Cultura – Conosco un posto https://godsgift.cyou Mon, 27 Nov 2023 08:35:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Cultura – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a dicembre /mostre-milano-dicembre-2023/ /mostre-milano-dicembre-2023/#respond Mon, 27 Nov 2023 06:00:00 +0000 /?p=64136 Voglia di una boccata d'arte anche durante l'ultimo mese dell'anno? Qui trovate le mostre a Milano che vi consigliamo di visitare a dicembre!

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Dicembre è arrivato e il 2023 sta per concludersi ma, tra chiusure di progetti lavorativi, impegni legati al Natale e spasmodiche ricerche dei regali, siamo sicuri che le appassionate e gli appassionati d’arte troveranno comunque un po’ di tempo da dedicare a una bella mostra. Se cercate qualche valida alternativa qui vi suggeriamo 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a dicembre

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A DICEMBRE

PARAVENTI

Cominciamo il nostro racconto delle 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a dicembre da un’esposizione triplice e originale che, dopo tanti anni di progettazione, Fondazione Prada ha orgogliosamente presentato in contemporanea nelle sue sedi a Milano, Shanghai e Tokyo. Si tratta di Paraventi: Folding Screens from the 17th to 21st Centuries, che raccoglie più di 70 esemplari dal XVII secolo a oggi (molti dei quali realizzati appositamente per l’occasione), dislocati sui due piani del Podium. 

Al piano terra, l’ambiente è suddiviso in 7 aree tematiche da percorrere con l’ordine che si preferisce, per comprendere i cambiamenti nell’utilizzo di questi affascinanti oggetti liminari, nati in Cina a scopo contemplativo e spiriturale, poi utilizzati in Giappone per proteggere le case dagli influssi maligni, successivamente reinventati complementi d’arredo in Occidente e, infine, introdotti nell’arte. Al primo piano, invece, l’esposizione segue un ordine rigorosamente cronologico. Noi l’abbiamo trovata una mostra decisamente insolita e davvero interessante

FONDAZIONE PRADALargo Isarco 2, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19) tranne martedì. Ingresso: intero 15€, ridotto 12€. In calendario fino al 22 febbraio 2024.

EMILIO ISGRÒ – ULYSSES

La rassegna delle mostre a Milano da visitare a dicembre continua nell’estremo est della città, da M77, che presenta un progetto inedito di Emilio Isgrò, pensato appositamente per gli spazi della galleria e ispirato dalla figura di Ulisse.
L’Ulisse mitico, ovviamente, ma anche l’eroe assetato di sapere narrato da Dante nella Divina Commedia e quello psicanalitico di James Joyce, fino ad arrivare ad Achab, protagonista del Moby Dick di Melville, considerato successore e discepolo dell’Ulisse omerico. 

Al piano terra si trovano sia opere storiche come la serie Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (che rimanda alla risposta data da Ulisse a Polifemo), che opere nuove come i mappamondi cancellati. Il piano superiore appare invece in negativo, con le pareti nere occupate da cancellature grigie attuate sul testo di Melville. Al piano superiore, tre piedistalli al centro della sala sorreggono il Canto XXVI dell’Inferno di Dante, l’Ulisse di Joyce e Moby Dick, mentre alle pareti trovano spazio pittogrammi ancora riferiti al celebre romanzo dello scrittore statunitense. M77 colpisce ancora. 

M77Via Mecenate 77, Milano. Aperto da martedì a sabato (11-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 16 marzo 2024.

ARGENTINA – QUEL CHE LA NOTTE RACCONTA AL GIORNO

Senza nulla togliere alle altre, ve lo diciamo da subito: questa mostra non potete assolutamente perdervela.
Argentina. Quel che racconta la notte al giorno, in corso al Padiglione d’Arte Contemporanea, è un collettore di video, installazioni, fotografie, sculture e performance di 22 artisti argentini di diverse generazioni (tra cui Lucio Fontana e Tomás Saraceno), che copre gli ultimi cinquant’anni. 

Tra i lavori presenti ce ne sono anche di site-specific, come la potente e inquietante installazione Nuestra estrella se agotó di Eduardo Basualdo. Si tratta di una monumentale massa nera, sinistra, informe e dall’aspetto roccioso che sembra aver coperto e inglobato tutto quel che c’era prima, esseri umani compresi, di cui si percepiscono le forme cristallizzate nel momento di resa o nell’inutile tentativo di fuggire. 

Altre opere che ci hanno colpito sono Beehive di Jorge Macchi (creata distribuendo, secondo uno schema che richiama quello dell’alveare, ventidue ventilatori, impossibilitati da posizione e prossimità a ruotare) e la Barrendera di Liliana Porter (installazione in cui una piccolissima spazza all’infinito degli oggetti distrutti) e Untitled VI, della serie Rinascimento di Adrián Villa Rojas (una natura morta realizzata con materiali organici, ubicata all’interno di un congelatore domestico esposto con la porta aperta e protetto da un vetro, che vuole evocare la precarietà della vita e l’inevitabile degrado della materia, oltre alla dipendenza dai dispositivi elettronici). 

PACVia Palestro 14, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19:30, giovedì fino alle 22:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 8€, ridotto 6.50€. In calendario fino al 11 febbraio 2024.

UCRAINA

Al Memoriale della Shoah è invece esposta con grande cura la mostra Ucraina, curata da Maria Vittoria Baravelli, che racconta il Paese dilaniato dal conflitto con la Russia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Stefano Rosselli durante la sua permanenza di tre mesi in Ucraina, i testi di Massimo Recalcati e le musiche di Ferdinando Arnò
Tra tanta distruzione, sofferenza, morte e macerie – quel che tristemente ci si aspetta da una mostra che tratta un tema di attualità tanto straziante – c’è però anche tanta vita. Quella di chi sopravvive e cerca di andare avanti, guardando al futuro con speranza, perché “la presenza inquietante della guerra non annulla mai del tutto il ritmo ordinario della vita. Sopravvivere è, infatti, il mestiere più proprio dell’umano”, afferma Recalcati. 

MEMORIALE DELLA SHOAH. Piazza Edmond J. Safra 1, Milano. Aperto tutti i giorni (10-16) tranne venerdì. Ingresso: intero 10€, ridotto 5€. In calendario fino al 7 gennaio 2024.

RODIN E LA DANZA

Ed eccoci giunti alla fine della nostra rubrica delle mostra a Milano da non perdere a dicembre, con un progetto inedito e originiale al Mudec su una delle grandi fonti di ispirazione dell’artista francese Auguste Rodin: la danza. Ossessionato dai corpi e dai loro movimenti ed espressioni, l’artista rimase folgorato quando, in occasione dell’Esposizione Universale del 1900, performer, acrobati e ballerini internazionali giunsero a esibirsi nella capitale francese. La fascinazione fu talmente intensa da portarlo a immortalare la poetica dinamicità di questa potente arte performativa in una serie di 15 statuine in terracotta denominate, appunto, Movimenti di danza. Fulcro e punto di partenza della mostra ospitata al Mudec, grazie al Museo Rodin di Parigi (da cui ne provengono 14) e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (che ha prestato quella mancante), questi fragili capolavori hanno potuto essere esposti per la prima volta in Italia. 

La collaborazione del Museo Rodin però si è spinta ben oltre e sintetizza altrettanto bene quanto l’arte e l’abilità formale dell’artista siano state e continuino a essere fonte di ispirazione per i coreografi contemporanei, come si evince dai video di sei coreografie concepite tra il 1990 e il 2021.

MUDECVia Tortona, 56. Aperto tutti i giorni (lun 14.30-19.30; mar-dom 10-19.30). Ingresso: intero 16€, ridotto 14€. In calendario fino al 10 marzo 2024.

E voi avete già visitato una di queste mostre a Milano? Ne avete altre da consigliare? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a marzo /mostre-milano-marzo-2023/ /mostre-milano-marzo-2023/#respond Mon, 27 Feb 2023 06:00:33 +0000 /?p=55570 In cerca di belle mostre a Milano da visitare a marzo? Ecco la nostra selezione pazzesca di suggerimenti per ispirarvi!

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Una “doppia-personale” in cui duettano artisti distanti anagraficamente ma concettualmente vicini; i lavori di uno dei meno noti rappresentanti della corrente spazialista italiana; la monografica dedicata all’architetto milanese che ha saputo reinventare l’eterno archetipo della trave e del pilastro; quella – incantevole – che celebra uno dei più grandi artisti greci del Novecento, ma anche la retrospettiva che racchiude alcune delle opere di un’artista diventata tale a ottant’anni. Già dalle premesse, non vi sembra una selezione pazzesca, quella che abbiamo preparato per voi questo mese? Per averne certezza non vi resta che leggere e scoprire quali sono, secondo noi, le 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a marzo!

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A MARZO

DUETTO

Ad aprire la nostra rubrica delle mostre a Milano da visitare assolutamente a marzo troviamo una doppia personale in corso presso Viasaterna: un Duetto. E a duettare sono due artisti – Giuseppe Chiari (1926-2007) e Luca Massaro (1991) – anagraficamente distanti ma parimenti interessati al linguaggio e alle sue proprietà performative. 
In galleria vengono presentate – attraverso un allestimento ben congegnato che alterna ritmicamente opere dell’uno e dell’altro – lavori su carta e collage realizzati da Chiari tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Novanta, oltre a pelose sculture e lucidissime tele metalliche monocrome, in acciaio cromato, di Massaro. Ci mancavano le mostre di Viasaterna – quella precedente aveva infatti inaugurato a dicembre 2021 – e siamo davvero molto felici di essere potuti tornare a farle visita in occasione di questa interessantissima esposizione a due voci

VIASATERNA. Via Leopardi 32, Milano. Aperto da lunedì a venerdì (12-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 24 marzo 2023.

PAOLO SCHEGGI – MAKING SPACES

Cardi Gallery, invece, dedica una monografica a Paolo Scheggi, artista fiorentino prematuramente scomparso a soli trent’anni, protagonista della corrente spazialista italiana. In mostra 25 opere, attraverso le quali viene ripercorsa la carriera artistica di Scheggi tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Al piano terra della galleria d’arte si trovano alcune Intersuperifici – opere monocrome a parete, realizzate dall’artista sovrapponendo tre tele e creando su di esse forature di diverse forme e dimensioni capaci di creare profondità e, a seconda della luce, modificarne l’aspetto – e Inter-ena-cubi, costruiti con moduli di cartone colorato fustellato e plexiglas o di metallo smaltato, sempre monocromi. Al piano superiore l’attenzione si sposta, invece, sull’attività progettuale dell’artista e sulla ricostruzione di un ampio ambiente immersivoInterfiore – costituito con 68 anelli fluorescenti di differenti grandezze, appesi al soffitto ma apparentemente sospesi nel buio, illuminati dalla luce di Wood.
Un’ottima occasione per conoscere un artista meno noto rispetto ad altri colleghi, ma molto apprezzato anche da illustri contemporanei quali Lucio Fontana, Bruno Munari e Germano Celant

CARDI GALLERY. Corso di Porta Nuova 38, Milano. Aperto tutti i giorni (10-18) tranne domenica. Ingresso: libero. In calendario fino al 15 aprile 2023.

