L'articolo Vi spiego perchè Otto è il mio posto del cuore a Milano a qualsiasi ora sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Ma quando una cosa è talmente un regalo, in effetti, è impossibile non fare passa parola. Così Otto in via Paolo Sarpi è diventato una delle mete più ambite da chi vive a Milano. Quando vado ci trovo un po’ chiunque: ragazzetti col pc, creativi (anche loro col pc), giovani famigliole, coppie di neosposini, amiche sui 50.
Un pubblico eterogeneo, che testimonia come quando un posto funziona, piace a tutti. Ve lo consiglio a qualsiasi ora capitiate in zona: per la colazione o per il pranzo, per il brunch e per la merenda e, soprattutto, per l’aperitivo.
Sarò ripetitiva, ma di Otto mi piace davvero tutto. A partire dall’ambiente, che trovo semplicemente delizioso. Con i tavoloni colorati in legno da condividere, le piante alle pareti, i giornali, la luce che entra dalle mega vetrate, il dehors coi tavolini per l’estate, il bagno tutto scritto dove spararmi un selfie.

Un aperitivo da Otto | © Caterina Zanzi

Un tagliere di Otto | © Caterina Zanzi
Andando nello specifico, per il pranzo o la cena (in realtà, sempre) ci sono i quadrotti, ovvero delle fette di pane in cassetta guarnite con ricette particolari sia dolci che salate. Altrimenti, per 10 euro, si può ordinare il piatto del giorno (ottime le polpette)! Per la merenda io ordino fisso un matcha latte, mentre all’ora dell’aperitivo non c’è happy hour – cioè niente buffet (e meno male). Io opto sempre per un tagliere (a scelta tra sei, tutti con ingredienti buonissimi come l’hummus, salumi e formaggi e bruschette, a seconda dei gusti) che costa tra i 5 e gli 8 euro e può essere diviso in due, oltre che da una serie (notevole) di cocktail. Provare per credere!

Otto| © Otto Fb
Siamo nel cuore di Chinatown, in via Paolo Sarpi dalla parte di Piazzale Baiamonti, in una piccola rientranza che fa sì che Otto sia un po’ sempre fuori dal caos. La zona la conoscete e se volete qualche dritta la trovate in questo post. Godetevela e non perdete un giro nel quartiere, con passaggio obbligato al nuovo supermarket etnico Kathay!

Otto| © Otto Fb
Come dicevo, l’ambiente è un po’ hipster (sicuramente) ma, al di là delle definizioni, direi semplicemente ‘caldo’ e confortevole. Da Otto non prendono ordinazioni, quindi bisogna scegliere quello che si vuole dalla bacheca a fianco al bancone e poi pagare in cassa, dove si ritira anche da bere. Il cibo viene invece consegnato al tavolo grazie a un numerino di riconoscimento. Forse può sembrare un po’ noioso e complicato, ma in definitiva è una modalità ormai collaudata che non vi porterà via troppo tempo. Chi frequenta il locale è, come dicevo, un pubblico davvero eterogeneo e, insomma, si sta benissimo!

Un matcha latte da Otto | © Caterina Zanzi
I prezzi da Otto sono in linea con Milano – e forse anche si finisce per pagare qualcosina in meno. Per un aperitivo alla fine si spendono una quindicina di euro, mentre per i quadrotti il prezzo è sui 10 euro. Insomma, una cifra affatto folle che per me potrebbe tranquillamente raddoppiare (ma non fatelo): ci andrei lo stesso!
OTTO
Via Paolo Sarpi 8, Milano
02 83417249 | [email protected]
Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 2 di notte (il lunedì apre alle 18:30)
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Via Paolo Sarpi| © Caterina Zanzi
LA SPESA ALL’ORIENTAL MALL. Inaugurato un paio d’anni fa al posto dell’Ovs, l’Oriental Mall è un centro commerciale a cinque piani, in cui hanno casa due supermercati, un ristorante italo-cinese, un centro bellezza con massaggi tradizionali, la sala da the e da joga, vari negozi di abbigliamento e hi-tech. Ma la mia parte preferita è proprio quella per la spesa: qui troverete spezie, bevande ai frutti più strani, matcha, alghe, tofu aromatizzato, ravioli, spaghetti di soia e ogni altra bontà esotica che di certo non avrete all’Esselunga. Dove? Via Paolo Sarpi 31.
LA SPESA DA KATHAY. Tutti i dettagli su quello che è il più grande supermarket etnico d’Italia li trovate qui! Dove? Via Canonica 54.
LO SHOPPING IN NEGOZI E NEGOZIETTI. State cercando abbigliamento a prezzi irrisori? Parrucche colorate e bigiotteria improbabile per la prossima festa in maschera? Modelli simili a quelli delle grandi griffe a un quindicesimo del costo? Fate un giro tra i negozi della zona e tornerete a casa sicuramente con qualche affare.
UN PRANZO O UNA CENA CINESE. Per la cucina cinese, ormai lo sapete, ho una passione sfrenata (e qui trovate i miei 3 ristoranti cinesi preferiti in città). E anche per i ravioli (vi ricordate il tour che ho fatto con Foodora alla ricerca di quelli migliori?). Così ho provato finalmente la ravioleria Sarpi, take away aperto da pochi mesi che in molti mi avevano decantato. Ho scelto i ravioli di verdure e quelli di manzo, entrambi al vapore, e una crêpe: ottima quest’ultima, i ravioli li ho trovati un po’ crudi, forse perché vengono preparati a mano sul momento, e dunque la pasta è un po’ spessa e ci mette tempo a cuocere. Se c’è fila, insomma, non starei a farla perché non ho gridato al miracolo, nonostante gli ingredienti utilizzati siano tutti bio o a chilometro zero. Dove? Via Paolo Sarpi 27. Tra i ristoranti in zona che devo ancora provare e che mi sono stati segnalati ci sono Jubin e Hua Cheng: vi tengo aggiornati!

