I nostri preferiti – Conosco un posto https://godsgift.cyou Mon, 09 Feb 2026 08:33:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png I nostri preferiti – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /quartiere-scalo-romana-a-milano/ /quartiere-scalo-romana-a-milano/#respond Mon, 09 Feb 2026 04:44:00 +0000 /?p=90977 Siamo tornati a esplorare la zona di Scalo Romana per regalarvi una nuova fantastica guida di quartiere, giusto in tempo per le Olimpiadi Milano-Cortina!

L'articolo Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
L’arrivo del Villaggio Olimpico Milano‑Cortina 2026 ha accelerato una trasformazione già visibile da tempo nel quartiere di Scalo Romana a Milano: qui si alternano binari, nuove architetture e vie di quartiere, che hanno subito un cambio radicale negli ultimi anni, con il moltiplicarsi di nuovi spazi d’arte, sempre più aziende che decidono di trasferire la propria sede in questo quartiere, e nuovi locali, tra bakery e listening bar. In questa guida vi portiamo tra gli indirizzi che vi raccontano cosa vedere, dove mangiare e dove bere nel quartiere di Scalo Romana, una mappa essenziale per orientarsi soprattutto in questo periodo!

Quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e cosa fare

  • FONDAZIONE PRADA. La sede meneghina inaugurata nel 2015 ha dato il via alla rinascita dell’area attorno a Largo Isarco: un campus che intreccia arte, architettura e cinema, con spazi iconici firmati OMA/Rem Koolhaas, la Torre e il Podium. Qui si viene anche per una sosta al Bar Luce o per salire al Ristorante Torre e guardare Milano dall’alto; volendo, c’è pure la biblioteca per una pausa più contemplativa. Che siate qui per una passeggiata nei cortili o per visitare una mostra, difficilmente ne uscirete insoddisfatti.
  • FONDAZIONE ICA. Situato in via Orobia 26, ICA è un centro per la cultura contemporanea con mostre e un fitto programma che attraversa vari linguaggi e discipline. L’esperienza include sale luminose, testi chiari, un ritmo di programmazione che spazia dal 900 fino all’attualità. Se siete in giro tra arte e cibo, è la tappa perfetta da incastrare tra un caffè e un aperitivo.
  • VILLA CLEA. In via Marco D’Agrate 25/27, un’ex officina diventa residenza per artisti e spazio espositivo. Loft, atelier e aree comuni si affacciano su un cortile verde; materiali caldi (argilla, legno) e una cura quasi domestica definiscono l’atmosfera. La programmazione prevede mostre, performance e momenti di condivisione che raccontano bene come la creatività abiti la rigenerazione di Scalo Romana.
  • UFO. In via Orobia 26, un ex spazio industriale diventa polo creativo: uffici, mostre, eventi, talk. Qui sono passati la fiera MEGA Art Fair (che ripasserà ad aprile per la seconda edizione) e i Billboard Women in Music, segno di una community connessa e internazionale. Se cercate incontri, premi o showcase, è il posto giusto.
  • SPAZIO VEDA. La galleria fiorentina approda a via Arcivescovo Romilli 20/4 con un bel programma di ricerca, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori. Sale pulite, allestimenti misurati, testi ben curati.
  • SCARAMOUCHE GALLERY. Scaramouche nasce nel Lower East Side di New York, e approda dentro il nuovo hub di via Vezza d’Oglio, assieme a Lubna (ristorante/listening bar di cui parleremo più avanti) e Magma (spazio eventi), portando mostre contemporanee in una location davvero splendida. Qui potete vedere una personale, poi spostarvi per un drink o una cena alla brace.
  • FONDAZIONE GALLERIA MILANO. In via Arcivescovo Romilli 7, la Fondazione rilancia l’eredità della storica Galleria Milano (1964–2022) con mostre e iniziative che tengono insieme archivio, al piano terra, e sperimentazione di nuovi e vecchi nomi, al primo piano.
  • CFA + VELO PROJECT. Tra via Romilli e dintorni, Velò project porta mostre tematiche in dialogo con lo spazio CFA: ricerche puntuali, testi curatoriali forti e un respiro internazionale (dalla collettiva Flemishness a nuove produzioni). Se siete amanti dei nuovi nomi dell’arte contemporanea, è una tappa da non perdere.
  • TALENT GARDEN – MILANO CALABIANA. Il campus di via Arcivescovo Calabiana 6 è l’hub operativo della zona: coworking da 7.500 m², sale eventi, terrazze e una community che mescola startup e corporate. Qui si lavora, si fa networking e poi si esce a scoprire il quartiere tra arte e cocktail. Utile anche per meeting e workshop durante la giornata.
  • MARIENCÒ. In via Ampola 18, una “casa‑spazio” ricavata da un ex opificio: cucina, scenografia della tavola e fiori sono parte dell’esperienza. Con l’associazione Maè il luogo si apre di più alla città, tra cene, presentazioni e format culturali pensati su misura. Caldo, sartoriale, perfetto per eventi che vogliono essere memorabili, anche matrimoni.
  • PIAZZA SAN LUIGI. Questa piazza centrale nel quartiere è diventata in pochi anni una “micro‑oasi” gastronomica grazie alla pedonalizzazione e alle nuove aperture che convivono con indirizzi storici: un contesto di socialità di quartiere dove alternare pranzo, aperitivo e cena senza muovere l’auto.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove mangiare

  • LE VENT DU NORD. Partiamo proprio dalla rinnovata fermata di Scalo Romana: a pochi passi, trova sede questa Brasserie belga di quartiere: moules & frites in cocotte (imperdibili quelle con crema allo zola), gaufre come si deve e una selezione di trappiste/abbazia che invita al pairing più della carta dei vini. Caldo, conviviale, perfetto anche in gruppo, quando si vuole tornare un po’ a Bruxelles.
  • OSTERIA TAJOLI. La Milano verace: risotto giallo, ossobuco, orecchia d’elefante e polpette “di casa”. Dentro è una capsula del tempo: chiassoso, con piatti generosi, vino sincero e conto giusto. Consigliata la prenotazione, soprattutto nel weekend.
  • PIZZAJOLI. L’Osteria si è fatta grande e ha conquistato i successivi civici, innanzitutto con questa pizzeria di quartiere: impasto leggero e digeribile, ingredienti ben scelti e una carta che gioca tra classici e twist (tipo la “pizza del giorno” con burrata e crema di pistacchio). Atmosfera informale, servizio sorridente, perfetta per una cena easy quando si vuole andare sul sicuro.
  • TAJOLINO. E poi arriva il fratellino all‑day long, un bistrot di quartiere aperto dalla colazione al dopocena: caffetteria al mattino, panini/piattini a pranzo e cocktail per l’aperitivo, con prezzi popolari e un tono dichiaratamente informale. La posizione – a due passi da Fondazione Prada – lo rende una sosta perfetta prima o dopo una mostra: servizio veloce, proposta breve e senza fronzoli.
  • SOTTOBOSCO.Ristoro di quartiere”, per davvero: cotture lente e cucina del territorio, milanese‑lombarda senza sbavature. Pochissimi tavoli, e un servizio attento al cliente. Per un calice al volo c’è Sottobanco (la bottega/mescita sorella) di cui parliamo più avanti, mentre della nostra esperienza al ristorante ne avevamo parlato qui.
  • BAJA SARDINIA. Non c’è quartiere che non si rispetti senza un buon sardo ruspante che rifornisca la zona di pesce fresco: ed eccoci da Baja Sardinia, dove la specialità sono spaghetti vongole & bottarga, catalana, seadas. Porzioni generose, tavoli stretti: se il locale spesso è pieno e rumoroso, un motivo ci sarà.
  • NISHIKI. Giapponese fusion ormai solidissimo, luci soffuse e salette private. Sushi, roll creativi e piatti caldi senza sbavature; carta vini davvero molto ampia per abbinamenti come si deve anche fuori dal sake. Ricordatevi di prenotare i privè per cene romantiche o occasioni speciali.
  • IL CAPESTRANO. Un angolo di Abruzzo a Milano, ma a Scalo Romana: arrosticini alla brace, maccheroni alla chitarra, materie prime tipiche, atmosfera curata e cucina di territorio. Un punto di riferimento quando si cerca carne e tradizione fatta bene, anche per tavolate.
  • RISTORANTE TORRE. Salite al sesto piano della Torre firmata Rem Koolhaas, in Fondazione Prada: vetrate a tutta altezza, arredi iconici e una vista su Milano che da sola vale il viaggio. In tavola, troverete la (sorprendente) cucina italiana contemporanea del giovane chef Lorenzo Lunghi, che cambia con la stagione senza perdere concretezza. Al bancone, cocktail ben fatti per l’aperitivo sulla terrazza. Carta dei vini importante, con etichette italiane e internazionali per accompagnare sia un pranzo domenicale sia cene d’occasione.
  • CIRCOLO SAN LUIS. Uno dei nostri circoli preferiti di Milano, e più precisamente un Circolo ACLI di quartiere (attenzione, per entrare è necessaria la tessera associativa): ambiente semplice, prezzi sociali, spirito di comunità. Aperitivi, con tagliere di salumi e formaggi, pizze e focacce, con serate a tema quando in calendario. Non è un ristorante “alla carta”, ma il posto giusto per bere e spizzicare a pochi passi da piazza San Luigi (da cui prende anche il nome).
  • IL DELFINO. Un classico di quartiere sempre affacciato sulla stessa piazza: ambiente semplice, accoglienza diretta, pubblico misto (residenti storici, tavolate di amici e famiglie). In carta troverete piatti tradizionali e una cucina rassicurante: pizze ben fatte e piatti di pesce e di terra senza fronzoli; porzioni “oneste” e conto allineato alla zona.
  • TAVERNA CALABIANA. Sala calda, boiserie essenziali e un servizio attento che coccola habitué di zona e tavolate aziendali. In carta una cucina nord‑italiana di tradizione (il meglio della cucina ligure, piemontese, lombarda, così si legge sul menu) e una doppia anima molto amata: griglia importante (celebre la costata di Angus scozzese) e pizza da forno a legna. Bello spazio esterno per le serate estive.
  • MESTÉ. Enoteca con cucina in una zona un po’ più defilata rispetto a Scalo Romana, di cui vi avevamo parlato già nel lontano 2019: luci basse, scaffali di vini naturali e un’atmosfera intima da chiacchiera. In tavola piatti stagionali, pensati per la condivisione (dal tonno del Chianti alla trippa o al polpo in padella, a rotazione). Pubblico di addetti ai lavori, amanti del buon cibo, ma soprattutto dell’ottimo vino. I pochi tavoli raddoppiano d’estate, grazie al piacevolissimo dehors.
  • DAWALI. Storico libanese di quartiere ad un civico di distanza da Mesté, che rientra tutt’ora tra i nostri ristoranti di cucina etnica preferiti a Milano: sale con tonalità calde, dehors in stagione e una ritualità da mezze condivisi (hummus, moutabal, falafel), quindi shawarma, tawouk e dolci come baklava. Clientela trasversale, servizio rapido e molte opzioni veg/halal
  • KUSINA NI LODI. Piccolo, caldo e famigliare: sala raccolta, musica Pinoy e un pubblico che mescola comunità filippina e curiosi. Da provare kare‑kare, sisig, crispy pata, chiusura con halo‑halo. Prezzi onesti, porzioni generose e servizio super accogliente.
  • PEPENERO. Anche in questo caso ci spostiamo al limitare del quartiere sino a Ripamonti, e fino a Pepenero, un indirizzo rinomato nel quartiere per pesce fresco, crudi & ostriche, insieme ad altri piatti mediterranei, in un ambiente caldo e moderno, con tavoli fitti e un servizio rodato. Clientela di coppie e gruppi, prenotazione consigliata nel weekend.

