L'articolo 10 rifugi in Lombardia per passeggiate indimenticabili sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Se cercate un panorama spettacolare e avete un discreto allenamento, non possiamo che consigliarvi lo storico Rifugio Rosalba (1730m). Si trova sulla Cresta occidentale della Grigna Meridionale (la Grignetta).
Il punto di partenza è ai Piani dei Resinelli. Potete parcheggiare al piazzale Daniele Chiappa o arrischiarvi all’inizio del sentiero, verso via del Ram. Da qui seguite le indicazioni per il rifugio.
Il sentiero delle Foppe vi porterà su in circa 2 ore, se riuscirete a superare i quasi 600 metri di dislivello con una certa agilità. Il primo tratto nel bosco di faggi è piacevole, ma il vero spettacolo inizia una volta usciti, quando si iniziano a intravedere le cime più alte, fino alla sagoma color rosa del Rifugio Rosalba.
Da qui, la vista della Grignetta, alla base della famosa Cresta Segantini, del Lago di Lecco e del Grignone è semplicemente impareggiabile. Godetevela ancora di più gustando alcuni dei piatti tipici del rifugio come la pasta radicchio e gorgonzola, la polenta concia e lo spezzatino di cervo.


Se cercate un rifugio in Lombardia che offra una passeggiata rilassante e a solo un’ora da Milano, ecco il Rifugio Riva. Lasciate l’auto a Baiedo, frazione di Pasturo, e incamminatevi lungo Via Rocca. Superate la casa con l’affresco della Valsassina sulla destra e troverete subito le indicazioni per il rifugio. Dopo un primo tratto più boscoso, raggiungerete i bellissimi Piani di Nava, una distesa di prati rigogliosi con una meravigliosa visuale della Grigna. In un’ora e mezza al massimo giungerete a destinazione, a circa 1020m di altezza.
Da qui potete ovviamente proseguire per altre escursioni più impegnative, come quella verso la Chiesa di San Calimero, oppure rilassarvi sull’ampio prato davanti al rifugio o su uno dei tanti tavoli all’aperto, godendovi il panorama della Valsassina e delle sue cime. Non fatevi mancare i pizzoccheri, i tagliolini con ragù e soprattutto lo stinco con polenta.


Della Val di Mello vi abbiamo già parlato: perla della Val Masino, con i suo prati verdeggianti interrotti da qualche casetta in legno e pietra, il torrente che la attraversa, le alte pareti di roccia che la circondano e il Monte Disgrazia sullo sfondo. Noi vi consigliamo di raggiungere l’ingresso della valle a piedi dal paesino di San Martino Valmasino (circa 25 minuti). Altrimenti potete spingervi più avanti con la macchina ma sappiate, che l’accesso alla “Via Val di Mello” è consentito ad un massimo di 40 macchine al giorno e dopo aver acquistato un pass al parcometro del paese.
Una volta arrivati qui, vi resta solo da decidere se volete fare una passeggiata tranquilla in pianura, arrivando fino alla località di Rasica in circa 2 ore, o se volete invece salire fino all’Alpe Pioda (circa 1560m di altezza). Ci sono diversi rifugi nella valle, ma il nostro preferito è il Luna Nascente. Qui il menu propone diversi piatti tipici valtellinesi e regionali: imperdibili i pizzoccheri e la polenta con spezzatino. Trovate anche una nutrita carta dei vini tra cui scegliere qualche bottiglia locale. I prezzi si sono alzati nel tempo e questo rifugio è sicuramente uno dei più cari di questa lista.


