Navigli – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 20 Jan 2026 10:32:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Navigli – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Il comfort food di Dersett, ristorante spettacolare a Milano, in zona Navigli /dersett-ristorante-milano-navigli/ /dersett-ristorante-milano-navigli/#comments Wed, 08 Jul 2020 07:00:24 +0000 /?p=19912 Se siete alla ricerca di un buon posto dove mangiare italiano sui Navigli, abbiamo quel che fa per voi: ecco il racconto di una buonissima cena da Dersett!

L'articolo Il comfort food di Dersett, ristorante spettacolare a Milano, in zona Navigli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
(IL FORMAT DEL RISTORANTE È CAMBIATO RISPETTO ALLA PUBBLICAZIONE DI QUESTO ARTICOLO)

Se i racconti di Conosco Un Posto fossero sotto forma di haiku (non male come idea, tra l’altro), quello di Dersett, ristorante a Milano in zona Navigli, sarebbe questo: Perché / Non siamo venuti qui / Prima? Ci rendiamo conto però che vorreste uno sforzo maggiore da parte nostra per spiegarvi come mai questo posto aperto da poco più di due anni ci abbia colpito così tanto. Ecco quindi il racconto della nostra fantastica cena.

Abbiamo provato Dersett e qui ve lo raccontiamo!

IL MENU DI DERSETT: comfort food con un tocco di creatività

Dersett vuol dire “diciassette” in dialetto milanese ed è proprio al 17 di viale Gian Galeazzo che ha sede questo bellissimo locale voluto dall’imprenditore Riccardo Danesi che, dopo un’esperienza ventennale in Francia sempre nel campo della ristorazione (con tanto di conquista di una stella Michelin), ha deciso di tornare a Milano per proporre la sua idea di comfort food. Nel menu trovano spazio piatti e ingredienti tutto sommato semplici (polpette, tartare, carciofi, uova, agnello, vitello, costine, polpo), rielaborati però con innovazione e creatività per formare una ventina di preparazioni non racchiuse nella classica divisione tra antipasti, primi e secondi (c’è solo un generico e tutto sommato trascurabile “prima” e “dopo”); ognuno può quindi liberamente comporre il proprio percorso alla ricerca di quella felicità (il comfort appunto) che, tolti gli orpelli inutili, è lo scopo ultimo di qualsiasi ‘banchetto’. La condivisione è un altro dei pilastri su cui si basa la filosofia di Dersett: infatti, tutte le ordinazioni possono essere divise in due mezze porzioni per permettere di gustare più sapori ed è questa l’opzione che scegliamo per tutte le nostre portate (nelle foto vedrete dunque delle mezze porzioni).

COME SI MANGIA DA DERSETT: in modo sorprendente e appagante

Un po’ distratti dalla presenza di Ettore Messina (leggendario allenatore di basket e attuale coach dell’Olimpia MIlano) nel tavolo dietro al nostro, scegliamo i protagonisti della nostra cena: la selezione è davvero difficile e purtroppo dobbiamo rinunciare ad alcuni piatti (come i mondeghili con salsa tartara e friggitelli, le costine di maiale con patate al cren o il vitello con crema speziata di verdure e porro fritto) per i quali saremo costretti a tornare, tutt’altro che a malincuore.

Il primo piatto che assaggiamo sono le crocchette cacio e pepe, di cui avevamo già sentito parlare con toni entusiasti: la fama è ampiamente giustificata perché il sapore del classico piatto romano è ricreato perfettamente in questi piccoli bocconcini che vorremmo non finissero mai.

Dersett Ristorante Milano
Le crocchette cacio e pepe | © Tommaso Prada

È poi il turno dei carciofi in oliocottura, crema di zucca e topinambur e briciole di pane: anche questo piatto ci convince, soprattutto per la buonissima crema con cui fare una soddisfacente scarpetta e la cottura del carciofo che però, per i nostri gusti, risulta leggermente troppo duro. Superflua invece la presenza delle briciole di pane che danno pochissimo valore aggiunto a un piatto comunque ottimo.

Dersett Ristorante Milano
Il carciofo con crema di zucca e topinambur | © Tommaso Prada

Il nostro percorso continua con la tartare di manzo, emulsione all’uovo, spuma di grana al tartufo nero e nocciole, forse il piatto più sorprendente della nostra cena: al di là della qualità indiscussa della carne, quello che ci ha incantati è stata la spuma che concorre a regalare ai sapori una rotondità e una coesione che davvero si avvicina al nostro concetto di felicità.

Dersett Ristorante Milano
La tartare con spuma di grana e nocciole | © Tommaso Prada

Abbiamo ancora le pupille gustative a cuoricino per la tartare, quando arrivano i paccheri “alla carbonara” ripieni di ricotta, pecorino, pepe, crema all’uovo e guanciale piccante: l’estroso impiattamento è tanto bello quanto funzionale per permettere di gustare in ogni boccone l’esplosione di gusti che sprigionano tutti gli ingredienti.

Dersett Ristorante Milano
I paccheri alla carbonara | © Tommaso Prada

Non ci facciamo mancare un piatto di carne e la scelta ricade sulla spalla di agnello, fondo al mirto, patate schiacciate e broccoletto fritto: la carne si scioglie in bocca, prova di una cottura impeccabile, ma è l’alternanza delle consistenze (la morbidezza della carne, la croccantezza del broccolo, la cremosità delle patate) la chiave vincente di questa ricetta; forse avremmo aggiunto un pizzico di sale alle patate, ma la corretta sapidità viene ristabilita dal sapore spinto del fondo al mirto.

Dersett Ristorante Milano
La spalla di agnello con patate schiacciate, broccoletto fritto e fondo al mirto | © Tommaso Prada

Degna conclusione di una cena davvero impeccabile è il dessert.

Dersett Ristorante Milano
La cheesecake con coulis di lamponi | © Tommaso Prada

Il piatto dalla presentazione meno curata degli altri ma non per questo meno buono, è una cheesecake con coulis ai lamponi cremosa e saporita.

L’ATMOSFERA DI DERSETT: raffinata ma non patinata

Dersett Ristorante Milano
L’interno di Dersett | © Tommaso Prada

Riccardo, da vero padrone di casa, veglia attentamente sulla cinquantina di coperti dell’unica grande sala e aiuta il resto del giovane staff (preparato e gentile) servendo ai tavoli, prendendo le ordinazioni e gestendo la cassa. I tavoli ben separati (con la tovaglia!) e l’ambiente arredato con gusto e raffinatezza rendono l’atmosfera elegante ma assolutamente non ingessata.

I PREZZI DI DERSETT: corretti

Dersett Ristorante Milano
L’esterno di Dersett | © Tommaso Prada

I prezzi dei piatti oscillano tra i 6 e i 20 euro: per darvi qualche esempio, le crocchette cacio e pepe costano 9 euro, la tartare e i paccheri 14, l’agnello 19 e i dolci 6. Per la nostra cena abbiamo quindi speso 90 euro in due, compresi di acqua e due calici di vino, un prezzo assolutamente corretto se pensiamo alla qualità altissima sia dei piatti che del servizio e dell’atmosfera. Interessantissima l’opportunità di usare qui i punti Yums accumulati con le prenotazioni su The Fork, ulteriore elemento che ci ha trasformato in poeti giapponesi: Perché / Non siamo venuti qui / Prima?

Dersett
Viale Gian Galeazzo 17, Milano
02 84084787
Aperto tutti i giorni (lun – gio 12:30-14:30 e 19:30-22, ven 12:30-14:30 e 19:30-22:30, sab 19:30-22:30) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI DERSETT: menu alla carta con piatti di carne, pesce e vegetariani

IL PREZZO DI DERSETT: 40 euro, bere a parte

L’AMBIENTE DI DERSETT: elegante ma non troppo formale

COME PRENOTARE DA DERSETT: telefonicamente o con The Fork

COME ARRIVARE DA DERSETT: metro verde (Porta Genova), tram 3-9-10

Conoscevate già il ristorante Dersett? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Siete alla ricerca di altri posti notevoli sui Navigli? Date un’occhiata alla categoria che li racchiude tutti!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Il comfort food di Dersett, ristorante spettacolare a Milano, in zona Navigli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/dersett-ristorante-milano-navigli/feed/ 2
Un pranzo da Attila, nuovo ristorante ungherese in Darsena (chiuso) /attila-ristorante-ungherese-milano/ /attila-ristorante-ungherese-milano/#respond Fri, 25 Oct 2019 07:00:53 +0000 /?p=18067 Siamo stati da Attila, nuovo ristorante ungherese in Piazza XXIV Maggio e ne siamo rimasti molto contenti. Curiosi di sapere cosa si mangia? Ecco il nostro racconto!

