Consigli – Conosco un posto https://godsgift.cyou Fri, 02 Oct 2020 11:12:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Consigli – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Vacanze in Giappone: tutto quello che devi sapere (e fare) prima di partire /vacanze-in-giappone-consigli/ /vacanze-in-giappone-consigli/#comments Wed, 09 May 2018 07:00:54 +0000 http://godsgift.cyou/?p=9777 State pensando di organizzare le vacanze in Giappone? Avete prenotato il volo ma sul resto siete dubbiosi? Qui trovate consigli e tutto quello che dovreste sapere prima di partire!

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Ad aprile sono stata in Giappone per una decina di giorni, in un viaggio incantevole che ha toccato Tokyo e Kamakura, Kyoto, Nara e Osaka. È stata una vacanza meravigliosa, in cui tutto è filato liscio molto più che altrove e non c’è stato inconveniente di alcun tipo: insomma, ce la siamo solo goduti! Questo risultato è stato raggiunto anche grazie a una preparazione abbastanza minuziosa – ma divertente – che ci ha permesso di non avere sorprese. Ecco tutti i miei consigli per le vostre vacanze in Giappone: qui trovate tutto quello che dovreste fare e sapere prima di partire.

* La domanda che mi hanno fatto più spesso al mio rientro è stata: “Ma hai organizzato tutto da sola?“. Sì, e lo rifarei mille volte ancora. Andare a Tokyo non è molto diverso dall’andare a New York, per dire, e seguendo questi consigli sarà una passeggiata organizzare tutto. Le agenzie, inoltre, spennano vivi senza offrire servizi incredibili: fate tutto da soli, spenderete la metà e sarete liberi di scegliere quello che vi interessa davvero.

* Iniziate a bloccare il volo, all’incirca 4 mesi prima potrebbe essere una buona soluzione per avere tariffe più basse. Da Milano l’unica compagnia che opera il diretto a Narita è Alitalia: 700 euro a/r direi che è un buon prezzo. All’andata ho volato in economy, al ritorno in premium economy, e mi sono trovata bene in entrambi i casi. Altrimenti, ci sono diverse altre compagnie che fanno scalo. Se farete un po’ di giri e volete evitare di dover tornare a Tokyo, potete cercare un multitratta (per esempio: arrivo a Tokyo, ripartenza da Kansai, che è vicino a Osaka), ma spesso così facendo i costi lievitano di molto.

* Per quanto riguarda gli hotel, consultate Booking ma controllate sempre sul sito degli alberghi stessi se per caso non ci siano promozioni e prezzi più convenienti: a me è successo e ho fatto un affare! A Tokyo ho soggiornato all’Hotel Century Towern di Shinjuku a Tokyo (super consigliato), mentre a Kyoto sono stata al Noku (buono ma un po’ caro per i servizi offerti). Controllate bene le recensioni: in generale gli hotel in Giappone dovrebbero essere super puliti ed equipaggiati, il problema semmai sono le dimensioni delle camere, molto più ridotte rispetto a quelle a cui siamo abituati in Europa.

* Valutate, a seconda dei viaggi in treno che farete, se vi conviene comprare il Japan Railway Pass (JPR) oppure no. Lo potete fare controllando le cifre per tratta sul sito (o la app) di Hyperdia. In generale, già solo se farete Tokyo-Kyoto A/R, vi potrebbe convenire. Potete decidere se attivarlo per 7, 14 o 21 giorni.

* Una volta acquistato il JRP (io l’ho preso qui, con spedizione a casa del voucher, e mi sono trovata benissimo) lo potrete ‘scambiare’ una volta arrivati in Giappone. Scambiarlo significa presentare a una delle biglietterie JR il vostro voucher, decidere il giorno esatto per cui attivarlo (fate bene i conti) ed eventualmente prenotare sin da quel momento i treni ad alta velocità (Shinkansen) che vi interessano (ve lo consiglio soprattutto nei periodi più affollati). Per utilizzarlo, vi basterà mostrarlo ai controllori all’ingresso dei tornelli delle linee JR. Lo scambio può avvenire in diverse stazioni a Tokyo e anche già al Narita Airport (dove però la fila a volte può essere lunga: io ad esempio l’ho scambiato a Shinjuku qualche giorno dopo il mio arrivo, ed è stato molto più rapido).

