L'articolo A pranzo da Kappou Ninomiya, ottimo ristorante giapponese a Gambara sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Da poche settimane, finalmente, lo chef Yoshikazu Ninomiya ha riaperto poco più in là, a due passi da Gambara, con un menu che ricalca fedelmente quello di Fukurou ma che sorprende sempre per bontà e cura. Ci siamo stati a pranzo e, già, non vediamo l’ora di farvi ritorno.
Noi siamo stati da Kappou Ninomiya a pranzo, quando il menu è leggermente più stringato alla sera: a cena, infatti, si popola di altre pietanze tra cui vari tipi di maki, piatti più elaborati come il roastbeef di wagyu o i soba. Anche a mezzogiorno, comunque, la carta è un viaggio nella tradizione giapponese, sia calda che fredda. Ci sono le jubako, cioè scatole simili alle bento con al proprio interno ogni bontà, i teishoku, cioè lunch set comprensivi di un piatto principale accompagnato da riso al vapore, verdure sotto sale e zuppa di miso), ramen e omusubi, polpette di riso ripiene di salmone, tonno o altre delizie che avrete sentito chiamare anche onigiri.

Per iniziare, abbiamo ordinato due piccoli antipastini o contorni: dei croccantissimi edamame e una delle nostre ossessioni, i mozukusu, alghe mozuku sottoaceto, orgoglio di Okinawa nonché superfood e goduria pura per il palato.

Ci siamo poi fatti tentare, come piatti principali, dallo Jubako Kaisen Special: una mastodontica scatola ripiena di riso cotto al vapore, foglie di shiso e diverse qualità di pesce, dal gambero rosso fino alle uova di merluzzo, dalle uova di salmone fino alle capesante. Un trionfo di sapori, delicati e insieme decisi, che vi lascerа sazi oltre che molto, molto, molto felici.

Abbiamo voluto provare anche uno dei lunch box: indecisi se provare quello a base di pollo fritto, di tonkatsu (la cotoletta giapponese) o di hamburger steak giapponese, alla fine abbiamo optato per quello con il salmone alla griglia, servito in una porzione piщ che abbondante e accompagnato da zuppa di miso, verdure sotto sale e un assaggino del giorno. Nella sua semplicitа, questa box ci ha sorpreso per l’equilibrio tra i diversi sapori e, ovviamente, per la bontа dei tre trancetti di salmone.
Torneremo? Sicuramente, e magari alla sera, per provare piatti che già ci stanno facendo venire l’acquolina in bocca, come l’omelette giapponese, le ostriche e l’anguilla.

Kappou Ninomiya si presenta come una sala abbastanza raccolta, con non molti tavoli e un bel bancone con lo chef e la brigata all’opera: il termine stesso “kappou”, d’altra parte, indica che i posti a sedere e la cucina si trovano nel medesimo luogo. Forse per via dell’apertura recentissima, il locale è a nostro gusto un po’ spoglio, e una ‘riscaldata’ all’ambiente non guasterebbe. Il servizio, in compenso, è molto gentile e rilassato.


I prezzi di Kappou Ninomiya si attestano sulla fascia medio-alta (ma senza esagerazioni) che connota questo tipo di ristoranti giapponesi a Milano. A pranzo, tenete in conto una trentina di euro a testa per uscire sazi, mentre alla sera lo scontrino medio potrebbe alzarsi fino ai 50. Un prezzo ragionato e, secondo noi, assolutamente proporzionato alla qualità degli ingredienti e alle preparazioni che vengono proposte.
KAPPOU NINOMIYA
Via Fra Galgario 4, Milano
02 91557472
Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-22:30, dom solo pranzo) tranne lunedì e l’ultima domenica del mese
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]]>L'articolo A cena da Sumire, ristorante giapponese autentico in Moscova sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Sumire è suddiviso tra una carta del giorno scritta a mano, dove campeggiano le portate più ‘speciali’, e il classico menu, abbastanza lungo, dove potrete trovare i classici della cucina del Sol Levante, tra cui i takoyaki, il tonkatsu e naturalmente tutto lo spettro di specialità ‘a base cruda’.
Per iniziare ordiniamo due piccoli antipasti: la tartare di capasanta, eccezionale, e la seppia cruda, servita con alghe, tuorlo crudo e una salsina deliziosa, che non copre i sapori ma al contrario li esalta.