Siamo particolarmente affezionati alla Valmalenco (e ne sapete qualcosa). Stavolta vi proponiamo una passeggiata facile che porta in uno dei nostri rifugi preferiti in Lombardia, il Tartaglione (1800mt).
Il punto di partenza è il piccolo paesino di Chiareggio, a circa mezz’ora da Chiesa in Valmalenco. Superate il centro abitato e lasciate la macchina in uno dei numerosi parcheggi (che d’estate sono, purtroppo, a pagamento). Da qui vedrete subito le indicazioni per il Rifugio Tartaglione e in meno di un’ora sarete arrivati.
Lungo la strada c’è un pianoro che con la bella stagione diventa una distesa fiorita dove stendersi. Se cercate una salita più sfidante, sempre da Chiareggio potete invece andare verso l’Alpe Vezzeda e poi deviare per il Tartaglione.
La posizione del rifugio è davvero fiabesca, con il rumore del torrente in sottofondo e l’imponenza del Monte Disgrazia proprio davanti. Qualunque cosa sceglierete dal menu sarà buonissima, come le tagliatelle fatte in casa con ragù di cervo o i classici pizzoccheri. Una menzione d’onore va fatta alla tagliata di cervo, vera specialità del posto insieme alle leggendarie frittelle che si preparano tutti i pomeriggi come merenda.
Cambiamo zona e spostiamoci nel bresciano. Il Rifugio Almici si trova a 1865mt e ha una vista incredibile sul Lago d’Iseo che vi toglierà il fiato! Se siete allenati, vi consigliamo di salire partendo dal parcheggio del Rifugio Croce di Marone: il dislivello è di quasi 800 metri ma la passeggiata è panoramica e vi godrete molto di più la salita. Altrimenti, un sentiero più facile è quello che parte dal Passo Passabocche. Il dislivello è di “solo” 600 metri e dovreste impiegarci circa due ore.
Una volta arrivati in cima, se avete ancora un po’ di forza, potete spingervi poco più avanti fino al Monumento al Redentore che vi regalerà una vista ulteriormente magnifica. Altrimenti, potete fermarvi a degustare alcuni piatti della tradizione culinaria bresciana al rifugio: non fatevi mancare i casoncelli (eccelsi!) ma anche la bistecca di cavallo e la trippa.
Parco dell’Adamello (Brescia)
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Questo rifugio sorge a 1930 metri di altezza nella Conca del Baitone, nel cuore del Parco dell’Adamello, in uno scenario a dir poco favoloso, con il lago montano dell’Aviolo circondato dalle cime innevate. Il sentiero più facile e veloce per arrivarci è quello che parte dal paese di Vezza d’Oglio.
Più precisamente, potete lasciare la macchina nel piazzale della teleferica, che si trova poco più avanti del Rifugio Cascata. Da qui, solo 400 metri di dislivello, un bosco e due torrenti vi separano da un paesaggio da cartolina: in un’oretta e mezza dovreste riuscire ad arrivare a destinazione.
Se volete arrivare ancora più in alto, potete proseguire per circa un’ora fino al Bivacco Festa. Oppure, potete fermarvi su uno dei numerosi tavoli all’aperto del Rifugio Sandro Occhi a gustare le prelibatezze del loro menu. Consigliatissima la polenta con formaggio o spezzatino, ma anche i taglieri della casa. E a fine pasto, potete riposarvi in uno dei prati pieni di fiori o in riva al lago oppure sfruttare il campo da bocce del rifugio per una partita “anziana”.
“Shambala” in sanscrito vuol dire “paradiso”: questo nome così particolare nasce dalla passione di Flavio, proprietario del rifugio, per l’Himalaya e la cultura tibetana. Questo rifugio si trova sulle pendici del Monte Muggio, in Alta Valsassina, ed è particolarmente comodo visto che dista solo un’ora e mezza da Milano e ci si può arrivare direttamente in macchina.
Costruito nel 2008, non ha il consueto fascino dei rifugi storici ma in compenso ha forse la cucina più curata della lista e una vista incantevole sul Lago di Como. Il menu, oltre a una selezione di piatti tipici come pizzoccheri o polenta con formaggi, propone diversi ‘piatti della memoria‘: ricette tradizionali delle valli, piatti poveri e semplici ma gustosissimi come i taròz valtellinesi, con patate, fagiolini, formaggio e burro, o il fugascin, polenta alla griglia con formaggio.
Dal rifugio partono diversi sentieri: noi vi consigliamo il giro ad anello del Monte Muggio, che in 2 ore circa (quasi interamente in piano!) vi permetterà di scoprire tutti e quattro i versanti del Monte, ognuno con dei panorami davvero unici. Se invece cercate solo una passeggiata breve, andate verso il pianoro che si vede dal parcheggio e camminate per una ventina di minuti fino a trovarvi davanti lo spettacolo del Legnone, Legnoncino e la Grigna.

Il Rifugio Tavecchia è stato ricostruito nel dopoguerra su ben 3 piani. Si trova in una valle laterale della Valsassina, la poco conosciuta Val Biandino, a quasi 1500 metri di altezza. Per arrivarci avete due scelte: la prima è quella di lasciare la macchina a Introbio e farvi una bella passeggiata lungo la “Via del Bitto” (circa 900 metri di dislivello), alternando qualche strappo più impegnativo ad altri tratti decisamente più agili. Oppure, potete mettervi d’accordo con i proprietari del rifugio per farvi venire a prendere in jeep al parcheggio! Il weekend trovate un menu pranzo a 23€ molto allettante con primo, secondo, formaggi, dolce e caffè: le porzioni sono tutt’altro che modeste!


