Road trip – Conosco un posto https://godsgift.cyou Mon, 22 Sep 2025 23:07:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Road trip – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Road trip in Borgogna e Alsazia: cosa fare e dove mangiare /road-trip-in-borgogna-e-alsazia-cosa-fare-dove-mangiare/ /road-trip-in-borgogna-e-alsazia-cosa-fare-dove-mangiare/#comments Mon, 22 Sep 2025 00:00:00 +0000 /?p=88202 Il nostro reportage dalla Borgogna e Alsazia: scopri cosa visitare e dove mangiare in questo on the road in Francia di una settimana!

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La Francia è sempre la Francia e, anche solo per ragioni di prossimità, ben si presta a un weekend lungo o a una settimana a zonzo. Così, dopo avervi raccontato Marsiglia, Lione, Bordeaux e Parigi, ma anche Bretagna e Loira, Normandia, Costa Azzurra e Paesi Baschi francesi, è giunto il momento di portarvi alla scoperta di altre due celebri regioni: la Borgogna e l’Alsazia. Seguiteci in questo road trip di una settimana all’insegna di borghi, (tanto) vino e relax!

Road trip in Borgogna e Alsazia: l’itinerario perfetto tra borghi, vigneti e cibo che merita davvero

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al profilo Instagram di Conosco un posto e alle stories in evidenza dedicate proprio alla Borgogna e all’Alsazia!

Una settimana in Borgogna e Alsazia: cosa visitare

  • BEAUNE. Capitale indiscussa dei vini di Borgogna, Beaune è un piccolo gioiello medievale nonché la base perfetta (insieme a Digione) per esplorare la zona. Non perdetevi una visita con audioguida a l’Hôtel-Dieu, l’antico ospedale con il suo tetto di maioliche colorate che sembra uscito da una tavolozza fiamminga: nonostante non sembri un’attrazione esattamente sexy, ve la consigliamo spassionatamente, anche in compagnia dei più piccoli a cui sono dedicate audioguide e giochi ad hoc! Sempre in tema di visite guidate, vi suggeriamo anche di partecipare a quella della Moutarderie Fallot per capire come viene prodotta una delle senapi più famose al mondo (e acquisitarla direttamente al negozio!). Entrambi i tour durano all’incirca un’ora e vi consigliamo di prenotarli in precedenza online per evitare file o sold out. Per completare il giro, passate anche dalla Basilica di Notre-Dame, un capolavoro dell’architettura romanica e, se siete in città di sabato mattina, non mancate il mercato per un giro tra ceste di vimini, frutta, verdura e polli allo spiedo!
  • DIGIONE. Epicentro della produzione della senape, Digione è un mix elegante di palazzi rinascimentali, botteghe gourmet e atmosfere un po’ retrò. Il Palazzo dei Duchi di Borgogna, dove spesso vengono allestite mostre completamente gratuite, è il suo cuore pulsante, ma la vera magia la troverete perdendovi tra i vicoli medievali, seguendo il percorso del gufetto (il simbolo della città) inciso sulle pietre e andando a toccarlo – rigorosamente con la mano sinistra! – sul lato della chiesa di Notre-Dame per dare maggiori chance di realizzazione ai vostri desideri. Non perdete un giro anche a Les Halles, il mercato coperto che fino alle 13 mette in bella mostra le prelibatezze locali, con possibilità di assaggio.
  • LE CANTINE DELLA BORGOGNA. I secoli di tradizione enologica locale sono custoditi nelle cave di cui i paesi borgognoni sono letteralmente disseminati. Vi lasciamo alcuni dei nomi più interessanti per degustare calici di Pinot Noir o Chardonnay e tornare a casa col baule straripante di casse: Domaine Sylvain Pataille, Clos de Vougeot, Louis Buillot, Caveau Moillard, Armand Heitz, Domaine Chanzy, Patriarche, Maison Champy, Maison Louis Latour. Una volta che avrete scelto quelle che vi ispirano di più, non dimenticate di consultare i siti – soprattutto in tempi di vendemmia – per capire se e quando le cantine sono aperte e organizzano visite guidate (per lo più gratuite!). Ma lasciatevi sorprendere e provate a mettere il naso dentro ai posti che vi ispirano: molto probabilmente vi accoglieranno per assaggiare qualcosina!
  • UN TOUR IN BICI (O IN AUTO) TRA I VIGNETI E I BORGHI DELLA BORGOGNA. La Route des Grands Crus è una delle strade del vino più scenografiche di tutta la Francia: vigne a perdita d’occhio e minuscoli villaggi da cartolina come Pommard, Volnay, Meursault (il nostro preferito!) e Puligny-Montrachet vi faranno riconnettere col silenzio e la natura. Noi abbiamo scelto di percorrerla in bici, noleggiando due e-bike al costo di 50€ l’una per l’intera giornata da Bourgogne Evasion a Beaune, e mai idea fu più geniale. Abbiamo trascorso una splendida giornata in sella con soste lente tra chiese romaniche, antiche abbazie e cantine a cui continueremo a ripensare ancora a lungo.
  • SHOPPING DI DELIZIE IN BORGOGNA. Tra enoteche, caveau sotterranei e negozietti gourmand dove fare scorta di formaggi, senape e pain d’épices, non avrete che l’imbarazzo della scelta per portare un po’ di Francia in Italia: noi vi suggeriamo – a Beaune – un passaggio obbligatorio da Alain Hess per i formaggi, da Fallot per le senapi e per i vini da Caveau Delicave e Mes Bourgognes.
  • COLMAR. Con le sue case a graticcio color pastello e i canali della Petite Venise, Colmar sembra effettivamente uscita da una fiaba: una fiaba, comunque, strapiena di turisti come noi. Provate a godervela, dunque, la mattina presto o al tramonto, quando la fiumana di persone riesce a disperdersi un po’ (non osiamo immaginare cosa possa essere sotto Natale, quando dicono raggiunga il suo massimo splendore!). Tra una tarte flambée e uno stop a una winstub tradizionale, passeggiate tra il Quartier des Tanneurs, il Quai de la Poisonnerie e il mercato coperto. Alle sue porte trovate anche una miniatura della Statua della Libertà, poiché il suo ideatore francese Bartholdi era proprio di Colmar.
  • STRASBURGO. Capitale d’Europa e città dalle mille anime (qui cultura francese e tedesca si mescolano con gran naturalezza), Strasburgo merita uno stop anche solo per la sua imponentissima cattedrale gotica, che ci ha lasciato senza fiato, oltre che per la Petite France, quartiere pittoresco di mulini e case a graticcio. Se avete poco tempo e il meteo lo consente, per avere un’idea della città potete optare anche per un giro in battello lungo l’Ill.
  • LE CANTINA DELL’ALSAZIA. Anche l’Alsazia è un continuo susseguirsi di cantine antiche e nuove in cui perdere la cognizione del tempo ed essere assorbiti da (spesso interminabili) visite, degustazioni e storie meravigliose. Vi invitiamo a seguire le stesse indicazioni che vi abbiamo lasciato poc’anzi per la Borgogna e di seguito trovate alcuni nomi molto interessanti in zona: Domaine Albert Mann, Pierre Frick (esperienza incredibile che vi caldeggiamo), Domaine Dirler-Cadé, Domaine Davi Ermel & Fils, Gustave Lorentz, Domaine Céline Metz, Vine d’Alsace Rietsch.
  • UN TOUR IN BICI (O IN AUTO) TRA I VIGNETI E I BORGHI DELL’ALSAZIA. Anche in questo caso, i paesini della zona – e in particolare quelli su La Route des Vins d’Alsace – sono un must: 170 km tra piccoli borghi fioriti, vigneti e cantine per un biccchiere di Riesling e uno di Gewürztraminer. Tra i tanti stop, vi segnaliamo in particolare Riquewihr, Eguisheim (su tutti), Ribeauvillé, il Castello di Haut-Koenigsbourg, Obernai e Barr come tappe imperdibili per le loro atmosfere da cartolina.
  • SHOPPING DI DELIZIE IN ALSAZIA. Da queste parti si fa incetta di bretzel, pain d’épices, kougelhopf e, naturalmente ottimi vini: una sosta nei mercati coperti locali è fortemente consigliata. Tra le insegne più rinomate, invece, vi suggeriamo Malker, Sezanne, Domaine Viticole de la Ville de Colmar, La Sommeliere e Cavavin a Colmar, oltre alla Cave Historique des Hospices a Strasburgo.

Una settimana in Borgogna e Alsazia: dove mangiare

  • BOULANGERIE PLACE MONGE – MARIE BOUCHEROT (Beaune). Una tanto piccola quanto autentica boulangerie, che riconoscerete per il profumo di pane appena sfornato che vi avvolgerà già nei dintorni. Qui si viene per i croissant burrosi e le baguette croccante, ma noi vi consigliamo anche l’atomico pain aux raisins e, ça va sans dire, il pain au chocolat! Prezzo medio: 5€.
  • L’ARCHE DES VINS (Beaune). Un indirizzo imperdibile per chi vuole avvicinarsi al mondo dei vini borgognoni senza sentirsi intimidito, nonostante la sterminata carta dei vini possa inizialmente fare quell’effetto lì. Qui si può comprare, ma anche fermarsi per la mescita e qualche piattino, tra cui vi suggeriamo un tagliere dei formaggi da buttarsi per terra e la terrina. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • BISSOH (Beaune). Per variare un po’, questo ristorante giapponese nel cuore della Borgogna potrebbe essere una buona idea. I sapori sono autentici del Sol Levante, così come la coppia di proprietari. I costi, come ovunque in zona, sono altini, ma vengono qui mitigati dalla presenza di menu fissi. La carta dei vini è tutta un gioco di abbinamenti curiosi tra Giappone e Borgogna e suggeriamo di riservare al bancone. Prezzo medio bere a parte: 60€
  • L’ALENTOUR (Beaune). Un bistrot contemporaneo e rilassato, che lavora quasi esclusivamente con piccoli produttori locali e ingredienti di stagione. Il menu cambia spesso e gioca con ricette tradizionali rivisitate in chiave leggera e creativa. Atmosfera giovane, piatti curati ma senza formalismi. Prezzo medio bere a parte: 50€.
  • ENSTASE (Beaune). Posti a sedere limitatissimi, cucina moderna e divertente, porzioni non esattamente generose: questa la formula di Enstase, enoteca con cucina aka laboratorio gastronomico che apre solo alcune sere a settimana. Non ci abbiamo lasciato il cuore, ma abbiamo quanto meno apprezzato la volontà di proporre qualcosa di un po’ più creativo. Prezzo medio bere a parte: 50€.
  • LE SOLEIL (Savigny-lès-Baunes). In questo ristorante di campagna dall’atmosfera conviviale abbiamo invece lasciato il cuore e, ripensandoci, è qui che abbiamo fatto il pasto più convincente di tutta la vacanza, grazie a piatti semplici ma riuscitissimi, ingredienti locali e a un bel patio dove mangiare con la bella stagione (vi suggeriamo, se possibile, di andarci a mezzogiorno e pranzarci all’aperto!). Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • LE CERCLE DES AROMES (Colmar). Una piccola enoteca in cui star bene, provare vini a più non posso (siamo stati ben due volte e abbiamo bevuto sempre divinamente) e spiluccare qualcosa in un ambiente piacevole. Questo indirizzo lo troviamo altresì perfetto come introduzione al mondo dei vini alsaziani raccontato da veri appassionati. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • LA SOÏ (Colmar). Un’istituzione per chi vuole provare la tarte flambée più autentica della città, o almeno così si dice. D’altra parte, qui si ordina solo questa specialità, anche chiamata flammekueche, un impasto sottilissimo cotto ad altissime temperature nel forno a legna e poi sormontato da crème fraîche, cipolla e pancetta affumicata (oltre a varianti più creative). Deve piacere il genere, ma una volta nella vita la vorrete ben provare, no? Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • TZATZI (Strasburgo). Anche in questo caso, un indirizzo un po’ diverso dal solito, per fare una pausa dalla cucina francese e tornare a sapori più mediterranei (e a prezzi un po’ più umani). A noi è piaciuto un sacco e ci ha ricordato la cucina levantina che tanto ci piace con le sue spezie e le molte verdure! Prezzo medio bere a parte: 25€.

Altri ristoranti in Borgogna e Alsazia che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • La Lune (Beaune) – da prenotare con mooolto anticipo
  • La Dilettante (Beaune)
  • La Buissonière (Beaune)
  • Caves Madelaine (Beaune)
  • CIBO (Digione)
  • Chez Léon (Digione)
  • Ferme Auberge du Husse (Kruth)
  • L’Un des Sens (Colmar)
  • Enfin (Barr)
  • Ondine (Strasburgo)
  • Chez l’Oncle Freddy (Strasburgo)

Altre info utili sul viaggio in Borgogna e Alsazia

  • ITINERARIO. Noi siamo partiti in auto da Milano, passando dal traforo del Monte Bianco all’andata per raggiungere la Borgogna. Al ritorno dall’Alsazia, invece, siamo rientrati tramite il Passo del San Gottardo (occhio che in questo caso bisogna acquistare la vignetta per le autostrade svizzere!). Abbiamo trascorso in zona 8 giorni complessivi ed è stata una durata perfetta.
  • ALLOGGI. Come tutto in zona, anche gli alloggi non sono certo a buon mercato: noi abbiamo scelto due appartamenti trovati su Airbnb, facendo base rispettivamente a Beaune e Colmar e ci siamo trovati molto bene. Li trovate qui e qui.
  • RISTORANTI&CUCINA. Anche i pasti fuori, specie in Borgogna, possono essere economicamente impegnativi (e l’acqua frizzante in bottiglia costa circa 7€, sappiatelo!); inoltre, vi suggeriamo di prenotare con anticipo (in alcuni casi, con un bel po’ d’anticipo), soprattutto in zona Beaune. La cucina francese è ricca, tendenzialmente unta e abbastanza monotematica, quindi valutate – se non siete grandi fan – qualche pasto più leggero, a casa o in un ristorante di cucina dal mondo.
  • STAGIONI. I periodi ideali per visitare Borgogna e Alsazia sono sicuramente la primavera e l’autunno; noi siamo stati a fine agosto e le temperature ci sono sembrate comunque perfette, nonostante qualche giorno di pioggia. Ricordatevi, inoltre, che ormai sempre più spesso la vendemmia inizia a fine agosto!
  • SOLDI. Si paga ovunque con la carta di credito; tenete in conto che, tendenzialmente, non si tratta di un viaggio particolarmente economico, tutt’altro: la Francia, e in particolare la Borgogna, ha prezzi decisamente molto alti, in linea con Milano se non qualcosa in più, specie nei ristoranti.
  • APP. Ci sono due app che, su suolo francese, sono secondo noi indispensabili nella ricerca di un ristorante (sempre che non vi vogliate fidare esclusivamente di noi!): Raisin e Le Fooding.

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Road trip in Oman: itinerario di una settimana tra mare e deserto /oman-viaggio-di-una-settimana-itinerario/ /oman-viaggio-di-una-settimana-itinerario/#comments Tue, 05 Mar 2024 07:00:00 +0000 /?p=68674 State programmando il vostro viaggio in Oman? Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare per un itinerario di una settimana!

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Il Medio Oriente è una delle zone che ci affascina di più: dopo Giordania, Turchia e Israele stavolta è il turno dell’Oman, una meta ancora non troppo frequentata e che ci ha fatto innamorare. Abbiamo deciso di iniziare a esplorarla con un itinerario ad anello di una settimana attraverso città, catene montuose, canyon, deserto e mare cristallino. Se anche voi state programmando un viaggio in questo paese, è il momento giusto per prendere appunti: ecco cosa vedere e dove mangiare in un road trip di una settimana!

La Grande Moschea a Muscat | ©Alice Caprotti

UNA SETTIMANA IN OMAN: COSA VISITARE

MUSCAT, LA CAPITALE DELL’OMAN

  • Tappa iniziale e finale di questo itinerario ad anello, Muscat si visita tranquillamente in una giornata. Se avete visitato altre città della penisola araba, come Dubai, noterete subito che la capitale dell’Oman appare diversa: secondo una legge locale, nessuna costruzione può superare l’altezza del minareto di Muscat (90m). Per questo il panorama urbano ha ben pochi grattacieli e un aspetto più peculiare. Vi consigliamo di partire a esplorare la città dalla Grande Moschea, visto che è aperta solo dalle 8 alle 11 del mattino. Costruita recentemente, nel 1992, è davvero magnifica: la sala di preghiera principale ospita il secondo tappeto persiano più grande del mondo ed è tanto bella quanto solenne. Se arrivate presto la mattina, la troverete anche vuota – e sarà ancora più affascinante. Viene richiesto un abbigliamento “consono” per visitare la moschea: donne e bambine sopra i 7 anni devono avere capo, braccia e gambe coperte, e nessuna scollatura. Se arrivate impreparate, non vi preoccupate: potete noleggiare vesti e scialli all’ingresso a pagamento. È l’unica moschea del paese aperta ai turisti quindi vi consigliamo di non perdervela.

Dopo aver esplorato la magnifica Moschea, vi suggeriamo di dirigervi verso la Città Vecchia di Muscat, cinta da imponenti mura e caratterizzata da suggestivi panorami sulle montagne che la circondano. Qui vi consigliamo di visitare gli esterni del palazzo del sultano; una casa antica tipica e interamente restaurata, chiamata Bait Al Zubair; e il forte Al Jalali nei pressi del porto.

Vi suggeriamo anche di dedicare un po’ di tempo al vivace quartiere di Mutrah, con il mercato del pesce (se volete svegliarvi all’alba…) e il Suq, in parte dedicato allo smercio dell’oro. Il momento giusto per visitarlo è nel tardo pomeriggio, quando si anima di persone in cerca di affari. Se avete la possibilità, infine, concedetevi una rilassante passeggiata lungo lungo la corniche (lungomare) di Mutrah, con le sue fontane di discutibile gusto ma affacci mozzafiato sul mare. Questo è uno dei momenti che abbiamo apprezzato di più durante la nostra visita.

  • ISOLE DAYMANYIAT. Acque cristalline, pesci tropicali, tartarughe e colori paradisiaci: potrebbe essere riassunta così la nostra escursione alle Isole Daymanyiat, che si visitano tranquillamente in giornata da Muscat. Noi ci siamo affidati ad Al Muhajer Marina e ci siamo trovati benissimo (il costo è di circa 70€ per mezza giornata, 95€ per la giornata intera). il punto di ritrovo è la Marina di Muscat, un quartiere molto lussuoso con residenze, negozi e un suo porto. Le barche sono spartane ma comode. Le isole si raggiungono in meno di un’ora e durante l’escursione avrete la possibilità di fare snorkeling in due aree diverse. Il bagno con le tartarughe marine da solo vale la vacanza!
Uno scorcio delle isole Daymanyiat | ©Alice Caprotti

LA ZONA DEI MONTI HAJAR

  • TANUF e AL HAMRA. Da Muscat, ci siamo spostati lentamente verso la zona interna dei monti Hajar. Tanuf non meriterebbe una deviazione a sé ma, dal momento che è lungo la strada per arrivare a Jebel Shams, potete fermarvi a dare un’occhiata al vecchio villaggio abbandonato negli anni 50 e a osservare uno dei caratteristici sistemi di irrigazione aflaj, una peculiarità dell’Oman che è anche diventata Patrimonio UNESCO. Lo stesso discorso vale per Al Hamra, un altro minuscolo villaggio per metà abbandonato, dove si possono osservare alcune abitazioni tradizionali e fare una passeggiata tra i palmeti. Il vero motivo per fermarsi è, però, il punto panoramico da cui potete vedere le piantagioni di palme da dattero e parte del villaggio in primo piano, con dietro le imponenti montagne di Jebel Shams.
  • JEBEL SHAMS. Questa è la montagna più alta dell’Oman (3009m) ma la vera attrazione è il Wadi Ghul sottostante, un canyon profondo oltre 1000 metri. Se avete più tempo a disposizione (e un abbigliamento adeguato), da qui potete fare un trekking di circa 10km (ritorno compreso) lungo la magnifica Balcony Walk. La strada per Jebel Shams è in parte sterrata e in parte molto ripida. Se avete una 4×4 potete cavarvela ma se avete scelto un ‘semplice’ SUV vi consigliamo di fermarvi nel primo punto comodo e quasi sicuramente comparirà una guida pronta ad accompagnarvi in vetta.
Jebel Shams | ©Alice Caprotti
  • MISFAT AL ABRIYYIN. Chiamato spesso semplicemente Misfah, questo paesino di montagna ha un fascino speciale. Se potete, dormite come abbiamo fatto noi in una delle guesthouse tradizionali. Incredibilmente suggestivo il percorso ad anello (lo potete trovare come Plantation Circuit Trail) che si può effettuare scendendo progressivamente verso il fondo di una gola, passando attraverso palmeti e coltivazioni a terrazze con rigogliosi alberi da frutto, seguendo il corso degli aflaj. Intorno a voi vedrete le montagne e Misfah in lontananza, e vi sentirete in un piccolo angolo di paradiso.
  • FORTE DI BAHLA e FORTE DI JABRIN. A breve distanza l’uno dall’altro si trovano questi due forti, entrambi imperdibili per motivi diversi. Il Forte di Bahla è uno dei più grandi del paese, e si vede: la sua imponenza è notevole, come il panorama che si gode dai bastioni. Gli interni invece sono più spogli. Se volete allungare un po’ la permanenza a Bahla, c’è un piccolo suq tradizionale e alcune botteghe di ceramisti. Il Forte di Jabrin, invece, è meno maestoso dall’esterno ma ha numerose stanze ben conservate con arredi e decorazioni e dei bei giardini interni.
  • NIZWA. Dopo paesini e villaggi, con Nizwa tornerete in un contesto decisamente più cittadino. Qui si trova uno dei suq più antichi dell’Oman, diviso in edifici separati a seconda che si venda carne e pesce (aperti non tutti i giorni), frutta e verdura oppure spezie o artigianato. Se volete portarvi a casa dei souvenir, questo potrebbe essere il posto giusto dove cercarli. Qui noi abbiamo fatto incetta di datteri di tipi diversi, egualmente pazzeschi.

L’attrazione principale, a ragione, è il forte: costruito nel XVII secolo, è famoso per la sua immensa torre a pianta circolare alta ben 40 metri. Se potete, andate a visitarlo al tramonto. Dalla cima della torre avrete una vista pazzesca sulle piantagioni di datteri circostanti e sulla vicina moschea col suo minareto illuminato.

