Redazione – Conosco un posto https://godsgift.cyou Thu, 12 Mar 2026 09:59:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Redazione – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-marzo-2026/ /ristoranti-a-milano-marzo-2026/#respond Thu, 12 Mar 2026 08:02:58 +0000 /?p=91190 Un nuovo vietnamita dalle specialità autentiche, uno storico indirizzo con una nuova gestione e molto altro: ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese.

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Un nuovo vietnamita che ci è parso autentico, uno storico indirizzo ma con una nuova gestione, un ristorante da occasioni speciali che però non ha soddisfatto le aspettative, e un locale che ha aperto il suo secondo spazio in cui finalmente sedersi comodi: in questa nuova compilation di ristoranti a Milano molto diversi tra loro siamo rimasti, tirando le somme, nel complesso piuttosto soddisfatti! Curiosi di saperne di più? Basta continuare a leggere!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Enoteca Cotti

enoteca con cucina |📍Brera
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Per anni è stata ‘solo’ un indirizzo da segnare quando si parlava di acquistare del buon vino a Milano, una di quelle enoteche storiche di Brera in cui entrare con un’idea precisa in testa e uscire con una bottiglia sotto braccio (ve ne avevamo parlato nella nostra guida del quartiere di Brera). Oggi, però, Enoteca Cotti ha cambiato proprietario e anche un po’ pelle, aprendo finalmente le porte alla mescita e a una cucina essenziale ma ben pensata, pur senza tradire il suo passato. La location resta la stessa, affacciata su via Solferino, elegante e un pochino ingessata, con interni che raccontano una storia fatta di boiserie in legno, altezze importanti e un’atmosfera da grande classico milanese; al posto delle vecchie scaffalature, tavoli e tavolini ad accogliere i clienti. Ci siamo stati praticamente subito dopo l’apertura e l’impressione è stata quella di un posto già perfettamente centrato.

Il menu è semplice ed essenziale, e ruota attorno ad alcuni grandi classici della cucina milanese, ma non solo: cicoria ripassata, zucchine alla scapece, delle (ottime) crocchette alla carbonara, vitello tonnato, pollo alla cacciatora e moscardini alla luciana, con un costo a piatto dagli 8 ai 16€; su tutti, non perdetevi il toast con comtè, sormontato da una montagna di culatello, perfetto per accompagnare qualsiasi calice. E a proposito di calici, la selezione vini è ovviamente uno dei punti forti: ampia, curata, con bottiglie che parlano a un pubblico anche molto diverso, e vanno dai grandi nomi a etichette più ricercate. Qui basta alzare gli occhi e scegliere la bottiglia dalle pareti che ne sono letteralmente ricoperte, ma anche il sommelier si è dimostrato capace nel consigliarci un’ottima etichetta (nel nostro caso, un metodo classico Pas Dosè di Casa Zuffada, Oltrepò Pavese).

Il risultato è un indirizzo per un aperitivo post‑ufficio, in una zona che mancava di enoteche e locali in cui intrattenersi volentieri una volta terminata la prima bottiglia. Insomma, un nuovo inizio per una storica insegna di Brera, che temevamo ne stravolgesse lo spirito, e invece ne ha mantenuto l’autenticità con un guizzo di freschezza.

Fiorin Fiorello Fiore

enoteca |📍Cinque Giornate
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E sempre a proposito di enoteche, in zona Anfossi, Fiorin Fiorello Fiore è una recente apertura che da fuori rischia quasi di passare inosservata, e che invece all’interno riserva grandi sorprese: tendaggi che scaldano l’ambiente, vinili in bella mostra che dichiarano una certa idea di serata, pochi tavoli che trasmettono subito intimità. Il primo punto forte è infatti proprio l’atmosfera: sala raccolta, curata, a cui si aggiunge il piacevole dehor. Poi c’è questa naturale predisposizione alla musica: non si definisce “listening bar”, ma sarebbe inutile negare una certa vocazione a serate con sottofondi musicali, fino a veri e propri dj set.

Sul cibo meglio arrivare con aspettative corrette: la carta è particolarmente risicata, più da accompagnamento che da cena. Noi abbiamo optato per il carciofo ripieno, le costine di maiale glassate, tartare di carne e toast. E sì: anche qui il toast è stato il nostro piatto preferito, complice anche l’imburrata generosa del pane (starà forse diventando il piatto di punta delle enoteche di Milano? Crediamo proprio di sì).

Detto ciò, qui si viene per bere bene. La corposa carta vini è il cuore del posto: ampia, ambiziosa, e raccontata da una selezione di oltre 300 etichette. C’è senz’altro una certa tendenza verso bottiglie dal valore importante, ma con un po’ di attenzione e il giusto consiglio si riescono a scovare anche scelte accessibili e molto interessanti. E infatti il vero plus è chi ti guida: menzione al sommelier bravissimo (vecchia conoscenza di Ostreria Fratelli Pavesi), che ti sa leggere in faccia cosa hai voglia di bere anche quando non lo sai tu. E infatti, tra i calici bevuti qui, ci sono alcune delle etichette migliori assaggiate negli ultimi mesi.

Insomma, soprattutto con la bella stagione per provarne anche il cortile, torneremo forse non per il cibo, ma senz’altro per berci un ottimo vino, accompagnato, perchè no, da un’altrettanto ottima scelta musicale. Ah, ultimo consiglio: lo troviamo proprio un posto perfetto per un date!

10_11 (Portrait)

cucina italiana |📍San Babila
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La cornice del Portrait, l’hotel dei Ferragamo in corso Venezia, è sempre splendida, va detto. Qui, oltre all’albergo, hanno sede – a mo’ di girotondo attorno all’ampio porticato, diversi negozi di lusso, una spa, un bar (il divertentissimo Rumore), un ristorante di carne (il Beef Bar, di cui vi avevamo raccontato – bene – qui un paio di anni fa) e un altro ristorante italiano, il 10_11. Celeberrimo e discussissimo per via della sua pasta in bianco a 26€, per la sua mastodontica colazione (120€ per due persone) e per il lussureggiante brunch (95€), il 10_11, come tutto il contesto di riferimento, ha dalla sua un’atmosfera davvero unica, che – mantenendo l’allure di un ex Seminario di cui ha preso il posto – può contare su arredi sofisticati, un meraviglioso giardino e un servizio sicuramente assai premuroso.

Siamo stati per un pranzo speciale in famiglia che, se per atmosfera ci ha convinto, per quanto riguarda il cibo non ci ha saputo emozionare: la carta si muove nel perimetro del più puro classicismo (uovo morbido, tartare, pollo alla griglia…), rifuggendo qualsivoglia tipologia di guizzo. I piatti in arrivo al nostro tavolo, quelli che, facilmente, potrebbero essere replicati nelle cucine di casa: dei mondeghili (per carità, ben fritti), un vitello tonnato, la ribollita, e poi le paste, che dire semplici è dire poco. Lo spaghetto al pomodoro e la pasta in bianco, mantecata al tavolo con un pathos francamente anche un po’ eccessivo, sono buoni nella loro elementarità, ma nulla di più. Il conto, per contro, è sostanzioso, proporzionato a un posto di questo tenore: difficile uscire sazi spendendo meno di 70€ bere a parte. Torneremmo? Sì, ma forse più per un drink o una merenda.

Jiao 10

ristorante cinese |📍Sarpi
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Passeggiando per Paolo Sarpi (anche in questo caso, vi lasciamo la nostra guida di zona per destreggiarvi al meglio tra le sue viuzze), ci siamo imbattuti in una recente apertura che richiama l’attenzione per il taglio un po’ più curato della media dei locali di zona: così abbiamo scoperto Jiao 10, in via Morazzone 10, piena Chinatown. Qui gli ambienti sono piacevolmente moderni, con un’atmosfera più da bistrò e, spoiler, anche un conto che si posiziona di conseguenza (non eccessivo, ma leggermente sopra la media; considerate che noi abbiamo speso per una cena completa circa 35€, vino incluso).

La cucina è quella regionale del Sichuan, il menu più ristretto rispetto a tanti altri ristoranti della stessa tipologia (nota che abbiamo personalmente apprezzato), ma con delle proposte originali e molto appetitose; noi abbiamo iniziato con i ravioli aperti di manzo, classici fagiolini con macinato di manzo, per poi proseguire con gamberi in salsa di tuorlo d’uovo, e manzo, peperoncini e fuoco di Sichuan In tutti i piatti il peperoncino è parte predominante dell’esperienza, quindi amanti dei sapori delicati e poco piccanti, prego astenersi (o per lo meno, fatevi consigliare dal gentilissimo personale di sala quali piatti siano più adatti a voi!).

Insomma, Jiao è un indirizzo che alza leggermente l’asticella, soprattutto per quanto riguarda il servizio e l’ambiente, e lo consigliamo per le serate in cui oltre alla sostanza di un buon piatto di cucina cinese (con una bella dose di piccantezza), volete coccolarvi anche in una location curata. Noi amiamo sempre molto cenare al bancone, e anche in questo caso ci siamo trovati benissimo!

LaViet

cucina vietnamita |📍Gioia
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Sì ok che voglia di pho, ma quale sarà la pronuncia corretta? È con questa domanda che abbiamo varcato la soglia di questo piccolo ristorante vietnamita aperto da un paio di mesi in zona Gioia. Non fate troppo caso all’ambiente che, seppur sforzandosi, non può essere definito più che ‘carino’ e concentratevi sul menu, un bel viaggio tra ravioli, involtini, insalate, zuppe e altre specialità tipiche del Vietnam. Giusto il tempo per tessere le lodi dello spettacolare frullato di mango preso come bevanda che sono arrivati gli antipasti, tra cui non sapremmo scegliere il più buono tra gli involtini di carta di riso ripieni di gamberi e verdure da intingere in una buonissima salsa alle arachidi (vi sfidiamo a non sporcarvi mentre li mangiate!), le bruschette di pane croccante con manzo marinato e i bocconcini di pollo fritto accompagnati da maionese agli agrumi.

Ovviamente, dopo esserci accertati con la gentilissima ragazza in sala della giusta pronuncia, non potevamo non assaggiare il pho: noi abbiamo preso la versione con fettine di carne crude, cotte drettamente nel brodo e quella con manzo scottato e polpette ed entrambe ci hanno decisamente convinto: le tagliatelle di riso sono fatte in casa, la carne gustosa e il brodo è delicato ma al contempo saporito e sarete comunque voi, grazie ai condimenti (coriandolo vetnamita, peperoncino, menta, salsa sriracha) serviti a parte, a decidere il grado di sapidità e piccantezza della vostra zuppa. Chiedondoci cosa c’entrassero con il Vietnam le Galatine che vengono offerte alla cassa, abbiamo pagato un onesto conto di circa 30 euro a testa e siamo usciti contenti. Certo, non è il posto per una cena speciale, ma se cercate un locale senza pretese con una cucina leggera, gustosa e molto comfort, passate senza indugi da La Viet.

Trattoria La Sciura

cucina italiana |📍Zona Magenta
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In una delle zone in cui è più densa la presenza delle tipiche signore milanesi chic ed eleganti, perché non aprire un ristorante che si chiama La Sciura? È quello che avrà pensato il proprietario di Ghe Sem (rip) quando ha deciso di cambiare completamente format, virando su un progetto più tradizionale e locale. Qui tutto è confortevole e senza sorprese, nell’accezione più positiva possibile: lo è l’atmosfera, con una bella colonna sonora di classici italiani anni 60 e uno splendido tono di verde negli arredi a rendere l’ambiente calmo e rilassante (anche se forse un po’ troppo buio); lo è il servizio, amichevole, professionale e diretto; lo è, ovviamente, il menu con i classici della cucina lombarda divisi nelle tranquillizzanti – e sempre più rare – sezioni di antipasti, primi, secondi e dolci.

Noi abbiamo assaggiato un tagliere di salumi accompagnato da focaccia calda e giardiniera (quanto siamo contenti quando troviamo la giardiniera in un menu!), ottimo ma – a differenza delle altre portate decisamente importanti – un po’ troppo scarso di quantità; abbiamo proseguito con il risotto alla milanese che, grazie a una cremosità e cottura perfette, ha già scalato la classifica dei nostri risotti più amati, con una buonissima tartare di vitella Verzese con tuorlo fritto e senape e con una guancetta di manzo con polenta che si scioglieva in bocca e che non avrebbe sfigurato in un rifugio alpino. Mentre concludevamo il pasto con un’eccellente panna cotta, avevamo già in mente di ritornare per provare l’enorme cotoletta che vedevamo sfilare verso gli altri tavoli e che promette anch’essa di entrare tra le nostre preferite. Anche i prezzi sono rassicuranti, soprattutto considerando un quartiere in cui un panino può costare fino a 10 euro: qui con una quarantina di euro a testa sarete più che soddisfatti.

Gastronomia Palazzi

gastronomia-bistrot |📍Risorgimento
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Dopo Rosticceria Palazzi (storica rosticceria che ha di recente cambiato gestione, e che vi avevamo nominato sin nei nostri consigli sulle migliori gastronomie e rosticcerie di Milano), Palazzi si è allargata con un secondo indirizzo che, più che “seconda sede”, risponde alla necessità di sedersi davvero e godersi un pranzo. Siamo in Piazza Risorgimento, e accanto alla gastronomia dove si può acquistare e portare via (anche bottiglie, conserve e pietanze pronte), c’è il bistrot pensato per consumare sul posto, con servizio al tavolo e l’insegna che chiarisce subito il mood: “bar à vin & lasagna” (è forse questa una poesia?).

Il bello è che l’impostazione rimane fedele alla filosofia Palazzi: menu costruito alternando piatti da spiluccare e condividere (dai 5 ai 12 €), qualche piatto del giorno più sostanzioso (dagli 8 ai 18€), e una base di classici che tornano (quasi) sempre in carta e che ricordano i pranzi della domenica in famiglia (dai 12 ai 17 €, per darvi un’idea dei prezzi). Noi abbiamo ordinato il gratin dauphinois, mondeghili (davanti ai quali non riusciamo a trattenerci, e questi erano davvero pazzeschi!), riso al salto croccante al punto giusto, seppie grigliate ai broccoli, con olive e olio piccante (per davvero!), e poi lasagne al ragù (che qui sono una grande certezza) e un purè a dir poco memorabile. Sul vino, la scelta può spaziare su un bel numero di etichette, concentrate in Italia, ma anche, o soprattutto, sulla Francia; noi abbiamo scelto Bulles de Roche di Thierry Germain, una bollicina gastronomica, perfetta per accompagnare il nostro pranzo.

Ultima e onesta menzione al servizio, che abbiamo trovato molto giovane e spesso un po’ distratto, con dimenticanze e tempi di attesa molto dilatati: niente di drammatico, ma si percepisce che è un meccanismo che deve ancora rodare un po’, e sembra mancare una figura di riferimento che sappia “tenere” la sala. Detto questo, l’atmosfera resta piacevole, simile ad un bistrò parigino (ma con le lasagne, eheh) e il posto ha tutte le carte per diventare uno dei nostri indirizzi preferiti per i pranzi del weekend!

Trattoria del Nuovo Macello

cucina milanese |📍Calvairate
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Provare nuovi ristoranti è sicuramente una delle nostre attività preferite, ma quanto è bello avere certezze in cui rifugiarsi, sicuri che non si rimarrà delusi dall’esperienza vissuta? Proprio per questo motivo, per festeggiare un compleanno, abbiamo deciso di tornare a cena in uno dei migliori ristoranti a Milano, secondo noi. Alla Trattoria del Nuovo Macello, infatti, si mangia una delle cotolette più incredibili mai assaggiate in città ma anche un risotto alla milanese indubbiamente squisito. 

Aperta nel 1928 e ubicata in zona Calvairate, questa storica trattoria milanese negli anni ha saputo mantenere una qualità altissima, diventando un’istituzione e un punto di riferimento sia per i milanesi doc che per chi nel capoluogo lombardo è solo di passaggio ma è in cerca di un’esperienza culinaria tipica, autentica, senza sbavature. Noi, per iniziare, abbiamo condiviso la loro giardiniera, il salame cremonese dell’azienda agricola La Malintesa e dei deliziosi mondeghili con salsa agrodolce di pomodoro e carote, per poi proseguire con una porzione intera e due mezze porzioni di risotto con stimmi di zafferano, burro superiore e Lodigiano riserva; la trippa con fagioli dall’occhio, aneto, limone e grana Lodigiano; una cotoletta di vitello alta e con osso (si può avere anche senza) frollata per 40 giorni e – dulcis in fundo – un gelato di puro pistacchio con salsa di cioccolato fondente e pistacchi salati e una particolarissima meringata allo zola

Per quanto elencato, oltre a tre calici di bollicine (c’era da festeggiare!) e una bottiglia di rosso, il conto finale è stato di 225€ (75€ a persona): una cifra che si è ben disposti a spendere per mangiare così bene ed essere serviti con cotanta cortesia e professionalità. Ci teniamo inoltre a dirvi che ci siamo trovati benissimo nell’intima tavernetta al piano inferiore, che vi consigliamo di scegliere per la sua atmosfera calda e avvolgente, a cui contribuiscono senz’altro mattoni a vista e luci soffuse

Madama Hostel & Bistrot

brunch |📍Lodi
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In zona Lodi c’è un posto in cui torniamo spesso per il brunch e che, con il tempo, è diventato una certezza. In queste pagine lo abbiamo citato più volte, l’ultima nella guida a Scalo Romana: si chiama Mamada Hostel. È un ostello-bistrot al civico 1 di via Benaco con un bar di quartiere sempre vivo. La frequentazione è varia, e l’atmosfera è quella dei posti semplici ma accoglienti, dove si sa già che si passerà un’ora (o più) piacevole e si mangerà senza spendere una fortuna. Da bere, cocktail senza troppe pretese, birre e vini; da mangiare burger e piatti comfort: il Madama è una buona base anche per aperitivi informali, pranzi e serate tranquille, soprattutto col bel tempo, quando il dehors si riempie fino a tardi.

L’ultima volta siamo tornati in una domenica mattina luminosa, per una colazione lunga che è scivolata verso il pranzo. Abbiamo optato per una English breakfast, sostanziosa e ben fatta, e un tramezzino al tacchino, buono nel complesso, anche se il pane avrebbe potuto essere tostato un po’ di più (un suggerimento che vale, in generale, per il pane servito anche con gli altri piatti). Da bere abbiamo ordinato un caffè americano e una spremuta fresca, e poi abbiamo fatto quello che facciamo spesso: dividerci dei pancake, soffici e che finiscono sempre troppo presto. Il servizio è gentile, l’ambiente informale, e a questo giro abbiamo speso circa 18 euro a testa. Ed è proprio questo il bello del Madama: non sarà il brunch più modaiolo o il migliore della città, ma è affidabile e ha un rapporto qualità-prezzo raro; per noi è uno di quei posti che vale la pena tenersi stretti, insomma!

Antica Hostaria della Lanterna

cucina italiana |📍Ticinese
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Scovare posti come questo è sempre fonte di grande soddisfazione. Situata in una via assolutamente anonima dietro la fermata di Santa Sofia, Antica Hostaria della Lanterna è un locale ‘vecchia Milano’ dall’atmosfera casalinga per noi assolutamente irresistibile.

A pranzo propone un menu fisso da 11€ (!) che include un primo a scelta, acqua, caffè e coperto. I primi piatti tra cui scegliere sono pressoché sempre gli stessi, semplici e soprattutto con porzioni generose che nella maggior parte dei ristoranti milanesi, osterie incluse, sono ormai un miraggio. Siamo stati più volte per pranzi di lavoro e li abbiamo provati tutti: gnocchi zola e pistacchio, gnocchi salsiccia e pomodoro, gnocchi al pomodoro, pasta alla salsiccia, pasta alla disperata (con peperoncino) e pasta al radicchio. Alcune volte potreste esere fortunati e trovare delle proposte del giorno. Possiamo dire che le portate più gustose si sono rivelati gli gnocchi allo zola e la pasta alla disperata. La sera la proposta di menu rimane uguale, con l’aggiunta di alcuni secondi piatti come ossobuco o brasato. Una menzione speciale la merita il tiramisù fatto in casa, davvero eccezionale!

L’atmosfera è molto accogliente e il servizio familiare, informale e gentile. I prezzi sono davvero piccoli per pranzo, considerata anche la zona centralissima, mentre per la sera tenete conto che i prezzi alla carta si aggirano sui 10-12€ per i primi e 16€ per i secondi. Torneremo per la millesima volta? Potete giurarci.

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-gennaio-2026/ /ristoranti-a-milano-gennaio-2026/#respond Wed, 28 Jan 2026 15:37:02 +0000 /?p=90418 Tra un ristorante parigino in hype, una pizzeria romana difficile da prenotare e qualche delusione, abbiamo molto di cui raccontarvi.

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Forse questa è una delle compilation di ristoranti a Milano più “a bocce ferme” e meno complimentose degli ultimi anni, il che significa che abbiamo davvero molto da raccontarvi. All’interno trovate le nostre impressioni non filtrate di un ristorante dall’allure parigina sbarcato in città e già molto in hype, ma anche una pizzeria romana difficilissima da prenotare, o ancora un coreano che, seppur ‘figlio’ di nostre grandi certezze, non ci ha proprio convinto. Buona lettura, ma anche buone (s)prenotazioni!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Kiwon

enoteca con cucina coreana |📍Dateo
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La nostra passione per la cucina coreana è cosa nota, talmente nota, in primis a noi stessi, che appena abbiamo potuto siamo saltati su un aereo per Seul e abbiamo fatto un magnifico giro della Corea del Sud. Rimanendo però su Milano, la nostra storicissima lista dei nostri ristoranti coreani preferiti, a più di 10 anni di distanza, andrebbe sicuramente aggiornata, eppure non siamo sicuri che Kiwon meriti un posto al suo interno.

Nonostante tra i proprietari di questa nuova apertura figurino i medesimi di Gin Mi, apprezzatissimo ristorante coreano in città (e al primo posto proprio della nostra lista), la sua formula, al momento, ci appare ancora un po’ confusa. I piatti in carta sono pochi – cosa che non è necessariamente un male, tutt’altro -, ma le porzioni davvero risicate (i classici ‘piattini’ delle molto in voga enoteche con piccola cucina, così come si auto-dichiara Kiwon), a fronte di prezzi che, al contrario, non lo sono (6€ per letteralmente due, due ravioli e 12 per una pastellina di kimchi ci sono sembrati davvero esagerati). Inoltre, i sapori pilastro della cucina coreana (aglio, fermentati, piccante) ci sono parsi inequivocabilmente e poco coraggiosamente smussati, a favore di un pubblico forse non avvezzo (?).

Attenzione, le portate che abbiamo assaggiato (i mandu e il kimchi gion, appunto, così come i tteokbokki – gli gnocchi di riso tipici coreani saltati in salsa piccante – e una zuppa di carne e spaghetti di patate) non erano in assoluto spiacevoli, anzi, però ci saremmo aspettati davvero molto di più. Il servizio, per contro, è gentile e nel locale si sta bene, anche se si finisce per spendere 35€ bere a parte senza essere nemmeno particolarmente sazi.

