Risultati della ricerca per “grecia” – Conosco un posto https://godsgift.cyou Sun, 01 Feb 2026 19:14:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Risultati della ricerca per “grecia” – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 5 mostre a Milano a febbraio 2026 da visitare assolutamente /mostre-a-milano-a-febbraio-2026/ /mostre-a-milano-a-febbraio-2026/#comments Sat, 31 Jan 2026 09:44:06 +0000 /?p=90734 Un ambizioso progetto dedicato alla Metafisica, due mostre di fotografia (di cui una molto "hot"), delle installazioni spettacolari e un dialogo inaspettato.

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Gennaio è incredibilmente finito, molte nuove esposizioni sono state inaugurate e noi, come sempre, siamo pronti a raccontarvene cinque, di cui stavolta tre a pagamento e due a ingresso libero. Si va da un ambizioso e articolato progetto dedicato alla Metafisica – che vede coinvolte ben quattro realtà museali -, all’esposizione che mette in dialogo due artisti apparentemente molto distanti tra loro, passando per due mostre di fotografia (una collettiva e una focalizzata su un singolo, e molto noto, autore) e per la personale di un’artista libanese che presenta tre installazioni concepite appositamente per gli spazi che le ospitano. Buona lettura e fateci sapere quali tra queste 5 mostre a Milano a febbraio 2026 deciderete di visitare!

5 mostre a Milano a febbraio 2026 da non perdere

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Metafisica/Metafisiche

📍Palazzo Reale e Museo del Novecento | fino al 21 giugno 2026
📍Gallerie d’Italia | fino al 6 aprile 2026
📍La Grande Brera – Palazzo Citterio | dal 6 febbraio fino al 5 aprile 2026
🎟 ingresso: per Palazzo Reale intero 15€, ridotto 13€ | per Museo del Novecento intero 5€, ridotto 5€

per Gallerie d’Italia intero 10€, ridotto 8€ | per Palazzo Citterio intero 12€, ridotto 8€

Apriamo la rubrica delle mostre a Milano da visitare a febbraio 2026 con un progetto molto ambizioso e articolato – tant’è che vede coinvolte ben quattro istituzioni museali milanesi – a cura di Vincenzo Trione. Metafisica/Metafisiche, infatti, si pone l’obiettivo di mettere in dialogo i protagonisti della Metafisica con quelli che possono essere considerati i loro eredi internazionali e i loro allievi del XX e XXI secolo. 

Il percorso parte dalla sede principale, Palazzo Reale, dove a essere presentate sono più di 400 opere tra dipinti, illustrazioni e disegni; sculture e oggetti di arredo; fotografie e modelli architettonici ma anche fumetti, riviste, abiti e vinili. I capolavori dei protagonisti principali del gruppo storico (Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi) dialogano con i lavori di artisti internazionali che hanno tratto ispirazione dalle atmosfere e dalle soluzioni del movimento sia in passato che in tempi più recenti, non solo in ambito strettamente artistico ma anche fotografico, architettonico, cinematografico, teatrale, letterario… Ad accomunare le loro voci è “una specifica postura. Una sorta di inconfondibile manière de voir, ispirata a un’esperienza poetica laterale, clandestina e forse marginale, maturata più di un secolo fa in una città di provincia, posta fuori della storia”, spiega il curatore. 

Nell’area degli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari del Museo del Novecento, invece, viene approfondito il legame tra la Metafisica e Milano. Qui si trovano le testimonianze delle collaborazioni tra autori quali de Chirico, Savinio e Carrà con realtà come il Teatro alla Scala e la Triennale, nel giardino in cui sorgono gli affascinanti Bagni Misteriosi di de Chirico. 

Nel bellissimo caveau delle Gallerie d’Italia a essere esposte sono le fotografie scattate da Gianni Berengo Gardin nell’atelier bolognese di Giorgio Morandi e infine, a Palazzo Citterio, a partire dal 6 febbraio, un altro inedito omaggio a Morandi dell’artista sudafricano William Kentridge, comprensivo di una video-installazione sonora e un corpus di sculture in cartone. Vi consigliamo sicuramente di visitare la parte più corposa del progetto – ossia quella presentata a Palazzo Reale – ma perché non sfruttare l’occasione per visitare anche le altre sedi, approfittandone per vedere le loro collezioni permanenti, se non se ne ha ancora avuto modo? 

Robert Mapplethorpe – Le Forme del Desiderio

📍Palazzo Reale | fino al 17 maggio 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Sempre a Palazzo Reale è stata inaugurata da pochissimo la retrospettiva che ripercorre l’intera carriera di uno dei fotografi più discussi e e influenti del secolo scorso: Robert Mapplethorpe (1946-1989). A parte nella prima sala, in cui sono raccolti alcuni collage realizzati negli anni 70, in quelle successive si trovano serie di fotografie – prevalentemente in bianco e nero – divise in sezioni tematiche. Ci sono quelle che vedono protagoniste l’amica Patti Smith (con cui ebbe un legame quasi simbiotico) e la campionessa mondiale di body building Lisa Lyon; gli autoritratti e i ritratti di artisti e personaggi quali Yoko Ono, Isabella Rossellini, Andy Warhol, Annie Liebovitz e Roy Lichtenstein; gli stupendi still-life di fiori (che ci hanno particolarmente colpito e affascinato) e i potenti nudi maschili e femminili messi a confronto con statue appartenenti all’epoca classica.

Mapplethorpe diceva di essere “ossessionato dalla bellezza”, e ciò risulta assolutamente evidente dalla cura con cui inquadra e “scolpisce” per mezzo della luce i soggetti dei suoi scatti, fiori compresi. Le immagini che realizza, pur essendo nella gran parte dei casi caratterizzate da una forte carica sensuale, non rischiano mai, però, di apparire volgari: sono estremamente calibrate, armoniche, eleganti, geometriche, ‘pulite’. Certo, ci sarebbe piaciuto poterle osservare meglio, godendo appieno del loro rigore formale e della loro raffinatezza. Così, però, purtroppo non è stato, a causa di un’illuminazione che ne ostacola una fruizione soddisfacente, creando fastidiosi riflessi da cui – pur provando a spostarci lateralmente e allontanarci – non siamo, ahinoi, riusciti a scampare. 

Mona Hatoum – Over, Under and in Between

📍Fondazione Prada | fino al 9 novembre 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto 12€

Un’altra mostra molto interessante da visitare a Milano a febbraio 2026 è quella in corso negli spazi della Cisterna di Fondazione Prada, che ospitano tre installazioni site-specific dell’artista libanese Mona Hatoum (1952). 
Nella prima sala si trova Web, una ragnatela sospesa a soffitto alla quale sono appese sfere di vetro trasparente soffiate a mano – dunque molto fragili – che ricordano la rugiada. Secondo l’artista “una ragnatela può essere considerata come una rete che incombe e suggerisce un senso di intrappolamento oppressivo, ma allo stesso tempo rappresenta una casa o un luogo sicuro”, oltre ad avere “un significato poetico, quasi cosmico”, che allude a “un’interconnessione fra tutte le cose”. 

Nella seconda sala, invece, si trova un’opera a terra, Map (Red), formata da una vasta distesa di biglie rosse che compongono un planisfero. I confini politici e geografici sono volutamente ignorati e la mappa a cui viene fatto riferimento non è quella di Marcatore del 1569, a cui siamo abituati e che fa apparire le regioni del Sud della Terra sproporzionate rispetto alla realtà, bensì a quella di Gall-Peters, che rettifica queste distorsioni dimensionali. L’intento è quello di spingere gli spettatori a riflettere sull’instabilità del pianeta.

Infine l’imponente All Of a Quiver (che in italiano potremmo tradurre con “tutto un tremore”); una griglia metallica che si sviluppa in altezza richiamando la struttura di un edificio e che si muove producendo cigolii metallici, come se stesse per collare, per poi risollevarsi e ricomporsi, sottolineando la natura precaria e instabile dell’esistenza

I Tempi dello Sguardo. 90 Anni di Fotografia Italiana in Due Atti. Il Bianco e Nero

📍The Pool NYC | fino al 28 febbraio 2026
🎟 ingresso: libero

Al piano terra dello storico Palazzo Fagnani Ronzoni, nel quartiere 5 Vie, si trova la galleria d’arte The Pool NYC, che fino al 28 febbraio presenta il secondo capitolo – dedicato al bianco e nero – del format espositivo I Tempi dello Sguardo. 90 Anni di Fotografia Italiana in Due Atti

Tra gli scatti raccolti, per questo secondo appuntamento dedicato agli autori che si sono distinti nell’utilizzo del bianco e nero (il primo si era incentrato sul colore), quelli del futurista Renato Di Bosso e del neorealista Alfredo Camisa; le sperimentazioni formali di Mario De Biasi e i capolavori di realismo astratto di Mario Giacomelli; e ancora quelli di Antonio Biasiucci, Franco Vaccari; Mario Cresci e Luigi Erba, oltre a quelli di alcuni fotografi internazionali come Elliott Erwitt e William Klein.  Una visita piacevolissima (e gratuita) per osservare grandi scatti in una galleria davvero bella e che forse non conoscete.

Kounellis | Warhol

📍Galleria Fumagalli | fino al 29 maggio 2026
🎟 ingresso: libero

Cosa hanno in comune due artisti come Jannis Kounellis (1936-2017) e Andy Warhol (1928-1987), a parte il fatto di aver lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte? Apparentemente niente. Il primo, nato in Grecia e vissuto a Roma, è stato uno dei principali esponenti dell’Arte Povera; il secondo, figlio di immigrati slovacchi nato in Pennsylvania e vissuto a New York, è stato invece pioniere della Pop Art

Eppure Annamaria Maggi – curatrice della mostra Kounellis | Warhol – La messa in scena della tragedia umana: la classicità Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol -, lungi dal volerli assimilare alla stessa matrice o ad appiattirne le singole identità, ha pensato di accostarli e inscenare un dialogo dal quale emergono sorprendenti punti di contatto. 

Il terreno comune, esplicitato nel sottotitolo della mostra, è quello della tragedia umana insita della contemporaneità. 
E se il dramma dell’esistenza umana, in Kounellis, si manifesta attraverso un’estetica materialista e opere come i cappotti schiacciati, i sacchi di iuta colmi di carbone o i capelli femminili trafitti da lame; Warhol invece lo nasconde dietro i simboli del consumo e della celebrità. 

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

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Ci sono altre mostre a Milano a febbraio 2026 che hai visitato e ci consigli?

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Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/ /viaggio-atene-cosa-vedere-dove-mangiare/#respond Wed, 16 Jul 2025 07:00:00 +0000 /?p=87253 Cosa vedere ad Atene in 2-3 giorni? E dove mangiare bene? I nostri posti preferiti tra cultura, tramonti e taverne fuori dalle solite guide.

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Rude, sporca, trasandata, difficile: c’è chi Atene la descrive così, e non avrebbe neanche tutti i torni. Ma, per riportare il piano della conversazione su una sempre apprezzabile scala di grigi e sfumature, la Capitale greca conserva un fascino indiscusso, nuovi angoli di bellezza e un vibe difficile da spiegare a parole (ma ci proveremo!). Dopo i nostri vari reportage sulle isole greche, è arrivato il momento di dedicarci anche a questa splendida città: dopo una settimana passata qui, eco il nostro resoconto su cosa vedere e dove mangiare ad Atene!

Cosa vedere e dove mangiare ad Atene: la nostra guida

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Una settimana ad Atene: cosa visitare

  • UN GIRO NELLE ZONE CENTRALI (PSYRRI, MONASTIRAKI, PLAKA). Per prendere confidenza con Atene, iniziamo il nostro giretto a partire da dove alloggiamo, ovvero dai quartieri più centrali e turistici, punto d’incontro tra l’antico e il moderno: Psyrri, Monastiraki e, infine, Plaka, tutti disseminati di taverne, negozi e rami di bouganville. Siamo fermamente convinti che la migliore lettera di presentazione di una città sia il suo mercato, dunque ci dirigiamo immediatamente tra i banchi del Mercato Centrale di Varvakios: lì odore di olive, formaggio, ma anche carni varie e carcasse di pesci fanno da sfondo a corsie vive e brulicanti di ateniesi intenti a fare la spesa.

    In zona trovate tantissimi negozi carini (più sotto un approfondimento a riguardo), mentre per le insegne più commerciali c’è corso Ermou, la via principale che sfocia in Piazza Syntagma, dove a ogni ora si può assistere al cambio della guardia (anche se quello ‘ufficiale’, con la cerimonia più completa, è solo di domenica mattina, alle 11). Il fulcro della vita turistica di Atene si concentra invece sulla collina di Plaka: vi consigliamo un giro qui, ma fermatevi (magari per un drink al tramonto) solo se amate le situazioni belle congestionate! Anche Monastiraki è uno dei quartieri più vivi, dove di domenica si tiene il flea market più celebre della città.
  • LA VISITA ALL’ACROPOLI. Salire sull’Acropoli è come entrare in un altro secolo. Partenone, Propileo, Eretteo: qui percepirete forte e chiaro la magnificenza degli antichi fasti. Vi suggeriamo di acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale per evitare spiacevoli code sotto il sole e di programmare la visita al mattino presto o al tramonto.
  • IL MUSEO DELL’ACROPOLI. A pochi passi dalle rovine ha casa il museo più celebre di Atene, che custodisce fregi, statue, Cariatidi e pezzi del Partenone, in un allestimento moderno ed elegante. Anche in questo caso vi esortiamo ad acquistare i biglietti con anticipo sul sito ufficiale, anche se non visitarlo assieme a un’orda di persone sarà comunque pressoché impossibile.
  • UNA PASSEGGIATA AD ANAFIOTIKA. Superata Plaka, e prima della ‘scalata’ all’Acropoli, Anafiotika è un quartiere affascinante e decisamente più tranquillo in cui vi suggeriamo di perdervi. Qui le casette bianche, i molti gatti e l’allegra vegetazione vi daranno l’impressione di essere su un’isola delle Cicladi più che in una grande città.
  • L’ANTICA AGORÀ E IL TEMPIO DI EFESTO. L’Acropoli è sempre emozionante, ma è l’Antica Agorà, cuore politico e commerciale dell’antica Atene, ad averci colpito particolarmente: oggi resistono colonnati e pietre millenarie, tra cui il magnifico Tempio di Efesto, da brividi. Vi abbiamo già suggerito di acquistare i biglietti con anticipo? 🙂
  • IL TRAMONTO SUL FILOPAPPO O SUL LICABETTO. Al termine di una delle vostre giornate ad Atene, vi suggeriamo di salire su uno dei due monti che dominano lo skyline della città, la Collina di Filopappo (su cui si può salire a piedi o in auto) o il Monte Licabetto (a cui si accede tramite funicolare), per un tramonto (o un’alba) davvero coi fiocchi.
  • ALTRI MUSEI. Se, come è successo a noi, avete in programma di fermarvi ad Atene qualche giorno in più, sappiate che l’offerta culturale della città è molto ampia e include diverse ‘strutture minori’, ma assolutamente meritevoli di una visita. Tra quelle che abbiamo visitato noi, vi segnaliamo la splendida Fondazione Goulandris (con prima uno stop al Kallimarmaro, sede della prima edizione dei Giochi Olimpici moderni, passando per il verdeggiante Giardino Nazionale) e il museo Alekos Fassianos dedicato alle opere del pittore da cui prende il nome. Ma altre opzioni non mancano: date un’occhiata, a seconda delle vostre inclinazioni, anche al Museo Archeologico Nazionale (con la sua Maschera di Agamennone!), al museo Benaki, a quello dedicato all’Arte Cicladica e alla National Gallery.
  • EXARCHIA. C’è che vi dirà che al quartiere di Exarchia è meglio non andare ma noi, invece, vi esortiamo ad andarci (sempre con le antenne ben dritte e con le precauzioni che adottereste in qualsiasi grande città). Questa zona conserva l’anima alternativa e politica che ha sempre connotato l’area, cuore pulsante della controcultura greca, nota per le sue lotte anarchiche e le proteste studentesche. Negli anni si è un po’ addomesticata, ma tra bar underground, librerie indipendenti, murales a perdita d’occhio e musica live, è forse l’angolo più vivo di tutta Atene, nonostante l’innegabile gentrificazione. Di sabato trovate anche il bel mercato agricolo di Kallidromiou.
  • SHOPPING. Atene pullula di negozietti deliziosi, boutique molto curate e concept store di vario genere. Noi abbiamo particolarmente apprezzato l’arte orafa di Neso Studio, i profumi e le creme ‘alchemiche’ di The Naxos Apothecary, la selezione di libri da Hyper Hypo e quella di profumi di Phāon, ma anche le camicie di It’s a Shirt. Nelle stories in evidenza su Instagram trovate tanti altri indirizzi per cui ci è stato letteralmente impossibile tornare a casa a mani vuote!
  • ALTRI QUARTIERI. Uscendo dall’Atene più turistica, oltre a Exarchia vi suggeriamo le zone di Pagrati per taverne storiche e street food autentico e di Kolonaki per un po’ di shopping e house watching di edifici residenziali davvero meravigliosi.
  • FONDAZIONE STAVROS NIARCHOS E MIKROLIMANO. Sfruttando i mezzi pubblici o un taxi, arrivate fino alla Fondazione Stavros Niarchos, una struttura mastodontica firmata da Renzo Piano e con una splendida vista sul mare che ospita parco, biblioteca e teatro all’aperto. E poi fino a Mikrolimano, il porticciolo dei pescatori: casette colorate, taverne affacciate sull’acqua e tavoli all’aperto vi faranno staccare dal trambusto cittadino.
  • UNA GIORNATA AL MARE? Se progettate anche una giornata di puro relax, sappiate che a circa 30 minuti di taxi si possono raggiungere spiagge come Kalamaki, Glyfada e Voula. Non il mare più bello della Grecia, chiaramente, ma in cui starete comunque un gran bene: noi non abbiamo potuto esimerci!

Una settimana ad Atene: dove mangiare

  • DIPORTO. Il ristorante più ruvido e autentico di Atene? Noi crediamo di sì: in questo seminterrato, un simpatico signore coi baffi serve – senza insegna né menu – i piatti greci della tradizione: fasolada, fava, zuppa di ceci, qualche pesce alla griglia, accompagnati da vino al calice direttamente in tavola. Meraviglioso e delizioso, per di più a un prezzo ridicolo. Non si può prenotare, quindi preparatevi a lunghe file o arrivate molto presto o molto tardi. Prezzo medio bere a parte: 15€.
  • ATLANTIKOS. Se avete voglia di pesce fresco, anche in questo caso a prezzi bassissimi, dirigetevi in questo locale di Psyrri specializzato in cucina di mare: qui troverete cozze a volontà, fritto misto, acciughe marinate e lenticchie, gamberetti piccoli da leccarsi i baffi. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • ΛΙΝΟΥ ΣΟΥΜΠΑΣΗΣ ΚΑΙ ΣΙΑ (LSANDSIA). Nel caso sentiate già la mancanza delle enoteche con cucina hipster di Milano, questo locale è sulla cresta dell’onda, ma con un perché: l’atmosfera è sicuramente molto cool, ma i piatti – tradizionali, ma con un twist – sono davvero ottimi, a partire da una deliziosa pita con taramosalada che ricorderemo a lungo. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • TO KAFENEIO. Storico caffè-taverna a Plaka con mezedes, insalate fatte in casa, tzatziki, dolmadakia e spanakopita. Un buon indirizzo se siete in zona, affamati post visita al Partenone. Prezzo medio bere a parte: 40€.
  • AESOPOU FABLES. Tra i tanti posti turistici di Psyrri, in questo locale si respira una bella atmosfera e si è serviti con molta attenzione. Ottimo il gyros pita servito al piatto. Prezzo medio bere a parte: 25€.
  • ROZALIA. Nascosta in una bella viuzza di Exarchia, Rozalia è una taverna verace che porta in tavola piatti tipici, con una particolare attenzione alle proposte carnivore. E, infatti, l’hamburger era fenomenale. Prezzo medio bere a parte: 20€.
  • COCKTAIL BAR. Anche la scena per chi beve bene, ad Atene, è interessante. Per quanto riguarda le enoteche, avrete una vasta scelta (su tutti Wine is Fine e Kennedy), ma è coi cocktail bar che otterrete le maggiori soddisfazioni: vi consigliamo uno stop da Baba au Rum, uno dei 50 Best Bars, e da The Clumsies. Per una birra con una vista incredibile sull’Acropoli, invece, segnatevi la terrazza di A for Athens.

