Quando? – Conosco un posto https://godsgift.cyou Thu, 05 Mar 2026 11:15:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Quando? – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Brunch a Milano: 10 locali buonissimi che vi consigliamo /brunch-a-milano-10-locali-buonissimi-che-vi-consigliamo/ /brunch-a-milano-10-locali-buonissimi-che-vi-consigliamo/#comments Wed, 04 Mar 2026 15:49:35 +0000 /?p=91079 Cercate dei buonissimi brunch a Milano? Tra uova, toast, succhi d’arancia, dolci e caffè, questi sono i posti che ultimamente ci sono piaciuti di più.

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Cercate dei buonissimi brunch a Milano? Dalle formule fisse ai menu alla carta, dalle cucine dal mondo alle proposte più local, dalle insegne attive da lustri alle novità degli ultimi mesi, non è certo facile orientarsi tra le tantissime proposte in città. Per darvi quindi una panoramica più eterogenea possibile del complesso mondo dei brunch a Milano, abbiamo passato le domeniche mattina degli ultimi mesi tra uova, toast, succhi d’arancia, dolci e caffè e questi sono i posti che ci sono piaciuti di più. E se tra i brunch qua sotto non troverete il vostro posto preferito, ricordatevi anche di questo nostro vecchio articolo!

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10 brunch a Milano che abbiamo provato di recente

Pan

📍Dateo
💰€€

Quello di Pan è uno dei brunch a Milano migliori che possiate fare: questa è la versione breve del concetto. Per la versione estesa, cominciamo col dirvi che l’hype che circonda questo piccolo locale in zona Dateo fin dalla sua apertura è, contrariamente a quello che ci aspettavamo, pienamente giustificato. Pensavamo, infatti, che i social avessero amplificato troppo le qualità di questa bakery giapponese, ma ci siamo dovuti ricredere (e non è cosa che accada tutti i giorni!).

È difficile fare una classifica dei piatti migliori che abbiamo ordinato per comporre il nostro brunch (non c’è un menu a prezzo fisso, ma si ordina alla carta): semplicemente incredibile il sandwich con il pollo fritto, perfettamente equilibrato il Pan’s brunch plate (con salmone gravlax, uovo barzotto, labneh e verdure miste) e l’insalata di patate con cetriolo e cipolla è stata forse la migliore mai mangiata; alle Deviled eggs (con maionese e tartufo nero) pensiamo ancora dopo settimane e il Roots&Blu (crema di sedano rapa e anacardi, radicchio, blu di capra e nocciole) ci ha conquistati alla prima cucchiaiata, così come il fantastico gelato al panettone servito con uno sfogliato al caramello salato.

Nonostante all’esterno le persone in fila in attesa del proprio turno scalpitino per entrare, all’interno del locale l’atmosfera è incredibilmente tranquilla e se pensiamo a quanto abbiamo pagato (sui 35 euro a testa) ci viene ancora da sorridere visto che con quella cifra difficilmente ormai si può mangiare così bene a Milano. Insomma, lo abbiamo amato davvero tanto, si è capito?

Mezè

📍Risorgimento
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Guardando al rapporto qualità prezzo, il brunch – o meglio, la colazione libanese – di Mezè non ha probabilmente eguali in città. In questo bel locale in zona Risorgimento, infatti, per soli 20 euro abbiamo assaggiato un menu che ci ha fatto fare un bellissimo viaggio.

Si inizia con tanti piattini che comprendono hummus, halloumi con composta di pomodoro, marmellate fatte in casa, pinzimonio, frutta secca, frutta fresca e l’immancabile Saj (il tipico pane mediorientale). Si prosegue poi con un piatto principale: tra quelli proposti noi abbiamo scelto un’ottima omelette con prezzemolo e un fantastico uovo all’occhio di bue con carne di agnello con un bel gusto di cumino a dargli personalità. Il tutto è accompagnato da tè nero aromatizzato alle spezie e una limonata ai fiori d’arancio di cui avremmo voluto chiedere una bottiglia da portare a casa.

L’ambiente è molto curato – con un’attenzione ai particolari (persino in bagno) davvero meticolosa – e anche il servizio è attento e cordiale. Insomma l’avrete capito, Mezè è stata una bellissima sorpresa e ha già scalato la classifica dei nostri brunch preferiti in città. 

Sevilla Mia

📍Sant’Agostino
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Come forse ricorderete, Sevilla Mia è uno dei nostri ristoranti spagnoli preferiti. Da qualche mese, oltre al classico menu a base di paella, solomillo e pulpo a la gallega, questo locale in zona Sant’Agostino propone un’interessante formula brunch che per 25 euro prevede la scelta di due piatti salati, un dolce, il caffè e soprattuto sangria a volontà! Noi abbiamo preso la classicissima tostada con jamon, il croque senorito (un toast con jamon e queso grondante besciamella), il favoloso montadito con queso, salsa aioli e una guancia iberica sfilacciata che si scioglieva in bocca e il salmorejo, la tradizionle zuppa di pomodori andalusa che conosciamo bene e che qui viene proposta in una versione freschissima con basilico e avocado.

Il viaggio si è concluso con un’ottima crema catalana e con la natillas, una crema all’uovo con una spolverata di cacao. Certo, assaporare questi piatti nella splendida Siviglia sarebbe stata un’altra cosa, ma anche qui siamo stati benissimo: il cibo è buono, l’atmosfera è allegra (avrà contribuito la quantità non indifferente di sangria che abbiamo bevuto?) e il prezzo è corretto. È notizia di qualche settimana fa l’apertura di un nuovo locale in zona Moscova: ecco la scusa per un altro brunch a Milano in salsa spagnola!

Miro Osteria del Cinema

📍Porta Garibaldi
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Citando il film con Tognazzi e Mastroianni, La Grande Abbuffata è il nome del menu che ogni weekend trovate da Miro Osteria del cinema, il ristorante all’interno del cinema Anteo in Porta Garibaldi. Forse abbuffata non è il termine adatto, viste le porzioni delle portate non esattamente ciclopiche , ma la qualità è fuori discussione: qui si inizia dai dolci e – nonostante quel giorno non fossero disponibili gli sfogliati di Ciacco che invece generalmente sono in lista – la torta di albicocche, il brownie al cioccolato, il plumcake al limone e la crema diplomatica che abbiamo assaggiato erano davvero ottimi.

Molto convincenti anche le portate principali, un bel toast con uova, prosciutto cotto e formaggio, ma specialmente un alletterato con leche de tigre e piri piri tanto buono quanto, purtroppo, di scarsa quantità. Si conclude con il caffè e soprattutto con il gelato di Ciacco che, se conoscete, sapete bene quanto sia incredibile. Per 32 euro (ci sono anche una spremuta d’arancia e il pan y tomate) l’esperienza è sicuramente positiva, anche per merito di una location – uno splendido giardino nascosto tranquillo e rilassante – che si possono concedere pochi locali in città.

Ditta Artigianale

📍Magenta
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Il nostro viaggio tra i brunch a Milano ci porta da Ditta Artigianale, la storica torrefazione originaria di Firenze che da qualche mese è arrivata anche in corso Magenta. Ve lo diciamo subito: se cercate un locale tranquillo e un ambiente rilassante, questo locale non fa per voi, ma se potete soprassedere su un’atmosfera un po’ caotica e confusionaria – comunque ben governata da un servizio attento e cordiale – non ve ne pentirete.

Qui non c’è una formula fissa, ma il menu alla carta vi permette di comporre un brunch tra piatti classici come avocado toast, club sandwich e eggs benedict e preparazioni più healthy, adattissime anche a vegetariani e vegani. Noi abbiamo preso una omelette cotta perfettamente e bavosa al punto giusto, la gustosa japan pumpkin con miso soia e miele, le patate con burro ed erbette e una sorprendente bistecca di cavolfiore con roquefort, mela verde, chimichurri e melograno che prima o poi replicheremo anche a casa (sicuramente con risultati molto più scarsi!). Ovviamente non potevamo non prendere un dolce e, tra una scelta di sfogliati immensa, abbiamo optato per un cinnamon roll davvero pazzesco; ottimo anche il caffè, ma da una torrefazione così famosa non ci aspettavamo niente di meno. I 35 euro a testa che spenderete sono forse un tantino troppi, ma, considerando la zona, diventano accettabili e, ripensando a quel cavolfiore e a quel cinnamon roll, diventano quasi troppo pochi!   

Nowhere

📍Porta Ticinese
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Il vostro nome che viene gridato all’esterno e che poi – che ci siate o meno – viene spuntato da una lista scritta a mano sulla vetrina: funziona così la bizzarra gestione delle prenotazioni da Nowhere, l’ormai nota caffetteria specialty che da qualche tempo si è spostata da via Camminadella in uno spazio più ampio affacciato al Parco delle Basiliche che non si può definire meno che splendido. Poiché il menu è uguale ogni giorno, qui il brunch non è un’esclusiva del weekend e, anzi, la parola brunch nemmeno si legge in lista; nonostante questo, piatti e ingredienti – uova, formaggi, avocado, bacon, dolci e succhi di frutta – fanno inequivocabilmente pensare a quel mondo.

Dopo esserci fatti consigliare da un team di sala gentile e disponibile, abbiamo preso un uovo fritto con un tuorlo talmente colante che all’apertura ha rischiato di esploderci sui vestiti, uno strepitoso sandwich con kimchi, stracchino e miele a cui solo il bacon (colpevolmente da noi rifiutato) avrebbe regalato la perfezione e un ottimo avocado toast con lime e semi a cui ovviamente abbiamo aggiunto uova strapazzate e (qui sì!) bacon. Tra le bevande, oltre a un cappuccino di avena ben eseguito, è impossibile non citare un succo di lampone e lime semplicemente incredibile e signature drink fin dai tempi del vecchio locale. Forse eravamo ancora inebriati dal picco di zuccheri causato dal Black Panther – una brioche con burro di cacao che abbiamo preso da portare a casa ma che invece è terminata ancor prima di arrivare su corso di Porta Ticinese – ma lo scontrino finale di 58 euro in due, pur essendo superiore alla media dei brunch a Milano, ci è sembrato tutto sommato corretto ed è innegabile che torneremo qui, anche solo per sentire ancora gridare a squarciagola il nostro nome. Vi abbiamo convinto? Qui trovate il nostro racconto del brunch di Nowhere anche sotto forma di reel!

Nepà

📍Porta Venezia
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Sappiamo che, pensando a uova, bacon e cheesecake, potreste avere dei dubbi su un brunch completamente vegano, ma – fidatevi di noi – quello di Nepà spazzerà via le vostre titubanze. A pochi passi da corso Buenos Aires e dalla stazione Centrale, questa pasticceria, gestita da un team completamente femminile, utilizza materie prime 100% plant-based e si è imposta subito come una delle novità più interessanti di Porta Venezia, come testimoniano le tantissime persone che domenica mattina affollano non solo le due piccole sale, ma anche il marciapiede esterno in attesa di un posto.

Noi per fortuna avevamo prenotato e ci siamo goduti senza attese il nostro brunch che prevede un menu fisso in cui la scelta si limita al gusto del succo di frutta e alla tipologia di caffè; in un unico grande vassoio vi arriveranno tanti piatti dolci e salati: difficile dire quello che ci ha convinto di più, ma, tra le verdure a speghetto al forno, il tortino salato con crema di Gondino (un formaggio vegetale) e paprika, il club sandwich e il mini croissant salato è stato il fantastico scrambled tofu quello che probabilmente ci ha maggiormente sorpreso. Anche i dolci erano buonissimi con un brownie al cioccolato e una cheesecake praticamente identici alle versioni tradizionali.

Un plauso va anche al caffè americano, sicuramente il migliore tra quelli provati nel nostro viaggio tra i brunch a Milano. Non siamo riusciti a trovare una pecca neanche nel prezzo: 25 euro a testa sono una cifra pressoché perfetta per la qualità e quantità di quello che abbiamo mangiato. Brave ragazze!

Cocotte

📍Cinque Giornate
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Se chiudete gli occhi e pensate a un tradizionale brunch cosa vi viene in mente? Una formula a prezzo fisso che comprende buone portate a base di uova, dolci classici senza fronzoli, spremuta d’arancia e caffè. Ecco, da Cocotte troverete esattamente questo; d’altra parte sono più di dieci anni che questo locale in zona Cinque Giornate – che ha avuto il pregio di essere tra i primi a servire il brunch a Milano – resiste al vorticoso turnover cittadino con il suo menu di piatti serviti nelle cocotte (recipienti in ghisa rotondi) e il suo sterminato bancone di dolci.

Per 24 euro il brunch prevede un sempre gradito calice di benvenuto, una cocotte come piatto principale, un dolce, il succo d’arancia e il caffè. Le cocotte sono buone – noi abbiamo preso le uova alla Benedict e le uova affogate al bacon e asparagi (forse solo un po’ troppo acquose) – ma sono i dolci il punto forte, proprio come ci ricordavamo da quando siamo venuti qui la prima volta nel 2015: qualsiasi scelta si rivelerà azzeccata, ma noi abbiamo una predilizione per le crostate. Insomma, Cocotte è un locale a cui è impossibile non voler bene, un comfort place che è sempre una garanzia!

Gorille

📍Gioia
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Si potrebbe discutere ore di quanto noi millennial siamo nostalgici (sono passati *dieci* anni da questo articolo) ed è proprio per questo che – continuando a parlare di posti storici dove fare un ottimo brunch a Milano – è impossibile non citare anche Gorille. Questo piccolo locale all’ombra del Bosco Verticale, infatti, da oltre un decennio è sempre preso d’assalto nei weekend grazie a una formula brunch particolarmente convincente: per soli 18 euro potrete scegliere tra un menu tradizionale, uno vegetariano e persino un menu speciale (a 15 euro) dedicato ai bambini. Questo rende Gorille un posto perfetto per i più piccoli, ma il rovescio della medaglia potrebbe essere, come nel nostro caso, un sottofondo forse un po’ troppo rumoroso.

Questo però non ci ha impedito di goderci appieno il nostro pasto e noi per non sbagliare abbiamo assaggiato entrambe le varianti: sì certo, la versione tradizionale ci è piaciuta – si vince sempre facile con le uova strapazzate al bacon e anche il pan brioche con la marmellata di mirtilli era fragrante e gustoso – , ma i piatti del menu vegetariano – un’ottima vellutata di ceci e pomodori con crostini, l’avocado toast con citronette e soprattutto delle buonissime patate al forno morbide al centro e piacevolmente bruciacchiate ai bordi – ci hanno conquistato. Entrambi i menu comprendono anche uno yogurt con miele e frutta fresca, il caffè americano o il te (con free refill) e una spremuta d’arancia (o un altro succo a scelta) che con un piccolo sovrapprezzo si può agilmente trasformare in un Bloody Mary (buono!) o in un Mimosa. Noi abbiamo esagerato e abbiamo aggiunto anche un club sandwich al salmone e le polpette di carne (portando la spesa totale a circa 25 euro a testa), ma vi assicuriamo che anche il menu base vi sfamerà senza problemi.

The Friends Pub

📍Porta Nuova
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Ok, forse siamo un po’ fuori tema, ma siamo sicuri che se chiedete a un inglese vi dirà che il brunch è solo una pallida imitazione del Sunday Roast. Questo piatto tradizionale della cucina britannica viene servito ogni domenica al The Friends Pub, un locale dall’atmosfera impagabile che sembra essersi catapultato direttamente da Soho fino alla Milano di Porta Garibaldi. Venite qui se volete mangiare buonissimi hamburger o il Fish&Chips migliore della città, ma soprattutto se volete fare un’esperienza unica, come vi avevamo già raccontato in questo reel di un paio di anni fa. Il menu del Sunday Roast comprende uno starter – noi vi consigliamo le fantastiche uova in kilt morbide all’interno e croccanti fuori -, un dolce a scelta (se vi piace il cioccolato, non perdetevi la torta al cioccolato fondente e gelato al fiordilatte) e ovviamente l’arrosto: quello super tradizionale è il buonissimo roast beef con verdure, salsa Gravy e il sofficissimo Yorkshire Pudding, ma potete scegliere anche tra la versione con il tacchino in salsa di frutti rossi o la proposta vegetariana con formaggio con mandorle e chutney di mele. Il tutto per 34 euro (o 29, senza la birra)… sicuramente meno di un biglietto per Londra!

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Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /quartiere-scalo-romana-a-milano/ /quartiere-scalo-romana-a-milano/#respond Mon, 09 Feb 2026 04:44:00 +0000 /?p=90977 Siamo tornati a esplorare la zona di Scalo Romana per regalarvi una nuova fantastica guida di quartiere, giusto in tempo per le Olimpiadi Milano-Cortina!

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L’arrivo del Villaggio Olimpico Milano‑Cortina 2026 ha accelerato una trasformazione già visibile da tempo nel quartiere di Scalo Romana a Milano: qui si alternano binari, nuove architetture e vie di quartiere, che hanno subito un cambio radicale negli ultimi anni, con il moltiplicarsi di nuovi spazi d’arte, sempre più aziende che decidono di trasferire la propria sede in questo quartiere, e nuovi locali, tra bakery e listening bar. In questa guida vi portiamo tra gli indirizzi che vi raccontano cosa vedere, dove mangiare e dove bere nel quartiere di Scalo Romana, una mappa essenziale per orientarsi soprattutto in questo periodo!

Quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e cosa fare

  • FONDAZIONE PRADA. La sede meneghina inaugurata nel 2015 ha dato il via alla rinascita dell’area attorno a Largo Isarco: un campus che intreccia arte, architettura e cinema, con spazi iconici firmati OMA/Rem Koolhaas, la Torre e il Podium. Qui si viene anche per una sosta al Bar Luce o per salire al Ristorante Torre e guardare Milano dall’alto; volendo, c’è pure la biblioteca per una pausa più contemplativa. Che siate qui per una passeggiata nei cortili o per visitare una mostra, difficilmente ne uscirete insoddisfatti.
  • FONDAZIONE ICA. Situato in via Orobia 26, ICA è un centro per la cultura contemporanea con mostre e un fitto programma che attraversa vari linguaggi e discipline. L’esperienza include sale luminose, testi chiari, un ritmo di programmazione che spazia dal 900 fino all’attualità. Se siete in giro tra arte e cibo, è la tappa perfetta da incastrare tra un caffè e un aperitivo.
  • VILLA CLEA. In via Marco D’Agrate 25/27, un’ex officina diventa residenza per artisti e spazio espositivo. Loft, atelier e aree comuni si affacciano su un cortile verde; materiali caldi (argilla, legno) e una cura quasi domestica definiscono l’atmosfera. La programmazione prevede mostre, performance e momenti di condivisione che raccontano bene come la creatività abiti la rigenerazione di Scalo Romana.
  • UFO. In via Orobia 26, un ex spazio industriale diventa polo creativo: uffici, mostre, eventi, talk. Qui sono passati la fiera MEGA Art Fair (che ripasserà ad aprile per la seconda edizione) e i Billboard Women in Music, segno di una community connessa e internazionale. Se cercate incontri, premi o showcase, è il posto giusto.
  • SPAZIO VEDA. La galleria fiorentina approda a via Arcivescovo Romilli 20/4 con un bel programma di ricerca, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori. Sale pulite, allestimenti misurati, testi ben curati.
  • SCARAMOUCHE GALLERY. Scaramouche nasce nel Lower East Side di New York, e approda dentro il nuovo hub di via Vezza d’Oglio, assieme a Lubna (ristorante/listening bar di cui parleremo più avanti) e Magma (spazio eventi), portando mostre contemporanee in una location davvero splendida. Qui potete vedere una personale, poi spostarvi per un drink o una cena alla brace.
  • FONDAZIONE GALLERIA MILANO. In via Arcivescovo Romilli 7, la Fondazione rilancia l’eredità della storica Galleria Milano (1964–2022) con mostre e iniziative che tengono insieme archivio, al piano terra, e sperimentazione di nuovi e vecchi nomi, al primo piano.
  • CFA + VELO PROJECT. Tra via Romilli e dintorni, Velò project porta mostre tematiche in dialogo con lo spazio CFA: ricerche puntuali, testi curatoriali forti e un respiro internazionale (dalla collettiva Flemishness a nuove produzioni). Se siete amanti dei nuovi nomi dell’arte contemporanea, è una tappa da non perdere.
  • TALENT GARDEN – MILANO CALABIANA. Il campus di via Arcivescovo Calabiana 6 è l’hub operativo della zona: coworking da 7.500 m², sale eventi, terrazze e una community che mescola startup e corporate. Qui si lavora, si fa networking e poi si esce a scoprire il quartiere tra arte e cocktail. Utile anche per meeting e workshop durante la giornata.
  • MARIENCÒ. In via Ampola 18, una “casa‑spazio” ricavata da un ex opificio: cucina, scenografia della tavola e fiori sono parte dell’esperienza. Con l’associazione Maè il luogo si apre di più alla città, tra cene, presentazioni e format culturali pensati su misura. Caldo, sartoriale, perfetto per eventi che vogliono essere memorabili, anche matrimoni.
  • PIAZZA SAN LUIGI. Questa piazza centrale nel quartiere è diventata in pochi anni una “micro‑oasi” gastronomica grazie alla pedonalizzazione e alle nuove aperture che convivono con indirizzi storici: un contesto di socialità di quartiere dove alternare pranzo, aperitivo e cena senza muovere l’auto.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove mangiare

  • LE VENT DU NORD. Partiamo proprio dalla rinnovata fermata di Scalo Romana: a pochi passi, trova sede questa Brasserie belga di quartiere: moules & frites in cocotte (imperdibili quelle con crema allo zola), gaufre come si deve e una selezione di trappiste/abbazia che invita al pairing più della carta dei vini. Caldo, conviviale, perfetto anche in gruppo, quando si vuole tornare un po’ a Bruxelles.
  • OSTERIA TAJOLI. La Milano verace: risotto giallo, ossobuco, orecchia d’elefante e polpette “di casa”. Dentro è una capsula del tempo: chiassoso, con piatti generosi, vino sincero e conto giusto. Consigliata la prenotazione, soprattutto nel weekend.
  • PIZZAJOLI. L’Osteria si è fatta grande e ha conquistato i successivi civici, innanzitutto con questa pizzeria di quartiere: impasto leggero e digeribile, ingredienti ben scelti e una carta che gioca tra classici e twist (tipo la “pizza del giorno” con burrata e crema di pistacchio). Atmosfera informale, servizio sorridente, perfetta per una cena easy quando si vuole andare sul sicuro.
  • TAJOLINO. E poi arriva il fratellino all‑day long, un bistrot di quartiere aperto dalla colazione al dopocena: caffetteria al mattino, panini/piattini a pranzo e cocktail per l’aperitivo, con prezzi popolari e un tono dichiaratamente informale. La posizione – a due passi da Fondazione Prada – lo rende una sosta perfetta prima o dopo una mostra: servizio veloce, proposta breve e senza fronzoli.
  • SOTTOBOSCO.Ristoro di quartiere”, per davvero: cotture lente e cucina del territorio, milanese‑lombarda senza sbavature. Pochissimi tavoli, e un servizio attento al cliente. Per un calice al volo c’è Sottobanco (la bottega/mescita sorella) di cui parliamo più avanti, mentre della nostra esperienza al ristorante ne avevamo parlato qui.
  • BAJA SARDINIA. Non c’è quartiere che non si rispetti senza un buon sardo ruspante che rifornisca la zona di pesce fresco: ed eccoci da Baja Sardinia, dove la specialità sono spaghetti vongole & bottarga, catalana, seadas. Porzioni generose, tavoli stretti: se il locale spesso è pieno e rumoroso, un motivo ci sarà.
  • NISHIKI. Giapponese fusion ormai solidissimo, luci soffuse e salette private. Sushi, roll creativi e piatti caldi senza sbavature; carta vini davvero molto ampia per abbinamenti come si deve anche fuori dal sake. Ricordatevi di prenotare i privè per cene romantiche o occasioni speciali.
  • IL CAPESTRANO. Un angolo di Abruzzo a Milano, ma a Scalo Romana: arrosticini alla brace, maccheroni alla chitarra, materie prime tipiche, atmosfera curata e cucina di territorio. Un punto di riferimento quando si cerca carne e tradizione fatta bene, anche per tavolate.
  • RISTORANTE TORRE. Salite al sesto piano della Torre firmata Rem Koolhaas, in Fondazione Prada: vetrate a tutta altezza, arredi iconici e una vista su Milano che da sola vale il viaggio. In tavola, troverete la (sorprendente) cucina italiana contemporanea del giovane chef Lorenzo Lunghi, che cambia con la stagione senza perdere concretezza. Al bancone, cocktail ben fatti per l’aperitivo sulla terrazza. Carta dei vini importante, con etichette italiane e internazionali per accompagnare sia un pranzo domenicale sia cene d’occasione.
  • CIRCOLO SAN LUIS. Uno dei nostri circoli preferiti di Milano, e più precisamente un Circolo ACLI di quartiere (attenzione, per entrare è necessaria la tessera associativa): ambiente semplice, prezzi sociali, spirito di comunità. Aperitivi, con tagliere di salumi e formaggi, pizze e focacce, con serate a tema quando in calendario. Non è un ristorante “alla carta”, ma il posto giusto per bere e spizzicare a pochi passi da piazza San Luigi (da cui prende anche il nome).
  • IL DELFINO. Un classico di quartiere sempre affacciato sulla stessa piazza: ambiente semplice, accoglienza diretta, pubblico misto (residenti storici, tavolate di amici e famiglie). In carta troverete piatti tradizionali e una cucina rassicurante: pizze ben fatte e piatti di pesce e di terra senza fronzoli; porzioni “oneste” e conto allineato alla zona.
  • TAVERNA CALABIANA. Sala calda, boiserie essenziali e un servizio attento che coccola habitué di zona e tavolate aziendali. In carta una cucina nord‑italiana di tradizione (il meglio della cucina ligure, piemontese, lombarda, così si legge sul menu) e una doppia anima molto amata: griglia importante (celebre la costata di Angus scozzese) e pizza da forno a legna. Bello spazio esterno per le serate estive.
  • MESTÉ. Enoteca con cucina in una zona un po’ più defilata rispetto a Scalo Romana, di cui vi avevamo parlato già nel lontano 2019: luci basse, scaffali di vini naturali e un’atmosfera intima da chiacchiera. In tavola piatti stagionali, pensati per la condivisione (dal tonno del Chianti alla trippa o al polpo in padella, a rotazione). Pubblico di addetti ai lavori, amanti del buon cibo, ma soprattutto dell’ottimo vino. I pochi tavoli raddoppiano d’estate, grazie al piacevolissimo dehors.
  • DAWALI. Storico libanese di quartiere ad un civico di distanza da Mesté, che rientra tutt’ora tra i nostri ristoranti di cucina etnica preferiti a Milano: sale con tonalità calde, dehors in stagione e una ritualità da mezze condivisi (hummus, moutabal, falafel), quindi shawarma, tawouk e dolci come baklava. Clientela trasversale, servizio rapido e molte opzioni veg/halal
  • KUSINA NI LODI. Piccolo, caldo e famigliare: sala raccolta, musica Pinoy e un pubblico che mescola comunità filippina e curiosi. Da provare kare‑kare, sisig, crispy pata, chiusura con halo‑halo. Prezzi onesti, porzioni generose e servizio super accogliente.
  • PEPENERO. Anche in questo caso ci spostiamo al limitare del quartiere sino a Ripamonti, e fino a Pepenero, un indirizzo rinomato nel quartiere per pesce fresco, crudi & ostriche, insieme ad altri piatti mediterranei, in un ambiente caldo e moderno, con tavoli fitti e un servizio rodato. Clientela di coppie e gruppi, prenotazione consigliata nel weekend.

Pasticcerie & Bakery

  • DOCA. Doca (diminutivo del brasiliano “padoca”, panetteria) è una nuova apertura in Via Breno, una bakery d’impronta brasiliana, che recita accanto al nome Pane, Caffè, Saudade, perfetto per descriverne l’anima accogliente. Qui non aspettatevi i classici croissant o pain au chocolat: al loro posto, troverete pão de queijo, cocada, torte “di memoria” (carote‑cioccolato, mais & guava), pane e caffè filtro firmato Cafezal. Clientela di quartiere, in un posto ideale per colazioni e merende, con qualche tavolino ad accogliervi.
  • FORNO SAN LUIGI. Questo invece rimane da tempo un punto fisso della piazza: pane, focacce, brioche, e una formula “tutto il giorno” che regge colazione, pausa pranzo e aperitivo informale ai tavolini sulla piazza. Pubblico trasversale (residenti, famiglie, smart worker), prezzi corretti e vista chiesa che fa il resto. Ah, trasmettono anche le partite, nel caso foste interessati, con un’interessante formula aperitivo.
  • PAPPARÈ MILANO SYMBIOSIS. Locale all‑day perfetto per colazioni, brunch e pranzi, nel cuore di Symbiosis: spazi luminosi, opzioni veggie/vegan e format flessibile anche per eventi. È lo stop comodo quando ti muovi tra Fondazione Prada e gli uffici dell’area, ma anche luogo perfetto per i momenti di smart working.
  • OFFICINE DEL DOLCE GF. Pasticceria e gelateria 100% senza glutine, con laboratorio dedicato: dalla viennoiserie alle torte, fino a focacce & pizze. Ambiente di quartiere, tavolini per colazioni/merende e take‑away per la dispensa. Riferimento sicuro anche per persone celiache.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove bere

  • BAR LUCE e TORRE PRADA. Il caffè disegnato da Wes Anderson: formica, colori pastello, flipper e jukebox per un’immersione anni 50/60. Troverete visitatori della Fondazione, creativi, famiglie nel weekend, turisti alla ricerca di una stupenda instagram opportunity; ma qui si viene soprattutto per caffè, panini “alla milanese”, cocktail classici e pasticceria per colazioni, merende e aperitivi soft. Per cocktail con una splendida vista su Scalo Romana e i suoi tramonti, salite invece fino al sesto piano di Torre Prada, dove si trova l’omonimo ristorante, e cercate un posto in terrazza o allo scenografico bancone.
  • LUBNA – LISTENING RESTAURANT BAR. Spazio post‑industriale scenografico (bancone a vista, toni scuri, piazza esterna condivisa con Magma e Scaramouche) e vibe da listening bar: vinile nel weekend, proiezioni e un pubblico misto di curiosi dell’arte, addetti ai lavori e appassionati di mixology. La carta dei drink segue il fil rouge del fuoco (affumicature, brace, note tostate) che ritroviamo anche nelle proposte food, come vi avevamo raccontato qui. Perfetto per aperitivi lunghi e serate che uniscono musica, cocktail e cucina.
  • OFF/FLAVOUR. Look nordico e luminoso in via Benaco, con un bel bancone ordinato, frigo a vista e un manifesto chiaro: “only fine fermentations”. Qui si beve birra artigianale, spina e lattine, sidri, vini naturali e no/low (kombucha & co); in carta smørrebrød, kimchi e sandwich, anche pastrami.
  • MADAMA HOSTEL. Ostello‑bistrot in via Benaco 1 con bar di quartiere sempre vivo: dj set, karaoke del sabato, live ed eventi diversi ogni settimana. La frequentazione è molto variegata, fatta di studenti, viaggiatori e creativi. Da bere cocktail semplici, birre e vini; per mangiare burger e piatti comfort. Buona base per aperitivi informali e serate, soprattutto d’estate quando il dehors si affolla sino a tarda serata.
  • CANAGLIA. Il cocktail bar della squadra di Madama in Piazza San Luigi: interni caldi, una bottigliera ad archi e un mood retrò‑contemporaneo. Al banco signature cocktail – o meglio bevande spiritose, suddivise in stabili, sempre in carta, e instabili, che seguono il vezzo del bartender – e una cucina di tapas e piattini che accompagna bene il bere. Pubblico giovane del quartiere, servizio cordiale e tempi agili: perfetto per aperitivo o dopocena, anche qui molto spesso vengono organizzate serate con bei live.
  • SOTTOBANCO. La mescita‑bottega di Piazza San Luigi 5, costola del vicino Sottobosco: scaffali di vini naturali, mescita al calice, assaggi e prodotti in vendita. Ambiente piccolo e raccolto, pubblico da amanti di buon vino. È la sosta ideale prima o dopo cena in piazza, con qualche stuzzico dal banco (e prezzi onesti).
  • USTI. Birreria di quartiere tra Lodi e Brenta, atmosfera informale, luci basse e servizio spigliato: qui si sta al bancone o ai pochi tavoli interni, con schermi per le partite quando serve. In spina birre (artigianali e non) a rotazione, più una linea di classici ben fatti; da sgranocchiare hot dog, panini e stuzzichi per l’aperitivo easy. Clientela giovane, prezzi corretti, un bel ritrovo serale.
  • OOOPS PUB. Pub all day in Piazza Bonomelli: colazioni, pranzi veloci, poi aperitivi e live/dj set a seconda della programmazione. Ambiente amichevole, staff di casa, alcuni tavoli anche all’esterno. La proposta spazia tra spritz, classici, birre e una cucina semplice; pubblico di zona, gruppi e chi cerca un preserata tranquillo.
  • MACHAN PUB. Locale di recentissima inaugurazione proprio su corso Lodi (anche se nasce sulle ceneri di un altro locale molto simile): pub di quartiere a vocazione food&beer (il menu spazia da hamburger, pinsa, e similari) con carta di gin & spirits e serate a tema (anche stand‑up e intrattenimento). Ambiente easy, sale ampie e un pubblico eterogeneo che mischia famiglie e tifosi. Buono per partite e tavolate informali.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove fare shopping

  • MGM ALIMENTARI. “Bottega‑magazzino” da intenditori: tartufi (non per altro, era stato inserito nei nostri posti preferiti a Milano dove comprarlo), caviale, alici del Cantabrico, foie gras e una dispensa internazionale curatissima, con anche vini e distillati a scaffale. È nascosta tra i capannoni, ma dentro si trovano ingredienti top. Ah, ha anche un e‑shop!
  • LA BOUTIQUE DELLA CARNE. Macellaio di quartiere specializzato in carne piemontese, ma dove potrete trovare davvero splendidi tagli, dalle parti più convenzionali, a torte originalissime di macinato di fassona, mandorle croccanti e farciture gourmet.
  • IL CENTRO DELLA MOZZARELLA. Caseificio artigianale: mozzarelle, burrate e nodini fatti con latte fresco lombardo, ma anche taralli, focaccia pugliese, e tantissimi altri prodotti ricercati (segnaliamo una burrata con cuore di zola, sì, avete capito benissimo); banco essenziale, qualità alta, anche delivery. Un riferimento di quartiere da vent’anni, con altri punti vendita in città.
  • VERDERAME ATELIER DEL FIORE. Atelier creativo che lavora tra fiori, allestimenti ed eventi: stile naturale e poetico, perfetto per bouquet e progetti su misura (si trovano spesso in piazza San Luigi con iniziative culturali).
  • LA FIORERIA DI MICHELE CAFAGNA. Altra fioreria, questa volta molto più verace e di quartiere, dove poter trovare tutto l’occorrente per omaggi floreali, che siano bouquet o piante da esterni/appartamento.
  • ELODO BOOKSELLERS. Libreria–cartoleria indipendente: novità generaliste e forte selezione moda/design/architettura, oggetti di scrittura belli da usare, presentazioni e book club. Luogo caldo, curato, anche con e‑shop.
  • READING ROOM. Microluogo dedicato alle riviste contemporanee: indie mag, fotografia, grafica, moda. Aperto dal giovedì al sabato solo il pomeriggio o su appuntamento. Ideale per chi cerca numeri rari o vuole scoprire editori di nicchia.
  • MIKICA. Concept store d’arredo & vintage: pezzi unici wabi‑sabi, brocante selezionata, restauro e noleggio per shooting; anche in questo caso, aperture pomeridiane selezionate solo dal martedì al venerdì, spesso su appuntamento. Perfetto per dare carattere a casa (o a set fotografici).
  • FRATELLI BONVINI 1909. Cartoleria e tipografia storica: carta, inchiostri, stilo e stampe, con mostre e incisioni d’arte. Un tuffo nella Milano che scrive ancora a mano, con uno staff che sa consigliare il pennino giusto.

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I 10 migliori ristoranti del 2025 che abbiamo provato (a Milano ma non solo) /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/ /i-10-migliori-ristoranti-del-2025/#respond Mon, 15 Dec 2025 00:13:00 +0000 /?p=89561 Prontissimi per tirare le somme! Ecco i nostri 10 ristoranti preferiti nel 2025 (a Milano ma non solo) dove vi consigliamo di andare!

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Chi siamo noi per non dare seguito a una tradizione ormai decennale qui su Conosco un posto, in cui cerchiamo di tirare le somme eno-gastronomiche dell’ultimo anno e mettere in fila quelli che per noi sono stati i 10 migliori ristoranti del 2025? E quindi rieccoci qui, come ogni dicembre, ma quest’anno sconfineremo da Milano e vi racconteremo a tutto tondo le migliori mangiate degli ultimi 365 giorni! Un po’ perché, diciamolo, in città la ristorazione ultimamente ci sta un po’ deludendo, un po’ perché effettivamente le volte in cui siamo stati meglio non eravamo effettivamente qui… Molto su cui riflettere 🙂 Godetevi la lista!

E i vostri ristoranti del cuore nel 2025 quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024, 20232022!

