Caterina Zanzi – Conosco un posto https://godsgift.cyou Thu, 22 Jan 2026 07:59:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Caterina Zanzi – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Una settimana a Fuerteventura: cosa vedere e dove mangiare alle Canarie /una-settimana-a-fuerteventura-cosa-vedere-dove-mangiare-canarie/ /una-settimana-a-fuerteventura-cosa-vedere-dove-mangiare-canarie/#comments Wed, 21 Jan 2026 09:12:15 +0000 /?p=89559 Avete in programma un viaggio a Fuerteventura? Ci siamo stati per una settimana e qui vi diciamo cosa visitare e dove mangiare alle isole Canarie!

L'articolo Una settimana a Fuerteventura: cosa vedere e dove mangiare alle Canarie sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Tre anni fa, il nostro primo viaggio alle Canarie, alla volta di Lanzarote, ci aveva stregato. E così, abbiamo deciso che era di nuovo tempo di paesaggi lunari, colori incredibili, posti autentici e relax totale, andando questa volta alla scoperta di un’altra isola, Fuerteventura. Qui abbiamo passato una splendida settimana ed è per farvi vivere la stessa magia che condivideremo alcuni dei nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Fuerteventura!

Viaggio alle Canarie: itinerario e consigli su Fuerteventura

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio a Fuerteventura!

Una settimana a Fuerteventura: cosa visitare

  • LE SPIAGGE DEL SUD. Iniziamo il nostro itinerario di Fuerteventura dal Sud dell’isola, la parte più selvaggia, ma anche paradossalmente la più turistica. Preparatevi a questa dicotomia cercando di fare slalom tra gli orrendi resort e casermoni di Costa Calma per poi sbucare in veri angoli di paradiso selvatici. Tra le nostre spiagge preferite, nella parte meridionale, spiccano sicuramente Sotavento (imperdibile, specie per gli amanti del naturismo), Esquinzo, La Pared e Cofete (quest’ultima, raggiungibile soltanto con un’auto adatta – alta o 4×4 – e una guida esperta, oppure tramite una navetta pubblica in partenza da Morro Jable, che ferma anche a Casa Winter, al Mirador de Cofete e, poi, al Faro de Punta de Jandía). Preparatevi a dune dorate e a un’atmosfera un po’ à la The Beach difficile da dimenticare.
  • AJUY E LE SUE CAVE. Inserite per forza di cose nel vostro itinerario a Fuerteventura uno stop a questo villaggio rimasto fermo nel tempo e alla sua spiaggia nera spettacolare. Da qui parte il sentiero che porta alle Cuevas de Ajuy, grotte naturali a picco sull’oceano. Indossate scarpe comode e poi approfittatene per uno stop in qualche ristorantino (più sotto qualche consiglio) al rientro.
  • UNA VISITA AL MUSEO DEL FORMAGGIO MAJORERO. Sicuramente non sarà il museo più incredibile della vostra vita, anzi, ma può essere carino una fermata da queste parti per capire di più su come venga prodotto l’ottimo formaggio locale Majorero e, perché no, per degustarlo. Dal giardino di cactus che lo racchiude, se il cielo è limpido si può ammirare da lontano la Montaña de Tindaya, considerata sacra dai nativi e spettacolare soprattutto al tramonto, quando si colora di rosa e rame.
  • UNO STOP A UNO DEI TANTI MIRADOR. L’isola è letteralmente disseminata di Mirador, punti panoramici da cui ammirare il paesaggio lunare (e speciale) circostante. Li scoprirete da voi guidando alla scoperta di Fuerteventura, ma i più celebri sono il Mirador de Morro Velosa, firmato da César Manrique, e il Mirador de Guise y Ayose, con le statue dei due antichi re majoreros. Mozzafiato anche quello di Las Peñitas.
  • UN TOUR DEI PAESINI. Oltre ai nomi più conosciuti, Fuerteventura custodisce diversi paesini, tutti nell’entroterra, davvero mignon ma piacevoli da visitare. Tra quelli più e meno noti, vi segnaliamo Giniginamar a sud, Pajara e Betancuria al centro, Tetir, Villaverde, La Oliva, Majanicho e Lajares a nord. Poi c’è il nostro preferito, ma lo terremo segreto perché davvero troppo prezioso: non abbiamo dubbi che i viaggiatori più curiosi tra voi sapranno trovarlo da soli 🙂
  • TREKKING AL CALDERÓN HONDO. Un cratere vulcanico perfettamente conservato, raggiungibile con una camminata semplice e panoramica (tenete conto circa 40 minuti per l’anello completo). In cima vi aspettano vento e vista mozzafiato sull’isola di Lanzarote e sull’Oceano. Meglio portare con sé acqua e cappello, noi ci siamo innamorati e siamo andati all’alba, orario che consigliamo insieme al tramonto.
  • EL COTILLO. Forse il paesino più amato dai surfisti e anche quello più autentico, con i suoi negozietti (fate un salto da Mediterraneo, Lomé, Lapa Studio e Clean Ocean Project), i bistrot e, soprattutto, i tramonti da levare il fiato. Da lì potete raggiungere facilmente tutte le spiagge della zona, e fermarvi per un tramonto, per esempio, alle piscine naturali di Playa de los Charcos o a La Concha.
  • LE SPIAGGE DEL NORD. E a proposito di spiagge, qui non avrete che l’imbarazzo della scelta. Tra le nostre preferite in assoluto, a cui continueremo ancora a pensare spessissimo, Playa de la Escalera, Alzada e tutto l’incredibile litorale del Parque Natural de Corralejo: uno spettacolo della natura!
  • CORRALEJO. Ci passerete perché ci passerete, grazie anche alla sua vivacità (e a qualche buon ristorante) ma questa cittadina non è il nostro mood, né dal punto di vista di vibrazioni né architettonicamente, né come tipologia di turismo. Ma qualche angolo che ancora si conserva, forse, lo riuscirete ancora a trovare!
  • ISOLA DI LOBOS. Proprio da Corralejo si raggiunge in 15 minuti di barca questa piccola e silenziosa isola, che si può girare a piedi o in bici e che ha un solo chiringuito per pranzare. Ricordatevi soltanto che per accedervi è obbligatorio compilare un permesso d’ingresso online il giorno prima!

Altri posti da vedere se hai più tempo:

  • Aguas Verdes
  • Playa de la Solapa
  • Barranco de las Peñitas
  • Piscina Natural Caleta de Fuste
  • Fare surf 🙂

Una settimana a Fuertventura: dove mangiare

  • RESTAURANTE CASA ISAITAS (Pàjara). Alloggiando in questo paesino nell’entroterra, abbiamo cenato da Casa Isaitas, ex casa coloniale con camere e ristorante, per ben due sere di fila, apprezzandone la corte interna, il servizio gentile e i piatti casalinghi ma deliziosi tra cui le acciughe marinate, le crocchette di prosciutto e l’insalata di pomodori. Prezzo medio a testa: 25€.
  • CAFÈ DEL MAR (Ajuy). Dopo aver visitato le grotte, impossibile non fermarvi in uno dei ristoranti del paesino (occhio agli orari, perché aperture e giorni di chiusura sono tendenzialmente strambi) per qualche pimiento de padrón e, soprattutto, per un po’ di pesce fresco. Noi qui abbiamo ordinato una bella grigliata di pesce con cerveza ghiacciata e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Prezzo medio a testa: 25€.
  • RESTAURANTE GRILL EL LUCHADOR CASA TINO MATOSO (Las Palmas). Una delle cene migliori della vacanza, se non la cena. In un ambiente spartano, frequentato principalmente da local come piace a noi, vengono serviti piatti tanto semplici quanto eccellenti, tra cui vi suggeriamo una mirabolante zuppa di ceci, gli onnipresenti pomodori e aglio (o forse sarebbe più corretto dire aglio e pomodori!), le papas arrugadas e, soprattutto, un filetto di Angus da cadere per terra. Super consigliato. Prezzo medio a testa: 25€.
  • SNACK BAR LA PALMITA (Costa Calma). Un chiosco semplice ma per noi magico, proprio in riva all’Oceano per uno stop veloce e ultra rilassante.
  • EL RINCÓN DE CALERO | TELECLUB DE CASILLAS (Las Palmas). Un altro posto davvero autentico è questo Teleclub (vecchio circolo di paese), uno degli ultimi (se non l’ultimo, ahinoi) di tutta l’isola, nella cui piazzetta si fermano locali, ciclisti e avventori di passaggio per una birra gelata e qualcosa da stuzzicare. A noi è piaciuto e per un attimo il tempo si è fermato (in tutti i sensi: non abbiate fretta!). Prezzo medio a testa: 15€.
  • LA PANETECA (Lajares). Se cercate un posto per la colazione o un pranzo un po’ meno caratteristico ma davvero ottimo, segnatevi questo indirizzo a Lajares, perfetto anche per ritemprarvi post scarpinata al Calderón Hondo. In questa bakery troverete deliziose viennoiseries, ma anche proposte salate tra cui ottimi toast e caffè come si deve. Prezzo medio a testa: 10€.
  • EL HORNO (Villaverde). Un’altra cena speciale e davvero caratteristica è stata quella da El Horno, un’istituzione a Fuerteventura, grazie al servizio senza sbavature dei gentili signori in sala, alle porzioni pantagrueliche e all’ambiente che sprizza tradizione da ogni poro. Qui abbiamo assaggiato finalmente il gofio canario (e ce ne siamo innamorati!), ma anche della deliziosa carne mista alla griglia e delle melanzane fritte servite con miele e formaggio. Tutto giusto! Ricordatevi solo di prenotare, specie in alta stagione e nel weekend. Prezzo medio a testa: 25€.
  • GASTRO ESCANFRAGA (Villaverde). Una piccola stanza in cui l’atmosfera raccolta, il servizio gentile e il buon cibo contribuiranno al vostro più totale relax. Qui troverete anche diverse proposte di pesce, tra cui delle ottime cozze gratinate con il nostro amato mojo (una salsa di cui è impossibile non diventare dipendenti) e una bella lampuga alla griglia. Prezzo medio a testa: 25€.
  • OLIVO CORSO (El Cotillo). Per delle tapas leggermente più raffinate, rivisitate e contemporanee, Olivo Corso a El Cotillo è uno degli indirizzi più in voga dell’isola e non senza motivo: gli ingredienti sono ottimi, l’estro un po’ più creativo e l’atmosfera curata senza risultare formale. Consigliatissimi i gamberi locali al sale: quando li vedete in un menu e vi accerterete siano freschi, ordinateli sempre, non ve ne pentirete, è una promessa! Prezzo medio a testa: 30€.
  • LA VACA AZUL (El Cotillo). Il ristorante di pesce più nominato di El Cotillo se non di tutta l’isola è La Vaca Azul, grazie alla sua terrazza panoramica sull’Oceano e al pesce sempre freschissimo. Qui abbiamo ordinato una buona paella, oltre a un ottimo ceviche e a dei gamberoni davvero succosi. Prezzo medio a testa: 35€.
  • AZURE BEACH BAR. Per un drink al tramonto direttamente in spiaggia, questo chiringuito a Playa de la Concha è un must.
  • KIPA MAI. Bar molto carino a Lajares per un drink dopo cena.