Pasticcerie & Bakery

  • DOCA. Doca (diminutivo del brasiliano “padoca”, panetteria) è una nuova apertura in Via Breno, una bakery d’impronta brasiliana, che recita accanto al nome Pane, Caffè, Saudade, perfetto per descriverne l’anima accogliente. Qui non aspettatevi i classici croissant o pain au chocolat: al loro posto, troverete pão de queijo, cocada, torte “di memoria” (carote‑cioccolato, mais & guava), pane e caffè filtro firmato Cafezal. Clientela di quartiere, in un posto ideale per colazioni e merende, con qualche tavolino ad accogliervi.
  • FORNO SAN LUIGI. Questo invece rimane da tempo un punto fisso della piazza: pane, focacce, brioche, e una formula “tutto il giorno” che regge colazione, pausa pranzo e aperitivo informale ai tavolini sulla piazza. Pubblico trasversale (residenti, famiglie, smart worker), prezzi corretti e vista chiesa che fa il resto. Ah, trasmettono anche le partite, nel caso foste interessati, con un’interessante formula aperitivo.
  • PAPPARÈ MILANO SYMBIOSIS. Locale all‑day perfetto per colazioni, brunch e pranzi, nel cuore di Symbiosis: spazi luminosi, opzioni veggie/vegan e format flessibile anche per eventi. È lo stop comodo quando ti muovi tra Fondazione Prada e gli uffici dell’area, ma anche luogo perfetto per i momenti di smart working.
  • OFFICINE DEL DOLCE GF. Pasticceria e gelateria 100% senza glutine, con laboratorio dedicato: dalla viennoiserie alle torte, fino a focacce & pizze. Ambiente di quartiere, tavolini per colazioni/merende e take‑away per la dispensa. Riferimento sicuro anche per persone celiache.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove bere

  • BAR LUCE e TORRE PRADA. Il caffè disegnato da Wes Anderson: formica, colori pastello, flipper e jukebox per un’immersione anni 50/60. Troverete visitatori della Fondazione, creativi, famiglie nel weekend, turisti alla ricerca di una stupenda instagram opportunity; ma qui si viene soprattutto per caffè, panini “alla milanese”, cocktail classici e pasticceria per colazioni, merende e aperitivi soft. Per cocktail con una splendida vista su Scalo Romana e i suoi tramonti, salite invece fino al sesto piano di Torre Prada, dove si trova l’omonimo ristorante, e cercate un posto in terrazza o allo scenografico bancone.
  • LUBNA – LISTENING RESTAURANT BAR. Spazio post‑industriale scenografico (bancone a vista, toni scuri, piazza esterna condivisa con Magma e Scaramouche) e vibe da listening bar: vinile nel weekend, proiezioni e un pubblico misto di curiosi dell’arte, addetti ai lavori e appassionati di mixology. La carta dei drink segue il fil rouge del fuoco (affumicature, brace, note tostate) che ritroviamo anche nelle proposte food, come vi avevamo raccontato qui. Perfetto per aperitivi lunghi e serate che uniscono musica, cocktail e cucina.
  • OFF/FLAVOUR. Look nordico e luminoso in via Benaco, con un bel bancone ordinato, frigo a vista e un manifesto chiaro: “only fine fermentations”. Qui si beve birra artigianale, spina e lattine, sidri, vini naturali e no/low (kombucha & co); in carta smørrebrød, kimchi e sandwich, anche pastrami.
  • MADAMA HOSTEL. Ostello‑bistrot in via Benaco 1 con bar di quartiere sempre vivo: dj set, karaoke del sabato, live ed eventi diversi ogni settimana. La frequentazione è molto variegata, fatta di studenti, viaggiatori e creativi. Da bere cocktail semplici, birre e vini; per mangiare burger e piatti comfort. Buona base per aperitivi informali e serate, soprattutto d’estate quando il dehors si affolla sino a tarda serata.
  • CANAGLIA. Il cocktail bar della squadra di Madama in Piazza San Luigi: interni caldi, una bottigliera ad archi e un mood retrò‑contemporaneo. Al banco signature cocktail – o meglio bevande spiritose, suddivise in stabili, sempre in carta, e instabili, che seguono il vezzo del bartender – e una cucina di tapas e piattini che accompagna bene il bere. Pubblico giovane del quartiere, servizio cordiale e tempi agili: perfetto per aperitivo o dopocena, anche qui molto spesso vengono organizzate serate con bei live.
  • SOTTOBANCO. La mescita‑bottega di Piazza San Luigi 5, costola del vicino Sottobosco: scaffali di vini naturali, mescita al calice, assaggi e prodotti in vendita. Ambiente piccolo e raccolto, pubblico da amanti di buon vino. È la sosta ideale prima o dopo cena in piazza, con qualche stuzzico dal banco (e prezzi onesti).
  • USTI. Birreria di quartiere tra Lodi e Brenta, atmosfera informale, luci basse e servizio spigliato: qui si sta al bancone o ai pochi tavoli interni, con schermi per le partite quando serve. In spina birre (artigianali e non) a rotazione, più una linea di classici ben fatti; da sgranocchiare hot dog, panini e stuzzichi per l’aperitivo easy. Clientela giovane, prezzi corretti, un bel ritrovo serale.
  • OOOPS PUB. Pub all day in Piazza Bonomelli: colazioni, pranzi veloci, poi aperitivi e live/dj set a seconda della programmazione. Ambiente amichevole, staff di casa, alcuni tavoli anche all’esterno. La proposta spazia tra spritz, classici, birre e una cucina semplice; pubblico di zona, gruppi e chi cerca un preserata tranquillo.
  • MACHAN PUB. Locale di recentissima inaugurazione proprio su corso Lodi (anche se nasce sulle ceneri di un altro locale molto simile): pub di quartiere a vocazione food&beer (il menu spazia da hamburger, pinsa, e similari) con carta di gin & spirits e serate a tema (anche stand‑up e intrattenimento). Ambiente easy, sale ampie e un pubblico eterogeneo che mischia famiglie e tifosi. Buono per partite e tavolate informali.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove fare shopping

  • MGM ALIMENTARI. “Bottega‑magazzino” da intenditori: tartufi (non per altro, era stato inserito nei nostri posti preferiti a Milano dove comprarlo), caviale, alici del Cantabrico, foie gras e una dispensa internazionale curatissima, con anche vini e distillati a scaffale. È nascosta tra i capannoni, ma dentro si trovano ingredienti top. Ah, ha anche un e‑shop!
  • LA BOUTIQUE DELLA CARNE. Macellaio di quartiere specializzato in carne piemontese, ma dove potrete trovare davvero splendidi tagli, dalle parti più convenzionali, a torte originalissime di macinato di fassona, mandorle croccanti e farciture gourmet.
  • IL CENTRO DELLA MOZZARELLA. Caseificio artigianale: mozzarelle, burrate e nodini fatti con latte fresco lombardo, ma anche taralli, focaccia pugliese, e tantissimi altri prodotti ricercati (segnaliamo una burrata con cuore di zola, sì, avete capito benissimo); banco essenziale, qualità alta, anche delivery. Un riferimento di quartiere da vent’anni, con altri punti vendita in città.
  • VERDERAME ATELIER DEL FIORE. Atelier creativo che lavora tra fiori, allestimenti ed eventi: stile naturale e poetico, perfetto per bouquet e progetti su misura (si trovano spesso in piazza San Luigi con iniziative culturali).
  • LA FIORERIA DI MICHELE CAFAGNA. Altra fioreria, questa volta molto più verace e di quartiere, dove poter trovare tutto l’occorrente per omaggi floreali, che siano bouquet o piante da esterni/appartamento.
  • ELODO BOOKSELLERS. Libreria–cartoleria indipendente: novità generaliste e forte selezione moda/design/architettura, oggetti di scrittura belli da usare, presentazioni e book club. Luogo caldo, curato, anche con e‑shop.
  • READING ROOM. Microluogo dedicato alle riviste contemporanee: indie mag, fotografia, grafica, moda. Aperto dal giovedì al sabato solo il pomeriggio o su appuntamento. Ideale per chi cerca numeri rari o vuole scoprire editori di nicchia.
  • MIKICA. Concept store d’arredo & vintage: pezzi unici wabi‑sabi, brocante selezionata, restauro e noleggio per shooting; anche in questo caso, aperture pomeridiane selezionate solo dal martedì al venerdì, spesso su appuntamento. Perfetto per dare carattere a casa (o a set fotografici).
  • FRATELLI BONVINI 1909. Cartoleria e tipografia storica: carta, inchiostri, stilo e stampe, con mostre e incisioni d’arte. Un tuffo nella Milano che scrive ancora a mano, con uno staff che sa consigliare il pennino giusto.

