Dove mangiare – Conosco un posto https://godsgift.cyou Wed, 21 Apr 2021 14:37:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Dove mangiare – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Un weekend a Bologna: cosa vedere e dove mangiare nella splendida città emiliana /bologna-cosa-vedere-dove-mangiare/ /bologna-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Tue, 19 Nov 2019 07:00:05 +0000 /?p=18457 Siamo stati un weekend nella meravigliosa Bologna, e qui vi diamo tantissimi tips su cosa vedere e dove mangiare in città!

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Difficilmente potete trovare un luogo che, ad una sola ora di treno da Milano, racchiuda tanti tesori come Bologna. La storia, la cultura, i sapori, i profumi e i suoni che questa città offre sono un patrimonio ineguagliabile che abbiamo cercato di descrivervi con il diario del nostro weekend. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Bologna!

WEEKEND A BOLOGNA: COSA VEDERE E COSA FARE

*DALLA STAZIONE A PIAZZA MAGGIORE. Se arrivate in treno inizierete a familiarizzare con i famosi portici di Bologna percorrendo via Indipendenza, probabilmente la strada principale dello shopping bolognese con le insegne delle principali catene commerciali, ma anche sede di importanti luoghi di cultura come  l’Arena del Sole e la mastodontica Cattedrale di San Pietro che dall’esterno non lascia minimamente presagire la vastità dello spazio interno.

I portici di Via Indipendenza | © Tommaso Prada

Bastano pochi passi per raggiungere uno dei simboli della città, la statua del Nettuno del Giambologna (chiamato “il Gigante” dai bolognesi) che da cinque secoli sovrasta l’omonima fontana e veglia dall’alto sull’immenso spazio costituito da piazza del Nettuno (ça va sans dire) e da Piazza Maggiore, la piazza principale della città: da non perdere è sicuramente la biblioteca Salaborsa, all’interno di Palazzo D’Accursio, la cui pavimentazione trasparente vi consente di vedere i reperti archeologici dell’antica città romana di Bononia e che oggi documenta la cultura contemporanea attraverso libri, cd, dvd, riviste, mappe. Dirigetevi poi dall’altro lato della piazza per ammirare il Palazzo del Podestà e per sperimentare una simpatica curiosità: posizionatevi sotto alla grande volta che troverete nel passaggio che collega il palazzo a Piazza Re Enzo e parlate con la faccia rivolta ad una delle quattro colonne alla base della volta, chi sarà nella colonna esattamente opposta alla vostra riuscirà a sentirvi perfettamente!

Ovviamente il monumento più famoso della piazza è la Basilica dedicata a San Petronio, il patrono della città, caratterizzata dalla sua inconfondibile facciata incompiuta e dalle dimensioni così colossali da renderla una delle chiese più grandi del mondo. L’interno, che stupisce per la leggiadria delle volte, racchiude capolavori come gli affreschi di Giovanni da Modena (nella cappella Bolognini) e di Parmigiano (nella cappella di San Rocco) o le statue di Jacopo Sansovino.

La Basilica di San Petronio | © Tommaso Prada

*DAL QUADRILATERO ALLA TORRE DEGLI ASINELLI. Un tempo sede dell’antico mercato in cui le botteghe degli artigiani si affastellavano in questo fitto reticolato di strade racchiuse tra Via Rizzoli, Via dell’Archiginnasio, Via Farini e Via Castiglione, anche oggi il Quadrilatero non ha perso la sua funzione di coacervo di attività commerciali ed è infatti qui che troverete numerosissimi ristoranti, osterie, pastifici, macellerie, pescherie, fruttivendoli nei quali assaggiare le prelibatezze tipiche della città. Lasciamo a voi la scoperta del vostro luogo del cuore, noi ci limitiamo a segnalarvi il Mercato di Mezzo, uno spazio coperto in cui troverete tanti stand dove fermarvi per fare un aperitivo o un pasto veloce (noi abbiamo preso delle buonissime tigelle e un panino con la mortadella il cui profumo ci sembra di sentire ancora oggi) e soprattutto l’Osteria del Sole, un luogo completamente fuori dal tempo presente in città dal 1465: prendete la vostra bottiglia di Sangiovese o il vostro bicchierino di Lambrusco e sedetevi in uno dei lunghi tavoli di legno insieme ad altri clienti che accompagnano il vino con pane e mortadella comprati in qualche bottega del Quadrilatero: qui infatti non troverete niente da mangiare, ma se avete fame (e volete “asciugare” l’alcol) potete portarvi il cibo da fuori.

Piazza della Mercanzia | © Tommaso Prada

Sempre nel Quadrilatero, imboccando via Clavature, raggiungerete la piccola chiesa di Santa Maria della Vita, un bellissimo ed elegante edificio a pianta ellittica custode di uno dei massimi capolavori che potete trovare in città, il “Compianto del Cristo Morto” di Niccolò dell’Arca: si tratta di uno stupefacente gruppo scultoreo di terracotta formato da 7 figure a grandezza naturale che mostra alcuni dei protagonisti della Passione radunati intorno al corpo di Cristo subito dopo la sua morte. La forza drammatica che lo scultore è riuscito a rendere attraverso i volti, gli sguardi e persino le vesti dei protagonisti non si può davvero descrivere a parole, ma è un’emozione che vi consigliamo senza dubbio di andare a provare di persona (il biglietto per la visita costa 4 euro).

Il Compianto del Cristo Morto | © Tommaso Prada

Uscite dal Quadrilatero dalla parte di Via Rizzoli e vi si staglierà davanti agli occhi il profilo inconfondibile della Torre degli Asinelli che, con la vicina Torre della Garisenda, caratterizza lo skyline di Bologna da quasi mille anni: per non rischiare di rimanere a terra, prenotate la visita prima di partire (5 euro) e salite la ripida scalinata di 498 gradini per godere di una vista magnifica che vi ripagherà del fiatone che avrete quando sarete sulla sommità.

*DALLA CORTE ISOLANI AL COMPLESSO DELLE SETTE CHIESE. Dalla Torre degli Asinelli prendete Strada Maggiore e all’altezza del numero 19 fermatevi sotto al grande porticato ligneo e guardate verso l’alto: riuscite a scovare le tre frecce conficcate nel soffitto? Numerose leggende spiegherebbero questa curiosa collocazione, ma la nostra preferita è quella che vede coinvolti tre arcieri assoldati da un uomo per uccidere la moglie adultera e che, distratti dalla donna che si spogliò per confonderli, sbagliarono clamorosamente mira. Oltrepassando il porticato, entrerete nella meravigliosa Corte Isolani, un passaggio coperto ricco di bar, ristoranti e negozi che si affacciano su suggestivi androni e cortili. Usciti dalla Corte, vi ritroverete nella splendida Piazza Santo Stefano, senza dubbio una delle più belle della città e sede dell’omonima Basilica, nota anche come Complesso delle Sette Chiese, poiché racchiude edifici e strutture di diverse epoche.

Piazza Santo Stefano | © Tommaso Prada

La storia antichissima e travagliata di questo luogo si percepisce dalla presenza di elementi e stili architettonici apparentemente distanti tra loro e il succedersi di chiostri, cortili, sale affrescate, stretti corridoi e grandi navate vi farà perdere completamente il senso del tempo e dello spazio (soprattutto se, come noi, lo visitate con il buio).

*IL GHETTO E LA ZONA UNIVERSITARIA. Perdersi tra le viuzze tranquille e silenziose di questo piccolo angolo della città è stata davvero un’esperienza suggestiva che tra antiche case medievali, portici, archi e ponti ci ha trasportato al tempo in cui l’antica comunità ebraica della città viveva confinata intorno a questo quartiere che si sviluppa intorno a via dell’Inferno. A poca distanza da qui, in via Piella, troverete anche la famosissima finestrella che si affaccia sul canale delle Moline regalandovi un suggestivo scorcio di uno dei pochi canali d’acqua della città non ricoperto dalle strade.

Siamo stati un weekend nella meravigliosa Bologna, e qui vi diamo tantissimi tips su cosa vedere e dove mangiare in città!
Una via del Ghetto ebraico | © Tommaso Prada

Ai confini del ghetto troverete via Zamboni, da sempre conosciuta come il cuore del quartiere universitario: l’università di Bologna è considerata la più antica del mondo occidentale e non stupisce quindi che questa zona sia una delle più animate della città. Partite dallo stupendo palazzo Malvezzi, proseguite davanti alla Basilica di san Giacomo per poi arrivare in piazza Verdi e successivamente al bellissimo palazzo Poggi. Tornando indietro, percorrete via Petroni e via Aldrovandi per arrivare alla chiesa di Santa Maria dei Servi con il suo meraviglioso porticato (citato anche da Guccini) in cui vale sicuramente la pena entrare anche solo per ammirare la “Madonna col Bambino e angeli” dipinta da Cimabue.

*DA PIAZZA MAGGIORE ALLA BASILICA DI SAN DOMENICO. Partite da Piazza Maggiore, passate nella bellissima Piazza Minghetti (non perdevi il palazzo delle Poste, il palazzo della Cassa di Risparmio e il meraviglioso palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna) e, dopo essere passati in piazza Cavour (per alcuni la famosa “Piazza Grande” di Lucio Dalla), arriverete in Piazza San Domenico dove sorge l’omonima Basilica. Entrando rimarrete colpiti dalla sua maestosità che però, al contrario per esempio degli edifici sacri di stile gotico, non intimorisce per merito dell’enorme quantità di luce proveniente dalle ampie vetrate; il vero capolavoro però si trova in una cappella laterale: si tratta dell’Arca di San Domenico, un sarcofago contenente le spoglie del Santo ad opera di Nicola Pisano (e successivamente di altri numerosi artisti) completamente ricoperto di decorazioni in marmo (tra le quali 3 statue di Michelangelo); noi siamo rimasti per tantissimo tempo ad osservarla da ogni angolazione, complice anche la perfetta illuminazione che consente di coglierne tutti i particolari. Altri capolavori che troverete nella Basilica sono il coro ligneo di Fra’ Damiano e stupendi dipinti di Guercino, Pisano, Carracci e Lippi.

*SANTUARIO DELLA MADONNA DI SAN LUCA. Una vera e propria “salita” agli inferi, così la definiremmo la sfiancante camminata che dal centro della città (precisamente da Porta Saragozza) porta a questo santuario che domina il colle della Guardia. Percorrere a piedi i 666 (ovviamente non un numero casuale, che sta a rappresentare il serpente a cui viene schiacciata la testa dalla Madonna del Santuario) archi che compongono la via porticata più lunga del mondo (circa 3,5 km) è un’esperienza che vi consigliamo sicuramente di provare. Certo, potreste utilizzare anche l’auto o il trenino che collega il centro storico al Santuario, ma la soddisfazione di essere arrivati in cima malgrado la ripidezza del percorso (soprattutto l’ultima parte) sarà superiore al dolore ai polpacci che proverete per i successivi 3 giorni, chiedendovi ad ogni gradino che salirete come facessero alcuni pellegrini a percorrerlo anche in ginocchio.

I portici che conducono al Santuario della Madonna di San Luca | © Tommaso Prada

Se non vi basta essere arrivati a 280 metri di altezza, potete anche salire sulla cupola della chiesa (5 euro) per godere di una splendida vista sui colli di Casalecchio di Reno e su Bologna. Merita sicuramente una visita anche l’interno del santuario con le splendide decorazioni di Guido Reni e Guercino.

La vista dalla cupola del Santuario della Madonna di San Luca | © Tommaso Prada

*FICO. Per noi vale senza alcun dubbio la pena dedicare qualche ora alla visita di questa Fabbrica Italiana Contadina (questo il significato del suo nome) a pochi chilometri dal centro della città e raggiungibile comodamente con un bus navetta dedicato (biglietto a/r 7 euro, 5 euro per gruppi di più di 4 persone, se acquistato online). L’obiettivo di FICO è quello di mostrare la biodiversità del mondo agroalimentare italiano racchiudendo in un unico luogo l’agricoltura, la trasformazione, la ristorazione, il mercato e l’apprendimento.  Tutto ciò si traduce in 10 ettari di cui 2 all’aperto con campi coltivati, fattorie con animali, frutteti e 8 coperti con ristoranti, mercati, aule didattiche, cinema e teatro. È stato davvero divertente sbirciare dalle vetrate dietro cui si trovano le piccole fabbriche di trasformazione (di mozzarella, riso, pasta, birra, gelato, …), scegliere dove mangiare tra i ristoranti che rappresentano praticamente tutte le cucine italiane e guardare mucche, pecore e conigli grazie ai quali ci è sembrato di essere in piena campagna e non a poca distanza da una grande città.

WEEKEND A BOLOGNA: COSA MANGIARE

*RISTORANTE ENOTECA DA LUCIA. La signora Lucia guida con mano decisa questo piccolo ristorante in una traversa di via dell’Indipendenza che propone classicissimi della tradizione alternati a piatti più innovativi, anche di pesce (gnocchi di patate con bocconcini di rana pescatrice, polpo croccante con crema di zucca e porcini, filetto di ombrina con crema di sedano e rapa rossa). Se dalla bontà dei tortellini in brodo (generosi di gusto e quantità) e delle tagliatelle al ragù (ruvide e spesse come impone la tradizione) non ci aspettavamo niente di meno, sono le animelle di vitello con cavolo nero croccante e porcini soutè il piatto di cui parliamo ancora oggi con entusiasmo per merito della perfetta fusione di sapori, consistenze e, perché no, colori. Prezzo medio per persona: 30 euro bere escluso

*TRATTORIA DEL ROSSO. A non discostarsi un centimetro dalla tradizione è invece il menù di questa trattoria non lontana dal ghetto ebraico che dal 1860 richiama orde di clienti: infatti, nonostante l’indispensabile prenotazione, non è raro che dobbiate comunque attendere parecchi minuti prima di potervi accomodare al vostro tavolo. L’attesa però è ripagata da un menù vasto e solido da cui scegliamo crescentine con salumi e formaggi misti (lo squacquerone a Milano non è così buono!), lasagne (rigorosamente con la sfoglia verde), tagliatelle al ragù, polpette al pomodoro e soprattutto la cotoletta alla bolognese che si differenzia dalla cugina milanese dal fatto di essere coperta da prosciutto e parmigiano che, dopo la cottura nel brodo, si scoglie rendendo la carne morbida e ovviamente saporitissima. In sintesi, se volete familiarizzare con la cucina bolognese più classica, partite pure da qui. Prezzo medio per persona: 30 euro bere escluso

Le lasagne della trattoria del Rosso | © Tommaso Prada

*BAGUS BISTROT. Probabilmente la cena più sorprendente del nostro weekend: scelto praticamente per caso poiché vicino al nostro hotel (in via Stalingrado), la peculiarità di questo locale (il cui nome è forse un omaggio al bolognesissimo Cesare Cremonini) è quella di proporre i piatti del menù sia in versione tradizionale, sia in versione tapas per permetterne la condivisione: in lista si trovano capisaldi della tradizione (tortellini, ravioli, polpette), ma anche hamburger, piatti di carni pregiate e tanto pesce. Noi ci siamo divisi (tutti in versione tapas) il crudo di Waggyu servito su piastra rovente, i passatelli con pesto leggero, pomodorini e stracciatella, il tataki di tonno affumicato al momento e il “pane e ragù” (una ciotolina di ragù servita con pane tostato con cui fare la scarpetta). Tutti i piatti ci hanno decisamente convinto, sia per la qualità delle materie prime, sia per i sapori ben dosati e abbinati, sia per la presentazione davvero curata.

Altra idea molto bella è quella di poter scegliere il proprio cocktail solo sulla base di alcuni elementi, come la base alcolica (rhum, gin, vodka, ecc) e il sapore (dolce, secco, amaro, piccante, ecc) e di lasciar quindi alla fantasia del barman la composizione.

Inoltre, l’ambiente delizioso con una perfetta colonna sonora composta da numerosi classici della canzone italiana, il personale gentilissimo e i prezzi bassi, non possono non costringervi a scrivere il nome Bagus nell’elenco dei locali da visitare in città. Prezzo medio per persona: 20 euro bere escluso

Le tapas di Bagus | © Tommaso Prada

*RUGGINE. Segnalatoci per la qualità dei cocktail, noi abbiamo deciso di andare in questo locale vicinissimo alla basilica di Santo Stefano per mangiare a pranzo e non siamo rimasti affatto delusi: l’ambiente, ricavato da un’ex officina, è davvero curato e arredato con gusto (con materiali di recupero) e anche il cibo si è rivelato all’altezza: abbiamo provato un ottimo crostino con salsiccia, radicchio e aceto balsamico, dei buonissimi tortellini in crema di parmigiano (forse non così abbondanti da soddisfare la fame causata da tutti i chilometri macinati) e un hamburger saporito e cotto perfettamente; il vero apice però è stato raggiunto con la tenerina al cioccolato servita con crema di mascarpone che ci saremmo voluti portare a Milano. Inoltre, non possiamo non segnalare il bagno con la radio che trasmette citazioni dei film (mentre ci, ehm, stavamo incipriando il naso abbiamo colto le citazioni di Vacanze di Natale e Un sacco Bello). Prezzo medio per persona: 20 euro bere escluso

I tortellini di Bagus | © Tommaso Prada

*RISTORANTE PARMIGIANO REGGIANO. All’interno di Fico, siamo subito stati attirati da questo ristorante dall’ambiente elegante e dal menù che, come facilmente intuibile dal nome, ha il Parmigiano Reggiano come assoluto protagonista. Mentre il video sulla filiera del Parmigiano proiettato sul maxischermo ci ipnotizza come nemmeno durante la finale di Champions League, assaggiamo un ottimo antipasto di fritti (gnocco, tosone, stick di Parmigiano), dei cappelletti al brasato su crema di Parmigiano che ci convincono sia nel sapore, sia nella consistenza, ma soprattutto un favoloso uovo in due cotture su vellutata di Parmigiano e Friggione che avremmo voluto non finisse mai. Ci lascia un po’ perplessi invece la panna cotta al Parmigiano che avremmo voluto più coraggiosa nel suo sapore di formaggio. Prezzo medio per persona: 25 euro bere escluso

L’uovo in due cotture e i tortellini del ristorante Parmigiano Reggiano | © Tommaso Prada

Altri posti che ci eravamo segnati ma che non abbiamo provato sono: Biagi, Diana, Osteria delle Sette Chiese, Camera a Sud, Trattoria da Vito, Osteria dell’Orsa.