* Prenotate dall’Italia il vostro Pocket Wifi, una vera e propria manna (dal costo irrisorio, peraltro: meno di 60 euro per 11 giorni) per navigare in totale libertà per tutta la vostra vacanza. Si tratta di un piccolo dispositivo portatile, la cui carica dura tranquillamente un’intera giornata, che se associato anche a diversi smartphone vi permetterà di avere sempre internet con voi. Fondamentale. In alternativa, potrete acquistare una sim card, ma io ho preferito questa soluzione (l’ho prenotato sempre sul sito del JRP, e poi ritirato in aeroporto).

* Prevenire è meglio che curare: l’assicurazione sanitaria per un volo in Giappone è fortemente consigliata, perché senza copertura rischiereste di pagare molto nel caso vi succedesse qualcosa. Ci sono diverse compagnie che offrono questo servizio, e il costo a persona per una decina di giorni varia tra i 50 e i 100 euro, a seconda dei casi e delle tipologie scelte. Io mi sono affidata – abbastanza randomicamente – a Europ Assistance. Fortunatamente non ho dovuto testare il servizio, ma nella fase di stipula del contratto sono stati gentili e solerti. Ovviamente, potete decidere anche di integrare l’assicurazione sanitaria con una più generica assicurazione viaggio (che vi tutela, ad esempio, per il volo), ma ricordatevi che va fatta a ridosso della prenotazione dell’aereo.

* Controllate con la vostra banca che le vostre carte di credito siano abilitate a prelevare in Giappone. Tenete presente che difficilmente bancomat a circuito VPay funzioneranno, meglio le carte di credito Visa o la Mastercard. Io ho preferito andare in sicurezza e portarmi circa 500 euro da cambiare all’aeroporto di Narita (uno dei posti, a quanto pare, con il cambio più conveniente, al contrario di quanto si potrebbe pensare), e prelevare poi il resto là.

* Armatevi di tecnologia. Tra gli acquisti più intelligenti che possiate fare in vista del vostro viaggio in Giappone ci sono sicuramente due ‘strumenti’: gli adattatori (occhio che alcuni dei vostri aggeggi elettronici – per esempio la mia piastra e il mio phone – potrebbero non funzionare a causa del voltaggio diverso) e dei caricabatterie esterni con cui ricaricare i vostri dispositivi (smartphone e pocket wifi su tutti) nel caso si scaricassero durante il giorno.

* Scaricate le app che vi serviranno una volta là: io ho scaricato Hyperdia (per gli orari dei treni JR), TokyoSubway (per la metro a Tokyo), Tabimori (per il cambio e il meteo), JapanTaxi (per i taxi), e imprescindibile sarà avere Google Maps, naturalmente.

* Una volta in Giappone (eventualmente anche già all’aeroporto), acquistate una tessera ricaricabile per i mezzi (Suica o Pasmo), che vi servirà ovunque. Comodissima. Io l’ho ricaricata di 5mila yen (circa 40 euro), che mi sono bastati per 11 giorni perfettamente.

Vacanze in Giappone

La Suica Card | © Caterina Zanzi

* Un consiglio generico: studiate, studiate, studiate. Informatevi, leggete il più possibile. Chiedete pareri, e non limitatevi a una sola fonte. Io ho trascorso ore e ore nei mesi antecedenti alle vacanze sui forum, su TripAdvisor, su blog e guide. Ho comprato una Lonely Planet, ma vi consiglio di fare il grosso su internet. In particolare, ho trovato super utili il sito di Marco Togni e il gruppo Facebook Giappone per Tutti, collegato all’omonimo sito. Infine, l’ente nazionale del turismo giapponese è talmente pazzesco che, se compilate la richiesta a questo link, in una quindicina di giorni vi spedisce a casa mappe e brochure molto utili a vostra scelta!

* Una volta fatto il vostro piano, trasferitelo su Excel insieme a tutti i numeri utili e agli indirizzi, stampatelo e mettetelo su Dropbox per averlo sempre con voi!

* La nota dolente non così dolente: il costo. A far lievitare il prezzo di una vacanza in Giappone, a quanto ho avuto modo di sperimentare, sono il volo (prenotatelo con mesi di anticipo, io ho trovato a dicembre un A/R Alitalia – unica compagnia che opera il diretto da Milano – a 800 euro) e gli hotel di buon livello, il cui costo della camera doppia si aggira sui 150 euro a notte in alta stagione. Starà a voi deciderete quanti scali sarete disposti a fare e fino a quale categoria di hotel siete disposti a scendere per arginare il conto finale. Una volta là, comunque, la vita non sarà cara: come vi dicevo, si riesce a mangiare in buoni posti anche a 10 euro e i mezzi non sono più costosi che a Milano, anzi.


