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Un’immagine della Cascina Cuccagna | © Caterina Zanzi
Una vecchia cascina del ‘700 nel cuore di Porta Romana, a poca distanza dalla Fondazione Prada, che regala l’impressione di essere lontanissimi da Milano, in un cortile verde e con tanto di orto, lucine e tavoli esterni. Il servizio di ristorazione è suddiviso tra ristorante (con servizio al tavolo e in una parte riservata della struttura) e bar (self service). Entrambi risultano troppo cari per la proposta offerta, soprattutto il ristorante, considerate le materie prime dei piatti in carta solitamente di facile reperibilità. Il bar, oltre a non prendere prenotazioni (un peccato considerato l’ampio spazio esterno, adatto ad aperitivi tra amici e/o colleghi) risulta essere in linea con (l’alta) media milanese: 5€ per uno spritz, servito senza alcun accompagnamento, pare eccessivo nel contesto informale in cui è inserito. Da ultimo, il servizio è quasi sempre approssimativo, disorganizzato e spesso addirittura sgarbato.
UN POSTO A MILANO. Via Cuccagna 2, Milano. 02 5457785. Aperto tutti i giorni dalle 10 a tarda sera.

La sala interna di LùBar| © Lucia Brusco
Location incantevole, situata all’interno della Gam, la Galleria d’Arte Moderna alle porte del parco Indro Montanelli. L’ambiente interno e il menu di LùBar richiamano la terra siciliana: tavoli in ceramica, ambienti luminosissimi e piante ad ogni angolo. I servizi offerti vanno dalla colazione (ottime le brioche con crema al pistacchio), al pranzo, all’aperitivo e alla cena, dove potrete degustare le cosiddette “scutedde“, dei piattini di modeste dimensioni da condividere. Purtroppo il servizio risulta essere ogni volta mediocre, superficiale, e molto molto lento. Lo spazio esterno anche qui non è prenotabile, e dato l’esiguo numero di posti (poco più di una ventina in tutto) si deve quindi mettere in conto un’attesa assicurata. Assolutamente migliorabile, infine, anche e soprattutto nel rapporto quantità-prezzo.
LÙBAR. Via Palestro 16, Milano. 02 83527769. Aperto dal martedì alla domenica, dalle 8 alle 24.

Un’immagine di A Casa Eatery | © A Casa Eatery Fb
Entrando in questo locale in zona Darsena, vi sentirete davvero a casa: gli interni sono divisi in più salette diverse, gli arredamenti richiamano le case milanesi di una volta, senza lasciare nulla al caso. Se alla sua apertura (risalente ormai ad un paio di anni fa) poteva lasciar piacevolmente sorpresi i clienti, purtroppo ora a Milano questa tipologia di locale è molto frequente e impone che almeno il cibo sappia distinguersi. Da Casa Eatery, però, alcuni piatti ci sono stati serviti incompleti, e altri hanno presentato evidenti errori di cottura. Il personale gentile e premuroso non basta a promuoverlo, complice anche un rapporto qualità-prezzo non particolarmente esaltante.
A CASA EATARY. Via Conca del Naviglio 37, Milano. 02 3674 3350. Aperto tutti i giorni (12:30-15, 19:30-23).

Un’immagine di Sixiéme Bistrò | © Caterina Zanzi
Fascino esotico e dettagli moderni convivono da Sixième Bistro, spazio aperto di recente che al proprio interno ospita sia un bar-ristorante che una galleria di design. Ottime premesse, anche tenuto conto dell’atmosfera da oasi di pace pur nel cuore di Milano, a pochi passi dalla Darsena. Ma il servizio è distratto, i costi spropositati, la qualità dell’offerta tendente al basso. Purtroppo, non basteranno tante piante e delle belle sedie a farci tornare.
SIXIÈME BISTRO. Via Scaldasole 7, Milano. 02 3651 9910. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-00) tranne domenica.

