Città – Conosco un posto https://godsgift.cyou Mon, 16 Mar 2026 08:43:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Città – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Cosa vedere e dove mangiare a Budapest: la nostra guida /cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-budapest/ /cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-budapest/#respond Mon, 16 Mar 2026 08:43:38 +0000 /?p=91489 Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere, dove mangiare e fare shopping a Budapest per un weekend ungherese memorabile!

L'articolo Cosa vedere e dove mangiare a Budapest: la nostra guida sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Divisa dal fiume Danubio tra la panoramica e più storica Buda e la vivace Pest, Budapest riesce a essere allo stesso tempo monumentale e raccolta, e si lascia scoprire con grandissimo piacere. L’avevamo già visitata nel 2018, per una toccata e fuga veloce, ma ci era piaciuta così tanto che abbiamo deciso di tornare per esplorarla un po’ più a fondo. Dunque, se anche voi state pensando a un weekend nella capitale ungherese, ecco la nostra guida con tutti i consigli su cosa vedere e dove mangiare a Budapest.

Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Budapest

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Consigli e itinerario a Budapest: cosa vedere

  • PARLAMENTO DI BUDAPEST. Affacciato direttamente sul Danubio, il Parlamento (Országház) domina l’intera città ed è un’icona di Budapest. Vale la pena visitarlo sia di giorno, per apprezzarne tutti i dettagli, come le guglie neogotiche e la grande cupola centrale, sia la sera, quando tutto illuminato si riflette sulle acque del fiume dando vita a giochi di luce davvero magici.
  • SCARPE SULLE RIVE DEL DANUBIO. Poco distante dal Parlamento si trova uno dei memoriali più toccanti della città, Scarpe sulle Rive del Danubio: una distesa di scarpe in bronzo allineate lungo la riva del Danubio in memoria delle vittime della persecuzione nazista.
  • PONTE DELLE CATENE. Non lontano trovate anche il monumentale Ponte delle Catene, primo collegamento stabile tra Buda e Pest, riconoscibile per le imponenti catene metalliche e i celebri leoni di pietra che ne custodiscono gli ingressi. Vi suggeriamo di attraversarlo la sera perché è particolarmente suggestivo: da un lato c’è il Parlamento illuminato, dall’altro l’imponente Castello di Buda.
  • BASILICA DI SANTO STEFANO e THE FAT POLICEMAN STATUE. Nel cuore di Pest passate dalla Basilica di Santo Stefano: una chiesa imponente dagli interni suggestivi con una cupola terrazzata da cui si gode di una splendida vista sui tetti della città. Poco distante trovate anche la statua del Fat Policeman: toccargli la pancia, si dice porti fortuna… Non a caso è diventata lucidissima!
  • GRANDE SINAGOGA, MUSEO EBRAICO, MEMORIALE DELL’ALBERO DELLA VITA e QUARTIERE EBRAICO. Il quartiere ebraico è una delle zone che ci piace di più: un’area molto significativa per la storia della città ma oggi anche una delle più vibranti e dinamiche. Qui si trova la Grande Sinagoga di Dohány Street, la più grande d’Europa, con al suo interno il Museo Ebraico e, poco dietro, il Memoriale dell’Albero della Vita dedicato alle vittime dell’Olocausto. Tra ristoranti, locali e i famosi ruin pub, è il quartiere perfetto anche per passeggiare la sera e respirare un’atmosfera vivace e movimentata.
  • BASTIONE DEI PESCATORI. Sul lato di Buda si trova il Bastione dei Pescatori che ricorda un castello fiabesco, tra torrette bianche e un’architettura molto particolare. Da qui si apre una splendida vista dall’alto su Budapest e vale davvero la pena fermarsi un po’ per ammirare il paesaggio.
  • CASTELLO DI BUDA (PALAZZO REALE DI BUDAPEST). Il Castello di Buda, antica residenza dei sovrani ungheresi, è uno dei complessi più importanti di Budapest che ad oggi ospita musei, grandi cortili e diverse terrazze panoramiche. Si può raggiungere sia a piedi, salendo da piccole stradine, sia con la storica funicolare -come abbiamo fatto noi- che parte dal Ponte delle Catene. Ovviamente, una tappa imperdibile se passate in città!
  • MUSEO STORICO DI BUDAPEST. All’interno del complesso del Castello di Buda si trova anche il Museo Storico di Budapest, che racconta l’evoluzione della città attraverso resti medievali, oggetti quotidiani, monete, libri e documenti di un tempo.
  • TERME SZÉCHENYI. Budapest è famosa anche per le sue terme e quelle di Széchenyi sono, senza dubbio, tra le più celebri: si trovano nel Parco di Városliget e sono facilmente riconoscibili dal grande edificio giallo in stile neobarocco che circonda le piscine. Le vasche all’aperto, spesso avvolte dal vapore anche nei mesi più freddi, rappresentano l’immagine simbolo di questo complesso e rendono l’atmosfera davvero suggestiva; tra acqua calda, saune e bagni termali, è una pausa perfetta per rilassarsi dopo una giornata passata a camminare (prima delle 9, in settimana, l’ingresso è ridotto!).

Altri posti da vedere senza fretta:

Guida e consigli per scoprire Budapest: dove mangiare

  • GETTÓ GULYÁS. Uno dei nostri posti preferiti a Budapest, tanto che ci siamo tornati ben due volte. Qui si mangia cucina ungherese tradizionale davvero ben fatta, in un contesto molto piacevole. Noi abbiamo mangiato al bancone: proprio una bella esperienza e il gulyás con csipetke – gli gnocchetti tradizionali – ci ha proprio stregati. Anche i dolci erano deliziosi! Cibo tradizionale ben fatto, locale “giustissimo” e rapporto qualità-prezzo ottimo. Prezzo medio a testa: 25€.
  • STAND25. Per provare la cucina ungherese tradizionale rivisitata in chiave moderna, Stand25 è l’indirizzo ideale: il locale è giovane, dinamico e propone piatti tipici curati e preparati con ingredienti di prima qualità. Sicuramente, un buon posto per assaggiare i classici della cucina ungherese con quel twist contemporaneo. Prezzo medio a testa: circa 35€.
  • M. ETTEREM. Accogliente bistrot familiare, per una cena tranquilla lontano dai locali più turistici, che propone cucina ungherese tradizionale, con un menu invitante che cambia spessissimo e una grande attenzione alla stagionalità. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • TWENTYSIX. Per un brunch sostanzioso, un pranzo o anche una cena dai sapori mediorientali, Twentysix è un posto che funziona sempre. Noi ci siamo stati a pranzo e abbiamo preso diversi piatti da condividere: l’hummus di ceci era da volare via per la bontà, così come i falafel e le verdure, tutti piatti semplici ma gustosi. Il contesto poi è davvero speciale, sembra di mangiare dentro una grande serra: un ambiente luminoso e molto suggestivo che rende l’esperienza ancora più piacevole. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • MAZEL TOV. Sempre per una pausa gastronomica mediorientale, nel quartiere ebraico c’è Mazel Tov, un altro posto che ci è piaciuto assai. Il locale è ricavato in un grande cortile suggestivo, circondato da piante e luci soffuse, e i piatti sono pensati per essere condivisi: noi abbiamo provato il babaganoush, varie salse molto agliate, verdure, riso con frutta secca e un ottimo agnello cotto a puntino. Un posto valido per mangiare o bere un buon cocktail all’aperto. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • MERCATO CENTRALE. Fare un salto al mercato secondo noi è sempre una buona idea per scoprire qualcosa in più sull’anima di una città. Qui si respira la vita quotidiana, tra bancarelle di carni, verdure, spezie e piccoli oggetti tradizionali da portare a casa come souvenir. Al piano superiore, poi, ci sono anche diversi banchi per fermarsi a mangiare qualcosa al volo: noi abbiamo assaggiato qualche piatto tipico e poi curiosato tra le bancarelle.
  • SZIMPLA KERT. Nel cuore del quartiere ebraico trovate Szimpla Kert, uno dei ruin pub più famosi di Budapest, nato all’interno di un edificio abbandonato e diventato negli anni un locale iconico, tra ambienti eccentrici, oggetti vintage, luci colorate e installazioni artistiche. È sicuramente il posto perfetto per bere dell’ottima birra.
  • MOKKA KUKKA. Ci siamo fermati qui per un brunch e ci è piaciuto parecchio: ottimi specialty coffee, spremute fresche e piatti curati come le uova alla Benedict, l’avocado toast e i pancake, perfetti per iniziare la giornata con la giusta carica. Dunque, se cercate un posto nel cuore di Pest per fare un brunch come si deve, questo è un indirizzo da non perdere. Prezzo medio a testa: circa 15€.
  • MADAL CAFÉ. Se amate gli specialty coffee, segnatevi Madal Café: ambiente minimal, atmosfera rilassata e ottimi caffè. Insomma, il posto giusto per una pausa durante la giornata o per iniziare la mattina con calma prima di incamminarsi per la città. Prezzo medio a testa: circa 10€.
  • FREYJA-THE CROISSANT STORY. Per gli amanti dei lievitati, c’è Freyja: un locale dall’atmosfera curata e moderna per gustare croissant spettacolari, sia dolci che salati, con ripieni creativi e ingredienti di qualità. Fermatevi qui per colazione o per una merenda molto golosa. Prezzo medio a testa: circa 10€.
  • CAFÉ NEW YORK. Il Café New York è uno di quei posti che vale la pena vedere anche solo per l’ambiente: stucchi dorati, affreschi, lampadari monumentali e un’eleganza davvero scenografica che lo rendono uno dei caffè storici più belli della città. I prezzi sono piuttosto alti e forse non sempre proporzionati alla qualità, ma l’atmosfera è speciale: passare anche solo per dare un’occhiata merita sicuramente la sosta e spesso c’è un pianista che intrattiene con musica dal vivo, rendendo l’esperienza memorabile. Prezzo medio a testa: circa 15€ per una pausa caffè.
  • KIOSK BUDAPEST. Per bere qualcosa in un posto davvero carino, segnatevi Kiosk Budapest, a due passi dal Danubio: uno di quei locali dall’atmosfera elegante e vivace, perfetto per fermarsi a sorseggiare un drink oppure per una cena tra sapori internazionali e piatti della tradizione. Prezzo medio a testa: circa 12€ per i drink e 35per la cena.
  • DOBLO WINE BAR. Se preferite un buon calice di vino, Doblo Wine Bar è una tappa da non perdere. Questo piccolo wine bar nel quartiere ebraico è il posto giusto per scoprire ottimi vini ungheresi, spesso accompagnati da qualche stuzzichino sfizioso. Prezzo medio a testa: circa 15€.

Altri posti per mangiare a Budapest che non abbiamo avuto il tempo di provare:

Dove fare shopping a Budapest: gli indirizzi imperdibili

  • RETROCK. Tempio del vintage nel quartiere ebraico, perfetto per scovare capi unici senza tempo e tantissime altre cosine interessanti.
  • KOMONDORS VINTAGE SHOP. Piccolo negozio vintage ideale se siete alla ricerca di giacche oversize, denim e qualche pezzo più ricercato.
  • SZPUTNYIK SHOP. Per giacche anni 80-90, accessori particolari e pezzi un po’ eccentrici che sembrano usciti da un vecchio guardaroba stiloso.
  • NANUSKA. Per chi cerca moda contemporanea made in Budapest, Nanushka è uno dei brand più interessanti: tessuti di qualità, linee minimal e uno stile molto sofisticato.
  • MAGMA. Un punto di riferimento per il design ungherese contemporaneo dallo stile curato e minimal, perfetto per chi ama scoprire pezzi originali di design.
  • TRUE TO SOLE. Paradiso per chi ama sneakers, capi streetwear e accessori con un certo swag.
  • PRINTA DESIGN SHOP. Qui trovate poster illustrati, quaderni, tote bag e oggetti di design ungherese: souvenir belli e decisamente poco turistici, non le classiche cartoline o calamite kitsch (che comunque, ammettiamolo, un po’ ci piacciono… vero Tommy?).
  • HERENDI MÁRKABOLT-BELVEDERE. Non si può andare a Budapest senza vedere le porcellane Herend, una delle eccellenze artigianali più famose d’Ungheria. In questo negozio sono esposti i classici servizi decorati a mano e piccole oggetti in porcellana.
  • RODODENDRONART. Piccolo concept store dedicato al design indipendente, ideale se siete alla ricerca di gioielli, stampe, oggetti per la casa e idee regalo originali.
  • MASSOLIT BOOKS & CAFÉ. Massolit Books & Café è una piccola libreria internazionale nel quartiere ebraico, molto graziosa, con un altrettanto grazioso caffè al suo interno. L’atmosfera è rilassata e molto piacevole, e il piccolo giardino interno è il posto ideale per fermarsi a leggere o bere qualcosa con calma circondati da libri.
  • HALVA & NUTS. Qui trovate pistacchi, mandorle, noci e frutta secca per tutti i gusti esposta in grandi contenitori: impossibile non fermarsi a curiosare. Lo abbiamo scoperto per caso e siamo finiti per comprare una vera e propria scorta di frutta secca… una droga!
  • SZIMPLA KERT. La domenica, tra le varie stanze e nel cortile del Szimpla Kert, si tiene un mercato di produttori locali che espongono su piccoli banchi formaggi artigianali, succhi naturali, prodotti biologici e oggetti fatti a mano. Senza dubbio, vi suggeriamo di fermarvi a curiosare e assaggiare qualche prodotto locale.
  • KLAUZÁL TÉR MARKET HAL. È un mercato di quartiere meno turistico rispetto al grande mercato centrale, perfetto per fermarsi a mangiare qualcosa di semplice e tradizionale tra banchi di prodotti locali, spezie e salumi.
  • GOUBA ART MARKET. Nel centro di Budapest, trovate anche il Gouba Art Market, un mercatino creativo ricco di bancarelle coloratissime di illustratori, designer e artigiani locali, perfetto per acquistare stampe, gioielli fatti a mano e simpatici souvenir.

Altre info e consigli utili sul viaggio a Budapest

  • Dall’aeroporto di Budapest il modo più semplice e veloce per raggiungere il centro è il bus diretto 100E, che collega il terminal con Deák Ferenc tér, nel cuore della città (circa 40 minuti senza cambi).
  • Budapest si gira molto bene a piedi (quindi scarpe comode sempre!), ma anche i mezzi pubblici sono efficienti: metro, tram e autobus coprono praticamente tutte le zone della città (se pensate di usarli spesso conviene fare un pass giornaliero o da 72 ore).
  • Per la sera vi consigliamo il quartiere ebraico, una delle zone più vivaci della città: ristoranti, locali interessanti e i famosi ruin pub. L’atmosfera è sempre molto animata, soprattutto nel weekend.
  • Tenetevi del tempo per andare alle terme, perché a Budapest sono davvero un’esperienza imperdibile.
  • Budapest è una città ricca di particolari e dettagli nascosti: palazzi d’epoca spettacolari, facciate liberty, balconi in ferro battuto, street art, cortili che si intravedono dietro grandi portoni. Anche passeggiando senza un itinerario preciso si possono scoprire angoli davvero bellissimi. Alzate spesso lo sguardo!
  • Non dimenticatevi di assaggiare i due street food per eccellenza: il kürtőskalács, il famoso “camino dolce”, e il lángos, una focaccia fritta servita calda con vari condimenti.
  • Per uno spot panoramico da dieci, segnatevi la Collina di Gellért: ci si arriva tramite un sentiero di circa 30 minuti a piedi.
  • Infine, se volete osservare Budapest da un’altra prospettiva, prenotate un giro in barca sul Danubio o noleggiate le bici: due ottime idee per vivere la città in modo diverso, magari la sera, tra ponti illuminati e atmosfere suggestive.

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Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida /cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-firenze/ /cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-firenze/#respond Tue, 24 Feb 2026 08:13:02 +0000 /?p=88189 Ecco la nostra guida su cosa vedere e dove mangiare a Firenze tra scorci mozzafiato, iconiche botteghe e passeggiate romantiche!

L'articolo Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida sembra essere il primo su Conosco un posto.

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La mi porti un bacione a Firenze” cantava Odoardo Spadaro. E noi, di bacioni, a questa città ne abbiamo portati parecchi: una fugace toccata e fuga qualche anno fa e, più di recente, qualche ritorno in più, per regalarci quei weekend che sappiamo di meritare. Palazzi rinascimentali che tolgono il fiato, passeggiate al tramonto lungo l’Arno, il panino col lampredotto, l’intramontabile fiorentina che “sotto le quattro dita l’è carpaccio” e quell’atmosfera che fa venire voglia di perdersi in ogni vicolo. Se state pensando a un weekend tra arte, cultura, buon cibo e tanta bellezza, ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Firenze.

Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Firenze

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Consigli e itinerario per scoprire Firenze: cosa vedere

  • PONTE VECCHIO e BORGO SAN FREDIANO. Ci sono posti che, anche se li hai visti mille volte, riescono ancora a sorprendere, e Ponte Vecchio è uno di quelli. Il nostro consiglio è andarci presto la mattina, quando Firenze è ancora un po’ assonnata e l’Arno sembra sospeso; oppure al tramonto, quando le luci cambiano tutto e l’atmosfera diventa davvero speciale. Una volta attraversato il ponte, allungatevi verso Borgo San Frediano: una delle zone più autentiche dell’Oltrarno, ricca di botteghe artigiane, locali e vicoletti.
  • BASILICA DI SANTO SPIRITO e QUARTIERE SANTO SPIRITO. Per chi cerca un angolo un po’ defilato ma sempre nel cuore della città, la Basilica di Santo Spirito è una tappa da segnare. La piazza è viva, piena di localini per fermarsi a bere qualcosa prima o dopo cena, e vale la pena perdersi anche nel quartiere omonimo, uno dei più caratteristici e giovani della città.
  • SANTA MARIA DEL FIORE, BASILICA DI SANTA CROCE e VIA DE’ NERI. Il Duomo non ha certo bisogno di presentazioni, ma di tempo per essere apprezzato davvero. Salire sulla Cupola del Brunelleschi, per esempio, è faticoso, ma la vista da lassù ripaga sempre. A una decina di minuti a piedi dal Duomo, poi, trovate anche la Basilica di Santa Croce, dove riposano nomi giganteschi, da Michelangelo a Galileo. E già che siete in zona, infilatevi pure in Via de’ Neri: dinamica, vivace e ricca di ristoranti tradizionali.
  • PIAZZALE MICHELANGELO. Questo è proprio un posto magico: uno scorcio perfetto per ammirare Firenze dall’alto in tutto il suo splendore. Se siete i tipi, portatevi una buona bottiglia di vino, qualcosa da stuzzicare e magari una chitarra da strimpellare.
  • BASILICA DI SANTA MARIA NOVELLA. È praticamente il primo saluto della città appena usciti dalla stazione, e spesso la si liquida con uno sguardo veloce, ma in realtà merita una sosta: fuori è scenografica, dentro raccolta. Vi consigliamo di farci un salto.
  • LUNGARNO. Impossibile resistere a una passeggiata lungo l’Arno, magari con un gelato, una schiacciata o qualcosa da bere, senza troppi programmi. Di giorno, al tramonto o anche la sera tardi il fascino è indiscutibile, tra scorci bellissimi, botteghe storiche e angoli nascosti per rallentare un po’ il passo.
  • PIAZZA DELLA SIGNORIA, PALAZZO VECCHIO e GLI UFFIZI. Il David di Michelangelo, la statua equestre di Cosimo I, la Fontana del Nettuno e quel continuo via vai di persone: Piazza della Signoria è un pit stop inevitabile quando si passa da Firenze. Basta poi alzare lo sguardo per trovarsi davanti Palazzo Vecchio, con la sua torre dominante, e accanto gli Uffizi. E proprio sopra corre anche l’iconico Corridoio Vasariano, il celebre passaggio sopraelevato fatto costruire dai Medici per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti.
  • PALAZZO STROZZI e VIA DE’ TORNABUONI. Ma quanto è bello Palazzo Strozzi tra Via Strozzi e Via de’ Tornabuoni? Lì inaugurano diverse mostre, ma anche solo entrare nel cortile interno regala sempre gioie. E non dimenticate che siete a due passi da Via de’ Tornabuoni, la strada più elegante della città, tra palazzi storici e boutique raffinatissime. Insomma, la zona giusta se siete in vena di shopping!
  • PALAZZO PITTI, GIARDINO DI BOBOLI e QUARTIERE SAN NICCOLÒ. Anche Palazzo Pitti non si può non menzionare: imponente, scenografico, quasi più reggia che residenza cittadina, racconta bene la Firenze potente e raffinata dell’epoca medicea (se siete amanti dell’arte, non perdetevi la Galleria Palatina). Poco più avanti trovate anche il Giardino di Boboli, da vedere assolutamente; e già che siete in zona, sconfinate verso San Niccolò, quartiere pieno di localini e botteghe, sempre piacevole da visitare.
  • PIAZZA DELLA LIBERTÀ. Piazza della Libertà è soprattutto uno snodo da cui prima o poi si passa sempre, e in cui capita di imbattersi in qualche artista di strada. Lì i bar storici agli angoli sono perfetti per bere qualcosa, prima di rimettersi in cammino verso un’altra zona del centro.
  • GIARDINO DELL’ORTICOLTURA. Una buonissima idea per sfuggire al caos cittadino è il Giardino dell’Orticoltura: un angolo di quiete tra verde, panchine, e un Tepidarium liberty che vale già da solo la visita. Firenze non lo sbandiera troppo, e forse è proprio questo “i su bello”.