Questo è tutto quello che, secondo me, andrebbe saputo e fatto prima di partire. Qui di seguito, invece, trovate qualche riflessione personale che ho fatto al termine di questa incredibile vacanza.

* Troverete la fila più o meno da qualsiasi parte. Ma non sarà una fila ‘all’italiana’. Sarà ordinata, silenziosa, e soprattutto veloce. Ci saranno sempre persone addette a gestirla, e sarà tutto perfettamente orchestrato.

* Sarà tutto pulito. Nei camerini dei negozi, quando vi proverete i vestiti, dovrete levarvi le scarpe (cosa che ho adorato). Lo stesso in alcuni ristoranti, soprattutto se sarete sul tatami. I bagni pubblici saranno probabilmente più puliti di quelli di casa vostra, e in ognuno di essi troverete il famoso water ‘alla giapponese’ dotato di ogni funzione che vi possa venire in mente. Musica compresa per coprire i rumori. Geniale!

*  Vedrete tante persone in giro con la mascherina, soprattutto a Tokyo. Non sarà per l’inquinamento ma per un bel gesto verso il prossimo: quando sono malati, i giapponesi si proteggono così e soprattutto proteggono gli altri dal contagio. Alcuni pare la indossino anche per prevenire i germi in situazioni in cui il contagio è più probabile, per esempio in aereo o sui mezzi pubblici all’ora di punta.

* Ci si saluta sempre. ‘Konnichiwa’ lo sentirete dire e alla fine lo direte spessissimo. E si ringrazia sempre: ‘Arigato’ diventerà il vostro mantra.

* In generale, anche se con l’inglese si fa un po’ di fatica, le persone che fermerete nel caso vi servisse aiuto saranno tutte super disponibili e gentili. Quindi niente paura: mi è capitato con diverse persone che, nonostante non riuscissi a farmi capire, una volta mostrato loro l’indirizzo mi ci accompagnassero personalmente!

* Le cose, specie i soldi, ma anche i bigliettini da visita (di cui vanno pazzi) e le carte, vanno porte e ricevute con due mani, e non con una. Un bel gesto di rispetto.

* Non si fuma (né sigaretta elettronica né ‘classica’) da nessuna parte per strada, a parte nelle varie aree dedicate che, se fumate, imparerete a trovare (sono sempre un po’ nascoste, al massimo potete cercarne su Google Maps, o altrimenti sarà un bel momento per provare a diminuire). Al contrario, in tanti ristoranti ci si potrà accendere una sigaretta in tranquillità.

* Quando arrivate in un bar o in un caffè self service, potrete prima di tutto scegliere il vostro tavolo e apporvi sopra una targhetta. Questo significherà che avete prenotato il vostro tavolo, e che dove c’è già una targhetta non potrete sedervi.

* A Tokyo troverete negozi monomarca di qualsiasi marchio: ho adocchiato addirittura quelli di Caran D’Ache e di Victorinox, oltre a tutta una serie di negozi che in Italia ancora non ci sono (Uniqlo e Forever21 su tutti): potrete decisamente sbizzarrirvi. Oltre ai negozietti artigianali, tra le catene giapponesi più belle vi segnalo i nomi di Daiso e di Tokyu Hands.

* Nei ristoranti riuscirete a mangiare, e bene, anche con solo una decina di euro. L’acqua è gratis, e si mangia molto velocemente. Ho avuto l’impressione che non esista la cultura del rilassarsi più di tanto al ristorante e stare seduti anche un paio d’ore, come invece accade in Italia. Essendoci un grande turnover di persone, sono i ristoratori stessi ad avere piacere che i clienti mangino velocemente, diciamo in una mezzoretta: il servizio di conseguenza è super solerte e non mi è mai capitato di aspettare il mio piatto per oltre 5/10 minuti. Non ho mai prenotato, e complici anche le file ordinate di cui vi parlavo, ho aspettato fuori dai locali al massimo 30 minuti. Il consiglio rimane quello di non pranzare o cenare alle ore di punta (cioè all’una e tra le 7 e le 8 di sera).

* La cucina è leggerissima, non ho mai avuto problemi pur avendo provato di tutto e anche piatti più pesanti come il ramen, il tenpura e l’okonomiyaki, se paragonati a quelli assaggiati in Italia, sono risultati assolutamente digeribili. Se mangerete giapponese e camminerete tanto (io viaggiavo sulla ventina di chilometri al giorno), probabilmente tornerete a casa dimagriti.