E voi siete mai stati a Bologna? Avete altre segnalazioni? Ditecelo qui sotto nei commenti oppure sui social, usando l’hashtag #ConoscoUnPosto!

A questi due link, invece, trovate altre idee per gite fuori porta, weekend e vacanze indimenticabili!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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Viaggio in California: cosa vedere e dove mangiare tra San Diego e Los Angeles /california-cosa-vedere-dove-mangiare-san-diego-los-angeles/ /california-cosa-vedere-dove-mangiare-san-diego-los-angeles/#respond Sun, 01 Sep 2019 07:00:27 +0000 /?p=17230 Se state programmando un viaggio in California, ecco i nostri consigli per la zona tra San Diego e Los Angeles, dove abbiamo trascorso 2 settimane stupende!

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California, here we are. Pochi viaggi nel mondo, secondo noi, valgono la pena come quello in questo meraviglioso Stato americano. Se anche voi avete in programma un viaggio negli Stati Uniti, ecco i nostri consigli per la zona tra San Diego e Los Angeles (qui la guida di San Francisco), dove quest’estate abbiamo trascorso due settimane stupende.

VIAGGIO IN CALIFORNIA: COSA VEDERE E DOVE MANGIARE TRA SAN DIEGO E LOS ANGELES

SAN DIEGO: COSA VISITARE IN CITTÀ E NEI DINTORNI

* LA JOLLA. In questo quartiere super benestante di San Diego, che affaccia sull’Oceano, potete trascorrere qualche ora piacevole passeggiando sulle sue vie e arrivando fino costa, da cui scorgere tantissimi leoni marini. Qui potete anche fare kayak, visitare le cave e fare un salto alle ‘Tide Pools‘, il cui panorama è assolutamente mozzafiato, specialmente all’ora del tramonto. Tra le spiagge più gettonate della zona, specie dai surfisti, c’è quella di Windandsea.

* PACIFIC BEACH. Questo è il quartiere sicuramente più ‘chill’ di tutta la città e più giovane, in cui tantissime persone si riversano sulla passeggiata piena di locali e sulla spiaggia (che, per i principianti, è quella ideale in cui provare a fare surf: noi l’abbiamo fatto affidandoci alla Surf House proprio davanti alla spiaggia. Costo a persona per una lezione collettiva: 70 dollari). Qui abbiamo trascorso tantissime serate (spesso in spiaggia verso le 20 accendono dei falò molto suggestivi).

California viaggio San Diego Los Angeles
Un tramonto a Pacific Beach | © Caterina Zanzi

* DOWNTOWN. È il cuore di San Diego, le cui strade si snodano tra i grattacieli. Oltre a fare un giro di shopping tra i tantissimi negozi, potete visitare il Balboa Park (e relativo Zoo), la portaerei USS Midway Museum e la zona di Seaport Village. In questo quartiere c’è anche il Petco Park, dove ha sede lo stadio del baseball, dove se volete potete assistere a una partita.

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Il Petco Park | © Caterina Zanzi

*PENISOLA DI CORONADO. Separata da San Diego da un imponente ponte, questa penisola sembra un po’ il ‘buen retiro’ degli abitanti di San Diego, a quanto si può giudicare dalle belle case che affacciano sulla spiaggia. Qui, potete fare un salto all’Hotel del Coronado, albergo da film in cui concedervi almeno un cocktail. Proseguendo verso sud, si trova un’altra spiaggia, quella di Imperial Beach, dove spesso si tengono addirittura competizioni di surf per cani!

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Un’immagine di San Diego| © Caterina Zanzi

*OLD TOWN. Quartiere caratterizzato dagli edifici in stile coloniale spagnolo. Qui trovate tantissimi ristoranti messicani e negozi un po’ troppo turistici. Potete fare un giro folkloristico tra le sue vie per non più di un paio d’ore.

* BLACK’S BEACH. In assoluto, per noi, questa è stata la spiaggia più incantevole di San Diego, che si trova al termine di una scalinata nella roccia (la cui risalita è comunque semplice e dura non più di una decina di minuti a passo normale). Un’info da tenere a mente: si tratta di una spiaggia per nudisti (anche se è possibile tenere addosso il costume). Qui è possibile anche fare parapendio, grazie al vicino centro di Torrey Pines Gliderport. Un poco più a nord di Black’s Beach, inoltre, si trova la Torrey Pines State Beach, da tenere anch’essa in considerazione, mentre proprio a due passi trovate il Salk Institute, un luogo da non perdere per tutti gli amanti dell’architettura.

* SUNSET CLIFFS. Altro luogo incantevole di San Diego: veniteci per il tramonto, come suggerisce il nome stesso. Semplicemente incantevole.

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Uno scorcio dai Sunset Cliffs | © Caterina Zanzi

* OCEAN BEACH. Altra spiaggia carina, con qualche negozio nei dintorni: andateci di mercoledì, quando il mercatino sul lungomare accende decisamente la situazione, al termine del quale potete salire per un drink da The Holding Company, con vista incantevole al tramonto.

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Un tramonto a Ocean Beach | © Caterina Zanzi

* LAS AMERICAS PREMIUM OUTLETS. Se vi sentite in vena di shopping, in questo outlet trovate proposte scontate di tantissimi brand tra cui Nike, Adidas, Michael Kors, Polo Ralph Lauren, Abercrombie e J.Crew. Se ci andate in auto, occhio a non perdere l’uscita e a finire in Messico.

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Un’immagine di San Diego| © Caterina Zanzi

* UN GIRO NEI DINTORNI. Se invece è in Messico, cioè a Tijuana, dove volete andare, fatelo varcando il confine a piedi sia all’andata che al ritorno. Ci potete andare raggiungendo il border in Uber da San Diego (dista una mezzoretta dal centro), e poi prendendo un taxi lato messicano. Informatevi prima perché pare essere una città pericolosa, e avendola visitata sommariamente possiamo affermare che non valga più di tanto la pena, fatta eccezione per poter dire “Sono andato in Messico”. Sempre noleggiando la macchina, in un’oretta e qualche potete raggiungere anche la splendida zona di Orange County, che dovrebbe dirvi qualcosa anche solo per la celebre serie tv.

Noi abbiamo trascorso lì un weekend davvero splendido, tra Newport e Laguna, coronati da un ottimo pranzo da Bear Flag Fish Company a Newport e da una spettacolare cena da Water Grill South Cost Plaza a Costa Mesa, entrambi a base di pesce.

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Un plateau di crudité da Wategrill| © Caterina Zanzi

Per alloggiare, visti i prezzi improbabili della zona, abbiamo scelto un motel della catena Motel 6 a Newport Beach, che ha assolto in maniera essenziale ma decente alla sua funzione di ospitarci una notte.

DOVE MANGIARE A SAN DIEGO

* CAROLINE’S SEASIDE CAFE. Se avete voglia di una colazione o di un brunch con vista sull’Oceano, questo ristorante carino affaccia proprio su Scripps Beach (su cui potete fare una pennichella del dopo pranzo) e serve i piatti classici per quest’orario: scrambled eggs di ogni genere, pancake e hamburger a volontà. Sempre affollato, tenete in conto che potreste fare anche mezz’ora di coda per il vostro ordine, a cui aggiungere un’altra mezz’ora per ricevere i vostri piatti. Per noi, in una domenica di relax, ne è comunque valsa la pena. Prezzo medio: 30 dollari.

* SUGAR AND SCRIBE BAKERY. Altro indirizzo piuttosto valido per colazioni mastodontiche o brunch. Trattandosi di una pasticceria, ad andare particolarmente forti qui sono tantissimi tipi diversi di dolci. Prezzo medio: 30 dollari.

* HERRINGBONE LA JOLLA. Delizioso locale con tanto di caminetti accesi nel quartiere de La Jolla, in cui mangiare bene in un bellissimo ambiente. Noi abbiamo assaggiato un ottimo ceviche e un altrettanto buono lobster roll, ma in carta si trova un po’ di tutto, dalle insalate a piatti decisamente più ricercati. Prezzo medio: 40-50 dollari.

*IRON PIG ALEHOUSE. Se avete voglia delle ribs fatte bene, e siete alla ricerca di un posto spartano, questo è quello che fa per voi. Qui abbiamo assaggiato delle costine davvero deliziose, forse le migliori di tutto il nostro soggiorno statunitense. Prezzo medio: 30 dollari.

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La nostra cena da Iron Pig | © Caterina Zanzi

*THE FISH MARKET. Ottimo ristorante di pesce in cui gustare ostriche, cioppino (una zuppa di pesce ottima), cruditée e altre specialità. Ambiente piacevole e possibilità di cenare in veranda vista Oceano. Una volta usciti di lì, alzate gli occhi al cielo verso la famosa statua ‘Embracing Peace’. Prezzo medio: 60 dollari.

* HERB&WOOD. Bellissimo locale a Downtown in cui mangiare buoni piatti, principalmente a base di carne o pesce Prezzo medio: 70 dollari.

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Un’immagine di Herb&Wood| © Caterina Zanzi

*IRONSIDE FISH & OYSTER. La migliore cena in città l’abbiamo fatta in questo bel ristorante nel quartiere di Little Italy, dove vengono serviti, come dice il nome, piatti a base di pesce e ostriche preparate in ogni modo (buonissime quelle alla Rockfeller). Prezzo medio: 90 dollari.

* IKE’S PLACE. Dicono sia il migliore panino di San Diego e noi non stentiamo a crederlo. Andateci per un sandwich a pranzo ripieno di qualsiasi bontà che vi venga in mente. Ambiente super spartano, prezzi più bassi della media. Prezzo medio: 15 dollari.

* UN COCKTAIL NEGLI SPEAKEASY DI GASLAMP. Gaslamp, il quartiere della movida a Dowtown, accoglie tra le sue vie una moltitudine di speakeasy molto interessanti per bere un drink ben fatto in ambienti davvero notevoli. Tra quelli che abbiamo provato, ci sono molto piaciuti El Dorado Cocktail Lounge, False Idol e Noble Experiment.

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Un cocktail in uno speakeasy| © Caterina Zanzi

* Più volte abbiamo cenato in alcuni dei locali sulla spiaggia di Pacific Beach, senza rimanerne particolarmente colpiti. Tra i più meritevoli, vi segnaliamo FireHouse American Eatery e il Baja Beach Cafè. Per un drink su di un patio in legno fronte spiaggia, invece, vi suggeriamo la Lahaina Beach House. In zona, per pranzo, non è invece male il Woody’s Breakfast and Burgers. Altri nomi per bere un cocktail o una birra sono quelli del Pb Shore Club, del Waterbar e di El Prez.

* A martedì, a San Diego è consuetudine celebrare il “Taco Tuesday“, in cui questa specialità messicana è presa davvero sul serio. Soprattutto in zona Pacific Beach e Old Town, praticamente ogni bar e ristorante offre in questa serata birre e margarita a prezzo ridotto e formule di happy hour tutte a base di tacos. Nessuno dei posti che abbiamo provato ci ha lasciato estasiati, ma se siete giovani o semplicemente volete immergervi in questa usanza locale, vi segnaliamo tra tutti i nomi di Fat Fish e Backyard a Pacific Beach.

Altri ristoranti che mi erano stati consigliati:
* Brigantine
* George’s at the Cove (con vista)
* Shiku (sushi)
* Duke’s La Jolla
* JRDN
* Mavericks (cocktail bar)
* Hodad’s (hamburger)
* Oscars Mexican Seafood

STUDIARE INGLESE A SAN DIEGO CON ESL – SOGGIORNI LINGUISTICI

La vera motivazione che ci ha portato a San Diego, è stata la voglia di rinfrescare il nostro inglese seguendo uno dei corsi promossi da questa agenzia. Per iniziare a farvi un’idea, potete contattare l’ufficio di Milano (sono 8 in tutta Italia) per un appuntamento nella loro centralissima sede. Qui vi verranno illustrate tutte le possibilità, i prezzi e le sistemazioni offerte, e in generale verrete seguiti dal loro giovane e preparato staff, per ogni evenienza, sia prima della partenza che durante il vostro soggiorno. Dopo il nostro corso di due settimane, ci sentiamo di consigliarvi una vacanza-studio insieme a Esl – Soggiorni Linguistici: a San Diego, la scuola da noi frequentata è una struttura moderna e ben organizzata nel quartiere di La Jolla, in cui conoscere studenti da tutto il mondo e seguire lezioni da una decina di partecipanti, a seconda del vostro livello. Noi abbiamo scelto il corso da 3 ore al giorno (mattina o pomeriggio), e siamo rimasti soddisfatti sia dagli insegnanti che dalle attività svolte (in classe, ma anche fuori: per esempio, il kayak e la partecipazione a una partita di baseball). Per quanto riguarda gli appartamenti, vi consigliamo di scegliere quelli della catena Ava Apartments, convenzionata con ESL; in alternativa, viene proposta anche l’opzione soggiorno in famiglia.

LOS ANGELES: COSA VISITARE IN CITTÀ

Purtroppo a Los Angeles siamo stati soltanto per un weekend, ma qui vi lasciamo almeno una lista degli ‘imperdibili’ in città.

* OSSERVATORIO GRIFFITH. Sicuramente il luogo più magico di tutta la città, da cui dominarla, specie all’ora del tramonto. Vi consigliamo di andarci in Uber, specie nel weekend, perché il parcheggio potrebbe risultare una vera fatica.

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Il tramonto dal Griffith Observatory| © Caterina Zanzi

* VENICE BEACH. Uno dei luoghi più simbolici di Los Angeles, impossibile da non visitare. Si tratta in realtà di una delle ‘solite’ spiagge, con alle spalle una carovana di ristoranti e negozi iperturistici.

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Un’immagine di Venice Beach | © Caterina Zanzi

Più interessanti, nei pressi, i Venice Canals, un tentativo di richiamare Venezia con canali, ponticelli e (bellissime) case tra cui passeggiare per un’oretta sognando.

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Alcune case nei Venice Canals| © Caterina Zanzi

* ABBOT KINNEY BLVD. Forse la via che ho preferito di tutta Los Angeles, con negozi super carini tra cui anche MedMen, paradiso dei consumatori di marijuana.

* MALIBU. Luogo incantevole, dove vi consigliamo di venire per pranzo, al Malibu Farm Restaurant, oppure per un aperitivo, da Nobu. Per arrivare qui passerete per la Getty Villa, l’ex residenza del famoso magnate, costruita sul modello di una villa italiana, con al proprio interno reperti greci e romani. A noi non ha entusiasmato.

*BEVERLY HILLS. Se volete sognare ad occhi aperti, in macchina potete passare da Rodeo Drive e in generale da Beverly Hills e rifarvi gli occhi davanti a case da mille e una notte.

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Un viale a Beverly Hills | © Caterina Zanzi

*DOWNTOWN. Non è sicuramente la parte più charmant di Los Angeles, ma se tenete alla foto con le famose stelle, potete fare un salto alla celebre Hollywood Walk of Fame.

*CHINATOWN e KOREATOWN. Se siete fanatici dell’Oriente, questi due quartieri potrebbero fare al caso vostro.

*LAKE HOLLYWOOD PARK. Se volete invece la più classica delle foto con la scritta ‘Hollywood’ alle vostre spalle, uno dei punti migliori da cui scattarla è il Lake Hollywood Park. Clichè.

California viaggio San Diego Los Angeles
La collina di Hollywood vista dal parco| © Caterina Zanzi

* UN POMERIGGIO AL MUSEO. Noi non abbiamo avuto tempo, ma in città non mancano certamente i musei e i poli artistici, tra cui il Los Angeles County Museum e il Getty Center. E, ovviamente, gli Universal Studios.

California viaggio San Diego Los Angeles
Una casa progettata da Frank Lloyd Wright | © Caterina Zanzi

Se siete appassionati di architettura, invece, in città potete guardare almeno da fuori una delle case costruite da Frank Lloyd Wright.

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES

* SUGAR TACO. Ristorante messicano vegano in cui mangiare ottime tacos non di carne, che però quasi sembrano di carne. Locale altamente instagrammabile, specie sul retro. Prezzo medio: 25 dollari.

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Il nostro pranzo da Sugar Taco | © Caterina Zanzi

* MALIBU FARM RESTAURANT. Bellissimo ristorante sul molo di Malibu, in cui pranzare o cenare con vista incredibile. Diversi i piatti veg in carta, accompagnati però da una buona scelta sia per gli amanti di pesce che della carne. Prezzo medio: 40 dollari.

* FIVE LEAVES. Abbiamo cenato in questo nuovo ristorante un po’ per caso, ma ne siamo rimasti davvero soddisfatti. Prezzo medio: 50 dollari.

*IN&OUT BURGER. Celebre fast food californiano dove, di base, ingozzarvi di hamburger (buoni e cheap). Prezzo medio: 10 dollari.

Altri ristoranti che mi erano stati consigliati:

* Pink’s Hot Dogs
* Eggslut
* Grand Central Market
* Gjelina (pizza)
* Pier Burger
* The Bungalow
* True Food Kitchen
* The Apple Pan
* Fig&Olive
* Gracias Madre
* The Abbey
* Mondrian Los Angeles (terrazza per cocktail)
* Formosa Cafè
* No Vacancy
* Harvard and Stone
* Tiki-Ti
* Alameda Supper Club
* Juniper & Ivy
* The Butcher’s Daughter

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO

* Come sempre, per il vostro soggiorno negli Stati Uniti vi servirà – oltre al passaporto – anche l’ottenimento dell’Esta e l’assicurazione sanitaria.

