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]]>L'articolo A cena da Immorale Osé, ristorante audace a Porta Venezia (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu, incentrato principalmente su piatti a base di verdure e legumi, ha stimolato fin da subito la nostra curiosità. Dopo una prima lettura, si capisce immediatamente una delle accezioni del nome “Osé”, per via di ingredienti ricercati probabilmente sconosciuti a chi non è familiare con la cucina orientale.
Il concept si conferma quello di un ristorante dove i piatti non sono pensati per la condivisione, ma più per un percorso culinario individuale. Si può scegliere se mangiare alla carta o fidarsi della degustazione alla cieca di 4 o 8 portate (in aggiunta entrambi prevedono due piatti a sorpresa fuori menu). Noi abbiamo optato per il menu degustazione Decadent – quattro corse e due sorprese, e siamo usciti più che sazi, per merito delle porzioni giuste.
Aggiunge di sicuro un tocco molto personale il fatto che lo chef porti ogni piatto al tavolo spieghi in modo affascinante gli ingredienti e gli accostamenti proposti.
“Dalla terra nasciamo e alla fine vi ritorniamo. Quindi è proprio da sotto terra che parte la degustazione”, lo chef sancisce così l’inizio del nostro percorso che parte dai vegetali.
Si inizia – in ordine di assaggio – con una spremuta di melograno che ci risveglia il palato e ci prepara ad un trittico vegetale che accosta ingredienti tradizionali a condimenti stranieri: purè con riduzione “come quello della nonna”, cremoso e ricco da finire facendo la scarpetta; patata dolce, coriandolo e crosta di semi e insalata di tuberi, yogurt greco e salsa verde aromatica: entrambi deliziosi.
Abbinamento vino: Spergola “Defratelli” Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero– Cà de Noci, Emilia IGT, 2016



Proseguendo con la degustazione, rimaniamo sul vegetale, ma ci spostiamo in Oriente con cavolfiore al masala, salsa verde e ayran che nel nostro percorso simboleggia la nascita (chi di voi si ricorda il libro per bambini “Nata sotto un cavolo”? Noi sì!), e ci conquista con la sua morbidezza e speziatura.
Abbinamento vino: Clai, Ottocento Bijeli, Croazia, 2016
Arriviamo poi alla radice di loto brasata, croccante di riso alla barbabietola, aiolì e gel al mandarino, “che porta alla salvezza dell’anima. Nel nostro quotidiano πάντα ῥεῖ (Panta rei, tutto scorre) e il piatto ci àncora e dà equilibrio. E nel piatto il Loto è l’ingrediente che unisce gli altri ”. Piatto incredibile, la radice ha la consistenza di un tubero ammorbidito, sapore delicato e a contrasto il croccante di riso e le salsine speziate: uno dei nostri preferiti.
Abbinamento vino: Bencze,Pinot Noir, Ungheria, 2019


Per passare dalla terra alla carne, ecco l’unico piatto in condivisione del menu che mostra ancora una volta la vena “Osé” del locale: una mozzarella campana con peperoncino e salsa alla ‘nduja da mangiare con le mani, imboccandosi l’un l’altro. Un’esplosione di contrasti, oltre che ice-breaker di un appuntamento romantico (della serie, “o la va o la spacca”).

Le portate di carne e pesce sono i ravioli alle tre carni e il tonno marinato, cioccolato bianco, wasabi e lava al nero di seppia. L’abbinamento per noi più interessante e riuscito è infatti il tonno + wasabi + cioccolato bianco che ha reso questo piatto il nostro preferito.
Abbinamento vino: Paglione, Perazzelle – Cacc’e Mmitte Doc di Lucera, Foggia, 2018


Una deliziosa frozen custard, ribes, pan di Spagna, croccante di semi aromatico conclude dolcemente la nostra cena, o almeno così pensiamo noi!
Abbinamento vino: Terre a Mano, Rosso Toscano Vendemmia Tardiva IGT “Pian de’ Sorbi”, Toscana, 2011
Subito dopo arriva un éclaire, craquellin, Sicilia piccante che “conclude la cena di oggi e inizia quella della prossima volta”, ed è infatti ripiena di ricotta, ‘nduja, dragoncello con glassa al cioccolato bianco e banana… da intingere in salsa ponzu.