Sei mai stato nel quartiere Scalo Romana a Milano? Hai altri consigli da darci sulla zona? Diccelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Vuoi rimanere aggiornato sulle zone che frequentiamo? Iscriviti alla nostra newsletter con un sacco di altri spunti ogni settimana!  

Ti piace andare alla scoperta dei quartieri? Qui trovi tutte le nostre guide!

L'articolo Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/quartiere-scalo-romana-a-milano/feed/ 0
I 10 migliori ristoranti del 2025 che abbiamo provato (a Milano ma non solo) /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/ /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/#respond Mon, 15 Dec 2025 00:13:00 +0000 /?p=89561 Prontissimi per tirare le somme! Ecco i nostri 10 ristoranti preferiti nel 2025 (a Milano ma non solo) dove vi consigliamo di andare!

L'articolo I 10 migliori ristoranti del 2025 che abbiamo provato (a Milano ma non solo) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Chi siamo noi per non dare seguito a una tradizione ormai decennale qui su Conosco un posto, in cui cerchiamo di tirare le somme eno-gastronomiche dell’ultimo anno e mettere in fila quelli che per noi sono stati i 10 migliori ristoranti del 2025? E quindi rieccoci qui, come ogni dicembre, ma quest’anno sconfineremo da Milano e vi racconteremo a tutto tondo le migliori mangiate degli ultimi 365 giorni! Un po’ perché, diciamolo, in città la ristorazione ultimamente ci sta un po’ deludendo, un po’ perché effettivamente le volte in cui siamo stati meglio non eravamo effettivamente qui… Molto su cui riflettere 🙂 Godetevi la lista!

E i vostri ristoranti del cuore nel 2025 quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024, 20232022!

Seguici su Instagram per scoprire tutti i ristoranti in cui andiamo!

I migliori ristoranti del 2025 (a Milano ma non solo)

Sandì

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché di ogni piatto che la chef propone nel suo menu esclamo “Oh mio Dio, sì!”. Perché va bene la coolness, ma qui c’è anche (tanta) sostanza. Perché alla loro zuppa imperiale penso a giorni alterni, e non vedo sempre l’ora di tornare.

Mercato Isola

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché i ‘collettivi’ di insegne diverse e l’atmosfera da mercato rionale sono uno dei nostri contesti preferiti, perfetti per serate tra amici a smezzarsi e provare un po’ di tutto; perché Alba Pasta Bar e Celeste Al Mercato sono due belle novità, e Katsusanderia la solita certezza. Perché dove ci sono carboidrati, calici e verdure fatte bene, per noi è sempre un sì.

Lafa

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché la cucina araba e mediorientale non ci stancano mai. Perché le spezie e gli abbinamenti utilizzati in cucina rendono tutto molto divertente. Perché pasteggiare con la bandiera della Palestina a fianco fa sempre piacere, specie di questi tempi. Aggiungiamo addirittura un quarto motivo: perché il prezzo è molto giusto.

June Collective

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché questa tipologia di bistrot, semplice ma mai banale, secondo noi mancava proprio in città. Perché anche qui spezie e verdure sono portate al “next level”. Perché che sia per colazione, brunch o pranzo si sta sempre un gran bene.

Al Vecchio Porco

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare bene cucina tradizionale ormai non è scontato. Perché evviva quei posti che sembrano rimasti un po’ fermi nel tempo, ma senza sbavature. Perché l’ambiente e il servizio ‘vecchio stile’, quando è tutto giusto, risultano assolutamente contemporanei.

Roncaglia 33

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché sono molto esigente, ma quando si tratta di colazioni al bar divento intransigente, e il fatto che un bar mi sia davvero piaciuto è abbastanza indicativo. Perché i lievitati (sia dolci che salati), qui, sono devastanti. Perché finalmente un posto come si deve a Milano Ovest.

Locanda Mesa

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché questa novità merita di essere conosciuta e amata. Perché si mangia (e si beve!) davvero in maniera eccellente. Perché se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, in questa cascina a mezz’ora da Milano il gusto è di casa.

Osteria Giorgione da Masa

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché la domanda che mi faccio più spesso ricordando questa cena veneziana è: “Perché non esiste un posto simile a Milano?”. Perché la cucina “fusion giapponese veneta” la vorremmo quotidianamente nella nostra vita. Perché qui ci si diverte e l’atmosfera è autentica.

Belrespiro

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché questo posto nel piacentino incarna la definizione di “pranzo della domenica perfetto”. Perché Fabio e Chiara, i due proprietari, sono appassionati di ospitalità e cose buone in un modo quasi commovente. Perché il benessere che si prova sotto quel porticato nella bella stagione è davvero difficile da rendere a parole.

Valli Unite

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché una fuga sui colli Tortonesi è sempre un’ottima idea. Perché questa cooperativa agricola è il giusto compromesso tra semplicità e massima cura. Perché vorremmo che ogni pranzo di redazione potesse essere così ben riuscito!

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati per te i migliori ristoranti del 2025 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

Segui la nostra pagina Instagram e iscriviti alla nostra newsletter con un sacco di altri spunti ogni settimana!  

Bisogno di ispirazione? Consulta la nostra mappa per quartiere sempre aggiornata!

L'articolo I 10 migliori ristoranti del 2025 che abbiamo provato (a Milano ma non solo) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/i-10-migliori-ristoranti-del-2025/feed/ 0
I miei migliori libri del 2025 /i-migliori-libri-del-2025-per-me/ /i-migliori-libri-del-2025-per-me/#respond Wed, 10 Dec 2025 07:00:27 +0000 /?p=89564 State cercando qualche ispirazione libresca? Ecco i migliori libri che ho letto nel 2025 e che vi consiglio!

L'articolo I miei migliori libri del 2025 sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Per i migliori libri del 2025 è giusto fare un disclaimer: quest’anno, per i miei standard, non ho letto molto e, soprattutto, non ho letto così bene. Vale a dire, sono davvero pochi i libri che mi sentirei di consigliare spassionatamente. Dunque, al contrario degli scorsi anni (qui la sezione libri con tutti i nostri consigli), questa lista non arriverà a 10 e si fermerà prima. Spero che, però, troverete in ogni caso spunti interessanti e storie che sapranno coinvolgervi e diventare indimenticabili. Ecco quali sono stati per me i migliori libri che ho letto nel 2025 (qui la lista del 2024, qui quella del 2023, qui quella del 2022 per chi desiderasse altre ispirazioni!).

Ti piace leggere? Sei sempre alla ricerca di nuovi titoli? Seguici su Instagram e iscriviti alla nostra newsletter per tanti spunti settimanali!

I migliori libri che ho letto nel 2025

Cuore nero

Migliori libri 2025

Ci sono libri di cui si parla talmente tanto per cui alla fine non sai se leggerli ‘per sfinimento’ o rifuggirli per reazione. Di solito opto per questa seconda opzione, ma mai come in questo caso mi sarei fatta un torto. Cuore Nero di Silvia Avallone, caso editoriale dello scorso anno, mi ha conquistata dalle prime pagine, tenendomi attaccata fino al potentissimo finale, su cui trovo sia impossibile non versare copiose lacrime. Una storia d’amore, certo, ma prima di tutto una storia di vita, colpa, errori, una storia anche e soprattutto sociale, che affronta il tema della reclusione minorile, e così intensa e ben scritta da perdonarle anche qualche cliché.

CUORE NERO

I giorni di Vetro

Migliori libri 2025

Un libro clamoroso, quello che ha scritto Nicoletta Verna, e sotto più punti di vista: per il valore storico, l’incredibile lavoro sulla lingua che ha portato avanti (con vari passaggi in dialetto romagnolo che mi hanno fatto sentire “a casa”), per la caratterizzazione eccezionale di tutti i personaggi, e soprattutto per la costruzione perfetta di una storia che ti tiene lì, aggrappato, anche quando la vita ti richiama e il libro dovresti proprio metterlo giù. Ma non si riesce, ed è questo a segnare il discrimine tra libri belli e libri indimenticabili. Forte, triste, arrabbiato, emozionante: che I giorni di Vetro non sia finito nella cinquina dello Strega è per me incomprensibile, ma voi fatevi un regalo e leggetelo! Di sicuro, LA mia lettura del 2025.

I GIORNI DI VETRO

Parole nascoste

migliori libri del 2025

Cosa succede quando leggi il libro di una persona che stai conoscendo nella vita vera al solo scopo di conoscerla di più, ma finisce che questo libro diventa importante anche per te? Ho il privilegio di potervi dire cosa accade, visto che mi è appena capitato con Parole nascoste di Arianna Montanari, una storia in cui l’autrice riesce coraggiosamente a mettere molto (tutto?) di sé. Montanari, che ho la fortuna di chiamare amica, fa della propria vicenda personale e familiare – nelle parole dette e soprattutto in quelle non dette, al padre – un dipinto vivo e doloroso di tutte le daddy issues che ci portiamo appresso e del gran bene e male che al contempo possono farci alcuni rapporti e dinamiche.

PAROLE NASCOSTE

Lo sbilico

migliori libri del 2025

Di questo libro si è detto bene, e per una ragione: capita raramente di leggere storie autobiografiche così forti, coraggiose e per niente autocommiseranti. A riuscirci è Alcide Pierantozzi, che racconta la propria storia di malattia psichiatrica e di “essere umano difettoso” che ogni giorno prova a tenere insieme i pezzi di una vita che spesso risulta “troppo”. Farà fatica, probabilmente, chi cerca una trama a tutti i costi, qui assente; godrà chi ha l’ossessione per le parole, ricercate, sezionate. “Noi matti non abbiamo solo il diritto di essere soccorsi dai sani, ma anche il dovere di inceppare ogni giorno il mondo per metterlo in discussione ai loro occhi”. Pelle d’oca.