Altri ristoranti ad Atene che vi suggeriamo, ma non siamo riusciti a provare in prima persona:

  • Kosta Souvlaki
  • Eatery Bairaktaris Aiolou 29
  • Feyrouz
  • Maiandros
  • Couleur Locale
  • Pharaoh
  • Avli
  • Seychelles
  • Karamanlidika

Altre info utili sul viaggio ad Atene

  • ITINERARIO. Per visitare le attrazioni principali di Atene può andar bene anche solo un weekend lungo ma, ça va sans dire, più allungherete la vostra permanenza, più entrerete in sintonia con la sua essenza.
  • ALLOGGI. Per soggiornare vi consigliamo una delle zone centrali: noi abbiamo scelto Psyrri, affittando un appartamento su Airbnb.
  • COME MUOVERSI. Noi ci siamo sempre mossi, salvo rare occasioni, a piedi. Da e per l’aeroporto abbiamo sfruttato la comodissima metropolitana che in meno di un’ora arriva in centro. I taxi ci sono sembrati molto presenti (nonché molto più economici rispetto all’Italia) e sono chiamabili anche tramite servizi come FreeNow.
  • RISTORANTI&CUCINA. Mangiare fuori ad Atene è una gioia, anche per vegetariani e vegani, visto la folta presenza nei menu di verdure e legumi, oltre che abbastanza economico.
  • STAGIONI. I mesi estivi sono i più caldi e frequentati, la primavera e l’autunno le stagioni migliori.
  • CAMBIO&SOLDI. Salvo rare occasioni, le carte di credito sono piuttosto accettate.

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Cosa fare e dove mangiare ad Amorgos e Astypalea, isole delle Cicladi /cosa-fare-e-dove-mangiare-ad-amorgos-e-astypalea-cicladi-grecia/ /cosa-fare-e-dove-mangiare-ad-amorgos-e-astypalea-cicladi-grecia/#respond Wed, 09 Jul 2025 07:00:22 +0000 /?p=81186 State organizzando un viaggio in Grecia? Ecco il nostro reportage Amorgos e Astypalea, due perle delle isole Cicladi!

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Le isole greche sono sempre una buona idea, soprattutto se si sa quale scegliere in base ai propri gusti! Dopo avervi raccontato le meraviglie di Milos e Paros, di Andros, Tinos e Syros, torniamo in una delle nostre destinazioni estive preferite, le isole Cicladi, con il reportage di altre due perle: Amorgos e Astypalea. Tra taverne ferme agli anni 50, mare scintillante, gattini ovunque e un’atmosfera davvero autentica, il nostro racconto non potrebbe che essere entusiasta. Seguiteci in questa vera e propria immersione nel relax!

Cosa visitare ad Amorgos

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  • LA CHORA. Partiamo dal cuore dell’isola (di cui vi avevamo già raccontato qualche anno fa): la sua Chora, un dedalo di viuzze e di saliscendi molto frequentato in alta stagione, ma in cui si riesce comunque a ritagliarsi qualche angolo di pace tra uno dei tanti ristoranti e negozietti. Passeggiate fino alla (ventosissima) zona dei mulini a vento, preferibilmente all’ora del tramonto: portate una birretta e una felpa e preparatevi alla magia dei colori del sole che finisce dritto nell’Egeo. Meraviglioso.
  • PAESINI DA SCOPRIRE. Ad Amorgos, oltre alla vita da mare, c’è anche molto altro. In primis, numerosi paesini dell’entroterra, i nostri preferiti, in cui si respira autenticità. Oltre ad Aegiali, a Katapola (che abbiamo apprezzato soprattutto nella sua parte orientale) e alla Chora, imprescindibile è infatti un salto a Tholaria e, soprattutto, a Lagada, entrambi nella parte nord dell’isola ed entrambi adorabili. Verso sud, invece, sono in molti a sostenere che sia Vroutsis l’epicentro della ‘vera’ Amorgos (fate un salto da Paresa per un souvenir da riportare a casa, non ve ne pentirete).
  • RELITTO DI OLYMPIA. Con una breve passeggiata (disseminata, ahimè, di rifiuti) potete raggiungere questa caletta in cui, a pochi metri dalla costa, è arenato il relitto di una barca che affondò negli anni 80 e che non è mai stato tolto. Una visione affascinante, che compare anche nel film Le Grand Bleu di Luc Besson, girato proprio ad Amorgos.
  • PERCORSI DI TREKKING. Se siete sportivi, Amorgos è un’isola disseminata di tantissimi percorsi di trekking ben segnalati.
  • LA ‘SCALATA’ AL MONASTERO DELLA PANAGIA HOZOVIOTISSA. Simbolo di Amorgos e tappa imprescindibile di ogni vacanza che si rispetti, questo monastero incastonato nella roccia ha un’aura magica e un panorama davanti a sé che non renderanno vani i 267 scalini fatti per arrivarci. Al termine della visita (che può essere fatta solo con pantaloni lunghi, disponibili all’ingresso se li dimenticherete), i monaci vi offriranno anche dell’acqua e un sempre gradito bicchierino di raki, il distillato locale. Prima o dopo la visita, vi consigliamo un tuffo dagli scogli dell’adiacente Agia Anna.
  • AGIOS GEORGIOS VALSAMITIS. Un altro monastero da non perdere, in piccolo, è quello di San Giorgio, che col suo micetto, il profumo di incenso, e l’atmosfera quasi magica, vi saprà portare in una dimensione spirituale probabilmente come pochi altri luoghi nel mondo.

Dove mangiare ad Amorgos

  • DRINK. Ad Amorgos ci sono diversi bar in cui poter bere qualcosa prima o dopo cena: tra i vari nomi, vi segnaliamo quello di Maestro ad Aegiali, Botilia alla Chora, Moon Bar e Botanical Park a Katapola.
  • DOLCI. Se a un certo punto vi venisse voglia di fare uno stop dolce, la pasticceria più rinomata dell’isola (che prepara, oltre a maestose torte di vario genere, anche il gelato alla mastika!) si chiama Tratarisma. Un ottimo indirizzo per un’orange cake di livello è invece Kallisto, mentre per prodotti da forno e pie salate da portare in spiaggia, l’indirizzo giusto è la bakery davanti al porto di Katapola.
  • KAMÀRA. Il miglior tramonto con le gambe sotto al tavolo lo vedrete da questa taverna, in cui vi consigliamo di prenotare con un po’ di anticipo sull’orario del tramonto per godervi lo spettacolo del sole che si tuffa in acqua e della vista su Koufonissi e Naxos. Il cibo, principalmente carne, è abbastanza nella norma, ma merita lo stesso uno stop. Prezzo medio 25€ a persona.
  • GROOVA. Locale di recente apertura sulla salita che porta a Tholaria, con una bellissima vista e piatti decisamente più innovativi rispetto alla media dell’isola. Qui abbiamo provato delle fantastiche zucchine marinate con delle pesche grigliate e una strepitosa pita con agnello e cipolle. Una delle cene che ci è piaciuta di più e anche i drink sono ottimi! Prezzo medio 35€ a persona.
  • THALASSINO ONEIRO – SEA DREAM. Tipica taverna greca nel paesino di Tholaria, dove un delizioso signore prepara piatti semplici e gustosissimi. Imperdibili il riso basmati al limone, i carciofi e la fava, ovvero una crema di piselli gialli spezzati, specialità dell’isola. Prezzo medio 25€ a persona.
  • 25 RAKI. Ottimo ristorante nelle viuzze di Lagada, con qualche piccolo twist nel menu. Consigliamo sia la moussaka che la pasta tipica dell’isola condita con formaggio. Prezzo medio 25€ a persona.
  • LOUDAROS TAVERN. Altra taverna con cucina casalinga servita in una veranda, in cui gustare un ottimo tzatziki e un sontuoso souvlaki di maiale. Prezzo medio 20€ a persona.
  • Λουκακη ξανά. Un micro ristorante dove la cucina tipica è quella cretese e il piatto da non perdere per nessuna ragione è l’hamburger di capra.
  • STON PIRGO. Il pasto più buono lo abbiamo probabilmente fatto in questo ristorante nel silenzio della campagna, dove vi serviranno dolmadakia (le tipiche foglie di vite farcite di riso), pesciolini fritti, ceci cotti al forno con limone e verdure che sarà dura dimenticare. Prezzo medio 20€ a persona.
  • T’APANEMO. Un’altra locanda famigliare a sud dell’isola in cui, sotto a un pergolato, si assaporano ingredienti a reale chilometro zero, tra cui delle frittelle di zucchine da urlo. Prezzo medio 20€ a persona.

Cosa visitare a Astypalea

  • LA CHORA. Anche ad Astypalea, soprannominata la “farfalla dell’Egeo” per via della sua conformazione, una visita alla Chora, qui dominata dai mulini, dal castello veneziano e dalla chiesa di Panagia Portaitissa, è imprescindibile. La frase preferita di ogni guida che si rispetti – cioè “perdetevi nei vicoli” – in questo caso potrebbe essere sostituita da “perdetevi tra i tantissimi gatti”, poiché le sue vie ne sono letteralmente pieni!
  • LE SPIAGGE. Anche ad Astypalea, le spiagge sono tante e anche molto diverse tra loro, e anche qui lasciamo a voi l’onore di scoprirle tutte. Tra quelle di cui però ci siamo proprio innamorati, vi segnaliamo Agios Vasileios, Tzanakia, Schinonta, Plakes, e, soprattutto, Agios Konstantinos. Anche qui, praticamente ogni spiaggia ha nei suoi pressi una taverna e una porzione di litorale è riservato a lettini e ombrelloni (al costo di circa 15€ per due postazioni e un ombrellone per tutta la giornata).
  • PAESINI DA SCOPRIRE. Ad Astypalea non ci sono tantissimi altri paesi oltre alla Chora, considerato che la parte settentrionale dell’isola è disabitata e praticamente irraggiungibile da terra. I principali sono la tranquilla ma vivace Livadi (il nostro preferito) e Maltezana, ancora più tranquillo.
  • UNA GITA IN BARCA A KONOUPA. Se cercate un mare ancora più cristallino, un giro in barca fino all’isoletta di Konoupa è obbligatorio. Potete raggiungerla, se ve la sentite, affittando una barca o in alternativa con uno dei giri organizzati da varie compagnie che trovate al porto, tra cui spicca il nome di Avra, che per 50€ offre crociere della durata di un’intera giornata. Anche partendo da Maltezana dovreste trovare servizi simili.

Dove mangiare ad Astypalea

  • DRINK. Per un buon drink pre o post cena suggeriamo Castro Bar, Butterfly, Mylos e Athelas alla Chora, En Plo al porto e Island Coffee a Livadi.
  • DOLCI. Tra le pasticcerie più apprezzate di Astypalea, a Maltezana, c’è Marinos , perfetta per uno spuntino salato o un dessert.
  • NAVAGOS. A mani basse la migliore cena della nostra vacanza ad Astypalea. Lontano dalla ressa, in una deliziosa posizione sotto a un platano e con una bella vista, qui si servono piattini curati da condividere e un po’ diversi dal solito menu greco. Non si può prenotare, dunque venite o presto o tardi per non dovere aspettare troppo. Prezzo medio 25€ a persona.
  • ANTIKASTRO. Un’ottima cena con vista porto e Chora, da prenotare all’ora del tramonto, preferibilmente nella parte più vicina al mare e non in veranda, per un effetto romantico assicurato accompagnato da una taramosalata di livello. Prezzo medio 30€ a persona.
  • Παραδοσιακό καφενείο “οι μύλοι” Οι μύλοι. Terrazza spartana alla Chora frequentata in gran parte da persone greche, dove concedersi una Mamos ghiacciata e accompagnata da deliziose meze tra cui polpettine di carne e un’insalata di lenticchie davvero speciale. Prezzo medio 15€ a persona.
  • TO MAPAKI. Tra i pochi ristoranti con più pesce che carne nel menu, ci è piaciuto tantissimo, anche per via della distanza ravvicinatissima dal mare e per l’atmosfera spartana. Ordinate il pesce del giorno, che griglieranno per voi sul momento a un prezzo ridicolo. Prezzo medio 25€ a persona.
  • GERANI. Sempre a Livadi, una taverna in cui siamo tornati per diverse sere e che non ci ha mai deluso. Consiglio spassionato: l’hamburger qui è sublime. Prezzo medio 20€ a persona.
  • TASOS. Un altro indirizzo per la carne è sicuramente questa insegna a Maltezana, dove si cuociono sulla brace capretto, agnello e vari altri tipi di carne tra cui pollo, maiale e manzo, rigorosamente accompagnati da patatine fritte, melitzanosalata o horta, le deliziose verdure a foglia verde locali. Prezzo medio 20€ a persona.
  • ALMYRA. Molto amato per il pesce, a noi non ha incantato, ma è sicuramente una buona opzione se si ha voglia di qualche piatto ‘marittimo’ non così facilmente reperibile negli altri locali. Prezzo medio 30€ a persona.
  • GALINI. Se avete voglia di avventurarvi nella parte più selvaggia e disabitata dell’isola, dovreste assolutamente concedervi una pausa dalla signora Maria, one woman show che da Galini – un self service in mezzo al nulla fermo agli anni 50, cucina fuori dal tempo e dallo spazio degli ottimi piatti tipici tra cui deliziose melanzane fritte e calamari. Prezzo medio 20€ a persona.

Altre info utili sul viaggio ad Amorgos e Astypalea

  • Per il nostro soggiorno ad Amorgos abbiamo scelto di alloggiare nel paesino di Aegiali, all’estremo nord dell’isola, ben servito da tutto ciò che serve, spiagge comprese, pur non essendo preso d’assalto. Abbiamo affittato questo appartamento trovato su Booking, che ci sentiamo di consigliare. Anche ad Astypalea il nostro alloggio ci ha convinto, grazie anche alla pulizia quotidiana e alla posizione silenziosa e comoda, a due passi dal mare e dal paesino di Livadi.
  • Siamo stati 10 giorni su ciascun isola, il tempo ideale per godersele pur senza annoiarsi mai (anzi, potendo saremmo rimasti ancora più a lungo!). Se avete il tempo necessario, riteniamo sia un periodo adeguato per scoprire con calma ciascuna isola! In alternativa, anche 5-7 giorni possono essere sufficienti per avere un’idea!
  • Abbiamo letto da qualche parte che queste due isole non sono “per tutti”, e in un certo senso lo capiamo: rispetto a tante altre isole dell’Arcipelago cicladico, Amorgos e Astypalea sono ben più selvagge, meno organizzate e curate in ogni angolo a favore di foto perfette. Questo è proprio il motivo per cui le abbiamo amate, ma valutate se questa tipologia di isola può fare per voi.
  • Volontariamente, abbiamo indicato soltanto le spiagge più turistiche, evitando di menzionare piccole cale che desideriamo in qualche modo proteggere e lasciare eventualmente alla vostra autonoma (e ben più soddisfacente) scoperta.
  • Per arrivare ad Amorgos abbiamo volato da Malpensa a Santorini, dove abbiamo dovuto pernottare una notte per via di orari incompatibili col traghetto. L’indomani abbiamo preso un traghetto veloce con Seajet, che ci ha portato in poco più di un’oretta al porto di Amorgos, Katapola. Da Aegiali, sempre ad Amorgos, abbiamo invece utilizzato il traghetto Blue Star Naxos, grazie a cui, in circa due ore, siamo giunti ad Astypalea. Questa isola, invece, è servita da un aeroporto: da lì, tramite uno scalo ad Atene, siamo tornati a Malpensa con la compagnia aerea Sky Express. Il sito che vi consigliamo di consultare per prenotare i traghetti è questo.
  • Per girare entrambe le isole abbiamo prenotato dall’Italia, e noleggiato un auto con le compagnie locali FmRent a car ad Amorgos e Vergoulis ad Astypalea. Non abbiamo avuto problemi con nessuna delle due, e guidare su entrambe le isole è abbastanza semplice, anche con una vettura di cilindrata ‘normale’. Fate attenzione – specie ad Astypalea – a non finire in strade impervie o troppo sterrate (il car rental vi darà comunque una mappa chiara su dove non andare!). Girare con i bus del trasporto pubblico locale, da quanto abbiamo potuto osservare, è soggetto a rigidi orari, come è normale che sia, ma possibile. Ad Astypalea è attivo un servizio di navette elettriche dal nome Astybus, a cui si acccede scaricando la relativa app.
  • Nella stragrande maggioranza dei casi, né ad Amorgos né ad Astypalea è necessario prenotare ristoranti.
  • In quasi tutte le spiagge nominate esiste una porzione attrezzata e una libera (non dimenticatevi l’ombrellone e un sasso con una fune a cui ancorarlo durante le giornate di vento!). Salvo qualche eccezione, c’è almeno un chiosco per acquistare dell’acqua o fare un pranzo leggero.
  • Per quanto riguarda il meteo, l’unica cosa di cui vi dovete preoccupare ad Amorgos e Astypalea è il meltemi. A seconda del punto da cui soffia, imparerete a scegliere le spiagge del nord piuttosto che quelle a sud. Chiedete ai locals dal primo giorno per sapervi orientare oppure scaricate una delle tante app specializzate in venti!

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Se sei alla ricerca di altri nostri consigli, trovi tante altre ispirazioni a questo link per le gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

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Enoteche con cucina a Milano: 30 indirizzi per bere (e mangiare) bene /enoteche-con-cucina-a-milano-30-indirizzi-per-bere-e-mangiare-bene/ /enoteche-con-cucina-a-milano-30-indirizzi-per-bere-e-mangiare-bene/#comments Thu, 07 Nov 2024 05:00:00 +0000 /?p=82561 Storiche, con piatti eccezionali o etichette mirabolanti: ecco lei enoteche con cucina che abbiamo selezionato per voi.

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Non è di certo un segreto il dilagare negli ultimi tempi delle enoteche con cucina a Milano: chiamatele vinerie oppure bistrot, quello che le accomuna tutte è una ricerca su ingredienti di qualità e artigianalità, sia per quanto riguarda le proposte cibo che per il vino. Abbiamo riassunto di seguito i nostri 30 indirizzi preferiti suddivisi per categoria, ma con un unico comune denominatore: un’ampia scelta di vino, e la presenza di una (più o meno) piccola cucina. Ecco quindi le 30 enoteche con cucina a Milano che amiamo!

30 enoteche con cucina a Milano che amiamo

Enoteche con cucina per bere vini ricercati

BAR PARADISO (Porta Romana). A metà tra un bar a vin in stile francese e un locale storico meneghino, questo spazio offre una vasta selezione di etichette (la cantina annovera più di 5mila referenze), includendo nomi noti ma anche produttori di nicchia provenienti da tutta Europa, con particolare attenzione a Italia, Francia e Spagna. Ciauscolo marchigiano, torta di rose di Cascina Lago Scuro, crescia sfogliata di Urbino sono solo alcuni dei must che troverete nel menu del giorno.

TEMP (Risorgimento). Se siete alla ricerca di un posto tranquillo dove ricaricare le batterie, sorseggiando un calice di ottimo vino, accompagnandolo con alcuni dei formaggi più buoni della città o magari un hamburger, questo è il posto per voi. L’ambiente rilassato, l’estrema gentilezza e disponibilità di Emanuele, il proprietario, e la bontà del bun o del loro panino con tartare fanno di Temp uno dei nostri posti preferiti.

