L'articolo Una cena giapponese da Yoji a Sesto San Giovanni sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Partiamo dal menu: quello di Yoji è sconfinato. Si spazia dalle tartare al sashimi, dal sushi ai maki, dai gunkan ai nigiri e senza tralasciare temaki, donburi e piatti vari tradizionali. In carta troverete anche, per i mesi più freddi, i noodles, il ramen e l’okonomiyaki (che vorrei tornare a provare). In aggiunta, su una lavagnetta troverete anche alcuni piatti del giorno.

Le tartarei | © Caterina Zanzi
Noi abbiamo scelto di iniziare ordinando due tartare: quella di gamberi e quella di capesante, entrambe eccezionali (anche se in porzioni un po’ risicate). La prima impressione è quella di un utilizzo di materie prime freschissime, impressione confermata dalla seconda portata in arrivo: un gunkan con riccio di mare davvero sopra le aspettative.

Il gunkan | © Caterina Zanzi
Come piatti principali scegliamo ben tre tipi di uramaki. Uno ci colpisce particolarmente ed è il ‘Cristal Roll’ con gambero crudo, branzino scottato, cipollotti, ikura e salsa ponzu.

Alcuni uramaki | © Caterina Zanzi
Gli altri due, invece, sono decisamente troppo grandi e, soprattutto, letteralmente imbevuti da una salsa allo yogurt, aglio e cipolla che, pur piacevole, copre decisamente il sapore del pesce. Un po’ un peccato, visto che il pesce ci è subito sembrato di qualità e visto che il ristorante si propone di non essere fusion, ma ‘autentico giapponese’.

Alcuni uramaki | © Caterina Zanzi

Alcuni uramaki | © Caterina Zanzi
Torneremo sicuramente per provare altre specialità come il cirashi, gli onigiri, il tempura e il curry tonkatsu!

L’esterno di Yoi | © Caterina Zanzi
Yoji ha casa a Sesto San Giovanni, in una delle viette del centro. Il contesto è quello di uno dei tanti paesi dell’hinterland milanese e il consiglio è quello di arrivare qui in macchina (circa una mezzoretta dal centro di Milano), anche perché parcheggiare non dovrebbe risultare impossibile. In alternativa, potete usare la metro rossa e poi camminare per qualche centinaio di metri.

Il bancone di Yoi | © Caterina Zanzi
Il locale, come vi anticipavo, è stato di recente rinnovato. Non sono stata in quello precedente, quindi non so fare un confronto, anche se dalle recensioni online pare che con il restyling si sia un po’ persa l’intimità di una volta. Il ristorante, oggi, è piuttosto curato senza trascendere nel ‘fighetto’, con i tavoli non molto distanti e una pessima acustica (il proprietario ci ha informati che stanno pensando ad alcuni lavori di miglioramento in questo senso). Il servizio è celere e gentile, e volendo potete prenotare un posto al bancone a vista, per vedere da vicino la preparazione dei piatti.

Un angolo di Yoi | © Caterina Zanzi
Per la cena che vi ho descritto sopra, che ha incluso anche due birre piccole giapponesi, il conto è stato di 80 euro. Una cifra che considero adeguata, soprattutto viste le porzioni molto generose. In generale, dovreste quindi riuscire a stare sotto ai 100 euro in due, anche con una bottiglia di vino.
YOJI RESTAURANT
Via XX Settembre 22, Sesto San Giovanni (Milano)
02 24413658
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-23:30) tranne domenica a pranzo e lunedì
L'articolo Una cena giapponese da Yoji a Sesto San Giovanni sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Com’è Tenoha, il concept store giapponese che inaugura stasera in via Vigevano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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L’esterno di Tenoha in via Vigevano | © Caterina Zanzi
Negozio, bar, ristorante, coworking e spazio per eventi, all’interno di un ex edificio industriale: questa nuova insegna – già presente a Tokyo e ora sbarcata anche a Milano – promette di fare la felicità degli amanti dell’Oriente sotto moltissimi punti di vista. Sono stata qualche giorno fa e qui vi racconto cosa troverete in questo angolo di Giappone a due passi dai Navigli.