Se è vero che un ristorante di questo tipo si giudica dal sushi che propone, bè allora non possiamo che esaltare Sumire ancora una volta. Il piatto che ci arriva ci ricorda, anche solo esteticamente, nella scelta dei pesci, il nostro viaggio in Giappone.

Il salmone alla fiamma, l’anguilla, le uova di salmone e la capasanta ci sconvolgono per la loro freschezza e capacità di sciogliersi letteralmente in bocca. Il riso è cotto in maniera perfetta, e la proporzione tra riso e pesce è quella corretta, caratteristica che troppo spesso si rivela difficile da trovare in altri ristoranti giapponesi a Milano.

Concludiamo con un piatto caldo, una guancia di ricciola in salsa di soia davvero sublime. Torneremo sicuramente un’altra volta per cena, per provare i tanti tipi di nigiri, i donburi, i temaki (specie quelli con l’anguilla) e gli spiedini giapponesi fritti, oppure per pranzo, quando l’ingrediente che regna in tavola è il curry.

Il locale è piccolo e arredato in stile (molto) minimalista, suddiviso in due aree, una al piano terra, appena entrati, con una manciata di tavoli e un piccolo angolo sushi bar, e una soppalcata, anch’essa molto piccola. Il servizio è molto cortese e ogni piatto ci è stato spiegato con passione.
Per una cena da Sumire, mettete in conto una quarantina/cinquantina di euro a testa, un prezzo che riteniamo assolutamente commisurato alla posizione del ristorante e, soprattutto, alla sua cucina e alla qualità degli ingredienti che vengono portati in tavola.
SUMIRE
Via Varese 1, Milano
02 91471595
Aperto tutti i giorni (12-14:45 e 19-23) tranne domenica
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L'articolo A cena da Sumire, ristorante giapponese autentico in Moscova sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo A cena da Kanpai, ristorante giapponese (tradizionale) a Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Kanpai non è eccessivamente lungo, e si concentra principalmente sugli ingredienti tipici della tradizione giapponese, pur rivisitandone con creatività le ricette. Non esiste divisione tra antipasti, primi o secondi, e tutte le portate si ben prestano a essere condivise. Siamo tentati dall’ordinare diverse pietanze, tra cui lo sgombro marinato in aceto di riso, il sashimi, la frittura di coscette di pollo e il tonkatsu.

Alla fine, però, optiamo per iniziare da delle incredibili alghe somiglianti agli spaghettini (si chiamano mozuku) sotto aceto sanbaizu e dai bao, panini al vapore gustosissimi farciti con gambero fritto.

Proseguiamo con i piatti caldi: ordiniamo gli udon Kansai Style, cioè serviti in brodo di pesce, con coscia di pollo, yuzukosho, spezie varie, funghi, cipollotti e tenkasu. Una vera coccola.

Chiudiamo con la guancia di pesce del giorno (il nostro era coda di rospo), marinata e cotta al forno, servita con daikon marinato all’umeboshi. Deliziosa e super morbida, ne avremmo voluto il doppio, complice la porzione non esattamente abbondante.

Chiudiamo la nostra cena con due dessert davvero degni di nota, entrambi preparati dallo chef Masaki Okada, ex Iyo, Tomoyoshi e Sol Levante.

Il primo, mochi fritti con crema di zucca, è sublime, ma a farci perdere la testa è la cheese cake al matcha, servita con (tanta) panna come piace a noi.

Noi abbiamo accompagnato la nostra cena con una bottiglia di vino (naturale), ma vi ricordiamo che potrete attingere anche da una lista ben assortita di originali cocktail a base di gin e whisky giapponesi, e di sakè. Noi torneremo sicuramente presto per provare altre specialità di Kanpai, come l’okonomiyaki, i vari noodles e i nigiri di Wagyu!

L’atmosfera di Kanpai è piuttosto piacevole, con un bancone all’ingresso dove è possibile trascorrere l’aperitivo o il dopocena, e una seconda sala, più raccolta, dove cenare. Segnaliamo anche un servizio parecchio cortese.