* Per volare abbiamo scelto il comodissimo volo diretto di Air Italy Milano Malpensa-Los Angeles, e siamo molto felici di questa scelta.

* Considerate che si tratterà di un viaggio per nulla economico: San Diego e Los Angeles sono tra le città più care degli Stati Uniti. Ovviamente molto dipenderà dalle vostre scelte in fatto di sistemazioni, cene e passatempi, ma mi sento di affermare che, in generale, tutto vi costerà più caro che a Milano (benzina a parte!).

* Sia per Los Angeles che per San Diego vi consigliamo di cuore di affittare una macchina per girare le città. Per il noleggio delle auto noi ci siamo affidati alla compagnia Enterprise, trovandoci molto bene.

* Non fatevi trovare impreparati e scaricate alcune app che si riveleranno fondamentali nella vostra permanenza californiana. Su tutte Uber e Lyft per gli spostamenti, Bird se volete provare l’ebrezza di un giro in monopattino, RA Guide per monitorare tutti gli eventi più interessanti a San Diego e Open Table, che vi salverà per le prenotazioni dei ristoranti.

*Tenete presente che per entrare nei posti che servono alcolici, e in generale ordinare vino, birra o cocktail, vi verrà chiesto ovunque il passaporto (carta d’identità o patente italiana nella maggioranza dei posti non sono accettati, e il rischio di rimanere fuori anche se siete ormai lontani dai 18 anni è alto).

* In California non vedono di buon occhio i fumatori, e in diversi luoghi all’aperto (per esempio, in spiaggia, è vietato accendere una sigaretta, pena multe e richiami). Accertatevi di poterlo fare. In spiaggia e tendenzialmente anche in giro è vietato consumare alcoolici.

Se nel vostro viaggio comprenderete anche San Francisco, qui trovate tutti i nostri consigli su questa meravigliosa città!

Se foste interessati a un itinerario on the road nei parchi degli Stati Uniti, qui trovate il nostro articolo con tutti i dettagli!

E voi siete mai stati in California? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Una settimana in Israele: cosa fare e dove mangiare tra Gerusalemme e Tel Aviv /israele-cosa-vedere-dove-mangiare-gerusalemme-tel-aviv/ /israele-cosa-vedere-dove-mangiare-gerusalemme-tel-aviv/#comments Thu, 28 Feb 2019 07:00:14 +0000 /?p=13441 State programmando un viaggio in Israele? Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare tra Tel Aviv, Gerusalemme, Masada e la Palestina!

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Per le vacanze natalizie abbiamo deciso di andare in Israele: una settimana intensa di tour in un Paese affascinante, complicato e indubbiamente bellissimo. Un viaggio breve che ci ha però permesso di visitare Tel Aviv, Gerusalemme, un pezzettino di West Bank (Ramallah, Hebron, Betlemme), Masada e il Mar Morto.

Ecco il nostro itinerario per una settimana di viaggio in Israele!

COSA VEDERE A TEL AVIV

*GIAFFA. Punto di partenza ideale per iniziare la scoperta di Tel Aviv. Giaffa è la parte più antica della città e anche la più ricca di influenze arabe: partite dalla Torre dell’Orologio e gironzolate per le vie acciottolate della Città Vecchia. Fate tappa alla Chiesa di San Pietro, una delle poche chiese cattoliche presenti in tutto il paese, al vicino Arco di Ramses e alla scultura contemporanea Floating Orange Tree dell’artista Ran Morin.

Vera e propria istituzione del quartiere, il Flea Market è un adorabile miscuglio di bancarelle dell’usato ma nelle vie circostanti si trovano anche delle boutique dove fare shopping un po’ più ‘serio’. In Israele la valuta corrente è lo Schekel (abbreviato in NIS): è indispensabile avere con sé dei contanti da cambiare, dal momento che tanti negozi e piccoli ristoranti non accettano carte e che, nei ristoranti, dovrete prevedere una mancia per il servizio che va dal 10% al 20 per cento.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Una bancarella al Flea Market | © Alice Caprotti

Se volete approfondire la visita di questa zona della città e scoprire un po’ di aneddoti interessanti, vi consigliamo caldamente di seguire uno dei tour guidati gratuiti del gruppo Sandeman: sono tutti in inglese e tenuti da guide giovani e preparate. Alla fine vi verrà chiesta un’offerta libera, a vostra totale discrezione.

*BOULEVARD ROTHSCHILD. Elegante viale alberato che attraversa la città, vi consigliamo di percorrerlo tutto a piedi da Piazza Rabin fino al quartiere di Neve Tzedek: è il modo migliore per ammirare i numerosi edifici storici Bauhaus che vi si affacciano.

Tenete conto che a Tel Aviv al momento non esiste la metropolitana: l’unico modo per spostarsi è attraverso la fitta rete di autobus locali o utilizzando uno dei numerosi servizi di bike sharing. Tel Aviv ha ben 120 km di piste ciclabili quindi potrete arrivare comodamente ovunque! Per poter acquistare i biglietti dell’autobus dovete essere in possesso della tessera Rav Kav, che sarà valida anche a Gerusalemme.

*I QUARTIERI DI NEVE TZEDEK E FLORENTIN.Incastonati tra il centro città e Giaffa, questi quartieri giovani e alla moda sono pieni di negozietti e locali dove fermarsi a sorseggiare un caffè e fare merenda con uno dei dolci al miele locali. Meritano una tappa il Mercato delle spezie Levinsky e l’antica stazione ferroviaria, oggi trasformata in un piccolo centro commerciale all’aperto.

Da qui, in pochi passi potete spostarvi sul lungomare e fare una passeggiata verso il porto di Giaffa o verso i quartieri più moderni a nord.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Lungomare di Tel Aviv | © Alice Caprotti

Se avete occasione di venire durante il periodo estivo, ritagliatevi assolutamente qualche ora per godervi i 14 km di spiaggia che costeggiano tutta la città.

*CARMEL MARKET. Il mercato all’aperto più grande di Tel Aviv è un modo per entrare nella vita quotidiana dei suoi abitanti: chiassoso e coloratissimo, ci potrete trovare davvero di tutto. È il posto giusto dove assaggiare il succo di melograno, la bevanda più diffusa qui insieme al té alla menta.

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Bancarella di frutta secca e spezie | © Alice Caprotti

Regno dello street food, approfittate di questa tappa per assaggiare qualche dolce tradizionale da una delle numerose bancarelle presenti: noi vi consigliamo i rugelach, mini cornetti ripieni di marmellata o cioccolata, e i rotolini di pasta kataifi con granella di pistacchio.

Israele Tel Aviv cosa vedere
Rugelach al Carmel Market | © Alice Caprotti

Da qui potete andare a fare un passeggiata nel quartiere Yemenita, o, se siete appassionati di arte impressionista, spostarvi a nord e visitare il Tel Aviv Museum of Art. Nel complesso, secondo noi due giorni sono sufficienti per vedere le attrattive principali senza correre.

DOVE MANGIARE A TEL AVIV

*ALI CARAVAN. Ali Caravan, nel cuore di Giaffa, offre indubbiamente uno dei migliori hummus della città: essenziale e molto spartano, offre solo 3 tipi di hummus accompagnati dalla classica pita e da cipolle crude da usare come cucchiaio (provateci: l’accoppiata funziona benissimo!). Una porzione di hummus con pita costa circa 4€.

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L’hummus di Ali Caravan | © Alice Caprotti

*HAKOSEM. Chiosco all’aperto nel centro della città, è qui che abbiamo mangiato il miglior kebab di tutta la vacanza. Eccezionale anche l’hummus classico di ceci e soprattutto i falafel (basta un sorriso e uno dei cuochi ve ne offrirà uno da assaggiare!). Per una porzione di falafel spenderete 4€, 7€ per una di hummus e altrettanto per il kebab.

*DR. SHAKSHUKA. La shaskshuka è un piatto tipico a base di uova e pomodoro, solitamente servita direttamente in un tegame. Se volete provarla, Dr. Shakshuka, come suggerisce il nome, è una vera e propria istituzione al riguardo. Suggestivo anche il locale, di epoca ottomana e pieno di ninnoli e anticaglie. Buoni anche il shawarma e il cous cous, con porzioni a dir poco abbondanti. Un piatto di shaskshuka è intorno ai 10/12€, per lo shawarma circa 15/17€.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere

Un piatto di shakshuka | © Alice Caprotti

*YOM TOV 30. Locale hipster vicino al Carmel Market, è perfetto per una colazione gustosa, una pausa caffè sfiziosa (ha una lunga lista di varianti di caffè, provate quello turco!) o un pranzo leggero a base di insalate e sandwich. Carini i tavolini all’aperto, ma è all’interno che il locale dà il meglio di sé. Leggermente più caro rispetto ai precedenti, 12€ per un insalata e 10€ per un sandwich.

COSA VEDERE A GERUSALEMME

Gerusalemme si divide fondamentalmente in due: da una parte c’è la Citta Vecchia, racchiusa nelle mura di Solimano il Magnifico e divisa in 4 quartieri diversi, dall’altra c’è la città “nuova” con i suoi palazzoni moderni e i quartieri più eleganti. Le attrattive turistiche principali si trovano all’interno delle mura, che in tutto misurano meno di un chilometro quadrato, ma diversi punti di interesse sono presenti anche all’esterno e sono quasi sempre raggiungibili a piedi. Anche qui non c’è la metropolitana, ma in compenso c’è un tram efficiente e veloce che attraversa la città.

Qui, lo Shabbat è una cosa seria (ancora più che a Tel Aviv): il periodo di riposo inizia venerdì nel tardo pomeriggio – l’orario varia da estate a inverno – e dura 25 ore. Durante questo periodo i mezzi pubblici non funzionano, e tutte le attività gestite da ebrei (negozi, ristoranti, mercati) rimangono chiuse.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Uno scorcio di Gerusalemme Est | © Alice Caprotti

*CITTÀ VECCHIA / Quartiere cristiano. Le mura della Città Vecchia hanno in totale 8 porte: tutte a parte una (la Porta della Misericordia) sono utilizzate ancora oggi. La più famosa e la più comoda, per arrivare nel quartiere cristiano ma non solo, è la Porta di Giaffa. Subito dopo l’ingresso potete trovare l’Ufficio Turistico e l’accesso alla passeggiata lungo i bastioni: tenete conto che non tutte le mura sono percorribili a piedi, ma il tratto aperto al pubblico offre comunque dei begli scorci. Vicinissima alla Porta è anche la Cittadella (Torre di David).

Costruita da Erode il Grande, oggi ospita il Museo della Storia di Gerusalemme e offre diversi punti panoramici: visto che la storia di Gerusalemme non è proprio una questione semplice, vi consigliamo vivamente di dedicarci un paio d’ore.

Punto di interesse irrinunciabile del quartiere cristiano è la Basilica del Santo Sepolcro, la chiesa più importante dell’intera cristianità.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
La Basilica del Santo Sepolcro | © Alice Caprotti

Molto meno spettacolare di quanto probabilmente immaginate, rimane un luogo profondamente affascinante. All’interno vi sono anche le ultime 4 stazioni della Via Crucis.

*CITTÀ VECCHIA / Quartiere Musulmano. Attualmente questo è il quartiere più grande e più popolato di tutta la Città Vecchia. Entrateci passando dalla maestosa Porta di Damasco, da cui c’è sempre un via vai vivace di venditori e mercanti: il quartiere musulmano è infatti anche il più ricco di negozi e bancarelle di ogni tipo. Ricordatevi di contrattare sempre e comunque: potete fare dei veri affari! La Via Crucis (o Via Dolorosa) inizia proprio nel quartiere musulmano, precisamente dal collegio di Al.Omariyeh che si trova presso la Porta di Santo Stefano (o Porta dei Leoni).

Ogni stazione è segnalata da una targa di metallo e come vi abbiamo anticipato, il percorso si conclude nella Basilica del Santo Sepolcro. Tecnicamente estesa sia nel quartiere musulmano che in quello ebraico, è qui che si trova uno dei luoghi più sacri e contesi del mondo: gli ebrei lo chiamano Monte del Tempio e i musulmani Al-Haram ash-Sharif, molti la chiamano semplicemente la Spianata del tempio.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere

La Cupola della Roccia | © Alice Caprotti

In questa enorme spianata sorgono due edifici particolarmente sacri per l’Islam – la Cupola della Roccia e la Moschea Al-Aqsa – ma è venerata anche dagli ebrei come sede originaria del Primo e Secondo Tempio. Se non siete musulmani, potete entrare nella spianata unicamente dalla Porta dei Mori, che si raggiunge da una scalinata in legno che si trova di fianco al Muro del Pianto. Divieto totale di ingresso invece per la Cupola e la Moschea, aperte solo ai fedeli musulmani. Controllate gli orari: è aperta solo per poche ore e non tutti i giorni della settimana. Per uscire, passate invece dall’imponente Porta dei Mercanti di Cotone e fate una passeggiata nell’omonimo portico ricco di bancarelle.

*CITTÀ VECCHIA / Quartiere ebraico. Il quartiere è stato completamente
ricostruito dopo il 1967 e si vede:gli edifici sono moderni e ben tenuti, così come le strade (è l’unico quartiere 100% accessibile), le bancarelle inesistenti e vi sono numerose aree archeologiche a cielo aperto. Fulcro dell’intero quartiere è il Muro Occidentale, conosciuto in tutto il mondo come Muro del Pianto – ovvero tutto ciò che rimane delle mura di contenimento del Secondo Tempio. Aperto 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.

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Fedeli in preghiera al Muro © Alice Caprotti

Il muro è diviso in due zone: a sinistra quella per gli uomini (è obbligatorio indossare una kippah per avvicinarsi, ve ne daranno una usa e getta) e a destra una leggermente più piccola per le donne. Se avete occasione, andateci il venerdì sera durante lo Shabbat: è il momento in cui il Muro è più “vivo” e si respira un’atmosfera speciale.

*CITTÀ VECCHIA / Quartiere armeno. Il più piccolo dei 4 quartieri ha un’anima particolare:tra le vie tranquille e silenziose si nasconde infatti il 
Convento di San Giacomo, che è una vera e propria città nella città. 

Un complesso residenziale con una sua piazza principale, una clinica, dei 
negozi: purtroppo ai turisti non è consentito accedere e anche la Cattedrale è aperta soltanto durante le funzioni più importanti. Accontentavi di sbirciare il cortile interno e di girovagare per le silenziose viuzze circostanti – se volete acquistare ceramiche di qualità è questo il quartiere giusto.

*MONTE DEGLI ULIVI E VALLE DEL CEDRON. Situato poco fuori dalle mura della Città Vecchia, il Monte degli Ulivi è una tappa irrinunciabile – 
non fosse altro che per la vista spettacolare che si gode dalla cima
Per arrivarci vi basterà una mezz’ora di camminata, ma lungo la salita ci 
sono diversi punti di interesse che allungheranno di sicuro il tempo di 
percorrenza. Sui pendii del Monte ci sono più di 150mila tombe: questo perché secondo il Libro di Zaccaria, è proprio qui che Dio resusciterà i morti nel Giorno del Giudizio.

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La Basilica delle Nazioni | © Alice Caprotti

Lungo la salita, meritano una visita sicuramente l’Orto dei Getsemani, dove si trovano molti degli ulivi più vecchi del mondo, la Tomba della Vergine Maria e la Basilica delle Nazioni – nonostante sia più bella fuori che dentro. Se avete ancora voglia di camminare una volta tornati giù, potete proseguire nella Valle del Cedron, visitando le rovine archeologiche della Città di David o la verde Valle di Giosafat disseminata di tombe di famosi profeti. Se avete ancora le forze, dalla valle di Giosafat potete raggiungere a piedi il pittoresco quartiere palestinese di Silwan.

*VAD YASHEM.Monumento commemorativo per le vittime della Shoah,
questo complesso immenso si trova al capolinea nord del Tram 1. Per visitarlo tutto serve una giornata intera, ma se avete poco tempo a disposizione dedicatelo tutto al Museo della Storia dell’Olocausto.

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La Sala dei Nomi | © Alice Caprotti

9 gallerie sotterranee ripercorrono la storia della Shoah attraverso video, documenti originali, fotografie, reperti storici: secondo noi una tappa obbligata, senza altro da aggiungere. L’ingresso è gratuito.

*MERCATO MAHANE YEHUDA. Il mercato più frequentato della città si divide in due arterie principali: una all’aperto, su Mahane Yehuda Street, e una al coperto, lungo Etz Chayim Street – indubbiamente la più bella. I ristoranti all’interno sono piuttosto turistici e cari, quindi vi consigliamo di prendere solo qualche spuntino veloce.

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Bancarella di dolci al mercato Mahane Yehuda | © Alice Caprotti

Le bancarelle traboccano di frutta secca, spezie, verdure e dolci: un tripudio di colori da non perdere. Se riuscite, passateci tra giovedì e venerdì quando è particolarmente animato in vista dello Shabbat.

*QUARTIERE MEA SHE’ARIM. Fare una passeggiata nel quartiere ebraico ultraortodosso  di Mea She’arim è come fare un tuffo nel passato: il quartiere è stato originariamente fondato da immigrati dell’Europa Orientale nel XIX secolo. Tradizioni e costumi sono stati mantenuti e continuano ancora oggi: l’aspetto più evidente è sicuramente l’abbigliamento delle persone che incontrerete. A tal proposito, se decidete di visitarlo durante l’estate ricordatevi di coprirvi per bene: turisti troppo svestiti hanno ricevuto un’accoglienza poco piacevole.

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Cartello di avvertimento all’ingresso del quartiere di Mea She’arim | © Alice Caprotti

Per comprendere a fondo gli abitanti del quartiere, vi consigliamo di seguire il tour organizzato due volte a settimana dal The Post Hostel: ha un costo molto ridotto (circa 10€) e vi racconterà nel dettaglio la vita quotidiana degli ebrei ultraortodossi della città, con aneddoti curiosi e approfondimenti anche di natura politica. Imperdibile.