Altri posti da vedere senza fretta:

Guida e consigli per scoprire Firenze: dove mangiare

Guida e consigli per mangiare in Trattoria a Firenze

  • TRATTORIA 13 GOBBI. Se cercate “un posto da dieci”, la Trattoria 13 Gobbi fa al caso vostro. Il piatto iconico sono senza dubbio i rigatoni serviti nella zuppiera: abbondanti, filanti e sugosissimi, di quelli che fanno venir voglia di affondare subito la forchetta. E quando è stagione, i porcini fritti sono da triplo salto carpiato. Trovare posto non è facile, meglio prenotare per tempo. Prezzo medio a testa: 35€.
  • TRATTORIA SABATINO. In questa storica trattoria, rimasta piacevolmente fedele a se stessa, si mangia bene e si spende davvero poco. L’atmosfera ricorda un po’ il pranzo della domenica, quello fatto con calma tra chiacchiere e piatti di pasta fatta in casa. Unico avviso: armatevi di pazienza perché c’è sempre tanta fila. Prezzo medio a testa: 20€.
  • TRATTORIA OMERO. Se non vi pesa spostarvi un po’ dal centro, in zona Arcetri fate un salto da Omero: trattoria “molto fiorentina” e una vera istituzione per mangiare il pollo fritto (e i fritti in generale). Prezzo medio a testa: 30€.
  • OSTERIA DEL CINGHIALE BIANCO. Tra gli indirizzi in cui si torna sempre con piacere, segnatevi l’Osteria Del Cinghiale Bianco. L’atmosfera è conviviale e la cucina rispetta la tradizione toscana, tra selvaggina, ribollita e le immancabili pappardelle al ragù di cinghiale. Prezzo medio a testa: 30€.
  • LA FETTUNTA. Il posto perfetto per chi ama la combo “posto semplice + mangiare toscano fatto bene”. Qui, infatti, la classica bruschetta con olio buono – la fettunta – è obbligatoria, ma anche la carne è sempre un must. Prezzo medio a testa: 25€.
  • BEPPA FIORAIA. Il ristorante ideale per una cena in gruppo: si sta bene e si mangia ancora meglio. La cucina segue la stagionalità, ma c’è un piatto che funziona in qualsiasi periodo dell’anno: i coccoli con prosciutto crudo e stracchino. Possiamo averne immediatamente una porzione, per favore? Prezzo medio a testa: 30€.
  • DA NERBONE. Sul lampredotto, qui a Firenze, ci sarebbe da parlare per ore: è una categoria a sé, un vera “religione gastronomica”. Ci sono tanti posticini per mangiarne di ottimo, ma se volete andare sul sicuro noi vi consigliamo Da Nerbone, posto autentico nello Storico Mercato Centrale di Firenze. Il pane è ben bagnato, pur conservando la croccantezza della crosta; la salsa verde è da dieci, della serie che ne vorremmo un barattolo da tenere sempre in dispensa; e il sapore della carne è deciso ma equilibrato. Sicuramente, un posto in cui torniamo sempre volentieri e un dei panini col lampredotto migliori in città. Prezzo medio a testa: 10€.

Guida e consigli per un pranzo o una cena più informali a Firenze

  • FORMAGGIOTECA TERROIR. Un angolino romantico sul Lungarno San Niccolò per stare “un gran bene”, soprattutto se siete amanti dei formaggi: la selezione è ampissima e altrettanto ricca è la carta dei vini. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • SANTARPIA. Se vi piace la pizza napoletana come si deve, qua andate sul sicuro: vi aspettano un impasto leggero, un bel cornicione e ingredienti di primissima qualità. Prezzo medio a testa: circa 20€.
  • HIROKO BENTO BAR. Sapori interessanti, bento per tutti i gusti e servizio velocissimo. È sempre un piacere fermarci qui per un pranzo jappo al volo quando passiamo dalla Manifattura Tabacchi. Prezzo medio a testa: 15€.
  • I FRATELLINI. Qui si mangia in piedi, le schiacciate vengono farcite al momento e la gente sta sempre fuori con un buon vino in una mano e un panino zero fronzoli nell’altra. La soddisfazione è assicurata! Prezzo medio a testa: 8€.
  • ALL’ANTICO VINAIO. Sappiamo bene che All’Antico Vinaio non ha bisogno di presentazioni, ma tutto è nato qui in Via de’ Neri ed è doveroso ricordarlo. La nostra schiacciata preferita? Crudo, rucola e stracchino. Prezzo medio a testa: 10€.

Dove mangiare carne a Firenze

  • PERSEUS. Trattoria verace, carne di qualità e fiorentina fatta a modino. Tutte cose che i fiorentini citano spesso. Prezzo medio a testa: 40€.
  • BUCA LAPI. Uno dei ristoranti più antichi di Firenze, perfetto se avete voglia di mangiare carne buona in un contesto un filo più curato. L’ambiente è accogliente, il servizio è attento e la fiorentina non delude mai. Prezzo medio a testa: 50€.
  • TRATTORIA MARIO FIRENZE. Autentica, rumorosa e sempre piena: Trattoria Mario è un piccolo rito fiorentino, in cui si mangia gomito a gomito e il menu cambia spesso. La bistecca, però, è un evergreen e resta uno dei motivi principali per tornare. Prezzo medio a testa: 30€.
  • CECCHINI IN CITTÀ. Un’altra tappa da appuntare sulla mappa: servizio ben rodato, contesto splendido e carne trattata con doveroso rispetto. Prezzo medio a testa: 30€.

Dove mangiare per un’occasione speciale a Firenze

  • CIBRÈO RISTORANTE. Se avete voglia di alzare un po’ l’asticella, Cibrèo Ristorante è uno di quegli indirizzi storici che vale davvero la pena provare. Tra i piatti più amati ci sono il celebre cibrèo, uno stufato tradizionale da cui il locale prende il nome; e il flan di verdure di stagione, morbido e saporito, che ci è piaciuto tantissimo. Prezzo medio a testa: 60€.
  • MARINA DI SANTOSPIRITO. Per una cena o un buon pranzo di pesce, appuntatevi Marina di Santospirito: ambiente intimo, cucina mediterranea ben fatta e pesce freschissimo. Insomma, un posto che regala sempre grandi soddisfazioni.  Prezzo medio a testa: 70€.
  • ONDE. Atmosfera romantica e ristorante fuori dal solito giro? Onde, al Four Seasons, è uno di quei posti che resta nel cuore: cucina di pesce curata, ambiente elegante e quella sensazione di serata speciale che ogni tanto fa davvero piacere concedersi. Prezzo medio a testa: 90€.
  • VIA VAI. Se avete voglia di una cena fusion tra Italia e Asia e di un buonissimo sushi, Via Vai è uno di quei posti che funzionano sempre: ambiente che ben si presta a tavolate numerose e un menu ampio che spazia dalla carne al pesce. Prezzo medio a testa: 40€.
  • Il GUSTO DI XINGE. Noi ci siamo capitati quasi per caso e lo abbiamo amato: cucina cinese contemporanea, piatti davvero interessanti e ambiente raffinatissimo. È il posto perfetto per stupire chi ama la cucina asiatica. Prezzo medio a testa: circa 50€.
  • SEVI. Non proprio centralissimo, ma la deviazione ve la suggeriamo vivamente: da Sevi, ristorante peruviano, abbiamo adorato sia il ceviche classico che i cocktail in abbinamento e non possiamo che consigliarvelo per una cena speciale, un po’ diversa dal solito. Prezzo medio a testa: 50€.

Guida e consigli su Firenze: dove fare aperitivo o colazione

  • CAFFÈ CONCERTO PASZKOWSKI e CAFFÈ GILLI. Tra i locali storici di Piazza della Repubblica è impossibile non notare Paszkowski e Gilli: due indirizzi perfetti per un caffè o un aperitivo in un’atmosfera d’altri tempi. Da Gilli vale l’assaggio della schiacciata alla fiorentina dolce, mentre da Paszkowski è sempre piacevole fermarsi per un drink o un aperitivo con vista piazza. Prezzo medio a testa: 20€.
  • CAFFÈ LIETTA e LA CITÉ. Se cercate, invece, dei posticini tranquilli – formula caffè letterario– per bere un caffè, fare due chiacchiere o lavorare un po’, Caffè Lietta e La Cité fanno proprio al caso vostro: atmosfera easy, clientela affezionata e spazi accoglienti. Prezzo medio a testa: 10€.
  • BAR D’ANGOLO. Resta uno dei nostri punti fermi a Firenze per una colazione o un aperitivo informale. È piccolo, accogliente, proprio davanti a Porta Romana e la facciata affrescata è una vera “chicca”: vale la pena fermarsi anche solo per godersi tutta questa bellezza. Prezzo medio a testa: 10€.
  • LA MÉNAGÈRE. Che sia ora di colazione, merenda, aperitivo o cena, La Ménagère è un indirizzo da ricordare: l’ambiente è curato, vivace, ideale anche per un date. Prezzo medio a testa: 15€.
  • BULLI E BALENE. Da Bulli e Balene si viene per bere in compagnia e condividere i classici cicchetti: un cocktail bar, con due sedi in città, perfetto per un aperitivo super sfizioso. Prezzo medio a testa: 15€.
  • SANTAROSA BISTROT. Con un giardino molto piacevole sull’Arno, è frequentato da tantissimi giovani. Prezzo medio a testa: 15€.
  • DITTA ARTIGIANALE. Per una pausa specialty coffee, passate da una delle sedi de la Ditta Artigianale: atmosfera internazionale, caffè buono e gente cool! Prezzo medio a testa: 15€.
  • PROCACCI. Per un aperitivo iconico, in pieno stile fiorentino, segnatevi questo storico indirizzo in centro, famoso per i panini al tartufo. Prezzo medio a testa: 15€.
  • CAFFÈ GIACOSA. Sapete che proprio qui è nato il Negroni? Locale storico e molto elegante, perfetto per una pausa caffè con un dolcetto, un aperitivo raffinato o un drink. Prezzo medio a testa: 15€.
  • LOGGIA ROOF BAR. La terrazza della Loggia Roof Bar ci ha fatti sognare e siamo certi farà lo stesso anche con voi: affaccio su Santo Spirito, ambiente elegante e cocktail molto buoni. Ideale al tramonto o per un dopo cena suggestivo. Prezzo medio a testa: 20€.
  • COSIMO ROOFTOP RESTAURANT & BAR. Per finire, c’è Cosimo Rooftop Restaurant & Bar, posto con vista mozzafiato sulla città. Non da tutti i giorni, ma da tenere in considerazione per un’occasione speciale. Prezzo medio a testa: 20€.

Altri posti per mangiare a Firenze che vi suggeriamo:

Dove fare shopping a Firenze: gli indirizzi imperdibili

  • SOTF. Da Sotf si fa sempre volentieri un salto: sneakers e streetwear ricercati, qualche oggetto di design e vibes internazionali.
  • WP STORE. Per capi casual ma curati, brand outdoor giapponesi e second hand di qualità. Uno di quei posti in cui si entra “a dare un’occhiata” e si esce sempre con qualcosa.
  • I VISIONARI. Punto di riferimento a Firenze per chi cerca eyewear di nicchia: selezionano designer indipendenti e marchi internazionali meno conosciuti, con un taglio innovativo.
  • GERARD. Boutique non proprio economica, ma su cui investire se cercate capi di qualità senza finire nei soliti negozi.
  • FLOW STORE. Qui si entra per dare un’occhiata e si finisce facilmente a curiosare a lungo: selezione molto curata tra abbigliamento di nicchia, accessori e oggetti particolari. Posto giusto se vi piace scoprire brand meno scontati.
  • FLOW RUN. Versione più sportiva di Flow ma sempre stiloso: non mancano sneakers tecniche, running e activewear per tutti i gusti.
  • TAF RICAMI E TOVAGLIATI. Quanto sono belli i vestiti per bambini fatti a mano di Taf? Ma anche i ricami, le tovaglie e qualsiasi cosa per la casa. Vogliamo tutto!
  • GINORI 1735. Ginori non ha certo bisogno di presentazioni, ma se siete a Firenze una tappa qui è praticamente d’obbligo. Sempre nella nostra wishlist!
  • LORETTA CAPPONI. Indirizzo imperdibile per acquistare biancheria ricamata e camicie da notte molto raffinate. Artigianalità fiorentina allo stato puro!
  • BJORK. Per gli amanti di abbigliamento e oggetti di design selezionati, riviste e libri di nicchia.
  • OFF HOME DESIGN. Sempre per gli amanti di design e arredamento per la casa.
  • OFFICINA SANTA MARIA NOVELLA. Più che una semplice profumeria, sembra un museo. Tra farmacia storica, prodotti iconici e ambienti davvero splendidi, è una tappa affascinante che vale assolutamente la visita.
  • ZHOR PARFUMS. Se invece volete portarvi a casa un profumo di nicchia, segnatevi questo indirizzo.
  • BIBLIOTECA OLFATTIVA, PROFUMOIR. E per un’esperienza più immersiva rispetto alla classica profumeria, segnatevi la Biblioteca Olfattiva.
  • GIUNTI ODEON. A noi Giunti Odeon – storico cinema trasformato in spazio culturale – piace sempre parecchio: si entra per sfogliare qualche libro e spesso si finisce per passarci un intero pomeriggio a studiare, lavorare o rilassarsi nelle comode poltroncine. E poi, se capita, restare anche per un film rende l’esperienza ancora più speciale.
  • MANIFATTURA TABACCHI. Anche la Manifattura è un ambiente che ci piace particolarmente: uno spazio in continua evoluzione, ricavato da un’ex fabbrica di sigari e oggi trasformato in un piccolo quartiere creativo. Ci trovate diversi locali carini per aperitivo o cena, eventi culturali, negozi per fare un po’ di shopping come Captain Santors e Bike Lab, e perfino un barber shop – Blues Barber -, per concedersi un taglio in pieno stile inglese. Insomma, un posto piacevole per passare un pomeriggio fuori dai soliti circuiti.

Se hai un po’ di tempo in più

  • Per uno spot tramonto magico, Fiesole regala una vista su Firenze davvero speciale.
  • Concedersi uno spettacolo al Teatro del Maggio o alla Pergola: è un ottimo piano per una serata da ricordare.
  • Per una cena da sogno – un filo meno per il portafoglio -, date un’occhiata al ristorante La Leggenda dei Frati a Villa Bardini.
  • Perdetevi tra le ville Medicee nei dintorni di Firenze, sono stu-pen-de!
  • Un giro nel Chianti con degustazione di vino non ce lo mettiamo? Doveroso.
  • Fate un salto a Panzano e fermatevi da Dario Cecchini, è un’esperienza unica (da prenotare con grande anticipo)!
  • Infine, se riuscite, spingetevi fino in Val d’Orcia (a circa un’ora e mezza di macchina): eccoci lì nel 2020, felici, spensierati e tutte cose!

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Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/ /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/#respond Wed, 16 Jul 2025 07:00:00 +0000 /?p=87253 Cosa vedere ad Atene in 2-3 giorni? E dove mangiare bene? I nostri posti preferiti tra cultura, tramonti e taverne fuori dalle solite guide.

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Rude, sporca, trasandata, difficile: c’è chi Atene la descrive così, e non avrebbe neanche tutti i torni. Ma, per riportare il piano della conversazione su una sempre apprezzabile scala di grigi e sfumature, la Capitale greca conserva un fascino indiscusso, nuovi angoli di bellezza e un vibe difficile da spiegare a parole (ma ci proveremo!). Dopo i nostri vari reportage sulle isole greche, è arrivato il momento di dedicarci anche a questa splendida città: dopo una settimana passata qui, eco il nostro resoconto su cosa vedere e dove mangiare ad Atene!

Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio ad Atene!

Una settimana ad Atene: cosa visitare

  • UN GIRO NELLE ZONE CENTRALI (PSYRRI, MONASTIRAKI, PLAKA). Per prendere confidenza con Atene, iniziamo il nostro giretto a partire da dove alloggiamo, ovvero dai quartieri più centrali e turistici, punto d’incontro tra l’antico e il moderno: Psyrri, Monastiraki e, infine, Plaka, tutti disseminati di taverne, negozi e rami di bouganville. Siamo fermamente convinti che la migliore lettera di presentazione di una città sia il suo mercato, dunque ci dirigiamo immediatamente tra i banchi del Mercato Centrale di Varvakios: lì odore di olive, formaggio, ma anche carni varie e carcasse di pesci fanno da sfondo a corsie vive e brulicanti di ateniesi intenti a fare la spesa.

