Road trip – Conosco un posto https://godsgift.cyou Mon, 22 Sep 2025 23:07:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Road trip – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Road trip in Borgogna e Alsazia: cosa fare e dove mangiare /road-trip-in-borgogna-e-alsazia-cosa-fare-dove-mangiare/ /road-trip-in-borgogna-e-alsazia-cosa-fare-dove-mangiare/#comments Mon, 22 Sep 2025 00:00:00 +0000 /?p=88202 Il nostro reportage dalla Borgogna e Alsazia: scopri cosa visitare e dove mangiare in questo on the road in Francia di una settimana!

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La Francia è sempre la Francia e, anche solo per ragioni di prossimità, ben si presta a un weekend lungo o a una settimana a zonzo. Così, dopo avervi raccontato Marsiglia, Lione, Bordeaux e Parigi, ma anche Bretagna e Loira, Normandia, Costa Azzurra e Paesi Baschi francesi, è giunto il momento di portarvi alla scoperta di altre due celebri regioni: la Borgogna e l’Alsazia. Seguiteci in questo road trip di una settimana all’insegna di borghi, (tanto) vino e relax!

Road trip in Borgogna e Alsazia: l’itinerario perfetto tra borghi, vigneti e cibo che merita davvero

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al profilo Instagram di Conosco un posto e alle stories in evidenza dedicate proprio alla Borgogna e all’Alsazia!

Una settimana in Borgogna e Alsazia: cosa visitare

  • BEAUNE. Capitale indiscussa dei vini di Borgogna, Beaune è un piccolo gioiello medievale nonché la base perfetta (insieme a Digione) per esplorare la zona. Non perdetevi una visita con audioguida a l’Hôtel-Dieu, l’antico ospedale con il suo tetto di maioliche colorate che sembra uscito da una tavolozza fiamminga: nonostante non sembri un’attrazione esattamente sexy, ve la consigliamo spassionatamente, anche in compagnia dei più piccoli a cui sono dedicate audioguide e giochi ad hoc! Sempre in tema di visite guidate, vi suggeriamo anche di partecipare a quella della Moutarderie Fallot per capire come viene prodotta una delle senapi più famose al mondo (e acquisitarla direttamente al negozio!). Entrambi i tour durano all’incirca un’ora e vi consigliamo di prenotarli in precedenza online per evitare file o sold out. Per completare il giro, passate anche dalla Basilica di Notre-Dame, un capolavoro dell’architettura romanica e, se siete in città di sabato mattina, non mancate il mercato per un giro tra ceste di vimini, frutta, verdura e polli allo spiedo!
  • DIGIONE. Epicentro della produzione della senape, Digione è un mix elegante di palazzi rinascimentali, botteghe gourmet e atmosfere un po’ retrò. Il Palazzo dei Duchi di Borgogna, dove spesso vengono allestite mostre completamente gratuite, è il suo cuore pulsante, ma la vera magia la troverete perdendovi tra i vicoli medievali, seguendo il percorso del gufetto (il simbolo della città) inciso sulle pietre e andando a toccarlo – rigorosamente con la mano sinistra! – sul lato della chiesa di Notre-Dame per dare maggiori chance di realizzazione ai vostri desideri. Non perdete un giro anche a Les Halles, il mercato coperto che fino alle 13 mette in bella mostra le prelibatezze locali, con possibilità di assaggio.
  • LE CANTINE DELLA BORGOGNA. I secoli di tradizione enologica locale sono custoditi nelle cave di cui i paesi borgognoni sono letteralmente disseminati. Vi lasciamo alcuni dei nomi più interessanti per degustare calici di Pinot Noir o Chardonnay e tornare a casa col baule straripante di casse: Domaine Sylvain Pataille, Clos de Vougeot, Louis Buillot, Caveau Moillard, Armand Heitz, Domaine Chanzy, Patriarche, Maison Champy, Maison Louis Latour. Una volta che avrete scelto quelle che vi ispirano di più, non dimenticate di consultare i siti – soprattutto in tempi di vendemmia – per capire se e quando le cantine sono aperte e organizzano visite guidate (per lo più gratuite!). Ma lasciatevi sorprendere e provate a mettere il naso dentro ai posti che vi ispirano: molto probabilmente vi accoglieranno per assaggiare qualcosina!
  • UN TOUR IN BICI (O IN AUTO) TRA I VIGNETI E I BORGHI DELLA BORGOGNA. La Route des Grands Crus è una delle strade del vino più scenografiche di tutta la Francia: vigne a perdita d’occhio e minuscoli villaggi da cartolina come Pommard, Volnay, Meursault (il nostro preferito!) e Puligny-Montrachet vi faranno riconnettere col silenzio e la natura. Noi abbiamo scelto di percorrerla in bici, noleggiando due e-bike al costo di 50€ l’una per l’intera giornata da Bourgogne Evasion a Beaune, e mai idea fu più geniale. Abbiamo trascorso una splendida giornata in sella con soste lente tra chiese romaniche, antiche abbazie e cantine a cui continueremo a ripensare ancora a lungo.
  • SHOPPING DI DELIZIE IN BORGOGNA. Tra enoteche, caveau sotterranei e negozietti gourmand dove fare scorta di formaggi, senape e pain d’épices, non avrete che l’imbarazzo della scelta per portare un po’ di Francia in Italia: noi vi suggeriamo – a Beaune – un passaggio obbligatorio da Alain Hess per i formaggi, da Fallot per le senapi e per i vini da Caveau Delicave e Mes Bourgognes.
  • COLMAR. Con le sue case a graticcio color pastello e i canali della Petite Venise, Colmar sembra effettivamente uscita da una fiaba: una fiaba, comunque, strapiena di turisti come noi. Provate a godervela, dunque, la mattina presto o al tramonto, quando la fiumana di persone riesce a disperdersi un po’ (non osiamo immaginare cosa possa essere sotto Natale, quando dicono raggiunga il suo massimo splendore!). Tra una tarte flambée e uno stop a una winstub tradizionale, passeggiate tra il Quartier des Tanneurs, il Quai de la Poisonnerie e il mercato coperto. Alle sue porte trovate anche una miniatura della Statua della Libertà, poiché il suo ideatore francese Bartholdi era proprio di Colmar.
  • STRASBURGO. Capitale d’Europa e città dalle mille anime (qui cultura francese e tedesca si mescolano con gran naturalezza), Strasburgo merita uno stop anche solo per la sua imponentissima cattedrale gotica, che ci ha lasciato senza fiato, oltre che per la Petite France, quartiere pittoresco di mulini e case a graticcio. Se avete poco tempo e il meteo lo consente, per avere un’idea della città potete optare anche per un giro in battello lungo l’Ill.
  • LE CANTINA DELL’ALSAZIA. Anche l’Alsazia è un continuo susseguirsi di cantine antiche e nuove in cui perdere la cognizione del tempo ed essere assorbiti da (spesso interminabili) visite, degustazioni e storie meravigliose. Vi invitiamo a seguire le stesse indicazioni che vi abbiamo lasciato poc’anzi per la Borgogna e di seguito trovate alcuni nomi molto interessanti in zona: Domaine Albert Mann, Pierre Frick (esperienza incredibile che vi caldeggiamo), Domaine Dirler-Cadé, Domaine Davi Ermel & Fils, Gustave Lorentz, Domaine Céline Metz, Vine d’Alsace Rietsch.
  • UN TOUR IN BICI (O IN AUTO) TRA I VIGNETI E I BORGHI DELL’ALSAZIA. Anche in questo caso, i paesini della zona – e in particolare quelli su La Route des Vins d’Alsace – sono un must: 170 km tra piccoli borghi fioriti, vigneti e cantine per un biccchiere di Riesling e uno di Gewürztraminer. Tra i tanti stop, vi segnaliamo in particolare Riquewihr, Eguisheim (su tutti), Ribeauvillé, il Castello di Haut-Koenigsbourg, Obernai e Barr come tappe imperdibili per le loro atmosfere da cartolina.
  • SHOPPING DI DELIZIE IN ALSAZIA. Da queste parti si fa incetta di bretzel, pain d’épices, kougelhopf e, naturalmente ottimi vini: una sosta nei mercati coperti locali è fortemente consigliata. Tra le insegne più rinomate, invece, vi suggeriamo Malker, Sezanne, Domaine Viticole de la Ville de Colmar, La Sommeliere e Cavavin a Colmar, oltre alla Cave Historique des Hospices a Strasburgo.

Una settimana in Borgogna e Alsazia: dove mangiare

  • BOULANGERIE PLACE MONGE – MARIE BOUCHEROT (Beaune). Una tanto piccola quanto autentica boulangerie, che riconoscerete per il profumo di pane appena sfornato che vi avvolgerà già nei dintorni. Qui si viene per i croissant burrosi e le baguette croccante, ma noi vi consigliamo anche l’atomico pain aux raisins e, ça va sans dire, il pain au chocolat! Prezzo medio: 5€.
  • L’ARCHE DES VINS (Beaune). Un indirizzo imperdibile per chi vuole avvicinarsi al mondo dei vini borgognoni senza sentirsi intimidito, nonostante la sterminata carta dei vini possa inizialmente fare quell’effetto lì. Qui si può comprare, ma anche fermarsi per la mescita e qualche piattino, tra cui vi suggeriamo un tagliere dei formaggi da buttarsi per terra e la terrina. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • BISSOH (Beaune). Per variare un po’, questo ristorante giapponese nel cuore della Borgogna potrebbe essere una buona idea. I sapori sono autentici del Sol Levante, così come la coppia di proprietari. I costi, come ovunque in zona, sono altini, ma vengono qui mitigati dalla presenza di menu fissi. La carta dei vini è tutta un gioco di abbinamenti curiosi tra Giappone e Borgogna e suggeriamo di riservare al bancone. Prezzo medio bere a parte: 60€
  • L’ALENTOUR (Beaune). Un bistrot contemporaneo e rilassato, che lavora quasi esclusivamente con piccoli produttori locali e ingredienti di stagione. Il menu cambia spesso e gioca con ricette tradizionali rivisitate in chiave leggera e creativa. Atmosfera giovane, piatti curati ma senza formalismi. Prezzo medio bere a parte: 50€.
  • ENSTASE (Beaune). Posti a sedere limitatissimi, cucina moderna e divertente, porzioni non esattamente generose: questa la formula di Enstase, enoteca con cucina aka laboratorio gastronomico che apre solo alcune sere a settimana. Non ci abbiamo lasciato il cuore, ma abbiamo quanto meno apprezzato la volontà di proporre qualcosa di un po’ più creativo. Prezzo medio bere a parte: 50€.
  • LE SOLEIL (Savigny-lès-Baunes). In questo ristorante di campagna dall’atmosfera conviviale abbiamo invece lasciato il cuore e, ripensandoci, è qui che abbiamo fatto il pasto più convincente di tutta la vacanza, grazie a piatti semplici ma riuscitissimi, ingredienti locali e a un bel patio dove mangiare con la bella stagione (vi suggeriamo, se possibile, di andarci a mezzogiorno e pranzarci all’aperto!). Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • LE CERCLE DES AROMES (Colmar). Una piccola enoteca in cui star bene, provare vini a più non posso (siamo stati ben due volte e abbiamo bevuto sempre divinamente) e spiluccare qualcosa in un ambiente piacevole. Questo indirizzo lo troviamo altresì perfetto come introduzione al mondo dei vini alsaziani raccontato da veri appassionati. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • LA SOÏ (Colmar). Un’istituzione per chi vuole provare la tarte flambée più autentica della città, o almeno così si dice. D’altra parte, qui si ordina solo questa specialità, anche chiamata flammekueche, un impasto sottilissimo cotto ad altissime temperature nel forno a legna e poi sormontato da crème fraîche, cipolla e pancetta affumicata (oltre a varianti più creative). Deve piacere il genere, ma una volta nella vita la vorrete ben provare, no? Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • TZATZI (Strasburgo). Anche in questo caso, un indirizzo un po’ diverso dal solito, per fare una pausa dalla cucina francese e tornare a sapori più mediterranei (e a prezzi un po’ più umani). A noi è piaciuto un sacco e ci ha ricordato la cucina levantina che tanto ci piace con le sue spezie e le molte verdure! Prezzo medio bere a parte: 25€.

Altri ristoranti in Borgogna e Alsazia che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • La Lune (Beaune) – da prenotare con mooolto anticipo
  • La Dilettante (Beaune)
  • La Buissonière (Beaune)
  • Caves Madelaine (Beaune)
  • CIBO (Digione)
  • Chez Léon (Digione)
  • Ferme Auberge du Husse (Kruth)
  • L’Un des Sens (Colmar)
  • Enfin (Barr)
  • Ondine (Strasburgo)
  • Chez l’Oncle Freddy (Strasburgo)

Altre info utili sul viaggio in Borgogna e Alsazia

  • ITINERARIO. Noi siamo partiti in auto da Milano, passando dal traforo del Monte Bianco all’andata per raggiungere la Borgogna. Al ritorno dall’Alsazia, invece, siamo rientrati tramite il Passo del San Gottardo (occhio che in questo caso bisogna acquistare la vignetta per le autostrade svizzere!). Abbiamo trascorso in zona 8 giorni complessivi ed è stata una durata perfetta.
  • ALLOGGI. Come tutto in zona, anche gli alloggi non sono certo a buon mercato: noi abbiamo scelto due appartamenti trovati su Airbnb, facendo base rispettivamente a Beaune e Colmar e ci siamo trovati molto bene. Li trovate qui e qui.
  • RISTORANTI&CUCINA. Anche i pasti fuori, specie in Borgogna, possono essere economicamente impegnativi (e l’acqua frizzante in bottiglia costa circa 7€, sappiatelo!); inoltre, vi suggeriamo di prenotare con anticipo (in alcuni casi, con un bel po’ d’anticipo), soprattutto in zona Beaune. La cucina francese è ricca, tendenzialmente unta e abbastanza monotematica, quindi valutate – se non siete grandi fan – qualche pasto più leggero, a casa o in un ristorante di cucina dal mondo.
  • STAGIONI. I periodi ideali per visitare Borgogna e Alsazia sono sicuramente la primavera e l’autunno; noi siamo stati a fine agosto e le temperature ci sono sembrate comunque perfette, nonostante qualche giorno di pioggia. Ricordatevi, inoltre, che ormai sempre più spesso la vendemmia inizia a fine agosto!
  • SOLDI. Si paga ovunque con la carta di credito; tenete in conto che, tendenzialmente, non si tratta di un viaggio particolarmente economico, tutt’altro: la Francia, e in particolare la Borgogna, ha prezzi decisamente molto alti, in linea con Milano se non qualcosa in più, specie nei ristoranti.
  • APP. Ci sono due app che, su suolo francese, sono secondo noi indispensabili nella ricerca di un ristorante (sempre che non vi vogliate fidare esclusivamente di noi!): Raisin e Le Fooding.

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Road trip in Abruzzo: itinerario, borghi e ristoranti da non perdere nell’entroterra /road-trip-abruzzo-itinerario-borghi-ristoranti-entroterra/ /road-trip-abruzzo-itinerario-borghi-ristoranti-entroterra/#respond Thu, 03 Jul 2025 01:50:00 +0000 /?p=87220 State programmando il vostro road trip in Abruzzo? Ecco l'itinerario e i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare nell'entroterra!