OSTERIA ALLA CONCORRENZA (Porta Venezia). La Concorrenza nasce sulla falsariga dei bacari veneziani, dove poter scegliere un bicchiere di vino stuzzicando piatti in condivisione. Sulla grossa lavagna posizionata all’ingresso potrete scegliere i piatti del giorno, tra focacce farcite, crostoni succulenti, verdure, carne, sottaceti e conserve. Inutile dirvi di prenotare con largo anticipo.

VINOTHEQUE (Anfossi). Enoteca specializzata in champagne e vini francesi, come si può dedurre dal nome e dall’insegna al neon che illumina la strada antistante. Anche la carta del cibo propone prodotti quasi esclusivamente made in France, tra cui un’ottima varietà di ostriche, tartine, salumi e formaggi. Tante le serate a tema organizzate anche grazie alla presenza di un grande tavolo conviviale presente nel locale.

VINOIR (Naviglio Grande). Ci spostiamo sui Navigli, dove l’indirizzo ormai consolidato per gli amanti del vino porta indiscutibilmente il nome di Vinoir che dal 2012, anno della sua apertura, si è allargato sia in termini di spazi che di proposte. L’offerta di etichette naturali è concentrata sull’Italia, ma si trovano anche referenze da Spagna, Portogallo, Francia e altri Paesi europei. Alla sera si può anche stuzzicare qualcosa grazie alla proposta di piatti espressi.

Enoteche con cucina e piatti eccezionali

DEPOSITO ENOTECA (Porta Venezia). Ampi scaffali di vino, tavoli comodi, luce soffusa: da Deposito si sta sempre molto bene, complice una proposta food che riesce a stupirci ogni volta. Troverete in carta la sezione crudi (sia di mare che di terra), una parte tutta dedicata ai vegetali (incredibile la loro lattuga alla brace, tuorlo, pecorino), per poi passare alla brace e alcuni primi piatti, tutti eccellenti sia nella qualità che nelle porzioni.

SILVANO VINI E CIBI AL BANCO (NoLo). Ci siamo fiondati sin dalla sua apertura (come testimonia il nostro reel), ma da Silvano, siamo sinceri, torniamo appena ne abbiamo occasione. Sarà per l’ambiente un po’ di quartiere, la gentilezza dello staff, il menu che cambia costantemente ed è sempre meglio della volta precedente. Non perdetevi il patè di fegatini, il ragù (obbligatorio fare la scarpetta), le loro verdure, e la ricotta infornata servita come dolce!

TIPOGRAFIA ALIMENTARE (Naviglio Martesana). Che sia per una colazione a base di cinnamon roll, un pranzo a base verdure o un aperitivo con un calice di vino e un trancio della loro incredibile pizza al padellino, vi assicuriamo che vale sempre la pena raggiungere Tipografia Alimentare in Martesana. Qui la scelta di vini è focalizzata su produttori che lavorano al naturale, e nella carta food, che cambia di giorno in giorno, troverete in prevalenza vegetali, anche se non mancano eccezioni (come l’ottimo katsusando di lingua).

MESTÈ (Scalo Porta Romana). Mestè è un piccolo locale nella zona Sud di Milano, con una decina di coperti o poco più, che d’estate aumentano grazie al delizioso dehor antistante. Anche qui in carta troviamo prevalentemente vini naturali, alcuni piatti da condividere per l’aperitivo, e una proposta più sostanziosa per la cena, con un paio di primi piatti e alcuni secondi, adatti sia a vegetariani che onnivori.

LEVANTE RADICI MEDITERRANEE (Isola). Le radici mediterranee di Levante, oltre che nel nome, sono ben presenti nel menu, un punto di incontro tra alcune influenze di Grecia e Calabria, Spagna e Marocco, Puglia e Libano. Il risultato è un viaggio interessantissimo che vi verrà raccontato con passione da Angelo, uno dei proprietari, che saprà consigliarvi alla perfezione anche quale vino abbinarci. Piatti da non perdere: fagiolini, nocciole caramellate, menta e pecorino e le bombette pugliesi!

Nuovissime enoteche con cucina

BICCHIERINO BAR (Giambellino). Un wine bar gestito da un gruppo di amici, con un’atmosfera un po’ retrò grazie agli arredi provenienti da mercatini vintage e vecchi rigattieri. Siamo nel quartiere di Giambellino, da subito diventato punto di ritrovo di moltissimi giovani che si spingono fin qui per degustare ottimi vini e condividere piatti, cocktail e birre artigianali.

BAR NICO (Città Studi). Ci spostiamo in Città Studi, anche se a guardare Bar Nico sembra di essere in una qualsiasi città del Nord Europa: interni minimalisti, gioco di luci, scaffali di bottiglie di vino alle pareti, e uno splendido bancone di pietra che svetta al centro del locale. Qui non c’è una vera e propria cucina, ma gli ingredienti sono frutto di studio e ricerca (su tutti vi suggeriamo la salsiccia cruda e il comtè), e non sono da meno i vini.

ULTRAMARINO (Porta Venezia). “Vini naturali e gente di mare“, così si presenta Ultramarino, riassumendo alla perfezione la proposta di vini artigianali e piattini che ritroverete in carta, la maggior parte a base pesce, con salumi di mare siciliani e un tocco spagnoleggiante nelle tapas. Curiosità: ultramarinos significa proprio drogheria in spagnolo.

MINERALE BAR E CANTINA (Darsena). Qui la cucina si arricchisce con un’ampia selezione di piatti che valorizzano i vegetali come protagonisti, senza tralasciare proposte a base di carne e pesce. Non mancano taglieri di salumi e formaggi di alta qualità, tra cui spiccano i formaggi affinati da Guffanti e il pane a lievitazione naturale di Longoni. L’ambiente è vivace e ben frequentato, e la scelta di vini molto ampia.

ATYPIQUE (Moscova). Aperta a fine 2023, a metà strada tra Moscova e Porta Volta, Atypique è un bistrot/enoteca specializzato in vini artigianali e naturali, italiani ma anche tanto francesi, con crostoni, taglieri e hamburger (non perdetevi il loro smash) di produttori scovati in giro per il mondo. Spesso nel weekend organizzano delle belle serate tematiche con degustazione.

Enoteche con cucina di quartiere

LA BOTTE FATALE (NoLo). Rilevata nel 2020 dall’attuale proprietario di origini francesi, Thomas, questa enoteca in realtà rifornisce da più di 30 anni il quartiere di NoLo con il suo vino sfuso. Il locale si è rinnovato e modernizzato, con una selezione di vini davvero notevole. Grande attenzione è riservata anche all’arte, grazie allo “Spazio Bidet,” un’area espositiva nella vetrina accanto, e a un ricco programma di eventi, tra cui jam session, DJ set e tante collaborazioni con alcune delle realtà di ristorazione più accattivanti del momento, che il sabato vengono “ospitate” in carta per le proposte del pranzo.

VINO (Porta Romana). Si tratta di una piccola enoteca in via Pier Lombardo, a pochi passi dalla fermata Porta Romana. Propone tante etichette, con ampio spazio dedicato alla Francia, ma anche tanti eventi come presentazioni di libri (a tema vino, of course), degustazioni, incontri con produttori, collaborazioni con altri locali e dj set.

SHIUA (Solari). È un locale di recente apertura specializzato in vini naturali e succhi biologici, per la felicità degli amici che preferiscono bevande analcoliche. Nelle proposte dalla cucina, ritroverete invece alcuni indizi circa le origini ecuadorene del gentilissimo proprietario, Daniel: ceviche di ricciola, remolacha con insalata russa, chips di platano e tortilla con formaggio fresco dell’Ecuador!

RED RED WINE (Bande Nere). Non abbiamo mai fatto mistero di quanto ci piaccia questa enoteca in Bande Nere, che coi suoi tavolini in legno, bottiglie ovunque e una gestione competente e appassionata si conferma a ogni nostra visita un posto del cuore, ideale per un date o una serata tra amici. Una volta entrati qui non vi resta che far andare lo stress, farvi consigliare un buon vino e accompagnarlo con tartine, tartare e altri piatti senza troppe pretese ma gustosi.

SEMPLICEMENTE VINO (San Siro). Rimaniamo a Ovest, ai bordi di via Novara, per un altro indirizzo frequentato da chi qui ci vive, perché in questa enoteca piccola e accogliente ci si sente a casa. Ideale per un aperitivo coi tavolini all’aperto nella stagione estiva o per un calice volante quando fa più freddo, questo indirizzo fa semplicemente quello che ci aspetteremmo: servire buon vino (in bottiglia o sfuso) accompagnato da taglieri e stuzzichini, a un prezzo onesto.

Enoteche con cucina per stare all’aperto

E/N ENOTECA NATURALE (Darsena). Forse il nostro spazio preferito all’aperto dove poter sorseggiare un calice di vino! A pochi passi dalla Darsena, da Enoteca Naturale si viene d’estate per godere dello splendido e ampio giardino, ma anche in tutte le altre stagioni per un aperitivo o cene più sostanziose: qui il menu è molto ampio, e tutti i piatti si prestano molto alla condivisione.

CRU ARCO (Sempione). Tra i tanti discutibili bar che affollano la zona Sempione di aperi-cene, per fortuna c’è Cru, microscopica enoteca con mescita che espande i suoi posti a sedere con il dehor antistante, e che affaccia proprio sull’arco della Pace. Godetevi la vista e fatevi consigliare, sia per quanto riguarda una bottiglia di vino (qui prevalentemente naturale), sia per quanto riguarda la vasta selezione di crostoni e taglieri (ma non perdetevi il ciauscolo!).

VINELLO (Gambara). E sempre a proposito di piccole enoteche che si espandono con la bella stagione, impossibile non menzionare Vinello e i suoi tanti tavolini che affollano piazzale Gambara. Tantissime etichette, crostoni, focacce, e anche tartare: qui si sta sempre bene e si organizzano anche corsi di avvicinamento al vino!

ASVN ASSOCIAZIONE SALUMI E VINI NATURALI (Brera). [CHIUSO DEFINITIVAMENTE] Potrebbe quasi passare inosservato a un passante distratto, ma segnatevi questo indirizzo in Corso Garibaldi. Percorso il lungo locale, verrete accolti in un meraviglioso giardino, incorniciato tra vecchie mura con mattoni a vista. Qui, oltre a vini naturali e non solo, vengono servite focacce e pizze farcite, immancabili formaggi e salumi e i crostoni con materie prime ottime. Inutile dirvi che è un indirizzo perfetto per un date!

O|NEST (Acquabella). La cucina, da Onest, si fa una cosa un po’ più seria, e, udite udite, rimane aperta tutto il giorno, sin dalla colazione (in cui viene proposta anche una bella varierà di specialty coffee), passando per il pranzo e diventando più corposa ad orario di cena. La scelta spazia tra tanti piatti a base vegetale, ma anche pesce, carne, e alcuni piatti da condividere durante un aperitivo. L’ambiente è tranquillo e rilassato, e si presta benissimo a lunghe chiaccherate, o pomeriggi di “lavoro”.

Enoteche storiche

CANTINE ISOLA (Sarpi). Nella orientalissima Paolo Sarpi, tra dim sum e street food, si trova questa storica enoteca che sembra non passare mai di moda. Scegliete una bottiglia tra le centinaia di etichette esposte alle pareti; qui una vera cucina non c’è (anche se vi verranno offerti dei finger food freddi per accompagnare il vostro calice), ma in compenso potrete ordinare dai mille locali cinesi (e non) in zona e accompagnare con ravioli o bao, per esempio, il vostro vino preferito.

BOTTIGLIERIA BULLONI (Washington). Bottiglieria Storica che rimane aperta tutto il giorno, sin dalla colazione fino alle ore 23. Qui si viene ovviamente per il vino, ma anche per ottimi aperitivi, piatti freddi come tartare di pesce e carne, o qualche piatto dalla cucina, come risotto alla milanese o parmigiana di melanzane. Se siete un gruppo di amici, ricordatevi che al piano inferiore c’è una splendida sala che vi regalerà un po’ di intimità.

BOTTEGA DEL VINO LA COLONIALE (Darsena). Un posto veramente rustico, con alcune panche di legno dove consumare i vini che avrete scelto dalla vastissima carta della mescita. Anche qui ci concediamo una piccola licenza, dal momento che non c’è una vera offerta gastronomica, ma non potrete che innamorarvi dell’atmosfera vecchia Milano che si respira alla Coloniale, e, perché no, cogliere l’occasione per comprare qualche qualche prodotto dall’attigua bottega!

IL CAVALLANTE (Porta Romana). A pochi passi dalla fermata della metro Porta Romana, il Cavallante è una di quelle certezze che a volte dimentichi persino che esista, ma ogni volta che torni ti ripeti che dovresti farlo un po’ più spesso. Con un’eccellente proposta di vini, un ambiente ampio e tranquillo e una bella scelta di piatti dalla cucina, è un posto che si presta per un incontro tra amici, ma anche per un date. Ricordatevi che rimane chiuso sabato e domenica.

RICERCA VINI (Conciliazione). Scomodare il termine ‘istituzione‘ per questa enoteca con cucina di via Vincenzo Monti è più che appropriato: ritrovo delle sciure di zona e porto sicuro quando si tratta di acquistare una bottiglia importante, Ricerca Vini è da quasi 80 anni una sicurezza a Milano Ovest. Tra la scelta di un’etichetta e l’altra potete anche sedervi e accompagnare il vostro calice con salumi e formaggi, (deliziosi) sottoli, ma anche tartare, acciughe del Cantabrico e sarde in saor.

Altre enoteche con cucina di cui vi abbiamo già parlato:

Palinurobar
Surlì
Vineria Eretica
Hic Enoteche
TOW – The Odd Wine
Cantina Urbana
Sciuma
Hic Enoteche
El Buscia
Les Rouges
Surlì
Vinodromo

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Questa compilation ti è piaciuta? Scopri qui le nostre enoteche all’aperto preferite e qui i nostri consigli su 10 enoteche perfette per un aperitivo!

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10 giorni nelle Cicladi tra Andros, Tinos e Syros /cicladi-cosa-fare-vedere-andros-tinos-syros/ /cicladi-cosa-fare-vedere-andros-tinos-syros/#comments Tue, 09 Jul 2024 06:00:00 +0000 /?p=75210 Un itinerario meno battuto di altri per scoprire tre meravigliose isole delle Cicladi molto vicine ma diverse tra loro: Andros, Tinos e Syros.

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Un itinerario meno battuto di altri per scoprire tre meravigliose isole delle Cicladi molto vicine ma diverse tra loro: Andros, verdissima e selvaggia; Tinos, dall’ottima cucina e dai mille paesini; e Syros, la più piccola ma ricca di sorprese. Noi abbiamo fatto questo itinerario in una decina di giorni, ma c’è parecchio da vedere e la permanenza può raddoppiare senza annoiarsi. Arrivati all’aeroporto di Atene, abbiamo raggiunto il porto di Rafina e da qui siamo salpati col traghetto per questa avventura attraverso l’Egeo. Dopo un paio d’ore di navigazione, siamo arrivati alla prima tappa.

ANDROS: COSA VEDERE

  • SBARCHIAMO A GAVRIO. Gavrio è il porto dell’isola da dove salpa e dove attracca qualsiasi traghetto, e che quindi accoglie tutti i visitatori. Si tratta di una cittadina non imperdibile ma fondamentale, perché è lì che troverete l’autonoleggio che vi serve per prendere la macchina che vi porterà alla scoperta dell’isola.
  • A BATSI ANDROS DÀ IL SUO BENVENUTO. Si tratta di un paese che si affaccia su un’incantevole baia piuttosto tranquilla a pochi chilometri dal porto di Gavrio. Batsi è quindi una tappa obbligata, oltre a essere un’ottima base dove alloggiare per poter visitare l’isola in lungo e in largo. Qui troverete tantissimi ristoranti, dai più turistici a quelli più tradizionali, oltre a numerosi hotel e affittacamere. La parte più viva è quella della marina del porticciolo turistico, dove sono concentrati i locali, alcuni dei quali sopraelevati e da cui si gode una vista notevole. Dall’altro lato delle baia, invece, c’è una bella e lunga spiaggia di sabbia, comoda e perfetta se non avete voglia di spostarvi.
  • ESPLORANDO L’ISOLA. Girando per le strade dell’entroterra di Andros, colpisce l’incredibile quantità di vegetazione rigogliosa, in netta contrapposizione con l’immaginario della classica Ciclade. Questo perché si tratta di un territorio, a tratti anche impervio, ricco di fonti spontanee che permettono all’isola di essere unica nel suo genere. Ci siamo fermati a Menites, un posto a dir poco speciale dove sotto un arco fittissimo di enormi platani sgorgano numerosi zampilli in fontane a bocca di leone. Da lì parte anche uno dei molti percorsi di trekking in mezzo al verde di Andros, per gli appassionati del genere.
  • LA CHORA. Come ogni isola greca che si rispetti, Andros ha la sua Chora, ossia il suo “capoluogo”, e in questo caso è anche uno dei più belli che ci sia capitato di vedere per la le piazzette e le stradine lastricate, l’impiego del marmo nelle decorazioni di archi e finestre e la posizione particolarissima di questo centro che per una parte della sua estensione è a picco sul mare. Non mancano, naturalmente, locali con i tavolini esterni dove fermarsi per una pausa con un caffè freddo e negozietti dove fare un po’ di shopping.
  • IMPERDIBILE LA VECCHIA CHE SALTA. No, non siamo impazziti. Questa è la traduzione letterale del nome della spiaggia – a nostro parere – più bella dell’intera isola, Tis grias to pidima. Perché si chiami così resta un mistero, nonostante le numerose leggende. Per arrivarci si deve scarpinare un po’ ma la sabbia bianca, l’acqua trasparente e la caratteristica roccia monolite che le sta di fronte creano uno scorcio che ripaga interamente lo sforzo. Come accade per altre spiagge non così facili da raggiungere, lì non troverete nessun tipo di attrezzatura né di ristoro, perciò se pensate di trascorrervi la giornata partite con qualche genere di conforto. Il nostro consiglio, però, è di farvi una bella nuotata, godervi il panorama per un paio d’ore e poi ripartire all’esplorazione dell’isola.
  • UNA GIORNATA DI RELAX A VITALI. Cambiando completamente genere, anche la spiaggia di Vitali ci è piaciuta tantissimo. Si raggiunge scendendo in macchina attraverso uno sterrato da percorrere con calma, ma alla portata di tutti e con qualsiasi auto. Già durante la discesa colpisce il mare azzurrissimo e una volta arrivati ci si può godere una spiaggia attrezzata con lettini e ombrelloni a prezzi onestissimi. C’è anche un baretto che serve piatti veloci e frutta fresca.
  • ALTRE SPIAGGE. L’isola ne offre davvero tante e per tutte le esigenze: oltre a quella di sabbia dorata di Batsi di cui vi dicevamo prima, grande e comodissima da raggiungere, ci sono tantissime baie più o meno accessibili e di conseguenza più o meno frequentate. Noi in 4 giorni non ne abbiamo viste altre, ma ci hanno detto che Paralia Pirgos è stupenda (si raggiunge però solo con una 4×4 o con una lunghissima camminata).

