Itinerario – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 15 Apr 2025 07:43:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Itinerario – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Viaggio in Sri Lanka: itinerario di due settimane tra cultura, natura e mare /sri-lanka-viaggio-due-settimane-cultura-natura-mare/ /sri-lanka-viaggio-due-settimane-cultura-natura-mare/#comments Thu, 10 Apr 2025 16:26:05 +0000 /?p=85442 State pensando a un viaggio in Sri Lanka? Qui trovate il nostro itinerario con tutte le tappe imperdibili e ristoranti da provare!

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Dopo la Corea del Sud, abbiamo deciso di tornare in Asia a visitare un Paese ancora relativamente poco conosciuto, ma da cui siamo rimasti profondamente affascinati: lo Sri Lanka. Abbiamo organizzato un itinerario ad anello di due settimane, ad agosto, attraverso siti archeologici, templi, spiagge, piantagioni di té e montagne – aggiungendo alla fine una terza settimana solo di mare alle Maldive. Se anche voi state programmando un viaggio del genere, ecco cosa vedere e dove mangiare in un itinerario di due settimane!

Due settimane in Sri Lanka: cosa visitare

Safari e spiagge nel Sud

  • GALLE. Iniziamo il nostro itinerario da questa antica città portuale, oggi patrimonio Unesco. L’attrazione principale è il forte, costruito dai portoghesi alla fine del 1500 e ampliato poi dagli olandesi nel secolo successivo. Visitabile gratuitamente, vi consigliamo di farlo al tramonto: la passeggiata sui bastioni affacciati sul mare è molto suggestiva. Molto carino anche il centro storico di questa cittadella fortificata, con edifici coloniali, chiese, moschee e tanti negozietti interessanti (soprattutto di gemme).
  • DINTORNI DI GALLE (UNAWATUNA, MIRISSA, AHANGAMA). Anche se indubbiamente Galle è il punto di interesse più significativo, ci siamo fermati qualche giorno anche per goderci il mare e fare qualche giro nei dintorni. Unawatuna è una graziosa cittadina che si presta soprattutto a qualche nuotata con snorkeling e a godersi degli eccellenti massaggi ayurvedici alla Sanctuary SPA. Ahangama (insieme a Midigama) è probabilmente la zona migliore per praticare surf in tutto il paese: troverete moltissime scuole per chi vuole provare questa disciplina e in generale attività e locali a tema. Come potete immaginare, se le onde sono perfette per surfare, lo sono meno per fare dei tranquilli bagni, ma le spiagge sono ugualmente molto belle. Provate a fare una passeggiata al tramonto a Kabalana Beach e ne avrete la prova.

Mirissa è un altro paradiso per i surfisti, e per chi vuole divertirsi un po’ la sera. Noi ci siamo goduti soprattutto le sue spiagge infinite costeggiate da palme. Potete salire sulla cima di Parrot Rock quando c’é la bassa marea per ammirare la spiaggia, o spingervi fino a Coconut Hill, un promontorio molto poetico di terra rossa a strapiombo sull’oceano. Se cercate un po’ di tranquillità, fermate un tuk tuk (un taxi a tre ruote, simile a un risciò motorizzato) e fatevi portare a Secret Beach: è una minuscola mezzaluna di sabbia lontana dalla folla con un bar per sorseggiare un cocktail in assoluta pace. Un’ultima tappa interessante è la Japanese Pagoda a Rumassala: potete venire durante il giorno per unirvi alle meditazioni o al tramonto per una vista eccezionale.

  • UDA WALAWE NATIONAL PARK. Forse non l’avreste mai detto, ma in Sri Lanka è possibile fare un safari! Ci sono diversi parchi nel Paese, noi per comodità abbiamo scelto l’Uda Walawe National Park, il migliore per osservare gli elefanti, affidandoci a un tour locale (ce ne sono, prevedibilmente, moltissimi). I momenti migliori per vedere gli animali sono al mattino presto o al tramonto. Il costo dipende oltre che dalla durata (potete fare anche una giornata intera o più giorni), dalla grandezza della macchina e da quanti compagni di viaggio scegliete di avere.
  • BUDURUWAGALA. Questo sito archeologico nel mezzo del nulla è ciò che resta di un tempio buddista del X secolo d.C. Noi ci siamo fermati per spezzare il viaggio dal sud al centro.
  • DIYALUMA FALLS. Non capita tutti i giorni di poter fare il bagno in una piscina a sfioro naturale a strapiombo su una valle: per questo vi consigliamo di non perdervi un’escursione alle Diyaluma Falls. Arrivati qui, vi suggeriamo di prendere un tuk tuk che vi porti il più vicino possibile alla cima, a circa 20 minuti di cammino. Il sentiero non è indicato, ma non ci sono troppe deviazioni, quindi dovreste arrivare alla meta senza problemi. Una volta arrivati, troverete diverse pozze d’acqua dove fare il bagno – sia verso la valle che più nascoste. Vi segnaliamo che non ci sono barriere di sicurezza di alcun tipo, quindi massima attenzione. Mancano anche strutture di qualunque tipo, dunque attrezzatevi di conseguenza con acqua e cibo.

Natura e templi nella Hill Country centrale

  • ELLA. In questa ridente e verdissima cittadina si viene soprattutto per passeggiare. La prima escursione che vi consigliamo è la più facile, ed è quella che porta al Little Adams Peak. Meno di mezz’ora di ripidi gradini di pietra vi separano dalla cima, ma ne varrà la pena – specialmente al tramonto. La seconda è più impegnativa, ma anche più spettacolare, e porta a Ella Rock. Se non volete rischiare, chiedete al vostro albergo di procurarvi una guida. Altrimenti, potete tentare in solitaria come noi: passeggiate lungo i binari del treno finché non vedete un piccolo tempietto buddista blu sotto un albero. Deviate a sinistra e scendete nei campi: da qui, salite tenendo la destra. Arrivati a una giunzione con quattro strade, diventa più facile: dopo aver imboccato quella a sinistra, inizierete a incontrare qualche cartello e in generale il sentiero si farà più definito.

Qualche chiosco di acqua e bibite lungo la strada si trova, ma a prezzi irragionevoli quindi vi consigliamo, se potete, di partire attrezzati. In un paio d’ore arriverete in cima e ne sarà valsa la pena: la vista è splendida. Mi raccomando, non fermatevi al primo punto panoramico: ce n’è un secondo più avanti che è ancora più bello! L’unica attrazione di Ella a parte i suoi sentieri, è il Nine Arch Bridge, un ponte viadotto costruito negli anni 20 durante l’epoca coloniale inglese. Molto spettacolare, molto turistico: se volete beccare il momento in cui passa il treno, non fidatevi degli orari che trovate online, ma chiedete a qualcuno del posto (e non vi aspettate sia puntuale).

Nine Arch Bridge | © Alice Caprotti
  • NUWARA ELIYA. Ci avevano detto che era soprannominata “la piccola Inghilterra” e non appena abbiamo visto il cielo plumbeo e sentito l’aria frizzantina abbiamo capito perché. Qui il meteo è molto diverso dal resto dello Sri Lanka, quindi ricordatevi di mettere in valigia qualcosa di più pesante. Il soprannome è dovuto anche alle immense piantagioni di té che coprono tutti le colline circostanti. Per visitarle abbiamo trovato un driver che ci ha accompagnato, raccontandoci tante curiosità sulla coltivazione di questa pianta.

Per esempio, che vivono per ben 90 anni, e che molte sono ancora quelle importate dagli inglesi! Per scoprire di più sul processo produttivo, abbiamo fatto una visita guidata alla Damro Factory, che vi permetterà anche di fare una degustazione. La città non ha un vero e proprio centro, ma vi consigliamo di fare un giro nella zona vecchia e ammirare il Post Office, il Victoria Park e qualche edificio coloniale. Per noi è stata una bella occasione per spezzare il viaggio in treno, ma potrebbe essere sacrificabile in mancanza di tempo. 

  • KANDY. Qui si trova quella che è considerata la reliquia buddhista più preziosa dello Sri Lanka: un dente del Buddha. Non è visibile, ma potete ammirare lo scrigno che la conserva all’interno del celebre Tempio del Sacro Dente: visitatelo durante le cerimonie del mattino o della sera, quando l’atmosfera è più viva. L’altro punto di interesse in città sono gli sterminati Botanical Gardens. Purtroppo non siamo riusciti a trovare una guida, che sarebbe stata decisamente utile, ma anche solo passeggiare tra piante e fiori è stato molto rilassante.
  • Per immergervi un po’ nella vita locale, vi consigliamo un giretto a piedi tra la Clock Tower e Columbus Street, una sorta di mercato all’aperto con negozi di ogni tipo. Molto carina anche una passeggiata serale intorno al Kandy Lake. Se avete mezza giornata che vi avanza, nei dintorni di Kandy c’è un itinerario con tre templi molto piacevole. Il primo è Embekka Devale, un tempio hindu, di cui abbiamo apprezzato la bellissima l’aula all’aperto con le colonne di legno finemente intagliate. Il secondo, il più spettacolare, è il Lankatilake Temple, imponente, costruito su uno spuntone di roccia scura. È diviso tra una parte buddhista, la principale, e una parte induista, più nascosta (una sorta di tempio dentro al tempio). L’ultimo, il Gadaladeniya Temple è forse il meno notevole dei tre, ma sicuramente averlo trovato in corso di ristrutturazione non ha aiutato.

Antichi regni e siti sacri a Nord

  • I TEMPLI DI MATALE E NALANDA GEDIGE. Per spezzare il viaggio da Kandy a Sigiriya, ci siamo fermati nella trafficata Matale, a visitare il Muthumariamman Temple, un tempio induista dai colori sgargianti. Sebbene la parte più bella sia sicuramente l’esterno, fate un giro anche all’interno per respirare un po’ di spiritualità. Nalanda Gedige si trova esattamente nel centro dello Sri Lanka, ed è uno dei primi edifici in pietra del Paese e uno dei templi più antichi rimasti in piedi. Incantevole la posizione, immerso nella natura e nella quiete più assoluta. Curiosità: è uno dei pochissimi templi nel Paese ad avere decorazioni tantriche.
  • DAMBULLA. I templi rupestri di Dambulla sono una delle località più visitate del Paese, e c’è un perché. Il complesso è già stupendo visto da fuori, con la sua lunga facciata di un bianco candido incastonata nella montagna. È composto da 5 grotte separate, che contengono più di 150 immagini e statue raffiguranti il Buddha. Non solo: vista la sua posizione sopraelevata, dalle grotte si gode di una splendida vista sulla campagna circostante.
  • SIGIRIYA. Una delle tappe che più ci è piaciuta di questo viaggio, Sigiriya è una formazione rocciosa e un sito archeologico davvero unico nel suo genere. Per evitare il caldo (e la folla), vi consigliamo di andarci il prima possibile al mattino. È molto turistico e lo noterete anche dal prezzo di ingresso (circa 30 dollari), molto diverso da quelli pagati finora. Nella parte bassa potete visitare il museo, che con i suoi plastici vecchio stile vi aiuterà ad capire com’è organizzato il sito, e i giardini d’acqua. Una volta arrivati alle famose zampe del leone, inizia la salita verso la cima. Due avvertenze: le scale sono molto ripide ed esposte, quindi se soffrite di vertigini potreste avere difficoltà. Inoltre, noterete diversi nidi di vespe sulla parete rocciosa: in caso di allergia, dovrete stare molto attenti.
Itinerario Sri Lanka
La vista da Pidurangala | © Alice Caprotti

I resti del palazzo reale che troverete sulla sommità non sono indimenticabili, ma lo è invece la vista a 360° di cui godrete. Uno dei motivi per cui ci è piaciuta tanto è in realtà la sua roccia gemella, Pidurangala, dove siamo saliti al tramonto. La passeggiata è molto semplice, ad eccezione di un breve tratto finale tra le rocce che potrebbe mettervi alla prova. La vista che avrete una volta saliti è davvero impagabile, con Sigiriya che si staglia all’orizzonte. Munitevi di torcia perché l’illuminazione serale è alquanto carente.

