Gite fuori porta – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 24 Feb 2026 08:13:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Gite fuori porta – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida /cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-firenze/ /cosa-vedere-e-dove-mangiare-a-firenze/#respond Tue, 24 Feb 2026 08:13:02 +0000 /?p=88189 Ecco la nostra guida su cosa vedere e dove mangiare a Firenze tra scorci mozzafiato, iconiche botteghe e passeggiate romantiche!

L'articolo Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida sembra essere il primo su Conosco un posto.

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La mi porti un bacione a Firenze” cantava Odoardo Spadaro. E noi, di bacioni, a questa città ne abbiamo portati parecchi: una fugace toccata e fuga qualche anno fa e, più di recente, qualche ritorno in più, per regalarci quei weekend che sappiamo di meritare. Palazzi rinascimentali che tolgono il fiato, passeggiate al tramonto lungo l’Arno, il panino col lampredotto, l’intramontabile fiorentina che “sotto le quattro dita l’è carpaccio” e quell’atmosfera che fa venire voglia di perdersi in ogni vicolo. Se state pensando a un weekend tra arte, cultura, buon cibo e tanta bellezza, ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Firenze.

Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Firenze

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Consigli e itinerario per scoprire Firenze: cosa vedere

  • PONTE VECCHIO e BORGO SAN FREDIANO. Ci sono posti che, anche se li hai visti mille volte, riescono ancora a sorprendere, e Ponte Vecchio è uno di quelli. Il nostro consiglio è andarci presto la mattina, quando Firenze è ancora un po’ assonnata e l’Arno sembra sospeso; oppure al tramonto, quando le luci cambiano tutto e l’atmosfera diventa davvero speciale. Una volta attraversato il ponte, allungatevi verso Borgo San Frediano: una delle zone più autentiche dell’Oltrarno, ricca di botteghe artigiane, locali e vicoletti.
  • BASILICA DI SANTO SPIRITO e QUARTIERE SANTO SPIRITO. Per chi cerca un angolo un po’ defilato ma sempre nel cuore della città, la Basilica di Santo Spirito è una tappa da segnare. La piazza è viva, piena di localini per fermarsi a bere qualcosa prima o dopo cena, e vale la pena perdersi anche nel quartiere omonimo, uno dei più caratteristici e giovani della città.
  • SANTA MARIA DEL FIORE, BASILICA DI SANTA CROCE e VIA DE’ NERI. Il Duomo non ha certo bisogno di presentazioni, ma di tempo per essere apprezzato davvero. Salire sulla Cupola del Brunelleschi, per esempio, è faticoso, ma la vista da lassù ripaga sempre. A una decina di minuti a piedi dal Duomo, poi, trovate anche la Basilica di Santa Croce, dove riposano nomi giganteschi, da Michelangelo a Galileo. E già che siete in zona, infilatevi pure in Via de’ Neri: dinamica, vivace e ricca di ristoranti tradizionali.
  • PIAZZALE MICHELANGELO. Questo è proprio un posto magico: uno scorcio perfetto per ammirare Firenze dall’alto in tutto il suo splendore. Se siete i tipi, portatevi una buona bottiglia di vino, qualcosa da stuzzicare e magari una chitarra da strimpellare.
  • BASILICA DI SANTA MARIA NOVELLA. È praticamente il primo saluto della città appena usciti dalla stazione, e spesso la si liquida con uno sguardo veloce, ma in realtà merita una sosta: fuori è scenografica, dentro raccolta. Vi consigliamo di farci un salto.
  • LUNGARNO. Impossibile resistere a una passeggiata lungo l’Arno, magari con un gelato, una schiacciata o qualcosa da bere, senza troppi programmi. Di giorno, al tramonto o anche la sera tardi il fascino è indiscutibile, tra scorci bellissimi, botteghe storiche e angoli nascosti per rallentare un po’ il passo.
  • PIAZZA DELLA SIGNORIA, PALAZZO VECCHIO e GLI UFFIZI. Il David di Michelangelo, la statua equestre di Cosimo I, la Fontana del Nettuno e quel continuo via vai di persone: Piazza della Signoria è un pit stop inevitabile quando si passa da Firenze. Basta poi alzare lo sguardo per trovarsi davanti Palazzo Vecchio, con la sua torre dominante, e accanto gli Uffizi. E proprio sopra corre anche l’iconico Corridoio Vasariano, il celebre passaggio sopraelevato fatto costruire dai Medici per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti.
  • PALAZZO STROZZI e VIA DE’ TORNABUONI. Ma quanto è bello Palazzo Strozzi tra Via Strozzi e Via de’ Tornabuoni? Lì inaugurano diverse mostre, ma anche solo entrare nel cortile interno regala sempre gioie. E non dimenticate che siete a due passi da Via de’ Tornabuoni, la strada più elegante della città, tra palazzi storici e boutique raffinatissime. Insomma, la zona giusta se siete in vena di shopping!
  • PALAZZO PITTI, GIARDINO DI BOBOLI e QUARTIERE SAN NICCOLÒ. Anche Palazzo Pitti non si può non menzionare: imponente, scenografico, quasi più reggia che residenza cittadina, racconta bene la Firenze potente e raffinata dell’epoca medicea (se siete amanti dell’arte, non perdetevi la Galleria Palatina). Poco più avanti trovate anche il Giardino di Boboli, da vedere assolutamente; e già che siete in zona, sconfinate verso San Niccolò, quartiere pieno di localini e botteghe, sempre piacevole da visitare.
  • PIAZZA DELLA LIBERTÀ. Piazza della Libertà è soprattutto uno snodo da cui prima o poi si passa sempre, e in cui capita di imbattersi in qualche artista di strada. Lì i bar storici agli angoli sono perfetti per bere qualcosa, prima di rimettersi in cammino verso un’altra zona del centro.
  • GIARDINO DELL’ORTICOLTURA. Una buonissima idea per sfuggire al caos cittadino è il Giardino dell’Orticoltura: un angolo di quiete tra verde, panchine, e un Tepidarium liberty che vale già da solo la visita. Firenze non lo sbandiera troppo, e forse è proprio questo “i su bello”.

Altri posti da vedere senza fretta:

Guida e consigli per scoprire Firenze: dove mangiare

Guida e consigli per mangiare in Trattoria a Firenze

  • TRATTORIA 13 GOBBI. Se cercate “un posto da dieci”, la Trattoria 13 Gobbi fa al caso vostro. Il piatto iconico sono senza dubbio i rigatoni serviti nella zuppiera: abbondanti, filanti e sugosissimi, di quelli che fanno venir voglia di affondare subito la forchetta. E quando è stagione, i porcini fritti sono da triplo salto carpiato. Trovare posto non è facile, meglio prenotare per tempo. Prezzo medio a testa: 35€.
  • TRATTORIA SABATINO. In questa storica trattoria, rimasta piacevolmente fedele a se stessa, si mangia bene e si spende davvero poco. L’atmosfera ricorda un po’ il pranzo della domenica, quello fatto con calma tra chiacchiere e piatti di pasta fatta in casa. Unico avviso: armatevi di pazienza perché c’è sempre tanta fila. Prezzo medio a testa: 20€.
  • TRATTORIA OMERO. Se non vi pesa spostarvi un po’ dal centro, in zona Arcetri fate un salto da Omero: trattoria “molto fiorentina” e una vera istituzione per mangiare il pollo fritto (e i fritti in generale). Prezzo medio a testa: 30€.
  • OSTERIA DEL CINGHIALE BIANCO. Tra gli indirizzi in cui si torna sempre con piacere, segnatevi l’Osteria Del Cinghiale Bianco. L’atmosfera è conviviale e la cucina rispetta la tradizione toscana, tra selvaggina, ribollita e le immancabili pappardelle al ragù di cinghiale. Prezzo medio a testa: 30€.
  • LA FETTUNTA. Il posto perfetto per chi ama la combo “posto semplice + mangiare toscano fatto bene”. Qui, infatti, la classica bruschetta con olio buono – la fettunta – è obbligatoria, ma anche la carne è sempre un must. Prezzo medio a testa: 25€.
  • BEPPA FIORAIA. Il ristorante ideale per una cena in gruppo: si sta bene e si mangia ancora meglio. La cucina segue la stagionalità, ma c’è un piatto che funziona in qualsiasi periodo dell’anno: i coccoli con prosciutto crudo e stracchino. Possiamo averne immediatamente una porzione, per favore? Prezzo medio a testa: 30€.
  • DA NERBONE. Sul lampredotto, qui a Firenze, ci sarebbe da parlare per ore: è una categoria a sé, un vera “religione gastronomica”. Ci sono tanti posticini per mangiarne di ottimo, ma se volete andare sul sicuro noi vi consigliamo Da Nerbone, posto autentico nello Storico Mercato Centrale di Firenze. Il pane è ben bagnato, pur conservando la croccantezza della crosta; la salsa verde è da dieci, della serie che ne vorremmo un barattolo da tenere sempre in dispensa; e il sapore della carne è deciso ma equilibrato. Sicuramente, un posto in cui torniamo sempre volentieri e un dei panini col lampredotto migliori in città. Prezzo medio a testa: 10€.

Guida e consigli per un pranzo o una cena più informali a Firenze

  • FORMAGGIOTECA TERROIR. Un angolino romantico sul Lungarno San Niccolò per stare “un gran bene”, soprattutto se siete amanti dei formaggi: la selezione è ampissima e altrettanto ricca è la carta dei vini. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • SANTARPIA. Se vi piace la pizza napoletana come si deve, qua andate sul sicuro: vi aspettano un impasto leggero, un bel cornicione e ingredienti di primissima qualità. Prezzo medio a testa: circa 20€.
  • HIROKO BENTO BAR. Sapori interessanti, bento per tutti i gusti e servizio velocissimo. È sempre un piacere fermarci qui per un pranzo jappo al volo quando passiamo dalla Manifattura Tabacchi. Prezzo medio a testa: 15€.
  • I FRATELLINI. Qui si mangia in piedi, le schiacciate vengono farcite al momento e la gente sta sempre fuori con un buon vino in una mano e un panino zero fronzoli nell’altra. La soddisfazione è assicurata! Prezzo medio a testa: 8€.
  • ALL’ANTICO VINAIO. Sappiamo bene che All’Antico Vinaio non ha bisogno di presentazioni, ma tutto è nato qui in Via de’ Neri ed è doveroso ricordarlo. La nostra schiacciata preferita? Crudo, rucola e stracchino. Prezzo medio a testa: 10€.

Dove mangiare carne a Firenze

  • PERSEUS. Trattoria verace, carne di qualità e fiorentina fatta a modino. Tutte cose che i fiorentini citano spesso. Prezzo medio a testa: 40€.
  • BUCA LAPI. Uno dei ristoranti più antichi di Firenze, perfetto se avete voglia di mangiare carne buona in un contesto un filo più curato. L’ambiente è accogliente, il servizio è attento e la fiorentina non delude mai. Prezzo medio a testa: 50€.
  • TRATTORIA MARIO FIRENZE. Autentica, rumorosa e sempre piena: Trattoria Mario è un piccolo rito fiorentino, in cui si mangia gomito a gomito e il menu cambia spesso. La bistecca, però, è un evergreen e resta uno dei motivi principali per tornare. Prezzo medio a testa: 30€.
  • CECCHINI IN CITTÀ. Un’altra tappa da appuntare sulla mappa: servizio ben rodato, contesto splendido e carne trattata con doveroso rispetto. Prezzo medio a testa: 30€.

Dove mangiare per un’occasione speciale a Firenze

  • CIBRÈO RISTORANTE. Se avete voglia di alzare un po’ l’asticella, Cibrèo Ristorante è uno di quegli indirizzi storici che vale davvero la pena provare. Tra i piatti più amati ci sono il celebre cibrèo, uno stufato tradizionale da cui il locale prende il nome; e il flan di verdure di stagione, morbido e saporito, che ci è piaciuto tantissimo. Prezzo medio a testa: 60€.
  • MARINA DI SANTOSPIRITO. Per una cena o un buon pranzo di pesce, appuntatevi Marina di Santospirito: ambiente intimo, cucina mediterranea ben fatta e pesce freschissimo. Insomma, un posto che regala sempre grandi soddisfazioni.  Prezzo medio a testa: 70€.
  • ONDE. Atmosfera romantica e ristorante fuori dal solito giro? Onde, al Four Seasons, è uno di quei posti che resta nel cuore: cucina di pesce curata, ambiente elegante e quella sensazione di serata speciale che ogni tanto fa davvero piacere concedersi. Prezzo medio a testa: 90€.
  • VIA VAI. Se avete voglia di una cena fusion tra Italia e Asia e di un buonissimo sushi, Via Vai è uno di quei posti che funzionano sempre: ambiente che ben si presta a tavolate numerose e un menu ampio che spazia dalla carne al pesce. Prezzo medio a testa: 40€.
  • Il GUSTO DI XINGE. Noi ci siamo capitati quasi per caso e lo abbiamo amato: cucina cinese contemporanea, piatti davvero interessanti e ambiente raffinatissimo. È il posto perfetto per stupire chi ama la cucina asiatica. Prezzo medio a testa: circa 50€.
  • SEVI. Non proprio centralissimo, ma la deviazione ve la suggeriamo vivamente: da Sevi, ristorante peruviano, abbiamo adorato sia il ceviche classico che i cocktail in abbinamento e non possiamo che consigliarvelo per una cena speciale, un po’ diversa dal solito. Prezzo medio a testa: 50€.

Guida e consigli su Firenze: dove fare aperitivo o colazione

  • CAFFÈ CONCERTO PASZKOWSKI e CAFFÈ GILLI. Tra i locali storici di Piazza della Repubblica è impossibile non notare Paszkowski e Gilli: due indirizzi perfetti per un caffè o un aperitivo in un’atmosfera d’altri tempi. Da Gilli vale l’assaggio della schiacciata alla fiorentina dolce, mentre da Paszkowski è sempre piacevole fermarsi per un drink o un aperitivo con vista piazza. Prezzo medio a testa: 20€.
  • CAFFÈ LIETTA e LA CITÉ. Se cercate, invece, dei posticini tranquilli – formula caffè letterario– per bere un caffè, fare due chiacchiere o lavorare un po’, Caffè Lietta e La Cité fanno proprio al caso vostro: atmosfera easy, clientela affezionata e spazi accoglienti. Prezzo medio a testa: 10€.
  • BAR D’ANGOLO. Resta uno dei nostri punti fermi a Firenze per una colazione o un aperitivo informale. È piccolo, accogliente, proprio davanti a Porta Romana e la facciata affrescata è una vera “chicca”: vale la pena fermarsi anche solo per godersi tutta questa bellezza. Prezzo medio a testa: 10€.
  • LA MÉNAGÈRE. Che sia ora di colazione, merenda, aperitivo o cena, La Ménagère è un indirizzo da ricordare: l’ambiente è curato, vivace, ideale anche per un date. Prezzo medio a testa: 15€.
  • BULLI E BALENE. Da Bulli e Balene si viene per bere in compagnia e condividere i classici cicchetti: un cocktail bar, con due sedi in città, perfetto per un aperitivo super sfizioso. Prezzo medio a testa: 15€.
  • SANTAROSA BISTROT. Con un giardino molto piacevole sull’Arno, è frequentato da tantissimi giovani. Prezzo medio a testa: 15€.
  • DITTA ARTIGIANALE. Per una pausa specialty coffee, passate da una delle sedi de la Ditta Artigianale: atmosfera internazionale, caffè buono e gente cool! Prezzo medio a testa: 15€.
  • PROCACCI. Per un aperitivo iconico, in pieno stile fiorentino, segnatevi questo storico indirizzo in centro, famoso per i panini al tartufo. Prezzo medio a testa: 15€.
  • CAFFÈ GIACOSA. Sapete che proprio qui è nato il Negroni? Locale storico e molto elegante, perfetto per una pausa caffè con un dolcetto, un aperitivo raffinato o un drink. Prezzo medio a testa: 15€.
  • LOGGIA ROOF BAR. La terrazza della Loggia Roof Bar ci ha fatti sognare e siamo certi farà lo stesso anche con voi: affaccio su Santo Spirito, ambiente elegante e cocktail molto buoni. Ideale al tramonto o per un dopo cena suggestivo. Prezzo medio a testa: 20€.
  • COSIMO ROOFTOP RESTAURANT & BAR. Per finire, c’è Cosimo Rooftop Restaurant & Bar, posto con vista mozzafiato sulla città. Non da tutti i giorni, ma da tenere in considerazione per un’occasione speciale. Prezzo medio a testa: 20€.

Altri posti per mangiare a Firenze che vi suggeriamo:

Dove fare shopping a Firenze: gli indirizzi imperdibili

  • SOTF. Da Sotf si fa sempre volentieri un salto: sneakers e streetwear ricercati, qualche oggetto di design e vibes internazionali.
  • WP STORE. Per capi casual ma curati, brand outdoor giapponesi e second hand di qualità. Uno di quei posti in cui si entra “a dare un’occhiata” e si esce sempre con qualcosa.
  • I VISIONARI. Punto di riferimento a Firenze per chi cerca eyewear di nicchia: selezionano designer indipendenti e marchi internazionali meno conosciuti, con un taglio innovativo.
  • GERARD. Boutique non proprio economica, ma su cui investire se cercate capi di qualità senza finire nei soliti negozi.
  • FLOW STORE. Qui si entra per dare un’occhiata e si finisce facilmente a curiosare a lungo: selezione molto curata tra abbigliamento di nicchia, accessori e oggetti particolari. Posto giusto se vi piace scoprire brand meno scontati.
  • FLOW RUN. Versione più sportiva di Flow ma sempre stiloso: non mancano sneakers tecniche, running e activewear per tutti i gusti.
  • TAF RICAMI E TOVAGLIATI. Quanto sono belli i vestiti per bambini fatti a mano di Taf? Ma anche i ricami, le tovaglie e qualsiasi cosa per la casa. Vogliamo tutto!
  • GINORI 1735. Ginori non ha certo bisogno di presentazioni, ma se siete a Firenze una tappa qui è praticamente d’obbligo. Sempre nella nostra wishlist!
  • LORETTA CAPPONI. Indirizzo imperdibile per acquistare biancheria ricamata e camicie da notte molto raffinate. Artigianalità fiorentina allo stato puro!
  • BJORK. Per gli amanti di abbigliamento e oggetti di design selezionati, riviste e libri di nicchia.
  • OFF HOME DESIGN. Sempre per gli amanti di design e arredamento per la casa.
  • OFFICINA SANTA MARIA NOVELLA. Più che una semplice profumeria, sembra un museo. Tra farmacia storica, prodotti iconici e ambienti davvero splendidi, è una tappa affascinante che vale assolutamente la visita.
  • ZHOR PARFUMS. Se invece volete portarvi a casa un profumo di nicchia, segnatevi questo indirizzo.
  • BIBLIOTECA OLFATTIVA, PROFUMOIR. E per un’esperienza più immersiva rispetto alla classica profumeria, segnatevi la Biblioteca Olfattiva.
  • GIUNTI ODEON. A noi Giunti Odeon – storico cinema trasformato in spazio culturale – piace sempre parecchio: si entra per sfogliare qualche libro e spesso si finisce per passarci un intero pomeriggio a studiare, lavorare o rilassarsi nelle comode poltroncine. E poi, se capita, restare anche per un film rende l’esperienza ancora più speciale.
  • MANIFATTURA TABACCHI. Anche la Manifattura è un ambiente che ci piace particolarmente: uno spazio in continua evoluzione, ricavato da un’ex fabbrica di sigari e oggi trasformato in un piccolo quartiere creativo. Ci trovate diversi locali carini per aperitivo o cena, eventi culturali, negozi per fare un po’ di shopping come Captain Santors e Bike Lab, e perfino un barber shop – Blues Barber -, per concedersi un taglio in pieno stile inglese. Insomma, un posto piacevole per passare un pomeriggio fuori dai soliti circuiti.