Altri ristoranti a Fuerteventura che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Santa Ana del Cotillo (El Cotillo, solo su prenotazione)
  • Amarillo (El Cotillo)
  • NaNa (El Cotillo, per un drink)
  • Oúm (Lajares)
  • Secret Garden by Surfescape (Lajares)
  • Gilda (Corralejo)
  • Tapas Oscar (Corralejo)
  • La Pulperia (Corralejo)
  • Casa Marcos (Villaverde)
  • La Villa (Villaverde)
  • Casa Santa Maria (Betancuria)
  • La Finca Agricola (Las Palmas)
  • La Bodega de Jandía (Morro Jable, solo su prenotazione)
  • La Pescadora (Ajuy)
  • La Puesta (Ajuy)

Altre info utili sul viaggio a Fuerteventura

  • ITINERARIO. Avendo una settimana ed essendo l’isola bella lunga, abbiamo deciso di spezzare la vacanza in due tranche (3 notti al centro/sud + 4 notti a nord), di modo da non passare troppo tempo in auto. La scelta ci è parsa super azzeccata e la rifaremmo; in caso aveste meno giorni, forse la parte a nord è quella più ricca in termini di cose da fare e da vedere.
  • ALLOGGI. Al centro/sud abbiamo scelto il tranquillissimo paesino di Pàjara – molto strategico per visitare tutta la zona – e in particolare abbiamo alloggiato in questa casa me-ra-vi-glio-sa che ci sentiamo anche un po’ gelosi a condividere. A nord invece abbiamo scelto la zona residenziale e altrettanto tranquilla di Lajares, in una sistemazione più moderna e meno indipendente, ma ugualmente perfetta, grazie anche a una proprietaria (italiana) deliziosa.
  • COME MUOVERSI. Siamo arrivati a Fuerteventura con un volo diretto EasyJet da Malpensa. Abbiamo poi noleggiato in precedenza, con ritiro e riconsegna all’aeroporto (per una cifra peraltro irrisoria), una Peugeot 208 in perfette condizioni al car rental Cabrera Medina, trovandoci davvero bene. Come a Lanzarote, guidare è in linea di massima molto semplice, le strade sono spesso dritte, e i limiti di velocità sono genericamente bassi (e rispettati). Anche per chi, come noi, non è un drago alla guida, dovrebbe essere non troppo difficile. Occhio solo agli sterrati!
  • COSTO DELLA VITA&DENARO. Le Canarie non sono certamente una meta iper costosa, anche se come sempre dipende da cosa sceglierete. Le spiagge sono per lo più libere, ed essendo un’isola ‘sportiva’ quasi tutte le attrazioni sono gratuite e liberamente accessibili. Per un pasto completo, infine, di media difficilmente si superano i 25/30€ a testa. Pressoché ovunque, infine, viene accettata la carta.
  • RISTORANTI&CUCINA. La carne va per la maggiore (al contrario di quanto si potrebbe pensare), ma ci sono spesso diverse opzioni a base pesce e vegetariane/vegane. Per organizzare al meglio le vostre giornate, fate caso agli orari di apertura e, soprattutto, di chiusura dei posti, perché spesso osservano orari un po’ particolari.
  • CLIMA&STAGIONI. Alle Canarie è sempre estate (cit), e in effetti qui trovare maltempo è proprio raro, anche se possono capitare giornate velate e foschia, specie al mattino. Noi, come anche per Lanzarote, abbiamo optato per l’autunno, in cui si sta davvero una crema, con 27 gradi fissi di giorno e piacevolissimi 22 gradi la sera. Occhio al vento, specie d’estate, perché Fuerteventura pare essere l’isola più ventosa di tutte.

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I 10 migliori ristoranti del 2025 che abbiamo provato (a Milano ma non solo) /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/ /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/#respond Mon, 15 Dec 2025 00:13:00 +0000 /?p=89561 Prontissimi per tirare le somme! Ecco i nostri 10 ristoranti preferiti nel 2025 (a Milano ma non solo) dove vi consigliamo di andare!

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Chi siamo noi per non dare seguito a una tradizione ormai decennale qui su Conosco un posto, in cui cerchiamo di tirare le somme eno-gastronomiche dell’ultimo anno e mettere in fila quelli che per noi sono stati i 10 migliori ristoranti del 2025? E quindi rieccoci qui, come ogni dicembre, ma quest’anno sconfineremo da Milano e vi racconteremo a tutto tondo le migliori mangiate degli ultimi 365 giorni! Un po’ perché, diciamolo, in città la ristorazione ultimamente ci sta un po’ deludendo, un po’ perché effettivamente le volte in cui siamo stati meglio non eravamo effettivamente qui… Molto su cui riflettere 🙂 Godetevi la lista!

E i vostri ristoranti del cuore nel 2025 quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024, 20232022!

Seguici su Instagram per scoprire tutti i ristoranti in cui andiamo!

I migliori ristoranti del 2025 (a Milano ma non solo)

Sandì

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MI PIACE PERCHÉ: Perché di ogni piatto che la chef propone nel suo menu esclamo “Oh mio Dio, sì!”. Perché va bene la coolness, ma qui c’è anche (tanta) sostanza. Perché alla loro zuppa imperiale penso a giorni alterni, e non vedo sempre l’ora di tornare.

Mercato Isola

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MI PIACE PERCHÉ: Perché i ‘collettivi’ di insegne diverse e l’atmosfera da mercato rionale sono uno dei nostri contesti preferiti, perfetti per serate tra amici a smezzarsi e provare un po’ di tutto; perché Alba Pasta Bar e Celeste Al Mercato sono due belle novità, e Katsusanderia la solita certezza. Perché dove ci sono carboidrati, calici e verdure fatte bene, per noi è sempre un sì.

Lafa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la cucina araba e mediorientale non ci stancano mai. Perché le spezie e gli abbinamenti utilizzati in cucina rendono tutto molto divertente. Perché pasteggiare con la bandiera della Palestina a fianco fa sempre piacere, specie di questi tempi. Aggiungiamo addirittura un quarto motivo: perché il prezzo è molto giusto.

June Collective

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questa tipologia di bistrot, semplice ma mai banale, secondo noi mancava proprio in città. Perché anche qui spezie e verdure sono portate al “next level”. Perché che sia per colazione, brunch o pranzo si sta sempre un gran bene.

Al Vecchio Porco

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MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare bene cucina tradizionale ormai non è scontato. Perché evviva quei posti che sembrano rimasti un po’ fermi nel tempo, ma senza sbavature. Perché l’ambiente e il servizio ‘vecchio stile’, quando è tutto giusto, risultano assolutamente contemporanei.

Roncaglia 33

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MI PIACE PERCHÉ: Perché sono molto esigente, ma quando si tratta di colazioni al bar divento intransigente, e il fatto che un bar mi sia davvero piaciuto è abbastanza indicativo. Perché i lievitati (sia dolci che salati), qui, sono devastanti. Perché finalmente un posto come si deve a Milano Ovest.

Locanda Mesa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questa novità merita di essere conosciuta e amata. Perché si mangia (e si beve!) davvero in maniera eccellente. Perché se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, in questa cascina a mezz’ora da Milano il gusto è di casa.

Osteria Giorgione da Masa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la domanda che mi faccio più spesso ricordando questa cena veneziana è: “Perché non esiste un posto simile a Milano?”. Perché la cucina “fusion giapponese veneta” la vorremmo quotidianamente nella nostra vita. Perché qui ci si diverte e l’atmosfera è autentica.

Belrespiro

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questo posto nel piacentino incarna la definizione di “pranzo della domenica perfetto”. Perché Fabio e Chiara, i due proprietari, sono appassionati di ospitalità e cose buone in un modo quasi commovente. Perché il benessere che si prova sotto quel porticato nella bella stagione è davvero difficile da rendere a parole.

Valli Unite

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MI PIACE PERCHÉ: Perché una fuga sui colli Tortonesi è sempre un’ottima idea. Perché questa cooperativa agricola è il giusto compromesso tra semplicità e massima cura. Perché vorremmo che ogni pranzo di redazione potesse essere così ben riuscito!

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati per te i migliori ristoranti del 2025 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

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I miei migliori libri del 2025 /i-migliori-libri-del-2025-per-me/ /i-migliori-libri-del-2025-per-me/#respond Wed, 10 Dec 2025 07:00:27 +0000 /?p=89564 State cercando qualche ispirazione libresca? Ecco i migliori libri che ho letto nel 2025 e che vi consiglio!

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Per i migliori libri del 2025 è giusto fare un disclaimer: quest’anno, per i miei standard, non ho letto molto e, soprattutto, non ho letto così bene. Vale a dire, sono davvero pochi i libri che mi sentirei di consigliare spassionatamente. Dunque, al contrario degli scorsi anni (qui la sezione libri con tutti i nostri consigli), questa lista non arriverà a 10 e si fermerà prima. Spero che, però, troverete in ogni caso spunti interessanti e storie che sapranno coinvolgervi e diventare indimenticabili. Ecco quali sono stati per me i migliori libri che ho letto nel 2025 (qui la lista del 2024, qui quella del 2023, qui quella del 2022 per chi desiderasse altre ispirazioni!).

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I migliori libri che ho letto nel 2025

Cuore nero

Migliori libri 2025

Ci sono libri di cui si parla talmente tanto per cui alla fine non sai se leggerli ‘per sfinimento’ o rifuggirli per reazione. Di solito opto per questa seconda opzione, ma mai come in questo caso mi sarei fatta un torto. Cuore Nero di Silvia Avallone, caso editoriale dello scorso anno, mi ha conquistata dalle prime pagine, tenendomi attaccata fino al potentissimo finale, su cui trovo sia impossibile non versare copiose lacrime. Una storia d’amore, certo, ma prima di tutto una storia di vita, colpa, errori, una storia anche e soprattutto sociale, che affronta il tema della reclusione minorile, e così intensa e ben scritta da perdonarle anche qualche cliché.

CUORE NERO

I giorni di Vetro

Migliori libri 2025

Un libro clamoroso, quello che ha scritto Nicoletta Verna, e sotto più punti di vista: per il valore storico, l’incredibile lavoro sulla lingua che ha portato avanti (con vari passaggi in dialetto romagnolo che mi hanno fatto sentire “a casa”), per la caratterizzazione eccezionale di tutti i personaggi, e soprattutto per la costruzione perfetta di una storia che ti tiene lì, aggrappato, anche quando la vita ti richiama e il libro dovresti proprio metterlo giù. Ma non si riesce, ed è questo a segnare il discrimine tra libri belli e libri indimenticabili. Forte, triste, arrabbiato, emozionante: che I giorni di Vetro non sia finito nella cinquina dello Strega è per me incomprensibile, ma voi fatevi un regalo e leggetelo! Di sicuro, LA mia lettura del 2025.

I GIORNI DI VETRO

Parole nascoste

migliori libri del 2025

Cosa succede quando leggi il libro di una persona che stai conoscendo nella vita vera al solo scopo di conoscerla di più, ma finisce che questo libro diventa importante anche per te? Ho il privilegio di potervi dire cosa accade, visto che mi è appena capitato con Parole nascoste di Arianna Montanari, una storia in cui l’autrice riesce coraggiosamente a mettere molto (tutto?) di sé. Montanari, che ho la fortuna di chiamare amica, fa della propria vicenda personale e familiare – nelle parole dette e soprattutto in quelle non dette, al padre – un dipinto vivo e doloroso di tutte le daddy issues che ci portiamo appresso e del gran bene e male che al contempo possono farci alcuni rapporti e dinamiche.

PAROLE NASCOSTE

Lo sbilico

migliori libri del 2025

Di questo libro si è detto bene, e per una ragione: capita raramente di leggere storie autobiografiche così forti, coraggiose e per niente autocommiseranti. A riuscirci è Alcide Pierantozzi, che racconta la propria storia di malattia psichiatrica e di “essere umano difettoso” che ogni giorno prova a tenere insieme i pezzi di una vita che spesso risulta “troppo”. Farà fatica, probabilmente, chi cerca una trama a tutti i costi, qui assente; godrà chi ha l’ossessione per le parole, ricercate, sezionate. “Noi matti non abbiamo solo il diritto di essere soccorsi dai sani, ma anche il dovere di inceppare ogni giorno il mondo per metterlo in discussione ai loro occhi”. Pelle d’oca.

LO SBILICO

Middlesex

migliori libri del 2025

Arrivo in imperdonabile ritardo, me ne rendo conto, ma finalmente mi sono decisa ad approcciare Middlesex, da cui sono sempre stata ingiustamente spaventata (anzi, a dirla tutta, una ventina d’anni fa l’avevo pure iniziato e poi mollato lì, eresia!) e che invece è stata LA lettura della mia estate 2025. Jeffrey Eugenides racconta una storia familiare irresistibile soprattutto nella prima parte, mentre nella seconda diventa centrale il tema della ricerca di una propria identità a partire da una condizione di intersessualità. Mi ha davvero coinvolto tantissimo: se non lo aveste ancora letto, vi consiglio spassionatamente di recuperarlo!

MIDDLESEX

Hai già letto uno di questi libri? Quali sono stati i migliori libri del 2025 per te? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram, dove trovi tanti altri consigli libreschi, oltre che nella nostra newsletter. Ci si iscrive qui!

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Road trip in Borgogna e Alsazia: cosa fare e dove mangiare /road-trip-in-borgogna-e-alsazia-cosa-fare-dove-mangiare/ /road-trip-in-borgogna-e-alsazia-cosa-fare-dove-mangiare/#comments Mon, 22 Sep 2025 00:00:00 +0000 /?p=88202 Il nostro reportage dalla Borgogna e Alsazia: scopri cosa visitare e dove mangiare in questo on the road in Francia di una settimana!

