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Come vi avevamo accennato qui, alla famiglia di Pizzium, Marghe, Gelsomina e Giolina si è aggiunta da qualche mese Locanda Carmelina, trattoria napoletana in zona Cadore. Le aspettative erano altissime. E le premesse c’erano tutte: un locale ben arredato (sì, ci sono anche qui le famose ceramiche presenti negli altri locali), la mise en place con la tovaglia (yay!), i tavoli ben distanziati e l’ingresso con la cucina a vista. Un menu super invitante che si divide tra sfizioserie, primi, secondi e la famosa pizza. Cosa manca, vi starete chiedendo. Il locale risulta un po’ artefatto, troppa apparenza e poca sostanza. Noi abbiamo provato tutte le sfizioserie presenti nel menù, tra cui il crocchè di patate con provola affumicata d’Agerola, la frittata di pasta con bucatini, ragù bianco, piselli e besciamella e la mozzarella in carrozza. A parer nostro, l’unica che si salva è la montanara fritta con pomodoro San Marzano e Parmigiano Reggiano. Un po’ delusi, speriamo di rifarci con i primi, gli spaghetti alla Nerano e gli gnocchi alla Sorrentina. Ma anche qui, a nostro sindacabilissimo parere, nulla di che. La pasta risulta al limite dello scotto, il sapore delle zucchine fritte con il provolone del Monaco non è particolarmente deciso ma anzi, rimane piatto. Stessa impressione per gli gnocchi. Insomma, non abbiamo gridato al miracolo di San Gennaro, anzi… Ritorneremo però per dare una chance alla pizza!

Avevamo già parlato di Moon manifestando molte aspettative che purtroppo sono state disattese quando finalmente lo abbiamo provato prima delle vacanze estive. A parte un piatto palesemente sbagliato (il salmone marinato agli agrumi, accompagnato da pezzi di avocado ancora troppo acerbo e una quantità di panna acida al cocco troppo esigua, il cui sapore purtroppo si perdeva completamente nel piatto) non possiamo certo dire che gli altri piatti che abbiamo assaggiato non fossero buoni (con una particolare menzione per il vitello tonnato, questo sì davvero azzeccato con una sorprendente spuma di salsa tonnata); nessuno, però, aveva quella spinta o quel picco di sapore necessari a non renderli noiosi dopo poche forchettate Con molto rammarico quindi dobbiamo ammettere che, nonostante la gentilezza del personale, l’ambiente curato e i prezzi tutto sommato corretti, per ora il giudizio su Moon non è totalmente positivo, soprattutto viste le potenzialità secondo noi molto alte.


Ostello, giardino, spazio per eventi, coworking e anche ristorante. Combo, catena di ostelli a Milano, Venezia e presto anche a Torino, ha inaugurato poco tempo fa all’ombra della Madonnina, zona Porta Genova. Noi ci siamo stati a cena, impressionati soprattutto dalla bellezza dell’ambiente. All’atmosfera, infatti, non si può proprio dire niente: l’interno del locale è arioso, curato e davvero piacevole, e l’esterno è, se possibile, ancora meglio, con i suoi tavolini tra le case di ringhiera e molto verde. La nota dolente, però, risiede proprio nella cucina. La formula, seppur non dichiarata, è quella vista e stravista (e per carità, apprezzata) dei piatti da condividere. Nessuno di quelli ordinati (hummus di ceci e zucca, spiedini di polpette, spiedini di gambero e costolette di manzo), fatta eccezione per la tostada di branzino, ci ha entusiasmato. Male anche il servizio, davvero improvvisato; conto nella media milanese, ma c’è ancora davvero molto da rodare.
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L’evoluzione in ambito tecnologico è sicuramente affascinante, talvolta stupefacente ma non v’è dubbio che nasconda anche un inquietante risvolto. Training Humans – concepita dalla professoressa e studiosa nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA) Kate Crawford e dall’artista e ricercatore Travor Paglen – è una mostra che investiga le immagini di training focalizzate sugli esseri umani, ossia tutte quelle fotografie usate dagli scienziati per classificare gli esseri umani, o meglio insegnare ai sistemi di IA come farlo, sorvegliando le persone. Il tentativo è quello di guardare dentro al sistema per capire come funziona e poterne cogliere i grandi errori, le semplificazioni e i pregiudizi. Al primo piano sono esposti i primi set di immagini utilizzati in laboratori scientifici e in ambito militare per classificare gli individui (a partire dal primo esperimento di riconoscimento facciale computerizzato, finanziato dalla CIA a partire dal 1963). Al secondo, invece, si passa all’inizio del nuovo secolo, all’esplosione della fotografia online e dei social media, che hanno messo a disposizione dell’IA miliardi di immagini, utilizzate senza il consenso delle persone ritratte, utilissime per migliorare la capacità di visione delle macchine e attuare classificazioni sempre più invasive e complesse. Training Humans è stata dunque pensata per farci prendere consapevolezza del funzionamento del sistema, metterci in guarda e spingerci a iniziare a ripensare questi sistemi “scientifici” che ci guardano e classificano nei più svariati ambiti delle nostra esistenze, dalla scuola all’ospedale, dall’aeroporto agli ambienti militari.
OSSERVATORIO FONDAZIONE PRADA. Galleria Vittorio Emanuele II. Aperto tutti i giorni (orari sul sito) tranne martedì. Ingresso: intero 15€, ridotto 12€ (valido anche per mostre temporanee e permanenti di Fondazione Prada ). In calendario fino al 24 febbraio 2020.


