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Il tema che animerà il distretto delle 5 Vie – ossia quello compreso tra Sant’Ambrogio, le Colonne di San Lorenzo, Corso Magenta e Conciliazione – è Qualia of Things; un invito a concepire il design non solo come forma e funzione ma anche come esperienza sensoriale. I Qualia – in ambito filosofico – indicano infatti gli aspetti soggettivi della percezione individuale, ciò che si prova quando si esperisce qualcosa.



Anche fuori distretto – nei dintorni di Duomo, San Babila e il Quadrilatero della Moda – ci sarà parecchio da vedere in questo Fuorisalone 2026.




Il Fuorisalone di Brera Design District sarà anche quest’anno uno dei più densi di mostre e installazioni da non perdere; tanto che, per agevolare i flussi di visitatori, è stato creato il Fuorisalone.it Passport: una sola registrazione permetterà di accedere a tantissimi eventi, mostrando il QR code sulla propria app.




Ci ha messo davvero poco Porta Venezia Design District (lanciato durante l’edizione 2023 del Fuorisalone) a diventare uno dei distretti più vivaci della Milano Design Week. Quest’anno, oltretutto, si è decisamente allargato, includendo anche location in zona Loreto e Città Studi.





Sono lontani i tempi in cui Tortona era il centro nevralgico del Fuorisalone ma, anche in questa zona, abbiamo selezionato un po’ di appuntamenti interessanti per voi.


Pensavate fosse finita qui? Assolutamente no! Ci sono tanti altre progetti, mostre, eventi e installazioni che andranno in scena al di fuori dei distretti più battuti del Fuorisalone 2026.






Che Fuorisalone sarebbe senza un po’ di feste, serate danzanti e appuntamenti musicali? Qui trovate una selezione di eventi che animeranno la nightlife della Milano Design Week.

Ci saranno anche tantissimi eventi e pop-up restaurant che vedranno convergere food&beverage e design.




Avete altri consigli su cosa visitare in questo Fuorisalone 2026?
Il Fuorisalone 2026 di Conosco un posto è powered by Caudalie, Isdin e Kikkoman.
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]]>L'articolo Eventi a Milano ad aprile 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La primavera è finalmente arrivata e Milano torna a farsi vivere in tutto il suo splendore: più luce, più energia e mille occasioni per uscire e godersi la città. Aprile è uno di quei mesi in cui succede davvero di tutto, tra quartieri che si animano, eventi all’aperto e quella voglia irresistibile di stare fuori il più possibile. Tra mercatini, sagre, l’attesissima Milano Design Week con il Fuorisalone e mille serate per ballare, il calendario di questo mese è più ricco che mai. Ecco tutti gli eventi a Milano ad aprile 2026 da segnare subito in agenda!


FIORI E SAPORI SUL NAVIGLIO
dom 13.4
Naviglio Grande |
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FLORA ET DECORA
17-19.4
Basilica di Sant’Ambrogio |
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DANZA PER TUTTI
dom 12.4
Base |
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MIART
17-19.4
Allianz MiCo Milano Congressi |
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ZIP! COMICS FEST
18-19.4
Piazzale Giulio Cesare |
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MILANO DESIGN WEEK
20-26.4
sedi varie |
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Ecco tutti gli eventi da segnare in agenda alla voce “week e festival” ad aprile 2026! Per iniziare, per gli amanti della danza, domenica 12 torna la Milano Dancing City con l’evento Danza Per Tutti: un progetto che porta la danza fuori dai luoghi convenzionali rendendola accessibile tra gioco, ascolto e condivisione.
Con l’arrivo della bella stagione tornano anche i due appuntamenti perfetti per gli amanti del verde: domenica 13 aprile lungo il Naviglio Grande ci sarà Fiori e Sapori sul Naviglio, tra fiori, piante e specialità enogastronomiche da tutta la penisola; mentre dal 17 al 19 aprile, presso la Basilica di Sant’Ambrogio torna Flora et Decora, la mostra-mercato dedicata a fiori e piante, decorazioni per esterni, tessuti, profumi, gioielli e prodotti tipici. Certamente due occasioni perfette se come noi amate le passeggiate domenicali e l’acquisto compulsivo di piante!
Sempre dal 17 al 19 aprile, spazio anche all’arte con Miart all’Allianz MiCo, la fiera internazionale che riunisce gallerie e artisti da tutto il mondo tra moderno e contemporaneo. E ancora, il 18 e 19 aprile segnatevi Zip! Comics Fest, tra fumetti, illustrazione e tanta cultura pop.
Poi, dal 20 al 26 aprile, Milano entra nel vivo con la Milano Design Week e il Fuorisalone: un’intera settimana in cui la città si trasforma in un grande palcoscenico creativo tra installazioni, mostre, pop-up, eventi e party diffusi nelle location più disparate. Il tema di questa edizione è “Essere Progetto”, un invito a ripensare il design come processo dinamico, capace di connettere persone, idee e mondi e a breve arriverà, ovviamente, anche la nostra “Bibbia”, per orientarsi al meglio tra le mille cose da fare! Sicuramente, l’evento clou della primavera milanese soprattutto per chi, come noi, lo vive (e sopravvive
! ) da anni.
HI-FI WEEKENDS
3-4,11.4
Bluesquare |
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PASQUETTA IN CASCINA
lun 6.4
Cascina Torrette |
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SOUL SOUND
sab 11.4
Pavilion Fuorimano |
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LE CANNIBALE
sab 11.4
Voce Triennale |
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KARMADROME
ven 17.4
Arci Bellezza |
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FREQUENCY
sab 18.4
Santeria Toscana 31 |
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DANCE MDW26
sab 25.4
Tunnel Club |
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Ecco tutte le serate per ballare da segnare in agenda a Milano ad aprile 2026, tra live, elettronica e clubbing diffuso in tutta la città. Per iniziare, il 3,4 e 11 aprile tornano gli Hi-Fi Weekends al Bluesquare per farci ballare tra groove e ottime selezioni musicali; mentre lunedì 6 aprile si cambia atmosfera con Pasquetta in Cascina alle Cascine Torrette: vi aspettano un picnic condiviso, giochi, dj set e una giornata all’aperto all’insegna della convivialità.
E ancora, sabato 11 aprile c’è Soul Sound al Pavilion Fuorimano, per una serata dedicata al soul dagli anni 60 a oggi; e contemporaneamente Le Cannibale torna a Voce Triennale, tra elettronica internazionale e club culture. Poi, venerdì 17 segnatevi Karmadrome all’Arci Bellezza: una storica serata indie-disco milanese tra new wave, post-punk e alternative; mentre sabato 18 aprile, l’appuntamento è con Frequency alla Santeria Toscana 31 per un dj set fino a tardi. Per concludere, sabato 25 aprile si terrà Dance MDW26 al Tunnel Club, perfetto per salutare con energia la Design Week tra elettronica e vibrazioni notturne.


MERCATINO DI BRERA
dom 5.4
Brera |
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MARAMAO VINTAGE MARKET
ogni sabato
Tempio del Futuro Perduto |
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FIERA DI SINIGAGLIA
ogni sabato
Naviglio Grande |
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CAMALEONTE MARKET
11-12.4
Cascina Nascosta |
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FLUG MARKET
dom 12.4
Mosso |
info qui
WUNDER MARKT
dom 12.4
Spirit De Milan |
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BUONA DOMENICA MARKET
dom 26.4
Mosso |
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MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO
dom 26.4
Naviglio Grande |
info qui
Anche questo mese abbiamo raccolto per voi una selezione di appuntamenti imperdibili tra mercatini, vintage market e pop up sparsi per tutta la città! Per iniziare, sabato 11 e domenica 12 aprile, torna il Camaleonte Market alla Cascina; sempre domenica 12, Wunder Mrkt e Flug Market animano rispettivamente lo Spirit De Milan e Mosso, tra design, second hand, musica e street food. Certamente, ce n’è davvero per tutti i gusti!
E ancora, per tutto il mese continuano gli appuntamenti fissi del sabato con la Fiera di Sinigaglia lungo il Naviglio Grande, ideale per spulciare tra capi vintage a prezzi superlativi; e con il Maramao Vintage Market al Tempio del Futuro Perduto, tra pezzi unici, vintage e atmosfera molto milanese. Poi, domenica 5 aprile torna anche il Mercatino di Brera, perfetto per perdersi in uno dei quartieri più iconici della città, tra bancarelle senza tempo e oggetti bizzarri. Per concludere, domenica 26 aprile vi aspetta un doppio appuntamento con il Buona Domenica Market da Mosso e l’immancabile Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande, per una giornata tra scorci romantici, buona musica, capi vintage e second hand. Insomma, segnateveli tutti in agenda!
VINIVERI
10-12.4
Cerea (VR) |
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SAGRA DEL SALAMINO
domenica 12.4
Moncestino (AL) |
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VINITALY
12-15.4
Fiera Verona (VR) |
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VINUM
25-26.4 e 1-3.5
Alba (CN) |
info qui
SAGRA DELLE RANE
dal 24.4 al 2.5
San Ponso (TO) |
info qui
Se con la bella stagione cresce la voglia di uscire da Milano, anche solo per una giornata, questi appuntamenti enogastronomici fanno proprio al caso vostro! Per iniziare, dal 10 al 12 aprile a Cerea torna ViniVeri, la storica manifestazione dedicata ai vini naturali e alle produzioni artigianali, ideale per degustazioni e incontri con i produttori. Poi, dal 12 al 15 aprile, Verona ospita il Vinitaly, sicuramente tra gli eventi di riferimento a livello internazionale per il mondo del vino, con centinaia di cantine, degustazioni e appuntamenti interessanti (ps: Fermatevi qui per dei cicchetti a regola d’arte!).
E ancora, sempre in tema vino segnatevi Vinum, che animerà Alba nei weekend del 25-26 aprile e 1-3 maggio tra degustazioni e eccellenze delle Langhe. E per chi, invece, preferisce atmosfere più tradizionali, domenica 12 aprile a Moncestino si tiene la Sagra del Salamino; mentre dal 24 aprile al 2 maggio a San Ponso torna la storica Sagra delle Rane. Insomma, tra specialità locali, vini interessanti e l’autenticità che rende le sagre di paese sempre irresistibili, questo mese avrete un sacco di ottime scuse per pianificare una fuga fuori porta.


Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare ad aprile a Milano. Buoni giretti!
L'articolo Eventi a Milano ad aprile 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>A essere raccontate più approfonditamente, questo mese, sono invece la monografica dedicata a un grande architetto e designer (ma anche un po’ filosofo) italiano; la personale di un artista italo-francese che lavora il metallo; la retrospettiva che celebra la carriera di un’eccellente fotografa; l’esposizione che vede le opere di un artista futurista inserite all’interno di una delle più affascinanti case museo della città e, infine, quella che celebra un movimento artistico italiano rivoluzionario.
Ecco a voi le 5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente!
Triennale | fino al 4 ottobre 2026
ingresso: intero 14€; ridotto da 9,50€ a 6€


Come inaugurare al meglio la nostra rubrica di mostre a Milano ad aprile 2026, se non con quella dedicata a un architetto, designer, curatore, professore e brillante pensatore quale è stato Andrea Branzi? D’altronde, aprile è anche il mese in cui la nostra città viene letteralmente pervasa dal design, grazie al Salone del Mobile e al Fuorisalone.
Il progetto espositivo della grande monografica presentata da Triennale e Fondation Cartier pour l’art contemporain e raccontata attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito (amico di lunga data e coautore di numerosi progetti), è stata concepita come un “flusso ininterrotto” atto a sottolineare la permanenza in un “presente continuo” di opere e filosofia di Branzi.
Attraverso più di 400 opere – tra cui oggetti di piccole e grandi dimensioni, installazioni ambientali, disegni, modellini, video e documenti d’archivio – la mostra racconta le sperimentazioni radicali progettate dal giovane Branzi a Firenze con Archizoom Associati, ma anche le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, nonché l’approccio antropologico (e filosofico) che in generale ha contraddistinto il suo lavoro. Una di quelle mostre da cui si esce arricchiti e profondamente ispirati.
Romero Paprocki | fino al 9 maggio 2026
ingresso: libero


Ebbene sì, anche questo mese (lo scorso era stato il turno di Upsilon Gallery) abbiamo una novità di cui parlarvi; ossia l’ultima (bellissima) galleria d’arte approdata in città in zona Lazzaretto: Romero Paprocki.
Concepita inizialmente come piattaforma espositiva itinerante e successivamente stabilitasi a Parigi con la sua prima sede, la galleria fondata nel 2021 da Guido Romero Pierini e Tristan Paprocki si è affermata come spazio di ricerca e produzione dedicato al sostegno degli artisti emergenti.
A inaugurare la sede milanese – ampia e luminosa, scaldata da pareti con mattoni a vista e provvista di ben cinque vetrine su strada – è la personale dell’artista italo-francese Matisse Mesnil (1989), intitolata Sutura.
A essere esposti sono per lo più lavori in metallo – materiale che l’artista ritiene più affine alle sue esigenze di sperimentazione tecnica e metodologica – ma non solo: la galleria, infatti, ha avviato una collaborazione con la stamperia Gate 44 con l’idea di sviluppare progetti editoriali e di residenza artistica, a cui viene dedicato uno spazio specifico all’interno dello spazio espositivo. In questo caso Mesnil ha prodotto una serie di opere su carta, applicando ripetutamente strati di pittura per mezzo di una lastra. Da non perdere!
Viasaterna | fino al 19 aprile 2026
ingresso: libero


Ci sono fotografi uomini a cui viene dedicato un numero spropositato di mostre e ci sono fotografe donne delle quali – pur non avendo nulla da invidiare ai primi -, invece, non si è nemmeno mai sentito parlare, probabilmente. È ingiusto, sì. Ma, per fortuna, ci sono anche gallerie d’arte come Viasaterna, pronte a omaggiarle a dovere.
Per questa ragione, tra le mostre a Milano ad aprile 2026 che vi consigliamo caldamente di visitare, c’è anche quella dedicata alla romana Elisabetta Catalano (1944-2015), che inaugurò la sua carriera fotografica niente meno che sul set di 8 e ½ di Federico Fellini, nel 1962.
I set cinematografici furono senz’altro tra gli ambienti che preferì frequentare e in cui scattò alcune delle più belle e iconiche immagini (come il ritratto dei tre protagonisti de Il giardino dei Finzi Contini o quella di Sharon Tate e Roman Polanski immortalati su una slitta nella neve), ma anche la moda e il mondo dell’arte furono ambienti che la ispirarono e con cui ebbe a che fare soventemente. Il rapporto col compagno di vita Fabio Mauri, infatti, la introdusse nel mondo della performance artistica, mentre nel 1971 lavorò a New York per Vogue America e a Parigi per Vogue France.
Fu però il ritratto puro il suo ambito professionale d’elezione, come testimoniano scatti intensi e raffinati come quello scattato a Claudia Cardinale di spalle o a Monica Vitti, che esplode in una bellissima risata mentre posa appoggiata al parapetto di una terrazza sul mare.
Museo Bagatti Valsecchi | fino al 2 agosto 2026
ingresso: intero 14€; ridotto 10€


Soprattutto se non avete ancora mai fatto visita a una delle case museo più spettacolari di Milano, vi suggeriamo di far visita alla mostra Depero Space to Space in corso presso il Museo Bagatti Valsecchi, nel cuore del Quadrilatero della Moda.
Concepire e abitare spazi sospesi tra antico e contemporaneo: è questo che accomuna i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e il futurista Fortunato Depero. I primi, negli anni 80 del XIX secolo, arredarono la propria dimora in pieno stile tardo rinascimentale; il secondo, invece, negli anni 50 del secolo scorso scelse proprio un edificio cinquecentesco per raccogliere le proprie opere e fondare la Casa d’Arte Futurista di Rovereto.
Non tutti apprezzano le esposizioni che prevedono l’inserimento di opere moderne o contemporanee in ambienti così caratterizzati e, stilisticamente parlando, radicalmente in contrasto con esse. Noi, al contrario, troviamo il più delle volte questo tipo di operazioni molto interessanti e per questo vi consigliamo di non perdere questa occasione.
Palazzo Reale | fino al 14 giugno 2026
ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€


Innovatori e rivoluzionari, si sa, devono spesso attendere a lungo per essere finalmente riconosciuti, capiti, apprezzati. Rompere le regole e sfidare i canoni ufficiali, d’altra parte, non è cosa da poco.
Così è avvenuto anche per il movimento dei Macchiaioli – rimasto incompreso dai contemporanei e rivalutato solo successivamente, tra le due grandi guerre – a cui finalmente viene dedicata una grande mostra a Palazzo Reale, frutto dei più recenti studi compiuti dai tre massimi esperti italiani del movimento: Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca.
È anche grazie ai Macchiaioli, infatti, che il nostro Paese ha costruito radici culturali comuni e un’identità nazionale.
La mostra intende dunque ricostruire attraverso 9 sezioni la loro storia, coprendo l’arco temporale compreso tra il 1848 e il 1873 (anno della morte di Giuseppe Mazzini) e raccontando l’esperimento nazionale che animò questo gruppo di artisti colti e illuminati, che si riconobbero tanto nelle idee mazziniane quanto in quelle positiviste, e che combatterono determinatamente per ricollegare l’arte alla realtà, dipingendo all’aria aperta e scegliendo la vita vera, quotidiana, come orizzonte artistico.
Un gruppo all’interno del quale – nonostante l’unione di idee e della “macchia”, tecnica pittorica innovativa che li contraddistinse – i singoli seppero mantenere, come ben emerge dall’accostamento delle loro opere, la propria individualità.
Palazzo Reale | Palazzo Citterio | Museo del Novecento | Gallerie d’Italia fino al 21 giugno 2026
Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026
Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
Galleria Fumagalli fino al 29 maggio 2026
Armani Silos fino al 3 maggio 2026
Pinacoteca di Brera fino al 3 maggio 2026
Fondazione Achille Castiglioni fino al 27 maggio 2026
Galleria Frittelli Rizzo fino al 19 aprile 2026
Pirelli Hangar Bicocca fino al 26 luglio 2026
Consonni Radziszewski fino al 30 maggio 2026
10 A.M. Gallery fino al 8 maggio 2026
Fondazione Galleria Milano fino al 18 aprile 2026
Palazzo Borromeo fino al 30 maggio 2026
Cassina Projects fino al 29 maggio 2026
Francesca Minini fino al 9 maggio 2026
French Place fino al 19 aprile 2026
Osart Gallery fino al 27 giugno 2026
Spazio MU.RO fino al 19 aprile 2026
Ica fino al 23 maggio 2026
PAC fino al 7 giugno 2026
Fabbrica del Vapore fino al 13 aprile 2026
Viasaterna fino al 19 aprile 2026
Museo Bagatti Valsecchi fino al 2 agosto 2026
Ordet fino al 11 aprile 2026
Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
Museo Teatrale alla Scala fino al 3 maggio 2026
Gió Marconi dal 11 aprile al 24 luglio 2026
Fondazione Prada dal 8 aprile al 28 settembre 2026
ArtNoble dal 9 aprile fino al 12 giugno 2026
Palazzo Borromeo dal 16 aprile al 30 giugno 2026
Kaufmann-Repetto dal 15 aprile al 21 maggio 2026
Upsilon Gallery dal 1 al 17 aprile 2026
Palazzo Galbani dal 18 al 21 aprile 2026
Allianz MiCo dal 17 al 19 aprile 2026
BiM dal 14 al 25 aprile 2026
Istituto Svizzero dal 15 aprile al 4 luglio 2026
Ica dal 15 aprile al 10 luglio 2026
Matta dal 13 aprile al 12 settembre 2026Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.
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]]>L'articolo Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>enoteca con cucina |
Brera
€€