LO SBILICO

Middlesex

migliori libri del 2025

Arrivo in imperdonabile ritardo, me ne rendo conto, ma finalmente mi sono decisa ad approcciare Middlesex, da cui sono sempre stata ingiustamente spaventata (anzi, a dirla tutta, una ventina d’anni fa l’avevo pure iniziato e poi mollato lì, eresia!) e che invece è stata LA lettura della mia estate 2025. Jeffrey Eugenides racconta una storia familiare irresistibile soprattutto nella prima parte, mentre nella seconda diventa centrale il tema della ricerca di una propria identità a partire da una condizione di intersessualità. Mi ha davvero coinvolto tantissimo: se non lo aveste ancora letto, vi consiglio spassionatamente di recuperarlo!

MIDDLESEX

Hai già letto uno di questi libri? Quali sono stati i migliori libri del 2025 per te? Diccelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram, dove trovi tanti altri consigli libreschi, oltre che nella nostra newsletter. Ci si iscrive qui!

Qui invece c’è sezione dedicata ai libri sul blog!

In questo articolo sono presenti link affiliati

L'articolo I miei migliori libri del 2025 sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/i-migliori-libri-del-2025-per-me/feed/ 0
I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 /10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/ /10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/#comments Thu, 19 Dec 2024 08:16:47 +0000 /?p=83218 È tempo di bilanci: ecco quali sono stati i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 e i relativi piatti che mi hanno conquistata!

L'articolo I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Eccoci qui, come ogni dicembre, a guardarci alle spalle per fare un piccolo bilancio eno-gastronomico di quello che abbiamo assaggiato negli ultimi 365 giorni: in questo articolo trovate i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024: quelli che, in sostanza, mi hanno colpita per la loro proposta e in cui sono stata bene.

E i vostri quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023, 2022 e 2021!

I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2025

Fat Sam at the Winery

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare un po’ sostanzioso, ma accompagnando il tutto coi vini naturali, non è affatto scontato. Perché l’hamburger con il pollo fritto che fanno qui è da volare via. Perché si spende il giusto, e anche questo non è scontato.

Bites

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché il menu è proprio quello che piace a noi, con abbinamenti e ingredienti in arrivo anche da posti lontani. Perché qui siamo certi non vi annoierete, e i piatti non vi faranno rimanere indifferenti. Perché cenare al bancone, in un ambiente così raccolto, è sempre un piacere.

La via della seta

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché di ristoranti cinesi a Milano ce ne sono tanti, e distinguersi non è facile, ma questo è un posto che invece ce l’ha fatta. Perché il piccante, per noi, non è mai abbastanza. Perché le verdure e i loro condimenti, qui, ci hanno fatto volare.

Botoi

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché un “one man show” che cucina, serve e rassetta non lo si vede tutti i giorni. Perché è un po’ come mangiare a casa di amici e di questi posti ‘di quartiere’ ce n’è un gran bisogno. Perché quando c’è così tanta passione, bisogna riconoscerlo.

Autem

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le cene fine dining che ci siamo concessi quest’anno, questa è stata quella che ha fissato l’asticella più in alto. Perché Luca Natalini, la sua brigata e il personale di sala sanno esattamente come far star bene i propri ospiti. Perché ci siamo divertiti, e non vediamo l’ora di avere un’altra occasione da festeggiare per tornarci.

Okuzashiki Menya Ninomiya

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché la proprietà di Kappou Ninomiya è difficile sbagli un colpo. Perché il ramen è sempre una buona idea, specie se preparato come in questo posto. Perché Milano Ovest aveva assai bisogno di un’apertura così giusta.

Azabu 10

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché qui abbiamo avuto l’impressione di provare realmente qualcosa di nuovo. Perché Andrea Arcieri, di pesce, frollature e metodi di lavorazione, ne sa davvero parecchio. Perché alcuni piatti ci hanno davvero estasiato.

Luckyman Noodles

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché, dopo Casa Ramen e Casa Ramen Super, avevamo proprio bisogno di un posto così, ma a Milano Sud. Perché Luca Catalfamo mette tutto quello che ha nei suoi patti, e si sente. Perché il suo mazesoba, a poche settimane da questa apertura, è già una hit.

Silvano vini e cibi al banco

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le enoteche con cucina questa è la migliore che abbiamo provato quest’anno, e va ben oltre a questo concetto ormai tanto di moda. Perché le materie prime sono deliziose, e i piatti proposti mai banali. Perché l’atmosfera è molto piacevole e, in estrema sintesi, qui si sta davvero bene.

Onda

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le nuove aperture, è tra quelle che ci hanno convinto di più. Perché la loro pasta e fagioli con astice la vorremmo trovare a casa tutte le sere dopo una giornata fuori. Perché abbiamo voglia di tornarci presto, e non capita così spesso.

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati i ristoranti a Milano che hai preferito nel 2024 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

Segui la nostra pagina Instagram e iscriviti alla nostra newsletter con un sacco di altri spunti ogni settimana!  

Bisogno di ispirazione? Consulta la nostra mappa per quartiere sempre aggiornata!

L'articolo I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/feed/ 2
I 10 migliori libri che ho letto nel 2023 /10-migliori-libri-2023-lista/ /10-migliori-libri-2023-lista/#respond Wed, 20 Dec 2023 06:00:00 +0000 /?p=62323 Siete alla ricerca della vostra prossima lettura? Qui trovate i 10 migliori libri che ho letto nel 2023 e che vi consiglio!

L'articolo I 10 migliori libri che ho letto nel 2023 sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
È arrivato il momento anche per l’articolo di fine anno riguardante la mia attività preferita (oltre a mangiare, s’intende!): leggere! Questi sono quelli che per me son stati i migliori libri che ho letto nel 2023 (e qui, se vi interessa, trovate la mia ‘classifica’ del 2022)!

I 10 MIGLIORI LIBRI CHE HO LETTO NEL 2023

LA VITA INTIMA

Libri preferiti 2023

Come prima lettura dell’anno ho scelto l’ultimo romanzo di uno dei miei scrittori italiani preferiti di sempre, Niccolò Ammaniti. Dopo ben 8 anni è tornato in splendida forma in libreria senza dimenticare il suo dna: approccio dissacrante, tocco da pulp che non può mai mancare, senso costante di tensione, personaggi al limite del paranormale. La vita intima racconta il nostro presente, con tutte le sue ridicolaggini e turbe, e come solo Ammaniti sa fare.

LA VITA INTIMA

L’OPPOSTO DI ME STESSA

Un libro duro e difficile, che assomiglia più a una seduta di psicoanalisi che a un hobby, ma che merita ogni singolo parola attraverso cui vi troverete a passare. Qui la protagonista fa i conti con molte difficoltà, un alto livello di auto sabotaggio, un’inadeguatezza cronica davanti alla propria vita e alle proprie relazioni e allo sforzo nei confronti di un puzzle che spesso incastriamo davvero male. Meg Mason scrive divinamente e fa ai lettori un regalo grandissimo: il dono di guardarsi dentro e concedersi di spaventarsi.

L’OPPOSTO DI ME STESSA

V13

Un altro dei miei scrittori preferiti di sempre, Emmanuel Carrère, è tornato in libreria con un libro diverso dal suo solito, in cui lascia da parte l’ego che lo contraddistingue (e che, diciamolo, forse me lo fa apprezzare così tanto) per farsi mero cronista delle testimonianze a seguito degli attentati di Parigi del 2015. Le prime 100 pagine relative alle deposizioni delle vittime di Bataclan, stadio e bistrot sono lancinanti. Un reportage giornalistico che ferisce, in tutta la sua necessità.

V13

COSE CHE NON SI RACCONTANO

E a proposito di necessità, ci pensa Antonella Lattanzi a consegnarci un romanzo altrettanto necessario sulla maternità. Anche se dire che il suo Cose che non si raccontano sia un libro per chi desidera avere un figlio (e magari non ‘riesce’) è sicuramente riduttivo. Certo, ci sono le pma, i farmaci e gli interventi, ma soprattutto ci sono tante domande che credo le donne si pongano dalla notte dei tempi ma che, appunto, si condividano di rado: esiste un momento per procreare? Che ne sarà delle nostre ambizioni? Della nostra vita di coppia? Di noi stesse? Cosa rimane, tra quel ‘prima’ e quel ‘dopo’? Lattanzi, tra un pugno in faccia e l’altro, ci racconta con coraggio quello che a volte nemmeno abbiamo osato confidare a noi stesse. Splendido.

COSE CHE NON SI RACCONTANO

ESTENSIONE DEL DOMINIO DELLA LOTTA

Libri preferiti 2023

Avevo da recuperare ancora diversi titoli dal mio scrittore-rivelazione del 2022 e così, in colpevole ritardo, mi sono buttata sul romanzo d’esordio di Michel Houellebecq, autore francese che mi ha stregato col suo Serotonina. Sin da questo primo titolo sono ben chiari gli argomenti cardine della sua poetica: il declino della nostra civiltà, la mancanza di senso di alcune nostre esistenze, il vuoto, la solitudine e il degrado. Lettura poco impegnativa, insomma. Eppure, Houellebecq, anche nel disagio riesce a essere divertente, grazie alla sua ironia tagliente che rende più sopportabile l’abulia e la depressione dei nostri tempi.

ESTENSIONE DEL DOMINIO DELLA LOTTA

FARMACO

Libri preferiti 2023

Proseguiamo questa lista di libri tutt’altro che leggeri con Farmaco: l’autrice spagnola Almudena Sanchez racconta la sua depressione affrontando il tema della malattia mentale senza veli, in una sorta di diario mai pedante e mai autocommiserante. Ma anche qui, non mancano intermezzi ironici capaci di smussare un tema pur delicato come questo. Da leggere e rileggere.