Bar Sandøy

Enoteca con cucina |📍Porta Venezia
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E a proposito di enoteche con cucina appena arrivate in città, la curiosità ha avuto la meglio: siamo passati da Sandøy, costola del fratello maggiore Røst (che tanto abbiamo amato qualche anno fa), proprio accanto, al civico successivo. L’ambiente dichiara subito la propria anima domestica: solo sgabelli, una quindicina di posti distribuiti tra mensole e banconi, e un’atmosfera di estrema convivialità.
Qui si viene per un buon bicchiere di vino e condividere qualche piatto, senza la pretesa di una cena vera e propria (anche se, spoiler, per noi è andata proprio così, ma sapete che non è una novità!).

Anche il menu, stampato e appeso al muro, va dritto al punto: poche proposte, aggiornate con frequenza, tra classiconi da stuzzicare e alcuni piatti principali alla brace, di pesce, carne e vegetali. Nel nostro giro di assaggi abbiamo iniziato con le crocchette di prosciutto, le ostriche dello chef, condite con tabasco, zenzero e basilico (anche se segnaliamo uno zenzero decisamente troppo arrogante). Poi è arrivato il Sandoy toast, accompagnato dalla epica doppia panna montata, cannolicchi alla plancha e la zampina di pesce: una salsiccia compatta e saporita, farcita con gli scarti di ricciola.

Capitolo vini: la regia è tutta lì, com’è giusto che sia in quella che nasce come enoteca. La scelta delle etichette orienta inevitabilmente il conto, ma ci sono tante proposte interessanti, senza scelte banali, con un equilibrio tra classici e nuove scoperte. I piattini vanno dai 2 € ai 12 € (il toast), mentre alla brace si parte da 7€ per i vegetali e si arriva a 14 € per il pesce. Non prendono prenotazioni, ma per ora un posto per un calice si trova (quasi) sempre, anche se potreste dover dividere un angolino del bancone. Un dettaglio che a noi, comunque, piace parecchio.

Altatto

ristorante vegetariano |📍Barona
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Per la cena di redazione natalizia siamo tornati da Altatto, uno dei nostri ristoranti vegetariani a Milano preferiti, dove eravamo già stati diverse volte negli anni subito successivi alla sua apertura, in piena pandemia. Ma, questa volta, ci siamo diretti a Milano Ovest, e più precisamente alla Barona (qui trovate la nostra guida di quartiere dedicata!), e non più a Greco, dov’era ubicata la sede precedente. In questi nuovi spazi, sicuramente più ampi e raffinati, l’anima intrinseca al progetto non è però cambiata: la voglia di divertire, stupire e gioire con i vegetali. Si può scegliere tra due menu degustazione (da 4 o 9 portate): noi abbiamo optato per il primo percorso, con la possibilità di integrare con qualche piatto alla carta.

Per iniziare, un sorprendente tempeh glassato cotto alla brace, kimchi e sfoglie di grano duro, e dei cardi in pastella di ceci con pisto napoletano (un mix di spezie partenopee) e delle deliziose cipolle di Montoro sottaceto che vorremmo nella nostra vita. Per proseguire, delle eliche monogramo con burro affumicato, liquirizia e abete bianco (delicate ma giuste, solo ne avremmo desiderate almeno il doppio) e un deludente dolce-non-dolce a base di empanada di zucca e tagete da accompagnare al gelato alla mostarda, sicuramente l’elemento migliore del dessert.

Siamo stati bene, complice anche il servizio come sempre giovane ma puntuale, i vini naturali (di cui però, specie per le bollicine, qualche referenza sotto ai 50€ sarebbe stata sicuramente gradita) e il pensiero (ah, il pensiero!) evidente dietro ad ogni piatto. Rispetto alle scorse volte, forse, ci è mancato il piatto game changer, quello in grado di farci veramente ammutolire di felicità, e un po’ di ‘sostanza’ nelle porzioni, anche in considerazione del fatto che il prezzo del menu da 4 portate (55€ bere a parte) è aumentato, rispetto a qualche anno fa, di una quindicina di euro. Torneremo? Potete comunque scommetterci.

Rovello

cucina italiana |📍De Amicis
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Di Rovello abbiamo sentito lodi sperticate in arrivo sia da ‘comuni commensali’ che da gente del mestiere, ristoratori che spesso lo citano tra i migliori ristoranti di Milano. Per questo motivo, dopo essere stati – senza uscirne altrettanto estasiati – una vita fa nell'(ex) locale a Brera, abbiamo deciso di sondare nuovamente il terreno, questa volta nella nuovissima sede di via Ariberto, in zona De Amicis.

Ci siamo stati, appunto, per un pranzo volante ‘di ricognizione’, con l’idea di assaggiare giusto due piatti e riprendere confidenza col genere: così è stato, e da un menu non troppo esteso e parecchio classico (davvero classico: risotto al salto; cotoletta; tagliata e costata; tartare e vitello tonnato) abbiamo scelto due primi. Una pasta e fagioli vagamente scotta, con guanciale tendente al molle e senza alcun tipo di spinta piccante come invece ci saremmo aspettati; e uno spaghettone con guanciale, pecorino e puntarelle, più a fuoco ma decisamente nella media.

Il servizio è stato molto gentile – anche complice la sala vuota visto l’orario anziano a cui ci siamo presentati – e l’atmosfera decisamente calda, con un bel bancone e dei tavolini decisamente ravvicinati. ll conto non lo possiamo commentare, perché a seguito di un disguido, i due piatti ci sono stati offerti, ma tenete presente che antipasti e primi si aggirano sui 18€, mentre i secondi spostano l’asticella ben oltre i 20 (con l’exploit a 40€ per la cotoletta). Avremo sbagliato a ordinare anche questa volta? Qualcuno ci ha detto che i ‘pezzi forti’ qui sono vino e carne, d’accordo, però per tanto clamore ci saremmo sinceramente immaginati qualcosina in più.

Mochi Mochi

dolci giapponesi |📍Paolo Sarpi
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Mochi Mochi, in Paolo Sarpi, via dello street food asiatico per eccellenza, è uno di quei posti in cui ci ritroviamo a tornare spesso. Sarà la posizione, comoda per una pausa durante una passeggiata in zona, o semplicemente per il fatto che i mochi qui sono davvero buonissimi.

Come al solito abbiamo finito per provare più gusti, perché resistere alla tentazione di questi dolcetti colorati davanti al loro bancone è difficilissimo: da quelli al tè matcha o al cioccolato, passando per quelli ripieni di pasta di fagioli rossi, fino ai nostri preferiti in assoluto, quelli alla panna e fragola e quelli al cocco, che non a caso vanno puntualmente sold out.

Ogni volta il gioco è lo stesso: fingere di volerne mangiarne solo uno e poi finire per comprarne quattro o cinque (nel nostro caso proprio cinque, per una spesa complessiva di 10€ )! Sicuramente, questo piccolo posto è un pit stop perfetto per un dolcino da asporto, una merenda divertente o un fresco fine pasto. Il consiglio è di provarlo durante i giorni feriali, perché nel weekend c’è spesso una lunga fila!

La Rue

ristorante francese |📍Garibaldi
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Vale davvero o è solo hype? È questa la domanda che ci siamo fatti entrando in questo ristorante francese in Corso Garibaldi di cui si è tanto parlato fin dalla sua apertura qualche mese fa. Infatti, la particolarità del locale – che si ispira a una leggendaria insegna di Parigi – è quella di avere in menu una sola scelta, un piatto di entrecôte servito con patatine fritte, il tutto accompagnato da una salsa segreta a base di burro. Il prezzo di 35 euro comprende anche un’insalata con noci e vinaigrette come antipasto, l’acqua e il coperto. Il vostro potere di scelta si limita ai dolci e al vino (c’è anche quello “della casa”!).

Al di là della piacevole – ma tutto sommato trascurabile – insalata iniziale, dobbiamo ammettere che, pur non essendo la migliore mai mangiata, la carne è di buona qualità, abbastanza tenera e gustosa; buonissime senza riserve invece le patatine che accompagnate alla salsa rendono l’insieme molto soddisfacente e godibile. Nei 35 euro è compresa anche la possibilità di fare un bis, cosa che ovviamente ci siamo ben guardati dal non fare. Per testare il menu (solo per dovere di cronaca, eh!) abbiamo assaggiato anche un dolce, una crème brûlée veramente ben eseguita. Il servizio è sicuramente un punto forte, con ragazzi in sala preparati e molto gentili.

Ma quindi, qual è la risposta alla domanda iniziale? Forse non siamo del tutto imparziali: basta un locale dall’atmosfera parigina, una baguette affettata nel cestino del pane e l’immancabile carafe d’eau da bistrot del Marais perché il cuore si sciolga. È vero, con cinque euro in meno il prezzo sarebbe stato più centrato, ma a ben vedere oggi a Milano dove si riesce ancora a mangiare carne di qualità spendendo meno di 40 euro a persona?

Futura

pizzeria romana |📍Isola
💰

Un altro locale davanti al quale ci siamo fatti la stessa domanda sull’hype è Futura, nuova pizzeria romana che ha aperto all’Isola e in cui è ancora difficile trovare posto se non prenotando con almeno un mese di anticipo. Protagonista, qui, è la pizza romana: solo 160 grammi di impasto leggero e digeribile, e bordo bruciato come vuole la tradizione.

Abbiamo esordito con un supplì al telefono con fiordilatte, pomodoro e parmigiano, molto croccante, e un pan suisse al vitello tonnato parecchio gustoso e peraltro perfetto da dividere in due. Abbiamo poi provato tre pizze diverse: marinara in salsa verde, con battuto i prezzemolo (quella che si vede più postata in giro), una margherita con prosciutto cotto e una boscaiola con funghi, ricotta, salsiccia fresca e stagionata e guanciale.

La pizza arriva già tagliata e, nonostante sia effettivamente molto sottile, sazia. Peccato però che si raffreddi con un’insolita rapidità e che le salse sulle marinara, per quanto decisamente fotogeniche, ci siano sembrate un po’ troppo abbondanti.

Passando al bere, da una parte siamo rimasti stupiti piacevolmente per la ricca carta dei vini, ma siamo rimasti altrettanto delusi dalla mancanza di scelta, invece, sulla birra. L’ambiente è abbastanza minimalista e il servizio cortese, con un conto finale che, bere a parte, è stato di circa 25€. Considerato anche i turni di un’ora e mezza, che sono scrupolosamente rispettati, forse il responso finale lo avete già intuito.

Chuck’s

ristorante americano |📍Cinque Vie
💰€€

Chuck’s, la famosa insegna di smashburger di Sidewalk Kitchens, da un paio di mesi ha aperto un nuovo locale in zona Cinque Vie (avete già visto la nostra guida di quartiere, vero?) che, a differenza del fratello maggiore, non offre solo panini, ma un menu composto da classici della cucina USA rivisitati in chiave più contemporanea. Noi abbiamo assaggiato (oltre all’hamburger che ovviamente non manca) gli spaghetti & meatballs e la calamarata vodka sauce.
Non si può dire che la pasta non sia buona – anzi, i piatti sono davvero soddisfacenti! – ma ci è rimasto un po’ di amaro in bocca per una presentazione non abbastanza curata (le foto su Instagram sono un’altra cosa!) e per alcuni dettagli stonati come le polpette degli spaghetti bruciacchiate e troppo secche.

Anche il servizio è da migliorare: i ragazzi in sala sono sicuramente gentili, ma non sono mancate le disattenzioni (i piatti sono stati consegnati a caso senza chiedere di chi fossero). L’ambiente, poi, è sicuramente luminoso e pulito, ma a nostro giudizio un po’ troppo spoglio e freddo (anche nel vero senso della parola visto che si gelava!). Altra nota non troppo positiva sono i prezzi che, seppur in linea con la zona (i piatti di pasta costano dai 15 ai 20 euro) presentano alcune particolarità come l’acqua frizzante più cara di quella naturale. Tutto sommato, però, ci è rimasta la curiosità di tornare per assaggiare altri piatti (come le caserecce Alfredo e la cheesecake) con la speranza di trovare un ambiente più caldo, una maggior cura dei dettagli e un servizio più rodato.

Street

Smashburger |📍Varie sedi
💰

Negli ultimi mesi a Milano le aperture di Street si sono moltiplicate, complice la passione dilagante per Sua Maestà, lo smashburger. Ambienti ordinati e quasi asettici, pochi posti a sedere, servizio rapido e alcun invito a fermarsi a lungo del dovuto: i locali di Street sono molto simili tra loro, e sono il classico posto in cui passare‑ordinare‑mangiare‑ripartire, perfetto soprattutto quando hai un orario da rispettare (tipo, nel nostro caso, un film all’Anteo).

Il menu è concentrato su tre tipologie di smashburger, patatine fritte (con la variante di patate dolci), un sacco di salse tra cui scegliere, e qualche bevanda. Noi abbiamo preso un bacon burger con patate dolci. Le patate sono davvero ben fatte: fritte alla perfezione, croccanti, saporite il giusto. Il panino, invece, fa il suo ma non entra nel podio cittadino: buona la crosticina da piastra, discreta la struttura del pane, condimenti poco presenti, manca forse quel guizzo di succosità e contrasto che ci fa scattare la scintilla.

Insomma, Street interpreta con coerenza l’idea di fast food un po’ pettinato e soprattutto veloce, ideale per una sosta o una pausa pranzo al volo. Considerando il format, i prezzi per un menu completo (patatine, burger e bevanda) non sono proprio bassissimi: €19,90. Ah, come rimpiangiamo i tempi del buon vecchio Happy Meal.

U Spinnu

ristorante siciliano |📍Porta Romana
💰€€

Quando mangi bene, spendi il giusto e ne parli stupito appena esci dal locale con gli amici che erano lì con te, è colpa dello stato della ristorazione di questa città, dell’inflazione o cos’altro? Ce lo siamo domandati, dandoci delle pacche di approvazione – della serie “bravi noi” – una volta usciti da U Spinnu, ristorante siciliano in zona Porta Romana, che abbiamo scelto googlando all’ultimo per un pranzo domenicale un po’ improvvisato e un po’ in hangover, con la voglia di non spendere troppo – e per non troppo, in questa città, si intende circa 30 euro. Che, di per sé, è già una sfida, come raccontavamo qui.

Ora, il posto non è totalmente di nostro gusto, come non lo sono le ceramiche dei piatti, ma ci sono degli elementi, come le classiche teste di moro o le maioliche colorate di ottima fattura a rendere passabile l’atmosfera. Insomma, l’occhio vuole la sua parte, ma a noi interessa anche il resto. Il servizio, per esempio. Il cameriere che ci ha seguito è stato gentilissimo, un po’ forse asfissiante nel volerci spiegare tutto il (non troppo lungo) menu, ma anche un eroe quando ci ha offerto quattro calici per farsi perdonare della non disponibilità di alcuni piatti ordinati (chi aveva detto “beviamo solo acqua”? Noi. Chi ha detto subito, “oh grazie, perché no?” Ancora noi, pagliacci).

Dettagli e servizio a parte, è nella “sostanza dei piatti” che U Spinnu gioca la sua partita migliore. Una menzione la merita sicuramente la caponata siciliana nella variante palermitana, con un sedano molto presente al palato, per un assaggio sorprendentemente fresco. Un’altra agli involtini al pistacchio croccanti il giusto fuori, succosi dentro e dal pistacchio percepibile. E infine, il nostro piatto preferito: tentacolo su letto di cicoria e macco (la classica purea di fave), con una reazione di Maillard sul polpo davvero notevole. Prezzo per capoccia, tolti i calici offerti, attorno alle 25€. Emoticon del violino che suona.

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I 20 articoli più letti nel 2025 su Conosco Un Posto /articoli-piu-letti-nel-2025/ /articoli-piu-letti-nel-2025/#respond Mon, 22 Dec 2025 10:31:38 +0000 /?p=90457 Con la fine dell’anno è arrivato anche il momento di tirare le somme! Tra consigli di indirizzi, spunti per gli acquisti, guide di quartiere e molto altro, abbiamo riguardato gli…

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Con la fine dell’anno è arrivato anche il momento di tirare le somme! Tra consigli di indirizzi, spunti per gli acquisti, guide di quartiere e molto altro, abbiamo riguardato gli ultimi dodici mesi e raccolto i 20 articoli più letti nel 2025 su Conosco un posto! Grazie davvero per essere una community così partecipe, speciale e affezionata, e per accompagnarci ogni giorno in questa ormai avventura ultradecennale. Nel caso vi fosse sfuggito qualcosa o aveste bisogno di un ripasso, ecco quindi – tra evergreen, nuove compilation e contenuti davvero intramontabili – i contenuti sul blog che avete apprezzato, letto e condiviso di più in questo ultimo anno!

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Idee per regali di Natale 2025: 100 sorprese carine da comprare a Milano o online /idee-per-regali-di-natale-2025/ /idee-per-regali-di-natale-2025/#comments Wed, 03 Dec 2025 19:00:00 +0000 /?p=89317 L'articolo definitivo sule idee per i regali di Natale 2025? Eccolo! Qui trovate addirittura 100 belle sorprese per ogni gusto e per tutte le tasche!

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Che siate tra quelli che iniziano la caccia ai doni appena conclusa l’estate o tra chi si riduce immancabilmente agli ultimi giorni, poco importa: le idee per regali di Natale 2025 non sono mai abbastanza! Come ogni anno (potete sempre recuperare anche i nostri articoli precedenti, ricchi di ispirazioni), siamo pronti a darvi una mano con suggerimenti pratici, originali e adatti a ogni budget. Di seguito trovate 100 idee davvero utili, curiose e bellissime da scartare la mattina del 25 (o la sera del 24, a seconda di come gestite la faccenda in casa), acquistabili sia a Milano sia comodamente online. Buona ispirazione!

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Idee per regali di Natale: 100 sorprese carine da comprare a Milano o online

Una diavoleria tech

Iniziamo il viaggio tra i consigli per i regali di Natale tech, proponendovi una selezione di prodotti per monitorare la salute: questa borraccia smart con promemoria per l’idratazione e tracking giornaliero per chi lamenta di non bere mai abbastanza (acqua, stiamo parlando di acqua!); degli Smart Goggles di Therabody con il loro design oscurante e il “massaggio con terapia di calore” integrato; e un sistema per il monitoraggio della qualità dell’aria per dimostrare a vostra madre che non occorre aprire le finestre al mattino per far entrare i pinguini.

A proposito di genitori: se hanno bisogno di un computer ma non si trovano bene con un portatile, la soluzione giusta potrebbe essere questo di Beelink, un mini pc economico e affidabile a cui basterà collegare facilmente uno schermo, una tastiera e un mouse per permettere a vostro padre di chiedervi ancora una volta come funziona lo SPID.

Se invece in famiglia qualcuno è appassionato di gaming, andate sul sicuro con il nuovo ROG Xbox Ally, un potentissimo dispositivo portatile sul quale divertirsi coi giochi Xbox ma anche con quelli per PC Windows.

Ma è arrivato il momento, come di consueto in questa sezione, di dare spazio alla nostalgia: stavolta con questo lettore di musicassette (aka Walkman) che funziona anche come convertitore in file MP3.

Se ci addentriamo, poi, nella zona un po’ più nerd, questo pixel art display è un pannello che con un clamoroso stile pixelloso può mostrare notifiche da social, informazioni da siti come meteo e news e può consentire di creare animazioni e decorazioni luminose. Oggetto inutile? Sì. Ma anche per questo bellissimo.

Infine, concludiamo questa sezione segnalandovi tre negozi a Milano, al di fuori delle grandi catene, in cui trovare idee per i vostri regali di Natale tech: partiamo da PC Frog in piazza Bolivar, per acquistare un PC gaming di ultima generazione; passiamo poi in Chinatown dal mitico J-Fix che, oltre a riparare praticamente qualsiasi oggetto elettronico esistente, propone anche una grande selezione di telefoni, anche ricondizionati e usati; e chiudiamo il tour da Gorillab, un piccolo ma fornitissimo spazio in zona Loreto in cui trovare workstation anche ricondizionate.

Un dono da indossare

Se volete fare un regalo che non finisca dimenticato in un cassetto, puntate su qualcosa da indossare: che sia un gioiello o un abito, se scelto con cura saprà sicuramente far felice chi lo riceve!

Partiamo dai gioielli e dai nostri brand preferiti: dai pezzi artigianali di Giomarrazzo Gioielli alle creazioni eleganti di Perez De Vecchi, passando per le collane personalizzabili di Bauble Bar e ai fermagli giocosi di Cou Cou Suzette, troverete l’accessorio giusto per ogni stile e occasione.

Per chi ama il design contemporaneo, poi, vale la pena dare un’occhiata a Giuro Giuro, alle forme scultoree di So-le Studio, agli anelli super bold di Flavagram e ai ciondoli incantevoli di Giulia Tamburini o Aliita. Su Atelier Molayem, invece, potrete personalizzare i gioielli che sceglierete, rendendo il vostro regalo unico e speciale.

E già che parliamo di brand che adoriamo, non possiamo non citare ancora una volta Lil Milan. Quest’anno, però, c’è una novità: abbiamo anche un codice sconto per voi: CONOSCOUNPOSTO15. Lo potete usare fino al 9.12, e vi darà il 15% di sconto su tutta la loro collezione (esclusi ciondoli di beneficenza LIL Brick, Viola, Boobs, collezione Precious, LIL Cover Ring e Pinky ring nuovi). Andate e fate danni!

Passiamo ora all’abbigliamento. Per chi ama le sorprese, c’è la geniale mystery box di Magliette della Salute (anche se la loro felpa rimane sempre un grande e simpaticissimo must), mentre per la vostra amica che vi fa togliere le scarpe ogni volta che entrate in casa sua, vi consigliamo le ciabatte super chic di Sandy Liang, con tanto di custodia coordinata.

Un capo in cachemire coloratissimo di Surprise Parisi riuscirà invece a svoltare qualsiasi look, e, sempre per un tocco francese, vi consigliamo di dare un’occhiata anche alle proposte di Balzac, di cui noi compreremmo letteralmente tutto.

Per chi vuole osare con dettagli unici, poi, c’è l’intimo creativo di Soft and Wet, ironico e colorato, la collezione holiday di Skims, o i pigiami e l’intimo elegantissimo di Peachaus. Le proposte di Scile Milano e Amiche, in aggiunta, sono super classy e perfette per chi vuole distinguersi.

E se invece cercate un accessorio particolare, vi consigliamo una delle stupende sciarpe di Gaia Segattini, o il foulard di lana di Artknit, elegante e sostenibile, o il cappellino Bisou-bisou. Le proposte di TBCO, invece, giocano con diversi pattern e possibilità di personalizzare il vostro capo con frasi o iniziali.

Se proprio vi piace l’idea della personalizzazione, date un’occhiata anche a questi colletti con i segni zodiacali di Trame Lab, davvero originalissimi, e ai cappellini di Not another bill, un sito che saprà darvi un sacco di idee regalo uniche!

Spostandoci sulle borse, vi suggeriamo due brand artigianali che amiamo molto, Studio Sarta e Vipera, oppure le tote super comode di Multitudes Milano, così come le iconiche Baggu.

E per gli amici freddolosi, ci sono i plaid di Dalfilo: realizzati in lana, morbidissimi e con finiture sartoriali che li rendono bellissimi da vedere. Date, poi, un’occhiata al reparto abbigliamento da casa di Muji, tra pigiami e tute comodissime per chi ama la semplicità giapponese; oppure da Every Girl per un cappellino dal tocco cool. Sennò, ci sono sempre le intramontabili ciabatte Ugg.