* Tanti ristoranti non saranno su Google Maps o su Tripadvisor: imparerete a entrare a sensazione, ma considerate che più o meno ovunque dove cadrete, cadrete in piedi.

* Provate più cibi possibili e non fermatevi al sushi o al pesce crudo: oltre, c’è un mondo. Bisognerebbe stare un anno in Giappone per provare tutte le sue delizie, ma vi consiglio di non lasciarvi sfuggire questi piatti: ramen, okonomiyaki, takoyaki, soba, udon, tonkatsu, shabu shabu, carne di Kobe, Wagyu, yakitori, katsu curry. Come snack vi consiglio gli immancabili onigiri (soprattutto in treno come spuntino!) e i cracker di riso, che si chiamano senbei. Tra i dolci, assaggiate assolutamente i mochi e i warabimochi, il baumkuchen, i dorayaki, i melonpan, i dango, gli anpan e qualsiasi cosa al matcha troverete! Come bevande, non fermatevi alla birra e provate il sake e lo shōchū.

* Ad ogni angolo della città troverete dei dispenser automatici con all’interno ogni sorta di bevanda. L’acqua naturale sarà in minoranza, in confronto a tutte le bibite per cui i giapponesi vanno pazzi. Troverete di tutto, non capirete cosa sarà, e lo proverete lo stesso. Qualche esempio? Bibite proteiche, lattine con collagene, coca alla pesca, coca bianca con le fibre dentro, matcha caldo e freddo, yogurtini, pepsi rosa, acqua tonica, acqua e latte! Un’unica certezza: l’acqua naturale c’è anche in Italia!

* Il Giappone è disseminato di konbini, una sorta di minimarket aperti giorno e notte, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, festività comprese. Vendono ogni genere di cosa: prodotti per la casa, per l’ufficio e per la scuola, alimentari e alcolici, riviste, gadget, biancheria intima, accendini, sigarette e chi più ne ha più ne metta. Al loro interno spesso ci sono anche degli atm da cui è possibile prelevare.

* Potreste sentirvi un po’ barbone in confronto alle ragazze giapponesi. Loro sono sempre perfette, super curate in ogni minimo dettaglio, e vi capiterà sicuramente – nei bagni pubblici – di trovare qualcuna di loro impegnata in una appassionante sessione di truccoparrucco, con magari dei bigodini roventi in testa.

* Controllate bene su Google gli orari e i giorni di chiusura delle attrazioni, in modo tale da scegliere i vostri itinerari senza il rischio di trovare qualcosa chiuso.

* Sia a Tokyo che a Kyoto esistono diversi servizi di free guide da parte di giapponesi ai turisti. Non ho sperimentato, ma ne ho letto ovunque molto bene.

* Consigli per il jet lag: dormite più che potete all’andata, cercate di non addormentarvi al ritorno. Una volta arrivati in Giappone, cercate di tirare almeno fino alle 9 di sera prima di riposarvi, così facendo il giorno dopo sarete un fiore.

* Ovunque andrete avrete la sensazione di voler acquistare qualsiasi cosa. Lasciate posto in valigia o preparatevi a comprare almeno un trolley a mano da riempire alla fine del viaggio. La mia situazione una volta arrivata a casa, per dire, è stata questa!

Vacanze in Giappone

Alcuni dei souvenir che ho comprato | © Caterina Zanzi

* Da ultimo, ci tengo a sottolineare che queste sono state le mie sensazioni e che, in generale, comprendere appieno un Paese complesso come il Giappone non è assolutamente possibile in 10 giorni di vacanza, ma credo nemmeno di un mese. Gli aspetti più nascosti e ‘sotterranei’ ovviamente faticano a trapelare ai turisti. Sarei molto interessata e curiosa di scendere sotto la ‘superficie’, magari in un viaggio più lungo.

* Da ultimissimo, per me è stato il viaggio più bello della mia vita e ho seri dubbi che un altro posto nel mondo riuscirà ad appassionarmi, entusiasmarmi e affascinarmi quanto il Giappone. Spero per voi sarà lo stesso!


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#ConoscoUnLibro: Faremo Foresta, romanzo delicato come non capitava da un po’ /faremo-foresta-libro/ /faremo-foresta-libro/#respond Tue, 01 May 2018 07:00:05 +0000 http://godsgift.cyou/?p=9459 Emotivo al punto giusto. Da regalare a un'amica o regalare a se stessi, o tutte e due le cose. Ecco com'è Faremo Foresta di Ilaria Bernardini, un libro gentile e delicato come non capitava da un po'.

