L'articolo Due passi nel quartiere Solari a Milano: cosa vedere e dove mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.
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E voi siete mai stati nel quartiere Solari a Milano? Avete altri consigli da darci sulla zona? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!
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]]>L'articolo Ho cenato da Yum, ristorante filippino in zona Solari a Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Quindi ho provato questo nuovo locale in zona Solari, precisamente in viale Coni Zugna: ecco come si mangia e cosa porta in tavola questa incredibile cucina dell’Est! Non perdetevi gli articoli dei nostri ristoranti etnici preferiti qui e qui.
Il menu per cena prevede diverse portate, suddivise tra le bowl (scodelle di riso guarnite di ogni bontà), pansit (i noodles filippini), piatti di carne e portate a base di verdure. Noi non abbiamo saputo assolutamente resistere alla tentazione delle scodelle di riso: ne ordiniamo una con gamberi scottati, mango, scaglie di cocco e sesamo, guarnito con salsa al latte di cocco e una con salmone crudo a pezzetti, mango, avocado, rapaneli e zucchine, guarnito con salsa barbeque.

La bowl con il salmone| © Caterina Zanzi
Entrambe sono deliziose: in un piatto si mischiano mille sapori diversi, senza però che nessuno prevarichi sugli altri, e il gusto finale è incredibilmente ‘fresco’, perfetto anche per le sere d’estate. Queste bowl filippine mi ricordano molto il poke assaggiato al Botanical Club, una delle esperienze gastronomiche più esaltanti degli ultimi tempi.

La bowl con i gamberi| © Caterina Zanzi
Decidiamo di provare anche i pansit di riso all’atsuete delle Filippine con gamberi, calamari e pesce affumicato, davvero ottimo, e una portata di verdure racchiuse in un’adorabile ‘saccottino’: un mix esplosivo di carote, crauti, patate dolci e germogli di soia con trito di maiale, avvolto in un foglio di riso con aggiunta di salsa di arachidi.

Pansit | © Caterina Zanzi

Il fagottino di verdure | © Caterina Zanzi
Tutte le portate sono leggere, equilibrate e, nel complesso, ben presentate. Non vedo l’ora di tornare per provare qualche altra delizia. Un esempio? Nel menu campeggiano altre versione dei pansit (quella all’uovo in brodo di carne insaporito con aglio saltato e salsa di pesce mi attira tantissimo), risi saltati e piatti di carne molto sfiziosi come la capra stufata in salsa di pomodoro o il trito di guanciale arrostito con cipolla e zenzero.

La cheesecake | © Caterina Zanzi
Per concludere, ci concediamo una cheesecake con patate viola in glassa di mango: un’esperienza sensoriale, oltre che un dolce super divertente da vedere!

Yum| © Caterina Zanzi
Yum ha casa in una delle mie zone preferite di Milano, appena prima (o dopo) il parco Solari e a due passi dal cinema Orfeo. Siamo in viale Coni Zugna, fermata della verde Sant’Agostino e molto comodo anche con il tram 14 o con il 10, che passano proprio a fianco al ristorante.

L’esterno di Yum| © Caterina Zanzi
Il locale è piccolino, con una decina di tavoli al massimo e un design decisamente minimal. Tutto si può dire fuorché i tavoli siano ben separati e l’acustica sia incredibile; eppure, tutto sommato, l’ambiente è piacevole e il servizio gentile, seppur non precisissimo.

Yum| © Caterina Zanzi
Per quanto raccontato finora (due piatti a testa, un dolce a metà e due birre) abbiamo speso 25 euro ciascuno: una cifra sostenibile e direi equa rispetto a porzioni e ingredienti. In generale, il costo dei piatti oscilla tra i 7 e i 10 euro, e anche le porzioni principali a base di carne non superano i 9 euro. Che dite, la date una chance alla cucina filippina?
YUM
Viale Coni Zugna 44, Milano
329 611 4760
Aperto tutti i giorni (10-15:30 e 17-22:30) tranne lunedì
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]]>L'articolo La cotoletta alla milanese del Ristorantino della Carne sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>I piatti forte del ristorante, lo dice il nome stesso, sono quelli a base di carne. Astenersi, dunque, vegetariani e vegani. Tra gli antipasti, diverse bruschette (buonissima quella con salsiccia e scamorza), lardo di Colonnata, fritto di mozzarella e zucchine e i più particolari carpacci di cavallo con pecorino e rucola. Io ho chiesto un piatto misto per provarli un po’ tutti e ne sono rimasta particolarmente soddisfatta.