Alcune altre idee per fidanzati o amici: gli splendidi pigiami in flanella di Schostal, il cappellino Barbour, il marsupio Patagonia, il pile di Uniqlo o North Face, le pantofole NSE e all’accappatoio coloratissimo di Hommey. Se il budget lo consente, il portacarte di Our Legacy saprà strappare un bel wow a chiunque.

E se vuoi scoprire i migliori negozi dove fare shopping a Milano, abbiamo raccolto tutti i nostri consigli in questa sezione!

Un regalo per nerd

Iniziamo la nostra carrellata di consigli per regali di Natale nerd coi videogiochi: non tutti sanno che con un semplice abbonamento alle piattaforme di streaming si può accedere a un catalogo enorme di titoli, come il classicissimo GTA San Andreas, il nuovissimo Football Manager 2026 o Red Dead Redemption (con Netflix) e a capolavori come Hogwarts Legacy, Skyrim e Kingdom Come Deliverance 2 (con Luna, il servizio di Amazon recentemente rivisto e migliorato). Basterà quindi regalare a vostro nipote un pad wireless come questo (che ha comprato anche Tommy) a un piccolo prezzo, e potrà giocare a decine di giochi direttamente sulla TV o sul tablet.

Ma anche fare un giro sul sito dei nostri amici di Dispensa Vintage è sempre una buona idea per trovare un regalo adatto a quel vostro amico che non è ancora uscito dagli anni 80 e 90. Che dire, per esempio, di questa fantastica spilla di Italia 90 o di questo giocattolo Tomy Modul Auto. Se invece amate il rischio, potreste regalare una Mistery Box Nostalgia Italiana.

Poteva mancare, poi, in questa sezione un salto nel mondo Lego? E infatti eccoci qui anche quest’anno a segnalarvi tre set perfetti per la vostra sorella nerd: la nuovissima nave dei Goonies, la DeLorean di Ritorno al Futuro e questo Game Boy di mattoncini.

Passando ai libri, siamo sicuri che vostro zio appassionato di retrogaming rimarrà estasiato dai libri di Bitmap Books, meravigliosi coffee table books sulla storia di console leggendarie (come il Super Nintendo o il Master System) o di generi specifici (come questo sui videogiochi calcistici). Il vostro fidanzato appassionato di cinema, invece, vi ringrazierà tantissimo per l’ultimo libro de I 400 Calci (il sito internet di riferimento per gli amanti di horror e action) sui film in cui compare Satana.

Se invece avete un’amica appassionata di fantascienza andate sul sicuro con Trilogia Cosmica, un capolavoro di C.S. Lewis, la cui nuova edizione (quanto è bella la copertina?) è appena uscita per Adelphi. In questi lidi, inoltre, Leo Ortolani è considerato un genio: immancabile quindi la segnalazione sulla sua ultima fatica, Tapum ambientata durante la Prima Guerra Mondiale. Infine, per vostro padre cresciuto con i classici Disney, imperdibile questo volume che celebra gli 85 anni di Fantasia.

Chiudiamo proponendovi una passeggiata in città alla ricerca di regali di Natale nerd: partite da Fantamagus in Città Studi per una vastissima scelta di giochi da tavolo; passate poi da Yamato Shop in Porta Venezia, il posto giusto per manga e anime e fate poi un giro sui Navigli da Funside per fumetti e Funko Pop. Proseguite poi il vostro tour da Draft in zona Washington per acquistare un party game e, perché no, per una birretta e concludete la giornata da Nerd Zone a Pero per una selezione di action figure tra le più ampie della zona.

Qualche idea beauty

Chi non apprezza qualche cadeau beauty sotto l’albero? Ecco qualche idea regalo per far felice l’amica glam, la mamma skincare obsessed o lui che ti ruba sempre le creme.

Partiamo dai cofanetti anti-aging che permettono di provare più prodotti, racchiusi in un packaging che fa sempre la sua figura. Alcuni esempi? Il set Kiehl’s – What’s Your Age Again perfetto per una routine completa; Filorga – Time Coffret elegante e ricco di formule anti-age; Travel Kit di Skin1004 per chi ama la K-beauty anche in viaggio. E per chi cerca il lusso, il set Estée Lauder – Supreme Skincare Joys con il celebre olio magico è un regalo da sogno.

Passando al trucco, il set Charlotte Tilbury – Mini Viral Icons racchiude i prodotti iconici del brand, mentre Tarte – Maneater Travel Must-Haves è perfetto per uno sguardo intenso e labbra irresistibili. Per sopracciglia impeccabili, c’è Benefit – Browminoes, mentre il Calendario Glam Cube di Benefit regala 24 sorprese make-up. Per chi ama Rihanna e il suo brand beauty, il Calendario Fenty Beauty + Fenty Skin è un must. E, poi, come perdervi il set Espressoh – Glassy Cheeks & Cherry Lips per un look naturale e luminoso, e il super virale duo labbra Rhode – The Duos firmato Hailey Bieber? E cosa ne pensiamo di questo coloratissimo balsamo labbra al gusto pumpkin pie da usare anche come accessorio da borsetta?

Dopo il make-up, è il momento di prendersi cura anche della chioma con seti irresistibili. Il trio al miele di Gisou nutre e profuma i capelli, mentre il kit di Olaplex è ideale per chi cerca idratazione profonda. Per dire addio al crespo, c’è Color Wow – Tout en Brillance. Se il problema invece è il volume, il set Champo – Pitta Densifying System è la soluzione. E poi ci sono i kit professionali e sostenibili di Davines e i kit con le proposte chic di Ouai, o coi prodotti Bumble and Bumble con linee specifiche anche per chi ha ricci da domare.

Dopo la cura del capello, continuiamo con le coccole per la pelle: il set Sol De Janeiro – Glow Ready With Me è un must, soprattutto per le più giovani, con la celebre crema Brazilian Bum Bum. I sieri di Glow Recipe sono sempre una buona idea, il kit Beauty of Joseon porta la magia della skincare coreana, mentre il trio creme mani di Occitane è perfetto per l’inverno.

Per chi ama invece le fragranze, un regalo utile è il profumo solido di Diptyque, elegante, pratico, e perfetto da tenere in borsa, mentre i bundle di Cra-yon sono ideali per chi ama le note contemporanee. Uno dei kit regalo di Parco 1923 farà senz’altro felice chiunque lo riceverà (noi amiamo il loro detergente mani), mentre Roger & Gallet propone profumi solidi e bagnoschiuma iconici. Per un tocco ironico, c’è Poo-Pourri con il suo spray profumato, mentre Aesop è la scelta chic per chi ama l’estetica anche nei prodotti beauty.

Se invece volete puntare sulle labbra – per un bacio rouge sotto al vischio! – date un’occhiata al lipstick Red Sunset di Byredo e al Gucci Rouge de Beautè, due accessori beauty da tenere sempre in borsa dal design super contemporaneo. E se parliamo di prodotti “virali”, segnatevi il tinted lip oil di Rare Beauty leggero, glossato e irresistibile. Se invece puntate tutto su una pelle luminosa, il set coloratissimo di Tatcha è ideale per chi ama la delicatezza della Japanese beauty ritual; mentre una crema idratante dal packaging coloratissimo di Drunk Elephant è sempre una buona idea!

Ma vogliamo parlare anche di quanto ci facciano sentire speciali i regali personalizzati? Se il budget lo permette, impossibile non pensare a un regalo firmato Dior: dal profumo serigrafato, elegante e intramontabile, a un innovativo cofanetto di biglietti d’auguri profumati farete sicuramente colpo! E già che siamo in tema profumi, che cool il cofanetto su misura di Le Labo per viaggiare che conquista già dal packaging!

Lato uomo, per un regalo originale, il profumo al pistacchio di D.S. & Durga è un pensiero super che, siamo onesti, chi non lo apprezzerebbe! Mentre, per quell’amico che ci tiene alla cura personale c’è il kit di Aesop Party in the Greenhouse che è un trionfo di aromi freschi e vibes botaniche.

Per rimanere sul classico, appuntatevi il sapone da barba in ciotola della Proraso, il kit grooming di Barbour e il set da barba di Barberino’s. Per chi porta la barba lunga e fiera, date un’occhiata anche al set di olii The Groomed Man Co dagli aromi inebrianti; e, per qualcosa di speziato, l’olio da barba Depot allo zenzero e cardamomo conquisterà anche i più scettici.

Per concludere, per capelli sempre in ordine, le pomade profumate e strong hold di Suavecito e Tenax sono un must dal packaging cool, che non vi faranno sfigurare.

Qualcosa di buono da mangiare o da bere

Per chi pensa che il regalo perfetto sia quello che si può gustare, questa è la lista giusta, perché il cibo rende felici proprio tutti!

Partiamo con un po’ di dolcezza: le scorze di clementine ricoperte di cioccolato di Romanengo sono un classico intramontabile, eleganti e profumatissime, mentre la tavoletta di Vanini di cioccolato al latte con biscotto al gusto pan di zenzero farà sorridere tutti. Se vuoi stupire con il design, il cioccolato di Ruvido è un piccolo capolavoro di packaging, mentre i kit degustazione di Bagai sono perfetti per gli eterni indecisi.

Avreste poi mai pensato di abbinare del cioccolato ad un libro? Lavoratti lo ha fatto per voi con il cofanetto speciale di Natale, dove troverete cinque racconti di cinque famosissimi autori italiani, abbinati a cinque tavolette di cioccolato diverse. Per gli amanti delle coccole invernali, il kit di cioccolate in tazza di Cortilia è la scusa perfetta per una serata copertina e divano. E poi ci sono le confezioni natalizie di Bonajuto, Guido Gobino e Amedei: praline e tavolette che soddisferanno proprio tutti i gusti. Ma anche i calendari dell’avvento sono sempre un’idea divertente: Venchi lo propone addirittura in due versioni, classico e Prestige. Ci sono anche le versioni più originali: Nespresso per gli amanti del caffè, Koro per chi è vegano, Fever Tree per chi ama i cocktail, e persino quello di Iginio Massari. Non manca persino la box natalizia per i cagnolini su Hygge Dog, e Toosty, il dentifricio coreano dai gusti incredibili!

Per gli amanti del tè, le idee sono infinite: il calendario di Dammann Frères è raffinato, quello di Kusmi è coloratissimo e pieno di blend particolari. Ma se volete qualcosa di davvero originale, provate Tea Pop: tè su stecco, da sciogliere in acqua calda. E per chi ama le erbe, la box di tisane di Wilden sono sempre un regalo perfetto.

Non dimentichiamo i grandi classici: l’omino pan di zenzero in latta di Marchesi è un’icona milanese, i panettoni sono sempre perfetti (qui trovi la nostra guida), e il pandoro di Cacio Emigrante ripieno di soppressata è la follia gastronomica che lascerà tutti a bocca aperta. Per chi ama le box gourmet, c’è quella di Cannavacciuolo o le proposte di mamma-Cortilia, sempre ricche di eccellenze italiane e delizie che vi consigliamo ormai da anni. E col codice REGALICONCATE avete 15€ di sconto su una spesa minima di 79€ fino al 31.12!

Ma passiamo ai brindisi. Il calendario dell’avvento di Mazzetti d’Altavilla è ideale per chi ama i distillati, con le sue palle di Natale alcoliche di cui i vostri amici non riusciranno più a fare a meno. La grappa di Bonollo è un regalo elegante, mentre il vermouth e il gin di Dibaldo sono chic e buonissimi. Le bottiglie di Farmily sono talmente belle che sembrano oggetti di design, e il kit di Amaro Camatti con panettone e t-shirt è perfetto per chi ama i regali ironici. E per gli amanti della birra? La box di Pavé è una chicca tutta milanese, quella di Claterna è perfetta per chi ama le microbirrerie, e il Birrificio Ciociaro propone un box aperitivo irresistibile. Per chi invece ama il vino, il kit degustazione alla cieca di Tannico con corso incluso è un regalo originale e divertente. E poi il kit per il negroni lover, il Gin Brulè di Piero e, per chi ha tanto budget e un amico mitoman…ehm, amante delle bollicine francesi, la collaborazione tra Dom Pérignon e Takashi Murakami è un regalo assolutamente imperdibile. E sempre parlando di bollicine, non dimentichiamoci delle box di Mia Kombucha, per gli amanti della ormai celebre bevanda fermentata, e del nostro amato Feral!

Un regalo firmato FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

Idee Regali di Natale 2025
ph. Luca Chiaudano | © FAI

(in collaborazione con FAI). Se, come noi, avete a cuore i luoghi speciali, i doni FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano sono un’idea sempre molto carina: sia perché nei loro negozi a Milano e dintorni – Villa Necchi Campiglio in città, Villa Panza a Varese e Casa Macchi a Morazzone (VA) – trovate proposte originali, sia perché il loro acquisto supporta le attività della Fondazione, impegnata nella cura e tutela dei suoi incantevoli beni. Qualche consiglio? L’amaro I Giganti della Sila con cui far felice l’amico intenditore, prodotti alimentari tipici delle drogherie d’altri tempi, specialità del territorio tra cui stoviglie smaltate, prodotti sostenibili e storica cartoleria, ma anche accessori come foulard in seta e shopper, creati appositamente per i 50 anni del FAI e illustrati in esclusiva dall’artista Jean Blancheart -, che in famiglia (e non) saranno sicuramente apprezzati! 

Regali etici e sostenibili

Perché non conciliare un bel regalo con una buona azione? Ormai è diventato un appuntamento fisso irrinunciabile: fino al 31 gennaio, in Via Belfiore 7, trovate il Christmas Shop di VIDAS con una selezione di abbigliamento donna e bambino vintage e second-hand, bigiotteria e articoli per la casa. Ogni acquisto contribuisce a sotenere Casa Sollievo Bimbi, il primo hospice pediatrico di Milano e della Lombardia e uno dei pochi in tutta Italia. Se volete stare su acquisti solidali ma in ambito gastronomico, Gioosto potrebbe fare al caso vostro: si definisce “il primo e-commerce a impatto sociale” e potete trovarci ad esempio prodotti realizzati in carcere, che promuovono il reinserimento lavorativo e sociale, o prodotti provenienti da terre e aziende confiscate alle mafie. Sbirciate un po’ nella sezione dedicata appositamente ai regali di Natale! E ancora: potete optare per una donazione ad Airc con tanto di portachiavi di Natale!

Se avete voglia di fare un regalo, allora non potete non partecipare all’iniziativa delle Scatole di Natale: basterà prendere una scatola da scarpe, metterci 5 oggetti nuovi (qui trovate tutte le istruzioni) e consegnarla in uno dei punti di raccolta presenti sia a Milano che in provincia. Il progetto si occuperà poi di smistarle alle varie associazioni aderenti e far arrivare i regali a chi ne ha più bisogno: avete tempo fino al 14 dicembre! Un altro progetto che si rinnova ogni anno è quello del panettone sospeso: andate sulla loro pagina Instagram per scoprire tutti i dettagli. Un’idea sempre valida è anche quella di fare una donazione, magari a un’associazione di volontariato milanese; in alternativa, ci sono tante associazioni che per Natale propongono regali solidali, come la Lega del Filo d’Oro, punto di riferimento per le persone con pluridisabilità psicosensoriale, o l’AIL, l’Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma.

Se la persona a cui state pensando ha particolarmente a cuore l’ambiente, un’idea originale è quella di adottare un alveare per un anno sostenendo un apicoltore e le sue api: con 3bee puoi scegliere l’alveare che preferisci, monitorare la sua crescita via app e non appena sarà pronto, ricevere un vasetto di miele come ricompensa! Un progetto simile è quello di BiorFarm, la prima azienda agricola digitale al mondo: potete infatti regalare un albero di uno dei loro agricoltori bio, di cui potrete poi monitorare la crescita e ricevere a casa i frutti (o andare a raccoglierli direttamente se volete!). Per chi ha un budget importante a disposizione, è possibile anche adottare un albero di BAM per un anno!

Cercate idee per un regalo sostenibile? Il nostro primo consiglio è di iniziare la vostra ricerca dal vintage e second hand. Siamo sicuramente di parte ma non possiamo non invitarvi a scoprire Secondarium, il nuovo progetto di Dario in Porta Venezia: uno spazio dove trovare un’abbigliamento, ma non solo, di seconda mano, con un’attenzione davvero speciale alla selezione. Altrimenti, altri negozi vintage che ci piacciono sempre tanto sono Ambroeus (che ora ha sede sia in Isola che sui Navigli) o Groupies: se volete altri indirizzi, andate a leggere i nostri 10 imperdibili negozi vintage a Milano.

Se non avete tempo per una ricerca di persona, potete guardare su siti specializzati come Fango o profili Instagram come Loftvintage: e poi c’è sempre la nostra bibbia con 20 siti dove comprare vintage e second hand online. Ma non solo l’abbigliamento o gli accessori si possono comprare usati: anche i libri! Ci sono diverse librerie a Milano che vendono libri di seconda mano, come la bellissima LibrOsteria in zona Sempione, la libreria Baravaj in zona Bovisa o Libet in Sant’Ambrogio.

L’amica avventurosa, magari appassionata di trekking, non potrà invece che adorare gli zaini e i marsupi coloratissimi di Cotopaxi, creati con materiali riciclati e rimanenze. Se invece cercate qualcosa di più classico, Oscalito è un brand storico (specializzato soprattutto in maglieria intima) che progetta e realizza tutti i suoi capi in un laboratorio a Torino, utilizzando solo le fibre naturali più pregiate.

Infine, chiudiamo con uno dei nostri brand del cuore, Rifò, azienda di moda circolare che rigenera scarti o vecchi abiti per dare loro nuova vita:. Recentemente, hanno attivo un servizio di riparazione sui maglioni di qualsiasi brand! Col codice MIMANDACATE avete il 10%OFF online nei negozi di Milano, Roma e Prato (valido sul servizio di riparazione a Milano e su tutti i prodotti escluse le gift card, con spesa minima di 50€).

Un prodotto Conosco un posto

Chi ci segue da tanto lo sa: in tutti questi anni abbiamo creato dei prodotti indimenticabili che ci hanno legato ancora di più come community. Ma che, diciamocelo, vi hanno risolto anche diversi regali di Natale. Anche quest’anno vi abbiamo ascoltato e abbiamo rimpolpato la loro disponibilità: dalle calze Serate Anziane in lana&cashmere (se le provate, non tornate mai più indietro) ai meravigliosi piatti che raffigurano Milano Est e Milano Ovest, fino alle t-shirt e calze in cotone per tutti i circensi e non, i prodotti Conosco un posto + Goolp! sono sempre una certezza, senza dimenticare il nostro taccuino e la nostra iconica guida!

PIATTI PIANI, FONDI E PIATTINI DA DESSERT MILANO EST & MILANO OVEST . 38,9€ coppia.
CALZE LANA&CASHMERE CON RICAMO SERATE ANZIANE. 24,90€, 3 colori disponibili (blu, verde petroliio, grigio)
T-SHIRT NO CLOWNS ADMITTED. 29,90€.
CALZE NO CLOWNS ADMITTED. 19,90€.
POSTER MILANO EST & MILANO OVEST. 28,90€ singolo, 45,90€ coppia. 
MUG MILANO EST & MILANO OVEST. 18,90€ singola, 34,90€ coppia.
CONOSCO UN POSTO – IL TACCUINO 16€
CONOSCO UN POSTO – LA GUIDA 16€

Un’esperienza da fare insieme

Suonerà forse un po’ banale, ma noi ci crediamo davvero: se volete regalare qualcosa di indimenticabile, puntate su un’esperienza da vivere insieme! La prima idea non può che essere un grande classico: una giornata alle terme. A Milano avete diverse scelte a disposizione come le nuovissime terme De Montel in zona San Siro o le classiche QC Terme in zona Porta Romana. Se avete a disposizione un budget maggiore, potete valutare anche opzioni più di nicchia come le terme dell’Hotel Armani o quelle di Palazzo Parigi, che all’interno ha anche un hammam di ispirazione marocchina. Se più che le terme siete attirate dai massaggi, potete pensare di organizzarne uno a domicilio, ovviamente di coppia: Andrea Benfatto ne offre di diversi tipi. Vi basterà prenotare: di tutto il resto (lettino, teli, strumenti, olii, essenze) si occuperà lui! Tra i trattamenti e i massaggi provati e riprovati (e approvati!) personalmente, invece, l’indirizzo che vi suggeriamo a occhi chiusi è Blu Estetica Naturale in zona De Angeli.

Un’esperienza molto originale che potete regalare è quella del floating, ovvero il galleggiamento all’interno di una grande vasca di deprivazione sensoriale, piena di acqua e sali di Epsom. Immersi nel buio e nel silenzio, in un ambiente che rispecchia la propria temperatura corporea, il cervello e il sistema nervoso vengono privati dei processi di reazione agli stimoli esterni e possono così “riposare”. Non è un’attività da fare insieme nella stessa vasca, ma potete organizzarla nella stessa giornata e trasformarla in un piccolo rituale di benessere condiviso: a Milano potete provarla da Cocoon!

A tema benessere, un’altra idea può essere provare insieme un bagno di gong: si tratta di sessioni di rilassamento profondo in cui ci si sdraia e si ascoltano le vibrazioni dei gong e di altri strumenti, come le campane tibetane. A Milano li organizza periodicamente il centro Alma Matters oppure Soulzensation (che su richiesta ne organizza anche di privati).

Preferite condividere esperienze più creative e artistiche? Su Sculpd potete trovare un kit completo per due persone per fare ceramica artigianale (senza bisogno di un forno!) comodamente a casa. In alternativa, ci sono anche kit, sempre per due, per creare candele profumate. Molto simili anche i kit di Pott’d, non solo per la modellazione dell’argilla ma anche per la pittura: dai calici da dipingere alla coppia di tazze da personalizzare, non vi annoierete di sicuro!

Se non volete limitarvi a un’attività casalinga, date un’occhiata al nostro articolo su 25 esperienze originali da fare a Milano: Studio and, per esempio, propone delle gift card scontate per Natale; anche Candle Cluub offre gift card di varie fasce di prezzo, oppure, scegliere già una data per una serata speciale con aperitivo e laboratorio di creazione di candele profumate. Per chi ama la ceramica, Terralumina Studio ha gift card diverse tra cui quella per il laboratorio Argilla&Caffé, sabati mattina dedicati alla modellazione dell’argilla, ogni volta con un tema diverso. Per l’amica che già ha provato a sporcarsi le mani, potete regalare qualcosa di più avanzato come un workshop di tornio con la gift card di Erra Ceramica. Siete troppo indecise? Bao Now vi dà la possibilità di acquistare un buono regalo aperto valido per tanti workshop diversi, dalla ceramica all’uncinetto, dal macramé alla creazione di terrarium. Se un’esperienza singola non vi basta, guardate più sotto la nostra sezione dedicata ai corsi!

La creatività ovviamente si può esprimere in molti modi, anche nella preparazione di un dolce: perché allora non pensare a un laboratorio di pasticceria da fare insieme? Matilda Experience Lab ne propone di diversi ogni mese, tutti molto divertenti, mentre da Dolce Baking Lab ne potete trovare anche per bambini!

Un’esperienza che ci piace sempre fare insieme, poi, è quella delle gite fuori porta: perché non abbinarla a una degustazione? Qui abbiamo raccolto per voi 15 cantine tra Lombardia e Piemonte per una gita enogastronomica perfetta!

