Carlotta Coppo – Conosco un posto https://godsgift.cyou Mon, 20 Apr 2026 12:33:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 /wp-content/uploads/2024/10/Conosco-un-posto_favicon_256x256.png Carlotta Coppo – Conosco un posto https://godsgift.cyou 32 32 Fuorisalone 2026: guida a mostre, eventi, feste e pop-up della Milano Design Week /fuorisalone-2026-eventi-milano-design-week/ /fuorisalone-2026-eventi-milano-design-week/#respond Sun, 12 Apr 2026 17:00:40 +0000 /?p=92576 Dal 20 al 26 aprile torna la Milano Design Week. Il tema del Fuorisalone 2026 è Essere Progetto; un invito a riconoscersi nel divenire. Il “progetto”, infatti, è da intendersi…

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Dal 20 al 26 aprile torna la Milano Design Week. Il tema del Fuorisalone 2026 è Essere Progetto; un invito a riconoscersi nel divenire. Il “progetto”, infatti, è da intendersi come processo di costruzione nel tempo, nel corpo e nelle relazioni con il mondo; mondo che ormai include intelligenze non umane, artificiali, con le quali è sempre più necessario interfecciarsi e co-creare. Gli appuntamenti in programma – tra mostre, installazioni, talk, workshop, feste e pop-up – sono come sempre tantissimi, ed è per questo che anche quest’anno abbiamo pensato di venirvi in aiuto, stilando per voi una guida il più esaustiva e strutturata possibile, comoda da consultare per organizzare i vostri giretti durante l’effervescente settimana che Milano dedica al design
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MILANO DESIGN WEEK 2026: COSA VEDERE E VISITARE AL FUORISALONE 2026

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FUORISALONE 2026 ALLE 5 VIE

Il tema che animerà il distretto delle 5 Vie – ossia quello compreso tra Sant’Ambrogio, le Colonne di San Lorenzo, Corso Magenta e Conciliazione – è Qualia of Things; un invito a concepire il design non solo come forma e funzione ma anche come esperienza sensoriale. I Qualia – in ambito filosofico – indicano infatti gli aspetti soggettivi della percezione individuale, ciò che si prova quando si esperisce qualcosa. 

Fuorisalone 2026
Aquae Mirabiles di Buccellati | © Balich Wonder Studio
  • LE CAVALLERIZZE. Tra i vari progetti che verranno presentati in quello che possiamo definire il quartier generale del distretto delle 5 Vie, troviamo Alma Water – La stanza del mare di Sara Ricciardi (un ambiente partecipativo e sonoro ispirato al mare); l’installazione Re-Campaign dello studio di Eindhoven mo man tai (un variopinto portale da attraversare realizzato con striscioni pubblicitari dismessi) e Cosmic Meadow della ceramista australiana Elizabeth Lewis (un universo popolato da vasi e sculture che evocano creature immaginarie e processi di calcificazione naturali). 
  • CESARE CORRENTI 14. Anche qui a essere presentata sarà una vasta selezione di progetti, tra cui l’installazione Sparkling Water con cui Federica Sala mette in scena la nuova collezione di pezzi unici ispirati all’acqua e realizzati in vetro e pietre preziose e Pink Toilet dell’artista brasiliano Alê Jordão, che trasforma il bagno dello storico edificio in un’installazione immersiva dall’estetica total pink. 
  • AQUAE MIRABILES | Piazza Tomasi di Lampedusa (*). Buccellati celebra la collezione di argenteria Caviar e il suo iconico motivo a microsfere all’interno di un’installazione immersiva curata da Federica Sala, progettata da Balich Wonder Studio e in collaborazione con l’artista Luke Edward Hall. Siamo sicuri che anche quest’anno riuscirà a lasciarci a bocca aperta! 
  • METALIA | Laboratorio Paravicini. La nuova collezione di Laboratorio Paravicini in collaborazione con la designer Natalia Criado vede l’incontro tra ceramica e metallo e verrà presentata all’interno dell’installazione The Invisible Table nella sede dell’atelier in via Nerino. Sarà tutto meraviglioso come al solito? Non ne dubitiamo.
  • FLORALIS | Teatro Arsenale (*). Il brand di tappeti tessuti a mano Art de Vivre approda per la prima volta al Fuorisalone presentando la capsule collection realizzata con lo studio di Humberto Campana e ispirata alle strutture cellulari.  
  • A CONVERSATION WITH | Chiostro Cappuccio (*). La collaborazione tra Byredo e il designer Jean-Guillaume Mathiaut ha dato vita a un’edizione limitata di sei sedute scultoree in legno concepite come spazi dedicati alla conversazione e alla contemplazione, che verrà esposta nella splendida cornice del Chiostro Cappuccio. 
  • DAVID/NICOLAS – LA BOISERIE | Su appuntamento ([email protected]). Lo studio di David Raffoul e Nicolas Moussallem apre per la prima volta le sue porte al pubblico per presentare un progetto che reinterpreta la tradizione classica della boiserie, trasformandola in un sistema modulare di pannelli geometrici in legno capaci di generare ritmo e profondità architettonica. 
  • DIMOREGALLERY | Via San Vittore al Teatro 1/3. In occasione della Milano Design Week Dimoregallery aprirà le porte della sua nuova sede a pochi passi da piazza Affari. Il nuovo spazio, su due livelli, un tempo ospitava una banca, ed è per questo contraddistinto dalla presenza di caveau. In occasione dell’apertura verranno esposti arredi storici e contemporanei accostati alle collezione di Dimoremilano e Interni Venosta, nonché edizioni speciali firmate Dimorestudio
  • SCENICO | Via Santa Maria Fulcorina 7. Il civico 7 di via Santa Maria Fulcorina, anch’esso molto vicino a piazza Affari, è un piccolissimo e grazioso ingresso incastonato tra due alti edifici. Al suo interno si trovano i bellissimi spazi un tempo casa della Fondazione Bruno Danese e Jacqueline Vodoz e ora entrati a far parte in modo permanente del mondo di Spaccapanico. Qui, durante il Fuorisalone, verrà presentato Scenico. Queste location nascoste e inaspettate ci incuriosiscono sempre tanto. 
  • ANIMALE SOCIALE | Casaornella (*). La designer Maria Vittoria Paggini per la quarta volta, in occasione della Milano Design Week, rivoluziona completamente l’aspetto del suo appartamento, per poi aprirne le porte al pubblico. Chissà come apparirà quest’anno… Non vediamo l’ora di scoprirlo!
  • MOSCAPARTNERS VARIATIONS | Palazzo Litta (*). Un altro grande ritorno è quello di Variations a Palazzo Litta. Il tema scelto per questa edizione è Metamorphosis e l’installazione site-specific che accoglierà i visitatori nel Cortile d’Onore è stata affidata dall’architetta franco-libanese Lina Ghotmeh: uno spazio labirintico nel quale si potrà accedere e sostare. Come al solito all’interno del palazzo verranno ospitati tantissimi altri brand, come LcD Textile, che per l’occasione ha affidato a Eric Charles Donatien la progettazione di una scenografia speciale intitolata Full Metal Banquet.  
  • CLOSE UP | Museo Mangini Bonomi. In una delle case museo meno note di Milano andrà in scena la mostra collettiva di HoperAperta curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis
  • QEEBOO X FIORUCCI | Qeeboo Store. In occasione del Fuorisalone 2026, inoltre, Qeeboo e Fiorucci annunciano una speciale collaborazione che celebra l’incontro tra gli universi creativi dei due brand italiani, dando vita a un originale dialogo tra design e moda in cui colore, simbolismo e immaginazione convergono in modi audaci e originali. 
  • PRADA FRAMES – IN SIGHT | Santa Maria delle Grazie (*). Giunto alla sua quinta edizione, il simposio annuale curato da Formafantasma continua a promuovere il dialogo interdisciplinare e la riflessione critica sulle tematiche contemporanee. In occasione della MDW 2026 si esplorerà la creazione di immagini come elemento determinante della cultura contemporanea, in cui la rappresentazione spesso prevale sui fatti. In un contesto in cui i confini tra immagini create dall’uomo e immagini generate da intelligenze artificiali si fanno sempre più sfumati, si esamineranno le tensioni tra reale e rappresentato attraverso dibattiti ospitati nella Sacrestia, spazio rinascimentale caratterizzato da armadi intarsiati raffiguranti scene bibliche dei primi del Cinquecento, opera di Domenico e Francesco Morone.
  • ECHOES OF ELSEWHERE | Residenza Vignale. Ospitata all’interno di uno dei più bei palazzi liberty di Milano, la mostra di Piloto curata da Ricardo Gaioso e Plus riunirà 20 designer tra Brasile, Argentina e Italia, delineando un panorama eterogeneo in cui sperimentazione, artigianato e industria si intrecciano. Nella corte, inoltre, sarà presente il bistrot di Luceferma
  • A LETTER ABOUT CODICES BY BALMACEDA | Via Paolo Giovio 9 (*). In un appartamento privato in zona San Vittore si svolgerà la mostra che porterà i visitatori alla scoperta del mondo del designer messicano José María Balmaceda. Ispirata all’architettura ancestrale messicana, la collezione Códices traduce piramidi, rilievi e antichi codici in tappeti, ricami e vasi in ceramica.

FUORISALONE 2026 TRA DUOMO E SAN BABILA

Anche fuori distretto – nei dintorni di Duomo, San Babila e il Quadrilatero della Moda – ci sarà parecchio da vedere in questo Fuorisalone 2026.

  • POLISH MODERNISM – A STRUGGLE FOR BEAUTY | Torre Velasca. Dopo il successo della mostra di debutto Romantic Brutalism lo scorso anno, la Visteria Foundation torna alla Milano Design Week con una nuova esposizione curata da Federica Sala e Anna Maga, che racconta le diverse declinazioni del modernismo polacco accostando opere storiche ad altre contemporanee, con l’obiettivo di rendere palese quanto il pensiero modernista continui a influenzare la cultura del design in Polonia. Il tutto andrà in scena al 16° piano della Torre Velasca.
  • WARSAW – SAO PAULO – MILAN: IL MODERNISMO BRASILIANO DI JORGE ZALSZUPIN | Torre Velasca. Sempre al 16° piano della Torre Velasca, a essere presentata da Visteria Foundation ed Etel sarà anche la mostra dedicata a una delle figure più influenti del modernismo internazionale: Jorge Zalszupin. Nato a Varsavia ma poi trasferitosi a Sao Paulo, dove nel 1959 fondò la sua azienda L’Atelier, Zalszupin è considerato uno dei protagonisti dell’architettura e del design brasiliani.
  • CONVEY BUILDING | Via San Senatore 10 (*). Rimanendo nei pressi della Torre Velasca troviamo Convey – la piattaforma curatoriale ideata e promossa da Simple Flair -, che per la sua quarta edizione occuperà un intero edificio in pieno centro, sormontato da una terrazza panoramica. A esporre saranno 20 brand internazionali, distribuiti su 5 piani. 
  • CC-TAPIS + FORNASETTI | cc-tapis showroom. Non distante potrà essere ammirata la collezione che porta l’immaginario simbolico – un po’ onirico e surreale – di Fornasetti in quello tattile e materiale di cc-tapis. Conoscendo bene (e ammirando molto) entrambe le realtà, non vediamo l’ora di vedere dal vivo i tappeti frutto di questa collaborazione: magari non voleranno, ma siamo certi che un po’ magici saranno. 
  • H&M HOME | Palazzo Acerbi. H&M debutta al Fuorisalone 2026 presentando all’interno dello storico Palazzo Acerbi in corso di Porta Romana un’installazione che vede riuniti alcuni pezzi chiave della collezione firmata da Kelly Wearstler, che uscirà a settembre. Una bella occasione per entrare in un edificio barocco contraddistinto da colonne e sontuosi affreschi, solitamente chiuso al pubblico. 
  • INTERNO ITALIANO | Via Bigli 21 (*). Un altro luogo solitamente inaccessibile in cui si potrà entrare durante la Milano Design Week, è l’appartamento privato situato all’angolo tra via Bigli e via Manzoni progettato da Osvaldo Borsani, dove Interni Venosta presenterà la nuova collezione di oggetti e complementi d’arredo. Curiosità: l’edificio in cui si trova è stato abitato per sei anni dalla famiglia Einstein (sì quella di Albert) a partire dal 1894. 
  • LA CASA MAGICA. Nilufar Gallery (*). Il presupposto su cui si base la mostra a cura di Valentina Ciuffi (Studio Vedèt) allestita da Space Caviar è il seguente: la casa è sì arredo e sinonimo di comfort, ma anche luogo simbolico e protettivo, carico di credenze e tradizioni. A essere esposti saranno dunque oggetti di design provenienti da diversi contesti culturali ma uniti da un richiamo al rito e agli archetipi domestici; oggetti-talismani, insomma. 
  • DOUBLE VOID. Marsèll. Si rimane in via della Spiga anche per il progetto site-specific sviluppato dal brand di calzature Marsèll e lo studio di design Odd Matter. L’installazione lavora sul concetto di vuoto, inteso come elemento attivo capace di alterare la percezione dell’ambiente, ridefinendo le relazioni tra oggetti, superfici e visitatori. 
  • TRANSFORMISM | Museo Bagatti Valsecchi. Sulla terrazza del Museo Bagatti Valsecchi – che oltretutto solitamente non è resa accessibile al pubblico – prenderà forma una grande scacchiera firmata da Harry Nuriev di Crosby Studios per il brand di profumi Clive Christian. Sbirciate i precedenti lavori di Harry Nuriev e capirete perché, secondo noi, vale la pena visitare questa installazione. 
  • BAROVIER&TOSO – 2026 CHAPTER 1 | Via Durini 5. Il centenario marchio muranese presenterà nel suo showroom 2026 Chapter 1, prima testimonianza di un percorso di rinnovamento strategico e creativo. Il rebranding prende forma sotto la guida del CEO Andrea Signorini e del direttore artistico Luca Nichetto e trova forma in una nuova identità visiva sviluppata da Studio Blanco. Nichetto per l’occasione ha concepito un’allestimento che farà da scrigno alle creazioni in vetro, creando un gioco di prospettive creato dall’alternanza di quinte e podi.  
  • LA GEOMETRIA DEL CAOS | De Castelli Gallery. Lampade, specchi, totem che sfidano la gravità, paraventi e mobili: sono 23 le opere in edizione limitata disegnate e decorate da Antonio Marras e realizzate con metalli diversi e lavorazioni speciali nelle officine De Castelli. Dal 20 al 25 aprile potranno essere ammirate nello showroom in via Visconti di Modrone.
  • MULTITUDE | Palazzo Clerici (*). Per la MDW 2026 la maison italiana Poliform immagina un giardino urbano nascosto all’interno del sontuoso palazzo settecentesco poco distante da Cordusio. La combinazione di materiali naturali e superfici riflettenti creerà un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra architettura storica e visione contemporanea. 
  • INTERNI MATERIAE | Università degli Studi Milano Statale. Ma no, non ci siamo dimenticati di uno dei luoghi più iconici del Fuorisalone. L’Università Statale è una delle 5 sedi in cui Interni presenterà Materiae. Tra le varie installazioni UN_Material di Pietro Lissoni per Sanlorenzo (una sequenza di sezioni trasversali semi-trasparenti in scala 1:1 dello yacht She, che nel suo insieme rende il volume dell’intera barca, occuperà il Cortile del ‘700); Mater di Alessandro Scandurra (una struttura circolare simbolo di comunità e ricostruzione, realizzata utilizzando macerie rigenerate) e Infinity – Design della mente di Marco Nereo Rotelli, realizzata con Domyn e Veolia (un’installazione immersiva che grazie a dei sensori attiverà suoni, luci e testi quando avvertirà la presenza di visitatori). 
  • MIU MIU LITERARY CLUB – POLITICS OF DESIRE | Circolo Filologico Milanese (*). Dal 22 al 24 aprile tornerà anche il format ideato da Miuccia Prada, che quest’anno promuoverà un confronto su sessualità, desiderio e consenso a partire dai testi di due maestre della letteratura: la premio Nobel per la Letteratura nel 2022 Annie Ernaux e l’icona del pensiero femminista post coloniale Ama Ata Aidoo. Questa edizione prevede inoltre una biblioteca curata da Rosi Braidotti e una giornata aggiuntiva di programmazione: il 24 aprile il circolo si trasformerà in una sala di lettura dove ci si potrà fermare a leggere e a esplorare la biblioteca. 

FUORISALONE 2026 A BRERA

Il Fuorisalone di Brera Design District sarà anche quest’anno uno dei più densi di mostre e installazioni da non perdere; tanto che, per agevolare i flussi di visitatori, è stato creato il Fuorisalone.it Passport: una sola registrazione permetterà di accedere a tantissimi eventi, mostrando il QR code sulla propria app.