Se hai un po’ di tempo in più

  • Per uno spot tramonto magico, Fiesole regala una vista su Firenze davvero speciale.
  • Concedersi uno spettacolo al Teatro del Maggio o alla Pergola: è un ottimo piano per una serata da ricordare.
  • Per una cena da sogno – un filo meno per il portafoglio -, date un’occhiata al ristorante La Leggenda dei Frati a Villa Bardini.
  • Perdetevi tra le ville Medicee nei dintorni di Firenze, sono stu-pen-de!
  • Un giro nel Chianti con degustazione di vino non ce lo mettiamo? Doveroso.
  • Fate un salto a Panzano e fermatevi da Dario Cecchini, è un’esperienza unica (da prenotare con grande anticipo)!
  • Infine, se riuscite, spingetevi fino in Val d’Orcia (a circa un’ora e mezza di macchina): eccoci lì nel 2020, felici, spensierati e tutte cose!

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Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/ /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/#respond Mon, 17 Nov 2025 15:23:03 +0000 /?p=88459 Trattorie, ristoranti storici, locali per occasioni speciali: ecco i ristoranti fuori Milano che abbiamo provato e vale la pena raggiungere!

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Anche col freschetto invernale le gite fuori porta conservano il proprio fascino, soprattutto quando diventano l’occasione per scoprire nuovi indirizzi über confortevoli. Negli ultimi mesi ne abbiamo sperimentati di tutti i tipi: trattorie, ristoranti storici, indirizzi per occasioni speciali… Insomma, posti un po’ per tutte le esigenze, accomunati, però, da un grande comun denominatore: piatti davvero notevoli! Ecco quindi i 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente e che, secondo noi, vale proprio la pena raggiungere.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Uri Sapori Condivisi

📍Roddino (Cuneo)
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Iniziamo questo viaggio tra i ristoranti fuori Milano da Roddino, nelle Langhe, dove abbiamo avuto una delle esperienza gastronomiche più interessanti di tutto l’anno. In questo ristorante con un bell’affaccio sulle colline circostanti – che però ora ha cambiato ‘casa’, per rimanere comunque sempre in zona – si incontrano Piemonte e Corea (i luoghi d’origine della coppia di proprietari), in un mix di sapori entusiasmante e incredibilmente centrato. La nostra passione per la cucina orientale ormai la conoscete, ma qui viene omaggiata e rivisitata con estro e ingredienti locali.

Scegliere è piuttosto facile: ci sono tre menu (da 58, 68 e 78 euro), rispettivamente incentrati sui piatti simbolo del ristorante, sulle verdure e sui sapori coreani. C’è però molta elasticità, e anzi si viene incoraggiati dal personale a mixare piatti da menu diversi. Stenteremmo a dire quale piatto ci ha convinto di più: se il sandwich croccante con faraona, salsa bernese, insalata e rucola, se i ravioli ripieni al blu di mucca con tamarindo e crema di albicocca, oppure il fenomenale ssam coreano (involtino ripieno di capocollo di maiale marinato e piccante). Qui si beve anche molto bene (vi consigliamo di non farvi scappare il drink a base di tonica, soju e gochujang, spaziale) e una nota di merito va al servizio, uno dei migliori mai esperito: giovane, capace, attento senza risultare invadente, con un cuore, insomma. Speriamo con questo racconto di aver reso giustizia a Uri Sapori Condivisi, un’insegna che farà sicuramente molta (altra) strada.

Locanda Mesa

📍 Masate (Milano)
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Nonostante sia aperta da poco più di sei mesi, siamo già tornati due volte da Locanda Mesa, e non un caso. È uno di quei posti in cui sembra tutto incredibilmente al posto giusto. Ci troviamo a Masate, a poco più di mezz’ora da Milano, in una cascina ristrutturata con estremo gusto, in cui ci siamo sentiti davvero come a casa. L’atmosfera calda e rilassata lo rende il luogo perfetto sia per una cena romantica che per una tavolata tra amici. E, volendo, c’è anche la possibilità di pernottare nelle stanze situate negli edifici attigui.

Il menu è molto snello e in continua evoluzione: sette antipasti pensati per la condivisione e altrettante portate principali, che cambiano giorno per giorno, secondo la disponibilità del mercato. C’è anche la possibilità di affidarsi allo chef con la scelta del menu “fame” (quattro portate, 50 euro) o “tanta fame” (sette portate, 70 euro). Noi, complici due diverse occasioni e tanti commensali con cui condividere, siamo riusciti ad assaggiare tanti piatti, tra cui vi menzioniamo i più memorabili. Impossibile non iniziare dalla cruda di manzo, panna, topinambur e rafano, ma anche il culatello, servito con burro salato montato e focaccia tiepida; proseguiamo poi con i paccheri, salsa XO, bottarga e limone di Siracusa, e col risotto con zucca, pasta di salame e parmigiano, per concludere con un’imperiale fiorentina in condivisione per tutto il tavolo. I piatti sono riusciti, mai banali, alcuni dai sapori più tradizionali, altri decisamente più spinti, complice l’esperienza internazionale del (bravo) chef.

In sala invece c’è Seba, il proprietario e oste, che sa accogliere con gentilezza e consigliare il vino giusto con competenza e passione (a proposito, la carta è davvero ben fatta e curata, frutto di un bello studio anche delle etichette d’Oltralpe), ed è coadiuvato da un servizio di sala sorridente e impeccabile. Per quanto riguarda i prezzi, siamo ahimè più allineati a quanto è ormai la normalità milanese che alla dimensione di provincia, e dunque considerate di spendere non meno di 45-50 euro per un pranzo, bevande escluse. Noi non vediamo l’ora di tornare anche durante la stagione estiva, per goderci il meraviglioso giardino esterno, magari sotto il glicine in fiore.

Maninvino

📍Genova
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Maninvinoenoteca di quartiere in zona Manin a Genova – provata in uno dei nostri weekend fuori porta – è un piccolo rifugio fuori dal caos urbano, raccolto e intimo: uno di quei posti in cui ti senti subito a casa, con luci soffuse, poster coloratissimi e scaffali colmi di bottiglie che invitano a curiosare.

Il cuore del locale, infatti, sono i vini, tra etichette più o meno note che il personale, molto appassionato, ci tiene a raccontare con cura e entusiasmo coinvolgente. E così dall’idea di fermarci per un calice al volo ci siamo trattenuti – come nostro solito – anche per una cena, tentati dalle invitanti proposte gastronomiche e dalle piacevoli chiacchiere. Per iniziare, abbiamo ordinato un tagliere misto di salumi, gnocco fritto, pane fresco, olive, formaggi e delle polpettine spaziali, tenere e saporite. Il tutto accompagnato – come vuole la tradizione – da chili di focaccia ligure. Anche sul vino non abbiamo lesinato e, dopo due calici di un buon bianco fresco siciliano, ci siamo dati al Pineau d’Aunis, un rosso dalle note di frutti neri e spezie e dalla “buona beva” (cit. preferita di Betta, la sommelier della nostra redazione!).

Insomma, tra giovani, clienti affezionati e un po’ di chiacchiera “alla genovese“, in questo ristorante anche un semplice aperitivo diventa un piccolo rituale di piacere, fatto di calici, buon cibo e la sensazione di essere davvero coccolati. Anche il rapporto qualità prezzo ci ha soddisfatti, poco più di 20€ a testa per un aperitivo ben rinforzato. Ovviamente ci siamo portati a casa anche qualche bottiglia, perché sarebbe stato un peccato non approfittarne. Inoltre, il locale propone prodotti artigianali di nicchia, perfetti per chi cerca qualcosa di speciale da gustare o da portare in regalo a una cena da amici. Se passate dalle parti di Genova, non perdetevi Maninvino: un posto che conquista il cuore e il palato, tra “vini veri” – come amano definirli qui – e taglieri gourmet!

Trattoria al Baretto

📍Recco (Genova)
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Sempre per rimanere in tema ligure, siamo stati per la prima volta da Trattoria al Baretto, ubicata presso il belvedere della piccola frazione di Megli (sopra Recco), e ci ha subito fatto innamorare, grazie alla sua vista sul Golfo Paradiso, alla bella terrazza immersa nel verde e alla sua semplice ma ottima cucina. Anche la sala interna – molto intima (giusto una quindicina di coperti) – con le sue ampie vetrate risulta luminosa e accogliente, ma è senza dubbio la terrazza il fiore all’occhiello del locale.

Qui viene servita una cucina tipica e gustosa, in cui spiccano specialità locali quali le focaccette di Megli al formaggio, le trofie al pesto di Prà, i pansoti al sugo di noci e il coniglio alla ligure. Noi ovviamente abbiamo ordinato in condivisione focaccette a volontà (perché è impossibile resistere al loro richiamo); acciughe fritte (altra nostra grande passione) e cuculli con salame di Sant’Olcese, ma a stregarci sono stati anche piatti più particolari come le mezzemaniche con sugo di pacchettelle (pomodorini gialli) e ragù di seppie e calamari; il tutto accompagnato da un gradevolissimo vermentino della casa (sia lodato il vino sfuso, quando è buono!). 

I prezzi sono più che onesti: antipasti che non superano i 10€; primi tra gli 11 e 15€; secondi tra i 15 e 18€. Con uno scontrino che si aggira sui 35€ a persona, insomma, si torna a casa decisamente soddisfatti e con tanta voglia di tornare al più presto. Altra info utile: mentre la sera questo ristorante fuori Milano è aperto tutti i giorni della settimana, solo durante il weekend fa servizio anche a pranzo. 

La Palta

📍 Borgonovo Val Tidone (Piacenza)
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Siamo stati da La Palta per festeggiare una bella occasione. A primo impatto, non potrete che rimanere affascinati da questo ristorante una stella Michelin, che trova casa in una vecchia dimora di campagna ristrutturata con gusto, immersa nel verde della Val Tidone.

Potreste forse aspettarvi piatti rustici e unicamente della tradizione piacentina, e in parte li ritroverete nei sapori, ma qui la cucina punta su eleganza e territorio, con piatti ben costruiti e accostamenti ben pensati. Oltre a poter attingere alla carta, potrete scegliere tra diversi menu degustazione: “Sei nella mia terra”, un percorso legato al territorio, al costo di 90 euro (quello che abbiamo scelto noi), “Sei nelle mie mani”, percorso su ispirazione della chef, al costo di 120 euro, e il meraviglioso menu completamente dedicato a “La Pasta”, solo su ordinazione, al costo di 150 euro. Tutti i piatti provati erano interessanti, i piccoli amuse-bouche iniziali forse i più sorprendenti, ma il piatto su cui avevamo più aspettative, i tortelli di pisarei ripieni di anolini, ci ha lasciato qualche dubbio, soprattutto sulla consistenza della pasta e sulla sapidità del brodo, che in un piatto simile sono pressoché tutto.

Forse anche il periodo ha influito, dato che ci trovavamo a ridosso delle ferie estive: abbiamo percepito una certa stanchezza in cucina e uno scarso entusiasmo in sala, (forse) comprensibile a fine stagione. Senz’altro abbiamo moltissimi motivi per tornare, primo tra tutti per assaggiare il “Pastiss alla piacentinadella Contessa Arcelli Fontana con stracotto di capriolo e il suo brodo, una delle specialità della casa. Ultima menzione al servizio giovane assolutamente impeccabile (ma che, come anticipato, non ci ha regalato particolari guizzi di empatia), e a una bella carta dei vini: ampia, ben costruita, con una selezione interessante di etichette italiane e internazionali, e ricarichi onesti per un ristorante di questo livello.

Agriturismo La Costa –  Ristorante e Cantina – Cascina Galbusera Nera

📍La Valletta Brianza (Lecco)
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Dell’agriturismo La Costa – Galbusera Nera avevamo già parlato qui, ma siamo tornati in questo ristorante fuori Milano per un’occasione speciale, il compleanno di Betta. E confermiamo che è uno di quei posti dove si sta bene, punto, soprattutto se con una tavolata di amici. Immerso nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il ristorante è circondato da sentieri e scorci verdi che invitano alla passeggiata prima o dopo il pranzo. La sala è semplice ma curata, con un’atmosfera rilassata e accogliente.

La cucina è stagionale, concreta, con piatti che valorizzano le materie prime locali senza troppi fronzoli. Potrete scegliere tra diversi menu (della tradizione o vegetariano, proposto a 45 euro), oppure scegliere alla carta, come abbiamo fatto noi: e quindi via libera a salumi del territorio, caprino e giardiniera accompagnati da fichi freschi (siamo stati fortunati, vista la stagione), torta salata di cipolle stufate e ricotta del parco, per poi proseguire con pasta e fagioli, risotto al pomodoro con olio al basilico, e uno splendido maialino croccante con caponata di verdure. Ma il vero protagonista qui è il vino: tutte le etichette in carta sono prodotte direttamente dall’azienda agricola La Costa, e sono una piacevolissima sorpresa. Bottiglie ben fatte, con un rapporto qualità-prezzo eccellente, che vi suggeriamo anche di acquistare in cantina (Serìz e Incrediboll su tutti).

Insomma, anche considerando che si trova a solo un’ora da Milano, è il posto perfetto per staccare, mangiare bene, bere ancora meglio e magari tornare a casa con qualche bottiglia sotto braccio.

Ristorante Macelleria Motta

📍Bellinzago Lombardo (Milano)
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Se appenna varcata la soglia di un locale si viene accolti da una coppia reale formata da un’enorme brace e da un frigorifero gigante contenente pregiatissimi tagli, non ci possono essere dubbi: qui si mangerà una carne spettacolare. Ed è proprio quello che è successo al Ristorante Macelleria Motta, un posto a Bellinzago Lombardo, già da tempo nella nostra wishlist e che finalmente abbiamo visitato per un pranzo nel weekend.

L’ambiente è caldo, accogliente e molto curato con tocchi di modernità – come le bellissime mucche colorate che adornano i tavoli (con tovaglia!) – che fortunatamente non influiscono sulla genuinità dell’atmosfera. È stato difficile scegliere da un menu che, tra taglieri, tartare, paste ripiene e ovviamente secondi di carne, sulla carta non presentava punti deboli: alla fine però, anche grazie ai consigli di un team in sala tanto professionale quanto amichevole, abbiamo creato un percorso che ricorderemo a lungo.

Se già i nervetti fritti e i bocconcini di polenta con tartare e lardo offerti come entrée hanno messo le cose in chiaro sulla qualità e la tecnica dei piatti, la successiva tartare di bue con salsa verde e tuorlo d’uovo e soprattutto l’incredibile midollo alla brace con battuta di diaframma non hanno fatto altro che confermare l’altissimo livello della cucina. Abbiamo poi assaggiato un primo – i buonissimi spaghetti di Gragnano con porcini e lardo – e la frittura reale di frattaglie perché – ormai lo sapete – quando sentiamo parlare di cervella, animelle e polmoni non riusciamo a resistere. Ovviamente sarebbe stato un delitto non prendere la carne alla brace e molto semplicemente vi diremo che la selezione del camino di tagli pregiati di bue piemontese è stata la miglior carne mai assaggiata negli ultimi tempi. Il segreto? Certo, la qualità della materia prima, ma anche il legno di ulivo di Ostuni usato per la brace che regala alla carne un particolarissimo sapore. Mentre sorbivamo il sorbetto ai frutti rossi che abbiamo preso come conclusione del nostro pranzo, stavamo già pianificando la nostra prossima visita, magari per provare il menu degustazione o il carrello dei bolliti, protagonista del lunedì sera.

Dando un’ultima occhiata al frigorifero all’ingresso, abbiamo pagato il conto: la spesa di 60 euro a testa (bevendo un calice di vino) ci è sembrata sicuramente corretta e per una volta anche il solitamente odiato coperto (4 euro) – considerate le entrée, l’ottimo cestino di pane e grissini e il servizio praticamente perfetto – non ci è risultato indigesto.

Bagni Buraxen

📍Imperia
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Mangiare bene in spiaggia non è mai un’impresa facile, eppure ci siamo riusciti durante un fine settimana ligure a Imperia, ai Bagni Buraxen di Porto Maurizio, che vi consigliamo di segnarvi nel caso passaste da quelle parti, anche in questa stagione, ché il mare d’inverno ha sempre il suo fascino. Tra una partita di burraco e un tuffo al mare cosa c’è di meglio di un bel calice da accompagnare anche solo a qualche piccolo sfizio, coi piedi praticamente nella sabbia? Qui i piatti tipici della vita marinara non mancano (fritti di pesce, paste col pesce, eccetera…), ma noi anche complice l’ampia tavolata e la voglia di condividere – abbiamo apprezzato anche e soprattutto piatti più semplici come il crudo di pescato del giorno, le cozze alla marinara, la giardiniera, il gazpacho e tutte le verdure che abbiamo assaggiato, di cui abbiamo gradito ricerca dei produttori, impiattamento e anche un twist originale qua e là nei dressing e negli accostamenti.

Si pranza in una piacevole (ma un po’ rumorosa) veranda, oppure ai tavolini fuori, più tranquilli e con una splendida vista. I prezzi sono nella media e il servizio è gentile, anche se all’ora di punta di un weekend estivo probabilmente dovrete armarvi di un po’ di pazienza per ordinare e ricevere il cibo. Ma al mare tutto va un po’ più lento, no?

Bellavista

📍Brunate (Como)
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L’inaugurazione dell’Albergo Bellavista risale al 1896: da allora si sono succedute diverse gestioni, fino all’attuale, che ha ristrutturato l’edificio mantenendo però il più possibile l’atmosfera originale, e possiamo dire che ci sono riusciti egregiamente. Difficile dire se sia meglio venire durante la bella stagione, approfittando del bellissimo giardino esterno, o d’inverno, quando si possono godere le stupende sale interne, con vetrate panoramiche sul lago di Como e ambienti in stile liberty. La vista è merito della posizione strategica: l’Albergo, ora anche ristorante, si trova a Brunate, un piccolissimo paesino proprio sopra Como. Potete raggiungerlo con una sfidante passeggiata (circa 600 metri di dislivello) oppure comodamente con la funicolare in pochi minuti.

Noi siamo venuti qui per un pranzo di gruppo nel weekend che ci ha permesso di assaggiare diversi piatti del menu, che ruota intorno a piatti tipici della zona. Ottima la selezione di salumi e formaggi del territorio, accompagnati da un assaggio di giardiniera e confetture. Tra i primi ci hanno colpito soprattutto le pappardelle al ragù d’anatra, ma sono i secondi ad averci conquistato di più: in particolare il filetto di manzo con salsa alle albicocche, fichi e patate, e il filetto di luccio perca con fumetto cremoso, insalatina di patate, fagiolini e pomodori secchi. Il servizio è stato molto attento e solerte: unica nota un po’ stonata il prezzo di alcuni piatti, soprattutto in rapporto alle porzioni: per uscire pieni, calcolate di spendere 50-60 € a testa, bevande escluse.

Trattoria Belfiore

📍Bologna
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Mangiare a Bologna è sempre un po’ come tornare a casa, anche se si è solo di passaggio. E così è stato anche per il pranzo alla Trattoria Belfiore, un angolo di tradizione sotto i portici, in una Bologna che sa essere genuina e senza fronzoli, proprio come piace a noi. Il locale è semplice ma è proprio questo il suo punto di forza: una trattoria dal sapore autentico, che mette al centro la sostanza. E i piatti lo confermano pienamente.

Abbiamo aperto le danze con un tagliere abbondante di – sua maestà – mortadella di Bologna, protagonista assoluta, accompagnata da un gorgonzola cremosissimo; il tutto innaffiato da un vino bianco frizzante della casa fresco, leggero, perfetto per iniziare. Poi siamo passati ai primi, perché a Bologna, si sa, la pasta è una religione. E così, tra un piatto di immancabili tortellini in brodo e una lasagna verde al ragù molto potente, tra una porzione di iconiche tagliatelle alla bolognese e ai funghi condite a dovere, ci è quasi venuta voglia di abbracciare il cuoco.

A quel punto eravamo già felici, ma anche la conclusione è stata degna di nota: un tiramisù goloso, una torta della nonna come quelle di una volta, e una torta al mascarpone che si scioglieva in bocca. Per chiudere, un bicchierino di nocino! Alla fine, con circa 30 euro a testa siamo usciti sazi, soddisfatti, e col cuore un po’ più pieno. Se capitate sotto i portici e avete voglia di provare tutto ciò che di buono c’è a Bologna, la Trattoria Belfiore è un posto autentico, che parla il linguaggio della cucina vera, quella che non si dimentica facilmente.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-luglio-2025/ /ristoranti-fuori-milano-luglio-2025/#respond Tue, 08 Jul 2025 07:00:26 +0000 /?p=87095 Pranzi con vista, taglieri esagerati e gelati da sogno: ecco i ristoranti fuori Milano provati di recente dove vorremmo già tornare.