L'articolo Un pranzo da Attila, nuovo ristorante ungherese in Darsena (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Milano è sicuramente famosa per dare voce a una moltitudine di cucine diverse, ma i ristoranti ungheresi non sembrano per niente rappresentati, e anche le ricerche in rete non producono risultati soddisfacenti. A colmare questa mancanza di gulasch, paprika e panna acida ci ha pensato il ristorante Da Attila, che da poche settimane occupa i locali sotto i portici di Piazza XXIV Maggio, zona Navigli, che fino a qualche mese fa ospitavano un negozio di articoli sportivi e prima ancora un Milan Store (il cui declino è una perfetta rappresentazione dell’andamento della squadra rossonera negli ultimi anni). Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per capire se questa invasione unna ha le potenzialità per conquistare Milano, quindi qualche giorno fa abbiamo provato Da Attila a pranzo.

Abbiamo provato Da Attila e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI ATTILA: sapori decisi ed equilibrati

Veniamo accolti da una gentile signora ungherese che ci conduce in una sala inaspettatamente grande al primo piano e ci consegna il menu (sinceramente bruttino e scritto con un font particolarmente difficile da leggere), che presenta le portate scritte in ungherese con relativa spiegazione in italiano. Pur non conoscendo la maggior parte dei piatti, ci sembra tutto buonissimo e, sgranocchiando la piccola tartina gentilmente offerta come entrée, passiamo in rassegna i taglieri di affettati e formaggi ungheresi proposti tra gli antipasti, le zuppe di gulasch e verdure che costituiscono i primi e i piatti di maiale, crauti, salsicce e manzo che compongono la scelta dei secondi. Ci sono anche i dolci, ma questi sono senza traduzione e ci dobbiamo affidare a Google (e successivamente al personale in sala) per capire cosa siano.

Alla fine facciamo la nostra scelta iniziando con la Csirkés Pite, una specie di tortino di patate freddo con all’interno insalata russa e pollo, che prendiamo come antipasto. Fin dal primo boccone si rivela una piacevolissima e buonissima sorpresa che non fa che aumentare l’attesa e la curiosità per le portate principali.

Attila Ristorante Milano
La Csirkés Pite | © Tommaso Prada

Arrivano poi i primi e se già la vellutata di verdure (Zoldség Leves) servita in una pagnotta ci ha convinto con il suo sapore delicato ma deciso e la sua consistenza densa (che aumenta man mano la mollica della pagnotta si scioglie nella vellutata), è la zuppa di gulasch (Gulyàs Leves) a soddisfarci completamente.

Attila Ristorante Ungherese Milano
La Zoldség Leves | © Tommaso Prada

Scenograficamente servita in un paiolo da cui attingere con un mestolo per riempire il piatto (attenti a non sporcarvi, ma soprattutto a non scottarvi!), è composta da una carne talmente morbida da sciogliersi in bocca e da un brodo davvero saporitissimo.

Attila Ristorante Milano
La zuppa di gulasch | © Tommaso Prada

Anche i secondi non deludono, il Rakott Krumpli (casseruola di patate, salsiccia ungherese, uova e panna acida) è davvero un’esplosione di sapori che ci colpisce come un flagello (non di Dio, ma di paprika).

Attila Ristorante Ungherese Milano
Il Rakott Krumpli | © Tommaso Prada

Le Toltott Kàposzta (polpette di riso e maiale con crauti e panna acida), seppur più delicate, ci appagano del tutto con il loro equilibrio di sapori tra cui prevarica solo leggermente quello dei crauti.

Attila Ristorante Milano
Le Toltott Kàposzta | © Tommaso Prada

Mentre finiamo i nostri calici di vino (un Pinot Grigio, o meglio Szurkebarat) riflettiamo sul fatto che, malgrado la ristrettezza del numero di ingredienti usati, e di conseguenza ricorrenti in molte preparazioni (la panna acida, la paprika, le patate, ecc), questi sono talmente ben dosati da rendere i piatti mai monotoni e in grado di soddisfare tutti i palati.

Viste le porzioni tutt’altro che esigue, siamo decisamente sazi, ma non possiamo non prendere uno dei dolci che speravamo di assaggiare fin da quando abbiamo saputo dell’apertura di un ristorante ungherese: stiamo parlando del Kurtoskalacs, un cilindro cavo di pasta brioche semplicemente cosparso di zucchero o variamente farcito, che tante volte abbiamo gustato a Budapest.

Attila Ristorante Milano
Il Kurtoskalacs | © Tommaso Prada

La speranza non viene disattesa perché il Kurtoskalacs è presente nel menu ed è davvero buonissimo, se chiudiamo gli occhi ci sembra quasi di essere tornati sulle sponde del Danubio!

L’ATMOSFERA DI ATTILA: work in progress

Attila Ristorante Milano
Un particolare dell’interno | © Tommaso Prada

La grande sala al primo piano è ancora piuttosto spoglia e asettica e le uniche decorazioni sono rappresentate da una libreria con alcuni volumi sulla storia dell’Ungheria e da un poster gigante del meraviglioso parlamento di Budapest. Siamo sicuri che un po’ di musica in sottofondo e qualche decorazione in più renderanno presto l’atmosfera molto più accogliente, anche perché la bella vista sulla Darsena e i tavoli ben separati sono già un ottimo punto di partenza.

Tutto il personale è stato gentile e disponibile (soprattutto nello spiegare nel dettaglio alcuni piatti e ad impartire lezioni di ungherese ai clienti), anche se il servizio un po’ distratto e le attese tra le portate più lunghe del dovuto sono testimonianza di un rodaggio iniziale sicuramente destinato a scomparire col tempo.

I PREZZI DI ATTILA: medio-bassi

Attila Ristorante Milano
L’esterno di Attila | © Tommaso Prada

Gli antipasti vanno dai 7 ai 9 euro, così come le zuppe, i secondi costano dai 12 ai 15 euro e i dolci 5 euro; la lista dei vini comprende una decina di etichette ungheresi che potete assaggiare al calice spendendo da 3 a 9 euro o in bottiglia da 18 a 45. Il nostro pranzo per due persone è costato esattamente 60 euro che sono diventati 30 usufruendo dello sconto su The Fork, un prezzo talmente basso che quasi ci ha fatto sentire dei saccheggiatori come il mitico Attila.

DA ATTILA
Corso Luigi Manusardi 3, Milano
3346377072
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 19-24)

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: ungherese, non particolarmente adatto ai vegetariani
  • Prezzo: sui 25 euro, bere escluso
  • Mood: informale, adatto ad una cena tra amici ma anche in coppia
  • Come prenotare: telefonicamente o con The Fork
  • Come arrivare: metro verde (Porta Genova), tram 3-9-10

Conoscevate già il ristorante Da Attila? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Un pranzo da Attila, nuovo ristorante ungherese in Darsena (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/attila-ristorante-ungherese-milano/feed/ 0
A cena da 142 Restaurant, il nuovo locale di Sandra Ciciriello a Porta Genova /142-restaurant-milano/ /142-restaurant-milano/#comments Thu, 24 Oct 2019 13:23:54 +0000 /?p=18147 Abbiamo provato 142 Restaurant, il nuovo locale di Sandra Ciciriello a Porta Genova: ecco come si mangia e quanto si spende!

L'articolo A cena da 142 Restaurant, il nuovo locale di Sandra Ciciriello a Porta Genova sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Il nome di questo nuovissimo ristorante in Porta Genova, 142 Restaurant, ricorda un po’ quello di una formazione calcistica; invece, è solo un tentativo di trasmettere la sua poliedricità in diversi momenti della giornata (qui, potete venire dalla colazione fino a cena). Si tratta della nuova avventura di Sandra Ciciriello, ex Alice (ora Viva, in cui è rimasta solo Viviana Varese) che, insieme a tre soci (tutti in cucina) si è lanciata in questa nuova sfida.

