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]]>La cucina milanese-mantovana trova la sua massima espressione alla Trattoria Sabbioneda. In carta non ci sono antipasti ma si parte subito con alcune proposte come i tortelli di gorgonzola e noci al burro e salvia, i maccheroni alla casalinga con polpette, i plin di carne al sugo d’arrosto. Noi decidiamo di provare gli gnocchi di zucca mantovani e i tortelli di bufala al burro e salvia. Entrambi i primi sono davvero deliziosi e la porzione è come piace a noi: abbondante!

I tortelli di bufala | © Giorgia Ferrais
Proseguiamo con due cotolette alla milanese con patate al forno che ci soddisfano molto e ci danno il colpo di grazia, anche se la tentazione di buttarci sull’ossobuco è tanta. Tra le altre proposte in carta troviamo il brasato al Barolo, lo stinco al forno, il misto di arrosti e le polpette.

La cotoletta | © Giorgia Ferrais
La voglia di concludere in bellezza con il salame di cioccolata o la torta casalinga è davvero tanta, ma siamo sazi. Non vediamo l’ora però di tornare il mercoledì per assaggiare la cassoeula alla milanese con polenta!

I gnocchi di zucca | © Giorgia Ferrais
La Trattoria Sabbioneda si trova in via Tadino, una parallela di corso Buenos Aires molto facile da raggiungere. La fermata Lima della metro rossa è a poche centinaia di metri, mentre se preferite andare in macchina non dovrebbe essere un problema trovare parcheggio, grazie anche a diversi garage nei paraggi.

L’interno del locale | © Giorgia Ferrais
Il locale trasmette aria di casa appena si varca la porta e rispecchia molto bene la cucina casalinga che propone, così come il servizio. Composto da due salette con le pareti ricoperte di legno su cui troneggiano riferimenti alla Harley Davidson, ma anche ritratti, la Trattoria Sabbioneda vi farà trascorrere una piacevole serata.
Uscire sazi dopo aver mangiato primo, secondo e contorno e spendere neanche una ventina di euro? Alla Trattoria Sabbioneda si può! I primi si aggirano sui 7.50 euro, i secondi vanno dagli 8 ai 12.50 e i contorni 3 euro. Non ci resta che dire che la qualità-prezzo di questa trattoria è davvero ottima.
TRATTORIA SABBIONEDA
Via Alessandro Tadino 32, Milano
02 29521014
Aperto dal lunedì al venerdì (12-15/19-23)
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]]>Il menu è costituito da una proposta prettamente lombarda, con qualche piccola incursione nella cucina emiliana. Tra gli antipasti, trovate piatti come lo gnocco fritto con prosciutto crudo dolce d’Osvaldo, il flan di cavolo nero, granella di noci e fonduta di parmigiano, nervetti di vitello e mondeghili in salsa di pomodoro. Noi li abbiamo provati tutti e ci sono piaciuti, con una menzione d’onore alle classiche polpettine milanesi, immerse in un sugo delizioso.

I mondeghili | © Caterina Zanzi
Tra i primi piatti, scegliamo di provare i due piatti ‘forti’ del locale: il risotto carnaroli alla milanese (buono senza essere assolutamente eccezionale) e il molto più saporito risotto con pere, porri e taleggio brembano. Per chi non ama questo piatto, in carta potete trovare anche i passatelli asciutti con salsiccia, pecorino e cime di rapa e le mezzelune ripiene di crema di sedano rapa, ragù d’anatra e foie gras.

Il risotto alla milanese | © Caterina Zanzi

Il risotto pere porri e taleggio| © Caterina Zanzi
Come secondi, optiamo per una classicissima cotoletta alla milanese di vitello, a orecchia d’elefante: gigantesca ma un bel po’ troppo burrosa. Molto meglio le altre due portate: la guancia di manzo bollita e la tagliata di manzo.
In conclusione, nessun piatto ci è sembrato davvero stupefacente, anche se un plauso va alle porzioni super generose.

La cotolletta a orecchia d’elefante| © Caterina Zanzi
Ai dolci, purtroppo, non siamo riusciti ad arrivare: sarà per la prossima volta provare una creme brulè o la tarte tatine. Ottima cantina dei vini, personale molto gentile.

L’esterno de Il Ronchettino| © Caterina Zanzi
Per arrivare al Ronchettino, meglio essere in macchina: questo ristorante, infatti, ha casa nella periferia sud di Milano, poco oltre Gratosoglio. Il parcheggio non sarà un problema, vista la zona! Altrimenti, potete prendere dal centro il tram 3, che arriva proprio davanti al posto oppure un taxi, considerando una corsa media notturna da 20-30 euro.