Il cortile delle Fonderie Milanesi |© Caterina Zanzi
Il cortile di Via Giovenale rimane uno dei posti più belli e affascinanti di Milano, soprattutto d’estate. L’aperitivo delle Fonderie (di cui vi abbiamo già parlato qui) è il momento più frequentato: i prezzi dei cocktail sono in linea con la zona, e ad attendervi troverete un buffet, alquanto sommario e di scarsa qualità. Un altro problema persistente è la prenotazione: il numero di telefono risulta spesso irraggiungibile e riuscire a parlare con qualcuno, per noi, si è rivelato sempre praticamente impossibile. Ogni domenica la proposta delle Fonderie si arricchisce della formula brunch: 20€ per un piatto alla carta, più un buffet da cui attingere. Se il prezzo è assolutamente competitivo, non altrettanto si può dire della qualità del cibo.
FONDERIE MILANESI. Via Giovenale 7, Milano. 02 3652 7913. Aperto dal martedì alla domenica (19-02), domenica anche a pranzo (12:30-15:30).

Un’immagine di Osteria Milano | © Caterina Zanzi
Arredi d’altri tempi, ambientazione tutta da fotografare, un unicum in questo senso nella landa pressoché desolata della zona, Lambrate. Ma oltre a questo, non c’è molto. Mix di specialità toscane e piemontesi senza troppa anima, servizio davvero scarso, prezzi ben oltre la media. L’aperitivo? Un calice di vino a 12 euro senza nemmeno due noccioline o olive in accompagnamento. Peccato.
OSTERIA MILANO. Via Gaetano Sbodio 30, Milano. 02 215 4362. Aperto tutti i giorni (lun-ven 18-2 e sab-dom 10-2)

Colazione da Bar Luce | © Caterina Zanzi
Sin dalla sua apertura nel 2015, il Bar Luce di Fondazione Prada è stata una meta obbligata per tutti gli instragrammer milanesi (e non solo): grazie anche all’ispirazione di Wes Anderson, una volta entrati qui si viene immediatamente catapultati in uno (splendido) bar anni 50-60, con tanto di poltroncine pastello, flipper e juke box, tavolini in formica e lampadari tondi. Situato proprio all’ingresso dell’edificio principale della Fondazione, sulla carta il Bar Luce è il posto perfetto per uno stop tra una mostra e l’altra. Peccato per i pochi posti a sedere disponibili, che durante il fine settimana diventano un miraggio a qualsiasi ora, e anche per i prezzi proposti (10€ per un cocktail più 3€ di coperto, con qualche nocciolina ad accompagnare). Servizio disattento, nonostante il nome altisonante.

Gud a Citylife | © Caterina Zanzi
Un meraviglioso chiringuito incastonato tra il verde e i grattacieli di Citylife, che vale una visita fosse anche solo per l’atmosfera. Questo è Gud a Citylife, una delle novità dell’estate e costola ‘all’aperto’ di un nuovo locale in via Eustachi. Che oltre all’atmosfera, però, ci mette ben poco. L’abbiamo provato per l’aperitivo, molto scarno: hummus, due verdure crude e qualche pezzetto di salame vengono servite a otto euro in accompagnamento a una birra. In alternativa, potete ordinare delle focacce, a caro prezzo. In cassa, poi, c’è sempre coda e lo staff sembra colto alla sprovvista.
GUD CITYLIFE. Piazzale Arduino 1, Milano. 3519393770. Aperto tutti i giorni (12-22:30).

L’esterno del San Pietro Cafè | © Caterina Zanzi
Questo bel locale a due passi da Porta Venezia è cafè, bistrot ed enoteca e assomiglia a una bella cornice senza quadro. Il locale è molto carino, sia all’interno che nel piccolo quanto delizioso dehors, ma su tutto il resto non ci siamo. Il menu è sempre identico a se stesso, il servizio un po’ disorganizzato e i prezzi decisamente oltre la media, soprattutto se considerata la qualità non eccelsa, ad essere gentili.
SAN PIETRO CAFÈ. Corso Buenos Aires 6, Milano. 02 7862 2210. Aperto tutti i giorni (7-00).

