Ristorante – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 20 Jan 2026 10:25:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Ristorante – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano /horto-milano-ristorante/ /horto-milano-ristorante/#comments Wed, 01 Feb 2023 06:00:14 +0000 /?p=55408 Siamo stati da Horto, nuovo ristorante nel cuore di Milano, e qui vi raccontiamo tutti i dettagli di questa esperienza. Ecco cosa si mangia e quanto si spende!

L'articolo A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Da qualche mese la nostra città può contare su Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano che, non abbiamo dubbi, diventerà uno dei nomi di punta del fine dining milanese. Merito del menu e della cucina su cui aleggia Norbert Niederkofler, chef altoatesino che ha meritato ben tre stelle Michelin e che sovraintende sulla brigata e sul notevole servizio di sala. E della location, unica nel suo genere, con un affaccio a 360 gradi su tutta la città, proprio nel cuore di Milano. Noi, per una occasione speciale, abbiamo cenato da Horto e qui vi raccontiamo tutti i dettagli di questa esperienza!

Abbiamo provato Horto e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI HORTO: degustazione o alla carta

Cominciamo col dire che Horto cerca di portare a Milano la filosofia che Niederkofler ha sposato e proposto fin dagli inizi sulle Dolomiti: stagionalità, sostenibilità, etica. Parole troppo spesso abusate, cui difficilmente c’è una corrispondenza nei fatti e che invece qui, ci spiegano, provano a dare la propria prova tramite un menu studiato su una rete di fornitori entro un’ora da Milano. Quindi sì, c’è il pak choi, che però arriva da Pavia, così come il riso, le carni sono di piccoli allevatori nei paraggi e il formaggio di caseifici sempre in zona. Piccolo appunto: avremmo apprezzato una scelta più estesa di piatti vegetariani o vegani, proprio in nome di quella ‘etica’.

Questa filosofia si struttura in un menu tuttosommato breve, a cui viene dato risalto tramite due menu degustazione rispettivamente da 5 o 7 portate. Chi volesse invece ordinare alla carta, può scegliere come comporre il proprio percorso attingendo da entrambi i menu, con le portate che preferisce. A pranzo, invece, la formula (e i prezzi) sono più agili, e noi non vediamo l’ora di sfruttare la meravigliosa terrazza per un aperitivo nella bella stagione.

COME SI MANGIA DA HORTO: sapori di montagna a bassa quota

Nonostante i menu degustazione ci invogliassero parecchio, decidiamo di ordinare alla carta per sperimentare i piatti di entrambi menu (che, come accade di sovente, devono essere però ordinati per tutti i commensali). I richiami alla montagna sono chiari, e non c’è una grande concessione a cucine troppo lontane da quella italiana.

La nostra cena è anticipata da diversi finger food di benvenuto tra cui delle paradisiache sfoglie di polenta con mousse di Strachitunt, una tartelletta alle alghe con trippa alla curcuma, bieta e bitto e delle chips di topinambur con tartare di manzo e caviale. Diciamo che siamo già predisposti bene.

Iniziamo con la tartare di salmerino marinato, cui viene aggiunta una salsa d’orzo parecchio corposa, che però non va a sovrastare il sapore, ben definito, del pesce d’acqua dolce. Sempre come antipasto, arriva anche la cagliata di latte vaccino al fieno, funghi e tartufo nero, impiattata in maniera davvero convincente e molto delicata nonostante i funghi e il tartufo.

Proseguiamo con un piatto che ci ha davvero conquistati: il risotto mantecato con fondo di trota e crème fraîche, un’esplosione di sapori a cui concorrono anche delle deliziose uova di pesce che lo sormontano. Proviamo anche il tortello di patate e abete con fondo di selvaggina, un piatto tipicamente montanaro che però rende anche a bassa quota, con un bilanciamento di sapori studiato alla perfezione e il fondo davvero indimenticabile, tanto da richiedere una tanto grezza quanto necessaria scarpetta.

Tra i secondi, scegliamo il cervo con zucca al rosmarino e asparagi pungitopo in agrodolce e l’anguilla con kiwi fermentato. Il primo è forse il piatto meglio riuscito di tutto il percorso, grazie soprattutto a una cottura eccelsa della carne di cervo. L’anguilla con kiwi invece ci sorprende, con questo inusuale accostamento di sapori che, se sulle prime ci destabilizza, finisce per conquistarci. Il pesce, poi, si scioglie letteralmente in bocca.

Concludiamo il nostro percorso con un sorbetto al cioccolato fondente con pera speziata e salsa brulè, seguito da una piccola pasticceria offerta dalla casa con Mou al Varzese con cioccolato fondente, financier al lampone e gelatina all’abete. Eccellenti e anche molto belli alla vista.

Abbiamo accompagnato la nostra cena con dell’ottimo Rosé Nature Trento Doc Lona Ester e, per iniziare, ci siamo concessi anche un piccolo cocktail analcolico, una fenomenale Kombucha allo zafferano.

L’ATMOSFERA DI HORTO: raffinata e spettacolare

Horto ha casa nel nuovo complesso del The Medelan, l’ex palazzo del Credito Italiano nella centralissima piazza Cordusio, dove sovrasta uffici e banche con una terrazza a ferro di cavallo da cui ammirare tutta Milano, da Citylife al Bosco Verticale, con la Madonnina che pare a portata di mano. Una volta che capite da che parte entrare (magari eravamo solo stanchi!), l’ambiente è pulito e lineare, con diversi tavoli inseriti all’interno di nicchie, dettaglio che verrà apprezzato da chi ama la privacy, e uno chef’s table da cui ammirare il lavoro della brigata. Il servizio pare un’orchestra che suona all’unisono, grazie a un team giovane, genuinamente gentile e ben affiatato che ci ha fatto vivere un’esperienza perfetta sotto tutti gli aspetti.

I PREZZI DI HORTO: in linea col posto

I prezzi di Horto ci sono sembrati completamente in linea con i piatti assaggiati, la posizione e l’atmosfera. Il menu da 7 portate ha un costo di 185€ (wine pairing a 80€), quello da 5 viene 155€ (wine pairing a 65€). Per chi preferisse ordinare à la carte, selezionando le portate dai menu degustazione i costi sono 90€ per due portate, 120€ per tre, 150€ per quattro.

HORTO
Via S. Protaso 5, Milano
02 36517496
Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 19:30-21:30) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI HORTO: stagionale e ancorato alla montagna; pochi piatti vegetariani o vegani

IL PREZZO DI HORTO: due menu degustazione (185€ e 155€); à la carte 90€ (due portate), 120€ (tre portate), 150€ (quattro portate)

L’AMBIENTE DI HORTO: perfetto per una cena di lavoro, un rendez-vous romantico o un momento speciale in famiglia

COME PRENOTARE DA HORTO: tramite il sito internet

COME ARRIVARE DA HORTO: con la metro rossa fermata Cordusio; tram 14, 24, 3; bus 58, 73

Conoscevate già il ristorante Horto? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/horto-milano-ristorante/feed/ 3
La Cantina del Giannone, una sorprendente osteria moderna a due passi dall’Arena /cantina-del-giannone-ristorante-milano/ /cantina-del-giannone-ristorante-milano/#respond Mon, 06 Jul 2020 07:00:26 +0000 /?p=21518 Abbiamo cenato alla Cantina del Giannone, una "bottiglieria con cucina" in Sempione che ci ha davvero colpito. Ecco il nostro racconto su come si mangia!

L'articolo La Cantina del Giannone, una sorprendente osteria moderna a due passi dall’Arena sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Se ci dovessero chiedere come immagineremmo una “osteria” moderna nel 2021, quello che ci verrebbe in mente non si discosterebbe troppo dalla Cantina del Giannone, una “bottiglieria con cucina” (come recita il loro sito) tra l’Arena e Chinatown che ci ha colpito per la qualità del cibo, ma anche per un’atmosfera genuina e familiare.