Bisogna ammettere che questa conclusione salata può destabilizzare non poco gli amanti dei dolci, ma a noi è piaciuta! Finiamo questa splendida cena felici che le nostre aspettative non siano state disattese: i piatti originali, le materie prime freschissime e ricercate e gli abbinamenti accattivanti, ci rendono solo curiosi di vedere come cambierà il menu stagione dopo stagione.


L’ambiente rimarca la netta distinzione dal sister-restaurant bistrot: i decori sono minimali, le pareti hanno qualche opera d’arte ma l’atmosfera potrebbe essere scaldata un po’ più per riflettere il mood dello staff e la personalità dei piatti. I grandi tappeti posizionati in alcune aree della sala danno un bel tocco che sa di casa. Il team in sala è molto preparato, sempre piacevole e coinvolgente.
Il prezzo dei menu degustazione va dai 65€ per il Decadent – quattro corse e due sorprese -, ai 95€ per il F*cking Decadent – otto corse e tre sorprese (bevande escluse). I piatti alla carta invece si aggirano attorno ai 20€. Noi abbiamo speso ulteriori 45€ a testa per il pairing di 6 vini. A nostro parere i prezzi sono in linea con la zona tenendo conto della qualità del servizio, del cibo e del vino. Acqua, pane con burro di acciughe (buonissimo) e coperto sono inclusi.
IMMORALE OSÉ
Via Tadino 43, Milano
02 52518831
Aperto dal lunedì al sabato (19-01)
Conoscevate già il ristorante Immorale Osé? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!
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]]>L'articolo A pranzo da Røst, sorprendente bistrot a Milano, in Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
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I piatti di Røst sono pensati per essere condivisi, quindi il menu si presenta come una lista di portate non divise in antipasti, primi o secondi. La formula, a noi, piace sempre, perché ci permette di sperimentare un po’ di tutto, e infatti così facciamo. Gli ingredienti sono stagionali, poveri, e ben calibrati tra proposte a base di carne, pesce e verdure.
Immaginando di iniziare, comunque, almeno idealmente con degli antipasti, chiediamo di cominciare da tre piatti: la pancetta di Anselmo Bocchi (paradisiaca, specie se accompagnata dall’ottimo pane che viene portato al tavolo), i mondeghili (classiche polpettine milanesi che qui non fanno gridare al miracolo), e un baccalà mantecato per cui invece, al miracolo, si grida a chiare lettere.

L’incipit è dei migliori, e decidiamo di proseguire il nostro pranzo con una proposta vegetale che ci incuriosiva parecchio: le carote di Polignano con yogurt e sedano. Dolci, morbide ma croccanti, arrostite alla perfezione e, soprattutto, accompagnate (al punto giusto) da una salsa per cui immaginiamo sviluppare una dipendenza sia parecchio facile.

Proseguiamo sul coté vegetale con il sedano rapa alla vaccinara, buono, ma è con le carni che il pranzo prende davvero il volo. La salsiccia con cicoria e fiore sardo è una visione perfettamente bilanciata, e lo stesso possiamo dire della bavetta con patata della Sila, senape in grani e fondo vegetale.


Tenete in conto almeno un paio se non tre piatti a testa da condividere per uscire sazi come abbiamo fatto noi. Sazi, e appagati.

Segnaliamo una cantina vini (orientata, come da ‘moda’, su quelli naturali) decisamente pazzesca: abbiamo accompagnato il nostro pranzo con due etichette incredibili (per iniziare, ma perfetto anche per pasteggiare, un moscato Rifol di Cerruti e a seguire un Barbera del Monferrato Auriel), che hanno sicuramente contribuito a fare la differenza.

