Mare – Conosco un posto https://godsgift.cyou Thu, 22 Jan 2026 07:59:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Mare – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Una settimana a Fuerteventura: cosa vedere e dove mangiare alle Canarie /una-settimana-a-fuerteventura-cosa-vedere-dove-mangiare-canarie/ /una-settimana-a-fuerteventura-cosa-vedere-dove-mangiare-canarie/#comments Wed, 21 Jan 2026 09:12:15 +0000 /?p=89559 Avete in programma un viaggio a Fuerteventura? Ci siamo stati per una settimana e qui vi diciamo cosa visitare e dove mangiare alle isole Canarie!

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Tre anni fa, il nostro primo viaggio alle Canarie, alla volta di Lanzarote, ci aveva stregato. E così, abbiamo deciso che era di nuovo tempo di paesaggi lunari, colori incredibili, posti autentici e relax totale, andando questa volta alla scoperta di un’altra isola, Fuerteventura. Qui abbiamo passato una splendida settimana ed è per farvi vivere la stessa magia che condivideremo alcuni dei nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Fuerteventura!

Viaggio alle Canarie: itinerario e consigli su Fuerteventura

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio a Fuerteventura!

Una settimana a Fuerteventura: cosa visitare

  • LE SPIAGGE DEL SUD. Iniziamo il nostro itinerario di Fuerteventura dal Sud dell’isola, la parte più selvaggia, ma anche paradossalmente la più turistica. Preparatevi a questa dicotomia cercando di fare slalom tra gli orrendi resort e casermoni di Costa Calma per poi sbucare in veri angoli di paradiso selvatici. Tra le nostre spiagge preferite, nella parte meridionale, spiccano sicuramente Sotavento (imperdibile, specie per gli amanti del naturismo), Esquinzo, La Pared e Cofete (quest’ultima, raggiungibile soltanto con un’auto adatta – alta o 4×4 – e una guida esperta, oppure tramite una navetta pubblica in partenza da Morro Jable, che ferma anche a Casa Winter, al Mirador de Cofete e, poi, al Faro de Punta de Jandía). Preparatevi a dune dorate e a un’atmosfera un po’ à la The Beach difficile da dimenticare.
  • AJUY E LE SUE CAVE. Inserite per forza di cose nel vostro itinerario a Fuerteventura uno stop a questo villaggio rimasto fermo nel tempo e alla sua spiaggia nera spettacolare. Da qui parte il sentiero che porta alle Cuevas de Ajuy, grotte naturali a picco sull’oceano. Indossate scarpe comode e poi approfittatene per uno stop in qualche ristorantino (più sotto qualche consiglio) al rientro.
  • UNA VISITA AL MUSEO DEL FORMAGGIO MAJORERO. Sicuramente non sarà il museo più incredibile della vostra vita, anzi, ma può essere carino una fermata da queste parti per capire di più su come venga prodotto l’ottimo formaggio locale Majorero e, perché no, per degustarlo. Dal giardino di cactus che lo racchiude, se il cielo è limpido si può ammirare da lontano la Montaña de Tindaya, considerata sacra dai nativi e spettacolare soprattutto al tramonto, quando si colora di rosa e rame.
  • UNO STOP A UNO DEI TANTI MIRADOR. L’isola è letteralmente disseminata di Mirador, punti panoramici da cui ammirare il paesaggio lunare (e speciale) circostante. Li scoprirete da voi guidando alla scoperta di Fuerteventura, ma i più celebri sono il Mirador de Morro Velosa, firmato da César Manrique, e il Mirador de Guise y Ayose, con le statue dei due antichi re majoreros. Mozzafiato anche quello di Las Peñitas.
  • UN TOUR DEI PAESINI. Oltre ai nomi più conosciuti, Fuerteventura custodisce diversi paesini, tutti nell’entroterra, davvero mignon ma piacevoli da visitare. Tra quelli più e meno noti, vi segnaliamo Giniginamar a sud, Pajara e Betancuria al centro, Tetir, Villaverde, La Oliva, Majanicho e Lajares a nord. Poi c’è il nostro preferito, ma lo terremo segreto perché davvero troppo prezioso: non abbiamo dubbi che i viaggiatori più curiosi tra voi sapranno trovarlo da soli 🙂
  • TREKKING AL CALDERÓN HONDO. Un cratere vulcanico perfettamente conservato, raggiungibile con una camminata semplice e panoramica (tenete conto circa 40 minuti per l’anello completo). In cima vi aspettano vento e vista mozzafiato sull’isola di Lanzarote e sull’Oceano. Meglio portare con sé acqua e cappello, noi ci siamo innamorati e siamo andati all’alba, orario che consigliamo insieme al tramonto.
  • EL COTILLO. Forse il paesino più amato dai surfisti e anche quello più autentico, con i suoi negozietti (fate un salto da Mediterraneo, Lomé, Lapa Studio e Clean Ocean Project), i bistrot e, soprattutto, i tramonti da levare il fiato. Da lì potete raggiungere facilmente tutte le spiagge della zona, e fermarvi per un tramonto, per esempio, alle piscine naturali di Playa de los Charcos o a La Concha.
  • LE SPIAGGE DEL NORD. E a proposito di spiagge, qui non avrete che l’imbarazzo della scelta. Tra le nostre preferite in assoluto, a cui continueremo ancora a pensare spessissimo, Playa de la Escalera, Alzada e tutto l’incredibile litorale del Parque Natural de Corralejo: uno spettacolo della natura!
  • CORRALEJO. Ci passerete perché ci passerete, grazie anche alla sua vivacità (e a qualche buon ristorante) ma questa cittadina non è il nostro mood, né dal punto di vista di vibrazioni né architettonicamente, né come tipologia di turismo. Ma qualche angolo che ancora si conserva, forse, lo riuscirete ancora a trovare!
  • ISOLA DI LOBOS. Proprio da Corralejo si raggiunge in 15 minuti di barca questa piccola e silenziosa isola, che si può girare a piedi o in bici e che ha un solo chiringuito per pranzare. Ricordatevi soltanto che per accedervi è obbligatorio compilare un permesso d’ingresso online il giorno prima!

Altri posti da vedere se hai più tempo:

  • Aguas Verdes
  • Playa de la Solapa
  • Barranco de las Peñitas
  • Piscina Natural Caleta de Fuste
  • Fare surf 🙂

Una settimana a Fuertventura: dove mangiare

  • RESTAURANTE CASA ISAITAS (Pàjara). Alloggiando in questo paesino nell’entroterra, abbiamo cenato da Casa Isaitas, ex casa coloniale con camere e ristorante, per ben due sere di fila, apprezzandone la corte interna, il servizio gentile e i piatti casalinghi ma deliziosi tra cui le acciughe marinate, le crocchette di prosciutto e l’insalata di pomodori. Prezzo medio a testa: 25€.
  • CAFÈ DEL MAR (Ajuy). Dopo aver visitato le grotte, impossibile non fermarvi in uno dei ristoranti del paesino (occhio agli orari, perché aperture e giorni di chiusura sono tendenzialmente strambi) per qualche pimiento de padrón e, soprattutto, per un po’ di pesce fresco. Noi qui abbiamo ordinato una bella grigliata di pesce con cerveza ghiacciata e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Prezzo medio a testa: 25€.
  • RESTAURANTE GRILL EL LUCHADOR CASA TINO MATOSO (Las Palmas). Una delle cene migliori della vacanza, se non la cena. In un ambiente spartano, frequentato principalmente da local come piace a noi, vengono serviti piatti tanto semplici quanto eccellenti, tra cui vi suggeriamo una mirabolante zuppa di ceci, gli onnipresenti pomodori e aglio (o forse sarebbe più corretto dire aglio e pomodori!), le papas arrugadas e, soprattutto, un filetto di Angus da cadere per terra. Super consigliato. Prezzo medio a testa: 25€.
  • SNACK BAR LA PALMITA (Costa Calma). Un chiosco semplice ma per noi magico, proprio in riva all’Oceano per uno stop veloce e ultra rilassante.
  • EL RINCÓN DE CALERO | TELECLUB DE CASILLAS (Las Palmas). Un altro posto davvero autentico è questo Teleclub (vecchio circolo di paese), uno degli ultimi (se non l’ultimo, ahinoi) di tutta l’isola, nella cui piazzetta si fermano locali, ciclisti e avventori di passaggio per una birra gelata e qualcosa da stuzzicare. A noi è piaciuto e per un attimo il tempo si è fermato (in tutti i sensi: non abbiate fretta!). Prezzo medio a testa: 15€.
  • LA PANETECA (Lajares). Se cercate un posto per la colazione o un pranzo un po’ meno caratteristico ma davvero ottimo, segnatevi questo indirizzo a Lajares, perfetto anche per ritemprarvi post scarpinata al Calderón Hondo. In questa bakery troverete deliziose viennoiseries, ma anche proposte salate tra cui ottimi toast e caffè come si deve. Prezzo medio a testa: 10€.
  • EL HORNO (Villaverde). Un’altra cena speciale e davvero caratteristica è stata quella da El Horno, un’istituzione a Fuerteventura, grazie al servizio senza sbavature dei gentili signori in sala, alle porzioni pantagrueliche e all’ambiente che sprizza tradizione da ogni poro. Qui abbiamo assaggiato finalmente il gofio canario (e ce ne siamo innamorati!), ma anche della deliziosa carne mista alla griglia e delle melanzane fritte servite con miele e formaggio. Tutto giusto! Ricordatevi solo di prenotare, specie in alta stagione e nel weekend. Prezzo medio a testa: 25€.
  • GASTRO ESCANFRAGA (Villaverde). Una piccola stanza in cui l’atmosfera raccolta, il servizio gentile e il buon cibo contribuiranno al vostro più totale relax. Qui troverete anche diverse proposte di pesce, tra cui delle ottime cozze gratinate con il nostro amato mojo (una salsa di cui è impossibile non diventare dipendenti) e una bella lampuga alla griglia. Prezzo medio a testa: 25€.
  • OLIVO CORSO (El Cotillo). Per delle tapas leggermente più raffinate, rivisitate e contemporanee, Olivo Corso a El Cotillo è uno degli indirizzi più in voga dell’isola e non senza motivo: gli ingredienti sono ottimi, l’estro un po’ più creativo e l’atmosfera curata senza risultare formale. Consigliatissimi i gamberi locali al sale: quando li vedete in un menu e vi accerterete siano freschi, ordinateli sempre, non ve ne pentirete, è una promessa! Prezzo medio a testa: 30€.
  • LA VACA AZUL (El Cotillo). Il ristorante di pesce più nominato di El Cotillo se non di tutta l’isola è La Vaca Azul, grazie alla sua terrazza panoramica sull’Oceano e al pesce sempre freschissimo. Qui abbiamo ordinato una buona paella, oltre a un ottimo ceviche e a dei gamberoni davvero succosi. Prezzo medio a testa: 35€.
  • AZURE BEACH BAR. Per un drink al tramonto direttamente in spiaggia, questo chiringuito a Playa de la Concha è un must.
  • KIPA MAI. Bar molto carino a Lajares per un drink dopo cena.

Altri ristoranti a Fuerteventura che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Santa Ana del Cotillo (El Cotillo, solo su prenotazione)
  • Amarillo (El Cotillo)
  • NaNa (El Cotillo, per un drink)
  • Oúm (Lajares)
  • Secret Garden by Surfescape (Lajares)
  • Gilda (Corralejo)
  • Tapas Oscar (Corralejo)
  • La Pulperia (Corralejo)
  • Casa Marcos (Villaverde)
  • La Villa (Villaverde)
  • Casa Santa Maria (Betancuria)
  • La Finca Agricola (Las Palmas)
  • La Bodega de Jandía (Morro Jable, solo su prenotazione)
  • La Pescadora (Ajuy)
  • La Puesta (Ajuy)

Altre info utili sul viaggio a Fuerteventura

  • ITINERARIO. Avendo una settimana ed essendo l’isola bella lunga, abbiamo deciso di spezzare la vacanza in due tranche (3 notti al centro/sud + 4 notti a nord), di modo da non passare troppo tempo in auto. La scelta ci è parsa super azzeccata e la rifaremmo; in caso aveste meno giorni, forse la parte a nord è quella più ricca in termini di cose da fare e da vedere.
  • ALLOGGI. Al centro/sud abbiamo scelto il tranquillissimo paesino di Pàjara – molto strategico per visitare tutta la zona – e in particolare abbiamo alloggiato in questa casa me-ra-vi-glio-sa che ci sentiamo anche un po’ gelosi a condividere. A nord invece abbiamo scelto la zona residenziale e altrettanto tranquilla di Lajares, in una sistemazione più moderna e meno indipendente, ma ugualmente perfetta, grazie anche a una proprietaria (italiana) deliziosa.
  • COME MUOVERSI. Siamo arrivati a Fuerteventura con un volo diretto EasyJet da Malpensa. Abbiamo poi noleggiato in precedenza, con ritiro e riconsegna all’aeroporto (per una cifra peraltro irrisoria), una Peugeot 208 in perfette condizioni al car rental Cabrera Medina, trovandoci davvero bene. Come a Lanzarote, guidare è in linea di massima molto semplice, le strade sono spesso dritte, e i limiti di velocità sono genericamente bassi (e rispettati). Anche per chi, come noi, non è un drago alla guida, dovrebbe essere non troppo difficile. Occhio solo agli sterrati!
  • COSTO DELLA VITA&DENARO. Le Canarie non sono certamente una meta iper costosa, anche se come sempre dipende da cosa sceglierete. Le spiagge sono per lo più libere, ed essendo un’isola ‘sportiva’ quasi tutte le attrazioni sono gratuite e liberamente accessibili. Per un pasto completo, infine, di media difficilmente si superano i 25/30€ a testa. Pressoché ovunque, infine, viene accettata la carta.
  • RISTORANTI&CUCINA. La carne va per la maggiore (al contrario di quanto si potrebbe pensare), ma ci sono spesso diverse opzioni a base pesce e vegetariane/vegane. Per organizzare al meglio le vostre giornate, fate caso agli orari di apertura e, soprattutto, di chiusura dei posti, perché spesso osservano orari un po’ particolari.
  • CLIMA&STAGIONI. Alle Canarie è sempre estate (cit), e in effetti qui trovare maltempo è proprio raro, anche se possono capitare giornate velate e foschia, specie al mattino. Noi, come anche per Lanzarote, abbiamo optato per l’autunno, in cui si sta davvero una crema, con 27 gradi fissi di giorno e piacevolissimi 22 gradi la sera. Occhio al vento, specie d’estate, perché Fuerteventura pare essere l’isola più ventosa di tutte.

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Viaggio in Indonesia: itinerario di due settimane tra Bali, Lombok e Isole Gili /itinerario-indonesia-bali-lombok-gili/ /itinerario-indonesia-bali-lombok-gili/#respond Tue, 07 Oct 2025 07:00:00 +0000 /?p=88748 Viaggio in Indonesia tra Bali, Lombok e Gili: spiagge, templi, escursioni, consigli pratici e alloggi per un itinerario di due settimane.

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Un viaggio in Indonesia che unisce il fascino spirituale di Bali, le spiagge selvagge di Lombok e l’atmosfera rilassata delle isole Gili. Ecco il nostro itinerario di due settimane con tappe, consigli, hotel, ristoranti e spunti per chi sogna un’avventura tra templi, onde e tartarughe, alla scoperta di tre isole completamente diverse tra loro!

VIAGGIO IN INDONESIA: COSA VISITARE A BALI

Durante il nostro viaggio in Indonesia abbiamo deciso di concentrarci maggiormente, essendo la nostra prima volta in zona, sull’isola di Bali, esplorando tre delle sue zone più affascinanti: Uluwatu, Canggu e Ubud. Ognuna ci ha regalato atmosfere diverse e indimenticabili. Qui sotto ve le raccontiamo nel dettaglio.

Uluwatu, tra spiagge e templi

Uluwatu, nel nostro viaggio in Indonesia, è stata la porta d’ingresso a Bali, ma anche il nostro saluto finale all’isola. Siamo rimasti in questa zona nella parte sud di Bali le prime due notti e siamo tornati l’ultima. Qui sarete immersi nella vegetazione, con spiagge splendide, lunghe e deserte, e tramonti incredibili. La zona è famosa per le sue scogliere a picco sull’oceano, dove i surfisti sfidano onde leggendarie.

Come base per le prime notti abbiamo scelto Cengiling e il Flowerbud Bungalow, una struttura semplice, ma pulita e dall’incredibile rapporto qualità prezzo (13€ a notte), in perfetto stile balinese con tanto di inconfondibile bagno en plein air. La posizione è ideale per raggiungere una delle spiagge più scenografiche della zona, Balangan Beach, dove vi suggeriamo di pranzare al The Point (per il primo Nasi Goreng della vacanza), con vista sull’oceano e piedi nella sabbia, e di visitare per una merenda o una birra al tramonto il vicino Surfers Cafè. Per cena, invece, troverete a poca distanza Bagus Warung, un piccolo ristorante balinese senza fronzoli e frequentato prevalentemente da locali, dove mangerete pesce alla griglia davvero incredibile con una spesa ridicola.

Altre spiagge che vi consigliamo di raggiungere:

Green Bowl Beach: una piccola baia nascosta, perfetta per chi cerca tranquillità e acque cristalline (attenzione che i gradini per risalire sono impegnativi, ma promettiamo che ne sarà valsa la pena).
Thomas Beach: meno affollata rispetto ad altre spiagge della zona, ideale per rilassarsi e godersi il panorama.
Nyang Nyang Beach: selvaggia e spettacolare, raggiungibile con una camminata tra la vegetazione, perfetta per chi ama le spiagge più isolate.
Karma Beach: situata sotto il lussuoso Karma Kandara Resort. Qui, in particolare, si trovano diversi beach club, tra cui anche il vicino Sundays Beach Club, che ci è stato segnalato come una valida alternativa.

