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Iniziamo il nostro viaggio con la nostra preferita: la sagra del Gorgonzola, una grande festa che ogni anno anima l’omonimo paese vicinissimo a Milano con decine di stand ed eventi dedicati a quello che a nostro insindacabile parere è il formaggio più buono del mondo. Quest’anno la sagra sarà il 16 e 17 settembre e come sempre potrete assaggiare piatti tradizionali (gnocchi e risotto al gorgonzola, polenta e zola), ma anche prodotti più arditi (sì, stiamo proprio pensando alla mozzarella ripiena di gorgonzola, al mojito al gorgonzola e al gelato al gorgonzola assaggiati negli anni scorsi). Sul sito della Proloco trovate tutti i dettagli.
Tipicamente i casoncelli sono considerati una specialità di Bergamo, ma anche la provincia di Brescia vanta una lunga tradizione nella preparazione di questa deliziosa pasta ripiena. Non perdetevi quindi l’occasione per andare dal 21 al 24 settembre alla Fiera del casoncello bresciano a Barbariga: assaggerete la versione con ripieno di prosciutto cotto macinato ed erbette, rigorosamente mantecata con burro e accompagnata da salvia e grana padano. Tra intrattenimento musicale, balli e spettacoli, non mancheranno altri classici cibi da sagra come gnocco fritto, salamelle, patatine e pollo allo spiedo. Consultate il sito ufficiale per rimanere aggiornati.
Poiché la polenta è uno dei nostri piatti preferiti ci siamo già segnati in calendario il periodo dal 25 ottobre al 5 novembre, cioè i giorni in cui a Cologno al Serio, un piccolo comune in provincia di Bergamo, ci sarà la Sagra della polenta taragna. La polenta (da accompagnare a funghi, brasato, salamelle, formaggi di bufala) è chiaramente l’assoluta regina di questa grande festa, ma non mancheranno anche concerti, DJ set e un mercato di produttori agricoli in cui acquistare specialità del territorio. Vi rimandiamo alla pagina Facebook per saperne di più.
Alle porte di Milano, Carpiano è un piccolo comune all’interno del Parco Agricolo Sud, un’area in cui il riso è senza dubbio la coltivazione più diffusa. Il primo ottobre la cittadina dedica a questo cereale una grande festa con musica, balli, laboratori, esposizioni di trattori d’epoca e ovviamente stand gastronomici in cui assaggiare tante specialità con il riso come il risotto con culatello e aceto balsamico e gli arancini. Sulla pagina Facebook della Proloco verranno pubblicati tutti gli aggiornamenti.
Già inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, San Benedetto Po è un’incantevole paesino vicino a Mantova che dal 1971 ospita la Sagra del nedar, il nome dialettale per definire l’anatra. La prima domenica di ottobre i visitatori potranno gustare uno spettacolare menu con piatti come i maccheroni al sugo d’anatra, il carpaccio di petto d’anatra affumicato e i tortelli all’anatra con burro nocciolato. Il clou della manifestazione è però il Palio dell’Oca, una vera e propria gara tra anatre con tanto di tifoserie di contrade diverse. Tenete d’occhio la pagina Facebook per ogni informazione.
Continuiamo il nostro viaggio tra le sagre in Lombardia e Piemonte approdando a Martinengo, una cittadina in provincia di Bergamo che il 17 settembre ospiterà la Festa della patata. Il nome non lascia tanto mistero su quale sia la specialità di questo evento e il tubero martinenghese sarà il protagonista di un menu dove troneggiano gli gnocchi, ma che comprende anche salumi, formaggi, olio, miele, vino e altre prelibatezze del territorio. Non solo cibo però: durante la giornata saranno organizzate anche delle interessanti visite guidate al borgo che fu il set del capolavoro di Ermanno Olmi, L’albero degli zoccoli. Per tutte le informazioni consultate il sito ufficiale del Comune.
Le castagne sono uno dei simboli più classici dell’autunno e a Caglio, un grazioso paesino nel triangolo lariano. Ogni anno questi deliziosi frutti vengono celebrati con una grande festa. Il primo e l’8 ottobre assaggerete le buonissime castagne raccolte nei boschi appena fuori dal paese, oltre a grigliate di carne e altri piatti tipici. Il tutto con lo sfondo degli splendidi paesaggi montani che ispirarono molte opere del pittore Giovanni Segantini che visse in questi luoghi tra il 1885 e il 1886. Tenete d’occhio questa pagina Facebook per ulteriori notizie.
Avete mai sentito parlare dei fagiolini dall’occhio? Questi piccoli legumi – che devono il loro nome alla macchia scura sulla superficie – sono una specialità di Pizzighettone, un piccolo comune vicino a Cremona. È qui che dal 28 ottobre al 5 novembre avrà luogo una festa in cui è possibile gustare i fagiolini in un gustosissimo piatto con cotenne di maiale e salsa di pomodoro. Non mancheranno però altre specialità del territorio come il Raspadura, la mostarda con il provolone e lo Sburlòn, un liquore a base di mele cotogne. Anche l’ambientazione – le antiche casematte militari che un tempo davano rifugio ai soldati – è ricca di fascino e rende questa sagra davvero imperdibile! Il sito ufficiale vi svelerà tutti i segreti della manifestazione.
L’itinerario tra le sagre in Lombardia e Piemonte ci porta ora all’imbocco della val di Susa, a Sant’Ambrogio di Torino. Questo piccolo paese è un gioiello che vi consigliamo di visitare approfittando di un’importantissima festa che il 23 e 24 settembre celebrerà una delle specialità locali, le paste di Meliga. Questi frollini a base di frumento, mais, miele e limone saranno gli assoluti protagonisti di una manifestazione che, all’ombra delle splendide torri medievali del paese, vi offrirà anche concerti, laboratori, esposizioni e rivendite di prodotti di artigianato locale. Vi rimandiamo al sito della Proloco per ulteriori informazioni.
La provincia di Torino è una zona fortemente caratterizzata dalla coltivazione del topinambur anche chiamato, utilizzando la bellissima parola del dialetto locale, ciapinabò. A Carignano, una città a una ventina di chilometri dal capoluogo piemontese, il ciapinabò è celebrato nell’omonima sagra che quest’anno si tiene nei giorni 6, 7 e 8 ottobre: il programma è sempre fittissimo con mostre di bovini, spettacoli di danza, DJ set, concerti, ma soprattutto degustazioni di tantissimi piatti a base di topinambur come risotti, agnolotti, vellutate, arrosti e il ciafrit, cioè sottilissime strisce di topinambur impanate e fritte. La pagina Facebook dell’evento verrà aggiornata con tutti i dettagli.
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La linea del trenino si estende da Tirano a Saint Moritz per 60km e nel suo viaggio copre 1800 metri di dislivello: in mezzo, più di 10 fermate, ognuna con le sue attrazioni e particolarità. Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2008, è l’unico treno d’Europa che scala la montagna a ruota libera senza cremagliera: un capolavoro d’ingegneria che offre degli scorci davvero emozionanti. Potete scegliere di viaggiare sulla carrozza panoramica con delle vetrate enormi, oppure nelle carrozze regionali. Per le prime è obbligatoria la prenotazione (e sono anche più costose), mentre le seconde sono libere. Noi abbiamo scelto di fare il viaggio di andata sulla carrozza panoramica, assicurandoci di avere il posto finestrino, e il ritorno su quella regionale (vi consigliamo di fare come noi!).