  • JEBEL AKHDAR. Per esplorare la zona montuosa di Jebel Akhdar, siamo partiti dal paesino di Birkat Al Mawz. A differenza di Jebel Shams, qui una 4×4 non è suggerita ma obbligatoria, visto che c’è un check point di controllo all’inizio della salita. Noi ci siamo affidati a un driver trovato a Birkat al Mawz e vi suggeriamo di fare lo stesso: i prezzi si aggirano intorno ai 70€ per 4 persone. Di punti panoramici ce ne sono a bizzeffe, ma senza dubbio il più famoso è quello dedicato alla principessa Diana, proprio sul bordo dello strapiombo. Irrinunciabile, secondo noi, fare un trekking lungo le montagne, attraverso i villaggi: mi raccomando, scarpe comode!
Jebel Akhdar | ©Alice Caprotti

LA COSTA ORIENTALE

  • IBRA. Questa ridente cittadina è la tappa ideale per fare una pausa prima di giungere nel deserto. Sappiamo che è una coincidenza difficile da organizzare, ma se potete passateci il mercoledì mattina: è l’unico momento della settimana in cui il suq ospita unicamente mercanti (e acquirenti) di sesso femminile, spesso provenienti da regioni lontane. La presenza maschile non è particolarmente gradita, come potete facilmente immaginare.
  • SHARQIYA SANDS. L’Oman racchiude tra i suoi confini ben 3 diversi deserti. Se visiterete come noi la costa nord, il deserto di Sharqiya Sands (o Wahiba, dal nome dei beduini che lo abitano) è il più comodo da raggiungere. Una volta scelto l’accampamento in cui dormire, sarà lo staff a venirvi a recuperare ai margini del deserto, solitamente a una stazione di servizio dove potrete lasciare la vostra macchina. Volendo potete anche arrivare al campo da soli: la strada non è difficile come può sembrare, ciò che ci ha fatto desistere è stata più che altro la mancanza totale di indicazioni. Arrivati in loco le attività da fare sono diverse, come il giro in cammello o in quad, oppure escursioni di 2 giorni passando la notte in tenda. Noi abbiamo scelto di fare dune bashing al tramonto ed è stato indimenticabile. Potete anche salire in autonomia sulle dune, cosa che abbiamo fatto all’alba del giorno successivo, arrampicandoci con una corda gentilmente fornita al campo: semplicemente stupendo!
  • WADI BANI KHALID. I wadi sono dei canyon scavati nella roccia dai fiumi, più o meno ricchi d’acqua e vegetazione. Ogni wadi è diverso dall’altro e l’Oman ne è pieno. Il Wadi Bani Khalid, dove ci siamo recati, è uno dei più famosi. Proprio per questo, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per evitare le orde di turisti. Non seguite Google per arrivarci perché vi porterà fuori strada. La camminata è facile e alla portata di tutti e il bagno rinfrescante nel wadi sarà un vero toccasana. Ricordatevi però che qui i bikini qui sono vietati.
  • SUR. Nonostante non abbia particolari attrazioni da visitare, Sur è una città davvero gradevole dove fermarsi tra uno spostamento e l’altro. Un tempo era celebre per i cantieri dei dhow, le tradizionali imbarcazioni omanite. Potete ancora incontrarne qualcuno passeggiando sul lungomare, che offre peraltro degli scorci incantevoli.
Lungomare di Sur | ©Alice Caprotti
  • WADI SHAB. L’ultima tappa di questa vacanza, e anche una delle più affascinanti. Dopo essere arrivati al parcheggio (sempre di buon ora, fidatevi di noi), pagherete pochi rial per attraversare una piccola laguna che vi separa dall’inizio del sentiero vero e proprio. Il paesaggio cambia di continuo, tra le sfumature gialle delle rocce e quelle turchesi delle pozze d’acqua: la camminanta è tutta in piano, ma se avete delle scarpe da trekking, meglio. In circa un’ora arriverete a destinazione, ma non ci sono strutture di alcun tipo quindi munitevi di asciugamani e provviste.

UNA SETTIMANA IN OMAN: DOVE MANGIARE

  • BAIT AL LUBAN (Muscat). Ospitato in una vecchia guesthouse, Bait al Luban è il posto giusto dove sperimentare la cucina tradizionale omanita. Vi consigliamo l’Arsiya, riso e carne a cottura lenta serviti con salsa di datteri, e il Qabouli Laham, riso cotto in brodo di carne con una speciale miscela di spezie. Molto buone anche tutte le zuppe, soprattutto quella di lenticchie. Grazie ai piatti, ma anche all’atmosfera, qui siamo tornati due volte, eventualità che nei viaggi ci capita di rado. Prezzo medio: 25€.
  • AL ZUHLY RESTAURANT (Nizwa). Locale molto spartano con i tavolini sul marciapiede, che offrono però una vista da lontano del forte e della moschea. Propone prevalentemente kebab o piatti di riso con carne, con porzioni enormi. Prezzo medio: 5€.
  • AL AQR (Nizwa). Nascosto tra i vicoli della città, il punto forte di questo ristorante è senza dubbio la terrazza panoramica. Il menu è abbastanza sintetico, prevalentemente composto di piatti di carne o kebab, e il servizio un po’ troppo lento. Prezzo medio: 10€.
  • REEM ALYEMEN (Birkat al Mouz). Ristorante molto informale dove ci siamo fermati prima della nostra escursione a Jebel Akhdar, serve piatti semplici e un po’ da fast food. Prezzo medio: 5€.
  • SUR SEA RESTAURANT (Sur). Come avrete intuito, la carne regna sovrana nella cucina omanita. Per questo vi consigliamo di approfittare della sosta a Sur per variare e provare qualche piatto di pesce. In questo ristorante, con dehors esterno, ci siamo trovati ben. Ha anche una buona scelta di piatti vegetariani in alternativa. Prezzo medio: 10€.

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO IN OMAN

  • ITINERARIO E ALLOGGI. Noi abbiamo optato per un itinerario ad anello in senso antiorario da Muscat, ma potete benissimo effettuare lo stesso in senso orario, se preferite passare prima dalla costa. Con una settimana a disposizione, abbiamo trascorso una sola notte in ogni tappa, ad esclusione di Muscat. Qui abbiamo scelto di alloggiare la prima notte nel quartiere di Mutrah, al Naseem Hotel, e l’ultima al Fraser Suites Muscat, comodo per l’aeroporto. Il Naseem è più semplice, ma con un’ottima colazione inclusa, mentre il Fraser è molto più lussuoso (abbiamo approfittato di una promozione). A Misfah vi consigliamo la Misfah Old House, comodissima per la passeggiata che vi abbiamo raccontato e con una bella terrazza. A Nizwa, invece, abbiamo optato per il Nizwa Inn: c’è sicuramente di meglio sia in città che nei dintorni ma le camere davvero ampie e la posizione comoda ci hanno comunque lasciati soddisfatti. Nel deserto, poi, abbiamo scelto come accampamento il Sama Al Wasil Desert Camp (se potete, optate per la tenda invece dello chalet, molto più caratteristica). A Sur, infine, abbiamo alloggiato al Sur Grand Hotel, molto accogliente e con una bella vista sul mare.
  • RISTORANTI&CUCINA. In Oman si mangia tanta carne. Un’opzione vegetariana è quasi sempre presente ma si tratta perlopiù di riso con verdure e spezie. Fuori da Muscat i ristoranti di un certo livello sono rari, quindi preparatevi a mangiare in locali tendenzialmente spartani (ma non per questo meno buoni) oltre che molto economici. Tenete conto che in diverse tappe sarà facile che mangerete in hotel. Essendo un paese musulmano, non troverete alcolici in nessun ristorante.
  • INTERNET. Come ovunque, ormai, potete acquistare una Sim card del posto già all’aeroporto. Noi abbiamo provato la Sim virtuale di Holafly e ci siamo trovati bene. Deserto a parte, la ricezione è sempre stata ottima.
  • MEZZI DI TRASPORTO. Qui la macchina regna sovrana quindi non pensate di riuscire a muovervi utilizzando mezzi pubblici. Noi abbiamo noleggiato una macchina tramite la compagnia di autonoleggi Dollar all’aeroporto e ci siamo trovati bene. Se potete, prendete una 4×4 così da avere più autonomia possibile, anche nelle escursioni in montagna. Guidare è molto semplice: le strade sono nuove e molto ampie, il traffico inesistente e così pure i semafori. I costi si mantengono bassi perché non ci sono caselli e la benzina costa poco (circa 50 centesimi al litro). Unica cosa da tenere a mente: qui la pulizia dell’auto è un culto (c’è addirittura una multa per chi circola con una macchina troppo sporca), quindi ricordatevi di riportarla immacolata al noleggio. Se doveste avere bisogno di un taxi, noi abbiamo anche testato l’app Otaxi e ci siamo trovati bene!
  • ABBIGLIAMENTO. L’Oman è un paese musulmano quindi il nostro consiglio è, al di là dei posti che richiedono esplicitamente un abbigliamento modesto, di non indossare abiti troppo corti o scollati in generale.
  • SOLDI. Abbiamo pagato quasi ovunque con la carta di credito, ma per sicurezza cambiate comunque un gruzzoletto in contanti (non in aeroporto, mi raccomando), soprattutto per pagare le escursioni coi driver o per piccoli acquisti.

E voi siete mai stati in Oman? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Se state valutando un weekend lungo a Marsiglia, magari allungando il vostro road trip in Costa Azzurra, e siete alla ricerca di cosa vedere e dove mangiare in 3 giorni, seguiteci in questa guida su una delle città più bistrattate ma sicuramente interessanti della Francia. Ecco tutti i nostri consigli!

WEEKEND A MARSIGLIA: COSA VISITARE

  • UN GIRO AL PANIER. Se cercate il genius loci marsigliese, non potete che iniziare da Le Panier, il quartiere più antico della città, lungo le cui stradine collinari potrete scorgere murales a tinte vivaci, angoli oltremodo bucolici e piccole boutique dove far scorta di abbigliamento, souvenir e, ovviamente, del tipico sapone di Marsiglia.
  • MUCEM. La costruzione che domina l’affaccio di Marsiglia sul mare e tutta la zona del porto Vecchio è il Mucem, ovvero il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo. Potete ammirarlo da fuori oppure consultare il sempre ricco programma di mostre ed esposizioni sul tema.
  • CATHÉDRAL DE LA MAJOR. Simbolo di Marsiglia, questa bella (e imponente) cattedrale, per tutti “La Major” vi stupirà col suo stile neo bizantino e con la pace che si respira nei suoi pressi.
  • BASILIQUE NOTRE DAME DE-LA-GARDE. Sempre in tema di chiese, ma un po’ dislocata rispetto al centro, costruita com’è su una collina che domina l’intera città, la basilica di Notre Dame de-la-Garde merita sicuramente una deviazione, sia per la vista che si gode dai suoi dintorni sia per i voti dei pescatori appesi un po’ ovunque, per chiedere protezione una volta che salperanno in mare.
  • LES DOCKS VILLAGE. Non vi suggeriamo questo centro commerciale tanto per i suoi negozi, quanto per il lavoro architettonico di riqualificazione che ha portato questi vecchi magazzini nella zona del porto a nuova luce, con un sacco di spazi comuni e i tanti cortili progettati in stili diversi.
  • MAISON EMPEREUR. A proposito di negozi, tappa imprescindibile a Marsiglia è Maison Empereur, un immenso negozio di casalinghi dall’aria vintage da cui sarà impossibile uscire senza chincaglierie varie per la casa, profumi provenzali, saponi, giocattoli o accessori per la cucina. Un sogno, per chi ama il genere.
  • COURS JULIEN. Se siete alla ricerca di un posto easy e giovane per una pausa o un bel bicchiere di birra, dirigetevi verso l’arroccato Cours Julien: dopo la scalinata che vi condurrà lì, si aprirà davanti a voi una bella piazza piena di caffè e bistot in cui rilassarsi e rigenerarsi dalla camminata (noi ci siamo fermati da La Soifferie e ve lo consigliamo).
  • PALAIS LONGCHAMP. Anche Palais Longchamp non è esattamente in centro, ma questo palazzo comodamente raggiungibile in metro o in auto, è sede di due musei e merita uno stop grazie al suo verdeggiante parco, le sue fontane e le sue maestose statue.
  • UN GIRO IN SPIAGGIA. Se fa caldo e cercate un momento di refrigerio, potete approfittarne per un bel tuffo in mare in una delle tante spiagge di Marsiglia. La più nota è sicuramente Plage des Catalans, da cui potete raggiungere anche il punto panoramico sulla Corniche e il pittoresco Vallon des Auffes.
  • UNITÉ D’HABITATION. Se siete appassionati di architettura, allora uno stop necessario è sicuramente quello all’Unité d’Habitation, nota anche come Cité Radieuse, complesso abitativo progettato dal celebre architetto svizzero Le Corbusier. Potete anche provare a entrare e chiedere di eventuali visite guidate ad alcuni appartamenti.
  • UN GIRO PER LE CALANQUES. Tappa imprescindibile se vi trovate a Marsiglia, specie nella bella stagione, è il Parco nazionale delle Calanques, un percorso a una mezz’oretta di auto dalla città disseminato di calette di sabbia bianca, tanta vegetazione e acqua cristallina. Sceglietene una, a seconda del vostro allenamento, e godetevi tutta la pace!

WEEKEND A MARSIGLIA: DOVE MANGIARE

  • JOGGING EPICERIE. Sul retro di questa adorabile bottega si schiude un piccolo cortile dove poter assaggiare una stringata carta di piatti preparati con ingredienti a chilometro zero. Noi abbiamo assaggiato un ottimo kachapuri, una brioche con gravlax di palamita abbastanza indimenticabile e una vellutata di asparagi. A pranzo ci sono menu fissi a 30 euro per due piatti. Molto consigliato!
  • ENTRE TERRE ET MER. Un altro indirizzo che ci sentiamo di suggerire è Entre terre et mer, ristorante al Panier la cui carta si concentra principalmente sui taglieri di salumi e formaggi e sui plateau di frutti di mare crudi. Noi abbiamo – ovviamente – provato entrambi e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Costo medio: 35-40€ a persona.
  • OH FAON!. Se invece siete alla ricerca di un’ottima colazione o di una gustosissima merenda, l’indirizzo da segnare è Oh Faon, una piccola pasticceria artigianale vegana che vi stupirà con le sue torte, pain au chocolat, biscotti e croissant da volare via.
  • BAR DE 13 COINS. Se cercate un posto informale ma molto caratteristico, al Panier vi consigliamo questo bar in cui assaggiare tassativamente, magari sotto a un albero, un pastis, l’aperitivo più celebre di Marsiglia.
  • GRAND BAR DES GOUDES. Se invece siete alla ricerca di un’ottima bouillabaisse, la zuppa di mare piatto simbolo di Marsiglia, vi consigliamo di abbinarla a un giro per le Calanques e di prenotarla con largo anticipo in questo delizioso ristorante sul mare, indirizzo amato dai local, con un motivo. Costo medio: 50€ a persona.
  • LA FRICHE LA BELLE DE MAI. Se invece volete respirare l’aria un po’ suburbana, anarchica e indomabile di Marsiglia, vi suggeriamo di venire per un giro o una birra nel quartiere La Belle de Mai, e più precisamente alla Friche, centro delle arti e skatepark ospitato in una fabbrica di tabacco del XIX secolo e sede di mostre, concerti e film all’aperto in estate. Una bellissima esperienza. Costo medio: 25€ a persona.

Altri ristoranti che ci sono stati consigliati ma che non abbiamo fatto in tempo a provare:

  • O’BIDUL
  • OUREA
  • PAIN PAN BOULANGERIE (per colazione e merenda)
  • BRICOLEURS DE DOUCEURS (per colazione merenda)
  • DEEP (per colazione e merenda)
  • L’ARÔME
  • CAFÉ DE L’ABBAYE
  • SEPIA
  • CHEZ FONFON
  • RESTAURANT QUARTIER LIBRE
  • LA MERCERIE
  • AU BOUT DU QUAI
  • CHEZ LUCAS
  • FIGURE, CAVE À MANGER

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO A MARSIGLIA

  • Marsiglia è una città mediamente cara, dunque cercate di prenotare l’hotel con anticipo per trovare qualche tariffa agevolata.
  • A proposito di hotel, noi purtroppo abbiamo alloggiato in un albergo che non ci ha soddisfatto, specie in relazione al rapporto qualità/prezzo, dunque non ve lo consiglieremo.
  • Abbiamo trovato la città pulita e sicura, quanto meno nelle zone centrali e ‘turistiche’, dove comunque sono concentrate tutte le principali attrazioni. Ond’evitare spiacevoli episodi, in ogni caso, assicuratevi con una piccola ricerca online di non sconfinare in aree più defilate e magari pericolose, così da essere tranquilli durante il vostro viaggio.
  • Come zona dove prenotare l’hotel vi consigliamo Préfecture, perfetta e centralissima per fare tutti i giri in comodità.
  • Occhio a dove mettete l’auto, se ne avete una: Marsiglia è purtroppo famosa per furti o comunque danneggiamenti di auto, quindi magari chiedete al vostro hotel se è dotato di parcheggio privato o ve ne sa consigliare uno migliore di altri.
  • In città si gira tranquillamente a piedi, le distanze non sono enormi (tenete solo d’occhio i dislivelli!) e funzionano anche diversi servizi di taxi attivi anche in Italia, come Freenow.

E voi siete mai stati a Marsiglia? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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3 giorni in Costa degli Dei in Calabria: cosa vedere e dove mangiare /3-giorni-in-costa-degli-dei-in-calabria-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /3-giorni-in-costa-degli-dei-in-calabria-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#respond Thu, 25 May 2023 06:00:57 +0000 /?p=58062 Siamo stati per un weekend lungo in Calabria, nella splendida Costa degli Dei. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare!

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Tra le regioni italiane sicuramente più selvagge e forse anche meno conosciute c’è la Calabria, meta perfetta sia per una fuga di qualche giorno lontana dal caos, magari fuori stagione, sia per una vacanza di mare più lunga nei mesi più caldi. Noi siamo stati per un weekend lungo sulla Costa degli Dei, un litorale incredibile che, da Pizzo Calabro fino a Nicotera, si affaccia sul Tirreno coi suoi borghi d’altri tempi, una vegetazione rigogliosa e un mare incontaminato. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa zona!

UNA SETTIMANA IN COSTA DEGLI DEI IN CALABRIA: COSA VISITARE

  • UN GIRO A TROPEA. Uno dei borghi più belli d’Italia, e a ragione. Se siete in zona, non perdetevi assolutamente Tropea: iniziate da un giro tra i palazzi nobiliari e i portali del centro storico (immancabile un giro di Piazza Ercole e una visita alla Cattedrale di Maria Santissima di Romania) e arrivate fino all’affaccio Raf Vallone, da cui si gode di una vista incantevole sulla spiaggia libera e sul Santuario Santa Maria dell’Isola. Se avete dimenticato di mettere in valigia un libro, potete affidarvi alla gentilissima libraia della Libreria Il Pensiero Meridiano, mentre per i souvenir gastronomici da riportare a casa un ottimo indirizzo è La casetta del Piccantino.
  • IL TRAMONTO A CAPO VATICANO. Tra i punti più strategici da cui osservare il tramonto c’è sicuramente Capo Vaticano: passeggiate fino al suo celebre faro per godervi uno dei tramonti più infuocati di sempre (se sarete fortunati troverete quello ‘di Ulisse’, in cui il sole finisce esattamente dentro al vulcano Stromboli). Magico.
  • UN TUFFO AL MARE. Le spiagge in zona sono davvero tantissime, e tutte indicate sia per un tuffo direttamente dalla barca sia per una giornata ‘a terra’. Tra le nostre preferite, vi suggeriamo Cala Janculla, Spiaggia Formicoli, Spiaggia di Riaci, Spiaggia di Michelino e il Paradiso dei sub.
  • UN TARTUFO A PIZZO CALABRO. Tra i tanti borghi affacciati sul mare non perdetevi Pizzo Calabro: passeggiate tra i vicoli del centro storico, vi porteranno tutti a Piazza della Repubblica, un salotto affacciato sulla Costa degli Dei. Qui la specialità gastronomica è il tartufo: una semisfera di gelato ripiena di cioccolato semiliquido. Noi vi consigliamo quello del Bar Dante o di Ercole, all’ora del tramonto li mangerete con una vista spettacolare.
  • LE GROTTE E IL MUSEO DI ZUNGRI. Se vi piace mixare relax e cultura, non perdetevi una gita a Zungri, meraviglioso sito archeologico all’aperto che, con le sue grotte scavate nella roccia e il suo museo, testimonia insediamenti rupestri tutti da scoprire.
  • UNA DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI TIPICI. In Calabria non mancano presidi Slow Food e ingredienti gustosissimi da approfondire. Se anche voi siete appassionati, potete andare alla scoperta di qualche piccolo produttore della zona: noi, per esempio, siamo stati (previo appuntamento) a vedere come si fa la ‘nduja (ovviamente nella sua patria, Spilinga, da Bellantone) e al Monte Poro, per una degustazione di pecorini e salumi artigianali locali da Masseria Monte Poro.
  • DUE PASSI A SCILLA. Per due passi tra vicoli affacciati sul mare e un tuffo nel passato, dirigetevi fino a Scilla, in Costa Viola, e in particolare fino al piccolo borgo di pescatori Chianalea, dove respirare un po’ di tranquillità – almeno, fuori stagione – e ammirare le case a strapiombo sul mare.
  • UNO STOP NEI PAESINI LUNGO IL LITORALE (E NON). Se siete in auto, lungo la strada che da Tropea conduce fino a Reggio Calabria, potete fermarvi in diversi paesini e relative spiagge, come Bagnara Calabra e Palmi (dove vi consigliamo di fare un salto alla Tonnara, con il suo Scoglio dell’ulivo), oppure spingervi fin nell’entroterra, per esempio a Seminara, epicentro della fabbricazione delle maschere apotropaiche contro malocchio ed energie negative. Noi, ovviamente, ne abbiamo riportate un paio a Milano, che non si sa mai.
  • UN GIRO FINO A REGGIO CALABRIA. Se avete tempo in abbondanza, naturalmente potete allungare il vostro tour della costa tirrenica fino a Reggio Calabria, dove è suggerita una passeggiata sul lungomare e, per forza, uno stop al suo Museo Archeologico, per ammirare i celeberrimi Bronzi di Riace, e non solo.