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi
* IL CONCEPT STORE. Nel negozio, il primo spazio che troverete all’ingresso, potrete comprare tanti oggetti dal design minimalista e dalla chiara impronta nipponica. “Tipo Muji”, ho sentito dire a un ragazzo tra gli scaffali. E in effetti lo ricorda parecchio, specie negli oggetti di cancelleria e in qualche altro gadget. Ma c’è molto di più, soprattutto per la casa: vasi, vassoi, bicchieri, tovagliolini e tovagliette, oltre a piatti e teiere. Anche gli amanti del beauty potranno gioire, grazie a una piccola sezione dedicata, che si affianca a una piccola gamma di accessori e indumenti. I prezzi sono mediamente alti. Una piccola delusione: per il momento, non troverete ingredienti o alimenti giapponesi in vendita. Gli spazi sono ampi, luminosi, rallegrati da piante verdi ad ogni angolo e i commessi estremamente gentili.

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi

Un dettaglio del concept store | © Caterina Zanzi

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi
* IL BAR E RISTORANTE. Tenoha ospita anche un bar e un ristorante adatti a ogni momento della giornata. Ho dato una sbirciata al menu e in carta ci sono tanti piatti dell’amato Giappone, motivo per cui andrò presto per un pranzo o una cena. Tra gli antipasti spiccano la tartare di tonno e avocado, la poteto salada e l’ohitashi (verdure di stagione sbollentate condite con dashi e katsuobushi). Come piatti principali mi ispirano molto il wafu steak (filetto di manzo flambè al sake con soia e verdure), il tonkatsu (cotoletta di maiale croccante) e gli udon: facendo un rapido calcolo, per cena non dovreste spendere più di 30 euro. A pranzo troverete piatti più semplici (tante insalate, udon e onigiri con un prezzo medio di 12 euro) e anche per colazione e merenda ci sono diverse opzioni tra cui scegliere. In estate, c’è un mini dehors colorato in cui rilassarsi all’aria aperta.

Un’immagine della zona ristorante | © Caterina Zanzi

Un dettaglio del ristorante| © Caterina Zanzi

Un’immagine del dehors | © Caterina Zanzi
* IL COWORKING E GLI UFFICI. Da Tenoha c’è anche un bello spazio di coworking e, addirittura, uffici condivisi. Il coworking è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, con accesso libero dalle 19 fino alle 23, mentre gli ‘shared office‘ sono disponibili 7 ore su 7, 24 ore su 23. I prezzi? Per il coworking potete optare per una membership mensile di circa 200 euro e godere di servizi come il wifi veloce, libri e magazine, stampanti e utility varie. Per quanto riguarda gli uffici condivisi, la fee richiesta per un mese è di circa 400 euro.

La zona coworking| © Caterina Zanzi

Gli uffici condivisi| © Caterina Zanzi
* LO SPAZIO PER EVENTI. La proprietà sta lavorando anche per mettere a disposizione una maxi area da oltre 1000 metri quadrati che ospiterà eventi, feste e vernissage e che porterà così a 2.500 metri quadrati gli spazi complessivi.
TENOHA MILANO
Via Vigevano 18, 20144 Milano
02 80889147 | [email protected]
L'articolo Com’è Tenoha, il concept store giapponese che inaugura stasera in via Vigevano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Apre a Missori la Gastronomia Yamamoto per gli amanti del vero giapponese sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu è incisivo e saggiamente diviso tra antipasti e piatti principali. Per iniziare, si può scegliere tra diversi tipi di alghe, la zucca stufata, gli onighiri e le melanzane e peperoni saltati con miso. Noi scegliamo di provare l’insalata di patate alla giapponese, superba, e il mozuku, una prelibatezza a base di alghe della zona di Okinawa. I piattini degli antipasti non sono giganti, anzi, e vanno bene per essere condivisi dai vari commensali.

L’insalata di patate | © Caterina Zanzi

Il mozuku| © Caterina Zanzi
A seguire, optiamo per il piatto forte del locale, la cotoletta di maiale accompagnata con la salsa tonkatsu, che è normalmente servita in versione ‘sandwich’ ma che noi proviamo ‘scomposta’. La carne è eccezionalmente morbida, la panatura perfetta e della salsa vabè, non vi dico nemmeno! Dividiamo anche una bistecca alla wa-fu, dei bocconcini di manzo morbidissimii serviti con salsa di soia, un po’ di wasabi, ponzu e qualche verdura croccante. Deliziosa. Assaggiamo anche un po’ di konyaku, il superfood giapponese del momento con zero calorie che si presenta sotto forma di gustosissimi noodles.

