Conosco un posto 2026-04-13T15:54:32Z /feed/atom/ WordPress /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Carlotta Coppo <![CDATA[Fuorisalone 2026: guida a mostre, eventi, feste e pop-up della Milano Design Week]]> /?p=92576 2026-04-13T15:54:32Z 2026-04-12T17:00:40Z Dal 20 al 26 aprile torna la Milano Design Week. Il tema del Fuorisalone 2026 è Essere Progetto; un invito a riconoscersi nel divenire. Il “progetto”, infatti, è da intendersi…

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Dal 20 al 26 aprile torna la Milano Design Week. Il tema del Fuorisalone 2026 è Essere Progetto; un invito a riconoscersi nel divenire. Il “progetto”, infatti, è da intendersi come processo di costruzione nel tempo, nel corpo e nelle relazioni con il mondo; mondo che ormai include intelligenze non umane, artificiali, con le quali è sempre più necessario interfecciarsi e co-creare. Gli appuntamenti in programma – tra mostre, installazioni, talk, workshop, feste e pop-up – sono come sempre tantissimi, ed è per questo che anche quest’anno abbiamo pensato di venirvi in aiuto, stilando per voi una guida il più esaustiva e strutturata possibile, comoda da consultare per organizzare i vostri giretti durante l’effervescente settimana che Milano dedica al design
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MILANO DESIGN WEEK 2026: COSA VEDERE E VISITARE AL FUORISALONE 2026

LA MAPPA DEL FUORISALONE 2026 DI CONOSCO UN POSTO

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FUORISALONE 2026 ALLE 5 VIE

Il tema che animerà il distretto delle 5 Vie – ossia quello compreso tra Sant’Ambrogio, le Colonne di San Lorenzo, Corso Magenta e Conciliazione – è Qualia of Things; un invito a concepire il design non solo come forma e funzione ma anche come esperienza sensoriale. I Qualia – in ambito filosofico – indicano infatti gli aspetti soggettivi della percezione individuale, ciò che si prova quando si esperisce qualcosa. 

Fuorisalone 2026
Aquae Mirabiles di Buccellati | © Balich Wonder Studio
  • LE CAVALLERIZZE. Tra i vari progetti che verranno presentati in quello che possiamo definire il quartier generale del distretto delle 5 Vie, troviamo Alma Water – La stanza del mare di Sara Ricciardi (un ambiente partecipativo e sonoro ispirato al mare); l’installazione Re-Campaign dello studio di Eindhoven mo man tai (un variopinto portale da attraversare realizzato con striscioni pubblicitari dismessi) e Cosmic Meadow della ceramista australiana Elizabeth Lewis (un universo popolato da vasi e sculture che evocano creature immaginarie e processi di calcificazione naturali). 
  • CESARE CORRENTI 14. Anche qui a essere presentata sarà una vasta selezione di progetti, tra cui l’installazione Sparkling Water con cui Federica Sala mette in scena la nuova collezione di pezzi unici ispirati all’acqua e realizzati in vetro e pietre preziose e Pink Toilet dell’artista brasiliano Alê Jordão, che trasforma il bagno dello storico edificio in un’installazione immersiva dall’estetica total pink. 
  • AQUAE MIRABILES | Piazza Tomasi di Lampedusa (*). Buccellati celebra la collezione di argenteria Caviar e il suo iconico motivo a microsfere all’interno di un’installazione immersiva curata da Federica Sala, progettata da Balich Wonder Studio e in collaborazione con l’artista Luke Edward Hall. Siamo sicuri che anche quest’anno riuscirà a lasciarci a bocca aperta! 
  • METALIA | Laboratorio Paravicini. La nuova collezione di Laboratorio Paravicini in collaborazione con la designer Natalia Criado vede l’incontro tra ceramica e metallo e verrà presentata all’interno dell’installazione The Invisible Table nella sede dell’atelier in via Nerino. Sarà tutto meraviglioso come al solito? Non ne dubitiamo.
  • FLORALIS | Teatro Arsenale (*). Il brand di tappeti tessuti a mano Art de Vivre approda per la prima volta al Fuorisalone presentando la capsule collection realizzata con lo studio di Humberto Campana e ispirata alle strutture cellulari.  
  • A CONVERSATION WITH | Chiostro Cappuccio (*). La collaborazione tra Byredo e il designer Jean-Guillaume Mathiaut ha dato vita a un’edizione limitata di sei sedute scultoree in legno concepite come spazi dedicati alla conversazione e alla contemplazione, che verrà esposta nella splendida cornice del Chiostro Cappuccio. 
  • DAVID/NICOLAS – LA BOISERIE | Su appuntamento ([email protected]). Lo studio di David Raffoul e Nicolas Moussallem apre per la prima volta le sue porte al pubblico per presentare un progetto che reinterpreta la tradizione classica della boiserie, trasformandola in un sistema modulare di pannelli geometrici in legno capaci di generare ritmo e profondità architettonica. 
  • DIMOREGALLERY | Via San Vittore al Teatro 1/3. In occasione della Milano Design Week Dimoregallery aprirà le porte della sua nuova sede a pochi passi da piazza Affari. Il nuovo spazio, su due livelli, un tempo ospitava una banca, ed è per questo contraddistinto dalla presenza di caveau. In occasione dell’apertura verranno esposti arredi storici e contemporanei accostati alle collezione di Dimoremilano e Interni Venosta, nonché edizioni speciali firmate Dimorestudio
  • SCENICO | Via Santa Maria Fulcorina 7. Il civico 7 di via Santa Maria Fulcorina, anch’esso molto vicino a piazza Affari, è un piccolissimo e grazioso ingresso incastonato tra due alti edifici. Al suo interno si trovano i bellissimi spazi un tempo casa della Fondazione Bruno Danese e Jacqueline Vodoz e ora entrati a far parte in modo permanente del mondo di Spaccapanico. Qui, durante il Fuorisalone, verrà presentato Scenico. Queste location nascoste e inaspettate ci incuriosiscono sempre tanto. 
  • ANIMALE SOCIALE | Casaornella (*). La designer Maria Vittoria Paggini per la quarta volta, in occasione della Milano Design Week, rivoluziona completamente l’aspetto del suo appartamento, per poi aprirne le porte al pubblico. Chissà come apparirà quest’anno… Non vediamo l’ora di scoprirlo!
  • MOSCAPARTNERS VARIATIONS | Palazzo Litta (*). Un altro grande ritorno è quello di Variations a Palazzo Litta. Il tema scelto per questa edizione è Metamorphosis e l’installazione site-specific che accoglierà i visitatori nel Cortile d’Onore è stata affidata dall’architetta franco-libanese Lina Ghotmeh: uno spazio labirintico nel quale si potrà accedere e sostare. Come al solito all’interno del palazzo verranno ospitati tantissimi altri brand, come LcD Textile, che per l’occasione ha affidato a Eric Charles Donatien la progettazione di una scenografia speciale intitolata Full Metal Banquet.  
  • CLOSE UP | Museo Mangini Bonomi. In una delle case museo meno note di Milano andrà in scena la mostra collettiva di HoperAperta curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis
  • QEEBOO X FIORUCCI | Qeeboo Store. In occasione del Fuorisalone 2026, inoltre, Qeeboo e Fiorucci annunciano una speciale collaborazione che celebra l’incontro tra gli universi creativi dei due brand italiani, dando vita a un originale dialogo tra design e moda in cui colore, simbolismo e immaginazione convergono in modi audaci e originali. 
  • PRADA FRAMES – IN SIGHT | Santa Maria delle Grazie (*). Giunto alla sua quinta edizione, il simposio annuale curato da Formafantasma continua a promuovere il dialogo interdisciplinare e la riflessione critica sulle tematiche contemporanee. In occasione della MDW 2026 si esplorerà la creazione di immagini come elemento determinante della cultura contemporanea, in cui la rappresentazione spesso prevale sui fatti. In un contesto in cui i confini tra immagini create dall’uomo e immagini generate da intelligenze artificiali si fanno sempre più sfumati, si esamineranno le tensioni tra reale e rappresentato attraverso dibattiti ospitati nella Sacrestia, spazio rinascimentale caratterizzato da armadi intarsiati raffiguranti scene bibliche dei primi del Cinquecento, opera di Domenico e Francesco Morone.
  • ECHOES OF ELSEWHERE | Residenza Vignale. Ospitata all’interno di uno dei più bei palazzi liberty di Milano, la mostra di Piloto curata da Ricardo Gaioso e Plus riunirà 20 designer tra Brasile, Argentina e Italia, delineando un panorama eterogeneo in cui sperimentazione, artigianato e industria si intrecciano. Nella corte, inoltre, sarà presente il bistrot di Luceferma
  • A LETTER ABOUT CODICES BY BALMACEDA | Via Paolo Giovio 9 (*). In un appartamento privato in zona San Vittore si svolgerà la mostra che porterà i visitatori alla scoperta del mondo del designer messicano José María Balmaceda. Ispirata all’architettura ancestrale messicana, la collezione Códices traduce piramidi, rilievi e antichi codici in tappeti, ricami e vasi in ceramica.

FUORISALONE 2026 TRA DUOMO E SAN BABILA

Anche fuori distretto – nei dintorni di Duomo, San Babila e il Quadrilatero della Moda – ci sarà parecchio da vedere in questo Fuorisalone 2026.

  • POLISH MODERNISM – A STRUGGLE FOR BEAUTY | Torre Velasca. Dopo il successo della mostra di debutto Romantic Brutalism lo scorso anno, la Visteria Foundation torna alla Milano Design Week con una nuova esposizione curata da Federica Sala e Anna Maga, che racconta le diverse declinazioni del modernismo polacco accostando opere storiche ad altre contemporanee, con l’obiettivo di rendere palese quanto il pensiero modernista continui a influenzare la cultura del design in Polonia. Il tutto andrà in scena al 16° piano della Torre Velasca.
  • WARSAW – SAO PAULO – MILAN: IL MODERNISMO BRASILIANO DI JORGE ZALSZUPIN | Torre Velasca. Sempre al 16° piano della Torre Velasca, a essere presentata da Visteria Foundation ed Etel sarà anche la mostra dedicata a una delle figure più influenti del modernismo internazionale: Jorge Zalszupin. Nato a Varsavia ma poi trasferitosi a Sao Paulo, dove nel 1959 fondò la sua azienda L’Atelier, Zalszupin è considerato uno dei protagonisti dell’architettura e del design brasiliani.
  • CONVEY BUILDING | Via San Senatore 10 (*). Rimanendo nei pressi della Torre Velasca troviamo Convey – la piattaforma curatoriale ideata e promossa da Simple Flair -, che per la sua quarta edizione occuperà un intero edificio in pieno centro, sormontato da una terrazza panoramica. A esporre saranno 20 brand internazionali, distribuiti su 5 piani. 
  • CC-TAPIS + FORNASETTI | cc-tapis showroom. Non distante potrà essere ammirata la collezione che porta l’immaginario simbolico – un po’ onirico e surreale – di Fornasetti in quello tattile e materiale di cc-tapis. Conoscendo bene (e ammirando molto) entrambe le realtà, non vediamo l’ora di vedere dal vivo i tappeti frutto di questa collaborazione: magari non voleranno, ma siamo certi che un po’ magici saranno. 
  • H&M HOME | Palazzo Acerbi. H&M debutta al Fuorisalone 2026 presentando all’interno dello storico Palazzo Acerbi in corso di Porta Romana un’installazione che vede riuniti alcuni pezzi chiave della collezione firmata da Kelly Wearstler, che uscirà a settembre. Una bella occasione per entrare in un edificio barocco contraddistinto da colonne e sontuosi affreschi, solitamente chiuso al pubblico. 
  • INTERNO ITALIANO | Via Bigli 21 (*). Un altro luogo solitamente inaccessibile in cui si potrà entrare durante la Milano Design Week, è l’appartamento privato situato all’angolo tra via Bigli e via Manzoni progettato da Osvaldo Borsani, dove Interni Venosta presenterà la nuova collezione di oggetti e complementi d’arredo. Curiosità: l’edificio in cui si trova è stato abitato per sei anni dalla famiglia Einstein (sì quella di Albert) a partire dal 1894. 
  • LA CASA MAGICA. Nilufar Gallery (*). Il presupposto su cui si base la mostra a cura di Valentina Ciuffi (Studio Vedèt) allestita da Space Caviar è il seguente: la casa è sì arredo e sinonimo di comfort, ma anche luogo simbolico e protettivo, carico di credenze e tradizioni. A essere esposti saranno dunque oggetti di design provenienti da diversi contesti culturali ma uniti da un richiamo al rito e agli archetipi domestici; oggetti-talismani, insomma. 
  • DOUBLE VOID. Marsèll. Si rimane in via della Spiga anche per il progetto site-specific sviluppato dal brand di calzature Marsèll e lo studio di design Odd Matter. L’installazione lavora sul concetto di vuoto, inteso come elemento attivo capace di alterare la percezione dell’ambiente, ridefinendo le relazioni tra oggetti, superfici e visitatori. 
  • TRANSFORMISM | Museo Bagatti Valsecchi. Sulla terrazza del Museo Bagatti Valsecchi – che oltretutto solitamente non è resa accessibile al pubblico – prenderà forma una grande scacchiera firmata da Harry Nuriev di Crosby Studios per il brand di profumi Clive Christian. Sbirciate i precedenti lavori di Harry Nuriev e capirete perché, secondo noi, vale la pena visitare questa installazione. 
  • BAROVIER&TOSO – 2026 CHAPTER 1 | Via Durini 5. Il centenario marchio muranese presenterà nel suo showroom 2026 Chapter 1, prima testimonianza di un percorso di rinnovamento strategico e creativo. Il rebranding prende forma sotto la guida del CEO Andrea Signorini e del direttore artistico Luca Nichetto e trova forma in una nuova identità visiva sviluppata da Studio Blanco. Nichetto per l’occasione ha concepito un’allestimento che farà da scrigno alle creazioni in vetro, creando un gioco di prospettive creato dall’alternanza di quinte e podi.  
  • LA GEOMETRIA DEL CAOS | De Castelli Gallery. Lampade, specchi, totem che sfidano la gravità, paraventi e mobili: sono 23 le opere in edizione limitata disegnate e decorate da Antonio Marras e realizzate con metalli diversi e lavorazioni speciali nelle officine De Castelli. Dal 20 al 25 aprile potranno essere ammirate nello showroom in via Visconti di Modrone.
  • MULTITUDE | Palazzo Clerici (*). Per la MDW 2026 la maison italiana Poliform immagina un giardino urbano nascosto all’interno del sontuoso palazzo settecentesco poco distante da Cordusio. La combinazione di materiali naturali e superfici riflettenti creerà un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra architettura storica e visione contemporanea. 
  • INTERNI MATERIAE | Università degli Studi Milano Statale. Ma no, non ci siamo dimenticati di uno dei luoghi più iconici del Fuorisalone. L’Università Statale è una delle 5 sedi in cui Interni presenterà Materiae. Tra le varie installazioni UN_Material di Pietro Lissoni per Sanlorenzo (una sequenza di sezioni trasversali semi-trasparenti in scala 1:1 dello yacht She, che nel suo insieme rende il volume dell’intera barca, occuperà il Cortile del ‘700); Mater di Alessandro Scandurra (una struttura circolare simbolo di comunità e ricostruzione, realizzata utilizzando macerie rigenerate) e Infinity – Design della mente di Marco Nereo Rotelli, realizzata con Domyn e Veolia (un’installazione immersiva che grazie a dei sensori attiverà suoni, luci e testi quando avvertirà la presenza di visitatori). 
  • MIU MIU LITERARY CLUB – POLITICS OF DESIRE | Circolo Filologico Milanese (*). Dal 22 al 24 aprile tornerà anche il format ideato da Miuccia Prada, che quest’anno promuoverà un confronto su sessualità, desiderio e consenso a partire dai testi di due maestre della letteratura: la premio Nobel per la Letteratura nel 2022 Annie Ernaux e l’icona del pensiero femminista post coloniale Ama Ata Aidoo. Questa edizione prevede inoltre una biblioteca curata da Rosi Braidotti e una giornata aggiuntiva di programmazione: il 24 aprile il circolo si trasformerà in una sala di lettura dove ci si potrà fermare a leggere e a esplorare la biblioteca. 

FUORISALONE 2026 A BRERA

Il Fuorisalone di Brera Design District sarà anche quest’anno uno dei più densi di mostre e installazioni da non perdere; tanto che, per agevolare i flussi di visitatori, è stato creato il Fuorisalone.it Passport: una sola registrazione permetterà di accedere a tantissimi eventi, mostrando il QR code sulla propria app.

  • TEATRO DELLA VITA | Kerakoll Brera Studio (*). I designer Nathalie Du Pasquier e George Sowden, ispirandosi alla loro opera del 1984 Proposition pour une petite ville, in occasione della MDW 2026 trasformeranno gli spazi di Kerakoll in via Solferino (sia esterni che interni) in un palcoscenico urbano astratto e variopinto che prenderà forma attraverso la palette di 1.500 colori di Kerakoll Colors. Siamo convinti che verrà davvero la pena passare a dare un’occhiata. 
  • LA CASA DI MARMO | Spazio Cernaia (*). Dopo il successo riscosso alla scorsa edizione, Margraf e Hannes Peer Architecture tornano al Fuorisalone 2026 con un progetto che propone una riflessione radicale sull’uso della pietra in architettura: il marmo sarà infatti trattato come protagonista assoluto anziché come mero rivestimento. Soffitti, pavimenti e pareti in pietra Santafiora (proveniente dalla Toscana) daranno l’impressione di accedere a un ambiente scavato, piuttosto che costruito, e a essere protagonista assoluta sarà proprio la materia. 
  • NERI&HU AND THE JOSEF & ANNI ALBERS FOUNDATION | Casa Mutina (*). Data la vicinanza (i due civici si trovano proprio uno accanto all’altro), prima o dopo aver visitato La Casa di Marmo, vi consigliamo di passare anche dal quartier generale milanese di Mutina, dove verranno presentate le nuove collezioni realizzate in collaborazione con Neri&Hu e The Josef & Anni Albers Foundation. Se a contraddistinguere la collaborazione con Neri&Hu è la forma (i rivestimenti ceramici prendono infatti ispirazione dall’arte dell’intreccio del bambù e gli oggetti per la tavola da una reinterpretazione delle geometrie rituali cinesi), è invece il colore a essere al centro della collezione di The Josef & Anni Albers Foundation. 
  • WHEN APRICOTS BLOSSOM | Palazzo Citterio. Una mostra per scoprire il patrimonio culturale della regione uzbeka del Mar d’Aral e del Karakalpakstan, un tempo sede di uno dei laghi interni più grandi del mondo ma da decenni sconvolta da drammatici cambiamenti ambientali. A essere esposte saranno le opere di 12 designer internazionali che, lavorando a stretto contatto con gli artigiani uzbeki, hanno saputo dare una reinterpretazione contemporanea alle tradizioni manifatturiere locali. 
  • INTERNI MATERIAE | Orto Botanico di Brera. Garden od the Hesperides è la visione autoriale che l’architetta franco-libanese Annabel Karim Kassar darà al leggendario giardino delle mele d’oro all’interno del sempre suggestivo Orto Botanico di Brera. Un grande portico ligneo condurrà a una simbolica meridiana circondata da icone dedicata alle ninfe Esperidi disposte in cerchi geometrici. 
  • SEROTONIN: THE CHEMISTRY OF HAPPINESS | Pinacoteca di Brera. American Express riempirà il loggiato della Pinacoteca di Brera di buon umore, grazie all’installazione di Sara Ricciardi che traduce il concetto scientifico dell’ormone della felicità (la serotonina) in esperienza visiva e sensoriale. Siete pronti a immergervi in un ambiente abitato da gonfiabili variopinti che si espandono e contraggono ritmicamente? Noi sì!
  • CHASING THE SUN | Mediateca Santa Teresa. A celebrare la gioia e l’ottimismo sarà anche Veuve Clicquot attraverso l’installazione realizzata dall’artista anglo-nigeriano Yinka Ilori, noto come “Architect of Joy”. Alla Mediateca saranno allestiti anche il Clicquot Café e una boutique dove sarà possibile acquistare l’esclusiva collezione di Yinka Ilori. 
  • GUCCI MEMORIA | Chiostri di San Simpliciano (*). Si prevedono già file chilometriche per l’esposizione curata da Demna che ripercorre 105 anni di storia della maison fiorentina, restituendone le molteplici evoluzioni, sfaccettature ed espressioni creative. 
  • HERMÈS MAISON | La Pelota (*). Dal 22 al 26 di aprile Hèrmes tornerà a La Pelota di via Palermo per presentare le collezioni per la casa in una scenografia d’ispirazione urbana concepita da Charlotte Macaux Perelman. Come sempre le anticipazioni che il brand fornisce sono poche e vaghe, quindi non sappiamo dirvi molto di più; confidiamo di non rimanere delusi nemmeno quest’anno, però.
  • STUDIES | CAPITOLO 1: SUL PLAID | Loro Piana (*). Un altro appuntamento che attendiamo sempre trepidazione è quello con Loro Piana, che nelle precedenti edizioni del Fuorisalone ha saputo regalarci installazioni tanto eleganti e di classe, quanto di impatto. Per le MDW 2026 inaugura il ciclo Studies – approfondimento a puntate mirato sui vari aspetti dell’interiore design – concentrandosi sul plaid, compagno fondamentale delle nostre serate anziane. 
  • LA CASA DI PARTENOPE | Cardi Gallery. Negli spazi della galleria Cardi andrà invece in scena La Casa di Partenope, progetto di dsigncinmilan che racconta la figura di una donna indipendente, che negli anni 70 afferma a Milano la propria libertà attraverso arte, architettura e design. A collaborare a questo racconto domestico diversi brand, tra cui Jannelli&Volpi per le carte da parati, Malcusa per i tappeti e Officine Saffi per le ceramiche. 
  • CERAMICS – SECOND EDITION BY ELEFTHERIA TSELIOU GALLERY | The Great Design Disaster. La mostra collaborativa tra The Great Design Disaster e la galleria Eleftheria Tseliou di Atene esplorerà la ceramica come mezzo espressivo nella pratica artistica contemporanea. 
  • GROHE SPA AQUA SANCTUARY | Piccolo Teatro Studio Melato (*). Per la prima volta il Piccolo Teatro Studio Melato ospiterà un’installazione del Fuorisalone. Dal 22 al 26 aprile Grohe invita i visitatori a partecipare a una performance sensoriale alla scoperta del benessere attraverso l’acqua
  • CAUDALIE. Tra un giro di design e l’altro fermatevi alla boutique SPA di Caudalie in via Fiori Chiari 14 per provare le 4 Acque Profumate (The Des Vignes, Rose De Vigne, Eau des Vigne e Ange Des Vignes) e festeggiare il repack della collezione. Il 22 e il 23 (dalle 14 alle 18) troverete l’illustratrice londinese Caroline Tomlinson intenta in un live painting della vetrina e potrete provare le fragranze e ricevere un omaggio. E per la nostra community, mostrando questo articolo con l’acquisto di un’acqua profumata, in regalo c’è il gel doccia!
  • SHARED MATTER | Spaziovento. La Svizzera sceglie Spaziovento per presentare Shared Matter: sei progetti di giovani designer svizzeri sviluppati con partner internazionali. 
  • ARTS & CRAFTS & DESIGN | Casa degli Artisti. Homo Faber Fellowship, Doppia Firma, Serapian e Creative Academy – quattro realtà accomunate da una stessa ricerca – si uniscono per un progetto corale che mette in dialogo artigianato e design contemporaneo, ponendo al centro il “fare”. 
  • Y.O.U. YOUR OWN UNIVERSE | Palazzo Moscova. L’installazione con cui glo parteciperà al Fuorisalone 2026 porta la firma di Numero Cromatico. A Palazzo Moscova un cerchio arancione, simbolo di connessione, inviterà alla costruzione di uno spazio da abitare, più che da osservare e in cui colore, luce, suono, profumo e tatto generaranno un’opera in continua evoluzione. La tecnologia dei dispositivi Hilo e Hilo Plus si farà dunque presenza poetica e ponte tra creatività e innovazione. 
  • LA CITTÀ DELLE IDEE | Corriere della Sera. Porterà nuovamente la firma dallo Studio MCA – Mario Cucinella Architects l’installazione realizzata per Corriere della Sera, Living e Abitare con moduli stampati in 3D che sottraggono materia eliminando scarti e favorendo l’utilizzo di nuovi materiali per la stampa. Una riflessione su come progettare città più sostenibili e a misura d’uomo. 
  • DRIFTING LIGHTS | Tempesta Gallery. L’installazione progettata da Michael Vasku e Andreas Klug per Preciosa Lighting sarà formata da 60 pannelli di vetro sospesi, che prenderanno vita grazie a una mappatura luminosa 3D che cambierà colore e creerà riflessi plasmando così l’ambiente circostante.
  • BUILDING DESIGN LTD | Seletti Store. Palette, scope e cazzuole dorate con manici pop dalle tinte fluo, così come carriole e sturalavandini: Seletti continua a mantenere il suo spirito giocoso e irriverente e durante la MDW 2026 presenterà presso il flagship store di corso Garibaldi – la cui facciata, per l’occasione, assumerà l’aspetto di un ferramenta vintage londinese – la collezione Tools, nata dalla sinergia con Eternoo (leader italiano nella distribuzione di materiali e soluzioni per l’edilizia). Gli attrezzi da lavoro e pulizia che si cerca solitamente di nascondere alla vista, divengono così “sculture domestiche” tutte da esibire. 
  • MACCAPANI EDITS X THE LUXURY COLLECTION | Casa Brera. Durante la MDW 2026 nel dehors Living di Casa Brera sarà presente il pop-up store di Margherita Maccapani Missoni, con una selezione di manufatti artigianali, pezzi esclusivi Maccapani e un’edizione di prodotti co-brandizzati con The Luxury Collection.
  • JIL SANDER – REFERENCE LIBRARY | Via Beltrami 5 (*). La mostra concepita da Apartamento in collaborazione con Jil Sander riunirà 60 libri provenienti da tutto il mondo, scelti da altrettanti designer, architetti, reagisti, creativi e pensatori. L’installazione, a cura di da studio utte, avrà luogo presso lo showroom del brand dal 20 al 24 aprile e sarà composta da una serie di leggii cromati allineati in file, illuminati da caldi fasci di luce per la lettura. I visitatori riceveranno guanti bianchi – che potranno poi conservare come souvenir dell’esperienza – che dovranno utilizzare per sfogliare i volumi. 
  • ZARA | Palazzina Appiani. Per scoprire la visione domestica di Zara, invece, bisognerà recarsi presso la Palazzina Appiani, affacciata sull’Arena Civica progettata da Luigi Canonica e un tempo tribuna d’onore della famiglia di Napoleone. 