I ravioli| © Caterina Zanzi

La crêpe | © Caterina Zanzi
UNA PAUSA DA OTTO. Tra le mie scoperte più belle del 2015 c’è sicuramente Otto, per me uno dei posti più carini di Milano a oggi. Che sia per una colazione con il matcha latte, una merenda, un ‘quadrotto‘ o un aperitivo, questo è il posto giusto (e ve lo dico qui). Fateci un salto, portatevi un libro o il pc per lavorare e passerete una bellissima giornata tra tavoli in legno, dehor e piante ai muri! Dove? Via Paolo Sarpi 8.

L’aperitivo da Otto| © Caterina Zanzi
IL BUBBLE TEA DA QQTEA. Chinatown è (purtroppo) l’unica zona di Milano dove si può bere il bubble tea. Nel mondo impazza, ma in Italia purtroppo ancora non è così diffuso. Questa super bevanda a base di tè e latte arriva da Taiwan e, a parte mettermi di buon umore solo a vederla, è ottima e può essere gustata in diverse varianti e in svariati posti. Il mio preferito è quello al lychee di QqTea, anche se in zona ci sono diversi negozi specializzati che lo preparano. Il bubble tea si beve, ma si mangia anche: al suo interno ci sono delle ‘bolle’, ovvero delle sfere di tapioca che vi esplodono letteralmente in bocca! Dove? Via Paolo Sarpi 47.

Il bubble tea| © Caterina Zanzi
UN BICCHIERE DI VINO ALLE CANTINE ISOLA. Tra i miei wine bar preferiti a Milano ci sono anche le Cantine Isola, locale storico a Chinatown in cui fermarsi per un bicchiere di vino: assortimento ricchissimo ed etichette in arrivo da tutto il mondo. In estate potrete bere nello spazio esterno facendo due chiacchiere! Dove? Via Paolo Sarpi 30.

Le Cantine Isola | © Le Cantine Isola Fb
IL CELLULARE AGGIUSTATO DA JOHNNY. Portare l’iPhone fino a Carugate o a Rozzano, si sa, è davvero uno sbattimento. Quindi siamo in tanti ad affidarci ai centri della zona per riavere a nuovo (o quasi) i nostri cellulari. Tra i più famosi ‘aggiustatutto’ di Paolo Sarpi c’è Johnny, che in un’ora o anche meno promette di rimettere in sesto i nostri smartphone distrutti con qualche decina di euro. Dove? Via Giordano Bruno 20.
E voi dove andate quando siete in zona? Ditemelo sui social usando l’hashtag #conoscounposto
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]]>L'articolo 5 posti dove bere un buon tè a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Il tè da Chà Tea Atelier| © Carlotta Mariani
In questo negozio esclusivamente dedicato al mondo del tè con sala attigua per un pausa, gli infusi sono preparati e serviti rispettando tutte le regole: tipo di acqua, temperatura e tempi di infusione qui diventano un vero e proprio rito, accompagnato anche da una fetta di torta o da altri dolcetti. Il menu vastissimo può disorientare, ma il consiglio è di provare il Long Jing, un tè verde cinese il cui sapore ricorda quello della castagna bollita e il famoso Matcha cappuccino. Se poi siete interessati a saperne di più, Chà Tea Atelier organizza lezioni tematiche sul mondo del tè, da come si prepara correttamente alle degustazioni delle foglie provenienti da Paesi diversi.
CHÀ TEA ATELIER. Via D’Oggiono 7, Milano. 02 89415371. Aperto tutti i giorni (lun 15.30/19.30; mar-sab 11/14 e 15.30/ 19.30) tranne domenica.