Abbiamo provato 142 Restaurant e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI 142 RESTAURANT: accattivante

Il menu di 142 Restaurant evita la divisione canonica tra antipasti, primi e secondi e mixa, seppur con senso, le proposte della cucina, una ventina in totale. La carta è accattivante e trovano spazio sia piatti ‘semplici’ (pane tostato, burro e acciughe del Cantabrico, per esempio, o il capocolllo con fichi sciroppati a freddo) sia pietanze decisamente più elaborate, come i culurgiones con pesto di menta, spuma di pecorino e noci, la genovese, e il risotto con crema di topinanbur, gel di arancia e olio di nocciola.

Noi decidiamo di iniziare con l’ostrica (due, per la precisione), servita con un troppo aspro centrifugato di kiwi e sedano, che copre parecchio il sapore del mollusco, e con l’incredibile pecorino in camicia, un formaggio semistagionato con mostarda di anguria bianca e senape à l’ancienne.

142 Restaurant Milano
L’ostrica | © Caterina Zanzi
142 Restaurant Milano
Pecorino in camicia | © Caterina Zanzi

Proseguiamo con le sfere di cime di rapa, stracciatella, panure alle olive e peperoncino, buone ma non stupefacenti.

142 Restaurant Milano
Stracciatella e cima di rapa | © Caterina Zanzi

Continuiamo con il “crudo fai-da-te“, una ciotola corredata addirittura dalle sue istruzioni per essere composta. Forse un po’ teatrale, come scelta, visto che si tratta semplicemente di versare una (scarna) dadolata di pesce crudo, nel nostro caso orata, con delle verdurine trite e della salsa al cocco. Considerati i poke e, in generale, le bowl che spesso siamo abituati ad assaggiare in città, ci manca decisamente l’entusiasmo.

142 Restaurant Milano
La nostra cena | © Caterina Zanzi

Ottimi i tortelli ripieni di coniglio, salsa di grana, polvere di pomodoro e piperna; anche qui, le porzioni appaiono un po’ risicate (contiamo, in tutto, sei tortelli).

142 Restaurant Milano
I tortelli | © Caterina Zanzi

Più convincenti i secondi: ottime le costine di maiale con salsa al limone, così come il sedano rapa con salsa thai alle noci.

Menzione d’onore al piatto “ten-ta-co-li”, un polpo arrosto al thé nero affumicato, maionese di acqua di polpo e crema di patate. Cotto divinamente, anche in questo caso avremmo desiderato mangiarne un po’ di più.

142 Restaurant Milano
Ten-taco-li | © Caterina Zanzi

Siamo comunque decisamente sazi, visto il numero di portate ordinate, ma decidiamo di chiudere, più per curiosità che per fame reale, con degli scenografici pop corn caramellati e sovrastati da tre bon bon con crema di mais, gianduja e mou. Dolci dolcissimi.

142 Restaurant Milano
Pop corn | © Caterina Zanzi

In carta, tra i dessert, trovate anche una macedonia, una caprese dolce, dell’ananas e una variazione del classico tiramisù.

L’ATMOSFERA DI 142 RESTAURANT: bella ma non balla

142 Restaurant Milano
La sala principale di 142 Restaurant | © Caterina Zanzi

I locali di 142 sono molto belli, non credo si possa affermare il contrario. Soprattutto la sala principale (quella più piccola verso il retro, dove eravamo seduti noi, è decisamente più angusta e meno curata), che comunica da una grande vetrata con la cucina. Bellezza talvolta non fa però rima con calore, ed è forse questo il caso. La tovaglia, poi, è come ormai sempre più spesso accade a Milano, la grande assente. Il servizio delle due ragazze in sala ci è sembrato un po’ spento e poco incisivo, anche solo per contrasto con l’esuberanza, la passione e la professionalità della padrona Ciciriello, che durante qualche apparizione al tavolo arriva a ricordare come ci si dovrebbe muovere tra i tavoli.

I PREZZI DI 142 RESTAURANT: alti

Per la cena sopra descritta, accompagnata da una bottiglia di ottimo (ottimo!) vino da 35 euro (per gli appassionati del genere, si tratta del rosato Sant’Isidoro di Maria Pia Castelli), tre calici (27 euro) e due amari (6), abbiamo pagato 207 euro. In generale, pur senza esagerare con gli alcoolici, dubito riuscirete ad uscire da una cena qui senza aver speso una cinquantina di euro a testa; considerate, in generale, che ogni piatto, di media, ha un prezzo di 15 euro. In alternativa, potete optare per un più conveniente “menu piccolo” (7 portate a 42 euro) o per un “menu grande” (65 euro). A pranzo, invece, trovate un menu fisso a 28 euro con tre piatti, acqua e un bicchiere di vino o una bibita compresi.

L’impressione finale, per giocare sulla metafora calcistica che mi evoca il nome del ristorante, è che si giochino 90 minuti in attacco e con le migliori intenzioni, senza però riuscire a segnare mai. Confidiamo nel goal non appena terminato il (naturale) periodo di rodaggio.

142 RESTAURANT
Corso Cristoforo Colombo 6, Milano
02 4775 8490
Aperto tutti i giorni (7-23) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: cucina italiana, con una minoranza di piatti adatti anche ai vegetariani
  • Prezzo: sui 50 euro a testa
  • Mood: bel locale adatto a cene in famiglia, di coppia, di lavoro, o con amici
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: metro verde, fermata Porta Genova; tram 10

Conoscevate già il 142 Restaurant? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Se siete sui Navigli e avete bisogno di altri consigli, qui trovate tutti i posti in zona!

Cercate altri ristoranti italiani a Milano? Date un’occhiata qui!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da 142 Restaurant, il nuovo locale di Sandra Ciciriello a Porta Genova sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/142-restaurant-milano/feed/ 1
A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese /motelombroso-milano-ristorante/ /motelombroso-milano-ristorante/#comments Wed, 09 Oct 2019 07:00:40 +0000 /?p=17600 Se state cercando un ristorante speciale sul Naviglio, il nuovo Motelombroso potrebbe fare per voi: qui troverete un'atmosfera particolare e ottimi piatti!

L'articolo A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Motelombroso: un nome misterioso per un nuovo ristorante a Milano ancora poco conosciuto ma assolutamente da scoprire! Alessandra e Matteo, coppia che ha dato vita al progetto, arrivano da una precedente esperienza da Al Cortile (uno dei nostri posti preferiti dove mangiare all’aperto) e, innamoratisi di questa casa cantoniera rosa pallido al 256 dell’Alzaia Naviglio Pavese, hanno deciso di restaurarla – scoprendone, tra le altre sorprese, anche antichi affreschi – per viverci, lavorarci e far star bene i propri ospiti, proseguendo così il percorso eno-gastronomico precedentemente intrapreso. Cibo, vino e otium, la descrizione che ne danno in tre parole, riassume alla perfezione l’esperienza offerta dal loro rifugio ai limiti della città, che ci è sembrato molto più di un semplice ristorante

Abbiamo provato Motelombroso e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI MOTELOMBROSO: prodotti d’eccezione

Il menu si fonda sui prodotti d’eccezione selezionati da piccoli produttori che rispettano la terra e gli animali, attorno ai quali vengono create ricette ad hoc che possano esaltarli al meglio. La carne arriva infatti da allevamenti allo stato semi-brado e le verdure dalla cascina Fraschina, il cui raccolto comprende anche le erbe spontanee. Interessante il fatto che i piatti non siano frutto di una singola mente, ma il risultato di un gioco di squadra che comprende i due chef, Matteo e Alessandra. La proposta culinaria è varia e golosa e si suddivide nelle seguenti categorie: salumi e formaggi; conserve; maritozzi; entree; main e ovviamente dessert, per un totale di una ventina di piatti. La carta dei vini, orgoglio e passione di Matteo, è invece assai più ricca, con le sue 300 etichette fra cui sarà felice di orientarvi, raccontandovene metodi di produzione e caratteristiche. 