Pochi rifugi godono di una posizione così strategica e suggestiva come il Grassi. Si trova a 2mila metri di altezza, sotto al Pizzo dei Tre Signori, al confine tra le Orobie lecchesi, le Orobie bergamasche e le Orobie valtellinesi.
Sono tanti percorsi diversi per raggiungere il rifugio. Specialmente d’estate, vi consigliamo di partire da Barzio, dove si prende l’ovovia per i Piani di Bobbio (1600m). Una volta arrivati in cima, dovrete seguire le indicazioni per il Sentiero 101: sono circa 2 ore e mezza di camminata per 400 metri di dislivello. A parte un breve tratto iniziale nella vegetazione, il resto del sentiero è aperto e vi permetterà di godervi il paesaggio.
L’ultimo tratto è il più ripido ma inizierete a intravedere da lontano le caratteristiche imposte azzurre e bianche del rifugio. “La” Grassi, come viene chiamata dai lecchesi, è raggiungibile solo a piedi e i rifornimenti per la cucina arrivano a spalla (o in elicottero). Sul menu ci sono tutti i grandi classici della cucina di montagna, che potete innaffiare con dell’eccellente birra artigianale Herba Monstrum. Noi vi consigliamo la pasta con taleggio e radicchio, il tagliere con formaggi d’alpeggio e soprattutto le torte, davvero notevoli.
Pizzo della Presolana (Bergamo)
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Restiamo sulle Orobie, ma solo quelle bergamasche. La Baita Cassinelli si trova per la precisione a 1568 metri di altezza nella natura incontaminata dell’Alta Val Seriana, sul versante sud del Pizzo della Presolana. Ci sono due sentieri diversi che arrivano qui, entrambi della durata di circa 1 ora. Il primo è parte dall’Albergo Spampatti, il secondo, decisamente più poetico, è invece immerso nel bosco e parte dal Bar Neve.
Il menu ha incursioni nella cucina bergamasca, come i casoncelli, e qualche piatto diverso dal solito come i fusilli alla boscaiola, con funghi, pancetta e panna vegetale, lo spezzatino alla Guinness o la polenta con cervo al cumino. Intorno al rifugio non mancano i prati dove rilassarsi al sole ammirando il massiccio della Presolana, ma potete anche rimettervi in cammino verso la Grotta dei Pagani, con una passeggiata di circa un’ora e mezza.
Ci sono altri rifugi in Lombardia che hai provato e ci consigli? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!
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]]>L'articolo 10 musei a cielo aperto per una gita fuori porta da Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Cominciamo la nostra selezione di musei a cielo aperto da quello più vicino ai confini della città: il Parco dell’Arte dell’Idroscalo. Si tratta di un museo permanente che si estende per più di 1 km, con sculture di artisti contemporanei internazionali. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione con diverse realtà, in primis l’Accademia delle Belle Arti di Brera. Grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, inoltre, a dare ulteriore valore al Parco dell’Arte, si è aggiunto anche il Museo Giovani Artisti, che si inserisce nel percorso di formazione degli allievi della Scuola di Scultura dell’Accademia, invitati a riflettere sul rapporto tra arte, natura, ambiente e paesaggio e a esporre pubblicamente le proprie opere. Per visitare il parco l’ingresso è dalla Riviera Est.
PARCO DELL’ARTE DELL’IDROSCALO. Ingresso Rivera Est, Novegro. Ingresso: gratuito. Aperto tutti i giorni (7.30-21).

A meno di 40 minuti da Milano, invece, trovate un museo a cielo aperto fortemente voluto e concepito dal suo illuminato fondatore: l’imprenditore brianzolo Alberto Rossini. La grandissima passione per l’arte l’ha portato a collezionare opere di grandi artisti e giovani talenti e a riempirne il giardino della sua villa, trasformandolo di fatto in un museo en plein air. L’apertura ufficiale è avvenuta nel 2014, appena un mese prima della morte del magnate, fortunatamente riuscito a veder realizzato il suo sogno. Il progetto del padiglione di ingresso è stato affidato all’architetto James Wines, dello studio Site di New York, che ha optato per un tetto verde, pensato per essere conquistato dalla vegetazione autoctona, e vetrate a tutta altezza con vista sui 10 ettari di parco. Le opere presenti nel museo appartengono per lo più a movimenti artistici quali la Scultura Astratta italiana (sviluppatasi tra il secondo dopoguerra e gli anni 60); il Movimento Arte Concreta, l’Astrattismo Europeo e il Nouveau Réalisme, oltre a sculture site-specific realizzate da amici artisti ed emergenti sfruttando competenze e strumentazioni messe a disposizione dall’azienda meccanica di famiglia.
ROSSINI ART SITE. Via Col di Frejus 3, Briosco (MB). Ingresso: intero 9€, ridotto 6€. Aperto la domenica (10.30-18.30).