Infine, anche se ormai le disponibilità sono limitate, quest’anno potete pensare di regalare i biglietti per vedere i Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Un libro

Regalare un libro (meglio se con dedica!) è sempre una splendida idea. Sì, ma quale? L’ideale sarebbe qualcosa che avete letto e amate, ma se siete a corto di idee potete trovare tantissime ispirazioni nelle nostre stories in evidenza “Libri” su Instagram e nella sezione Reel, oltre che nella nostra lista di titoli sempre aggiornata.

Un abbonamento

Se quest’anno volete sorprendere con un regalo che dura davvero nel tempo, gli abbonamenti sono un’idea raffinata e originale da far trovare sotto l’albero. Eccone alcuni innovativi e perfetti per tutti i gusti! Per gli amici che amano scoprire nuovi sapori Tuduu propone box gourmet mensili con una selezione di prodotti di nicchia italiani e internazionali perfette per chi apprezza la qualità e la sorpresa.

Per i wine lovers, Roscioli Italian Wine Club spedisce direttamente a casa etichette artigianali di piccole cantine italiane, un modo unico per viaggiare tra territori e vigneti senza muoversi dal divano. Gli appassionati di caffè adoreranno invece The CoffeeVine, una box altamente specializzata con torrefazioni europee selezionate e possibilità di scegliere il profilo di tostatura preferito (espresso o filtro).

Se cercate un regalo culturale e sofisticato, puntate sulle riviste iconiche come Domus, perfetta per gli appassionati di architettura e design, o Mousse Magazine per chi vive di arte contemporanea. Per gli spiriti creativi, invece, c’è Spazio Celeste, una piattaforma dedicata alla spiritualità quotidiana con pratiche yoga, meditazioni, podcast ayurvedici e incontri live: un modo diverso e personale di prendersi cura di sé. E per chi ama esplorare e imparare, l’Abbonamento Musei (Lombardia, Valle d’Aosta o Extra con Piemonte) e la tessera FAI sono perfetti per scoprire palazzi, mostre e luoghi storici tutto l’anno.

Per chi ama la lettura e l’informazione, esistono abbonamenti che diventano veri oggetti di culto: Frab’s spedisce ogni mese una rivista indipendente selezionata dai migliori editori internazionali; mentre Mind è ideale per chi vuole approfondire psicologia ed emozioni. E per chi vuole essere sempre informato su ciò che accade nel mondo, l’abbonamento a Il Post è una scelta sicura.

Se preferite regalare esperienze dal vivo, i carnet del Teatro Franco Parenti, del Teatro Elfo Puccini e del Cinema Anteo sono sempre un colpo sicuro. E per chi sogna le stelle – letteralmente – l’accesso all’Officina del Planetario è un regalo “stellare” che renderebbe felici grandi e piccoli.

Per concludere, gli amanti dei fiori e del verde non potranno resistere ai fiori biologici di Raw o alle piante da interno di House Plant Box, curate e confezionate con gusto. Chi desidera mettere le mani nella terra apprezzerà invece gli orti biologici stagionali di Ceercle, che propone quattro box all’anno accompagnate da masterclass online per coltivare il proprio angolo green. Dunque, che si tratti di birre artigianali, vini naturali, stelle, fiori freschi, cultura, meditazione o magazine indipendenti, un abbonamento è il modo più bello per dire “ti penso tutto l’anno!”.

Un corso

Quanto è appassionante imparare qualcosa di nuovo? Secondo noi un corso, da regalare (o regalarsi), è sempre una buona idea. Per chi vuole lavorare su se stesso e sulle proprie relazioni, sulla piattaforma Relazioni Sane trovate vari corsi, come quello dedicato a come affrontare i litigi e i problemi in modo costruttivo, col partner ma non solo. Nell’Accademia Stellare di Giulia Zollino, invece, trovate i video corsi Amore Stellare dedicato alle relazioni amorose, e Piacere Stellare, dedicato alle quattro dimensioni della sessualità (mente, corpo, cuore, spirito).

Per chi ama il movimento, tutte le sue forme, un grande classico è un corso di yoga: come quelli energici di Beyond, in zona Sant’Agostino, o quelli di Casa Maga, un nuovo spazio olistico in zona Washington. La persona a cui state pensando non abita a Milano? Anche online potete trovare dei corsi molto validi, come quello di pilates di Power Mathilda. Se cercate, invece, qualcosa di meno tradizionale, perché non un corso per ballare sui tacchi? Alma Elysia è un bellissimo spazio, in zona Rovereto, pensato per coltivare le proprie passioni, ampliare la mente e prendersi cura del corpo. Lo fa organizzando tanti corsi diversi, non solo di yoga e pilates, ma anche di danza, tra cui quello di Heels. Un altro centro che li organizza è Milan Pole Dance Studio, dove trovate anche corsi di pole dance e tessuti aerei.

Preferite orientarvi su qualcosa di più creativo? Potreste pensare a un corso per realizzare un gioiello: da Karibu Jewels si impara a creare un gioiello con la tecnica della cera persa. Il corso è individuale e guida passo passo in tutte le fasi, dalla modellazione della cera al pezzo finito, per realizzare un gioiello che parli di te o da regalare a qualcuno di speciale. Oppure, a un corso di cucito: dal vivo, da The Llamas Lab, oppure online, con The Yellow Peg.

Una delle nostre librerie indipendenti preferite della città, Alaska, da qualche anno ha iniziato a organizzare cicli di corsi sugli argomenti più disparati. Ogni anno sono previsti due cicli, uno a ottobre e uno a febbraio, perfetto quindi come regalo natalizio! Per il 2026 sono previsti corsi in presenza di cinema contemporaneo, scrittura, lingua cinese, scrittura poetica e uno su agenzie letterarie e lavoro editoriale. Per dettagli e iscrizioni, guardate qui.

Per chi ha il pollice verde e vuole portarlo a un livello superiore, poi, ci sono i workshop di Common Place: kokedama, cura della piante, terrari, coltivazione idroponica… potete scegliere il corso che preferite oppure optare per una gift card.

Non possiamo chiudere senza parlare dei corsi di cucina: potete scegliere tra corsi di cucina dal vivo a Milano oppure online. Una bella sorpresa sono i corsi di LAC, laboratorio di antropologia del cibo, un laboratorio conviviale di cucina e cultura dove persone di ogni provenienza diventano chef per un giorno, insegnando e condividendo i piatti autentici della loro tradizione domestica in corsi pratici e informali. Li trovate tutti qui: sarà difficile scegliere!

Ancora non avete trovato il corso che fa per voi? Potete sempre consultare il nostro articolo su 30 tipi di corsi online originali e divertenti! O spulciare il catalogo davvero poliedrico di Ehi!Checorsi.

Un oggetto per la casa

Per amici e parenti appassionati di arredamento, design, art de la table e cucina, abbiamo selezionato per voi una serie di idee regalo natalizie ad hoc, di varie fasce di prezzo, che speriamo possano tornarvi utili per smettere di scervellarvi alla ricerca di un dono bello, utile e originale.

Partiamo dai pensierini più economici (entro i 25€), come i deliziosi poggia posate in ceramica di Bitossi Home – al momento acquistabili solo in boutique – a 15€ al pezzo e di diverse forme (carota, peperoncino, baccello, uovo al tegamino, ecc.); gli utilissimi contenitori per conservare in frigorifero le erbe aromatiche senza farle appassire; un set di bacchette di Sabre Paris molto chic o una confezione regalo in metallo contenente carta aromatica d’Eritrea, da bruciare per profumare e purificare gli ambienti. 

Se avete a disposizione un budget un po’ più alto ma non volete superare i 50€, invece, potreste optare per uno dei divertentissimi tappetini da bagno in vendita sull’e-commerce di Urban Outfitters; una candela profumata di Zara Home; un funzionale e grazioso portagioie con base in marmo (mai più collanine ingarbugliate!) disponibile su Westwing, così come il set di fermalibri curvilinei trasparenti e il – tanto inutile quanto splendente – elemento decorativo a forma di ciambella o di croissant, che farà scintillare l’ambiente circostante colpito dalla luce.

Ma non è finita! Se il destinatario del vostro dono ama cucinare e apparecchiare la tavola al meglio, sempre restando in una fascia media di prezzo potete prendere in considerazione un kit professionale di utensili per impiattamenti superlativi; un matterello in marmo per stendere la pasta con stile; un piatto della collezione “Mamma che fame” realizzato da Alice Del Ferraro; un set di adorabili tovagliette di Kulu Club oppure un kit per la preparazione casalinga di sottaceti

Tra le idee regalo per la casa più importanti in termini economici – ma senza mai superare i 150€ – abbiamo invece selezionato una stupenda alzatina a forma di fungo di Bitossi Home; una graziosa burriera di Motel A Miio; un set di asciugamanini per gli ospiti con l’iconico zig-zag di Missoni ed un altro di Traga composto da due calici che possono essere utilizzati anche come portacandele (quanto ci piacciono gli oggetti trasformabili e multifunzionali). O ancora una macchina per produrre a casa latte vegetali; dei meravigliosi set di piattini di Lisa Corti o di &Klevering; un fragrante ovale di Dyptique per profumare gli armadi e una scaletta portafrutta molto pop di The Form Follows

Vi ricordiamo inoltre che, se avete bisogno di ispirazioni aggiuntive, potete trovarle consultando i nostri articoli dedicati alla ceramica, al tessile per la casa, ai poster e a candele e candelieri.

Per fare acquisti fisici a Milano, vi consigliamo invece di visitare alcuni dei nostri negozi del cuore, come gli arcinoti Cargo e Moroni Gomma e l’imprescindibile reparto design della Rinascente, ovviamente, ma anche negozietti più di nicchia come Vicolo Via Mameli, Trova il Tempo, Emporio Mikica, Carpe Diem, Reveries, MV Ceramics, Santo Manifesto, Soggettiva Gallery e MariaVi.

Un concerto insieme

Un concerto da vedere insieme è sempre un’ottima idea regalo, e infatti noi abbiamo già in lista una serie di date a cui non intendiamo rinunciare. Per darvi qualche spunto, vi segnaliamo sicuramente gli I-Days, il cui menu prevede: Florence + Machine, Foo Fighters, System Of A Down e David Guetta. Ma tra i concerti più attesi del prossimo anno trovano spazio anche Elisa, Salmo, Levante, Brunori Sas, Max PezzaliFrah Quintale, oltre a The Weeknd, Bad Bunny, 5 Seconds of Summer, e Grandson. Andiamo a dimenarci insieme?

Un regalo per bambini

Se avete dei piccoli in famiglia o volete prendere qualcosa ai figli degli amici, ecco anche quest’anno un po’ di spunti utili per un regalo destinato ai bambini, divisi per fasce di età.

0-2 anni: dobbiamo ammettere che i bebè non danno molta soddisfazione duranti i primi mesi, ma è altrettanto vero che questi piccoli esserini crescono in fretta e che quindi potranno apprezzare il dono ricevuto anche più tardi. Un’idea che possono utilizzare da subito per la nanna è il classico pupazzo di pezza, noi adoriamo i topolini Maileg come questo (ma ci sono tantissimi personaggi tra cui scegliere) a cui nel tempo si possono aggiungere amici e accessori e diventare un gioco che dura per anni. Lo stesso vale per i cubotti da impilare: noi consigliamo quelli di cartone come questi di Goula con cui iniziano a giocare intorno all’anno e smettono solo quando li avranno resi inservibili.

2-4 anni: in questa fascia di età per noi vale solo una parola, Ikea! Questo perché adorano pasticciare con fogli e colori di tutti i tipi, dagli acquerelli ai pastelli a cera e il brand svedese ha un settore completamente dedicato a questi articoli davvero molto ben fornito: rotoli con disegni da colorare, adesivi, tempere glitterate, risme di fogli colorati e tanto altro a ottimi prezzi. Un altro prodotto che amiamo, invece, lo trovate in libreria e si tratta della collana di Fatatrac Carte in tavola, fiabe e storie classiche, da Hansel e Gretel al Piccolo Principe, raccontate attraverso delle schede illustrate che messe una accanto all’altra compongono un’unica grande illustrazione. Stupende.

4-6 anni: se volete evitare ai genitori dell’infante in questione di abbonarsi a qualsiasi piattaforma esistente per poter vedere i film di animazione più amati, una bella idea potrebbe essere regalare un lettore dvd portatile come questo. È un oggetto dal sapore vintage ma assai pratico sia a casa sia da portare in viaggio, e permette di risparmiare parecchio, considerando che in vendita si trovano moltissimi dvd usati a pochi euro, anche su Vinted, per esempio. Oppure, se preferite un giocattolo, potete andare su un play set: sceglietelo in base a quello di cui la bimba o il bimbo è fan, tra i cartoni animati al momento Bluey è trasversalmente molto apprezzato e ce ne sono per tutte le tasche.

6-8 anni: i bambini che vanno a scuola adorano la cancelleria e ce n’è una in particolare che è diventata oggetto di culto e di collezioni appassionate: si tratta delle penne Legami di cui vanno letteralmente matti. Ce ne sono tantissime e di tutte le forme, animali e personaggi vari, ed è appena uscito un nuovo delizioso set natalizio dedicato allo Schiaccianoci. Ma saranno apprezzati anche astucci, tempera matite, nastri adesivi e qualunque altra cosa di questa linea. Questa è anche l’età in cui si rafforzano le passioni sportive e si tifa sul serio per una squadra di calcio (non citeremo l’unica e vera) oppure di basket, perciò saranno apprezzatissimi gadget a tema, dal pallone alla borraccia alla maglietta a seconda del budget a disposizione. Solitamente ogni club ha il suo store online oppure fisico per le squadre maggiori.

8-10 anni: qui parliamo di bimbi grandi, di ragazzi ormai, e se abbiamo a che fare con piccoli divoratori di libri vi consigliamo una meravigliosa saga che adoreranno: Cronache dell’acero e del ciliegio di Camille Monceaux, edita da Ippocampo il cui quarto e ultimo volume è proprio ora nelle librerie. Il protagonista è Ichirō e la storia è ambientata nel Giappone del XVII secolo, ben scritta e super avvincente. Potete cominciare dal primo volume, La maschera del Nō. Se, invece, sapete che in casa c’è una consolle, un videogioco può essere un’idea valida: noi siamo grandissimi fan della trilogia di Monument Valley, un gioiellino, e lo trovate sia per PS5 sia per Nintendo Switch.

Un viaggio insieme

Chiudiamo questa meravigliosa lista di idee per regali di Natale 2025 con un sempreverde impossibile da non apprezzare: un weekend fuori porta o un viaggetto insieme. Che sia al mare, al lago e in campagna, in montagna, oppure perché no, una meta più lontana, basta un bigliettino e tanta voglia di partire insieme. Qui trovate tantissime idee per altre gita fuori porta, mentre se preferite un weekend alla scoperta di qualche città, ecco il link che fa per voi; da questa paarte, infine, per un bel road trip! Che dite, si parte?

Se invece state pensando di prenotare un bel viaggio di gruppo, sappiate che solo per la nostra community, col codice CONOSCOWR avete 100€ di sconto fino al 31.12 su tutte le mete per il vostro primo viaggio WeRoad!

Crisi nera per regali all’ultimo? Eccoci!

Se per questioni logistiche o semplicemente perché siete cronicamente in ritardo, siete in altissimo mare per i regali di Natale sappiate che per comodità abbiamo raccolto nella nostra vetrina diverse categorie che ben si prestano a un’idea regalo, tra meraviglie varie per amanti dell’organizzazione, oggetti di home decorutensili da cucina capi d’abbigliamento. Anche questa volta siete salvi!


Trafiletto in collaborazione con FAI – Fondo Ambiente Italiano.

In questo articolo sono presenti link in affiliazione, vale a dire che otteniamo una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google.

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-novembre-2025/ /ristoranti-a-milano-novembre-2025/#respond Tue, 25 Nov 2025 05:24:00 +0000 /?p=88672 Aperitivi veneti, cucina singaporiana e un wine bar filippino: ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese.

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Un aperitivo in pieno stile veneto, una capatina nel “primo ristorante singaporiano d’Italia” o un nuovo wine bar filippino in cui la frittura (quella buona, però) regna sovrana? Mangiare all’esterno è ormai quasi fuori discussione, ma questo mese abbiamo visitato alcuni locali che ci hanno conquistati grazie a un’atmosfera avvolgente, personale gentile e piatti capaci di sorprenderci davvero. In questa nuova compilation di ristoranti a Milano vi raccontiamo com’è andata, cosa ci ha colpito e perché vale la pena farci un salto.

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Cingapura

ristorante di cucina di Singapore |📍Risorgimento
💰€€

Tra le sorprese più appaganti degli ultimi tempi qui a Milano, ci teniamo a segnalarvi questo nuovo indirizzo in zona Risorgimento (qui trovate la nostra recentissima e utilissima guida del quartiere!) tutto dedicato alla cucina Nyonya, molto diffusa tra le varie comunità cinesi di Malesia, Singapore e Indonesia e che combina sapori dolci, acidi, pungenti e leggermente piccanti che vi risveglieranno il palato. Il ristorante, che si autoproclama “il primo ristorante singaporiano d’Italia“, ha un’atmosfera soffusa e molto piacevole, con pochi tavoli in un’unica stanza sui toni del verde. Noi, per prendere confidenza, abbiamo optato per dei deliziosi wonton di gamberi e pollo e degli spring rolls, anche loro atomici, come antipasto, per poi proseguire con l’highlight della serata, i gamberi saltati con peperoncino e (tanto, com’è giusto che sia) aglio. Siamo stati proprio bene – spendendo anche una cifra del tutto onesta, 25€ senza rotolare ma sazi – grazie anche al personale gentilissimo. Torneremo sicuramente ora che le temperature si fanno più rigide per assaggiare una delle tante zuppe in carta che già ci hanno ispirato moltissimo!

Xe Bòn

cicchetteria veneta |📍Anfossi
💰

Ci voleva proprio un posto come Xe Bòn, a Milano, dove poter fare un vero e proprio aperitivo in pieno stile veneto, con cicchetti, tramezzini e altre sfizi, da accompagnare a ottimi vini. Da quando lo abbiamo scoperto ci siamo già stati un paio di volte – prima di andare al cinema Colosseo che si trova proprio dall’altra parte della strada – e ci siamo trovati sempre un gran bene, anche e soprattutto grazie alla simpatia e all’ospitalità del proprietario Massimo e dei suoi figli Viola e Lorenzo, che lo aiutano nella gestione del locale. 

Da non perdere grandi classici come lo squisito baccalà mantecato e la polentina con polipetti in umido, ma anche specialità più originali come il cicchetto con caprino e pesto al limone o il tramezzino con sfilacci di cavallo. La prossima volta, però, ci piacerebbe anche provare il tagliere di salumi e formaggi. Tanto per darvi un’idea, il costo al pezzo dei cicchetti è di 2,50/3€, quindi in media per un aperitivo soddisfacente preventivate una spesa di circa 25€ a persona, bevande incluse. Il nostro giudizio – ma anche quello degli amici veneti con cui ci siamo stati – è decisamente positivo.

Misale

italiano |📍Porta Romana
💰€€

La parola Misalion in greco antico era utilizzata per indicare un semplice fazzoletto di stoffa, una tovaglia: il nome di questo nuovo ristorante, nascosto in una via un po’ secondaria in zona Porta Romana, viene da qui e dal desiderio di celebrare la tavola come luogo della vita quotidiana. Gli interni sono piccoli e raccolti, con una luce soffusa dalle sfumature blu che rende gli spazi forse un po’ freddi ma comunque accoglienti.

Il menu è racchiuso in una pagina: la parte più ampia è dedicata a piattini per lo sharing, e poi a contorni, pasta e secondi. Noi abbiamo deciso di condividere pane e ragù, le polpette al sugo e i friggitelli ripieni con salsa di datterini. Abbiamo poi spartito anche i piatti principali, scegliendo le pappardelle al ragù di cortile (con pasta fatta in casa!) e le costine di maiale con salsa bandiera. Tutti i piatti si sono rivelati oltremodo gustosi e saporiti, e giusti nelle porzioni, Ci credete se vi diciamo che quel ragù ancora ce lo sogniamo? Ad accompagnare il tutto, una bottiglia di Fricò di Tomassetti, un bianco macerato che ci ha piacevolmente sorpreso.

Il servizio è stato estremamente gentile e attento, complice anche una sala non troppo affollata. Con una bottiglia di vino in due, il conto finale si è attestato sui 55€ a testa. Molto interessante la proposta lunch a 19,50€ con antipasto, piatto principale, dolce o caffè (incluso pane e acqua).

Osaka

ristorante giapponese autentico |📍Brera
💰€€

Osaka, uno dei ristoranti giapponesi storici di Milano, nonché uno dei nostri preferiti, ha da pochissimo cambiato sede, lasciando la galleria un po’ tetra di corso Garibaldi dove è sempre stato per spostarsi a pochi passi da lì, sempre a Brera, in una vietta laterale, via Anfiteatro, vicino agli smash burger di Fonzo’s. Gli spazi, un po’ ridimensionati, sono anche qui all’insegna dell’estetica minimalista giapponese, con un piccolo bancone da cui spiare gli chef al lavoro (vi consigliamo questa sempre ottima opzione se foste da soli o in coppia) e qualche tavolo disseminato tra le varie sale. A rimanere indiscussa, anzi forse leggermente superiore, è sempre la qualità delle pietanze proposte: indimenticabili sia il sushi che il sashimi misto, così come gli hosomaki di ventresca di tonno e porro e il brodo dashi con riso, alga nori e calamari crudi. Noi siamo stati per una cena al bancone e, nonostante il servizio veramente molto (troppo!) lento, ci siamo trovati ancora una volta davvero bene e abbiamo ritrovato i sapori del nostro viaggio in Giappone. La spesa per un pasto in cui non farsi mancare niente difficilmente sarà inferiore ai 60-80€ bere a parte, ma secondo noi ne vale sempre la pena!

Balay

wine bar filippino |📍Città Studi
💰€€

All’ormai lunghissima lista di enoteche con cucina a Milano, da qualche mese si è aggiunta anche questa interessantissima nuova insegna, in cui siamo stati a cena di recente. Questo ennesimo wine bar, però, sa perfettamente distinguersi, proponendo una selezione di piatti estremamente originali e di carattere, dal sapore deciso.
Essendo la nostra prima volta nel locale – e trovando arduo scegliere tra le accattivanti opzioni presenti in carta – abbiamo preferito chiedere suggerimenti direttamente al giovane chef Ray Ibarra, cresciuto a Milano ma di origini filippine (ed ex Bentoteca); difatti Balay in ilocano, la lingua parlata nel nord-ovest delle Filippine, significa “casa”. 

Abbiamo seguito fiduciosi tutti i suoi consigli (e abbiamo fatto molto bene!), condividendo la tartare di fassona servita con patatine Bonilla (prodotte in Spagna e fritte esclusivamente in olio di oliva), capperi, miso e…cozze; il toast fritto di gamberi con ketchup alla banana; il tofu fritto con l’acidula salsa sisig; i bocconcini fritti (sì, c’è parecchio fritto in menu) di cervella su crema speziata di spinaci e i funghi misti con tuorlo d’uovo crudo, erba cipollina e tabasco (da aggiungere a piacimento), che abbiamo accompagnato a una porzione di delizioso paratha (tipico pane sfogliato indiano) servito caldo: una goduria!