FUORISALONE 2026 IN PORTA VENEZIA

Ci ha messo davvero poco Porta Venezia Design District (lanciato durante l’edizione 2023 del Fuorisalone) a diventare uno dei distretti più vivaci della Milano Design Week. Quest’anno, oltretutto, si è decisamente allargato, includendo anche location in zona Loreto e Città Studi.

  • L’APPARTAMENTO DI ARTEMEST | Palazzo Donizetti (*). Stessa location dello scorso anno – il raffinato Palazzo Donizetti – e un allestimento ispirato allo spirito del Grand Tour, per l’edizione 2026 de L’Appartamento, che vede cinque studi internazionali di interior design reinterpretare attraverso uno sguardo contemporaneo l’essenza delle capitali della cultura italiana – Roma, Venezia, Palermo, Napoli e Firenze – con pezzi di artisti, artigiani e designer presenti sulla piattaforma Artemest.
  • ANIMA MUNDI – A VISIONARY IMPULSE | Istituto dei Ciechi. Geely Auto – brand di automotive – partecipa alla MDW 2026 con un’installazione interattiva site-specific concepita dallo studio di design multidisciplinare Dotdotdot ispirata al principio unificante da cui ha origine ogni forma di vita. Nella Sala dell’Organo dell’Istituto dei Ciechi, il pubblico si troverà immerso in un microcosmo composto da 5 velari monumentali che muteranno di continuo in risposta alla presenza fisica dei visitatori. 
  • BECOMING | Palazzo Isimbardi (*). Per celebrare i suoi 70 anni, Rimadesio parteciperà al Fuorisalone 2026 con il progetto Becoming ideato e realizzato da Juma, responsabile di immagine e comunicazione del brand da 30 anni, che traduce in forma visiva e narrativa i valori dell’azienda. Nel chiostro di Palazzo Isimbardi prenderà forma l’installazione Aedes Memoriae, realizzata da Encor Studio, con cui Rimadesio condivide una ricerca sui temi della luce e della trasparenza. La Sala degli Affreschi, invece, si trasformerà nell’ambiente immersivo R-Paradigm, dedicato al racconto dell’evoluzione del marchio in tutte le sue dimensioni.
  • FOREVER FORNASETTI – NEW ENCOUNTERS | Fornasetti. Nuovo ingresso da via Senato, un restyling totale ad opera dello studio Tutto Bene e l’inaugurazione di un negozio di fiori curato da Simone Gooch di Fjura, che verrà ospitato per tre mesi: queste le novità che attendono i visitatori dello store di Fornasetti durante la Milano Design Week 2026. Noi, ovviamente, curiosissimi. 
  • RESPONSIVE NATURE | Via Senato 14 (*). La collezione outdoor 2026 di Molteni&C curata da Vincent Van Duysen sarà presentata all’interno dell’installazione Responsive Nature concepita da Elisa Ossino Studio, suddivisa in sei giardini distinti e radicalmente diversi tra loro, seppur interconnessi, che guideranno il pubblico alla scoperta dei nuovi arredi. 
  • LAILA GOHAR – ARKET | Giardino delle Arti. Le informazioni a disposizione, per il momento, sono il minimo necessario: si ha un nome (Laila Gohar, artista egiziano-americana che utilizza il cibo come mezzo creativo), un brand (Arket) e un luogo (il Giardino delle Arti in via Palestro 8). Cosa ci riserverà questa collaborazione? C’è suspense. 
Fuorisalone 2026
Ooooh That’s Epiq! | © Skoda
  • OOOOH, THAT’S EPIQ! | Palazzo Senato (*). Lo storico cortile di Palazzo Senato, durante la Milano Design Week, verrà invaso da grandi e colorati volumi delle forme morbide, che lo trasformeranno in un ambiente giocoso, in linea con la campagna della nuovissima Epiq elettrica di Skoda
  • ELLE DECOR – SENSORY LANDSCAPE | Palazzo Bovara (*). Torna, per il decimo anno consecutivo, anche il consueto appuntamento a Palazzo Bovara con Elle Decor. Sensory Landscape, ideato da Pietro Lissoni in collaborazione con il designer del paesaggio Antonio Perazzi, è un progetto che si focalizza sulla sensorialità intesa come strumento di riconnesione allo spazio. Protagonisti saranno dunque i 5 sensi, oggi troppo spesso compressi da una fruizione digitale che riduce l’esperienza a una dimensione accelerata, passiva e virtuale. A essere coinvolte saranno più di 50 aziende.
  • APPARTAMENTO SPAGNOLO | Palazzo Castiglioni (*). Un altro ritorno è anche quello di Appartamento Spagnolo, dove c’è sempre lo zampino di Elle Decor, in collaborazione con Interiors From Spain. Il percorso espositivo curato da Studiopepe metterà in risalto le eccellenze del design spagnolo
  • RENAISSANCE OF THE REAL | Fondazione Luigi Rovati. Anche USM Modular Furniture sceglie di celebrare la realtà e invita a riscoprire la sensorialità corporea, presentando l’installazione Renaissance of the Real dell’artista e designer Annabelle Schneider, che vedrà protagonista il sistema modulare USM Haller. Utilizzata più come scheletro architettonico che come arredo, la griglia creata con questo sistema sosterrà una sottile membrana tessile che si contrarrà ed espanderà come un organismo che respira. 
  • LOUIS VUITTON OBJETS NOMADES | Palazzo Serbelloni. La maison torna a Palazzo Serbelloni per presentare la nuova collezione per la casa Louis Vuitton Objets Nomades. Accanto a creazioni d’archivio di Pierre Legrain e Charlotte Perriand, verranno presentati anche nuovi pezzi di Estudio Campana, Raw Edges e Franck Genser
  • YOOX CAMERINO – UNVEILED BY KETA BART | Romero Paprocki. La bellissima galleria d’arte Romero Paprocki, durante la MDW 2026 ospiterà l’installazione realizzata per Yoox dall’artista digitale viennese Keta Bart, che trasforma uno dei rituali più intimi della moda – l’ingresso in camerino – in un’occasione per esprimere se stessi ed esplorare la propria identità.
  • LI BEIRUT – TRA OMBRA E LUCE | Casa Giusti. Il quartier generale della maison Mark/Giusti nel cuore di Porta Venezia, si trasformerà nella versione contemporanea di un tradizionale salotto libanese, durante il Fuorisalone, e presenterà una selezione di creazioni in pelle. A partecipare all’installazione saranno anche due creativi libanesi: Youssef El Hadi di YEH Studios e Rami Lazkan
  • MASK: 12 – IL VOLTO NASCOSTO | Lorenzelli Arte. Per la MDW 2026 Lorenzelli Arte ospiterà dal 21 al 26 aprile la mostra curata da Giulio Iacchetti e Lorenzo Palmeri in cui verranno presentate 12 maschere d’autore, realizzate in legno da Ebanisteria Meccanica (tranne quella di Stefano Boeri, fatta in cartapesta da Jacopo Allegrucci) e decorate da Giulio Cappellini, Marco Ferrari, Alessandro Guerriero, Francesco Mandelli, Antonio Marras, Diego Moretti, Margherita Palli, Ioanna Vautrin e Olimpia Zagnoli. 
  • INSIEME – SABATO DE SARNO / VANITY FAIR | Piscina Cozzi. Sabato De Sarno debutta al Fuorisalone 2026 come curatore del progetto Insieme, che vedrà coinvolte 12 eccellenze artigiane italiane in una mostra collettiva dedicata al valore contemporaneo del fare. L’obiettivo è porre in primo piano ciò che solitamente resta nascosto: il processo, la conoscenza come pratica, il gesto. Il percorso si articola intorno a 6 famiglie materiche: ceramica, vetro, metallo, pietra, tessile e legno e per ciascuna di essa sono state selezionate due realtà produttive alle quali è stato chiesto di presentare una forma di espressione del proprio sapere. L’opera manifesto del progetto – che vede protagonisti i volti degli artigiani che partecipano alla mostra – sarà visibile già a partire dal 14 aprile sulla facciata della Piscina Cozzi ed è stata realizzata dall’artista JR.
  • FRAGMENTS BECOMING | Spazio Milesi. I “frammenti in divenire” di cui parla il titolo di questa mostra sono gli scarti e i materiali di recupero che Studio Bonboon ha utilizzato per realizzare una nuova collezione di mobili e lampade realizzati a mano, attraverso un metodo definito dallo stesso duo di designer “intarsio 3D”. 
  • FOOD FOR THOUGHT DI IKEA | Spazio Maiocchi. Dopo 4 anni in via Tortona, Ikea si sposta in Porta Venezia per presentare un’inedita esposizione focalizzata sui rituali legati al cibo nelle diverse culture. Evocative installazioni e momenti di live cooking, porteranno i visitatori a riflettere su come e quanto un design pensato con cura sia capace di contribuire al benessere quotidiano. L’esposizione, all’interno della quale sarà possibile trovare anche una reinterpretazione della tradizionale saluhall svedese (mercato tradizionale coperto), è stata creata in collaborazione con l’architetta Midori Hasuike e lo spatial designer Emerzon.
  • CAPSULE PLAZA – DESIGN STATE OF MIND | Via Maiocchi 8 (*). Una sede principale in via Maiocchi 8 e una serie di iniziative collaterali, invece, per la MDW 2026 di Capsule Plaza, il cui tema di quest’anno è Design State of Mind. Il design verrà dunque trattato sia come pratica che come mentalità capace di plasmare il modo in cui abitiamo e percepiamo il mondo. 
  • DEORON | Via Padova 11. La piattaforma curatoriale Deoron farà le cose in grande, per questa seconda partecipazione al Fuorisalone, presentando una mostra di 800 mq in una location mai utilizzata precedentemente: una ex fabbrica di cuscinetti a sfera in via Padova, ora tramutata in spazio culturale. Al centro dell’allestimento troverà luogo un sistema audio scultoreo: il suono si farà dunque elemento architettonico, contribuendo a modellare lo spazio attraverso un’acustica attentamente progettata, che trasformerà la mostra in un’esperienza multi-sensoriale. 
  • ONE, TWO, MANY | Movimento Gallery. La mostra collettiva che andrà in scena negli spazi di Movimento Gallery riunirà i lavori di 7 designer italiani e internazionali invitati a confrontarsi con un linguaggio materico condiviso. Ciascuno di essi dovrà infatti utilizzare obbligatoriamente una speciale finitura sviluppata dalla galleria stessa, simile a metallo liquido solidificato (One) e potranno mixarla con al massimo un altro materiale (Two) per generare forme e oggetti che riflettano un pensiero personale all’interno di un contesto collettivo (Many). Sulla carta sembra un progetto davvero interessante.
  • ROOM STUDIES #1 | Oxilia Gallery. In occasione della Milano Design Week 2026, Oxilia Gallery inaugura il primo episodio del ciclo di mostre Room Studies, pensato per esplorare la stanza come ambiente strutturato all’interno del quale vengono presentati oggetti in relazione tra loro. 
  • OVER AND OVER AND OVER AND OVER | Piscina Romano (*). Ripetere creando differenza è quello che fanno ogni giorno gli artigiani, vetrai in primis, lavorando una materia viva che muta continuamente, reagendo ad agenti esterni e sbalzi termici. Pur ripetendo gesti precisi e seguendo procedimenti consolidati, dunque, è impossibile realizzare una serie di oggetti artigianali identici ma è proprio questo a rendere così preziosa e affascinante l’artigianalità: 6:AM renderà chiarissimo tutto ciò con la mostra che andrà in scena alla Piscina Romano.
  • OASIS BY RICK TEGELAAR | Spazio Adatto. Una selezione di opere che attraversano l’intera carriera del designer, lavori creati appositamente per l’occasione e una nuova collezione di lampade: è ciò che si vedrà nella prima mostra personale di Rick Tegelaar, all’interno dell’installazione vegetale Oasis, di 270 mq, firmata da Pim Schrier di Plants in Paradise. I visitatori si potranno muovere liberamente nello spazio, scoprendo elementi meccanici in movimento, e osservando come Tegelaar costruisce, sperimenta e lavora con le sue macchine e i suoi strumenti autocostruiti.
  • UNBOXING: A ROOM AS INSTRUMENT | Superattico. La mostra presentata da Spazio Viruly presso Superattico riunisce i lavori di Matthijs Koerts e Merijn Haenen. Entrambi i designer, di base a Rotterdam, lavorano smantellando dispositivi (il primo sonori, la seconda luminosi) nei loro componenti essenziali, per poi riassemblarli in installazioni spaziali. 

FUORISALONE 2026 IN TORTONA

Sono lontani i tempi in cui Tortona era il centro nevralgico del Fuorisalone ma, anche in questa zona, abbiamo selezionato un po’ di appuntamenti interessanti per voi.

  • WE WILL DESIGN – HELLO DARKNESS | Base. Quella di BASE sarà una Design Week ricca di appuntamenti, durante la quale l’ex Ansaldo si trasformerà in un ecosistema radicale in cui l’oscurità che caratterizza il mondo contemporaneo verrà esplorata come spazio fertile di rigenerazione. Ci sarà l’esposizione collettiva Exhibit, che vedrà coinvolti più di 80 designer provenienti da 23 Paesi e che si articolerà attorno a quattro traiettorie tematiche (Community, Environmentalism, Rituals Media Tech); nella Ground Hall verrà presentato il sistema di arredi reversibili IDIORYTHMIA – RE-U dello studio francese Smarin; la foresteria casaBASE ospiterà cinque studi temporanei e la terrazza si trasformerà in uno spazio di sperimentazione dedicato a pratiche di convivialità radicale con Live Camp-ing, un campeggio urbano
  • IN BETWEEN | Via Tortona 14. L’Ecuador anche quest’anno torna a raccontare la sua identità tra tradizione, creatività e innovazione con In Between. 8 opere realizzate da altrettanti designer verranno presentate all’interno di un allestimento curato da Lascia la Scia, costruito con tessuti in materiali riciclati e fibre naturali.
  • CORPOGRAFIA – PAESAGGIO DI DONNA | Torneria Tortona. Ebbene sì, lo studio di Sara Ricciardi è coinvolto in davvero tantissimi progetti, per questa edizione del Fuorisalone, tra cui l’installazione che omaggia Elsa Schiapparelli indagando il femminile attraverso forme organiche: un’oasi rosa.
  • SUPERNOVA | Superstudio Più. Come ogni anno il Superstudio in via Tortona si farà palcoscenico di idee e visioni, ospitando diversi progetti e installazioni. Tra questi la grande installazione (si estenderà su una superficie di 1000 mq) presentata da Moooi e firmata da Marcel Wanders.
  • FÒCO – LIVING NOTES | Archiproducts. Capitolo finale della quadrilogia ispirata agli elementi naturali, sarà la mostra dedicata al fuoco a cura di Studiopepe per Archiproducts. 
  • SWATCH AI-DADA | Opificio 31. Anche senza avere alcuna esperienza di design, basta un prompt ed è possibile creare il design per un orologio unico e originale, grazie a Swatch AI-DADA, che approderà al Fuorisalone 2026 in zona Tortona. Nell’AI-DADA Lab allestito per l’occasione verrà esposta anche una ricca selezione di pezzi d’archivio che racconta l’evoluzione del marchio svizzero. 
  • HANS BOODT MANNEQUINS – REBEL | Opificio 31. Con la nuova collezione di manichini Rebel Hans Boodt Mannequins ridefinisce il ruolo di queste figure seriali, donando loro identità e imperfezione. Il progetto, nato da scansioni 3D di corpi reali in movimento, verrà presentato durante la MDW presso Opificio 31. 
  • ALL’ORIGINE BOUTIQUE | Otto Studio. Sarà ospitato da Otto Studio di Paola Navone il temporary shop di All’Origine dove si potranno trovare arredi e oggetti d’epoca del ‘900 europeo.
  • PICNIC A LE VASCHE DI CIÙ PEPPÌ | NonostanteMarras (*). Anche Marras, come Hèrmes, non è solito fornire troppi dettagli riguardo ai progetti in programma per il Fuorisalone ma, quel che è certo, è che l’headquarter in via Cola di Rienzo tornerà a meravigliare i visitatori, tra scenografici allestimenti, installazioni, collaborazioni e pezzi per la casa firmati Antonio Marras
  • REDDUO GALLERIA | Solo su appuntamento. Fabiola di Virgilio e Andrea Rosso, fondatori di RedDuo Studio, trasformeranno quella che fu la loro prima abitazione, in zona Porta Genova, in una galleria temporanea dove verranno esposte collaborazioni e pezzi selezionati di diversi brand. Per scoprire l’indirizzo e accedere alla galleria temporanea è necessario prendere appuntamento. 

FUORISALONE 2026, VARIE ZONE (ANCHE FUORI MILANO)

Pensavate fosse finita qui? Assolutamente no! Ci sono tanti altre progetti, mostre, eventi e installazioni che andranno in scena al di fuori dei distretti più battuti del Fuorisalone 2026.

  • ALCOVA | Ospedale Militare di Baggio + Villa Pestarini (*). L’appuntamento più atteso del Fuorisalone quest’anno torna all’Ospedale Militare di Baggio e aprirà inoltre le porte di uno spazio mai stato accessibile al pubblico precedentemente: Villa Pestarini, la residenza privata in stile razionalista progettata da Franco Albini. Gli studi, i brand e i designer indipendenti che parteciperanno a questa edizione sono più di 120. Come sempre non vediamo l’ora di visitare entrambe le location!
  • STADERA DESIGN DISTRICT – OUTSIDERS | Varie Location. Stadera è un quartiere periferico e multiculturale a sud di Milano dove hanno sede diversi studi creativi e spazi indipendenti dedicati a design, arte e artigianato. In occasione della Milano Design Week queste realtà (tra cui Fantastudio di Carolina Amoretti, Sara Ricciardi Studio, lo studio ceramico Anima Mundi e la Milano Painting Academy, solo per citarne alcuni) apriranno le loro porte al pubblico per raccontarsi.
  • MORNINGS MADE IN FORNACE | Fornace Curti (*). Durante la MDW 2026 Elena Pelosi Studio presenta Mornings Made in Fornace, progetto curatoriale che reinterpreta l’inizio della giornata come momento di riflessione, scambio ed esplorazione materica. La location è una delle più suggestive e storiche di Milano: Fornace Curti. Il progetto si articolerà in tre momenti: Breakfasts in Fornace, Walking Conversations in Fornace e Gatherings in Fornace. Una costellazione di studi sarà accessibile al pubblico e ogni spazio ospiterà installazioni e interventi che non riguarderanno unicamente la ceramica, ma anche metallo e pelle, carta e tessuti. Quale miglior modo per iniziare con calma le frenetiche giornate del Fuorisalone? 
  • SUPERCITY | Superstudio Maxi. Spostandosi a Famagosta, invece, si troverà la mostra SuperCity curata da Giulio Cappellini, che immagina una città ideale e multiculturale in cui convergono arte, design e architettura. 
  • SUPERSTUDIO PLAYGROUND | Superstudio Village. Ma la novità di quest’anno è che Superstudio inaugura un’altra, immensa, sede in Bovisa. Superstudio Village nasce negli spazi di un’ex fabbrica e qui prenderà forma la piattaforma SuperPlayground, dedicata alla creatività emergente e alla sperimentazione progettuale. Tra i vari progetti esposti l’installazione Keep Your Bubble dell’artista slovacco Lousy Auber, realizzata con tessuti di mongolfiere dismesse. La location rimarrà aperta fino alle 23:00. 
  • MUA MUA HOTEL | Via Aosta 2. In zona Cenisio, invece, il designer britannico Tom Dixon si è occupato della progettazione di un micro-hotel di 12 stanze in un ex mulino. Prima di aprire ufficialmente, una volta conclusa la MDW, il boutique hotel ospiterà installazioni, arredi e accessori. Un’occasione più unica che rara per fargli visita, insomma!
  • PET DESIGN DISTRICT | Via Feltre 28/6. Ebbene sì, durante la Design Week Milano accoglierà anche la prima edizione di Pet Design District, che vedrà raccolte aziende e realtà produttive impegnate nello sviluppo di articoli, complementi d’arredo e soluzioni abitative pensate per gli animali domestici e il loro benessere. 
  • ISOLA DESIGN FESTIVAL – TEN: THE EVOLVING NOW | Varie Location. Isola Design Festival festeggia i suoi primi 10 anni e mantiene Fabbrica Sassetti come centro nevralgico della sua Design Week. È qui che andranno infatti in scena Isola Design Gallery (che riunisce designer che lavorano sul confine tra oggetto domestico e pezzo scultoreo); No Space for Waste (l’esposizione dedicata all’upcycling, ai bio-materiali e ai processi produttivi a bassa intensità); Rasa – The Indian Collective (che rilegge in chiave contemporanea l’artigianato indiano) e The Dutch Atelier (dedicata alla scena olandese). 
  • TERRAIN BY HANNES PEER | Officine Saffi. Officine Saffi Lab presenterà al Fuorisalone 2026 uno dei progetti più ambiziosi che abbia mai concepito e realizzato: un altorilievo monumentale progettato in collaborazione con l’architetto altoatesino Hannes Peer, che ha richiesto un’ingegneria ceramica avanzata e un meticoloso controllo dei materiali, per essere realizzato. 
  • CASA NM3 | Via Farini 93. NM3 è lo studio fondato da Nicolò Ornaghi, Delfino Sisto Legnani e Francesco Zorzi che realizza arredi in acciaio inossidabile. In occasione della MDW, presso la sede in via Farini, presenterà l’installazione Casa NM3, composta da 4 ambienti definiti da pareti mobili, all’interno dei quali saranno presenti due classici sistemi di storage del brand, alcuni arredi (cucine e scrivanie) che ne riprendono il linguaggio formale e costruttivo e, a terra, i tappeti di cc-tapis, che contribuiranno alla definizione degli spazi.
  • NILUFAR GRAND HOTEL | Nilufar Depot (*). In zona Lancetti, da Nilufar Depot, si potrà visitare la mostra che reinterpreta il concetto di ospitalità attraverso il linguaggio del design da collezione. Pensate come ambienti di un immaginario hotel di lusso, le installazioni vedono coinvolti designer internazionali sia affermati che emergenti. Senza dubbio una delle nostre destinazioni preferite al Fuorisalone!
  • PAPER/NORTHERN LIGHTS | BiM. In Bicocca, da BiM, già a partire dal 14 aprile sarà invece possibile visitare l’installazione di Gianni Pettena che riflette sull’architettura come esperienza dinamica e condivisa
  • DROPCITY – MODES OF MATERIAL MEDITATION | Via Sammartini 38-60. Nei tunnel di Dropcity i visitatori potranno non solo scoprire installazioni e progetti ma anche (e soprattutto) i processi che ci stanno dietro. Non andranno in scena solo oggetti finiti e installazioni, difatti, ma anche le infrastrutture che ne hanno permesso la realizzazione. Saranno allestiti un laboratorio di ceramica e uno tessile; un’area dedicata alla modellistica e una falegnameria, un laboratorio dedicato ai processo di riciclo e un altro alla sperimentazione con materiali biologici; e non solo. Sempre qui avrà inoltre luogo la mostra curata e progettata degli studenti del Politecnico (guidati da Davide Fabio Colaci e Lola Ottolini) intitolata The white house. Domestic Propaganda, esito di una ricerca che indaga la Casa Bianca come spazio domestico di propaganda politica. 
  • 100 COSE DA NON DIMENTICARE | Scuola Primaria Ermanno Olmi e Bunker Breda (*). L’anno scorso Repubblica del Design ha portato una mostra all’interno carcere di San Vittore. Quest’anno, invece, prosegue il suo percorso di sperimentazione col progetto 100 cose da dimenticare, riaprendo rifugi e bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale per trasformarli in dispositivi culturali contemporanei. L’obiettivo è quello di avviare una riflessione circa la possibilità di reinterpretare questi spazi come nuove forme di rifugio contemporaneo, anche in relazione alle trasformazioni ambientali e climatiche. Le visite al Rifugio Antiaereo 87 (situato all’interno dell’istituto scolastico Ermanno Olmi) e al Bunker Breda saranno gratuite e su prenotazione. 
  • GARRO ÈDITIONS COLLECTION #2 | Assab One. L’editore tessile parigino Garro Éditions durante la Milano Design Week presenterà da Assab One la sua seconda collezione di tessuti artistici, disegnata da Nathalie du Pasquier e Marc Morro, che prenderà vita rivestendo pezzi iconici del brand italiano di arredamento Campeggi
  • 0-99 DESIGN PER GIOCO | Palazzo Arese Borromeo (Cesano Maderno). Ci teniamo infine a segnalarvi anche una mostra fuori Milano (ma non molto distante) che racconta il gioco da tavolo come oggetto culturale, ripercorrendone l’evoluzione a partire dagli albori fino a giungere al game design. A essere esposti sono riproduzioni fedeli di giochi antichi, versioni fuori scala e pezzi in edizione limitata o da collezione. Non mancano, ovviamente, anche le interpretazioni firmate da artisti e designer, come gli scacchi in acciaio disegnati da Gianfranco Frattini o il tappeto-backgammon dell’architetta Valeria Molinari. Contando che la location che ospita la mostra – Palazzo Arese Borromeo – è semplicemente spettacolare, vi consigliamo di non perdervi questa originale esposizione, che oltretutto è già stata inaugurata e resterà aperta fino al 10 maggio ed è a pagamento.