Uluwatu però è soprattutto spiritualità, a partire dal Tempio di Uluwatu, arroccato sulla scogliera: uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. Il momento migliore per visitarlo è al tramonto, quando si può assistere alla danza Kecak, un rituale ipnotico tra fuoco, canto e tradizione. Seguite le indicazioni delle guide e nascondete iPhone e occhiali da sole: le scimmie qui fanno disastri!

Come accennavamo all’inizio, per l’ultima notte del viaggio in Indonesia, siamo tornati a Uluwatu. In questo caso abbiamo scelto di soggiornare al Three Monkeys Villas, una struttura accogliente e abbastanza comoda per l’aeroporto, ma anche vicina ai luoghi che ci erano piaciuti più durante la nostra permanenza a Bali. La serata è stata dedicata al Single Fin, il locale più iconico della zona, dove bere birra e mangiare una (buona!) pizza in cima ad una scogliera, con una vista mozzafiato e il sole che scompare dietro l’oceano, circondati da musica e surfisti. Prima di lasciare Uluwatu, vi suggeriamo un pit-stop nel negozio The Find, una piccola perla per chi cerca abbigliamento e oggetti di design balinese, lontano dalle solite bancarelle turistiche.

Tra le zone che ci hanno lasciato il ricordo più autentico di Bali, Pecatu e Bingin Beach però occupano sicuramente un posto sul podio. Si trovano in una piccola baia incastonata tra le scogliere di Uluwatu, dove poter mangiare nei tipici warung direttamente in spiaggia, con i piedi nella sabbia e il profumo del pesce che cuoce sulle griglie all’aperto. Al tramonto, con la marea bassissima, la cena diventa un momento incredibile, condiviso con surfisti e festa fino a tardi. Vi suggeriamo di fermarvi e di pernottare al The Temple Lodge, una struttura incantevole con una vista mozzafiato e un’anima profondamente balinese, con pochissime stanze tutte diverse tra loro, e la possibilità di praticare yoga all’alba con vista direttamente sull’oceano.

Purtroppo, nel 2025 l’intera zona di Bingin Beach è stata demolita, a causa di problematiche legate all’amministrazione locale e a presunti abusi edilizi. Non sappiamo come evolverà la situazione negli anni futuri, ma se avrete la fortuna di trovare ancora qualche warung o struttura attiva nei dintorni, vi consigliamo di non perdervela.

Canggu, tra locali e le spiagge mozzafiato

Spostandoci nella parte ovest dell’isola, il nostro viaggio in Indonesia continua a Canggu, una delle tappe più popolari di Bali, soprattutto tra i viaggiatori più giovani e i surfisti. È un luogo in cui il ritmo è veloce, le strade sono affollate di scooter e ogni angolo sembra pensato per Instagram. Boutique di design, caffè minimalisti, locali trendy: tutto è estremamente curato e “cool”. Ma proprio per questo, è anche la parte che ci ha convinto meno.

Abbiamo soggiornato al The Breeze Stay and Surf, un hotel molto carino, situato in una strada defilata e fuori dal caos della città. La sera, infatti, Canggu si trasforma in un centro pulsante di vita notturna, soprattutto nei locali che si trovano direttamente sulla spiaggia. Turistico, ma assolutamente imperdibile, è La Brisa, un beach club molto scenografico costruito con materiali riciclati e prevalentemente di legno. Vi sembrerà di venir catapultati nel film di Peter Pan, ma con luci soffuse, palme, musica chill e margarita. La seconda sera abbiamo cenato da Santanera, un ristorante spagnolo elegante e dove abbiamo mangiato sorprendentemente benissimo. Durante il giorno, Canggu è il regno del brunch: ogni locale propone smoothie bowl, avocado toast e caffè filtrato, con un’estetica impeccabile. Considerate i prezzi al pari di Milano (ne avevamo bisogno?).

Parlando con i locali e con chi ha visitato Bali anni fa, ci è stato raccontato che Canggu ha vissuto una crescita rapidissima, trasformandosi da villaggio tranquillo di pescatori a centro turistico in pochi anni. Non sappiamo come sarà Canggu tra qualche anno, e non ci sentiamo di garantirne la qualità futura: è una zona in continua trasformazione, e questo si percepisce. Due giorni sono stati sufficienti per viverla, ma anche per capire che non è il tipo di Bali che ci ha conquistato.

Nel nostro viaggio in Indonesia, abbiamo scelto Canggu anche come base per l’escursione a Nusa Penida, organizzata con driver fino a Sanur, da dove partono le imbarcazioni per l’isola. È bene sapere che si tratta di una meta molto turistica, quindi è importante partire presto e affidarsi a un driver locale; chiedete nell’hotel dove pernottate a Canggu se possono supportarvi nella ricerca e negli spostamenti.

Una volta arrivati, verrete portati in giro per l’isola in macchina e insieme a tantissimi altri turisti, seguirete le tappe immancabili, in coda perenne per scattare foto ad ogni spot. Le scogliere di Kelingking Beach, la piscina naturale di Angel’s Billabong e la spiaggia di Broken Beach sono spettacolari, anche se l’esperienza può risultare un po’ caotica. Sono luoghi incredibili che difficilmente vi ricapiterà di vedere, quindi nonostante l’affolamento non possiamo che consigliarvi di dedicare un giorno a questa incredibile isola, o di rimanerci a dormire qualche notte.

Ubud, tra natura e spiritualità

Arrivare a Ubud è come entrare in un’altra dimensione di Bali: più silenziosa, più verde, quasi mistica. Dopo il caos di Canggu e le scogliere di Uluwatu, Ubud accoglie con le sue risaie a perdita d’occhio e i templi nella giungla. Per questa tappa abbiamo soggiornato al The Compass Rose, un piccolo hotel immerso nel verde, che ci sentiamo assolutamente di consigliarvi, anche solo per godervi i loro massaggi rilassanti direttamente in camera. Un rituale che consigliamo vivamente, perché qui il benessere è parte integrante dell’esperienza, a dei prezzi di cui sentiamo tutt’ora la mancanza.

Ubud, infatti, è il posto ideale per chi ama lo yoga e la spiritualità. I centri come Yoga Barn o Radiantly Alive offrono lezioni per tutti i livelli, spesso in sale aperte sulla natura. Anche se non siete praticanti, vale la pena provare almeno una sessione.

Tra le cose da vedere, le Tegalalang Rice Terrace sono un must: le terrazze di riso scolpite nella collina sono uno dei paesaggi più iconici di Bali. Meglio andarci al mattino presto, quando la luce è dorata e i gruppi turistici ancora lontani. Da lì, si può proseguire verso le cascate di Tegenungan o Tibumana, perfette per un tuffo rinfrescante e qualche foto scenografica.

Una passeggiata lungo la Campuhan Ridge Walk al tramonto, poi, è una delle esperienze che sicuramente vi consigliamo: un sentiero tra le colline, circondato da palme e silenzio, che regala una vista mozzafiato sulla valle.

Per chi invece cerca un’esperienza più mistica, il Tempio Tirta Empul è il luogo dove i balinesi si purificano nelle acque sacre. È possibile partecipare al rituale, immergendosi nelle vasche e seguendo il percorso spirituale tra le fontane. E poi c’è il Monkey Forest, dove centinaia di scimmie vivono libere tra templi e alberi secolari (ricordatevi che le scimmie sono cattivissime, veloci, e abili ladre!).

Di sera, Ubud si trasforma in un luogo davvero frenetico (soprattutto per la quantità sconvolgente di motorini per le strade). Il ristorante Hujan Locale è stata la nostra scoperta più bella: cucina balinese reinterpretata con eleganza, ingredienti locali e un’atmosfera calda e raffinata. Ci è piaciuto talmente tanto da tornarci due volte, e ogni piatto è stato una sorpresa.

In generale, la scena enogastronomica di Ubud è molto variegata: Api Jiwa, situato nella foresta del Cappella Ubud Resort, propone un’esperienza omakase con una commistione tra elementi locali e da tutto il mondo; i ristoranti di Locavore sono rinomati in tutto il mondo, tanto da scalare le migliori classifiche. Vi consigliamo Night Rooster, invece, per concludere le vostre serate con un ottimo drink.

Come accennavamo, Ubud è anche il punto di partenza per numerose gite da poter fare in giornata.

A pochi chilometri dal centro di Ubud, vi consigliamo di passeggiare tra le stradine del villaggio di Kubu: donne che intrecciano offerte, bambini che giocano scalzi e contadini al lavoro nei campi, un’esperienza autentica di vita balinese, non senza qualche turista alla ricerca degli angoli più sinceri.

Lì trovate anche il Tempio di Lempuyang, famoso per la celebre foto tra i portali con il riflesso “a specchio”. È sicuramente scenografico, ma va affrontato con pazienza: la coda per lo scatto può superare le due ore. La partenza, inoltre, dovrà essere molto (molto!) presto di mattina, per riuscire ad arrivare tra i primi turisti (spoiler, non ne vale assolutamente la pena).

A pochi chilometri da Lempuyang, raggiungete infine il Tirta Gangga, un antico palazzo reale con piscine e fontane immerse nel verde. Camminare sulle pietre sospese sull’acqua tra carpe giganti sarà suggestivo e rilassante.

Viaggio in Indonesia: cosa visitare a Lombok

Da Ubud prendete un driver sino a Padang Bai, nella parte est dell’isola, dove il traghetto vi porterà fino all’isola di Lombok (come consigliamo più avanti, l’alternativa leggermente più costosa ma sicuramente più comoda è il volo interno Bali-Lombok, che vi eviterà la caratteristica traversata su imbarcazioni piuttosto discutibili).

Arrivati a Lombok, l’isola accoglie con paesaggi selvaggi, strade polverose, scimmie e spiagge infinite e un’atmosfera che ricorda la Bali di qualche anno fa. Noi abbiamo soggiornato a Kuta Lombok, una cittadina di surfisti e locali dove poter uscire la sera, ma decisamente in una dimensione più rilassata rispetto a Bali. Il nostro hotel, The White Bay, è stato una piacevole sorpresa: accogliente, ben posizionato e perfetto per esplorare la zona. Qui non ci sono resort lussuosi o locali patinati, ma warung semplici, bar sulla spiaggia e tanti surfisti.

E proprio il surf è uno dei motivi per cui Lombok è amata: le onde sono stupende, le spiagge selvagge e l’atmosfera è chill. E a proposito di spiagge, Mawi Beach vi lascerà senza parole: circondata da colline verdi, e con onde perfette per chi ama il surf. Selong Belanak, invece, è più ampia e tranquilla, con acque cristalline e onde medie, ideale anche per chi vuole imparare a surfare o semplicemente rilassarsi. Qui vi consigliamo di pranzare al Laut Biru Bar, un piccolo locale sulla spiaggia dove si mangia benissimo con i piedi nella sabbia.

La sera, poi, Kuta si anima in modo discreto. Abbiamo cenato da Fish Bones Warung, un locale semplice ma delizioso, dove scegliere direttamente dal banco il pesce che poi vi serviranno grigliato (vi consigliamo di farvi ripetere molto bene il prezzo dei pesci, per evitare sorprese al momento del conto, solitamente molto basso); El Bazar, per piatti più raffinati, e Elamu, per una inaspettata cucina greca (fidatevi, dopo due settimane di Nasi Goreng ne avrete voglia anche voi). Per concludere le serate, ci siamo trovati benissimo al Surfers Bar, dove ogni sera si fa festa, e non mancherà occasione di sentire bravissime band esibirsi live.

Da ultimo, vi consigliamo l’escursione al Monte Rinjani, il maestoso vulcano di Lombok, che ci hanno detto essere una delle esperienze più intense e panoramiche dell’isola, che però noi non abbiamo fatto per mancanza di tempo. Il trekking è impegnativo e richiede una sveglia molto mattiniera, ma la vista sulla caldera e sul lago Segara Anak ripaga ogni sforzo. È consigliato affidarsi a guide locali esperte e partire ben equipaggiati.

Viaggio in Indonesia: cosa visitare nelle isole Gili

Dopo la natura e il surf di Lombok, il nostro viaggio in Indonesia continua alle Gili Islands per due giorni di puro relax. Abbiamo scelto Gili Trawangan, la più vivace delle tre, e la bellezza del suo mare, che qui è davvero una cartolina: acqua cristallina, sabbia bianca, fondali pieni di coralli e tartarughe. È piccola e si percorre facilmente in una mezz’ora di bicicletta, durante la quale si costeggiano spiagge, bar sulla sabbia e tratti di vegetazione.

Qui abbiamo soggiornato al Karma Kayak, una struttura accogliente e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, posizionata nella parte dell’isola da cui poter godere del tramonto. Ci siamo trovati benissimo, e una menzione speciale merita il ristorante direttamente sulla spiaggia, dove vi verrà servita tutte le mattine una incredibile colazione, sia dolce che salata. In generale, va detto, i ristoranti e locali però sono quasi tutti turistici, con menu internazionali e ambienti pensati per i viaggiatori. Ma l’atmosfera di cenare con i piedi nella sabbia sarà in ogni caso impagabile!

Inoltre, durante il giorno, ci siamo imbarcate per una delle tante escursioni che permettono di visitare anche le altre due isole dell’arcipelago: Gili Meno e Gili Air, entrambe a pochi chilometri di distanza. L’escursione è semplice da organizzare e permette di fare snorkeling in punti diversi e vedere le tartarughe marine che affollano le acque intorno alle isole.

Insomma, alle Gili si viene per una scorpacciata di sano mare, e anche se il turismo è molto presente, i paesaggi da cartolina valgono sicuramente il viaggio, complici anche le forti maree che regalano scorci incredibili.

Viaggio in Indonesia: altre info utili

  • ITINERARIO. Il nostro viaggio in Indonesia è durato circa due settimane, con tappe distribuite tra Bali, Lombok e le Gili, anche se tre settimane sarebbero state ideali. L’itinerario è stato pensato per alternare momenti culturali, relax al mare e passeggiate nella natura. Scegliete Uluwatu (3 o 4 notti) per scogliere, templi e tramonti, Canggu (2 notti) per vita notturna e tanto tanto turismo, Ubud (3 notti) per lo yoga, spiritualità e risaie, Lombok (4 notti) per spiagge selvagge e autenticità, Gili Trawangan (2 notti) per un mare da sogno e festa della luna piena.
    Inoltre, sia all’andata che al ritorno, abbiamo deciso di fare scalo a Singapore, a cui abbiamo dedicato una intera giornata prima del nostro volo di ritorno per l’Italia. Vi rimandiamo allarticolo dedicato, considerate le tante cose da vedere (e mangiare) in questa città.
  • ALLOGGI. Per il nostro viaggio in Indonesia abbiamo prenotato quasi sempre tramite Booking, ma anche su Airbnb si trovano molte opzioni interessanti, soprattutto per soggiorni più lunghi. Il consiglio è di prenotare con largo anticipo: si riescono a trovare strutture bellissime a prezzi davvero contenuti (anche 10€ a notte), soprattutto in bassa stagione.
  • COME MUOVERSI. Scooter: è in effetti il mezzo più comodo per muoversi a Bali e Lombok. Economico (circa 5–7 € al giorno), ma attenzione alle strade molto trafficate. Lo consigliamo però solo a Lombok, dove le strade sono molto più sicure e il traffico meno intenso (importante: chi guida uno scooter dovrebbe avere la patente internazionale). Taxi privati: ottimi per spostamenti lunghi tra città o per escursioni. Si possono prenotare tramite hotel o app come Grab o Gojek (l’equivalente locale di Uber, ma anche con l’opzione che il vostro driver vi venga a prendere in scooter!). Parlate con i vostri driver e contrattate per assicurarvi tragitti anche nei giorni successivi. Traghetti: per raggiungere Lombok e le Gili, ci sono diverse compagnie che operano tratte giornaliere. Meglio prenotare in anticipo, soprattutto in alta stagione, e assicurarvi che il tragitto non abbia tappe intermedie. Biciclette: a Gili Trawangan sono l’unico mezzo che avrete a disposizione. Voli interni: Dopo l’esperienza maturata, ci sentiamo di consigliarvi di viaggiare da Bali a Lombok tramite volo interno, comodissimo, economico, e che vi eviterà l’esperienza (senz’altro non entusiasmante) dello spostamento in traghetto.
  • RISTORANTI&CUCINA. La cucina indonesiana è ricca di sapori, con piatti come nasi goreng, mie goreng, satay e curry locali. A Bali si trovano sia warung tradizionali (economici e autentici) che ristoranti più raffinati. A Lombok, la cucina è più semplice e locale, a dei prezzi davvero incredibili. A Gili Trawangan, la maggior parte dei ristoranti è pensata per i turisti, con menù internazionali (ma anche l’immancabile pesce alla griglia).
  • STAGIONI. Il periodo migliore per un viaggio in Indonesia è tra aprile e ottobre, durante la stagione secca. Noi abbiamo viaggiato in agosto e abbiamo trovato giornate splendide, mare calmo e temperature perfette. Da evitare, se possibile, i mesi tra novembre e marzo, stagione delle piogge.
  • CAMBIO&SOLDI. La moneta locale è la rupia indonesiana (IDR). È consigliabile cambiare una piccola somma all’arrivo e poi prelevare con carta nei bancomat (ATM), che si trovano facilmente nelle zone turistiche. Molti warung, negozi e driver (a meno che paghiate tramite app) accettano solo contanti, quindi è sempre utile avere qualche banconota con sé.
  • ASSICURAZIONE. Consigliamo vivamente di stipulare un’assicurazione di viaggio che copra spese mediche, cancellazioni e imprevisti. Soprattutto per chi guida uno scooter, è fondamentale avere una copertura adeguata e, come già detto, la patente internazionale.

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Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/ /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/#respond Wed, 16 Jul 2025 07:00:00 +0000 /?p=87253 Cosa vedere ad Atene in 2-3 giorni? E dove mangiare bene? I nostri posti preferiti tra cultura, tramonti e taverne fuori dalle solite guide.