Dopo lo spettacolare tratto iniziale sul viadotto di Brusio, la prima fermata che vi lascerà a bocca aperta è sicuramente quella del Lago di Poschiavo. Potete scendere qui per fare il giro intero del lago a piedi oppure per fare a piedi il pezzo tra questa fermata e quella di Le Prese (meglio al ritorno così è in discesa!). Dopodiché il treno fa una sosta di 20 minuti circa all’Alpe Grum, perfetta per ammirare il paesaggio meraviglioso che vi si aprirà davanti, con il ghiacciao Palü e l’omonimo lago.

La fermata più alta a 2253m è quella di Ospizio Bernina, accanto all’incantevole Lago Bianco. Da qui è un lento ridiscendere verso Saint Moritz. Prima di arrivare, noi abbiamo fatto una sosta più lunga al Diavolezza, dove abbiamo preso la funivia per salire sull’omonimo ghiacciaio a quasi 3000m. In cima trovate il Rifugio Berghaus dove fermarvi a mangiare e ammirare le cime maestose del Piz Bernina e del Piz Palü; altrimenti, potete partire da qui per sciate o escursioni in alta quota. Ricordatevi che siete in Svizzera, quindi i costi sono decisamente più alti (A/R sulla funivia circa 45€ a persona). Il viaggio in totale dura circa 2 ore e vi assicuriamo che voleranno in un attimo!

Qualche info tecnica. Tirano dista circa 2 ore e mezza di viaggio in macchina da Milano, ma esistono anche treni diretti della stessa durata. Se intendete fare almeno una delle tratte sulla carrozza panoramica, vi consigliamo di prenotare almeno con 1-2 mesi di anticipo. L’orario delle partenze da ogni stazione è facilmente consultabile qui, se volete fare più di 2-3 fermate nella stessa giornata vi conviene dormire a Saint Moritz (o in una tappa intermedia). Noi abbiamo comprato i biglietti online e li abbiamo poi ritirarti in formato cartaceo direttamente in stazione.










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]]>Come spesso accade nei ristoranti stellati, anche a Villa Crespi la scelta consiste nel menu alla carta e nel menu degustazione di tre tipologie, due da sette portate e uno da otto. Inutile dire che il percorso degustazione in questi casi è spesso conveniente, oltre che il modo migliore per comprendere a tutto tondo il tipo di cucina proposta. È un po’ come guardare l’autoritratto di un pittore, e sulla tela dello chef Cannavacciuolo si vede sia la terra d’origine, la Campania, che la terra che lo ha visto crescere professionalmente, il Piemonte.
Tra i tre menu degustazione noi abbiamo scelto Traccia, che prevede un benvenuto dello chef, due antipasti, un primo, un secondo, il pre dessert e il dessert.
Uno dei piatti simbolo dello chef che non vedevamo l’ora di assaggiare è il tonno vitellato, una chiara rivisitazione “al contrario” del classico vitello tonnato, con fettine di tonno marinate in salsa di soia e accompagnato da fondo di vitello. Abbiamo apprezzato molto anche l’idea di accompagnarlo a un assaggio di vitello tonnato verace in stile finger food, che si è rivelato assolutamente delizioso.


Ma è il primo piatto, riso Carnaroli, bottarga, midollo e ostrica, che ci ha fatto sentire le campane del paradiso. Un chiaro spostamento dal Piemonte verso la Campania con l’introduzione del mare. Il ricco risotto, sia come sapore che consistenza, è da abbinare boccone dopo boccone alle fredde ostriche servite a parte: un’esplosione armoniosa di sugo, burro e salsedine. Un piatto davvero eccezionale, che fatichiamo a spiegare a parole.


Il nostro secondo classificato del menu è stato il piatto completamente vegetale a base di sedano rapa, frutto della passione e aglio nero. Un abbinamento decisamente insolito tra aglio nero, molto più dolce e ‘leggero’ di quello bianco, e la delicatezza del sedano rapa.
Anche il rombo chiodato, conchigliacei, alghe marine, taccole ci è piaciuto molto, soprattutto per il contrasto ben riuscito tra la morbidezza e il sapore di mare del pesce e la croccantezza delle taccole. Per concludere, una morbida mela verde con gelato al cocco e fondo di caffè: contrariamente alle aspettative, un dessert bilanciato sull’acido della mela, l’amaro del caffè e il delicato sapore del cocco.


La bellezza di tutti questi piatti che abbiamo assaggiato è che sono arrivati dritti al cuore e… torneremmo domani stesso per mangiarli di nuovo.


Come in tutte le cose, anche l’occhio vuole la sua parte, ed è innegabile che il contesto in cui si trova Villa Crespi sia fiabesco. La costruzione della villa iniziò nel 1879 per mano di Cristoforo Benigno Crespi, industriale del settore cotoniero, e durò trent’anni. Di ispirazione chiaramente mediorientale, è un delizioso ricamo arabeggiante con facciate ricche di colonne e intarsi che ricordano un minareto. Saranno lo chef Cannavacciuolo e sua moglie a ristrutturarla e, dal 1999, a renderla una destinazione speciale a tutto tondo grazie sia al ristorante che alle camere lussuose a disposizione per il pernottamento. La magia continua anche all’interno della villa: il ristorante, infatti, si snoda tra le sale di raffinata opulenza al pianterreno, fino alla veranda con vista sul giardino estivo.
Il team in sala è in armonia con l’ambiente circostante: è formale e attento, ma allo stesso tempo riesce a incantarti con racconti sulla storia della villa e sui piatti del menu. L’insieme risulta davvero in sintonia e assolutamente coerente con l’alto livello che ci si aspetta da un ristorante stellato. Lo chef, che è quasi sempre presente, saluta tutti gli ospiti una volta terminato il pasto (che per essere uno chef stellato non è ormai cosa scontata).

I piatti alla carta si aggirano attorno ai 60-70 euro, mentre il prezzo del menu degustazione va dai 190 euro a testa per il Traccia, ai 210 euro per il Degustazione itinerario dal sud al nord Italia – entrambi con sette portate -, fino ai 240 euro per il Mettici l’anima – otto portate (bevande escluse). I menu si possono integrare con il percorso di abbinamento vino. Considerando la qualità superba del cibo e del servizio, nonché la location da sogno, riteniamo che i prezzi siano assolutamente corretti.
VILLA CRESPI
Via Fava 18, Orta San Giulio
0322 911902
Aperto tutti i giorni (12:30-15:00 e 19:00-23:30, martedì e mercoledì solo a cena) tranne lunedì
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Impossibile non iniziare il nostro tour tra le cantine con degustazione da una delle più note del territorio della Franciacorta, se non a livello nazionale: stiamo parlando di Bellavista, la cui scelta del nome proviene proprio dalla collina su cui sorge la tenuta, circondata da uno splendido panorama che abbraccia il lago, sino alla pianura e alle vicine Alpi. All’inizio della vostra visita (ne sono previste due diverse tipologie, da 40€ e da 90€ l’una), verrete accolti da una gigantesca altalena, Vertigine, opera d’arte di Velasco Vitali e tratto distintivo del vino più celebre della casa, il Bellavista Grande Cuvée Alma Brut. Per raggiungere le cantine storiche, verrete condotti attraverso un vero e proprio caveau; ad attendervi, un percorso tra migliaia e migliaia di bottiglie, dalle più recenti alle più datate. Qui, potrete assistere alla tecnica del rémuage, termine francese utilizzato per definire la tecnica di raccolta e successiva eliminazione dei sedimenti e depositi nei colli delle bottiglie, posizionate capovolte o inclinate. Questo procedimento, che viene interamente svolto ancora a mano, bottiglia dopo bottiglia, vi verrà raccontato dalle sapienti parole degli enologi della cantina. Esperienza assolutamente da non perdere! E se cercate un albergo romantico dove potervi fermare durante la notte, a pochi passi dalla cantina ha casa il celebre L’Albereta Relais & Châteaux.
BELLAVISTA. Via Bellavista 5, Erbusco (BS). 0307762000.