FESTE E SERATE AL FUORISALONE 2026

Che Fuorisalone sarebbe senza un po’ di feste, serate danzanti e appuntamenti musicali? Qui trovate una selezione di eventi che animeranno la nightlife della Milano Design Week.

fuorisalone 2026
Fabbrica Design Week | © Fabbrica del Vapore
  • LOOPWORK – THE MEANWHILE CLUB | Park Associati (*). Non sarà un’installazione fatta e finita, bensì un’”architettura del mentre” quella che Park Associati presenterà nel suo hub in Città Studi, che accoglierà un programma musicale a cura di Le Cannibale. La line-up di questo club temporaneo riunirà alcuni dei profili più interessanti della scena attuale: Bluemarina, Mesosauna, Fatima Koanda, Hiroko Hacci e Riccardo Moschen
  • LE CANNIBALE – WE WILL DESIGN MUSIC FESTIVAL 2026 | Base (*). Sarà sempre Le Cannibale, inoltre, a curare il palinsesto di party gratuiti e dj-set che animeranno il cortile di BASE tutte le sere dal 21 al 25 aprile. Gli ultimi due giorni il festival proseguirà anche all’interno fino a tarda notte, con ospiti come Quantic, Batu e Coca Puma.
  • FABBRICA DESIGN WEEK 2026 | Fabbrica del Vapore (*). Il piazzale della Fabbrica del Vapore tornerà ad animarsi per il terzo anno consecutivo grazie al festival musicale di sei giorni che vedrà alternarsi su tre palchi tantissimi artisti. Sarà Ciao Discoteca Italiana a far ballare il pubblico durante la serata inaugurale del 21 aprile, mentre il closing party del 26 aprile – a cura di m2o – sarà diurno (dalle 10 alle 16). A parte queste due date gratuite, per le altre serate è previsto un ticket di ingresso di 3€. 
  • THE ORIGINALS LISTENING BAR – ANNI 80 CON BRUNO BELISSIMO | Spazio RNLT (*). Il 22 aprile nel temporary listening bar progettato da Lana Collettivo all’interno dello spazio RNTL in Corso Garibaldi ci sarà una serata dedicata alla musica anni 80 con Bruno Bellissimo. Il progetto è promosso da Renault e prodotto da ZERO; l’ingresso è gratuito con registrazione e include un free drink. 
  • GIARDINO DEI VISIONARI MDW DREAMLAND | Gate. Dalle 23 di venerdì 24 aprile alle 4:00 del 25, il Giardino dei Visionari aprirà le porte di un paese delle meraviglie nel quale si ballerà tra funghi giganti con la musica di Socko, Etna e Vice Luna. L’evento è a pagamento.
  • PONY CLUB | Rock’n’roll. Sempre venerdì 24 aprile le ragazze di Pony Club faranno scatenare il pubblico al Rock’n’roll di via Bruschetti (zona Gioia) dalle 21 alle 2. Il divertimento è assicurato e l’ingresso gratuito.
  • CRX FESTIVAL | Club Giovanile Milano (*). Per anticipare la prossima edizione estiva del festival in Puglia, CRX approderà al Club Giovanile in zona Certosa, il 23 aprile, con un evento gratuito previa registrazione, a cui si consiglia di arrivare presto perché la capienza è limitata e l’ingresso non garantito. 
  • CAMPARI SODA SOFT CLUBBING | Varie Location. Saranno promossi da Campari Soda gli appuntamenti di soft clubbing previsti durante la MDW 2026 in diverse, inusuali, location. Si partirà il 21 aprile da Aerre Colorificio in viale Gorizia, per poi proseguire il 22 alla lavanderia All Wash in via Savona, il 23 all’Est Bar in via Tortona, il 24 all’officina Severacing in via della Pergola e infine il 25 al Pastificio Moscova. A parte l’ultima data che si svolgerà dalle 11:30 alle 15, tutte le altre andranno dalle 18 alle 21:30. 
  • INSULTETTI LUMINOSETTI | Insulti Luminosi. Il 22 aprile dalle 17:30 il negozio di Insulti Luminosi in zona Cinque Giornate accoglierà i visitatori con musica, drink e gadget per festeggiare e svelare al pubblico la collaborazione con Disegnetti Depressetti. In mostra una selezione di insegne LED con i disegni originali di Elisa, acquistabili come pezzi unici. 
  • COMMON ARCHIVE – LA NOTTE BIANCA DEL SALONE DEL MOBILE | Varie location (*). No, non stiamo per attenzionarvi un’altra serata danzereccia, bensì una bellissima iniziativa serale di Osservatorio Salone del Mobile. Il 24 aprile, dalle 18 alle 23, sarà possibile partecipare a oltre 50 visite guidate e incontri gratuiti negli archivi storici di design e architettura di Milano. Tra le realtà coinvolte la Cittadella degli Archivi, la Triennale, il Politecnico, ADI Design Museum ma anche studi-museo come quelli di Achille Castiglioni, Vico Magistretti e Franco Albini

EVENTI FOOD E POP-UP RESTAURANT AL FUORISALONE 2026

Ci saranno anche tantissimi eventi e pop-up restaurant che vedranno convergere food&beverage e design.

  • DESIGN WEEK OPENING EVENT | Piazza del Duomo. Informiamo i più mattinieri che alle 7 di lunedì 20 aprile Maurizio Cattelan e Nicolas Ballario organizzano – in collaborazione con Living – Corriere della Sera, Museo del Novecento e Comune di Milano – una colazione inaugurale della Milano Design Week in piazza Duomo. La colazione sarà offerta da Lavazza; chi deciderà di partecipare dovrà solo portare con sé un oggetto (bello, brutto, banale, strano: l’importante è che si possa tenere in mano) che dovrà provare a barattare con quello di qualcun altro. Contando che all’evento parteciperanno anche Matteo Cibic, Fabio Novembre, Stefano Seletti, Elena Salmistraro e altri designer, si “rischia” di tornare a casa con un pezzo d’autore! 
  • MARNI X CUCCHI | Pasticceria Cucchi. Dal 19 aprile al 15 luglio il rituale del caffè, da Cucchi, si trasforma grazie alla collezione firmata Marni e curata da RedDuo Studio. Tazze, piattini, tessuti, packaging e uniformi si tingeranno di rosso e verde e pattern a righe e pois. Le tazzine da caffè e cappuccino, coi rispettivi piattini, potranno inoltre essere acquistati sia presso la pasticceria che nella boutique di Marni in via Montenapoleone.  
  • LA BELLA TAVOLA | Palazzo Stampa di Soncino (*). In un palazzo poco distante da piazza Vetra Alessi presenterà un’installazione pop di grandi dimensioni per celebrare la tavola e omaggiare al contempo Ettore Sottsass. Parte integrante del progetto – ideato da Andrea Incontri – è un’esperienza incentrata sul tema del pane, creata per l’occasione da Spacedelicious
  • TOSCANIA | Bitossi Home e Le Polveri. Sarà un omaggio a cultura, profumi e sapori toscani, quello che Bitossi Home organizzerà durante la Milano Design Week. Le location sono tre: la boutique in via Santa Marta (nel quartiere 5 Vie), il laboratorio de Le Polveri e il negozio Ambrogio Fiori in via Ausonio 7. 
  • CROMO TEA | Torre Velasca (*). Sul rooftop della Torre Velasca – con una vista a 360° sulla città – ci sarà una teahouse alla quale si potrà accedere solo previa registrazione, dove fare una pausa e rigenerarsi degustando botaniche ad alta concentrazione
  • SIMA GLAZED BAR | SiMa Townhouse. I tre piani del cocktail bar SiMa, in corso di Porta Vigentina, saranno trasformati da Locatelli Partners in occasione del Fuorisalone 2026. Protagonista sarà la ceramica, che ridefinirà totalmente gli interni. Il tutto, ovviamente, potrà essere ammirato sorseggiando un ottimo drink
  • BAR TRATTORIA ALTRA VISTA CON SALA GIOCHI | Le Cavallerizze. Trattoria Altra Vista tornerà alle Cavallerizze di via Olona, arricchita dalla presenza di una sala giochi ispirata a quelle degli anni 80 e 90. Arte, design, gastronomia e convivialità convergeranno in un’unica installazione esperienziale. Ci saranno un grande tavolo centrale in legno che si sarà invitati a “vandalizzare”, scalfendone la superficie, le finestre digitali di Anotherview (brand promotore del progetto) e un Late Mirror che rifletterà la stanza con un ritardo di 30 minuti. Lo spazio resterà aperto anche di sera. 
  • TEMPORARY BISTROT & RESTAURANT FAMIGLIA RANA | Nonostantemarras (*). È ormai l’ottavo anno in cui si rinnova il connubio tra Antonio Marras e Famiglia Rana. Il temporary bistrot e ristorante guidato dallo chef 2 stelle Michelin Francesco Sodano da Nonostante Marras sarà aperto, come sempre, da colazione a cena. 
  • OSTERIA FIORI DI MARIMEKKO | Osteria Grand Hotel (*). Un altro temporary restaurant che ha tutte le carte in regola per essere davvero bello è quello che presenterà durante la MDW il brand finlandese Marimekko, noto per le sue audaci stampe colorate. L’Osteria Grand Hotel in via Ascanio Sforza verrà invasa dalla nuova fantasia floreale Kukasta kukkaan (che in finlandese significa “di fiore in fiore”) firmata da Eria Hirvi, che sarà dipinta a mano su scenografiche installazioni tessili e sulle ceramiche in edizione limitata acquistabili in loco. 
  • THE ECCENTRICO SENSORY LAB | Via Malpighi 7. Un’installazione immersiva progettata da Sara Ricciardi; un ambiente accogliente e rigenerante costruito con le bellissime piastrelle in ceramica di Eccentrico della collezione Klim, dove poter sostare e bere uno specialty coffee o una buona tisana espressa, grazie a Lelit, Mirabilia e Herbpress. Per alcuni appuntamenti è necessario prenotarsi.
  • SIN PLAN POP-UP | Via Maiocchi 8. La proposta food&beverage di Capsule Plaza, invece, sarà a cura di Neit (brand di whisky) in collaborazione con Amorim, che si occuperà dell’allestimento, La Marzocco e Tacos Domingo, che servirà piatti messicani. Ci sembra tutto giusto. 
  • WITNESS THE SHIFT | Eris. Il già bellissimo Eris – spazio ibrido in via Eustachi in cui vengono serviti caffè specialty, vini e piattini, oltre a essere ospitati pop-up – cambierà totalmente aspetto! La nuova scenografia a cura di Naessi Studio sarà inaugurata il 15 aprile e noi siamo decisamente curiosi di scoprirla. Per ora abbiamo solo questo indizio: aurora polare.
  • BAR PIENO | Piscina Romano. Anche 6:AM avrà il suo pop-up bistrot nel parco della Piscina Romano e si chiamerà Bar Pieno. Frutto della collaborazione con Vicino Wine Club, sarà un punto di ritrovo informale per tutta la durata della MDW, dalla mattina alla sera. Ogni sera si daranno il cambio chef provenienti da ristoranti di tutta Italia (Altatto, La Brinca, Casa Cassano, Orma, Cascina Lago Scuro, Venissa, Alba Pasta Bar) che porteranno la loro versione del “panino da chiosco” e cambieranno allo stesso modo anche i musicisti che si occuperanno dell’intrattenimento. Ci aspettiamo già file chilometriche; però che bello. 
  • EDIBLE REVERIES | Via Melzo 34 (*). Con la mostra Edible Reveries Artisiapasta 3D – celebrerà l’ingrediente più amato dagli italiani, svelandone il potenziale creativo. Immersi nell’atmosfera onirica dell’installazione di Studio Yellowdot, all’interno della quale sorgeranno arredi stampati in 3D che richiameranno pezzi di pasta fuori scala. Sarà anche possibile partecipare ogni giorno (dalle 16 alle 19 e su prenotazione) a degustazioni curate della chef Beatrice Guzzi, abbinate ad aperitivi analcolici firmati Cantina Pizzolato
  • CAFFÈ SOSPESO | Studio Pesca. In occasione del Fuorisalone Spazio Pesca si tramuterà in un temporary cafè dove incontrarsi, fare una pausa, bere un caffè o fare un aperitivo. Partner dell’iniziativa Santaromero (caffè), Sfuso Buono (vino) e Doca (cibo). 
  • VERY SIMPLE BAR | Dropcity. Hospitality partner di Dropcity, Very Simple: Kitchen realizzerà all’interno di uno dei tunnel un bar per accogliere i visitatori che prenderanno parte a eventi e mostre in programma. Una lunga cucina angolare in acciaio inox sarà l’elemento centrale dell’allestimento, e il bancone sarà realizzato con diverse tipologie di marmo.
  • CASABURI POP-UP RESTAURANT | Piazza Alvaar Alto. Marco Casaburi – chef ed ex manager di Ikea – lo scorso autunno ha dato vita al progetto Casaburi, organizzando cene condivise per una ventina di persone. In occasione della MDW 2026 il pop-up restaurant si trasferirà nel quartiere Portanuova, dove andrà in scena Blooming Imperfection – Relationships in Progress. Aperto da mattina a sera, il temporary si svilupperà tra spazi interni e una terrazza. La proposta per il pranzo sarà più snella e informale (bowl, sandwich e piatti completi declinati in versione vegetale e non). La sera e nei weekend, invece, 30 commensali potranno condividere un esperienza conviviale costruita attorno a un menu di 5 portate
  • THE SEATING COLLECTION | Strucchi x Cassina Café. Lo scorso anno, durante la MDW, ha inaugurato Strucchi x Cassina Café, proprio di fianco allo store del marchio in via Durini. Ve lo siete persi? Questo Fuorisalone, allora, potrebbe essere l’occasione perfetta per rimediare, magari andandoci a fine giornata, quando potrebbe venirvi voglia di sorseggiare un ottimo cocktail. Durante questa edizione, infatti, Strucchi lancerà la cocktail list The Seating Collection, ispirata a quattro poltrone di Cassina: Tre Pezzi, Soriana, Grand Confort, Utrecht. Protagonisti delle miscelazioni saranno, ovviamente, il vermouth e il bitter Strucchi.

Avete altri consigli su cosa visitare in questo Fuorisalone 2026?

Vi invitiamo ancora una volta a muovervi nei vostri giri seguendo la nostra mappa! E a questo punto non ci resta che augurarvi un buon Fuorisalone 2026! <3

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Elena Bifolchi <![CDATA[Eventi a Milano ad aprile 2026: cosa, dove e quando]]> /?p=92248 2026-03-31T07:09:04Z 2026-03-31T07:00:55Z Ecco tutti gli eventi imperdibili a Milano ad aprile 2026 tra fuori porta, week scoppiettanti, il sempre atteso Fuorisalone e tantissimi altri appuntamenti!

L'articolo Eventi a Milano ad aprile 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.

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La primavera è finalmente arrivata e Milano torna a farsi vivere in tutto il suo splendore: più luce, più energia e mille occasioni per uscire e godersi la città. Aprile è uno di quei mesi in cui succede davvero di tutto, tra quartieri che si animano, eventi all’aperto e quella voglia irresistibile di stare fuori il più possibile. Tra mercatini, sagre, l’attesissima Milano Design Week con il Fuorisalone e mille serate per ballare, il calendario di questo mese è più ricco che mai. Ecco tutti gli eventi a Milano ad aprile 2026 da segnare subito in agenda!

Gli eventi a Milano da non perdere ad aprile 2026 – sul blog anche la guida completa di Conosco un posto al Fuorisalone!

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Le week e i festival a Milano ad aprile 2026

FIORI E SAPORI SUL NAVIGLIO🔔dom 13.4📍Naviglio Grande |🎟 info qui
FLORA ET DECORA🔔17-19.4📍Basilica di Sant’Ambrogio |🎟 info qui
DANZA PER TUTTI🔔dom 12.4📍Base |🎟info qui
MIART🔔17-19.4📍Allianz MiCo Milano Congressi |🎟info qui
ZIP! COMICS FEST🔔18-19.4📍Piazzale Giulio Cesare |🎟info qui
MILANO DESIGN WEEK🔔20-26.4📍sedi varie |🎟info qui

Ecco tutti gli eventi da segnare in agenda alla voce “week e festival” ad aprile 2026! Per iniziare, per gli amanti della danza, domenica 12 torna la Milano Dancing City con l’evento Danza Per Tutti: un progetto che porta la danza fuori dai luoghi convenzionali rendendola accessibile tra gioco, ascolto e condivisione.

Con l’arrivo della bella stagione tornano anche i due appuntamenti perfetti per gli amanti del verde: domenica 13 aprile lungo il Naviglio Grande ci sarà Fiori e Sapori sul Naviglio, tra fiori, piante e specialità enogastronomiche da tutta la penisola; mentre dal 17 al 19 aprile, presso la Basilica di Sant’Ambrogio torna Flora et Decora, la mostra-mercato dedicata a fiori e piantedecorazioni per esterni, tessuti, profumi, gioielli e prodotti tipici. Certamente due occasioni perfette se come noi amate le passeggiate domenicali e l’acquisto compulsivo di piante!

Sempre dal 17 al 19 aprile, spazio anche all’arte con Miart all’Allianz MiCo, la fiera internazionale che riunisce gallerie e artisti da tutto il mondo tra moderno e contemporaneo. E ancora, il 18 e 19 aprile segnatevi Zip! Comics Fest, tra fumetti, illustrazione e tanta cultura pop.

Poi, dal 20 al 26 aprile, Milano entra nel vivo con la Milano Design Week e il Fuorisalone: un’intera settimana in cui la città si trasforma in un grande palcoscenico creativo tra installazioni, mostre, pop-up, eventi e party diffusi nelle location più disparate. Il tema di questa edizione è “Essere Progetto”, un invito a ripensare il design come processo dinamico, capace di connettere persone, idee e mondi e a breve arriverà, ovviamente, anche la nostra “Bibbia”, per orientarsi al meglio tra le mille cose da fare! Sicuramente, l’evento clou della primavera milanese soprattutto per chi, come noi, lo vive (e sopravvive 🙂 ! ) da anni.

Serate per ballare e divertirsi a Milano ad aprile 2026

HI-FI WEEKENDS🔔3-4,11.4📍Bluesquare |🎟info qui
PASQUETTA IN CASCINA🔔lun 6.4📍Cascina Torrette |🎟info qui
SOUL SOUND🔔sab 11.4📍Pavilion Fuorimano |🎟info qui
LE CANNIBALE🔔sab 11.4📍Voce Triennale |🎟info qui
KARMADROME🔔ven 17.4📍Arci Bellezza |🎟info qui
FREQUENCY🔔sab 18.4📍Santeria Toscana 31 |🎟info qui
DANCE MDW26🔔sab 25.4📍Tunnel Club |🎟info qui

Ecco tutte le serate per ballare da segnare in agenda a Milano ad aprile 2026, tra live, elettronica e clubbing diffuso in tutta la città. Per iniziare, il 3,4 e 11 aprile tornano gli Hi-Fi Weekends al Bluesquare per farci ballare tra groove e ottime selezioni musicali; mentre lunedì 6 aprile si cambia atmosfera con Pasquetta in Cascina alle Cascine Torrette: vi aspettano un picnic condiviso, giochi, dj set e una giornata all’aperto all’insegna della convivialità.

E ancora, sabato 11 aprile c’è Soul Sound al Pavilion Fuorimano, per una serata dedicata al soul dagli anni 60 a oggi; e contemporaneamente Le Cannibale torna a Voce Triennale, tra elettronica internazionale e club culture. Poi, venerdì 17 segnatevi Karmadrome all’Arci Bellezza: una storica serata indie-disco milanese tra new wave, post-punk e alternative; mentre sabato 18 aprile, l’appuntamento è con Frequency alla Santeria Toscana 31 per un dj set fino a tardi. Per concludere, sabato 25 aprile si terrà Dance MDW26 al Tunnel Club, perfetto per salutare con energia la Design Week tra elettronica e vibrazioni notturne.

Pop Up e mercatini a Milano ad aprile 2026

MERCATINO DI BRERA🔔dom 5.4📍Brera |🎟info qui
MARAMAO VINTAGE MARKET🔔ogni sabato📍Tempio del Futuro Perduto |🎟info qui
FIERA DI SINIGAGLIA🔔ogni sabato📍Naviglio Grande |🎟info qui
CAMALEONTE MARKET🔔11-12.4📍Cascina Nascosta |🎟info qui
FLUG MARKET🔔dom 12.4📍Mosso |🎟info qui
WUNDER MARKT🔔dom 12.4📍Spirit De Milan |🎟info qui
BUONA DOMENICA MARKET🔔dom 26.4📍Mosso |🎟info qui
MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO🔔dom 26.4📍Naviglio Grande |🎟info qui

Anche questo mese abbiamo raccolto per voi una selezione di appuntamenti imperdibili tra mercatini, vintage market e pop up sparsi per tutta la città! Per iniziare, sabato 11 e domenica 12 aprile, torna il Camaleonte Market alla Cascina; sempre domenica 12, Wunder Mrkt e Flug Market animano rispettivamente lo Spirit De Milan e Mosso, tra design, second hand, musica e street food. Certamente, ce n’è davvero per tutti i gusti!

E ancora, per tutto il mese continuano gli appuntamenti fissi del sabato con la Fiera di Sinigaglia lungo il Naviglio Grande, ideale per spulciare tra capi vintage a prezzi superlativi; e con il Maramao Vintage Market al Tempio del Futuro Perduto, tra pezzi unici, vintage e atmosfera molto milanese. Poi, domenica 5 aprile torna anche il Mercatino di Brera, perfetto per perdersi in uno dei quartieri più iconici della città, tra bancarelle senza tempo e oggetti bizzarri. Per concludere, domenica 26 aprile vi aspetta un doppio appuntamento con il Buona Domenica Market da Mosso e l’immancabile Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande, per una giornata tra scorci romantici, buona musica, capi vintage e second hand. Insomma, segnateveli tutti in agenda!