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Rude, sporca, trasandata, difficile: c’è chi Atene la descrive così, e non avrebbe neanche tutti i torni. Ma, per riportare il piano della conversazione su una sempre apprezzabile scala di grigi e sfumature, la Capitale greca conserva un fascino indiscusso, nuovi angoli di bellezza e un vibe difficile da spiegare a parole (ma ci proveremo!). Dopo i nostri vari reportage sulle isole greche, è arrivato il momento di dedicarci anche a questa splendida città: dopo una settimana passata qui, eco il nostro resoconto su cosa vedere e dove mangiare ad Atene!

Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio ad Atene!

Una settimana ad Atene: cosa visitare

  • UN GIRO NELLE ZONE CENTRALI (PSYRRI, MONASTIRAKI, PLAKA). Per prendere confidenza con Atene, iniziamo il nostro giretto a partire da dove alloggiamo, ovvero dai quartieri più centrali e turistici, punto d’incontro tra l’antico e il moderno: Psyrri, Monastiraki e, infine, Plaka, tutti disseminati di taverne, negozi e rami di bouganville. Siamo fermamente convinti che la migliore lettera di presentazione di una città sia il suo mercato, dunque ci dirigiamo immediatamente tra i banchi del Mercato Centrale di Varvakios: lì odore di olive, formaggio, ma anche carni varie e carcasse di pesci fanno da sfondo a corsie vive e brulicanti di ateniesi intenti a fare la spesa.

    In zona trovate tantissimi negozi carini (più sotto un approfondimento a riguardo), mentre per le insegne più commerciali c’è corso Ermou, la via principale che sfocia in Piazza Syntagma, dove a ogni ora si può assistere al cambio della guardia (anche se quello ‘ufficiale’, con la cerimonia più completa, è solo di domenica mattina, alle 11). Il fulcro della vita turistica di Atene si concentra invece sulla collina di Plaka: vi consigliamo un giro qui, ma fermatevi (magari per un drink al tramonto) solo se amate le situazioni belle congestionate! Anche Monastiraki è uno dei quartieri più vivi, dove di domenica si tiene il flea market più celebre della città.
  • LA VISITA ALL’ACROPOLI. Salire sull’Acropoli è come entrare in un altro secolo. Partenone, Propileo, Eretteo: qui percepirete forte e chiaro la magnificenza degli antichi fasti. Vi suggeriamo di acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale per evitare spiacevoli code sotto il sole e di programmare la visita al mattino presto o al tramonto.
  • IL MUSEO DELL’ACROPOLI. A pochi passi dalle rovine ha casa il museo più celebre di Atene, che custodisce fregi, statue, Cariatidi e pezzi del Partenone, in un allestimento moderno ed elegante. Anche in questo caso vi esortiamo ad acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale, anche se non visitarlo assieme a un’orda di persone sarà comunque pressoché impossibile.
  • UNA PASSEGGIATA AD ANAFIOTIKA. Superata Plaka, e prima della ‘scalata’ all’Acropoli, Anafiotika è un quartiere affascinante e decisamente più tranquillo in cui vi suggeriamo di perdervi. Qui le casette bianche, i molti gatti e l’allegra vegetazione vi daranno l’impressione di essere su un’isola delle Cicladi più che in una grande città.
  • L’ANTICA AGORÀ E IL TEMPIO DI EFESTO. L’Acropoli è sempre emozionante, ma è l’Antica Agorà, cuore politico e commerciale dell’antica Atene, ad averci colpito particolarmente: oggi resistono colonnati e pietre millenarie, tra cui il magnifico Tempio di Efesto, da brividi. Vi abbiamo già suggerito di acquistare i biglietti con anticipo? 🙂
  • IL TRAMONTO SUL FILOPAPPO O SUL LICABETTO. Al termine di una delle vostre giornate ad Atene, vi suggeriamo di salire su uno dei due monti che dominano lo skyline della città, la Collina di Filopappo (su cui si può salire a piedi o in auto) o il Monte Licabetto (a cui si accede tramite funicolare), per un tramonto (o un’alba) davvero coi fiocchi.
  • ALTRI MUSEI. Se, come è successo a noi, avete in programma di fermarvi ad Atene qualche giorno in più, sappiate che l’offerta culturale della città è molto ampia e include diverse ‘strutture minori’, ma assolutamente meritevoli di una visita. Tra quelle che abbiamo visitato noi, vi segnaliamo la splendida Fondazione Goulandris (con prima uno stop al Kallimarmaro, sede della prima edizione dei Giochi Olimpici moderni, passando per il verdeggiante Giardino Nazionale) e il museo Alekos Fassianos dedicato alle opere del pittore da cui prende il nome. Ma altre opzioni non mancano: date un’occhiata, a seconda delle vostre inclinazioni, anche al Museo Archeologico Nazionale (con la sua Maschera di Agamennone!), al museo Benaki, a quello dedicato all’Arte Cicladica e alla National Gallery.
  • EXARCHIA. C’è che vi dirà che al quartiere di Exarchia è meglio non andare ma noi, invece, vi esortiamo ad andarci (sempre con le antenne ben dritte e con le precauzioni che adottereste in qualsiasi grande città). Questa zona conserva l’anima alternativa e politica che ha sempre connotato l’area, cuore pulsante della controcultura greca, nota per le sue lotte anarchiche e le proteste studentesche. Negli anni si è un po’ addomesticata, ma tra bar underground, librerie indipendenti, murales a perdita d’occhio e musica live, è forse l’angolo più vivo di tutta Atene, nonostante l’innegabile gentrificazione. Di sabato trovate anche il bel mercato agricolo di Kallidromiou.
  • SHOPPING. Atene pullula di negozietti deliziosi, boutique molto curate e concept store di vario genere. Noi abbiamo particolarmente apprezzato l’arte orafa di Neso Studio, i profumi e le creme ‘alchemiche’ di The Naxos Apothecary, la selezione di libri da Hyper Hypo e quella di profumi di Phāon, ma anche le camicie di It’s a Shirt. Nelle stories in evidenza su Instagram trovate tanti altri indirizzi per cui ci è stato letteralmente impossibile tornare a casa a mani vuote!
  • ALTRI QUARTIERI. Uscendo dall’Atene più turistica, oltre a Exarchia vi suggeriamo le zone di Pagrati per taverne storiche e street food autentico e di Kolonaki per un po’ di shopping e house watching di edifici residenziali davvero meravigliosi.
  • FONDAZIONE STAVROS NIARCHOS E MIKROLIMANO. Sfruttando i mezzi pubblici o un taxi, arrivate fino alla Fondazione Stavros Niarchos, una struttura mastodontica firmata da Renzo Piano e con una splendida vista sul mare che ospita parco, biblioteca e teatro all’aperto. E poi fino a Mikrolimano, il porticciolo dei pescatori: casette colorate, taverne affacciate sull’acqua e tavoli all’aperto vi faranno staccare dal trambusto cittadino.
  • UNA GIORNATA AL MARE? Se progettate anche una giornata di puro relax, sappiate che a circa 30 minuti di taxi si possono raggiungere spiagge come Kalamaki, Glyfada e Voula. Non il mare più bello della Grecia, chiaramente, ma in cui starete comunque un gran bene: noi non abbiamo potuto esimerci!

Una settimana ad Atene: dove mangiare

  • DIPORTO. Il ristorante più ruvido e autentico di Atene? Noi crediamo di sì: in questo seminterrato, un simpatico signore coi baffi serve – senza insegna né menu – i piatti greci della tradizione: fasolada, fava, zuppa di ceci, qualche pesce alla griglia, accompagnati da vino al calice direttamente in tavola. Meraviglioso e delizioso, per di più a un prezzo ridicolo. Non si può prenotare, quindi preparatevi a lunghe file o arrivate molto presto o molto tardi. Prezzo medio bere a parte: 15€.
  • ATLANTIKOS. Se avete voglia di pesce fresco, anche in questo caso a prezzi bassissimi, dirigetevi in questo locale di Psyrri specializzato in cucina di mare: qui troverete cozze a volontà, fritto misto, acciughe marinate e lenticchie, gamberetti piccoli da leccarsi i baffi. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • ΛΙΝΟΥ ΣΟΥΜΠΑΣΗΣ ΚΑΙ ΣΙΑ (LSANDSIA). Nel caso sentiate già la mancanza delle enoteche con cucina hipster di Milano, questo locale è sulla cresta dell’onda, ma con un perché: l’atmosfera è sicuramente molto cool, ma i piatti – tradizionali, ma con un twist – sono davvero ottimi, a partire da una deliziosa pita con taramosalada che ricorderemo a lungo. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • TO KAFENEIO. Storico caffè-taverna a Plaka con mezedes, insalate fatte in casa, tzatziki, dolmadakia e spanakopita. Un buon indirizzo se siete in zona, affamati post visita al Partenone. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • AESOPOU FABLES. Tra i tanti posti turistici di Psyrri, in questo locale si respira una bella atmosfera e si è serviti con molta attenzione. Ottimo il gyros pita servito al piatto. Prezzo medio bere a parte: 25€.
  • ROZALIA. Nascosta in una bella viuzza di Exarchia, Rozalia è una taverna verace che porta in tavola piatti tipici, con una particolare attenzione alle proposte carnivore. E, infatti, l’hamburger era fenomenale. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • COCKTAIL BAR. Anche la scena per chi beve bene, ad Atene, è interessante. Per quanto riguarda le enoteche, avrete una vasta scelta (su tutti Wine is Fine e Kennedy), ma è coi cocktail bar che otterrete le maggiori soddisfazioni: vi consigliamo uno stop da Baba au Rum, uno dei 50 Best Bars, e da The Clumsies. Per una birra con una vista incredibile sull’Acropoli, invece, segnatevi la terrazza di A for Athens.

Altri ristoranti ad Atene che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Kosta Souvlaki
  • Eatery Bairaktaris Aiolou 29
  • Feyrouz
  • Maiandros
  • Couleur Locale
  • Pharaoh
  • Avli
  • Seychelles
  • Karamanlidika

Altre info utili sul viaggio ad Atene

  • ITINERARIO. Per visitare le attrazioni principali di Atene può andar bene anche solo un weekend lungo ma, ça va sans dire, più allungherete la vostra permanenza, più entrerete in sintonia con la sua essenza.
  • ALLOGGI. Per soggiornare vi consigliamo una delle zone centrali: noi abbiamo scelto Psyrri, affittando un appartamento su Airbnb.
  • COME MUOVERSI. Noi ci siamo sempre mossi, salvo rare occasioni, a piedi. Da e per l’aeroporto abbiamo sfruttato la comodissima metropolitana che in meno di un’ora arriva in centro. I taxi ci sono sembrati molto presenti (nonché molto più economici rispetto all’Italia) e sono chiamabili anche tramite servizi come FreeNow.
  • RISTORANTI&CUCINA. Mangiare fuori ad Atene è una gioia, anche per vegetariani e vegani, visto la folta presenza nei menu di verdure e legumi, oltre che abbastanza economico.
  • STAGIONI. I mesi estivi sono i più caldi e frequentati, la primavera e l’autunno le stagioni migliori.
  • CAMBIO&SOLDI. Salvo rare occasioni, le carte di credito sono piuttosto accettate.

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Cosa fare e dove mangiare ad Amorgos e Astypalea, isole delle Cicladi /cosa-fare-e-dove-mangiare-ad-amorgos-e-astypalea-cicladi-grecia/ /cosa-fare-e-dove-mangiare-ad-amorgos-e-astypalea-cicladi-grecia/#respond Wed, 09 Jul 2025 07:00:22 +0000 /?p=81186 State organizzando un viaggio in Grecia? Ecco il nostro reportage Amorgos e Astypalea, due perle delle isole Cicladi!

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Le isole greche sono sempre una buona idea, soprattutto se si sa quale scegliere in base ai propri gusti! Dopo avervi raccontato le meraviglie di Milos e Paros, di Andros, Tinos e Syros, torniamo in una delle nostre destinazioni estive preferite, le isole Cicladi, con il reportage di altre due perle: Amorgos e Astypalea. Tra taverne ferme agli anni 50, mare scintillante, gattini ovunque e un’atmosfera davvero autentica, il nostro racconto non potrebbe che essere entusiasta. Seguiteci in questa vera e propria immersione nel relax!

Cosa visitare ad Amorgos

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  • LA CHORA. Partiamo dal cuore dell’isola (di cui vi avevamo già raccontato qualche anno fa): la sua Chora, un dedalo di viuzze e di saliscendi molto frequentato in alta stagione, ma in cui si riesce comunque a ritagliarsi qualche angolo di pace tra uno dei tanti ristoranti e negozietti. Passeggiate fino alla (ventosissima) zona dei mulini a vento, preferibilmente all’ora del tramonto: portate una birretta e una felpa e preparatevi alla magia dei colori del sole che finisce dritto nell’Egeo. Meraviglioso.
  • PAESINI DA SCOPRIRE. Ad Amorgos, oltre alla vita da mare, c’è anche molto altro. In primis, numerosi paesini dell’entroterra, i nostri preferiti, in cui si respira autenticità. Oltre ad Aegiali, a Katapola (che abbiamo apprezzato soprattutto nella sua parte orientale) e alla Chora, imprescindibile è infatti un salto a Tholaria e, soprattutto, a Lagada, entrambi nella parte nord dell’isola ed entrambi adorabili. Verso sud, invece, sono in molti a sostenere che sia Vroutsis l’epicentro della ‘vera’ Amorgos (fate un salto da Paresa per un souvenir da riportare a casa, non ve ne pentirete).
  • RELITTO DI OLYMPIA. Con una breve passeggiata (disseminata, ahimè, di rifiuti) potete raggiungere questa caletta in cui, a pochi metri dalla costa, è arenato il relitto di una barca che affondò negli anni 80 e che non è mai stato tolto. Una visione affascinante, che compare anche nel film Le Grand Bleu di Luc Besson, girato proprio ad Amorgos.
  • PERCORSI DI TREKKING. Se siete sportivi, Amorgos è un’isola disseminata di tantissimi percorsi di trekking ben segnalati.
  • LA ‘SCALATA’ AL MONASTERO DELLA PANAGIA HOZOVIOTISSA. Simbolo di Amorgos e tappa imprescindibile di ogni vacanza che si rispetti, questo monastero incastonato nella roccia ha un’aura magica e un panorama davanti a sé che non renderanno vani i 267 scalini fatti per arrivarci. Al termine della visita (che può essere fatta solo con pantaloni lunghi, disponibili all’ingresso se li dimenticherete), i monaci vi offriranno anche dell’acqua e un sempre gradito bicchierino di raki, il distillato locale. Prima o dopo la visita, vi consigliamo un tuffo dagli scogli dell’adiacente Agia Anna.
  • AGIOS GEORGIOS VALSAMITIS. Un altro monastero da non perdere, in piccolo, è quello di San Giorgio, che col suo micetto, il profumo di incenso, e l’atmosfera quasi magica, vi saprà portare in una dimensione spirituale probabilmente come pochi altri luoghi nel mondo.

Dove mangiare ad Amorgos

  • DRINK. Ad Amorgos ci sono diversi bar in cui poter bere qualcosa prima o dopo cena: tra i vari nomi, vi segnaliamo quello di Maestro ad Aegiali, Botilia alla Chora, Moon Bar e Botanical Park a Katapola.
  • DOLCI. Se a un certo punto vi venisse voglia di fare uno stop dolce, la pasticceria più rinomata dell’isola (che prepara, oltre a maestose torte di vario genere, anche il gelato alla mastika!) si chiama Tratarisma. Un ottimo indirizzo per un’orange cake di livello è invece Kallisto, mentre per prodotti da forno e pie salate da portare in spiaggia, l’indirizzo giusto è la bakery davanti al porto di Katapola.
  • KAMÀRA. Il miglior tramonto con le gambe sotto al tavolo lo vedrete da questa taverna, in cui vi consigliamo di prenotare con un po’ di anticipo sull’orario del tramonto per godervi lo spettacolo del sole che si tuffa in acqua e della vista su Koufonissi e Naxos. Il cibo, principalmente carne, è abbastanza nella norma, ma merita lo stesso uno stop. Prezzo medio 25€ a persona.
  • GROOVA. Locale di recente apertura sulla salita che porta a Tholaria, con una bellissima vista e piatti decisamente più innovativi rispetto alla media dell’isola. Qui abbiamo provato delle fantastiche zucchine marinate con delle pesche grigliate e una strepitosa pita con agnello e cipolle. Una delle cene che ci è piaciuta di più e anche i drink sono ottimi! Prezzo medio 35€ a persona.
  • THALASSINO ONEIRO – SEA DREAM. Tipica taverna greca nel paesino di Tholaria, dove un delizioso signore prepara piatti semplici e gustosissimi. Imperdibili il riso basmati al limone, i carciofi e la fava, ovvero una crema di piselli gialli spezzati, specialità dell’isola. Prezzo medio 25€ a persona.
  • 25 RAKI. Ottimo ristorante nelle viuzze di Lagada, con qualche piccolo twist nel menu. Consigliamo sia la moussaka che la pasta tipica dell’isola condita con formaggio. Prezzo medio 25€ a persona.
  • LOUDAROS TAVERN. Altra taverna con cucina casalinga servita in una veranda, in cui gustare un ottimo tzatziki e un sontuoso souvlaki di maiale. Prezzo medio 20€ a persona.
  • Λουκακη ξανά. Un micro ristorante dove la cucina tipica è quella cretese e il piatto da non perdere per nessuna ragione è l’hamburger di capra.
  • STON PIRGO. Il pasto più buono lo abbiamo probabilmente fatto in questo ristorante nel silenzio della campagna, dove vi serviranno dolmadakia (le tipiche foglie di vite farcite di riso), pesciolini fritti, ceci cotti al forno con limone e verdure che sarà dura dimenticare. Prezzo medio 20€ a persona.
  • T’APANEMO. Un’altra locanda famigliare a sud dell’isola in cui, sotto a un pergolato, si assaporano ingredienti a reale chilometro zero, tra cui delle frittelle di zucchine da urlo. Prezzo medio 20€ a persona.