Quest’azienda vinicola a conduzione familiare, fondata nel 1990 da Roberto Gatti e dalla moglie Andreina, oggi può contare su oltre 200 ettari di vigneti in regime di agricoltura biologica, dislocati in 11 comuni della Franciacorta. Da queste uve vengono prodotte più di 10 etichette diverse, dal Franciacorta DOCG al Curtefranca DOC (quest’ultimo sia in versione bianca che rossa). Una curiosità di questa azienda è la loro bottiglia “quadrata”: grazie alla particolare forma della bottiglia, brevettata proprio da Matteo, figlio di Roberto, i Franciacorta in affinamento sui lieviti possono beneficiare di una superficie di contatto vino-lievito due volte e mezza superiore a quello di una bottiglia tonda. Il risultato è un maggiore rilascio di proteine e lieviti che vanno ad arricchire qualitativamente il vino in componenti aromatiche, e una bottiglia talmente particolare da essere perfetta per un regalo. Il tour guidato con visita in cantina ha il costo di 20€ e vi farà scoprire la terra e la storia di questa relativamente piccola azienda che negli anni ha saputo ampliarsi, ovviamente senza privarvi della degustazione delle loro etichette più celebri (Franciacorta Brut, Franciacorta Saten e Franciacorta Milledì). Noi ci siamo stati durante il Festival della Franciacorta, che ogni anno si svolge durante i primi due week-end di settembre, e ne siamo usciti molto soddisfatti (e forse anche un pochino brilli!).
FERGHETTINA. Via Saline 11, Adro (BS). 0307451212.

Non potevamo non nominare in questo tour delle cantine con degustazione questo vignaiolo che produce spumanti Metodo Classico sulle colline calcaree di Gussago, nell’area più orientale e ai margini della Franciacorta. La filosofia di questa cantina è estremamente votata al territorio, nonostante abbia consapevolmente rinunciato a far parte del Consorzio Franciacorta (e, di conseguenza, ad alcune delle sue restrizioni). Qui, la produzione di spumanti avviene senza l’utilizzo di sostanze chimiche (diserbanti e fertilizzanti compresi), con sole fermentazioni spontanee con lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce, senza solfiti aggiunti. Le uve utilizzate sono quelle classiche della zona, Chardonnay e Pinot Nero, e i tempi di affinamento vengono romanticamente tradotti in lune. Due le tipologie di experience tra cui scegliere: entrambe prevedono la visita della cantina e della bottaia e la degustazione di diversi vini, ma mentre nella “Visita in cantina” al costo di 30€ potrete degustare “Ombra”, “Quattrocento” e un Nature, a scelta tra Blanc de Blancs o Blanc de Noirs, nella “Nature Limited” al costo di 60€ potrete degustare i 3 Nature, più una bottiglia a sorpresa tra le edizioni limitate della cantina. Molto spesso vengono anche organizzate serate e degustazioni speciali in vigna (i così chiamati “ME.GA. Friends”), con ospiti esterni provenienti da aziende agricole del territorio, motivo per il quale vi suggeriamo di tenere d’occhio il sito o di iscrivervi alla newsletter di Gatta.
NICOLA GATTA. Via S. Rocco 37, Gussago (BS). 0305570379.

La nascita di questa cantina risale a ben prima del 1886, anno in cui la famiglia Bersi Serlini ne diventa proprietaria. L’origine del Domaine, infatti, è Medioevale, quando i monaci di Cluny che abitavano l’Abbazia Di San Pietro in Lamosa costruirono quello che è oggi l’edificio storico delle cantine. La prima bottiglia di Brut in Franciacorta viene prodotta proprio qui, nel 1970. Durante la visita potrete vedere le due cantine sotterranee dove si vinifica e matura il Franciacorta, in più c’è anche la possibilità di fare un aperitivo rinforzato, la visita notturna, un picnic nelle vigne (qui ne trovate tantissimi altri!) o provare l‘esperienza sensoriale. Di sicuro, non perdetevi il Brut Cuvée n°4 Millesimato, il loro celebre Franciacorta d’annata.
BERSI SERLINI. Via Cereto 7, Provaglio d’Iseo. 0309823338.

Ci spostiamo per questo tour delle cantine con degustazione in Oltrepò Pavese, un’ampia area nella provincia di Pavia a sud del fiume Po, a volte bistrattata ma che può vantare ben 12 vitigni autoctoni, e rappresentare così un’ottima meta per una gita fuoriporta. Qui, troverete Giorgi Vini, una cantina a conduzione familiare che ha saputo valorizzare i vecchi vigneti di famiglia e, selezionando e acquisendo nuovi appezzamenti di terreno, crescere negli anni. Oltre alla visite in cantina troverete una piccola enoteca dove potervi intrattenere per un aperitivo o un pranzo, con ampia scelta tra le etichette di vino da degustare. Un consiglio? Non perdervi il loro spumante extra dry non filtrato Crudoo, oppure Cilele, tipico Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese. Non è escluso che vi vengano proposti alcuni fuori menu provenienti dalla piccola cucina: non aspettatevi una carta gourmet, ma piatti semplici e secondo stagionalità che sapranno accompagnarvi al meglio durante la vostra degustazione.
GIORGI WINES. Frazione Campo Noce, 39/A, Canneto Pavese (PV). 0385262151.

Nel 1850 il Conte Augusto Giorgi di Vistarino piantò per primo il Pinot Nero in Oltrepò, importando le barbatelle direttamente dalla Francia e dando così origine alla grande tradizione spumantistica dell’Oltrepò Pavese. Dal primo anno di attività fino all’attuale generazione rappresentata da Ottavia Giorgi di Vistarino, la visione è rimasta la stessa: interpretare al meglio il vitigno, perseguendo la qualità nel rispetto del territorio. In questa storica cantina, accanto alle celebri etichette di Metodo Classico e Metodo Charmat, potrete trovare anche ottimi vini rossi (siamo sicuri che “Pernice” e “Bertone” non vi deluderanno), ma anche bianchi, rosè, e persino un Moscato IGT. Le visite in cantina previste sono molteplici (ve ne avevamo già parlato nel nostro articolo qui), e spaziano dall’Aperi-bike a varie esperienze tra i vigneti, con un costo base di 20€, sino ad arrivare a 65€ per la degustazione in compagnia dell’enologo della tenuta.
TENUTA CONTE VISTARINO. Fraz. Villa Fornace 8, Rocca De’ Giorgi, Pavia. 0385241171.

Nata nel 1915, la Tenuta Percivalle è una piccola cantina a conduzione familiare. Oggi è guidata da Paolo, terza generazione, che ha deciso di coltivare le vigne secondo il metodo biologico, lasciando i vini ‘liberi’, come ama definirli Percivalle stesso. Il terroir è particolarmente adatto per spumanti e vini rossi importanti, quindi troverete tra le (poche) etichette soprattutto il Pinot Nero. Le degustazioni sono tenute sempre da Percivalle in persona e sono molto informali, ma sentirete la passione e l’impegno in ogni parola. Potete prenotarle direttamente dal form sul sito o contattarlo personalmente.
TENUTA PERCIVALLE. Torchi 15, Borgo Priolo (PV). 0383871293.