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I migliori ristoranti del 2025 (a Milano ma non solo)

Sandì

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MI PIACE PERCHÉ: Perché di ogni piatto che la chef propone nel suo menu esclamo “Oh mio Dio, sì!”. Perché va bene la coolness, ma qui c’è anche (tanta) sostanza. Perché alla loro zuppa imperiale penso a giorni alterni, e non vedo sempre l’ora di tornare.

Mercato Isola

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MI PIACE PERCHÉ: Perché i ‘collettivi’ di insegne diverse e l’atmosfera da mercato rionale sono uno dei nostri contesti preferiti, perfetti per serate tra amici a smezzarsi e provare un po’ di tutto; perché Alba Pasta Bar e Celeste Al Mercato sono due belle novità, e Katsusanderia la solita certezza. Perché dove ci sono carboidrati, calici e verdure fatte bene, per noi è sempre un sì.

Lafa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la cucina araba e mediorientale non ci stancano mai. Perché le spezie e gli abbinamenti utilizzati in cucina rendono tutto molto divertente. Perché pasteggiare con la bandiera della Palestina a fianco fa sempre piacere, specie di questi tempi. Aggiungiamo addirittura un quarto motivo: perché il prezzo è molto giusto.

June Collective

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questa tipologia di bistrot, semplice ma mai banale, secondo noi mancava proprio in città. Perché anche qui spezie e verdure sono portate al “next level”. Perché che sia per colazione, brunch o pranzo si sta sempre un gran bene.

Al Vecchio Porco

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MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare bene cucina tradizionale ormai non è scontato. Perché evviva quei posti che sembrano rimasti un po’ fermi nel tempo, ma senza sbavature. Perché l’ambiente e il servizio ‘vecchio stile’, quando è tutto giusto, risultano assolutamente contemporanei.

Roncaglia 33

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MI PIACE PERCHÉ: Perché sono molto esigente, ma quando si tratta di colazioni al bar divento intransigente, e il fatto che un bar mi sia davvero piaciuto è abbastanza indicativo. Perché i lievitati (sia dolci che salati), qui, sono devastanti. Perché finalmente un posto come si deve a Milano Ovest.

Locanda Mesa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questa novità merita di essere conosciuta e amata. Perché si mangia (e si beve!) davvero in maniera eccellente. Perché se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, in questa cascina a mezz’ora da Milano il gusto è di casa.

Osteria Giorgione da Masa

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la domanda che mi faccio più spesso ricordando questa cena veneziana è: “Perché non esiste un posto simile a Milano?”. Perché la cucina “fusion giapponese veneta” la vorremmo quotidianamente nella nostra vita. Perché qui ci si diverte e l’atmosfera è autentica.

Belrespiro

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MI PIACE PERCHÉ: Perché questo posto nel piacentino incarna la definizione di “pranzo della domenica perfetto”. Perché Fabio e Chiara, i due proprietari, sono appassionati di ospitalità e cose buone in un modo quasi commovente. Perché il benessere che si prova sotto quel porticato nella bella stagione è davvero difficile da rendere a parole.

Valli Unite

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MI PIACE PERCHÉ: Perché una fuga sui colli Tortonesi è sempre un’ottima idea. Perché questa cooperativa agricola è il giusto compromesso tra semplicità e massima cura. Perché vorremmo che ogni pranzo di redazione potesse essere così ben riuscito!

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati per te i migliori ristoranti del 2025 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/ /ristoranti-fuori-milano-novembre-2025/#respond Mon, 17 Nov 2025 15:23:03 +0000 /?p=88459 Trattorie, ristoranti storici, locali per occasioni speciali: ecco i ristoranti fuori Milano che abbiamo provato e vale la pena raggiungere!

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Anche col freschetto invernale le gite fuori porta conservano il proprio fascino, soprattutto quando diventano l’occasione per scoprire nuovi indirizzi über confortevoli. Negli ultimi mesi ne abbiamo sperimentati di tutti i tipi: trattorie, ristoranti storici, indirizzi per occasioni speciali… Insomma, posti un po’ per tutte le esigenze, accomunati, però, da un grande comun denominatore: piatti davvero notevoli! Ecco quindi i 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente e che, secondo noi, vale proprio la pena raggiungere.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Uri Sapori Condivisi

📍Roddino (Cuneo)
💰€€

Iniziamo questo viaggio tra i ristoranti fuori Milano da Roddino, nelle Langhe, dove abbiamo avuto una delle esperienza gastronomiche più interessanti di tutto l’anno. In questo ristorante con un bell’affaccio sulle colline circostanti – che però ora ha cambiato ‘casa’, per rimanere comunque sempre in zona – si incontrano Piemonte e Corea (i luoghi d’origine della coppia di proprietari), in un mix di sapori entusiasmante e incredibilmente centrato. La nostra passione per la cucina orientale ormai la conoscete, ma qui viene omaggiata e rivisitata con estro e ingredienti locali.

Scegliere è piuttosto facile: ci sono tre menu (da 58, 68 e 78 euro), rispettivamente incentrati sui piatti simbolo del ristorante, sulle verdure e sui sapori coreani. C’è però molta elasticità, e anzi si viene incoraggiati dal personale a mixare piatti da menu diversi. Stenteremmo a dire quale piatto ci ha convinto di più: se il sandwich croccante con faraona, salsa bernese, insalata e rucola, se i ravioli ripieni al blu di mucca con tamarindo e crema di albicocca, oppure il fenomenale ssam coreano (involtino ripieno di capocollo di maiale marinato e piccante). Qui si beve anche molto bene (vi consigliamo di non farvi scappare il drink a base di tonica, soju e gochujang, spaziale) e una nota di merito va al servizio, uno dei migliori mai esperito: giovane, capace, attento senza risultare invadente, con un cuore, insomma. Speriamo con questo racconto di aver reso giustizia a Uri Sapori Condivisi, un’insegna che farà sicuramente molta (altra) strada.

Locanda Mesa

📍 Masate (Milano)
💰€€

Nonostante sia aperta da poco più di sei mesi, siamo già tornati due volte da Locanda Mesa, e non un caso. È uno di quei posti in cui sembra tutto incredibilmente al posto giusto. Ci troviamo a Masate, a poco più di mezz’ora da Milano, in una cascina ristrutturata con estremo gusto, in cui ci siamo sentiti davvero come a casa. L’atmosfera calda e rilassata lo rende il luogo perfetto sia per una cena romantica che per una tavolata tra amici. E, volendo, c’è anche la possibilità di pernottare nelle stanze situate negli edifici attigui.

Il menu è molto snello e in continua evoluzione: sette antipasti pensati per la condivisione e altrettante portate principali, che cambiano giorno per giorno, secondo la disponibilità del mercato. C’è anche la possibilità di affidarsi allo chef con la scelta del menu “fame” (quattro portate, 50 euro) o “tanta fame” (sette portate, 70 euro). Noi, complici due diverse occasioni e tanti commensali con cui condividere, siamo riusciti ad assaggiare tanti piatti, tra cui vi menzioniamo i più memorabili. Impossibile non iniziare dalla cruda di manzo, panna, topinambur e rafano, ma anche il culatello, servito con burro salato montato e focaccia tiepida; proseguiamo poi con i paccheri, salsa XO, bottarga e limone di Siracusa, e col risotto con zucca, pasta di salame e parmigiano, per concludere con un’imperiale fiorentina in condivisione per tutto il tavolo. I piatti sono riusciti, mai banali, alcuni dai sapori più tradizionali, altri decisamente più spinti, complice l’esperienza internazionale del (bravo) chef.

In sala invece c’è Seba, il proprietario e oste, che sa accogliere con gentilezza e consigliare il vino giusto con competenza e passione (a proposito, la carta è davvero ben fatta e curata, frutto di un bello studio anche delle etichette d’Oltralpe), ed è coadiuvato da un servizio di sala sorridente e impeccabile. Per quanto riguarda i prezzi, siamo ahimè più allineati a quanto è ormai la normalità milanese che alla dimensione di provincia, e dunque considerate di spendere non meno di 45-50 euro per un pranzo, bevande escluse. Noi non vediamo l’ora di tornare anche durante la stagione estiva, per goderci il meraviglioso giardino esterno, magari sotto il glicine in fiore.

Maninvino

📍Genova
💰

Maninvinoenoteca di quartiere in zona Manin a Genova – provata in uno dei nostri weekend fuori porta – è un piccolo rifugio fuori dal caos urbano, raccolto e intimo: uno di quei posti in cui ti senti subito a casa, con luci soffuse, poster coloratissimi e scaffali colmi di bottiglie che invitano a curiosare.

Il cuore del locale, infatti, sono i vini, tra etichette più o meno note che il personale, molto appassionato, ci tiene a raccontare con cura e entusiasmo coinvolgente. E così dall’idea di fermarci per un calice al volo ci siamo trattenuti – come nostro solito – anche per una cena, tentati dalle invitanti proposte gastronomiche e dalle piacevoli chiacchiere. Per iniziare, abbiamo ordinato un tagliere misto di salumi, gnocco fritto, pane fresco, olive, formaggi e delle polpettine spaziali, tenere e saporite. Il tutto accompagnato – come vuole la tradizione – da chili di focaccia ligure. Anche sul vino non abbiamo lesinato e, dopo due calici di un buon bianco fresco siciliano, ci siamo dati al Pineau d’Aunis, un rosso dalle note di frutti neri e spezie e dalla “buona beva” (cit. preferita di Betta, la sommelier della nostra redazione!).

Insomma, tra giovani, clienti affezionati e un po’ di chiacchiera “alla genovese“, in questo ristorante anche un semplice aperitivo diventa un piccolo rituale di piacere, fatto di calici, buon cibo e la sensazione di essere davvero coccolati. Anche il rapporto qualità prezzo ci ha soddisfatti, poco più di 20€ a testa per un aperitivo ben rinforzato. Ovviamente ci siamo portati a casa anche qualche bottiglia, perché sarebbe stato un peccato non approfittarne. Inoltre, il locale propone prodotti artigianali di nicchia, perfetti per chi cerca qualcosa di speciale da gustare o da portare in regalo a una cena da amici. Se passate dalle parti di Genova, non perdetevi Maninvino: un posto che conquista il cuore e il palato, tra “vini veri” – come amano definirli qui – e taglieri gourmet!

Trattoria al Baretto

📍Recco (Genova)
💰€€

Sempre per rimanere in tema ligure, siamo stati per la prima volta da Trattoria al Baretto, ubicata presso il belvedere della piccola frazione di Megli (sopra Recco), e ci ha subito fatto innamorare, grazie alla sua vista sul Golfo Paradiso, alla bella terrazza immersa nel verde e alla sua semplice ma ottima cucina. Anche la sala interna – molto intima (giusto una quindicina di coperti) – con le sue ampie vetrate risulta luminosa e accogliente, ma è senza dubbio la terrazza il fiore all’occhiello del locale.

Qui viene servita una cucina tipica e gustosa, in cui spiccano specialità locali quali le focaccette di Megli al formaggio, le trofie al pesto di Prà, i pansoti al sugo di noci e il coniglio alla ligure. Noi ovviamente abbiamo ordinato in condivisione focaccette a volontà (perché è impossibile resistere al loro richiamo); acciughe fritte (altra nostra grande passione) e cuculli con salame di Sant’Olcese, ma a stregarci sono stati anche piatti più particolari come le mezzemaniche con sugo di pacchettelle (pomodorini gialli) e ragù di seppie e calamari; il tutto accompagnato da un gradevolissimo vermentino della casa (sia lodato il vino sfuso, quando è buono!). 

I prezzi sono più che onesti: antipasti che non superano i 10€; primi tra gli 11 e 15€; secondi tra i 15 e 18€. Con uno scontrino che si aggira sui 35€ a persona, insomma, si torna a casa decisamente soddisfatti e con tanta voglia di tornare al più presto. Altra info utile: mentre la sera questo ristorante fuori Milano è aperto tutti i giorni della settimana, solo durante il weekend fa servizio anche a pranzo. 

La Palta

📍 Borgonovo Val Tidone (Piacenza)
💰€€€

Siamo stati da La Palta per festeggiare una bella occasione. A primo impatto, non potrete che rimanere affascinati da questo ristorante una stella Michelin, che trova casa in una vecchia dimora di campagna ristrutturata con gusto, immersa nel verde della Val Tidone.

Potreste forse aspettarvi piatti rustici e unicamente della tradizione piacentina, e in parte li ritroverete nei sapori, ma qui la cucina punta su eleganza e territorio, con piatti ben costruiti e accostamenti ben pensati. Oltre a poter attingere alla carta, potrete scegliere tra diversi menu degustazione: “Sei nella mia terra”, un percorso legato al territorio, al costo di 90 euro (quello che abbiamo scelto noi), “Sei nelle mie mani”, percorso su ispirazione della chef, al costo di 120 euro, e il meraviglioso menu completamente dedicato a “La Pasta”, solo su ordinazione, al costo di 150 euro. Tutti i piatti provati erano interessanti, i piccoli amuse-bouche iniziali forse i più sorprendenti, ma il piatto su cui avevamo più aspettative, i tortelli di pisarei ripieni di anolini, ci ha lasciato qualche dubbio, soprattutto sulla consistenza della pasta e sulla sapidità del brodo, che in un piatto simile sono pressoché tutto.

Forse anche il periodo ha influito, dato che ci trovavamo a ridosso delle ferie estive: abbiamo percepito una certa stanchezza in cucina e uno scarso entusiasmo in sala, (forse) comprensibile a fine stagione. Senz’altro abbiamo moltissimi motivi per tornare, primo tra tutti per assaggiare il “Pastiss alla piacentinadella Contessa Arcelli Fontana con stracotto di capriolo e il suo brodo, una delle specialità della casa. Ultima menzione al servizio giovane assolutamente impeccabile (ma che, come anticipato, non ci ha regalato particolari guizzi di empatia), e a una bella carta dei vini: ampia, ben costruita, con una selezione interessante di etichette italiane e internazionali, e ricarichi onesti per un ristorante di questo livello.

Agriturismo La Costa –  Ristorante e Cantina – Cascina Galbusera Nera

📍La Valletta Brianza (Lecco)
💰€€

Dell’agriturismo La Costa – Galbusera Nera avevamo già parlato qui, ma siamo tornati in questo ristorante fuori Milano per un’occasione speciale, il compleanno di Betta. E confermiamo che è uno di quei posti dove si sta bene, punto, soprattutto se con una tavolata di amici. Immerso nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il ristorante è circondato da sentieri e scorci verdi che invitano alla passeggiata prima o dopo il pranzo. La sala è semplice ma curata, con un’atmosfera rilassata e accogliente.

La cucina è stagionale, concreta, con piatti che valorizzano le materie prime locali senza troppi fronzoli. Potrete scegliere tra diversi menu (della tradizione o vegetariano, proposto a 45 euro), oppure scegliere alla carta, come abbiamo fatto noi: e quindi via libera a salumi del territorio, caprino e giardiniera accompagnati da fichi freschi (siamo stati fortunati, vista la stagione), torta salata di cipolle stufate e ricotta del parco, per poi proseguire con pasta e fagioli, risotto al pomodoro con olio al basilico, e uno splendido maialino croccante con caponata di verdure. Ma il vero protagonista qui è il vino: tutte le etichette in carta sono prodotte direttamente dall’azienda agricola La Costa, e sono una piacevolissima sorpresa. Bottiglie ben fatte, con un rapporto qualità-prezzo eccellente, che vi suggeriamo anche di acquistare in cantina (Serìz e Incrediboll su tutti).

Insomma, anche considerando che si trova a solo un’ora da Milano, è il posto perfetto per staccare, mangiare bene, bere ancora meglio e magari tornare a casa con qualche bottiglia sotto braccio.

Ristorante Macelleria Motta

📍Bellinzago Lombardo (Milano)
💰€€

Se appenna varcata la soglia di un locale si viene accolti da una coppia reale formata da un’enorme brace e da un frigorifero gigante contenente pregiatissimi tagli, non ci possono essere dubbi: qui si mangerà una carne spettacolare. Ed è proprio quello che è successo al Ristorante Macelleria Motta, un posto a Bellinzago Lombardo, già da tempo nella nostra wishlist e che finalmente abbiamo visitato per un pranzo nel weekend.

L’ambiente è caldo, accogliente e molto curato con tocchi di modernità – come le bellissime mucche colorate che adornano i tavoli (con tovaglia!) – che fortunatamente non influiscono sulla genuinità dell’atmosfera. È stato difficile scegliere da un menu che, tra taglieri, tartare, paste ripiene e ovviamente secondi di carne, sulla carta non presentava punti deboli: alla fine però, anche grazie ai consigli di un team in sala tanto professionale quanto amichevole, abbiamo creato un percorso che ricorderemo a lungo.

Se già i nervetti fritti e i bocconcini di polenta con tartare e lardo offerti come entrée hanno messo le cose in chiaro sulla qualità e la tecnica dei piatti, la successiva tartare di bue con salsa verde e tuorlo d’uovo e soprattutto l’incredibile midollo alla brace con battuta di diaframma non hanno fatto altro che confermare l’altissimo livello della cucina. Abbiamo poi assaggiato un primo – i buonissimi spaghetti di Gragnano con porcini e lardo – e la frittura reale di frattaglie perché – ormai lo sapete – quando sentiamo parlare di cervella, animelle e polmoni non riusciamo a resistere. Ovviamente sarebbe stato un delitto non prendere la carne alla brace e molto semplicemente vi diremo che la selezione del camino di tagli pregiati di bue piemontese è stata la miglior carne mai assaggiata negli ultimi tempi. Il segreto? Certo, la qualità della materia prima, ma anche il legno di ulivo di Ostuni usato per la brace che regala alla carne un particolarissimo sapore. Mentre sorbivamo il sorbetto ai frutti rossi che abbiamo preso come conclusione del nostro pranzo, stavamo già pianificando la nostra prossima visita, magari per provare il menu degustazione o il carrello dei bolliti, protagonista del lunedì sera.

Dando un’ultima occhiata al frigorifero all’ingresso, abbiamo pagato il conto: la spesa di 60 euro a testa (bevendo un calice di vino) ci è sembrata sicuramente corretta e per una volta anche il solitamente odiato coperto (4 euro) – considerate le entrée, l’ottimo cestino di pane e grissini e il servizio praticamente perfetto – non ci è risultato indigesto.