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In piena estate, ogni scusa è buona per uscire dalla città e concedersi un pranzo all’aperto o una cena con vista. Che si tratti di una trattoria panoramica affacciata sul mare, una cascina tra le colline o una locanda con cucina creativa, in queste settimane abbiamo esplorato diversi ristoranti fuori Milano, tra Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e oltre! Tra piatti della tradizione, sperimentazioni divertenti e location che meritano il viaggio, ecco una selezione di ristoranti fuori Milano dove abbiamo mangiato (e bevuto) benissimo, e che consigliamo senza pensarci due volte!

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Cascina degli Ulivi

📍 Novi Ligure (AL)
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Capita a volte, tornando da un weekend al mare, di voler allungare un po’ la magia prima di rientrare nella routine milanese. Ecco, Cascina degli Ulivi è stata la nostra scusa perfetta per farlo. Si trova appena fuori da Novi Ligure a pochi chilometri dall’autostrada, immersa nel verde, tra orti, vigne e animali da cortile. L’atmosfera è quella delle vere aziende agricole: niente fronzoli, solo natura, silenzio e una calorosa accoglienza. Perfetta per famiglie con bambini (che apprezzeranno moltissimo i tanti giochi disseminati nei prati), ma anche per gruppi di amici in cerca di un posto tranquillo dove mangiare bene (e bere ancora meglio).

Il menu è alla carta e cambia spesso, segue la stagionalità e la disponibilità dell’orto. Noi abbiamo iniziato con la farissa (simile alla panissa ligure, talmente buona che abbiamo chiesto immediatamente il bis), per proseguire con rabaton al burro e salvia, arrosto di maiale alle erbe aromatiche, e concludere con una buonissima torta di ricotta con composta di fragole. Tutto fatto in casa, compreso il pane, sfornato nel loro forno a legna.

Ma il vero protagonista? Il vino. Cascina degli Ulivi è prima di tutto un’azienda agricola biodinamica, fondata da Stefano Bellotti e ora portata avanti dalla figlia Ilaria, e i loro vini naturali, senza solfiti aggiunti – sono una stati una bellissima scoperta. Ci siamo innamorati del loro bianco Montemarino, un Cortese sorprendentemente fresco e complesso, e del rosso Monbuè, un blend di Barbera, Dolcetto e Ancellotta. Se siete appassionati quanto noi, non potrete esimervi dal fare un po’ di shopping prima di rientrare.

Il servizio è semplice ma attento, i prezzi onesti (per un pranzo da cui uscire sazi dovreste spendere 30/35euro, bere escluso), e l’esperienza nel complesso è di quelle che ti fanno venire voglia di tornare. Magari per un weekend intero per visitare le colline di Gavi (qui i nostri consigli sulla zona), visto che a Cascina degli Ulivi si può anche dormire.

Osteria Giorgione da Masa

📍Venezia
💰€€

Nella lista dei ristoranti che vorremmo portare a Milano, questa insegna veneziana ha scalato prepotentemente i suoi vertici, spingendoci a esclamare un convintissimo “Tutto giusto” ogni volta che ne raccontiamo i dettagli a qualcuno. Osteria Giorgione da Masa porta in tavola una cucina che definisce “fusion giapponese veneta“, ma questo appellativo rende forse poca giustizia ai piatti preparati da Mas​ahiro Homma, chef nipponico che in una calle del sestiere di Cannaregio onora le proprie origini con grande rispetto e, al contempo, grande estro, facendo quello che ogni chef dovrebbe fare: divertire i commensali.

Dal menu avremmo voluto provare tutto: i “cicheti giapponesi” (sarde fritte con salsa di soia e cipolla; aghedashi di polenta fritta con salsa di granchio; radicchio fritto in brodo dashi; stufato di salsiccia e seppie con verdure…), ma anche i piatti principali tra cui spiccano il cirashi di anguilla, gli udon e i gyoza di gamberi. Così, per superare l’impasse, abbiamo scelto di affidarci in toto allo chef e al suo menu degustazione, che ci ha riportato in un battito di ciglia in Giappone ma con un twist, appunto, tutto veneziano.

L’atmosfera è informale, da osteria, mentre i prezzi lo sono molto meno (la sola omakase viene 68€ ma, fidatevi, ne varrà la pena). Nota finale: anche la carta dei vini regala emozioni.

Trattoria al Serraglio

📍 Sori (GE)
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Se siete alla ricerca di un posto che vi stupisca segnatevi questo nome: Trattoria al Serraglio, sulle alture alle spalle di Sori. Si tratta di un angolo di Liguria che va ad aggiungersi ai nostri consigli per una bella gita fuori porta e che sembra uscito da una cartolina, con una vista mozzafiato sul Golfo Paradiso che da sola vale il viaggio (e i mille tornanti!). La terrazza è il cuore pulsante del locale: ampia, fresca anche nelle giornate più calde, e perfetta per godersi il tramonto con un bel bicchiere di vino in mano. Ma non è solo questione di panorama: qui si mangia bene, genuino e molto ligure.

Il menu è quello della tradizione: impossibile non cominciare con le vere protagoniste del ristorante, ovvero le focaccette (gorgonzola, prosciutto, stracchino, una più buona dell’altra, ma non sarà necessario scegliere, noi le abbiamo provate tutte, ehm), trofie di farina bianca o di castagne al pestopansotti al sugo di nociconiglio alla ligurebrandade di baccalà, cima alla genovese. Tutto è rigorosamente fatto in casa, e proprio per questo le porzioni sono limitate: se c’è un piatto che non volete assolutamente perdervi, il consiglio è di giocar d’anticipo e chiedere di metterlo da parte già al momento della prenotazione, come hanno suggerito a noi.

Il servizio è cordiale, il personale simpatico e attento, e il conto assolutamente onesto: noi abbiamo speso 25 euro a testa, vino della casa compreso. Al Serraglio è un posto speciale, dove vorremmo tornare e ritornare. Magari per una merenda dopo una passeggiata tra le creuze, perché sì, le focaccette vanno bene a qualsiasi orario.

Battipalo

📍Lesa (Novara)
💰€€

I ristoranti vista lago hanno sempre un gran fascino su di noi, ragion per cui qualche weekend fa abbiamo scelto il Battipalo, a Lesa, per un pranzo in famiglia. Il ristorante – che ha sede in una struttura a palafitta un tempo utilizzata come biglietteria per i battelli – si affaccia sull’acqua. Vista Lago Maggiore assicurata, dunque, sia mangiando nella bella sala interna o in terrazza, che nel dehors ai piedi della struttura. 

Dal menu – che cambia spesso ed è composto da quattro diverse opzioni di antipasti, primi, secondi e dolci – abbiamo ordinato diversi piatti, trovandoli tutti sfiziosi e ben equilibrati. Tra quelli che più ci hanno soddisfatto: l’uovo croccante con ricotta, piselli freschi, asparagi, agretti e zabaione salato; il carciofo brasato con crumble di pane, aglio nero e tobinambur; i ravioli ripieni di piselli con crema di latte e parmigiano e prosciutto crudo vigezzino e gli gnocchi di ricotta ed erbe spontanee con ragù di lumache leggermente piccante (forse il nostro preferito in assoluto). 
Dato che eravamo lì per festeggiare un compleanno, abbiamo poi concluso in bellezza con una deliziosa torta cioccolato e lamponi. 

Per quanto riguarda i prezzi, antipasti e primi vengono 18/20€; i secondi 24/26€ e i dolci 10€. Con l’aggiunta di 4€ di coperto potete dunque orientarvi su una spesa media (escluse bevande) di 50€ circa a persona. Un posto perfetto anche per cenette romantiche

Trattoria dei Cacciatori

📍Peschiera Borromeo (Milano)
💰€€

Un altro ristorante fuori Milano (ma proprio di pochissimo), di cui siamo rimasti davvero entusiasti, è Trattoria dei Cacciatori a Peschiera Borromeo, poco distante dall’Idroscalo di Milano.

Immersa nella suggestiva cornice medievale del Castelletto di Longhignana, la trattoria viene gestita dalla famiglia Temporali dal 1932 ed è uno di quei classici posti dei quali ci si innamora a prima vista, soprattutto nella bella stagione, quando si pranza e si cena all’aperto, sotto la pergola (quando fiorisce il glicine dev’essere ancora più spettacolare) o nella corte interna. 

La cucina offre piatti semplici, gustosi e per lo più tradizionali, sia di carne e pesce che vegetariani. La pasta fresca è fatta in casa, così come il pane, i dolci, i gelati e i sorbetti. Noi per cominciare abbiamo diviso un tagliere di salumi accompagnati da giardiniera e un antipasto di fiori di zucca ripieni di ricotta e menta, cotti a vapore, su crema di pomodorini; abbiamo poi proseguito con un ottimo pollo alla diavola e patate al forno (per due persone) e una piacevolissima parmigiana di zucchine, formaggio di capra e pomodorini. Per finire, due dessert capaci di conquistare anche chi – come chi scrive – di solito fa volentieri a meno del dolce, a fine pasto: la mousse allo yogurt con salsa ai frutti di bosco e cialda croccante e il semifreddo al cioccolato Guanaja 70% con salsa al mango e frutto della passione

A soddisfarci è stato anche il conto, che abbiamo trovato assolutamente onesto e in linea con la qualità del servizio e delle pietanze offerte: eravamo in tre e abbiamo speso 135€ totali per quanto descritto più bevande (tra cui una bottiglia di lambrusco da 24€). Torneremo senz’ombra di dubbio, perché siamo curiosissimi di scoprire Trattoria dei Cacciatori sia nella sua versione serale che invernale. Piccola nota dolente per i padroni di cani: non sono accettati

Valli Unite

📍Costa Vescovato (Alessandria)
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Cercando di sfuggire al caldo, e con l’idea di fare un tuffo, ci siamo diretti, come intermezzo tra la città e il fiume, a un pranzo di redazione da Valli Unite, un agriturismo con campeggio, appartamenti e ristorante dove volevamo venire da un po’, sui colli Tortonesi, non distante dalla nostra amata Val Borbera.

Da questa cooperativa agricola ci aspettavamo sì un’attenzione particolare per gli ingredienti e la loro sostenibilità, ma – in tutta onestà – eravamo preparati a un’atmosfera molto semplice e a un pasto conviviale senza troppe pretese. E invece siamo stati davvero sorpresi in positivo da un ambiente molto curato e piacevole, un servizio informale ma impeccabile e, soprattutto, da piatti pensati e realizzati con percepibile amore.

Dopo un assaggio di salumi e formaggi a latte crudo locali, abbiamo proseguito un po’ in lungo e in largo per tutta la breve carta: dal roastbeef di fassone con salsa tonnata e cipolla rossa in agrodolce fino alle spettacolari verdure dell’orto arrosto, salsa allo yogurt, nocciole e fiori (piatto che, pur nella sua semplicità, vale il viaggio) fino ai cannelloni di ricotta e verdure e ai secondi di carne o vegetariani, tutto ci è sembrato davvero delizioso, incluso il Timorasso con cui è quasi doveroso accompagnare le varie portate.

Il prezzo è stato la ciliegina sulla torta: abbiamo speso circa 40€ a persona senza farci mancare nulla, nemmeno il dessert. Torneremo presto, anche considerato i tanti eventi, spesso collegati a progetti sociali, che popolano di continuo questo indirizzo! E se volete portare a casa un po’ di Valli Unite, vi consigliamo un passaggio alla loro bottega.

Belrespiro

📍Sarturano (Piacenza)
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Anche da Belrespiro volevamo venire da anni, ma complice i pochissimi posti, un cambio di location, e le sporadiche date di apertura di questo indirizzo meraviglioso, siamo riusciti a incastrarci soltanto di recente. L’esperienza, comunque, ha ampiamente ripagato l’attesa: i due padroni di casa, Fabio e Chiara, orchestrano con innato spirito d’accoglienza un ‘pranzo della domenica’ semplicemente perfetto.

Sotto il porticato in estate e nella piccola sala all’interno d’inverno, 12 – e soltanto 12 – fortunati commensali possono scegliere tra piatti del giorno e ‘sempreverdi’ portate alla brace (grande protagonista in cucina) da una carta ristretta, ma molto azzeccata. A goderne saranno gli amanti del quinto quarto, delle frattaglie e della carne – per via di portate come animelle, pane, fegato e cipolle, o gli gnumareddi, il piccione o il filetto alla brace -, ma anche chi predilige le verdure, grazie all’ottima cipolla, fonduta, acciughe e panfritto o ai fagiolini, uovo e ‘nduja. Impossibile, infine, non lasciarsi tentare, nonostante le temperature, dai favolosi anolini in brodo.

Cos’altro? Una solida cantina, il servizio amichevole e le vibe – come direbbero a Milano – sono davvero positive. Però, per fortuna, qui siamo nella verde e silenziosa Sarturano, provincia di Piacenza, a un’ora abbondante dal caos cittadino. Per un pasto qui mettete in conto una cinquantina di euro bere a parte, mentre per prenotare tenete d’occhio la loro pagina Instagram.

Zaghini

📍Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini)
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Tra le equazioni che preferiamo c’è sicuramente Romagna = tagliatelle, e dove mangiarne un bel piatto epico se non da Zaghini? Torniamo, dopo altre incursioni di cui vi avevamo raccontato in una delle ultime compilation, in una delle nostre regioni del cuor per parlarvi di questa trattoria storica a Sant’Arcangelo di Romagna, che tra archi in mattone e tovaglie rustiche porta in tavola la quintessenza della ‘romagnolità’.

Nel menu campeggiano i capisaldi della tradizione: cappelletti in brodopassatellistrozzapreti al ragù di salsiccia, e tagliolini con gli stridoli, ma anche piadine con squacquerone e salumi e pollo allo spiedo farcito e girato a mano. Qui, però, si viene soprattutto per le leggendarie tagliatelle fatte in casa al ragù, che potrete scegliere sia nella versione ‘classica’ che in quella accompagnata da piselli: semplicemente paradisiache, specie se accompagnate da un buon bicchiere di Sangiovese. Un posto a cui continueremo a pensare ancora a lungo, anche grazie a un conto leggero (20-25€ a testa) che ha sicuramente contribuito a un piacevolissimo ricordo. Prego, non c’è di che!

Parma Rotta

📍Parma
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Salumi pregiati, pasta artigianale e una cantina con più di 1000 etichette: il ristorante Parma Rotta, elegante e accogliente, è il posto per gustare la vera cucina parmense. Il locale è ampio, curato nei dettagli, e l’atmosfera è raffinata. il servizio è professionale e cordiale così come i proprietari, ristoratori appassionati e fedeli custodi delle tradizioni culinarie del territorio. Insomma, ancora prima di assaporare il primo boccone, ci eravamo già sentiti nel posto giusto.

In sei, abbiamo deciso di condividere più portate per esplorare al meglio il menù: dagli antipasti ai primi della casa, fino a una ricca selezione di carni. L’inizio non poteva che essere all’insegna della tradizione: un vassoio di prosciutto di Parma con 30 mesi di stagionatura, accompagnato da una generosa porzione di Parmigiano Reggiano 24 mesi. Per rinfrescare il palato, qualche piattino di pinzimonio di stagione. Il tutto abbondante, ben presentato e, soprattutto, di qualità eccellente.

A seguire, ci siamo sbizzarriti tra cospicue porzioni di tortelli tipici con ricotta vaccina ed erbette, davvero speciali; qualche assaggio di lasagna classica al ragù di bue Irlandese, saporita e gustosa; e qualche tegamino di trippa in umido, in condivisione. Se pensate che per i secondi non avessimo spazio, vi sbagliate di grosso: dal mezzo pollo al mattone alla grigliata cotta a puntino; dal roast beef di schiena di bue irlandese alle verdure grigliate – e un arsenale di patate arrosto -, ci è sembrato tutto bilanciato e ben realizzato.

Ma il vero fiore all’occhiello del ristorante – motivo per cui visitatori da ogni parte del mondo fanno tappa qui – è senza dubbio il gelato al fiordilatte preparato ogni giorno con latte fresco e servito con gesti sapienti, quasi coreografici, che incantano occhi e palato. Il conto riflette la qualità dell’esperienza: non economico, ma corretto per ciò che viene offerto in termini di qualità e quantità (circa €65 a persona, bere a parte). Quindi, se vi trovate dalle parti di Parma, non fatevi sfuggire questo posto unico nel suo genere e, soprattutto, lasciatevi conquistare da quel gelato indimenticabile.

La bottega di Norcia e Amatrice

📍Gorgonzola (Milano)
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Come ormai dovreste sapere, Gorgonzola è sempre nei nostri cuori per merito della sagra dedicata al celebre formaggio (quest’anno ci vediamo il 14 e 15 settembre!), ma questa piccola cittadina alle porte di Milano vale una sosta anche per i suoi meravigliosi scorci sul naviglio della Martesana e per alcuni ristoranti davvero interessanti. Durante una delle nostre ultime visite, per esempio, ci siamo fermati a La bottega di Norcia e Amatrice, un minuscolo locale in centro che da fuori potrebbe passare inosservato, ma che noi vi consigliamo senza indugi anche per una pausa golosa durante una passeggiata in bicicletta sul naviglio!

Come suggerisce il nome, questa è prima di tutto una rivendita di prodotti tipici umbri (formaggi, salumi, sughi, paste, vini, liquori) che per pranzo, aperitivo e cena si trasforma in un’osteria nella quale gustare taglieri che è impossibile definire meno che pazzeschi: porchetta, mortadella al tartufo, capocollo e pecorino con zafferano erano solo alcune delle leccornie che strabordavano dal nostro enorme tagliere, ma a stregarci è stato un salame talmente buono che non abbiamo resistito a ordinarlo anche dentro a un panino. Ottimo anche il sorbetto al limone con liquore alla liquirizia che abbiamo preso per concludere la nostra cena.

L’unico rammarico è stato non aver assaggiato una pasta all’Amatriciana che, vista dagli altri tavoli, sembrava davvero invitante, ma purtroppo disponibile solo su prenotazione. I prezzi sono assolutamente onesti (i taglieri costano 12 euro a persona e i panini 5 euro) e il servizio gentilissimo e cordiale. Noi stiamo già organizzando una biciclettata sulla Martesana solo per mangiare finalmente l’amatriciana e gustare un altro panino, venite con noi?  

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Road trip in Abruzzo: itinerario, borghi e ristoranti da non perdere nell’entroterra /road-trip-abruzzo-itinerario-borghi-ristoranti-entroterra/ /road-trip-abruzzo-itinerario-borghi-ristoranti-entroterra/#respond Thu, 03 Jul 2025 01:50:00 +0000 /?p=87220 State programmando il vostro road trip in Abruzzo? Ecco l'itinerario e i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare nell'entroterra!

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Tra le regioni forse meno esplorate d’Italia c’è, ingiustificatamente, l’Abruzzo: terra al contempo di mare e montagna, con una salda storia alle spalle e una tradizione gastronomica incredibile, questa meta riserverà, a chi la saprà apprezzare, gioie e sorprese uniche. Se non si fosse capito, non ci capitava da tempo di rientrare così entusiasti e arricchiti da un viaggio, quindi vi suggeriamo di mettervi comodi e prendere appunti! Ecco il racconto del nostro road trip in Abruzzo, l’itinerario e i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare nell’entroterra.

Road trip in Abruzzo: l’itinerario perfetto tra borghi, natura e cibo che merita davvero

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio all’Abruzzo!

