Bere&mangiare – Conosco un posto https://godsgift.cyou Thu, 12 Mar 2026 09:59:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Bere&mangiare – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-marzo-2026/ /ristoranti-a-milano-marzo-2026/#respond Thu, 12 Mar 2026 08:02:58 +0000 /?p=91190 Un nuovo vietnamita dalle specialità autentiche, uno storico indirizzo con una nuova gestione e molto altro: ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese.

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Un nuovo vietnamita che ci è parso autentico, uno storico indirizzo ma con una nuova gestione, un ristorante da occasioni speciali che però non ha soddisfatto le aspettative, e un locale che ha aperto il suo secondo spazio in cui finalmente sedersi comodi: in questa nuova compilation di ristoranti a Milano molto diversi tra loro siamo rimasti, tirando le somme, nel complesso piuttosto soddisfatti! Curiosi di saperne di più? Basta continuare a leggere!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Enoteca Cotti

enoteca con cucina |📍Brera
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Per anni è stata ‘solo’ un indirizzo da segnare quando si parlava di acquistare del buon vino a Milano, una di quelle enoteche storiche di Brera in cui entrare con un’idea precisa in testa e uscire con una bottiglia sotto braccio (ve ne avevamo parlato nella nostra guida del quartiere di Brera). Oggi, però, Enoteca Cotti ha cambiato proprietario e anche un po’ pelle, aprendo finalmente le porte alla mescita e a una cucina essenziale ma ben pensata, pur senza tradire il suo passato. La location resta la stessa, affacciata su via Solferino, elegante e un pochino ingessata, con interni che raccontano una storia fatta di boiserie in legno, altezze importanti e un’atmosfera da grande classico milanese; al posto delle vecchie scaffalature, tavoli e tavolini ad accogliere i clienti. Ci siamo stati praticamente subito dopo l’apertura e l’impressione è stata quella di un posto già perfettamente centrato.

Il menu è semplice ed essenziale, e ruota attorno ad alcuni grandi classici della cucina milanese, ma non solo: cicoria ripassata, zucchine alla scapece, delle (ottime) crocchette alla carbonara, vitello tonnato, pollo alla cacciatora e moscardini alla luciana, con un costo a piatto dagli 8 ai 16€; su tutti, non perdetevi il toast con comtè, sormontato da una montagna di culatello, perfetto per accompagnare qualsiasi calice. E a proposito di calici, la selezione vini è ovviamente uno dei punti forti: ampia, curata, con bottiglie che parlano a un pubblico anche molto diverso, e vanno dai grandi nomi a etichette più ricercate. Qui basta alzare gli occhi e scegliere la bottiglia dalle pareti che ne sono letteralmente ricoperte, ma anche il sommelier si è dimostrato capace nel consigliarci un’ottima etichetta (nel nostro caso, un metodo classico Pas Dosè di Casa Zuffada, Oltrepò Pavese).

Il risultato è un indirizzo per un aperitivo post‑ufficio, in una zona che mancava di enoteche e locali in cui intrattenersi volentieri una volta terminata la prima bottiglia. Insomma, un nuovo inizio per una storica insegna di Brera, che temevamo ne stravolgesse lo spirito, e invece ne ha mantenuto l’autenticità con un guizzo di freschezza.

Fiorin Fiorello Fiore

enoteca |📍Cinque Giornate
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E sempre a proposito di enoteche, in zona Anfossi, Fiorin Fiorello Fiore è una recente apertura che da fuori rischia quasi di passare inosservata, e che invece all’interno riserva grandi sorprese: tendaggi che scaldano l’ambiente, vinili in bella mostra che dichiarano una certa idea di serata, pochi tavoli che trasmettono subito intimità. Il primo punto forte è infatti proprio l’atmosfera: sala raccolta, curata, a cui si aggiunge il piacevole dehor. Poi c’è questa naturale predisposizione alla musica: non si definisce “listening bar”, ma sarebbe inutile negare una certa vocazione a serate con sottofondi musicali, fino a veri e propri dj set.

Sul cibo meglio arrivare con aspettative corrette: la carta è particolarmente risicata, più da accompagnamento che da cena. Noi abbiamo optato per il carciofo ripieno, le costine di maiale glassate, tartare di carne e toast. E sì: anche qui il toast è stato il nostro piatto preferito, complice anche l’imburrata generosa del pane (starà forse diventando il piatto di punta delle enoteche di Milano? Crediamo proprio di sì).

Detto ciò, qui si viene per bere bene. La corposa carta vini è il cuore del posto: ampia, ambiziosa, e raccontata da una selezione di oltre 300 etichette. C’è senz’altro una certa tendenza verso bottiglie dal valore importante, ma con un po’ di attenzione e il giusto consiglio si riescono a scovare anche scelte accessibili e molto interessanti. E infatti il vero plus è chi ti guida: menzione al sommelier bravissimo (vecchia conoscenza di Ostreria Fratelli Pavesi), che ti sa leggere in faccia cosa hai voglia di bere anche quando non lo sai tu. E infatti, tra i calici bevuti qui, ci sono alcune delle etichette migliori assaggiate negli ultimi mesi.

Insomma, soprattutto con la bella stagione per provarne anche il cortile, torneremo forse non per il cibo, ma senz’altro per berci un ottimo vino, accompagnato, perchè no, da un’altrettanto ottima scelta musicale. Ah, ultimo consiglio: lo troviamo proprio un posto perfetto per un date!

10_11 (Portrait)

cucina italiana |📍San Babila
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La cornice del Portrait, l’hotel dei Ferragamo in corso Venezia, è sempre splendida, va detto. Qui, oltre all’albergo, hanno sede – a mo’ di girotondo attorno all’ampio porticato, diversi negozi di lusso, una spa, un bar (il divertentissimo Rumore), un ristorante di carne (il Beef Bar, di cui vi avevamo raccontato – bene – qui un paio di anni fa) e un altro ristorante italiano, il 10_11. Celeberrimo e discussissimo per via della sua pasta in bianco a 26€, per la sua mastodontica colazione (120€ per due persone) e per il lussureggiante brunch (95€), il 10_11, come tutto il contesto di riferimento, ha dalla sua un’atmosfera davvero unica, che – mantenendo l’allure di un ex Seminario di cui ha preso il posto – può contare su arredi sofisticati, un meraviglioso giardino e un servizio sicuramente assai premuroso.

Siamo stati per un pranzo speciale in famiglia che, se per atmosfera ci ha convinto, per quanto riguarda il cibo non ci ha saputo emozionare: la carta si muove nel perimetro del più puro classicismo (uovo morbido, tartare, pollo alla griglia…), rifuggendo qualsivoglia tipologia di guizzo. I piatti in arrivo al nostro tavolo, quelli che, facilmente, potrebbero essere replicati nelle cucine di casa: dei mondeghili (per carità, ben fritti), un vitello tonnato, la ribollita, e poi le paste, che dire semplici è dire poco. Lo spaghetto al pomodoro e la pasta in bianco, mantecata al tavolo con un pathos francamente anche un po’ eccessivo, sono buoni nella loro elementarità, ma nulla di più. Il conto, per contro, è sostanzioso, proporzionato a un posto di questo tenore: difficile uscire sazi spendendo meno di 70€ bere a parte. Torneremmo? Sì, ma forse più per un drink o una merenda.

Jiao 10

ristorante cinese |📍Sarpi
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Passeggiando per Paolo Sarpi (anche in questo caso, vi lasciamo la nostra guida di zona per destreggiarvi al meglio tra le sue viuzze), ci siamo imbattuti in una recente apertura che richiama l’attenzione per il taglio un po’ più curato della media dei locali di zona: così abbiamo scoperto Jiao 10, in via Morazzone 10, piena Chinatown. Qui gli ambienti sono piacevolmente moderni, con un’atmosfera più da bistrò e, spoiler, anche un conto che si posiziona di conseguenza (non eccessivo, ma leggermente sopra la media; considerate che noi abbiamo speso per una cena completa circa 35€, vino incluso).

La cucina è quella regionale del Sichuan, il menu più ristretto rispetto a tanti altri ristoranti della stessa tipologia (nota che abbiamo personalmente apprezzato), ma con delle proposte originali e molto appetitose; noi abbiamo iniziato con i ravioli aperti di manzo, classici fagiolini con macinato di manzo, per poi proseguire con gamberi in salsa di tuorlo d’uovo, e manzo, peperoncini e fuoco di Sichuan In tutti i piatti il peperoncino è parte predominante dell’esperienza, quindi amanti dei sapori delicati e poco piccanti, prego astenersi (o per lo meno, fatevi consigliare dal gentilissimo personale di sala quali piatti siano più adatti a voi!).

Insomma, Jiao è un indirizzo che alza leggermente l’asticella, soprattutto per quanto riguarda il servizio e l’ambiente, e lo consigliamo per le serate in cui oltre alla sostanza di un buon piatto di cucina cinese (con una bella dose di piccantezza), volete coccolarvi anche in una location curata. Noi amiamo sempre molto cenare al bancone, e anche in questo caso ci siamo trovati benissimo!

LaViet

cucina vietnamita |📍Gioia
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Sì ok che voglia di pho, ma quale sarà la pronuncia corretta? È con questa domanda che abbiamo varcato la soglia di questo piccolo ristorante vietnamita aperto da un paio di mesi in zona Gioia. Non fate troppo caso all’ambiente che, seppur sforzandosi, non può essere definito più che ‘carino’ e concentratevi sul menu, un bel viaggio tra ravioli, involtini, insalate, zuppe e altre specialità tipiche del Vietnam. Giusto il tempo per tessere le lodi dello spettacolare frullato di mango preso come bevanda che sono arrivati gli antipasti, tra cui non sapremmo scegliere il più buono tra gli involtini di carta di riso ripieni di gamberi e verdure da intingere in una buonissima salsa alle arachidi (vi sfidiamo a non sporcarvi mentre li mangiate!), le bruschette di pane croccante con manzo marinato e i bocconcini di pollo fritto accompagnati da maionese agli agrumi.

Ovviamente, dopo esserci accertati con la gentilissima ragazza in sala della giusta pronuncia, non potevamo non assaggiare il pho: noi abbiamo preso la versione con fettine di carne crude, cotte drettamente nel brodo e quella con manzo scottato e polpette ed entrambe ci hanno decisamente convinto: le tagliatelle di riso sono fatte in casa, la carne gustosa e il brodo è delicato ma al contempo saporito e sarete comunque voi, grazie ai condimenti (coriandolo vetnamita, peperoncino, menta, salsa sriracha) serviti a parte, a decidere il grado di sapidità e piccantezza della vostra zuppa. Chiedondoci cosa c’entrassero con il Vietnam le Galatine che vengono offerte alla cassa, abbiamo pagato un onesto conto di circa 30 euro a testa e siamo usciti contenti. Certo, non è il posto per una cena speciale, ma se cercate un locale senza pretese con una cucina leggera, gustosa e molto comfort, passate senza indugi da La Viet.

Trattoria La Sciura

cucina italiana |📍Zona Magenta
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In una delle zone in cui è più densa la presenza delle tipiche signore milanesi chic ed eleganti, perché non aprire un ristorante che si chiama La Sciura? È quello che avrà pensato il proprietario di Ghe Sem (rip) quando ha deciso di cambiare completamente format, virando su un progetto più tradizionale e locale. Qui tutto è confortevole e senza sorprese, nell’accezione più positiva possibile: lo è l’atmosfera, con una bella colonna sonora di classici italiani anni 60 e uno splendido tono di verde negli arredi a rendere l’ambiente calmo e rilassante (anche se forse un po’ troppo buio); lo è il servizio, amichevole, professionale e diretto; lo è, ovviamente, il menu con i classici della cucina lombarda divisi nelle tranquillizzanti – e sempre più rare – sezioni di antipasti, primi, secondi e dolci.

Noi abbiamo assaggiato un tagliere di salumi accompagnato da focaccia calda e giardiniera (quanto siamo contenti quando troviamo la giardiniera in un menu!), ottimo ma – a differenza delle altre portate decisamente importanti – un po’ troppo scarso di quantità; abbiamo proseguito con il risotto alla milanese che, grazie a una cremosità e cottura perfette, ha già scalato la classifica dei nostri risotti più amati, con una buonissima tartare di vitella Verzese con tuorlo fritto e senape e con una guancetta di manzo con polenta che si scioglieva in bocca e che non avrebbe sfigurato in un rifugio alpino. Mentre concludevamo il pasto con un’eccellente panna cotta, avevamo già in mente di ritornare per provare l’enorme cotoletta che vedevamo sfilare verso gli altri tavoli e che promette anch’essa di entrare tra le nostre preferite. Anche i prezzi sono rassicuranti, soprattutto considerando un quartiere in cui un panino può costare fino a 10 euro: qui con una quarantina di euro a testa sarete più che soddisfatti.

Gastronomia Palazzi

gastronomia-bistrot |📍Risorgimento
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Dopo Rosticceria Palazzi (storica rosticceria che ha di recente cambiato gestione, e che vi avevamo nominato sin nei nostri consigli sulle migliori gastronomie e rosticcerie di Milano), Palazzi si è allargata con un secondo indirizzo che, più che “seconda sede”, risponde alla necessità di sedersi davvero e godersi un pranzo. Siamo in Piazza Risorgimento, e accanto alla gastronomia dove si può acquistare e portare via (anche bottiglie, conserve e pietanze pronte), c’è il bistrot pensato per consumare sul posto, con servizio al tavolo e l’insegna che chiarisce subito il mood: “bar à vin & lasagna” (è forse questa una poesia?).

Il bello è che l’impostazione rimane fedele alla filosofia Palazzi: menu costruito alternando piatti da spiluccare e condividere (dai 5 ai 12 €), qualche piatto del giorno più sostanzioso (dagli 8 ai 18€), e una base di classici che tornano (quasi) sempre in carta e che ricordano i pranzi della domenica in famiglia (dai 12 ai 17 €, per darvi un’idea dei prezzi). Noi abbiamo ordinato il gratin dauphinois, mondeghili (davanti ai quali non riusciamo a trattenerci, e questi erano davvero pazzeschi!), riso al salto croccante al punto giusto, seppie grigliate ai broccoli, con olive e olio piccante (per davvero!), e poi lasagne al ragù (che qui sono una grande certezza) e un purè a dir poco memorabile. Sul vino, la scelta può spaziare su un bel numero di etichette, concentrate in Italia, ma anche, o soprattutto, sulla Francia; noi abbiamo scelto Bulles de Roche di Thierry Germain, una bollicina gastronomica, perfetta per accompagnare il nostro pranzo.

Ultima e onesta menzione al servizio, che abbiamo trovato molto giovane e spesso un po’ distratto, con dimenticanze e tempi di attesa molto dilatati: niente di drammatico, ma si percepisce che è un meccanismo che deve ancora rodare un po’, e sembra mancare una figura di riferimento che sappia “tenere” la sala. Detto questo, l’atmosfera resta piacevole, simile ad un bistrò parigino (ma con le lasagne, eheh) e il posto ha tutte le carte per diventare uno dei nostri indirizzi preferiti per i pranzi del weekend!

Trattoria del Nuovo Macello

cucina milanese |📍Calvairate
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Provare nuovi ristoranti è sicuramente una delle nostre attività preferite, ma quanto è bello avere certezze in cui rifugiarsi, sicuri che non si rimarrà delusi dall’esperienza vissuta? Proprio per questo motivo, per festeggiare un compleanno, abbiamo deciso di tornare a cena in uno dei migliori ristoranti a Milano, secondo noi. Alla Trattoria del Nuovo Macello, infatti, si mangia una delle cotolette più incredibili mai assaggiate in città ma anche un risotto alla milanese indubbiamente squisito. 

Aperta nel 1928 e ubicata in zona Calvairate, questa storica trattoria milanese negli anni ha saputo mantenere una qualità altissima, diventando un’istituzione e un punto di riferimento sia per i milanesi doc che per chi nel capoluogo lombardo è solo di passaggio ma è in cerca di un’esperienza culinaria tipica, autentica, senza sbavature. Noi, per iniziare, abbiamo condiviso la loro giardiniera, il salame cremonese dell’azienda agricola La Malintesa e dei deliziosi mondeghili con salsa agrodolce di pomodoro e carote, per poi proseguire con una porzione intera e due mezze porzioni di risotto con stimmi di zafferano, burro superiore e Lodigiano riserva; la trippa con fagioli dall’occhio, aneto, limone e grana Lodigiano; una cotoletta di vitello alta e con osso (si può avere anche senza) frollata per 40 giorni e – dulcis in fundo – un gelato di puro pistacchio con salsa di cioccolato fondente e pistacchi salati e una particolarissima meringata allo zola

Per quanto elencato, oltre a tre calici di bollicine (c’era da festeggiare!) e una bottiglia di rosso, il conto finale è stato di 225€ (75€ a persona): una cifra che si è ben disposti a spendere per mangiare così bene ed essere serviti con cotanta cortesia e professionalità. Ci teniamo inoltre a dirvi che ci siamo trovati benissimo nell’intima tavernetta al piano inferiore, che vi consigliamo di scegliere per la sua atmosfera calda e avvolgente, a cui contribuiscono senz’altro mattoni a vista e luci soffuse

Madama Hostel & Bistrot

brunch |📍Lodi
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In zona Lodi c’è un posto in cui torniamo spesso per il brunch e che, con il tempo, è diventato una certezza. In queste pagine lo abbiamo citato più volte, l’ultima nella guida a Scalo Romana: si chiama Mamada Hostel. È un ostello-bistrot al civico 1 di via Benaco con un bar di quartiere sempre vivo. La frequentazione è varia, e l’atmosfera è quella dei posti semplici ma accoglienti, dove si sa già che si passerà un’ora (o più) piacevole e si mangerà senza spendere una fortuna. Da bere, cocktail senza troppe pretese, birre e vini; da mangiare burger e piatti comfort: il Madama è una buona base anche per aperitivi informali, pranzi e serate tranquille, soprattutto col bel tempo, quando il dehors si riempie fino a tardi.

L’ultima volta siamo tornati in una domenica mattina luminosa, per una colazione lunga che è scivolata verso il pranzo. Abbiamo optato per una English breakfast, sostanziosa e ben fatta, e un tramezzino al tacchino, buono nel complesso, anche se il pane avrebbe potuto essere tostato un po’ di più (un suggerimento che vale, in generale, per il pane servito anche con gli altri piatti). Da bere abbiamo ordinato un caffè americano e una spremuta fresca, e poi abbiamo fatto quello che facciamo spesso: dividerci dei pancake, soffici e che finiscono sempre troppo presto. Il servizio è gentile, l’ambiente informale, e a questo giro abbiamo speso circa 18 euro a testa. Ed è proprio questo il bello del Madama: non sarà il brunch più modaiolo o il migliore della città, ma è affidabile e ha un rapporto qualità-prezzo raro; per noi è uno di quei posti che vale la pena tenersi stretti, insomma!

Antica Hostaria della Lanterna

cucina italiana |📍Ticinese
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Scovare posti come questo è sempre fonte di grande soddisfazione. Situata in una via assolutamente anonima dietro la fermata di Santa Sofia, Antica Hostaria della Lanterna è un locale ‘vecchia Milano’ dall’atmosfera casalinga per noi assolutamente irresistibile.

A pranzo propone un menu fisso da 11€ (!) che include un primo a scelta, acqua, caffè e coperto. I primi piatti tra cui scegliere sono pressoché sempre gli stessi, semplici e soprattutto con porzioni generose che nella maggior parte dei ristoranti milanesi, osterie incluse, sono ormai un miraggio. Siamo stati più volte per pranzi di lavoro e li abbiamo provati tutti: gnocchi zola e pistacchio, gnocchi salsiccia e pomodoro, gnocchi al pomodoro, pasta alla salsiccia, pasta alla disperata (con peperoncino) e pasta al radicchio. Alcune volte potreste esere fortunati e trovare delle proposte del giorno. Possiamo dire che le portate più gustose si sono rivelati gli gnocchi allo zola e la pasta alla disperata. La sera la proposta di menu rimane uguale, con l’aggiunta di alcuni secondi piatti come ossobuco o brasato. Una menzione speciale la merita il tiramisù fatto in casa, davvero eccezionale!