Per anni è stata ‘solo’ un indirizzo da segnare quando si parlava di acquistare del buon vino a Milano, una di quelle enoteche storiche di Brera in cui entrare con un’idea precisa in testa e uscire con una bottiglia sotto braccio (ve ne avevamo parlato nella nostra guida del quartiere di Brera). Oggi, però, Enoteca Cotti ha cambiato proprietario e anche un po’ pelle, aprendo finalmente le porte alla mescita e a una cucina essenziale ma ben pensata, pur senza tradire il suo passato. La location resta la stessa, affacciata su via Solferino, elegante e un pochino ingessata, con interni che raccontano una storia fatta di boiserie in legno, altezze importanti e un’atmosfera da grande classico milanese; al posto delle vecchie scaffalature, tavoli e tavolini ad accogliere i clienti. Ci siamo stati praticamente subito dopo l’apertura e l’impressione è stata quella di un posto già perfettamente centrato.
Il menu è semplice ed essenziale, e ruota attorno ad alcuni grandi classici della cucina milanese, ma non solo: cicoria ripassata, zucchine alla scapece, delle (ottime) crocchette alla carbonara, vitello tonnato, pollo alla cacciatora e moscardini alla luciana, con un costo a piatto dagli 8 ai 16€; su tutti, non perdetevi il toast con comtè, sormontato da una montagna di culatello, perfetto per accompagnare qualsiasi calice. E a proposito di calici, la selezione vini è ovviamente uno dei punti forti: ampia, curata, con bottiglie che parlano a un pubblico anche molto diverso, e vanno dai grandi nomi a etichette più ricercate. Qui basta alzare gli occhi e scegliere la bottiglia dalle pareti che ne sono letteralmente ricoperte, ma anche il sommelier si è dimostrato capace nel consigliarci un’ottima etichetta (nel nostro caso, un metodo classico Pas Dosè di Casa Zuffada, Oltrepò Pavese).
Il risultato è un indirizzo per un aperitivo post‑ufficio, in una zona che mancava di enoteche e locali in cui intrattenersi volentieri una volta terminata la prima bottiglia. Insomma, un nuovo inizio per una storica insegna di Brera, che temevamo ne stravolgesse lo spirito, e invece ne ha mantenuto l’autenticità con un guizzo di freschezza.
enoteca |
Cinque Giornate
€€


E sempre a proposito di enoteche, in zona Anfossi, Fiorin Fiorello Fiore è una recente apertura che da fuori rischia quasi di passare inosservata, e che invece all’interno riserva grandi sorprese: tendaggi che scaldano l’ambiente, vinili in bella mostra che dichiarano una certa idea di serata, pochi tavoli che trasmettono subito intimità. Il primo punto forte è infatti proprio l’atmosfera: sala raccolta, curata, a cui si aggiunge il piacevole dehor. Poi c’è questa naturale predisposizione alla musica: non si definisce “listening bar”, ma sarebbe inutile negare una certa vocazione a serate con sottofondi musicali, fino a veri e propri dj set.
Sul cibo meglio arrivare con aspettative corrette: la carta è particolarmente risicata, più da accompagnamento che da cena. Noi abbiamo optato per il carciofo ripieno, le costine di maiale glassate, tartare di carne e toast. E sì: anche qui il toast è stato il nostro piatto preferito, complice anche l’imburrata generosa del pane (starà forse diventando il piatto di punta delle enoteche di Milano? Crediamo proprio di sì).
Detto ciò, qui si viene per bere bene. La corposa carta vini è il cuore del posto: ampia, ambiziosa, e raccontata da una selezione di oltre 300 etichette. C’è senz’altro una certa tendenza verso bottiglie dal valore importante, ma con un po’ di attenzione e il giusto consiglio si riescono a scovare anche scelte accessibili e molto interessanti. E infatti il vero plus è chi ti guida: menzione al sommelier bravissimo (vecchia conoscenza di Ostreria Fratelli Pavesi), che ti sa leggere in faccia cosa hai voglia di bere anche quando non lo sai tu. E infatti, tra i calici bevuti qui, ci sono alcune delle etichette migliori assaggiate negli ultimi mesi.
Insomma, soprattutto con la bella stagione per provarne anche il cortile, torneremo forse non per il cibo, ma senz’altro per berci un ottimo vino, accompagnato, perchè no, da un’altrettanto ottima scelta musicale. Ah, ultimo consiglio: lo troviamo proprio un posto perfetto per un date!
cucina italiana |
San Babila
€€€


La cornice del Portrait, l’hotel dei Ferragamo in corso Venezia, è sempre splendida, va detto. Qui, oltre all’albergo, hanno sede – a mo’ di girotondo attorno all’ampio porticato, diversi negozi di lusso, una spa, un bar (il divertentissimo Rumore), un ristorante di carne (il Beef Bar, di cui vi avevamo raccontato – bene – qui un paio di anni fa) e un altro ristorante italiano, il 10_11. Celeberrimo e discussissimo per via della sua pasta in bianco a 26€, per la sua mastodontica colazione (120€ per due persone) e per il lussureggiante brunch (95€), il 10_11, come tutto il contesto di riferimento, ha dalla sua un’atmosfera davvero unica, che – mantenendo l’allure di un ex Seminario di cui ha preso il posto – può contare su arredi sofisticati, un meraviglioso giardino e un servizio sicuramente assai premuroso.
Siamo stati per un pranzo speciale in famiglia che, se per atmosfera ci ha convinto, per quanto riguarda il cibo non ci ha saputo emozionare: la carta si muove nel perimetro del più puro classicismo (uovo morbido, tartare, pollo alla griglia…), rifuggendo qualsivoglia tipologia di guizzo. I piatti in arrivo al nostro tavolo, quelli che, facilmente, potrebbero essere replicati nelle cucine di casa: dei mondeghili (per carità, ben fritti), un vitello tonnato, la ribollita, e poi le paste, che dire semplici è dire poco. Lo spaghetto al pomodoro e la pasta in bianco, mantecata al tavolo con un pathos francamente anche un po’ eccessivo, sono buoni nella loro elementarità, ma nulla di più. Il conto, per contro, è sostanzioso, proporzionato a un posto di questo tenore: difficile uscire sazi spendendo meno di 70€ bere a parte. Torneremmo? Sì, ma forse più per un drink o una merenda.
ristorante cinese |
Sarpi
€€


Passeggiando per Paolo Sarpi (anche in questo caso, vi lasciamo la nostra guida di zona per destreggiarvi al meglio tra le sue viuzze), ci siamo imbattuti in una recente apertura che richiama l’attenzione per il taglio un po’ più curato della media dei locali di zona: così abbiamo scoperto Jiao 10, in via Morazzone 10, piena Chinatown. Qui gli ambienti sono piacevolmente moderni, con un’atmosfera più da bistrò e, spoiler, anche un conto che si posiziona di conseguenza (non eccessivo, ma leggermente sopra la media; considerate che noi abbiamo speso per una cena completa circa 35€, vino incluso).
La cucina è quella regionale del Sichuan, il menu più ristretto rispetto a tanti altri ristoranti della stessa tipologia (nota che abbiamo personalmente apprezzato), ma con delle proposte originali e molto appetitose; noi abbiamo iniziato con i ravioli aperti di manzo, classici fagiolini con macinato di manzo, per poi proseguire con gamberi in salsa di tuorlo d’uovo, e manzo, peperoncini e fuoco di Sichuan In tutti i piatti il peperoncino è parte predominante dell’esperienza, quindi amanti dei sapori delicati e poco piccanti, prego astenersi (o per lo meno, fatevi consigliare dal gentilissimo personale di sala quali piatti siano più adatti a voi!).
Insomma, Jiao è un indirizzo che alza leggermente l’asticella, soprattutto per quanto riguarda il servizio e l’ambiente, e lo consigliamo per le serate in cui oltre alla sostanza di un buon piatto di cucina cinese (con una bella dose di piccantezza), volete coccolarvi anche in una location curata. Noi amiamo sempre molto cenare al bancone, e anche in questo caso ci siamo trovati benissimo!
cucina vietnamita |
Gioia
€€