ANDROS: DOVE MANGIARE

  • DROSIA MENITES. Questo ristorante ci è rimasto nel cuore: è uno dei posti più suggestivi dove abbiamo mai mangiato. Sarà che faceva caldissimo, sarà che non ce l’aspettavamo quando ci siamo seduti sotto i platani secolari dove sono sparpagliati i tavolini di questo locale, fatto sta che ci siamo sentiti proprio felici. E lo siamo stati ancora di più una volta ordinata dell’acqua fresca (che i camerieri prendono con le brocche direttamente dalle fonti di Menites) e del vinello bianco beverino. I piatti che ci hanno definitivamente conquistato sono stati due: la fourtalia, piatto tradizionale di Andros di cui si litiga con Tinos la paternità, che consiste in una sorta di tortilla con patate, cipolle e la tipica salsiccia della zona, speziata con il finocchietto; e un’insalata di pomodori spellati (!!!), capperi e feta sbriciolata che ancora oggi ricordiamo con commozione. No, rifatta a casa non è stata minimamente la stessa cosa.
  • OTI KALO. Questo è indubbiamente il nostro ristorante preferito di Batsi, dove siamo capitati per caso la prima sera e che ci ha visti tornare alla prima occasione. È una classica taverna greca dove si possono trovare i patti più celebri di questa cucina a base di verdure, carne e pesce. Ci è piaciuto tutto quello che abbiamo assaggiato, in particolare la moussaka (tipico sformato di melanzane e carne trita), i dolmadakia (involtini di fogli di vite ripieni di riso), l’agnello al limone e il calamaro alla griglia. Le porzioni sono state parecchio abbondanti e i prezzi giusti. Ulteriore plus, dalla terrazza si gode di una vista sulla baia davvero incantevole.
  • TO STEKI TOU ANDREA. Si trova nella zona nord-esse dell’isola, si mangia sotto un bel pergolato e la cucina è casalinga e senza fronzoli. Consigliato soprattutto a chi ama i gatti, qui ne troverete tantissimi che si aggirano tra i tavolini in cerca di avanzi golosi.

TINOS: COSA VEDERE

  • SBARCHIAMO A TINOS. Ripartiamo da Gavrio, dopo aver riconsegnato l’auto, alla volta di Tinos, dove arriviamo con un altro paio d’ore via mare. Il porto di Tinos è praticamente in città, la Chora dista 300 metri e si raggiunge a piedi in un attimo. Il paese è di medie dimensioni, con tre-quattro viuzze particolarmente belle, ma la cosa che colpisce immediatamente è il santuario dedicato alla Madonna che domina la cittadina ed è meta di pellegrinaggio da parte degli ortodossi di tutta la Grecia e non solo. Motivo per cui è caldamente sconsigliato visitare per turismo l’isola durante la settimana di Ferragosto, quando arrivano persone da ogni dove per la celebrazione del culto. L’isola straripa di gente e i prezzi lievitano. Sappiamo che spesso è l’unico momento utile a disposizione, ma si rischia di non godersi la magia di questo posto dai ritmi normalmente molto tranquilli.
  • L’ISOLA DAI MILLE VILLAGGI. La particolarità di Tinos sono i piccoli borghi di cui è disseminata, uno più grazioso dell’altro e alcuni veri e propri gioielli. Il bello di Tinos, secondo noi, è proprio girare scoprendoli uno per uno. Per questo motivo, anche questa volta abbiamo noleggiato una macchina in città: vi consigliamo l’autonoleggio Vidalis, Yannis e il suo team sono super gentili e affidabili. I nostri paesini preferiti sono Kampos con i suoi campanili scolpiti, Isternia da cui si gode una vista spettacolare sull’Egeo davvero imperdibile, Dyo Choria con la sua deliziosa piazzetta, Volax con le poesie scritte su porte e imposte e le botteghe di artigianato, Panormos, un villaggio di pescatori sul mare che sembra fermo nel tempo. Ma si potrebbe continuare a lungo.
  • UNA TAPPA IRRINUNCIABILE. Un paragrafo tutto suo se lo merita Pyrgos, senza dubbio il più bello dei paesini di Tinos: viuzze bianche, colonne e finestre scolpite di marmo, porte blu e buganville a ogni angolo. Una miriade di chiese e chiesette, piccoli giardini fioriti, fontane e infine la piazzetta centrale dove un platano secolare domina la scena e invita a godersi la sua ombra davanti a una Fix o a un metaxa. Qui si trova anche un museo dedicato alla lavorazione del marmo, arte tradizionale di Tinos che ospita infatti una grande cava. Poi, ci sono negozietti di artigianato e di gioielli molto carini, diversi bar e un paio di taverne. C’è anche un laboratorio che sforna pane e dolci che vende al pubblico, seguite il profumo e lo troverete!
  • IL MONASTERO. È interessante anche una visita al monastero ortodosso che si trova sull’isola. Ricordatevi di avere gambe e spalle coperte per poter entrate e avrete accesso a parecchio dello spazio abitato dalle monache devote a Santa Pelagia, patrona dell’isola e colei che fece erigere il santuario in città. Qui sono anche conservate ed esposte alcune reliquie della santa e potrete godere di uno stupendo panorama.
  • EXOMBURGO. Si tratta del monte che domina l’isola e sotto la cui vetta si può arrivare in macchina. Lì troverete un grande spiazzo dalla vista incredibile su tutta l’isola e una piccola cappella votiva.
  • AGIOS IOANNIS PORTO. Qui è dove abbiamo alloggiato e dove troverete ben due spiagge divise da un mini promontorio: una piccola baia riparata che però dopo pranzo è in ombra, e una spiaggia lunghissima e ampia. Ci sono diverse strutture che forniscono lettini e ombrelloni, nonché diverse oppurtunità per pranzare o bere qualcosa.
  • ORMOS ISTERION. La spiaggia più suggestiva dell’isola secondo noi, acqua cristallina e sabbia fine. Anche qui trovate nei paraggi diversi ristoranti ma niente attrezzature.
  • KOLIYMBITHRA. C’è un po’ di Ibiza in questa spiaggia dalle vibes hippie, con un furgoncino a fare da bar e i caratteristici ombrelloni bassi con cuscini di iuta. Bella atmosfera, ma da questo lato dell’isola il mare è quasi sempre mosso, tenetelo in considerazione.
  • LAOYTI. Si tratta di un’altra spiaggia molto incontaminata e selvaggia. Qui il fondale è subito profondo e il paesaggio ancora una volta diverso. C’è un fiumiciattolo che sfocia nel mare dalla spiaggia, rendendola particolare. Troverete anche un baretto e qualche lettino e ombrellone.

TINOS: DOVE MANGIARE

  • GI OURANOS THALASSA. Questo ristorante si trova a Kionia, sul mare, e ci piace moltissimo, sia perché si mangia molto bene sia perché fa una cucina greca un po’ diversa dal solito. Lo chef è un personaggio (ha partecipato anche a qualche programma greco di cucina) e la qualità è davvero una spanna sopra agli altri. È tutto buono, ma a nostro parere l’hallumi come lo fanno qui gioca un altro campionato, insieme alla Pavlova che non sarà tipica delle Cicladi ma è altrettanto paradisiaca. I prezzi sono un po’ più alti della media, ma questo posto, per noi, vale assolutamente la spesa.
  • O ROKOS. Una ruspantissima e deliziosa taverna nel bel paesino di Volax. Da qui non si vede il mare, anzi, il locale è circondato dalle strane montagne di questa parte dell’isola, ma il sapore dei suoi piatti non vi farà sentire la mancanza di nulla. Qui secondo noi ci sanno fare particolarmente con la carne e se vi piace l’agnello non potete perdervi le costine alla griglia. Fatevi portare anche il loro formaggio, le olive e la salsiccia di Tinos e ve ne andrete felici, avendo speso il giusto.
  • MALAMATENIA. Si tratta di uno dei ristoranti più popolari dell’isola. Ha un ottimo rapporto qualità prezzo e qui si trovano tutti i grandi classici della cucina ellenica, ma anche piatti meno conosciuti. Vi consigliamo di provare, per esempio, la mostra, una sorta di frisella molto grande con pomodori e feta, e dei peperoni simili ai friggitelli ripieni di formaggio piccante da volare via.
  • MAISTROS. Siamo a Panormos. Se dopo una visita al borgo vi viene fame, in 10 minuti di auto sarete seduti a un tavolo di questo ristorante. Da Maistros si mangia pesce e lo si mangia bene e in modo vario, cosa rara per le Cicladi, anche se può sembrare un paradosso. Ottime le cozze, le sardine marinate e anche i calamari fritti.
  • HALARIS. Questo non è un ristorante ma una pasticceria, un sogno forse: è una delle più famose della Grecia e non è un’iperbole. È nella Chora, non lontano dal porto, e la sua storia inizia nel 1923. Obbligatorio passare di qui e portarsi via in una delle caratteristiche scatole marroni un po’ di dolcetti di pasta di mandorla o qualsiasi altra squisitezza catturi la vostra curiosità. I nostri preferiti sono dei biscotti con l’arancia candita e dei dolci con la panna montata.

SYROS: COSA VEDERE

  • ERMOUPOLI. A Syros siamo stati in giornata, è una bella gita che si può fare partendo da Tinos con un’oretta di traghetto all’andata e altrettanto al ritorno. Quello che vi diamo qui è, quindi, solo un assaggio dell’isola a cui si potrebbe serenamente dedicare qualche giorno per esplorarla per bene. Si sbarca a Ermoupoli, una vera e propria città che non è solo la principale di Syros, ma è anche il centro più importante delle Cicladi, sia a livello culturale sia amministrativo. Dimenticatevi tutto quello che avete imparato a Tino e Andros sull’architettura cicladica: gli edifici di Ermoupoli sono imponenti e in stile neoclassico, e ne lasciano subito intuire il passato glorioso e un presente ancora vivo. Passeggiare per le sue strade è davvero piacevole e gli scorci che regala sono qualcosa di unico, soprattutto pensando che si è su una piccola isola dell’Egeo. Oltre a diversi monumenti storici, musei e bellissimi palazzi, non mancano ristoranti, bar e locali. Ci sono anche parecchie scale che conducono alla parte alta della città; sono belle ripide ma regalano all’arrivo scorci molto suggestivi.
  • TEATRO APOLLO. Se ci leggete, sapete anche della nostra passione per il teatro e non potevamo non visitare quello che si trova qui. Il Teatro Apollo è una riproduzione in “miniatura” della Scala di Milano in mezzo al Mediterraneo ed è un polo culturale importantissimo della zona. La sua stagione dura tutto l’anno (sogno!) e ospita sia spettacoli d’opera sia di prosa. Il suo palco è stato calcato dalla Callas così come da tantissimi nomi della lirica mondiale. L’edificio è degli anni 60 dell’800 ed è un omaggio al melting pot delle culture che sono passate di qui: il soffitto del foyer, per esempio, riprende quello del Partenone, ma al posto della rosa raffigura la stella dei mari veneziana, rimando alla dominazione della Serenissima su queste isole.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

  • COME ARRIVARE. Per fare questo viaggio potete volare su Atene come abbiamo fatto noi, ma anche su Mykonos che dista solo mezz’ora di traghetto da Tinos. I voli su Atene sono solitamente più economici, più frequenti e disponibili durante tutto l’anno, ma se volete aggiungere una tappa che magari non conoscete è un’idea. Potete anche arrivare ad Atene e rientrare da Mykonos o viceversa, insomma ci sono varie opzioni.
  • TRAGHETTI. È importante avere sotto mano orari e tratte dei traghetti, noi abbiamo utilizzato solitamente il sito onpenseas.gr. I traghetti in Grecia sono estremamente puntuali e anche piuttosto confortevoli. Può capitare, però, che con il mare grosso oppure a causa di uno sciopero siano fermi. Lì è necessario armarsi di pazienza.
  • NOLEGGIO AUTO. Vi consigliamo per la nostra esperienza di noleggiare la macchina sulle isole e non ad Atene o Mykonos. Imbarcarla vi costringerebbe a prenotare con largo anticipo per non rischiare di non trovare posto, vi costerebbe di più e dovreste fare lunghe file per imbarco e sbarco. Molto più agile prenderla in loco.

E voi siete mai stati in questa parte di Egeo? Avete altri suggerimenti? Fatecelo sapere con un commento o condividendo le vostre foto sui social con l’hashtag #ConoscoUnPosto!

Se siete alla ricerca di altri nostri consigli, trovate tutto a questo link per gite fuori porta e a questo per viaggi più lunghi.

L'articolo 10 giorni nelle Cicladi tra Andros, Tinos e Syros sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Due passi nel quartiere Casoretto a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /due-passi-nel-quartiere-casoretto-a-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-zona/ /due-passi-nel-quartiere-casoretto-a-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-zona/#comments Thu, 06 Jun 2024 06:00:00 +0000 /?p=77955 Cercate spunti per visitare il quartiere Casoretto a Milano? Qui trovate i nostri consigli in zona tra ristoranti, negozi e locali!

L'articolo Due passi nel quartiere Casoretto a Milano: cosa vedere e mangiare in zona sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Un tempo relegato a mera frazione del quartiere di Lambrate, poi diventato un simbolo di lotta politica negli anni 70 e luogo del Leoncavallo: ecco a voi il quartiere Casoretto, incastonato tra Piola e Città Studi, a pochi passi da Nolo e Via Padova. Perdonateci se a volte travalicheremo i confini del quartiere tracciati dalle mappe geografiche (anche se donano a Casoretto una graziosissima figura di “casetta”!), ma lo faremo col solo obiettivo di rendere questa guida il più completa possibile con tutti gli indirizzi su cosa vedere, cosa fare e dove mangiare in zona.

QUARTIERE CASORETTO A MILANO: COSA VEDERE E COSA FARE

  • CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA BIANCA DELLA MISERICORDIA. Chiamata anche Abbazia del Casoretto, dà il benvenuto a chiunque entri nell’omonimo quartiere, con la sua maestosa facciata che si staglia nel centro di Piazza San Materno. Risale al 400.
  • CHIESA APOSTOLICA ARMENA. La Chiesa Apostolica Armena si trova in una traversa di Via Porpora, insolitamente inserita, con la sua forma austera ed esotica, nella via affollata da villette dalle forme vittoriane. È la sede di rappresentanza dell’intera Chiesa armena in Italia. Vi si può accedere, solitamente, solo durante le funzioni religiose che si svolgono di domenica alle ore 11.
  • CHIESA DI SAN LUCA EVANGELISTA. Posta al confine col quartiere di Città Studi, questa chiesa di relativamente recente costruzione è stata la prima ad essere progettata da Gio Ponti nel 1957. Un esempio di architettura moderna ed essenziale. Non perdetevi la sua bellissima facciata di mattonelle grigie e il tetto spiovente.
  • PARCO TROTTER. Storicamente nato per ospitare l’ippodromo della Società del Trotter, di cui si possono scorgere ancora oggi il tracciato circolare e alcuni edifici storici, oggi il parco rimane un bellissimo spazio verde dove poter giocare, passeggiare, o semplicemente rilassarsi sul prato. Ha due ingressi, uno da Via Giacosa e uno da Via Padova, e, in quanto parco a uso esclusivo della scuola Casa del Sole, rimane chiuso al pubblico durante gli orari scolastici.
  • CAMPO TEATRALE. Questo spazio, situato proprio in Via Casoretto, opera nel campo della formazione artistica, dell’organizzazione di eventi e della produzione e distribuzione di spettacoli teatrali. Ospita anche un’importante scuola per la formazione degli attori, con corsi serali e diurni. La stagione teatrale è prevalentemente orientata al teatro contemporaneo, con ampi spazi a temi di attualità e di rilevanza sociale e a spettacoli anche per bambini e famiglie.
  • MURALES. A pochi passi da Campo Teatrale, superato il sottopassaggio dei binari, allungatevi a fare una passeggiata in Via Plezzo, costellata di murales, fino ad arrivare ad uno dei più grandi di Milano, un’opera dedicata a sette personalità perseguitate dal fascismo; è stato dipinto sulla facciata di un palazzo degli anni ’60, sede di Poste italiane, da parte del collettivo artistico Orticanoodles, insieme all’associazione OrMe, ad Anppia e a Poste e Comune di Milano per celebrare i cent’anni della Marcia su Roma (vi lasciamo qui anche il nostro articoli su altri bellissimi murales in giro per la città!).
  • CASA MUSEO SPAZIO TADINI. Questo luogo d’arte e cultura è stata fondato da Francesco Tadini e dalla moglie Melina Scalise, nell’edificio dove il padre di lui, lo scrittore e pittore del 900 Emilio Tadini, aveva dimora e studio artistico. Potete trovare la mostra permanente dedicata proprio a Emilio Tadini, ma anche opere di artisti giovani e meno giovani, noti e meno noti, insieme a tante manifestazioni culturali, conferenze d’arte e rassegne musicali. Al suo interno anche uno spazio dedicato alla fotografia sportiva d’autore, lo Sport Photography Museum.
  • CASA CICCA MUSEUM. Originariamente situato nella casa della leggendaria mistress Deborah the Queen di Porta Cicca in zona Navigli, da cui prende proprio il nome, negli anni questo spazio culturale si è evoluto e ha cambiato ben tre volte sede, sino ad arrivare all’attuale Via Arquà 11. Giulia Currà ne è la curatrice, e ha ospitato i più diversi artisti e artiste. Oggi è una casa museo con una collezione di oltre 3.000 opere e oggetti provenienti da ospiti che l’hanno attraversata, o che hanno deciso di farne parte grazie a una donazione.
  • SPAZIO MARTIN. Questa galleria d’arte nasce dall’unione di una pittrice, un designer e un architetto. Troverete dipinti, illustrazioni e opere d’arte, ma potrete anche partecipare a workshop di disegno, presentazioni di libri o a speciali cocktail night, sempre ad alto tasso artistico, of course!