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Tra le regioni forse meno esplorate d’Italia c’è, ingiustificatamente, l’Abruzzo: terra al contempo di mare e montagna, con una salda storia alle spalle e una tradizione gastronomica incredibile, questa meta riserverà, a chi la saprà apprezzare, gioie e sorprese uniche. Se non si fosse capito, non ci capitava da tempo di rientrare così entusiasti e arricchiti da un viaggio, quindi vi suggeriamo di mettervi comodi e prendere appunti! Ecco il racconto del nostro road trip in Abruzzo, l’itinerario e i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare nell’entroterra.

Road trip in Abruzzo: l’itinerario perfetto tra borghi, natura e cibo che merita davvero

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Abruzzo
Castel del Monte | © Caterina Zanzi

Una settimana in Abruzzo: cosa visitare

  • GUARDIAGRELE. Uno di quei borghi che sembrano usciti da una cartolina d’altri tempi, con botteghe specializzate in rame battuto e vicoli silenziosi in cui pare tutto si sia cristallizzato. Arrivate fino alla terrazza panoramica per capire perché D’Annunzio la chiamava “la terrazza d’Abruzzo”. Nei dintorni ha casa anche l’azienda vinicola Masciarelli, per una sosta ‘vinesca’ di livello.
  • FARA DI SAN MARTINO. Un minuscolo paesino che è un’ottima base per scoprire il parco della Maiella e, soprattutto, passeggiare fino al sentiero che conduce, passando dalle Sorgenti del Fiume Verde e tramite una sequenza di Gole, all’Eremo di San Martino in Valle, incastonato nella roccia. Ovviamente, se passate di qui dovete fare scorta di pasta, visto che a Fara se ne produce tantissima! Extra tip: per reintegrare immediatamente la camminata, munitevi di panino con la porchetta all’alimentari del paese!
  • PESCOCOSTANZO, RIVISONDOLI, ROCCARASO, CASTEL DI SANGRO. Una sequenza di borghi in quota – parecchio frequentati in inverno – dove si respira aria buona e si mangia pure meglio. Roccaraso è perfetta per chi ama le camminate estive in montagna, mentre Pescocostanzo merita una sosta in tutta tranquillità per i suoi palazzi signorili e l’artigianato in filigrana.
  • PACENTRO. Una delle cartoline più suggestive d’Abruzzo, da cui si gode di una splendida vista soprattutto da una delle torri del suo Castello Caldora, da cui si può ammirare un paesaggio straordinario. Noi ci siamo innamorati delle sue costruzioni in pietra chiara e degli innumerevoli scorci medievali.
  • SULMONA. Sì, è la cittadina dei confetti (celeberrimi quelli di Pelino), ma è piacevole anche soltanto per una camminata nel suo elegante centro storico.
  • ALTOPIANO DI NAVELLI. Navelli è forse uno dei borghi più autentici d’Italia, circondato da campi di zafferano (impossibile tornare senza una scorta!) e silenzio. Nei suoi dintorni non perdetevi l’Oratorio di San Pellegrino (chiamate in anticipo per capire se i volontari hanno previsto una visita guidata in quel giorno, perché solo così lo si riesce a visitare), la “Cappella Sistina d’Abruzzo” che vi lascerà a bocca aperta. Inoltre, poco distante scorre il Tirino, uno dei fiumi più limpidi d’Europa. Qui si può fare canoa tra simpatici uccelli e acqua trasparente, affidandosi a una delle associazioni che organizzano escursioni, tra cui spiccano Majellando e Il Bosso.
  • ROCCA CALASCIO. Il simbolo dell’Abruzzo selvaggio: una rocca medievale a 1.460 metri di altezza, raggiungibile solo a piedi con una breve passeggiata. L’atmosfera è da film, e non a caso ci hanno girato Ladyhawke e Il nome della rosa. Consigliamo un giro all’alba o al tramonto per un effetto ancora più forte.
  • CAMPO IMPERATORE. Uno sconfinato altopiano lunare in cui sentiamo di aver lasciato un pezzetto di cuore. In cui poter o passare in auto, magari con una playlist studiata per l’occasione, o organizzare dei trekking (come quello verso l’Osservatorio Astronomico, il Rifugio Duca degli Abruzzi e fino al Monte Portella o quello verso il Lago Pietranzoni e Piana di Campo Pericoli). La tappa che più è valsa il viaggio.
  • CASTEL DEL MONTE. Questo ennesimo borgo incastonato nel Gran Sasso, parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, sembra un presepe aggrappato alla roccia e vi conquisterà col suo silenzio e i suoi strettissimi vicoli, non ne abbiamo dubbi.
  • L’AQUILA. Una città che sta ancora provando a risorgere dopo il terremoto del 2009, con un centro storico che è un mix di ferite e tentativi di rinascita e che, in ogni caso, non vi potrà proprio lasciare indifferenti.
  • SANTO STEFANO DI SESSANIO. Un borgo diffuso incredibilmente suggestivo e poetico, ristrutturato nel rispetto dell’identità originale, anche grazie al progetto di recupero del Sextantio. Fermatevi a bere qualcosa e ad assaggiare il suo fiore all’occhiello nonché presidio Slow Food: le piccolissime e deliziose lenticchie, di cui fare grande scorta nelle botteghe artigianali che troverete sparse tra le sue vie.

Altri posti da vedere se hai più tempo:

  • Lago di Scanno e Lago di San Domenico
  • Villetta Barrea
  • Gole del Sagittario
  • Eremo di Santo Spirito
  • Bucchianico
  • Campli
  • Castelli

Una settimana in Abruzzo: dove mangiare

  • PASTICCERIA LULLO (Guardiagrele). Storica e amatissima, regina delle sise delle Monache e del famoso torrone di Guardiagrele, Lullo – la cui famiglia si tramanda ricette da generazioni – è il luogo per una colazione o merenda che sa di Abruzzo autentico. Entrando, il profumo di dolci fatti a mano sarà sensazionale.
  • TRATTORIA DAL PAGANO (Palombaro). Nel cuore della Maiella, questa trattoria ci ha conquistato coi suoi primi piatti preparati con farine locali (su tutte, quella di Solina), e in particolare con le sagne e le sue devastanti vrache di mulo, una pasta fatta in casa la cui forma ricorda le briglie del mulo e che viene condita con un ricchissimo sugo a base di carne, funghi e panna. Costo medio bere a parte: 15-20€.
  • REALE (Castel di Sangro). Vorremmo tanto potervi dire che durante questo viaggio ne abbiamo approfittato per una cena al Reale, nostro sogno proibito, ma la verità è che siamo capitati in un periodo di chiusura. Speriamo voi sarete più fortunati e vi potrete regalare un’esperienza in questo tre stelle Michelin guidato dallo chef Niko Romito.
  • DA GIOCONDO (Rivisondoli). Un’istituzione della montagna abruzzese che ha bisogno di ben poche presentazioni. Il menu di questa trattoria famigliare in cui si sta un gran bene è una dichiarazione d’amore alla cucina locale più autentica: fettuccine al ragù di agnello, tagliolini al tartufo, arrosticini, spezzatino di cinghiale e verdure di campo. Le porzioni sono generose, i sapori decisi, e tutto ha quel tocco rustico che mette voglia di ordinare il bis o di tornare subito, anche la sera successiva. Costo medio bere a parte: 35€
  • L’ANTICA LOCANDA (Pacentro). Un locale sospeso nel tempo e gestito da una proprietaria appassionata, che non lesinerà certamente sui dettagli circa la provenienza e la preparazione dei vari ingredienti, tutti locali e frutto di una grande ricerca. Si può scegliere tra due menu fissi da diverse portate che includono salumi e formaggi, frittelle di verdure selvatiche, pasta fatta in casa con porcini e tartufo, agnello e pecora alla brace. Wow. Costo medio bere a parte: 35€.
  • ANTICA TAVERNA DI NAVELLI(Navelli). Un piccolo gioiello tra i campi di zafferano e in cui, appunto, è questa spezia la protagonista indiscussa: dai ceci alla chitarrina, passando per il purè di fave e le polpette al sugo, tutto ci è parso incredibile. Alla fine chiedete il liquore tipico, anch’esso allo zafferano…da volare via! Costo medio bere a parte: 25€.
  • RISTORO MUCCIANTE (Campo Imperatore). Tappa irrinunciabile tra le vette di Campo Imperatore: un self‑bbq in quota dove si può scegliere tra arrosticini, salsicce e carni locali da grigliare poi in autonomia sulle braci all’esterno. Un’esperienza bucolica, originale e molto gustosa che non ci scorderemo mai!
  • LA LOCANDA SUL LAGO (Santo Stefano di Sessanio). Un agriturismo da poco gestito da un team di ragazzi davvero appassionati, in cui abbiamo mangiato divinamente. Indimenticabili le tagliatelle 30 tuorli con zafferano e stracotto d’agnello, sicuramente uno degli highlight di questo nostro road trip in Abruzzo. Costo medio bere a parte: 30€.
  • L’ELISIR DEL POETA (Santo Stefano di Sessanio). Non è corretto dire che all’Elisir del Poeta “è come essere a casa” perché la stanza in cui si mangia è letteralmente parte della casa di Andrea e Barbara, coppia alla guida di questo locale vegetariano con un ricco menu fisso a base di ingredienti locali e verdure in arrivo dal loro orto. Non vi spoileriamo troppo di questa (incredibile) esperienza, ma vi raccomandiamo solo di prenotare con largo anticipo. Costo medio bere a parte: 50€.

EMIDIO PEPE (Torano Nuovo). Chiudiamo in bellezza questa galvanizzante lista di ristoranti in Abruzzo che abbiamo provato con il tempio del vino abruzzese: Emidio Pepe, cantina leggendaria, botti secolari, vini artigianali naturali che se non conoscete…dovreste proprio (soprattutto il suo Montepulciano)! Qui, oltre alla visita in cantina, si può anche pranzare o cenare (e soggiornare!), in un contesto incantevole che ci ha davvero lasciati senza parole. Costo medio bere a parte: 60€.

Altri ristoranti del road trip in Abruzzo che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Villa Maiella (Guardiagrele)
  • La Grotta dei Raselli (Guardiagrele)
  • Da Paolino (Pescocostanzo)
  • Bio Agriturismo Valle Scannese (Scanno)
  • Il Borgo dei Fumari (Prata d’Ansidonia)
  • Antiche Mura (L’Aquila)
  • La Tana degli Orsi (Isola del Gran Sasso)
  • La Bandiera (Civitella Casanova)
  • Perilli Arrosticini (Castilenti)
  • Sott’a la Cerqua (Manzitti)

Altre info utili sul viaggio in Abruzzo

  • ITINERARIO. Per arrivare in Abruzzo in auto da Milano abbiamo fatto un paio di tappe tra andata e ritorno per non stancarci troppo e approfittarne per visitare altre bellezze sul tragitto. Quale migliore occasione per una tappa in Romagna, alla scoperta di Cesenatico, Santarcangelo di Romagna e Rimini (con sosta obbligatoria da Lucio)? Al ritorno, invece, ci siamo fermati nelle nostre amate Marche, per visitare Lame Rosse, il Tempio del Valadier e le Grotte di Frasassi. Entrambe ottime scelte che rifaremmo altre mille volte! Infine, l’Abruzzo – oltre al mare – ha tantissime altre zone e borghi dell’entroterra che ahinoi, per ragioni di tempo, non abbiamo potuto visitare: siate curiosi e scegliete in base a cosa vi attira di più!
  • ALLOGGI. A livello di alloggi, tenete presente che le strutture non abbondano particolarmente, anzi, e che in varie tappe di questo road trip in Abruzzo capiterà di dovervi accontentare scegliendo tra quello che c’è sulle principali piattaforme, e che comunque andrà benone. Ci sentiamo comunque di suggerirvi alcuni posti in cui abbiamo soggiornato, dove ci siamo trovati bene o benissimo. A Fara di San Martino siamo stati bene in questo affittacamere con uno splendido affaccio sulla Maiella. Scendendo ancora verso Castel di Sangro, siamo stati ospiti di questa bellissima masseria, arredata con gusto e gestita da una famiglia deliziosa.

    In zona L’Aquila siamo stati felici di aver scelto il Convento di San Colombo a Barisciano, una struttura semplice in ottima posizione in cui rilassarsi davvero (in alternativa, qualora vi sentiste più posh, c’è il sempre ottimo Sextantio – la stessa insegna di Matera – a Santo Stefano di Sessanio). Infine, risalendo verso le Marche, in zona Teramo, ci siamo fermati a pranzo, come vi raccontavamo poco più su, e poi a dormire da Emidio Pepe: voto dieci.

    Se ricalcherete il nostro stesso viaggio, a Cesenatico invece abbiamo scelto Locanda Remare, proprio sul porto canale, mentre nelle Marche abbiamo fatto due bellissimi stop da Interno Marche, un hotel-museo incredibile che ci ha invitato alla sua scoperta, e da quei cuori di Djenga Rock’n Rooms.
  • RISTORANTI&CUCINA. Nell’entroterra abruzzese, come è logico che sia, si mangia tanta carne, ma anche, fortunatamente, tantissime verdure e, soprattutto, legumi: vegetariani e vegani avranno sempre innumerevoli opzioni (e che opzioni!) in menu tra cui scegliere!
  • STAGIONI. Questo road trip in Abruzzo ha avuto luogo in una settimana di fine aprile, quindi relativamente in bassa stagione, rivelatasi perfetta sia a livello di clima (t-shirt e felpa o giacca da jeans, al massimo, specie nelle zone più in altitudine) che di affluenza: difficilmente in estate troverete questa calma!

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Road trip in Alentejo e Algarve: cosa visitare e dove mangiare /road-trip-in-alentejo-e-algarve-cosa-visitare-e-dove-mangiare/ /road-trip-in-alentejo-e-algarve-cosa-visitare-e-dove-mangiare/#respond Thu, 29 Sep 2022 06:00:22 +0000 /?p=49779 State programmando il vostro road trip in Alentejo e Algarve? Ecco tutti i nostri consigli su cosa visitare, dove mangiare e dove alloggiare!

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Il Portogallo ci fa innamorare ogni volta: vi avevamo già deliziato con delle belle guide su Lisbona, Porto e su un viaggio in treno da Lisbona alla Spagna, e questa è la volta di raccontarvi del nostro road trip in Alentejo e Algarve: 20 giorni di puro relax, spiagge sterminate e cibo local che ci hanno letteralmente rimesso al mondo. Qui trovate tutti i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare!