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Ci sono libri che ti fanno piangere senza che succeda niente di tragico. A me, Faremo Foresta di Ilaria Bernardini, ha aperto la canalina degli occhi – ammesso che esista. E non perché sia di per sé un romanzo triste. Ma è una di quelle letture che servono: a fermarsi, a fare il punto della propria vita, a riflettere. 

Mi sono immedesimata nella protagonista, una ragazza con un figlio e in crisi col marito. Anche se di figli non ne ho e nemmeno di mariti. Anna piange la fine del proprio amore, ma non si piange addosso. Grazie a due incontri un po’ magici: con Maria, la ‘donna delle piante’ e con una sorte di chiromante.

Faremo Foresta Conosco un libro

La copertina di Faremo Foresta| © Caterina Zanzi

In mezzo, tante storie, amici, piante e tanta vita. Faremo Foresta è un libro gentile, delicato. Un libro che parla un alfabeto botanico-sentimentale, di attenzione e presenza. Senza annoiare nemmeno un momento.

Emotivo al punto giusto. Da regalare a un’amica o regalare a se stessi, o tutte e due le cose. 

Editore Mondadori. 192 pagine. Pubblicato nel 2018.  


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#ConoscoUnLibro: Parlarne Tra Amici, romanzo per 30enni un po’ Peter Pan /parlarne-tra-amici-libro/ /parlarne-tra-amici-libro/#respond Mon, 16 Apr 2018 07:00:33 +0000 http://godsgift.cyou/?p=9462 Se avete 30 anni e spesso vi sentite inadeguati, Parlarne Tra Amici di Sally Rooney potrebbe fare per voi. Ecco com'è il libro-esordio più chiacchierato di questo 2018.

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Le prime 100 pagine di Parlarne Tra Amici, esordio super chiacchierato della giovanissima Sally Rooney, sono un po’ inutili e dense di cliché: c’è la ragazza innamorata dell’uomo più adulto, sposato e anche un po’ spostato, e poi c’è l’amica, un po’ gelosa e interessata. E la moglie di lui, ovviamente gelosa e un po’ arpia.

Nella seconda metà, però, il romanzo si riprende e si libera di alcune ovvietà per lasciare spazio a una caratterizzazione dei personaggi meglio riuscita e a qualche accadimento degno di nota. In generale, Parlarne tra amici si legge in scioltezza e con piacere, e pur non arrivando a gridare al capolavoro, in generale direi che è una lettura godibile, con alcune parti riuscite molto meglio di altre.

Parlarne Tra Amici Conosco un libro

La copertina di Parlarne Tra Amici| © Caterina Zanzi

Segnalo questa bella citazione: “Progressivamente, l’attesa ha iniziato a sembrare meno un’attesa e più come se la vita altro non era che questo: il diversivo delle incombenze da assolvere mentre la cosa che aspetti continua a non succedere”.

In questo libro c’è tanta amarezza e inquietudine dei 25-30enni di oggi e, in conclusione, penso che il suo punto di forza agli occhi dei lettori della mia generazione sia questo. Perché andare avanti non ci piace granché e spesso siamo tentati di tornare indietro. Come Peter Pan e come Frances, la protagonista di questo romanzo. 

Editore Einaudi. 293 pagine. Pubblicato nel 2018.  


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#ConoscoUnLibro: La Simmetria dei desideri, romanzo per tutti gli amici del cuore /simmetria-dei-desideri-libri/ /simmetria-dei-desideri-libri/#respond Tue, 30 Jan 2018 09:00:20 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8057 Se avete un amico del cuore e volete fargli un bel regalo letterario, vi consiglio uno splendido libro: La Simmetria dei desideri!

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Se avete un caro amico a cui volete fare un regalo dal cuore, vi consiglio questo libro che ho finito di leggere da poco. Si intitola La simmetria dei desideri, ed è scritto da uno dei più talentuosi autori israeliani viventi, Eshkol Nevo.

La simmetria dei desideri Nevo Conosco un libro

La simmetria dei desideri | © Caterina Zanzi

Vi dico che è il libro perfetto da regalare agli amici perché è principalmente un libro sull’amicizia. La storia è quella di quattro amici non ancora trentenni, le cui vicende personali e ‘di gruppo’ si snodano lungo diversi anni tra avventure, sogni, difficoltà e speranze. Quattro individui completamente diversi, uniti però in un sodalizio unico. Sullo sfondo, la Seconda Intifada e una società in cui vivere alquanto difficile.