Abbiamo provato la Cantina del Giannone e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DELLA CANTINA DEL GIANNONE: tradizione con guizzi di modernità

Niente proprietari corpulenti, Giannone è il nome della via dove si trova questo ristorante che ricalca gli stilemi della tradizione in un menu che sa di osteria nei risotti, nelle paste fatte in casa, nelle uova come base per molti piatti e in alcuni classici di carne come lo stinco o la cotoletta. Tuttavia, la ricerca a cui i giovani proprietari alla guida del ristorante mirano porta all’utilizzo di ingredienti (scampi, avocado, lamponi, zenzero, lamponi, mela verde) e preparazioni (caviali, spume, cialde, glasse, caramelli) che attualizzano la proposta.

COME SI MANGIA ALLA CANTINA DEL GIANNONE: sapori appaganti dalla presentazione impeccabile

Dopo aver apprezzato la presenza al tavolo di un pacchettino contenente mascherina e igienizzante, indice fin da subito di una particolare attenzione al cliente, iniziamo il nostro percorso con uno dei piatti simbolo del locale: l’uovo poché in kataifi su millefoglie di patate crema di taleggio e chips viola innanzitutto appaga la vista e ad ogni boccone riempie il palato e regala una soddisfazione che sembra ricordare un pranzo della domenica a casa della nonna (sempre che la nonna sappia cosa significhi kataifi).

Cantina del Giannone Ristorante Milano
L’uovo poché in kataifi | © Tommaso Prada

L’altro antipasto che decidiamo di assaggiare osa di più ed è completamente agli antipodi rispetto al primo: si tratta del salmone marinato con maionese ai lamponi e yogurt all’aneto, un piatto divertente che gioca con i contrasti dei sapori trovando un perfetto equilibrio tra l’affumicatura del salmone e la dolcezza delle salse di accompagnamento.

Cantina del Giannone Ristorante Milano
Il salmone marinato con maionese ai lamponi e yogurt all’aneto | © Tommaso Prada

Sorseggiando un pinot nero dal gusto fresco e fruttato arrivano i primi: il piatto più celebre del locale (infatti è quello più fotografato su Trip Advisor) è forse anche quello più buono, il Milanese nel Raviolo; si tratta di ravioli ripieni di risotto allo zafferano frullato, ripassati nel burro al midollo e, dopo una generosa spolverata di tartufo, adagiati su crema di parmigiano che, richiamando le atmosfere piene e soddisfacenti dell’uovo poché, ci regala squisiti sapori tradizionali in una veste splendida e completamente nuova.

Cantina del Giannone Ristorante Milano
Il Milanese nel raviolo | © Tommaso Prada

Anche in quest’occasione, l’altro primo che scegliamo è totalmente diverso: un risotto al pesto fresco, lime e crudité di scampi che con la sua freschezza e i suoi colori ci porta in Liguria in una serata di primavera.

Cantina del Giannone Ristorante Milano
Il risotto al pesto fresco, lime e crudité di scampi | © Tommaso Prada

Cediamo alla tentazione di prendere un secondo e il filetto alla Rossini con scaloppa di foie gras e patate rustiche si rivela una scelta azzeccata grazie alla cottura perfetta e al sapore deciso.

Cantina del Giannone Ristorante Milano
Il filetto alla Rossini | © Tommaso Prada

Vorremmo concludere con un dolce (come il tiramisù al caramello salato, la cheesecake con coulis di fragole o la namelaka al cioccolato bianco), ma le porzioni abbondanti dei piatti ci costringono ad alzare bandiera bianca su una cena davvero appagante. L’unica cosa che riusciamo ad assimilare è un sorbetto al limone che ci dà le energie per scambiare le ultime due chiacchiere con Edoardo, uno dei soci, che ci racconta della difficile ma stimolante ripresa dopo il lockdown.

L’ATMOSFERA DELLA CANTINA DEL GIANNONE: sincera e amichevole

Cantina del Giannone Ristorante Milano
La sala principale della Cantina del Giannone | © Tommaso Prada

Le pareti piene di bottiglie di vino (la scelta è tra quasi 150 etichette!) e le luci soffuse provenienti dai lampadari rossi donano alle sale un’atmosfera calda e raccolta, ma assolutamente non chiusa e riservata: infatti, la presenza di tanti clienti abituali che si conoscono, si chiamano per nome e si danno di gomito (letteralmente, visto l’impossibilità di altri contatti fisici come manifestazione di amicizia) contribuiscono a creare un ambiente amichevole che non risulta mai artefatto e costruito, ma davvero sincero e autentico. Anche il servizio è praticamente senza difetti e tutti i componenti del giovane staff conducono la sala in modo professionale e preciso non lesinando su consigli e informazioni sui piatti.

I PREZZI DELLA CANTINA DEL GIANNONE: corretti

Cantina del Giannone Ristorante Milano
Uno scorcio dell’interno della Cantina del Giannone | © Tommaso Prada

Gli antipasti costano dai 10 ai 16 euro, i primi dai 12 ai 15, i secondi vanno da 18 a 30 euro (per il filetto alla Rossini) e i dolci costano 6 e 7 euro. Per qualche euro in più alcuni piatti sono disponibili anche con il tartufo, un’opzione che ovviamente vi consigliamo. Siamo quindi di fronte a prezzi davvero corretti che a fronte di giudizi estremamente positivi anche su cibo, ambiente e servizio rendono la Cantina del Giannone un posto dove torneremo, magari quando utilizzeremo i gomiti non più per salutarci, ma solo per appoggiarli sui tavoli, con buona pace del galateo.

LA CANTINA DEL GIANNONE
Via Pietro Giannone 10, Milano
02 34930022
Aperto tutti i giorni (19:30-23.30)

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DELLA CANTINA DEL GIANNONE : italiano con piatti di carne e pesce, non particolarmente adatto a vegetariani

IL PREZZO DELLA CANTINA DEL GIANNONE: sui 40 euro, escluse bevande

L’AMBIENTE DELLA CANTINA DEL GIANNONE: rilassato e amichevole, adatto a cene di coppia e con amici

COME PRENOTARE ALLA CANTINA DEL GIANNONE: telefonicamente o tramite The Fork

COME ARRIVARE ALLA CANTINA DEL GIANNONE: Metro verde (Moscova), tram 2-4-12-14

Conoscevate già la Cantina del Giannone? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo La Cantina del Giannone, una sorprendente osteria moderna a due passi dall’Arena sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/cantina-del-giannone-ristorante-milano/feed/ 0
A cena da Tokuyoshi, ristorante incredibile in zona Sant’Agostino a Milano (chiuso) /tokuyoshi-milano-ristorante/ /tokuyoshi-milano-ristorante/#comments Fri, 28 Feb 2020 07:00:36 +0000 /?p=19650 Siamo stati da Tokuyoshi, ristorante una stella Michelin in Sant'Agostino per una cena epica, decisamente da ricordare. Ecco il nostro racconto!

L'articolo A cena da Tokuyoshi, ristorante incredibile in zona Sant’Agostino a Milano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Tokuyoshi, ristorante una stella Michelin in zona Sant’Agostino, non ha bisogno di troppe presentazioni. Per chi non conoscesse Yoji Tokuyoshi, vi basti sapere che questo cuoco giapponese è stato sous-chef di Massimo Bottura, e che ha scelto di incentrare la sua cucina sull’innesto tra filosofia del Sol Levante e tradizione italiana. Da questa unione, nasce una cucina delicata e creativa, che si è meritata il plauso di critica e clienti. E anche il nostro, che siamo stati invitati a cena per festeggiare la riapertura dopo qualche mese di restyling. Abbiamo trovato un locale rimodernato, in cui passare una serata di relax, davanti a piatti davvero indimenticabili.