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La Francia è sempre la Francia e, anche solo per ragioni di prossimità, ben si presta a un weekend lungo o a una settimana a zonzo. Così, dopo avervi raccontato Marsiglia, Lione, Bordeaux e Parigi, ma anche Bretagna e Loira, Normandia, Costa Azzurra e Paesi Baschi francesi, è giunto il momento di portarvi alla scoperta di altre due celebri regioni: la Borgogna e l’Alsazia. Seguiteci in questo road trip di una settimana all’insegna di borghi, (tanto) vino e relax!

Road trip in Borgogna e Alsazia: l’itinerario perfetto tra borghi, vigneti e cibo che merita davvero

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al profilo Instagram di Conosco un posto e alle stories in evidenza dedicate proprio alla Borgogna e all’Alsazia!

Una settimana in Borgogna e Alsazia: cosa visitare

  • BEAUNE. Capitale indiscussa dei vini di Borgogna, Beaune è un piccolo gioiello medievale nonché la base perfetta (insieme a Digione) per esplorare la zona. Non perdetevi una visita con audioguida a l’Hôtel-Dieu, l’antico ospedale con il suo tetto di maioliche colorate che sembra uscito da una tavolozza fiamminga: nonostante non sembri un’attrazione esattamente sexy, ve la consigliamo spassionatamente, anche in compagnia dei più piccoli a cui sono dedicate audioguide e giochi ad hoc! Sempre in tema di visite guidate, vi suggeriamo anche di partecipare a quella della Moutarderie Fallot per capire come viene prodotta una delle senapi più famose al mondo (e acquisitarla direttamente al negozio!). Entrambi i tour durano all’incirca un’ora e vi consigliamo di prenotarli in precedenza online per evitare file o sold out. Per completare il giro, passate anche dalla Basilica di Notre-Dame, un capolavoro dell’architettura romanica e, se siete in città di sabato mattina, non mancate il mercato per un giro tra ceste di vimini, frutta, verdura e polli allo spiedo!
  • DIGIONE. Epicentro della produzione della senape, Digione è un mix elegante di palazzi rinascimentali, botteghe gourmet e atmosfere un po’ retrò. Il Palazzo dei Duchi di Borgogna, dove spesso vengono allestite mostre completamente gratuite, è il suo cuore pulsante, ma la vera magia la troverete perdendovi tra i vicoli medievali, seguendo il percorso del gufetto (il simbolo della città) inciso sulle pietre e andando a toccarlo – rigorosamente con la mano sinistra! – sul lato della chiesa di Notre-Dame per dare maggiori chance di realizzazione ai vostri desideri. Non perdete un giro anche a Les Halles, il mercato coperto che fino alle 13 mette in bella mostra le prelibatezze locali, con possibilità di assaggio.
  • LE CANTINE DELLA BORGOGNA. I secoli di tradizione enologica locale sono custoditi nelle cave di cui i paesi borgognoni sono letteralmente disseminati. Vi lasciamo alcuni dei nomi più interessanti per degustare calici di Pinot Noir o Chardonnay e tornare a casa col baule straripante di casse: Domaine Sylvain Pataille, Clos de Vougeot, Louis Buillot, Caveau Moillard, Armand Heitz, Domaine Chanzy, Patriarche, Maison Champy, Maison Louis Latour. Una volta che avrete scelto quelle che vi ispirano di più, non dimenticate di consultare i siti – soprattutto in tempi di vendemmia – per capire se e quando le cantine sono aperte e organizzano visite guidate (per lo più gratuite!). Ma lasciatevi sorprendere e provate a mettere il naso dentro ai posti che vi ispirano: molto probabilmente vi accoglieranno per assaggiare qualcosina!
  • UN TOUR IN BICI (O IN AUTO) TRA I VIGNETI E I BORGHI DELLA BORGOGNA. La Route des Grands Crus è una delle strade del vino più scenografiche di tutta la Francia: vigne a perdita d’occhio e minuscoli villaggi da cartolina come Pommard, Volnay, Meursault (il nostro preferito!) e Puligny-Montrachet vi faranno riconnettere col silenzio e la natura. Noi abbiamo scelto di percorrerla in bici, noleggiando due e-bike al costo di 50€ l’una per l’intera giornata da Bourgogne Evasion a Beaune, e mai idea fu più geniale. Abbiamo trascorso una splendida giornata in sella con soste lente tra chiese romaniche, antiche abbazie e cantine a cui continueremo a ripensare ancora a lungo.
  • SHOPPING DI DELIZIE IN BORGOGNA. Tra enoteche, caveau sotterranei e negozietti gourmand dove fare scorta di formaggi, senape e pain d’épices, non avrete che l’imbarazzo della scelta per portare un po’ di Francia in Italia: noi vi suggeriamo – a Beaune – un passaggio obbligatorio da Alain Hess per i formaggi, da Fallot per le senapi e per i vini da Caveau Delicave e Mes Bourgognes.
  • COLMAR. Con le sue case a graticcio color pastello e i canali della Petite Venise, Colmar sembra effettivamente uscita da una fiaba: una fiaba, comunque, strapiena di turisti come noi. Provate a godervela, dunque, la mattina presto o al tramonto, quando la fiumana di persone riesce a disperdersi un po’ (non osiamo immaginare cosa possa essere sotto Natale, quando dicono raggiunga il suo massimo splendore!). Tra una tarte flambée e uno stop a una winstub tradizionale, passeggiate tra il Quartier des Tanneurs, il Quai de la Poisonnerie e il mercato coperto. Alle sue porte trovate anche una miniatura della Statua della Libertà, poiché il suo ideatore francese Bartholdi era proprio di Colmar.
  • STRASBURGO. Capitale d’Europa e città dalle mille anime (qui cultura francese e tedesca si mescolano con gran naturalezza), Strasburgo merita uno stop anche solo per la sua imponentissima cattedrale gotica, che ci ha lasciato senza fiato, oltre che per la Petite France, quartiere pittoresco di mulini e case a graticcio. Se avete poco tempo e il meteo lo consente, per avere un’idea della città potete optare anche per un giro in battello lungo l’Ill.
  • LE CANTINA DELL’ALSAZIA. Anche l’Alsazia è un continuo susseguirsi di cantine antiche e nuove in cui perdere la cognizione del tempo ed essere assorbiti da (spesso interminabili) visite, degustazioni e storie meravigliose. Vi invitiamo a seguire le stesse indicazioni che vi abbiamo lasciato poc’anzi per la Borgogna e di seguito trovate alcuni nomi molto interessanti in zona: Domaine Albert Mann, Pierre Frick (esperienza incredibile che vi caldeggiamo), Domaine Dirler-Cadé, Domaine Davi Ermel & Fils, Gustave Lorentz, Domaine Céline Metz, Vine d’Alsace Rietsch.
  • UN TOUR IN BICI (O IN AUTO) TRA I VIGNETI E I BORGHI DELL’ALSAZIA. Anche in questo caso, i paesini della zona – e in particolare quelli su La Route des Vins d’Alsace – sono un must: 170 km tra piccoli borghi fioriti, vigneti e cantine per un biccchiere di Riesling e uno di Gewürztraminer. Tra i tanti stop, vi segnaliamo in particolare Riquewihr, Eguisheim (su tutti), Ribeauvillé, il Castello di Haut-Koenigsbourg, Obernai e Barr come tappe imperdibili per le loro atmosfere da cartolina.
  • SHOPPING DI DELIZIE IN ALSAZIA. Da queste parti si fa incetta di bretzel, pain d’épices, kougelhopf e, naturalmente ottimi vini: una sosta nei mercati coperti locali è fortemente consigliata. Tra le insegne più rinomate, invece, vi suggeriamo Malker, Sezanne, Domaine Viticole de la Ville de Colmar, La Sommeliere e Cavavin a Colmar, oltre alla Cave Historique des Hospices a Strasburgo.

Una settimana in Borgogna e Alsazia: dove mangiare

  • BOULANGERIE PLACE MONGE – MARIE BOUCHEROT (Beaune). Una tanto piccola quanto autentica boulangerie, che riconoscerete per il profumo di pane appena sfornato che vi avvolgerà già nei dintorni. Qui si viene per i croissant burrosi e le baguette croccante, ma noi vi consigliamo anche l’atomico pain aux raisins e, ça va sans dire, il pain au chocolat! Prezzo medio: 5€.
  • L’ARCHE DES VINS (Beaune). Un indirizzo imperdibile per chi vuole avvicinarsi al mondo dei vini borgognoni senza sentirsi intimidito, nonostante la sterminata carta dei vini possa inizialmente fare quell’effetto lì. Qui si può comprare, ma anche fermarsi per la mescita e qualche piattino, tra cui vi suggeriamo un tagliere dei formaggi da buttarsi per terra e la terrina. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • BISSOH (Beaune). Per variare un po’, questo ristorante giapponese nel cuore della Borgogna potrebbe essere una buona idea. I sapori sono autentici del Sol Levante, così come la coppia di proprietari. I costi, come ovunque in zona, sono altini, ma vengono qui mitigati dalla presenza di menu fissi. La carta dei vini è tutta un gioco di abbinamenti curiosi tra Giappone e Borgogna e suggeriamo di riservare al bancone. Prezzo medio bere a parte: 60€
  • L’ALENTOUR (Beaune). Un bistrot contemporaneo e rilassato, che lavora quasi esclusivamente con piccoli produttori locali e ingredienti di stagione. Il menu cambia spesso e gioca con ricette tradizionali rivisitate in chiave leggera e creativa. Atmosfera giovane, piatti curati ma senza formalismi. Prezzo medio bere a parte: 50€.
  • ENSTASE (Beaune). Posti a sedere limitatissimi, cucina moderna e divertente, porzioni non esattamente generose: questa la formula di Enstase, enoteca con cucina aka laboratorio gastronomico che apre solo alcune sere a settimana. Non ci abbiamo lasciato il cuore, ma abbiamo quanto meno apprezzato la volontà di proporre qualcosa di un po’ più creativo. Prezzo medio bere a parte: 50€.
  • LE SOLEIL (Savigny-lès-Baunes). In questo ristorante di campagna dall’atmosfera conviviale abbiamo invece lasciato il cuore e, ripensandoci, è qui che abbiamo fatto il pasto più convincente di tutta la vacanza, grazie a piatti semplici ma riuscitissimi, ingredienti locali e a un bel patio dove mangiare con la bella stagione (vi suggeriamo, se possibile, di andarci a mezzogiorno e pranzarci all’aperto!). Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • LE CERCLE DES AROMES (Colmar). Una piccola enoteca in cui star bene, provare vini a più non posso (siamo stati ben due volte e abbiamo bevuto sempre divinamente) e spiluccare qualcosa in un ambiente piacevole. Questo indirizzo lo troviamo altresì perfetto come introduzione al mondo dei vini alsaziani raccontato da veri appassionati. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • LA SOÏ (Colmar). Un’istituzione per chi vuole provare la tarte flambée più autentica della città, o almeno così si dice. D’altra parte, qui si ordina solo questa specialità, anche chiamata flammekueche, un impasto sottilissimo cotto ad altissime temperature nel forno a legna e poi sormontato da crème fraîche, cipolla e pancetta affumicata (oltre a varianti più creative). Deve piacere il genere, ma una volta nella vita la vorrete ben provare, no? Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • TZATZI (Strasburgo). Anche in questo caso, un indirizzo un po’ diverso dal solito, per fare una pausa dalla cucina francese e tornare a sapori più mediterranei (e a prezzi un po’ più umani). A noi è piaciuto un sacco e ci ha ricordato la cucina levantina che tanto ci piace con le sue spezie e le molte verdure! Prezzo medio bere a parte: 25€.