Fuoriporta ad aprile 2026

VINIVERI🔔10-12.4📍Cerea (VR) |🎟info qui
SAGRA DEL SALAMINO🔔domenica 12.4📍Moncestino (AL) |🎟info qui
VINITALY🔔12-15.4📍Fiera Verona (VR) |🎟info qui

VINUM🔔25-26.4 e 1-3.5📍Alba (CN) |🎟info qui
SAGRA DELLE RANE🔔dal 24.4 al 2.5📍San Ponso (TO) |🎟info qui

Se con la bella stagione cresce la voglia di uscire da Milano, anche solo per una giornata, questi appuntamenti enogastronomici fanno proprio al caso vostro! Per iniziare, dal 10 al 12 aprile a Cerea torna ViniVeri, la storica manifestazione dedicata ai vini naturali e alle produzioni artigianali, ideale per degustazioni e incontri con i produttori. Poi, dal 12 al 15 aprile, Verona ospita il Vinitaly, sicuramente tra gli eventi di riferimento a livello internazionale per il mondo del vino, con centinaia di cantine, degustazioni e appuntamenti interessanti (ps: Fermatevi qui per dei cicchetti a regola d’arte!).

E ancora, sempre in tema vino segnatevi Vinum, che animerà Alba nei weekend del 25-26 aprile e 1-3 maggio tra degustazioni e eccellenze delle Langhe. E per chi, invece, preferisce atmosfere più tradizionali, domenica 12 aprile a Moncestino si tiene la Sagra del Salamino; mentre dal 24 aprile al 2 maggio a San Ponso torna la storica Sagra delle Rane. Insomma, tra specialità locali, vini interessanti e l’autenticità che rende le sagre di paese sempre irresistibili, questo mese avrete un sacco di ottime scuse per pianificare una fuga fuori porta.

Mostre a Milano ad aprile 2026

Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare ad aprile a Milano. Buoni giretti!

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Carlotta Coppo <![CDATA[5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente]]> /?p=92469 2026-03-31T07:09:43Z 2026-03-31T07:00:28Z Con l'arrivo dell'Art Week inaugureranno tante esposizioni. Qui, però, trovate le 5 mostre a Milano ad aprile 2026 che davvero vale la pena visitare!

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La primavera è arrivata, le magnolie sono sbocciate e, in un batter d’occhio, eccoci giunti ad aprile, mese particolarmente ricco di appuntamenti anche per quanto riguarda l’arte e il design.
Proprio per darvi una panoramica il più completa possibile, infatti, in coda all’articolo troverete non solo le ormai canoniche sezioni riassuntive riguardanti le esposizioni in corso, ma anche un compendio di quelle che inaugureranno proprio in occasione della Milano Art Week (13-19 aprile). 

A essere raccontate più approfonditamente, questo mese, sono invece la monografica dedicata a un grande architetto e designer (ma anche un po’ filosofo) italiano; la personale di un artista italo-francese che lavora il metallo; la retrospettiva che celebra la carriera di un’eccellente fotografa; l’esposizione che vede le opere di un artista futurista inserite all’interno di una delle più affascinanti case museo della città e, infine, quella che celebra un movimento artistico italiano rivoluzionario

Ecco a voi le 5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente!

5 mostre a Milano ad aprile 2026 da non perdere

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Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present

📍Triennale | fino al 4 ottobre 2026
🎟 ingresso: intero 14€; ridotto da 9,50€ a 6€

Come inaugurare al meglio la nostra rubrica di mostre a Milano ad aprile 2026, se non con quella dedicata a un architetto, designer, curatore, professore e brillante pensatore quale è stato Andrea Branzi? D’altronde, aprile è anche il mese in cui la nostra città viene letteralmente pervasa dal design, grazie al Salone del Mobile e al Fuorisalone

Il progetto espositivo della grande monografica presentata da Triennale Fondation Cartier pour l’art contemporain e raccontata attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito (amico di lunga data e coautore di numerosi progetti), è stata concepita come un “flusso ininterrotto” atto a sottolineare la permanenza in un “presente continuo” di opere e filosofia di Branzi. 

Attraverso più di 400 opere – tra cui oggetti di piccole e grandi dimensioni, installazioni ambientali, disegni, modellini, video e documenti d’archivio – la mostra racconta le sperimentazioni radicali progettate dal giovane Branzi a Firenze con Archizoom Associati, ma anche le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, nonché l’approccio antropologico (e filosofico) che in generale ha contraddistinto il suo lavoro. Una di quelle mostre da cui si esce arricchiti e profondamente ispirati.

Matisse Mesnil – Sutura

📍Romero Paprocki | fino al 9 maggio 2026
🎟 ingresso: libero

Ebbene sì, anche questo mese (lo scorso era stato il turno di Upsilon Gallery) abbiamo una novità di cui parlarvi; ossia l’ultima (bellissima) galleria d’arte approdata in città in zona Lazzaretto: Romero Paprocki.
Concepita inizialmente come piattaforma espositiva itinerante e successivamente stabilitasi a Parigi con la sua prima sede, la galleria fondata nel 2021 da Guido Romero Pierini e Tristan Paprocki si è affermata come spazio di ricerca e produzione dedicato al sostegno degli artisti emergenti.

A inaugurare la sede milanese – ampia e luminosa, scaldata da pareti con mattoni a vista e provvista di ben cinque vetrine su strada – è la personale dell’artista italo-francese Matisse Mesnil (1989), intitolata Sutura.
A essere esposti sono per lo più lavori in metallo – materiale che l’artista ritiene più affine alle sue esigenze di sperimentazione tecnica e metodologica – ma non solo: la galleria, infatti, ha avviato una collaborazione con la stamperia Gate 44 con l’idea di sviluppare progetti editoriali e di residenza artistica, a cui viene dedicato uno spazio specifico all’interno dello spazio espositivo. In questo caso Mesnil ha prodotto una serie di opere su carta, applicando ripetutamente strati di pittura per mezzo di una lastra. Da non perdere!

Elisabetta Catalano – Cinema, Moda e Performance

📍Viasaterna | fino al 19 aprile 2026
🎟 ingresso: libero

Ci sono fotografi uomini a cui viene dedicato un numero spropositato di mostre e ci sono fotografe donne delle quali – pur non avendo nulla da invidiare ai primi -, invece, non si è nemmeno mai sentito parlare, probabilmente. È ingiusto, sì. Ma, per fortuna, ci sono anche gallerie d’arte come Viasaterna, pronte a omaggiarle a dovere. 

Per questa ragione, tra le mostre a Milano ad aprile 2026 che vi consigliamo caldamente di visitare, c’è anche quella dedicata alla romana Elisabetta Catalano (1944-2015), che inaugurò la sua carriera fotografica niente meno che sul set di 8 e ½ di Federico Fellini, nel 1962.
I set cinematografici furono senz’altro tra gli ambienti che preferì frequentare e in cui scattò alcune delle più belle e iconiche immagini (come il ritratto dei tre protagonisti de Il giardino dei Finzi Contini o quella di Sharon Tate e Roman Polanski immortalati su una slitta nella neve), ma anche la moda e il mondo dell’arte furono ambienti che la ispirarono e con cui ebbe a che fare soventemente. Il rapporto col compagno di vita Fabio Mauri, infatti, la introdusse nel mondo della performance artistica, mentre nel 1971 lavorò a New York per Vogue America e a Parigi per Vogue France

Fu però il ritratto puro il suo ambito professionale d’elezione, come testimoniano scatti intensi e raffinati come quello scattato a Claudia Cardinale di spalle o a Monica Vitti, che esplode in una bellissima risata mentre posa appoggiata al parapetto di una terrazza sul mare. 

Depero Space to Space

📍Museo Bagatti Valsecchi | fino al 2 agosto 2026
🎟 ingresso: intero 14€; ridotto 10€

Soprattutto se non avete ancora mai fatto visita a una delle case museo più spettacolari di Milano, vi suggeriamo di far visita alla mostra Depero Space to Space in corso presso il Museo Bagatti Valsecchi, nel cuore del Quadrilatero della Moda. 

Concepire e abitare spazi sospesi tra antico e contemporaneo: è questo che accomuna i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e il futurista Fortunato Depero. I primi, negli anni 80 del XIX secolo, arredarono la propria dimora in pieno stile tardo rinascimentale; il secondo, invece, negli anni 50 del secolo scorso scelse proprio un edificio cinquecentesco per raccogliere le proprie opere e fondare la Casa d’Arte Futurista di Rovereto

Non tutti apprezzano le esposizioni che prevedono l’inserimento di opere moderne o contemporanee in ambienti così caratterizzati e, stilisticamente parlando, radicalmente in contrasto con esse. Noi, al contrario, troviamo il più delle volte questo tipo di operazioni molto interessanti e per questo vi consigliamo di non perdere questa occasione.  

I Macchiaioli

📍Palazzo Reale | fino al 14 giugno 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Innovatori e rivoluzionari, si sa, devono spesso attendere a lungo per essere finalmente riconosciuti, capiti, apprezzati. Rompere le regole e sfidare i canoni ufficiali, d’altra parte, non è cosa da poco.
Così è avvenuto anche per il movimento dei Macchiaioli – rimasto incompreso dai contemporanei e rivalutato solo successivamente, tra le due grandi guerre – a cui finalmente viene dedicata una grande mostra a Palazzo Reale, frutto dei più recenti studi compiuti dai tre massimi esperti italiani del movimento: Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca

È anche grazie ai Macchiaioli, infatti, che il nostro Paese ha costruito radici culturali comuni e un’identità nazionale.
La mostra intende dunque ricostruire attraverso 9 sezioni la loro storia, coprendo l’arco temporale compreso tra il 1848 e il 1873 (anno della morte di Giuseppe Mazzini) e raccontando l’esperimento nazionale che animò questo gruppo di artisti colti e illuminati, che si riconobbero tanto nelle idee mazziniane quanto in quelle positiviste, e che combatterono determinatamente per ricollegare l’arte alla realtà, dipingendo all’aria aperta e scegliendo la vita vera, quotidiana, come orizzonte artistico.
Un gruppo all’interno del quale – nonostante l’unione di idee e della “macchia”, tecnica pittorica innovativa che li contraddistinse – i singoli seppero mantenere, come ben emerge dall’accostamento delle loro opere, la propria individualità. 

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

In occasione della Milano Art Week (13-19 aprile 2026), inoltre, inaugureranno:

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Ci sono altre mostre a Milano ad aprile 2026 che hai visitato e ci consigli?

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Elena Bifolchi <![CDATA[Cosa vedere e dove mangiare a Budapest: la nostra guida]]> /?p=91489 2026-03-16T08:43:42Z 2026-03-16T08:43:38Z Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere, dove mangiare e fare shopping a Budapest per un weekend ungherese memorabile!

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Divisa dal fiume Danubio tra la panoramica e più storica Buda e la vivace Pest, Budapest riesce a essere allo stesso tempo monumentale e raccolta, e si lascia scoprire con grandissimo piacere. L’avevamo già visitata nel 2018, per una toccata e fuga veloce, ma ci era piaciuta così tanto che abbiamo deciso di tornare per esplorarla un po’ più a fondo. Dunque, se anche voi state pensando a un weekend nella capitale ungherese, ecco la nostra guida con tutti i consigli su cosa vedere e dove mangiare a Budapest.

Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Budapest

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram!

Consigli e itinerario a Budapest: cosa vedere

  • PARLAMENTO DI BUDAPEST. Affacciato direttamente sul Danubio, il Parlamento (Országház) domina l’intera città ed è un’icona di Budapest. Vale la pena visitarlo sia di giorno, per apprezzarne tutti i dettagli, come le guglie neogotiche e la grande cupola centrale, sia la sera, quando tutto illuminato si riflette sulle acque del fiume dando vita a giochi di luce davvero magici.
  • SCARPE SULLE RIVE DEL DANUBIO. Poco distante dal Parlamento si trova uno dei memoriali più toccanti della città, Scarpe sulle Rive del Danubio: una distesa di scarpe in bronzo allineate lungo la riva del Danubio in memoria delle vittime della persecuzione nazista.
  • PONTE DELLE CATENE. Non lontano trovate anche il monumentale Ponte delle Catene, primo collegamento stabile tra Buda e Pest, riconoscibile per le imponenti catene metalliche e i celebri leoni di pietra che ne custodiscono gli ingressi. Vi suggeriamo di attraversarlo la sera perché è particolarmente suggestivo: da un lato c’è il Parlamento illuminato, dall’altro l’imponente Castello di Buda.
  • BASILICA DI SANTO STEFANO e THE FAT POLICEMAN STATUE. Nel cuore di Pest passate dalla Basilica di Santo Stefano: una chiesa imponente dagli interni suggestivi con una cupola terrazzata da cui si gode di una splendida vista sui tetti della città. Poco distante trovate anche la statua del Fat Policeman: toccargli la pancia, si dice porti fortuna… Non a caso è diventata lucidissima!
  • GRANDE SINAGOGA, MUSEO EBRAICO, MEMORIALE DELL’ALBERO DELLA VITA e QUARTIERE EBRAICO. Il quartiere ebraico è una delle zone che ci piace di più: un’area molto significativa per la storia della città ma oggi anche una delle più vibranti e dinamiche. Qui si trova la Grande Sinagoga di Dohány Street, la più grande d’Europa, con al suo interno il Museo Ebraico e, poco dietro, il Memoriale dell’Albero della Vita dedicato alle vittime dell’Olocausto. Tra ristoranti, locali e i famosi ruin pub, è il quartiere perfetto anche per passeggiare la sera e respirare un’atmosfera vivace e movimentata.
  • BASTIONE DEI PESCATORI. Sul lato di Buda si trova il Bastione dei Pescatori che ricorda un castello fiabesco, tra torrette bianche e un’architettura molto particolare. Da qui si apre una splendida vista dall’alto su Budapest e vale davvero la pena fermarsi un po’ per ammirare il paesaggio.
  • CASTELLO DI BUDA (PALAZZO REALE DI BUDAPEST). Il Castello di Buda, antica residenza dei sovrani ungheresi, è uno dei complessi più importanti di Budapest che ad oggi ospita musei, grandi cortili e diverse terrazze panoramiche. Si può raggiungere sia a piedi, salendo da piccole stradine, sia con la storica funicolare -come abbiamo fatto noi- che parte dal Ponte delle Catene. Ovviamente, una tappa imperdibile se passate in città!
  • MUSEO STORICO DI BUDAPEST. All’interno del complesso del Castello di Buda si trova anche il Museo Storico di Budapest, che racconta l’evoluzione della città attraverso resti medievali, oggetti quotidiani, monete, libri e documenti di un tempo.
  • TERME SZÉCHENYI. Budapest è famosa anche per le sue terme e quelle di Széchenyi sono, senza dubbio, tra le più celebri: si trovano nel Parco di Városliget e sono facilmente riconoscibili dal grande edificio giallo in stile neobarocco che circonda le piscine. Le vasche all’aperto, spesso avvolte dal vapore anche nei mesi più freddi, rappresentano l’immagine simbolo di questo complesso e rendono l’atmosfera davvero suggestiva; tra acqua calda, saune e bagni termali, è una pausa perfetta per rilassarsi dopo una giornata passata a camminare (prima delle 9, in settimana, l’ingresso è ridotto!).

Altri posti da vedere senza fretta:

Guida e consigli per scoprire Budapest: dove mangiare

  • GETTÓ GULYÁS. Uno dei nostri posti preferiti a Budapest, tanto che ci siamo tornati ben due volte. Qui si mangia cucina ungherese tradizionale davvero ben fatta, in un contesto molto piacevole. Noi abbiamo mangiato al bancone: proprio una bella esperienza e il gulyás con csipetke – gli gnocchetti tradizionali – ci ha proprio stregati. Anche i dolci erano deliziosi! Cibo tradizionale ben fatto, locale “giustissimo” e rapporto qualità-prezzo ottimo. Prezzo medio a testa: 25€.
  • STAND25. Per provare la cucina ungherese tradizionale rivisitata in chiave moderna, Stand25 è l’indirizzo ideale: il locale è giovane, dinamico e propone piatti tipici curati e preparati con ingredienti di prima qualità. Sicuramente, un buon posto per assaggiare i classici della cucina ungherese con quel twist contemporaneo. Prezzo medio a testa: circa 35€.
  • M. ETTEREM. Accogliente bistrot familiare, per una cena tranquilla lontano dai locali più turistici, che propone cucina ungherese tradizionale, con un menu invitante che cambia spessissimo e una grande attenzione alla stagionalità. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • TWENTYSIX. Per un brunch sostanzioso, un pranzo o anche una cena dai sapori mediorientali, Twentysix è un posto che funziona sempre. Noi ci siamo stati a pranzo e abbiamo preso diversi piatti da condividere: l’hummus di ceci era da volare via per la bontà, così come i falafel e le verdure, tutti piatti semplici ma gustosi. Il contesto poi è davvero speciale, sembra di mangiare dentro una grande serra: un ambiente luminoso e molto suggestivo che rende l’esperienza ancora più piacevole. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • MAZEL TOV. Sempre per una pausa gastronomica mediorientale, nel quartiere ebraico c’è Mazel Tov, un altro posto che ci è piaciuto assai. Il locale è ricavato in un grande cortile suggestivo, circondato da piante e luci soffuse, e i piatti sono pensati per essere condivisi: noi abbiamo provato il babaganoush, varie salse molto agliate, verdure, riso con frutta secca e un ottimo agnello cotto a puntino. Un posto valido per mangiare o bere un buon cocktail all’aperto. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • MERCATO CENTRALE. Fare un salto al mercato secondo noi è sempre una buona idea per scoprire qualcosa in più sull’anima di una città. Qui si respira la vita quotidiana, tra bancarelle di carni, verdure, spezie e piccoli oggetti tradizionali da portare a casa come souvenir. Al piano superiore, poi, ci sono anche diversi banchi per fermarsi a mangiare qualcosa al volo: noi abbiamo assaggiato qualche piatto tipico e poi curiosato tra le bancarelle.
  • SZIMPLA KERT. Nel cuore del quartiere ebraico trovate Szimpla Kert, uno dei ruin pub più famosi di Budapest, nato all’interno di un edificio abbandonato e diventato negli anni un locale iconico, tra ambienti eccentrici, oggetti vintage, luci colorate e installazioni artistiche. È sicuramente il posto perfetto per bere dell’ottima birra.
  • MOKKA KUKKA. Ci siamo fermati qui per un brunch e ci è piaciuto parecchio: ottimi specialty coffee, spremute fresche e piatti curati come le uova alla Benedict, l’avocado toast e i pancake, perfetti per iniziare la giornata con la giusta carica. Dunque, se cercate un posto nel cuore di Pest per fare un brunch come si deve, questo è un indirizzo da non perdere. Prezzo medio a testa: circa 15€.
  • MADAL CAFÉ. Se amate gli specialty coffee, segnatevi Madal Café: ambiente minimal, atmosfera rilassata e ottimi caffè. Insomma, il posto giusto per una pausa durante la giornata o per iniziare la mattina con calma prima di incamminarsi per la città. Prezzo medio a testa: circa 10€.
  • FREYJA-THE CROISSANT STORY. Per gli amanti dei lievitati, c’è Freyja: un locale dall’atmosfera curata e moderna per gustare croissant spettacolari, sia dolci che salati, con ripieni creativi e ingredienti di qualità. Fermatevi qui per colazione o per una merenda molto golosa. Prezzo medio a testa: circa 10€.
  • CAFÉ NEW YORK. Il Café New York è uno di quei posti che vale la pena vedere anche solo per l’ambiente: stucchi dorati, affreschi, lampadari monumentali e un’eleganza davvero scenografica che lo rendono uno dei caffè storici più belli della città. I prezzi sono piuttosto alti e forse non sempre proporzionati alla qualità, ma l’atmosfera è speciale: passare anche solo per dare un’occhiata merita sicuramente la sosta e spesso c’è un pianista che intrattiene con musica dal vivo, rendendo l’esperienza memorabile. Prezzo medio a testa: circa 15€ per una pausa caffè.
  • KIOSK BUDAPEST. Per bere qualcosa in un posto davvero carino, segnatevi Kiosk Budapest, a due passi dal Danubio: uno di quei locali dall’atmosfera elegante e vivace, perfetto per fermarsi a sorseggiare un drink oppure per una cena tra sapori internazionali e piatti della tradizione. Prezzo medio a testa: circa 12€ per i drink e 35per la cena.
  • DOBLO WINE BAR. Se preferite un buon calice di vino, Doblo Wine Bar è una tappa da non perdere. Questo piccolo wine bar nel quartiere ebraico è il posto giusto per scoprire ottimi vini ungheresi, spesso accompagnati da qualche stuzzichino sfizioso. Prezzo medio a testa: circa 15€.

Altri posti per mangiare a Budapest che non abbiamo avuto il tempo di provare:

Dove fare shopping a Budapest: gli indirizzi imperdibili

  • RETROCK. Tempio del vintage nel quartiere ebraico, perfetto per scovare capi unici senza tempo e tantissime altre cosine interessanti.
  • KOMONDORS VINTAGE SHOP. Piccolo negozio vintage ideale se siete alla ricerca di giacche oversize, denim e qualche pezzo più ricercato.
  • SZPUTNYIK SHOP. Per giacche anni 80-90, accessori particolari e pezzi un po’ eccentrici che sembrano usciti da un vecchio guardaroba stiloso.
  • NANUSKA. Per chi cerca moda contemporanea made in Budapest, Nanushka è uno dei brand più interessanti: tessuti di qualità, linee minimal e uno stile molto sofisticato.
  • MAGMA. Un punto di riferimento per il design ungherese contemporaneo dallo stile curato e minimal, perfetto per chi ama scoprire pezzi originali di design.
  • TRUE TO SOLE. Paradiso per chi ama sneakers, capi streetwear e accessori con un certo swag.
  • PRINTA DESIGN SHOP. Qui trovate poster illustrati, quaderni, tote bag e oggetti di design ungherese: souvenir belli e decisamente poco turistici, non le classiche cartoline o calamite kitsch (che comunque, ammettiamolo, un po’ ci piacciono… vero Tommy?).
  • HERENDI MÁRKABOLT-BELVEDERE. Non si può andare a Budapest senza vedere le porcellane Herend, una delle eccellenze artigianali più famose d’Ungheria. In questo negozio sono esposti i classici servizi decorati a mano e piccole oggetti in porcellana.
  • RODODENDRONART. Piccolo concept store dedicato al design indipendente, ideale se siete alla ricerca di gioielli, stampe, oggetti per la casa e idee regalo originali.
  • MASSOLIT BOOKS & CAFÉ. Massolit Books & Café è una piccola libreria internazionale nel quartiere ebraico, molto graziosa, con un altrettanto grazioso caffè al suo interno. L’atmosfera è rilassata e molto piacevole, e il piccolo giardino interno è il posto ideale per fermarsi a leggere o bere qualcosa con calma circondati da libri.
  • HALVA & NUTS. Qui trovate pistacchi, mandorle, noci e frutta secca per tutti i gusti esposta in grandi contenitori: impossibile non fermarsi a curiosare. Lo abbiamo scoperto per caso e siamo finiti per comprare una vera e propria scorta di frutta secca… una droga!
  • SZIMPLA KERT. La domenica, tra le varie stanze e nel cortile del Szimpla Kert, si tiene un mercato di produttori locali che espongono su piccoli banchi formaggi artigianali, succhi naturali, prodotti biologici e oggetti fatti a mano. Senza dubbio, vi suggeriamo di fermarvi a curiosare e assaggiare qualche prodotto locale.
  • KLAUZÁL TÉR MARKET HAL. È un mercato di quartiere meno turistico rispetto al grande mercato centrale, perfetto per fermarsi a mangiare qualcosa di semplice e tradizionale tra banchi di prodotti locali, spezie e salumi.
  • GOUBA ART MARKET. Nel centro di Budapest, trovate anche il Gouba Art Market, un mercatino creativo ricco di bancarelle coloratissime di illustratori, designer e artigiani locali, perfetto per acquistare stampe, gioielli fatti a mano e simpatici souvenir.