Noi, incuriositi da una serie di piatti, abbiamo chiesto di poterne assaggiare vari, come si trattasse di una degustazione, e siamo stati accontentati con porzioni ridotte rispetto a quelle canoniche. Dopo il tipico benvenuto – che consiste in una cialda croccante con cipolla bruciata, pomodori e polvere di kale – da condividere rompendola e facendo briciole per spezzare in qualche modo l’apparente pretenziosità dell’atmosfera, siamo passati ai maritozzi…una vera delizia! Proviamo quello con pulled pecora e cavolo cappuccio – superlativo! – e quello con la parmigiana di melanzane scomposta

Abbiamo proseguito con l’assaggio di croccanti e sfiziosi popcorn di lumache accompagnati da un tris di salsine e con quello che, non abbiamo dubbi, diventerà “il famoso Maialtonné di Motelomberoso”, preparato con la coppa di Mora Romagnola e accompagnato sia da un salsa che da un pallina di gelato al gusto tonné. 

Un’altra entrée davvero speciale è il Comodino, un ragù che si scioglie in bocca grazie alle svariate ore di cottura. Non vi diremo però di cosa è fatto: provatelo e non ve ne pentirete! Fra i main proviamo invece lo storione fumé con crema di nocciole, fico e piccole sfere di tartufo nero gelificato: davvero un ottimo accostamento

Ristorante Milano Motelombroso
Doppio zabaione | © Carlotta Coppo

Per finire, un doppio zabaione con nocciole, omaggio alle origini piemontesi di uno dei due ospiti, che ci è piaciuto pur senza esaltarci come il resto delle portate. 

L’ATMOSFERA DI MOTELOMBROSO: tra il bucolico e il razionalista

Ristorante Milano Motelombroso
L’esterno | © Carlotta Coppo

Una casa cantoniera rustica, ristrutturata e con arredi moderni, ma in un contesto d’altri tempi, circondata da un bel giardino in cui si è rigorosamente deciso di non mettere tavoli perché destinato al famoso ozio, al godimento del verde, ai pomeriggi e alle serate in cui vengono organizzati concerti o semplicemente al riposo, sdraiati su uno dei blocchi di pietra o direttamente sul prato, sfogliando una delle riviste d’arte esposte. L’atmosfera che si respira è di serenità, dunque, anche se entrando nel locale – elegante nel suo minimalismo e freddezza – ci si può sentire un po’ in soggezione. Sbagliato! I proprietari sono meravigliosi ospiti molto alla mano, che hanno tutte le intenzioni di accogliervi, non certo di allontanarvi. Quindi, entrate a godervi tanto l’esterno quanto l”‘interno”, ossia la teca di vetro che funge da sala ristorante. Nel weekend sappiate inoltre che Motelombroso rimane aperto senza pause da mezzogiorno all’una di notte, offrendo la possibilità di mangiare e bere qualcosa a tutte le ore. Al piano di sopra si trova invece una piccola e deliziosa saletta-cantina che potrà essere affittata a ore per una cena privata, piccoli eventi e degustazioni speciali (questo il motivo per cui è stato chiamato motel).

I PREZZI DI MOTELOMBROSO: giusti

Motelombroso non è un ristorante a buon mercato. È un ristorante che, come ci ha detto Matteo, “qualche pretesa ce l’ha” (e giustamente, aggiungiamo noi, visti i prodotti utilizzati). Le materie prime sono eccellenti; lo studio presente dietro al menu e alla carta dei vini approfondito; il servizio ineccepibile; la location frutto di un investimento sicuramente importante e ogni minimo dettaglio, a tavola, risulta curato ma non affettato. I prezzi oscillano tra i 9€ di media di conserve e dessert e i 20€ di media per il resto delle portate. Difficilmente spenderete meno di 50/55€ per un pasto da tre portate escluse bevande, a meno che non decidiate di optare per un aperitivo. La carta dei vini è ricca e varia, con anche degli altissimi picchi, ça va sans dire. Un posto da tenere presente per un’occasione speciale o una cena romantica ma da non perdere di vista in ogni caso, perché avrà sicuramente molto da offrire, anche al di là della cucina.   

MOTELOMBROSO
Alzaia Naviglio Pavese 256, Milano
393 781 4956
Aperto tutti i giorni (mar-ven 19.00-1.00; sab-dom 12-1) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: italiano
  • Prezzo: sui 50 euro a testa
  • Mood: occasioni speciali; cene romantiche ma anche pomeriggi rilassati
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: in auto o col bus 79

Conoscevate già il ristorante Motelombroso? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/motelombroso-milano-ristorante/feed/ 7
Come sono i cheung fun di A.n.g. 56, nuovo ristorante cinese sui Navigli (chiuso) /ang-56-milano-cinese-navigli/ /ang-56-milano-cinese-navigli/#respond Mon, 15 Apr 2019 07:00:36 +0000 /?p=15208 Abbiamo provato un nuovo ristorante cinese sui Navigli, A.N.G. 56, specializzato in cheung fun. Cosa sono? Scopritelo con noi!

L'articolo Come sono i cheung fun di A.n.g. 56, nuovo ristorante cinese sui Navigli (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>

A.n.g. 56 è un minuscolo ristorante cinese aperto da pochi mesi sui Navigli la cui peculiarità è servire quasi esclusivamente i cheung fun, una specialità tipica della cucina cantonese (più precisamente, della provincia del Guangdong), davvero difficile da trovare in altri posti in città. Ecco le nostre impressioni dopo averlo provato per una cena. Scoprite anche i 3 ristoranti cinesi che amiamo5 ristoranti cinesi a Milano semplici ma buoni e dove mangiare ravioli cinesi a Milano

Abbiamo provato A.n.g. 56 e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI A.n.g. 56:  cheung fun buonissimi

Mentre ci chiediamo cosa significhi l’acronimo A.n.g., una gentile signorina dall’italiano tentennante ci porta i menu e dalla descrizione sulla prima pagina capiamo meglio cosa siano i cheung fun: sono involtini formati da una sfoglia di crema di riso cotta al vapore in un cestello di bambù, tradizionalmente riempiti con carne di manzo o maiale. Qui da A.N.G. vengono proposte una quindicina di varianti di questa specialità, da quelle tradizionali a quelle con uova o con pesce (calamari e gamberi), passando a quelle più elaborate con formaggio, funghi o bacon. Si possono scegliere anche tre tipi di cheung fun fritti e uno vegetariano con carote, funghi e porro. È presente, inoltre, un piatto fuori menu che viene cambiato periodicamente (nel nostro caso si trattava di manzo al curry con riso bianco).

Noi scegliamo di provare 3 versioni di cheung fun, una con maiale, la seconda con gamberi e l’ultima con manzo e mozzarella ricoperto con formaggio, pistacchio e mandorle.  Accompagniamo il cibo con una birra Ashai (ma non era giapponese?) e un buonissimo tè freddo con pompelmo e lamponi.

ANG Ristorante Milano
I cheung fun con manzo e mozzarella ricoperti di pistacchio e mandorle | © Tommaso Prada

Dopo una breve attesa i piatti arrivano al tavolo: l’aspetto sembra quasi quello dei cannelloni che le nostre nonne preparano per il pranzo della domenica e sono tutti squisiti. Difficile stabilire quali ci siano più piaciuti: quelli ripieni di mozzarella hanno il gusto più particolare e la copertura di mandorle e pistacchi aggiunge quella croccantezza necessaria a non renderli stucchevoli, quelli con il gambero sono delicatissimi e quelli con il maiale hanno un sapore deciso e definito.

ANG Ristorante Milano
I cheung fun al maiale | © Tommaso Prada

L’unico difetto è che la pasta di crema di riso è davvero sottilissima e scivolosa, quindi, non appena solleviamo l’involtino con le bacchette, il ripieno cade sulla piccola ciotola che provvidenzialmente ci viene portata insieme ai piatti. Nonostante un curriculum di decine e decine di pasti nei ristoranti cinesi, ci vuole una padronanza nell’uso delle bacchette che noi non possediamo e, bramando una forchetta, finiamo faticosamente i nostri piatti.

ANG Ristorante Milano
I cheung fun ai gamberi | © Tommaso Prada

Il dolce merita un discorso a parte. Scordatevi i classici dessert che potete trovare nei soliti ristoranti cinesi: il piatto che abbiamo provato qui è una specie di zuppa di latte di cocco con gelatine di matcha, fagioli rossi e riso nero glutinoso a cui è davvero difficile dare un giudizio.