Il tè da Crazy Cat Cafè| © Carlotta Mariani
Che cosa fa rima con tè? Gatti. Sì, non è una rima, ma questa coppia è perfetta e siamo in tanti a pensarla così. Nel primo ‘cat café’ di Milano, gli amanti dei felini e degli infusi possono rilassarsi tra i gatti che saltano, giocano e ronfano mentre bevono una tazza di tè: in carta tè puri e aromatizzati, serviti in tazze bellissime. Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito, provate il tè verde pistacchio e fico. Ottima la tarte tatin, ma se preferite ci sono anche piatti salati per il pranzo o l’aperitivo!
CRAZY CAT CAFÉ. Via Torriani 5, Milano. 02 84542739. Aperto tutti i giorni (9:30-21:30).

Il tè da La Teiera Eclettica| © Carlotta Mariani
La Teiera Eclettica è un altro locale per veri intenditori. Tra i tè che conquistano subito il Long Jing e il Mao Feng Criss Cross: davvero buonissimi! Anche in questo locale in zona Porta Venezia ci sono sia una sala da tè che lo store: per rilassarvi chiedete un Matcha cappuccino e accompagnatelo con ricette dolci, salate, proposte veggie e addirittura il gelato! Anche La Teiera Eclettica organizza vari incontri sul tema: da non perdere gli appuntamenti dedicati a tè e alla letteratura, perché anche libri e tè formano una coppia unica!
LA TEIERA ECLETTICA. Via Melzo 30, Milano. 02 29419101. Aperto tutti i giorni (lun 15.30/19.30; mar-sab 10:30-19:30; dom 15:30/19:30).

Il tè da Otto| © Carlotta Mariani
Di Otto vi avevamo già parlato nell’articolo dedicato alle più belle sorprese del 2015. In questo nuovo locale in via Paolo Sarpi, che assomiglia a un salotto di casa, ci si può fermare semplicemente per un tè o per lavorare. Qui abbiamo provato un tè verde, un Genmaicha (da Otto hanno una selezione di circa sei tè in foglia tra puri e aromatizzati) e un muffin alle mele e lavanda davvero super!
OTTO. Via Sarpi 8, Milano. 02 83417249. Aperto tutti i giorni (9:30-2) tranne lunedì.

Il tè da California Bakery| © Carlotta Mariani
Marco Polo (un tè aromatizzato a base di tè verde con aromi di frutta e fiori, firmato Mariage Frères) e una fetta di cheesecake: è stato amore al primo assaggio! Di California Bakery, a Milano, ce ne sono parecchi, ma il più carino rimane sempre quello in piazza Sant’Ambrogio: atmosfera a stelle e strisce, ragazzi seduti ai tavoli, servizio cortese e…una tazza di tè!
CALIFORNIA BAKERY. Via San Vittore 2, Milano. 02 39811750. Aperto tutti i giorni (lunedì – venerdì dalle 8 alle 24; sabato e festivi dalle 9 alle 24).
L'articolo 5 posti dove bere un buon tè a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo I ristoranti del cuore a Milano nel 2015 (e la wishlist 2016) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Quest’anno le sfide si raddoppiano. Complice il fatto che a Milano, nel 2015 hanno aperto un numero pressoché infinito di nuovi locali da provare. Chi mi leggerà avrà modo di condividere i progressi! Scoprite anche la classifica dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.

Intanto colgo l’occasione per augurare tutti voi un anno meraviglioso, pieno di posti che vi scalderanno il cuore.
MI PIACE PERCHÉ: Perché si mangia un ottimo pesce senza lasciarci lo stipendio. Perché non è fighetto. Perché è all’Isola, e poi finisco sempre per fare un giretto in zona.
MI PIACE PERCHÉ: Perché qui lo street food non è una moda, ma un’arte applicata a dovere. Perché è uno dei pochi posti a Milano dove ordinare un pastrami. Perché, nonostante sia quasi a Corsico, è uno di quei posti ‘che vale il viaggio’.
MI PIACE PERCHÉ: Perché i pasticcini alla domenica sono un rito, e quale modo migliore per iniziare questa giornata se non andando a comprarli e, intanto, facendo colazione. Perché qui ci sono oltre 40 tipi diversi di paste. Perché i prezzi sono giustissimi.
MI PIACE PERCHÉ: Perchè il kimchi, il bibimbab e il bulgogi se non li avete mai provati non potete perderveli. Perché qui la cucina coreana trova una delle sue massime espressioni a Milano. Perché adesso che il ristorante si è trasferito a due passi dal Duomo, è una ragione in più per farci ritorno.
MI PIACE PERCHÉ: Perché in Duomo si sentiva il bisogno di un posto così. Perché l’uovo in camicia che fanno qui è da perdere la testa. Perché si può fare la spesa – e che spesa – subito dopo aver pranzato o cenato, e con tanto di vista sulla Cattedrale!
MI PIACE PERCHÉ: Perché il brunch a Milano è quasi sempre una fregatura, ma questa è l’eccezione che conferma la regola. Perché i ragazzi dietro al bancone si vede che ci credono un sacco, e non capita tutti i giorni. Perché quando i pancake al salmone sono buoni, non c’è cosa più gustosa la domenica mattina.
MI PIACE PERCHÉ: Perché l’astice è un lusso che a volte dobbiamo regalarci. Perché l’astice insieme alla carne ancora dovevo provarlo, e adesso che l’ho provato qui non smetterò mai più. Perché finisco sempre per allungare il giro con un po’ di sano shopping in Rinascente, dove ha sede questo locale.
MI PIACE PERCHÉ: Perché il cirashi qui è spettacolare. Perché non sono mai stanca di provare nuovi ristoranti giapponesi a Milano. Perché un giapponese buono in zona Navigli-Porta Genova proprio ci mancava.
MI PIACE PERCHÉ: Perché di posti carini, ma con contenuto, la nostra città ne ha bisogno. Perché Gorille va bene a qualsiasi ora della giornata. Perché è bello, ma anche buono.