L’atmosfera è molto accogliente e il servizio familiare, informale e gentile. I prezzi sono davvero piccoli per pranzo, considerata anche la zona centralissima, mentre per la sera tenete conto che i prezzi alla carta si aggirano sui 10-12€ per i primi e 16€ per i secondi. Torneremo per la millesima volta? Potete giurarci.

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Brunch a Milano: 10 locali buonissimi che vi consigliamo /brunch-a-milano-10-locali-buonissimi-che-vi-consigliamo/ /brunch-a-milano-10-locali-buonissimi-che-vi-consigliamo/#comments Wed, 04 Mar 2026 15:49:35 +0000 /?p=91079 Cercate dei buonissimi brunch a Milano? Tra uova, toast, succhi d’arancia, dolci e caffè, questi sono i posti che ultimamente ci sono piaciuti di più.

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Cercate dei buonissimi brunch a Milano? Dalle formule fisse ai menu alla carta, dalle cucine dal mondo alle proposte più local, dalle insegne attive da lustri alle novità degli ultimi mesi, non è certo facile orientarsi tra le tantissime proposte in città. Per darvi quindi una panoramica più eterogenea possibile del complesso mondo dei brunch a Milano, abbiamo passato le domeniche mattina degli ultimi mesi tra uova, toast, succhi d’arancia, dolci e caffè e questi sono i posti che ci sono piaciuti di più. E se tra i brunch qua sotto non troverete il vostro posto preferito, ricordatevi anche di questo nostro vecchio articolo!

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10 brunch a Milano che abbiamo provato di recente

Pan

📍Dateo
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Quello di Pan è uno dei brunch a Milano migliori che possiate fare: questa è la versione breve del concetto. Per la versione estesa, cominciamo col dirvi che l’hype che circonda questo piccolo locale in zona Dateo fin dalla sua apertura è, contrariamente a quello che ci aspettavamo, pienamente giustificato. Pensavamo, infatti, che i social avessero amplificato troppo le qualità di questa bakery giapponese, ma ci siamo dovuti ricredere (e non è cosa che accada tutti i giorni!).

È difficile fare una classifica dei piatti migliori che abbiamo ordinato per comporre il nostro brunch (non c’è un menu a prezzo fisso, ma si ordina alla carta): semplicemente incredibile il sandwich con il pollo fritto, perfettamente equilibrato il Pan’s brunch plate (con salmone gravlax, uovo barzotto, labneh e verdure miste) e l’insalata di patate con cetriolo e cipolla è stata forse la migliore mai mangiata; alle Deviled eggs (con maionese e tartufo nero) pensiamo ancora dopo settimane e il Roots&Blu (crema di sedano rapa e anacardi, radicchio, blu di capra e nocciole) ci ha conquistati alla prima cucchiaiata, così come il fantastico gelato al panettone servito con uno sfogliato al caramello salato.

Nonostante all’esterno le persone in fila in attesa del proprio turno scalpitino per entrare, all’interno del locale l’atmosfera è incredibilmente tranquilla e se pensiamo a quanto abbiamo pagato (sui 35 euro a testa) ci viene ancora da sorridere visto che con quella cifra difficilmente ormai si può mangiare così bene a Milano. Insomma, lo abbiamo amato davvero tanto, si è capito?

Mezè

📍Risorgimento
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Guardando al rapporto qualità prezzo, il brunch – o meglio, la colazione libanese – di Mezè non ha probabilmente eguali in città. In questo bel locale in zona Risorgimento, infatti, per soli 20 euro abbiamo assaggiato un menu che ci ha fatto fare un bellissimo viaggio.

Si inizia con tanti piattini che comprendono hummus, halloumi con composta di pomodoro, marmellate fatte in casa, pinzimonio, frutta secca, frutta fresca e l’immancabile Saj (il tipico pane mediorientale). Si prosegue poi con un piatto principale: tra quelli proposti noi abbiamo scelto un’ottima omelette con prezzemolo e un fantastico uovo all’occhio di bue con carne di agnello con un bel gusto di cumino a dargli personalità. Il tutto è accompagnato da tè nero aromatizzato alle spezie e una limonata ai fiori d’arancio di cui avremmo voluto chiedere una bottiglia da portare a casa.

L’ambiente è molto curato – con un’attenzione ai particolari (persino in bagno) davvero meticolosa – e anche il servizio è attento e cordiale. Insomma l’avrete capito, Mezè è stata una bellissima sorpresa e ha già scalato la classifica dei nostri brunch preferiti in città. 

Sevilla Mia

📍Sant’Agostino
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Come forse ricorderete, Sevilla Mia è uno dei nostri ristoranti spagnoli preferiti. Da qualche mese, oltre al classico menu a base di paella, solomillo e pulpo a la gallega, questo locale in zona Sant’Agostino propone un’interessante formula brunch che per 25 euro prevede la scelta di due piatti salati, un dolce, il caffè e soprattuto sangria a volontà! Noi abbiamo preso la classicissima tostada con jamon, il croque senorito (un toast con jamon e queso grondante besciamella), il favoloso montadito con queso, salsa aioli e una guancia iberica sfilacciata che si scioglieva in bocca e il salmorejo, la tradizionle zuppa di pomodori andalusa che conosciamo bene e che qui viene proposta in una versione freschissima con basilico e avocado.

Il viaggio si è concluso con un’ottima crema catalana e con la natillas, una crema all’uovo con una spolverata di cacao. Certo, assaporare questi piatti nella splendida Siviglia sarebbe stata un’altra cosa, ma anche qui siamo stati benissimo: il cibo è buono, l’atmosfera è allegra (avrà contribuito la quantità non indifferente di sangria che abbiamo bevuto?) e il prezzo è corretto. È notizia di qualche settimana fa l’apertura di un nuovo locale in zona Moscova: ecco la scusa per un altro brunch a Milano in salsa spagnola!

Miro Osteria del Cinema

📍Porta Garibaldi
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Citando il film con Tognazzi e Mastroianni, La Grande Abbuffata è il nome del menu che ogni weekend trovate da Miro Osteria del cinema, il ristorante all’interno del cinema Anteo in Porta Garibaldi. Forse abbuffata non è il termine adatto, viste le porzioni delle portate non esattamente ciclopiche , ma la qualità è fuori discussione: qui si inizia dai dolci e – nonostante quel giorno non fossero disponibili gli sfogliati di Ciacco che invece generalmente sono in lista – la torta di albicocche, il brownie al cioccolato, il plumcake al limone e la crema diplomatica che abbiamo assaggiato erano davvero ottimi.

Molto convincenti anche le portate principali, un bel toast con uova, prosciutto cotto e formaggio, ma specialmente un alletterato con leche de tigre e piri piri tanto buono quanto, purtroppo, di scarsa quantità. Si conclude con il caffè e soprattutto con il gelato di Ciacco che, se conoscete, sapete bene quanto sia incredibile. Per 32 euro (ci sono anche una spremuta d’arancia e il pan y tomate) l’esperienza è sicuramente positiva, anche per merito di una location – uno splendido giardino nascosto tranquillo e rilassante – che si possono concedere pochi locali in città.

Ditta Artigianale

📍Magenta
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Il nostro viaggio tra i brunch a Milano ci porta da Ditta Artigianale, la storica torrefazione originaria di Firenze che da qualche mese è arrivata anche in corso Magenta. Ve lo diciamo subito: se cercate un locale tranquillo e un ambiente rilassante, questo locale non fa per voi, ma se potete soprassedere su un’atmosfera un po’ caotica e confusionaria – comunque ben governata da un servizio attento e cordiale – non ve ne pentirete.

Qui non c’è una formula fissa, ma il menu alla carta vi permette di comporre un brunch tra piatti classici come avocado toast, club sandwich e eggs benedict e preparazioni più healthy, adattissime anche a vegetariani e vegani. Noi abbiamo preso una omelette cotta perfettamente e bavosa al punto giusto, la gustosa japan pumpkin con miso soia e miele, le patate con burro ed erbette e una sorprendente bistecca di cavolfiore con roquefort, mela verde, chimichurri e melograno che prima o poi replicheremo anche a casa (sicuramente con risultati molto più scarsi!). Ovviamente non potevamo non prendere un dolce e, tra una scelta di sfogliati immensa, abbiamo optato per un cinnamon roll davvero pazzesco; ottimo anche il caffè, ma da una torrefazione così famosa non ci aspettavamo niente di meno. I 35 euro a testa che spenderete sono forse un tantino troppi, ma, considerando la zona, diventano accettabili e, ripensando a quel cavolfiore e a quel cinnamon roll, diventano quasi troppo pochi!   

Nowhere

📍Porta Ticinese
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Il vostro nome che viene gridato all’esterno e che poi – che ci siate o meno – viene spuntato da una lista scritta a mano sulla vetrina: funziona così la bizzarra gestione delle prenotazioni da Nowhere, l’ormai nota caffetteria specialty che da qualche tempo si è spostata da via Camminadella in uno spazio più ampio affacciato al Parco delle Basiliche che non si può definire meno che splendido. Poiché il menu è uguale ogni giorno, qui il brunch non è un’esclusiva del weekend e, anzi, la parola brunch nemmeno si legge in lista; nonostante questo, piatti e ingredienti – uova, formaggi, avocado, bacon, dolci e succhi di frutta – fanno inequivocabilmente pensare a quel mondo.

Dopo esserci fatti consigliare da un team di sala gentile e disponibile, abbiamo preso un uovo fritto con un tuorlo talmente colante che all’apertura ha rischiato di esploderci sui vestiti, uno strepitoso sandwich con kimchi, stracchino e miele a cui solo il bacon (colpevolmente da noi rifiutato) avrebbe regalato la perfezione e un ottimo avocado toast con lime e semi a cui ovviamente abbiamo aggiunto uova strapazzate e (qui sì!) bacon. Tra le bevande, oltre a un cappuccino di avena ben eseguito, è impossibile non citare un succo di lampone e lime semplicemente incredibile e signature drink fin dai tempi del vecchio locale. Forse eravamo ancora inebriati dal picco di zuccheri causato dal Black Panther – una brioche con burro di cacao che abbiamo preso da portare a casa ma che invece è terminata ancor prima di arrivare su corso di Porta Ticinese – ma lo scontrino finale di 58 euro in due, pur essendo superiore alla media dei brunch a Milano, ci è sembrato tutto sommato corretto ed è innegabile che torneremo qui, anche solo per sentire ancora gridare a squarciagola il nostro nome. Vi abbiamo convinto? Qui trovate il nostro racconto del brunch di Nowhere anche sotto forma di reel!

Nepà

📍Porta Venezia
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Sappiamo che, pensando a uova, bacon e cheesecake, potreste avere dei dubbi su un brunch completamente vegano, ma – fidatevi di noi – quello di Nepà spazzerà via le vostre titubanze. A pochi passi da corso Buenos Aires e dalla stazione Centrale, questa pasticceria, gestita da un team completamente femminile, utilizza materie prime 100% plant-based e si è imposta subito come una delle novità più interessanti di Porta Venezia, come testimoniano le tantissime persone che domenica mattina affollano non solo le due piccole sale, ma anche il marciapiede esterno in attesa di un posto.

Noi per fortuna avevamo prenotato e ci siamo goduti senza attese il nostro brunch che prevede un menu fisso in cui la scelta si limita al gusto del succo di frutta e alla tipologia di caffè; in un unico grande vassoio vi arriveranno tanti piatti dolci e salati: difficile dire quello che ci ha convinto di più, ma, tra le verdure a speghetto al forno, il tortino salato con crema di Gondino (un formaggio vegetale) e paprika, il club sandwich e il mini croissant salato è stato il fantastico scrambled tofu quello che probabilmente ci ha maggiormente sorpreso. Anche i dolci erano buonissimi con un brownie al cioccolato e una cheesecake praticamente identici alle versioni tradizionali.

Un plauso va anche al caffè americano, sicuramente il migliore tra quelli provati nel nostro viaggio tra i brunch a Milano. Non siamo riusciti a trovare una pecca neanche nel prezzo: 25 euro a testa sono una cifra pressoché perfetta per la qualità e quantità di quello che abbiamo mangiato. Brave ragazze!

Cocotte

📍Cinque Giornate
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Se chiudete gli occhi e pensate a un tradizionale brunch cosa vi viene in mente? Una formula a prezzo fisso che comprende buone portate a base di uova, dolci classici senza fronzoli, spremuta d’arancia e caffè. Ecco, da Cocotte troverete esattamente questo; d’altra parte sono più di dieci anni che questo locale in zona Cinque Giornate – che ha avuto il pregio di essere tra i primi a servire il brunch a Milano – resiste al vorticoso turnover cittadino con il suo menu di piatti serviti nelle cocotte (recipienti in ghisa rotondi) e il suo sterminato bancone di dolci.

Per 24 euro il brunch prevede un sempre gradito calice di benvenuto, una cocotte come piatto principale, un dolce, il succo d’arancia e il caffè. Le cocotte sono buone – noi abbiamo preso le uova alla Benedict e le uova affogate al bacon e asparagi (forse solo un po’ troppo acquose) – ma sono i dolci il punto forte, proprio come ci ricordavamo da quando siamo venuti qui la prima volta nel 2015: qualsiasi scelta si rivelerà azzeccata, ma noi abbiamo una predilizione per le crostate. Insomma, Cocotte è un locale a cui è impossibile non voler bene, un comfort place che è sempre una garanzia!

Gorille

📍Gioia
💰

Si potrebbe discutere ore di quanto noi millennial siamo nostalgici (sono passati *dieci* anni da questo articolo) ed è proprio per questo che – continuando a parlare di posti storici dove fare un ottimo brunch a Milano – è impossibile non citare anche Gorille. Questo piccolo locale all’ombra del Bosco Verticale, infatti, da oltre un decennio è sempre preso d’assalto nei weekend grazie a una formula brunch particolarmente convincente: per soli 18 euro potrete scegliere tra un menu tradizionale, uno vegetariano e persino un menu speciale (a 15 euro) dedicato ai bambini. Questo rende Gorille un posto perfetto per i più piccoli, ma il rovescio della medaglia potrebbe essere, come nel nostro caso, un sottofondo forse un po’ troppo rumoroso.

Questo però non ci ha impedito di goderci appieno il nostro pasto e noi per non sbagliare abbiamo assaggiato entrambe le varianti: sì certo, la versione tradizionale ci è piaciuta – si vince sempre facile con le uova strapazzate al bacon e anche il pan brioche con la marmellata di mirtilli era fragrante e gustoso – , ma i piatti del menu vegetariano – un’ottima vellutata di ceci e pomodori con crostini, l’avocado toast con citronette e soprattutto delle buonissime patate al forno morbide al centro e piacevolmente bruciacchiate ai bordi – ci hanno conquistato. Entrambi i menu comprendono anche uno yogurt con miele e frutta fresca, il caffè americano o il te (con free refill) e una spremuta d’arancia (o un altro succo a scelta) che con un piccolo sovrapprezzo si può agilmente trasformare in un Bloody Mary (buono!) o in un Mimosa. Noi abbiamo esagerato e abbiamo aggiunto anche un club sandwich al salmone e le polpette di carne (portando la spesa totale a circa 25 euro a testa), ma vi assicuriamo che anche il menu base vi sfamerà senza problemi.

The Friends Pub

📍Porta Nuova
💰€€

Ok, forse siamo un po’ fuori tema, ma siamo sicuri che se chiedete a un inglese vi dirà che il brunch è solo una pallida imitazione del Sunday Roast. Questo piatto tradizionale della cucina britannica viene servito ogni domenica al The Friends Pub, un locale dall’atmosfera impagabile che sembra essersi catapultato direttamente da Soho fino alla Milano di Porta Garibaldi. Venite qui se volete mangiare buonissimi hamburger o il Fish&Chips migliore della città, ma soprattutto se volete fare un’esperienza unica, come vi avevamo già raccontato in questo reel di un paio di anni fa. Il menu del Sunday Roast comprende uno starter – noi vi consigliamo le fantastiche uova in kilt morbide all’interno e croccanti fuori -, un dolce a scelta (se vi piace il cioccolato, non perdetevi la torta al cioccolato fondente e gelato al fiordilatte) e ovviamente l’arrosto: quello super tradizionale è il buonissimo roast beef con verdure, salsa Gravy e il sofficissimo Yorkshire Pudding, ma potete scegliere anche tra la versione con il tacchino in salsa di frutti rossi o la proposta vegetariana con formaggio con mandorle e chutney di mele. Il tutto per 34 euro (o 29, senza la birra)… sicuramente meno di un biglietto per Londra!

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Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /quartiere-scalo-romana-a-milano/ /quartiere-scalo-romana-a-milano/#respond Mon, 09 Feb 2026 04:44:00 +0000 /?p=90977 Siamo tornati a esplorare la zona di Scalo Romana per regalarvi una nuova fantastica guida di quartiere, giusto in tempo per le Olimpiadi Milano-Cortina!

L'articolo Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.

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L’arrivo del Villaggio Olimpico Milano‑Cortina 2026 ha accelerato una trasformazione già visibile da tempo nel quartiere di Scalo Romana a Milano: qui si alternano binari, nuove architetture e vie di quartiere, che hanno subito un cambio radicale negli ultimi anni, con il moltiplicarsi di nuovi spazi d’arte, sempre più aziende che decidono di trasferire la propria sede in questo quartiere, e nuovi locali, tra bakery e listening bar. In questa guida vi portiamo tra gli indirizzi che vi raccontano cosa vedere, dove mangiare e dove bere nel quartiere di Scalo Romana, una mappa essenziale per orientarsi soprattutto in questo periodo!

Quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e cosa fare

  • FONDAZIONE PRADA. La sede meneghina inaugurata nel 2015 ha dato il via alla rinascita dell’area attorno a Largo Isarco: un campus che intreccia arte, architettura e cinema, con spazi iconici firmati OMA/Rem Koolhaas, la Torre e il Podium. Qui si viene anche per una sosta al Bar Luce o per salire al Ristorante Torre e guardare Milano dall’alto; volendo, c’è pure la biblioteca per una pausa più contemplativa. Che siate qui per una passeggiata nei cortili o per visitare una mostra, difficilmente ne uscirete insoddisfatti.
  • FONDAZIONE ICA. Situato in via Orobia 26, ICA è un centro per la cultura contemporanea con mostre e un fitto programma che attraversa vari linguaggi e discipline. L’esperienza include sale luminose, testi chiari, un ritmo di programmazione che spazia dal 900 fino all’attualità. Se siete in giro tra arte e cibo, è la tappa perfetta da incastrare tra un caffè e un aperitivo.
  • VILLA CLEA. In via Marco D’Agrate 25/27, un’ex officina diventa residenza per artisti e spazio espositivo. Loft, atelier e aree comuni si affacciano su un cortile verde; materiali caldi (argilla, legno) e una cura quasi domestica definiscono l’atmosfera. La programmazione prevede mostre, performance e momenti di condivisione che raccontano bene come la creatività abiti la rigenerazione di Scalo Romana.
  • UFO. In via Orobia 26, un ex spazio industriale diventa polo creativo: uffici, mostre, eventi, talk. Qui sono passati la fiera MEGA Art Fair (che ripasserà ad aprile per la seconda edizione) e i Billboard Women in Music, segno di una community connessa e internazionale. Se cercate incontri, premi o showcase, è il posto giusto.
  • SPAZIO VEDA. La galleria fiorentina approda a via Arcivescovo Romilli 20/4 con un bel programma di ricerca, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori. Sale pulite, allestimenti misurati, testi ben curati.
  • SCARAMOUCHE GALLERY. Scaramouche nasce nel Lower East Side di New York, e approda dentro il nuovo hub di via Vezza d’Oglio, assieme a Lubna (ristorante/listening bar di cui parleremo più avanti) e Magma (spazio eventi), portando mostre contemporanee in una location davvero splendida. Qui potete vedere una personale, poi spostarvi per un drink o una cena alla brace.
  • FONDAZIONE GALLERIA MILANO. In via Arcivescovo Romilli 7, la Fondazione rilancia l’eredità della storica Galleria Milano (1964–2022) con mostre e iniziative che tengono insieme archivio, al piano terra, e sperimentazione di nuovi e vecchi nomi, al primo piano.
  • CFA + VELO PROJECT. Tra via Romilli e dintorni, Velò project porta mostre tematiche in dialogo con lo spazio CFA: ricerche puntuali, testi curatoriali forti e un respiro internazionale (dalla collettiva Flemishness a nuove produzioni). Se siete amanti dei nuovi nomi dell’arte contemporanea, è una tappa da non perdere.
  • TALENT GARDEN – MILANO CALABIANA. Il campus di via Arcivescovo Calabiana 6 è l’hub operativo della zona: coworking da 7.500 m², sale eventi, terrazze e una community che mescola startup e corporate. Qui si lavora, si fa networking e poi si esce a scoprire il quartiere tra arte e cocktail. Utile anche per meeting e workshop durante la giornata.
  • MARIENCÒ. In via Ampola 18, una “casa‑spazio” ricavata da un ex opificio: cucina, scenografia della tavola e fiori sono parte dell’esperienza. Con l’associazione Maè il luogo si apre di più alla città, tra cene, presentazioni e format culturali pensati su misura. Caldo, sartoriale, perfetto per eventi che vogliono essere memorabili, anche matrimoni.
  • PIAZZA SAN LUIGI. Questa piazza centrale nel quartiere è diventata in pochi anni una “micro‑oasi” gastronomica grazie alla pedonalizzazione e alle nuove aperture che convivono con indirizzi storici: un contesto di socialità di quartiere dove alternare pranzo, aperitivo e cena senza muovere l’auto.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove mangiare

  • LE VENT DU NORD. Partiamo proprio dalla rinnovata fermata di Scalo Romana: a pochi passi, trova sede questa Brasserie belga di quartiere: moules & frites in cocotte (imperdibili quelle con crema allo zola), gaufre come si deve e una selezione di trappiste/abbazia che invita al pairing più della carta dei vini. Caldo, conviviale, perfetto anche in gruppo, quando si vuole tornare un po’ a Bruxelles.
  • OSTERIA TAJOLI. La Milano verace: risotto giallo, ossobuco, orecchia d’elefante e polpette “di casa”. Dentro è una capsula del tempo: chiassoso, con piatti generosi, vino sincero e conto giusto. Consigliata la prenotazione, soprattutto nel weekend.
  • PIZZAJOLI. L’Osteria si è fatta grande e ha conquistato i successivi civici, innanzitutto con questa pizzeria di quartiere: impasto leggero e digeribile, ingredienti ben scelti e una carta che gioca tra classici e twist (tipo la “pizza del giorno” con burrata e crema di pistacchio). Atmosfera informale, servizio sorridente, perfetta per una cena easy quando si vuole andare sul sicuro.
  • TAJOLINO. E poi arriva il fratellino all‑day long, un bistrot di quartiere aperto dalla colazione al dopocena: caffetteria al mattino, panini/piattini a pranzo e cocktail per l’aperitivo, con prezzi popolari e un tono dichiaratamente informale. La posizione – a due passi da Fondazione Prada – lo rende una sosta perfetta prima o dopo una mostra: servizio veloce, proposta breve e senza fronzoli.
  • SOTTOBOSCO.Ristoro di quartiere”, per davvero: cotture lente e cucina del territorio, milanese‑lombarda senza sbavature. Pochissimi tavoli, e un servizio attento al cliente. Per un calice al volo c’è Sottobanco (la bottega/mescita sorella) di cui parliamo più avanti, mentre della nostra esperienza al ristorante ne avevamo parlato qui.
  • BAJA SARDINIA. Non c’è quartiere che non si rispetti senza un buon sardo ruspante che rifornisca la zona di pesce fresco: ed eccoci da Baja Sardinia, dove la specialità sono spaghetti vongole & bottarga, catalana, seadas. Porzioni generose, tavoli stretti: se il locale spesso è pieno e rumoroso, un motivo ci sarà.
  • NISHIKI. Giapponese fusion ormai solidissimo, luci soffuse e salette private. Sushi, roll creativi e piatti caldi senza sbavature; carta vini davvero molto ampia per abbinamenti come si deve anche fuori dal sake. Ricordatevi di prenotare i privè per cene romantiche o occasioni speciali.
  • IL CAPESTRANO. Un angolo di Abruzzo a Milano, ma a Scalo Romana: arrosticini alla brace, maccheroni alla chitarra, materie prime tipiche, atmosfera curata e cucina di territorio. Un punto di riferimento quando si cerca carne e tradizione fatta bene, anche per tavolate.
  • RISTORANTE TORRE. Salite al sesto piano della Torre firmata Rem Koolhaas, in Fondazione Prada: vetrate a tutta altezza, arredi iconici e una vista su Milano che da sola vale il viaggio. In tavola, troverete la (sorprendente) cucina italiana contemporanea del giovane chef Lorenzo Lunghi, che cambia con la stagione senza perdere concretezza. Al bancone, cocktail ben fatti per l’aperitivo sulla terrazza. Carta dei vini importante, con etichette italiane e internazionali per accompagnare sia un pranzo domenicale sia cene d’occasione.
  • CIRCOLO SAN LUIS. Uno dei nostri circoli preferiti di Milano, e più precisamente un Circolo ACLI di quartiere (attenzione, per entrare è necessaria la tessera associativa): ambiente semplice, prezzi sociali, spirito di comunità. Aperitivi, con tagliere di salumi e formaggi, pizze e focacce, con serate a tema quando in calendario. Non è un ristorante “alla carta”, ma il posto giusto per bere e spizzicare a pochi passi da piazza San Luigi (da cui prende anche il nome).
  • IL DELFINO. Un classico di quartiere sempre affacciato sulla stessa piazza: ambiente semplice, accoglienza diretta, pubblico misto (residenti storici, tavolate di amici e famiglie). In carta troverete piatti tradizionali e una cucina rassicurante: pizze ben fatte e piatti di pesce e di terra senza fronzoli; porzioni “oneste” e conto allineato alla zona.
  • TAVERNA CALABIANA. Sala calda, boiserie essenziali e un servizio attento che coccola habitué di zona e tavolate aziendali. In carta una cucina nord‑italiana di tradizione (il meglio della cucina ligure, piemontese, lombarda, così si legge sul menu) e una doppia anima molto amata: griglia importante (celebre la costata di Angus scozzese) e pizza da forno a legna. Bello spazio esterno per le serate estive.
  • MESTÉ. Enoteca con cucina in una zona un po’ più defilata rispetto a Scalo Romana, di cui vi avevamo parlato già nel lontano 2019: luci basse, scaffali di vini naturali e un’atmosfera intima da chiacchiera. In tavola piatti stagionali, pensati per la condivisione (dal tonno del Chianti alla trippa o al polpo in padella, a rotazione). Pubblico di addetti ai lavori, amanti del buon cibo, ma soprattutto dell’ottimo vino. I pochi tavoli raddoppiano d’estate, grazie al piacevolissimo dehors.
  • DAWALI. Storico libanese di quartiere ad un civico di distanza da Mesté, che rientra tutt’ora tra i nostri ristoranti di cucina etnica preferiti a Milano: sale con tonalità calde, dehors in stagione e una ritualità da mezze condivisi (hummus, moutabal, falafel), quindi shawarma, tawouk e dolci come baklava. Clientela trasversale, servizio rapido e molte opzioni veg/halal
  • KUSINA NI LODI. Piccolo, caldo e famigliare: sala raccolta, musica Pinoy e un pubblico che mescola comunità filippina e curiosi. Da provare kare‑kare, sisig, crispy pata, chiusura con halo‑halo. Prezzi onesti, porzioni generose e servizio super accogliente.
  • PEPENERO. Anche in questo caso ci spostiamo al limitare del quartiere sino a Ripamonti, e fino a Pepenero, un indirizzo rinomato nel quartiere per pesce fresco, crudi & ostriche, insieme ad altri piatti mediterranei, in un ambiente caldo e moderno, con tavoli fitti e un servizio rodato. Clientela di coppie e gruppi, prenotazione consigliata nel weekend.

Pasticcerie & Bakery

  • DOCA. Doca (diminutivo del brasiliano “padoca”, panetteria) è una nuova apertura in Via Breno, una bakery d’impronta brasiliana, che recita accanto al nome Pane, Caffè, Saudade, perfetto per descriverne l’anima accogliente. Qui non aspettatevi i classici croissant o pain au chocolat: al loro posto, troverete pão de queijo, cocada, torte “di memoria” (carote‑cioccolato, mais & guava), pane e caffè filtro firmato Cafezal. Clientela di quartiere, in un posto ideale per colazioni e merende, con qualche tavolino ad accogliervi.
  • FORNO SAN LUIGI. Questo invece rimane da tempo un punto fisso della piazza: pane, focacce, brioche, e una formula “tutto il giorno” che regge colazione, pausa pranzo e aperitivo informale ai tavolini sulla piazza. Pubblico trasversale (residenti, famiglie, smart worker), prezzi corretti e vista chiesa che fa il resto. Ah, trasmettono anche le partite, nel caso foste interessati, con un’interessante formula aperitivo.
  • PAPPARÈ MILANO SYMBIOSIS. Locale all‑day perfetto per colazioni, brunch e pranzi, nel cuore di Symbiosis: spazi luminosi, opzioni veggie/vegan e format flessibile anche per eventi. È lo stop comodo quando ti muovi tra Fondazione Prada e gli uffici dell’area, ma anche luogo perfetto per i momenti di smart working.
  • OFFICINE DEL DOLCE GF. Pasticceria e gelateria 100% senza glutine, con laboratorio dedicato: dalla viennoiserie alle torte, fino a focacce & pizze. Ambiente di quartiere, tavolini per colazioni/merende e take‑away per la dispensa. Riferimento sicuro anche per persone celiache.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove bere

  • BAR LUCE e TORRE PRADA. Il caffè disegnato da Wes Anderson: formica, colori pastello, flipper e jukebox per un’immersione anni 50/60. Troverete visitatori della Fondazione, creativi, famiglie nel weekend, turisti alla ricerca di una stupenda instagram opportunity; ma qui si viene soprattutto per caffè, panini “alla milanese”, cocktail classici e pasticceria per colazioni, merende e aperitivi soft. Per cocktail con una splendida vista su Scalo Romana e i suoi tramonti, salite invece fino al sesto piano di Torre Prada, dove si trova l’omonimo ristorante, e cercate un posto in terrazza o allo scenografico bancone.
  • LUBNA – LISTENING RESTAURANT BAR. Spazio post‑industriale scenografico (bancone a vista, toni scuri, piazza esterna condivisa con Magma e Scaramouche) e vibe da listening bar: vinile nel weekend, proiezioni e un pubblico misto di curiosi dell’arte, addetti ai lavori e appassionati di mixology. La carta dei drink segue il fil rouge del fuoco (affumicature, brace, note tostate) che ritroviamo anche nelle proposte food, come vi avevamo raccontato qui. Perfetto per aperitivi lunghi e serate che uniscono musica, cocktail e cucina.
  • OFF/FLAVOUR. Look nordico e luminoso in via Benaco, con un bel bancone ordinato, frigo a vista e un manifesto chiaro: “only fine fermentations”. Qui si beve birra artigianale, spina e lattine, sidri, vini naturali e no/low (kombucha & co); in carta smørrebrød, kimchi e sandwich, anche pastrami.
  • MADAMA HOSTEL. Ostello‑bistrot in via Benaco 1 con bar di quartiere sempre vivo: dj set, karaoke del sabato, live ed eventi diversi ogni settimana. La frequentazione è molto variegata, fatta di studenti, viaggiatori e creativi. Da bere cocktail semplici, birre e vini; per mangiare burger e piatti comfort. Buona base per aperitivi informali e serate, soprattutto d’estate quando il dehors si affolla sino a tarda serata.
  • CANAGLIA. Il cocktail bar della squadra di Madama in Piazza San Luigi: interni caldi, una bottigliera ad archi e un mood retrò‑contemporaneo. Al banco signature cocktail – o meglio bevande spiritose, suddivise in stabili, sempre in carta, e instabili, che seguono il vezzo del bartender – e una cucina di tapas e piattini che accompagna bene il bere. Pubblico giovane del quartiere, servizio cordiale e tempi agili: perfetto per aperitivo o dopocena, anche qui molto spesso vengono organizzate serate con bei live.
  • SOTTOBANCO. La mescita‑bottega di Piazza San Luigi 5, costola del vicino Sottobosco: scaffali di vini naturali, mescita al calice, assaggi e prodotti in vendita. Ambiente piccolo e raccolto, pubblico da amanti di buon vino. È la sosta ideale prima o dopo cena in piazza, con qualche stuzzico dal banco (e prezzi onesti).
  • USTI. Birreria di quartiere tra Lodi e Brenta, atmosfera informale, luci basse e servizio spigliato: qui si sta al bancone o ai pochi tavoli interni, con schermi per le partite quando serve. In spina birre (artigianali e non) a rotazione, più una linea di classici ben fatti; da sgranocchiare hot dog, panini e stuzzichi per l’aperitivo easy. Clientela giovane, prezzi corretti, un bel ritrovo serale.
  • OOOPS PUB. Pub all day in Piazza Bonomelli: colazioni, pranzi veloci, poi aperitivi e live/dj set a seconda della programmazione. Ambiente amichevole, staff di casa, alcuni tavoli anche all’esterno. La proposta spazia tra spritz, classici, birre e una cucina semplice; pubblico di zona, gruppi e chi cerca un preserata tranquillo.
  • MACHAN PUB. Locale di recentissima inaugurazione proprio su corso Lodi (anche se nasce sulle ceneri di un altro locale molto simile): pub di quartiere a vocazione food&beer (il menu spazia da hamburger, pinsa, e similari) con carta di gin & spirits e serate a tema (anche stand‑up e intrattenimento). Ambiente easy, sale ampie e un pubblico eterogeneo che mischia famiglie e tifosi. Buono per partite e tavolate informali.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove fare shopping

  • MGM ALIMENTARI. “Bottega‑magazzino” da intenditori: tartufi (non per altro, era stato inserito nei nostri posti preferiti a Milano dove comprarlo), caviale, alici del Cantabrico, foie gras e una dispensa internazionale curatissima, con anche vini e distillati a scaffale. È nascosta tra i capannoni, ma dentro si trovano ingredienti top. Ah, ha anche un e‑shop!
  • LA BOUTIQUE DELLA CARNE. Macellaio di quartiere specializzato in carne piemontese, ma dove potrete trovare davvero splendidi tagli, dalle parti più convenzionali, a torte originalissime di macinato di fassona, mandorle croccanti e farciture gourmet.
  • IL CENTRO DELLA MOZZARELLA. Caseificio artigianale: mozzarelle, burrate e nodini fatti con latte fresco lombardo, ma anche taralli, focaccia pugliese, e tantissimi altri prodotti ricercati (segnaliamo una burrata con cuore di zola, sì, avete capito benissimo); banco essenziale, qualità alta, anche delivery. Un riferimento di quartiere da vent’anni, con altri punti vendita in città.
  • VERDERAME ATELIER DEL FIORE. Atelier creativo che lavora tra fiori, allestimenti ed eventi: stile naturale e poetico, perfetto per bouquet e progetti su misura (si trovano spesso in piazza San Luigi con iniziative culturali).
  • LA FIORERIA DI MICHELE CAFAGNA. Altra fioreria, questa volta molto più verace e di quartiere, dove poter trovare tutto l’occorrente per omaggi floreali, che siano bouquet o piante da esterni/appartamento.
  • ELODO BOOKSELLERS. Libreria–cartoleria indipendente: novità generaliste e forte selezione moda/design/architettura, oggetti di scrittura belli da usare, presentazioni e book club. Luogo caldo, curato, anche con e‑shop.
  • READING ROOM. Microluogo dedicato alle riviste contemporanee: indie mag, fotografia, grafica, moda. Aperto dal giovedì al sabato solo il pomeriggio o su appuntamento. Ideale per chi cerca numeri rari o vuole scoprire editori di nicchia.
  • MIKICA. Concept store d’arredo & vintage: pezzi unici wabi‑sabi, brocante selezionata, restauro e noleggio per shooting; anche in questo caso, aperture pomeridiane selezionate solo dal martedì al venerdì, spesso su appuntamento. Perfetto per dare carattere a casa (o a set fotografici).
  • FRATELLI BONVINI 1909. Cartoleria e tipografia storica: carta, inchiostri, stilo e stampe, con mostre e incisioni d’arte. Un tuffo nella Milano che scrive ancora a mano, con uno staff che sa consigliare il pennino giusto.

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-gennaio-2026/ /ristoranti-a-milano-gennaio-2026/#respond Wed, 28 Jan 2026 15:37:02 +0000 /?p=90418 Tra un ristorante parigino in hype, una pizzeria romana difficile da prenotare e qualche delusione, abbiamo molto di cui raccontarvi.

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Forse questa è una delle compilation di ristoranti a Milano più “a bocce ferme” e meno complimentose degli ultimi anni, il che significa che abbiamo davvero molto da raccontarvi. All’interno trovate le nostre impressioni non filtrate di un ristorante dall’allure parigina sbarcato in città e già molto in hype, ma anche una pizzeria romana difficilissima da prenotare, o ancora un coreano che, seppur ‘figlio’ di nostre grandi certezze, non ci ha proprio convinto. Buona lettura, ma anche buone (s)prenotazioni!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Kiwon

enoteca con cucina coreana |📍Dateo
💰€€

La nostra passione per la cucina coreana è cosa nota, talmente nota, in primis a noi stessi, che appena abbiamo potuto siamo saltati su un aereo per Seul e abbiamo fatto un magnifico giro della Corea del Sud. Rimanendo però su Milano, la nostra storicissima lista dei nostri ristoranti coreani preferiti, a più di 10 anni di distanza, andrebbe sicuramente aggiornata, eppure non siamo sicuri che Kiwon meriti un posto al suo interno.

Nonostante tra i proprietari di questa nuova apertura figurino i medesimi di Gin Mi, apprezzatissimo ristorante coreano in città (e al primo posto proprio della nostra lista), la sua formula, al momento, ci appare ancora un po’ confusa. I piatti in carta sono pochi – cosa che non è necessariamente un male, tutt’altro -, ma le porzioni davvero risicate (i classici ‘piattini’ delle molto in voga enoteche con piccola cucina, così come si auto-dichiara Kiwon), a fronte di prezzi che, al contrario, non lo sono (6€ per letteralmente due, due ravioli e 12 per una pastellina di kimchi ci sono sembrati davvero esagerati). Inoltre, i sapori pilastro della cucina coreana (aglio, fermentati, piccante) ci sono parsi inequivocabilmente e poco coraggiosamente smussati, a favore di un pubblico forse non avvezzo (?).

Attenzione, le portate che abbiamo assaggiato (i mandu e il kimchi gion, appunto, così come i tteokbokki – gli gnocchi di riso tipici coreani saltati in salsa piccante – e una zuppa di carne e spaghetti di patate) non erano in assoluto spiacevoli, anzi, però ci saremmo aspettati davvero molto di più. Il servizio, per contro, è gentile e nel locale si sta bene, anche se si finisce per spendere 35€ bere a parte senza essere nemmeno particolarmente sazi.