FARMACO

CLEOPATRA E FRANKESTEIN

Libri preferiti 2023

Non sarò certo io a dovervi introdurre a questo titolo chiaccheratissimo in diversi Paesi, ma lo farò solo perché tra chi lo ha amato e chi lo ha odiato (le cose particolarmente belle son divisive, pare) io mi colloco decisamente nella prima categoria. Coco Mellors, al suo benedettissimo esordio, porta il lettore all’interno di una relazione mal funzionante (tossica, direbbero oggi) tra due ragazzi di una New York metallica e desiderabilissima, nonostante i suoi tanti buchi neri, che fanno il paio con quelli dei protagonisti. Personaggi minori descritti quasi meglio dei protagonisti, il che non è così frequente.

CLEOPATRA E FRANKESTEIN

PATRIA

È il momento di quello che per me è stato il libro dell’anno, a cui sono arrivata tardi ma, mi dico, forse nel momento in cui più ero in grado di apprezzarlo. Davanti al mare ho riso e pianto per questa saga familiare davvero epica e immaginifica. Un’opera gigantesca, mostruosa, che credo non si possa fare a meno di divorare. Ferrnando Aramburu ha scritto di famiglie e di terrorismo, di Eta e di stati, di debolezze umane mai banali e di Paesi Baschi, in una maniera magistrale. I personaggi femminili, poi, sono stati una benedizione. 640 pagine da bervi appena possibile.

PATRIA

LA CASA DEL MAGO

Libri preferiti 2023

L’ultimo romanzo di Emanuele Trevi, il cui Premio Strega Due Vite non avevo ben capito, conserva una prosa eccellente, quasi magica, per restare in tema col titolo dell’opera. Ma, al contrario del precedente, riesce a mio avviso a entrare meglio in sintonia col lettore, descrivendo in maniera universale un particolare rapporto tra il figlio (Trevi) e il padre, uno psicoanalista un po’ sui generis. Queste sono le ragioni per leggere La casa del mago, ma quella principale è sicuramente per vedere come scrive chi scrive davvero davvero bene.

LA CASA DEL MAGO

GIÙ NELLA VALLE

Libri 2023

Quando Paolo Cognetti esce con un nuovo romanzo è raro non compaia in una di queste liste. Da non estimatrice della montagna, l’autore mi ci trasporta, mi ci immerge e per settimane ci continuo a pensare. Giù nella valle è una storia ancora una volta montanara che per struttura e lunghezza ricorda più un racconto lungo che un romanzo vero e proprio. Siamo in Valsesia: due fratelli, simili e allo stesso tempo distanti, si parlano poco e male, come fossero i due cani dell’incipit – incipit che vale il libro per prosa e immagini.

GIÙ NELLA VALLE

Voi avete letto uno di questi libri? Quali sono stati i vostri migliori libri 2023? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questa compilation vi è piaciuta? Nella nostra sezione dedicata ai libri trovate tantissimi altri consigli di lettura, e anche nelle stories in evidenza sulla nostra pagina Instagram! Qui invece trovate la vetrina letture costantemente aggiornata.

In questo articolo sono presenti link affiliati

L'articolo I 10 migliori libri che ho letto nel 2023 sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/10-migliori-libri-2023-lista/feed/ 0
I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023 (e la wishlist 2024) /migliori-ristoranti-a-milano-2023-e-wishlist-2024/ /migliori-ristoranti-a-milano-2023-e-wishlist-2024/#comments Mon, 18 Dec 2023 06:00:00 +0000 /?p=62308 È tempo di bilanci: ecco i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023 e la lista di quelli da provare nel 2024!

L'articolo I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023 (e la wishlist 2024) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Come ogni fine dell’anno, è giunto il momento di tirare le fila e riflettere sulle esperienze eno-gastronomiche avute durante i 365 giorni appena passati e di darsi nuovi obiettivi. Quali sono i posti in città che mi hanno più entusiasmato in questo 2023? E quali ho già messo in lista per l’anno a venire? Ecco (per me) i 10 migliori ristoranti a Milano nel 2023, quindi provati durante l’anno appena trascorso, e la wishlist per quello che verrà. Se volete, potete scoprire anche la classifica dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 201920202021 e 2022!

I MIGLIORI RISTORANTI A MILANO NEL 2023 (PER ME)

HORTO

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché andare in un posto appena ha aperto e dire “si meriterebbe proprio la stella Michelin”, e poi quel posto la stella Michelin la prende, è una soddisfazione. Perché la vista a 360 gradi su Milano non ha prezzo. Perché il team è giovane, motivato, e si sta un gran bene.

BICCHIERINO BAR

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché in Giambellino un posto così serviva proprio. Perché qui si sta bene, e si beve anche meglio. Perché quell’insalata di patate è diventata un po’ il mio Impero Romano.

GLORIA

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché di questi tempi un posto ‘normale’ è l’eccezione. Perché è il classico posto che vorrei avere sotto casa. Perché un tiramisù così buono non credo di averlo mai mangiato.

FOOD WRITERS

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare bene pesce a Milano, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non è così scontato. Perché ho un forte debole per la cottura alla brace. Perché il conto non è nemmeno così alto, considerato come (e cosa) si mangia.

BEEF BAR

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché l’atmosfera è talmente chic e curata che sembra di stare in qualche brasserie fantasmagorica dell’Upper East Side. Perché la carne, qui, ti si scioglie in bocca. Perché, per quando sei in centro e ti vuoi viziare, un posto così un po’ serviva.

PAN

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché qualsiasi cosa che esce dalla testa e dalle mani di Yoji Tokuyoshi, a quanto pare, è destinata a piacermi. Perché i prodotti da forno, qui, non rischiano di annoiare mai. Perché potrei tranquillamente e felicemente tirarci dalla colazione alla cena.

CAFFÈ DEL LUPO

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché trovare posti del cuore fuori dalle zone più battute è sempre una soddisfazione. Perché è il classico posto che bada molto più alla sostanza che alla forma, e di questi tempi ce n’è proprio bisogno. Perché gli ingredienti arrivano tutti dai presidi Slow Food, e si sente.

MILLÉSIME 1990

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché la combo vini e formaggi francesi è forse la chiave della felicità. Perché si beve divinamente, dalla Provenza alla Champagne, dal Rodano all’Alsazia. Perché la loro terrina provoca dipendenza.

LA SALA BISTROT

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché la cucina italiana contemporanea ora spadroneggia a Milano, ma la fregatura è sempre dietro l’angolo, e qui invece a ogni portata si cade in piedi. Perché le verdure sono cotte alla perfezione, e sapete che ho un debole per le verdure.

TANISHKA

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché nessuno mi aveva mai detto che la cucina dello Sri Lanka fosse così buona. Perché si sta bene, a prezzi giusti. Perché si può uscire, fare letteralmente due passi, e far seguire a un ottimo pranzo un sano giro di shopping per la casa.

E per dieci ristoranti di cui mi è rimasto un bel ricordo, eccone cinque nella mia personalissima wishlist del 2024!

NORI WAY

Perché il desiderio di ridurre carne e pesce non si concilia bene col mio amore sconfinato per il sushi, dunque credo sia proprio giunto il momento di provare quello tutto vegetale di Nori Way, in Porta Romana.

OSTERIA DA ZIO NINÌ

Perché sono sempre alla ricerca di posti ‘alla buona’ per una bella cena di pesce, e questa insegna dietro al Monte Stella mi è stata segnalata più e più volte da amici che di cibo ne capiscono per davvero. Sarà quindi l’anno giusto per provarla?

SOOT

Perché dopo il mio viaggio in Corea, ogni occasione è buona per provare un po’ di nostalgia di quell’incredibile Paese, e questo nuovo ristorante in zona Sempione promette di essere un po’ diverso dal solito.

VERSO

Perché prendere due stelle Michelin in un colpo solo non dev’essere impresa facile, ma il ristorante dei fratelli Capitaneo in Piazza del Duomo ci è riuscito con apparente nonchalance, e vale la pena capire perché.

SUGHERO

Perché di vinerie è piena Milano, e io andrei praticamente solo in posti così, e questo nuova “vinoteca sociale” in zona Bocconi mi ispira parecchio.

E intanto, vi faccio dal cuore tantissimi auguri per un anno meraviglioso, pieno di posti che vi scalderanno il cuore!

E adesso tocca a voi commentare: ditemi un po’ quali sono stati i migliori ristoranti a Milano che avete preferito nel 2023 e quali mete avete nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

Bisogno di ispirazione? Date un’occhiata alla nostra mappa sempre aggiornata!

L'articolo I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023 (e la wishlist 2024) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/migliori-ristoranti-a-milano-2023-e-wishlist-2024/feed/ 3
A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano /horto-milano-ristorante/ /horto-milano-ristorante/#comments Wed, 01 Feb 2023 06:00:14 +0000 /?p=55408 Siamo stati da Horto, nuovo ristorante nel cuore di Milano, e qui vi raccontiamo tutti i dettagli di questa esperienza. Ecco cosa si mangia e quanto si spende!

L'articolo A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Da qualche mese la nostra città può contare su Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano che, non abbiamo dubbi, diventerà uno dei nomi di punta del fine dining milanese. Merito del menu e della cucina su cui aleggia Norbert Niederkofler, chef altoatesino che ha meritato ben tre stelle Michelin e che sovraintende sulla brigata e sul notevole servizio di sala. E della location, unica nel suo genere, con un affaccio a 360 gradi su tutta la città, proprio nel cuore di Milano. Noi, per una occasione speciale, abbiamo cenato da Horto e qui vi raccontiamo tutti i dettagli di questa esperienza!