Un’immagine di Al Cortile | © Al Cortile Fb
Forse è il cortile di via Giovenale a essere un po’ sfortunato, perché oltre alle Fonderie Milanesi anche Al Cortile si trova qui ed è un ulteriore perfetto esempio di location stupenda a prezzi alti e qualità nella media. Il drink meno caro qui, costa 16 euro e dura pochi sorsi, mentre la bottiglia di vino più economica viene sui 30/35 euro. Se volete (addirittura) cenare, preparatevi a veder lievitare notevolmente il conto. Nota finale dolente, anche in questo caso il servizio è poco attento.
AL CORTILE. Via Giovenale 7, Milano. 02 89093079. Aperto tutti i giorni (19-2) tranne domenica.
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Un piatto di Saka Bar | © Caterina Zanzi
Riponevo in questo nuovissimo ristorante giapponese in via Marghera grosse aspettative. Sia perché avere un etnico di livello a due passi da casa non mi sarebbe dispiaciuto, sia perché è sempre un piacere quando a Milano sorgono locali diversi dai soliti sushi, con in carta piatti introvabili altrove. Purtroppo, però, Saka Bar – almeno per cena – si è rivelato un buco nell’acqua. Locale buio e poco curato, incomunicabilità con il personale di sala a causa di evidenti problemi linguistici, piatti più o meno riusciti comunque serviti in porzioni che definirei ridicole. Per uscirne sazi ci vorrebbero cento euro (a testimonianza di ciò dirò solo che il costo di tre nigiri è di 15 euro: alla fine, quindi, si torna a casa con lo stomaco vuoto e una generale sensazione di incompiutezza. Sarà che dietro a questa nuova avventura c’è un pizzaiolo che anche con un la pizza poco mi aveva convinta?

Un angolo di Aromando Bistrot | © Caterina Zanzi
Aromando Bistrot, ristorantino delizioso dietro Paolo Sarpi, è il classico esempio di posto “più bello che buono”. Il locale, infatti, è uno dei più curati, confortevoli, amorosi in cui io sia mai stata. Arredi come a casa, tavole curate nei minimi dettagli, fiori e piante ovunque e un’atmosfera davvero difficile da respirare altrove a Milano. Eppure, a una tale bellezza dell’ambiente non corrisponde, purtroppo, un’altrettanta cura nei piatti proposti. Tante le salsine che spesso coprono i sapori, cotture sbagliate (il mio polpo rasentava l’immangiabile), accostamenti più simili ad azzardi che a matrimoni riusciti. Il servizio è discreto, il conto alla fine esagerato per quanto offerto (tenete in considerazione una quarantina di euro bere a parte). Un ‘peccato’ grosso come una casa.

Un piatto di Achar | © Caterina Zanzi
A provare la cucina nepalese di Achar volevo andare da tantissimo tempo, più o meno da quando, soltanto qualche mese fa, ha aperto questo nuovo locale ‘tradizionale’ in via Piero della Francesca, proprio dietro a Sempione. Ma il ‘buona la prima’, questa volta, non c’è stato. In carta i momo (ravioli misti), pasta fresca all’uovo variamente condita, e tanta carne. La mia esperienza? Ravioli poco convincenti, sapori nient’affatto definiti o distinguibili, nessun motivo particolare per gridare al miracolo, all’infuori di un pollo marinato con spezie fresche e limone, davvero buono. Peccato perché il posto è abbastanza carino e il servizio davvero gentile.

Una immagine di Ideal | © Pagina Fb Botanical Club
Non è un ristorante, ma un cocktail bar, aperto pochissimo tempo fa dai ragazzi del Botanical Club. Spiace dire che quanto mi piace quest’ultimo (specie per i gin e i pokè), tanto non mi è piaciuto l’Ideal. Ed è un peccato: perché la zona (siamo dietro via Washington e vicino a Conciliazione) è povera di bei posti dove bere un buon cocktail, perché – egoisticamente – è vicino casa e sarebbe potuto diventare tappa fissa e perché, almeno negli intenti, ci poteva stare. Ma quel che ne esce è un locale asfittico con tre posti al bancone e sei in totale appollaiati su dei tavolini che assomigliano più a isole nell’oceano e cocktail nella norma a più di 10 euro l’uno. L’aperitivo? Una dozzina di mandorle e qualche oliva. Next, please!