Bagni Buraxen

📍Imperia
💰€€

Mangiare bene in spiaggia non è mai un’impresa facile, eppure ci siamo riusciti durante un fine settimana ligure a Imperia, ai Bagni Buraxen di Porto Maurizio, che vi consigliamo di segnarvi nel caso passaste da quelle parti, anche in questa stagione, ché il mare d’inverno ha sempre il suo fascino. Tra una partita di burraco e un tuffo al mare cosa c’è di meglio di un bel calice da accompagnare anche solo a qualche piccolo sfizio, coi piedi praticamente nella sabbia? Qui i piatti tipici della vita marinara non mancano (fritti di pesce, paste col pesce, eccetera…), ma noi anche complice l’ampia tavolata e la voglia di condividere – abbiamo apprezzato anche e soprattutto piatti più semplici come il crudo di pescato del giorno, le cozze alla marinara, la giardiniera, il gazpacho e tutte le verdure che abbiamo assaggiato, di cui abbiamo gradito ricerca dei produttori, impiattamento e anche un twist originale qua e là nei dressing e negli accostamenti.

Si pranza in una piacevole (ma un po’ rumorosa) veranda, oppure ai tavolini fuori, più tranquilli e con una splendida vista. I prezzi sono nella media e il servizio è gentile, anche se all’ora di punta di un weekend estivo probabilmente dovrete armarvi di un po’ di pazienza per ordinare e ricevere il cibo. Ma al mare tutto va un po’ più lento, no?

Bellavista

📍Brunate (Como)
💰€€

L’inaugurazione dell’Albergo Bellavista risale al 1896: da allora si sono succedute diverse gestioni, fino all’attuale, che ha ristrutturato l’edificio mantenendo però il più possibile l’atmosfera originale, e possiamo dire che ci sono riusciti egregiamente. Difficile dire se sia meglio venire durante la bella stagione, approfittando del bellissimo giardino esterno, o d’inverno, quando si possono godere le stupende sale interne, con vetrate panoramiche sul lago di Como e ambienti in stile liberty. La vista è merito della posizione strategica: l’Albergo, ora anche ristorante, si trova a Brunate, un piccolissimo paesino proprio sopra Como. Potete raggiungerlo con una sfidante passeggiata (circa 600 metri di dislivello) oppure comodamente con la funicolare in pochi minuti.

Noi siamo venuti qui per un pranzo di gruppo nel weekend che ci ha permesso di assaggiare diversi piatti del menu, che ruota intorno a piatti tipici della zona. Ottima la selezione di salumi e formaggi del territorio, accompagnati da un assaggio di giardiniera e confetture. Tra i primi ci hanno colpito soprattutto le pappardelle al ragù d’anatra, ma sono i secondi ad averci conquistato di più: in particolare il filetto di manzo con salsa alle albicocche, fichi e patate, e il filetto di luccio perca con fumetto cremoso, insalatina di patate, fagiolini e pomodori secchi. Il servizio è stato molto attento e solerte: unica nota un po’ stonata il prezzo di alcuni piatti, soprattutto in rapporto alle porzioni: per uscire pieni, calcolate di spendere 50-60 € a testa, bevande escluse.

Trattoria Belfiore

📍Bologna
💰

Mangiare a Bologna è sempre un po’ come tornare a casa, anche se si è solo di passaggio. E così è stato anche per il pranzo alla Trattoria Belfiore, un angolo di tradizione sotto i portici, in una Bologna che sa essere genuina e senza fronzoli, proprio come piace a noi. Il locale è semplice ma è proprio questo il suo punto di forza: una trattoria dal sapore autentico, che mette al centro la sostanza. E i piatti lo confermano pienamente.

Abbiamo aperto le danze con un tagliere abbondante di – sua maestà – mortadella di Bologna, protagonista assoluta, accompagnata da un gorgonzola cremosissimo; il tutto innaffiato da un vino bianco frizzante della casa fresco, leggero, perfetto per iniziare. Poi siamo passati ai primi, perché a Bologna, si sa, la pasta è una religione. E così, tra un piatto di immancabili tortellini in brodo e una lasagna verde al ragù molto potente, tra una porzione di iconiche tagliatelle alla bolognese e ai funghi condite a dovere, ci è quasi venuta voglia di abbracciare il cuoco.

A quel punto eravamo già felici, ma anche la conclusione è stata degna di nota: un tiramisù goloso, una torta della nonna come quelle di una volta, e una torta al mascarpone che si scioglieva in bocca. Per chiudere, un bicchierino di nocino! Alla fine, con circa 30 euro a testa siamo usciti sazi, soddisfatti, e col cuore un po’ più pieno. Se capitate sotto i portici e avete voglia di provare tutto ciò che di buono c’è a Bologna, la Trattoria Belfiore è un posto autentico, che parla il linguaggio della cucina vera, quella che non si dimentica facilmente.

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In piena estate, ogni scusa è buona per uscire dalla città e concedersi un pranzo all’aperto o una cena con vista. Che si tratti di una trattoria panoramica affacciata sul mare, una cascina tra le colline o una locanda con cucina creativa, in queste settimane abbiamo esplorato diversi ristoranti fuori Milano, tra Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e oltre! Tra piatti della tradizione, sperimentazioni divertenti e location che meritano il viaggio, ecco una selezione di ristoranti fuori Milano dove abbiamo mangiato (e bevuto) benissimo, e che consigliamo senza pensarci due volte!

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Cascina degli Ulivi

📍 Novi Ligure (AL)
💰€€

Capita a volte, tornando da un weekend al mare, di voler allungare un po’ la magia prima di rientrare nella routine milanese. Ecco, Cascina degli Ulivi è stata la nostra scusa perfetta per farlo. Si trova appena fuori da Novi Ligure a pochi chilometri dall’autostrada, immersa nel verde, tra orti, vigne e animali da cortile. L’atmosfera è quella delle vere aziende agricole: niente fronzoli, solo natura, silenzio e una calorosa accoglienza. Perfetta per famiglie con bambini (che apprezzeranno moltissimo i tanti giochi disseminati nei prati), ma anche per gruppi di amici in cerca di un posto tranquillo dove mangiare bene (e bere ancora meglio).

Il menu è alla carta e cambia spesso, segue la stagionalità e la disponibilità dell’orto. Noi abbiamo iniziato con la farissa (simile alla panissa ligure, talmente buona che abbiamo chiesto immediatamente il bis), per proseguire con rabaton al burro e salvia, arrosto di maiale alle erbe aromatiche, e concludere con una buonissima torta di ricotta con composta di fragole. Tutto fatto in casa, compreso il pane, sfornato nel loro forno a legna.

Ma il vero protagonista? Il vino. Cascina degli Ulivi è prima di tutto un’azienda agricola biodinamica, fondata da Stefano Bellotti e ora portata avanti dalla figlia Ilaria, e i loro vini naturali, senza solfiti aggiunti – sono una stati una bellissima scoperta. Ci siamo innamorati del loro bianco Montemarino, un Cortese sorprendentemente fresco e complesso, e del rosso Monbuè, un blend di Barbera, Dolcetto e Ancellotta. Se siete appassionati quanto noi, non potrete esimervi dal fare un po’ di shopping prima di rientrare.

Il servizio è semplice ma attento, i prezzi onesti (per un pranzo da cui uscire sazi dovreste spendere 30/35euro, bere escluso), e l’esperienza nel complesso è di quelle che ti fanno venire voglia di tornare. Magari per un weekend intero per visitare le colline di Gavi (qui i nostri consigli sulla zona), visto che a Cascina degli Ulivi si può anche dormire.

Osteria Giorgione da Masa

📍Venezia
💰€€

Nella lista dei ristoranti che vorremmo portare a Milano, questa insegna veneziana ha scalato prepotentemente i suoi vertici, spingendoci a esclamare un convintissimo “Tutto giusto” ogni volta che ne raccontiamo i dettagli a qualcuno. Osteria Giorgione da Masa porta in tavola una cucina che definisce “fusion giapponese veneta“, ma questo appellativo rende forse poca giustizia ai piatti preparati da Mas​ahiro Homma, chef nipponico che in una calle del sestiere di Cannaregio onora le proprie origini con grande rispetto e, al contempo, grande estro, facendo quello che ogni chef dovrebbe fare: divertire i commensali.

Dal menu avremmo voluto provare tutto: i “cicheti giapponesi” (sarde fritte con salsa di soia e cipolla; aghedashi di polenta fritta con salsa di granchio; radicchio fritto in brodo dashi; stufato di salsiccia e seppie con verdure…), ma anche i piatti principali tra cui spiccano il cirashi di anguilla, gli udon e i gyoza di gamberi. Così, per superare l’impasse, abbiamo scelto di affidarci in toto allo chef e al suo menu degustazione, che ci ha riportato in un battito di ciglia in Giappone ma con un twist, appunto, tutto veneziano.

L’atmosfera è informale, da osteria, mentre i prezzi lo sono molto meno (la sola omakase viene 68€ ma, fidatevi, ne varrà la pena). Nota finale: anche la carta dei vini regala emozioni.

Trattoria al Serraglio

📍 Sori (GE)
💰

Se siete alla ricerca di un posto che vi stupisca segnatevi questo nome: Trattoria al Serraglio, sulle alture alle spalle di Sori. Si tratta di un angolo di Liguria che va ad aggiungersi ai nostri consigli per una bella gita fuori porta e che sembra uscito da una cartolina, con una vista mozzafiato sul Golfo Paradiso che da sola vale il viaggio (e i mille tornanti!). La terrazza è il cuore pulsante del locale: ampia, fresca anche nelle giornate più calde, e perfetta per godersi il tramonto con un bel bicchiere di vino in mano. Ma non è solo questione di panorama: qui si mangia bene, genuino e molto ligure.

Il menu è quello della tradizione: impossibile non cominciare con le vere protagoniste del ristorante, ovvero le focaccette (gorgonzola, prosciutto, stracchino, una più buona dell’altra, ma non sarà necessario scegliere, noi le abbiamo provate tutte, ehm), trofie di farina bianca o di castagne al pestopansotti al sugo di nociconiglio alla ligurebrandade di baccalà, cima alla genovese. Tutto è rigorosamente fatto in casa, e proprio per questo le porzioni sono limitate: se c’è un piatto che non volete assolutamente perdervi, il consiglio è di giocar d’anticipo e chiedere di metterlo da parte già al momento della prenotazione, come hanno suggerito a noi.

Il servizio è cordiale, il personale simpatico e attento, e il conto assolutamente onesto: noi abbiamo speso 25 euro a testa, vino della casa compreso. Al Serraglio è un posto speciale, dove vorremmo tornare e ritornare. Magari per una merenda dopo una passeggiata tra le creuze, perché sì, le focaccette vanno bene a qualsiasi orario.

Battipalo

📍Lesa (Novara)
💰€€

I ristoranti vista lago hanno sempre un gran fascino su di noi, ragion per cui qualche weekend fa abbiamo scelto il Battipalo, a Lesa, per un pranzo in famiglia. Il ristorante – che ha sede in una struttura a palafitta un tempo utilizzata come biglietteria per i battelli – si affaccia sull’acqua. Vista Lago Maggiore assicurata, dunque, sia mangiando nella bella sala interna o in terrazza, che nel dehors ai piedi della struttura. 

Dal menu – che cambia spesso ed è composto da quattro diverse opzioni di antipasti, primi, secondi e dolci – abbiamo ordinato diversi piatti, trovandoli tutti sfiziosi e ben equilibrati. Tra quelli che più ci hanno soddisfatto: l’uovo croccante con ricotta, piselli freschi, asparagi, agretti e zabaione salato; il carciofo brasato con crumble di pane, aglio nero e tobinambur; i ravioli ripieni di piselli con crema di latte e parmigiano e prosciutto crudo vigezzino e gli gnocchi di ricotta ed erbe spontanee con ragù di lumache leggermente piccante (forse il nostro preferito in assoluto). 
Dato che eravamo lì per festeggiare un compleanno, abbiamo poi concluso in bellezza con una deliziosa torta cioccolato e lamponi. 

Per quanto riguarda i prezzi, antipasti e primi vengono 18/20€; i secondi 24/26€ e i dolci 10€. Con l’aggiunta di 4€ di coperto potete dunque orientarvi su una spesa media (escluse bevande) di 50€ circa a persona. Un posto perfetto anche per cenette romantiche

Trattoria dei Cacciatori

📍Peschiera Borromeo (Milano)
💰€€

Un altro ristorante fuori Milano (ma proprio di pochissimo), di cui siamo rimasti davvero entusiasti, è Trattoria dei Cacciatori a Peschiera Borromeo, poco distante dall’Idroscalo di Milano.

Immersa nella suggestiva cornice medievale del Castelletto di Longhignana, la trattoria viene gestita dalla famiglia Temporali dal 1932 ed è uno di quei classici posti dei quali ci si innamora a prima vista, soprattutto nella bella stagione, quando si pranza e si cena all’aperto, sotto la pergola (quando fiorisce il glicine dev’essere ancora più spettacolare) o nella corte interna. 

La cucina offre piatti semplici, gustosi e per lo più tradizionali, sia di carne e pesce che vegetariani. La pasta fresca è fatta in casa, così come il pane, i dolci, i gelati e i sorbetti. Noi per cominciare abbiamo diviso un tagliere di salumi accompagnati da giardiniera e un antipasto di fiori di zucca ripieni di ricotta e menta, cotti a vapore, su crema di pomodorini; abbiamo poi proseguito con un ottimo pollo alla diavola e patate al forno (per due persone) e una piacevolissima parmigiana di zucchine, formaggio di capra e pomodorini. Per finire, due dessert capaci di conquistare anche chi – come chi scrive – di solito fa volentieri a meno del dolce, a fine pasto: la mousse allo yogurt con salsa ai frutti di bosco e cialda croccante e il semifreddo al cioccolato Guanaja 70% con salsa al mango e frutto della passione

A soddisfarci è stato anche il conto, che abbiamo trovato assolutamente onesto e in linea con la qualità del servizio e delle pietanze offerte: eravamo in tre e abbiamo speso 135€ totali per quanto descritto più bevande (tra cui una bottiglia di lambrusco da 24€). Torneremo senz’ombra di dubbio, perché siamo curiosissimi di scoprire Trattoria dei Cacciatori sia nella sua versione serale che invernale. Piccola nota dolente per i padroni di cani: non sono accettati

Valli Unite

📍Costa Vescovato (Alessandria)
💰€€

Cercando di sfuggire al caldo, e con l’idea di fare un tuffo, ci siamo diretti, come intermezzo tra la città e il fiume, a un pranzo di redazione da Valli Unite, un agriturismo con campeggio, appartamenti e ristorante dove volevamo venire da un po’, sui colli Tortonesi, non distante dalla nostra amata Val Borbera.

Da questa cooperativa agricola ci aspettavamo sì un’attenzione particolare per gli ingredienti e la loro sostenibilità, ma – in tutta onestà – eravamo preparati a un’atmosfera molto semplice e a un pasto conviviale senza troppe pretese. E invece siamo stati davvero sorpresi in positivo da un ambiente molto curato e piacevole, un servizio informale ma impeccabile e, soprattutto, da piatti pensati e realizzati con percepibile amore.

Dopo un assaggio di salumi e formaggi a latte crudo locali, abbiamo proseguito un po’ in lungo e in largo per tutta la breve carta: dal roastbeef di fassone con salsa tonnata e cipolla rossa in agrodolce fino alle spettacolari verdure dell’orto arrosto, salsa allo yogurt, nocciole e fiori (piatto che, pur nella sua semplicità, vale il viaggio) fino ai cannelloni di ricotta e verdure e ai secondi di carne o vegetariani, tutto ci è sembrato davvero delizioso, incluso il Timorasso con cui è quasi doveroso accompagnare le varie portate.

Il prezzo è stato la ciliegina sulla torta: abbiamo speso circa 40€ a persona senza farci mancare nulla, nemmeno il dessert. Torneremo presto, anche considerato i tanti eventi, spesso collegati a progetti sociali, che popolano di continuo questo indirizzo! E se volete portare a casa un po’ di Valli Unite, vi consigliamo un passaggio alla loro bottega.

Belrespiro

📍Sarturano (Piacenza)
💰€€

Anche da Belrespiro volevamo venire da anni, ma complice i pochissimi posti, un cambio di location, e le sporadiche date di apertura di questo indirizzo meraviglioso, siamo riusciti a incastrarci soltanto di recente. L’esperienza, comunque, ha ampiamente ripagato l’attesa: i due padroni di casa, Fabio e Chiara, orchestrano con innato spirito d’accoglienza un ‘pranzo della domenica’ semplicemente perfetto.

Sotto il porticato in estate e nella piccola sala all’interno d’inverno, 12 – e soltanto 12 – fortunati commensali possono scegliere tra piatti del giorno e ‘sempreverdi’ portate alla brace (grande protagonista in cucina) da una carta ristretta, ma molto azzeccata. A goderne saranno gli amanti del quinto quarto, delle frattaglie e della carne – per via di portate come animelle, pane, fegato e cipolle, o gli gnumareddi, il piccione o il filetto alla brace -, ma anche chi predilige le verdure, grazie all’ottima cipolla, fonduta, acciughe e panfritto o ai fagiolini, uovo e ‘nduja. Impossibile, infine, non lasciarsi tentare, nonostante le temperature, dai favolosi anolini in brodo.

Cos’altro? Una solida cantina, il servizio amichevole e le vibe – come direbbero a Milano – sono davvero positive. Però, per fortuna, qui siamo nella verde e silenziosa Sarturano, provincia di Piacenza, a un’ora abbondante dal caos cittadino. Per un pasto qui mettete in conto una cinquantina di euro bere a parte, mentre per prenotare tenete d’occhio la loro pagina Instagram.

Zaghini

📍Sant’Arcangelo di Romagna (Rimini)
💰

Tra le equazioni che preferiamo c’è sicuramente Romagna = tagliatelle, e dove mangiarne un bel piatto epico se non da Zaghini? Torniamo, dopo altre incursioni di cui vi avevamo raccontato in una delle ultime compilation, in una delle nostre regioni del cuor per parlarvi di questa trattoria storica a Sant’Arcangelo di Romagna, che tra archi in mattone e tovaglie rustiche porta in tavola la quintessenza della ‘romagnolità’.

Nel menu campeggiano i capisaldi della tradizione: cappelletti in brodopassatellistrozzapreti al ragù di salsiccia, e tagliolini con gli stridoli, ma anche piadine con squacquerone e salumi e pollo allo spiedo farcito e girato a mano. Qui, però, si viene soprattutto per le leggendarie tagliatelle fatte in casa al ragù, che potrete scegliere sia nella versione ‘classica’ che in quella accompagnata da piselli: semplicemente paradisiache, specie se accompagnate da un buon bicchiere di Sangiovese. Un posto a cui continueremo a pensare ancora a lungo, anche grazie a un conto leggero (20-25€ a testa) che ha sicuramente contribuito a un piacevolissimo ricordo. Prego, non c’è di che!