Altre info e consigli utili sul viaggio a Budapest

  • Dall’aeroporto di Budapest il modo più semplice e veloce per raggiungere il centro è il bus diretto 100E, che collega il terminal con Deák Ferenc tér, nel cuore della città (circa 40 minuti senza cambi).
  • Budapest si gira molto bene a piedi (quindi scarpe comode sempre!), ma anche i mezzi pubblici sono efficienti: metro, tram e autobus coprono praticamente tutte le zone della città (se pensate di usarli spesso conviene fare un pass giornaliero o da 72 ore).
  • Per la sera vi consigliamo il quartiere ebraico, una delle zone più vivaci della città: ristoranti, locali interessanti e i famosi ruin pub. L’atmosfera è sempre molto animata, soprattutto nel weekend.
  • Tenetevi del tempo per andare alle terme, perché a Budapest sono davvero un’esperienza imperdibile.
  • Budapest è una città ricca di particolari e dettagli nascosti: palazzi d’epoca spettacolari, facciate liberty, balconi in ferro battuto, street art, cortili che si intravedono dietro grandi portoni. Anche passeggiando senza un itinerario preciso si possono scoprire angoli davvero bellissimi. Alzate spesso lo sguardo!
  • Non dimenticatevi di assaggiare i due street food per eccellenza: il kürtőskalács, il famoso “camino dolce”, e il lángos, una focaccia fritta servita calda con vari condimenti.
  • Per uno spot panoramico da dieci, segnatevi la Collina di Gellért: ci si arriva tramite un sentiero di circa 30 minuti a piedi.
  • Infine, se volete osservare Budapest da un’altra prospettiva, prenotate un giro in barca sul Danubio o noleggiate le bici: due ottime idee per vivere la città in modo diverso, magari la sera, tra ponti illuminati e atmosfere suggestive.

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L'articolo Cosa vedere e dove mangiare a Budapest: la nostra guida sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Redazione <![CDATA[Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese]]> /?p=91190 2026-03-12T09:59:26Z 2026-03-12T08:02:58Z Un nuovo vietnamita dalle specialità autentiche, uno storico indirizzo con una nuova gestione e molto altro: ecco i ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese.

L'articolo Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Un nuovo vietnamita che ci è parso autentico, uno storico indirizzo ma con una nuova gestione, un ristorante da occasioni speciali che però non ha soddisfatto le aspettative, e un locale che ha aperto il suo secondo spazio in cui finalmente sedersi comodi: in questa nuova compilation di ristoranti a Milano molto diversi tra loro siamo rimasti, tirando le somme, nel complesso piuttosto soddisfatti! Curiosi di saperne di più? Basta continuare a leggere!

10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente

Enoteca Cotti

enoteca con cucina |📍Brera
💰€€

Per anni è stata ‘solo’ un indirizzo da segnare quando si parlava di acquistare del buon vino a Milano, una di quelle enoteche storiche di Brera in cui entrare con un’idea precisa in testa e uscire con una bottiglia sotto braccio (ve ne avevamo parlato nella nostra guida del quartiere di Brera). Oggi, però, Enoteca Cotti ha cambiato proprietario e anche un po’ pelle, aprendo finalmente le porte alla mescita e a una cucina essenziale ma ben pensata, pur senza tradire il suo passato. La location resta la stessa, affacciata su via Solferino, elegante e un pochino ingessata, con interni che raccontano una storia fatta di boiserie in legno, altezze importanti e un’atmosfera da grande classico milanese; al posto delle vecchie scaffalature, tavoli e tavolini ad accogliere i clienti. Ci siamo stati praticamente subito dopo l’apertura e l’impressione è stata quella di un posto già perfettamente centrato.

Il menu è semplice ed essenziale, e ruota attorno ad alcuni grandi classici della cucina milanese, ma non solo: cicoria ripassata, zucchine alla scapece, delle (ottime) crocchette alla carbonara, vitello tonnato, pollo alla cacciatora e moscardini alla luciana, con un costo a piatto dagli 8 ai 16€; su tutti, non perdetevi il toast con comtè, sormontato da una montagna di culatello, perfetto per accompagnare qualsiasi calice. E a proposito di calici, la selezione vini è ovviamente uno dei punti forti: ampia, curata, con bottiglie che parlano a un pubblico anche molto diverso, e vanno dai grandi nomi a etichette più ricercate. Qui basta alzare gli occhi e scegliere la bottiglia dalle pareti che ne sono letteralmente ricoperte, ma anche il sommelier si è dimostrato capace nel consigliarci un’ottima etichetta (nel nostro caso, un metodo classico Pas Dosè di Casa Zuffada, Oltrepò Pavese).

Il risultato è un indirizzo per un aperitivo post‑ufficio, in una zona che mancava di enoteche e locali in cui intrattenersi volentieri una volta terminata la prima bottiglia. Insomma, un nuovo inizio per una storica insegna di Brera, che temevamo ne stravolgesse lo spirito, e invece ne ha mantenuto l’autenticità con un guizzo di freschezza.

Fiorin Fiorello Fiore

enoteca |📍Cinque Giornate
💰€€

E sempre a proposito di enoteche, in zona Anfossi, Fiorin Fiorello Fiore è una recente apertura che da fuori rischia quasi di passare inosservata, e che invece all’interno riserva grandi sorprese: tendaggi che scaldano l’ambiente, vinili in bella mostra che dichiarano una certa idea di serata, pochi tavoli che trasmettono subito intimità. Il primo punto forte è infatti proprio l’atmosfera: sala raccolta, curata, a cui si aggiunge il piacevole dehor. Poi c’è questa naturale predisposizione alla musica: non si definisce “listening bar”, ma sarebbe inutile negare una certa vocazione a serate con sottofondi musicali, fino a veri e propri dj set.

Sul cibo meglio arrivare con aspettative corrette: la carta è particolarmente risicata, più da accompagnamento che da cena. Noi abbiamo optato per il carciofo ripieno, le costine di maiale glassate, tartare di carne e toast. E sì: anche qui il toast è stato il nostro piatto preferito, complice anche l’imburrata generosa del pane (starà forse diventando il piatto di punta delle enoteche di Milano? Crediamo proprio di sì).

Detto ciò, qui si viene per bere bene. La corposa carta vini è il cuore del posto: ampia, ambiziosa, e raccontata da una selezione di oltre 300 etichette. C’è senz’altro una certa tendenza verso bottiglie dal valore importante, ma con un po’ di attenzione e il giusto consiglio si riescono a scovare anche scelte accessibili e molto interessanti. E infatti il vero plus è chi ti guida: menzione al sommelier bravissimo (vecchia conoscenza di Ostreria Fratelli Pavesi), che ti sa leggere in faccia cosa hai voglia di bere anche quando non lo sai tu. E infatti, tra i calici bevuti qui, ci sono alcune delle etichette migliori assaggiate negli ultimi mesi.

Insomma, soprattutto con la bella stagione per provarne anche il cortile, torneremo forse non per il cibo, ma senz’altro per berci un ottimo vino, accompagnato, perchè no, da un’altrettanto ottima scelta musicale. Ah, ultimo consiglio: lo troviamo proprio un posto perfetto per un date!

10_11 (Portrait)

cucina italiana |📍San Babila
💰€€

La cornice del Portrait, l’hotel dei Ferragamo in corso Venezia, è sempre splendida, va detto. Qui, oltre all’albergo, hanno sede – a mo’ di girotondo attorno all’ampio porticato, diversi negozi di lusso, una spa, un bar (il divertentissimo Rumore), un ristorante di carne (il Beef Bar, di cui vi avevamo raccontato – bene – qui un paio di anni fa) e un altro ristorante italiano, il 10_11. Celeberrimo e discussissimo per via della sua pasta in bianco a 26€, per la sua mastodontica colazione (120€ per due persone) e per il lussureggiante brunch (95€), il 10_11, come tutto il contesto di riferimento, ha dalla sua un’atmosfera davvero unica, che – mantenendo l’allure di un ex Seminario di cui ha preso il posto – può contare su arredi sofisticati, un meraviglioso giardino e un servizio sicuramente assai premuroso.

Siamo stati per un pranzo speciale in famiglia che, se per atmosfera ci ha convinto, per quanto riguarda il cibo non ci ha saputo emozionare: la carta si muove nel perimetro del più puro classicismo (uovo morbido, tartare, pollo alla griglia…), rifuggendo qualsivoglia tipologia di guizzo. I piatti in arrivo al nostro tavolo, quelli che, facilmente, potrebbero essere replicati nelle cucine di casa: dei mondeghili (per carità, ben fritti), un vitello tonnato, la ribollita, e poi le paste, che dire semplici è dire poco. Lo spaghetto al pomodoro e la pasta in bianco, mantecata al tavolo con un pathos francamente anche un po’ eccessivo, sono buoni nella loro elementarità, ma nulla di più. Il conto, per contro, è sostanzioso, proporzionato a un posto di questo tenore: difficile uscire sazi spendendo meno di 70€ bere a parte. Torneremmo? Sì, ma forse più per un drink o una merenda.

Jiao 10

ristorante cinese |📍Sarpi
💰€€

Passeggiando per Paolo Sarpi (anche in questo caso, vi lasciamo la nostra guida di zona per destreggiarvi al meglio tra le sue viuzze), ci siamo imbattuti in una recente apertura che richiama l’attenzione per il taglio un po’ più curato della media dei locali di zona: così abbiamo scoperto Jiao 10, in via Morazzone 10, piena Chinatown. Qui gli ambienti sono piacevolmente moderni, con un’atmosfera più da bistrò e, spoiler, anche un conto che si posiziona di conseguenza (non eccessivo, ma leggermente sopra la media; considerate che noi abbiamo speso per una cena completa circa 35€, vino incluso).

La cucina è quella regionale del Sichuan, il menu più ristretto rispetto a tanti altri ristoranti della stessa tipologia (nota che abbiamo personalmente apprezzato), ma con delle proposte originali e molto appetitose; noi abbiamo iniziato con i ravioli aperti di manzo, classici fagiolini con macinato di manzo, per poi proseguire con gamberi in salsa di tuorlo d’uovo, e manzo, peperoncini e fuoco di Sichuan In tutti i piatti il peperoncino è parte predominante dell’esperienza, quindi amanti dei sapori delicati e poco piccanti, prego astenersi (o per lo meno, fatevi consigliare dal gentilissimo personale di sala quali piatti siano più adatti a voi!).

Insomma, Jiao è un indirizzo che alza leggermente l’asticella, soprattutto per quanto riguarda il servizio e l’ambiente, e lo consigliamo per le serate in cui oltre alla sostanza di un buon piatto di cucina cinese (con una bella dose di piccantezza), volete coccolarvi anche in una location curata. Noi amiamo sempre molto cenare al bancone, e anche in questo caso ci siamo trovati benissimo!

LaViet

cucina vietnamita |📍Gioia
💰€€

Sì ok che voglia di pho, ma quale sarà la pronuncia corretta? È con questa domanda che abbiamo varcato la soglia di questo piccolo ristorante vietnamita aperto da un paio di mesi in zona Gioia. Non fate troppo caso all’ambiente che, seppur sforzandosi, non può essere definito più che ‘carino’ e concentratevi sul menu, un bel viaggio tra ravioli, involtini, insalate, zuppe e altre specialità tipiche del Vietnam. Giusto il tempo per tessere le lodi dello spettacolare frullato di mango preso come bevanda che sono arrivati gli antipasti, tra cui non sapremmo scegliere il più buono tra gli involtini di carta di riso ripieni di gamberi e verdure da intingere in una buonissima salsa alle arachidi (vi sfidiamo a non sporcarvi mentre li mangiate!), le bruschette di pane croccante con manzo marinato e i bocconcini di pollo fritto accompagnati da maionese agli agrumi.

Ovviamente, dopo esserci accertati con la gentilissima ragazza in sala della giusta pronuncia, non potevamo non assaggiare il pho: noi abbiamo preso la versione con fettine di carne crude, cotte drettamente nel brodo e quella con manzo scottato e polpette ed entrambe ci hanno decisamente convinto: le tagliatelle di riso sono fatte in casa, la carne gustosa e il brodo è delicato ma al contempo saporito e sarete comunque voi, grazie ai condimenti (coriandolo vetnamita, peperoncino, menta, salsa sriracha) serviti a parte, a decidere il grado di sapidità e piccantezza della vostra zuppa. Chiedondoci cosa c’entrassero con il Vietnam le Galatine che vengono offerte alla cassa, abbiamo pagato un onesto conto di circa 30 euro a testa e siamo usciti contenti. Certo, non è il posto per una cena speciale, ma se cercate un locale senza pretese con una cucina leggera, gustosa e molto comfort, passate senza indugi da La Viet.

Trattoria La Sciura

cucina italiana |📍Zona Magenta
💰€€

In una delle zone in cui è più densa la presenza delle tipiche signore milanesi chic ed eleganti, perché non aprire un ristorante che si chiama La Sciura? È quello che avrà pensato il proprietario di Ghe Sem (rip) quando ha deciso di cambiare completamente format, virando su un progetto più tradizionale e locale. Qui tutto è confortevole e senza sorprese, nell’accezione più positiva possibile: lo è l’atmosfera, con una bella colonna sonora di classici italiani anni 60 e uno splendido tono di verde negli arredi a rendere l’ambiente calmo e rilassante (anche se forse un po’ troppo buio); lo è il servizio, amichevole, professionale e diretto; lo è, ovviamente, il menu con i classici della cucina lombarda divisi nelle tranquillizzanti – e sempre più rare – sezioni di antipasti, primi, secondi e dolci.

Noi abbiamo assaggiato un tagliere di salumi accompagnato da focaccia calda e giardiniera (quanto siamo contenti quando troviamo la giardiniera in un menu!), ottimo ma – a differenza delle altre portate decisamente importanti – un po’ troppo scarso di quantità; abbiamo proseguito con il risotto alla milanese che, grazie a una cremosità e cottura perfette, ha già scalato la classifica dei nostri risotti più amati, con una buonissima tartare di vitella Verzese con tuorlo fritto e senape e con una guancetta di manzo con polenta che si scioglieva in bocca e che non avrebbe sfigurato in un rifugio alpino. Mentre concludevamo il pasto con un’eccellente panna cotta, avevamo già in mente di ritornare per provare l’enorme cotoletta che vedevamo sfilare verso gli altri tavoli e che promette anch’essa di entrare tra le nostre preferite. Anche i prezzi sono rassicuranti, soprattutto considerando un quartiere in cui un panino può costare fino a 10 euro: qui con una quarantina di euro a testa sarete più che soddisfatti.

Gastronomia Palazzi

gastronomia-bistrot |📍Risorgimento
💰€€€

Dopo Rosticceria Palazzi (storica rosticceria che ha di recente cambiato gestione, e che vi avevamo nominato sin nei nostri consigli sulle migliori gastronomie e rosticcerie di Milano), Palazzi si è allargata con un secondo indirizzo che, più che “seconda sede”, risponde alla necessità di sedersi davvero e godersi un pranzo. Siamo in Piazza Risorgimento, e accanto alla gastronomia dove si può acquistare e portare via (anche bottiglie, conserve e pietanze pronte), c’è il bistrot pensato per consumare sul posto, con servizio al tavolo e l’insegna che chiarisce subito il mood: “bar à vin & lasagna” (è forse questa una poesia?).

Il bello è che l’impostazione rimane fedele alla filosofia Palazzi: menu costruito alternando piatti da spiluccare e condividere (dai 5 ai 12 €), qualche piatto del giorno più sostanzioso (dagli 8 ai 18€), e una base di classici che tornano (quasi) sempre in carta e che ricordano i pranzi della domenica in famiglia (dai 12 ai 17 €, per darvi un’idea dei prezzi). Noi abbiamo ordinato il gratin dauphinois, mondeghili (davanti ai quali non riusciamo a trattenerci, e questi erano davvero pazzeschi!), riso al salto croccante al punto giusto, seppie grigliate ai broccoli, con olive e olio piccante (per davvero!), e poi lasagne al ragù (che qui sono una grande certezza) e un purè a dir poco memorabile. Sul vino, la scelta può spaziare su un bel numero di etichette, concentrate in Italia, ma anche, o soprattutto, sulla Francia; noi abbiamo scelto Bulles de Roche di Thierry Germain, una bollicina gastronomica, perfetta per accompagnare il nostro pranzo.

Ultima e onesta menzione al servizio, che abbiamo trovato molto giovane e spesso un po’ distratto, con dimenticanze e tempi di attesa molto dilatati: niente di drammatico, ma si percepisce che è un meccanismo che deve ancora rodare un po’, e sembra mancare una figura di riferimento che sappia “tenere” la sala. Detto questo, l’atmosfera resta piacevole, simile ad un bistrò parigino (ma con le lasagne, eheh) e il posto ha tutte le carte per diventare uno dei nostri indirizzi preferiti per i pranzi del weekend!

Trattoria del Nuovo Macello

cucina milanese |📍Calvairate
💰€€€

Provare nuovi ristoranti è sicuramente una delle nostre attività preferite, ma quanto è bello avere certezze in cui rifugiarsi, sicuri che non si rimarrà delusi dall’esperienza vissuta? Proprio per questo motivo, per festeggiare un compleanno, abbiamo deciso di tornare a cena in uno dei migliori ristoranti a Milano, secondo noi. Alla Trattoria del Nuovo Macello, infatti, si mangia una delle cotolette più incredibili mai assaggiate in città ma anche un risotto alla milanese indubbiamente squisito. 

Aperta nel 1928 e ubicata in zona Calvairate, questa storica trattoria milanese negli anni ha saputo mantenere una qualità altissima, diventando un’istituzione e un punto di riferimento sia per i milanesi doc che per chi nel capoluogo lombardo è solo di passaggio ma è in cerca di un’esperienza culinaria tipica, autentica, senza sbavature. Noi, per iniziare, abbiamo condiviso la loro giardiniera, il salame cremonese dell’azienda agricola La Malintesa e dei deliziosi mondeghili con salsa agrodolce di pomodoro e carote, per poi proseguire con una porzione intera e due mezze porzioni di risotto con stimmi di zafferano, burro superiore e Lodigiano riserva; la trippa con fagioli dall’occhio, aneto, limone e grana Lodigiano; una cotoletta di vitello alta e con osso (si può avere anche senza) frollata per 40 giorni e – dulcis in fundo – un gelato di puro pistacchio con salsa di cioccolato fondente e pistacchi salati e una particolarissima meringata allo zola

Per quanto elencato, oltre a tre calici di bollicine (c’era da festeggiare!) e una bottiglia di rosso, il conto finale è stato di 225€ (75€ a persona): una cifra che si è ben disposti a spendere per mangiare così bene ed essere serviti con cotanta cortesia e professionalità. Ci teniamo inoltre a dirvi che ci siamo trovati benissimo nell’intima tavernetta al piano inferiore, che vi consigliamo di scegliere per la sua atmosfera calda e avvolgente, a cui contribuiscono senz’altro mattoni a vista e luci soffuse

Madama Hostel & Bistrot

brunch |📍Lodi
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In zona Lodi c’è un posto in cui torniamo spesso per il brunch e che, con il tempo, è diventato una certezza. In queste pagine lo abbiamo citato più volte, l’ultima nella guida a Scalo Romana: si chiama Mamada Hostel. È un ostello-bistrot al civico 1 di via Benaco con un bar di quartiere sempre vivo. La frequentazione è varia, e l’atmosfera è quella dei posti semplici ma accoglienti, dove si sa già che si passerà un’ora (o più) piacevole e si mangerà senza spendere una fortuna. Da bere, cocktail senza troppe pretese, birre e vini; da mangiare burger e piatti comfort: il Madama è una buona base anche per aperitivi informali, pranzi e serate tranquille, soprattutto col bel tempo, quando il dehors si riempie fino a tardi.

L’ultima volta siamo tornati in una domenica mattina luminosa, per una colazione lunga che è scivolata verso il pranzo. Abbiamo optato per una English breakfast, sostanziosa e ben fatta, e un tramezzino al tacchino, buono nel complesso, anche se il pane avrebbe potuto essere tostato un po’ di più (un suggerimento che vale, in generale, per il pane servito anche con gli altri piatti). Da bere abbiamo ordinato un caffè americano e una spremuta fresca, e poi abbiamo fatto quello che facciamo spesso: dividerci dei pancake, soffici e che finiscono sempre troppo presto. Il servizio è gentile, l’ambiente informale, e a questo giro abbiamo speso circa 18 euro a testa. Ed è proprio questo il bello del Madama: non sarà il brunch più modaiolo o il migliore della città, ma è affidabile e ha un rapporto qualità-prezzo raro; per noi è uno di quei posti che vale la pena tenersi stretti, insomma!

Antica Hostaria della Lanterna

cucina italiana |📍Ticinese
💰

Scovare posti come questo è sempre fonte di grande soddisfazione. Situata in una via assolutamente anonima dietro la fermata di Santa Sofia, Antica Hostaria della Lanterna è un locale ‘vecchia Milano’ dall’atmosfera casalinga per noi assolutamente irresistibile.

A pranzo propone un menu fisso da 11€ (!) che include un primo a scelta, acqua, caffè e coperto. I primi piatti tra cui scegliere sono pressoché sempre gli stessi, semplici e soprattutto con porzioni generose che nella maggior parte dei ristoranti milanesi, osterie incluse, sono ormai un miraggio. Siamo stati più volte per pranzi di lavoro e li abbiamo provati tutti: gnocchi zola e pistacchio, gnocchi salsiccia e pomodoro, gnocchi al pomodoro, pasta alla salsiccia, pasta alla disperata (con peperoncino) e pasta al radicchio. Alcune volte potreste esere fortunati e trovare delle proposte del giorno. Possiamo dire che le portate più gustose si sono rivelati gli gnocchi allo zola e la pasta alla disperata. La sera la proposta di menu rimane uguale, con l’aggiunta di alcuni secondi piatti come ossobuco o brasato. Una menzione speciale la merita il tiramisù fatto in casa, davvero eccezionale!

L’atmosfera è molto accogliente e il servizio familiare, informale e gentile. I prezzi sono davvero piccoli per pranzo, considerata anche la zona centralissima, mentre per la sera tenete conto che i prezzi alla carta si aggirano sui 10-12€ per i primi e 16€ per i secondi. Torneremo per la millesima volta? Potete giurarci.

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Tommaso Prada <![CDATA[Brunch a Milano: 10 locali buonissimi che vi consigliamo]]> /?p=91079 2026-03-05T11:15:01Z 2026-03-04T15:49:35Z Cercate dei buonissimi brunch a Milano? Tra uova, toast, succhi d’arancia, dolci e caffè, questi sono i posti che ultimamente ci sono piaciuti di più.

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Cercate dei buonissimi brunch a Milano? Dalle formule fisse ai menu alla carta, dalle cucine dal mondo alle proposte più local, dalle insegne attive da lustri alle novità degli ultimi mesi, non è certo facile orientarsi tra le tantissime proposte in città. Per darvi quindi una panoramica più eterogenea possibile del complesso mondo dei brunch a Milano, abbiamo passato le domeniche mattina degli ultimi mesi tra uova, toast, succhi d’arancia, dolci e caffè e questi sono i posti che ci sono piaciuti di più. E se tra i brunch qua sotto non troverete il vostro posto preferito, ricordatevi anche di questo nostro vecchio articolo!

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10 brunch a Milano che abbiamo provato di recente

Pan

📍Dateo
💰€€

Quello di Pan è uno dei brunch a Milano migliori che possiate fare: questa è la versione breve del concetto. Per la versione estesa, cominciamo col dirvi che l’hype che circonda questo piccolo locale in zona Dateo fin dalla sua apertura è, contrariamente a quello che ci aspettavamo, pienamente giustificato. Pensavamo, infatti, che i social avessero amplificato troppo le qualità di questa bakery giapponese, ma ci siamo dovuti ricredere (e non è cosa che accada tutti i giorni!).

È difficile fare una classifica dei piatti migliori che abbiamo ordinato per comporre il nostro brunch (non c’è un menu a prezzo fisso, ma si ordina alla carta): semplicemente incredibile il sandwich con il pollo fritto, perfettamente equilibrato il Pan’s brunch plate (con salmone gravlax, uovo barzotto, labneh e verdure miste) e l’insalata di patate con cetriolo e cipolla è stata forse la migliore mai mangiata; alle Deviled eggs (con maionese e tartufo nero) pensiamo ancora dopo settimane e il Roots&Blu (crema di sedano rapa e anacardi, radicchio, blu di capra e nocciole) ci ha conquistati alla prima cucchiaiata, così come il fantastico gelato al panettone servito con uno sfogliato al caramello salato.

Nonostante all’esterno le persone in fila in attesa del proprio turno scalpitino per entrare, all’interno del locale l’atmosfera è incredibilmente tranquilla e se pensiamo a quanto abbiamo pagato (sui 35 euro a testa) ci viene ancora da sorridere visto che con quella cifra difficilmente ormai si può mangiare così bene a Milano. Insomma, lo abbiamo amato davvero tanto, si è capito?

Mezè

📍Risorgimento
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Guardando al rapporto qualità prezzo, il brunch – o meglio, la colazione libanese – di Mezè non ha probabilmente eguali in città. In questo bel locale in zona Risorgimento, infatti, per soli 20 euro abbiamo assaggiato un menu che ci ha fatto fare un bellissimo viaggio.