Un matcha latte da Otto | © Caterina Zanzi
MI PIACE PERCHÉ: Perché è la novità in Paolo Sarpi che tutti aspettavamo. Perché il matcha latte qui è spettacolare. Perché è uno dei posti più carini, giovani e con good vibes dove sia stata ultimamente.
E per dieci ristoranti di cui mi è rimasto un bel ricordo, eccone cinque nella mia personalissima wishlist del 2015!
All’ultimo piano del Mercato del Duomo, proprio davanti alla Cattedrale, c’è Spazio Milano. Questo ristorante viene presentato come laboratorio che mette in pratica la “poetica formativa” di Niko Romito, chef tre stelle Michelin del Reale Casadonna di Castel di Sangro, vicino L’Aquila. Curiosando nel menu, avrei voglia di provare le linguine con vongole e cime di rapa e il manzo profumato al carbone con mantecato di patate. Riuscirò ad andarci prima o poi?
Non da moltissimo, dietro viale Bligny, c’è Potafiori, le cui atmosfere e i cui piatti ho avuto modo di apprezzare nel mio feed di Instagram. Qui, i fiori si mescolano alla cucina, alla musica e ai libri, ed è naturale aver voglia di provarlo…che dite, varrà la pena? A me ispira un sacco e non vedo l’ora di andarci, magari durante in una serata ‘musicale’, quando la cena è servita con un po’ di ritmo in sottofondo.
Da Casa Ramen all’Isola ho provato a entrare credo almeno sei volte. Ma, complice il fatto che non si può prenotare e che lo spazio è davvero ridotto, non ci sono mai riuscita. La mossa per questo 2016 sarà presentarmi insieme alle galline alle 7 di sera o a mezzogiorno meno cinque. Solo così potrei riuscirci: ma la voglia di ramen è tale che prima o poi lo farò per davvero.
Di Ratanà, a due passi dal Bosco Verticale, mi hanno parlato bene in tanti fin da tempi non sospetti. Per una ragione o per l’altra non ho mai sentito la spinta decisiva per prenotare: a frenarmi, l’idea che potesse essere un po’ troppo cool (come alcuni mi hanno raccontato) o con prezzi esosi non commisurati alla qualità. Ma i piatti di Cesare Battisti, ne sono convinta, non mi sfuggiranno ancora a lungo: voi li avete mai provati?
Dei ristoranti in lista, probabilmente Contraste in via Meda è quello che ho più voglia di provare. Sarà perché lo chef Matias Perdomo mi aveva letteralmente stregata, prima al Pont de Ferr e poi al Rebelot. Adesso che ha aperto il suo locale, non posso pensare di non passare a trovarlo di nuovo. Anche perché ho visto fotografie delle portate che mi hanno letteralmente lasciata a bocca aperta: non vi ispira un piatto come “Delitto e Campari con gocce di barbabietola”? A me, parecchio: Matias, ci vediamo presto.
Quando si tratta di ristoranti etnici, ormai lo sapete, vado fuori di testa. Motivo per cui ho una nota sull’iPhone esclusivamente dedicata agli ‘etnici da provare’. Ma siccome non vi posso svelare tutto e fare un post lunghissimo, vi basti sapere che ai primi posti di questa lista c’è Jubin in via Paolo Sarpi, ristorante-trattoria cinese il cui menu spazia dal cinese al thai fino al giapponese. Ho già l’acquolina in bocca!
E adesso tocca a voi commentare: ditemi un po’ quali sono stati i vostri posti del cuore nel 2015 e quali mete avete nella lista dei desideri per l’anno che è appena iniziato!
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