Le bruschette| © Caterina Zanzi

Il carpaccio di cavallo| © Caterina Zanzi
Saltiamo i primi (tra cui campeggiano pappardelle con funghi, risotto al radicchio ma anche proposte ‘no meat’ come le trenette pesto e patate) e approdiamo ai secondi. Oltre alle tartare, alle tagliate e alle carni cotte sulla pietra lavica, la parte più importante del menu è composta dalle cotolette alla milanese, le classiche ‘orecchie di elefante’, declinate in oltre 30 versioni. Dai funghi agli asparagi e uova, dalla rucola e pomodorini a gorgonzola e noci, dai fiori di zucca all’ananas, la fantasia negli accompagnamenti di certo non manca.

La cotoletta alla milanese| © Caterina Zanzi
Io ho provato quella con cipolle di Tropea caramellate e quella con i carciofi. La cotoletta è gigantesca – ma davvero! scordatevi di riuscire a mangiarne una da soli a meno che non siate a digiuno da giorni – ben guarnita e fritta con dovizia. Come anche al Garghet, l’ho trovata un po’ secca, ma anche in questo caso è colpa della mamma che quanto a milanese non la batte nessuna! Dimenticavo: al Ristorantino della Carne tutti i piatti possono essere realizzati senza glutine!

L’esterno del ristorante| © Caterina Zanzi
Siamo in zona Solari, una delle mie preferite. Nelle vicinanza ci sono ormai diversi musei (per esempio, il Mudec e l’Armani Silos), alcuni dei miei cocktail bar preferiti, e qualche negozio per lo shopping. Il Ristorantino della Carne è vicinissimo a un altro ristorante di cui vi ho appena parlato, TagliaBrodo ed è comodo da raggiungere con il 10 o con il 14 – tram che passa proprio davanti – e con la metro verde scendendo a Sant’Agostino. Parcheggiare non è semplicissimo, ma un colpo di fortuna ce la potreste fare!

L’interno del ristorante| © Rdc Fb
Il locale è piccolino e abbastanza spartano, e da fuori l’impatto non è, per intenderci, quello dei posti ‘alla moda’ che soprattutto ultimamente stanno fiorendo in città. Tuttavia, nonostante la pessima acustica, il servizio è gentile e i proprietari vi faranno sentire come a casa.