L’azienda vinicola della famiglia Adorno, di cui il Marchese Marcello è l’ultimo discendente, ha origini antichissime. Documentata a Genova sin dal XIII secolo, fu proprio con l’ingresso in azienda del marchese che iniziò una profonda opera di ristrutturazione della cantina e dei processi di vinificazione. La cantina Marchese Adorno si trova nella Valle Staffora, ad appena un’ora da Milano e nel fulcro dell’Oltrepò Pavese. Qui, troverete la cantina biologica, circondata da ben 60 ettari vitati principalmente a base Pinot Nero, con l’imponente barricaia, la cui visita meriterebbe da sola il viaggio. Le tipologie di visita in cantina proposte sono due, “Classica” (al costo di 20€) o “Vintage” (al costo di 30€) con diverse tipologie di vini in degustazione, ma il consiglio è di tener d’occhio il loro sito e, in particolare, la sezione dedicata agli eventi. Soprattutto d’estate, vengono organizzati aperitivi e passeggiate in vigna, ma anche pranzi e grigliate nello splendido cortile della tenuta. Insomma, una delle nostre cantine con degustazione preferita!
MARCHESE ADORNO. Via Garlassolo 30, Retorbido (PV). 0383374404.


Proseguiamo questo viaggio tra le cantine con degustazione in Piemonte, e più precisamente nelle Langhe. La famiglia Sordo tiene le redini di questa bellissima cantina a Castiglione Falletto ormai da quattro generazioni. La cantina storica, tutt’ora ammirabile durante la visita guidata, risale al 1912 e oggi vanta di 53 ettari e 8 Cru di Barolo, tra cui il celebre Monprivato. Il suo ammodernamento invece, è avvenuto nel 2014 quando Giorgio Sordo, terza generazione della famiglia, ha fatto costruire la nuova cantina e uno spazio degustazione e shop con ampie vetrate panoramiche davvero splendide. Oggi in cantina vi accoglie Paola Sordo, figlia di Giorgio, che è l’esempio concreto di come Sordo sia tutt’ora un’azienda a conduzione familiare, con un’anima e identità che pur rimanendo salda nelle sue radici, guarda al futuro. La visita guidata con degustazione è un must che vi permette di assaggiare non solo le eccellenze dei Barolo di loro produzione (i nostri Cru preferiti sono Ravera e Perno), ma anche chicche come il Verduno Pelaverga o l’interpretazione del vitigno Viognier con il Vionié.
SORDO. Via Alba Barolo 175, Castiglione Falletto. 0173 62853.


Questa piccola cantina si trova a Novello, paese natale del suo fondatore Elvio il quale, dopo una vita nella ristorazione, fonda la sua cantina a 60 anni. Nel 1991 arriva la prima vendemmia di nebbiolo, che quattro anni più tardi diventa il primo Barolo a portare in etichetta una menzione geografica: Barolo Ravera. A oggi rimane un gioiello a conduzione familiare nelle mani della figlia Nadia e del marito Valter Fissore, bravissimi nel condividere la loro passione e la visione, che li porta a produrre vini territoriali dai tratti unici. Al momento in produzione ci sono 4 etichette di Barolo Ravera, di cui Vigna Elena è il più premiato e distintivo. Vi consigliamo di prenotare in anticipo la visita e degustazione e di assaggiare anche il loro bianco molto speciale “Anas-Cëtta”, prodotto con la Nascetta, vitigno autoctono di Novello che era quasi estinto.
ELVIO COGNO. Località Ravera 2, Novello. 0173744006.


Renato Ratti non solo ha fondato la sua omonima cantina senza avere alcuna tradizione vitivinicola familiare alle spalle, ma è stato anche il personaggio che più ha determinato la definizione del Barolo moderno. Enormemente influenzato dai vini francesi della Borgogna, si innamora della definizione geografica dei Cru, e negli anni 70 realizza la prima carta delle sottozone storiche di Barolo e Barbaresco. Queste vennero poi introdotte nei loro disciplinari di produzione nel 2010, che si traducono nella definizione dei rispettivi Cru. Oggi Pietro Ratti, il figlio di Renato, porta avanti la storia della cantina, producendo vini eccellenti che conservano la tradizione, pur rispecchiando le peculiarità del territorio da cui provengono. I 60 ettari di vigneti sono infatti estesi in zone lontane (e molto diverse) tra loro da La Morra, Mango, Costigliole d’Asti e Dogliani. La nuova cantina, un edificio stupendo in armonia con la natura circostante, è stata ultimata nel 2005. La zona adibita alle degustazioni offre una vista mozzafiato: non perdetevi il Dolcetto Colombè e il Barolo Marcenasco.
RATTI. Frazione Annunziata 7, La Morra. 017350185.


Marchesi di Barolo si trova a pochi passi dal centro del villaggio di Barolo, ed è una delle cantine più longeve della zona. La sua nascita risale all’800, quando i Marchesi Falletti producevano vini con i vitigni autoctoni. Dal 1929 inizia una nuova era a conduzione familiare, che oggi è arrivata alla sesta generazione, ma che conserva fedelmente le antiche cantine e le cinque botti della Marchesa Falletti Colbert, colei che ebbe l’intuizione e diede vita al vino Barolo che conosciamo. Non fatevi ingannare dal nome, però: il Barolo è solo uno dei tanti vini in produzione, che spaziano dal Barbaresco, Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis e Moscato. Dopo la visita guidata, fermatevi per una degustazione: ci sono tante opzioni che variano in quantità e tipologia, per tutti i gusti e tutte le tasche (25-45€). Potete anche mangiare nel ristorante in loco il menu degustazione che abbina piatti locali ai diversi vini della cantina. Consigliatissimo!
MARCHESI DI BAROLO. Via Roma 1, Barolo. 0173564419.


Già osservando la forma esteriore della cantina, ovvero due enormi cassette di vino sovrapposte e fuori asse, vi accorgerete di quanto l”Astemia Pentita (no, le virgolette non sono un errore di battitura) sia qualcosa di mai visto prima: un mix tra vino, arte e cultura. Una volta all’interno, lo spirito anticonformista emerge anche durante la visita. Un susseguirsi di colori, opere d’arte e macchinari super tecnologici fanno da cornice a vini che anche nella forma di alcune bottiglie sembrano complementi di arredo. La cantina, fondata da un’imprenditrice piemontese, possiede 17 ettari di vigne tra Barolo e Monforte. Dalla prima annata vinificata nel 2010, ora producono una quindicina di etichette. Le tipologie di visita e degustazione sono molteplici (variano dai 30€ fino ai 100€ delle visite private), ma non solo: tenete d’occhio il palinsesto degli eventi che si susseguono durante l’anno. Di sicuro, tra le cantine con degustazione questa è la più ‘instagrammabile‘.
L”ASTEMIA PENTITA. Via Crosia 40, Barolo. 0173560501.


Fontanafredda nasce nel 1858 dalla storia d’amore tra il primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana, alla quale donò la tenuta originale. Nel corso del tempo, Fontanafredda si espanse e venne tramandata di generazione in generazione, finché non fu venduta all’asta per fallimento, dopo la Grande Depressione del 1929. Dal 2008 torna in mani piemontesi e, dieci anni dopo, nel 2018, i 120 ettari della proprietà vengono addirittura certificati Biologico e si estendono ai comuni di Serralunga d’Alba, Barolo, Diano d’Alba, Dogliani, Farigliano, Alba e Rodello. Per la nostra visita in cantina, eravamo un gruppo parecchio numeroso e abbiamo degustato alcuni vini proprio tra le botti dove affina il vino, il che ha reso l’esperienza memorabile. Oltre ai tradizionali Barolo e Barbaresco, provate il loro eccellente spumante Alta Langa. Le diverse esperienze di visita e degustazione vanno dai 30€ ai 100€, a seconda dei vini che si vogliono provare.
FONTANAFREDDA. Via Alba 15, Serralunga d’Alba. 0173626111.