Cosa visitare a Astypalea

  • LA CHORA. Anche ad Astypalea, soprannominata la “farfalla dell’Egeo” per via della sua conformazione, una visita alla Chora, qui dominata dai mulini, dal castello veneziano e dalla chiesa di Panagia Portaitissa, è imprescindibile. La frase preferita di ogni guida che si rispetti – cioè “perdetevi nei vicoli” – in questo caso potrebbe essere sostituita da “perdetevi tra i tantissimi gatti”, poiché le sue vie ne sono letteralmente pieni!
  • LE SPIAGGE. Anche ad Astypalea, le spiagge sono tante e anche molto diverse tra loro, e anche qui lasciamo a voi l’onore di scoprirle tutte. Tra quelle di cui però ci siamo proprio innamorati, vi segnaliamo Agios Vasileios, Tzanakia, Schinonta, Plakes, e, soprattutto, Agios Konstantinos. Anche qui, praticamente ogni spiaggia ha nei suoi pressi una taverna e una porzione di litorale è riservato a lettini e ombrelloni (al costo di circa 15€ per due postazioni e un ombrellone per tutta la giornata).
  • PAESINI DA SCOPRIRE. Ad Astypalea non ci sono tantissimi altri paesi oltre alla Chora, considerato che la parte settentrionale dell’isola è disabitata e praticamente irraggiungibile da terra. I principali sono la tranquilla ma vivace Livadi (il nostro preferito) e Maltezana, ancora più tranquillo.
  • UNA GITA IN BARCA A KONOUPA. Se cercate un mare ancora più cristallino, un giro in barca fino all’isoletta di Konoupa è obbligatorio. Potete raggiungerla, se ve la sentite, affittando una barca o in alternativa con uno dei giri organizzati da varie compagnie che trovate al porto, tra cui spicca il nome di Avra, che per 50€ offre crociere della durata di un’intera giornata. Anche partendo da Maltezana dovreste trovare servizi simili.

Dove mangiare ad Astypalea

  • DRINK. Per un buon drink pre o post cena suggeriamo Castro Bar, Butterfly, Mylos e Athelas alla Chora, En Plo al porto e Island Coffee a Livadi.
  • DOLCI. Tra le pasticcerie più apprezzate di Astypalea, a Maltezana, c’è Marinos , perfetta per uno spuntino salato o un dessert.
  • NAVAGOS. A mani basse la migliore cena della nostra vacanza ad Astypalea. Lontano dalla ressa, in una deliziosa posizione sotto a un platano e con una bella vista, qui si servono piattini curati da condividere e un po’ diversi dal solito menu greco. Non si può prenotare, dunque venite o presto o tardi per non dovere aspettare troppo. Prezzo medio 25€ a persona.
  • ANTIKASTRO. Un’ottima cena con vista porto e Chora, da prenotare all’ora del tramonto, preferibilmente nella parte più vicina al mare e non in veranda, per un effetto romantico assicurato accompagnato da una taramosalata di livello. Prezzo medio 30€ a persona.
  • Παραδοσιακό καφενείο “οι μύλοι” Οι μύλοι. Terrazza spartana alla Chora frequentata in gran parte da persone greche, dove concedersi una Mamos ghiacciata e accompagnata da deliziose meze tra cui polpettine di carne e un’insalata di lenticchie davvero speciale. Prezzo medio 15€ a persona.
  • TO MAPAKI. Tra i pochi ristoranti con più pesce che carne nel menu, ci è piaciuto tantissimo, anche per via della distanza ravvicinatissima dal mare e per l’atmosfera spartana. Ordinate il pesce del giorno, che griglieranno per voi sul momento a un prezzo ridicolo. Prezzo medio 25€ a persona.
  • GERANI. Sempre a Livadi, una taverna in cui siamo tornati per diverse sere e che non ci ha mai deluso. Consiglio spassionato: l’hamburger qui è sublime. Prezzo medio 20€ a persona.
  • TASOS. Un altro indirizzo per la carne è sicuramente questa insegna a Maltezana, dove si cuociono sulla brace capretto, agnello e vari altri tipi di carne tra cui pollo, maiale e manzo, rigorosamente accompagnati da patatine fritte, melitzanosalata o horta, le deliziose verdure a foglia verde locali. Prezzo medio 20€ a persona.
  • ALMYRA. Molto amato per il pesce, a noi non ha incantato, ma è sicuramente una buona opzione se si ha voglia di qualche piatto ‘marittimo’ non così facilmente reperibile negli altri locali. Prezzo medio 30€ a persona.
  • GALINI. Se avete voglia di avventurarvi nella parte più selvaggia e disabitata dell’isola, dovreste assolutamente concedervi una pausa dalla signora Maria, one woman show che da Galini – un self service in mezzo al nulla fermo agli anni 50, cucina fuori dal tempo e dallo spazio degli ottimi piatti tipici tra cui deliziose melanzane fritte e calamari. Prezzo medio 20€ a persona.

Altre info utili sul viaggio ad Amorgos e Astypalea

  • Per il nostro soggiorno ad Amorgos abbiamo scelto di alloggiare nel paesino di Aegiali, all’estremo nord dell’isola, ben servito da tutto ciò che serve, spiagge comprese, pur non essendo preso d’assalto. Abbiamo affittato questo appartamento trovato su Booking, che ci sentiamo di consigliare. Anche ad Astypalea il nostro alloggio ci ha convinto, grazie anche alla pulizia quotidiana e alla posizione silenziosa e comoda, a due passi dal mare e dal paesino di Livadi.
  • Siamo stati 10 giorni su ciascun isola, il tempo ideale per godersele pur senza annoiarsi mai (anzi, potendo saremmo rimasti ancora più a lungo!). Se avete il tempo necessario, riteniamo sia un periodo adeguato per scoprire con calma ciascuna isola! In alternativa, anche 5-7 giorni possono essere sufficienti per avere un’idea!
  • Abbiamo letto da qualche parte che queste due isole non sono “per tutti”, e in un certo senso lo capiamo: rispetto a tante altre isole dell’Arcipelago cicladico, Amorgos e Astypalea sono ben più selvagge, meno organizzate e curate in ogni angolo a favore di foto perfette. Questo è proprio il motivo per cui le abbiamo amate, ma valutate se questa tipologia di isola può fare per voi.
  • Volontariamente, abbiamo indicato soltanto le spiagge più turistiche, evitando di menzionare piccole cale che desideriamo in qualche modo proteggere e lasciare eventualmente alla vostra autonoma (e ben più soddisfacente) scoperta.
  • Per arrivare ad Amorgos abbiamo volato da Malpensa a Santorini, dove abbiamo dovuto pernottare una notte per via di orari incompatibili col traghetto. L’indomani abbiamo preso un traghetto veloce con Seajet, che ci ha portato in poco più di un’oretta al porto di Amorgos, Katapola. Da Aegiali, sempre ad Amorgos, abbiamo invece utilizzato il traghetto Blue Star Naxos, grazie a cui, in circa due ore, siamo giunti ad Astypalea. Questa isola, invece, è servita da un aeroporto: da lì, tramite uno scalo ad Atene, siamo tornati a Malpensa con la compagnia aerea Sky Express. Il sito che vi consigliamo di consultare per prenotare i traghetti è questo.
  • Per girare entrambe le isole abbiamo prenotato dall’Italia, e noleggiato un auto con le compagnie locali FmRent a car ad Amorgos e Vergoulis ad Astypalea. Non abbiamo avuto problemi con nessuna delle due, e guidare su entrambe le isole è abbastanza semplice, anche con una vettura di cilindrata ‘normale’. Fate attenzione – specie ad Astypalea – a non finire in strade impervie o troppo sterrate (il car rental vi darà comunque una mappa chiara su dove non andare!). Girare con i bus del trasporto pubblico locale, da quanto abbiamo potuto osservare, è soggetto a rigidi orari, come è normale che sia, ma possibile. Ad Astypalea è attivo un servizio di navette elettriche dal nome Astybus, a cui si acccede scaricando la relativa app.
  • Nella stragrande maggioranza dei casi, né ad Amorgos né ad Astypalea è necessario prenotare ristoranti.
  • In quasi tutte le spiagge nominate esiste una porzione attrezzata e una libera (non dimenticatevi l’ombrellone e un sasso con una fune a cui ancorarlo durante le giornate di vento!). Salvo qualche eccezione, c’è almeno un chiosco per acquistare dell’acqua o fare un pranzo leggero.
  • Per quanto riguarda il meteo, l’unica cosa di cui vi dovete preoccupare ad Amorgos e Astypalea è il meltemi. A seconda del punto da cui soffia, imparerete a scegliere le spiagge del nord piuttosto che quelle a sud. Chiedete ai locals dal primo giorno per sapervi orientare oppure scaricate una delle tante app specializzate in venti!

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Weekend lungo a Formentera: cosa fare e dove mangiare /weekend-lungo-a-formentera-cosa-fare-e-dove-mangiare/ /weekend-lungo-a-formentera-cosa-fare-e-dove-mangiare/#respond Tue, 16 Jul 2024 06:00:00 +0000 /?p=80377 Siete in partenza per Formentera e alla ricerca di qualche spunto per non sbagliare in vacanza? Ecco tutti i nostri consigli su cosa fare e dove mangiare!

L'articolo Weekend lungo a Formentera: cosa fare e dove mangiare sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Meta ambitissima, specie dall’Italia, di cui pare una succursale, ed ex destinazione hippie, Formentera è cambiata molto nell’ultimo decennio, perdendo poco a poco il suo lato selvaggio. Il mare però è rimasto cristallino e i panorami sono sempre da favola: abbiamo provato a cercarne l’anima in questo weekend lungo e qui (dopo la nostra guida di diversi anni fa, comunque sempre valida) vi raccontiamo i nostri consigli su cosa fare e dove mangiare!

WEEKEND LUNGO A FORMENTERA: COSA VISITARE

  • SES ILLETES. Fiore all’occhiello delle spiagge di Formentera, Ses Illetes è a tutti gli effetti uno spettacolo per gli occhi. Arrivate presto (gli ingressi dei motorini e delle macchine sono contingentati, a fronte del pagamento di un piccolo ticket di ingresso) per trovare posto e camminate lungo la striscia bianchissima di terra per trovare il punto che più fa per voi, anche in base al vento. Se le energie non vi mancano, potete arrivare, passando per l’incantevole spiaggia di Llevant, fin quasi a toccare l’isola di Espalmador (verso la quale si organizzano anche gite in catamarano in giornata a circa 100€, partendo dal porto). Il mare è cristallino e la spiaggia è libera (fatta eccezione per qualche lettino qua e là). Se volete risparmiare portate, oltre all’ombrellone, acqua e cibo perché i bar in zona sono molto cari.
  • CALA SAONA. Un’altra celeberrima spiaggia, e per questo molto frequentata (andateci presto in mattinata oppure verso sera per il tramonto) è Cala Saona, adatta a famiglie con bimbi al seguito per via della sabbia finissima (e quasi rosa, grazie al corallo) e dell’acqua bassa vicino a riva. La spiaggia è principalmente libera, ma c’è anche qualche lettino.
Formentera
Cala Saona | © Caterina Zanzi
  • MIGJORN. Lunghissima e selvaggia, Migjorn è sicuramente la spiaggia che abbiamo preferito, specie nel tratto più frequentato dai nudisti, garanzia di meraviglia, all’incirca in corrispondenza del Blue Bar. Sempre da quella parte di litorale trovate diverse celebri spiagge come Calò d’Es Mort (occhio alle alghe!), Platja des Copinyar e Platja Es Arenals.
  • CALA EN BASTER. Suggestiva spiaggia, da raggiungere non proprio facilmente come le altre, ma il sapore della conquista la renderà ancora più magica. Andateci il prima possibile perché, essendo piccolina, si riempie rapidamente. Per chi ama la roccia, i sassi, e le sneakers al mare.
  • SES PLATGETES. Dal parcheggio di Es Calò percorrete le passerelle in legno che circumnavigano la spiaggia e scegliete la caletta che fa più per voi. Un posto non così conosciuto dai turisti e splendido (se avete le scarpette da scoglio per entrare in acqua i vostri piedi vi ringrazieranno).
  • UN TREKKING AL CAMÍ DE SA PUJADA. Se ve la sentite sportiva, armati di scarpe da ginnastica, potete camminare lungo questo percorso, antico cammino romano di circa 2 km, in cui si apriranno davanti a voi scorci incantati.
  • UN GIRO PER I PAESINI. Es Pujols non ci ha rubato il cuore; se cercate qualche piccolo centro più autentico, sicuramente il più caratteristico è San Francesco Xavier, con la sua bella chiesa, le piazzette e negozi deliziosi.
  • GUARDARE IL TRAMONTO. Cap de Barbaria è sicuramente il luogo più celebre di Formentera per godersi un bel tramonto (portate con voi, magari, una birretta e delle patatine – occhio ai gabbiani! -, una felpa e arrivate per tempo, considerando che dovrete lasciare l’auto e poi camminare una ventina di minuti per raggiungere il faro). Un altro posto meraviglioso per quest’ora della giornata, è l’Estany des Peix. E invece, al termine di qualche curva in una magica pineta, dal capo opposto dell’isola, arrivate a El Pilar de la Mola (dove ogni mercoledì si tiene anche il mercatino hippie dalle 16 alle 22) e fino al suo faro.
  • UNA GITA IN GIORNATA A IBIZA. Se avrete la fortuna di soggiornare a Formentera per un po’, per variare potreste prendere in considerazione una gita in giornata sulla sorella maggiore, Ibiza. In questo articolo trovate dei nostri consigli a riguardo, un po’ datati ma speriamo sempre validi.

WEEKEND LUNGO A FORMENTERA: DOVE MANGIARE

  • MALAGUEÑA. Se cercate un bel giardino con le lucine, un servizio solerte e un posto carino (senza sconfinare nel troppo posh), questo ristorante potrebbe fare voi. A noi è piaciuto: merito anche delle tante ottime verdure in carta (insalata di pomodori, verdure alla brace, pannocchie, pimiento de padrón…) e della carne, la specialità del posto, cotta direttamente al tavolo su una piccola griglia. Menzione d’onore per le spade alla brace, spiedini di filetto di manzo marinato in diverse varianti, davvero fantastici. Prezzo medio 40€.
  • CAN FORN. Se invece bramate un po’ di autenticità, uno dei ristoranti storici di Formentera è Can Forn, proprio all’ingresso del paesino di Sant Ferran de Ses Roques. Oltre all’onnipresente aioli (qui abbiamo gustato la salsina migliore dell’isola), da Can Forn vengono servite ricette della cucina tipica, come lo spezzatino di agnello e pollo (eccellente), l’ensalata pagesa con pesce secco, il gazpacho e l’escalivada, peperoni rossi alla brace con pesce secco, aceto e aglio piccante. Per stomaci forti, palati allenati e spiriti pazienti (il servizio è molto lento). Prezzo medio 35€.
  • ES CALÒ. Terrazza sul mare, piatti di pesce ben pensati e ben presentati. Questo è Es Calò, un indirizzo molto frequentato da chi ama la cucina di mare, nell’omonimo piccolo centro abitato. Polpo alla griglia, sautè di cozze e vongole e pescato del giorno al forno sono solo alcuni dei piatti forte di questo locale. Chiedete un tavolo verso il mare per l’esperienza al completo. Prezzo medio 50€.
  • LA PEZQUERIA. Per una cena di pesce meno formale e classica, La Pezqueria a Sant Francesc è una buona opzione, grazie a piatti meno scontati del consueto, come i gyoza di pesce, le patatas bravas con bottarga e i gamberoni fritti nel panko. Peccato per i tavolini sul marciapiede, di sicuro non la location più romantica della terra. Prezzo medio 40€.
  • SA PLATGETA. Sono in molti a pensare che da Sa Platgeta si respiri ancora un po’ la ‘vera’ Formentera. In questo locale piuttosto spartano si viene principalmente per una paella (o una fideua, la versione con pasta spezzata al posto del riso) pieds dans l’eau davvero notevole e con una vista speciale (anche in questo caso provate a riservare il tavolo più vicino al mare possibile). Ah, lo hierbas (l’amaro dell’isola) finale è offerto! Prezzo medio 45€.
  • CODICE LUNA. Se andate al faro della Mola per il tramonto, potreste fermarvi per un drink al Codice Luna (oppure portarvi direttamente una birretta da bere in autonomia!).
  • BLUE BAR. Altro locale storico per un aperitivo al tramonto.
  • ES CUPINÀ. Per un pranzo in spiaggia tra Calò des Morts e Platja des Copinyar, ci siamo fermati per un salmorejo con gamberi e un hummus di carote leggero leggero in questo ristorante vista mare che, nonostante i prezzi altini allineati con quelli dell’isola, ci ha comunque rinfrancato tra una mattinata e un pomeriggio di sole. Prezzo medio 35€.
  • CHIRINGUITI. Nel momento in cui scriviamo questo articolo, ahimè, tanti dei chiringuiti che hanno fatto la storia di Formentera sono chiusi o comunque in divenire, per ragioni di concessioni. Ci auguriamo che per quando andrete voi posti come Lucky, Kiosko 62, Piratabus e Bartolo avranno riaperto.