Un momento della cena| © Caterina Zanzi
I prezzi sono accettabili, anche considerato che le proposte sono tutte (o quasi) a base di carne. Le orecchie di elefante vanno dai 18 ai 25 euro, gli antipasti si fermano sotto ai 10, così come i primi: in sostanza, dovreste riuscire a cenare con una trentina di euro, anche grazie alle porzioni super generose!
IL RISTORANTINO DELLA CARNE
Via Solari 12, Milano
338 9866261 | 02 463379
Orari di apertura: da martedì a domenica (12/14:30 e 19/23)
L'articolo La cotoletta alla milanese del Ristorantino della Carne sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 40 anni di moda all’Armani Silos di Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Una sala| © Caterina Zanzi
COSA C’È. Oltre 600 abiti e 200 accessori: pensate vi possano bastare? Dal 1980 a oggi, per l’Armani Silos lo stilista ha selezionato i propri abiti più iconici, suddivisi per ispirazione (e non per ordine cronologico). Al piano terra la sezione Daywear, al primo la sezione Esotismi seguita, al secondo piano, da Cromatismi. Il terzo e ultimo piano è infine dedicato alla tematica Luce, quella che ho preferito, con incredibili abiti da sera bianchi, color panna e avorio decorati magnificamente.
DA FUORI. L’edificio che ospita l’Armani Silos è in via Bergognone, una via abbastanza defilata in un quartiere residenziale, proprio a fianco all’Esselunga di via Solari. Per arrivare consiglio la metro verde a Porta Genova, il tram 14 o l’autobus 68. Anche parcheggiare davanti non è difficile. Se arrivate in zona all’ora di pranzo fate un salto nello splendido giardino di Al Fresco o da Tagliabrodo per una zuppa!
DA DENTRO. La struttura è enorme: oltre 4.500 metri quadrati disposti su quattro piani, con una forte impronta razionale. L’architettura è sobria e geometrica e la forma dell’edificio ricorda vagamente quella di un alveare. Ogni piano ha due ‘ali’ speculari tra loro e un foro centrale che percorre tutto l’edificio. All’interno, oltre alla selezione di abiti e accessori, trovano spazio anche un Armani Café, un piccolo store con prodotti Armani Silos e, soprattutto, un bellissimo archivio digitale dedicato agli appassionati, che raccoglie schizzi, bozzetti e ispirazioni delle collezioni di prêt-à-porter e alta moda disegnate dallo stilista.
IL COSTO. Il prezzo del biglietto è abbastanza in linea con il concetto di lusso (!) e, per quello che mi riguarda, lontano da quello di ‘cultura popolare’ e in generale accessibile a tutti: per entrare – a meno che non siate studenti o under 26 (in questo caso ‘bastano’ 8 euro e 40) vi serviranno 12 euro, che salgono a 15 con l’audioguida.

Dall’esterno| © Caterina Zanzi

L’ingresso dell’Armani/Silos| © Caterina Zanzi

Dall’esterno| © Caterina Zanzi

Una sala| © Caterina Zanzi

La parte dedicata agli accessori| © Caterina Zanzi

Una sala| © Caterina Zanzi

Una sala| © Caterina Zanzi

Una sala| © Caterina Zanzi
ARMANI/SILOS
Via Bergognone 40, Milano
02 91630010 | [email protected]
Orari di apertura: da mercoledì a giovedì (11/19)
L'articolo 40 anni di moda all’Armani Silos di Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Le zuppe di Tagliabrodo in Solari a Milano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La carta non è lunghissima e si divide tra ricette già pensate e quelle ‘da comporre’. Tra le prime ci sono, tra le altre, la pasta e fagioli, la passatina di lenticchie con menta e sfilacci di cavallo, la ribollita. Per creare la propria zuppa, invece, si può scegliere tra delle basi (per esempio, patate e porri, carote e zucchine) e dei topping (salsiccia, bruschette, pollo…). Ogni giorno, poi, ci sono delle zuppe del giorno da scegliere dalla lavagna.
Essendo la prima volta qui, ci buttiamo sulle zuppe ‘già fatte’. Purtroppo non è la nostra sera fortunata, e nonostante siano soltanto le otto e mezza di sera, molti piatti non sono più disponibili. Pazienza. Scegliamo la ribollita, la zuppa di cipolle con robiola mantecata, la zuppetta di pesce (anche un po’ più di pesce dentro non sarebbe guastato) e il laksa di pollo, una zuppa tailandese a base di curry, latte di cocco, noodles di frumento e pollo.

Il laksa| © Caterina Zanzi

La zuppetta di pesce| © Caterina Zanzi

La zuppa di cipolle| © Caterina Zanzi

La ribollita| © Caterina Zanzi
Tutte buone, soprattutto la zuppa di cipolle e il laksa: porzioni abbastanza abbondanti, anche se tutto dipenderà dalla vostra fame e dalla portata che sceglierete (se avete più fame, buttatevi sul laksa con i noodles).
Per ‘rinforzare’ si può scegliere anche uno dei ‘vasetti’: crema di funghi, salsicce, pane e salame, tutti serviti all’interno di barattoli trasparenti. Dividiamo un pane alle acciughe con burratina, molto gustoso.

Un ‘vasetto’| © Caterina Zanzi
Lo spazio per i dessert c’è, anche se le proposte dolci alla fine non ci entusiasmano.