UNA SETTIMANA IN COSTA DEGLI DEI IN CALABRIA: DOVE MANGIARE

  • RISTORANTE DE’ MINIMI (Tropea). All’interno dell’incantevole boutique hotel Villa Paola, di cui vi parliamo dettagliatamente più sotto, trova casa questo ambizioso ristorante, gestito da un team tanto giovane quanto preparato, in cui potrete gustare ingredienti locali (alcuni letteralmente a km0, raccolti direttamente dall’orto circostante), preparati e presentati con eleganza e sapienza. Se state cercando il posto per una cena speciale, piatti come la triglia di scoglio, carota al bbq e salsa bernese o lo spaghettone, burro di acciughe alla brace, ricci di mare, bottarga e bergamotto vi conquisteranno. Periodicamente, il ristorante ospita anche aperitivi letterari, cene a tema e in collaborazione con cantine del territorio e pranzi della domenica come in famiglia dai nonni. Prezzo medio: 100€, menu degustazione da 5 portate 95€, da 7 portate 115€, abbinamento vini 45.
  • RISTORANTE MANITTA (Brattirò). Se vi piacciono le atmosfere veraci nell’entroterra e siete indecisi tra piatti di terra e di mare, in questo agriturismo a Brattirò potete attingere a piene mani dalla tradizione eno-gastronomica calabrese concedendovi, per esempio, un antipasto misto con alcuni dei pilastri di questa cucina (‘nduja, soppressata, caciocavallo, polpette, melanzane ripiene, ma anche legumi e impepata di cozze), oltre a piatti di verdure incredibili (cipolle e peperoni su tutti), paste e secondi piatti come salsicce e pesci tra cui pesce spada, stocco e spatola. Prezzo medio: 30€.
  • UNO DEI RISTORANTI DI CAPOVATICANO RESORT O BAIA DEL SOLE. Sia che siate ospiti dei loro hotel sia che siate ‘esterni’, sappiate che in tutte le strutture di cui vi parliamo nel dettaglio qui sotto non avrete che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il cibo, sia per una pausa informale che per un pasto più strutturato. All’interno del Capovaticano Resort troverete a vostra disposizione addirittura 4 ristoranti (Mantineo per una cucina tradizionale calabrese, con primi da urlo come la fileja alla spilingota; Stromboli per pesce grigliato e verdure fresche; Belvedere Bar per dei cocktail pazzeschi e, magari, una verticale di amari locali – Kaciuto, Képhas e Numero Uno su tutti – ; e Strombolicchio, per una cena a bordo piscina vista mare), mentre a Baia del Sole vi consigliamo un pranzo o una cena, sempre con affaccio sulla baia (noi abbiamo provato un bis di paste davvero notevoli).
  • CIVICO 5 (Scilla). Nel piccolo borgo di Chianalea, a Scilla, prima o dopo una passeggiata tra i suoi vicoli, non potete rinunciare a uno stop da Civico 5, celebre soprattutto per il panino con il pesce spada e cipolla di Tropea, condito con il salmoriglio, salsina a base di olive, origano, sale e limone. Ma qui è buono tutto (nota di merito per i gamberetti di nassa, fritti), e la vista fino allo stretto di Messina indimenticabile. Prezzo medio: 25€.

Altri ristoranti che ci sono stati consigliati in zona, ma che non abbiamo avuto modo di provare:

  • LE BRESTE (Brattirò)
  • IL DUCALE (Joppolo)
  • DE GUSTIBUS (Palmi)
  • QAFIZ (Santa Cristina D’Aspromonte)
  • SANTABARBARA 1789 (Bagnara Calabra)
  • LE SAIE (Bagnara Calabra)
  • ZEFIRO (Bagnara Calabra)
  • L’INCANTO (Villa San Giovanni)

UNA SETTIMANA IN COSTA DEGLI DEI IN CALABRIA: DOVE ALLOGGIARE

  • CAPOVATICANO RESORT THALASSO SPA (Capo Vaticano). Camere minimali e spaziose, una vista unica che arriva fino a Stromboli e, addirittura, all’Etna, una spiaggia privata, piscine, campi da tennis e una spa per trattamenti, percorsi kneipp, sauna e bagno turco, 4 ristoranti interni e una posizione perfetta per esplorare la zona. Può bastare? Questi sono solo alcuni dei motivi per cui Capovaticano Resort Thalasso Spa è sicuramente una base molto indicata per la vostra vacanza sulla Costa degli Dei.
  • BAIA DEL SOLE (Capo Vaticano). Se siete amanti del verde ma non volete rinunciare alla vicinanza con la spiaggia e siete alla ricerca di una struttura adatta sia a coppie che a famiglie, Baia del Sole è invece il resort forse più opportuno. Con le sue villette e i bungalow immersi in un giardino tropicale, il mare a due passi (con spiaggia privata), un ristorante, campi da tennis e piscina, non abbiamo dubbi che tornerete da questa vacanza rigenerati.
  • VILLA PAOLA (Tropea). La terza struttura del gruppo è invece la più raffinata, perfetta per una fuga romantica o per una vacanza davvero speciale. Questo ex convento del XV secolo, residenza dei frati dell’ordine dei Minimi, è una vera e propria gemma incastonata sulle alture che affacciano su Tropea, e tutto è curato nei minimi dettagli. Ad attendervi in questo boutique hotel a cinque stelle, oltre a una piscina a sfioro, a rigogliosi giardini terrazzati e a un orto, trovate anche lezioni di yoga, il ristorante De’ Minimi di cui vi parliamo poco più sopra e un team impegnato a farvi dimenticare qualsiasi stress.

Col codice sconto CUPINCALA10, avete il 10%OFF sui pernottamenti in tutti gli hotel, le spa e i ristoranti (aperti anche a ospiti esterni) del gruppo Mediterranean Hospitality, che tra Capo Vaticano e Tropea ha le tre strutture sopra citate (Baia del SoleCapovaticano Resort Thalasso Spa e Villa Paola) e il Ristorante De’ Minimi. Sconto valido solo su prenotazioni dirette via siti, email e telefono (alcune date potrebbero essere soggette a restrizioni).

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Questo articolo è stato offerto da Mediterranean Hospitality.

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Viaggio a Trieste e Lubiana: cosa visitare e dove mangiare /viaggio-a-trieste-e-lubiana-cosa-visitare-e-dove-mangiare/ /viaggio-a-trieste-e-lubiana-cosa-visitare-e-dove-mangiare/#comments Thu, 23 Feb 2023 06:00:40 +0000 /?p=55755 State pianificando un viaggio a Trieste e Lubiana? Ecco i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare in queste due splendide città!

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State cercando consigli per organizzare un viaggio a Trieste e Lubiana? Sono passati un po’ di anni da questo nostro articolo, e così, a inizio gennaio abbiamo avuto la possibilità di trascorrere quasi un’intera settimana in queste due città che, seppur in Paesi diversi, sono molto vicine (circa 70 chilometri) e hanno tanto in comune: una straordinaria offerta culturale che attraversa millenni di storia, bellezze naturali da lasciare senza fiato, una tradizione gastronomica spettacolare e un’atmosfera tranquilla e rilassata, dovuta a un flusso di turisti sicuramente inferiore rispetto ad altre località più blasonate. Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare in queste due splendide città!

VIAGGIO A TRIESTE E LUBIANA: COSA VISITARE

TRIESTE

  • L’AREA INTORNO AL CANAL GRANDE. Il nostro itinerario di Trieste è iniziato dall’elegantissimo quartiere che si sviluppa a sud della stazione dei treni: quest’area è caratterizzata da vie tra loro perpendicolari che si intersecano creando precisi quadrilateri densi di splendidi palazzi. I più belli sono quelli intorno al Canal Grande, un canale artificiale creato nel 1754 per permettere alle navi di scaricare le merci il più vicino possibile al centro della città. Possiamo solo citare alcuni dei meravigliosi edifici di questa zona: Palazzo Gopcevich con le sue magnifiche decorazioni gialle e rosse, il tempio serbo ortodosso della Santissima Trinità dalle splendide cupole azzurre, e, ovviamente, la maestosa chiesa di Sant’Antonio Nuovo, sfondo intoccabile di tutte le foto che farete in questa zona. Attraversando il canale dal Ponte Rosso non farete fatica a trovare la statua di James Joyce, il famosissimo scrittore irlandese che visse a Trieste per alcuni anni. Passando per la signorile piazza del Ponte Rosso e percorrendo via Roma arriverete in piazza della Borsa: questa bellissima piazza deve il suo nome all’imponente palazzo neoclassico che la domina, oggi sede della Camera di Commercio, ma che un tempo accoglieva i commercianti di Borsa. Attraversando il passo della Portizza, uno stretto tunnel su un lato della piazza, si arriva nel ghetto ebraico: rimangono poche tracce dell’antico quartiere seicentesco quasi completamente distrutto negli anni 30 del Novecento, ma le caratteristiche stradine ricche di antiquari sono una bellissima oasi di tranquillità che contrasta con il viavai delle grandi piazze adiacenti.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Piazza Unità d’Italia | © Tommaso Prada
  • PIAZZA UNITÀ D’ITALIA. Bastano pochi passi per raggiungere piazza Unità d’Italia, la piazza aperta sul mare più grande d’Europa, nonché una delle attrazioni più importanti della città. Dal lato che si affaccia sul mare potrete ammirare uno splendido panorama del litorale che nelle giornate più limpide (purtroppo totalmente assenti quando siamo andati noi) comprende anche il castello di Miramare. I tre lati restanti, invece, sono caratterizzati da edifici di incredibile bellezza: dal palazzo della Prefettura all’antistante palazzo del Lloyd Triestino, da palazzo Pitteri (il più antico della piazza) all’adiacente Grand Hotel Duchi d’Aosta fino ad arrivare al palazzo del Municipio che occupa l’intero lato opposto al mare, ogni edificio meriterebbe un paragrafo per descriverne la storia e le caratteristiche. Vi consigliamo di scaricare la app TriesteMetro per conoscere tutti i segreti di queste e di tutte le altre bellezze della città.
  • IL MOLO AUDACE E CONTRADA CAVANA. A corredo della visita di piazza Unità d’Italia non potete non percorrere il vicinissimo Molo Audace, un’affascinante passerella lunga 246 metri che si addentra nel mare fino a raggiungere la Rosa dei Venti posta al suo termine (originariamente la sua funzione era quella di attracco per le navi) e dal quale sentirete il profumo della salsedine in tutta la sua intensità… Fate però attenzione al vento, che talvolta può raggiungere oltre i 100 km/h!
    Il lato orientale di piazza Unità d’Italia segna l’inizio della contrada di Cavana, il vero centro storico della città che in passato ospitava marinai e pescatori, e che conserva ancora oggi l’impianto urbanistico settecentesco contraddistinto da stradine strette e tortuose oggi dense di turisti, suonatori di strada e ristoranti tipici.
  • MUSEO REVOLTELLA. Senza dubbio questo museo in pieno centro è la più importante raccolta d’arte di Trieste. Il museo è ospitato in tre edifici, tra cui uno splendido palazzo ottocentesco in cui abitava il barone Revoltella, industriale triestino che alla sua morte ha donato la sua immensa collezione di opere d’arte alla città. Il Comune ha poi ampliato l’esposizione con numerose acquisizioni susseguitesi nei decenni ed è quindi impossibile descrivere compiutamente tutti i quadri, le stampe, i disegni e le sculture che troverete nel museo. Qui, però, non possiamo non menzionare le splendide sale dei tre piani dell’edificio principale, collegate da un maestoso scalone elicoidale e che conservano ancora le decorazioni e gli arredi originali del barone. Tra gli altri highlights ci sono sicuramente le sale del terzo piano di palazzo Brunner con i quadri di Casorati e De Pisis e tutto il sesto piano con le opere di Pomodoro, Guttuso e Fontana.
  • MUSEO SARTORIO. Se avete un’oretta di tempo, è sicuramente una buona idea visitare questa casa museo all’interno di una favolosa villa dell’Ottocento, che non sarà forse tra la mete più famose della città ma che a noi è piaciuta davvero tanto. Innanzitutto gli ambienti sono stupendi e alcune stanze, come la cucina e la sala da pranzo, vi faranno fare un salto indietro di due secoli. Inoltre, ospita veri e propri capolavori come il Trittico di Santa Chiara, una bellissima tavola della scuola veneziana del XIV secolo, e una eccezionale collezione di disegni e acquerelli di Giambattista Tiepolo. Se aggiungiamo anche che l’ingresso è gratuito, vi abbiamo convinto a inserirlo nell’itinerario del vostro viaggio a Trieste e Lubiana?
  • IL COLLE DI SAN GIUSTO. Da Cavana imboccate via dei Capitelli, una bellissima e tranquilla strada il cui silenzio è intervallato solo dal miagolare di qualche gattino, e inerpicatevi lungo il colle di San Giusto, un’area abitata già in epoca preistorica e che in seguito ha ospitato importantissimi edifici di epoca romana. È qui, infatti, che troverete l’arco di Riccardo, una delle più antiche porte della città risalente al I secolo e i resti della basilica civile e del foro e, alla base del lato settentrionale, il teatro, costruito sfruttando la naturale pendenza del colle e che poteva contenere fino a 6000 spettatori. Anche l’epoca medievale ha restituito importanti testimonianze architettoniche come il Castello, eretto nel XV secolo che, dopo aver subito numerose modifiche, accoglie oggi il museo delle armi (ingresso 5 euro) e numerosi spettacoli ed eventi culturali. È però la cattedrale di san Giusto il gioiello per il quale vale la pena salire quassù: nata nel XIV secolo dall’unione di due antiche chiese vicine, questa cattedrale è oggi la più importante di Trieste. La facciata, semplice e un po’ austera, è dominata da un grande rosone in pietra carsica, mentre all’interno la luce soffusa crea un’atmosfera affascinante e suggestiva che vi accompagnerà mentre visitate gli splendidi mosaici bizantini nelle absidi laterali e gli affreschi medievali con la vita di San Giusto. Scendendo dal colle, non perdetevi il parco della Rimembranza, un grande polmone verde puntellato da innumerevoli pietre carsiche sulle quali sono incisi i nomi dei triestini caduti in battaglia, dalla Grande Guerra alla seconda Guerra Mondiale passando per la guerra civile spagnola e le guerre d’Africa.
  • IL CASTELLO DI MIRAMARE. Costruito nel 1856 come residenza di Massimiliano d’Asburgo e della moglie Carlotta del Belgio, e unanimemente considerato uno dei capolavori dell’architettura mondiale, questo castello arroccato sul mare si trova a circa 8 chilometri dal centro di Trieste e si raggiunge in poco meno di mezz’ora con il bus numero 6. Che arriviate dal grandissimo parco ricco di fontane e giardini che si trova alle sue spalle, o dal sentiero monumentale che costeggia il mare sul lato opposto, resterete a bocca aperta non appena vedrete questo palazzo e, siamo sicuri, lo circumnavigherete più volte per ammirarlo da ogni sua angolatura. Anche l’interno non è certo da meno: si va dagli ambienti che ricordano la cabina di una nave degli appartamenti di Massimiliano, alle atmosfere più intime delle stanze riservate alla moglie Carlotta fino alle sfarzose stanze di rappresentanza decorate con preziose tappezzerie rosse. Negli anni 30 del XX secolo il castello fu abitato dal Duca Amedeo di Savoia e dalla moglie Anna, che arredarono le stanze del primo piano secondo la moda razionalista del tempo.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
La risiera di San Sabba | © Tommaso Prada
  • LA RISIERA DI SAN SABBA. Ci ha incredibilmente toccato questo luogo imprescindibile in qualsiasi viaggio a Trieste e Lubiana. Si tratta di un campo di concentramento attivo nel periodo tra il 1943 e il 1945 e dentro al quale si stima siano state uccise 5mila persone tra ebrei, omosessuali, giornalisti e prigionieri politici avversi al regime nazista. L’enorme struttura, un ex stabilimento per la pilatura del riso, comprendeva un forno crematorio, celle e camerate per i prigionieri e oggi ospita un museo ricco di informazioni e testimonianze dei sopravvissuti a questa tremenda pagina della nostra storia. La risiera è a pochi chilometri dal centro della città (potrete raggiungerla facilmente con il bus 52) e l’ingresso è gratuito.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
L’interno della Grotta Gigante | © Tommaso Prada
  • LA GROTTA GIGANTE. Armatevi di scarpe comode e preparatevi a un duro allenamento per le vostre gambe: scendere (e soprattutto risalire) lungo i 500 gradini di questa sensazionale grotta profonda quasi 100 metri (la grotta a camera unica più grande del mondo) può essere un’esperienza un po’ faticosa per i meno allenati, ma vi assicuriamo che lo sforzo sarà ripagato da un’esperienza straordinaria. Sarete accompagnati da una guida espertissima che vi condurrà attraverso un dedalo di colonne, stalattiti e stalagmiti dalla storia di milioni di anni e vi racconterà tutti i segreti e le curiosità di un ambiente incredibile. L’ingresso costa 15 euro ed è obbligatoria la prenotazione (tutte le informazioni sono sul sito ufficiale).

LUBIANA

  • DAL PONTE DEI DRAGHI ALLA PIAZZA CIVICA. Da Trieste abbiamo raggiunto Lubiana con un bus di FlixBus, una soluzione davvero comoda che in circa un’ora e mezza ci ha portato alla stazione dei treni. Così come a Trieste, anche qui abbiamo voluto iniziare la nostra visita con un’intensa passeggiata attraverso i quartieri centrali. La prima meta del nostro itinerario è stato il ponte dei Draghi: questo imponente passaggio sul fiume Ljubjanica costruito nel 1900 deve il suo nome ai grandi (e un po’ spaventosi) draghi di bronzo che adornano i suoi quattro angoli. Il ponte è così famoso che il drago è diventato uno dei simboli della città, presente praticamente su qualsiasi souvenir che troverete nei negozi.
    Proseguendo verso sud si arriva al Mercato Centrale, un grande complesso formato da un’area all’aperto e uno spazio coperto progettato nel 1931 dal famosissimo architetto sloveno Jože Plečnik; crocevia importantissimo per acquistare frutta, verdura, carne e pesce freschissimi, è qui che dovete venire per assaggiare specialità di street food come i burek (involtini di pasta sfoglia ripieni di formaggio), i ćevapčići (sorta di polpette allungate di carne speziata da mangiare rigorosamente con cipolle crude e salsa di peperoni) e la plyeskavica (un hamburger largo e piatto servito in un panino basso e sottile).
    Accanto al Mercato Centrale si trova la cattedrale di San Nicola, la chiesa più importante della città, nonché l’unica cattedrale di Lubiana; la chiesa, visibile praticamente ovunque grazie alla sua cupola verde, è senza dubbio molto bella con i suoi affreschi barocchi che ornano la volta centrale e il suo imponente organo, ma i 5 euro richiesti per il biglietto d’ingresso ci sono sembrati eccessivi.
    Bastano pochi passi per raggiungere la piazza Civica, una splendida piazza dalla forma allungata che ospita la bellissima fontana dei 4 fiumi di Francesco Robba, autore anche degli affreschi della vicina Cattedrale, e il palazzo del Municipio che presenta un curioso e interessante connubio tra lo stile barocco veneziano nella parte superiore e quello gotico nella parte inferiore.
  • DAL TRIPLO PONTE AL PARLAMENTO. Dalla piazza Civica tornate verso il fiume passando da Stritarjeva Ulica e vi troverete davanti al Triplo Ponte, uno dei simboli della città: la sua bizzarra architettura è dovuta a Jože Plečnik che aggiunse al ponte medievale già esistente altri due ponti laterali dai quali partono delle scalinate che arrivano a due belle terrazze sul fiume. Infine, contornò tutto con una balaustra in pietra bianca che dona alla struttura una particolare eleganza.
    Attraversando il ponte ci si ritrova in Prešernov trg una vivacissima piazza, punto di arrivo di alcune delle vie più importanti e più dense di attività commerciali di Lubiana. Al centro si trova la statua di France Prešeren – un poeta sloveno attivo nel XIX secolo che ha dato il nome alla piazza – e sul lato nord la bellissima chiesa dell’Annunciazione dall’inconfondibile colore rosa.
    Lubiana è stata una delle prime città in Europa a pedonalizzare completamente il suo centro storico ed è quindi particolarmente piacevole passeggiare lungo le vie centrali, soprattutto quelle che scorrono parallelamente al fiume, ricche di ristoranti e di locali dove fermarsi a rifocillarsi (come Mestni trg e Stari trg). È proprio a pochi passi dalla sponda occidentale della Ljubjanica che si trova la Biblioteca Nazionale e Universitaria, un vero e proprio gioiello da non sottovalutare: le foto non rendono giustizia a questo imponente edificio progettato da Jože Plečnik (sempre lui!) nel 1936 e costruito con mattoni rossi e bianchi di diverse forme la cui disposizione casuale creano una decorazione unica e originale. La leggenda vuole che l’architetto non diede nessuna istruzione ai muratori, che quindi posizionarono i blocchi senza un criterio preciso. All’interno potrete visitare gratuitamente le due sale dedicate alle esposizioni temporanee e soprattutto il maestoso scalone centrale in marmo nero.
    Dopo aver visitato la biblioteca tornate verso nord e fermatevi nella monumentale piazza del Congresso sulla quale si affacciano stupendi edifici come il palazzo del Casino, l’Università e la grande chiesa della Orsoline della Santissima Trinità. Anche qui non manca la firma di Plečnik, che progettò l’area alberata al centro della piazza. A poca distanza si trova un’altra piazza, solo all’apparenza anonima: è piazza della Repubblica, uno spazio dalla grandissima importanza storica, poiché fu qui che nel 1991 venne proclamata ufficialmente l’indipendenza della Slovenia dalla Jugoslavia. Sul lato nord della piazza si staglia un grande palazzo in stile modernista, è il Parlamento sloveno, visitabile ogni secondo sabato del mese dalle 10 alle 11.
  • IL GRATTACIELO. Se avete seguito tutto questo itinerario in una sola giornata, probabilmente si starà facendo sera: è questa l’ora perfetta per prendere l’ascensore super veloce e salire fino alla cima del Ljubljanski Nebotičnik, il grattacielo più alto di Lubiana, sede di uffici e abitazioni e che all’ultimo piano ospita una caffetteria aperta a tutti. Da qui godrete senza dubbio del miglior panorama della città, una vista a 360 gradi che, soprattutto al tramonto, vi consentirà di fare la foto perfetta per il vostro feed Instagram o, nel nostro caso, per la copertina di questo articolo.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Il cortile del castello | © Tommaso Prada
  • IL CASTELLO. Un rapido viaggio con la funicolare che parte a pochi passi dal Mercato Centrale vi porterà sulla sommità del colle dove sorge il Castello, un’enorme fortificazione che da più di 900 anni guarda dall’alto la città. Potete gironzolare gratuitamente per i cortili e i bastioni che circondano l’edificio ma noi vi consigliamo di acquistare il biglietto da 12 euro (16 con la funicolare) per visitare le altre attrazioni del complesso. Partite salendo sulla Torre Panoramica che, come si evince dal nome, vi consentirà di ammirare una delle viste più spettacolari sulla città, e fermatevi poi a guardare il filmato che illustra la storia del Castello, dai primi insediamenti preistorici ai giorni nostri. Prima di uscire dalla torre, non dimenticate di visitare le prigioni cercando di non spaventarvi alla vista dell’ologramma del prigioniero che vi guarda attraverso le grate di una cella! Sullo stesso lato della Torre si trova il Museo delle Marionette che sicuramente divertirà i bambini ma che permetterà anche ai più grandi di scoprire i segreti di questa antica tradizione slovena. Dall’altra parte del cortile centrale si trova invece il Museo della storia della Slovenia, un interessante percorso espositivo che illustra la storia di questa giovane nazione e che vi coinvolgerà totalmente grazie ai tantissimi contenuti multimediali e interattivi.
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Il parco Tivoli | © Tommaso Prada
  • IL QUARTIERE DEI MUSEI E PARCO TIVOLI. A differenza di molte capitali europee, Lubiana non ha un museo che catalizza grandi folle di visitatori; questo, però, non significa certo che l’offerta museale della città non meriti considerazione. I musei più importanti si concentrano in un’area ad ovest del centro storico, recentemente riqualificata dopo tanti decenni di degrado. Qui troverete il Museo Nazionale Sloveno che ospita numerosi reperti archeologici della preistoria e dell’impero romano, il Museo d’Arte Moderna con una collezione vastissima di quadri, statue e fotografie e la Galleria Nazionale della Slovenia, il più importante museo del paese con le sue oltre 600 opere di arte medievale, barocca, impressionista e modernista. Alle spalle di quest’area si apre il Parco Tivoli, il più grande spazio verde della città. Il parco è una meta ideale per una camminata rilassante tra prati, aiuole fiorite, laghi, statue e fontane. La parte più importante del parco è la passeggiata Jacopič, una lunga strada sterrata progettata da Plečnik (e chi se no?) lungo la quale vengono esposte bellissime fotografie e che conduce al castello di Tivoli, una maestosa villa in stile neoclassico costruita nel XVII secolo.  
Trieste Lubiana cosa visitare dove mangiare
Il lago di Bled visto dal castello | © Tommaso Prada
  • IL LAGO DI BLED. Se rimanete a Lubiana per più di due giorni, vale sicuramente la pena dedicare una giornata alla visita del lago di Bled, un piccolo lago sulle Alpi Giulie a circa 50 chilometri dalla capitale che offre panorami incantevoli e luoghi magici da scoprire. La cittadina di Bled è ovviamente raggiungibile in auto, ma noi abbiamo preso il treno – già solo il viaggio è meraviglioso poiché i vagoni si addentrano nella fitta foresta di conifere e offre scorci davvero incredibili – fino alla stazione di Lesce-Bled da cui prendere un bus con cui percorrere il breve tragitto fino al lago (potete acquistare il biglietto direttamente sul bus). Una delle attrazioni principali è la visita al castello che si erge da più di mille anni sulla sommità di un colle affacciato sul lago ed è il più antico della Slovenia: la salita a piedi dura circa 20 minuti (mettete scarpe comode!) e il biglietto d’ingresso (15 euro) vi consentirà di ammirare la meravigliosa cappella di corte gotica, vedere gli antichi macchinari della stamperia reale e visitare il museo della storia di Bled, ma soprattutto vi darà accesso ai bastioni, ai cortili e alle terrazze dalle quali osservare incantati un panorama che vi lascerà senza fiato. All’interno del castello troverete anche un ristorante e una cantina in cui fare una degustazione di vini locali (2 euro). Se le vostra gambe non hanno niente in contrario, una volta scesi dal castello, vi consigliamo di fare il giro completo del lago, un anello di circa 7 chilometri lungo il quale ammirare scorci magnifici delle montagne e dell’isolotto al centro del lago: in estate questo è raggiungibile prendendo una pletna, una caratteristica barchetta in legno. Per gli appassionati di trekking questa è anche la destinazione ideale per provare i tantissimi itinerari che dal lago si dipanano tra le montagne e i paesini nei dintorni (date un’occhiata a questa mappa per scoprirli tutti).