Chiudiamo questa rassegna di cantine con degustazione con Ceretto, che vanta innumerevoli meriti e riconoscimenti, tra cui due cantine d’autore, un ristorante 3 stelle Michelin (è della stessa proprietà, infatti, il celebre Piazza Duomo ad Alba) e suggestive opere d’arte e di architettura moderna. Visitando la tenuta Monsordo Bernardina, potrete immergervi nel cuore dell’azienda e visitare la barricaia, tra volte in mattoni e cancellate in ferro. Ma non solo: una volta terminato il tour degli spazi dove riposa e invecchia il vino, infatti, troverete una sorpresa ad altissimo tasso di design. Si chiama Acino, una struttura simile a una bolla d’aria (o, ca va sans dire, a un acino d’uva) poggiata su una piattaforma in legno sospesa sui vigneti. L’opera è stata studiata e progettata da Luca e Marina Deabate, ed è stata allestita come spazio dedicato alle degustazioni. Ricordatevi di prenotare con ampio anticipo la visita in cantina, che qui è di due tipologie: si va dall’esperienza “base”, che comprende la visita guidata della cantina con degustazione di quattro vini, tra cui il Barolo DOCG (costo 40 € a persona), all’esperienza “Rarità“, in grado di offrirvi la rara opportunità di degustare le due etichette più esclusive di Barolo (costo 190€ a persona).
CERETTO. Località S. Cassiano, 34, Alba (CN). 0173 282582.
Voi avete mai visitato una di queste cantine con degustazione? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!
Questa compilation delle cantine con degustazione vi è piaciuta? Qui trovate tantissime altre idee a Milano e non per passare una giornata alternativa!
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Iniziamo questa rassegna con un appuntamento tutto milanese. Anche quest’anno, dal 15 al 18 settembre, il Cacio e Pepe Festival popolerà piazza città di Lombardia: qui potrete gustare uno dei piatti culto della tradizione romana, amato anche dai milanesi, in sfiziose varianti. L’ingresso è gratuito e non è necessario prenotare. Per rimanere aggiornati vi consigliamo di seguire l’evento sulla pagina Facebook.
CACIO E PEPE FESTIVAL. Piazza Città di Lombardia, Milano. Ingresso libero e gratuito. Orari: 15 settembre (18-24), 16 e 17 settembre (12-01), 18 Settembre (12-24).
Una notizia che farà particolarmente felici gli amanti del tartufo (che, peraltro, non possono perdersi il nostro articolo su dove comprare il tartufo a Milano). Anche quest’anno, infatti, sarà possibile partecipare alla fiera internazionale del tartufo, che si svolgerà dall’8 ottobre al 4 dicembre 2022 ad Alba. Tra laboratori, showcooking e analisi sensoriali del tartufo sarà possibile conoscere il re dell’autunno in molteplici sfaccettature. Le attività sono quasi tutte su prenotazione e le trovate sul sito.
Dal 7 al 9 ottobre 2022, nel centro storico di Cremona, avrà luogo la nuova edizione della Festa del Salame, dove saranno presenti produttori da tutta Italia. Sarà un’occasione unica per un percorso gastronomico dedicato a una delle eccellenze della regione, con numerose degustazioni. Per tutti i dettagli sull’iniziativa vi consigliamo di rimanere aggiornati tramite la pagina Facebook dell’evento e sul sito ufficiale.
Tra le protagoniste indiscusse dell’autunno, nella nostra lista non poteva mancare la zucca, e più precisamente la Zucca Bertagnina. Dall’8 al 15 ottobre 2022, a Dorno, in provincia di Pavia, si terrà la nuova edizione della sagra dedicata a questo prodotto dal sapore unico. Vi rimandiamo al sito ufficiale dell’evento, che sarà aggiornato a breve con il programma della prossima edizione, per scoprire le tante iniziative che avranno luogo durante queste giornate, tra cui rassegne enogastronomiche e mercatini.
Non poteva mancare tra gli appuntamenti delle sagre in Lombardia di quest’autunno anche uno a tema formaggio. Per chi ama il Bitto, Morbegno è decisamente il posto giusto. In questa cittadina, che in autunno ospita alcune tra le più interessanti iniziative enogastronomiche, il 15 e il 16 ottobre si terrà la 115esima edizione della mostra del Bitto. Questa mostra viene organizzata ogni anno con l’intento di rievocare le storiche lavorazioni valtellinesi e le ricette tradizionali. Sarà l’occasione per degustare il formaggio in location suggestive e scoprirne le varianti tramite i mercati organizzati in zona. Non dimenticatevi di prenotarvi qui!
Dal 30 Settembre al 2 ottobre, a Vedano al Lambro, sarà organizzata la nuova edizione di Valtellina in Festa, dove le grandi protagoniste saranno le specialità enogastronomiche tipiche della zona, accompagnate da musica del vivo per 3 giorni di festa. Il programma ci sembra molto interessante, soprattutto per gli amanti della cucina valtellinese in tutte le sue sfaccettature, tra salumi e pizzoccheri, polenta taragna, formaggi e dolci!
Potevamo forse non pensare anche agli amanti del dolce? Assolutamente no! Se vi riconoscete in questa categoria, un appuntamento imperdibile è Cioccolatò nel capoluogo piemontese, e più precisamente in piazza San Carlo. Quest’evento, organizzato dal 28 ottobre al 6 novembre, mette al centro la storia, la cultura e la tradizione del cioccolato nelle sue molteplici varianti, per un appuntamento da leccarsi i baffi. Per il programma dettagliato vi rimandiamo al sito ufficiale dell’iniziativa, dove saranno presto disponibili maggiori dettagli.
Continuando sulla scia degli appuntamenti a tema dolci, dal 12 al 20 Novembre 2022, a Cremona, si terrà la Festa del Torrone con assaggi di prodotto, musica dal vivo e tanto altro. Tra le iniziative più interessanti citiamo L’aperiTorrone, dove bartender professionisti propongono originali aperitivi e assaggi di scaglie di torrone. Per tutti i dettagli potete trovare maggiori informazioni sulla pagina social e sul sito ufficiale dell’iniziativa.
Torniamo a Morbegno, in Valtellina, per tre weekend (24-25 settembre, 1-2 e 8-9 ottobre) all’insegna del “Degusta Morbegno”. Tra le tante attività organizzate, ci ispira moltissimo l’iniziativa 4 calici in 4 cantine, che al prezzo di 30€ a persona prevede degustazioni di vini e assaggi di salumi e formaggi di Valtellina. I posti sono limitati e su prenotazione, per cui conviene affrettarsi qui.
Chiamata “capitale gastronomica della Valtellina” per una validissima ragione, Teglio per quest’autunno sarà sede di tante iniziative. Prima tra tutte vi citiamo il Pizzocchero D’or, che avrà luogo tutti i weekend di settembre. Tra le più interessanti segnaliamo anche il weekend dei funghi, che prenderà vita i primi tre weekend di ottobre. Questa rassegna enogastronomica viene proposta nei vari ristoranti e agriturismi del paese aderenti all’iniziativa, vi consigliamo dunque la prenotazione. Per tutte le informazioni vi rimandiamo al sito.
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Vi avevamo già scritto i nostri consigli sulle Cinque Terre in questo articolo, a cui rimandiamo per suggerimenti più dettagliati!
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Situato nel centro di San’Angelo Lodigiano, a circa 50 minuti di macchina da Milano, il castello Bolognini è una splendida costruzione risalente al XIII secolo che potete facilmente raggiungere in macchina. Al suo interno troverete 3 interessanti musei: il museo Bolognini, il museo del Pane e il museo di Storia dell’Agricoltura. La visita al museo Morando Bolognini, in particolare, consente di visitare 24 saloni dall’atmosfera suggestiva che sicuramente valgono la visita. Vi consigliamo di tenere monitorato il sito della struttura in quanto le visite individuali sono consentite solo in alcune domeniche dell’anno da marzo a ottobre. Non lasciatevele sfuggire!
CASTELLO BOLOGNINI. Piazza Bolognini 2, Sant’Angelo Lodigiano (LO). 0371-211140/41. Ingresso: a partire da 5€.


