Sindaco – Conosco un posto https://godsgift.cyou Tue, 20 Apr 2021 15:16:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Sindaco – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 I posti del cuore di Beppe Sala a Milano /i-posti-del-cuore-a-milano-di-beppe-sala-sindaco/ /i-posti-del-cuore-a-milano-di-beppe-sala-sindaco/#comments Fri, 25 Jan 2019 07:00:42 +0000 /?p=14042 Il sindaco di Milano Beppe Sala racconta a Conosco Un Posto i suoi luoghi del cuore in città, tra bar, gite fuori porta, quartieri centrali e periferie.

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Era il giugno del 2016 quando Giuseppe Sala, per tutti Beppe, si insediò a Palazzo Marino. L’esperienza milanese di Expo, di cui fu Commissario Unico, era terminata da poco. In due anni, Sala è diventato il sindaco della Milano che cambia, della Milano inclusiva, della Milano internazionale. Il sindaco di una Milano che a noi di Conosco un posto piace tantissimo. In questa intervista, ci parla dei suoi posti del cuore: dai suoi bar preferiti e delle sue gite fuori porta, ma anche di quartieri, periferie e integrazione. Ecco quello che ci ha raccontato!

Beppe Sala Intervista Conosco Un Posto Milano
Un’immagine dal profilo Instagram di Beppe Sala

I POSTI DEL CUORE DI BEPPE SALA A MILANO

Qual è il quartiere al quale è più affezionato e che la riporta al suo passato da comune cittadino?
Sono nato a Milano, ma sono cresciuto in Brianza dove sono rimasto fino all’università. Il quartiere che mi sta particolarmente a cuore è Brera dove, da quando ho potuto, sono andato a vivere e dove vivo tuttora.

Quale invece il quartiere più promettente?
A prometter bene è tutta Milano, ma la zona della Fondazione Prada, che si allargherà allo scalo di Porta Romana, è molto interessante.

Il luogo dell’anima, dove va a trovare le risposte a qualcosa che le sta a cuore.
Santa Maria delle Grazie.

La vista su Milano che preferisce?
Negli ultimi anni tanti nuovi grattacieli hanno cambiato lo skyline della città. Da tutti si gode una vista straordinaria su Milano. Dovendo indicarne una in particolare però scelgo la terrazza della Triennale, la spettacolare vista su Parco Sempione con sullo sfondo i grattacieli della nuova Milano.

Il bar in cui si sente a casa, dove si lascia andare a commenti sportivi o di attualità, appunto, “da bar”.
Quando posso, specialmente la domenica a colazione, vado da Marchesi in corso Magenta. Ultimamente mi piace andare a bere l’aperitivo al Clover, un chioschetto che si trova nello spazio tra le due corsie di marcia di viale Brianza.

Qual è il luogo che secondo lei più rappresenta Milano?
Milano negli ultimi tempi ha visto nascere nuovi quartieri e tutti si integrano perfettamente con la vecchia Milano.  Porta Nuova con la vicina nuova Piazza Gae Aulenti e City Life, sono luoghi che ben rappresentano il presente e il futuro di Milano. Accanto a questi però restano saldi come simboli della città Piazza Duomo, il Teatro alla Scala, Brera e il Castello Sforzesco. E lo stadio di San Siro. 

Dove porta la sua fidanzata per una cena speciale?
Non ho un luogo particolare, Milano per fortuna offre un’ infinita scelta di ristoranti in cui si mangia bene e mi piace provarne sempre di nuovi.

Un posto o un locale che ama in una città italiana e che vorrebbe trovare a Milano?
L’Harrys Dolci di Venezia, pied dans l’eau alla Giudecca (quindi impossibile da avere a Milano!).

A quale città straniera, invece, vorrebbe rubare qualcosa per Milano?
New York. È una città cosmopolita, all’avanguardia, capace di scegliere bene per il suo futuro. Lì l’ambizione è di casa.

Qual è il luogo della “vecchia Milano” che più le manca?
Non è un segreto che il mio sogno è tornare ad avere i Navigli aperti e navigabili.

Qual è il piatto che ama della cucina Milanese?
Da buon milanese sono innamorato del risotto con lo zafferano. Mi piace mangiarlo al ristorante, ma lo cucino anche io a casa per gli amici

Se avesse tempo, come trascorrerebbe la domenica pomeriggio a Milano?
Fare il sindaco è impegnativo ma qualche domenica pomeriggio riesco ancora a viverla da milanese (con il cellulare acceso). E solitamente mi dedico a ciò che di bello offre la città: musei, mostre, cinema, magari l’Inter allo stadio. Se sono molto stanco, mi basta un libro e il divano di casa mia.