COSA MANGIARE A GERUSALEMME

*LINA RESTAURANT. Questo piccolo ristorante nel cuore del quartiere 
musulmano è indubbiamente il miglior hummus all’interno della città 
vecchia. Provate quello con pinoli tostati, 6€ per porzione.

*BEN SIRA HUMMUS. Il miglior hummus di tutta la vacanza lo abbiamo mangiato in questo ristorante fuori dalle mura, ed era un hummus ai cavolfiori!

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Ben Sira Hummus | © Alice Caprotti

*ABU SHUKRI . Sebbene sia da molti considerato il miglior hummus della città vecchia, ci tocca dissentire. Tuttavia, dentro le mura i posti per mangiare non abbondano e ce ne sono di ben più turistici di questo, quindi se passate di qui e avete già provato tutti gli altri posti dategli una chance. Falafel intorno ai 3€, hummus circa 6€.

*AUSTRIAN HOSPICE CAFE.Una piccola oasi europea nel cuore di Gerusalemme: fermatevi qui 
per una tazza di tè e una fetta di torta. Prezzi ovviamente un po’ gonfiati, ma l’edificio è incantevole e all’ultimo piano potete anche salire sulla terrazza e avere un’insolita vista dall’alto della città vecchia.

*AVICHAIL BAKERY. Gli ebrei ultraortodossi si dice che abbiano un talento per i prodotti da forno e questa panetteria ne è certamente la prova. 
Nascosta tra le stradine del quartiere Mea She’arim, ha una varietà di pane e dolci senza eguali. Assaggiate tutto! I piccoli adesivi bianchi che vedete sul cibo non sono altro che la certificazione che il cibo è kosher.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Pane kosher appena sfornato | © Alice Caprotti

*HAMARAKIA. Un locale studentesco dall’atmosfera bohémien con cucina a vista e un grande tavolo comune: semplicemente adorabile. Il menu, oltre ai soliti classici locali, propone una decina di zuppe diverse, tutte molto gustose. Si trova fuori appena fuori le mura.

WEST BANK / CISGIORDANIA / PALESTINA

La Cisgiordania ha molti nomi diversi: comunque decidiate di chiamarla, è una tappa secondo noi irrinunciabile per provare ad avere un quadro completo di questo Paese così complesso. In generale, abbiamo notato che è molto trafficata e gli imprevisti (strade chiuse, posti di blocco) sono all’ordine del giorno, quindi calcolate tempi di percorrenza abbastanza lunghi.

*BETLEMME. Particolarmente vicina da raggiungere vista la brevissima 
distanza che la separa da Gerusalemme (10km), Betlemme è molto diversa 
da come probabilmente la immaginate: non un piccolo villaggio rurale, ma una grande città piena di palazzoni moderni e hotel. Per avere un assaggio della vita quotidiana dei suoi abitanti, fate un salto nella città vecchia e nel bazar – ma noi vi consigliamo di andare direttamente alla Basilica della Natività. Patrimonio Unesco, al suo interno si trova la Grotta della Natività: preparatevi ad almeno un’ora di coda per riuscire a entrare.

Da qui, prendete un taxi o fate una camminata per un paio di km fino alla Tomba di Rachele: più che per la Tomba in sé, questo luogo è oggi tristemente famoso per essere circondato da uno dei pezzi più impressionanti del Muro. L’accesso al monumento è possibile solo dalla parte israeliana, ma vale assolutamente la pena venire qui per ammirare tutti i graffiti (alcuni d’autore) e leggere i manifesti che raccontano storie di vita quotidiana intorno al muro – non sarà piacevole. Fate una pausa al The Walled Off Hotel: la sala con Piano Bar e il pianoforte che suona da solo è imperdibile. Se avete tempo, all’interno c’è anche una galleria d’arte palestinese e un interessante museo sulla storia del muro.

*RAMALLAH. Ci siamo fermati a Ramallah durante un tour in giornata: 
consigliatissimi quelli organizzati da Abraham Hostel, con prezzi accessibili(circa 60-80 euro per giornata), che permettono di vedere più cose in un giorno con l’accompagnamento di una guida del posto. A parte la tomba di Arafat, piuttosto anonima, Ramallah non ha monumenti da visitare. Vale la pena fermarsi solo se siete di passaggio per una passeggiata tra i tanti negozi e ristorantini che ruotano intorno a Times Square.

*HEBRON. Questa tormentata città è un luogo sacro per le tre religioni 
monoteiste per via della Tomba dei Patriarchi:, un imponente e austero edificio in cui sono sepolti Abramo, Isacco e Giacobbe con le rispettive 
mogli (tranne Rachele). Nonostante questo patrimonio storico comune, Hebron ha una storia recente costellata di episodi di violenza: nel centro (ma anche in periferia) ci sono insediamenti di coloni israeliani e questo rende la città, di fatto, divisa in due. La tensione è palpabile e Hebron non è una città “facile” ma se volete provare a capire la situazione palestinese e la questione dei coloni, per noi è una visita obbligata.

Vista la situazione di instabilità, abbiamo chiesto un consiglio alla guida del nostro hotel, e vi consigliamo di fare altrettanto. L’unico modo per arrivarci è con un pullman locale dalla stazione degli autobus di Gerusalemme, che ci metterà circa 1’30h e vi lascerà proprio davanti al monumento principale. La Tomba dei Patriarchi è divisa in due, con accessi separati per ebrei e musulmani: vi consigliamo di entrare nella moschea principale, l’unica con qualcosa di interessante da vedere.

All’uscita delle moschea, c’è uno dei tanti checkpoint da attraversare per passare alla parte araba della città: tenete pronto il passaporto sia in entrata che in uscita. Entrerete subito nel suq della città vecchia, dove a causa dei continui conflitti tra arabi e coloni ebrei la maggior parte delle botteghe ormai ha chiuso.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Il suq di Hebron © Alice Caprotti

Le poche rimaste hanno prezzi stracciati rispetto a Gerusalemme (e vendono le stesse cose) quindi è una buona occasione per comprare souvenir. Vi sentirete ripetere un caloroso “Welcome!” più o meno ogni 10 metri: abituatevi, la gentilezza qui è un tratto distintivo.

*GERICO. Questa cittadina dimessa, che passa quasi inosservata, è in realtà la città più antica del mondo abitata ininterrottamente dall’uomo. Un primato di cui i suoi sorridenti abitanti vanno particolarmente fieri. 
Per averne prova, non vi resta che visitare le rovine di Tel Al-Sultan.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Le rovine dell’Antica Gerico | © Alice Caprotti

Anche se non siete appassionati di rovine, i resti di case e fortificazioni risalenti a più di 10.000 anni fa non vi lasceranno indifferenti, promesso. Alzando lo sguardo dagli scavi archeologici, vi troverete di fronte un’arida montagna: non è altro che il Monte delle Tentazioni – dove pare che Gesù abbia resistito alle tentazioni di Satana. Prendete la funivia per arrivare al Monastero di Qurantul che si trova circa a metà del Monte: in sé non è niente di che ma il panorama è spaziale.

MASADA E RISERVA DI EIN GEDI

*MASADA. Un altopiano desertico sormontato dalle rovine di una città fortificata a dir poco maestosa: Masada è un sito archeologico unico nel suo genere e dalla sua cima regala un panorama che toglie il fiato. Non ci sono mezzi pubblici che ci arrivano, quindi il nostro consiglio è di affidarvi a un tour organizzato o ad un autista privato.

Israele Gerusalemme Tel Aviv cosa vedere
Panorama dall’alto di Masada | © Alice Caprotti

Noi vi consigliamo di fare un’alzataccia e venirci all’alba: la biglietteria del sito apre intorno alle 5.30: ci vuole circa un’ora di camminata sostenuta per arrivare in cima e altrettanto per scendere. In alternativa, durante la giornata è attiva anche una funivia a pagamento.

*EIN GEDI.  Incastonata tra due canyon paralleli, a riserva naturale di Ein Gedi è indubbiamente un piccolo gioiello. Quando acquistate il biglietto all’ingresso, non dimenticate di chiedere la cartina: ci sono segnalati tutti i percorsi di trekking disponibili all’interno della riserva, con dettagli precisi su tempi di percorrenza e difficoltà. Se siete appassionati di camminate e non fa troppo caldo, vale la pena dedicare mezza giornata ad esplorare la riserva.

E voi siete mai stati in Israele? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Viaggio a Tokyo: cosa vedere e dove mangiare in una delle città più belle al mondo /tokyo-cosa-vedere-dove-mangiare/ /tokyo-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Wed, 09 May 2018 06:55:43 +0000 http://godsgift.cyou/?p=9726 Avete in programma un viaggio in Giappone? Passerete qualche giorno a Tokyo? Qui avete tutti i miei consigli per un itinerario di 5 giorni in questa meravigliosa città!

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A Tokyo ho passato 5 giorni, probabilmente tra i più belli della mia vita, nel corso della mia vacanza in Giappone, a fine aprile. Un viaggio meraviglioso, che mi rimarrà impresso per sempre e di cui voglio condividere quanto più possibile. Qui trovate i miei consigli per organizzare tutto, mentre in questo articolo parlo di Kyoto. Di seguito, invece, trovate tutti i miei consigli su cosa vedere e dove mangiare a Tokyo – tenendo ovviamente presente che bisognerebbe starci una vita per conoscerne tutte le chicche!

Tokyo Cosa vedere dove mangiare

La vista dalla mia camera da letto | © Caterina Zanzi

COSA VEDERE E DOVE MANGIARE A TOKYO

GIORNO 1: SHINJUKU

Ho scelto, dopo un attento studio, di soggiornare nel quartiere di Shinjuku e da qui sono partita alla scoperta della città. Un quartiere moderno, ipnotico, dalle mille luci, ristoranti e colori, e soprattutto tra i più comodi per spostarsi in città. Io ho alloggiato all’Hotel Century Southern Tower, ed è stata una delle mie esperienze in hotel migliori della vita. Pulito, fornito di ogni comfort, con stanze molto più grandi della media giapponese, non ho potuto che esserne soddisfatta. Al mio arrivo ho deciso di esplorare subito il ‘mio quartiere’, visitandone le attrazioni principali.

Tokyo Cosa vedere dove mangiare

Una strada a Shinjuku| © Caterina Zanzi

Cosa ho visitato:
* TOKYO METROPOLITAN GOVERNMENT OFFICE. È considerata da molti la migliore vista panoramica gratis su Tokyo. Salite su una delle due torri per avere sin da subito un’idea della città.
* GYOEN NATIONAL GARDEN. Un parco enorme tra i grattacieli, all’interno del quale sono presenti anche un bellissimo giardino giapponese e una serra con tante piante particolari.

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Un’immagine del Gyoen National Garden | © Caterina Zanzi

* LA FOOD HALL DI ISETAN. Passeggiando tra le vie di Shinjuku sarà impossibile non sentire il richiamo dei negozi (solo per fare due nomi, quel paradiso di gadget di ogni sorta che è Tokyu Hands e di Don Quijote, che comunque troverete anche in tante altre sedi), ma per gli appassionati di cibo una visita al piano interrato dei grandi magazzini Isetan è tassativa. Una hall immensa dedicata ai prodotti tipici della cucina giapponese, sia da portare via che eventualmente da consumare seduta stante. Ho portato a casa tante prelibatezze e sono rimasta sbalordita davanti a cotanta bellezza.
* GOLDEN GAI. Una piccola strada in cui a farla da padrone sono solo locali da 3/4 posti a sedere al massimo in cui fermarsi a bere o a mangiare un boccone. Andateci verso sera, quando l’atmosfera si scalda un po’.

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Golden Gai | © Caterina Zanzi

Dove ho mangiato:
* OMOIDE YOKOCHO. Assolutamente imperdibile, questa è una viuzza nascosta tutta dedicata alla griglia. Avete capito bene: qui, nei mini ristoranti – sceglietene uno a caso, evitando quelli in cui ci sono troppi turisti – ci si può sedere al bancone e vedere il cuoco preparare gli yakitori – rigorosamente da accompagnare con sake o con shochu – davanti a voi. Non fatevi troppe domande, e preparatevi a un’atmosfera al limite del surreale che ricorderete per tutta la vita. Prezzo medio: 30€.

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La nostra cena ad Omoide Yokocho | © Caterina Zanzi

* OUGI SUSHI. È stato il mio primo sushi nel Sol Levante, quindi il primo sushi ‘vero’ e credo lo ricorderò per sempre. Al netto dei romanticismi, in questo ristorante potrete trovare dei piatti appetitosi, il sushi su tutti, con ingredienti buonissimi. Prezzo medio: 25€.

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Il nostro tavolo da Ougi Sushi | © Caterina Zanzi

* SUSHIMARU. Buono senza essere eccezionale, anche in questo locale si mangia un buon sushi, e soprattutto un buon cirashi. Prezzo medio: 30€.

Altri ristoranti in zona che mi hanno consigliato:
* Ichiran (ramen), Sushi Zanmai (sushi), Teppan baby (teppanyaki), Kuriya (izakaya), Nagi (ramen), Rokkasen (shabu-shabu), Coco Ichibanya (piatti a base di curry), Fuunji (ramen).

GIORNO 2 : HARAJUKU, SHIBUYA, OMOTESANDO, ROPPONGI

Per il secondo giorno ho scelto un itinerario a piedi che mi ha portato da Shinjuku verso Harajuku – il quartiere delle tendenze dei giovani – attraverso il bellissimo Parco Yoyogi, e poi verso Omotesando e Shibuya.

Cosa ho visitato:
* PARCO YOYOGI E TEMPIO MEIJI JINGU. Yoyogi è uno dei polmoni verdi della città e al proprio interno ospita il tempio Meiji Jingu, meta dei fedeli e di (tanti, troppi) turisti. Fate una passeggiata qui per raggiungere Harajuku e non ve ne pentirete!

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L’ingresso al Parco Yoyogi | © Caterina Zanzi

Harajuku
* TAKESHITA DORI. È la strada più celebre di Harajuku: una fiumana di gente vi si riversa per fare shopping in uno dei tanti negozi (consiglio, su tutti, di fare un giro da Daiso, un negozio dove tutto costa 100 yen), per mangiare una crêpe e per perdersi nel delirio.

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Un negozio di crêpes | © Caterina Zanzi

* CAT STREET. Tra Harajuku e Shibuya, c’è questa strada in cui vi sembrerà di essere in Europa più che a Tokyo: non imperdibile, ma se siete in zona passateci.
Omotesando
* NOW IS FOREVER. Do it for the Instagram: se volete fare una foto particolare, qui c’è uno dei graffiti più celebri di Omotesando.

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Now is Forever | © Caterina Zanzi

* DESIGN FESTA. È considerata una delle gallerie indipendenti più importanti di Tokyo: in questo edificio particolare troverete per lo più talenti emergenti impegnati a esporre le proprie opere. Sul retro dell’edificio c’è anche un bar con teppanyaki carino dove fare una sosta.
* ORIENTAL BAZAAR. In questo negozio potrete fare un salto in ogni tipo di souvenir orientale, dalle bacchette ai celebri tovagliolini colorati, dalle ceramiche a qualsiasi altra diavoleria che vi possa venire in mente (non a basso prezzo, e di buona qualità).
* CONDOMANIA. Ideale per portare a casa un pensiero simpatico agli amici, questo negozio è tutto dedicato ai preservativi, incartati deliziosamente e tutti super divertenti.
* &NOTE. Se siete appassionati di cartoleria fate un salto in questo negozio delizioso tutto dedicato alla cancelleria: io ho comprato una carta da lettere stupenda, e gli articoli sono tutti meravigliosi!
Shibuya
* INCROCIO DI SHIBUYA E HACHIKO. Uno dei più famosi incroci del mondo, dove si può attraversare praticamente da ogni parte, e probabilmente uno dei più frequentati. Godetevi lo spettacolo seduti al primo piano di Starbucks, sorseggiando un matcha latte mentre fate il più classico dei time-lapse. Una volta usciti, potete fare una foto alla statua di Hachiko, in memoria del celebre cane e poi fare shopping da Tokyu Hands.

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L’incrocio di Shibuya | © Caterina Zanzi

* PURIKURA NO MECCA. Volete forse privarvi dell’esperienza delle macchinette per le foto? Non credo. Quindi venite qui, in cui in tante piccole macchinette tipo quelle per i documenti sotto la metro che abbiamo in Italia potrete scattare la vostra foto e poi ritoccarla con sfondi, scritte, decorazioni di ogni tipo. Divertentissimo!
* TOKYO FOOD SHOW. Bel negozio di generi alimentari in cui potrete trovare vari tipi di cibo, anche gourmet.
* ROPPONGI HILLS. Esausta ma felice, da Shibuya ho preso la metro per arrivare a Roppongi, il quartiere della vita notturna di Tokyo. Qui, il complesso di edifici più famoso è Roppongi Hills, una città nella città. Dirigetevi alla torre più alta del complesso, la Mori Tower, e salite fino all’ultimo piano, l’unico di Tokyo dove non avrete un vetro davanti. La vista sarà impagabile. Se volete chiudere la serata in bellezza, potete provare l’esperienza del karaoke, per esempio da Pasela.

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La vista dalla Mori Tower| © Caterina Zanzi

Dove ho mangiato:
* TONKATSU MAISEN (Omotesando). La specialità, qui, il tonkatsu, una meravigliosa cotoletta abbinata a piatti tradizionali come la zuppa di miso, riso bianco, verdure sottaceto e cavolo cappuccio. La vita, credetemi. Andateci non proprio all’ora di punta, perché c’è spesso la coda. Prezzo medio: 25€.

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Il nostro pranzo da Tonkatsu Maisen | © Caterina Zanzi

* IPPUDO (Roppongi). Buona catena per il ramen, locale semplice, personale molto gentile che parla inglese. Prezzo medio: 15€.