Soprannominato “La Versailles della Lombardia”, il castello di Chignolo Po si trova in provincia di Pavia, nell’omonimo comune. La struttura è aperta esclusivamente per visite guidate il sabato, la domenica e nei giorni festivi, e le visite hanno la durata di 60 minuti (non è necessaria la prenotazione!). Il tour consente di visitare anche il parco con i suoi terrazzi, davvero meravigliosi. Inoltre, per i più sportivi, segnaliamo che all’esterno del castello si estende una graziosa area verde, adatta anche a essere attraversata in bicicletta. Per completare la visita in queste zone, suggeriamo di abbinare un aperitivo in vigna ai Poderi di San Pietro, a circa 10 minuti in macchina dalla struttura, per un aperitivo tra le vigne degno di nota (per altri consigli sul tema potete sbirciare qui).
CASTELLO CHIGNOLO PO. Via Stazione, Chignolo Po (PV). Aperto sabato, domenica e festivi (10-13 e 14-18). Ingresso: intero 13 €.

In un’ora circa di macchina da Milano potete scoprire l’imponente castello di Pandino, situato nell’omonimo comune in provincia di Cremona. La sua particolare caratteristica è quella che riguarda gli spazi interni, buona parte dei quali risulta ancora decorata con pitture affascinanti e ben conservate che vi consigliamo di non perdere. Potete visitarlo con la guida il sabato e domenica su prenotazione (con almeno 24 ore di anticipo). Per concludere la visita con un drink, a pochi passe ha casa il Caffè della Corte Pandino, ideale per un aperitivo.
CASTELLO VISCONTEO DI PANDINO. Via Castello 15, Pandino (CR). Visite guidate sabato (11:30-16) e domenica e festivi (11:30-14:30). Ingresso: 5€. Contatti per prenotazione: 3387291650, [email protected].

Tra i nostri posti del cuore per una vista mozzafiato, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo, il castello di Vezio è una meta imperdibile per godersi una vista incredibile sul lago di Como. Tra le particolarità di questa location vanno sicuramente menzionate le sculture dei fantasmi realizzate con garze e gesso, che rendono il castello unico nel suo genere ed estremamente suggestivo. Vi suggeriamo di rimanere aggiornati sul loro sito per tutti i dettagli, in quanto il castello è visitabile solo da marzo a ottobre. Per concludere la gita, è d’obbligo un giretto a Varenna, posto incantevole per un drink vista lago (sicuramente affollato, soprattutto sabato e domenica!).
CASTELLO DI VEZIO. Via Del Castellano, Perledo (LC). 333 4485975. Aperto tutti i giorni dal primo sabato di marzo al primo novembre (lun-ven 10-19, sab-dom fino alle 20). Chiuso in caso di maltempo. Ingresso: intero 5€.

Con casa a Somma Lombarda, il Castello Visconti di San Vito è facilmente raggiungibile in macchina in circa 40 minuti da Milano. Preparatevi a una splendida corte porticata, dove vengono organizzati eventi ed occasioni speciali, come matrimoni e convegni. La visita, consentita la domenica solo su prenotazione, permette di accedere alle sale che esprimono una bellezza d’altri tempi. Menzione particolare va a alla Sala d’Aragona e alla sala Visconti, che ci hanno conquistati fin dal primo sguardo. All’esterno è inoltre presente un grazioso giardino. All’interno del castello non troverete un’area ristorante dedicata, tuttavia nelle vicinanze, a 3 minuti a piedi, segnaliamo l’Enoteca Chirico, con una buona scelta di vini e liquori, dove è possibile fare un aperitivo o una degustazione, accompagnata da taglieri di salumi o formaggi e focaccia.
CASTELLO VISCONTI DI SAN VITO. Piazza Scipione Publio Cornelio 2, Somma Lombardo (VA). Aperto da aprile ad ottobre (domenica 10-18). Ingresso: 8€.

Situata su uno sperone di roccia che domina il Lago Maggiore, la Rocca di Angera rientra tra le nostre destinazioni preferite grazie alla meraviglia delle sue sale affrescate. La Rocca ospita al proprio interno il museo delle bambole, che merita a sua volta una visita. Con il biglietto di ingresso è inclusa la visita libera del Castello, che comprende le Sale Storiche, il Museo della Bambola e del Giocattolo e il Giardino medievale. Segnaliamo inoltre che all’interno della Rocca trovate una caffetteria per una colazione o un aperitivo, e che in zona c’è davvero molto da vedere. Per una giornata di relax sul lago Maggiore, vi rimandiamo a questo e a questo articolo con tanti altri consigli dedicati.
ROCCA DI ANGERA. Via Rocca Castello 2, Angera (VA). Aperta tutti i giorni (per gli orari consultate il sito). Ingresso: intero 13€.

Non molto distante da Bergamo e a meno di un’ora da Milano, il Castello di Malpaga vale davvero una visita. Per chi cerca un’atmosfera ancora più particolare, suggeriamo di prenotare la visita notturna, organizzata solo in alcune serate estive: durante quest’occasione, con la guida di un astronomo, sarete condotti in un itinerario alla scoperta di astrologia e leggende, tra le stanze del maniero e il cielo stellato.
CASTELLO DI MALPAGA. Via Guglielmo Marconi 20, Cavernago (BG). Aperto domenica (10-18). Biglietti disponibili su Eventbrite (6-16€).

A pochi passi dal Castello di Malpaga, in circa 5 minuti di macchina o anche a piedi, potrete trovare un’altro castello, quello di Cavernago. Costruito a cavallo tra 500 e 600, è stato ristrutturato dalla famiglia Gonzaga di Vescovato, che ne è proprietaria. Circondato da un bellissimo spazio verde che merita di essere ammirato per chi ama trascorrere una giornata in mezzo alla natura, il castello è una location davvero particolare, e aperto in pochissime domeniche durante l’anno su prenotazione (vi consigliamo di rimanere aggiornati sul sito del Comune). Il castello, al suo interno, racchiude un elegante porticato, che lo rende una posto ideale per organizzare eventi e cerimonie.
CASTELLO DI CAVERNAGO. Via Castello di Cavernago 1, Cavernago (BG). Per prenotare una visita al castello potrete scrivere a [email protected] per info su disponibilità e prezzi.


Tra le nostre destinazione preferite e tra le più adatte agli sportivi c’è Trezzo sull’Adda, raggiungibile anche in bici da Milano, in circa 2 ore e 30 partendo dal Naviglio Martesana. Del castello rimangono la torre Viscontea più alta della Lombardia, i sotterranei e le prigioni, ma ad attendervi troverete anche un bellissimo spazio verde al suo esterno. Pensiamo che ne valga la visita soprattutto perché in alcune giornate ospita alcune importanti mostre, come quella di Caravaggio nel mese di giugno 2022 (di cui potete trovare più info qui). Per chi vuole accompagnare alla visita del castello un aperitivo, consigliamo di fare un salto al ristorante enoteca La cantina, rinomato ristorante di Best Western Villa Appiani, e location incantevole a pochi passi dal castello.
CASTELLO VISCONTEO DI TREZZO SULL’ADDA. Via Valverde 33, Trezzo sull’Adda (MI). Il parco del castello aperto tutti i giorni (orario estivo 8-20:45, orario invernale 8-17:45) tranne il lunedì. Ingresso visite guidate su prenotazione (15-17): 6€. Ingresso Torre del Castello: 3€.