QUARTIERE CASORETTO A MILANO: DOVE MANGIARE

  • TRATTORIA MIRTA. Vi abbiamo menzionato Mirta tra i ristoranti dove mangiare coi genitori, ma la verità è che noi verremmo mangiarci tutti i giorni con colleghi, parenti, amici e fidanzati! Qui troverete la cucina italiana di una vera trattoria, con ingredienti slow food del territorio e preparazioni semplici e senza fronzoli. Via libera a insalata di nervetti, ravioli e paste fresche, ma anche a incredibili polpette di carne, salamino cotto e insalata russa! Il servizio è sempre gentilissimo e l’ambiente super tranquillo.
  • PROPAGANDA ALIMENTARE. Vi abbiamo raccontato qui della nostra esperienza da Propaganda Alimentare, “agriturismo urbano e vineria” (per loro stessa auto definizione) improntato alle scelta di materie prime naturali e di qualità, provenienti da piccoli produttori selezionati, e a minimizzare gli sprechi alimentari. Qui si sta benissimo sia a pranzo che a cena, ma anche a bere un bicchiere di vino, stuzzicando qualche piatto dal loro menu.
  • TRATTORIA SINCERA. Una trattoria di recentissima apertura che propone cucina lombarda “Dalle Alpi al Po”, come recita il loro sito. E quindi via libera a mondeghili, risotti, cotolette alla milanese e ossobuco, in un ambiente di ispirazione anni 70 ma con alcuni pezzi di arredamento che strizzano evidentemente l’occhio a Instagram.
  • SLEPPA! Poteva forse mancare una pizzeria, nella nostra guida del quartiere Casoretto? Da Sleppa! troverete tantissimi gusti di pizze classiche e pizze gourmet, con l’utilizzo di ingredienti freschissimi e di qualità. Per i più coraggiosi e affamati, optate proprio per la “Sleppa”, con impasto XXL e consigliata per due persone (o per chi ha molta fame). Ambiente coloratissimo e molto pop.
  • ACCADEMIA LIBANESE. Si dice che sia stato il primo ristorante a portare la cucina libanese a Milano. Da Accademia Libanese troverete una cucina dai gusti tutti mediterranei, in un ambiente semplice e curato e con dei prezzi davvero onestissimi. Quindi via libera a Hommos (no, non è un errore di battitura), falafel, carne alla griglia e tabbouleh. Una menzione alla gestione familiare, gentilissima e accogliente.
  • TA’ BUENO. Ta’ Bueno è un ristorante di cucina peruviana frequentatissimo dai proprio connazionali, il che depone tutto a suo favore. L‘ambiente è decisamente allegro e spesso riscaldato da musica dal vivo. In menu troverete alcune specialità del Sud America come ceviche di pesce, manioca fritta ma anche carne alla griglia e degli ottimi pisco sour!
Guida quartiere Milano Casoretto Capoverde
Lo splendido spazio esterno di Capoverde | © Elisabetta De Candia
  • RISTORANTE CAPOVERDE. Pensavate davvero di averle viste tutte a Milano? Ebbene, vi presentiamo Capoverde, che è un ristorante ma anche vivaio! Qui potrete venire a scegliere la vostra futura pianta, ma anche un mazzo di fiori o complementi d’arredo, e poi fermarvi nell’attiguo ristorante, all’interno di una storica serra dove i tavoli sono immersi tra piante tropicali e piante grasse. Il menu propone diversi primi piatti, tra cui spiccano risotti, paste fresche e pizze.
  • RISTORANTE MAO. Mao rimane tra i nostri ristoranti cinesi del cuore. Quello in cui andare quando sia ha voglia di pollo fritto piccante (che qui è davvero davvero piccante!), ottimi ravioli alla piastra o fumanti scodelle di fuoco. Le porzioni sono decisamente abbondanti e i prezzi assolutamente competitivi anche per la tipologia di cucina! Ve ne avevamo parlato tra i migliori ristoranti cinesi semplici ma buoni nel lontano 2018, ma da allora ci siamo tornati infinite volte.
  • NOODLE HOUSE. Vi avevamo già raccontato nel nostro articolo di come si mangi da Noodle House. Se siete in zona e avvertite quell’improvviso desiderio di gimbap, bibimbap o, in poche parole, di cucina koreana.
  • IL FARO DI MILANO. Storico ristorante di pesce del quartiere. Tutto sembra essersi fermato agli anni 80, dall’arredamento del locale alle proposte del menu, con pesce fresco e ingredienti di ottima qualità, con ricette ispirate alla tradizione toscana.
  • UPCYCLE. Upcycle è il “primo bike cafè bistrot” d’Italia. Ovvero un bar e bistrot di quartiere dove passare a bere un caffè, pranzare, cenare, in un ambiente incentrato sul mondo della bicicletta. Ma “upcycling” è anche un concetto legato alla riconversione dei materiali di scarto, che qui viene adottato sia nelle scelte di arredo sia nelle riconfigurazione delle biciclette. La riconversione succede anche in cucina, sviluppata nel tentativo di realizzare il minor scarto possibile e con l’utilizzo di materie prime poco utilizzate. Qui potete anche venire a fare smartworking sui grandi tavoli sociali (motivo per cui vi avevamo parlato di Upcycle tra i migliori bar coworking di Milano).
  • CIRCOLO ARCI FIOCCHI. Si tratta del circolo ARCI di Casoretto, con sede in Viale Lombardia. Qui vengono organizzato numerosi talk, eventi, corsi di cucina e campus estivi, ma potrete venire anche a farvi un aperitivo il venerdì o il sabato, magari nel grazioso spazio esterno.
  • PASTICCERIE. Per fare colazione nel quartiere Casoretto, avrete davvero moltissima scelta! Tra le Righe è un locale specializzato in specialty coffee, con un’ampia selezione in fatto di colazioni dolci e salate (i croissant qui sono burrosissimi!), ma anche gelati artigianali e pranzi veloci. A pochi civici di distanza troverete la STorta, una bellissima “torteria artigianale“, dove fermarsi ad assaggiare una fetta di torta (o forse più), accompagnata da una tazza di te per una perfetta merenda all’inglese! Pasticceria Margherita è un altro indirizzo storico del quartiere, con le sue torte personalizzate, brioches appena sfornate e pasticcini per ogni occasione. Le Dolci Tradizioni è invece una pasticceria dal sapore un po’ francese, dove i croissant e “les éclairs” sono i veri protagonisti.
  • GELATERIE. La Siciliana dal 1956 è una vera e propria istituzione a Milano per gli amanti della pasticceria siciliana. Qui si viene per sua maestà la granita (rigorosamente con panna), ma anche per le meravigliose brioches (vi suggeriamo di venire durante il weekend, quando l’offerta aumenta di alcuni “special guest”, come la girella al pistacchio….) o cannoli siciliani. Buonissimo anche il panettone artigianale, segnatevelo per quando verrà la stagione. Un altro indirizzo per amanti di gelato e granite, è il Gelato del Gianni: qui troverete moltissime torte e monoporzioni, ma il vero punto di forza sono i numerosi gusti proposti in versione vegana senza lattosio, che per gusto e golosità non hanno davvero nulla da invidiare a quelli classici!

QUARTIERE CASORETTO A MILANO: DOVE BERE

  • TELA. Cocktail bar di recente apertura, che accoglie mostre di foto, illustrazioni e quadri di artisti emergenti della zona. Qui si viene per fare ottimi aperitivi o per sorseggiare un drink dalla lunga lista di signature drinks proposta. Il locale è semplice, l’atmosfera super tranquilla, e spesso si organizzano concerti, jam session, dj set e vernissage.
  • MOSCOW MULE. American bar dove la specialità, guarda un po’, è il celebre Moscow Mule, ovvero il cocktail a base vodka, ginger beer, lime e zenzero. Ma non solo: qui si bevono superalcolici e drink fatti davvero bene, con una piccolissima cucina di contorno. Locale frequentato da giovanissimi durante il weekend, più tranquillo durante la settimana.
  • BIRRIFICIO LAMBRATE. Ci sentiamo serenamente di affermare che il Birrificio Lambrate rappresenta uno dei pilastri meneghini dove poter bere dell’ottima birra artigianale a Milano. Qui troverete infatti moltissime tipologie di birre artigianali, di ogni colore e gradazione, ma anche hamburger, patatine e pulled pork ad accompagnare. L’ambiente è tranquillo e festaiolo. Non mancano serate con eventi dal vivo e dj set.
  • FRED. Se siete nostalgici dell’era dei vinili, o, più in generale, siete amanti della musica, non potrete di certo perdervi un aperitivo o un drink da Fred, ovvero l’acronomio di food, records and drinks. Qui si stuzzica e si sorseggiano cocktail circondati da dischi e vinili, che potrete anche direttamente acquistare in loco. Gli hamburger sono notevoli (ve lo suggeriamo anche per un brunch diverso dal solito), l’ambiente super rilassato, e i gusti musicali di indubbio gusto. Ci serve altro?
  • ALLANGOLARE. Allangolare nasce qualche anno fa, con l’apertura del loro primo locale in Via Plinio, quindi con il secondo genito nel quartiere Casoretto, in via Ampère. Si tratta di un bistrot aperto sin dalla colazione fino al dopo cena, dove poter trovare specialty coffee, un gran numero di vini, gin artigianali e una piccola ma succulenta carta di proposte food. C’è anche un graziosissimo cortile, e il negozio Fiorin Fioretto, un concept store e atelier di fiori.
  • NORAH WAS DRUNK. A pochi civici di distanza troverete un’insegna luminosa e un’unica vetrina affacciata su Via Porpora ad indicarvi che siete sbarcati da Norah Was Drunk, cocktail bar di recente apertura, ma che è subito diventato meta ricercata per gli amanti di distillati e non solo. Qui la proposta è particolare e interessante, con focus su assenzio e ostriche. Uno splendido bancone di marmo verde ad accogliervi e alcune sedute più riservate, dove potrete sorseggiare ottimi drink e scegliere qualche piatto dalle loro proposte, dove il vero protagonista è il pesce, che sia sotto forma di conserve in coloratissime scatole di latta portoghesi, ma anche crudi e piatti caldi più elaborati.
  • CHEERS PUB. Storica insegna di zona in puro stile “pub irlandese“, al Cheers Pub si viene per guardare le più disparate partite sportive (che sia campionato o Champions League) nei grandi maxi schermi, ma anche solo per sorseggiare una delle tantissime birre proposte, mangiare un hamburger, o il buonissimo pulled pork.
  • SALUMERIA DEL DESIGN. Un bar di quartiere che si definisce “progetteria“, ovvero un luogo che di giorno è uno spazio creativo e culturale, dove vengono progettati ed organizzati eventi, mercatini vintage e handmade. È il caso delle “Pulci Spettinate“, mercatino di vintage e delle botteghe creative, durante il quale Via Stanzio viene chiusa al traffico e diventa una vera e propria festa di quartiere. Ma la Salumeria del Design è anche un posto perfetto dove fermarsi per aperitivi a base di pane e salame, con vino, birre artigianali e cocktail. Anche la frequentazione non è niente male, ma ve ne avevamo già parlato qui.
  • L’ÉCHAPPÉE CLOSE. Libri e vini, rigorosamente dalla Francia. Abbiamo leggermente sconfinato nel quartiere di NoLo, per parlarvi di questo locale di cui ci siamo innamorati. Si tratta di una libreria francese, o meglio di una cave littéraire, dove accanto a libri per tutti i gusti, riviste e giornali, troverete una vastissima selezione di vini provenienti da viticoltori francesi indipendenti in viticoltura biologica. Aggiungeteci vernissage, spettacoli musicali, aperitivi in lingua francese, e serate con giochi da tavolo a tema vino. Insomma, da non perdere!
  • IL GIARDINO BLU. Passa quasi inosservato dalla strada, ma fidatevi di noi, entrate in questo piccolo locale in Via Teodosio, e lasciatevi sorprendere dall’incantevole terrazzo sul retro, con tavolini, lucine e piante all’aperto. Con il vostro drink vi verranno serviti degli stuzzichini “healthy” a base di frutta e verdura e spesso si organizzano eventi e aperitivi a tema.
  • HEMINGWAY CAFÈ. Un locale all’apparenza insolito vi trasporterà immediatamente in un’atmosfera un po’ cubana. Gli interni sono tappezzati di memorabilia e fotografie dello scrittore americano da cui il locale prende il nome, con cimeli a ricordarne gli anni a Cuba. Ampia scelta di whiskey e rum, ma anche di birre e cocktail.

QUARTIERE CASORETTO A MILANO: DOVE FARE SHOPPING

  • PRODOTTI TIPICI LUCANI A MILANO – DA FRANCESCA. Dalla Grecia alla Lucania passa giusto qualche km di Mar Ionio e Mediterraneo, ma in questo caso pochi metri di distanza nel quartiere Casoretto. In questo negozio di alimentare ci sono prodotti sott’olio, sughi e condimenti per crostini e paste, ma anche pane e grissini, peperone crusco, vino, pasta artigianale e biscotti. Tutto rigorosamente proveniente dalla meravigliosa regione del Sud Italia!
  • PESCHERIA DI CASORETTO. L’indirizzo giusto se siete alla ricerca di pesce freschissimo, selezionato ogni giorno dai due simpatici proprietari. Li troverete pronti a consigliarvi gli acquisti migliori, ma anche a farvi degustare cruditè di mare in loco. Ci sono infatti alcuni tavolini dove potersi fermare ad assaggiare le loro preparazioni, magari accompagnandole con un calice di vino. Su prenotazione, sono ordinabili anche grigliata mista e fritto misto d’asporto.
  • ENOTECHE. Enoteca il Grifo D’oro è un indirizzo storico del quartiere, un locale dalle modeste dimensioni che nasconde però un vasto assortimento di bottiglie dai prezzi più disparati, tra cui numerose proposte di pregiati superalcolici. Di più recente apertura invece è l’Enoteca Lambrate che, nonostante il nome, si trova in Via Teodosio, nel cuore del quartiere Casoretto. Qui la scelta di vini è davvero interessante, ma troverete anche birre artigianali, distillati e conserve.
  • GRISSINIFICIO EDLWEISS. Di certo non ha bisogno di presentazioni, quello che secondo noi è il miglior grissinificio di Milano! Appena varcata la soglia verrete immediatamente catapultati indietro nel tempo, grazie agli onorati 70 anni di attività che non ne hanno scalfito l’aspetto. Qui si viene per i mitici grissini “al sale”, ricoperti, per l’appunto, di fiocchi di sale all’esterno, ma anche per focacce, torte, e prodotti da forno. Ma mi raccomando, arrivate presto (si dice che i primi numeri vengano “staccati” alle 7 del mattino, sicuramente dopo le 9 troverete ben poco), e preparatevi a non poter più vivere senza questi mitici grissini!
  • KēKI LABORATORIO DI PASTICCERIA. A pochi civici di distanza troverete Kēki, un laboratorio di pasticceria che produce le più disparate torte su richiesta! Date un’occhiata al suo catalogo, alle “raimbow unicorn“, ma anche alle millefoglie con crema, crostate ricoperte di frutti di bosco, eclair e torte di mele. Per compleanni, matrimoni o battesimi che non passeranno sicuramente inosservati!
  • BADDARÒ. Fare shopping di seconda mano, ma soprattutto fare del bene, sostenendo una fondazione che ha come scopo la riabilitazione nella società di alcuni soggetti che vivono situazioni di disagio. Questo è possibile grazie ai fantastici ragazzi di Baddarò e della loro fondazione S.B.M e del progetto lavorativo della Cooperativa Sociale ONLUS Il Borgo in città. Nel negozio troverete tantissimi pezzi di arredamento, ma soprattutto abbigliamento vintage, tra vestiti, camicie, pantaloni e scarpe. Seguite la loro pagina Instagram per rimanere aggiornati sui loro eventi. Spesso organizzano nel quartiere dei mercatini vintage imperdibili!
  • VINTAGE E MODERNARIATO. Se siete alla ricerca di un pezzo vintage da collezione per la vostra casa, impossibile non fare un salto da Carrozzeria 900 (ve ne avevamo già parlato del nostro articolo dedicato ai migliori negozi di arredamento vintage di Milano), galleria di modernariato e antiquariato dove troverete tavoli, sedute, tappeti, ma anche lampade e specchi d’autore. Poco lontano si trova Mercatino3chic, un negozio specializzato nell’antiquariato, dove trovare pezzi di arredamento imperdibili, ma anche qualche pezzo di abbigliamento davvero notevole. L’ultimo indirizzo che vi consigliamo è Flanerie: si tratta di un piccolo locale con esposti pezzi di design ricercatissimi, ma chiedete all’istrionico proprietario ciò che state cercando, e sicuramente troverete qualcosa di cui innamorarvi nei suoi magazzini attigui.
  • LIBRERIE. Papermoon & Book è una libreria di vecchio stampo (non ha neppure un sito, ma si trova in Via Antonio Porpora 107), dove trovare libri altrove introvabili, agende, bigliettini di compleanno e oggetti di cartoleria, il tutto in compagnia del gentilissimo proprietario che talvolta organizza nel suo negozio anche corsi serali, ad esempio di scacchi. Spostandoci un po’ verso il quartiere di Nolo e di Via Padova, troviamo la libreria-bistrot Anarres, luogo ideale dove fermarsi a far colazione, pranzare o fare un aperitivo in compagnia di centinaia e centinaia di libri; ma anche Potlach, un luogo di aggregazione culturale e libreria indipendente dove consultare e acquistare libri, dischi, vecchie fotografie e stampe.
  • MATIOL GIOCATTOLI. Quanto possono essere diventati rari e introvabili a Milano i negozi di giocattoli di una volta? Ebbene, in questo piccolo negozio di quartiere, Matiol, troverete tutti i peluches di cui forse non sapevate ancora di aver bisogno, ma anche bambole, giocattoli in legno, giochi da tavolo e rompicapo per tutte le età!
  • MI WHEELS. Se invece volete acquistare una nuova bicicletta, o semplicemente siete alla ricerca di pezzi di ricambio, l’indirizzo giusto è quello di Mi Wheels, punto di riferimento per i ciclisti del quartiere.

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-milano-febbraio-2024/ /ristoranti-milano-febbraio-2024/#comments Thu, 15 Feb 2024 06:00:00 +0000 /?p=66719 Dai ristoranti nipponici alle enoteche, passando per il 'fine dining': ecco 10 ristoranti a Milano che abbiamo provato questo mese!

L'articolo Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese sembra essere il primo su Conosco un posto.

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Le ultime settimane sono state particolarmente uggiose, ma in barba al meteo abbiamo testato comunque tanti ristoranti a Milano! Dai grandi ritorni in ristoranti nipponici del cuore alle piacevoli scoperte di enoteche di quartiere, passando per cene che ti fanno sentire in Grecia e a ‘fine dining’ con la concretezza di una trattoria, la lista dei posti che abbiamo provato è davvero varia! Tra fritti di mare, insalate d’anguilla, dolmades, ramen, gigie ripiene, calici e taglieri, ecco quindi i nostri racconti! Troverete anche qualche delusione inaspettata? Sì.

10 RISTORANTI A MILANO CHE ABBIAMO PROVATO DI RECENTE

TUNAS

Il primo ristorante a Milano provato di recente è Tunas, in zona Risorgimento, di cui vi avevamo già parlato del nostro articolo dedicato alle pescherie con cucina a Milano. Di recente, però, ci siamo ritornati per un tranquillo pranzo nel weekend. Dal menu del bistrot – che comprende antipasti, primi, fritti, tartare e crudi (anche ostriche), esclusivamente di pesce – abbiamo scelto di ordinare e dividere solo un antipasto (il baccalà mantecato con polenta) e un fritto di acciughe e chuparones (deliziosi calamaretti), spendendo 20€ a testa bevande escluse. Entrambi i piatti sono stati di nostro gradimento e il fritto era davvero leggero e ben fatto. Il locale è piccolo e grazioso e a farla da padrone è ovviamente il banco del pesce fresco, dove si trovano anche tante specialità già pronte da portare a casa. Ci ha convinti, insomma, e ci piacerebbe senz’altro tornare per goderci un aperitivo al sapore di mare!

TUNAS. Via Fiamma 6, Milano. 0223183769. Aperto tutti i giorni (9-24, domenica 12:30-15:30 e 19:30-24) tranne lunedì.

MIYABI

Il 2018 stava per finire e noi eravamo una redazione formatasi da pochissimo, quando facemmo la nostra prima cena insieme in questo locale giapponese, che ai tempi aveva appena aperto la sua sede milanese (dopo quella di Bergamo) in corso Monforte. Non ci dilungheremo dunque molto nel raccontarvi della nostra recente cena da Myiabi, dato che già allora ne parlammo approfonditamente in un articolo dedicato e niente è cambiato particolarmente.

Ci tenevamo però a farvi sapere che abbiamo avuto la conferma che si tratti di uno dei migliori ristoranti di cucina nipponica in città. Siamo rimasti deliziati da quanto ordinato, tra cui l’eccellente carpaccio branzino, limone e dragoncello; i meravigliosi uramaki triplo tonno dello chef ma anche gli zuke con salmone marinato e gli spicy miso salmone e tonno. Il conto medio, escluso bevande, si aggira attorno ai 45€. Che bello tornare nei ristoranti a Milano che ci sono piaciuti e ritrovare la stessa qualità, cortesia nel servizio e bella atmosfera. 

MIYABI. Corso Monforte 26, Milano. 0245493826. Aperto da martedì a sabato (12-14:30 e 18:45-22:30).

GREEK GYROS E MORE

Ai confini del quartiere Calvairate si trova questo locale semplice, senza fronzoli, dove si mangia ottima cucina greca. Noi ci siamo già stati un paio di volte, ultimamente, e ne siamo sempre usciti sazi e molto soddisfatti a fronte di una spesa decisamente contenuta (20€ escluse bevande). Il menu, che si consulta direttamente dalle tovagliette di carta su cui è stampato, è decisamente ampio. Comprende enormi pita sia di carne (maiale, pollo, agnello, pecora, vitello) che vegetariane, servite con patatine fritte; diversi piatti di carne ma anche vegetariani; l’immancabile insalata greca; le ottime salse tradizionali; yogurt e dolci. Noi abbiamo amato la melemzanosalata, le spanakopitakia (sfogliatine ripiene di formaggi greci e spinaci), le kolokithhokeftedes (polpette di zucchine aromatizzate con feta e menta), le crocchette ai formaggi piccanti; i suvlaki di agnello e i dolmades (involtini di foglie di vite ripieni di riso). Vi suggeriamo di prenotare, sopratutto se siete in gruppo, perché è sempre pieno. 

GREEK GYROS E MORE. Piazza Michele Cappelli, Milano. 0239563842. Aperto tutti i giorni (11:30-14:30 e 18:30-22:30) tranne lunedì.