La cotoletta | © Caterina Zanzi

La bistecca | © Caterina Zanzi
Per concludere, proviamo una sorta di dorayaki, il pancake giapponese servito con gelato alla crema, un po’ di frutta e una spolverata di matcha. Eccezionale!

Il dessert | © Caterina Zanzi
Come bevanda, si può decidere di pasteggiare a sake (noi abbiamo scelto un calice di delicatissimo ‘Inata Goriki’) oppure con i più canonici birra e vino. Concludete con un assaggio di liquore alle prugne, l’umeshu, o di whisky giapponese! Kanpai!
La Gastronomia Yamamoto ha casa al civico 5 di via Amedei, in un reticolo di vie e viette piene di cortili strabilianti proprio in centro, a due passi da Missori. Sfruttate la fermata della metropolitana gialla a due passi o uno dei tanti mezzi di superficie, oppure approfittatene per una passeggiata nei dintorni!

La Gastronomia Yamamoto | © Caterina Zanzi
Non è dato sapere se il locale verrà un pochino arricchito dopo i primi mesi, ma per ora la Gastronomia Yamamoto si presenta anche all’estetica in maniera molto lineare, senza fronzoli. Il locale è diviso in un ingresso con qualche tavolino e il bancone con esposte le pietanze più veloci, in pieno stile gastronomia, e un retro più strutturato, formato da una sala minimal con diversi tavolini e una cucina a vista. Nota super positiva per il servizio, gestito dalle due proprietarie giapponesi, madre e figlia, e da un ragazzo ex Zazà Ramen che credo sia tra i più preparati e gentili ragazzi di sala mai incontrati prima!

L’esterno del ristorante | © Caterina Zanzi
Ci si potrebbe aspettare, vista la zona e la tipologia di piatti, un conto gonfiato. E invece, con grande sollievo, si nota subito che non è così. C’è grande onestà: gli antipasti costano di media 5 euro, mentre i piatti principali vengono tra gli 8 e i 15 euro. Non dovreste aspettarvi, insomma, di spendere più di una trentina di euro, bere a parte, per uscire dalla Gastronomia Yamamoto ben rifocillati e felici!
GASTRONOMIA YAMAMOTO
Via Amedei 5, Milano
02 36741426
Aperto tutti i giorni (12:30-15:30 e 19:30-23) tranne domenica e lunedì sera
L'articolo Apre a Missori la Gastronomia Yamamoto per gli amanti del vero giapponese sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo La cucina giapponese oltre il sushi da WellKome in Cinque Giornate (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>In carta, come dicevo, non troverete né gli uramaki né il sushi. In compenso, per gli amanti del pesce crudo, si può comunque optare per un buon sashimi oppure, come nel mio caso, per un salmon ikura don, una gustossima bowl di riso con salmone e uova di salmone, accompagnata dalla zuppa di miso.

Il salmon ikura don| © Caterina Zanzi
Ma il consiglio è di provare quelle pietanze calde in cui altrove a Milano è difficile incappare. Un esempio? Il katsu curry (ovvero la classica cotoletta giapponese con cipolle, riso e curry), le omelette giapponesi, gli onigiri oppure il pollo karaage.

Il curry katsudon | © Caterina Zanzi

Le capesante con asparagi e patate| © Caterina Zanzi
Ma anche i takoyaki (deliziose polpettine di polpo), gli spiedini fritti o alla piastra e le capesante scottate con asparagi e patate.

I takoyaki| © Caterina Zanzi
In carta, trovate anche tanti udon diversi, il tori ten don (tempura di pollo su letto di riso) e il dashimaki (frittata giapponese)! Ogni occasione per tornare sarebbe buona!
WellKome ha casa in via Bezzecca, vicino a Piazza Cinque Giornate e dietro a Corso XXII Marzo, a pochi passi dal bellissimo Giardino delle Culture con la sua street art, alla pasticceria Knam e al ristorante russo che vorrei provare da tempo, Veranda.