Altri ristoranti che ci hanno consigliato ma dove non siamo riusciti ad andare:

Big Store (colazione o merenda)
El Matinal (colazione o merenda)
Salitre
Fonda Pepe
Aiguaisal
Vogamarí
Caterina

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO A FORMENTERA

  • Per arrivare a Formentera occorre volare su Ibiza, poi prendere un taxi (15-20 minuti di viaggio per 15-18€) dall’aeroporto al porto – in alternativa il percorso è coperto anche da un bus pubblico – e poi un traghetto, che in 30 minuti vi porta a La Savina, il porto di Formentera. Le corse dei traghetti sono piuttosto frequenti, potete acquistare il biglietto direttamente a bordo (30€, a volte solo in contanti) oppure via web, risparmiando qualche euro. Le due compagnie principali sono Trasmapi e Balearia.
  • Noi abbiamo noleggiato l’auto da Carmen, a La Mola Rental Car appena usciti dal porto de La Savina, trovandoci molto bene. In alternativa, specie in alta stagione, consigliamo lo scooter per non avere problemi di traffico e parcheggio.
  • L’isola è piccolina, con un’unica strada asfaltata che la percorre tutta (in circa 20 minuti siete da un capo all’altro) e diverse strade sterrate che vanno verso il mare (con la nostra C1 siamo arrivati ovunque). Guidare ci è parso semplice, fate attenzione ai diversi blocchi di polizia che potreste trovare lungo il cammino.
  • Es Pujols è il cuore della movida e del turismo, mentre più si va verso est, più l’isola diventa selvaggia e rocciosa.
  • Noi abbiamo alloggiato a La Gaviota, un complesso raccolto di appartamenti nuovi di zecca con una vista impareggiabile (e pure una caletta raggiungibile sotto casa facendo letteralmente due passi). Il terrazzino dello studio 6 è uno spettacolo e anche il rapporto qualità-prezzo, viste le cifre folli dell’isola, pur non essendo economicissimo ci ha convinto in virtù della qualità. Pulizia quotidiana, calma, silenzio e un parcheggio sempre disponibile sotto casa hanno fatto il resto. Per noi, consigliatissimo e la zona di Es Calò ci è rimasta nel cuore.
  • Consigliamo di prenotare sempre i ristoranti, specialmente a cena e in alta stagione (ma anche a giugno i tavoli liberi potrebbero scarseggiare).
  • Sull’isola ci sono diversi supermercati relativamente ben forniti (segnaliamo in particolare l’Ofiusa Spar vicino a Sant Ferran de ses Roques), dove poter fare una piccola spesa oppure farsi preparare un bel panino da portare in spiaggia.
  • Formentera può essere molto ventosa, ma la regola del vento (e del mare, e delle meduse) è molto semplice: se un lato della costa è ventoso e impraticabile, l’altro sarà tendenzialmente calmo.

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10 giorni nelle Cicladi tra Andros, Tinos e Syros /cicladi-cosa-fare-vedere-andros-tinos-syros/ /cicladi-cosa-fare-vedere-andros-tinos-syros/#comments Tue, 09 Jul 2024 06:00:00 +0000 /?p=75210 Un itinerario meno battuto di altri per scoprire tre meravigliose isole delle Cicladi molto vicine ma diverse tra loro: Andros, Tinos e Syros.

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Un itinerario meno battuto di altri per scoprire tre meravigliose isole delle Cicladi molto vicine ma diverse tra loro: Andros, verdissima e selvaggia; Tinos, dall’ottima cucina e dai mille paesini; e Syros, la più piccola ma ricca di sorprese. Noi abbiamo fatto questo itinerario in una decina di giorni, ma c’è parecchio da vedere e la permanenza può raddoppiare senza annoiarsi. Arrivati all’aeroporto di Atene, abbiamo raggiunto il porto di Rafina e da qui siamo salpati col traghetto per questa avventura attraverso l’Egeo. Dopo un paio d’ore di navigazione, siamo arrivati alla prima tappa.

ANDROS: COSA VEDERE

  • SBARCHIAMO A GAVRIO. Gavrio è il porto dell’isola da dove salpa e dove attracca qualsiasi traghetto, e che quindi accoglie tutti i visitatori. Si tratta di una cittadina non imperdibile ma fondamentale, perché è lì che troverete l’autonoleggio che vi serve per prendere la macchina che vi porterà alla scoperta dell’isola.
  • A BATSI ANDROS DÀ IL SUO BENVENUTO. Si tratta di un paese che si affaccia su un’incantevole baia piuttosto tranquilla a pochi chilometri dal porto di Gavrio. Batsi è quindi una tappa obbligata, oltre a essere un’ottima base dove alloggiare per poter visitare l’isola in lungo e in largo. Qui troverete tantissimi ristoranti, dai più turistici a quelli più tradizionali, oltre a numerosi hotel e affittacamere. La parte più viva è quella della marina del porticciolo turistico, dove sono concentrati i locali, alcuni dei quali sopraelevati e da cui si gode una vista notevole. Dall’altro lato delle baia, invece, c’è una bella e lunga spiaggia di sabbia, comoda e perfetta se non avete voglia di spostarvi.
  • ESPLORANDO L’ISOLA. Girando per le strade dell’entroterra di Andros, colpisce l’incredibile quantità di vegetazione rigogliosa, in netta contrapposizione con l’immaginario della classica Ciclade. Questo perché si tratta di un territorio, a tratti anche impervio, ricco di fonti spontanee che permettono all’isola di essere unica nel suo genere. Ci siamo fermati a Menites, un posto a dir poco speciale dove sotto un arco fittissimo di enormi platani sgorgano numerosi zampilli in fontane a bocca di leone. Da lì parte anche uno dei molti percorsi di trekking in mezzo al verde di Andros, per gli appassionati del genere.
  • LA CHORA. Come ogni isola greca che si rispetti, Andros ha la sua Chora, ossia il suo “capoluogo”, e in questo caso è anche uno dei più belli che ci sia capitato di vedere per la le piazzette e le stradine lastricate, l’impiego del marmo nelle decorazioni di archi e finestre e la posizione particolarissima di questo centro che per una parte della sua estensione è a picco sul mare. Non mancano, naturalmente, locali con i tavolini esterni dove fermarsi per una pausa con un caffè freddo e negozietti dove fare un po’ di shopping.
  • IMPERDIBILE LA VECCHIA CHE SALTA. No, non siamo impazziti. Questa è la traduzione letterale del nome della spiaggia – a nostro parere – più bella dell’intera isola, Tis grias to pidima. Perché si chiami così resta un mistero, nonostante le numerose leggende. Per arrivarci si deve scarpinare un po’ ma la sabbia bianca, l’acqua trasparente e la caratteristica roccia monolite che le sta di fronte creano uno scorcio che ripaga interamente lo sforzo. Come accade per altre spiagge non così facili da raggiungere, lì non troverete nessun tipo di attrezzatura né di ristoro, perciò se pensate di trascorrervi la giornata partite con qualche genere di conforto. Il nostro consiglio, però, è di farvi una bella nuotata, godervi il panorama per un paio d’ore e poi ripartire all’esplorazione dell’isola.
  • UNA GIORNATA DI RELAX A VITALI. Cambiando completamente genere, anche la spiaggia di Vitali ci è piaciuta tantissimo. Si raggiunge scendendo in macchina attraverso uno sterrato da percorrere con calma, ma alla portata di tutti e con qualsiasi auto. Già durante la discesa colpisce il mare azzurrissimo e una volta arrivati ci si può godere una spiaggia attrezzata con lettini e ombrelloni a prezzi onestissimi. C’è anche un baretto che serve piatti veloci e frutta fresca.
  • ALTRE SPIAGGE. L’isola ne offre davvero tante e per tutte le esigenze: oltre a quella di sabbia dorata di Batsi di cui vi dicevamo prima, grande e comodissima da raggiungere, ci sono tantissime baie più o meno accessibili e di conseguenza più o meno frequentate. Noi in 4 giorni non ne abbiamo viste altre, ma ci hanno detto che Paralia Pirgos è stupenda (si raggiunge però solo con una 4×4 o con una lunghissima camminata).

ANDROS: DOVE MANGIARE

  • DROSIA MENITES. Questo ristorante ci è rimasto nel cuore: è uno dei posti più suggestivi dove abbiamo mai mangiato. Sarà che faceva caldissimo, sarà che non ce l’aspettavamo quando ci siamo seduti sotto i platani secolari dove sono sparpagliati i tavolini di questo locale, fatto sta che ci siamo sentiti proprio felici. E lo siamo stati ancora di più una volta ordinata dell’acqua fresca (che i camerieri prendono con le brocche direttamente dalle fonti di Menites) e del vinello bianco beverino. I piatti che ci hanno definitivamente conquistato sono stati due: la fourtalia, piatto tradizionale di Andros di cui si litiga con Tinos la paternità, che consiste in una sorta di tortilla con patate, cipolle e la tipica salsiccia della zona, speziata con il finocchietto; e un’insalata di pomodori spellati (!!!), capperi e feta sbriciolata che ancora oggi ricordiamo con commozione. No, rifatta a casa non è stata minimamente la stessa cosa.
  • OTI KALO. Questo è indubbiamente il nostro ristorante preferito di Batsi, dove siamo capitati per caso la prima sera e che ci ha visti tornare alla prima occasione. È una classica taverna greca dove si possono trovare i patti più celebri di questa cucina a base di verdure, carne e pesce. Ci è piaciuto tutto quello che abbiamo assaggiato, in particolare la moussaka (tipico sformato di melanzane e carne trita), i dolmadakia (involtini di fogli di vite ripieni di riso), l’agnello al limone e il calamaro alla griglia. Le porzioni sono state parecchio abbondanti e i prezzi giusti. Ulteriore plus, dalla terrazza si gode di una vista sulla baia davvero incantevole.
  • TO STEKI TOU ANDREA. Si trova nella zona nord-esse dell’isola, si mangia sotto un bel pergolato e la cucina è casalinga e senza fronzoli. Consigliato soprattutto a chi ama i gatti, qui ne troverete tantissimi che si aggirano tra i tavolini in cerca di avanzi golosi.

TINOS: COSA VEDERE

  • SBARCHIAMO A TINOS. Ripartiamo da Gavrio, dopo aver riconsegnato l’auto, alla volta di Tinos, dove arriviamo con un altro paio d’ore via mare. Il porto di Tinos è praticamente in città, la Chora dista 300 metri e si raggiunge a piedi in un attimo. Il paese è di medie dimensioni, con tre-quattro viuzze particolarmente belle, ma la cosa che colpisce immediatamente è il santuario dedicato alla Madonna che domina la cittadina ed è meta di pellegrinaggio da parte degli ortodossi di tutta la Grecia e non solo. Motivo per cui è caldamente sconsigliato visitare per turismo l’isola durante la settimana di Ferragosto, quando arrivano persone da ogni dove per la celebrazione del culto. L’isola straripa di gente e i prezzi lievitano. Sappiamo che spesso è l’unico momento utile a disposizione, ma si rischia di non godersi la magia di questo posto dai ritmi normalmente molto tranquilli.
  • L’ISOLA DAI MILLE VILLAGGI. La particolarità di Tinos sono i piccoli borghi di cui è disseminata, uno più grazioso dell’altro e alcuni veri e propri gioielli. Il bello di Tinos, secondo noi, è proprio girare scoprendoli uno per uno. Per questo motivo, anche questa volta abbiamo noleggiato una macchina in città: vi consigliamo l’autonoleggio Vidalis, Yannis e il suo team sono super gentili e affidabili. I nostri paesini preferiti sono Kampos con i suoi campanili scolpiti, Isternia da cui si gode una vista spettacolare sull’Egeo davvero imperdibile, Dyo Choria con la sua deliziosa piazzetta, Volax con le poesie scritte su porte e imposte e le botteghe di artigianato, Panormos, un villaggio di pescatori sul mare che sembra fermo nel tempo. Ma si potrebbe continuare a lungo.
  • UNA TAPPA IRRINUNCIABILE. Un paragrafo tutto suo se lo merita Pyrgos, senza dubbio il più bello dei paesini di Tinos: viuzze bianche, colonne e finestre scolpite di marmo, porte blu e buganville a ogni angolo. Una miriade di chiese e chiesette, piccoli giardini fioriti, fontane e infine la piazzetta centrale dove un platano secolare domina la scena e invita a godersi la sua ombra davanti a una Fix o a un metaxa. Qui si trova anche un museo dedicato alla lavorazione del marmo, arte tradizionale di Tinos che ospita infatti una grande cava. Poi, ci sono negozietti di artigianato e di gioielli molto carini, diversi bar e un paio di taverne. C’è anche un laboratorio che sforna pane e dolci che vende al pubblico, seguite il profumo e lo troverete!
  • IL MONASTERO. È interessante anche una visita al monastero ortodosso che si trova sull’isola. Ricordatevi di avere gambe e spalle coperte per poter entrate e avrete accesso a parecchio dello spazio abitato dalle monache devote a Santa Pelagia, patrona dell’isola e colei che fece erigere il santuario in città. Qui sono anche conservate ed esposte alcune reliquie della santa e potrete godere di uno stupendo panorama.
  • EXOMBURGO. Si tratta del monte che domina l’isola e sotto la cui vetta si può arrivare in macchina. Lì troverete un grande spiazzo dalla vista incredibile su tutta l’isola e una piccola cappella votiva.
  • AGIOS IOANNIS PORTO. Qui è dove abbiamo alloggiato e dove troverete ben due spiagge divise da un mini promontorio: una piccola baia riparata che però dopo pranzo è in ombra, e una spiaggia lunghissima e ampia. Ci sono diverse strutture che forniscono lettini e ombrelloni, nonché diverse oppurtunità per pranzare o bere qualcosa.
  • ORMOS ISTERION. La spiaggia più suggestiva dell’isola secondo noi, acqua cristallina e sabbia fine. Anche qui trovate nei paraggi diversi ristoranti ma niente attrezzature.
  • KOLIYMBITHRA. C’è un po’ di Ibiza in questa spiaggia dalle vibes hippie, con un furgoncino a fare da bar e i caratteristici ombrelloni bassi con cuscini di iuta. Bella atmosfera, ma da questo lato dell’isola il mare è quasi sempre mosso, tenetelo in considerazione.
  • LAOYTI. Si tratta di un’altra spiaggia molto incontaminata e selvaggia. Qui il fondale è subito profondo e il paesaggio ancora una volta diverso. C’è un fiumiciattolo che sfocia nel mare dalla spiaggia, rendendola particolare. Troverete anche un baretto e qualche lettino e ombrellone.

TINOS: DOVE MANGIARE

  • GI OURANOS THALASSA. Questo ristorante si trova a Kionia, sul mare, e ci piace moltissimo, sia perché si mangia molto bene sia perché fa una cucina greca un po’ diversa dal solito. Lo chef è un personaggio (ha partecipato anche a qualche programma greco di cucina) e la qualità è davvero una spanna sopra agli altri. È tutto buono, ma a nostro parere l’hallumi come lo fanno qui gioca un altro campionato, insieme alla Pavlova che non sarà tipica delle Cicladi ma è altrettanto paradisiaca. I prezzi sono un po’ più alti della media, ma questo posto, per noi, vale assolutamente la spesa.
  • O ROKOS. Una ruspantissima e deliziosa taverna nel bel paesino di Volax. Da qui non si vede il mare, anzi, il locale è circondato dalle strane montagne di questa parte dell’isola, ma il sapore dei suoi piatti non vi farà sentire la mancanza di nulla. Qui secondo noi ci sanno fare particolarmente con la carne e se vi piace l’agnello non potete perdervi le costine alla griglia. Fatevi portare anche il loro formaggio, le olive e la salsiccia di Tinos e ve ne andrete felici, avendo speso il giusto.
  • MALAMATENIA. Si tratta di uno dei ristoranti più popolari dell’isola. Ha un ottimo rapporto qualità prezzo e qui si trovano tutti i grandi classici della cucina ellenica, ma anche piatti meno conosciuti. Vi consigliamo di provare, per esempio, la mostra, una sorta di frisella molto grande con pomodori e feta, e dei peperoni simili ai friggitelli ripieni di formaggio piccante da volare via.
  • MAISTROS. Siamo a Panormos. Se dopo una visita al borgo vi viene fame, in 10 minuti di auto sarete seduti a un tavolo di questo ristorante. Da Maistros si mangia pesce e lo si mangia bene e in modo vario, cosa rara per le Cicladi, anche se può sembrare un paradosso. Ottime le cozze, le sardine marinate e anche i calamari fritti.
  • HALARIS. Questo non è un ristorante ma una pasticceria, un sogno forse: è una delle più famose della Grecia e non è un’iperbole. È nella Chora, non lontano dal porto, e la sua storia inizia nel 1923. Obbligatorio passare di qui e portarsi via in una delle caratteristiche scatole marroni un po’ di dolcetti di pasta di mandorla o qualsiasi altra squisitezza catturi la vostra curiosità. I nostri preferiti sono dei biscotti con l’arancia candita e dei dolci con la panna montata.

SYROS: COSA VEDERE

  • ERMOUPOLI. A Syros siamo stati in giornata, è una bella gita che si può fare partendo da Tinos con un’oretta di traghetto all’andata e altrettanto al ritorno. Quello che vi diamo qui è, quindi, solo un assaggio dell’isola a cui si potrebbe serenamente dedicare qualche giorno per esplorarla per bene. Si sbarca a Ermoupoli, una vera e propria città che non è solo la principale di Syros, ma è anche il centro più importante delle Cicladi, sia a livello culturale sia amministrativo. Dimenticatevi tutto quello che avete imparato a Tino e Andros sull’architettura cicladica: gli edifici di Ermoupoli sono imponenti e in stile neoclassico, e ne lasciano subito intuire il passato glorioso e un presente ancora vivo. Passeggiare per le sue strade è davvero piacevole e gli scorci che regala sono qualcosa di unico, soprattutto pensando che si è su una piccola isola dell’Egeo. Oltre a diversi monumenti storici, musei e bellissimi palazzi, non mancano ristoranti, bar e locali. Ci sono anche parecchie scale che conducono alla parte alta della città; sono belle ripide ma regalano all’arrivo scorci molto suggestivi.
  • TEATRO APOLLO. Se ci leggete, sapete anche della nostra passione per il teatro e non potevamo non visitare quello che si trova qui. Il Teatro Apollo è una riproduzione in “miniatura” della Scala di Milano in mezzo al Mediterraneo ed è un polo culturale importantissimo della zona. La sua stagione dura tutto l’anno (sogno!) e ospita sia spettacoli d’opera sia di prosa. Il suo palco è stato calcato dalla Callas così come da tantissimi nomi della lirica mondiale. L’edificio è degli anni 60 dell’800 ed è un omaggio al melting pot delle culture che sono passate di qui: il soffitto del foyer, per esempio, riprende quello del Partenone, ma al posto della rosa raffigura la stella dei mari veneziana, rimando alla dominazione della Serenissima su queste isole.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

  • COME ARRIVARE. Per fare questo viaggio potete volare su Atene come abbiamo fatto noi, ma anche su Mykonos che dista solo mezz’ora di traghetto da Tinos. I voli su Atene sono solitamente più economici, più frequenti e disponibili durante tutto l’anno, ma se volete aggiungere una tappa che magari non conoscete è un’idea. Potete anche arrivare ad Atene e rientrare da Mykonos o viceversa, insomma ci sono varie opzioni.
  • TRAGHETTI. È importante avere sotto mano orari e tratte dei traghetti, noi abbiamo utilizzato solitamente il sito onpenseas.gr. I traghetti in Grecia sono estremamente puntuali e anche piuttosto confortevoli. Può capitare, però, che con il mare grosso oppure a causa di uno sciopero siano fermi. Lì è necessario armarsi di pazienza.
  • NOLEGGIO AUTO. Vi consigliamo per la nostra esperienza di noleggiare la macchina sulle isole e non ad Atene o Mykonos. Imbarcarla vi costringerebbe a prenotare con largo anticipo per non rischiare di non trovare posto, vi costerebbe di più e dovreste fare lunghe file per imbarco e sbarco. Molto più agile prenderla in loco.