MANI IN NOODLES

Che il ramen sia uno dei nostri piatti del cuore, ormai è cosa nota: per questo ogni occasione è buona per provarne di nuovi. Con questo spirito siamo andati a cena da Mani in Noodles, piccolo ristorante cinese in zona Centrale. Dal menu, stringato ma interessante, abbiamo scelto come antipasti dei bao di maiale e dei gustosi ravioli di pollo con erba cipollina, zenzero e cipolla. A seguire, ramen con una saporitissima polpa di maiale tritata, cime di rapa marinate, olio piccante e cipollotti: potete scegliere voi la tipologia di noodles, che sono tutti preparati e tirati a mano (e si sente!). L’ambiente è semplice e informale, con una decina di tavoli in tutto, e il servizio altrettanto. Il conto è onesto già in partenza (una ventina di euro, bere escluso), ma con il 20% di The Fork diventa ancora più conveniente.

MANI IN NOODLES. Via Aminto Caretto 8, Milano. 3398865978. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-23) tranne domenica.

E…BREZZA

Un angolo di E…brezza | © Caterina Zanzi

Siamo stati in questa enoteca all’Isola per bere qualcosa aspettando l’ora di cena ed è stato un bel pre-cena. In questo piccolo locale soppalcato, molto confortevole anche grazie alle luci soffuse e agli arredi in legno, ci si può fermare a bere una delle tante bottiglie oppure un calice alla mescita, purtroppo non spiegati con troppa chiarezza dal servizio di sala. Ma se si hanno le idee chiare ce ne si fa una ragione, e si sta anche bene. Nota di merito: col vino (calici a 6-7€) si riceve anche un piccolo assortimento di stuzzichini, cosa ormai non scontata a Milano, tra cui un ottimo hummus di barbabietole, delle olive e dei taralli. Se si ha fame, invece, si può ordinare anche da una ristretta carta, che annovera taglieri misti di salumi e formaggi.

E…BREZZA. Via Garigliano, 5, 20159 Milano MI. 02 4548 0138. Aperto tutti i giorni (18-2) tranne lunedì.

LA GIGIERIA DEL FACCIO COSE VEDO GENTE

Ristoranti Milano
Alcuni piatti della Gigieria | © Caterina Zanzi

Proprio accanto ad E…brezza ha aperto, non da moltissimo, una succursale di uno dei nostri posti preferiti in città, Faccio cose vedo gente, ristorante in Cenisio specializzato in tartare di cui vi parlavamo con entusiasmo già nel lontano 2016. Nel nuovo minuscolo locale all’Isola, invece, il focus è tutto sulle gigie, deliziose focaccine ripiene di qualsivoglia bontà, che si possono accompagnare anche a qualche piatto caldo o a mezze porzioni delle loro ottime tartare.

Noi abbiamo provato quella che ci convince sempre più di tutte, con battuto di pancetta, parmigiano e rosmarino, oltre a quella con scarola, olive e acciughe. Ci siamo poi divisi un’eccellente carciofo fritto con fonduta di parmigiano e una tartare condita con senape. In carta trovate anche diverse opzioni vegetariane, come le gigie con pesto siciliano e ricotta di capra o vegane, come quella con caponata di melanzane e zucchine. L’atmosfera è spartana, il servizio gentile e il conto più che giusto, attorno alla ventina di euro per sfamarsi. Ottimo!

LA GIGIERIA DEL FACCIO COSE VEDO GENTE. Via Garigliano, 5, 20159 Milano MI. 02 4594 5670. Aperto tutti i giorni (18:30-00) tranne domenica.

SOOT

Volevamo provare Soot da quando ha aperto, e così tanto da averlo inserito nella wishlist dei posti in cui fiondarci nel 2024. ll nostro amore per la cucina coreana lo conoscete e il recente viaggio in Corea del Sud ha contribuito notevolmente ad accrescerlo. Così, per un’occasione, ci siamo diretti con le migliori aspettative per una cena in questo ristorante di “cucina coreana moderna” in zona Sempione.

L’idea alla base, ancora non concretizzata, è quella di proporre un barbecue coreano (Soot in inglese significa “fuliggine”), ma per ora bisogna accontentarsi di una nutrita lista di piatti tipici della tradizione, tutti rivisitati in maniera contemporanea. Noi ne abbiamo provati diversi: dalle tipiche frittelle di ceci e verdure (jeon) alla tartare di manzo, dai mandu (ravioli di maiale in crosta croccante) fino ai noodles con zuppa a base di vongole, alle costine brasate con riso e al galbi, costine di black angus marinate e grigliate.

In nessuno di questi piatti abbiamo ritrovato il gusto del nostro viaggio: i sapori sembravano tutti domati a favore di una clientela forse timida quanto inesperta (totalmente assenti aglio e piccante, due dei capisaldi delle tavole coreane). Nessun piatto, a conti fatti, ci ha davvero colpito. Il servizio pur cortese non ci è sembrato in grado di scaldare gli ambienti davvero disadorni del locale e, per contro, il conto è stato davvero salato (oltre 80 euro a testa comprensivi di vino, considerate comunque una sessantina di euro per uscire sazi). Che peccato.

SOOT. Via Piero della Francesca 59N, Milano. 02 3598 3550. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19:30-23:30) tranne domenica e lunedì a pranzo.

AL VECCHIO ARATRO

Ristoranti a Milano Al Vecchio Aratro
© Tommaso Prada

Ci sono ristoranti a Milano che più di altri sono le persone che lo gestiscono. Atmosfera, menu, servizio: tutto è diretta propagazione di chi quel locale lo anima e lo conduce. Al Vecchio Aratro è una trattoria a Turro, ma soprattutto è la famiglia che da anni lo gestisce. La mamma e il papà in cucina e le due figlie in sala con la loro simpatia e genuinità contribuiscono a creare un clima unico che da solo vale il viaggio.

Certo, oltre all’atmosfera e a un ambiente rustico e caratteristico probabilmente fermo agli anni dell’apertura, quasi tre decenni fa, c’è anche il cibo, con un menu solido e senza fronzoli. Copre praticamente tutta Italia e mai come in questo caso è appropriato definirlo casalingo: bruschette miste, fileja con la ‘nduja, penne al ragù tagliato al coltello, gnocchi all’ortica, frittata con carciofi (quanto vorremmo trovare questo comfort food più spesso nei ristoranti?), coniglio alla ligure, torte fatte in casa sono solo alcuni esempi. C’è anche una trippa che abbiamo letto essere leggendaria e che torneremo sicuramente a provare. Quasi superfluo parlare del prezzo, visto che il tenore del locale non può che coincidere con prezzi popolari, una quindicina di euro a pranzo e circa 30 a cena.

AL VECCHIO ARATRO. Via Boiardo 20, Milano. 022619137. Aperto tutti i giorni (12-14 e 19:30-22) tranne domenica.

XIAN

Tra i ristoranti a Milano provati di recente c’è anche Xian, che non ci facciamo scrupoli a definire uno dei migliori cinesi in cui siamo stati in città. Questo locale abbastanza piccolo e molto affollato in zona Monumentale – che prende il nome dall’omonima città nota per l’esercito di terracotta – all’apparenza non è proprio niente di che ma, in compenso, serve piatti abbondanti e deliziosi a prezzi decisamente bassi.

Dal ricchissimo menu fitto di ricette tipiche (di cui alcune belle “spinte”: orecchie e sangue di maiale, interiora di vario genere, teste di agnello e anatra) e immagini che aiutano a orientarsi nel mare magnum di proposte, essendoci stati in gruppo abbiamo ordinato parecchie pietanze, trovandole tutte assai soddisfacenti. A conquistarci sono stati soprattutto i roujiamo (panini tostati ripieni di carne di maiale), il pollo sfilacciato piccante (servito freddo e assolutamente NON adatto a chi non ama il coriandolo), le tagliatelle fredde servite con olio di sesamo piccante e cetriolo tagliato alla julienne e la scodella di fuoco di radice di loto. A stupirci – a fronte della generosità delle porzioni e della qualità del cibo – è stato il conto finale: 25€ a testa incluse bevande. Favoloso. 

XIAN. Via Procaccini 7, Milano. 3778461552. Aperto tutti i giorni (11-23) tranne martedì.

AUTEM

Concludiamo questa rassegna dei ristoranti a Milano provati di recente con la migliore cena di gennaio, che sarà, crediamo, un buon parametro da ‘battere’ per tutto il 2024. Stiamo parlando di quella da Autem, ristorante in Porta Romana che ha nelle atmosfere e nella fascia di prezzo in cui si colloca tutta l’aria del ‘fine dining‘ ma che per concretezza e sapori porta con sé molto delle trattorie italiane. Saranno le origini toscane dello chef, Luca Natalini, che dall’apertura a maggio punta a far star bene gli ospiti con un menu scritto a mano che cambia praticamente ogni giorno, in base a disponibilità ed estro, ma che si poggia su alcuni piatti-certezze (per esempio, la sorprendente lumaca alla bourguignonne mantecata con una salsa di spinacino selvatico e un devastante cremoso di patate di Mont Saint-Michel, e l’algido ma perfetto spaghetto in bianco cotto con vermuth di prugne e aceto di riso).

Da Autem ci siamo divertiti (i piatti sono esteticamente impeccabili, i colori vivaci, gli accostamenti niente affatto banali), ma ci siamo anche saziati con gusto. Segnaliamo, tra le varie portate assaggiate, un’insalata di anguilla fenomenale, una notevole tarte tatin con il radicchio friulano per eccellenza, la rosa di Gorizia e, per finire, un tiramisù servito in cocotte che sarà impossibile non terminare. Natalini si prodiga instancabilmente tra i tavoli dei suoi clienti, e vedere la brigata al lavoro è anch’essa un’esperienza (che potete fare riservando un tavolo nella prima sala, mentre nella sala degli specchi – la seconda – e poi nel privé finale non avrete accesso a questa ‘visione’, ma sarete anche un pochino più appartati). Il servizio è impeccabilmente orchestrato da Davide Fresa, il cui lavoro in sala avevamo già avuto modo di apprezzare da Horto, e nel complesso si sta un gran bene, in un ambiente sicuramente elegante ma mai affettato, più simile a quello di una (bella) casa che a quello di un ristorante con chiare ambizioni.

Per quanto riguarda il conto, le fasce di prezzo per il menu alla carta variano tra i 28 e i 36€ per gli antipasti, tra i 30 e i 46€ per i primi , tra i 26 e i 56€ per i secondi e tra i 14 e i 18€ per i dessert; i menu degustazione, invece, sono da 100€ (4 portate), 130€ (6 portate), mentre a pranzo il menu si fa più agile grazie alla formula “Convivium” a 50€. Carta dei vini interessante e con una discreta scelta anche per le bottiglie non così importanti. Consiglieremmo Autem per un rendez-vous romantico, una cena di lavoro, ma anche per una serata tra amici con la passione comune per il (buon) cibo.

AUTEM. Via Lattuada 2, Milano. 351 278 0368. Aperto tutti i giorni (12-14:30 e 19.22:30) tranne martedì e mercoledì a pranzo.

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Ristoranti a Milano: 10 indirizzi che abbiamo provato questo mese /ristoranti-milano-gennaio-2024/ /ristoranti-milano-gennaio-2024/#comments Mon, 22 Jan 2024 06:00:00 +0000 /?p=66490 Locali raffinati, ristoranti regionali, speciali trattorie: ecco i 10 ristoranti a Milano che abbiamo provato di recente!

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Gennaio, un mese che talvolta sembra non voler mai finire, ma che ci ha regalato l’opportunità di esplorare (o riscoprire) tanti ristoranti a Milano anche molto diversi tra loro, di cui vogliamo condividere le nostre impressioni. Dalle cantine coi vini alla mescita, ai ristoranti regionali, fino alle tipiche trattorie, ecco i nostri racconti!

10 RISTORANTI A MILANO CHE ABBIAMO PROVATO DI RECENTE

HOSTERIA SAURIS & BORC DA BRIA

Vi avevamo già parlato di Hosteria Sauris & Borc da Bria come uno dei nostri ristoranti regionali preferiti di Milano. Dopo qualche anno e una nuova gestione, siamo tornati in questa osteria friulana in zona via Padova memori di quel bel ricordo.

Trovare il frico a Milano non è impresa facile e il viaggio in Friuli di quest’estate ci ha fatto venire una gran voglia di gustare di nuovo quei sapori. Questo è il posto giusto per farlo, grazie a un menu basato sui capisaldi della cucina friulana. Piatti semplici che non risparmiano sui condimenti, ma che fanno sentire subito ‘a casa’. In carta si trovano portate ruspanti come la jota (celebre zuppa triestina) e il gulash con polenta, ma anche qualcosa di più leggero come il coniglio in umido o la tartare di trota salmonata.

Durante la nostra cena di redazione natalizia, ci siamo concessi un po’ tutti gli antipasti – dallo strabiliante prosciutto crudo di Sauris ai formaggi carsici, dal frico ai crostini di lardo e miele. Poi abbiamo optato per un piatto principale a testa. Piatto della serata, le epiche costine di maiale con verze stufate e gratinate al forno, mentre meno convincenti le tagliatelle con carciofi, alici sott’olio e trota affumicata di Sauris. Buoni il coniglio e la battuta di manzo con cavol brasato, cren, capperi e scaglie di stravecchio. Servizio altrettanto genuino, così come l’atmosfera, conto sui 35€, bere a parte.

HOSTERIA SAURIS & BORC DA BRIA. Via Toselli 2, Milano. 02 26825943. Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19:30-00) tranne sabato a pranzo e domenica.

OKUZASHIKI MENYA NINOMIYA

Che Kappou Ninomiya sia uno dei nostri ristoranti giapponesi tradizionali preferiti a Milano non è un mistero. Che il ramen che mangiavamo da Fukurou anni e anni or sono fosse speciale, nemmeno. Che via Marghera necessitasse fortemente di un posto in cui mangiare davvero bene, neppure. E quindi, ci siamo fiondati a provare questo nuovo ramen bar della stessa proprietà del ristorante di via Fra Galgario (e del fu Fukurou) con enormi aspettative.

Gli spazi sono gli stessi che qualche anno fa ospitavano Essenza di Eugenio Boer, all’interno di un cortile ‘vecchia Milano’. Pochi posti a sedere e un’atmosfera da riscaldare ancora un po’. Il menu è breve e si fonda su 3 tipi di ramen, qualche ciotola di riso e un curry, oltre a qualche stuzzichino, gli otsumami. Di questi ultimi, noi ne abbiamo provati diversi, tra cui gli intramontabili edamame, una ciotolina di alghe mozuku – le nostre preferite -, i gyoza (ottimi), un’insalata di patate non indimenticabile e un pollo karaage.

Tra i ramen, abbiamo optato per il tonkotsu, con brodo di carne, uovo sodo e porchetta di coppa, e per il tantan men, con brodo di carne, sardine essiccate e macinato di maiale. Il primo ci è sembrato molto carico, mentre il secondo un po’ poco piccante. Siamo usciti sazi e piuttosto felici anche grazie al dessert finale, una sorta di parfait con motchi, gelato di azuki, frutta e matcha, davvero ben riuscito. Conto sui 35€ bere a parte, servizio premuroso. Lasciamo carburare un po’ il locale e poi, non abbiamo dubbi, torneremo.

OKUZASHIKI MENYA NINOMIYA. Via Marghera 34, Milano. Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 19:30-23 tranne domenica e lunedì a pranzo).

QUINTALINO

Proprio dietro allo splendido corso Magenta, in via Terraggio, ha aperto da non molto Quintalino, hamburgeria per cui è stato fatto un gran battage, principalmente perché tra i proprietari compare anche Alessandro Cattelan. Gli intenti sono chiari: puntare su pochi ottimi prodotti (la carne del toscano Dario Cecchini, anch’egli proprietario, e il pane del friulano Antonio Follador) per preparare pochi (ottimi?) hamburger. Noi ci siamo fiondati a provarlo e ad aspettarci abbiamo trovato un locale minuscolo con altrettanto minuscola cucina a vista, che ben si presta per un take away, un delivery o un pasto molto veloce e informale, abbarbicati sugli sgabelli. La lista da cui ordinare è concisa: quattro hamburger, due toast (di fegato e di salsiccia), due patatine fritte (semplici o cacio e pepe).

Noi abbiamo ordinato il “quattro“, farcito con crema piccante (per davvero, cosa sempre apprezzabile) di pomodori secchi, cetriolini, capperi, peperoncino fresco e finocchio in agrodolce cotto a bassa temperatura. Carne buona, anche se cotta un po’ troppo per i nostri gusti, e condimento interessante, anche se a strabiliarci è stato il pretzel bun, forse il miglior pane per hamburger mai assaggiato. Le patatine, invece, non ci hanno convinto: un po’ secche.

Il prezzo è nella norma (forse un pochino al rialzo considerata la grandezza non enorme del panino). 12€ un burger e 15€ la formula burger+patatine+bibita. Da segnalare l’assenza di opzioni veggie – ok che si tratta di un’hamburgeria, ma forse nel 2023 almeno un’opzione ce la si aspetta.

QUINTALINO. Via Terraggio 9, Milano. 329 614 9142. Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-22) tranne lunedì e domenica.

MINERALE – BAR E CANTINA

Ci siamo auto-influenzati e, dopo avervi parlato di Minerale come una delle aperture più interessanti di dicembre, siamo andati a provarlo per un aperitivo. Il locale, che ha preso il posto di un bar molto frequentato nel quartiere di Corso Genova, è stretto e lungo, e si inserisce nell’estetica delle vinerie milanesi molteplicatesi negli ultimi mesi: luci al neon, poster alle pareti, bottiglie esposte sui ripiani.

L’offerta dei vini alla mescita è purtroppo per ora molto stringata (ottimo, comunque, il Derthona di Renato Boveri che abbiamo bevuto). Quella del cibo, invece, spazia dagli onnipresenti taglieri di salumi e formaggi fino a qualche piatto più strutturato come la porchetta e friarelli, gli spiedini di polpo alla paprika e il cavolfiore arrostito con peperone del Piquillo e salsa all’aglio di caraio. Le due portate che abbiamo stuzzicato – una semplicissima ma sempre soddisfacente pannocchia al forno burro e sale e un poco incisivo pastrami katsusando – non ci hanno rubato il cuore. In compenso, torneremo sicuramente per provare qualche drink: il cocktail a base di bitter e liquore alla fava tonka ci ha letteralmente stregato. Servizio premuroso, costo dei piattini tra i 6 e i 13 euro.

MINERALE – BAR E CANTINA. Via Marco D’Oggiono 5, Milano. Aperto tutti i giorni (lun-gio 8:30-15 e 18-00, ven 8:30-15 e 18-00:30, sab 10-00:30) tranne domenica.

BENTOTECA

Era il 2021 quando scrissi che Bentoteca era “il mio posto dell’anno”. Incredibile come questa frase potrebbe valere, ancora, nel 2023 e nel 2024. Ogni volta che torno a mangiare da Yoji Tokuyoshi mi viene da pensare che a Milano non esista un altro posto così solido e al contempo divertente.

L’ambiente è di classe ma non troppo impettito, il servizio è sempre puntuale, preparato e premuroso. La cucina beh, che dire della cucina. Il menu invoglia a ordinare tutto, strutturato com’è tra i piatti che hanno fatto la pur breve storia di questo locale (il midollo cotto alla brace con calamari fermentati in stile giapponese e shokupan, il temaki di tonno da fare al momento, il piccione ubriaco e la torta di gyoza, per esempio) e nuove portate sempre interessanti.

Tra i piatti salienti della nostra cena segnaliamo degli incredibili gunkan di tonno con ricci di mare o uova di salmone, le melanzane tsukemono con daikon e finocchi marinati sott’aceto e salsa al sesamo e il katsusando di guancia di tonno fritta ,maionese al miso, cavolo cappuccio e senape. Preparatevi a spendere tra i 50 e i 100 euro in base a quello che ordinerete, e a pensare che ne sarà valso ogni centesimo.

BENTOTECA. Via S. Calocero 3, Milano. 02 84254626. Aperto tutti i giorni (19-00, ven e sab anche a pranzo) tranne lunedì e martedì.