ROAD TRIP IN ALENTEJO E ALGARVE: COSA VISITARE

  • TAVIRA. Tavira è una cittadina attraversata da un fiume, visitabile molto velocemente ma con un bel mood, specie alla sera.
  • CACELA VELHA. Senza ombra di dubbio il nostro paesino preferito in zona, dove non c’è letteralmente nulla tranne qualche bar e un ristorante fenomenale in un’adorabile piazzetta di cui vi raccontiamo a breve.
  • LE SPIAGGE IN ZONA TAVIRA. Tutta la zona tra il confine spagnolo e Faro, area di Tavira compresa, è caratterizzata da lingue di terra, separate dalla terraferma da un tratto d’acqua che potrete percorrere in diversi modi, a seconda della spiaggia (sulle barche dei pescatori, sui battelli in partenza da Faro oppure, addirittura, in treno). Queste spiagge (Culatra, Farol, Armona) non sono spettacolari, l’acqua è tendenzialmente pulita senza però risultare speciale: la nostra preferita è stata Praia do Barril, a cui si accede, appunto, con un ‘magico’ trenino.
  • OLHÃO. Paesino di pescatori molto carino che può fungere anche da base, in alternativa a Tavira, per visitare la zona, se non amate il caos.
  • FARO. Con le sue vie acciottolate e lo stile neoclassico, Faro è anche sede dell’aeroporto dell’Algarve e per questo molto più trafficata e viva, per quanto carina. Godetevi una passeggiata al tramonto perdendovi tra le sue stradine!
  • ALMANCIL. Per un giretto nell’entroterra, vi suggeriamo questo paesino con la sua spettacolare Igreja de São Lourenço.
  • SAGRES. Il nostro posto del cuore probabilmente di tutta la vacanza, quello di cui, al ritorno, dici “ci ho lasciato un pezzetto di cuore”. Mood molto rilassato, un po’ californiano, pieno di surfisti e giovani sportivi in cui si sta una favola.
  • LE SPIAGGE TRA SAGRES E TAVIRA. Questa parte di litorale è il cuore dell’Algarve ed è letteralmente disseminato delle più celebri spiagge. Per aiutarvi nella vostra selezione, quelle che ci sono piaciute più di tutte tra le molte che abbiamo visitato sono state: Praia Nova e Praia de Nossa Senhora da Rocha, Praia da Marinha (da cui si possono visitare anche le grotte di Benagil), Praia do Camilo (ma giusto per un saltino e una foto perché è minuscola e affollatissima in qualsiasi stagione), e Praia do Zavial (il cui ristorante non è male, noi ci abbiamo mangiato un ottimo frango, ovvero il pollo arrosto).
  • BURGAU. Adorabile paesino di pescatori in cui fare un piccolo pit stop, anche solo per un tuffo e un pranzo veloce.
  • LAGOS, FERRAGUDO, PORTIMÃO, CARVOEIRO, ALBUFEIRA. Questo poker di cittadine rappresenta l’Algarve più inflazionato, verso cui si dirigono le orde dei turisti, specie quelli inglesi. Fuori stagione, non abbiamo dubbi, possono essere molto piacevoli, ma in agosto sono decisamente l’epicentro del caos, che noi non amiamo. Dunque, se siete in vena di far festa, tenetele presente, ma al contrario secondo noi potete serenamente evitarle oppure farci giusto un saltino.
  • LE SPIAGGE TRA SAGRES E ZAMBUJEIRA DO MAR. Senza ombra di dubbio, questo pezzo del Portogallo è stato quello che abbiamo più apprezzato. Qui finisce l’Alentejo, che abbiamo scoperto risalendo verso Lisbona e che, rispetto all’Algarve, ha un turismo diverso, non così di massa, e conta su paesaggi spettacolari e anche su prezzi più contenuti. Non fatevi scappare per nulla al mondo la nostra spiaggia preferita di tutto l’Algarve, la sensazionale, unica Praia do Beliche, tanto per cominciare (e non perdetevi un bel pranzo al bar della spiaggia a base di delizioso pollo grigliato o di sardine…epico!). Altre spiagge meritevoli sono Praia da Cordoama, Praia do Amado, Praia da Arrifana (splendida e perfetta se volete fare surf, ci sono diverse scuole che permettono di provare anche a chi è alle prime armi e anche al suo ristorante si mangia bene), Praia de Monte Clérigo (tramonto incredibile, una delle nostre preferite), Praia de Odeceixe e Praia do Carvalhal.
  • IL TRAMONTO A CABO DE SÃO VICENTE. Controllate per bene l’orario del tramonto, vestitevi (non stiamo scherzando, sulla strada per il faro vendono dei ponchi visto che tira sempre un vento gelido), portatevi una bella birretta e godetevi uno dei tramonti più spettacolari di sempre, all’estremità sud-occidentale dell’Europa continentale.
  • LA ZONA DI ALJEZUR e DEL PARQUE NATURAL DO SUDOESTE ANTEJANO E COSTA VICENTINA. Concentratevi su questa zona, in particolare, e battetene per bene la costa, perché tra radure incontaminate, dune e paesaggi mozzafiato, vi regalerà sicuramente molte gioie.
  • VILANOVA DE MILFONTES e ZAMBUJEIRA DO MAR. Altri due paesini carini dove potete spezzare il viaggio sono Vilanova de Milfontes e Zambujeira do Mar, con le vicine, comode e belle Praia das Furnas e Praia do Malhão.
  • PORTO COVO E SINES. Il nostro preferito, però, è il paese di Porto Covo, adorabile nella sua semplicità, con gli edifici tutti colorati e un’atmosfera davvero piacevole. In zona ci sono diverse spiagge che meritano uno stop, tra cui, su tutte, Praia da Samoqueira, con le sue grotte e le piscine naturali: un sogno! Sempre in zona, potete andare a cena a Sines, di cui vi lasciamo alcuni consigli più in basso.
  • COMPORTA. Se volete spingervi ancora più a nord, nelle vicinanze di Lisbona e buon retiro, a quanto pare, della borghesia cittadina, potete fare un giretto a Comporta, con le sue boutique über chic, come Rice di Marta Mantero, in cui fare shopping sia per la vostra casa che per l’armadio. Nei paraggi, la penisola di Troia offre dei paesaggi piuttosto indimenticabili: noi vi suggeriamo uno stop alla sterminata e selvaggia Praia da Malha da Costa e un giro a cavallo al maneggio Cavalos na Areia, che rimarrà forse il ricordo più prezioso di questo road trip.
  • SETUBAL. Un po’ per onorare Josè Mourinho, un po’ per curiosità, noi ci siamo spinti addirittura fino a Setubal (che potete raggiungere o in traghetto da Troia oppure circumnavigando appunto la penisola, in auto). Purtroppo i giorni di Ferragosto, però, non sono stati clementi, e non siamo nemmeno riusciti a raggiungere, causa code e penuria di parcheggi, posti nella nostra wishlist come Portinho da Arrábida o Praia de Galapinhos, che sembravano molto belli. Speriamo voi sarete più fortunati, in ogni caso sappiate che si tratta di zone parecchio turistiche quindi fate attenzione ai giorni!

ROAD TRIP IN ALENTEJO E ALGARVE: DOVE MANGIARE

  • CASA DA IGREJA (CACELA VELHA). Uno dei posti più carini e con il miglior pesce di tutta la vacanza. Accomodatevi su una delle panche nella bellissima piazzetta di Cacela Velha e ordinate, potendo, di tutto: ostriche, vongole, cozze, gamberi, oppure il tagliere di salumi locali. Non si può prenotare ed è sempre pieno, quindi cercate di andare fuori dagli orari di punta oppure mettetevi nell’ottica di una lunga coda. Costo medio sui 20€.
  • COME NA GAVETA (TAVIRA). Buon posto per qualche tapas ‘alla portoghese’, tra cui polpo fritto e ceviche. Costo medio sui 25€.
  • CHA CHA CHA (OLHÃO). Adorabile ristorante tra i vicoli di Olhão, con un menu molto interessante con un sacco di ricette anche vegetariane e tantissime verdure (non succede spesso in Portogallo). Siamo stati molto bene, consigliatissimo. Costo medio sui 25€.
  • TONEL BEACH BAR (SAGRES). Atmosfera super chill per una birretta al tramonto, lo abbiamo amato forte anche perché è uno dei pochi bar veramente quasi sul mare in Portogallo (normalmente, credo a causa delle maree sono collocati ben lontani).
  • A SAGRES (SAGRES). Ottimo ristorante, spartano ma piacevole, in cui abbiamo provato una delle ricette tradizionali, l’arroz de pata roxa, un riso bello bagnatino, quasi a mo’ di zuppa, con un pesce morbido e saporitissimo. Da leccarsi i baffi. Costo medio sui 20€.
  • CAFÉ ALTINHO (SAGRES). Se vi piacciono i bar di paese, con gli anziani attorno al biliardo, potete fermarvi in questo bar di paese per eccellenza per una birra o per un ultimo aguardiente come il medronho, il liquore più servito in Algarve.
  • FERMENTO (SAGRES). Ottimo ristorante gestito da due ragazze italiane in cui mangiare bene, con qualche influenza di ‘casa nostra’, e bere anche meglio. Costo medio sui 40€.
  • MARIGIL (RAPOSEIRA). Poco distante da Sagres, non perdetevi questo ristorante super tipico, ad adorabile conduzione familiare, in cui provare la specialità local per eccellenza: la cataplana (da prenotare rigorosamente al telefono al momento della prenotazione). Qui abbiamo trovato anche i percebes e i dolci, anche loro erano qualcosa di fenomenale. Imperdibile. Costo medio sui 25€.
  • SITIO DO FORNO (CARRAPATEIRA). Bel ristorante vista mare a qualche centinaio di metri da Praia do Amado. Noi abbiamo preso una bella fetta di carne alla portoghese, cioè sormontata da uova e patate. La leggerezza è un’altra cosa, ma come dire, va provata per cultura. Costo medio sui 20€.
  • A AZENHA DO MAR (BEJA). Uno dei migliori posti per una cena di pesce a un prezzo molto onesto. Noi qui abbiamo provato la Sapateira, ovvero il miglior granchio mai mangiato in vita nostra. Non si può prenotare e c’è sempre fila, quindi organizzatevi di conseguenza. Costo medio sui 20€.
  • CAFÉ PALINHAS (BEJA). Se non trovate posto da A Azenha do Mar, fate qualche passo e proseguite fino a questo café molto spartano ma con una vista invidiabile. Noi abbiamo amato cenare qui all’ora del tramonto, indimenticabile. Costo medio sui 20€.
  • VÁRZEA (ALJEZUR). Ottimo ristorante in cui cenare in un bel cortile verde; noi qui abbiamo provato un altro piatto della tradizione, il porco preto (maiale nero iberico), pasteggiando a sangria bianca. Costo medio sui 25€.
  • O SARGO (ALJEZUR). Con una vista meravigliosa su Praia de Monte Clérigo, venite qui a cena all’ora del tramonto per dei piatti molto sfiziosi e creativi (cosa non frequentissima da queste parti) tra cui un ottimo ceviche. Costo medio sui 25€.
  • BOA VIDA SOCIAL CLUB (VALE DA TELHA). Se cercate un po’ di vita dopo cena, vi segnaliamo questo ostello molto carino in cui venire a bere una cosa mentre osservate gli skater fare su e giù in pista. Atmosfera giovane e rilassata, spesso si trova anche musica dal vivo. Tessera obbligatoria per accedere a 5€.
  • RETIRO DO ESCOVA (SANTIAGO DO CACEM). Osteria davvero verace in cui abbiamo provato finalmente il maiale all’alentejana, la cui peculiarità è accostare le vongole alla carne. Potrebbe sembrarvi cringe, ma era buonissimo. Costo medio sui 15-20€.
  • ALTINHO DO LOBO (SANTIAGO DO CACEM). Posto trovato completamente a caso, gestito da un ragazzo gentilissimo, in cui abbiamo mangiato la bife na pedra, carne cotta dai commensali direttamente al tavolo su pietra ollare e poi condita con salsine di vario genere. Eccellente. Costo medio sui 20€.
  • ADEGA DE SINES (SINES). Adega suuuper spartana gestita da una coppia di signori adorabili con lunghi tavoli condivisi in cui mangiare pollo, spiedini, feijoada e carne alla griglia a basso prezzo. Costo medio sui 15-20€.
  • SEAFOOD LOVERS (SINES). Ottimo posto per una cena a base di pesce un po’ curata e fantasiosa. Costo medio sui 35€.

ALTRI RISTORANTI DEGNI DI NOTA CHE CI ERANO STATI CONSIGLIATI MA IN CUI NON SIAMO RIUSCITI A MANGIARE:

*Chà Com Agua Salgada (zona Tavira)
* Ti Maria Tapas & Garrafeira (Tavira)
* Petisqueira Belmar (Tavira)
* Tasca O Galo (Olhão)
* Alameda (Faro)
* Al-Ria (Faro)
* Copos&Petiscos (Albufeira)
* Prazeres (Albufeira)
* Rolha Wine Bar (Porches)
* Jukebox Tapas (Lagos)
* Casinha do Petisco (Lagos)
* Arc da Velha (Lagos)
* A Sereia (Sagres)
* A Tasca (Sagres)
* Adega dos Arcos (Sagres)
* Eira do Mer (Vila do Bispo)
* O Paulo (Aljezur)
* Naperon (Odeceixe)
* Assador Altinho (Odeceixe)
* Sol Dourado (Beja)
* O Sacas (Zambujeira do Mar)
* A Barca Tranquitanas (Zambujeira do Mar)
* Destilaria do Ferrador (São Luìs)
* Monte da Vinha (Santa Cruz)
* Dona Bia (Comporta)

ROAD TRIP IN ALENTEJO E ALGARVE: DOVE ALLOGGIARE

  • QUINTA DOS PERFUMES (Tavira), esterni splendidi (con piscina meravigliosa), stanza migliorabile, nel complesso una buona esperienza.
  • CASA AZUL (Sagres), sistemazione comodissima a un’ottima qualità-prezzo.
Alentejo e Algarve cosa vedere dove mangiare
Un’immagine di Teima | © Caterina Zanzi
  • CRAVEIRAL FARMHOUSE (S.Teotonio), molto bello ma un po’ costoso per quello che è (colazione incredibile, però, due piscine, tante biciclette, animaletti simpatici ovunque e bar con ristorante all’interno).
  • TEIMA (S.Teotonio), non saremmo mai andati via, stupendo, stupendo, stupendissimo.
  • OCTANT SANTIAGO DO CACEM (zona Sines), molto deludente, non lo consigliamo.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI:

  • Il nostro road trip in Alentejo e Algarve è durato in totale 18 notti.
  • Abbiamo volato sulla tratta Orio al Serio-Faro all’andata, con Ryanair, e sulla tratta Lisbona-Malpensa al ritorno, con EasyJet.
  • Le nostre tappe sono state: Tavira (3 notti), Sagres (5 notti), S. Teotonio (6 notti), Santiago do Cacem (4 notti).
  • Abbiamo noleggiato, tramite il sito di Rental Cars, la nostra auto, una Renault Capture con la compagnia Ok Rent a car e ci siamo trovati molto bene.
  • Fatta eccezione per alcuni tratti, le autostrade portoghesi sono a pagamento, ma non tramite caselli: per comodità, vi suggeriamo di noleggiare la vostra Via Verde al momento del ritiro dell’auto, una sorta di Telepass che vi farà viaggiare in serenità.
  • Tutte le spiagge portoghesi hanno chilometri di spiaggia libera, a cui si sovrappongono dei punti a pagamento (a cifre irrisorie, mai più di 12 euro per due lettini e un ombrellone per tutta la giornata), per chi preferisse la spiaggia attrezzata a quella selvaggia.
  • La maggioranza delle spiagge hanno almeno un piccolo bar per rifocillarvi (controllate in ogni caso sempre) o acquistare acqua, e da una cert’ora in poi troverete anche degli angeli a distribuire i celebri Bola de Berlin, cioè dei meravigliosi bombolini, con crema o senza.
  • I ristoranti, in genere, è meglio prenotarli con qualche giorno di anticipo; considerate, inoltre, che difficilmente si trova qualcosa di aperto oltre le 21/21.30, quindi regolatevi di conseguenza.
  • Spesso abbiamo trovato i pos ma spesso no (molti esercizi pubblici si appoggiano ai circuiti portoghesi e non accettano Visa o Mastercard), per cui assicuratevi di avere sempre qualche contante con voi.
  • Controllate il vento e le maree e scegliete la vostra spiaggia di conseguenza, di modo da non rovinarvi la giornata di mare.
  • Nelle nostre stories in evidenza “Portogallo” su Instagram trovate tutto il reportage!