WellKome| © WellKome Fb
WellKome è un ristorante nel complesso spartano, con dei tavoli ‘alla buona’ e la cucina a vista dietro a una porta a vetri. Nel complesso, consiglierei questo posto sia a una tavolata tra amici che a una cena romantica, pur senza pretese. Il servizio, nota finale, è gentile e puntuale.
Complice il fatto che le porzioni sono davvero abbondanti (so che la tentazione sarebbe quella di ordinare tutto e subito, ma il consiglio è di andare per gradi), alla fine non si dovrebbe spendere più di 30 euro a testa per cena, bere a parte. Una cifra assolutamente abbordabile e proporzionata alla zona e alla qualità degli ingredienti. Non vedo l’ora di tornare, magari in inverno, per provare qualcuna delle tante zuppe!
WELLKOME
Via Bezzecca 1, Milano
02 36572402
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 19-22) tranne domenica e lunedì sera
L'articolo La cucina giapponese oltre il sushi da WellKome in Cinque Giornate (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Come si mangia da Fukurou adesso che è un ramen bar (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Da poco tempo, però, Fukurou ha cambiato pelle diventando (almeno alla sera) un ramen bar. Sono tornata e questa è stata la mia impressione!
Di recente, la formula adottata da Fukurou è quella di una carta agile divisa tra una selezione di antipasti, 4 ramen e 4 ciotole di riso.

Uno degli antipasti di Fukurou | © Caterina Zanzi
Tra gli antipasti da provare, secondo me, c’è l’ika mentai, a base di calamaro crudo con uova di merluzzo piacevolmente piccanti, il takowasa (polipo al wasabi) e il ryukyu, un misto di pesce crudo a pezzi marinato in salsa di soia e wasabi. Gli ingredienti sono super freschi, il pesce si scioglie in bocca e gli accostamenti ben calibrati.

Uno degli antipasti di Fukurou | © Caterina Zanzi
In carta anche una buona selezione di insalatine, la melanzana alla griglia in brodo dashi, il granchio fritto e i gyoza. I prezzi di ciascuna porzione variano tra i 5 e i 12 euro, con la possibilità di optare anche per una formula interessante, che prevede tre antipasti a scelta al costo di 10 euro.

Alcuni antipasti di Fukurou | © Caterina Zanzi
Ma il vero jolly sono i ramen, che spaziano dal più classico Hacchomiso (tagliatelle in brodo di maiale e salsa hacchomiso, con porchetta, uovo sodo e verdure), fino al Nagasaki Chanpon con brodo di terra e mare, capesante, calamaro, uovo di quaglia, funghi e verdure. Ogni ramen può essere scelto in versione S, M, L (vi consiglio la S che è già super abbondante: in ogni caso a cambiare non è la grandezza della ciotola, ma la quantità di pasta) e personalizzato a piacimento con una serie di ingredienti ‘extra’ tra cui alghe, verdure e senape cinese.

Il ramen di Fukurou | © Caterina Zanzi
A mezzogiorno, invece, il menu cambia ancora ed è prevalentemente costituito da piatti unici come il cirashi o il salmone alla griglia con riso, perfetti per una pausa pranzo veloce ma gustosa!

Uno spazio del ristorante | © Fukurou Fb
Fukurou ha casa in via Trivulzio, proprio davanti al ‘famoso’ Pio Albergo, altrimenti detto Baggina. Potete arrivare in macchina o, ancora meglio, approfittare dei tanti mezzi di superficie (la 90/91 passa a pochi metri, così come diversi tram) oppure della metro rossa: il ristorante ha casa proprio a metà tra le fermate Gambara e De Angeli!

Uno spazio del ristorante | © Fukurou Fb
Il locale ha da sempre un’anima minimalista, con arredi semplici, tavoli un po’ troppo piccoli e vicini e uno stile davvero essenziale. Mangiate al bancone se volete godervi qualche preparazione ‘in diretta’, altrimenti optate per uno dei tavolini nell’unica sala del ristorante. Il servizio è sempre stato parecchio pressapochista, seppur gentile, e più volte mi è capitato di aspettare parecchio per ricevere i piatti. Armatevi dunque di pazienza, spero verrete comunque ricompensati!