Altri ristoranti in Borgogna e Alsazia che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • La Lune (Beaune) – da prenotare con mooolto anticipo
  • La Dilettante (Beaune)
  • La Buissonière (Beaune)
  • Caves Madelaine (Beaune)
  • CIBO (Digione)
  • Chez Léon (Digione)
  • Ferme Auberge du Husse (Kruth)
  • L’Un des Sens (Colmar)
  • Enfin (Barr)
  • Ondine (Strasburgo)
  • Chez l’Oncle Freddy (Strasburgo)

Altre info utili sul viaggio in Borgogna e Alsazia

  • ITINERARIO. Noi siamo partiti in auto da Milano, passando dal traforo del Monte Bianco all’andata per raggiungere la Borgogna. Al ritorno dall’Alsazia, invece, siamo rientrati tramite il Passo del San Gottardo (occhio che in questo caso bisogna acquistare la vignetta per le autostrade svizzere!). Abbiamo trascorso in zona 8 giorni complessivi ed è stata una durata perfetta.
  • ALLOGGI. Come tutto in zona, anche gli alloggi non sono certo a buon mercato: noi abbiamo scelto due appartamenti trovati su Airbnb, facendo base rispettivamente a Beaune e Colmar e ci siamo trovati molto bene. Li trovate qui e qui.
  • RISTORANTI&CUCINA. Anche i pasti fuori, specie in Borgogna, possono essere economicamente impegnativi (e l’acqua frizzante in bottiglia costa circa 7€, sappiatelo!); inoltre, vi suggeriamo di prenotare con anticipo (in alcuni casi, con un bel po’ d’anticipo), soprattutto in zona Beaune. La cucina francese è ricca, tendenzialmente unta e abbastanza monotematica, quindi valutate – se non siete grandi fan – qualche pasto più leggero, a casa o in un ristorante di cucina dal mondo.
  • STAGIONI. I periodi ideali per visitare Borgogna e Alsazia sono sicuramente la primavera e l’autunno; noi siamo stati a fine agosto e le temperature ci sono sembrate comunque perfette, nonostante qualche giorno di pioggia. Ricordatevi, inoltre, che ormai sempre più spesso la vendemmia inizia a fine agosto!
  • SOLDI. Si paga ovunque con la carta di credito; tenete in conto che, tendenzialmente, non si tratta di un viaggio particolarmente economico, tutt’altro: la Francia, e in particolare la Borgogna, ha prezzi decisamente molto alti, in linea con Milano se non qualcosa in più, specie nei ristoranti.
  • APP. Ci sono due app che, su suolo francese, sono secondo noi indispensabili nella ricerca di un ristorante (sempre che non vi vogliate fidare esclusivamente di noi!): Raisin e Le Fooding.

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Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/ /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/#respond Wed, 16 Jul 2025 07:00:00 +0000 /?p=87253 Cosa vedere ad Atene in 2-3 giorni? E dove mangiare bene? I nostri posti preferiti tra cultura, tramonti e taverne fuori dalle solite guide.

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Rude, sporca, trasandata, difficile: c’è chi Atene la descrive così, e non avrebbe neanche tutti i torni. Ma, per riportare il piano della conversazione su una sempre apprezzabile scala di grigi e sfumature, la Capitale greca conserva un fascino indiscusso, nuovi angoli di bellezza e un vibe difficile da spiegare a parole (ma ci proveremo!). Dopo i nostri vari reportage sulle isole greche, è arrivato il momento di dedicarci anche a questa splendida città: dopo una settimana passata qui, eco il nostro resoconto su cosa vedere e dove mangiare ad Atene!

Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio ad Atene!

Una settimana ad Atene: cosa visitare

  • UN GIRO NELLE ZONE CENTRALI (PSYRRI, MONASTIRAKI, PLAKA). Per prendere confidenza con Atene, iniziamo il nostro giretto a partire da dove alloggiamo, ovvero dai quartieri più centrali e turistici, punto d’incontro tra l’antico e il moderno: Psyrri, Monastiraki e, infine, Plaka, tutti disseminati di taverne, negozi e rami di bouganville. Siamo fermamente convinti che la migliore lettera di presentazione di una città sia il suo mercato, dunque ci dirigiamo immediatamente tra i banchi del Mercato Centrale di Varvakios: lì odore di olive, formaggio, ma anche carni varie e carcasse di pesci fanno da sfondo a corsie vive e brulicanti di ateniesi intenti a fare la spesa.

    In zona trovate tantissimi negozi carini (più sotto un approfondimento a riguardo), mentre per le insegne più commerciali c’è corso Ermou, la via principale che sfocia in Piazza Syntagma, dove a ogni ora si può assistere al cambio della guardia (anche se quello ‘ufficiale’, con la cerimonia più completa, è solo di domenica mattina, alle 11). Il fulcro della vita turistica di Atene si concentra invece sulla collina di Plaka: vi consigliamo un giro qui, ma fermatevi (magari per un drink al tramonto) solo se amate le situazioni belle congestionate! Anche Monastiraki è uno dei quartieri più vivi, dove di domenica si tiene il flea market più celebre della città.
  • LA VISITA ALL’ACROPOLI. Salire sull’Acropoli è come entrare in un altro secolo. Partenone, Propileo, Eretteo: qui percepirete forte e chiaro la magnificenza degli antichi fasti. Vi suggeriamo di acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale per evitare spiacevoli code sotto il sole e di programmare la visita al mattino presto o al tramonto.
  • IL MUSEO DELL’ACROPOLI. A pochi passi dalle rovine ha casa il museo più celebre di Atene, che custodisce fregi, statue, Cariatidi e pezzi del Partenone, in un allestimento moderno ed elegante. Anche in questo caso vi esortiamo ad acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale, anche se non visitarlo assieme a un’orda di persone sarà comunque pressoché impossibile.
  • UNA PASSEGGIATA AD ANAFIOTIKA. Superata Plaka, e prima della ‘scalata’ all’Acropoli, Anafiotika è un quartiere affascinante e decisamente più tranquillo in cui vi suggeriamo di perdervi. Qui le casette bianche, i molti gatti e l’allegra vegetazione vi daranno l’impressione di essere su un’isola delle Cicladi più che in una grande città.
  • L’ANTICA AGORÀ E IL TEMPIO DI EFESTO. L’Acropoli è sempre emozionante, ma è l’Antica Agorà, cuore politico e commerciale dell’antica Atene, ad averci colpito particolarmente: oggi resistono colonnati e pietre millenarie, tra cui il magnifico Tempio di Efesto, da brividi. Vi abbiamo già suggerito di acquistare i biglietti con anticipo? 🙂
  • IL TRAMONTO SUL FILOPAPPO O SUL LICABETTO. Al termine di una delle vostre giornate ad Atene, vi suggeriamo di salire su uno dei due monti che dominano lo skyline della città, la Collina di Filopappo (su cui si può salire a piedi o in auto) o il Monte Licabetto (a cui si accede tramite funicolare), per un tramonto (o un’alba) davvero coi fiocchi.
  • ALTRI MUSEI. Se, come è successo a noi, avete in programma di fermarvi ad Atene qualche giorno in più, sappiate che l’offerta culturale della città è molto ampia e include diverse ‘strutture minori’, ma assolutamente meritevoli di una visita. Tra quelle che abbiamo visitato noi, vi segnaliamo la splendida Fondazione Goulandris (con prima uno stop al Kallimarmaro, sede della prima edizione dei Giochi Olimpici moderni, passando per il verdeggiante Giardino Nazionale) e il museo Alekos Fassianos dedicato alle opere del pittore da cui prende il nome. Ma altre opzioni non mancano: date un’occhiata, a seconda delle vostre inclinazioni, anche al Museo Archeologico Nazionale (con la sua Maschera di Agamennone!), al museo Benaki, a quello dedicato all’Arte Cicladica e alla National Gallery.
  • EXARCHIA. C’è che vi dirà che al quartiere di Exarchia è meglio non andare ma noi, invece, vi esortiamo ad andarci (sempre con le antenne ben dritte e con le precauzioni che adottereste in qualsiasi grande città). Questa zona conserva l’anima alternativa e politica che ha sempre connotato l’area, cuore pulsante della controcultura greca, nota per le sue lotte anarchiche e le proteste studentesche. Negli anni si è un po’ addomesticata, ma tra bar underground, librerie indipendenti, murales a perdita d’occhio e musica live, è forse l’angolo più vivo di tutta Atene, nonostante l’innegabile gentrificazione. Di sabato trovate anche il bel mercato agricolo di Kallidromiou.
  • SHOPPING. Atene pullula di negozietti deliziosi, boutique molto curate e concept store di vario genere. Noi abbiamo particolarmente apprezzato l’arte orafa di Neso Studio, i profumi e le creme ‘alchemiche’ di The Naxos Apothecary, la selezione di libri da Hyper Hypo e quella di profumi di Phāon, ma anche le camicie di It’s a Shirt. Nelle stories in evidenza su Instagram trovate tanti altri indirizzi per cui ci è stato letteralmente impossibile tornare a casa a mani vuote!
  • ALTRI QUARTIERI. Uscendo dall’Atene più turistica, oltre a Exarchia vi suggeriamo le zone di Pagrati per taverne storiche e street food autentico e di Kolonaki per un po’ di shopping e house watching di edifici residenziali davvero meravigliosi.
  • FONDAZIONE STAVROS NIARCHOS E MIKROLIMANO. Sfruttando i mezzi pubblici o un taxi, arrivate fino alla Fondazione Stavros Niarchos, una struttura mastodontica firmata da Renzo Piano e con una splendida vista sul mare che ospita parco, biblioteca e teatro all’aperto. E poi fino a Mikrolimano, il porticciolo dei pescatori: casette colorate, taverne affacciate sull’acqua e tavoli all’aperto vi faranno staccare dal trambusto cittadino.
  • UNA GIORNATA AL MARE? Se progettate anche una giornata di puro relax, sappiate che a circa 30 minuti di taxi si possono raggiungere spiagge come Kalamaki, Glyfada e Voula. Non il mare più bello della Grecia, chiaramente, ma in cui starete comunque un gran bene: noi non abbiamo potuto esimerci!

Una settimana ad Atene: dove mangiare

  • DIPORTO. Il ristorante più ruvido e autentico di Atene? Noi crediamo di sì: in questo seminterrato, un simpatico signore coi baffi serve – senza insegna né menu – i piatti greci della tradizione: fasolada, fava, zuppa di ceci, qualche pesce alla griglia, accompagnati da vino al calice direttamente in tavola. Meraviglioso e delizioso, per di più a un prezzo ridicolo. Non si può prenotare, quindi preparatevi a lunghe file o arrivate molto presto o molto tardi. Prezzo medio bere a parte: 15€.
  • ATLANTIKOS. Se avete voglia di pesce fresco, anche in questo caso a prezzi bassissimi, dirigetevi in questo locale di Psyrri specializzato in cucina di mare: qui troverete cozze a volontà, fritto misto, acciughe marinate e lenticchie, gamberetti piccoli da leccarsi i baffi. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • ΛΙΝΟΥ ΣΟΥΜΠΑΣΗΣ ΚΑΙ ΣΙΑ (LSANDSIA). Nel caso sentiate già la mancanza delle enoteche con cucina hipster di Milano, questo locale è sulla cresta dell’onda, ma con un perché: l’atmosfera è sicuramente molto cool, ma i piatti – tradizionali, ma con un twist – sono davvero ottimi, a partire da una deliziosa pita con taramosalada che ricorderemo a lungo. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • TO KAFENEIO. Storico caffè-taverna a Plaka con mezedes, insalate fatte in casa, tzatziki, dolmadakia e spanakopita. Un buon indirizzo se siete in zona, affamati post visita al Partenone. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • AESOPOU FABLES. Tra i tanti posti turistici di Psyrri, in questo locale si respira una bella atmosfera e si è serviti con molta attenzione. Ottimo il gyros pita servito al piatto. Prezzo medio bere a parte: 25€.
  • ROZALIA. Nascosta in una bella viuzza di Exarchia, Rozalia è una taverna verace che porta in tavola piatti tipici, con una particolare attenzione alle proposte carnivore. E, infatti, l’hamburger era fenomenale. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • COCKTAIL BAR. Anche la scena per chi beve bene, ad Atene, è interessante. Per quanto riguarda le enoteche, avrete una vasta scelta (su tutti Wine is Fine e Kennedy), ma è coi cocktail bar che otterrete le maggiori soddisfazioni: vi consigliamo uno stop da Baba au Rum, uno dei 50 Best Bars, e da The Clumsies. Per una birra con una vista incredibile sull’Acropoli, invece, segnatevi la terrazza di A for Athens.

Altri ristoranti ad Atene che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Kosta Souvlaki
  • Eatery Bairaktaris Aiolou 29
  • Feyrouz
  • Maiandros
  • Couleur Locale
  • Pharaoh
  • Avli
  • Seychelles
  • Karamanlidika

Altre info utili sul viaggio ad Atene

  • ITINERARIO. Per visitare le attrazioni principali di Atene può andar bene anche solo un weekend lungo ma, ça va sans dire, più allungherete la vostra permanenza, più entrerete in sintonia con la sua essenza.
  • ALLOGGI. Per soggiornare vi consigliamo una delle zone centrali: noi abbiamo scelto Psyrri, affittando un appartamento su Airbnb.
  • COME MUOVERSI. Noi ci siamo sempre mossi, salvo rare occasioni, a piedi. Da e per l’aeroporto abbiamo sfruttato la comodissima metropolitana che in meno di un’ora arriva in centro. I taxi ci sono sembrati molto presenti (nonché molto più economici rispetto all’Italia) e sono chiamabili anche tramite servizi come FreeNow.
  • RISTORANTI&CUCINA. Mangiare fuori ad Atene è una gioia, anche per vegetariani e vegani, visto la folta presenza nei menu di verdure e legumi, oltre che abbastanza economico.
  • STAGIONI. I mesi estivi sono i più caldi e frequentati, la primavera e l’autunno le stagioni migliori.
  • CAMBIO&SOLDI. Salvo rare occasioni, le carte di credito sono piuttosto accettate.