La trepidante attesa è terminata: finalmente Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori ha inaugurato il 20 settembre nella già di per sé magnifica sede milanese di Fondazione Prada. L’interessante progetto espositivo – concepito dal regista Wes Anderson e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf – riunisce una selezione di ben 537 opere (più numerose rispetto a quelle selezionate per la medesima mostra a Vienna) provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum; inaugurati nel 1891 a Vienna. Anderson e Malouf, per alcuni anni hanno selezionato insieme le opere; attraverso lungo e faticoso processo, non privo di incomprensioni, frustranti negoziazioni e accaniti confronti. Il risultato ottenuto, tuttavia, appare armonico, a tratti insolito e spettacolare. A colpire è anche il magnifico allestimento, concepito dai due artisti in collaborazione con Itai Margula come uno scrigno ricco di tesori, suddiviso in stanze e vetrine colorate che racchiudono gruppi di opere e oggetti affini e illuminato magistralmente per dare la medesima importanza a ogni singolo elemento. I tesori contenuti sono tra i più vari: dipinti, abiti, oggetti antichi d’uso comune, reperti naturali e molto altro. Si spazia dall’antichissimo bracciale di perle in maiolica egizia (3000 a.C.) alle uova di emù del Museo di Storia Naturale (2018). Una vera e propria Wunderkammer in cui vengono stravolte le regole tradizionali alla base delle classiche istituzioni museali. Una mostra ricchissima, da percorrere con lentezza per poterne apprezzare ogni singolo particolare.
FONDAZIONE PRADA. Largo Isarco, 2. Aperto tutti i giorni (orari sul sito) tranne martedì. Ingresso: intero 10€, ridotto 8€. In calendario fino al 13 gennaio 2020.


Quando i figli seguono naturalmente le orme dei padri, per indole e sincera ammirazione, senza sentirsi né intimiditi né forzati nell’intraprendere un percorso simile al loro, è affascinante soffermarsi a osservarne similitudini e diversità. La mostra a Palazzo Lombardia dedicata a Salvatore e Laura Fiume – coppia legata da un sodalizio tanto artistico quanto umano – offrirà proprio questo tipo di opportunità, presentando 38 opere, di cui 17 dipinti realizzati da Salvatore fra 1964 e il 1996; 19 di Laura realizzati tra il 2002 e il 2019 e 2 opere dipinte insieme negli anni ’90 a Canzo, nei grandi spazi di una ex-filanda adattata a studio, dove padre e figlia lavorarono insieme. Ad accomunare tutte le opere in mostra è l’uso di materiali diversi dalla tela, come base di lavoro. Una scelta stimolante, attraverso la quale i due artisti hanno potuto sfidare se stessi, trovando soluzioni nuove e inaspettate per far fronte a problemi compositivi e materici nuovi. Le opere di Salvatore Fiume scelte per essere esposte furono tutte realizzate su supporti quali carte da parati e tessuti; materiali ispirati al suo viaggio a Londra negli anni’60, dove venne a contatto col mondo del beat e con l’abbigliamento originale e anticonformista che ne caratterizzava i protagonisti. Le opere di Laura Fiume, invece, sono state tutte realizzate dopo la morte del padre e rappresentano un omaggio al mondo del design – di cui lei stessa fa parte – e ai suoi protagonisti: Gio Ponti, Paola Navone, Philippe Starck.
SPAZIO ESPOSITIVO PALAZZO LOMBARDIA. Via Galvani, 27. Aperto tutti i giorni (lun-ven 11.00-19.00; dom 14.00-18.00) tranne sabato. Ingresso libero. In calendario dal 4 al 29 ottobre 2019.