ANGELO MANGIAROTTI – QUANDO LE STRUTTURE PRENDONO FORMA

Gli appassionati di architettura possono gioire in quanto la Triennale di Milano, che continua a portare avanti il suo percorso di approfondimento dedicato ai grandi progettisti italiani, fino al 23 aprile celebra con un’esaustiva retrospettiva il versatile architetto e designer milanese Angelo Mangiarotti (che, per dare dei riferimenti a chi è meno informato sull’argomento, tra le altre cose ha progettato la stazione di Milano Rogoredo e il primo bosco verticale, quello al civico 24 di via Quadronno). Realizzata in collaborazione con l’omonima fondazione, che ha messo a disposizione le risorse del suo archivio, e allestita anche grazie alla collaborazione di Renzo Piano – che di Mangiarotti fu allievo -, la mostra racconta sessant’anni di attività attraverso oggetti, progetti, disegni a mano, documenti, modellini, prototipi e molto altro, tra cui il video Un Angelo su Milano: Mangiarotti e la città, realizzato appositamente per l’esposizione.
A scandire il percorso le piattaforme pensate dallo studio Ottavio Blasi & Partners per ospitare i vari nuclei tematici di cui l’esposizione si compone.
Gli aspetti più interessanti e peculiari dell’attività di Mangiarotti furono senz’altro la capacità di reinventare continuamente l’eterno archetipo della trave e del pilastro – sapendola declinare in un’incredibile gamma di variazioni -, una vena espressiva fortemente plastica e scultorea, e la volontà di donare dignità anche a spazi solitamente classificati di seconda classe, come quelli industriali. 

TRIENNALE. Viale Alemagna 6, Milano. Aperto tutti i giorni (11-20) tranne lunedì. Ingresso: intero 12€, ridotto da 10€ a 6€ a seconda della riduzione. In calendario fino al 23 aprile 2023.

FASSIANOS

Che gioiellino la mostra dedicata ad Alekos Fassianos (1935-2022) in corso presso la galleria d’arte Tommaso Calabro, nel quartiere 5 Vie! L’artista greco, praticamente sconosciuto nel nostro Paese, è invece famosissimo in patria, tant’è che l’esposizione milanese – prima personale in Italia – coincide con l’inaugurazione dell’Alekos Fassianos Museum di Atene. Le eleganti stanze della galleria racchiudono una quarantina di opere: tanti dipinti ma anche opere su carta e originali pezzi di design, tra cui dei vasi che abbiamo amato! 
Anche andando a visitare l’esposizione senza sapere nulla riguardo l’autore, risulterebbe comunque lapalissiana la sua provenienza: i protagonisti delle sue opere sono, infatti, personaggi antropomorfi con chiari riferimenti alle statue classiche, sebbene si tratti di statue animate, coi capelli che svolazzano al vento, che indossano pantaloni, giacche, scarpe, abiti e gioielli; guidano biciclette; si baciano e abbracciano in ambienti domestici o all’aria aperta, con i palazzi che spuntano sullo sfondo. Realtà e mitologia, passato e presente, sacro e profano si incontrano nell’immaginario di quest’artista istintivo, che predilige i colori primari (intensi rossi e blu, soprattutto) e l’oro (richiamo all’arte bizantina) per esprimersi. Che dire? Grazie mille a Tommaso Calabro per aver realizzato questa meravigliosa esposizione; preziosa occasione per conoscere il lavoro di questo poliedrico artista.

TOMMASO CALABROPiazza San Sepolcro 2, Milano. Aperto da martedì a sabato (11-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 1 aprile 2023.

SALLY GABORI

Scoprire per la prima volta l’arte pittorica a circa ottant’anni (nel 2005); rimanerne a tal punto affascinati da sentire il bisogno di iniziare a dipingere anche diverse tele al giorno guidati solo dall’istinto, posseduti da una libertà espressiva simile a quella infantile; diventare, infine, artisti riconosciuti a livello internazionale ed essere esposti nelle più prestigiose istituzioni museali. Concludiamo la nostra rassegna di mostre a Milano da visitare a marzo con quella che suona come una favola e, invece, è realmente accaduto a Mirdidingkingathi Juwarnda (nome originale di Sally Gabori), nata all’incirca nel 1924 sull’isola Bentick, al largo della costa settentrionale australiana, e appartenente al popolo aborigeno Kaiadilt, ultimo a entrare in contatto, negli anni Quaranta, coi coloni europei. Fondation Cartier pour l’art contemperain porta anche alla Triennale di Milano – dopo averla già presentata a Parigi nel 2022 – la monografica dedicata alla potente, energica, coloratissima e “svincolata” pittura di Mirdidingkingathi Juwarnda Sally Gabori. In mostra una trentina di opere realizzate singolarmente o con la partecipazione di sorelle e nipoti, di grande formato ma anche monumentali. 

TRIENNALEViale Alemagna 6, Milano. Aperto tutti i giorni (11-20) tranne lunedì. Ingresso: intero 12€, ridotto da 10€ a 6€. In calendario fino al 14 maggio 2023.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a febbraio /mostre-milano-febbraio-2023/ /mostre-milano-febbraio-2023/#comments Mon, 30 Jan 2023 06:00:38 +0000 /?p=54688 Ritratti e architetture, opere pittoriche, disegni, poster e illustrazioni: ecco le 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a febbraio!

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Due mostre fotografiche – una di ritratti, l’altra di architettura -, due mostre pittoriche di artisti distanti tra loro nel tempo e nello spazio e una nuova location dedicata all’arte legata al mondo del cinema: questo mese sarà pur breve rispetto agli altri, ma altrettanto ricco e variegato! Siete curiosi di scoprire quali sono le 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a febbraio? Leggete la nostra rubrica!

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A FEBBRAIO

VINCENT PETERS – TIMELESS TIME

Siamo davvero felici di aprire la nostra selezione di mostre a Milano da visitare assolutamente a febbraio con la meravigliosa esposizione in corso a Palazzo Reale che vede protagonisti i toccanti scatti del fotografo tedesco Vincent Peters. Incantevoli stampe esclusivamente in bianco e nero (e che bianco e nero!), di cui una buona parte di grandi dimensioni, magistralmente distribuite e allestite all’interno dell’Appartamento dei Principi, con le sue quattrocentesche sale contraddistinte da raffinate tappezzerie di diverse tonalità alle pareti. Insomma, il risultato è una mostra di rara raffinatezza. Se poi a rivolgere penetranti e intensi sguardi all’obiettivo, e dunque agli spettatori, sono celebrità del calibro di Emma Watson, Charlize Theron, Monica Bellucci, Christian Bale e Gwyneth Paltrow – solo per citarne alcuni – il gioco è fatto! Ciliegina sulla torta? L’ingresso è gratuito! 

PALAZZO REALE. Piazza del Duomo 12, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19:30; gio fino alle 22:30) tranne lunedì. Ingresso: libero. In calendario fino al 26 luglio 2023.

TANO FESTA – UN ARTISTA ORIGINARIO

Negli anni Settanta, a Roma, c’era un gruppo di artisti conosciuto come la Scuola di Piazza del Popolo, dove era solito incontrarsi al Caffè Rosati; tra questi Mario Schifano, Francesco Lo Savio, Franco Angeli, Jannis Kounellis e Tano Festa. Proprio a quest’ultimo è dedicata la mostra recentemente inaugurata presso una delle nostre gallerie d’arte preferite: M77Cento opere realizzate tra il 1960 e il 1987, tra cui collage, dipinti, disegni, persiane, finestre, coriandoli e un’opera tridimensionale di grandi dimensioni, “Cielo meccanico”: un’occasione più unica che rara – anche a detta della curatrice Francesca Alfano Miglietti – che ha richiesto molti sforzi organizzativi e il coinvolgimento di moltissimi prestatori, per essere realizzata.
Spesso definito appartenente al movimento della cosiddetta “pop art” italiana, lo stesso Festa dichiarò: “quello che noi facevamo era popolare, non pop. Gli americani erano pop artist perché raffiguravano oggetti di consumo veri e propri come simboli artistici da cui trarre l’ispirazione. Noi italiani siamo stati popular perché siamo riusciti, viceversa, a consumare l’arte stessa con le citazioni e le estrapolazioni”. 
Arduo riassumere in poche righe un’esposizione tanto ricca e articolata: meglio lasciarvi con qualche informazione in meno, un po’ di curiosità in più e il consiglio di andare a visitarla di persona. 

M77. Via Mecenate 77, Milano. Aperto da martedì a sabato (11-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 18 marzo 2023.

PROGETTARE LA MEMORIA

Tra le mostre a Milano da visitare assolutamente a febbraio c’è anche Progettare la Memoria – Lo studio BBPR: i monumenti, le deportazioni che, attraverso i bellissimi scatti in bianco e nero del fotografo Nanni Fontana e documenti provenienti da diversi archivi, racconta sei monumenti e memoriali dedicati alle vittime dei campi nazisti, tutti progettati dal prestigioso studio di architettura. 
Si tratta del Monumento ai Caduti nei campi di concentramento del cimitero Monumentale di Milano (1945), Il Memoriale di Gusen (1964), Il Museo-Monumento al deportato politico e razziale di Carpi (1973), il Memoriale dei caduti nei campi di sterminio di Aushwitz (1980), la cella italiana nel campo di Ravensbrück (1997) e il Monumento al deportato del Parco Nord di Milano (1998).
Due dei quattro soci dello studio – Gian Luigi Banfi e Lodovico Barbiano di Belgiojoso – subirono in prima persona la deportazione a Mauthausen a causa del loro impegno nelle fila del Partito d’Azione durante la Resistenza e il primo, provato dalle devastanti condizioni del lager, vi decedette anche, nel 1945. La potente esposizione è stata allestita – molto bene oltretutto, a nostro parere – proprio all’interno della Casa della Memoria di via Confalonieri, nel quartiere Isola.  

CASA DELLA MEMORIA. Via Confalonieri 14, Milano. Aperto tutti i giorni (10-17:30) tranne lunedì. Ingresso: libero. In calendario fino al 26 febbraio 2023.

LYNCH HIGHWAY

Per quanto molto interessante, includiamo Lynch Highway nella nostra selezione di mostre a Milano di questo mese soprattutto come pretesto per parlarvi della neonata Soggettiva Gallery, che ha aperto a fine 2022 in zona Risorgimento.
Si tratta di una galleria d’arte cinematografica nonché prima in Italia a portare una forma di espressione artistica già largamente diffusa in altri paesi del mondo: l’Alternative Movie Poster. Soggettiva si fa dunque editore dei lavori di artisti e creativi italiani e internazionali ma anche committente sia per emergenti che per artisti già affermati. La mostra che vi segnaliamo è il risultato di una call a tema pensata per celebrare il grande regista David Lynch in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche del film Lost Highways (1997) restaurato in 4k e, come questa, ne verranno lanciate altre in futuro. La nostra visita è stata piacevolissima, complice la grandissima passione di Alberto Bozzoli (fondatore, oltre che della galleria, de Il Cinemino), che ci ha raccontato a fondo questo bel progetto. Anche nel caso non doveste riuscire a passarci entro l’11 febbraio, data in cui la mostra chiuderà, vi consigliamo spassionatamente di segnarvi questo indirizzo!