Questo museo a cielo aperto in Franciacorta, a meno di un’ora di macchina da Milano, è nato per celebrare l’arrivo del terzo millennio e rappresenta il frutto del Premio Internazionale Scultura Terzo Millennio, indetto dal Gruppo Terra Moretti e patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali. Gruppo Terra Moretti ha infatti dato la possibilità agli scultori under 30 di tutto il mondo di veder realizzata in grandi dimensioni una propria opera. Durante il percorso nel parco – che si estende per più di 60 ettari a partire dal relais L’Albereta, a Erbusco, fino alle Cantine Bellavista – sono esposte le opere dei 10 vincitori oltre ad altre 3 sculture, distintesi per le loro qualità artistiche. Il parco vuole essere un tributo alla creatività e alla libertà umana di trasformare spazio e natura per mezzo di talento, tecnica e immaginazione.
PARCO DELLE SCULTURE DI FRANCIACORTA. Via Vittorio Emanuele 23, Erbusco (BS).
Tra i musei a cielo aperto presenti al Nord Italia non si può non menzionare una cittadina a soli 25 km da Milano, inserita in un territorio agricolo e industriale con meno di 8mila abitanti: Origgio. Un piccolo centro di provincia che si è conquistato l’appellativo di Città delle Sculture grazie al percorso di decoro artistico intrapreso a partire dal 1988, con il fine di valorizzare e salvaguardare il territorio per le generazioni future. Vi basterà girare per le sue vie, nei suoi giardini e tra la sue case per imbattervi in numerose sculture di artisti internazionali.

Anche il Museo d’Arte Moderna Pagani si trova in provincia di Varese, a Castellanza, col suo parco di 40 ettari inserito in un’area boschiva al confine con Legnano, città di nascita del magnate e artista Enzo Pagani, suo ideatore. Qui vengono custodite circa 650 opere, tra variopinti mosaici e sculture realizzate coi più svariati materiali, appartenenti a diversi movimenti artistici tra cui futurismo, surrealismo e dadaismo.
MUSEO D’ARTE MODERNA PAGANI. Via Gerenzano 70, Castellanza (VA). Aperto solo per visite di gruppo previa prenotazione sul sito.

A Gardone Riviera, a un’ora e quaranta minuti da Milano, si trova invece il Giardino Botanico André Heller, che si sviluppa per 10 ettari e contiene 3mila specie botaniche provenienti da ogni parte del mondo: dalle Alpi all’Himalaya, dall’Africa al Giappone. Al di là delle bellezze naturali, qui si possono ammirare le opere realizzate dall’artista multimediale viennese André Heller, oltre a quelle a lui donate o da lui commissionate (tra cui sculture di artisti super noti come Keith Hering e Roy Lichtenstein). Alcuni artisti hanno addirittura creato le loro opere in loco, utilizzando materiali naturali offerti dal giardino stesso.
GIARDINO BOTANICO ANDRÉ HELLER. Via Roma 2, Gardone Riviera (BS). Ingresso: intero 12€, ridotto 5€. Aperto tutti i giorni da marzo a ottobre (9-19).

Sempre a meno di due ore da Milano si trova anche il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone, in provincia di Lecco, nato per iniziativa dell’Associazione Culturale Amici di Morterone nel 1986. L’obiettivo era quella di trasformare il paese in un laboratorio di creatività e possiamo dire che lo scopo sia stato raggiunto, dato che oggi Morterone è un vero e proprio museo a cielo aperto, che conta una trentina d’opere di artisti internazionali, immerse nella natura e disseminate tra le sue case e sulle facciate degli edifici.
MACA DI MORTERONE. Morterone (LC).

Sui colli bolognesi, a soli pochi minuti dal centro di Bologna e a due ore circa da Milano, si trova Ca’ La Ghironda ModernArtMuseum. Qui – tra le mura del museo e il suo parco di 10 ettari – vengono ospitate opere d’arte moderna e contemporanea, sia pittoriche che scultoree. Nella parte di museo a cielo aperto, sono presenti ben 210 sculture, incorniciate da un ampio spettro di piante autoctone.
CA’ LA GHIRONDA MODERNARTMUSEUM. Via Leonardo da Vinci 19, Ponte Ronca di Zola Predosa (BO). Ingresso: intero 5€, ridotto 3€. Aperto sabato e domenica (orari sul sito).

Gli amanti del mare saranno felici di sapere che esiste un museo a cielo aperto anche in Liguria, a Portofino. Il Museo del Parco di Portofino è nato nel 1987 per iniziativa del suo curatore Daniele Crippa, con il sogno di conciliare scultura contemporanea e bellezza naturale. Nel bellissimo giardino affacciato sul mare e composto da 3 terrazzamenti di pietra vengono ospitate circa un centinaio di sculture realizzate da artisti internazionalmente noti, quali Pomodoro, Rotella, Dorfles, Fontana, Cucchi e Spoerri, solo per citarne alcuni.
MUSEO DEL PARCO DI PORTOFINO. Molo Umberto I, Portofino (GE). Ingresso: libero. Aperto tutti i giorni da giugno a settembre (10-13, 15-19) tranne martedì.