Sì ok che voglia di pho, ma quale sarà la pronuncia corretta? È con questa domanda che abbiamo varcato la soglia di questo piccolo ristorante vietnamita aperto da un paio di mesi in zona Gioia. Non fate troppo caso all’ambiente che, seppur sforzandosi, non può essere definito più che ‘carino’ e concentratevi sul menu, un bel viaggio tra ravioli, involtini, insalate, zuppe e altre specialità tipiche del Vietnam. Giusto il tempo per tessere le lodi dello spettacolare frullato di mango preso come bevanda che sono arrivati gli antipasti, tra cui non sapremmo scegliere il più buono tra gli involtini di carta di riso ripieni di gamberi e verdure da intingere in una buonissima salsa alle arachidi (vi sfidiamo a non sporcarvi mentre li mangiate!), le bruschette di pane croccante con manzo marinato e i bocconcini di pollo fritto accompagnati da maionese agli agrumi.
Ovviamente, dopo esserci accertati con la gentilissima ragazza in sala della giusta pronuncia, non potevamo non assaggiare il pho: noi abbiamo preso la versione con fettine di carne crude, cotte drettamente nel brodo e quella con manzo scottato e polpette ed entrambe ci hanno decisamente convinto: le tagliatelle di riso sono fatte in casa, la carne gustosa e il brodo è delicato ma al contempo saporito e sarete comunque voi, grazie ai condimenti (coriandolo vetnamita, peperoncino, menta, salsa sriracha) serviti a parte, a decidere il grado di sapidità e piccantezza della vostra zuppa. Chiedondoci cosa c’entrassero con il Vietnam le Galatine che vengono offerte alla cassa, abbiamo pagato un onesto conto di circa 30 euro a testa e siamo usciti contenti. Certo, non è il posto per una cena speciale, ma se cercate un locale senza pretese con una cucina leggera, gustosa e molto comfort, passate senza indugi da La Viet.
cucina italiana |
Zona Magenta
€€


In una delle zone in cui è più densa la presenza delle tipiche signore milanesi chic ed eleganti, perché non aprire un ristorante che si chiama La Sciura? È quello che avrà pensato il proprietario di Ghe Sem (rip) quando ha deciso di cambiare completamente format, virando su un progetto più tradizionale e locale. Qui tutto è confortevole e senza sorprese, nell’accezione più positiva possibile: lo è l’atmosfera, con una bella colonna sonora di classici italiani anni 60 e uno splendido tono di verde negli arredi a rendere l’ambiente calmo e rilassante (anche se forse un po’ troppo buio); lo è il servizio, amichevole, professionale e diretto; lo è, ovviamente, il menu con i classici della cucina lombarda divisi nelle tranquillizzanti – e sempre più rare – sezioni di antipasti, primi, secondi e dolci.
Noi abbiamo assaggiato un tagliere di salumi accompagnato da focaccia calda e giardiniera (quanto siamo contenti quando troviamo la giardiniera in un menu!), ottimo ma – a differenza delle altre portate decisamente importanti – un po’ troppo scarso di quantità; abbiamo proseguito con il risotto alla milanese che, grazie a una cremosità e cottura perfette, ha già scalato la classifica dei nostri risotti più amati, con una buonissima tartare di vitella Verzese con tuorlo fritto e senape e con una guancetta di manzo con polenta che si scioglieva in bocca e che non avrebbe sfigurato in un rifugio alpino. Mentre concludevamo il pasto con un’eccellente panna cotta, avevamo già in mente di ritornare per provare l’enorme cotoletta che vedevamo sfilare verso gli altri tavoli e che promette anch’essa di entrare tra le nostre preferite. Anche i prezzi sono rassicuranti, soprattutto considerando un quartiere in cui un panino può costare fino a 10 euro: qui con una quarantina di euro a testa sarete più che soddisfatti.
gastronomia-bistrot |
Risorgimento
€€€


Dopo Rosticceria Palazzi (storica rosticceria che ha di recente cambiato gestione, e che vi avevamo nominato sin nei nostri consigli sulle migliori gastronomie e rosticcerie di Milano), Palazzi si è allargata con un secondo indirizzo che, più che “seconda sede”, risponde alla necessità di sedersi davvero e godersi un pranzo. Siamo in Piazza Risorgimento, e accanto alla gastronomia dove si può acquistare e portare via (anche bottiglie, conserve e pietanze pronte), c’è il bistrot pensato per consumare sul posto, con servizio al tavolo e l’insegna che chiarisce subito il mood: “bar à vin & lasagna” (è forse questa una poesia?).
Il bello è che l’impostazione rimane fedele alla filosofia Palazzi: menu costruito alternando piatti da spiluccare e condividere (dai 5 ai 12 €), qualche piatto del giorno più sostanzioso (dagli 8 ai 18€), e una base di classici che tornano (quasi) sempre in carta e che ricordano i pranzi della domenica in famiglia (dai 12 ai 17 €, per darvi un’idea dei prezzi). Noi abbiamo ordinato il gratin dauphinois, mondeghili (davanti ai quali non riusciamo a trattenerci, e questi erano davvero pazzeschi!), riso al salto croccante al punto giusto, seppie grigliate ai broccoli, con olive e olio piccante (per davvero!), e poi lasagne al ragù (che qui sono una grande certezza) e un purè a dir poco memorabile. Sul vino, la scelta può spaziare su un bel numero di etichette, concentrate in Italia, ma anche, o soprattutto, sulla Francia; noi abbiamo scelto Bulles de Roche di Thierry Germain, una bollicina gastronomica, perfetta per accompagnare il nostro pranzo.
Ultima e onesta menzione al servizio, che abbiamo trovato molto giovane e spesso un po’ distratto, con dimenticanze e tempi di attesa molto dilatati: niente di drammatico, ma si percepisce che è un meccanismo che deve ancora rodare un po’, e sembra mancare una figura di riferimento che sappia “tenere” la sala. Detto questo, l’atmosfera resta piacevole, simile ad un bistrò parigino (ma con le lasagne, eheh) e il posto ha tutte le carte per diventare uno dei nostri indirizzi preferiti per i pranzi del weekend!
cucina milanese |
Calvairate
€€€


Provare nuovi ristoranti è sicuramente una delle nostre attività preferite, ma quanto è bello avere certezze in cui rifugiarsi, sicuri che non si rimarrà delusi dall’esperienza vissuta? Proprio per questo motivo, per festeggiare un compleanno, abbiamo deciso di tornare a cena in uno dei migliori ristoranti a Milano, secondo noi. Alla Trattoria del Nuovo Macello, infatti, si mangia una delle cotolette più incredibili mai assaggiate in città ma anche un risotto alla milanese indubbiamente squisito.
Aperta nel 1928 e ubicata in zona Calvairate, questa storica trattoria milanese negli anni ha saputo mantenere una qualità altissima, diventando un’istituzione e un punto di riferimento sia per i milanesi doc che per chi nel capoluogo lombardo è solo di passaggio ma è in cerca di un’esperienza culinaria tipica, autentica, senza sbavature. Noi, per iniziare, abbiamo condiviso la loro giardiniera, il salame cremonese dell’azienda agricola La Malintesa e dei deliziosi mondeghili con salsa agrodolce di pomodoro e carote, per poi proseguire con una porzione intera e due mezze porzioni di risotto con stimmi di zafferano, burro superiore e Lodigiano riserva; la trippa con fagioli dall’occhio, aneto, limone e grana Lodigiano; una cotoletta di vitello alta e con osso (si può avere anche senza) frollata per 40 giorni e – dulcis in fundo – un gelato di puro pistacchio con salsa di cioccolato fondente e pistacchi salati e una particolarissima meringata allo zola.
Per quanto elencato, oltre a tre calici di bollicine (c’era da festeggiare!) e una bottiglia di rosso, il conto finale è stato di 225€ (75€ a persona): una cifra che si è ben disposti a spendere per mangiare così bene ed essere serviti con cotanta cortesia e professionalità. Ci teniamo inoltre a dirvi che ci siamo trovati benissimo nell’intima tavernetta al piano inferiore, che vi consigliamo di scegliere per la sua atmosfera calda e avvolgente, a cui contribuiscono senz’altro mattoni a vista e luci soffuse.
brunch |
Lodi
€