VIAGGIO A TRIESTE E LUBIANA: DOVE MANGIARE

TRIESTE

  • TRATTORIA ALLA GIOCONDA. Trovato praticamente per caso girovagando per le vie intorno all’ospedale Maggiore, questo piccolo ristorante è stata una piacevolissima sorpresa: dimenticatevi l’ambiente fermo agli anni 90 (comunque per noi non certo un problema, anzi) e concentratevi sulla bontà di una cucina di pesce casalinga e genuina. Buonissimi il gratinato misto e le cozze alla scottadeo, ma il piatto della giornata è stato sicuramente la grigliata di pesce misto, saporita e cotta perfettamente. Considerando la qualità del cibo, il conto è stato davvero ridicolo. Spesa media sui 20€ a testa.
  • NOVO FORAPERFORA. Questo locale dall’ambiente rustico e amichevole a Cavana è la scelta ideale per approcciare le specialità della cucina triestina, anche perché il menu comprende un’utilissima pagina che spiega in dettaglio la composizione dei piatti tipici che potrete assaggiare. Noi abbiamo preso la jota – una zuppa con fagioli, patate e carne di maiale perfetta per riscaldare le fredde serate invernali – una buonissima zuppa di funghi porcini con castagne e speck, i ćevapčići e il Piatto Caldaia, uno spettacolare mix di carne bollita servito con crauti e patate in tecia (patate con cipolle e pancetta). Spesa media sui 20€ a testa.
  • ADESSO È COSÌ. A pochi metri dal mare, questo elegante ristorante propone un menu in cui pesce e carne si alternano armoniosamente in piatti tradizionali che vanno dritti al punto, senza troppe sperimentazioni di ingredienti e tecniche. Noi abbiamo assaggiato un buonissimo antipasto con sardoni impanati e in Savor, dei calamaretti alla griglia con maionese agli agrumi e un gulasch per il quale avremmo voluto più pane per la scarpetta. Notevolissimi anche i dolci, soprattutto un tris di panne cotte da urlo. Spesa media sui 40€ a testa.
  • CHIMERA DI BACCO. Vuoi perché vincitore della puntata di 4 Ristoranti ambientata a Trieste, vuoi per un menu che dal sito sembrava pazzesco, vuoi per l’atmosfera da locale di categoria superiore, avevamo aspettative altissime su questo ristorante nel ghetto ebraico. Aspettative che sono state decisamente confermate in alcuni piatti perfettamente riusciti, come i buonissimi paccheri con pesto di pistacchio e code di gamberi e la zuppa di pesce alla Dalmata che avremmo voluto non finisse mai. Deludenti, invece, altri piatti come gli spaghetti alla chitarra con granseola, certamente buoni ma senza il guizzo che ci saremmo aspettati e le anonime code di gamberoni avvolte nel guanciale. I prezzi sono forse un tantino sbilanciati verso l’alto (soprattutto nei primi e negli antipasti) ma, considerando anche un servizio di altissimo livello, la Chimera di Bacco è la scelta giusta per trascorrere una serata speciale. Spesa media sui 60€ a testa.
  • CAFFÈ TOMMASEO. Il caffè a Trieste è davvero una cosa seria, esiste addirittura un lessico dedicato (qui per approfondire) e i luoghi in cui berlo sono numerosissimi, alcuni di questi leggendari. Un tour tra i caffè storici di Trieste è praticamente d’obbligo e noi abbiamo gustato un nero al Caffè Stella Polare, all’antico Caffè Torinese e al Caffè Tommaseo dove viene servito accompagnato da un fantastico bicchierino di cioccolata calda! In quest’ultimo siamo anche tornati per un brunch che ci ha proprio soddisfatti: la location, tra lampadari in cristallo, stucchi alle pareti e tavoli di marmo, è incantevole, il servizio perfetto e il cibo davvero ottimo (sono disponibili i classici piatti da brunch come omelette, avocado toast, uova alla Benedict e pancake, ma anche portate come spaghetti alle vongole, hamburger, filetto di branzino e tagliata di maialino). Inoltre, i prezzi sono super onesti (20 euro per due portate, 25 per tre portate) e rendono il brunch al Tommaseo un’esperienza assolutamente consigliata. Spesa media sui 30€ a testa.

LUBIANA

  • JULIJA. Nel cuore di Stari trg, una delle strade più affascinanti di Lubiana, si trova questo ristorante di cucina tradizionale, aperto praticamente tutto il giorno con orario continuato e quindi perfetto anche se avete fame al di fuori dei consueti orari dei pasti. Noi abbiamo mangiato degli ottimi zlikrofi (fagottini ripieni di patate) con pancetta e funghi e i buonissimi strucoli, rotolini di pasta ripieni di formaggio serviti con una salsa di funghi porcini. Molto buono anche lo strudel di mele, rigorosamente fatto in casa. Spesa media sui 25€ a testa.
  • GOSTILNA ŠESTICA. Se cercate un posto in cui mangiare piatti tipici della cucina slovena in un ambiente unico, non cercate altri ristoranti oltre questo. Šestica è il ristorante più antico di Lubiana e, nonostante una vocazione ormai prettamente turistica, mantiene un fascino davvero particolare: grandissime sale con travi in legno e camini, camerieri dagli abiti tradizionali e musica balcanica in sottofondo contribuiscono a comporre un’atmosfera super tradizionale. Il menu è lungo e vario e noi, presi dall’entusiasmo, abbiamo forse ordinato troppo viste le porzioni abnormi: di sicuro, però, non ci siamo pentiti, perché l’antipasto con affettati misti sloveni era spettacolare, il filetto di cervo con strucoli e funghi gustoso e cotto alla perfezione e il filetto di orata con polenta e salsiccia (sì, avete letto bene) tanto bizzarro quanto buono. Spesa media sui 30€ a testa.
  • CHIOSCHI IN PIAZZA PREŠEREN. Mangiare all’aperto in una delle piazze più belle della città è senza dubbio un’esperienza che vi consigliamo, soprattutto se la temperatura è clemente. I tanti chioschi in piazza Prešeren offrono postazioni con tavoli all’aperto (spesso riscaldati con funghi) in cui appoggiarsi per gustare una vasta scelta di street food dolce e salato. Noi ci siamo fermati una sera a mangiare una buonissima plyeskavica accompagnata da pomfi (così vengono chiamate le patatine fritte in Slovenia) e birra locale. Spesa media sui 15€ a testa.
  • BISTRO COUNTRY CLUB. Questo piccolo ristorante ai confini del centro storico è perfetto per una colazione, un pranzo o una merenda. Il locale, nonostante le dimensioni ridottissime, è davvero bello e il bancone circolare intorno al quale potersi sedere a mangiare lo vorremmo vedere anche in qualche ristorante a Milano. Noi ci siamo andati a pranzo e la proposta comprende una decina di piatti semplici come omelette, zuppe, sandwich, bistecche e insalate; semplicità nelle preparazioni non vuol dire certo sciatteria nel risultato perché, ad esempio, il ramen con verdure e trota slovena che abbiamo assaggiato noi era davvero incredibile. Inoltre i prezzi bassissimi rendono questo Bistro una perla nascosta in città. Spesa media sui 10€ a testa.
  • HALLO LESKOVAC. Un vero e proprio paradiso per gli amanti dello street food di carne, questo piccolo locale al confine meridionale del centro storico è perfetto per gustare ćevapčići, plyeskavica, salsicce, hamburger, spiedini, involtini e qualsiasi altro tipo di carne si possa cucinare alla griglia. Spesa media sui 10€ a testa.
  • VEGANIKA. Dopo giorni di pasti a base di carne e cibi non esattamente leggeri, avevamo proprio voglia di qualcosa di diverso. Questo delizioso posticino in una tranquilla via a pochi passi dal ponte dei Draghi è stata la scelta perfetta, grazie ad un menu totalmente vegano, ma non per questo poco invitante. Noi abbiamo preso due gustosissime bowl dalle influenze orientali, una con soba, kimchi, tempeh e arachidi, l’altra con grano saraceno, carote, kale e nocciole. Oltre all’atmosfera cozy e accogliente, segnaliamo anche un servizio giovane e amichevole e i soliti prezzi bassi. Spesa media sui 15€ a testa.
  • GAUDI & NAAN. Sempre spinti dalla voglia di fare una pausa dalla tradizionale offerta a base di carne, questo bistrot in pieno centro condotto da uno staff giovanissimo e preparato è stata un’altra scelta azzeccata. L’ambiente è davvero bellissimo e ogni dettaglio – dai centrotavola ai quadri alle pareti, dalla disposizione dei tavoli alla musica in sottofondo – è curato nei minimi dettagli. Anche il cibo, completamente vegano, è esteticamente appagante, ma è soprattutto buono: una saporita e leggera tempura di verdure, uno squisito curry di ceci con chips di zucca e un pad thai con tempeh hanno reso davvero perfetta la nostra cena. Spesa media sui 25€ a testa.

DOVE ALLOGGIARE A TRIESTE E LUBIANA

A Trieste abbiamo alloggiato all’Albergo alla Posta, un hotel in posizione centrale (piazza Oberdan) con un’atmosfera anni 20 che ci ha conquistato. La colazione (ottima) viene servita in una bellissima sala che sembra uscita da un romanzo di Svevo e nella quale potrete tornare anche nel corso della giornata per bere una cioccolata pomeridiana o, prima di ritirarsi nelle proprie stanze per la notte, una delle tisane messe a disposizione gratuitamente per i clienti. La vita anziana che ci meritiamo!
A Lubiana siamo stati al City Hotel, una struttura in pieno centro, a poca distanza da tutte le attrazioni della città. I punti a suo favore, oltre alla posizione, sono l’ottimo rapporto qualità prezzo (50 euro a notte per persona), stanze carine e pulite con letti comodissimi e l’incredibile colazione continentale con una scelta sterminata di specialità dolci e salate.

E voi siete mai stati a Trieste e Lubiana? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Viaggio in Normandia, Bretagna e Loira: cosa visitare e dove mangiare /viaggio-in-normandia-bretagna-e-loira-cosa-visitare-e-dove-mangiare/ /viaggio-in-normandia-bretagna-e-loira-cosa-visitare-e-dove-mangiare/#respond Wed, 14 Dec 2022 06:00:29 +0000 /?p=54063 State programmando un viaggio in Normandia, Bretagna e Loira? Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare in queste splendidi regioni della Francia!

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State programmando un viaggio in Normandia, Bretagna e Loira? La Francia è stata senza dubbio uno delle nostre mete preferite del 2022: dopo essere stati a Bordeaux e Lione (senza dimenticare i weekend a Parigi, in Costa Azzurra e proprio in Normandia di qualche anno fa), ora vogliamo raccontarvi del nostro tour in queste splendide regioni durato due settimane tra luglio e agosto. Un itinerario tra bellissimi paesaggi naturali, meravigliose città medievali e (tanto) cibo che ricorderemo davvero a lungo. Qui trovate tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare!