Abbiamo provato Tokuyoshi e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI TOKUYOSHI: italiano con influenze orientali

La proposta di Tokuyoshi si snoda tra un menu omakase, in giapponese “lascio fare a te“, che affida all’estro della brigata e alla stagionalità dei prodotti un percorso da otto piatti; e un menu alla carta, piuttosto stringato, composto quattro antipasti, altrettanti primi e cinque secondi. Gli ingredienti utilizzati sono principalmente occidentali, ma si notano diverse influenze orientali, come la carne wagyu di Kyoto o il miso di loro produzione.

COME SI MANGIA DA TOKUYOSHI: divinamente

Noi abbiamo deciso di lasciarci completamente nelle (sapienti) mani dello chef, iniziando il nostro ‘viaggio’ da un piatto chiamato ‘Pizza delivery‘, un senbei giapponese – ovvero un cracker preparato con l’impasto della polenta e servito in un cartone della pizza, a ricordare una capricciosa, e quindi arricchito con mortadella, salsa di pomodoro, carciofi fritti, fhunghi, capperi e origano. Divertente, ma il bello deve ancora arrivare.

Tokuyoshi ristorante Milano
Pizza delivery | © Caterina Zanzi

Le successive due portate ci iniziano già a commuovere: arrivano un sashimi bianco di calamaro, lardo, pecorino, scorza di limone e rafano: un trionfo di delicatezza e bontà, con accostamenti di sapori impensati che eppure si sposano alla perfezione. Stesso giudizio per un’altra scommessa, almeno sulla carta parecchio ardita, ovvero quella del tonno marinato, servito con prosciutto di Parma e un brodo di capperi.

Proseguiamo con una tartelletta con crema di cavolfiore e cavolfiori fritti, che anticipa il vero piatto re della serata, che credo ricorderemo a lungo: uno spaghetto mantecato con la salsa francese beurre blanc, con timo, alloro, pompelmo e ricci di mare. Un trionfo di sapori che faticheremo a scordare.

Proseguiamo con ben due secondi piatti, entrambi notevoli: l’anguilla, da un lato, e il germano. Anche in questo caso, il risultato è di una raffinatezza estrema, nonostante i sapori forti degli ingredienti protagonisti delle portate. L’impiattamento? Incredibile.

Arrivati a questo punto saremmo anche sazi e felici, ma lo chef decide che devono ancora arrivare gli incredibili tortellini in brodo “via Emilia”, pasta fresca con ripieno e brodo di cappone, sormontato da una grattugiata di tartufo nero. Eccellente.

Tokuyoshi ristorante Milano
I tortellini in brodo | © Carlotta Coppo

Arriva il momento del dessert, servito in un triplice trionfo di piatti, divisi tra predessert, dolce vero e proprio (gelato al topinambur, sormontato da una meringa dolce al carbone), e piccola pasticceria finale.

Usciamo da Tokuyoshi con la netta sensazione di aver fatto una delle cene migliori della nostra vita. Pensate vi possa bastare come reference?

L’ATMOSFERA DI TOKUYOSHI: elegante e rilassante

I locali di Tokuyoshi, come anticipato, sono stati recentemente rinnovati per il quinto compleanno del ristorante. Qui troverete un ambiente elegante e rilassante, con tavoli in legno, pareti verdi, sedie e divanetti in velluto. Nell’unica sala dove si può pranzare o cenare, trovano spazio una trentina di coperti suddivisi tra tavoli ‘classici’, tavolo conviviale per gruppi fino a 8 persone, e chef’s table, per ammirare da vicino lo chef all’opera. Accanto, troverete un altro (nuovo) ambiente, battezzato “salotto”, in cui poter prendere un aperitivo o godersi il dessert in totale relax. Completano il tutto un servizio giovane e competente, col sorriso di chi non solo ti vuole felice, ma è felice.

I PREZZI DI TOKUYOSHI: da stella Michelin

Nel caso decideste di optare per il menu alla carta, tenete conto che il prezzo medio degli antipasti è di 25 euro, quello dei primi 30-35, quello dei secondi 30-45; nel caso vi buttaste (e dovreste) sul menu omakase, il suo costo è di 135 euro, con 85 euro aggiuntivi per l’abbinamento vini e 55 per l’abbinamento tè. Un prezzo in linea con i ristoranti di questa categoria e che riteniamo super ben speso a fronte dell’atmosfera, del servizio e, soprattutto, dei piatti assaggiati.

RISTORANTE TOKUYOSHI
Via S. Calocero 3, Milano
0284254626
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19-23:30, mar mer solo a cena) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI TOKUYOSHI : italiano con influenze orientali

IL PREZZO DI TOKUYOSHI: menu omakase (135€), alla carta sui 100€ bere a parte

L’AMBIENTE DI TOKUYOSHI: elegante e rilassante

COME PRENOTARE DA TOKUYOSHI: telefonicamente o tramite il form sul sito

COME ARRIVARE DA TOKUYOSHI: con la metro verde (fermata Sant’Agostino), bus 94, tram 2, 14

Conoscevate già il ristorante Tokuyoshi? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Cercate altri spunti per cene speciali o romantiche? Date un’occhiata qui e qui!

Tra Sant’Agostino e Solari ci sono tanti altri posti interessanti: scopriteli qui!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Tokuyoshi, ristorante incredibile in zona Sant’Agostino a Milano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/tokuyoshi-milano-ristorante/feed/ 1
A cena da Mesté, enoteca con cucina in zona Bocconi /meste-milano-ristorante-enoteca/ /meste-milano-ristorante-enoteca/#comments Mon, 09 Dec 2019 07:00:15 +0000 /?p=18289 Siamo stati da Mesté, un'ottima enoteca con cucina in zona Bocconi a Milano: una cena davvero piacevole che vi raccontiamo qui!

L'articolo A cena da Mesté, enoteca con cucina in zona Bocconi sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Nella loro pagina Instagram, si definiscono “enoteca con cucina”. Dopo esserci stati, però, Mesté si rivela molto di più. Vini naturali, piatti ben riusciti pensati anche in un’ottica (sempre apprezzata) di condivisione, prodotti di qualità tutti italiani. Concorrono al giudizio di questo locale in zona Bocconi anche un ambiente piacevole e prezzi onesti. Insomma, un luogo perfetto per trascorrere una piacevole serata accompagnata da del buon vino e tanti piatti super.

Abbiamo provato Mesté e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI MESTÉ: essenziale

Essenzialità è l’aggettivo che più si avvicina al menu di Mesté, dove troverete pochi piatti, ben eseguiti e con ingredienti di qualità. Piatti che seguono la stagionalità degli ingredienti reperiti da fornitori di un certo livello, come Davide Longoni per il pane, solo per citarne uno.

Al momento di ordinare ci troviamo in difficoltà, siamo davvero tentati da tutto ma decidiamo di iniziare con tre piatti, il tonno del Chianti con giardiniera, il crostone burrata, acciughe e pomodorini e la caponata. Le porzioni sembrano giuste (alleluja!) e alla vista siamo già soddisfatti, ma anche all’assaggio non rimaniamo affatto delusi. Tutto è davvero squisito, in particolare il tonno del Chianti (non fatevi confondere dal nome, si tratta di carne di maiale!), che si scioglie in bocca. La caponata è da standing ovation, dal sapore deciso ma equilibrato. In carta anche la battuta di fassona al coltello, la trippa alla romana e il crostone con cicoriella ripassata.

Mesté Ristorante Milano Antipasti
Gli antipasti | © Giorgia Ferrais

Proseguiamo poi con un solo piatto: siamo indecisi tra le trecce piacentine con burro di Bordier, salvia e lodigiano e le tagliatelle con coda alla vaccinara, ma optiamo per le ultime, una scelta che si rivela super azzeccata. In carta, vista anche la stagione, vengono proposte zuppe e creme, così come una coscia di pollo a bassa temperatura e chips di patate marasciuoli e un ganascino di vitello e polenta grigliata.

Mesté Ristorante Milano Primo
Le Tagliatelline con Coda alla Vaccinara | © Giorgia Ferrais

Terminiamo la cena con un dolce fuori menu, una pazzesca torta di pane e cioccolato della pasticceria Caminadella.