SOGGETTIVA GALLERY. Via Sottocorno 5/A, Milano. Aperto da martedì a sabato (10:30-13:30 e 16:30-19:30). Ingresso: libero. In calendario fino all’11 febbraio 2023.

CHEMUTAI NG’OK – AN IMPRESSION THAT MAY POSSIBLY LAST FOREVER

A chiusura della nostra rassegna troviamo An impression that may possibly last forever dell’artista kenyota Chemutai Ng’ok (classe ’89). Dieci dipinti e alcuni disegni realizzati appositamente in occasione dell’esposizione presso Fondazione Ica, la prima dell’artista in Europa. In loco troverete un bel ed esaustivo testo di Chiara Nuzzi, curatrice della mostra, che aiuta a conoscere background e poetica dell’artista. Personalmente ci limitiamo quindi a esprimere il nostro apprezzamento per queste opere pittoriche che guardate distrattamente potrebbero apparire del tutto astratte ma che in realtà rappresentano piuttosto esplicitamente comunità, gruppi, complesse interiorità, scontri e incontri che diventano quasi fusioni. Vi segnaliamo inoltre in corso al primo piano di Ica anche la mostra di Riccardo Benassi Morestalgia

ICA MILANO. Via Orobia 26, Milano. Aperto da giovedì a sabato (12-19). Ingresso libero. In calendario fino al 18 marzo 2023.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a gennaio /mostre-milano-gennaio-2023/ /mostre-milano-gennaio-2023/#respond Mon, 09 Jan 2023 06:00:53 +0000 /?p=53829 Quali mostre a Milano vi consigliamo di visitare per inaugurare al meglio il 2023? Qui trovate la nostra selezione!

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Un buon proposito per il nuovo anno non potrebbe essere anche quello di dedicare più tempo ad arte e cultura? Noi ve la buttiamo lì, inaugurando il 2023 con la nostra selezione di mostre a Milano da visitare assolutamente a gennaio. Sperando che i nostri consigli possano tornarvi utili, vi auguriamo buon anno! 

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A GENNAIO

DIANA ORVING – INTROSPECTION

Apriamo la nostra rubrica sulle 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a gennaio con Introspection, della talentuosa artista svedese Diana Orving. Ospitata da Tempesta Gallery, l’esposizione riunisce diversi lavori, tra cui la spettacolare opera scultorea Becoming, realizzata da Orving durante la sua seconda gravidanza cucendo insieme diverse varietà di iuta riciclata, al fine di ottenere una struttura leggera, che rimane sospesa negli spazi della galleria e la cui forma ricorda una placenta. A colpirci ancora di più, però, sono state le opere a telaio, anch’esse realizzate cucendo tessuti, poi pitturati a olio: sorte di aperture verso un’altra dimensione, organismi viventi e seducenti, che invitano a essere toccati. L’artista stessa di tre di essi (Observer I e II) difatti afferma: “Spesso mi sento osservata dalle opere nel mio atelier. Sento la loro presenza, si liberano dalla loro cornice e si allungano verso di me”.
La sensazione comunque, ci teniamo a puntalizzarlo, attrae anziché inquietare. A noi è piaciuta veramente tantissimo, e infatti ve la stra-consigliamo. 

TEMPESTA GALLERYForo Bonaparte 68, Milano. Aperto da martedì a venerdì (15-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 24 febbraio 2023.

ROBERT CAPA – NELLA STORIA

“Se le tue foto non sono abbastanza buone, vuol dire che non eri abbastanza vicino”. L’abilità di Endre Friedmann – vero nome del fotografo ungherese -, non si limitava a osservare la dolorosa realtà della guerra da lontano; ci entrava totalmente dentro, riuscendone così a narrare oltre all’orrore e all’eroicità, principalmente il suo volto umano. 
Fu anche per questo, senza dubbio, che appena venticinquenne venne definito dal Picture Post “il più grande fotoreporter di guerra del mondo”. 
La monografica realizzata grazie alla collaborazione di Magnum Photos – di cui Robert Capa fu uno dei fondatori – si sviluppa attraverso un percorso suddiviso in 7 sezioni (gli esordi tra Berlino e Parigi, la guerra civile spagnola, l’invasione giapponese in Cina, la II Guerra Mondiale, il viaggio in Unione Sovietica con l’amico Steinbeck, la nascita di Israele e la guerra in Indocina, dove trovò la morte a soli 41 anni), per un totale di circa ottanta stampe fotografiche in bianco e nero, alcune delle quali mai esposte prima d’ora in Italia. Da non perdere!

MUDECVia Tortona 56, Milano. Aperto tutti i giorni (lun 14:30-19:30; mar-mer-ven-dom 9:30-19:30; gio-sab 9:30-22:30). Ingresso: intero 12€, ridotto 10€. In calendario fino al 19 marzo 2023.

GAETANO PESCE – È BELLO CONTINUARE

È bello continuare, dopo tanti anni, a promuovere arte e design, a collaborare, a sperimentare e creare con materiali insoliti e innovativi. Il primo incontro tra Luisa Delle Piane e l’architetto e scultore Gaetano Pesce risale al 1997, anno in cui la gallerista rimase folgorata dal lavoro del designer e dall’originalità con cui utilizzava la resina poliuretanica per creare oggetti e opere. L’anno successivo decise dunque di presentare le cosiddette “Pelli Industriali” – tele di grandi dimensioni in cui la resina viene utilizzata sia come supporto che come “pittura” – in occasione del Salone del Mobile.
La predilezione dell’utilizzo di questo materiale – che caratterizza a tal punto il lavoro dell’artista da renderlo immediatamente riconoscibile – deriva in gran parte dalla sua capacità di resistere molto bene al passare del tempo, rimanendo inalterato.
A 24 anni di distanza da quella prima esposizione, Gaetano Pesce e Luisa Delle Piane si ritrovano nell’omonima galleria in zona Sarpi – di cui vi avevamo già parlato nel nostro articolo 10 gallerie di design a Milano – con una nuova mostra dove, oltre 12 pelli industriali tra cui l’inedita Fish Skin, sono esposti anche elementi d’arredo e oggetti decorativi. Se, come noi, adorate Pesce, non potete perdervela! 

GALLERIA LUISA DELLE PIANEVia Giusti 24, Milano. Aperto tutti i giorni (10:30-13 e 15-19) tranne domenica e lunedì mattina. Ingresso: libero. In calendario fino all’1 aprile 2023.

JAPAN. BODY PERFORM LIVE

Tra le mostre a Milano più interessanti da visitare a gennaio c’è anche Japan. Body Perform Live. A essere riuniti presso il Padiglione di Arte Contemporanea sono i lavori di 17 artisti (9 donne, 7 uomini e un collettivo) nati tra il 1924 e il 1987, capaci di parlare attraverso la loro arte – declinata in diverse espressioni ma in cui il corpo rimane sempre un elemento centrale – della situazione politico-sociale giapponese.
Pittura, disegno, fotografia, performance, video, ricamo, scultura, installazioni… utilizzando un ampio spettro di linguaggi questi artisti riflettono sul rapporto tra il corpo – con le sue espressioni e manipolazioni – e gli ambienti in cui si viene a trovare, la società, la tecnologia con cui si rapporta e la materialità che lo circonda. 
A corredare e chiudere il percorso di Japan, è inoltre in corso nella Project Room al primo piano Il Muschio e la Carne, mostra-omaggio all’illustratore Igort (nome d’arte di Igor Tuveri), noto anche per i suoi Quaderni Giapponesi, frutto della permanenza di alcuni anni e dei viaggi compiuti all’interno del Paese.

PACVia Palestro 14, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19:30, giov 13-22:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 8€, ridotto 6.50€. In calendario fino al 12 febbraio 2023.

ZEROCALCARE. DOPO IL BOTTO

Dopo il botto della serie Netflix Strappare lungo i bordi, il fumettista Michele Rech (in arte Zerocalcare) è approdato a Milano con una grande mostra personale ospitata nei bellissimi e vasti spazi della Fabbrica del Vapore. Ma il botto è anche quello provato da un metaforico meteorite, il Covid, che – abbattendosi su di noi – ci ha “dato la possibilità di ripensare la società, di tirare fuori uno spirito diverso, più attento agli altri e alla collettività”… peccato non sia andata proprio così. Fulcro del percorso espositivo è, infatti, una città immaginaria e post-apocalittica, costituita da palazzi sigillati – disegnati dall’autore stesso – all’interno dei quali si nascondono oscure presenze e sulle cui sommità trovano rifugio personaggi solitari: in mezzo a loro un meteorite che si schianta a terra.
Nelle due aree simmetricamente retrostanti questi edifici, si sviluppano due mondi: esterno e interno. Se da una parte si trovano vignette, poster, locandine e strisce realizzate per denunciare ingiustizie sociali e prendere posizione dando il proprio contributo all’azione collettiva, dall’altra sono la realtà biografica e la vita interiore dell’autore – con le sue ansie, paure e incertezze trattate con estrema ironia – a essere protagoniste. 
Grazie a circa 500 tavole originali, bozzetti, video, illustrazioni e un’installazione site-specific, questa mostra riesce a parlare di molto, anzi moltissimo: frammentazione sociale post-pandemica, accrescimento di tensione e paura dovuto a un conflitto nato nel cuore d’Europa, isolamento forzato ma anche politica, resistenza e azione collettiva. Da vedere, leggere e pensare.

FABBRICA DEL VAPOREVia Procaccini 4, Milano. Aperto tutti i giorni (9:30-19:30, sab e dom fino alle 20:30). Ingresso: intero giorni festivi 14€; ridotto 12€. In calendario fino al 23 aprile 2023.

E voi avete già visitato una di queste mostre a Milano? Ne avete altre da consigliare? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

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L'articolo 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a gennaio sembra essere il primo su Conosco un posto.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a novembre /mostre-milano-novembre-2022/ /mostre-milano-novembre-2022/#respond Wed, 26 Oct 2022 06:00:26 +0000 /?p=51500 Se siete bisognosi della vostra dose d'arte ma non sapete cosa scegliere, ecco le mostre che vi consigliamo di visitare a Milano a novembre!

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Poetiche installazioni create con indumenti di seconda mano, nature morte contemporanee e la prima grande retrospettiva dedicata a Max Ernst in Italia. E poi, preziosi reperti provenienti dal Perù e le sempre attuali opere di una delle più influenti personalità del XX secolo. Anche questo mese c’è tanto da vedere in città e, come sempre, abbiamo cercato di fare la nostra parte, selezionando per voi 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a novembre. Scoprite quali sono!

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A NOVEMBRE

TIED TOGETHER

Tied Together, prima personale italiana di Kaarina Kaikonnen curata da Francesca Alfano Miglietti, è senz’ombra di dubbio tra le mostre a Milano che ci hanno più colpito ed emozionato negli ultimi tempi.
D’altronde M77 – che l’ha organizzata e promossa in collaborazione col Comune di Milano – Cultura – è una delle nostre gallerie d’arte milanesi preferite. A completare l’esposizione presso gli spazi di M77 – dove oltre alle opere per cui l’artista finlandese è più nota, ossia quelle realizzate utilizzando elementi di vestiario, sono presenti anche alcuni disegni – è una grande installazione site-specific occupante il colonnato della Rotonda della Besana (che rimarrà allestita solo fino al 6 novembre). Per crearla, Kaikonnen ha utilizzato più di mille camicie raccolte e selezionate da Humana People to People Italia che, legate tra loro, svolazzano tra le volte come tenendosi per mano, invitando lo sguardo dello spettatore ad alzarsi verso l’alto. Poesia.  