Parma Rotta

📍Parma
💰€€

Salumi pregiati, pasta artigianale e una cantina con più di 1000 etichette: il ristorante Parma Rotta, elegante e accogliente, è il posto per gustare la vera cucina parmense. Il locale è ampio, curato nei dettagli, e l’atmosfera è raffinata. il servizio è professionale e cordiale così come i proprietari, ristoratori appassionati e fedeli custodi delle tradizioni culinarie del territorio. Insomma, ancora prima di assaporare il primo boccone, ci eravamo già sentiti nel posto giusto.

In sei, abbiamo deciso di condividere più portate per esplorare al meglio il menù: dagli antipasti ai primi della casa, fino a una ricca selezione di carni. L’inizio non poteva che essere all’insegna della tradizione: un vassoio di prosciutto di Parma con 30 mesi di stagionatura, accompagnato da una generosa porzione di Parmigiano Reggiano 24 mesi. Per rinfrescare il palato, qualche piattino di pinzimonio di stagione. Il tutto abbondante, ben presentato e, soprattutto, di qualità eccellente.

A seguire, ci siamo sbizzarriti tra cospicue porzioni di tortelli tipici con ricotta vaccina ed erbette, davvero speciali; qualche assaggio di lasagna classica al ragù di bue Irlandese, saporita e gustosa; e qualche tegamino di trippa in umido, in condivisione. Se pensate che per i secondi non avessimo spazio, vi sbagliate di grosso: dal mezzo pollo al mattone alla grigliata cotta a puntino; dal roast beef di schiena di bue irlandese alle verdure grigliate – e un arsenale di patate arrosto -, ci è sembrato tutto bilanciato e ben realizzato.

Ma il vero fiore all’occhiello del ristorante – motivo per cui visitatori da ogni parte del mondo fanno tappa qui – è senza dubbio il gelato al fiordilatte preparato ogni giorno con latte fresco e servito con gesti sapienti, quasi coreografici, che incantano occhi e palato. Il conto riflette la qualità dell’esperienza: non economico, ma corretto per ciò che viene offerto in termini di qualità e quantità (circa €65 a persona, bere a parte). Quindi, se vi trovate dalle parti di Parma, non fatevi sfuggire questo posto unico nel suo genere e, soprattutto, lasciatevi conquistare da quel gelato indimenticabile.

La bottega di Norcia e Amatrice

📍Gorgonzola (Milano)
💰

Come ormai dovreste sapere, Gorgonzola è sempre nei nostri cuori per merito della sagra dedicata al celebre formaggio (quest’anno ci vediamo il 14 e 15 settembre!), ma questa piccola cittadina alle porte di Milano vale una sosta anche per i suoi meravigliosi scorci sul naviglio della Martesana e per alcuni ristoranti davvero interessanti. Durante una delle nostre ultime visite, per esempio, ci siamo fermati a La bottega di Norcia e Amatrice, un minuscolo locale in centro che da fuori potrebbe passare inosservato, ma che noi vi consigliamo senza indugi anche per una pausa golosa durante una passeggiata in bicicletta sul naviglio!

Come suggerisce il nome, questa è prima di tutto una rivendita di prodotti tipici umbri (formaggi, salumi, sughi, paste, vini, liquori) che per pranzo, aperitivo e cena si trasforma in un’osteria nella quale gustare taglieri che è impossibile definire meno che pazzeschi: porchetta, mortadella al tartufo, capocollo e pecorino con zafferano erano solo alcune delle leccornie che strabordavano dal nostro enorme tagliere, ma a stregarci è stato un salame talmente buono che non abbiamo resistito a ordinarlo anche dentro a un panino. Ottimo anche il sorbetto al limone con liquore alla liquirizia che abbiamo preso per concludere la nostra cena.

L’unico rammarico è stato non aver assaggiato una pasta all’Amatriciana che, vista dagli altri tavoli, sembrava davvero invitante, ma purtroppo disponibile solo su prenotazione. I prezzi sono assolutamente onesti (i taglieri costano 12 euro a persona e i panini 5 euro) e il servizio gentilissimo e cordiale. Noi stiamo già organizzando una biciclettata sulla Martesana solo per mangiare finalmente l’amatriciana e gustare un altro panino, venite con noi?  

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È possibile mangiare bene a Milano a prezzi contenuti? Difficile e annosa domanda, quella che ci siamo posti per stilare questa aggiornatissima lista dei ristoranti economici a Milano. Soprattutto di recente, uscire soddisfatti da un locale senza mettere una mano pesante al portafogli è decisamente complicato, e quindi eccoci pronti a venirvi in aiuto sul tema con alcuni dei nostri indirizzi preferiti, suddivisi per categoria, in cui ritrovare un rapporto qualità- prezzo eccellente.

Sul blog trovate altri articoli in cui vi raccontiamo dei locali economici a Milano, con un focus particolare su dove mangiare dell’ottimo pesce senza svenarsi, ma intanto ecco qui la selezione dei nostri ristoranti preferiti da cui – con una spesa di 30 euro – potreste uscire felici!

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20 ristoranti economici a Milano dove mangiare bene con meno di 30€

3 ristoranti street food economici a Milano

  • STREET FOOD BETLEMME (Porta Venezia). Probabilmente vi ricorderete del nostro racconto entusiasta e del nostro reel su questo piccolo locale in Porta Venezia che propone cucina palestinese. Qui troverete cibo di strada, ma anche tante mezzeh calde e fredde da gustare seduti all’interno o ai pochi tavolini affacciati su Via Castaldi. Falafel, halloumi, kibbeh bil lahma, hummus, mohammara, moutabal: non vi resta che andarci per scoprire tutte le specialità con somma gioia.
  • EL GALACTICO (Gorla). El Galactico nasce come food truck itinerante, ma dopo aver girovagato per Milano, da qualche anno ha fissa dimora in zona Precotto, in un piccolo locale dai pochi posti a sedere (tutti rigorosamente al bancone) e dalla carta piuttosto stringata. In menu troverete sempre, sulla base della stagionalità degli ingredienti, tacos diversi (qui potete farvi un’idea) e alcune specialità del giorno. Non possiamo garantirvi che non vi creeranno dipendenza.
  • TRAPIZZINO (Varie sedi). Come mettere d’accordo l’amico che ha voglia di pizza e quello che ama la cucina romana? Ordinando un triangolo di croccantissima pizza bianca con i condimenti tipici della cucina capitolina, ma non solo. C’è la lingua in salsa verde, la coda alla vaccinara, le polpette al sugo, lo zighinì, la trippa alla romana e una sfilza di supplì creativi: dal tortellino alla cacio e pepe, fino all’immancabile amatriciana. Qualsiasi sia la vostra scelta, nella sede di Porta Romana, che è anche una vineria, potrete accompagnarla con un ottimo calice di vino tra le 200 etichette proposte.

3 ristoranti economici di cucina italiana a Milano

  • ZIBO (Sant’Ambrogio). Anche Zibo nasce come food truck, nel lontano 2015, ma dura solo un paio di anni prima di stabilizzarsi in Zona Sant’Ambrogio, dove potrete trovare una cucina semplice ma ben realizzata: i ravioli con la pasta fresca fatta in casa sono incredibili, ma anche la fregola allo scoglio, e i loro tanti sfizi proposti come antipasti.
  • TRATTORIA BOLOGNESE DA MAURO (Navigli). Siamo tornati di recente in questa istituzione in zona Navigli, strategicamente posizionato in una via secondaria e un po’ decentrata rispetto al caos di turisti. Qui si viene per la pasta fresca fatta in casa e specialità emiliane: non perdetevi le ottime tagliatelle con ragù, i passatelli o tortellini in brodo, la gramigna con salsiccia, sempre preceduti da gnocco fritto e salumi. Il tutto servito con familiarità e gentilezza in un ambiente caldo e un po’ caciarone, ma assolutamente autentico.
  • SILVANO – VINI E CIBI AL BANCO (Nolo). Non ci stancheremo mai di sorprenderci della pazzesco rapporto qualità prezzo di questo locale in zona Nolo, di cui vi abbiamo parlato sin dalla sua recente e felicissima apertura in questo reel. Da Silvano si viene per un calice di vino e per degustare qualche piattino, di cui alcuni meritano la scarpetta. Qui si sta proprio bene, complice un personale di sala sempre sorridente, dei piatti golosissimi e una carta vini di tutto rispetto. Ma attenzione: il rischio di voler prendere poi tutto il menu è dietro l’angolo, e, in questo caso, non possiamo garantire che rimarrete in budget. Ricordate di prenotare con un po’ di anticipo.

3 ristoranti economici vegetariani a Milano

  • LOM DOPOLAVORO (Cenisio). Siamo nel quartiere Cenisio, a pochi passi dal Cimitero Monumentale. Quello di LOM – Dopolavoro è senz’altro uno dei giardini e degli spazi all’aperto più belli di Milano, assolutamente da sfruttare con la bella stagione. Ma qui non si viene solo per questo: la cucina è vegetariana, e in menu troverete tantissimi piatti gustosissimi da condividere durante l‘aperitivo, o da consumare per cena. Alcuni esempi? Polpettine di miglio e patate con erbette aromatiche, stick di tempeh alla piastra, uovo sodo, tutti accompagnati dalle loro buonissime mayo fatte in casa. Ma c’è spazio anche per fregola fredda , gnocchi di patate e carne vegetale, il tutto secondo stagionalità. Mi raccomando, prenotate!
  • GOVINDA (Cinque Vie). Difficile trovare il nostro ristorante preferito tra tutti quelli che propongono cucina vegetariana a Milano, ma l’incredibile location, il cibo buonissimo, e la gentilezza del personale, fanno conquistare sicuramente a Govinda il meritatissimo podio, come vi avevamo raccontato in questo reel. E se vi sembrerà strano mangiare all’interno di un ristorante gestito dalla comunità Hare Krishna, dovete assolutamente venire a provare il loro Prasadam, ovvero il cibo offerto alle divinità. Qui il menu è fisso, e comprende un vassoio con diverse portate tutte rigorosamente vegetariane. Fate un salto al piccolo tempio presente al piano inferiore, sarà senz’altro un esperienza speciale!
  • ALHAMBRA RISTO VEG (Porta Venezia). Un altro punto di riferimento in città per la cucina vegetariana è senz’altro Alhambra, in via San Gregorio, zona Porta Venezia. Una famiglia eritrea conduce da tantissimi anni questa gastronomia di quartiere, che con il tempo ha visto ampliarsi i suoi locali. Qui si scelgono le pietanze e si paga a peso, scegliendo se consumare il pasto direttamente in sala o nel dehor antistante al locale, o optare per il take away. Le scelte sono tantissime e il rapporto qualità prezzo davvero straordinario!

3 pizzerie economiche a Milano

  • PIZZA BIG (Loreto). Di Pizza Big vi abbiamo già parlato tra le nostre pizzerie preferite dove mangiare pizza sottile, e qui infatti la pizza è gigante e tiratissima, croccante, ben cotta e super digeribile. Sulla tovaglietta/menu troverete una lunghissima lista di pizze in ordine alfabetico e innumerevoli ingredienti con cui condirla. Personale cordialissimo e ambiente molto rustico fanno da contorno a una delle migliori pizze in città, in cui, vi assicuriamo, riuscirete a stare ampiamente in budget!
  • OCEANIA (Città Studi). Di questo pittoresco locale vi avevamo fatto un resoconto dettagliato nel nostro reel, ed è impossibile non menzionarlo tra le nostre pizze al padellino preferite di Milano. In questo locale tutto sembra essersi fermato agli anni 70 quando è stato aperto: dall’arredamento un po’ kitsch e un po’ retrò, alla la selezione musicale, fino agli accostamenti stravaganti di condimenti. Ve lo consigliamo soprattutto per cene di gruppo e, mi raccomando, non perdetevi le patatine fritte al miele e zenzero!
  • DA ZERO (Varie Sedi). Da Zero si viene invece per la pizza napoletana (anche se loro, a dirla tutta, sono proudly from Cilento!): la cornice è spessa e soffice, mentre il centro è tirato e sottile e ricco di ingredienti freschissimi. Qui si punta moltissimo sulle piccole realtà del sud Italia, da cui provengono alici, mozzarelle, olive e verdure, che vengono vendute anche nei diversi locali sparpagliati per la città.

3 ristoranti economici con cucine dal mondo a Milano

  • BRASITA’S (Certosa). Siete alla ricerca di un locale originale dove portare in gruppo i vostri amici? Ecco, Brasita’s potrebbe essere il posto perfetto per voi. Si trova infatti all’interno di un distributore di benzina, e serve ottima cucina brasiliana! Largo a pollo marinato con manioca, pastel de carne e quejio e picanha, il tutto innaffiato con delle ottime caipirinha! Effetto sorpresa assicurato, con una qualità prezzo davvero eccezionale! Qui trovate il nostro racconto più dettagliato.
  • CHIFA (China town). I ristoranti cinesi rimangono una delle nostre certezze in città, quando non vogliamo spendere tanto a cena. Ma c’è un nome che ci sentiamo di consigliarvi più di tutti, ed è quello di Chifa, piccolo ristorante (anche se ha subito una recente ristrutturazione, che gli ha fatto guadagnare un paio di tavoli) situato in China Town di cui vi avevamo già parlato in questo articolo. Qui i piatti sono abbondantissimi, saporiti, e con una bella dose di piccantezza, che noi apprezziamo sempre. Il menu è molto ampio, ma tra tutti i piatti, non perdetevi la zucca dolce (molto dolce, molto fritta, molto buona), il riso ai tre sapori, e in generale tutti i ravioli.
  • LI-SEI DELI (Porta Genova). Questo piccolissimo ristorante con una sola vetrina in via Vigevano, di cui vi avevamo già parlato qui, si posiziona a metà tra una gastronomia ed un take away, e conserva ancora sin dalla sua apertura una cura e un’attenzione ai piccoli dettagli che ne fanno senz’altro uno dei migliori indirizzi di zona. Qui si serve cucina coreana e il menu è essenziale e raccolto: memorabili il pollo fritto e il kimchi, ma anche il bibimbap (il classico piatto coreano con riso, verdure, uova e carne) e i numerosi sandwich!

3 hamburger economici a Milano

  • FAT SAM AT THE WINERY (Ticinese). Un’enoteca in cui il cibo non è un semplice contorno al buon bere: in questo piccolo locale in Corso San Gottardo troverete dei piatti che vi sorprenderanno sia per le porzioni, sia per la qualità: qui si viene indiscutibilmente per il loro bun al pollo fritto (12€), un gigantesco panino arricchito da mayo, cetriolini pickled e habanero a piacimento, ma anche altri piatti come camembert al forno con marmellata di cipolle (!), tartare di carne, ostriche e patatine fritte. La carta dei vini è notevole, con molte incursioni in Francia.
  • FONZO’S (Brera). Della nostra crush per lo smash burger ve ne abbiamo già parlato in questo reel. Ma è utile menzionare anche in questa classifica il panino di Fonzo’s, una piccolissima insegna del quartiere Brera, a pochi metri da Corso Garibaldi. Qui potete scegliere la versione single o double (12€), senza troppe aggiunte ne fronzoli, se non cheddar, salsa della casa, e cetriolino. Non dimenticatevi di aggiungere una porzione di patatine fritte perché sono fotoniche.
  • MACELLERIA POPOLARE (Ticinese). Siamo consapevoli che Macelleria Popolare sia un posto divisivo, alcuni lo amano, altri lo odiano, quasi tutti lo conoscono almeno di fama. Noi possiamo garantirvi che per gli amanti della carne sarà senz’altro un posto pazzesco, se non altro per i tagli e le specialità regionali difficilmente rintracciabili altrove in città. Ci troviamo all’interno del mercato della Darsena, e qui quinto quarto, bombette, kebab, diaframma e filetto sono all’ordine del giorno, cotti direttamente sulla brace, ma anche disponibili per l’asporto. Qui i panini cambiano secondo la disponibilità del mercato (circa 14€ l’uno), e oltre alla solita svizzera da hamburger, potete trovare lampredotto, stufato o ragù alla genovese. Accomodatevi nei tavoloni condivisi lato Darsena, e accompagnate il tutto con una birretta o un bicchiere di vino!

3 ristoranti all’aperto economici a Milano

  • MOSSO (Nolo). Aperto da qualche anno, Mosso è senz’altro diventato un punto di riferimento di Milano, grazie ai numerosi eventi, mercatini e concerti che vengono realizzati nel bellissimo giardino esterno. Ma Mosso è anche tanto altro: all’interno c’è un buonissimo ristorante, che prende spazio anche in cortile nella bella stagione con tanto di lucine alla sera. Qui si viene per mangiare piatti semplici, pizza, ma anche solo per sorseggiare un cocktail o una birra. Perfetto anche per famiglie con bambini.
  • MARE CULTURALE URBANO (Varie Sedi). Nato nella suggestiva Cascina Torrette, nel cuore di San Siro, Mare Culturale Urbano negli anni ha ampliato la propria presenza con nuove sedi: a Cascina Merlata, nel quartiere Gallaratese, a Merezzate e, più recentemente, con Scirocco, nel quartiere Santa Giulia. In tutti i locali troverete dei meravigliosi spazi all’esterno dove poter fare aperitivo, ma anche mangiare ottimi piatti e ottime pizze, dalla colazione a dopo cena.
  • FUORIMANO OTBP (Greco). Ci troviamo in zona Greco-Bicocca (come dite, un po’ fuorimano?), ma fidatevi che ne sarà valsa la pena spingersi fuori dalle solite aree centrali, perché in questo locale troverete un’ambiente davvero rilassato e incantevole, oltre che uno dei migliori brunch della città! Ideale per un aperitivo o un cocktail dopo cena, è uno di quei posti dove ci piace fermarci anche per lavorare in smart working. Qui trovate l’articolo dedicato.

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-maggio-2025/ /ristoranti-fuori-milano-maggio-2025/#respond Thu, 15 May 2025 05:00:00 +0000 /?p=85417 pasta fresca a Torino, pesce frollato a Rimini, o torta fritta da bis nel piacentino? Ecco 10 ristoranti fuori Milano che meritano il viaggio

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Ottima pasta fresca a Torino, pesce frollato a Rimini, o torta fritta di cui vorrete chiedere il bis nel piacentino? Negli ultimi mesi abbiamo lasciato Milano – percorrendo brevi o medie tratte – alla ricerca di ristoranti che meritano il viaggio: c’è chi propone una cucina contemporanea fatta di piatti semplici solo all’apparenza, ma dietro cui si cela una grande tecnica e ricerca; chi invece punta tutto sulla tradizione, con pranzi ‘di una volta’ in sempre apprezzabili contesti ‘rustici’; o chi ancora prova a rileggere i sapori locali in chiave attuale. Ecco una selezione di 10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato e che, dal nostro punto di vista, meritano di essere raccontati.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

Ilde

📍Lodi
💰€€

Mentiremmo se dicessimo che siamo capitati da Ilde per caso: era da tempo che tenevamo sott’occhio questo ristorante con gastronomia, e abbiamo sfruttato un sabato primaverile per una gitarella nella piacevolissima Lodi, con tanto di passeggiata lungo l’Adda. Ad attirarci, una ricerca certosina delle materie prime, una cucina contemporanea con qualche guizzo e una giovane coppia ai fornelli e in sala, formatasi nel Nord Europa prima e da Alberto Gipponi di Dina, altra gemma nel bresciano, poi.