Abbiamo provato Horto e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI HORTO: degustazione o alla carta

Cominciamo col dire che Horto cerca di portare a Milano la filosofia che Niederkofler ha sposato e proposto fin dagli inizi sulle Dolomiti: stagionalità, sostenibilità, etica. Parole troppo spesso abusate, cui difficilmente c’è una corrispondenza nei fatti e che invece qui, ci spiegano, provano a dare la propria prova tramite un menu studiato su una rete di fornitori entro un’ora da Milano. Quindi sì, c’è il pak choi, che però arriva da Pavia, così come il riso, le carni sono di piccoli allevatori nei paraggi e il formaggio di caseifici sempre in zona. Piccolo appunto: avremmo apprezzato una scelta più estesa di piatti vegetariani o vegani, proprio in nome di quella ‘etica’.

Questa filosofia si struttura in un menu tuttosommato breve, a cui viene dato risalto tramite due menu degustazione rispettivamente da 5 o 7 portate. Chi volesse invece ordinare alla carta, può scegliere come comporre il proprio percorso attingendo da entrambi i menu, con le portate che preferisce. A pranzo, invece, la formula (e i prezzi) sono più agili, e noi non vediamo l’ora di sfruttare la meravigliosa terrazza per un aperitivo nella bella stagione.

COME SI MANGIA DA HORTO: sapori di montagna a bassa quota

Nonostante i menu degustazione ci invogliassero parecchio, decidiamo di ordinare alla carta per sperimentare i piatti di entrambi menu (che, come accade di sovente, devono essere però ordinati per tutti i commensali). I richiami alla montagna sono chiari, e non c’è una grande concessione a cucine troppo lontane da quella italiana.

La nostra cena è anticipata da diversi finger food di benvenuto tra cui delle paradisiache sfoglie di polenta con mousse di Strachitunt, una tartelletta alle alghe con trippa alla curcuma, bieta e bitto e delle chips di topinambur con tartare di manzo e caviale. Diciamo che siamo già predisposti bene.

Iniziamo con la tartare di salmerino marinato, cui viene aggiunta una salsa d’orzo parecchio corposa, che però non va a sovrastare il sapore, ben definito, del pesce d’acqua dolce. Sempre come antipasto, arriva anche la cagliata di latte vaccino al fieno, funghi e tartufo nero, impiattata in maniera davvero convincente e molto delicata nonostante i funghi e il tartufo.

Proseguiamo con un piatto che ci ha davvero conquistati: il risotto mantecato con fondo di trota e crème fraîche, un’esplosione di sapori a cui concorrono anche delle deliziose uova di pesce che lo sormontano. Proviamo anche il tortello di patate e abete con fondo di selvaggina, un piatto tipicamente montanaro che però rende anche a bassa quota, con un bilanciamento di sapori studiato alla perfezione e il fondo davvero indimenticabile, tanto da richiedere una tanto grezza quanto necessaria scarpetta.

Tra i secondi, scegliamo il cervo con zucca al rosmarino e asparagi pungitopo in agrodolce e l’anguilla con kiwi fermentato. Il primo è forse il piatto meglio riuscito di tutto il percorso, grazie soprattutto a una cottura eccelsa della carne di cervo. L’anguilla con kiwi invece ci sorprende, con questo inusuale accostamento di sapori che, se sulle prime ci destabilizza, finisce per conquistarci. Il pesce, poi, si scioglie letteralmente in bocca.

Concludiamo il nostro percorso con un sorbetto al cioccolato fondente con pera speziata e salsa brulè, seguito da una piccola pasticceria offerta dalla casa con Mou al Varzese con cioccolato fondente, financier al lampone e gelatina all’abete. Eccellenti e anche molto belli alla vista.

Abbiamo accompagnato la nostra cena con dell’ottimo Rosé Nature Trento Doc Lona Ester e, per iniziare, ci siamo concessi anche un piccolo cocktail analcolico, una fenomenale Kombucha allo zafferano.

L’ATMOSFERA DI HORTO: raffinata e spettacolare

Horto ha casa nel nuovo complesso del The Medelan, l’ex palazzo del Credito Italiano nella centralissima piazza Cordusio, dove sovrasta uffici e banche con una terrazza a ferro di cavallo da cui ammirare tutta Milano, da Citylife al Bosco Verticale, con la Madonnina che pare a portata di mano. Una volta che capite da che parte entrare (magari eravamo solo stanchi!), l’ambiente è pulito e lineare, con diversi tavoli inseriti all’interno di nicchie, dettaglio che verrà apprezzato da chi ama la privacy, e uno chef’s table da cui ammirare il lavoro della brigata. Il servizio pare un’orchestra che suona all’unisono, grazie a un team giovane, genuinamente gentile e ben affiatato che ci ha fatto vivere un’esperienza perfetta sotto tutti gli aspetti.

I PREZZI DI HORTO: in linea col posto

I prezzi di Horto ci sono sembrati completamente in linea con i piatti assaggiati, la posizione e l’atmosfera. Il menu da 7 portate ha un costo di 185€ (wine pairing a 80€), quello da 5 viene 155€ (wine pairing a 65€). Per chi preferisse ordinare à la carte, selezionando le portate dai menu degustazione i costi sono 90€ per due portate, 120€ per tre, 150€ per quattro.

HORTO
Via S. Protaso 5, Milano
02 36517496
Aperto tutti i giorni (12:30-14 e 19:30-21:30) tranne domenica

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI HORTO: stagionale e ancorato alla montagna; pochi piatti vegetariani o vegani

IL PREZZO DI HORTO: due menu degustazione (185€ e 155€); à la carte 90€ (due portate), 120€ (tre portate), 150€ (quattro portate)

L’AMBIENTE DI HORTO: perfetto per una cena di lavoro, un rendez-vous romantico o un momento speciale in famiglia

COME PRENOTARE DA HORTO: tramite il sito internet

COME ARRIVARE DA HORTO: con la metro rossa fermata Cordusio; tram 14, 24, 3; bus 58, 73

Conoscevate già il ristorante Horto? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A cena da Horto, nuovo ristorante sui tetti di Milano sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/horto-milano-ristorante/feed/ 3
I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2022 (e la wishlist 2023) /migliori-ristoranti-milano-2022/ /migliori-ristoranti-milano-2022/#comments Mon, 19 Dec 2022 06:00:00 +0000 /?p=52331 È tempo di bilanci: ecco i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2022 e la lista di quelli da provare nel 2023!

L'articolo I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2022 (e la wishlist 2023) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Come ogni fine dell’anno, è giunto il momento di tirare le fila e riflettere sulle esperienze eno-gastronomiche avute durante i 365 giorni appena passati e di darsi nuovi obiettivi. Quali sono i posti in città che mi hanno più entusiasmato in questo 2022? E quali ho già messo in lista per l’anno a venire? Ecco i miei 10 ristoranti del cuore a Milano che ho provato durante quest’anno appena trascorso e la wishlist per quello che verrà. Se volete, potete scoprire anche la classifica dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 20192020 e 2021!

I MIEI 10 RISTORANTI DEL CUORE A MILANO NEL 2022

LOM DOPOLAVORO

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché è, a mani basse, uno dei posti più belli di tutta Milano, specie nella bella stagione, col suo incantevole (e spazioso) cortile in zona Monumentale. Perché il menu è spiccatamente vegetale, cosa apprezzabile, di questi tempi più che mai. Perché si beve bene e, soprattutto, si sta una favola.

CHIFA

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché la famiglia Mao sa sempre come renderci felice, in fatto di cucina cinese. Perché la cucina piccante dell’Hunan dà ogni volta una sferzata di gioia alle nostre papille. Perché il conto è onestissimo e, in zona Sarpi, non era così facile distinguersi.

SPORE

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché tributare un menu alla fermentazione è un grande atto di coraggio e di sperimentazione, capace di distinguersi tra tanti posti spesso tutti uguali. Perché la resa di queso tributo è sorprendente e fa divertire, senza però virtuosismi eccessivi. Perché la formula del menu fisso, in questo caso, è vincente e lascia tutti contenti.

SUGO

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché a due passi dal Duomo non è per niente facile mangiare così bene. Perché tra pezzi d’arredo vintage e cucina ispirata a quella donna, Sugo mi ha conquistato. Perché è il classico posto di cui ti ricordi i piatti anche dopo parecchi mesi, e se non è un buon segno questo…

GERLI

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché, ormai lo sapete, ogni volta che apre un ristorante meritevole a Milano Ovest son felice già di default. Perché il pollo arrosto sembra semplice da fare, ma in fin dei conti non così tanto, e mangiarlo buono, seduti a un bel tavolo, con un servizio gentile e tanti altri buoni piatti di contorno è una bella idea per il pranzo della domenica. Perché anche le verdure sono eccezionali.

OSTERIA DEMOCRATICA

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché tra i posti ‘easy’ provati quest’anno, questo è sicuramente tra i più riusciti. Perché è un format che mi piace, nei pressi dei sempre più ‘svuotati’ Navigli: ci arrivi per bere una cosina, e invece ti alzi da tavola dopo quattro ore un po’ brillo e con una bella cena alle spalle. Perché d’estate si sta una favola nel suo cortiletto, ma anche in inverno, dentro, non si scherza.

NORAH WAS DRUNK

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché l’onda dei cocktail bar forse è un po’ passata, ma noi non mi stanco mai di bere bene. Perché i drink a base d’assenzio sono assolutamente da provare ma, considerati gli abbinamenti così interessanti di tutti quelli in lista, non si può che fare un bis. Perché la colonna sonora di questo locale a Lambrate è quella che metterei sul mio divano di casa, e questo è un plus da non sottovalutare.

SIDEWALK KITCHENS

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché un aggregatore di street food diversi è tutto quello che di più bello potevamo sognare, e in zona Dateo finalmente ora esiste. Perché stai lì, e prima ti bevi un vino di Enoteca Frizzante, poi assaggi due ravioli di Gyōzazà, e alla fine sei felice. Perché, soprattutto, l’hamburger di Chuck’s ha scalato prepotentemente la classifica dei miei burger preferiti in città.