L’ATMOSFERA DI MESTÉ: calda e rilassata

Mesté Ristorante Milano Interno
Il bancone interno di Mesté | © Giorgia Ferrais

Anche l’atmosfera di Mesté è essenziale, ma non per questo necessariamente fredda. Al contrario, i pochi coperti, l’arredamento caratterizzato da legno, mattoni e bottiglie di vino rendono il locale piacevole. C’è un’unica sala con la cucina a vista, organizzata in una serie di tavoli e in un bancone che affaccia direttamente sugli chef, dove abbiamo avuto il piacere di cenare. Mesté è un locale tranquillo e informale in cui si sta davvero bene, atmosfera difficile da trovare ultimamente nelle nuove aperture.

I PREZZI DI MESTÉ: ok il prezzo è giusto!

Mesté Ristorante Milano Esterno
L’esterno di Mesté | © Giorgia Ferrais

Per la cena sopra descritta abbiamo speso una sessantina di euro in due, compresa una bottiglia di vino. In generale, gli antipasti (se così possiamo definirli) vanno dai 7 ai 13 euro, i primi tra i 9 e i 12 euro e i secondi si assestano sui 15 euro. Per quanto riguarda invece il discorso vino, il prezzo di un calice è di 6 euro, mentre quello delle bottiglie parte dai 22 euro. Insomma, una spesa più che corretta e che ci ha fatto uscire sazi e felici dal locale!

MESTÉ
Via Corrado II il Salico 12, Milano
02 49707130
Aperto da martedì a sabato (12-14:30 e 18:30-00, sabato solo a cena)

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: cucina italiana, con alcuni piatti adatti anche ai vegetariani
  • Prezzo: sui 30 euro a testa
  • Mood: ristorante adatto a cene di coppia, in famiglia o con amici
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: tram 15, bus 65, 79, 90 e 91

Conoscevate già il ristorante Mesté? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Mesté, enoteca con cucina in zona Bocconi sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/meste-milano-ristorante-enoteca/feed/ 3
Come si mangia da Immorale, nuovo (super) ristorante a Porta Venezia [CHIUSO] /immorale-milano-ristorante/ /immorale-milano-ristorante/#comments Wed, 13 Nov 2019 07:00:19 +0000 /?p=18385 Siamo stati da Immorale, nuovo ristorante italiano in zona Porta Venezia, e ci è piaciuto tantissimo. Ecco come si mangia e quanto si spende!

L'articolo Come si mangia da Immorale, nuovo (super) ristorante a Porta Venezia [CHIUSO] sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Ha aperto da pochissimo, nei locali che una volta erano occupati da Forno Collettivo, un nuovo ristorante italiano che, non abbiamo dubbi, farà parlare di sé. Si chiama Immorale, e dopo averci pranzato, possiamo considerarlo una vera e propria perla nel quartiere di Porta Venezia. Lo chef arriva da uno dei nostri posti del cuore, Sulle Nuvole all’Isola, e porta in tavola ingredienti interessanti, mixati in ricette molto ben riuscite. Ambiente carino e prezzo onesto fanno il resto: non mancheremo di tornarci appena possibile.

Abbiamo provato Immorale e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI IMMORALE: invitante a leggerlo (e a mangiarlo!)

Il menu di Immorale è interessante fin da una prima lettura. La scelta da parte dei proprietari è quella di non dividerlo nei canonici ‘antipasti’, ‘primi’ e ‘secondi’, ma di lasciare al cliente la possibilità di ordinare cose diverse, anche e soprattutto nell’ottica di condivisione. Niente ‘tapas’, però: qui, le porzioni sono giuste, e il rischio di uscire affamati è inesistente.

Ci attira davvero tutto, e vorremmo provare ogni piatto, dalla crescia di Urbino con crescenza, pecorino stagionato e verza alla bruschetta di pane, uova strapazzate, e tartufo bianco; dalle ortiche con rucola, kale, albicocche secche, nocciole e pepe sancho alla zuppa di fagioli, fino al baccalà e alla tartare di cinghiale.

Immorale Ristorante Milano
Gli antipasti | © Carlotta Coppo

Siamo in cinque e decidiamo di assaggiare tutti quelli che ci sembrano antipasti: arrivano un clamoroso ciauscolo di Re Norcino, il salame lardellato, la lonza, e due formaggi entrambi da standing ovation, il taleggio del Caseificio Carene a lo strachitunt, un formaggio blu del Caseificio Sant’Antonio. Non avremmo potuto iniziare meglio. Da condividere al centro prendiamo anche la ‘scarpetta col ragù dell’aia‘, uno strepitoso ragù da raccogliere con l'(ottimo) pane, in cui vorremmo letteralmente annegare.

Immorale Ristorante Milano
Gli gnocchi | © Carlotta Coppo

Proseguiamo con dei primi piatti, tra cui gli gnocchi tostati con formaggio della fossa degli amanti e gli spaghetti alla poraccia. Quest’ultimo, per noi, è il piatto da scegliere: spaghetti quadri cotti alla perfezione e immersi in un sugo di cipolle e timo. Incredibile, davvero.

Immorale Ristorante Milano
Gli spaghetti alla poraccia | © Caterina Zanzi

Proseguiamo con qualche portata ‘veggie’, tra cui il carciofo brasato, marmellata di clementine e liquirizia (forse in questo caso ci sarebbe potuta stare una porzione un po’ più abbondante) e il radicchio di Verona, servito con un ristretto di mosto di Lacrima e mirtilli selvaggi.

Immorale Ristorante Milano
Il carciofo | © Tommaso Prada
Immorale Ristorante Milano
Il radicchio | © Alice Caprotti

Chiudiamo, sempre in condivisione, con le costine di cinghiale selvatico ai pepi e patata schiacciata al burro. Anche questo piatto finisce per soddisfarci.

Immorale Ristorante Milano
Le costine di agnello | © Carlotta Coppo

Saremmo sazi, ma la gola è un peccato: quindi, tra i dessert scegliamo una fedelissima chiffon cake al tè hoji con crema di zucca alla sambuca e panna e una pavlova con crema di mascarpone alla vaniglia e mela cotogna.

Immorale Ristorante Milano
I dessert | © Alice Caprotti

Neanche sui dolci riusciamo a trovare un difetto o nemmeno un piccolo sbavo. Usciamo dal ristorante col sorriso, tutti e cinque.

L’ATMOSFERA DI IMMORALE: piacevole

Ad esserci piaciuta è anche l’atmosfera che si respira da Immorale, raccolta senza risultare impettita, piacevole tanto da renderlo un posto perfetto per qualsiasi tipo di pranzo o cena, che sia col fidanzato, con la famiglia, per lavoro o con un gruppo di amici. Abbiamo amato il fatto che fossero presenti tovaglia e tavaglioli in tessuto, così come dei mini asciugamani in bagno. Servizio molto professionale e gentile. I posti a sedere non sono tantissimi, quindi il consiglio è quello di prenotare.

I PREZZI DI IMMORALE: super onesti

Immorale Ristorante Milano
Un angolo di Immorale | © Carlotta Coppo

Per due piatti a testa, una bottiglia di vino e alcuni dolci condivisi, abbiamo speso una trentina di euro a testa. Un costo a nostro parere davvero irrisorio, considerata la qualità degli ingredienti, la ricercatezza di alcuni piatti e la buona riuscita di tutte le portate. Al prezzo super competitivo concorre la scelta, davvero onesta e apprezzata visti i tempi, di non far pagare coperto e acqua.