A un paio d’ore da Milano, in Monferrato, tra 20 ettari di vigne di Barbera della tenuta La Court, si trova l’ultimo dei musei a cielo aperto per una gita fuori porta a partire da Milano: l’Art Park La Court, inaugurato nel 2003. Tra le principali opere esposte en plein air si trovano le meravigliose statue di Luzzati (tra cui la monumentale Madre Natura che si trova all’ingresso), organizzate in un percorso fiabesco dedicato ai 4 elementi, ma anche quelle di molti altri artisti di fama internazionale. La visita è libera, gratuita, non richiede prenotazione e si può effettuare tutti i giorni – tranne durante il periodo in cui i vigneti vengono trattati o avviene la vendemmia – dalle 9 al tramonto.
ART PARK LA COURT. Castelnuovo Calcea (AT). Ingresso: libero. Aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto.
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]]>L'articolo Una gita fuori porta al Forte di Bard: storia, cultura e buon cibo in Valle d’Aosta sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>*IL BORGO MEDIEVALE. La prima attrazione che si incontra arrivati in zona è l’antico borgo medievale di Bard, un piccolo villaggio di 160 abitanti, dove il tempo sembra essersi fermato. Fondato sull’antica strada romana, il borgo è un autentico esempio di urbanistica medievale incorniciato da un lato dai vigneti terrazzati e dall’altro dalla rocca dove sorge il Forte, l’antico castello. Fate una passeggiata lungo la via principale e ammirate la bellezza delle case e dei cortili.

Uno scorcio del paese di Bard | © Lucia Brusco

Uno scorcio del paese di Bard | © Lucia Brusco

Uno scorcio del paese di Bard| © Lucia Brusco

Uno sguardo sulla valle dall’alto del Forte | © Lucia Brusco
* IL FORTE DI BARD. Costruito sulle fondamenta di un antico castello dell’anno 1.000, il Forte di Bard così come lo possiamo visitare oggi, risale alla metà del 1800. Dal borgo alle sue pendici lo si può raggiungere con degli ascensori oppure a piedi percorrendo un bellissimo sentiero panoramico fino alla cima della rocca. Il complesso è un ricchissimo polo culturale formato da diversi edifici all’interno dei quali è possibile visitare il Museo delle Alpi, le Alpi dei ragazzi (uno spazio didattico per avvicinare i bambini alle bellezze della montagna), le Prigioni del Forte e il Museo delle Frontiere e delle Fortificazioni. Una visita completa vi impegnerà alcune ore, ma ne uscirete arricchiti e affascinati, senza contare l’impagabile vista su tutta la valle.

Il Forte di Bard | © Lucia Brusco

Uno degli edifici del Forte | © Lucia Brusco

Le prigioni del Forte | © Lucia Brusco

Uno scorcio del percorso pedonale all’interno del Forte | © Lucia Brusco

Una vista del paese di Bard dall’alto | © Lucia Brusco
*CASA CIUCA. Se volete rimanere in zona e non spostare la macchina, per pranzo vi consigliamo di andare da Casa Ciuca, sulla via principale del borgo di Bard. Si tratta di una piccola enoteca con una decina di tavoli, molto rustica e spartana, ma con un’ottima cucina fatta di piatti tipici e di prodotti di qualità. Noi abbiamo scelto un ottimo tagliere di lardo d’Arnad con castagne, noci e miele per iniziare e continuato con un bel piatto di polenta concia e uno di minestra di legumi valdostana, entrambi molto buone. Le porzioni abbondanti ci hanno costretti a fermarci anche se il cinghiale, il capriolo e il brasato di vitellone indicati sul menu ci avevano incuriositi.

Il lardo di Arnad con castagne, miele e noci di Casa Ciuca | © Lucia Brusco

La polenta concia di Casa Ciuca | © Lucia Brusco

La zuppa valdostana di Casa Ciuca | © Lucia Brusco
L'articolo Una gita fuori porta al Forte di Bard: storia, cultura e buon cibo in Valle d’Aosta sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Una gita fuori porta romantica al Castello di Rivalta, tra arte e cucina sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Partiamo dal piccolo borgo attorno a cui è nato il Castello di Rivalta: si tratta di qualche casa, una chiesa, due ristoranti, un bar, un hotel e un paio di negozi con un fascino del tutto particolare. Le costruzioni sono di origini medievali ma conservano tutta la bellezza di quell’epoca, grazie anche a validi lavori di restauro: vi sembrerà di entrare in un altro mondo!

Un angolo del borgo di Rivalta | © Elisabetta De Candia
Ma il vero protagonista è il Castello di Rivalta, che è ancora oggi la residenza della famiglia proprietaria. Una parte di esso, e anche piuttosto grande, è però visitabile con tour guidati, che vi consiglio spassionatamente di fare: la visita dura un’ora ed è molto piacevole. Vi porterà alla scoperta di diverse ali dell’edificio, e passerete tra stanze sontuose, cucine piene di ogni utensile immaginabile e angoli da sogno.




