L'articolo Com’è Aji, il nuovo take away e delivery giapponese di Iyo a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Aji è parecchio esteso e per cominciare offre, oltre a una manciata di kobachi (entrées) tra cui scampi marinati al passion fruit, edamame e wakame salad, anche una vasta gamma di tartare e carpacci. Da provare, a mio avviso, sono i samurai stick (stick di gamberi con edamame avvolti in pasta croccante e salsa piccante), la tartare di ricciola e il carpaccio di gamberi rossi con salsa a base di soia aromatizzata al wasabi.
Tra i piatti caldi che potete scegliere per proseguire ci sono diverse varianti di gyoza, risi e noodles (yaki soba e yaki udon su tutti), oltre che tanti piatti principali a base di pesce come il salmone o il branzino o di carne, come il manzo wagyu leggermente scottato.
La carta, però, dà il meglio con i crudi e propone, oltre che i canonici sushi, sashimi e chirashi, anche i gunkan (paradisiaci, soprattutto i giò con salmone, uova di quaglia e di salmone, tobikko ed erba cipollina) e soprattutto tantissimi uramaki, che vi consiglio spassionatamente.
Li trovate in oltre 10 versioni diverse, servite in porzioni da otto rotolini, tutte gustosissime. Noi abbiamo scelto di provare gli ebi flò (tempura di gamberi, tartare di salmone speziato, lamelle di fiori di zucca in tempura, sesamo e uova di salmone) e gli yume roll (fiore di zucca in tempura farcito di gamberi, carpaccio di tonno scottato e marinato nella soia e semi di sesamo aromatizzati al wasabi): entrambi una goduria!

I roll di Aji | © Caterina Zanzi

I roll di Aji | © Caterina Zanzi
Indimenticabili anche gli uramaki spicy salmon con salmone, avocado, tobikko, maionese, sesamo, salsa piccante ed erba cipollina e i rainbow roll (carpaccio di pesce misto e avocado). Gli ingredienti sono tutti freschissimi, ben rifiniti e gli uramaki non sono né esageratamente grossi né troppo pieni di salse. I sapori sono ben definiti e si distinguono nitidamente e il pesce è davvero freschissimo.

I roll di Aji | © Caterina Zanzi

I roll di Aji | © Caterina Zanzi
In alternativa, c’è spazio anche per gli oshizushi (mattonelle di riso pressato condite da pesce e ingredienti vari) e gli hosomaki, i rotolini con l’anga esterna.
I piatti vi arrivano a casa in una bella confezione, con incluse anche le bacchette, la soia, il wasabi e lo zenzero.
E il costo, direte voi? Inferiore allo stellato Iyo e, direi, anche sostenibile vista la qualità degli ingredienti e la preparazione, in linea con la spesa che si può avere in altri posti che fanno delivery come Temakinho o Bomaki, ma con una resa a mio avviso più convincente. Per farvi avere un’idea, noi per questi quattro tipi di roll abbiamo speso circa 50 euro. In generale, le tartare e i carpacci variano tra i 9 e i 16 euro, i piatti di sushi e sashimi oscillano tra i 12 e i 20, gli uramaki costano di media 12 euro e i piatti principali vengono sui 18 euro.
Il menu e tutti i i prezzi nel dettaglio li potete trovare qui. La consegna sopra i 40 euro è gratuita e gestita internamente dal ristorante. In alternativa, potete passare in via Piero della Francesca e portare a casa in autonomia il vostro pranzo o la vostra cena!
AJI
Via Piero della Francesca 17, Milano
02 25061889
Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 18:30-22:30)
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Alcuni piatti dell’Oasi Giapponese | © Caterina Zanzi
Ve l’ho già detto e ve lo dico ancora. Per me l’Oasi Giapponese ha pochi rivali in città. A partire dal suo chirashi davvero eccezionale. Passando per piatti che difficilmente trovate altrove, come l’ikamentai e il renkon mentai age. Non li avete mai sentiti? Bene, allora fatevi un giro dalle parti di Primaticcio e provate questa trattoria davvero tipica: non ve ne pentirete!
OASI GIAPPONESE. Via Privata Montecuccoli 8, Milano. 02 41540047. Aperto da lunedì a sabato (12:00-14:00 e 19:00-23:00) tranne lunedì sera e domenica. Prezzo medio 30 €.

Un piatto di Fukurou| © Caterina Zanzi
Un altro ristorante in città tra i più genuini e rispettosi delle tradizioni del Sol Levante è Fukurou in zona De Angeli-Gambara. Qui, i cavalli di battaglia nipponici ci sono tutti, ma soprattutto ci sono specialità particolari su cui buttarsi. Astenersi diffidenti: ordinate il tako wasa (ottimo polipo marinato nel wasabi) e date una chance al ramen. Non potrete rimanere indifferenti!
FUKUROU. Via Trivulzio, 16. Tel. +39 02 40 07 33 83. Aperto tutti i giorni (12–14:30, 19–22:30) tranne lunedì. Prezzo medio 40 €.