    In zona trovate tantissimi negozi carini (più sotto un approfondimento a riguardo), mentre per le insegne più commerciali c’è corso Ermou, la via principale che sfocia in Piazza Syntagma, dove a ogni ora si può assistere al cambio della guardia (anche se quello ‘ufficiale’, con la cerimonia più completa, è solo di domenica mattina, alle 11). Il fulcro della vita turistica di Atene si concentra invece sulla collina di Plaka: vi consigliamo un giro qui, ma fermatevi (magari per un drink al tramonto) solo se amate le situazioni belle congestionate! Anche Monastiraki è uno dei quartieri più vivi, dove di domenica si tiene il flea market più celebre della città.
  • LA VISITA ALL’ACROPOLI. Salire sull’Acropoli è come entrare in un altro secolo. Partenone, Propileo, Eretteo: qui percepirete forte e chiaro la magnificenza degli antichi fasti. Vi suggeriamo di acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale per evitare spiacevoli code sotto il sole e di programmare la visita al mattino presto o al tramonto.
  • IL MUSEO DELL’ACROPOLI. A pochi passi dalle rovine ha casa il museo più celebre di Atene, che custodisce fregi, statue, Cariatidi e pezzi del Partenone, in un allestimento moderno ed elegante. Anche in questo caso vi esortiamo ad acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale, anche se non visitarlo assieme a un’orda di persone sarà comunque pressoché impossibile.
  • UNA PASSEGGIATA AD ANAFIOTIKA. Superata Plaka, e prima della ‘scalata’ all’Acropoli, Anafiotika è un quartiere affascinante e decisamente più tranquillo in cui vi suggeriamo di perdervi. Qui le casette bianche, i molti gatti e l’allegra vegetazione vi daranno l’impressione di essere su un’isola delle Cicladi più che in una grande città.
  • L’ANTICA AGORÀ E IL TEMPIO DI EFESTO. L’Acropoli è sempre emozionante, ma è l’Antica Agorà, cuore politico e commerciale dell’antica Atene, ad averci colpito particolarmente: oggi resistono colonnati e pietre millenarie, tra cui il magnifico Tempio di Efesto, da brividi. Vi abbiamo già suggerito di acquistare i biglietti con anticipo? 🙂
  • IL TRAMONTO SUL FILOPAPPO O SUL LICABETTO. Al termine di una delle vostre giornate ad Atene, vi suggeriamo di salire su uno dei due monti che dominano lo skyline della città, la Collina di Filopappo (su cui si può salire a piedi o in auto) o il Monte Licabetto (a cui si accede tramite funicolare), per un tramonto (o un’alba) davvero coi fiocchi.
  • ALTRI MUSEI. Se, come è successo a noi, avete in programma di fermarvi ad Atene qualche giorno in più, sappiate che l’offerta culturale della città è molto ampia e include diverse ‘strutture minori’, ma assolutamente meritevoli di una visita. Tra quelle che abbiamo visitato noi, vi segnaliamo la splendida Fondazione Goulandris (con prima uno stop al Kallimarmaro, sede della prima edizione dei Giochi Olimpici moderni, passando per il verdeggiante Giardino Nazionale) e il museo Alekos Fassianos dedicato alle opere del pittore da cui prende il nome. Ma altre opzioni non mancano: date un’occhiata, a seconda delle vostre inclinazioni, anche al Museo Archeologico Nazionale (con la sua Maschera di Agamennone!), al museo Benaki, a quello dedicato all’Arte Cicladica e alla National Gallery.
  • EXARCHIA. C’è che vi dirà che al quartiere di Exarchia è meglio non andare ma noi, invece, vi esortiamo ad andarci (sempre con le antenne ben dritte e con le precauzioni che adottereste in qualsiasi grande città). Questa zona conserva l’anima alternativa e politica che ha sempre connotato l’area, cuore pulsante della controcultura greca, nota per le sue lotte anarchiche e le proteste studentesche. Negli anni si è un po’ addomesticata, ma tra bar underground, librerie indipendenti, murales a perdita d’occhio e musica live, è forse l’angolo più vivo di tutta Atene, nonostante l’innegabile gentrificazione. Di sabato trovate anche il bel mercato agricolo di Kallidromiou.
  • SHOPPING. Atene pullula di negozietti deliziosi, boutique molto curate e concept store di vario genere. Noi abbiamo particolarmente apprezzato l’arte orafa di Neso Studio, i profumi e le creme ‘alchemiche’ di The Naxos Apothecary, la selezione di libri da Hyper Hypo e quella di profumi di Phāon, ma anche le camicie di It’s a Shirt. Nelle stories in evidenza su Instagram trovate tanti altri indirizzi per cui ci è stato letteralmente impossibile tornare a casa a mani vuote!
  • ALTRI QUARTIERI. Uscendo dall’Atene più turistica, oltre a Exarchia vi suggeriamo le zone di Pagrati per taverne storiche e street food autentico e di Kolonaki per un po’ di shopping e house watching di edifici residenziali davvero meravigliosi.
  • FONDAZIONE STAVROS NIARCHOS E MIKROLIMANO. Sfruttando i mezzi pubblici o un taxi, arrivate fino alla Fondazione Stavros Niarchos, una struttura mastodontica firmata da Renzo Piano e con una splendida vista sul mare che ospita parco, biblioteca e teatro all’aperto. E poi fino a Mikrolimano, il porticciolo dei pescatori: casette colorate, taverne affacciate sull’acqua e tavoli all’aperto vi faranno staccare dal trambusto cittadino.
  • UNA GIORNATA AL MARE? Se progettate anche una giornata di puro relax, sappiate che a circa 30 minuti di taxi si possono raggiungere spiagge come Kalamaki, Glyfada e Voula. Non il mare più bello della Grecia, chiaramente, ma in cui starete comunque un gran bene: noi non abbiamo potuto esimerci!

Una settimana ad Atene: dove mangiare

  • DIPORTO. Il ristorante più ruvido e autentico di Atene? Noi crediamo di sì: in questo seminterrato, un simpatico signore coi baffi serve – senza insegna né menu – i piatti greci della tradizione: fasolada, fava, zuppa di ceci, qualche pesce alla griglia, accompagnati da vino al calice direttamente in tavola. Meraviglioso e delizioso, per di più a un prezzo ridicolo. Non si può prenotare, quindi preparatevi a lunghe file o arrivate molto presto o molto tardi. Prezzo medio bere a parte: 15€.
  • ATLANTIKOS. Se avete voglia di pesce fresco, anche in questo caso a prezzi bassissimi, dirigetevi in questo locale di Psyrri specializzato in cucina di mare: qui troverete cozze a volontà, fritto misto, acciughe marinate e lenticchie, gamberetti piccoli da leccarsi i baffi. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • ΛΙΝΟΥ ΣΟΥΜΠΑΣΗΣ ΚΑΙ ΣΙΑ (LSANDSIA). Nel caso sentiate già la mancanza delle enoteche con cucina hipster di Milano, questo locale è sulla cresta dell’onda, ma con un perché: l’atmosfera è sicuramente molto cool, ma i piatti – tradizionali, ma con un twist – sono davvero ottimi, a partire da una deliziosa pita con taramosalada che ricorderemo a lungo. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • TO KAFENEIO. Storico caffè-taverna a Plaka con mezedes, insalate fatte in casa, tzatziki, dolmadakia e spanakopita. Un buon indirizzo se siete in zona, affamati post visita al Partenone. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • AESOPOU FABLES. Tra i tanti posti turistici di Psyrri, in questo locale si respira una bella atmosfera e si è serviti con molta attenzione. Ottimo il gyros pita servito al piatto. Prezzo medio bere a parte: 25€.
  • ROZALIA. Nascosta in una bella viuzza di Exarchia, Rozalia è una taverna verace che porta in tavola piatti tipici, con una particolare attenzione alle proposte carnivore. E, infatti, l’hamburger era fenomenale. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • COCKTAIL BAR. Anche la scena per chi beve bene, ad Atene, è interessante. Per quanto riguarda le enoteche, avrete una vasta scelta (su tutti Wine is Fine e Kennedy), ma è coi cocktail bar che otterrete le maggiori soddisfazioni: vi consigliamo uno stop da Baba au Rum, uno dei 50 Best Bars, e da The Clumsies. Per una birra con una vista incredibile sull’Acropoli, invece, segnatevi la terrazza di A for Athens.

Altri ristoranti ad Atene che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Kosta Souvlaki
  • Eatery Bairaktaris Aiolou 29
  • Feyrouz
  • Maiandros
  • Couleur Locale
  • Pharaoh
  • Avli
  • Seychelles
  • Karamanlidika

Altre info utili sul viaggio ad Atene

  • ITINERARIO. Per visitare le attrazioni principali di Atene può andar bene anche solo un weekend lungo ma, ça va sans dire, più allungherete la vostra permanenza, più entrerete in sintonia con la sua essenza.
  • ALLOGGI. Per soggiornare vi consigliamo una delle zone centrali: noi abbiamo scelto Psyrri, affittando un appartamento su Airbnb.
  • COME MUOVERSI. Noi ci siamo sempre mossi, salvo rare occasioni, a piedi. Da e per l’aeroporto abbiamo sfruttato la comodissima metropolitana che in meno di un’ora arriva in centro. I taxi ci sono sembrati molto presenti (nonché molto più economici rispetto all’Italia) e sono chiamabili anche tramite servizi come FreeNow.
  • RISTORANTI&CUCINA. Mangiare fuori ad Atene è una gioia, anche per vegetariani e vegani, visto la folta presenza nei menu di verdure e legumi, oltre che abbastanza economico.
  • STAGIONI. I mesi estivi sono i più caldi e frequentati, la primavera e l’autunno le stagioni migliori.
  • CAMBIO&SOLDI. Salvo rare occasioni, le carte di credito sono piuttosto accettate.

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Weekend lungo a Marsiglia: cosa vedere e dove mangiare in 3 giorni /weekend-lungo-a-marsiglia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-3-giorni/ /weekend-lungo-a-marsiglia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-3-giorni/#comments Wed, 21 Jun 2023 16:00:00 +0000 /?p=59433 State programmando un weekend lungo a Marsiglia? Qui vi diamo tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa splendida città!

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Se state valutando un weekend lungo a Marsiglia, magari allungando il vostro road trip in Costa Azzurra, e siete alla ricerca di cosa vedere e dove mangiare in 3 giorni, seguiteci in questa guida su una delle città più bistrattate ma sicuramente interessanti della Francia. Ecco tutti i nostri consigli!

WEEKEND A MARSIGLIA: COSA VISITARE

  • UN GIRO AL PANIER. Se cercate il genius loci marsigliese, non potete che iniziare da Le Panier, il quartiere più antico della città, lungo le cui stradine collinari potrete scorgere murales a tinte vivaci, angoli oltremodo bucolici e piccole boutique dove far scorta di abbigliamento, souvenir e, ovviamente, del tipico sapone di Marsiglia.
  • MUCEM. La costruzione che domina l’affaccio di Marsiglia sul mare e tutta la zona del porto Vecchio è il Mucem, ovvero il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo. Potete ammirarlo da fuori oppure consultare il sempre ricco programma di mostre ed esposizioni sul tema.
  • CATHÉDRAL DE LA MAJOR. Simbolo di Marsiglia, questa bella (e imponente) cattedrale, per tutti “La Major” vi stupirà col suo stile neo bizantino e con la pace che si respira nei suoi pressi.
  • BASILIQUE NOTRE DAME DE-LA-GARDE. Sempre in tema di chiese, ma un po’ dislocata rispetto al centro, costruita com’è su una collina che domina l’intera città, la basilica di Notre Dame de-la-Garde merita sicuramente una deviazione, sia per la vista che si gode dai suoi dintorni sia per i voti dei pescatori appesi un po’ ovunque, per chiedere protezione una volta che salperanno in mare.
  • LES DOCKS VILLAGE. Non vi suggeriamo questo centro commerciale tanto per i suoi negozi, quanto per il lavoro architettonico di riqualificazione che ha portato questi vecchi magazzini nella zona del porto a nuova luce, con un sacco di spazi comuni e i tanti cortili progettati in stili diversi.
  • MAISON EMPEREUR. A proposito di negozi, tappa imprescindibile a Marsiglia è Maison Empereur, un immenso negozio di casalinghi dall’aria vintage da cui sarà impossibile uscire senza chincaglierie varie per la casa, profumi provenzali, saponi, giocattoli o accessori per la cucina. Un sogno, per chi ama il genere.
  • COURS JULIEN. Se siete alla ricerca di un posto easy e giovane per una pausa o un bel bicchiere di birra, dirigetevi verso l’arroccato Cours Julien: dopo la scalinata che vi condurrà lì, si aprirà davanti a voi una bella piazza piena di caffè e bistot in cui rilassarsi e rigenerarsi dalla camminata (noi ci siamo fermati da La Soifferie e ve lo consigliamo).
  • PALAIS LONGCHAMP. Anche Palais Longchamp non è esattamente in centro, ma questo palazzo comodamente raggiungibile in metro o in auto, è sede di due musei e merita uno stop grazie al suo verdeggiante parco, le sue fontane e le sue maestose statue.
  • UN GIRO IN SPIAGGIA. Se fa caldo e cercate un momento di refrigerio, potete approfittarne per un bel tuffo in mare in una delle tante spiagge di Marsiglia. La più nota è sicuramente Plage des Catalans, da cui potete raggiungere anche il punto panoramico sulla Corniche e il pittoresco Vallon des Auffes.
  • UNITÉ D’HABITATION. Se siete appassionati di architettura, allora uno stop necessario è sicuramente quello all’Unité d’Habitation, nota anche come Cité Radieuse, complesso abitativo progettato dal celebre architetto svizzero Le Corbusier. Potete anche provare a entrare e chiedere di eventuali visite guidate ad alcuni appartamenti.
  • UN GIRO PER LE CALANQUES. Tappa imprescindibile se vi trovate a Marsiglia, specie nella bella stagione, è il Parco nazionale delle Calanques, un percorso a una mezz’oretta di auto dalla città disseminato di calette di sabbia bianca, tanta vegetazione e acqua cristallina. Sceglietene una, a seconda del vostro allenamento, e godetevi tutta la pace!

WEEKEND A MARSIGLIA: DOVE MANGIARE

  • JOGGING EPICERIE. Sul retro di questa adorabile bottega si schiude un piccolo cortile dove poter assaggiare una stringata carta di piatti preparati con ingredienti a chilometro zero. Noi abbiamo assaggiato un ottimo kachapuri, una brioche con gravlax di palamita abbastanza indimenticabile e una vellutata di asparagi. A pranzo ci sono menu fissi a 30 euro per due piatti. Molto consigliato!
  • ENTRE TERRE ET MER. Un altro indirizzo che ci sentiamo di suggerire è Entre terre et mer, ristorante al Panier la cui carta si concentra principalmente sui taglieri di salumi e formaggi e sui plateau di frutti di mare crudi. Noi abbiamo – ovviamente – provato entrambi e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Costo medio: 35-40€ a persona.
  • OH FAON!. Se invece siete alla ricerca di un’ottima colazione o di una gustosissima merenda, l’indirizzo da segnare è Oh Faon, una piccola pasticceria artigianale vegana che vi stupirà con le sue torte, pain au chocolat, biscotti e croissant da volare via.
  • BAR DE 13 COINS. Se cercate un posto informale ma molto caratteristico, al Panier vi consigliamo questo bar in cui assaggiare tassativamente, magari sotto a un albero, un pastis, l’aperitivo più celebre di Marsiglia.
  • GRAND BAR DES GOUDES. Se invece siete alla ricerca di un’ottima bouillabaisse, la zuppa di mare piatto simbolo di Marsiglia, vi consigliamo di abbinarla a un giro per le Calanques e di prenotarla con largo anticipo in questo delizioso ristorante sul mare, indirizzo amato dai local, con un motivo. Costo medio: 50€ a persona.
  • LA FRICHE LA BELLE DE MAI. Se invece volete respirare l’aria un po’ suburbana, anarchica e indomabile di Marsiglia, vi suggeriamo di venire per un giro o una birra nel quartiere La Belle de Mai, e più precisamente alla Friche, centro delle arti e skatepark ospitato in una fabbrica di tabacco del XIX secolo e sede di mostre, concerti e film all’aperto in estate. Una bellissima esperienza. Costo medio: 25€ a persona.

Altri ristoranti che ci sono stati consigliati ma che non abbiamo fatto in tempo a provare:

  • O’BIDUL
  • OUREA
  • PAIN PAN BOULANGERIE (per colazione e merenda)
  • BRICOLEURS DE DOUCEURS (per colazione merenda)
  • DEEP (per colazione e merenda)
  • L’ARÔME
  • CAFÉ DE L’ABBAYE
  • SEPIA
  • CHEZ FONFON
  • RESTAURANT QUARTIER LIBRE
  • LA MERCERIE
  • AU BOUT DU QUAI
  • CHEZ LUCAS
  • FIGURE, CAVE À MANGER

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO A MARSIGLIA

  • Marsiglia è una città mediamente cara, dunque cercate di prenotare l’hotel con anticipo per trovare qualche tariffa agevolata.
  • A proposito di hotel, noi purtroppo abbiamo alloggiato in un albergo che non ci ha soddisfatto, specie in relazione al rapporto qualità/prezzo, dunque non ve lo consiglieremo.
  • Abbiamo trovato la città pulita e sicura, quanto meno nelle zone centrali e ‘turistiche’, dove comunque sono concentrate tutte le principali attrazioni. Ond’evitare spiacevoli episodi, in ogni caso, assicuratevi con una piccola ricerca online di non sconfinare in aree più defilate e magari pericolose, così da essere tranquilli durante il vostro viaggio.
  • Come zona dove prenotare l’hotel vi consigliamo Préfecture, perfetta e centralissima per fare tutti i giri in comodità.
  • Occhio a dove mettete l’auto, se ne avete una: Marsiglia è purtroppo famosa per furti o comunque danneggiamenti di auto, quindi magari chiedete al vostro hotel se è dotato di parcheggio privato o ve ne sa consigliare uno migliore di altri.
  • In città si gira tranquillamente a piedi, le distanze non sono enormi (tenete solo d’occhio i dislivelli!) e funzionano anche diversi servizi di taxi attivi anche in Italia, come Freenow.

E voi siete mai stati a Marsiglia? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Gite fuori porta in Lombardia: cosa vedere e dove mangiare a Bergamo /gite-fuori-porta-in-lombardia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-bergamo/ /gite-fuori-porta-in-lombardia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-bergamo/#comments Wed, 17 May 2023 06:00:06 +0000 /?p=57903 Se state programmando una gita in giornata a Bergamo, qui trovate tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa meravigliosa città lombarda!

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Dopo avervi recentemente parlato di Brescia, non potevano mancare i nostri consigli su Bergamo, anch’essa nominata Capitale della Cultura nel 2023. Se siete alla ricerca di una gita fuori porta a solo un’ora da Milano, di un indirizzo enogastronomico o semplicemente di una scusa per trascorrere una giornata in una splendida città, ecco i nostri indirizzi su cosa vedere e dove mangiare a Bergamo!