Il menu è corto e incentrato su una decina di piatti pensati per la condivisione: iniziamo dal salame Zanaboni d’ordinanza, accompagnato dall’iconica giardiniera di Fratelli Pavesi, per poi passare a dei morbidissimi porri fondenti immersi in una golosissima salsa olandese e a un’originale barbabietola fritta, da accompagnare alla mayo allo zola di Carena (!) e alla gremolada. Un ottimo inizio d’esperienza, che decolla con tre piatti a cui penseremo ancora a lungo: una clamorosa millefoglie di patate con agretti, aglio, olio e peperoncino; una tenerissima tartare di vacca vecchia – in arrivo dagli allevamenti del lodigiano – con nocciole e fondo bruno; e un convincente spiedino di lingua con salsa verde e cipolle borretane. L’impressione è quella di piatti apparentemente semplici, dietro cui si nasconde, però, una meticolosa ricerca.

Anche il servizio, per quanto informale e rilassato, è precisissimo e mai parco di informazioni entusiaste riguardo ai piatti. Per quanto riguarda il prezzo, considerate una quarantina di euro bere a parte per uscire sazi. Anche la scelta delle etichette dei vini è interessante: motivo in più per tornare da Ilde quanto prima!

Antica Posteria Invernizzi

📍Abbiategrasso
💰

Se siete alla ricerca di un posto tranquillo per godervi un pranzo domenicale, vi consigliamo di fare un salto all’Antica Posteria Invernizzi a soli 30 minuti da Milano. La location è incantevole, con due salette accoglienti – una con vista sul Naviglio Grande, l’altra (più rustica) ricavata nell’antica torre della struttura – e un’atmosfera ferma nel tempo che mette subito di buonumore.

Abbiamo iniziato “in leggerezza”, si fa per dire, con un riso nero con verdure e gamberetti e una porzione di pasta con salsiccia, gorgonzola e tartufo. Per secondo, una trippa in umido con verdure, fagioli e patate, arricchita da una spolverata di grana, tenera e saporita; e un polpettone di carne di manzo e spinaci, morbido e gustoso. Come contorno, del radicchio al forno e tanto buon pane per fare la scarpetta. Ma il vero colpo di fulmine è stato il dolce: una torta di mele accompagnata da panna montata e una spolverata di cannella, con quel sapore autentico e rassicurante che ricorda i dolci fatti in casa dalle nonne.

A rendere l’esperienza ancora più speciale ci hanno pensato un servizio disponibile e i due proprietari: persone gentili, appassionate, pronte a raccontarvi la storia del locale con entusiasmo. Insomma, l’Antica Posteria Invernizzi è senza dubbio un pit stop valido se cercate una spazio accogliente, lontano dalla frenesia della città, che offre buona cucina di casa a un ottimo rapporto qualità prezzo (noi abbiamo speso circa 25€ a testa). Se passate da quelle zone, fateci un salto: ne vale davvero la pena.

Cortex

📍Parma
💰€€

Siamo stati a Parma per un weekend all’insegna di arte e buon cibo (nelle stories in evidenza su Instagram trovate un sacco di spunti a riguardo, mentre qui c’è la nostra guida), e tra un tagliere di prosciutti, una carciofa, una torta fritta e un anolino in brodo, abbiamo deciso di prenderci una pausa dalla tradizione prenotando una cena da Cortex, un bistrot di cucina contemporanea a pochi passi dallo splendido Duomo.

Qui gli ingredienti della zona convivono con sapori decisamente più ‘esotici’, dando vita a piatti in alcuni casi molto riusciti, in altri meno, ma mai banali. Tra le varie portate che ci incuriosivano (orzo con pecora e castagne e baccalà con zucca, cime di rapa e tom kha, per esempio), ci siamo diretti su una porzione di ottime tagliatelle, ragù di cortile e foie gras grattugiato e su un meno convincente fuori menu, l’anatra con gamberi e carote. Il piatto della serata, che ricorderemo a lungo e vogliamo replicare a casa al più presto, è stato un favoloso cavolo cappuccio accompagnato da miso e kimchi: spaziale.

Abbiamo particolarmente apprezzato la possibilità di ordinare mezze porzioni, il servizio cortese e l’atmosfera informale ma calda. Carta dei vini interessante e orientata sul naturale, prezzi lievemente verso l’alto: abbiamo speso quasi 130€ in due per una cena tutto sommato senza esagerazioni.

Ristorante Antico Albergo

📍Pioltello (Milano)
💰€€

Nell’hinterland milanese si nascondono piccole gemme da scoprire, e il Ristorante Antico Albergo a Limito, frazione di Pioltello, ne è un esempio. Nato come stazione di posta a metà Ottocento, conserva ancora oggi il fascino del passato: lo si percepisce già all’ingresso, un tempo porticato, tra mattoni a vista e travi in legno che raccontano storie antiche. Gli interni sono intimi e accoglienti, ma con la bella stagione potete approfittare della grande veranda esterna all’ombra del pergolato di glicine.

La cucina è ancora a gestione familiare: da tre generazioni, è la famiglia Bianchi a mantenere viva la tradizione, innovando senza mai stravolgere. Il menu, non troppo lungo, si divide infatti tra piatti della tradizione lombarda e piatti di pesce. Noi abbiamo iniziato con quattro assaggi di pesce in quattro diverse cotture: nonostante la porzione un po’ ridotta, abbiamo trovato interessante l’accostamento tra cotti e crudi. Molto buona anche l’insalata di gamberi, zucca, puntarelle e radicchio tardivo. Passando ai primi, ci siamo orientati su fettuccine con carciofi, mandorle tostate e briciole di prosciutto crudo, dal sapore forse un po’ troppo delicato; e pici cacio e pepe con gamberi rossi marinati al lime, sicuramente il piatto forte della serata, merito dei gamberi freschissimi. Non ancora sazi, abbiamo diviso una tagliata di tonno con cremoso al basilico e bietole, purtroppo non lasciando spazio per i dolci fatti in casa che sembravano molto gustosi.

Dalla ricca carta dei vini abbiamo scelto un’ottima bottiglia di Chardonnay e segnaliamo anche una buona scelta di mezze bottiglie (da 375ml) non sempre facili da trovare. Il servizio è stato molto cortese e attento, il prezzo finale secondo noi un cicinin troppo alto (circa 70€ a testa).

Pastificio Defilippis

📍Torino
💰

Torino è una delle nostre città preferite (qui trovate il resoconto del nostro weekend) per una gita in giornata. Durante l’ultima visita, ci siamo fermati a pranzo da Pastificio Defilippis, storico locale – nato come laboratorio e diventato poi anche ristorante e gastronomia – che ha sede dal lontano 1872 in Via Lagrange.

La specialità della casa, prevedibilmente, è la pasta fresca all’uovo, classica o ripiena: agnolotti, ravioli, plin, tajarin. cegliere è stato difficilissimo, ma alla fine abbiamo optato per degli agnolotti classici di carne al sugo d’arrosto, straordinariamente saporiti, e ravioli di del plin di carne e verdure al burro fuso e salvia, dal gusto più delicato ma altrettanto deliziosi. Per finire, abbiamo diviso un fricandò di vitello e salsiccia con polenta taragna: buono e, come i primi, offerto in porzioni decisamente generose. Speriamo di tornare per provare almeno i tajarin verdi gratinati con crema di latte e speck e gli gnocchi con fonduta di Castelmagno e nocciole piemontesi!

La gentilezza del personale e l’ambiente semplice ma curato hanno reso l’esperienza davvero piacevole: e se considerate che, con due calici di vino, abbiamo speso 35€ a testa, non possiamo che consigliarvelo ancora più caldamente.

Da Lucio

📍Rimini
💰€€€

Erano ormai diversi anni che tenevamo d’occhio uno dei ristoranti di pesce più chiacchierati del momento e, quando abbiamo visto lo chef Jacopo Ticchi presenziare persino all’ultima edizione di Masterchef, abbiamo un po’ temuto che diventasse inavvicinabile. E invece, complice una fuga nella splendida Romagna (come vi abbiamo raccontato in questo post), abbiamo finalmente trovato l’occasione per concederci un pranzo da Lucio, nella sua nuova e affascinante location, proprio in mezzo al mare. Varcata la soglia, ecco il vero protagonista del locale: il pesce frollato, in bella vista all’interno di numerose celle frigorifere in cui viene conservato a temperatura controllata prima della sua cottura. La sala è unica e luminosissima, interamente circondata da grandi vetrate che si affacciano sul mare del litorale romagnolo: sembra davvero, oltre lo slogan, di pranzare “in mezzo al mare”.

Passando al menu, la maggior parte di noi ha optato per il menu degustazione, che qui viene proposto in un’unica variante al costo di 130€, con diverse portate posizionate in mezzo al tavolo da condividere e che cambiano di settimana in settimana. Si comincia con la selezione di pesce crudo, accompagnato da vari abbinamenti, alcuni decisamente riusciti (tra tutti, menzioniamo la rana pescatrice, canocchie e senape, ma anche la scarola, seppia, ricci e lattuga di mare, entrambi buonissimi). Si passa poi alle portate alla brace, ovvero filetto di pesce (nel nostro caso una cernia nera), trippa di pesci misti e concentrato di pomodoro, e roll di ventresca e fegato di pesce, con cervello di vitello e zafferano.

Si prosegue dunque con il forno a legna, e con fave, piselli, capesante crude e cozze (all’unanimità consacrato piatto della giornata, con una meravigliosa alternanza di consistenze e sapori) e testa di pesce laccata con salsa italiana. Sul finale, il guazzetto di pesce misto, molluschi e crostacei cotto nel forno a legna, e a seguire l’unico piatto di pasta, servita sotto forma di sfoglie gratinate, accompagnata da fegato di molluschi e salsa alle ostriche, un dignitosissimo finale. Poi si sa, quando vediamo la torta di rose non capiamo più nulla, e quindi abbiamo aggiunto anche un dolce, accompagnato da crema pasticcera e salsa al bourbon.

Ma dunque, in conclusione, Lucio vale il viaggio? Abbiamo continuato a pensare a lungo al nostro pranzo nei giorni successivi, e questo è senz’altro un aspetto positivo dell’esperienza. Siamo arrivati con tante (forse troppe?) aspettative, a volte rispecchiate dai piatti, altre volte un po’ meno. In qualche frangente, soprattutto, ci saremmo aspettati sapori decisi e una spinta in più, laddove abbiamo trovato, al contrario, una gran delicatezza. Il servizio di sala, dopo qualche imprecisione e tentennamento iniziale, si è rivelato poi attento e disponibile nel raccontare i diversi piatti serviti, anche se avremmo apprezzato un maggiore approfondimento e racconto sulla frollatura del pesce, data invece quasi per scontata. Menzione d’onore al sommelier di sala, che ha convinto anche i più ostici di noi a concedersi un vino rosso con il pesce (nello specifico, un ottimo Gamay, Fleurie Clos de La Grand Cour Dutraive, 2022), e al bartender, che ci ha conquistati con il “Conte Bruciato”a inizio pasto, un drink incredibile a base di vermouth rosso, campari, mezcal e olio al porro bruciato.

La spesa è senz’altro considerevole (abbiamo speso 200€ a testa, anche a fronte di due bottiglie di vino in quattro persone dal costo importante), ma noi, in conclusione, in mezzo al mare siamo stati bene, complice la location meravigliosa e alcuni piatti che ci hanno fatto sentire davvero immersi, in quell’acqua. Su altri si può, a nostro avviso, ancora migliorare, ma siamo sicuri che si sentirà ancora tanto parlare di Ticchi e della sua cucina.

Osteria da Oreste

📍Santarcangelo di Romagna (Rimini)
💰€€

Già che ci trovavamo in Romagna, non potevamo perderci un’altra tappa che da anni conservavamo con moltissimi cuoricini su Google Maps. Stiamo parlando del piccolo borgo di Santarcangelo di Romagna, situato a poca distanza da Rimini, sulle colline alle pendici del Monte Giove, e che concentra nelle sue poche e piccole viuzze un numero davvero impressionante di indirizzi dove mangiare e bere (bene). Noi, a discapito dei nomi più blasonati, abbiamo scelto di cenare all’Osteria da Oreste, classificabile come “osteria moderna“, dove accanto ai piatti della tradizione si trovano proposte più attuali, ma sempre incentrate su prodotti locali e del territorio.

Il menu alla carta è suddiviso tra i classici dell’Osteria (tra cui spicca la famosa torta di piccione, solo su prenotazione), piatti “da condividere”, piatti “per continuare” e “per accompagnare”. Noi abbiamo iniziato con carciofi al tegame, crema di pane e aglio nero, i friggitelli al testo e maionese, e la piada sfogliata con spiedo di pecora, erbe amare e cipolla caramellata, per continuare poi con le pappardelle al ragù di cortile, e una incredibile terrina di Mora Romagnola glassata su un burrosissimo letto di purè alla Robuchon. Gli antipasti ci hanno piacevolmente sorpreso e divertito, ma è il sapore e la cottura perfetta della carne, insieme alla bontà di sua signoria il purè, a esserci rimasti impressi. Ci siamo fatti tentare – ca va sans dire – da uno dei dolci in carta, una torta al cioccolato, fragole al vino e mascarpone, da un ottimo sangiovese, l’Erta 2019 di Paolo e Lorenzo Marchionni, e dal caffè (servito con la moka), che ha in ultimo accompagnato la nostra cena, complessivamente davvero molto soddisfacente, con una spesa di 60€ a persona.

I ragazzi dietro a questo progetto sono molto giovani, ma già pieni di esperienze importanti, e sono stati bravissimi nel destreggiarsi in sala, tra consigli e sorrisi. Se capitate in zona, date un’occhiata anche ad un altro loro progetto, situato a pochi metri di distanza, ovvero Santabago, Associazione Culturale Enograstronomica. Dite che ci toccherà tornare per andare a provarlo?

Caffè Monte Baldo

📍Verona
💰€€

Se siete a Verona e avete voglia di un aperitivo con la A maiuscola in pieno stile veneziano, fermatevi al Caffè Monte Baldo, uno storico locale veronese che emana convivialità, ed è un pit stop più che valido per una serata tra amici o per un date nel cuore della città degli innamorati. L’atmosfera è proprio accogliente, tra luci calde, chiacchiere soffuse e quel buon profumo di stracotto e bollicine.

Noi non abbiamo resistito al fascino dei cicchetti, in fila come soldatini nella vetrinetta, che ci tentavano già dalla strada: baccalà mantecato sofficissimo; formaggio spalmabile e caviale da standing ovation; pomodori secchi e pesto per un tocco più rustico; e formaggio e mostarda, un mix dolce-piccante che ci ha fatti volare. Da bere? Ovviamente fiumi di spritz fatto come si deve.

Il prezzo dei cicchetti è un po’ sopra la media ma la qualità si sente tutta: sono freschi, curatissimi e ogni bancone è un sogno (tenete in conto circa 30€ a testa per un aperitivo più sostanzioso). Non abbiamo provato il ristorante, ma torneremo per assaggiare il chiacchieratissimo risotto all’Amarone e, perché no, qualche altro cicchetto.

Antica Trattoria Ferrari

📍Pavia
💰€€

A pochissimi chilometri da Milano e facilmente raggiungibile in treno, Pavia è sempre una buonissima idea per una gita fuori città. Passeggiando per le vie del centro, non dimenticatevi di fare colazione con una fetta di torta Paradiso alla pasticceria Vigoni e di comprare un salame di Varzi alla salumeria Lodola. E per pranzo? Noi vi consigliamo l’Antica Trattoria Ferrari, un ristorante storico situato nel quartiere Borgo Ticino, raggiungibile attraversando il fiume passando per il bellissimo ponte coperto. L’ambiente è davvero suggestivo, soprattutto nella grande sala principale dalle travi a vista decorata con piante e arredi antichi.

In menu ci sono tantissime specialità di questo territorio tra paste fresche, carni alla griglia o stufate e pesci di fiume. Noi abbiamo cominciato con una degustazione di antipasti che da sola vale il viaggio: una sequela di portate calde e fredde (fra cui salumi, formaggi, cipolle stufate, cotechino, polpette, melanzane ripiene) davvero soddisfacente. In una terra caratterizzata da così tante risaie, non potevamo poi non prendere un risotto e la versione con spinacino e guanciale che abbiamo scelto si è rivelata un’ottima idea. Buonissimi anche i ravioli croccanti con cipolle e burrata, forse però più adatti come antipasto che come primo piatto. Abbiamo poi assaggiato un’altra specialità che avevamo addocchiato ben prima di raggiungere Pavia, il misto croccante di fiume, un fantastico fritto con rane, arborelle, trota e gamberetti davvero irresistibile.

Il servizio un po’ freddo e sbrigativo è stata forse la parte più deludente del nostro pranzo, ma i prezzi ci hanno fatto tornare il sorriso sulle labbra: con 45 euro a testa (compreso un calice di vino) noi siamo usciti proprio soddisfatti e, per colpa delle porzioni più che abbondanti, con il rimpianto di non aver assaggiato altri piatti.

Ristorante Bellaria

📍Rivergaro (Piacenza)
💰€€

I ponti di aprile e maggio sono ormai un lontano ricordo, ma noi stiamo ancora pensando all’ultimo pranzo di queste vacanze di primavera. Sulla strada del ritorno, complice il traffico da rientro, abbiamo deciso di uscire dall’autostrada per concederci una sosta a base di piatti tipici piacentini, anche perché era da tempo che volevamo tornare al Ristorante Bellaria di Rivergaro.

La famiglia Merlini, che gestisce il Bellaria dai primi anni 80, ci ha accolti calorosamente per poi lasciarci allo staff di sala, attento e sorridente, che ci ha accompagnato al nostro tavolo a ridosso della grande vetrata che, col suo affaccio sulle colline della Valtrebbia, caratterizza le sale e le rende molto luminose.

Tutto davvero molto bello, ma il meglio è arrivato con gli antipasti: salumi e formaggi locali, torta fritta, la loro eccezionale giardiniera fatta in casa, crostini con un lardo di Colonnata commovente e un ottimo litro di vino rosso della casa. Spoiler: chiederete il bis di torta fritta, non perché non sia abbondante, ma perché non riuscirete a smettere. Pensavamo di non riuscire a ingerire altro cibo ma alla sola vista dei primi abbiamo cambiato idea: pisarei e fasò, tagliatelle al ragù di cinghiale, gnocchetti di barbabietola con gorgonzola allo zafferano e coppa croccante e i tipici pini della Valtrebbia con salsiccia e funghi. Uno più buono dell’altro (ma i pisarei un po’ di più!).