I prezzi di Kanpai sono in media con i ristoranti di questo tipo a Milano, forse un pochino più alti del normale a fronte delle porzioni non troppo generose. Tenete presente che il costo degli antipasti si attesta sui 5 euro di media, i noodles viaggiano attorno ai 10 euro, mentre per i piatti più complessi a base di carne o pesce il prezzo sale fino ai 22 euro. In generale, per una cena soddisfacente, bere a parte, dovreste tenere in conto all’incirca 35 euro a testa.
KANPAI
Via Melzo 12, Milano
02 38269862
Aperto tutti i giorni (19-1) tranne domenica
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L'articolo A cena da Kanpai, ristorante giapponese (tradizionale) a Porta Venezia sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Una cena speciale da Iyo Aalto, nuovo ristorante giapponese a Porta Nuova sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Se sceglierete di pranzare o cenare tra i tavoli di Iyo Aalto, potrete lasciarvi ispirare da una carta piuttosto ristretta in cui campeggiano piatti elaborati come l’anguilla, i gyoza di vitello, parmigiano e composta di cipolla e il filetto di Wagyu con melanzane, aglio nero e yuzukosho. In alternativa, potrete scoprire la cucina dello chef tramite uno dei tre menu degustazione da 8, 10 o 13 piatti.
Noi abbiamo scelto, complice un’occasione speciale, l’esperienza al banco, più raccolta (i posti al bancone sono soltanto otto) e di ispirazione: in questa modalità, infatti, è possibile osservare i due sushi master, Masashi Suzuki (ex Sol Levante) e Luciano Yamashita, all’opera. La formula è omakase: in sostanza, il percorso, che si sviluppa attraverso ben 14 assaggi, è scelto dallo chef in base alla stagione, all’estro del momento e ai prodotti disponibili.

In generale, però, dopo un piccolo benvenuto e una entrée (nel nostro caso, un meraviglioso ‘tris’ composto, specialmente, da un cestino di lime con purè di patate, polpo cotto a bassa temperatura con mentaiko e alga, accompagnato da una frittata giapponese con anguilla e foie gras) vi potete aspettare una carrellata di nigiri e un piatto di sashimi, inframmezzati da un paio di zuppe e chiusi da due portate più elaborate.

Tra i tanti nigiri che abbiamo assaggiato (dieci in tutto), a rimanerci più impressi, oltre a quello con la melanzana, quello con pagello, lime giapponese grattugiiato e caviale, quello con la pezzonia flambè e peperoncino e il nigiri di canocchia.


Il pesce, nemmeno a dirlo, è morbidissimo, e vederlo assemblato al riso da davanti il bancone è un vero e proprio privilegio. Tra i nigiri da menzionare, anche quello di ricciola e buccia di yuzu marinatto sotto sale, e quello con tartare di scampo e gambero rosso.
A stupirci, però, sono anche le zuppe che vengono servite di tanto in tanto per spezzare la cena, e in particolare quella con brodo di tonno e cannolicchi, servita con una deliziosa polpetta di gamberi, spinacino, shitake e rapa bianca. Incredibile, così come quella con miso rosso, brodo di cernia e pagello, alghe e tofu.

A sembrarci unici sono anche il sashimi (quello di ventresca l’ho assaggiato così buono soltanto in Giappone),e il black cod, merluzzo nero marinato sotto miso con fagioli neri.


Nonostante a questo punto si arrivi già piuttosto sazi, viene il momento della portata principale, che nel nostro caso è un mirabolante manzo Wagyu shabu shabu ‘nascosto’ da un involtino di pasta di grano saraceno e servito su un brodo di tonno e salsa di soia. Indimenticabile.

Giunti a questo punto, preghi che non portino più nulla, e invece arriva il momento del dessert.

Chiude la cena l’ottimo tè matcha, servito con qualche dolcetto a lato. Gli chef ringraziano, ma alla fine sei tu a ringraziare loro: questa serata verrà ricordata davvero a lungo.


L’ambiente di Iyo Aalto è sicuramente esclusivo, con sedute in pelle, tavoli in legno, luci soffuse e affaccio su Porta Nuova, grazie alle vetrate poste al primo piano della Torre Solaria. Tutto sembra (ed è, nei fatti) curato nel minimo dettaglio, e l’atmosfera raffinata viene accompagnata da un servizio solerte che non diventa mai invadente. Oltre alla piccola sala in cui campeggia il bancone dell’omakase, troverete un’altra ben più spaziosa sala, un piccolo ingresso, un corridoio con una cantina vini impressionante (1600, in tutto, le etichette), un’ampia cucina a vetri su cui sbirciare e un bagno forse troppo scuro in cui confonderete porte e specchi.