Fabio Weik – graffiti writer e artista contemporaneo milanese, classe ’84 – impronta il suo lavoro sul costante riferimento al contesto storico attuale e al forte impatto che hanno i media sulla società contemporanea, utilizzando per le sue opere tecniche sperimentali e materiali inusuali. Per il primo capitolo del controverso viaggio che ha deciso di chiamare Ermeneutica, inaugurato il 28 settembre presso lo spazio Leà, a essere utilizzate come supporto per le sue opere sono le coperte di sopravvivenza in cui di solito siamo abituati a vedere avvolti i profughi sopravvissuti a pericolosi ed estenuanti viaggi in mare, compiuti nella speranza di un futuro migliore. Se l’intento era quello di richiamare l’attenzione si può dire con certezza che ci sia riuscito: trovandosi davanti alle tele di grande formato (fino a 4 metri di altezza) l’impatto è forte e diretto. Come un moderno ermeneuta, Weik utilizzato l’arte come chiave di interpretazione della condizione umana, compiendo una simbolica traversata dall’antica Grecia ai nostri giorni. Le immagini stampate sulle coperte termiche dorate raffigurano personaggi mitologici, ispirate ai cartigli cinquecenteschi e riprodotte dettagliatamente a mano dall’artista con la tavoletta grafica, e creano un provocatorio parallelismo con i viaggi dei migranti. Le raffigurazioni che vedono protagonisti Marte, Nettuno, gli Argonauti diventano così simbolo dei momenti e degli ostacoli caratteristici dei viaggi in mare e l’artista si fa ermeneuta atto a riconnettere gli spettatori, anestetizzati dalla reiterata presenza di immagini degli sbarchi e delle terribili morti in mare in televisione e sui giornali, alla realtà della condizione di questi esseri umani. Una mostra bella e significativa; un ottima occasione per conoscere questo talentuoso artista.
LEÀ. Via Scoglio di Quarto, 3. Aperto da giovedì a sabato (previo appuntamento via mail: [email protected]) 11.00-19.00. Ingresso libero. In calendario fino al 20 ottobre 2019.