Un tavolo de Il Ronchettino| © Caterina Zanzi

Un tavolo de Il Ronchettino| © Caterina Zanzi
L’ambientazione del Ronchettino è in stile rustico, con i mattoni a vista, ma estremamente curata, e simile a quella di Al Garghet, per intenderci, anche se per me un pochino meno d’impatto rispetto a quest’ultimo. Si entra da un giardino molto carino e illuminato da lucine (tenetelo presente per le giornate estive, dev’essere una favola!), mentre dentro l’impressione è quella di una cascina ‘shabby chic’. In ogni caso, si sta bene: i tavoli delle diverse sale sono ben distanziati e non si rischia di dover alzare la voce per comunicare col vicino. Lo consiglierei soprattutto per una cena di coppia o in famiglia.

L’ingresso de Il Ronchettino| © Caterina Zanzi
Lo scontrino medio del Ronchettino si allinea con quelli delle altre trattorie milanesi in città: per una cena completa dovreste uscire spendendo all’incirca una cinquantina di euro. Un prezzo a mio parere un pochino alto, ma proporzionato a quello dei ‘competitor’.
ANTICA OSTERIA IL RONCHETTINO
Via Lelio Basso 9, Milano
342 5643955
Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 19:45-22) tranne lunedì
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]]>La cucina, qui, segue il solco della tradizione lombarda. Rivisitata in chiave moderna, certo, ma nemmeno troppo: c’è davvero tutto quello che ha fatto la storia delle tavole della nostra Regione. Dai mondeghili ai nervit, dai risotti agli immancabili ossibuchi, la cassoeula e la cotoletta.
Indecisi se iniziare con lo gnocco fritto con salumi misti, alla fine scegliamo i fiori di zucca impanati e fritti alla milanese: buonissimi, croccanti, fritti senza essere bisunti e ripieni di mozzarella e acciughe.

I fiori di zucca| © Caterina Zanzi
Proviamo il ‘risottin saltà cont la Luganega’, il risotto al salto con zafferano e salsiccia, accompagnato da formaggio fuso. Sui risotti sono abbastanza pignola, e devo dire che questo supera la prova sotto tutti i punti di vista.

Il risotto al salto con salsiccia| © Caterina Zanzi
Impossibile uscire senza assaggiare uno dei piatti più celebri del Garghet, la cotoletta alla milanese: una lonza a orecchio d’elefante, larga, piatta, enorme (davvero, enorme!) e croccante, accompagnata da pomodorini.

L’orecchia di elefante| © Caterina Zanzi
Pensavo meglio, onestamente, ma la colpa è tutta di mia madre che mi ha cresciuta con una cotoletta meravigliosa. Quella del Garghet è un po’ secca per i miei gusti. Comunque, la finiamo perché sia mai che si avanzi qualcosa!

Un tavolo| © Caterina Zanzi
Come dicevo, siamo praticamente a Gratosoglio, ben oltre la fermata della metro verde Abbiategrasso, a Milano Sud. Sconsiglierei di arrivarci con i mezzi e vi direi di prendere la macchina: essendo praticamente in aperta campagna, almeno, c’è tutto il posto del mondo per il parcheggio!

Una delle sale di Al Garghet| © Caterina Zanzi
La casa dove ha sede Al Garghet, secoli fa, era occupata dagli spagnoli, che la adibirono prima a gendarmeria e poi a residenza del ‘campè’, l’uomo che sorvegliava le acque delle risaie. Adesso, l’atmosfera è decisamente più bucolica e romantica: pianista che suona tutta la sera, luci soffuse, candele e insomma, un ambiente davvero caldo. D’altra parte, il servizio è un po’ brusco nei modi.

L’ingresso del ristorante| © Caterina Zanzi
Considerato che siamo nel mezzo del nulla e che la cucina è piuttosto ‘casalinga’, il conto è forse un po’ elevato: per quanto descritto finora, accompagnato da una bottiglia di vino rosso, abbiamo speso poco meno di 50 euro a testa. Forse ad alzare il prezzo è l’atmosfera: a Milano, dopotutto, non capita tutti i giorni di mangiare in campagna. Vorrei tornarci in estate, quando si può stare in veranda o sotto il pergolato!
AL GARGHET
Via Selvanesco 36, Milano
02/534698 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (mar-dom 19:30/22:30, dom 12-14) tranne lunedì
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