M77Via Mecenate 77, Milano. Aperto da martedì a sabato (11-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 22 dicembre 2022.

TOBOGÃ VESUVIUS

Negli spazi un tempo occupati da una delle sedi della galleria Massimo De Carlo, all’interno di Palazzo Belgioioso, ha da qualche mese casa la galleria d’arte Peres Projects. A essere cambiata rispetto a un tempo è solo l’illuminazione – proveniente da lunghi led a soffitto -, che abbiamo decisamente apprezzato poiché capace di rendere perfetta la fruizione delle opere.
Tobogã Vesuvius, dell’artista brasiliano Rafa Silvares, è la sesta esposizione milanese di Peres Projects, che per l’occasione ospita 7 dipinti a olio contraddistinti da colori super saturi e un iperrealismo che si inserisce in paesaggi senza luogo, quasi grafici. Nature morte contemporanee che vedono protagonisti oggetti quotidiani ed elementi architettonici perfetti, privi di graffi, difetti, segni di usura. Sospesi nel tempo e nello spazio, circondati da quelli che appaiono come fluidi e nubi.
Quali sono i significati nascosti di queste vibranti tele? Gli ironici titoli potrebbero dare un parziale aiuto all’interpretazione, sebbene i dipinti rimangano affascinanti enigmi a cui risulta difficile attribuire un chiaro senso. Di certo si tratta di un corpus di opere decisamente magnetico. 

PERES PROJECTS. Piazza Belgioioso 2, Milano. Aperto da lunedì a venerdì (11-18). Ingresso: libero. In calendario fino al 11 novembre 2022.

MAX ERNST

Il 4 ottobre a Palazzo Reale è stata inaugurata la prima retrospettiva in Italia dedicata al pittore, poeta, teorico dell’arte e scultore tedesco Max Ernst.
Circa 400 opere, di cui un’ottantina di dipinti (tra cui Oedipus Rex, che proprio quest’anno compie cent’anni, e L’angelo del focolare, utilizzato anche per la comunicazione della mostra), ma anche molto altro: sculture, gioielli, disegni, fotografie, collage e libri illustrati.
Un’esistenza movimentata e intensa, quella di Ernst, animata da grandi passioni. Vissuta tra la Germania – dove oltre a formarsi combatté la Grande Guerra ed ebbe luogo, dopo di essa, la “resurrezione”, con il primo matrimonio e la nascita del figlio Jimmy -, la Francia – dove tra le altre cose ebbe un ménage a trois con Gala e Paul Éluard – e gli Stati Uniti – dove fu costretto a fuggire in esilio durante la Seconda Guerra in quanto “artista degenerato”. E a una vita articolata e passionale corrispose un’altrettanto poliforme e varia carriera artistica.
Il tentativo della retrospettiva, curata da Martina Mazzotta e Jürgen Pech, è dunque dipanare tale complessità, per raccontare l’Ernst uomo e artista nel modo più esaustivo possibile, attraverso un percorso suddiviso in 9 sale tematiche.
Pur avendo trovato l’allestimento un po’ troppo caotico e l’illuminazione poco incisiva, consigliamo di far visita alla mostra, che rappresenta in ogni caso una preziosa occasione per conoscere più a fondo il visionario artista. Ad averci particolarmente affascinati sono stati, oltre ad alcune iconiche tele, i collages. 

PALAZZO REALEPiazza Duomo 12, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19:30, giov fino alle 22:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 15€, ridotto 13€. In calendario fino al 26 febbraio 2023.

MACHU PICCHU E GLI IMPERI D’ORO DEL PERÙ

Tutto ci aspettavamo fuorché luci colorate, proiezioni effetto acqua su pavimento, portali e grafiche cartoonesche, dalla mostra Machu Picchu e gli imperi d’oro del Perù, eppure… Con questo non vogliamo dire che l’allestimento ci abbia disturbati ma indiscutibilmente stupiti, facendoci sentire un po’ a Disneyland.
Per quanto l’effetto possa risultare spiazzante, forse si è così azzeccata la formula per rendere godibile a tutti, anche ai più piccoli, una mostra composta fondamentalmente da reperti archeologici (circa 180) in terracotta, oro, argento e tessuto che, potenzialmente, sarebbe potuta essere risultare assai più noiosa.
A cura di Ulla Holmquist – direttrice del Museo LARCO di Lima – e dell’archeologa Carole Fraresso, il progetto non si concentra solo sulla città sacra di Machu Picchu, bensì vi culmina attraverso un percorso che interessa anche quanto venuto prima e in altre aree geografiche del Perù.
Completato il percorso espositivo, vicino al bookshop vi è anche una sala in cui è possibile sperimentare una simulazione di volo sulla città di Machu Picchu, per mezzo di visori VR e apposite poltrone mobili, in grado di rendere ancor più realistica la sensazione di essere sospesi in volo. Il tutto accompagnati da una guida virtuale che racconta la storia del sito inca. Per quanto l’esperienza possa essere divertente, soprattutto se non la si è mai fatta, a essere sinceri abbiamo trovato un po’ assurdo che il supplemento richiesto per provarla (eh no, non è inclusa nel biglietto di ingresso) sia di ben 15€. 

MUDECVia Tortona 56, Milano. Aperto tutti i giorni (9:30-19:30; gio e sab fino alle 22:30) tranne lunedì mattina. Ingresso: intero 17€ (sab, dom e festivi), 16.50€ (lun-ven); ridotto 14€. In calendario fino al 27 marzo 2023.

ANDY WARHOL – LA PUBBLICITÀ DELLA FORMA

Ci stancherà mai Andy Warhol? Probabilmente no. Indiscusso genio che ha saputo trasformare in arte la riproducibilità che contraddistingue la società del consumo, Warhol ha cambiato la storia dell’arte, anticipando dinamiche ancor oggi attualissime e diventando icona. In un mondo in cui sempre più è difficile essere originali, in cui esistono i social network, in cui il confine tra artistico e commerciale è sempre più labile, non stupisce il fatto che la pop art desti ancora sì tanto fascino.
Andy Warhol – La pubblicità della forma, con cui chiudiamo la nostra selezione di mostre a Milano da non perdere questo novembre, è stata inaugurata pochi giorni fa e racconta attraverso più di 300 opere divise in sette aree tematiche e tredici sezioni, il percorso compiuto da Warhol, dagli esordi come illustratore commerciale negli anni Cinquanta, fino ad arrivare al rapporto col sacro che ne connota l’attività degli anni Ottanta.
In mostra si trovano prevalentemente opere uniche, provenienti dall’Estate Andy Warhol, oltre a prestigiose collezioni private: dalle Brillo Box ai ritratti dei divi degli anni Sessanta, dalla bellissima serie Ladies & Gentlemen dedicata alle drag queen alle ripetizioni che vedono protagonisti Marylin Monroe a Mao Zedong, ma anche disegni, dischi originali, il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustrazioni digitali, le sue famose polaroid, serigrafie e molto altro. I contenuti di certo non mancano… peccato per i troppi riflessi, ci dispiace dirlo, che anche in questo caso disturbano parzialmente la visione dei capolavori esposti. 

FABBRICA DEL VAPORE. Via Procaccini 4, Milano. Aperto tutti i giorni (9:30-19:30, sab e dom fino alle 20:30). Ingresso: intero giorni festivi 14€, giorni feriali 12€; ridotto 10€). In calendario fino al 26 marzo 2023.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a settembre /mostre-milano-settembre-2022/ /mostre-milano-settembre-2022/#comments Thu, 01 Sep 2022 07:00:40 +0000 /?p=48294 Trauma da rientro in città post vacanze? Non temete! Qui vi consigliamo 5 mostre a Milano da vedere a settembre per combattere la malinconia!

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L’estate sta finendo– cantavano i Righeira – e un anno se ne va” ma, soprattutto, si torna in città. Inevitabile provare un po’ di malinconia per le vacanze trascorse ma Milano, dobbiamo riconoscerglielo, sa bene come tenerci occupati, offrendo tantissime opportunità, anche in ambito artistico, per riprendere a viverla ed esplorarla con entusiasmo dopo aver staccato per un po’. Inauguriamo dunque la ripresa dopo la pausa estiva con la nostra immancabile selezione di 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a settembre. Buona lettura!

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A SETTEMBRE

UNKNOWN UNKNOWNS

Ogni tre anni, a partire dal 1923, Triennale Milano organizza un’Esposizione Internazionale. Quest’anno si è giunti alla sua 23esima edizione, intitolata Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries, che vede coinvolti più di 400 artisti, designer, architetti e scienziati – provenienti da più di 40 Paesi- chiamati ad affrontare come tema comune l’ignoto. Più che da una singola esposizione, iniziamo dunque la nostra rassegna da quella che si potrebbe definire una matrioska, o una costellazione, di mostre. Oltre a quella tematica curata dall’astrofisica Ersilia Vaudo, infatti, vi sono La Tradizione del Nuovo, del padiglione italiano; la sezione dedicata alle partecipazioni internazionali; Il Mondo Reale, della Fondation Cartier pour l’art contemporain; Il Corridoio Rosso; il laboratorio alchemico e altro ancora. Ed è proprio per permettere di visitarla accuratamente senza rimanerne sopraffatti che, una volta acquistato, il biglietto resterà valido fino alla chiusura dell’Esposizione. Mostre di questo genere richiedono senz’altro un buon grado di attenzione e coinvolgimento da parte dello spettatore, anche se l’intento – soprattutto in questo caso, dato il tema – non è di fornire risposte bensì porre interrogativi e stimolare a pensare l’ignoto come una dimensione da vivere, non da temere bensì dalla quale lasciarsi stupire e meravigliare.
Ci sono cose che non conosciamo, abbiamo capacità percettive e analitiche sviluppate ma pur sempre limitate: perché non accettare tutto ciò e affrontare l’esplorazione dell’incognito con curiosità, godendosi l’indagine di per sé e dando spazio al dubbio, anziché andare alla spasmodica ricerca di spiegazioni semplicistiche e false certezze? 

TRIENNALE. Viale Alemagna, 6. Aperto tutti i giorni (11-20) tranne lunedì. Ingresso: intero 22€, ridotto dai 18€ ai 6€. In calendario fino al 11 dicembre 2022.