Bergamo gite fuori porta
Uno scorcio delle mura di Bergamo | © Elisabetta De candia

COSA VEDERE A BERGAMO

  • LE MURA. Recentemente inserite nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco, le Mura Venete (note anche come Veneziane) bergamasche sono lunghe 5km e ben si prestano a una bella passeggiata per raggiungere la parte alta di Bergamo. Erette nel Cinquecento a scopi difensivi, oggi offrono una vista splendida non solo su Bergamo bassa, ma nei giorni più limpidi riuscirete a scorgere persino Milano, o, alla peggio, un meraviglioso tramonto.
  • LE SCALETTE (O LA FUNICOLARE). Bergamo è sviluppata su due livelli, la Bassa e la Alta, a voi la scelta se affrontare il dislivello tra le due parti a piedi o tramite le comodissime funicolari che collegano la città. Varcando le mura, infatti, con la funicolare potrete superare un dislivello di quasi cento metri in pochi minuti, godendovi di un panorama spettacolare. Altrettanto suggestive solo le scalette di cui Bergamo è disseminata, che non si sa con certezza quante siano. Scaletta della Noca, la scalinata di via Cornasello, la Salita della Scaletta, la Scaletta del Paradiso sono solo alcuni dei percorsi che vi condurranno a Bergamo Alta! Un ultimo consiglio: prendendo la funicolare verso il Castello di San Vigilio in Largo di Porta Sant’Alessandro (o proseguendo verso San Vigilio a piedi), si raggiunge la panoramicissima salita verso l’ingresso del parco (e-spoiler-un ristorante molto buono) da cui si gode di una delle migliori viste sulla Città e sui vicini colli.
  • PIAZZA VECCHIA E PALAZZO DELLA RAGIONE. Considerata da Le Corbusier “la piazza più bella d’Europa“, qui si affacciano geometricamente il Palazzo della Ragione, la più antica sede comunale lombarda esistente, il Campanone (la torre più alta di Bergamo), il Palazzo Nuovo, dapprima sede del Comune e oggi sede della Biblioteca Angelo Mai. Al centro della piazza, invece, si trova la Fontana Contarini. Sotto al Palazzo della Ragione si trova un’antica meridiana del XVIII secolo. Noi vi consigliamo di soffermarvi ad osservarla a mezzogiorno in punto per scorgere il raggio che filtra dal foro nello scudo appeso sopra alle arcate, a indicare la data e il segno zodiacale.
  • IL DUOMO, LA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE E CAPPELLA COLLEONI. Nell’omonima piazza della città troverete il Duomo, maestosa chiesa intitolata a Sant’Alessandro Martire, patrono di Bergamo, di cui troverete le spoglie conservate in un’urna all’interno. Inoltre, qui è presente anche la tiara di Papa Giovanni XXIII, originario proprio della provincia di Bergamo. A pochi passi, la Basilica di Santa Maria Maggiore, un edificio in stile Romanico, in netto contrasto con le ricche decorazioni barocche degli interni. Qui troverete il monumento funebre a Gaetano Donizetti. All’uscita, soffermatevi ad ammirare la Cappella Colleoni, proprio addossata alla Basilica, e prestatevi ad uno dei riti più famosi di Bergamo. Sulla cancellata della Cappella Colleoni c’è, infatti, uno stemma raffigurante gli attribuiti del famoso condottiero appartenente alla famiglia, tre lucidissimi testicoli… sfregateli, si dice che porti fortuna!
  • CASA E MUSEO DI DONIZETTI. E voi lo sapevate che il celebre compositore era nato proprio a Bergamo? Alle spalle della Basilica di Santa Maria Maggiore si trova la sua casa natale – oggi museo – che offre un bel viaggio nella vita e nelle opere di Gaetano Donizetti, attraverso ritratti, lettere e mobili risalenti a quando era ancora in vita.
Bergamo gite fuori porta
Una sala di Palazzo Moroni | © FAI
  • PALAZZO E GIARDINI MORONI. Inserito tra i beni Fai, questo palazzo eccezionalmente conservato nell’impianto originario si trova nel cuore di Bergamo alta. Non perdetevi una visita degli interni, dal piano nobile sino ai giardini, estesi ai piedi della Rocca civica, tra terrazzamenti panoramici e un’area agricola – l’ortaglia – di circa due ettari. Salite lo Scalone d’Onore e fatevi sorprendere dai magnifici affreschi, per poi scoprire, nelle sale del piano nobile, mobili intarsiati, preziose ceramiche e vari oggetti d’arte di cui la villa è disseminata.
  • ACCADEMIA CARRARA. Tra le principali pinacoteche d’Italia, qui vengono conservati ben 1.587 dipinti che vanno dal periodo del Rinascimento alla fine del 1800, più disegni, stampe, e numerose arti decorative. Alcuni esempi di opere che potrete trovare sono il Ritratto di Giuliano de’ Medici di Botticelli, la Madonna con il bambino di Andrea Mantegna, o quella di Giovanni Bellini, ma anche dipinti di Raffaello, del grande ritrattista bergamasco Giovan Battista Moroni ed ancora di Lorenzo Lotto, Tiziano, Tiepolo, Canaletto e Hayez. Vi consigliamo di ritagliarvi almeno un paio di ore per una visita completa.
  • GAMeC. Se invece prediligete l’arte moderna, non potete perdervi la Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, a pochissima distanza da Accademia Carrara. Si trova negli spazi dell’antico Monastero delle Dimesse e delle Servite, uno spazio di 1500 metri quadrati con una collezione permanente di 3mila opere di artisti come Balla, Boccioni, de Chirico, Burri, Kandinskij, Morandi, ma con un ricco calendario di mostre temporanee di artisti internazionali, attività culturali e concerti.
  • ORTO BOTANICO. Un’oasi verde che si raggiunge unicamente a piedi da Città Alta, dopo aver percorso circa 140 gradini. Troverete ad attendervi 2.400 metri quadri di verde e oltre 1.200 piante differenti, suddivise in aiuole tematiche. Un posto perfetto per rilassarsi, passeggiare, leggere un libro, o semplicemente ammirare Bergamo dall’alto.
  • UNA PASSEGGIATA E UN PO’ DI SHOPPING A BERGAMO BASSA. Se vi trovate a Bergamo Bassa e avete ancora un po’ di forze da dedicare allo shopping, recatevi in via XX Settembre, una bella via pedonale dove si affacciano boutique e negozi di marche internazionali. Insieme a via Sant’Alessandro e a via Sant’Orsola, costituisce il centro della moda bergamasca. Sfocerete alla fine nella caratteristica Piazza Pontida, ultima tappa del nostro itinerario consigliato.

DOVE MANGIARE A BERGAMO

  • UN DOLCE DA KRIZIA O ALLA PASTICCERIA LOCATELLI. Prima di partire alla scoperta di Bergamo, la colazione è senz’altro una tappa d’obbligo! Entrambi gli indirizzi che vi segnaliamo sono nella parte bassa della città, ottimo punto di partenza per la vostra passeggiata. Fermatevi da Krizia per una degustazione della sua pasticceria mignon, o per un maritozzo, una brioches, ma anche toast e croissant salati. Se siete dei fan della diplomatica, o della millefoglie, l’indirizzo da segnarvi è invece quello della Pasticceria Locatelli. Un pochino più distaccato dal centro città, la sosta in questa storica pasticceria di sicuro non vi deluderà, con la sua vasta scelta tra decine e decine di pasticcini, brioches e prelibatezze dolci e salate! Prezzo medio: 5-10€ a testa.
  • UN GELATO ALLA MARIANNA. Storico indirizzo della Città Alta posizionato proprio al limitare delle mura storiche di Bergamo, con un grazioso dehor pronto ad accogliervi nelle giornate di bel tempo. Nonostante sia anche un ristorante, noi ve lo consigliamo per una colazione o una pausa golosa, in quanto offre un’ottima pasticceria. Non perdetelo però per un gelato stracciatella, si racconta proprio sia stato inventato qui! Prezzo medio: 5-10€ a testa.
  • LA FAMIGLIA CEREA AL CAVOUR 1880 O DA VITTORIO. Impossibile per gli amanti della cucina italiana scindere Bergamo dal nome della famiglia Cerea. Il primo si trova a Bergamo Alta e si tratta di un indirizzo storico della città, inserito nei Locali Storici d’Italia e acquistato dalla famiglia nel 1994. Qui troverete una pasticceria dal sapore un po’ viennese, con una raffinata sala da tè, tavolini in marmo, e un immenso bancone di torte, mignon, biscotti, brioches e dolci al cucchiaio. Un altro mondo quello del Ristorante Da Vittorio, insignito di tre stelle dalla guida Michelin, e che si trova in realtà a Brusaporto, a pochi km dalla città di Bergamo. Di sicuro indirizzo ideale per una super occasione da festeggiare. Prezzo medio: 5/10€ a testa (Al Cavour).
  • UN PRANZO IN GIARDINO DEL CIRCOLINO CITTÀ ALTA. Locale storico nel cuore della città Alta, un tempo sede di un antico monastero poi convertito a carcere, e ora diventato ristorante e progetto sociale. Qui potrete assaggiare la cucina tipica bergamasca o una buona pizza, il tutto accompagnato da una discreta scelta di vini e drink, il tutto con un servizio veloce e super disponibile. Sfruttate il grande patio all’aperto durante la bella stagione, diventerà uno dei vostri posti del cuore come lo è diventato per noi! Prezzo medio: 25-30€ a testa.
  • LA PROPOSTA VERSATILE DEL CARROPONTE. Difficile definire il Carroponte, che è al contempo bistròenoteca e ristorante gourmet. Il posto giusto, insomma, dove fermarsi in diversi momenti della giornata, sia per un calice di vino – le etichette della cantine sono oltre 1.400 – sia per un pranzo veloce e più semplice al bistrò, ma anche una cena più raffinata con il percorso gourmet del ristorante. Ogni spazio ha un proprio ambiente e una propria identità separata, accomunati però da una bella atmosfera conviviale. Non dubitiamo che tra le tante formule proposte troverete di sicuro quella che faccia al caso vostro! Prezzo medio: n/a (molto variabile in relazione alla formula scelta).
  • LA VISTA PAZZESCA DEL BARETTO DI SAN VIGILIO. Si definisce il ristorante più romantico della città e non a torto, visto e considerato il panorama pazzesco di cui si gode una volta raggiunto il Castello di San Vigilio, che sia a piedi o in funicolare. In carta piatti tipici bergamaschi, come i famosi casonsei, ma anche polenta taragna, manzo all’olio, e qualche piatto più estroso di pesce. Le porzioni sono quelle di un ristorante (non fatevi trarre in inganno dal nome), il servizio attento e gentilissimo, gli interni caldi e curati. Se la bella stagione ve lo consente, prenotate un posto in veranda per godere della vista sui colli bergamaschi, e ci direte se sarà stato effettivamente uno dei posti più romantici in cui sarete stati. Prezzo medio: 45-50€ a testa.
  • LA CARNE ALLA BRACE DEL RISTORANTINO. In questo locale vi consigliamo di recarvi per soddisfare la voglia di una bella bistecca alla brace, ma non solo: ad attendervi troverete un’ottima selezione di salumi e formaggi, lumache alla bourguignonne, e numerosi primi piatti. A completare il tutto, una carta dei vini davvero notevole (con un rincaro moderato anche su etichette di un certo livello), un servizio attento e gentile, e un proprietario che si dilungherà con passione a raccontarvi ciò che state degustando. Super consigliato. Prezzo medio: 40-45€ a testa.
  • UNA PIZZA (MA NON SOLO) DA MIMMO O DA NASTI. Situato proprio nella via principale di Città Alta, da Mimmo è un ristorante con pizzeria sicuramente un po’ turistico, ma che vale comunque la sosta se avete voglia di un piatto tipico o di una buona pizza nel cuore storico della città. Se invece vi trovate in Città Bassa, l’indirizzo da segnarvi è quello di Nasti. Qui la pizza è della tradizione campana, con una particolare attenzione a prodotti selezionati e di stagione. Grazie a un recente lavoro di ristrutturazione, gli ambienti sono giovani e super colorati, e di recente sono raddoppiati con il dirimpettaio Acanto, ideale per un aperitivo con la sua carta di cocktail, oltre 200 etichette di vini, e piatti da condividere tra pizze in teglia, taglieri e panini. Prezzo medio: 20-30€ a testa.
  • UN BICCHIERE DI VINO ALL’ENOTECA ZANINI O IN VINERIA COZZI. A pochissima distanza dall’Accademia Carrara e dalla GAMeC (di cui vi abbiamo parlato prima), l‘Enoteca Zanini è il luogo ideale dove rifocillarsi con un buon bicchiere di vino, o coccolarsi con una delle proposte culinarie della carta. Qui l’ambiente è rilassato ed elegante, e la scelta dei vini davvero notevole. Se invece vi trovate in città Alta, fermatevi lungo la via principale nella caratteristica Vineria Cozzi. Rimarrete ammaliati dagli arredi di questo storico locale, che può vantare numerose proposte di vino sia alla mescita che in bottiglia. Prezzo medio: n/a (molto variabile in relazione alla bevuta scelta)
  • UNA BIRRA DA DEGUSTO BIRRA E CUCINA O UN DRINK DA UNPLUG. Se avete voglia di sorseggiare qualcosa, recatevi da DeGusto Birra e Cucina, un vero e proprio tempio dedicato alla cultura della birra artigianale, che sia alla spina, in lattina o bottiglia. Ottime proposte dalla cucina, sempre con un’impronta da pub ma rigorosamente fatte in casa, dal pane degli hamburger alle patatine in tripla cottura. Se invece avete voglia di un drink, l’indirizzo giusto è quello di Unplug, locale che si trova nella parte della città bassa. Qui troverete un’atmosfera intima e rilassata, perfetta per concludere la vostra serata. Prezzo medio: 10-15€ a testa.

COSA VISITARE NEI DINTORNI DI BERGAMO

  • I VILLAGGI SULL’ADDA: CRESPI E TREZZO SULL’ADDA. A meno di 20 km da Bergamo, lungo la strada di ritorno per Milano, si trovano due “villaggi” davvero affascinanti che affacciano sul fiume Adda. Il primo è Crespi d’Adda, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, e di cui vi avevamo già parlato nel nostro articolo sulle gite fuori porta da Milano. Si tratta di un villaggio operaio (tra i meglio conservati in Europa) costruito dalla famiglia Crespi per ospitare gli operai del loro cotonificio. Ancora perfettamente conservate, si trovano le casette delle famiglie operaie, le ville dei dirigenti, la chiesa, la scuola, il cimitero, l’ospedale, e tutte le altre strutture tipiche di una comunità. A pochi chilometri di distanza c’è Trezzo d’Adda con i resti dell’imponente Castello Visconteo e la Centrale Idroelettrica Taccani, ancora funzionante e visitabile. 
  • PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE. Gli amanti della natura e delle scarpinate non possono sicuramente perdersi uno dei moltissimi percorsi di trekking sulle Alpi Orobie. Tra i trekking più belli da fare ci sono sicuramente quelli ai Laghi Gemelli, alla Val Vertova (una valle attraversata da un ruscello che negli anni ha creato cascate e panorami davvero suggestivi!) e ai 5 laghi, vicino Branzi. Se volete sciare, invece, non avrete che l’imbarazzo della scelta!
  • SAN PELLEGRINO. Amanti del Liberty, questa invece è per voi! San Pellegrino è una splendida cittadina conosciuta in tutto il mondo per via dell’omonima acqua minerale, l’acqua S. Pellegrino. Qui troverete alcuni edifici che sembrano appena usciti da un film di Wes Anderson. Alcuni esempi? Il vecchio Casinò, il suggestivo Grand Hotel e le più blasonate terme, riaperte e gestite da QC Terme, di cui vi avevamo già raccontato qui.

E voi siete mai stati a Bergamo? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Gite fuori porta in Lombardia: cosa vedere e dove mangiare a Brescia /gite-fuori-porta-in-lombardia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-brescia/ /gite-fuori-porta-in-lombardia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-brescia/#comments Wed, 19 Apr 2023 06:00:20 +0000 /?p=57319 State programmando una gita in giornata a Brescia? Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa splendida città!

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Se siete alla ricerca di idee per una gita fuori porta a un’ora da Milano che unisca arte, cultura e buon cibo, allora Brescia fa proprio al caso vostro. Chiamata ‘Leonessa d’Italia’, nel 2023 è anche stata nominata Capitale Italiana della Cultura: insomma, è il momento perfetto per scoprirla. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare per una gita in giornata a Brescia!

COSA VEDERE A BRESCIA

  • CASTELLO. Scommettiamo che lo noterete subito appena entrati in città: il Castello e la sua imponente fortificazione, situato sulla cima del monte Cidneo, domina dall’alto tutta Brescia, tanto da esserne diventato il simbolo. Salite a piedi dal centro partendo dalla pittoresca Piazza Tito Speri (dove vi consigliamo di fare un giro nel negozietto vintage Ward Robe); potete percorrere il vicolo Contrada Sant’Urbano oppure la scalinata di Via della Barricata, che in cima offre uno scorcio molto bello sul nuovo Duomo. Superata la porta d’ingresso dei bastioni veneziani, correte a godervi il panorama. In una giornata limpida riuscirete a vedere non solo le valli circostanti, ma anche la catena appenninica e le Alpi. Potete quindi fermarvi a oziare nel parco interno oppure scegliere di visitare i due musei ospitati tra le sue mura: il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia.
  • PARCO ARCHEOLOGICO. Insieme al complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia, il Parco Archeologico di Brescia è Patrimonio Unesco dal 2011. L’area comprende il santuario di età repubblicana, il Capitolium con i resti di età imperiale e la stupenda statua della Vittoria Alata, e infine il teatro romano. Se non siete appassionati di storia antica, vi consigliamo di approfittare della visita guidata che vi farà apprezzare al meglio questo sito davvero eccezionale, soprattutto il Santuario di età repubblicana che custodisce ancora alcune preziose pavimentazioni a mosaico e affreschi originari.
  • MUSEO DI SANTA GIULIA. Risulta davvero riduttivo definire Santa Giulia come un semplice “Museo”: di sicuro è una delle tappe imperdibili di una visita in questa città. Le collezioni esposte, che spaziano dalla Preistoria all’età contemporanea, sono allestite in un complesso monastico di origine longobarda. Lungo il percorso di visita (per cui vi consigliamo di ritagliarvi almeno 2-3 ore) potrete visitare anche la basilica longobarda di San Salvatore (dell’VIII secolo d.C.), lo stupendo Coro delle monache e l’incredibile Chiesa di Santa Maria in Solario, dove in una teca al centro è custodita la Croce di Desiderio.
  • PIAZZA DELLA LOGGIA. Tristemente famosa per l’attentato terroristico che avvenne proprio qui nel 1974, Piazza della Loggia è il cuore della città e forse la sua piazza più bella. Costruita in piena epoca rinascimentale, è delimitata da ogni lato da edifici storici. Non perdetevi ai due estremi il Palazzo della Loggia, ancora oggi sede del comune, e la torre con l’orologio astronomico cinquecentesco. Se avete tempo, il Palazzo è visitabile gratuitamente il sabato mattina dalle 9 alle 12:30: aperte al pubblico sono la Sala del Consiglio, la Sala Giunta e lo storico Salone Vanvitelliano. Visto che siete qui, approfittatene per andare alla torre di Porta Bruciata, antica porta della cerchia romana alla cui base è nascosta la minuscola Chiesa di San Faustino in riposo.
  • PIAZZA DEL DUOMO. O dovremmo dire dei due duomi, visto che su questa piazza immensa si affacciano sia il Duomo Vecchio che il Duomo Nuovo, oltre al Palazzo del Broletto (entrambi magnifici anche se molto diversi!). Il Duomo Nuovo con la sua facciata barocca e gli interni maestosi, il Duomo Vecchio nella sua semplicità antica (è il maggior tempio romanico circolare tuttora esistente).
  • PIAZZA DELLA VITTORIA. Ultima delle tre piazze principali di Brescia e la più moderna, come potrete intuire facilmente dall’enorme Palazzo delle Poste di chiaro stampo fascista e dall’austera Torre della Rivoluzione. Non perdetevi nel quadriportico adiacente alla piazza l’enorme rinoceronte sospeso, opera d’arte di Stefano Bombardieri intitolata in realtà “Il peso del tempo sospeso”.
  • PINACOTECA TOSIO MARTINENGO. Se avete ancora tempo (ed energie) per visitare un museo, andate dritti alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Le opere coprono un arco temporale che va dal Trecento all’Ottocento, con numerosi pittori locali ma anche nomi più famosi come Raffaello, Lorenzo Lotto, Canova e Hayez.
  • BIBLIOTECA QUERINIANA. Se siete appassionati di libri e biblioteche, non potete assolutamente perdervi la Biblioteca Queriniana. Istituita nel 1747 dal Cardinale Angelo Maria Querini, è tuttora aperta al pubblico come normalissima biblioteca e ospita oltre 150mila volumi di cui 1158 incunaboli e 8386 cinquecentine. Chiedete indicazioni per la parte storica e fate un giro (molto silenzioso) tra le aule affrescate con scaffali in legno alti fino al soffitto.
  • BRESCIA UNDERGROUND. Non è la prima volta che venite a Brescia e volete fare un’esperienza diversa dal solito? L’associazione Brescia Underground è pronta a farvi scoprire ciò che si cela sotto la città con 3 diversi itinerari guidati.
  • PORTICI. La città è piena di negozi sparsi in ogni viuzza: noi vi consigliamo in ogni caso di fare due passi lungo i portici antichi, da Via Dieci Giornate fino a Corso Zanardelli. Potrete scovare alcune chicche come Barbanzé, storico negozio di giocattoli per bambini.