Dove le piace andare a fare la spesa?
Vivo da solo e detesto l’idea di aprire il frigorifero e vederlo vuoto. Come tutti vado al supermercato, in genere la sera, dopo il lavoro. Ma frutta e pane li prendo in due negozi vicino a casa.

L’antico detto milanese che più la rappresenta?
“Se te se moeuvet mai spetta minga che te rusen”. (“Se non ti muovi mai non aspettarti una spinta”). Ovvero, se vuoi ottenere qualche cosa non aspettare a darti da fare. 

Da quale angolo della città partirebbe per mostrarla a un ospite importante?
Partirei da una angolo nascosto, magari dalla Vigna di Leonardo. Un luogo magico che anche tanti milanesi non conoscono.

La gita fuori porta che consiglierebbe per cambiare aria?
Amo la Liguria e ho casa a Zoagli. In poco tempo con il treno si arriva a vedere il mare.

La periferia meglio integrata con il resto della città? E quella su cui lavorare per prima?
Abbiamo realizzato un Piano Quartieri che guarda alla città nella sua interezza superando il concetto di periferie. Pensiamo a una città composta da aree diverse che crescono e si rinnovano alla stessa velocità, vicine o lontane dal centro.

Qual è il cambiamento della città di cui va più orgoglioso?
Milano sta vivendo un periodo di trasformazione che ha come orizzonte il 2030. Ciò che mi dà maggiore soddisfazione è affrontare questo cambiamento con la partecipazione dei milanesi alle scelte riguardanti il luogo in cui vivono e vivranno.

Quale invece il quartiere che ha fatto il miglior percorso in termini di integrazione?
Rogoredo-Santa Giulia negli ultimi anni ha consolidato il suo percorso di riqualificazione e si candida a diventare un nuovo centro direzionale della città. Nuovi edifici stanno per nascere accanto alle residenze. Qui realizzeremo il nuovo palazzetto per sport ed eventi. Purtroppo è nota solo per il boschetto della droga, ma ho fiducia in un futuro diverso.

Scopri anche cosa ci aveva raccontato Giuliano Pisapia!

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I posti del cuore di Giuliano Pisapia a Milano /giuliano-pisapia-sindaco-milano-luoghi-preferiti/ /giuliano-pisapia-sindaco-milano-luoghi-preferiti/#comments Mon, 06 Apr 2015 19:40:43 +0000 http://godsgift.cyou/?p=1248 Scopri in questa intervista esclusiva a Conosco un posto i luoghi preferiti del primo cittadino!

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Giuliano Pisapia Sindaco Milano Conosco un posto

Giuliano Pisapia

Da giugno 2011, quando salì a Palazzo Marino, Giuliano Pisapia è il primo cittadino di Milano. Soltanto qualche giorno fa, il sindaco ha annunciato che non si ricandiderà per il prossimo turno. Nel mentre, tra meno di un mese ad attenderlo c’è la sfida Expo, per cui, ha assicurato proprio ieri, “stiamo facendo un miracolo”.

Ma, al netto dei giudizi politici sul suo operato, ciò che mi coinvolge davvero di ogni personalità istituzionale è il lato umano: “dove andrà quando si vuole svagare?”, “quale sarà il suo posto segreto a Milano?”, mi sono sempre chiesta, di lui e di molti altri politici del nostro Paese. Un po’ come mi esalto quando in House of Cards vedo Frank Underwood sbafarsi le sue costolette preferite al Freddy’s BBQ Joint, allo stesso modo ho chiesto a Pisapia della città e dei suoi luoghi del cuore.

Senza aspettative, gli ho chiesto un’intervista, ben conscia di coglierlo nel pieno del delirio post dimissioni e pre Expo. Ma dopo soltanto qualche giorno, e contro ogni pronostico, ecco che il sindaco svela a Conosco un posto i suoi luoghi del cuore a Milano. 

Qual è il quartiere al quale è più affezionato e che la riporta al suo passato da comune cittadino?
Baggio è uno dei quartieri a cui sono molto legato. Quando ero giovane ho fatto l’educatore al carcere minorile Beccaria – un’esperienza che mi ha dato tanto e che mi ha fatto crescere – e quando avevo delle ore libere mi piaceva molto girare per le strade di questo borgo.