La sala interna di LùBar| © Lucia Brusco
All’inizio, alla sola idea che esistesse anche solo per un caffè in pausa pranzo, ero entusiasta di LùBar, bellissimo locale proprio davanti alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Ma andandoci un paio di volte, mi sono dovuta ricredere: al di là della bellissima atmosfera, c’è ben poco. Il servizio è lento, i prezzi sono elevati, la gestione dei tavoli è mal pensata. E, cosa ben più grave, anche il cibo è sotto la sufficienza. La formula dell’aperitivo (due cucchiaini di hummus e 4 olive), poi, è davvero ridicola.
E per voi quali sono stati i flop dell’ultimo periodo in città? Commentate sui social usando l’hashtag #conoscounposto!
L'articolo Ristoranti a Milano: altri 5 flop per Conosco un posto sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Verde e specialità siciliane nel nuovo bistrot-caffetteria di LùBar dentro alla Gam sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L’interno dell’ala sud della Villa, un tempo porticato di transito per le carrozze e limonaia, è stato infatti recuperato come giardino d’inverno per ospitare un locale nuovo di zecca. Noi siamo già andati in esplorazione e ora vi raccontiamo com’è!

La sala interna | © Lucia Brusco

Caffè e brioches | © Lucia Brusco
Questo nuovo angolo milanese, chiamato da chi l’ha progettato ‘garden restaurant’, è aperto dalle 8 del mattino fino a mezzanotte per accogliervi per una pausa rilassante all’insegna dei prodotti tipici della tradizione siciliana: cannoli farciti al momento, granite e succhi di frutta bio, latte di mandorla e ovviamente arancini di tutti i tipi, da quello classico a quello al ragù fino alle versioni più originali come quella (deliziosa) con gamberetti e pistacchio. In carta, anche il macco di fave, le panelle palermitane rivisitate (al forno invece di fritte), le polpettine di melanzane, la pasta alla bottarga e gli involtini di manzo alla messinese.
LùBar è un progetto di slow street food nato in Sicilia nel 2013 da un’idea di tre fratelli innamorati della loro terra. Nell’aprile 2014 LùBar sbarca a Milano, nel mezzanino di Stazione Centrale, con la sua Ape Piaggio per offrire a turisti e milanesi di passaggio le specialità della Trinacria. Tre anni dopo, ecco una nuova avventura.

Il dehor esterno | © Lucia Brusco
La Galleria d’Arte Moderna di Milano ha casa in Via Palestro, a due passi dalla fermata della metro rossa e di molte altre linee di bus e tram, Per raggiungerla, quindi, non fate i pigri, lasciate a casa l’auto e usati i mezzi pubblici!

Un altro scorcio della sala interna | © Lucia Brusco

Un particolare della sala interna | © Lucia Brusco
Insieme al monumento Lambertenghi di Berthel Thorvaldsen, la sala interna ospita i tavolini del bistrò in una ambientazione che rievoca gli ambienti di un’orangerie, con una selezione di piante ed essenze nel rispetto dei materiali originali del ‘700.
L’arredo gioca con la luce che filtra prepotentemente dalle grandi vetrate e si riflette sul marmo bianco, regalando una sensazione di estremo calore.
A un ampio dehor situato nel cortile interno della Villa e alla sala principale nel porticato, si aggiunge un ultimo spazio all’aperto nel parco, più piccolo e dedicato ai bambini.

Il bancone bar | © Lucia Brusco
I prezzi di LùBar si allineano a quelli milanesi, molto più che a quelli siciliani: 5 euro per un arancino (però davvero mega, ve lo assicuriamo!), 4 euro per un cannolo, 3 euro le bibite e così via. Non proprio prezzi da street food, ma secondo noi la cornice della Villa Reale può ripagare ampiamente il sovrapprezzo.
LÚBAR
Via Palestro, 16
02 8352 7769 | [email protected]
Aperto dal martedì alla domenica, dalle 8 a mezzanotte.
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