In zona Lodi c’è un posto in cui torniamo spesso per il brunch e che, con il tempo, è diventato una certezza. In queste pagine lo abbiamo citato più volte, l’ultima nella guida a Scalo Romana: si chiama Mamada Hostel. È un ostello-bistrot al civico 1 di via Benaco con un bar di quartiere sempre vivo. La frequentazione è varia, e l’atmosfera è quella dei posti semplici ma accoglienti, dove si sa già che si passerà un’ora (o più) piacevole e si mangerà senza spendere una fortuna. Da bere, cocktail senza troppe pretese, birre e vini; da mangiare burger e piatti comfort: il Madama è una buona base anche per aperitivi informali, pranzi e serate tranquille, soprattutto col bel tempo, quando il dehors si riempie fino a tardi.
L’ultima volta siamo tornati in una domenica mattina luminosa, per una colazione lunga che è scivolata verso il pranzo. Abbiamo optato per una English breakfast, sostanziosa e ben fatta, e un tramezzino al tacchino, buono nel complesso, anche se il pane avrebbe potuto essere tostato un po’ di più (un suggerimento che vale, in generale, per il pane servito anche con gli altri piatti). Da bere abbiamo ordinato un caffè americano e una spremuta fresca, e poi abbiamo fatto quello che facciamo spesso: dividerci dei pancake, soffici e che finiscono sempre troppo presto. Il servizio è gentile, l’ambiente informale, e a questo giro abbiamo speso circa 18 euro a testa. Ed è proprio questo il bello del Madama: non sarà il brunch più modaiolo o il migliore della città, ma è affidabile e ha un rapporto qualità-prezzo raro; per noi è uno di quei posti che vale la pena tenersi stretti, insomma!
cucina italiana |
Ticinese
€


Scovare posti come questo è sempre fonte di grande soddisfazione. Situata in una via assolutamente anonima dietro la fermata di Santa Sofia, Antica Hostaria della Lanterna è un locale ‘vecchia Milano’ dall’atmosfera casalinga per noi assolutamente irresistibile.
A pranzo propone un menu fisso da 11€ (!) che include un primo a scelta, acqua, caffè e coperto. I primi piatti tra cui scegliere sono pressoché sempre gli stessi, semplici e soprattutto con porzioni generose che nella maggior parte dei ristoranti milanesi, osterie incluse, sono ormai un miraggio. Siamo stati più volte per pranzi di lavoro e li abbiamo provati tutti: gnocchi zola e pistacchio, gnocchi salsiccia e pomodoro, gnocchi al pomodoro, pasta alla salsiccia, pasta alla disperata (con peperoncino) e pasta al radicchio. Alcune volte potreste esere fortunati e trovare delle proposte del giorno. Possiamo dire che le portate più gustose si sono rivelati gli gnocchi allo zola e la pasta alla disperata. La sera la proposta di menu rimane uguale, con l’aggiunta di alcuni secondi piatti come ossobuco o brasato. Una menzione speciale la merita il tiramisù fatto in casa, davvero eccezionale!
L’atmosfera è molto accogliente e il servizio familiare, informale e gentile. I prezzi sono davvero piccoli per pranzo, considerata anche la zona centralissima, mentre per la sera tenete conto che i prezzi alla carta si aggirano sui 10-12€ per i primi e 16€ per i secondi. Torneremo per la millesima volta? Potete giurarci.
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Dateo
€€


Quello di Pan è uno dei brunch a Milano migliori che possiate fare: questa è la versione breve del concetto. Per la versione estesa, cominciamo col dirvi che l’hype che circonda questo piccolo locale in zona Dateo fin dalla sua apertura è, contrariamente a quello che ci aspettavamo, pienamente giustificato. Pensavamo, infatti, che i social avessero amplificato troppo le qualità di questa bakery giapponese, ma ci siamo dovuti ricredere (e non è cosa che accada tutti i giorni!).
È difficile fare una classifica dei piatti migliori che abbiamo ordinato per comporre il nostro brunch (non c’è un menu a prezzo fisso, ma si ordina alla carta): semplicemente incredibile il sandwich con il pollo fritto, perfettamente equilibrato il Pan’s brunch plate (con salmone gravlax, uovo barzotto, labneh e verdure miste) e l’insalata di patate con cetriolo e cipolla è stata forse la migliore mai mangiata; alle Deviled eggs (con maionese e tartufo nero) pensiamo ancora dopo settimane e il Roots&Blu (crema di sedano rapa e anacardi, radicchio, blu di capra e nocciole) ci ha conquistati alla prima cucchiaiata, così come il fantastico gelato al panettone servito con uno sfogliato al caramello salato.
Nonostante all’esterno le persone in fila in attesa del proprio turno scalpitino per entrare, all’interno del locale l’atmosfera è incredibilmente tranquilla e se pensiamo a quanto abbiamo pagato (sui 35 euro a testa) ci viene ancora da sorridere visto che con quella cifra difficilmente ormai si può mangiare così bene a Milano. Insomma, lo abbiamo amato davvero tanto, si è capito?


Guardando al rapporto qualità prezzo, il brunch – o meglio, la colazione libanese – di Mezè non ha probabilmente eguali in città. In questo bel locale in zona Risorgimento, infatti, per soli 20 euro abbiamo assaggiato un menu che ci ha fatto fare un bellissimo viaggio.
Si inizia con tanti piattini che comprendono hummus, halloumi con composta di pomodoro, marmellate fatte in casa, pinzimonio, frutta secca, frutta fresca e l’immancabile Saj (il tipico pane mediorientale). Si prosegue poi con un piatto principale: tra quelli proposti noi abbiamo scelto un’ottima omelette con prezzemolo e un fantastico uovo all’occhio di bue con carne di agnello con un bel gusto di cumino a dargli personalità. Il tutto è accompagnato da tè nero aromatizzato alle spezie e una limonata ai fiori d’arancio di cui avremmo voluto chiedere una bottiglia da portare a casa.
L’ambiente è molto curato – con un’attenzione ai particolari (persino in bagno) davvero meticolosa – e anche il servizio è attento e cordiale. Insomma l’avrete capito, Mezè è stata una bellissima sorpresa e ha già scalato la classifica dei nostri brunch preferiti in città.


Come forse ricorderete, Sevilla Mia è uno dei nostri ristoranti spagnoli preferiti. Da qualche mese, oltre al classico menu a base di paella, solomillo e pulpo a la gallega, questo locale in zona Sant’Agostino propone un’interessante formula brunch che per 25 euro prevede la scelta di due piatti salati, un dolce, il caffè e soprattuto sangria a volontà! Noi abbiamo preso la classicissima tostada con jamon, il croque senorito (un toast con jamon e queso grondante besciamella), il favoloso montadito con queso, salsa aioli e una guancia iberica sfilacciata che si scioglieva in bocca e il salmorejo, la tradizionle zuppa di pomodori andalusa che conosciamo bene e che qui viene proposta in una versione freschissima con basilico e avocado.
Il viaggio si è concluso con un’ottima crema catalana e con la natillas, una crema all’uovo con una spolverata di cacao. Certo, assaporare questi piatti nella splendida Siviglia sarebbe stata un’altra cosa, ma anche qui siamo stati benissimo: il cibo è buono, l’atmosfera è allegra (avrà contribuito la quantità non indifferente di sangria che abbiamo bevuto?) e il prezzo è corretto. È notizia di qualche settimana fa l’apertura di un nuovo locale in zona Moscova: ecco la scusa per un altro brunch a Milano in salsa spagnola!


Citando il film con Tognazzi e Mastroianni, La Grande Abbuffata è il nome del menu che ogni weekend trovate da Miro Osteria del cinema, il ristorante all’interno del cinema Anteo in Porta Garibaldi. Forse abbuffata non è il termine adatto, viste le porzioni delle portate non esattamente ciclopiche , ma la qualità è fuori discussione: qui si inizia dai dolci e – nonostante quel giorno non fossero disponibili gli sfogliati di Ciacco che invece generalmente sono in lista – la torta di albicocche, il brownie al cioccolato, il plumcake al limone e la crema diplomatica che abbiamo assaggiato erano davvero ottimi.
Molto convincenti anche le portate principali, un bel toast con uova, prosciutto cotto e formaggio, ma specialmente un alletterato con leche de tigre e piri piri tanto buono quanto, purtroppo, di scarsa quantità. Si conclude con il caffè e soprattutto con il gelato di Ciacco che, se conoscete, sapete bene quanto sia incredibile. Per 32 euro (ci sono anche una spremuta d’arancia e il pan y tomate) l’esperienza è sicuramente positiva, anche per merito di una location – uno splendido giardino nascosto tranquillo e rilassante – che si possono concedere pochi locali in città.
Magenta
€€


Il nostro viaggio tra i brunch a Milano ci porta da Ditta Artigianale, la storica torrefazione originaria di Firenze che da qualche mese è arrivata anche in corso Magenta. Ve lo diciamo subito: se cercate un locale tranquillo e un ambiente rilassante, questo locale non fa per voi, ma se potete soprassedere su un’atmosfera un po’ caotica e confusionaria – comunque ben governata da un servizio attento e cordiale – non ve ne pentirete.
Qui non c’è una formula fissa, ma il menu alla carta vi permette di comporre un brunch tra piatti classici come avocado toast, club sandwich e eggs benedict e preparazioni più healthy, adattissime anche a vegetariani e vegani. Noi abbiamo preso una omelette cotta perfettamente e bavosa al punto giusto, la gustosa japan pumpkin con miso soia e miele, le patate con burro ed erbette e una sorprendente bistecca di cavolfiore con roquefort, mela verde, chimichurri e melograno che prima o poi replicheremo anche a casa (sicuramente con risultati molto più scarsi!). Ovviamente non potevamo non prendere un dolce e, tra una scelta di sfogliati immensa, abbiamo optato per un cinnamon roll davvero pazzesco; ottimo anche il caffè, ma da una torrefazione così famosa non ci aspettavamo niente di meno. I 35 euro a testa che spenderete sono forse un tantino troppi, ma, considerando la zona, diventano accettabili e, ripensando a quel cavolfiore e a quel cinnamon roll, diventano quasi troppo pochi!