VIAGGIO IN NORMANDIA, BRETAGNA E LOIRA: COSA VISITARE

  • ROUEN. Partendo da Parigi, in cui abbiamo trascorso le prime due notti del nostro itinerario, la nostra prima tappa è stata la splendida città di Rouen, capoluogo della Normandia e tappa fondamentale per chi vuole visitare questa regione. Il centro storico è caratterizzato dalle classiche case a graticcio che rendono l’atmosfera magica e senza tempo. Non perdetevi la place du Vieux Marché che, nonostante l’architettura perlomeno discutibile della chiesa che la occupa, è storicamente interessante perché qui nel 1431 fu bruciata viva Giovanna D’Arco. Ci sono poi il Gros Horloge, un enorme e antichissimo orologio astronomico che sovrasta un arco rinascimentale e la chiesa di Saint Ouen con le sue meravigliose vetrate. Continuate la visita con la chiesa di Saint Maclou e l’omonimo cimitero a galleria a poca distanza, unico nel suo genere in Europa (assomiglia infatti più a un cortile circondato da portici che a un vero e proprio luogo di sepoltura) e soprattutto con la cattedrale di Notre-Dame, resa immortale dai dipinti di Monet che l’ha ritratta in diversi periodi dell’anno. In estate la facciata della cattedrale si trasforma in un gigantesco schermo che al calare del sole è protagonista di uno spettacolo di luci, suoni e colori che vi lascerà senza fiato.
  • DIEPPE. La piccola città di Dieppe è stata la prima tappa del nostro tour lungo la Costa d’Alabastro, un meraviglioso tratto di costa sulla Manica che deve il nome al colore bianco delle sue scogliere. Il principale punto di interesse di Dieppe è senza dubbio il castello arroccato sulla collina che ospita un museo e, soprattutto, permette di ammirare uno splendido panorama sulle spiagge di ciottoli chiari e sul centro storico. Il suo fascino tranquillo e un po’ decadente ormai lascia solo intuire i fasti di un’epoca in cui questa cittadina era una località balneare molto alla moda nei primi decenni del 900.
  • VEULES LES ROSES. Da Dieppe ci siamo poi spostati a Veules les Roses, forse il gioiello più incantevole della Costa d’Alabastro. Il fiume più corto di Francia, la Veules, costeggia deliziose stradine lungo le quali si affacciano mulini e giardini ricchi di rose e fiori colorati. Inoltre, sfocia su una grande spiaggia poco frequentata, ideale per un bagno – se la temperatura dell’acqua lo permette – prima della tappa successiva.
Normandia Bretagna Loira cosa visitare dove mangiare
Etretat | © Tommaso Prada
  • ETRETAT. Senza dubbio il panorama più bello del nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira è stato quello che abbiamo ammirato dalla cima delle candide falesie di questa cittadina sulla Manica. Impossibile descrivere a parole l’emozione che abbiamo provato guardando il cielo e il mare che sembravano fondersi, creando sfumature di blu mai viste prima. I punti panoramici si trovano sia a est che a ovest rispetto alla città; noi siamo saliti attraverso una comoda strada asfaltata in quello a est vicino ai Les Jardin d’Etretat, ma dal centro storico potete scegliere di salire anche attraverso i sentieri a picco sul mare che entrano nella roccia della costa. Decisamente più evocativi ma non adatti a chi soffre di vertigini!
  • LE HAVRE. Arrivare a Le Havre, tappa finale del nostro tour della Costa d’Alabastro, ci ha davvero straniato perché questa città, completamente diversa da tutte le altre viste finora, è stata totalmente ricostruita dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale dal famosissimo architetto Auguste Perret in uno stile modernista che da decenni anima le discussioni dei turisti che si dividono tra estimatori e detrattori. Certamente è impossibile restare impassibili davanti al Vulcano di Oscar Niemeyer (un enorme edificio dedicato alla cultura che ospita una fornitissima biblioteca) o al cospetto della cattedrale di Saint Joseph, un edificio alto e imponente ma al contempo luminoso e leggiadro che vi lascerà a bocca aperta. Anche la luce qui è diversa e dona alla città un fascino particolare in qualsiasi ora del giorno. Sì, noi siamo decisamente tra gli estimatori di Le Havre!
  • HONFLEUR. Partendo da Le Havre e passando per il ponte di Normandia, alto 215 metri che attraversa l’estuario della Senna, abbiamo raggiunto Honfleur. Questa bellissima cittadina è da sempre meta di flussi turistici imponenti ed è quindi perennemente affollata. La zona del porto, il Vieux-Bassin, è splendida ed è sicuramente quella alla quale farete più foto, ma è anche la parte più turistica e quindi un po’ artificiale. Basta però fare pochi passi per raggiungere l’area intorno alla meravigliosa chiesa di Santa Caterina, la chiesa lignea più grande di Francia, per trovare un quartiere più tranquillo in cui passeggiare e sbirciare all’interno delle case alla ricerca di splendidi cortili.  
Normandia Bretagna Loira cosa visitare dove mangiare
Caen | © Tommaso Prada
  • CAEN. Lo sapete quanto ci piacciono i tramonti e dalle pendici del castello di Caen abbiamo visto cieli che sembravano modificati con Photoshop aumentandone al massimo la saturazione. Oltre al castello, sono tante le cose da vedere di questa splendida città della Normandia, a partire dalle due Abbazie volute da Guglielmo il Conquistatore, il cittadino più famoso di Caen. L’Abbazia degli Uomini è grande e maestosa e la bellissima cattedrale annessa ospita la tomba di William; l’Abbazia delle Donne, più piccola e raccolta (ma comunque dalle dimensioni ragguardevoli), oggi ospita una serie di uffici comunali ed è circondata da enormi giardini, ideali per una passeggiata rilassante. Altre tappe imperdibili sono il bellissimo quartiere medievale (chiamato Vaugueux) ricco di case a graticcio e deliziosi ristoranti e la chiesa di San Pietro dall’inconfondibile stile gotico fiammeggiante.
  • BAYEUX. A mezz’ora di auto da Caen, Bayeux è una città davvero graziosa che abbiamo scelto di visitare perché sede del famosissimo arazzo che narra l’ascesa di Guglielmo il Conquistatore al trono di Inghilterra dopo la battaglia di Hastings del 1066. Lungo 68 metri, questo capolavoro presente in tutti i libri di storia dell’arte ci ha fatto fare un incredibile viaggio nel tempo, reso ancora più coinvolgente dall’audioguida inclusa nel prezzo del biglietto (8 euro). Abbiamo poi fatto un piacevolissimo giro per il centro storico medievale perfettamente conservato e dominato dalla maestosa cattedrale gotica anch’essa senza dubbio meritevole di una visita.  
  • OMAHA BEACH. Le spiagge del D-Day, il giorno in cui le truppe alleate sbarcarono nell’Europa continentale per liberarla dall’occupazione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale (il 6 giugno 1944), sono una tappa obbligatoria di qualsiasi viaggio in Normandia. Le principali spiagge coinvolte in quello che senza dubbio è stato uno degli eventi più importanti della storia dell’umanità sono 5 e noi abbiamo scelto di visitare una delle più famose, Omaha Beach. Partendo dalla vera e propria spiaggia caratterizzata dal monumento dedicato ai caduti dello sbarco, siamo poi saliti verso lo sterminato cimitero americano di Colleville-sur-Mer, sicuramente uno dei luoghi più toccanti del nostro viaggio che, anche grazie all’interessantissimo museo gratuito situato alle porte del cimitero, ci ha emozionato profondamente.
  • RENNES. Ampie strade e bellissime piazze splendidamente illuminate si alternano a tipiche case a graticcio affacciate su stretti vicoli medievali in questa bellissima città della Bretagna. A Rennes abbiamo trovato un’atmosfera maestosa e solenne ma al contempo dinamica e vivace che ci ha davvero conquistato: visitate il Museo di Belle Arti con le sue opere di Ghirlandaio, Parmigianino e Gauguin, il maestoso parlamento della Bretagna e incamminatevi poi verso il bellissimo parco Thabor, un vastissimo polmone verde che al suo interno racchiude giardini di diversi stili tra cui un meraviglioso giardino di rose. Non lasciatevi sfuggire la cattedrale di San Pietro, la chiesa più importante della città, riccamente decorata all’interno con magnifici marmi colorati. Proprio davanti alla chiesa troverete la porta Mordelaises, l’antico accesso alla città di epoca romana, particolarmente suggestiva di sera grazie alla splendida illuminazione.
  • MONT SAINT-MICHEL. Mont Saint-Michel è semplicemente uno dei luoghi più straordinari e affascinanti non solo della Francia, ma del mondo intero. Percorrete a piedi la strada che parte dal parcheggio delle auto e con una suggestiva passeggiata di circa mezz’ora arriverete a questa stupefacente città fortezza arroccata su un’altura che con l’alta marea viene completamente circondata dal mare (per pianificare meglio la vostra visita, controllate gli orari precisi delle maree su questo sito). Vi sembrerà di essere in un film salendo attraverso ripidi sentieri e irte scalinate per poi arrivare alla sommità in cui potrete visitare l’incredibile abbazia benedettina, continuando a chiedervi come sia stato possibile costruire una tale opera più di mille anni fa. Come facilmente immaginabile, Mont Saint-Michel è perennemente invasa da turisti. Noi vi consigliamo di arrivare nelle prime ore del mattino per evitare i fiumi di persone che iniziano ad affluire, soprattutto dopo le 11.
  • SAINT-MALO. Costantemente sferzata dal vento proveniente dalla Manica, questa splendida città è interamente circondata da altissimi bastioni percorribili che vi permetteranno di ammirare panorami mozzafiato a 360 gradi. Ugualmente affascinanti sono il centro storico medievale e i tantissimi percorsi sulla spiaggia dai quali si possono raggiungere isolotti e fortificazioni in mezzo al mare. Soprattutto negli ultimi anni Saint-Malò è diventata una meta super frequentata, quindi vi sconsigliamo di andarci nei weekend, perché il rischio di cercare parcheggio per un’ora litigando con famiglie francesi è davvero alto.
  • DINAN. La palma di centro medievale meglio conservato di Francia spetta a questo piccolo paese a poca distanza da Saint-Malo. Vi sembrerà di tornare indietro nel tempo passeggiando lungo le tranquille vie del centro storico di Dinan, poiché qui non esistono edifici moderni e, se non fosse per i ristoranti e i negozi di souvenir, potrebbe tranquillamente essere il 1383. Noi abbiamo visitato la torre dell’orologio dalla quale si gode di una vista incantevole (state però attenti alle scale ripidissime nell’ultimo tratto e, una volta in cima, all’assordante rintocco delle campane ogni quarto d’ora) e il castello che ospita un museo sull’arte della guerra e sulla vita quotidiana nel medioevo.
Normandia Bretagna Loira cosa visitare dove mangiare
La piazza del Municipio di Tours | © Tommaso Prada
  • TOURS. Per il nostro itinerario nella valle della Loira abbiamo scelto di fermarci 4 giorni a Tours poiché la sua posizione è ideale per raggiungere i principali castelli con brevi tragitti in auto. Attenzione però, sarebbe sbagliato considerare questa città solo come un appoggio per visitare altre mete. Il centro storico è stupendo, ricco di case a graticcio e di chiese importanti come la mastodontica cattedrale di Saint Gatien e la chiesa di San Martino, ricostruita recentemente ma risalente al medioevo, come testimoniano le due torri che ancora si ergono verso il cielo, unici resti dell’edificio originale. Sicuramente da vedere sono anche lo splendido Municipio (da notare che in Francia i Municipi sono tutti bellissimi, anche quelli dei paesi più piccoli) e la zona intorno al fiume Loira che in estate si anima di locali in cui bere una buona birra all’aperto immersi in un’atmosfera amichevole e allegra.
  • CASTELLO DI VILLANDRY. Il primo castello che decidiamo di vedere è quello di Villandry (12 euro) a pochi chilometri da Tours. Completato nel 1536, fu abitato per secoli da nobili famiglie le cui testimonianze si possono trovare ancora nelle bellissime sale interne arredate secondo la moda del XVIII secolo. La vera attrazione di questo complesso sono però i meravigliosi giardini esterni, divisi in 6 grandi aree disposte a scacchiera su 3 differenti livelli. Passeggiando tra fiori coloratissimi, orti profumati, enormi vasche d’acqua, labirinti, terrazze e boschi vi sembrerà di essere alla corte di un conte rinascimentale.
  • CASTELLO DI SAUMUR. Saumur è un grazioso paesino sede di una rinomata scuola militare di equitazione. Il suo antichissimo castello (risalente addirittura a prima dell’anno mille) arroccato su una collina, si raggiunge con una piacevole passeggiata dal centro storico. Dall’esterno il castello è davvero imponente e dai suoi bellissimi cortili potrete godere di una splendida vista sulla Loira. Trascurabile è invece l’interno che ospita il museo di arti decorative e il museo del cavallo (8 euro).
Normandia Bretagna Loira cosa visitare dove mangiare
Il castello di Chenonceau | © Tommaso Prada
  • CASTELLO DI CHENONCEAU. Quello di Chenonceau è uno dei più grandi e famosi castelli della regione: la mole del complesso però non ne mina l’eleganza e il palazzo che si specchia dolcemente sul fiume Cher rimarrà una delle immagini più belle del nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira. Gli interni del castello sono riccamente arredati e adorni di quadri di grandissimi artisti (tra gli altri, Correggio, Tintoretto e Rubens). Rra le sale che visiterete, ci sono le camere di Caterina de’ Medici e di Diana di Poitiers, rispettivamente moglie e “favorita” del re Enrico II che qui vissero per molti anni. Il biglietto da 15 euro (noi vi consigliamo di prenotare in anticipo per evitare file all’ingresso) vi consente di visitare anche tantissimi altri ambienti dall’incredibile varietà: si va dagli splendidi giardini con 40mila piante e fiori, alla fattoria (un vero e proprio villaggio con deliziose casette e piccole piazze), dall’Orangerie (sede di un prestigioso ristorante), alla spezieria di Caterina de’ Medici, grande appassionata di erboristeria. Infine, non perdetevi la visita alla cantina reale in cui potrete degustare i vini prodotti nel castello (3 assaggi a 4,8 euro).
  • CAVES MONMOUSSEAU. Sicuramente l’esperienza più originale della nostra vacanza è stata la visita alle Caves Monmousseau a Montrichard, un piccolo paesino vicinissimo al castello di Chenonceau. Per soli 5 euro potrete accedere a questa prestigiosa cantina all’interno di grotte di tufo in cui la temperatura costante di 12 gradi (portatevi una felpa se andate in estate!) permette alle bottiglie di vino qui stoccate di conservare tutte le loro proprietà gustative. Il percorso è davvero interessante e comprende delle suggestive proiezioni sulle pareti di tufo che raccontano la storia dei castelli della Loira. La visita si conclude nello shop in cui potrete degustare 3 buonissimi vini. Peccato non aver potuto comprare qualche bottiglia da portare in Italia, poiché viaggiavamo solo con il bagaglio a mano. Anche il paese, adagiato sulle sponde dello Cher, è molto carino e merita una visita.
  • MANIERO DI CLOS-LUCÉ. Il maniero di Clos-Lucé ad Amboise è stata l’ultima dimora di Leonardo Da Vinci che, ospitato dal re Francesco I, vi soggiornò per 3 anni prima di morire. Il biglietto (18 euro) consente la visita alle stanze dove ha vissuto e lavorato il maestro e, oltre a bellissimi arredi (purtroppo non originali), contengono riproduzioni e descrizioni di tantissime invenzioni di Leonardo. Molte riproduzioni perfettamente funzionanti sono sparse anche per gli splendidi giardini e i bambini (ma non solo!) si divertiranno tantissimo attivando un carro armato, un ponte levatoio o una macchina volante. Inoltre, si può entrare negli altri edifici della tenuta con mostre temporanee ed esibizioni interattive e ci si può fermare nei tantissimi prati attrezzati per fare un pic-nic.
  • ORLEANS. Lasciata Tours, ci siamo fermati a Orleans per una breve tappa prima di ripartire verso la successiva meta del nostro viaggio in Normandia, Bretagna a e Loira. Questa grande e maestosa città, che in alcuni scorci ci ha ricordato Parigi, è famosa per aver dato i natali a Giovanna d’Arco e tutto qui ricorda questa illustre cittadina: le strade portano il suo nome, le piazze sono dominate da sue statue e oggetti a lei appartenuti riempiono i musei. Ovviamente a Orleans c’è molto altro: non lasciatevi sfuggire la maestosa cattedrale gotica al cui interno vedrete enormi stendardi colorati, l’Hotel Groslot (l’ex municipio con stanze splendidamente arredate, visitabile gratuitamente) e il bellissimo centro storico medievale ricco di ristoranti e locali.
  • CHARTRES. Prima di tornare a Parigi, l’ultima tappa del nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira è stata in questa città a pochi chilometri dalla capitale. La scelta è stata davvero azzeccata perché Chartres si è rivelata una splendida sorpresa. Ovviamente la principale attrazione è la cattedrale, una delle chiese più grandi dell’intera Francia, visibile praticamente da qualsiasi parte della città solo alzando lo sguardo. L’esterno è maestoso e imponente, perfetto esempio di stile gotico, mentre l’interno conserva capolavori incredibili come il labirinto dipinto sul pavimento nel XXII secolo, lo stupendo coro dalle decorazioni barocche e il velo della Vergine, cioè una porzione del vestito che, si dice, indossava Maria al momento dell’Annunciazione. Oltre al centro storico medievale ricco di suggestivi scorci, vale la pena fare una breve passeggiata verso la periferia per raggiungere la Maison Picassiette, una coloratissima casa completamente decorata con mosaici composti da frammenti di vetro, pezzi di stoviglie rotte, ceramiche e cocci vari dall’artista Raymond Isidore che per più di 25 anni si dedicò alla realizzazione di questa bizzarra, originale, pazza, imperdibile opera. Vi consigliamo di fermarvi a Chartres almeno per una notte perché nelle sere d’estate assolutamente imperdibile è lo spettacolo che coinvolge ben 24 siti di interesse sparsi per tutta la città che vengono illuminati con splendide proiezioni di luci.

VIAGGIO IN NORMANDIA, BRETAGNA E LOIRA: DOVE MANGIARE

  • LA ROUENNAISE (ROUEN). Diffidate dai numerosi ristoranti acchiappa turisti in place du Vieux Marché e andate senza indugi alla Rouennaise, una crêperie dall’ambiente semplice ma dal menu pazzesco in cui ovviamente le crêpe e le galette la fanno da padrone (provate quella con l’hamburger o la classica con caramello e burro salato). Non mancano poi alternative altrettanto valide come tartare e insalate. Prezzo medio a testa: 15€.
  • LE PETIT BAR (ROUEN). Un bellissimo bar dall’atmosfera accogliente e raffinata in cui ogni particolare è curatissimo, dai menu ricavati da vecchi libri, all’arredamento direttamente uscito dagli anni ‘30 fino ad arrivare – ovviamente – a cocktail buonissimi e originali. Prezzo medio a testa: 15€.
  • BISTROT DES ROSES (VEULES LES ROSES). Non avevamo aspettative troppo alte su questo locale in cui siamo entrati solo perché tutti gli altri ristoranti erano chiusi o pieni. Alla fine ci siamo dovuti ricredere perché il nostro pranzo a base di abbondantissimi piatti di pesce (noi abbiamo assaggiato un classico filetto di branzino à la crème), dolci casalinghi e un ottimo bianco della casa ci ha proprio soddisfatto! Prezzo medio a testa: 15€.
  • BISTROT CANAILLE (LE HAVRE). Senza dubbio uno dei migliori ristoranti del nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira, questo bistrot non lontano dal porto propone per cena un menu a prezzo fisso (32 euro) imperdibile. Noi abbiamo mangiato un freschissimo antipasto di crudi di mare (con, tra gli altri, buccine, gamberetti e mandorle di mare), un rombo ai capperi incredibile e per finire una Paris-Brest (un dolce di pasta choux ripieno di crema e burro) dall’apporto calorico inquantificabile. Prezzo medio a testa: 35€.
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Le Fleur de Sel a Honfleur | © Tommaso Prada
  • LA FLEUR DE SEL (HONFLEUR). Prenotato ben prima di partire per la Francia, questo rinomato ristorante in pieno centro è considerato uno dei migliori dell’intera regione ed effettivamente non abbiamo praticamente trovato difetti nel menu da 4 portate (59 euro) che abbiamo scelto. Dalla trota affumicata con cavolo nero, al carpaccio di ricciola agli agrumi, passando per il San Pietro con legumi e peperoni affumicati, per arrivare al croccante di cioccolato e fragole, è stato tutto di altissimo livello. Prezzo medio a testa: 70€.
  • LA POTERNE (CAEN). Tra i tanti locali del quartiere Vaugueux, abbiamo scelto questo ristorante dall’atmosfera amichevolmente caotica attirati dagli enormi piatti di ostriche che troneggiavano sui tanti tavolini all’aperto. Le ostriche (al costo di 1 euro l’una) erano freschissime e saporite e l’ottimo vino della casa ha contribuito ad esaltarne il sapore. Non contenti, abbiamo preso le imprescindibili moules-frites (le cozze con le patatine fritte) immerse in una salsa al Camembert, giusto per rimanere leggeri. Prezzo medio a testa: 30€.
  • LE NEUVILLE (CAEN). Anch’esso nel Vaugueux, questo bellissimo locale dall’atmosfera calda e accogliente serve crêpes e galette buonissime da accompagnare rigorosamente con un boccale di sidro. Prezzo medio a testa: 15€.
  • D-DAY HOUSE (OMAHA BEACH). Al di là del nome davvero brutto, non abbiamo mangiato affatto male in questo ristorante a pochissimi metri dalla spiaggia. Nel piacevole spazio esterno abbiamo preso un hamburger tanto grande quanto buono, un’insalata con brie e petto d’anatra ricca e gustosa e un ottimo fish and chips (sarà che l’Inghilterra è davvero vicinissima). Prezzo medio a testa: 20€.
  • CHEZ BRUME (RENNES). A Milano per un pasto così avremmo speso almeno il doppio. È questo il primo pensiero che abbiamo formulato dopo aver mangiato da Chez Brume, un piccolo locale in una tranquilla via poco distante dal centro. La tartare di salmone con fragole e cipolle, l’halibut al vapore con crema di zucca e piselli e la mousse di nocciole con cocco e gelato alla crema sono piatti che, anche considerando il prezzo (19 euro per il menu fisso a pranzo; a cena il menu è alla carta con prezzi superiori) e la curatissima presentazione, non scorderemo facilmente. Prezzo medio a testa (a pranzo): 20€.
  • 17.45 (RENNES). Un vero e proprio paradiso per gli amanti di salumi e formaggi, questo locale in pieno centro vi consentirà di comporre taglieri di diversa grandezza con prodotti locali, ma non solo. Per i più pigri ci sono taglieri predefiniti, ma il divertimento sta anche nell’esplorare l’immenso menu e scegliere gli ingredienti più stuzzicanti e curiosi come il prosciutto bianco alle erbe, il brie al tartufo e la Rilettes, un prosciutto di maiale spalmabile cotto nel grasso. Il tutto per un prezzo ridicolo vista la qualità dei prodotti. Prezzo medio a testa: 20€.
  • L’AMBASSADE (RENNES). Questa brasserie senza troppi fronzoli è stata il nostro rifugio dopo un’intensa giornata di esplorazione della città: abbiamo preso un buon trancio di tonno alla griglia, un ottimo spiedino di maiale ammorbidito da una salsa delicata all’aglio e infine, al posto del dolce, un piccolo tagliere di formaggi, perché ci sembrava che la nostra media quotidiana di latticini stesse diminuendo. Prezzo medio a testa: 25€.
  • GANG (RENNES). Dopo giorni di brodaglie imbevibili, trovare un posto dove bere un buon caffè espresso ci ha scaldato il cuore. Se poi aggiungiamo che il locale è davvero bello, lo staff simpaticissimo e i dolci ottimi, ecco qui il posto giusto per fare colazione a Rennes. Prezzo medio a testa: 5€.
  • LA LICORNE (SAINT-MALO). Abbiamo mangiato una buona galette con prosciutto e formaggio in questo locale dall’atmosfera marinaresca subito dopo l’entrata dei bastioni. Prezzo medio a testa: 15€.
  • BRASSERIE DE L’UNIVERS (TOURS). Nella bellissima piazza del Municipio, questo grande ristorante offre un ampio menu con hamburger, carni alla griglia, insalatone e tanti altri piatti semplici ma decisamente soddisfacenti come l’hamburger con bacon e guacamole e l’insalata con pancetta affumicata, pere caramellate e crostini sormontati dal buonissimo formaggio Sainte-Maure. Prezzo medio a testa: 25€.
  • BRASSERIE MADELEINE (TOURS). Tours non è certo in Alsazia, ma appena abbiamo visto la Flammekueche (una specialità alsaziana simile a una pizza sottilissima) nel menu di questa brasserie non abbiamo resistito e ne abbiamo presa una con Emmental e pancetta che ci ha davvero soddisfatto, soprattutto in accompagnamento ad un buonissimo bianco, questo sì, della Loira. Prezzo medio a testa: 25€.
  • BIBOVINO (TOURS). A proposito di vini della Loira, in questa piccola enoteca abbiamo fatto un’ottima degustazione scegliendo 3 calici da una vasta selezione per circa 10 euro. Per accompagnare il vino, abbiamo preso due taglieri ricchi di prodotti tipici (buonissimo il Camembert caldo servito su patate bollite) e delle bruschette con un salame locale. Prezzo medio a testa: 20€.
  • LE ZINC (TOURS). Segnalato da parecchie guide, abbiamo voluto assolutamente provare questo piccolo ristorante tipico in pieno centro e non siamo rimasti delusi. Abbiamo assaggiato un buonissimo confit de canard (un tipico piatto francese in cui l’anatra viene cotta per molte ore nel proprio grasso), dei calamari con salsa aioli dal quantitativo di aglio illegale in 32 stati, un tris di pesce cotto al vapore su spaghetti di verdure gustoso e leggero e una favolosa pavlova. Prezzo medio a testa: 30€.
  • CRÊPERIE BILIEN (TOURS). Probabilmente la crêpe migliore del nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira l’abbiamo mangiata qui: noi vi consigliamo la super classica con caramello e burro salato, ma, se volete esagerare, potete provare quella con pezzi di Twix (!!!) panna montata e gelato. Prezzo medio a testa: 10€.
  • LE BISTROT D’ODILE (TOURS). Che bella sorpresa è stato questo delizioso bistrot a pochi passi dal fiume e dalla cattedrale. Piatti come il gazpacho di piselli verdi e olio di pistacchio, il carpaccio di trota con involtini di zucchine, il branzino con cialde di patate e ratatouille di verdure e il macaron alla fragola con gelato al limone erano degni di un ristorante di categoria ben superiore, considerata anche la presentazione curatissima e il servizio eccellente. Prezzo medio a testa: 30€.
  • LA VERRIERE (SAUMUR). Se soprassederete sul servizio molto lento, questo ristorante è sicuramente una buona scelta per un pasto veloce a Saumur ad un prezzo super conveniente: noi abbiamo mangiato un’entrecôte e una crème brûlée niente affatto male che sono valsi sicuramente i 14,90 euro spesi (costo della formula a pranzo per due portate). Prezzo medio a testa: 20€. 
  • BRASSERIE DES HALLES (ORLEANS). In una tranquilla via del centro, in questo ristorante pieno di lavoratori in pausa pranzo (per noi sinonimo di qualità!) abbiamo assaggiato un pollo fritto (accompagnato da patatine fritte, ça va sans dire) buonissimo, cotto perfettamente e assolutamente non pesante. Prezzo medio a testa: 15€.
  • CAFÉ BLEU (CHARTRES). L’atmosfera cool (musica dance in sottofondo, arredamento moderno, personale giovane e ben vestito) di questo ristorante strategicamente posizionato nella piazza della cattedrale, ci stava facendo pensare ad un locale in cui l’apparenza è superiore alla sostanza. Alla fine della cena, abbiamo dovuto cambiare idea perché qui si mangia proprio bene: noi abbiamo assaggiato un ottimo paté in crosta, un buonissimo rognone (certo, vi deve piacere il genere) e una creme brûlé ben realizzata. Prezzo medio a testa: 30€.
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La Picoterie a Chartres | © Tommaso Prada
  • LA PICOTERIE (CHARTRES). L’ultima crêpe del nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira l’abbiamo mangiata in questo affollatissimo locale dall’atmosfera vagamente medievale, una prelibatezza con pere e cioccolato che ci è davvero piaciuta. Prezzo medio a testa: 20€.

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO IN NORMANDIA, BRETAGNA E LOIRA

  • Il nostro viaggio in Normandia, Bretagna e Loira è durato 15 notti.
  • Abbiamo volato sulla tratta Milano – Parigi sia all’andata che al ritorno con Easyjet.
  • Le nostre tappe sono state Parigi (2 notti), Rouen (1 notte), Le Havre (1 notte), Caen (2 notti), Rennes (2 notti), Tours (4 notti), Chartres (2 notti) e ancora Parigi (1 notte).
  • Abbiamo noleggiato un’auto tramite la compagnia Avis: ci siamo trovati abbastanza bene, ma per ritirare la nostra auto a Parigi abbiamo dovuto affrontare una fila lunghissima allo sportello della Gare du Nord. Nessun problema invece alla riconsegna.
  • Le autostrade francesi sono a pagamento, ma tutti gli sportelli sono dotati di dispositivo per pagare contactless. Nonostante l’alta stagione, non abbiamo mai trovato traffico e i viaggi sono sempre stati scorrevoli.
  • Abbiamo prenotato tutti gli alberghi prima della partenza, in alcuni ci siamo trovati molto bene e in altri meno. Su Booking trovate una scelta vastissima per tutte le tasche e tutte le esigenze.
  • Nei ristoranti francesi non si paga né il coperto né l’acqua (ricordatevi però di chiedere sempre la carafe d’eau), questo rende i prezzi mediamente più bassi che da noi, anche grazie alle convenienti formule che vi permettono di scegliere 2 o 3 piatti a prezzo fisso. Nei ristoranti in cui siamo stati le portate erano davvero abbondanti e spesso ci siamo sfamati anche con un solo piatto. Quello che abbiamo notato, però, è che le verdure sono quasi del tutto assenti e il contorno più frequente erano le patatine fritte. Per carità, non ci siamo lamentati, ma dopo due settimane la voglia di mangiare un piatto di verdure grigliate o un’insalata di pomodori era davvero alta. Soprattutto nei paesi più piccoli, prestate attenzione al giorno di chiusura dei locali che, a differenza dell’Italia dove la maggior parte dei locali chiude di lunedì, è molto variabile.
  • Anche nei centri più piccoli non abbiamo mai avuto problemi a trovare POS, ma assicuratevi di avere qualche moneta per pagare i parcheggi.
  • Noi non abbiamo fatto bagni a causa della bassa temperatura dell’acqua, ma tutte le spiagge libere che abbiamo visto erano attrezzate con docce e offrivano la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini.

E voi avete mai fatto un viaggio in Normandia, Bretagna e Loira? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Viaggio in Sudafrica: itinerario di 15 giorni tra città e natura /viaggio-in-sudafrica-itinerario-di-15-giorni-tra-citta-e-natura/ /viaggio-in-sudafrica-itinerario-di-15-giorni-tra-citta-e-natura/#comments Thu, 27 Oct 2022 06:00:09 +0000 /?p=51359 Avete in programma un viaggio in Sudafrica? Noi siamo stati per 2 settimane e vi consigliamo itinerario, luoghi da visitare e dove mangiare!