  • POLONNARUWA. A meno che non siate amanti sfegatati di siti archeologici, una giornata sarà più che sufficiente per visitare le antiche rovine di Polonnaruwa. Noi abbiamo fatto l’errore di girarlo tutto a piedi, e per quanto fattibile, con le temperature estive non ve lo consigliamo: affidatevi a un tuk tuk o a un noleggio bici! Decisamente vetusto il museo archeologico: le zone su cui vi consigliamo di concentrare le energie solo il Royal Palace, il Quadrilatero e il gruppo del Gal Vihara.
  • ANURADHAPURA. Fondata nel IV a.C., Anuradhapura fu capitale dell’isola e centro buddhista per più di 1000 anni: è ancora un importante meta di pellegrinaggio e per questo molto più viva e vissuta di Polonnaruwa. Oltre che decisamente più estesa: noi abbiamo noleggiato fin da subito due bici da Sun Cycles a un prezzo irrisorio. Mi raccomando, tenete sotto mano i biglietti d’ingresso perché ve li chiederanno di continuo.

Maldive

Le Maldive si trovano a circa un’ora di volo da Colombo: se avete la possibilità di allungare di qualche giorno il viaggio, sono senza dubbio una tappa che definire imperdibile è un eufemismo. Pressoché ogni atollo corrisponde a un hotel, quindi la vostra esperienza ruoterà intorno a questa scelta. Noi abbiamo optato per l’Embudu Village Resort, che si trova a meno di mezz’ora di barca da Malé, la capitale.

Per scegliere il posto giusto vi consigliamo di consultare i siti online che mostrano lo stato della barriera corallina e la sua vicinanza alla spiaggia. Secondo noi la possibilità di vedere la barriera in autonomia ogni volta che volete è impareggiabile, e ovviamente dalla ricchezza della barriera dipenderà molto della fauna marina che riuscirete a vedere! Non perdetevi la spiegazione su quali sono le zone più adatte per lo snorkeling e in generale come godervi il mare in sicurezza.

Due settimane in Sri Lanka: dove mangiare

  • CHARLIE’S BAR & BISTRO (Galle). Un aperitivo vista oceano a Galle è imprescindibile: la terrazza di Charlie’s è favolosa, e compensa il menu non particolarmente originale e i prezzi decisamente europei.
  • DOUBLE HAPPY CHINESE RESTAURANT (Galle). Se volete prendervi una pausa dalla cucina locale, questo piccolo ristorante cinese nascosto nel forte di Galle è delizioso: non perdetevi i ravioli.
  • LIGHTHOUSE (Ahangama). Il posto per godersi il tramonto ad Ahangama: questo boutique hotel ha un rooftop bar in cui prepara ottimi cocktail e una serie di piattini da condividere per un aperitivo pressoché ineccepibile.
  • CASA TIKIRI (Ahangama). Il ristorante di questo boutique hotel dove abbiamo alloggiato è aperto anche a chi non alloggia qui: oltre ai piatti italiani ed europei buonissimi (ancora sogniamo il loro avocado toast), è anche il posto giusto per gustare un tradizionalissimo rice&curry.
  • VERTIGO (Ahangama). Questa pizzeria aperta da una coppia di giovani ragazzi italiani è il posto giusto se vi sentite già nostalgici di casa.
  • CHILL CAFE (Ella). Un tranquillo ristorante in centro a Ella con un lungo menu grazie a cui spaziare tra piatti tradizionali e internazionali, con porzioni molto generose.
  • THE WHITE RABBIT (Ella). Un altro locale nel centro di Ella con un grazioso giardino, propone cucina locale con qualche incursione esterna: buonissimi i gamberi con panatura di panko e il pollo con verdure.
  • HIDEOUT LOUNGE (Kandy). Locale molto curato in una posizione strategica a due passi dal Kandy Lake con un bel patio: ottimo il black pumpkin curry.
  • THE SANCTUARY (Anuradhapura). Questo ristorante è ospitato all’interno di un hotel di lusso di ispirazione coloniale: la location è molto bella (se potete arrivate in anticipo e sorseggiate un aperitivo nel patio). Nel menu trovate piatti tradizionali rivisitati in una chiave più internazionale.

Altre info utili sul viaggio in Sri Lanka

  • ITINERARIO&ALLOGGI. Noi abbiamo optato per un itinerario ad anello in senso antiorario da Colombo. Nella capitale ci siamo fermati solo per necessità e abbiamo scelto il Granbell Hotel sulla costa. Davvero stupenda la piscina a sfioro sul rooftop, ottimi i trattamenti SPA, e meravigliosa anche la vista dalle camere. Non altrettanto di livello, purtroppo, la cena alla carta. Vi abbiamo già parlato di Casa Tikiri ad Ahangama: sicuramente l’albergo più bello della vacanza. La location è una vera oasi di pace curata nei minimi dettagli: da poco, oltre alla struttura principale, hanno aperto anche un paddy lodge tra le risaie con piscina privata e aggiunto all’offerta lezioni di yoga e retreat tematici. Stefano e Alice, i proprietari, saranno felici di darvi un sacco di consigli per godervi al meglio il vostro tempo qui.

Come appoggio per la giornata di safari, abbiamo alloggiato alla Mansala Safari House, vicinissima all’ingresso del parco: proprietari estremamente gentili, cena a buffet e un costo complessivo davvero irrisorio. A Ella vi consigliamo caldamente la Ella Mount View Guest Inn: assicuratevi di prendere la camera col balcone e vi promettiamo che vedrete una delle notti stellate più belle della vostra vita! Peccato solo per il servizio non eccellente. A Nuwara Eliya abbiamo optato per Oliphant Boutique Villa, immersa nel verde e dallo stile coloniale, bellissima anche se un po’ fuori dal centro. L’ultimo hotel che vi consigliamo è il Ceylon Breeze a Sigiriya: le stanze sono enormi, e ha una bella piscina all’aperto e una terrazza dove poter cenare – sarete solo un po’ più lontani dai siti, ma anche immersi nella quiete più assoluta.

  • RISTORANTI&CUCINA. Al di fuori delle città, vi capiterà spesso di mangiare in hotel per comodità quindi considerate anche questo aspetto nella scelta. In generale, in Sri Lanka si mangia molta carne (il pesce l’abbiamo trovato solo a sud): opzioni vegetariane si trovano senza troppi problemi, per quelle vegane invece non possiamo garantire.
  • MEZZI DI TRASPORTO. Tutti gli spostamenti sono stati effettuati con driver o tuk tuk trovati sul posto, sempre diversi. Gli unici tratti percorsi con mezzi pubblici sono da Ella a Nuwara Eliya, e da qui a Kandy, dove abbiamo utilizzato il treno, che vi consigliamo assolutamente di provare perché è un’esperienza unica! Se siete già sicuri di giorni e orari, potete acquistare i biglietti online sul sito delle ferrovie, ma dovrete comunque passare a ritirare la versione cartacea prima di partire.
  • Se preferite non pianificare (o non trovate posto online), ci sono sempre posti liberi non numerati in terza classe, basta andare il giorno stesso il stazione come abbiamo fatto noi. L’unico treno puntuale è il primo, ma d’altra parte lentezza e pazienza sono le caratteristiche principali del viaggio: il treno è lentissimo ma promettiamo che non vi annoierete. Assicuratevi un posto finestrino e godetevi il paesaggio! Nel caso ve lo chiedeste, Uber funziona solo a Kandy e Colombo, altrimenti, se avete deciso di fare una SIM locale, potete scaricare l’app “Pick me”. Vista la facilità estrema con cui si trovano tuk tuk in ogni dove, ce la si può cavare egregiamente senza.
  • INTERNET. Potete acquistare una sim card del posto all’aeroporto, noi abbiamo scelto la sim virtuale di Airalo e la ricezione è sempre stata ottima.
  • ABBIGLIAMENTO. L’unica indicazione che vi diamo è relativa a templi e luoghi sacri. Qui si entra sempre senza scarpe: considerato che d’estate il pavimento è quasi sempre ustionante, vi consigliamo di attrezzarvi con dei calzini. Inoltre bisogna avere spalle e gambe coperte (fin sotto il ginocchio).
  • SOLDI. Hotel e ristoranti strutturati accettano carte di credito senza problemi, ma per essere più flessibili vi consigliamo di avere un sempre a disposizione contanti (soprattutto per spostamenti, pasti veloci e monumenti meno famosi). Vi consigliamo di fare il cambio in aeroporto appena arrivate.

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Viaggio in Cina: itinerario di 3 settimane tra Shanghai e Pechino /viaggio-in-cina-itinerario-di-3-settimane-tra-shanghai-e-pechino/ /viaggio-in-cina-itinerario-di-3-settimane-tra-shanghai-e-pechino/#respond Fri, 18 Oct 2019 07:00:51 +0000 /?p=17423 Avete in programma un viaggio in Cina? Noi siamo stati per 3 settimane e vi consigliamo itinerario, luoghi da visitare e dove mangiare!

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Scegliere la Cina come meta delle nostre vacanze estive, dobbiamo ammetterlo, è stato un po’ un azzardo: ma dopo 3 settimane passate ad ammirare paesaggi meravigliosi, scoprire posti incredibili e gustare cibo fantastico, possiamo dire che la Cina è un Paese bellissimo e merita senza alcun dubbio un viaggio. Abbiamo visitato una parte di questo immenso Paese atterrando a Shanghai, per poi spostarci (esclusivamente con bus e treni) verso sud nelle regioni del Guanxi e dell’Hunan, per poi ripartire da Pechino. Qui vi raccontiamo nel dettaglio cosa abbiamo visto e cosa abbiamo mangiato!

3 SETTIMANE IN CINA: IL NOSTRO ITINERARIO SU COSA VISITARE E DOVE MANGIARE

SHANGHAI

*BUND. Sicuramente uno dei luoghi simbolo di Shanghai: il Bund non è altro che una via, lunga circa 1 km, costeggiata da alcuni edifici storici di particolare valore, come la Bank of China o il Peace Hotel, in stile art dèco – una sorta di Wall Street cinese. Il vero spettacolo, però, si trova di fronte al Bund: la passeggiata panoramica lungo il fiume da cui ammirare lo skyline del Financial District. Se riuscite, andateci verso il tramonto: i riflessi dorati sui grattacieli e il via vai di barche rendono l’atmosfera davvero magica.

Cina Consigli viaggio
Skyline di Shangai | © Alice Caprotti

*NANJING ROAD. La più famosa via di shopping di Shanghai, questa strada pedonale si estende per ben 6 km e si divide in due parti, est e ovest. Noi vi consigliamo di percorrere East Nanjing Road, più storica e caratteristica. Se riuscite ad andarci la mattina presto, intorno alle 8, incontrerete gruppi di arzille vecchiette impegnate in coreografie di danza o altrettanto vispi anziani impegnati a fare esercizi con la spada. Camminando da est a ovest, vi consigliamo assolutamente di fare tappa in Huanghe Road, una vera e propria “via gastronomica” famosa per i ravioli: se dal famosissimo Yang’s Fry Dumplings c’è troppa coda, rifugiatevi nel locale di fronte, Jiajia Soup Dumpling e non rimarrete delusi!

East Nanjing Road | © Alice Caprotti

*GIARDINO DEL MANDARINO YU. Questo giardino si trova in una zona conosciuta come Old Town, che comprende anche il God’s Temple, Old Street e il Bazar. A nostro parere, il giardino è l’unica cosa che vale davvero la pena visitare ma se vi avanza tempo, potete comunque fare una passeggiata tra i negozi di souvenir intorno. Grande quasi 2 ettari, il giardino è molto ampio quindi calcolate almeno due ore per girarlo con calma e scovare gli angolini più quieti. Una tappa sicuramente obbligata per chi ama i giardini cinesi ed è appassionato di Feng Shui, anche se la quantità di turisti difficilmente vi farà percepire la pace e la quiete tanto ricercata dagli architetti nella sua costruzione a fine ‘500.

Il Giardino del Mandarino Yu | © Alice Caprotti

*CONCESSIONE FRANCESE (XINTIANDI E TIANZIFANG). Piccola enclave europea nel cuore di Shanghai dal 1849 fino al 1946, la Concessione Francese conserva ancora intatta la propria atmosfera. Iniziate il vostro giro da Xintiandi, una piccola isola pedonale dove troverete sia vicoletti con case antiche rimesse a nuovo che una serie di negozi di lusso e bar alla moda. Da qui, percorrete i larghi viali alberati per arrivare alla vera perla di questa zona, Tianzifang: un dedalo di vicoli pieni di boutique artigianali, street food, case da té e negozi di abiti tradizionali. Per chi è alla ricerca di souvenir originali, questo è il posto giusto! Se siete in zona verso ora di cena, vi consigliamo di allungare un po’ la strada per raggiungere il Lost Heaven e assaggiare la tipica cucina dello Yunnan: le luci sono fin troppo soffuse e il fatto che siano rosse non aiuta, ma l’atmosfera è indubbiamente elegante.