MOSSO

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché in via Padova mancava proprio un posto così, e il progetto sociale di riqualificazione che c’è dietro è da sostenere. Perché lo spazio è immenso, adatto alle più disparate occasioni e a tutte le stagioni. E perché, sotto sotto, speriamo di farci un Conosco un aperitivo al più presto!

THAI CHOCKDEE

Clicca qui e leggi il racconto più dettagliato su questo posto!

MI PIACE PERCHÉ: Perché erano anni che cercavo un buon ristorante thailandese a Milano, e finalmente l’ho trovato, nel cuore del Giambellino. Perché le portate sono autentiche, ben pensate e il prezzo finale è più che corretto. Perché la gestione familiare è adorabile e il curry verde è indimenticabile

E per dieci ristoranti di cui mi è rimasto un bel ricordo, eccone cinque nella mia personalissima wishlist del 2023!

CROTTO QUARTINO

Avendo già provato più volte le specialità di questa osteria tipica della Valchiavenna, voglio testare al più presto la sua ‘tenuta’ anche lontano dai crotti di Piuro. Parola d’ordine: pizzoccheri chiavennaschi, salumi, formaggi e sciatt!

HORTO

Non essendo invece ancora riuscita ad andare a trovare Norbert Niederkofler tra le sue montagne, perché non sperimentare la sua cucina a bassa quota, ma decisamente più vicino casa? La sua cucina all’interno del The Medelan sembra avere tutte le carte in regola per diventare un locus amoenus o, senza trascendere nel latino, un posto del cuore.

FOOD WRITERS

Un amico che di pesce se ne intende mi ha consigliato questo indirizzo un po’ à la ostriche e champagne, ma in zona Primaticcio, e chi sono io per non andare a testare: i plateau di crudité, già solo in foto, sembrano paradisiaci.

ANDREA APREA

La Michelin ha ritenuto che il nuovissimo ristorante di Andrea Aprea, all’interno dell’altrettanto neoarrivato Museo Etrusco, valesse la stella Michelin ad appena qualche mese dalla sua apertura. Giusto o sbagliato? Spero di sapervelo dire al più presto.

ALTRIMÉNTI

Rimanendo sul fine dining, che sia, le wishlist sono fatte per essere anche un po’ irraggiungibili, menziono questo ristorante giunto alle mie orecchie grazie al passaparola, tutto entusiasta. Il menu che tengo d’occhio da qualche mese, in effetti, mette sempre molta voglia, e l’innovazione sembra non mancare. Chissà se potremo spuntare Altriménti dalla nostra lista dei ristoranti da provare nel 2023!

E intanto, vi faccio dal cuore tantissimi auguri per un anno meraviglioso, pieno di posti che vi scalderanno il cuore!

E adesso tocca a voi commentare: ditemi un po’ quali sono stati i vostri ristoranti a Milano che avete preferito nel 2022 e quali mete avete nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

Bisogno di ispirazione? Date un’occhiata alla nostra mappa sempre aggiornata!

L'articolo I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2022 (e la wishlist 2023) sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/migliori-ristoranti-milano-2022/feed/ 4
A pranzo da Villa Crespi, ristorante tristellato sul Lago d’Orta /a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/ /a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/#comments Wed, 16 Nov 2022 06:00:33 +0000 /?p=48732 Siamo stati a pranzo da Villa Crespi, ristorante tre stelle Michelin dello chef Antonino Cannavacciuolo, e qui vi raccontiamo com'è!

L'articolo A pranzo da Villa Crespi, ristorante tristellato sul Lago d’Orta sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
Molti forse conosceranno lo chef Antonino Cannavacciuolo principalmente per la sua simpatia, i suoi programmi televisivi e le sue forti pacche sulla spalla, tuttavia, i suoi meriti nascono ovviamente prima di tutto dietro ai fornelli. Noi eravamo curiosissimi di sperimentare la sua cucina a Villa Crespi e quindi, di recente e poco prima della consacrazione nell’Olimpo dei ristoranti italiani con tre stelle Michelin, ci siamo recati sul bellissimo Lago d’Orta (perfetto per una gita fuori porta) per un pranzo davvero speciale. A nostro parere è stato un riuscitissimo connubio tra alta cucina e contesto mozzafiato: ecco com’è andata!

Abbiamo provato Villa Crespi e qui vi diciamo com’è!

IL MENU DI VILLA CRESPI: un abbraccio tra Campania e Piemonte

Come spesso accade nei ristoranti stellati, anche a Villa Crespi la scelta consiste nel menu alla carta e nel menu degustazione di tre tipologie, due da sette portate e uno da otto. Inutile dire che il percorso degustazione in questi casi è spesso conveniente, oltre che il modo migliore per comprendere a tutto tondo il tipo di cucina proposta. È un po’ come guardare l’autoritratto di un pittore, e sulla tela dello chef Cannavacciuolo si vede sia la terra d’origine, la Campania, che la terra che lo ha visto crescere professionalmente, il Piemonte.

Tra i tre menu degustazione noi abbiamo scelto Traccia, che prevede un benvenuto dello chef, due antipasti, un primo, un secondo, il pre dessert e il dessert.

COME SI MANGIA DA VILLA CRESPI: be, divinamente

Uno dei piatti simbolo dello chef che non vedevamo l’ora di assaggiare è il tonno vitellato, una chiara rivisitazione “al contrario” del classico vitello tonnato, con fettine di tonno marinate in salsa di soia e accompagnato da fondo di vitello. Abbiamo apprezzato molto anche l’idea di accompagnarlo a un assaggio di vitello tonnato verace in stile finger food, che si è rivelato assolutamente delizioso.

Ma è il primo piatto, riso Carnaroli, bottarga, midollo e ostrica, che ci ha fatto sentire le campane del paradiso. Un chiaro spostamento dal Piemonte verso la Campania con l’introduzione del mare. Il ricco risotto, sia come sapore che consistenza, è da abbinare boccone dopo boccone alle fredde ostriche servite a parte: un’esplosione armoniosa di sugo, burro e salsedine. Un piatto davvero eccezionale, che fatichiamo a spiegare a parole.

Il nostro secondo classificato del menu è stato il piatto completamente vegetale a base di sedano rapa, frutto della passione e aglio nero. Un abbinamento decisamente insolito tra aglio nero, molto più dolce e ‘leggero’ di quello bianco, e la delicatezza del sedano rapa.

Anche il rombo chiodato, conchigliacei, alghe marine, taccole ci è piaciuto molto, soprattutto per il contrasto ben riuscito tra la morbidezza e il sapore di mare del pesce e la croccantezza delle taccole. Per concludere, una morbida mela verde con gelato al cocco e fondo di caffè: contrariamente alle aspettative, un dessert bilanciato sull’acido della mela, l’amaro del caffè e il delicato sapore del cocco.

La bellezza di tutti questi piatti che abbiamo assaggiato è che sono arrivati dritti al cuore e… torneremmo domani stesso per mangiarli di nuovo.

L’ATMOSFERA DI VILLA CRESPI: raffinata e speciale

Come in tutte le cose, anche l’occhio vuole la sua parte, ed è innegabile che il contesto in cui si trova Villa Crespi sia fiabesco. La costruzione della villa iniziò nel 1879 per mano di Cristoforo Benigno Crespi, industriale del settore cotoniero, e durò trent’anni. Di ispirazione chiaramente mediorientale, è un delizioso ricamo arabeggiante con facciate ricche di colonne e intarsi che ricordano un minareto. Saranno lo chef Cannavacciuolo e sua moglie a ristrutturarla e, dal 1999, a renderla una destinazione speciale a tutto tondo grazie sia al ristorante che alle camere lussuose a disposizione per il pernottamento. La magia continua anche all’interno della villa: il ristorante, infatti, si snoda tra le sale di raffinata opulenza al pianterreno, fino alla veranda con vista sul giardino estivo.

Il team in sala è in armonia con l’ambiente circostante: è formale e attento, ma allo stesso tempo riesce a incantarti con racconti sulla storia della villa e sui piatti del menu. L’insieme risulta davvero in sintonia e assolutamente coerente con l’alto livello che ci si aspetta da un ristorante stellato. Lo chef, che è quasi sempre presente, saluta tutti gli ospiti una volta terminato il pasto (che per essere uno chef stellato non è ormai cosa scontata).

I PREZZI DI VILLA CRESPI: proporzionati al contesto

Villa Crespi Cannavacciuolo
Dolcetti con il caffè | © Elena Mariotti

I piatti alla carta si aggirano attorno ai 60-70 euro, mentre il prezzo del menu degustazione va dai 190 euro a testa per il Traccia, ai 210 euro per il Degustazione itinerario dal sud al nord Italia – entrambi con sette portate -, fino ai 240 euro per il Mettici l’anima – otto portate (bevande escluse). I menu si possono integrare con il percorso di abbinamento vino. Considerando la qualità superba del cibo e del servizio, nonché la location da sogno, riteniamo che i prezzi siano assolutamente corretti.

VILLA CRESPI
Via Fava 18, Orta San Giulio
 0322 911902
Aperto tutti i giorni (12:30-15:00 e 19:00-23:30, martedì e mercoledì solo a cena) tranne lunedì

INFORMAZIONI UTILI:

IL MENU DI VILLA CRESPI: i sapori italiani più autentici in chiave stellata, alla carta o a scelta tra tre menu degustazione

IL PREZZO DI VILLA CRESPI: circa 150€ alla carta per due portate, da 190 a 240€ per i menu degustazione, bevande escluse

L’AMBIENTE DI VILLA CRESPI: fiabesco, elegante, romantico

COME PRENOTARE DA VILLA CRESPI: attraverso il form sul sito

COME ARRIVARE DA VILLA CRESPI: in macchina o in treno, molto comodo anche in giornata da Milano per una gita fuori porta

Conoscevate già il ristorante Villa Crespi? Lo avete già provato? Fatecelo sapere qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Cercate altri posti per un’occasione speciale? Date un’occhiata alla nostra sezione dedicata!

Avete bisogno di altri spunti? Nella Mappa di Conosco Un Posto trovate tutti i nostri posti del cuore!