Si inizia con tanti piattini che comprendono hummus, halloumi con composta di pomodoro, marmellate fatte in casa, pinzimonio, frutta secca, frutta fresca e l’immancabile Saj (il tipico pane mediorientale). Si prosegue poi con un piatto principale: tra quelli proposti noi abbiamo scelto un’ottima omelette con prezzemolo e un fantastico uovo all’occhio di bue con carne di agnello con un bel gusto di cumino a dargli personalità. Il tutto è accompagnato da tè nero aromatizzato alle spezie e una limonata ai fiori d’arancio di cui avremmo voluto chiedere una bottiglia da portare a casa.

L’ambiente è molto curato – con un’attenzione ai particolari (persino in bagno) davvero meticolosa – e anche il servizio è attento e cordiale. Insomma l’avrete capito, Mezè è stata una bellissima sorpresa e ha già scalato la classifica dei nostri brunch preferiti in città. 

Sevilla Mia

📍Sant’Agostino
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Come forse ricorderete, Sevilla Mia è uno dei nostri ristoranti spagnoli preferiti. Da qualche mese, oltre al classico menu a base di paella, solomillo e pulpo a la gallega, questo locale in zona Sant’Agostino propone un’interessante formula brunch che per 25 euro prevede la scelta di due piatti salati, un dolce, il caffè e soprattuto sangria a volontà! Noi abbiamo preso la classicissima tostada con jamon, il croque senorito (un toast con jamon e queso grondante besciamella), il favoloso montadito con queso, salsa aioli e una guancia iberica sfilacciata che si scioglieva in bocca e il salmorejo, la tradizionle zuppa di pomodori andalusa che conosciamo bene e che qui viene proposta in una versione freschissima con basilico e avocado.

Il viaggio si è concluso con un’ottima crema catalana e con la natillas, una crema all’uovo con una spolverata di cacao. Certo, assaporare questi piatti nella splendida Siviglia sarebbe stata un’altra cosa, ma anche qui siamo stati benissimo: il cibo è buono, l’atmosfera è allegra (avrà contribuito la quantità non indifferente di sangria che abbiamo bevuto?) e il prezzo è corretto. È notizia di qualche settimana fa l’apertura di un nuovo locale in zona Moscova: ecco la scusa per un altro brunch a Milano in salsa spagnola!

Miro Osteria del Cinema

📍Porta Garibaldi
💰€€

Citando il film con Tognazzi e Mastroianni, La Grande Abbuffata è il nome del menu che ogni weekend trovate da Miro Osteria del cinema, il ristorante all’interno del cinema Anteo in Porta Garibaldi. Forse abbuffata non è il termine adatto, viste le porzioni delle portate non esattamente ciclopiche , ma la qualità è fuori discussione: qui si inizia dai dolci e – nonostante quel giorno non fossero disponibili gli sfogliati di Ciacco che invece generalmente sono in lista – la torta di albicocche, il brownie al cioccolato, il plumcake al limone e la crema diplomatica che abbiamo assaggiato erano davvero ottimi.

Molto convincenti anche le portate principali, un bel toast con uova, prosciutto cotto e formaggio, ma specialmente un alletterato con leche de tigre e piri piri tanto buono quanto, purtroppo, di scarsa quantità. Si conclude con il caffè e soprattutto con il gelato di Ciacco che, se conoscete, sapete bene quanto sia incredibile. Per 32 euro (ci sono anche una spremuta d’arancia e il pan y tomate) l’esperienza è sicuramente positiva, anche per merito di una location – uno splendido giardino nascosto tranquillo e rilassante – che si possono concedere pochi locali in città.

Ditta Artigianale

📍Magenta
💰€€

Il nostro viaggio tra i brunch a Milano ci porta da Ditta Artigianale, la storica torrefazione originaria di Firenze che da qualche mese è arrivata anche in corso Magenta. Ve lo diciamo subito: se cercate un locale tranquillo e un ambiente rilassante, questo locale non fa per voi, ma se potete soprassedere su un’atmosfera un po’ caotica e confusionaria – comunque ben governata da un servizio attento e cordiale – non ve ne pentirete.

Qui non c’è una formula fissa, ma il menu alla carta vi permette di comporre un brunch tra piatti classici come avocado toast, club sandwich e eggs benedict e preparazioni più healthy, adattissime anche a vegetariani e vegani. Noi abbiamo preso una omelette cotta perfettamente e bavosa al punto giusto, la gustosa japan pumpkin con miso soia e miele, le patate con burro ed erbette e una sorprendente bistecca di cavolfiore con roquefort, mela verde, chimichurri e melograno che prima o poi replicheremo anche a casa (sicuramente con risultati molto più scarsi!). Ovviamente non potevamo non prendere un dolce e, tra una scelta di sfogliati immensa, abbiamo optato per un cinnamon roll davvero pazzesco; ottimo anche il caffè, ma da una torrefazione così famosa non ci aspettavamo niente di meno. I 35 euro a testa che spenderete sono forse un tantino troppi, ma, considerando la zona, diventano accettabili e, ripensando a quel cavolfiore e a quel cinnamon roll, diventano quasi troppo pochi!   

Nowhere

📍Porta Ticinese
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Il vostro nome che viene gridato all’esterno e che poi – che ci siate o meno – viene spuntato da una lista scritta a mano sulla vetrina: funziona così la bizzarra gestione delle prenotazioni da Nowhere, l’ormai nota caffetteria specialty che da qualche tempo si è spostata da via Camminadella in uno spazio più ampio affacciato al Parco delle Basiliche che non si può definire meno che splendido. Poiché il menu è uguale ogni giorno, qui il brunch non è un’esclusiva del weekend e, anzi, la parola brunch nemmeno si legge in lista; nonostante questo, piatti e ingredienti – uova, formaggi, avocado, bacon, dolci e succhi di frutta – fanno inequivocabilmente pensare a quel mondo.

Dopo esserci fatti consigliare da un team di sala gentile e disponibile, abbiamo preso un uovo fritto con un tuorlo talmente colante che all’apertura ha rischiato di esploderci sui vestiti, uno strepitoso sandwich con kimchi, stracchino e miele a cui solo il bacon (colpevolmente da noi rifiutato) avrebbe regalato la perfezione e un ottimo avocado toast con lime e semi a cui ovviamente abbiamo aggiunto uova strapazzate e (qui sì!) bacon. Tra le bevande, oltre a un cappuccino di avena ben eseguito, è impossibile non citare un succo di lampone e lime semplicemente incredibile e signature drink fin dai tempi del vecchio locale. Forse eravamo ancora inebriati dal picco di zuccheri causato dal Black Panther – una brioche con burro di cacao che abbiamo preso da portare a casa ma che invece è terminata ancor prima di arrivare su corso di Porta Ticinese – ma lo scontrino finale di 58 euro in due, pur essendo superiore alla media dei brunch a Milano, ci è sembrato tutto sommato corretto ed è innegabile che torneremo qui, anche solo per sentire ancora gridare a squarciagola il nostro nome. Vi abbiamo convinto? Qui trovate il nostro racconto del brunch di Nowhere anche sotto forma di reel!

Nepà

📍Porta Venezia
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Sappiamo che, pensando a uova, bacon e cheesecake, potreste avere dei dubbi su un brunch completamente vegano, ma – fidatevi di noi – quello di Nepà spazzerà via le vostre titubanze. A pochi passi da corso Buenos Aires e dalla stazione Centrale, questa pasticceria, gestita da un team completamente femminile, utilizza materie prime 100% plant-based e si è imposta subito come una delle novità più interessanti di Porta Venezia, come testimoniano le tantissime persone che domenica mattina affollano non solo le due piccole sale, ma anche il marciapiede esterno in attesa di un posto.

Noi per fortuna avevamo prenotato e ci siamo goduti senza attese il nostro brunch che prevede un menu fisso in cui la scelta si limita al gusto del succo di frutta e alla tipologia di caffè; in un unico grande vassoio vi arriveranno tanti piatti dolci e salati: difficile dire quello che ci ha convinto di più, ma, tra le verdure a speghetto al forno, il tortino salato con crema di Gondino (un formaggio vegetale) e paprika, il club sandwich e il mini croissant salato è stato il fantastico scrambled tofu quello che probabilmente ci ha maggiormente sorpreso. Anche i dolci erano buonissimi con un brownie al cioccolato e una cheesecake praticamente identici alle versioni tradizionali.

Un plauso va anche al caffè americano, sicuramente il migliore tra quelli provati nel nostro viaggio tra i brunch a Milano. Non siamo riusciti a trovare una pecca neanche nel prezzo: 25 euro a testa sono una cifra pressoché perfetta per la qualità e quantità di quello che abbiamo mangiato. Brave ragazze!

Cocotte

📍Cinque Giornate
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Se chiudete gli occhi e pensate a un tradizionale brunch cosa vi viene in mente? Una formula a prezzo fisso che comprende buone portate a base di uova, dolci classici senza fronzoli, spremuta d’arancia e caffè. Ecco, da Cocotte troverete esattamente questo; d’altra parte sono più di dieci anni che questo locale in zona Cinque Giornate – che ha avuto il pregio di essere tra i primi a servire il brunch a Milano – resiste al vorticoso turnover cittadino con il suo menu di piatti serviti nelle cocotte (recipienti in ghisa rotondi) e il suo sterminato bancone di dolci.

Per 24 euro il brunch prevede un sempre gradito calice di benvenuto, una cocotte come piatto principale, un dolce, il succo d’arancia e il caffè. Le cocotte sono buone – noi abbiamo preso le uova alla Benedict e le uova affogate al bacon e asparagi (forse solo un po’ troppo acquose) – ma sono i dolci il punto forte, proprio come ci ricordavamo da quando siamo venuti qui la prima volta nel 2015: qualsiasi scelta si rivelerà azzeccata, ma noi abbiamo una predilizione per le crostate. Insomma, Cocotte è un locale a cui è impossibile non voler bene, un comfort place che è sempre una garanzia!

Gorille

📍Gioia
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Si potrebbe discutere ore di quanto noi millennial siamo nostalgici (sono passati *dieci* anni da questo articolo) ed è proprio per questo che – continuando a parlare di posti storici dove fare un ottimo brunch a Milano – è impossibile non citare anche Gorille. Questo piccolo locale all’ombra del Bosco Verticale, infatti, da oltre un decennio è sempre preso d’assalto nei weekend grazie a una formula brunch particolarmente convincente: per soli 18 euro potrete scegliere tra un menu tradizionale, uno vegetariano e persino un menu speciale (a 15 euro) dedicato ai bambini. Questo rende Gorille un posto perfetto per i più piccoli, ma il rovescio della medaglia potrebbe essere, come nel nostro caso, un sottofondo forse un po’ troppo rumoroso.

Questo però non ci ha impedito di goderci appieno il nostro pasto e noi per non sbagliare abbiamo assaggiato entrambe le varianti: sì certo, la versione tradizionale ci è piaciuta – si vince sempre facile con le uova strapazzate al bacon e anche il pan brioche con la marmellata di mirtilli era fragrante e gustoso – , ma i piatti del menu vegetariano – un’ottima vellutata di ceci e pomodori con crostini, l’avocado toast con citronette e soprattutto delle buonissime patate al forno morbide al centro e piacevolmente bruciacchiate ai bordi – ci hanno conquistato. Entrambi i menu comprendono anche uno yogurt con miele e frutta fresca, il caffè americano o il te (con free refill) e una spremuta d’arancia (o un altro succo a scelta) che con un piccolo sovrapprezzo si può agilmente trasformare in un Bloody Mary (buono!) o in un Mimosa. Noi abbiamo esagerato e abbiamo aggiunto anche un club sandwich al salmone e le polpette di carne (portando la spesa totale a circa 25 euro a testa), ma vi assicuriamo che anche il menu base vi sfamerà senza problemi.

The Friends Pub

📍Porta Nuova
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Ok, forse siamo un po’ fuori tema, ma siamo sicuri che se chiedete a un inglese vi dirà che il brunch è solo una pallida imitazione del Sunday Roast. Questo piatto tradizionale della cucina britannica viene servito ogni domenica al The Friends Pub, un locale dall’atmosfera impagabile che sembra essersi catapultato direttamente da Soho fino alla Milano di Porta Garibaldi. Venite qui se volete mangiare buonissimi hamburger o il Fish&Chips migliore della città, ma soprattutto se volete fare un’esperienza unica, come vi avevamo già raccontato in questo reel di un paio di anni fa. Il menu del Sunday Roast comprende uno starter – noi vi consigliamo le fantastiche uova in kilt morbide all’interno e croccanti fuori -, un dolce a scelta (se vi piace il cioccolato, non perdetevi la torta al cioccolato fondente e gelato al fiordilatte) e ovviamente l’arrosto: quello super tradizionale è il buonissimo roast beef con verdure, salsa Gravy e il sofficissimo Yorkshire Pudding, ma potete scegliere anche tra la versione con il tacchino in salsa di frutti rossi o la proposta vegetariana con formaggio con mandorle e chutney di mele. Il tutto per 34 euro (o 29, senza la birra)… sicuramente meno di un biglietto per Londra!

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L'articolo Brunch a Milano: 10 locali buonissimi che vi consigliamo sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Elena Bifolchi <![CDATA[Eventi a Milano a marzo 2026: cosa, dove e quando]]> /?p=91456 2026-03-02T08:00:32Z 2026-03-02T08:00:26Z Ecco tutti gli appuntamenti da segnare in agenda a Milano a marzo 2026!

L'articolo Eventi a Milano a marzo 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Marzo, finalmente, segna il passaggio verso la primavera e Milano non perde occasione per rimettersi in movimento. Tra festival culturali, nuove mostre, concerti, rassegne gastronomiche ed eventi interessanti, la città torna a riempirsi di energia e occasioni per uscire e lasciarsi alle spalle il ritmo più lento dell’inverno. Anche questo mese abbiamo selezionato per voi tanti appuntamenti da non perdere: ecco gli eventi a Milano a marzo 2026 da segnare subito in agenda.

Gli eventi a Milano da non perdere a marzo 2026

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Pop Up e mercatini a Milano a marzo 2026

REMIRA MARKET🔔dom 8.3📍Teatro Martinitt |🎟info qui
MARKET DEL BARATTO🔔ogni domenica del mese📍Tempio del Futuro Perduto |🎟info qui
CAMALEONTE MARKET🔔14-15.3📍Cascina Nascosta |🎟info qui
MERCATINO DI BRERA🔔dom 15.3📍Brera |🎟info qui
BUONA DOMENICA MARKET🔔dom 22.3📍Dopo Space |🎟info qui
MARAMAO MARKET🔔ogni sabato del mese📍Tempio del Futuro Perduto |🎟info qui
GAM MATSURI🔔21-22.3📍Factory Nolo |🎟info qui
LE CARROUSEL🔔28-29.3📍Cascina Cuccagna |🎟info qui
MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO🔔dom 29.3📍Naviglio Grande |🎟info qui

Anche a marzo 2026 tornano diversi appuntamenti dedicati al vintage, second hand, artigianato e collezionismo, tra eventi ormai consolidati e nuove occasioni da segnare in agenda. Si parte domenica 8 marzo con il Remira Market al Teatro Martinitt, tra abbigliamento, handmade, vinili e oggetti curiosi. Poi, il weekend del 14-16 marzo, vi aspettano il Camaleonte Market alla Cascina Cuccagna e il Mercatino di Brera: due occasioni per appassionati di antiquariato e modernariato.

Proseguono per tutto il mese anche gli appuntamenti fissi al Tempio del Futuro Perduto: il Market del Baratto ogni domenica, dedicato allo scambio e al riuso consapevole; e il Maramao Market ogni sabato, più orientato a creatività indipendente, second hand selezionato e piccole produzioni artigianali. E ancora, nel weekend del 21 e 22 marzo spazio al Gam Matsuri al Factory Nolo: un evento dal gusto tutto giapponese, ideale per amanti e cultori del mondo nipponico; e al Dopo Space, vi aspetta il Buona Domenica Market per acquisti sostenibili e un sacco di altre cose carine!

Per concludere, tornano due appuntamenti molto amati: Le Carrousel (28-29 marzo) alla Cascina Cuccagna, con espositori di oggetti vintage e handmade per tutti i gusti; e il tradizionale Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande domenica 29 marzo, meta per chi cerca pezzi unici, modernariato e oggetti dal fascino senza tempo.

Vari eventi a Milano a marzo 2026!

COLLECTIVE BODIES🔔gio 12.3📍Base |🎟info qui
IL BAROLO E IL DERTHONA VANNO IN SCENA🔔dom 22.3📍Palazzo Bovara |🎟info qui
MUSICA DA CAMERETTA🔔dom 22.3📍Base |🎟info qui
OFFICINA FAMIGLIE LET’S TALK! PRIVACY ONLINE🔔gio 26.3📍Triennale Milano |🎟info qui
IL MERCATO AGRICOLO DELLA CUCCAGNA🔔ogni mercoledì del mese📍Cascina Cuccagna |🎟info qui

Tra degustazioni enologiche, musica dal vivo, cultura digitale e appuntamenti sostenibili, marzo a Milano offre occasioni che intrecciano convivialità, creatività e attenzione al territorio. Per iniziare, giovedì 12 marzo a Base arriva Collective Bodies, un evento dedicato alle connessioni tra corpo, arti performative e sperimentazione contemporanea. A seguire, domenica 22 marzo torna l’evento Il Barolo e il Derthona vanno in scena: una domenica all’insegna della degustazione di due eccellenze piemontesi. In parallelo, nella stessa date, vi aspetta anche Musica da Cameretta a Base, per una giornata tra sonorità indie sperimentali.

E ancora, spazio anche ai temi educativi con Officina Famiglie Let’s Talk! Privacy Online, il 26 marzo alla Triennale: un appuntamento pensato per insegnare a orientarsi tra sicurezza digitale e consapevolezza tecnologica. Infine, per chi preferisse atmosfere più slow, torna invece il Mercato Agricolo della Cuccagna, ogni mercoledì del mese alla Cascina Cuccagna, perfetto per acquistare prodotti stagionali a filiera corta.

Serate per ballare e divertirsi a Milano a marzo 2026

COMEDY NIGHT🔔lun 2.3📍Ostello Bello |🎟info qui
PESCATO DEL GIORNO | COMEDY SHOW🔔gio 5.3📍Yellowsquare |🎟info qui
LATO C🔔gio 5.3📍Apollo Club |🎟info qui
📍Circolo Magnolia
ROSITA BRUCOLI+LORR+AMA DEE🔔gio 5.3 |🎟info qui
BERLIN CALLING🔔ven 20.3 |🎟info qui
📍Bluesquare
ROCKESTRA & FRIENDS🔔gio 5.3 |🎟info qui
HI-FI WEEKENDS🔔ven 6.3 |🎟info qui
📍Base 
ANNA AND VULKAN🔔mer 4.3 |🎟info qui
HALINA RICE – UNREALITY AV🔔gio 5.3 |🎟info qui
MAGARI SanNolo🔔ven 6.3 |🎟info qui

LE CANNIBALE🔔sab 7.3 |🎟info qui
INDIAN WELLS🔔gio 26.3 |🎟info qui

LE CANNIBALE🔔sab 28.3📍Arca |🎟info qui

Ecco tutte le serate per ballare (e non solo) da segnare in agenda a Milano a marzo 2026, tra live, elettronica, clubbing e qualche incursione comedy per un po’ di leggerezza. Per iniziare, qualche serata diffusa in città: lunedì 2 marzo Comedy Night all’Ostello Bello e, giovedì 5 marzo, doppio appuntamento tra stand-up comedy e musica con Pescato del Giorno | Comedy Show allo Yellowsquare e Lato C all’Apollo Club.

Sempre il 5 marzo, al Circolo Magnolia salgono sul palco Rosita Brucoli + Lorr + Ama Dee, mentre al Bluesquare trovate Rockestra & Friends per un giovedì all’insegna della musica live; e ancora, venerdì 6 marzo non perdetevi gli Hi-Fi Weekends, tra selezioni musicali e vibrazioni da club. Poi, per tutto il mese, Base resta uno dei poli principali: mercoledì 4 marzo arriva Anna and Vulkan con un live tra elettronica e cantautorato sperimentale; e ancora, giovedì 5 marzo Halina Rice – Unreality AV propone un set immersivo tra musica e visual art; venerdì 6 marzo torna Magari SanNolo, dedicato alla nuova scena indie; e per concludere, due appuntamenti firmati Le Cannibale sabato 7 marzo e giovedì 26 marzo tra elettronica internazionale, sound evocativi e club culture contemporanea.

Per concludere, sempre sul fronte clubbing, segnatevi anche Berlin Calling, venerdì 20 marzo al Circolo Magnolia e Le Cannibale with DJ Stingray 313 + Fatima Koanda all’Arca, sabato 28 marzo. Certamente, un calendario vario e trasversale, ideale per chi vuole alternare pista, canto sottopalco e scoperte musicali.

Le week e i festival a Milano marzo 2026

PHOTO VOGUE FESTIVAL🔔fino al 4.3📍Biblioteca Nazionale Braidense |🎟info qui
MILANO MUSEO CITY🔔fino al 15.3📍sedi diffuse |🎟info qui
FA’ LA COSA GIUSTA🔔13-15.3📍Fiera Milano Rho |🎟info qui
SPIRIT OF IRELAND🔔13-15.3📍Spirit de Milan |🎟info qui

MIA PHOTO FAIR🔔19-22.3📍Superstudio Più |🎟info qui
BOOK PRIDE🔔20-22.3📍Superstudio Maxi |🎟info qui
FESCAAAL🔔20-29.3📍sedi varie |🎟info qui
SIMPLY THE BEST🔔lun 30.3📍Le Cavallerizze |🎟info qui

Anche questo mese Milano si anima con week tematiche e festival che intrecciano cultura, sostenibilità, musica e cinema. Per iniziare, fino al 4 marzo, la Biblioteca Nazionale Braidense ospita il Photo Vogue Festival, l’appuntamento dedicato alla fotografia contemporanea tra mostre e riflessioni sui linguaggi visivi di oggi. Fino al 15 marzo torna poi il Milano Museo City, con appuntamenti diffusi in tutta la città: aperture speciali, visite guidate e eventi pensati per riscoprire il patrimonio artistico milanese, spesso da prospettive inedite.

E ancora, dal 13 al 15 marzo, a Fiera Milano Rho, torna Fa’ la Cosa Giusta!, la manifestazione dedicata al consumo consapevole e agli stili di vita sostenibili, tra incontri, laboratori e realtà tutte da scoprire. Nelle stesse date, allo Spirit de Milan vi aspetta Spirit of Ireland per un weekend tra concerti, danze e atmosfere folk, fiumi di birra e tantissimo divertimento: un inno alla cultura irlandese! Poi, la fotografia torna protagonista dal 19 al 22 marzo con il Mia Photo Fair al Superstudio Più, tra gallerie, artisti e progetti speciali. E ancora, dal 20 al 22 marzo, è il momento del Book Pride al Superstudio Maxi, la fiera nazionale dell’editoria indipendente che riunisce case editrici, autori e lettori per tre giorni di presentazioni, dialoghi e nuove scoperte letterarie.

Segnatevi anche Simply the Best, lunedì 30 marzo, l’evento che raduna i vertici dell’enologia nazionale tra degustazioni vinesche delle etichette più premiate e tantissimi appassionati. Non mancheranno anche fiumi di focaccia di Recco e food truck! Per concludere, dal 20 al 29 marzo torna Fescaaal 2026: vi aspettano dieci giorni di proiezioni in sala a Milano e in streaming su MYmovies.it, tra film in anteprima, cortometraggi e tantissimi incontri con gli autori per ampliare il nostro sguardo oltre i confini. Tra i giurati di questa edizione ci sarà anche il nostro Tommy. Daje!

Fuoriporta a marzo 2026

MERCANTE IN FIERA🔔7-15.3📍Viale delle Esposizioni, 393a (PR) |🎟info qui
VALTELLINA IN GIN 🔔6-8.3📍Morbegno (SO) |🎟info qui
SAGRA DELLA POLENTA🔔6-8.3 e 13-15.3📍Pizzighettone (CR) |🎟info qui

Tra gli appuntamenti più interessanti del periodo c’è lo storico Mercante in Fiera di Parma, una vera istituzione per chi ama antiquariato, modernariato e collezionismo: padiglioni sterminati, oggetti curiosi, tantissimi pezzi unici di arredamento e quell’atmosfera da “caccia al tesoro” che rende ogni visita diversa dalla precedente. È certamente l’occasione per una giornata alternativa tra cultura, shopping vintage e una pausa gastronomica tutta in terra emiliana.