LE COPERTINE DI MUNARI

Tra le mostre a Milano da vedere a settembre ci teniamo a includere anche quella dedicata a Bruno Munari dalla Kasa dei Libri che – ormai dovreste saperlo, dato che ne abbiamo già parlato spesso – alla sue esposizioni dà sempre un taglio libresco. Come si evince dall’esplicito titolo, a essere esposte sono ben 400 copertine, curate da Munari tra il 1930 (quando aveva soli 23 anni) e il 1998, poco prima della sua scomparsa. A rendere particolarmente soddisfatto Andrea Kerbaker – padrone di casa e incallito collezionista di volumi -, oltre alla quantità di copertine raccolte (di cui moltissime quasi sconosciute), è anche la loro grandissima varietà. Varietà che dipende sicuramente dalla collaborazione con case editrici molto diverse fra loro (Einaudi, Bompiani, Rizzoli, Scheiwiller, Editori Riuniti, Zanichelli, ecc.), ma non solo. La scelta è stata quella di essere quanto più esaustivi possibile, ragion per cui a essere esposti sono anche contributi “scomodi”, generalmente omessi dalla produzione munariana, quali le copertine realizzate per riviste e libri fascisti. Per noi è sempre motivo di immenso piacere fare visita a questo luogo speciale, che trasuda passione. Abbiamo convinto anche voi?

KASA DEI LIBRI. Largo de Benedetti 4, Milano. Aperto tutti i giorni (15-19). Ingresso: libero. In calendario dal 8 settembre al 23 ottobre 2022.

GILDED DARKNESS

Mostre Milano Settembre 2022 Fondazione Nicola Trussardi Nari Ward Centro Balenare Romano
Amazing Grace di Nari Ward | © Maris Hutchinson

Spesso e volentieri le mostre, a Milano, si svolgono in location inaspettate e originali. Ciò vale anche per Gilded Darkness (Oscurità Dorata), dell’artista americano Nari Ward, curata da Massimiliano Gioni e presentata da Fondazione Nicola Trussardi negli spazi interni ed esterni del Centro Balneare Romano, in Città Studi.
Ad aprire il percorso sarà Amazing Grace, una delle opere più celebri dell’artista, composta da 300 passeggini abbandonati e raccolti da Ward per poi essere disposti a forma di scafo di nave. Il tutto accompagnato dalle note dell’omonima, commovente, canzone intonata dalla cantante gospel Mahalia Jackson. Oltre a famose sculture e installazioni saranno inoltre presenti opere inedite, pensate appositamente per l’occasione, come Emergence Pool, intervento site-specific sulla piscina di 4000 mq.
I monumenti precari e gli oggetti collezionati da Ward – incarnazione di piccoli gesti eroici quotidiani, storie di sconfitte e miti decaduti – saranno dunque posti in dialogo con un ambiente progettato durante il fascismo in onore di un atleta deceduto al fronte, portatore di ideali di vittoria e grandezza, guerre e agonismo, nazionalismo e imperialismo. La curiosità è tanta. 

CENTRO BALNEARE ROMANO. Via Ampère, 20. Aperto tutti i giorni (12-20). Ingresso: libero. In calendario dal 12 settembre al 16 ottobre 2022.

CHARLOTTE PERRIAND. L’AVANGUARDIA È DONNA

Mostre Milano Settembre 2022 M77 Charlotte Perriand
Foto e arredi di Charlotte Perriand | © Lorenzo Palmieri

Per la mostra Charlotte Perriand. L’avanguardia è donna, ci spostiamo nella periferia est di Milano, in via Mecenate 77, dove si trova una delle nostre gallerie d’arte preferite: M77. Design, architettura, fotografia, urbanistica, politica…Perriand è stata una figura poliedrica e originale e il percorso espositivo – suddiviso in aree tematiche – è stato pensato proprio per raccontare i principali aspetti che ne caratterizzano attività lavorativa e sensibilità, ponendo in dialogo la sua produzione fotografica degli anni Trenta con una selezione di arredi iconici prodotti in esclusiva da Cassina, posizionati su piattaforme gialle nel mezzo delle sale. 
Al piano terra il percorso parte con alcuni scatti di montagna, per poi proseguire con i ritratti scattati al Partenone ai grandi amici Le Corbusier e Fernand Léger e alcuni still life di oggetti naturali trovati per lo più sulle spiagge della Normandia, trasformati dallo sguardo di Perriand in vere e proprie opere d’arte. Al piano superiore, invece, alcune foto di paesaggi marittimi e urbani, scattate tra Croazia, Giappone e Inghilterra: immagini come appunti, da cui l’artista francese prendeva ispirazione per le forme di architetture e arredi. Sono sempre più comuni le mostre a Milano dedicate alle figure femminili del Novecento e questo non può che farci un gran piacere.

M77Via Mecenate, 77. Aperto da martedì a sabato (11-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 25 settembre 2022.

GRAZIA VARISCO. PERCORSI CONTEMPORANEI 1957-2022

Mostre Milano Settembre 2022 Grazia Varisco Palazzo Reale
Quadri Comunicanti | © Thomas Libis

Siamo così felici di queste esposizioni-tributo alle artiste del Novecento, come dicevamo, che a conclusione della nostra selezione di mostre a Milano da visitare a settembre, abbiamo pensato di consigliarvi anche l’antologica della milanese Grazia Varisco, in corso a Palazzo Reale.  Un percorso espositivo cronologico – comprensivo di più di 150 opere – per ripercorrere carriera, ricerche e sperimentazioni compiute da Varisco nel corso di una vita dedicata all’arte. 
Si parte dai Materici – primi lavori svolti negli anni Cinquanta durante gli studi all’Accademia di Brera – per giungere a Quadri Comunicanti (2008), in cui a essere esplorato è il fragile rapporto tra pieno e vuoto. Il fil rouge? Il continuo cambiamento, l’assenza di limiti e tanta libertà.

PALAZZO REALEPiazza Duomo, 12. Aperto tutti i giorni (10-19.30, giovedì fino alle 22.30) tranne lunedì. Ingresso: libero. In calendario fino al 16 settembre 2022.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a luglio /mostre-milano-luglio-2022/ /mostre-milano-luglio-2022/#respond Wed, 29 Jun 2022 07:00:00 +0000 /?p=47115 Fuggire alla calura e rifugiarsi nella bellezza: ecco 5 interessantissime mostre a Milano da non perdere assolutamente a luglio!

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Quando le temperature si fanno bollenti, un buon modo per sfuggirle può essere quello rifugiarsi in musei e gallerie d’arte, per godere di un po’ di fresco, silenzio e bellezza. Questo mese la nostra selezione include due mostre fotografiche, due mostre che vedono protagoniste opere realizzate in ceramica, e un’esposizione cangiante e coloratissima, che dietro alla sua immagine pop nasconde tematiche profonde e super attuali. Leggete l’articolo per scoprire quali sono le 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a luglio

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A LUGLIO

MAGNUM PHOTOS: COLORS, PLACES, FACES

Cominciamo la nostra rassegna di mostre a Milano da non perdere a luglio, da una meravigliosa collettiva fotografica, che vede protagonisti 10 fotografi internazionali dell’agenzia Magnum Photos.
Curata da Giorgio Armani – che la ospita al piano terra degli eleganti e vasti spazi dell’Armani Silos -, la mostra offre un viaggio del mondo attraverso i personalissimi sguardi degli autori selezionati. Si parte dalla New York del 1953 immortalata da Werner Bischof per arrivare all’emozionante serie Shores di Harry Gruyaert, dedicata alle zone di confine tra terra e acqua, passando per l’ America Latina e i Caraibi di Alex Webb; la Cina di Christopher Anderson, che si concentra sui visi di chi abita le sue città; gli scorci e i dettagli inaspettati di Tokyo e Venezia del russo Gueorgui Pinkhassov; le architetture di Brasilia che tanto hanno affascinato René Burri; la Dubai di Olivia Arthur, che la interpreta mettendosi nei panni di un personaggio immaginario naufragato negli anni ’60 e tornato in una città completamente trasformata a distanza di 50 anni; l’Iran incantato di Newsha Tavakolian; la Gran Bretagna osservata con ironia da Martin Parr e l’affascinante Marocco di Bruno Barbey
Ad accomunare questa caleidoscopica visione del mondo attraverso l’apparecchio fotografico è il colore. Furono proprio i fotografi di Magnum Photos, infatti, ad andare per primi controcorrente, passando dal bianco e nero al colore ai tempi in cui veniva ancora ritenuto poco elegante dai puristi.
Armani Silos, secondo noi, rimane uno dei pochi spazi espositivi in città capace di rendere omaggio come si deve alla fotografia d’autore e bisogna essergliene davvero grati, poiché le caratteristiche dell’ambiente, la magistrale illuminazione e il formato delle stampe, ne permettono una visione veramente ottimale. 

ARMANI SILOS. Via Bergognone, 40. Aperto da mercoledì a domenica (11-19, giovedì e sabato fino alle 21). Ingresso: intero 12€, ridotto 8,40€ o 6€ a seconda della riduzione. In calendario fino al 6 novembre 2022.

OLIVIERO TOSCANI – PROFESSIONE FOTOGRAFO

Lo scorso 28 febbraio Oliviero Toscani ha compiuto 80 anni e Milano – sua città natale – lo ha celebrato con una mostra temporanea, durata giusto il giorno del suo compleanno e diffusa per tutta la città. A qualche mese di distanza – in continuità con tale iniziativa -, il Comune di Milano presenta in una delle sue location più prestigiose, Palazzo Reale, la più grande esposizione mai dedicata in Italia al geniale e coraggioso fotografo, capace di veicolare anche attraverso il mezzo pubblicitario messaggi provocatori, importanti e urgenti, rifuggendo conformismo e ipocrisia e avventurandosi dove i più – per paura, semplice pigrizia, indifferenza o quieto vivere – non si sarebbero mai spinti. 800 scatti, stampati e incollati alle pareti come manifesti: dai più iconici ai meno noti, dalle campagne pubblicitarie ai servizi di moda, fino ai ritratti, realizzati nel corso di 60 anni di carriera.
Senza dubbio è molto difficile operare una selezione quando ci si confronta col lavoro di un personaggio tanto poliedrico e prolifico. E infatti si è optato per mostrare il più possibile. L’impressione però, soprattutto in alcune sale, è stata quella di vedere troppo. Rimane in ogni caso una preziosa occasione per confrontarsi col lavoro e la visione del mondo del grande Toscani. 

PALAZZO REALE. Piazza Duomo, 12. Aperto tutti i giorni (10-19.30, giovedì fino alle 22.30) tranne lunedì. Ingresso: intero 14€, ridotto da 12€ a 6€ a seconda della riduzione. In calendario fino al 25 settembre 2022.

ULTRA CONTEMPORARY LANDSCAPE

Chi non rimane ammaliato di fronte ai tramonti contemporanei, con le loro vivide sfumature rosa e viola? Eppure, queste affascinanti tinte non sono altro che l’effetto causato dall’ampia presenza di inquinamento nell’atmosfera. L’apocalisse porta con sé anche un po’ di bellezza e colore, a quanto pare. È il tema su cui riflette l’artista lussemburghese Sali Muller, che per la prima volta presenta una sua personale negli spazi candidi e sotterranei della galleria The Flat – Massimo Carasi. Il suo nuovo corpus di opere – da cui la mostra prende il nome – ritrae “paesaggi ultra contemporanei“, fotografie metalliche, stampate su alluminio spazzolato, elaborate e rese super sature e variopinte. A essere esposti sono inoltre gli specchi antichi rinnovati grazie a speciali verniciature che li rendono simili a chiazze di petrolio disperse in mare e oggetti specchianti appesi al soffitto, che roteano restituendo immagini cangianti e distorte di ciò che le circonda, visitatori inclusi. Ne siamo rimasti davvero affascinati. 