DOVE MANGIARE A BRESCIA

  • OSTERIA L’OSTE SOBRIO. Quest’osteria di cucina tipica si nasconde in un vicoletto dove campeggia un secondo orologio molto simile a quello di Piazza della Loggia, che si trova a due passi. Buonissimi i bigoli al ragù di pestöm con ricotta di pecora fumè e i classici casoncelli alla bresciana saltati con burro e salvia, a prezzi più che onesti. Prezzo medio: 30-35€ a testa.
  • OSTERIA AL BIANCHI. Una delle più antiche osterie della città, valida alternativa all’Oste sobrio, da cui dista solo pochi metri. Ambiente super casereccio (potreste trovarvi a dover condividere il tavolo) e cucina tradizionale come casoncelli, malfatti e manzo all’olio. Prezzo medio: 30-35€ a testa.
  • I DU DE LA CONTRADA. Il giusto mix di tradizione e modernità, questa osteria di ‘cucina casalinga’ propone piatti tipici ma non solo, a prezzi abbordabili. Prezzo medio: 30-35€ a testa.
  • CLASSICO. Vale la pena venire da Classico anche solo per la location meravigliosa un chiostro seicentesco dall’atmosfera magica. Menu ricco di proposte di pesce e anche qualche incursione fusion, con prezzi decisamente più importanti. Prezzo medio: 50-60€ a testa.
  • LA BOTTEGA DI VITTORIO. Una chicca fuori dal centro storico, dove troverete solo bresciani doc. Location semplice ma elegante, con pochi tavoli, che ricorda un emporio anni 50 con l’iconico banco di salumi e formaggi e gli scaffali pieni di bottiglie di vino. Prezzo medio: 40€ a testa.
  • MARCHINO. Defilato in una via laterale, non lontano dal Parco Archeologico, si trova questo wine bar piccolino ma molto accogliente. È il posto perfetto per provare il “Pirlo”, ovvero lo spritz bresciano con il vino bianco fermo al posto del prosecco. Ad accompagnare, taglieri di salumi e formaggi molto buoni e abbondanti. Prezzo medio: 10-15€ a testa.
  • VERDE RAMEN. Se volete variare rispetto alla cucina tradizionale, non perdetevi i ramen e i bao fatti a mano di Verde Ramen. Giancarlo, il fondatore, ha frequentato una delle prime scuole di ramen in Giappone e il suo brodo spaziale ne è una prova inoppugnabile. Prezzo medio: 20-25€ a testa.
  • OH!FICO MA ECO. Situato nel parco di Campo Marte, offre colazioni, pranzi e merende vegetariane per poi diventare cocktail bar con cucina naturale dopo il tramonto. Perfetto per un aperitivo soprattutto d’estate, quando potete godervi i suoi 900mq di giardino. Prezzo medio: 15-20€ a testa.
  • PIANTAVIGNA. Proprio accanto al Duomo vecchio, è il locale giusto per fare un aperitivo rinforzato. Merito dell’interessante menu che propone alcuni piatti di accompagnamento e diverse tapas, anche vegetariane. Prezzo medio: 20-25€ a testa.

COSA VISITARE NEI DINTORNI DI BRESCIA

Gite fuori porta lago
Iseo © Alice Caprotti
  • LAGHI. Brescia si trova in una posizione a dir poco strategica a metà tra il Lago d’Iseo e il Lago di Garda. Qui trovate idee su cosa fare in entrambi i laghi e qui anche idee su dove fare il bagno d’estate.
  • FRANCIACORTA. Se dopo musei e monumenti volete immergervi nella natura, la Franciacorta è pronta ad accogliervi con i suoi vigneti a perdita d’occhio e cantine dove fare degustazioni indimenticabili.
  • CASTELLO DI PADERNELLO. Immerso nella bassa bresciana, a mezz’ora dalla città, il Castello di Padernello risale al XV secolo ed è un’ottima deviazione se il castello di Brescia non vi è bastato. Nel biglietto d’ingresso è compresa la visita guidata: vi consigliamo di tenere sott’occhio la loro pagina Facebook perché organizzano spesso visite speciali serali o notturne.

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Viaggio a Trieste e Lubiana: cosa visitare e dove mangiare /viaggio-a-trieste-e-lubiana-cosa-visitare-e-dove-mangiare/ /viaggio-a-trieste-e-lubiana-cosa-visitare-e-dove-mangiare/#comments Thu, 23 Feb 2023 06:00:40 +0000 /?p=55755 State pianificando un viaggio a Trieste e Lubiana? Ecco i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare in queste due splendide città!

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State cercando consigli per organizzare un viaggio a Trieste e Lubiana? Sono passati un po’ di anni da questo nostro articolo, e così, a inizio gennaio abbiamo avuto la possibilità di trascorrere quasi un’intera settimana in queste due città che, seppur in Paesi diversi, sono molto vicine (circa 70 chilometri) e hanno tanto in comune: una straordinaria offerta culturale che attraversa millenni di storia, bellezze naturali da lasciare senza fiato, una tradizione gastronomica spettacolare e un’atmosfera tranquilla e rilassata, dovuta a un flusso di turisti sicuramente inferiore rispetto ad altre località più blasonate. Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare in queste due splendide città!

VIAGGIO A TRIESTE E LUBIANA: COSA VISITARE

TRIESTE

  • L’AREA INTORNO AL CANAL GRANDE. Il nostro itinerario di Trieste è iniziato dall’elegantissimo quartiere che si sviluppa a sud della stazione dei treni: quest’area è caratterizzata da vie tra loro perpendicolari che si intersecano creando precisi quadrilateri densi di splendidi palazzi. I più belli sono quelli intorno al Canal Grande, un canale artificiale creato nel 1754 per permettere alle navi di scaricare le merci il più vicino possibile al centro della città. Possiamo solo citare alcuni dei meravigliosi edifici di questa zona: Palazzo Gopcevich con le sue magnifiche decorazioni gialle e rosse, il tempio serbo ortodosso della Santissima Trinità dalle splendide cupole azzurre, e, ovviamente, la maestosa chiesa di Sant’Antonio Nuovo, sfondo intoccabile di tutte le foto che farete in questa zona. Attraversando il canale dal Ponte Rosso non farete fatica a trovare la statua di James Joyce, il famosissimo scrittore irlandese che visse a Trieste per alcuni anni. Passando per la signorile piazza del Ponte Rosso e percorrendo via Roma arriverete in piazza della Borsa: questa bellissima piazza deve il suo nome all’imponente palazzo neoclassico che la domina, oggi sede della Camera di Commercio, ma che un tempo accoglieva i commercianti di Borsa. Attraversando il passo della Portizza, uno stretto tunnel su un lato della piazza, si arriva nel ghetto ebraico: rimangono poche tracce dell’antico quartiere seicentesco quasi completamente distrutto negli anni 30 del Novecento, ma le caratteristiche stradine ricche di antiquari sono una bellissima oasi di tranquillità che contrasta con il viavai delle grandi piazze adiacenti.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Piazza Unità d’Italia | © Tommaso Prada
  • PIAZZA UNITÀ D’ITALIA. Bastano pochi passi per raggiungere piazza Unità d’Italia, la piazza aperta sul mare più grande d’Europa, nonché una delle attrazioni più importanti della città. Dal lato che si affaccia sul mare potrete ammirare uno splendido panorama del litorale che nelle giornate più limpide (purtroppo totalmente assenti quando siamo andati noi) comprende anche il castello di Miramare. I tre lati restanti, invece, sono caratterizzati da edifici di incredibile bellezza: dal palazzo della Prefettura all’antistante palazzo del Lloyd Triestino, da palazzo Pitteri (il più antico della piazza) all’adiacente Grand Hotel Duchi d’Aosta fino ad arrivare al palazzo del Municipio che occupa l’intero lato opposto al mare, ogni edificio meriterebbe un paragrafo per descriverne la storia e le caratteristiche. Vi consigliamo di scaricare la app TriesteMetro per conoscere tutti i segreti di queste e di tutte le altre bellezze della città.
  • IL MOLO AUDACE E CONTRADA CAVANA. A corredo della visita di piazza Unità d’Italia non potete non percorrere il vicinissimo Molo Audace, un’affascinante passerella lunga 246 metri che si addentra nel mare fino a raggiungere la Rosa dei Venti posta al suo termine (originariamente la sua funzione era quella di attracco per le navi) e dal quale sentirete il profumo della salsedine in tutta la sua intensità… Fate però attenzione al vento, che talvolta può raggiungere oltre i 100 km/h!
    Il lato orientale di piazza Unità d’Italia segna l’inizio della contrada di Cavana, il vero centro storico della città che in passato ospitava marinai e pescatori, e che conserva ancora oggi l’impianto urbanistico settecentesco contraddistinto da stradine strette e tortuose oggi dense di turisti, suonatori di strada e ristoranti tipici.
  • MUSEO REVOLTELLA. Senza dubbio questo museo in pieno centro è la più importante raccolta d’arte di Trieste. Il museo è ospitato in tre edifici, tra cui uno splendido palazzo ottocentesco in cui abitava il barone Revoltella, industriale triestino che alla sua morte ha donato la sua immensa collezione di opere d’arte alla città. Il Comune ha poi ampliato l’esposizione con numerose acquisizioni susseguitesi nei decenni ed è quindi impossibile descrivere compiutamente tutti i quadri, le stampe, i disegni e le sculture che troverete nel museo. Qui, però, non possiamo non menzionare le splendide sale dei tre piani dell’edificio principale, collegate da un maestoso scalone elicoidale e che conservano ancora le decorazioni e gli arredi originali del barone. Tra gli altri highlights ci sono sicuramente le sale del terzo piano di palazzo Brunner con i quadri di Casorati e De Pisis e tutto il sesto piano con le opere di Pomodoro, Guttuso e Fontana.
  • MUSEO SARTORIO. Se avete un’oretta di tempo, è sicuramente una buona idea visitare questa casa museo all’interno di una favolosa villa dell’Ottocento, che non sarà forse tra la mete più famose della città ma che a noi è piaciuta davvero tanto. Innanzitutto gli ambienti sono stupendi e alcune stanze, come la cucina e la sala da pranzo, vi faranno fare un salto indietro di due secoli. Inoltre, ospita veri e propri capolavori come il Trittico di Santa Chiara, una bellissima tavola della scuola veneziana del XIV secolo, e una eccezionale collezione di disegni e acquerelli di Giambattista Tiepolo. Se aggiungiamo anche che l’ingresso è gratuito, vi abbiamo convinto a inserirlo nell’itinerario del vostro viaggio a Trieste e Lubiana?
  • IL COLLE DI SAN GIUSTO. Da Cavana imboccate via dei Capitelli, una bellissima e tranquilla strada il cui silenzio è intervallato solo dal miagolare di qualche gattino, e inerpicatevi lungo il colle di San Giusto, un’area abitata già in epoca preistorica e che in seguito ha ospitato importantissimi edifici di epoca romana. È qui, infatti, che troverete l’arco di Riccardo, una delle più antiche porte della città risalente al I secolo e i resti della basilica civile e del foro e, alla base del lato settentrionale, il teatro, costruito sfruttando la naturale pendenza del colle e che poteva contenere fino a 6000 spettatori. Anche l’epoca medievale ha restituito importanti testimonianze architettoniche come il Castello, eretto nel XV secolo che, dopo aver subito numerose modifiche, accoglie oggi il museo delle armi (ingresso 5 euro) e numerosi spettacoli ed eventi culturali. È però la cattedrale di san Giusto il gioiello per il quale vale la pena salire quassù: nata nel XIV secolo dall’unione di due antiche chiese vicine, questa cattedrale è oggi la più importante di Trieste. La facciata, semplice e un po’ austera, è dominata da un grande rosone in pietra carsica, mentre all’interno la luce soffusa crea un’atmosfera affascinante e suggestiva che vi accompagnerà mentre visitate gli splendidi mosaici bizantini nelle absidi laterali e gli affreschi medievali con la vita di San Giusto. Scendendo dal colle, non perdetevi il parco della Rimembranza, un grande polmone verde puntellato da innumerevoli pietre carsiche sulle quali sono incisi i nomi dei triestini caduti in battaglia, dalla Grande Guerra alla seconda Guerra Mondiale passando per la guerra civile spagnola e le guerre d’Africa.
  • IL CASTELLO DI MIRAMARE. Costruito nel 1856 come residenza di Massimiliano d’Asburgo e della moglie Carlotta del Belgio, e unanimemente considerato uno dei capolavori dell’architettura mondiale, questo castello arroccato sul mare si trova a circa 8 chilometri dal centro di Trieste e si raggiunge in poco meno di mezz’ora con il bus numero 6. Che arriviate dal grandissimo parco ricco di fontane e giardini che si trova alle sue spalle, o dal sentiero monumentale che costeggia il mare sul lato opposto, resterete a bocca aperta non appena vedrete questo palazzo e, siamo sicuri, lo circumnavigherete più volte per ammirarlo da ogni sua angolatura. Anche l’interno non è certo da meno: si va dagli ambienti che ricordano la cabina di una nave degli appartamenti di Massimiliano, alle atmosfere più intime delle stanze riservate alla moglie Carlotta fino alle sfarzose stanze di rappresentanza decorate con preziose tappezzerie rosse. Negli anni 30 del XX secolo il castello fu abitato dal Duca Amedeo di Savoia e dalla moglie Anna, che arredarono le stanze del primo piano secondo la moda razionalista del tempo.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
La risiera di San Sabba | © Tommaso Prada
  • LA RISIERA DI SAN SABBA. Ci ha incredibilmente toccato questo luogo imprescindibile in qualsiasi viaggio a Trieste e Lubiana. Si tratta di un campo di concentramento attivo nel periodo tra il 1943 e il 1945 e dentro al quale si stima siano state uccise 5mila persone tra ebrei, omosessuali, giornalisti e prigionieri politici avversi al regime nazista. L’enorme struttura, un ex stabilimento per la pilatura del riso, comprendeva un forno crematorio, celle e camerate per i prigionieri e oggi ospita un museo ricco di informazioni e testimonianze dei sopravvissuti a questa tremenda pagina della nostra storia. La risiera è a pochi chilometri dal centro della città (potrete raggiungerla facilmente con il bus 52) e l’ingresso è gratuito.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
L’interno della Grotta Gigante | © Tommaso Prada
  • LA GROTTA GIGANTE. Armatevi di scarpe comode e preparatevi a un duro allenamento per le vostre gambe: scendere (e soprattutto risalire) lungo i 500 gradini di questa sensazionale grotta profonda quasi 100 metri (la grotta a camera unica più grande del mondo) può essere un’esperienza un po’ faticosa per i meno allenati, ma vi assicuriamo che lo sforzo sarà ripagato da un’esperienza straordinaria. Sarete accompagnati da una guida espertissima che vi condurrà attraverso un dedalo di colonne, stalattiti e stalagmiti dalla storia di milioni di anni e vi racconterà tutti i segreti e le curiosità di un ambiente incredibile. L’ingresso costa 15 euro ed è obbligatoria la prenotazione (tutte le informazioni sono sul sito ufficiale).