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Il ramen di Ippudo| © Caterina Zanzi

Altri ristoranti in zona che mi hanno consigliato:
* Harajuku Gyoza-ro (gyoza), Kaikaya by the Sea (izakaya), Gonpachi Nishiazabu (posto che ha ispirato Kill Bill), Gen Yamamoto (cocktail bar), Coco Ichibana (piatti a base di curry).

GIORNO 3: MERCATO DI TSUKIJI, GINZA, ODAIBA

Per il terzo giorno, ho scelto di iniziare con il mercato del pesce di Tsukiji, per poi passeggiare fino a Ginza e Marunouchi. La sera, si può fare un salto fino a Odaiba per godere di una vista in notturna speciale.

Cosa ho visitato:
Tsukuji
* MERCATO DI TSUKIJI. È il mercato più grande del mondo, ed è decisamente impressionante. Si può venire qui per la celebre asta del tonno (e mettersi in fila verso le 3 del mattino), oppure fare con più calma (l’interno del mercato non è visitabile fino alle 10). Il vero must, oltre a quello di girare tra i banchi per vedere pesci di ogni tipo e coltelli affilatissimi, è fare colazione con il sushi in uno dei tanti ristoranti. Io sono stata da Isonoya (il più buon sushi che abbia mai mangiato), ma altri nomi celebri sono Daiwa e Sushidai: occhio che la fila è sempre lunghissima.

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Pesce al mercato di Tsukuji | © Caterina Zanzi

Ginza
* GINZA. Ginza, il quartiere dell’eleganza e dello shopping, è una tappa fondamentale anche se è il quartiere che ho trovato più freddo e meno entusiasmante. Sulla strada da Tsukiji, incontrete il Kabukiza Theatre e Wako, la torre con l’orologio simbolo del quartiere, prima di incorrere nelle boutique dei più celebri marchi al mondo, tutte disegnate da celeberrimi architetti. Vi fermerete sicuramente per lo shopping da Ginza Loft, Uniqlo, da Shiseido e da Muji.
* ITOYA. Oltre ai marchi appena citati, un’esperienza da fare è quella della cancelleria Itoya: un viaggio lungo 10 piani tra biglietti d’auguri, carta e penne stupende.
* HIBIYA PARK. Se avrete voglia di staccare un po’ dal delirio cittadino, vi consiglio di passeggiare per questo parco da cui vedrete i grattacieli da una bella prospettiva. Potete allungarvi fino al Chidorigafuchi Park, che al proprio interno ospita il Palazzo imperiale, che da quanto ho letto non è però imperdibile. Da qui, se avete le forze, potete allungarvi fino al quartiere di Marunouchi, una zona residenziale piuttosto elegante.
Odaiba
* ODAIBA. Nel tardo pomeriggio prendete la monorotaia da Shimbashi, assicurandovi di essere sulla prima carrozza per il panorama migliore, e andate a Odaiba, un quartiere nella zona della baia di Tokyo da cui si gode una splendida vista e dove c’è addirittura una copia della Statua della Libertà. Per tornare, potete invece optare per la barca Hotaluna che arriva ad Asakusa.

Dove ho mangiato:
* ISONOYA (Tsukiji). Prezzo medio: 40€.

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Il sushi di Isonoya| © Caterina Zanzi

* MUJI YURAKUCHO (Ginza). Per una merenda a base di matcha e di baumkuchen, un dolce buonissimissimo, sono stata da Muji, che in Giappone nei negozi offre anche una parte cafè e ristorante. Molto carino e molto buono, anche per fare acquisti foodie da riportare a casa. Prezzo medio: 10€.

Altri ristoranti in zona che mi hanno consigliato:
* Sukiyabashi Jiro (tre stelle Michelin), Bar High Five (cocktail bar), Kagari (ramen), Hidemi Sugino (pasticceria), Rokurinsha (ramen).

GIORNO 4: GITA A KAMAKURA

Il quarto giorno, ho scelto di fare una gita in giornata a Kamakura (che ha vinto nel mio personalissimo ballottaggio con Nikko e Hakone, che vedrò al prossimo giro). Si tratta di una ex capitale del Giappone principalmente nota per i suoi templi. Se avete soltanto 3/4 giorni a Tokyo fossi in voi la salterei, dai 5 in su invece può valere la pena (anche se già a Kyoto farete incetta di templi). Dista un’ora di treno da Tokyo e quindi è facilmente raggiungibile: il mio consiglio è quello di scendere alla fermata di Kita Kamakura (e non Kamakura), per arrivare in centro visitando qualche altro tempio oltre ai soliti noti. Fate attenzione che molti templi chiudono al massimo alle 5. Il costo di ingresso è più o meno di 200 yen per ciascuno.

Cosa ho visitato:
* ENGAKUJI. Bel complesso buddhista su una collina, meno preso di mira dai turisti in cui palazzi e natura si fondono con semplicità, in un’atmosfera suggestiva.
* KENCHOJI. Un altro bel tempio sulla strada per il centro.
* TSURUGAOKA HACHIMANGU. Tappa abbastanza obbligatoria, anche se molto frequentata, in cui se siete fortunati vedrete anche dei matrimoni. Fuori dal complesso troverete anche diverse bancarelle di street food in cui rifocillarvi.

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Tsurugaoka Hachimangu| © Caterina Zanzi

* KOMACHI DORI. In questa stradina, la principale della città, troverete tanti negozi carini in cui fare acquisti di ogni sorta. Da qui raggiungete la stazione e prendete un bus che in 10 minuti vi porterà alle altre attrazioni.
* GRANDE BUDDHA. Il simbolo di Kamakura, una statua monumentale in bronzo del Buddha, il secondo più grande dopo quello di Nara. La statua era posizionata dentro a un tempio che uno tsunami ha portato via, ma la statua è rimasta.

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Il Grande Buddah | © Caterina Zanzi

* HASE-DERA. Il mio posto del cuore a Kamakura, visto all’ora del tramonto, in chiusura e con pochi turisti è un luogo magico e fiorito in primavera, da cui si può scorgere anche l’Oceano Pacifico. La serenità di questo posto vi toglierà il fiato.

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Un’immagine dell’Hase-dera | © Caterina Zanzi

Dove ho mangiato:
CARAWAY. Meraviglioso posto frequentato solo da giapponesi in cui servono unicamente un piatto: riso al curry con carne, pesce o verdure. Eccellente, e a un prezzo irrisorio. Prezzo medio: 10€.

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Il nostro pranzo da Caraway | © Caterina Zanzi

GIORNO 5: AKIHABARA, UENO, ASAKUSA

Una delle giornate più belle a Tokyo si è svolta in questi tre quartieri, rispettivamente dedicati all’elettronica e ai manga, alla tranquillità e al verde, e alla spiritualità. Un giro meraviglioso che vi consiglio fortemente.

Cosa ho visitato:
Akihabara
* RADIO KAIKAN. Se siete appassionati di anime, ma anche se vorrete rimanere attoniti davanti a 11 piani dedicati ai manga, fate un salto qui.
* M’S POP LIFE ADULT DEPARTMENT STORE. Un sexy shop divertentissimo su più piani con sex toys, dvd, costumi, condom, lubrificanti e tante altre cose che nemmeno avreste immaginato esistessero.
* SEGA. Enorme sala giochi (in realtà tutta la città ne è costellata) in cui giocare a qualsiasi videogioco possibile o semplicemente lasciarvi ipnotizzare da chi già sta giocando – prevalentemente giapponesi.
* MANDARAKE COMPLEX. Negozio super fornito di anime e manga di ogni tipo, vecchi e nuovi.
* TAITO STATION. Altra sala giochi pazzesca.
* SUPER POTATO. Direttamente dagli anni 90, questo negozio offre cimeli di console e cassette di giochi anche vecchissimi. All’ultimo piano potete giocare a Super Mario! Adatto ai nostalgici e agli appassionati.

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Un’immagine di Superpotato | © Caterina Zanzi


* HOME CAFE. Se siete interessati a provare l’esperienza dei maid cafè, questo indirizzo è uno dei più famosi nel quartiere.
Ueno
* AMEYA YOKOCHO. Grande mercato in cui si trova di tutto, dal pesce fresco fino a souvenir e pezzi di antiquariato.
* PARCO DI UENO. Potete passeggiare da Akihabara (o andare in metro) fino a Ueno, la cui attrazione principale è il verdissimo parco, in cui c’è anche un giardino di peonie, un museo, lo zoo e un laghetto delizioso: un must durante la fioritura primaverile. Se avete molto tempo a disposizione potete spingervi fino a Yanaka, con il suo tempio Tennoji, le sue viuzze e il cimeteo.
Asakusa
* KAPPABASHI DORI. Reticolo di vie in cui si può davvero trovare di tutto in ambito cucina. Dalle tazze ai coltelli, dalle pentole fino alle immancabili calamite a forma di cibo con cui ormai ho ornato tutto il mio frigo!
* NAKAMISE DORI. Una stradina piena di piccoli negozi di souvenir e negozi di artigianato (occhio agli orari perché chiude presto, un po’ come tutti gli altri templi in zona e non)
* SENSO-JI E TEMPIO DI ASAKUSA. Meraviglioso complesso di templi nel cuore di Tokyo. Super consigliato, soprattutto all’ora del tramonto, quando i turisti vanno via e tutto diventa più magico.

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Un’immagine di Asakusa | © Caterina Zanzi

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Un’immagine di Asakusa | © Caterina Zanzi

* ASAHI BEER HEADQUARTER. Sulla via del ritorno verso la metro, quando il sole sta calando, salite all’ultimo piano della sede di Asahi per una birra con una vista davvero davvero speciale. 

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La vista dall’headquarter di Asahi | © Caterina Zanzi

Dove ho mangiato:
* KYUSHU JANGARA (Akihabara). Buon ramen in un ambiente super particolare: il piatto forte è il ramen con l’aglio, siete avvisati (è buonissimo)! Prezzo medio: 15€.
* NAMIKI YABUSOBA (Asakusa). Posto pazzesco per i soba, sia in brodo che asciutti, frequentato esclusivamente da giapponesi e gestito da delle signore adorabili. Scegliete il posto sul tatami, toglietevi le scarpe e date il via a un’esperienza sensoriale. Prezzo medio: 20€.

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I soba da Namiki Yakusoba | © Caterina Zanzi

Altri ristoranti in zona che mi hanno consigliato:
* Nana’s Green Tea (pasticceria), Kayaba Bakery (panetteria), Sometaro Okonomiyaki (okonomiyaki), Sushi Zanmai (sushi), Komakata Dozeu (pesciolini tipici di qui).

Informazioni pratiche:
* In tanti si chiedono dove alloggiare: come detto, io ho scelto Shinjuku e rifarei questa scelta – soprattutto al primo viaggio – altre mille volte per ragioni di comodità e divertimento.

* Se arrivate da Kyoto e avete in mente di fare anche qualche altro giretto, considerate di acquistare il JRPass. Io l’ho fatto, qui trovate i dettagli, e mi sono trovata benissimo!

* Per la metro, vi consiglio di acquistare la card Suica (o la Pasmo), per entrare e uscire dai tornelli in velocità. La potrete utilizzare anche sui mezzi di Kyoto e Osaka, e questo la rende comodissima. C’è una cauzione di 500 yen che potrete riavere al termine, anche se io ho scelto di tenerla per ricordo. Per la vacanza di 10 giorni l’ho caricata di 5mila yen (circa 40 euro), ed è stato perfetto. Volendo esistono anche dei pass da 72 ore, eventualmente.

* Per girare, userete tantissimo la metro, oltre che le vostre gambe. Per girare, oltre a Google Maps, vi consiglio di scaricare due app: Hyperdia (per i treni JR) e Tokyosubway (per le fermate della metro). Sono molto chiare, vi faranno risparmiare tempo e sono gratuite (Hyperdia ha un mese di prova gratis, quindi scaricatela a ridosso della vacanza, prima potrete comunque usare il sito ‘normale’ da browser).

* Potrà capitarvi di essere esausti, specie alla sera, e chiamare un taxi (vi basterà alzare la mano in strada, in alternativa potete scaricare la app JapanTaxi): vorrei sfatare il mito per cui costano molto. Costano quanto in Italia, e anzi, alla sera anche meno che a Milano. Certo è che la metro sarà sempre più conveniente, ma potrà capitare di usarli e non sarà una follia.

* I templi chiudono quasi tutti nel tardo pomeriggio, verso le 17: calcolate bene i tempi!

* Le attrazioni e i quartieri sono tantissimi e per ragioni di tempo ho dovuto fare delle scelte: se avete più giorni a disposizione c’è l’imbarazzo della scelta e potete pescare tra tanti altri nomi a seconda delle vostre preferenze! Informatevi!


E voi siete mai stati a Tokyo? Vi è piaciuto questo reportage? Avete altri consigli da darmi? Scrivete qui sotto nei commenti oppure commentate sui social utilizzando l’hashtag #ConoscoUnPosto! Tutte gli altri miei viaggi invece li trovate qui!

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Viaggio a Kyoto: cosa vedere e dove mangiare tra templi e meraviglie /kyoto-cosa-vedere-dove-mangiare/ /kyoto-cosa-vedere-dove-mangiare/#respond Wed, 09 May 2018 06:50:47 +0000 http://godsgift.cyou/?p=9775 Sono a stata a Kyoto durante la mia vacanza in Giappone ad aprile, dopo 5 giorni meravigliosi passati a Tokyo (qui trovate tutti i miei consigli su Tokyo, mentre qui…

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Sono a stata a Kyoto durante la mia vacanza in Giappone ad aprile, dopo 5 giorni meravigliosi passati a Tokyo (qui trovate tutti i miei consigli su Tokyo, mentre qui ci sono tutti i consigli su come organizzare un viaggio in Giappone). L’arrivo è stato abbastanza di impatto: Tokyo ti prende e ti porta con sé dal primo momento, Kyoto va scoperta poco a poco, cercando i posti meno turistici – perché è turistica, e lo è davvero tanto. Una volta entrati nel suo mood, imparerete ad apprezzarla e porterete a casa scorci, silenzi e paesaggi che vi rimarranno per sempre nel cuore. Ecco tutti i miei consigli su cosa visitare e dove mangiare per 4 giorni a Kyoto!

COSA VEDERE E DOVE MANGIARE A KYOTO

DAY 1

* NISHIKI MARKET. Appena arrivati da Tokyo (in 2 ore e 40 con lo Shinkansen), abbiamo fatto check in al nostro hotel (Noku Kyoto, abbastanza soddisfacente anche se un po’ caro per quanto offerto) e ci siamo diretti al Nishiki Market, una meraviglia gastronomica nel cuore della città, con tantissime bancarelle di street food. Allenate l’occhio e scegliete quelle meno turistiche, ma provate un po’ di tutto, miraccomando. Ci sono tantissimi fritti (io ho provato uno stecco delizioso con zucca, cipolle e gambero impanati), il polipo con uova di quaglia, takoyaki, dolcetti di ogni sorta, e ovviamente pesce: sarà divertente per un pranzo un po’ diverso. Se siete appassionati di coltelli e accessori da cucina di alta qualità, qui c’è un negozio molto famoso che si chiama Aritsugu.

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Polipetti al mercato di Nishiki | © Caterina Zanzi

* PONTOCHO E GION. Successivamente, siamo andati alla scoperta delle due zone più celebri di Kyoto, Pontocho e Gion. Un reticolo di viette tranquille e appartate, accanto a cui scorrono anche un piccolo corso d’acqua e un fiume. Di sera hanno un tocco magico, ma può valere la pena vederle anche con la luce del sole, magari verso l’ora del tramonto.

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Una via di Kyoto | © Caterina Zanzi

* TEMPIO YASAKA, KODAI-JI E PARCO DI MARUYAMA. Il primo giorno, abbiamo scelto di fare un giretto, data la zona centrale, al Santuario di Yasaka (molto bello anche alla sera, tra le lanterne illuminate), e poi ci siamo spinti a fare un giro fino al parco di Maruyama e al Kodai-Ji. Quest’ultimo è davvero meraviglioso, specie poco prima della chiusura, quando si svuota dai turisti.

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La felicità al Santuario di Yasaka | © Caterina Zanzi

DAY2

* KIYOMIZU-DERA, NINNEZAKA E SANNENZAKA. Questa tappa è stata la più ‘faticosa’ e la più deludente a Kyoto, ma va vista perché è un po’ il simbolo tra tutti i templi. Dico faticosa perché è sempre strapieno di turisti a meno che, saggiamente, non decidiate (saggiamente) di arrivarci molto presto, all’alba. Per giungere fino a questo tempio patrimonio dell’Unesco, il cui edificio principale è però ora in ristrutturazione, si percorrono due vie altrettanto imbottigliate, piene di negozietti un po’ turistici: in questo modo diciamo che l’aura magica è pari a zero.

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Un’immagine da Kyomizu-dera | © Caterina Zanzi

* GINKAKU-JI. Successivamente, in bus, ci siamo diretti verso il Ginkaku-ji, il cosiddetto Tempio d’Argento nonché una delle attrazioni principali di Kyoto. L’atmosfera che si respira qui, complice anche il giardino zen che lo racchiude, è molto bella.

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Un’immagine del Ginkaku-ji | © Caterina Zanzi

* PASSEGGIATA DEL FILOSOFO. Questo delizioso sentiero – che probabilmente in altre stagioni può dir poco, ma è incantevole in primavera, collega il Ginkaku-ji all’Eikan-do e vi suggerisco di percorrerlo per staccare un po’ dalla massa. Sulla strada ci sono tanti bar carini e in uno dei baracchini ho comprato addirittura un kimono vintage!

* EIKAN-DO. Tra tutti i templi, questo è quello che mi è rimasto nel cuore, perché meno assediato dai turisti e perché immerso in un giardino incantevole. Giratelo tutto, con calma, e se volete salite fino alla pagoda, per godere di una bella vista su Kyoto.