Abruzzo
Castel del Monte | © Caterina Zanzi

Una settimana in Abruzzo: cosa visitare

  • GUARDIAGRELE. Uno di quei borghi che sembrano usciti da una cartolina d’altri tempi, con botteghe specializzate in rame battuto e vicoli silenziosi in cui pare tutto si sia cristallizzato. Arrivate fino alla terrazza panoramica per capire perché D’Annunzio la chiamava “la terrazza d’Abruzzo”. Nei dintorni ha casa anche l’azienda vinicola Masciarelli, per una sosta ‘vinesca’ di livello.
  • FARA DI SAN MARTINO. Un minuscolo paesino che è un’ottima base per scoprire il parco della Maiella e, soprattutto, passeggiare fino al sentiero che conduce, passando dalle Sorgenti del Fiume Verde e tramite una sequenza di Gole, all’Eremo di San Martino in Valle, incastonato nella roccia. Ovviamente, se passate di qui dovete fare scorta di pasta, visto che a Fara se ne produce tantissima! Extra tip: per reintegrare immediatamente la camminata, munitevi di panino con la porchetta all’alimentari del paese!
  • PESCOCOSTANZO, RIVISONDOLI, ROCCARASO, CASTEL DI SANGRO. Una sequenza di borghi in quota – parecchio frequentati in inverno – dove si respira aria buona e si mangia pure meglio. Roccaraso è perfetta per chi ama le camminate estive in montagna, mentre Pescocostanzo merita una sosta in tutta tranquillità per i suoi palazzi signorili e l’artigianato in filigrana.
  • PACENTRO. Una delle cartoline più suggestive d’Abruzzo, da cui si gode di una splendida vista soprattutto da una delle torri del suo Castello Caldora, da cui si può ammirare un paesaggio straordinario. Noi ci siamo innamorati delle sue costruzioni in pietra chiara e degli innumerevoli scorci medievali.
  • SULMONA. Sì, è la cittadina dei confetti (celeberrimi quelli di Pelino), ma è piacevole anche soltanto per una camminata nel suo elegante centro storico.
  • ALTOPIANO DI NAVELLI. Navelli è forse uno dei borghi più autentici d’Italia, circondato da campi di zafferano (impossibile tornare senza una scorta!) e silenzio. Nei suoi dintorni non perdetevi l’Oratorio di San Pellegrino (chiamate in anticipo per capire se i volontari hanno previsto una visita guidata in quel giorno, perché solo così lo si riesce a visitare), la “Cappella Sistina d’Abruzzo” che vi lascerà a bocca aperta. Inoltre, poco distante scorre il Tirino, uno dei fiumi più limpidi d’Europa. Qui si può fare canoa tra simpatici uccelli e acqua trasparente, affidandosi a una delle associazioni che organizzano escursioni, tra cui spiccano Majellando e Il Bosso.
  • ROCCA CALASCIO. Il simbolo dell’Abruzzo selvaggio: una rocca medievale a 1.460 metri di altezza, raggiungibile solo a piedi con una breve passeggiata. L’atmosfera è da film, e non a caso ci hanno girato Ladyhawke e Il nome della rosa. Consigliamo un giro all’alba o al tramonto per un effetto ancora più forte.
  • CAMPO IMPERATORE. Uno sconfinato altopiano lunare in cui sentiamo di aver lasciato un pezzetto di cuore. In cui poter o passare in auto, magari con una playlist studiata per l’occasione, o organizzare dei trekking (come quello verso l’Osservatorio Astronomico, il Rifugio Duca degli Abruzzi e fino al Monte Portella o quello verso il Lago Pietranzoni e Piana di Campo Pericoli). La tappa che più è valsa il viaggio.
  • CASTEL DEL MONTE. Questo ennesimo borgo incastonato nel Gran Sasso, parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, sembra un presepe aggrappato alla roccia e vi conquisterà col suo silenzio e i suoi strettissimi vicoli, non ne abbiamo dubbi.
  • L’AQUILA. Una città che sta ancora provando a risorgere dopo il terremoto del 2009, con un centro storico che è un mix di ferite e tentativi di rinascita e che, in ogni caso, non vi potrà proprio lasciare indifferenti.
  • SANTO STEFANO DI SESSANIO. Un borgo diffuso incredibilmente suggestivo e poetico, ristrutturato nel rispetto dell’identità originale, anche grazie al progetto di recupero del Sextantio. Fermatevi a bere qualcosa e ad assaggiare il suo fiore all’occhiello nonché presidio Slow Food: le piccolissime e deliziose lenticchie, di cui fare grande scorta nelle botteghe artigianali che troverete sparse tra le sue vie.

Altri posti da vedere se hai più tempo:

  • Lago di Scanno e Lago di San Domenico
  • Villetta Barrea
  • Gole del Sagittario
  • Eremo di Santo Spirito
  • Bucchianico
  • Campli
  • Castelli

Una settimana in Abruzzo: dove mangiare

  • PASTICCERIA LULLO (Guardiagrele). Storica e amatissima, regina delle sise delle Monache e del famoso torrone di Guardiagrele, Lullo – la cui famiglia si tramanda ricette da generazioni – è il luogo per una colazione o merenda che sa di Abruzzo autentico. Entrando, il profumo di dolci fatti a mano sarà sensazionale.
  • TRATTORIA DAL PAGANO (Palombaro). Nel cuore della Maiella, questa trattoria ci ha conquistato coi suoi primi piatti preparati con farine locali (su tutte, quella di Solina), e in particolare con le sagne e le sue devastanti vrache di mulo, una pasta fatta in casa la cui forma ricorda le briglie del mulo e che viene condita con un ricchissimo sugo a base di carne, funghi e panna. Costo medio bere a parte: 15-20€.
  • REALE (Castel di Sangro). Vorremmo tanto potervi dire che durante questo viaggio ne abbiamo approfittato per una cena al Reale, nostro sogno proibito, ma la verità è che siamo capitati in un periodo di chiusura. Speriamo voi sarete più fortunati e vi potrete regalare un’esperienza in questo tre stelle Michelin guidato dallo chef Niko Romito.
  • DA GIOCONDO (Rivisondoli). Un’istituzione della montagna abruzzese che ha bisogno di ben poche presentazioni. Il menu di questa trattoria famigliare in cui si sta un gran bene è una dichiarazione d’amore alla cucina locale più autentica: fettuccine al ragù di agnello, tagliolini al tartufo, arrosticini, spezzatino di cinghiale e verdure di campo. Le porzioni sono generose, i sapori decisi, e tutto ha quel tocco rustico che mette voglia di ordinare il bis o di tornare subito, anche la sera successiva. Costo medio bere a parte: 35€
  • L’ANTICA LOCANDA (Pacentro). Un locale sospeso nel tempo e gestito da una proprietaria appassionata, che non lesinerà certamente sui dettagli circa la provenienza e la preparazione dei vari ingredienti, tutti locali e frutto di una grande ricerca. Si può scegliere tra due menu fissi da diverse portate che includono salumi e formaggi, frittelle di verdure selvatiche, pasta fatta in casa con porcini e tartufo, agnello e pecora alla brace. Wow. Costo medio bere a parte: 35€.
  • ANTICA TAVERNA DI NAVELLI(Navelli). Un piccolo gioiello tra i campi di zafferano e in cui, appunto, è questa spezia la protagonista indiscussa: dai ceci alla chitarrina, passando per il purè di fave e le polpette al sugo, tutto ci è parso incredibile. Alla fine chiedete il liquore tipico, anch’esso allo zafferano…da volare via! Costo medio bere a parte: 25€.
  • RISTORO MUCCIANTE (Campo Imperatore). Tappa irrinunciabile tra le vette di Campo Imperatore: un self‑bbq in quota dove si può scegliere tra arrosticini, salsicce e carni locali da grigliare poi in autonomia sulle braci all’esterno. Un’esperienza bucolica, originale e molto gustosa che non ci scorderemo mai!
  • LA LOCANDA SUL LAGO (Santo Stefano di Sessanio). Un agriturismo da poco gestito da un team di ragazzi davvero appassionati, in cui abbiamo mangiato divinamente. Indimenticabili le tagliatelle 30 tuorli con zafferano e stracotto d’agnello, sicuramente uno degli highlight di questo nostro road trip in Abruzzo. Costo medio bere a parte: 30€.
  • L’ELISIR DEL POETA (Santo Stefano di Sessanio). Non è corretto dire che all’Elisir del Poeta “è come essere a casa” perché la stanza in cui si mangia è letteralmente parte della casa di Andrea e Barbara, coppia alla guida di questo locale vegetariano con un ricco menu fisso a base di ingredienti locali e verdure in arrivo dal loro orto. Non vi spoileriamo troppo di questa (incredibile) esperienza, ma vi raccomandiamo solo di prenotare con largo anticipo. Costo medio bere a parte: 50€.

EMIDIO PEPE (Torano Nuovo). Chiudiamo in bellezza questa galvanizzante lista di ristoranti in Abruzzo che abbiamo provato con il tempio del vino abruzzese: Emidio Pepe, cantina leggendaria, botti secolari, vini artigianali naturali che se non conoscete…dovreste proprio (soprattutto il suo Montepulciano)! Qui, oltre alla visita in cantina, si può anche pranzare o cenare (e soggiornare!), in un contesto incantevole che ci ha davvero lasciati senza parole. Costo medio bere a parte: 60€.

Altri ristoranti del road trip in Abruzzo che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Villa Maiella (Guardiagrele)
  • La Grotta dei Raselli (Guardiagrele)
  • Da Paolino (Pescocostanzo)
  • Bio Agriturismo Valle Scannese (Scanno)
  • Il Borgo dei Fumari (Prata d’Ansidonia)
  • Antiche Mura (L’Aquila)
  • La Tana degli Orsi (Isola del Gran Sasso)
  • La Bandiera (Civitella Casanova)
  • Perilli Arrosticini (Castilenti)
  • Sott’a la Cerqua (Manzitti)

Altre info utili sul viaggio in Abruzzo

  • ITINERARIO. Per arrivare in Abruzzo in auto da Milano abbiamo fatto un paio di tappe tra andata e ritorno per non stancarci troppo e approfittarne per visitare altre bellezze sul tragitto. Quale migliore occasione per una tappa in Romagna, alla scoperta di Cesenatico, Santarcangelo di Romagna e Rimini (con sosta obbligatoria da Lucio)? Al ritorno, invece, ci siamo fermati nelle nostre amate Marche, per visitare Lame Rosse, il Tempio del Valadier e le Grotte di Frasassi. Entrambe ottime scelte che rifaremmo altre mille volte! Infine, l’Abruzzo – oltre al mare – ha tantissime altre zone e borghi dell’entroterra che ahinoi, per ragioni di tempo, non abbiamo potuto visitare: siate curiosi e scegliete in base a cosa vi attira di più!
  • ALLOGGI. A livello di alloggi, tenete presente che le strutture non abbondano particolarmente, anzi, e che in varie tappe di questo road trip in Abruzzo capiterà di dovervi accontentare scegliendo tra quello che c’è sulle principali piattaforme, e che comunque andrà benone. Ci sentiamo comunque di suggerirvi alcuni posti in cui abbiamo soggiornato, dove ci siamo trovati bene o benissimo. A Fara di San Martino siamo stati bene in questo affittacamere con uno splendido affaccio sulla Maiella. Scendendo ancora verso Castel di Sangro, siamo stati ospiti di questa bellissima masseria, arredata con gusto e gestita da una famiglia deliziosa.

    In zona L’Aquila siamo stati felici di aver scelto il Convento di San Colombo a Barisciano, una struttura semplice in ottima posizione in cui rilassarsi davvero (in alternativa, qualora vi sentiste più posh, c’è il sempre ottimo Sextantio – la stessa insegna di Matera – a Santo Stefano di Sessanio). Infine, risalendo verso le Marche, in zona Teramo, ci siamo fermati a pranzo, come vi raccontavamo poco più su, e poi a dormire da Emidio Pepe: voto dieci.

    Se ricalcherete il nostro stesso viaggio, a Cesenatico invece abbiamo scelto Locanda Remare, proprio sul porto canale, mentre nelle Marche abbiamo fatto due bellissimi stop da Interno Marche, un hotel-museo incredibile che ci ha invitato alla sua scoperta, e da quei cuori di Djenga Rock’n Rooms.
  • RISTORANTI&CUCINA. Nell’entroterra abruzzese, come è logico che sia, si mangia tanta carne, ma anche, fortunatamente, tantissime verdure e, soprattutto, legumi: vegetariani e vegani avranno sempre innumerevoli opzioni (e che opzioni!) in menu tra cui scegliere!
  • STAGIONI. Questo road trip in Abruzzo ha avuto luogo in una settimana di fine aprile, quindi relativamente in bassa stagione, rivelatasi perfetta sia a livello di clima (t-shirt e felpa o giacca da jeans, al massimo, specie nelle zone più in altitudine) che di affluenza: difficilmente in estate troverete questa calma!

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-maggio-2025/ /ristoranti-fuori-milano-maggio-2025/#respond Thu, 15 May 2025 05:00:00 +0000 /?p=85417 pasta fresca a Torino, pesce frollato a Rimini, o torta fritta da bis nel piacentino? Ecco 10 ristoranti fuori Milano che meritano il viaggio

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Ottima pasta fresca a Torino, pesce frollato a Rimini, o torta fritta di cui vorrete chiedere il bis nel piacentino? Negli ultimi mesi abbiamo lasciato Milano – percorrendo brevi o medie tratte – alla ricerca di ristoranti che meritano il viaggio: c’è chi propone una cucina contemporanea fatta di piatti semplici solo all’apparenza, ma dietro cui si cela una grande tecnica e ricerca; chi invece punta tutto sulla tradizione, con pranzi ‘di una volta’ in sempre apprezzabili contesti ‘rustici’; o chi ancora prova a rileggere i sapori locali in chiave attuale. Ecco una selezione di 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato e che, dal nostro punto di vista, meritano di essere raccontati.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Ilde

📍Lodi
💰€€

Mentiremmo se dicessimo che siamo capitati da Ilde per caso: era da tempo che tenevamo sott’occhio questo ristorante con gastronomia, e abbiamo sfruttato un sabato primaverile per una gitarella nella piacevolissima Lodi, con tanto di passeggiata lungo l’Adda. Ad attirarci, una ricerca certosina delle materie prime, una cucina contemporanea con qualche guizzo e una giovane coppia ai fornelli e in sala, formatasi nel Nord Europa prima e da Alberto Gipponi di Dina, altra gemma nel bresciano, poi.

Il menu è corto e incentrato su una decina di piatti pensati per la condivisione: iniziamo dal salame Zanaboni d’ordinanza, accompagnato dall’iconica giardiniera di Fratelli Pavesi, per poi passare a dei morbidissimi porri fondenti immersi in una golosissima salsa olandese e a un’originale barbabietola fritta, da accompagnare alla mayo allo zola di Carena (!) e alla gremolada. Un ottimo inizio d’esperienza, che decolla con tre piatti a cui penseremo ancora a lungo: una clamorosa millefoglie di patate con agretti, aglio, olio e peperoncino; una tenerissima tartare di vacca vecchia – in arrivo dagli allevamenti del lodigiano – con nocciole e fondo bruno; e un convincente spiedino di lingua con salsa verde e cipolle borretane. L’impressione è quella di piatti apparentemente semplici, dietro cui si nasconde, però, una meticolosa ricerca.

Anche il servizio, per quanto informale e rilassato, è precisissimo e mai parco di informazioni entusiaste riguardo ai piatti. Per quanto riguarda il prezzo, considerate una quarantina di euro bere a parte per uscire sazi. Anche la scelta delle etichette dei vini è interessante: motivo in più per tornare da Ilde quanto prima!

Antica Posteria Invernizzi

📍Abbiategrasso
💰

Se siete alla ricerca di un posto tranquillo per godervi un pranzo domenicale, vi consigliamo di fare un salto all’Antica Posteria Invernizzi a soli 30 minuti da Milano. La location è incantevole, con due salette accoglienti – una con vista sul Naviglio Grande, l’altra (più rustica) ricavata nell’antica torre della struttura – e un’atmosfera ferma nel tempo che mette subito di buonumore.

Abbiamo iniziato “in leggerezza”, si fa per dire, con un riso nero con verdure e gamberetti e una porzione di pasta con salsiccia, gorgonzola e tartufo. Per secondo, una trippa in umido con verdure, fagioli e patate, arricchita da una spolverata di grana, tenera e saporita; e un polpettone di carne di manzo e spinaci, morbido e gustoso. Come contorno, del radicchio al forno e tanto buon pane per fare la scarpetta. Ma il vero colpo di fulmine è stato il dolce: una torta di mele accompagnata da panna montata e una spolverata di cannella, con quel sapore autentico e rassicurante che ricorda i dolci fatti in casa dalle nonne.

A rendere l’esperienza ancora più speciale ci hanno pensato un servizio disponibile e i due proprietari: persone gentili, appassionate, pronte a raccontarvi la storia del locale con entusiasmo. Insomma, l’Antica Posteria Invernizzi è senza dubbio un pit stop valido se cercate una spazio accogliente, lontano dalla frenesia della città, che offre buona cucina di casa a un ottimo rapporto qualità prezzo (noi abbiamo speso circa 25€ a testa). Se passate da quelle zone, fateci un salto: ne vale davvero la pena.

Cortex

📍Parma
💰€€

Siamo stati a Parma per un weekend all’insegna di arte e buon cibo (nelle stories in evidenza su Instagram trovate un sacco di spunti a riguardo, mentre qui c’è la nostra guida), e tra un tagliere di prosciutti, una carciofa, una torta fritta e un anolino in brodo, abbiamo deciso di prenderci una pausa dalla tradizione prenotando una cena da Cortex, un bistrot di cucina contemporanea a pochi passi dallo splendido Duomo.

Qui gli ingredienti della zona convivono con sapori decisamente più ‘esotici’, dando vita a piatti in alcuni casi molto riusciti, in altri meno, ma mai banali. Tra le varie portate che ci incuriosivano (orzo con pecora e castagne e baccalà con zucca, cime di rapa e tom kha, per esempio), ci siamo diretti su una porzione di ottime tagliatelle, ragù di cortile e foie gras grattugiato e su un meno convincente fuori menu, l’anatra con gamberi e carote. Il piatto della serata, che ricorderemo a lungo e vogliamo replicare a casa al più presto, è stato un favoloso cavolo cappuccio accompagnato da miso e kimchi: spaziale.

Abbiamo particolarmente apprezzato la possibilità di ordinare mezze porzioni, il servizio cortese e l’atmosfera informale ma calda. Carta dei vini interessante e orientata sul naturale, prezzi lievemente verso l’alto: abbiamo speso quasi 130€ in due per una cena tutto sommato senza esagerazioni.

Ristorante Antico Albergo

📍Pioltello (Milano)
💰€€

Nell’hinterland milanese si nascondono piccole gemme da scoprire, e il Ristorante Antico Albergo a Limito, frazione di Pioltello, ne è un esempio. Nato come stazione di posta a metà Ottocento, conserva ancora oggi il fascino del passato: lo si percepisce già all’ingresso, un tempo porticato, tra mattoni a vista e travi in legno che raccontano storie antiche. Gli interni sono intimi e accoglienti, ma con la bella stagione potete approfittare della grande veranda esterna all’ombra del pergolato di glicine.

La cucina è ancora a gestione familiare: da tre generazioni, è la famiglia Bianchi a mantenere viva la tradizione, innovando senza mai stravolgere. Il menu, non troppo lungo, si divide infatti tra piatti della tradizione lombarda e piatti di pesce. Noi abbiamo iniziato con quattro assaggi di pesce in quattro diverse cotture: nonostante la porzione un po’ ridotta, abbiamo trovato interessante l’accostamento tra cotti e crudi. Molto buona anche l’insalata di gamberi, zucca, puntarelle e radicchio tardivo. Passando ai primi, ci siamo orientati su fettuccine con carciofi, mandorle tostate e briciole di prosciutto crudo, dal sapore forse un po’ troppo delicato; e pici cacio e pepe con gamberi rossi marinati al lime, sicuramente il piatto forte della serata, merito dei gamberi freschissimi. Non ancora sazi, abbiamo diviso una tagliata di tonno con cremoso al basilico e bietole, purtroppo non lasciando spazio per i dolci fatti in casa che sembravano molto gustosi.