Situato nella bassa bresciana, il Castello di Padernello è una incantevole castello in Lombardia molto adatto a una gita fuori porta non troppo distante da Milano. Il suo ponte levatoio è ancora funzionante ed è sede di una misteriosa leggenda. Questa ha come protagonista la Dama Bianca che ogni dieci anni, il 20 luglio, notte della sua morte, ritorna vestita di bianco e con in mano un libro dorato aperto contenente il suo segreto. Il castello è la sede di mostre ed eventi durante tutto l’anno, ed è possibile visitarlo tramite visite guidate, su prenotazione.
CASTELLO DI PADERNELLO. Via Cavour 1, Padernello (BS). Aperto tutti i giorni (mar-ven 10-15, sab 10:30-16:30, domenica fino alle 17:30) tranne il lunedì. Ingresso: dai 6€ ai 7.50€.
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Di ville meravigliose sul lago di Como ce ne sono a bizzeffe, ma Villa Monastero è di certo una delle più belle. Nata come monastero femminile cistercense alla fine del XII secolo, è diventata nel tempo una residenza nobiliare e oggi è una Casa Museo che ospita uno splendido Giardino Botanico e un prestigioso Centro Congressi (dove si tengono i corsi estivi della Scuola Italiana di Fisica!). Al di là delle 14 sale interne, ricche di arredi originali e opere d’arte, vero punto forte della Villa è il giardino botanico con i suoi punti panoramici sul lago davvero imperdibili. Qui trovate gli orari per ogni mese di apertura e potete anche comprare i biglietti direttamente online, una buona idea vista l’affluenza estiva. La Villa si raggiunge facilmente da Varenna quindi finita la visita, non possiamo che consigliarvi di fare un giro in questo adorabile paesino, magari percorrendo la Passeggiata degli Innamorati dall’imbarcadero fino al centro. Se invece avete voglia di riprendere la macchina, a soli 10 minuti potete visitare il Castello di Vezio.


Dall’altro lato del lago si trova un’altra villa che merita assolutamente una visita, la splendida Villa del Balbianello. Collocata in una posizione a dir poco scenografica su una piccola penisola, fu costruita a fine ‘700 per volere del Cardinal Durini. Passa da un proprietario all’altro, fino a Guido Monzini, collezionista e accanito viaggiatore (fu il primo italiano a salire in cima all’Everest), che alla sua morte la lascia al FAI. Quest’ultimo organizza delle visite guidate super interessanti agli interni della villa mentre potete scoprire il parco anche da soli, cercando gli scorci più belli sul lago. Se qualche angolo vi sembra familiare, è perché qui sono state girate alcune scene sia di Star Wars che di Casinò Royale. A differenza di Villa Monastero, è più isolata: se volete evitare la macchina, potete raggiungerla con una passeggiata di circa mezz’ora da Lenno oppure con un passaggio taxi in barca dal Lido di Lenno.

I Corni di Canzo sono tre vette rocciose che si trovano tra un ramo e l’altro del lago. Si tratta di un’escursione perfetta se cercate una passeggiata un po’ impegnativa (ma non troppo), un buon rifugio dove rifocillarvi e ovviamente un panorama pazzesco. Tra i vari sentieri che portano in cima, noi vi consigliamo quello che parte da Valbrona, precisamente dopo la sbarra di via Ziniga. Dopo poco potrete scegliere se fare la strada asfaltata o quella nel bosco: in ogni caso si tratta di circa 1.30h di camminata massimo, dopo la quale si aprirà davanti a voi una piana con il Rifugio SEV. Per chi è un camminatore esperto, da qui parte il sentiero che, in circa mezz’ora, porta proprio sul corno più alto, quello Occidentale (373m).


Se cercate una passeggiata molto facile ma con una bella vista, potete scegliere quella che porta in cima al Monte Bollettone. Ci sono più sentieri che arrivano, ma il più semplice parte dall’Alpe del Vicerè, dove potete trovare anche un comodo parcheggio (a pagamento) e un bar. Tenete conto che in cima non ci sono rifugi quindi se non vi siete attrezzati col pranzo al sacco questo è il vostro momento. Da qui iniziate la passeggiata vera e propria, prima su uno sterrato e dopo poco una una mulattiera (400m di dislivello), dove godervi la prima parte all’ombra all’interno del bosco. A seconda del vostro passo, dovreste metterci tra i 45 minuti e un’ora al massimo, così da dedicare il resto del tempo ad ammirare il paesaggio e rilassarvi sul prato. Nelle giornate più limpide vedrete tutta la pianura e i laghi di Alserio, Pusiano e Annone da una parte e dall’altra il ramo del lago di Como. Se avete occasione di restare fino al tramonto, il panorama è ancora più suggestivo.
Altre gite fuori porta al lago di Como e Lecco di cui vi abbiamo già raccontato:

Vi abbiamo già parlato di Iseo e della classica escursione a Montisola, l’isola lacustre più grande d’Europa che si erge maestosa in mezzo al lago. Ma sul lago d’Iseo potete fare molto di più, come percorrere l’antica Strada Valeriana, che si snoda per 140 km sul lato orientale del lago da Pilzone d’Iseo a Pisogne, con un dislivello totale di 1000m. Se non siete escursionisti esperti, e soprattutto se volete fare tutto in una giornata, potete percorrerne anche solo un tratto. Per esempio, da Pilzone d’Iseo a Sulzano sono circa 3-4km oppure, percorrendola al contrario, potreste partire da Marone e arrivare a Sulzano percorrendo circa 12km. Vi suggeriamo Sulzano come punto d’arrivo perché potrete dedicare il resto del tempo a rilassarvi nella cornice dello splendido Giardino Marilago. Se invece preferite restare nella natura e siete attrezzati per una camminata più impegnativa, vi consigliamo di arrivare almeno allo snodo che porta alla Riserva Naturale Piramidi di Zone: un luogo magico che ricorda molto la Cappadocia, grazie alle sue piramidi di roccia erose dal ghiaccio.

Nonostante la sua modesta altezza (672m), la Balota del Coren (o Corno dei Crilì) offre una vista spettacolare sul lago d’Iseo e Montisola e sulla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino. La partenza è in via Roma a Iseo, prima del passaggio a livello: seguite le indicazioni per il bosco e dopo poco dovreste trovare le indicazioni per la Balota. Lungo il tragitto incontrerete anche l’antico Santuario della Madonna del Corno, perfetto per una pausa a metà strada. Da qui prendete una scaletta in legno e proseguite fino alla cima dove potrete rilassarvi godendovi il paesaggio: ricordatevi il pranzo al sacco perché non ci sono punti di ristoro!

Per chi cerca un’oasi di natura selvaggia, l’orrido di Castro è la meta perfetta. Potete arrivare qui a piedi dal centro di Castro in una decina di minuti o direttamente in macchina (c’è un parcheggio gratuito). Lungo il tragitto dal parcheggio alla spiaggia ci sono dei balconi vetrati perfetti per fare foto davvero Instagram: la parete a strapiombo sul lago, infatti, è da brividi. La spiaggia qui non è attrezzata ma è anche questo che rende questo luogo così speciale, con un vibe davvero unico. Da qui potete fermarvi nella vicinissima Lovere, che è uno dei borghi più belli d’Italia: qui si trova una delle scuole di canottaggio più antiche d’Italia, che organizza corsi anche di Kayak, ma potete anche solo salire sulla Torre Civica e fermarvi per un aperitivo nella piazza principale prima di rientrare a Milano.