Dopo il caffè e un conto di circa quaranta meritatissimi euro a testa siamo ripartiti, col pensiero già a quando torneremo per mangiare i porcini – pare che qui li cucinino benissimo – e assaggiare le loro paste fresche ripiene, magari all’ombra delle piante del giardino.

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25 catering a Milano per eventi aziendali e privati /catering-milano-eventi/ /catering-milano-eventi/#respond Wed, 05 Mar 2025 06:00:00 +0000 /?p=84709 Se siete in cerca di un catering a Milano per i vostri eventi aziendali o privati, qui ve ne suggeriamo ben 25 molto validi!

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A Milano, vivace capitale della moda e del design, in cui pullulano inaugurazioni, presentazioni e happening di ogni genere, possono forse mancare servizi di catering in grado di accogliere e sorprendere gli ospiti, sia in contesti aziendali che privati? Assolutamente no, anche perché il buon cibo assume di giorno in giorno un ruolo sempre più centrale in questa città. La scelta del catering giusto può fare la differenza tra un evento memorabile e uno dimenticabile ed è per questa ragione che abbiamo pensato potesse essere utile un articolo come questo, in cui andremo a esplorare 25 catering milanesi capaci di trasformare ogni occasione in un’esperienza culinaria speciale. Tra chi mantiene uno stile più classico, chi propone una cucina casalinga e chi punta su allestimenti spettacolari o soluzioni sempre diverse, ecco la nostra selezione.

25 catering a Milano per eventi aziendali e privati

Kucine Kreative


Atelier Emé, Loro Piana, Bottega Veneta, Antonio Marras, Cassina, Besana Carpet: sono solo alcuni dei noti brand di moda e arredamento per cui Kucine Kreative – laboratorio creativo di catering e banqueting fondato da Elena Di Fiore, Paolo Azzimonti e Alberto Valsecchi – ha organizzato banchetti in occasione di eventi e presentazioni. Il suo punto di forza? Combinare e fondere food e design. I servizi di Kucine Kreative sono disponibili anche per eventi privati. 

Mimosa Milano e Craving For Catering

Uno dei servizi di catering per privati e aziende più famosi a Milano è senza dubbio quello fondato dalla chef e imprenditrice napoletana Mimosa Misasi, da cui prende il nome. Il suo successo si deve a diverse ragioni: la personalizzazione della proposta, studiata per soddisfare le esigenze dei clienti in ogni dettaglio; lo stile contemporaneo che contraddistingue il marchio; l’attenzione riservata alla sostenibilità e alla selezione delle materie prime; la cura che viene messa non solo nella preparazione delle pietanze servite ma anche nell’allestimento e nel set design, sempre di estremo gusto. 

Craving For Catering – progetto parallelo lanciato di recente – è invece pensato per un catering più semplice, immediato e veloce, tant’è che è possibile ordinare delle box (il packaging è totalmente plastic free!) di panini di diverso genere (baguette, pincho, tramezzino, focaccia, brezel) e alcune proposte dolci direttamente dal sito. 

Altatto


Probabilmente siete già stati nel piccolo e delizioso bistrot in zona Bicocca di Altatto (uno dei nostri ristoranti preferiti a Milano), senza sapere che in realtà nasce come catering e continua a portare avanti anche questa attività. Ebbene sì, le deliziose proposte vegetariane e vegane di Altatto – ideate, adattate e interpretate appositamente per ogni singola occasione, nell’ottica di rendere l’evento dei propri clienti coerente e armonioso sotto tutti i punti di vista – potranno allietare i palati dei vostri ospiti ovunque, che si tratti di un matrimonio, una festa di compleanno o un evento aziendale

Zerobriciole

A essere molto quotato a Milano (e a ragione) è anche il catering di Zerobriciole, nato nel 2012 da un’idea di Martina Camporeale, designer, sommelier e consulente per la ristorazione. Il team di questa dinamica realtà è eterogeneo e comprende chef, event manager, creativi (designer, scenografi, fotografi e art director), account capaci di trovare soluzioni anche alle richieste più stravaganti, e professionisti della logistica, fondamentali nell’affrontare efficacemente ogni tipo di imprevisto. Anche in questo caso il roster di clienti è vasto e di alto livello: Dodo, Campari, Marni, Seletti, Fendi, Rolls-Royce, giusto per menzionarne alcuni.  

Imbattersi in un catering di Zerobriciole significa non solo mangiare bene, ma anche divertirsi di fronte ad allestimenti innovativi, originali e assai accattivanti. Le opzioni sono diverse: il Debuffet (un buffet sui generis, composto da giocose installazioni), il servizio placée e quello al vassoio.

Oltre all’organizzazione e produzione di banchetti per eventi esclusivi, inoltre, Zerobriciole eccelle anche nella preparazione di pasti più funzionali e sobri per business lunch o pause pranzo sul set di shooting fotografici. 

Intermezzo

Da sempre appassionata di cucina e cresciuta in una famiglia in cui ospitalità significava imbandire tavolate sontuose, Rita Bressani Doldi si diploma come chef nel 1991 e, dopo aver lavorato parecchi anni nel mondo della moda e del design, fonda una realtà capace di rispondere alle esigenze sartoriali delle maison di lusso coi propri servizi. Nasce così, nel 2011, Intermezzo, che diventa in poco tempo uno dei più apprezzati catering della scena milanese. Moodboard delle collezioni alla mano, Rita e il suo team creano finger food, allestimenti e soluzioni ad hoc, in totale sintonia con l’identità del brand. Banditi surgelati e preparati industriali, garantite massima qualità e raffinatezza. 

FoodFellas

Le soluzioni tailor-made sono la specialità anche di un altro catering con base a Milano, che supporta brand e aziende di diversi settori nell’organizzazione di eventi enogastronomici: stiamo parlando di FoodFellas

Cene placèe, coffee break, ristoranti pop-up, servizi al vassoio, business lunch: questo servizio catering può essere la giusta risposta a diverse esigenze. Oltretutto, offre supporto anche per quanto riguarda la ricerca della giusta location e delle varie figure professionali coinvolte nella buona riuscita di un evento (musicisti, djs, light designer, allestitori…). 

Mariencò

Oltre ad avere una propria location milanese – un’ex officina dotata di un delizioso cortile lussureggianteaffittabile per matrimoni e altri tipi di eventi, Mariencò cura anche servizi di catering in trasferta. 

Ci è capitato spesso (per nostra fortuna) di assaporare le prelibatezze preparate dalla brigata e di godere della piacevolezza estetica degli allestimenti di gran classe concepiti dalla capitana Marinella Rossi, cuoca e donna dal gusto sopraffino. Possiamo dunque metterci la mano sul fuoco: il vostro evento, se deciderete di appoggiarvi a Mariencò, sarà un successo e lascerà i vostri ospiti senza parole!

Peck

Potevamo forse esimerci dall’inserire nella nostra rassegna di catering a Milano la gastronomia più iconica del capoluogo lombardo, ossia Peck? Questa realtà non è certo diventata un’istituzione a caso; il successo che ha ottenuto e continua a mantenere a distanza di 140 anni dipende dall’eccellenza che contraddistingue i prodotti selezionati e le sue prelibate preparazioni. Prodotti e preparazioni che – oltre a poter essere acquistati per essere portati a casa o assaporati nella storica sede di via Spadari – sono protagonisti dei servizi di catering dedicati a eventi privati e aziendali. 

Angiù

Un altro catering a Milano dal carattere sartoriale, che offre spesso i suoi servizi a brand di moda molto noti, è Angiù. A portare avanti il progetto sono due giovani donne: la siciliana Mariangela, insegnante di cucina con una forte predisposizione all’accoglienza e all’ascolto, e la veneta Mariagiulia, architetta, chef e progettista di piatti e tavolate dallo stile pulito ed elegante. Disponibili sia per catering di eventi, che pranzi e cene privati e delivery di “scrigni contenenti sorprese prelibate”, come li definiscono loro stesse. 

Naho’s Japanese Cuisine

Sushi, sì, ma anche Shojin-ryori (cucina giapponese vegetariana), cibi fermentati, Ofukuro-no-aji (“il sapore della mamma”, confortanti piatti casalinghi come quelli cucinati dalle mamme giapponesi) e ricette fusion italo-nipponiche: sono queste le proposte del servizio di catering capitanato dalla chef Naho Ota. Noi abbiamo avuto il piacere di assaggiare i suoi finger food in occasione di un evento a Milano e li abbiamo apprezzati davvero molto! In caso vi potesse interessare, sappiate che la chef organizza anche lezioni di cucina di gruppo: una bella idea per un team building

Veranda

Se invece siete appassionati di cucina est-europea potreste optare per il catering di Veranda, ristorante in zona Anfossi che offre piatti tipici delle cucine ucraina, russa e georgiana, accompagnati da vini moldavi o georgiani, liquore polacco e, naturalmente, vodka! Il loro servizio puntuale e preciso vi stupirà.

Lunchbox


Fondato nel 2022 da Victoria Small – consulente con una lunga esperienza alle spalle nel settore della ristorazione e della mixology – e Gherardo Marazzani, Lunchbox si occupa sia di strutturati catering su misura che della produzione di box adatte a situazioni più informali. Per garantire sulla qualità e l’efficienza del servizio, vi diciamo che noi lo abbiam o scelto per il nostro epico Conosco un aperitivo sulla terrazza di Cler, e come noi hanno fatto anche Alcova, Luxottica, Jil Sander e tanti altri. Il loro motto? “Nessun evento è irrealizzabile”.

Mood – Ginevra Antonini


Un catering senz’altro rodato – essendo stato fondato nel 2011 – è Mood di Ginevra Antonini (che sì, forse vi è capitato di vedere in televisione, alla Prova del Cuoco). Anche in questo caso lo studio delle esigenze del cliente è profondo e il livello di personalizzazione molto alto. Collabora prevalentemente con grandi marchi di lusso (quali Dior, Tiffany, Fendi, Valentino) ma si presta anche a banchetti privati.   

Drink and Taste

Se, come noi, siete appassionati del Fuorisalone, quasi sicuramente vi ricorderete il meraviglioso allestimento del tavolo in marmo creato dalla designer Sabine Marcelis per Solid Nature – talmente bello da aggiudicarsi il premio come migliore installazione del Fuorisalone 2023. Ecco, in quel caso c’era lo zampino di Drink and Taste, che si è occupato della fornitura del cibo utilizzato per il set design, collaborando con l’artista e food designer Laila Gohar
Tutto questo per dire che Drink and Taste è sicuramente sinonimo di eccellenza, professionalità, originalità e qualità. 
Questo catering con sede a Milano è inoltre particolarmente indicato per eventi di grande portata, con un numero anche molto alto di partecipanti. 

Serena Barbieri


Un altro catering milanese che lavora spesso con grandi marchi ma è anche molto gettonato per eventi privati, specialmente matrimoni, è quello di Serena Barbieri. Appassionata di antiquariato – gira spesso per mercatini acquistando gli oggetti che andranno poi ad adornare e impreziosire tavole e banchetti – Serena, insieme al suo team, si occupa anche di art de la table e decorazioni floreali.

Intingoli

Più che catering preferiscono definirsi “cucina itinerante”, per non darsi etichette troppo rigide. Corsi di cucina, servizi di personal chef effettuati direttamente a casa vostra, show-cooking, catering per eventi privati e aziendali, workshop dedicati al team building: Alessandro Luerti e Walter Farioli – titolari del progetto Intingoli ed entrambi provenienti dal mondo della ristorazione classica – si prestano alle esigenze più varie, proponendo una cucina principalmente italiana ma rivisitata e aperta alle contaminazioni internazionali.

Ecooking


Luigi Cassago, che nel 2018 ha fondato il progetto Ecooking, è un giovane chef la cui passione per la cucina risale all’infanzia, quando la nonna faceva da mangiare per tutta la famiglia con ingredienti genuini coltivati dal nonno. Si è posto l’obiettivo di contribuire al miglioramento dello stile di vita delle persone con la sua cucina, le cui parole chiave sono sostenibilità, freschezza e gusto.

Per eventi di ogni genere, oltre a provvedere al catering (completamente modulabile, si tratti di un buffet, un servizio al vassoio, una cena placèe o uno show cooking), insieme al suo team offre consulenza anche per quanto riguarda la ricerca della location appropriata e altri servizi collaterali.

T’a Milano

Eccellenze del territorio, pasta fatta in casa, pani a lievitazione naturale, show-cooking e isole creative, buffet di dolci variopinti, torte nuziali tradizionali o cake design, una cantina che vanta più di 150 etichette italiane e francesi, cocktail classici o innovativi: con la sua lunga e solida tradizione familiare nel mondo del catering e banqueting, T’a Milano è sinonimo di garanzia sia per matrimoni ed eventi intimi, che di grandi dimensioni. 

Avvalendosi di una squadra interna di oltre 50 professionisti e di una serie di collaboratori esterni, offre inoltre supporto nell’individuazione della location più consona al proprio ricevimento e nell’affitto di attrezzature e allestimenti necessari a renderlo impeccabile! 

Convito

Gastronomia pugliese poco distante dal Monte Stella, Convito si occupa della preparazione di rinfreschi per eventi privati e aziendali. I menu proposti sono semplici e curati, preparati esclusivamente con prodotti di ottima qualità e riconducibili alla tradizione gastronomica mediterranea. Ovviamente tra le specialità non manca la fcazz (focaccia) barese.

ZeroPerCento


In caso vi facesse piacere optare per un catering etico, invece, il suggerimento è quello di rivolgervi a ZeroPerCento. Nato come negozio alla spina in cui poter acquistare prodotti sfusi, biologici e a chilometro zero, il progetto – che oltretutto dà lavoro a persone con disabilità – si è poi esteso anche al servizio di catering, per il quale – ça va sans dire – vengono utilizzati gli stessi prodotti che si possono trovare in negozio.

Succhi di frutta naturali, caffè equo e solidale, prodotti da forno, affettati e latticini di produzione controllata e vegetali biologici di stagione, vengono serviti durante coffee break, pranzi e aperitivi aziendali per mezzo di stoviglie di servizio completamente compostabili

Malìa

Parmigiana di melanzane, mozzarella in carrozza, zucchine alla scapece, sfogliatelle e babà (in versione sia dolce che salata!), crocchè di patate, casatiello…non vi è venuta fame solo a leggerlo, questo elenco? E allora pensate a quanto sarebbero felici i vostri ospiti, trovandosi davanti a un buffet ricco di tutte queste squisite specialità partenopee
Col catering di Malìapasticceria napoletana con cucina, che a Milano ha due sedi – siamo sicuri riuscirete ad accontentare anche gli ospiti più ghiotti! 

Delicatissimo


Se siete in cerca di un catering semplice, salutare e sfizioso, Delicatissimo – fondato nel 2009 da Giorgio Farina – potrebbe fare al caso vostro. Coffee station con brioche dolci e salate, frutta fresca, yogurt, torte fatte in casa (ottime anche quelle vegane), selezioni di infusi e succhi naturali; lunch box per pratiche pause pranzo durante eventi aziendali; aperitivi con finger food, piatti freddi, vino e cocktail; ma anche veri e propri pranzi e cene seduti: ce n’è per tutte le occorrenze! 

Ape Cesare

Preferite proposte più “zozze” (passateci il termine), succulente e golose per il vostro evento? A quelle ci pensa Ape Cesare coi suoi food truck! Se avete partecipato al nostro Conosco un aperitivo da Lom non c’è bisogno di convincervi: sapete bene quanto siano deliziosi i loro supplì fritti sul momento (ma anche i panini e i maritozzi salati).

Pantura

A proporre un servizio catering per ricevimenti di matrimonio ed eventi aziendali è anche Pantura, progetto nato dalla creatività e dalla passione per il buon cibo di due giovani chef originari di Altamura. Il protagonista? Per ovvie ragioni il famoso pane, accompagnato da affettati, prodotti caseari (qualcuno ha detto stracciatella?), pesce e vegetali selezionati. A seconda delle esigenze del cliente il servizio viene effettuato con food truck (ne hanno 3) o al tavolo. Dispongono inoltre di una location di 350mq in zona Scalo Romana.

L’Altro Tramezzino

Li conoscete tutti, vero, i magici tramezzini di L’Altro Tramezzino?! Se la risposta è no, non sapete cosa vi siete persi.
Se invece ne siete fan quasi sicuramente saprete che – oltre a essere acquistabili nel piccolo punto vendita in zona Missori e ordinabili online – sono il cavallo di battaglia del loro servizio catering, insieme a bowl, finger food e – all’occorrenza – piatti caldi. Per gli eventi aziendali sono inoltre disponibili soluzioni di packaging su misura (adesivi, confezioni, scatole, divise dello staff, ecc.) pensati per trasformare ogni dettaglio del proprio evento in un’opportunità di branding.

Hai mai provato uno di questi catering a Milano? Come ti sei trovato? Sulla nostra pagina Instagram ne trovi tanti altri!

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Ristoranti fuori Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato di recente /ristoranti-fuori-milano-gennaio-2025/ /ristoranti-fuori-milano-gennaio-2025/#respond Wed, 22 Jan 2025 06:00:00 +0000 /?p=82555 Dalla scaloppina alla valdostana al fritto misto alla piemontese, passando per il risotto alla zucca e formaggio blu: ecco i piatti notevoli che abbiamo provato nei abbiamo provato nelle nostre gite fuori città.

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Un brandacujun con tutti i crismi, uno dei migliori risotti della nostra vita e fritti misti come si deve: in questa nuova compilation per le vostre gite fuori porta, troverete molti piatti che ci hanno entusiasmato (con qualche remora, talvolta, sui conti finali). Fatevi trovare pronti a spaziare tra trattorie, osterie e ristoranti dalle salette magiche in ben sei regioni diverse: Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Valle D’Aosta. Ecco quindi i nostri racconti sui ristoranti fuori Milano provati di recente che ci sono piaciuti.

10 ristoranti fuori Milano che abbiamo provato di recente

I Bùgianèn | Trattoria Astigiana

📍Asti
💰€€

Ad Asti, poco fuori dal centro città, questa “trattoria astigiana” punta a far conoscere (e assaggiare) i prodotti del territorio, con formule fisse (dai 35 ai 45€) sia a pranzo che a cena: una soluzione che, cura nei piatti e nell’ambiente compresa, permette di contenere la spesa finale. Da I Bùgianèn si inizia con antipasti condivisi tra cui taglieri di salumi locali, vitello tonnato (ottima la salsa), lardo e friciule (una sorta di gnocco fritto locale), insalata russa e uno sformato di verdure, entrambi davvero degni di nota. Si prosegue poi con primi e/o secondi a scelta: noi non abbiamo resistito a un croccantissimo fritto misto alla piemontese e, vista la stagione autunnale, anche a un bel tajarin con tartufo bianco.