  • TEATRO DELLA VITA | Kerakoll Brera Studio (*). I designer Nathalie Du Pasquier e George Sowden, ispirandosi alla loro opera del 1984 Proposition pour une petite ville, in occasione della MDW 2026 trasformeranno gli spazi di Kerakoll in via Solferino (sia esterni che interni) in un palcoscenico urbano astratto e variopinto che prenderà forma attraverso la palette di 1.500 colori di Kerakoll Colors. Siamo convinti che verrà davvero la pena passare a dare un’occhiata. 
  • LA CASA DI MARMO | Spazio Cernaia (*). Dopo il successo riscosso alla scorsa edizione, Margraf e Hannes Peer Architecture tornano al Fuorisalone 2026 con un progetto che propone una riflessione radicale sull’uso della pietra in architettura: il marmo sarà infatti trattato come protagonista assoluto anziché come mero rivestimento. Soffitti, pavimenti e pareti in pietra Santafiora (proveniente dalla Toscana) daranno l’impressione di accedere a un ambiente scavato, piuttosto che costruito, e a essere protagonista assoluta sarà proprio la materia. 
  • NERI&HU AND THE JOSEF & ANNI ALBERS FOUNDATION | Casa Mutina (*). Data la vicinanza (i due civici si trovano proprio uno accanto all’altro), prima o dopo aver visitato La Casa di Marmo, vi consigliamo di passare anche dal quartier generale milanese di Mutina, dove verranno presentate le nuove collezioni realizzate in collaborazione con Neri&Hu e The Josef & Anni Albers Foundation. Se a contraddistinguere la collaborazione con Neri&Hu è la forma (i rivestimenti ceramici prendono infatti ispirazione dall’arte dell’intreccio del bambù e gli oggetti per la tavola da una reinterpretazione delle geometrie rituali cinesi), è invece il colore a essere al centro della collezione di The Josef & Anni Albers Foundation. 
  • WHEN APRICOTS BLOSSOM | Palazzo Citterio. Una mostra per scoprire il patrimonio culturale della regione uzbeka del Mar d’Aral e del Karakalpakstan, un tempo sede di uno dei laghi interni più grandi del mondo ma da decenni sconvolta da drammatici cambiamenti ambientali. A essere esposte saranno le opere di 12 designer internazionali che, lavorando a stretto contatto con gli artigiani uzbeki, hanno saputo dare una reinterpretazione contemporanea alle tradizioni manifatturiere locali. 
  • INTERNI MATERIAE | Orto Botanico di Brera. Garden od the Hesperides è la visione autoriale che l’architetta franco-libanese Annabel Karim Kassar darà al leggendario giardino delle mele d’oro all’interno del sempre suggestivo Orto Botanico di Brera. Un grande portico ligneo condurrà a una simbolica meridiana circondata da icone dedicata alle ninfe Esperidi disposte in cerchi geometrici. 
  • SEROTONIN: THE CHEMISTRY OF HAPPINESS | Pinacoteca di Brera. American Express riempirà il loggiato della Pinacoteca di Brera di buon umore, grazie all’installazione di Sara Ricciardi che traduce il concetto scientifico dell’ormone della felicità (la serotonina) in esperienza visiva e sensoriale. Siete pronti a immergervi in un ambiente abitato da gonfiabili variopinti che si espandono e contraggono ritmicamente? Noi sì!
  • CHASING THE SUN | Mediateca Santa Teresa. A celebrare la gioia e l’ottimismo sarà anche Veuve Clicquot attraverso l’installazione realizzata dall’artista anglo-nigeriano Yinka Ilori, noto come “Architect of Joy”. Alla Mediateca saranno allestiti anche il Clicquot Café e una boutique dove sarà possibile acquistare l’esclusiva collezione di Yinka Ilori. 
  • GUCCI MEMORIA | Chiostri di San Simpliciano (*). Si prevedono già file chilometriche per l’esposizione curata da Demna che ripercorre 105 anni di storia della maison fiorentina, restituendone le molteplici evoluzioni, sfaccettature ed espressioni creative. 
  • HERMÈS MAISON | La Pelota. Dal 22 al 26 di aprile Hèrmes tornerà a La Pelota di via Palermo per presentare le collezioni per la casa in una scenografia d’ispirazione urbana concepita da Charlotte Macaux Perelman. Come sempre le anticipazioni che il brand fornisce sono poche e vaghe, quindi non sappiamo dirvi molto di più; confidiamo di non rimanere delusi nemmeno quest’anno, però.
  • STUDIES | CAPITOLO 1: SUL PLAID | Loro Piana (*). Un altro appuntamento che attendiamo sempre trepidazione è quello con Loro Piana, che nelle precedenti edizioni del Fuorisalone ha saputo regalarci installazioni tanto eleganti e di classe, quanto di impatto. Per le MDW 2026 inaugura il ciclo Studies – approfondimento a puntate mirato sui vari aspetti dell’interiore design – concentrandosi sul plaid, compagno fondamentale delle nostre serate anziane. 
  • LA CASA DI PARTENOPE | Cardi Gallery. Negli spazi della galleria Cardi andrà invece in scena La Casa di Partenope, progetto di dsigncinmilan che racconta la figura di una donna indipendente, che negli anni 70 afferma a Milano la propria libertà attraverso arte, architettura e design. A collaborare a questo racconto domestico diversi brand, tra cui Jannelli&Volpi per le carte da parati, Malcusa per i tappeti e Officine Saffi per le ceramiche. 
  • CERAMICS – SECOND EDITION BY ELEFTHERIA TSELIOU GALLERY | The Great Design Disaster. La mostra collaborativa tra The Great Design Disaster e la galleria Eleftheria Tseliou di Atene esplorerà la ceramica come mezzo espressivo nella pratica artistica contemporanea. 
  • GROHE SPA AQUA SANCTUARY | Piccolo Teatro Studio Melato (*). Per la prima volta il Piccolo Teatro Studio Melato ospiterà un’installazione del Fuorisalone. Dal 22 al 26 aprile Grohe invita i visitatori a partecipare a una performance sensoriale alla scoperta del benessere attraverso l’acqua
  • CAUDALIE. Tra un giro di design e l’altro fermatevi alla boutique SPA di Caudalie in via Fiori Chiari 14 per provare le 4 Acque Profumate (The Des Vignes, Rose De Vigne, Eau des Vigne e Ange Des Vignes) e festeggiare il repack della collezione. Il 22 e il 23 (dalle 14 alle 18) troverete l’illustratrice londinese Caroline Tomlinson intenta in un live painting della vetrina e potrete provare le fragranze e ricevere un omaggio. E per la nostra community, mostrando questo articolo con l’acquisto di un’acqua profumata, in regalo c’è il gel doccia!
  • SHARED MATTER | Spaziovento. La Svizzera sceglie Spaziovento per presentare Shared Matter: sei progetti di giovani designer svizzeri sviluppati con partner internazionali. 
  • ARTS & CRAFTS & DESIGN | Casa degli Artisti. Homo Faber Fellowship, Doppia Firma, Serapian e Creative Academy – quattro realtà accomunate da una stessa ricerca – si uniscono per un progetto corale che mette in dialogo artigianato e design contemporaneo, ponendo al centro il “fare”. 
  • Y.O.U. YOUR OWN UNIVERSE | Palazzo Moscova. L’installazione con cui glo parteciperà al Fuorisalone 2026 porta la firma di Numero Cromatico. A Palazzo Moscova un cerchio arancione, simbolo di connessione, inviterà alla costruzione di uno spazio da abitare, più che da osservare e in cui colore, luce, suono, profumo e tatto generaranno un’opera in continua evoluzione. La tecnologia dei dispositivi Hilo e Hilo Plus si farà dunque presenza poetica e ponte tra creatività e innovazione. 
  • LA CITTÀ DELLE IDEE | Corriere della Sera. Porterà nuovamente la firma dallo Studio MCA – Mario Cucinella Architects l’installazione realizzata per Corriere della Sera, Living e Abitare con moduli stampati in 3D che sottraggono materia eliminando scarti e favorendo l’utilizzo di nuovi materiali per la stampa. Una riflessione su come progettare città più sostenibili e a misura d’uomo. 
  • DRIFTING LIGHTS | Tempesta Gallery. L’installazione progettata da Michael Vasku e Andreas Klug per Preciosa Lighting sarà formata da 60 pannelli di vetro sospesi, che prenderanno vita grazie a una mappatura luminosa 3D che cambierà colore e creerà riflessi plasmando così l’ambiente circostante.
  • BUILDING DESIGN LTD | Seletti Store. Palette, scope e cazzuole dorate con manici pop dalle tinte fluo, così come carriole e sturalavandini: Seletti continua a mantenere il suo spirito giocoso e irriverente e durante la MDW 2026 presenterà presso il flagship store di corso Garibaldi – la cui facciata, per l’occasione, assumerà l’aspetto di un ferramenta vintage londinese – la collezione Tools, nata dalla sinergia con Eternoo (leader italiano nella distribuzione di materiali e soluzioni per l’edilizia). Gli attrezzi da lavoro e pulizia che si cerca solitamente di nascondere alla vista, divengono così “sculture domestiche” tutte da esibire. 
  • MACCAPANI EDITS X THE LUXURY COLLECTION | Casa Brera. Durante la MDW 2026 nel dehors Living di Casa Brera sarà presente il pop-up store di Margherita Maccapani Missoni, con una selezione di manufatti artigianali, pezzi esclusivi Maccapani e un’edizione di prodotti co-brandizzati con The Luxury Collection.
  • JIL SANDER – REFERENCE LIBRARY | Via Beltrami 5 (*). La mostra concepita da Apartamento in collaborazione con Jil Sander riunirà 60 libri provenienti da tutto il mondo, scelti da altrettanti designer, architetti, reagisti, creativi e pensatori. L’installazione, a cura di da studio utte, avrà luogo presso lo showroom del brand dal 20 al 24 aprile e sarà composta da una serie di leggii cromati allineati in file, illuminati da caldi fasci di luce per la lettura. I visitatori riceveranno guanti bianchi – che potranno poi conservare come souvenir dell’esperienza – che dovranno utilizzare per sfogliare i volumi. 
  • ZARA | Palazzina Appiani. Per scoprire la visione domestica di Zara, invece, bisognerà recarsi presso la Palazzina Appiani, affacciata sull’Arena Civica progettata da Luigi Canonica e un tempo tribuna d’onore della famiglia di Napoleone. 

FUORISALONE 2026 IN PORTA VENEZIA

Ci ha messo davvero poco Porta Venezia Design District (lanciato durante l’edizione 2023 del Fuorisalone) a diventare uno dei distretti più vivaci della Milano Design Week. Quest’anno, oltretutto, si è decisamente allargato, includendo anche location in zona Loreto e Città Studi.

  • L’APPARTAMENTO DI ARTEMEST | Palazzo Donizetti (*). Stessa location dello scorso anno – il raffinato Palazzo Donizetti – e un allestimento ispirato allo spirito del Grand Tour, per l’edizione 2026 de L’Appartamento, che vede cinque studi internazionali di interior design reinterpretare attraverso uno sguardo contemporaneo l’essenza delle capitali della cultura italiana – Roma, Venezia, Palermo, Napoli e Firenze – con pezzi di artisti, artigiani e designer presenti sulla piattaforma Artemest.
  • ANIMA MUNDI – A VISIONARY IMPULSE | Istituto dei Ciechi. Geely Auto – brand di automotive – partecipa alla MDW 2026 con un’installazione interattiva site-specific concepita dallo studio di design multidisciplinare Dotdotdot ispirata al principio unificante da cui ha origine ogni forma di vita. Nella Sala dell’Organo dell’Istituto dei Ciechi, il pubblico si troverà immerso in un microcosmo composto da 5 velari monumentali che muteranno di continuo in risposta alla presenza fisica dei visitatori. 
  • BECOMING | Palazzo Isimbardi (*). Per celebrare i suoi 70 anni, Rimadesio parteciperà al Fuorisalone 2026 con il progetto Becoming ideato e realizzato da Juma, responsabile di immagine e comunicazione del brand da 30 anni, che traduce in forma visiva e narrativa i valori dell’azienda. Nel chiostro di Palazzo Isimbardi prenderà forma l’installazione Aedes Memoriae, realizzata da Encor Studio, con cui Rimadesio condivide una ricerca sui temi della luce e della trasparenza. La Sala degli Affreschi, invece, si trasformerà nell’ambiente immersivo R-Paradigm, dedicato al racconto dell’evoluzione del marchio in tutte le sue dimensioni.
  • FOREVER FORNASETTI – NEW ENCOUNTERS | Fornasetti. Nuovo ingresso da via Senato, un restyling totale ad opera dello studio Tutto Bene e l’inaugurazione di un negozio di fiori curato da Simone Gooch di Fjura, che verrà ospitato per tre mesi: queste le novità che attendono i visitatori dello store di Fornasetti durante la Milano Design Week 2026. Noi, ovviamente, curiosissimi. 
  • RESPONSIVE NATURE | Via Senato 14 (*). La collezione outdoor 2026 di Molteni&C curata da Vincent Van Duysen sarà presentata all’interno dell’installazione Responsive Nature concepita da Elisa Ossino Studio, suddivisa in sei giardini distinti e radicalmente diversi tra loro, seppur interconnessi, che guideranno il pubblico alla scoperta dei nuovi arredi. 
  • LAILA GOHAR – ARKET | Giardino delle Arti. Le informazioni a disposizione, per il momento, sono il minimo necessario: si ha un nome (Laila Gohar, artista egiziano-americana che utilizza il cibo come mezzo creativo), un brand (Arket) e un luogo (il Giardino delle Arti in via Palestro 8). Cosa ci riserverà questa collaborazione? C’è suspense. 
Fuorisalone 2026
Ooooh That’s Epiq! | © Skoda
  • OOOOH, THAT’S EPIQ! | Palazzo Senato (*). Lo storico cortile di Palazzo Senato, durante la Milano Design Week, verrà invaso da grandi e colorati volumi delle forme morbide, che lo trasformeranno in un ambiente giocoso, in linea con la campagna della nuovissima Epiq elettrica di Skoda
  • ELLE DECOR – SENSORY LANDSCAPE | Palazzo Bovara (*). Torna, per il decimo anno consecutivo, anche il consueto appuntamento a Palazzo Bovara con Elle Decor. Sensory Landscape, ideato da Pietro Lissoni in collaborazione con il designer del paesaggio Antonio Perazzi, è un progetto che si focalizza sulla sensorialità intesa come strumento di riconnesione allo spazio. Protagonisti saranno dunque i 5 sensi, oggi troppo spesso compressi da una fruizione digitale che riduce l’esperienza a una dimensione accelerata, passiva e virtuale. A essere coinvolte saranno più di 50 aziende.
  • APPARTAMENTO SPAGNOLO | Palazzo Castiglioni (*). Un altro ritorno è anche quello di Appartamento Spagnolo, dove c’è sempre lo zampino di Elle Decor, in collaborazione con Interiors From Spain. Il percorso espositivo curato da Studiopepe metterà in risalto le eccellenze del design spagnolo
  • RENAISSANCE OF THE REAL | Fondazione Luigi Rovati. Anche USM Modular Furniture sceglie di celebrare la realtà e invita a riscoprire la sensorialità corporea, presentando l’installazione Renaissance of the Real dell’artista e designer Annabelle Schneider, che vedrà protagonista il sistema modulare USM Haller. Utilizzata più come scheletro architettonico che come arredo, la griglia creata con questo sistema sosterrà una sottile membrana tessile che si contrarrà ed espanderà come un organismo che respira. 
  • LOUIS VUITTON OBJETS NOMADES | Palazzo Serbelloni. La maison torna a Palazzo Serbelloni per presentare la nuova collezione per la casa Louis Vuitton Objets Nomades. Accanto a creazioni d’archivio di Pierre Legrain e Charlotte Perriand, verranno presentati anche nuovi pezzi di Estudio Campana, Raw Edges e Franck Genser
  • YOOX CAMERINO – UNVEILED BY KETA BART | Romero Paprocki. La bellissima galleria d’arte Romero Paprocki, durante la MDW 2026 ospiterà l’installazione realizzata per Yoox dall’artista digitale viennese Keta Bart, che trasforma uno dei rituali più intimi della moda – l’ingresso in camerino – in un’occasione per esprimere se stessi ed esplorare la propria identità.
  • LI BEIRUT – TRA OMBRA E LUCE | Casa Giusti. Il quartier generale della maison Mark/Giusti nel cuore di Porta Venezia, si trasformerà nella versione contemporanea di un tradizionale salotto libanese, durante il Fuorisalone, e presenterà una selezione di creazioni in pelle. A partecipare all’installazione saranno anche due creativi libanesi: Youssef El Hadi di YEH Studios e Rami Lazkan
  • MASK: 12 – IL VOLTO NASCOSTO | Lorenzelli Arte. Per la MDW 2026 Lorenzelli Arte ospiterà dal 21 al 26 aprile la mostra curata da Giulio Iacchetti e Lorenzo Palmeri in cui verranno presentate 12 maschere d’autore, realizzate in legno da Ebanisteria Meccanica (tranne quella di Stefano Boeri, fatta in cartapesta da Jacopo Allegrucci) e decorate da Giulio Cappellini, Marco Ferrari, Alessandro Guerriero, Francesco Mandelli, Antonio Marras, Diego Moretti, Margherita Palli, Ioanna Vautrin e Olimpia Zagnoli. 
  • INSIEME – SABATO DE SARNO / VANITY FAIR | Piscina Cozzi. Sabato De Sarno debutta al Fuorisalone 2026 come curatore del progetto Insieme, che vedrà coinvolte 12 eccellenze artigiane italiane in una mostra collettiva dedicata al valore contemporaneo del fare. L’obiettivo è porre in primo piano ciò che solitamente resta nascosto: il processo, la conoscenza come pratica, il gesto. Il percorso si articola intorno a 6 famiglie materiche: ceramica, vetro, metallo, pietra, tessile e legno e per ciascuna di essa sono state selezionate due realtà produttive alle quali è stato chiesto di presentare una forma di espressione del proprio sapere. L’opera manifesto del progetto – che vede protagonisti i volti degli artigiani che partecipano alla mostra – sarà visibile già a partire dal 14 aprile sulla facciata della Piscina Cozzi ed è stata realizzata dall’artista JR.
  • FRAGMENTS BECOMING | Spazio Milesi. I “frammenti in divenire” di cui parla il titolo di questa mostra sono gli scarti e i materiali di recupero che Studio Bonboon ha utilizzato per realizzare una nuova collezione di mobili e lampade realizzati a mano, attraverso un metodo definito dallo stesso duo di designer “intarsio 3D”. 
  • FOOD FOR THOUGHT DI IKEA | Spazio Maiocchi. Dopo 4 anni in via Tortona, Ikea si sposta in Porta Venezia per presentare un’inedita esposizione focalizzata sui rituali legati al cibo nelle diverse culture. Evocative installazioni e momenti di live cooking, porteranno i visitatori a riflettere su come e quanto un design pensato con cura sia capace di contribuire al benessere quotidiano. L’esposizione, all’interno della quale sarà possibile trovare anche una reinterpretazione della tradizionale saluhall svedese (mercato tradizionale coperto), è stata creata in collaborazione con l’architetta Midori Hasuike e lo spatial designer Emerzon.
  • CAPSULE PLAZA – DESIGN STATE OF MIND | Via Maiocchi 8 (*). Una sede principale in via Maiocchi 8 e una serie di iniziative collaterali, invece, per la MDW 2026 di Capsule Plaza, il cui tema di quest’anno è Design State of Mind. Il design verrà dunque trattato sia come pratica che come mentalità capace di plasmare il modo in cui abitiamo e percepiamo il mondo. 
  • DEORON | Via Padova 11. La piattaforma curatoriale Deoron farà le cose in grande, per questa seconda partecipazione al Fuorisalone, presentando una mostra di 800 mq in una location mai utilizzata precedentemente: una ex fabbrica di cuscinetti a sfera in via Padova, ora tramutata in spazio culturale. Al centro dell’allestimento troverà luogo un sistema audio scultoreo: il suono si farà dunque elemento architettonico, contribuendo a modellare lo spazio attraverso un’acustica attentamente progettata, che trasformerà la mostra in un’esperienza multi-sensoriale. 
  • ONE, TWO, MANY | Movimento Gallery. La mostra collettiva che andrà in scena negli spazi di Movimento Gallery riunirà i lavori di 7 designer italiani e internazionali invitati a confrontarsi con un linguaggio materico condiviso. Ciascuno di essi dovrà infatti utilizzare obbligatoriamente una speciale finitura sviluppata dalla galleria stessa, simile a metallo liquido solidificato (One) e potranno mixarla con al massimo un altro materiale (Two) per generare forme e oggetti che riflettano un pensiero personale all’interno di un contesto collettivo (Many). Sulla carta sembra un progetto davvero interessante.
  • ROOM STUDIES #1 | Oxilia Gallery. In occasione della Milano Design Week 2026, Oxilia Gallery inaugura il primo episodio del ciclo di mostre Room Studies, pensato per esplorare la stanza come ambiente strutturato all’interno del quale vengono presentati oggetti in relazione tra loro. 
  • OVER AND OVER AND OVER AND OVER | Piscina Romano (*). Ripetere creando differenza è quello che fanno ogni giorno gli artigiani, vetrai in primis, lavorando una materia viva che muta continuamente, reagendo ad agenti esterni e sbalzi termici. Pur ripetendo gesti precisi e seguendo procedimenti consolidati, dunque, è impossibile realizzare una serie di oggetti artigianali identici ma è proprio questo a rendere così preziosa e affascinante l’artigianalità: 6:AM renderà chiarissimo tutto ciò con la mostra che andrà in scena alla Piscina Romano.
  • OASIS BY RICK TEGELAAR | Spazio Adatto. Una selezione di opere che attraversano l’intera carriera del designer, lavori creati appositamente per l’occasione e una nuova collezione di lampade: è ciò che si vedrà nella prima mostra personale di Rick Tegelaar, all’interno dell’installazione vegetale Oasis, di 270 mq, firmata da Pim Schrier di Plants in Paradise. I visitatori si potranno muovere liberamente nello spazio, scoprendo elementi meccanici in movimento, e osservando come Tegelaar costruisce, sperimenta e lavora con le sue macchine e i suoi strumenti autocostruiti.
  • UNBOXING: A ROOM AS INSTRUMENT | Superattico. La mostra presentata da Spazio Viruly presso Superattico riunisce i lavori di Matthijs Koerts e Merijn Haenen. Entrambi i designer, di base a Rotterdam, lavorano smantellando dispositivi (il primo sonori, la seconda luminosi) nei loro componenti essenziali, per poi riassemblarli in installazioni spaziali. 

FUORISALONE 2026 IN TORTONA

Sono lontani i tempi in cui Tortona era il centro nevralgico del Fuorisalone ma, anche in questa zona, abbiamo selezionato un po’ di appuntamenti interessanti per voi.

  • WE WILL DESIGN – HELLO DARKNESS | Base. Quella di BASE sarà una Design Week ricca di appuntamenti, durante la quale l’ex Ansaldo si trasformerà in un ecosistema radicale in cui l’oscurità che caratterizza il mondo contemporaneo verrà esplorata come spazio fertile di rigenerazione. Ci sarà l’esposizione collettiva Exhibit, che vedrà coinvolti più di 80 designer provenienti da 23 Paesi e che si articolerà attorno a quattro traiettorie tematiche (Community, Environmentalism, Rituals Media Tech); nella Ground Hall verrà presentato il sistema di arredi reversibili IDIORYTHMIA – RE-U dello studio francese Smarin; la foresteria casaBASE ospiterà cinque studi temporanei e la terrazza si trasformerà in uno spazio di sperimentazione dedicato a pratiche di convivialità radicale con Live Camp-ing, un campeggio urbano
  • IN BETWEEN | Via Tortona 14. L’Ecuador anche quest’anno torna a raccontare la sua identità tra tradizione, creatività e innovazione con In Between. 8 opere realizzate da altrettanti designer verranno presentate all’interno di un allestimento curato da Lascia la Scia, costruito con tessuti in materiali riciclati e fibre naturali.
  • CORPOGRAFIA – PAESAGGIO DI DONNA | Torneria Tortona. Ebbene sì, lo studio di Sara Ricciardi è coinvolto in davvero tantissimi progetti, per questa edizione del Fuorisalone, tra cui l’installazione che omaggia Elsa Schiapparelli indagando il femminile attraverso forme organiche: un’oasi rosa.
  • SUPERNOVA | Superstudio Più. Come ogni anno il Superstudio in via Tortona si farà palcoscenico di idee e visioni, ospitando diversi progetti e installazioni. Tra questi la grande installazione (si estenderà su una superficie di 1000 mq) presentata da Moooi e firmata da Marcel Wanders.
  • FÒCO – LIVING NOTES | Archiproducts. Capitolo finale della quadrilogia ispirata agli elementi naturali, sarà la mostra dedicata al fuoco a cura di Studiopepe per Archiproducts. 
  • SWATCH AI-DADA | Opificio 31. Anche senza avere alcuna esperienza di design, basta un prompt ed è possibile creare il design per un orologio unico e originale, grazie a Swatch AI-DADA, che approderà al Fuorisalone 2026 in zona Tortona. Nell’AI-DADA Lab allestito per l’occasione verrà esposta anche una ricca selezione di pezzi d’archivio che racconta l’evoluzione del marchio svizzero. 
  • HANS BOODT MANNEQUINS – REBEL | Opificio 31. Con la nuova collezione di manichini Rebel Hans Boodt Mannequins ridefinisce il ruolo di queste figure seriali, donando loro identità e imperfezione. Il progetto, nato da scansioni 3D di corpi reali in movimento, verrà presentato durante la MDW presso Opificio 31. 
  • ALL’ORIGINE BOUTIQUE | Otto Studio. Sarà ospitato da Otto Studio di Paola Navone il temporary shop di All’Origine dove si potranno trovare arredi e oggetti d’epoca del ‘900 europeo.
  • PICNIC A LE VASCHE DI CIÙ PEPPÌ | NonostanteMarras (*). Anche Marras, come Hèrmes, non è solito fornire troppi dettagli riguardo ai progetti in programma per il Fuorisalone ma, quel che è certo, è che l’headquarter in via Cola di Rienzo tornerà a meravigliare i visitatori, tra scenografici allestimenti, installazioni, collaborazioni e pezzi per la casa firmati Antonio Marras
  • REDDUO GALLERIA | Solo su appuntamento. Fabiola di Virgilio e Andrea Rosso, fondatori di RedDuo Studio, trasformeranno quella che fu la loro prima abitazione, in zona Porta Genova, in una galleria temporanea dove verranno esposte collaborazioni e pezzi selezionati di diversi brand. Per scoprire l’indirizzo e accedere alla galleria temporanea è necessario prendere appuntamento. 