I prezzi di Iyo Aalto sono quelli di una serata speciale, che sia romantica, in famiglia o per affari. Considerate oltre 100 euro alla carta; il mio consiglio spassionato, però, è quello di optare per uno dei tre menu degustazione disponibili ai tavoli oppure, ancora meglio, per il percorso omakase, che dubito potrà lasciarvi delusi e vi farà pensare che ogni centesimo sarà stato ben speso.
IYO AALTO
Piazza Alvar Aalto, Milano
02 25062888 | [email protected]
Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 19:30-22) tranne lunedì a pranzo e domenica
INFORMAZIONI UTILI:
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L'articolo Una cena speciale da Iyo Aalto, nuovo ristorante giapponese a Porta Nuova sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Una cena giapponese nel nuovo Ichi Station in Repubblica sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Lo sapete: siamo degli amanti del Sol Levante piuttosto intransigenti. Ma per l’estro del menu di Ichi Station ci sentiamo di fare un’eccezione. La creatività, qui, è scevra di salse spesso insensate e ‘coprenti’, e si traduce semplicemente in accostamenti bizzarri, colorati e, in definitiva, ben riusciti.
La carta si svolge tra ispirazioni italiane (come gli uramaki cacio e pepe o quelli con la tartare di manzo), scommesse pure e semplici (come il sushi donut, una ciambella di riso ‘riempita’ di pesce crudo) e ricette più tradizionali, come nigiri, sashimi, tartare e poke.
Noi iniziamo da una selezione di uramaki, tutti ben riusciti e con una giusta proporzione tra riso e altri ingredienti, e proviamo anche i gunkan di patate peruviane e tartare di salmone.


A seguire, non possiamo che provare il mosaic sushi, un’esplosione di colori in variante mix, con salmone, tonno, ricciola, tamako yaki (frittata di uova), branzino, capesante, gambero cotto, avocado, cetriolo e mango.

Proseguiamo con una ceviche di ricciola che definire spaziale è riduttivo e con il piatto che alla fine definiremo il migliore della serata, un tataki di ventresca di tonno davvero unico.


Decidiamo, ancora, di farci tentare anche dall’unaghi, il nigiri all’anguilla giapponese, e da quello al manzo e foie gras.

Chiudiamo con i dessert, che però non abbiamo più neanche le forze di fotografare: arrivano sulla nostra tavola il matchamisù, un ottimo tiramisù al tè matcha, e gli immancabili mochi giapponesi. Anche questi, promossi a pieni voti!

L’ambiente di Ichi Station in Repubblica è decisamente più arioso rispetto a quello di Col di Lana, con 35 posti a sedere che convivono in unico spazio essenziale, ma scaldato da qualche tocco di Giappone qua e là, come le cartoline di viaggio appese ai muri e le tovagliette che ricordano la stoffa dei kimoni. Nota di merito al personale, molto cortese.

Per una cena di tutto rispetto da Ichi Station dovreste prevedere circa 35 euro a testa, una cifra che riteniamo perfettamente consona al tipo di esperienza e alla qualità degli ingredienti. Per chi vuole, infine, a mezzogiorno c’è anche la possibilità di ordinare agili e comodissime lunch box per la propria pausa pranzo!
ICHI STATION
Via Fara 33, Milano
02 39288436
Aperto tutti i giorni (11:30-15 e 18:30-22:30) tranne domenica
INFORMAZIONI UTILI:
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L'articolo Una cena giapponese nel nuovo Ichi Station in Repubblica sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo A cena da Ichikawa, nuovo ristorante giapponese speciale a Porta Romana sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La proposta di Ichikawa è omakase, che in giapponese significa “avere fiducia, “mettersi nelle mani dello chef”. Così, per il momento non c’è scelta (anche se, ci hanno assicurato, arriverà anche una menu alla carta): il viaggio consiste in un percorso da 6 portate, cui si aggiunge un piatto di frutta finale, a seconda della disponibilità e dell’estro dello chef.
Per iniziare, arriva in tavola il nimono, uno stufato di verdure in brodo dashi kombu composto da patate taro, carote, zucchine, germogli di bambù, zucca , funghi cardoncelli, daikon e spaghetti shirataki. In un attimo, mi sembra di essere di nuovo in Giappone.

Si prosegue con un piatto di antipasti misti, che comprende edamame, uno spiedino di calamaro stufato in soia mirin sake e zenzero, un onigiri con salmone e cipollotto avvolto katsuobushi, fasolari con gambero, calamaro, alghe wakame e salsa yuzu miso , una spettacolare moeca in tempura e, per finire, del salmone nam bam, ovvero fritto e marinato in aceto di riso.