A curare gli ambienti di Røst ci ha pensato uno studio piuttosto quotato, e si vede. L’atmosfera è quella tanto in voga in città in questo momento: sedie e divanetti in velluto, tavoli (rigorosamente ‘stovagliati‘) in marmo, piatti alle pareti. Il locale è costituito da due sale, una più ampia (per modo di dire) all’ingresso, con un bancone, e un’altra più piccolina a seguire. Gli spazi, di conseguenza, risultano decisamente sovraffollati (avremmo apprezzato un paio di tavoli in meno) e l’impressione finale è quella di un ambiente intimo, forse un po’ troppo. Servizio cortese e preparato.
Accompagnando il vostro pasto con una buona bottiglia, e anche tenute presente le dimensioni non pantagrueliche dei piatti, tenete in conto una spesa finale per persona di 40-50 euro, un conto medio-alto giustificato, crediamo, dalla bontà di quello che proverete.
RØST
Via Melzo 3, Milano
[email protected] | 344 0538044
Aperto tutti i giorni (12:30-18)
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]]>L'articolo A cena da Kanpai, ristorante giapponese (tradizionale) a Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Kanpai non è eccessivamente lungo, e si concentra principalmente sugli ingredienti tipici della tradizione giapponese, pur rivisitandone con creatività le ricette. Non esiste divisione tra antipasti, primi o secondi, e tutte le portate si ben prestano a essere condivise. Siamo tentati dall’ordinare diverse pietanze, tra cui lo sgombro marinato in aceto di riso, il sashimi, la frittura di coscette di pollo e il tonkatsu.

Alla fine, però, optiamo per iniziare da delle incredibili alghe somiglianti agli spaghettini (si chiamano mozuku) sotto aceto sanbaizu e dai bao, panini al vapore gustosissimi farciti con gambero fritto.

Proseguiamo con i piatti caldi: ordiniamo gli udon Kansai Style, cioè serviti in brodo di pesce, con coscia di pollo, yuzukosho, spezie varie, funghi, cipollotti e tenkasu. Una vera coccola.

Chiudiamo con la guancia di pesce del giorno (il nostro era coda di rospo), marinata e cotta al forno, servita con daikon marinato all’umeboshi. Deliziosa e super morbida, ne avremmo voluto il doppio, complice la porzione non esattamente abbondante.

Chiudiamo la nostra cena con due dessert davvero degni di nota, entrambi preparati dallo chef Masaki Okada, ex Iyo, Tomoyoshi e Sol Levante.

Il primo, mochi fritti con crema di zucca, è sublime, ma a farci perdere la testa è la cheese cake al matcha, servita con (tanta) panna come piace a noi.

Noi abbiamo accompagnato la nostra cena con una bottiglia di vino (naturale), ma vi ricordiamo che potrete attingere anche da una lista ben assortita di originali cocktail a base di gin e whisky giapponesi, e di sakè. Noi torneremo sicuramente presto per provare altre specialità di Kanpai, come l’okonomiyaki, i vari noodles e i nigiri di Wagyu!

L’atmosfera di Kanpai è piuttosto piacevole, con un bancone all’ingresso dove è possibile trascorrere l’aperitivo o il dopocena, e una seconda sala, più raccolta, dove cenare. Segnaliamo anche un servizio parecchio cortese.

I prezzi di Kanpai sono in media con i ristoranti di questo tipo a Milano, forse un pochino più alti del normale a fronte delle porzioni non troppo generose. Tenete presente che il costo degli antipasti si attesta sui 5 euro di media, i noodles viaggiano attorno ai 10 euro, mentre per i piatti più complessi a base di carne o pesce il prezzo sale fino ai 22 euro. In generale, per una cena soddisfacente, bere a parte, dovreste tenere in conto all’incirca 35 euro a testa.
KANPAI
Via Melzo 12, Milano
02 38269862
Aperto tutti i giorni (19-1) tranne domenica
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]]>Il menu di Immorale è interessante fin da una prima lettura. La scelta da parte dei proprietari è quella di non dividerlo nei canonici ‘antipasti’, ‘primi’ e ‘secondi’, ma di lasciare al cliente la possibilità di ordinare cose diverse, anche e soprattutto nell’ottica di condivisione. Niente ‘tapas’, però: qui, le porzioni sono giuste, e il rischio di uscire affamati è inesistente.
Ci attira davvero tutto, e vorremmo provare ogni piatto, dalla crescia di Urbino con crescenza, pecorino stagionato e verza alla bruschetta di pane, uova strapazzate, e tartufo bianco; dalle ortiche con rucola, kale, albicocche secche, nocciole e pepe sancho alla zuppa di fagioli, fino al baccalà e alla tartare di cinghiale.