FUORISALONE 2026, VARIE ZONE (ANCHE FUORI MILANO)

Pensavate fosse finita qui? Assolutamente no! Ci sono tanti altre progetti, mostre, eventi e installazioni che andranno in scena al di fuori dei distretti più battuti del Fuorisalone 2026.

  • ALCOVA | Ospedale Militare di Baggio + Villa Pestarini (*). L’appuntamento più atteso del Fuorisalone quest’anno torna all’Ospedale Militare di Baggio e aprirà inoltre le porte di uno spazio mai stato accessibile al pubblico precedentemente: Villa Pestarini, la residenza privata in stile razionalista progettata da Franco Albini. Gli studi, i brand e i designer indipendenti che parteciperanno a questa edizione sono più di 120. Come sempre non vediamo l’ora di visitare entrambe le location!
  • STADERA DESIGN DISTRICT – OUTSIDERS | Varie Location. Stadera è un quartiere periferico e multiculturale a sud di Milano dove hanno sede diversi studi creativi e spazi indipendenti dedicati a design, arte e artigianato. In occasione della Milano Design Week queste realtà (tra cui Fantastudio di Carolina Amoretti, Sara Ricciardi Studio, lo studio ceramico Anima Mundi e la Milano Painting Academy, solo per citarne alcuni) apriranno le loro porte al pubblico per raccontarsi.
  • MORNINGS MADE IN FORNACE | Fornace Curti (*). Durante la MDW 2026 Elena Pelosi Studio presenta Mornings Made in Fornace, progetto curatoriale che reinterpreta l’inizio della giornata come momento di riflessione, scambio ed esplorazione materica. La location è una delle più suggestive e storiche di Milano: Fornace Curti. Il progetto si articolerà in tre momenti: Breakfasts in Fornace, Walking Conversations in Fornace e Gatherings in Fornace. Una costellazione di studi sarà accessibile al pubblico e ogni spazio ospiterà installazioni e interventi che non riguarderanno unicamente la ceramica, ma anche metallo e pelle, carta e tessuti. Quale miglior modo per iniziare con calma le frenetiche giornate del Fuorisalone? 
  • SUPERCITY | Superstudio Maxi. Spostandosi a Famagosta, invece, si troverà la mostra SuperCity curata da Giulio Cappellini, che immagina una città ideale e multiculturale in cui convergono arte, design e architettura. 
  • SUPERSTUDIO PLAYGROUND | Superstudio Village. Ma la novità di quest’anno è che Superstudio inaugura un’altra, immensa, sede in Bovisa. Superstudio Village nasce negli spazi di un’ex fabbrica e qui prenderà forma la piattaforma SuperPlayground, dedicata alla creatività emergente e alla sperimentazione progettuale. Tra i vari progetti esposti l’installazione Keep Your Bubble dell’artista slovacco Lousy Auber, realizzata con tessuti di mongolfiere dismesse. La location rimarrà aperta fino alle 23:00. 
  • MUA MUA HOTEL | Via Aosta 2. In zona Cenisio, invece, il designer britannico Tom Dixon si è occupato della progettazione di un micro-hotel di 12 stanze in un ex mulino. Prima di aprire ufficialmente, una volta conclusa la MDW, il boutique hotel ospiterà installazioni, arredi e accessori. Un’occasione più unica che rara per fargli visita, insomma!
  • PET DESIGN DISTRICT | Via Feltre 28/6. Ebbene sì, durante la Design Week Milano accoglierà anche la prima edizione di Pet Design District, che vedrà raccolte aziende e realtà produttive impegnate nello sviluppo di articoli, complementi d’arredo e soluzioni abitative pensate per gli animali domestici e il loro benessere. 
  • ISOLA DESIGN FESTIVAL – TEN: THE EVOLVING NOW | Varie Location. Isola Design Festival festeggia i suoi primi 10 anni e mantiene Fabbrica Sassetti come centro nevralgico della sua Design Week. È qui che andranno infatti in scena Isola Design Gallery (che riunisce designer che lavorano sul confine tra oggetto domestico e pezzo scultoreo); No Space for Waste (l’esposizione dedicata all’upcycling, ai bio-materiali e ai processi produttivi a bassa intensità); Rasa – The Indian Collective (che rilegge in chiave contemporanea l’artigianato indiano) e The Dutch Atelier (dedicata alla scena olandese). 
  • TERRAIN BY HANNES PEER | Officine Saffi. Officine Saffi Lab presenterà al Fuorisalone 2026 uno dei progetti più ambiziosi che abbia mai concepito e realizzato: un altorilievo monumentale progettato in collaborazione con l’architetto altoatesino Hannes Peer, che ha richiesto un’ingegneria ceramica avanzata e un meticoloso controllo dei materiali, per essere realizzato. 
  • CASA NM3 | Via Farini 93. NM3 è lo studio fondato da Nicolò Ornaghi, Delfino Sisto Legnani e Francesco Zorzi che realizza arredi in acciaio inossidabile. In occasione della MDW, presso la sede in via Farini, presenterà l’installazione Casa NM3, composta da 4 ambienti definiti da pareti mobili, all’interno dei quali saranno presenti due classici sistemi di storage del brand, alcuni arredi (cucine e scrivanie) che ne riprendono il linguaggio formale e costruttivo e, a terra, i tappeti di cc-tapis, che contribuiranno alla definizione degli spazi.
  • NILUFAR GRAND HOTEL | Nilufar Depot (*). In zona Lancetti, da Nilufar Depot, si potrà visitare la mostra che reinterpreta il concetto di ospitalità attraverso il linguaggio del design da collezione. Pensate come ambienti di un immaginario hotel di lusso, le installazioni vedono coinvolti designer internazionali sia affermati che emergenti. Senza dubbio una delle nostre destinazioni preferite al Fuorisalone!
  • PAPER/NORTHERN LIGHTS | BiM. In Bicocca, da BiM, già a partire dal 14 aprile sarà invece possibile visitare l’installazione di Gianni Pettena che riflette sull’architettura come esperienza dinamica e condivisa
  • DROPCITY – MODES OF MATERIAL MEDITATION | Via Sammartini 38-60. Nei tunnel di Dropcity i visitatori potranno non solo scoprire installazioni e progetti ma anche (e soprattutto) i processi che ci stanno dietro. Non andranno in scena solo oggetti finiti e installazioni, difatti, ma anche le infrastrutture che ne hanno permesso la realizzazione. Saranno allestiti un laboratorio di ceramica e uno tessile; un’area dedicata alla modellistica e una falegnameria, un laboratorio dedicato ai processo di riciclo e un altro alla sperimentazione con materiali biologici; e non solo. Sempre qui avrà inoltre luogo la mostra curata e progettata degli studenti del Politecnico (guidati da Davide Fabio Colaci e Lola Ottolini) intitolata The white house. Domestic Propaganda, esito di una ricerca che indaga la Casa Bianca come spazio domestico di propaganda politica. 
  • 100 COSE DA NON DIMENTICARE | Scuola Primaria Ermanno Olmi e Bunker Breda (*). L’anno scorso Repubblica del Design ha portato una mostra all’interno carcere di San Vittore. Quest’anno, invece, prosegue il suo percorso di sperimentazione col progetto 100 cose da dimenticare, riaprendo rifugi e bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale per trasformarli in dispositivi culturali contemporanei. L’obiettivo è quello di avviare una riflessione circa la possibilità di reinterpretare questi spazi come nuove forme di rifugio contemporaneo, anche in relazione alle trasformazioni ambientali e climatiche. Le visite al Rifugio Antiaereo 87 (situato all’interno dell’istituto scolastico Ermanno Olmi) e al Bunker Breda saranno gratuite e su prenotazione. 
  • GARRO ÈDITIONS COLLECTION #2 | Assab One. L’editore tessile parigino Garro Éditions durante la Milano Design Week presenterà da Assab One la sua seconda collezione di tessuti artistici, disegnata da Nathalie du Pasquier e Marc Morro, che prenderà vita rivestendo pezzi iconici del brand italiano di arredamento Campeggi
  • 0-99 DESIGN PER GIOCO | Palazzo Arese Borromeo (Cesano Maderno). Ci teniamo infine a segnalarvi anche una mostra fuori Milano (ma non molto distante) che racconta il gioco da tavolo come oggetto culturale, ripercorrendone l’evoluzione a partire dagli albori fino a giungere al game design. A essere esposti sono riproduzioni fedeli di giochi antichi, versioni fuori scala e pezzi in edizione limitata o da collezione. Non mancano, ovviamente, anche le interpretazioni firmate da artisti e designer, come gli scacchi in acciaio disegnati da Gianfranco Frattini o il tappeto-backgammon dell’architetta Valeria Molinari. Contando che la location che ospita la mostra – Palazzo Arese Borromeo – è semplicemente spettacolare, vi consigliamo di non perdervi questa originale esposizione, che oltretutto è già stata inaugurata e resterà aperta fino al 10 maggio ed è a pagamento.

FESTE E SERATE AL FUORISALONE 2026

Che Fuorisalone sarebbe senza un po’ di feste, serate danzanti e appuntamenti musicali? Qui trovate una selezione di eventi che animeranno la nightlife della Milano Design Week.

fuorisalone 2026
Fabbrica Design Week | © Fabbrica del Vapore
  • LOOPWORK – THE MEANWHILE CLUB | Park Associati (*). Non sarà un’installazione fatta e finita, bensì un’”architettura del mentre” quella che Park Associati presenterà nel suo hub in Città Studi, che accoglierà un programma musicale a cura di Le Cannibale. La line-up di questo club temporaneo riunirà alcuni dei profili più interessanti della scena attuale: Bluemarina, Mesosauna, Fatima Koanda, Hiroko Hacci e Riccardo Moschen
  • LE CANNIBALE – WE WILL DESIGN MUSIC FESTIVAL 2026 | Base (*). Sarà sempre Le Cannibale, inoltre, a curare il palinsesto di party gratuiti e dj-set che animeranno il cortile di BASE tutte le sere dal 21 al 25 aprile. Gli ultimi due giorni il festival proseguirà anche all’interno fino a tarda notte, con ospiti come Quantic, Batu e Coca Puma.
  • FABBRICA DESIGN WEEK 2026 | Fabbrica del Vapore (*). Il piazzale della Fabbrica del Vapore tornerà ad animarsi per il terzo anno consecutivo grazie al festival musicale di sei giorni che vedrà alternarsi su tre palchi tantissimi artisti. Sarà Ciao Discoteca Italiana a far ballare il pubblico durante la serata inaugurale del 21 aprile, mentre il closing party del 26 aprile – a cura di m2o – sarà diurno (dalle 10 alle 16). A parte queste due date gratuite, per le altre serate è previsto un ticket di ingresso di 3€. 
  • THE ORIGINALS LISTENING BAR – ANNI 80 CON BRUNO BELISSIMO | Spazio RNLT (*). Il 22 aprile nel temporary listening bar progettato da Lana Collettivo all’interno dello spazio RNTL in Corso Garibaldi ci sarà una serata dedicata alla musica anni 80 con Bruno Bellissimo. Il progetto è promosso da Renault e prodotto da ZERO; l’ingresso è gratuito con registrazione e include un free drink. 
  • GIARDINO DEI VISIONARI MDW DREAMLAND | Gate. Dalle 23 di venerdì 24 aprile alle 4:00 del 25, il Giardino dei Visionari aprirà le porte di un paese delle meraviglie nel quale si ballerà tra funghi giganti con la musica di Socko, Etna e Vice Luna. L’evento è a pagamento.
  • PONY CLUB | Rock’n’roll. Sempre venerdì 24 aprile le ragazze di Pony Club faranno scatenare il pubblico al Rock’n’roll di via Bruschetti (zona Gioia) dalle 21 alle 2. Il divertimento è assicurato e l’ingresso gratuito.
  • CRX FESTIVAL | Club Giovanile Milano (*). Per anticipare la prossima edizione estiva del festival in Puglia, CRX approderà al Club Giovanile in zona Certosa, il 23 aprile, con un evento gratuito previa registrazione, a cui si consiglia di arrivare presto perché la capienza è limitata e l’ingresso non garantito. 
  • CAMPARI SODA SOFT CLUBBING | Varie Location. Saranno promossi da Campari Soda gli appuntamenti di soft clubbing previsti durante la MDW 2026 in diverse, inusuali, location. Si partirà il 21 aprile da Aerre Colorificio in viale Gorizia, per poi proseguire il 22 alla lavanderia All Wash in via Savona, il 23 all’Est Bar in via Tortona, il 24 all’officina Severacing in via della Pergola e infine il 25 al Pastificio Moscova. A parte l’ultima data che si svolgerà dalle 11:30 alle 15, tutte le altre andranno dalle 18 alle 21:30. 
  • INSULTETTI LUMINOSETTI | Insulti Luminosi. Il 22 aprile dalle 17:30 il negozio di Insulti Luminosi in zona Cinque Giornate accoglierà i visitatori con musica, drink e gadget per festeggiare e svelare al pubblico la collaborazione con Disegnetti Depressetti. In mostra una selezione di insegne LED con i disegni originali di Elisa, acquistabili come pezzi unici. 
  • COMMON ARCHIVE – LA NOTTE BIANCA DEL SALONE DEL MOBILE | Varie location (*). No, non stiamo per attenzionarvi un’altra serata danzereccia, bensì una bellissima iniziativa serale di Osservatorio Salone del Mobile. Il 24 aprile, dalle 18 alle 23, sarà possibile partecipare a oltre 50 visite guidate e incontri gratuiti negli archivi storici di design e architettura di Milano. Tra le realtà coinvolte la Cittadella degli Archivi, la Triennale, il Politecnico, ADI Design Museum ma anche studi-museo come quelli di Achille Castiglioni, Vico Magistretti e Franco Albini

EVENTI FOOD E POP-UP RESTAURANT AL FUORISALONE 2026

Ci saranno anche tantissimi eventi e pop-up restaurant che vedranno convergere food&beverage e design.

  • DESIGN WEEK OPENING EVENT | Piazza del Duomo. Informiamo i più mattinieri che alle 7 di lunedì 20 aprile Maurizio Cattelan e Nicolas Ballario organizzano – in collaborazione con Living – Corriere della Sera, Museo del Novecento e Comune di Milano – una colazione inaugurale della Milano Design Week in piazza Duomo. La colazione sarà offerta da Lavazza; chi deciderà di partecipare dovrà solo portare con sé un oggetto (bello, brutto, banale, strano: l’importante è che si possa tenere in mano) che dovrà provare a barattare con quello di qualcun altro. Contando che all’evento parteciperanno anche Matteo Cibic, Fabio Novembre, Stefano Seletti, Elena Salmistraro e altri designer, si “rischia” di tornare a casa con un pezzo d’autore! 
  • MARNI X CUCCHI | Pasticceria Cucchi. Dal 19 aprile al 15 luglio il rituale del caffè, da Cucchi, si trasforma grazie alla collezione firmata Marni e curata da RedDuo Studio. Tazze, piattini, tessuti, packaging e uniformi si tingeranno di rosso e verde e pattern a righe e pois. Le tazzine da caffè e cappuccino, coi rispettivi piattini, potranno inoltre essere acquistati sia presso la pasticceria che nella boutique di Marni in via Montenapoleone.  
  • LA BELLA TAVOLA | Palazzo Stampa di Soncino (*). In un palazzo poco distante da piazza Vetra Alessi presenterà un’installazione pop di grandi dimensioni per celebrare la tavola e omaggiare al contempo Ettore Sottsass. Parte integrante del progetto – ideato da Andrea Incontri – è un’esperienza incentrata sul tema del pane, creata per l’occasione da Spacedelicious
  • TOSCANIA | Bitossi Home e Le Polveri. Sarà un omaggio a cultura, profumi e sapori toscani, quello che Bitossi Home organizzerà durante la Milano Design Week. Le location sono tre: la boutique in via Santa Marta (nel quartiere 5 Vie), il laboratorio de Le Polveri e il negozio Ambrogio Fiori in via Ausonio 7. 
  • CROMO TEA | Torre Velasca (*). Sul rooftop della Torre Velasca – con una vista a 360° sulla città – ci sarà una teahouse alla quale si potrà accedere solo previa registrazione, dove fare una pausa e rigenerarsi degustando botaniche ad alta concentrazione
  • SIMA GLAZED BAR | SiMa Townhouse. I tre piani del cocktail bar SiMa, in corso di Porta Vigentina, saranno trasformati da Locatelli Partners in occasione del Fuorisalone 2026. Protagonista sarà la ceramica, che ridefinirà totalmente gli interni. Il tutto, ovviamente, potrà essere ammirato sorseggiando un ottimo drink
  • BAR TRATTORIA ALTRA VISTA CON SALA GIOCHI | Le Cavallerizze. Trattoria Altra Vista tornerà alle Cavallerizze di via Olona, arricchita dalla presenza di una sala giochi ispirata a quelle degli anni 80 e 90. Arte, design, gastronomia e convivialità convergeranno in un’unica installazione esperienziale. Ci saranno un grande tavolo centrale in legno che si sarà invitati a “vandalizzare”, scalfendone la superficie, le finestre digitali di Anotherview (brand promotore del progetto) e un Late Mirror che rifletterà la stanza con un ritardo di 30 minuti. Lo spazio resterà aperto anche di sera. 
  • TEMPORARY BISTROT & RESTAURANT FAMIGLIA RANA | Nonostantemarras (*). È ormai l’ottavo anno in cui si rinnova il connubio tra Antonio Marras e Famiglia Rana. Il temporary bistrot e ristorante guidato dallo chef 2 stelle Michelin Francesco Sodano da Nonostante Marras sarà aperto, come sempre, da colazione a cena. 
  • OSTERIA FIORI DI MARIMEKKO | Osteria Grand Hotel (*). Un altro temporary restaurant che ha tutte le carte in regola per essere davvero bello è quello che presenterà durante la MDW il brand finlandese Marimekko, noto per le sue audaci stampe colorate. L’Osteria Grand Hotel in via Ascanio Sforza verrà invasa dalla nuova fantasia floreale Kukasta kukkaan (che in finlandese significa “di fiore in fiore”) firmata da Eria Hirvi, che sarà dipinta a mano su scenografiche installazioni tessili e sulle ceramiche in edizione limitata acquistabili in loco. 
  • THE ECCENTRICO SENSORY LAB | Via Malpighi 7. Un’installazione immersiva progettata da Sara Ricciardi; un ambiente accogliente e rigenerante costruito con le bellissime piastrelle in ceramica di Eccentrico della collezione Klim, dove poter sostare e bere uno specialty coffee o una buona tisana espressa, grazie a Lelit, Mirabilia e Herbpress. Per alcuni appuntamenti è necessario prenotarsi.
  • SIN PLAN POP-UP | Via Maiocchi 8. La proposta food&beverage di Capsule Plaza, invece, sarà a cura di Neit (brand di whisky) in collaborazione con Amorim, che si occuperà dell’allestimento, La Marzocco e Tacos Domingo, che servirà piatti messicani. Ci sembra tutto giusto. 
  • WITNESS THE SHIFT | Eris. Il già bellissimo Eris – spazio ibrido in via Eustachi in cui vengono serviti caffè specialty, vini e piattini, oltre a essere ospitati pop-up – cambierà totalmente aspetto! La nuova scenografia a cura di Naessi Studio sarà inaugurata il 15 aprile e noi siamo decisamente curiosi di scoprirla. Per ora abbiamo solo questo indizio: aurora polare.
  • BAR PIENO | Piscina Romano. Anche 6:AM avrà il suo pop-up bistrot nel parco della Piscina Romano e si chiamerà Bar Pieno. Frutto della collaborazione con Vicino Wine Club, sarà un punto di ritrovo informale per tutta la durata della MDW, dalla mattina alla sera. Ogni sera si daranno il cambio chef provenienti da ristoranti di tutta Italia (Altatto, La Brinca, Casa Cassano, Orma, Cascina Lago Scuro, Venissa, Alba Pasta Bar) che porteranno la loro versione del “panino da chiosco” e cambieranno allo stesso modo anche i musicisti che si occuperanno dell’intrattenimento. Ci aspettiamo già file chilometriche; però che bello. 
  • EDIBLE REVERIES | Via Melzo 34 (*). Con la mostra Edible Reveries Artisiapasta 3D – celebrerà l’ingrediente più amato dagli italiani, svelandone il potenziale creativo. Immersi nell’atmosfera onirica dell’installazione di Studio Yellowdot, all’interno della quale sorgeranno arredi stampati in 3D che richiameranno pezzi di pasta fuori scala. Sarà anche possibile partecipare ogni giorno (dalle 16 alle 19 e su prenotazione) a degustazioni curate della chef Beatrice Guzzi, abbinate ad aperitivi analcolici firmati Cantina Pizzolato
  • CAFFÈ SOSPESO | Studio Pesca. In occasione del Fuorisalone Spazio Pesca si tramuterà in un temporary cafè dove incontrarsi, fare una pausa, bere un caffè o fare un aperitivo. Partner dell’iniziativa Santaromero (caffè), Sfuso Buono (vino) e Doca (cibo). 
  • VERY SIMPLE BAR | Dropcity. Hospitality partner di Dropcity, Very Simple: Kitchen realizzerà all’interno di uno dei tunnel un bar per accogliere i visitatori che prenderanno parte a eventi e mostre in programma. Una lunga cucina angolare in acciaio inox sarà l’elemento centrale dell’allestimento, e il bancone sarà realizzato con diverse tipologie di marmo.
  • CASABURI POP-UP RESTAURANT | Piazza Alvaar Alto. Marco Casaburi – chef ed ex manager di Ikea – lo scorso autunno ha dato vita al progetto Casaburi, organizzando cene condivise per una ventina di persone. In occasione della MDW 2026 il pop-up restaurant si trasferirà nel quartiere Portanuova, dove andrà in scena Blooming Imperfection – Relationships in Progress. Aperto da mattina a sera, il temporary si svilupperà tra spazi interni e una terrazza. La proposta per il pranzo sarà più snella e informale (bowl, sandwich e piatti completi declinati in versione vegetale e non). La sera e nei weekend, invece, 30 commensali potranno condividere un esperienza conviviale costruita attorno a un menu di 5 portate
  • THE SEATING COLLECTION | Strucchi x Cassina Café. Lo scorso anno, durante la MDW, ha inaugurato Strucchi x Cassina Café, proprio di fianco allo store del marchio in via Durini. Ve lo siete persi? Questo Fuorisalone, allora, potrebbe essere l’occasione perfetta per rimediare, magari andandoci a fine giornata, quando potrebbe venirvi voglia di sorseggiare un ottimo cocktail. Durante questa edizione, infatti, Strucchi lancerà la cocktail list The Seating Collection, ispirata a quattro poltrone di Cassina: Tre Pezzi, Soriana, Grand Confort, Utrecht. Protagonisti delle miscelazioni saranno, ovviamente, il vermouth e il bitter Strucchi.