Dalla ricca carta dei vini abbiamo scelto un’ottima bottiglia di Chardonnay e segnaliamo anche una buona scelta di mezze bottiglie (da 375ml) non sempre facili da trovare. Il servizio è stato molto cortese e attento, il prezzo finale secondo noi un cicinin troppo alto (circa 70€ a testa).

Pastificio Defilippis

📍Torino
💰

Torino è una delle nostre città preferite (qui trovate il resoconto del nostro weekend) per una gita in giornata. Durante l’ultima visita, ci siamo fermati a pranzo da Pastificio Defilippis, storico locale – nato come laboratorio e diventato poi anche ristorante e gastronomia – che ha sede dal lontano 1872 in Via Lagrange.

La specialità della casa, prevedibilmente, è la pasta fresca all’uovo, classica o ripiena: agnolotti, ravioli, plin, tajarin. cegliere è stato difficilissimo, ma alla fine abbiamo optato per degli agnolotti classici di carne al sugo d’arrosto, straordinariamente saporiti, e ravioli di del plin di carne e verdure al burro fuso e salvia, dal gusto più delicato ma altrettanto deliziosi. Per finire, abbiamo diviso un fricandò di vitello e salsiccia con polenta taragna: buono e, come i primi, offerto in porzioni decisamente generose. Speriamo di tornare per provare almeno i tajarin verdi gratinati con crema di latte e speck e gli gnocchi con fonduta di Castelmagno e nocciole piemontesi!

La gentilezza del personale e l’ambiente semplice ma curato hanno reso l’esperienza davvero piacevole: e se considerate che, con due calici di vino, abbiamo speso 35€ a testa, non possiamo che consigliarvelo ancora più caldamente.

Da Lucio

📍Rimini
💰€€€

Erano ormai diversi anni che tenevamo d’occhio uno dei ristoranti di pesce più chiacchierati del momento e, quando abbiamo visto lo chef Jacopo Ticchi presenziare persino all’ultima edizione di Masterchef, abbiamo un po’ temuto che diventasse inavvicinabile. E invece, complice una fuga nella splendida Romagna (come vi abbiamo raccontato in questo post), abbiamo finalmente trovato l’occasione per concederci un pranzo da Lucio, nella sua nuova e affascinante location, proprio in mezzo al mare. Varcata la soglia, ecco il vero protagonista del locale: il pesce frollato, in bella vista all’interno di numerose celle frigorifere in cui viene conservato a temperatura controllata prima della sua cottura. La sala è unica e luminosissima, interamente circondata da grandi vetrate che si affacciano sul mare del litorale romagnolo: sembra davvero, oltre lo slogan, di pranzare “in mezzo al mare”.

Passando al menu, la maggior parte di noi ha optato per il menu degustazione, che qui viene proposto in un’unica variante al costo di 130€, con diverse portate posizionate in mezzo al tavolo da condividere e che cambiano di settimana in settimana. Si comincia con la selezione di pesce crudo, accompagnato da vari abbinamenti, alcuni decisamente riusciti (tra tutti, menzioniamo la rana pescatrice, canocchie e senape, ma anche la scarola, seppia, ricci e lattuga di mare, entrambi buonissimi). Si passa poi alle portate alla brace, ovvero filetto di pesce (nel nostro caso una cernia nera), trippa di pesci misti e concentrato di pomodoro, e roll di ventresca e fegato di pesce, con cervello di vitello e zafferano.

Si prosegue dunque con il forno a legna, e con fave, piselli, capesante crude e cozze (all’unanimità consacrato piatto della giornata, con una meravigliosa alternanza di consistenze e sapori) e testa di pesce laccata con salsa italiana. Sul finale, il guazzetto di pesce misto, molluschi e crostacei cotto nel forno a legna, e a seguire l’unico piatto di pasta, servita sotto forma di sfoglie gratinate, accompagnata da fegato di molluschi e salsa alle ostriche, un dignitosissimo finale. Poi si sa, quando vediamo la torta di rose non capiamo più nulla, e quindi abbiamo aggiunto anche un dolce, accompagnato da crema pasticcera e salsa al bourbon.

Ma dunque, in conclusione, Lucio vale il viaggio? Abbiamo continuato a pensare a lungo al nostro pranzo nei giorni successivi, e questo è senz’altro un aspetto positivo dell’esperienza. Siamo arrivati con tante (forse troppe?) aspettative, a volte rispecchiate dai piatti, altre volte un po’ meno. In qualche frangente, soprattutto, ci saremmo aspettati sapori decisi e una spinta in più, laddove abbiamo trovato, al contrario, una gran delicatezza. Il servizio di sala, dopo qualche imprecisione e tentennamento iniziale, si è rivelato poi attento e disponibile nel raccontare i diversi piatti serviti, anche se avremmo apprezzato un maggiore approfondimento e racconto sulla frollatura del pesce, data invece quasi per scontata. Menzione d’onore al sommelier di sala, che ha convinto anche i più ostici di noi a concedersi un vino rosso con il pesce (nello specifico, un ottimo Gamay, Fleurie Clos de La Grand Cour Dutraive, 2022), e al bartender, che ci ha conquistati con il “Conte Bruciato”a inizio pasto, un drink incredibile a base di vermouth rosso, campari, mezcal e olio al porro bruciato.

La spesa è senz’altro considerevole (abbiamo speso 200€ a testa, anche a fronte di due bottiglie di vino in quattro persone dal costo importante), ma noi, in conclusione, in mezzo al mare siamo stati bene, complice la location meravigliosa e alcuni piatti che ci hanno fatto sentire davvero immersi, in quell’acqua. Su altri si può, a nostro avviso, ancora migliorare, ma siamo sicuri che si sentirà ancora tanto parlare di Ticchi e della sua cucina.

Osteria da Oreste

📍Santarcangelo di Romagna (Rimini)
💰€€

Già che ci trovavamo in Romagna, non potevamo perderci un’altra tappa che da anni conservavamo con moltissimi cuoricini su Google Maps. Stiamo parlando del piccolo borgo di Santarcangelo di Romagna, situato a poca distanza da Rimini, sulle colline alle pendici del Monte Giove, e che concentra nelle sue poche e piccole viuzze un numero davvero impressionante di indirizzi dove mangiare e bere (bene). Noi, a discapito dei nomi più blasonati, abbiamo scelto di cenare all’Osteria da Oreste, classificabile come “osteria moderna“, dove accanto ai piatti della tradizione si trovano proposte più attuali, ma sempre incentrate su prodotti locali e del territorio.

Il menu alla carta è suddiviso tra i classici dell’Osteria (tra cui spicca la famosa torta di piccione, solo su prenotazione), piatti “da condividere”, piatti “per continuare” e “per accompagnare”. Noi abbiamo iniziato con carciofi al tegame, crema di pane e aglio nero, i friggitelli al testo e maionese, e la piada sfogliata con spiedo di pecora, erbe amare e cipolla caramellata, per continuare poi con le pappardelle al ragù di cortile, e una incredibile terrina di Mora Romagnola glassata su un burrosissimo letto di purè alla Robuchon. Gli antipasti ci hanno piacevolmente sorpreso e divertito, ma è il sapore e la cottura perfetta della carne, insieme alla bontà di sua signoria il purè, a esserci rimasti impressi. Ci siamo fatti tentare – ca va sans dire – da uno dei dolci in carta, una torta al cioccolato, fragole al vino e mascarpone, da un ottimo sangiovese, l’Erta 2019 di Paolo e Lorenzo Marchionni, e dal caffè (servito con la moka), che ha in ultimo accompagnato la nostra cena, complessivamente davvero molto soddisfacente, con una spesa di 60€ a persona.

I ragazzi dietro a questo progetto sono molto giovani, ma già pieni di esperienze importanti, e sono stati bravissimi nel destreggiarsi in sala, tra consigli e sorrisi. Se capitate in zona, date un’occhiata anche ad un altro loro progetto, situato a pochi metri di distanza, ovvero Santabago, Associazione Culturale Enograstronomica. Dite che ci toccherà tornare per andare a provarlo?

Caffè Monte Baldo

📍Verona
💰€€

Se siete a Verona e avete voglia di un aperitivo con la A maiuscola in pieno stile veneziano, fermatevi al Caffè Monte Baldo, uno storico locale veronese che emana convivialità, ed è un pit stop più che valido per una serata tra amici o per un date nel cuore della città degli innamorati. L’atmosfera è proprio accogliente, tra luci calde, chiacchiere soffuse e quel buon profumo di stracotto e bollicine.

Noi non abbiamo resistito al fascino dei cicchetti, in fila come soldatini nella vetrinetta, che ci tentavano già dalla strada: baccalà mantecato sofficissimo; formaggio spalmabile e caviale da standing ovation; pomodori secchi e pesto per un tocco più rustico; e formaggio e mostarda, un mix dolce-piccante che ci ha fatti volare. Da bere? Ovviamente fiumi di spritz fatto come si deve.

Il prezzo dei cicchetti è un po’ sopra la media ma la qualità si sente tutta: sono freschi, curatissimi e ogni bancone è un sogno (tenete in conto circa 30€ a testa per un aperitivo più sostanzioso). Non abbiamo provato il ristorante, ma torneremo per assaggiare il chiacchieratissimo risotto all’Amarone e, perché no, qualche altro cicchetto.

Antica Trattoria Ferrari

📍Pavia
💰€€

A pochissimi chilometri da Milano e facilmente raggiungibile in treno, Pavia è sempre una buonissima idea per una gita fuori città. Passeggiando per le vie del centro, non dimenticatevi di fare colazione con una fetta di torta Paradiso alla pasticceria Vigoni e di comprare un salame di Varzi alla salumeria Lodola. E per pranzo? Noi vi consigliamo l’Antica Trattoria Ferrari, un ristorante storico situato nel quartiere Borgo Ticino, raggiungibile attraversando il fiume passando per il bellissimo ponte coperto. L’ambiente è davvero suggestivo, soprattutto nella grande sala principale dalle travi a vista decorata con piante e arredi antichi.

In menu ci sono tantissime specialità di questo territorio tra paste fresche, carni alla griglia o stufate e pesci di fiume. Noi abbiamo cominciato con una degustazione di antipasti che da sola vale il viaggio: una sequela di portate calde e fredde (fra cui salumi, formaggi, cipolle stufate, cotechino, polpette, melanzane ripiene) davvero soddisfacente. In una terra caratterizzata da così tante risaie, non potevamo poi non prendere un risotto e la versione con spinacino e guanciale che abbiamo scelto si è rivelata un’ottima idea. Buonissimi anche i ravioli croccanti con cipolle e burrata, forse però più adatti come antipasto che come primo piatto. Abbiamo poi assaggiato un’altra specialità che avevamo addocchiato ben prima di raggiungere Pavia, il misto croccante di fiume, un fantastico fritto con rane, arborelle, trota e gamberetti davvero irresistibile.

Il servizio un po’ freddo e sbrigativo è stata forse la parte più deludente del nostro pranzo, ma i prezzi ci hanno fatto tornare il sorriso sulle labbra: con 45 euro a testa (compreso un calice di vino) noi siamo usciti proprio soddisfatti e, per colpa delle porzioni più che abbondanti, con il rimpianto di non aver assaggiato altri piatti.

Ristorante Bellaria

📍Rivergaro (Piacenza)
💰€€

I ponti di aprile e maggio sono ormai un lontano ricordo, ma noi stiamo ancora pensando all’ultimo pranzo di queste vacanze di primavera. Sulla strada del ritorno, complice il traffico da rientro, abbiamo deciso di uscire dall’autostrada per concederci una sosta a base di piatti tipici piacentini, anche perché era da tempo che volevamo tornare al Ristorante Bellaria di Rivergaro.

La famiglia Merlini, che gestisce il Bellaria dai primi anni 80, ci ha accolti calorosamente per poi lasciarci allo staff di sala, attento e sorridente, che ci ha accompagnato al nostro tavolo a ridosso della grande vetrata che, col suo affaccio sulle colline della Valtrebbia, caratterizza le sale e le rende molto luminose.

Tutto davvero molto bello, ma il meglio è arrivato con gli antipasti: salumi e formaggi locali, torta fritta, la loro eccezionale giardiniera fatta in casa, crostini con un lardo di Colonnata commovente e un ottimo litro di vino rosso della casa. Spoiler: chiederete il bis di torta fritta, non perché non sia abbondante, ma perché non riuscirete a smettere. Pensavamo di non riuscire a ingerire altro cibo ma alla sola vista dei primi abbiamo cambiato idea: pisarei e fasò, tagliatelle al ragù di cinghiale, gnocchetti di barbabietola con gorgonzola allo zafferano e coppa croccante e i tipici pini della Valtrebbia con salsiccia e funghi. Uno più buono dell’altro (ma i pisarei un po’ di più!).

Dopo il caffè e un conto di circa quaranta meritatissimi euro a testa siamo ripartiti, col pensiero già a quando torneremo per mangiare i porcini – pare che qui li cucinino benissimo – e assaggiare le loro paste fresche ripiene, magari all’ombra delle piante del giardino.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-gennaio-2025/ /ristoranti-fuori-milano-gennaio-2025/#respond Wed, 22 Jan 2025 06:00:00 +0000 /?p=82555 Dalla scaloppina alla valdostana al fritto misto alla piemontese, passando per il risotto alla zucca e formaggio blu: ecco i piatti notevoli che abbiamo provato nei abbiamo provato nelle nostre gite fuori città.

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Un brandacujun con tutti i crismi, uno dei migliori risotti della nostra vita e fritti misti come si deve: in questa nuova compilation per le vostre gite fuori porta, troverete molti piatti che ci hanno entusiasmato (con qualche remora, talvolta, sui conti finali). Fatevi trovare pronti a spaziare tra trattorie, osterie e ristoranti dalle salette magiche in ben sei regioni diverse: Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Valle D’Aosta. Ecco quindi i nostri racconti sui ristoranti fuori Milano provati di recente che ci sono piaciuti.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

I Bùgianèn | Trattoria Astigiana

📍Asti
💰€€

Ad Asti, poco fuori dal centro città, questa “trattoria astigiana” punta a far conoscere (e assaggiare) i prodotti del territorio, con formule fisse (dai 35 ai 45€) sia a pranzo che a cena: una soluzione che, cura nei piatti e nell’ambiente compresa, permette di contenere la spesa finale. Da I Bùgianèn si inizia con antipasti condivisi tra cui taglieri di salumi locali, vitello tonnato (ottima la salsa), lardo e friciule (una sorta di gnocco fritto locale), insalata russa e uno sformato di verdure, entrambi davvero degni di nota. Si prosegue poi con primi e/o secondi a scelta: noi non abbiamo resistito a un croccantissimo fritto misto alla piemontese e, vista la stagione autunnale, anche a un bel tajarin con tartufo bianco.

Nel complesso siamo stati bene, complice un servizio informale ma molto cordiale, e vini azzeccati, su tutti un ottimo Ruché “Prevost” di Caldera, un vitigno che non conoscevamo e di cui ci siamo innamorati. Tip finale: consigliamo di prenotare un tavolo in veranda per godere di una bella vista sul verde circostante.

Il Mongetto

📍Vignale Monferrato (Alessandria)
💰€€

Nella nostra lista di ristoranti fuori Milano preferiti, il Mongetto si è conquistato un bel posto nelle prime file: è il classico indirizzo che vorremmo aver scoperto prima. Innanzitutto la sua “sala del camino” (dove vi consigliamo fortemente di prenotare, anche considerato il numero esiguo di coperti) ha un che di magico, grazie in primis al camino acceso, ma anche agli arredi che fanno subito ‘casa’, alle volte affrescate e ai pavimenti di un tempo conservati magnificamente. Ma a stupirci ancora di più è stato il cibo che ci è stato servito, parte di un menu fisso (40€ a cena) che non avremmo saputo immaginare diversamente.

Dopo un giro di antipasti che già promettevano benone, ad allietare le nostre papille sono arrivati un favoloso risotto alla zucca e formaggio blu (uno dei risotti più buoni della nostra vita, non scherziamo), un eccezionale cotechino sormontato da un ottimo purè di patate, e un brasato che si scioglieva in bocca. Al Mongetto, che è sia ristorante che azienda agricola e agriturismo, troverete anche qualche camera per soggiornare, nel caso la cena andasse lunga, oltre a conserve e vini di produzione propria, tra cui un ottimo Grignolino e Barbera d’Asti.

La Posta

📍Pavia
💰

A meno di un’ora di macchina da Milano, ci siamo fermati per un pranzo a La Posta, risotteria a Pavia che ci è piaciuta molto. Il locale, dagli interni rustici e accoglienti, è distribuito su due piani e ha una piccola sala al piano inferiore, con annessa cantina. A pranzo, dal lunedì al sabato, il menu è fisso – al costo di 12 euro – e include un piccolo antipasto di salumi e formaggi accompagnato da un buon cestino del pane; un primo a scelta tra le varie proposte di terra e di mare; e per finire una fetta di dolce e il caffè. Le porzioni non sono abbondantissime ma il rapporto qualità prezzo è ottimo e le materie prime sono eccellenti.

Noi siamo andati a cena, quando invece la formula (così come per il pranzo della domenica) è alla carta con porzioni un po’ più abbondanti e prezzi un filo più alti. Abbiamo ordinato un buonissimo risotto con salsiccia e Bonarda, un evergreen imperdibile, sempre presente nel menu; e una porzione di paccheri con sugo di pesce che ci ha fatti sognare. Per una degna conclusione, ci siamo gustati i dolci fatti in casa: una crostata con marmellata di albicocche, molto buona, e una soffice fetta di torta al cocco. Il servizio è stato informale ma cortese e il prezzo in linea con l’esperienza (circa 45€ in due con una bottiglia di Buttafuoco). Sicuramente, La Posta è una valida opzione anche per lavoratori, studenti o per chiunque volesse mangiare bene senza pesare sul portafoglio (vi consigliamo di prenotare!).

Lo Scalco Grasso

📍Mantova
💰€€

Durante un weekend mantovano (qui la nostra guida di qualche anno fa ma sempre valida!) abbiamo deciso di cenare in questa osteria contemporanea (anche se questa definizione sta diventando decisamente inflazionata) incuriositi dalla combinazione tra una cucina dalle radici classiche e cotture, consistenze e abbinamenti fuori dal comune. Qui si può optare per il menu alla carta o tre percorsi degustazione: noi abbiamo scelto Ego (75€), che include i ‘grandi classici dello Scalco’.

Abbiamo provato piatti che, al sol pensiero, ci fanno ancora venire l’acquolina in bocca, come il tiramisu di baccalà con la sua bottarga o il club sandwich di branzino con mayo nera, cavolo viola, sesamo e pomodorini confit, e altri decisamente meno memorabili, come il calamaro ‘mbuttonato. Per accompagnare la cena, poi, ci siamo fatti consigliare un Lügar bianco non filtrato dalla ricca carta dei vini: una scelta che ci ha piacevolmente sorpreso. A completare il quadro, un ambiente intimo, forse un po’ troppo rumoroso, e un servizio molto cordiale e gentile: insomma, innamorati ma non perdutamente.

Osteria all‘Organetto

📍Verona
💰€€

Proprio dietro la Basilica di San Zeno, una delle chiese più belle di tutta Verona, si trova questa piccola osteria che propone piatti tradizionali rivisitati che esaltano la qualità e l’autenticità degli ingredienti e delle materie prime. Il menu è ridotto (cosa che non ci dispiace affatto) e si rinnova di stagione in stagione.

Davvero squisito il radicchio di Treviso con porro, aceto balsamico e mandorle tostate con cui abbiamo aperto il pranzo, almeno quanto i bigoli al ragù di lepre e le tagliatelle ai porcini, aglio nero e grana padano. Non ci hanno deluso neppure i secondi: il petto d’anatra con carote al cardamomo e arachidi era assolutamente delizioso.

L’ambiente interno è caldo e accogliente, ma se la stagione lo permette vi consigliamo di sfruttare i loro tavolini all’aperto su Piazza Corrubbio. Il conto finale, bere escluso, di 35€ e il servizio premuroso e cordiale l’hanno reso indubbiamente uno dei pranzi fuori porta migliori degli ultimi mesi.