Il luogo dell’anima, dove va quando deve trovare le risposte a qualcosa che le sta a cuore.
La Rotonda della Besana che oggi ospita il MuBa, il Museo dei Bambini. Era per me il luogo magico, da scoprire, il luogo della mia infanzia.

La vista su Milano che preferisce?
Quella che si vede da uno degli uffici della nuova sede di Google Italia: dalle vetrate si possono ammirare i grattacieli di Piazza Gae Aulenti e di Porta Nuova, baste girare lo sguardo dall’altro lato e si scorge l’affasciante ‘Vecchia Milano’, è la sintesi perfetta di quello che rappresenta oggi Milano. Una città proiettata verso il futuro, ma che non dimentica le proprie radici.

Il bar in cui si sente a casa, dove si lascia andare a commenti sportivi o di attualità, appunto, ‘da bar’.
Più che bar, frequento le gelaterie. Ce n’è una in particolare a cui sono affezionato: la gelateria Umberto vicino a piazza Cinque Giornate

Il luogo che secondo lei più rappresenta la politica a Milano.
Palazzo Marino, luogo del dibattito sociale, culturale e politico. Soprattutto se per politica intendiamo la gestione del bene comune. E poi, Palazzo Marino è la casa dei milanesi.

Dove porta sua moglie per una cena speciale?
C’è un ristorante a conduzione familiare che per me e mia moglie è sempre molto speciale, perché si respira un’aria milanese. È il Casottel in zona Corvetto.

Un posto o un locale che ama di una città italiana e che vorrebbe trovare a Milano?
Campo de’ Fiori a Roma: è un posto molto particolare e caratteristico, mi piacerebbe averlo anche qui.

A quale città straniera, invece, vorrebbe rubare qualcosa per Milano?
La High Line di New York, la passeggiata verde sopraelevata sull’ex ferrovia. A Milano stiamo progettando qualcosa di simile per il Cavalcavia Bussa.

Qual è il luogo della ‘vecchia Milano’ che più le manca?
Le vecchie trattorie di corso di Porta Ticinese.

Qual è il piatto che ama della cucina milanese?
La cotoletta, intendo l’orecchio di elefante. Mia moglie me la cucina spesso perché sa che è il mio piatto preferito.

Se avesse tempo, come trascorrerebbe la domenica pomeriggio a Milano?
Mi piace girare per la città, senza una meta particolare. E poi stare insieme ai miei nipoti. Peccato che siano un po’ troppo cresciuti e non possa più leggere loro le storie di Topolino o portarli al Luna Park.

Dove le piace andare a fare la spesa?
Quando posso vado con mia moglie in alcuni piccoli negozietti alla ricerca di particolarità alimentari.

L’antico detto milanese che più la rappresenta?
Milan l’è un gran Milan. Questa città rappresenta la generosità, l’apertura verso gli altri, la capacità di accoglienza.

Da quale angolo della città partirebbe per mostrarla a un ospite importante?
Senza dubbio da Piazza Duomo, attraversando la Galleria tornata al suo autentico splendore.

La gita fuori porta che consiglierebbe per cambiare aria?
Il lago Maggiore e i suoi borghi. È il posto in cui mi rifugio spesso per rilassarmi.

Cosa potrà fare Milano per ‘nutrire il Pianeta’, una volta che Expo sarà finito?
La Food Policy di Milano, per una politica alimentare sostenibile. E l’Urban Food Policy Pact, il grande Patto che ho proposto ai sindaci del mondo. Sarà il primo patto tra città legato all’alimentazione delle metropoli. Obiettivo comune del Patto dei Sindaci è quello di mettere a punto linee guida per Food policy urbane più eque e sostenibili. È un progetto in cui credo tantissimo perché è a livello locale che possono partire le vere rivoluzioni.

La periferia meglio integrata con il resto della città?
Baggio perché pur mantenendo ancora oggi le caratteristiche di un borgo è pienamente connesso al centro della Città. Lambrate perché è un quartiere in continua evoluzione, ripopolato da tanti giovani, dove si sperimentano tante iniziative di innovazione sociale. Recentemente in quella zona abbiamo riaperto l’antica via Conte Rosso completamente rinnovata. Vi invito a fare un giro da quelle parti!

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