Avete altri consigli su cosa visitare in questo Fuorisalone 2026?

Vi invitiamo ancora una volta a muovervi nei vostri giri seguendo la nostra mappa! E a questo punto non ci resta che augurarvi un buon Fuorisalone 2026! <3

Il Fuorisalone 2026 di Conosco un posto è powered by Caudalie, Haier, Isdin e Kikkoman.

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5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente /mostre-a-milano-ad-aprile-2026-da-visitare/ /mostre-a-milano-ad-aprile-2026-da-visitare/#respond Tue, 31 Mar 2026 07:00:28 +0000 /?p=92469 Con l'arrivo dell'Art Week inaugureranno tante esposizioni. Qui, però, trovate le 5 mostre a Milano ad aprile 2026 che davvero vale la pena visitare!

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La primavera è arrivata, le magnolie sono sbocciate e, in un batter d’occhio, eccoci giunti ad aprile, mese particolarmente ricco di appuntamenti anche per quanto riguarda l’arte e il design.
Proprio per darvi una panoramica il più completa possibile, infatti, in coda all’articolo troverete non solo le ormai canoniche sezioni riassuntive riguardanti le esposizioni in corso, ma anche un compendio di quelle che inaugureranno proprio in occasione della Milano Art Week (13-19 aprile). 

A essere raccontate più approfonditamente, questo mese, sono invece la monografica dedicata a un grande architetto e designer (ma anche un po’ filosofo) italiano; la personale di un artista italo-francese che lavora il metallo; la retrospettiva che celebra la carriera di un’eccellente fotografa; l’esposizione che vede le opere di un artista futurista inserite all’interno di una delle più affascinanti case museo della città e, infine, quella che celebra un movimento artistico italiano rivoluzionario

Ecco a voi le 5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente!

5 mostre a Milano ad aprile 2026 da non perdere

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Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present

📍Triennale | fino al 4 ottobre 2026
🎟 ingresso: intero 14€; ridotto da 9,50€ a 6€

Come inaugurare al meglio la nostra rubrica di mostre a Milano ad aprile 2026, se non con quella dedicata a un architetto, designer, curatore, professore e brillante pensatore quale è stato Andrea Branzi? D’altronde, aprile è anche il mese in cui la nostra città viene letteralmente pervasa dal design, grazie al Salone del Mobile e al Fuorisalone

Il progetto espositivo della grande monografica presentata da Triennale Fondation Cartier pour l’art contemporain e raccontata attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito (amico di lunga data e coautore di numerosi progetti), è stata concepita come un “flusso ininterrotto” atto a sottolineare la permanenza in un “presente continuo” di opere e filosofia di Branzi. 

Attraverso più di 400 opere – tra cui oggetti di piccole e grandi dimensioni, installazioni ambientali, disegni, modellini, video e documenti d’archivio – la mostra racconta le sperimentazioni radicali progettate dal giovane Branzi a Firenze con Archizoom Associati, ma anche le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, nonché l’approccio antropologico (e filosofico) che in generale ha contraddistinto il suo lavoro. Una di quelle mostre da cui si esce arricchiti e profondamente ispirati.

Matisse Mesnil – Sutura

📍Romero Paprocki | fino al 9 maggio 2026
🎟 ingresso: libero

Ebbene sì, anche questo mese (lo scorso era stato il turno di Upsilon Gallery) abbiamo una novità di cui parlarvi; ossia l’ultima (bellissima) galleria d’arte approdata in città in zona Lazzaretto: Romero Paprocki.
Concepita inizialmente come piattaforma espositiva itinerante e successivamente stabilitasi a Parigi con la sua prima sede, la galleria fondata nel 2021 da Guido Romero Pierini e Tristan Paprocki si è affermata come spazio di ricerca e produzione dedicato al sostegno degli artisti emergenti.

A inaugurare la sede milanese – ampia e luminosa, scaldata da pareti con mattoni a vista e provvista di ben cinque vetrine su strada – è la personale dell’artista italo-francese Matisse Mesnil (1989), intitolata Sutura.
A essere esposti sono per lo più lavori in metallo – materiale che l’artista ritiene più affine alle sue esigenze di sperimentazione tecnica e metodologica – ma non solo: la galleria, infatti, ha avviato una collaborazione con la stamperia Gate 44 con l’idea di sviluppare progetti editoriali e di residenza artistica, a cui viene dedicato uno spazio specifico all’interno dello spazio espositivo. In questo caso Mesnil ha prodotto una serie di opere su carta, applicando ripetutamente strati di pittura per mezzo di una lastra. Da non perdere!

Elisabetta Catalano – Cinema, Moda e Performance

📍Viasaterna | fino al 19 aprile 2026
🎟 ingresso: libero

Ci sono fotografi uomini a cui viene dedicato un numero spropositato di mostre e ci sono fotografe donne delle quali – pur non avendo nulla da invidiare ai primi -, invece, non si è nemmeno mai sentito parlare, probabilmente. È ingiusto, sì. Ma, per fortuna, ci sono anche gallerie d’arte come Viasaterna, pronte a omaggiarle a dovere. 

Per questa ragione, tra le mostre a Milano ad aprile 2026 che vi consigliamo caldamente di visitare, c’è anche quella dedicata alla romana Elisabetta Catalano (1944-2015), che inaugurò la sua carriera fotografica niente meno che sul set di 8 e ½ di Federico Fellini, nel 1962.
I set cinematografici furono senz’altro tra gli ambienti che preferì frequentare e in cui scattò alcune delle più belle e iconiche immagini (come il ritratto dei tre protagonisti de Il giardino dei Finzi Contini o quella di Sharon Tate e Roman Polanski immortalati su una slitta nella neve), ma anche la moda e il mondo dell’arte furono ambienti che la ispirarono e con cui ebbe a che fare soventemente. Il rapporto col compagno di vita Fabio Mauri, infatti, la introdusse nel mondo della performance artistica, mentre nel 1971 lavorò a New York per Vogue America e a Parigi per Vogue France

Fu però il ritratto puro il suo ambito professionale d’elezione, come testimoniano scatti intensi e raffinati come quello scattato a Claudia Cardinale di spalle o a Monica Vitti, che esplode in una bellissima risata mentre posa appoggiata al parapetto di una terrazza sul mare. 

Depero Space to Space

📍Museo Bagatti Valsecchi | fino al 2 agosto 2026
🎟 ingresso: intero 14€; ridotto 10€

Soprattutto se non avete ancora mai fatto visita a una delle case museo più spettacolari di Milano, vi suggeriamo di far visita alla mostra Depero Space to Space in corso presso il Museo Bagatti Valsecchi, nel cuore del Quadrilatero della Moda. 

Concepire e abitare spazi sospesi tra antico e contemporaneo: è questo che accomuna i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e il futurista Fortunato Depero. I primi, negli anni 80 del XIX secolo, arredarono la propria dimora in pieno stile tardo rinascimentale; il secondo, invece, negli anni 50 del secolo scorso scelse proprio un edificio cinquecentesco per raccogliere le proprie opere e fondare la Casa d’Arte Futurista di Rovereto

Non tutti apprezzano le esposizioni che prevedono l’inserimento di opere moderne o contemporanee in ambienti così caratterizzati e, stilisticamente parlando, radicalmente in contrasto con esse. Noi, al contrario, troviamo il più delle volte questo tipo di operazioni molto interessanti e per questo vi consigliamo di non perdere questa occasione.  

I Macchiaioli

📍Palazzo Reale | fino al 14 giugno 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Innovatori e rivoluzionari, si sa, devono spesso attendere a lungo per essere finalmente riconosciuti, capiti, apprezzati. Rompere le regole e sfidare i canoni ufficiali, d’altra parte, non è cosa da poco.
Così è avvenuto anche per il movimento dei Macchiaioli – rimasto incompreso dai contemporanei e rivalutato solo successivamente, tra le due grandi guerre – a cui finalmente viene dedicata una grande mostra a Palazzo Reale, frutto dei più recenti studi compiuti dai tre massimi esperti italiani del movimento: Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca

È anche grazie ai Macchiaioli, infatti, che il nostro Paese ha costruito radici culturali comuni e un’identità nazionale.
La mostra intende dunque ricostruire attraverso 9 sezioni la loro storia, coprendo l’arco temporale compreso tra il 1848 e il 1873 (anno della morte di Giuseppe Mazzini) e raccontando l’esperimento nazionale che animò questo gruppo di artisti colti e illuminati, che si riconobbero tanto nelle idee mazziniane quanto in quelle positiviste, e che combatterono determinatamente per ricollegare l’arte alla realtà, dipingendo all’aria aperta e scegliendo la vita vera, quotidiana, come orizzonte artistico.
Un gruppo all’interno del quale – nonostante l’unione di idee e della “macchia”, tecnica pittorica innovativa che li contraddistinse – i singoli seppero mantenere, come ben emerge dall’accostamento delle loro opere, la propria individualità. 

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

In occasione della Milano Art Week (13-19 aprile 2026), inoltre, inaugureranno:

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5 mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente /mostre-a-milano-a-marzo-2026/ /mostre-a-milano-a-marzo-2026/#comments Wed, 11 Feb 2026 13:39:49 +0000 /?p=91475 Necessiti di una boccata d'arte ma non ti sai decidere? Qui ti consigliamo 5 interessantissime mostre da visitare a Milano a marzo 2026!

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Siete più da mostre fotografiche o da grandi installazioni? Vi affascina di più la scoperta di giovani artisti contemporanei o preferite andare sul sicuro, visitando esposizioni di grandi maestri? Preferite le personali o i progetti in cui a dialogare sono i lavori di due o più artisti? Qualsiasi siano le risposte a queste domande, siamo certi che nella nostra rubrica dedicata alle mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente troverete pane per i vostri denti. Buona lettura! 

5 mostre a Milano a marzo 2026 da non perdere

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Anselm Kiefer – Le Alchimiste

📍Palazzo Reale | fino al 27 settembre 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Tra le mostre a Milano a marzo 2026 da visitare assolutamente c’è un importante progetto espositivo firmato da Anselm Kiefer, tra le figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Nella suggestiva Sala delle Cariatidi e nella vicina Sala del Piccolo Lucernario di Palazzo Reale sono esposte alcune delle sue opere più significative: grandi teleri dedicati a figure femminili a lungo dimenticate, che, attraverso la pratica dell’alchimia, hanno dato un contributo fondamentale alla nascita della scienza moderna.

Di questo pantheon tutto al femminile, tra le altre, fanno parte: Kleopatra e Caterina Sforza, la filosofa Margaret Cavendish e la chimica autodidatta Marie Meudrac. Si tratta di donne sapienti, visionarie e dallo spiccato intuito, ma spesso marginalizzate, perseguitate e condannate proprio a causa delle loro qualità. A essere alchemico, inoltre, è il processo pittorico stesso utilizzato da Kiefer, in cui piombo, zolfo, ossidi, fiori, piante, oro e cenere – sottoposti alla violenza della fiamma ossidrica – lasciano affiorare volti e corpi femminili dalle macerie. Noi abbiamo trovato la mostra decisamente potente ed emozionante!

K Blick – In the Scented Forest

📍Upsilon Gallery | fino al 31 marzo 2026
🎟 Ingresso: libero

A Milano sono approdate (o stanno per farlo) tantissime nuove gallerie d’arte, tra cui Upsilon Gallery, fondata dal tedesco-argentino Marcelo Zimmler e con già altre due sedi a New York e Londra. La galleria, nel cuore del Quadrilatero della Moda, ha aperto la stagione con la personale dell’artista sudcoreana K Blick intitolata The Scented Forest, ispirata a una leggendaria creatura chiamata Gumiho: una volpe a nove code capace di mutare forma, diventare umana, e dalla cui natura ambivalente nasce una costante insoddisfazione che sfocia in un pianto ininterrotto.

Sedici sono le opere esposte: 10 dipinti, 1 opera su carta e 5 lavori in ceramica portoghese, attraverso cui l’artista costruisce un universo visivo in cui umanità e natura convivono senza gerarchie; una foresta simbolica in cui realtà e immaginazione, figurazione e astrazione, coesistono. 

Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble

📍M77 | fino al 16 maggio 2026
🎟 Ingresso: libero

Ci sono retrospettive, come Paso Doble, che potrebbero trarre in inganno un visitatore disinformato, portandolo a pensare che i lavori esposti siano frutto di una sola mente e due sole mani. Ovviamente sussistono sostanziali differenze tra le produzioni artistiche dei sardi Maria Lai (1919-2013) e Antonio Marras (1961) – e uno degli obiettivi della mostra curata da Francesca Alfano Miglietti presso M77 è proprio quello di farle emergere – ma, soprattutto, fortissime somiglianze. 

Per esempio? L’utilizzo di tessuti, ago, filo e materiali di recupero; le scelte cromatiche; la tendenza a sovrapporre e stratificare… Si tratta, effettivamente, di un vero passo a due, in cui Lai e Marras si avvicinano e allontanano armonicamente, incontrandosi e in alcuni casi “stringendosi” stretti, senza però mai rischiare di perdere la propria identità. Al piano inferiore dello spazio espositivo si trovano le ceramiche, i paraventi e i disegni di Marras (oltre a una delle tre opere frutto della collaborazione con Lai); a quello superiore, invece, libri, collage, disegni e dipinti di Lai. Sempre qui, inoltre, trovano collocazione le altre due grandi installazioni create a quattro mani

Giovanni Gastel – Rewind

📍Palazzo Citterio | fino al 26 luglio 2026
🎟 ingresso: intero 12€; ridotto da 8€ a 2€

Ve la segnaliamo tra le mostre a Milano da visitare a marzo ma in realtà c’è tempo fino a luglio inoltrato per vedere la bella mostra all’ultimo piano di Palazzo Citterio dedicata a Giovanni Gastel. Un maestro della fotografia, certo, ma anche poeta contraddistinto da una estrema eleganza, curiosità, generosità. Nato e vissuto a Milano fino alla sua morte nel 2021, Gastel ha sempre avuto un legame molto stretto con la città, che ha senz’altro contribuito a forgiare il suo stile. 

Tornando alla mostra, sono oltre 250 le opere esposte, suddivise in sezioni tematiche, che fanno emergere la poliedricità nonché la smania di sperimentare e “giocare” coi propri soggetti. Ciò risulta particolarmente evidente osservando i divertentissimi e originali still-life realizzati per le riviste di moda, ma anche dalle polaroid e dai video che testimoniano quanto profondamente lo appassionasse il potenziale “magico” e ludico della post-produzione. Sono esposti, inoltre, per la prima volta anche alcuni dei suoi scritti e poesie e viene inoltre riprodotta parte del suo iconico e leggendario studio, in cui amava circondarsi delle stampe di suoi lavori e foto di famiglia, oltre che di lettere e biglietti ricevuti da amici ed estimatori. 

Benni Bosetto | Rebecca

📍Pirelli Hangar Bicocca | fino al 19 luglio 2026
🎟 ingresso: libero

La prima grande mostra istituzionale dell’artista italiana Benni Bosetto, che trova spazio al Pirelli Hangar Bicocca, è anche l’ultima della nostra rassegna dedicata alle esposizioni più interessanti da visitare a Milano a marzo 2026.

Nata nel 1987, Bosetto è considerata una delle voci più originali dell’arte contemporanea italiana della sua generazione. Il suo lavoro – incentrato sempre sul corpo, inteso come strumento attivo di relazione con il mondo – si nutre di fonti molto diverse tra loro: letteratura, antropologia, cultura popolare, psicoanalisi, cinema e anche la quotidianità, con i suoi gesti abituali e i suoi piccoli rituali. Le opere prendono poi forma attraverso una pratica che combina diversi linguaggi, tra cui scultura, installazione e performance.

Rebecca, l’articolato progetto espositivo presentato al Pirelli Hangar Bicocca – il cui titolo richiama l’omonimo romanzo gotico di Daphne du Maurier – trasforma lo Shed, uno degli spazi espositivi dell’istituzione milanese ricavato da un ex capannone industriale, in una sorta di ambiente domestico animato e onirico. Lo spazio è concepito come estensione di un corpo femminile e si articola in tre ambienti principali – “la guancia”, “la pancia” e “il cuore” – che accolgono opere inedite e lavori già esistenti, riproposti in una nuova configurazione. In caso foste desiderosi di vivere l’esperienza completa, inoltre, vi segnaliamo che la performance Tango (II Version) – che tramuta “il cuore” in una milonga danzante – verrà attivata in queste date

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

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5 mostre a Milano a febbraio 2026 da visitare assolutamente /mostre-a-milano-a-febbraio-2026/ /mostre-a-milano-a-febbraio-2026/#comments Sat, 31 Jan 2026 09:44:06 +0000 /?p=90734 Un ambizioso progetto dedicato alla Metafisica, due mostre di fotografia (di cui una molto "hot"), delle installazioni spettacolari e un dialogo inaspettato.

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Gennaio è incredibilmente finito, molte nuove esposizioni sono state inaugurate e noi, come sempre, siamo pronti a raccontarvene cinque, di cui stavolta tre a pagamento e due a ingresso libero. Si va da un ambizioso e articolato progetto dedicato alla Metafisica – che vede coinvolte ben quattro realtà museali -, all’esposizione che mette in dialogo due artisti apparentemente molto distanti tra loro, passando per due mostre di fotografia (una collettiva e una focalizzata su un singolo, e molto noto, autore) e per la personale di un’artista libanese che presenta tre installazioni concepite appositamente per gli spazi che le ospitano. Buona lettura e fateci sapere quali tra queste 5 mostre a Milano a febbraio 2026 deciderete di visitare!