ANG Ristorante Milano
La zuppa di latte di cocco con gelatine di matcha, fagioli rossi e riso nero glutinoso | © Tommaso Prada

Secondo i canoni occidentali probabilmente non si può nemmeno classificare come dolce, sicuramente ha un sapore particolare che può non piacere a tutti, tuttavia la nostra religione non contempla l’avanzare il cibo e coraggiosamente svuotiamo completamente la ciotola.

L’ATMOSFERA DI A.n.g. 56: semplice e genuina

ANG Ristorante Milano
L’interno di A.N.G.56 | © Tommaso Prada

Come già detto il locale è davvero piccolo e non offre più di 15 posti a sedere divisi tra la parte inferiore e un soppalco; con l’arrivo del caldo però la capienza aumenterà grazie ai tavolini all’esterno. La sala di A.n.g. 56 è arredata con semplicità, ma con alcuni dettagli che rendono l’ambiente meno ordinario (una menzione meritano le bellissime foto appese alle pareti). L’unica cameriera tuttofare (prende gli ordini, serve ai tavoli, prepara il conto) è davvero gentilissima e, nonostante lo scoglio linguistico, ci ha spiegato i piatti in modo dettagliato.

I PREZZI DI A.n.g. 56: bassi

ANG Ristorante Milano
L’esterno di A.N.G.56 | © Tommaso Prada

I cheung fun di A.n.g. 56 costano da 3 a 7,5 euro (4 pezzi), da 7 a 9 euro nella versione fritta (8 pezzi) e i dolci costano 4,5 euro. Alla fine della nostra cena ci viene portato un conto di 34 euro, un prezzo davvero onesto tenendo anche presente che si possono trovare sconti molto interessanti su The Fork.

Comunque alla fine, divorati dalla curiosità, abbiamo chiesto il significato del nome: purtroppo non si tratta di nessuna strana espressione cantonese, semplicemente A.n.g. 56 è l’acronimo dell’indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 56. Che delusione!

A.n.g. 56
Alzaia Naviglio Grande 56, Milano
3923430602
Aperto tutti i giorni (12-22.30) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: ristorante con menu cinese, con alcuni piatti adatti ai vegetariani e vegani
  • Prezzo: sui 15-20 euro a testa
  • Mood: adatto a cene di coppia e tra amici
  • Come prenotare: telefonicamente o tramite The Fork
  • Come arrivare: metro linea verde (Porta Genova); tram 2-3-9

Conoscevate già il ristorante A.n.g. 56? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Per altri spunti sulla zona Porta Genova, date un occhio qui!

Siete amanti dei ristoranti etnici? Qui trovate tutti i nostri ristoranti sul tema!

Vi sentite un po’ hard core e avete voglia di sperimentare? Provate uno di questi!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Come sono i cheung fun di A.n.g. 56, nuovo ristorante cinese sui Navigli (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/ang-56-milano-cinese-navigli/feed/ 0
A cena da Kido-Ism, nuovo ristorante elegante e romantico in zona Tortona (chiuso) /kido-ism-milano-ristorante/ /kido-ism-milano-ristorante/#respond Thu, 04 Apr 2019 07:00:52 +0000 /?p=15109 In zona Tortona ha aperto Kido-Ism, un nuovo ristorante perfetto per un'occasione speciale, in cui Mediterraneo ed Estremo Oriente si incontrano. Ecco tutti i dettagli!

L'articolo A cena da Kido-Ism, nuovo ristorante elegante e romantico in zona Tortona (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>

Uno chef cresce a Kyoto, poi si sposta a Madrid per 10 anni, poi per 8 anni vive a Torino. Quello che esce dalla sua cucina, alla fine, è un incontro speciale – di cotture, gusto, ingredienti – tra Mediterraneo ed Estremo Oriente. Che spiazza e fa venire voglia di tornare. Dove? Da Kido-Ism, nuovissimo ristorante chic e romantico in via Savona a Milano, dalla cui cucina Takashi Kido fa uscire piatti davvero preziosi.

Noi siamo stati a cena da Kido-Ism, e qui vi raccontiamo com’è andata!

IL MENU DI KIDO-ISM: conciso e ben pensato

Da Kido-Ism si inizia con un cin cin a base di sake Masumi, da accompagnare ai due piccoli amuse-bouche davvero propiziatori: una cipollina di Tropea marinata in acqua di barbabietola e servita con terra di olive taggiasche e una chips di alga nori con mix di salsine home made e fondo di cervo ristretto al limone.

Il menu di Kido-Ism è stringato e ben pensato: i piatti sono essenzialmente mediterranei, e vengono arricchiti da interpretazioni ed ingredienti che rimandano invece al continente asiatico. Qualche esempio? Tra i 6 antipasti spiccano l’uovo di montagna al tartufo nero, le seppie all’amatriciana e il crudo di Wagyu con bagna cauda; tra i 5 primi piatti, invece, la rivisitazione dei pizzoccheri, i ravioli di baccalà con alga rossa e gli agnolotti del plin ai funghi Shitake. Tra i 4 secondi, troviamo la guancia al miso e la zucca ripiena di tofu.

Kido-Ism Milano Ristorante
Il pane | © Caterina Zanzi

Da notare che lungo tutta la cena, ad accompagnare ci sarà un cestino di carta musica fatta in casa al sale di Maldon e grissini torinesi, da gustare insieme con delle (geniali) provette di oli aromatizzati e acqua di pomodoro.

Noi scegliamo un percorso di degustazione per provare più piatti possibili. Iniziamo con il radicchio tardivo, karashi e nasturzio, terra di olive taggiasche e crema di fico secco: un piatto semplice, ma davvero notevole, con la verdura cotta alla perfezione e gli ingredienti di accompagnamento che addolciscono il radicchio. Come altro antipasto, arriva l’ostrica confit con granita di mela Granny Smith (un po’ troppo fredda a nostro gusto, ma mirabolante) e cetriolo in salamoia, smussati da un gel di kabosu, un agrume giapponese dall’inaudita freschezza.

Il vero punto di svolta, però, arriva con i due primi piatti, entrambi sensazionali. Il primo che proviamo è un risotto all’erba cipollina con battuta al coltello di gambero rosso di Mazara del Vallo, daikon e pasta di peperoncino e pomodoro. Uno dei risotti migliori che abbiamo mai assaggiato, sia a livello di cottura che di sapori. L’altro primo pazzesco sono le pappardelle allo yuzu (ovviamente fatte in casa) con una bolognese di Wagyu e (al posto del parmigiano) una grattata espressa di katsuobushi, i fiocchi di tonno essiccato.

Come secondi scegliamo di provare il black cod marinato con acqua di bergamotto e chips di ortica (morbidissimo e delicato) e uno spettacolare filetto di Wagyu affumicato, con un carciofo laccato alla liquirizia in accompagnamento.

I proprietari (giapponesi) di Kido-Ism sono importatori di carne giapponese Wagyu, motivo per cui, se venite qui, dovete per forza assaggiarla. Concludiamo con un altro piatto fenomenale, il secreto iberico (una parte del maiale tra la spalla e la pancetta) servito con peperoni rossi al forno e fondo di balsamico.

Kido-Ism Milano Ristorante
Il secreto iberico | © Caterina Zanzi
Kido-Ism Milano Ristorante
Il filetto di Wagyu affumicato | © Caterina Zanzi

Per chiudere, c’è spazio anche per testare i dolci.

Kido-Ism Milano Ristorante
I dessert | © Caterina Zanzi

Una pera nashi delicata al cioccolato con all’interno un soffice alla mandorla e cioccolato bianco con cubetti di pera è quello che ci è rimasto più impresso.

L’ATMOSFERA: elegante, nota di merito al servizio

Nonostante da fuori, al momento, non sia stato ancora valorizzato a dovere, appena se ne varca l’ingresso si capisce subito che Kido-Ism si inserisce nel solco dei ristoranti moderni ed eleganti, adatti a cene romantiche o speciali. I tavoli sono ben distanziati e apparecchiati, e il servizio è preciso, preparato e gentile come accade ormai raramente a Milano.

IL CONTO: importante

Kido-Ism Milano Ristorante
Un angolo di Kido-Ism | © Caterina Zanzi

Il conto di Kido-Ism è proporzionato a ingredienti utilizzati, servizio e location. Tenete conto che gli antipasti vanno dai 15 ai 28 euro, per i primi piatti servono, di media, 25 euro, e per i secondi 28. Ragione per cui vi consigliamo, come sempre in questi casi, di optare per uno dei menu degustazione, come quello da 6 portate, a 70 euro.