Il flan di carote| © Caterina Zanzi

La torta di cioccolato| © Caterina Zanzi
Il flan di carote con gelato alle mandorle e la torta al cioccolato con crema al cappuccino e nocciole sono decisamente ‘casalinghe’ e forse meriterebbero un po’ più di cura.
Siamo in via Solari, non troppo distante dalla fermata della metro verde Sant’Agostino e proprio davanti alla tratta del tram 14. Approfittatene per un giro a Porta Genova prima o dopo, dove le alternative per un buon cocktail o per qualche giro tra negozi qui certamente non mancano!

La cucina a vista| © Caterina Zanzi
Tagliare il brodo: impossibile. Il concetto di impossibile tenta di essere ripreso, si legge sul sito del locale, dagli oggetti sospesi al soffitto e dalle trasparenze degli arredi. Un’interpretazione un po’ forte, direi, che non avevo colto se non leggendo a posteriori (!). Fuor di metafora, il locale è piccolo, semplice, arredato in stile minimalista. Tavoli troppo attaccati per i miei gusti, cucina a vista, servizio cortese e ‘casalingo’, tutto all’insegna della naturalezza.

| © Tagliabrodo Fb
Le zuppe in carta costano in media 12 euro: se accompagnate da un altro piatto e qualcosa da bere, il conto finale dovrebbe aggirarsi sui 20-25 euro. Non pochissimo in assoluto, considerato che si tratta di piatti semplici, ma il prezzo forse è motivato dall’attenzione quasi maniacale verso la scelta degli ingredienti (le lenticchie sono quelle di Castelluccio, i ceci di Spello, la burratina arriva dalla Puglia). Da Tagliabrodo tornerei per un pranzo veloce in estate e per provare, sempre che quel giorno lo avranno, la zuppa piccante di chorizo!
TAGLIABRODO
Via Solari 30, Milano
02 84963176
Aperto tutti i giorni (12:30-14:30 e 20-22:30) tranne domenica
L'articolo Le zuppe di Tagliabrodo in Solari a Milano (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Shopping come nelle fiabe da Nonostante Marras sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Tutto questo e molto altro è Nonostante Marras, il punto vendita milanese di Antonio Marras, creativo sardo che certamente non ha bisogno di presentazioni. Defilato dalla movida milanese, questo luogo si propone di essere non soltanto un negozio, ma soprattutto un luogo di incontro. E incontrarsi qui, tra gioielli, abiti e un cortile stupendo è un rito ormai consolidato per i milanesi che hanno voglia di creatività ed understatement.
Inutile girarci intorno, il ‘piatto forte’ di Nonostante Marras è l’atmosfera. Qui si possono acquistare in un ambiente quasi fatato non soltanto abiti e accessori firmati Marras, ma anche fiori, libri e opere d’arte.

Nonostante Marras |© Caterina Zanzi

Nonostante Marras |© Caterina Zanzi
E sui divanetti all’aperto è possibile assaggiare e acquistare qualche dolcetto sardo e altre bontà. D’estate – e soprattutto in concomitanza con il Salone del mobile – il cortile si accende di colori e si inebria di profumi: farci l’aperitivo è un piacere per gli occhi!

Nonostante Marras |© Caterina Zanzi
Trovare del verde a Milano non è impresa facile: qui potrete sentirvi lontani chilometri dalla città!

Il cortile fiorito di Nonostante Marras|© Caterina Zanzi
Se non lo conosci, non ci capiti. Per accedere al mondo di Antonio Marras bisogna entrare nel cortile interno di un palazzo di via Cola di Rienzo, dietro al Parco Solari. Una zona tranquilla e residenziale, tra le mie preferite a Milano, dove ha sede un altro meraviglioso cortile, quello di Al Fresco.

Nonostante Marras |© Caterina Zanzi
‘Magico’ è un termine oramai inflazionato, a tal punto da aver perso, forse, il suo significato. Ma per luoghi come questo non è possibile usare altri termini.