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Cosa fare e dove mangiare ad Amorgos e Astypalea, isole delle Cicladi /cosa-fare-e-dove-mangiare-ad-amorgos-e-astypalea-cicladi-grecia/ /cosa-fare-e-dove-mangiare-ad-amorgos-e-astypalea-cicladi-grecia/#respond Wed, 09 Jul 2025 07:00:22 +0000 /?p=81186 State organizzando un viaggio in Grecia? Ecco il nostro reportage Amorgos e Astypalea, due perle delle isole Cicladi!

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Le isole greche sono sempre una buona idea, soprattutto se si sa quale scegliere in base ai propri gusti! Dopo avervi raccontato le meraviglie di Milos e Paros, di Andros, Tinos e Syros, torniamo in una delle nostre destinazioni estive preferite, le isole Cicladi, con il reportage di altre due perle: Amorgos e Astypalea. Tra taverne ferme agli anni 50, mare scintillante, gattini ovunque e un’atmosfera davvero autentica, il nostro racconto non potrebbe che essere entusiasta. Seguiteci in questa vera e propria immersione nel relax!

Cosa visitare ad Amorgos

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram dove troverai tantissimi post dedicati alla Grecia e un sacco di video nei circoletti in evidenza dedicati a questa meta!

  • LA CHORA. Partiamo dal cuore dell’isola (di cui vi avevamo già raccontato qualche anno fa): la sua Chora, un dedalo di viuzze e di saliscendi molto frequentato in alta stagione, ma in cui si riesce comunque a ritagliarsi qualche angolo di pace tra uno dei tanti ristoranti e negozietti. Passeggiate fino alla (ventosissima) zona dei mulini a vento, preferibilmente all’ora del tramonto: portate una birretta e una felpa e preparatevi alla magia dei colori del sole che finisce dritto nell’Egeo. Meraviglioso.
  • PAESINI DA SCOPRIRE. Ad Amorgos, oltre alla vita da mare, c’è anche molto altro. In primis, numerosi paesini dell’entroterra, i nostri preferiti, in cui si respira autenticità. Oltre ad Aegiali, a Katapola (che abbiamo apprezzato soprattutto nella sua parte orientale) e alla Chora, imprescindibile è infatti un salto a Tholaria e, soprattutto, a Lagada, entrambi nella parte nord dell’isola ed entrambi adorabili. Verso sud, invece, sono in molti a sostenere che sia Vroutsis l’epicentro della ‘vera’ Amorgos (fate un salto da Paresa per un souvenir da riportare a casa, non ve ne pentirete).
  • RELITTO DI OLYMPIA. Con una breve passeggiata (disseminata, ahimè, di rifiuti) potete raggiungere questa caletta in cui, a pochi metri dalla costa, è arenato il relitto di una barca che affondò negli anni 80 e che non è mai stato tolto. Una visione affascinante, che compare anche nel film Le Grand Bleu di Luc Besson, girato proprio ad Amorgos.
  • PERCORSI DI TREKKING. Se siete sportivi, Amorgos è un’isola disseminata di tantissimi percorsi di trekking ben segnalati.
  • LA ‘SCALATA’ AL MONASTERO DELLA PANAGIA HOZOVIOTISSA. Simbolo di Amorgos e tappa imprescindibile di ogni vacanza che si rispetti, questo monastero incastonato nella roccia ha un’aura magica e un panorama davanti a sé che non renderanno vani i 267 scalini fatti per arrivarci. Al termine della visita (che può essere fatta solo con pantaloni lunghi, disponibili all’ingresso se li dimenticherete), i monaci vi offriranno anche dell’acqua e un sempre gradito bicchierino di raki, il distillato locale. Prima o dopo la visita, vi consigliamo un tuffo dagli scogli dell’adiacente Agia Anna.
  • AGIOS GEORGIOS VALSAMITIS. Un altro monastero da non perdere, in piccolo, è quello di San Giorgio, che col suo micetto, il profumo di incenso, e l’atmosfera quasi magica, vi saprà portare in una dimensione spirituale probabilmente come pochi altri luoghi nel mondo.

Dove mangiare ad Amorgos

  • DRINK. Ad Amorgos ci sono diversi bar in cui poter bere qualcosa prima o dopo cena: tra i vari nomi, vi segnaliamo quello di Maestro ad Aegiali, Botilia alla Chora, Moon Bar e Botanical Park a Katapola.
  • DOLCI. Se a un certo punto vi venisse voglia di fare uno stop dolce, la pasticceria più rinomata dell’isola (che prepara, oltre a maestose torte di vario genere, anche il gelato alla mastika!) si chiama Tratarisma. Un ottimo indirizzo per un’orange cake di livello è invece Kallisto, mentre per prodotti da forno e pie salate da portare in spiaggia, l’indirizzo giusto è la bakery davanti al porto di Katapola.
  • KAMÀRA. Il miglior tramonto con le gambe sotto al tavolo lo vedrete da questa taverna, in cui vi consigliamo di prenotare con un po’ di anticipo sull’orario del tramonto per godervi lo spettacolo del sole che si tuffa in acqua e della vista su Koufonissi e Naxos. Il cibo, principalmente carne, è abbastanza nella norma, ma merita lo stesso uno stop. Prezzo medio 25€ a persona.
  • GROOVA. Locale di recente apertura sulla salita che porta a Tholaria, con una bellissima vista e piatti decisamente più innovativi rispetto alla media dell’isola. Qui abbiamo provato delle fantastiche zucchine marinate con delle pesche grigliate e una strepitosa pita con agnello e cipolle. Una delle cene che ci è piaciuta di più e anche i drink sono ottimi! Prezzo medio 35€ a persona.
  • THALASSINO ONEIRO – SEA DREAM. Tipica taverna greca nel paesino di Tholaria, dove un delizioso signore prepara piatti semplici e gustosissimi. Imperdibili il riso basmati al limone, i carciofi e la fava, ovvero una crema di piselli gialli spezzati, specialità dell’isola. Prezzo medio 25€ a persona.
  • 25 RAKI. Ottimo ristorante nelle viuzze di Lagada, con qualche piccolo twist nel menu. Consigliamo sia la moussaka che la pasta tipica dell’isola condita con formaggio. Prezzo medio 25€ a persona.
  • LOUDAROS TAVERN. Altra taverna con cucina casalinga servita in una veranda, in cui gustare un ottimo tzatziki e un sontuoso souvlaki di maiale. Prezzo medio 20€ a persona.
  • Λουκακη ξανά. Un micro ristorante dove la cucina tipica è quella cretese e il piatto da non perdere per nessuna ragione è l’hamburger di capra.
  • STON PIRGO. Il pasto più buono lo abbiamo probabilmente fatto in questo ristorante nel silenzio della campagna, dove vi serviranno dolmadakia (le tipiche foglie di vite farcite di riso), pesciolini fritti, ceci cotti al forno con limone e verdure che sarà dura dimenticare. Prezzo medio 20€ a persona.
  • T’APANEMO. Un’altra locanda famigliare a sud dell’isola in cui, sotto a un pergolato, si assaporano ingredienti a reale chilometro zero, tra cui delle frittelle di zucchine da urlo. Prezzo medio 20€ a persona.

Cosa visitare a Astypalea

  • LA CHORA. Anche ad Astypalea, soprannominata la “farfalla dell’Egeo” per via della sua conformazione, una visita alla Chora, qui dominata dai mulini, dal castello veneziano e dalla chiesa di Panagia Portaitissa, è imprescindibile. La frase preferita di ogni guida che si rispetti – cioè “perdetevi nei vicoli” – in questo caso potrebbe essere sostituita da “perdetevi tra i tantissimi gatti”, poiché le sue vie ne sono letteralmente pieni!
  • LE SPIAGGE. Anche ad Astypalea, le spiagge sono tante e anche molto diverse tra loro, e anche qui lasciamo a voi l’onore di scoprirle tutte. Tra quelle di cui però ci siamo proprio innamorati, vi segnaliamo Agios Vasileios, Tzanakia, Schinonta, Plakes, e, soprattutto, Agios Konstantinos. Anche qui, praticamente ogni spiaggia ha nei suoi pressi una taverna e una porzione di litorale è riservato a lettini e ombrelloni (al costo di circa 15€ per due postazioni e un ombrellone per tutta la giornata).
  • PAESINI DA SCOPRIRE. Ad Astypalea non ci sono tantissimi altri paesi oltre alla Chora, considerato che la parte settentrionale dell’isola è disabitata e praticamente irraggiungibile da terra. I principali sono la tranquilla ma vivace Livadi (il nostro preferito) e Maltezana, ancora più tranquillo.
  • UNA GITA IN BARCA A KONOUPA. Se cercate un mare ancora più cristallino, un giro in barca fino all’isoletta di Konoupa è obbligatorio. Potete raggiungerla, se ve la sentite, affittando una barca o in alternativa con uno dei giri organizzati da varie compagnie che trovate al porto, tra cui spicca il nome di Avra, che per 50€ offre crociere della durata di un’intera giornata. Anche partendo da Maltezana dovreste trovare servizi simili.

Dove mangiare ad Astypalea

  • DRINK. Per un buon drink pre o post cena suggeriamo Castro Bar, Butterfly, Mylos e Athelas alla Chora, En Plo al porto e Island Coffee a Livadi.
  • DOLCI. Tra le pasticcerie più apprezzate di Astypalea, a Maltezana, c’è Marinos , perfetta per uno spuntino salato o un dessert.
  • NAVAGOS. A mani basse la migliore cena della nostra vacanza ad Astypalea. Lontano dalla ressa, in una deliziosa posizione sotto a un platano e con una bella vista, qui si servono piattini curati da condividere e un po’ diversi dal solito menu greco. Non si può prenotare, dunque venite o presto o tardi per non dovere aspettare troppo. Prezzo medio 25€ a persona.
  • ANTIKASTRO. Un’ottima cena con vista porto e Chora, da prenotare all’ora del tramonto, preferibilmente nella parte più vicina al mare e non in veranda, per un effetto romantico assicurato accompagnato da una taramosalata di livello. Prezzo medio 30€ a persona.
  • Παραδοσιακό καφενείο “οι μύλοι” Οι μύλοι. Terrazza spartana alla Chora frequentata in gran parte da persone greche, dove concedersi una Mamos ghiacciata e accompagnata da deliziose meze tra cui polpettine di carne e un’insalata di lenticchie davvero speciale. Prezzo medio 15€ a persona.
  • TO MAPAKI. Tra i pochi ristoranti con più pesce che carne nel menu, ci è piaciuto tantissimo, anche per via della distanza ravvicinatissima dal mare e per l’atmosfera spartana. Ordinate il pesce del giorno, che griglieranno per voi sul momento a un prezzo ridicolo. Prezzo medio 25€ a persona.
  • GERANI. Sempre a Livadi, una taverna in cui siamo tornati per diverse sere e che non ci ha mai deluso. Consiglio spassionato: l’hamburger qui è sublime. Prezzo medio 20€ a persona.
  • TASOS. Un altro indirizzo per la carne è sicuramente questa insegna a Maltezana, dove si cuociono sulla brace capretto, agnello e vari altri tipi di carne tra cui pollo, maiale e manzo, rigorosamente accompagnati da patatine fritte, melitzanosalata o horta, le deliziose verdure a foglia verde locali. Prezzo medio 20€ a persona.
  • ALMYRA. Molto amato per il pesce, a noi non ha incantato, ma è sicuramente una buona opzione se si ha voglia di qualche piatto ‘marittimo’ non così facilmente reperibile negli altri locali. Prezzo medio 30€ a persona.
  • GALINI. Se avete voglia di avventurarvi nella parte più selvaggia e disabitata dell’isola, dovreste assolutamente concedervi una pausa dalla signora Maria, one woman show che da Galini – un self service in mezzo al nulla fermo agli anni 50, cucina fuori dal tempo e dallo spazio degli ottimi piatti tipici tra cui deliziose melanzane fritte e calamari. Prezzo medio 20€ a persona.