KIDO-ISM
Via Savona 41, Milano
02 8278 4210
Aperto tutti i giorni (19:30-22:30) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: un mix tra ingredienti giapponesi e italiani; qualche piatto (non molti) adatto a vegetariani o vegani
  • Prezzo: sui 60 euro (alla carta) bevande escluse; menu degustazione a 50 euro (4 piatti), 70 euro (6 piatti), 120 (Wagyu)
  • Mood: adatto a cene di coppia, di lavoro o per occasioni
  • Come prenotare: telefonicamente o tramite The Fork
  • Come arrivare: in macchina (parcheggio non semplicissimo); bus 68, 90-91, metro verde Porta Genova o Sant’Agostino

Conoscevate già il ristorante Kido-Ism? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Vi mancano le ispirazioni per una cena romantica? Qui non ne dovrebbero mancare!

Per altri spunti sulla zona Porta Genova-via Savona, date un occhio qui!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Kido-Ism, nuovo ristorante elegante e romantico in zona Tortona (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/kido-ism-milano-ristorante/feed/ 0
Come si mangia da Nebbia, bella novità in zona Navigli /nebbia-milano-ristorante/ /nebbia-milano-ristorante/#comments Thu, 17 Jan 2019 10:13:41 +0000 /?p=13506 Siamo stati, a poche settimane dall'apertura, da Nebbia, nuovo ristorante sui Navigli, e ne siamo rimasti piacevolmente stupiti: qui potete leggere com'è e cosa si mangia!

L'articolo Come si mangia da Nebbia, bella novità in zona Navigli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Ha aperto da poche settimane una nuova insegna che, siamo sicuri, farà molto parlare di sè: Nebbia, ristorante a pochi passi dall’Alzaia del Naviglio Pavese.

Lo tenevamo sott’occhio da un mesetto, quando ancora c’era solamente una (bella) insegna che troneggiava all’angolo di Via Evangelista Torricelli. Non siamo stati delusi: a lavori terminati, quello che ci aspetta è un locale dal design minimal, tante vetrate che lasciano intravedere gli interni luminosi e suddivisi in due sale.

Siamo stati a cena da Nebbia e qui vi raccontiamo com’è!

IL MENU DI NEBBIA: essenziale

La carta di Nebbia è raccolta (qualche antipasto, tre primi e tre secondi piatti, un paio di dolci e formaggi), ma non per questo meno invitante. La ricerca delle materie prime rimanda alla cucina italiana, con qualche incursione più esotica: tra gli antipasti, potrete trovare salsiccia cruda di cavallo e cimamarelle (un’erba tipica pugliese, qualora ve lo stiate chiedendo), zucca arrosto con latte di capra e sesamo, ali di pollo al pepe di Sichuan e cavolo cinese. E poi minestra di ceci e farro, gamberi rossi e ‘nduja tra i primi, mentre nei secondi ci incuriosiscono molto il pollo al chipotle con carote di Polignano e pastinaca, o il lampredotto con verza e caciocavallo.

Nebbia novità ristorante Milano
Pan brioche con fegatini e cipolla caramellata di Tropea | © Elisabetta De Candia

Noi decidiamo di iniziare con un piatto di pan brioche, fegatini d’anatra e cipolle di Tropea ed un tonno del Mediterraneo crudo con mandorle. Indiscutibilmente sono le materie prime a essere le protagoniste: le lavorazioni dei piatti sono semplici ed esaltano i sapori sia del pesce crudo, sia dell’ottima crema di fegatini, addolcita dalla cipolla caramellata.

Le porzioni degli antipasti sembrano preparate appositamente per essere (con)divise: ci sentiamo di suggerirvi tanti piccoli assaggi, dato il numero di piatti davvero invitanti.

Nebbia novità ristorante Milano
Tonno e mandorle | © Elisabetta De Candia

Decidiamo di resistere ai primi piatti, ma gli spaghetti con cime di rapa, peperone crusco, cozze e pecorino saranno uno dei motivi che ci spingerà a tornare al più presto.

Nebbia novità ristorante Milano
Il polpo con guanciale e kale | © Elisabetta De Candia

Tra i secondi piatti, puntiamo sul polpo, kale e guanciale. I tentacoli sono cotti alla perfezione e avvolti in sottili fette di guanciale morbidissimo, la consistenza è perfetta. Il cavolo ci ha lasciati forse più perplessi, avremmo azzardato una cottura più croccante, per dare più contrasto. Risultato? Decisamente ottimo in ogni caso.

Nebbia novità ristorante Milano
Semifreddo nocciole, pistacchio e caffè | © Elisabetta De Candia

Non riusciamo proprio a finire la cena senza concederci un dolce, e la scelta ricade su un semifreddo alle nocciole e pistacchi, con cremoso al caffè. Una degna conclusione.

L’ATMOSFERA DI NEBBIA: amichevole

L’atmosfera di Nebbia è giovane, informale, accogliente, e l’impressione è proprio quella di un ristorante e locale di quartiere, dove tornare quando si ha bisogno di una coccola in più o di incontrare visi familiari. I tavoli sono numerosi e ben distanziati tra loro, gli spazi luminosi e arricchiti solamente da qualche pianta e neon bianchi alle pareti. Non abbiamo particolarmente apprezzato l’assenza di tovaglie e tovagliette, ma questo pare essere il nuovo trend milanese.

Il servizio è attento e cortese, i ragazzi sono sempre a disposizione senza mai sembrare invadenti, pronti a dispensare consigli. Durante la nostra cena, siamo stati gentilmente aiutati nella scelta del vino da uno dei ragazzi soci del locale (e che in passato è stato sommelier al N’ombra de Vin): abbiamo bevuto una bottiglia di Erbaluce di Favaro, che ci sentiamo assolutamente di consigliare.

I PREZZI DI NEBBIA: corretti

Il conto di Nebbia è corretto: per una cena dovreste spendere attorno ai 60-65 euro a coppia, escluso il vino. Gli antipasti si aggirano tra i 7 e i 12 euro, i primi piatti tra i 13-15 euro, i secondi tra i 15 e i 20 euro.

La carta di Nebbia è in continua evoluzione, i piatti sono pochi e per questo cambiano di settimana in settimana, seguendo la stagionalità dei prodotti (e l’estro dei cuochi). Insomma, di Nebbia ci è proprio piaciuto tutto: dalla grafica dell’insegna, all’informalità del locale e del personale, alla semplicità e bontà dei piatti. Dite che sono abbastanza, i motivi per tornare?

NEBBIA
Via Evangelista Torricelli 15, Milano
02 82781557
Aperto tutti i giorni (mar-ven 18:30-1, sab-dom 11:30-15:30 e 18:30-1) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI SU NEBBIA:

  • Menu: italiano; poco adatto a vegetariani o vegani
  • Prezzo: sui 60-65 euro bevande escluse
  • Mood: adatto a cene tra amici, ma anche di coppia
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: metro linea verde (Romolo o Porta Genova), autobus linea 90/91

Conoscevate già Nebbia? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto! 

State cercando altri posti in zona Navigli? Qui trovate tutti i nostri luoghi del cuore!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Come si mangia da Nebbia, bella novità in zona Navigli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/nebbia-milano-ristorante/feed/ 4
Come si mangia da Fud, la bottega sicula sui Navigli a Milano (CHIUSO) /fud-bottega-sicula-milano/ /fud-bottega-sicula-milano/#comments Sun, 06 Jan 2019 07:00:09 +0000 /?p=12829 Siamo stati a pranzo da Fud Bottega Sicula sui Navigli a Milano: ecco come ci siamo trovati!

L'articolo Come si mangia da Fud, la bottega sicula sui Navigli a Milano (CHIUSO) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>

Fud Bottega Sicula è un format di cucina siciliana, già presente dal 2012 a Catania e Palermo, sbarcato a luglio anche a Milano, in zona Navigli. La formula è quella di proporre piatti a base di prodotti esclusivamente siciliani provenienti dai “Fud People”, professionisti (allevatori, agricoltori, casari, viticoltori, ecc) che hanno deciso di distribuire i frutti del proprio lavoro attraverso questa insegna.