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Tutti noi abbiamo una wishlist di posti che prima o poi vorremo scoprire, vicini e lontani. Quest’anno abbiamo deciso di spuntare uno dei nomi più importanti dalla nostra lista facendo un meraviglioso viaggio in Sudafrica. Lo chiamano “il mondo in un Paese”, e pochi soprannomi ci sembrano così azzeccati per descrivere l’incredibile varietà di territori, climi, paesaggi, tradizioni, etnie, colori, sapori che questo Paese offre. Naturalmente, in soli 15 giorni, siamo riusciti a visitare solo una frazione di questa immensa nazione, prediligendo la costa meridionale. Qui vi raccontiamo cosa abbiamo visto e fatto nel nostro viaggio in Sudafrica alla scoperta di questo Paese incredibile!

15 GIORNI IN SUDAFRICA TRA CITTÀ E NATURA

Vista su Cape Town © Viola Bergamo

Il nostro viaggio in Sudafrica è partito dalla città più antica e più nota del Paese, Cape Town. Incastrata tra le montagne e l’Oceano Atlantico, è una tappa immancabile di ogni viaggio in Sudafrica. La città è lo specchio del Paese: offre una grandissima varietà di cose da fare e da vedere, dalle lunghe spiagge alle montagne che circondano il centro città, dalle case colorate di Bo Kaap ai monumenti di forte richiamo storico. La città è, inoltre, il centro di mercati e mercatini, boutique, ristoranti tipici, musei, festival e mostre, insomma un piccolo mondo per tutti i gusti. Va premesso come per la prima parte del nostro viaggio noi abbiamo noleggiato una macchina. Dopo un primo periodo di ambientamento (qui si guida a sinistra), si è rivelata la scelta giusta. Se invece preferite evitare di guidare, taxi e Uber sono un mezzo rapido e sicuro per spostarsi in città.

CAPE TOWN E PENISOLA DEL CAPO

  • CITY BOWL. Il centro città di CapeTown viene chiamato city bowl (la “scodella”) per via della sua posizione: è circondato da tre lati dalle montagne della città (Table Mountain, Devil’s Peak e Lion’s Head). Qui i posti da vedere sono diversi, da Grand Parade – la piazza del municipio dove Mandela tenne il primo discorso una volta scarcerato – a Greenmarket Square, che ospita un mercato delle pulci con souvenir e artigianato africano, a Long Street, la via principale del centro, piena di negozi, boutique e gallerie. Una tappa speciale è poi il quartiere collinare di Bo Kaap, che rappresenta il vecchio quartiere malese, e il cuore musulmano di Cape Town, ed è meta di turisti che vogliono esplorare le sue stradine lastricate con case colorate dalle tinte vivaci e il museo omonimo.
Bo-Kaap © Viola Bergamo
  • WATERFRONT. Altro quartiere molto conosciuto è il Victoria & Albert Waterfront. Questo è il punto di partenza e approdo di escursioni in barca nei dintorni (compresa Robben Island), una zona vivace intorno al porto con molti negozi e posti dove mangiare.
  • KIRSENBOSCH. È il giardino botanico di Cape Town, che sorge alle pendici della Table Mountain: uno spazio enorme che ospita le biodiversità del Sudafrica in fatto di flora, un posto meraviglioso per trascorrere una giornata fatta di pace e colori.
  • CAPO DI BUONA SPERANZA. Potremmo forse fare l’errore di considerarla parte della città, ma esplorare la Penisola del Capo è un piccolo viaggio nel viaggio in Sudafrica. L’escursione stessa attorno alla penisola è, infatti, un’attrazione che vi permetterà di vedere paesaggi e animali stupendi. La tappa centrale del viaggio non può che essere la Riserva Naturale di Cape Point, oltre 7mila ettari di parco che abbraccia la punta meridionale della penisola. Il parco offre tante attività, ma sicuramente l’attrazione più visitata è il Capo di Buona Speranza, uno dei più famosi finis terrae della storia delle esplorazioni. Come le altre attrazioni del parco, si può raggiungere in macchina ed esplorare in autonomia. Facendo attenzione, si può salire la scogliera fino al faro posto proprio sul Capo, per una vista mozzafiato sull’Oceano.
  • BOULDERS BEACH. Che iniziate o finiate il vostro giro della Penisola da qui, non potete mancare l’appuntamento con Boulders Beach. Noi ci siamo andati la mattina quando il sole invernale iniziava a scaldare a sufficienza. Boulders Beach vuol dire incontro ravvicinato con la colonia di pinguini del Capo che rende il luogo unico nel suo genere. Come tutti i parchi e le riserve del paese, si accede pagando un biglietto di ingresso – e si segue un percorso obbligato su una passerella di legno. Avvicinare i pinguini sulla spiaggia non è consentito, ma non vi preoccupate, riuscirete a trovarveli vicinissimi mentre dormono o si spostano tra gli scogli.
  • CHAPMAN’S PEAK. Il nostro percorso si è chiuso tornando a Cape Town per uno dei posti più conosciuti e scenografici di quest’angolo di mondo. La Champman’s Peak drive è considerata una delle dieci strade panoramiche più belle del mondo, e non avete che da percorrerla per scoprire che è la verità. Un paradiso on the road che regala uno scorcio mozzafiato o un panorama incredibile dopo l’altro. La strada è stretta e tortuosa, con un limite di velocità basso e accessibile pagando un piccolo pedaggio. Ma i punti panoramici dove fermarsi sono molti, e credeteci, li userete tutti.
Chapmans Peak Drive © Viola Bergamo
  • LE SPIAGGE. C’è chi dice che Cape Town abbia (tra) le più belle spiagge cittadine al mondo. Ci sono tantissimi luoghi da scoprire, che siate alla ricerca di distese sabbiose paradiso del surf, calette nascoste, posti da ammirare alla luce del tramonto. Si può partire dalle spiagge cittadine della zona ovest della città, Sea Point e Camps Bay, due dei sobborghi più chic della città e che si sviluppano lungo la costa. Scendendo verso sud si trova Camps Bay e la sua spiaggia a mezzaluna, che con i suoi ristorantini trendy è una meta perfetta per una passeggiata con vista o sport sulla spiaggia. Guardando il versante orientale e la False Bay, Muizenberg è probabilmente la spiaggia più famosa; lunga e larga, caratterizzata dalle cabine colorate, è un posto adatto a tutti, famiglie comprese, ma soprattutto ai surfisti.
  • TABLE MOUNTAIN. Qui ci siamo scontrati con il primo vero intoppo della vacanza. Visto che a Cape Town l’inverno spesso si fa sentire, ci siamo trovati a dover rinunciare a una delle tappe più classiche e imperdibili del luogo. La prima è l’ascesa a Table Mountain, il simbolo della città. La cima è spesso avvolta da nubi, e questo è stato il caso nei giorni in cui siamo stati in città, il che rendeva impraticabile la salita, anche perché la cabinovia che permette di evitare l’ascesa a piedi, non difficile ma comunque da non sottovalutare, era chiusa per manutenzione.
  • ROBBEN ISLAND. La seconda rinuncia è stata la prigione di Robben Island, patrimonio Unesco e uno dei luoghi più tristemente iconici del Sudafrica, in quanto qui Nelson Mandela ha passato 18 anni di detenzione. L’unico modo per raggiungere Robben Island è con un tour organizzato e una traversata in traghetto dal Waterfront. Le condizioni dell’Oceano, però, non sempre sono le migliori, e purtroppo lo si scopre solo la mattina stessa – il che ci ha purtroppo costretto a modificare i nostri piani.

DOVE MANGIARE A CAPETOWN

A CapeTown la scelta in termini di cibo è veramente molto ampia e se avete voglia di provare la cucina locale non mancheranno tante proposte di piatti di carne. Suggeriamo di fare un salto al Cafè African Image, posto davvero incantevole e arredato in pieno stile africano, ideale per gustare lo stufato tradizionale. Se invece state cercando un posto ideale per un aperitivo (possibilmente con vista), vi consigliamo di salire all’ultimo piano del Latitude Aparthotel by Totalstay per un’ottima scelta di cocktail, accompagnati da stuzzichini locali e internazionali con vista Oceano.

WINELANDS

  • STELLENBOSCH. La seconda tappa del nostro viaggio in Sudafrica si trova a meno di un’ora dal centro di Cape Town. Lasciandosi la costa alle spalle si sale verso il Boland, la regione vinicola più famosa e rinomata del continente. In questo altopiano circondato da montagne, ma ancora vicino all’Oceano, si crea un microclima ideale per i vigneti, che si unisce a panorami unici. Sebbene la stagione invernale non sia certo quella più indicata, una gita ve la consigliamo, magari dormendo proprio in una delle wine farms, come abbiamo fatto noi, il modo migliore per unire anche un wine tasting in loco. Tra i posti da visitare c’è sicuramente Stellenbosch, elegante cittadina universitaria ricca di edifici in stile coloniale, offre scorci da cartolina, oltre ad una ricca e viva scena culturale e gastronomica. È ricca di boutique, musei, bar, locali e ristoranti, animati da studenti, abitanti e turisti.
  • FRANSCHHOEK. L’altra cittadina simbolo della Winelands è Franschhoek (che vuol dire “l’angolo francese” in afrikaans), dove non mancano boulangerie, bistrot e cafè, negozi di formaggi e fiori. Naturalmente anche qui a farla da padrone è il vino, con numerose fattorie e cantine che si possono raggiungere anche in tram o in bicicletta. Tutte la zona pullula di farm dove dormire, la maggior parte delle quali propone esperienze di degustazione di propria produzione. Noi abbiamo alloggiato da Alluvia Winery, e ci siamo trovati molto bene. Qui, immersi nella natura e con una vista spettacolare sui vigneti, abbiamo degustato 3 vini locali squisiti, al costo di 30 euro. Lo consigliamo anche per la cena, dove il menu propone principalmente carne.

HERMANUS E CAP AGULHAS

  • HERMANUS. Lasciate le Winelands, ci siamo avviati di nuovo lungo la costa. Da Gordon’s Bay, abbiamo preso la strada panoramica R44 che costeggia la parte orientale di False Bay e l’Oceano fino ad Hermanus. Questa graziosa cittadina sulla costa non solo è uno dei ritrovi più gettonati degli abitanti di Cape Town durante il weekend, ma è la capitale sudafricana delle balene. Infatti, la città è famosa per il transito di questi cetacei che raggiunge il suo picco proprio nell’inverno australe. Il tempo non prometteva bene per escursioni in barca, ma basta sedersi in uno dei diversi punti panoramici lungo la costa (o addirittura sulla spiaggia di Grotto Beach) per vedere spuntare pinne e code.
  • GAANSBAI. A poca distanza da Hermanus si trova Gaansbai. Se Hermanus è la città degli avvistamenti di balene, questa è quella degli squali, specie attraverso immersioni in gabbie. Se volete provare, vi consigliamo di verificare sempre che i tour siano condotti da esperti che abbiano la licenza per poterlo fare in tutta sicurezza.
  • CAP AGULHAS. Da Hermanus siamo partiti per la tappa più lunga del nostro viaggio in Sudafrica, oltre 4 ore e mezza verso il cuore della Garden Route. Sulla strada, ci si può fermare (sia di passaggio che eventualmente una notte) a Cap Agulhas, il punto più a sud dell’Africa e dove si incontrano Oceano Atlantico e Indiano, e la De Hoop Natural Reserve (piccolo avvertimento: a questa bella riserva naturale si arriva solo tramite strade sterrate).

DOVE MANGIARE AD HERMANUS

Per qualche consiglio in termini di cibo, vi consigliamo di fare un salto da Fick’s Pool, un ristorante con un’atmosfera davvero incredibile, per una cena cullati dal suono delle onde. Il Burgundy è uno dei ristoranti più conosciuti della città, a pochi metri dalla scogliera, mentre per un menu creativo e originale consigliamo il Pear Tree Bistro.

KNYSNA E LA GARDEN ROUTE

Knysna © Viola Bergamo

Affacciata su una laguna, Knysna, nel cuore della Garden Route, è famosa per le sue spiagge per gli amanti del surf. Ma sono i dintorni che ci hanno colpito di più. Lungo la strada per la graziosa cittadina di Plettenberg Bay si trovano infatti il Birds of Eden e il Monkeyland Primate Sanctuary. Il primo è la più grande voliera di volo libero del mondo che ospita oltre 220 specie di uccelli. Il secondo invece è il primo “santuario” di primati al mondo dove questi possono spostarsi in libertà. I due spazi fanno parte dello stesso sistema di parchi quindi si può entrare con un unico biglietto. Mentre Birds of Eden è a “esplorazione libera”, per Monkeyland si deve essere accompagnati da una guida.

  • GARDEN ROUTE E PERCORSI DI TREKKING. Se invece volete concentrare questa parte del vostro viaggio in Sudafrica su percorsi naturalistici e dedicarvi al trekking, avete solo l’imbarazzo della scelta. Attorno a Knysna si trovano la Goukamma Nature Reserve, oltre 2500 ettari di foresta ideale per il birdwatching, e The Heads, una spettacolare formazione geologica costituita da due colline e scogliere contrapposte situate alla foce della laguna. Vicino a Plettenberg Bays si trova invece Robberg Nature Reserve, uno dei posti che ci sono piaciuti di più in assoluto. Riserva naturale, World Heritage Site e monumento nazionale, è una piccola penisola che si protende nell’oceano, con rocce vecchie di oltre 120 milioni di anni. Se infine siete amanti dell’adrenalina, a pochi chilometri si trova il Bloukrans Bridge, un ponte sospeso a 216m sull’omonimo fiume, uno dei salti più alti del mondo per gli amanti del bunjee jumping.

DOVE MANGIARE SULLA GARDEN ROUTE

Per un’esperienza local a Plattersber bay, consigliamo di fare un salto a Nguni Restaurant, per assaggiare piatti tipici locali in un ambiente decisamente local. Per gli amanti invece dei piatti di pesce, suggeriamo un salto da Moby Dicks seafood grill: atmosfera easy e senza troppe pretese ma piatti curati e menù ricco di scelta.

PORT ELIZABETH E ADDO ELEPHANT NATIONAL PARK

  • PORT ELIZABETH. L’ultima tappa del nostro viaggio in Sudafrica on the road ci ha condotti a Port Elizabeth, grande città portuale sull’Oceano Indiano. In realtà il nostro soggiorno qui è stato molto breve, limitato ad una notte di trasferimento prima di spostarci ancora più a Est. Port Elizabeth è una città vivace e perfetta per gli amanti del surf e in ogni caso tappa obbligata per la nostra prima destinazione: l’Addo Elephant National Park.
  • ADDO NATIONAL PARK. Situato a circa un’ora da Port Elizabeth, il parco ha la particolarità di ospitare non solo i Big-5 (elefanti, rinoceronti, leoni, leopardi e bufali) e altri animali, ma, ospitando anche una riserva marina, balene e squali bianchi, arrivando ai cosiddetti “Big-7”. Come per gli altri parchi sudafricani, incluso il Kruger, si ha la possibilità di fare un self-drive, cioè di girare in autonomia (a patto di rispettare le regole del parco, prima di tutto non uscire dalla macchina fuori dalla aree consentite). Noi abbiamo preferito godercelo con un tour organizzato di 5 ore – che per nostra fortuna non aveva altri visitatori, avendo quindi veicolo e guida tutti per noi. Il tour era organizzato dalla farm dove abbiamo dormito. Consigliatissimo, consente di evitare trasferimenti dalla città e fa scoprire un angolo di modo pieno di quiete.

KRUGER NATIONAL PARK

Uno scalo a Johannesburg e un breve volo dopo, siamo atterrati a Skukuza, uno degli aeroporti che serve il parco Kruger, il principe dei parchi sudafricani. Per questo viaggio in Sudafrica, noi abbiamo deciso di soggiornare in un hotel fuori dal parco, sebbene al suo ingresso principale, e affidarci a tour organizzati ogni giorno. Le alternative non mancano, come soggiornare nei lodge del parco o delle riserve private, meno economiche. Ci sono ovviamente pro e contro di ogni scelta, quindi vi consigliamo di valutare in base alle vostre priorità. I tour operator che organizzano escursioni nel parco, dove è possibile fare anche self-drive, non mancano, ma vi consigliamo di affidarvi al vostro hotel per farlo. Noi abbiamo deciso di fare tour sia la mattina che il pomeriggio sperando di avere più chance di avvistare quanti più animali possibili.

MPUMALANGA E PANORAMA ROUTE

Abbiamo deciso di lasciare un giorno il Kruger per addentrarci nell’interno della regione del Mpumalanga verso il Limpopo, la regione più a nord-est del Sudafrica. Noi ci siamo affidati ad un tour organizzato, con un autista e guida che ci ha condotti per i punti più famosi della Panorama Route. Tra le mete più spettacolari di questo tour citiamo God’s Window, che rappresenta uno dei punti di osservazione più spettacolari che abbiamo visto. Se siete fortunati, la vista spazierà per decine di chilometri. L’ultima meraviglia è forse la più impressionante di tutte. I tre picchi chiamati “Three Rondavels” (termine che indica le capanne tipiche) si innalzano sul Canyon del Blyde River che scorre centinaia di metri più in basso, offrendo un panorama davvero mozzafiato.

INFO UTILI SUL VIAGGIO IN SUDAFRICA

  • Per entrare nel Paese serve il visto, ma vi verrà apposto al passaporto direttamente in aeroporto al vostro arrivo, senza costi aggiuntivi.
  • Sebbene non prevista nel conto, vi è l’usanza di offrire una mancia di qualche rand (la moneta locale) a camerieri, benzinai e tassisti. Solitamente anche se si paga con carta di credito, viene chiesto quanto si vuole pagare per aggiungere una mancia.
  • Pagare con carta di credito non è affatto un’utopia, e consente di non viaggiare con troppi contanti al proprio seguito. Qualche contante per le piccole spese è comunque sempre bene averlo, specie fuori dalle città.
  • Consigliamo di acquistare una SIM locale. Anche il solo traffico dati è sufficiente, ma serve per consultare mappe (il Paese è grande, e specie se fate un self-drive il gps è fondamentale) o prenotare un Uber in città. Negli aeroporti di Cape Town e Johannesburg (i due hub del Paese) trovate tranquillamente dove farla, come i negozi Vodacom, Cell C o MTN (la prima funziona meglio nelle aree più rurali, in caso siano parte del vostro viaggio in Sudafrica, le altre invece meglio in città o zone più densamente abitate).
  • Assicuratevi di avere 1-2 adattatori sudafricani, molto particolari e assolutamente necessari per ricaricare i dispositivi elettronici.
  • L’acqua del rubinetto è potabile praticamente dovunque nelle aree urbane, ma è consigliato chiedere sempre prima di berla.
  • I limiti di velocità in Sudafrica sono leggermente più bassi dei nostri, e praticamente tutti li rispettano. Ci sono diversi autovelox lungo le strade principali, e le multe sono salate.
  • Le regole del safari, soprattutto se si ha intenzione di farlo in self-drive, vanno rispettate scrupolosamente per evitare pericoli. In ogni parco, comunque, queste sono dettagliate in maniera chiara.
  • Anche in inverno australe portatevi spray antizanzare e crema solare, specie se vi spostate verso l’est del paese, dove meteo e temperature sono più estive che invernali.
  • Il paese è grande e diversificato anche in fatto di clima. L’inverno australe a Cape Town si sente, mentre nel Mpumalanga la temperatura è quasi estiva. Il periodo da maggio a Ottobre è il migliore per i safari nel sud, quando la stagione secca obbliga gli animali a spostarsi. La fine dell’estate australe (da febbraio a marzo in particolare) è invece indicato per Cape Town e la Garden Route (ma non per gli avvistamenti di balene, che sono maggiori nell’inverno australe).

E voi siete mai stati in Sudafrica? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Road trip in Alentejo e Algarve: cosa visitare e dove mangiare /road-trip-in-alentejo-e-algarve-cosa-visitare-e-dove-mangiare/ /road-trip-in-alentejo-e-algarve-cosa-visitare-e-dove-mangiare/#respond Thu, 29 Sep 2022 06:00:22 +0000 /?p=49779 State programmando il vostro road trip in Alentejo e Algarve? Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare, dove mangiare e dove alloggiare!

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Il Portogallo ci fa innamorare ogni volta: vi avevamo già deliziato con delle belle guide su Lisbona, Porto e su un viaggio in treno da Lisbona alla Spagna, e questa è la volta di raccontarvi del nostro road trip in Alentejo e Algarve: 20 giorni di puro relax, spiagge sterminate e cibo local che ci hanno letteralmente rimesso al mondo. Qui trovate tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare!