L'articolo A pranzo da Villa Crespi, ristorante tristellato sul Lago d’Orta sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/a-pranzo-da-villa-crespi-ristorante-tristellato-sul-lago-d-orta/feed/ 2
Ristoranti aperti la domenica a Milano: 10 indirizzi al top /ristoranti-aperti-la-domenica-a-milano-10-indirizzi-al-top/ /ristoranti-aperti-la-domenica-a-milano-10-indirizzi-al-top/#respond Mon, 27 Jun 2022 06:00:40 +0000 /?p=47039 Trovare aperto un ristorante alla domenica, a Milano, spesso è un'odissea. Ecco 10 indirizzi al top per una giornata in famiglia, con gli amici o col partner!

L'articolo Ristoranti aperti la domenica a Milano: 10 indirizzi al top sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
C’è chi è un grande amante del brunch (in questo caso non perdetevi questo articolo e questo) e chi, invece, alla domenica ama coccolarsi con un pranzo o una cena ‘normale’. Spesso, però, trovare ristoranti aperti la domenica a Milano è un’odissea. E allora, che vogliate trascorrere una giornata in famiglia, con gli amici o con il partner, che abbiate voglia di una cucina italiana più raffinata o di un’esperienza più ‘easy‘, abbiamo raccolto per voi 10 indirizzi al top in città!

10 RISTORANTI APERTI LA DOMENICA A MILANO

EXIT (CHIUSO)

L’uovo alla Exit | © Elisabetta De Candia

Del bistrot dello chef stellato Matias Perdonomo vi parliamo ormai da anni perché, fin dalla prima visita, ci ha rubato il cuore. Con casa nel centro di Milano, Exit si trova in un chiosco un tempo adibito a fioraio o edicola, elegantemente ristrutturato. La prima parte del delizioso menu è riservata ai piccoli sfizi (croissant dolci e brioche salate, ostriche, caviale, pane burro e acciughe), mentre la seconda è dedicata a piatti più elaborati, otto in tutto. La descrizione è ermetica e si limita a un elenco delle ottime materie prime utilizzate per ogni piatto, invogliando a scoprire gli accostamenti proposti. Che sono, effettivamente, tutti incredibili, e perfetti per una domenica da ricordare.

EXIT. Piazza Erculea 2, Milano. 02 35999080. Aperto tutti i giorni (12:30-00). 

SUPERFICIALE

La formula di questo meraviglioso ristorante in zona Città Studi (non perdete la nostra guida del quartiere qui) è agile, con un menu stringato a base di ricette italiane di carne, pesce o vegetariane con un tocco di originalità. Per il pranzo della domenica la formula è Hangover Sunday: un primo o un secondo piatto (o entrambi), a prezzi convenienti, soprattutto date le porzioni molto abbondanti. Atmosfera super curata e proprio ‘da domenica’. 

SUPERFICIALE. Via Sansovino 1, Milano. 346 1361426. Aperto tutti i giorni (12:30-15:30 e 20-00, dom 14-17) tranne lunedì.

OSTERIA DEL BINARI

Cene Aziendali a Milano Osteria del Binari
© IG Osteria del Binari

All’Osteria del Binari troverete principalmente una cucina regionale lombarda, con riso al salto, cotoletta alla milanese e risotti secondo stagionalità. Gli interni sono sapientemente arredati come un salotto milanese del Novecento, ma la vera perla di questo ristorante è il vasto e magnifico giardino, che in primavera fiorisce insieme al glicine sovrastante. Tra tutti i ristoranti aperti di domenica a Milano, è molto indicato per un pranzo in famiglia ma anche per una cena aziendale coi colleghi.

OSTERIA DEL BINARIVia Tortona 102 89409428. Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 19:30-23).

OSTELLO BELLO GRANDE

Bere Gruppo Milano
Un’immagine dell’Ostello Bello Grande | © Ostello Bello Grande Fb

Il (meritato) successo del primo Ostello Bello ha portato alla nascita del secondo locale in zona Stazione Centrale che, come intuibile dal nome, è più grande del fratello in via Medici, con quasi 200 posti letto a disposizione. Oltre alla sua primaria funzione di ostello, potete venire qui anche solo per un aperitivo per godervi i suoi spazi ampi e accoglienti, soprattutto quando d’estate viene aperto un amabile cortiletto all’esterno. Si rivela però anche un’ottima scelta anche quando si tratta di ristoranti aperti a Milano di domenica!

OSTELLO BELLO GRANDE. Via Lepetit 33, Milano. 02 6705921. Aperto tutti i giorni.

O|NEST

Oltre ai vini, questa enoteca con cucina in zona Risorgimento offre, in un ambiente raccolto, materie prime scelte con cura che vanno a comporre un menu in continuo mutamento: proposte del giorno in cui spiccano dai semplici assaggi, come le acciughe con burro della Normandia e i crostini con battuto di lardo e pepe, ma anche proposte più strutturate. Qui non resterete mai delusi, merito anche dell’ambiente è caldo e raccolto, per non parlare del delizioso giardino interno, dove ritemprarsi appena prima del weekend.

O|NESTVia Turroni 2, Milano. 351 8578998. Aperto tutto il giorni (8-23:30, sab-dom dalle 9) tranne lunedì e martedì.

DABASS

Dabass_Milano_Conosco un posto
L’uovo pochè con crema di zafferano | © Elisabetta De Candia

Anche di questo piccolo bistrot dal sapore un po’ rétro e dagli arredi ricercati vi parliamo dal lontano 2017. In un bellissimo edificio liberty dietro corso Lodi, là dove c’era una cartoleria, ha casa Dabass il cui menu si divide tra un percorso degustazione o i piatti del giorno, anche se non c’è un vero e proprio menu scritto, né carta dei vini o dei cocktail: l’idea, infatti, è di giocare con le disponibilità del giorno, e su questa base creare ‘variazioni sul tema’ sempre nuove.

DABASS. Via Piacenza 13, Milano. 349 3565436. Aperto tutti i giorni (18-1, dom 12-00) tranne lunedì.

MOTELOMBROSO

È stata una delle scoperte più piacevoli del 2019 questo ristorante dal nome misterioso in una casa cantoniera lungo l’Alzaia Naviglio Pavese (non perdetevi qui il nostro racconto della serata). Nessun mistero invece sulla qualità di una proposta varia e golosa, su una carta dei vini di 300 etichette e su un ambiente curato e piacevolmente bucolico reso ancor più affascinante dal bellissimo giardino esterno. Nel weekend Motelombroso rimane aperto senza pause da mezzogiorno fino a sera, offrendo la possibilità di mangiare e bere qualcosa a tutte le ore, all’insegna di quella rilassatezza decantata anche dal motto del ristorante: ‘Cibo, vino e otium‘. 

MOTELOMBROSO. Alzaia Naviglio Pavese 256, Milano. 333 1855267. Aperto tutti i giorni (19-1, sab 12-1:30, dom 12-18) tranne lunedì.

TIPOGRAFIA ALIMENTARE

Sulla Martesana, questo bellissimo bistrot che si autodefinisce ‘Food Hub, caffè e vino’ propone una cucina semplice e diretta in cui le materie prime artigianali sono le assolute protagoniste. Noi lo consigliamo per un aperitivo o per un pranzo (soprattutto quello della domenica), perché i prodotti sono davvero ricercati e ben trattati. Lo spazio è una piccola perla nel quartiere con un’atmosfera molto gradevole e rilassante ispirata al mondo della stampa. Qui avrete a disposizione giornali, riviste e libri di argomento food and wine e un meraviglioso dehors lungo il Naviglio, perfetto per le serate estive. 

TIPOGRAFIA ALIMENTARE. Via Dolomiti 1, Milano. 02 83537868. Aperto tutti i giorni (12-16 e 18-23, ven dalle 9, sab-dom 9-23) tranne martedì.

NEBBIA

Nebbia si è imposto in pochissimo tempo come uno dei migliori ristoranti in città (e uno dei nostri preferiti, ovviamente), ma il successo non ha dato alla testa ai giovani proprietari: qui l’atmosfera è sempre informale e accogliente con un menu solo all’apparenza semplice, che esalta i sapori di tutte le materie prime. Assaggiate il pan brioche con fegatini e cipolla caramellata di Tropea (ormai un vero e proprio signature dish) o la trippa al kimchi e capirete anche voi perché i pregi di Nebbia sono tutt’altro che foschi. 

NEBBIAVia Torricelli 15, Milano02 82781557. Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 18-01) tranne lunedì e martedì.

TRATTORIA SAN FILIPPO NERI

Filippo Neri Ristorante Milano
Il calamaro ripieno con polenta della Trattoria San Filippo Neri | © Tommaso Prada

Per il vostro pranzo della domenica (la sera è solo su asporto) venite in zona Precotto in questa storica trattoria – di cui vi avevamo già parlato qui – in cui piatti semplici e genuini e un’atmosfera amichevole e simpaticamente caotica la fanno da padrone. In menu, tra i tanti piatti, troverete lasagne, risotto alla milanese con ossobuco di vitello e l’orecchia d’elefante. Qui le porzioni sono abbondanti e i prezzi super popolari; inoltre, tempo permettendo, si può mangiare in cortile, all’ombra della vite. 

TRATTORIA SAN FILIPPO NERIViale Monza 220, Milano02 84344847. Aperto tutti i giorni (mar-mer 04-21, gio 04-23:30, ven-dom 04-21) tranne lunedì.

Voi avete mai provato uno di questi ristoranti aperti di domenica a Milano? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questa compilation vi è piaciuta? Qui trovate tantissimi altri ristoranti a Milano che abbiamo provato!

State cercando ristoranti aperti di lunedì a Milano? Ecco la nostra selezione!

L'articolo Ristoranti aperti la domenica a Milano: 10 indirizzi al top sembra essere il primo su Conosco un posto.

]]>
/ristoranti-aperti-la-domenica-a-milano-10-indirizzi-al-top/feed/ 0