*FINANCIAL DISTRICT/PUDONG. Il quartiere in assoluto più moderno di Shanghai: se avete tempo, scendete alla fermata del Science&Technology Museum e fate una passeggiata fino al lungofiume lungo Century Avenue, con il naso all’insù per la miriade di grattacieli che incontrerete lungo la strada. Qui si trovano tutti i punti panoramici più spettacolari della citàà: noi abbiamo deciso di salire sulla Shanghai Tower, che con i suoi 632 metri è l’edificio più alto della Cina. Mettete in conto parecchia coda, sia per salire che per scendere. Quindi, se volete vedere il tramonto, calcolate di muovervi con un po’ di anticipo per non rischiare di trovare il sole già ben oltre la linea dell’orizzonte (come è capitato a noi). La vista dall’alto è a dir poco spettacolare.

SUZHOU

Soprannominata la Venezia dell’Est, Suzhou si trova a soli 25 minuti di treno veloce da Shanghai ed è perfetta per una gita in giornata se volete evadere dalla grande metropoli e cambiare scenario. Dalla stazione, prendete un taxi o un risciò per arrivare in centro e imboccate Pinjiang Road, attraversata dall’omonimo canale, ricco di imbarcazioni tipiche e case antiche. Sebbene sia molto turistica, Suzhou è riuscita a mantenere un fascino senza tempo e regala degli scorci di assoluta bellezza. Se avete altri giorni a disposizione, da Shanghai potete raggiungere facilmente altre due città sull’acqua molto suggestive, Tongli e Zhouzhuang.

*I GIARDINI. In tutta la città di Suzhou si contano ben 60 giardini diversi: per evidenti ragioni di tempo, scegliamo di visitare il più grande e famoso, ovvero il Giardino dell’Umile Amministratore. Costruito nel 1509, il giardino si estende per ben 5 ettari tra laghetti, padiglioni finemente decorati e passerelle coperte ricche di decorazioni. Purtroppo il clima torrido e la quantità abnorme di gente ci hanno impedito anche in questo caso di godere appieno dell’atmosfera del posto. Altri giardini che ci hanno consigliato sono quelli del Maestro delle Reti e del Boschetto dei Leoni.

Pinjiang Road a Suzhou | © Alice Caprotti

* AREA PANORAMICA DELLA PORTA PAN. Spesso poco considerata dalle guide, il complesso della Porta Pan è invece secondo noi una vera chicca, lontana dai circuiti turistici più frequentati e dunque immersa in una pace e quiete piuttosto rare da trovare. Si trova a circa 5 km da Pinjiang Road quindi mettete in conto di prendere un taxi per raggiungerla. All’interno dell’area si trovano la Pagoda Rui Gang, il ponte Wumen e la Porta Pan, che nell’antichità costituiva l’unico punto di accesso marittimo e terrestre a Suzhou. Dalla porta, potete fare una breve passeggiata sull’antica cinta muraria cittadina e godervi il panorama circostante.

YANGSHUO E DINTORNI

*CROCIERA DA GUILIN A YANGSHUO. Sebbene la maggior parte delle guide consigli Guilin come punto di partenza per esplorare la zona circostante, noi ve la sconsigliamo caldamente: troppo caotica e affollata e senza particolari punti di interesse. Potete però usarla come punto di partenza per arrivare a Yangshuo in crociera lungo il Fiume Li: senza dubbio una delle esperienze più straordinarie e indimenticabili di tutto il viaggio. Abbiamo prenotato il biglietto per la crociera tramite il nostro albergo, Zen Tea House, e vi consigliamo di fare altrettanto o di cercare ugualmente di prenotare tramite il vostro albergo perché i prezzi sono sensibilmente più bassi di quelli che si trovano online: abbiamo pagato circa 50€ a testa per con pranzo a bordo compreso, incluso anche il trasporto da Guilin all’imbarcadero (che è quasi a un’ora dal centro città). La crociera dura 4 ore e parte al mattino (per permettere a chi non si ferma a Yangshuo di tornare indietro a Guilin).

Crociera sul Fiume Li | © Alice Caprotti

*YANGSHUO. La città è molto carina e merita una visita, non fosse altro che per fare incetta di souvenir nella via centrale, West Street, e per fare una passeggiata rilassante sul sentiero lungo il fiume Li. Nonostante sia decisamente più suggestiva di Guilin, vi consigliamo ugualmente di pernottare nella campagna circostante. Noi abbiamo optato per The Giggling Tree e non potremmo aver fatto scelta migliore: si tratta di una vecchia casa colonica che è stata adibita a hotel, immersa nel verde e a pochi passi dal fiume. The Giggling Tree offre una moltitudine di servizi, dai tour giornalieri ai massaggi, dal noleggio bici e motorini al ristorante aperto da mattina a sera con un’ottima cucina internazionale – anche se quello che ci ha fatto innamorare è la piscina con vista sulla campagna circostante dove godersi tramonti nella pace più assoluta.

Campagna intorno a Yangshuo | © Alice Caprotti

*XINPING. Se siete alla ricerca di panorami mozzafiato, non potete non salire sulla cima di Xinping. La salita non ben segnalata ma qualunque driver a cui vi affiderete sa molto bene dove portarvi: dietro al molo c’è una strada nascosta che si inerpica tra gli alberi. I gradini per arrivare alla vetta sono circa 1000 e se non fosse stato per il clima estivo “torrido” (un eufemismo per indicare un’umidità che sembrava quella della foresta pluviale) la salita sarebbe stata fattibile in una mezz’oretta – la realtà è che ci abbiamo impiegato più di un’ora. La vista dall’alto ricompenserà però tutta la vostra fatica: non fermatevi alla Pagoda che trovate appena arrivati in cima, ma scalate le rocce che trovate a sinistra per scovare il vero paesaggio da urlo.

Vista da Xinping | © Alice Caprotti

*YULONG RIVER E CAMPAGNA. Il modo migliore per godersi questa zona è indubbiamente girando in bicicletta per la campagna e lungo lo Yulong River. Fatevi dare una cartina della zona dal vostro hotel e costruite il vostro percorso in autonomia: tutte le piste ciclabili e le strade sono segnalate piuttosto bene.

Fuli Bridge | © Alice Caprotti

Noi siamo riusciti a fare due giri diversi: il primo verso Nord, raggiungendo il maestoso Dragon Bridge e il Fuli Bridge. Qui troverete un’enorme “stazione” di partenza per la discesa in Bamboo Rafting del fiume – anche se in realtà ci sono diversi punti di partenza disseminati lungo il fiume. Il secondo giro, invece, è stato in direzione Sud e si è concluso ai piedi della Moon Hill – se avete tempo, potete salire fino in cima in circa 30 minuti.

Bamboo Rafting | © Alice Caprotti

*FULI TOWN: nelle nostre peregrinazioni su due ruote in giro per la campagna di Yangshuo ci siamo fermati per caso in questa cittadina e ne siamo rimasti piacevolmente stupiti. È conosciuta come il centro artistico della zona: specializzata soprattutto nella lavorazione della carta, le sue stradine sono piene di laboratori artigianali dove acquistare ventagli e stampe.

Fuli Town | © Alice Caprotti

LONGJI

Bastano due ore di viaggio da Yangshuo per ritornare in un clima molto meno umido e decisamente più sopportabile. Per visitare le risaie di Longji ci siamo appoggiati a una guida locale per comodità, così da poterle girare in giornata da Yangshuo, ma il parco naturale è molto ben organizzato e i percorsi sono indicati in modo chiaro quindi se dormite nelle vicinanze potete assolutamente girarlo in autonomia. Ci sono 2 ingressi principali: se volete fare il percorso completo e attraversare tutte le risaie tenete conto che o avete una guida che vi aspetta all’ingresso opposto e può portarvi indietro, altrimenti dovrete necessariamente rifarvi il percorso in senso opposto.

Risaie a Longji| © Alice Caprotti

Le risaie ci lasciano senza fiato: il verde del paesaggio è abbagliante e i villaggi che incontriamo lungo la strada sono molto suggestivi e le persone super accoglienti. Incontriamo alcune donne di etnia Yao (se volete approfondire la loro conoscenza, ci sono tantissimi tour a tema): le donne di questa etnia finché sono single o sono sposate, ma senza figli, devono tenere nascosti i capelli e possono mostrarli solo dopo aver avuto il primo figlio. I loro lunghissimi capelli neri vengono tagliati solo poche volte nella vita ma non vengono mai buttati: la ciocca tagliata viene conservata e acconciata tutti i giorni insieme ai nuovi capelli.

ZHANGJIAJIE

Con Zhangjiajie si intende sia la città omonima che l’immenso parco naturale conosciuto come “il parco di Avatar“, un’area che ha una concentrazione di formazioni di arenaria e quarzite uniche al mondo. La città non ha particolari attrattive se non il Monte Tianmén e visto che dista più di 30 km dal parco abbiamo deciso di non dormire in città ma piuttosto vicino all’ingresso Sud del parco. Se anche voi dovreste optare per questa soluzione, ricordatevi di scegliere un hotel con ristorante perché i villaggi fuori dal parco sono pressoché deserti ed è impensabile andare avanti e indietro dalla città. Noi abbiamo scelto il Baje Youth Hostel: la struttura non spicca per la sua bellezza ma offre un comodissimo servizio di navetta gratuito da/per il parco e vi fornirà una cartina a dir poco perfetta (e soprattutto, in inglese) per poter girare il parco in autonomia.

Paesaggio a Zhangjiajie | © Alice Caprotti

Il biglietto di ingresso (250 RMB circa) è valido 4 giorni ed è collegato alla vostra impronta digitale quindi non cedibile in alcun modo. Il parco apre alle 7.30 e vi consigliamo di essere mattinieri se volete evitare le folle di gruppi organizzati. Le indicazioni all’interno del parco sono precise e piuttosto frequenti – inoltre tutti i percorsi segnalati e non ci sono percorsi “selvaggi” quindi non c’è granché pericolo di perdersi. Ci sono chioschi e bancarelle di cibo sparsi per tutto il parco quindi lato approvvigionamenti potete stare tranquilli.

Paesaggio a Zhangjiajie | © Alice Caprotti

Neanche a dirlo, il parco è di una grandezza sconcertante quindi prendetevi almeno 2 giorni per esplorarlo in lungo e in largo. Imperdibile tutta la zona del Tianzi Shan (che è anche la meglio attrezzata di tutto il parco), e la zona a Sud, con il percorso panoramico intorno allo Huangshi Village e la Strada del Ruscello della Frusta d’oro, alla fine del quale troverete anche adorabili gruppetti di scimmie ad accogliervi. Ricordatevi che mentre i pullman interni, super efficienti, sono sempre gratuiti i biglietti delle funivie sono da pagare a parte (circa 80 RMB per tratta). Tutte le salite/discese sono fatte di gradini e tenete conto che è pieno di insetti, quindi se siete particolarmente fobici potrebbe essere un problema.

Scimmiette a Zhangjiajie | © Alice Caprotti

FENGHUANG

Antica città di frontiera, Fenghuang ormai è diventata una piccola metropoli ma la città vecchia intorno al fiume ha mantenuta intatta la sua atmosfera d’altri tempi. Merito sicuramente dei vicoli acciottolati, delle case su palafitta e dei templi un po’ decadenti. Potete acquistare biglietto cumulativo per vedere tutti i luoghi di interesse ma vista la mancanza totale di spiegazioni in inglese e i siti non particolarmente interessanti, abbiamo deciso di passeggiare in libertà.

Fenghuang | © Alice Caprotti

L’unico sito storico davvero meritevole sono le antica mura cittadine: vi sono alcuni tratti restaurati lungo il fiume Tuò che sono davvero bellissimi. A collegare i due lati opposti della città c’è sia un ponte coperto che due ponti “alternativi”: una passerella di legno (senza protezioni) e una passatoia di sassi composto da singole pietre su cui saltellare cercando di schivare i cinesi che arrivano nella direzione opposta. Consigliati solo a chi ha un forte senso dell’equilibrio.

Le strade sono letteralmente disseminate di negozi di souvenir e bancarelle di street food: troverete spiedini di scorpioni, ogni gusto possibile di carne secca, hamburger di riso, funghi fritti e il mango declinato in ogni forma di smoothie o juice. Se vi piace l’ametista, è il posto giusto per comprare gioielli con questa pietra e abbiamo notato anche parecchi negozi di ceramiche adorabili. I ristoranti seri scarseggiano: per una cena carina, vi consigliamo il Miss Yang Restaurant, specializzato in cucina locale.

