Dalla pizzeria d’asporto più chiacchierata della Barona alle osterie in Porta Venezia, passando per l’indirizzo dedicato al formaggio in Susa, fino ai locali di cucina regionale a Porta Romana o alle proposte del Mercato Isola. In questo settembre abbiamo provato tanti ristoranti a Milano anche molto diversi tra loro, di cui vogliamo condividere le nostre impressioni, alcune entusiaste, altre un po’ meno. Buona lettura e prenotazioni, lasciateci un posticino libero!
10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente
Nino – Osteria con Cucina
osteria |📍Porta Venezia
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Tra i ristoranti a Milano, Nino – Osteria con Cucina è sicuramente una delle aperture più chiacchierate di quest’estate, grazie soprattutto alla compagine di proprietari, gli stessi della nostra amata Osteria alla Concorrenza e, in generale, alla stretta parentela di chi ci lavora e chi lo frequenta con Trippa, Kanpai e Frangente, di cui vi parliamo proprio un po’ più sotto. Anche la zona è simile – siamo sempre a Porta Venezia, in via Nino (nomen omen) Bixio -, così come l’estetica calda e vagamente nostalgica (a farla da padrone una boiserie recuperata da una passerella di moda, vinili jazz, luci basse e un bancone che invita alle chiacchiere), mentre l’intenzione appare vagamente diversa: la vocazione di Nino non sembra quella di stupire, ma di far star bene, rilassati, nel chill, direbbero quelli con qualche anno in meno.
Intenzione che riesce a tratti: il locale è piccolo e con tavoli un po’ troppo ravvicinati, eppure piacevole e il servizio disteso e cortese (al netto di qualche piccola scivolata attribuibile alla naturale necessità di rodare). Siamo stati due volte in due occasioni diverse e abbiamo apprezzato la cucina stagionale, in alcuni casi ottimamente riuscita (uovo sodo con nduja e pecorino, torta di piccione, melanzane, menta e agro di mosto e cipolla con vongole da piangere su tutti), in altri casi un po’ meno (calamarata con salsiccia, melanzane e finocchietto selvatico o riso soffiato con uova di trota, decisamente troppo asciutto).
Il vero punto di forza, comunque, ci è parso il vino: la carta è curata, orientata al naturale, con etichette artigianali e qualche sorpresa per chi ama bere bene; e, soprattutto, è la presenza dell’oste, Enricomaria, vecchia conoscenza dietro il bancone dell’Osteria della Concorrenza, a fare la differenza in quanto a consigli e racconti.
Passiamo ai prezzi: come spesso accade nei ristoranti dove il vino ha un ruolo centrale, il conto finale dipenderà molto dalla bottiglia che sceglierete. Nel complesso, a noi sono sembrati leggermente sopra la media rispetto alle porzioni non generosissime e all’esperienza complessiva, ancora con qualche margine di miglioramento.
Alba Pasta Bar
chiosco |📍Mercato Isola
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Il Mercato Comunale all’Isola inizia a prendere una forma davvero interessante, complice uno degli ultimi arrivi tra i ristoranti a Milano, Alba Pasta Bar, e i suoi due giovani chef – Tommaso Sorgentone e Francesco Brasile – che portano la loro esperienza pregressa da Spazio (sulle cui ceneri stiamo tuttora piangendo) in un format semplice ma curato. Il focus è sulla pasta fresca fatta a mano, ma l’offerta va oltre: piattini da condividere, verdure, carne e pesce.
La pasta che abbiamo scelto era davvero ottima – nel nostro caso, uno spaghetto quadrato al burro acido, limone e bottarga e dei tortelli di borragine e ricotta al burro e salvia – ben mantecata, saporita, con cottura perfetta, così come la salsiccia cruda di bra e tuorlo marinato, con cipolla rossa in agrodolce. Ma a sorprenderci sono state soprattutto le verdure, cotte con attenzione e valorizzate da condimenti mai banali: carote arrosto, labneh, capperi e sommaco, ma anche zucchine marinate alla menta e insalata di radicchio, ricotta, agrumi e alici.