ROAD TRIP IN ALENTEJO E ALGARVE: COSA VISITARE

  • TAVIRA. Tavira è una cittadina attraversata da un fiume, visitabile molto velocemente ma con un bel mood, specie alla sera.
  • CACELA VELHA. Senza ombra di dubbio il nostro paesino preferito in zona, dove non c’è letteralmente nulla tranne qualche bar e un ristorante fenomenale in un’adorabile piazzetta di cui vi raccontiamo a breve.
  • LE SPIAGGE IN ZONA TAVIRA. Tutta la zona tra il confine spagnolo e Faro, area di Tavira compresa, è caratterizzata da lingue di terra, separate dalla terraferma da un tratto d’acqua che potrete percorrere in diversi modi, a seconda della spiaggia (sulle barche dei pescatori, sui battelli in partenza da Faro oppure, addirittura, in treno). Queste spiagge (Culatra, Farol, Armona) non sono spettacolari, l’acqua è tendenzialmente pulita senza però risultare speciale: la nostra preferita è stata Praia do Barril, a cui si accede, appunto, con un ‘magico’ trenino.
  • OLHÃO. Paesino di pescatori molto carino che può fungere anche da base, in alternativa a Tavira, per visitare la zona, se non amate il caos.
  • FARO. Con le sue vie acciottolate e lo stile neoclassico, Faro è anche sede dell’aeroporto dell’Algarve e per questo molto più trafficata e viva, per quanto carina. Godetevi una passeggiata al tramonto perdendovi tra le sue stradine!
  • ALMANCIL. Per un giretto nell’entroterra, vi suggeriamo questo paesino con la sua spettacolare Igreja de São Lourenço.
  • SAGRES. Il nostro posto del cuore probabilmente di tutta la vacanza, quello di cui, al ritorno, dici “ci ho lasciato un pezzetto di cuore”. Mood molto rilassato, un po’ californiano, pieno di surfisti e giovani sportivi in cui si sta una favola.
  • LE SPIAGGE TRA SAGRES E TAVIRA. Questa parte di litorale è il cuore dell’Algarve ed è letteralmente disseminato delle più celebri spiagge. Per aiutarvi nella vostra selezione, quelle che ci sono piaciute più di tutte tra le molte che abbiamo visitato sono state: Praia Nova e Praia de Nossa Senhora da Rocha, Praia da Marinha (da cui si possono visitare anche le grotte di Benagil), Praia do Camilo (ma giusto per un saltino e una foto perché è minuscola e affollatissima in qualsiasi stagione), e Praia do Zavial (il cui ristorante non è male, noi ci abbiamo mangiato un ottimo frango, ovvero il pollo arrosto).
  • BURGAU. Adorabile paesino di pescatori in cui fare un piccolo pit stop, anche solo per un tuffo e un pranzo veloce.
  • LAGOS, FERRAGUDO, PORTIMÃO, CARVOEIRO, ALBUFEIRA. Questo poker di cittadine rappresenta l’Algarve più inflazionato, verso cui si dirigono le orde dei turisti, specie quelli inglesi. Fuori stagione, non abbiamo dubbi, possono essere molto piacevoli, ma in agosto sono decisamente l’epicentro del caos, che noi non amiamo. Dunque, se siete in vena di far festa, tenetele presente, ma al contrario secondo noi potete serenamente evitarle oppure farci giusto un saltino.
  • LE SPIAGGE TRA SAGRES E ZAMBUJEIRA DO MAR. Senza ombra di dubbio, questo pezzo del Portogallo è stato quello che abbiamo più apprezzato. Qui finisce l’Alentejo, che abbiamo scoperto risalendo verso Lisbona e che, rispetto all’Algarve, ha un turismo diverso, non così di massa, e conta su paesaggi spettacolari e anche su prezzi più contenuti. Non fatevi scappare per nulla al mondo la nostra spiaggia preferita di tutto l’Algarve, la sensazionale, unica Praia do Beliche, tanto per cominciare (e non perdetevi un bel pranzo al bar della spiaggia a base di delizioso pollo grigliato o di sardine…epico!). Altre spiagge meritevoli sono Praia da Cordoama, Praia do Amado, Praia da Arrifana (splendida e perfetta se volete fare surf, ci sono diverse scuole che permettono di provare anche a chi è alle prime armi e anche al suo ristorante si mangia bene), Praia de Monte Clérigo (tramonto incredibile, una delle nostre preferite), Praia de Odeceixe e Praia do Carvalhal.
  • IL TRAMONTO A CABO DE SÃO VICENTE. Controllate per bene l’orario del tramonto, vestitevi (non stiamo scherzando, sulla strada per il faro vendono dei ponchi visto che tira sempre un vento gelido), portatevi una bella birretta e godetevi uno dei tramonti più spettacolari di sempre, all’estremità sud-occidentale dell’Europa continentale.
  • LA ZONA DI ALJEZUR e DEL PARQUE NATURAL DO SUDOESTE ANTEJANO E COSTA VICENTINA. Concentratevi su questa zona, in particolare, e battetene per bene la costa, perché tra radure incontaminate, dune e paesaggi mozzafiato, vi regalerà sicuramente molte gioie.
  • VILANOVA DE MILFONTES e ZAMBUJEIRA DO MAR. Altri due paesini carini dove potete spezzare il viaggio sono Vilanova de Milfontes e Zambujeira do Mar, con le vicine, comode e belle Praia das Furnas e Praia do Malhão.
  • PORTO COVO E SINES. Il nostro preferito, però, è il paese di Porto Covo, adorabile nella sua semplicità, con gli edifici tutti colorati e un’atmosfera davvero piacevole. In zona ci sono diverse spiagge che meritano uno stop, tra cui, su tutte, Praia da Samoqueira, con le sue grotte e le piscine naturali: un sogno! Sempre in zona, potete andare a cena a Sines, di cui vi lasciamo alcuni consigli più in basso.
  • COMPORTA. Se volete spingervi ancora più a nord, nelle vicinanze di Lisbona e buon retiro, a quanto pare, della borghesia cittadina, potete fare un giretto a Comporta, con le sue boutique über chic, come Rice di Marta Mantero, in cui fare shopping sia per la vostra casa che per l’armadio. Nei paraggi, la penisola di Troia offre dei paesaggi piuttosto indimenticabili: noi vi suggeriamo uno stop alla sterminata e selvaggia Praia da Malha da Costa e un giro a cavallo al maneggio Cavalos na Areia, che rimarrà forse il ricordo più prezioso di questo road trip.
  • SETUBAL. Un po’ per onorare Josè Mourinho, un po’ per curiosità, noi ci siamo spinti addirittura fino a Setubal (che potete raggiungere o in traghetto da Troia oppure circumnavigando appunto la penisola, in auto). Purtroppo i giorni di Ferragosto, però, non sono stati clementi, e non siamo nemmeno riusciti a raggiungere, causa code e penuria di parcheggi, posti nella nostra wishlist come Portinho da Arrábida o Praia de Galapinhos, che sembravano molto belli. Speriamo voi sarete più fortunati, in ogni caso sappiate che si tratta di zone parecchio turistiche quindi fate attenzione ai giorni!

ROAD TRIP IN ALENTEJO E ALGARVE: DOVE MANGIARE

  • CASA DA IGREJA (CACELA VELHA). Uno dei posti più carini e con il miglior pesce di tutta la vacanza. Accomodatevi su una delle panche nella bellissima piazzetta di Cacela Velha e ordinate, potendo, di tutto: ostriche, vongole, cozze, gamberi, oppure il tagliere di salumi locali. Non si può prenotare ed è sempre pieno, quindi cercate di andare fuori dagli orari di punta oppure mettetevi nell’ottica di una lunga coda. Costo medio sui 20€.
  • COME NA GAVETA (TAVIRA). Buon posto per qualche tapas ‘alla portoghese’, tra cui polpo fritto e ceviche. Costo medio sui 25€.
  • CHA CHA CHA (OLHÃO). Adorabile ristorante tra i vicoli di Olhão, con un menu molto interessante con un sacco di ricette anche vegetariane e tantissime verdure (non succede spesso in Portogallo). Siamo stati molto bene, consigliatissimo. Costo medio sui 25€.
  • TONEL BEACH BAR (SAGRES). Atmosfera super chill per una birretta al tramonto, lo abbiamo amato forte anche perché è uno dei pochi bar veramente quasi sul mare in Portogallo (normalmente, credo a causa delle maree sono collocati ben lontani).
  • A SAGRES (SAGRES). Ottimo ristorante, spartano ma piacevole, in cui abbiamo provato una delle ricette tradizionali, l’arroz de pata roxa, un riso bello bagnatino, quasi a mo’ di zuppa, con un pesce morbido e saporitissimo. Da leccarsi i baffi. Costo medio sui 20€.
  • CAFÉ ALTINHO (SAGRES). Se vi piacciono i bar di paese, con gli anziani attorno al biliardo, potete fermarvi in questo bar di paese per eccellenza per una birra o per un ultimo aguardiente come il medronho, il liquore più servito in Algarve.
  • FERMENTO (SAGRES). Ottimo ristorante gestito da due ragazze italiane in cui mangiare bene, con qualche influenza di ‘casa nostra’, e bere anche meglio. Costo medio sui 40€.
  • MARIGIL (RAPOSEIRA). Poco distante da Sagres, non perdetevi questo ristorante super tipico, ad adorabile conduzione familiare, in cui provare la specialità local per eccellenza: la cataplana (da prenotare rigorosamente al telefono al momento della prenotazione). Qui abbiamo trovato anche i percebes e i dolci, anche loro erano qualcosa di fenomenale. Imperdibile. Costo medio sui 25€.
  • SITIO DO FORNO (CARRAPATEIRA). Bel ristorante vista mare a qualche centinaio di metri da Praia do Amado. Noi abbiamo preso una bella fetta di carne alla portoghese, cioè sormontata da uova e patate. La leggerezza è un’altra cosa, ma come dire, va provata per cultura. Costo medio sui 20€.
  • A AZENHA DO MAR (BEJA). Uno dei migliori posti per una cena di pesce a un prezzo molto onesto. Noi qui abbiamo provato la Sapateira, ovvero il miglior granchio mai mangiato in vita nostra. Non si può prenotare e c’è sempre fila, quindi organizzatevi di conseguenza. Costo medio sui 20€.
  • CAFÉ PALINHAS (BEJA). Se non trovate posto da A Azenha do Mar, fate qualche passo e proseguite fino a questo café molto spartano ma con una vista invidiabile. Noi abbiamo amato cenare qui all’ora del tramonto, indimenticabile. Costo medio sui 20€.
  • VÁRZEA (ALJEZUR). Ottimo ristorante in cui cenare in un bel cortile verde; noi qui abbiamo provato un altro piatto della tradizione, il porco preto (maiale nero iberico), pasteggiando a sangria bianca. Costo medio sui 25€.
  • O SARGO (ALJEZUR). Con una vista meravigliosa su Praia de Monte Clérigo, venite qui a cena all’ora del tramonto per dei piatti molto sfiziosi e creativi (cosa non frequentissima da queste parti) tra cui un ottimo ceviche. Costo medio sui 25€.
  • BOA VIDA SOCIAL CLUB (VALE DA TELHA). Se cercate un po’ di vita dopo cena, vi segnaliamo questo ostello molto carino in cui venire a bere una cosa mentre osservate gli skater fare su e giù in pista. Atmosfera giovane e rilassata, spesso si trova anche musica dal vivo. Tessera obbligatoria per accedere a 5€.
  • RETIRO DO ESCOVA (SANTIAGO DO CACEM). Osteria davvero verace in cui abbiamo provato finalmente il maiale all’alentejana, la cui peculiarità è accostare le vongole alla carne. Potrebbe sembrarvi cringe, ma era buonissimo. Costo medio sui 15-20€.
  • ALTINHO DO LOBO (SANTIAGO DO CACEM). Posto trovato completamente a caso, gestito da un ragazzo gentilissimo, in cui abbiamo mangiato la bife na pedra, carne cotta dai commensali direttamente al tavolo su pietra ollare e poi condita con salsine di vario genere. Eccellente. Costo medio sui 20€.
  • ADEGA DE SINES (SINES). Adega suuuper spartana gestita da una coppia di signori adorabili con lunghi tavoli condivisi in cui mangiare pollo, spiedini, feijoada e carne alla griglia a basso prezzo. Costo medio sui 15-20€.
  • SEAFOOD LOVERS (SINES). Ottimo posto per una cena a base di pesce un po’ curata e fantasiosa. Costo medio sui 35€.

ALTRI RISTORANTI DEGNI DI NOTA CHE CI ERANO STATI CONSIGLIATI MA IN CUI NON SIAMO RIUSCITI A MANGIARE:

*Chà Com Agua Salgada (zona Tavira)
* Ti Maria Tapas & Garrafeira (Tavira)
* Petisqueira Belmar (Tavira)
* Tasca O Galo (Olhão)
* Alameda (Faro)
* Al-Ria (Faro)
* Copos&Petiscos (Albufeira)
* Prazeres (Albufeira)
* Rolha Wine Bar (Porches)
* Jukebox Tapas (Lagos)
* Casinha do Petisco (Lagos)
* Arc da Velha (Lagos)
* A Sereia (Sagres)
* A Tasca (Sagres)
* Adega dos Arcos (Sagres)
* Eira do Mer (Vila do Bispo)
* O Paulo (Aljezur)
* Naperon (Odeceixe)
* Assador Altinho (Odeceixe)
* Sol Dourado (Beja)
* O Sacas (Zambujeira do Mar)
* A Barca Tranquitanas (Zambujeira do Mar)
* Destilaria do Ferrador (São Luìs)
* Monte da Vinha (Santa Cruz)
* Dona Bia (Comporta)

ROAD TRIP IN ALENTEJO E ALGARVE: DOVE ALLOGGIARE

  • QUINTA DOS PERFUMES (Tavira), esterni splendidi (con piscina meravigliosa), stanza migliorabile, nel complesso una buona esperienza.
  • CASA AZUL (Sagres), sistemazione comodissima a un’ottima qualità-prezzo.
Alentejo e Algarve cosa vedere dove mangiare
Un’immagine di Teima | © Caterina Zanzi
  • CRAVEIRAL FARMHOUSE (S.Teotonio), molto bello ma un po’ costoso per quello che è (colazione incredibile, però, due piscine, tante biciclette, animaletti simpatici ovunque e bar con ristorante all’interno).
  • TEIMA (S.Teotonio), non saremmo mai andati via, stupendo, stupendo, stupendissimo.
  • OCTANT SANTIAGO DO CACEM (zona Sines), molto deludente, non lo consigliamo.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI:

  • Il nostro road trip in Alentejo e Algarve è durato in totale 18 notti.
  • Abbiamo volato sulla tratta Orio al Serio-Faro all’andata, con Ryanair, e sulla tratta Lisbona-Malpensa al ritorno, con EasyJet.
  • Le nostre tappe sono state: Tavira (3 notti), Sagres (5 notti), S. Teotonio (6 notti), Santiago do Cacem (4 notti).
  • Abbiamo noleggiato, tramite il sito di Rental Cars, la nostra auto, una Renault Capture con la compagnia Ok Rent a car e ci siamo trovati molto bene.
  • Fatta eccezione per alcuni tratti, le autostrade portoghesi sono a pagamento, ma non tramite caselli: per comodità, vi suggeriamo di noleggiare la vostra Via Verde al momento del ritiro dell’auto, una sorta di Telepass che vi farà viaggiare in serenità.
  • Tutte le spiagge portoghesi hanno chilometri di spiaggia libera, a cui si sovrappongono dei punti a pagamento (a cifre irrisorie, mai più di 12 euro per due lettini e un ombrellone per tutta la giornata), per chi preferisse la spiaggia attrezzata a quella selvaggia.
  • La maggioranza delle spiagge hanno almeno un piccolo bar per rifocillarvi (controllate in ogni caso sempre) o acquistare acqua, e da una cert’ora in poi troverete anche degli angeli a distribuire i celebri Bola de Berlin, cioè dei meravigliosi bombolini, con crema o senza.
  • I ristoranti, in genere, è meglio prenotarli con qualche giorno di anticipo; considerate, inoltre, che difficilmente si trova qualcosa di aperto oltre le 21/21.30, quindi regolatevi di conseguenza.
  • Spesso abbiamo trovato i pos ma spesso no (molti esercizi pubblici si appoggiano ai circuiti portoghesi e non accettano Visa o Mastercard), per cui assicuratevi di avere sempre qualche contante con voi.
  • Controllate il vento e le maree e scegliete la vostra spiaggia di conseguenza, di modo da non rovinarvi la giornata di mare.
  • Nelle nostre stories in evidenza “Portogallo” su Instagram trovate tutto il reportage!

E voi siete avete mai fatto un road trip in Alentejo e Algarve? Avete altri consigli da darci? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Qui trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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Road trip in Scozia: 10 castelli da vedere assolutamente /road-trip-in-scozia-10-castelli-da-vedere-assolutamente/ /road-trip-in-scozia-10-castelli-da-vedere-assolutamente/#respond Wed, 28 Sep 2022 06:00:14 +0000 /?p=43262 Avete in programma un road trip in Scozia? Qui trovate tantissimi consigli per il vostro itinerario tra i suoi castelli fiabeschi!

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La Scozia è un paese magico popolato da oltre duemila castelli: se state pianificando un viaggio in questa terra, in questo articolo vi raccontiamo del nostro tour tra i castelli scozzesi più famosi e fiabeschi. Noi siamo partiti da Edimburgo facendo un viaggio ad anello in senso antiorario tra paesaggi mozzafiato e natura incontaminata: ecco tutti i dettagli del nostro road trip di una settimana in Scozia!

UNA SETTIMANA IN SCOZIA: 10 CASTELLI DA NON PERDERE

I CASTELLI DI EDIMBURGO E STIRLING

Edimburgo è la capitale della Scozia e anche il nostro punto di partenza per questo road trip. La storia della città risale al Medioevo, quando era inizialmente una fortezza posizionata su Castle Rock, antico vulcano estinto. Visitando il Castello di Edimburgo, si nota come la sua posizione (è il più alto dell’odierna città!) fosse perfetta per dominare la vallata e fornire protezione agli abitanti. La visita al castello vale davvero la pena, qui, infatti, potrete ammirare una vista mozzafiato e anche i gioielli della Corona scozzese che sono conservati al suo interno. Vi consigliamo di andare la mattina presto per evitare le ore di punta. Noi per questa tappa abbiamo alloggiato nello storico The Scotsman Hotel, proprio nel centro città.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Edimburgo | © Getty Images

Dopo la visita al castello, percorrete di nuovo il Royal Mile, la strada che lo collega al centro città, ed esplorate Edimburgo a piedi. Se siete amanti dei libri, passate da Armchair Books, adorabile negozio dove libri usati e vintage si mescolano in un labirinto di scaffali, creando un ambiente caldo e raccolto. Vi accorgerete subito del perché è così visitato e instagrammato!

Dirigetevi poi verso il bucolico Dean Village che si snoda lungo il fiume Water of Leigh, nella zona nord-ovest della città. Storicamente il quartiere era un importante centro industriale di produzione di farina, che utilizzava l’acqua del fiume per fornire energia ai suoi numerosissimi mulini. Il punto migliore per ammirarlo è Water of Leith Walkway, all’entrata del quartiere, dove vedrete anche Well Court, l’edificio simbolo delle abitazione operaie e risalente al 1880. Nelle vicinanze potrete anche visitare la Dean Gallery e la Scottish National Gallery of Modern Art.

Per mangiare un boccone a pranzo ci siamo fermati da Dishoom, ottimo ristorante indiano che ha numerosi punti anche Londra. Noi ci siamo divisi alcuni piatti tipici come i samosas, i tikka di verdure o carne e il naan all’aglio che davvero non basterebbe mai.

Road trip di una settimana in Scozia
Dean Village | © Elena Mariotti

Una volta conclusa la visita del centro città, eccoci al secondo castello del tour: il Castello di Stirling, che si trova a circa un’ora di macchina da Edimburgo. Uno dei più grandi e famosi della Scozia, lo vedrete ergersi maestoso su una roccia di origine vulcanica che si affaccia sul fiume Forth, offrendo una vista strepitosa sulla verde campagna scozzese. Storicamente è stato sia residenza della famiglia reale scozzese, sia una vera e propria fortezza. Le sue prime tracce risalgono al XII secolo e durante la sua storia ha avuto innumerevoli proprietari (otto di loro solo durante i cinquant’anni delle Guerre di Indipendenza). La Great Hall, ampia sala adibita a banchetti e ricevimenti, è la più grande mai costruita in tutta Scozia e una delle stanze più belle.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Stirling | © Wikimedia

Per vivere un’autentica esperienza scozzese ci siamo fermati nel paesino di Pitlochry, al Pine Trees Hotel Pitlochry. Questa stupenda casa di campagna tradizionale, completamente ristrutturata, è immersa nel verde. Noi abbiamo cenato al Garden restaurant, interno all’hotel, che serve piatti di cucina inglese e locale. Concludete la serata con un bel bicchiere di Scotch Whisky seduti vicino al caminetto, in vero spirito scozzese!

I CASTELLI DI BLAIR, BRAEMAR E BALMORAL

Iniziamo ad addentrarci nel Cairngorms National Park, poco distante da Pitlochry, per visitare il Castello di Blair.
Il castello nasce nel 1269 e rimane proprietà della famiglia Atholl per sette secoli, subendo espansioni e cambiamenti. Le ben 19 generazioni che si sono susseguite, sono state testimoni di innumerevoli avvenimenti storico-politici durante il periodo medioevale (476–1492), l’Epoca georgiana (1714–1837) e vittoriana (1837–1901). Al suo interno ci sono 30 stanze arredate con mobili, dipinti e cimeli che le generazioni Atholl hanno collezionato e che ci permettono oggi di immergerci nelle loro vite passate.

Il Castello di Braemar si trova invece nell’Aberdeenshire, sempre all’interno del Cairngorms National Park. Costruito nel 1628 dal Conte di Mar come casa di famiglia e fortezza, dal 2007 è gestito dalla piccola comunità locale. Nonostante le apparenti dimensioni contenute, al suo interno ospita una grande sala da pranzo, una sala per dipingere, una sala per la colazione e bagni di epoca vittoriana, per un totale di 12 stanze visitabili. Dal 2021 è iniziato il suo graduale restauro e noi siamo riusciti a visitarlo prima dell’attuale chiusura temporanea, dettata dai lavori della facciata esterna. Sembra che la riapertura sia prevista per luglio 2023.

Prima di proseguire con il road trip, ci siamo fermati per pranzo nell’omonima cittadina di Braemar per pranzare al The Flying Stag, il pub del bellissimo hotel di lusso Fire Arms. Il menu serve tutti piatti di cucina tradizionale, dal fish and chips, ai burger di carne scozzese ma anche qualche piatto vegetariano.

Non si può certo non fermarsi al Castello di Balmoral, dimora estiva (e la preferita) della appena scomparsa Regina Elisabetta II di Inghilterra. Il castello che vediamo oggi risale al 1856 e sostituisce una versione precedente di dimensioni più piccole. Per un totale di 50mila acri e di 150 stanze, incarna uno dei luoghi più frequentati non solo dalla Regina, ma da tutta la famiglia reale. Al momento rimane chiuso al pubblico per lutto nazionale ma appena riapre vale davvero la pena visitarlo!

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Balmoral | © Visit Scotland Page

Abbiamo poi concluso la giornata portandoci sulla costa nord-orientale e fermandoci a Stonehaven. Questa cittadina, originariamente un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una meta turistica e balneare molto frequentata. Fate due passi per le vie del centro fino al porto pittoresco, dove troverete ampia scelta di bar e ristoranti per la cena. Noi abbiamo scelto lo storico The Ship Inn per un delizioso fish and chips. Abbiamo anche provato l’haggis: tipico pudding scozzese fatto con un mix di interiora di pecora, all’interno dello stomaco della pecora stessa. Lo sappiamo, un po’ hardcore ma che, se ve la sentite, vale la pena provare. Per la notte ci siamo fermati in questo cottage con vista porticciolo.

Road trip di una settimana in Scozia
Stonehaven | © The Ship Inn

I CASTELLI DI DUNNOTTAR E CAWDOR

Abbiamo iniziato la giornata seguente visitando il Castello di Dunnottar, nonché uno dei nostri preferiti, situato su una roccia che affaccia sulle fredde acque del Mare del Nord. L’impatto visivo delle rovine è fiabesco e a dir poco affascinante. Quello che ne rimane infatti, sono solo i resti delle stanze risalenti al XV-XVI secolo, ma possiamo collocare all’inizio del Medioevo il periodo originale di costruzione. Ci si arriva percorrendo un breve sentiero a piedi dove si riesce ad ammirare non solo la bellezza del castello, ma anche la natura circostante.