PINGYAO

A dir poco incantevole, Pingyao è il centro fortificato meglio conservato di tutto il Paese. Incredibili le mura cittadine, che risalgono al 1370 e sono ancora perfettamente conservate: visto il perimetro di soli 6 km vi consigliamo di percorrerle tutte a piedi (magari non sotto il sole di mezzogiorno ecco). Come per Fenghuang, esiste un biglietto cumulativo molto conveniente e stavolta abbiamo deciso di acquistarlo per poter visitare il meraviglioso Tempio di Confucio e il Tempio del Dio della Città.

Le mura di Pingyao | © Alice Caprotti

Oltre a essere un’altra mecca per i souvenir, Pingyao è il posto perfetto per dedicarvi a massaggi super economici e alla fish pedicure (che costa solo 20 RMB), ovviamente solo se non soffrite il solletico. Non fermatevi alle vie principali ma buttatevi nelle vie laterali perché avrete l’occasione di intercettare scorci di vita quotidiana impagabili.

Case a Pingyao | © Alice Caprotti

Rispetto a Fenghuang, l’offerta culinaria di Pingyao è decisamente più varia: oltre allo street food, immancabile, vi consigliamo di fare tappa da Mr Ren, dove abbiamo mangiato mangiato le migliori melanzane fritte agrodolci della nostra vita, e il Petit Risto, dove assaggiare la famosa Pingyao Beef (che non è altro che carpaccio di carne) e i Mountain Noodles.

PECHINO

*SILK STREET MARKET. Non è un segreto che la Cina sia famosa per il suo mercato del falso: questo centro commerciale di 7 piani, però, non nasconde solo finte boutique piene di merce contraffatta ma anche sartorie dove potersi fare cappotti e abiti su misura, un piano intero dedicato ai souvenir e tantissimi negozi specializzati in seta dove trovare sciarpe e pigiami da urlo. Non da ultimo, c’è un grandissimo reparto valigeria che può tornarvi utile. Mi raccomando: contrattate senza pietà (scendete almeno a 1/ 3 o ¼ del prezzo originale).

*LAMA TEMPLE. Il tempio più bello che abbiamo visto in Cina è sicuramente questo, oltre che l’unico luogo in cui abbiamo respirato un po’ di spiritualità in queste tre settimane di viaggio. Vi suggeriamo di dedicargli almeno un paio d’ore e di prendere l’audioguida.

*TORRE DEL TAMBURO E TORRE DELLA CAMPANA: Molto vicine al Lama Temple, non meritano secondo noi particolare attenzione ma sono un buon punto di partenza per fare un giro degli hutong, ovvero dei vicoli tipici di Pechino. Oltre che da qui, altri ottimi punti di partenza per esplorare gli hutong sono Piazza Tianmen (andando verso Sud) o le stradine a est di Wangfujing Daje.

*WHANGFUJIE ROAD: la più grande strada pedonale di Pechino, che ci ha ricordato East Nanjing Road a Shangai – anch se meno intima e più commerciale. Questa via è perfetta per una passeggiata serale, anche perché si trova vicino al mercato notturno Donghuanmen (che purtroppo era chiuso durante la nostra visita) famoso per le sue bancarelle dove poter gustare cavallette, ragni, vermi, serpenti e altre appetitose specialità locali. Qui si trova anche una delle sedi di Quanjude Peking Duck, uno dei ristoranti più celebri dove gustare l’autentica anatra alla pechinese. Lo chef viene direttamente al vostro tavolo a tagliare davanti ai vostri occhi un’anatra intera ed è uno spettacolo molto interessante (se non siete vegetariani chiaramente).

*CITTA’ PROIBITA. Il Palazzo più grande del mondo è una meta obbligata per chiunque passi da Pechino. Gli ingressi sono contingentati quindi mettete in conto di prenotare il biglietto con almeno un paio di giorni di anticipo. Non vi mentiremo: visitare la Città Proibita è stata un po’ una sfida e senza dubbio il sito più affollato di tutta la vacanza. Tutte le guide consigliano di dedicarci una giornata, ma vista la quantità imbarazzante di turisti, per noi è stato davvero difficile reggere più di mezza giornata. Inutile cercare di visitare la Galleria del Tesoro e degli Orologi (le vetrine sono letteralmente coperte dai cinesi intenti a fotografare non si sa bene cosa). Piuttosto, non perdetevi il giardino imperiale, i palazzi centrali minori e il giro delle mura, che non viene molto pubblicizzato ma è invece un’ottima occasione per vedere la Città Proibita dall’alto (a meno che non vogliate andare a Jingshan Parl).

Fiume dell’Acqua d’Oro all’ingresso della Città Proibita | © Alice Caprotti

*PIAZZA TIANMEN. Ora possiamo dire con certezza che Piazza Tianmen non è di certo famosa per la sua bellezza. Circondata da edifici in stile sovietico anni ’50 e sebbene sia la piazza pubblica più grande del mondo,con i suoi 440.000 mq, rimane piuttosto anonima. Se non amate troppo dormire, potete tentare l’alzataccia per visitare il Mausoleo di Mao (la coda inizia intorno alle 5 del mattino). Da qui, imboccate Qianmen Street e a metà circa dovreste incontrare Dashimen Road, una stradina pedonale molto caratteristica piena di bancarelle e negozietti tipici.

Mausoleo di Mao | © Alice Caprotti

*PARCO DEL TEMPIO DEL CIELO. Un‘oasi di verde immensa nel cuore della città, questo parco racchiude diversi monumenti da non perdere: oltre al famoso Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto, anche la Volta Celeste Imperiale e l’Altare circolare meritano assolutamente una visita. Il parco rimane aperto fino a tardi quindi è comodo da visitare verso il tardo pomeriggio quando il resto dei monumenti ormai è chiuso. Fate una passeggiata anche sotto il Corridoio Lungo, una passerella in legno dove potete incontrare vecchietti intenti a giocare a mahjong o a carte.

Tempio della Preghiera per un Buon raccolto | © Alice Caprotti

*PALAZZO D’ESTATE. Sebbene sia immenso quanto la Città Proibita, il Palazzo d’Estate è decisamente più vivibile. Residenza estiva degli imperatori, questo complesso si trova molto lontano dal centro città ed è davvero incantevole. Per godere della vista migliore sul Lago Kunming e sul Ponte dei 17 Archi, salite sulla collina dove si trova il Palazzo della Benevolenza e della Longevità.

Vista dal Palazzo della Benevolenza | © Alice Caprotti
Palazzo della Benevolenza e della Longevità | © Alice Caprotti

798 ART DISTRICT. Questa area di fabbriche dismesse costruite dalla Germania delll’Est negli anni ’50 è davvero fantastica. La posizione non è delle più felici (vi ci vorrà più di un’ora dal centro) ma non ve ne pentirete. La zona è piena di gallerie d’arte contemporanea aperte al pubblico, sculture all’aperto (come quella di Mao con la testa decapitata), caffè dall’aria hipster e ristorantini internazionali. L’area intorno alla 798 Art Factory, che ha dato il nome al quartiere, è particolarmente ricca di graffiti e murales.

*ZIHUA TEMPLE. Nascosto in un hutong nella zona di Dongcheng, questo piccolo tempio dall’aria decadente è in realtà molto carino e soprattutto lontano dal caos dei templi principali (come avrete capito, trovare posti con pochi turisti in Cina è davvero raro).

*GALAXY SOHO. Vicinissimo allo Zihua Temple, il Galaxy Soho è un complesso di uffici e negozi costruito nel 2012 e disegnato da Zaha Hadid. Se siete appassionati di architettura, secondo noi è una tappa imperdibile: peccato che gli interni ci siano sembrati pressoché deserti.

*PARKVIEW GREEN. Di solito stiamo ben lontani dai centri commerciali, ma questo ci ha piacevolmente stupito: tra un negozio e l’altro, infatti, sono disseminate tantissime opere di arte contemporanea di artisti internazionali – alcune davvero impressionanti e altre semplicemente molto buffe. Non attraversate la città apposta per visitarlo ma se siete in zona secondo noi è una tappa carina!

*BEIHAI PARK. Il cuore di questo parco, che si trova relativamente vicino alla Città Proibita, è l’immenso lago centrale circondato da salici piangenti, che regala un’immediata sensazione di pace nonostante sia nel pieno centro della città. Nel centro del lago sorge l’Isoletta di Giada sormontata da uno Stupa Bianco, costruito nel 1651 in occasione di una visita del Dalai Lama. Poco lontano dall’ingresso, c’è il buonissimo Kao Rou Ji, un ristorante cinese musulmano con un menu infinito e una vista adorabile sul laghetto Qianhai: non perdetevi l’arrosto di montone!

LA GRANDE MURAGLIA

Chiudiamo con una delle 7 meraviglie del mondo: la Grande Muraglia. I tratti più vicini a Pechino, come Mutianyu o Badaling, sono i più famosi, ma anche i più affollati: per questo abbiamo optato per Jinshanling, che si trova a circa 120 km da Pechinoà. Non potevamo fare scelta migliore: abbiamo avuto la muraglia tutta per noi ed è stato impagabile.

Grande Muraglia a Jinshanling | © Alice Caprotti

Abbiamo scelto di fare un tour in giornata con Get Your Guide, un po’ caro ma ben organizzato – in realtà quasi sempre gli hotel organizzano tour privati quindi potete aspettare di essere sul posto prima di decidere. Non ci sono punti di ristoro quindi se per caso voleste mangiare in loco, ricordatevi di organizzarvi in anticipo col pranzo al sacco.

INFO UTILI SUL VIAGGIO

*Visto: per entrare in Cina è necessario un visto che costa circa 120€ e dura 30 giorni. Potete compilare tutti i moduli online ma dovrete necessariamente recarvi almeno due volte al China Visa Application Center – Milano si trova in Via Confalonieri (zona Isola). Gli orari di apertura, neanche a dirlo, sono infelici quindi se non riuscite ad andare di persona potete sempre affidarvi ad un’agenzia.

*Biglietti di treni e bus: I biglietti dei pullman potete comprarli in loco, mentre è consigliato acquistare in anticipo i biglietti del treno, perché durante le stagioni più turistiche possono esaurirsi molto rapidamente. Che decidiate di comprarli in autonomia o di affidarvi a un’agenzia, i biglietti elettronici che vi arriveranno non saranno validi ma dovrete andare di persona a ritirarli. E’ molto meno difficile di quanto leggerete in tanti blog: vi consigliamo di ritirare nei primi giorni tutti i biglietti che avete prenotato in un’unica stazione – quella di Shangai è immensa ma ha un edificio separato dedicato solo alla biglietteria quindi è stato più che semplice. Per il ritiro è necessario presentare il passaporto e avere il numero di prenotazione – scegliete voi se preferite avere una stampa di tutte le prenotazioni o degli screen sul telefono. Mettete in conto di arrivare in stazione sempre con almeno un’ora di anticipo: ci sono numerosi controlli e l’ingresso al binario viene aperto già circa 15/20 min prima della partenza.

Hongqiao Station a Shangai | © Alice Caprotti

*Come forse saprete, tantissimi siti e applicazioni in Cina sono bloccati – vedi Youtube, Whatsapp, Google etc. Per poterli utilizzare senza problemi, munitevi di una VPN – ovvero un software che vi consentirà di “nascondere” il vostro indirizzo IP fingendo che vi stiate connettendo dagli USA o dall’Europa. Noi ci siamo trovati molto bene con ExpressVPN, costa 10 euro ma li vale tutti. Se avete uno smartphone Android, prima di partire per sicurezza scaricatevi anche un browser alternativo a Chrome, come Opera o Safari.

*Applicazioni: Google Maps non è molto affidabile, scaricatevi Maps.me come alternativa: vi permette anche di scaricare le mappe offline così da averle sempre a portata di mano durante il giorno. Google Traduttore sarà il vostro migliore amico: quasi nessuno in Cina parla inglese e anche capirsi a gesti è praticamente impossibile. A questo proposito, ricordatevi di avere sempre l’indirizzo del vostro hotel screenshottato sul telefono in lingua originale, altrimenti anche prendere un taxi potrebbe diventare un’impresa.

*Partite muniti di tanti contanti: tutti i cinesi pagano tramite smartphone con WeChat, ma è necessario avere un conto corrente cinese per poter utilizzare questa funzionalità, ergo le attività che accettano carta di credito sono pochissime.