E voi siete avete mai fatto un road trip in Alentejo e Algarve? Avete altri consigli da darci? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Qui trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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Road trip in Scozia: 10 castelli da vedere assolutamente /road-trip-in-scozia-10-castelli-da-vedere-assolutamente/ /road-trip-in-scozia-10-castelli-da-vedere-assolutamente/#respond Wed, 28 Sep 2022 06:00:14 +0000 /?p=43262 Avete in programma un road trip in Scozia? Qui trovate tantissimi consigli per il vostro itinerario tra i suoi castelli fiabeschi!

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La Scozia è un paese magico popolato da oltre duemila castelli: se state pianificando un viaggio in questa terra, in questo articolo vi raccontiamo del nostro tour tra i castelli scozzesi più famosi e fiabeschi. Noi siamo partiti da Edimburgo facendo un viaggio ad anello in senso antiorario tra paesaggi mozzafiato e natura incontaminata: ecco tutti i dettagli del nostro road trip di una settimana in Scozia!

UNA SETTIMANA IN SCOZIA: 10 CASTELLI DA NON PERDERE

I CASTELLI DI EDIMBURGO E STIRLING

Edimburgo è la capitale della Scozia e anche il nostro punto di partenza per questo road trip. La storia della città risale al Medioevo, quando era inizialmente una fortezza posizionata su Castle Rock, antico vulcano estinto. Visitando il Castello di Edimburgo, si nota come la sua posizione (è il più alto dell’odierna città!) fosse perfetta per dominare la vallata e fornire protezione agli abitanti. La visita al castello vale davvero la pena, qui, infatti, potrete ammirare una vista mozzafiato e anche i gioielli della Corona scozzese che sono conservati al suo interno. Vi consigliamo di andare la mattina presto per evitare le ore di punta. Noi per questa tappa abbiamo alloggiato nello storico The Scotsman Hotel, proprio nel centro città.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Edimburgo | © Getty Images

Dopo la visita al castello, percorrete di nuovo il Royal Mile, la strada che lo collega al centro città, ed esplorate Edimburgo a piedi. Se siete amanti dei libri, passate da Armchair Books, adorabile negozio dove libri usati e vintage si mescolano in un labirinto di scaffali, creando un ambiente caldo e raccolto. Vi accorgerete subito del perché è così visitato e instagrammato!

Dirigetevi poi verso il bucolico Dean Village che si snoda lungo il fiume Water of Leigh, nella zona nord-ovest della città. Storicamente il quartiere era un importante centro industriale di produzione di farina, che utilizzava l’acqua del fiume per fornire energia ai suoi numerosissimi mulini. Il punto migliore per ammirarlo è Water of Leith Walkway, all’entrata del quartiere, dove vedrete anche Well Court, l’edificio simbolo delle abitazione operaie e risalente al 1880. Nelle vicinanze potrete anche visitare la Dean Gallery e la Scottish National Gallery of Modern Art.

Per mangiare un boccone a pranzo ci siamo fermati da Dishoom, ottimo ristorante indiano che ha numerosi punti anche Londra. Noi ci siamo divisi alcuni piatti tipici come i samosas, i tikka di verdure o carne e il naan all’aglio che davvero non basterebbe mai.

Road trip di una settimana in Scozia
Dean Village | © Elena Mariotti

Una volta conclusa la visita del centro città, eccoci al secondo castello del tour: il Castello di Stirling, che si trova a circa un’ora di macchina da Edimburgo. Uno dei più grandi e famosi della Scozia, lo vedrete ergersi maestoso su una roccia di origine vulcanica che si affaccia sul fiume Forth, offrendo una vista strepitosa sulla verde campagna scozzese. Storicamente è stato sia residenza della famiglia reale scozzese, sia una vera e propria fortezza. Le sue prime tracce risalgono al XII secolo e durante la sua storia ha avuto innumerevoli proprietari (otto di loro solo durante i cinquant’anni delle Guerre di Indipendenza). La Great Hall, ampia sala adibita a banchetti e ricevimenti, è la più grande mai costruita in tutta Scozia e una delle stanze più belle.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Stirling | © Wikimedia

Per vivere un’autentica esperienza scozzese ci siamo fermati nel paesino di Pitlochry, al Pine Trees Hotel Pitlochry. Questa stupenda casa di campagna tradizionale, completamente ristrutturata, è immersa nel verde. Noi abbiamo cenato al Garden restaurant, interno all’hotel, che serve piatti di cucina inglese e locale. Concludete la serata con un bel bicchiere di Scotch Whisky seduti vicino al caminetto, in vero spirito scozzese!

I CASTELLI DI BLAIR, BRAEMAR E BALMORAL

Iniziamo ad addentrarci nel Cairngorms National Park, poco distante da Pitlochry, per visitare il Castello di Blair.
Il castello nasce nel 1269 e rimane proprietà della famiglia Atholl per sette secoli, subendo espansioni e cambiamenti. Le ben 19 generazioni che si sono susseguite, sono state testimoni di innumerevoli avvenimenti storico-politici durante il periodo medioevale (476–1492), l’Epoca georgiana (1714–1837) e vittoriana (1837–1901). Al suo interno ci sono 30 stanze arredate con mobili, dipinti e cimeli che le generazioni Atholl hanno collezionato e che ci permettono oggi di immergerci nelle loro vite passate.

Il Castello di Braemar si trova invece nell’Aberdeenshire, sempre all’interno del Cairngorms National Park. Costruito nel 1628 dal Conte di Mar come casa di famiglia e fortezza, dal 2007 è gestito dalla piccola comunità locale. Nonostante le apparenti dimensioni contenute, al suo interno ospita una grande sala da pranzo, una sala per dipingere, una sala per la colazione e bagni di epoca vittoriana, per un totale di 12 stanze visitabili. Dal 2021 è iniziato il suo graduale restauro e noi siamo riusciti a visitarlo prima dell’attuale chiusura temporanea, dettata dai lavori della facciata esterna. Sembra che la riapertura sia prevista per luglio 2023.

Prima di proseguire con il road trip, ci siamo fermati per pranzo nell’omonima cittadina di Braemar per pranzare al The Flying Stag, il pub del bellissimo hotel di lusso Fire Arms. Il menu serve tutti piatti di cucina tradizionale, dal fish and chips, ai burger di carne scozzese ma anche qualche piatto vegetariano.

Non si può certo non fermarsi al Castello di Balmoral, dimora estiva (e la preferita) della appena scomparsa Regina Elisabetta II di Inghilterra. Il castello che vediamo oggi risale al 1856 e sostituisce una versione precedente di dimensioni più piccole. Per un totale di 50mila acri e di 150 stanze, incarna uno dei luoghi più frequentati non solo dalla Regina, ma da tutta la famiglia reale. Al momento rimane chiuso al pubblico per lutto nazionale ma appena riapre vale davvero la pena visitarlo!

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Balmoral | © Visit Scotland Page

Abbiamo poi concluso la giornata portandoci sulla costa nord-orientale e fermandoci a Stonehaven. Questa cittadina, originariamente un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una meta turistica e balneare molto frequentata. Fate due passi per le vie del centro fino al porto pittoresco, dove troverete ampia scelta di bar e ristoranti per la cena. Noi abbiamo scelto lo storico The Ship Inn per un delizioso fish and chips. Abbiamo anche provato l’haggis: tipico pudding scozzese fatto con un mix di interiora di pecora, all’interno dello stomaco della pecora stessa. Lo sappiamo, un po’ hardcore ma che, se ve la sentite, vale la pena provare. Per la notte ci siamo fermati in questo cottage con vista porticciolo.

Road trip di una settimana in Scozia
Stonehaven | © The Ship Inn

I CASTELLI DI DUNNOTTAR E CAWDOR

Abbiamo iniziato la giornata seguente visitando il Castello di Dunnottar, nonché uno dei nostri preferiti, situato su una roccia che affaccia sulle fredde acque del Mare del Nord. L’impatto visivo delle rovine è fiabesco e a dir poco affascinante. Quello che ne rimane infatti, sono solo i resti delle stanze risalenti al XV-XVI secolo, ma possiamo collocare all’inizio del Medioevo il periodo originale di costruzione. Ci si arriva percorrendo un breve sentiero a piedi dove si riesce ad ammirare non solo la bellezza del castello, ma anche la natura circostante.

Prima di proseguire con le tappe del viaggio, abbiamo fatto un pit-stop ad Aberdeen, famosa per la pietra di granito di estrazione locale utilizzata per costruire tanti edifici storici londinesi, come le Houses of Parliament. Per pranzo siamo stati al Moonfish Cafe, dove abbiamo preso delle buonissime cozze e alcuni piatti di pesce, che sono il loro forte. Anche la carta delle bevande è molto interessante, oltre alla classica sezione “vino”, hanno una carta dedicata al “gin”. Se siete amanti di un bel Gin Tonic, qui potrete sbizzarrirvi.

Risalendo lungo la costa per un paio d’ore circa, siamo arrivati al Castello di Cawdor, a dieci minuti dal villaggio marittimo di Nairn. Secondo la leggenda, fu costruito nel 1372 attorno ad un albero di agrifoglio ancora visibile nella zona delle prigioni. Il suo fascino romantico è accentuato dalla presenza di tre bellissimi giardini visitabili: il Flower Garden, risalente al 1710; il Walled Garden, l’originale giardino utilizzato per le piante aromatiche e il più antico che ospita ad oggi un labirinto di circa 1200 piante di agrifoglio; e infine il Wild Garden, un giardino più nascosto che ospita alcune rare specie tibetane. La peculiarità del Castello di Cawdor, è che la famiglia Cawdor ne è proprietaria da oltre 600 anni. Durante i mesi invernali, quando viene chiuso al pubblico, lo abitano tuttora.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Cawdor | © Elena Mariotti

Una volta terminata la visita, ci siamo diretti a Nairn, un altro villaggio di pescatori che affaccia sul Mare del Nord, vicino alla baia di Inverness. Dicono sia uno dei posti più soleggiati di Scozia, noi chiaramente abbiamo trovato nuvoloso!
La lunga spiaggia è perfetta per una passeggiata in riva al mare, ma l’acqua però è decisamente fredda per poter fare il bagno. Dopo aver fatte due passi lungo il porticciolo e la costa, ci siamo concessi qualche ora rilassante nel centro termale del nostro hotel. Il Golf View Hotel & Spa ha una posizione imbattibile vista mare e al suo interno uno dei migliori ristoranti della zona, il ristorante Hickory. Per concludere la giornata abbiamo cenato nella sua veranda sul mare a base di piatti tipici scozzesi: un succulento burger di carne scozzese e un trancio di salmone.

Road trip di una settimana in Scozia
La spiaggia di Nairn | © Elena Mariotti

I CASTELLI DI INVERNESS, URQUHART E EILEAN DONAN

Inverness è la città più famosa delle Scottish Highlands, catena montuosa che ricopre l’area nord-occidentale della Scozia. Ci troviamo sulla foce del fiume Ness, dove si incontra con la baia di Moray Firth. Proprio lungo il fiume si trova il Castello di Inverness, in cima a Castle Hill, unico rispetto agli altri nel suo colore rossastro dato dalla pietra arenaria.
Lo stile vittoriano attuale risale al 1836 per mano dell’architetto William Burn, ma le prime versioni dell’edificio risalgono all’XI secolo. Del periodo medioevale rimane solo una ridotta parte della cinta muraria. Il castello fino al 2020 è stato utilizzato come sede del Tribunale e i servizi annessi, ad oggi però non è ancora visitabile; un corposo progetto di sviluppo lo renderà tale in futuro, ma potrete godere di una bellissima vista panoramica a 360 gradi sulla città dal Castle Viewpoint.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Inverness | © Elena Mariotti

Proseguendo con il tour, ci siamo diretti verso il celebre Loch Ness, il lago lungo ben 37km che, secondo la leggenda, ospita il mostro Nessie. Costeggiandolo ci sono molti punti panoramici dover potersi fermare e ammirare le sue acque scure e profonde. Il Castello di Urquhart, o meglio le sue rovine, che si affaccia sul lago, era uno dei castelli più grandi di Scozia. Purtroppo è stato fatto esplodere dalle truppe governative durante la Rivolta Giacobita, ed oggi si possono soltanto immaginare le sue stanze maestose. Per raggiungerlo basta continuare lungo la strada della valle Great Glen, famosa per i suoi panorami e che arriva fino a Fort William.

Per pranzo ci siamo fermati proprio a Fort William, in uno storico ristorante di pesce costruito su un pontile con vista Loch Linnhe, il lago locale. Crannog prende il nome da antichi insediamenti dei Celti in Scozia e Irlanda, che affacciavano sui laghi e gli abitanti vivevano di pesca. Il menu è interamente di pesce, avrete solo l’imbarazzo della scelta, noi però vi consiglia il Cullen Skink, una cremosa zuppa di patate, cipolle e eglefino (pesce simile al merluzzo).

L’ultimo castello che abbiamo visto ci ha portati nella parte occidentale delle Highlands scozzesi. Il Castello di Eilean Donan si trova su una piccola isola, nel punto in cui confluiscono tre laghi: Loch Duich, Loch Long e Loch Alsh. A dir poco stupendo, e uno dei più visitati di Scozia, la sua costruzione risale alla metà del XIII secolo ma durante la sua storia ha subito alterazioni e danneggiamenti, soprattutto durante l’ascesa dei Giacobiti nel 1719. Lo stato attuale del castello si deve alla famiglia MacRae, che acquistò l’isola nel 1911 e dopo un lungo restauro aprì al pubblico nel 1932.

Road trip di una settimana in Scozia
Castello di Eilean Donan | © Elena Mariotti

Per concludere la giornata, abbiamo raggiunto l’inizio della valle di Glencoe, dove ci siamo fermati per la notte al The Ballachulish Hotel. Nella zona c’è un’ampio numero di pub e ristoranti, noi abbiamo scelto il Glencoe Gathering dove abbiamo mangiato un buonissimo burger di carne scozzese (eh sì ancora) e bevuto birra a volontà.

LA VALLE DI GLENCOE

Sulla via del ritorno per Edimburgo, abbiamo percorso la strada A82 che attraversa tutta la zona di Glencoe, una delle strade panoramiche più belle di Scozia. Il percorso si snoda tra cime e vallate, perfetto per lunghe camminate o sciate nei mesi invernali. Il luogo è ricordato per il massacro di Glencoe nel 1692, quando 30 membri del clan dei MacDonald furono uccisi dal Governo scozzese. Oggi si possono ammirare ghiacciai, laghi, la Buachaille Etive Mor e tantissimi punti panoramici. I più visitati sono: Loch Tulla, Etive Beag e Three Sisters. Numerosi sono anche i percorsi di trekking quindi se voleste dedicare una giornata in più per farne qualcuno, consigliamo di organizzarvi con abbigliamento e scarpe adatte.