Il ramen di Osaka | © Alice Avallone
Tra i ristoranti storici di Milano, forse ancora più buono ai tempi dell’apertura, c’è Osaka in zona Moscova. Se venite qui, provate lo shabu shabu – una fonduta con fettine di carne – o, ancora meglio, il ramen. Se non siete tipi da zuppa, ai grandi classici (sushi, sashimi e tenpura) si alternano portate più tipiche come gli spiedini di tofu con salsa di sesamo e salsa di melanzane, una vera delizia per il palato! Tra i clienti, tantissimi orientali, il che rende Osaka una discreta garanzia.
OSAKA. Corso Garibaldi 68, Milano. 02 29060678. Aperto tutti i giorni (12-15, 19-23). Prezzo medio 40 €.

Il tenpura di polipo di Nozomi| © Caterina Zanzi
Vi piacciono i ‘dragon roll’ degli all you can eat? Benissimo, evitate Nozomi in zona corso Indipendenza. Qui, infatti, in carta non ci sono né sushi né sashimi. Una scelta che, la prima volta che ci sono stata, mi ha lasciata un po’ perplessa, ma che poi ha avuto un senso alla luce della qualità degli altri piatti. Incredibile la melanzana spalmata con miso alla griglia e buonissime le specialità grigliate, ma anche i fritti. I proprietari, da poco, hanno aperto anche la Saketeca Go, tutta dedicata al sake, che non vedo l’ora di provare!
NOZOMI. Via Pietro Calvi 2, Milano. 02 76023197. Aperto tutti i giorni (12-14, 19-23), tranne lunedì e giovedì a pranzo. Prezzo medio 35 €.

Un menu pranzo di J’S Hiro| © Caterina Zanzi
Tra le scoperte più belle di quest’anno, J’S Hiro in zona Porta Romana. Al netto della gestione piuttosto approssimativa, il cibo è davvero ottimo e l’ambiente piccolo – miraccomando, prenotate! – ma grazioso. Ottimo il tenpura, così come il sushi (provate quello di granchio!) e la tartare di tonno. Voto alto anche per i diversi piatti caldi in carta e interessante la possibilità di ordinare un menu del giorno ben strutturato all’ora di pranzo.
J’S HIRO. Via Vittadini 7, Milano. 02 58320038. Aperto tutti i giorni (12-14:30, 19:30-23) tranne lunedì. Prezzo medio 25 €.

Un antipasto di Yoshi | © Caterina Zanzi
Forse il ristorante più ‘pettinato’ tra quelli elencati finora, Yoshi è tra i locali giapponesi più raffinati in città. Merito dell’ambiente minimalista e abbastanza elegante, “merito” anche della clientela abbastanza tirata. Ma scavando sotto, al di là degli ospiti e del conto oggettivamente alto (per i miei gusti, un po’ troppo alto), non si può dire che le proposte non siano all’altezza. Scelto per un’occasione speciale, può essere il ristorante giusto: anche soltanto per il sashimi, che qui ho trovato davvero spaziale!
YOSHI. Via Parini 7, Milano. 02 36591742. Aperto tutti i giorni (12-14:30, 19-23) tranne sabato a pranzo e domenica. Prezzo medio 60 €.

Gli uramaki di Basara| © Basara Fb
Diciamocelo, questa cosa di chiamarsi ‘sushi-pasticceria’ è un po’ ridicola. Ma dietro il marketing spinto, Basara cela tante buone idee e due locali molto belli, uno sui Navigli e l’altro (non da molto) in corso Italia. Ottimi gli uramaki, le tartare e i dolci, altra prerogativa del locale che in parte giustifica il nome. Personale gentile, prenotate con diverso tempo di anticipo perché è sempre (e dico sempre!) al completo.
BASARA. Via Tortona 12, Milano. 0283241025| Corso Italia 6, Milano. 0272020141. Aperto tutti i giorni (12-15, 18:30-00.30) tranne domenica. Prezzo medio 50 €.

Il sashimi di Poporoya| © Poporoya Fb
Impossibile escludere Poporoya da questa lista. Considerato il sushi per definizione a Milano da molti, è anche e soprattutto uno dei primi. Intimo, carino nel format che accosta alla cucina anche un ministore con prodotti alimentari giapponesi, e davvero curato negli ingredienti. Sfido chiunque a non conoscere il chirashi di Shiro: sì, è un invito a prenotare adesso!
POPOROYA. Via Eustachi 17, Milano. 02 29406797. Aperto tutti i giorni (11:30-14, 18-21:30) tranne lunedì a pranzo e domenica. Prezzo medio 30€.

Il sushi ‘alla milanese’ di Wicky’s Wicuisine | © Caterina Zanzi
Nel caso di Wicky’s, sarebbe più corretto parlare di ristorante fusion. Ma la verità è che in questo locale in corso Italia si possono assaggiare alcune delle portate giapponese meglio riuscite in città. A partire dal suo grande classico, il sushi ‘alla milanese’ con riso allo zafferano. Ma l’esperienza sensoriale, ve lo prometto, andrà molto al di là di questo singolo piatto. Complice il tocco magico dello chef srilankese, che sa rendere ogni piatto ‘normale’ davvero speciale.
WICKY’S WICUISINE. Corso Italia 6, Milano. 02 89093781. Aperto tutti i giorni (lun-sab 19:30-23 e mar-ven 12:30-14:30). Prezzo medio 60 €.