E voi siete mai stati in Cina? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

L'articolo Viaggio in Cina: itinerario di 3 settimane tra Shanghai e Pechino sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Viaggio in Portogallo: un itinerario di due settimane da sogno da Lisbona all’Algarve /viaggio-portogallo-itinerario-due-settimane-lisbona-algarve/ /viaggio-portogallo-itinerario-due-settimane-lisbona-algarve/#comments Thu, 12 Sep 2019 07:00:47 +0000 /?p=17119 State pensando a un viaggio in Portogallo? Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare in un itinerario da Lisbona all'Algarve!

L'articolo Viaggio in Portogallo: un itinerario di due settimane da sogno da Lisbona all’Algarve sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Il Portogallo è sicuramente una delle mete più gettonate degli ultimi anni e non è difficile capire perché: paesaggi naturali stupendi, città ricche di storia e bellezze artistiche, clima ottimo, prezzi bassi e, non meno importante, cibo buonissimo! Alla fine di luglio anche noi abbiamo visitato una parte di questo splendido Paese atterrando a Lisbona (qui il racconto del nostro weekend a Lisbona e qui a Porto) e poi spostandoci – esclusivamente con bus e treni – verso sud nelle regioni dell’Alentejo e dell’Algarve fino a sbarcare in Spagna, e ripartire da Siviglia. Qui vi raccontiamo nel dettaglio cosa abbiamo visto e cosa abbiamo mangiato!

VIAGGIO IN PORTOGALLO: COSA VEDERE E DOVE MANGIARE

Giorno 1: SINTRA

Decidiamo di iniziare il nostro tour visitando Sintra, uno splendido paesino immerso nel verde dell’omonimo parco naturale. Il più delle volte le vengono dedicate solo brevi visite in giornata da Lisbona da cui dista una trentina di chilometri; secondo noi, invece, Sintra merita una sosta più prolungata per dedicarsi con attenzione alla visita del centro storico con le sue ripide (…e scivolose!) stradine e soprattutto degli splendidi palazzi che compongono un patrimonio artistico che farebbe invidia a città ben più blasonate.

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Il centro storico di Sintra | © Tommaso Prada

Il primo che decidiamo di visitare è il Palacio Nacional, antica residenza reale caratterizzata da un insieme di stili architettonici diversi ma perfettamente armonizzati (manuelino, medievale, gotico) e che all’interno racchiude stanze meravigliosamente arredate come la Sala dei Cigni e la Sala dei Blasoni. Uno dei tratti più caratterizzanti del palazzo sono senza dubbio le due altissime torri alte 33 metri che sono diventate uno dei simboli della città e che scopriamo essere nient’altro che… i comignoli della cucina!

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Il Palacio Nacional di Sintra | © Tommaso Prada

Successivamente con un bus raggiungiamo il Palacio da Pena e subito ci sembra di entrare in un altro mondo (…e temperatura!): qui vediamo concretizzarsi il classico cliché del castello misterioso avvolto dalla nebbia con torri variopinte, ponti, cortili e portali che si stagliano in una foschia degna di Milano che sembra uscita da una canzone di Cochi e Renato o di Gaber. Vale sicuramente la pena (ahahaha) visitare anche l’interno con gli splendidi saloni reali riccamente arredati, ma è l’atmosfera incantata che si respira passeggiando lungo i bastioni del castello che ci regala le emozioni più grandi. Purtroppo il freddo (sì, il freddo a Luglio!) non ci ha consentito di esplorare l’immenso parco circostante come avremmo voluto , ma è sicuramente uno dei motivi che ci spingerà a tornare in questa meravigliosa città.

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Il Palacio da Pena a Sintra | © Tommaso Prada

Dove mangiare a Sintra

Una premessa indispensabile che ci sentiamo di dover fare è che se non vi piacciono aglio e coriandolo mangiare in Portogallo potrebbe rivelarsi un problema: infatti, questi ingredienti vengono messi in moltissimi piatti e, anche dove sembra non possa esserci possibilità di abbinamento, i cuochi portoghesi stupiscono per la tenacia con la quale riescono ad infilarli ovunque. Un’altra considerazione da fare è che in quasi tutti i ristoranti che abbiamo provato ci siamo trovati di fronte a porzioni gigantesche: un solo piatto, magari preceduto da un antipasto da condividere o seguito da un dolce, vi basterà per saziarvi.

ROMARIA DE BACO: a due passi dal Palacio Nacional, serve ottimo Bacalhau à Braz (uno dei piatti tipici della cucina portoghese composto da baccalà a pezzettini con uova, patate e cipolla fritta che mischiati raggiungono una consistenza quasi cremosa) e altri gustosi piatti di pesce (provate la zuppa con gamberi e cozze). Costo per due con calice di vino: 30€

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Bacalhau à Braz | © Tommaso Prada

TASCANTIGA: un delizioso locale di petiscos (la versione portoghese delle tapas) in una bellissima piazzetta del centro storico. Noi abbiamo provato polpettine di baccalà, bruschette di tonno, polpo alla griglia e il caldo verde (una buonissima zuppa tipica a base di cipolla, patate, chorizo e il couve galega, una specie di cavolo che le regala la sua tipica colorazione) spendendo una cifra ridicola. Costo per due con 4 tapas e 2 birre: 25€

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Le polpettine di baccalà di Tascantiga | © Tommaso Prada

CASA PIRIQUITA: è la pasticceria più famosa della città, prendete il numerino come in posta e aspettate il vostro turno per assaggiare i buonissimi quijadas, piccoli dolcetti preparati con formaggio, uova, latte e zucchero.

Giorno 2: CABO DE ROCA E CASCAIS

Dedichiamo il nostro secondo giorno a visitare un luogo che non sempre è inserito negli itinerari di viaggio di questa zona del Paese, ma che per noi si è rivelato uno degli highlights del nostro viaggio: stiamo parlando di Cabo da Roca, il punto più a ovest dell’Europa continentale. Da Sintra prendiamo un bus che, percorrendo strade strettissime e tortuose, ci porta in circa un’ora in questo posto che sembra provenire da un altro mondo: vegetazione rada e selvaggia, vento fortissimo, ma soprattutto un blu del cielo e dell’acqua che ci lascia senza parole. Le uniche tracce della presenza dell’uomo sono un bar, un faro e un monumento di pietra con incisa una frase del famosissimo poeta portoghese Luís de Camões che non potrebbe descrivere meglio questo luogo ai confini del mondo: “Dove la terra finisce e comincia il mare”.

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Cabo da Roca | © Tommaso Prada

Riprendiamo lo stesso bus che ci ha portato a Cabo e proseguiamo verso Cascais, una delle più famose località turistiche sulla costa di Lisbona. Girare per le vie acciottolate ricche di negozi e ristoranti ci restituisce un’idea di eleganza che ritroviamo anche nei sontuosi palazzi e nelle ville che si affacciano sul mare; ovviamente non mancano le spiagge che rappresentano la maggior attrazione sia per i turisti, sia per i portoghesi che durante i weekend affollano Praia dos Pescadores (vicina all’incantevole Municipio), Praia da Rainha, Praia da Conceição e Praia da Duquesa, tutte a pochissimi minuti a piedi dalla stazione dei treni e dei bus.

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Il centro storico di Cascais | © Tommaso Prada

Dove mangiare a Cascais

THE TASTING ROOM: un wine bar curato ed elegante dove abbiamo trovato tapas buonissime (assolutamente imperdibili le sardine alla brace, i gamberi con aglio e le frittatine di polpo) e una scelta di vini sterminata. Costo per due con 4 tapas e 2 calici di vino: 35€

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I petiscos di The Tasting Room | © Tommaso Prada

Giorni 3-5: LISBONA

“Dopo il terremoto del 1755”: è probabilmente questa la frase che abbiamo letto più frequentemente sulle guide della città; infatti questo è l’evento che più ha sconvolto Lisbona (e il Portogallo intero) cambiandone per sempre la fisionomia e la storia; decidiamo di partire nell’esplorazione della città da uno dei simboli principali di questo cambiamento, la Baixa, il quartiere formato da eleganti e ampie strade disposte a scacchiera e contornate da bellissimi palazzi. Qui si trovano alcune delle principali attrazioni della città: Piazza da Figueira, Piazza del Rossio (e l’omonima stazione dei treni con la sua meravigliosa facciata in stile manuelino), l’elevador de Santa Justa (il bellissimo ascensore risalente agli inizi dl 900 progettato da un allievo di Eiffel che sale fino al Bairro Alto), il maestoso Arco da Rua Augusta e soprattutto l’incantevole Praça do Comércio. Rimaniamo quasi senza fiato davanti alla maestosità di questa enorme piazza che su tre lati è circondata da palazzi signorili e su un lato si affaccia direttamente sul fiume Tago permettendo di estendere lo sguardo fino al Ponte 25 de Abril e oltre.

Il nostro primo giorno prosegue salendo verso il Bairro Alto, il “quartiere alto” che dopo il tramonto è il cuore della vita notturna della città e che di giorno è un tranquillo dedalo di vie acciottolate in cui è piacevolissimo passeggiare senza meta. Se invece una meta la volete, dirigetevi senza esitazione verso la chiesa di São Roque: la facciata semplice e spoglia non lascia presagire la ricchezza delle decorazioni interne che tra stucchi dorati, azulejos e marmi colorati vi lascerà attoniti. A poca distanza dalla chiesa, merita senz’altro una tappa anche il miradouro de São Pedro de Alcantara, uno dei belvedere più belli della città da cui avrete una splendida vista sulla Baixa e sulla collina dove sorge il Castello de São Jorge; alle spalle del miradouro c’è anche un grazioso giardino dove fermarvi per rinfrescarvi.

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La vista dal miradouro de São Pedro de Alcantara | © Tommaso Prada

Un’altra tappa imprescindibile di questa zona è senza dubbio il Convento do Carmo, un meraviglioso edificio che, prima del terremoto del 1755 che ha causato enormi danni facendo crollare totalmente il tetto, era la chiesa gotica più grande della città; oggi le sue splendide arcate a cielo aperto ospitano il museo archeologico (4 euro) che contiene numerosi reperti antichi come sarcofagi, mummie e ceramiche. Durante la visita, cercate il simpatico gatto che scorrazza tra le rovine e che ormai è un abitante fisso del museo.

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L’interno del Convento do Carmo | © Tommaso Prada

Tra la Baixa e il Bairro Alto si trova lo Chiado, una volta punto di ritrovo degli intellettuali portoghesi, e ora zona dedicata allo shopping, con i suoi eleganti negozi che si concentrano soprattutto lungo Rua Garrett. Lasciate perdere i punti vendita delle grandi catene e cercate invece le testimonianze del passaggio dei grandi poeti che hanno reso celebre questa zona, come Fernando Pessoa che qui è nato (in Largo de São Carlos) e la cui statua di bronzo si trova davanti a La Brasileira, uno dei caffè più antichi della città frequentato da poeti ed intellettuali. Non lasciatevi sfuggire anche la statua di Luís de Camões che si trova nell’omonima bellissima piazza e la Livraria Bertrand in Rua Garrett, la libreria più antica del mondo ancora in attività.

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Piazza Luís de Camões | © Tommaso Prada

La mattina del nostro secondo giorno a Lisbona è dedicata alla vista del Castello di São Jorge, che protegge e osserva la città dall’alto da più di un millennio. Con il biglietto da 10 euro potrete entrare e girare liberamente tra giardini abitati da pavoni, cortili, scale, torri e merletti (attenzione per chi soffre di vertigini, alcuni punti sono davvero pericolosi!).

La posizione rialzata regala panorami meravigliosi praticamente a 360 gradi e non ci saremmo mai stancati di scattare fotografie. Nel prezzo del biglietto è inclusa la visita al sito archeologico che testimonia la presenza di insediamenti in questo luogo fin dal VII secolo a.c. e l’ingresso all’esposizione permanente che raccoglie i moltissimi oggetti rinvenuti nel sito archeologico.

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Una veduta della città dal castello | © Tommaso Prada

Nel pomeriggio ci spostiamo all’Alfama, il quartiere un tempo più malfamato e povero della città e che oggi, nonostante un’imponente riqualificazione, racchiude ancora senza dubbio l’atmosfera più popolare e autentica di Lisbona. Difficilmente possiamo descrivere le emozioni che si provano camminando tra le vie acciottolate, le piccole piazze nascoste e gli edifici ricoperti di azulejos dal quale proviene la malinconica melodia del fado, ma possiamo consigliarvi alcuni punti in cui fermarvi durante la vostra passeggiata: non perdetevi il Miradouro de Santa Luzia, un romantico belvedere porticato ricco di fiori e azulejos, dal quale godrete di una vista semplicemente meravigliosa su tutto il quartiere fino al Tago; ovviamente merita una visita anche la , la cattedrale della città dall’austera facciata romanica: l’interno è abbastanza spoglio, ma potete visitare anche il chiostro e le rovine (2,5 euro). Vi consigliamo anche di inerpicarvi lungo Calçada da Graça per arrivare all’omonimo convento che al suo interno custodisce un chiostro con azulejos bellissimi; anche la piazza è molto bella e, poiché si trova al di fuori dei classici giri turistici, risulta più tranquilla rispetto al resto del quartiere.