Road trip di una settimana in Scozia
Glencoe | © Elena Mariotti

Disclaimer sempre necessario: controllate bene in fase di pianificazione quali castelli sono aperti e se è necessaria la prenotazione. Non tutti i castelli sono aperti/permettono visite tutto l’anno, complice il clima freddo e spesso piovoso.

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Road trip di una settimana in Irlanda: cosa vedere e dove mangiare /road-trip-di-una-settimana-in-irlanda-cosa-vedere-dove-mangiare/ /road-trip-di-una-settimana-in-irlanda-cosa-vedere-dove-mangiare/#comments Thu, 14 Jul 2022 07:00:40 +0000 /?p=47651 Avete in programma un viaggio in Irlanda? Qui trovate tanti consigli per costruire il vostro itinerario perfetto tra meravigliosi panorami e cibo buonissimo!

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Visitare tutta l’Irlanda è un’impresa a cui bisognerebbe dedicare molti mesi: vista la durata media piuttosto esigua delle nostre vacanze estive, abbiamo iniziato a esplorarla con un percorso ad anello di una settimana, partendo da Dublino. Se anche voi state programmando un viaggio in questo paese, è il momento giusto per prendere appunti: ecco cosa vedere e dove mangiare in un road trip di una settimana!

GALWAY E CONNEMARA

Connmara Irlanda
Connemara | ©Alice Caprotti

Il parco nazionale del Connemara è uno spettacolo unico che vi farà capire fin da subito la magia dell’Irlanda. Come per tante altre zone di cui vi parleremo, se avete la fortuna di avere più giorni a disposizione potete approfittarne per fare escursioni a piedi e passeggiate nella natura. Altrimenti, con una macchina a noleggio potete tranquillamente cavarvela in un giorno fermandovi nei punti strategici: calcolate di dover percorrere circa 250km.

Partendo da Galway, la prima fermata è il Ross Errilly Friary, un monastero francescano del XV secolo sperduto nella campagna, molto suggestivo. Da qui, andate fino al villaggio di Cong, famoso per essere stato set di un film che ha vinto l’Oscar, A quiet man. Ci sono i resti della Cong Abbey e soprattutto la Monk’s Fishing House lungo il fiume.

Proseguite verso il lago Lough Nafooey e godetevi il panorama di dolci colline punteggiate da pecore e mucche. Valutate se fermarvi a Kylemore Abbey: per visitare la struttura e i giardini esterni dovete calcolare almeno 2 ore e mezza di stop. In alternativa, tirate dritto verso Clifden e la magnifica Sky Road, un piccolo giro ad anello di circa 12 km che parte proprio da qui. Arrivate fino alla costa e fermatevi a Dolphin Beach ad ammirare l’oceano; da qui poi potete iniziare il rientro verso Galway, passando per Maam Cross.

Famosa per i suoi pub e l’atmosfera un po’ hippie che si respira nel quartiere latino, Galway dà il meglio di sé dal tramonto in poi. Il nostro consiglio è andare almeno una sera in uno dei numerosi locali che offrono musica dal vivo, come O’Connor’s o Crane Bar.

DOVE MANGIARE

  • THE PURPLE DOOR CAFE. Ci siamo fermati in questo incantevole bar per un pranzo veloce durante il nostro giro del Connemara. Approfittate dei tavoli all’aperto con vista sul Killary Fjord.
  • JOHN KEOGH GASTROPUB. Tipico pub irlandese dove bersi una birra e cenare con pochi piatti, con qualche twist curioso, come il salame nel nostro piatto di pesce grigliato.
  • BLAKES BAR. Un pub ‘di livello’ che fa parte del pluripremiato ristorante Brasserie on the Corner. Consigliati tutti i piatti di pesce.
  • CAPONES. Comodo se come noi avete scelto un albergo fuori dal centro di Galway, Capones è un senza pretese che offre un menu ‘internazionale’ con qualche opzione italiana a cena.

ARAN ISLANDS

Solitarie, bellissime e battute dal vento: ecco le tre isole che compongono l’arcipelago delle Aran Island. Se come noi avete solo un giorno per visitarle, vi consigliamo di dedicarlo alla più grande delle tre, ovvero Inishmore. Prendete il traghetto da Rossavael, dove potete lasciare la macchina in un enorme parcheggio a pagamento e in 45 minuti sarete sull’isola. Comprate i biglietti con almeno un giorno di arrivo e siate puntuali: spesso partono anche con qualche minuto di anticipo!

Un panorama delle Isole Aran | © Alice Caprotti

Una volta sbarcati, vi consigliamo di prendere a noleggio una bicicletta elettrica per girarla con facilità, viste le altissime probabilità di beccare vento contrario: noi abbiamo scelto il primo che abbiamo trovato scesi dalla barca, Aran Bike Hire. La perla dell’isola è indubbiamente Dun Aengus: non tanto per il forte, risalente a più di 2000 anni fa, ma per il paesaggio pazzesco che si gode da qui. Scogliere a picco sul mare, senza protezioni, che vi lasceranno incantati. Se avete tempo per altre tappe, potete fermarvi alle Seven Churches o a alla bianchissima Kilmurvey Beach. Tornati al porto, fate un giro negli shop del posto se cercate qualche souvenir in lana: i maglioni delle Aran Island sono rinomati! Tenete conto che punti di ristoro sono presenti sono vicino ai monumenti più grossi, come Dun Aengus: se meditate di fermarvi in località più sperdute, munitevi di pranzo al sacco!

CLIFFS OF MOHER

Se non fosse per le orde di turisti che le affollano in ogni giorno dell’anno, le Cliffs of Moher sarebbero uno spettacolo di totale bellezza – soprattutto se le visitate in una (rara) giornata di sole. Il centro visitatori è ben organizzato, con gift shop e ristorante self service di cui finirete per usufruire in mancanza di alternative. Prendetevi almeno 2-3 ore per visitarle, visto che dal centro visitatori partono due passeggiate diverse. Quella a destra arriva fino alla O’Brien’s Tower, dove volendo potete salire, mentre quella a sinistra corre lungo le scogliere per oltre 5km. Peccato per i parapetti che sono stati costruiti lungo le passerelle principali e che rendono meno godibile il panorama. Potete valutare eventualmente anche di vederle dal mare, partendo dal molo di Doolin: solo se c’è una bella giornata, altrimenti le barche non escono in mare!

Black Head Irlanda
Black Head | ©Alice Caprotti
  • DUNGUAIRE CASTLE. Se come noi arrivate alle Cliffs of Moher da Galway, potete fare tappa in questo castello, che si trova in una posizione scenografica sull’oceano.
  • BLACK HEAD. Un’altra tappa meritevole è questo promontorio, dove c’è anche un faro, da cui si gode di un bel panorama sull’oceano. Si trova nel Burren National Park (dove ovviamente potete fermarvi se avete tempo) che vi offrirà un paesaggio molto diverso da quello che vedrete nella maggior parte dell’isola, più lunare e roccioso.
  • ADARE VILLAGE. Potete fare una breve deviazione andando o tornando da Killarney in questo paesino, dove potete ancora ammirare un gruppetto di cottage del XIX secolo col tetto di paglia.

DINGLE PENINSULA

Per esplorare la Dingle Peninsula, vi consigliamo di partire da Killarney. La parte più interessante è in realtà quella affacciata sulla Dingle Bay e l’oceano, mentre la zona a nord è poco battuta. Prima tappa è Inch Strand, una spiaggia infinita lunga 5 km che col sole si rivela in tutta la sua bellezza: se beccate una bella giornata potete fermarvi qui a fare un pic-nic o a prendere lezioni di surf. Dopodiché, arrivate fino alla cittadina di Dingle che dà il nome alla penisola: con il suo caratteristico porto di pescatori, è adorabile anche se piccolina.

Da Dingle parte lo Slea Head Drive, un giro ad anello di circa 50 km che potete percorrere tranquillamente in mezza giornata. Con il bel tempo, la strada lungo la costa è davvero stupenda: imperdibili sono le due punte di Slea Head e Dunmore Head, il punto più occidentale dell’Irlanda. Se avete più tempo a disposizione, potete fare un’escursione in barca alle Blasket Islands partendo da Dunquin. In caso di maltempo, potete rifugiarvi al Celtic & Prehistoric Museum, che custodisce il più grande cranio intero di mammuth al mondo. Non imperdibili, ma utili come tappe intermedie sono il Dunbeg Fort, risalente all’Età del Ferro, e i curiosi Fahan Beehive Huts, antichissime capanne a forma di alveare con muratura a secco. Tornando a Killarney, attraverserete il Connor Pass, il passo più alto d’Irlanda: se c’è bel tempo, vi godrete un panorama mirabile.

RING OF KERRY E KILLARNEY

Irlanda
La vista da Valentia Island | © Alice Caprotti

Il Ring of Kerry è il nome dato ad uno spettacolare percorso ad anello che si snoda per 179km attraverso la penisola di Iveragh e che in macchina potete percorrere in una giornata. Dovete decidere se volete percorrerlo in senso orario o antiorario: in entrambi i casi, il punto di partenza è ancora la cittadina di Killarney. La strada è molto stretta e visto che i pullman turistici la percorrono sempre in senso antiorario, noi abbiamo deciso di fare lo stesso, così da non rischiare incontri scomodi. Certo è che, vista la guida a sinistra, percorrendolo in senso orario avrete sempre il mare dalla vostra parte: pensateci bene!

La prima parte del percorso è quella meno emozionante: le tappe più significative sono il paesino di Killorglin e il vecchio viadotto ferroviario fuori Cahersiveen. La prima vera perla che incontrerete è Valentia Island: qui abbiamo lasciato la macchina alla base della collina e fatto una passeggiata fino a Telegraph Field. Dovete assolutamente salire anche sulla Geokaun Mountain (se si ha poco tempo, si può fare anche in macchina), il punto più alto dell’isola che offre un panorama mozzafiato sulle vicine Fogher Cliffs.

Di fronte a Valentia Island c’è Portmagee, famosa per la sua via centrale piena di case colorate ma soprattutto per essere il punto di partenze delle escursioni in barca alle Skellig Islands. Se volete scendere sulle isole, sappiate che parte solo una crociera al giorno ed è da prenotare con mesi di anticipo. Altrimenti, ci sono diverse escursioni che girano intorno alle isole senza fermarsi, ed è quella che abbiamo scelto noi. Il tour dura circa 2 ore e mezza e il mare è abbastanza mosso: se soffrite molto la barca, valutate bene se farlo! Possiamo certamente dirvi che le isole sono uno spettacolo davvero unico. Vicinissimo a Portmagee ci sono le Kerry Cliffs, che secondo noi rivaleggiano con le più famose Cliffs of Moher: sono molto più corte ma il percorso a piedi consente di vederle più da vicino e di apprezzarne meglio la maestosità.

Da qui inizia lo Skellig Ring, che indica fondamentalmente la parte di Ring of Kerry che si affaccia sull’oceano: è indubbiamente la parte con i paesaggi più belli (e le strade più tortuose!). Le ultime tappe meritevoli sono la località balneare di Waterville e Caherdaniel: se non soffrite il freddo, potete valutare di fermarvi in una delle spiagge lungo la strada per fare un bagno. Tornando a Killarney, passerete da Moll’s Gap, un passo di montagna dove si trova Ladies’ View: un punto panoramico molto bello da dove potete ammirare tutta la valle fuori da Killarney. Punto di partenza strategico per visitare il Ring of Kerry e la Dingle Peninsula, Killarney è davvero piacevole. Vi consigliamo di dedicarle almeno un paio d’ore per passeggiare nell’immenso Killarney National Park e visitare il Ross Castle, poeticamente affacciato sul lago.

DOVE MANGIARE

  • PICKLE RICKS SEAFOOD AND BURGER BAR. Food truck nel centro di Dingle dove mangiare eccellenti hamburger e patatine fritte.
  • KITTY O’SE’S SEAFOOD AND GRILL. Ristorante di pesce in centro a Killarney dalle porzioni sostanziose: buonissime le cozze mariniere e discreto il fish&chips.
  • KHAO. Siamo tornati per ben due sere di fila in questo ristorante thailandese in centro a Killarney. Porzioni super abbondanti, prezzi onesti e un pad thai davvero buono.
  • THE MOORINGS. Pub (ma anche hotel) a Portmagee, proprio di fronte al molo di partenza delle crociere per le Skellig Island. Buone le zuppe e i fritti di mare.

CORK, KILKENNY E DINTORNI

  • CORK. Dopo tanti paesini e villaggi, sarete forse felici di arrivare a Cork, la seconda città più grande dell’Irlanda dopo Dublino. Noi ci siamo capitati in una tipica giornata irlandese, ovvero accompagnati da una fitta pioggia ininterrotta: questo ci ha impedito di goderci appieno la città, che però secondo noi ha del potenziale. Potete fare una passeggiata nel vivace quartiere di Shandon, visitare il Cork Butter Museum e l’English Market.
  • ROCK OF CASHEL. Affacciata sulla verde campagna del Tipperary, questa collina custodisce un sito storico davvero spettacolare. La fortezza è andata completamente distrutta, ad eccezione di una torre circolare, ma in compenso sono sopravvissuti diversi edifici religiosi: la grandiosa cattedrale e la Cormac’s Chapel, dove si sono conservati alcuni affreschi. Merita una visita anche solo per la vista!
  • KILKENNY. Probabilmente il prototipo perfetto della cittadina irlandese. Dedicate un paio d’ore al massimo alla visita dell’imponente Kilkenny Castle e riservate il resto del tempo a scoprire il ‘Medieval Mile”, il centro storico di epoca medievale, ma anche tutte le viuzze circostanti piene di negozi e caffé.
  • GLENDALOUGH. Uno dei siti monastici più suggestivi e importanti dell’Irlanda si trova all’interno del Wicklow Mountains National Park. La zona archeologica più ricca è subito all’ingresso, dopo il centro visitatori: non perdetevi la minuscola St. Kevin Kitchen, la Round Tower e la cattedrale. Se avete la fortuna di visitarlo in una giornata di sole, con una breve passeggiata tra i boschi potete raggiungere l’Upper Lake e rilassarvi (o addiritura fare il bagno). Con più tempo a disposizione, sappiate che da qui partono numerosi itinerari più lunghi. Una località davvero magica, forse anche grazie al suo essere in mezzo al nulla: premunitevi dunque con cibo e bevande!

DUBLINO

Tappa iniziale e finale di questo itinerario ad anello, Dublino è tranquillamente visitabile in un paio di giorni. Iniziate dal Trinity College: qui potrete visitare una delle biblioteche più antiche e affascinanti del mondo dove è custodito il famoso Book of Kells. Se siete appassionati di musei, questa è la zona giusta: vicino al Trinity potete visitare la National Gallery, il Museum of National History e il National Museum of Ireland. In alternativa, fate un salto alla statua di Molly Malone e fate una passeggiata lungo Grafton Street. Da qui potete arrivare facilmente al Dublin Castle, secondo noi più attraente da fuori, e visitare la maestosa Saint Patrick’s Cathedral, la cattedrale più grande d’Irlanda (ricordatevi di controllare gli orari delle messe!).