Siamo in cinque e decidiamo di assaggiare tutti quelli che ci sembrano antipasti: arrivano un clamoroso ciauscolo di Re Norcino, il salame lardellato, la lonza, e due formaggi entrambi da standing ovation, il taleggio del Caseificio Carene a lo strachitunt, un formaggio blu del Caseificio Sant’Antonio. Non avremmo potuto iniziare meglio. Da condividere al centro prendiamo anche la ‘scarpetta col ragù dell’aia‘, uno strepitoso ragù da raccogliere con l'(ottimo) pane, in cui vorremmo letteralmente annegare.

Proseguiamo con dei primi piatti, tra cui gli gnocchi tostati con formaggio della fossa degli amanti e gli spaghetti alla poraccia. Quest’ultimo, per noi, è il piatto da scegliere: spaghetti quadri cotti alla perfezione e immersi in un sugo di cipolle e timo. Incredibile, davvero.

Proseguiamo con qualche portata ‘veggie’, tra cui il carciofo brasato, marmellata di clementine e liquirizia (forse in questo caso ci sarebbe potuta stare una porzione un po’ più abbondante) e il radicchio di Verona, servito con un ristretto di mosto di Lacrima e mirtilli selvaggi.


Chiudiamo, sempre in condivisione, con le costine di cinghiale selvatico ai pepi e patata schiacciata al burro. Anche questo piatto finisce per soddisfarci.

Saremmo sazi, ma la gola è un peccato: quindi, tra i dessert scegliamo una fedelissima chiffon cake al tè hoji con crema di zucca alla sambuca e panna e una pavlova con crema di mascarpone alla vaniglia e mela cotogna.

Neanche sui dolci riusciamo a trovare un difetto o nemmeno un piccolo sbavo. Usciamo dal ristorante col sorriso, tutti e cinque.


Ad esserci piaciuta è anche l’atmosfera che si respira da Immorale, raccolta senza risultare impettita, piacevole tanto da renderlo un posto perfetto per qualsiasi tipo di pranzo o cena, che sia col fidanzato, con la famiglia, per lavoro o con un gruppo di amici. Abbiamo amato il fatto che fossero presenti tovaglia e tavaglioli in tessuto, così come dei mini asciugamani in bagno. Servizio molto professionale e gentile. I posti a sedere non sono tantissimi, quindi il consiglio è quello di prenotare.

Per due piatti a testa, una bottiglia di vino e alcuni dolci condivisi, abbiamo speso una trentina di euro a testa. Un costo a nostro parere davvero irrisorio, considerata la qualità degli ingredienti, la ricercatezza di alcuni piatti e la buona riuscita di tutte le portate. Al prezzo super competitivo concorre la scelta, davvero onesta e apprezzata visti i tempi, di non far pagare coperto e acqua.
IMMORALE
Via Lecco 15, Milano
02 21067364
Aperto tutti i giorni (11:30-15 :30 e 18:30-1) tranne domenica sera
INFORMAZIONI UTILI:
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]]>Il menu di Fan Wu è parecchio vasto e spazia da carni particolari (fegato, rane, frattaglie e via dicendo) a piatti più tradizionali come il pollo kung pao, il pesce saltato, gli spaghetti e le zuppe. Largo spazio lo hanno anche le verdure, tra cui spiccano melanzane, asparagi e cavolo cinese.
Noi abbiamo scelto di provare i ravioli (quelli di gamberi, al vapore, non super convincenti e quelli cinesi alla salsa piccante, ottimi e davvero spicy).