Il vostro nome che viene gridato all’esterno e che poi – che ci siate o meno – viene spuntato da una lista scritta a mano sulla vetrina: funziona così la bizzarra gestione delle prenotazioni da Nowhere, l’ormai nota caffetteria specialty che da qualche tempo si è spostata da via Camminadella in uno spazio più ampio affacciato al Parco delle Basiliche che non si può definire meno che splendido. Poiché il menu è uguale ogni giorno, qui il brunch non è un’esclusiva del weekend e, anzi, la parola brunch nemmeno si legge in lista; nonostante questo, piatti e ingredienti – uova, formaggi, avocado, bacon, dolci e succhi di frutta – fanno inequivocabilmente pensare a quel mondo.
Dopo esserci fatti consigliare da un team di sala gentile e disponibile, abbiamo preso un uovo fritto con un tuorlo talmente colante che all’apertura ha rischiato di esploderci sui vestiti, uno strepitoso sandwich con kimchi, stracchino e miele a cui solo il bacon (colpevolmente da noi rifiutato) avrebbe regalato la perfezione e un ottimo avocado toast con lime e semi a cui ovviamente abbiamo aggiunto uova strapazzate e (qui sì!) bacon. Tra le bevande, oltre a un cappuccino di avena ben eseguito, è impossibile non citare un succo di lampone e lime semplicemente incredibile e signature drink fin dai tempi del vecchio locale. Forse eravamo ancora inebriati dal picco di zuccheri causato dal Black Panther – una brioche con burro di cacao che abbiamo preso da portare a casa ma che invece è terminata ancor prima di arrivare su corso di Porta Ticinese – ma lo scontrino finale di 58 euro in due, pur essendo superiore alla media dei brunch a Milano, ci è sembrato tutto sommato corretto ed è innegabile che torneremo qui, anche solo per sentire ancora gridare a squarciagola il nostro nome. Vi abbiamo convinto? Qui trovate il nostro racconto del brunch di Nowhere anche sotto forma di reel!


Sappiamo che, pensando a uova, bacon e cheesecake, potreste avere dei dubbi su un brunch completamente vegano, ma – fidatevi di noi – quello di Nepà spazzerà via le vostre titubanze. A pochi passi da corso Buenos Aires e dalla stazione Centrale, questa pasticceria, gestita da un team completamente femminile, utilizza materie prime 100% plant-based e si è imposta subito come una delle novità più interessanti di Porta Venezia, come testimoniano le tantissime persone che domenica mattina affollano non solo le due piccole sale, ma anche il marciapiede esterno in attesa di un posto.
Noi per fortuna avevamo prenotato e ci siamo goduti senza attese il nostro brunch che prevede un menu fisso in cui la scelta si limita al gusto del succo di frutta e alla tipologia di caffè; in un unico grande vassoio vi arriveranno tanti piatti dolci e salati: difficile dire quello che ci ha convinto di più, ma, tra le verdure a speghetto al forno, il tortino salato con crema di Gondino (un formaggio vegetale) e paprika, il club sandwich e il mini croissant salato è stato il fantastico scrambled tofu quello che probabilmente ci ha maggiormente sorpreso. Anche i dolci erano buonissimi con un brownie al cioccolato e una cheesecake praticamente identici alle versioni tradizionali.
Un plauso va anche al caffè americano, sicuramente il migliore tra quelli provati nel nostro viaggio tra i brunch a Milano. Non siamo riusciti a trovare una pecca neanche nel prezzo: 25 euro a testa sono una cifra pressoché perfetta per la qualità e quantità di quello che abbiamo mangiato. Brave ragazze!


Se chiudete gli occhi e pensate a un tradizionale brunch cosa vi viene in mente? Una formula a prezzo fisso che comprende buone portate a base di uova, dolci classici senza fronzoli, spremuta d’arancia e caffè. Ecco, da Cocotte troverete esattamente questo; d’altra parte sono più di dieci anni che questo locale in zona Cinque Giornate – che ha avuto il pregio di essere tra i primi a servire il brunch a Milano – resiste al vorticoso turnover cittadino con il suo menu di piatti serviti nelle cocotte (recipienti in ghisa rotondi) e il suo sterminato bancone di dolci.
Per 24 euro il brunch prevede un sempre gradito calice di benvenuto, una cocotte come piatto principale, un dolce, il succo d’arancia e il caffè. Le cocotte sono buone – noi abbiamo preso le uova alla Benedict e le uova affogate al bacon e asparagi (forse solo un po’ troppo acquose) – ma sono i dolci il punto forte, proprio come ci ricordavamo da quando siamo venuti qui la prima volta nel 2015: qualsiasi scelta si rivelerà azzeccata, ma noi abbiamo una predilizione per le crostate. Insomma, Cocotte è un locale a cui è impossibile non voler bene, un comfort place che è sempre una garanzia!


Si potrebbe discutere ore di quanto noi millennial siamo nostalgici (sono passati *dieci* anni da questo articolo) ed è proprio per questo che – continuando a parlare di posti storici dove fare un ottimo brunch a Milano – è impossibile non citare anche Gorille. Questo piccolo locale all’ombra del Bosco Verticale, infatti, da oltre un decennio è sempre preso d’assalto nei weekend grazie a una formula brunch particolarmente convincente: per soli 18 euro potrete scegliere tra un menu tradizionale, uno vegetariano e persino un menu speciale (a 15 euro) dedicato ai bambini. Questo rende Gorille un posto perfetto per i più piccoli, ma il rovescio della medaglia potrebbe essere, come nel nostro caso, un sottofondo forse un po’ troppo rumoroso.
Questo però non ci ha impedito di goderci appieno il nostro pasto e noi per non sbagliare abbiamo assaggiato entrambe le varianti: sì certo, la versione tradizionale ci è piaciuta – si vince sempre facile con le uova strapazzate al bacon e anche il pan brioche con la marmellata di mirtilli era fragrante e gustoso – , ma i piatti del menu vegetariano – un’ottima vellutata di ceci e pomodori con crostini, l’avocado toast con citronette e soprattutto delle buonissime patate al forno morbide al centro e piacevolmente bruciacchiate ai bordi – ci hanno conquistato. Entrambi i menu comprendono anche uno yogurt con miele e frutta fresca, il caffè americano o il te (con free refill) e una spremuta d’arancia (o un altro succo a scelta) che con un piccolo sovrapprezzo si può agilmente trasformare in un Bloody Mary (buono!) o in un Mimosa. Noi abbiamo esagerato e abbiamo aggiunto anche un club sandwich al salmone e le polpette di carne (portando la spesa totale a circa 25 euro a testa), ma vi assicuriamo che anche il menu base vi sfamerà senza problemi.