E voi siete mai stati in questa parte di Egeo? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto /oman-viaggio-di-una-settimana-itinerario/ /oman-viaggio-di-una-settimana-itinerario/#comments Tue, 05 Mar 2024 07:00:00 +0000 /?p=68674 State programmando il vostro viaggio in Oman? Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare per un itinerario di una settimana!

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Il Medio Oriente è una delle zone che ci affascina di più: dopo Giordania, Turchia e Israele stavolta è il turno dell’Oman, una meta ancora non troppo frequentata e che ci ha fatto innamorare. Abbiamo deciso di iniziare a esplorarla con un itinerario ad anello di una settimana attraverso città, catene montuose, canyon, deserto e mare cristallino. Se anche voi state programmando un viaggio in questo paese, è il momento giusto per prendere appunti: ecco cosa vedere e dove mangiare in un road trip di una settimana!

La Grande Moschea a Muscat | ©Alice Caprotti

UNA SETTIMANA IN OMAN: COSA VISITARE

MUSCAT, LA CAPITALE DELL’OMAN

  • Tappa iniziale e finale di questo itinerario ad anello, Muscat si visita tranquillamente in una giornata. Se avete visitato altre città della penisola araba, come Dubai, noterete subito che la capitale dell’Oman appare diversa: secondo una legge locale, nessuna costruzione può superare l’altezza del minareto di Muscat (90m). Per questo il panorama urbano ha ben pochi grattacieli e un aspetto più peculiare. Vi consigliamo di partire a esplorare la città dalla Grande Moschea, visto che è aperta solo dalle 8 alle 11 del mattino. Costruita recentemente, nel 1992, è davvero magnifica: la sala di preghiera principale ospita il secondo tappeto persiano più grande del mondo ed è tanto bella quanto solenne. Se arrivate presto la mattina, la troverete anche vuota – e sarà ancora più affascinante. Viene richiesto un abbigliamento “consono” per visitare la moschea: donne e bambine sopra i 7 anni devono avere capo, braccia e gambe coperte, e nessuna scollatura. Se arrivate impreparate, non vi preoccupate: potete noleggiare vesti e scialli all’ingresso a pagamento. È l’unica moschea del paese aperta ai turisti quindi vi consigliamo di non perdervela.

Dopo aver esplorato la magnifica Moschea, vi suggeriamo di dirigervi verso la Città Vecchia di Muscat, cinta da imponenti mura e caratterizzata da suggestivi panorami sulle montagne che la circondano. Qui vi consigliamo di visitare gli esterni del palazzo del sultano; una casa antica tipica e interamente restaurata, chiamata Bait Al Zubair; e il forte Al Jalali nei pressi del porto.

Vi suggeriamo anche di dedicare un po’ di tempo al vivace quartiere di Mutrah, con il mercato del pesce (se volete svegliarvi all’alba…) e il Suq, in parte dedicato allo smercio dell’oro. Il momento giusto per visitarlo è nel tardo pomeriggio, quando si anima di persone in cerca di affari. Se avete la possibilità, infine, concedetevi una rilassante passeggiata lungo lungo la corniche (lungomare) di Mutrah, con le sue fontane di discutibile gusto ma affacci mozzafiato sul mare. Questo è uno dei momenti che abbiamo apprezzato di più durante la nostra visita.

  • ISOLE DAYMANYIAT. Acque cristalline, pesci tropicali, tartarughe e colori paradisiaci: potrebbe essere riassunta così la nostra escursione alle Isole Daymanyiat, che si visitano tranquillamente in giornata da Muscat. Noi ci siamo affidati ad Al Muhajer Marina e ci siamo trovati benissimo (il costo è di circa 70€ per mezza giornata, 95€ per la giornata intera). il punto di ritrovo è la Marina di Muscat, un quartiere molto lussuoso con residenze, negozi e un suo porto. Le barche sono spartane ma comode. Le isole si raggiungono in meno di un’ora e durante l’escursione avrete la possibilità di fare snorkeling in due aree diverse. Il bagno con le tartarughe marine da solo vale la vacanza!
Uno scorcio delle isole Daymanyiat | ©Alice Caprotti

LA ZONA DEI MONTI HAJAR

  • TANUF e AL HAMRA. Da Muscat, ci siamo spostati lentamente verso la zona interna dei monti Hajar. Tanuf non meriterebbe una deviazione a sé ma, dal momento che è lungo la strada per arrivare a Jebel Shams, potete fermarvi a dare un’occhiata al vecchio villaggio abbandonato negli anni 50 e a osservare uno dei caratteristici sistemi di irrigazione aflaj, una peculiarità dell’Oman che è anche diventata Patrimonio UNESCO. Lo stesso discorso vale per Al Hamra, un altro minuscolo villaggio per metà abbandonato, dove si possono osservare alcune abitazioni tradizionali e fare una passeggiata tra i palmeti. Il vero motivo per fermarsi è, però, il punto panoramico da cui potete vedere le piantagioni di palme da dattero e parte del villaggio in primo piano, con dietro le imponenti montagne di Jebel Shams.
  • JEBEL SHAMS. Questa è la montagna più alta dell’Oman (3009m) ma la vera attrazione è il Wadi Ghul sottostante, un canyon profondo oltre 1000 metri. Se avete più tempo a disposizione (e un abbigliamento adeguato), da qui potete fare un trekking di circa 10km (ritorno compreso) lungo la magnifica Balcony Walk. La strada per Jebel Shams è in parte sterrata e in parte molto ripida. Se avete una 4×4 potete cavarvela ma se avete scelto un ‘semplice’ SUV vi consigliamo di fermarvi nel primo punto comodo e quasi sicuramente comparirà una guida pronta ad accompagnarvi in vetta.
Jebel Shams | ©Alice Caprotti
  • MISFAT AL ABRIYYIN. Chiamato spesso semplicemente Misfah, questo paesino di montagna ha un fascino speciale. Se potete, dormite come abbiamo fatto noi in una delle guesthouse tradizionali. Incredibilmente suggestivo il percorso ad anello (lo potete trovare come Plantation Circuit Trail) che si può effettuare scendendo progressivamente verso il fondo di una gola, passando attraverso palmeti e coltivazioni a terrazze con rigogliosi alberi da frutto, seguendo il corso degli aflaj. Intorno a voi vedrete le montagne e Misfah in lontananza, e vi sentirete in un piccolo angolo di paradiso.
  • FORTE DI BAHLA e FORTE DI JABRIN. A breve distanza l’uno dall’altro si trovano questi due forti, entrambi imperdibili per motivi diversi. Il Forte di Bahla è uno dei più grandi del paese, e si vede: la sua imponenza è notevole, come il panorama che si gode dai bastioni. Gli interni invece sono più spogli. Se volete allungare un po’ la permanenza a Bahla, c’è un piccolo suq tradizionale e alcune botteghe di ceramisti. Il Forte di Jabrin, invece, è meno maestoso dall’esterno ma ha numerose stanze ben conservate con arredi e decorazioni e dei bei giardini interni.
  • NIZWA. Dopo paesini e villaggi, con Nizwa tornerete in un contesto decisamente più cittadino. Qui si trova uno dei suq più antichi dell’Oman, diviso in edifici separati a seconda che si venda carne e pesce (aperti non tutti i giorni), frutta e verdura oppure spezie o artigianato. Se volete portarvi a casa dei souvenir, questo potrebbe essere il posto giusto dove cercarli. Qui noi abbiamo fatto incetta di datteri di tipi diversi, egualmente pazzeschi.

L’attrazione principale, a ragione, è il forte: costruito nel XVII secolo, è famoso per la sua immensa torre a pianta circolare alta ben 40 metri. Se potete, andate a visitarlo al tramonto. Dalla cima della torre avrete una vista pazzesca sulle piantagioni di datteri circostanti e sulla vicina moschea col suo minareto illuminato.

  • JEBEL AKHDAR. Per esplorare la zona montuosa di Jebel Akhdar, siamo partiti dal paesino di Birkat Al Mawz. A differenza di Jebel Shams, qui una 4×4 non è suggerita ma obbligatoria, visto che c’è un check point di controllo all’inizio della salita. Noi ci siamo affidati a un driver trovato a Birkat al Mawz e vi suggeriamo di fare lo stesso: i prezzi si aggirano intorno ai 70€ per 4 persone. Di punti panoramici ce ne sono a bizzeffe, ma senza dubbio il più famoso è quello dedicato alla principessa Diana, proprio sul bordo dello strapiombo. Irrinunciabile, secondo noi, fare un trekking lungo le montagne, attraverso i villaggi: mi raccomando, scarpe comode!
Jebel Akhdar | ©Alice Caprotti

LA COSTA ORIENTALE

  • IBRA. Questa ridente cittadina è la tappa ideale per fare una pausa prima di giungere nel deserto. Sappiamo che è una coincidenza difficile da organizzare, ma se potete passateci il mercoledì mattina: è l’unico momento della settimana in cui il suq ospita unicamente mercanti (e acquirenti) di sesso femminile, spesso provenienti da regioni lontane. La presenza maschile non è particolarmente gradita, come potete facilmente immaginare.
  • SHARQIYA SANDS. L’Oman racchiude tra i suoi confini ben 3 diversi deserti. Se visiterete come noi la costa nord, il deserto di Sharqiya Sands (o Wahiba, dal nome dei beduini che lo abitano) è il più comodo da raggiungere. Una volta scelto l’accampamento in cui dormire, sarà lo staff a venirvi a recuperare ai margini del deserto, solitamente a una stazione di servizio dove potrete lasciare la vostra macchina. Volendo potete anche arrivare al campo da soli: la strada non è difficile come può sembrare, ciò che ci ha fatto desistere è stata più che altro la mancanza totale di indicazioni. Arrivati in loco le attività da fare sono diverse, come il giro in cammello o in quad, oppure escursioni di 2 giorni passando la notte in tenda. Noi abbiamo scelto di fare dune bashing al tramonto ed è stato indimenticabile. Potete anche salire in autonomia sulle dune, cosa che abbiamo fatto all’alba del giorno successivo, arrampicandoci con una corda gentilmente fornita al campo: semplicemente stupendo!
  • WADI BANI KHALID. I wadi sono dei canyon scavati nella roccia dai fiumi, più o meno ricchi d’acqua e vegetazione. Ogni wadi è diverso dall’altro e l’Oman ne è pieno. Il Wadi Bani Khalid, dove ci siamo recati, è uno dei più famosi. Proprio per questo, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per evitare le orde di turisti. Non seguite Google per arrivarci perché vi porterà fuori strada. La camminata è facile e alla portata di tutti e il bagno rinfrescante nel wadi sarà un vero toccasana. Ricordatevi però che qui i bikini qui sono vietati.
  • SUR. Nonostante non abbia particolari attrazioni da visitare, Sur è una città davvero gradevole dove fermarsi tra uno spostamento e l’altro. Un tempo era celebre per i cantieri dei dhow, le tradizionali imbarcazioni omanite. Potete ancora incontrarne qualcuno passeggiando sul lungomare, che offre peraltro degli scorci incantevoli.
Lungomare di Sur | ©Alice Caprotti
  • WADI SHAB. L’ultima tappa di questa vacanza, e anche una delle più affascinanti. Dopo essere arrivati al parcheggio (sempre di buon ora, fidatevi di noi), pagherete pochi rial per attraversare una piccola laguna che vi separa dall’inizio del sentiero vero e proprio. Il paesaggio cambia di continuo, tra le sfumature gialle delle rocce e quelle turchesi delle pozze d’acqua: la camminanta è tutta in piano, ma se avete delle scarpe da trekking, meglio. In circa un’ora arriverete a destinazione, ma non ci sono strutture di alcun tipo quindi munitevi di asciugamani e provviste.

UNA SETTIMANA IN OMAN: DOVE MANGIARE

  • BAIT AL LUBAN (Muscat). Ospitato in una vecchia guesthouse, Bait al Luban è il posto giusto dove sperimentare la cucina tradizionale omanita. Vi consigliamo l’Arsiya, riso e carne a cottura lenta serviti con salsa di datteri, e il Qabouli Laham, riso cotto in brodo di carne con una speciale miscela di spezie. Molto buone anche tutte le zuppe, soprattutto quella di lenticchie. Grazie ai piatti, ma anche all’atmosfera, qui siamo tornati due volte, eventualità che nei viaggi ci capita di rado. Prezzo medio: 25€.
  • AL ZUHLY RESTAURANT (Nizwa). Locale molto spartano con i tavolini sul marciapiede, che offrono però una vista da lontano del forte e della moschea. Propone prevalentemente kebab o piatti di riso con carne, con porzioni enormi. Prezzo medio: 5€.
  • AL AQR (Nizwa). Nascosto tra i vicoli della città, il punto forte di questo ristorante è senza dubbio la terrazza panoramica. Il menu è abbastanza sintetico, prevalentemente composto di piatti di carne o kebab, e il servizio un po’ troppo lento. Prezzo medio: 10€.
  • REEM ALYEMEN (Birkat al Mouz). Ristorante molto informale dove ci siamo fermati prima della nostra escursione a Jebel Akhdar, serve piatti semplici e un po’ da fast food. Prezzo medio: 5€.
  • SUR SEA RESTAURANT (Sur). Come avrete intuito, la carne regna sovrana nella cucina omanita. Per questo vi consigliamo di approfittare della sosta a Sur per variare e provare qualche piatto di pesce. In questo ristorante, con dehors esterno, ci siamo trovati ben. Ha anche una buona scelta di piatti vegetariani in alternativa. Prezzo medio: 10€.

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO IN OMAN

  • ITINERARIO E ALLOGGI. Noi abbiamo optato per un itinerario ad anello in senso antiorario da Muscat, ma potete benissimo effettuare lo stesso in senso orario, se preferite passare prima dalla costa. Con una settimana a disposizione, abbiamo trascorso una sola notte in ogni tappa, ad esclusione di Muscat. Qui abbiamo scelto di alloggiare la prima notte nel quartiere di Mutrah, al Naseem Hotel, e l’ultima al Fraser Suites Muscat, comodo per l’aeroporto. Il Naseem è più semplice, ma con un’ottima colazione inclusa, mentre il Fraser è molto più lussuoso (abbiamo approfittato di una promozione). A Misfah vi consigliamo la Misfah Old House, comodissima per la passeggiata che vi abbiamo raccontato e con una bella terrazza. A Nizwa, invece, abbiamo optato per il Nizwa Inn: c’è sicuramente di meglio sia in città che nei dintorni ma le camere davvero ampie e la posizione comoda ci hanno comunque lasciati soddisfatti. Nel deserto, poi, abbiamo scelto come accampamento il Sama Al Wasil Desert Camp (se potete, optate per la tenda invece dello chalet, molto più caratteristica). A Sur, infine, abbiamo alloggiato al Sur Grand Hotel, molto accogliente e con una bella vista sul mare.
  • RISTORANTI&CUCINA. In Oman si mangia tanta carne. Un’opzione vegetariana è quasi sempre presente ma si tratta perlopiù di riso con verdure e spezie. Fuori da Muscat i ristoranti di un certo livello sono rari, quindi preparatevi a mangiare in locali tendenzialmente spartani (ma non per questo meno buoni) oltre che molto economici. Tenete conto che in diverse tappe sarà facile che mangerete in hotel. Essendo un paese musulmano, non troverete alcolici in nessun ristorante.
  • INTERNET. Come ovunque, ormai, potete acquistare una Sim card del posto già all’aeroporto. Noi abbiamo provato la Sim virtuale di Holafly e ci siamo trovati bene. Deserto a parte, la ricezione è sempre stata ottima.
  • MEZZI DI TRASPORTO. Qui la macchina regna sovrana quindi non pensate di riuscire a muovervi utilizzando mezzi pubblici. Noi abbiamo noleggiato una macchina tramite la compagnia di autonoleggi Dollar all’aeroporto e ci siamo trovati bene. Se potete, prendete una 4×4 così da avere più autonomia possibile, anche nelle escursioni in montagna. Guidare è molto semplice: le strade sono nuove e molto ampie, il traffico inesistente e così pure i semafori. I costi si mantengono bassi perché non ci sono caselli e la benzina costa poco (circa 50 centesimi al litro). Unica cosa da tenere a mente: qui la pulizia dell’auto è un culto (c’è addirittura una multa per chi circola con una macchina troppo sporca), quindi ricordatevi di riportarla immacolata al noleggio. Se doveste avere bisogno di un taxi, noi abbiamo anche testato l’app Otaxi e ci siamo trovati bene!
  • ABBIGLIAMENTO. L’Oman è un paese musulmano quindi il nostro consiglio è, al di là dei posti che richiedono esplicitamente un abbigliamento modesto, di non indossare abiti troppo corti o scollati in generale.
  • SOLDI. Abbiamo pagato quasi ovunque con la carta di credito, ma per sicurezza cambiate comunque un gruzzoletto in contanti (non in aeroporto, mi raccomando), soprattutto per pagare le escursioni coi driver o per piccoli acquisti.