Continuiamo con un piatto di sashimi, in cui spicca la freschezza del pesce, e con i goma somen, spaghetti di farina di semi di sesamo con brodo dashi, polvere di yuzu alghe nori tostate, scampo avvolto in shiso in tempura e wasabi. Indimenticabile anche questo piatto.


Ma la vera sorpresa, nonché piatto che per noi è valso l’intera cena, arriva con l’involtino di wagyu con gambero, tartufo, sale con carbone vegetale, germogli di wasabi marinati, capasanta con maionese alla yuzu kosho e tempura di patata.


L’ultimo piatto che viene servito è il sushi misto. Credo che la foto parli da sola, in questo caso.

Ormai davvero sazi, chiudiamo con un piatto di frutta.

Il ristorante ha aperto da poco, e l’atmosfera è probabilmente ancora da ‘scaldare’ un po’. In generale, l’ambiente è parecchio essenziale, al confine con lo scarno. Una prima saletta lascia spazio a un secondo locale, dove si staglia il bancone dietro cui è possibile vedere lo chef al lavoro. Servizio gentile.

Al momento, la proposta di Ichikawa consiste nel menu omakase da 6 portate, che ha un prezzo di 90 euro a persona, bevande escluse. Un costo sicuramente importante, ampiamente corrisposto dalla qualità dell’esperienza, e che in ogni caso lo pone sul livello di altri ristoranti di questo genere (Iyo, per esempio, ma anche il vicino Yuzu). Una destinazione perfetta per una cena speciale, in famiglia, di lavoro o con la propria dolce metà.
ICHIKAWA
Via Lazzaro Papi 18, Milano
02 47750431
Aperto tutti i giorni (19-23) tranne lunedì
INFORMAZIONI UTILI:
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State cercando un buon ristorante a Porta Romana? Date un’occhiata a tutti i nostri articoli relativi a questo quartiere!
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L'articolo A cena da Ichikawa, nuovo ristorante giapponese speciale a Porta Romana sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo A cena da Shiki, nuovo ristorante giapponese in Garibaldi (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Shiki è abbastanza ricco, pur rimanendo essenziale sia nelle preparazioni che nelle tipologie di piatti. Ci sono le tartare (impossibile non provare quella di capasanta), piatti assortiti di sushi e sashimi, uramaki di ogni sorta – il vero punto di forza di tutta la carta, a nostro avviso – gunkan, temaki e vari piatti caldi (come donburi, pollo teriyaki, curry chicken katsu, soba, ramen, okonomiyaki e udon). La proposta è completata da diversi piatti del giorno che campeggiano sulle lavagnette del locale.

Noi abbiamo iniziato con un fuori menu, delle deliziose melanzane al miso, servite con un topping di katsuobushi, scaglie di tonno essiccato.

Abbiamo poi proseguito provando un uramaki sempre dal fuori menu (con salmone, erba cipollina, avocado e gambero crudo), e un cristal roll (gambero, branzino scottato, ikura, cipollotto e salsa ponzu). Superbi.

Per concludere, non ci siamo fatti mancare un delizioso gunkan con polpo e wasabi, e un gunkan con capesante e uova di salmone: entrambi incredibili.


Torneremo sicuramente per provare tutti gli altri uramaki che ci mancano, oltre ai piatti caldi. Il giudizio complessivo, per questa prima esperienza, è sicuramente molto positivo. Toccherà aggiornare senza dubbio la lista dei nostri ristoranti giapponesi preferiti a Milano!

La cosa che mi ha convinto meno di Shiki è stato l’ambiente, anche se, ci hanno assicurato i gestori, il locale è ancora ‘ongoing’, e verrà ‘scaldato’ già dalle prossime settimane. Al momento, l’atmosfera è decisamente minimal tendente al freddo. Il servizio è molto gentile.