5 mostre a Milano a febbraio 2026 da non perdere

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Metafisica/Metafisiche

📍Palazzo Reale e Museo del Novecento | fino al 21 giugno 2026
📍Gallerie d’Italia | fino al 6 aprile 2026
📍La Grande Brera – Palazzo Citterio | dal 6 febbraio fino al 5 aprile 2026
🎟 ingresso: per Palazzo Reale intero 15€, ridotto 13€ | per Museo del Novecento intero 5€, ridotto 5€

per Gallerie d’Italia intero 10€, ridotto 8€ | per Palazzo Citterio intero 12€, ridotto 8€

Apriamo la rubrica delle mostre a Milano da visitare a febbraio 2026 con un progetto molto ambizioso e articolato – tant’è che vede coinvolte ben quattro istituzioni museali milanesi – a cura di Vincenzo Trione. Metafisica/Metafisiche, infatti, si pone l’obiettivo di mettere in dialogo i protagonisti della Metafisica con quelli che possono essere considerati i loro eredi internazionali e i loro allievi del XX e XXI secolo. 

Il percorso parte dalla sede principale, Palazzo Reale, dove a essere presentate sono più di 400 opere tra dipinti, illustrazioni e disegni; sculture e oggetti di arredo; fotografie e modelli architettonici ma anche fumetti, riviste, abiti e vinili. I capolavori dei protagonisti principali del gruppo storico (Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi) dialogano con i lavori di artisti internazionali che hanno tratto ispirazione dalle atmosfere e dalle soluzioni del movimento sia in passato che in tempi più recenti, non solo in ambito strettamente artistico ma anche fotografico, architettonico, cinematografico, teatrale, letterario… Ad accomunare le loro voci è “una specifica postura. Una sorta di inconfondibile manière de voir, ispirata a un’esperienza poetica laterale, clandestina e forse marginale, maturata più di un secolo fa in una città di provincia, posta fuori della storia”, spiega il curatore. 

Nell’area degli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari del Museo del Novecento, invece, viene approfondito il legame tra la Metafisica e Milano. Qui si trovano le testimonianze delle collaborazioni tra autori quali de Chirico, Savinio e Carrà con realtà come il Teatro alla Scala e la Triennale, nel giardino in cui sorgono gli affascinanti Bagni Misteriosi di de Chirico. 

Nel bellissimo caveau delle Gallerie d’Italia a essere esposte sono le fotografie scattate da Gianni Berengo Gardin nell’atelier bolognese di Giorgio Morandi e infine, a Palazzo Citterio, a partire dal 6 febbraio, un altro inedito omaggio a Morandi dell’artista sudafricano William Kentridge, comprensivo di una video-installazione sonora e un corpus di sculture in cartone. Vi consigliamo sicuramente di visitare la parte più corposa del progetto – ossia quella presentata a Palazzo Reale – ma perché non sfruttare l’occasione per visitare anche le altre sedi, approfittandone per vedere le loro collezioni permanenti, se non se ne ha ancora avuto modo? 

Robert Mapplethorpe – Le Forme del Desiderio

📍Palazzo Reale | fino al 17 maggio 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Sempre a Palazzo Reale è stata inaugurata da pochissimo la retrospettiva che ripercorre l’intera carriera di uno dei fotografi più discussi e e influenti del secolo scorso: Robert Mapplethorpe (1946-1989). A parte nella prima sala, in cui sono raccolti alcuni collage realizzati negli anni 70, in quelle successive si trovano serie di fotografie – prevalentemente in bianco e nero – divise in sezioni tematiche. Ci sono quelle che vedono protagoniste l’amica Patti Smith (con cui ebbe un legame quasi simbiotico) e la campionessa mondiale di body building Lisa Lyon; gli autoritratti e i ritratti di artisti e personaggi quali Yoko Ono, Isabella Rossellini, Andy Warhol, Annie Liebovitz e Roy Lichtenstein; gli stupendi still-life di fiori (che ci hanno particolarmente colpito e affascinato) e i potenti nudi maschili e femminili messi a confronto con statue appartenenti all’epoca classica.

Mapplethorpe diceva di essere “ossessionato dalla bellezza”, e ciò risulta assolutamente evidente dalla cura con cui inquadra e “scolpisce” per mezzo della luce i soggetti dei suoi scatti, fiori compresi. Le immagini che realizza, pur essendo nella gran parte dei casi caratterizzate da una forte carica sensuale, non rischiano mai, però, di apparire volgari: sono estremamente calibrate, armoniche, eleganti, geometriche, ‘pulite’. Certo, ci sarebbe piaciuto poterle osservare meglio, godendo appieno del loro rigore formale e della loro raffinatezza. Così, però, purtroppo non è stato, a causa di un’illuminazione che ne ostacola una fruizione soddisfacente, creando fastidiosi riflessi da cui – pur provando a spostarci lateralmente e allontanarci – non siamo, ahinoi, riusciti a scampare. 

Mona Hatoum – Over, Under and in Between

📍Fondazione Prada | fino al 9 novembre 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto 12€

Un’altra mostra molto interessante da visitare a Milano a febbraio 2026 è quella in corso negli spazi della Cisterna di Fondazione Prada, che ospitano tre installazioni site-specific dell’artista libanese Mona Hatoum (1952). 
Nella prima sala si trova Web, una ragnatela sospesa a soffitto alla quale sono appese sfere di vetro trasparente soffiate a mano – dunque molto fragili – che ricordano la rugiada. Secondo l’artista “una ragnatela può essere considerata come una rete che incombe e suggerisce un senso di intrappolamento oppressivo, ma allo stesso tempo rappresenta una casa o un luogo sicuro”, oltre ad avere “un significato poetico, quasi cosmico”, che allude a “un’interconnessione fra tutte le cose”. 

Nella seconda sala, invece, si trova un’opera a terra, Map (Red), formata da una vasta distesa di biglie rosse che compongono un planisfero. I confini politici e geografici sono volutamente ignorati e la mappa a cui viene fatto riferimento non è quella di Marcatore del 1569, a cui siamo abituati e che fa apparire le regioni del Sud della Terra sproporzionate rispetto alla realtà, bensì a quella di Gall-Peters, che rettifica queste distorsioni dimensionali. L’intento è quello di spingere gli spettatori a riflettere sull’instabilità del pianeta.

Infine l’imponente All Of a Quiver (che in italiano potremmo tradurre con “tutto un tremore”); una griglia metallica che si sviluppa in altezza richiamando la struttura di un edificio e che si muove producendo cigolii metallici, come se stesse per collare, per poi risollevarsi e ricomporsi, sottolineando la natura precaria e instabile dell’esistenza

I Tempi dello Sguardo. 90 Anni di Fotografia Italiana in Due Atti. Il Bianco e Nero

📍The Pool NYC | fino al 28 febbraio 2026
🎟 ingresso: libero

Al piano terra dello storico Palazzo Fagnani Ronzoni, nel quartiere 5 Vie, si trova la galleria d’arte The Pool NYC, che fino al 28 febbraio presenta il secondo capitolo – dedicato al bianco e nero – del format espositivo I Tempi dello Sguardo. 90 Anni di Fotografia Italiana in Due Atti

Tra gli scatti raccolti, per questo secondo appuntamento dedicato agli autori che si sono distinti nell’utilizzo del bianco e nero (il primo si era incentrato sul colore), quelli del futurista Renato Di Bosso e del neorealista Alfredo Camisa; le sperimentazioni formali di Mario De Biasi e i capolavori di realismo astratto di Mario Giacomelli; e ancora quelli di Antonio Biasiucci, Franco Vaccari; Mario Cresci e Luigi Erba, oltre a quelli di alcuni fotografi internazionali come Elliott Erwitt e William Klein.  Una visita piacevolissima (e gratuita) per osservare grandi scatti in una galleria davvero bella e che forse non conoscete.

Kounellis | Warhol

📍Galleria Fumagalli | fino al 29 maggio 2026
🎟 ingresso: libero

Cosa hanno in comune due artisti come Jannis Kounellis (1936-2017) e Andy Warhol (1928-1987), a parte il fatto di aver lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte? Apparentemente niente. Il primo, nato in Grecia e vissuto a Roma, è stato uno dei principali esponenti dell’Arte Povera; il secondo, figlio di immigrati slovacchi nato in Pennsylvania e vissuto a New York, è stato invece pioniere della Pop Art

Eppure Annamaria Maggi – curatrice della mostra Kounellis | Warhol – La messa in scena della tragedia umana: la classicità Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol -, lungi dal volerli assimilare alla stessa matrice o ad appiattirne le singole identità, ha pensato di accostarli e inscenare un dialogo dal quale emergono sorprendenti punti di contatto. 

Il terreno comune, esplicitato nel sottotitolo della mostra, è quello della tragedia umana insita della contemporaneità. 
E se il dramma dell’esistenza umana, in Kounellis, si manifesta attraverso un’estetica materialista e opere come i cappotti schiacciati, i sacchi di iuta colmi di carbone o i capelli femminili trafitti da lame; Warhol invece lo nasconde dietro i simboli del consumo e della celebrità. 

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

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5 mostre a Milano a gennaio 2026 da visitare assolutamente /mostre-a-milano-a-gennaio-2026/ /mostre-a-milano-a-gennaio-2026/#respond Tue, 06 Jan 2026 09:10:12 +0000 /?p=90525 Nuovo anno, stesso impegno nel cercare di suggerirvi, mese per mese, le esposizioni più interessanti in corso nella nostra amata città. La prima rubrica del 2026 include la vasta personale…

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Nuovo anno, stesso impegno nel cercare di suggerirvi, mese per mese, le esposizioni più interessanti in corso nella nostra amata città. La prima rubrica del 2026 include la vasta personale dedicata a un’artista e attivista molto nota in veste di filmmaker; una collettiva dedicata all’arte contemporanea indiana; un’esposizione che indaga le possibili ibridazioni del medium fotografico nell’era digitale; una che vede protagonisti i progetti fotografici vincitori di un prestigioso premio e una mostra che mette in dialogo i lavori di due artiste femministe. Ecco a voi le 5 mostre a Milano a gennaio 2026 da visitare assolutamente!

5 mostre a Milano a gennaio 2026 da non perdere

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Nan Goldin – This Will Not End Well

📍Pirelli Hangar Bicocca | fino al 15 febbraio 2026
🎟 ingresso: libero

Tra le mostre a Milano da non perdere a gennaio 2026 segnaliamo la retrospettiva interamente dedicata a Nan Goldin nella sua veste di filmmaker. Il progetto espositivo, curato dall’architetta Hala Wardé, è concepito come un vero e proprio villaggio, composto da diverse strutture architettoniche, ciascuna pensata in dialogo con una specifica opera.

Nan Goldin è universalmente riconosciuta come una delle fotografe più influenti della sua generazione, ma in questo caso l’esposizione mette al centro la sua produzione filmica, presentando il più ampio corpus di slideshow (sequenze di diapositive accompagnate da apposite colonne sonore, caratteristiche della sua pratica artistica) mai presentato.

Tra i vari lavori esposti troverete sia la sua prima opera – The Ballad od Sexual Dependency – che i due più recenti, realizzati nel 2024 e intitolati You Never Did Anything Wrong e Stendhal Syndrome, entrambi ispirati ad antichi miti. All’interno del “Cubo” – uno spazio che per dimensioni e altezza richiama la La Chapelle de la Salpêtrière di Parigi – vi è inoltre l’installazione Sisters, Saints, Sibyls (2004- 2022), riproposta in una forma fedele all’originale, elementi scultorei compresi.

Con la sua arte Goldin ha sempre portato all’attenzione del pubblico temi quali la violenza domestica, la dipendenza e l’uso di sostanze stupefacenti, il suicidio, la sessualità. Ci teniamo a farlo presente nel (molto improbabile) caso che qualcuno di voi decida di visitare la mostra senza esserne consapevole. Vi informiamo inoltre che il regolamento vieta qualsiasi tipo di ripresa fotografica o video

India. Di Bagliori e Fughe

📍PAC | fino al 8 febbraio 2026
🎟 ingresso: intero 14€; ridotto 9€

Dopo Africa, Brasile, Australia, Giappone e Argentina, il PAC di Milano continua il viaggio tra le diverse espressioni dell’arte contemporanea nel mondo, con la collettiva intitolata India. Di Bagliori e Fughe. A partire da questa domanda: cosa può fare l’arte in tempi tanto incerti come quelli attuali, caratterizzati da accelerazioni economiche, profonde trasformazioni culturali e repressione politica? Cercare vie di fuga, immaginare e inventare nuove forme di convivenza.

La mostra, difatti, focalizza l’attenzione su pratiche artistiche dell’India odierna nate dall’urgenza del “vivere associato”, capaci di risuonare anche oltreconfine. Per mezzo di immagini, suoni e gesti, gli artisti coinvolti tracciano percorsi basati sull’associazione: canzoni di memoria collettiva, archivi familiari che resistono all’oblio, opere sonore portatrici di messaggi di protesta e cura. Il bagliore è la scintilla di consapevolezza presente nelle opere; la fuga il movimento insito in esse, l’impulso che spinge al cambiamento e alla ricerca di alternative

Disegni e dipinti, performance, fotografie e video restituiscono insomma la complessità e le tensioni proprie della società indiana (ma non solo), incarnando al contempo la fragilità e la resilienza che appartengono alla vita collettiva, indicando sia le possibilità di svolta che quelle di rottura e suggerendo bagliori di speranza e futuri alternativi. Da sottolineare è anche il carattere sinergico e multiculturale che ha dato vita a molti dei lavori esposti, realizzati grazie alla partnership con realtà milanesi quali La Casa Degli Artisti – dove tredici degli artisti coinvolti hanno trascorso un periodo di residenza in città; il Museo di Storia Naturale, l’Accademia delle Belle Arti di Brera e la NABA

Transizioni – Dal Fotografico Alle Immagini Ibride

📍Viasaterna | fino al 23 gennaio 2026
🎟 ingresso: libero

Un’altra mostra a Milano da visitare assolutamente a gennaio (anche perché chiude il 23), è la collettiva ospitata da Viasaterna che – attraverso le opere di nove artisti contemporanei (Alessandro CalabreseGiorgio Di NotoTeresa GiannicoCamilla GurgoneLeonardo MagrelliGrace MartellaLuca MassaroAlessandro SambiniAlberto Sinigaglia) e due del secolo scorso (Brâncuşi e Modigliani) – esplora trasformazioni, ibridazioni e possibilità del medium fotografico nell’era digitale, dominata dall’avvento delle intelligenze artificiali. 

La fotografia è sempre presente, dunque, ma ogni artista la sfrutta, plasma e interpreta a modo suo, facendola diventare altro. C’è chi – come Sambini e Sinigaglia – preferisce lavorare sull’hardware che genera l’immagine fotografica, anziché su di essa, e chi – come Luca Massaro – fotografa etichette e insegne per poi tramutarle in opere scultoree o pittoriche. Calabrese si serve invece dell’IA generativa, di programmi di modellazione e della stampa 3D per ricostruire arti e teste mancanti a statue antiche; mentre Gurgone indaga il contrasto tra percezione umana e registrazione algoritmica del medesimo scenario.

Data l’inevitabilità della presenza pervasiva dell’intelligenza artificiale, di cui la nostra vita quotidiana è già profondamente intrisa, la domanda da porsi è: come metterla in relazione con la creatività umana? In che modo possiamo collaborare con essa in maniera virtuosa, sfruttandone le potenzialità per dare forma a qualcosa che, senza il suo contributo, non saremmo in grado di immaginare o realizzare? 

Deloitte Photo Grant 2025

📍Triennale | fino al 25 gennaio 2026
🎟 ingresso: libero

Alla Triennale di Milano, a gennaio, è inoltre visitabile la mostra dedicata alla terza edizione del prestigioso premio Deloitte Photo Grant, che quest’anno ha promosso il tema Contrast. A essere esposti sono i progetti fotografici Hero, Father, Friend del ghanese Carlos Idun-Tawiah (1997), vincitore di questa edizione nella categoria “Segnalazioni”; Reinas della venezuelana Fabiola Ferrero (1991), vincitrice della categoria “Open Call” 2024 e – in anteprima – Go Live dell’iraniana Atefe Moeini (1998), vincitrice della categoria “Open Call” dell’edizione 2025. 

Il primo (Hero, Father, Friend) nasce come risposta alla carenza di foto del padre defunto dell’autore. In mancanza di ricordi visivi originali, Idun-Tawiah ne ha ricreati alcuni – legati sia a scene realmente accadute che ad altre solo immaginate – utilizzando come soggetti parenti e mentori. Il secondo (Reinas) si focalizza su due aspetti fortemente identitari del Venezuela: la produzione di petrolio e la bellezza delle donne. Il Paese difatti detiene la più grande riserva mondiale di petrolio e conta il maggior numero di titoli internazionali di bellezza ma, allo stesso tempo, sta attraversando da anni una profonda crisi. Il terzo, infine, nasce da un’esperienza biografica: l’arresto a Teheran della stessa artista, Moeini, nel 2018, da parte della polizia morale, accusata di aver indossato abbigliamento “non islamico”. A essere ritratte negli scatti che compongono il suo progetto (in continuo divenire), sono donne che hanno vissuto esperienze simili alla sua. 

Valie Export e Ketty La Rocca – Body Sign

📍Thaddeus Ropac | fino al 28 febbraio 2026
🎟 ingresso: libero

A chiudere la nostra rassegna di mostre a Milano da visitare assolutamente a gennaio 2026 è l’interessantissimo progetto espositivo presentato dalla galleria Thaddeus Ropac, che vede in dialogo le opere di due artiste femministe protagoniste dell’Arte Concettuale: l’austriaca Valie Export (1940) e l’italiana Ketty La Rocca (1938–1976).

Entrambe hanno utilizzato il corpo come strumento di sfida alla società patriarcale, sperimentando diversi mezzi espressivi e lavorando sia in spazi privati che pubblici. È significativo osservare come, all’interno di un movimento prevalentemente maschile come l’arte concettuale – che individua nella smaterializzazione dell’opera uno dei suoi nuclei teorici – sia Export che La Rocca abbiano invece sviluppato una ricerca fortemente concettuale ma ancorata alla materialità, attribuendo un ruolo centrale alla dimensione tattile e, in particolare, alle mani, fulcro della loro pratica artistica.

Il dialogo messo in scena rende dunque lampante, prima di tutto, la comune urgenza di utilizzare l’arte come mezzo di libera espressione e autodeterminazione, nonché la necessità di agire concretamente all’interno della società, senza limitarsi alla mera rappresentazione. 

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

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Ci sono altre mostre a Milano a gennaio 2026 che hai visitato e ci consigli?

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5 mostre a Milano a dicembre 2025 da visitare assolutamente /mostre-a-milano-a-dicembre-2025/ /mostre-a-milano-a-dicembre-2025/#respond Mon, 01 Dec 2025 02:31:00 +0000 /?p=89969 Quali mostre visitare a Milano a dicembre per concludere al meglio questo 2025? Qui trovate tutti i nostri suggerimenti!

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Incredibile ma vero: siamo già arrivati all’ultima rubrica dell’anno dedicata alle mostre da vedere a Milano!
Questo mese vi portiamo alla scoperta della bellissima esposizione che mette in scena gli abiti di quello che è stato definito il re della moda Made in Italy all’interno di uno dei più begli spazi museali milanesi; di un’installazione dedicata al gatto, in cui arredi ed elementi decorativi iconici sono associati a opere selezionate appositamente per l’occasione dalla galleria Tommaso Calabro; della retrospettiva di un pittore scozzese scomparso recentemente; della mostra che celebra il collettivo milanese che tra il 1976 e il 1992 intrecciò design, architettura, moda e arti visive dando vita a un linguaggio ironico, poetico e innovativo e – infine – della personale che vede protagonisti dei gioielli d’artista
Ecco a voi quindi le 5 mostre a Milano a dicembre 2025 da visitare assolutamente, secondo noi. 

5 mostre a Milano a dicembre 2025 da non perdere

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Giorgio Armani – Milano, per amore

📍Pinacoteca di Brera | fino al 11 gennaio 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto 10€; presentando biglietto di Armani Silos 6€

Tra i grandi che ci hanno lasciato nel 2025 c’è anche lui, “Re Giorgio”. Eppure a Milano la sua presenza è più viva che mai, grazie a due esposizioni che, in contemporanea, ne celebrano la carriera, l’eleganza innata e la raffinata visione stilistica. Della prima – quella inaugurata a maggio scorso all’Armani Silosvi avevamo già parlato a giugno.

La seconda, invece, è stata inaugurata poco dopo la sua morte presso una delle istituzioni museali milanesi più prestigiose (e più amate dallo stesso Armani): la Pinacoteca di Brera. Il legame tra lo stilista e Brera era profondo: del quartiere apprezzava l’anima colta e al tempo stesso vivace, oltre alla sua innata eleganza. Non a caso, nel 1993 l’Accademia di Belle Arti gli conferì la laurea honoris causa per la coerenza della sua ricerca stilistica e per il rigore con cui seppe unire funzione e fantasia creativa.