Ok, forse siamo un po’ fuori tema, ma siamo sicuri che se chiedete a un inglese vi dirà che il brunch è solo una pallida imitazione del Sunday Roast. Questo piatto tradizionale della cucina britannica viene servito ogni domenica al The Friends Pub, un locale dall’atmosfera impagabile che sembra essersi catapultato direttamente da Soho fino alla Milano di Porta Garibaldi. Venite qui se volete mangiare buonissimi hamburger o il Fish&Chips migliore della città, ma soprattutto se volete fare un’esperienza unica, come vi avevamo già raccontato in questo reel di un paio di anni fa. Il menu del Sunday Roast comprende uno starter – noi vi consigliamo le fantastiche uova in kilt morbide all’interno e croccanti fuori -, un dolce a scelta (se vi piace il cioccolato, non perdetevi la torta al cioccolato fondente e gelato al fiordilatte) e ovviamente l’arrosto: quello super tradizionale è il buonissimo roast beef con verdure, salsa Gravy e il sofficissimo Yorkshire Pudding, ma potete scegliere anche tra la versione con il tacchino in salsa di frutti rossi o la proposta vegetariana con formaggio con mandorle e chutney di mele. Il tutto per 34 euro (o 29, senza la birra)… sicuramente meno di un biglietto per Londra!
Hai mai provato uno di questi brunch a Milano? Come ti sei trovato? Sulla nostra pagina Instagram ne trovi tanti altri!
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REMIRA MARKET
dom 8.3
Teatro Martinitt |
info qui
MARKET DEL BARATTO
ogni domenica del mese
Tempio del Futuro Perduto |
info qui
CAMALEONTE MARKET
14-15.3
Cascina Nascosta |
info qui
MERCATINO DI BRERA
dom 15.3
Brera |
info qui
BUONA DOMENICA MARKET
dom 22.3
Dopo Space |
info qui
MARAMAO MARKET
ogni sabato del mese
Tempio del Futuro Perduto |
info qui
GAM MATSURI
21-22.3
Factory Nolo |
info qui
LE CARROUSEL
28-29.3
Cascina Cuccagna |
info qui
MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO
dom 29.3
Naviglio Grande |
info qui
Anche a marzo 2026 tornano diversi appuntamenti dedicati al vintage, second hand, artigianato e collezionismo, tra eventi ormai consolidati e nuove occasioni da segnare in agenda. Si parte domenica 8 marzo con il Remira Market al Teatro Martinitt, tra abbigliamento, handmade, vinili e oggetti curiosi. Poi, il weekend del 14-16 marzo, vi aspettano il Camaleonte Market alla Cascina Cuccagna e il Mercatino di Brera: due occasioni per appassionati di antiquariato e modernariato.
Proseguono per tutto il mese anche gli appuntamenti fissi al Tempio del Futuro Perduto: il Market del Baratto ogni domenica, dedicato allo scambio e al riuso consapevole; e il Maramao Market ogni sabato, più orientato a creatività indipendente, second hand selezionato e piccole produzioni artigianali. E ancora, nel weekend del 21 e 22 marzo spazio al Gam Matsuri al Factory Nolo: un evento dal gusto tutto giapponese, ideale per amanti e cultori del mondo nipponico; e al Dopo Space, vi aspetta il Buona Domenica Market per acquisti sostenibili e un sacco di altre cose carine!
Per concludere, tornano due appuntamenti molto amati: Le Carrousel (28-29 marzo) alla Cascina Cuccagna, con espositori di oggetti vintage e handmade per tutti i gusti; e il tradizionale Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande domenica 29 marzo, meta per chi cerca pezzi unici, modernariato e oggetti dal fascino senza tempo.
COLLECTIVE BODIES
gio 12.3
Base |
info qui
IL BAROLO E IL DERTHONA VANNO IN SCENA
dom 22.3
Palazzo Bovara |
info qui
MUSICA DA CAMERETTA
dom 22.3
Base |
info qui
OFFICINA FAMIGLIE LET’S TALK! PRIVACY ONLINE
gio 26.3
Triennale Milano |
info qui
IL MERCATO AGRICOLO DELLA CUCCAGNA
ogni mercoledì del mese
Cascina Cuccagna |
info qui
Tra degustazioni enologiche, musica dal vivo, cultura digitale e appuntamenti sostenibili, marzo a Milano offre occasioni che intrecciano convivialità, creatività e attenzione al territorio. Per iniziare, giovedì 12 marzo a Base arriva Collective Bodies, un evento dedicato alle connessioni tra corpo, arti performative e sperimentazione contemporanea. A seguire, domenica 22 marzo torna l’evento Il Barolo e il Derthona vanno in scena: una domenica all’insegna della degustazione di due eccellenze piemontesi. In parallelo, nella stessa date, vi aspetta anche Musica da Cameretta a Base, per una giornata tra sonorità indie sperimentali.
E ancora, spazio anche ai temi educativi con Officina Famiglie Let’s Talk! Privacy Online, il 26 marzo alla Triennale: un appuntamento pensato per insegnare a orientarsi tra sicurezza digitale e consapevolezza tecnologica. Infine, per chi preferisse atmosfere più slow, torna invece il Mercato Agricolo della Cuccagna, ogni mercoledì del mese alla Cascina Cuccagna, perfetto per acquistare prodotti stagionali a filiera corta.
COMEDY NIGHT
lun 2.3
Ostello Bello |
info qui
PESCATO DEL GIORNO | COMEDY SHOW
gio 5.3
Yellowsquare |
info qui
LATO C
gio 5.3
Apollo Club |
info qui
Circolo Magnolia
ROSITA BRUCOLI+LORR+AMA DEE
gio 5.3 |
info qui
BERLIN CALLING
ven 20.3 |
info qui
Bluesquare
ROCKESTRA & FRIENDS
gio 5.3 |
info qui
HI-FI WEEKENDS
ven 6.3 |
info qui
Base
ANNA AND VULKAN
mer 4.3 |
info qui
HALINA RICE – UNREALITY AV
gio 5.3 |
info qui
MAGARI SanNolo
ven 6.3 |
info qui
LE CANNIBALE
sab 7.3 |
info qui
INDIAN WELLS
gio 26.3 |
info qui
LE CANNIBALE
sab 28.3
Arca |
info qui
Ecco tutte le serate per ballare (e non solo) da segnare in agenda a Milano a marzo 2026, tra live, elettronica, clubbing e qualche incursione comedy per un po’ di leggerezza. Per iniziare, qualche serata diffusa in città: lunedì 2 marzo Comedy Night all’Ostello Bello e, giovedì 5 marzo, doppio appuntamento tra stand-up comedy e musica con Pescato del Giorno | Comedy Show allo Yellowsquare e Lato C all’Apollo Club.
Sempre il 5 marzo, al Circolo Magnolia salgono sul palco Rosita Brucoli + Lorr + Ama Dee, mentre al Bluesquare trovate Rockestra & Friends per un giovedì all’insegna della musica live; e ancora, venerdì 6 marzo non perdetevi gli Hi-Fi Weekends, tra selezioni musicali e vibrazioni da club. Poi, per tutto il mese, Base resta uno dei poli principali: mercoledì 4 marzo arriva Anna and Vulkan con un live tra elettronica e cantautorato sperimentale; e ancora, giovedì 5 marzo Halina Rice – Unreality AV propone un set immersivo tra musica e visual art; venerdì 6 marzo torna Magari SanNolo, dedicato alla nuova scena indie; e per concludere, due appuntamenti firmati Le Cannibale sabato 7 marzo e giovedì 26 marzo tra elettronica internazionale, sound evocativi e club culture contemporanea.
Per concludere, sempre sul fronte clubbing, segnatevi anche Berlin Calling, venerdì 20 marzo al Circolo Magnolia e Le Cannibale with DJ Stingray 313 + Fatima Koanda all’Arca, sabato 28 marzo. Certamente, un calendario vario e trasversale, ideale per chi vuole alternare pista, canto sottopalco e scoperte musicali.
PHOTO VOGUE FESTIVAL
fino al 4.3
Biblioteca Nazionale Braidense |
info qui
MILANO MUSEO CITY
fino al 15.3
sedi diffuse |
info qui
FA’ LA COSA GIUSTA
13-15.3
Fiera Milano Rho |
info qui
SPIRIT OF IRELAND
13-15.3
Spirit de Milan |
info qui
MIA PHOTO FAIR
19-22.3
Superstudio Più |
info qui
BOOK PRIDE
20-22.3
Superstudio Maxi |
info qui
FESCAAAL
20-29.3
sedi varie |
info qui
SIMPLY THE BEST
lun 30.3
Le Cavallerizze |
info qui
Anche questo mese Milano si anima con week tematiche e festival che intrecciano cultura, sostenibilità, musica e cinema. Per iniziare, fino al 4 marzo, la Biblioteca Nazionale Braidense ospita il Photo Vogue Festival, l’appuntamento dedicato alla fotografia contemporanea tra mostre e riflessioni sui linguaggi visivi di oggi. Fino al 15 marzo torna poi il Milano Museo City, con appuntamenti diffusi in tutta la città: aperture speciali, visite guidate e eventi pensati per riscoprire il patrimonio artistico milanese, spesso da prospettive inedite.
E ancora, dal 13 al 15 marzo, a Fiera Milano Rho, torna Fa’ la Cosa Giusta!, la manifestazione dedicata al consumo consapevole e agli stili di vita sostenibili, tra incontri, laboratori e realtà tutte da scoprire. Nelle stesse date, allo Spirit de Milan vi aspetta Spirit of Ireland per un weekend tra concerti, danze e atmosfere folk, fiumi di birra e tantissimo divertimento: un inno alla cultura irlandese! Poi, la fotografia torna protagonista dal 19 al 22 marzo con il Mia Photo Fair al Superstudio Più, tra gallerie, artisti e progetti speciali. E ancora, dal 20 al 22 marzo, è il momento del Book Pride al Superstudio Maxi, la fiera nazionale dell’editoria indipendente che riunisce case editrici, autori e lettori per tre giorni di presentazioni, dialoghi e nuove scoperte letterarie.
Segnatevi anche Simply the Best, lunedì 30 marzo, l’evento che raduna i vertici dell’enologia nazionale tra degustazioni vinesche delle etichette più premiate e tantissimi appassionati. Non mancheranno anche fiumi di focaccia di Recco e food truck! Per concludere, dal 20 al 29 marzo torna Fescaaal 2026: vi aspettano dieci giorni di proiezioni in sala a Milano e in streaming su MYmovies.it, tra film in anteprima, cortometraggi e tantissimi incontri con gli autori per ampliare il nostro sguardo oltre i confini. Tra i giurati di questa edizione ci sarà anche il nostro Tommy. Daje!