Bar Sandøy

Enoteca con cucina |📍Porta Venezia
💰€€

E a proposito di enoteche con cucina appena arrivate in città, la curiosità ha avuto la meglio: siamo passati da Sandøy, costola del fratello maggiore Røst (che tanto abbiamo amato qualche anno fa), proprio accanto, al civico successivo. L’ambiente dichiara subito la propria anima domestica: solo sgabelli, una quindicina di posti distribuiti tra mensole e banconi, e un’atmosfera di estrema convivialità.
Qui si viene per un buon bicchiere di vino e condividere qualche piatto, senza la pretesa di una cena vera e propria (anche se, spoiler, per noi è andata proprio così, ma sapete che non è una novità!).

Anche il menu, stampato e appeso al muro, va dritto al punto: poche proposte, aggiornate con frequenza, tra classiconi da stuzzicare e alcuni piatti principali alla brace, di pesce, carne e vegetali. Nel nostro giro di assaggi abbiamo iniziato con le crocchette di prosciutto, le ostriche dello chef, condite con tabasco, zenzero e basilico (anche se segnaliamo uno zenzero decisamente troppo arrogante). Poi è arrivato il Sandoy toast, accompagnato dalla epica doppia panna montata, cannolicchi alla plancha e la zampina di pesce: una salsiccia compatta e saporita, farcita con gli scarti di ricciola.

Capitolo vini: la regia è tutta lì, com’è giusto che sia in quella che nasce come enoteca. La scelta delle etichette orienta inevitabilmente il conto, ma ci sono tante proposte interessanti, senza scelte banali, con un equilibrio tra classici e nuove scoperte. I piattini vanno dai 2 € ai 12 € (il toast), mentre alla brace si parte da 7€ per i vegetali e si arriva a 14 € per il pesce. Non prendono prenotazioni, ma per ora un posto per un calice si trova (quasi) sempre, anche se potreste dover dividere un angolino del bancone. Un dettaglio che a noi, comunque, piace parecchio.

Altatto

ristorante vegetariano |📍Barona
💰€€

Per la cena di redazione natalizia siamo tornati da Altatto, uno dei nostri ristoranti vegetariani a Milano preferiti, dove eravamo già stati diverse volte negli anni subito successivi alla sua apertura, in piena pandemia. Ma, questa volta, ci siamo diretti a Milano Ovest, e più precisamente alla Barona (qui trovate la nostra guida di quartiere dedicata!), e non più a Greco, dov’era ubicata la sede precedente. In questi nuovi spazi, sicuramente più ampi e raffinati, l’anima intrinseca al progetto non è però cambiata: la voglia di divertire, stupire e gioire con i vegetali. Si può scegliere tra due menu degustazione (da 4 o 9 portate): noi abbiamo optato per il primo percorso, con la possibilità di integrare con qualche piatto alla carta.

Per iniziare, un sorprendente tempeh glassato cotto alla brace, kimchi e sfoglie di grano duro, e dei cardi in pastella di ceci con pisto napoletano (un mix di spezie partenopee) e delle deliziose cipolle di Montoro sottaceto che vorremmo nella nostra vita. Per proseguire, delle eliche monogramo con burro affumicato, liquirizia e abete bianco (delicate ma giuste, solo ne avremmo desiderate almeno il doppio) e un deludente dolce-non-dolce a base di empanada di zucca e tagete da accompagnare al gelato alla mostarda, sicuramente l’elemento migliore del dessert.

Siamo stati bene, complice anche il servizio come sempre giovane ma puntuale, i vini naturali (di cui però, specie per le bollicine, qualche referenza sotto ai 50€ sarebbe stata sicuramente gradita) e il pensiero (ah, il pensiero!) evidente dietro ad ogni piatto. Rispetto alle scorse volte, forse, ci è mancato il piatto game changer, quello in grado di farci veramente ammutolire di felicità, e un po’ di ‘sostanza’ nelle porzioni, anche in considerazione del fatto che il prezzo del menu da 4 portate (55€ bere a parte) è aumentato, rispetto a qualche anno fa, di una quindicina di euro. Torneremo? Potete comunque scommetterci.

Rovello

cucina italiana |📍De Amicis
💰€€

Di Rovello abbiamo sentito lodi sperticate in arrivo sia da ‘comuni commensali’ che da gente del mestiere, ristoratori che spesso lo citano tra i migliori ristoranti di Milano. Per questo motivo, dopo essere stati – senza uscirne altrettanto estasiati – una vita fa nell'(ex) locale a Brera, abbiamo deciso di sondare nuovamente il terreno, questa volta nella nuovissima sede di via Ariberto, in zona De Amicis.

Ci siamo stati, appunto, per un pranzo volante ‘di ricognizione’, con l’idea di assaggiare giusto due piatti e riprendere confidenza col genere: così è stato, e da un menu non troppo esteso e parecchio classico (davvero classico: risotto al salto; cotoletta; tagliata e costata; tartare e vitello tonnato) abbiamo scelto due primi. Una pasta e fagioli vagamente scotta, con guanciale tendente al molle e senza alcun tipo di spinta piccante come invece ci saremmo aspettati; e uno spaghettone con guanciale, pecorino e puntarelle, più a fuoco ma decisamente nella media.

Il servizio è stato molto gentile – anche complice la sala vuota visto l’orario anziano a cui ci siamo presentati – e l’atmosfera decisamente calda, con un bel bancone e dei tavolini decisamente ravvicinati. ll conto non lo possiamo commentare, perché a seguito di un disguido, i due piatti ci sono stati offerti, ma tenete presente che antipasti e primi si aggirano sui 18€, mentre i secondi spostano l’asticella ben oltre i 20 (con l’exploit a 40€ per la cotoletta). Avremo sbagliato a ordinare anche questa volta? Qualcuno ci ha detto che i ‘pezzi forti’ qui sono vino e carne, d’accordo, però per tanto clamore ci saremmo sinceramente immaginati qualcosina in più.

Mochi Mochi

dolci giapponesi |📍Paolo Sarpi
💰


Mochi Mochi, in Paolo Sarpi, via dello street food asiatico per eccellenza, è uno di quei posti in cui ci ritroviamo a tornare spesso. Sarà la posizione, comoda per una pausa durante una passeggiata in zona, o semplicemente per il fatto che i mochi qui sono davvero buonissimi.

Come al solito abbiamo finito per provare più gusti, perché resistere alla tentazione di questi dolcetti colorati davanti al loro bancone è difficilissimo: da quelli al tè matcha o al cioccolato, passando per quelli ripieni di pasta di fagioli rossi, fino ai nostri preferiti in assoluto, quelli alla panna e fragola e quelli al cocco, che non a caso vanno puntualmente sold out.

Ogni volta il gioco è lo stesso: fingere di volerne mangiarne solo uno e poi finire per comprarne quattro o cinque (nel nostro caso proprio cinque, per una spesa complessiva di 10€ )! Sicuramente, questo piccolo posto è un pit stop perfetto per un dolcino da asporto, una merenda divertente o un fresco fine pasto. Il consiglio è di provarlo durante i giorni feriali, perché nel weekend c’è spesso una lunga fila!

La Rue

ristorante francese |📍Garibaldi
💰€€

Vale davvero o è solo hype? È questa la domanda che ci siamo fatti entrando in questo ristorante francese in Corso Garibaldi di cui si è tanto parlato fin dalla sua apertura qualche mese fa. Infatti, la particolarità del locale – che si ispira a una leggendaria insegna di Parigi – è quella di avere in menu una sola scelta, un piatto di entrecôte servito con patatine fritte, il tutto accompagnato da una salsa segreta a base di burro. Il prezzo di 35 euro comprende anche un’insalata con noci e vinaigrette come antipasto, l’acqua e il coperto. Il vostro potere di scelta si limita ai dolci e al vino (c’è anche quello “della casa”!).

Al di là della piacevole – ma tutto sommato trascurabile – insalata iniziale, dobbiamo ammettere che, pur non essendo la migliore mai mangiata, la carne è di buona qualità, abbastanza tenera e gustosa; buonissime senza riserve invece le patatine che accompagnate alla salsa rendono l’insieme molto soddisfacente e godibile. Nei 35 euro è compresa anche la possibilità di fare un bis, cosa che ovviamente ci siamo ben guardati dal non fare. Per testare il menu (solo per dovere di cronaca, eh!) abbiamo assaggiato anche un dolce, una crème brûlée veramente ben eseguita. Il servizio è sicuramente un punto forte, con ragazzi in sala preparati e molto gentili.

Ma quindi, qual è la risposta alla domanda iniziale? Forse non siamo del tutto imparziali: basta un locale dall’atmosfera parigina, una baguette affettata nel cestino del pane e l’immancabile carafe d’eau da bistrot del Marais perché il cuore si sciolga. È vero, con cinque euro in meno il prezzo sarebbe stato più centrato, ma a ben vedere oggi a Milano dove si riesce ancora a mangiare carne di qualità spendendo meno di 40 euro a persona?

Futura

pizzeria romana |📍Isola
💰

Un altro locale davanti al quale ci siamo fatti la stessa domanda sull’hype è Futura, nuova pizzeria romana che ha aperto all’Isola e in cui è ancora difficile trovare posto se non prenotando con almeno un mese di anticipo. Protagonista, qui, è la pizza romana: solo 160 grammi di impasto leggero e digeribile, e bordo bruciato come vuole la tradizione.

Abbiamo esordito con un supplì al telefono con fiordilatte, pomodoro e parmigiano, molto croccante, e un pan suisse al vitello tonnato parecchio gustoso e peraltro perfetto da dividere in due. Abbiamo poi provato tre pizze diverse: marinara in salsa verde, con battuto i prezzemolo (quella che si vede più postata in giro), una margherita con prosciutto cotto e una boscaiola con funghi, ricotta, salsiccia fresca e stagionata e guanciale.

La pizza arriva già tagliata e, nonostante sia effettivamente molto sottile, sazia. Peccato però che si raffreddi con un’insolita rapidità e che le salse sulle marinara, per quanto decisamente fotogeniche, ci siano sembrate un po’ troppo abbondanti.

Passando al bere, da una parte siamo rimasti stupiti piacevolmente per la ricca carta dei vini, ma siamo rimasti altrettanto delusi dalla mancanza di scelta, invece, sulla birra. L’ambiente è abbastanza minimalista e il servizio cortese, con un conto finale che, bere a parte, è stato di circa 25€. Considerato anche i turni di un’ora e mezza, che sono scrupolosamente rispettati, forse il responso finale lo avete già intuito.

Chuck’s

ristorante americano |📍Cinque Vie
💰€€

Chuck’s, la famosa insegna di smashburger di Sidewalk Kitchens, da un paio di mesi ha aperto un nuovo locale in zona Cinque Vie (avete già visto la nostra guida di quartiere, vero?) che, a differenza del fratello maggiore, non offre solo panini, ma un menu composto da classici della cucina USA rivisitati in chiave più contemporanea. Noi abbiamo assaggiato (oltre all’hamburger che ovviamente non manca) gli spaghetti & meatballs e la calamarata vodka sauce.
Non si può dire che la pasta non sia buona – anzi, i piatti sono davvero soddisfacenti! – ma ci è rimasto un po’ di amaro in bocca per una presentazione non abbastanza curata (le foto su Instagram sono un’altra cosa!) e per alcuni dettagli stonati come le polpette degli spaghetti bruciacchiate e troppo secche.

Anche il servizio è da migliorare: i ragazzi in sala sono sicuramente gentili, ma non sono mancate le disattenzioni (i piatti sono stati consegnati a caso senza chiedere di chi fossero). L’ambiente, poi, è sicuramente luminoso e pulito, ma a nostro giudizio un po’ troppo spoglio e freddo (anche nel vero senso della parola visto che si gelava!). Altra nota non troppo positiva sono i prezzi che, seppur in linea con la zona (i piatti di pasta costano dai 15 ai 20 euro) presentano alcune particolarità come l’acqua frizzante più cara di quella naturale. Tutto sommato, però, ci è rimasta la curiosità di tornare per assaggiare altri piatti (come le caserecce Alfredo e la cheesecake) con la speranza di trovare un ambiente più caldo, una maggior cura dei dettagli e un servizio più rodato.

Street

Smashburger |📍Varie sedi
💰

Negli ultimi mesi a Milano le aperture di Street si sono moltiplicate, complice la passione dilagante per Sua Maestà, lo smashburger. Ambienti ordinati e quasi asettici, pochi posti a sedere, servizio rapido e alcun invito a fermarsi a lungo del dovuto: i locali di Street sono molto simili tra loro, e sono il classico posto in cui passare‑ordinare‑mangiare‑ripartire, perfetto soprattutto quando hai un orario da rispettare (tipo, nel nostro caso, un film all’Anteo).

Il menu è concentrato su tre tipologie di smashburger, patatine fritte (con la variante di patate dolci), un sacco di salse tra cui scegliere, e qualche bevanda. Noi abbiamo preso un bacon burger con patate dolci. Le patate sono davvero ben fatte: fritte alla perfezione, croccanti, saporite il giusto. Il panino, invece, fa il suo ma non entra nel podio cittadino: buona la crosticina da piastra, discreta la struttura del pane, condimenti poco presenti, manca forse quel guizzo di succosità e contrasto che ci fa scattare la scintilla.

Insomma, Street interpreta con coerenza l’idea di fast food un po’ pettinato e soprattutto veloce, ideale per una sosta o una pausa pranzo al volo. Considerando il format, i prezzi per un menu completo (patatine, burger e bevanda) non sono proprio bassissimi: €19,90. Ah, come rimpiangiamo i tempi del buon vecchio Happy Meal.

U Spinnu

ristorante siciliano |📍Porta Romana
💰€€

Quando mangi bene, spendi il giusto e ne parli stupito appena esci dal locale con gli amici che erano lì con te, è colpa dello stato della ristorazione di questa città, dell’inflazione o cos’altro? Ce lo siamo domandati, dandoci delle pacche di approvazione – della serie “bravi noi” – una volta usciti da U Spinnu, ristorante siciliano in zona Porta Romana, che abbiamo scelto googlando all’ultimo per un pranzo domenicale un po’ improvvisato e un po’ in hangover, con la voglia di non spendere troppo – e per non troppo, in questa città, si intende circa 30 euro. Che, di per sé, è già una sfida, come raccontavamo qui.

Ora, il posto non è totalmente di nostro gusto, come non lo sono le ceramiche dei piatti, ma ci sono degli elementi, come le classiche teste di moro o le maioliche colorate di ottima fattura a rendere passabile l’atmosfera. Insomma, l’occhio vuole la sua parte, ma a noi interessa anche il resto. Il servizio, per esempio. Il cameriere che ci ha seguito è stato gentilissimo, un po’ forse asfissiante nel volerci spiegare tutto il (non troppo lungo) menu, ma anche un eroe quando ci ha offerto quattro calici per farsi perdonare della non disponibilità di alcuni piatti ordinati (chi aveva detto “beviamo solo acqua”? Noi. Chi ha detto subito, “oh grazie, perché no?” Ancora noi, pagliacci).

Dettagli e servizio a parte, è nella “sostanza dei piatti” che U Spinnu gioca la sua partita migliore. Una menzione la merita sicuramente la caponata siciliana nella variante palermitana, con un sedano molto presente al palato, per un assaggio sorprendentemente fresco. Un’altra agli involtini al pistacchio croccanti il giusto fuori, succosi dentro e dal pistacchio percepibile. E infine, il nostro piatto preferito: tentacolo su letto di cicoria e macco (la classica purea di fave), con una reazione di Maillard sul polpo davvero notevole. Prezzo per capoccia, tolti i calici offerti, attorno alle 25€. Emoticon del violino che suona.

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I 10 migliori ristoranti del 2025 che abbiamo provato (a Milano ma non solo) /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/ /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/#respond Mon, 15 Dec 2025 00:13:00 +0000 /?p=89561 Prontissimi per tirare le somme! Ecco i nostri 10 ristoranti preferiti nel 2025 (a Milano ma non solo) dove vi consigliamo di andare!

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Chi siamo noi per non dare seguito a una tradizione ormai decennale qui su Conosco un posto, in cui cerchiamo di tirare le somme eno-gastronomiche dell’ultimo anno e mettere in fila quelli che per noi sono stati i 10 migliori ristoranti del 2025? E quindi rieccoci qui, come ogni dicembre, ma quest’anno sconfineremo da Milano e vi racconteremo a tutto tondo le migliori mangiate degli ultimi 365 giorni! Un po’ perché, diciamolo, in città la ristorazione ultimamente ci sta un po’ deludendo, un po’ perché effettivamente le volte in cui siamo stati meglio non eravamo effettivamente qui… Molto su cui riflettere 🙂 Godetevi la lista!

E i vostri ristoranti del cuore nel 2025 quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024, 20232022!

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I migliori ristoranti del 2025 (a Milano ma non solo)

Sandì

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MI PIACE PERCHÉ: Perché di ogni piatto che la chef propone nel suo menu esclamo “Oh mio Dio, sì!”. Perché va bene la coolness, ma qui c’è anche (tanta) sostanza. Perché alla loro zuppa imperiale penso a giorni alterni, e non vedo sempre l’ora di tornare.

Mercato Isola

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MI PIACE PERCHÉ: Perché i ‘collettivi’ di insegne diverse e l’atmosfera da mercato rionale sono uno dei nostri contesti preferiti, perfetti per serate tra amici a smezzarsi e provare un po’ di tutto; perché Alba Pasta Bar e Celeste Al Mercato sono due belle novità, e Katsusanderia la solita certezza. Perché dove ci sono carboidrati, calici e verdure fatte bene, per noi è sempre un sì.

Lafa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la cucina araba e mediorientale non ci stancano mai. Perché le spezie e gli abbinamenti utilizzati in cucina rendono tutto molto divertente. Perché pasteggiare con la bandiera della Palestina a fianco fa sempre piacere, specie di questi tempi. Aggiungiamo addirittura un quarto motivo: perché il prezzo è molto giusto.

June Collective

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questa tipologia di bistrot, semplice ma mai banale, secondo noi mancava proprio in città. Perché anche qui spezie e verdure sono portate al “next level”. Perché che sia per colazione, brunch o pranzo si sta sempre un gran bene.

Al Vecchio Porco

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MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare bene cucina tradizionale ormai non è scontato. Perché evviva quei posti che sembrano rimasti un po’ fermi nel tempo, ma senza sbavature. Perché l’ambiente e il servizio ‘vecchio stile’, quando è tutto giusto, risultano assolutamente contemporanei.

Roncaglia 33

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MI PIACE PERCHÉ: Perché sono molto esigente, ma quando si tratta di colazioni al bar divento intransigente, e il fatto che un bar mi sia davvero piaciuto è abbastanza indicativo. Perché i lievitati (sia dolci che salati), qui, sono devastanti. Perché finalmente un posto come si deve a Milano Ovest.

Locanda Mesa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questa novità merita di essere conosciuta e amata. Perché si mangia (e si beve!) davvero in maniera eccellente. Perché se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, in questa cascina a mezz’ora da Milano il gusto è di casa.

Osteria Giorgione da Masa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la domanda che mi faccio più spesso ricordando questa cena veneziana è: “Perché non esiste un posto simile a Milano?”. Perché la cucina “fusion giapponese veneta” la vorremmo quotidianamente nella nostra vita. Perché qui ci si diverte e l’atmosfera è autentica.

Belrespiro

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questo posto nel piacentino incarna la definizione di “pranzo della domenica perfetto”. Perché Fabio e Chiara, i due proprietari, sono appassionati di ospitalità e cose buone in un modo quasi commovente. Perché il benessere che si prova sotto quel porticato nella bella stagione è davvero difficile da rendere a parole.

Valli Unite

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MI PIACE PERCHÉ: Perché una fuga sui colli Tortonesi è sempre un’ottima idea. Perché questa cooperativa agricola è il giusto compromesso tra semplicità e massima cura. Perché vorremmo che ogni pranzo di redazione potesse essere così ben riuscito!