E se anche voi come noi amate i castelli, un’altra piccola perla in zona – che ancora dobbiamo visitare – è Grazzano Visconti, un altro borgo con castello che pare sia imperdibile!
* ANTICA LOCANDA DEL FALCO. Forse è il ristorante più famoso del borgo di Rivalta, e con un motivo. Gli ambienti sono arredati con gusto e dominati da caminetti antichi e lampade calde; il servizio è gentile e accogliente, tanto che vi sentirete proprio come ‘a casa’, oltre che immersi in un’atmosfera super romantica. Lasciatevi coccolare all’interno durante l’inverno, mentre nella bella stagione godetevi il meraviglioso cortile, riparato da un gigantesco glicine fiorito.

L’ingresso del ristorante | © Elisabetta De Candia

L’assortimento di salumi Dop| © Elisabetta De Candia
E il menu non riserva meno meraviglie. Le ricette sono quelle della tradizione piacentina: doveroso iniziare da un misto di salumi Dop (coppa, salame, pancetta, prosciutto crudo e lardo), con verdure sott’olio e un meraviglioso cestino di pani caserecci alla zucca, fichi e noci, oppure alle olive. Consigliamo di proseguire poi con un tris di primi, che vi consentirà di degustare le paste tipiche del territorio: si spazia tra tortelli di ricotta e spinaci, pisarei e fasò, tagliolini ai funghi e gnocchi di zucca piacentina su crema di parmigiano-reggiano, amaretto e semi di papavero. Nei secondi, l’indubbia padrona di casa rimane la carne: maialino da latte cotto al forno con zenzero e miele, fassona piemontese, ma anche manzo, faraona, e agnello. Sarà difficile trovare un posticino da dedicare ai dolci; nel caso non riusciste a provarli, avrete una scusa (in più) per tornare.




* LA ROCCHETTA. Anche questo ristorante ricalca la tradizione culinaria piacentina e porta in tavola tartare di carne (noi l’abbiamo provata con il tartufo bianco sopra, visto che è il periodo), salumi con gnocco fritto e primi piatti eccellenti. Entrambi i ristoranti del Borgo sono spesso pieni, quindi cercate di prenotare per tempo!

Un piatto de La Rocchetta| © Caterina Zanzi
Se siete nel piacentino e non sapete dove mangiare, ecco una lista di altri ristoranti – alcuni personalmente testati, altri suggeriti da voi lettori o amici!
* LA CA’ DI SASS (Piacenza)
* OSTERIA SANTO STEFANO (Piacenza)
* ANTICA TRATTORIA BRAGHIERI (Rottofreno)
* LA PALTA (Borgonovo Val Tidone)
* VECCHIA PERGOLA (Gossolengo)
* ANTICA TRATTORIA GIOVANELLI (Agazzano)
* RISTORANTE RIVA (Riva)
* LOCANDA CACCIATORI (Ponte dell’Olio)
* AGRITUIRSMO LA CA’ (Rivergaro)
* ANTICA TRATTORIA BELLARIA (Rivergaro)
L'articolo Una gita fuori porta romantica al Castello di Rivalta, tra arte e cucina sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Una giornata speciale sul lago di Como tra barca, ville e buon cibo sembra essere il primo su Conosco un posto.
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La vista dalla barca| © Caterina Zanzi
Il lago di Como, si sa, è famoso oltre che per essere il lago prealpino più profondo d’Europa, anche per le sue ville incredibili. Di cui riuscirete ad avere una panoramica completa dall’acqua, molto più che dalla strada. Per questo vi consiglio di regalarvi un ‘boat tour’ privato che vi porti alla scoperta delle gemme nascoste. Googlando un po’, alla fine ho scelto i tour organizzati da Giacomo, che con la sua ‘Alba’ – un bel ‘taxi’ veneziano – porta a spasso i turisti. Potete scegliere la durata e il percorso, oltre che la possibilità di scendere dalla barca, ma quel che è certo è che dal lago vedrete molte delle meravigliose ville.

La vista dalla barca| © Caterina Zanzi

Un’immagine dell’Orrido| © Caterina Zanzi
Le più belle? Villa Cassinella (quella di Richard Brenson, per intenderci) e Villa Balbianello, parte del patrimonio del Fai. E poi la famosa villa di George Clooney, Villa Melzi d’Eril, Villa Carlotta e Villa Serbelloni, fino a Bellagio. E non mancate l’Orrido di Nesso, una cascata che è un vero e proprio spettacolo della natura!
Per pranzo abbiamo scelto il ristorante dell’Hotel Il Sereno a Torno, una vera e propria oasi di pace in legno e vetro affacciata sul lago e disegnata niente meno che da Patricia Urquiola.