I gunkan di Iyo | © Caterina Zanzi
Per finire, impossibile non menzionare in questa lista Iyo di via Piero della Francesca, il ristorante giapponese che preferisco in città per le grandi occasioni. Compleanni e anniversari non possono passare senza fare un salto qui: merito del locale bellissimo, del servizio sempre impeccabile e dei gunkan che, a mio parere, dovrebbero essere annoverati tra le sette meraviglie del mondo!
IYO. Via Piero della Francesca 74, Milano. 02 45476898 Aperto tutti i giorni (12:30-14:30, 19:30-23:30) tranne lunedì. Prezzo medio 60 €.
Questa lista di posti, che altrimenti sarebbe stata infinita, si ferma a 10. Ma vi do, comunque, qualche piccolo consiglio aggiuntivo. Per gli okonomiyaki non fatevi sfuggire Maido. Per i temaki, sempre e solo Temakinho. E, quando siete alla fine del mese, per un all you can eat buono scegliete Asahi. Pensate vi possa bastare?
Adesso tocca a voi! Qual è il vostro ristorante preferito in questa lista e invece quale il nome ‘segreto’ da condividere con me?
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]]>Dunque anche quest’anno, il primo da quando questo giapponese è stato insignito della prima e meritatissima stella Michelin, ho fatto ritorno carica di aspettative. Che non sono state deluse: per una cena speciale è da mettere nella lista dei posti del cuore. Parola di amante di cucina orientale. E non perdete il racconto della cena speciale da Iyo Aalto!
Quando qualche giorno fa ho postato sulla pagina Facebook di Conosco Un Posto una foto della cena, con i gunkan in bella mostra, qualcuno ha commentato così “Io quando ci vado chiedo che durante i gunkan non si parli, è mistico”. Ecco, io non avrei saputo descrivere meglio la sensazione.
Io questi gunkan li metto ai primi posti tra le cose più buone mai mangiate in vita mia. E giuro che ne ho mangiate parecchie. Che siano con salmone, uova di quaglia ed erba cipollina o con ricciola, scampo, avocanda e salsa piccante. Oppure con tartare di salmone e le sue uova o con i ricci di mare. Oppure con ventresca di tonno con caviale. Non so, devo continuare?
Ma qui ogni piatto è costruito sapientemente e niente è lasciato al caso. A partire dai gamberi rossi di Mazara del Vallo con riduzione di ponzu e fili di daikon. Ne avrei ordinate ancora sei porzioni.
Continuando con il king crab, un’esplosione di sapori fatta di granchio reale alla griglia, salsa ponzu e cipolle di Tropea.
E che dire degli uramaki, preparati senza banalità, con la dose giusta di fantasia negli accoppiamenti: come questi ebiten (gamberi in tempura, tobiko, pasta kataifi e salsa teriyaki) e i più speciali yume roll (fiore di zucca in tempura farcito di gamberi, carpaccio di tonno scottato e marinato nella soia con salsa al wasabi).
Stesso discorso per il temaki o per questo piatto di sushi misto: il pesce è morbido e i sapori sono netti, come devono essere quelli di pesci così diversi tra loro; il riso poi non ne parliamo, cotto e sgranato alla perfezione.
Per i non amanti del pesce crudo, in menu ci sono diverse portate calde, come le varie proposte a base di pasta e riso: un esempio sono questi deliziosi yaki soba, spaghetti di grano saraceno al salto con ricciola e verdure.
Nonostante di norma preferisca i locali più ‘easy’, a volte concedermi una cena in un ambiente più raffinato non mi dispiace. Le luci sono abbassate, la tavola ben curata e il personale, nel complesso, molto gentile. Forse rispetto ai primi anni, quando il servizio era davvero eccellente, il livello si è un po’ abbassato e non c’è più quella cura nella spiegazione dei piatti e nel seguire gli ospiti. Se c’è una cosa che mi manca è questa, nonostante la gentilezza sia innegabile. Ma a volte anche un po’ di conoscenza dei piatti da parte del personale non guasterebbe.
Il consiglio è quello di prenotare in una delle salette ai lati dello spazio principale, certamente più raccolte e intime. Qui si può parlare a un tono di voce più normale e l’atmosfera è più tranquilla.
Nonostante la nuova stella Michelin, il conto rispetto agli anni passati si è mantenuto stabile, e questo è certamente apprezzabile: si mantiene sotto i cento euro e si esce, comunque, decisamente soddisfatti e con alle spalle almeno una bottiglia di vino. Il prossimo gennaio, non ho dubbi, mi troverete di nuovo seduta a questo ristorante dietro corso Sempione!
IYO
Via Piero della Francesca 74, Milano
02 4547 6898. [email protected]
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-23:30) tranne il lunedì.
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