Nel complesso siamo stati bene, complice un servizio informale ma molto cordiale, e vini azzeccati, su tutti un ottimo Ruché “Prevost” di Caldera, un vitigno che non conoscevamo e di cui ci siamo innamorati. Tip finale: consigliamo di prenotare un tavolo in veranda per godere di una bella vista sul verde circostante.

Il Mongetto

📍Vignale Monferrato (Alessandria)
💰€€

Nella nostra lista di ristoranti fuori Milano preferiti, il Mongetto si è conquistato un bel posto nelle prime file: è il classico indirizzo che vorremmo aver scoperto prima. Innanzitutto la sua “sala del camino” (dove vi consigliamo fortemente di prenotare, anche considerato il numero esiguo di coperti) ha un che di magico, grazie in primis al camino acceso, ma anche agli arredi che fanno subito ‘casa’, alle volte affrescate e ai pavimenti di un tempo conservati magnificamente. Ma a stupirci ancora di più è stato il cibo che ci è stato servito, parte di un menu fisso (40€ a cena) che non avremmo saputo immaginare diversamente.

Dopo un giro di antipasti che già promettevano benone, ad allietare le nostre papille sono arrivati un favoloso risotto alla zucca e formaggio blu (uno dei risotti più buoni della nostra vita, non scherziamo), un eccezionale cotechino sormontato da un ottimo purè di patate, e un brasato che si scioglieva in bocca. Al Mongetto, che è sia ristorante che azienda agricola e agriturismo, troverete anche qualche camera per soggiornare, nel caso la cena andasse lunga, oltre a conserve e vini di produzione propria, tra cui un ottimo Grignolino e Barbera d’Asti.

La Posta

📍Pavia
💰

A meno di un’ora di macchina da Milano, ci siamo fermati per un pranzo a La Posta, risotteria a Pavia che ci è piaciuta molto. Il locale, dagli interni rustici e accoglienti, è distribuito su due piani e ha una piccola sala al piano inferiore, con annessa cantina. A pranzo, dal lunedì al sabato, il menu è fisso – al costo di 12 euro – e include un piccolo antipasto di salumi e formaggi accompagnato da un buon cestino del pane; un primo a scelta tra le varie proposte di terra e di mare; e per finire una fetta di dolce e il caffè. Le porzioni non sono abbondantissime ma il rapporto qualità prezzo è ottimo e le materie prime sono eccellenti.

Noi siamo andati a cena, quando invece la formula (così come per il pranzo della domenica) è alla carta con porzioni un po’ più abbondanti e prezzi un filo più alti. Abbiamo ordinato un buonissimo risotto con salsiccia e Bonarda, un evergreen imperdibile, sempre presente nel menu; e una porzione di paccheri con sugo di pesce che ci ha fatti sognare. Per una degna conclusione, ci siamo gustati i dolci fatti in casa: una crostata con marmellata di albicocche, molto buona, e una soffice fetta di torta al cocco. Il servizio è stato informale ma cortese e il prezzo in linea con l’esperienza (circa 45€ in due con una bottiglia di Buttafuoco). Sicuramente, La Posta è una valida opzione anche per lavoratori, studenti o per chiunque volesse mangiare bene senza pesare sul portafoglio (vi consigliamo di prenotare!).

Lo Scalco Grasso

📍Mantova
💰€€

Durante un weekend mantovano (qui la nostra guida di qualche anno fa ma sempre valida!) abbiamo deciso di cenare in questa osteria contemporanea (anche se questa definizione sta diventando decisamente inflazionata) incuriositi dalla combinazione tra una cucina dalle radici classiche e cotture, consistenze e abbinamenti fuori dal comune. Qui si può optare per il menu alla carta o tre percorsi degustazione: noi abbiamo scelto Ego (75€), che include i ‘grandi classici dello Scalco’.

Abbiamo provato piatti che, al sol pensiero, ci fanno ancora venire l’acquolina in bocca, come il tiramisu di baccalà con la sua bottarga o il club sandwich di branzino con mayo nera, cavolo viola, sesamo e pomodorini confit, e altri decisamente meno memorabili, come il calamaro ‘mbuttonato. Per accompagnare la cena, poi, ci siamo fatti consigliare un Lügar bianco non filtrato dalla ricca carta dei vini: una scelta che ci ha piacevolmente sorpreso. A completare il quadro, un ambiente intimo, forse un po’ troppo rumoroso, e un servizio molto cordiale e gentile: insomma, innamorati ma non perdutamente.

Osteria all‘Organetto

📍Verona
💰€€

Proprio dietro la Basilica di San Zeno, una delle chiese più belle di tutta Verona, si trova questa piccola osteria che propone piatti tradizionali rivisitati che esaltano la qualità e l’autenticità degli ingredienti e delle materie prime. Il menu è ridotto (cosa che non ci dispiace affatto) e si rinnova di stagione in stagione.

Davvero squisito il radicchio di Treviso con porro, aceto balsamico e mandorle tostate con cui abbiamo aperto il pranzo, almeno quanto i bigoli al ragù di lepre e le tagliatelle ai porcini, aglio nero e grana padano. Non ci hanno deluso neppure i secondi: il petto d’anatra con carote al cardamomo e arachidi era assolutamente delizioso.

L’ambiente interno è caldo e accogliente, ma se la stagione lo permette vi consigliamo di sfruttare i loro tavolini all’aperto su Piazza Corrubbio. Il conto finale, bere escluso, di 35€ e il servizio premuroso e cordiale l’hanno reso indubbiamente uno dei pranzi fuori porta migliori degli ultimi mesi.

Trattoria La Brinca

📍 Ne (Genova)
💰€€

La Brinca è un ristorante ligure sui generis: non aspettatevi il mare, e per arrivarci dovrete affrontare una stradina quasi di montagna, tra curve e tornanti. Anche il menu riflette la territorialità, con ingredienti slow food selezionati, ricette della tradizione ligure, proposte sia alla carta, sia nel menu degustazione di 8 portate, in versione “Tradizionale” e “Magro” (quest’ultimo vegetariano) per 60€ a testa.

Imperdibile l’antipasto della campagna, un grande piatto da condividere all’inizio del vostro percorso, con prebugiun (misto di erbette selvatiche), raviolo alla brace, raviolo fritto, torta di patate ligure, frisciulla al pesto (attenzione, il pesto della Brinca è patrimonio dell’umanità, ve lo stiamo dicendo) e borragine fritta, ma anche il brandacujun, storica ricetta del Ponente ligure di baccalà servito con patate, prezzemolo e pinoli, il cappon magro, il minestrone alla genovese, pansotti con salsa di noci, per non parlare del piatto per cui torneremo altre mille volte: sua maestà il fritto misto alla genovese, in cui si alternano ingredienti dolci, interiora e altri pezzi di carne, verdure e formaggi.

Ad aspettarvi troverete una trattoria che non a caso è stata inserita tra le “Premiate Trattorie Italiane“: gli ambienti sono sviluppati tra diverse sale, tutte arredate con gusto e calore; il personale è sorridente e disponibile, tra cui spicca la bravura del sommelier di sala, Matteo, che ha saputo accompagnarci con le bottiglie giuste durante tutta la cena. Infine, una qualità prezzo eccellente: per una cena da cui uscire sazi, considerate 40€, bere escluso. Insomma, segnatevi questo indirizzo, e non perdetevelo durante la vostra prossima gita in Liguria!

La Zanzara

📍 Codigoro (Ferrara)
💰€€€

Abbiamo approfittato di alcuni giorni di vacanza per visitare Ravenna e Ferrara (di cui vi avevamo già parlato nel nostro articolo qualche anno fa!) e, complice una breve sosta nella bellissima cittadina di Comacchio e un’occasione da festeggiare, abbiamo deciso di prenotare alla Zanzara. Il ristorante si trova in una cornice caratteristica e suggestiva, ovvero un vecchio casone da pesca, situato su un isolotto collegato alla terraferma da piccoli ponticelli in legno, a pochissima distanza dal Delta del Po. All’interno solo 24 coperti, pochissimi tavoli, arredati con gusto ed eleganza in un’unica sala, riscaldata da un maestoso e scoppiettante camino a vista.

Qui, invece, aspettatevi il mare nel piatto: noi abbiamo scelto di iniziare dal gran crudo di pesce e crostacei, eccellente per qualità e freschezza del pescato, per poi proseguire con dei meravigliosi cappellacci di zucca, serviti con mazzancolle e foie gras di anatra e una frittura mista dell’Alto Adriatico, con varie specie ittiche provenienti dalla vicina laguna. Impossibile però venire fin qui e non optare per la vera regina del posto: l’anguilla di “cattura” cotta lentamente sulle braci e laccata, davvero meravigliosa.

Il servizio di sala è stato impeccabile e premuroso, senza però risultare impettito o invadente; ma sono stati i piatti a sorprenderci, in una cucina del territorio lagunare senza accostamenti strabilianti, ma che valorizza la bontà dei suoi ingredienti con cotture perfette e tanta passione. Noi siamo usciti davvero soddisfatti (e molto sazi), e considerate che per una cena con due piatti e due calici di vino a testa, più un dolce in condivisione, abbiamo speso €100 a testa: una cifra che spenderemmo ancora molto volentieri, anche considerata la stella Michelin che questo ristorante può vantare da diversi anni!

Ristorante Trattoria di Campagna

📍Sarre (Aosta)
💰€€

Se, in direzione montagna (Courmayeur o Chamonix, per esempio) o nel corso di una gitarella ad Aosta, vi venisse voglia di una sosta gastronomica sostanziosa ma di livello, questo indirizzo che abbiamo scoperto al ritorno dalla settimana bianca dovreste proprio salvarvelo. A dirlo sono la Michelin e il Gambero Rosso, ma soprattutto siamo noi (lol), che qui abbiamo proprio mangiato bene e speso il giusto (50€ a testa senza farci mancare nulla con una bottiglia di vino in 4), aggiungendo un ulteriore tassello alla nostra conoscenza della cucina tipica valdostana. Nella carta del Ristorante Trattoria di Campagna, infatti, si trovano tutti gli highlight di questa regione, dalla zuppa alla valpellinese alle crespelle, dalla carbonada alla fonduta.

Noi non abbiamo saputo rinunciare a un bel tagliere di formaggi e affettati locali (in primis lardo di Saint Rhémy en Bosses e castagne accompagnato da pane dolce con fichi, uvetta e noci, da leccarsi i baffi), alla scaloppa di vitello alla valdostana e a una sensazionale polenta gratinata in forno con fontina d’alpeggio. L’ambiente e il servizio sono rilassati ma piacevoli, e al piano interrato c’è una cantina, molto ben fornita, nella quale si può anche prenotare un tavolo per mangiare.

Rifugio Menaggio

📍Plesio (Como)
💰


L’indirizzo di cui stiamo per raccontarvi dista poco meno di due ore di macchina da Milano ma, per arrivarci, dovete calcolare almeno 50 minuti in più di camminata in salita, perché si tratta di un rifugio a quasi 1400 metri di altitudine, con vista mozzafiato sul lago di Como. Giunti a Breglia, frazione di Plesio, potrete decidere se parcheggiare e iniziare da lì il vostro cammino (calcolate un’ora e mezza circa) o pagare 3€ e salire ancora un po’ in macchina, arrivando a un secondo parcheggio e risparmiandovi 30/40 min di scarpinata. Il sentiero è molto bello e ben segnalato ma non proprio semplicissimo, quindi vi consigliamo di affrontarlo muniti di idonei scarponcini da trekking ed eventualmente di ramponi, per poter affrontare più serenamente neve e ghiaccio in caso dovessero essere presenti (noi ne abbiamo trovati un po’ solo in prossimità del rifugio e ce la siamo cavata senza ramponi facendo attenzione). Già durante il percorso vedrete scorci pazzeschi ma arrivati in cima non abbiamo dubbi che sarete in estasi, perché vi aspetterà una vista davvero spettacolare!

Per mangiare a pranzo al Rifugio Menaggio – aperto da ottobre a maggio tutti i giorni e il resto dell’anno solo nei fine settimana – non si può prenotare ma non vi preoccupate: male che vada vi toccherà attendere qualche minuto all’esterno, dove personalmente abbiamo preferito rimanere, per pasteggiare al sole godendoci il panorama. Il menu è davvero basico: taglieri di salumi e formaggi, tre primi, polenta taragna con diversi accompagnamenti. Noi abbiamo condiviso un tagliere di salumi e uno di formaggi – apprezzando specialmente il secondo – per poi proseguire con la polenta, chi uncia (con burro, aglio e formaggio; molto golosa e non esageratamente condita), chi con carne, e chi ancora con uova e speck. I prezzi sono decisamente onesti: con suppergiù 15€ ve la potete tranquillamente cavare. Una gita fuori porta consigliatissima sia per le belle giornate autunno-invernali che per quelle primaverili (qui e qui trovate tanti spunti per la combo passeggiata-cibo)!

Antico ristorante Fossati

📍Canonica (Monza)
💰€€

Di ritorno da una gita in Valmalenco ci siamo fermati per pranzo in un ristorante che unisce storia e tradizione culinaria in un affascinante palazzo nel cuore delle Brianza, che fu cascina di caccia di Lodovico Il Moro e successivamente stazione di posta. Nonostante fosse una domenica e i tavoli tutti prenotati – pur considerando che il locale dispone di numerose sale ampie, alcune delle quali private – il personale, cortese e attento, è riuscito a trovarci una sistemazione. Nell’attesa, ci è stato offerto un calice di prosecco che abbiamo sorseggiato osservando gli altri avventori, molti dei quali sembravano usciti da un film di Paolo Virzì: un tripudio di famiglie brianzole, in gran parte, con ogni probabilità, clienti abituali.

Riguardo la cucina dell’Antico Ristorante Fossati: è quanto di più lombardo si possa trovare e noi non abbiamo perso l’occasione per assaggiare uno dei piatti più tradizionali, il risotto alla milanese con l’ossobuco (carne tenera, gremolada equilibrata e risotto cremoso). Esattamente ciò che avremmo voluto mangiare.

Non abbiamo proseguito con altre portate, sia per la generosità delle porzioni, sia per lasciarci una scusa per tornare e provare altre specialità. Tuttavia, il conto non è stato dei più leggeri: due risotti con ossobuco e quattro calici di vino ci sono costati circa 100 euro in due. Forse il prezzo riflette più il valore storico del locale che la cucina, anche se in fin dei conti siamo stati bene.

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I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 /10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/ /10-ristoranti-del-cuore-milano-2024/#comments Thu, 19 Dec 2024 08:16:47 +0000 /?p=83218 È tempo di bilanci: ecco quali sono stati i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024 e i relativi piatti che mi hanno conquistata!

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Eccoci qui, come ogni dicembre, a guardarci alle spalle per fare un piccolo bilancio eno-gastronomico di quello che abbiamo assaggiato negli ultimi 365 giorni: in questo articolo trovate i miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2024: quelli che, in sostanza, mi hanno colpita per la loro proposta e in cui sono stata bene.

E i vostri quali sono stati? Se volete, potete scoprire anche la lista dei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2023, 2022 e 2021!

I miei 10 ristoranti del cuore a Milano nel 2025

Fat Sam at the Winery

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MI PIACE PERCHÉ: Perché mangiare un po’ sostanzioso, ma accompagnando il tutto coi vini naturali, non è affatto scontato. Perché l’hamburger con il pollo fritto che fanno qui è da volare via. Perché si spende il giusto, e anche questo non è scontato.

Bites

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MI PIACE PERCHÉ: Perché il menu è proprio quello che piace a noi, con abbinamenti e ingredienti in arrivo anche da posti lontani. Perché qui siamo certi non vi annoierete, e i piatti non vi faranno rimanere indifferenti. Perché cenare al bancone, in un ambiente così raccolto, è sempre un piacere.

La via della seta

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MI PIACE PERCHÉ: Perché di ristoranti cinesi a Milano ce ne sono tanti, e distinguersi non è facile, ma questo è un posto che invece ce l’ha fatta. Perché il piccante, per noi, non è mai abbastanza. Perché le verdure e i loro condimenti, qui, ci hanno fatto volare.

Botoi

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MI PIACE PERCHÉ: Perché un “one man show” che cucina, serve e rassetta non lo si vede tutti i giorni. Perché è un po’ come mangiare a casa di amici e di questi posti ‘di quartiere’ ce n’è un gran bisogno. Perché quando c’è così tanta passione, bisogna riconoscerlo.

Autem

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MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le cene fine dining che ci siamo concessi quest’anno, questa è stata quella che ha fissato l’asticella più in alto. Perché Luca Natalini, la sua brigata e il personale di sala sanno esattamente come far star bene i propri ospiti. Perché ci siamo divertiti, e non vediamo l’ora di avere un’altra occasione da festeggiare per tornarci.

Okuzashiki Menya Ninomiya

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MI PIACE PERCHÉ: Perché la proprietà di Kappou Ninomiya è difficile sbagli un colpo. Perché il ramen è sempre una buona idea, specie se preparato come in questo posto. Perché Milano Ovest aveva assai bisogno di un’apertura così giusta.

Azabu 10

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MI PIACE PERCHÉ: Perché qui abbiamo avuto l’impressione di provare realmente qualcosa di nuovo. Perché Andrea Arcieri, di pesce, frollature e metodi di lavorazione, ne sa davvero parecchio. Perché alcuni piatti ci hanno davvero estasiato.

Luckyman Noodles

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MI PIACE PERCHÉ: Perché, dopo Casa Ramen e Casa Ramen Super, avevamo proprio bisogno di un posto così, ma a Milano Sud. Perché Luca Catalfamo mette tutto quello che ha nei suoi patti, e si sente. Perché il suo mazesoba, a poche settimane da questa apertura, è già una hit.

Silvano vini e cibi al banco

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MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le enoteche con cucina questa è la migliore che abbiamo provato quest’anno, e va ben oltre a questo concetto ormai tanto di moda. Perché le materie prime sono deliziose, e i piatti proposti mai banali. Perché l’atmosfera è molto piacevole e, in estrema sintesi, qui si sta davvero bene.

Onda

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MI PIACE PERCHÉ: Perché tra le nuove aperture, è tra quelle che ci hanno convinto di più. Perché la loro pasta e fagioli con astice la vorremmo trovare a casa tutte le sere dopo una giornata fuori. Perché abbiamo voglia di tornarci presto, e non capita così spesso.

E adesso tocca a te commentare: quali sono stati i ristoranti a Milano che hai preferito nel 2024 e quali mete hai invece nella lista dei desideri per l’anno che sta per iniziare?

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