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]]>Il nostro pranzo è iniziato con il benvenuto dello chef: cavolo rapa ripieno di salsiccia di vitella e salsa verde, chips di patata dolce e baccalà alla panna acida alla cola, un wafer di passion fruit ripieno di patè di fegatini (eccezionale!) e una pallina di arachidi ripiena di crodino.

Il benvenuto dello chef | ©Tamara Ilic
Decidiamo di scegliere il menu ‘C’era una volta’ per provare la cucina in ogni suo aspetto. La degustazione inizia con un antipasto di sgombro in salsa di fiori di zucca e pomodori confit. Ad accompagnare l’avvio del percorso gastronomico, uno Chardonnay 2014 Bel Ami di Boroli, l’azienda vinicola della stessa proprietà della Locanda.

Sgombro in salsa di fiori di zucca | ©Tamara Ilic
Proseguiamo con una spaziale battuta di fassona con mandorle tostate e gelato Beppino Occelli, un tipo di crema gelato di formaggio vaccino e pecorino stagionato in foglie di castagno, e crema di mandorle. La qualità degli ingredienti è innegabile e ogni boccone è un piacere. La porzione è giusta e l’accostamento di sapori da sogno. Perfetto anche l’abbinamento con un Barbera del 2014 dal sapore fruttato, tipico della zona della frazione Madonna di Como di Alba.

Battuta di fassona | ©Tamara Ilic
Ormai siamo innamorati della Locanda, oltre che supercoccolati dal personale che è sempre presente e attento. Il primo sono dei fantastici tajarin ai 40 tuorli – 40 tuorli per un chilo di farina! – con pomodoro e salsiccia, accompagnati da un ottimo, fruttato ed equilibrato Barolo del 2013. Voto 10 e lode: ammettiamo che abbiamo fatto anche la scarpetta!

Tajarin ai 40 tuorli | ©Tamara Ilic
Concludiamo con una costata di fassona piemontese con salsa al dragoncello e patata con salsa hollandaise con senape.

Costata di fassona con patata e salsa hollandaise | ©Tamara Ilic
Che pranzo sarebbe senza il dessert? La nostra ciliegina sulla torta finale è un buonissimo bunet, tipico dolce piemontese, nella variazione dello chef: una mousse semifredda all’amaretto ricoperta da cioccolato fuso e crumble al rum con gelato al fiordilatte. Ce lo sogniamo ancora!

Bunet | ©Tamara Ilic

La piccola pasticceria | ©Tamara Ilic
Finiamo con la piccola pasticceria (tartelletta con lampone e crema di lime e cocco, uno stecco di yogurt e rapa rossa all’aceto balsamico, cookies e un mignon di cioccolato e nocciola con lampone), oltre che con un gran sorriso sulle labbra. L’intero pranzo è stato un’esperienza magnifica.

Tavolo con vista sui vigneti | ©Tamara Ilic
Il ristorante è situato su una collina con una magnifica vista sui vigneti del Barolo, in località Madonna di Como ad Alba. Il posto è facilmente raggiungibile da Milano in un’ora e mezza (al massimo!) di auto e una volta arrivati, prima di accomodarvi in sala, passerete di sicuro un po’ di tempo ad ammirare lo splendore delle vigne e la tranquillità del luogo.

Locanda del Pilone | ©Tamara Ilic
La Locanda del Pilone è un equilibrio perfetto tra eleganza e accoglienza, formalità e familiarità, tradizione e contemporaneità. Il personale di sala è gentile, disponibile, preparato e, dettaglio che ci ha particolarmente fatto piacere, giovane. Lo chef stesso, Federico Gallo, è classe ’87!

La vista dalla Locanda del Pilone | ©Tamara Ilic
Il menù ‘C’era una volta’ come descritto sopra costa 95€ a testa, incluso l’abbinamento di vini, altrimenti l’importo è di 70€. Il menù a fantasia dello chef composto da 10 portate costa 110€ oppure 160€ se abbinato ai vini. In alternativa è sempre possibile ordinare alla carta, in cui i primi indicativamente costano sui 20€ e i secondi 30€. Considerando il posto, la qualità della cucina e degli ingredienti e il servizio impeccabile (e la stella Michelin!) il prezzo è a nostro parere assolutamente giusto!
LOCANDA DEL PILONE
Strada della Cicchetta 34 – Località Madonna di Como, Alba
0173 366616 | [email protected]
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]]>Ecco tutti i miei posti del cuore!
* NEIVE. Tra i borghi che mi sono piaciuti di più c’è senza ombra di dubbio Neive, un paesino davvero delizioso fatto di stradine acciottolate e splendidi scorci. Qui ho pranzato in un ristorante molto caratteristico, L’Aromatario, che porta in tavola una cucina tradizionale con qualche twist innovativo (prezzo medio, 25 euro). Se siete da queste parti, non mancate anche una visita alla Cantina del Glicine, la più antica d’Italia ancora in funzione. Qui, oltre a fare un giro tra le botti dei sotterranei, potrete anche approfittare di una degustazione gratuita cui potrete far seguire, se apprezzerete, l’acquisto di qualche buona bottiglia.