IMMORALE
Via Lecco 15, Milano
02 21067364
Aperto tutti i giorni (11:30-15 :30 e 18:30-1) tranne domenica sera

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: menu italiano, con prevalenza di piatti a base di carne, ma possibilità anche per vegani e vegetariani
  • Prezzo: sui 30 euro a testa
  • Mood: piacevole, adatto a cene di coppia, di lavoro, in famiglia o con amici
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: fermata della metro rossa Porta Venezia

Conoscevate già il ristorante Immorale? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Siete in Porta Venezia e avete bisogno di altri consigli? Ecco tutti i nostri tips sul quartiere!

Siete alla ricerca di altri ristoranti italiani a Milano? Ecco tutti quelli di cui abbiamo parlato!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Come si mangia da Immorale, nuovo (super) ristorante a Porta Venezia [CHIUSO] sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/immorale-milano-ristorante/feed/ 5
Una cena all’Osteria Carbonaia Mare, ristorante di pesce ‘senza tempo’ in Sant’Ambrogio (chiuso) /osteria-carbonaia-mare-milano/ /osteria-carbonaia-mare-milano/#respond Mon, 14 Oct 2019 07:00:56 +0000 /?p=17459 Cercate un classico ristorante di pesce, senza troppi fronzoli e da cui uscire soddisfatti? Vi consigliamo Osteria Carbonaia Mare in Sant'Ambrogio!

L'articolo Una cena all’Osteria Carbonaia Mare, ristorante di pesce ‘senza tempo’ in Sant’Ambrogio (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Ci sono luoghi che sembrano sospesi in un’altra era, un’epoca di tovaglie sui tavoli, di stuzzicadenti nella mise en place, di camerieri che ti danno del lei e di spaghetti alle vongole nel menu. Uno di questi posti è senza dubbio l’Osteria Carbonaia Mare, ristorante a Milano, a due passi dalla Basilica di San’Ambrogio, che da 40 anni è un punto di riferimento per chi vuole mangiare pesce a Milano.  

Noi siamo stati a cena all’Osteria Carbonaia Mare e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI CARBONAIA MARE: pesce freschissimo e cucinato alla perfezione

Gustando una graditissima entrée (ciuffetti di calamari fritti e calice di prosecco), sfogliamo il menu, che è un solido compendio di tradizionali preparazioni di pesce, alternate a piatti più creativi: partiamo dalla sezione dedicata ai crudi di mare e scegliamo un piatto misto , al quale aggiungiamo un gambero e un’ostrica in più per poter assaggiare un pezzo a testa: le tartare di ricciola e di gamberi e i carpacci di tonno e di pesce spada sono eccezionali così come le ostriche, ma sono i gamberi rossi a lasciarci senza parole con la loro dolcezza e morbidezza.

Carbonaia Mare Milano
Il piatto di crudi misti | © Tommaso Prada

A malincuore scegliamo di non prendere nessun antipasto (in lista si trovano alcuni classicissimi come l’impepata di cozze e i fiori di zucca ripieni di acciughe, ma anche una interessante crema di ricotta tiepida con punte di asparagi e code di gambero) e passiamo ai primi: rinunciamo a piatti molto interessanti come i tagliolini di farro con code di mazzancolle, i ravioli ripieni di astice su salsa di corallo e il cous cous alla trapanese, e scegliamo di prendere gli spaghetti con vongole e bottarga e il risotto con capesante, crema di porri e topinambur.

Carbonaia Mare Milano
Gli spaghetti con vongole e bottarga | © Tommaso Prada

Gli spaghetti con le vongole sono semplicemente i più buoni che abbiamo mai mangiato (nonostante forse necessitassero di un minuto in più di cottura) e il sapore migliora forchettata dopo forchettata, man mano che i molluschi si amalgamano sempre di più con la pasta; anche il risotto si rivela praticamente senza difetti, grazie alla sua mantecatura perfetta e all’abbinamento azzeccato degli ingredienti.

Carbonaia Mare Milano
Il risotto con capesante, crema di porri e topinambur | © Tommaso Prada

L’altissima qualità dei piatti è confermata anche dal secondo che dividiamo: la tagliata di tonno con spaghetti di verdure e riduzione di crostacei alle erbe è cotta perfettamente e il sapore classico del tonno acquista nuove imprevedibili sfumature grazie alla riduzione liquida che simpaticamente viene versata dal cameriere da una caffettiera. Tra gli altri secondi segnaliamo i filetti di rombo e di branzino, il trancio di ricciola in guazzetto di cozze e vongole, il trancio di pesce spada in crosta di pistacchi e il classico fritto misto, senza dimenticare il pescato del giorno al forno o alla griglia.

Carbonaia Mare Milano
La tagliata di tonno con riduzione di crostacei | © Tommaso Prada

Vorremmo provare anche i dolci (tra gli altri, cestino con crema e frutti di bosco, cassata, millefoglie, tortino al cioccolato), ma siamo davvero troppo sazi e scegliamo due buonissimi sorbetti alla mela verde e al passion fruit.

L’ATMOSFERA DI CARBONAIA MARE: piacevolmente senza tempo

Carbonaia Mare Milano
Le pareti affrescate di Carbonaia Mare | © Tommaso Prada

Come vi abbiamo già anticipato , la sensazione che si prova entrando da Carbonaia Mare è quella di un salto nel tempo, in un’epoca in cui qui si sarebbe potuta girare una scena di un film con Jerry Calà o Renato Pozzetto. Le pareti della piccola sala (non ci sono più di 40 coperti) sono decorate con affreschi bucolici che all’inizio ci lasciano perplessi, ma che alla fine contribuiscono a costruire un ambiente gradevolmente “saturo”, completamente opposto al minimal che si va ricercando ultimamente. Anche i preparatissimi e gentilissimi camerieri hanno una classe (e un’età…) che ormai difficilmente si trova nei ristoranti di Milano e che piacerebbero al maestro Visintin.

I PREZZI DI CARBONAIA MARE: alti, seppur corretti

Carbonaia Mare Milano
L’esterno di Carbonaia Mare | © Tommaso Prada

I piatti di crudi costano circa 20 euro, gli antipasti dagli 11 ai 17, per i primi spenderete dai 15 ai 20 euro, per i secondi circa 25 e per i dolci tra i 6 e gli 8 euro. Per la cena che vi abbiamo descritto qui sopra (con due calici di vino e l’acqua) la spesa è stata di 115 euro in due (ridotti a 65 utilizzando gli Yums di The Fork); sicuramente non sono prezzi bassi, ma possiamo assicurarvi che dopo aver pagato (con il bancomat wi-fi, probabilmente l’unico elemento che ci ha fatto capire di essere nel 2019) siamo usciti così soddisfatti che ci siamo completamente dimenticati dei soldi spesi e abbiamo iniziato subito a pianificare il nostro prossimo viaggio nel tempo grazie a Carbonaia Mare. Altro che DeLorean!

OSTERIA CARBONAIA MARE
Via San Vittore 3, Milano
0237904081
Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19.30-23:15) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: Italiano, menu esclusivamente di pesce
  • Prezzo: sui 50 euro a testa, bere escluso
  • Mood: adatto per cene di coppia e di lavoro
  • Come prenotare: telefonicamente, con il form sul sito o con The Fork
  • Come arrivare: metro verde (Sant’Ambrogio)

Conoscevate già l’Osteria Carbonaia Mare? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Una cena all’Osteria Carbonaia Mare, ristorante di pesce ‘senza tempo’ in Sant’Ambrogio (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/osteria-carbonaia-mare-milano/feed/ 0
A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese /motelombroso-milano-ristorante/ /motelombroso-milano-ristorante/#comments Wed, 09 Oct 2019 07:00:40 +0000 /?p=17600 Se state cercando un ristorante speciale sul Naviglio, il nuovo Motelombroso potrebbe fare per voi: qui troverete un'atmosfera particolare e ottimi piatti!