La trama parte da una finale dei Mondiali di calcio, quando per gioco ognuno di loro scrive su un foglietto i propri desideri per gli anni a venire, con l’intenzione di attendere la successiva finale della coppa del mondo e vedere se i sogni si sono realizzati.

Per tutti i quasi trentenni come me che a volte non sanno dove stanno andando o cosa vogliono. Per chi ha la fortuna di avere nella propria vita almeno una persona per cui farebbe di tutto. Per quelli che “gli amori passano, gli amici restano”. Vi lascio con una delle mie citazioni preferite di questo romanzo: Ci poniamo delle mete, ne diventiamo schiavi. Siamo talmente impegnati a realizzarle, che non ci rendiamo conto che nel frattempo sono cambiate.

Compratelo, e mettete in conto di rimuginarci un po’ sopra anche una volta che lo avrete finito.

Editore Neri Pozza. 376 pagine. Pubblicato nel 2010.  


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#ConoscoUnLibro: 5 opere di Haruki Murakami da leggere assolutamente /libri-haruki-murakami-da-leggere/ /libri-haruki-murakami-da-leggere/#comments Tue, 16 Jan 2018 06:00:46 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8061 Avete già letto qualche libro di Haruki Murakami? Qui vi parlo di 5 libri imperdibili di uno dei miei autori preferiti nel mondo!

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C’è chi lo ama e chi lo odia. Forse perché rimanere indifferenti a una scrittura come quella di Haruki Murakami è impossibile. Non sono una critica, per cui senza tanti fronzoli, vi dirò: io lo amo. E, secondo me, ci sono (almeno) 5 suoi libri che non potete non aver letto.

Libri Haruki Murakami

I miei libri di Haruki Murakami | © Caterina Zanzi

* L’UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO
Il mio romanzo preferito di Murakami e quello che, per me, racchiude davvero tutta la sua poetica. Ci sono le sue solite situazioni completamente surreali, i gatti, le scomparse senza apparenti spiegazioni e un’amalgama di personaggi assurdi quanto misteriosi. La mia citazione preferita: Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un’altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura?. 

* A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE
Forse il libro più realistico di Murakami, eppure anche questo incantato e incantevole. È una storia d’amore delicata e poetica in cui si intrecciano presenza e abbandono: a un certo punto, quando tutto sembra ‘a posto’, qualcuno ricompare e mette in discussione tutto quello che è stato costruito (o abbattuto) nel frattempo. La mia citazione preferita: Le promesse, seppur vaghe, rimangono per sempre scolpite nell’animo.

* KAFKA SULLA SPIAGGIA
Gli esperti lo definiscono un romanzo “realista magico”, io lo definisco semplicemente incredibile. Due le storie parallele che si intrecciano: quella di un quindicenne su cui grava una profezia edipica, e quella di un signore anziano che sa parlare con i gatti. Anche se Tamura e Nakata non si incontrano mai, le loro vicende sono legate in maniera complessa da eventi fantastici e misteriose coincidenze, basate sul tema della memoria e dei ricordi. La mia citazione preferita: Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.

* DANCE DANCE DANCE
Perdita e abbandono sono al centro di questo romanzo, e non vi posso dire di più perché la stessa trama del romanzo sarà una scoperta. Non perdetevelo. La mia citazione preferita: Sono momenti che capitano a tutti, – dissi. – Siamo esseri umani, non progressioni geometriche.

* TOKYO BLUES NORWEGIAN WOOD
È forse il libro più famoso di Murakami e quello maggiormente incentrato sull’amore e, nello specifico, sull’amore ai tempi dell’università. Lo consiglio forse a chi è un pochino più giovane, ma in generale a tutti coloro a cui piacciono le storie sentimentali. La mia citazione preferita: Quello che lei cercava non era il mio braccio, ma il braccio di qualcuno. Quello che cercava non era il mio calore, ma il calore di qualcuno. Mi sentivo quasi in colpa ad essere io a occupare quel posto.

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#ConoscoUnLibro: L’Arminuta, meraviglioso romanzo da regalare /arminuta-libri/ /arminuta-libri/#comments Sun, 19 Nov 2017 17:00:28 +0000 http://godsgift.cyou/?p=7879 Fatevi un regalo, fatelo agli altri: L'Arminuta è un libro meraviglioso, che parla di infanzia e famiglia in maniera delicata (mettete in conto un piantino)!

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Fatevi un regalo: leggete L’Arminuta. Ma fatelo anche agli altri: regalatelo. Soprattutto a qualcuno della vostra famiglia, magari a Natale, perché L’Arminuta è un libro sulla famiglia. E sull’infanzia, e su quanto di essa ci portiamo dentro anche da adulti.