Nell’Alfama si trova anche il Museo del Fado (5 euro) che decidiamo di visitare per approfondire la conoscenza di questo stile musicale che in città si sente praticamente ovunque; il piccolo museo raccoglie tantissimi oggetti appartenuti ai numerosi artisti che hanno collaborato alla realizzazione degli spazi espositivi e di cui potrete ascoltare i brani grazie all’audioguida inclusa nel prezzo. Ovviamente non mancano le sezioni riguardanti l’origine e la storia del Fado, fino ai giorni nostri.

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Il museo del fado | © Tommaso Prada

L’ultimo giorno in città è dedicato al quartiere di Belém, situato nella parte ovest di Lisbona e che raggiungiamo facilmente dal centro con il tram numero 15; è qui che il Tago finisce la sua corsa e sfocia nell’Oceano ed è da qui che sono partite le spedizioni navali che hanno dato gloria e ricchezze al Portogallo nel XV secolo. Proprio per celebrare le gesta di uno dei più importanti navigatori portoghesi – Vasco de Gama – fu costruito il Mosteiro dos Jeronimos, un meraviglioso e maestoso complesso in stile manuelino. Dopo aver acquistato il biglietto (10 euro), abbiamo avuto la fortuna di aggregarci ad una visita guidata gratuita di due ore che ci ha fatto apprezzare al meglio le meraviglie di questo incredibile luogo: siamo partiti visitando la bellissima chiesa del monastero che tra pilastri e guglie gotiche ospita la tomba di Vasco de Gama; la parte che ci lascia letteralmente senza parole è però l’enorme chiostro su due livelli che tra magnifiche decorazioni, statue riccamente ornate e sale zeppe di azulejos ci riempie gli occhi di meraviglie; da non perdere anche le tombe dei poeti Camões e Pessoa e la sala che propone la storia del monastero, confrontandola con quella del Portogallo e del mondo.

Usciti dal monastero proseguiamo verso ovest per arrivare dopo pochi minuti ad uno dei simboli più riconoscibili della città, la torre di Belém che, nata come bastione fortificato per scopi difensivi, è oggi visitabile (6 euro): dopo aver oltrepassato una passerella e un ponte levatoio, potrete scoprirne le sale interne e soprattutto godere della meravigliosa vista dalla sua sommità.

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La torre di Belém | © Tommaso Prada

Tornando verso il monastero, c’è un altro monumento su cui vale sicuramente la pena soffermarsi, il Padrão dos Descobrimentos, il Monumento alle Scoperte: di recente costruzione (1960), questa gigantesca costruzione in pietra bianca ricorda una caravella ed è dedicato ai grandi navigatori che hanno fatto la storia del Portogallo (tra gli altri, Cabral, Diaz e Magellano), le cui sculture si stagliano verso il cielo azzurro.

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Il Padrão dos Descobrimentos | © Tommaso Prada

Per rendere ancora più stimolante la vostra visita, vi consigliamo di leggere “Requiem”, un romanzo di Antonio Tabucchi che, tra sogni e ricordi, racconta i bizzarri e malinconici incontri dell’autore durante una calda giornata a Lisbona. Provate ad individuare tutti i luoghi descritti nel romanzo e soprattutto cercate di assaggiare tutti i piatti che il protagonista mangia e che, in calce al romanzo, sono riassunti in un vero e proprio ricettario.

Viaggio in Portogallo
Una via dell’Alfama | © Tommaso Prada

Se avete bisogno di altri spunti di Lisbona, qui trovate un nostro articolo meno recente ma sempre valido!

Dove mangiare a Lisbona

GOSTA DO CASTELO: un locale raffinato ed elegante nei pressi del Castello con cucina a vista da cui escono gustosi piatti di carne e pesce alla brace. Noi decidiamo di prendere un tagliere di formaggi e salumi, un risotto con gamberi e limone, un polpo alla brace e per concludere una cheesecake ai frutti di bosco, il tutto accompagnato da un classico vinho branco portoghese. Era tutto molto buono e lo sconto del 50% (applicato abbastanza inspiegabilmente su tutto tranne che sul vino) grazie a The Fork rende questo ristorante assolutamente da consigliare. Costo per due con bottiglia di vino: 47€

Viaggio in Portogallo
Il polpo alla brace di Gosta do Castelo | © Tommaso Prada

PAPO CHEIO: una tipicissima tasca (le trattorie portoghesi) nei pressi della chiesa di São Roque frequentata quasi esclusivamente da portoghesi con lo sguardo incollato alla TV sempre accesa per seguire le notizie sul Benfica o sullo Sporting. Troverete piatti semplici e tradizionali buonissimi (come il filetto di tonno alla griglia o lo spezzatino di maiale con patate) a prezzi irrisori. Costo per due con bicchiere di vino: 18€

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Lo spezzatino di maiale di Papo Cheio | © Tommaso Prada

O RECANTO: la scelta di ristoranti nei pressi della torre di Belem non è ampissima, noi vi consigliamo questo locale in cui abbiamo mangiato una selezione di salsicce portoghesi (buonissima quella nera fatta con il sangue di maiale), un’insalata di gamberi con pesto e le immancabili sardine alla griglia. Ottimi anche i dolci come per esempio il semifreddo alla crema con base di biscotto e frutti di bosco freschi. Costo per due bevande escluse: 30€

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Le sardine alla griglia di O Recanto | © Tommaso Prada

PALADARIUM: è stata senza dubbio una delle nostre migliori cene a Lisbona quella in questo locale ai margini della Baixa; l’ambiente è rustico ma molto curato (con scaffali pieni di prodotti tipici che si possono anche acquistare), il personale gentilissimo (con una menzione speciale per il simpatico proprietario) e il cibo davvero di altissimo livello: noi abbiamo mangiato un delizioso gaspacho, una quaglia disossata al forno che si scioglieva in bocca e un polpo con patate dolci (…e tantissimo aglio, ça va sans dire) semplicemente sublime. C’è stato spazio anche per i dolci e non ce ne siamo pentiti perché la mousse al limone e la queijada erano buonissime. Costo per due con calice di vino: 50€

O PREGO: se siete stufi di baccalà, sardine e olive, potete andare in questo simpatico locale dell’Alfama specializzato in hamburger: i nostri panini erano davvero buoni con carne cotta perfettamente e salse di accompagnamento davvero gustose. Costo per due con birra: 30€

PASTÉIS DE BELÉM: immancabile una sosta in questa pasticceria storica nel quartiere di Belém dove sono nati i famosissimi pastéis (cestini di pasta sfoglia ripieni di crema che, dopo la cottura, forma sulla superficie uno strato croccante che li rende irresistibili) presenti nelle pasticcerie di tutta la città (con il nome di pastéis de nata), ma che qui troverete nella loro ricetta originale e segreta; ovviamente sono buonissimi ma, secondo noi, non i più buoni che abbiamo assaggiato.

PASTELARIA SANTO ANTONIO: è qui, infatti, che abbiamo mangiato i pastéis più squisiti della città e per i quali questa pasticceria a due passi dal Castello ha ricevuto un premio speciale nel 2019; la pasta sfoglia croccante e la morbida crema all’interno creano un connubio semplicemente perfetto che rimpiangiamo di non poter trovare qui a Milano.

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La vista dal Miradouro de Santa Luzia | © Tommaso Prada

Giorni 6-7: PORTO COVO

Il nostro itinerario prosegue nella regione dell’Alentejo facendo tappa a Porto Covo, una minuscola cittadina di pescatori in cui sembra che il tempo si sia fermato: le basse casette bianche e blu e le strade senza auto vi catapulteranno nel passato e solo i negozi che vendono (brutti) souvenir e i moderni ristoranti vi riporteranno ai giorni nostri.

A pochi passi dalla strada principale (Rua Vasco da Gama) troverete praia dos Buizinhos, una bellissima spiaggia circondata da scogliere che vi proteggeranno dal vento. Anche il mare è bellissimo, ma talmente gelido che vi impedirà di restare in acqua per non più di pochi minuti e purtroppo questa si rivelerà essere una costante delle nostre tappe lungo l’Atlantico.

Il giorno dopo decidiamo di spostarci più a nord e, dopo una passeggiata di una decina di minuti, raggiungiamo Praia Grande che, come deducibile dal nome, è la più grande della zona: la sabbia finissima, la leggera brezza (anche qui il vento è mitigato dalle scogliere circostanti), il mare cristallino (ma ovviamente inaccessibile per un bagno prolungato) e gli ottimi panini del bar alle spalle della spiaggia ci fanno passare una splendida giornata.

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Praia Grande a Porto Covo | © Tommaso Prada

Dove mangiare a Porto Covo

TASKA DO XICO: un ristorante dall’atmosfera piacevolmente chiassosa dove abbiamo assaggiato una specialità tipica dell’Alentejo, il porco com amêijoas, ovvero uno spezzatino di maiale con le vongole che, nonostante l’abbinamento ardito, si è rivelato squisito. Bevendo un buonissimo vinho verde, abbiamo mangiato anche il choco frito (calamaro fritto) e una deliziosa mousse al lime e basilico. Costo per due con bottiglia di vino: 33€

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Il maiale con le vongole | © Tommaso Prada

ZÈ INACIO: lasciate perdere gli altri ristoranti acchiappa-turisti su Rua Vasco da Gama e andate senza indugi in questo locale che, nonostante l’attesa interminabile per ricevere i nostri piatti (per altro tipica di tutti i ristoranti portoghesi), ci ha servito un bacalhau com natas (baccalà gratinato con besciamella) e una zuppa di vongole da leccarsi i baffi. Costo per due con calice di vino: 31€

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Il bacalhau com natas | © Tommaso Prada

Giorni 8-10: LAGOS

Dopo qualche ora di bus raggiungiamo l’Algarve e arriviamo a Lagos, una popolosa città che fa del turismo la sua principale fonte di sostentamento e che per questo presenta un numero davvero notevole di alberghi, ristoranti, locali notturni e attrazioni per tutti i gusti e le età (escursioni in kajak, surf, immersioni).   

Le orde di chiassosi turisti che affollano le strade fin dal mattino non ci impediscono di ammirare la bellezza della città che conserva ancora numerose testimonianze del suo importante passato quando era uno snodo fondamentale per il commercio portoghese: passiamo infatti le prime ore in città visitando (con un biglietto cumulativo di 5 euro) la Igreja de Santo Antonio con i suoi splendidi interni barocchi in legno intagliato, il Forte affacciato sull’oceano, un tempo considerato uno dei più sicuri del Portogallo e il Mercato degli Schiavi, un museo che racconta la storia di quando la città era uno dei principali punti di compravendita di schiavi d’Europa. Pur avendole apprezzate, queste visite ci lasciano un po’ l’amaro in bocca perché, soprattutto il Forte e il Mercato, avrebbero potuto sicuramente essere strutturati meglio, vista la ricchezza di testimonianze storiche che Lagos riserva.  

Una delle principali attrazioni che caratterizzano Lagos è senza dubbio la possibilità di visitare le grotte nascoste che costeggiano il litorale di questa parte dell’Algarve: passeggiando sul lungomare troverete numerosissimi banchetti che vendono i biglietti per queste escursioni in barca, sia verso ovest passando per le grotte di Ponta de Pietade per arrivare fino a Sagres, sia verso est. Noi decidiamo di andare a est per partecipare alla visita alla grotta di Benagil che dista circa 7 km da Lagos. Con un piccolo gommone raggiungiamo questa meravigliosa cavità naturale formata dall’azione dell’oceano che ha scavato la roccia per milioni di anni; lo spettacolo a cui assistiamo è davvero mozzafiato e la cupola naturale ci lascia senza parole. Durante il viaggio di ritorno ci fermiamo in altre due grotte altrettanto stupende e, dopo circa due ore, torniamo sulla terraferma con la schiena dolorante per colpa degli scossoni del gommone ma con la mente piena di immagini meravigliose che ricorderemo per molto tempo. 