Trattoria La Brinca

📍 Ne (Genova)
💰€€

La Brinca è un ristorante ligure sui generis: non aspettatevi il mare, e per arrivarci dovrete affrontare una stradina quasi di montagna, tra curve e tornanti. Anche il menu riflette la territorialità, con ingredienti slow food selezionati, ricette della tradizione ligure, proposte sia alla carta, sia nel menu degustazione di 8 portate, in versione “Tradizionale” e “Magro” (quest’ultimo vegetariano) per 60€ a testa.

Imperdibile l’antipasto della campagna, un grande piatto da condividere all’inizio del vostro percorso, con prebugiun (misto di erbette selvatiche), raviolo alla brace, raviolo fritto, torta di patate ligure, frisciulla al pesto (attenzione, il pesto della Brinca è patrimonio dell’umanità, ve lo stiamo dicendo) e borragine fritta, ma anche il brandacujun, storica ricetta del Ponente ligure di baccalà servito con patate, prezzemolo e pinoli, il cappon magro, il minestrone alla genovese, pansotti con salsa di noci, per non parlare del piatto per cui torneremo altre mille volte: sua maestà il fritto misto alla genovese, in cui si alternano ingredienti dolci, interiora e altri pezzi di carne, verdure e formaggi.

Ad aspettarvi troverete una trattoria che non a caso è stata inserita tra le “Premiate Trattorie Italiane“: gli ambienti sono sviluppati tra diverse sale, tutte arredate con gusto e calore; il personale è sorridente e disponibile, tra cui spicca la bravura del sommelier di sala, Matteo, che ha saputo accompagnarci con le bottiglie giuste durante tutta la cena. Infine, una qualità prezzo eccellente: per una cena da cui uscire sazi, considerate 40€, bere escluso. Insomma, segnatevi questo indirizzo, e non perdetevelo durante la vostra prossima gita in Liguria!

La Zanzara

📍 Codigoro (Ferrara)
💰€€€

Abbiamo approfittato di alcuni giorni di vacanza per visitare Ravenna e Ferrara (di cui vi avevamo già parlato nel nostro articolo qualche anno fa!) e, complice una breve sosta nella bellissima cittadina di Comacchio e un’occasione da festeggiare, abbiamo deciso di prenotare alla Zanzara. Il ristorante si trova in una cornice caratteristica e suggestiva, ovvero un vecchio casone da pesca, situato su un isolotto collegato alla terraferma da piccoli ponticelli in legno, a pochissima distanza dal Delta del Po. All’interno solo 24 coperti, pochissimi tavoli, arredati con gusto ed eleganza in un’unica sala, riscaldata da un maestoso e scoppiettante camino a vista.

Qui, invece, aspettatevi il mare nel piatto: noi abbiamo scelto di iniziare dal gran crudo di pesce e crostacei, eccellente per qualità e freschezza del pescato, per poi proseguire con dei meravigliosi cappellacci di zucca, serviti con mazzancolle e foie gras di anatra e una frittura mista dell’Alto Adriatico, con varie specie ittiche provenienti dalla vicina laguna. Impossibile però venire fin qui e non optare per la vera regina del posto: l’anguilla di “cattura” cotta lentamente sulle braci e laccata, davvero meravigliosa.

Il servizio di sala è stato impeccabile e premuroso, senza però risultare impettito o invadente; ma sono stati i piatti a sorprenderci, in una cucina del territorio lagunare senza accostamenti strabilianti, ma che valorizza la bontà dei suoi ingredienti con cotture perfette e tanta passione. Noi siamo usciti davvero soddisfatti (e molto sazi), e considerate che per una cena con due piatti e due calici di vino a testa, più un dolce in condivisione, abbiamo speso €100 a testa: una cifra che spenderemmo ancora molto volentieri, anche considerata la stella Michelin che questo ristorante può vantare da diversi anni!

Ristorante Trattoria di Campagna

📍Sarre (Aosta)
💰€€

Se, in direzione montagna (Courmayeur o Chamonix, per esempio) o nel corso di una gitarella ad Aosta, vi venisse voglia di una sosta gastronomica sostanziosa ma di livello, questo indirizzo che abbiamo scoperto al ritorno dalla settimana bianca dovreste proprio salvarvelo. A dirlo sono la Michelin e il Gambero Rosso, ma soprattutto siamo noi (lol), che qui abbiamo proprio mangiato bene e speso il giusto (50€ a testa senza farci mancare nulla con una bottiglia di vino in 4), aggiungendo un ulteriore tassello alla nostra conoscenza della cucina tipica valdostana. Nella carta del Ristorante Trattoria di Campagna, infatti, si trovano tutti gli highlight di questa regione, dalla zuppa alla valpellinese alle crespelle, dalla carbonada alla fonduta.

Noi non abbiamo saputo rinunciare a un bel tagliere di formaggi e affettati locali (in primis lardo di Saint Rhémy en Bosses e castagne accompagnato da pane dolce con fichi, uvetta e noci, da leccarsi i baffi), alla scaloppa di vitello alla valdostana e a una sensazionale polenta gratinata in forno con fontina d’alpeggio. L’ambiente e il servizio sono rilassati ma piacevoli, e al piano interrato c’è una cantina, molto ben fornita, nella quale si può anche prenotare un tavolo per mangiare.

Rifugio Menaggio

📍Plesio (Como)
💰


L’indirizzo di cui stiamo per raccontarvi dista poco meno di due ore di macchina da Milano ma, per arrivarci, dovete calcolare almeno 50 minuti in più di camminata in salita, perché si tratta di un rifugio a quasi 1400 metri di altitudine, con vista mozzafiato sul lago di Como. Giunti a Breglia, frazione di Plesio, potrete decidere se parcheggiare e iniziare da lì il vostro cammino (calcolate un’ora e mezza circa) o pagare 3€ e salire ancora un po’ in macchina, arrivando a un secondo parcheggio e risparmiandovi 30/40 min di scarpinata. Il sentiero è molto bello e ben segnalato ma non proprio semplicissimo, quindi vi consigliamo di affrontarlo muniti di idonei scarponcini da trekking ed eventualmente di ramponi, per poter affrontare più serenamente neve e ghiaccio in caso dovessero essere presenti (noi ne abbiamo trovati un po’ solo in prossimità del rifugio e ce la siamo cavata senza ramponi facendo attenzione). Già durante il percorso vedrete scorci pazzeschi ma arrivati in cima non abbiamo dubbi che sarete in estasi, perché vi aspetterà una vista davvero spettacolare!

Per mangiare a pranzo al Rifugio Menaggio – aperto da ottobre a maggio tutti i giorni e il resto dell’anno solo nei fine settimana – non si può prenotare ma non vi preoccupate: male che vada vi toccherà attendere qualche minuto all’esterno, dove personalmente abbiamo preferito rimanere, per pasteggiare al sole godendoci il panorama. Il menu è davvero basico: taglieri di salumi e formaggi, tre primi, polenta taragna con diversi accompagnamenti. Noi abbiamo condiviso un tagliere di salumi e uno di formaggi – apprezzando specialmente il secondo – per poi proseguire con la polenta, chi uncia (con burro, aglio e formaggio; molto golosa e non esageratamente condita), chi con carne, e chi ancora con uova e speck. I prezzi sono decisamente onesti: con suppergiù 15€ ve la potete tranquillamente cavare. Una gita fuori porta consigliatissima sia per le belle giornate autunno-invernali che per quelle primaverili (qui e qui trovate tanti spunti per la combo passeggiata-cibo)!

Antico ristorante Fossati

📍Canonica (Monza)
💰€€

Di ritorno da una gita in Valmalenco ci siamo fermati per pranzo in un ristorante che unisce storia e tradizione culinaria in un affascinante palazzo nel cuore delle Brianza, che fu cascina di caccia di Lodovico Il Moro e successivamente stazione di posta. Nonostante fosse una domenica e i tavoli tutti prenotati – pur considerando che il locale dispone di numerose sale ampie, alcune delle quali private – il personale, cortese e attento, è riuscito a trovarci una sistemazione. Nell’attesa, ci è stato offerto un calice di prosecco che abbiamo sorseggiato osservando gli altri avventori, molti dei quali sembravano usciti da un film di Paolo Virzì: un tripudio di famiglie brianzole, in gran parte, con ogni probabilità, clienti abituali.

Riguardo la cucina dell’Antico Ristorante Fossati: è quanto di più lombardo si possa trovare e noi non abbiamo perso l’occasione per assaggiare uno dei piatti più tradizionali, il risotto alla milanese con l’ossobuco (carne tenera, gremolada equilibrata e risotto cremoso). Esattamente ciò che avremmo voluto mangiare.

Non abbiamo proseguito con altre portate, sia per la generosità delle porzioni, sia per lasciarci una scusa per tornare e provare altre specialità. Tuttavia, il conto non è stato dei più leggeri: due risotti con ossobuco e quattro calici di vino ci sono costati circa 100 euro in due. Forse il prezzo riflette più il valore storico del locale che la cucina, anche se in fin dei conti siamo stati bene.

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Un weekend spettacolare a Bormio: cosa vedere e dove mangiare /weekend-a-bormio-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /weekend-a-bormio-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#respond Thu, 21 Nov 2024 06:00:00 +0000 /?p=82812 Siamo stati per un weekend a Bormio, in Valtellina, una meta che ci ha conquistato col suo buon cibo e vino, il relax e la natura. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare!

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Un fine settimana in montagna è sempre una splendida idea, in qualsiasi stagione: siamo stati per un weekend enogastronomico a Bormio, insieme a Braulio, e abbiamo scoperto una meta in cui buon cibo e buon vino vanno a braccetto con natura, passeggiate e relax. Qui è dove vi raccontiamo cosa vedere e dove mangiare in questa perla dell’Alta Valtellina, mentre su Instagram potete avere una preview di quello che vi aspetta in questo reel!

Weekend a Bormio: cosa visitare

  • ALLA SCOPERTA DEL CENTRO MEDIOEVALE. Ritagliatevi un momento per passeggiare tra i vicoli e gli ex palazzi nobiliari di Bormio, borgo medievale a 1200 metri di quota: tra gli highlight, vi segnaliamo la chiesa di Santo Spirito (la “cappella Sistina di Bormio”) coi suoi affreschi incantevoli, i palazzi di via Roma, la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio e, naturalmente, il cuore di Bormio, Piazza Cavour, anche nota come piazza del Kuèrc, con la sua maestosa Torre delle Ore.
  • UNA PASSEGGIATA NELLA NATURA. Nella bella stagione, ma anche prima che cada la neve, non mancano certamente i percorsi di trekking o per ciclisti, per passare qualche ora nella natura. Tra le mete più gettonate, il Passo dello Stelvio, la Val Zebrù (in autunno, quando siamo stati noi, i colori sono davvero magnifici) e la Val di Rezzalo, il Monte Scorluzzo e i Bei laghetti. In centro a Bormio, invece, ha casa il Giardino Botanico Alpino Rezia in cui scoprire oltre 500 specie floristiche.
  • UNA VISITA IN CANTINA DA CASA BRAULIO. Proprio in via Roma, in un bellissimo palazzo al civico 27, si può prenotare a questo link una visita alle cantine in cui, da 150 anni, il celebre amaro bormino viene invecchiato in botte: un’esperienza che vale la pena di fare, sia per scoprire le sue erbe e piante officinali (alcune delle quali rimangono segrete!) e il procedimento attraverso cui si giunge al Braulio ‘classico’ e al Braulio Riserva, sia perché sono state recentemente rinnovate per assicurare un’esperienza interattiva e multisensoriale interessante e divertente! Nello shop attiguo è possibile anche acquistare un souvenir da portare a casa.
  • QUALCHE ORA DI RELAX ALLE TERME. Vi avevamo già parlato anni fa in questo articolo delle Qc Terme
    Bagni Nuovi
    e Vecchi (questi ultimi, in un edificio in stile Liberty, sono i nostri preferiti), che si aggiungono alla Terme comunali, alimentate dalle acque termali che sgorgano dalle fonti in zona. Godetevi qualche ora di stacco da tutto in saune, bagni turchi, grotte e salette relax, oltre che nella vasca panoramica con una vista mozzafiato sulla natura circostante del Parco Nazionale dello Stelvio.
  • UN PO’ DI SHOPPING. I migliori acquisti che potrete fare saranno, ovviamente, quelli a tema eno-gastronomico. Tra gli indirizzi che vi consigliamo di visitare per le scorte da riportare a Milano ci sono sicuramente il Panificio Eredi Romani per comprare le bonette di Bormio, ovvero torte artigianali in tanti gusti diversi – marmellata ai frutti rossi, mele, pere e cioccolato, grano saraceno e marmellata di lamponi – e la Pasticceria Pozzi, per provare la copeta, due ostie che tengono insieme un mix esplosivo di miele e frutta secca. Per bresaola e salumi (ma anche per la pesteda, un mix di spezie valtellinese di cui ci siamo innamorati e con cui condiremo qualsiasi cosa d’ora in poi), invece, lo stop da fare è dal Salumaio Boscacci per bresaola, salumi e slinzega, mentre per formaggi (bitto, casera e latteria über alles), miele, marmellata, sottoli, tisane e caramelle al pino, il nome da segnare è La Sceleira. Se prima di partire voleste mangiare un panino al volo, La Cooperativa ne fa di atomici. Infine, per riportare a casa qualche souvenir o fare incetta di libri (la selezione è veramente curata), vi consigliamo di fare un salto da Metallia.
  • FARE SPORT. Anche per gli sportivi, le opzioni non mancano, tra sentieri per il trekking, piste da sci (dove peraltro si correranno alcune gare delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026), pareti per l’arrampicata, percorsi da fare in bicicletta e campi da golf.
  • GIRETTI CULTURALI. Se dovessero capitarvi giornate di brutto tempo, a Bormio si può anche fare qualche giro culturale grazie al Museo civico, in cui trovate tanti reperti e oggetti d’epoca per fare un tuffo nella cultura bormina di un tempo, e al Museo Mineralogico e Naturalistico, punto di riferimento per gli appassionati del genere che espone oltre 14mila cristalli e minerali delle vallate circostanti.

Weekend a Bormio: dove mangiare

  • AGRITURISMO BAITA DE L’ALL. In questo agriturismo (con camere deliziose) e ristorante sperduto nel nulla potrete assecondare ogni vostro desiderio di coziness, sia in estate che, a maggior ragione, con la neve. Il paesaggio su cui affaccia è indescrivibile, e al suo interno si respira un’atmosfera montanara autentica e curatissima. Abbiamo provato tante specialità locali tra cui gli sciatt, i taròz (sfere di saraceno) su fonduta di scimudin e pancetta croccante, e anche loro maestà i pizzoccheri. Sbalorditivi i dessert, a cui consigliamo di abbinare un goccio di Braulio per concludere in bellezza; per accompagnare il pasto, invece, si può scegliere da una cantina con a disposizione centinaia di referenze, tra cui un ottimo Rosso della Valtellina su cui ci siamo orientati noi. Prezzo medio 35-40€ bere a parte; menu degustazione disponibili.
  • ENOTECA GUANELLA. In pieno centro a Bormio, invece, ha casa uno dei ristoranti storici del paese, che si è sviluppato attorno all’incredibile enoteca con una proposta a metà tra Lombardia e Piemonte. Ottimi i primi piatti, ma anche e soprattutto le carni, tra cui il brasato e la guancia di manzo con polenta. Ambiente elegante ma non troppo impettito e servizio cortese fanno il resto. Prezzo medio 45€ bere a parte.
  • AGRITURISMO RINI. Immerso nei prati di Bormio, Rini è un celebre indirizzo sia per dormire che per mangiare, parte anch’esso, come i ristoranti precedentemente citati, del circuito Essenza del tempo a cura di Braulio. Nelle sue stanze in legno ben curate potrete assaggiare alcune portate tipiche tra cui salumi di loro produzione e formaggi di malga, tortini di verdure e piatti più impegnativi come lo gnocchetto spatolato bormino con radicchio, bitto e speck. Prezzo medio 45€ bere a parte.
  • UN PRANZO IN BAITA. Per un’occasione speciale in famiglia o una giornata di team building coi colleghi, diverse baite nei dintorni di Bormio offrono esperienze che prevedono transfer, trekking e pranzi o cene in baita preparate da chef privati. Noi siamo stati in una di queste in Val Zebrù, tramite l’associazione Guide Bormio, che ci ha fatto passare una splendida giornata tra momenti di cervo-watching (la zona ne è piena!), polenta taragna davanti al camino e curiosità sulla vita in montagna. Da ripetere!
  • SKIANTA. Per un après-ski o un dopocena davanti a un drink, questo bar che affaccia su una piazzetta tranquilla, è l’indirizzo giusto.

Altri ristoranti che ci sono stati suggeriti ma che non abbiamo fatto in tempo a provare:

Altre info utili sul viaggio a Bormio

  • Per arrivare a Bormio da Milano considerate all’incirca 3 ore di strada. Se non avete la macchina, potete optare per il treno con capolinea Tirano (da cui parte il Trenino Rosso del Bernina, trovate qui la nostra guida a riguardo) e poi proseguire con una mezz’oretta di bus.
  • Sulla strada per arrivare o tornare da Bormio potete fare una pausa a Morbegno, Tirano (sempre seguendo i nostri consigli!) o Grosio, fermandovi al Giardino Roccioso Nicola Di Cesare, un luogo magico in cui una parete rocciosa è stata trasformata in un’opera d’arte in continua evoluzione.
  • Abbiamo alloggiato all’Agriturismo Rini, che vi abbiamo già suggerito per la sua cucina. Ma qui si sta un gran bene anche per dormire: le camere sono molto spaziose e, nonostante la loro semplicità, molto confortevoli. Anche la ricca colazione con prodotti del territorio è un must!
  • Qualora vi fermaste per più giorni, da Bormio si possono raggiungere diverse altre località interessanti tra cui Livigno e Santa Caterina Valfurva.

Questo articolo è in collaborazione con Braulio.

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-settembre-2024/ /ristoranti-fuori-milano-settembre-2024/#respond Tue, 15 Oct 2024 00:00:00 +0000 /?p=80903 Due crotti, uno stellato nelle Langhe e molto altro ancora: ecco i nostri racconti dei ristoranti fuori Milano provati di recente!

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In questa nuova compilation fuoriporta troverete: una locanda a mezz’ora da Milano, un ristorante con piatti tradizionali in Piemonte, uno stellato nelle Langhe, un crotto di strada per la Svizzera e molto altro ancora. Tra pizzoccheri bianchi, pesce fresco alla brace e gelato alla crema con olio d’oliva e sale da leccarsi i baffi, ecco i nostri racconti dei ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente.

10 RISTORANTI FUORI MILANO CHE ABBIAMO PROVATO DI RECENTE

Armonia

📍Treville (Alessandria)
💰€€

Capita che, andando o rientrando dal Piemonte, sulla strada per le Langhe o per il Gavi, non si sappia mai dove fermarsi senza fare grosse deviazioni. Dopo una breve ricerca sulla nostra app-ragione-di-vita, cioè Google Maps, abbiamo dato una chance a questo ristorante aperto non da molto in provincia di Alessandria, Armonia (di nome e di fatto). I tavoli all’esterno non sono molti e godono di una vista incantevole sulle colline del Monferrato, che da sole meriterebbero uno stop. Ma a completare il quadro di benessere concorrono anche i piatti, ben selezionati e presentati. Le proposte attingono a piene mani dalla tradizione locale e quindi non mancheranno di certo il vitello tonnato, una deliziosa tartare di fassona e il bonet. Ottimi anche i vini di propria produzione. Prezzi onesti, considerate una trentina di euro per uscire sazi e felici. Molto approvato, specie nella bella stagione!