Sapete quanto amiamo la Kasa dei Libri di Milano: per questo siamo stati più che felici di scoprire che Andrea Kerbaker ha deciso di ‘allargarsi’ con il Kapannone dei Libri. Lo spazio si articola su due piani, per più di 400 metri quadrati, in un ex capannone industriale ad Angera, sul Lago Maggiore. Qui non troverete solo libri rari, riviste del 900 di poesia e letteratura, fumetti o locandine cinematografiche originali (più di 12mila) ma anche eventi, mostre temporanee e workshop. Il Kapannone si trova un po’ fuori, ma in mezz’ora potete raggiungere il centro di Angera e concludere la giornata visitando la meravigliosa Rocca. Di epoca medievale, si trova su uno sperone di roccia che, neanche a dirlo, offre una vista incredibile su tutta la sponda meridionale del Lago.

Secondo alcuni questo è il giardino più bello d’Italia, e in effetti è uno dei giardini botanici più spettacolari e importanti del mondo. I Giardini di Villa Taranto si trovano sulla sponda occidentale del Lago Maggiore, precisamente sul promontorio della Castagnola, una posizione che offre degli scorci unici. La creazione di questi giardini si deve al capitano scozzese Neil Boyd McEacharn, appassionato di botanica, che acquistò la villa nel 1931 con l’intento di realizzare il giardino all’inglese dei suoi sogni. Oggi i giardini si estendono per ben 16 ettari: uno spazio immenso dove potete trovare più di 1000 specie non autoctone e più di 20mila varietà e specie di particolare valore. Con l’arrivo della primavera, i giardini diventano un tripudio di colori e profumi secondo noi davvero imperdibile. Da qui volendo potete prendere il traghetto per andare a Stresa (e da qui alle Isole Borromee, di cui vi avevamo parlato qui), fare una passeggiata sul lungolago di Pallanza o andare a rilassarvi in spiaggia: potete sfruttare la spiaggia libera di Suna o affittare sdraio e ombrellone al Suna Beach.
Altre gite in giornata al lago Maggiore di cui vi abbiamo già raccontato:

Riva del Garda si trova esattamente all’estremità settentrionale del lago, stretta tra il Monte Baldo da un lato e il Monte Rocchetta dall’altro e con le Dolomiti del Brenta sullo sfondo. Iniziate facendo un giro nel centro storico, con le sue porte antiche e le viuzze piene di bar e negozi, poi da Piazza III Novembre arrivate lungo il lago alla Rocca, che ospita il Museo dell’Alto Garda. Se siete alla ricerca di punti panoramici, non potete perdervi la vista dal Bastione: potete arrivarci con una passeggiata di circa mezz’ora o utilizzando il veloce ascensore panoramico che vi porterà in cima in soli 3 minuti. Noi vi consigliamo di salirci al tramonto, così da fermarvi direttamente al Bastione Lounge & Restaurant per un aperitivo. Se uno spritz vista lago non vi solletica, un’altra splendida alternativa è il Sentiero del Ponale, che collega Riva del Garda alla Val di Ledro: 20km in totale (ma potete farne anche solo un tratto) che potete percorrere anche in bici. Per chi vuole rilassarsi, c’è la spiaggia dei Sabbioni, attrezzata con lettini e ombrelloni, o la più selvaggia spiaggia dei Pini.


Sulla sponda veneta del lago di Garda, Malcesine è un piccolo borgo famoso soprattutto per il suo imponente castello scaligero affacciato sul lago. Sebbene la sua costruzione risalga all’epoca longobarda, è straordinariamente ben conservato: scovate tutti i punti panoramici e non mancate di visitare anche il Museo delle Galee Veneziane (molto meno noioso di come suona, ve lo promettiamo!). Dal castello, in meno di 10 minuti a piedi, arrivate alla Funivia che vi porterà in cima al Monte Baldo (1800m). Grazie alle sue cabine trasparenti girevoli, la salita è particolarmente unica. Dall’alto si gode di un panorama eccezionale sul lago e volendo potete cimentarvi in sentieri e passeggiate di vari livelli.


Esattamente dall’altro lato del lago, sulla sponda lombarda, si trova invece la splendida Limone del Garda. Punto di partenza non può che essere il centro storico, con le sue casette colorati e i balconi fioriti e il lungolago Marconi: arrivate fino alla Chiesa di San Rocco da cui si gode di un bel panorama sul lago. Questo paese è rinomato per le sue limonaie, alcune delle quali ancora visitabili come la Limonaia del Castél. Ma la vera tappa imperdibile è sicuramente la nuovissima pista ciclabile sospesa sul lago: una volta terminata coprirà tutti i 140km di perimetro del lago! Per ora è possibile percorrere i primi 4km, anche a piedi. Potete poi fermarvi a sorseggiare uno spritz vista lago al Ristorante Gemma, e poi andare a cenare a Il Cortiletto, per qualcosa di easy, o al ristorante Al Vecchio Fontec.

Grazie alla sua particolare conformazione, il lago di Garda è ideale per praticare Kitesurf. La maggior parte delle scuole e dei centri si concentrano nella parte nord, dove il vento è più favorevole. Noi ve ne segnaliamo due: la prima è GardaKiteSurf, a Campione del Garda, che offre corsi di vario livello di Kitesurf ma anche di Wing Foil e lezioni di Yoga vista lago. La seconda è BeeKite, a Castelletto di Brenzone: ha diverse formule interessanti per i corsi di Kitesurf, per coppie o della durata di un weekend, e inoltre propone anche corsi di Sup e Windsurf.
Altre gite in giornata al lago di Garda di cui vi abbiamo già raccontato:


Il Lago d’Orta è molto meno famoso dei laghi citati fin qui, ma è una delle nostre gite fuori porta al lago preferite di questa lista! Dal momento che il centro storico non è raggiungibile in macchina, noi vi consigliamo di lasciare la macchina abbastanza fuori (vicino al famoso Ristorante Villa Crespi) e da qui fare una passeggiata lungo il lago per arrivare in paese (attenzione che la passerella è senza protezioni). Dopo aver fatto un giro, prendete il traghetto che vi porterà sull’Isola di San Giulio: dal momento che ospita il monastero Mater Ecclesiae, un’abbazia benedettina femminile di clausura, viene chiamata anche l’Isola del Silenzio. Noi abbiamo completato il giro andando a pranzo sull’altra sponda del lago, a Pella, sempre con il traghetto. Il Ristorante Imbarcadero ha un bellissimo dehors vista lago (anche per quando fa più freddo) e propone un menu abbastanza classico: a noi sono rimasti impressi soprattutto il polpo alla plancia con chips di polenta e i ravioli di pesce persico.

Sul poco conosciuto lago d’Idro si trova una costruzione a dir poco grandiosa: la Rocca d’Anfo, la fortezza napoleonica più grande d’Italia, che occupa più di 50 ettari sulle pendici del monte Censo. Le prime tracce di una fortificazione in questa posizione risalgono in realtà alla fine del 1300: viene poi ampliata nel 1450 sotto la Repubblica di Venezia e poi ampiamente rimaneggiata sotto Napoleone nel 1800. Oggi è possibile visitarla solo tramite visita guidata (prenotabile comodamente dal sito) scegliendo tra due percorsi. Il percorso “Dalla Serenissima al Regno d’Italia”, che dura 2h ed è adatto a tutti, e il percorso “Napoleonico” della durata invece di 3.3h, più simile a una camminata in montagna (portatevi un k-way e una torcia!).
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