LUBIANA

  • DAL PONTE DEI DRAGHI ALLA PIAZZA CIVICA. Da Trieste abbiamo raggiunto Lubiana con un bus di FlixBus, una soluzione davvero comoda che in circa un’ora e mezza ci ha portato alla stazione dei treni. Così come a Trieste, anche qui abbiamo voluto iniziare la nostra visita con un’intensa passeggiata attraverso i quartieri centrali. La prima meta del nostro itinerario è stato il ponte dei Draghi: questo imponente passaggio sul fiume Ljubjanica costruito nel 1900 deve il suo nome ai grandi (e un po’ spaventosi) draghi di bronzo che adornano i suoi quattro angoli. Il ponte è così famoso che il drago è diventato uno dei simboli della città, presente praticamente su qualsiasi souvenir che troverete nei negozi.
    Proseguendo verso sud si arriva al Mercato Centrale, un grande complesso formato da un’area all’aperto e uno spazio coperto progettato nel 1931 dal famosissimo architetto sloveno Jože Plečnik; crocevia importantissimo per acquistare frutta, verdura, carne e pesce freschissimi, è qui che dovete venire per assaggiare specialità di street food come i burek (involtini di pasta sfoglia ripieni di formaggio), i ćevapčići (sorta di polpette allungate di carne speziata da mangiare rigorosamente con cipolle crude e salsa di peperoni) e la plyeskavica (un hamburger largo e piatto servito in un panino basso e sottile).
    Accanto al Mercato Centrale si trova la cattedrale di San Nicola, la chiesa più importante della città, nonché l’unica cattedrale di Lubiana; la chiesa, visibile praticamente ovunque grazie alla sua cupola verde, è senza dubbio molto bella con i suoi affreschi barocchi che ornano la volta centrale e il suo imponente organo, ma i 5 euro richiesti per il biglietto d’ingresso ci sono sembrati eccessivi.
    Bastano pochi passi per raggiungere la piazza Civica, una splendida piazza dalla forma allungata che ospita la bellissima fontana dei 4 fiumi di Francesco Robba, autore anche degli affreschi della vicina Cattedrale, e il palazzo del Municipio che presenta un curioso e interessante connubio tra lo stile barocco veneziano nella parte superiore e quello gotico nella parte inferiore.
  • DAL TRIPLO PONTE AL PARLAMENTO. Dalla piazza Civica tornate verso il fiume passando da Stritarjeva Ulica e vi troverete davanti al Triplo Ponte, uno dei simboli della città: la sua bizzarra architettura è dovuta a Jože Plečnik che aggiunse al ponte medievale già esistente altri due ponti laterali dai quali partono delle scalinate che arrivano a due belle terrazze sul fiume. Infine, contornò tutto con una balaustra in pietra bianca che dona alla struttura una particolare eleganza.
    Attraversando il ponte ci si ritrova in Prešernov trg una vivacissima piazza, punto di arrivo di alcune delle vie più importanti e più dense di attività commerciali di Lubiana. Al centro si trova la statua di France Prešeren – un poeta sloveno attivo nel XIX secolo che ha dato il nome alla piazza – e sul lato nord la bellissima chiesa dell’Annunciazione dall’inconfondibile colore rosa.
    Lubiana è stata una delle prime città in Europa a pedonalizzare completamente il suo centro storico ed è quindi particolarmente piacevole passeggiare lungo le vie centrali, soprattutto quelle che scorrono parallelamente al fiume, ricche di ristoranti e di locali dove fermarsi a rifocillarsi (come Mestni trg e Stari trg). È proprio a pochi passi dalla sponda occidentale della Ljubjanica che si trova la Biblioteca Nazionale e Universitaria, un vero e proprio gioiello da non sottovalutare: le foto non rendono giustizia a questo imponente edificio progettato da Jože Plečnik (sempre lui!) nel 1936 e costruito con mattoni rossi e bianchi di diverse forme la cui disposizione casuale creano una decorazione unica e originale. La leggenda vuole che l’architetto non diede nessuna istruzione ai muratori, che quindi posizionarono i blocchi senza un criterio preciso. All’interno potrete visitare gratuitamente le due sale dedicate alle esposizioni temporanee e soprattutto il maestoso scalone centrale in marmo nero.
    Dopo aver visitato la biblioteca tornate verso nord e fermatevi nella monumentale piazza del Congresso sulla quale si affacciano stupendi edifici come il palazzo del Casino, l’Università e la grande chiesa della Orsoline della Santissima Trinità. Anche qui non manca la firma di Plečnik, che progettò l’area alberata al centro della piazza. A poca distanza si trova un’altra piazza, solo all’apparenza anonima: è piazza della Repubblica, uno spazio dalla grandissima importanza storica, poiché fu qui che nel 1991 venne proclamata ufficialmente l’indipendenza della Slovenia dalla Jugoslavia. Sul lato nord della piazza si staglia un grande palazzo in stile modernista, è il Parlamento sloveno, visitabile ogni secondo sabato del mese dalle 10 alle 11.
  • IL GRATTACIELO. Se avete seguito tutto questo itinerario in una sola giornata, probabilmente si starà facendo sera: è questa l’ora perfetta per prendere l’ascensore super veloce e salire fino alla cima del Ljubljanski Nebotičnik, il grattacielo più alto di Lubiana, sede di uffici e abitazioni e che all’ultimo piano ospita una caffetteria aperta a tutti. Da qui godrete senza dubbio del miglior panorama della città, una vista a 360 gradi che, soprattutto al tramonto, vi consentirà di fare la foto perfetta per il vostro feed Instagram o, nel nostro caso, per la copertina di questo articolo.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Il cortile del castello | © Tommaso Prada
  • IL CASTELLO. Un rapido viaggio con la funicolare che parte a pochi passi dal Mercato Centrale vi porterà sulla sommità del colle dove sorge il Castello, un’enorme fortificazione che da più di 900 anni guarda dall’alto la città. Potete gironzolare gratuitamente per i cortili e i bastioni che circondano l’edificio ma noi vi consigliamo di acquistare il biglietto da 12 euro (16 con la funicolare) per visitare le altre attrazioni del complesso. Partite salendo sulla Torre Panoramica che, come si evince dal nome, vi consentirà di ammirare una delle viste più spettacolari sulla città, e fermatevi poi a guardare il filmato che illustra la storia del Castello, dai primi insediamenti preistorici ai giorni nostri. Prima di uscire dalla torre, non dimenticate di visitare le prigioni cercando di non spaventarvi alla vista dell’ologramma del prigioniero che vi guarda attraverso le grate di una cella! Sullo stesso lato della Torre si trova il Museo delle Marionette che sicuramente divertirà i bambini ma che permetterà anche ai più grandi di scoprire i segreti di questa antica tradizione slovena. Dall’altra parte del cortile centrale si trova invece il Museo della storia della Slovenia, un interessante percorso espositivo che illustra la storia di questa giovane nazione e che vi coinvolgerà totalmente grazie ai tantissimi contenuti multimediali e interattivi.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Il parco Tivoli | © Tommaso Prada
  • IL QUARTIERE DEI MUSEI E PARCO TIVOLI. A differenza di molte capitali europee, Lubiana non ha un museo che catalizza grandi folle di visitatori; questo, però, non significa certo che l’offerta museale della città non meriti considerazione. I musei più importanti si concentrano in un’area ad ovest del centro storico, recentemente riqualificata dopo tanti decenni di degrado. Qui troverete il Museo Nazionale Sloveno che ospita numerosi reperti archeologici della preistoria e dell’impero romano, il Museo d’Arte Moderna con una collezione vastissima di quadri, statue e fotografie e la Galleria Nazionale della Slovenia, il più importante museo del paese con le sue oltre 600 opere di arte medievale, barocca, impressionista e modernista. Alle spalle di quest’area si apre il Parco Tivoli, il più grande spazio verde della città. Il parco è una meta ideale per una camminata rilassante tra prati, aiuole fiorite, laghi, statue e fontane. La parte più importante del parco è la passeggiata Jacopič, una lunga strada sterrata progettata da Plečnik (e chi se no?) lungo la quale vengono esposte bellissime fotografie e che conduce al castello di Tivoli, una maestosa villa in stile neoclassico costruita nel XVII secolo.  
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Il lago di Bled visto dal castello | © Tommaso Prada
  • IL LAGO DI BLED. Se rimanete a Lubiana per più di due giorni, vale sicuramente la pena dedicare una giornata alla visita del lago di Bled, un piccolo lago sulle Alpi Giulie a circa 50 chilometri dalla capitale che offre panorami incantevoli e luoghi magici da scoprire. La cittadina di Bled è ovviamente raggiungibile in auto, ma noi abbiamo preso il treno – già solo il viaggio è meraviglioso poiché i vagoni si addentrano nella fitta foresta di conifere e offre scorci davvero incredibili – fino alla stazione di Lesce-Bled da cui prendere un bus con cui percorrere il breve tragitto fino al lago (potete acquistare il biglietto direttamente sul bus). Una delle attrazioni principali è la visita al castello che si erge da più di mille anni sulla sommità di un colle affacciato sul lago ed è il più antico della Slovenia: la salita a piedi dura circa 20 minuti (mettete scarpe comode!) e il biglietto d’ingresso (15 euro) vi consentirà di ammirare la meravigliosa cappella di corte gotica, vedere gli antichi macchinari della stamperia reale e visitare il museo della storia di Bled, ma soprattutto vi darà accesso ai bastioni, ai cortili e alle terrazze dalle quali osservare incantati un panorama che vi lascerà senza fiato. All’interno del castello troverete anche un ristorante e una cantina in cui fare una degustazione di vini locali (2 euro). Se le vostra gambe non hanno niente in contrario, una volta scesi dal castello, vi consigliamo di fare il giro completo del lago, un anello di circa 7 chilometri lungo il quale ammirare scorci magnifici delle montagne e dell’isolotto al centro del lago: in estate questo è raggiungibile prendendo una pletna, una caratteristica barchetta in legno. Per gli appassionati di trekking questa è anche la destinazione ideale per provare i tantissimi itinerari che dal lago si dipanano tra le montagne e i paesini nei dintorni (date un’occhiata a questa mappa per scoprirli tutti).

VIAGGIO A TRIESTE E LUBIANA: DOVE MANGIARE

TRIESTE

  • TRATTORIA ALLA GIOCONDA. Trovato praticamente per caso girovagando per le vie intorno all’ospedale Maggiore, questo piccolo ristorante è stata una piacevolissima sorpresa: dimenticatevi l’ambiente fermo agli anni 90 (comunque per noi non certo un problema, anzi) e concentratevi sulla bontà di una cucina di pesce casalinga e genuina. Buonissimi il gratinato misto e le cozze alla scottadeo, ma il piatto della giornata è stato sicuramente la grigliata di pesce misto, saporita e cotta perfettamente. Considerando la qualità del cibo, il conto è stato davvero ridicolo. Spesa media sui 20€ a testa.
  • NOVO FORAPERFORA. Questo locale dall’ambiente rustico e amichevole a Cavana è la scelta ideale per approcciare le specialità della cucina triestina, anche perché il menu comprende un’utilissima pagina che spiega in dettaglio la composizione dei piatti tipici che potrete assaggiare. Noi abbiamo preso la jota – una zuppa con fagioli, patate e carne di maiale perfetta per riscaldare le fredde serate invernali – una buonissima zuppa di funghi porcini con castagne e speck, i ćevapčići e il Piatto Caldaia, uno spettacolare mix di carne bollita servito con crauti e patate in tecia (patate con cipolle e pancetta). Spesa media sui 20€ a testa.
  • ADESSO È COSÌ. A pochi metri dal mare, questo elegante ristorante propone un menu in cui pesce e carne si alternano armoniosamente in piatti tradizionali che vanno dritti al punto, senza troppe sperimentazioni di ingredienti e tecniche. Noi abbiamo assaggiato un buonissimo antipasto con sardoni impanati e in Savor, dei calamaretti alla griglia con maionese agli agrumi e un gulasch per il quale avremmo voluto più pane per la scarpetta. Notevolissimi anche i dolci, soprattutto un tris di panne cotte da urlo. Spesa media sui 40€ a testa.
  • CHIMERA DI BACCO. Vuoi perché vincitore della puntata di 4 Ristoranti ambientata a Trieste, vuoi per un menu che dal sito sembrava pazzesco, vuoi per l’atmosfera da locale di categoria superiore, avevamo aspettative altissime su questo ristorante nel ghetto ebraico. Aspettative che sono state decisamente confermate in alcuni piatti perfettamente riusciti, come i buonissimi paccheri con pesto di pistacchio e code di gamberi e la zuppa di pesce alla Dalmata che avremmo voluto non finisse mai. Deludenti, invece, altri piatti come gli spaghetti alla chitarra con granseola, certamente buoni ma senza il guizzo che ci saremmo aspettati e le anonime code di gamberoni avvolte nel guanciale. I prezzi sono forse un tantino sbilanciati verso l’alto (soprattutto nei primi e negli antipasti) ma, considerando anche un servizio di altissimo livello, la Chimera di Bacco è la scelta giusta per trascorrere una serata speciale. Spesa media sui 60€ a testa.
  • CAFFÈ TOMMASEO. Il caffè a Trieste è davvero una cosa seria, esiste addirittura un lessico dedicato (qui per approfondire) e i luoghi in cui berlo sono numerosissimi, alcuni di questi leggendari. Un tour tra i caffè storici di Trieste è praticamente d’obbligo e noi abbiamo gustato un nero al Caffè Stella Polare, all’antico Caffè Torinese e al Caffè Tommaseo dove viene servito accompagnato da un fantastico bicchierino di cioccolata calda! In quest’ultimo siamo anche tornati per un brunch che ci ha proprio soddisfatti: la location, tra lampadari in cristallo, stucchi alle pareti e tavoli di marmo, è incantevole, il servizio perfetto e il cibo davvero ottimo (sono disponibili i classici piatti da brunch come omelette, avocado toast, uova alla Benedict e pancake, ma anche portate come spaghetti alle vongole, hamburger, filetto di branzino e tagliata di maialino). Inoltre, i prezzi sono super onesti (20 euro per due portate, 25 per tre portate) e rendono il brunch al Tommaseo un’esperienza assolutamente consigliata. Spesa media sui 30€ a testa.

LUBIANA

  • JULIJA. Nel cuore di Stari trg, una delle strade più affascinanti di Lubiana, si trova questo ristorante di cucina tradizionale, aperto praticamente tutto il giorno con orario continuato e quindi perfetto anche se avete fame al di fuori dei consueti orari dei pasti. Noi abbiamo mangiato degli ottimi zlikrofi (fagottini ripieni di patate) con pancetta e funghi e i buonissimi strucoli, rotolini di pasta ripieni di formaggio serviti con una salsa di funghi porcini. Molto buono anche lo strudel di mele, rigorosamente fatto in casa. Spesa media sui 25€ a testa.
  • GOSTILNA ŠESTICA. Se cercate un posto in cui mangiare piatti tipici della cucina slovena in un ambiente unico, non cercate altri ristoranti oltre questo. Šestica è il ristorante più antico di Lubiana e, nonostante una vocazione ormai prettamente turistica, mantiene un fascino davvero particolare: grandissime sale con travi in legno e camini, camerieri dagli abiti tradizionali e musica balcanica in sottofondo contribuiscono a comporre un’atmosfera super tradizionale. Il menu è lungo e vario e noi, presi dall’entusiasmo, abbiamo forse ordinato troppo viste le porzioni abnormi: di sicuro, però, non ci siamo pentiti, perché l’antipasto con affettati misti sloveni era spettacolare, il filetto di cervo con strucoli e funghi gustoso e cotto alla perfezione e il filetto di orata con polenta e salsiccia (sì, avete letto bene) tanto bizzarro quanto buono. Spesa media sui 30€ a testa.
  • CHIOSCHI IN PIAZZA PREŠEREN. Mangiare all’aperto in una delle piazze più belle della città è senza dubbio un’esperienza che vi consigliamo, soprattutto se la temperatura è clemente. I tanti chioschi in piazza Prešeren offrono postazioni con tavoli all’aperto (spesso riscaldati con funghi) in cui appoggiarsi per gustare una vasta scelta di street food dolce e salato. Noi ci siamo fermati una sera a mangiare una buonissima plyeskavica accompagnata da pomfi (così vengono chiamate le patatine fritte in Slovenia) e birra locale. Spesa media sui 15€ a testa.
  • BISTRO COUNTRY CLUB. Questo piccolo ristorante ai confini del centro storico è perfetto per una colazione, un pranzo o una merenda. Il locale, nonostante le dimensioni ridottissime, è davvero bello e il bancone circolare intorno al quale potersi sedere a mangiare lo vorremmo vedere anche in qualche ristorante a Milano. Noi ci siamo andati a pranzo e la proposta comprende una decina di piatti semplici come omelette, zuppe, sandwich, bistecche e insalate; semplicità nelle preparazioni non vuol dire certo sciatteria nel risultato perché, ad esempio, il ramen con verdure e trota slovena che abbiamo assaggiato noi era davvero incredibile. Inoltre i prezzi bassissimi rendono questo Bistro una perla nascosta in città. Spesa media sui 10€ a testa.
  • HALLO LESKOVAC. Un vero e proprio paradiso per gli amanti dello street food di carne, questo piccolo locale al confine meridionale del centro storico è perfetto per gustare ćevapčići, plyeskavica, salsicce, hamburger, spiedini, involtini e qualsiasi altro tipo di carne si possa cucinare alla griglia. Spesa media sui 10€ a testa.
  • VEGANIKA. Dopo giorni di pasti a base di carne e cibi non esattamente leggeri, avevamo proprio voglia di qualcosa di diverso. Questo delizioso posticino in una tranquilla via a pochi passi dal ponte dei Draghi è stata la scelta perfetta, grazie ad un menu totalmente vegano, ma non per questo poco invitante. Noi abbiamo preso due gustosissime bowl dalle influenze orientali, una con soba, kimchi, tempeh e arachidi, l’altra con grano saraceno, carote, kale e nocciole. Oltre all’atmosfera cozy e accogliente, segnaliamo anche un servizio giovane e amichevole e i soliti prezzi bassi. Spesa media sui 15€ a testa.
  • GAUDI & NAAN. Sempre spinti dalla voglia di fare una pausa dalla tradizionale offerta a base di carne, questo bistrot in pieno centro condotto da uno staff giovanissimo e preparato è stata un’altra scelta azzeccata. L’ambiente è davvero bellissimo e ogni dettaglio – dai centrotavola ai quadri alle pareti, dalla disposizione dei tavoli alla musica in sottofondo – è curato nei minimi dettagli. Anche il cibo, completamente vegano, è esteticamente appagante, ma è soprattutto buono: una saporita e leggera tempura di verdure, uno squisito curry di ceci con chips di zucca e un pad thai con tempeh hanno reso davvero perfetta la nostra cena. Spesa media sui 25€ a testa.

DOVE ALLOGGIARE A TRIESTE E LUBIANA

A Trieste abbiamo alloggiato all’Albergo alla Posta, un hotel in posizione centrale (piazza Oberdan) con un’atmosfera anni 20 che ci ha conquistato. La colazione (ottima) viene servita in una bellissima sala che sembra uscita da un romanzo di Svevo e nella quale potrete tornare anche nel corso della giornata per bere una cioccolata pomeridiana o, prima di ritirarsi nelle proprie stanze per la notte, una delle tisane messe a disposizione gratuitamente per i clienti. La vita anziana che ci meritiamo!
A Lubiana siamo stati al City Hotel, una struttura in pieno centro, a poca distanza da tutte le attrazioni della città. I punti a suo favore, oltre alla posizione, sono l’ottimo rapporto qualità prezzo (50 euro a notte per persona), stanze carine e pulite con letti comodissimi e l’incredibile colazione continentale con una scelta sterminata di specialità dolci e salate.

E voi siete mai stati a Trieste e Lubiana? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Weekend a Lione: cosa vedere e dove mangiare /weekend-a-lione-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /weekend-a-lione-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#comments Tue, 19 Jul 2022 07:00:00 +0000 /?p=47668 Se state organizzando un weekend a Lione e siete alla ricerca di una guida, ecco i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa splendida città francese!

L'articolo Weekend a Lione: cosa vedere e dove mangiare sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Cercate idee per un viaggetto in una città? Lione, con due colline, due fiumi, duemila ristoranti e secoli di storia che hanno lasciato testimonianze artistiche, sociali e culturali imperdibili è una scelta ideale: questa città della Francia (la terza per numero di abitanti dopo Parigi e Marsiglia) ha proprio tutto per conquistare anche i turisti più esigenti. Noi, raggiungendola comodamente con il treno ad alta velocità, abbiamo passato tre giorni densissimi di chilometri a piedi, cibo e meraviglie: ecco il resoconto del nostro viaggio alla scoperta delle cose da vedere e dei posti in cui mangiare!