I locali che propongono cucina siciliana (scoprite anche le due classifiche dei 10 ristoranti regionali buonissimi qui e qui) a Milano sono tantissimi e sembra ormai davvero difficile che un nuovo ristorante possa proporre novità tali da suscitare attenzione, ma visto l’entusiasmo che ha caratterizzato il locale sin dai suoi esordi, ci convinciamo che Fud possa davvero avere le caratteristiche per soddisfare i nostri palati. Sarà davvero così? 

Abbiamo provato Fud Bottega Sicula e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI FUD BOTTEGA SICULA: un’ode ai panini e agli hamburger

Una volta seduti al nostro posto notiamo che il menu è in un inglese “italianizzato”, cioè, come intuibile anche dal nome del locale, scritto come si pronuncia (cis per cheese, cauntri al posto di country, uain per wine e così via); se questa particolarità all’inizio può essere divertente, alla lunga risulta ripetitiva e anche un po’ fastidiosa. Questa piccola seccatura è però presto dimenticata perché veniamo rapiti dall’enorme quantità di piatti tra cui possiamo scegliere e davvero non ce n’è uno che non vorremmo provare. Si parte con dei classici fritti (patate servite con formaggio e bacon, crocchette ripiene, panelle, ecc) per passare ai taglieri di affettati e formaggi, per arrivare al vero cuore della lista, gli hamburger e i panini dove l’uso delle materie prime di qualità si manifesta in pieno con un tripudio di sicilianità: carne di manzo, cavallo, asino, bufalo, pollo, provola, mozzarella, burrata, melanzane, funghi e tantissime altre prelibatezze. Ci sono anche proposte di pesce (con salmone e acciughe), vegetariane (con tofu e wurstel senza carne) e insalate per chi vuole stare più leggero. Non mancano i dolci come, per esempio, il cannolo scomposto e le cheesecake. La lista delle bevande ci sorprende per quantità e varietà: possiamo scegliere tra 3 birre alla spina, una ventina di birre in bottiglia e tantissimi vini (rosé, rossi, bianchi e frizzanti); ovviamente anche tutte le bevande provengono da produttori siciliani.

Fud_Milano_
Le patate con provola e guanciale croccante | © Tommaso Prada

Purtroppo dobbiamo fare una scelta e optiamo per le Bec Potetos Cis (patate servite con provola delle Madonie e guanciale croccante di suino dei Nebrodi), seguite da un Blu Burgher (carne di manzo, formaggio erborinato, crema di Ragusano Dop e guanciale di suino nero) e da un panino Uestern (salsiccia di bufalo ragusano, provola affumicata, melanzane grigliate, funghi e guanciale di suino nero). Accompagniamo il tutto con due buonissime birre artigianali al basilico e agrumi.

Fud_Milano_
Il panino Uestern | © Tommaso Prada
Fud_Milano_
Il Blu Burgher | © Tommaso Prada

I piatti sono presentati molto bene, assomigliano davvero alle foto che si trovano sul sito internet e sono, cosa per nulla secondaria, proprio giganteschi. Anche a livello di gusto, non rimaniamo delusi e se dovessimo descrivere in una parola il cibo di Fud, sceglieremmo “appagante”. Le patate sono buonissime, ma abbinarle con guanciale croccante e formaggio filante significa voler vincere facile. Sono decisamente sulla strada della vittoria anche gli hamburger e i panini: la carne del Blu Burgher si scioglie praticamente in bocca e il guanciale dà la spinta di sapore necessaria a rendere il panino squisito. Anche il panino Uestern è davvero ottimo e il sapore leggermente speziato della salsiccia di bufalo risalta su tutti gli altri ingredienti senza però risultare stucchevole. L’unico difetto che abbiamo riscontrato è che i cibi, soprattutto l’hamburger, non sono arrivati troppo caldi.I

L’ATMOSFERA DI FUD: un’amichevole confusione

Fud_Milano_
L’interno di Fud con i prodotti in vendita | © Tommaso Prada

Fud si trova in Via Casale e occupa i locali che prima erano di una storica falegnameria, le cui tracce si ritrovano in alcuni particolari, come il pavimento in cotto e un bellissimo tavolo da lavoro usato dai camerieri per appoggiare i menù e le posate.

L’ambiente, tutt’altro che silenzioso, è composto da una prima sala con le pareti quasi completamente dedicate all’esposizione dei prodotti in vendita più qualche posto diviso tra pochi tavoli e le mensole lungo le vetrine; la maggior parte dei posti si concentra nella seconda sala, con una lunga tavolata condivisa attorniata da altri tavoli. In totale i posti all’interno sono circa 50 ai quali si devono aggiungere quelli all’esterno, racchiusi in un triste tendone trasparente utile solo a non disperdere il calore diffuso dalle lampade riscaldanti.

Durante il nostro pranzo i ragazzi in sala erano una decina, ma solo uno prendeva le comande: questo ha causato un ritardo nella comunicazione del nostro ordine che però non ha avuto particolari ripercussioni negative, poiché il cibo ci è arrivato dopo pochi minuti. Il servizio è stato gentile anche se un po’ sbrigativo, ma la giustificazione è probabilmente da ricercarsi nella necessità di dover servire davvero tantissime persone, visto che il locale era pieno zeppo. A questo proposito segnaliamo che Fud non accetta prenotazioni: non apprezziamo particolarmente questa politica purtroppo sempre più diffusa, perché costringe i clienti a rimanere a lungo fuori dal locale in attesa che si liberi un posto.

IL CONTO DI FUD BOTTEGA SICULA: onesto

Fud_Milano_
Un angolo di Fud | © Tommaso Prada

I fritti costano tra i 4.50 e i 6.50 euro, i panini vanno dai 6 ai 10 euro; per gli hamburger spenderete tra gli 8 e 15 euro, le insalate costano circa 10 euro e i dolci 6 euro. Per quello che vi abbiamo descritto sopra, in due, abbiamo speso 32,80 euro, un prezzo assolutamente giusto tenendo in considerazione la qualità degli ingredienti e la soddisfazione che ha accompagnato il nostro pranzo.  

Fud_Milano_
L’esterno di Fud | © Tommaso Prada

Ricordatevi che, oltre a quello del cibo, dovrete tenere in considerazione anche il prezzo della lavanderia, visto che sporcarvi i vestiti a causa dello strabordare degli ingredienti dai panini è una parte imprescindibile dell’esperienza di Fud.

FUD – BOTTEGA SICULA
Via Casale 8
02 36527297
Aperto tutti i giorni (12- 1)

INFORMAZIONI UTILI SU FUD BOTTEGA SICULA:

  • Menu: mediterraneo; adatto a vegetariani o vegani
  • Prezzo: sui 15-20 euro
  • Mood: adatto a cene tra amici, adatto ai bambini
  • Come prenotare: non si può prenotare
  • Come arrivare: metro verde (Porta Genova); tram (linee 2-3-9-10), parcheggi difficoltosi

Conoscevate già Fud? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto! 

State cercando altri ristoranti regionali a Milano? Date un occhio qui!

Voglia di street food? Allora leggete qui!

Siete in zona Porta Genova-Navigli e cercate altri consigli? Eccoli qui!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Come si mangia da Fud, la bottega sicula sui Navigli a Milano (CHIUSO) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/fud-bottega-sicula-milano/feed/ 2
Una cena o un aperitivo con i bao cinesi da Mini Maoji sui Navigli /mini-maoji-milano/ /mini-maoji-milano/#comments Tue, 15 May 2018 13:09:44 +0000 http://godsgift.cyou/?p=10177 Li conoscete i bao? Questi paninetti cinesi farciti di ogni bontà sono una vera e propria bomba: qui vi racconto quelli di Mini Maoji, locale sui Navigli perfetto per un aperitivo o una cena veloce e super gustosa!

L'articolo Una cena o un aperitivo con i bao cinesi da Mini Maoji sui Navigli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Conoscete i bao? Spero proprio di sì, perché altrimenti vi perdereste un piatto pazzesco. Questi panini al vapore ripieni di ogni bontà sono – indicativamente – il corrispettivo cinese degli hamburger, nonché una vera e propria delizia. Io li amo, e sono andata a provarli da Mini Maoji, il nuovo locale sui Navigli delle ragazze che a Milano hanno già aperto due dei miei ristoranti cinesi del cuore: Maoji e Mao Hunan. Ecco il mio racconto!