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati per te i migliori ristoranti del 2025 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

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I miei migliori libri del 2025 /i-migliori-libri-del-2025-per-me/ /i-migliori-libri-del-2025-per-me/#respond Wed, 10 Dec 2025 07:00:27 +0000 /?p=89564 State cercando qualche ispirazione libresca? Ecco i migliori libri che ho letto nel 2025 e che vi consiglio!

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Per i migliori libri del 2025 è giusto fare un disclaimer: quest’anno, per i miei standard, non ho letto molto e, soprattutto, non ho letto così bene. Vale a dire, sono davvero pochi i libri che mi sentirei di consigliare spassionatamente. Dunque, al contrario degli scorsi anni (qui la sezione libri con tutti i nostri consigli), questa lista non arriverà a 10 e si fermerà prima. Spero che, però, troverete in ogni caso spunti interessanti e storie che sapranno coinvolgervi e diventare indimenticabili. Ecco quali sono stati per me i migliori libri che ho letto nel 2025 (qui la lista del 2024, qui quella del 2023, qui quella del 2022 per chi desiderasse altre ispirazioni!).

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I migliori libri che ho letto nel 2025

Cuore nero

Migliori libri 2025

Ci sono libri di cui si parla talmente tanto per cui alla fine non sai se leggerli ‘per sfinimento’ o rifuggirli per reazione. Di solito opto per questa seconda opzione, ma mai come in questo caso mi sarei fatta un torto. Cuore Nero di Silvia Avallone, caso editoriale dello scorso anno, mi ha conquistata dalle prime pagine, tenendomi attaccata fino al potentissimo finale, su cui trovo sia impossibile non versare copiose lacrime. Una storia d’amore, certo, ma prima di tutto una storia di vita, colpa, errori, una storia anche e soprattutto sociale, che affronta il tema della reclusione minorile, e così intensa e ben scritta da perdonarle anche qualche cliché.

CUORE NERO

I giorni di Vetro

Migliori libri 2025

Un libro clamoroso, quello che ha scritto Nicoletta Verna, e sotto più punti di vista: per il valore storico, l’incredibile lavoro sulla lingua che ha portato avanti (con vari passaggi in dialetto romagnolo che mi hanno fatto sentire “a casa”), per la caratterizzazione eccezionale di tutti i personaggi, e soprattutto per la costruzione perfetta di una storia che ti tiene lì, aggrappato, anche quando la vita ti richiama e il libro dovresti proprio metterlo giù. Ma non si riesce, ed è questo a segnare il discrimine tra libri belli e libri indimenticabili. Forte, triste, arrabbiato, emozionante: che I giorni di Vetro non sia finito nella cinquina dello Strega è per me incomprensibile, ma voi fatevi un regalo e leggetelo! Di sicuro, LA mia lettura del 2025.

I GIORNI DI VETRO

Parole nascoste

migliori libri del 2025

Cosa succede quando leggi il libro di una persona che stai conoscendo nella vita vera al solo scopo di conoscerla di più, ma finisce che questo libro diventa importante anche per te? Ho il privilegio di potervi dire cosa accade, visto che mi è appena capitato con Parole nascoste di Arianna Montanari, una storia in cui l’autrice riesce coraggiosamente a mettere molto (tutto?) di sé. Montanari, che ho la fortuna di chiamare amica, fa della propria vicenda personale e familiare – nelle parole dette e soprattutto in quelle non dette, al padre – un dipinto vivo e doloroso di tutte le daddy issues che ci portiamo appresso e del gran bene e male che al contempo possono farci alcuni rapporti e dinamiche.

PAROLE NASCOSTE

Lo sbilico

migliori libri del 2025

Di questo libro si è detto bene, e per una ragione: capita raramente di leggere storie autobiografiche così forti, coraggiose e per niente autocommiseranti. A riuscirci è Alcide Pierantozzi, che racconta la propria storia di malattia psichiatrica e di “essere umano difettoso” che ogni giorno prova a tenere insieme i pezzi di una vita che spesso risulta “troppo”. Farà fatica, probabilmente, chi cerca una trama a tutti i costi, qui assente; godrà chi ha l’ossessione per le parole, ricercate, sezionate. “Noi matti non abbiamo solo il diritto di essere soccorsi dai sani, ma anche il dovere di inceppare ogni giorno il mondo per metterlo in discussione ai loro occhi”. Pelle d’oca.

LO SBILICO

Middlesex

migliori libri del 2025

Arrivo in imperdonabile ritardo, me ne rendo conto, ma finalmente mi sono decisa ad approcciare Middlesex, da cui sono sempre stata ingiustamente spaventata (anzi, a dirla tutta, una ventina d’anni fa l’avevo pure iniziato e poi mollato lì, eresia!) e che invece è stata LA lettura della mia estate 2025. Jeffrey Eugenides racconta una storia familiare irresistibile soprattutto nella prima parte, mentre nella seconda diventa centrale il tema della ricerca di una propria identità a partire da una condizione di intersessualità. Mi ha davvero coinvolto tantissimo: se non lo aveste ancora letto, vi consiglio spassionatamente di recuperarlo!

MIDDLESEX

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-a-milano-novembre-2025/ /ristoranti-a-milano-novembre-2025/#respond Tue, 25 Nov 2025 05:24:00 +0000 /?p=88672 Aperitivi veneti, cucina singaporiana e un wine bar filippino: ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese.

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Un aperitivo in pieno stile veneto, una capatina nel “primo ristorante singaporiano d’Italia” o un nuovo wine bar filippino in cui la frittura (quella buona, però) regna sovrana? Mangiare all’esterno è ormai quasi fuori discussione, ma questo mese abbiamo visitato alcuni locali che ci hanno conquistati grazie a un’atmosfera avvolgente, personale gentile e piatti capaci di sorprenderci davvero. In questa nuova compilation di ristoranti a Milano vi raccontiamo com’è andata, cosa ci ha colpito e perché vale la pena farci un salto.

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Cingapura

ristorante di cucina di Singapore |📍Risorgimento
💰€€

Tra le sorprese più appaganti degli ultimi tempi qui a Milano, ci teniamo a segnalarvi questo nuovo indirizzo in zona Risorgimento (qui trovate la nostra recentissima e utilissima guida del quartiere!) tutto dedicato alla cucina Nyonya, molto diffusa tra le varie comunità cinesi di Malesia, Singapore e Indonesia e che combina sapori dolci, acidi, pungenti e leggermente piccanti che vi risveglieranno il palato. Il ristorante, che si autoproclama “il primo ristorante singaporiano d’Italia“, ha un’atmosfera soffusa e molto piacevole, con pochi tavoli in un’unica stanza sui toni del verde. Noi, per prendere confidenza, abbiamo optato per dei deliziosi wonton di gamberi e pollo e degli spring rolls, anche loro atomici, come antipasto, per poi proseguire con l’highlight della serata, i gamberi saltati con peperoncino e (tanto, com’è giusto che sia) aglio. Siamo stati proprio bene – spendendo anche una cifra del tutto onesta, 25€ senza rotolare ma sazi – grazie anche al personale gentilissimo. Torneremo sicuramente ora che le temperature si fanno più rigide per assaggiare una delle tante zuppe in carta che già ci hanno ispirato moltissimo!

Xe Bòn

cicchetteria veneta |📍Anfossi
💰

Ci voleva proprio un posto come Xe Bòn, a Milano, dove poter fare un vero e proprio aperitivo in pieno stile veneto, con cicchetti, tramezzini e altre sfizi, da accompagnare a ottimi vini. Da quando lo abbiamo scoperto ci siamo già stati un paio di volte – prima di andare al cinema Colosseo che si trova proprio dall’altra parte della strada – e ci siamo trovati sempre un gran bene, anche e soprattutto grazie alla simpatia e all’ospitalità del proprietario Massimo e dei suoi figli Viola e Lorenzo, che lo aiutano nella gestione del locale. 

Da non perdere grandi classici come lo squisito baccalà mantecato e la polentina con polipetti in umido, ma anche specialità più originali come il cicchetto con caprino e pesto al limone o il tramezzino con sfilacci di cavallo. La prossima volta, però, ci piacerebbe anche provare il tagliere di salumi e formaggi. Tanto per darvi un’idea, il costo al pezzo dei cicchetti è di 2,50/3€, quindi in media per un aperitivo soddisfacente preventivate una spesa di circa 25€ a persona, bevande incluse. Il nostro giudizio – ma anche quello degli amici veneti con cui ci siamo stati – è decisamente positivo.

Misale

italiano |📍Porta Romana
💰€€

La parola Misalion in greco antico era utilizzata per indicare un semplice fazzoletto di stoffa, una tovaglia: il nome di questo nuovo ristorante, nascosto in una via un po’ secondaria in zona Porta Romana, viene da qui e dal desiderio di celebrare la tavola come luogo della vita quotidiana. Gli interni sono piccoli e raccolti, con una luce soffusa dalle sfumature blu che rende gli spazi forse un po’ freddi ma comunque accoglienti.

Il menu è racchiuso in una pagina: la parte più ampia è dedicata a piattini per lo sharing, e poi a contorni, pasta e secondi. Noi abbiamo deciso di condividere pane e ragù, le polpette al sugo e i friggitelli ripieni con salsa di datterini. Abbiamo poi spartito anche i piatti principali, scegliendo le pappardelle al ragù di cortile (con pasta fatta in casa!) e le costine di maiale con salsa bandiera. Tutti i piatti si sono rivelati oltremodo gustosi e saporiti, e giusti nelle porzioni, Ci credete se vi diciamo che quel ragù ancora ce lo sogniamo? Ad accompagnare il tutto, una bottiglia di Fricò di Tomassetti, un bianco macerato che ci ha piacevolmente sorpreso.

Il servizio è stato estremamente gentile e attento, complice anche una sala non troppo affollata. Con una bottiglia di vino in due, il conto finale si è attestato sui 55€ a testa. Molto interessante la proposta lunch a 19,50€ con antipasto, piatto principale, dolce o caffè (incluso pane e acqua).

Osaka

ristorante giapponese autentico |📍Brera
💰€€

Osaka, uno dei ristoranti giapponesi storici di Milano, nonché uno dei nostri preferiti, ha da pochissimo cambiato sede, lasciando la galleria un po’ tetra di corso Garibaldi dove è sempre stato per spostarsi a pochi passi da lì, sempre a Brera, in una vietta laterale, via Anfiteatro, vicino agli smash burger di Fonzo’s. Gli spazi, un po’ ridimensionati, sono anche qui all’insegna dell’estetica minimalista giapponese, con un piccolo bancone da cui spiare gli chef al lavoro (vi consigliamo questa sempre ottima opzione se foste da soli o in coppia) e qualche tavolo disseminato tra le varie sale. A rimanere indiscussa, anzi forse leggermente superiore, è sempre la qualità delle pietanze proposte: indimenticabili sia il sushi che il sashimi misto, così come gli hosomaki di ventresca di tonno e porro e il brodo dashi con riso, alga nori e calamari crudi. Noi siamo stati per una cena al bancone e, nonostante il servizio veramente molto (troppo!) lento, ci siamo trovati ancora una volta davvero bene e abbiamo ritrovato i sapori del nostro viaggio in Giappone. La spesa per un pasto in cui non farsi mancare niente difficilmente sarà inferiore ai 60-80€ bere a parte, ma secondo noi ne vale sempre la pena!

Balay

wine bar filippino |📍Città Studi
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All’ormai lunghissima lista di enoteche con cucina a Milano, da qualche mese si è aggiunta anche questa interessantissima nuova insegna, in cui siamo stati a cena di recente. Questo ennesimo wine bar, però, sa perfettamente distinguersi, proponendo una selezione di piatti estremamente originali e di carattere, dal sapore deciso.
Essendo la nostra prima volta nel locale – e trovando arduo scegliere tra le accattivanti opzioni presenti in carta – abbiamo preferito chiedere suggerimenti direttamente al giovane chef Ray Ibarra, cresciuto a Milano ma di origini filippine (ed ex Bentoteca); difatti Balay in ilocano, la lingua parlata nel nord-ovest delle Filippine, significa “casa”. 

Abbiamo seguito fiduciosi tutti i suoi consigli (e abbiamo fatto molto bene!), condividendo la tartare di fassona servita con patatine Bonilla (prodotte in Spagna e fritte esclusivamente in olio di oliva), capperi, miso e…cozze; il toast fritto di gamberi con ketchup alla banana; il tofu fritto con l’acidula salsa sisig; i bocconcini fritti (sì, c’è parecchio fritto in menu) di cervella su crema speziata di spinaci e i funghi misti con tuorlo d’uovo crudo, erba cipollina e tabasco (da aggiungere a piacimento), che abbiamo accompagnato a una porzione di delizioso paratha (tipico pane sfogliato indiano) servito caldo: una goduria!

Ogni boccone è stato una festa per il nostro palato, ma hanno senza dubbio contribuito anche la bella location con cucina a vista, il servizio amichevole e Kobi (il simpatico cagnolino di Ray che gira indisturbato per il locale) alla riuscita della piacevolissima serata trascorsa. Per quanto riguarda il conto tutto nella (ormai assodata) norma: 49€ a testa (eravamo in due) per quanto elencato precedentemente e una bottiglia di rosato da 28€. Ci torneremo con piacere. 

Gold Bao

ristorante cinese |📍Paolo Sarpi
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Gold Bao, in Paolo Sarpi, è tra quei posti che catturano già dall’esterno: cucina a vista, vapore che sale dalle ceste di bambù e un profumo di ravioli e fritto che ti accompagna per tutta la strada (anche i vestiti ne risentono, ma son dettagli!). Il locale è semplice con una piccola sala interna; ma il vero rito è prendere qualcosa da asporto e goderselo seduti su una panchina del quartiere, immersi nel via vai di Chinatown.

Noi abbiamo speso circa 20 euro per un paio di bevande, due porzioni di ravioli ripieni di carne e vegetariani, entrambi decisamente unti e saporiti e il famoso yóutiáo, un impasto fritto servito caldo e fragrante che ricorda un panzerotto. Non mancano anche dolcetti tipici, riso saltato, baozi e tante altre specialità. Insomma, Gold Bao è un indirizzo da segnare per una cena last minute, un aperitivo al volo o per quando avete voglia di un vero street food confortevole.

Dal Bolognese

ristorante di cucina emiliana |📍Missori
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Da fuori ci si accorge a malapena dell’esistenza di questo ristorante, che si trova in un palazzo storico, a due passi da Missori, in una via silenziosa e appartata: durante la bella stagione, però, potete godervi la stupenda corte interna, e in quella fredda i suoi interni eleganti e molto caldi.

Qui la parola chiave è tradizione: in menu trovate i grandi classici della cucina emiliana, dai tortellini al celebre carrello dei bolliti. Siamo venuti per un pranzo di lavoro e abbiamo scelto due primi: tagliatelle alla bolognese e tagliolini al ragù di culatello di Zibello, entrambi deliziosi grazie alla pasta fresca fatta in casa. Come secondo abbiamo assaggiato la cotoletta di vitello alla bolognese, con prosciutto, parmigiano e purè: davvero squisita, anche se la porzione ci è sembrata un po’ piccola.

Il servizio è premuroso e sollecito, e l’ambiente, come anticipato, è molto accogliente e dal mood classico (non mancano le tovaglie candide di cui sentiamo sempre una gran carenza, insomma). I prezzi invece sono sicuramente importanti: bere escluso, per due piatti a testa (che la sera sono il minimo da ordinare) calcolate di spendere almeno 60-70€.

Gennaro Rapido A’ Rot e Carrett

pizzeria napoletana |📍Porta Romana
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Come dice il nome, Gennaro Rapido A’ Rot e Carrett – dall’anima decisamente spartana ma autentica – è la pizzeria per gustare la pizza a’ rota ’e carro: gigantesca, sottilissima, quasi priva di cornicione, schiacciata come vuole la tradizione popolare napoletana. Da buone forchette, abbiamo iniziato con una carrellata di fritti: frittatine di pasta da condividere, zeppole leggere e ariose e una memorabile Zizzona di Battipaglia da un chilo. Anche la carta delle pizze è ricca di proposte interessanti, con la possibilità di scegliere tra impasto classico o fritto.

Noi abbiamo ordinato diverse pizze da mettere al centro: una bufala profumatissima, con abbondante basilico; la “Gialla Gialla“, con pomodori gialli del Vesuvio, provola dei Monti, limone, alici e un buon olio extravergine; una provola e pepe, con pomodoro pelato biologico, provola dei Monti e una pioggia di pepe; e un’intramontabile marinara con origano selvatico, aglio e basilico. Ingredienti di prima qualità, impasto digeribile e pizze cotte a puntino. Per concludere, caffè e ammazzacaffè! Il servizio è rapido senza troppe formalità e il conto è corretto: circa 90 euro in quattro, uscendo più che soddisfatti, con la sensazione felice di aver trovato un indirizzo da segnare per una pizza come si deve.

Le Nove Scodelle

ristorante di cucina cinese |📍Loreto
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Era davvero da tanto tempo che non mangiavamo da Le Nove Scodelle, e così siamo tornati in questo bel locale di viale Monza per assaporare le specialità del Sichuan. Il fulcro del menu sono ovviamente le nove scodelle che danno il nome al locale, nove piatti di carne, pesce e verdure dal diverso grado di piccantezza, ma tutti caratterizzati da gusti indubbiamente forti.

Noi abbiamo mangiato dei buonissimi ravioli con ripieno di maiale decisamente più grandi rispetto a quelli di altri ristoranti cinesi. Proseguito, poi, con una favolosa dadolata di coniglio con zenzero, peperoncino e pepe del Sichuan che ci è stata presentata come il piatto dai sapori più impegnativi. Superata solo dai devastanti (ma ottimi!) fagiolini rosolati con ragù di maiale, verdura fermentata, zenzero e peperoncino, che hanno messo a dura prova la sensibilità della nostra bocca e la funzionalità del nostro sistema di sudorazione.

Fortunatamente, il dolce che abbiamo preso per chiudere il nostro pranzo (un buonissimo incrocio tra una panna cotta e un creme caramel) ha riportato la nostra temperatura a livelli accettabili. Una segnalazione particolare la meritano senza dubbio il servizio con un team di ragazzi preparati, simpatici e appassionati e la possibilità di modificare molti dei piatti in menu per renderli vegetariani o vegani. Anche il prezzo ci ha fatto sorridere perché – a parte il solito inspiegabile coperto di 2,5 euro – il conto finale per due persone ha superato di pochissimo i 50 euro in totale. Insomma, senza tanti giri di parole: se vi piace la cucina piccante e dai sapori non banali, Le Nove Scodelle si conferma sicuramente uno dei ristoranti cinesi migliori di Milano.

La Rita

pizzeria |📍Sesto San Giovanni
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Non ce ne vogliano i nostri amici sestesi, ma confessiamo che non abbiamo mai avuto tantissimi motivi per visitare Sesto San Giovanni (tranne, a suo tempo, Yoji). Dopo aver mangiato dalla pizzeria La Rita, però, dobbiamo sicuramente ammettere che il lungo viaggio sulla metro rossa diventerà una piacevolissima ricorrenza.

Il locale è allegro e colorato e i neon sui muri (anche in bagno!) rendono l’atmosfera divertente e informale. Il menu comprende una ventina di varianti, dalle più classiche a quelle con ingredienti più sofisticati (il Puzzone di Moena, la salsa al Lambrusco, la salsiccia piccante ai peperoni, la crema di pomodorini arrostiti e tanti altri), a dimostrazione di una ricerca assolutamente non scontata sugli accostamenti tra sapori, che non risparmia un’attenzione particolare anche per le persone vegetariane.

Dopo una lunga riflessione, noi abbiamo scelto una Funghi e Salsiccia con fiordilatte, cardoncelli, taleggio, salsiccia stagionata, salsa teriyaki e polvere di funghi porcini e una Nduja e Blu di bufala con pomodoro, fiordilatte, nduja, blu di bufala, cacioricotta e basilico. La pizza è una classica napoletana con un cornicione ben sviluppato e sottile al centro, ma abbastanza forte da reggere perfettamente il peso degli ingredienti. Il gusto è davvero spettacolare, con un equilibrio perfetto e una consistenza così leggera che facilmente avremmo fatto il bis.