L'articolo A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Motelombroso: un nome misterioso per un nuovo ristorante a Milano ancora poco conosciuto ma assolutamente da scoprire! Alessandra e Matteo, coppia che ha dato vita al progetto, arrivano da una precedente esperienza da Al Cortile (uno dei nostri posti preferiti dove mangiare all’aperto) e, innamoratisi di questa casa cantoniera rosa pallido al 256 dell’Alzaia Naviglio Pavese, hanno deciso di restaurarla – scoprendone, tra le altre sorprese, anche antichi affreschi – per viverci, lavorarci e far star bene i propri ospiti, proseguendo così il percorso eno-gastronomico precedentemente intrapreso. Cibo, vino e otium, la descrizione che ne danno in tre parole, riassume alla perfezione l’esperienza offerta dal loro rifugio ai limiti della città, che ci è sembrato molto più di un semplice ristorante

Abbiamo provato Motelombroso e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI MOTELOMBROSO: prodotti d’eccezione

Il menu si fonda sui prodotti d’eccezione selezionati da piccoli produttori che rispettano la terra e gli animali, attorno ai quali vengono create ricette ad hoc che possano esaltarli al meglio. La carne arriva infatti da allevamenti allo stato semi-brado e le verdure dalla cascina Fraschina, il cui raccolto comprende anche le erbe spontanee. Interessante il fatto che i piatti non siano frutto di una singola mente, ma il risultato di un gioco di squadra che comprende i due chef, Matteo e Alessandra. La proposta culinaria è varia e golosa e si suddivide nelle seguenti categorie: salumi e formaggi; conserve; maritozzi; entree; main e ovviamente dessert, per un totale di una ventina di piatti. La carta dei vini, orgoglio e passione di Matteo, è invece assai più ricca, con le sue 300 etichette fra cui sarà felice di orientarvi, raccontandovene metodi di produzione e caratteristiche. 

Noi, incuriositi da una serie di piatti, abbiamo chiesto di poterne assaggiare vari, come si trattasse di una degustazione, e siamo stati accontentati con porzioni ridotte rispetto a quelle canoniche. Dopo il tipico benvenuto – che consiste in una cialda croccante con cipolla bruciata, pomodori e polvere di kale – da condividere rompendola e facendo briciole per spezzare in qualche modo l’apparente pretenziosità dell’atmosfera, siamo passati ai maritozzi…una vera delizia! Proviamo quello con pulled pecora e cavolo cappuccio – superlativo! – e quello con la parmigiana di melanzane scomposta

Abbiamo proseguito con l’assaggio di croccanti e sfiziosi popcorn di lumache accompagnati da un tris di salsine e con quello che, non abbiamo dubbi, diventerà “il famoso Maialtonné di Motelomberoso”, preparato con la coppa di Mora Romagnola e accompagnato sia da un salsa che da un pallina di gelato al gusto tonné. 

Un’altra entrée davvero speciale è il Comodino, un ragù che si scioglie in bocca grazie alle svariate ore di cottura. Non vi diremo però di cosa è fatto: provatelo e non ve ne pentirete! Fra i main proviamo invece lo storione fumé con crema di nocciole, fico e piccole sfere di tartufo nero gelificato: davvero un ottimo accostamento

Ristorante Milano Motelombroso
Doppio zabaione | © Carlotta Coppo

Per finire, un doppio zabaione con nocciole, omaggio alle origini piemontesi di uno dei due ospiti, che ci è piaciuto pur senza esaltarci come il resto delle portate. 

L’ATMOSFERA DI MOTELOMBROSO: tra il bucolico e il razionalista

Ristorante Milano Motelombroso
L’esterno | © Carlotta Coppo

Una casa cantoniera rustica, ristrutturata e con arredi moderni, ma in un contesto d’altri tempi, circondata da un bel giardino in cui si è rigorosamente deciso di non mettere tavoli perché destinato al famoso ozio, al godimento del verde, ai pomeriggi e alle serate in cui vengono organizzati concerti o semplicemente al riposo, sdraiati su uno dei blocchi di pietra o direttamente sul prato, sfogliando una delle riviste d’arte esposte. L’atmosfera che si respira è di serenità, dunque, anche se entrando nel locale – elegante nel suo minimalismo e freddezza – ci si può sentire un po’ in soggezione. Sbagliato! I proprietari sono meravigliosi ospiti molto alla mano, che hanno tutte le intenzioni di accogliervi, non certo di allontanarvi. Quindi, entrate a godervi tanto l’esterno quanto l”‘interno”, ossia la teca di vetro che funge da sala ristorante. Nel weekend sappiate inoltre che Motelombroso rimane aperto senza pause da mezzogiorno all’una di notte, offrendo la possibilità di mangiare e bere qualcosa a tutte le ore. Al piano di sopra si trova invece una piccola e deliziosa saletta-cantina che potrà essere affittata a ore per una cena privata, piccoli eventi e degustazioni speciali (questo il motivo per cui è stato chiamato motel).

I PREZZI DI MOTELOMBROSO: giusti

Motelombroso non è un ristorante a buon mercato. È un ristorante che, come ci ha detto Matteo, “qualche pretesa ce l’ha” (e giustamente, aggiungiamo noi, visti i prodotti utilizzati). Le materie prime sono eccellenti; lo studio presente dietro al menu e alla carta dei vini approfondito; il servizio ineccepibile; la location frutto di un investimento sicuramente importante e ogni minimo dettaglio, a tavola, risulta curato ma non affettato. I prezzi oscillano tra i 9€ di media di conserve e dessert e i 20€ di media per il resto delle portate. Difficilmente spenderete meno di 50/55€ per un pasto da tre portate escluse bevande, a meno che non decidiate di optare per un aperitivo. La carta dei vini è ricca e varia, con anche degli altissimi picchi, ça va sans dire. Un posto da tenere presente per un’occasione speciale o una cena romantica ma da non perdere di vista in ogni caso, perché avrà sicuramente molto da offrire, anche al di là della cucina.   

MOTELOMBROSO
Alzaia Naviglio Pavese 256, Milano
393 781 4956
Aperto tutti i giorni (mar-ven 19.00-1.00; sab-dom 12-1) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: italiano
  • Prezzo: sui 50 euro a testa
  • Mood: occasioni speciali; cene romantiche ma anche pomeriggi rilassati
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: in auto o col bus 79

Conoscevate già il ristorante Motelombroso? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Motelombroso, nuovo ristorante davvero speciale sul Naviglio Pavese sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/motelombroso-milano-ristorante/feed/ 7
Una cena tra le bombette da Il Mannarino, nuovo ristorante di carne in De Angeli /il-mannarino-milano-ristorante/ /il-mannarino-milano-ristorante/#comments Fri, 28 Jun 2019 09:59:49 +0000 /?p=16531 Ha aperto da pochissimo in De Angeli Il Mannarino, ristorante di carne in cui siamo stati davvero bene. Ecco cosa e come si mangia (soprattutto le bombette!)

L'articolo Una cena tra le bombette da Il Mannarino, nuovo ristorante di carne in De Angeli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Se mi seguite nelle Stories di Instagram sapete che mi lamento quasi quotidianamente dell’offerta gastronomica della zona in cui vivo, De Angeli. Nonostante qui abbia già cercato di raggruppare i posti meritevoli in zona per mangiare, la lista non è lunghissima. Adesso, però, si aggiunge alla mia personale classifica dei posti del cuore in zona Il Mannarino, nuovo locale in cui la protagonista indiscussa è la carne (da settembre, infatti, sarà anche macelleria). Qui, le ricette sono principalmente pugliesi – o comunque meridionali – e i secondi piatti principali, tutti cotti sulla griglia, sono una vera bomba. O meglio, bombetta.

Abbiamo provato Il Mannarino per cena e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DE IL MANNARINO: il tripudio della carne

La carta de Il Mannarino è chiara e stringata, e si articola nelle scodelle – che assolvono alla funzione di antipasto o contorno – e nei diversi tipi di carne alla griglia. Nella prima categoria ricadono piatti semplici ma gustosi come le patate alla brace, la parmigiana di melanzane, la purea di fave e cicoria e le friselle, che si affiancano a dei taglieri di salumi e formaggi e a due tipi di tartare. Nella seconda, invece, c’è il vero e proprio imbarazzo della scelta: si spazia dalla fiorentina al filetto, dalla costata alla bavetta di manzo, fino al midollo. Posto d’onore lo hanno le bombette – i celebri involtini pugliesi, qui proposti a base di capocollo, manzo o pollo – preparate in una decina di varianti diverse.