Libri Conosco un posto L'Arminuta

L’Arminuta | © Caterina Zanzi

Sono sicura: lo leggerete d’un fiato (anche perché non è lunghissimo) e, una volta finito, continuerete a pensarci. L’Arminuta è la protagonista, una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per l’Arminuta (‘la ritornata’, nel dialetto abruzzese, terra in cui è ambientato il romanzo), comincia una vita povera ma anche un rapporto, strettissimo, con la sua ‘nuova’ sorella.

Donatella Di Pietrantonio porta in questa storia il lettore con una prosa sublime e una delicatezza rara. E lo fa immedesimare nella sua protagonista, perché anche l’infanzia più fortunata – credo – può essere velata di tristezza e di abbandono.

“Ci siamo fermate una di fronte all’altra, così sole e vicine, io immersa fino al petto e lei al collo. Mia sorella. Come un fiore improbabile, cresciuto su un piccolo grumo di terra attaccato alla roccia. Da lei ho appreso la resistenza. Ora ci somigliamo meno nei tratti, ma è lo stesso il senso che troviamo in questo essere gettate nel mondo. Nella complicità ci siamo salvate. Ci guardavamo sopra il tremolio leggero della superficie, i riflessi accecanti del sole. Alle nostre spalle il limite acque sicure. Stringendo un poco le palpebre l’ho presa prigioniera tra le ciglia”.

Compratelo, e mettete in conto un piantino. 

Editore Einaudi. 162 pagine. Pubblicato nel 2017. 

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#ConoscoUnLibro: 3 libri di cui parlano tutti che vale la pena leggere /libri-leggere-di-cui-parlano-tutti/ /libri-leggere-di-cui-parlano-tutti/#respond Wed, 08 Nov 2017 06:00:01 +0000 http://godsgift.cyou/?p=7602 Siete alla ricerca di qualche bel titolo con cui tenervi compagnia o da regalare? Ecco 3 bellissimi libri da comprare subito!

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Ne parlano tutti da mesi, e probabilmente sono in ritardo. Ma arrivo alle ‘mode’ del momento con il dovuto sospetto e in punta di piedi. Ci sono però tre libri, che hanno ricevuto la benedizione della critica e il picco delle vendite, di cui vale la pena parlare. Perché sono, tutti e tre e per ragioni anche molto distanti, delle letture piacevoli. Ecco quali sono i tre titoli della rubrica di oggi #ConoscoUnLibro, e che secondo me meritano di essere acquistati subito!

1 – LA PIÙ AMATA – Teresa Ciabatti 

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La più amata l’ho letta in due giorni, a riprova di quanto scorra veloce e sia un romanzo tutto sommato ‘facile’, o almeno così è stato per me. Schiettezza, storia personale che si intreccia con quella italiana, amore (?) familiare duramente messo alla prova. Di questo libro mi è piaciuto praticamente tutto. Anche la franchezza con cui l’autrice si descrive, senza tentare di nascondere gli aspetti negativi della propri persona, anzi forse rimarcandoli. Nel complessivo autocompiacimento della nostra società trovo sia merce rara. A libro concluso mi sono ritrovata a ripensarci, e insieme al libro anche alle mie vicende personali. Diventiamo quello che siamo perché ci hanno fatto del male oppure siamo quello che siamo a prescindere dalla nostra infanzia o adolescenza? E quanto dei nostri racconti è verità e quanto è romanzo?

Edizione Mondadori. 228 pagine. Pubblicato nel 2017.

2- LE OTTO MONTAGNE – Paolo Cognetti

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Le Otto Montagne | © Caterina Zanzi

Non credo di aver definito mai un libro come ‘rilassante’, e in senso positivo. Di solito il confine tra relax e noia è davvero labile, e un libro che scorre senza particolari culmini, generalmente fa calare la palpebra. Tutto il contrario per questa storia di Cognetti: Otto montagne è un’ottima prova. La trama è solida, i personaggi ben descritti, e pur non raccontando fatti incredibili riesce a tenere ‘lì’ il lettore. Certo, la scrittura è quella chirurgica e iperpuntuale di Cognetti, lineare e mai così impattante. Però, chapeau per questo romanzo.

Editore Einaudi – Supercoralli. 199 pagine. Pubblicato nel 2016. 