BAR PARADISO

Forse vi ricorderete di Bar Paradiso dal nostro reel su alcune enoteche che hanno aperto di recente. Ebbene, ci troviamo in zona Porta Romana. In questo piccolo locale si va principalmente per degustare dell’ottimo vino, ma non solo: all’ingresso potrete sbirciare dalla vetrinetta in cui sono esposti i prodotti di gastronomia del giorno. L’offerta culinaria spazia dai latticini (tra cui vi suggeriamo le incredibili mozzarelle affumicate, direttamente dalla Campania con furore ogni giorno), alle verdure sott’olio sino ai salumi e ad alcuni lievitati, come la torta di rose di Cascina Lago Scuro, toast, e diverse tipologie di crescia sfogliata e farcita, il tutto frutto di una attenta selezione di produttori e prodotti d’eccezione.

Il locale ricorda molto un bar à vin francese, con alcuni (pochi) posti a sedere, e un ambiente che tende a riempirsi in fretta e risultare molto affollato e non comodissimo, soprattutto durante i fine settimana. La proposta di vini è ovviamente ampissima con alcune belle etichette francesi, anche se c’è da segnalare che la scelta è divertente e varia soprattutto tra le bottiglie di media e alta fascia. Nel dubbio, fatevi consigliare dal premuroso e gentile personale, e siate pronti a spendere un pochino più del solito per la vostra bevuta, soprattutto se siete in compagnia di quell’amico-sommelier-che-si-intende-di-vino.

BAR PARADISO. Via Gerolamo Tiraboschi 4, Milano. 340 4240924. Aperto tutti i giorni (18-00), tranne la domenica.

AZABU10

Le cene con qualche margine di miglioramento ma molto divertenti sono nettamente superiori a quelle impeccabili ma noiose, siamo d’accordo? E a Milano, ultimamente, non capita così spesso di divertirsi mangiando, ahimè. Quindi, quando succede, è giusto sottolinearlo. E in questo nuovo ristorante in zona Bicocca che sfugge alle definizioni (Sushi bar? Ristorante di pesce? Locale fusion?) ci siamo parecchio divertiti.

Il locale è diviso tra qualche tavola e un bancone da cui osservare il giovane chef Andrea Arcieri – della famiglia di ristoratori già a capo di due ristoranti di pesce nella stessa via – al lavoro, e tra una formula omakase e un menu alla carta. Noi abbiamo optato per il primo, così da fare un viaggio davvero completo nella sua idea di cucina. La filosofia alla base è abbracciare la cucina contemporanea giapponese, integrandola però con metodi di lavorazione provenienti anche da altre culture. La ricerca nel mondo dei crudi è evidente, e la frollatura del pesce – difficile da trovare in Italia – è il leitmotiv che unisce un po’ tutte le pietanze.

Il menu omakase prevede un percorso da una quindicina di piatti (!) uno più interessante dell’altro: non potendoli elencare tutti, vi diremo che a lasciarci particolarmente sorpresi e appagati sono stati il foie gras di mare in carta di riso (umami all’ennesima potenza), il sashimi di branzino frollato 9 giorni con crema di alga nori, uovo marinato e pelle croccante, l’orata con miso e tartufo e anche il dessert, un interessantissimo kiwi giallo alla brace accompagnato da uno stecco di ricotta con caramello affumicato e wasabi.

Il prezzo per il percorso omakase (70€) è onesto, considerata la varietà di portate, la carta dei vini (e dei sake) è notevole (ma con entry price anche a una trentina di euro, cosa non scontata visto la tipologia del ristorante) e il servizio gentile e premuroso. L’ambiente è nel complesso piacevole, ma forse da scaldare ancora un po’, e in alcuni piatti – come il ceviche – ci è mancata un po’ di spinta, ma Azabu10 è un ristorante di cui, comunque, si sentirà parlare ancora per molto, non abbiamo dubbi.

*Noi siamo stati a dicembre e da gennaio la proposta (e il prezzo) si è sdoppiata in due tipologie di degustazioni, controllate il sito per verificare!

AZABU10. Via S. Glicerio 6, Milano. 331 255 8271. Aperto tutti i giorni (19-23, venerdì e sabato anche a pranzo) tranne domenica.

LEVANTE

In questo nuovissimo locale all’Isola di cui vi abbiamo già parlato, l’ambiente – tra tavolini rotondi, pareti rosso scuro e carafe d’eau compresa nel coperto – sembra proprio quella di un bistrot nel Marais. Poi arrivano i piatti e si parte per la Grecia con il souvlaki di agnello, si toccano Libano e Campania con il mix di polpette che, oltre ai falafel e alla crocchè, prevede anche i mondeghili giusto per non perdere il contatto con la nostra città, per poi lambire addirittura l’Oriente con il branzino crudo con brodo di sedano rapa e polline. Senza connotazione geografica precisa sono gli altri due piatti dell’itinerario, la tartare di vitello con funghi di stagione e l’indivia brasata con crema di pecorino e nocciole, probabilmente la cartolina migliore del nostro viaggio. Un viaggio, completato da una tappa in Spagna con la torta de queso, senza dubbio positivo, guidato e impreziosito da un servizio prodigo ma mai invadente, perfettamente calato nell’atmosfera allegra e conviviale di questo porto.

Attualmente il menu per numero e scelta di piatti sembra più votato a un aperitivo, ma non ci è stato comunque difficile comporre una cena che ci ha totalmente soddisfatti. Anche la spesa complessiva è assolutamente sostenibile: noi per un pasto completo abbiamo speso circa 40 euro a testa. Ma un aperitivo con un calice di vino (per la scelta lasciatevi guidare da Angelo, non ve ne pentirete) e uno dei fantastici taglieri di formaggi che abbiamo visto passare durante la serata potrebbe anche costarvi circa 20 euro. Insomma, con questa solidissima base e margini di miglioramento così ampi, siamo sicuri che Levante sarà uno dei nostri posti preferiti del 2024!

LEVANTE. Via Boltraffio 10, Milano. 3518376875. Aperto tutti i giorni (lun-gio 17:30-23:30, ven-sab 17:30-00.30) tranne domenica.

LA BETTOLA DI PIERO

Il fascino delle tovaglie e quadretti, dell’insegna romantica e dei pezzi di modernariato attirano già dall’esterno. Dentro l’atmosfera è calda, ideale per un tavolo di pochi intimi. Ovvero il nostro caso: tre amici che si conoscono da una vita, ma si incontrano poche volte l’anno perché vivono in città o fusi orari diversi. Ci siamo sentiti subito a casa.

La Bettola di Piero è una trattoria in zona Porta Romana, con piatti tipici della tradizione, con variazioni sul tema e fiorellini di campo dentro piccoli vasetti ai tavoli. Al nostro tavolo, bevuto il prosecco di benvenuto, siamo stati concordi nell’apprezzare la frittura dello gnocco fritto accompagnato con ottimi salumi e in combutta per contenderci l’ultima scarpetta del piattino di acciughe al verde con burro e peperoni caserecci sott’olio, prima di passare ai piatti principali. Abbiamo apprezzato l’abbinamento del risotto pera madernassa, taleggio e nocciole salate, il conforto della zuppa di zucca e funghi finferli e non del tutto i cappellacci fatti in casa ripieni di capriolo con burro affumicato al ginepro (risultati un po’ asciutti). Per completezza: abbiamo preso anche un vino bianco della casa, due caffè e tre amari.

In generale i prezzi sono buoni, un piatto costa tra i 10 e i 20 euro, a eccezione di quelli più vicini alla tradizione milanese (intorno ai 25-30). Per la cena, che ricordiamo ancora con piacere, abbiamo pagato a testa un po’ più di 40 euro. Vorremmo tornarci in pausa pranzo, visto che pare siano previste formule menu piuttosto competitive.

LA BETTOLA DI PIERO. Via Orti, 17, Milano. 02 5518 4947. Aperto tutti i giorni (12:30–14:30 e 19:30–23) tranne domenica.

SOGNI

Non facciamo finta che non sia così: l’occhio vuole la sua parte e quando sono cominciate a circolare su social e riviste le prime immagini di Sogni, ristorante aperto a settembre in zona Sant’Agostino, in tanti ne sono rimasti affascinati (noi compresi). Eravamo anche abbastanza preoccupati, però, che si trattasse del classico locale modaiolo da tanto fumo e pochissimo arrosto. 

Dopo esserci stati a cena per festeggiare un compleanno in famiglia possiamo dire che sì, è senza dubbio un locale modaiolo che punta tantissimo sull’estetica e la location da sogno – appunto – ma che c’è anche delle sostanza, oltre all’apparenza. Merito dello chef Gianluca Clerici (ex Langosteria) e di un menu sobrio, senza fronzoli, che punta sulla qualità delle materie prime.

Dato che online è impossibile trovare i prezzi dei piatti – e sapere quanto si potrebbe potenzialmente spendere per un’uscita del genere siamo consci essere un elemento fondamentale per molti – partiamo facendovi presente che qui il conto è decisamente salato. A parte i dessert a 15€, infatti, in carta è difficile trovare piatti sotto i 30€. La spesa media a persona dunque, escluse bevande, facilmente raggiunge i 70, se non addirittura 80€. Per mangiare cosa? Un menu prevalentemente di pesce, con giusto qualche incursione in piatti vegetariani (molto poco originali, come gli spaghettoni al pomodoro e la parmigiana di melanzane). Per farvi giusto qualche esempio noi abbiamo provato (e apprezzato) i calamaretti spillo sauté alla puttanesca e il battuto di gamberi rossi con insalata di zucchine marinate; i paccheri con branzino, limone e capperi; gli spaghetti alle vongole veraci con bottarga; la pasta mista ai frutti di mare e il delizioso tonno rosso alla brace con indivia in agrodolce. 

La location – ricavata all’interno di un ex asilo- come già anticipato è veramente stupenda, anche se forse esageratamente buia, e molto ampia. Noi abbiamo cenato nel bellissimo giardino di inverno ma ci sono anche alcuni tavolini per due nel lungo corridoio che si trova tra la “serra” e la zona bar e un’altra bella sala caratterizzata da un grande social table ellittico circondato da vetrinette contenenti eleganti piatti in porcellana. Senza dubbio un posto sui generis, da tenere in considerazione per un’occasione speciale

SOGNI. Via San Calocero 8, Milano. 02 4547 2909. Aperto tutti i giorni (18-24) tranne domenica.

Voi avete mai provato uno di questi ristoranti a Milano? Come vi siete trovati? Ditecelo qui sotto, oppure sulla nostra pagina Instagram!

Questa compilation vi è piaciuta? Qui trovate tantissimi altri ristoranti a Milano che abbiamo provato!

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Nuovi ristoranti a Milano: 10 indirizzi da non perdere a dicembre /nuovi-ristoranti-milano-dicembre-2023/ /nuovi-ristoranti-milano-dicembre-2023/#comments Tue, 12 Dec 2023 06:00:00 +0000 /?p=66000 Pizze, hamburger, bar, osterie ed enoteche: approfittate delle vacanze in arrivo per provare con noi i nuovi ristoranti a Milano di dicembre.

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Quando ci si diverte (e si mangia!) il tempo passa velocissimo e siamo quindi già arrivati all’ultimo articolo dell’anno sulle novità in città. Tra pizze (fritte e non), hamburger, bar ispirati a Raffaella Carrà, osterie ed enoteche, approfittate delle vacanze che stanno arrivando per provare con noi i nuovi ristoranti a Milano di dicembre.

10 NUOVI RISTORANTI A MILANO DA NON PERDERE A DICEMBRE 2023

LA SUPER SQUADRA DI QUINTALINO SCENDE IN CAMPO A CAIROLI

Nuovi Ristoranti Milano Quintalino
© IG Quintalino

Quintalino è sicuramente uno dei nuovi ristoranti a Milano più chiacchierati degli ultimi mesi e il motivo è molto semplice: la squadra di proprietari di questo fast food 2.0 a due passi da corso Magenta è un vero e proprio dream team composto dal presentatore Alessandro Cattelan, il ristoratore e volto televisivo Francesco Panella e il famosissimo macellaio Dario Cecchini, già proprietario del ristorante Quintale a Erbusco (BS) e dell’Officina della bistecca, il locale sulle colline senesi che abbiamo avuto modo di provare un paio d’anni fa. Non ci resta allora che andare ad assaggiare l’hamburger con cremoso al parmigiano e chutney al pomodoro (ma anche quello con crema piccante ai pomodori secchi, peperoncino e finocchio in agrodolce non sembra affatto male), le patatine cacio e pepe e il toast di fegato.

QUINTALINO. Via Terraggio 9, Milano. 3296149142. Aperto tutti i giorni (12-15 e 18-22) tranne domenica e lunedì.

SIAMO PRONTI A FARE RUMORE IN CORSO VENEZIA

Nuovi Ristoranti Milano Rumore
© Rumore website

Il sito recita che questo nuovo cocktail bar all’interno dell’hotel Portrait è un tributo a Raffaella Carrà e a noi sinceramente non serve altro per inserirlo nella wishlist dei posti da provare del nostro taccuino. Per dovere di cronaca aggiungiamo che l’atmosfera con richiami agli anni 20 e (ovviamente) agli anni 60 sembra stupenda, ci sono spettacoli e concerti dal vivo tutte le sere, la lista dei drink è curata e originale e la parte food è gestita da BeefBar, quindi sinonimo di garanzia.

RUMORE. Corso Venezia 11, Milano. 0286882332. Aperto tutti i giorni (18-1).

GLORIA, UN’OSTERIA DAI TOCCHI FRANCESI A BRERA

Nuovi Ristoranti Milano Gloria
© IG Gloria Osteria

Guardando le foto dell’Osteria Gloria a Brera (da non confondere con l’omonima trattoria in via Pichi che abbiamo provato un paio di mesi fa ) è impossibile non rimanere colpiti da un ambiente che, tra lampade in vetro, tessuti alle pareti e statue in ceramica, grida eclettismo in ogni particolare. Certo, l’atmosfera è importante, ma il menu? Un curioso percorso tra tradizione italiana con tocchi francesi (dopotutto, il locale appartiene a Big Mamma, un gruppo francese) che prevede tappe come la tarte tatin con pomodori datterini siciliani, i pici cacio e quattro pepi, il Wellington di rombo con beurre blanc e uova di trota e il risotto di mare con seppioline e lupini. Vedremo un po’ se a tanta bellezza corrisponde anche bontà.

GLORIA OSTERIA. Via Tivoli 3, Milano. Aperto tutti i giorni (lun-mer 12-14:30 e 19-22:30, gio-ven 12-14:30 e 19-23, sab 12-14:45 e 19-23, dom 12-14:45 e 19-22:30).

UN VIAGGIO PER IL MEDITERRANEO DA LEVANTE ALL’ISOLA

Nuovi Ristoranti Milano Levante
© Levante

Qui ci sono un sommelier e un cuoco che, dopo tante esperienze passate tra cui una in comune al ristorante Torre, hanno deciso di aprire un locale tutto loro all’Isola. Levante è una vineria con cucina dall’atmosfera semplice e accogliente il cui menu sembra un interessante viaggio tra i Paesi mediterranei, dalla Grecia col souvlaki di vitello e lo tzatziki, alla Spagna nel polpo arrosto e patatas brava, fino all’Italia con la pitta calabra, peperoni e patate. Il tutto accompagnato da vini naturali provenienti da artigiani e piccole cantine. Siamo davvero curiosissimi!

LEVANTE. Via Boltraffio 10, Milano. 3518376875. Aperto tutti i giorni (lun-gio 17:30-23:30, ven-sab 17:30-00:30) tranne domenica.

MAGN’E FUJE, LA FRIGGITORIA CHE PORTA NAPOLI SUL NAVIGLIO PAVESE

Nuovi Ristoranti Milano Magn e Fuje
© IG Tutta Nata Storia

Come sapete, Tutta ‘Nata Storia è una delle nostre pizzerie preferite e siamo quindi particolarmente contenti di ritrovare lo stesso team in un nuovo progetto. Magn’e Fuje è una friggitoria sul naviglio Pavese che promette di essere all’altezza di quelle di Napoli. Il classico cuoppo con crocchè, palle di riso, frittatine e quadrotti di semola, montanare in tante versioni e ovviamente sua maestà la pizza fritta (da quella classica con cicoli e provola a quelle più sfiziose con mortadella, stracciatella e pistacchi) faranno sembrare via Torricelli una strada dei Quartieri Spagnoli.

MAGN’E FUJE. Via Torricelli 21, Milano. 0236519474. Aperto tutti giorni (12-23).

LA PIZZA DI SALVATORE LIONIELLO ARRIVA IN PORTA ROMANA

Nuovi Ristoranti Milano Lioniello
© IG dalioniello

Dopo mesi di attese e ritardi, il pizzaiolo star dei social Salvatore Lioniello arriva finalmente tra i nuovi ristoranti a Milano con un nuovissimo locale in zona Porta Romana. Più piccola della tradizionale a ruota di carro (qui comunque presente con la classica cosacca), la pizza diversamente napoletana di Lioniello è pronta a entrare nei cuori (e negli stomaci) dei milanesi: la My Dad con salsiccia, provola affumicata e parmigiana e il Sandwich di pizza – un padellino multicereali con parmigiana, stracciata e un tris di pomodori stracotti – ci stanno già facendo salivare!

PIZZERIA DA LIONIELLO. Viale Friuli 46, Milano. 0272199211. Aperto tutti i giorni (12-15 e 19-00).

I DOLCI GIAPPONESI DI TAIYAKI DEN ALLA CONQUISTA DI PORTA VENEZIA

Nuovi Ristoranti Milano Taiyaki Den
© IG Taiyaki Den

L’incredibile offerta di locali a Porta Venezia si arricchisce questo mese con un piccolo corner che propone un prodotto senza dubbio originale: il taiyaki è un tipico dolce giapponese a forma di orata ripieno di marmellata di azuki (fagioli rossi) che si trova praticamente in ogni strada di Tokyo. Qui potrete assaggiare il taiyaki nella sua versione più classica, ma anche con ripieno di crema pasticcera o nutella e addirittura nella versione ice cream in cui l’orata è usata come cono per tantissimi gusti di gelato tra cui vaniglia, matcha, caramello salato e taro.

TAIYAKI DEN. Via Tadino 5, Milano. 3780607702. Aperto ven (13:30-19), sab (13-19), dom (13:30-19).

VIA MARGHERA ACCOGLIE LA TRADIZIONE NIPPONICA CON OKUZASHIKI MENYA NINOMIYA

Nuovi Ristoranti Milano Okuzashiki
© Okuzashiki Menya website

Finalmente questo mese tra i nuovi ristoranti a Milano c’è un locale nella zona ovest della città! Okuzashiki Menya Ninomiya propone una cucina giapponese super tradizionale con piatti come i donmono (ciotole di riso servite con carne), i cha-han (riso fritto con verdure o pesce) ma soprattutto un ramen in tante varianti (tutte rigorosamente con brodo a base di ossa di maiale) che sembra perfetto per una cena in queste fredde serate invernali. I proprietari sono gli stessi del nostro tanto amato Kappou Ninomiya, motivo in più per andarci al più presto.

OKUZASHIKI MENYA NINOMIYA. Via Marghera 34, Milano. Aperto tutti i giorni (lun 19:30-23, mar-sab 12:30-15 e 19:30-23) tranne domenica.

MINERALE, UNA NUOVA ENOTECA (MA ANCHE TANTO ALTRO) A DUE PASSI DALLE COLONNE

Nuovi Ristoranti Milano Minerale
© IG Minerale

Quanto ci piacciono i posti da vivere a qualsiasi orario del giorno, proprio come questo nuovo locale vicinissimo alle colonne di San Lorenzo. Da Minerale si può andare per una colazione o per una merenda con un’ampia scelta di specialty coffee e di dolci, oppure per un pranzo, un aperitivo o una cena con un menu food non troppo vasto ma con proposte stuzzicanti come lo spiedino con polpo, funghi Portobello, mayo al lime e spicchi di patate e i crostoni con fegatini di pollo e pomodori secchi o con lingua di manzo e ‘nduja. Curatissima anche la cantina, con una selezione di vini naturali originale e ricercata.