MERCANTE IN FIERA
7-15.3
Viale delle Esposizioni, 393a (PR) |
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VALTELLINA IN GIN
6-8.3
Morbegno (SO) |
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SAGRA DELLA POLENTA
6-8.3 e 13-15.3
Pizzighettone (CR) |
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Tra gli appuntamenti più interessanti del periodo c’è lo storico Mercante in Fiera di Parma, una vera istituzione per chi ama antiquariato, modernariato e collezionismo: padiglioni sterminati, oggetti curiosi, tantissimi pezzi unici di arredamento e quell’atmosfera da “caccia al tesoro” che rende ogni visita diversa dalla precedente. È certamente l’occasione per una giornata alternativa tra cultura, shopping vintage e una pausa gastronomica tutta in terra emiliana.
Poi, a Pizzighettone, tra le suggestive mura di Via Boneschi, torna la 26esima edizione della Sagra della Polenta: un appuntamento conviviale e autentico, per gli amanti di questo piatto tradizionale, preparato per l’occasione nei classici paioli di rame. Ancora, per chi apprezza il Gin, dal 6 all’8 marzo si terrà il Valtellina in Gin: una tre giorni di degustazioni tra cocktail bar dedicato ai Gin Tonic, area food con stuzzicherie e possibilità di acquistare direttamente le bottiglie dai produttori.
Se, invece, siete in cerca di altre idee, date un’occhiata anche alla nostra sezione gite fuori porta e alle guide dedicate ai quartieri: trovate itinerari, indirizzi selezionati e spunti pratici per organizzare weekend memorabili. Tra le novità c’è anche una guida fresca fresca di pubblicazione su Firenze insieme a tantissime altre proposte!


Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare a marzo a Milano. Buoni giretti!
L'articolo Eventi a Milano a marzo 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
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Palazzo Reale | fino al 27 settembre 2026
ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€


Tra le mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente c’è un importante progetto espositivo firmato da Anselm Kiefer, tra le figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Nella suggestiva Sala delle Cariatidi e nella vicina Sala del Piccolo Lucernario di Palazzo Reale sono esposte alcune delle sue opere più significative: grandi teleri dedicati a figure femminili a lungo dimenticate, che, attraverso la pratica dell’alchimia, hanno dato un contributo fondamentale alla nascita della scienza moderna.
Di questo pantheon tutto al femminile, tra le altre, fanno parte: Kleopatra e Caterina Sforza, la filosofa Margaret Cavendish e la chimica autodidatta Marie Meudrac. Si tratta di donne sapienti, visionarie e dallo spiccato intuito, ma spesso marginalizzate, perseguitate e condannate proprio a causa delle loro qualità. A essere alchemico, inoltre, è il processo pittorico stesso utilizzato da Kiefer, in cui piombo, zolfo, ossidi, fiori, piante, oro e cenere – sottoposti alla violenza della fiamma ossidrica – lasciano affiorare volti e corpi femminili dalle macerie. Noi abbiamo trovato la mostra decisamente potente ed emozionante!
Upsilon Gallery | fino al 31 marzo 2026
Ingresso: libero


A Milano sono approdate (o stanno per farlo) tantissime nuove gallerie d’arte, tra cui Upsilon Gallery, fondata dal tedesco-argentino Marcelo Zimmler e con già altre due sedi a New York e Londra. La galleria, nel cuore del Quadrilatero della Moda, ha aperto la stagione con la personale dell’artista sudcoreana K Blick intitolata The Scented Forest, ispirata a una leggendaria creatura chiamata Gumiho: una volpe a nove code capace di mutare forma, diventare umana, e dalla cui natura ambivalente nasce una costante insoddisfazione che sfocia in un pianto ininterrotto.
Sedici sono le opere esposte: 10 dipinti, 1 opera su carta e 5 lavori in ceramica portoghese, attraverso cui l’artista costruisce un universo visivo in cui umanità e natura convivono senza gerarchie; una foresta simbolica in cui realtà e immaginazione, figurazione e astrazione, coesistono.
M77 | fino al 16 maggio 2026
Ingresso: libero


Ci sono retrospettive, come Paso Doble, che potrebbero trarre in inganno un visitatore disinformato, portandolo a pensare che i lavori esposti siano frutto di una sola mente e due sole mani. Ovviamente sussistono sostanziali differenze tra le produzioni artistiche dei sardi Maria Lai (1919-2013) e Antonio Marras (1961) – e uno degli obiettivi della mostra curata da Francesca Alfano Miglietti presso M77 è proprio quello di farle emergere – ma, soprattutto, fortissime somiglianze.
Per esempio? L’utilizzo di tessuti, ago, filo e materiali di recupero; le scelte cromatiche; la tendenza a sovrapporre e stratificare… Si tratta, effettivamente, di un vero passo a due, in cui Lai e Marras si avvicinano e allontanano armonicamente, incontrandosi e in alcuni casi “stringendosi” stretti, senza però mai rischiare di perdere la propria identità. Al piano inferiore dello spazio espositivo si trovano le ceramiche, i paraventi e i disegni di Marras (oltre a una delle tre opere frutto della collaborazione con Lai); a quello superiore, invece, libri, collage, disegni e dipinti di Lai. Sempre qui, inoltre, trovano collocazione le altre due grandi installazioni create a quattro mani.
Palazzo Citterio | fino al 26 luglio 2026
ingresso: intero 12€; ridotto da 8€ a 2€


Ve la segnaliamo tra le mostre a Milano da visitare a marzo ma in realtà c’è tempo fino a luglio inoltrato per vedere la bella mostra all’ultimo piano di Palazzo Citterio dedicata a Giovanni Gastel. Un maestro della fotografia, certo, ma anche poeta contraddistinto da una estrema eleganza, curiosità, generosità. Nato e vissuto a Milano fino alla sua morte nel 2021, Gastel ha sempre avuto un legame molto stretto con la città, che ha senz’altro contribuito a forgiare il suo stile.
Tornando alla mostra, sono oltre 250 le opere esposte, suddivise in sezioni tematiche, che fanno emergere la poliedricità nonché la smania di sperimentare e “giocare” coi propri soggetti. Ciò risulta particolarmente evidente osservando i divertentissimi e originali still-life realizzati per le riviste di moda, ma anche dalle polaroid e dai video che testimoniano quanto profondamente lo appassionasse il potenziale “magico” e ludico della post-produzione. Sono esposti, inoltre, per la prima volta anche alcuni dei suoi scritti e poesie e viene inoltre riprodotta parte del suo iconico e leggendario studio, in cui amava circondarsi delle stampe di suoi lavori e foto di famiglia, oltre che di lettere e biglietti ricevuti da amici ed estimatori.
Pirelli Hangar Bicocca | fino al 19 luglio 2026
ingresso: libero


La prima grande mostra istituzionale dell’artista italiana Benni Bosetto, che trova spazio al Pirelli Hangar Bicocca, è anche l’ultima della nostra rassegna dedicata alle esposizioni più interessanti da visitare a Milano a marzo 2026.
Nata nel 1987, Bosetto è considerata una delle voci più originali dell’arte contemporanea italiana della sua generazione. Il suo lavoro – incentrato sempre sul corpo, inteso come strumento attivo di relazione con il mondo – si nutre di fonti molto diverse tra loro: letteratura, antropologia, cultura popolare, psicoanalisi, cinema e anche la quotidianità, con i suoi gesti abituali e i suoi piccoli rituali. Le opere prendono poi forma attraverso una pratica che combina diversi linguaggi, tra cui scultura, installazione e performance.
Rebecca, l’articolato progetto espositivo presentato al Pirelli Hangar Bicocca – il cui titolo richiama l’omonimo romanzo gotico di Daphne du Maurier – trasforma lo Shed, uno degli spazi espositivi dell’istituzione milanese ricavato da un ex capannone industriale, in una sorta di ambiente domestico animato e onirico. Lo spazio è concepito come estensione di un corpo femminile e si articola in tre ambienti principali – “la guancia”, “la pancia” e “il cuore” – che accolgono opere inedite e lavori già esistenti, riproposti in una nuova configurazione. In caso foste desiderosi di vivere l’esperienza completa, inoltre, vi segnaliamo che la performance Tango (II Version) – che tramuta “il cuore” in una milonga danzante – verrà attivata in queste date.
Palazzo Reale | Palazzo Citterio | Museo del Novecento | Gallerie d’Italia fino al 21 giugno 2026
Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026
Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
Galleria Fumagalli fino al 29 maggio 2026
Armani Silos fino al 3 maggio 2026
Pinacoteca di Brera fino al 3 maggio 2026
Fondazione Achille Castiglioni fino al 27 maggio 2026
Palazzo Reale fino al 14 giugno 2026
Fabbrica del Vapore fino al 13 aprile 2026
Viasaterna fino al 19 aprile 2026
Museo Bagatti Valsecchi fino al 2 agosto 2026
ArtNoble fino al 27 marzo 2026
Ordet fino al 11 aprile 2026
Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
Building Gallery fino al 14 marzo 2026
Galleria Monica De Cardenas fino al 21 marzo 2026
Giò Marconi fino al 18 marzo 2026
Ribot Gallery fino al 7 marzo 2026
ICA fino al 7 marzo 2026
ICA fino al 7 marzo 2026
Museo Teatrale alla Scala fino al 3 maggio 2026Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
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