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Eikan-do | © Caterina Zanzi

DAY3

* NARA. In 45 minuti dalla stazione di Kyoto c’è Nara, una cittadina che forse non avrebbe molto da dire se non fosse per il meraviglioso parco dei cervi e per i templi che ospita al proprio interno. Una mezza giornata qui la vale tutta: dopo aver passato un po’ di tempo con i deliziosi cervi, e aver dato loro da mangiare i biscotti che si comprano in loco (sono talmente educati da ‘inchinarsi’, anche se poi lo diventano meno quando avranno capito che siete equipaggiati con del cibo!), ci siamo diretti fino al Todai-ji e al santuario Kasuga-taisha.

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Un’immagine scattata a Nara| © Caterina Zanzi

* FUSHIMI-INARI. Dopo un late lunch pazzesco a base di otoro a Nara, ci siamo diretti, sempre in treno, al Fushimi-Inari. Occhio anche qui all’orario: è sempre preso d’assalto dai turisti. Dopo un’attenta valutazione, abbiamo deciso di andare nel tardo pomeriggio. Siamo arrivati in stazione alle 17 e mai scommessa fu più vincente: man mano che si saliva verso la cima, verso Inariyama, i turisti andavano diradandosi fino quasi a scomparire. Per salire ci vuole un’oretta di buona lena e un po’ di allenamento ai gradini (ma si fa tranquillamente), per scendere invece tenete conto una mezz’oretta. Consiglio vivamente di arrivare fino in cima, sia per l’esperienza in sé (il percorso è disseminato di templi e in generale è un cammino che definirei ‘energizzante’ e magnetico), sia perché dall’alto si gode una bella vista, soprattutto se come me ci arriverete all’ora del tramonto. Imperdibile!

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Fushimi-Inari | © Caterina Zanzi

DAY4

* ARASHIYAMA. L’ultimo giorno l’abbiamo tenuto per Arashiyama, una zona celebre per la sua foresta di bambù. Anche questa iperturistica, andrebbe vista al mattino prestissimo per avere un pochino più di intimità. Lo stesso vale per il vicino tempio Tenryu-ji, patrimonio dell’Umanità. Nei pressi, varcando il ponte Togetsukyo, il simbolo del quartiere, troverete anche il parco delle scimmie e molti altri templi.

La foresta di bambù ad Arashiyama | © Caterina Zanzi

* KINKAKU-JI (TEMPIO D’ORO). È forse la più celebre attrazione di Kyoto, e uno dei simboli di tutto il Giappone, e con una ragione: il paesaggio che lo incornicia è mozzafiato e l’edificio in sé è un vero gioiello. Peccato anche in questo caso la fiumana di persone che lo visitano specie in alta stagione, ma rimane comunque un must-do.

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Un’immagine del Kinkaku-ji | © Caterina Zanzi

* SERATA AD OSAKA. Abbiamo deciso di concludere col botto il nostro soggiorno a Kyoto andando a fare serata ad Osaka, che con lo Shinkansen dista soli 15 minuti da Kyoto, mentre con il treno locale (che probabilmente dovrete prendere al ritorno) una quarantina. Con il metro, in 7 fermate siamo arrivati al quartiere più vivo, Dotombori, che è praticamente un concentrato pazzesco di luci e ristoranti, capace di ammaliarti quanto di stordirti. E come potrebbe essere diversamente? Osaka è un luna park per gli amanti della cucina, e da qui arrivano ricette spaziali come gli okonomiyaki e i takoyaki. Dico solo che quella sera ho cenato non una, ma due volte (da Gyozaoh Dotonbori per i gyoza e da Fukutarō per l’okonomiyaki e i soba alla piastra)! Ero indecisa fino all’ultimo se andare in serata, e non potrei essere stata più felice di aver deciso di sì: la prossima volta le dedicherò più tempo, ma se come me avrete pochi giorni anche solo una gita di qualche ora alla sera – con relativa mangiata – vale la pena!

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Una via di Osaka| © Caterina Zanzi

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I gyoza| © Caterina Zanzi

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L’okonomiyaki| © Caterina Zanzi

Dove ho mangiato a Kyoto:
* 和食房 つるや 勇寿 . La cena migliore di tutta la vacanza a Kyoto, in questo mini ristorante trovato per caso passeggiando vicino al nostro albergo. Il proprietario nonché chef vi cucinerà davanti piatti a sua scelta (non c’è un menu inglese, ma lui lo parla ed è molto gentile), tutti deliziosi e curati nei minimi dettagli. Lo super consiglio anche se non foste vicinissimi. Prezzo medio: 60 euro.

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Un piatto a cena da 和食房 つるや 勇寿 | © Caterina Zanzi

* OMEN. Meraviglioso localino frequentato principalmente da giapponesi e a due passi dal Ginkaku-ji in cui la specialità sono gli udon: lo amerete, non ho dubbi. Prezzo medio: 15 euro.

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Gli udon da Omen | © Caterina Zanzi

* GION NANBA (Gion). Abbiamo scelto Gion Nanba per una cena stellata Michelin in stile kaiseiki. Dal sito, la prenotazione è molto facile anche all’estero, e si può scegliere tra diversi tipi di menu e diverse sale. Noi abbiamo avuto un’ottima esperienza al bancone, con il menu da 11 portate, assaggiando dei piatti spettacolari e anche molto particolari. Prezzo medio: 130 euro.

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Un piatto da Gion Nanba | © Caterina Zanzi

* YAMAFUKU (Gion). Volevamo provare lo shabu-shabu, specialità di Kyoto, e l’abbiamo fatto qui, con grande soddisfazione: carne morbidissima da cuocere, insieme alla verdure, in un brodo a base di latte di soia e da intingere poi in una salsa goduriosissima. Alla fine, si possono anche ordinare dei noodles. Super approvato. Prezzo medio: 30 euro.

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Lo shabu-shabu da Yamufuku | © Caterina Zanzi

* SOWGEN CAFE&BAR PLANTS. In questo negozio di arredamento usato e vintage, ha casa anche un bar leggermente hipster in cui riposarvi davanti a un espresso o a una tazza di tè. Molto carino.

* YOJIYA CAFE GINKAKUJI. Adorabile caffè immerso nel verde per fare una pausa durante la Passeggiata del Filosofo.

* TEA CEREMONY EN (Gion). Mi hanno regalato quest’esperienza simpatica – che si può prenotare dall’estero sia in gruppo sia in versione ‘privata’ – in cui in una sessione di circa un’oretta vi spiegheranno tutti i segreti della cerimonia del tè. Imparerete a prepararvi la vostra tazza di tè matcha e, alla fine, potrete anche degustarla. Un po’ turistico, ma se siete appassionati di rituali e di matcha può essere carino.

* NOKISHITA 711 (Gion). Cocktail bar pazzesco con tantissime etichette di gin, in cui il proprietario crea davanti a voi drink unici, con una cura che sono certa non avrete mai visto in un bartender. Abbinamenti paranormali, ingredienti che magari non avrete mai sentito, cortesia e menu in inglese, per un’esperienza davvero speciale. Prezzo medio: 8 euro a cocktail.

Kyoto Cosa vedere dove mangiare

Due cocktail da Nokishita 711

* MAGURO KOYA (Nara). Se non siete impressionabili – il locale è una vera bettola e non vi consiglio di soffermarvi troppo sui dettagli – dovete assolutamente venire qui per mangiare il tonno migliore che probabilmente assaggerete in tutta la vostra vita. In questo ristorante appena fuori dal parco di Nara, gestito da un’adorabile coppia di signori, i piatti sono tutti a base di otoro, cioè di fatty tuna: la parte più grassa e prelibata del tonno, che vi farà perdere la testa! Prezzo medio: 40 euro.

Kyoto Cosa vedere dove mangiare

Il pranzo da Maguro Koya| © Caterina Zanzi

Altri ristoranti a Kyoto che mi hanno consigliato:
* Negiya Heikichi (hotpot), Gyoza Chao Chao (gyoza), Sushitetsu (sushi), Hakata Nagahama Ramen Miyoshi (ramen), Tenshu (tenpura), Itoh Dining (kobe), Teppanyaki Manryu (teppanyaki), Oagari (teppanyaki), Tenpura Endo Yasaka (tenpura), Sobanomi Yoshimura (soba), Ippudo Nishikikouji (ramen), Nishiki Warai (okomomiyaki), Kushikura (yakitori), Takakura Nijo Ramen (ramen), Kikyo Sushi (sushi), Sushi Shigetomi (sushi), Hanamakiya (soba), Unagi Hirokawa (anguilla)

Informazioni pratiche:
* Se arrivate da Tokyo e avete in mente di fare anche qualche altro giretto, considerate di acquistare il JRPass. Io l’ho fatto, qui trovate i dettagli, e mi sono trovata benissimo!

* Per girare, userete molto più i bus della metro: la maggior parte dei templi non è vicina alle fermate della metropolitana e in generale la rete dei bus è molto più sviluppata. Ho utilizzato Google Maps per gli orari e le fermate, ed è filato tutto liscio. In alternativa, potete girare tra i templi con il taxi, come fanno molti turisti per ridurre i tempi (in bus ci si può mettere anche un’oretta tra un tempio e l’altro, quindi occhio all’oro!)

* I templi chiudono quasi tutti nel tardo pomeriggio, verso le 17: calcolate bene i tempi anche in questo caso!

* Il biglietto dei bus si può pagare a bordo (con la cifra esatta, in moneta, e con una tariffa fissa a prescindere dalle fermate che farete), oppure molto più comodamente con la Suica che avete già utilizzato a Tokyo (qui ve ne parlo più approfonditamente). Altrimenti c’è un biglietto giornaliero da 500 yen, che può essere conveniente se contate di prendere tanti bus.

* I templi sono tantissimi e per ragioni di tempo ho dovuto fare delle scelte: se avete più giorni a disposizione c’è l’imbarazzo della scelta e potete pescare, per esempio, tra questi nomi: Sanjusangendo, To-ji, Ryoan-ji, Ninna-ji, Castello Nijo, Palazzo imperiale.

* Lo stesso vale per le gite in giornata o comunque nei pressi di Kyoto: io ho scelto Nara, ma ci sono diverse altre possibilità (due nomi ‘facili’: Miyaijima e Hiroshima, oltre che una due giorni in un monastero del Monte Koya). Informatevi!

* Se vi piace muovervi in bici, tanti turisti lo fanno e per la città troverete diversi negozi di noleggio a due ruote.

* Per prenotare l’hotel, vi consiglio di guardare per una questione di comodità la zona della stazione o il centro.

* Tra le esperienze suggerite a Kyoto (io non ho avuto tempo, ma se riuscite dovrebbe essere molto bello) ci sono quelle di provare un ryokan e un onsen!

* Alla sera fate un giro a Gion, passeggiando fino a Shinbashi Dori, una via osannata da molti che non ho trovato imperdibile. Tuttavia, dicono che se siete fortunati, tra le 18 e le 21 in quest’area potreste vedere passeggiare le geishe e le maiko!


E voi siete mai stati a Kyoto? Vi è piaciuto questo reportage? Avete altri consigli da darmi? Scrivete qui sotto nei commenti oppure commentate sui social utilizzando l’hashtag #ConoscoUnPosto! Tutte gli altri miei viaggi invece li trovate qui!

L'articolo Viaggio a Kyoto: cosa vedere e dove mangiare tra templi e meraviglie sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Un weekend a Mantova: cosa vedere e dove mangiare /mantova-cosa-vedere-dove-mangiare/ /mantova-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Tue, 06 Mar 2018 14:00:50 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8901 Avete in programma un weekend a Mantova e siete alla ricerca di qualche spunto? Ecco i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in questa meravigliosa città!

L'articolo Un weekend a Mantova: cosa vedere e dove mangiare sembra essere il primo su Conosco un posto.

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A un paio di ore da Milano, perfetta per una gita fuori porta o per un weekend, c’è un piccolo gioiello di cui forse non si parla abbastanza: Mantova. Nonostante sia una città piccolina, è davvero un concentrato di meraviglie culturali, oltre che di natura e ottima cucina. Ecco cosa vi consiglio di vedere (e mangiare!) in questa piccola perla della Lombardia nonché città dei Gonzaga!

COSA VEDERE A MANTOVA

* CASTELLO DI SAN GIORGIO + MUSEO DI PALAZZO DUCALE. Acquistate il biglietto combinato, che vi permetterà di visitare sia il museo di Palazzo Ducale che, soprattutto, la Camera degli Sposi, il capolavoro di Andrea Mantegna. Al di là della sala che lo ospita, comunque, c’è parecchia ciccia tra museo e castello, anche considerata la magnificenza degli edifici. Forse per meglio comprenderli consiglio una visita guidata o, quantomeno, di prendere l’audioguida.

Mantova cosa vedere dove mangiare

Una sala di Palazzo Ducale | © Caterina Zanzi

* PIAZZA DELLE ERBE. È la piazza principale della città e una delle più caratteristiche. dominata dal Palazzo della Ragione e dalla Torre dell’Orologio. Un altro edificio molto particolare è la Casa del Mercante, con la sua facciata rinascimentale meravigliosa.

* BASILICA DI SANT’ANDREA. È la più grande chiesa di Mantova, opera di Leon Battista Alberti e capolavoro del Rinascimento italiano. Anche se da fuori potrebbe non sembrarvi un granché, l’interno vi colpirà di sicuro con la grande navata e lo splendido soffitto a botte.

* ROTONDA DI SAN LORENZO. Sempre in Piazza delle Erbe ha casa la chiesa questa volta più antica di Mantova, super caratteristica per la sua forma circolare e con i suoi affreschi all’interno.

Mantova cosa vedere dove mangiare

Un angolo di Mantova | © Caterina Zanzi

* TEATRO SCIENTIFICO DEL BIBIENA. Quando sono andata io purtroppo era chiuso, ma in tantissimi mi assicurano che questo teatro è un vero e proprio gioiello. Si tratta di una sala all’italiana, che ospita tuttora diversi concerti ed è riccamente decorata. Se non bastasse, pare abbia anche un’acustica perfetta e qui ha suonato addirittura un giovanissimo Mozart.

* PONTE DI SAN GIORGIO. Dal ponte di San Giorgio potrete godere, nei giorni che lo permettono e soprattutto di notte, di una bellissima vista su tutta la città, che sembra galleggiare letteralmente sui laghi di Mantova formati dal fiume Mincio.

Mantova cosa vedere dove mangiare

Una salumeria di Mantova | © Caterina Zanzi

* PARCO DEL MINCIO. Se vi piace la natura, o semplicemente volete fare due passi nel verde, soprattutto nella bella stagione il Parco del Mincio è molto rilassante: abbinante una passeggiata (o una biciclettata) qui a una gita in battello!

* PALAZZO TE. Non potete assolutamente perdervi Palazzo Te se siete in gita a Mantova. Raggiungibile con una camminata dal centro oppure più comodamente in macchina, questo edificio è stato una delle residenze dei Gonzaga (attenzione, il suo nome non ha nulla a che vedere con la bevanda!) e lo si nota anche dallo splendido e gigantesco giardino. Imperdibile la Camera dei Giganti, un concentrato di bellezza allo stato puro decorato da Giulio Romano. Buona visita!

Mantova cosa vedere dove mangiare

Palazzo Te | © Caterina Zanzi

Mantova cosa vedere dove mangiare

La camera dei giganti a Palazzo Te | © Caterina Zanzi

DOVE MANGIARE A MANTOVA

* TRATTORIA LEONCINO ROSSO. Sono capitata in questa trattoria quasi per caso e mi sono trovata bene. L’ambiente è rustico ma curato, il servizio cortese e i piatti sono quelli della tradizione: si va dai tortelli di zucca al risotto alla pilota, quello con la salamella, per intenderci (entrambi molto buoni) fino allo stracotto con la polenta. Porzioni forse un filo meno abbondanti delle solite trattorie, ma comunque soddisfacente. Prezzo sui 25 euro a testa.

Mantova cosa vedere dove mangiare

I tortelli di zucca di Antica Osteria Leoncino Rosso | © Caterina Zanzi

* CORTE MAINOLDA. Abbiamo scelto questo agriturismo con attiguo b&b per il nostro soggiorno nei dintorni di Mantova. Eravamo alla ricerca di qualcosa fuori dal centro e immerso nel verde e nel silenzio, e così è stato. Questo splendido posto, gestito da una gentilissima famiglia, è il luogo ideale per ricaricare le pile a soli 15 minuti dal centro. Stanze minimali ma ben curate, spazi comuni deliziosi e un buon ristorante dove fermarvi per pranzo o cena vi faranno felici.

Mantova cosa vedere dove mangiare

Un angolo di Corte Mainolda | © Caterina Zanzi

Mantova cosa vedere dove mangiare

Un angolo di Corte Mainolda | © Caterina Zanzi

Mantova cosa vedere dove mangiare

Un tagliere della casa di Corte Mainolda | © Caterina Zanzi

Mantova cosa vedere dove mangiare

I passatelli in brodo di Corte Mainolda | © Caterina Zanzi

* DAL PESCATORE. Se siete in zona e siete alla ricerca di un pranzo o una cena ‘speciale’, potete prenotare in uno dei ristoranti 3 stelle Michelin più famosi in Italia e al mondo, Dal Pescatore di Nadia Santini, a una mezzoretta di macchina da Mantova, precisamente a Canneto sull’Oglio. Noi ci siamo stati e vi raccontiamo di questa esperienza pazzesca qui!

Altri ristoranti consigliati dove non siamo riusciti ad andare:

* ANTICA OSTERIA AI RANARI
* OSTERIA ALL’OCA
* QUATTRO TETTE
* IL CIGNO DEI MARTINI

E voi siete mai stati a Mantova? Quali sono i vostri posti del cuore in questa città? Diteceli qui sotto nei commenti oppure sui social usando l’hashtag #ConoscoUnPosto!

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Weekend a Stoccolma: cosa vedere e dove mangiare nella capitale svedese /stoccolma-cosa-vedere-dove-mangiare/ /stoccolma-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Tue, 30 Jan 2018 07:00:54 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8070 Avete in programma una vacanza nella splendida capitale svedese? Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Stoccolma!