MINERALE. Via D’Oggiono 5, Milano. Aperto tutti i giorni (lun-gio 8:30-15 e 18-00, ven 8:30-15 e 18-00:30, sab 10-00:30) tranne domenica.

PIOVONO POLPETTE IN VIA TORTONA

Nuovi Ristoranti Milano Polpetta
© IG Polpetta

Al motto di “tutto è polpettabile”, questa insegna già nota a Roma con quattro locali all’attivo, arriva anche a Milano in via Tortona. Ovviamente le polpette in tantissimi gusti sono le grandi protagoniste del menu (dalle più tradizionali alle più fantasiose come quelle di pollo alla cacciatora o quelle con ‘nduja e mascarpone) ma, tenendo fede al proprio endorsement, vengono polpettati anche altri piatti come la carbonara con polpette di pancetta e pecorino, gli gnocchetti alla crema di scampi con polpettine di gamberi e persino il dolce con le polpette di cheesecake con salsa alle fragole.

POLPETTA MILANO. Via Tortona 21, Milano. 0238265112. Aperto tutti i giorni (12:30-15 e 18:30-23:30).

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Due passi tra il quartiere Nolo e la Martesana a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /due-passi-tra-il-quartiere-nolo-e-la-martesana-a-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-zona/ /due-passi-tra-il-quartiere-nolo-e-la-martesana-a-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare-in-zona/#comments Thu, 13 Oct 2022 06:00:24 +0000 /?p=50986 Siete alla ricerca di spunti per visitare il quartiere NoLo e la Martesana a Milano? Ci vivete o lavorate da poco e vi sentite un po' persi? Qui trovate i nostri luoghi del cuore in zona, tra ristoranti, negozi e locali!

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Il quartiere di Nolo (North of Loreto) è delimitato a grandi linee da una parte da via Padova (di cui vi abbiamo già raccontato qui) e Viale Monza, per arrivare sino al Naviglio della Martesana. Nato come quartiere popolare, è diventato invece negli ultimi anni uno dei quartieri più vivaci, multiculturali (e, di conseguenza, ‘gentrificati’) di Milano, in un susseguirsi di nuove aperture di locali interessanti e progetti di riqualifica dell’intera zona. Dopo le ultime guide di quartiere dedicate alle 5 Vie, Conciliazione, Lorenteggio, Bicocca e Città Studi, abbiamo pensato di raccontarvi cosa vedere, dove mangiare e bere, e in quali negozi fare shopping anche in questa zona. Ecco tutti i nostri consigli!

QUARTIERE NOLO E MARTESANA A MILANO: COSA VEDERE

  • PIAZZA SPOLETO. Piazza Spoleto viene così battezzata nel 2019 ed è uno dei progetti di riqualificazione della zona meglio riusciti. È stata resa area pedonale e arricchita di tavolini da ping pong, panchine e piante all’interno di una cornice coloratissima a scacchi giallo azzurro e blu. Per questo viene chiamata anche Piazza Arcobalena la zona tra Via Poleto e Venini, richiamando anche il simbolo del quartiere di Nolo, proprio una balena.
  • PIAZZA GOVERNO PROVVISORIO. Uno slargo con tanto verde e qualche locale, dove poter passeggiare, sedersi a leggere un libro, o fermarsi per un caffè o un aperitivo. Una perfetta piazza di quartiere, insomma. 
  • CINEMA BELTRADE. Nato nel 1920 e ancora operativo dopo cent’anni, è un raro esempio di piccola realtà di quartiere sopravvissuta all’apertura dei grandi multisala. Qui vengono proiettati film d’autore e documentari, nello stesso cortile in cui potrete visita la Chiesa di Santa Maria al Beltrade.
  • PIAZZA MORBEGNO. Forse il punto più caratteristico e nevralgico di NoLo, tagliato a metà dal passaggio del mitico tram numero 1. Qui troverete moltissimi locali dove potervi intrattenere da mattina a sera, e alcune botteghe dove rifornirvi di fiori o prodotti enogastronomici.
  • UN GIRO SULLA MARTESANA. Vi abbiamo già raccontato nel nostro articolo di come la Martesana sia una delle nostre mete preferite per delle passeggiate in città. Iniziate la vostra camminata da via Melchiorre Gioia e fatevi affascinare dalle bellezza delle case affacciate sul naviglio. Circa a metà del vostro percorso incontrerete la Biblioteca-Cineteca Morando (avete letto il nostro articolo sulle biblioteche a Milano, vero?), con il suo ampio archivio di libri di storia del cinema ed un vasto catalogo di film e video consultabili sia in loco che in streaming. Proseguendo nella vostra passeggiata, incontrerete Villa Singer, un piccolo gioiello architettonico aperto principalmente per eventi privati, ma visitabile talvolta durante giornate specifiche e tour organizzati.

QUARTIERE NOLO E MARTESANA A MILANO: DOVE MANGIARE

  • FOLÀ. Un indirizzo a metà tra una bottega di quartiere, una pasticceria e un locale dove intrattenersi per un pasto salutare. Qui, troverete croissaint burrosissimi, torte e piatti a base principalmente di verdure. Un ottimo modo per iniziare la giornata!
  • MI CASA. Un locale incentrato unicamente su toast, sia dolci che salati. Ottimi quindi per colazione, per un aperitivo, o per un pasto rapido ma dalle porzioni davvero soddisfacenti.
  • MOSSO. Recente apertura all’interno dell’ex convitto di Parco Trotter di cui vi avevamo parlato qui, Mosso è un bar e ristorante con pizzeria, con un grande spazio all’aperto animato da un fitto calendario di concerti, eventi e dj set, soprattutto durante le serate estive.
  • MANNA. Questo ristorante è uno dei nostri indirizzi preferiti in zona, dove ci piace tornare per festeggiare qualche occasione importante o per concederci una coccola. Qui troverete un menu conciso ma dagli accostamenti coraggiosi, con una carta che cambia secondo stagionalità e regala sempre ottimi piatti. D’estate potete intrattenervi anche per un semplice aperitivo sui tavolini esterni affacciati in Piazzale Governo Provvisorio.
  • OSTERIA MEMÀ. Locale di recente apertura che offre una cucina tipicamente siciliana, sia di mare che di terra, ottimo per intrattenersi anche per un aperitivo o un cocktail dopo cena. I prezzi forse sono leggermente superiori a quella che tipicamente definiremmo “osteria”, ma l’ottimo pesce fresco vale comunque una visita.
  • TAVERNA DEI TERRONI. Situato all’interno del Mercato Comunale di Viale Monza, di questo ristorante e della sua cucina pugliese vi avevamo già parlato in questa compilation. Consigliatissimo se cercate un ambiente informale e un buon primo di pesce, soprattutto in gruppo!
  • TRATTORIA TEMPERANZA DA ABELE. Questa storica trattoria milanese situata a poca distanza da Piazzale Loreto è famosa soprattutto per i suoi risotti e piatti tipicamente meneghini, il tutto in una location che vi farà immediatamente sentire in un viaggio nel tempo. Se cercate altri spunti non perdetevi il nostro articolo sulle trattorie milanesi.
  • OSTERIA DELLA STAZIONE. Ve ne abbiamo già parlato tra i posti perfetti per una cena tra amici, all’Osteria della Stazione troverete un ambiente informale e da vera osteria storica, a pochi passi dai binari della Centrale. I piatti, qui, sono quelli della tradizione friulana (con qualche incursione lombarda). Fate incetta di frico, terrine, affettati, ma anche di pasta fresca e carne morbidissima!
  • OSTERIA DELLA PASTA E FAGIOLI. Che siate fuorisede o semplicemente degli amanti del cibo pugliese, vi consigliamo questa rustica trattoria nel cuore di NoLo. Non fatevi mancare la pasta e fagioli, il più inclusivo dei piatti che mette d’accordo – con il suo brodo vegetale – vegetariani e non. E po anche il caciocavallo, le orecchiette alle cime di rapa e le polpette al pomodoro. Anche i prezzi incredibilmente economici vi faranno quasi sentire fuori Milano.
  • RISTORANTI CINESI IN VIALE MONZA. Impossibile non nominare alcuni dei moltissimi indirizzi cinesi che affollano Viale Monza. I nostri preferiti rimangono senz’altro Nove Scodelle, rinomatissimo ristorante della stessa proprietà di Ravioleria Sarpi e che propone l’autentica – e piccantissima – cucina del Sichuan; a qualche civico di distanza vi suggeriamo Kung Fu Bao per una scorpacciata di ravioli e baozi, che spaziano dalla carne alle verdure ai ripieni dolci.
  • SANCIO PANCIA. Un’osteria ruspante che richiama i sapori e l’arredamento della vecchia Milano; qui si va per piatti senza pretese ma preparati con cura, in un ambiente informale e con un ottimo rapporto qualità prezzo.
  • OSTERIA LA GRANDISSIMA. Recentissima apertura di cui vi avevamo già parlato qui, quest’osteria ai confini persino di NoLo varrà il viaggio soprattutto d’estate, quando troverete lo spazio esterno ad accogliervi per un’ottima cena, che sia romantica o in compagnia di un gruppo di amici.
  • TAVERNA GRECA MYKONOS. Affacciata direttamente sulla Martesana, Mykonos è una trattoria davvero caratteristica (di cui vi avevamo parlato qui), con un servizio gentile che saprà farvi provare tutti i sapori tipici della Grecia e delle sue pietanze cucinate in modo semplice ma tradizionale. Il consiglio è di concedersi una passeggiata lungo il naviglio antistante, per lo meno per smaltire la moussaka.
  • GELATERIE. E nel caso abbiate voglia di qualcosa di dolce a fine pasto o di un gelato come merenda, due sono gli indirizzi da segnarsi in zona: uno è quello della gelateria Geko, situata proprio in Piazza Morbegno, mentre l’altro è quello di Naturalia, sito in Viale Monza.

QUARTIERE NOLO E MARTESANA A MILANO: DOVE BERE

  • CAFFINERIA. Caffineria è una piccola caffetteria aperta dalla mattina fino a dopo cena, perfetta per un cappuccino e brioche, un pranzo veloce, ma soprattutto per l’aperitivo; la carta offre una vasta scelta di etichette di vino naturale, ma potrete anche trattenervi per una cenetta a base taglieri, il tutto seduti ad uno dei tavolini che si affacciano direttamente su Piazza Morbegno.
  • GHE PENSI MI. A pochi passi dalla Caffineria, troviamo la vera istituzione di NoLo, riconoscibile dalla folla che si raduna ogni giorno sul suo marciapiede: stiamo parlando del Ghe Pensi Mi, una birreria di quartiere dove ad attendervi ci sono birre artigianali, cocktail e panini abbastanza memorabili. Qui spesso vengono organizzati eventi e concerti nella piccola saletta sul retro, ma, mi raccomando, ricordate di prenotare il vostro posto.
  • CI VUOLE UN DRINK. In questo classico bar di quartiere situato in Viale Monza, troverete “Zia Barbara” ad accogliervi e coccolarvi con torte fatte in casa, brioche e salati, ma il consiglio è di farci un salto all’aperitivo: non ne uscirete di sicuro affamati, ma super soddisfatti!
  • NOLOSO. Un ambiente familiare e accogliente, popolato da neon, tavoli e pareti colorate, dove poter degustare ottimi cocktail durante una delle mille serate organizzate tra dj set, stand up comedy e tornei di giochi da tavolo. Ad un paio di civici di distanza, troverete anche NoLoSo Pizzeria della stessa proprietà.
  • IURIO. Recentissima nuova apertura del quartiere, qui il consiglio è di passare per uno degli ottimi cocktail preparati da Giulio, il proprietario, o un buon bicchiere di vino della ben popolata lista. Aggiungete qualche piccolo piatto da condividere, e l’aperitivo è servito.
  • I BAR SULLA MARTESANA. La bella e lunga passeggiata sul Naviglio Martesana vi darà del filo da torcere nella scelta di bar dove fermarvi per un bicchiere di vino, una birretta, oppure uno spritz rigenerante! Partendo da Via Melchiorre Gioia, impossibile non menzionare la Buttiga, birreria di quartiere che trova casa in una splendida e tranquilla piazzetta affacciata direttamente sul naviglio, lucine incluse. Proseguendo incontrerete Tranvai, caratteristico locale in cui la cucina è stata posizionata in un vecchio tram di Milano. A pochi metri di distanza, l’East River Martesana, un’ex carrozzeria abbandonata ora adibita a bar, ristorante e pizzeria, luogo di ritrovo di ciclisti, amanti dello yoga (organizzano molte sessioni di yoga gratuite) e canottieri. Proseguendo a piedi, troverete sul lato opposto del naviglio il celebre Ragoo, locale perfetto per i vostri aperitivi, ma anche per le serate in cui volete scatenarvi in pista. È quindi il turno di Tipografia Alimentare, uno dei nostri posti preferiti dove intrattenersi per un pranzo al sole lungo il Naviglio, o dove sorseggiare ottimi calici di vini naturali (in aggiunta, segnaliamo brioches e torte fatte in casa per cominciare la giornata nel migliore dei modi). Terminiamo il nostro bar crawl della Martesana con il suo locale forse più celebre, Cascina Martesana: purtroppo chiusa durante il periodo invernale, da maggio riapre le porte questo luogo di incontro del quartiere, dove si organizzano eventi, concerti, sessioni di yoga e pilates, mostre e tanto altro. Troverete inoltre ad accogliervi un piccolo bar con cucina fornito di ogni necessità, e delle griglie a disposizione dei soci (ci raccomandiamo, necessaria la prenotazione) per poter organizzare delle splendide serate tra amici durante le serate estive.

QUARTIERE NOLO E MARTESANA A MILANO: DOVE FARE SHOPPING

  • BICI & RADICI. Non potrete non notare questo splendido negozio sito in Piazza Morbegno, pensato, nome omen, per gli amanti di biciclette e di fiori. Qui troverete una ciclofficina, con tanti pezzi nuovi, rigenerati e di ricambio, immersa tra piante e mille composizioni floreali per tutti i gusti. Inoltre, vi è un piccolo bar dove potrete intrattenervi per colazioni ed aperitivi, anche direttamente al volo in bicicletta, grazie alla bike-thru window.
  • LIBRERIA E BISTROT ANNARES. Una bella realtà di libreria indipendente, dove poter trovare libri di narrativa, illustrazioni, fumetti, e qualche piccola chicca tra la selezioni di libri usati. Passate di mattina per coccolarvi con una tisana o un pezzo di torta al bar bistrot; ma è verso sera che l’atmosfera si trasforma, grazie all’ottima selezione di birre e vini al calice e in bottiglia.
  • NOI LIBRERIA. O meglio, una “Libreria di Vicinato“, come si autodefinisce. Noi è libreria ma anche centro culturale, dove viene lasciato ampio spazio ad eventi a tema letterario, ma anche a corsi di rilegatura giapponese, disegno sperimentale o monotipia, per citarne solo alcuni di quelli di prossima programmazione. Il consiglio è di consultare il fitto calendario sul sito.
  • OFFICINA 84. L’indirizzo giusto se siete alla ricerca di un mobilio particolare, che sia esso d’artigianato – sono infatti produttori di splendide librerie, consolle e appendiabiti – ma anche modernariato: da Officina 84, in viale Padova, troverete infatti svariati pezzi unici, disponibili per la vendita ma anche per il noleggio.
  • GASTRONOMIA 56. Una nuova bottega e gastronomia di quartiere situata in via Palmanova (proprio ai confini della zona di NoLo) dove poter acquistare prodotti provenienti da piccoli fornitori, ma anche piatti preparati direttamente in loco, come crostate, pane fresco, e sani piatti casalinghi. Sono disponibili anche per catering per feste private o aziendali.
  • MERCATO COMUNALE DI VIALE MONZA. Conosciuto anche come “Mercato Crespi“, il Mercato di viale Monza è uno dei primi mercati rionali di Milano (risale infatti al 1933). Oltre ai banchi classici della frutta, verdura, pesce e alimentari, accoglie oggi vari locali, come un bar, enoteca, e vari ristoranti.
  • PERÚ ALIMENTA. In via dei Transiti, strada di collegamento tra viale Padova e viale Monza, si trova questo minimarket peruviano, dove vi consigliamo di fare un salto per trovare frutta fresca e ortaggi pressochè sconosciuti al di fuori del sudamerica, e che quasi sicuramente non troverete da altre parti a Milano.
  • MACELLERIA MAGGIO. Storico punto vendita in viale Monza, la macelleria Maggio offre pregiate carni di razza piemontese e una fornita gastronomia con piatti pronti da mangiare a casa o in ufficio. Ve l’abbiamo consigliata anche nel nostro articolo di macellerie a Milano con cucina, dal momento che il giovedì sera vengono organizzati aperitivi in loco, a base carnivora of course.
  • PESCHERIA PESCE VIVO. Ogni tipologia di pesce fresco, ma anche carpacci, tartare e crudité già pronte per essere servite in tavola. Questo è quello che propone – anche a domicilio – la Pescheria Pesce Vivo, attiva dal 1946 a pochi passi dalla Stazione Centrale a Milano.
  • ENOTECHE. E nel caso foste alla ricerca di una buona bottiglia di vino da sistemare nella vostra cantina o da regalare, gli indirizzi da segnarsi in zona sono sicuramente quelli di Lu Mieru, enoteca in via Venini, con ottima selezione di vini sfusi, ma anche in bottiglia; oppure La Botte, dove tra vini naturali e spirits vengono organizzati moltissimi eventi e concerti, grazie anche al vicino Spazio Bidet. In ultimo, vale la pena di menzionare Scarpitti, a pochi metri dalla Martesana, enoteca ma anche distributore di etichette singolari e ricercate.
  • MERCATINI. Degli innumerevoli mercatini d’antiquariato che potete trovare in zona, ne abbiamo già parlato nel nostro articolo dedicato.

QUARTIERE NOLO E MARTESANA A MILANO: GLI SPAZI D’ARTE

  • KETTY AGNESANI, CALLIGRAFA. Più che uno spazio d’arte, sulla Martesana troverete questa bottega che vi trasporterà immediatamente in altro tempo e dimensione. Si tratta di un laboratorio di calligrafia, dove potrete trovare biglietti, partecipazioni, regali personalizzati e tanti oggetti sicuramente unici nel suo genere.
  • DIMORE GALLERY. Di recente questa famosissima galleria d’arte ha spostato la sua sede in via Sammartini, a poca distanza da Stazione Centrale. Troverete esposizioni di arte e design contemporaneo sempre diverse, ed è una tappa imperdibile soprattutto durante la settimana del Salone del Mobile.
  • ASSABONE. Da una vecchia e storia azienda di grafica milanese, è nato nel 2002 questo spazio d’incontro tra varie discipline artistiche, dove vengono organizzate mostre, eventi culturali, workshop, ma anche affittati spazi a studi di designer, architetti e artisti per ospitare le loro opere.
  • FANTA MLN (Ex FANTASpazio). FANTA si trova in un piccolo spazio tra i binari ferroviari, e più precisamente in via Merano, una traversa di viale Monza. Qui vengono ospitate diverse performance e pubblicazioni artistiche.
  • HUG. Trova casa in una ex fabbrica di cioccolato questo progetto di riqualificazione urbana, che è un po’ spazio di co-working, un po’ ritrovo di cicloamatori, spazio eventi e mostre, ma anche bistrot aperto da colazione a cena, persino ostello. Insomma, vi consigliamo davvero di farci un salto, qui si sta bene.
  • SPAZIO NOLO 43. Uno spazio espositivo con alcuni oggetti di design di alcuni talenti emergenti del quartiere, ma anche boutique dove trovare abbigliamento, accessori, gioielli, oggetti per la casa, una caffetteria-wine bar, e alcune postazioni di co-working.

E voi siete mai stati nel quartiere di NoLo e Martesana a Milano? Avete altri consigli da darci sulla zona? Ditecelo qui sotto oppure sul nostro profilo Instagram!

Vi piace andare alle scoperte dei quartieri? Qui trovate le nostre guide dedicate!

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