A differenza dell’attuale tendenza a incupire con luci soffuse le mostre d’arte, entrando alla mostra di Palazzo Reale fa piacere vedere tanto bianco, dal quale riescono a spiccare ancor meglio le più di 100 meravigliose opere di De Chirico esposte. Per la seconda volta, a distanza di 50 anni, l’istituzione milanese ospita una personale del grande artista; una retrospettiva che ricostruisce una carriera scandita dagli svariati spostamenti e incontri che la influenzarono: l’infanzia e gli studi ad Atene; Milano; Firenze (dove nacque la sua celebre pittura metafisica); Monaco; la Parigi delle avanguardie, frequentando Apollinaire e Picasso; Ferrara e l’incontro con De Pisis e Carrà; New York e la collaborazioni con le riviste di moda e infine Roma. La suddivisione della mostra nelle 8 sale è pensata per accostare le opere in modo originale, senza focalizzarsi solo sulle più note e inconfondibili. Sono infatti presenti anche i dipinti realizzati negli anni Cinquanta, in cui cominciò, con grande ironia, a cambiare registro, ispirandosi al barocco e realizzando autoritratti in vesti da torero, nature morte e opere ispirate ai grandi Maestri della pittura del passato. Un De Chirico poliedrico, la cui visione a tutto tondo è stata possibile grazie ai prestiti ricevuti da svariati musei nazionali e internazionali (la Tate Modern, il Metropolitan Museum, il Centre Pompidou e la Pinacoteca di Brera, solo per citarne alcuni). Ad attrarre principalmente rimangono comunque manichini e monolitiche statue privi di sguardo che talvolta si abbracciano o riposano, come fossero umani, abitando paesaggi tanto reali e possibili quanto inabitati e trascendenti.
PALAZZO REALE. Piazza del Duomo, 12. Aperto tutti i giorni (orari sul sito). Ingresso: intero 14€, ridotto 12€. In calendario fino al 19 gennaio 2020.
Siete appassionati di arte e cultura? Date un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
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]]>*INGRESSO GRATUITO MUSEO DI STORIA NATURALE
Cosa: Un’ottima occasione per visitare il museo naturalistico più grande e importante d’Italia, che custodisce quasi tre milioni di pezzi. Un gioiello della nostra città da conoscere assolutamente!
Quando: 6 ottobre (10-16)
Dove: Museo di Storia Naturale, Corso Venezia 55
*CACCIA AI TESORI ARANCIONI
Cosa: La più grande caccia al tesoro mai vista vi aspetta questo ottobre in più di 100 borghi italiani! Un’ occasione unica non solo per divertirsi, ma anche per visitare un po’ la nostra bella Italia.
Quando: 6 ottobre (orari e partenze sul sito)
Dove: Tutti i borghi li trovate qui
*STORIE DI STELLE E DI POPOLI
Cosa: Ritorna al Planetario, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, un viaggio emozionante tra stelle lontane, popoli stranieri e lunghissimi viaggi. Pronti a emozionarvi col naso all’insù?
Quando: 11 ottobre (21)
Dove: Planetario, Corso Venezia 57
*FESTA DEL MARITOZZO
Cosa: Tre giorni all’insegna di questo buonissimo dolce laziale, per scoprirne diverse versioni e assaggiarlo per colazione/pranzo/merenda o cena! L’occasione perfetta per fare il pieno di burro, zucchero, panna e sorrisi!
Quando: 11-13 ottobre
Dove: Piazza Leonardo da Vinci
*OTTOBRE DOC
Cosa: Un’intera giornata di festa: negozi aperti, attività e un tour enogastronomico coinvolgerà tutta Via Paolo Sarpi. L’evento, organizzato da Sarpi Food Tour, arriva quest’anno alla 36esima edizione.
Quando: 13 ottobre (10-20)
Dove: via Paolo Sarpi
*DEEJAY TEN
Cosa: Se, dopo la festa del maritozzo e il tour enogastronomico, vi viene voglia di smaltire un po’, ritorna la Dejay Ten: la corsa più divertente e ritmata di Milano! Se temete i 10 km della corsa completa, c’è anche la possibilità di iscriversi alla 5km.
Quando: 13 ottobre (10-13)
Dove: Percorso sul sito

*FESTA DEL CIOCCOLATO SUI NAVIGLI
Cosa: Sui Navigli vi aspettano tre giorni dolcissimi: degustazioni , laboratori, sculture e prelibatezze varie, tutte a base di cioccolato! Inutile anche solo provare a resistere!
Quando: 14-16 ottobre (10-23)
Dove: Navigli (info sui vari stand arriveranno sul sito)
*FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO
Cosa: Una fiera per festeggiare questo eccezionale fungo, con tartufi provenienti da tutta l’Italia. Troverete diversi stand per acquistare i più svariati prodotti al tartufo: pasta, creme, formaggi, salumi… e non mancheranno anche ricche degustazioni.
Quando: 17-20 ottobre (15-00)
Dove: Piazza Città di Lombardia
*YOGA FESTIVAL
Cosa: Yoghini all’ascolto, questa è per voi! Torna per tre giorni in città il grande festival di yoga, con oltre 100 eventi. Non perdetevi le meditazioni, le classi di musica, gli incontri, le masterclass, le pratiche olistiche e tutte le altre attività organizzate per quest’evento speciale.
Quando: 18-20 ottobre (14.30-19.30)
Dove: Palazzo del Ghiaccio, via Piranesi 14

*BEAUTY GIVES BACK
Cosa: Torna per il terzo anno questo meraviglioso evento a favore de ‘La Forza e il Sorriso’, Onlus che si prende cura della bellezza delle donne in trattamento oncologico. Non troverete solo ottimi prodotti beauty da portare a casa a fronte di una donazione liberale, ma anche sedute di bellezza e consigli di trucco e benessere.
Quando: 25-26 ottobre (10-19)
Dove: Via Marco Polo 4
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