Crotto Quartino

📍Santa Croce di Piuro (Sondrio)
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Invece, sulla strada per la Svizzera o per una gita in Valchiavenna, non mancano di certo le opzioni per fermarsi in uno dei tanti (ottimi) crotti. Dopo averne provati molti, abbiamo deciso di fermarci in una istituzione della zona, il Crotto Quartino, che peraltro da un paio di anni ha aperto una propria dépendance anche a Milano. In una atmosfera spartana e conviviale, molto adatta anche a gruppi di amici, questo ristorante porta in tavola tutte le specialità della zona, a cominciare dai pizzoccheri bianchi (differenti da quelli valtellinesi e più simili a degli gnocchetti, ma ugualmente buoni e, naturalmente, unti). Ottime anche le costine di maiale e la salsiccetta, accompagnate da patate, polenta taragna o verdure alla brace. Il servizio è rapido e cordialissimo e francamente, nonostante il crotto sia ormai un’oliatissima (in tutti i sensi, lol) ‘macchina da guerra’, abbiamo apprezzato l’esperienza nel complesso, anche per via del prezzo onesto (abbiamo speso una cinquantina di euro in due senza farci mancare nulla) e delle tante premure, come un bicchiere di vino rosso offerto all’ingresso e un salamino in omaggio a fronte della registrazione alla loro mailing list.

Grotto Grassi Tremona

📍 Tremona (Svizzera)
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Sempre parlando di grotti, vi portiamo questa volta in territorio svizzero, anche se sono davvero pochi i chilometri che separano il Grotto Grassi dal confine. Vi consigliamo di lasciare la macchina nel centro della piccola cittadina di Tremona, e incamminarvi per una breve ma piacevolissima passeggiata sino al bosco nel quale il ristorante è immerso (il grotto è comunque dotato di un parcheggio, ma la strada per arrivarci è piuttosto stretta).

L’atmosfera che si respira è semplicemente bucolica: all’arrivo vi ritroverete in un grande spazio aperto, sormontato da tigli, con tavoloni apparecchiati a equa distanza, e una meravigliosa vista sul lago di Ceresio. Il manifesto del Grotto è molto chiaro: tutti i piatti sono ispirati alla tradizione locale, gli ingredienti vengono selezionati da fidati produttori, i formaggi affinati in loco e prodotti sulle montagne limitrofe, le torte preparate in casa. In carta troverete una grandissima varietà di antipasti, tra cui appunto salumi e formaggi, alcuni primi (le tagliatelle al ragù di selvaggina sono state forse il piatto migliore), per poi proseguire con alcuni piatti forti del grotto, dove la polenta è gran protagonista, e una serie di proposte di carne alla griglia (sostituita nelle stagioni fredde dalla selvaggina). Anche la carta dei vini è interessante, con predilezione per produttori che lavorano al naturale, e il sommelier molto bravo nel suggerirvi la bottiglia più adatta a voi tra la vastissima scelta di etichette.

Noi siamo stati molto bene, complice il campo da bocce grazie al quale abbiamo scoperto le nostre doti sportive un po’ “anziane” (Caterina campionessa indiscussa) e gli amari della Distilleria Valera di Ligornetto, buonissimi. L’unica nota stonata è stato il conto (abbiamo speso 70€ a testa, con due bottiglie di vino in sei), ma si sa, siamo pur sempre in Svizzera. Consigliamo questo grotto soprattutto nelle afose serate d’estate per trovare un po’ di refrigerio immersi nel verde, ma anche per una bella gita autunnale per godersi il foliage.

Locanda delle tre chiavi

📍 Isera (Trento)
💰€€

Situata in posizione tattica a pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada all’altezza di Rovereto, abbiamo scoperto un po’ per caso la Locanda delle Tre Chiavi, un grazioso ristorante nel basso trentino che si presta per una sosta di rientro dalla montagna. L’ambiente è rustico e molto accogliente, composto da diverse sale tutte arredate secondo il riconoscibile stile del posto, d’estate impreziosito da un bel cortile interno dove poter mangiare all’aperto. Anche il menu riflette la tradizione trentina: noi abbiamo assaggiato la tartare di carne salada, con olio al limone e salsa alle mele, il tris del locandiere (composto da dei buonissimi canederlotti alle erbe di montagna saltati con burro all’aglio orsino, gigli al ragù di lucanica, casonsei di ricotta di capra al sugo di pomodoro fresco) e dei tagliolini con funghi freschi (questi ultimi, purtroppo, con un notevole deficit di sale). Il servizio si è dimostrato disponibile e attento, anche se talvolta forse un po’ troppo sbrigativo, ma la gentilezza del proprietario, la presenza di materie prime fresche e saporite nei piatti, e un conto davvero onesto (per un pranzo con una bottiglia di vino abbiamo speso circa 35€) non possono che farci promuovere questa Locanda!

Ittiturismo Corniglia SP4488

📍 Corniglia (La Spezia)
💰€€

Sappiamo di essere un pochino fuori stagione nel consigliarvi questo ristorante a picco sul mare, situato sulla scogliera appena sopra Corniglia, proprio all’interno del parco delle Cinque Terre; ma avete presente quei posti di cui ci innamoriamo all’istante? Ecco, era proprio un peccato non parlarvene, quindi segnate subito l’indirizzo dell’Ittiturismo Corniglia SP4488 per la prossima gita al mare! E non sorprendetevi se il navigatore vi fermerà nel bel mezzo di una strada statale : scendete alcuni gradini, e immergetevi nella splendida location, da cui potrete anche raggiungere il paese vicino con una passeggiata tramite il “Sentiero Azzurro”.

Qui il menu è molto stringato poiché basato esclusivamente sul pescato del giorno: padre e figlio al servizio vi proporranno il pesce raccolto la notte precedente (i numeri nel nome del ristorante derivano proprio dalla matricola della loro barca da pesca); via libera quindi a fritture miste, acciughe in tutte le versioni, ma anche pesce fresco alla brace (che qui è un affare davvero molto serio) e tris di affumicati (dimenticatevi il salmone affumicato in busta: qui i filetti di tonno vengono aromatizzati e lasciati affumicare per giorni, insieme a pesce spada e bottarga, da perderci la testa). Accompagnate il tutto con un bicchiere di vino della casa, e con 30-40€ a testa uscirete felicissimi e con gli occhi ricaricati dal mare.

Rifugio Lecco

📍Piani di Bobbio (Barzio)
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Se anche voi siete amanti delle passeggiate in montagna e dei pranzi in rifugio segnatevi questo indirizzo a 1780 metri sui Piani di Bobbio, raggiungibile a piedi (con fatica!) o, più facilmente, attraverso una comoda cabinovia situata a Barzio (che vi porta a circa 20 minuti di camminata dal rifugio).

Una volta arrivati al Rifugio Lecco la vista lascia senza fiato, ma anche la fame inizia a farsi sentire. Dunque, senza indugio, ci siamo messi in fila per ordinare qualcosa da mangiare take away nel prato all’esterno (c’è anche la possibilità di sedersi all’interno e essere serviti come al ristorante).

Per iniziare abbiamo ordinato una porzione di tagliatelle fatte in casa con ragù di porri e salsiccia con abbondante spolverata di formaggio; poi, un panino con la salamella, l’evergreen dei pranzi in montagna; e per finire ci siamo goduti un piatto di stinco al forno dorato e ben condito. I tempi di attesa sono veloci e il cibo è buonissimo, preparato espresso, saporito e con il giusto quantitativo di grasso come ogni piatto di montagna che si rispetti.

Dulcis in fundo, non potevamo che ordinare due amari e una fetta di crostata fatta in casa per riprendere la camminata con il giusto spirito! Con una spesa di circa 18€ a testa, ci siamo rimessi in cammino sazi, soddisfatti e felici. Ve lo consigliamo per un weekend in famiglia, anche con bambini.

Osteria del gallo ardito

📍Galgagnano (Lodi)
💰€€

Pochi ma buoni”: sembra essere questa la filosofia alla base del menu di Osteria del Gallo Ardito, situata a pochi chilometri da Lodi e a una mezz’ora di macchina da Milano. Un ristorante semplice e accogliente a gestione familiare, in cui assaporare ottimi prodotti freschi e locali – come i deliziosi salumi di Parma e Piacenza (accompagnati dall’immancabile gnocco fritto) o la famosa raspadura lodigiana – e piatti prevalentemente tipici della cucina lombarda, come l’eccellente risotto al pesce persico o il leggerissimo fritto misto del lago d’Iseo

La carta – composta da 6 antipasti, 3 primi (la pasta fresca è fatta in casa!), 4 secondi e 3 dolci – è breve, come dicevamo, ma di indubbia qualità sia per quanto riguarda le materie prime utilizzate che per le preparazioni (tagliatelle buonissime, risotto cotto alla perfezione, fritto asciutto). Noi, approfittando della bella giornata di sole, ci siamo accomodati nel dehors all’aperto, ma anche l’ambiente interno ci è parso piacevole e ospitale. Ci hanno inoltre detto essere disponibile per eventi privati o pranzi/cene di gruppo.

Per quanto riguarda la spesa, abbiamo trovato i prezzi nella norma e assolutamente adeguati a quantità e qualità dell’offerta. Sul sito trovate il menu dettagliato per farvi un’idea più precisa ma, approssimativamente, la spesa media si aggira attorno ai 30/35€, bevande escluse.

Ciau del Tornavento

📍Treiso (Cuneo)
💰€€€

Diversi anni fa, in uno dei nostri reportage sulle splendide Langhe, scrivevamo di un’esperienza non proprio esaltante alla Ciau del Tornavento, storico locale stellato in zona. Dopo esserci tornati per due anni consecutivi, per festeggiare il compleanno di un’amica che lo ama, dobbiamo ammettere che ci siamo ricreduti, a conferma di come una serata sbagliata possa influenzare talvolta il giudizio.

A essere unica è innanzitutto la vista che si gode mangiando (per questo vi consigliamo un pranzo qui, con la luce che inonda le vetrate e un panorama mozzafiato davanti ai vostri occhi). Ma a essere strabilianti sono anche alcuni dei piatti che hanno fatto la storia del ristorante; su tutti, l‘uovo in cocotte con tartufo bianco di Alba e il gelato alla crema con olio d’oliva e sale. Non fatevi scappare entrambi, anche se, soprattutto per una prima visita, ci sentiamo di consigliarvi il menu degustazione per conoscerne a pieno la cucina (proposto a 120€). Non dimenticate di dare anche solo un’occhiata alla mastodontica carta dei vini e di chiedere una visita alla cantina sottostante, effetto wow assicurato! Confermiamo che i prezzi sono importanti, ma per una bella occasione da festeggiare è un posto che merita davvero il viaggio di un’ora e 45 da Milano.

Antica Osteria Magenes

📍 Barate (Milano)
💰€€€

Era da moltissimo tempo che volevamo provare questo ristorante alle porte di Milano, e più precisamente a Barate, nella campagna nei pressi di Gaggiano. Si tratta di una storica osteria a conduzione familiare; aperta sin dal 1890, nel 2007 viene presa in gestione dai due fratelli più giovani, l’uno in cucina, l’altro (bravissimo) maître in sala. La cucina proposta è quella lombarda, con una particolare attenzione alla scelta e all’abbinamento degli ingredienti, e a una presentazione davvero molto curata dei piatti.

Anche in questo caso è possibile scegliere il menu degustazione (10 portate a sorpresa a 90€, 15 portate a 120€), ma essendo in quattro persone abbiamo preferito scegliere dalla carta per provare più piatti: senz’altro memorabili gli gnocchi di limoncina, gamberi rosa di Santa Margherita e mandorle salate, e la pappa al pomodoro, uno scrigno di pomodoro croccante, ripieno di ricci di mare, parmigiano e limone. Un grande sì aanche per il risotto al limone, garum di alici, prezzemolo e liquirizia, cotto e mantecato egregiamente, e per sua maestà la cotoletta alla milanese con purè “Robuchon”, il vero motivo per cui torneremmo domani in questo ristorante. Meno convincente il piatto su cui in realtà avevamo le aspettative più alte, ovvero l’anguilla alla brace, tataki di manzo Garronese, rafano e olio al pesto, a nostro giudizio non perfettamente riuscito.

Concludiamo con il menzionare un servizio in sala premuroso e gentile, senza ostentazioni né eccessive reverenze, e una carta dei vini davvero eccezionale, con dei ricarichi incredibilmente onesti (bere a parte, come spesa finale tenete in conto una cinquantina di euro a persona). Insomma, con modesti margini di miglioramento per puntare ancora più in alto, questi ragazzi stanno lavorando proprio bene, teneteli d’occhio!

PizzAut

📍Cassina de’ Pecchi (Milano)
💰

Vi avevamo già parlato di questa realtà coraggiosa alle porte di Milano, e finalmente siamo venuti a provarla. PizzAut è un ristorante e pizzeria gestito da ragazzi e ragazze con autismo, e più in generale un progetto di inclusione sociale che ormai comprende anche una scuola di formazione, un food truck e molto altro. “Tu non sei normale è il miglior complimento che mi abbiano mai fatto” si legge in alto al menu, e come non essere d’accordo?

La pizza qui è alla pala e noi abbiamo deciso di assaggiare la Napolaut, con friarielli, salsiccia e pomodori secchi, e una Easy Monza, con luganega, panna e zafferano. La pizza è buona, gli ingredienti di qualità si sentono e anche la leggerezza dell’impasto. La grandezza però ci ha lasciato abbastanza spazio per un buon tiramisù, anche se è importante sottolineare che qui l’offerta dei dolci cambia ogni giorno.

Il conto finale, inclusa l’ottima Birra Aut artigianale, è stato di circa 25€ a testa. Trovare posto, sia nella sede di Monza che di Cassina de’ Pecchi, è un’impresa, quindi cercate di prenotare con anticipo e non esitate a mettervi in lista d’attesa augurandovi una disdetta, proprio come abbiamo fatto noi..

Hai mai provato uno di questi ristoranti fuori Milano? Come ti sei trovato? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questa compilation ti è piaciuta? Qui trovi tantissimi altri ristoranti fuori Milano e in città che abbiamo provato!

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Sagre in Lombardia e Piemonte: 10 appuntamenti per l’autunno 2024 /10-sagre-lombardia-e-piemonte-autunno-2024/ /10-sagre-lombardia-e-piemonte-autunno-2024/#respond Thu, 12 Sep 2024 00:00:00 +0000 /?p=80980 La stagione delle sagre è ben lungi dal concludersi: ecco allora la nostra imperdibile guida alle sagre autunnali in Lombardia e Piemonte!

L'articolo Sagre in Lombardia e Piemonte: 10 appuntamenti per l’autunno 2024 sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Tendoni bianchi, panche di legno, musica dal vivo ma soprattutto tanto cibo! La stagione delle sagre si è aperta in piena estate ma è ben lungi dal concludersi. Ecco perché  – come ogni anno – arriva la nostra guida sulle sagre autunnali in Lombardia e Piemonte: un fantastico viaggio tra tantissime specialità enogastronomiche a cui sarà impossibile resistere!

10 IMPERDIBILI SAGRE IN LOMBARDIA E PIEMONTE PER L’AUTUNNO 2024

Sagre in Lombardia e Piemonte 2024
© Pixabay

SAGRA DEL GORGONZOLA

🔔 sab-dom 14-15/09
📍Gorgonzola

Lo sappiamo, è l’unica che rimettiamo puntualmente ogni anno, ma la sagra del Gorgonzola rimane sempre la nostra preferita. Nell’omonima città, alle porte di Milano, si potranno esplorare le decine di stand che propongono innumerevoli specialità in cui l’ingrediente protagonista è il leggendario formaggio con la muffa. A corredo della proposta gastronomica c’è anche un fitto calendario di eventi con concerti, DJ set, mostre e attività per i bambini.

SAGRA DEI CROTTI E DÌ DELLA BRISAOLA

🔔 sab-dom 14-15/09
📍Chiavenna (Sondrio)

Spostiamoci a Chiavenna per parlarvi di un’altra storica sagra, quella dei crotti. I crotti sono cavità naturali tipiche della provincia di Sondrio che fin dall’antichità sono state utilizzate per conservare i cibi e attorno alle quali, in tempi più recenti, talvolta sono state costruite osterie e ristoranti. Durante la sagra (già iniziata il 7 settembre) questi spazi offrono ai tantissimi visitatori prodotti tipici locali come pizzoccheri bianchi, polenta taragna e bresaola, mentre per le vie del centro si festeggia con concerti, DJ set e cortei storici. Consultate il sito ufficiale per rimanere aggiornati sul programma. E se non siete ancora sazi di bresaola, potete tornare a Chiavenna il 6 ottobre per il Dì della Brisaola, un’altra grande festa in cui assaggiare questo buonissimo salume (ma anche mieli, formaggi e marmellate) in uno dei tanti stand nelle corti del centro storico.

SAGRA DEL BITTO

🔔 sab-dom 14-15/09
📍Gerola Alta (Sondrio)

Restiamo in provincia di Sondrio e andiamo a Gerola Alta, un microscopico paesino di nemmeno 200 abitanti che ospiterà la Sagra del Bitto, giunta ormai alla 56esima edizione. Questo buonissimo formaggio d’alpeggio è il protagonista di menu a tema, degustazioni itineranti con abbinamenti a vini della Valtellina e dimostrazioni live della sua produzione. Inoltre, sono tanti anche gli altri appuntamenti da non perdere tra mercatini, serate danzanti, passeggiate e visite guidate. Sulla pagina Facebook della Pro Loco trovate tutte le informazioni.

FESTA DEL SALAME E FESTIVAL DELLA MOSTARDA

🔔 ven-dom 4-6/10
📍Cremona

Il salame a Cremona è una vera e propria istituzione e ovviamente non poteva mancare una grande festa dedicata al salume più famoso del mondo. Potrete assaggiare questo prodotto eccezionale nei tantissimi corner che popoleranno il centro della città e nei ristoranti che proporranno menu con piatti speciali. Non manca un fittissimo calendario di eventi e tra cooking show, degustazioni guidate, itinerari turistici e laboratori per bambini non ci si annoierà di sicuro! Sempre a Cremona, il 4 ottobre (e fino al 17 novembre) prende il via il Festival della Mostarda, un evento con degustazioni sul territorio ma anche con tanti appuntamenti online che vi farà scoprire tutti i segreti di questa specialità a base di grossi pezzi di frutta candita e senape.

SAGRA DELLA ZUCCA BERTAGNINA

🔔 sab-dom 12-20/10
📍Dorno (Pavia)

La zucca bertagnina è una delle eccellenze del territorio della Lomellina e in particolare di Dorno, un piccolo paese in provincia di Pavia che ogni anno ospita la sagra dedicata a questo buonissimo frutto (sì, la zucca è un frutto!). In questa 21esima edizione (dal 12 al 20 ottobre) potrete partecipare a eventi dedicati all’informazione alimentare e alla cultura enogastronomica, assistere a esposizioni di macchinari agricoli d’epoca, partecipare alla Corsa della Bertagnina (se siete podisti). Ma soprattutto degustare tantissimi piatti come l’hamburger alla zucca, la pizza alla zucca (ovviamente), la torta Bertagnina con marmellata e zucca (ça va sans dire), i baci di Dorno con cioccolato, amaretto e zucca (chiaro) e persino la Zeta, una birra a base di (indovinate?) zucca! Fate riferimento a questo sito per rimanere aggiornati.

SAGRA DEL SALAME D’OCA

🔔 dom 29/09
📍Mortara (Pavia)

Sempre in provincia di Pavia, ma a Mortara, si tiene la Sagra del salame d’oca. Cosa troverete in questa 57esima edizione? Innanzitutto O…che bontà (nome geniale? Per noi sì!), un vero e proprio salone dei sapori dove assaggiare tantissime specialità a base d’oca, dal salame ai ciccioli al marbrè (una sorta di terrina con gelatina, pistacchi, tartufo e lingua di suino) al prosciutto. Potrete poi visitare la mostra provinciale del palmipede, un’esposizione con centinaia di specie di oche, e soprattutto assistere al palio tra le sette contrade della città, un vero e proprio gioco dell’oca vivente in cui i punti si guadagnano grazie all’abilità nel tiro con l’arco.

FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO

🔔 ven-dom 4-6 ven-dom 11-13 ven-lun 18-21/10
📍Borgofranco sul Po (Mantova)

Solo a sentire nominare la parola tartufo ci viene l’acquolina in bocca ed è per questo che tra le sagre che vogliamo segnalarvi quest’anno c’è sicuramente quella dedicata al tartufo bianco. Si svolgerà a Borgofranco sul Po (in provincia di Mantova) nei weekend dal 4 al 21 ottobre. Questa trentesima edizione sarà particolarmente ricca e, oltre agli immancabili stand gastronomici con tanti piatti a base di tartufo come risotti, tartare, uova e salumi, ci saranno anche altri interessanti appuntamenti come show cooking e passeggiate nei boschi per assistere all’antica arte della cerca e della cava del tartufo. Questa è la pagina Facebook per reperire tutte le informazioni.