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Siamo tutti d’accordo che Stoccolma sia una delle città più belle del nord Europa, sì? Nel caso in cui non ci siate mai stati, o stiate programmando di ritornarci, qui è dove vi diamo qualche consiglio su cosa vedere e dove mangiare, oltre ad alcuni extra tip extra per arrivare in Svezia preparati!

Stoccolma Panorama

Panorama di Stoccolma | © Marta Bizioli

COSA VEDERE A STOCCOLMA

*GAMLA STAN. Centro storico della città, Gamla Stan è un labirinto di stette stradine su cui si affacciano palazzi medievali, molti sono color giallo senape o zafferano e rendono il centro davvero super caratteristico! In questa zona si trova anche il Palazzo Reale, residenza ufficiale della famiglia reale svedese, che è anche il più grande palazzo reale d’Europa. E proprio lì accanto, potete visitare anche il Palazzo del Parlamento!

Le case a Gamla Stan | © Marta Bizioli

*MODERNA MUSEET. Bellissimo museo (gratuito) di arte moderna e contemporanea, che vanta nomi importantissimi tra gli artisti esposti: Picasso, Matisse, Dalì, Magritte sono solo alcuni di essi. La visita inizia con i più importanti artisti di inizio XX secolo e prosegue fino a farvi scoprire i nomi più all’avanguardia dell’arte dei nostri giorni. Questi capolavori sono ospitati da una struttura moderna e luminosa che accoglie anche altre mostre temporanee.

Stoccolma Moderna Museet

Una sala del Moderna Museet | © Marta Bizioli

*METROPOLITANA. La metropolitana di Stoccolma è la galleria d’arte più lunga al mondo! Oltre 90 delle 110 stazioni sono state trasformate, negli anni, in vere e proprie opere d’arte con creazioni site-specific. Spesso la parete rocciosa, scavata per realizzare i tunnel, è lasciata a vista e dipinta con i colori più vivaci: ogni viaggio in metro diventa un’esperienza artistica da non dimenticare!

*VASAMUSEET. Gli svedesi vanno molto fieri di questo museo, che in realtà ospita solamente il relitto del Vasa, una nave da guerra di inizio ‘600 che era l’orgoglio della corona svedese, fino a quando non affondò durante il suo viaggio inaugurale. La storia della nave viene raccontata in un film di 20 minuti che viene ripetuto in continuazione in tutte le lingue del mondo. Per conoscere gli orari delle proiezioni in italiano consultate il sito.

Stoccolma Vasa Museet

La nave Vasa | © Marta Bizioli

*NOBELMUSEET. Situato nel centro della città, il museo dei Nobel racconta la storia dei famosi premi e custodisce oggetti-ricordo lasciati da ogni vincitore che ha visitato il museo. La cerimonia dei premi Nobel però non si svolge qui, bensì al Municipio della città, altro luogo da non perdere, soprattutto per il suo bel cortile e la vista mare che regala la piazza alle sue spalle.

Stoccolma Municipio

Il cortile del Municipio | © Marta Bizioli

*GRÖNA LUND. Situato sull’isola di Djurgården, questo parco divertimenti non è grandissimo ma ha diverse attrazioni interessanti. Si paga sia l’ingresso ed anche i singoli giri sulle varie giostre ma la cosa bella è che spesso ci organizzano grandi concerti, e pagando l’ingresso al parco si può assistere a dei magnifici eventi live. Purtroppo è aperto solamente in estate!

Il Gröna Lund | © Marta Bizioli

*SÖDERMALM. Secondo Vogue è il terzo quartiere più bello al mondo, e in effetti ci è piaciuto parecchio. Perdetevi nelle vie di questa zona e lasciatevi tentare dai diversi negozi di second-hand e vintage, dove potrete fare degli affari unici, e da quelli bellissimi di design (non perdetevi Granit e partite con un bagaglio mezzo vuoto!).

*STOCCOLMA IN BARCA. Stoccolma è una città che nasce su diverse isole ed è circondata sia dal mare che da un grande lago (fonte d’acqua per tutta la città!). Quindi, un giro in barca per godersi la capitale da un insolito punto di vista è imperdibile: a noi l’ha consigliato la hostess sul volo d’andata e dobbiamo dire che aveva proprio ragione!

Stoccolma vista

Una vista di Stoccolma | © Marta Bizioli

*FOTOGRAFISKA. Moderno museo di fotografia che ha sede nel quartiere di Södermalm e accoglie ogni anni 500.000 visitatori. Il Fotografiska ospita 4 importanti mostre all’anno di grandi fotografi (hanno esposto qui Annie Leibovitz e David LaChapelle, per dire!) e 15-20 mostre minori, anche di artisti emergenti mai esposti prima in Svezia.

*SKANSEN. Skansen è un immenso parco ed è sia un museo che uno zoo. Qui infatti potrete trovare una concentrazione di tutte le case tipiche della Svezia, ed entrando vedrete come vivevano gli svedesi nei diversi secoli. Inoltre Skansen ospita diversi esemplari di animali nordici che difficilmente potrete vedere in Italia, come i lupi, le alci o le renne. Siamo rimasti affascinati dalle piccole casette e dagli animali, tra tutte è stata la nostra tappa preferita e si merita almeno una mezza giornata di visita!

Stoccolma Skansen

Le renne di Skansen | © Marta Bizioli

DOVE MANGIARE A STOCCOLMA

*BRÖD & SALT. Catena svedese di panetterie artigianali, ideale per una colazione prima di visitare la città. Gli svedesi fanno delle colazioni ricchissime, sia dolci che salate, con uova, salmone e gli immancabili kanelbullar, dei rotoli dolci alla cannella. Questi, che forse avete già sentito come “cinnamon rolls”, vengono spesso mangiati anche durante la fika, la tipica pausa durante la quale gli svedesi si gustano un caffè accompagnato da un dolcetto.

Stoccolma Bröd & Salt

L’interno di Bröd & Salt | © Marta Bizioli

*PELIKAN. Il Pelikan è uno dei tanti ristoranti che propone le ricette tipiche della tradizione svedese. Ci sono piaciute molto le famose polpette svedesi con salsa ai mirtilli e purè di patate e anche lo stinco, mentre i potato dumplings e il salmone ci hanno un po’ delusi.

Stoccolma Pelikan

Le polpette svedesi del Pelikan | © Marta Bizioli

*FOTOGRAFISKA. All’ultimo piano del moderno edificio del Fotografiska, che resta aperto al pubblico fino a tardi, troverete sia un ristorante che un bar con una vista pazzesca. Questo è il posto giusto per una cena ma anche solo per sorseggiare un drink guardando la città dall’alto.

*STHLM BRUNCH CLUB. Locale che, come si intuisce dal nome, propone dei brunch meravigliosi per la vista ed il palato. La loro specialità sono i maxi milkshake, sono famosi e potreste trovare un po’ di coda ma sono assolutamente da provare.

Il Brunch di STHLM Brunch Club | © pagina fb di STHLM Brunch Club

*HÖTORGSHALLEN. Hötorgshallen è un gigantesco mercato coperto nel cuore di Stoccolma dove, come dicono gli svedesi, “il mondo si incontra”. Qui infatti potete trovare, e gustare, oltre alle specialità svedesi anche prelibatezze da tutto il mondo, che nemmeno sapevate esistessero!

*POP HOUSE FOOD & BAR. Il Museo degli Abba ha aperto solo da qualche anno ma non lo consigliamo se non ai fan sfegatati del quartetto più famoso della Svezia. Come però ormai moltissimi musei include un bar dove bervi un caffè tra un museo e l’altro e un ristorante bellissimo dove fare una sosta sia a pranzo che a cena!

Stoccolma Ristorante

Il ristorante del Museo degli Abba | © Marta Bizioli

PRIMA DI PARTIRE

*CORONA SVEDESE.  La Svezia fa parte dell’Unione Europea ma non utilizza l’euro, bensì le corone svedesi. Se non volete rischiare di rimanere con spiccioli non spesi non preoccupatevi, accettano carte di credito ovunque anche per importi minimi. Per il cambio è abbastanza facile, basta dividere per 10 il prezzo in corone ed avrete più o meno l’equivalente in euro.

*LUCE/BUIO. A Stoccolma, come nel resto dei Paesi del Nord, ci sono inverni lunghi ed estati brevi. A dicembre avrete solo 6 ore di luce mentre al contrario in estate il sole non tramonterà prima delle 23.

Stoccolma Skansen

Una delle case di Skansen | © Marta Bizioli

*MEZZI. I taxi sono piuttosto cari, ed anche la metro, ma se restate in città ci si può  muovere tranquillamente a piedi. Probabilmente arriverete all’aeroporto di Skavsta, a 100 km dalla città: affittare un auto può essere una buona soluzione, soprattutto se avete in programma qualche gita fuori città, ma ricordate che in Svezia c’è tolleranza zero per chi guida dopo aver bevuto.

E voi avete mai visitato Stoccolma? Vi è piaciuta? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscounPosto! Tutti i nostri consigli di viaggio li trovate qui

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Una settimana in Baviera: cosa vedere e dove mangiare /baviera-cosa-vedere-dove-mangiare/ /baviera-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Tue, 16 Jan 2018 15:42:37 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8310 State organizzando una vacanza in Baviera e non sapete quale itinerario scegliere? Ecco la nostra guida su cosa vedere e dove mangiare in zona!

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State organizzando una vacanza in Baviera e non sapete quale itinerario scegliere? Ecco la nostra guida su cosa vedere e dove mangiare per passare una settimana d’incanto in questa zona della Germania!

INNSBRUCK

Baviera cosa vedere dove mangiare

Una vista di Innsbruck | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Una strada di Innsbruck | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

La vista da Nordkette | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Un currywurst da Seegrube| © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Il Tetto d’Oro di Innsbruck| © Caterina Zanzi

Innsbruck è in Austria, appena sotto la Baviera ed è un ottimo punto in cui spezzare il viaggio, se come me arriverete in macchina da Milano. In poco più di tre ore sarete in questo gioiellino tirolese, famoso soprattutto per il suo Goldenes Dachl, ovvero il Tetto d’Oro che orna l’antico palazzo dei conti del Tirolo. Per una pausa golosa fermatevi proprio in piazza, per un piatto tipico da Weinhaus Happ o un dolcetto al Cafe Katzung. Perdetevi tra le vie caratteristiche (il centro si gira in mezza giornata) e a metà giornata prendete la funivia e salite su uno dei gioielli delle Alpi, Nordkette, da cui godrete un panorama incantevole su tutta la valle (e in cui al rifugio Seegrube, mangiare un ottimo currywurst). Se avete un giorno in più, potete visitare anche il museo di Swarovski, a poca distanza dal centro città. Un ultimo consiglio: noi abbiamo alloggiato all’Hotel Maximiliam Stasthaus Penz e ci siamo trovati molto bene!

NORIMBERGA

Baviera cosa vedere dove mangiare

Weissgerbergasse a Norimberga| © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Una vista di Norimberga | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Alcune case a Norimberga| © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

La Chiesa di San Lorenzo a Norimberga | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

La vista dei tetti di Norimberga| © Caterina Zanzi | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Un piatto di Frank’ness| © Caterina Zanzi

Noi abbiamo scelto Norimberga per una sosta di 3 giorni, sia per visitare il suo centro meraviglioso, in pieno stile medioevale, che per fare qualche gita nei dintorni. Partite dal cuore della cittadina, l’Alstadt, e visitate la Chiesa di San Lorenzo e, se il periodo è quello natalizio, tutti i mercatini del centro. L’atmosfera sarà magica! Attraversate il fiume e non perdetevi per nessuna ragione la casa di Albrecht Dürer, oltre che il Castello Imperiale, da cui dominerete la città. Riscendete verso ovest e fate un salto nella via più classica della città, Weissgerbergasse. Se siete amanti dello shopping, per il beauty vi consiglio la catena DM, per l’abbigliamento il negozietto Mina e per la cancelleria il flagship store di Staedtler. A pranzo, riuscirete a mangiare con una delle tante specialità proposte dai chioschi, mentre a cena vi consiglio per una cena tipica Gastahaus Pillhofer o da Hutt’n.  Se invece sarete stanchi della cucina tedesca, due buone alternative sono Frank’ness per qualcosa di salutare e il vietnamita Ha Long. Altri ristoranti consigliati che non abbiamo avuto modo di provare sono Albrecht Dürer Stube (altamente consigliato!), Heilig-Geist-Spital, Trodelstuben e Bratwursthausle.

BAMBERGA

Baviera cosa vedere dove mangiare

La foto di simbolo di Bamberga| © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Alcune case a Bamberga | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Una vista di Bamberga | © Caterina Zanzi

Da Norimberga, potete visitare Bamberga, RatisbonaWürzburg Rothenbuerg ob der Tauber. Noi abbiamo optato per le prime tre, e a stupirci più di tutte sono state Würzburg e Bamberga. Quest’ultima, davvero splendida, ha un centro che è Patrimonio dell’Unesco, e con una ragione: la sua città vecchia è una delle poche in Germania ad aver mantenuto, anche a seguito dei bombardamenti, il suo aspetto medioevale. Cominciate il vostro giro dal Kaiserdom, il Duomo imperiale, e dal Municipio. Proseguite verso la Neue Residenz, con il suo roseto, e verso la Cattedrale. Per lo shopping c’è un adorabile negozietto, Mohrenhaus. Bamberga, infine, è nota anche per la sua intensa produzione di birra, e in particolare per il birrificio Schlenkerla, che produce la caratteristica Rauchbier, la birra scura affumicata. Per questa ragione vi consigliamo di fare un salto proprio al locale del birrificio, e gustare un bel boccale in accompagnamento a qualche tipico bavarese, come lo stinco di maiale o la cipolla ripiena di carne trita. Buonissimo!

RATISBONA

Baviera cosa vedere dove mangiare

L’Alte Kapelle di Ratisbona | © Caterina Zanzi

Ratisbona è la città che ci ha meno colpito in questo tour, ma vale comunque una visita anche solo per la sua Alte Kapelle, un vero e proprio capolavoro della decorazione rococò che vi lascerà sbalorditi. Il centro è comunque piacevole, e vi consigliamo una passeggiata sul Ponte di pietra, da cui si gode di una splendida vista su Ratisbona, senza mancare uno stop al Duomo.

WURZBURG

Baviera

La residenza di Würzburg | © Caterina Zanzi

Baviera

La vista dalla Fortezza di Marienberg | © Caterina Zanzi

Würzburg è un vero e proprio gioiellino, che vi consiglio assolutamente di visitare. Oltre al vecchio ponte, che è il simbolo di questa cittadina, salite a piedi fino alla Fortezza di Marienberg per godere di una vista meravigliosa su tutta la città, e non mancate di visitare, in centro, la Cappella di Maria, la Cattedrale e soprattutto la residenza, con uno dei più grandi affreschi al mondo dipinto nientemeno che da Giambattista Tiepolo.

MONACO DI BAVIERA

Baviera cosa vedere dove mangiare

Una vista dello Schloss Nymphemburg | © Caterina Zanzi | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

L’esterno della Pinakothek der Moderne | © Caterina Zanzi

Baviera cosa vedere dove mangiare

Una vista di Marienplatz | © Caterina Zanzi

Abbiamo scelto di concludere la nostra visita in Baviera a Monaco, il cuore pulsante di questa zona in cui vi consigliamo di soggiornare almeno tre giorni per visitare il più possibile. La città, infatti, conta su diversi musei, tutti molto interessanti e su diversi castelli in zona. Noi abbiamo scelto di visitare quello più vicino (a un quarto d’ora di auto dal centro), il Palazzo di Nymphenburg, un vero piacere per gli occhi. Tra i vari musei in centro, siamo stati alla Pinakothek der Moderne (ma troverete anche l’Alte e la Neue, a seconda dei periodi che più vi interessano). Per quanto riguarda i luoghi immancabili da visitare, sicuramente Asamkirche, il Municipio in Marienplatz, il Duomo e la Residenza di Monaco. Le nostre zone preferite, però, sono state quelle un pochino più defilate dalla ressa, come il quartiere del Mercato (Viktualienmarkt) e tutto il quartiere attorno a Franz-Joseph-Strasse, che vi consigliamo anche per una visita all’Englischer Garten, un parco gigantesco in cui fare una bella passeggiata. Tra i locali che meritano una segnalazione, Hans Im Gluck per un hamburger, Steinheil 16 per la Wiener Schnitzel, Spatenhaus an der Oper, Wirtshaus Ayingers e Der Pschorr se cercate una birreria più carina di quella più conosciuta (la Hofbrauhaus). Se invece vorrete variare, una buona alternativa alla cucina tedesca si è rilevato l’etnico Yum. Se vi rimane del tempo a disposizione, segnaliamo anche l’Orto Botanico, l’OlympiaPark e il Museo di Bmw. Altri ristoranti consigliati che non abbiamo avuto modo di provare sono Kaisergarten, Alter Simpl, Schumann’s, Zum Alten Markt, Brenner Operngrill e Andy’s Krablergarten.

E voi siete mai stati in Baviera? Quali sono le cose da fare e i posti dove mangiare che ci consigliate? Lasciateci un commento qui sotto oppure sui social usando l’hashtag #ConoscoUnPosto! Tutti gli altri spunti per le vacanze li trovate qui!

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Capodanno a Milano: 10 posti dove mangiare e divertirsi /capodanno-milano-dove-mangiare-serate/ /capodanno-milano-dove-mangiare-serate/#respond Tue, 19 Dec 2017 09:27:51 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8108 A Capodanno rimarrete a Milano? Volete uscire a festeggiare ma non avete idea di dove andare? Ecco 10 posti per cenare e ballare!