Poi, a Pizzighettone, tra le suggestive mura di Via Boneschi, torna la 26esima edizione della Sagra della Polenta: un appuntamento conviviale e autentico, per gli amanti di questo piatto tradizionale, preparato per l’occasione nei classici paioli di rame. Ancora, per chi apprezza il Gin, dal 6 all’8 marzo si terrà il Valtellina in Gin: una tre giorni di degustazioni tra cocktail bar dedicato ai Gin Tonic, area food con stuzzicherie e possibilità di acquistare direttamente le bottiglie dai produttori.

Se, invece, siete in cerca di altre idee, date un’occhiata anche alla nostra sezione gite fuori porta e alle guide dedicate ai quartieri: trovate itinerari, indirizzi selezionati e spunti pratici per organizzare weekend memorabili. Tra le novità c’è anche una guida fresca fresca di pubblicazione su Firenze insieme a tantissime altre proposte!

Mostre a Milano a marzo 2026

Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare a marzo a Milano. Buoni giretti!

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L'articolo Eventi a Milano a marzo 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Elena Bifolchi <![CDATA[Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida]]> /?p=88189 2026-02-24T08:13:07Z 2026-02-24T08:13:02Z Ecco la nostra guida su cosa vedere e dove mangiare a Firenze tra scorci mozzafiato, iconiche botteghe e passeggiate romantiche!

L'articolo Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida sembra essere il primo su Conosco un posto.

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La mi porti un bacione a Firenze” cantava Odoardo Spadaro. E noi, di bacioni, a questa città ne abbiamo portati parecchi: una fugace toccata e fuga qualche anno fa e, più di recente, qualche ritorno in più, per regalarci quei weekend che sappiamo di meritare. Palazzi rinascimentali che tolgono il fiato, passeggiate al tramonto lungo l’Arno, il panino col lampredotto, l’intramontabile fiorentina che “sotto le quattro dita l’è carpaccio” e quell’atmosfera che fa venire voglia di perdersi in ogni vicolo. Se state pensando a un weekend tra arte, cultura, buon cibo e tanta bellezza, ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Firenze.

Ecco tutti i nostri consigli su cosa vedere e dove mangiare a Firenze

Per approfondire per immagini ciò che troverai in questo articolo, dai un’occhiata al nostro profilo Instagram!

Consigli e itinerario per scoprire Firenze: cosa vedere

  • PONTE VECCHIO e BORGO SAN FREDIANO. Ci sono posti che, anche se li hai visti mille volte, riescono ancora a sorprendere, e Ponte Vecchio è uno di quelli. Il nostro consiglio è andarci presto la mattina, quando Firenze è ancora un po’ assonnata e l’Arno sembra sospeso; oppure al tramonto, quando le luci cambiano tutto e l’atmosfera diventa davvero speciale. Una volta attraversato il ponte, allungatevi verso Borgo San Frediano: una delle zone più autentiche dell’Oltrarno, ricca di botteghe artigiane, locali e vicoletti.
  • BASILICA DI SANTO SPIRITO e QUARTIERE SANTO SPIRITO. Per chi cerca un angolo un po’ defilato ma sempre nel cuore della città, la Basilica di Santo Spirito è una tappa da segnare. La piazza è viva, piena di localini per fermarsi a bere qualcosa prima o dopo cena, e vale la pena perdersi anche nel quartiere omonimo, uno dei più caratteristici e giovani della città.
  • SANTA MARIA DEL FIORE, BASILICA DI SANTA CROCE e VIA DE’ NERI. Il Duomo non ha certo bisogno di presentazioni, ma di tempo per essere apprezzato davvero. Salire sulla Cupola del Brunelleschi, per esempio, è faticoso, ma la vista da lassù ripaga sempre. A una decina di minuti a piedi dal Duomo, poi, trovate anche la Basilica di Santa Croce, dove riposano nomi giganteschi, da Michelangelo a Galileo. E già che siete in zona, infilatevi pure in Via de’ Neri: dinamica, vivace e ricca di ristoranti tradizionali.
  • PIAZZALE MICHELANGELO. Questo è proprio un posto magico: uno scorcio perfetto per ammirare Firenze dall’alto in tutto il suo splendore. Se siete i tipi, portatevi una buona bottiglia di vino, qualcosa da stuzzicare e magari una chitarra da strimpellare.
  • BASILICA DI SANTA MARIA NOVELLA. È praticamente il primo saluto della città appena usciti dalla stazione, e spesso la si liquida con uno sguardo veloce, ma in realtà merita una sosta: fuori è scenografica, dentro raccolta. Vi consigliamo di farci un salto.
  • LUNGARNO. Impossibile resistere a una passeggiata lungo l’Arno, magari con un gelato, una schiacciata o qualcosa da bere, senza troppi programmi. Di giorno, al tramonto o anche la sera tardi il fascino è indiscutibile, tra scorci bellissimi, botteghe storiche e angoli nascosti per rallentare un po’ il passo.
  • PIAZZA DELLA SIGNORIA, PALAZZO VECCHIO e GLI UFFIZI. Il David di Michelangelo, la statua equestre di Cosimo I, la Fontana del Nettuno e quel continuo via vai di persone: Piazza della Signoria è un pit stop inevitabile quando si passa da Firenze. Basta poi alzare lo sguardo per trovarsi davanti Palazzo Vecchio, con la sua torre dominante, e accanto gli Uffizi. E proprio sopra corre anche l’iconico Corridoio Vasariano, il celebre passaggio sopraelevato fatto costruire dai Medici per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti.
  • PALAZZO STROZZI e VIA DE’ TORNABUONI. Ma quanto è bello Palazzo Strozzi tra Via Strozzi e Via de’ Tornabuoni? Lì inaugurano diverse mostre, ma anche solo entrare nel cortile interno regala sempre gioie. E non dimenticate che siete a due passi da Via de’ Tornabuoni, la strada più elegante della città, tra palazzi storici e boutique raffinatissime. Insomma, la zona giusta se siete in vena di shopping!
  • PALAZZO PITTI, GIARDINO DI BOBOLI e QUARTIERE SAN NICCOLÒ. Anche Palazzo Pitti non si può non menzionare: imponente, scenografico, quasi più reggia che residenza cittadina, racconta bene la Firenze potente e raffinata dell’epoca medicea (se siete amanti dell’arte, non perdetevi la Galleria Palatina). Poco più avanti trovate anche il Giardino di Boboli, da vedere assolutamente; e già che siete in zona, sconfinate verso San Niccolò, quartiere pieno di localini e botteghe, sempre piacevole da visitare.
  • PIAZZA DELLA LIBERTÀ. Piazza della Libertà è soprattutto uno snodo da cui prima o poi si passa sempre, e in cui capita di imbattersi in qualche artista di strada. Lì i bar storici agli angoli sono perfetti per bere qualcosa, prima di rimettersi in cammino verso un’altra zona del centro.
  • GIARDINO DELL’ORTICOLTURA. Una buonissima idea per sfuggire al caos cittadino è il Giardino dell’Orticoltura: un angolo di quiete tra verde, panchine, e un Tepidarium liberty che vale già da solo la visita. Firenze non lo sbandiera troppo, e forse è proprio questo “i su bello”.

Altri posti da vedere senza fretta:

Guida e consigli per scoprire Firenze: dove mangiare

Guida e consigli per mangiare in Trattoria a Firenze

  • TRATTORIA 13 GOBBI. Se cercate “un posto da dieci”, la Trattoria 13 Gobbi fa al caso vostro. Il piatto iconico sono senza dubbio i rigatoni serviti nella zuppiera: abbondanti, filanti e sugosissimi, di quelli che fanno venir voglia di affondare subito la forchetta. E quando è stagione, i porcini fritti sono da triplo salto carpiato. Trovare posto non è facile, meglio prenotare per tempo. Prezzo medio a testa: 35€.
  • TRATTORIA SABATINO. In questa storica trattoria, rimasta piacevolmente fedele a se stessa, si mangia bene e si spende davvero poco. L’atmosfera ricorda un po’ il pranzo della domenica, quello fatto con calma tra chiacchiere e piatti di pasta fatta in casa. Unico avviso: armatevi di pazienza perché c’è sempre tanta fila. Prezzo medio a testa: 20€.
  • TRATTORIA OMERO. Se non vi pesa spostarvi un po’ dal centro, in zona Arcetri fate un salto da Omero: trattoria “molto fiorentina” e una vera istituzione per mangiare il pollo fritto (e i fritti in generale). Prezzo medio a testa: 30€.
  • OSTERIA DEL CINGHIALE BIANCO. Tra gli indirizzi in cui si torna sempre con piacere, segnatevi l’Osteria Del Cinghiale Bianco. L’atmosfera è conviviale e la cucina rispetta la tradizione toscana, tra selvaggina, ribollita e le immancabili pappardelle al ragù di cinghiale. Prezzo medio a testa: 30€.
  • LA FETTUNTA. Il posto perfetto per chi ama la combo “posto semplice + mangiare toscano fatto bene”. Qui, infatti, la classica bruschetta con olio buono – la fettunta – è obbligatoria, ma anche la carne è sempre un must. Prezzo medio a testa: 25€.
  • BEPPA FIORAIA. Il ristorante ideale per una cena in gruppo: si sta bene e si mangia ancora meglio. La cucina segue la stagionalità, ma c’è un piatto che funziona in qualsiasi periodo dell’anno: i coccoli con prosciutto crudo e stracchino. Possiamo averne immediatamente una porzione, per favore? Prezzo medio a testa: 30€.
  • DA NERBONE. Sul lampredotto, qui a Firenze, ci sarebbe da parlare per ore: è una categoria a sé, un vera “religione gastronomica”. Ci sono tanti posticini per mangiarne di ottimo, ma se volete andare sul sicuro noi vi consigliamo Da Nerbone, posto autentico nello Storico Mercato Centrale di Firenze. Il pane è ben bagnato, pur conservando la croccantezza della crosta; la salsa verde è da dieci, della serie che ne vorremmo un barattolo da tenere sempre in dispensa; e il sapore della carne è deciso ma equilibrato. Sicuramente, un posto in cui torniamo sempre volentieri e un dei panini col lampredotto migliori in città. Prezzo medio a testa: 10€.

Guida e consigli per un pranzo o una cena più informali a Firenze

  • FORMAGGIOTECA TERROIR. Un angolino romantico sul Lungarno San Niccolò per stare “un gran bene”, soprattutto se siete amanti dei formaggi: la selezione è ampissima e altrettanto ricca è la carta dei vini. Prezzo medio a testa: circa 30€.
  • SANTARPIA. Se vi piace la pizza napoletana come si deve, qua andate sul sicuro: vi aspettano un impasto leggero, un bel cornicione e ingredienti di primissima qualità. Prezzo medio a testa: circa 20€.
  • HIROKO BENTO BAR. Sapori interessanti, bento per tutti i gusti e servizio velocissimo. È sempre un piacere fermarci qui per un pranzo jappo al volo quando passiamo dalla Manifattura Tabacchi. Prezzo medio a testa: 15€.
  • I FRATELLINI. Qui si mangia in piedi, le schiacciate vengono farcite al momento e la gente sta sempre fuori con un buon vino in una mano e un panino zero fronzoli nell’altra. La soddisfazione è assicurata! Prezzo medio a testa: 8€.
  • ALL’ANTICO VINAIO. Sappiamo bene che All’Antico Vinaio non ha bisogno di presentazioni, ma tutto è nato qui in Via de’ Neri ed è doveroso ricordarlo. La nostra schiacciata preferita? Crudo, rucola e stracchino. Prezzo medio a testa: 10€.

Dove mangiare carne a Firenze

  • PERSEUS. Trattoria verace, carne di qualità e fiorentina fatta a modino. Tutte cose che i fiorentini citano spesso. Prezzo medio a testa: 40€.
  • BUCA LAPI. Uno dei ristoranti più antichi di Firenze, perfetto se avete voglia di mangiare carne buona in un contesto un filo più curato. L’ambiente è accogliente, il servizio è attento e la fiorentina non delude mai. Prezzo medio a testa: 50€.
  • TRATTORIA MARIO FIRENZE. Autentica, rumorosa e sempre piena: Trattoria Mario è un piccolo rito fiorentino, in cui si mangia gomito a gomito e il menu cambia spesso. La bistecca, però, è un evergreen e resta uno dei motivi principali per tornare. Prezzo medio a testa: 30€.
  • CECCHINI IN CITTÀ. Un’altra tappa da appuntare sulla mappa: servizio ben rodato, contesto splendido e carne trattata con doveroso rispetto. Prezzo medio a testa: 30€.

Dove mangiare per un’occasione speciale a Firenze

  • CIBRÈO RISTORANTE. Se avete voglia di alzare un po’ l’asticella, Cibrèo Ristorante è uno di quegli indirizzi storici che vale davvero la pena provare. Tra i piatti più amati ci sono il celebre cibrèo, uno stufato tradizionale da cui il locale prende il nome; e il flan di verdure di stagione, morbido e saporito, che ci è piaciuto tantissimo. Prezzo medio a testa: 60€.
  • MARINA DI SANTOSPIRITO. Per una cena o un buon pranzo di pesce, appuntatevi Marina di Santospirito: ambiente intimo, cucina mediterranea ben fatta e pesce freschissimo. Insomma, un posto che regala sempre grandi soddisfazioni.  Prezzo medio a testa: 70€.
  • ONDE. Atmosfera romantica e ristorante fuori dal solito giro? Onde, al Four Seasons, è uno di quei posti che resta nel cuore: cucina di pesce curata, ambiente elegante e quella sensazione di serata speciale che ogni tanto fa davvero piacere concedersi. Prezzo medio a testa: 90€.
  • VIA VAI. Se avete voglia di una cena fusion tra Italia e Asia e di un buonissimo sushi, Via Vai è uno di quei posti che funzionano sempre: ambiente che ben si presta a tavolate numerose e un menu ampio che spazia dalla carne al pesce. Prezzo medio a testa: 40€.
  • Il GUSTO DI XINGE. Noi ci siamo capitati quasi per caso e lo abbiamo amato: cucina cinese contemporanea, piatti davvero interessanti e ambiente raffinatissimo. È il posto perfetto per stupire chi ama la cucina asiatica. Prezzo medio a testa: circa 50€.
  • SEVI. Non proprio centralissimo, ma la deviazione ve la suggeriamo vivamente: da Sevi, ristorante peruviano, abbiamo adorato sia il ceviche classico che i cocktail in abbinamento e non possiamo che consigliarvelo per una cena speciale, un po’ diversa dal solito. Prezzo medio a testa: 50€.

Guida e consigli su Firenze: dove fare aperitivo o colazione

  • CAFFÈ CONCERTO PASZKOWSKI e CAFFÈ GILLI. Tra i locali storici di Piazza della Repubblica è impossibile non notare Paszkowski e Gilli: due indirizzi perfetti per un caffè o un aperitivo in un’atmosfera d’altri tempi. Da Gilli vale l’assaggio della schiacciata alla fiorentina dolce, mentre da Paszkowski è sempre piacevole fermarsi per un drink o un aperitivo con vista piazza. Prezzo medio a testa: 20€.
  • CAFFÈ LIETTA e LA CITÉ. Se cercate, invece, dei posticini tranquilli – formula caffè letterario– per bere un caffè, fare due chiacchiere o lavorare un po’, Caffè Lietta e La Cité fanno proprio al caso vostro: atmosfera easy, clientela affezionata e spazi accoglienti. Prezzo medio a testa: 10€.
  • BAR D’ANGOLO. Resta uno dei nostri punti fermi a Firenze per una colazione o un aperitivo informale. È piccolo, accogliente, proprio davanti a Porta Romana e la facciata affrescata è una vera “chicca”: vale la pena fermarsi anche solo per godersi tutta questa bellezza. Prezzo medio a testa: 10€.
  • LA MÉNAGÈRE. Che sia ora di colazione, merenda, aperitivo o cena, La Ménagère è un indirizzo da ricordare: l’ambiente è curato, vivace, ideale anche per un date. Prezzo medio a testa: 15€.
  • BULLI E BALENE. Da Bulli e Balene si viene per bere in compagnia e condividere i classici cicchetti: un cocktail bar, con due sedi in città, perfetto per un aperitivo super sfizioso. Prezzo medio a testa: 15€.
  • SANTAROSA BISTROT. Con un giardino molto piacevole sull’Arno, è frequentato da tantissimi giovani. Prezzo medio a testa: 15€.
  • DITTA ARTIGIANALE. Per una pausa specialty coffee, passate da una delle sedi de la Ditta Artigianale: atmosfera internazionale, caffè buono e gente cool! Prezzo medio a testa: 15€.
  • PROCACCI. Per un aperitivo iconico, in pieno stile fiorentino, segnatevi questo storico indirizzo in centro, famoso per i panini al tartufo. Prezzo medio a testa: 15€.
  • CAFFÈ GIACOSA. Sapete che proprio qui è nato il Negroni? Locale storico e molto elegante, perfetto per una pausa caffè con un dolcetto, un aperitivo raffinato o un drink. Prezzo medio a testa: 15€.
  • LOGGIA ROOF BAR. La terrazza della Loggia Roof Bar ci ha fatti sognare e siamo certi farà lo stesso anche con voi: affaccio su Santo Spirito, ambiente elegante e cocktail molto buoni. Ideale al tramonto o per un dopo cena suggestivo. Prezzo medio a testa: 20€.
  • COSIMO ROOFTOP RESTAURANT & BAR. Per finire, c’è Cosimo Rooftop Restaurant & Bar, posto con vista mozzafiato sulla città. Non da tutti i giorni, ma da tenere in considerazione per un’occasione speciale. Prezzo medio a testa: 20€.

Altri posti per mangiare a Firenze che vi suggeriamo:

Dove fare shopping a Firenze: gli indirizzi imperdibili

  • SOTF. Da Sotf si fa sempre volentieri un salto: sneakers e streetwear ricercati, qualche oggetto di design e vibes internazionali.
  • WP STORE. Per capi casual ma curati, brand outdoor giapponesi e second hand di qualità. Uno di quei posti in cui si entra “a dare un’occhiata” e si esce sempre con qualcosa.
  • I VISIONARI. Punto di riferimento a Firenze per chi cerca eyewear di nicchia: selezionano designer indipendenti e marchi internazionali meno conosciuti, con un taglio innovativo.
  • GERARD. Boutique non proprio economica, ma su cui investire se cercate capi di qualità senza finire nei soliti negozi.
  • FLOW STORE. Qui si entra per dare un’occhiata e si finisce facilmente a curiosare a lungo: selezione molto curata tra abbigliamento di nicchia, accessori e oggetti particolari. Posto giusto se vi piace scoprire brand meno scontati.
  • FLOW RUN. Versione più sportiva di Flow ma sempre stiloso: non mancano sneakers tecniche, running e activewear per tutti i gusti.
  • TAF RICAMI E TOVAGLIATI. Quanto sono belli i vestiti per bambini fatti a mano di Taf? Ma anche i ricami, le tovaglie e qualsiasi cosa per la casa. Vogliamo tutto!
  • GINORI 1735. Ginori non ha certo bisogno di presentazioni, ma se siete a Firenze una tappa qui è praticamente d’obbligo. Sempre nella nostra wishlist!
  • LORETTA CAPPONI. Indirizzo imperdibile per acquistare biancheria ricamata e camicie da notte molto raffinate. Artigianalità fiorentina allo stato puro!
  • BJORK. Per gli amanti di abbigliamento e oggetti di design selezionati, riviste e libri di nicchia.
  • OFF HOME DESIGN. Sempre per gli amanti di design e arredamento per la casa.
  • OFFICINA SANTA MARIA NOVELLA. Più che una semplice profumeria, sembra un museo. Tra farmacia storica, prodotti iconici e ambienti davvero splendidi, è una tappa affascinante che vale assolutamente la visita.
  • ZHOR PARFUMS. Se invece volete portarvi a casa un profumo di nicchia, segnatevi questo indirizzo.
  • BIBLIOTECA OLFATTIVA, PROFUMOIR. E per un’esperienza più immersiva rispetto alla classica profumeria, segnatevi la Biblioteca Olfattiva.
  • GIUNTI ODEON. A noi Giunti Odeon – storico cinema trasformato in spazio culturale – piace sempre parecchio: si entra per sfogliare qualche libro e spesso si finisce per passarci un intero pomeriggio a studiare, lavorare o rilassarsi nelle comode poltroncine. E poi, se capita, restare anche per un film rende l’esperienza ancora più speciale.
  • MANIFATTURA TABACCHI. Anche la Manifattura è un ambiente che ci piace particolarmente: uno spazio in continua evoluzione, ricavato da un’ex fabbrica di sigari e oggi trasformato in un piccolo quartiere creativo. Ci trovate diversi locali carini per aperitivo o cena, eventi culturali, negozi per fare un po’ di shopping come Captain Santors e Bike Lab, e perfino un barber shop – Blues Barber -, per concedersi un taglio in pieno stile inglese. Insomma, un posto piacevole per passare un pomeriggio fuori dai soliti circuiti.

Se hai un po’ di tempo in più

  • Per uno spot tramonto magico, Fiesole regala una vista su Firenze davvero speciale.
  • Concedersi uno spettacolo al Teatro del Maggio o alla Pergola: è un ottimo piano per una serata da ricordare.
  • Per una cena da sogno – un filo meno per il portafoglio -, date un’occhiata al ristorante La Leggenda dei Frati a Villa Bardini.
  • Perdetevi tra le ville Medicee nei dintorni di Firenze, sono stu-pen-de!
  • Un giro nel Chianti con degustazione di vino non ce lo mettiamo? Doveroso.
  • Fate un salto a Panzano e fermatevi da Dario Cecchini, è un’esperienza unica (da prenotare con grande anticipo)!
  • Infine, se riuscite, spingetevi fino in Val d’Orcia (a circa un’ora e mezza di macchina): eccoci lì nel 2020, felici, spensierati e tutte cose!

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Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

L'articolo Cosa vedere e dove mangiare a Firenze: la nostra guida sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Carlotta Coppo <![CDATA[5 mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente]]> /?p=91475 2026-03-02T17:57:07Z 2026-02-11T13:39:49Z Necessiti di una boccata d'arte ma non ti sai decidere? Qui ti consigliamo 5 interessantissime mostre da visitare a Milano a marzo 2026!

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Siete più da mostre fotografiche o da grandi installazioni? Vi affascina di più la scoperta di giovani artisti contemporanei o preferite andare sul sicuro, visitando esposizioni di grandi maestri? Preferite le personali o i progetti in cui a dialogare sono i lavori di due o più artisti? Qualsiasi siano le risposte a queste domande, siamo certi che nella nostra rubrica dedicata alle mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente troverete pane per i vostri denti. Buona lettura! 

5 mostre a Milano a marzo 2026 da non perdere

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Anselm Kiefer – Le Alchimiste

📍Palazzo Reale | fino al 27 settembre 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Tra le mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente c’è un importante progetto espositivo firmato da Anselm Kiefer, tra le figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Nella suggestiva Sala delle Cariatidi e nella vicina Sala del Piccolo Lucernario di Palazzo Reale sono esposte alcune delle sue opere più significative: grandi teleri dedicati a figure femminili a lungo dimenticate, che, attraverso la pratica dell’alchimia, hanno dato un contributo fondamentale alla nascita della scienza moderna.

Di questo pantheon tutto al femminile, tra le altre, fanno parte: Kleopatra e Caterina Sforza, la filosofa Margaret Cavendish e la chimica autodidatta Marie Meudrac. Si tratta di donne sapienti, visionarie e dallo spiccato intuito, ma spesso marginalizzate, perseguitate e condannate proprio a causa delle loro qualità. A essere alchemico, inoltre, è il processo pittorico stesso utilizzato da Kiefer, in cui piombo, zolfo, ossidi, fiori, piante, oro e cenere – sottoposti alla violenza della fiamma ossidrica – lasciano affiorare volti e corpi femminili dalle macerie. Noi abbiamo trovato la mostra decisamente potente ed emozionante!

K Blick – In the Scented Forest

📍Upsilon Gallery | fino al 31 marzo 2026
🎟 Ingresso: libero

A Milano sono approdate (o stanno per farlo) tantissime nuove gallerie d’arte, tra cui Upsilon Gallery, fondata dal tedesco-argentino Marcelo Zimmler e con già altre due sedi a New York e Londra. La galleria, nel cuore del Quadrilatero della Moda, ha aperto la stagione con la personale dell’artista sudcoreana K Blick intitolata The Scented Forest, ispirata a una leggendaria creatura chiamata Gumiho: una volpe a nove code capace di mutare forma, diventare umana, e dalla cui natura ambivalente nasce una costante insoddisfazione che sfocia in un pianto ininterrotto.

Sedici sono le opere esposte: 10 dipinti, 1 opera su carta e 5 lavori in ceramica portoghese, attraverso cui l’artista costruisce un universo visivo in cui umanità e natura convivono senza gerarchie; una foresta simbolica in cui realtà e immaginazione, figurazione e astrazione, coesistono. 

Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble

📍M77 | fino al 16 maggio 2026
🎟 Ingresso: libero

Ci sono retrospettive, come Paso Doble, che potrebbero trarre in inganno un visitatore disinformato, portandolo a pensare che i lavori esposti siano frutto di una sola mente e due sole mani. Ovviamente sussistono sostanziali differenze tra le produzioni artistiche dei sardi Maria Lai (1919-2013) e Antonio Marras (1961) – e uno degli obiettivi della mostra curata da Francesca Alfano Miglietti presso M77 è proprio quello di farle emergere – ma, soprattutto, fortissime somiglianze. 

Per esempio? L’utilizzo di tessuti, ago, filo e materiali di recupero; le scelte cromatiche; la tendenza a sovrapporre e stratificare… Si tratta, effettivamente, di un vero passo a due, in cui Lai e Marras si avvicinano e allontanano armonicamente, incontrandosi e in alcuni casi “stringendosi” stretti, senza però mai rischiare di perdere la propria identità. Al piano inferiore dello spazio espositivo si trovano le ceramiche, i paraventi e i disegni di Marras (oltre a una delle tre opere frutto della collaborazione con Lai); a quello superiore, invece, libri, collage, disegni e dipinti di Lai. Sempre qui, inoltre, trovano collocazione le altre due grandi installazioni create a quattro mani

Giovanni Gastel – Rewind

📍Palazzo Citterio | fino al 26 luglio 2026
🎟 ingresso: intero 12€; ridotto da 8€ a 2€

Ve la segnaliamo tra le mostre a Milano da visitare a marzo ma in realtà c’è tempo fino a luglio inoltrato per vedere la bella mostra all’ultimo piano di Palazzo Citterio dedicata a Giovanni Gastel. Un maestro della fotografia, certo, ma anche poeta contraddistinto da una estrema eleganza, curiosità, generosità. Nato e vissuto a Milano fino alla sua morte nel 2021, Gastel ha sempre avuto un legame molto stretto con la città, che ha senz’altro contribuito a forgiare il suo stile. 

Tornando alla mostra, sono oltre 250 le opere esposte, suddivise in sezioni tematiche, che fanno emergere la poliedricità nonché la smania di sperimentare e “giocare” coi propri soggetti. Ciò risulta particolarmente evidente osservando i divertentissimi e originali still-life realizzati per le riviste di moda, ma anche dalle polaroid e dai video che testimoniano quanto profondamente lo appassionasse il potenziale “magico” e ludico della post-produzione. Sono esposti, inoltre, per la prima volta anche alcuni dei suoi scritti e poesie e viene inoltre riprodotta parte del suo iconico e leggendario studio, in cui amava circondarsi delle stampe di suoi lavori e foto di famiglia, oltre che di lettere e biglietti ricevuti da amici ed estimatori. 

Benni Bosetto | Rebecca

📍Pirelli Hangar Bicocca | fino al 19 luglio 2026
🎟 ingresso: libero

La prima grande mostra istituzionale dell’artista italiana Benni Bosetto, che trova spazio al Pirelli Hangar Bicocca, è anche l’ultima della nostra rassegna dedicata alle esposizioni più interessanti da visitare a Milano a marzo 2026.

Nata nel 1987, Bosetto è considerata una delle voci più originali dell’arte contemporanea italiana della sua generazione. Il suo lavoro – incentrato sempre sul corpo, inteso come strumento attivo di relazione con il mondo – si nutre di fonti molto diverse tra loro: letteratura, antropologia, cultura popolare, psicoanalisi, cinema e anche la quotidianità, con i suoi gesti abituali e i suoi piccoli rituali. Le opere prendono poi forma attraverso una pratica che combina diversi linguaggi, tra cui scultura, installazione e performance.

Rebecca, l’articolato progetto espositivo presentato al Pirelli Hangar Bicocca – il cui titolo richiama l’omonimo romanzo gotico di Daphne du Maurier – trasforma lo Shed, uno degli spazi espositivi dell’istituzione milanese ricavato da un ex capannone industriale, in una sorta di ambiente domestico animato e onirico. Lo spazio è concepito come estensione di un corpo femminile e si articola in tre ambienti principali – “la guancia”, “la pancia” e “il cuore” – che accolgono opere inedite e lavori già esistenti, riproposti in una nuova configurazione. In caso foste desiderosi di vivere l’esperienza completa, inoltre, vi segnaliamo che la performance Tango (II Version) – che tramuta “il cuore” in una milonga danzante – verrà attivata in queste date

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!

Ci sono altre mostre a Milano a marzo 2026 che hai visitato e ci consigli?

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Elisabetta De Candia <![CDATA[Due passi nel quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona]]> /?p=90977 2026-02-09T08:33:59Z 2026-02-09T04:44:00Z Siamo tornati a esplorare la zona di Scalo Romana per regalarvi una nuova fantastica guida di quartiere, giusto in tempo per le Olimpiadi Milano-Cortina!

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L’arrivo del Villaggio Olimpico Milano‑Cortina 2026 ha accelerato una trasformazione già visibile da tempo nel quartiere di Scalo Romana a Milano: qui si alternano binari, nuove architetture e vie di quartiere, che hanno subito un cambio radicale negli ultimi anni, con il moltiplicarsi di nuovi spazi d’arte, sempre più aziende che decidono di trasferire la propria sede in questo quartiere, e nuovi locali, tra bakery e listening bar. In questa guida vi portiamo tra gli indirizzi che vi raccontano cosa vedere, dove mangiare e dove bere nel quartiere di Scalo Romana, una mappa essenziale per orientarsi soprattutto in questo periodo!

Quartiere Scalo Romana a Milano: cosa vedere e cosa fare

  • FONDAZIONE PRADA. La sede meneghina inaugurata nel 2015 ha dato il via alla rinascita dell’area attorno a Largo Isarco: un campus che intreccia arte, architettura e cinema, con spazi iconici firmati OMA/Rem Koolhaas, la Torre e il Podium. Qui si viene anche per una sosta al Bar Luce o per salire al Ristorante Torre e guardare Milano dall’alto; volendo, c’è pure la biblioteca per una pausa più contemplativa. Che siate qui per una passeggiata nei cortili o per visitare una mostra, difficilmente ne uscirete insoddisfatti.
  • FONDAZIONE ICA. Situato in via Orobia 26, ICA è un centro per la cultura contemporanea con mostre e un fitto programma che attraversa vari linguaggi e discipline. L’esperienza include sale luminose, testi chiari, un ritmo di programmazione che spazia dal 900 fino all’attualità. Se siete in giro tra arte e cibo, è la tappa perfetta da incastrare tra un caffè e un aperitivo.
  • VILLA CLEA. In via Marco D’Agrate 25/27, un’ex officina diventa residenza per artisti e spazio espositivo. Loft, atelier e aree comuni si affacciano su un cortile verde; materiali caldi (argilla, legno) e una cura quasi domestica definiscono l’atmosfera. La programmazione prevede mostre, performance e momenti di condivisione che raccontano bene come la creatività abiti la rigenerazione di Scalo Romana.
  • UFO. In via Orobia 26, un ex spazio industriale diventa polo creativo: uffici, mostre, eventi, talk. Qui sono passati la fiera MEGA Art Fair (che ripasserà ad aprile per la seconda edizione) e i Billboard Women in Music, segno di una community connessa e internazionale. Se cercate incontri, premi o showcase, è il posto giusto.
  • SPAZIO VEDA. La galleria fiorentina approda a via Arcivescovo Romilli 20/4 con un bel programma di ricerca, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori. Sale pulite, allestimenti misurati, testi ben curati.
  • SCARAMOUCHE GALLERY. Scaramouche nasce nel Lower East Side di New York, e approda dentro il nuovo hub di via Vezza d’Oglio, assieme a Lubna (ristorante/listening bar di cui parleremo più avanti) e Magma (spazio eventi), portando mostre contemporanee in una location davvero splendida. Qui potete vedere una personale, poi spostarvi per un drink o una cena alla brace.
  • FONDAZIONE GALLERIA MILANO. In via Arcivescovo Romilli 7, la Fondazione rilancia l’eredità della storica Galleria Milano (1964–2022) con mostre e iniziative che tengono insieme archivio, al piano terra, e sperimentazione di nuovi e vecchi nomi, al primo piano.
  • CFA + VELO PROJECT. Tra via Romilli e dintorni, Velò project porta mostre tematiche in dialogo con lo spazio CFA: ricerche puntuali, testi curatoriali forti e un respiro internazionale (dalla collettiva Flemishness a nuove produzioni). Se siete amanti dei nuovi nomi dell’arte contemporanea, è una tappa da non perdere.
  • TALENT GARDEN – MILANO CALABIANA. Il campus di via Arcivescovo Calabiana 6 è l’hub operativo della zona: coworking da 7.500 m², sale eventi, terrazze e una community che mescola startup e corporate. Qui si lavora, si fa networking e poi si esce a scoprire il quartiere tra arte e cocktail. Utile anche per meeting e workshop durante la giornata.
  • MARIENCÒ. In via Ampola 18, una “casa‑spazio” ricavata da un ex opificio: cucina, scenografia della tavola e fiori sono parte dell’esperienza. Con l’associazione Maè il luogo si apre di più alla città, tra cene, presentazioni e format culturali pensati su misura. Caldo, sartoriale, perfetto per eventi che vogliono essere memorabili, anche matrimoni.
  • PIAZZA SAN LUIGI. Questa piazza centrale nel quartiere è diventata in pochi anni una “micro‑oasi” gastronomica grazie alla pedonalizzazione e alle nuove aperture che convivono con indirizzi storici: un contesto di socialità di quartiere dove alternare pranzo, aperitivo e cena senza muovere l’auto.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove mangiare

  • LE VENT DU NORD. Partiamo proprio dalla rinnovata fermata di Scalo Romana: a pochi passi, trova sede questa Brasserie belga di quartiere: moules & frites in cocotte (imperdibili quelle con crema allo zola), gaufre come si deve e una selezione di trappiste/abbazia che invita al pairing più della carta dei vini. Caldo, conviviale, perfetto anche in gruppo, quando si vuole tornare un po’ a Bruxelles.
  • OSTERIA TAJOLI. La Milano verace: risotto giallo, ossobuco, orecchia d’elefante e polpette “di casa”. Dentro è una capsula del tempo: chiassoso, con piatti generosi, vino sincero e conto giusto. Consigliata la prenotazione, soprattutto nel weekend.
  • PIZZAJOLI. L’Osteria si è fatta grande e ha conquistato i successivi civici, innanzitutto con questa pizzeria di quartiere: impasto leggero e digeribile, ingredienti ben scelti e una carta che gioca tra classici e twist (tipo la “pizza del giorno” con burrata e crema di pistacchio). Atmosfera informale, servizio sorridente, perfetta per una cena easy quando si vuole andare sul sicuro.
  • TAJOLINO. E poi arriva il fratellino all‑day long, un bistrot di quartiere aperto dalla colazione al dopocena: caffetteria al mattino, panini/piattini a pranzo e cocktail per l’aperitivo, con prezzi popolari e un tono dichiaratamente informale. La posizione – a due passi da Fondazione Prada – lo rende una sosta perfetta prima o dopo una mostra: servizio veloce, proposta breve e senza fronzoli.
  • SOTTOBOSCO.Ristoro di quartiere”, per davvero: cotture lente e cucina del territorio, milanese‑lombarda senza sbavature. Pochissimi tavoli, e un servizio attento al cliente. Per un calice al volo c’è Sottobanco (la bottega/mescita sorella) di cui parliamo più avanti, mentre della nostra esperienza al ristorante ne avevamo parlato qui.
  • BAJA SARDINIA. Non c’è quartiere che non si rispetti senza un buon sardo ruspante che rifornisca la zona di pesce fresco: ed eccoci da Baja Sardinia, dove la specialità sono spaghetti vongole & bottarga, catalana, seadas. Porzioni generose, tavoli stretti: se il locale spesso è pieno e rumoroso, un motivo ci sarà.
  • NISHIKI. Giapponese fusion ormai solidissimo, luci soffuse e salette private. Sushi, roll creativi e piatti caldi senza sbavature; carta vini davvero molto ampia per abbinamenti come si deve anche fuori dal sake. Ricordatevi di prenotare i privè per cene romantiche o occasioni speciali.
  • IL CAPESTRANO. Un angolo di Abruzzo a Milano, ma a Scalo Romana: arrosticini alla brace, maccheroni alla chitarra, materie prime tipiche, atmosfera curata e cucina di territorio. Un punto di riferimento quando si cerca carne e tradizione fatta bene, anche per tavolate.
  • RISTORANTE TORRE. Salite al sesto piano della Torre firmata Rem Koolhaas, in Fondazione Prada: vetrate a tutta altezza, arredi iconici e una vista su Milano che da sola vale il viaggio. In tavola, troverete la (sorprendente) cucina italiana contemporanea del giovane chef Lorenzo Lunghi, che cambia con la stagione senza perdere concretezza. Al bancone, cocktail ben fatti per l’aperitivo sulla terrazza. Carta dei vini importante, con etichette italiane e internazionali per accompagnare sia un pranzo domenicale sia cene d’occasione.
  • CIRCOLO SAN LUIS. Uno dei nostri circoli preferiti di Milano, e più precisamente un Circolo ACLI di quartiere (attenzione, per entrare è necessaria la tessera associativa): ambiente semplice, prezzi sociali, spirito di comunità. Aperitivi, con tagliere di salumi e formaggi, pizze e focacce, con serate a tema quando in calendario. Non è un ristorante “alla carta”, ma il posto giusto per bere e spizzicare a pochi passi da piazza San Luigi (da cui prende anche il nome).
  • IL DELFINO. Un classico di quartiere sempre affacciato sulla stessa piazza: ambiente semplice, accoglienza diretta, pubblico misto (residenti storici, tavolate di amici e famiglie). In carta troverete piatti tradizionali e una cucina rassicurante: pizze ben fatte e piatti di pesce e di terra senza fronzoli; porzioni “oneste” e conto allineato alla zona.
  • TAVERNA CALABIANA. Sala calda, boiserie essenziali e un servizio attento che coccola habitué di zona e tavolate aziendali. In carta una cucina nord‑italiana di tradizione (il meglio della cucina ligure, piemontese, lombarda, così si legge sul menu) e una doppia anima molto amata: griglia importante (celebre la costata di Angus scozzese) e pizza da forno a legna. Bello spazio esterno per le serate estive.
  • MESTÉ. Enoteca con cucina in una zona un po’ più defilata rispetto a Scalo Romana, di cui vi avevamo parlato già nel lontano 2019: luci basse, scaffali di vini naturali e un’atmosfera intima da chiacchiera. In tavola piatti stagionali, pensati per la condivisione (dal tonno del Chianti alla trippa o al polpo in padella, a rotazione). Pubblico di addetti ai lavori, amanti del buon cibo, ma soprattutto dell’ottimo vino. I pochi tavoli raddoppiano d’estate, grazie al piacevolissimo dehors.
  • DAWALI. Storico libanese di quartiere ad un civico di distanza da Mesté, che rientra tutt’ora tra i nostri ristoranti di cucina etnica preferiti a Milano: sale con tonalità calde, dehors in stagione e una ritualità da mezze condivisi (hummus, moutabal, falafel), quindi shawarma, tawouk e dolci come baklava. Clientela trasversale, servizio rapido e molte opzioni veg/halal
  • KUSINA NI LODI. Piccolo, caldo e famigliare: sala raccolta, musica Pinoy e un pubblico che mescola comunità filippina e curiosi. Da provare kare‑kare, sisig, crispy pata, chiusura con halo‑halo. Prezzi onesti, porzioni generose e servizio super accogliente.
  • PEPENERO. Anche in questo caso ci spostiamo al limitare del quartiere sino a Ripamonti, e fino a Pepenero, un indirizzo rinomato nel quartiere per pesce fresco, crudi & ostriche, insieme ad altri piatti mediterranei, in un ambiente caldo e moderno, con tavoli fitti e un servizio rodato. Clientela di coppie e gruppi, prenotazione consigliata nel weekend.

Pasticcerie & Bakery

  • DOCA. Doca (diminutivo del brasiliano “padoca”, panetteria) è una nuova apertura in Via Breno, una bakery d’impronta brasiliana, che recita accanto al nome Pane, Caffè, Saudade, perfetto per descriverne l’anima accogliente. Qui non aspettatevi i classici croissant o pain au chocolat: al loro posto, troverete pão de queijo, cocada, torte “di memoria” (carote‑cioccolato, mais & guava), pane e caffè filtro firmato Cafezal. Clientela di quartiere, in un posto ideale per colazioni e merende, con qualche tavolino ad accogliervi.
  • FORNO SAN LUIGI. Questo invece rimane da tempo un punto fisso della piazza: pane, focacce, brioche, e una formula “tutto il giorno” che regge colazione, pausa pranzo e aperitivo informale ai tavolini sulla piazza. Pubblico trasversale (residenti, famiglie, smart worker), prezzi corretti e vista chiesa che fa il resto. Ah, trasmettono anche le partite, nel caso foste interessati, con un’interessante formula aperitivo.
  • PAPPARÈ MILANO SYMBIOSIS. Locale all‑day perfetto per colazioni, brunch e pranzi, nel cuore di Symbiosis: spazi luminosi, opzioni veggie/vegan e format flessibile anche per eventi. È lo stop comodo quando ti muovi tra Fondazione Prada e gli uffici dell’area, ma anche luogo perfetto per i momenti di smart working.
  • OFFICINE DEL DOLCE GF. Pasticceria e gelateria 100% senza glutine, con laboratorio dedicato: dalla viennoiserie alle torte, fino a focacce & pizze. Ambiente di quartiere, tavolini per colazioni/merende e take‑away per la dispensa. Riferimento sicuro anche per persone celiache.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove bere

  • BAR LUCE e TORRE PRADA. Il caffè disegnato da Wes Anderson: formica, colori pastello, flipper e jukebox per un’immersione anni 50/60. Troverete visitatori della Fondazione, creativi, famiglie nel weekend, turisti alla ricerca di una stupenda instagram opportunity; ma qui si viene soprattutto per caffè, panini “alla milanese”, cocktail classici e pasticceria per colazioni, merende e aperitivi soft. Per cocktail con una splendida vista su Scalo Romana e i suoi tramonti, salite invece fino al sesto piano di Torre Prada, dove si trova l’omonimo ristorante, e cercate un posto in terrazza o allo scenografico bancone.
  • LUBNA – LISTENING RESTAURANT BAR. Spazio post‑industriale scenografico (bancone a vista, toni scuri, piazza esterna condivisa con Magma e Scaramouche) e vibe da listening bar: vinile nel weekend, proiezioni e un pubblico misto di curiosi dell’arte, addetti ai lavori e appassionati di mixology. La carta dei drink segue il fil rouge del fuoco (affumicature, brace, note tostate) che ritroviamo anche nelle proposte food, come vi avevamo raccontato qui. Perfetto per aperitivi lunghi e serate che uniscono musica, cocktail e cucina.
  • OFF/FLAVOUR. Look nordico e luminoso in via Benaco, con un bel bancone ordinato, frigo a vista e un manifesto chiaro: “only fine fermentations”. Qui si beve birra artigianale, spina e lattine, sidri, vini naturali e no/low (kombucha & co); in carta smørrebrød, kimchi e sandwich, anche pastrami.
  • MADAMA HOSTEL. Ostello‑bistrot in via Benaco 1 con bar di quartiere sempre vivo: dj set, karaoke del sabato, live ed eventi diversi ogni settimana. La frequentazione è molto variegata, fatta di studenti, viaggiatori e creativi. Da bere cocktail semplici, birre e vini; per mangiare burger e piatti comfort. Buona base per aperitivi informali e serate, soprattutto d’estate quando il dehors si affolla sino a tarda serata.
  • CANAGLIA. Il cocktail bar della squadra di Madama in Piazza San Luigi: interni caldi, una bottigliera ad archi e un mood retrò‑contemporaneo. Al banco signature cocktail – o meglio bevande spiritose, suddivise in stabili, sempre in carta, e instabili, che seguono il vezzo del bartender – e una cucina di tapas e piattini che accompagna bene il bere. Pubblico giovane del quartiere, servizio cordiale e tempi agili: perfetto per aperitivo o dopocena, anche qui molto spesso vengono organizzate serate con bei live.
  • SOTTOBANCO. La mescita‑bottega di Piazza San Luigi 5, costola del vicino Sottobosco: scaffali di vini naturali, mescita al calice, assaggi e prodotti in vendita. Ambiente piccolo e raccolto, pubblico da amanti di buon vino. È la sosta ideale prima o dopo cena in piazza, con qualche stuzzico dal banco (e prezzi onesti).
  • USTI. Birreria di quartiere tra Lodi e Brenta, atmosfera informale, luci basse e servizio spigliato: qui si sta al bancone o ai pochi tavoli interni, con schermi per le partite quando serve. In spina birre (artigianali e non) a rotazione, più una linea di classici ben fatti; da sgranocchiare hot dog, panini e stuzzichi per l’aperitivo easy. Clientela giovane, prezzi corretti, un bel ritrovo serale.
  • OOOPS PUB. Pub all day in Piazza Bonomelli: colazioni, pranzi veloci, poi aperitivi e live/dj set a seconda della programmazione. Ambiente amichevole, staff di casa, alcuni tavoli anche all’esterno. La proposta spazia tra spritz, classici, birre e una cucina semplice; pubblico di zona, gruppi e chi cerca un preserata tranquillo.
  • MACHAN PUB. Locale di recentissima inaugurazione proprio su corso Lodi (anche se nasce sulle ceneri di un altro locale molto simile): pub di quartiere a vocazione food&beer (il menu spazia da hamburger, pinsa, e similari) con carta di gin & spirits e serate a tema (anche stand‑up e intrattenimento). Ambiente easy, sale ampie e un pubblico eterogeneo che mischia famiglie e tifosi. Buono per partite e tavolate informali.

Quartiere Scalo Romana a Milano: dove fare shopping

  • MGM ALIMENTARI. “Bottega‑magazzino” da intenditori: tartufi (non per altro, era stato inserito nei nostri posti preferiti a Milano dove comprarlo), caviale, alici del Cantabrico, foie gras e una dispensa internazionale curatissima, con anche vini e distillati a scaffale. È nascosta tra i capannoni, ma dentro si trovano ingredienti top. Ah, ha anche un e‑shop!
  • LA BOUTIQUE DELLA CARNE. Macellaio di quartiere specializzato in carne piemontese, ma dove potrete trovare davvero splendidi tagli, dalle parti più convenzionali, a torte originalissime di macinato di fassona, mandorle croccanti e farciture gourmet.
  • IL CENTRO DELLA MOZZARELLA. Caseificio artigianale: mozzarelle, burrate e nodini fatti con latte fresco lombardo, ma anche taralli, focaccia pugliese, e tantissimi altri prodotti ricercati (segnaliamo una burrata con cuore di zola, sì, avete capito benissimo); banco essenziale, qualità alta, anche delivery. Un riferimento di quartiere da vent’anni, con altri punti vendita in città.
  • VERDERAME ATELIER DEL FIORE. Atelier creativo che lavora tra fiori, allestimenti ed eventi: stile naturale e poetico, perfetto per bouquet e progetti su misura (si trovano spesso in piazza San Luigi con iniziative culturali).
  • LA FIORERIA DI MICHELE CAFAGNA. Altra fioreria, questa volta molto più verace e di quartiere, dove poter trovare tutto l’occorrente per omaggi floreali, che siano bouquet o piante da esterni/appartamento.
  • ELODO BOOKSELLERS. Libreria–cartoleria indipendente: novità generaliste e forte selezione moda/design/architettura, oggetti di scrittura belli da usare, presentazioni e book club. Luogo caldo, curato, anche con e‑shop.
  • READING ROOM. Microluogo dedicato alle riviste contemporanee: indie mag, fotografia, grafica, moda. Aperto dal giovedì al sabato solo il pomeriggio o su appuntamento. Ideale per chi cerca numeri rari o vuole scoprire editori di nicchia.
  • MIKICA. Concept store d’arredo & vintage: pezzi unici wabi‑sabi, brocante selezionata, restauro e noleggio per shooting; anche in questo caso, aperture pomeridiane selezionate solo dal martedì al venerdì, spesso su appuntamento. Perfetto per dare carattere a casa (o a set fotografici).
  • FRATELLI BONVINI 1909. Cartoleria e tipografia storica: carta, inchiostri, stilo e stampe, con mostre e incisioni d’arte. Un tuffo nella Milano che scrive ancora a mano, con uno staff che sa consigliare il pennino giusto.

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