Alcune immagini dell’Hotel Il Sereno sul Lago di Como| © Caterina Zanzi

Alcune immagini dell’Hotel Il Sereno sul Lago di Como| © Caterina Zanzi

Alcune immagini dell’Hotel Il Sereno sul Lago di Como| © Caterina Zanzi

Alcune immagini dell’Hotel Il Sereno sul Lago di Como| © Caterina Zanzi

Alcune immagini dell’Hotel Il Sereno sul Lago di Como| © Caterina Zanzi

Alcune immagini dell’Hotel Il Sereno sul Lago di Como| © Caterina Zanzi
E la cucina è in collaborazione con Andrea Berton, uno chef di cui vi ho già parlato per i piatti pazzeschi che propone nel suo ristorante stellato a Milano. La carta è all’insegna della tradizione culinaria lacustre, con qualche twist raffinato. Per esempio, ci sono il lavarello alla plancha e il san pietro in crosta di pane, ma anche gli scampi con la mela e il cetriolo e la battuta di fassona.

Un piatto del ristorante Berton al Lago dell’Hotel Il Sereno| © Caterina Zanzi

Un piatto del ristorante Berton al Lago dell’Hotel Il Sereno| © Caterina Zanzi

Un piatto del ristorante Berton al Lago dell’Hotel Il Sereno| © Caterina Zanzi

Un piatto del ristorante Berton al Lago dell’Hotel Il Sereno| © Caterina Zanzi

Un piatto del ristorante Berton al Lago dell’Hotel Il Sereno| © Caterina Zanzi
I prezzi sono piuttosto alti (mettete in conto un centinaio di euro, bere a parte e senza strafare) e il servizio è davvero non all’altezza, ma la bontà dei piatti e la bellezza dell’ambiente sono certa vi ripagheranno!
Cosa dite, ve lo fate questo regalo? Qui, intanto, potete trovare un sacco di altri consigli per le vostre vacanze o gite fuori porta!
L'articolo Una giornata speciale sul lago di Como tra barca, ville e buon cibo sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Come si mangia da I Poeti del Gusto a Saronno sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu de I Poeti del Gusto è molto ricco e propone piatti tradizionali insieme a portate più particolari, che osano accostamenti innovativi. I due proprietari, uno chef e l’altro sommelier, sono riusciti a sposare le loro due passioni creando un luogo dove si mangia ma si beve anche molto bene. La carta dei vini, infatti, è decisamente fornita e tutte le bottiglie sono acquistabili, sia nella dimensione classica che in quella da 500 ml.
Noi iniziamo con due antipasti, entrambi ricchi di ingredienti ricercati e molto piacevoli nel gusto: una tartare di avocado, salmone e merluzzo di cattura norvegese al lime e finocchietto con gamberi rossi di Mazara in purezza e fiori di zucca ripieni di burrata e tempura di basilico.

La tartare di avocado, salmone e merluzzo | © Lucia Brusco

I fiori di zucca ripieni | © Lucia Brusco
Saltiamo i primi, a nostro avviso i piatti meno entusiasmanti e ci buttiamo sui secondi: ecco arrivare l’ hamburger di razza piemontese al giusto rosa, bacon croccante, guacamole e patate rustiche e lo spiedo di polpo alla griglia con patate al forno e foglie di basilico croccante; entrambi cucinati alla perfezione e curati nella presentazione. A voler essere pignoli, consigliamo di dedicare più attenzione ai contorni forse un po’ troppo banali.

Lo spiedo di polpo | © Lucia Brusco

L’hamburger di razza piemontese| © Lucia Brusco
Tra le varie portate che troverete in menu, anche il riso Carnaroli con zucchine, basilico e capesante grigliate alle erbe, gli spaghettoni “Verrigni” ai cipollotti con guanciale croccante e pecorino, la steak tartare con verdure grigliate e un’interessante proposta di calamari e cozze in frittura: c’è solo l’imbarazzo della scelta!
I Poeti del Gusto ha casa a pochi passi dal centro di Saronno e a circa 40 minuti di auto da Milano o mezz’oretta di treno da Porta Garibaldi: la giusta distanza per rendere un semplice pasto una bella gita fuori porta!

La sala da pranzo | © Lucia Brusco
L’atmosfera è elegante e rilassante, con un banco bar all’ingresso dove si viene accolti da una mostra di più di 300 etichette di vini, tutti in vendita, e la sala da pranzo subito a seguire, arredata con tavoli in legno e molti quadri alle pareti. Nei mesi estivi, il ristorante conta anche su un ampio dehor per godersi il tepore all’ombra di un bellissimo glicine. Una nota di merito va al servizio: il proprietario accoglie ogni ospite in maniera attenta, cercando di assecondarne con gentilezza e cura ogni esigenza.