Ogni boccone è stato una festa per il nostro palato, ma hanno senza dubbio contribuito anche la bella location con cucina a vista, il servizio amichevole e Kobi (il simpatico cagnolino di Ray che gira indisturbato per il locale) alla riuscita della piacevolissima serata trascorsa. Per quanto riguarda il conto tutto nella (ormai assodata) norma: 49€ a testa (eravamo in due) per quanto elencato precedentemente e una bottiglia di rosato da 28€. Ci torneremo con piacere. 

Gold Bao

ristorante cinese |📍Paolo Sarpi
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Gold Bao, in Paolo Sarpi, è tra quei posti che catturano già dall’esterno: cucina a vista, vapore che sale dalle ceste di bambù e un profumo di ravioli e fritto che ti accompagna per tutta la strada (anche i vestiti ne risentono, ma son dettagli!). Il locale è semplice con una piccola sala interna; ma il vero rito è prendere qualcosa da asporto e goderselo seduti su una panchina del quartiere, immersi nel via vai di Chinatown.

Noi abbiamo speso circa 20 euro per un paio di bevande, due porzioni di ravioli ripieni di carne e vegetariani, entrambi decisamente unti e saporiti e il famoso yóutiáo, un impasto fritto servito caldo e fragrante che ricorda un panzerotto. Non mancano anche dolcetti tipici, riso saltato, baozi e tante altre specialità. Insomma, Gold Bao è un indirizzo da segnare per una cena last minute, un aperitivo al volo o per quando avete voglia di un vero street food confortevole.

Dal Bolognese

ristorante di cucina emiliana |📍Missori
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Da fuori ci si accorge a malapena dell’esistenza di questo ristorante, che si trova in un palazzo storico, a due passi da Missori, in una via silenziosa e appartata: durante la bella stagione, però, potete godervi la stupenda corte interna, e in quella fredda i suoi interni eleganti e molto caldi.

Qui la parola chiave è tradizione: in menu trovate i grandi classici della cucina emiliana, dai tortellini al celebre carrello dei bolliti. Siamo venuti per un pranzo di lavoro e abbiamo scelto due primi: tagliatelle alla bolognese e tagliolini al ragù di culatello di Zibello, entrambi deliziosi grazie alla pasta fresca fatta in casa. Come secondo abbiamo assaggiato la cotoletta di vitello alla bolognese, con prosciutto, parmigiano e purè: davvero squisita, anche se la porzione ci è sembrata un po’ piccola.

Il servizio è premuroso e sollecito, e l’ambiente, come anticipato, è molto accogliente e dal mood classico (non mancano le tovaglie candide di cui sentiamo sempre una gran carenza, insomma). I prezzi invece sono sicuramente importanti: bere escluso, per due piatti a testa (che la sera sono il minimo da ordinare) calcolate di spendere almeno 60-70€.

Gennaro Rapido A’ Rot e Carrett

pizzeria napoletana |📍Porta Romana
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Come dice il nome, Gennaro Rapido A’ Rot e Carrett – dall’anima decisamente spartana ma autentica – è la pizzeria per gustare la pizza a’ rota ’e carro: gigantesca, sottilissima, quasi priva di cornicione, schiacciata come vuole la tradizione popolare napoletana. Da buone forchette, abbiamo iniziato con una carrellata di fritti: frittatine di pasta da condividere, zeppole leggere e ariose e una memorabile Zizzona di Battipaglia da un chilo. Anche la carta delle pizze è ricca di proposte interessanti, con la possibilità di scegliere tra impasto classico o fritto.

Noi abbiamo ordinato diverse pizze da mettere al centro: una bufala profumatissima, con abbondante basilico; la “Gialla Gialla“, con pomodori gialli del Vesuvio, provola dei Monti, limone, alici e un buon olio extravergine; una provola e pepe, con pomodoro pelato biologico, provola dei Monti e una pioggia di pepe; e un’intramontabile marinara con origano selvatico, aglio e basilico. Ingredienti di prima qualità, impasto digeribile e pizze cotte a puntino. Per concludere, caffè e ammazzacaffè! Il servizio è rapido senza troppe formalità e il conto è corretto: circa 90 euro in quattro, uscendo più che soddisfatti, con la sensazione felice di aver trovato un indirizzo da segnare per una pizza come si deve.

Le Nove Scodelle

ristorante di cucina cinese |📍Loreto
💰€€

Era davvero da tanto tempo che non mangiavamo da Le Nove Scodelle, e così siamo tornati in questo bel locale di viale Monza per assaporare le specialità del Sichuan. Il fulcro del menu sono ovviamente le nove scodelle che danno il nome al locale, nove piatti di carne, pesce e verdure dal diverso grado di piccantezza, ma tutti caratterizzati da gusti indubbiamente forti.

Noi abbiamo mangiato dei buonissimi ravioli con ripieno di maiale decisamente più grandi rispetto a quelli di altri ristoranti cinesi. Proseguito, poi, con una favolosa dadolata di coniglio con zenzero, peperoncino e pepe del Sichuan che ci è stata presentata come il piatto dai sapori più impegnativi. Superata solo dai devastanti (ma ottimi!) fagiolini rosolati con ragù di maiale, verdura fermentata, zenzero e peperoncino, che hanno messo a dura prova la sensibilità della nostra bocca e la funzionalità del nostro sistema di sudorazione.

Fortunatamente, il dolce che abbiamo preso per chiudere il nostro pranzo (un buonissimo incrocio tra una panna cotta e un creme caramel) ha riportato la nostra temperatura a livelli accettabili. Una segnalazione particolare la meritano senza dubbio il servizio con un team di ragazzi preparati, simpatici e appassionati e la possibilità di modificare molti dei piatti in menu per renderli vegetariani o vegani. Anche il prezzo ci ha fatto sorridere perché – a parte il solito inspiegabile coperto di 2,5 euro – il conto finale per due persone ha superato di pochissimo i 50 euro in totale. Insomma, senza tanti giri di parole: se vi piace la cucina piccante e dai sapori non banali, Le Nove Scodelle si conferma sicuramente uno dei ristoranti cinesi migliori di Milano.

La Rita

pizzeria |📍Sesto San Giovanni
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Non ce ne vogliano i nostri amici sestesi, ma confessiamo che non abbiamo mai avuto tantissimi motivi per visitare Sesto San Giovanni (tranne, a suo tempo, Yoji). Dopo aver mangiato dalla pizzeria La Rita, però, dobbiamo sicuramente ammettere che il lungo viaggio sulla metro rossa diventerà una piacevolissima ricorrenza.

Il locale è allegro e colorato e i neon sui muri (anche in bagno!) rendono l’atmosfera divertente e informale. Il menu comprende una ventina di varianti, dalle più classiche a quelle con ingredienti più sofisticati (il Puzzone di Moena, la salsa al Lambrusco, la salsiccia piccante ai peperoni, la crema di pomodorini arrostiti e tanti altri), a dimostrazione di una ricerca assolutamente non scontata sugli accostamenti tra sapori, che non risparmia un’attenzione particolare anche per le persone vegetariane.

Dopo una lunga riflessione, noi abbiamo scelto una Funghi e Salsiccia con fiordilatte, cardoncelli, taleggio, salsiccia stagionata, salsa teriyaki e polvere di funghi porcini e una Nduja e Blu di bufala con pomodoro, fiordilatte, nduja, blu di bufala, cacioricotta e basilico. La pizza è una classica napoletana con un cornicione ben sviluppato e sottile al centro, ma abbastanza forte da reggere perfettamente il peso degli ingredienti. Il gusto è davvero spettacolare, con un equilibrio perfetto e una consistenza così leggera che facilmente avremmo fatto il bis.

Impossibile non citare i dolci, tra i quali spicca una indimenticabile carrot cake con spuma di mascarpone, salsa al mango e gelato al cioccolato bianco. Ultimo plauso al gentilissimo proprietario che lascia trasparire a ogni parola tutto l’orgoglio per il proprio locale. Anche il prezzo – circa 30 euro a testa con bibita e dolce – ci è sembrbato giusto, soprattutto in considerazione dell’alta qualità degli ingredienti.

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L'articolo Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/ /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/#respond Mon, 17 Nov 2025 15:23:03 +0000 /?p=88459 Trattorie, ristoranti storici, locali per occasioni speciali: ecco i ristoranti fuori Milano che abbiamo provato e vale la pena raggiungere!

L'articolo Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Anche col freschetto invernale le gite fuori porta conservano il proprio fascino, soprattutto quando diventano l’occasione per scoprire nuovi indirizzi über confortevoli. Negli ultimi mesi ne abbiamo sperimentati di tutti i tipi: trattorie, ristoranti storici, indirizzi per occasioni speciali… Insomma, posti un po’ per tutte le esigenze, accomunati, però, da un grande comun denominatore: piatti davvero notevoli! Ecco quindi i 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente e che, secondo noi, vale proprio la pena raggiungere.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Uri Sapori Condivisi

📍Roddino (Cuneo)
💰€€

Iniziamo questo viaggio tra i ristoranti fuori Milano da Roddino, nelle Langhe, dove abbiamo avuto una delle esperienza gastronomiche più interessanti di tutto l’anno. In questo ristorante con un bell’affaccio sulle colline circostanti – che però ora ha cambiato ‘casa’, per rimanere comunque sempre in zona – si incontrano Piemonte e Corea (i luoghi d’origine della coppia di proprietari), in un mix di sapori entusiasmante e incredibilmente centrato. La nostra passione per la cucina orientale ormai la conoscete, ma qui viene omaggiata e rivisitata con estro e ingredienti locali.

Scegliere è piuttosto facile: ci sono tre menu (da 58, 68 e 78 euro), rispettivamente incentrati sui piatti simbolo del ristorante, sulle verdure e sui sapori coreani. C’è però molta elasticità, e anzi si viene incoraggiati dal personale a mixare piatti da menu diversi. Stenteremmo a dire quale piatto ci ha convinto di più: se il sandwich croccante con faraona, salsa bernese, insalata e rucola, se i ravioli ripieni al blu di mucca con tamarindo e crema di albicocca, oppure il fenomenale ssam coreano (involtino ripieno di capocollo di maiale marinato e piccante). Qui si beve anche molto bene (vi consigliamo di non farvi scappare il drink a base di tonica, soju e gochujang, spaziale) e una nota di merito va al servizio, uno dei migliori mai esperito: giovane, capace, attento senza risultare invadente, con un cuore, insomma. Speriamo con questo racconto di aver reso giustizia a Uri Sapori Condivisi, un’insegna che farà sicuramente molta (altra) strada.

Locanda Mesa

📍 Masate (Milano)
💰€€

Nonostante sia aperta da poco più di sei mesi, siamo già tornati due volte da Locanda Mesa, e non un caso. È uno di quei posti in cui sembra tutto incredibilmente al posto giusto. Ci troviamo a Masate, a poco più di mezz’ora da Milano, in una cascina ristrutturata con estremo gusto, in cui ci siamo sentiti davvero come a casa. L’atmosfera calda e rilassata lo rende il luogo perfetto sia per una cena romantica che per una tavolata tra amici. E, volendo, c’è anche la possibilità di pernottare nelle stanze situate negli edifici attigui.

Il menu è molto snello e in continua evoluzione: sette antipasti pensati per la condivisione e altrettante portate principali, che cambiano giorno per giorno, secondo la disponibilità del mercato. C’è anche la possibilità di affidarsi allo chef con la scelta del menu “fame” (quattro portate, 50 euro) o “tanta fame” (sette portate, 70 euro). Noi, complici due diverse occasioni e tanti commensali con cui condividere, siamo riusciti ad assaggiare tanti piatti, tra cui vi menzioniamo i più memorabili. Impossibile non iniziare dalla cruda di manzo, panna, topinambur e rafano, ma anche il culatello, servito con burro salato montato e focaccia tiepida; proseguiamo poi con i paccheri, salsa XO, bottarga e limone di Siracusa, e col risotto con zucca, pasta di salame e parmigiano, per concludere con un’imperiale fiorentina in condivisione per tutto il tavolo. I piatti sono riusciti, mai banali, alcuni dai sapori più tradizionali, altri decisamente più spinti, complice l’esperienza internazionale del (bravo) chef.

In sala invece c’è Seba, il proprietario e oste, che sa accogliere con gentilezza e consigliare il vino giusto con competenza e passione (a proposito, la carta è davvero ben fatta e curata, frutto di un bello studio anche delle etichette d’Oltralpe), ed è coadiuvato da un servizio di sala sorridente e impeccabile. Per quanto riguarda i prezzi, siamo ahimè più allineati a quanto è ormai la normalità milanese che alla dimensione di provincia, e dunque considerate di spendere non meno di 45-50 euro per un pranzo, bevande escluse. Noi non vediamo l’ora di tornare anche durante la stagione estiva, per goderci il meraviglioso giardino esterno, magari sotto il glicine in fiore.

Maninvino

📍Genova
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Maninvinoenoteca di quartiere in zona Manin a Genova – provata in uno dei nostri weekend fuori porta – è un piccolo rifugio fuori dal caos urbano, raccolto e intimo: uno di quei posti in cui ti senti subito a casa, con luci soffuse, poster coloratissimi e scaffali colmi di bottiglie che invitano a curiosare.

Il cuore del locale, infatti, sono i vini, tra etichette più o meno note che il personale, molto appassionato, ci tiene a raccontare con cura e entusiasmo coinvolgente. E così dall’idea di fermarci per un calice al volo ci siamo trattenuti – come nostro solito – anche per una cena, tentati dalle invitanti proposte gastronomiche e dalle piacevoli chiacchiere. Per iniziare, abbiamo ordinato un tagliere misto di salumi, gnocco fritto, pane fresco, olive, formaggi e delle polpettine spaziali, tenere e saporite. Il tutto accompagnato – come vuole la tradizione – da chili di focaccia ligure. Anche sul vino non abbiamo lesinato e, dopo due calici di un buon bianco fresco siciliano, ci siamo dati al Pineau d’Aunis, un rosso dalle note di frutti neri e spezie e dalla “buona beva” (cit. preferita di Betta, la sommelier della nostra redazione!).

Insomma, tra giovani, clienti affezionati e un po’ di chiacchiera “alla genovese“, in questo ristorante anche un semplice aperitivo diventa un piccolo rituale di piacere, fatto di calici, buon cibo e la sensazione di essere davvero coccolati. Anche il rapporto qualità prezzo ci ha soddisfatti, poco più di 20€ a testa per un aperitivo ben rinforzato. Ovviamente ci siamo portati a casa anche qualche bottiglia, perché sarebbe stato un peccato non approfittarne. Inoltre, il locale propone prodotti artigianali di nicchia, perfetti per chi cerca qualcosa di speciale da gustare o da portare in regalo a una cena da amici. Se passate dalle parti di Genova, non perdetevi Maninvino: un posto che conquista il cuore e il palato, tra “vini veri” – come amano definirli qui – e taglieri gourmet!

Trattoria al Baretto

📍Recco (Genova)
💰€€

Sempre per rimanere in tema ligure, siamo stati per la prima volta da Trattoria al Baretto, ubicata presso il belvedere della piccola frazione di Megli (sopra Recco), e ci ha subito fatto innamorare, grazie alla sua vista sul Golfo Paradiso, alla bella terrazza immersa nel verde e alla sua semplice ma ottima cucina. Anche la sala interna – molto intima (giusto una quindicina di coperti) – con le sue ampie vetrate risulta luminosa e accogliente, ma è senza dubbio la terrazza il fiore all’occhiello del locale.

Qui viene servita una cucina tipica e gustosa, in cui spiccano specialità locali quali le focaccette di Megli al formaggio, le trofie al pesto di Prà, i pansoti al sugo di noci e il coniglio alla ligure. Noi ovviamente abbiamo ordinato in condivisione focaccette a volontà (perché è impossibile resistere al loro richiamo); acciughe fritte (altra nostra grande passione) e cuculli con salame di Sant’Olcese, ma a stregarci sono stati anche piatti più particolari come le mezzemaniche con sugo di pacchettelle (pomodorini gialli) e ragù di seppie e calamari; il tutto accompagnato da un gradevolissimo vermentino della casa (sia lodato il vino sfuso, quando è buono!). 

I prezzi sono più che onesti: antipasti che non superano i 10€; primi tra gli 11 e 15€; secondi tra i 15 e 18€. Con uno scontrino che si aggira sui 35€ a persona, insomma, si torna a casa decisamente soddisfatti e con tanta voglia di tornare al più presto. Altra info utile: mentre la sera questo ristorante fuori Milano è aperto tutti i giorni della settimana, solo durante il weekend fa servizio anche a pranzo. 

La Palta

📍 Borgonovo Val Tidone (Piacenza)
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Siamo stati da La Palta per festeggiare una bella occasione. A primo impatto, non potrete che rimanere affascinati da questo ristorante una stella Michelin, che trova casa in una vecchia dimora di campagna ristrutturata con gusto, immersa nel verde della Val Tidone.

Potreste forse aspettarvi piatti rustici e unicamente della tradizione piacentina, e in parte li ritroverete nei sapori, ma qui la cucina punta su eleganza e territorio, con piatti ben costruiti e accostamenti ben pensati. Oltre a poter attingere alla carta, potrete scegliere tra diversi menu degustazione: “Sei nella mia terra”, un percorso legato al territorio, al costo di 90 euro (quello che abbiamo scelto noi), “Sei nelle mie mani”, percorso su ispirazione della chef, al costo di 120 euro, e il meraviglioso menu completamente dedicato a “La Pasta”, solo su ordinazione, al costo di 150 euro. Tutti i piatti provati erano interessanti, i piccoli amuse-bouche iniziali forse i più sorprendenti, ma il piatto su cui avevamo più aspettative, i tortelli di pisarei ripieni di anolini, ci ha lasciato qualche dubbio, soprattutto sulla consistenza della pasta e sulla sapidità del brodo, che in un piatto simile sono pressoché tutto.

Forse anche il periodo ha influito, dato che ci trovavamo a ridosso delle ferie estive: abbiamo percepito una certa stanchezza in cucina e uno scarso entusiasmo in sala, (forse) comprensibile a fine stagione. Senz’altro abbiamo moltissimi motivi per tornare, primo tra tutti per assaggiare il “Pastiss alla piacentinadella Contessa Arcelli Fontana con stracotto di capriolo e il suo brodo, una delle specialità della casa. Ultima menzione al servizio giovane assolutamente impeccabile (ma che, come anticipato, non ci ha regalato particolari guizzi di empatia), e a una bella carta dei vini: ampia, ben costruita, con una selezione interessante di etichette italiane e internazionali, e ricarichi onesti per un ristorante di questo livello.

Agriturismo La Costa –  Ristorante e Cantina – Cascina Galbusera Nera

📍La Valletta Brianza (Lecco)
💰€€

Dell’agriturismo La Costa – Galbusera Nera avevamo già parlato qui, ma siamo tornati in questo ristorante fuori Milano per un’occasione speciale, il compleanno di Betta. E confermiamo che è uno di quei posti dove si sta bene, punto, soprattutto se con una tavolata di amici. Immerso nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il ristorante è circondato da sentieri e scorci verdi che invitano alla passeggiata prima o dopo il pranzo. La sala è semplice ma curata, con un’atmosfera rilassata e accogliente.

La cucina è stagionale, concreta, con piatti che valorizzano le materie prime locali senza troppi fronzoli. Potrete scegliere tra diversi menu (della tradizione o vegetariano, proposto a 45 euro), oppure scegliere alla carta, come abbiamo fatto noi: e quindi via libera a salumi del territorio, caprino e giardiniera accompagnati da fichi freschi (siamo stati fortunati, vista la stagione), torta salata di cipolle stufate e ricotta del parco, per poi proseguire con pasta e fagioli, risotto al pomodoro con olio al basilico, e uno splendido maialino croccante con caponata di verdure. Ma il vero protagonista qui è il vino: tutte le etichette in carta sono prodotte direttamente dall’azienda agricola La Costa, e sono una piacevolissima sorpresa. Bottiglie ben fatte, con un rapporto qualità-prezzo eccellente, che vi suggeriamo anche di acquistare in cantina (Serìz e Incrediboll su tutti).

Insomma, anche considerando che si trova a solo un’ora da Milano, è il posto perfetto per staccare, mangiare bene, bere ancora meglio e magari tornare a casa con qualche bottiglia sotto braccio.

Ristorante Macelleria Motta

📍Bellinzago Lombardo (Milano)
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Se appenna varcata la soglia di un locale si viene accolti da una coppia reale formata da un’enorme brace e da un frigorifero gigante contenente pregiatissimi tagli, non ci possono essere dubbi: qui si mangerà una carne spettacolare. Ed è proprio quello che è successo al Ristorante Macelleria Motta, un posto a Bellinzago Lombardo, già da tempo nella nostra wishlist e che finalmente abbiamo visitato per un pranzo nel weekend.

L’ambiente è caldo, accogliente e molto curato con tocchi di modernità – come le bellissime mucche colorate che adornano i tavoli (con tovaglia!) – che fortunatamente non influiscono sulla genuinità dell’atmosfera. È stato difficile scegliere da un menu che, tra taglieri, tartare, paste ripiene e ovviamente secondi di carne, sulla carta non presentava punti deboli: alla fine però, anche grazie ai consigli di un team in sala tanto professionale quanto amichevole, abbiamo creato un percorso che ricorderemo a lungo.

Se già i nervetti fritti e i bocconcini di polenta con tartare e lardo offerti come entrée hanno messo le cose in chiaro sulla qualità e la tecnica dei piatti, la successiva tartare di bue con salsa verde e tuorlo d’uovo e soprattutto l’incredibile midollo alla brace con battuta di diaframma non hanno fatto altro che confermare l’altissimo livello della cucina. Abbiamo poi assaggiato un primo – i buonissimi spaghetti di Gragnano con porcini e lardo – e la frittura reale di frattaglie perché – ormai lo sapete – quando sentiamo parlare di cervella, animelle e polmoni non riusciamo a resistere. Ovviamente sarebbe stato un delitto non prendere la carne alla brace e molto semplicemente vi diremo che la selezione del camino di tagli pregiati di bue piemontese è stata la miglior carne mai assaggiata negli ultimi tempi. Il segreto? Certo, la qualità della materia prima, ma anche il legno di ulivo di Ostuni usato per la brace che regala alla carne un particolarissimo sapore. Mentre sorbivamo il sorbetto ai frutti rossi che abbiamo preso come conclusione del nostro pranzo, stavamo già pianificando la nostra prossima visita, magari per provare il menu degustazione o il carrello dei bolliti, protagonista del lunedì sera.

Dando un’ultima occhiata al frigorifero all’ingresso, abbiamo pagato il conto: la spesa di 60 euro a testa (bevendo un calice di vino) ci è sembrata sicuramente corretta e per una volta anche il solitamente odiato coperto (4 euro) – considerate le entrée, l’ottimo cestino di pane e grissini e il servizio praticamente perfetto – non ci è risultato indigesto.