L’ambiente è quello del mercato, di cui vi abbiamo già raccontato: si ordina direttamente al banco e ci si può accomodare ai tanti tavoli in condivisione sia all’esterno che all’interno della struttura, stuzzicando qualcosa dagli altri locali, o scegliendo una bottiglia di vino dal banco enoteca accanto, Celeste. E i prezzi? In linea con la zona e il format, ma non proprio da pausa pranzo quotidiana: si va dai 13 ai 15 € per i primi, dai 4 ai 9 € per i piattini, e qualcosa in più per i secondi. Per una cena completa, con un paio di piatti da condividere e un primo a testa, si può considerare una spesa media di 20/25 € a persona.
Say Cheese Bistrot
bistrot per tutte le occasioni |📍Susa
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Con un colpevole ritardo, tra i ristoranti a Milano abbiamo finalmente provato questo che, per la particolarità della sua offerta, avrebbe meritato la nostra attenzione molto prima. Say Cheese è infatti un ristorante che, dai taglieri ai risotti, dagli hamburger alle paste, propone solo specialità in cui il formaggio è sempre uno dei protagonisti. L’ambiente è carino e rilassato e, anche grazie a un bel dehors, ricorda un bistrot francese.
La nostra cena è iniziata con un tagliere creato scegliendo 4 varietà da un vastissimo elenco di formaggi freschi, semi-stagionati, stagionati ed erborinati; siamo poi passati a dei gustosissimi crostini con pomodorini gialli, alici e stracciatella, ai mac and cheese con jalapenos e bacon (un comfort food che non sapevamo di amare), all’ottima tartare con fonduta di pecorino e, per finire, un sorbetto al limone (questo fortunatamente senza formaggio).
Noi siamo stati proprio bene e non possiamo non lodare un locale con un’identità così forte, ma al contempo con un’offerta duttile che si presta a un pranzo veloce, a un aperitivo con un tagliere e un calice di vino (la cantina è fornitissima e comprende decine di etichette) o a una vera e propria cena come nel nostro caso.
Say Cheese è anche una bottega in cui comprare (ovviamente) formaggi, ma anche salumi, conserve, oli e vini. I prezzi sono corretti (per una cena spenderete circa 40 euro a testa), ma tenete presente che potete spesso prenotare con il generoso sconto di The Fork (sono accettati anche i punti Yums) per rendere il conto finale decisamente più leggero.
Bettola Siciliana
ristorante regionale |📍Porta Romana
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La gastronomicamente brulicante via Muratori, già votata alla cucina regionale (per esempio, col calabrese Dongiò e il pugliese Fratelli Torcinelli) si è da poco arricchita di un nuovo avamposto tradizionale, questa volta siciliano, con l’apertura di Bettola Siciliana, in cui l’intenzione è quella di “celebrare la cucina autentica siciliana”. L’auspicio si trasformerà in solida realtà?
Per scoprirlo iniziamo condividendo qualche antipasto, a cominciare dagli ottimi involtini di pipiruna, farciti con pecorino, uva sultanina, erbe e mollica di pane e da una semplice ma deliziosa insalata di patate, fagiolini, olive, pomodori e cipolla. Incuriositi, ci lasciamo tentare da due capisaldi siculi: la parmigiana di melanzane, qui proposta sia nella versione classica sia in quella al cartoccio per cui optiamo, in virtù di una vagheggiata leggerezza. L’avremmo forse preferita un po’ più calda, ma ci convince ugualmente: si sente che i singoli ingredienti sono di ottima qualità. Il piatto del giorno, però, si rivela essere il calamaro ‘nbuttunato, vale a dire ripieno di pinoli, caciocavallo ed erbe, davvero morbido e servito su un letto di finocchi e arance. Deliziosi anche i dessert.