WEEKEND A LIONE: COSA VEDERE

  • NOTRE-DAME DE FOURVIÈRE. La basilica di Notre Dame de Fourvière, una delle più imponenti di Lione, sorge sull’omonima collina, che insieme alla collina della Croix-Rousse caratterizza l’impianto urbanistico della città. Costruita alla fine del XIX secolo e chiaramente ispirata alla basilica del Sacro Cuore di Parigi, la sua imponente sagoma dalle linee candide e tondeggianti è visibile praticamente da qualsiasi punto di Lione. Anche l’interno vale sicuramente una visita con enormi mosaici e decorazioni in oro davvero notevoli. Noi l’abbiamo raggiunta con la caratteristica funicolare il cui biglietto è incluso nella Lyon Card, un pass che permette di viaggiare su tutti i mezzi pubblici, visitare i musei della città saltando le file alle casse e usufruire di molte altre promozioni pagando un prezzo fisso (è disponibile nelle versioni da 1 a 4 giorni, nel nostro caso abbiamo speso 47 euro per 3 giorni). 
Lione cosa vedere dove mangiare
La cattedrale di Fourvière | © Tommaso Prada
  • IL TEATRO ROMANO E L’ODEON. Uscendo dalla basilica abbiamo fatto solo pochi passi per arrivare al Teatro Romano: Lione infatti è stata dominata dai romani per molti secoli e questa splendida costruzione che ospitava fino a 10mila spettatori testimonia la magniloquenza del suo passato. Accanto al teatro principale si trova l’Odeon, un teatro più piccolo (3mila posti) riservato a spettacoli e conferenze esclusive e riservate alle quali solo l’alta società romana poteva partecipare.
Lione cosa vedere dove mangiare
Il teatro romano | © Tommaso Prada
  • IL GIARDINO DELLE ROSE. Credendo ingenuamente che la discesa sarebbe stata meno faticosa della salita, evitiamo di usare la funicolare e decidiamo di scendere dalla collina a piedi utilizzando le ripide scalinate che costeggiano la collina. Le nostre caviglie e polpacci non hanno di certo ringraziato, ma la discesa a piedi ci ha permesso di imbatterci casualmente nel Giardino delle Rose, un delizioso parco nel quale ammirare tantissime varietà di fiori e perfetto per una pausa rinfrancante prima di continuare la discesa.
  • IL MUR DES CANUTS. L’altra collina sulla quale si è sviluppata una parte importante della città è la collina della Croix-Rousse. A differenza della collina Fourvière, detta “la collina che prega” per la presenza della famosa basilica, questa è “la collina che lavora”: è infatti qui che nel XIX secolo si stabilirono le prolifiche fabbriche per la produzione della seta nelle quali si riversavano ogni giorno centinaia di lavoratori, i canuts. Ed è proprio a loro che è dedicato il Mur des Canuts, un gigantesco murale (il più grande d’Europa) di oltre 1000 mq che rappresenta un momento di vita quotidiana di questo quartiere con i suoi palazzi, le sue vie e, ovviamente, i suoi abitanti. Il murale è stato realizzato negli anni settanta ma è in costante aggiornamento per adattarlo al trascorrere del tempo e ai cambiamenti del quartiere. Potrebbe sembrare un’attrazione minore in un weekend a Lione, ma a noi è piaciuta tantissimo e abbiamo passato un sacco di tempo a immaginarci le storie di tutti quei personaggi, a individuare gattini nascosti e a cercare di distinguere le finestre dipinte da quelle vere.
Lione cosa vedere dove mangiare
Il Mur des Canuts | © Tommaso Prada
  • LA CITTÀ VECCHIA E LA CATTEDRALE DI SAINT JEAN. Questo antico quartiere medievale/rinascimentale ai piedi della collina Fourvière è ancora perfettamente conservato e le strade acciottolate piene di bouchon (i tipici ristoranti lionesi che servono cibo tradizionale) e le piazzette dense di fascino rendono la città vecchia una tappa fondamentale di un weekend a Lione. Noi abbiamo girovagato senza meta solo per goderci l’atmosfera gioiosa e popolare di questa splendida zona e, usufruendo della Lyon Card, abbiamo seguito anche una interessantissima visita guidata in inglese che ci ha permesso di approfondire la storia e di venire a conoscenza di curiosità e segreti della città vecchia.
    La maestosa cattedrale di Saint Jean domina l’omonima piazza e presenta un interessante intreccio tra lo stile romanico e quello gotico: la sua costruzione, infatti, è durata più di tre secoli e ha quindi vissuto la transizione tra i due stili. La facciata è tipicamente gotica (basta guardare le torri o il portone per rendersene conto) mentre l’interno presenta le caratteristiche del romanico, soprattutto nella parte absidale. Da segnalare anche le bellissime vetrate che creano suggestivi giochi di luce sulle superfici interne e lo splendido orologio astronomico risalente al XIV secolo che fino al 2019 ha indicato l’esatta posizione della luna e del sole.
Lione cosa vedere dove mangiare
La città vecchia | © IG Onlylyon
  • I TRABOULES. Una delle peculiarità di Lione che non abbiamo mai visto in nessun’altra città sono senza dubbio i Traboules. Si tratta di passaggi pedonali che collegano due strade passando attraverso edifici privati: queste scorciatoie nacquero in epoca rinascimentale quando la vorticosa e incontrollata crescita della città causò una tale confusione che si dovettero creare queste soluzioni originali per far circolare i pedoni senza inutili e lunghe deviazioni. Tra androni, cortili, gallerie e ballatoi, abbiamo scoperto ambienti davvero suggestivi ed è stato divertentissimo girare per la città vecchia alla scoperta di portoni aperti in cui entrare per poi sbucare da tutt’altra parte! I più famosi sono quelli nei dintorni della cattedrale, ma in città ne esistono più di 200, fate riferimento a questa lista per l’elenco completo.
Lione cosa vedere dove mangiare
Un ballatoio all’interno di un Traboule | © Tommaso Prada
  • IL QUARTIERE PRESQU’ ILE. Tra i fiumi Rodano e Saona, questa lingua di terra è una zona vivace e ricca di attrazioni che si dipanano tra vie monumentali piene di negozi e hotel ed enormi piazze decorate con statue e fontane. Il nostro itinerario del quartiere è partito da place Carnot ed è proseguito verso nord in via Victor Hugo, una bella strada pedonale ricca di bar e negozi. Siamo poi arrivati nell’enorme place Bellecour, una delle piazze più grandi d’Europa, da secoli sede di manifestazioni, feste ed eventi e punto d’incontro e riferimento per tutti i lionesi. Oltre alla statua di Luigi XIV posta proprio al centro, la piazza ospita anche una statua di Antoine de Saint-Exupéry, l’autore del Piccolo Principe, originario di Lione. Riuscirete a trovarla nell’immensità della piazza senza guardare su Google Maps?
    Dopo aver attraversato la bellissima place de Jacobins e essere passati davanti all’imponente palazzo della Borsa, siamo arrivati nella splendida place des Terreaux al cui centro svetta una fontana dello scultore francese Auguste Bertholdi (lo stesso della statua della Libertà di New York) e circondata da maestosi palazzi tra i quali quello del Municipio e quello che ospita il Museo di Belle Arti. Da place des Terreaux siamo sbucati sulla sponda orientale della Saona in cui, oltre a godere di uno splendido panorama sulla città vecchia, abbiamo visitato il caratteristico mercato ortofrutticolo, perfetto per uno spuntino a base di prodotti freschissimi, e ci siamo imbarcati per una bellissima crociera lungo il fiume (inclusa nella Lyon Card) che ci ha permesso di vedere la città da un punto di vista diverso.
Lione cosa vedere dove mangiare
Place des Terraux | © Tommaso Prada
  • IL MUSEO DI BELLE ARTI. Forse esageriamo se affermiamo che vale la pena organizzare un weekend a Lione solo per venire qui, ma questo incredibile museo è sicuramente uno dei più importanti e ricchi non solo della Francia, ma di tutta Europa – e sarebbe quindi delittuoso escluderlo da qualsiasi itinerario della città. Impossibile elencare qui tutte le bellezze che tra sarcofagi egizi, sculture dell’antica Grecia, quadri del rinascimento italiano e dipinti impressionisti riempiono le sale dell’enorme complesso (un ex convento del seicento anch’esso bellissimo). Non possiamo, però, non citare alcune splendide opere che ci hanno lasciato senza fiato: “L’entrée de la Grande-Rue à Argenteuil” di Monet, “Le tre grazie” di Canova, la “Donna seduta sulla spiaggia” di Picasso e la “Lapidazione di Santo Stefano” di Rembrandt sono capolavori che non rendono assolutamente in foto o nei video, ma devono essere visti dal vivo!
Lione cosa vedere dove mangiare
Una sala del museo | © Mba Lyon
  • IL QUARTIERE DE LA CONFLUENCE. Questo moderno quartiere sorge, come facilmente intuibile dal nome, nell’area in cui il fiume Saona confluisce nel Rodano in quella che fino a qualche decennio fa era solo una zona strettamente industriale, ma che oggi è ricca di attività commerciali, abitazioni e grandi parchi. Attraversando il quartiere con il tram siamo stati rapiti da avveniristiche costruzioni come il Cube Orange, la Sucrerie, ma soprattutto il palazzo che ospita il Museo delle Confluenze, un vero e proprio gioiello architettonico realizzato interamente in vetro e metallo.
    Il museo è un interessantissimo viaggio che racconta il concetto di confluenza al di là del mero significato geografico, ma come unione di culture e conoscenze: l’esposizione permanente si estende in quattro enormi sale ricche di reperti e oggetti che, attraverso un percorso stratificato tra paleontologia, zoologia, sociologia e tante altre discipline, esplorano alcuni grandi temi come l’origine del mondo, i rapporti tra le diverse società e le relazioni tra l’uomo e l’ambiente. Oltre all’esposizione permanente, ci sono piaciute tantissimo anche le mostre temporanee (noi abbiamo visto quella sulla storia della magia e sugli indiani d’America).
Lione cosa vedere dove mangiare
Il Museo delle Confluenze visto dal fiume | © Tommaso Prada

WEEKEND A LIONE: DOVE MANGIARE

  • BRASSERIE GEORGES. Per il nostro primo pranzo abbiamo scelto la Brasserie Georges, il ristorante più antico della città (risale addirittura al 1836), a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Perrache. Entrando non potrete non restare affascinati dalla grandissima sala interna arredata in stile Art Deco e dai tantissimi camerieri vestiti elegantemente che girano tra i tavoli tenendo in precario equilibrio enormi vassoi colmi di entrecôte, tartare, zuppe e insalate. Noi abbiamo assaggiato un misto di salumi tipici (buonissimo il Jambon Persillé) che ci ha aperto lo stomaco per affrontare la specialità della casa, la Choucroute: si tratta di un piatto di origine alsaziana composto da vari tipi di salsicce e pancetta servite su un letto di cavoli fermentati e patate che abbiamo davvero apprezzato e che ci ha dato le energie necessarie ad affrontare i saliscendi di Lione! Abbiamo apprezzato anche il prezzo: con nemmeno 30 euro a testa siamo usciti (molto) sazi e soddisfatti.
Lione cosa vedere dove mangiare
L’esterno della Brasserie Georges | © FB Brasserie Georges
  • LA MEUNIERE. È in questo piccolo bouchon a poca distanza dal Municipio che abbiamo deciso di assaggiare uno dei piatti tipici di Lione, la quenelle de brochet, una buonissima quenelle di luccio servita con salsa di pomodoro e riso bianco che vi consigliamo decisamente. La conveniente formula a prezzo fisso (29 euro per due piatti e il dessert) ci ha consentito di prendere anche la saladiers lyonnais, sicuramente il piatto più estremo del nostro weekend: si tratta di una sorta di insalata con varie parti di maiale (piedi, muso, salsicce) servite con patate, lenticchie e cipolle… buona, ma decisamente non per tutti! Sicuramente più accessibile è stato invece il dessert, un ottimo sorbetto al Cassis, un liquore dolce tipico della Borgogna.
  • LE MOULIN. In un angolo di Place des Terraux si trova questo pub/bistrot perfetto per un pranzo senza pretese ma denso di soddisfazione prima di ammirare le bellezze del Museo di Belle Arti: tra hamburger, tartare e taglieri di formaggi e salumi, noi abbiamo optato per la salade lyonnaise (12 euro), una specialità presente in quasi tutti i ristoranti della città. Nonostante il nome “insalata” possa far pensare a qualcosa di leggero, in questo piatto l’erba serve solo a fare da contorno a un tripudio di pancetta croccante sulla cui sommità troneggia un uovo poché che, una volta aperto, ricopre tutto con la sua cremosa bontà. Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca?
Lione cosa vedere dove mangiare
La salade lyonnaise | © Tommaso Prada
  • FLAIR. Il ristorante migliore che abbiamo provato durante il nostro weekend a Lione è stato questo elegante locale vicino a place Carnot che mischia cucina giapponese e francese in un riuscitissimo mix. Il menu da 35 euro ci ha consentito di assaggiare tanti piatti diversi di carne e di pesce nei quali è stato davvero difficile trovare difetti, sia nei sapori, sia nell’impeccabile presentazione. Dai contrasti perfetti della tartare con salsa tonnata, riso croccante e radici, allo sgombro magnificamente accompagnato da avocado e brodo di miso, dal pazzesco rombo in salsa di Madera e fagiolini al sorprendente pollo con asparagi e salsa Kimuchi (una variante giapponese del kimchi che non conoscevamo), senza dimenticare la torta al cioccolato con mirtilli e gelato all’olio di oliva, tutto ci è sembrato perfetto e ci siamo quasi sentiti in colpa per essere usciti dal ristorante spendendo meno di 50 euro a testa (menu da 35 euro più calice di vino e acqua).
Lione cosa vedere dove mangiare
Il rombo in salsa di Madera | © Tommaso Prada
  • LES HALLES DE LYON PAUL BOCUSE. Il leggendario chef Paul Bocuse era originario di Lione ed è a lui che è intitolato il principale mercato coperto della città. File e file di banchi ricolmi di vini, ostriche, foie gras, salumi, formaggi, dolci, frutta e qualsiasi altra bontà possiate immaginare rendono questo luogo una tappa imprescindibile in un weekend a Lione. Ovviamente non mancano gli spazi dove fermarsi ad assaporare i cibi appena acquistati e veri e propri ristoranti in cui fare degustazioni di specialità gourmet. Noi abbiamo visitato il mercato di domenica mattina presto ma l’orario non ci ha certo scoraggiato dall’assaggiare un favoloso tagliere di formaggi misti (10 euro), tra cui il buonissimo Cervelle de Canut, un formaggio fresco tipico della città con erbe tritate e (tantissimo) aglio.
Lione cosa vedere dove mangiare
Il tagliere di formaggi | © Tommaso Prada
  • LA LIMONADE DE MARINETTE. Nel quartiere della città vecchia, ma lontano dai turisti che affollano le vie vicine alla cattedrale, questo delizioso locale è ideale per una pausa rinfrescante e per rimpolpare il vostro feed Instagram. L’offerta è composta da limonate gustose e dissetanti, ma è soprattutto l’arredamento ispirato ai vecchi negozi di alimentari degli anni Sessanta con scaffali colmi di confezioni di antichi prodotti, giocattoli e ninnoli non meglio identificati che rende questo luogo una macchina del tempo imperdibile per gli amanti delle atmosfere retrò.
Lione cosa vedere dove mangiare
L’interno del locale | © Tommaso Prada
  • L’ESPACE CARNOT. La Francia, si sa, non è certo rinomata per la bontà del suo caffè, ma in questo bel bistrot vicino alla stazione di Perrache l’espresso è molto più che accettabile. Quello per cui invece i francesi vanno (giustamente) fieri sono i croissant – rigorosamente senza niente all’interno – che infatti qui sono ottimi, burrosi e sfogliati al punto giusto. Se avete molta fame, provate anche il pain au chocolat con quella crosticina croccante così difficile da trovare a Milano.

E voi siete mai stati a Lione? Avete altri posti da suggerirci? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Nella nostra sezione Trip trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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Weekend a Ferrara: cosa vedere e dove mangiare /weekend-a-ferrara-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /weekend-a-ferrara-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#comments Thu, 23 Jun 2022 10:24:57 +0000 /?p=42349 Se state organizzando un weekend a Ferrara e siete alla ricerca di una guida, ecco i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa splendida città!

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A poco più di due ore da Milano, Ferrara è la meta ideale per un weekend fuori porta. Questa splendida città emiliana, dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 1995, vi conquisterà con le sue infinite ricchezze storiche, artistiche, culinarie e naturalistiche, ma non solo: saprà, infatti, accogliervi con la gentilezza e la simpatia della sua gente. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Ferrara!

WEEKEND A FERRARA: COSA VISITARE

  • LA CATTEDRALE DI SAN GIORGIO E PIAZZA TRENTO E TRIESTE. Ammirare la facciata in marmo bianco della Cattedrale di San Giorgio è il modo migliore per iniziare a scoprire il centro di Ferrara. Vi consigliamo di visitare anche i dintorni della Cattedrale, come il Palazzo Comunale, proprio di fronte, il cui ingresso conduce nel Cortile ducale dove si trova l’elegante Scalone d’Onore. Accanto allo Scalone sono visibili le finestre di marmo dell’appartamento in cui visse Lucrezia Borgia e morì Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Sul lato lungo della Cattedrale, in Piazza Trento e Trieste (un tempo Piazza delle Erbe), si trova Loggia dei Merciai dove, fin dal lontano Medioevo, si effettuavano gli scambi commerciali.
Ferrara
Una vista su Piazza Trento e Trieste e sulla Loggia dei Merciai | © Lucia Brusco
  • IL PALAZZO DEI DIAMANTI. Il suo nome deriva dalle circa 8.500 bugne in marmo bianco e rosa a forma di diamante che ne ricoprono le due facciate. La leggenda narra che una di queste bugne contenga un autentico diamante nascosto da Ercole I d’Este, appartenente alla sua corona: solo lui ed il capomastro ne conoscevano l’esatta collocazione. Il Duca, quindi, avrebbe fatto accecare e tagliare la lingua allo sfortunato capomastro, in modo da rendere la posizione del prezioso diamante segreta per sempre. Il Palazzo dei Diamanti ospita al primo piano la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, mentre al piano terra vengono allestite delle esposizioni temporanee d’arte.
  • IL CASTELLO ESTENSE. Anche per i non amanti dei musei, il Castello Estense è assolutamente da visitare. Simbolo indiscusso della città, sorge imponente nel centro storico ed è uno dei rari esempi di castello con fossato adacquato visibile ancor oggi in Italia. Addentrandovi nel Castello, ammirerete gli appartamenti degli Este, le loro cucine, le prigioni, il suggestivo giardino degli aranci, la cappella e molto altro. Non perdetevi la salita alla Torre dei Leoni, da cui ammirare tutto il centro storico e la visita al piccolo cortile ovale della Rotonda Foschini, perfetta Instagram opportunity.
Ferrara
Il castello estense | © Lucia Brusco
  • VIA DELLE VOLTE. Questa è una strada acciottolata di 2 km che attraversa il centro storico di Ferrara e che un tempo, prima che il corso del Po venisse deviato, svolgeva un’importante funzione commerciale. Di giorno qui venivano i commercianti per trafficare le loro merci, attraverso il fiume, da tutta Italia, mentre di sera era considerata il “luogo del malaffare”, ritrovo di prostitute, ladruncoli e assassini. Oggi, invece, è uno dei simboli di Ferrara dove il tempo sembra essersi fermato ed è ancora possibile respirarne l’atmosfera medievale.
Ferrara
Uno scorcio su Via delle Volte | © Lucia Brusco
  • PALAZZO SCHIFANOIA. Il nome di questo palazzo non è stato scelto a caso: Alberto V d’Este lo fece costruire nel 1835 come luogo di ozio in cui “schivar la noia” ma fu Borso d’Este a dare al palazzo il tocco che oggi lo rende famoso, finanziando la creazione di un salone ducale decorato con un eccezionale ciclo di affreschi. Nacque così il Salone dei Mesi, il più grande ciclo rinascimentale di affreschi pagani in cui, più o meno allegoricamente, si celebra il buon governo del duca attraverso la mitologia e l’astrologia. Oltre al Salone dei Mesi si possono visitare altre 10 sale e l’ala più antica del palazzo, quella costruita da Alberto V d’Este nel 1300.
Ferrara
Il Salone dei Mesi | © FB Palazzo Schifanoia
  • GHETTO EBRAICO E MEIS. A destra di Piazza Trieste e Trento, delimitato dalle attuali vie della Vittoria e Vignatagliata e Via Mazzini, si trova il ghetto ebraico di Ferrara, uno dei più importanti in Italia. È un quartiere tutto da scoprire tenendo gli occhi spalancati a caccia di dettagli e il naso rigorosamente all’insù. Casine piccole e colorate, finestrelle con i davanzali pieni di fiori e stradine solitarie lontane dal traffico cittadino ne fanno da padrone. La scoperta della Ferrara ebraica non può escludere una visita al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, il Meis, con la mostra permanente sugli ebrei italiani e il Giardino delle domande.
  • CORSO ERCOLE D’ESTE. Conosciuta in antichità come via degli Angeli, Corso Ercole d’Este collega il Castello Estense alla porta da cui, nel 1598, gli Estensi lasciarono per sempre Ferrara. Considerato uno dei viali più belli d’Europa, conserva la sua anima autentica poiché privo di negozi e attività commerciali. Passeggiando per questo corso potrete ammirare la bellezza dei palazzi signorili che lo affiancano, tra cui spicca il Palazzo dei Diamanti. Al termine della via, potrete decidere di fermarvi per una pausa al Parco Massari, decisamente il più bello e antico giardino della città, oppure visitare il Giardino Botanico.
Ferrara
Un tratto di Corso Ercole d’Este | © Lucia Brusco
  • IN BICICLETTA SULLE MURA. A Ferrara la bicicletta è un’istituzione, un simbolo o semplicemente il mezzo più comodo e veloce per vivere la città. Un itinerario per scoprire Ferrara a pedali è ricalcarne il tracciato delle sue mura, un modello di architettura militare studiato perfino da Michelangelo. Terrapieni alberati e valli per difendersi sono diventati in tempo di pace un parco pubblico lungo quasi 9 km.
  • COMACCHIO, LE VALLI E I LIDI FERRARESI. Comacchio è un antico borgo lagunare che incanta per la sua quiete e tranquillità a circa mezz’ora di auto da Ferrara. Situato nelle omonime Valli di Comacchio del Parco Regionale del Delta del Po, una delle zone umide più grandi d’Italia. Da non perdere un tour nei canali sulle piccole batane (le imbarcazioni tipiche) passando sotto il celebre Treponti. A pochi minuti da qui si estendono per circa 25 km i Lidi Ferraresi, ampie spiagge di sabbia chiara sull’Adriatico.
Ferrara
Uno scorcio di Comacchio | © Lucia Brusco