Uno spazio del ristorante | © Fukurou Fb
Da quando Fukurou è diventato un ramen bar, ha notevolmente ridimensionato il proprio costo, che in precedenza era parecchio sopra la media. Ricordo di cene da cui uscivo ancora un po’ affamata a fronte di una spesa vicina ai 60 euro. Adesso, non è più così. Con la formula 3 antipastini a 10 euro più un ramen dovreste spendere sui 25 euro bere a parte. Una cifra decisamente ragionevole, non trovate?
FUKUROU
Via Trivulzio 16, Milano
02 40073383
Aperto tutti i giorni (12-16 e 19-00) tranne lunedì
L'articolo Come si mangia da Fukurou adesso che è un ramen bar (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo A cena da Tokyo Grill, nuovo barbecue giapponese nel cuore di Brera (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Se siete curiosi di provare ‘l’altra faccia del Giappone’, da un paio di mesi ha aperto un nuovo ristorante a Milano, Tokyo Grill che, nel cuore di Brera, porta in tavola carne pregiata e molti altri piatti giapponesi, dal ramen al sushi fino a portate meno conosciute. Qualche sera fa l’ho provato ed ecco il mio racconto!
Per iniziare a solleticare l’appetito, scegliamo qualche piattino ‘interlocutorio’ con cui cominciare: ecco arrivare i classici edamame, il delizioso curry giapponese di carne, spinaci e germogli di soia, una zuppa di miso e il pollo karaage, il fantasmagorico pollo fritto ‘alla giapponese’. Non sappiamo resistere nemmeno ai gyoza, anche questi buonissimi.

I gyoza | © Caterina Zanzi
Siamo indecisi se ordinare anche il bibimbap in ciotola di pietra calda, il tenpura, il ramen o il kaisendon, ma alla fine optiamo per una selezione di sushi e sashimi (salmone, tonno, uova di salmone, ricciola e capesante): davvero spaziale!

Il sushi e sashimi| © Caterina Zanzi
Infine, ovviamente abbiamo puntato sulla carne, ordinando un assortimento di wagyu, equamente diviso tra il Karubi ‘normale’ e il Karubi ‘al suo meglio’, tutti tagli estremamente pregiati e tanto morbidi da scegliersi in bocca! Le fettine di carne sono servite come una sorta di sashimi e sarete voi stessi a cuocerle sulla piastra con una rapida passatina da 10/15 secondi! Una volta cotte, le potrete accompagnare con una selezione di salse, da quella piccante alla ponzu fino all’ottima yakiniku! Una bella esperienza, affatto comune, che consiglio soprattutto ai più curiosi!

La nostra carne da grigliare | © Caterina Zanzi
Per concludere, abbiamo scelto dalla carta dei dessert un freschissimo quanto originale sorbetto al wasabi e sake.

Un liquore giapponese | © Caterina Zanzi
Ah,quasi dimenticavo: ad accompagnare i piatti, oltre alla birra e al vino troverete oltre 90 sake unici nel loro genere e alcuni liquori (come quello alle prugne) per finire in bellezza!

Il primo piano di Tokyo Grill| © Caterina Zanzi
Tokyo Grill ha casa in via Fiori Oscuri, nel cuore di Brera e proprio davanti alla Pinacoteca. Approfittatene per fare un giro di shopping tra le vie di questo incantevole quartiere (qui tutti i nostri consigli in zona!) prima di mettervi a tavola! Qui potete arrivare tranquillamente sia con la metro verde (fermata Lanza) sia con quella gialla (scendendo a Turati) o con uno dei tanti mezzi di superficie!

Una delle sale teppanyaki | © Caterina Zanzi
Il ristorante è davvero essenziale negli arredi e disposto su tre piani, ciascuno dei quali ospita i tavoli con la griglia al centro per condividere con gli amici tutta la cena. Al livello inferiore potrete trovare anche una zona ‘privè’, decisamente più raccolta, oltre a due sale teppanyaki: in queste due aree molto intime, prenotando in anticipo potrete assaggiare le creazioni dello chef che, davanti a voi, cucinerà le pietanze sul teppan, la piastra calda giapponese (in questo caso, i menu degustazione partono da 80 euro e arrivano fino a 120). Gli ordini, a prescindere dalla zona del locale che sceglierete, vengono presi dai clienti con un iPad. Il servizio è un po’ giovane, ma nel complesso davvero cordiale.