Il servizio cordiale e un conto corretto da 35-40 euro bere a parte completano il quadro di un ristorante in cui, avendo voglia di Sicilia, non stenteremmo a tornare, magari per provare uno dei primi che, almeno a una prima lettura del menu, paiono davvero invitanti.
Pantera Pizza Rustica
pizzeria d’asporto |📍Barona
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Premessa: chi scrive ha vissuto la Barona degli ultimi 15 anni e l’ha vista anche profondamente cambiare, osservando da umarrel la costruzione forsennata di palazzi costosi e la chiusura di pizzerie di quartiere sostituite da nuove realtà come Pantera Pizza Rustica.
Pantera però non è un nome nuovo: a Roma stava alla Garbatella dei Cesaroni, poi alcune delle sue teglie ultrasottili sono finite davanti al Circo Massimo. Oggi ha riaperto in Via Pestalozzi, proprio in Barona, “quartiere milanese dei rapper”. E non a caso: oltre ai Fratelli Trecca (genitori 1 e 2), tra i soci troviamo il rapper romano Noyz Narcos; Andrea Corona, che ha dato vita al noto Propaganda; e Alessandro Villata, regista e proprietario di Circus Studios a Milano. Gente che, insomma, l’hype attorno a un progetto lo sa creare, anche piuttosto facilmente in una città che ci casca spesso.
Il locale è un buco molto curato, proclama sin da subito la sua pizza come “la migliore della città”, e all’esterno c’è sovente un po’ di gente (spesso con tanti tatuaggi e cappellini) in piedi o seduta sul marciapiedi con un cartone in una mano e un pezzo di pizza dall’altro.
La pizza è venduta al trancio, ovviamente è “romana”, sottile e servita da personale piuttosto simpatico. L’ultima volta, come sempre, siamo passati per l’asporto. Abbiamo preso una coca cola (in vetro perché, paradossalmente, il mood è da vetro) e sei pezzi belli unti. Con delle grandi differenze: mentre le pizze con base bianca sono buone, quelle con base rossa (ma anche la gusto “melanzane”) sono davvero notevoli, filiformi e croccanti. I prezzi dei tranci vanno dai 3 ai 6 delle “baciate”, che torneremo a provare insieme ai supplì a 3 euro.
Autoproclami a parte, Pantera è davvero un buon posto per uno sfizio serale, soprattutto col borsone della palestra ancora al collo o se non si ha voglia di preparare la cena. P.s. per un buon aperitivo a poco, in un posto gestito da persone che vorresti abbracciare, il Cafè Sawa, proprio lì accanto, vale parecchio.
Damaschino Red Roast
cucina mediorientale |📍Cimiano
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Se avete letto il nostro articolo sui migliori kebab, sapete quanto amiamo i falafel: in questo piccolo, tra i ristoranti a Milano in via Palmanova, ne abbiamo assaggiati alcuni tra i più buoni di sempre. Potrebbero bastare queste tre righe per convincervi a visitare Damaschino, ma il locale offre molto di più: tante specialità della cucina siriana e mediorientale come hummus, kebbeh, fatteh, shawerma e tanti altri piatti di carne alla griglia e allo spiedo.
Noi, oltre ai falafel, abbiamo mangiato il fattoush (l’insalata con cetrioli e ravanello), lo shawerma di pollo con riso e verdure, gli sfilacci di spiedo di manzo e il gigantesco piatto arabic pollo composto da piadine di shawerma, patatine, verdure e 4 salse (tra cui un hummus incredibilmente gustoso e saporito, che merita una menzione speciale).