Bagni Buraxen

📍Imperia
💰€€

Mangiare bene in spiaggia non è mai un’impresa facile, eppure ci siamo riusciti durante un fine settimana ligure a Imperia, ai Bagni Buraxen di Porto Maurizio, che vi consigliamo di segnarvi nel caso passaste da quelle parti, anche in questa stagione, ché il mare d’inverno ha sempre il suo fascino. Tra una partita di burraco e un tuffo al mare cosa c’è di meglio di un bel calice da accompagnare anche solo a qualche piccolo sfizio, coi piedi praticamente nella sabbia? Qui i piatti tipici della vita marinara non mancano (fritti di pesce, paste col pesce, eccetera…), ma noi anche complice l’ampia tavolata e la voglia di condividere – abbiamo apprezzato anche e soprattutto piatti più semplici come il crudo di pescato del giorno, le cozze alla marinara, la giardiniera, il gazpacho e tutte le verdure che abbiamo assaggiato, di cui abbiamo gradito ricerca dei produttori, impiattamento e anche un twist originale qua e là nei dressing e negli accostamenti.

Si pranza in una piacevole (ma un po’ rumorosa) veranda, oppure ai tavolini fuori, più tranquilli e con una splendida vista. I prezzi sono nella media e il servizio è gentile, anche se all’ora di punta di un weekend estivo probabilmente dovrete armarvi di un po’ di pazienza per ordinare e ricevere il cibo. Ma al mare tutto va un po’ più lento, no?

Bellavista

📍Brunate (Como)
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L’inaugurazione dell’Albergo Bellavista risale al 1896: da allora si sono succedute diverse gestioni, fino all’attuale, che ha ristrutturato l’edificio mantenendo però il più possibile l’atmosfera originale, e possiamo dire che ci sono riusciti egregiamente. Difficile dire se sia meglio venire durante la bella stagione, approfittando del bellissimo giardino esterno, o d’inverno, quando si possono godere le stupende sale interne, con vetrate panoramiche sul lago di Como e ambienti in stile liberty. La vista è merito della posizione strategica: l’Albergo, ora anche ristorante, si trova a Brunate, un piccolissimo paesino proprio sopra Como. Potete raggiungerlo con una sfidante passeggiata (circa 600 metri di dislivello) oppure comodamente con la funicolare in pochi minuti.

Noi siamo venuti qui per un pranzo di gruppo nel weekend che ci ha permesso di assaggiare diversi piatti del menu, che ruota intorno a piatti tipici della zona. Ottima la selezione di salumi e formaggi del territorio, accompagnati da un assaggio di giardiniera e confetture. Tra i primi ci hanno colpito soprattutto le pappardelle al ragù d’anatra, ma sono i secondi ad averci conquistato di più: in particolare il filetto di manzo con salsa alle albicocche, fichi e patate, e il filetto di luccio perca con fumetto cremoso, insalatina di patate, fagiolini e pomodori secchi. Il servizio è stato molto attento e solerte: unica nota un po’ stonata il prezzo di alcuni piatti, soprattutto in rapporto alle porzioni: per uscire pieni, calcolate di spendere 50-60 € a testa, bevande escluse.

Trattoria Belfiore

📍Bologna
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Mangiare a Bologna è sempre un po’ come tornare a casa, anche se si è solo di passaggio. E così è stato anche per il pranzo alla Trattoria Belfiore, un angolo di tradizione sotto i portici, in una Bologna che sa essere genuina e senza fronzoli, proprio come piace a noi. Il locale è semplice ma è proprio questo il suo punto di forza: una trattoria dal sapore autentico, che mette al centro la sostanza. E i piatti lo confermano pienamente.

Abbiamo aperto le danze con un tagliere abbondante di – sua maestà – mortadella di Bologna, protagonista assoluta, accompagnata da un gorgonzola cremosissimo; il tutto innaffiato da un vino bianco frizzante della casa fresco, leggero, perfetto per iniziare. Poi siamo passati ai primi, perché a Bologna, si sa, la pasta è una religione. E così, tra un piatto di immancabili tortellini in brodo e una lasagna verde al ragù molto potente, tra una porzione di iconiche tagliatelle alla bolognese e ai funghi condite a dovere, ci è quasi venuta voglia di abbracciare il cuoco.

A quel punto eravamo già felici, ma anche la conclusione è stata degna di nota: un tiramisù goloso, una torta della nonna come quelle di una volta, e una torta al mascarpone che si scioglieva in bocca. Per chiudere, un bicchierino di nocino! Alla fine, con circa 30 euro a testa siamo usciti sazi, soddisfatti, e col cuore un po’ più pieno. Se capitate sotto i portici e avete voglia di provare tutto ciò che di buono c’è a Bologna, la Trattoria Belfiore è un posto autentico, che parla il linguaggio della cucina vera, quella che non si dimentica facilmente.

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-settembre-2025/ /ristoranti-a-milano-settembre-2025/#respond Tue, 16 Sep 2025 05:00:00 +0000 /?p=88194 Chiacchieratissime osterie, pizze romane d'asporto e molto altro: ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese!

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Dalla pizzeria d’asporto più chiacchierata della Barona alle osterie in Porta Venezia, passando per l’indirizzo dedicato al formaggio in Susa, fino ai locali di cucina regionale a Porta Romana o alle proposte del Mercato Isola. In questo settembre abbiamo provato tanti ristoranti a Milano anche molto diversi tra loro, di cui vogliamo condividere le nostre impressioni, alcune entusiaste, altre un po’ meno. Buona lettura e prenotazioni, lasciateci un posticino libero!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Nino – Osteria con Cucina

osteria |📍Porta Venezia
💰€€

Tra i ristoranti a Milano, Nino – Osteria con Cucina è sicuramente una delle aperture più chiacchierate di quest’estate, grazie soprattutto alla compagine di proprietari, gli stessi della nostra amata Osteria alla Concorrenza e, in generale, alla stretta parentela di chi ci lavora e chi lo frequenta con Trippa, Kanpai e Frangente, di cui vi parliamo proprio un po’ più sotto. Anche la zona è simile – siamo sempre a Porta Venezia, in via Nino (nomen omen) Bixio -, così come l’estetica calda e vagamente nostalgica (a farla da padrone una boiserie recuperata da una passerella di moda, vinili jazz, luci basse e un bancone che invita alle chiacchiere), mentre l’intenzione appare vagamente diversa: la vocazione di Nino non sembra quella di stupire, ma di far star bene, rilassati, nel chill, direbbero quelli con qualche anno in meno.

Intenzione che riesce a tratti: il locale è piccolo e con tavoli un po’ troppo ravvicinati, eppure piacevole e il servizio disteso e cortese (al netto di qualche piccola scivolata attribuibile alla naturale necessità di rodare). Siamo stati due volte in due occasioni diverse e abbiamo apprezzato la cucina stagionale, in alcuni casi ottimamente riuscita (uovo sodo con nduja e pecorino, torta di piccione, melanzane, menta e agro di mosto e cipolla con vongole da piangere su tutti), in altri casi un po’ meno (calamarata con salsiccia, melanzane e finocchietto selvatico o riso soffiato con uova di trota, decisamente troppo asciutto).

Il vero punto di forza, comunque, ci è parso il vino: la carta è curata, orientata al naturale, con etichette artigianali e qualche sorpresa per chi ama bere bene; e, soprattutto, è la presenza dell’oste, Enricomaria, vecchia conoscenza dietro il bancone dell’Osteria della Concorrenza, a fare la differenza in quanto a consigli e racconti.

Passiamo ai prezzi: come spesso accade nei ristoranti dove il vino ha un ruolo centrale, il conto finale dipenderà molto dalla bottiglia che sceglierete. Nel complesso, a noi sono sembrati leggermente sopra la media rispetto alle porzioni non generosissime e all’esperienza complessiva, ancora con qualche margine di miglioramento.

Alba Pasta Bar

chiosco |📍Mercato Isola
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Il Mercato Comunale all’Isola inizia a prendere una forma davvero interessante, complice uno degli ultimi arrivi tra i ristoranti a Milano, Alba Pasta Bar, e i suoi due giovani chef – Tommaso Sorgentone e Francesco Brasile – che portano la loro esperienza pregressa da Spazio (sulle cui ceneri stiamo tuttora piangendo) in un format semplice ma curato. Il focus è sulla pasta fresca fatta a mano, ma l’offerta va oltre: piattini da condividere, verdure, carne e pesce.

La pasta che abbiamo scelto era davvero ottima – nel nostro caso, uno spaghetto quadrato al burro acido, limone e bottarga e dei tortelli di borragine e ricotta al burro e salvia – ben mantecata, saporita, con cottura perfetta, così come la salsiccia cruda di bra e tuorlo marinato, con cipolla rossa in agrodolce. Ma a sorprenderci sono state soprattutto le verdure, cotte con attenzione e valorizzate da condimenti mai banali: carote arrosto, labneh, capperi e sommaco, ma anche zucchine marinate alla menta e insalata di radicchio, ricotta, agrumi e alici.

L’ambiente è quello del mercato, di cui vi abbiamo già raccontato: si ordina direttamente al banco e ci si può accomodare ai tanti tavoli in condivisione sia all’esterno che all’interno della struttura, stuzzicando qualcosa dagli altri locali, o scegliendo una bottiglia di vino dal banco enoteca accanto, Celeste. E i prezzi? In linea con la zona e il format, ma non proprio da pausa pranzo quotidiana: si va dai 13 ai 15 € per i primi, dai 4 ai 9 € per i piattini, e qualcosa in più per i secondi. Per una cena completa, con un paio di piatti da condividere e un primo a testa, si può considerare una spesa media di 20/25 € a persona.

Say Cheese Bistrot

bistrot per tutte le occasioni |📍Susa
💰€€

Con un colpevole ritardo, tra i ristoranti a Milano abbiamo finalmente provato questo che, per la particolarità della sua offerta, avrebbe meritato la nostra attenzione molto prima. Say Cheese è infatti un ristorante che, dai taglieri ai risotti, dagli hamburger alle paste, propone solo specialità in cui il formaggio è sempre uno dei protagonisti. L’ambiente è carino e rilassato e, anche grazie a un bel dehors, ricorda un bistrot francese.

La nostra cena è iniziata con un tagliere creato scegliendo 4 varietà da un vastissimo elenco di formaggi freschi, semi-stagionati, stagionati ed erborinati; siamo poi passati a dei gustosissimi crostini con pomodorini gialli, alici e stracciatella, ai mac and cheese con jalapenos e bacon (un comfort food che non sapevamo di amare), all’ottima tartare con fonduta di pecorino e, per finire, un sorbetto al limone (questo fortunatamente senza formaggio).

Noi siamo stati proprio bene e non possiamo non lodare un locale con un’identità così forte, ma al contempo con un’offerta duttile che si presta a un pranzo veloce, a un aperitivo con un tagliere e un calice di vino (la cantina è fornitissima e comprende decine di etichette) o a una vera e propria cena come nel nostro caso.

Say Cheese è anche una bottega in cui comprare (ovviamente) formaggi, ma anche salumi, conserve, oli e vini. I prezzi sono corretti (per una cena spenderete circa 40 euro a testa), ma tenete presente che potete spesso prenotare con il generoso sconto di The Fork (sono accettati anche i punti Yums) per rendere il conto finale decisamente più leggero.

Bettola Siciliana

ristorante regionale |📍Porta Romana
💰€€

La gastronomicamente brulicante via Muratori, già votata alla cucina regionale (per esempio, col calabrese Dongiò e il pugliese Fratelli Torcinelli) si è da poco arricchita di un nuovo avamposto tradizionale, questa volta siciliano, con l’apertura di Bettola Siciliana, in cui l’intenzione è quella di “celebrare la cucina autentica siciliana”. L’auspicio si trasformerà in solida realtà?

Per scoprirlo iniziamo condividendo qualche antipasto, a cominciare dagli ottimi involtini di pipiruna, farciti con pecorino, uva sultanina, erbe e mollica di pane e da una semplice ma deliziosa insalata di patate, fagiolini, olive, pomodori e cipolla. Incuriositi, ci lasciamo tentare da due capisaldi siculi: la parmigiana di melanzane, qui proposta sia nella versione classica sia in quella al cartoccio per cui optiamo, in virtù di una vagheggiata leggerezza. L’avremmo forse preferita un po’ più calda, ma ci convince ugualmente: si sente che i singoli ingredienti sono di ottima qualità. Il piatto del giorno, però, si rivela essere il calamaro ‘nbuttunato, vale a dire ripieno di pinoli, caciocavallo ed erbe, davvero morbido e servito su un letto di finocchi e arance. Deliziosi anche i dessert.

Il servizio cordiale e un conto corretto da 35-40 euro bere a parte completano il quadro di un ristorante in cui, avendo voglia di Sicilia, non stenteremmo a tornare, magari per provare uno dei primi che, almeno a una prima lettura del menu, paiono davvero invitanti.

Pantera Pizza Rustica

pizzeria d’asporto |📍Barona
💰

Premessa: chi scrive ha vissuto la Barona degli ultimi 15 anni e l’ha vista anche profondamente cambiare, osservando da umarrel la costruzione forsennata di palazzi costosi e la chiusura di pizzerie di quartiere sostituite da nuove realtà come Pantera Pizza Rustica. 

Pantera però non è un nome nuovo: a Roma stava alla Garbatella dei Cesaroni, poi alcune delle sue teglie ultrasottili sono finite davanti al Circo Massimo. Oggi ha riaperto in Via Pestalozzi, proprio in Barona, “quartiere milanese dei rapper”. E non a caso: oltre ai Fratelli Trecca (genitori 1 e 2), tra i soci troviamo il rapper romano Noyz Narcos; Andrea Corona, che ha dato vita al noto Propaganda; e Alessandro Villata, regista e proprietario di Circus Studios a Milano. Gente che, insomma, l’hype attorno a un progetto lo sa creare, anche piuttosto facilmente in una città che ci casca spesso. 

Il locale è un buco molto curato, proclama sin da subito la sua pizza come “la migliore della città”, e all’esterno c’è sovente un po’ di gente (spesso con tanti tatuaggi e cappellini) in piedi o seduta sul marciapiedi con un cartone in una mano e un pezzo di pizza dall’altro. 

La pizza è venduta al trancio, ovviamente è “romana”, sottile e servita da personale piuttosto simpatico. L’ultima volta, come sempre, siamo passati per l’asporto. Abbiamo preso una coca cola (in vetro perché, paradossalmente, il mood è da vetro) e sei pezzi belli unti. Con delle grandi differenze: mentre le pizze con base bianca sono buone, quelle con base rossa (ma anche la gusto “melanzane”) sono davvero notevoli, filiformi e croccanti. I prezzi dei tranci vanno dai 3 ai 6 delle “baciate”, che torneremo a provare insieme ai supplì a 3 euro.

Autoproclami a parte, Pantera è davvero un buon posto per uno sfizio serale, soprattutto col borsone della palestra ancora al collo o se non si ha voglia di preparare la cena. P.s. per un buon aperitivo a poco, in un posto gestito da persone che vorresti abbracciare, il Cafè Sawa, proprio lì accanto, vale parecchio.

Damaschino Red Roast

cucina mediorientale |📍Cimiano
💰€€

Se avete letto il nostro articolo sui migliori kebab, sapete quanto amiamo i falafel: in questo piccolo, tra i ristoranti a Milano in via Palmanova, ne abbiamo assaggiati alcuni tra i più buoni di sempre. Potrebbero bastare queste tre righe per convincervi a visitare Damaschino, ma il locale offre molto di più: tante specialità della cucina siriana e mediorientale come hummus, kebbeh, fatteh, shawerma e tanti altri piatti di carne alla griglia e allo spiedo.

Noi, oltre ai falafel, abbiamo mangiato il fattoush (l’insalata con cetrioli e ravanello), lo shawerma di pollo con riso e verdure, gli sfilacci di spiedo di manzo e il gigantesco piatto arabic pollo composto da piadine di shawerma, patatine, verdure e 4 salse (tra cui un hummus incredibilmente gustoso e saporito, che merita una menzione speciale).

Aldilà però delle pietanze di spicco, il resto si è rivelato gradevole ma non indimenticabile. Quello che non dimenticheremo invece sono le porzioni: calcolate bene il vostro livello di fame prima di scegliere, perché i piatti sono parecchio abbondanti e potreste correre il rischio di ordinare troppo e di dover chiedere una doggy bag per la cena o per il giorno dopo. Il servizio è gentile, ma i tempi di attesa ci sono sembrati un po’ troppo lunghi anche se questo è sicuramente una dimostrazione di come tutti i piatti vengano preparati al momento. I prezzi, già onesti in partenza, sono ulteriormente abbassati dallo sconto The Fork e con meno di 30 euro a testa vi pagherete il pasto da Damaschino e probabilmente anche i pasti successivi a casa.

Giacomo Rosticceria

rosticceria con dehors |📍Risorgimento
💰€€

Via Sottocorno potrebbe anche chiamarsi via Giacomo, dato che qui hanno sede Da Giacomo Ristorante, Giacomo Pasticceria, Giacomo Bistrot, Giacomo Tabaccheria e Giacomo Rosticceria. Ed è proprio di quest’ultimo, tra i ristoranti a Milano, che torniamo a parlarvi, dopo averne già scritto in un articolo dedicato a 15 gastronomie e rosticcerie che ci piacciono. Ci siamo infatti tornati per cena e possiamo confermare di amare questo posto alla follia. D’altra parte, quando il buon cibo viene gustato all’interno di un’incantevole cornice, si respira un’atmosfera rilassata e informale e il servizio è cortese e caloroso, non può che essere altrimenti. 

Entrando nel piccolo locale si viene accolti dal banco in cui sono esposte la gran parte delle prelibatezze disponibili (sia per l’asporto che per la consumazione in loco) e dallo spiedo per i polli. A seguire una saletta e, sulla sinistra, l’accesso alla nostra area preferita: il delizioso cortile coperto, disseminato di tavolini tondi, solo parzialmente coperti da tovaglie bianche e rosse.

Stiamo già sorseggiando del buon rosé, ma senza dubbio la vera felicità arriva insieme al primo morso delle incantevoli crocchette di patate e mentuccia. Anche l’insalata russa non ci delude, così come il vitello tonnato e le alette di pollo piccanti con patate al forno. Avremmo voluto assaggiare anche le arancine, le melanzane alla parmigiana, i pomodori ripieni, i mondeghili….ma eravamo pur sempre in due e abbiamo dovuto contenerci; tanto ci saranno altre occasioni per farlo.

In generale i prezzi delle pietanze oscillano tra i 6 e i 16€, e le porzioni sono generose, quindi il conto può rimanere anche parecchio basso. A farlo lievitare, ça va sans dire, sono i vini (peccato non ci sia lo sfuso; ci starebbe proprio bene qui). Diciamo che, comunque, escluse bevande si può tranquillamente uscire più che soddisfatti spendendo 25/30€. Posto perfetto per godersi un pranzo o una cena nella bella stagione; sconsigliato, invece, per gruppi sopra le quattro persone

Antica Osteria del Mare

ristorante di pesce |📍Naviglio Pavese
💰€€

Per la nostra cena di redazione prima dell’estate abbiamo scelto un locale che ci ispirava da tempo: l’Antica Osteria del Mare, classico ristorante di pesce affacciato sul Naviglio Pavese. Il menu è incentrato sulla cucina sarda, ma non solo: grande attenzione agli antipasti e alle crudités, una buona varietà di primi piatti e qualche frittura.

Essendo una tavolata numerosa, come potete immaginare abbiamo assaggiato diversi piatti, iniziando con dei deliziosi scampi all’algherese con pomodori e cipolla, polpo con patate, capesante gratinate e delle memorabili alici fritte. A seguire ci siamo tutti orientati sui primi: molto buoni gli spaghetti alle vongole (con e senza bottarga), delicati — forse fin troppo — quelli con tartare di gambero rosso e pecorino sardo, saporita ma non indimenticabile la fregola ai frutti di mare, su cui sapete che abbiamo standard altissimi.

Sarà la tovaglia bianca, sarà il banco del pesce all’ingresso, saranno i dettagli marinareschi sparsi per le sale, il risultato è un ambiente accogliente e caloroso, scaldato anche da un servizio gentile e simpatico che non si risparmia su consigli e suggerimenti. La sala più grande è anche affacciata su un giardino interno che la rende ancora più gradevole. Considerando di accompagnare la cena con del vino bianco e di chiuderla con un amaro, tenete conto che sarà facile arrivare a un conto finale intorno ai 70€ a persona.

Maison Gourmet

ristorante italiano |📍Barona
💰€€

In Barona, a due passi da Pantera Pizza Rustica, ha trovato da qualche mese casa anche Maison Gourmet. Il posto, anche se si nota l’impegno, non è totalmente di nostro gusto, così come l’estetica del menu. Ma, alla fine, chi se ne importa. In una città piena di posti curatissimi dove ti ritrovi a spendere cinquanta euro per tre piattini e un calice di vino, finendo a riempirti di pane o con la voglia di un kebab appena uscito, un ristorante “di quartiere” per niente pretenzioso, con porzioni abbondanti e personale premuroso, è il benvenuto. A noi lo ha consigliato un’amica entusiasta soprattutto della loro pizza piuttosto sottile e digeribile.

Quando qualche settimana fa siamo andati a cena, lei ha preso degli spaghetti alle vongole saporiti e imponenti, noi una buona grigliata di pesce e una di carne, e delle verdure alla griglia come contorno. Abbiamo poi aggiunto un quartino di vino e, quando abbiamo chiesto del pane, ci hanno portato della focaccia appena sfornata e ancora rovente. Per concludere, tre caffè. Conto finale: circa 30 euro a testa e nessuna voglia di andare a prendere un kebab dopo.

A dirla proprio tutta, i piatti ci hanno fatto tornare in mente quei ristoranti sul mare anni Novanta dove si andava con i genitori: menu infinito, tovaglia e nessun fronzolo. Con la differenza che nei ristoranti a Milano il mare davanti non c’è, e in carta – in questo specifico caso – ci sono anche tante opzioni gourmet dove il protagonista è il carciofo. Insomma, un mix tra nostalgia e tentativi di modernità. E visto che Maison è relativamente vicino casa, approfittando dello sconto su The Fork, torneremo a testarlo ancora quando la fame è tanta.

Frangente

cucina contemporanea |📍Repubblica
💰€€

È passato qualche anno dalla nostra prima visita da Frangente, ristorante di cucina contemporanea in zona Repubblica guidato dall’ex Ronchettino Federico Sisti, e della stessa proprietà di Kanpai e Osteria alla Concorrenza. Quattro anni fa, poco dopo la sua apertura, raccontavamo di piatti che non avevano saputo emozionarci e di un locale forse ancora alla ricerca della sua identità, impressioni che ci sentiremmo di sottoscrivere anche dopo questa nostra ‘incursione’.

L’esperienza al bancone è sicuramente interessante e ve la suggeriamo – vedere la brigata all’opera è sempre affascinante – e gli sforzi di Sisti sia nel far stare bene gli ospiti sia nella ricerca della materia prima sono innegabili. Eppure, nessuno dei piatti provati (dai fiori di zucca con mascarpone, ricotta, melanzane e zucchine, alla pasta mista con crema di fagioli, ragù di cozze e calamari, nervetti di vitello e fino all’entrecote di giovenca con peperoni arrosto) conteneva in sé quella spinta in grado di renderlo memorabile, fatta eccezione per un delizioso e tenerissimo calamaro con cicoria, acciughe, aglio, olio e peperoncino.

Si beve molto bene (eccellente sia la carta dei vini che la drink list, con un Milano-Rimini incredibile grazie anche al vermouth Dibaldo) e l’atmosfera è piacevole, ma forse non è sufficiente, anche a fronte di un conto che difficilmente si attesterà sotto i 50€ bere a parte.