Altre info utili sul viaggio ad Amorgos e Astypalea

  • Per il nostro soggiorno ad Amorgos abbiamo scelto di alloggiare nel paesino di Aegiali, all’estremo nord dell’isola, ben servito da tutto ciò che serve, spiagge comprese, pur non essendo preso d’assalto. Abbiamo affittato questo appartamento trovato su Booking, che ci sentiamo di consigliare. Anche ad Astypalea il nostro alloggio ci ha convinto, grazie anche alla pulizia quotidiana e alla posizione silenziosa e comoda, a due passi dal mare e dal paesino di Livadi.
  • Siamo stati 10 giorni su ciascun isola, il tempo ideale per godersele pur senza annoiarsi mai (anzi, potendo saremmo rimasti ancora più a lungo!). Se avete il tempo necessario, riteniamo sia un periodo adeguato per scoprire con calma ciascuna isola! In alternativa, anche 5-7 giorni possono essere sufficienti per avere un’idea!
  • Abbiamo letto da qualche parte che queste due isole non sono “per tutti”, e in un certo senso lo capiamo: rispetto a tante altre isole dell’Arcipelago cicladico, Amorgos e Astypalea sono ben più selvagge, meno organizzate e curate in ogni angolo a favore di foto perfette. Questo è proprio il motivo per cui le abbiamo amate, ma valutate se questa tipologia di isola può fare per voi.
  • Volontariamente, abbiamo indicato soltanto le spiagge più turistiche, evitando di menzionare piccole cale che desideriamo in qualche modo proteggere e lasciare eventualmente alla vostra autonoma (e ben più soddisfacente) scoperta.
  • Per arrivare ad Amorgos abbiamo volato da Malpensa a Santorini, dove abbiamo dovuto pernottare una notte per via di orari incompatibili col traghetto. L’indomani abbiamo preso un traghetto veloce con Seajet, che ci ha portato in poco più di un’oretta al porto di Amorgos, Katapola. Da Aegiali, sempre ad Amorgos, abbiamo invece utilizzato il traghetto Blue Star Naxos, grazie a cui, in circa due ore, siamo giunti ad Astypalea. Questa isola, invece, è servita da un aeroporto: da lì, tramite uno scalo ad Atene, siamo tornati a Malpensa con la compagnia aerea Sky Express. Il sito che vi consigliamo di consultare per prenotare i traghetti è questo.
  • Per girare entrambe le isole abbiamo prenotato dall’Italia, e noleggiato un auto con le compagnie locali FmRent a car ad Amorgos e Vergoulis ad Astypalea. Non abbiamo avuto problemi con nessuna delle due, e guidare su entrambe le isole è abbastanza semplice, anche con una vettura di cilindrata ‘normale’. Fate attenzione – specie ad Astypalea – a non finire in strade impervie o troppo sterrate (il car rental vi darà comunque una mappa chiara su dove non andare!). Girare con i bus del trasporto pubblico locale, da quanto abbiamo potuto osservare, è soggetto a rigidi orari, come è normale che sia, ma possibile. Ad Astypalea è attivo un servizio di navette elettriche dal nome Astybus, a cui si acccede scaricando la relativa app.
  • Nella stragrande maggioranza dei casi, né ad Amorgos né ad Astypalea è necessario prenotare ristoranti.
  • In quasi tutte le spiagge nominate esiste una porzione attrezzata e una libera (non dimenticatevi l’ombrellone e un sasso con una fune a cui ancorarlo durante le giornate di vento!). Salvo qualche eccezione, c’è almeno un chiosco per acquistare dell’acqua o fare un pranzo leggero.
  • Per quanto riguarda il meteo, l’unica cosa di cui vi dovete preoccupare ad Amorgos e Astypalea è il meltemi. A seconda del punto da cui soffia, imparerete a scegliere le spiagge del nord piuttosto che quelle a sud. Chiedete ai locals dal primo giorno per sapervi orientare oppure scaricate una delle tante app specializzate in venti!

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Road trip in Abruzzo: itinerario, borghi e ristoranti da non perdere nell’entroterra /road-trip-abruzzo-itinerario-borghi-ristoranti-entroterra/ /road-trip-abruzzo-itinerario-borghi-ristoranti-entroterra/#respond Thu, 03 Jul 2025 01:50:00 +0000 /?p=87220 State programmando il vostro road trip in Abruzzo? Ecco l'itinerario e i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare nell'entroterra!

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Tra le regioni forse meno esplorate d’Italia c’è, ingiustificatamente, l’Abruzzo: terra al contempo di mare e montagna, con una salda storia alle spalle e una tradizione gastronomica incredibile, questa meta riserverà, a chi la saprà apprezzare, gioie e sorprese uniche. Se non si fosse capito, non ci capitava da tempo di rientrare così entusiasti e arricchiti da un viaggio, quindi vi suggeriamo di mettervi comodi e prendere appunti! Ecco il racconto del nostro road trip in Abruzzo, l’itinerario e i nostri consigli su cosa visitare e dove mangiare nell’entroterra.

Road trip in Abruzzo: l’itinerario perfetto tra borghi, natura e cibo che merita davvero

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram e alle stories in evidenza dedicate proprio all’Abruzzo!

Abruzzo
Castel del Monte | © Caterina Zanzi

Una settimana in Abruzzo: cosa visitare

  • GUARDIAGRELE. Uno di quei borghi che sembrano usciti da una cartolina d’altri tempi, con botteghe specializzate in rame battuto e vicoli silenziosi in cui pare tutto si sia cristallizzato. Arrivate fino alla terrazza panoramica per capire perché D’Annunzio la chiamava “la terrazza d’Abruzzo”. Nei dintorni ha casa anche l’azienda vinicola Masciarelli, per una sosta ‘vinesca’ di livello.
  • FARA DI SAN MARTINO. Un minuscolo paesino che è un’ottima base per scoprire il parco della Maiella e, soprattutto, passeggiare fino al sentiero che conduce, passando dalle Sorgenti del Fiume Verde e tramite una sequenza di Gole, all’Eremo di San Martino in Valle, incastonato nella roccia. Ovviamente, se passate di qui dovete fare scorta di pasta, visto che a Fara se ne produce tantissima! Extra tip: per reintegrare immediatamente la camminata, munitevi di panino con la porchetta all’alimentari del paese!
  • PESCOCOSTANZO, RIVISONDOLI, ROCCARASO, CASTEL DI SANGRO. Una sequenza di borghi in quota – parecchio frequentati in inverno – dove si respira aria buona e si mangia pure meglio. Roccaraso è perfetta per chi ama le camminate estive in montagna, mentre Pescocostanzo merita una sosta in tutta tranquillità per i suoi palazzi signorili e l’artigianato in filigrana.
  • PACENTRO. Una delle cartoline più suggestive d’Abruzzo, da cui si gode di una splendida vista soprattutto da una delle torri del suo Castello Caldora, da cui si può ammirare un paesaggio straordinario. Noi ci siamo innamorati delle sue costruzioni in pietra chiara e degli innumerevoli scorci medievali.
  • SULMONA. Sì, è la cittadina dei confetti (celeberrimi quelli di Pelino), ma è piacevole anche soltanto per una camminata nel suo elegante centro storico.
  • ALTOPIANO DI NAVELLI. Navelli è forse uno dei borghi più autentici d’Italia, circondato da campi di zafferano (impossibile tornare senza una scorta!) e silenzio. Nei suoi dintorni non perdetevi l’Oratorio di San Pellegrino (chiamate in anticipo per capire se i volontari hanno previsto una visita guidata in quel giorno, perché solo così lo si riesce a visitare), la “Cappella Sistina d’Abruzzo” che vi lascerà a bocca aperta. Inoltre, poco distante scorre il Tirino, uno dei fiumi più limpidi d’Europa. Qui si può fare canoa tra simpatici uccelli e acqua trasparente, affidandosi a una delle associazioni che organizzano escursioni, tra cui spiccano Majellando e Il Bosso.
  • ROCCA CALASCIO. Il simbolo dell’Abruzzo selvaggio: una rocca medievale a 1.460 metri di altezza, raggiungibile solo a piedi con una breve passeggiata. L’atmosfera è da film, e non a caso ci hanno girato Ladyhawke e Il nome della rosa. Consigliamo un giro all’alba o al tramonto per un effetto ancora più forte.
  • CAMPO IMPERATORE. Uno sconfinato altopiano lunare in cui sentiamo di aver lasciato un pezzetto di cuore. In cui poter o passare in auto, magari con una playlist studiata per l’occasione, o organizzare dei trekking (come quello verso l’Osservatorio Astronomico, il Rifugio Duca degli Abruzzi e fino al Monte Portella o quello verso il Lago Pietranzoni e Piana di Campo Pericoli). La tappa che più è valsa il viaggio.
  • CASTEL DEL MONTE. Questo ennesimo borgo incastonato nel Gran Sasso, parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, sembra un presepe aggrappato alla roccia e vi conquisterà col suo silenzio e i suoi strettissimi vicoli, non ne abbiamo dubbi.
  • L’AQUILA. Una città che sta ancora provando a risorgere dopo il terremoto del 2009, con un centro storico che è un mix di ferite e tentativi di rinascita e che, in ogni caso, non vi potrà proprio lasciare indifferenti.
  • SANTO STEFANO DI SESSANIO. Un borgo diffuso incredibilmente suggestivo e poetico, ristrutturato nel rispetto dell’identità originale, anche grazie al progetto di recupero del Sextantio. Fermatevi a bere qualcosa e ad assaggiare il suo fiore all’occhiello nonché presidio Slow Food: le piccolissime e deliziose lenticchie, di cui fare grande scorta nelle botteghe artigianali che troverete sparse tra le sue vie.

Altri posti da vedere se hai più tempo:

  • Lago di Scanno e Lago di San Domenico
  • Villetta Barrea
  • Gole del Sagittario
  • Eremo di Santo Spirito
  • Bucchianico
  • Campli
  • Castelli

Una settimana in Abruzzo: dove mangiare

  • PASTICCERIA LULLO (Guardiagrele). Storica e amatissima, regina delle sise delle Monache e del famoso torrone di Guardiagrele, Lullo – la cui famiglia si tramanda ricette da generazioni – è il luogo per una colazione o merenda che sa di Abruzzo autentico. Entrando, il profumo di dolci fatti a mano sarà sensazionale.
  • TRATTORIA DAL PAGANO (Palombaro). Nel cuore della Maiella, questa trattoria ci ha conquistato coi suoi primi piatti preparati con farine locali (su tutte, quella di Solina), e in particolare con le sagne e le sue devastanti vrache di mulo, una pasta fatta in casa la cui forma ricorda le briglie del mulo e che viene condita con un ricchissimo sugo a base di carne, funghi e panna. Costo medio bere a parte: 15-20€.
  • REALE (Castel di Sangro). Vorremmo tanto potervi dire che durante questo viaggio ne abbiamo approfittato per una cena al Reale, nostro sogno proibito, ma la verità è che siamo capitati in un periodo di chiusura. Speriamo voi sarete più fortunati e vi potrete regalare un’esperienza in questo tre stelle Michelin guidato dallo chef Niko Romito.
  • DA GIOCONDO (Rivisondoli). Un’istituzione della montagna abruzzese che ha bisogno di ben poche presentazioni. Il menu di questa trattoria famigliare in cui si sta un gran bene è una dichiarazione d’amore alla cucina locale più autentica: fettuccine al ragù di agnello, tagliolini al tartufo, arrosticini, spezzatino di cinghiale e verdure di campo. Le porzioni sono generose, i sapori decisi, e tutto ha quel tocco rustico che mette voglia di ordinare il bis o di tornare subito, anche la sera successiva. Costo medio bere a parte: 35€
  • L’ANTICA LOCANDA (Pacentro). Un locale sospeso nel tempo e gestito da una proprietaria appassionata, che non lesinerà certamente sui dettagli circa la provenienza e la preparazione dei vari ingredienti, tutti locali e frutto di una grande ricerca. Si può scegliere tra due menu fissi da diverse portate che includono salumi e formaggi, frittelle di verdure selvatiche, pasta fatta in casa con porcini e tartufo, agnello e pecora alla brace. Wow. Costo medio bere a parte: 35€.
  • ANTICA TAVERNA DI NAVELLI(Navelli). Un piccolo gioiello tra i campi di zafferano e in cui, appunto, è questa spezia la protagonista indiscussa: dai ceci alla chitarrina, passando per il purè di fave e le polpette al sugo, tutto ci è parso incredibile. Alla fine chiedete il liquore tipico, anch’esso allo zafferano…da volare via! Costo medio bere a parte: 25€.
  • RISTORO MUCCIANTE (Campo Imperatore). Tappa irrinunciabile tra le vette di Campo Imperatore: un self‑bbq in quota dove si può scegliere tra arrosticini, salsicce e carni locali da grigliare poi in autonomia sulle braci all’esterno. Un’esperienza bucolica, originale e molto gustosa che non ci scorderemo mai!
  • LA LOCANDA SUL LAGO (Santo Stefano di Sessanio). Un agriturismo da poco gestito da un team di ragazzi davvero appassionati, in cui abbiamo mangiato divinamente. Indimenticabili le tagliatelle 30 tuorli con zafferano e stracotto d’agnello, sicuramente uno degli highlight di questo nostro road trip in Abruzzo. Costo medio bere a parte: 30€.
  • L’ELISIR DEL POETA (Santo Stefano di Sessanio). Non è corretto dire che all’Elisir del Poeta “è come essere a casa” perché la stanza in cui si mangia è letteralmente parte della casa di Andrea e Barbara, coppia alla guida di questo locale vegetariano con un ricco menu fisso a base di ingredienti locali e verdure in arrivo dal loro orto. Non vi spoileriamo troppo di questa (incredibile) esperienza, ma vi raccomandiamo solo di prenotare con largo anticipo. Costo medio bere a parte: 50€.