THE FLAT – MASSIMO CARASI. Via Frisi, 3. Aperto da martedì a venerdì (14.30-19.30). Ingresso: libero. In calendario fino al 17 settembre 2022.

IN LIMBO

Tra le mostre a Milano da visitare a luglio, come si accennava in apertura, ce ne sono due che presentano opere scultoree realizzate in gres. La prima che vi segnaliamo è quella dell’artista francese Claire Lidner visitabile presso Maab Gallery – nel quartiere 5 vie – solo fino al 15 luglio. Le sue sculture policrome si ispirano al mondo naturale nel suo complesso, come insieme, senza riferimenti diretti a tale o tal altro elemento. Nell’universo creato dall’artista, come lei stessa afferma, è come se tutto l’universo “fosse fatto della stessa sostanza”. A noi alcune hanno fatto pensare ad anemoni, altre al fuoco, al vento o ad arzigogolate piante. Al di là delle personali interpretazioni, rimane comunque l’oggettiva bellezza di questi manufatti. Da vedere! 

MAAB GALLERY. Via Nerino, 3. Aperto da lunedì a venerdì (13-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 15 luglio 2022.

TUMMO

A fare riferimento alla natura – sempre utilizzando la ceramica – è anche l’artista argentina Ana Hillar. La sua mostra, ospitata da Tempesta Gallery, si intitola Tummo, che in tibetano significa “fuoco interiore”, oltre a essere una tecnica di respirazione praticata dai buddisti che permette di sopravvivere anche a condizioni estreme. Quel che Hillar vuol rappresentare con il suo lavoro è la capacità di resistenza, la forza vitale insita nella natura nella sua interezza, esseri umani compresi – anche se al giorno d’oggi fanno sempre più fatica a connettersi a quell’essenza interiore potente e istintiva -, il “battito che instancabilmente resiste, perdura e si ripete, gesto vitale inconsapevole”. In galleria vengono presentate le opere omonime alla mostra, che hanno qualcosa che ci ha ricordato un po’ il mondo sottomarino, e le installazioni site-specific Breath – polmoni realizzati con rami in terraglia, gres e oro – e Habitat

TEMPESTA GALLERY. Foro Bonaparte, 68. Aperto da martedì a venerdì (15-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 7 ottobre 2022.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a giugno /mostre-milano-giugno-2022/ /mostre-milano-giugno-2022/#respond Tue, 07 Jun 2022 05:00:02 +0000 /?p=45264 Questo mese, oltre al Fuorisalone 2022, sono in corso anche tante interessanti esposizioni a Milano. Ecco 5 mostre da non perdere a giugno!

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È iniziato il Fuorisalone 2022 e siamo tutti molto gasati, ma questo non significa che vi priveremo della nostra rubrica mensile dedicata alle 5 mostre da non perdere a Milano questo mese. La nostra selezione ne contiene tre che ben si sposano con la Milano Design Week, avendo come protagonisti famosi designer italiani, mobili e oggetti d’arredo; e poi una dedicata all’arte classica e una corale, per concludere in bellezza l’attività di una storica gallerie d’arte contemporanea negli spazi che occupa da circa mezzo secolo. Se vi abbiamo incuriosito non vi resta che leggere e scoprire quali siano le 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a giugno!

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A GIUGNO

HERE. BETWEEN NOT-YET AND NO-MORE

Per Galleria Milano – di cui vi avevamo già brevemente raccontato la storia in questo articolo – è tristemente giunto il momento di abbandonare gli spazi che occupa da quasi cinquant’anni. Con positività e sguardo proiettato verso il futuro, si è già messa in cerca di una sede sostitutiva – pur non essendo facile trovarne un’alternativa dotata di altrettanta personalità – ma, nel frattempo, tra il not yet (non ancora) e il no more (non più), saluta quella di via Manin/via Turati con una mostra corale site-specific.
Gli interventi dei circa quaranta artisti coinvolti dialogano profondamente con lo spazio nella sua interezza – dai pavimenti al soffitto, dai due studi laterali alle sale espositive, dalle maniglie ai cornicioni – e spaziano tra le più svariate tecniche. Se non ci siete mai stati è l’ultima occasione per farlo; se invece la conoscete non potete non passare a godervi la mostra e, con un po’ di malinconia, prendere parte a questo saluto collettivo.

GALLERIA MILANO. Via Turati 14, Milano. Aperto da martedì a sabato (10-13:30 e 15-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 30 giugno 2022.

ALDO ROSSI – DESIGN 1960/1997

Una delle mostre a Milano assolutamente da non perdere questo mese è quella dedicata dal Museo del Novecento all’architetto, designer e teorico Aldo Rossi. Nel percorso, che si dipana in nove stanze, sono magnificamente allestiti ed esposti più di 350 arredi e oggetti d’uso, prototipi, studi, modelli, dipinti e disegni progettati e realizzati tra 1960 e il 1997, per la prima volta riuniti grazie alla collaborazione di diversi musei e collezioni private. A caratterizzare la produzione di Rossi, già a partire dai primissimi mobili realizzati negli anni Sessanta, è la riflessione sul rapporto tra scala architettonica, urbana, monumentale e oggettuale. Grazie alla sua immaginazione, infatti, il piroscafo diventa libreria, la cupola caffettiera, il faro teiera, gli edifici tappeti. Si tratta di una monografica ricchissima che spazia da oggetti d’uso comune a spettacolari e fantasiosi progetti come il Teatro del Mondo, presentato alla Biennale di Venezia del 1980: un edificio galleggiante dotato di palcoscenico, scale e gallerie capace di accogliere fino a quattrocento spettatori, di cui più della metà seduti. Davvero super consigliata!

MUSEO DEL NOVECENTO. Piazza del Duomo 8, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19:30, gio fino alle 22:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 10€, ridotto 8€. In calendario fino al 2 ottobre 2022.

CARO JOE COLOMBO, CI HAI INSEGNATO IL FUTURO

La Galleria d’Arte Moderna di Milano celebra un altro designer, anzi, “il profeta del design“, come lo definirono nel 2000 Anna Del Gatto e Stefano Casciani: Joe Colombo. Nato nel 1930 a Milano – dove si concluse anche prematuramente la sua carriera a soli 41 anni – Colombo si è conquistato questa definizione grazie alla sua visionarietà che gli ha permesso di prevedere le necessità di domani e anticipare i successivi traguardi del design. Colombo ha progettato proiettandosi verso l’avvenire, intuendo con perspicacia quanto questo sarebbe stato fluido, vario e dinamico. Concependo lo spazio abitativo come un ambiente in divenire, ha ideato arredi cangianti, in grado di trasformarsi e comporsi tra loro a seconda delle esigenze, proponendo dunque non solo nuovi mobili, bensì veri e propri nuovi modi di vivere.
La genialità del designer – condensata negli arredi esposti in mostra – emerge con potenza all’interno delle sontuose sale neoclassiche dello spazio espositivo, con cui si viene a creare un netto contrasto: c’è chi, per creare uno strappo nel presente, preferisce ispirarsi al passato e chi, con atteggiamento diametralmente opposto e molta fantasia, cerca soluzioni in vista di ciò che verrà. 

GALLERIA D’ARTE MODERNA. Via Palestro 16, Milano. Aperto tutti i giorni (10-17:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 10€, ridotto 8€. In calendario fino al 4 settembre 2022.

I MARMI TORLONIA

C’è chi colleziona schede telefoniche e chi – come la famiglia Torlonia – opta per i capolavori antichi, finendo per costruire la più importante collezione privata di sculture greco-romane al mondo. Novantasei marmi della Collezione Torlonia – di cui cinque “nuovi”, restaurati per l’occasione – cominciano dalle Gallerie d’Italia, dopo l’inaugurazione romana ai Musei Capitolini, il loro tour presso i più importanti musei internazionali, che si concluderà con l’individuazione di una sede espositiva permanente per il Museo Torlonia. Il percorso espositivo è stato suddiviso in sei sezioni che, andando a ritroso nel tempo, raccontano la storia del collezionismo di antichità a Roma dal XV al XIX secolo. La mostra si apre con un’evocazione della sede storica del Museo Torlonia, in via della Lungara 5 a Roma, inaugurato dal Principe Alessandro nel 1875 e contenente ben 620 sculture, per poi concludersi con una sezione dedicata al restauro, ove sono esposti l’Ercole (composto da 112 pezzi) e Leda con il cigno. Se siete amanti dell’arte classica, non perdetevi assolutamente questa mostra. 

GALLERIE D’ITALIA. Piazza della Scala 6, Milano. Aperto tutti i giorni (9:30-19:30, giofino alle 22:30). Ingresso: intero 10€, ridotto 8€. In calendario fino al 18 settembre 2022.

STUPID FURNITURE

Nel mese della Milano Design Week ci sembrava giusto segnalarvi anche la mostra Stupid Furniture, prima personale italiana dell’artista portoghese Joana Vasconcelos, in corso presso la galleria d’arte contemporanea Mimmo Scognamiglio, in zona Brera. Conosciuta per le sue sculture monumentali, coloratissime, multimateriche e barocche, l’artista – come tutti – durante il lockdown ha dovuto per la prima volta interrompere l’attività del suo studio e rinunciare ai viaggi di lavoro, ritrovando così il tempo di guardare dentro sé stessa e riscoprire l’intimità dell’ambiente domestico. Il corpus di undici opere esposte in galleria è frutto proprio di quel periodo. Tutto è nato da una vecchia credenza della bisnonna, ridipinta e re-inventata dall’artista, per poi proseguire con la reinterpretazione di altri pezzi d’arredamento trovati in giro per mercatini, totalmente trasformati grazie all’inserimento di forme tessili colorate, ricami, perline e festoni. Una cosa è certa: queste appariscenti opere possono piacere o non piacere, ma di certo non passare inosservate.

MIMMO SCOGNAMIGLIO. Via Goito 7, Milano. Aperto da lunedì a venerdì (11-19). Ingresso libero. In calendario fino al 29 luglio 2022.

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5 mostre a Milano da visitare assolutamente a maggio /mostre-milano-maggio-2022/ /mostre-milano-maggio-2022/#respond Mon, 02 May 2022 07:00:52 +0000 /?p=44042 Opere pop, fotografia, bizzarri mostriciattoli e uno studio d'artista: ecco le 5 mostre a Milano da visitare a maggio!

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Le emozionanti immagini in bianco e nero di uno dei più grandi maestri della fotografia italiana, un’artista italiana fascinosa e poco conosciuta, le opere pop di un ex avvocato che ha trasformato un gioco e un hobby in arte, bizzarri mostriciattoli, uno studio d’artista da esplorare… insomma, questo mese la nostra selezione è veramente esplosiva! Ecco quali sono, a nostro parere, le 5 mostre a Milano da visitare assolutamente a maggio!