L'articolo Capodanno a Milano: 10 posti dove mangiare e divertirsi sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Se passerete il Capodanno a Milano e non sapete cosa fare, ecco i nostri consigli su alcune delle serate più carine, sia per mangiare in un posto carino che per trascorrere la notte ballando fino all’alba! Un consiglio? Prenotate appena possibile!

DOVE MANGIARE A CAPODANNO A MILANO

1 – IL GIAPPONESE (MA NON TROPPO) – WICKY’S WICUISINE 

Capodanno Milano Wicky's Wicuisine

L’interno di Wicky’s | © Wicky’s Fb

Per gli amanti della cucina nipponica, Wicky’s propone per l’ultima sera dell’anno tartare di gamberi, carpaccio di ricciola giapponese, carpaccio di angus scozzese, e un maki arancino in cui il Giappone (granchio reale, verdure in tempura) incontra la terra siciliana e la città di Milano (con riso allo zafferano, ossobuco alla milanese, olio di scampi e chips di patata viola). Nel menu, anche la selezione dello chef di 8 nighiri, il filetto di branzino di Marano con salsa allo champagne, il maialino lessato per 16 ore tipico della trazione giapponese, e l’immancabile panettone con zabaione a chiudere il tutto.

WICKY’S WICUISINE – Corso Italia, 6, Milano. Tel: 02 8909 3781 – Costo: 120€ bevande escluse.

2 – IL BUONISSIMO (E CON VISTA) – SPAZIO 

Spazio Milano Ristorante

Una sala di Spazio | © Caterina Zanzi

Se volete rendere l’ultima cena dell’anno ancora più speciale (e con una spettacolare vista sul Duomo di Milano), non possiamo che consigliarvi di dare un’occhiata al menu proposto da Spazio di Niko Romito: tra le nove portate, troviamo calamaretti spillo, carciofi ed erbe aromatiche per iniziare, insieme a un crudo di gamberi rossi, rapa bianca marinata e dragoncello; cappelletti in brodo e linguine al baccalà per proseguire, tonno arrosto e bitter “BBB DiBaldo” e vitello con funghi cardoncelli di secondo. Se non vi è già venuta l’acquolina in bocca, potete leggere la nostra esperienza da Spazio qui, e prenotare all’istante!

SPAZIO – Piazza Duomo, Milano – terzo piano de Il Mercato del Duomo. Tel: 02 878400 – Costo: 130€, vini in abbinamento 50€

3 – IL BUCOLICO – CASCINA GUZZAFAME

Cascina Guzzafame Capodanno Milano

La Cascina | © www.cascinaguzzafame.it

Per chi preferisce passare il Capodanno in un ambiente più caldo e rustico, cosa c’è di meglio di una cascina? Il menu prevede un vasto assortimento di antipasti, che spaziano dai salumi e formaggi stagionati, crostoni, sformati di verdure su fonduta di parmigiano, cartoccio di mondeghili con salsa bbq e tanto altro. A seguire, risotto con zafferano e salsiccia e cannelloni con verdure e crema di formaggi; morbido brasato di angus, seguito da dessert. E a mezzanotte? Cotechino e lenticchie per tutti, ovviamente!

CASCINA GUZZAFAME– Località Cascina Guzzafame, Gaggiano.  Reperibili dal mercoledì alla domenica dalle 9,30 in poi, Tel: 02 90843387

4 – IL ROMANTICO – SULLE NUVOLE

Capodanno Milano Sulle Nuvole

Un angolo di Sulle Nuvole | © Caterina Zanzi

Quanto ci piaccia questo ristorante, lo sapete gia da qui. Il menu del 31 dicembre prevede amuse bouche della casa, guazzetto di vongole e baccalà fumè per iniziare; a seguire, riso al salto con tartufo e fonduta di grana, suprema di faraona o ricciola pescata, l’amato panettone artigianale con crema al mascarpone, geleè al moscato, frutta secca con panna chantilly. Cotechino dopo mezzanotte, e musica dal vivo ad accompagnarvi per tutta la serata!

SULLE NUVOLE – Via Garigliano 12, Milano. Tel: 02 69006955 – Costo: 70€

5 – IL GIOVANE – FUORIMANO OTBP

Fuorimano OTBP Capodanno Milano

L’interno di Fuorimano OTBP | © Fuorimano Fb

Forse il Fuorimano è leggermente scomodo da raggiungere, ma siamo certi che la proposta del Galà di San Silvestro saprà degnamente ripagare qualsiasi vostro “sforzo”: si parte dagli antipasti, con speck d’anatra su letto di julienne di finocchi ed arance, carpaccio di avocado e salmone selvaggio affumicato norvegese; tra i primi, un risotto allo zenzero e melograno biologico, seguito da raviolone fresco con ricotta di spinaci e formaggio di malga, mantecato al burro di nocciole. E poi guanciale di vitello brasato al Barbera d’Asti, filetto di palamita con patate agli agrumi di Sicilia, semifreddo alle mandorle su biscotto di pasta sablè al cioccolato e torta di panettone artigianale di Milano. Zuppa di lenticchie e cotechino allo scoccare della mezzanotte, e brioches al lievito madre appena sfornate all’alba del nuovo anno. Durante tutta la cena troverete intrattenimento musicale live, performance circensi e dancefloor da mezzanotte all’alba.

FUORIMANO OTBP. Via Roberto Cozzi 3, Milano, Tel: 02 3652 3460 – Costo: 89€ (comprensivo di acqua, caffè, vino, amaro, spumante e un cocktail), dalle 23:00 49€ (con disco, vino e birra alla spina openbar, cocktail, bollicine, cotechino e lenticchie, e brioches inclusi)

Ovviamente i ristoranti che propongono un menu speciale a Capodanno sono molti di più: vi consigliamo di scoprirle sulle pagine social dei vari locali (per esempio, due serate molto carine si terranno anche all’Erba Brusca e da Dim Sum)!

DOVE DIVERTIRSI A CAPODANNO A MILANO

 

1 – IL GRANDE CLASSICO – IL CONCERTO IN PIAZZA DUOMO

Per il sesto anno consecutivo, Piazza Duomo accoglierà il concerto di Capodanno: quest’anno gli ospiti annunciati sono Luca Carboni e Fabri Fibra. Promosso e organizzato dal Comune di Milano insieme a F&P Group, il concerto spettacolo sarà – come sempre – a ingresso gratuito. Arrivate presto e preparatevi ad essere in compagnia di tanta, tanta gente!

2 – L’HIPSTER – PLASTIC NYE

Le Cannibale Capodanno

Plastic NYE | © Le Cannibale Pagina Fb

Non abbiamo alcun dubbio che i ragazzi di Le Cannibale e di Club Domani  sapranno farvi ballare anche l’ultima notte dell’anno tra le mura del Plastic. Tre sale, tanti generi musicali che vi terranno compagnia dall’una alle 7 del mattino.

Plastic NYE 2018 | Eclectic O – Via Gargano 15, Milano. Ingresso in prevendita a 20€, iscrizione e info qui.

3 – NOSBATTY – MAGNOLIA

“No liste, no tavoli, no sbatty”, c’è bisogno di aggiungere altro? Il Magnolia e la sua musica vi terranno compagnia dalle 11 alle 7 del mattino, in console troverete Linoleum e Richey Sixx nella sala dedicata al rock, Fresh Prince Night e Ake (The Fonzarellis) nella sala dedicata alla musica hip hop. Per tutti, flute di spumante e donoughts. Cheers!

Magnolia – Sta senza pensieri – Via Circonvallazione Idroscalo, 41, Segrate. Costo della serata 10€ + d.p. (con tessera ARCI, sottoscrivibile in loco)

4 – APOLLO CLUB

I ragazzi di Rollover e quelli di Riott si uniscono per l’occasione per farvi ballare all’Apollo Club, in due sale differenti, con due differenti sound. Possibilità di cenare direttamente nel locale dalle ore 20. Fino alle 2, il costo per la sola serata è di 20€ alla porta; dopo le 2, 25€. Non male, no?

Apollo New Years Eve w/ Rollover & Riot – Via Giosuè Borsi, 9.

5- I FUNKETTARI –  SANTERIA SOCIAL CLUB

Capodanno Milano Santeria

L’esterno di Santeria Social Club | © Santeria Pagina Fb

Da bodyheat non ci aspettavamo nulla di banale, ed eccoli con un coro gospel a riempire il Teatro della Santeria, evitando accuratamente le canzoni di Natale (o almeno così dicono!); il loro sarà un repertorio funk, disco e house degli ultimi 40 anni. Dj set a seguire sino all’alba.

SANTERIA SOCIAL CLUB, Gospel Experience with Bodyheat – Viale Toscana 31, Milano. Costo della serata 15€ in prevendita, possibilità di acquistare cena in loco+ingresso alla serata a 50€ (escluse bevande)

E voi avete già programmi per l’ultimo dell’anno? C’è qualche altra serata imperdibile in giro? Ditecelo qui sotto oppure sui social commentando con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

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48 ore a Bruxelles: cosa vedere e dove mangiare nella magica capitale belga /bruxelles-cosa-vedere-dove-mangiare/ /bruxelles-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Tue, 12 Dec 2017 07:00:38 +0000 http://godsgift.cyou/?p=8001 Avete in programma una mini vacanza a Bruxelles? Ecco qualche suggerimento su cosa vedere e dove mangiare in questa meravigliosa città del Belgio!

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Tentate dalle ultime offerte delle compagnie aeree low cost, siamo tornate in una città che amiamo: Bruxelles. Dopo avervi parlato dei 15 ristoranti dove mangiare nella capitale belga, qui è dove vi consigliamo cosa vedere, cosa mangiare e qualche altro indirizzo nella capitale belga…imperdibile!

COSA VEDERE A BRUXELLES

*LA GRAND PLACE. È la piazza principale e cuore della città, maestosa di giorno e magica la notte. Tutta la piazza è circondata da edifici gotici, tra cui il Municipio, che la rendono uno spazio quasi nascosto. Se capitate durante il periodo natalizio noterete che l’albero è un po’ spoglio, ma la sera prende vita con mille luci!

Bruxelles Grand Place

Palazzi della Grand Place | © Marta Bizioli

*GALERIES SAINT-HUBERT. Gallerie dello shopping, sono la versione belga della nostra Galleria Vittorio Emanuele, piena di negozi e ristoranti di lusso. Le Galeries Saint-Hubert sono state il primo centro commerciale d’Europa, perfette per lo shopping quando piove ma suggestive anche quando i raggi del sole filtrano dalle vetrate.

Bruxelles Saint Hubert

Le Galeries Saint-Hubert | © Marta Bizioli

*MUSÉES ROYAUX DES BEAUX-ARTS. Il complesso dei musei reali si trova a pochi passi dalla Place Royale. È costituito dal Museo d’arte antica, con capolavori della pittura fiamminga e internazionale, dal Museo d’arte moderna e dal magnifico Museo Magritte. Se siete poco appassionati di arte o avete poco tempo, vi consigliamo di saltare i primi due ma non perdetevi l’esposizione dedicata Magritte, il più famoso surrealista belga.

Bruxelles Musei Reali

Sala del Museo d’arte antica | © Marta Bizioli

*CATHÉDRALE DES SAINTS-MICHEL ET GUDULE. La cattedrale della città è il luogo dove avvengono le incoronazioni e i matrimoni reali. Con i suoi due campanili, può ricordare una piccola Notre Dame, carina seppur non così maestosa.

Bruxelles Cattedrale

Cattedrale di Bruxelles | © Marta Bizioli

* VICTOR HORTA. Gli amanti dell’architettura conoscono sicuramente Victor Horta, uno dei più famosi architetti belgi, precursore dell’Art Nouveau. A Bruxelles, oltre al Museo Horta (casa che aveva costruito per sé), ci sono diversi edifici progettati da lui, come il palazzo in cui ha casa il Centro Belga del Fumetto. Un altro bell’edificio Art Nouveau, costruito da Paul Saintenoy, è il Museo degli Strumenti Musicali.

Bruxelles Museo Strumenti Musicali

Il Museo degli Strumenti Musicali | © Marta Bizioli

*ATOMIUM. Costruito per l’Expo del 1958 e diventato poi una costruzione permanente, questo monumento merita una visita anche se non è ubicato esattamente in centro. I giganteschi 9 atomi della cellula del ferro sono ormai un simbolo di Bruxelles e si possono visitare anche all’interno. Dall’atomo più alto avrete una splendida vista panoramica della città, soprattutto nelle giornate più limpide.

Bruxelles Atomium

Atomium | © Marta Bizioli

*MANNEKEN PIS. Insieme all’Atomium, questa statua/fontana di un bambino che fa la pipì è il simbolo della città e non è inusuale vederlo vestito “per le feste”: ogni occasione infatti è buona per fargli indossare uno dei suoi innumerevoli vestitini. Poco distante c’è anche l’altra metà della mela: la Jeanneke Pis, purtroppo nascosta dietro ad un cancello.

Bruxelles Manneken Pis

Manneken Pis | © Marta Bizioli

*PARLAMENTO UE. L’edificio, anche se nuovo, non è niente di che. Ad essere interessante, però, è la visita con audio-guida che si può fare all’interno, quando il Parlamento non è in seduta. Nel vicino Parc Leopold invece ha aperto da pochi mesi la Maison de l’histoire européenne, spazio culturale per eventi ed esposizioni che promuove la comprensione della storia dell’Europa.

Bruxelles Maison Historie Européenne

Maison de l’histoire européenne nel Parc Leopold | © Marta Bizioli

*PARC DU CINQUANTENAIRE. Grande parco nella zona UE, dove incontrerete gente che corre a tutte le ore del giorno. L’ingresso al parco è coronato da un arco trionfale, l’Arc du Cinquantenarie, realizzato nel 1880 per commemorare il cinquantenario dell’indipendenza del Belgio.

Bruxelles Parc Cinquantenaire

Parc du Cinquantenaire | © Marta Bizioli

*UNA GITA FUORI PORTA. Se vi fermate qualche giorno non perdete l’opportunità di visitare Brugge, una piccola chicca fiamminga costruita su canali circondati da magnifici edifici medioevali a cui si può arrivare con un’ora di treno ( e con circa 7 euro). Altri nomi? Fate un giretto nella cittadina universitaria di Leuven, ma anche nella meravigliosa Antwerp o a Gand!

DOVE MANGIARE A BRUXELLES

*FRITES. Le famose french fries sono in realtà tipiche del Belgio e sono il classico street-food da consumare rigorosamente nel cono di cartone. Vi consigliamo su tutte quelle di Maison Antoine (Place Jourdan), che potete gustare a bordo del laghetto nel vicino Parc Leopold.

Bruxelles Frites

Le frites di Maison Antoine | © Marta Bizioli

*BIRRA. Tra le varie birre belghe avrete l’imbarazzo della scelta, per berla però non si può non passare da A la Mort Subit, in Rue Montagne aux Herbes Potagères. Questo locale è un classico a Bruxelles, con tavoli in legno e grandi specchi alle pareti.

Bruxelles Birreria

A la Mort Subite | © Marta Bizioli

*CIOCCOLATO. In città i negozi di cioccolato non mancano, ne vedrete ad ogni angolo. Per i vostri souvenir golosi vi consigliamo Leonidas, con negozi sparsi in tutta la città. Cioccolato buonissimo e prezzi ragionevoli (6€ x 250g). In più potete scegliere un mix già pronto o personalizzare la vostra box con i gusti che più vi piacciono.

Bruxelles Cioccolatini

Le box di cioccolatini di Leonidas | © Marta Bizioli

* GAUFRES. Forse le conoscete come waffles, ma le gaufres nascono in Belgio e sono un dolce di pasta fritta, rigorosamente di 20 quadretti. Per mangiarle vi consigliamo quelle croccanti di Mokafè (nella Galerie du Roi) oppure quelle più morbidi di Le Funambule (Rue De l’Etueve). L’importante è che siano fatte al momento!

Bruxelles Waffle

Una gaufre di Mokafè | © Marta Bizioli

*MOULES. Non fatevi ingannare dai ristoranti di Rue Des Bouchers, una via famosa per il pesce ma con posti molto turistici. Se volete mangiare cozze fresche provate Chez Léon, al numero 18 della strada. Un piccolo suggerimento: gli autoctoni consigliano di mangiarle solo durante i mesi con la “r”!

* UN BRUNCH O UNO SPUNTINO. Per una colazione, un brunch o anche un pranzo veloce vi consigliamo Le Pain Quotidien, una pasticceria/panetteria con prodotti biologici che vi resterà nel cuore con il loro Pain au Chocolat. In città ci sono diversi locali: una sede particolarmente bella si trova in Rue Des Sablons, di fronte alla bella chiesa di Chiesa Notre-Dame du Sablon.

Bruxelles Le Pain Quotidien

Le Pain Quotidien in Rue Des Sablons | © Marta Bizioli

COSA COMPRARE A BRUXELLES

*DILLE & KAMILLE. Catena di negozi che si trova solo in Belgio e in Olanda, farà felice tutti gli appassionati di articoli per la casa. Qui ne potete trovare di bellissimi: ci sono formine per biscotti a forma di gatto e piatti in ceramica, così come mix di spezie già pronti e bellissimi giochi per bambini in legno.

Bruxelles Dille&Kamille

Le ceramiche di Dille & Kamille | © Marta Bizioli

*BUBBLES AT HOME. Questo negozietto, in Rue du Marché aux Herbes, vende una miriade di saponi artigianali ed articoli per il corpo, tutti prodotti in Belgio, con le più svariate profumazioni.

*MERCATINI DI NATALE. Se vi piacciono i mercatini di Natale non perdetevi quelli immensi che si trovano sia vicino all’edifico della Borsa che in Place Sainte-Catherine. La sera sono molto più suggestivi perché completamente illuminati, ma controllate online gli orari perché chiudono presto!

Bruxelles Mercatini

Giostra ai mercatini natalizi | © Marta Bizioli

E voi, siete già stati a Bruxelles? Ci andrete presto? Fatecelo sapere con un commento qui sotto o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscounPosto! Qui tanti spunti per le vostre prossime vacanze!

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