WEEKEND A FERRARA: DOVE MANGIARE

  • CUSINA E BOTEGA. Ristorante con bottega annessa, un ricco reparto di gastronomia tipica ferrarese oltre che un’ottima cantina. Qui troverete piatti tipici della tradizione e piatti rivisitati, tutti prodotti ferraresi di grande qualità oltre che porzioni abbondanti. Conto medio sui 25-30€ a persona.
  • BASILICO. Ristorante ma soprattutto ottima pizzeria a due passi dal centro storico, molto vicino sia alle Mura che al Meis. Ambiente informale ma accogliente, personale gentilissimo e davvero ottimi piatti. Conto medio sui 25-30€ a persona.
  • HOSTARIA SAVONAROLA. Altro ristorante storico del centro dove provare la cucina tipica, dai cappellacci alla salama, il tutto con vista sul Castello e sulla statua del Savonarola. Perfetto per chi cerca semplicità e genuinità. Conto medio sui 25-30€ a persona.
  • AL BRINDISI. L’enoteca più antica al mondo nonché Locale Storico d’Italia. Qui passarono individui del calibro di Copernico e Ariosto e ancora oggi si respira la storia nelle sue pareti. È il locale perfetto per l’aperitivo ma vi consigliamo di assaggiarne anche la cucina tipica ferrarese se ne avete voglia e tempo. Conto medio sui 15-20€ a persona.
  • THE LAB. Proprio accanto Al Brindisi, un locale moderno e dinamico dove assaggiare i piatti della cucina locale ripensati in chiave innovativa ed originale. Non perdetevelo! Conto medio sui 25-30€ a persona.
  • TRATTORIA DA NOEMI. Uno dei ristoranti più importanti ed eleganti della città dove poter magiare la cucina tipica ferrarese nel pieno del suo splendore. Attenta ricerca della materia prima, cura nell’impiattamento e nell’abbinamento dei vini, è il posto perfetto per una cena romantica ma anche per un pranzo tra amici. Conto medio sui 30-35€ a persona.
Ferrara
I celebri cappellacci di zucca con burro e salvia | © FB Trattoria da Noemi
  • OSTERIA I QUATTRO ANGELI. Posto perfetto sia per l’aperitivo che per la cena proprio accanto al Castello Estense. Qui si viene per assaporare i piatti della cucina tipica locale, ma anche per emozionarsi: l’attività di questa osteria, che si fregia del titolo di bottega storica, è stata documentata già dal 1400, quando nei suoi spazi sorgeva la dogana con tanto di ristoro con cucina e vini. Nelle serate estive potrete mangiare nell’attiguo giardino delle duchesse, una piccola corte privata con un’atmosfera davvero accogliente. Conto medio sui 30-35€ a persona.
  • CAFFETTERIA RISTORO SCHIFANOIA. Una piccola oasi di pace all’interno del giardino di Palazzo Schifanoia per riposare, bere un caffè o un buon vino, un aperitivo, pranzare o cenare. Conto medio sui 20-25€ a persona.
Ferrara
Una vista dal giardino | © FB Caffetteria Ristoro Schifanoia
  • OSTERIA DEL GHETTO. Ricchi piatti della tradizione ferrarese ispirati alla cucina ebraica in un edificio del XVI secolo con qualche grazioso tavolo all’aperto. Una nota di merito al menù di pesce, davvero ottimo. Conto medio sui 30-35€ a persona.

Altri ristoranti di cui ci hanno parlato bene ma che non abbiamo ancora provato:

  • Le due Comari
  • Ca’ d’ Frara
  • Cucina Bacilieri
  • Osteria La Compagnia
  • I Tri Scalin
  • Locanda 22
  • Antica Osteria delle Volte
  • Trattoria Le Nuvole
  • Osteria Giovecca

E voi siete già stati ad Ferrara? Avete altri posti da suggerirci? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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Weekend a Parma: cosa vedere e dove mangiare nella splendida città emiliana /weekend-a-parma-cosa-vedere-e-dove-mangiare-nella-splendida-citta-emiliana/ /weekend-a-parma-cosa-vedere-e-dove-mangiare-nella-splendida-citta-emiliana/#comments Wed, 06 Apr 2022 07:00:59 +0000 /?p=42972 Se state organizzando un weekend a Parma e siete alla ricerca di una guida, ecco i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa splendida città emiliana!

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State organizzando un weekend a Parma e siete alla ricerca di una guida su cosa vedere e dove mangiare? Meta ideale per una gita fuori porta a poca distanza da Milano, Parma è un gioiello che attira visitatori da tutto il mondo, grazie al suo mix di incredibili opere d’arte, gastronomia di altissimo livello e un’atmosfera rilassata e accogliente. Noi l’abbiamo girata per due giorni e qui vi raccontiamo la nostra esperienza tra monumenti e (tanto!) cibo.

WEEKEND A PARMA: COSA VISITARE

  • CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA. La prima tappa del tour sulle cose da vedere a Parma non può che essere la splendida piazza Duomo, praticamente immutata nel corso dei secoli e che sembra essere uscita direttamente dal medioevo. Vi si affacciano la cattedrale, il battistero e il palazzo del Vescovado, tre edifici che vi consigliamo assolutamente di visitare. La prima cosa che colpisce entrando nella cattedrale, un’imponente struttura romanica costruita quasi mille anni fa, sono gli impressionanti affreschi che ricoprono praticamente tutta la superficie dell’enorme navata centrale. Percorretela tutta e, giunti al transetto, alzate gli occhi per ammirare la splendida cupola affrescata dal Correggio nel 1525: l’Ascensione di Maria è un vortice di figure intrecciate che salgono verso uno squarcio di luce dominato dalla figura di Cristo, in una composizione che rivoluzionò la storia dell’arte del Rinascimento. Sempre nel transetto si trova un altro gioiello, la Deposizione di Benedetto Antelami: questo altorilievo in marmo presente in tutti i manuali di storia dell’arte fu scolpito nel 1178 e rappresenta in modo moderno e drammatico la deposizione del corpo di Cristo dalla croce. 
Parma cosa vedere dove mangiare
Piazza Duomo e l’interno della Cattedrale | © Tommaso Prada
Parma cosa vedere dove mangiare
  • BATTISTERO E PALAZZO DEL VESCOVADO. Il battistero è un bellissimo edificio ottagonale in marmo rosa, altro capolavoro dell’Antelami che lo progettò alla fine del XII secolo. Fate prima un giro completo dell’esterno soffermandovi sui magnifici portali, ma poi visitate anche l’interno (il biglietto costa 12€ e comprende anche il museo Diocesano) e rimarrete incantati dalle forme al contempo maestose e leggere dei quattro ordini di logge che culminano in una splendida cupola affrescata. Accanto al Battistero si trova il palazzo del Vescovado che nel seminterrato ospita il museo Diocesano con la sua ampia collezione di reperti che raccontano la storia della cristianità a Parma nel corso dei secoli.
Parma cosa vedere dove mangiare
Il Battistero | © Tommaso Prada
  • CHIESA E MONASTERO DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA. Praticamente dietro al Duomo, la chiesa barocca di San Giovanni Evangelista contiene una bellissima cupola affrescata dal Correggio solo qualche anno prima rispetto a quella vicina. Davvero splendidi anche i chiostri e la biblioteca del monastero adiacente, anch’essi magnificamente affrescati; prestate attenzione agli orari, però, diversi rispetto a quelli della chiesa.  
Parma cosa vedere dove mangiare
Chiesa di San Giovanni Evangelista | © Tommaso Prada
  • COMPLESSO DELLA PILOTTA E PARCO DUCALE. Questo enorme palazzo, un tempo sede dei servizi della corte dei Farnese (la dinastia che governò la città per secoli), occupa una vastissima area tra il torrente Parma e il centro storico e visitare le meraviglie custodite al suo interno è assolutamente obbligatorio per un tour della città che possa dirsi completo. La visita inizia con lo stupefacente Teatro Farnese, un’enorme struttura lignea costruita nel XVII secolo dal duca Ranuccio; sfortunatamente il teatro originale è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale, ma la ricostruzione è stata eseguita seguendo i disegni originali e utilizzando parte dei materiali di recupero e restituisce perfettamente l’atmosfera trionfale dell’ambiente seicentesco.
    Si prosegue poi con la Galleria Nazionale, un museo dall’inestimabile valore artistico contenente capolavori di Leonardo, Botticelli, Correggio, Tiepolo e soprattutto l’incredibile Schiava Turca del Parmigianino la cui bellezza vale da sola il prezzo del biglietto (comunque davvero basso, 10€). Purtroppo noi non abbiamo potuto visitare alcune sale chiuse per riallestimento, ma per quando andrete voi il percorso sarà completo e potrete godervi totalmente la bellezza di questo museo. L’ultima parte del complesso prevede l’ingresso nella Biblioteca Palatina, le cui splendide sale custodiscono volumi antichissimi consultabili ancora oggi. Dopo la visita alla Pilotta, attraversate il ponte Verdi e fate una rilassante passeggiata nel Parco Ducale che, tra grandi viali alberati, specchi d’acqua, statue e templi, è uno dei polmoni verdi più importanti della città.
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Il teatro Farnese e la Schiava Turca del Parmigianino | © Tommaso Prada
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  • TEATRO REGIO. Nel programma del vostro weekend a Parma non dovrebbe mancare una visita al Teatro Regio, uno dei teatri più importanti d’Italia. Voluto dalla duchessa Maria Luisa nel 1821 in sostituzione del vecchio teatro Ducale (oggi sede delle Poste), può contenere fino a 1200 spettatori e ospita un fittissimo calendario di opere liriche, concerti e balletti. Le visite guidate (7€) vi permetteranno di vedere il foyer, lo splendido ridotto riccamente affrescato e soprattutto la maestosa platea contornata da quattro ordini di palchi. Noi abbiamo avuto la fortuna di capitare in un giorno in cui erano in programma le prove della Norma di Bellini e abbiamo potuto assistere per qualche minuto all’emozionante esibizione dei cantanti accompagnati dal pianoforte.
  • CHIESA DI SANTA MARIA DELLA STECCATA. Di fronte al teatro si trova questa chiesa, un edificio di particolare interesse poiché sede dell’ultima opera del Parmigianino, Le tre vergini sagge e le tre vergini stolte. Questo affresco sulla volta del presbiterio è, infatti, la summa del talento del maestro emiliano e sovrasta per bellezza i pur notevolissimi affreschi vicini.  
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La platea e i palchi del Teatro Regio | © IG Teatro Regio
  • CAMERA DI SAN PAOLO E CELLA DI SANTA CATERINA. A pochi passi dal Duomo, pagate senza indugi i 5€ del biglietto per visitare le magnifiche stanze affrescate di questo antico monastero benedettino del ‘400. Bellissima la prima sala dipinta da Alessandro Araldi, ma è la Camera della Badessa Giovanna con gli affreschi del Correggio il vero motivo per venire. La decorazione del soffitto con piante, vimini, putti e finte lunette vi lascerà senza parole e il torcicollo che avrete all’uscita sarà la logica conseguenza per essere stati troppo a lungo a testa in su ad ammirare questo capolavoro.
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La camera della Badessa Giovanna | © Tommaso Prada
  • PINACOTECA STUARD. Situato in un’altra ala dell’antico monastero benedettino di San Paolo, i cui resti sono in parte ancora visibili, questo museo gratuito contiene importanti opere di Parmigianino, Guido Reni, Guercino, Brueghel, Jacopo Palma e tanti altri artisti vissuti tra il XV e il XX secolo. L’opera che ci ha colpito maggiormente è stata, però, una splendida madonna dai lineamenti dolci e delicati del maestro francese Trophime Bigot.    
  • CHIESA DI SAN FRANCESCO DEL PRATO. Il recente restauro concluso alla fine del 2021 con la definitiva riconsacrazione ha ridato a questa chiesa francescana del XIII secolo l’antica atmosfera. Vedendo oggi la maestosità e la luminosità degli interni, è difficile credere che fino a pochi decenni fa questo edificio ospitava un carcere (!). I tantissimi pannelli illustrativi che costeggiano le navate vi faranno conoscere l’incredibile storia di quello che è un vero e proprio unicum tra i monumenti di Parma.
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Chiesa di San Francesco del Prato | © Tommaso Prada
  • VIA DELLA SALUTE. Una passeggiata nel quartiere Oltretorrente non può non prevedere una tappa in questa lunga strada costeggiata da coloratissime case modulari. Questi deliziosi edifici sono uno dei primi esempi di case popolari in Italia. Volute dalla duchessa Luisa Maria di Borbone verso la metà del XIX, erano destinate a ospitare la popolazione meno abbiente della città. Cercate di non riprendere le auto che costeggiano entrambi i lati della strada e farete delle foto che faranno un figurone sul vostro feed Instagram.
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Uno scorcio di via della Salute | © Tommaso Prada
  • CASA NATALE DI ARTURO TOSCANINI. Sicuramente non è una delle attrazioni principali della città, ma vale sicuramente la pena vedere questo piccolo (e gratuito) museo all’interno della casa natale del famosissimo direttore d’orchestra. Attraverso lettere, spartiti, vestiti e tantissimi altri cimeli percorrerete la storia di Arturo Toscanini e scoprirete le tante sfaccettature di una delle figure più autorevoli della cultura italiana del secolo scorso.
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Una stanza della casa natale di Toscanini | © Tommaso Prada

WEEKEND A PARMA: DOVE MANGIARE

  • OSTERIA DEL 36. A pochi passi dal Duomo, questa storica osteria è stata sicuramente una scelta azzeccata per iniziare bene il nostro weekend a Parma anche dal punto di vista gastronomico. L’ingresso un po’ angusto non deve ingannare, le sale interne sono ampie e i tavoli grandi e ben distanziati. Il pranzo è partito con un’immancabile degustazione di salumi tipici accompagnati dalla torta fritta (così a Parma viene chiamato lo gnocco fritto). Siamo poi passati a dei buonissimi tortelli alle erbette con parmigiano dal ripieno incredibilmente cremoso e intenso. Abbiamo assaggiato anche gli altrettanto buoni malfatti con ragù di anatra all’arancia e nocciole che non hanno fatto altro che confermare il giudizio estremamente positivo su questo ristorante. Conto medio sui 30-35€ a testa.
Parma cosa vedere dove mangiare
L’antipasto di salumi | © Tommaso Prada
  • OSTERIA DEI MASCALZONI. In questo ristorante vicino a piazza Garibaldi abbiamo trovato un menu con pochi piatti semplici e tradizionali composti da materie prime di altissima qualità e preparati con cura e maestria. Ottime sia le brioche di patate con prosciutto e brie, sia le polentine con fonduta di parmigiano e tartufo scelti come antipasti. Il piatto che volevamo proprio assaggiare, però, sono gli anolini in brodo… e non siamo rimasti delusi. Il brodo saporito ma non troppo sapido non va a coprire il sapore degli anolini. Inoltre, la diversa consistenza della pasta, testimonianza della preparazione assolutamente casalinga, non ci è sembrata certo un difetto, ma anzi ha contribuito a non rendere noioso il piatto. Da segnalare anche un servizio gentilissimo e la bontà degli amari locali serviti in quantità decisamente superiore ai 4 centilitri scarsi a cui siamo abituati a Milano. Conto medio sui 30-35€ a testa.
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Gli anolini in brodo | © Tommaso Prada
  • DA PEPÈN. Consigliato da tantissimi locals, Pepèn è davvero un’istituzione a Parma. Mettetevi in fila e dopo pochi minuti potrete ordinare uno dei panini che dal 1953 vengono serviti in questo piccolo locale in pieno centro. La scelta è tra panini con tanti ingredienti, da più conosciuti come parmigiano e prosciutto, a più insoliti come la pasta di salame cotta nel vino bianco o la salsiccia cruda. Noi, però, vi consigliamo senza dubbio il panino con zucchine grigliate, maionese e il pesto di cavallo, un favoloso macinato di carne cruda condito con olio, sale e limone che si scioglie in bocca! 
Parma cosa vedere dove mangiare
Il panino con pesto di cavallo | © Tommaso Prada
  • TRATTORIA CORRIERI. Una delle trattorie più antiche della città, Corrieri è sempre caratterizzata dalla lunghissima fila di persone che aspettano anche tre ore per un tavolo. Noi fortunatamente avevamo prenotato per tempo e siamo quindi entrati dopo pochi minuti. A colpirci è stata innanzitutto la grandezza del locale che si articola in un numero di sale che non siamo riusciti a quantificare. Qui abbiamo assaggiato delle ottime tagliatelle con ragù di strolghino e dei gustosissimi tagliolini al culatello, forse solo un po’ troppo avanti di cottura. Abbiamo proseguito con il pesto di cavallo e soprattutto con la Vecchia, un piatto tipico composto da pesto di cavallo (stavolta cotto) peperoni e patate. Il piatto ci ha conquistato davvero, ma ci anche ricordato quanto i peperoni possano essere difficili da digerire. Conto medio sui 30-35€ a testa.
Parma cosa vedere dove mangiare
La Vecchia | © Tommaso Prada
  • ANTICA PASTICCERIA PAGANI. Questa pasticceria presente in città dal 1856 è la scelta giusta per una colazione gustosa prima di iniziare i vostri itinerari per Parma. Sedetevi in uno dei tavolini esterni e scegliete tra una vastissima selezione di specialità dolci. Non dimenticate i buonissimi bocconcini con il crudo di Parma, perfetti se (giustamente) non volete fare nemmeno un pasto senza mangiare il prosciutto. 

Altri ristoranti e bar di cui ci hanno parlato bene ma che non abbiamo fatto in tempo a provare:

  • Trattoria del Tribunale
  • Antica Osteria della Ghiaia
  • Trattoria il Cortile
  • Osteria dei Servi
  • Ristorante Parizzi
  • Trattoria Ai Due Platani
  • Ristorante Angiol d’Or
  • Antica Cereria
  • Ristorante Parizzi

WEEKEND A PARMA: DOVE DORMIRE

Approfittando di un ottimo prezzo su Booking, per il nostro weekend a Parma abbiamo alloggiato in questa residenza praticamente davanti al Palazzo della Pilotta. La scelta si è rivelata super azzeccata. La stanza non è enorme ma pulitissima e dotata di tutti i comfort e di alcuni piccoli benefit (come l’acqua in omaggio nel frigobar e i cioccolatini di benvenuto). Inoltre, la posizione è semplicemente perfetta per visitare a piedi tutte le bellezze della città. Menzione d’onore al proprietario che è stato gentilissimo e disponibile. 

E voi siete già stati a Parma? Avete altri posti da suggerirci? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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