E voi siete mai stati in Oman? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Weekend lungo a Marsiglia: cosa vedere e dove mangiare in 3 giorni /weekend-lungo-a-marsiglia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-3-giorni/ /weekend-lungo-a-marsiglia-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-3-giorni/#comments Wed, 21 Jun 2023 16:00:00 +0000 /?p=59433 State programmando un weekend lungo a Marsiglia? Qui vi diamo tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa splendida città!

L'articolo Weekend lungo a Marsiglia: cosa vedere e dove mangiare in 3 giorni sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Se state valutando un weekend lungo a Marsiglia, magari allungando il vostro road trip in Costa Azzurra, e siete alla ricerca di cosa vedere e dove mangiare in 3 giorni, seguiteci in questa guida su una delle città più bistrattate ma sicuramente interessanti della Francia. Ecco tutti i nostri consigli!

WEEKEND A MARSIGLIA: COSA VISITARE

  • UN GIRO AL PANIER. Se cercate il genius loci marsigliese, non potete che iniziare da Le Panier, il quartiere più antico della città, lungo le cui stradine collinari potrete scorgere murales a tinte vivaci, angoli oltremodo bucolici e piccole boutique dove far scorta di abbigliamento, souvenir e, ovviamente, del tipico sapone di Marsiglia.
  • MUCEM. La costruzione che domina l’affaccio di Marsiglia sul mare e tutta la zona del porto Vecchio è il Mucem, ovvero il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo. Potete ammirarlo da fuori oppure consultare il sempre ricco programma di mostre ed esposizioni sul tema.
  • CATHÉDRAL DE LA MAJOR. Simbolo di Marsiglia, questa bella (e imponente) cattedrale, per tutti “La Major” vi stupirà col suo stile neo bizantino e con la pace che si respira nei suoi pressi.
  • BASILIQUE NOTRE DAME DE-LA-GARDE. Sempre in tema di chiese, ma un po’ dislocata rispetto al centro, costruita com’è su una collina che domina l’intera città, la basilica di Notre Dame de-la-Garde merita sicuramente una deviazione, sia per la vista che si gode dai suoi dintorni sia per i voti dei pescatori appesi un po’ ovunque, per chiedere protezione una volta che salperanno in mare.
  • LES DOCKS VILLAGE. Non vi suggeriamo questo centro commerciale tanto per i suoi negozi, quanto per il lavoro architettonico di riqualificazione che ha portato questi vecchi magazzini nella zona del porto a nuova luce, con un sacco di spazi comuni e i tanti cortili progettati in stili diversi.
  • MAISON EMPEREUR. A proposito di negozi, tappa imprescindibile a Marsiglia è Maison Empereur, un immenso negozio di casalinghi dall’aria vintage da cui sarà impossibile uscire senza chincaglierie varie per la casa, profumi provenzali, saponi, giocattoli o accessori per la cucina. Un sogno, per chi ama il genere.
  • COURS JULIEN. Se siete alla ricerca di un posto easy e giovane per una pausa o un bel bicchiere di birra, dirigetevi verso l’arroccato Cours Julien: dopo la scalinata che vi condurrà lì, si aprirà davanti a voi una bella piazza piena di caffè e bistot in cui rilassarsi e rigenerarsi dalla camminata (noi ci siamo fermati da La Soifferie e ve lo consigliamo).
  • PALAIS LONGCHAMP. Anche Palais Longchamp non è esattamente in centro, ma questo palazzo comodamente raggiungibile in metro o in auto, è sede di due musei e merita uno stop grazie al suo verdeggiante parco, le sue fontane e le sue maestose statue.
  • UN GIRO IN SPIAGGIA. Se fa caldo e cercate un momento di refrigerio, potete approfittarne per un bel tuffo in mare in una delle tante spiagge di Marsiglia. La più nota è sicuramente Plage des Catalans, da cui potete raggiungere anche il punto panoramico sulla Corniche e il pittoresco Vallon des Auffes.
  • UNITÉ D’HABITATION. Se siete appassionati di architettura, allora uno stop necessario è sicuramente quello all’Unité d’Habitation, nota anche come Cité Radieuse, complesso abitativo progettato dal celebre architetto svizzero Le Corbusier. Potete anche provare a entrare e chiedere di eventuali visite guidate ad alcuni appartamenti.
  • UN GIRO PER LE CALANQUES. Tappa imprescindibile se vi trovate a Marsiglia, specie nella bella stagione, è il Parco nazionale delle Calanques, un percorso a una mezz’oretta di auto dalla città disseminato di calette di sabbia bianca, tanta vegetazione e acqua cristallina. Sceglietene una, a seconda del vostro allenamento, e godetevi tutta la pace!

WEEKEND A MARSIGLIA: DOVE MANGIARE

  • JOGGING EPICERIE. Sul retro di questa adorabile bottega si schiude un piccolo cortile dove poter assaggiare una stringata carta di piatti preparati con ingredienti a chilometro zero. Noi abbiamo assaggiato un ottimo kachapuri, una brioche con gravlax di palamita abbastanza indimenticabile e una vellutata di asparagi. A pranzo ci sono menu fissi a 30 euro per due piatti. Molto consigliato!
  • ENTRE TERRE ET MER. Un altro indirizzo che ci sentiamo di suggerire è Entre terre et mer, ristorante al Panier la cui carta si concentra principalmente sui taglieri di salumi e formaggi e sui plateau di frutti di mare crudi. Noi abbiamo – ovviamente – provato entrambi e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Costo medio: 35-40€ a persona.
  • OH FAON!. Se invece siete alla ricerca di un’ottima colazione o di una gustosissima merenda, l’indirizzo da segnare è Oh Faon, una piccola pasticceria artigianale vegana che vi stupirà con le sue torte, pain au chocolat, biscotti e croissant da volare via.
  • BAR DE 13 COINS. Se cercate un posto informale ma molto caratteristico, al Panier vi consigliamo questo bar in cui assaggiare tassativamente, magari sotto a un albero, un pastis, l’aperitivo più celebre di Marsiglia.
  • GRAND BAR DES GOUDES. Se invece siete alla ricerca di un’ottima bouillabaisse, la zuppa di mare piatto simbolo di Marsiglia, vi consigliamo di abbinarla a un giro per le Calanques e di prenotarla con largo anticipo in questo delizioso ristorante sul mare, indirizzo amato dai local, con un motivo. Costo medio: 50€ a persona.
  • LA FRICHE LA BELLE DE MAI. Se invece volete respirare l’aria un po’ suburbana, anarchica e indomabile di Marsiglia, vi suggeriamo di venire per un giro o una birra nel quartiere La Belle de Mai, e più precisamente alla Friche, centro delle arti e skatepark ospitato in una fabbrica di tabacco del XIX secolo e sede di mostre, concerti e film all’aperto in estate. Una bellissima esperienza. Costo medio: 25€ a persona.

Altri ristoranti che ci sono stati consigliati ma che non abbiamo fatto in tempo a provare:

  • O’BIDUL
  • OUREA
  • PAIN PAN BOULANGERIE (per colazione e merenda)
  • BRICOLEURS DE DOUCEURS (per colazione merenda)
  • DEEP (per colazione e merenda)
  • L’ARÔME
  • CAFÉ DE L’ABBAYE
  • SEPIA
  • CHEZ FONFON
  • RESTAURANT QUARTIER LIBRE
  • LA MERCERIE
  • AU BOUT DU QUAI
  • CHEZ LUCAS
  • FIGURE, CAVE À MANGER

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO A MARSIGLIA

  • Marsiglia è una città mediamente cara, dunque cercate di prenotare l’hotel con anticipo per trovare qualche tariffa agevolata.
  • A proposito di hotel, noi purtroppo abbiamo alloggiato in un albergo che non ci ha soddisfatto, specie in relazione al rapporto qualità/prezzo, dunque non ve lo consiglieremo.
  • Abbiamo trovato la città pulita e sicura, quanto meno nelle zone centrali e ‘turistiche’, dove comunque sono concentrate tutte le principali attrazioni. Ond’evitare spiacevoli episodi, in ogni caso, assicuratevi con una piccola ricerca online di non sconfinare in aree più defilate e magari pericolose, così da essere tranquilli durante il vostro viaggio.
  • Come zona dove prenotare l’hotel vi consigliamo Préfecture, perfetta e centralissima per fare tutti i giri in comodità.
  • Occhio a dove mettete l’auto, se ne avete una: Marsiglia è purtroppo famosa per furti o comunque danneggiamenti di auto, quindi magari chiedete al vostro hotel se è dotato di parcheggio privato o ve ne sa consigliare uno migliore di altri.
  • In città si gira tranquillamente a piedi, le distanze non sono enormi (tenete solo d’occhio i dislivelli!) e funzionano anche diversi servizi di taxi attivi anche in Italia, come Freenow.

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3 giorni in Costa degli Dei in Calabria: cosa vedere e dove mangiare /3-giorni-in-costa-degli-dei-in-calabria-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /3-giorni-in-costa-degli-dei-in-calabria-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#respond Thu, 25 May 2023 06:00:57 +0000 /?p=58062 Siamo stati per un weekend lungo in Calabria, nella splendida Costa degli Dei. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare!

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Tra le regioni italiane sicuramente più selvagge e forse anche meno conosciute c’è la Calabria, meta perfetta sia per una fuga di qualche giorno lontana dal caos, magari fuori stagione, sia per una vacanza di mare più lunga nei mesi più caldi. Noi siamo stati per un weekend lungo sulla Costa degli Dei, un litorale incredibile che, da Pizzo Calabro fino a Nicotera, si affaccia sul Tirreno coi suoi borghi d’altri tempi, una vegetazione rigogliosa e un mare incontaminato. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa zona!

UNA SETTIMANA IN COSTA DEGLI DEI IN CALABRIA: COSA VISITARE

  • UN GIRO A TROPEA. Uno dei borghi più belli d’Italia, e a ragione. Se siete in zona, non perdetevi assolutamente Tropea: iniziate da un giro tra i palazzi nobiliari e i portali del centro storico (immancabile un giro di Piazza Ercole e una visita alla Cattedrale di Maria Santissima di Romania) e arrivate fino all’affaccio Raf Vallone, da cui si gode di una vista incantevole sulla spiaggia libera e sul Santuario Santa Maria dell’Isola. Se avete dimenticato di mettere in valigia un libro, potete affidarvi alla gentilissima libraia della Libreria Il Pensiero Meridiano, mentre per i souvenir gastronomici da riportare a casa un ottimo indirizzo è La casetta del Piccantino.
  • IL TRAMONTO A CAPO VATICANO. Tra i punti più strategici da cui osservare il tramonto c’è sicuramente Capo Vaticano: passeggiate fino al suo celebre faro per godervi uno dei tramonti più infuocati di sempre (se sarete fortunati troverete quello ‘di Ulisse’, in cui il sole finisce esattamente dentro al vulcano Stromboli). Magico.
  • UN TUFFO AL MARE. Le spiagge in zona sono davvero tantissime, e tutte indicate sia per un tuffo direttamente dalla barca sia per una giornata ‘a terra’. Tra le nostre preferite, vi suggeriamo Cala Janculla, Spiaggia Formicoli, Spiaggia di Riaci, Spiaggia di Michelino e il Paradiso dei sub.
  • UN TARTUFO A PIZZO CALABRO. Tra i tanti borghi affacciati sul mare non perdetevi Pizzo Calabro: passeggiate tra i vicoli del centro storico, vi porteranno tutti a Piazza della Repubblica, un salotto affacciato sulla Costa degli Dei. Qui la specialità gastronomica è il tartufo: una semisfera di gelato ripiena di cioccolato semiliquido. Noi vi consigliamo quello del Bar Dante o di Ercole, all’ora del tramonto li mangerete con una vista spettacolare.
  • LE GROTTE E IL MUSEO DI ZUNGRI. Se vi piace mixare relax e cultura, non perdetevi una gita a Zungri, meraviglioso sito archeologico all’aperto che, con le sue grotte scavate nella roccia e il suo museo, testimonia insediamenti rupestri tutti da scoprire.
  • UNA DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI TIPICI. In Calabria non mancano presidi Slow Food e ingredienti gustosissimi da approfondire. Se anche voi siete appassionati, potete andare alla scoperta di qualche piccolo produttore della zona: noi, per esempio, siamo stati (previo appuntamento) a vedere come si fa la ‘nduja (ovviamente nella sua patria, Spilinga, da Bellantone) e al Monte Poro, per una degustazione di pecorini e salumi artigianali locali da Masseria Monte Poro.
  • DUE PASSI A SCILLA. Per due passi tra vicoli affacciati sul mare e un tuffo nel passato, dirigetevi fino a Scilla, in Costa Viola, e in particolare fino al piccolo borgo di pescatori Chianalea, dove respirare un po’ di tranquillità – almeno, fuori stagione – e ammirare le case a strapiombo sul mare.
  • UNO STOP NEI PAESINI LUNGO IL LITORALE (E NON). Se siete in auto, lungo la strada che da Tropea conduce fino a Reggio Calabria, potete fermarvi in diversi paesini e relative spiagge, come Bagnara Calabra e Palmi (dove vi consigliamo di fare un salto alla Tonnara, con il suo Scoglio dell’ulivo), oppure spingervi fin nell’entroterra, per esempio a Seminara, epicentro della fabbricazione delle maschere apotropaiche contro malocchio ed energie negative. Noi, ovviamente, ne abbiamo riportate un paio a Milano, che non si sa mai.
  • UN GIRO FINO A REGGIO CALABRIA. Se avete tempo in abbondanza, naturalmente potete allungare il vostro tour della costa tirrenica fino a Reggio Calabria, dove è suggerita una passeggiata sul lungomare e, per forza, uno stop al suo Museo Archeologico, per ammirare i celeberrimi Bronzi di Riace, e non solo.

UNA SETTIMANA IN COSTA DEGLI DEI IN CALABRIA: DOVE MANGIARE

  • RISTORANTE DE’ MINIMI (Tropea). All’interno dell’incantevole boutique hotel Villa Paola, di cui vi parliamo dettagliatamente più sotto, trova casa questo ambizioso ristorante, gestito da un team tanto giovane quanto preparato, in cui potrete gustare ingredienti locali (alcuni letteralmente a km0, raccolti direttamente dall’orto circostante), preparati e presentati con eleganza e sapienza. Se state cercando il posto per una cena speciale, piatti come la triglia di scoglio, carota al bbq e salsa bernese o lo spaghettone, burro di acciughe alla brace, ricci di mare, bottarga e bergamotto vi conquisteranno. Periodicamente, il ristorante ospita anche aperitivi letterari, cene a tema e in collaborazione con cantine del territorio e pranzi della domenica come in famiglia dai nonni. Prezzo medio: 100€, menu degustazione da 5 portate 95€, da 7 portate 115€, abbinamento vini 45.
  • RISTORANTE MANITTA (Brattirò). Se vi piacciono le atmosfere veraci nell’entroterra e siete indecisi tra piatti di terra e di mare, in questo agriturismo a Brattirò potete attingere a piene mani dalla tradizione eno-gastronomica calabrese concedendovi, per esempio, un antipasto misto con alcuni dei pilastri di questa cucina (‘nduja, soppressata, caciocavallo, polpette, melanzane ripiene, ma anche legumi e impepata di cozze), oltre a piatti di verdure incredibili (cipolle e peperoni su tutti), paste e secondi piatti come salsicce e pesci tra cui pesce spada, stocco e spatola. Prezzo medio: 30€.
  • UNO DEI RISTORANTI DI CAPOVATICANO RESORT O BAIA DEL SOLE. Sia che siate ospiti dei loro hotel sia che siate ‘esterni’, sappiate che in tutte le strutture di cui vi parliamo nel dettaglio qui sotto non avrete che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il cibo, sia per una pausa informale che per un pasto più strutturato. All’interno del Capovaticano Resort troverete a vostra disposizione addirittura 4 ristoranti (Mantineo per una cucina tradizionale calabrese, con primi da urlo come la fileja alla spilingota; Stromboli per pesce grigliato e verdure fresche; Belvedere Bar per dei cocktail pazzeschi e, magari, una verticale di amari locali – Kaciuto, Képhas e Numero Uno su tutti – ; e Strombolicchio, per una cena a bordo piscina vista mare), mentre a Baia del Sole vi consigliamo un pranzo o una cena, sempre con affaccio sulla baia (noi abbiamo provato un bis di paste davvero notevoli).
  • CIVICO 5 (Scilla). Nel piccolo borgo di Chianalea, a Scilla, prima o dopo una passeggiata tra i suoi vicoli, non potete rinunciare a uno stop da Civico 5, celebre soprattutto per il panino con il pesce spada e cipolla di Tropea, condito con il salmoriglio, salsina a base di olive, origano, sale e limone. Ma qui è buono tutto (nota di merito per i gamberetti di nassa, fritti), e la vista fino allo stretto di Messina indimenticabile. Prezzo medio: 25€.