Per la cena descritta sopra, accompagnata da una bottiglia di vino bianco, abbiamo speso 35 euro a testa. In generale, considerate che le entrée vengono all’incirca 7-8 euro, gli uramaki ‘speciali’ si attestano sui 18 euro, e i piatti caldi variano tra i 10 e i 17 euro. Per una cena completa non dovreste superare i 40/50 euro, una cifra che sia per la zona che per la qualità degli ingredienti e delle preparazioni ritengo assolutamente proporzionata.
SHIKI
Via Privata Nino Bonnet (ang. Via Tito Speri) 11/A, Milano
02 82784726
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 19:30-23:30) tranne domenica e lunedì a cena
INFORMAZIONI UTILI:
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L'articolo A cena da Shiki, nuovo ristorante giapponese in Garibaldi (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo A cena da Miyabi, nuovo ristorante giapponese super autentico in San Babila sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Miyabi è parecchio denso e vario. Si parte con una selezione nutrita di insalate e antipasti fritti, carpacci e tartare, per poi passare ai grandi classici di sushi, sashimi, chirashi e nigiri. Il vero tripudio, però, lo troviamo con gli uramaki, sezione che conta oltre 20 voci, cui si aggiungono una quindicina di roll speciali, gli ‘uramaki chef’. La carta, poi, snocciola un’altra lunga serie di temaki e qualche piatto caldo a base di soba, udon e tempura.
Noi non possiamo esimerci dall’iniziare ‘dalle basi’: ordiniamo un piatto di sashimi misto per testare subito la qualità degli ingredienti, innegabile sin dal primo assaggio. Scampi, gamberi, tonno e ventresca hanno ognuno un sapore definito, e una consistenza che rasenta la perfezione, difficile da trovare in altri posti a Milano.

Il sashimi di Miyabi | © Caterina Zanzi
Proseguiamo con un’insalata a base di salmone e tonno, dei gamberi kataifi serviti con salsa ponzu e con una selezione di carpacci di sgombro e branzino. Questi ultimi sono davvero imperdibili: le fettine di pesce sono marinate sapientemente con wasabi, limone e dragoncello e poi condite con un olio di sesamo che rende il piatto ancora più speciale.

Il carpaccio marinato con limone e dragoncello | © Caterina Zanzi

Il “Sushi dello Chef” marinato al lime e dragoncello | © Caterina Zanzi
Proseguiamo con una selezione di nigiri, impiattati in maniera davvero piacevole, che fanno sfoggio della freschezza incredibile degli ingredienti. I nostri preferiti? Il gambero crudo, il branzino, e soprattutto la ventresca: definire quest’ultima pazzesca è davvero riduttivo.

Uramaki chef, con olio scottato tonno salmone | © Elisabetta De Candia
Il capitolo più interessante, però, arriva con gli uramaki, vera punta di diamante di tutta la cena. La proposta è in grado di accontentare sia i ‘puristi’ che chi li preferisce un pochino più carichi. Per la prima categoria, proviamo i roll triplo gambero e triplo salmone, un tripudio di pesce (dite addio agli uramaki di solo riso!) e una vera e propria esplosione di gusto. Più conditi ma non meno buoni i roll salmone crispy e quelli con tonno e salmone conditi con olio scottato.

Uramaki chef con triplo gambero crudo | © Caterina Zanzi

Uramaki chef con triplo tonno | © Caterina Zanzi
Ne abbiamo provati davvero tanti, essendo in otto, e non ce n’è uno che non abbiamo trovato all’altezza delle aspettative; anzi, ognuno è stato in grado di sorprenderci sia per la cura dietro alla sua esecuzione, sia per la qualità degli ingredienti.

Alcuni uramaki di Miyabi | © Caterina Zanzi
A conclusione della cena, non ci siamo lasciati sfuggire anche un dessert: la menzione speciale in questo campo va senza dubbio a uno spaziale tiramisù al te verde. Inutile dire che torneremo da Miyabi per provare presto tanti altri piatti che ci incuriosivano, come i temaki ripieni di ogni bontà, il bara chirashi e le tartare! Per accompagnare queste portate, oltre alla carta dei vini avrete la possibilità di ordinare anche un calice (Franciacorta, Prosecco, bianco e rosso, tutti tra i 5 e gli 8,5 euro), o una birra Asahi o Kirin.

Un angolo di Miyabi | © Carlotta Coppo
Miyabi ha casa nel cuore di Milano, a pochi passi dalla centralissima Piazza San Babila. Il che fa di questo ristorante un posto molto comodo sia per una pausa pranzo centrale, sia per una cena, grazie ai tanti mezzi di superficie che passano nei paraggi e, ovviamente, alla metropolitana rossa, fermata San Babila. Se siete in macchina e non trovate un posto all’aperto nei dintorni, il mio consiglio è quello di lasciare l’auto nel parcheggio di Piazza Meda, uno dei più a buon mercato di tutta la zona.

Un angolo di Miyabi | © Caterina Zanzi
L’atmosfera di Miyabi è all’insegna del minimalismo, ma molto curata. I tavoli sono debitamente distanziati e il locale è arioso, grazie a un ingresso ampio con bancone a vista e a un piano superiore, dotato anche di una piccola sala perfetta per cene di gruppo all’insegna dell’intimità. Il servizio è celere e molto gentile e, in generale, si sta davvero bene.