5 MOSTRE A MILANO DA NON PERDERE A MAGGIO

LEONOR FINI – ITALIAN FURY

La nostra rassegna di mostre da visitare a maggio a Milano parte dalla bellissima esposizione dedicata dalla galleria Tommaso Calabro all’artista italo-argentina Leonor Fini, definita da Max Ernst “italian fury”, “donna di scandalosa eleganza, capriccio e passione”. Fini (1907-1996) è un’artista di difficile collocazione, data la sua poliedricità, l’unicità di visione e la sempre mantenuta indipendenza dalle principali correnti novecentesche, nonostante abbia avuto diversi e stretti legami sia con artisti del Novecento Italiano, a Milano, che con i Surrealisti a Parigi.
Cresciuta a Trieste in un ambiente alto-borghese, circondata da intellettuali e scrittori come Joyce, Svevo e Saba, Fini si trasferì nel capoluogo lombardo prima di approdare nella Ville Lumière, sua città di adozione. Disegnatrice, pittrice, costumista e designer, fu proprio qui che ottenne la sua prima mostra personale e disegnò il celebre profumo “Shocking” di Elsa Schiapparelli.
La mostra – curata da Francesco Vezzoli – che per l’occasione espone anche delle sue opere ispirate alla carismatica artista – presenta una selezione di opere di Fini, ponendole in dialogo con quelle di alcuni amici e amanti, tra cui De Chirico, Max Ernst e Stanislao Lepri. È a un dipinto di quest’ultimo, intitolato “La Chambre de Leonor”, che Filippo Bisagni ha tratto ispirazione per il magnifico allestimento. Non perdetevela!

TOMMASO CALABRO. Piazza San Sepolcro 2, Milano. Aperto da martedì a sabato (11-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 25 giugno 2022.

FERDINANDO SCIANNA – VIAGGIO, RACCONTO, MEMORIA

A Palazzo Reale è in corso la mostra antologica “Ferdinando Scianna – Viaggio, Racconto, Memoria”, che raccoglie oltre 200 fotografie rigorosamente in bianco e nero stampate in diversi formati e suddivise in sezioni tematiche per ripercorrerne l’intera carriera. Scianna è stato un fotografo di reportage e di viaggio, ma anche un abile ritrattista e fotografo di moda, oltre che giornalista. Un fotografo scrittore, amante del racconto e di conseguenza del formato libro, motivo per il quale l’esposizione si apre con la sezione “Bibliografia”, che presenta una ricca selezione di sue pubblicazioni. Una delle sezioni più interessanti è quella dedicata ai ritratti di amici e note personalità, ognuno corredato da un aneddoto o ricordo del fotografo siciliano. Tra i ritratti vi sono anche numerose immagini scattate in diversi contesti – anche intimi e familiari – al suo carissimo amico Leonardo Sciascia.
Oltre all’oggettiva bellezza delle fotografie esposte, abbiamo trovato particolarmente piacevole avvertire fortemente la presenza del loro autore, che è come se guidasse e accompagnasse lo spettatore durante la visita, narrando personalmente storie di vita e lavoro e parlando del suo modo di intendere la fotografia attraverso l’audioguida inclusa nel biglietto.

PALAZZO REALE. Piazza del Duomo 12, Milano. Aperto tutti i giorni (10-19:30, giovedì fino alle 22:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 14€, ridotto dai 12€ ai 6€ a seconda della riduzione. In calendario fino al 5 giugno 2022.

OPEN STUDIO #1 – L’INIZIO DEL TEMPO

Del misterioso e bellissimo Labirinto di Pomodoro vi avevamo già parlato sia nel nostro articolo dedicato a 10 luoghi d’arte segreti a Milano tutti da scoprire che nella nostra guida del quartiere Solari. Non vi abbiamo ancora mai parlato, però, dello Studio di Arnaldo Pomodoro, con sede in via Vigevano. Lo facciamo ora, in occasione della mostra “L’inizio del tempo. Le ricerche spazialiste di Arnaldo Pomodoro”, primo appuntamento di un nuovo ciclo di Open Studio in cui si susseguiranno allestimenti temporanei della durata di un anno, per raccontare e approfondire tematiche e periodi meno noti della ricerca dell’artista. Protagonista di questo primo Open Studio è il grande bassorilievo “L’inizio del tempo n.2”, accompagnato da altre sculture, disegni e studi preparativi, materiali d’archivio di vario genere (dalle fotografie a ritagli di giornali e riviste). A noi esplorare gli studi d’artista, luoghi generalmente inaccessibili, piace sempre parecchio. Se anche voi la pensate nello stesso modo non vi resta che prenotare una visita! 

FONDAZIONE ARNALDO POMODORO. Via Vigevano 3, Milano. Giornate, orari di apertura e costi a disposizione sul sito. In calendario fino al 18 dicembre 2022.

AFASTA NEFASTA

Suona come un incantesimo il titolo della prima mostra personale in Italia di Yuli Yamagata, artista brasiliana con origini giapponesi, in corso presso Ordet. E in effetti l’arte di Yamagata si rifà senza dubbio a un immaginario fantastico e onirico, in cui riferimenti facilmente identificabili e dettagli surreali si fondono per creare opere bizzarre e un po’ grottesche, realizzate per lo più cucendo e imbottendo diversi tipi di tessuto. A ispirare l’artista sono principalmente la cultura del consumo, il mondo dei fumetti e quello della filmografia horror americana degli anni Novanta. Gli strani esseri creati da Yamagata sono infatti provvisti di mani verdi dalle lunghe unghie smaltate di rosso – come quelle delle streghe – che stringono bulbi oculari e tentacoli che indossano sneakers, per esempio. A noi, in tutta la sua assurdità, la mostra è piaciuta molto. 

ORDET. Via Adige 17, Milano. Aperto da mercoledì a sabato (14-19). Ingresso: libero. In calendario fino al 28 maggio 2022.

THE ART OF THE BRICK

Chiudiamo la nostra rassegna di mostre da visitare a maggio a Milano con la più pop di tutte: The Art of The Brick, esposizione itinerante di Lego Art che – dopo aver fatto il giro del mondo ed essere stata ammirata da 7 milioni di spettatori – torna in città presso Ride – Milano Urban Hub, a pochi passi da Porta Genova e i Navigli. A essere presentate sono le opere dell’artista Nathan Sawaya, ex avvocato amaricano che nel 2004 ha deciso di abbandonare la professione per dedicarsi all’arte del mattoncino (Lego) a tempo pieno. Coi mattoncini colorati con cui tutti noi abbiamo giocato e costruito, Sawaya ha riprodotto di tutto: oggetti d’uso quotidiano, riproduzioni dei grandi capolavori dell’arte e di sculture classiche, simboli, animali, scheletri di dinosauri ma, soprattutto, figure antropomorfe. La sezione più interessante della mostra infatti – a nostro parere – è proprio quella intitolata “Human Condition”, dove a essere protagoniste, più che le figure umane di per sé – sono emozioni e sentimenti quali il senso di smarrimento, il dolore della perdita, la disperazione. Sono queste le opere più originali e potenti dell’artista; quelle davanti alle quali l’aspetto ludico della sua arte e del mezzo utilizzato per crearle passano in secondo piano e dalla plastica emerge un’intensa espressività. Una mostra per tutte le età, perfetta da visitare in famiglia

RIDE. Via Valenza 2, Milano. Aperto tutti i giorni (orari sul sito). Ingresso: intero 15€, ridotto 11€. In calendario fino al 28 agosto 2022.

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10 mostre da visitare nei dintorni di Milano per una gita fuori porta /10-mostre-da-visitare-nei-dintorni-di-milano-per-una-gita-fuori-porta/ /10-mostre-da-visitare-nei-dintorni-di-milano-per-una-gita-fuori-porta/#respond Mon, 11 Apr 2022 07:00:43 +0000 /?p=43456 Voglia di una gita fuori porta a tema artistico? Ecco 10 mostre da visitare nei dintorni di Milano per farne una!

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La bella stagione è arrivata facendo venire a tutti una gran voglia di gite fuori porta. E se si è appassionati d’arte, perché non approfittare di una delle tante mostre in corso non lontano da Milano per trascorrere una giornata o un weekend via? Se l’idea vi stuzzica, questo articolo potrebbe proprio fare al caso vostro. Abbiamo infatti raccolto per voi 10 mostre da visitare nei dintorni di Milano per una gita fuori porta: ecco quali sono!

10 MOSTRE PER UNA GITA FUORI PORTA

ASTRATTE

Cominciamo la nostra selezione di mostre poco distanti da Milano sul lago di Como nella splendida cornice di Villa Olmo. È nelle sale affrescate di questa villa settecentesca, infatti, che vi sviluppa la collettiva “Astratte” – curata da Elena Di Raddo -, che raccoglie le opere di 39 artiste che si sono confrontate con il tema dell’astrazione tra gli anni Trenta e gli anni Novanta del Novecento. La mostra non pretende in nessun modo di essere esaustiva, né tantomeno intende avere una valenza femminista ma, piuttosto, celebrare l’altra metà dell’avanguardia – come la definì nel 1980 Lea Vergine -, troppo a lungo trascurata. La storia dell’arte astratta è stata infatti una storia narrata fondamentalmente al maschile, ma è ancor più avvincente e poliedrica quando viene raccontata anche al femminile.
Il percorso espositivo è suddiviso in sezioni tematiche da cui emergono le diversi declinazioni, modalità, linee di ricerca che l’arte astratta ha avuto negli ultimi 70 anni del secolo scorso. Si parte da “Pioniere” giungendo a “Spazio/Luce”, passando per “Segno/Scrittura”, “Geometrie”, “Materia”, “Meditazione/Concetto” e “Corpo/Azione/Re-Azione”: perché se è vero che l’astrazione è stata una rivoluzione a livello formale, è altrettanto vero che è difficile (anzi impossibile) darne una definizione precisa, date le diverse connotazioni che sin da subito ha assunto.

Cos’altro fare e dove mangiare a Como? In questi nostri articoli trovate alcuni suggerimenti:
La Como nascosta: 8 cose da fare (e da mangiare)
Una giornata speciale sul lago di Como tra barca, ville e buon cibo
A pranzo da Materia, ristorante stellato sul lago di Como

VILLA OLMO. Via Simone Cantoni 1, Como. Aperto tutti i giorni (10-18) tranne lunedì. Ingresso: intero 7€, ridotto 5€. In calendario fino al 29 maggio 2022.

GIARDINI

Di Francesco Di Luca e delle sue sue sculture antropomorfe a grandezza naturale – realizzate in ferro, rame, ruggine e oro zecchino e in bilico tra mondo animale, vegetale e umano – vi avevamo parlato di recente, in occasione di una mostra presso la Basilica di San Celso. Se non avevate fatto in tempo a visitarla, ora avete modo di recuperare facendo una gita fuori porta nella graziosissima Lodi. La mostra è gratuita e diffusa per la città in 5 differenti location: la chiesa di Santa Chiara Nuova, il Museo di Paolo Gorini, la facciata esterna del Teatro delle Vigne, la Biblioteca Laudense e la candida e incantevole ex-chiesa dell’Angelo.

LODI. Informazioni e orari di apertura delle diverse location qui. Ingresso: libero. In calendario fino al 27 aprile 2022.