I ravioli al vapore | © Caterina Zanzi

I ravioli in salsa piccante | © Caterina Zanzi
Per continuare, abbiamo provato il buonissimo sedano saltato con radice di giglio (molto delicata e simile alla radice di loto) e poi ci siamo concessi due piatti ‘forti’, quelli che abbiamo preferito: il pollo alla salsa di Sichuan (piccante) e i gamberi al gusto di litchi, pazzeschi e super consigliati se vi piace l’agrodolce.

Le verdure | © Caterina Zanzi

Il pollo | © Caterina Zanzi

I gamberi | © Caterina Zanzi
Ad accompagnare il tutto, una bottiglia di vino bianco. Le porzioni sono generose e quindi ci siamo fermati, ma non mancheremo di tornare per provare tanti altri piatti che ci incuriosiscono, come le costine di maiale in agrodolce condite con prugne, i noodles saltati e il pesce bollito in brodo agropiccante!

L’esterno di Fan Wu | © Caterina Zanzi
Fan Wu ha casa in viale Tunisia, all’angolo con via Lazzaretto. La zona è ben servita dai mezzi, e il ristorante si trova a una piacevole camminata dalla fermata della metropolitana rossa Porta Venezia o della gialla Repubblica.

Un angolo di Fan Wu | © Caterina Zanzi
Niente a che vedere con alcune ‘bettole’ in giro per la città: Fan Wu conta su un’atmosfera davvero carina (simile a quella de Le Nove Scodelle, ad esempio): arredi in legno, piante ornamentali, tavolini ben divisi e un piccolo soppalco perfetto per le cene o i pranzi ‘di gruppo’. Servizio celere e gentile. Unico appunto: può diventare un po’ caotico.

Un angolo di Fan Wu | © Caterina Zanzi
Per la cena sopra descritta, bere incluso, abbiamo speso 25 euro a testa (e si può spendere ancora di meno). Una cifra tutto sommato ridicola considerata la bontà dei piatti e l’abbondanza delle porzioni. Un motivo in più per farci ritorno più spesso!
FAN WU
Viale Tunisia 30 (angolo via Lazzaretto), Milano
02 49690934
Aperto tutti i giorni (11-15 e 19-23:30) tranne lunedì)
L'articolo A cena da Fan Wu, nuovo ristorante cinese in Porta Venezia a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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I ravioli di Pasta Fresca Brambilla | © Giorgia Ferrais
Oltre a essere un laboratorio di pasta fresca dove poter comprare qualsiasi tipo di pasta (semplice, ripiena o in teglia), questo piccolo locale con qualche tavolino all’esterno è anche un luogo dove poter mangiare per pranzo un ottimo primo piatto. Ogni giorno, qui, troverete delle proposte diverse, a seconda della stagionalità e degli ingredienti più freschi. Qualche esempio? Tagliatelle al ragù, ravioli di arrosto con sugo di arrosto, gnocchi di patate al ragù, ravioli di borragine. I piatti sono davvero tutti squisiti e il servizio molto cortese.
PASTA FRESCA BRAMBILLA. Via Melzo 2, Milano. 02 29521359. Aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 20. Spesa media: 12 euro.

Un panino di Pavè | © Pavè
Questo locale molto famoso per le sue colazioni (le tortine monoporzione sono una vera delizia!) non vi deluderà neanche per il pranzo, orario durante il quale vengono proposti una serie di panini molto gustosi, tra cui quello con salmone affumicato, cavolo viola e ricotta di bufala o il panino con mozzarella di bufala, salsa al basilico e acciughe, taglieri di formaggi e affettati e piatti caldi come crema di patate, mozzarella di bufala, limone candito e capperi. E per i sostenitori dell’insalatona, ecco in menu l’insalata con salmone affumicato, avocado e panna acida e quella con quartirolo, uvetta, pancetta pepata e nocciole. Da non perdere!
PAVÈ. Via Felice Casati 27, Milano. 02 94392259. Aperto dal martedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato e domenica dalle 8.30 alle 19. Spesa media: 12 euro.