Sarebbe stato senz’altro molto felice e onorato, per tutti questi motivi, di vedere 133 delle sue meravigliose creazioni inserite in un ambiente così importante, carico di storia e ricco di capolavori. Noi non tornavamo alla Pinacoteca da tanti anni e siamo stati davvero felici di averle fatto nuovamente visita per questa occasione. Se non ci siete mai stati, vale ancora di più la pena cogliere questa opportunità.

L’Heure du Chat

📍Fornasetti | fino al 31 dicembre 2025
🎟 ingresso: libero

Lo scorso mese vi avevamo parlato di una mostra – ancora visitabile per qualche giorno presso la galleria Tommaso Calabro – che intrecciava arte e design. E questo mese, casualmente, torniamo a parlarvi di un’installazione che intreccia arte e design e in cui c’è sempre di mezzo lo zampino di Tommaso Calabro!
 
L’Heur du Chat nasce dalla collaborazione tra la galleria – che per l’occasione ha selezionato una serie di opere dei surrealisti Leonor Fini e Stanislao Lepri – e Barnaba Fornasetti, che al piano superiore dello store di corso Venezia accoglie le opere in un’ambientazione progettata appositamente. Il filo rosso che unisce le opere e gli oggetti di arredo è il gatto.

Gatto che Piero Fornasetti definiva “un antico filosofo avvolto in una morbida pelliccia”: non un semplice animale domestico, dunque, piuttosto un simbolo di grazia e cultura, libertà a trasformazione (e noi non potremmo che essere più d’accordo!). Trasformazione/metamorfosi che affascinava tremendamente sia Fini che Lepri (così come i loro colleghi surrealisti) ed era un tema ricorrente di moltissime delle loro opere.

Al piano inferiore è possibile vedere anche la nuova collezione di porcellane dedicate al felino-filosofo, che comprende tazze, candele, piatti, orologi e vassoi. È sempre magico, comunque, entrare nel mondo di Fornasetti, quindi fossimo in voi ne approfitteremo. Magari ci scappa anche un acquisto natalizio…

Jack Vettriano

📍Museo della Permanente | fino al 25 gennaio 2026
🎟 ingresso: intero 16€; ridotto 14€

Mai sentito parlare di Jack Vettriano? Non ci stupisce…eppure siamo convinti che alcune delle sue opere (prima fra tutte The Singing Butler) vi siano assolutamente familiari.

Vettriano (Hoggan all’anagrafe) nasce nel 1951 sulla costa nord della Scozia, in una famiglia umile legata all’estrazione del carbone. Per contribuire al sostentamento domestico inizia a lavorare a soli 10 anni e lascia definitivamente la scuola a 16. La svolta arriva a 21 anni, quando un’amica gli regala una scatola di acquerelli per il compleanno: un gesto semplice che gli cambia la vita. Da autodidatta comincia a dipingere con passione, prima copiando i grandi maestri e poi elaborando uno stile personale, dal forte taglio cinematografico e immediatamente riconoscibile.

Durante il giorno d’apertura della sua prima mostra nel 1988, a Edimburgo, due suoi dipinti vengono subito venduti. Da quel momento si trasferisce nella capitale scozzese, cambia cognome e comincia la sua – seppur osteggiata dalla critica d’arte ufficiale – fortunata carriera. Il culmine del successo arriva nel 2004, quando The Singing Butler viene battuto all’asta da Sotheby’s per quasi 750mila sterline e la regina Elisabetta gli conferisce l’onorificenza OBE per i servizi alle arti visive. 

Peccato che in mostra ci siano solo 9 olii su tela e che per il resto si tratti di riproduzioni su carta museale a tiratura unica. La malinconia, la sensualità, l’oniricità e il senso di attesa intrinseci nelle opere di Vettriano, comunque, hanno saputo catturare il nostro sguardo. 

Alchimia – La Rivoluzione del Design Italiano

📍ADI Design Museum | fino al 22 gennaio 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto 12€

A far parte della nostra selezione di mostre a Milano a dicembre 2025, inoltre, c’è quella che ADI Design Museum dedica al’avanguardistico Studio Alchimia, fondato dai fratelli Alessandro e Adriana Guerriero nel 1976. Il vivace collettivo di artisti e designer, che operò fino al 1992, si pose l’obiettivo di “materializzare in essere qualcosa di inesistente” e con la teoria del “design banale” sovvertì le regole del funzionalismo e dell’estetica industriale, trasformando la progettazione in racconto, simbolo e interpretazione del mondo.

Nel manifesto si legge: “La motivazione del lavoro non sta nella sua efficienza pratica, la ‘bellezza’ dell’oggetto consiste nell’amore e nella magia con cui esso viene proposto, nell’anima che esso contiene”.

Nato in un periodo di profondi cambiamenti socio-culturali, Studio Alchimia è stato un laboratorio di libertà e contaminazione tra le discipline: dal design all’architettura, dalle arti visive alla moda, dalla musica alla performance. 
In mostra sono presenti circa 150 opere, tra cui arredi, schizzi, fotografie e oggetti vari che cattureranno la vostra attenzione.

Il Gioiello Scultura – L’Arte Preziosa di Giorgio Facchini

📍Babs Art Gallery | fino al 30 gennaio 2026
🎟 ingresso: libero

A chiudere la nostra rassegna di mostre a Milano a dicembre 2025 è la personale del marchigiano Giorgio Facchini (1947) in corso presso una galleria d’arte molto speciale, che probabilmente non conoscete. Babs Art Gallery, infatti, è l’unica galleria in Italia specializzata in gioielli d’artista e si trova a pochi passi dal Duomo. 

In questa occasione, a essere esposte sono una trentina di opere tra gioielli in oro e sculture in bronzo. E se i monili realizzati fra gli anni 70 e i 90 richiamano più l’arte cinetica – con le loro parti geometriche articolabili, pensate per assecondare i movimenti di chi li indossa – quelli creati successivamente alternano superfici lucide e opache all’inserimento di scintillanti pietre preziose.

Facchini ha esposto insieme ad artisti come Ettore Sottsass, Alexander Calder, Lucio Fontana e Pablo Picasso e le sue sculture-gioiello sono state indossate da personaggi noti quali Elizabeth Taylor e Oprah Winfrey, oltre ad aver sfilato a Parigi negli anni 70 con le collezioni autunno/inverno di Pierre Cardin. Se siete curiosi, sappiate che nella seconda sala della galleria è invece possibile ammirare anche alcuni pezzi provenienti dalle mostre presentate precedentemente in collaborazione con vari artisti tra cui Loris Cecchini, Grazia Varisco, Alex Pinna e Sophia Vari

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

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5 mostre a Milano a novembre 2025 da visitare assolutamente /mostre-milano-novembre-2025/ /mostre-milano-novembre-2025/#comments Fri, 31 Oct 2025 09:39:43 +0000 /?p=89325 La nostra selezione di mostre a Milano da visitare a novembre 2025 per sfuggire ai primi freddi è servita!

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Avete già esaurito le mostre che vi abbiamo suggerito a ottobre e siete alla ricerca di nuove ispirazioni? Tra le esposizioni che vi consigliamo di visitare questo mese a Milano, ci sono la personale di una grande artista italiana, cofondatrice del Gruppo T, specializzato in ricerche artistiche in ambito cinetico; una collettiva molto originale e interessante che esplora i legami tra arte, trance e scienze occulte; la retrospettiva dedicata a uno dei principali protagonisti della scena artistica del secolo scorso; il progetto espositivo che vede protagoniste le opere di un ceramista inglese scomparso di recente e un’esposizione a cavallo tra arte e design. Sono tutte a ingresso libero tranne una, oltretutto! Per scoprire quindi tutti i dettagli relativi alla nostra rassegna di mostra a Milano a novembre 2025 da visitare assolutamente, non vi resta che proseguire la lettura.

5 mostre a Milano a novembre 2025 da non perdere

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Grazia Varisco – Riflessioni

📍M77 | fino al 17 gennaio 2026
🎟 ingresso: libero

La nostra rassegna di mostre a Milano da visitare a novembre 2025, si apre con quella che la galleria d’arte M77 dedica a Grazia Varisco (1937). Dopo una serie di esposizioni allestite in modo molto più classico rispetto al solito, M77 torna a stupire con una messa in scena originale e coinvolgente, che abbiamo decisamente apprezzato. Riflessioni occupa entrambi i piani del vasto spazio espositivo e si apre con una serie di opere che rimandano al tema del “cantiere” come luogo temporaneo, caratteristico del vivere urbano.

Al piano superiore, poi, si trova il cuore del progetto: l’installazione site-specific Riflessioni che dà il titolo alla mostra e anima l’ambiente grazie alla frammentazione e moltiplicazione dell’immagine riflessa da listelli specchiati in continuo movimento, che fanno diventare gli spettatori parte integrante dell’opera. Sappiamo che per molti di voi potrebbe non essere comodo raggiungere via Mecenate, dove ha sede la galleria, ma fidatevi di noi e – se ancora non ci siete mai stati – fatele visita alla prima occasione buona. Ne vale la pena. 

Fata Morgana – Memoria dall’Invisibile

📍Palazzo Morando | fino al 30 novembre 2025
🎟 ingresso: libero

Un’altra mostra gratuita assai interessante che vi consigliamo di visitare a novembre (anche perché chiude proprio a fine mese!) è la collettiva Fata Morgana, ideata e prodotta da Fondazione Trussardi per Palazzo Morando, un tempo residenza della Contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini, che tra Ottocento e Novecento ampliò la sua già vasta biblioteca con una serie di volumi di scienze occulte. È infatti dalla sua figura che ha preso forma l’idea di questo progetto espositivo inedito, incentrato sulle pratiche artistiche ispirate all’invisibile, all’automazione psichica e alla trance come modalità creative.

Come mai questo titolo? Perché Fata Morgana è un personaggio leggendario legato a Re Artù e ai cavalieri della Tavola Rotonda, una maga potente a cui nel 1940 André Breton dedicò l’omonimo poema in cui storia, arte e misticismo si intrecciano. La mostra raccoglie opere di vario genere (video, dipinti, sculture, disegni e fotografie) di medium, mistici e visionari; artisti molto spesso autodidatti (tra cui tantissime donne) guidati nella loro pratica da forze invisibili o comunque ispirati dal mondo spirituale e trascendente

Man Ray – Forme di Luce

📍Palazzo Reale | fino al 11 gennaio 2026
🎟 Ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Man Ray non ha di certo bisogno di presentazioni: anche i meno appassionati di storia dell’arte sanno chi sia e quanto sia stato influente all’interno del panorama artistico del secolo scorso. Questo però non significa che la retrospettiva dedicatagli da Palazzo Reale sia scontata e per questo poco interessante da visitare, anzi. Man Ray – Forme di Luce presenta circa 300 opere dell’artista statunitense Emmanuel Radnitzky, che scelse per sé lo pseudonimo Man Ray (“Uomo Raggio”). In mostra litografie, ready-made, sculture, collage e disegni, ma soprattutto fotografie: le celebri rayografie, ottenute disponendo oggetti direttamente su carta fotosensibile senza l’uso della macchina fotografica, e le solarizzazioni, realizzate esponendo parzialmente la pellicola alla luce durante lo sviluppo.

L’esposizione si articola in diverse sezioni tematiche (autoritratto, ritratto, nudo, cinema, moda, ecc.) che raccontano parallelamente evoluzione artistica e vicende personali del visionario artista vissuto tra Parigi e New York, amico di colleghi e letterati noti quali Marcel Duchamp, Paul Elouard, Pablo Picasso, Tristan Tzara, nonché compagno e amante di donne di estremo fascino come Kiki de Montparnasse, Lee Miller e Juliet Browner, che furono muse e soggetti prediletti dei suoi scatti. 

Gordon BaldwinLittle Hard Clouds Becoming Vessels

📍Fondazione Officine Saffi | fino al 23 dicembre 2025
🎟 Ingresso: libero

Come diciamo sempre, visitare mostre in giro per Milano – oltre a essere un piacere di per sé – porta anche alla scoperta di bellissime location. Per esempio, sapevate che la nuova sede di Fondazione Officine Saffi – in zona Sarpi – è dotata di un meraviglioso cortile lussureggiante, oltre agli uffici, alla spaziosa sala espositiva e al laboratorio dove vengono organizzati workshop di ceramica?

Al momento la fondazione ospita la personale dell’inglese Gordon Baldwin (1932 – 2025), il cui titolo – Little Hard Clouds Becoming Vessels – rimanda a un passaggio della sua poesia The Severity of Clouds, ispirata a uno scritto di Jean Arp
Le opere scultoree esposte sono tutte dotate di fori o aperture che rimandano al concetto di vaso (vessel), praticati non tanto per renderle funzionali, quanto per trasmettere l’idea di uno spazio interiore (inscape) nascosto. Consigliamo di visitare la mostra durante le ore più assolate, durante le quali lo spazio espositivo viene invaso dalla luce naturale proveniente dal soffitto vetrato. 

Attraverso le Stanze

📍Tommaso Calabro | fino al 13 dicembre 2025
🎟 Ingresso: libero

Tra le mostre a Milano da vedere a novembre 2025, infine, c’è la collettiva a cavallo tra arte e design in corso presso la galleria Tommaso Calabro. Il progetto espositivo Attraverso le Stanze racconta di un epoca – quella compresa tra gli anni Sessanta e Settanta – in cui in Italia cominciano a intrecciarsi profondamente la sfera pubblica dell’arte e quella privata, e i collezionisti a concepire le proprie abitazioni come spazi di dialogo tra arte, design e vita quotidiana.
Gli oggetti d’arte e design, insomma, diventano parte integrante del racconto di vita di chi se ne circonda, più che meri oggetti da esibire. 

In galleria vengono dunque ricostruiti tre ambienti domestici che esplorano universi distinti, arredati con opere di artisti quali Emilio Tadini, Fausta Squatriti, Niki de Saint Phalle e Daniel Spoerri – solo per citarne alcuni – e accattivanti arredi vintage provenienti dall’archivio di design Triplef, fondato da Federica Formilli Fendi

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E nel frattempo hanno inaugurato anche:

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Due passi nel quartiere Risorgimento a Milano: cosa vedere e mangiare in zona /quartiere-risorgimento-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare/ /quartiere-risorgimento-milano-cosa-vedere-e-dove-mangiare/#comments Tue, 21 Oct 2025 07:00:00 +0000 /?p=88900 In cerca di ispirazione su cosa fare e dove mangiare, bere e fare shopping in zona Risorgimento? Qui trovate tanti suggerimenti!

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Dopo la guida del quartiere Calvairate e quella di Anfossi, continuiamo a esplorare il versante est di Milano ma spingendoci leggermente più a nord, nella bella, tranquilla e verdeggiante zona Risorgimento. Ecco a voi la nostra selezione di cose da fare e vedere e di posti dove mangiare, bere e fare shopping nel quartiere Risorgimento, tra palazzi signorili e viali alberati.

Quartiere Risorgimento a Milano: cosa vedere e cosa fare

  • TEATRO MENOTTI. Fino al 2010 sede del Teatro dell’Elfo, l’attuale Teatro Menotti (o meglio “Teatro Menotti Filippo Perego”, da quando l’architetto e mecenate Filippo Perego l’ha salvato dal pericolo di essere trasformato in un parcheggio) ha casa al civico 11 dell’omonima via e può ospitare fino a 500 spettatori. La variegata programmazione spazia da spettacoli di teatro contemporaneo e d’innovazione ad altri più sociali e politici, oltre a spettacoli musicali e altri pensati per il pubblico più giovane. Al suo interno si trova anche un bistrot
  • CASE COLORATE DI VIA LINCOLN. Questa via e le sue case sono talmente belle che, tempo fa, gli dedicammo un intero articolo. Inutile dire che non ci dispiacerebbe per nulla abitare in una di queste deliziose villette con cortile contraddistinte da tinte sgargianti. 
  • MUSEO DEI CAPPUCCINI. Nato nel 2001 per conservare, valorizzare e rendere accessibile al pubblico il patrimonio artistico-culturale dell’Ordine dei frati minori Cappuccini della Lombardia, il museo – oltre alla messa in mostra della collezione permanente – organizza anche esposizioni temporanee.
  • CHIESA DELLA SANTA CROCE. Costruita su progetto dell’architetto piemontese Cecilio Arpesani tra il 1913 e il 1917, la chiesa di Santa Croce richiama nello stile le prime basiliche cristiane costantiniane. Magnifica la facciata di mosaici di ispirazione bizantina, realizzati tra il 1960 e il 1961. 
  • OSART GALLERY. Di questa galleria d’arte contemporanea vi avevamo già parlato tempo addietro. Ubicata dal 2017 in Corso Plebisciti, Osart Gallery sta attualmente concentrando la propria programmazione di mostre personali e collettive principalmente sulla scena emergente africana
  • SOGGETTIVA GALLERY. Uno dei nostri posti preferiti in zona Risorgimento è senza ombra di dubbio la galleria d’arte cinematografica Soggettiva Gallery. Non solo perché custodisce magnifiche opere grafiche, fotografiche e illustrate a tema cinema (che ovviamente – oltre a essere ammirate in loco – possono essere acquistate a prezzi accessibili), ma anche per il senso di accoglienza e la passione che animano i due proprietari Alberto Bozzoli e Raoul Simoni (co-fondatori, tra l’altro, di un altro posto molto speciale di Milano, Il Cinemino). 
  • LES GARÇONS DE LA RUE. Ad avere casa in zona Risorgimento – e più precisamente in via Archimede – è anche una delle quattro sedi della catena di parrucchieri Les Garçons de la Rue. Che vogliate cambiare colore di capelli, fare un trattamento curativo per la vostra chioma, tagliare drasticamente (ma anche limitarvi a una spuntatina), decolorare o altro ancora, questo è sicuramente un indirizzo che – per la nostra esperienza – ci sentiamo di consigliarvi. 
  • WAREW SKINCARE GIAPPONESE. Rimanendo in ambito beauty, in viale Premuda si trova anche il flagship store del brand giapponese di skincare Warew. Oltre all’acquisto dei prodotti, qui è possibile sottoporsi – in seguito a un’apposita seduta di consulenza – a trattamenti personalizzati che ne massimizzano l’efficacia, effettuati da specialiste in cura della pelle.
  • GIARDINI ITALO PIETRA. All’interno dei giardini Italo Pietra – che si sviluppano nell’area centrale di corso Indipendenza a partire da piazza Risorgimento fino piazzale Dateo – sono presenti una palestra all’aria aperta, un campo di calcetto e uno da basket