Imperdibile, secondo noi, è una camminata lungo il fiume Liffey, soprattutto al tramonto. In questo modo, riuscirete a vedere tutti i ponti caratteristici che lo attraversano, come l’Ha’penny Bridge, uno dei ponti di ghisa più antichi del mondo, o il Samuel Beckett Bridge progettato da Santiago Calatrava. Quando arrivate ai Docks potete decidere di andare a nord visitare l’Irish Emigration Museum oppure fare un giro in O’Connell Street, che con i suoi 49 metri di larghezza è una delle strade più grandi d’Europa. Oppure, verso sud, andate a gironzolare per il moderno quartiere dei Docks, pieno di uffici e palazzi scintillanti.

Fiume Liffey Dublino
Lungo il fiume Liffey | ©Alice Caprotti

La sera, tappa obbligata è il quartiere Temple Bar, pieno di bar e locali dove la birra scorre letteralmente a fiumi. A tal proposito, potete aggiungere al vostro tour della città anche una visita alla Guinness Storehouse, meta di pellegrinaggio di milioni di turisti ogni anno: scegliete tra le varie esperienze disponibili e prenotate con largo anticipo! Siete più tipi da whiskey? Allora virate verso la storica Old Jameson Distillery o la nuovissima Teeling Distillery.

DOVE MANGIARE

  • THE CEDAR TREE. Libanese nella zona di Temple Bar: buonissimo il loro Maghmour con ceci, melanzane e cipolle stufate accompagnate da riso.
  • THE WINDING STAIR. Adorabile ristorantino irlandese affacciato sul fiume: personale gentilissimo e cozze indimenticabili.

DOVE DORMIRE IN IRLANDA

E voi siete mai stati in Irlanda? Avete altri consigli da darci? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Qui trovate altre idee per gite fuori porta da Milano, weekend e vacanze indimenticabili!

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Viaggio nei parchi degli Stati Uniti: il nostro itinerario on the road /parchi-stati-uniti-itinerario/ /parchi-stati-uniti-itinerario/#comments Wed, 24 Oct 2018 05:00:20 +0000 /?p=11153 Arizona, Utah, Nevada e California: ecco l'itinerario, tappa per tappa, del nostro road trip nei meravigliosi parchi degli Stati Uniti!

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Quest’estate abbiamo fatto uno di quei viaggi che, probabilmente, si fanno una volta nella vita e che, sicuramente, restano nel cuore per sempre: uno splendido on the road nei parchi degli Stati Uniti! Durante il nostro road trip di due settimane abbiamo attraversato Arizona, Utah, Nevada e California, per andare alla scoperta di alcuni dei canyons e dei parchi più belli del mondo. Ecco l’itinerario del nostro viaggio, tappa per tappa!

I PARCHI DEGLI STATI UNITI ON THE ROAD

#0 PHOENIX

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Il tramonto su Phoenix | © Marta Bizioli

La nostra tappa zero è stata Phoenix, in Arizona. Noi siamo arrivate la sera e la mattina dopo è iniziato il viaggio on the road. Se riuscite, non perdetevi il tramonto visto dal famoso “Hole in the Rock”, un buco aperto in una montagna dal quale ammirare la città. Abbiamo scelto Phoenix perché, trovandoci già negli Stati Uniti, ci risultava molto meno costoso che volare su altre città ed inoltre perché così facendo abbiamo avuto l’opportunità di vedere il paesaggio cambiare tantissimo e in pochissimo tempo: dai campi di cactus verdeggianti che si trovano fuori dalla città si passa velocemente ad un paesaggio desertico, per attraversare poi una zona “boschiva” prima di arrivare alle distese di terra rossa che tanto ci hanno affascinato. Se voi però arrivate dall’Italia la tappa zero potrebbe essere Los Angeles o, facendo il percorso al contrario, San Francisco.

Distanza dalla prossima tappa: 370 km circa.

#1 GRAND CANYON (SOUTH RIM)

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Una veduta del Grand Canyon, south rim | © Marta Bizioli

La prima tappa è stata il Grand Canyon, o per essere più specifici il South Rim. Il canyon infatti, come dice il nome, è davvero enorme e difficilmente viene visitato tutto in un unico viaggio. Il North Rim è la zona rimasta più 0selvaggia’, con solamente 3 punti panoramici, e dista circa 300 km dalla parte a sud, che al contrario è completamente attrezzata per i turisti: potete percorrere il sentiero creato appositamente sul margine del canyon o potete scegliere di avventurarvi nei percorsi che portano nella parte più profonda (siate preparati, perché se all’andata si scende velocemente, il ritorno è tutto in salita e richiede parecchio tempo in più!).

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Il Grand Canyon al tramonto | © Marta Bizioli

Viste le dimensioni, il Grand Canyon ha bisogno di un paio di giorni per essere apprezzato appieno. Così facendo avrete l’opportunità di avventurarvi in diversi percorsi e di vedere il sole sorgere e tramontare su quest’immensa gola creata dal fiume Colorado.

Distanza dalla prossima tappa: 280 km circa.

#2 MONUMENT VALLEY

La Monument Valley | © Marta Bizioli

Per visitare la Monument Valley dovete lasciare momentaneamente l’Arizona e arrivare in Utah: quando succederà ve ne accorgerete sicuramente per il grandioso cartellone che vi da il benvenuto nel nuovo Stato. Sicuramente avete già visto in qualche film western le famose montagne rosse della valle, ma dal vivo sono tutta un’altra cosa. All’interno del parco potete scegliere di girare con la vostra auto per il percorso di 17 km o fare una visita guidata che segue una strada leggermente più lunga: quest’ultima però viene fatta con delle jeep aperte che, in giornate ventose, potrebbero crearvi qualche problemino. Per questo motivo noi abbiamo preferito muoverci autonomamente e così facendo ci siamo potute fermare ogni qual volta volessimo e per tutto il tempo necessario per riempirci gli occhi di meraviglia.

Distanza dalla prossima tappa: 270 km circa.

#3 LAKE POWELL + HORSESHOE BEND

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Il Lake Powell | © Marta Bizioli

Per la terza tappa ci si siamo lasciate alle spalle le montagne rosse alla volta di Page. È infatti in questa cittadina dell’Arizona che si trova il Lake Powell,  un grande lago artificiale costruito grazie allo sbarramento del Glen Canyon con una diga. Sulle acque del lago potrete cimentarvi in qualsiasi tipo di sport acquatico, osservare gli immensi yatch che arrivano da tutti gli Stati vicini o, più semplicemente, prendere il sole in spiaggia.

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Una veduta dell’Horseshue Bend | © Marta Bizioli

A circa 10 km dal lago si trova un altro gioiello naturale: l’Horseshoe Bend, un particolare meandro del fiume Colorado che, come dice il nome, assume la caratteristica forma di ferro di cavallo. Dopo aver lasciato la macchina nel vicino parcheggio vi aspetta circa un km a piedi e fidatevi del cartello che raccomanda di avere almeno una bottiglia d’acqua a persona: il ritorno sotto il sole può essere distruttivo!

Distanza dalla prossima tappa: 15 km circa.

#4 UPPER ANTELOPE CANYON

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Una veduta dell’antilope Canyon | © Marta Bizioli

Sempre nelle vicinanze di Page ha sede uno dei Canyon più magici che abbiamo mai visto: l’Antelope Canyon. Considerati i pochi km che lo separano da Lake Powell e Horseshue Bend è possibile visitare i tre in un’unica giornata ma noi abbiamo deciso di separarli per goderceli al meglio. Rispetto agli altri canyon del viaggio, l’Upper Antelope ha la caratteristica di essere percorso dal basso; vi troverete quindi a camminare in uno stretto percorso tra due pareti modellate solamente da acqua, vento e sabbia. La visita è consentita solamente tramite l’assistenza delle guide autorizzate, che è assolutamente necessario prenotare in anticipo: ci sono diverse compagnie che svolgono questo servizio, noi ci siamo affidate alla Antelope Canyon Navajo Tours e ci siamo trovate benissimo.

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La luce di mezzogiorno che filtra nell’Antelope Canyon | © Marta Bizioli

La guida ci ha accompagnate nel percorso mostrandoci tutti gli scorci fotografici più scenografici e ci ha raccontato interessanti aneddoti che quasi ci hanno fatto dimenticare la folla, non indifferente, che ci circondava. Per godervi appieno la visita cercate di prenotare una fascia oraria intorno a mezzogiorno, infatti a quell’ora i raggi del sole riescono a filtrare attraverso delle fessure creando dei giochi di luce pazzeschi.

Distanza dalla prossima tappa: 260 km circa.

#5 BRYCE CANYON

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Una veduta del Bryce Canyon dall’Inspiration Point | © Marta Bizioli

Per la quinta tappa si torna in Utah: destinazione Bryce Canyon. Il parco di Bryce è formato da una strada principale che più o meno costeggia il canyon sulla quale si trovano diversi view-point da non perdere, come l’Inspiration Point, il Natural Bridge ed il Rainbow Point. Da questi punti panoramici partono poi dei sentieri di diversa lunghezza che vi permettono di abbandonare la zona più attrezzata per entrare in contatto con la natura: un percorso di un’oretta adatto a tutti è il Riggs Spring Loop Trail che parte dal Rainbow Point e che vi porterà fino all’estremità più a sud del canyon. Facendo questo o uno degli altri sentieri avrete la possibilità di vedere il grande contrasto di questo canyon, fatto da rocce rosse introno alle quali sembra non poter crescere nulla e da centinaia di verdi alberi che invece formano un bosco immenso.

Distanza dalla prossima tappa: 420 km circa.

#6 LAS VEGAS

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La famosa insegna di benvenuto a Las Vegas | © Marta Bizioli

Dovendo passare per il Nevada non potevamo che scegliere di fermarci, per la sesta tappa, nella sua città più grande: Las Vegas. Le cose da vedere assolutamente in città per noi sono 3. La prima è la famosa insegna di benvenuto che accoglie chiunque arrivi in città: “Welcome to Fabolous Las Vegas“. Il cartello è diventato uno dei simboli della città tanto da trovarlo ovunque, dalle tazze alle calamite e alle t-shirts. L’insegna è posta all’inizio della Las Vegas Boulevard, una strada lunga oltre 5 km che, nel suo punto più vivo, è conosciuta da tutti come La Strip. Qui si trovano tutti i più grandi casinò del mondo; ad ogni passo vi imbatterete in hotel di lusso, centri commerciali e sale da gioco. Tanti di questi, come il Cesar Palace o il The Venetian, si ispirano ad architetture europee riproposte in chiave decisamente più kitsch. Per vedere una Las Vegas più insolita potete invece spingervi fino a Downtown, la zona più vecchia della città dove si trovano ancora casinò ormai datati con insegne al neon piuttosto old school e tantissimi murales che colorano le strade.

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Il The Venetian | © Marta Bizioli

L’ultima cosa assolutamente da vedere, non citata quasi da nessuna guida perché temporanea, è l’installazione artistica di Ugo Rondinone chiamata Seven Magic Mountains. Inaugurate nel 2016, le 7 colonne di pietre colorate, alte quasi 8 metri, dovrebbero rimanere sul posto (a 30 minuti di auto dalla città) fino alla fine del 2018, ma visto il successo che hanno avuto non è escluso che l’installazione permanga più a lungo: nel dubbio non lasciatevele sfuggire finché ci sono!

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Le Seven Magic Mountains | © Marta Bizioli

Distanza dalla prossima tappa: 720 km circa.

#7 SEQUOIA NATIONAL PARK

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La base di una sequoia | © Marta Bizioli

Dopo due giorni di relax a Las Vegas ci siamo rimesse in macchina per ben 8 ore: direzione CaliforniaSequoia National Park. E soprattutto, la Giant Forest, ovvero la foresta con le più grandi sequoie del mondo. Questa zona del parco è molto turistica e si fa fatica a sentirsi in una versa foresta, ma è comunque da non perdere perché è la casa dell’albero più largo del mondo: il General Sherman Tree, con una circonferenza di poco più di 30 metri. Le sequoie qui non sono però solo grandi, infatti sono tutte altissime e si aggirano tra gli 80 e i 90 metri. Aggirandovi tra questi giganti non potrete che sentirvi piccolissimi, specialmente se provate ad entrare in una delle loro cavità o ad abbracciarli!

Distanza dalla prossima tappa: 320 km circa.

#8 YOSEMITE PARK

Uno scorcio di Yosemite Park| © Elisabetta De Candia

L’ottava tappa sarebbe dovuta essere lo Yosemite Park, il parco più visitato degli Stati Uniti per le sue bellezze naturali. Il parco è infatti immenso e al suo interno si trovano torrenti, cascate, boschi e sentieri. Dico “sarebbe” perché purtroppo la California è una zona molto soggetta ad incendi e quindi noi siamo state costrette ad annullare questa tappa per la chiusura temporanea del parco. Nei nostri programmi c’erano sicuramente un’escursione alle Cascate Yosemite Falls, una passeggiata  nell’area boschiva del Mariposa Grove e, senza dubbio, un pomeriggio di relax a Tuolumne Meadows, un pascolo a 2.627 metri di altitudine dal quale si può godere di una stupenda vista delle montagne granitiche El Captain e Half Dome, famosissime tra gli appassionati di montagna e arrampicata.

Distanza dalla prossima tappa: 350 km circa.

#9 MUIR WOODS

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Un sentiero del Muir Woods | © Marta Bizioli

La penultima tappa della nostra avventura ci ha portato al Muir Woods National Monument, una foresta protetta che si trova pochi km a nord di San Francisco. Una volta entrati, superata l’area bar/souvenirs, potete scegliere se rimanere sul percorso asfaltato di circa 3 miglia e assolutamente alla portata di tutti oppure se prendere uno degli altri sentieri sterrati che vi allontanano dalla “folla”, ma comunque non troppo impegnativi. Ogni percorso è ben segnato da cartelli che ne indicano anche la lunghezza. Il Muir Woods è una foresta bellissima che vale la pena di essere esplorata, piena di sequoie, pini e altri alberi enormi!

Distanza dalla prossima tappa: 30 km circa.

#10 SAN FRANCISCO

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Il Golden Gate Bridge | © Marta Bizioli

La decima e ultima tappa del nostro viaggio on the road è stata San Francisco. Arrivando dal Muir, ci si arriva attraversando il ponte simbolo della città: il Golden Gate Bridge. Per scoprire tutta San Francisco non basterebbero i mesi ma se anche voi vi troverete costretti a visitarla solamente in un paio di giorni fate in modo di non perdere la zona del Fisherman’s Wharf, i leoni marini del Pier 39 e una visita guidata alla prigione più famosa del mondo, Alcatraz (da prenotare in anticipo).

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Le strade di San Francisco | © Marta Bizioli

Non mancate di girare per le famose vie “su e giù” di San Francisco, in particolare Lombard Street, sia a piedi che con i celebri tram e di avventurarvi per alcuni quartieri che hanno fatto la storia: Mission e Castro. Per concludere il vostro viaggio non perdetevi la vista di San Francisco dall’alto salendo sulla Coit Tower!

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San Francisco vista dalla Coit Tower | © Marta Bizioli

PRIMA DI PARTIRE

*ESTA. Dal 2009 per entrare negli Stati Uniti è necessario avere, oltre che un passaporto valido per l’espatrio, un’autorizzazione ESTA che è possibile richiedere se si effettua un viaggio per turismo e per un periodo inferiore ai 90 giorni. L’autorizzazione si richiede molto facilmente online, pagando 14$. Al momento della richiesta è necessario avere già un biglietto A/R e aver prenotato almeno un hotel, in modo da fornire i dati (numero dei voli e indirizzo dell’hotel) durante la registrazione. Per ottenere l’autorizzazione ESTA possono volerci fino a 30 giorni, quindi prima si fa meglio è!