JAMES BARNOR: ACCRA/LONDON – A RESTROSPECTIVE

Gite fuori porta mostre primavera 2022 James Barnor MASI
© James Barnor

Una delle mostre che ancora non abbiamo avuto modo di visitare ma che abbiamo segnato in agenda per una gita fuori porta da fare al più presto è quella dedicata all’opera fotografica di James Barnor, fotografo anglo-ghanese. Nato ad Accra nel 1929, Barnor – durante la sua lunga carriera divisa tra due continenti – è stato testimone di importanti cambiamenti sociali e politici (tra cui l’indipendenza del suo Paese di origine) e ha saputo muoversi con disinvoltura tra luoghi, culture e generi fotografici molto diversi fra loro. La retrospettiva che gli dedica il MASI di Lugano, raccoglie più di 200 opere (di cui alcune inedite): foto di famiglia e reportage, ritratti commissionati, ma anche scatti di moda e lifestyle. Una preziosa occasione per conoscere il lavoro di un fotografo poco conosciuto al grande pubblico, pur essendo stato fonte di ispirazione per generazioni di fotografi in Africa e nel mondo. 

MASI. Via Canova 10, Lugano. Aperto tutti i giorni (11-17, gio fino alle 20, sab-dom 10-18) tranne lunedì. Ingresso: intero 8CHF, ridotto 6CHF. In calendario fino al 31 luglio 2022.

ANTONIO LIGABUE – L’UOMO, L’ARTISTA

Gite fuori porta mostra Antonio Ligabue Reggia Reale Monza primavera 2022
Autoritratto con cavalletto di Antonio Ligabue

Novanta opere – tra dipinti, sculture, disegni e incisioni – per ripercorrere vita e opera di uno degli artisti più originali del secolo scorso: Antonio Ligabue. Alla Reggia di Monza, l’antologica dedicata all’artista svizzero si snoda attraverso i due filoni principali che hanno caratterizzato la sua opera: gli animali – sia selvatici che domestici – e gli autoritratti, dando però spazio anche alle scene di vita agreste e ai paesaggi padani. A essere particolarmente struggenti sono gli autoritratti, da cui emergono il male di vivere, l’angoscia e la sofferenza dell’autore. In mostra, inoltre, è presente anche una ventina delle sue meno note opere plastiche, realizzate in bronzo e raffiguranti per lo più animali. Una gita di poco fuori porta in una location incantevole, contornata da un ampio parco dove potersi rilassare e fare una bella passeggiata o un picnic. 

Dove mangiare a Monza? In questo nostro articolo trovate alcuni suggerimenti:
20 ristoranti a un’ora da Milano che valgono il viaggio

REGGIA DI MONZA. Viale Brianza 1, Monza (MB). Aperto tutti i giorni (10-13 e 14-19; ven-sab-dom 10-20) tranne lunedì e martedì. Ingresso: intero 12€, ridotto 10€. In calendario fino al 1° maggio 2022.

VIVIAN MAIER INEDITA

Gite fuori porta mostra Torino Vivian Maier Inedita Musei Reali
© Vivian Maier

Dopo una prima tappa al Musée du Luxembourg di Parigi, la retrospettiva “Vivian Maier Inedita” è approdata nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino. Com’è facilmente intuibile dal titolo, la mostra si pone l’obiettivo di raccontare aspetti poco conosciuti della vicenda umana e artistica di una delle più grandi esponenti della street photography. Esposte, infatti, sono anche serie mai viste prima, come quelle scattate durante il viaggio in Italia del 1959, che vedono protagoniste specialmente le città di Torino e Genova, oltre ad alcuni oggetti personali della fotografa.Anche in questo caso a pochi passi dal museo si trova una vasta area verde: quella dei bellissimi Giardini Reali. Parlando del capoluogo piemontese, estremamente vivace sotto il punto di vista artistico-culturale, ci sentiamo di suggerirvi anche altre due mostre in corso in città: Capolavori della fotografia moderna 1900-1940. La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art, New York e quella dedicata a Luca Pignatelli dal Museo Ettore Fico.

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Un weekend a Torino: cosa vedere e dove mangiare nella magica città piemontese
Una gita bellissima nei dintorni di Torino: Reggia di Venaria Reale e Superga

MUSEI REALI TORINO. Piazza Reale 1, Torino (TO). Aperto tutti i giorni (10-19, sab-dom fino alle21) tranne lunedì. Ingresso: intero 15€, ridotto 12€. In calendario fino al 26 giugno 2022.

I FARNESE – ARCHITETTURA, ARTE, POTERE

Gite fuori porta mostra Farnese Pilotta Parma
Alcune delle opere esposte alla Pilotta | © Giovanni Hanninen

L’utilizzo delle arti può anche fungere da strumento di legittimazione. Così è stato per la famiglia Farnese che, commissionando e collezionando opere artistiche e architettoniche, durante il Rinascimento si riuscì ad affermare in ambito politico, oltre che all’interno del panorama culturale europeo. Ed è proprio alla committenza della casata che – a 27 anni dall’ultima esposizione sul tema – il Complesso Monumentale della Pilotta dedica questa grande mostra, che si sviluppa in alcuni dei suoi ambienti più spettacolari, quali la Galleria Petitot della Biblioteca Palatina, la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese e i Voltosi del Gazzatoio. A essere presentate sono più di 300 opere, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Europa (oltre a quelle appartenenti alla Collazione Farnese di Parma stessa), che comprendono capolavori pittorici, disegni architettonici e oggetti di ogni sorta che compongono una vera e propria wunderkammer rinascimentale

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COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA. Piazza della Pilotta 3, Parma (PR). Aperto tutti i giorni (10:30-18:30) tranne lunedì. Ingresso: intero 8€, ridotto da 7 a 2€. In calendario fino al 31 luglio 2022.

CARTE SEGRETE – TEATRO VISIONI

Gite fuori porta mostra Salo Daniele Levi Museo di Salo
Uno dei bozzetti di Daniele Lievi

Al MuSa (Museo di Salò) è invece in corso la mostra dedicata all’artista e scenografo scomparso prematuramente trent’anni fa Daniele Lievi, ideata dal fratello Cesare Lievi, regista teatrale con cui collaborò strettamente firmando tra il 1979 e il 1990 più di 20 spettacoli in Italia, Austria, Germania e Svizzera. La stampa tedesca li adorava al punto da definirli “Zauberer des Gardasse” (i maghi del lago di Garda). Esposte, sono oltre 150 opere, attraverso le quali immergersi nella creatività e nel talento visionario di Lievi: le cosiddette Carte Segrete – ossia disegni raccolti in una sorta di diario personale – ma anche materiali relativi all’attività di scenografo, come modellini, tele, disegni-studi, fotografie e video degli spettacoli realizzati, capaci di rivelare il costante dialogo tra foglio e spazio, visione astratta e necessità scenica. E poi, il lago di Garda, è decisamente una delle migliori opzioni per una gita fuori porta.

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MUSEO DI SALÒ. Via Brunati 9, Salò (BS). Aperto da venerdì a domenica (10-18). Ingresso: intero 9€, ridotto 7€. In calendario fino al 30 novembre 2022.

LE PARETI DELLE MERAVIGLIE

Gite fuori porta primavera 2022 mostre Le pareti delle meraviglie Palazzo Te Mantova
Un angolo dell’esposizione | © Courtesy Lara Facco

Meravigliosa meta per una gita fuori porta a un paio d’ore da Milano è Mantova, dove – presso Palazzo Te – è in corso la mostra “Le pareti delle meraviglie. Corami di corte tra i Gonzaga e l’Europa“. Cosa sono i corami? Preziosi manufatti decorativi da parete realizzati in cuoio che durante il Rinascimento venivano utilizzati per adornare le sale dei palazzi delle più prestigiose corti europee, isolando nel contempo le pareti. La mostra inaugura la stagione espositiva 2022 di Fondazione Palazzo Te “Mantova: l’Arte di vivere”, dedicata allo stile di vita della corte dei Gonzaga durante il periodo rinascimentale. Le sale della villa ospitano per l’occasione 60 opere provenienti da musei e collezioni private. Palazzo Te merita una visita di per sé… perché non approfittare di questa occasione per andare a vederlo? 

Cos’altro fare e dove mangiare a Mantova? In questo nostro articolo trovate alcuni suggerimenti:
Un weekend a Mantova: cosa vedere e dove mangiare

PALAZZO TE. Viale Te 13, Mantova (MN). Aperto tutti i giorni (9-19:30, lun dalle 13). Ingresso: intero 12€, ridotto 8€. In calendario fino al 26 giugno 2022.

MARK HANDFORTH, WHITE-LIGHT-WHIRLWIND

Un’altra interessante gita fuori porta a una sola ora di macchina da Milano è quella che si può fare a Cremona, dove al momento – presso la seicentesca ex chiesa di San Carlo – è in corso la seconda mostra di arte contemporanea del progetto San Carlo Cremona, gestito da Francesca Minini in collaborazione con Apalazzogallery di Brescia, realizzata in collaborazione con la Galleria Franco Noero di Torino. A essere esposte sono opere site specific create da Mark Handforth (nato a Hong Kong ma di base a Miami), tra cui spicca una scultura luminosa alta ben 16 metri che si sviluppa partire dal pavimento salendo come un vortice verso la cupola barocca. A noi, piacendo sempre molto la commistione tra location storiche e opere contemporanee, incuriosisce molto.

SAN CARLO. Via Stefano Leonida Bissolati 33, Cremona (CR). Aperto su appuntamento scrivendo a [email protected] o chiamando al 3389736491. Ingresso: libero. In calendario fino al 31 maggio 2022.

DANCING PLAGUE + COLLEZIONE IMPERMANENTE

Presso lo Spazio Zero della Gamec di Bergamo è possibile visitare la mostra “Dancing Plague“, progetto vincitore della XI edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EntrerPrize, che pone in dialogo storia europea, colonialismo e pandemia per mezzo delle opere di 10 artisti dal diverso background. Curata dal greco Panos Giannikopoulos, l’esposizione nasce dalla suggestione fornita da un insolito evento fericatosi in Europa tra il XIV e il XVII secolo quando, in preda a una sorta di isteria collettiva, gruppi di persone ballarono senza sosta per intere settimane in uno stato di trance, finendo per infortunarsi, crollare per sfinimento o morire a causa di ictus e attacchi cardiaci: la Piaga del Ballo, appunto. Fil rouge tra le opere è dunque la danza, intesa come mezzo di creazione di identità e resistenza culturale, ma anche di esplorazione delle possibilità corporali e strumento per entrare in contatto con gli altri. Sempre presso la Gamec è inoltre visitabile la Collezione Impermanente, che presenta al pubblico una ricca selezione di opere del patrimonio della galleria realizzate da autori di diverse generazioni, dagli anni Novanta a oggi.

Cos’altro fare e dove mangiare a Bergamo? In questo nostro articolo trovate alcuni suggerimenti:
20 fantastiche gite fuori porta da Milano tra arte e natura

GAMEC. Via San Tomaso 53, Bergamo (BG). Aperto tutti i giorni (15-19, sab-dom dalle 10) tranne martedì. Ingresso: gratuito fino all’8 giugno. “Dancing Plague” in calendario fino al 29 maggio 2022; “Collezione Impermanente” fino all’8 gennaio 2023.

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