Prima di proseguire con le tappe del viaggio, abbiamo fatto un pit-stop ad Aberdeen, famosa per la pietra di granito di estrazione locale utilizzata per costruire tanti edifici storici londinesi, come le Houses of Parliament. Per pranzo siamo stati al Moonfish Cafe, dove abbiamo preso delle buonissime cozze e alcuni piatti di pesce, che sono il loro forte. Anche la carta delle bevande è molto interessante, oltre alla classica sezione “vino”, hanno una carta dedicata al “gin”. Se siete amanti di un bel Gin Tonic, qui potrete sbizzarrirvi.

Risalendo lungo la costa per un paio d’ore circa, siamo arrivati al Castello di Cawdor, a dieci minuti dal villaggio marittimo di Nairn. Secondo la leggenda, fu costruito nel 1372 attorno ad un albero di agrifoglio ancora visibile nella zona delle prigioni. Il suo fascino romantico è accentuato dalla presenza di tre bellissimi giardini visitabili: il Flower Garden, risalente al 1710; il Walled Garden, l’originale giardino utilizzato per le piante aromatiche e il più antico che ospita ad oggi un labirinto di circa 1200 piante di agrifoglio; e infine il Wild Garden, un giardino più nascosto che ospita alcune rare specie tibetane. La peculiarità del Castello di Cawdor, è che la famiglia Cawdor ne è proprietaria da oltre 600 anni. Durante i mesi invernali, quando viene chiuso al pubblico, lo abitano tuttora.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Cawdor | © Elena Mariotti

Una volta terminata la visita, ci siamo diretti a Nairn, un altro villaggio di pescatori che affaccia sul Mare del Nord, vicino alla baia di Inverness. Dicono sia uno dei posti più soleggiati di Scozia, noi chiaramente abbiamo trovato nuvoloso!
La lunga spiaggia è perfetta per una passeggiata in riva al mare, ma l’acqua però è decisamente fredda per poter fare il bagno. Dopo aver fatte due passi lungo il porticciolo e la costa, ci siamo concessi qualche ora rilassante nel centro termale del nostro hotel. Il Golf View Hotel & Spa ha una posizione imbattibile vista mare e al suo interno uno dei migliori ristoranti della zona, il ristorante Hickory. Per concludere la giornata abbiamo cenato nella sua veranda sul mare a base di piatti tipici scozzesi: un succulento burger di carne scozzese e un trancio di salmone.

Road trip di una settimana in Scozia
La spiaggia di Nairn | © Elena Mariotti

I CASTELLI DI INVERNESS, URQUHART E EILEAN DONAN

Inverness è la città più famosa delle Scottish Highlands, catena montuosa che ricopre l’area nord-occidentale della Scozia. Ci troviamo sulla foce del fiume Ness, dove si incontra con la baia di Moray Firth. Proprio lungo il fiume si trova il Castello di Inverness, in cima a Castle Hill, unico rispetto agli altri nel suo colore rossastro dato dalla pietra arenaria.
Lo stile vittoriano attuale risale al 1836 per mano dell’architetto William Burn, ma le prime versioni dell’edificio risalgono all’XI secolo. Del periodo medioevale rimane solo una ridotta parte della cinta muraria. Il castello fino al 2020 è stato utilizzato come sede del Tribunale e i servizi annessi, ad oggi però non è ancora visitabile; un corposo progetto di sviluppo lo renderà tale in futuro, ma potrete godere di una bellissima vista panoramica a 360 gradi sulla città dal Castle Viewpoint.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Inverness | © Elena Mariotti

Proseguendo con il tour, ci siamo diretti verso il celebre Loch Ness, il lago lungo ben 37km che, secondo la leggenda, ospita il mostro Nessie. Costeggiandolo ci sono molti punti panoramici dover potersi fermare e ammirare le sue acque scure e profonde. Il Castello di Urquhart, o meglio le sue rovine, che si affaccia sul lago, era uno dei castelli più grandi di Scozia. Purtroppo è stato fatto esplodere dalle truppe governative durante la Rivolta Giacobita, ed oggi si possono soltanto immaginare le sue stanze maestose. Per raggiungerlo basta continuare lungo la strada della valle Great Glen, famosa per i suoi panorami e che arriva fino a Fort William.

Per pranzo ci siamo fermati proprio a Fort William, in uno storico ristorante di pesce costruito su un pontile con vista Loch Linnhe, il lago locale. Crannog prende il nome da antichi insediamenti dei Celti in Scozia e Irlanda, che affacciavano sui laghi e gli abitanti vivevano di pesca. Il menu è interamente di pesce, avrete solo l’imbarazzo della scelta, noi però vi consiglia il Cullen Skink, una cremosa zuppa di patate, cipolle e eglefino (pesce simile al merluzzo).

L’ultimo castello che abbiamo visto ci ha portati nella parte occidentale delle Highlands scozzesi. Il Castello di Eilean Donan si trova su una piccola isola, nel punto in cui confluiscono tre laghi: Loch Duich, Loch Long e Loch Alsh. A dir poco stupendo, e uno dei più visitati di Scozia, la sua costruzione risale alla metà del XIII secolo ma durante la sua storia ha subito alterazioni e danneggiamenti, soprattutto durante l’ascesa dei Giacobiti nel 1719. Lo stato attuale del castello si deve alla famiglia MacRae, che acquistò l’isola nel 1911 e dopo un lungo restauro aprì al pubblico nel 1932.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Eilean Donan | © Elena Mariotti

Per concludere la giornata, abbiamo raggiunto l’inizio della valle di Glencoe, dove ci siamo fermati per la notte al The Ballachulish Hotel. Nella zona c’è un’ampio numero di pub e ristoranti, noi abbiamo scelto il Glencoe Gathering dove abbiamo mangiato un buonissimo burger di carne scozzese (eh sì ancora) e bevuto birra a volontà.

LA VALLE DI GLENCOE

Sulla via del ritorno per Edimburgo, abbiamo percorso la strada A82 che attraversa tutta la zona di Glencoe, una delle strade panoramiche più belle di Scozia. Il percorso si snoda tra cime e vallate, perfetto per lunghe camminate o sciate nei mesi invernali. Il luogo è ricordato per il massacro di Glencoe nel 1692, quando 30 membri del clan dei MacDonald furono uccisi dal Governo scozzese. Oggi si possono ammirare ghiacciai, laghi, la Buachaille Etive Mor e tantissimi punti panoramici. I più visitati sono: Loch Tulla, Etive Beag e Three Sisters. Numerosi sono anche i percorsi di trekking quindi se voleste dedicare una giornata in più per farne qualcuno, consigliamo di organizzarvi con abbigliamento e scarpe adatte.

Road trip di una settimana in Scozia
Glencoe | © Elena Mariotti

Disclaimer sempre necessario: controllate bene in fase di pianificazione quali castelli sono aperti e se è necessaria la prenotazione. Non tutti i castelli sono aperti/permettono visite tutto l’anno, complice il clima freddo e spesso piovoso.

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Road trip di una settimana in Irlanda: cosa vedere e dove mangiare /road-trip-di-una-settimana-in-irlanda-cosa-vedere-dove-mangiare/ /road-trip-di-una-settimana-in-irlanda-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Thu, 14 Jul 2022 07:00:40 +0000 /?p=47651 Avete in programma un viaggio in Irlanda? Qui trovate tanti consigli per costruire il vostro itinerario perfetto tra meravigliosi panorami e cibo buonissimo!

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Visitare tutta l’Irlanda è un’impresa a cui bisognerebbe dedicare molti mesi: vista la durata media piuttosto esigua delle nostre vacanze estive, abbiamo iniziato a esplorarla con un percorso ad anello di una settimana, partendo da Dublino. Se anche voi state programmando un viaggio in questo paese, è il momento giusto per prendere appunti: ecco cosa vedere e dove mangiare in un road trip di una settimana!

GALWAY E CONNEMARA

Connmara Irlanda
Connemara | ©Alice Caprotti

Il parco nazionale del Connemara è uno spettacolo unico che vi farà capire fin da subito la magia dell’Irlanda. Come per tante altre zone di cui vi parleremo, se avete la fortuna di avere più giorni a disposizione potete approfittarne per fare escursioni a piedi e passeggiate nella natura. Altrimenti, con una macchina a noleggio potete tranquillamente cavarvela in un giorno fermandovi nei punti strategici: calcolate di dover percorrere circa 250km.

Partendo da Galway, la prima fermata è il Ross Errilly Friary, un monastero francescano del XV secolo sperduto nella campagna, molto suggestivo. Da qui, andate fino al villaggio di Cong, famoso per essere stato set di un film che ha vinto l’Oscar, A quiet man. Ci sono i resti della Cong Abbey e soprattutto la Monk’s Fishing House lungo il fiume.

Proseguite verso il lago Lough Nafooey e godetevi il panorama di dolci colline punteggiate da pecore e mucche. Valutate se fermarvi a Kylemore Abbey: per visitare la struttura e i giardini esterni dovete calcolare almeno 2 ore e mezza di stop. In alternativa, tirate dritto verso Clifden e la magnifica Sky Road, un piccolo giro ad anello di circa 12 km che parte proprio da qui. Arrivate fino alla costa e fermatevi a Dolphin Beach ad ammirare l’oceano; da qui poi potete iniziare il rientro verso Galway, passando per Maam Cross.

Famosa per i suoi pub e l’atmosfera un po’ hippie che si respira nel quartiere latino, Galway dà il meglio di sé dal tramonto in poi. Il nostro consiglio è andare almeno una sera in uno dei numerosi locali che offrono musica dal vivo, come O’Connor’s o Crane Bar.

DOVE MANGIARE

  • THE PURPLE DOOR CAFE. Ci siamo fermati in questo incantevole bar per un pranzo veloce durante il nostro giro del Connemara. Approfittate dei tavoli all’aperto con vista sul Killary Fjord.
  • JOHN KEOGH GASTROPUB. Tipico pub irlandese dove bersi una birra e cenare con pochi piatti, con qualche twist curioso, come il salame nel nostro piatto di pesce grigliato.
  • BLAKES BAR. Un pub ‘di livello’ che fa parte del pluripremiato ristorante Brasserie on the Corner. Consigliati tutti i piatti di pesce.
  • CAPONES. Comodo se come noi avete scelto un albergo fuori dal centro di Galway, Capones è un senza pretese che offre un menu ‘internazionale’ con qualche opzione italiana a cena.

ARAN ISLANDS

Solitarie, bellissime e battute dal vento: ecco le tre isole che compongono l’arcipelago delle Aran Island. Se come noi avete solo un giorno per visitarle, vi consigliamo di dedicarlo alla più grande delle tre, ovvero Inishmore. Prendete il traghetto da Rossavael, dove potete lasciare la macchina in un enorme parcheggio a pagamento e in 45 minuti sarete sull’isola. Comprate i biglietti con almeno un giorno di arrivo e siate puntuali: spesso partono anche con qualche minuto di anticipo!

Un panorama delle Isole Aran | © Alice Caprotti

Una volta sbarcati, vi consigliamo di prendere a noleggio una bicicletta elettrica per girarla con facilità, viste le altissime probabilità di beccare vento contrario: noi abbiamo scelto il primo che abbiamo trovato scesi dalla barca, Aran Bike Hire. La perla dell’isola è indubbiamente Dun Aengus: non tanto per il forte, risalente a più di 2000 anni fa, ma per il paesaggio pazzesco che si gode da qui. Scogliere a picco sul mare, senza protezioni, che vi lasceranno incantati. Se avete tempo per altre tappe, potete fermarvi alle Seven Churches o a alla bianchissima Kilmurvey Beach. Tornati al porto, fate un giro negli shop del posto se cercate qualche souvenir in lana: i maglioni delle Aran Island sono rinomati! Tenete conto che punti di ristoro sono presenti sono vicino ai monumenti più grossi, come Dun Aengus: se meditate di fermarvi in località più sperdute, munitevi di pranzo al sacco!

CLIFFS OF MOHER

Se non fosse per le orde di turisti che le affollano in ogni giorno dell’anno, le Cliffs of Moher sarebbero uno spettacolo di totale bellezza – soprattutto se le visitate in una (rara) giornata di sole. Il centro visitatori è ben organizzato, con gift shop e ristorante self service di cui finirete per usufruire in mancanza di alternative. Prendetevi almeno 2-3 ore per visitarle, visto che dal centro visitatori partono due passeggiate diverse. Quella a destra arriva fino alla O’Brien’s Tower, dove volendo potete salire, mentre quella a sinistra corre lungo le scogliere per oltre 5km. Peccato per i parapetti che sono stati costruiti lungo le passerelle principali e che rendono meno godibile il panorama. Potete valutare eventualmente anche di vederle dal mare, partendo dal molo di Doolin: solo se c’è una bella giornata, altrimenti le barche non escono in mare!

Black Head Irlanda
Black Head | ©Alice Caprotti
  • DUNGUAIRE CASTLE. Se come noi arrivate alle Cliffs of Moher da Galway, potete fare tappa in questo castello, che si trova in una posizione scenografica sull’oceano.
  • BLACK HEAD. Un’altra tappa meritevole è questo promontorio, dove c’è anche un faro, da cui si gode di un bel panorama sull’oceano. Si trova nel Burren National Park (dove ovviamente potete fermarvi se avete tempo) che vi offrirà un paesaggio molto diverso da quello che vedrete nella maggior parte dell’isola, più lunare e roccioso.
  • ADARE VILLAGE. Potete fare una breve deviazione andando o tornando da Killarney in questo paesino, dove potete ancora ammirare un gruppetto di cottage del XIX secolo col tetto di paglia.

DINGLE PENINSULA

Per esplorare la Dingle Peninsula, vi consigliamo di partire da Killarney. La parte più interessante è in realtà quella affacciata sulla Dingle Bay e l’oceano, mentre la zona a nord è poco battuta. Prima tappa è Inch Strand, una spiaggia infinita lunga 5 km che col sole si rivela in tutta la sua bellezza: se beccate una bella giornata potete fermarvi qui a fare un pic-nic o a prendere lezioni di surf. Dopodiché, arrivate fino alla cittadina di Dingle che dà il nome alla penisola: con il suo caratteristico porto di pescatori, è adorabile anche se piccolina.

Da Dingle parte lo Slea Head Drive, un giro ad anello di circa 50 km che potete percorrere tranquillamente in mezza giornata. Con il bel tempo, la strada lungo la costa è davvero stupenda: imperdibili sono le due punte di Slea Head e Dunmore Head, il punto più occidentale dell’Irlanda. Se avete più tempo a disposizione, potete fare un’escursione in barca alle Blasket Islands partendo da Dunquin. In caso di maltempo, potete rifugiarvi al Celtic & Prehistoric Museum, che custodisce il più grande cranio intero di mammuth al mondo. Non imperdibili, ma utili come tappe intermedie sono il Dunbeg Fort, risalente all’Età del Ferro, e i curiosi Fahan Beehive Huts, antichissime capanne a forma di alveare con muratura a secco. Tornando a Killarney, attraverserete il Connor Pass, il passo più alto d’Irlanda: se c’è bel tempo, vi godrete un panorama mirabile.

RING OF KERRY E KILLARNEY

Irlanda
La vista da Valentia Island | © Alice Caprotti

Il Ring of Kerry è il nome dato ad uno spettacolare percorso ad anello che si snoda per 179km attraverso la penisola di Iveragh e che in macchina potete percorrere in una giornata. Dovete decidere se volete percorrerlo in senso orario o antiorario: in entrambi i casi, il punto di partenza è ancora la cittadina di Killarney. La strada è molto stretta e visto che i pullman turistici la percorrono sempre in senso antiorario, noi abbiamo deciso di fare lo stesso, così da non rischiare incontri scomodi. Certo è che, vista la guida a sinistra, percorrendolo in senso orario avrete sempre il mare dalla vostra parte: pensateci bene!

La prima parte del percorso è quella meno emozionante: le tappe più significative sono il paesino di Killorglin e il vecchio viadotto ferroviario fuori Cahersiveen. La prima vera perla che incontrerete è Valentia Island: qui abbiamo lasciato la macchina alla base della collina e fatto una passeggiata fino a Telegraph Field. Dovete assolutamente salire anche sulla Geokaun Mountain (se si ha poco tempo, si può fare anche in macchina), il punto più alto dell’isola che offre un panorama mozzafiato sulle vicine Fogher Cliffs.

Di fronte a Valentia Island c’è Portmagee, famosa per la sua via centrale piena di case colorate ma soprattutto per essere il punto di partenze delle escursioni in barca alle Skellig Islands. Se volete scendere sulle isole, sappiate che parte solo una crociera al giorno ed è da prenotare con mesi di anticipo. Altrimenti, ci sono diverse escursioni che girano intorno alle isole senza fermarsi, ed è quella che abbiamo scelto noi. Il tour dura circa 2 ore e mezza e il mare è abbastanza mosso: se soffrite molto la barca, valutate bene se farlo! Possiamo certamente dirvi che le isole sono uno spettacolo davvero unico. Vicinissimo a Portmagee ci sono le Kerry Cliffs, che secondo noi rivaleggiano con le più famose Cliffs of Moher: sono molto più corte ma il percorso a piedi consente di vederle più da vicino e di apprezzarne meglio la maestosità.

Da qui inizia lo Skellig Ring, che indica fondamentalmente la parte di Ring of Kerry che si affaccia sull’oceano: è indubbiamente la parte con i paesaggi più belli (e le strade più tortuose!). Le ultime tappe meritevoli sono la località balneare di Waterville e Caherdaniel: se non soffrite il freddo, potete valutare di fermarvi in una delle spiagge lungo la strada per fare un bagno. Tornando a Killarney, passerete da Moll’s Gap, un passo di montagna dove si trova Ladies’ View: un punto panoramico molto bello da dove potete ammirare tutta la valle fuori da Killarney. Punto di partenza strategico per visitare il Ring of Kerry e la Dingle Peninsula, Killarney è davvero piacevole. Vi consigliamo di dedicarle almeno un paio d’ore per passeggiare nell’immenso Killarney National Park e visitare il Ross Castle, poeticamente affacciato sul lago.

DOVE MANGIARE

  • PICKLE RICKS SEAFOOD AND BURGER BAR. Food truck nel centro di Dingle dove mangiare eccellenti hamburger e patatine fritte.
  • KITTY O’SE’S SEAFOOD AND GRILL. Ristorante di pesce in centro a Killarney dalle porzioni sostanziose: buonissime le cozze mariniere e discreto il fish&chips.
  • KHAO. Siamo tornati per ben due sere di fila in questo ristorante thailandese in centro a Killarney. Porzioni super abbondanti, prezzi onesti e un pad thai davvero buono.
  • THE MOORINGS. Pub (ma anche hotel) a Portmagee, proprio di fronte al molo di partenza delle crociere per le Skellig Island. Buone le zuppe e i fritti di mare.

CORK, KILKENNY E DINTORNI

  • CORK. Dopo tanti paesini e villaggi, sarete forse felici di arrivare a Cork, la seconda città più grande dell’Irlanda dopo Dublino. Noi ci siamo capitati in una tipica giornata irlandese, ovvero accompagnati da una fitta pioggia ininterrotta: questo ci ha impedito di goderci appieno la città, che però secondo noi ha del potenziale. Potete fare una passeggiata nel vivace quartiere di Shandon, visitare il Cork Butter Museum e l’English Market.
  • ROCK OF CASHEL. Affacciata sulla verde campagna del Tipperary, questa collina custodisce un sito storico davvero spettacolare. La fortezza è andata completamente distrutta, ad eccezione di una torre circolare, ma in compenso sono sopravvissuti diversi edifici religiosi: la grandiosa cattedrale e la Cormac’s Chapel, dove si sono conservati alcuni affreschi. Merita una visita anche solo per la vista!
  • KILKENNY. Probabilmente il prototipo perfetto della cittadina irlandese. Dedicate un paio d’ore al massimo alla visita dell’imponente Kilkenny Castle e riservate il resto del tempo a scoprire il ‘Medieval Mile”, il centro storico di epoca medievale, ma anche tutte le viuzze circostanti piene di negozi e caffé.
  • GLENDALOUGH. Uno dei siti monastici più suggestivi e importanti dell’Irlanda si trova all’interno del Wicklow Mountains National Park. La zona archeologica più ricca è subito all’ingresso, dopo il centro visitatori: non perdetevi la minuscola St. Kevin Kitchen, la Round Tower e la cattedrale. Se avete la fortuna di visitarlo in una giornata di sole, con una breve passeggiata tra i boschi potete raggiungere l’Upper Lake e rilassarvi (o addiritura fare il bagno). Con più tempo a disposizione, sappiate che da qui partono numerosi itinerari più lunghi. Una località davvero magica, forse anche grazie al suo essere in mezzo al nulla: premunitevi dunque con cibo e bevande!

DUBLINO

Tappa iniziale e finale di questo itinerario ad anello, Dublino è tranquillamente visitabile in un paio di giorni. Iniziate dal Trinity College: qui potrete visitare una delle biblioteche più antiche e affascinanti del mondo dove è custodito il famoso Book of Kells. Se siete appassionati di musei, questa è la zona giusta: vicino al Trinity potete visitare la National Gallery, il Museum of National History e il National Museum of Ireland. In alternativa, fate un salto alla statua di Molly Malone e fate una passeggiata lungo Grafton Street. Da qui potete arrivare facilmente al Dublin Castle, secondo noi più attraente da fuori, e visitare la maestosa Saint Patrick’s Cathedral, la cattedrale più grande d’Irlanda (ricordatevi di controllare gli orari delle messe!).

Imperdibile, secondo noi, è una camminata lungo il fiume Liffey, soprattutto al tramonto. In questo modo, riuscirete a vedere tutti i ponti caratteristici che lo attraversano, come l’Ha’penny Bridge, uno dei ponti di ghisa più antichi del mondo, o il Samuel Beckett Bridge progettato da Santiago Calatrava. Quando arrivate ai Docks potete decidere di andare a nord visitare l’Irish Emigration Museum oppure fare un giro in O’Connell Street, che con i suoi 49 metri di larghezza è una delle strade più grandi d’Europa. Oppure, verso sud, andate a gironzolare per il moderno quartiere dei Docks, pieno di uffici e palazzi scintillanti.

Fiume Liffey Dublino
Lungo il fiume Liffey | ©Alice Caprotti

La sera, tappa obbligata è il quartiere Temple Bar, pieno di bar e locali dove la birra scorre letteralmente a fiumi. A tal proposito, potete aggiungere al vostro tour della città anche una visita alla Guinness Storehouse, meta di pellegrinaggio di milioni di turisti ogni anno: scegliete tra le varie esperienze disponibili e prenotate con largo anticipo! Siete più tipi da whiskey? Allora virate verso la storica Old Jameson Distillery o la nuovissima Teeling Distillery.

DOVE MANGIARE

  • THE CEDAR TREE. Libanese nella zona di Temple Bar: buonissimo il loro Maghmour con ceci, melanzane e cipolle stufate accompagnate da riso.
  • THE WINDING STAIR. Adorabile ristorantino irlandese affacciato sul fiume: personale gentilissimo e cozze indimenticabili.

DOVE DORMIRE IN IRLANDA

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