Per iniziare, noi ordiniamo il caciocavallo alla griglia, servito con timo, miele e pane di Altamura, le melanzane e zucchine alla poveretta e le polpette di pane. Tutti e tre i piatti ci convincono, specie le polpette di pane, servite con una crema di stracciatella e mentuccia davvero notevole.

Ma il bello arriva soltanto dopo. Dal bancone di carne scegliamo direttamente con i macellai i tagli di carne che vogliamo assaggiare. Optiamo per un mix ben assortito di bombette, che si rivelerà il vero asso nella manica della serata. Proviamo quelle classiche, ma anche quelle in versione piccante, con il pistacchio di Bronte, e quelle mediterranee, con pecorino, rucola, pomodori secchio e olio. Inutile dire che vogliamo tornare al più presto per provare anche quelle con la pancetta, la mortadella e gli asparagi: la carne è cotta alla perfezione, si scioglie in bocca, e gli ingredienti di accompagnamento sono di qualità eccelsa.

Il Mannarino Ristorante Milano
Le bombette | © Caterina Zanzi

Proseguiamo ordinando un assaggio di arrosticini (niente a che vedere con quelli che abbiamo mangiato altrove in città, fatta eccezione per quelli de Il Capestrano), una zampina di Sammichele (una salsiccia ‘variegata’ con pomodoro, basilico fresco e vino) e un ottimo Tomahawk di maiale.

Il Mannarino Ristorante Milano
La nostra tavola| © Caterina Zanzi

Due di noi si sentono eroi e tentano la sorte ordinando i torcinelli, budelle d’agnello ripiene di animelle.

Usciamo dal locale sazi e felici, anche grazie alla complicità di una bottiglia di Primitivo del Mannarino.

L’ATMOSFERA DE IL MANNARINO: informale

Il Mannarino è un locale piuttosto semplice, che si disloca su due piani e affaccia direttamente su Piazza De Angeli. Nonostante l’atmosfera che si respira è informale, c’è comunque una discreta cura negli ambienti, che lo rende un locale adatto a una cena con amici, ma anche in famiglia o con la propria dolce metà. Il servizio è ancora in fase di rodaggio, ma gentile.

I PREZZI DE IL MANNARINO: bassi

Abbiamo trovato il conto de Il Mannarino davvero conveniente: siamo usciti dal locale con una spesa di poco più di 20 euro a testa. Tenete presente che i prezzi della carne variano dai 3 euro all’etto della zampina e del maiale agli 8,5 euro del filetto, con un prezzo medio di circa 6 euro all’etto. Per la zona e la proposta lo reputiamo un prezzo molto onesto, motivo in più per cui non vediamo l’ora di ritornare!

IL MANNARINO
Piazza de Angeli 1 (angolo con via Sacco), Milano
02 36557995
Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-00)

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: con una forte presenza di carne
  • Prezzo: sui 25€ a testa, bere escluso
  • Mood: easy, adatto a una cena informale di famiglia, con amici o con il fidanzato
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: metro rossa fermata De Angeli, bus 90, 91, 67, tram 16

Conoscevate già Il Mannarino? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Cercate altri ristorante di carne (o di pesce)? Guardate qui!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Una cena tra le bombette da Il Mannarino, nuovo ristorante di carne in De Angeli sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/il-mannarino-milano-ristorante/feed/ 6
Siamo stati a cena da Carlo e Camilla in Duomo, il nuovo ristorante di Cracco (chiuso) /carlo-e-camilla-duomo-cracco-milano/ /carlo-e-camilla-duomo-cracco-milano/#comments Tue, 18 Jun 2019 07:00:57 +0000 /?p=16364 Ha aperto appena un mese fa Carlo e Camilla in Duomo, il nuovo ristorante dello chef Carlo Cracco nel cuore di Milano: ecco come si mangia e quanto costa!

L'articolo Siamo stati a cena da Carlo e Camilla in Duomo, il nuovo ristorante di Cracco (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>

Appena un mese fa, lo chef Carlo Cracco ha inaugurato il suo terzo ristorante milanese: Carlo e Camilla in Duomo, nella location storica del ristorante stellato di Via Victor Hugo. A rimanere inalterato è stato solamente il numero civico: sin dall’ingresso nel locale a piano terra, si avverte subito la rivoluzione e la voglia di cambiamento che ha ispirato la riapertura del locale.

Il piano terra ospita il cocktail bar, pensato per aperitivi e dopo cena, ma anche per colazioni e pranzi veloci. Per il ristorante, invece, si prosegue al piano inferiore.

Noi ci siamo stati a cena, e qui vi raccontiamo le nostre impressioni!

IL MENU DI CARLO E CAMILLA IN DUOMO: Ironico

Il menu è molto semplice: sono previsti quattro percorsi degustazione, ognuno al costo di 60€, e comprensivi di antipasto, primo e secondo piatto, dolce. I nomi, non si sa bene perché, strizzano l’occhio alla gioventù milanese: il Milanese imbruttito, il Bio, l’Influencer, il Mammone. Noi abbiamo optato per un menu “Influencer” e per alcuni piatti scelti liberamente dalla carta.

La nostra cena è dunque iniziata con un piccolo benvenuto dello chef, un tuorlo duovo marinato e fritto alla maniera di Cracco, con crema di pecorino e cirfoglio; se è vero che una cena si può già giudicare dall’amuse bouche iniziale, in questo caso allora si preannuncia piuttosto memorabile.

È il momento degli antipasti: le nostre scelte ricadono sulle capasante marinate con hibiscus e blue tea con crema di avocado e patate viola, guarnite al momento con salsa di mela verde e wasabi. Il bilanciamento di sapori, la delicatezza del pesce, e il contrasto tra gli elementi acidi e dolci del piatto alla fine contribuiranno a farlo diventare uno dei migliori della serata. E poi il vitello tonnato, servito scomposto con la sua salsa e adagiato su una polvere di capperi. La ricetta è molto tradizionale, al netto della presentazione ‘creativa’, ma la carne è rosa e cotta alla perfezione.

Capesante
Capesante marinate, avocado, yuzu, mela verde e wasabi | © Elisabetta De Candia

Come primo piatto, ci viene servito il risotto al tè nero e scampi, con salsa marinata agli scampi e limone. La scuola di Carlo Cracco c’è e si sente tutta: la cottura del riso è perfetta e il risultato davvero incredibile (con una menzione speciale alla salsa agrodolce agli scampi con cui viene guarnito il risotto).

Risotto
Il risotto agli scampi | © Elisabetta De Candia

Arriva il momento dei secondi: cotoletta alla milanese, con salsa di limone e basilico, e polpo arrostito, servito con salsa al sedano e limone, su crema di patate. Quest’ultimo è effettivamente il piatto che meno ci ha convinto dell’intera serata, nonostante nulla si possa obiettare sulla sua buona esecuzione. La cotoletta, invece, merita da sola una visita al ristorante.

Cotoletta
La cotoletta alla milanese | © Elisabetta De Candia
Polpo
Il polpo abbrustolito su crema di patate | © Elisabetta De Candia

Forse superfluo, date le porzioni davvero abbondanti dei piatti, ma in ogni caso compreso nel menu, ci viene quindi servito il dolce: albicocche confit alla vaniglia, con amaretto e latte di mandorle. Buono, non incredibile. Insieme al caffè, ci vengono poi portati dei piccoli assaggi di pasticceria, per concludere ulteriormente la cena in dolcezza.