IL PIATTO FORTE DI MINI MAOJI: bao in tutte le salse

I bao, dicevo: è questo senza ombra di dubbio il piatto forte di Mini Maoji. Questi piccoli e morbidissimi panini cotti a vapore e farciti sono una goduria, e qui ne troverete di tanti tipi diversi.

Mini Maoji

Un bao di Mini Maoji| © Caterina Zanzi

Io ho provato quello con il manzo sfilacciato, semi di sesamo e salse alle erbe, oltre a quello con baccalà mantecato, coriandolo e cipolla caramellata. Ma non ho potuto fare a meno di assaggiare anche i due vegetariani (con il tofu uno, con le melanzane l’altro: quest’ultimo, una vera bomba!) e di dare un morsino a quello ripieno di anatra e a quello con il pollo fritto (il mio preferito!). In carta ne troverete tanti altri, come quelli con il maiale sfilacciato, granella di nocciole, salsa agrodolce ed erba cipollina, ma anche quello con trippa brasata e fumetto di spezie.

Mini Maoji

Un bao di Mini Maoji| © Caterina Zanzi

Anche se vi consiglio di iniziare dai bao, potrete scegliere anche altri piatti dello street food cinese, tutti a piccoli prezzi.

Mini Maoji

La melanzana alla piastra | © Caterina Zanzi

Ci sono i noodles, i ravioli (anatra, verdi, pollo e maiale), gli involtini di gamberi, gli spiedini di carne e qualche altra proposta veggie tra cui le melanzane alla piastra (pazzesche).

IL POSTO: in Darsena

Mini Maoji ha casa al civico 6 dell’Alzaia Naviglio Pavese, proprio all’inizio del Naviglio Pavese e di fronte alla Darsena. Per arrivare in zona, vi consiglio di usare la metro (la fermata della verde a Porta Genova dista cinque minuti a piedi) o uno dei tanti mezzi di superficie, perché il parcheggio è sempre un po’ impervio.

L’ATMOSFERA: spartana

Mini Maoji

Un’immagine del locale © Mini Maoji Fb

L’atmosfera di Mini Maoji è semplice e segue l’ambiente essenziale degli altri due ristoranti, seppur in versione, appunto, ‘mini’ e fast food (ci si serve da soli). I posti a sedere non sono tantissimi, anche se in estate aumentano grazie a qualche tavolo fuori. Una nota di merito va al personale, molto gentile.

IL CONTO: basso

Mini Maoji

Un’immagine del locale © Mini Maoji Fb

Il costo di un bao varia tra i 3,50 euro e i 6, cosa che permette di cenare con una piccola cifra. Se ne ordinaste tre dei più costosi, per dire, rimarreste comunque sotto i 20 euro. Per sfamarsi, dovrebbero bastarne tre a testa, anche se sono sicura che la tentazione di ordinarne di più sarà forte! Consiglio Mini Maoji per un pranzo veloce, un aperitivo con gli amici, una cena senza troppe pretese o uno spuntino tra un cocktail e l’altro!!

MINI MAOJI
Alzaia Naviglio Pavese 6, Milano
333 4318157
Aperto tutti i giorni (12:30-23:30) tranne lunedì

Questo articolo è stato offerto da Mini Maoji.

L'articolo Una cena o un aperitivo con i bao cinesi da Mini Maoji sui Navigli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/mini-maoji-milano/feed/ 2
Com’è Tenoha, il concept store giapponese che inaugura stasera in via Vigevano (chiuso) /tenoha-milano/ /tenoha-milano/#comments Wed, 04 Apr 2018 08:56:32 +0000 http://godsgift.cyou/?p=9296 Negozio, bar, ristorante, coworking e spazio per eventi: ecco com'è Tenoha, il maxi concept store tutto dedicato al Giappone che inaugura stasera in via Vigevano.

L'articolo Com’è Tenoha, il concept store giapponese che inaugura stasera in via Vigevano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
La ‘dolce apertura’, quella che gli inglesi chiamano ‘soft opening’ c’è già stata una settimana fa, ma la vera inaugurazione di Tenoha, nuovo maxi concept store dedicato al Giappone in via Vigevano a Milano, sarà questa sera.

Tenoha Milano

L’esterno di Tenoha in via Vigevano | © Caterina Zanzi

Negozio, bar, ristorante, coworking e spazio per eventi, all’interno di un ex edificio industriale: questa nuova insegna – già presente a Tokyo e ora sbarcata anche a Milano – promette di fare la felicità degli amanti dell’Oriente sotto moltissimi punti di vista. Sono stata qualche giorno fa e qui vi racconto cosa troverete in questo angolo di Giappone a due passi dai Navigli.

Tenoha Milano

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi

* IL CONCEPT STORE. Nel negozio, il primo spazio che troverete all’ingresso, potrete comprare tanti oggetti dal design minimalista e dalla chiara impronta nipponica. “Tipo Muji”, ho sentito dire a un ragazzo tra gli scaffali. E in effetti lo ricorda parecchio, specie negli oggetti di cancelleria e in qualche altro gadget. Ma c’è molto di più, soprattutto per la casa: vasi, vassoi, bicchieri, tovagliolini e tovagliette, oltre a piatti e teiere. Anche gli amanti del beauty potranno gioire, grazie a una piccola sezione dedicata, che si affianca a una piccola gamma di accessori e indumenti. I prezzi sono mediamente alti. Una piccola delusione: per il momento, non troverete ingredienti o alimenti giapponesi in vendita. Gli spazi sono ampi, luminosi, rallegrati da piante verdi ad ogni angolo e i commessi estremamente gentili.

Tenoha Milano

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi

Tenoha Milano

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi

Tenoha Milano

Un dettaglio del concept store | © Caterina Zanzi

Tenoha Milano

Un’immagine di Tenoha | © Caterina Zanzi

* IL BAR E RISTORANTE. Tenoha ospita anche un bar e un ristorante adatti a ogni momento della giornata. Ho dato una sbirciata al menu e in carta ci sono tanti piatti dell’amato Giappone, motivo per cui andrò presto per un pranzo o una cena. Tra gli antipasti spiccano la tartare di tonno e avocado, la poteto salada e l’ohitashi (verdure di stagione sbollentate condite con dashi e katsuobushi). Come piatti principali mi ispirano molto il wafu steak (filetto di manzo flambè al sake con soia e verdure), il tonkatsu (cotoletta di maiale croccante) e gli udon: facendo un rapido calcolo, per cena non dovreste spendere più di 30 euro. A pranzo troverete piatti più semplici (tante insalate, udon e onigiri con un prezzo medio di 12 euro) e anche per colazione e merenda ci sono diverse opzioni tra cui scegliere. In estate, c’è un mini dehors colorato in cui rilassarsi all’aria aperta.

Tenoha Milano

Un’immagine della zona ristorante | © Caterina Zanzi

Tenoha Milano

Un dettaglio del ristorante| © Caterina Zanzi

Tenoha Milano

Un’immagine del dehors | © Caterina Zanzi

* IL COWORKING E GLI UFFICI. Da Tenoha c’è anche un bello spazio di coworking e, addirittura, uffici condivisi. Il coworking è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, con accesso libero dalle 19 fino alle 23, mentre gli ‘shared office‘ sono disponibili 7 ore su 7, 24 ore su 23. I prezzi? Per il coworking potete optare per una membership mensile di circa 200 euro e godere di servizi come il wifi veloce, libri e magazine, stampanti e utility varie. Per quanto riguarda gli uffici condivisi, la fee richiesta per un mese è di circa 400 euro.

Tenoha Milano

La zona coworking| © Caterina Zanzi

Tenoha Milano

Gli uffici condivisi| © Caterina Zanzi

* LO SPAZIO PER EVENTI. La proprietà sta lavorando anche per mettere a disposizione una maxi area da oltre 1000 metri quadrati che ospiterà eventi, feste e vernissage e che porterà così a 2.500 metri quadrati gli spazi complessivi.

TENOHA MILANO
Via Vigevano 18, 20144 Milano
02 80889147 | [email protected]

L'articolo Com’è Tenoha, il concept store giapponese che inaugura stasera in via Vigevano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/tenoha-milano/feed/ 5