Un’immagine del locale | © Caterina Zanzi
Sfogliando il menu di Tokyo Grill l’impressione che ho avuto è stata la seguente: si può spendere una cifra irrisoria come sforare oltre i 100 euro. Il motivo? Il menu è, come vi ho raccontato, molto vario e a fare la differenze saranno soprattutto le vostre scelte sia sul cibo sia sulle bevande. Il consiglio è quello di puntare su una porzione ‘umana’ di waygu (che si aggira sui 50 euro per più persone) per contenere i prezzi e non esagerare con la carne, e poi provare tutti gli altri piattini sfiziosi in carta, che vengono più o meno sui 12-15 euro. Altrimenti – secondo consiglio, più ‘di pancia’ -, se la vostra passione è proprio la carne, dimenticate per un attimo del vostro conto corrente e date retta ai vostri desideri!
TOKYO GRILL
Via Fiori Oscuri 3/A, Milano
02 8909 2635
Aperto tutti i giorni (12–14:45, 19–23) tranne lunedì
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L'articolo A cena da Tokyo Grill, nuovo barbecue giapponese nel cuore di Brera (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Sake e piatti giapponesi da Sakeya dietro corso Genova sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Tutti la chiamano ‘Sake House’, in realtà l’anima di Sakeya è quella di un ristorante con grandi aspirazioni. Il menu non è lunghissimo, ma ha tutto l’occorrente per deliziare il palato. E così è, sin dall’inizio. Ordino un mix di antipasti che è un bel benvenuto: ostriche in pastella, ricciola alla piastra, insalata di patate, wakame con arancia e insalata di granchio, spinaci e quinoa. Vorrei ordinarne altre sei porzioni, ma mi dico “È solo l’antipasto”. Intanto, lo accompagniamo con due cocktail a base di sake che mi vengono suggeriti dal (gentilissimo) personale di sala. Buonissimi, e serviti da un barman con la paura evidente di non farmi ubriacare. Ma che dico, di non farmi quasi bagnare le labbra.

Il benvenuto dello chef | © Caterina Zanzi

Il mix di antipasti | © Caterina Zanzi
A seguire, scegliamo due dei piatti principali: gli scampi con il frutto della passione, presentati molto bene, e un polpo in tre cotture accompagnato da ottime salsine e un purè perfetto. La sensazione, però, è la stessa: “Ne ordinerei altri sei, e sono già a fine cena”. Certo, merito della bontà dei piatti, ma colpa delle più che esigue porzioni.

Il piatto di scampi | © Caterina Zanzi

Il polpo in tre cotture | © Caterina Zanzi
Per placare la fame, insieme a due bicchieri di sake alla mescita, ci concediamo un ulteriore piatto: una ciotolina di donburi, un letto di riso ricoperto di prelibatezze tra cui l’uovo sciolto, il daikon e del pollo. Ulteriore pensiero: “Ecco, adesso mi si è proprio aperto lo stomaco”.

Il donburi | © Caterina Zanzi
Peccato che la cena sia finita. E che gli scampi fossero tre, e i tentacoli di polpo due. Buoni però, eh.
Sakeya ha casa in via Cesare da Sesto, proprio dietro a Corso Genova. In questa zona stanno fiorendo tanti locali carini: proprio al suo fianco c’è uno dei miei ristoranti di carne preferiti, Bove’s (di cui vi ho parlato qui). Per arrivare qui, il consiglio è di usare i mezzi visto che nel quartiere non è propriamente semplicissimo parcheggiare. Approfittate di uno dei tanti tram che passano in zona (2, 14) o della fermata della metro verde Sant’Agostino!

Sakeya | © Caterina Zanzi
Impossibile dire il contrario: Sakeya è un locale meraviglioso. L’atmosfera è incantevole, l’arredo perfetto e, in generale, si ha come l’impressione di venire catapultati in una dimensione ‘altra’, molto più simile a un bistrot giapponese che a un pur bello ristorante italiano. Se siete in coppia, potete anche prenotare il tavolo nella ‘stanza degli innamorati’, un separè da condividere solo con la vostra dolce metà. Ultima nota positiva: il personale è super gentile e vi saprà consigliare al meglio.