FIERA DELLE CAPRE

🔔 dom 15/09
📍Caslino d’Erba (Como)

Caslino d’Erba è un minuscolo paesino del Triangolo Lariano, quella parte di terra compresa tra i due rami del lago di Como. La seconda domenica di settembre le corti del paese si apriranno per ospitare la 25esima edizione della Fiera delle capre, una grande festa con un concorso dei migliori capi delle varie razze di bestiame, tante attività per adulti e bambini e il fantastico palo della cuccagna! Certo, tutto bellissimo, ma lo sappiamo che a voi (come a noi, d’altra parte) interessa soprattutto mangiare: state tranquilli, ovviamente non manca una proposta food tutta dedicata al buonissimo caprino, il formaggio di capra tipico di questa zona. Approfittando della fiera non lasciatevi scappare l’occasione per fare una passeggiata fino al santuario della Madonna di San Calogero, una bellissima chiesa romanica risalente al X secolo.

BARBERA FISH FESTIVAL

🔔 ven-dom 11-13/10
📍Agliano Terme (Asti)

La Barbera d’Asti e il merluzzo norvegese sembrano mondi lontanissimi ma, si sa, le sagre hanno spesso il pregio di proporre sapori che all’apparenza hanno poco in comune. Questa grande festa ad Agliano Terme – un meraviglioso borgo nel Monferrato che da qualche anno ospita una piccola comunità di cittadini norvegesi – accoglierà importanti chef italiani e scandinavi e rinomati produttori vinicoli per creare degustazioni a base di merluzzo, stoccafisso, baccalà e… Barbera in una combinazione tanto insolita quanto affascinante. Date un’occhiata al sito ufficiale dell’associazione Barbera Agliano per saperne di più.

FIERA NAZIONALE DELLA TRIPPA

🔔 sab-dom 5-6/10
📍Moncalieri (Torino)

Ok, in questi giorni di settembre fa ancora caldo e la trippa non è propriamente un cibo rinfrescante, ma non ce la sentiamo proprio di non segnalare una sagra dedicata a questo buonissimo piatto. Siamo sempre in Piemonte, ma a Moncalieri, una cittadina in provincia di Torino che ospiterà la Fiera nazionale della trippa. La trippa alla savoiarda (con pomodoro) cotta in un enorme pentolone, la trippa fritta, la tripa’d Muncalè (una sorta di salame) e persino il gelato al gusto di fagioli e trippa (questo forse è troppo anche per noi!) sono solo alcune delle preparazioni che troverete tra gli stand del centro storico.

ECCO ALTRE SAGRE IN LOMBARDIA E PIEMONTE IN AUTUNNO

BIANCOLATTE📍Crodo (VB)
FESTA DEL VINO📍Casale Monferrato (AL)
VINUVA📍Stradella (PV)
FESTA REGIONALE DELLA TARAGNA📍Zogno (BG)
MOSTRA DEL BITTO📍Morbegno (SO)
SAGRA DELLO STINCO📍Ciriè (TO)
SAGRA DEGLI GNOCCHI AL CASTELMAGNO📍Caraglio (CN)
SAGRA DELLA PATATA📍Lazzate (MB)
SAGRA DELL’ANGUILLA📍Comacchio (FE)

Voi conoscete altre sagre in Lombardia e Piemonte da non perdere per l’autunno? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-giugno-2024/ /ristoranti-fuori-milano-giugno-2024/#respond Mon, 24 Jun 2024 06:00:00 +0000 /?p=76004 La ricchezza culinaria di Liguria, Piemonte e Lombardia, con straordinarie degustazioni di formaggi, piatti di pesce e molto altro ancora!

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In questa nuova compilation per le vostre gite fuori porta estive, troverete tanta Liguria, un po’ di Piemonte e ovviamente un pizzico di Lombardia. Tra storiche enoteche, friggitorie spaziali, trattorie moderne e un agriturismo raggiungibile solo attraversando un ponte sospeso sopra un fiume, abbiamo selezionato alcuni tra i più interessanti indirizzi provati di recente. Inutile dire che, in questa rassegna di ristoranti fuori Milano, troverete molti piatti di pesce, ma anche incredibili degustazioni di formaggi e molto altro ancora!

10 RISTORANTI FUORI MILANO CHE ABBIAMO PROVATO DI RECENTE

ENOTECA FONTANA

enoteca con cucina |📍Parma
💰

Se vi trovate dalle parti di Parma non fatevi sfuggire l’Enoteca Fontana, una storica enoteca per un pranzo veloce o un aperitivo rinforzato. Varcando la soglia del locale, due cose saltano all’occhio: la selezione ampissima dei vini, dalle etichette più conosciute a quelle più di nicchia, e il bancone zeppo di salumi, focacce e leccornie. Avendo un po’ di tempo a disposizione, muniti di due calici di Valpolicella Ripasso, ci siamo accomodati nella sala interna per ordinare anche qualcosa da mangiare.

Come antipasto è d’obbligo provare il Principe, un panino caldo con parmigiano fuso e prosciutto crudo, le polpette di cavallo e le frittatine. Poi abbiamo ordinato una porzione di tagliatelle al gorgonzola, meglio dire gorgonzola con qualche tagliatella (non che sia un male!), e i tradizionali pisarei e fasò. Era tutto eccellente. Il servizio è stato rapido, ma accorto e gentile così come il proprietario, un vero oste, che con i clienti ci sa fare. Il conto è stato di poco più di 30€ in due, perfettamente in linea con l’esperienza.

LA PIOLA

ristorante di pesce |📍Lerici (La Spezia)
💰€€

Da affezionati dei weekend fuori porta in Liguria abbiamo fatto tappa anche a Lerici. Lì siamo stati da La Piola, un ristorante appartato, a pochi passi dal porto della città vecchia, dove si possono degustare piatti della tradizione ligure. Vista la bella giornata abbiamo preferito mangiare nei tavolini all’esterno, ma è possibile accomodarsi anche nella sala interna o nell’ampia veranda.

Per iniziare abbiamo ordinato una porzione di polpo alla ligure con patate e olive taggiasche e una di muscoli ripieni (sì, qui si chiamano muscoli e guai a chiamarle cozze!) tipici de La Spezia con ripieno di pane, parmigiano, mortadella e aromi e un sughetto rosso da scarpetta obbligatoria.

E poi, non potevamo che soddisfare la nostra voglia di fritto misto di pesce, abbondante, ben dorato e cotto a puntino, e di trofie al pesto con fagiolini e patate come vuole la tradizione che non hanno deluso le aspettative. A innaffiare il tutto, mezzo litro di vino bianco fresco. Il conto è stato di circa 30€ a persona, il giusto prezzo per un servizio cordiale e degli ottimi piatti di pesce.

LA LOCANDA Dl LÒ

cucina ligure e sarda |📍Finalborgo (Savona)
💰€€

Nello storico centro di Finalborgo vi consigliamo la Locanda di Lò, un piccolo ristorante di cucina tradizionale ligure e sarda, quest’ultima per via delle origini del proprietario. Qui abbiamo deciso di dividere tre primi in due: l’intramontabile spaghetto alle arselle, ben mantecato e condito; uno spaghetto ai frutti di mare con crostacei e molluschi, buono ma un po’ sciapo; e una porzione di fregola con arselle e bottarga che aveva tutto il sapore della Sardegna. Avendo ancora un po’ di spazio, ci siamo fatti tentare dal piatto di dolcetti sardi accompagnati dal mirto. Una degna conclusione della cena.

Il servizio è stato informale ma cordiale e la qualità dei prodotti ottima ma, per la tipologia di locale, ci aspettavamo porzioni più abbondanti e prezzi un filo più bassi. Nel complesso ci siamo alzati soddisfatti, spendendo circa 30€ a persona, e con la voglia di tornare a provare i secondi (come i moscardini alla diavola che si facevano mangiare con gli occhi!). Se andate nel weekend vi consigliamo di prenotare.

PESCHERIA E FRIGGITORIA DA JURI

pescheria con cucina |📍Varazze (Savona)
💰

Cosa c’è di meglio di uno street food di pesce (se fritto a maggior ragione) e una birra fresca in una giornata di mare? In un vicolo del centro di Varazze, a pochi passi dal lungomare, si trova una piccola pescheria con cucina che prepara sfiziosissimi piatti espressi da asporto con il pescato del giorno, Pescheria e friggitoria da Juri.

Noi abbiamo ordinato un fritto in cartoccio (di cui sapevamo di avere bisogno!), cosmico, e un vassoietto di acciughe e gamberi, altrettanto buoni. Non mancano però anche piatti cucinati, come il sugo di vongole, il bagnün di acciughe e lo stoccafisso (che avremo modo di provare la prossima volta) e una serie di panini ripieni, come quello al tonno rosso e marmellata di cipolla, molto saporito, e quello con polpo bollito e prezzemolo che abbiamo apprezzato.

Anche le bevande sono bene assortite: birra per tutti i gusti, bottiglie di vino bianco da 0,3 litri, e opzioni analcoliche. La materia prima è freschissima e i prezzi sono quelli di una friggitoria, dunque onesti: circa 20€ a persona per un pranzo di tutto rispetto a base di pesce. Questo posto è sicuramente un pit-stop culinario imperdibile a Varazze.

BORGO AFFINATORI

formaggi e degustazioni |📍Castello di Annone (Asti)
💰€€

Il Piemonte è sempre una buona idea, non ci stancheremo mai di ripeterlo. E questo indirizzo nell’astigiano è una vera e propria chicca, specie per chi, come noi, ha un debole per i formaggi. La formula è chiara sin dal nome: qui, dopo un’attentissima selezione tra le migliori forme del territorio, le si vanno ad affinare in cantina per settimane o mesi, per poi portarle in tavola accompagnate ad altri prodotti del territorio.

Il lavoro, anche creativo, è evidente sin dal burro, che apre le danze accompagnato da robiola, acciughe e bagnetto rosso o, in alternativa, dalla trota affumicata. Ottimi anche gli affettati artigianali e i piccoli piatti di accompagnamento come le carotine della stalla, le fave fresche e gli asparagi con ricotta, oltre alla pappa al pomodoro. Ma i fari sono, ovviamente, tutti puntati sui formaggi: dagli erborinati al tomino al forno con erbette e miele, dai formaggi d’alpeggio ai muffettati cosparsi di vinacce, il tagliere di degustazione non potrà deludervi.

A completare il quadro, una bella carta dei vini, un’incantevole cortile esterno in cui pranzare, cenare e rilassarsi e un servizio attento e molto cordiale, oltre alla possibilità di fare un po’ di shopping in bottega, a fine pasto. Considerate una spesa tra i 30 e i 50 euro in base alla fame (e alla sete) che avete. La pace (formaggiosa) a un’ora e venti da Milano!

LOCANDA DELL’ARCO

cucina piemontese | 📍Cissone (Cuneo)
💰€€

Visto il nostro amore per il Piemonte, non vi stupirete di trovare un altro ristorante della zona in compilation. Durante un weekend nelle Langhe, precisamente a Cascina Barroero (consigliatissima, peraltro!) siamo venuti a provare la cucina di Locanda dell’Arco, un ristorante di cucina tradizionale che deve il suo nome agli archi di pietra che caratterizzano la sua sala principale, che accoglie una decina di tavoli.

Nonostante l’allettante menu del mezzogiorno a 35€, che include bis di antipasti, primo, secondo e dolce, abbiamo optato per il menu alla carta per avere più libertà. Ed essendo in gruppo abbiamo provato diversi piatti: tra quelli che ci sono rimasti più nel cuore, la vitella di Langa battuta al coltello con petali di parmigiano e tartufo, la terrina di coniglio con julienne di verdure e fichi all’aceto balsamico, i tajarin al sugo di carne langarolo, deliziosi (tanto che abbiamo comprato il sugo andando via!), i ravioli del plin di ricotta ed erbe balsamiche con pomodorini al burro e l’anatra glassata al Barolo.

Il tutto accompagnato da una bottiglia di Barolo “Ferdinando Principiano” del 2018 davvero eccellente. Le porzioni di alcuni piatti, come l’anatra, ci sono sembrate un pochino ridotte. Il servizio è stato molto attento e gentile, e il conto finale, bere incluso, si è attestato intorno ai 50€ a testa. Il locale è davvero molto accogliente, ideale soprattutto nelle stagioni più fredde: un dehors esterno ci sarebbe, ma purtroppo non era stato apparecchiato per il servizio.

AGRITURISMO FERDY WILD

ristorante/agriturismo |📍 Lenna (Bergamo)
💰€€€

Eravamo già da un po’ di tempo incuriositi dall’Agriturismo Ferdy Wild, complice l’interessamento della guida Michelin, una cantina di vini di tutto rispetto, e racconti più o meno entusiasti di chi vi aveva già fatto visita. Non potevamo quindi esimerci dallo scoprire se la strada che porta a Lenna, nelle montagne orobiche bergamasche, valesse effettivamente la pena.

Per arrivare da Ferdy Wild dovrete percorrere a piedi un ponte sospeso sopra un fiume, per poi venire immersi in una splendida radura verde, dove troverete ad accogliervi pony, qualche cavallo, asini, coniglietti e via discorrendo (con cui poter eventualmente intrattenere anche i vostri bambini). È presente anche un dehors antistante pieno di lucine e, insomma, la location non potrà che lasciarvi senza fiato.

Il menu prevede diverse opzioni, a seconda che vi rechiate all’agriturismo a pranzo, a cena, o nei fine settimana. Noi siamo andati nel weekend e, come spesso amiamo fare per conoscere al meglio la cucina di un posto in cui ci rechiamo per la prima volta, abbiamo optato per un menu degustazione da 8 portate (85€) e uno da 10 portate (100€).

Le costante che ritroverete nei piatti (che cambiano spesso a seconda della stagionalità) è la tradizione orobica, di cui vengono utilizzate ottime materie prime (dalla carne di Bruna Alpina, ai formaggi di alpeggio che vi verranno raccontati e presentati su uno scenografico carrello, all’utilizzo del muschio nel dessert), con uno studio e una ricerca che ci ha lasciati piacevolmente sorpresi. Non perdetevi le “polpettine 1989” di erbe spontanee con cuore di formaggio filante, il piatto “Orobie Orientali“, ovvero filetto di vacca scottato con olio, ristretto di brodo e coclearia, e il commovente finale del menu degustazione più ampio, ovvero una scaglia di formaggio ultra stagionato accompagnato da una tisana bollente alle erbe.

Il servizio è premuroso e gentile, mai parco nel raccontare i piatti, attento nel servizio e nella pulizia del tavolo, con una particolare menzione al sommelier che ha saputo indirizzarci alla perfezione (un Nebbiolo Valtellina Superiore di Marcel Zanolari del 2015) nel tentativo di destreggiarci nell’importantissima lista di vini. Insomma, per noi la strada che porta all’agriturismo Ferdy Wild vale assolutamente la pena di essere percorsa, e se non volete proprio fare rientro subito dopo cena, ricordatevi che ci sono anche delle stanze dove poter passare la notte!

AGRITURISMO LOGHINO BELSITO

agriturismo | 📍 Villa Cappella (Mantova)
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Alla ricerca di un ristorante che ci consentisse di sfruttare il bel tempo di una domenica di sole, ci siamo spinti fin nei dintorni di Mantova, dove si trova Loghino Belsito, un agriturismo aperto solamente durante il fine settimana (dal venerdì alla domenica a pranzo), con uno splendido cortile interno che ben si presta anche a eventi e cerimonie.

Qui troverete una cucina del territorio con materie prime a km 0: la carne Manzarda proviene dai loro allevamenti, così come le verdure e, addirittura, il vino della casa. Noi abbiamo assaggiato le ottime polpettine di carne e patate con salsa agrodolce, il manzo marinato con verdurine e olio, per poi optare per dei maccheroncini di pasta fresca con ragù di manzarda e degli immancabili tortelli di zucca burro e salvia (questi ultimi davvero ottimi). Il tutto accompagnato con una bottiglia di Lambrusco viadanese di Corte Pagliare Verdieri, fresco e ideale per il pranzo.

Abbiamo trovato tutto estremamente proporzionato alla semplicità del posto, piatti genuini e ben pensati e un prezzo assolutamente economico per la qualità delle materie prime (considerate che il nostro pranzo, con l’aggiunta di un dolce, ci è costano circa 60€ in due persone). Insomma, l’agriturismo che vorremmo anche nelle immediate vicinanze di Milano!

OSTERIA L’È MAISTESS

ristorante |📍Fagnano di Gaggiano (Milano)
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Nei dintorni di Gaggiano ci sono diversi ristoranti che già ben conosciamo e apprezziamo (come La Bettolina, di cui vi abbiamo parlato più volte, e l’intramontabile Antica Trattoria del Gallo) ma avendo sentito parlare bene anche di Osteria l’è Maistess, abbiamo deciso per un pranzo domenicale di “rischiare”. 

Il locale, classico e accogliente, è dotato anche di un bellissimo dehors con pergolato di glicine e giardino, perfetto per godersi un pasto immersi nel verde durante la bella stagione e la cucina serve prevalentemente piatti della tradizione, che variano a seconda della stagionalità.

Noi abbiamo provato il baccalà mantecato con marmellata di cipolle, fiori di zucca impastellati e fritti ripieni di ricotta serviti con una salsa alle acciughe, tagliolini al tartufo nero e fonduta di parmigiano, tortelli di melanzane con pomodoro aromatizzato all’arancia e ravioli di carne con sugo di arrosto, trovando particolarmente buoni proprio questi ultimi due piatti.

Abbiamo trovato il servizio un po’ lento e sbrigativo – a dire il vero – ma, non correndoci dietro nessuno, dobbiamo dire che l’attesa non ci è poi pesata più di tanto. A lasciarci un po’ più perplessi, invece, è stato il conto: quasi 50€ a testa spesa per un antipasto, un primo, un caffè, acqua e una bottiglia di vino (da 25€, divisa in tre). Non possiamo dire di esserci trovati male, in fin dei conti, ma di certo nemmeno di esserci innamorati del posto.

TRATTORIA ROSMARINO

trattoria moderna |📍Genova
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Mangiare bene a Genova non è certo difficile e le squisitezze gastronomiche che la Superba offre sono tantissime. Come però in qualsiasi grande città, il rischio di incappare in una trappola per turisti è concreto. Prima di partire per una breve gita fuori porta, quindi, ci siamo informati bene (anche con questo nostro vecchio articolo) sui posti in cui andare a mangiare e per una cena abbiamo optato per la trattoria Rosmarino a pochi metri da piazza de Ferrari.

La scelta si è rivelata ottima perché, al netto di un servizio fin troppo sbrigativo e avaro di attenzioni, siamo stati molto bene. L’ambiente, pur nella sua semplicità, è molto curato (c’è persino la tovaglia sui tavoli, disse impressionto un milanese!) e sicuramente considereremo quel bellissimo tono di verde usato negli arredi anche per la nostra futura casa sulla riviera di Ponente.

Il menu è un bel percorso tra ingredienti prettamente locali che vanno a comporre piatti all’apparenza tradizionali ma che rivelano sempre un tocco di innovazione sia nei sapori che nella presentazione – come nel bellissimo (e buonissimo) baccalà brandacujun con patate e olive nere che abbiamo preso come antipasto. Non sono stati da meno gli altri piatti che abbiamo assaggiato, cioè la tartare di manzo con prescinseua (uno spettacolare formaggio locale) e nocciole, lo spiedo di calamari alle erbe e il tonno con salsa chimichurri che dalla Liguria ci ha fatto volare in Messico. Benissimo anche il dolce, una Sacripantina (una torta a strati con pan di spagna, crema di burro, cacao e nocciole) che – ammettiamo la nostra ignoranza – non avevamo mai sentito nominare, ma che adesso vorremmo importare anche a Milano. Il prezzo è tutto sommato giusto e con meno di 50 euro a testa uscirete sazi e soddisfatti come noi.

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