3 – BENEDIZIONE – Kent Haruf

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Letto d’un fiato su una spiaggia sarda durante l’estate, Benedizione ha fatto il giro di critica e pubblico e non per caso. Se volessimo trovare un’analogia, Stoner di Williams sarebbe probabilmente quella più opportuna. Anche nel libro di Haruf, il protagonista conduce un’esistenza in quel sottile confine che separa la quotidianità dalla noia. E rapisce il lettore, grazie a una scrittura scorrevole, nella propria ‘normalità’, condita da qualche espediente che instilla il fatidico dubbio: “Chissà come va a finire”. La citazione da sottolineare? “Un sacco di volte le benedizioni non vanno per il verso giusto.”

Edizione NNE. 277 pagine. Pubblicato nel 2015. 

E voi, quali sono i libri più belli che avete letto di recente? Ditemelo qui sotto oppure sui social, usando l’hashtag #ConoscoUnLibro!

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#ConoscoUnLibro: 3 bellissimi libri da leggere subito /consigli-libri-da-leggere-ottobre-2017/ /consigli-libri-da-leggere-ottobre-2017/#comments Mon, 30 Oct 2017 07:00:18 +0000 http://godsgift.cyou/?p=7555 Siete alla ricerca di qualche bel titolo con cui tenervi compagnia o da regalare? Ecco 3 bellissimi libri da comprare subito!

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Essendo una grande appassionata di libri, e di parole, inauguro oggi con molta felicità una nuova rubrica, #ConoscoUnLibro, in cui vi consiglierò, mese per mese, libri che ho letto e che mi sono piaciuti. O che magari non mi sono piaciuti ma semplicemente, a mio avviso, vanno letti. Chi non è sempre alla ricerca di qualche titolo con cui tenersi compagnia o con cui fare un regalo? Ecco qualche consiglio per questo ottobre in cui si iniziano a tirare fuori le coperte e ad accendere i caminetti!

1- ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO – Marco Missiroli

Libri

Uno dei migliori libri (italiani e stranieri) letti negli ultimi anni. E corollati, sul finale, da un bel piantone. Missiroli è, un aggettivo su tutti, delicato. Oltre che un sapiente narratore, ti tiene incollato al libro con una delle migliori prose (o poesie?) di sempre, insieme a una storia e una caratterizzazione dei personaggi davvero encomiabile. La narrazione è al maschile, ma dubito non vi immedesimerete nel protagonista, soprattutto se avete trent’anni o giù di lì. Il libro lo segue nel corso della vita, tra Parigi e una bellissima e a tratti sconosciuta Milano, tra formazione amorosa, sesso (ah, il sesso raccontato da Missiroli!), lutti e rivincite. Si potessero leggere tutti i giorni libri così. Super, super, super (!) consigliato!

Edizione Feltrinelli, collana I Narratori. 249 pagine. Pubblicato nel 2015.

2- LA VERITÀ SUL CASO HARRY QUEBERT – Joël Dicker

Libri

La verità sul caso Harry Quebert è uno di quei libri che, come si dice, “ti tiene lì”. E nonostante molti aspetti. Nonostante la profondità della storia d’amore sia pari a zero, nonostante moltissimi personaggi siano irritanti, nonostante in certi punti diventi un po’ prolisso. Ma ti tiene lì, e fino alla fine vuoi sapere chi è stato. Non solo agli amanti del genere thriller, ma a tutti quelli che alla fine sono curiosi, consiglio questo (lungo) romanzo.

Edizione Bompiani. 780 pagine. Pubblicato nel 2013.

3- LA VEGETARIANA – Kang Han

Libri Conosco un posto

La Vegetariana| © Caterina Zanzi

Dubito qualcuno potrà dire che non lo sia: La Vegetariana è un libro inquietante, che affonda il lettore tra i meccanismi malati dei protagonisti, nessuno escluso. E proprio qui sta il bello. È la storia di una donna, molto più che del suo rapporto con il cibo – che si rivela, come spesso accade, un modo per manifestare ben altri disagi. La lettura è scorrevole, i personaggi ben descritti, e la narrazione, in linea di massima, è coinvolgente. Se avete voglia di una lettura estrema, da cui potrete riemergere strabiliati così come disturbati, è il libro che fa per voi.

Edizione Adelphi. 176 pagine. Pubblicato nel 2016.

E se volete stare al passo con le mie letture (non sono tantissime, quindi niente paura, il mio profilo Anobii lo trovate qui). Quasi dimenticavo…. i libri, a Milano, li potete acquistare in una delle mie librerie preferite.

Vi è piaciuta questa nuova rubrica? Quali sono i libri più belli che avete letto di recente? Ditemelo qui sotto oppure sui social, usando l’hashtag #ConoscoUnLibro!

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