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La grotta di Benagil | © Tommaso Prada

Ovviamente non ci facciamo mancare i momenti in spiaggia: tra le numerosissime spiagge che potete raggiungere a pochi minuti dal centro, noi scegliamo di passare un pomeriggio nella piccola Praia da Batata ad ovest del porto, un meraviglioso spazio contornato da scogliere il cui fascino non viene scalfito dall’alta presenza di bagnanti. Il giorno dopo andiamo invece ad est del porto, nella sterminata Meia Praia in cui, con 12 euro, usufruiamo di lettini e ombrellone per tutto il giorno. Inutile dirvi che i nostri costumi non vengono nemmeno bagnati dall’acqua dell’oceano atlantico visto che immergersi sopra alle ginocchia sarebbe un suicidio.

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Una spiaggia di Lagos | © Tommaso Prada

Dove mangiare a Lagos

DON SEBASTIAO: un ristorante in pieno centro che ci ha sorpreso per la cortesia del personale (non così frequente in Portogallo) e la cura dei dettagli (tavoli con la tovaglia!). Anche il cibo non è da meno: abbiamo preso due piatti enormi di cozze (con pomodori e peperoni uno e con aglio e salsa allo champagne l’altro) e una coppa di gelato gigante che ci hanno davvero soddisfatti. Costo per due con calice di vino e dolce: 45€ 

PESCADOR: decidiamo di provare questo ristorante perché nel menù è presente l’arroz de tamboril, ovvero il riso con la rana pescatrice citato anche da Tabucchi in “Requiem”; prendiamo anche il pescato del giorno fritto con il riso di accompagnamento. Quello che ci ha colpito, oltre alla qualità indiscussa del cibo, sono state le porzioni gigantesche: un piatto basta tranquillamente a sfamare due (se non tre…) persone. Costo per due bevande escluse: 38€ 

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L’arroz de tamboril | © Tommaso Prada

A FORJA: un must a Lagos, uno dei ristoranti più noti della città che, poiché non accetta prenotazioni, si riempie fin dalle 19; la fama è pienamente meritata visto che la picanha con riso e fagioli e le seppie alla griglia che assaggiamo non deludono minimamente le nostre altissime aspettative. Costo per due con calice di vino: 35€ 

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Le seppie alla griglia di A Forja | © Tommaso Prada

Giorni 11-13: TAVIRA

Tavira è una cittadina tranquilla che si districa placidamente lungo entrambe le sponde del fiume Gilao a pochissimi chilometri dalla sua foce e, quindi, dall’Atlantico. La differenza con la più caotica e chiassosa Lagos è notevole e per le sue pacifiche strade si vedono tantissime famiglie con bambini e numerosissimi anziani che ci fanno pensare a Tavira come ad una piccola Florida lusitana dove i ricchi pensionati portoghesi vengono a svernare. Il centro storico è un grazioso dedalo di stradine tortuose e piazzette che circondano i numerosi monumenti che meritano sicuramente una visita: il castello in cima ad una collina, il Ponte Romano che unisce le due sponde della città, la Igreja da Misericordia con il suo splendido portale e il Nucleo Islamico, il museo che vi farà scoprire l’origine e la storia della dominazione islamica di Tavira.

La maggiore attrazione che spinge i turisti a visitare Tavira sono senza dubbio le meravigliose spiagge che caratterizzano Ilha de Tavira, la piccola isola che si trova alla foce del fiume Gilao raggiungibile comodamente con un traghetto che ogni mezz’ora parte dal centro della città e che vi porta a pochi metri dalle spiagge. La spiaggia è davvero molto bella e attrezzata: troverete lettini e ombrelloni (a partire da 12 euro per tutta la giornata) e numerosissimi bar e ristoranti che si concentrano lungo una strada e che sembrano quasi comporre un vero e proprio food district. Per quanto riguarda il mare invece, oltre all’ormai consueta temperatura inaffrontabile (un cartello segnalava una temperatura di 16 gradi!), dobbiamo purtroppo segnalare l’altissima presenza di alghe e mucillagine che quasi rendeva impossibile anche camminare lungo la battigia.

Dove mangiare a Tavira

TI MARIA: assolutamente imperdibile questo splendido ristorantino di petiscos dove abbiamo mangiato alcuni dei piatti più buoni di tutta la nostra vacanza: gamberi in salsa di birra incredibili, acciughe fritte e tagliere di affettati buonissimi, ma soprattutto una tartare di tonno che rimarrà nei nostri sogni a lungo. Costo per due con birra: 33€ 

I petiscos di Ti Maria | © Tommaso Prada

ABSTRACTO: dopo averlo visto nei menù di praticamente tutti i ristoranti, finalmente proviamo questo tipico piatto dell’Algarve; stiamo parlando della Cataplana, una sorta di zuppa di pesce con pomodori e patate che deve il suo nome al recipiente di alluminio nella quale viene cucinata e servita. In questo piccolo ristorante del centro la Cataplana conteneva branzino, tonno e spigola ed era ovviamente buonissima. Da sottolineare anche il proprietario gentilissimo con il quale abbiamo scambiato due parole in italiano e il bicchierino di Porto offerto alla fine del pasto.  Costo per due con bottiglia di vino: 40€

La cataplana di Abstracto | © Tommaso Prada

COME NA GAVETA: un altro locale di petiscos super consigliato subito fuori dalla zona più centrale di Tavira, ma questa volta con un taglio più giovane e moderno; non lasciatevi sfuggire i dadini di polenta fritta, le polpette di gamberi e il panino con il filetto di tonno rosso. Costo per due con 4 tapas e calice di vino: 36€

I petiscos di Come na Gaveta | © Tommaso Prada

Giorni 14-15: SIVIGLIA

Il fatto che Siviglia sia una delle nostre città del cuore è pienamente testimoniato da questo recente articolo a cui vi rimandiamo per tutti i consigli su cosa vedere e dove mangiare.

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La Giralda di Siviglia | © Tommaso Prada

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Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Viaggio in California: cosa vedere e dove mangiare tra San Diego e Los Angeles /california-cosa-vedere-dove-mangiare-san-diego-los-angeles/ /california-cosa-vedere-dove-mangiare-san-diego-los-angeles/#respond Sun, 01 Sep 2019 07:00:27 +0000 /?p=17230 Se state programmando un viaggio in California, ecco i nostri consigli per la zona tra San Diego e Los Angeles, dove abbiamo trascorso 2 settimane stupende!

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California, here we are. Pochi viaggi nel mondo, secondo noi, valgono la pena come quello in questo meraviglioso Stato americano. Se anche voi avete in programma un viaggio negli Stati Uniti, ecco i nostri consigli per la zona tra San Diego e Los Angeles (qui la guida di San Francisco), dove quest’estate abbiamo trascorso due settimane stupende.

VIAGGIO IN CALIFORNIA: COSA VEDERE E DOVE MANGIARE TRA SAN DIEGO E LOS ANGELES

SAN DIEGO: COSA VISITARE IN CITTÀ E NEI DINTORNI

* LA JOLLA. In questo quartiere super benestante di San Diego, che affaccia sull’Oceano, potete trascorrere qualche ora piacevole passeggiando sulle sue vie e arrivando fino costa, da cui scorgere tantissimi leoni marini. Qui potete anche fare kayak, visitare le cave e fare un salto alle ‘Tide Pools‘, il cui panorama è assolutamente mozzafiato, specialmente all’ora del tramonto. Tra le spiagge più gettonate della zona, specie dai surfisti, c’è quella di Windandsea.

* PACIFIC BEACH. Questo è il quartiere sicuramente più ‘chill’ di tutta la città e più giovane, in cui tantissime persone si riversano sulla passeggiata piena di locali e sulla spiaggia (che, per i principianti, è quella ideale in cui provare a fare surf: noi l’abbiamo fatto affidandoci alla Surf House proprio davanti alla spiaggia. Costo a persona per una lezione collettiva: 70 dollari). Qui abbiamo trascorso tantissime serate (spesso in spiaggia verso le 20 accendono dei falò molto suggestivi).

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Un tramonto a Pacific Beach | © Caterina Zanzi

* DOWNTOWN. È il cuore di San Diego, le cui strade si snodano tra i grattacieli. Oltre a fare un giro di shopping tra i tantissimi negozi, potete visitare il Balboa Park (e relativo Zoo), la portaerei USS Midway Museum e la zona di Seaport Village. In questo quartiere c’è anche il Petco Park, dove ha sede lo stadio del baseball, dove se volete potete assistere a una partita.

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Il Petco Park | © Caterina Zanzi

*PENISOLA DI CORONADO. Separata da San Diego da un imponente ponte, questa penisola sembra un po’ il ‘buen retiro’ degli abitanti di San Diego, a quanto si può giudicare dalle belle case che affacciano sulla spiaggia. Qui, potete fare un salto all’Hotel del Coronado, albergo da film in cui concedervi almeno un cocktail. Proseguendo verso sud, si trova un’altra spiaggia, quella di Imperial Beach, dove spesso si tengono addirittura competizioni di surf per cani!

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Un’immagine di San Diego| © Caterina Zanzi

*OLD TOWN. Quartiere caratterizzato dagli edifici in stile coloniale spagnolo. Qui trovate tantissimi ristoranti messicani e negozi un po’ troppo turistici. Potete fare un giro folkloristico tra le sue vie per non più di un paio d’ore.

* BLACK’S BEACH. In assoluto, per noi, questa è stata la spiaggia più incantevole di San Diego, che si trova al termine di una scalinata nella roccia (la cui risalita è comunque semplice e dura non più di una decina di minuti a passo normale). Un’info da tenere a mente: si tratta di una spiaggia per nudisti (anche se è possibile tenere addosso il costume). Qui è possibile anche fare parapendio, grazie al vicino centro di Torrey Pines Gliderport. Un poco più a nord di Black’s Beach, inoltre, si trova la Torrey Pines State Beach, da tenere anch’essa in considerazione, mentre proprio a due passi trovate il Salk Institute, un luogo da non perdere per tutti gli amanti dell’architettura.

* SUNSET CLIFFS. Altro luogo incantevole di San Diego: veniteci per il tramonto, come suggerisce il nome stesso. Semplicemente incantevole.

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Uno scorcio dai Sunset Cliffs | © Caterina Zanzi

* OCEAN BEACH. Altra spiaggia carina, con qualche negozio nei dintorni: andateci di mercoledì, quando il mercatino sul lungomare accende decisamente la situazione, al termine del quale potete salire per un drink da The Holding Company, con vista incantevole al tramonto.

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Un tramonto a Ocean Beach | © Caterina Zanzi

* LAS AMERICAS PREMIUM OUTLETS. Se vi sentite in vena di shopping, in questo outlet trovate proposte scontate di tantissimi brand tra cui Nike, Adidas, Michael Kors, Polo Ralph Lauren, Abercrombie e J.Crew. Se ci andate in auto, occhio a non perdere l’uscita e a finire in Messico.

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Un’immagine di San Diego| © Caterina Zanzi

* UN GIRO NEI DINTORNI. Se invece è in Messico, cioè a Tijuana, dove volete andare, fatelo varcando il confine a piedi sia all’andata che al ritorno. Ci potete andare raggiungendo il border in Uber da San Diego (dista una mezzoretta dal centro), e poi prendendo un taxi lato messicano. Informatevi prima perché pare essere una città pericolosa, e avendola visitata sommariamente possiamo affermare che non valga più di tanto la pena, fatta eccezione per poter dire “Sono andato in Messico”. Sempre noleggiando la macchina, in un’oretta e qualche potete raggiungere anche la splendida zona di Orange County, che dovrebbe dirvi qualcosa anche solo per la celebre serie tv.

Noi abbiamo trascorso lì un weekend davvero splendido, tra Newport e Laguna, coronati da un ottimo pranzo da Bear Flag Fish Company a Newport e da una spettacolare cena da Water Grill South Cost Plaza a Costa Mesa, entrambi a base di pesce.

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Un plateau di crudité da Wategrill| © Caterina Zanzi

Per alloggiare, visti i prezzi improbabili della zona, abbiamo scelto un motel della catena Motel 6 a Newport Beach, che ha assolto in maniera essenziale ma decente alla sua funzione di ospitarci una notte.

DOVE MANGIARE A SAN DIEGO

* CAROLINE’S SEASIDE CAFE. Se avete voglia di una colazione o di un brunch con vista sull’Oceano, questo ristorante carino affaccia proprio su Scripps Beach (su cui potete fare una pennichella del dopo pranzo) e serve i piatti classici per quest’orario: scrambled eggs di ogni genere, pancake e hamburger a volontà. Sempre affollato, tenete in conto che potreste fare anche mezz’ora di coda per il vostro ordine, a cui aggiungere un’altra mezz’ora per ricevere i vostri piatti. Per noi, in una domenica di relax, ne è comunque valsa la pena. Prezzo medio: 30 dollari.