Aldilà però delle pietanze di spicco, il resto si è rivelato gradevole ma non indimenticabile. Quello che non dimenticheremo invece sono le porzioni: calcolate bene il vostro livello di fame prima di scegliere, perché i piatti sono parecchio abbondanti e potreste correre il rischio di ordinare troppo e di dover chiedere una doggy bag per la cena o per il giorno dopo. Il servizio è gentile, ma i tempi di attesa ci sono sembrati un po’ troppo lunghi anche se questo è sicuramente una dimostrazione di come tutti i piatti vengano preparati al momento. I prezzi, già onesti in partenza, sono ulteriormente abbassati dallo sconto The Fork e con meno di 30 euro a testa vi pagherete il pasto da Damaschino e probabilmente anche i pasti successivi a casa.
Giacomo Rosticceria
rosticceria con dehors |📍Risorgimento
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Via Sottocorno potrebbe anche chiamarsi via Giacomo, dato che qui hanno sede Da Giacomo Ristorante, Giacomo Pasticceria, Giacomo Bistrot, Giacomo Tabaccheria e Giacomo Rosticceria. Ed è proprio di quest’ultimo, tra i ristoranti a Milano, che torniamo a parlarvi, dopo averne già scritto in un articolo dedicato a 15 gastronomie e rosticcerie che ci piacciono. Ci siamo infatti tornati per cena e possiamo confermare di amare questo posto alla follia. D’altra parte, quando il buon cibo viene gustato all’interno di un’incantevole cornice, si respira un’atmosfera rilassata e informale e il servizio è cortese e caloroso, non può che essere altrimenti.
Entrando nel piccolo locale si viene accolti dal banco in cui sono esposte la gran parte delle prelibatezze disponibili (sia per l’asporto che per la consumazione in loco) e dallo spiedo per i polli. A seguire una saletta e, sulla sinistra, l’accesso alla nostra area preferita: il delizioso cortile coperto, disseminato di tavolini tondi, solo parzialmente coperti da tovaglie bianche e rosse.
Stiamo già sorseggiando del buon rosé, ma senza dubbio la vera felicità arriva insieme al primo morso delle incantevoli crocchette di patate e mentuccia. Anche l’insalata russa non ci delude, così come il vitello tonnato e le alette di pollo piccanti con patate al forno. Avremmo voluto assaggiare anche le arancine, le melanzane alla parmigiana, i pomodori ripieni, i mondeghili….ma eravamo pur sempre in due e abbiamo dovuto contenerci; tanto ci saranno altre occasioni per farlo.
In generale i prezzi delle pietanze oscillano tra i 6 e i 16€, e le porzioni sono generose, quindi il conto può rimanere anche parecchio basso. A farlo lievitare, ça va sans dire, sono i vini (peccato non ci sia lo sfuso; ci starebbe proprio bene qui). Diciamo che, comunque, escluse bevande si può tranquillamente uscire più che soddisfatti spendendo 25/30€. Posto perfetto per godersi un pranzo o una cena nella bella stagione; sconsigliato, invece, per gruppi sopra le quattro persone.
Antica Osteria del Mare
ristorante di pesce |📍Naviglio Pavese
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Per la nostra cena di redazione prima dell’estate abbiamo scelto un locale che ci ispirava da tempo: l’Antica Osteria del Mare, classico ristorante di pesce affacciato sul Naviglio Pavese. Il menu è incentrato sulla cucina sarda, ma non solo: grande attenzione agli antipasti e alle crudités, una buona varietà di primi piatti e qualche frittura.
Essendo una tavolata numerosa, come potete immaginare abbiamo assaggiato diversi piatti, iniziando con dei deliziosi scampi all’algherese con pomodori e cipolla, polpo con patate, capesante gratinate e delle memorabili alici fritte. A seguire ci siamo tutti orientati sui primi: molto buoni gli spaghetti alle vongole (con e senza bottarga), delicati — forse fin troppo — quelli con tartare di gambero rosso e pecorino sardo, saporita ma non indimenticabile la fregola ai frutti di mare, su cui sapete che abbiamo standard altissimi.