Il tavolo da Miyabi | © Carlotta Coppo
Pesce freschissimo, preparazioni curate, servizio all’altezza e posizione centrale potrebbero fare di Miyabi uno di quei posti in cui lasciare lo stipendio. Ma non è così: certamente il prezzo è lontano dagli all you can eat o dai ristoranti meno autentici, ma in definitiva il conto finale è perfettamente proporzionato alla qualità degli ingredienti. Gli antipasti vengono di media 10 euro, sushi sashimi e chirashi si attestano sui 15 euro di media, mentre gli uramaki spaziano dagli 8 ai 15 euro. Per chi volesse, c’è la possibilità di ordinare un menu degustazione piuttosto comprensivo a 40 euro e, per la pausa pranzo, trovate diverse combinazioni che vi permetteranno di non spendere più di 15 euro. Una proposta che reputiamo davvero sensata e che ci dà un motivo in più per fare ritorno qui!
MIYABI MILANO
Corso Monforte 26, Milano
02 36709380
Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 18:45-23) tranne lunedì
L'articolo A cena da Miyabi, nuovo ristorante giapponese super autentico in San Babila sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Com’è Aji, il nuovo take away e delivery giapponese di Iyo a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il menu di Aji è parecchio esteso e per cominciare offre, oltre a una manciata di kobachi (entrées) tra cui scampi marinati al passion fruit, edamame e wakame salad, anche una vasta gamma di tartare e carpacci. Da provare, a mio avviso, sono i samurai stick (stick di gamberi con edamame avvolti in pasta croccante e salsa piccante), la tartare di ricciola e il carpaccio di gamberi rossi con salsa a base di soia aromatizzata al wasabi.
Tra i piatti caldi che potete scegliere per proseguire ci sono diverse varianti di gyoza, risi e noodles (yaki soba e yaki udon su tutti), oltre che tanti piatti principali a base di pesce come il salmone o il branzino o di carne, come il manzo wagyu leggermente scottato.
La carta, però, dà il meglio con i crudi e propone, oltre che i canonici sushi, sashimi e chirashi, anche i gunkan (paradisiaci, soprattutto i giò con salmone, uova di quaglia e di salmone, tobikko ed erba cipollina) e soprattutto tantissimi uramaki, che vi consiglio spassionatamente.
Li trovate in oltre 10 versioni diverse, servite in porzioni da otto rotolini, tutte gustosissime. Noi abbiamo scelto di provare gli ebi flò (tempura di gamberi, tartare di salmone speziato, lamelle di fiori di zucca in tempura, sesamo e uova di salmone) e gli yume roll (fiore di zucca in tempura farcito di gamberi, carpaccio di tonno scottato e marinato nella soia e semi di sesamo aromatizzati al wasabi): entrambi una goduria!

I roll di Aji | © Caterina Zanzi

I roll di Aji | © Caterina Zanzi
Indimenticabili anche gli uramaki spicy salmon con salmone, avocado, tobikko, maionese, sesamo, salsa piccante ed erba cipollina e i rainbow roll (carpaccio di pesce misto e avocado). Gli ingredienti sono tutti freschissimi, ben rifiniti e gli uramaki non sono né esageratamente grossi né troppo pieni di salse. I sapori sono ben definiti e si distinguono nitidamente e il pesce è davvero freschissimo.