Nonostante Marras |© Caterina Zanzi
È silenzioso, raccolto e curato nei minimi dettagli. Fare shopping qui, tra muri scrostati, mobili vintage e divani, fa sentire a casa…e che casa!

Nonostante Marras |© Caterina Zanzi
Il costo degli abiti e degli oggetti varia molto: considerate che si trova anche l’haute couture firmata Marras accanto a pezzi meno impegnativi per ‘tutti i giorni’. Che siate in vena di fare shopping oppure no non importa: una pausa in questo atelier vale comunque la pena!
NONOSTANTE MARRAS
Via Cola di Rienzo 8, Milano
02 76280991
Aperto dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 19:00
L'articolo Shopping come nelle fiabe da Nonostante Marras sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Shopping all’atelier di Massimo Molina sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Il vantaggio, chiaramente, è a livello di costi: capi che in negozio escono a cifre più alte, qui vengono venduti a prezzi decisamente vantaggiosi. Ma non solo. Questo spazio è confortevole – in un appartamento di un bel palazzo dietro il parco Solari – e i padroni di casa, lo stesso Massimo insieme a Filippo, sanno come rendere lo shopping un momento davvero rilassante. Senza contare che qui gli abiti sono una vera meraviglia.

L’atelier Massimo Molina|© Caterina Zanzi
Volete mettere essere seguiti durante il vostro shopping con cortesia, simpatia e senza invadenza? Massimo e Filippo hanno tutte e e tre queste qualità. Vi accoglieranno con un sorriso e un caffè o un bicchiere di bollicine a seconda dell’ora e sapranno consigliarvi sugli abiti. La collezione, che sia inverno o estate, è sempre varia e, soprattutto, all’insegna del colore, cifra distintiva dei lavori firmati Molina.
Filati lavorati a mano, palette multicolor e tanta attenzione ai minimi dettagli. Qui il cashmere arriva direttamente dalla Mongolia e viene lavorato da artigiani italiani senza l’utilizzo di prodotti chimici. Non vi sembrano motivi sufficienti? Aggiungete che la produzione è fatta interamente nel nostro Paese e che potete trovare capi molto diversi tra loro: dal cappottino all’abito da sera, dalle morbide giacche in cashmere ai blazer di maglia! Accanto ai capi multicolor non mancano però nemmeno abiti nei toni più classici del panna, del grigio o del nero: insomma, avrete l’imbarazzo della scelta! E se siete alla ricerca di un regalino per il fidanzato o marito, c’è anche una piccola collezione uomo.

L’atelier Massimo Molina|© Caterina Zanzi
L’atelier Massimo Molina ha sede in un bel palazzo a due passi dal parco Solari (se capitate in zona la mattina, sapete già dove andare per colazione). Comodo da raggiungere, a metà tra la fermata della rossa Conciliazione e quella della verde Sant’Agostino. Non dimenticatevi di prenotare: qui si viene soltanto su appuntamento!

L’atelier Massimo Molina|© Caterina Zanzi
L’atmosfera è quella di un bell’appartamento frequentato dalle clienti affezionate e da quelle arrivate qui grazie al passaparola: giovani donne, soprattutto, e signore ‘grintose’ che non vogliono rinunciare a un po’ di colore tra gli scaffali del loro armadio. “Vesto tre generazioni: nonna, mamma e figlia”, scherza Massimo: e per esperienza posso dire che è vero!