* SUGAR AND SCRIBE BAKERY. Altro indirizzo piuttosto valido per colazioni mastodontiche o brunch. Trattandosi di una pasticceria, ad andare particolarmente forti qui sono tantissimi tipi diversi di dolci. Prezzo medio: 30 dollari.

* HERRINGBONE LA JOLLA. Delizioso locale con tanto di caminetti accesi nel quartiere de La Jolla, in cui mangiare bene in un bellissimo ambiente. Noi abbiamo assaggiato un ottimo ceviche e un altrettanto buono lobster roll, ma in carta si trova un po’ di tutto, dalle insalate a piatti decisamente più ricercati. Prezzo medio: 40-50 dollari.

*IRON PIG ALEHOUSE. Se avete voglia delle ribs fatte bene, e siete alla ricerca di un posto spartano, questo è quello che fa per voi. Qui abbiamo assaggiato delle costine davvero deliziose, forse le migliori di tutto il nostro soggiorno statunitense. Prezzo medio: 30 dollari.

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La nostra cena da Iron Pig | © Caterina Zanzi

*THE FISH MARKET. Ottimo ristorante di pesce in cui gustare ostriche, cioppino (una zuppa di pesce ottima), cruditée e altre specialità. Ambiente piacevole e possibilità di cenare in veranda vista Oceano. Una volta usciti di lì, alzate gli occhi al cielo verso la famosa statua ‘Embracing Peace’. Prezzo medio: 60 dollari.

* HERB&WOOD. Bellissimo locale a Downtown in cui mangiare buoni piatti, principalmente a base di carne o pesce Prezzo medio: 70 dollari.

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Un’immagine di Herb&Wood| © Caterina Zanzi

*IRONSIDE FISH & OYSTER. La migliore cena in città l’abbiamo fatta in questo bel ristorante nel quartiere di Little Italy, dove vengono serviti, come dice il nome, piatti a base di pesce e ostriche preparate in ogni modo (buonissime quelle alla Rockfeller). Prezzo medio: 90 dollari.

* IKE’S PLACE. Dicono sia il migliore panino di San Diego e noi non stentiamo a crederlo. Andateci per un sandwich a pranzo ripieno di qualsiasi bontà che vi venga in mente. Ambiente super spartano, prezzi più bassi della media. Prezzo medio: 15 dollari.

* UN COCKTAIL NEGLI SPEAKEASY DI GASLAMP. Gaslamp, il quartiere della movida a Dowtown, accoglie tra le sue vie una moltitudine di speakeasy molto interessanti per bere un drink ben fatto in ambienti davvero notevoli. Tra quelli che abbiamo provato, ci sono molto piaciuti El Dorado Cocktail Lounge, False Idol e Noble Experiment.

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Un cocktail in uno speakeasy| © Caterina Zanzi

* Più volte abbiamo cenato in alcuni dei locali sulla spiaggia di Pacific Beach, senza rimanerne particolarmente colpiti. Tra i più meritevoli, vi segnaliamo FireHouse American Eatery e il Baja Beach Cafè. Per un drink su di un patio in legno fronte spiaggia, invece, vi suggeriamo la Lahaina Beach House. In zona, per pranzo, non è invece male il Woody’s Breakfast and Burgers. Altri nomi per bere un cocktail o una birra sono quelli del Pb Shore Club, del Waterbar e di El Prez.

* A martedì, a San Diego è consuetudine celebrare il “Taco Tuesday“, in cui questa specialità messicana è presa davvero sul serio. Soprattutto in zona Pacific Beach e Old Town, praticamente ogni bar e ristorante offre in questa serata birre e margarita a prezzo ridotto e formule di happy hour tutte a base di tacos. Nessuno dei posti che abbiamo provato ci ha lasciato estasiati, ma se siete giovani o semplicemente volete immergervi in questa usanza locale, vi segnaliamo tra tutti i nomi di Fat Fish e Backyard a Pacific Beach.

Altri ristoranti che mi erano stati consigliati:
* Brigantine
* George’s at the Cove (con vista)
* Shiku (sushi)
* Duke’s La Jolla
* JRDN
* Mavericks (cocktail bar)
* Hodad’s (hamburger)
* Oscars Mexican Seafood

STUDIARE INGLESE A SAN DIEGO CON ESL – SOGGIORNI LINGUISTICI

La vera motivazione che ci ha portato a San Diego, è stata la voglia di rinfrescare il nostro inglese seguendo uno dei corsi promossi da questa agenzia. Per iniziare a farvi un’idea, potete contattare l’ufficio di Milano (sono 8 in tutta Italia) per un appuntamento nella loro centralissima sede. Qui vi verranno illustrate tutte le possibilità, i prezzi e le sistemazioni offerte, e in generale verrete seguiti dal loro giovane e preparato staff, per ogni evenienza, sia prima della partenza che durante il vostro soggiorno. Dopo il nostro corso di due settimane, ci sentiamo di consigliarvi una vacanza-studio insieme a Esl – Soggiorni Linguistici: a San Diego, la scuola da noi frequentata è una struttura moderna e ben organizzata nel quartiere di La Jolla, in cui conoscere studenti da tutto il mondo e seguire lezioni da una decina di partecipanti, a seconda del vostro livello. Noi abbiamo scelto il corso da 3 ore al giorno (mattina o pomeriggio), e siamo rimasti soddisfatti sia dagli insegnanti che dalle attività svolte (in classe, ma anche fuori: per esempio, il kayak e la partecipazione a una partita di baseball). Per quanto riguarda gli appartamenti, vi consigliamo di scegliere quelli della catena Ava Apartments, convenzionata con ESL; in alternativa, viene proposta anche l’opzione soggiorno in famiglia.

LOS ANGELES: COSA VISITARE IN CITTÀ

Purtroppo a Los Angeles siamo stati soltanto per un weekend, ma qui vi lasciamo almeno una lista degli ‘imperdibili’ in città.

* OSSERVATORIO GRIFFITH. Sicuramente il luogo più magico di tutta la città, da cui dominarla, specie all’ora del tramonto. Vi consigliamo di andarci in Uber, specie nel weekend, perché il parcheggio potrebbe risultare una vera fatica.

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Il tramonto dal Griffith Observatory| © Caterina Zanzi

* VENICE BEACH. Uno dei luoghi più simbolici di Los Angeles, impossibile da non visitare. Si tratta in realtà di una delle ‘solite’ spiagge, con alle spalle una carovana di ristoranti e negozi iperturistici.

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Un’immagine di Venice Beach | © Caterina Zanzi

Più interessanti, nei pressi, i Venice Canals, un tentativo di richiamare Venezia con canali, ponticelli e (bellissime) case tra cui passeggiare per un’oretta sognando.

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Alcune case nei Venice Canals| © Caterina Zanzi

* ABBOT KINNEY BLVD. Forse la via che ho preferito di tutta Los Angeles, con negozi super carini tra cui anche MedMen, paradiso dei consumatori di marijuana.

* MALIBU. Luogo incantevole, dove vi consigliamo di venire per pranzo, al Malibu Farm Restaurant, oppure per un aperitivo, da Nobu. Per arrivare qui passerete per la Getty Villa, l’ex residenza del famoso magnate, costruita sul modello di una villa italiana, con al proprio interno reperti greci e romani. A noi non ha entusiasmato.

*BEVERLY HILLS. Se volete sognare ad occhi aperti, in macchina potete passare da Rodeo Drive e in generale da Beverly Hills e rifarvi gli occhi davanti a case da mille e una notte.

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Un viale a Beverly Hills | © Caterina Zanzi

*DOWNTOWN. Non è sicuramente la parte più charmant di Los Angeles, ma se tenete alla foto con le famose stelle, potete fare un salto alla celebre Hollywood Walk of Fame.

*CHINATOWN e KOREATOWN. Se siete fanatici dell’Oriente, questi due quartieri potrebbero fare al caso vostro.

*LAKE HOLLYWOOD PARK. Se volete invece la più classica delle foto con la scritta ‘Hollywood’ alle vostre spalle, uno dei punti migliori da cui scattarla è il Lake Hollywood Park. Clichè.

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La collina di Hollywood vista dal parco| © Caterina Zanzi

* UN POMERIGGIO AL MUSEO. Noi non abbiamo avuto tempo, ma in città non mancano certamente i musei e i poli artistici, tra cui il Los Angeles County Museum e il Getty Center. E, ovviamente, gli Universal Studios.

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Una casa progettata da Frank Lloyd Wright | © Caterina Zanzi

Se siete appassionati di architettura, invece, in città potete guardare almeno da fuori una delle case costruite da Frank Lloyd Wright.

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES

* SUGAR TACO. Ristorante messicano vegano in cui mangiare ottime tacos non di carne, che però quasi sembrano di carne. Locale altamente instagrammabile, specie sul retro. Prezzo medio: 25 dollari.

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Il nostro pranzo da Sugar Taco | © Caterina Zanzi

* MALIBU FARM RESTAURANT. Bellissimo ristorante sul molo di Malibu, in cui pranzare o cenare con vista incredibile. Diversi i piatti veg in carta, accompagnati però da una buona scelta sia per gli amanti di pesce che della carne. Prezzo medio: 40 dollari.

* FIVE LEAVES. Abbiamo cenato in questo nuovo ristorante un po’ per caso, ma ne siamo rimasti davvero soddisfatti. Prezzo medio: 50 dollari.

*IN&OUT BURGER. Celebre fast food californiano dove, di base, ingozzarvi di hamburger (buoni e cheap). Prezzo medio: 10 dollari.

Altri ristoranti che mi erano stati consigliati:

* Pink’s Hot Dogs
* Eggslut
* Grand Central Market
* Gjelina (pizza)
* Pier Burger
* The Bungalow
* True Food Kitchen
* The Apple Pan
* Fig&Olive
* Gracias Madre
* The Abbey
* Mondrian Los Angeles (terrazza per cocktail)
* Formosa Cafè
* No Vacancy
* Harvard and Stone
* Tiki-Ti
* Alameda Supper Club
* Juniper & Ivy
* The Butcher’s Daughter

ALTRE INFO UTILI SUL VIAGGIO

* Come sempre, per il vostro soggiorno negli Stati Uniti vi servirà – oltre al passaporto – anche l’ottenimento dell’Esta e l’assicurazione sanitaria.

* Per volare abbiamo scelto il comodissimo volo diretto di Air Italy Milano Malpensa-Los Angeles, e siamo molto felici di questa scelta.

* Considerate che si tratterà di un viaggio per nulla economico: San Diego e Los Angeles sono tra le città più care degli Stati Uniti. Ovviamente molto dipenderà dalle vostre scelte in fatto di sistemazioni, cene e passatempi, ma mi sento di affermare che, in generale, tutto vi costerà più caro che a Milano (benzina a parte!).

* Sia per Los Angeles che per San Diego vi consigliamo di cuore di affittare una macchina per girare le città. Per il noleggio delle auto noi ci siamo affidati alla compagnia Enterprise, trovandoci molto bene.

* Non fatevi trovare impreparati e scaricate alcune app che si riveleranno fondamentali nella vostra permanenza californiana. Su tutte Uber e Lyft per gli spostamenti, Bird se volete provare l’ebrezza di un giro in monopattino, RA Guide per monitorare tutti gli eventi più interessanti a San Diego e Open Table, che vi salverà per le prenotazioni dei ristoranti.

*Tenete presente che per entrare nei posti che servono alcolici, e in generale ordinare vino, birra o cocktail, vi verrà chiesto ovunque il passaporto (carta d’identità o patente italiana nella maggioranza dei posti non sono accettati, e il rischio di rimanere fuori anche se siete ormai lontani dai 18 anni è alto).

* In California non vedono di buon occhio i fumatori, e in diversi luoghi all’aperto (per esempio, in spiaggia, è vietato accendere una sigaretta, pena multe e richiami). Accertatevi di poterlo fare. In spiaggia e tendenzialmente anche in giro è vietato consumare alcoolici.

Se nel vostro viaggio comprenderete anche San Francisco, qui trovate tutti i nostri consigli su questa meravigliosa città!

Se foste interessati a un itinerario on the road nei parchi degli Stati Uniti, qui trovate il nostro articolo con tutti i dettagli!

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