Il kebab di Nun | © Giorgia Ferrais
Una ventata di medioriente durante la vostra pausa pranzo con un delizioso kebab? Da Nun si può, e il kebab non è ‘qualsiasi’! In questo locale dall’aspetto molto minimal e moderno troverete il ‘kebab all’italiana‘, da comporre a vostro piacimento a partire dal panino o dalla piadina (araba, di farro o integrale) per poi proseguire con il ripieno, tra cui spiccano il pollo 100% italiano o i falafel fatti in casa. A completare il vostro piatto, potrete scegliere tra svariate salse, come lo yogurt condito, l’hummus e l’harissa piccante, e i condimenti, tra cui l’insalata verde, l’insalata shirazi (pomodoro, cetriolo, cipolla e menta), le uova sode e la feta. Insomma, dimenticatevi il solito kebab e provate questo!
NUN. Via Spallanzani 36, Milano. 02 91637315. Aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 23. Spesa media: 8 euro.

Le nostre pizze da Marghe | © Marta Bizioli
Appartenete a quella categoria di persone che bandiscono i carboidrati a cena? E allora perché non concedersi durante la pausa pranzo una sana e gustosa pizza da Marghe, una delle nostre pizzerie preferite di Milano (qui trovate le altre!). In carta poche pizze, ma con ingredienti di prima qualità. Le nostre preferite? Fior di latte km 0, salsiccia artigianale, friarielli campani e peperoncino e l’intramontabile mozzarella di bufala km 0, pomodorino del Piennolo del Vesuvio e basilico fresco!
MARGHE. Via Plinio 6 e via Cadore 26, Milano. 02 2047117 e 02 54118711. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19.30-00). Spesa media: 15 euro.

I tortelli di bufala | © Giorgia Ferrais
Se avete voglia di cucina casalinga e l’aria di casa vi manca anche quando pranzate fuori, la Trattoria Sabbioneda farà al caso vostro. Vi abbiamo parlato da poco di questo ristorante senza tanti fronzoli (l’articolo completo lo potete trovare qui) dove poter gustare alcune specialità della cucina lombarda. E allora via con i gnocchi di zucca mantovani, i tortelli di bufala al burro e salvia, o i maccheroni alla casalinga con polpette. E per i più affamati perché non ordinare una bella cotoletta con patate?
TRATTORIA SABBIONEDA. Via Alessandro Tadino 32, Milano. 02 29521014. Aperto dal lunedì al venerdì (12-15/19-23). Spesa media: 10 euro.
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]]>L'articolo 5 posti del cuore in Porta Venezia dalla colazione alla cena sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Un’immagine di Quattro Quarti Torte | © Caterina Zanzi
In questo nuovo locale tutto dedicato alle torte, potrete trovare un mini angolo di relax per la vostra colazione o merenda. La proprietaria, super gentile, prepara quotidianamente torte genuine e molto gustose. Qualche esempio? Torta al cioccolato e caffè, torta ai mandarini e cioccolato (buonissima!) e torta di limone e semi di papavero. In un angolino, potrete servivi anche di tè, tisane e caffè. L’idea geniale? La possibilità di comporre a proprio piacere e portare via una torta, scegliendo fette a gusti diversi!
QUATTRO QUARTI TORTE. Via Melzo 22, Milano. 02 89680552. Aperto tutti i giorni (9-12:30 e 14:30-19:30) tranne domenica e lunedì. Costo medio di una fetta di torta: 3,50€.