Impossibile non citare i dolci, tra i quali spicca una indimenticabile carrot cake con spuma di mascarpone, salsa al mango e gelato al cioccolato bianco. Ultimo plauso al gentilissimo proprietario che lascia trasparire a ogni parola tutto l’orgoglio per il proprio locale. Anche il prezzo – circa 30 euro a testa con bibita e dolce – ci è sembrbato giusto, soprattutto in considerazione dell’alta qualità degli ingredienti.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/ /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/#respond Mon, 17 Nov 2025 15:23:03 +0000 /?p=88459 Trattorie, ristoranti storici, locali per occasioni speciali: ecco i ristoranti fuori Milano che abbiamo provato e vale la pena raggiungere!

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Anche col freschetto invernale le gite fuori porta conservano il proprio fascino, soprattutto quando diventano l’occasione per scoprire nuovi indirizzi über confortevoli. Negli ultimi mesi ne abbiamo sperimentati di tutti i tipi: trattorie, ristoranti storici, indirizzi per occasioni speciali… Insomma, posti un po’ per tutte le esigenze, accomunati, però, da un grande comun denominatore: piatti davvero notevoli! Ecco quindi i 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente e che, secondo noi, vale proprio la pena raggiungere.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Uri Sapori Condivisi

📍Roddino (Cuneo)
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Iniziamo questo viaggio tra i ristoranti fuori Milano da Roddino, nelle Langhe, dove abbiamo avuto una delle esperienza gastronomiche più interessanti di tutto l’anno. In questo ristorante con un bell’affaccio sulle colline circostanti – che però ora ha cambiato ‘casa’, per rimanere comunque sempre in zona – si incontrano Piemonte e Corea (i luoghi d’origine della coppia di proprietari), in un mix di sapori entusiasmante e incredibilmente centrato. La nostra passione per la cucina orientale ormai la conoscete, ma qui viene omaggiata e rivisitata con estro e ingredienti locali.

Scegliere è piuttosto facile: ci sono tre menu (da 58, 68 e 78 euro), rispettivamente incentrati sui piatti simbolo del ristorante, sulle verdure e sui sapori coreani. C’è però molta elasticità, e anzi si viene incoraggiati dal personale a mixare piatti da menu diversi. Stenteremmo a dire quale piatto ci ha convinto di più: se il sandwich croccante con faraona, salsa bernese, insalata e rucola, se i ravioli ripieni al blu di mucca con tamarindo e crema di albicocca, oppure il fenomenale ssam coreano (involtino ripieno di capocollo di maiale marinato e piccante). Qui si beve anche molto bene (vi consigliamo di non farvi scappare il drink a base di tonica, soju e gochujang, spaziale) e una nota di merito va al servizio, uno dei migliori mai esperito: giovane, capace, attento senza risultare invadente, con un cuore, insomma. Speriamo con questo racconto di aver reso giustizia a Uri Sapori Condivisi, un’insegna che farà sicuramente molta (altra) strada.

Locanda Mesa

📍 Masate (Milano)
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Nonostante sia aperta da poco più di sei mesi, siamo già tornati due volte da Locanda Mesa, e non un caso. È uno di quei posti in cui sembra tutto incredibilmente al posto giusto. Ci troviamo a Masate, a poco più di mezz’ora da Milano, in una cascina ristrutturata con estremo gusto, in cui ci siamo sentiti davvero come a casa. L’atmosfera calda e rilassata lo rende il luogo perfetto sia per una cena romantica che per una tavolata tra amici. E, volendo, c’è anche la possibilità di pernottare nelle stanze situate negli edifici attigui.

Il menu è molto snello e in continua evoluzione: sette antipasti pensati per la condivisione e altrettante portate principali, che cambiano giorno per giorno, secondo la disponibilità del mercato. C’è anche la possibilità di affidarsi allo chef con la scelta del menu “fame” (quattro portate, 50 euro) o “tanta fame” (sette portate, 70 euro). Noi, complici due diverse occasioni e tanti commensali con cui condividere, siamo riusciti ad assaggiare tanti piatti, tra cui vi menzioniamo i più memorabili. Impossibile non iniziare dalla cruda di manzo, panna, topinambur e rafano, ma anche il culatello, servito con burro salato montato e focaccia tiepida; proseguiamo poi con i paccheri, salsa XO, bottarga e limone di Siracusa, e col risotto con zucca, pasta di salame e parmigiano, per concludere con un’imperiale fiorentina in condivisione per tutto il tavolo. I piatti sono riusciti, mai banali, alcuni dai sapori più tradizionali, altri decisamente più spinti, complice l’esperienza internazionale del (bravo) chef.

In sala invece c’è Seba, il proprietario e oste, che sa accogliere con gentilezza e consigliare il vino giusto con competenza e passione (a proposito, la carta è davvero ben fatta e curata, frutto di un bello studio anche delle etichette d’Oltralpe), ed è coadiuvato da un servizio di sala sorridente e impeccabile. Per quanto riguarda i prezzi, siamo ahimè più allineati a quanto è ormai la normalità milanese che alla dimensione di provincia, e dunque considerate di spendere non meno di 45-50 euro per un pranzo, bevande escluse. Noi non vediamo l’ora di tornare anche durante la stagione estiva, per goderci il meraviglioso giardino esterno, magari sotto il glicine in fiore.

Maninvino

📍Genova
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Maninvinoenoteca di quartiere in zona Manin a Genova – provata in uno dei nostri weekend fuori porta – è un piccolo rifugio fuori dal caos urbano, raccolto e intimo: uno di quei posti in cui ti senti subito a casa, con luci soffuse, poster coloratissimi e scaffali colmi di bottiglie che invitano a curiosare.

Il cuore del locale, infatti, sono i vini, tra etichette più o meno note che il personale, molto appassionato, ci tiene a raccontare con cura e entusiasmo coinvolgente. E così dall’idea di fermarci per un calice al volo ci siamo trattenuti – come nostro solito – anche per una cena, tentati dalle invitanti proposte gastronomiche e dalle piacevoli chiacchiere. Per iniziare, abbiamo ordinato un tagliere misto di salumi, gnocco fritto, pane fresco, olive, formaggi e delle polpettine spaziali, tenere e saporite. Il tutto accompagnato – come vuole la tradizione – da chili di focaccia ligure. Anche sul vino non abbiamo lesinato e, dopo due calici di un buon bianco fresco siciliano, ci siamo dati al Pineau d’Aunis, un rosso dalle note di frutti neri e spezie e dalla “buona beva” (cit. preferita di Betta, la sommelier della nostra redazione!).

Insomma, tra giovani, clienti affezionati e un po’ di chiacchiera “alla genovese“, in questo ristorante anche un semplice aperitivo diventa un piccolo rituale di piacere, fatto di calici, buon cibo e la sensazione di essere davvero coccolati. Anche il rapporto qualità prezzo ci ha soddisfatti, poco più di 20€ a testa per un aperitivo ben rinforzato. Ovviamente ci siamo portati a casa anche qualche bottiglia, perché sarebbe stato un peccato non approfittarne. Inoltre, il locale propone prodotti artigianali di nicchia, perfetti per chi cerca qualcosa di speciale da gustare o da portare in regalo a una cena da amici. Se passate dalle parti di Genova, non perdetevi Maninvino: un posto che conquista il cuore e il palato, tra “vini veri” – come amano definirli qui – e taglieri gourmet!

Trattoria al Baretto

📍Recco (Genova)
💰€€

Sempre per rimanere in tema ligure, siamo stati per la prima volta da Trattoria al Baretto, ubicata presso il belvedere della piccola frazione di Megli (sopra Recco), e ci ha subito fatto innamorare, grazie alla sua vista sul Golfo Paradiso, alla bella terrazza immersa nel verde e alla sua semplice ma ottima cucina. Anche la sala interna – molto intima (giusto una quindicina di coperti) – con le sue ampie vetrate risulta luminosa e accogliente, ma è senza dubbio la terrazza il fiore all’occhiello del locale.

Qui viene servita una cucina tipica e gustosa, in cui spiccano specialità locali quali le focaccette di Megli al formaggio, le trofie al pesto di Prà, i pansoti al sugo di noci e il coniglio alla ligure. Noi ovviamente abbiamo ordinato in condivisione focaccette a volontà (perché è impossibile resistere al loro richiamo); acciughe fritte (altra nostra grande passione) e cuculli con salame di Sant’Olcese, ma a stregarci sono stati anche piatti più particolari come le mezzemaniche con sugo di pacchettelle (pomodorini gialli) e ragù di seppie e calamari; il tutto accompagnato da un gradevolissimo vermentino della casa (sia lodato il vino sfuso, quando è buono!). 

I prezzi sono più che onesti: antipasti che non superano i 10€; primi tra gli 11 e 15€; secondi tra i 15 e 18€. Con uno scontrino che si aggira sui 35€ a persona, insomma, si torna a casa decisamente soddisfatti e con tanta voglia di tornare al più presto. Altra info utile: mentre la sera questo ristorante fuori Milano è aperto tutti i giorni della settimana, solo durante il weekend fa servizio anche a pranzo. 

La Palta

📍 Borgonovo Val Tidone (Piacenza)
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Siamo stati da La Palta per festeggiare una bella occasione. A primo impatto, non potrete che rimanere affascinati da questo ristorante una stella Michelin, che trova casa in una vecchia dimora di campagna ristrutturata con gusto, immersa nel verde della Val Tidone.

Potreste forse aspettarvi piatti rustici e unicamente della tradizione piacentina, e in parte li ritroverete nei sapori, ma qui la cucina punta su eleganza e territorio, con piatti ben costruiti e accostamenti ben pensati. Oltre a poter attingere alla carta, potrete scegliere tra diversi menu degustazione: “Sei nella mia terra”, un percorso legato al territorio, al costo di 90 euro (quello che abbiamo scelto noi), “Sei nelle mie mani”, percorso su ispirazione della chef, al costo di 120 euro, e il meraviglioso menu completamente dedicato a “La Pasta”, solo su ordinazione, al costo di 150 euro. Tutti i piatti provati erano interessanti, i piccoli amuse-bouche iniziali forse i più sorprendenti, ma il piatto su cui avevamo più aspettative, i tortelli di pisarei ripieni di anolini, ci ha lasciato qualche dubbio, soprattutto sulla consistenza della pasta e sulla sapidità del brodo, che in un piatto simile sono pressoché tutto.

Forse anche il periodo ha influito, dato che ci trovavamo a ridosso delle ferie estive: abbiamo percepito una certa stanchezza in cucina e uno scarso entusiasmo in sala, (forse) comprensibile a fine stagione. Senz’altro abbiamo moltissimi motivi per tornare, primo tra tutti per assaggiare il “Pastiss alla piacentinadella Contessa Arcelli Fontana con stracotto di capriolo e il suo brodo, una delle specialità della casa. Ultima menzione al servizio giovane assolutamente impeccabile (ma che, come anticipato, non ci ha regalato particolari guizzi di empatia), e a una bella carta dei vini: ampia, ben costruita, con una selezione interessante di etichette italiane e internazionali, e ricarichi onesti per un ristorante di questo livello.

Agriturismo La Costa –  Ristorante e Cantina – Cascina Galbusera Nera

📍La Valletta Brianza (Lecco)
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Dell’agriturismo La Costa – Galbusera Nera avevamo già parlato qui, ma siamo tornati in questo ristorante fuori Milano per un’occasione speciale, il compleanno di Betta. E confermiamo che è uno di quei posti dove si sta bene, punto, soprattutto se con una tavolata di amici. Immerso nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il ristorante è circondato da sentieri e scorci verdi che invitano alla passeggiata prima o dopo il pranzo. La sala è semplice ma curata, con un’atmosfera rilassata e accogliente.

La cucina è stagionale, concreta, con piatti che valorizzano le materie prime locali senza troppi fronzoli. Potrete scegliere tra diversi menu (della tradizione o vegetariano, proposto a 45 euro), oppure scegliere alla carta, come abbiamo fatto noi: e quindi via libera a salumi del territorio, caprino e giardiniera accompagnati da fichi freschi (siamo stati fortunati, vista la stagione), torta salata di cipolle stufate e ricotta del parco, per poi proseguire con pasta e fagioli, risotto al pomodoro con olio al basilico, e uno splendido maialino croccante con caponata di verdure. Ma il vero protagonista qui è il vino: tutte le etichette in carta sono prodotte direttamente dall’azienda agricola La Costa, e sono una piacevolissima sorpresa. Bottiglie ben fatte, con un rapporto qualità-prezzo eccellente, che vi suggeriamo anche di acquistare in cantina (Serìz e Incrediboll su tutti).

Insomma, anche considerando che si trova a solo un’ora da Milano, è il posto perfetto per staccare, mangiare bene, bere ancora meglio e magari tornare a casa con qualche bottiglia sotto braccio.

Ristorante Macelleria Motta

📍Bellinzago Lombardo (Milano)
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Se appenna varcata la soglia di un locale si viene accolti da una coppia reale formata da un’enorme brace e da un frigorifero gigante contenente pregiatissimi tagli, non ci possono essere dubbi: qui si mangerà una carne spettacolare. Ed è proprio quello che è successo al Ristorante Macelleria Motta, un posto a Bellinzago Lombardo, già da tempo nella nostra wishlist e che finalmente abbiamo visitato per un pranzo nel weekend.

L’ambiente è caldo, accogliente e molto curato con tocchi di modernità – come le bellissime mucche colorate che adornano i tavoli (con tovaglia!) – che fortunatamente non influiscono sulla genuinità dell’atmosfera. È stato difficile scegliere da un menu che, tra taglieri, tartare, paste ripiene e ovviamente secondi di carne, sulla carta non presentava punti deboli: alla fine però, anche grazie ai consigli di un team in sala tanto professionale quanto amichevole, abbiamo creato un percorso che ricorderemo a lungo.

Se già i nervetti fritti e i bocconcini di polenta con tartare e lardo offerti come entrée hanno messo le cose in chiaro sulla qualità e la tecnica dei piatti, la successiva tartare di bue con salsa verde e tuorlo d’uovo e soprattutto l’incredibile midollo alla brace con battuta di diaframma non hanno fatto altro che confermare l’altissimo livello della cucina. Abbiamo poi assaggiato un primo – i buonissimi spaghetti di Gragnano con porcini e lardo – e la frittura reale di frattaglie perché – ormai lo sapete – quando sentiamo parlare di cervella, animelle e polmoni non riusciamo a resistere. Ovviamente sarebbe stato un delitto non prendere la carne alla brace e molto semplicemente vi diremo che la selezione del camino di tagli pregiati di bue piemontese è stata la miglior carne mai assaggiata negli ultimi tempi. Il segreto? Certo, la qualità della materia prima, ma anche il legno di ulivo di Ostuni usato per la brace che regala alla carne un particolarissimo sapore. Mentre sorbivamo il sorbetto ai frutti rossi che abbiamo preso come conclusione del nostro pranzo, stavamo già pianificando la nostra prossima visita, magari per provare il menu degustazione o il carrello dei bolliti, protagonista del lunedì sera.

Dando un’ultima occhiata al frigorifero all’ingresso, abbiamo pagato il conto: la spesa di 60 euro a testa (bevendo un calice di vino) ci è sembrata sicuramente corretta e per una volta anche il solitamente odiato coperto (4 euro) – considerate le entrée, l’ottimo cestino di pane e grissini e il servizio praticamente perfetto – non ci è risultato indigesto.

Bagni Buraxen

📍Imperia
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Mangiare bene in spiaggia non è mai un’impresa facile, eppure ci siamo riusciti durante un fine settimana ligure a Imperia, ai Bagni Buraxen di Porto Maurizio, che vi consigliamo di segnarvi nel caso passaste da quelle parti, anche in questa stagione, ché il mare d’inverno ha sempre il suo fascino. Tra una partita di burraco e un tuffo al mare cosa c’è di meglio di un bel calice da accompagnare anche solo a qualche piccolo sfizio, coi piedi praticamente nella sabbia? Qui i piatti tipici della vita marinara non mancano (fritti di pesce, paste col pesce, eccetera…), ma noi anche complice l’ampia tavolata e la voglia di condividere – abbiamo apprezzato anche e soprattutto piatti più semplici come il crudo di pescato del giorno, le cozze alla marinara, la giardiniera, il gazpacho e tutte le verdure che abbiamo assaggiato, di cui abbiamo gradito ricerca dei produttori, impiattamento e anche un twist originale qua e là nei dressing e negli accostamenti.

Si pranza in una piacevole (ma un po’ rumorosa) veranda, oppure ai tavolini fuori, più tranquilli e con una splendida vista. I prezzi sono nella media e il servizio è gentile, anche se all’ora di punta di un weekend estivo probabilmente dovrete armarvi di un po’ di pazienza per ordinare e ricevere il cibo. Ma al mare tutto va un po’ più lento, no?

Bellavista

📍Brunate (Como)
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L’inaugurazione dell’Albergo Bellavista risale al 1896: da allora si sono succedute diverse gestioni, fino all’attuale, che ha ristrutturato l’edificio mantenendo però il più possibile l’atmosfera originale, e possiamo dire che ci sono riusciti egregiamente. Difficile dire se sia meglio venire durante la bella stagione, approfittando del bellissimo giardino esterno, o d’inverno, quando si possono godere le stupende sale interne, con vetrate panoramiche sul lago di Como e ambienti in stile liberty. La vista è merito della posizione strategica: l’Albergo, ora anche ristorante, si trova a Brunate, un piccolissimo paesino proprio sopra Como. Potete raggiungerlo con una sfidante passeggiata (circa 600 metri di dislivello) oppure comodamente con la funicolare in pochi minuti.

Noi siamo venuti qui per un pranzo di gruppo nel weekend che ci ha permesso di assaggiare diversi piatti del menu, che ruota intorno a piatti tipici della zona. Ottima la selezione di salumi e formaggi del territorio, accompagnati da un assaggio di giardiniera e confetture. Tra i primi ci hanno colpito soprattutto le pappardelle al ragù d’anatra, ma sono i secondi ad averci conquistato di più: in particolare il filetto di manzo con salsa alle albicocche, fichi e patate, e il filetto di luccio perca con fumetto cremoso, insalatina di patate, fagiolini e pomodori secchi. Il servizio è stato molto attento e solerte: unica nota un po’ stonata il prezzo di alcuni piatti, soprattutto in rapporto alle porzioni: per uscire pieni, calcolate di spendere 50-60 € a testa, bevande escluse.

Trattoria Belfiore

📍Bologna
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Mangiare a Bologna è sempre un po’ come tornare a casa, anche se si è solo di passaggio. E così è stato anche per il pranzo alla Trattoria Belfiore, un angolo di tradizione sotto i portici, in una Bologna che sa essere genuina e senza fronzoli, proprio come piace a noi. Il locale è semplice ma è proprio questo il suo punto di forza: una trattoria dal sapore autentico, che mette al centro la sostanza. E i piatti lo confermano pienamente.

Abbiamo aperto le danze con un tagliere abbondante di – sua maestà – mortadella di Bologna, protagonista assoluta, accompagnata da un gorgonzola cremosissimo; il tutto innaffiato da un vino bianco frizzante della casa fresco, leggero, perfetto per iniziare. Poi siamo passati ai primi, perché a Bologna, si sa, la pasta è una religione. E così, tra un piatto di immancabili tortellini in brodo e una lasagna verde al ragù molto potente, tra una porzione di iconiche tagliatelle alla bolognese e ai funghi condite a dovere, ci è quasi venuta voglia di abbracciare il cuoco.