Neive | © Caterina Zanzi

La carne cruda di fassona de L’Aromatorio | © Caterina Zanzi
* BARBARESCO. Dopo Neive, potete fare un salto a Barbaresco, uno dei borghi più curati e ricchi della zona. Qui, oltre a passeggiare tra le viette, salite sulla Torre di Barbaresco, da cui potrete godere di una vista incredibile su tutte le colline, fiume Tanaro compreso. Tra le cantine più belle che potrete visitare qui c’è Gaja, una vera e propria istituzione in Italia. In questa zona ho cenato nel ristorante stellato La Ciau del Tornavento: ambiente sottotono, servizio non impeccabile, cucina discreta, cantina super (prezzo medio, 100 euro): le ho preferito le trattorie, ecco!

La vista dalla Torre di Barbaresco | © Caterina Zanzi
* BAROLO. Anch’esso caratteristico (anche se, a mio parere, un po’ meno di impatto rispetto ad altri), Barolo è un bel borgo in cui hanno sede anche il Museo del Cavatappi e diverse cantine. Io ho visitato quella dei Marchesi di Barolo, di altra dimensione rispetto a quella del Glicine ma altrettanto caratteristica. Anche qui, è possibile in seguito alla visita degustare qualche vino speciale. Per pranzo mi sono fermata da La Cantinetta in via Roma, con discreta soddisfazione (prezzo medio, 30 euro). In zona, potete anche fare una sosta alla Cappella del Barolo, una coloratissima costruzione reinterpretata dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett e a una delle tante Panchine Giganti su cui sentirvi piccoli piccoli!

Uno scorcio della cantina di Marchesi di Barolo | © Caterina Zanzi

Cappella del Barolo | © Caterina Zanzi

Una delle Panchine Giganti | © Caterina Zanzi
* LA MORRA. Arroccata su una collina che domina la valle, La Morra offre una splendida vista dal suo Belvedere e il consiglio è quello di salire in cima alla Torre Campanaria per emozionarvi ancora di più!

La vista dal Belvedere di La Morra | © Caterina Zanzi
* CASTELLO DI GRINZANE-CAVOUR. Nonostante la mia laurea in Storia, mi era sfuggito che Camillo Benso di Cavour, prima di unire l’Italia, fosse stato sindaco di Grinzane per 17 lunghi anni. Così, questo castello, oltre a essere un’ottima scusa per un ripassino, offre una pausa rigenerante con le sue mura e le sue stanze. Una visita è d’obbligo: all’interno potete trovare anche un’enoteca in cui acquistare prodotti locali e un ristorante molto rinomato, che però non ho provato.

Il Castello di Grinzane-Cavour| © Caterina Zanzi
* CASTELLO DI SERRALUNGA D’ALBA. Anche se meno conosciuto rispetto al Castello di Grinzane-Cavour, questa fortezza vale lo stesso una visita: dalla sua sommità, infatti, la vista è bella e anche in questo caso si può approfittare di una visita guidata.

L’ingresso del Castello di Serralunga d’Alba | © Caterina Zanzi
* ALBA. Se siete nelle Langhe, una mini visita ad Alba è d’obbligo, più che altro per ammirare i meravigliosi interni della sua Cattedrale e fare una sosta gourmet. I buoni ristoranti, infatti, non mancano proprio nella cittadina. Oltre a contare sul tristellato Piazza Duomo di Enrico Crippa (di cui vi ho già raccontato qui), ho provato anche la spartana quanto saporita Osteria dei Sognatori: super consigliata (prezzo medio, 25 euro)!
* BRA. Un’altra cittadina che potete visitare, un pochino più a nord, è Bra, con i suoi vicoletti e l’atmosfera d’altri tempi. Qui una sosta all’Osteria del Boccondivino è d’obbligo: in questo ristorante, infatti, è nato lo Slow Food e al di là di questa chicca, la cucina è davvero meritevole.
Come alloggio in questi giorni ho scelto degli appartamenti di design con vista mozzafiato, i Qb Apartments a Montelupo Albese. Queste camere grandi quanto belle hanno delle grosse vetrate e l’impressione è quella di dormire letteralmente tra le vigne. Una sistemazione splendia, anche se consiglio di portare una mascherina per la notte, nel caso non siate abituati alla luce sin dalla mattina presto!

Qb Apartments | © Caterina Zanzi

Qb Apartments | © Caterina Zanzi
In zona ho cenato, entrambe le volte con molta soddisfazione, alla Trattoria in Piazza, un vero gioiellino gestito da una signora che definire tatona è relativo (prezzo medio, 30 euro), e alla Trattoria nelle Vigne di Diano d’Alba, in cui il menu à la carte è abolito in favore di una degustazione (prezzo medio, 30 euro) davvero eccellente e con un rapporto qualità-prezzo al limite dell’inconcepibile per noi milanesi.

I ravioli del plin della Trattoria in Piazza | © Caterina Zanzi
Siccome purtroppo non ho potuto provare tutti i nomi che mi avete consigliato o che ho trovato online, vi lascio qui una lista di posti non direttamente provati, ma caldamente consigliati:
RISTORANTI:
– Agriturismo Brusalino (Mango)
– Trattoria del Peso (Belvedere Langhe)
– Osteria Battaglino (Dogliani)
– Il Verso del Ghiottone (Dogliani)
– Agriturismo La Torricella (Monforte d’Alba)
– Le Case della Saracca (Monforte d’Alba)
– Osteria da Gemma (Roddino)
– Il Grecale (Novello)
– Locanda in Cannubi (Barolo)
– Massimo Camia (La Morra)
– Bovio (La Morra)
– L’Osteria del Vignaiolo La Morra)
– Casa Scaparone (Alba)
CANTINE:
– Pecchenino
– Chionetti
– Einaudi
– Ceretto
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