L’esterno del Milleluci Trattoria Pop | © Google Earth
Accantonate pretese gastronomiche troppo alte, ma abbracciate il divertimento (gay friendly). Da Milleluci, il cui sottotitolo è non a caso ‘Trattoria Pop’, l’ambiente è anni 80 e il trash assicurato. Musica e atmosfera vi accompagneranno per tutta la durata della cena e soprattutto nel dopo, quando non potrete fare a meno di cantare. Anche il pranzo è all’insegna del caos. Cibo senza pretese, in compenso uscirete col sorriso cucito addosso.
MILLELUCI TRATTORIA POP. Via Rosolino Pilo 7, Milano. 02 29411250. Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-2) tranne sabato a pranzo e domenica. Costo medio: 35€.

Un’immagine di Eppol | © Caterina Zanzi
Questo locale dall’orario lunghissimo (è aperto dalla mattina presto fino a tarda serata) è indubbiamente uno dei più carini di Milano e, nonostante il personale non sia dei più gentili e preparati, si sta bene. Lo consiglio più che altro per un drink precena o un cocktail per chiudere la serata, anche d’estate quando fuori c’è qualche tavolino. Ricordatevi di prenotare perché non è grandissimo ed è sempre strapieno.
EPPOL.Via Malpighi 7, Milano. 02 36798290. Aperto tutti i giorni (7:30-1).

Un piatto di Gesto | © Gesto Fb
Gesto è uno dei miei posti del cuore per una cena a base di piccoli piattini, tutti super curati e deliziosi. Le portate cambiano spesso, ma a me sono rimasti nel cuore il mini hamburger, il ceviche, i maki vegetariani e il tacos di salmone. Locale un po’ buio e rumoroso, piuttosto alla moda: anche qui prenotate perché non c’è quasi mai posto.
GESTO. Via Sirtori, 15, Milano. 02 201006. Aperto tutti i giorni (19-12). Costo medio per una cena: 30€.

Un’immagine del bar Picchio | © Marco Caruccio
Impossibile non conosciate il Bar Picchio, a Milano una vera e propria istituzione soprattutto tra studenti e giovanissimi. Al Picchio si va per stare fuori (dentro il bar non è niente di che, per non dire brutto), in piedi, a fumare sigarette, bere birre (vi consiglio di evitare i cocktail) e guardare le ragazze o i ragazzi, per la gioia del vicinato. Pur non essendo ‘glam’, anzi, venire qui qualche volta è divertente e anche super economico. Se siete precisini, però, non veniteci.
BAR PICCHIO. Via Melzo 11, Milano. 02 29531433. Aperto tutti i giorni (7-00) tranne domenica.
E se non vi bastasse, altri posti in zona che ci piacciono parecchio sono i ristoranti giapponesi Sol Levante, Neta, Kanpai, oltre al bar Pesa Pubblica e a Toscanino.
L'articolo 5 posti del cuore in Porta Venezia dalla colazione alla cena sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Come si mangia da Neta, nuovissimo sushi bar a Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La materia prima è sicuramente la qualità più evidente della proposta di Neta, il cui proprietario e lo chef si sono conosciuti al Finger’s e hanno poi deciso di fare ‘da soli’. Il menu è composto da un’ampia proposta di crudi e da qualche piatto caldo. Noi decidiamo di mettere alla prova il ristorante ordinando una selezione di nigiri e una varietà di maki.
A stupirci in positivo è la piccola degustazione di sushi: scegliamo di provare l’orata, la ricciola e la capasanta. Il pesce è freschissimo e ben assemblato con il riso, e la sensazione è quella di un’esplosione sensoriale.

La piccola degustazione di sushi | © Caterina Zanzi
Tra gli uramaki scegliamo tre dei ‘Neta special rolls’. Il soft shell crab (granchio, salmone, spicy mayo e salsa ponzu), l’arcobaleno (gambero e avocado, carpaccio di pesce misto, pomodoro all’umeboshi) e il ‘Rena bianca’ (battuta di pesce bianco, gambero, capesante, erba cipollina e olio tartufato). Quest’ultimo si aggiudica senza ombra di dubbio la palma d’oro.

Alcuni uramaki| © Caterina Zanzi

Alcuni uramaki| © Caterina Zanzi
In generale, i piatti sono tutti abbastanza convincenti (salvo qualche accostamento un po’ troppo rocambolesco), non giganteschi rispetto ai prezzi, ma di ottima qualità.