A quel punto eravamo già felici, ma anche la conclusione è stata degna di nota: un tiramisù goloso, una torta della nonna come quelle di una volta, e una torta al mascarpone che si scioglieva in bocca. Per chiudere, un bicchierino di nocino! Alla fine, con circa 30 euro a testa siamo usciti sazi, soddisfatti, e col cuore un po’ più pieno. Se capitate sotto i portici e avete voglia di provare tutto ciò che di buono c’è a Bologna, la Trattoria Belfiore è un posto autentico, che parla il linguaggio della cucina vera, quella che non si dimentica facilmente.

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50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant (anche la sera) /50-ristoranti-a-milano-che-accettano-ticket-restaurant-anche-la-sera/ /50-ristoranti-a-milano-che-accettano-ticket-restaurant-anche-la-sera/#comments Tue, 11 Nov 2025 08:00:00 +0000 /?p=88995 Dove usare buoni pasto a Milano? Ecco ben 50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant (alcuni anche alla sera!)

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Spesso ci avete chiesto dove poter usare i buoni pasto a Milano ed ecco che, finalmente abbiamo raccolto per voi, attingendo dai nostri preferiti una lista di locali, divisi per categoria, in cui potete utilizzare i ticket restaurant a pranzo nei giorni feriali (e in alcuni casi anche a cena). Scommettiamo che qualche nome vi sorprenderà: ecco ben 50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant e buoni pasto! Un solo consiglio: verificate sempre che accettino la vostra tipologia di buono pasto.

50 ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant e buoni pasto

Pizzerie a Milano che accettano ticket restaurant

  • MEUCCI (Cairoli). Una pizza al tegamino servita in pieno centro a Milano, in un ristorante storico e piccolissimo, perfetta per essere condivisa. L’highlight? La pizza con occhio di bue! Tante anche le opzioni vegetariane. Per saperne di più, guardate il nostro reel. Prezzo medio: €.
  • SPIB (Dergano). Una delle nostre pizze sottili preferite di Milano: grandissima, croccante e leggera, cotta in forno a legna e con la giusta farcitura. Amiamo tutto di questa pizzeria di quartiere, a partire dai suoi arredi accoglienti e adorabilmente retrò. Consigliatissima! Prezzo medio: €.
  • COCCIUTO (sedi varie). Quattro sedi sparse per la città in cui si serve una pizza napoletana, soffice e con cornicione alto, sormontata da ingredienti piuttosto ricercati e abbinamenti creativi. Prezzo medio: €.
  • MARGHE (sedi varie). Anche qui l’attenzione verso ingredienti di prima qualità è massima e, nonostante l’attesa per un tavolo sia spesso lunga, potrebbe valerne la pena. Prezzo medio: 20€.

Altre pizzerie a Milano che accettano ticket restaurant:

Ristoranti italiani a Milano che accettano ticket restaurant

  • SUGO (Duomo). Mangiare bene a due passi dal Duomo è tutt’altro che scontato, ma da Sugo siete sicuri di non sbagliare. Si definisce trattoria contemporanea, con una cucina classica ma un ambiente ricercato. A pranzo non c’è un menu fisso ma proposte del giorno a prezzi ridotti. Squisita la pappa al pomodoro che portano per ingannare l’attesa! Prezzo medio: €.
  • RADICETONDA (sedi varie). Tra i migliori ristoranti che propongono cucina vegana e vegetariana. A parte le proposte di street food sempre disponibili (burger, hot dog, club sandwich), il resto del menu cambia giornalmente. Accettano i buoni pasto a pranzo anche il sabato! Prezzo medio: €.
  • IL MANNARINO (sedi varie). Macelleria con cucina ormai celeberrima a Milano: il menu è, prevedibilmente, un tripudio di carne (imperdibili le bombette pugliesi) con qualche primo piatto di pasta e contorni di accompagnamento. Accettano solo 1 ticket restaurant a persona a pranzo. Prezzo medio: €.
  • FUORIMANO OTBP (Bicocca). Questo locale in Bicocca è probabilmente uno dei più citati di tutto il blog: perché è indubbiamente uno dei più versatili. Perfetto per un’uscita con gli amici o un brunch, per una serata all’insegna dei giochi in scatola o una festa (di laurea, per esempio) ma anche come spazio per lavorare in smartworking. Prezzo medio: €.
  • TRATTORIA AURORA (Porta Genova). Questa storica trattoria milanese è uno dei nostri posti del cuore quando abbiamo voglia di un risotto con ossobuco preparato come si deve o di un buon bollito con salsa verde. Splendido il dehors interno. In pausa pranzo trovate un menu diverso da quello della sera, con prezzi ridotti, e la possibilità di pagare con i ticket restaurant. Prezzo medio: €€.
  • AL MERCATO STEAKS & BURGERS (Missori). Nella lista dei nostri hamburger preferiti di Milano da tempi davvero immemori, Al Mercato è ancora uni dei posti migliori per mangiare carne in città, dai burger gourmet a bistecche con tagli pregiati. A pranzo c’è l’opzione Business Lunch (18-20€) con incluso un piatto (a scelta tra una selezione), caffè, acqua e coperto. Prezzo medio: €€.
  • CICIARÀ (Duomo). Un ristorante dall’atmosfera calda e accogliente, pensato per ciciarare (chiacchierare, in dialetto) mangiando piatti della tradizione con un’attenzione particolare alla stagionalità e alla provenienza degli ingredienti. Prezzo medio: €€.
  • LINFA (Porta Genova). Linfa è un concept restaurant 100% plant-based e gluten-free: un posto dove provare una cucina vegetale semplice ma saporita, con ingredienti eccellenti e accostamenti inaspettati. Dal lunedì al venerdì propone un Business Lunch da 2 portate (19€) o 3 portate (24€) con acqua e coperto inclusi. Prezzo medio: €€.
  • BEL BELÉ (Farini). Un’altra trattoria, ma stavolta dall’anima moderna: Bel Belè si trova proprio di fronte allo Scalo Farini e propone piatti semplici della tradizione lombarda (come nervetti o risotto giallo) in un ambiente curato e che strizza l’occhio agli anni ’80. Prezzo medio: €€.
  • MERCATO ISOLA (ALBA PASTA BAR, KATSUSANDERIA, GIANNASI 1967, SALVADERI). Il nuovo mercato rionale dell’Isola ha tante insegne interessanti: tra queste, diverse accettano i buoni pasto a pranzo. Prezzo medio: €.

Altri ristoranti italiani a Milano che accettano ticket restaurant:

Ristoranti di cucina internazionale a Milano che accettano ticket restaurant

  • CASANORI (Isola). La specialità di Casanori sono gli handroll, una sorta di temaki aperto dove l’alga nori è farcita con riso, pesce e condimenti vari e viene portata alla bocca rigorosamente con le mani. Qui potete leggere la nostra recensione completa! Il Business Lunch qui va dai 12€ ai 16€, e include un piatto a scelta tra sushi, handroll o piatto del giorno accompagnato da un piccolo antipasto, un’insalata, e udon in brodo o zuppa di miso. Prezzo medio: €€.
  • ZAZÀ RAMEN (Moscova). Anche Zaza Ramen è stato un locale pionieristico a Milano, ma per quanto riguarda il ramen. Situato nella tranquilla Via Solferino, ha un’atmosfera minimal e rilassata. In settimana il menu del giorno da 17,50€ include un piccolo antipasto, il ramen del giorno e acqua in caraffa. Prezzo medio: €€.
  • LON FON (Lazzaretto). È una tappa fissa quando siamo in zona Lazzaretto e abbiamo voglia di ravioli al vapore davvero buoni (la signora Rita li fa a mano dal 1978!). L’atmosfera è rimasta informale e ‘spartana‘, come piace a noi. A pranzo propongono un menu fisso a 14,5€ che include un antipasto, un primo e un secondo (bevande escluse). Prezzo medio: €.
  • SHIRO POPOROYA (Porta Venezia). Il ristorante Shiro è la ‘costola’ del più famoso Poporoya, che nel 1989 fu il primo sushi bar ad aprire a Milano. Il posto giusto per provare l’esperienza di un vero pasto giapponese tradizionale. A pranzo accettano i ticket restaurant anche nel weekend e propongono un menu in cui potete scegliere tra diversi piatti (dai 17€ ai 35€) accompagnati da piccoli assaggi e con incluso anche il caffè e il gelato al té verde o al sesamo nero. Prezzo medio: €€.
  • GASTRONOMIA YAMAMOTO (Missori). Un altro posto imperdibile per gli amanti della vera cucina giapponese è Gastronomia Yamamoto (ma niente sushi!). A pranzo propongono un menu (dai 19€ ai 24€), che in giapponese si chiama teishoku, composto da un piatto principale, contorni del giorno (e zuppa di miso e riso in mancanza di brodi/noodles). Una composizione non casuale: è proprio così che mangia quotidianamente la maggior parte dei giapponesi! Prezzo medio: €€.
  • NUN (Porta Venezia). Per chi ama il kebab non troppo verace, quello di Nun è davvero delizioso: e, cosa tutt’altro che scontata, servito in un ambiente luminoso e curato, con un servizio simpatico e velocissimo. In più, accettano i buoni pasto a pranzo anche nel weekend! Prezzo medio: €.

Altri ristoranti di cucina internazionale a Milano che accettano ticket restaurant:

Ristoranti che accettano ticket restaurant anche a cena

  • VIA STAMPA (Missori). Non potremo mai dimenticare la cottura perfetta del risotto alla milanese di Via Stampa. Col tempo, la cucina si è spostata da quella più classica lombarda e piemontese, a una contemporanea che segue la stagionalità degli ingredienti. Prezzi altini, ma la location è davvero stupenda, nascosta tra le vie del centro. Accetta i buoni pasto anche a cena solo nei giorni feriali. Prezzo medio: €€€.
  • BISCA MANFREDI (Isola). Locale piccolo e gradevole per un aperitivo informale. La drink list è in continua evoluzione e trovate piattini da condividere come hummus, pan tomate o focacce farcite. Prezzo medio: €.
  • GOVINDA (Duomo). Nella stupenda cornice di Palazzo dei Grifi, si trova questo ristorante vegano e vegetariano gestito da monaci Hare Krishna (c’è anche un tempio al piano inferiore): per scoprirne di più guardate il nostro reel! Prezzo medio: €.

Altri ristoranti a Milano che accettano ticket restaurant la sera:

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Due passi nel quartiere Risorgimento a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /quartiere-risorgimento-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /quartiere-risorgimento-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#comments Tue, 21 Oct 2025 07:00:00 +0000 /?p=88900 In cerca di ispirazione su cosa fare e dove mangiare, bere e fare shopping in zona Risorgimento? Qui trovate tanti suggerimenti!

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Dopo la guida del quartiere Calvairate e quella di Anfossi, continuiamo a esplorare il versante est di Milano ma spingendoci leggermente più a nord, nella bella, tranquilla e verdeggiante zona Risorgimento. Ecco a voi la nostra selezione di cose da fare e vedere e di posti dove mangiare, bere e fare shopping nel quartiere Risorgimento, tra palazzi signorili e viali alberati.

Quartiere Risorgimento a Milano: cosa vedere e cosa fare

  • TEATRO MENOTTI. Fino al 2010 sede del Teatro dell’Elfo, l’attuale Teatro Menotti (o meglio “Teatro Menotti Filippo Perego”, da quando l’architetto e mecenate Filippo Perego l’ha salvato dal pericolo di essere trasformato in un parcheggio) ha casa al civico 11 dell’omonima via e può ospitare fino a 500 spettatori. La variegata programmazione spazia da spettacoli di teatro contemporaneo e d’innovazione ad altri più sociali e politici, oltre a spettacoli musicali e altri pensati per il pubblico più giovane. Al suo interno si trova anche un bistrot
  • CASE COLORATE DI VIA LINCOLN. Questa via e le sue case sono talmente belle che, tempo fa, gli dedicammo un intero articolo. Inutile dire che non ci dispiacerebbe per nulla abitare in una di queste deliziose villette con cortile contraddistinte da tinte sgargianti. 
  • MUSEO DEI CAPPUCCINI. Nato nel 2001 per conservare, valorizzare e rendere accessibile al pubblico il patrimonio artistico-culturale dell’Ordine dei frati minori Cappuccini della Lombardia, il museo – oltre alla messa in mostra della collezione permanente – organizza anche esposizioni temporanee.
  • CHIESA DELLA SANTA CROCE. Costruita su progetto dell’architetto piemontese Cecilio Arpesani tra il 1913 e il 1917, la chiesa di Santa Croce richiama nello stile le prime basiliche cristiane costantiniane. Magnifica la facciata di mosaici di ispirazione bizantina, realizzati tra il 1960 e il 1961. 
  • OSART GALLERY. Di questa galleria d’arte contemporanea vi avevamo già parlato tempo addietro. Ubicata dal 2017 in Corso Plebisciti, Osart Gallery sta attualmente concentrando la propria programmazione di mostre personali e collettive principalmente sulla scena emergente africana
  • SOGGETTIVA GALLERY. Uno dei nostri posti preferiti in zona Risorgimento è senza ombra di dubbio la galleria d’arte cinematografica Soggettiva Gallery. Non solo perché custodisce magnifiche opere grafiche, fotografiche e illustrate a tema cinema (che ovviamente – oltre a essere ammirate in loco – possono essere acquistate a prezzi accessibili), ma anche per il senso di accoglienza e la passione che animano i due proprietari Alberto Bozzoli e Raoul Simoni (co-fondatori, tra l’altro, di un altro posto molto speciale di Milano, Il Cinemino). 
  • LES GARÇONS DE LA RUE. Ad avere casa in zona Risorgimento – e più precisamente in via Archimede – è anche una delle quattro sedi della catena di parrucchieri Les Garçons de la Rue. Che vogliate cambiare colore di capelli, fare un trattamento curativo per la vostra chioma, tagliare drasticamente (ma anche limitarvi a una spuntatina), decolorare o altro ancora, questo è sicuramente un indirizzo che – per la nostra esperienza – ci sentiamo di consigliarvi. 
  • WAREW SKINCARE GIAPPONESE. Rimanendo in ambito beauty, in viale Premuda si trova anche il flagship store del brand giapponese di skincare Warew. Oltre all’acquisto dei prodotti, qui è possibile sottoporsi – in seguito a un’apposita seduta di consulenza – a trattamenti personalizzati che ne massimizzano l’efficacia, effettuati da specialiste in cura della pelle.
  • GIARDINI ITALO PIETRA. All’interno dei giardini Italo Pietra – che si sviluppano nell’area centrale di corso Indipendenza a partire da piazza Risorgimento fino piazzale Dateo – sono presenti una palestra all’aria aperta, un campo di calcetto e uno da basket