Sakeya | © Caterina Zanzi
Per la cena che vi ho descritto il conto finale è stato di 120 euro. Più in generale, tenete conto del fatto che il mix di antipasti costa 20 ero, i piatti principali circa 18 e per un bicchiere di sake non spenderete meno di 13 euro. Ci sono anche tre diversi menu degustazione da 50, 70 e 100 euro con rispettivamente 5, 7 e 10 piatti ciascuno accompagnato da un sake diverso. Fine della breve storia triste: usciti di lì, siamo corsi a prendere un hamburger. La zona è centrale, gli ingredienti ottimi, l’ambiente super, ma 120 euro per quello che avete visto lo trovo davvero (davvero!) eccessivo. Un vero peccato, perché i presupposti sarebbero ottimi. Datemi retta, provate Sakeya per un bicchierino di sake e, invece, per una cena giapponese andate qui.
SAKEYA
Via Cesare da Sesto 1, Milano
02 94387836
Aperto tutti i giorni (18-2) tranne lunedì
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L'articolo Sake e piatti giapponesi da Sakeya dietro corso Genova sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Il sushi di Kisen in Colonne a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Kisen è piuttosto lungo, e in carta ci sono piatti per tutti i gusti: a partire dalle insalate (buonissima la ‘Kisen salad’) e dalle tartare. Noi abbiamo cominciato proprio dalle tartare, ordinandone una con gamberi crudi, capesante, pesce bianco e avocado (la specialità della casa) e una con branzino e salsa ponzu. Entrambe buonissime e per niente risicate nelle porzioni!

Una delle tartare | © Caterina Zanzi

Una delle tartare | © Caterina Zanzi
Per proseguire, abbiamo scelto dalla sezione ‘carpacci e scottati’ e sul nostro tavolo sono arrivati il tonno scottato e un ottimo carpaccio di salmone sottile con yuzu, entrambi accompagnati da delle buonissime wakame goma.

I carpacci e gli scottati | © Caterina Zanzi
Per finire, naturalmente, abbiamo trovato spazio per assaggiare anche i roll: ecco allora arrivare dei buonissimi roll della casa e degli altrettanto ottimi tiger roll!

I roll| © Caterina Zanzi
Avremmo potuto continuare all’infinito, considerato che la carta è davvero fantasiosa: la prossima volta torneremo per assaggiare i gunkan, le zuppe ed il teriyaki!

Un piatto di Kisen | © Kisen
Kisen ha casa in una zona strategica, quella subito a ridosso delle Colonne di San Lorenzo, che mi risulta essere un po’ carente sui sushi ‘di livello’. Considerate l’ipotesi di arrivare qui dopo un pomeriggio di shopping: a due passi da via Mora ci sono una delle mie gioiellerie preferite, e Bivio, un bellissimo second hand in cui sbizzarrirsi! Per non stressarsi, visto che parcheggiare in zona non è semplicissimo, usate uno dei tanti mezzi vicini: i tram (2, 3 e 14), il bus (94) o la metro (fermata della verde Sant’Ambrogio)!

Il ristorante | © Kisen
In generale, si sta bene in entrambe le due salette di Kisen. Certo, i tavolini non sono a grande distanza l’uno dall’altra, ma l’ambiente (che illuminerei un pochino di più) risulta comunque piacevole. Il consiglio è di prenotare perché spesso si fa fatica a trovare posto!

Un piatto di Kisen | © Kisen
Pur non essendo tra i miei sushi preferiti in città (la mia lista la trovate qui!), Kisen è un ottimo indirizzo in centro grazie anche al buon rapporto qualità/prezzo. Per una cena con del vino, non dovreste spendere più di 40 euro, una cifra che troppo spesso invece si finisce per spendere (anche senza motivo) in città!
KISEN
Via Gian Giacomo Mora 9, Milano
02 36525697
Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-00) tranne domenica a pranzo
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L'articolo Il sushi di Kisen in Colonne a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Cena fusion da Mūn in Piazzale Baiamonti a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Per iniziare, abbiamo ordinato qualche antipasto. Ecco arrivare il carpaccio di salmone e avocado, servito con una salsa ponzu spicy davvero buona. E i ravioli di verdure, preparati con l’impasto agli spinaci, e quelli di gamberi, con l’impasto di tapioca. E una rivisitazione degli involtini primavera con gamberoni ed edamame. Tutto buonissimo!

Gli antipasti| © Caterina Zanzi
Ovviamente proviamo le specialità della casa, i roll ‘speciali’: menzione particolare per quelli con tempura di gamberoni, tartare di salmone e fiori di zucca croccanti in salsa teriyaki e per quelli con salmone, cetrioli, pistacchi e crema di miso.

Alcuni roll| © Caterina Zanzi

Alcuni roll| © Caterina Zanzi

I gunkan| © Caterina Zanzi
Potevamo farci mancare i gunkan misti, deliziosi bignè con salmone, ricciola, tonno e salmone? Certo che no. La cena si conclude così, con un’esplosione di sapori formato mignon!