Alcuni nigiri | © Caterina Zanzi

La piccola degustazione di sushi | © Caterina Zanzi

Alcuni nigiri | © Caterina Zanzi
Siamo curiosi di tornare per provare pietanze come i carpacci, il tataki, le tartare e qualche piatto caldo come i takoyaki e il karaage di pollo. Ad accompagnare i piatti potrete scegliere dalla carta dei vini oppure da una selezione di cocktail piuttosto ben assortita.

L’ingresso di Neta | © Caterina Zanzi
Neta ha casa nel cuore di Porta Venezia, in viale Piave e a due passi dalla metro rossa. Venite qui con i mezzi, visto che la zona è molto ben servita, e lasciate a casa la macchina: parcheggiare potrebbe risultare un po’ difficile.
Il locale è piccolino, con i tavoli un po’ ravvicinati, ma molto curato in ogni dettaglio. Nota di merito al servizio, piuttosto cortese.

Alcuni nigiri | © Caterina Zanzi
Per una cena completa da Neta, accompagnata da un calice di vino, dovreste spendere una cinquantina di euro a testa. Una spesa un pochino elevata, ma commisurata alla qualità degli ingredienti e alla zona centrale. A pranzo, invece, si può approfittare del ‘business lunch‘ compreso di piatto principale, acqua e coperto per una spesa complessiva tra i 10 e i 17 euro, e piatti leggeri come sushi, sashimi, cirashi e insalate di pesce.
NETA
Viale Piave 41, Milano
02 36682024
Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 18-23:30) tranne domenica
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L’esterno di Oriental Milano | © Caterina Zanzi
E così, ecco nascere questo locale luminoso e curato a due passi dal cuore di Milano, che tra gli scaffali nasconde ogni bontà. Ci sono, naturalmente, tantissimi tipi di alghe, salse, spaghetti di riso e soia. Ma anche piatti surgelati e pronti come i ramen già fatti, e alcolici pazzi: dalla birra artigianale fino al sake, al vino di prugne e all’umeshu, un distillato a base di prugne.
Per gli amanti del genere, c’è anche un’area dedicata a utensili originali e ricercati per una mise en place orientaleggiante di tutto rispetto.
Una chicca in più: da Oriental potete trovare anche tanti prodotti ‘speciali’, irreperibili altrove: si va dal tè matcha biologico all’alga Kombu bianca, dal riso Wadachi fino all’olio di perilla.

Alcuni scaffali di Oriental Milano | © Caterina Zanzi

Un’immagine di Oriental Milano | © Caterina Zanzi

Una selezione degli alcolici di Oriental Milano | © Caterina Zanzi
Ma c’è una novità nella novità: il market non rimarrà un semplice alimentari ma diventerà prestissimo anche un piccolo luogo di cucina e un take away. In programma, mi hanno spiegato i due proprietari, c’è uno spazio cucina in cui si prepareranno sul momento takoyaki, okonomiyaki, soba freddi, spring roll e tantissimi altri piatti che potrete portare via o assaggiare a uno dei tavoli.
E presto, arriveranno anche eventi dedicati, momenti di degustazione del te, dei sake, corsi di cucina e preparazioni di dolci, come i fantasmagorici mochi che abbiamo avuto la fortuna di assaggiare.

Un’immagine di Oriental Milano | © Caterina Zanzi
Ovviamente io ho comprato il più possibile: per quanto riguarda i prezzi, mi sono sembrati in linea se non leggermente inferiori rispetto a quelli degli altri market di impronta asiatica a Milano. Che dite, fate un salto alla scoperta delle bontà orientali?
ORIENTAL. Via San Gregorio 25, Milano. 02 29526307 | [email protected]. Aperto tutti i giorni (9:30-20, dom 11-19:30).
L'articolo Oriental, il nuovo alimentari giapponese, coreano e cinese in Porta Venezia (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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