Sarà la tovaglia bianca, sarà il banco del pesce all’ingresso, saranno i dettagli marinareschi sparsi per le sale, il risultato è un ambiente accogliente e caloroso, scaldato anche da un servizio gentile e simpatico che non si risparmia su consigli e suggerimenti. La sala più grande è anche affacciata su un giardino interno che la rende ancora più gradevole. Considerando di accompagnare la cena con del vino bianco e di chiuderla con un amaro, tenete conto che sarà facile arrivare a un conto finale intorno ai 70€ a persona.
Maison Gourmet
ristorante italiano |📍Barona
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In Barona, a due passi da Pantera Pizza Rustica, ha trovato da qualche mese casa anche Maison Gourmet. Il posto, anche se si nota l’impegno, non è totalmente di nostro gusto, così come l’estetica del menu. Ma, alla fine, chi se ne importa. In una città piena di posti curatissimi dove ti ritrovi a spendere cinquanta euro per tre piattini e un calice di vino, finendo a riempirti di pane o con la voglia di un kebab appena uscito, un ristorante “di quartiere” per niente pretenzioso, con porzioni abbondanti e personale premuroso, è il benvenuto. A noi lo ha consigliato un’amica entusiasta soprattutto della loro pizza piuttosto sottile e digeribile.
Quando qualche settimana fa siamo andati a cena, lei ha preso degli spaghetti alle vongole saporiti e imponenti, noi una buona grigliata di pesce e una di carne, e delle verdure alla griglia come contorno. Abbiamo poi aggiunto un quartino di vino e, quando abbiamo chiesto del pane, ci hanno portato della focaccia appena sfornata e ancora rovente. Per concludere, tre caffè. Conto finale: circa 30 euro a testa e nessuna voglia di andare a prendere un kebab dopo.
A dirla proprio tutta, i piatti ci hanno fatto tornare in mente quei ristoranti sul mare anni Novanta dove si andava con i genitori: menu infinito, tovaglia e nessun fronzolo. Con la differenza che nei ristoranti a Milano il mare davanti non c’è, e in carta – in questo specifico caso – ci sono anche tante opzioni gourmet dove il protagonista è il carciofo. Insomma, un mix tra nostalgia e tentativi di modernità. E visto che Maison è relativamente vicino casa, approfittando dello sconto su The Fork, torneremo a testarlo ancora quando la fame è tanta.
Frangente
cucina contemporanea |📍Repubblica
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È passato qualche anno dalla nostra prima visita da Frangente, ristorante di cucina contemporanea in zona Repubblica guidato dall’ex Ronchettino Federico Sisti, e della stessa proprietà di Kanpai e Osteria alla Concorrenza. Quattro anni fa, poco dopo la sua apertura, raccontavamo di piatti che non avevano saputo emozionarci e di un locale forse ancora alla ricerca della sua identità, impressioni che ci sentiremmo di sottoscrivere anche dopo questa nostra ‘incursione’.
L’esperienza al bancone è sicuramente interessante e ve la suggeriamo – vedere la brigata all’opera è sempre affascinante – e gli sforzi di Sisti sia nel far stare bene gli ospiti sia nella ricerca della materia prima sono innegabili. Eppure, nessuno dei piatti provati (dai fiori di zucca con mascarpone, ricotta, melanzane e zucchine, alla pasta mista con crema di fagioli, ragù di cozze e calamari, nervetti di vitello e fino all’entrecote di giovenca con peperoni arrosto) conteneva in sé quella spinta in grado di renderlo memorabile, fatta eccezione per un delizioso e tenerissimo calamaro con cicoria, acciughe, aglio, olio e peperoncino.
Si beve molto bene (eccellente sia la carta dei vini che la drink list, con un Milano-Rimini incredibile grazie anche al vermouth Dibaldo) e l’atmosfera è piacevole, ma forse non è sufficiente, anche a fronte di un conto che difficilmente si attesterà sotto i 50€ bere a parte.
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