L’esterno del ristorante| © Caterina Zanzi
Siamo in piazzale Baiamonti, a metà tra la metro lilla Monumentale e quella verde Garibaldi, e a poca distanza dalla fermata del bus 94. Motivo per cui, visto che parcheggiare in zona non è semplicissimo, vi consiglio di venire con i mezzi. E magari di approfittarne per una visita al meraviglioso Cimitero Monumentale o per un tour in via Paolo Sarpi!

L’interno del ristorante| © Caterina Zanzi
Il ristorante è molto carino, anche se come atmosfera non è molto diversa da quella che si respira nei fusion più ricercati di Milano. Ma aRispetto ai locali della zona, quindi, è molto più curato e anche il personale è molto gentile. Consiglio Mūn sia per una cena romantica sia per un’uscita con le amiche!

Il carpaccio| © Caterina Zanzi
Per una cena da Mūn , accompagnata da una buona bottiglia di vino, dovrebbero bastarvi 35 o al massimo 40 euro, prezzi in linea con quelli di Milano. Avete già dato un occhio ai miei ristoranti giapponesi preferiti in città?
MŪN
Piazzale Baiamonti 2, Milano
02 659 9030
Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-00)
L'articolo Cena fusion da Mūn in Piazzale Baiamonti a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Saketeca Go, sake bar in viale Piave (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Il carpaccio di salmone| © Caterina Zanzi

Alcuni piatti di Saketeca Go| © Caterina Zanzi
Sake significa, letteralmente, ‘vino di riso’, perché è ottenuto dalla sua fermentazione: fino a qualche anno fa non era conosciuto in Italia, anche se da quando spopolano i ristoranti giapponesi (a proposito, qui trovate i miei preferiti) lo si può gustare bollente insieme a sushi e sashimi. Ma alla Saketeca Go la scelta è infinitamente più vasta che altrove: dal Nihon Shu al Shochu, distillato di patate, riso, canna da zucchero e orzo, fino all’Umeshu, distillato a base di ume, frutti giapponesi che ricordano una via di mezzo tra le prugne e le albicocche. Noi ci siamo buttati sui cocktail a base di sake, ordinandone un paio alla pesca e allo yuzu (il ‘mandarino giapponese’).
Per accompagnare i sake, in carta ci sono diversi piattini – le cui porzione però sono modeste (a fronte di prezzi non bassissimi): quindi consiglio Saketeca Go per un aperitivo oppure per un dopocena, più che per fare una cena completa. Ottimo il carpaccio di salmone, presentato molto bene e davvero fresco, oltre che condito alla perfezione. Abbiamo ordinato anche un fritto di calamari e carciofi e degli involtini primavera di gamberi e basilico con salsa di gamberi e mayo. Tutto buonissimo. In carta niente sushi o sashimi ma, tra gli altri, il pollo karaage (pollo fritto con le spezie) e il katsu curry.

Il locale| © Caterina Zanzi
Il locale ha una vetrina su viale Piave, a due passi dal cocktail bar Nottingham Forest, in zona Indipendenza. Il ristorante è raggiungibile con una camminata a piedi dalla fermata della metro rossa Palestro, mentre tra i tram il 9 ferma quasi davanti.

Il locale| © Saketeca Go Fb
L’atmosfera che si respira da Saketeca Go è tipicamente giapponese, discreta e calda allo stesso tempo. I tavolini sono pochi e molto vicini tra loro, il servizio gentile e quasi impercettibile. I proprietari del ristorante sono gli stessi di Nozomi, sempre in zona, uno dei miei locali preferiti a Milano per il cibo giapponese.

Alcuni sake| © Caterina Zanzi
Se andate da Saketeca Go con l’intento di saziarvi, sappiate che ne uscirete con il portafoglio alleggerito (per questo, meglio optare per un aperitivo o un dopocena o andare quando non si ha troppa fame). Ogni portata – non troppo generosa – si aggira intorno ai 10 euro e per saziarsi ce ne vorrebbero almeno quattro o cinque che, sommate al costo del sake, farebbero lievitare il conto.
SAKETECA GO
Viale Piave 5, Milano
02 7601 5120
Orario di apertura: tutti i giorni (18-1:30) tranne martedì
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