Quartiere Risorgimento a Milano: dove mangiare

  • AI FIORI BLU. Dove mangiare in zona Risorgimento? Senz’altro una buona opzione può essere questa enoteca con cucina dall’atmosfera rilassata, che serve piatti gustosi e preparati con cura da accompagnare a vini naturali e non. Ha anche un piccolo cortile interno in cui mangiare all’aperto nella bella stagione. A noi è piaciuto molto.
  • TEMP ENOTECA. Tra le enoteche con cucina più interessanti in città c’è anche Temp, dove vengono serviti ottimi taglieri di salumi e formaggi ma anche panini e piattini vari. Ovviamente si beve anche molto bene. Uno dei nostri posti preferiti in città
  • CIZ CANTINA E CUCINA. Proseguiamo con un’altra enoteca con cucina (d’altra parte a Milano è un format che va fortissimo) in zona Risorgimento: Ciz. Qui la cantina conta più di 1700 etichette provenienti da tutto il mondo e la cucina propone antipasti, insalate, primi e secondi. Non mancano specialità milanesi come il risotto allo zafferano e i mondeghili.
  • LA CANTINA DI MANUELA. C’è poi La Cantina di Manuela – un’istituzione in città – che dal 2001 in via Poerio combina la passione per il buon vino a quella per il cibo. Un locale vintage con un’ottantina di coperti, dotato anche di un dehors esterno perfetto per l’aperitivo. 
  • ONEST. Ci aveva convinti già a pochi giorni dalla sua apertura (nel 2019), l’ultima enoteca con cucina che vi consigliamo di visitare in zona Risorgimento. Il suo punto di forza? Il delizioso giardino interno e il fatto di essere aperta anche per colazione!
  • LOCANDA DEL MENAROST. In caso veniste colti da un’improvvisa voglia di ossobuco, risotto giallo, tortelli di zucca mantovani, salumi e formaggi lombardi, il posto giusto per soddisfarla è di certo la Locanda del Menarost (che in milanese significa girarrosto). Ambiente caldo e accogliente particolarmente adatto a cene tra amici e pranzi nel weekend. 
  • DAVIDINO CUCINA ROMANA. Ha da pochissimo aperto in via Fratelli Bronzetti il secondo ristorante del patron di Un Sacco Bello. Qui a essere protagonisti sono i ghiottissimi piatti della tradizione romana e dunque via di cacio e pepe, supplì, carciofi e altre squisitezze. 
  • GATTÒ ROBE E CUCINA. Dal 2004 questo simpatico bistrot in via Castel Morrone serve piatti buoni, abbondanti e genuini, preparati con prodotti di primissima qualità, come i latticini provenienti dalla Campania. Da Gattò si sta bene e si torna sempre volentieri, che sia per pranzo, aperitivo o cena
  • KE PIZZA. Alzi la mano chi ama la pizza sottile! In zona Risorgimento trovate ben tre posti in cui mangiarla e il primo è Ke Pizza, dotato anche di uno spazioso cortile interno
  • LE SPECIALITÀ. Il secondo, invece, è assai più pretenzioso e storico. Si tratta di Le Specialità, che da più di 40 anni, tutti i giorni, sforna pizze croccantine sottili come veli.
  • CROCCA. La terza opzione per gli amanti della pizza sottile è infine Crocca. A essere onesti non la nostra preferita del genere (qui trovate il perché) ma dato che dopo la prima sede in via Fiamma ha replicato il format in tutta la città (siamo a 6 aperture a Milano) di certo in molti la pensano diversamente. 
  • LOSTE CAFÉ. Tra i migliori indirizzi dove fare colazione a Milano, e non solo in zona Risorgimento, c’è inequivocabilmente Loste Café. Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 15, sforna non solo incredibili croissant e dolci ma anche focacce e specialità salate, oltre a una piccola selezione di piatti pensati per il pranzo.
  • CAFEZAL. Per i cultori dello specialty coffee c’è inoltre Cafezal (che in portoghese significa proprio “piantagione di caffè”), col suo hub di 450 metri quadri in viale Premuda che include caffetteria, torrefazione, cucina, laboratorio e una zona adibita al coworking. Il weekend è attiva anche la formula brunch. Da non perdere i loro deliziosi pasteis de nata
  • PAN. Sofficissimo shokupan, sfoglie e brioches sia dolci che salate, sfiziosissime pietanze pensate per il pranzo (servite tutti i giorni fino alle 16:00) e una drink list in cui spicca la presenza del matcha: Pan è un locale accogliente in cui rifugiarsi per una colazione, un brunch, un pranzo o una merenda, oltre a una vera e propria panetteria dove acquistare deliziosi prodotti da forno da asporto. 
  • COCOTTE. Ne avevamo parlato approfonditamente tanti anni fa di questa bakery aperta tutti i giorni (tranne lunedì) da mattina a sera, che serve gran parte delle sue specialità sia dolci che salate – da qui il nome – nelle famose terrine in ghisa francesi. Un altro indirizzo da tenere presente per gli amanti della formula brunch
  • PASTICCERIA SISSI. Dagli anni Novanta Sissi rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della pasticceria, e ne sono testimoni le lunghe file che si creano per accedere al locale durante il weekend, complice il grazioso giardino interno. Celebre anche il suo toast
  • PASTICCERIA ADOLFO STEFANELLI. La filosofia alla base della pasticceria di Adolfo Stefanelli è quella di creare prodotti di alta qualità adatti a tutti, dai vegani agli allergici e intolleranti a glutine e latticini, utilizzando materie prime eccellenti prevalentemente italiane (burro e cioccolato, invece, sono francesi) e lavorandole quanto più possibile a mano, senza l’ausilio di macchinari. Se amate i pasticciotti sappiate che Stefanelli è leccese…
  • PANIFICIO DAVIDE LONGONI. Non ha certo bisogno di presentazioni, Davide Longoni, che in breve tempo ha conquistato Milano disseminando in tantissimi quartieri i propri punti vendita. Uno di questi si trova proprio in piena zona Risorgimento (via Fratelli Bronzetti) e permette agli avventori di godersi una pausa e uno spuntino sia ai tavolini all’interno del locale che in quelli nel dehors esterno. 
  • MATER BISTROT. Una delle vie più dense di (validi) locali e ristoranti in zona Risorgimento è indubbiamente via Sottocorno. A cominciare da Mater Bistrot, al civico 1: un piccolo bistrot dall’atmosfera intima, romantica e un po’ decadente, per via dei suoi muri scrostati che ci piacciono molto. Oltre al menu alla carta sono disponibili anche menu degustazione da 5 o 6 portate, proposti per l’intero tavolo. Carta dei vini molto interessante. 
  • GIACOMO BISTROT. Via Sottocorno, oltretutto, è il regno del gruppo Giacomo, che qui conta ben 4 locali. Il primo, in ordine di civico, è il meraviglioso Giacomo Bistrot, contraddistinto dall’elegante arredamento in stile francese e della libreria in legno scuro colma di volumi antichi. Qui vengono serviti piatti classici come i mondeghili, il vitello tonnato, il risotto giallo, la cotoletta alla milanese e le melanzane alla parmigiana. All’interno della cantina vi è anche un tavolo isolato indicatissimo per cene ed eventi privati
  • DA GIACOMO RISTORANTE. E se il bistrot offre soprattutto carne, al ristorante – che si trova proprio di fianco – è il pesce a essere protagonista della carta. A livello stilistico qui si è optato per un’atmosfera più solare: pareti gialle e boiserie verde, stucchi, archi e un pavimento di graniglia a disegno rimandano a una Milano di inizio Novecento
  • GIACOMO ROSTICCERIA. Infine (dell’ultimo Giacomo vi parleremo fra poco, nella sezione dedicata allo shopping), poco più avanti sorge una piccola gemma con giardino. Nella sua rosticceria Giacomo serve polli allo spiedo e appetitosi fritti, primi piatti della tradizione (come il riso al salto e le lasagne alla bolognese) e secondi per lo più di carne, all’interno di un ambiente più semplice e informale dei precedenti ma sempre molto curato e dall’aria retrò. 
  • THE LAB – UNCONVENTIONAL BURGER EXPERIENCE. Sempre nella stessa via si trova anche questo posticino che serve hamburger “non convenzionali”. Dove sta l’originalità di The Lab? Negli ingredienti 100% italiani che caratterizzano le farciture: risotto allo zafferano, guanciale di Norcia, peperone crusco e spianata calabra piccante, per esempio.
  • MEZÈ. In chiusura di questo “tour nel tour” in via Sottocorno troviamo infine un ristorante di cucina libanese che ci ha decisamente convinto quando lo abbiamo provato: Mezè. La domenica il locale offre anche la possibilità di fare una tipa colazione libanese a 20€, comprensiva di una base fissa di bevande e pietanze e di un piatto a scelta come il Baid Bi Aawarma (uovo all’occhio di bue con carne di agnello).
  • PIBÄ. Dalla cucina libanese passiamo ora alla cucina argentina. Pibä – oltre a 13 locali in Argentina e uno a Barcellona – dal 2019 ne ha uno anche a Milano e propone ottima cucina in formato street food, da accompagnare a birre autoprodotte, vini e cocktails. Pinchos, hamburger, fritti e empanadas per pranzi, aperitivi e cene informali che vi faranno sentire in viaggio! Spesso vengono organizzate serate musicali (qualcuno ha detto cumbia?) molto frequentate, che animano piazza di Santa Maria del Suffragio.
  • GONG ORIENTAL ATTITUDE. Per la cucina cinese gourmet, invece, l’indirizzo da segnare in zona Risorgimento è Gong, a pochi passi dalla fermata della metro Tricolore. Oltre al menu alla carta, il ristorante propone tre lussuosi menu degustazione (Classico, Evoluzione e Pecking Duck, quest’ultimo tutto incentrato sull’anatra) con prezzi che vanno dai 140 ai 160€ a persona, escluse bevande. Da tenere presente per un’occasione speciale
  • CINGAPURA. Da non molto, inoltre, in zona Risorgimento è possibile assaporare anche la cucina Nyonya, ossia la sintesi dell’incontro e delle contaminazioni tra cucina di Singapore, cucina tradizionale cinese e cucina malese. Nel grazioso bistrot in via Marcona si mangiano piatti ben fatti che, volendo, possono essere accompagnati da esotici cocktail. Noi ci siamo appena stati e ci è piaciuto molto!
  • CASA LEMÓN. Le contaminazioni piacciono anche al ristorante peruviano fusion Casa Lémon, dove sapori peruviani e influenze italiane, spagnole, francesi e nikkei si mescolano, dando vita a un interessante ed eclettico menu.
  • LINBAOBAO. Ramen tirati a mano e ravioli preparati al momento nella cucina a vista sono invece la specialità di questo piccolo ristorante cinese in piazza Emilia, con un eccellente rapporto qualità/prezzo. 
  • EL PORTEÑO PROHIBIDO. Lampadari in cristallo, dettagli dorati, luci soffuse, tende in velluto e sedute rosse contribuiscono a creare l’atmosfera misteriosa e teatrale de El Porteño Prohibido, dove è possibile assaporare un’ottima cucina argentina che vede protagonista assoluta la carne alla griglia, assistendo a spettacoli di tango, musica e teatro. Sono disponibili anche delle salette private
  • SIDEWALK KITCHENS. Uno dei nostri posti preferiti in cui mangiare in zona Risorgimento è senz’altro Sidewalk Kitchens, perché è in continua evoluzione e perché mette d’accordo tutti. Si tratta difatti di un collettivo di insegne in via Bonvesin de la Riva che condivide tavoli e marciapiede: ci si siede e poi si ordina quel che si preferisce; che sia uno smash burger di Chuck’s, un katsusando di Kastusanderia, un bao di Mr. Dumpling o un panino di Totost. Spesso vengono ospitate temporaneamente anche altre realtà. 
  • JUNK’S FOOD SO GOOD. È ormai totalmente anacronistico pensare che il cibo plant-based sia noioso o poco saporito ma questa recente apertura in piazza Risorgimento si pone l’obiettivo di annientare qualsiasi tipo di dubbio a riguardo, offrendo sfizi, fritti, burger e dolci totalmente vegani. Il kimchi compare in molte delle pietanze proposte, e questo non può che farci molto felici. 
  • TUNAS PESCHERIA & BISTROT. Dove mangiare pesce in zona Risorgimento? Tunas, pescheria con cucina, è uno degli indirizzi che ci sentiamo vivamente di consigliarvi. Un locale piccolo e accogliente dove dominano il bianco e blu e in cui il pesce freschissimo è esposto in bella vista all’entrata. Ideale anche per una pausa pranzo settimanale o un aperitivo
  • OMEGA 3. L’altra opzione che vi proponiamo in zona per deliziare il vostro palato con un’ottima cucina di pesce, è Omega 3. Nessuna velleità creativa; solo tanta attenzione alla materia prima e dedizione nel trasformarla e servirla. 
  • GELATERIA CONCORDIA. A chiudere, in dolcezza, la nostra selezione di indirizzi mangerecci in zona Risorgimento non possono che esserci le gelaterie. Gelateria Concordia, in piazza Risorgimento dal 1999, è un punto di riferimento del quartiere e al pomeriggio pullula di bambini e ragazzi famelici appena usciti da scuola. Disponibili anche gelati vegani e senza glutine.
  • IL FELICE GELATO. Poco distante si trova anche Felice, che oltre che gelateria è bakery. Qui è anche possibile accomodarsi ai tavoli, sia interni che esterni al locale.
  • LUCA GELATO. Anche il gelato di Luca, approdato molto più di recente in zona, è decisamente valido e genuino, preparato artigianalmente ogni giorno nel laboratorio interno. Col suo carrettino si rende disponibile anche per eventi, pop-up e feste private
  • GELATERIA GIOVA. Infine, in corso Indipendenza, potete provare il gelato di Giova, con i suoi 12 gusti classici sempre presenti e alcuni extra a rotazione.  

Quartiere Risorgimento a Milano: dove bere

  • ONDA LISTENING BAR. A far parte del collettivo di insegne Sidewalk Kitchens, di cui parlavamo poc’anzi, è anche questo listening bar che serve drink degni di nota dalle 19 alle 2, da martedì a sabato. Se ve la sentite potete anche proporvi come selector di vinili, compilando l’apposito modulo che si trova sul sito. 
  • PICCANTINO. Se siete tiratardi, Piccantino è il chiosco in piazza Risorgimento in cui tutti i giorni, domenica compresa, potete bere qualcosa fino alle 3 del mattino. Vengono serviti anche abbondanti taglieri per l’aperitivo e panini farciti. 
  • MAREMOTO BREWING. Per bere birra (della casa ma anche di altri birrifici italiani e stranieri), fare una partita a biliardo, giocare a freccette e vedere partite sportive, vi suggeriamo questo pub in zona Risorgimento dichiaratamente ispirato ai beer bar statunitensi. La proposta gastronomica comprende proposte quali sandwich al pastrami, pulled pork, ali di pollo, quesadillas ed empanadas.  
  • BLITZ. Questo bel cocktail bar in viale Premuda rappresenta un’ottima opzione per bere drink classici o signature prima e dopo cena. Ha anche qualche tavolino esterno. 
  • PICININ COCKTAIL BAR. Sempre in viale Premuda si trova inoltre quest’altro cocktail bar, con una drink list molto interessante e luci soffuse che lo rendono ideale anche per un date romantico. Aperto tutte le sere – tranne il lunedì – fino alle 2, venerdì e sabato fino alle 3. 
  • BANCO D’ASSAGGIO. Profili social abbandonati a se stessi, nessun ufficio stampa e di conseguenza poco chiacchiericcio a riguardo… Ebbene sì, anche a Milano esistono ancora realtà di quartiere poco conosciute ma molto apprezzate dalla clientela di zona. È il caso di Banco d’Assaggio, una piccola enoteca dotata di dehors esterno in via Fratelli Bronzetti, dove poter bere ottimo vino con qualcosa da stuzzicare.
  • LA MANIERINA. Un altro indirizzo in zona Risorgimento da tenere presente per bere un buon calice (o un cocktail) immersi in una calda e intima atmosfera è La Manierina. Pareti rosse, mobilio in legno scuro, comodi divani e poltroncine, rendono molto accogliente questa enoteca che serve anche alcuni piatti e taglieri

Quartiere Risorgimento a Milano: dove fare shopping

  • COLLANINE COLORATE. In via Mameli sorge il delizioso punto vendita di un giovane brand artigianale made in Italy che amiamo: Collanine Colorate. Tutti i prodotti – prevalentemente collane ma anche catenine per occhiali, portachiavi, braccialetti – sono creati a mano con materiali naturali di alta qualità, pensati per durare nel tempo e per donare quotidianamente gioia a chi li indossa. 
  • KIKOLLE LAB. Dedicato ai bambini da 0 a 3 anni, Kikolle Lab è uno spazio pensato per intrattenerli giocando e stimolando la loro fantasia con laboratori, come quelli di cucina o arte. Disponibile anche per feste di compleanno.
  • STEPHAN JANSON. Come sapete siamo sempre felici di farvi conoscere posti speciali e un po’ nascosti, quindi eccoci pronto per parlarvi del negozio, sartoria e quartier generale dello stilista provenzale Stephan Janson. Entrando nel cortile del civico 21 di via Goldoni ci si trova di fronte una parete ricoperta di piante rampicanti e a una porta a vetri dalla quale si scorge una parete interamente occupata da una collezione di farfalle. Entrando si accede al negozio monomarca – affacciato su un giardino “segreto” –  in cui le creazioni di Janson sono circondate da opere d’arte contemporanea. Vengono realizzati anche abiti da sposa
  • MIKI THUMB. Se ci siete passati davanti è altamente probabile che siate stati tentati di dare una sbirciatina all’interno di questa boutique multimarca di abbigliamento femminile. Le sue coloratissime vetrine, infatti, ingolosiscono e si fanno decisamente notare. Calzini, borse, camicie a stampe multicolor, capispalla, scarpe, cappelli, cinture: qui si trova davvero un po’ di tutto.
  • MAURIZIO PECORARO BOUTIQUE. Vicinissimo a Miki Thumb sorge anche questo negozio di abbigliamento, accessori, bijoux e pezzi di arredo vintage. Stupendo!
  • DEPOSITO 54. Per lo shopping al femminile un altro negozio di abbigliamento da visitare in zona Risorgimento è Deposito54, dove capi classici e “sempreverdi” si alternano ad altri più divertenti e originali, per dare un twist ai propri look. 
  • PASÌ. Graziosissimo anche Pasì, in piazza Risorgimento, la cui selezione di capi e accessori donna è curata con gran gusto
  • VELASCA SCARPE UOMO. In via Archimede si trova uno dei punti vendita milanesi del brand italiano di calzature e abbigliamento Velasca. Nello specifico, il negozio in questione è dedicato alle scarpe da uomo, realizzate artigianalmente nelle Marche. Se siete in cerca di calzature eleganti, dallo stile classico e a prezzi che possono considerarsi accessibili per il genere, è qui che vi consigliamo di recarvi. 
  • TANDEM. I bimbi crescono in fretta e molto spesso è davvero inutile spendere cifre folli per accessori, giocattoli e vestiti nuovi. Per questa ragione i negozi di second hand per bambini come Tandem possono essere davvero una grande risorsa. Qui si possono sia vendere che acquistare prodotti per bambini e ragazzi dagli 0 ai 14 anni in ottime condizioni e a prezzi competitivi.
  • IL SALVAGENTE FASHION OUTLET. Dal cortile interno di una palazzina in via Fratelli Bronzetti si accede allo storico fashion outlet di abbigliamento griffato Il Salvagente, che dal 1978 seleziona e vende capi d’abbigliamento, accessori e calzature di marca a prezzi super scontati.  
  • SPINNAKER. Un negozio nautico che offre abbigliamento tecnico per velisti (cerate, indumenti termici, mute, ecc.) e capi classici in stile marina, oltre a una selezione di oggetti, quadri e arredi sempre a tema. 
  • PENELOPE INTERNI. Se siete appassionati di negozi e mercantini di arredamento vintage sicuramente già conoscete Penelope Interni. L’assortimento di elementi decorativi, mobili e oggetti di arredo è sorprendente – sia in termini quantitativi che qualitativi – e comprende pezzi davvero originali e stravaganti. Un posto che amiamo alla follia.
  • VICOLO VIA MAMELI. È uno dei nostri negozi di arredamento preferiti a Milano, Vicolo Via Mameli, e lo è perché raccoglie una selezione di bellissimi articoli, ma anche perché ha il potere di trasportare chi varca la sua soglia in un altro tempo e in un altro luogo. Da visitare assolutamente se siete in giro in zona Risorgimento.  
  • IKEBANA FLEURS. Passando davanti alle vetrine di questo negozio in via Sottocorno si viene rapiti dai colori e dalla bellezza di piante e fiori esposti. Poi si entra, ci si avvicina, si osserva con molta attenzione e ci si accorge che quelle magnifiche piante e quegli incantevoli fiori sono finti – seppur incredibilmente realistici – e a quel punto si resta totalmente sbalorditi. Indirizzo da tenere presente anche per addobbare casa e tavola durante le feste natalizie. 
  • LIBRERIA CENTOFIORI. Sapendo quanta fatica facciano a sopravvivere a Milano le librerie indipendenti, ci teniamo sempre molto a segnalarvi quelle che si trovano all’interno dei vari quartieri di cui vi parliamo. In piazzale Dateo, dal 1975, si trova Libreria Centofiori, che organizza anche presentazioni e gruppi di lettura per ragazzi
  • LIBRERIA DELLE DONNE. Più che una libreria un’istituzione storica della cultura femminista a Milano. Dal 1975 rappresenta uno spazio di incontro, scambio e discussione (oltre a vendere libri, ça va sans dire).
  • COLORIFICIO MOTTOLA. Se cartolerie e colorifici vi fanno almeno la metà dell’effetto che fanno a noi (ossia: voglio tutto), sappiate che in zona Risorgimento c’è Mottola, che oltre a vendere tutto il necessario per pittura muraria, hobbistica e belle arti, organizza anche corsi di ricamo e di decorazione su ceramica e porcellana
  • EXCALIBUR GAMES. È uno dei più grandi negozi specializzati in giochi da tavolo per tutte le età della Lombardia e organizza durante tutto l’anno tornei ed eventi. È anche un punto di riferimento per gli appassionati del mondo Magic the Gathering, di cui dal 2019 è WPN Premium (non vi preoccupate se non state capendo; son robe da “nerd”). 
  • BASSLINE MUSIC SHOP. Come ben si evince dal nome, Bassline è un negozio specializzato in bassi (sia nuovi che usati) e a tutto ciò che a essi è legato: amplificatori, pedali, corde, contenitori, tracolle e molto altro.  
  • TERROIR. Torniamo ora al mondo food and beverage ma per parlare di posti dove acquistare prodotti e specialità da asporto. Come Terroir, per esempio, un negozio di alimentari biologici in cui si possono trovare specialty coffee e pregiati ; prodotti freschi, da forno e secchi; vini naturali, cioccolati e olii. 
  • EASTERN LEAVES. Nella sua sala da tè di via Macedonio Melloni Eastern Leaves vende tè artigianali cinesi sia di propria produzione che non, oltre a ceramiche realizzate a meno in Cina. Organizza inoltre degustazioni dei suddetti che durano circa un’ora e mezza e hanno un prezzo a persona che si aggira attorno ai 30€ per persona. Tutto stupendo, packaging dei tè compreso.
  • GIACOMO PASTICCERIA. Vi abbiamo già ampiamente parlato di Giacomo e delle sue svariate realtà in via Sottocorno ma, se ben ricordate, ne mancava ancora una all’elenco. Si tratta dell’elegante pasticceria, paradiso dei golosi, in cui poter acquistare prelibati dolci artigianali.
  • ENOTECA ARNÈ. Rimaniamo ancora un attimo in via Sottocorno, perché è sempre qui che sorge l’enoteca a gestione familiare Arnè: al piano superiore intere pareti fitte di etichette; al piano inferiore le proposte per regalistica privata e aziendale in cui si è specializzata negli anni. 
  • PASTA FRESCA PESCE EMILIANA. Per pasta fresca, gnocchi, lasagne e sughi pronti c’è il pastificio di Emiliana Pesce, la cui esperienza nel campo risale al 1968, quando aprì il primo punto vendita ad Acqui Terme. Preparatevi, però, a una spesa non esattamente contenuta. 
  • IL MONDO IN TAVOLA. Un tempo si chiama Surgelati dal Mondo; ora ha cambiato nome ma il “mondo” rimane. È il posto in cui recarsi in zona Risorgimento per trovare prodotti e ingredienti provenienti da altri Paesi o specialità regionali: da mate, dulce de leche e chimichurri argentini, a udon e ravioli cinesi, passando per testaroli liguri, pici toscani e pasticciotti leccesi.
  • MERCATO CONTADINO. Ogni sabato mattina, dalle 7:30 alle 14, piazza Santa Maria del Suffragio ospita il Mercato Contadino e i suoi banchetti di prodotti agricoli freschi e a kilometro zero. A partecipare sono più di 20 aziende provenienti per lo più dalle province di Milano, Cremona, Pavia e Mantova.