Uno dei tavoli apparecchiati in sala | © Lucia Brusco
Per una cena di due antipasti, due secondi, un dolce e due calici di vino (più due di prosecco offerti come antipasto), il conto si aggira sui 40 euro a persona, una cifra non bassa ma proporzionata al servizio gentilissimo e all’ottimo cibo.
I POETI DEL GUSTO
Via Giuseppe Frua 12, Saronno
029600075 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (10:30-15 e 18:30-2) tranne domenica a cena
L'articolo Come si mangia da I Poeti del Gusto a Saronno sembra essere il primo su Conosco un posto.
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]]>Una domenica di sole, siamo saliti in sella alla nostra bicicletta, direzione Chiaravalle e ora vi raccontiamo cosa abbiamo scoperto!

Un tratto della pista ciclabile | © Lucia Brusco
Sono solo 7 km di pista ciclabile che da Porta Romana (precisamente da piazzale Medaglie d’Oro) portano fino a Chiaravalle, un piccolo borgo nella zona sud – est di Milano dove il tempo sembra essersi fermato a cinquant’anni fa. Tanto verde, tanto silenzio e pochissime case sono il trio vincente per una giornata di relax.

L’Abbazia di Chiaravalle | © Lucia Brusco
Dopo una visita alla bellissima Abbazia di Chiaravalle, al vecchio mulino e al campanile è tempo di pranzare e ci dirigiamo verso Locanda Chiaravalle, un nuovissimo ristorante proprio nel centro del borgo, a due passi dall’Abbazia.

L’ingresso di Locanda Chiaravalle e una delle sale interne | © Lucia Brusco
Il menu, a dispetto del nome, non è tipico di una locanda ma, piuttosto, di un ristorante stellato e propone piatti ricercati sia nelle cotture che negli accostamenti. Gli ingredienti scelti, invece, rispecchiano la tradizione e seguono il ritmo delle stagioni, in modo che venga sempre garantita estrema freschezza. I vini sono tutti biologici e vengono selezionati attentamente tra cantine certificate che seguono il metodo di vinificazione naturale.

L’antipasto | © Lucia Brusco
Scorrendo gli antipasti, ci rendiamo conto fin da subito che scegliere sarà difficilissimo. Tra la battuta di fassona con nido di foie gras, scalogno caramellato, perlage al tartufo e uova di quaglia pochè su fonduta di Castelmagno e nocciole e la burratina affumicata delle Murge con capocollo di Martina Franca e pomodorini soleggiati salentini, optiamo per il coniglio di Carmagnola in vaso cottura servito con pane alle olive taggiasche e gelatina di picolit, davvero delizioso e abbondante.

I ravioli | © Lucia Brusco

Il petto d’anatra | © Lucia Brusco
Come portata principale decidiamo di optare per un primo e un secondo: i ravioli di gamberi rossi di Mazara e primo sale con salsa di pistacchi Brontesi e lattuga marina disidratata e il Magret de Canard al pepe limonato, puré di topinambur, fagottino di nocciole, foie gras e fichi, verdure primaverili e salsa perigourdine leggera. Due portate che deliziano prima gli occhi e poi il gusto con un’esplosione di sapori e colori.
Nel menu di Locanda Chiaravalle ogni piatto racconta una storia e noi sicuramente torneremo per assaggiare gli gnudi di zucca Hokkaido con ricotta affumicata friulana, rucola, salsa al raschera e crumble di amaretto, i calamari freschi di Oneglia all’aglio nero, olio evo e peperoncino di Soverato su passatina di ceci con emulsione al prezzemolo e crostini mediterranei e la cotoletta alla milanese in pane alla camomilla accompagnata da patate al timo e intingoli paleolitici.

Il giardino esterno | © Lucia Brusco
Locanda Chiaravalle si trova all’interno dell’Hotel Borgonuovo, progetto di riqualificazione di un antico edificio nel centro di Chiaravalle. Arredata in maniera ricercata ma non costruita, rispettando le architetture originarie, la Locanda offre la possibilità di pranzare e cenare sia in una delle due sale interne che all’esterno, in un bellissimo cortile dove godersi il sole e la quiete immersi tra alberi da frutta e pergolati. I coperti, soprattutto all’esterno, sono pochissimi per cui consigliamo vivamente di prenotare.

Uno scorcio di una delle sale interne | © Lucia Brusco
Il conto, così come il menu, non è affatto da “locanda” perché si spendono circa 50 euro per un antipasto, un piatto principale e un calice di vino a testa ma, per la bontà dei piatti e la pace che si respira, pensiamo sia una spesa decisamente ben giustificata.
LOCANDA CHIARAVALLE – ALTRA CUCINA
Via San Bernardo 36, Milano
02 5391 851 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-22:30) tranne lunedì
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