EMIDIO PEPE (Torano Nuovo). Chiudiamo in bellezza questa galvanizzante lista di ristoranti in Abruzzo che abbiamo provato con il tempio del vino abruzzese: Emidio Pepe, cantina leggendaria, botti secolari, vini artigianali naturali che se non conoscete…dovreste proprio (soprattutto il suo Montepulciano)! Qui, oltre alla visita in cantina, si può anche pranzare o cenare (e soggiornare!), in un contesto incantevole che ci ha davvero lasciati senza parole. Costo medio bere a parte: 60€.

Altri ristoranti del road trip in Abruzzo che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Villa Maiella (Guardiagrele)
  • La Grotta dei Raselli (Guardiagrele)
  • Da Paolino (Pescocostanzo)
  • Bio Agriturismo Valle Scannese (Scanno)
  • Il Borgo dei Fumari (Prata d’Ansidonia)
  • Antiche Mura (L’Aquila)
  • La Tana degli Orsi (Isola del Gran Sasso)
  • La Bandiera (Civitella Casanova)
  • Perilli Arrosticini (Castilenti)
  • Sott’a la Cerqua (Manzitti)

Altre info utili sul viaggio in Abruzzo

  • ITINERARIO. Per arrivare in Abruzzo in auto da Milano abbiamo fatto un paio di tappe tra andata e ritorno per non stancarci troppo e approfittarne per visitare altre bellezze sul tragitto. Quale migliore occasione per una tappa in Romagna, alla scoperta di Cesenatico, Santarcangelo di Romagna e Rimini (con sosta obbligatoria da Lucio)? Al ritorno, invece, ci siamo fermati nelle nostre amate Marche, per visitare Lame Rosse, il Tempio del Valadier e le Grotte di Frasassi. Entrambe ottime scelte che rifaremmo altre mille volte! Infine, l’Abruzzo – oltre al mare – ha tantissime altre zone e borghi dell’entroterra che ahinoi, per ragioni di tempo, non abbiamo potuto visitare: siate curiosi e scegliete in base a cosa vi attira di più!
  • ALLOGGI. A livello di alloggi, tenete presente che le strutture non abbondano particolarmente, anzi, e che in varie tappe di questo road trip in Abruzzo capiterà di dovervi accontentare scegliendo tra quello che c’è sulle principali piattaforme, e che comunque andrà benone. Ci sentiamo comunque di suggerirvi alcuni posti in cui abbiamo soggiornato, dove ci siamo trovati bene o benissimo. A Fara di San Martino siamo stati bene in questo affittacamere con uno splendido affaccio sulla Maiella. Scendendo ancora verso Castel di Sangro, siamo stati ospiti di questa bellissima masseria, arredata con gusto e gestita da una famiglia deliziosa.

    In zona L’Aquila siamo stati felici di aver scelto il Convento di San Colombo a Barisciano, una struttura semplice in ottima posizione in cui rilassarsi davvero (in alternativa, qualora vi sentiste più posh, c’è il sempre ottimo Sextantio – la stessa insegna di Matera – a Santo Stefano di Sessanio). Infine, risalendo verso le Marche, in zona Teramo, ci siamo fermati a pranzo, come vi raccontavamo poco più su, e poi a dormire da Emidio Pepe: voto dieci.

    Se ricalcherete il nostro stesso viaggio, a Cesenatico invece abbiamo scelto Locanda Remare, proprio sul porto canale, mentre nelle Marche abbiamo fatto due bellissimi stop da Interno Marche, un hotel-museo incredibile che ci ha invitato alla sua scoperta, e da quei cuori di Djenga Rock’n Rooms.
  • RISTORANTI&CUCINA. Nell’entroterra abruzzese, come è logico che sia, si mangia tanta carne, ma anche, fortunatamente, tantissime verdure e, soprattutto, legumi: vegetariani e vegani avranno sempre innumerevoli opzioni (e che opzioni!) in menu tra cui scegliere!
  • STAGIONI. Questo road trip in Abruzzo ha avuto luogo in una settimana di fine aprile, quindi relativamente in bassa stagione, rivelatasi perfetta sia a livello di clima (t-shirt e felpa o giacca da jeans, al massimo, specie nelle zone più in altitudine) che di affluenza: difficilmente in estate troverete questa calma!

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I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 /10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/ /10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/#comments Thu, 19 Dec 2024 08:16:47 +0000 /?p=83218 È tempo di bilanci: ecco quali sono stati i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 e i relativi piatti che mi hanno conquistata!

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Eccoci qui, come ogni dicembre, a guardarci alle spalle per fare un piccolo bilancio eno-gastronomico di quello che abbiamo assaggiato negli ultimi 365 giorni: in questo articolo trovate i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024: quelli che, in sostanza, mi hanno colpita per la loro proposta e in cui sono stata bene.

E i vostri quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023, 2022 e 2021!

I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2025

Fat Sam at the Winery

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare un po’ sostanzioso, ma accompagnando il tutto coi vini naturali, non è affatto scontato. Perché l’hamburger con il pollo fritto che fanno qui è da volare via. Perché si spende il giusto, e anche questo non è scontato.

Bites

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MI PIACE PERCHÉ: Perché il menu è proprio quello che piace a noi, con abbinamenti e ingredienti in arrivo anche da posti lontani. Perché qui siamo certi non vi annoierete, e i piatti non vi faranno rimanere indifferenti. Perché cenare al bancone, in un ambiente così raccolto, è sempre un piacere.

La via della seta

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MI PIACE PERCHÉ: Perché di ristoranti cinesi a Milano ce ne sono tanti, e distinguersi non è facile, ma questo è un posto che invece ce l’ha fatta. Perché il piccante, per noi, non è mai abbastanza. Perché le verdure e i loro condimenti, qui, ci hanno fatto volare.

Botoi

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MI PIACE PERCHÉ: Perché un “one man show” che cucina, serve e rassetta non lo si vede tutti i giorni. Perché è un po’ come mangiare a casa di amici e di questi posti ‘di quartiere’ ce n’è un gran bisogno. Perché quando c’è così tanta passione, bisogna riconoscerlo.

Autem

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MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le cene fine dining che ci siamo concessi quest’anno, questa è stata quella che ha fissato l’asticella più in alto. Perché Luca Natalini, la sua brigata e il personale di sala sanno esattamente come far star bene i propri ospiti. Perché ci siamo divertiti, e non vediamo l’ora di avere un’altra occasione da festeggiare per tornarci.

Okuzashiki Menya Ninomiya

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la proprietà di Kappou Ninomiya è difficile sbagli un colpo. Perché il ramen è sempre una buona idea, specie se preparato come in questo posto. Perché Milano Ovest aveva assai bisogno di un’apertura così giusta.

Azabu 10

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MI PIACE PERCHÉ: Perché qui abbiamo avuto l’impressione di provare realmente qualcosa di nuovo. Perché Andrea Arcieri, di pesce, frollature e metodi di lavorazione, ne sa davvero parecchio. Perché alcuni piatti ci hanno davvero estasiato.

Luckyman Noodles

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MI PIACE PERCHÉ: Perché, dopo Casa Ramen e Casa Ramen Super, avevamo proprio bisogno di un posto così, ma a Milano Sud. Perché Luca Catalfamo mette tutto quello che ha nei suoi patti, e si sente. Perché il suo mazesoba, a poche settimane da questa apertura, è già una hit.

Silvano vini e cibi al banco

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MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le enoteche con cucina questa è la migliore che abbiamo provato quest’anno, e va ben oltre a questo concetto ormai tanto di moda. Perché le materie prime sono deliziose, e i piatti proposti mai banali. Perché l’atmosfera è molto piacevole e, in estrema sintesi, qui si sta davvero bene.

Onda

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MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le nuove aperture, è tra quelle che ci hanno convinto di più. Perché la loro pasta e fagioli con astice la vorremmo trovare a casa tutte le sere dopo una giornata fuori. Perché abbiamo voglia di tornarci presto, e non capita così spesso.

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati i ristoranti a Milano che hai preferito nel 2024 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

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I 10 migliori libri che ho letto nel 2024 /10-migliori-libri-2024/ /10-migliori-libri-2024/#comments Thu, 12 Dec 2024 06:00:00 +0000 /?p=83219 Fine anno, tempo di tirare le fila sulle letture! Ecco i 10 migliori libri che ho letto nel 2024 e che vi consiglio!

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Se volessimo riassumere il mio 2024 libresco in termini quantitativi – cosa del tutto inutile – direi che è stato un anno in cui ho letto più del consueto; se invece volessimo fare un bilancio qualitativo – già più utile – direi che negli ultimi mesi ho azzeccato le scelte, e ho trovato pagine che mi hanno intrattenuto, interessato, curato e che, in generale, hanno motivato il tempo che ho deciso di dedicargli. Quindi, siccome è stato un buon anno, ecco 10 titoli che per me sono stati i migliori libri che ho letto nel 2024 (a questo link trovate tutti i titoli degli scorsi anni, mentre a questo link la nostra vetrina con molti altri spunti)!

I 10 migliori libri che ho letto nel 2024

Tutta la vita che resta

Libri migliori 2024

Partiamo da un libro immenso, quello di Roberta Recchia, in assoluto forse la miglior lettura di questo 2024: una storia dolorosissima (trigger warning: violenza, stupro, dca, uso di droghe…) – strano da parte mia, ahah! – capace di tenerti aggrappato alle sue pagine fino all’ultimo. Recchia scrive davvero bene, i suoi personaggi sono irresistibili e magnificamente caratterizzati, la trama è incalzante e fatico davvero a trovare un neo a questo titolo, fatta forse eccezione per un finale non del tutto indimenticabile.

TUTTA LA VITA CHE RESTA

Intermezzo

Libri migliori 2024

Chi è la scrittrice dei Millennial? Sally Rooney, senza ombra di dubbio. Anche in questo suo ultimo romanzo, e forse ancora più che in tutti gli altri, Rooney è in grado di farci identificare nei suoi personaggi con evidenti problemi di comunicazione, ammaccati dopo un lutto, ma a cui è impossibile non volere bene. Tutto è estremamente relatable, a partire da quando solo sfioriamo le persone che amiamo, quando in realtà vorremmo solo aggrapparci a loro. Il piantino finale è d’obbligo.

INTERMEZZO

Santi e bevitori

Ho deciso di recuperare, in colpevolissimo ritardo, Lawrence Osborne, partendo dal suo ultimo titolo, Santi e bevitori. “Un viaggio alcolico in terre astemie” in cui l’autore, grande bevitore, cerca di attingere spunti e segreti da chi, invece, non può o non vuole bere. Il risultato è uno scritto ironico, schietto e coltissimo, che vi farà viaggiare tra Oriente e Occidente senza muovervi. Consigliato a chi ha un angolo degli alpini in casa. 

SANTI E BEVITORI

Conversations on love

Libri migliori 2024

Un saggio incredibilmente interessante di Natasha Lunn, che si è messa al nostro servizio, raccogliendo variegate testimonianze sul tema dell’amore in tutte le sue forme, dal rapporto col partner a quello con genitori, figli e amici (la bibliografia è fittissima e varrebbe un paragrafo a parte). Un libro che vale come 10 sedute di terapia, pur costando assai meno.