Altri ristoranti che ci sono stati consigliati in zona, ma che non abbiamo avuto modo di provare:

  • LE BRESTE (Brattirò)
  • IL DUCALE (Joppolo)
  • DE GUSTIBUS (Palmi)
  • QAFIZ (Santa Cristina D’Aspromonte)
  • SANTABARBARA 1789 (Bagnara Calabra)
  • LE SAIE (Bagnara Calabra)
  • ZEFIRO (Bagnara Calabra)
  • L’INCANTO (Villa San Giovanni)

UNA SETTIMANA IN COSTA DEGLI DEI IN CALABRIA: DOVE ALLOGGIARE

  • CAPOVATICANO RESORT THALASSO SPA (Capo Vaticano). Camere minimali e spaziose, una vista unica che arriva fino a Stromboli e, addirittura, all’Etna, una spiaggia privata, piscine, campi da tennis e una spa per trattamenti, percorsi kneipp, sauna e bagno turco, 4 ristoranti interni e una posizione perfetta per esplorare la zona. Può bastare? Questi sono solo alcuni dei motivi per cui Capovaticano Resort Thalasso Spa è sicuramente una base molto indicata per la vostra vacanza sulla Costa degli Dei.
  • BAIA DEL SOLE (Capo Vaticano). Se siete amanti del verde ma non volete rinunciare alla vicinanza con la spiaggia e siete alla ricerca di una struttura adatta sia a coppie che a famiglie, Baia del Sole è invece il resort forse più opportuno. Con le sue villette e i bungalow immersi in un giardino tropicale, il mare a due passi (con spiaggia privata), un ristorante, campi da tennis e piscina, non abbiamo dubbi che tornerete da questa vacanza rigenerati.
  • VILLA PAOLA (Tropea). La terza struttura del gruppo è invece la più raffinata, perfetta per una fuga romantica o per una vacanza davvero speciale. Questo ex convento del XV secolo, residenza dei frati dell’ordine dei Minimi, è una vera e propria gemma incastonata sulle alture che affacciano su Tropea, e tutto è curato nei minimi dettagli. Ad attendervi in questo boutique hotel a cinque stelle, oltre a una piscina a sfioro, a rigogliosi giardini terrazzati e a un orto, trovate anche lezioni di yoga, il ristorante De’ Minimi di cui vi parliamo poco più sopra e un team impegnato a farvi dimenticare qualsiasi stress.

Col codice sconto CUPINCALA10, avete il 10%OFF sui pernottamenti in tutti gli hotel, le spa e i ristoranti (aperti anche a ospiti esterni) del gruppo Mediterranean Hospitality, che tra Capo Vaticano e Tropea ha le tre strutture sopra citate (Baia del SoleCapovaticano Resort Thalasso Spa e Villa Paola) e il Ristorante De’ Minimi. Sconto valido solo su prenotazioni dirette via siti, email e telefono (alcune date potrebbero essere soggette a restrizioni).

E voi siete mai stati in Costa degli Dei in Calabria? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.


Questo articolo è stato offerto da Mediterranean Hospitality.

L'articolo 3 giorni in Costa degli Dei in Calabria: cosa vedere e dove mangiare sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Una settimana a Lanzarote: cosa vedere e dove mangiare alle Canarie /una-settimana-a-lanzarote-cosa-vedere-dove-mangiare-canarie/ /una-settimana-a-lanzarote-cosa-vedere-dove-mangiare-canarie/#comments Thu, 02 Feb 2023 06:00:00 +0000 /?p=54464 Avete in programma un viaggio a Lanzarote? Ci siamo stati per una settimana e qui vi diciamo cosa visitare e dove mangiare in quest'isola, perla delle Canarie!

L'articolo Una settimana a Lanzarote: cosa vedere e dove mangiare alle Canarie sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Da tempo desideravamo visitare le Canarie, descritte da alcuni come un paradiso e da altri come del tutto dimenticabili. Per la nostra prima volta in questo arcipelago, che appartiene alla Spagna ma che dista solo qualche decina di chilometri dal Marocco, abbiamo optato per Lanzarote, forse la più selvaggia tra le isole canarie più conosciute. Complice la bassa stagione, il clima perfetto che abbiamo trovato e i paesaggi vulcanici, ci siamo innamorati. Qui proviamo a darvi qualche consiglio per organizzare al meglio la vostra settimana alle Canarie: ecco cosa vedere e dove mangiare a Lanzarote!

UNA SETTIMANA A LANZAROTE: COSA VISITARE

  • CALDERA BLANCA, CALDERA COLORADA. A Lanzarote, si sa, i vulcani non mancano, e sono tanti i crateri visitabili, sia tramite percorsi di trekking piuttosto impegnativi e ardimentosi, sia tramite semplici passeggiate ‘in tondo’. Tra queste ultime, a noi è piaciuta molto quella attorno alla Caldera Colorada, che dura circa un’ora e pur senza essere sfiancante è davvero molto piacevole.
  • PARQUE NACIONAL DE TIMANFAYA. Il parco è meraviglioso e nonostante sia super turistico, a nostro avviso vale la pena visitarlo. Negli ultimi tempi l’accesso dei turisti è stato contingentato, per cui cercate di andare a orari molto tattici (mattina presto o pomeriggio) per non dover stare in coda ore. Una volta entrati, sarete condotti alla sua scoperta su un bus tramite un giro di una mezz’oretta, e potrete ammirare geyser, crateri e la cottura della carne sulla pietra vulcanica, da molto vicino. L’ingresso costa 12€, ed è regolamentato o in questo modo oppure tramite visite guidate a piedi, anche queste contingentate e disponibili soltanto con mesi di anticipo tramite prenotazione su questo sito.
  • LAGOMAR MUSEUM. Ex casa di Omar Sharif che si vocifera perse a una mano di bridge, ora museo, Lagomar merita sicuramente un passaggio per un tour tra bagni scavati nella roccia, reggimentali camere da letto, piante tropical e una vista incredibile.
  • TEGUISE. Il paesino che ci è senza dubbio piaciuto di più è Teguise, dove la domenica si tiene anche un mercatino che catalizza più o meno tutti i turisti di Lanzarote. Vi consigliamo di visitarlo in un altro giorno, per goderne la pace, i colori, magari un pranzetto con visita annessa al laboratorio di ceramica Eguzkine, disponibile solo su prenotazione.
  • UNA GIORNATA IN SPIAGGIA. Se cercate delle belle spiagge per una vacanza più sedentaria, le opzioni non vi mancheranno per certo. Tra le nostre preferite, vi segnaliamo Playa Quemada (una vera e propria oasi di pace), la celeberrima Papagayo e l’adiacente Playa de la Cera (a nostro modo di vedere, valgono la pena!).
  • UN GIRO IN CANTINA. Grazie al suo terreno vulcanico, Lanzarote – e soprattutto l’area di La Geriatrie – è disseminata da tantissime aziende vinicole dove è possibile acquistare casse di vini oppure partecipare a qualche degustazione con vista sui vigneti. Guardatevi bene da quelle più turistiche, riconoscibili dai grossi pullman puntualmente parcheggiati fuori, e dirigetevi per un bicchiere e un tozzo di formaggio in quelle un pochino più di nicchia. Noi siamo stati da Bodegas Rubicón, ma potete anche segnarvi i nomi di Bodega Stratvs e Bodega La Querencia.
  • FAMARA. Tra i paesini più caratteristici dell’isola nonché meta degli appassionati di surf grazie alle onnipresenti onde, c’è Famara. Approfittatene per un giretto, una sosta in spiaggia e magari una birra a La Mar Cafè.
  • ARRECIFE. Tra i paesini meno caratteristici dell’isola, meta dello sbarco delle navi da crociera e vicino all’aeroporto c’è Arrecife, dove comunque immaginiamo passerete ugualmente, e che per qualche minuto di passeggiata nel centro storico non è comunque male.
  • CASTILLO DE SAN JOSÈ. Attrazione assolutamente bypassabile, che noi comunque abbiamo visto perché compresa nella nostra card. È un piccolo castello con all’interno qualche opera d’arte per l’appunto dimenticabile. Specie se avete poco tempo, potete a nostro avviso tranquillamente lasciar perdere.
  • CHARCO DE LOS CLICOS. Se arrivate qui all’ora del tramonto sarà un’esperienza sicuramente magica, con i contrasti tra il rosso del cielo, la spiaggia nera e il verde smeraldo del lago. Dopo averlo visitato, proseguite fino al microscopico villaggio di El Golfo per una cena in riva al mare a base di pesce.
  • UNA GITA ALL’ISOLA GRACIOSA. Arrivate a Orzola di buon mattino e cercate di imbarcarvi sul primo traghetto che vi porterà all’isola semidisabitata La Graciosa, una vera perla (occhio a chi soffre il mal di mare, considerate che il viaggio di mezz’ora, specie nel primo pezzo, è piuttosto ‘movimentato’!) che ricorderete a lungo come uno degli highlight della vacanza. Potete percorrerla a piedi, in bici, oppure – miglior opzione per vedere tutto in una sola giornata – farvi scortare in jeep grazie a uno dei tanti servizi sull’isola. Tra le varie meraviglie, ci sentiamo di evidenziare Playa de las Conchas, il trekking sulla Montaña Bermeja e, soprattutto, l’incantevole e quasi insensata, per la bellezza, Playa La Cocina.
  • MUSEO CASA DE CÉSAR MANRIQUE. Lo confessiamo, noi per le case degli artisti abbiamo un vero e proprio debole, ma questa di César Manrique – artista che ha letteralmente cambiato l’isola – è una vera perla e forse la visita per noi più significativa di tutto il ‘circuito Manrique’. Super consigliata!
  • CUEVA DE LOS VERDES. Se siete appassionati di grotte e percorsi sotterranei, potete fare una visita guidata qui, per comprenderne l’uso storico e stare al fresco!
  • JAMEOS DEL AGUA. Dirimpettaie della Cueva de los Verdes, queste altre grotte e tunnel vulcanici hanno invece visto il tocco di Manrique, con tanto di ristorante all’interno e laghetto sotterraneo.
  • MIRADOR DEL RÍO. Ovviamente il posto da cui godere uno splendido tramonto con vista sulle saline sottostanti e sull’isola Graciosa.
  • A CASA JOSÉ SARAMAGO. Una tappa secondo noi imperdibile è la casa in cui lo scrittore portoghese José Saramago trascorse i suoi ultimi anni. Audioguida che spiega molto bene ogni dettaglio, guide appassionate e atmosfera da ‘scrittore di un tempo’ fanno il resto. Abbiamo adorato!
  • LAS GRIETAS. Se vi piacciono i canyon, ne trovate diversi anche a Lanzarote e questo è uno dei più famosi, per una micro passeggiata stretti tra le rocce.
  • JARDIN DE CACTUS. Giardino botanico che ospita oltre 1000 specie di cactus, piacevole da visitare se amate il genere. Stupendo!
  • FUNDACIÓN MANRIQUE. Se siete curiosi di conoscere la storia dell’artista che cambiò per sempre il volto a quest’isola, la fondazione (e casa di Manrique prima di trasferirsi a Manria) è un condensato della sua vita e delle sue opere che sottolinea la sua principale premura: far convivere uomo, natura e arte nella maniera più integrata possibile.
  • PISCINAS NATURALES CHARCONES. Piscine d’acqua naturali molto selvagge, da visitare con la bassa marea per poter fare il bagno.

UNA SETTIMANA A LANZAROTE: DOVE MANGIARE

  • EL BARQUILLO (La Santa). Iniziamo la lista dal ristorante che ci è forse più piaciuto in tutta la nostra vacanza. Spartano, verace e assolutamente non pretenzioso come adoriamo noi, da El Barquillo si possono degustare a piccoli prezzi i piatti di mare più tipici delle Canarie, tra cui tranci di pesce alla griglia, alici fritte, e ovviamente gli onnipresenti gamberetti tipici della zona e le papas arrugadas con mojo verde o rosso, due salsine che vi faranno perdere la testa – a meno che non odiate aglio e coriandolo, ma peggio per voi 🙂 Digeritele con una passeggiata alla dirimpettaia Caleta de Caballo. Spesa media sui 20€ a testa.
  • COENTRO (Puerto Calero). Uno degli indirizzi più frequentati dai foodies in vacanza a Lanzarote, per merito dei piatti fusion creati dallo chef di origini brasiliane. Il ceviche era molto buono, c’è anche la possibilità di un menu degustazione, se avete qualcosa da festeggiare, e qui troverete sicuramente più originalità che altrove. Location un po’ fredda, specie all’esterno, in una corte che pare quella di un centro commerciale. Non ci ha emozionato, ma nel complesso i piatti non erano male. Spesa media sui 40€ a testa.
  • EL NOTARIO GASTROBAR (Arrecife). Se sentite mancanza di casa, in questa caffetteria gestita da una nostra connazionale, troverete un po’ di calore italico e delle crocchette di jamon iberico da volare via. Spesa media sui 15€ a testa.
  • CASA TOMAS (Las Caletas). Posto suuuper local con affaccio sul mare che abbiamo letteralmente adorato, dove pranzare con in sottofondo il mare. Prezzi contenuti, calore tipico della locanda, pimientos de padrón e sardine meravigliose. Spesa media sui 20€ a testa.
  • BE PAPAGAYO (Yaiza). Chiringuito e ristorante con una splendida vista su Playa Papagado in cui pranzare o semplicemente bere qualcosa. Prenotazione molto consigliata. Spesa media sui 30€ a testa.
  • RESTAURANTE BOGAVANTE (El Golfo). Ristorante che gode di una vista spettacolare, con una veranda direttamente affacciata sull’Oceano. Si può anche solo bere qualcosa al tramonto (a El Golfo i ristoranti chiudono tutti prestissimo) oppure ordinare un bel piatto di pesce dal loro lungo menu. Spesa media sui 25€ a testa.
  • RESTAURANTE AMANECER (Arrieta). Posto un po’ turistico ma nel complesso molto piacevole, balcone sul mare e servizio molto solerte. Abbiamo assaggiato una paella di mare, e non era male, ma in carta trovate tantissimi altri piatti, principalmente a base di pesce. Spesa media sui 25€ a testa.
  • UN PASTO VELOCE AI TELECLUB. I Teleclub, corrispettivo dei circoli Arci italiani, ma senza bisogno di tessera Arci, sono degli indirizzi molto spartani, sparsi su tutta l’isola, dove fermarsi per un pranzo economico e molto alla buona. Tra i più veraci, vi segnaliamo quello di Màcher e di Teseguite. Spesa media sui 10€ a testa.
  • RESTAURANTE MIRADOR DE LOS VALLES (Teguise). Tra i ristoranti che abbiamo più apprezzato c’è sicuramente questo indirizzo nell’entroterra che, come dice il nome stesso, domina tutta la valle con una vista incredibile. Qui si viene principalmente carne alla brace, deliziosa, salumi, formaggi, huevo rotos e chorizo sensazionali e una torta di zucca da volare. Ah, le porzioni sono pantagrueliche. Spesa media sui 20€ a testa.
  • ARENAS LOUNGE (Los Mojones). Posto un po’ posh, frequentato specialmente a pranzo per il brunch ma piacevole anche alla sera, in cui mangiare piatti di cucina contemporanea un po’ più raffinati della media. Spesa media sui 40€ a testa.
  • ESQUINE (Teguise). Se siete stufi di mangiare carne o pesce, o siete semplicemente vegani, in questo localino un po’ hipster di Teguise troverete ad attendervi bowl colorate, toast e succhi vari, tutti rigorosamente veg. Spesa media sui 20€ a testa.

Altri ristoranti che ci sono stati segnalati ma che non siamo riusciti a provare:

  • KAMEZI DELI&BISTROT
  • COSTA AZUL
  • CASA RAFA
  • EL CALETON
  • BODEGA UGA
  • LA BODEGA DE SANTIAGO
  • EL RISCO
  • CANTINA TEGUISE
  • HESPÉRIDES
  • LA NASA
  • SEBE
  • LA BOHEMIA
  • BAR STRAVA
  • RISTORANTI VARI A PLAYA QUEMADA

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO A LANZAROTE

  • DOVE ALLOGGIARE. Per il nostro soggiorno abbiamo optato per 5 Suites, una piccola struttura, nuova e curata, con sede a Mácher e con, appunto 5 stanze, ognuna molto carina, uno spazio comune, un bel giardino e una piscina. Ci siamo trovati molto bene, il prezzo non era stellare, e soprattutto abbiamo apprezzato la posizione, un’ottima base per visitare sia il Nord (più selvaggio e autentico) che il Sud (con qualche perla, ma genericamente più turistico e dozzinale) dell’isola senza stare troppo in auto. Sui canonici siti di hotel e appartamenti si trovano tante sistemazioni per tutte le fasce di prezzo. Se però cercate qualcosa di speciale, vi segnaliamo Hotel Palacio Ico a Teguise ed Econfint.
  • COSTO DELLA VITA. Le Canarie sono notoriamente più care della Spagna ‘continentale’. Questo perché vivono di turismo praticamente ogni mese dell’anno e sono anche spesso scelte dagli anziani in pensione. Ciononostante, è possibile pranzare e cenare a piccoli prezzi, a seconda di quello che sceglierete e le spiagge sono tutte libere. Le attrazioni principali sono quasi tutte a pagamento, ragione per cui vi suggeriamo – qualora foste interessati a visitarne una larga parte – di attivare (anche in loco, essendo disponibile più o meno ovunque) la card Cact che vi permetterà di avere qualche sconto.
  • ORARI. Per organizzare al meglio le vostre giornate, fate caso agli orari di apertura e, soprattutto, di chiusura delle varie attrazioni e dei ristoranti perché spesso le prime chiudono attorno alle 17, e i secondi attorno alle 21.
  • PRENOTAZIONI. In generale, specie nei periodi di alta stagione, è consigliabile prenotare ristoranti e attività varie con anticipo; quasi tutti i locali e i siti sono dotati di form di prenotazione online molto comodi.
  • SPOSTAMENTI. Siamo arrivati a Lanzarote con un volo diretto Ryanair da Orio al Serio. Per girare adeguatamente tutta l’isola vi suggeriamo caldamente di affittare un’auto. Noi ci siamo affidati a un’agenzia di nome TopCar, con cui ci siamo trovati meravigliosamente grazie anche a una Casco completa per stare senza pensieri. Guidare è in linea di massima molto semplice, le strade sono ben illuminate e spesso dritte, e i limiti di velocità sono genericamente bassi (e rispettati). Anche per chi, come noi, non è un drago alla guida, dovreste trovarvi a vostro agio.
  • CLIMA. A Lanzarote il clima è quasi sempre mite, anche se è possibile cambi rapidamente diverse volte anche all’interno della stessa giornata. Noi siamo stati a fine novembre e siamo stati molto fortunati: abbiamo trovato sempre un clima sempre soleggiato, a tratti ventoso, con massime anche di oltre 25 gradi durante il giorno e minime di 15 la sera. Attrezzatevi per questa escursione termica comunque molto piacevole!

E voi siete mai stati a Lanzarote? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

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