piacevole e il servizio gentile, seppur non precisissimo.

Yum| © Caterina Zanzi
Per quanto raccontato finora (due piatti a testa, un dolce a metà e due birre) abbiamo speso 25 euro ciascuno: una cifra sostenibile e direi equa rispetto a porzioni e ingredienti. In generale, il costo dei piatti oscilla tra i 7 e i 10 euro, e anche le porzioni principali a base di carne non superano i 9 euro. Che dite, la date una chance alla cucina filippina?
YUM
Viale Coni Zugna 44, Milano
329 611 4760
Aperto tutti i giorni (10-15:30 e 17-22:30) tranne lunedì
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