*NOLEGGIO AUTO. Per un viaggio on the road l’auto è fondamentale e, anche se si può prenotare una volta arrivati negli States, è consigliabile farlo con anticipo. I fattori per scegliere la macchina perfetta per voi sono 3. La grandezza: evitate una macchina piccola per risparmiare se siete in 5 e questo vi costringerebbe a stare strettissimi, le distanze sono notevoli e non vorrete fare 300 km con la valigia sulle gambe. I consumi/il serbatoio: sulle strade si trovano abbastanza spesso stazioni di sosta mentre non ci sono nei parchi, bisogna quindi sempre controllare di avere benzina a sufficienza. Inoltre tenete controllato il prezzo della benzina, che cambia da Stato a Stato, arrivando a costare in California 2$ in più al gallone che in Arizona. L’aria condizionata: può sembrare sciocco ma in estate le temperature arrivano fino a 45° e durante il viaggio l’aria condizionata sarà la vostra migliore amica!

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Il cartello che separa Arizona e Utah | © Marta Bizioli

*PATENTE INTERNAZIONALE. Per noleggiare la macchina e poter guidare liberamente negli States serve la patente internazionale, che potete richiedere autonomamente presso gli uffici della motorizzazione o, spendendo poco di più (120€ circa in totale) ed evitando code e tempi di attesa più lunghi attraverso una qualsiasi scuola guida. Vista la lunghezza del viaggio è consigliabile che siano almeno due le persone con la patente, per potersi alternare alla guida!

*PASS PARCHI. Il pass dei parchi si può acquistare all’ingresso di qualsiasi parco e, facendo quello di validità annuale (80$), avrete l’accesso gratuito a quasi ogni parco degli Stati Uniti. Restano esclusi la Monument Valley e la visita guidata dell’Antelope Canyon.

*HOTELS: più che in hotels durante questo viaggio vi capiterà di dormire in motels, sono infatti più frequenti, più economici e più “american style” rispetto agli hotels. In alcuni parchi, come il Grand Canyon Park o Yosemite, si può dormire all’interno del parco, un esperienza sicuramente da fare almeno una volta ma decisamente costosa. In alternative potete optare per uno dei paesi vicini ai parchi, che offrono diverse sistemazioni a costi più contenuti. Noi non siamo state fortunate con tutti i motels, ma a Page possiamo suggerirvi il Page Boy Motel e a 20 minuti dal Bryce Canyon, a Tropic, il Bryce Pioneer Village. Vi consigliamo di viaggiare nel tardo pomeriggio/sera e di dormire sempre in prossimità della tappa del giorno seguente, cosi da essere abbastanza riposati per potervela godere al meglio!

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La strada che attraversa il Bryce Canyon Park | © Marta Bizioli

E voi avete mai fatto un viaggio così? Vi piacerebbe partire per un’avventura on the road negli States? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto ‘sulla strada’ sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi un pochino più strutturati. Buon relax!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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Viaggio nelle Capitali Baltiche: tutti i miei consigli su Vilnius, Riga e Tallinn /capitali-baltiche-vilnius-riga-tallinn/ /capitali-baltiche-vilnius-riga-tallinn/#comments Tue, 25 Sep 2018 07:00:48 +0000 /?p=11107 State pensando a un tour delle Capitali Baltiche per il vostro prossimo viaggio? Ecco tutti i consigli su Vilnius, Riga e Tallinn!

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Questa estate abbiamo deciso, dopo il magnifico viaggio dell’anno scorso, di fare un altro road trip, questa volta verso il Nord Europa. Siamo partiti da Milano con la nostra macchina, fermandoci via via lungo la strada. Prima tappa a Wroclaw, in Polonia, e poi dritti verso le Capitali Baltiche: ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Vilnius, Riga e Tallinn!

Prima tappa dopo la Polonia? La Lituania!

COSA VEDERE E DOVE MANGIARE NELLE CAPITALI BALTICHE

VILNIUS

Capitali Baltiche

Un angolo di Vilnius | © Caterina Zanzi

COSA VEDERE A VILNIUS

* UN GIRO PER LA CITTÀ VECCHIA. Vilnius, la capitale della Lituania, è una piccola cittadina che si gira tranquillamente in un giorno pieno. La città vecchia tutta in stile barocco è raccolta su se stessa e si articola in una serie di viette molto carine. Iniziate visitando la Chiesa di Sant’Anna e la Cattedrale, e salite fino alla Torre di Gediminas, da cui godere di un bel panorama (in alternativa, potete ‘scalare’ anche la Collina delle Tre Croci, sempre per una bella vista sulla città). Passate per via Literatai, una stradina piena di mattonelle e piccoli oggetti artistici e poi dirigetevi verso la parte più a sud, dove non potrà mancare una visita alla chiesa ortodossa del Santo Spirito e alla Porta dell’Aurora, l’unica rimasta delle nove porte che costituivano l’accesso a Vilnius. L’icona della Madonna, qui, protegge tutta la città e non sarà difficile scorgere anche qualche pellegrino. Un altra meraviglia della città che non potete perdervi è la Chiesa di San Pietro e San Paolo, un pochino più distante dal centro ma facilmente raggiungibile: un magnifico esempio di barocco che vi lascerà a bocca aperta!

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La chiesa di Sant’Anna a Vilnius | © Caterina Zanzi

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La vista dalla Torre di Gediminas | © Caterina Zanzi

* UZUPIS. È il quartiere bohemien di Vilnius, nonché una vera e propria Repubblica (indipendente e pacifista) con una sua costituzione. Qui ci sono tante vie piene di bar e ristoranti, e in una di queste stradine è affissa proprio la sua Costituzione, tradotta in tante lingue diverse e con 41 brevi articoli. Il mio preferito? “Ogni uomo ha il diritto di essere felice”.

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Uno scorcio di Uzupis | © Caterina Zanzi

* UNA GITA AL LAGO DI TRAKAI. Se avete tempo e siete in macchina (in alternativa, dalla stazione partono diversi bus) potrebbe valer la pena – specie se in una giornata di sole estiva – fare una gita al lago di Trakai, a una mezz’oretta dal centro di Vilnius e una delle più note mete turistiche della Lituania. Fate un giro sulle sponde del lago fino al castello, affittate un pedalò (o un kayak) e datevi al relax più completo. Soprattutto, non mancate di assaggiare i kibinai, dei fagottini ripieni (di carne o di verdure) buonissimi e tipici del posto: io li ho presi da Senoji Kibininè e mi sono piaciuti tanto!

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Un’immagine del lago di Trakai | © Caterina Zanzi

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Un kibinas | © Caterina Zanzi

DOVE MANGIARE A VILNIUS

* SNEKUTIS. Per un pranzo veloce o una cena davvero semplice, vi consiglio questo pub, dove oltre a tante birre diverse troverete anche diversi piatti tipici a prezzi molto bassi. Io ho assaggiato qui le aringhe, i famosi cepelinai (patate grattugiate ripiene di formaggio o carne trita), e il kepta duona, pane di segale fritto insaporito dall’aglio e servito con una salsina. Prezzo medio sui 10€ a testa.

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Un piatto da Snekutis | © Caterina Zanzi

* KITCHEN. Per una serata meno tipica ma più ‘trendy’, vi consiglio Kitchen, un locale moderno in cui si sta bene e si mangia altrettanto bene. Cucina europea e servizio cortese fanno il resto. Prezzo medio sui 25€ a testa.

Altri suggerimenti: Snekutis, Zalia zasis, Senoji trobele, Busi trecias (cucina tipica), AmandusDublis (sofisticati), Kacahpuri (cucina georgiana), Bambalyne, Alaus Biblioteka (birreria), Borsch (ristorante ucraino). Le sere d’estate la città è molto viva e il consiglio è quello di sostare in uno dei tantissimi locali – tutti molto carini – che animano le vie del centro. Una birra vi costerà pochissimo e vi potrete godere la città di sera!

Dopo due giorni passati sulla penisola dei Curoni, famosa per le sue dune di sabbia bianca sul Baltico, abbiamo proseguito verso la Lettonia!

RIGA

COSA VEDERE A RIGA

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Un angolo di Riga | © Caterina Zanzi

* UN GIRO PER LA CITTÀ VECCHIA. Anche in questo caso, il suggerimento è partire dalla scoperta della città vecchia, caratteristica anche se purtroppo piena di locali mediamente brutti e acchiappaturisti. Il centro medioevale è comunque molto piacevole, con le sue piazze ariose e le sue chiese, e un’architettura Art Nouveau degna di nota. Come per Vilnius, anche Riga si gira in un giorno senza particolari problemi. Iniziate con la Chiesa di San Pietro (bello il panorama dalla torre) e dalla Casa delle Teste Nere, un edificio barocco e gotico situato nella piazza del Municipio. Proseguite verso la Cattedrale e i Tre Fratelli, tre case medioevali particolari.

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Un angolo di Riga | © Caterina Zanzi

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Capitali Baltiche

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* JUGENDA STILA NAMI. Se siete appassionati di Art Nouveau, dopo aver visitato l’Opera, dal parco dell’Esplanade potete cominciare a girare con il naso all’insù fino a raggiungere Alberta Iela, la via più interessante dal punto di vista architettonico. In questo quartiere residenziale, infatti, sono tantissimi i palazzi colorati e finemente decorati da ammirare passeggiando.

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Uno dei palazzi del quartiere Art Nouveau | © Caterina Zanzi

* MERCATO CENTRALE. Se preferite le esperienze più ‘hard core’ potete visitare il Mercato Centrale di Riga, decisamente spartano e più ‘russo’. Qui potete passeggiare tra i vari padiglioni tematici e assaggiare o fare incetta di carne, pesce, salamoie e prodotti affumicati.

* I MUSEI. Riga conta su alcuni musei, tra cui spiccano il Motormuseum (tutto dedicato alle automobili di ogni epoca), quello sull’Olocausto e quello dedicato alla storia del Kgb.

DOVE MANGIARE A RIGA

* RIGENSIS. Per la colazione abbiamo scelto sempre questa panetteria/pasticceria con diversi prodotti fatti in casa, dalle torte (spaziali) fino ai panini con uvette o cioccolato e alle proposte salate. Anche il caffè non è male, cosa non scontata.

* RIITS. La mia cena preferita a Riga è stata in questo ristorante molto carino che offre diversi tipi di cucina, con qualche incursione nella tradizione lettone. Ottime le zuppe e menzione d’onore anche ai piatti a base di carne e pesce. Super consigliato e per concludere provate il Balsamo Nero di Riga, l’amaro tipico della Lettonia! Prezzo medio sui 30€ a testa.

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Un piatto da Riits | © Caterina Zanzi

* ENTRESOL. Se riuscirete a superare l’atmosfera decisamente pacchiana di questo locale vi farete un bel regalo, perché qui i piatti sono davvero molto buoni. Carina anche la formula, che porta in tavola le ‘knapas’, simil tapas di ispirazione lettone, tutte incredibili. Prezzo medio sui 35€ a testa.

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Alcune delle knapas di Entresol | © Caterina Zanzi

* 1221 RESTORANS. Per provare la cucina lettone ‘dura e pura’ abbiamo scelto 1221 Restorans, un ristorante davvero piacevole in pieno centro storico. Prezzo medio sui 30€ a testa.

Altri suggerimenti: Beze Apsara Tea House (colazione/merenda), Beef Eater’s (carne), Labietis (birreria), Milda, Salve e Folkklubs (cucina tipica).

Dopo due giorni passati sull’isola di Saaremaa, la più grande isola dell’Estonia, abbiamo proseguito verso Tallinn!

TALLINN

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La Cattedrale di Aleksandr Nevskij | © Caterina Zanzi

COSA VEDERE A TALLINN

* UN GIRO PER LA CITTÀ VECCHIA. Sempre la stessa storia: anche il giro di Tallinn non può non iniziare dalla visita della città vecchia. Iniziate dalla Piazza del Municipio e da tutte le viuzze, compresi il Masters’ Courtyard, un cortile incantato, e il St. Catherine’s Passage, un passaggio molto suggestivo pieno di atelier e piccoli locali. Allungatevi fino alla bellissima Cattedrale di Aleksandr Nevskij e poi salite verso la collina e la cattedrale di Toompea. In zona troverete tanti punti panoramici suggestivi come il Patkuli Viewing Platform, da cui godere di una vista privilegiata sulla capitale dell’Estonia, la mia preferita di tutte e tre le capitali baltiche.

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La piazza del Municipio | © Caterina Zanzi

* IL QUARTIERE DI TELLISKIVI. La parte più moderna e un po’ hipster di Tallinn, sorta sulle ceneri di una zona industriale, è un microcosmo tutto da scoprire. Qui troverete bei murales, una sorta di galleria creativa con qualche negozietto e tanti locali super piacevoli in cui rimanere per pranzo o a cena. Da qui potete proseguire verso il Balti Jaama Turg, un bel mercato coperto in cui potete anche pranzare. Da visitare assolutamente l’area superiore dedicata ai cimeli di guerra, agli oggetti più disparati e all’abbigliamento perché sembra di entrare in un altro mondo.

Capitali Baltiche

Uno scorcio di Telliskivi | © Caterina Zanzi

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Un angolo del Balti Jaama Turg| © Caterina Zanzi

* IL QUARTIERE DI KALAMAJA. Dopo aver visitato Telliskivi, raggiungete un altro bel quartiere, quello di Kalamaja, “la casa dei pesci”, dove potrete camminare tra piccole e colorate case di legno e giardini. Super caratteristico. Se vi piace il genere, potete proseguire verso il molo e visitare il Museo Marittimo dell’Estonia.

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Uno scorcio di Kalamaja | © Caterina Zanzi

* IL PARCO DI KADRIORG. A pochi chilometri dal centro di Tallinn, potete arrivare fino al Parco di Kadriorg, il più importante della città, dove troverete anche l’omonimo palazzo in stile barocco e un museo d’arte.

* UNA GITA A HELSINKI. Dal porto di Tallinn, il traghetto per arrivare ad Helsinki impiega soltanto due orette, quindi sono tanti i turisti che scelgono di visitare anche la capitale finlandese. E fanno bene, perché è un vero e proprio gioiellino. Se avete più tempo vi consiglio di programmare almeno un paio di giorni a Helsinki perché, contrariamente a quanto spesso si sente a dire in giro, è davvero una bella città piena di perle (qui tutti i miei consigli).

DOVE MANGIARE A TALLINN

* RATASKAEVU 16. Il miglior ristorante provato di tutte e tre le città. Prenotate perché, davvero, ne vale la pena. Bella location, servizio puntuale e, soprattutto, degli ingredienti spaziali che rendono ogni piatto davvero speciale. Ricette tradizionali con un twist. Prezzo medio sui 40€ a testa.

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Un piatto da Rataskaevu 16 | © Caterina Zanzi

* LEIB RESTORAN. Bella atmosfera (soprattutto d’estate, quando potete approfittare del dehors nel giardino, molto romantico), servizio gentili e piatti tipici con l’aggiunta di un po’ di estro creativo. Piatti buoni pur non essendo eccezionali, ma l’atmosfera ricompensa. Prezzo medio sui 40€ a testa.