I roll di Aji | © Caterina Zanzi

I roll di Aji | © Caterina Zanzi
In alternativa, c’è spazio anche per gli oshizushi (mattonelle di riso pressato condite da pesce e ingredienti vari) e gli hosomaki, i rotolini con l’anga esterna.
I piatti vi arrivano a casa in una bella confezione, con incluse anche le bacchette, la soia, il wasabi e lo zenzero.
E il costo, direte voi? Inferiore allo stellato Iyo e, direi, anche sostenibile vista la qualità degli ingredienti e la preparazione, in linea con la spesa che si può avere in altri posti che fanno delivery come Temakinho o Bomaki, ma con una resa a mio avviso più convincente. Per farvi avere un’idea, noi per questi quattro tipi di roll abbiamo speso circa 50 euro. In generale, le tartare e i carpacci variano tra i 9 e i 16 euro, i piatti di sushi e sashimi oscillano tra i 12 e i 20, gli uramaki costano di media 12 euro e i piatti principali vengono sui 18 euro.
Il menu e tutti i i prezzi nel dettaglio li potete trovare qui. La consegna sopra i 40 euro è gratuita e gestita internamente dal ristorante. In alternativa, potete passare in via Piero della Francesca e portare a casa in autonomia il vostro pranzo o la vostra cena!
AJI
Via Piero della Francesca 17, Milano
02 25061889
Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 18:30-22:30)
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]]>La cucina di Casa Ramen Super è ispirata al Giappone, ma gli ingredienti arrivano da piccoli produttori italiani. Lo scopo, si legge sul menu, è quello di “stimolare un ricordo, con la mente in Giappone e la pancia in Italia”. Al di là della poetica, la sostanza è davvero di livello. La carta non è eccessivamente lunga e prevede diverse sezioni: snack, fusion e ramen.
Essendo la nostra prima volta, optiamo per un menu degustazione da cinque diverse portate per provare a coglierne ogni sfumatura. Il menu è ‘a sorpresa‘ perché, dopo aver comunicato eventuali intolleranze o allergia, arrivano piatti del menu (o leggermente rivisitati) scelti dallo chef.

Le prime portate | © Caterina Zanzi
Si parte da un piccolo ‘poker’: porro al curry, frittata al vapore con granchio, riccio di mare, lime e shiso (da standing ovation),pannocchia fresca e fritta in tempura e spinacino con il miso. Sono tutti e quattro davvero notevoli: gli abbinamenti risultano azzeccati, e le cotture sono eseguite alla perfezione.
A seguire arriva un bao di kakuni (il brasato di maiale giapponese) che si scioglie letteralmente in bocca e il cui sapore è stemperato da arachidi, cipolla in agrodolce e salsa alle cinque spezie.

Il bao | © Caterina Zanzi
Il menu prosegue con un piatto intero di kakuni, costato di maiale brasato con baby lattuga e cipolle in tempura. Leggermente tendente al salato, è comunque uno dei piatti meglio riusciti di tutto il percorso.
Come ultima portata salata arriva il ramen, di cui si può scegliere una delle quattro versioni: noodles con soia, verdure e uova, noodles con brodo di pollo cremoso e maiale, noodles con brodo di pesce e pesce del mercato o noodles in variante più asciutta con agnello e mix di peperoncini. Il ramen è saporito e ben fatto, anche se è sicuramente il piatto meno ‘speciale’ di quelli assaggiati.

Il ramen | © Caterina Zanzi
Per concludere in dolcezza, nonostante siamo ormai abbondantemente sazi, arriva anche un fantastico dorayaki con caramello, crema di ricotta fresca a frutta. La ciliegina sulla torta.

Il dorayaki | © Caterina Zanzi
Vogliamo tornare senza dubbi per assaggiare molti altri piatti, tra cui la quaglia fritta, il temaki di tartare di manzo e midollo arrosto e la tartare di trota.
Un po’ limitata la cantina (le etichette dei vini sono solo 11), ma si rimedia con diversi tipi di sake e birre (queste ultime, però, davvero costose).
Casa Ramen Super ha casa nel cuore Isola, in via Ugo Bassi, una delle nostre zone preferite in cui potete comodamente arrivare con la metro verde, gialla e lilla (fermate Gioia, Zara e Isola). Date un occhio a tutti gli altri nostri posti del cuore in zona!

L’esterno di Casa Ramen Super | © Caterina Zanzi
L’atmosfera è informale: c’è un’unica sala con la cucina a vista, organizzata in una serie di tavoli (tra cui un ‘social table‘) e in un bancone che affaccia direttamente sugli chef. Lo spazio è ridotto, e gli schienali delle sedie non abbondano. Il servizio è un po’ ondivago e passa da momenti di gentilezza estrema ad attimi di impreparazione, a seconda di chi vi servirà. Unico appunto: il sistema di aerazione può essere sensibilmente migliorato, visto che si esce con un forte odore di cucina sui vestiti.
Il costo del menu degustazione – che se non fosse chiaro vi consigliamo di cuore – è di soli 32 euro. Un prezzo quasi ridicolo tenuto conto della qualità degli ingredienti, dell’estro degli abbinamenti, e della quantità. In generale, i ramen costano 15 euro, mentre gli altri piatti variano tra i 7 e i 13 euro. In generale, dovreste riuscire a stare sotto i 30 euro a testa, bevande escluse. Meglio prenotare perché è spesso al completo.
CASA RAMEN SUPER
Via Ugo Bassi 26, Milano
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19:30-23) tranne domenica e lunedì
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