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Questa compilation ti è piaciuta? Scopri qui tutti i nostri racconti dei ristoranti a Milano e fuori città che abbiamo provato!

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-luglio-2025/ /ristoranti-fuori-milano-luglio-2025/#respond Tue, 08 Jul 2025 07:00:26 +0000 /?p=87095 Pranzi con vista, taglieri esagerati e gelati da sogno: ecco i ristoranti fuori Milano provati di recente dove vorremmo già tornare.

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In piena estate, ogni scusa è buona per uscire dalla città e concedersi un pranzo all’aperto o una cena con vista. Che si tratti di una trattoria panoramica affacciata sul mare, una cascina tra le colline o una locanda con cucina creativa, in queste settimane abbiamo esplorato diversi ristoranti fuori Milano, tra Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e oltre! Tra piatti della tradizione, sperimentazioni divertenti e location che meritano il viaggio, ecco una selezione di ristoranti fuori Milano dove abbiamo mangiato (e bevuto) benissimo, e che consigliamo senza pensarci due volte!

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Cascina degli Ulivi

📍 Novi Ligure (AL)
💰€€

Capita a volte, tornando da un weekend al mare, di voler allungare un po’ la magia prima di rientrare nella routine milanese. Ecco, Cascina degli Ulivi è stata la nostra scusa perfetta per farlo. Si trova appena fuori da Novi Ligure a pochi chilometri dall’autostrada, immersa nel verde, tra orti, vigne e animali da cortile. L’atmosfera è quella delle vere aziende agricole: niente fronzoli, solo natura, silenzio e una calorosa accoglienza. Perfetta per famiglie con bambini (che apprezzeranno moltissimo i tanti giochi disseminati nei prati), ma anche per gruppi di amici in cerca di un posto tranquillo dove mangiare bene (e bere ancora meglio).

Il menu è alla carta e cambia spesso, segue la stagionalità e la disponibilità dell’orto. Noi abbiamo iniziato con la farissa (simile alla panissa ligure, talmente buona che abbiamo chiesto immediatamente il bis), per proseguire con rabaton al burro e salvia, arrosto di maiale alle erbe aromatiche, e concludere con una buonissima torta di ricotta con composta di fragole. Tutto fatto in casa, compreso il pane, sfornato nel loro forno a legna.

Ma il vero protagonista? Il vino. Cascina degli Ulivi è prima di tutto un’azienda agricola biodinamica, fondata da Stefano Bellotti e ora portata avanti dalla figlia Ilaria, e i loro vini naturali, senza solfiti aggiunti – sono una stati una bellissima scoperta. Ci siamo innamorati del loro bianco Montemarino, un Cortese sorprendentemente fresco e complesso, e del rosso Monbuè, un blend di Barbera, Dolcetto e Ancellotta. Se siete appassionati quanto noi, non potrete esimervi dal fare un po’ di shopping prima di rientrare.

Il servizio è semplice ma attento, i prezzi onesti (per un pranzo da cui uscire sazi dovreste spendere 30/35euro, bere escluso), e l’esperienza nel complesso è di quelle che ti fanno venire voglia di tornare. Magari per un weekend intero per visitare le colline di Gavi (qui i nostri consigli sulla zona), visto che a Cascina degli Ulivi si può anche dormire.

Osteria Giorgione da Masa

📍Venezia
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Nella lista dei ristoranti che vorremmo portare a Milano, questa insegna veneziana ha scalato prepotentemente i suoi vertici, spingendoci a esclamare un convintissimo “Tutto giusto” ogni volta che ne raccontiamo i dettagli a qualcuno. Osteria Giorgione da Masa porta in tavola una cucina che definisce “fusion giapponese veneta“, ma questo appellativo rende forse poca giustizia ai piatti preparati da Mas​ahiro Homma, chef nipponico che in una calle del sestiere di Cannaregio onora le proprie origini con grande rispetto e, al contempo, grande estro, facendo quello che ogni chef dovrebbe fare: divertire i commensali.

Dal menu avremmo voluto provare tutto: i “cicheti giapponesi” (sarde fritte con salsa di soia e cipolla; aghedashi di polenta fritta con salsa di granchio; radicchio fritto in brodo dashi; stufato di salsiccia e seppie con verdure…), ma anche i piatti principali tra cui spiccano il cirashi di anguilla, gli udon e i gyoza di gamberi. Così, per superare l’impasse, abbiamo scelto di affidarci in toto allo chef e al suo menu degustazione, che ci ha riportato in un battito di ciglia in Giappone ma con un twist, appunto, tutto veneziano.

L’atmosfera è informale, da osteria, mentre i prezzi lo sono molto meno (la sola omakase viene 68€ ma, fidatevi, ne varrà la pena). Nota finale: anche la carta dei vini regala emozioni.

Trattoria al Serraglio

📍 Sori (GE)
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Se siete alla ricerca di un posto che vi stupisca segnatevi questo nome: Trattoria al Serraglio, sulle alture alle spalle di Sori. Si tratta di un angolo di Liguria che va ad aggiungersi ai nostri consigli per una bella gita fuori porta e che sembra uscito da una cartolina, con una vista mozzafiato sul Golfo Paradiso che da sola vale il viaggio (e i mille tornanti!). La terrazza è il cuore pulsante del locale: ampia, fresca anche nelle giornate più calde, e perfetta per godersi il tramonto con un bel bicchiere di vino in mano. Ma non è solo questione di panorama: qui si mangia bene, genuino e molto ligure.

Il menu è quello della tradizione: impossibile non cominciare con le vere protagoniste del ristorante, ovvero le focaccette (gorgonzola, prosciutto, stracchino, una più buona dell’altra, ma non sarà necessario scegliere, noi le abbiamo provate tutte, ehm), trofie di farina bianca o di castagne al pestopansotti al sugo di nociconiglio alla ligurebrandade di baccalà, cima alla genovese. Tutto è rigorosamente fatto in casa, e proprio per questo le porzioni sono limitate: se c’è un piatto che non volete assolutamente perdervi, il consiglio è di giocar d’anticipo e chiedere di metterlo da parte già al momento della prenotazione, come hanno suggerito a noi.

Il servizio è cordiale, il personale simpatico e attento, e il conto assolutamente onesto: noi abbiamo speso 25 euro a testa, vino della casa compreso. Al Serraglio è un posto speciale, dove vorremmo tornare e ritornare. Magari per una merenda dopo una passeggiata tra le creuze, perché sì, le focaccette vanno bene a qualsiasi orario.

Battipalo

📍Lesa (Novara)
💰€€

I ristoranti vista lago hanno sempre un gran fascino su di noi, ragion per cui qualche weekend fa abbiamo scelto il Battipalo, a Lesa, per un pranzo in famiglia. Il ristorante – che ha sede in una struttura a palafitta un tempo utilizzata come biglietteria per i battelli – si affaccia sull’acqua. Vista Lago Maggiore assicurata, dunque, sia mangiando nella bella sala interna o in terrazza, che nel dehors ai piedi della struttura. 

Dal menu – che cambia spesso ed è composto da quattro diverse opzioni di antipasti, primi, secondi e dolci – abbiamo ordinato diversi piatti, trovandoli tutti sfiziosi e ben equilibrati. Tra quelli che più ci hanno soddisfatto: l’uovo croccante con ricotta, piselli freschi, asparagi, agretti e zabaione salato; il carciofo brasato con crumble di pane, aglio nero e tobinambur; i ravioli ripieni di piselli con crema di latte e parmigiano e prosciutto crudo vigezzino e gli gnocchi di ricotta ed erbe spontanee con ragù di lumache leggermente piccante (forse il nostro preferito in assoluto). 
Dato che eravamo lì per festeggiare un compleanno, abbiamo poi concluso in bellezza con una deliziosa torta cioccolato e lamponi. 

Per quanto riguarda i prezzi, antipasti e primi vengono 18/20€; i secondi 24/26€ e i dolci 10€. Con l’aggiunta di 4€ di coperto potete dunque orientarvi su una spesa media (escluse bevande) di 50€ circa a persona. Un posto perfetto anche per cenette romantiche

Trattoria dei Cacciatori

📍Peschiera Borromeo (Milano)
💰€€

Un altro ristorante fuori Milano (ma proprio di pochissimo), di cui siamo rimasti davvero entusiasti, è Trattoria dei Cacciatori a Peschiera Borromeo, poco distante dall’Idroscalo di Milano.

Immersa nella suggestiva cornice medievale del Castelletto di Longhignana, la trattoria viene gestita dalla famiglia Temporali dal 1932 ed è uno di quei classici posti dei quali ci si innamora a prima vista, soprattutto nella bella stagione, quando si pranza e si cena all’aperto, sotto la pergola (quando fiorisce il glicine dev’essere ancora più spettacolare) o nella corte interna. 

La cucina offre piatti semplici, gustosi e per lo più tradizionali, sia di carne e pesce che vegetariani. La pasta fresca è fatta in casa, così come il pane, i dolci, i gelati e i sorbetti. Noi per cominciare abbiamo diviso un tagliere di salumi accompagnati da giardiniera e un antipasto di fiori di zucca ripieni di ricotta e menta, cotti a vapore, su crema di pomodorini; abbiamo poi proseguito con un ottimo pollo alla diavola e patate al forno (per due persone) e una piacevolissima parmigiana di zucchine, formaggio di capra e pomodorini. Per finire, due dessert capaci di conquistare anche chi – come chi scrive – di solito fa volentieri a meno del dolce, a fine pasto: la mousse allo yogurt con salsa ai frutti di bosco e cialda croccante e il semifreddo al cioccolato Guanaja 70% con salsa al mango e frutto della passione

A soddisfarci è stato anche il conto, che abbiamo trovato assolutamente onesto e in linea con la qualità del servizio e delle pietanze offerte: eravamo in tre e abbiamo speso 135€ totali per quanto descritto più bevande (tra cui una bottiglia di lambrusco da 24€). Torneremo senz’ombra di dubbio, perché siamo curiosissimi di scoprire Trattoria dei Cacciatori sia nella sua versione serale che invernale. Piccola nota dolente per i padroni di cani: non sono accettati

Valli Unite

📍Costa Vescovato (Alessandria)
💰€€

Cercando di sfuggire al caldo, e con l’idea di fare un tuffo, ci siamo diretti, come intermezzo tra la città e il fiume, a un pranzo di redazione da Valli Unite, un agriturismo con campeggio, appartamenti e ristorante dove volevamo venire da un po’, sui colli Tortonesi, non distante dalla nostra amata Val Borbera.

Da questa cooperativa agricola ci aspettavamo sì un’attenzione particolare per gli ingredienti e la loro sostenibilità, ma – in tutta onestà – eravamo preparati a un’atmosfera molto semplice e a un pasto conviviale senza troppe pretese. E invece siamo stati davvero sorpresi in positivo da un ambiente molto curato e piacevole, un servizio informale ma impeccabile e, soprattutto, da piatti pensati e realizzati con percepibile amore.

Dopo un assaggio di salumi e formaggi a latte crudo locali, abbiamo proseguito un po’ in lungo e in largo per tutta la breve carta: dal roastbeef di fassone con salsa tonnata e cipolla rossa in agrodolce fino alle spettacolari verdure dell’orto arrosto, salsa allo yogurt, nocciole e fiori (piatto che, pur nella sua semplicità, vale il viaggio) fino ai cannelloni di ricotta e verdure e ai secondi di carne o vegetariani, tutto ci è sembrato davvero delizioso, incluso il Timorasso con cui è quasi doveroso accompagnare le varie portate.

Il prezzo è stato la ciliegina sulla torta: abbiamo speso circa 40€ a persona senza farci mancare nulla, nemmeno il dessert. Torneremo presto, anche considerato i tanti eventi, spesso collegati a progetti sociali, che popolano di continuo questo indirizzo! E se volete portare a casa un po’ di Valli Unite, vi consigliamo un passaggio alla loro bottega.

Belrespiro

📍Sarturano (Piacenza)
💰€€

Anche da Belrespiro volevamo venire da anni, ma complice i pochissimi posti, un cambio di location, e le sporadiche date di apertura di questo indirizzo meraviglioso, siamo riusciti a incastrarci soltanto di recente. L’esperienza, comunque, ha ampiamente ripagato l’attesa: i due padroni di casa, Fabio e Chiara, orchestrano con innato spirito d’accoglienza un ‘pranzo della domenica’ semplicemente perfetto.

Sotto il porticato in estate e nella piccola sala all’interno d’inverno, 12 – e soltanto 12 – fortunati commensali possono scegliere tra piatti del giorno e ‘sempreverdi’ portate alla brace (grande protagonista in cucina) da una carta ristretta, ma molto azzeccata. A goderne saranno gli amanti del quinto quarto, delle frattaglie e della carne – per via di portate come animelle, pane, fegato e cipolle, o gli gnumareddi, il piccione o il filetto alla brace -, ma anche chi predilige le verdure, grazie all’ottima cipolla, fonduta, acciughe e panfritto o ai fagiolini, uovo e ‘nduja. Impossibile, infine, non lasciarsi tentare, nonostante le temperature, dai favolosi anolini in brodo.

Cos’altro? Una solida cantina, il servizio amichevole e le vibe – come direbbero a Milano – sono davvero positive. Però, per fortuna, qui siamo nella verde e silenziosa Sarturano, provincia di Piacenza, a un’ora abbondante dal caos cittadino. Per un pasto qui mettete in conto una cinquantina di euro bere a parte, mentre per prenotare tenete d’occhio la loro pagina Instagram.

Zaghini

📍Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini)
💰

Tra le equazioni che preferiamo c’è sicuramente Romagna = tagliatelle, e dove mangiarne un bel piatto epico se non da Zaghini? Torniamo, dopo altre incursioni di cui vi avevamo raccontato in una delle ultime compilation, in una delle nostre regioni del cuor per parlarvi di questa trattoria storica a Sant’Arcangelo di Romagna, che tra archi in mattone e tovaglie rustiche porta in tavola la quintessenza della ‘romagnolità’.

Nel menu campeggiano i capisaldi della tradizione: cappelletti in brodopassatellistrozzapreti al ragù di salsiccia, e tagliolini con gli stridoli, ma anche piadine con squacquerone e salumi e pollo allo spiedo farcito e girato a mano. Qui, però, si viene soprattutto per le leggendarie tagliatelle fatte in casa al ragù, che potrete scegliere sia nella versione ‘classica’ che in quella accompagnata da piselli: semplicemente paradisiache, specie se accompagnate da un buon bicchiere di Sangiovese. Un posto a cui continueremo a pensare ancora a lungo, anche grazie a un conto leggero (20-25€ a testa) che ha sicuramente contribuito a un piacevolissimo ricordo. Prego, non c’è di che!

Parma Rotta

📍Parma
💰€€

Salumi pregiati, pasta artigianale e una cantina con più di 1000 etichette: il ristorante Parma Rotta, elegante e accogliente, è il posto per gustare la vera cucina parmense. Il locale è ampio, curato nei dettagli, e l’atmosfera è raffinata. il servizio è professionale e cordiale così come i proprietari, ristoratori appassionati e fedeli custodi delle tradizioni culinarie del territorio. Insomma, ancora prima di assaporare il primo boccone, ci eravamo già sentiti nel posto giusto.

In sei, abbiamo deciso di condividere più portate per esplorare al meglio il menù: dagli antipasti ai primi della casa, fino a una ricca selezione di carni. L’inizio non poteva che essere all’insegna della tradizione: un vassoio di prosciutto di Parma con 30 mesi di stagionatura, accompagnato da una generosa porzione di Parmigiano Reggiano 24 mesi. Per rinfrescare il palato, qualche piattino di pinzimonio di stagione. Il tutto abbondante, ben presentato e, soprattutto, di qualità eccellente.

A seguire, ci siamo sbizzarriti tra cospicue porzioni di tortelli tipici con ricotta vaccina ed erbette, davvero speciali; qualche assaggio di lasagna classica al ragù di bue Irlandese, saporita e gustosa; e qualche tegamino di trippa in umido, in condivisione. Se pensate che per i secondi non avessimo spazio, vi sbagliate di grosso: dal mezzo pollo al mattone alla grigliata cotta a puntino; dal roast beef di schiena di bue irlandese alle verdure grigliate – e un arsenale di patate arrosto -, ci è sembrato tutto bilanciato e ben realizzato.

Ma il vero fiore all’occhiello del ristorante – motivo per cui visitatori da ogni parte del mondo fanno tappa qui – è senza dubbio il gelato al fiordilatte preparato ogni giorno con latte fresco e servito con gesti sapienti, quasi coreografici, che incantano occhi e palato. Il conto riflette la qualità dell’esperienza: non economico, ma corretto per ciò che viene offerto in termini di qualità e quantità (circa €65 a persona, bere a parte). Quindi, se vi trovate dalle parti di Parma, non fatevi sfuggire questo posto unico nel suo genere e, soprattutto, lasciatevi conquistare da quel gelato indimenticabile.

La bottega di Norcia e Amatrice

📍Gorgonzola (Milano)
💰

Come ormai dovreste sapere, Gorgonzola è sempre nei nostri cuori per merito della sagra dedicata al celebre formaggio (quest’anno ci vediamo il 14 e 15 settembre!), ma questa piccola cittadina alle porte di Milano vale una sosta anche per i suoi meravigliosi scorci sul naviglio della Martesana e per alcuni ristoranti davvero interessanti. Durante una delle nostre ultime visite, per esempio, ci siamo fermati a La bottega di Norcia e Amatrice, un minuscolo locale in centro che da fuori potrebbe passare inosservato, ma che noi vi consigliamo senza indugi anche per una pausa golosa durante una passeggiata in bicicletta sul naviglio!

Come suggerisce il nome, questa è prima di tutto una rivendita di prodotti tipici umbri (formaggi, salumi, sughi, paste, vini, liquori) che per pranzo, aperitivo e cena si trasforma in un’osteria nella quale gustare taglieri che è impossibile definire meno che pazzeschi: porchetta, mortadella al tartufo, capocollo e pecorino con zafferano erano solo alcune delle leccornie che strabordavano dal nostro enorme tagliere, ma a stregarci è stato un salame talmente buono che non abbiamo resistito a ordinarlo anche dentro a un panino. Ottimo anche il sorbetto al limone con liquore alla liquirizia che abbiamo preso per concludere la nostra cena.

L’unico rammarico è stato non aver assaggiato una pasta all’Amatriciana che, vista dagli altri tavoli, sembrava davvero invitante, ma purtroppo disponibile solo su prenotazione. I prezzi sono assolutamente onesti (i taglieri costano 12 euro a persona e i panini 5 euro) e il servizio gentilissimo e cordiale. Noi stiamo già organizzando una biciclettata sulla Martesana solo per mangiare finalmente l’amatriciana e gustare un altro panino, venite con noi?  

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-milano-giugno-2025/ /ristoranti-milano-giugno-2025/#comments Thu, 12 Jun 2025 00:53:00 +0000 /?p=86473 Tra pinchos dei Paesi Baschi, babà salati e involtini di verza da ricordare, ecco i nostri racconti.

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Quando cambiamo un po’ idea su un posto, siamo noi a essere cambiati o è cambiato lui? Possibile che uscire sazi e contenti da un’enoteca con cucina sembri quasi un piccolo miracolo? È davvero troppo pretendere un menu che spieghi bene cosa stiamo per mangiare? Questo mese abbiamo esplorato tanti ristoranti a Milano, assaggiando specialità insolite o tradizionali, pagando conti molto diversi, e ponendoci onestamente tante domande. Tra pinchos dei Paesi Baschi, babà salati e involtini di verza da ricordare, ecco i nostri racconti.

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Roncoroni Classici Gastronomici

cucina tradizionale |📍Colonne
💰€€

Iniziamo col dire che noi, anzi, per una volta parlerò al singolare, io sono particolarmente legata alla cucina di Eugenio Roncoroni – per tutta una serie di motivi personali e lavorativi di cui vi faccio un estremo sunto. L’articolo sul suo hamburger di Al Mercato è stato uno dei primissimi su Conosco un posto (parliamo di 11 anni fa), nei suoi locali (Burger Bar, Taco Bar e Noodles Bar) ci ho passato diverse giovanissime serate e lì ho, di fatto, un po’ imparato a mangiare e a conoscere ingredienti che non avevo mai assaggiato. In generale ho sempre apprezzato, al limite del mitizzato, ogni sua idea in cucina. Anche la più recente scommessa di Pas – A vegetarian trip, uno street food vegetariano itinerante di cui vi abbiamo raccontato in questo video – ci aveva incuriosito e poi allietato, ed è per questo che siamo arrivati carichi di inaudite aspettative nella sua nuova casa, proprio davanti alle Colonne, che porta il suo cognome e un sottotitolo, “Classici gastronomici”, che fa intendere una minor concessione alle follie e, piuttosto, un convinto abbraccio alla tradizione.

Qui la tradizione viene interpretata a metà strada tra la Francia e il Piemonte, con una carta tutto sommato succinta che affianca a piccoli piatti (selezione di salumi e formaggi, verdure pickled…), portate principali con un focus sul quinto quarto e su ingredienti e preparazioni decisamente più hard core (torchon di foie gras, anatra, biancostato e tartufo, patè…). Sulle quali, lo ammettiamo a malincuore, non ci siamo sentiti di avventurarci, perdendoci probabilmente il cuore dell’esperienza. Dai piatti scelti – patate con erbe aromatiche e sour cream; uova di Paolo Parisi; deliziose acciughe in salsa rossa -, la ricerca del prodotto ci è parsa innegabile, ma ci è forse mancata una spinta in grado di sorprenderci davvero.

A non mancare è sicuramente un’atmosfera ‘casalinga’ nel senso buono del termine, anche grazie alla metratura raccolta degli spazi (attenzione: i tavoli sono tutti in condivisione e noi vi suggeriamo, anche per questa ragione, di riservare il vostro posto al bancone) e un servizio condotto con nerbo e personalità dalla socia di Roncoroni, Cristina Giordano. I prezzi sono in linea con l’offerta milanese: considerate una quarantina di euro bere a parte per una cena completa.

Pintxo

Ristorante spagnolo |📍 Cenisio
💰€€

Nel quartiere di Cenisio, una zona che si sta popolando sempre più di posti interessanti, ha aperto da qualche mese Pintxo, locale dove poter degustare i pinchos tipici dei paesi baschi. Dietro a questo progetto c’è la coppia già proprietaria di Albufera, decennale ristorante spagnolo di Milano. Pintxo è la versione decisamente più informale, e quasi più ‘meneghina‘, di quest’ultimo, molto più simile alle enoteche con cucina di cui ormai la città è disseminata: qui non ci sono prenotazioni, si mangia su tavoli alti e sgabelli, e il menu propone piccoli piatti per la condivisione, cocktail e vini ovviamente di provenienza spagnola.

La carta è succinta e prevede alcune tapas calde, le uniche ad uscire dalla cucina, mentre i pinchos (freddi) possono essere scelti direttamente al bancone, dove vengono esposti in una bella teca, a ricordare anche un po’ i bàcari veneziani. E allora via libera a croquetas di pollo e jamon, patatas bravas, pan brioche con tartare di tonno rosso marinato (quest’ultimo davvero imperdibile, fidatevi), ma anche bao de picanha, il celebre pane cinese al vapore qui farcito con picanha, pico de gallo e peperone arrostito, e tante tartine che cambiano di giorno in giorno. Per uscire sazi, vi consigliamo almeno 4/5 pinchos a testa, per una spesa media che si dovrebbe aggirare intorno ai 30/35€, bere escluso. Forse una cifra tutto sommato leggermente eccessiva per la proposta, ma davvero ce ne stupiamo ancora?