* KOMPRESSOR. Per un pranzo o una cena super informale e veloce (oltre che molto abbondante) questo potrebbe essere il posto giusto: in città, i pancake dolci o salati di questo locale sono una leggenda in città. La sfida, però, sarà riuscire a finirli! Prezzo medio sui 15€ a testa.

* F-HOONE. A Telliskivi vi consiglio di sostare in questo bel locale viene servito dell’ottimo cibo con un buon rapporto qualità prezzo. Prezzo medio sui 20€ a testa.

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Un piatto da F-Hoone | © Caterina Zanzi

Altri suggerimenti: Peppersack e Draakon III (ristoranti medioevali), Von Krahli Aed, Restoran Vanaema Juures e Farm (ristoranti tradizionali), Chedi (ristorante cinese), Tchaikovsky Restaurant e Restaurant O (sofisticati), Whisper Sister, Depeche Mode Bar e Labor Baar (cocktail).

ALTRI LINK UTILI:

* HOTEL A VILNIUS (voto: 8)

* HOTEL A RIGA (voto: 9)

* APPARTAMENTO AIRBNB A VILNIUS (voto: 9)

* TRAGHETTO PER HELSINKI CON LINEA EKERO LINE ACQUISTATO SU DIRECTFERRIES

Il nostro viaggio è poi continuato verso Helsinki, Stoccolma (i nostri suggerimenti li trovate qui e qui), Copenhagen e Baviera, per poi rientrare a Milano dopo oltre 6mila chilometri percorsi.

E voi siete mai stati da queste parti? Avete altre segnalazioni? Ditecelo qui sotto nei commenti oppure sui social, usando l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi un pochino più strutturati. Buon relax!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

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Il mio meraviglioso road trip nel Nord della Spagna: Paesi Baschi, Asturie e Galizia in macchina /nord-spagna-road-trip/ /nord-spagna-road-trip/#comments Mon, 04 Sep 2017 10:00:32 +0000 http://godsgift.cyou/?p=6947 Siete alla ricerca della prossima meta per le vacanze? Qui vi racconto di tre settimane incantevoli nella Spagna del Nord: 6mila chilometri di bellezza!

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Quest’estate ho deciso di scegliere una vacanza diversa dal solito, lontana dalle spiagge mediterranee, dal caldo e dai tanti turisti. La scelta è ricaduta su un viaggio in auto, che si è poi rivelato meraviglioso. Oggi vi porto con me alla scoperta di territori non così conosciuti, e forse proprio per questo davvero preziosi: le regioni dei Paesi Baschi, Asturie, Cantabria e Galizia, in un tour che è partito da Milano ed è arrivato fino a Porto, per poi raggiungere di nuovo Milano.

Road Trip Spagna del Nord

Road Trip Spagna del Nord

Un viaggio sicuramente impegnativo, con i suoi 6mila chilometri macinati in tre settimane, che però ti fa rientrare con occhi nuovi. In alcune città sono rimasta poco, in altre di più, ho alternato piccoli borghi, a (tantissime) scogliere e (innumerevoli) fari, cambiato sapori, odori e colori, visto cambiare usi e costumi della popolazione, in tre settimane che hanno cambiato anche me. Per chi fosse in cerca di idee per le prossime vacanze estive, ecco il mio itinerario!

DAY 1, 2 + 3 – PROVENZA e/o CAMARGUE

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Una veduta della Camargue | © Caterina Zanzi

Per rendere il viaggio di andata più umano, ho scelto di passare due giorni in Provenza. Tra le cittadine più belle, vi segnalo Arles, Aix-en-Provence e Avignone. Lasciatevi scivolare addosso la stanchezza degli ultimi giorni di lavoro e perdetevi tra le vie strette di queste cittadine e la loro storia. Non mancate, in particolare, l’antico teatro e l’anfiteatro di Arles e il meraviglioso Palazzo dei Papi di Avignone. Se avete tempo potete allungarvi fino alla Camargue. L’ultimo giorno, sulla via di Bayonne, potete fare uno stop a Carcassonne, splendida città fortificata patrimonio dell’Unesco.

Dove ho mangiato ad Arles: Cuisine du Comptoir per dei buonissimi ‘crostoni’.

DAY 4 – PAESI BASCHI (BAYONNE, BIARRITZ, SAN SEBASTIAN)

Road Trip Spagna del Nord

Una veduta di Biarritz | © Caterina Zanzi

Tra le tappe più belle del mio viaggio, segnalo Bayonne, che ho scoperto inaspettatamente essere un piccolo paesino appena nell’entroterra, dominato da una via di locali lungo fiume e un’atmosfera davvero caratteristica. Ve lo consiglio, almeno per dormire e passare le vostre serate, al posto della ben più caotica Biarritz o, peggio ancora, di San Sebastian (se siete invece tipi da ‘notte’, certamente queste ultime due località sono più indicate. Io ho alloggiato in un albergo super carino, l’Hôtel Les Basses Pyrénées, che vi consiglio caldamente: qui si mangia anche benissimo! Durante la vostra gita a Biarritz, non perdetevi una passeggiata fino alla Rocher de la Vierge, al faro. A San Sebastian, invece, perdetevi tra le vie, riposate sulla famosissima spiaggia di La Concha e godetevi la vista dal Monte Urgull. Prima di ripartire per Bilbao passate per Hondarribia, il paesino più bello – a mio parere – di tutti i Paesi Baschi. Anche Saint-Jean-de-Luz può valere una visita, magari per l’aperitivo.

Dove ho mangiato in zona: 
* Le Bistrot Itsaski per un’ottima cena basca (Bayonne)
* Gran Sol per dei pintxos spaziali (Hondarribia)

Altri indirizzi:
* A Fuego Negro (San Sebastian)
* Atari Gastroteka (San Sebastian)
* La Hermandad de Pescadores (Hondarribia)

DAY 5, 6, 7, 8 – BILBAO E DINTORNI

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Una veduta del Guggheneim di Bilbao| © Caterina Zanzi

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Un piatto di Bascook | © Caterina Zanzi

Bilbao merita una fermata un po’ più lunga sia perché la città è più grande, sia perché può essere un buon punto di partenza per diverse gite. Dedicate i primi due giorni alla visita del capoluogo della provincia di Biscaglia, con i suoi saliscendi, l’immancabile Museo Guggenheim, il ‘casco viejo’ ovvero la città vecchia e la sua atmosfera inconfondibile. Il terzo giorno, non mancate per nulla a una delle attrazioni più incredibili visitate in queste tre settimane: San Juan de Gaztelugatxe, una vera scalinata sull’Oceano, un panorama che vi rimarrà impresso dentro per molto tempo. Dopo la ‘faticaccia’, potete andare a rilassarvi per un hamburger o un aperitivo da El Peñon de Sopelana, a Sopelana, all’ora del tramonto.

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San Juan de Gaztelugatxe | © Caterina Zanzi

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Le acciughe del Cantabrico | © Caterina Zanzi

Prima di ripartire per Oviedo, infine, fate un salto sulla strada a Santander in Cantabria, anche solo per una passeggiata nell’incantevole Palacio de la Magdalena, un parco affacciato sull’Oceano. Non perdetevi, poi, l’adiacente Faro de Cabo Mayor.

Dove ho mangiato in zona:
* Mercado de La Ribera per dell’ottimo street food: in particolare, vi segnalo i pintxos de La Bodeguilla (Bilbao)
* Ad hoc Cascanueces, un meraviglioso localino con in carta solo prodotti locali (Bilbao)
* Bascook per una cena più internazionale e sperimentale (Bilbao)
* Xukela, piccola ‘osteria’ nel casco viejo per uno spuntino o una cena informale (Bilbao)
* Casimira Cosas de Picar per un light lunch o una cena molto tradizionale (Santander)

Altri indirizzi a Bilbao:
* La Casita de Sabino
* Nido Bilbao
* Restaurante japonés Kuma

DAY 9, 10 – ASTURIE (OVIEDO)

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Le zamburiñas | © Caterina Zanzi

Spezzate il viaggio a Oviedo, una cittadina che ha fatto da sfondo anche a Viki Cristina Barcelona di Woody Allen (che ha addirittura una statua dedicata in pieno centro!). Immancabile una visita alla Cattedrale e alla Basilica, oltre che un giro nel centro città, piccolissimo ma molto curato.

Dove ho mangiato a Oviedo:
* Camilo de Blas per una colazione o una merenda coi fiocchi
* Sidreria El Gato Negro per provare cosa si respira in sidreria, la ‘trattoria’ del luogo, e cosa sono, per esempio, le zamburiñas
* Jamòn Jamòn per un aperitivo o un pasto a prezzi stracciati

Altri indirizzi a Oviedo:
* Married Cocina
* La Corte de Pelayo
* Restaurante El Fontàn

DAY 11 – IL NORD DELLA GALIZIA

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Faro de Cabo Ortegal | © Caterina Zanzi

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Praia das Cateidras dall’alto | © Caterina Zanzi

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I pimientos del padron | © Caterina Zanzi

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I percebes mangiati a San Andrès De Teixido | © Caterina Zanzi

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L’arroz con bogavante | © Caterina Zanzi

Scegliete uno dei tanti paesini che popolano la costa a nord della Galizia (io ne ho scelto uno completamente sperduto, O Porto de Espasante) ed esplorate questa zona che comincia a farsi verdissima, molto meno trafficata e selvaggia. Tra i posti più speciali, Cabo Ortegal, il monastero di San Andrès De Teixido (davvero, davvero bello!) e, ovviamente, Praia das Catedrais. Quest’ultima è letteralmente presa d’assalto, e se volete scendere in spiaggia oltre che passeggiare sulle sue falesie, ricordatevi di prenotare in anticipo online (in agosto, vi consiglio di farlo almeno un mese prima) perché l’accesso è limitato. Dopo la visita, fate un salto in un paesino vicino, Rinlo, per un pranzo eccezionale.

Dove ho mangiato in zona:
* Porto de Rinlo per un ‘arroz con bogavante’, un risotto all’astice, pazzesco. Prenotate perché è sempre pieno! (Rinlo)
* Meson Eiravella per assaggiare i pimientos del padròn o finalmente i famosi ‘percebes’…a voi scoprire cosa sono, ma non pensate nemmeno un istante di andare via dalla Galizia senza averli provati! (San Andrès de Teixido)

DAY 12 – SANTIAGO DE COMPOSTELA

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Muxia | © Caterina Zanzi

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La cena da Abastos 2.0 | © Caterina Zanzi

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Un angolo di Santiago | © Caterina Zanzi

Eccoci arrivati a Santiago de Compostela, un luogo magico popolato da pellegrini arrivati finalmente dopo un lungo, lunghissimo cammino. Spiegarvi l’atmosfera è semplicemente impossibile, ma è una delle esperienze più elettrizzanti e insieme ‘spirituali’ che abbia mai vissuto, pur non essendo io stessa una pellegrina. Tantissime le persone che si riversano in strada, soprattutto la sera, e l’impressione è quella di trovarsi in un luogo sereno e carico di molteplici significati. Mettetevi in coda per visitare la famosissima Cattedrale e, per il resto, godetevi il momento senza troppi pensieri collaterali. Prima di ripartire per Finisterre, fate un salto a Muxìa, un altro luogo di pellegrinaggio per visitare il faro e l’incantevole santuario della Virxe da Barca, a picco sul mare, e a Cabo Tourinan.

Dove ho mangiato in zona:
* Da Abastos 2.0, una delle cene più incredibili di tutta la mia vita. Prenotate, è un dovere morale! (Santiago de Compostela)
* Da Encanto A de Lolò, per gustare un ‘menu del pellegrino’ che vi ritemprerà dalle fatiche, anche se pellegrini non siete (Muxìa)

DAY 13, 14 – FINESTERRE

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Il tramonto a Finisterre | © Caterina Zanzi

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Un piatto di O Fragon | © Caterina Zanzi

Altro luogo che lascia semplicemente senza parole è Finisterre, il cui faro ‘alla fine del mondo’ è l’ultimissimissima meta dei pellegrini che, dopo Santiago, hanno ancora qualche energia rimasta. Andate tassativamente al tramonto a fare una passeggiata al faro per una birra speciale sugli scogli e andate a prendere il sole (il bagno è semi impossibile) alla Playa de Llagosteira, dove incontrerete i pellegrini alla fine del loro viaggio con i piedi a mollo nel mare, oppure alla Praia Mar De Fora, ancora più selvaggia (per questo, qui il bagno è proprio vietato!). Per l’alloggio, vi consiglio l’Hotel do Banco Azul, per dormire cullati dal rumore di oceano e gabbiani.

Dove ho mangiato a Finisterre:
* Da O Fragòn, dove per due sere consecutive ho provato un menu degustazione che probabilmente ricorderò tutta la vita.

DAY 15, 16 + 17 – PONTEVEDRA E ISOLE CIES

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Una veduta di Pontevedra | © Caterina Zanzi

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Le isole Cies | © Caterina Zanzi

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Combarro | © Caterina Zanzi

È ora di percorrere tutta la ‘Costa della Morte’ e raggiungere Pontevedra, un paesino molto bello e anche piuttosto ‘tattico’ per fare un po’ di mare in zona (provate un’esperienza particolare alloggiando al Parador!). Soprattutto, la cittadina è perfetta per raggiungere Vigo, da cui prendere l’aliscafo per le isole Cies, a mio parere l’ottava meraviglia del mondo. Anche in questo caso, come per Praia das Cateidras, l’accesso è limitato, dunque il traghetto va prenotato con un bel po’ di anticipo: non fatevi trovare impreparati, potreste pentirvene per sempre. Le Cies sono davvero uno dei posti più incredibili che abbia mai visto, una sorta di paradiso naturale con sabbia finissima, acqua super limpida e tanta vegetazione rigogliosa. La mia spiaggia preferita sull’isola? Praia da Nossa Senhora, andateci prestissimo e vi sembrerà di essere soli al mondo. Sempre nella zona di Pontevedra, potete fermarvi a Combarro, un paesino di pescatori in cui a farla da padrone sono gli hòrreo, antichi granai in pietra o in legno tipici di Asturie e Galizia. Un’altra zona che merita è A Illa de Arousa, un’isola collegata da un lembo di strada alla terraferma, le cui spiagge sono molto belle (suggerisco, in particolare, Praia de Xastelas).

Dove ho mangiato a Pontevedra:
* Loaira Taperia per delle tapas deliziose, su tutte i gamberoni in tempura, nella piazza più carina di tutto il paese

DAY 18, 19, 20 – PORTO

Per i consigli su Porto, vi rimando a questo articolo! Dopo Porto, potete tornare con calma seguendo le tappe che avete mancato all’andata (per esempio, A Coruña, Vitoria-Gasteiz) o, come nel mio caso, fare una tirata fino in Francia (io mi sono fermata in Aquitania, nel bellissimo paesino di Brive-la-Gaillarde) e poi arrivare (probabilmente sfiniti) fino a Milano. È una fatica, ma dopo tre settimane qui dovreste avere ancora qualche forza!

Che ve ne pare di questo giro? L’avete fatto anche voi? Volete farlo ma avete qualche dubbio? Lasciate un commento qui sotto (oppure commentate sui social usando l’hashtag #conoscounposto) e….buon viaggio!

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