Dolce
Le albicocche confit, vaniglia e mandorle | © Elisabetta De Candia

Noi non ci siamo fatti mancare un cocktail al piano superiore: un ottimo spazio da considerare anche per un aperitivo o una bevuta dopo cena in centro, i drink sono stati davvero degni di nota.

L’ATMOSFERA DI CARLO E CAMILLA IN DUOMO: elegante senza risultare “imbruttito”

Gli ambienti del ristorante sono stati completamente rivisti e ristrutturati: le diverse sale al piano interrato sono molto scure, con pareti color fuliggine e un arredamento semplice ma di gran gusto. Il grande tavolo “sociale” in una delle sale ricorda quello del fratello Carlo e Camilla in Segheria, così come la mise en place minimale, con porcellane bianche decorate. Visto il contesto, proviamo a perdonargli anche l’assenza di tovaglie e (addirittura) di tovagliette.

Sala
Un dettaglio di una delle sale del ristorante | © Elisabetta De Candia

In generale, si respira classe ed eleganza ma senza “imbruttimenti”, grazie anche al personale di sala cordiale, giovane e molto preparato su piatti e vini proposti. Particolarmente consigliato per una bella occasione, o una cena di coppia, ça va sans dire.

I PREZZI DI CARLO E CAMILLA IN DUOMO: importanti, ma giusti

Dettaglio dei piatti
Un dettaglio della mise en place | © Elisabetta De Candia

Per una cena da Carlo e Camilla in Duomo, vi consigliamo assolutamente di scegliere il menu degustazione, con una spesa totale che supererà di poco i 60€ a testa, vino escluso. I prezzi alla carta, invece, si aggirano sui 18-20€ per gli antipasti, 20-22€ per i primi, 20-25€ per i secondi, 10€ per i dolci. I cocktail, invece, costano in media 12-15 €. Segnaliamo anche la possibilità di sfruttare la pausa pranzo e la formula “business lunch”: ogni giorno verrà proposto un menu diverso, dal quale poter scegliere una portata (22€) oppure due portate (35€); incluso nel prezzo complessivo, vi verrà servita una piccola entrée di benvenuto, acqua e caffè.

CARLO E CAMILLA IN DUOMO
Via Victor Hugo 4, Milano
02 4948921
Aperto tutti i giorni (08-00) tranne la domenica

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: piatti italiani, con un menu degustazione dedicato ai vegetariani
  • Prezzo: per una cena completa (bevande escluse) 60-70€
  • Mood: romantico ed elegante
  • Come prenotare: telefonicamente
  • Come arrivare: Metro rossa e gialla Duomo; Tram 2, 3, 12, 14, 16, 19

Conoscevate già il ristorante Carlo e Camilla in Duomo? Lo avete già provato? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo Siamo stati a cena da Carlo e Camilla in Duomo, il nuovo ristorante di Cracco (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/carlo-e-camilla-duomo-cracco-milano/feed/ 1
A pranzo da Avo Brothers, nuovo locale in Corso XXII Marzo a tutto avocado [CHIUSO] /avo-brothers-milano/ /avo-brothers-milano/#respond Fri, 10 May 2019 09:41:27 +0000 /?p=15626 Siamo stati a pranzo da Avo Brothers, nuovo locale super instagrammabile e tutto dedicato all'avocado in zona XXII Marzo a Milano. Ecco com'è!

L'articolo A pranzo da Avo Brothers, nuovo locale in Corso XXII Marzo a tutto avocado [CHIUSO] sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
A tanti piace, alcuni lo reputano soltanto una moda. Quel che è certo, comunque, è che l’avocado è ormai una presenza costante nei menu di tanti ristoranti. C’è però un nuovo posto a Milano dove questo frutto esotico è il protagonista indiscusso. E lo si capisce già dal nome del locale: Avo Brothers, un piccolo angolo tutto verde in Corso XXII Marzo, aperto dalla colazione all’aperitivo.

Noi abbiamo provato Avo Brothers per pranzo e qui vi raccontiamo com’è andata!

IL MENU DI AVO BROTHERS: avocado sì, ma originale

Lo sforzo di Avo Brothers è quello di proporre sì l’avocado, ma in tanti piatti diversi e con ricette non scontate. Qui, infatti, potete trovare bowls e tacos, ma anche burger e pizza. E anche l’avocado toast non è banale: lo potete creare a vostro piacimento scegliendo la base e gli accompagnamenti. Il nostro aveva una base di patate dolci ed era servito con un uovo pochè e un hummus di barbabietola: coloratissimo e buonissimo.

Avocado, patate dolci, hummus di barbabietola e uovo pochè | © Carlotta Coppo

Abbiamo proseguito con i frida tacos, tre piccoli tacos di mais blu ripieni di frijoles di fagioli rossi, avocado, cavolo e maionese vegana alla paprica (un piatto molto gustoso da condividere) e con la Avo Pizza, con lievito madre e farcita con avocado, burrata, pomodoro ciliegino con riduzione di aceto balsamico e miele. L’impasto era leggerissimo e ben lievitato e l’unione degli ingredienti della farcitura decisamente ben riuscito. La quarta e ultima portata è stata la vera sorpresa di questo pranzo: un burger vegetariano che sul menu risponde al nome di Pink Burger ed è farcito con lattuga, avocado, barbabietola, maionese vegana alla paprica e accompagnato da patatine dolci fritte. A rendere speciale questo panino è la polpetta: dimenticate tutti i veg burger che avete mangiato finora perché quando assaggerete questo vi sembrerà di mangiare della carne. Il Beyond Burger, questo il nome della polpetta vegetariana inventata dall’azienda Beyond Meat, ha alla base le proteine di pisello isolate e ricrea per sapore, colore e consistenza i burger di carne bovina. Per quanto ci riguarda, il veg burger più gustoso mai mangiato.

Per chiudere non ci siamo fatti mancare un assaggino di dolci: il brownie gluten free non ci ha particolarmente esaltato ma in compenso la cheesecake al matcha era molto buona.

L’ATMOSFERA DI AVO BROTHERS: cool ma un po’ chiassosa

Avo Brothers Ristorante Milano
Un angolo di Avo Brothers| © Carlotta Coppo

Appena varcata la soglia di Avo Brothers l’impressione è quella di ritrovarsi all’interno di una Instagram opportunity in 3D. I colori, i quadri alle pareti, gli avocado che spuntano dai muri: tutto è curato nei minimi dettagli e molto piacevole alla vista. Due note non particolarmente positive: la vicinanza tra i tavoli, ma d’altronde il locale è piccolo, e l’acustica: se il ristorante è pieno il chiasso è poco sopportabile.

I PREZZI DI AVO BROTHERS: onesti

Gli avocado toast partono da una base di 5 euro a cui aggiungere gli accompagnamenti, i burger vengono attorno ai 13 euro, mentre le bowls grandi circa 11 euro, cosi come la Avo Pizza. Ci sono poi una serie di piattini che vanno dai 3 agli 8 euro. Considerando il costo della materia prima possiamo dire di trovarci davanti a prezzi abbastanza onesti.

AVO BROTHERS
Corso 22 Marzo 25, Milano
02 49502504
Aperto tutti i giorni (lun-mar 10-18:30; mer-dom 10-22)

INFORMAZIONI UTILI:

  • Menu: menu molto vario a base di avocado con diversi piatti adatti ai vegetariani
  • Prezzo: per un pranzo medio 15/20 euro
  • Mood: giovane e instagrammabile
  • Come prenotare: si può prenotare telefonicamente solo per la sera
  • Come arrivare: tram 12, 16 e 27; bus 60, 61, 73

Siete già stati da Avo Brothers? Vi è piaciuto? Fatecelo sapere condividendo i vostri scatti con l’hashtag #ConoscoUnPosto o commentando qui sotto!

Volete qualche consiglio su altri locali instagrammabili? Date un occhio qui!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A pranzo da Avo Brothers, nuovo locale in Corso XXII Marzo a tutto avocado [CHIUSO] sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/avo-brothers-milano/feed/ 0