L’atelier Massimo Molina|© Caterina Zanzi
Rispetto ai prezzi del negozio, il risparmio è assicurato: si parte da un entry price di 50 euro per i top e le camicette (qui me medesima che ne indosso una!), fino ad arrivare ai 250 dei cappotti (circa la metà del prezzo in negozio), passando per i pantaloni sugli 80 euro e i golf di cashmere a 110 euro. Prezzi competitivi che fanno venir voglia di farsi un regalo!
MASSIMO MOLINA
Via Dezza 32, Milano
02 43980146 |[email protected]
Solo su appuntamento (10:00-13:00 e 14:00-20:00)
L'articolo Shopping all’atelier di Massimo Molina sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Di libri, colazioni e wi-fi al Bistrò del Tempo Ritrovato (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Davanti al locale, poi, c’è il mio amato parco Solari, e ammirarlo dai tavolini all’esterno è uno dei piaceri del weekend. Ma anche di inverno, ci faccio un salto quasi ogni fine settimana (su Instagram ne avete la prova) complice l’atmosfera rilassata, la clientela variegata e la sensazione, davvero, di riuscire a ‘ritrovare’ un po’ di tempo perduto durante la settimana frenetica.
Cosa c’è di meglio che fare colazione (o merenda) attorniati da libri? Quale piacere più grande di sedersi al tavolo, la mattina presto, e trovarsi davanti qualche quotidiano fresco di stampa? Personalmente, sto parlando di alcune tra le cose che mi rilassano di più. Insieme a un cappuccino fatto bene e a una brioche strapiena di nutella.
Lo dico subito: al Bistrò non vado certo per mangiare piatti sopraffini (nonostante qualche volta sia capitata per pranzo, e alcuni piatti siano tutto sommato fatti bene): trovo che il locale sia perfetto soprattutto per chi gravita in zona Solari all’ora della colazione o della merenda, con la voglia di sedersi tranquillo a un tavolo, aprire il proprio pc e navigare veloce, o semplicemente aprire uno dei libri o dei giornali e iniziare a leggere.
Quando mi siedo e ordino qualcosa di caldo in inverno o un succo fresco d’estate, all’improvviso mi sento come a casa. Nell’angolo c’è anche un pianoforte, in sottofondo suona spesso della musica classica e nessuno viene a incalzarmi o a farmi capire che è arrivato il momento di andarmene, come invece troppo spesso capita altrove.
Solitamente prendo uno dei quotidiani che il bar mette a disposizione e mi immergo nella lettura.
Oppure, ne approfitto per leggere qualche rivista che porto da casa o per rispondere alle ultime email. Una delle idee più carine che c’è in questo locale (oltre alla serie di eventi che lo animano nel tardo pomeriggio) è quella del ‘libro sospeso’: come succede con il caffè a Napoli – e in qualche altro locale sparso per il mondo – chiunque può entrare, comprare un libro e, invece di portarlo a casa, lasciarlo ‘sospeso’ in libreria, per il cliente che arriverà dopo di lui. Se, come me, siete amanti dei libri – e se così fosse, dovreste seguirmi su Anobii oppure partecipare su Instagram con l’hashtag #continuiamoaleggere che ha lanciato la mia amica Elisa – l’idea vi deve stuzzicare per forza!
A terra c’è il parquet, le sedie sono colorate, c’è un tavolone centrale in legno perfetto per lo sharing, e non mancano nemmeno due poltroncine in pelle per stare comodi. Ai muri, oltre a una miriade di libri, scritte con citazioni letterarie e ritratti di scrittori (tra cui il mio preferito in assoluto, Haruki Murakami) rendono il posto, come direbbero gli inglesi, davvero ‘cozy’, intimo, confortevole.
Sono lontani i tempi in cui il bar lo conoscevamo io e qualche altro abitante del quartiere. Nonostante il successo, al netto di alcuni momenti in cui c’è parecchia gente (e davvero variegata, in un mix di genere ed età), l’atmosfera è tutto sommato tranquilla e rilassata. Forse troppo, perché a volte può capitare che il servizio non sia puntualissimo. Ma preferisco dover chiedere una volta in più il mio cappuccino che essere velatamente invitata ad andarmene dopo un’oretta. Perché, si sa, quando di mezzo c’è un buon libro e un tè caldo, si può finire per fare tardi.
BISTRÒ DEL TEMPO RITROVATO.
Via Vincenzo Foppa 4, Milano
02 3650 314.
Aperto tutti i giorni dalle 6:30 alle 20:00 (domenica dalle 7:30 alle 15:00).
L'articolo Di libri, colazioni e wi-fi al Bistrò del Tempo Ritrovato (chiuso) sembra essere il primo su Conosco un posto.
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