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5 mostre a Milano a ottobre 2025 da visitare assolutamente /mostre-milano-ottobre-2025/ /mostre-milano-ottobre-2025/#comments Tue, 30 Sep 2025 03:32:00 +0000 /?p=88654 L'autunno è arrivato e con lui tante nuove esposizioni in città. Ecco 5 mostre a Milano a ottobre 2025 da non perdere!

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La città è tornata a pieno regime, palinsesto autunnale di mostre compreso. Eccoci dunque prontissimi al vostro servizio, per darvi una mano a orientarvi tra tutte le mostre a Milano a ottobre 2025!

La rassegna di questo mese include tre mostre a pagamento e due gratuite. Due sono le monografiche che vi suggeriamo di visitare a Palazzo Reale: una di una straordinaria e rivoluzionaria artista surrealista e l’altra del “primo pittore” del Regno d’Italia napoleonico. Ci sono poi la retrospettiva che il Mudec dedica a uno degli artisti più influenti e riconoscibili del secolo scorso, con le sue opere caleidoscopiche; la doppia personale in una galleria d’arte approdata di recente in città e la prima personale di un fotografo di moda inglese molto stimato da appassionati e addetti ai lavori, ma forse meno conosciuto al grande pubblico (per lo meno di nome). Pronti a scoprire di più sulle 5 mostre a Milano a ottobre 2025 da visitare assolutamente?

5 mostre a Milano a settembre 2025 da non perdere

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Leonora Carrington

📍Palazzo Reale | fino al 11 gennaio 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

La nostra carrellata di mostre a Milano a ottobre 2025, si apre con una monografica meravigliosa, dedicata a una delle artiste più influenti e rivoluzionare del XX secolo: Leonora Carrington. Il progetto si presenta in continuità con l’altra mostra che Palazzo Reale ha ospitato fino a luglio scorso; ossia quella di Leonor Fini, con cui Carrington ha diversi punti di contatto. Si tratta infatti di due artiste e intellettuali estremamente moderne, rivoluzionarie e anticonformiste; entrambe legate al Surrealismo

Nelle opere di questa straordinaria artista sogno e realtà, mito e psicologia, politica e magia si intrecciano, creando universi complessi e multiformi abitati da creature ibride e fantastiche. Il percorso espositivo si pone l’obiettivo di ripercorrere tutta la carriera artistica di Carrington, dai primi passi mossi a Firenze (dove venne profondamente influenzata dalla pittura del Trecento e Quattrocento), fino al periodo in cui si trasferì stabilmente in Messico, dove il suo interesse per la magia, l’alchimia, i tarocchi e l’astrologia diventò sempre più profondo. 

Ogni singola tela rappresenta un universo fiabesco davanti alla quale si potrebbero trascorrere ore osservando ogni singolo dettaglio; spazi di ribellione in cui ruoli di genere e gerarchie sociali vengono sovvertiti; in cui le donne e l’ambiente sono al sicuro nonché protagonisti assoluti. Vi invitiamo davvero caldamente a visitare la mostra, consigliandovi l’ausilio dell’audio-guida per potervi immergere quanto più possibile nella sua storia personale e artistica. Noi l’abbiamo adorata, rimanendo incantati di fronte alla minuzia stilistica e alla profondità concettuale di ogni singola opera. 

Appiani – Il Neoclassicismo a Milano

📍Palazzo Reale | fino al 11 gennaio 2026
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Non è ancora giunto il momento di allontanarsi da Palazzo Reale, perché anche la seconda mostra della nostra rassegna di ottobre trova casa qui; tra gli Appartamenti del Principe, la Sala del Lucernario e la Sala delle Cariatidi. Appiani – Il Neoclassicismo a Milano mira a ricostruire nel modo più completo possibile il percorso artistico di Andrea Appiani (1754-1817) attraverso un centinaio di opere provenienti da diverse collezioni italiane e internazionali.
Sì, perché l’ultima, parziale, monografica dedicata al “primo pittore” del Regno d’Italia napoleonico risale ormai al 1969; dunque il tentativo del progetto espositivo è quello di tornare a celebrarlo, raccontandolo non solo nella sua dimensione più nota, ma anche in quanto “creatore” di oggetti d’arte in senso lato, come testimoniano bozzetti e disegni realizzati per mobilio nobiliare, medaglie e decorazioni per sportelli di carrozze. 

La carriera di Appiani fu costellata di commissioni religiose, politiche e aristocratiche che lo portarono a realizzare sia monumentali affreschi (a Milano, per esempio, vi sono quelli della cupola di Santa Maria presso San Celso, ma anche quelli custoditi all’interno di palazzi nobiliari come Palazzo Greppi e Palazzo Orsini) che ritratti di personaggi politici – Napoleone in primis – e figure chiave della vita culturale a lui contemporanea, quali Giuseppe Parini, Ugo Foscolo e i fratelli Pietro e Alessandro Verri.

L’esposizione si conclude nella Sala del Lucernario – dove viene ospitato il grande cartone degli affreschi dell’Apoteosi di Napoleone, proveniente dal Louvre – e nella Sala delle Cariatidi, dove vengono invece ricostruiti e ricollocati nella loro posizione originaria i Fasti di Napoleone che un tempo adornavano il ballatoio che correva per tutto il perimetro dello spazio. Da non perdere.

M.C. Escher – Tra Arte e Scienza

📍Mudec | fino al 8 febbraio 2026
🎟 ingresso: intero 16€; ridotto da 14€

Tra le mostre che vi consigliamo di visitare a Milano a ottobre, inoltre, vi è quella che, a di 10 anni di distanza, riporta Maurits Cornelis Escher nel capoluogo lombardo. Rispetto alla spettacolare retrospettiva che gli dedicò Palazzo Reale questa lo è senz’altro meno, vi avvertiamo subito. Ma ormai dovremmo esserne tutti consapevoli: il Mudec cerca sempre una chiave di lettura inedita, capace di mettere in luce aspetti magari meno scenografici ma originali. 

Come suggerisce il titolo, la retrospettiva si focalizza sul ruolo che hanno la matematica e la geometria nell’opera di uno degli artisti più iconici e facilmente riconoscibili del secolo scorso, indagando al contempo anche l’influsso che ebbe l’arte islamica nella costruzione del suo universo grafico. 
Già nel 1926, quando progetta le piastrelle del suo appartamento romano, Escher dimostra un’attenzione maniacale alla simmetria, ma è a partire da 1937 che comincia la ricerca sistematica sulle tassellazioni regolari del piano euclideo. 
Ad accomunare l’arte islamica e quella di Escher sono proprio le tassellazioni e gli schemi geometrici, anche se Escher fece il passo ulteriore di trasformarli rendendoli figure riconoscibili: pesci, pipistrelli, cavalli, uccelli e così via. 

Nelle ultime sale della mostra vi sono anche una (questa sì!) spettacolare stanza immersiva, all’interno della quale vengono proiettate animazioni delle tassellazioni escheriane ad alta definizione (poco indicata a chi soffre di vertigini), e una sezione dedicata ai lavori grafici realizzati su commissione (biglietti di auguri, motivi decorativi per carte da regalo, tessuti, copertine di libri e riviste, ecc.). Molto interessante!

Georg Baselitz & Lucio Fontana – L’Aurora Viene

📍Thaddeus Ropac | fino al 21 novembre 2025
🎟 ingresso: libero

Come sapete ci fa sempre piacere farvi scoprire qualcosa di nuovo, con la nostra rubrica. Dunque vi raccontiamo della doppia personale che vede protagonisti i lavori del tedesco Georg Baselitz (che probabilmente non conoscete) e l’italo-argentino Lucio Fontana (che al contrario vi è quasi per certo noto).

Ospitata dalla galleria d’arte Thaddeus Ropac – da pochissimo approdata a Milano negli spazi di Palazzo Belgioioso precedentemente occupati dalle gallerie Peres Projects e Massimo De Carlo – l’esposizione inaugurale L’Aurora Viene mette in dialogo sculture a dipinti realizzati nell’ultimo decennio da Baselitz e lavori di Fontana datati tra gli anni Trenta e Sessanta.

Pur non essendosi mai incontrati, i due sono in qualche modo legati sia dalla profonda ammirazione nutrita da Baselitz – (che ancora oggi ha uno studio in Italia, a Imperia) per Fontana, sia da quella che il curatore Luca Massimo Barbero definisce una “tensione condivisa. L’idea, cioè, che l’arte non rappresenti ma annunci, non descriva ma evochi, che sia prima di tutto, un atto di apertura verso l’origine”. Si tratta dunque di un confronto per lo più intellettuale tra i due artisti, che si manifesta attraverso tematiche comuni quali la concezione del corpo, dello spazio e del linguaggio. 

Glen Luchford – Atlas

📍10 Corso Como | fino al 23 novembre 2025
🎟 ingresso: libero

Ebbene sì, anche a questo giro siamo giunti alla fine della nostra selezione di mostre a Milano a ottobre 2025. In coda troviamo la prima personale dedicata al fotografo di moda e ritrattista inglese Glen Luchford presso lo spazio espositivo di 10 Corso Como.

Atlas – che lo stesso fotografo definisce “un’orgia visiva di ciò che succede nella mia mente”, un atlante per orientarsi nel suo immaginario – non segue un ordine né cronologico né tantomeno tematico: raccoglie in modo disordinato, come in un collage, trent’anni di scatti, tra editoriali e campagne di moda, ricordi personali, ritratti ed “errori”, come la serie Damage Negatives e il ritratto sovraesposto di Björk realizzato per la rivista The Face

A essere lampante è la visione cinematografica di Luchford, come testimoniano le campagne create per Gucci a partire dal 2015, con le quali ha fortemente contribuito a definire l’immaginario dell’allora direttore creativo Alessandro Michele: indimenticabili le foto ispirate al cinema anni Cinquanta, popolate da alieni e mostri della laguna.
Una mostra gratuita, a nostro parere non imperdibile ma sicuramente piacevole (e veloce) da visitare.

Vi ricordiamo, inoltre, essere ancora in corso alcune bellissime mostre a Milano di cui vi abbiamo già parlato in precedenza:

E che nel frattempo hanno inaugurato anche:

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5 mostre a Milano a settembre 2025 da visitare assolutamente /mostre-milano-settembre-2025/ /mostre-milano-settembre-2025/#comments Mon, 01 Sep 2025 02:05:00 +0000 /?p=87937 Ecco una selezione di mostre a Milano a settembre 2025 da visitare assolutamente per riprendersi al meglio dal rientro dalle vacanze!

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La nostra pausa è terminata e, ricaricati a dovere, siamo pronti a tornare da voi coi nostri articoli e consigli. Per la rubrica di questo mese a tema arte, abbiamo quindi selezionato due personali (una a pagamento e una gratuita) in corso nella stessa location, entrambe di artisti italiani contemporanei; una giocosa esposizione da visitare in uno studio-museo che amiamo molto; l’interessantissima antologica di un duo di artisti che ha messo amore e potere al centro del proprio lavoro e la retrospettiva dedicata a una fotografa ritrattista che riscosse molto successo tra le due grandi guerre. Insomma, se ad agosto avete sentito la mancanza di un po’ di arte, non temete: qui trovate 5 mostre a Milano a settembre 2025 da visitare assolutamente. Buona lettura.

5 mostre a Milano a settembre 2025 da non perdere

Valerio Berruti – More Than Kids

📍Palazzo Reale | fino al 2 novembre 2025
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€

Diamo il via alla nostra rassegna di mostre a Milano da visitare a settembre 2025 con la più grande personale mai realizzata dell’artista albese Valerio Berruti (1977). Ad accogliere i visitatori di Palazzo Reale, che ospita More Than Kids, è la scultura monumentale Don’t Let Me Be Wrong, situata nel cortile centrale: il busto di una bambina con lo sguardo preoccupato rivolto verso il cielo. Con questa prima opera Berruti vuole mettere gli spettatori in allerta: se continuiamo a ignorare gli avvertimenti che ci arrivano dalla scienza, le catastrofi climatiche cambieranno la società così come la conosciamo per sempre. All’interno della scultura, un cortometraggio inedito la cui colonne sonora è stata firmata da Daddy G (fondatore dei Massive Attack) mostra cosa potrebbe accadere in futuro. 

I bambini di Berruti, infatti, non rappresentano solo l’infanzia, ciò che siamo stati, ma anche il possibile futuro ancora da scrivere. Come afferma il curatore Nicolas Ballario: “Le sue opere non parlano dell’infanzia, ma usano quel periodo della vita dove tutto può ancora avvenire per chiederci se siamo ancora in tempo per cambiare le cose”. 

L’esposizione si conclude però in modo giocoso e speranzoso, con un vero e proprio carosello funzionante (La Giostra di Nina) sul quale i visitatori posso salire e cavalcare dei passerotti. Non è ancora detta l’ultima parola, ma dobbiamo aprire gli occhi, porci domande e agire al più presto.  

Remo Salvadori

📍Palazzo Reale | fino al 14 settembre 2025
🎟 ingresso: libero

A essere ospitata da Palazzo Reale è anche la seconda delle mostre a Milano che vi consigliamo di visitare a settembre (avete tempo fino al 14!). L’esposizione, a ingresso gratuito, è dedicata a Remo Salvadori (1947) il quale, a partire dagli anni 70, ha sviluppato un linguaggio artistico personale e una poetica le cui tematiche principali e ricorrenti sono il concetto di triade, quello di trasformazione e mobilità, la circolarità, l’infinito e l’alchimia. Il suo orientamento, non solo artistico ma anche esistenziale, si può dire rivolto verso il superamento delle contrapposizioni e il raggiungimento di uno stato di equilibrio e armonia

Ne sono esempi lampanti opere quali Continuo infinito presente – con cui si apre l’esposizione-, costituita da 16 anelli concentrici costituiti da cavi di acciaio, ma anche No’ si volta chi a stella è fisso, composta da otto poliedri in metallo lucido riflettente disposti a formare una stella centrale; il titolo rimanda a un aforisma di Leonardo da Vinci e suggerisce di rivolgere ostinatamente la propria attenzione verso ciò a cui si è davvero interessati, senza farsi distrarre dai fatti irrilevanti dai quali si è circondati.

Vi segnaliamo che una piccola parte della monografica è esposta presso l’attiguo Museo del Novecento; qui l’ingresso è a pagamento ma potrebbe trattarsi di un ottimo pretesto per vedere anche la sempre meravigliosa e ricchissima collezione permanente. 

Gioco e Progetto, Progetto è Gioco

📍Fondazione Achille Castiglioni | fino al 27 maggio 2026
🎟 ingresso (su prenotazione scrivendo a [email protected]
): intero 15€; ridotto da 10€ a 7€

È giunto il momento di passare alla mostra più divertente tra quelle che vi suggeriamo di visitare a Milano a settembre (o nei mesi successivi, dato che in realtà dura fino a maggio prossimo). Si tratta di Gioco e Progetto, Progetto è Gioco, in corso presso la Fondazione Achille Castiglioni, in cui viene annualmente organizzata un’esposizione sia come scusa per esplorare l’immenso archivio, sia per rendere più dinamiche e coinvolgenti le visite guidate.

Per questa occasione il tema scelto è quello, appunto, del gioco, che ha sempre contraddistinto l’approccio del famoso architetto e designer. Giovanna Castiglioni – figlia più piccola di Achille, guida appassionata – per l’esposizione ha raccolto anche i giocattoli regalati a lei e al fratello Carlo dal padre quando erano bambini e quelli collezionati in età adulta, spinta dallo stesso spirito curioso e vivace che animava il genitore. Pur non avendo mai progettato giocattoli, Achille Castiglioni ne era affascinato e da essi prendeva ispirazione. Tant’è che nella stanza dei prototipi a essere presentati sono i progetti e gli allestimenti più giocosi dei fratelli Castiglioni. 

Se non avete mai visitato la Fondazione sappiate che le visite guidate di Giovanna sono molto divertenti, interessanti, e includono una serie di domande atte a stimolare ingegno e creatività. “Progettare è un gioco serio”…va ne renderete senz’altro conto! La mostra, per ovvi motivi, è molto adatta anche ai bambini.

I Only Want You To Love Me

📍Pac | fino al 14 settembre 2025
🎟 ingresso: intero 8€; ridotto 6,50€

La norma, si sa, è un costrutto culturale arbitrario ma, nonostante ciò, riesce a imporsi e a esercitare rigide forme di controllo che marginalizzano ciò che non rientra nei suoi confini. Vale anche in ambito affettivo e sessuale, ed è proprio attorno a questa dinamica che si sviluppa la ricerca del duo Lovett/Codagnone (1995-2019), a cui il PAC ha dedicato la prima mostra antologica: I Only Want You To Love Me

John Lovett e Alessandro Codagnone sono stati compagni di lavoro e vita fino al 2019, quando il secondo è scomparso. Ai tempi del loro incontro, Lovett lavorava come fotografo mentre Codagnone sperimentava in ambito video. Per i loro lavori si sono serviti sia di un media che dell’altro, per poi confrontarsi anche con performance, scultura e installazione. Con un unico obiettivo: generare opere capaci di mettere in discussione ruoli e rapporti di potere. Greetings (1996) – per esempio – è una serie fotografica in cui la coppia è ritratta sola o in compagnia, sempre vestita secondo i codici della cultura leather/BDSM.

Un’altra installazione che ci ha colpiti è quella intitolata Death Disko: Last Dance (2015). Quello della disco-music, negli anni 70, è stato molto più di un fenomeno musicale: le piste da ballo divennero spazi di integrazione. Il 12 luglio del 1979, però, in un parco di Chicago ci fu la cosiddetta Disco Demolition Night, durante la quale centinaia di dischi vennero bruciati. Si della violenta reazione di un’America bianca ed eterosessuale che si sentiva minacciata. L’opera riporta al triste evento mettendo in scena un dancefloor distrutto in cui risuona come un lamento, ossessivamente, Last Dance di Donna Summer. Dura solo fino a metà mese, non perdetevela!

Ghitta Carell – Ritratti del Novecento

📍Villa Necchi Campiglio | fino al 12 ottobre 2025
🎟 ingresso: intero 15€; ridotto 9€

A chiudere la nostra carrellata di mostre a Milano a settembre 2025, è la retrospettiva che il FAI dedica alla fotografa ritrattista Ghitta Carell (1899-1972), presentata all’interno dell’incantevole cornice di Villa Necchi Campiglio

Nata in una famiglia ebrea in Ungheria, Ghitta Klein – poi ribattezzatasi Carell – decise di trasferirsi in Italia in seguito a un viaggio compiuto nel 1924 a Firenze. Entrò in contatto con aristocrazia, élite intellettuale e classe politica, e ne divenne la fotografa più richiesta. Davanti all’obiettivo della sua macchina fotografica – esposta in mostra – posarono personaggi quali Vittorio Emanuele III e la regina Elena; Umberto e Maria José di Savoia; Benito Mussolini e Neville Chamberlain; Margherita Sarfatti, Walt Disney, Cesare Pavese e Giò Ponti.

A contraddistinguere i suoi scatti – disposti sia nell’apposita area espositiva della villa che all’interno delle sue stanze – è il mix tra solenne formalismo e stile hollywoodiano. Oltre a studiare minuziosamente posa e abbigliamento dei suoi soggetti, Carell post-produceva già a quei tempi – proprio come si fa ora con Photoshop – le immagine scattate, per migliorarne ulteriormente l’aspetto: le grandi lastre fotografiche (18×24 cm) venivano infatti ritoccate servendosi di un leggio e di una serie di strumenti quali matite, pennelli, colori e raschietti. 

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