Quartiere Risorgimento a Milano: dove mangiare

  • AI FIORI BLU. Dove mangiare in zona Risorgimento? Senz’altro una buona opzione può essere questa enoteca con cucina dall’atmosfera rilassata, che serve piatti gustosi e preparati con cura da accompagnare a vini naturali e non. Ha anche un piccolo cortile interno in cui mangiare all’aperto nella bella stagione. A noi è piaciuto molto.
  • TEMP ENOTECA. Tra le enoteche con cucina più interessanti in città c’è anche Temp, dove vengono serviti ottimi taglieri di salumi e formaggi ma anche panini e piattini vari. Ovviamente si beve anche molto bene. Uno dei nostri posti preferiti in città
  • CIZ CANTINA E CUCINA. Proseguiamo con un’altra enoteca con cucina (d’altra parte a Milano è un format che va fortissimo) in zona Risorgimento: Ciz. Qui la cantina conta più di 1700 etichette provenienti da tutto il mondo e la cucina propone antipasti, insalate, primi e secondi. Non mancano specialità milanesi come il risotto allo zafferano e i mondeghili.
  • LA CANTINA DI MANUELA. C’è poi La Cantina di Manuela – un’istituzione in città – che dal 2001 in via Poerio combina la passione per il buon vino a quella per il cibo. Un locale vintage con un’ottantina di coperti, dotato anche di un dehors esterno perfetto per l’aperitivo. 
  • ONEST. Ci aveva convinti già a pochi giorni dalla sua apertura (nel 2019), l’ultima enoteca con cucina che vi consigliamo di visitare in zona Risorgimento. Il suo punto di forza? Il delizioso giardino interno e il fatto di essere aperta anche per colazione!
  • LOCANDA DEL MENAROST. In caso veniste colti da un’improvvisa voglia di ossobuco, risotto giallo, tortelli di zucca mantovani, salumi e formaggi lombardi, il posto giusto per soddisfarla è di certo la Locanda del Menarost (che in milanese significa girarrosto). Ambiente caldo e accogliente particolarmente adatto a cene tra amici e pranzi nel weekend. 
  • DAVIDINO CUCINA ROMANA. Ha da pochissimo aperto in via Fratelli Bronzetti il secondo ristorante del patron di Un Sacco Bello. Qui a essere protagonisti sono i ghiottissimi piatti della tradizione romana e dunque via di cacio e pepe, supplì, carciofi e altre squisitezze. 
  • GATTÒ ROBE E CUCINA. Dal 2004 questo simpatico bistrot in via Castel Morrone serve piatti buoni, abbondanti e genuini, preparati con prodotti di primissima qualità, come i latticini provenienti dalla Campania. Da Gattò si sta bene e si torna sempre volentieri, che sia per pranzo, aperitivo o cena
  • KE PIZZA. Alzi la mano chi ama la pizza sottile! In zona Risorgimento trovate ben tre posti in cui mangiarla e il primo è Ke Pizza, dotato anche di uno spazioso cortile interno
  • LE SPECIALITÀ. Il secondo, invece, è assai più pretenzioso e storico. Si tratta di Le Specialità, che da più di 40 anni, tutti i giorni, sforna pizze croccantine sottili come veli.
  • CROCCA. La terza opzione per gli amanti della pizza sottile è infine Crocca. A essere onesti non la nostra preferita del genere (qui trovate il perché) ma dato che dopo la prima sede in via Fiamma ha replicato il format in tutta la città (siamo a 6 aperture a Milano) di certo in molti la pensano diversamente. 
  • LOSTE CAFÉ. Tra i migliori indirizzi dove fare colazione a Milano, e non solo in zona Risorgimento, c’è inequivocabilmente Loste Café. Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 15, sforna non solo incredibili croissant e dolci ma anche focacce e specialità salate, oltre a una piccola selezione di piatti pensati per il pranzo.
  • CAFEZAL. Per i cultori dello specialty coffee c’è inoltre Cafezal (che in portoghese significa proprio “piantagione di caffè”), col suo hub di 450 metri quadri in viale Premuda che include caffetteria, torrefazione, cucina, laboratorio e una zona adibita al coworking. Il weekend è attiva anche la formula brunch. Da non perdere i loro deliziosi pasteis de nata
  • PAN. Sofficissimo shokupan, sfoglie e brioches sia dolci che salate, sfiziosissime pietanze pensate per il pranzo (servite tutti i giorni fino alle 16:00) e una drink list in cui spicca la presenza del matcha: Pan è un locale accogliente in cui rifugiarsi per una colazione, un brunch, un pranzo o una merenda, oltre a una vera e propria panetteria dove acquistare deliziosi prodotti da forno da asporto. 
  • COCOTTE. Ne avevamo parlato approfonditamente tanti anni fa di questa bakery aperta tutti i giorni (tranne lunedì) da mattina a sera, che serve gran parte delle sue specialità sia dolci che salate – da qui il nome – nelle famose terrine in ghisa francesi. Un altro indirizzo da tenere presente per gli amanti della formula brunch
  • PASTICCERIA SISSI. Dagli anni Novanta Sissi rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della pasticceria, e ne sono testimoni le lunghe file che si creano per accedere al locale durante il weekend, complice il grazioso giardino interno. Celebre anche il suo toast
  • PASTICCERIA ADOLFO STEFANELLI. La filosofia alla base della pasticceria di Adolfo Stefanelli è quella di creare prodotti di alta qualità adatti a tutti, dai vegani agli allergici e intolleranti a glutine e latticini, utilizzando materie prime eccellenti prevalentemente italiane (burro e cioccolato, invece, sono francesi) e lavorandole quanto più possibile a mano, senza l’ausilio di macchinari. Se amate i pasticciotti sappiate che Stefanelli è leccese…
  • PANIFICIO DAVIDE LONGONI. Non ha certo bisogno di presentazioni, Davide Longoni, che in breve tempo ha conquistato Milano disseminando in tantissimi quartieri i propri punti vendita. Uno di questi si trova proprio in piena zona Risorgimento (via Fratelli Bronzetti) e permette agli avventori di godersi una pausa e uno spuntino sia ai tavolini all’interno del locale che in quelli nel dehors esterno. 
  • MATER BISTROT. Una delle vie più dense di (validi) locali e ristoranti in zona Risorgimento è indubbiamente via Sottocorno. A cominciare da Mater Bistrot, al civico 1: un piccolo bistrot dall’atmosfera intima, romantica e un po’ decadente, per via dei suoi muri scrostati che ci piacciono molto. Oltre al menu alla carta sono disponibili anche menu degustazione da 5 o 6 portate, proposti per l’intero tavolo. Carta dei vini molto interessante. 
  • GIACOMO BISTROT. Via Sottocorno, oltretutto, è il regno del gruppo Giacomo, che qui conta ben 4 locali. Il primo, in ordine di civico, è il meraviglioso Giacomo Bistrot, contraddistinto dall’elegante arredamento in stile francese e della libreria in legno scuro colma di volumi antichi. Qui vengono serviti piatti classici come i mondeghili, il vitello tonnato, il risotto giallo, la cotoletta alla milanese e le melanzane alla parmigiana. All’interno della cantina vi è anche un tavolo isolato indicatissimo per cene ed eventi privati
  • DA GIACOMO RISTORANTE. E se il bistrot offre soprattutto carne, al ristorante – che si trova proprio di fianco – è il pesce a essere protagonista della carta. A livello stilistico qui si è optato per un’atmosfera più solare: pareti gialle e boiserie verde, stucchi, archi e un pavimento di graniglia a disegno rimandano a una Milano di inizio Novecento
  • GIACOMO ROSTICCERIA. Infine (dell’ultimo Giacomo vi parleremo fra poco, nella sezione dedicata allo shopping), poco più avanti sorge una piccola gemma con giardino. Nella sua rosticceria Giacomo serve polli allo spiedo e appetitosi fritti, primi piatti della tradizione (come il riso al salto e le lasagne alla bolognese) e secondi per lo più di carne, all’interno di un ambiente più semplice e informale dei precedenti ma sempre molto curato e dall’aria retrò. 
  • THE LAB – UNCONVENTIONAL BURGER EXPERIENCE. Sempre nella stessa via si trova anche questo posticino che serve hamburger “non convenzionali”. Dove sta l’originalità di The Lab? Negli ingredienti 100% italiani che caratterizzano le farciture: risotto allo zafferano, guanciale di Norcia, peperone crusco e spianata calabra piccante, per esempio.
  • MEZÈ. In chiusura di questo “tour nel tour” in via Sottocorno troviamo infine un ristorante di cucina libanese che ci ha decisamente convinto quando lo abbiamo provato: Mezè. La domenica il locale offre anche la possibilità di fare una tipa colazione libanese a 20€, comprensiva di una base fissa di bevande e pietanze e di un piatto a scelta come il Baid Bi Aawarma (uovo all’occhio di bue con carne di agnello).
  • PIBÄ. Dalla cucina libanese passiamo ora alla cucina argentina. Pibä – oltre a 13 locali in Argentina e uno a Barcellona – dal 2019 ne ha uno anche a Milano e propone ottima cucina in formato street food, da accompagnare a birre autoprodotte, vini e cocktails. Pinchos, hamburger, fritti e empanadas per pranzi, aperitivi e cene informali che vi faranno sentire in viaggio! Spesso vengono organizzate serate musicali (qualcuno ha detto cumbia?) molto frequentate, che animano piazza di Santa Maria del Suffragio.
  • GONG ORIENTAL ATTITUDE. Per la cucina cinese gourmet, invece, l’indirizzo da segnare in zona Risorgimento è Gong, a pochi passi dalla fermata della metro Tricolore. Oltre al menu alla carta, il ristorante propone tre lussuosi menu degustazione (Classico, Evoluzione e Pecking Duck, quest’ultimo tutto incentrato sull’anatra) con prezzi che vanno dai 140 ai 160€ a persona, escluse bevande. Da tenere presente per un’occasione speciale
  • CINGAPURA. Da non molto, inoltre, in zona Risorgimento è possibile assaporare anche la cucina Nyonya, ossia la sintesi dell’incontro e delle contaminazioni tra cucina di Singapore, cucina tradizionale cinese e cucina malese. Nel grazioso bistrot in via Marcona si mangiano piatti ben fatti che, volendo, possono essere accompagnati da esotici cocktail. Noi ci siamo appena stati e ci è piaciuto molto!
  • CASA LEMÓN. Le contaminazioni piacciono anche al ristorante peruviano fusion Casa Lémon, dove sapori peruviani e influenze italiane, spagnole, francesi e nikkei si mescolano, dando vita a un interessante ed eclettico menu.
  • LINBAOBAO. Ramen tirati a mano e ravioli preparati al momento nella cucina a vista sono invece la specialità di questo piccolo ristorante cinese in piazza Emilia, con un eccellente rapporto qualità/prezzo. 
  • EL PORTEÑO PROHIBIDO. Lampadari in cristallo, dettagli dorati, luci soffuse, tende in velluto e sedute rosse contribuiscono a creare l’atmosfera misteriosa e teatrale de El Porteño Prohibido, dove è possibile assaporare un’ottima cucina argentina che vede protagonista assoluta la carne alla griglia, assistendo a spettacoli di tango, musica e teatro. Sono disponibili anche delle salette private
  • SIDEWALK KITCHENS. Uno dei nostri posti preferiti in cui mangiare in zona Risorgimento è senz’altro Sidewalk Kitchens, perché è in continua evoluzione e perché mette d’accordo tutti. Si tratta difatti di un collettivo di insegne in via Bonvesin de la Riva che condivide tavoli e marciapiede: ci si siede e poi si ordina quel che si preferisce; che sia uno smash burger di Chuck’s, un katsusando di Kastusanderia, un bao di Mr. Dumpling o un panino di Totost. Spesso vengono ospitate temporaneamente anche altre realtà. 
  • JUNK’S FOOD SO GOOD. È ormai totalmente anacronistico pensare che il cibo plant-based sia noioso o poco saporito ma questa recente apertura in piazza Risorgimento si pone l’obiettivo di annientare qualsiasi tipo di dubbio a riguardo, offrendo sfizi, fritti, burger e dolci totalmente vegani. Il kimchi compare in molte delle pietanze proposte, e questo non può che farci molto felici. 
  • TUNAS PESCHERIA & BISTROT. Dove mangiare pesce in zona Risorgimento? Tunas, pescheria con cucina, è uno degli indirizzi che ci sentiamo vivamente di consigliarvi. Un locale piccolo e accogliente dove dominano il bianco e blu e in cui il pesce freschissimo è esposto in bella vista all’entrata. Ideale anche per una pausa pranzo settimanale o un aperitivo
  • OMEGA 3. L’altra opzione che vi proponiamo in zona per deliziare il vostro palato con un’ottima cucina di pesce, è Omega 3. Nessuna velleità creativa; solo tanta attenzione alla materia prima e dedizione nel trasformarla e servirla. 
  • GELATERIA CONCORDIA. A chiudere, in dolcezza, la nostra selezione di indirizzi mangerecci in zona Risorgimento non possono che esserci le gelaterie. Gelateria Concordia, in piazza Risorgimento dal 1999, è un punto di riferimento del quartiere e al pomeriggio pullula di bambini e ragazzi famelici appena usciti da scuola. Disponibili anche gelati vegani e senza glutine.
  • IL FELICE GELATO. Poco distante si trova anche Felice, che oltre che gelateria è bakery. Qui è anche possibile accomodarsi ai tavoli, sia interni che esterni al locale.
  • LUCA GELATO. Anche il gelato di Luca, approdato molto più di recente in zona, è decisamente valido e genuino, preparato artigianalmente ogni giorno nel laboratorio interno. Col suo carrettino si rende disponibile anche per eventi, pop-up e feste private
  • GELATERIA GIOVA. Infine, in corso Indipendenza, potete provare il gelato di Giova, con i suoi 12 gusti classici sempre presenti e alcuni extra a rotazione.  

Quartiere Risorgimento a Milano: dove bere

  • ONDA LISTENING BAR. A far parte del collettivo di insegne Sidewalk Kitchens, di cui parlavamo poc’anzi, è anche questo listening bar che serve drink degni di nota dalle 19 alle 2, da martedì a sabato. Se ve la sentite potete anche proporvi come selector di vinili, compilando l’apposito modulo che si trova sul sito. 
  • PICCANTINO. Se siete tiratardi, Piccantino è il chiosco in piazza Risorgimento in cui tutti i giorni, domenica compresa, potete bere qualcosa fino alle 3 del mattino. Vengono serviti anche abbondanti taglieri per l’aperitivo e panini farciti. 
  • MAREMOTO BREWING. Per bere birra (della casa ma anche di altri birrifici italiani e stranieri), fare una partita a biliardo, giocare a freccette e vedere partite sportive, vi suggeriamo questo pub in zona Risorgimento dichiaratamente ispirato ai beer bar statunitensi. La proposta gastronomica comprende proposte quali sandwich al pastrami, pulled pork, ali di pollo, quesadillas ed empanadas.  
  • BLITZ. Questo bel cocktail bar in viale Premuda rappresenta un’ottima opzione per bere drink classici o signature prima e dopo cena. Ha anche qualche tavolino esterno. 
  • PICININ COCKTAIL BAR. Sempre in viale Premuda si trova inoltre quest’altro cocktail bar, con una drink list molto interessante e luci soffuse che lo rendono ideale anche per un date romantico. Aperto tutte le sere – tranne il lunedì – fino alle 2, venerdì e sabato fino alle 3. 
  • BANCO D’ASSAGGIO. Profili social abbandonati a se stessi, nessun ufficio stampa e di conseguenza poco chiacchiericcio a riguardo… Ebbene sì, anche a Milano esistono ancora realtà di quartiere poco conosciute ma molto apprezzate dalla clientela di zona. È il caso di Banco d’Assaggio, una piccola enoteca dotata di dehors esterno in via Fratelli Bronzetti, dove poter bere ottimo vino con qualcosa da stuzzicare.
  • LA MANIERINA. Un altro indirizzo in zona Risorgimento da tenere presente per bere un buon calice (o un cocktail) immersi in una calda e intima atmosfera è La Manierina. Pareti rosse, mobilio in legno scuro, comodi divani e poltroncine, rendono molto accogliente questa enoteca che serve anche alcuni piatti e taglieri

Quartiere Risorgimento a Milano: dove fare shopping

  • COLLANINE COLORATE. In via Mameli sorge il delizioso punto vendita di un giovane brand artigianale made in Italy che amiamo: Collanine Colorate. Tutti i prodotti – prevalentemente collane ma anche catenine per occhiali, portachiavi, braccialetti – sono creati a mano con materiali naturali di alta qualità, pensati per durare nel tempo e per donare quotidianamente gioia a chi li indossa. 
  • KIKOLLE LAB. Dedicato ai bambini da 0 a 3 anni, Kikolle Lab è uno spazio pensato per intrattenerli giocando e stimolando la loro fantasia con laboratori, come quelli di cucina o arte. Disponibile anche per feste di compleanno.
  • STEPHAN JANSON. Come sapete siamo sempre felici di farvi conoscere posti speciali e un po’ nascosti, quindi eccoci pronto per parlarvi del negozio, sartoria e quartier generale dello stilista provenzale Stephan Janson. Entrando nel cortile del civico 21 di via Goldoni ci si trova di fronte una parete ricoperta di piante rampicanti e a una porta a vetri dalla quale si scorge una parete interamente occupata da una collezione di farfalle. Entrando si accede al negozio monomarca – affacciato su un giardino “segreto” –  in cui le creazioni di Janson sono circondate da opere d’arte contemporanea. Vengono realizzati anche abiti da sposa
  • MIKI THUMB. Se ci siete passati davanti è altamente probabile che siate stati tentati di dare una sbirciatina all’interno di questa boutique multimarca di abbigliamento femminile. Le sue coloratissime vetrine, infatti, ingolosiscono e si fanno decisamente notare. Calzini, borse, camicie a stampe multicolor, capispalla, scarpe, cappelli, cinture: qui si trova davvero un po’ di tutto.
  • MAURIZIO PECORARO BOUTIQUE. Vicinissimo a Miki Thumb sorge anche questo negozio di abbigliamento, accessori, bijoux e pezzi di arredo vintage. Stupendo!
  • DEPOSITO 54. Per lo shopping al femminile un altro negozio di abbigliamento da visitare in zona Risorgimento è Deposito54, dove capi classici e “sempreverdi” si alternano ad altri più divertenti e originali, per dare un twist ai propri look. 
  • PASÌ. Graziosissimo anche Pasì, in piazza Risorgimento, la cui selezione di capi e accessori donna è curata con gran gusto
  • VELASCA SCARPE UOMO. In via Archimede si trova uno dei punti vendita milanesi del brand italiano di calzature e abbigliamento Velasca. Nello specifico, il negozio in questione è dedicato alle scarpe da uomo, realizzate artigianalmente nelle Marche. Se siete in cerca di calzature eleganti, dallo stile classico e a prezzi che possono considerarsi accessibili per il genere, è qui che vi consigliamo di recarvi. 
  • TANDEM. I bimbi crescono in fretta e molto spesso è davvero inutile spendere cifre folli per accessori, giocattoli e vestiti nuovi. Per questa ragione i negozi di second hand per bambini come Tandem possono essere davvero una grande risorsa. Qui si possono sia vendere che acquistare prodotti per bambini e ragazzi dagli 0 ai 14 anni in ottime condizioni e a prezzi competitivi.
  • IL SALVAGENTE FASHION OUTLET. Dal cortile interno di una palazzina in via Fratelli Bronzetti si accede allo storico fashion outlet di abbigliamento griffato Il Salvagente, che dal 1978 seleziona e vende capi d’abbigliamento, accessori e calzature di marca a prezzi super scontati.  
  • SPINNAKER. Un negozio nautico che offre abbigliamento tecnico per velisti (cerate, indumenti termici, mute, ecc.) e capi classici in stile marina, oltre a una selezione di oggetti, quadri e arredi sempre a tema. 
  • PENELOPE INTERNI. Se siete appassionati di negozi e mercantini di arredamento vintage sicuramente già conoscete Penelope Interni. L’assortimento di elementi decorativi, mobili e oggetti di arredo è sorprendente – sia in termini quantitativi che qualitativi – e comprende pezzi davvero originali e stravaganti. Un posto che amiamo alla follia.
  • VICOLO VIA MAMELI. È uno dei nostri negozi di arredamento preferiti a Milano, Vicolo Via Mameli, e lo è perché raccoglie una selezione di bellissimi articoli, ma anche perché ha il potere di trasportare chi varca la sua soglia in un altro tempo e in un altro luogo. Da visitare assolutamente se siete in giro in zona Risorgimento.  
  • IKEBANA FLEURS. Passando davanti alle vetrine di questo negozio in via Sottocorno si viene rapiti dai colori e dalla bellezza di piante e fiori esposti. Poi si entra, ci si avvicina, si osserva con molta attenzione e ci si accorge che quelle magnifiche piante e quegli incantevoli fiori sono finti – seppur incredibilmente realistici – e a quel punto si resta totalmente sbalorditi. Indirizzo da tenere presente anche per addobbare casa e tavola durante le feste natalizie. 
  • LIBRERIA CENTOFIORI. Sapendo quanta fatica facciano a sopravvivere a Milano le librerie indipendenti, ci teniamo sempre molto a segnalarvi quelle che si trovano all’interno dei vari quartieri di cui vi parliamo. In piazzale Dateo, dal 1975, si trova Libreria Centofiori, che organizza anche presentazioni e gruppi di lettura per ragazzi
  • LIBRERIA DELLE DONNE. Più che una libreria un’istituzione storica della cultura femminista a Milano. Dal 1975 rappresenta uno spazio di incontro, scambio e discussione (oltre a vendere libri, ça va sans dire).
  • COLORIFICIO MOTTOLA. Se cartolerie e colorifici vi fanno almeno la metà dell’effetto che fanno a noi (ossia: voglio tutto), sappiate che in zona Risorgimento c’è Mottola, che oltre a vendere tutto il necessario per pittura muraria, hobbistica e belle arti, organizza anche corsi di ricamo e di decorazione su ceramica e porcellana
  • EXCALIBUR GAMES. È uno dei più grandi negozi specializzati in giochi da tavolo per tutte le età della Lombardia e organizza durante tutto l’anno tornei ed eventi. È anche un punto di riferimento per gli appassionati del mondo Magic the Gathering, di cui dal 2019 è WPN Premium (non vi preoccupate se non state capendo; son robe da “nerd”). 
  • BASSLINE MUSIC SHOP. Come ben si evince dal nome, Bassline è un negozio specializzato in bassi (sia nuovi che usati) e a tutto ciò che a essi è legato: amplificatori, pedali, corde, contenitori, tracolle e molto altro.  
  • TERROIR. Torniamo ora al mondo food and beverage ma per parlare di posti dove acquistare prodotti e specialità da asporto. Come Terroir, per esempio, un negozio di alimentari biologici in cui si possono trovare specialty coffee e pregiati ; prodotti freschi, da forno e secchi; vini naturali, cioccolati e olii. 
  • EASTERN LEAVES. Nella sua sala da tè di via Macedonio Melloni Eastern Leaves vende tè artigianali cinesi sia di propria produzione che non, oltre a ceramiche realizzate a meno in Cina. Organizza inoltre degustazioni dei suddetti che durano circa un’ora e mezza e hanno un prezzo a persona che si aggira attorno ai 30€ per persona. Tutto stupendo, packaging dei tè compreso.
  • GIACOMO PASTICCERIA. Vi abbiamo già ampiamente parlato di Giacomo e delle sue svariate realtà in via Sottocorno ma, se ben ricordate, ne mancava ancora una all’elenco. Si tratta dell’elegante pasticceria, paradiso dei golosi, in cui poter acquistare prelibati dolci artigianali.
  • ENOTECA ARNÈ. Rimaniamo ancora un attimo in via Sottocorno, perché è sempre qui che sorge l’enoteca a gestione familiare Arnè: al piano superiore intere pareti fitte di etichette; al piano inferiore le proposte per regalistica privata e aziendale in cui si è specializzata negli anni. 
  • PASTA FRESCA PESCE EMILIANA. Per pasta fresca, gnocchi, lasagne e sughi pronti c’è il pastificio di Emiliana Pesce, la cui esperienza nel campo risale al 1968, quando aprì il primo punto vendita ad Acqui Terme. Preparatevi, però, a una spesa non esattamente contenuta. 
  • IL MONDO IN TAVOLA. Un tempo si chiama Surgelati dal Mondo; ora ha cambiato nome ma il “mondo” rimane. È il posto in cui recarsi in zona Risorgimento per trovare prodotti e ingredienti provenienti da altri Paesi o specialità regionali: da mate, dulce de leche e chimichurri argentini, a udon e ravioli cinesi, passando per testaroli liguri, pici toscani e pasticciotti leccesi.
  • MERCATO CONTADINO. Ogni sabato mattina, dalle 7:30 alle 14, piazza Santa Maria del Suffragio ospita il Mercato Contadino e i suoi banchetti di prodotti agricoli freschi e a kilometro zero. A partecipare sono più di 20 aziende provenienti per lo più dalle province di Milano, Cremona, Pavia e Mantova.

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