Altrove

ristorante fusion |📍Citylife
💰€€

La zona di Citylife, a nostro avviso, non primeggia esattamente per cultura e felicità gastronomica, dunque a ogni nuova apertura ci precipitiamo, grati dell’eventualità di poter cambiare idea. Mai come in questo caso, ahinoi, non ci è stato concesso, per quanto le premesse fossero discrete. Leggiamo online che il neo arrivato Altrove è della medesima proprietà di Via della Seta in Cenisio, che ci era molto piaciuto, che qui si vuole però dilettare con piatti ben più raffinati, che uniscano tradizione cinese e ingredienti italiani. Una mossa che potrebbe anche essere interessante a livello teorico, ma che all’atto pratico risulta ben poco convincente.

Il menu è corto e un po’ improbabile e unisce elementi pregiati come il foie gras o il tartufo a piatti descritti in maniera poetica (“fiore cristallino”, “insalata del giardino”…) al limite dell’incomprensibile. Nessuna delle portate assaggiate ci ha convinto: non le melanzane di Hanggzhou in infusione di aceto balsamico, non il churro cinese ripieno (si fa per dire) di gamberi tritati e neppure le poche costine di manzo brasate servite con una grattugiata di insapore macadamia. Piatti dimenticabili a fronte di un conto, 60€ a testa, che ricorderemo invece a lungo. Il locale è arredato con velluti scuri che lo rendono a tratti soffocante e il servizio decisamente da rodare. Che fatica, Citylife.

Wicky’s

ristorante fusion |📍Missori
💰€€€

Sono passati tanti anni (più di 10, santo cielo!) da quando vi parlammo di Wicky’s per la prima volta, quando ancora, prima di trasferirsi in Missori, si trovava in zona Sant’Agostino. All’epoca, la sua cucina ci aveva stregato, soprattutto grazie al suo grande classico, il sushi ‘alla milanese’ con riso allo zafferano, e alla capacità dello chef srilankese di fondere sapori inusuali. Nel tempo siamo tornati per qualche pit stop fugace, ma solo di recente, complice un’occasione da festeggiare, ci siamo concessi una cena decisamente più rilassata. Merito anche della saletta privata che è possibile riservare per gruppi, e che però, a nostro avviso, sarebbe decisamente da rinfrescare almeno negli arredi, un po’ tetri (lo stesso si può dire della sala all’ingresso, per cui assicuratevi, eventualmente, di prenotare in quella principale con il bancone).

Essendo una tavolata numerosa, abbiamo spaziato un po’ lungo tutto il menu (esistono anche delle formule degustazione disponibili, però, soltanto per tutti i commensali…). Dai celebri carpacci ai maki fino alla selezione di nigiri, il viaggio ci è sembrato sempre interessante, ma decisamente meno epico d’un tempo. Saremo cambiati noi oppure il ristorante? Il servizio che ci ha seguito nella nostra cena è risultato cortese ma un po’ acerbo e robotico, mentre il conto è importante come lo ricordavamo, soprattutto in relazione alle porzioni: si arriva molto facilmente alla tre cifre anche senza strafare. Ci aspettavamo molto di più, se non si fosse capito.

ristorante thailandese |📍Loreto
💰

Siamo invece stati bene in questo piccolo ristorante thailandese all’inizio di viale Monza, attivo ormai da molti anni in una zona in cui l’offerta culinaria (sopratutto di cucine dal mondo) è vastissima e agguerrita. L’ambiente è colorato e accogliente (forse vagamente kitsch con quelle statue del Buddha?), mentre il menu contiene i classicissimi della cucina thai (pad thai, zuppe, pesce alla griglia, curry…), con qualche bizzarra deviazione (poke e moch,i per esempio), forse previsti per attirare qualche cliente in più.

Noi abbiamo assaggiato dei ravioli con anatra molto buoni – anche se forse avremmo preferito una pasta meno spessa – e delle gustosissime polpette con gamberi e maiale. Anche i piatti principali non ci hanno deluso con un pad thai con gamberi e tamarindo assai saporito e un curry massamam con manzo, piccante al punto giusto. I prezzi sono davvero onesti (noi abbiamo speso circa 25 euro a testa) e il servizio è gentile e attento. Insomma, probabilmente non lo sceglieremmo per un’occasione speciale, ma è sicuramente un’ottima scelta per un pranzo tranquillo e senza pretese che vi porterà a Bangkok per un’oretta.

Al vecchio porco

ristorante di cucina tradizionale |📍Sarpi
💰€€

Se siete suino-fobici tenetevi ben lontani da questa insegna che, in piena Chinatown, propone cucina tradizionale (prevalentemente lombarda) e un’ambientazione tutta dedicata al maiale, con suppellettili di ogni genere, poster, scritte e riferimenti a questo animale. D’altra parte il nome è chiaro, Al Vecchio Porco, e la scelta pur singolare risulta simpatica e persino piacevole, grazie a un ambiente caldo, da osteria, ma curatissimo in ognuna delle due sale. Ci siamo stati per un compleanno, sfruttando la taverna al piano sotterraneo, una saletta privata in cui si sta un gran bene per occasioni simili e dove, nonostante l’intimità, si è comunque ben seguiti dal solerte personale di sala.

Il menu è prevalentemente carnivoro e privo di sconsiderati voli pindarici, ma i piatti che abbiamo ordinato (degli ottimi salumi di antipasto, il risotto con zola e trevisana tardiva e le penne con guanciale e zafferano) ci hanno fatto rimanere la voglia di tornare per provare altre portate e i secondi. Conto sui 40 euro a testa bere a parte, foto obbligatoria sotto la scritta “vecchio è bello, porco è meglio”.

Sublime

pizzeria |📍Isola
💰€€

Eravamo molto curiosi di provare questa nuova pizzeria, aperta in una via che ancora non pullula di locali in zona Isola, nonostante si trovi proprio dietro al Bosco Verticale. Fin dall’insegna – e dal nome – si intuisce l’intenzione di proporre un’esperienza più raffinata, che elevi il concetto tradizionale di pizza. L’ambiente conferma questa impressione: mattoni a vista, faretti dorati e candide tovaglie bianche creano un’atmosfera curata ma priva di eccessi.

Sul menu, invece, una selezione di pizze più classiche e una di pizze dello chef, oltre a qualche piatto da condividere, tra fritti e focacce, e un paio di opzioni di insalate e secondi. Abbiamo iniziato con le crocchette di patate e i fiori di zucca ripieni di ricotta e alici (notevoli), per poi provare quattro pizze diverse. Le nostre preferite sono state la 3Z con crema di zucchine, fior di latte, zucchine alla Scapece, fiori di zucca, alici di Cetara e zest di limone (divina, va detto) e l’Ortolana con provola affumicata, cicoria saltata, bietole burro e salvia e porri arrosto. Molto buone anche la Cosacca con pecorino romano e basilico e la Vegana con crema di zucchine, crema di carote e arance, cavoli misti, purea di patate novelle, cipolla marinata e polvere di olive nere.

Abbiamo apprezzato gli ingredienti di qualità, gli abbinamenti originali e il fatto che la pizza fosse il punto di incontro perfetto tra le pizze sottili e quelle napoletane, con un impasto fragrante e leggero. Ma avevamo ancora un po’ di spazio, e abbiamo concluso condividendo una millefoglie e una cheesecake.

Passando al servizio, è molto cordiale e attento, forse anche un po’ troppo per quella che, nonostante tutto, resta una pizzeria. I prezzi sono sopra la media: le pizze vanno dai 9€ ai 21€ (con un coperto da 4€). Bere escluso, dovreste assestarvi sui 30-35€ a persona: resta a voi decidere se è una cifra che siete disposti a spendere per una pizza, seppur buonissima.

Ankh Ita

osteria mediorientale |📍Isola
💰€€

Restiamo all’Isola per questa nuova apertura che ci ha conquistato al punto che ci siamo già stati due volte. Ma partiamo dall’inizio: Lauris e la sua famiglia sono egiziani di Alessandria e hanno deciso di aprire da poco Ankh Ita per proporre una cucina che definiscono ‘mediterranea’. Il menu si divide tra mezzè, ovvero antipasti da condividere, e piatti principali.

Difficili scegliere gli antipasti che ci sono piaciuti di più: il baba ganoush, crema di melanzane arrostite e salsa tahini, e l’hummus sono due classici imperdibili – da accompagnare rigorosamente con il loro pane fatto in casa che vi arriverà caldo e fragrante. Assolutamente da provare, poi, i sambosek, fagottini fritti ripieni, saporitissimi ma leggeri nonostante la frittura, sia nella versione ripiena di carne che in quella di formaggio e spinaci. Infine, ci hanno convinto anche i Mashi Kromb, involtini di verze ripieni di riso profumato e pomodoro, squisiti. Tra i piatti principali, invece, ci hanno conquistato soprattutto i Dawood Basha, polpettine speziate piccanti con patate, molto saporite, e il cous cous con polpettine di vitello e verdure. Se avete ancora fame, per concludere vi consigliamo di assaggiare la halawa al pistacchio con ricotta fresca: il contrasto tra dolce e salato ci ha piacevolmente stupito.

Le porzioni sono giuste e il servizio estremamente gentile: la gestione familiare si sente e fa la differenza. L’unico aspetto che ci ha convinto meno è l’ambiente, ancora un po’ freddo e anonimo. Bere escluso, dovreste uscire sazi e felici spendendo al massimo 30€ a testa.

Konnubio

cucina contemporanea con pizzeria |📍Turro
💰€€

Dopo avervelo raccontato in un reel a poche settimane dall’apertura, siamo tornati da Konnubio, il ristorante in zona Turro gestito dall’ex concorrente di Masterchef 7, Kateryna Gryniuck, e dal marito di origini salernitane. Abbiamo optato per l’interessante (e conveniente) menu del giorno, disponibile a pranzo dal lunedì al sabato. Ed è proprio un sabato che siamo andati a riassaporare i piatti moderni ma non per questo artificiosi, curatissimi nella presentazione e – molto semplicemente – buonissimi di Kateryna e della sua brigata.

Abbiamo iniziato con un delicato sgombro marinato, accompagnato da una schiacciatina di patate, cipolla rossa, friggitelli e un’insalata liquida: equilibrato nei sapori, ma tutt’altro che banale. I sapori hanno poi raggiunto un’intensità sorprendente con il riso al salto, servito con fonduta di formaggio e ragù napoletano – una proposta forse un po’ ruffiana, ma di straordinaria soddisfazione. Eccellente anche l’arrosto, abbinato a una crema di sesamo e carote in tempura: cottura impeccabile, presentazione curata e un equilibrio di sapori davvero notevole.

A questo giro, poi, non potevamo non assaggiare anche la pizza: erano molte quelle che ci ispiravano, ma alla fine abbiamo scelto la Vento di Nerano con zucchine in doppia consistenza, provolone, fiori di zucca e guanciale croccante talmente leggera e digeribile che ci ha lasciato lo spazio per un’ultima portata. Il dolce, un incredibile scrigno di meringa ripieno di fragole, crumble di mandorle e gelato circondato da un’acqua di fragole e rabarbaro in osmosi di lime, ci ha dimostrato ancora – se mai ce ne fosse stato bisogno – l’indiscutibile qualità di un ristorante del quale si dovrebbe parlare molto di più! Il costo del menu del giorno a pranzo è di 16 euro (scegliendo un antipasto e un primo o un antipasto e un secondo tra quelli disponibili). Il servizio è attentissimo e gentile e solo il caffè a 2,5 euro è stata una piccola macchia di un pranzo altrimenti privo di difetti.

Niconoce

Enoteca con cucina |📍 Porta Ticinese
💰€€

Questa enoteca con cucina, così si autodefinisce Niconoce, non è di certo una novità, ma è anzi da un paio d’anni che trova casa a poca distanza da Piazza XXIV Maggio, in zona Ticinese. A differenza di tanti locali appartenenti a questa tipologia, l’impressione, varcata la soglia, è quello di un vero e proprio ristorante: tavoli apparecchiati (una tovaglietta di carta a coprire il tavolo, ma di questi tempi pare già un successo), ben distanziati nelle spaziose sale, una bella cucina a vista, un ambiente illuminato e accogliente. Le bottiglie di vino sono numerose ed esposte lungo le pareti e vengono proposte anche per la vendita d’asporto, ma non affollano il locale e, anzi, ne fanno da piacevole contorno.

Il menu, qui, è piuttosto sostanzioso: la cucina campana è la vera protagonista, con taralli napoletani, acciughe di Lampara e casatiello napoletano tra gli antipasti, ma anche con le conserve dell’Azienda Agricola Maida, che propone melanzane, zucca e broccoli napoletani. La vera specialità della casa sono però i babà salati, preparati con lo stesso impasto di quelli dolci, e, una volta cotti, bagnati con un estratto di pomodoro piccadilly e farciti con diversi salumi e formaggi. Noi abbiamo scelto quello con mortadella, provola di Agerola affumicata e pomodorini secchi, abbinamento decisamente ben riuscito. Su una lavagnetta troverete anche i piatti del giorno, tra cui non mancheranno mai le chips di peperone crusco, la parmigiana di melanzane, la tartare di carne e altri piatti che invece cambiano secondo stagionalità. nel nostro caso, una favolosa cacio e pepe con carciofi e fiori di zucca fritti. Il conto, con una bottiglia di Marbera di Corti Cugini, si è aggirato intorno alla cinquantina di euro, per uscire soddisfatti (anche grazie a un servizio di sala presente e premuroso) e molto più sazi rispetto a tante altre enoteche presenti in città.

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10 kebab buonissimi a Milano che abbiamo assaggiato /10-kebab-buonissimi-a-milano-che-abbiamo-assaggiato/ /10-kebab-buonissimi-a-milano-che-abbiamo-assaggiato/#respond Tue, 20 May 2025 09:40:58 +0000 /?p=86699 Il kebab a Milano si trova ormai in centinaia di posti: seguiteci in questo viaggio alla scoperta di 10 locali in cui, però, mangiarne di buonissimi.

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Il kebab a Milano – come la cotoletta, il risotto e il sushi – è ormai parte integrante della geografia gastronomica della città. Questa gustosissima “carne arrosto” (di manzo, vitello, pollo o agnello), cotta sul tipico spiedo rotante, viene inserita di consueto in un panino ripieno di salse e verdure (tra le quali, rigorosamente, le cipolle!), e diverse sue versioni si trovano in centinaia di posti sparpagliati nelle varie zone della città. Dopo il nostro primo articolo di qualche anno fa, abbiamo ripreso il viaggio alla ricerca del panino perfetto: di seguito trovate 10 posti (più svariati altri nella lista in fondo) in cui mangiare buonissimi kebab a Milano.

10 locali a Milano in cui mangiare kebab buonissimi

Istanbul Taxim Due

📍De Angeli
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Il nostro tour alla ricerca di buonissimi kebab a Milano inizia in piazzale Brescia, nella zona ovest della città. È qui che si trova Istanbul Taxim Due, un piccolo locale che ospita non più di una decina di posti a sedere. Ovviamente abbiamo assaggiato il kebab – uno strabordante panino dai sapori ben bilanciati, con carne succosa e buonissima – ma anche degli ottimi falafel, croccanti e saporiti. Ulteriori punti a favore sono l’estrema gentilezza del personale (dopo aver pagato ci hanno regalato un apprezzatissimo dolcetto) e la digeribilità del cibo, aspetto fondamentale quando si parla di piatti così importanti.

Imperator II

📍Cimiano
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In un curioso edificio di due piani che sembra quasi una villetta a schiera dell’hinterland si trova Imperator II, poco distante dalla fermata Cimiano. L’ambiente interno è forse un po’ freddo e spoglio, ma tutto viene dimenticato quando addentiamo il cibo: il kebab è davvero molto buono con il pane croccante e il ripieno abbondante (diffidate dai panini che quando vengono morsi non strabordano!i). Abbiamo assaggiato anche dei falafel pazzeschi e delle patatine fritte buonissime, sicuramente tra i migliori side del nostro viaggio. Vogliamo sottolineare anche il servizio gentilissimo, come testimonia anche il piccolo sconto che ci è stato applicato al già esiguo conto finale.

Turkish Direzionale

📍Centrale
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Definirlo “kebabbaro” è sicuramente riduttivo, perché Turkish Direzionale – in zona stazione Centrale – è un vero e proprio ristorante turco: al piano terra si trova una zona caffetteria e la classica area con lo spiedo e le vetrine colme di specialità; al primo piano c’è invece un vasto spazio con tantissimi posti a sedere in cui viene servito il cibo per mano di camerieri efficienti e preparati (altro dettaglio che rende questo locale un vero ristorante). Il menu è ricchissimo di specialità assai invitanti (e dai prezzi onestissimi), ed è qui che abbiamo deciso di assaggiare la pide, la classica pizza turca dalla forma allungata, solitamente guarnita con uova e formaggio, ma che noi, per scrupolosa coerenza con lo scopo di questo articolo, abbiamo preso con kebab e funghi: era sicuramente buona, ma vi consigliamo di mangiarla ancora calda. Si sono rivelati eccezionali gli spiedini di vitello, forse la carne di migliore qualità di tutto il nostro tour. Fate solo attenzione ai contorni super piccanti che rischiano di anestetizzarvi la bocca!

Kral

📍Casoretto
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Questo piccolo spazio affacciato sulla deliziosa piazza San Materno a Casoretto è stata forse la sorpresa più piacevole del nostro pellegrinaggio tra buonissimi kebab a Milano. Un one man show nel quale Doğan, il delizioso proprietario, cucina, serve ai tavoli e gestisce il suo locale con passione e un tangibile spirito di accoglienza e di desiderio di far stare bene ogni ospite del suo locale. E poi ovviamente c’è un kebab semplicemente incredibile: dal pane fatto in casa croccante all’esterno ma soffice internamente, alla carne morbida e saporita, dalle verdure freschissime alla digeribilità, tutto è perfetto. Anche i falafel sono ottimi, molto gustosi anche se meno croccanti di altre versioni che abbiamo provato. Sinceramente non vediamo l’ora di tornare per provare altre specialità come la pide o i dolci fatti in casa.

Oliva Kebap

📍NoLo
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Tra le fermate Pasteur e Rovereto della metropolitana, Oliva Kebap ci è stato consigliato da tantissimi di voi e, ovviamente, non potevamo che seguire le vostre indicazioni, specie su un argomento tanto importante come la ricerca di buonissimi kebab a Milano. L’ambiente è davvero curato, con una bella sala riservata e tranquilla dalle sedute comodissime. Il kebab ci ha convinto pienamente con il suo equilibrio tra la piccantezza delle salse, la freschezza dell’insalata e dei pomodori e la grassezza della carne. Anche qui abbiamo preso i falafel, buoni anche se leggermente troppo unti e un interessantissimo fagottino ripieno di patate e formaggio a testimonianza di un menu che va oltre i classici piatti da ‘kebabbaro’. Insomma, un consiglio decisamente azzeccato: ancora una volta avete dimostrato di essere la community che ci meritiamo!

Sofra Turkish Restaurant

📍Lambrate
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Come ormai avrete capito, durante il nostro viaggio tra buonissimi kebab a Milano non ci siamo focalizzati esclusivamente sul panino ripieno di carne e salse, ma in ogni tappa abbiamo assaggiato altre specialità in grado di dare ulteriori sfaccettature ai locali che abbiamo scelto. In questo ristorante a Lambrate il kebab è senza dubbio buono (anche se la salsa piccante un po’ troppo fredda ha raffreddato subito tutto l’insieme), ma è stata la pide a conquistarci definitivamente: se non avete mai assaggiato questa specialità turca con formaggio fresco, uova e spinaci, questo è decisamente l’indirizzo giusto! Impossibile però non menzionare anche il buonissimo grill kusbasi kebap (spiedini di vitello grigliati) e degli ottimi falafel (serviti però con una salsa decisamente troppo piccante che ne altera il sapore). Il tutto accompagnato dall’ayran, una tipica bevanda a base di yogurt, acqua e sale (!) che amerete o odierete, senza vie di mezzo.

Kebhouze

📍7 locali a Milano
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Provate ad andare al di là dei pregiudizi che potreste avere nei confronti del proprietario Gianluca Vacchi e, se non l’avete ancora fatto, assaggiate senza indugi il kebab di questa insegna che attualmente conta 7 locali in città. Il motivo è semplicissimo: è proprio buono! Gli ingredienti ci sono sembrati ogni volta di altissima qualità e sono dosati perfettamente in una piadina artigianale che permette di apprezzarne tutti i sapori ad ogni morso. Inoltre, il curatissimo packaging rende Kebhouze una comoda scelta anche per il delivery. Una doverosa lode va anche alle patatine croccanti e gustose, tra le migliori del nostro tour. Noi ormai abbiamo provato quasi tutte le versioni del kebab presenti nel (vasto) menu, compreso il kebab plant based per cui questa insegna è diventata famosa.

Royal Turkish Kebap

📍Porta Venezia
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Logo ben studiato, packaging curato, ambiente piacevole, servizio perfettamente organizzato: la cornice di questo locale nel cuore di Porta Venezia è davvero di alto livello. Certo, l’immagine è importante, ma il cibo? Anche qui siamo su standard elevati: il panino è proprio buono con carne molto saporita, il giusto grando di piccantezza e un tocco di freschezza conferito da quella che ci è parsa menta che lo rende davvero piacevole e non stucchevole. Ottime anche le patatine (leggermente speziate) e i falafel croccanti e gustosi. Inoltre, anche qui hanno l’ayran, un ulteriore punto positivo!

Anatolia

📍Giambellino
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Il nostro pellegrinaggio tra buonissimi kebab a Milano prosegue da Anatolia, uno storico locale vicinissimo a piazza Napoli. Qui abbiamo trovato un panino leggermente diverso dagli altri, sia nella forma (allungata e non tondeggiante), sia nel ripieno che include delle inedite patatine fritte. Quello che non cambia rispetto agli altri è invece il sapore: il pane è buonissimo, la carne di ottima qualità e le salse dal perfetto grado di piccantezza e speziate al punto giusto sono il vero plus di un panino davvero ottimo. Molto convincenti anche i falafel, compatti e croccanti. Il servizio è gentilissimo e il dehors esterno è perfetto per le belle giornate estive e per evitare gli odori importanti provenienti dalla sala.

Kebabbar

📍Navigli
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Un kebab con un twist di contemporaneità e servito insieme a cocktail studiati per esaltarne ogni sfumatura di gusto? È questa l’inconsueta formula che troverete da Kebabbar Navigli (fratello minore di Star Zagros), situato in Via Corsico. L’idea nasce da Emrah Karaman, di origini curde, che ha voluto fondere due delle sue più grandi passioni: lo street food mediorientale e il mondo della mixology. Il risultato è un locale accogliente, con un dehors sulla strada pedonale e uno staff molto preparato. A essere onesti, il servizio certe volte è un po’ lento, ma la pazienza sarà ampiamente ripagata. Consigliamo per i più coraggiosi il Karbonaro con pane al carbone vegetale, carbocrema e guanciale croccante, ma anche il Kerwan con carne di vitello, menta, limone e crema di peperoni.

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