CONVERSATIONS ON LOVE

Parti e omicidi

Libri migliori 2024

Una raccolta di racconti allucinante di un’autrice giapponese allucinata di cui non vedo l’ora di leggere altro. Murata Sayaka, con la sua scrittura magnetica, ci porta in una Tokyo di un futuro non meglio precisato in cui succedono cose strane (ma a ben vedere, neanche così strane), parlandoci delle pulsioni umane, troppo umane, di riprodursi e contemporaneamente distruggersi. Vorrei essere la psicoanalista di Sayaka, ma al momento mi accontento di essere una sua grande fan!

PARTI E OMICIDI

Cucina aperta

Una lettura veramente deliziosa, non necessariamente soltanto per le persone a cui interessa mangiare, e mangiare in un certo modo. A scrivere questa storia è Tommaso Melilli, uno degli chef da cui ho mangiato meglio negli ultimi tempi, che mette insieme in maniera disordinata e ‘selvatica’ pensieri e ricette, Milano e Parigi, e dà voce alla mia salda credenza per cui parlare di cibo è fare cultura, filosofia e politica.

CUCINA APERTA

Quando muori resta a me

Il non detto che si tramanda come se fosse il colore degli occhi, e diventa una muraglia cinese. Il senso di colpa che si ripresenta anche dopo anni. La storia individuale di una famiglia qualsiasi – la nostra – che si mischia alla storia italiana. Tragedia e ironia. Un nuovo straordinario lavoro di Michele Rech capace di far ridere a crepapelle e piangere a singhiozzi, che consiglio anche a chi non ha particolare dimestichezza coi fumetti.

QUANDO MUORI RESTA A ME

Lo statuto delle lavoratrici

Se sottolineassi i libri, questo di Irene Soave probabilmente non avrebbe una riga pulita: sulle sue pagine ho trovato scritte nere su bianco, e in maniera puntualissima, argomentata e con tante fonti a supporto, molte delle riflessioni sul mondo del lavoro che ho fatto, singolarmente, e abbiamo fatto, come generazione. Alcune erano talmente vere da risultare dolorose, ma nel complesso è stata una lettura illuminante che consiglierei a chiunque. Un solidissimo e coraggioso saggio che non annoia mai e che finalmente getta un cono di luce sui soggetti più vulnerabili del mondo del lavoro.

LO STATUTO DELLE LAVORATRICI

Il vecchio al mare

Il nuovo titolo di un autore che su di me esercita un grande fascino, Domenico Starnone, che torna a raccontare, con la sua prosa raffinatissima, di un tema ben poco sexy, la vecchiaia, ma anche di amore, famiglia e vita che scalpita anche quando si è un po’ in là con gli anni. Se non avete mai letto nulla di suo, consiglio vivamente di partire da Lacci.

IL VECCHIO AL MARE

Avete presente l’amore?

Quando ho deciso di leggere l’ultima fatica di Dolly Alderton, per me era una prova del nove: della stessa autrice avevo odiato un titolo (Tutto quello che so sull’amore), mentre un altro non mi era dispiaciuto (Sparire quasi del tutto). Questo, che torna a parlare d’amore, dall’originale punto di vista di un uomo 35enne appena lasciato dalla fidanzata, mi ha invece proprio convinto. Una lettura sicuramente non impegnativa, ma perfette per decomprimere, magari tra due storie più intense.

AVETE PRESENTE L’AMORE?

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Un weekend spettacolare a Bormio: cosa vedere e dove mangiare /weekend-a-bormio-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /weekend-a-bormio-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#respond Thu, 21 Nov 2024 06:00:00 +0000 /?p=82812 Siamo stati per un weekend a Bormio, in Valtellina, una meta che ci ha conquistato col suo buon cibo e vino, il relax e la natura. Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare!

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Un fine settimana in montagna è sempre una splendida idea, in qualsiasi stagione: siamo stati per un weekend enogastronomico a Bormio, insieme a Braulio, e abbiamo scoperto una meta in cui buon cibo e buon vino vanno a braccetto con natura, passeggiate e relax. Qui è dove vi raccontiamo cosa vedere e dove mangiare in questa perla dell’Alta Valtellina, mentre su Instagram potete avere una preview di quello che vi aspetta in questo reel!

Weekend a Bormio: cosa visitare

  • ALLA SCOPERTA DEL CENTRO MEDIOEVALE. Ritagliatevi un momento per passeggiare tra i vicoli e gli ex palazzi nobiliari di Bormio, borgo medievale a 1200 metri di quota: tra gli highlight, vi segnaliamo la chiesa di Santo Spirito (la “cappella Sistina di Bormio”) coi suoi affreschi incantevoli, i palazzi di via Roma, la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio e, naturalmente, il cuore di Bormio, Piazza Cavour, anche nota come piazza del Kuèrc, con la sua maestosa Torre delle Ore.
  • UNA PASSEGGIATA NELLA NATURA. Nella bella stagione, ma anche prima che cada la neve, non mancano certamente i percorsi di trekking o per ciclisti, per passare qualche ora nella natura. Tra le mete più gettonate, il Passo dello Stelvio, la Val Zebrù (in autunno, quando siamo stati noi, i colori sono davvero magnifici) e la Val di Rezzalo, il Monte Scorluzzo e i Bei laghetti. In centro a Bormio, invece, ha casa il Giardino Botanico Alpino Rezia in cui scoprire oltre 500 specie floristiche.
  • UNA VISITA IN CANTINA DA CASA BRAULIO. Proprio in via Roma, in un bellissimo palazzo al civico 27, si può prenotare a questo link una visita alle cantine in cui, da 150 anni, il celebre amaro bormino viene invecchiato in botte: un’esperienza che vale la pena di fare, sia per scoprire le sue erbe e piante officinali (alcune delle quali rimangono segrete!) e il procedimento attraverso cui si giunge al Braulio ‘classico’ e al Braulio Riserva, sia perché sono state recentemente rinnovate per assicurare un’esperienza interattiva e multisensoriale interessante e divertente! Nello shop attiguo è possibile anche acquistare un souvenir da portare a casa.
  • QUALCHE ORA DI RELAX ALLE TERME. Vi avevamo già parlato anni fa in questo articolo delle Qc Terme
    Bagni Nuovi
    e Vecchi (questi ultimi, in un edificio in stile Liberty, sono i nostri preferiti), che si aggiungono alla Terme comunali, alimentate dalle acque termali che sgorgano dalle fonti in zona. Godetevi qualche ora di stacco da tutto in saune, bagni turchi, grotte e salette relax, oltre che nella vasca panoramica con una vista mozzafiato sulla natura circostante del Parco Nazionale dello Stelvio.
  • UN PO’ DI SHOPPING. I migliori acquisti che potrete fare saranno, ovviamente, quelli a tema eno-gastronomico. Tra gli indirizzi che vi consigliamo di visitare per le scorte da riportare a Milano ci sono sicuramente il Panificio Eredi Romani per comprare le bonette di Bormio, ovvero torte artigianali in tanti gusti diversi – marmellata ai frutti rossi, mele, pere e cioccolato, grano saraceno e marmellata di lamponi – e la Pasticceria Pozzi, per provare la copeta, due ostie che tengono insieme un mix esplosivo di miele e frutta secca. Per bresaola e salumi (ma anche per la pesteda, un mix di spezie valtellinese di cui ci siamo innamorati e con cui condiremo qualsiasi cosa d’ora in poi), invece, lo stop da fare è dal Salumaio Boscacci per bresaola, salumi e slinzega, mentre per formaggi (bitto, casera e latteria über alles), miele, marmellata, sottoli, tisane e caramelle al pino, il nome da segnare è La Sceleira. Se prima di partire voleste mangiare un panino al volo, La Cooperativa ne fa di atomici. Infine, per riportare a casa qualche souvenir o fare incetta di libri (la selezione è veramente curata), vi consigliamo di fare un salto da Metallia.
  • FARE SPORT. Anche per gli sportivi, le opzioni non mancano, tra sentieri per il trekking, piste da sci (dove peraltro si correranno alcune gare delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026), pareti per l’arrampicata, percorsi da fare in bicicletta e campi da golf.
  • GIRETTI CULTURALI. Se dovessero capitarvi giornate di brutto tempo, a Bormio si può anche fare qualche giro culturale grazie al Museo civico, in cui trovate tanti reperti e oggetti d’epoca per fare un tuffo nella cultura bormina di un tempo, e al Museo Mineralogico e Naturalistico, punto di riferimento per gli appassionati del genere che espone oltre 14mila cristalli e minerali delle vallate circostanti.

Weekend a Bormio: dove mangiare

  • AGRITURISMO BAITA DE L’ALL. In questo agriturismo (con camere deliziose) e ristorante sperduto nel nulla potrete assecondare ogni vostro desiderio di coziness, sia in estate che, a maggior ragione, con la neve. Il paesaggio su cui affaccia è indescrivibile, e al suo interno si respira un’atmosfera montanara autentica e curatissima. Abbiamo provato tante specialità locali tra cui gli sciatt, i taròz (sfere di saraceno) su fonduta di scimudin e pancetta croccante, e anche loro maestà i pizzoccheri. Sbalorditivi i dessert, a cui consigliamo di abbinare un goccio di Braulio per concludere in bellezza; per accompagnare il pasto, invece, si può scegliere da una cantina con a disposizione centinaia di referenze, tra cui un ottimo Rosso della Valtellina su cui ci siamo orientati noi. Prezzo medio 35-40€ bere a parte; menu degustazione disponibili.
  • ENOTECA GUANELLA. In pieno centro a Bormio, invece, ha casa uno dei ristoranti storici del paese, che si è sviluppato attorno all’incredibile enoteca con una proposta a metà tra Lombardia e Piemonte. Ottimi i primi piatti, ma anche e soprattutto le carni, tra cui il brasato e la guancia di manzo con polenta. Ambiente elegante ma non troppo impettito e servizio cortese fanno il resto. Prezzo medio 45€ bere a parte.
  • AGRITURISMO RINI. Immerso nei prati di Bormio, Rini è un celebre indirizzo sia per dormire che per mangiare, parte anch’esso, come i ristoranti precedentemente citati, del circuito Essenza del tempo a cura di Braulio. Nelle sue stanze in legno ben curate potrete assaggiare alcune portate tipiche tra cui salumi di loro produzione e formaggi di malga, tortini di verdure e piatti più impegnativi come lo gnocchetto spatolato bormino con radicchio, bitto e speck. Prezzo medio 45€ bere a parte.
  • UN PRANZO IN BAITA. Per un’occasione speciale in famiglia o una giornata di team building coi colleghi, diverse baite nei dintorni di Bormio offrono esperienze che prevedono transfer, trekking e pranzi o cene in baita preparate da chef privati. Noi siamo stati in una di queste in Val Zebrù, tramite l’associazione Guide Bormio, che ci ha fatto passare una splendida giornata tra momenti di cervo-watching (la zona ne è piena!), polenta taragna davanti al camino e curiosità sulla vita in montagna. Da ripetere!
  • SKIANTA. Per un après-ski o un dopocena davanti a un drink, questo bar che affaccia su una piazzetta tranquilla, è l’indirizzo giusto.

Altri ristoranti che ci sono stati suggeriti ma che non abbiamo fatto in tempo a provare:

Altre info utili sul viaggio a Bormio

  • Per arrivare a Bormio da Milano considerate all’incirca 3 ore di strada. Se non avete la macchina, potete optare per il treno con capolinea Tirano (da cui parte il Trenino Rosso del Bernina, trovate qui la nostra guida a riguardo) e poi proseguire con una mezz’oretta di bus.
  • Sulla strada per arrivare o tornare da Bormio potete fare una pausa a Morbegno, Tirano (sempre seguendo i nostri consigli!) o Grosio, fermandovi al Giardino Roccioso Nicola Di Cesare, un luogo magico in cui una parete rocciosa è stata trasformata in un’opera d’arte in continua evoluzione.
  • Abbiamo alloggiato all’Agriturismo Rini, che vi abbiamo già suggerito per la sua cucina. Ma qui si sta un gran bene anche per dormire: le camere sono molto spaziose e, nonostante la loro semplicità, molto confortevoli. Anche la ricca colazione con prodotti del territorio è un must!
  • Qualora vi fermaste per più giorni, da Bormio si possono raggiungere diverse altre località interessanti tra cui Livigno e Santa Caterina Valfurva.

Questo articolo è in collaborazione con Braulio.

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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